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Dicono che gli uomini hanno nemici da abbattere in gioventÚ e mondi da difendere in tarda età. A questa regola fanno eccezione i diavoli che sono creature irregolari. Sfugge soprattutto alle norme valide per gli uomini normali un diavolo colorato. Il diavolo quando è rosso, come il nostro, l'addio alle armi non lo darà mai.


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UNA STORIA

TOTÒ CHE NON DISPERSE IL SEME n tempo nella Locride si peccava di meno, la terra era già un inferno e i suoi abitanti tendevano a evitarsi quello eterno. Il seme non lo si disperdeva quasi mai e ogni notte nei talami si celebrava il rito della fertilità. Totò aveva come unica ricchezza le braccia, un proletario vero, orfano di madre per compensare tale mancanza avrebbe voluto una figlia. Nina la moglie gliene consegnò dieci in vent’anni, dieci belle rosee e floride vite rosa che impallidirono in fretta sfiorendo irrimediabilmente nello spazio di una settimana. Più gliene morirono è più Totò ne fabbricò, muovendo instancabilmente gonadi e braccia. Lavorava duro, vendendo a giornata i suoi muscoli a sollevare le zolle dei ricchi per risparmiare il tanto necessario ad alzar su la prole ambita. Quasi si arrese Totò quando anche il ventre coniugale apparve sfiorire. La speranza rinacque allorché le braccia lo portarono nelle terre di un tale quasi medico oltre che ricco. Anzi quasi veterinario, poiché aveva studiato la cura degli animali mollandola a pochi esami dalla laurea. Lo pseudo dottore rivelò a Totò una verità brutale, soffiandogliela in faccia senza dolcezza. “Le donne sono come le mucche, se hanno il latte avvelenato ammazzano i figli”. Totò comprese e ritentò a fabbricare figli. Con sua somma sorpresa il ventre della moglie ridivenne colmo. Totò per nove mesi zappò senza posa e quando il giorno giunse strappò la figlia alla madre e l’attaccò a una mammella di gomma piena del latte della mucca che col sudore dei muscoli si era comprato. La figlia non sfiorì al settimo giorno né al settimo anno. Crebbe e divenne madre.. si un tempo si peccava di meno nella Locride, si lavorava sodo e grazie a un pazzo che vendeva braccia e cullava sogni Le Chevalier ogni settimana vi rifila una favola. Le Chevalier

CARTOLINE PER LA PADANIA

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di Antonio Calabrò

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LE COLONNE DI ERCOLE

ANTONIO BIONA COMMISSO E I VERMI DI FACEBOOK Le notizie più lette della settimana su larivieraonline.com 1) CHI È L’UOMO PIÙ SEXY DELLA LOCRIDE 2) LA SOLIDARIETÀ DI ANTONIO FERRERI A RITORTO 3) BOVALINO, TOCCARE LA NOSTRA GENTE È REATO 4) LOCRI L’ELISOCCORSO PUÒ ASPETTARE 5) L’INCENDIO CHE ACCESE IL CUORE DI BOVALINO 6) IL NOSTRO TIFO PER LA PROCURA DI REGGIO 7) GIÙ LE MANI DAGLI EROI DEL NOSTRO TEMPO

CAPO VATICANO uattro scogli di bellezza e un’infarinata di ombrelloni sgargianti. Un fondale di rocce e polpi e ricci e granchi che si contendono il loro sole tremolante, l’armonia di baie simmetriche rifugio di Nereidi. Capo Vaticano, smeraldi fusi tra promontori calabri.

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Dati larivieraonline.com

Trenitalia, nuovi orari e nuove corse al 10 Giugno entreranno in vigore i nuovi orari per i treni delle Ferrovie dello Stato. Come già annunciato sono state soppresse numerose corse che viaggiavano da e per Reggio Calabria. Nella nota diffusa da Trenitalia si sottolinea però che saranno ripristinate due rotte notturne: una è quella che da Palermo (12.39) andrà a Milano (10.45), e viceversa, passando per la costa tirrenica; la seconda è quella che percorrendo la dorsale Jonica collegherà Reggio Calabria (21.30) a Milano (14.10), e Milano (15.45) a Reggio (8.05). Non ci resta che vedere quali saranno i risultati di questa nuova politica aziendale sulla vita dei pendo lari calabresi.

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esaparecidos: né vivi né morti, semplicemente scomparsi. Da Facebook. Ingenuo Facebook che si era illuso che amici non si nasce ma si diventa. Un fallimento. Dalla sua agenda oggi mancano una decina di persone. Razza locridea. Ceppo leporide: madre coniglia, padre lepro pezzato. Cagasotto. L’operazione “Falsa Politica” ha fatto danni anche al capo dei capi dei social network. Ma c’è un comune denominatore che sgama i neofuggitivi: L’amicizia col detenauta Antonio Biona Commisso, contemporaneamente nel carcere di Reggio e su facebook. L’ex assessore all’ambiente del governo Figliomeni, colui che ha detto no a Giuseppe il Mastro, è un amico troppo pericoloso per chi è abituato a strisciare e non a camminare a testa alta. Schiene lisce. Di questi tempi il mouse brucia. Un click può trasformarsi in associazione esterna? Una condivisone in affiliazione? Un mi piace in ergastolo? Scriveva un grande Dj nel suo diario da Alcatraz: «Come vermi siamo già alla tesi di laurea, come uomini alle elementari»

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Parlando

di...

ATTUALITÀ NORDICI & SUDICI DI GIOACCHINO CRIACO

Così come tu mi vuoi

A lezione dai Sacco di Bovalino La stampa “straniera” ci dipinge come e quando vuole, «Noi abbiamo ripreso a lavorare...». E l’hanno fatto subito appena si sono spente le fiamme che hanno distrutto il Beach Side. Lavorare per ricostruire, per dare vita a un progetto che non si può fermare. Lavorare senza piangersi addosso, senza far polemica, senza strepiti e vittimismo. Lavorare, i Sacco ci hanno dato una lezione, senza protervia, senza accusa. Hanno detto grazie a tutti quelli che per la prima volta li incoraggiano alla luce del sole, li incitano a voce alta, pubblicamente. Noi pubblicamente li ringraziamo, loro e i ragazzi che gli stanno intorno. Questa è la nostra gente, quella che ci piace, che mostra la crudeltà della nostra terra ma continua ad amarla senza sputargli addosso. Il loro messaggio è limpido, semplice. Niente polemiche, niente muri alzati. No alla cultura del nemico ma braccia aperte a chi comprende che una certa cultura deve finire, che ai danni enormi inferti da un sistema economico spietato alla Calabria non si possono aggiungere le coltellate di chi è o dovrebbe essere figlio di

questa terra. Noi che ci diciamo vicini a loro dobbiamo cavarli fuori dal ruolo di vittime di un atto ignobile. Noi dobbiamo stare al loro posto ora e sempre, ogni volta che si tocca un calabrese che vuol lavorare a casa propria si viene toccati tutti. Tutte le volte che si conculca la libertà di un singolo e una comunità intera che deve spiegare l’immoralità del gesto. Il Beach Side deve essere di tutti e a tutti faremmo un torto se con l’estate incombente fra qualche giorno ce ne scordassimo. Di gesti semplici se ne possono fare tanti, e alcuni sono stati fatti, per stare vicini a chi ricostruisce. Più di qualcuno l’ha suggerito, l’idea è buona e la facciamo nostra. Salutateli e abbracciateli ogni volta che li vedete i ragazzi del Beach, chi può dia un contributo economico e chi può di più l’ombrellone se lo affitti fin da ora e per il tempo più lungo possibile. Nessuno vi giudicherà se passato il momento passerete ad altri lidi, se i Sacco inizierete a salutarli di meno. State attenti però il danno lo farete più a voi stessi che a loro.

grazie anche a un affiancamento aborigeno a oltranza ILARIO AMMENDOLIA i hanno messo il basto e la mordacchia così come si usava con gli asini da soma e adesso ci insultano. Leggete cosa scrive Imma Vitelli inviata di “Vanity fair” nella Locride: «Lo so che vi aspettareste che mi occupassi del massacro di Haula in Siria [...], e invece questa volta ho deciso di stupirvi: vi dirò del Medio Oriente d’Italia. Un luogo aspro e remoto [...], dove le persone non parlano con i forestieri e in fondo neppure tra di loro, dove gli agenti in divisa venuti da lontano sono consapevoli che questo è il vero Far West italiano [...]. Mi riferisco alla Locride, provincia di Reggio Calabria, la più violenta d’Italia […]». Io ho dinanzi ai miei occhi un’altra Locride: la vedo dinanzi agli istituti

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PD CALABRESE

Vip, vedove e martiri

scolastici dove una bella gioventù di entra allegra e spensierata nelle scuole così come i giovani di tutta Italia. La vedo nelle mille iniziative culturali che si accendono puntualmente dal Kaulonia Tarantella festival, al Jazz di Roccella, alle rappresentazione di tragedie greche presso gli scavi di Locri, ai presidi del libro di Gioiosa, alla fiera della Badia, al borgo incantato. La vedo nei paesi dell’accoglienza di cui ha parlato l’Italia intera. La vedo nei suoi imprenditori, nei suoi sindaci, nel suo Vescovo e nelle mille e mille persone che, nonostante la storia e la stanchezza, si impegnano quotidianamente per una Locride migliore. Ora noi potremmo scrivere sdegnate parole di fuoco sull’articolo di “Vanity fair” ma sarebbe inutile! Imma Vitelli ha solo visto la nostra realtà con gli occhiali deformati e PASCAL CHARMOT a vicenda della senatrice Anna Finocchiaro rappresenta la metafora del partito democratico. Chissà quanti dei dirigenti democratici si fanno scarrozzare in giro da gente pagata dallo Stato ridotta a far da balia a politici arroganti. Questa è la metafora del partito in Calabria, retto da un gruppo di dinosauri che si sentono very important person. Una nomenclatura che di sinistra non ha nulla, ma è solo sinistra. Qual è il senso del congresso del PD calabrese se non la espressione della volontà di

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deformanti che altri le hanno consigliato. A ben riflettere Imma Vitelli ha visto ciò che voleva vedere e che molti vogliono vedere per saldare i conti con la storia. In fondo, i razzisti del KKK avevano teorizzato che i neri di America erano brutti, selvaggi, sporchi,violenti. Meno di mezzo secolo fa un grande presidente americano, Kennedy, mandava le truppe federali per scortare un giovane di colore, Jonh Meredith in una Università dell’Alabama, uno stato segregazionista e razzista che non ammetteva la frequenza ai giovani di colore di frequentare le università. Per molti noi non siamo neri, siamo “spazzatura bianca”! La storia ha percorsi strani, a volte contorti, ma alla fine rende giustizia. Oggi Obama, un uomo di colore, è presidente degli USA. C’è qualcuno, non solo tra coloro che un piccolo gruppo dirigente di succedere a se stesso? Nulla accadrà se non la celebrazione, e l’autocelebrazione, di un rito autoreferenziale con l’unico scopo di dare una parvenza democratica a quello che è l’impossessamento arbitrario di un partito che è stato di massa. Cosa resta del PD e quanto vale sul piano elettorale? Poco o nulla, soprattutto poco o nulla vale sul piano progettuale, su quello delle idee e della passione politica. Il partito è diventato un ectoplasma buono ancora, e per poco, a dare una poltrona sulla quale poggeranno le terga i soliti noti. Inutile farvi i nomi, sono triti e

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Maria Lanzetta, sindaco di Monasterace con un agente della sua scorta in posa per il servizio massacro di Vanity Fair

vengono da lontano, a cui fa comodo la Locride tratteggiata dall’articolo di Vanity fair. Sull’“Espresso” di questa settimana, sotto il titolo, “Sindaci calabresi, l’antimafia si spacca” c’è scritto: «il 25 aprile scorso, quando un fronte di fasce tricolore guidate da Ilario Ammendolia (Caulonia) si è scagliato contro “i professionisti dell’anti‘ndrangheta”, criticando lo scioglimen-

to dei Comuni per mafia “senza che i sindaci possano difendersi”. [...] netto Claudio La Camera, coordinatore del museo della ‘ndrangheta: “Alcuni sindaci calabresi”, accusa, “si muovono in una zona grigia e ambigua: prima danno la solidarietà ai colleghi minacciati, poi attaccano procura antimafia , Stato e associazioni”». Tra “Vanity fair” e le parole del coordi-

ritriti li conoscete bene, sempre gli stessi, perché nel PD calabrese le porte sono chiuse ai volti nuovi e alle idee fresche. L’anno prossimo ci riproporranno i soliti vip, sostituiranno le vedove di mafia con le martiri della mafia e questo sarà tutto. Cosa propongono per la disoccupazione, per il lavoro, per la scuola, per le strade calabresi non lo sapremo mai. Come non sapremo mai come la pensano sulla centrale a carbone di Saline, sul rigassificatore di Gioia Tauro, sull’eolico, sul taglio dei treni..., o se l’hanno detto nessuno se n’è accorto perché la classe dirigente del PD sul territorio non ci va da

tempo e le idee mirabolanti che sicuramente hanno le affidano ai giornali o alle tv, sul modello tanto vituperato del cavaliere. Quelli del PD le sezioni le snobbano da parecchio, come snobbano gli scioperi veri preferendogli le solite parate una tantum. L’unica politica che perseguono è quella della rendita di posizione che rende sempre meno riducendo i posti da dividere, per questo al vertice non vogliono compagnia. Soprattutto non vogliono compagnia giovane o appassionata. Alla gente che si danna sul territorio per tenere in piedi quel che resta di un partito preferiscono le martiri che

natore dell’inutile, quanto dispendioso, museo vi è un nesso: entrambi sono espressione di un piatto conformismo nei confronti del pensiero unico dominante. Un pensiero debole e subalterno a quel Potere che la ‘ndrangheta genera. Una precisazione personale: nel 1975 ho promosso una delle prime manifestazioni antimafia della Calabria, qualche notte dopo mettevano fuori uso la mia macchina. Inoltre non avendo chiesto né direttamente, né indirettamente né voti, né altro ai mafiosi, non sono costretto a vivere di luce altrui. Io sono contro la mafia e nessuno mi deve dare il patentino. Lo sono, anzi tenterei di esserlo, con serietà, compostezza, coerenza e disinteresse. Lo vorrei essere non fermandomi alla manifestazioni esterne ma portando un mio modestissimo contributo a sterilizzare il ventre fecondo che genera la ‘ndrangheta. Adesso parliamo d’altro. Un grande meridionalista, Mario Alicata, a proposito dell’Operazione Marzano ha avuto il coraggio di dire in Parlamento: «[...] Laggiù il principio dell’habeas corpus è osservato alla rovescia perché i cittadini sono abbandonati senza protezione nelle mani della repressione che effettua retate nelle piazze dei paesi e negli abitati». Alicata non era una persona qualuncapaci o meno hanno un buon impatto e un’alta risonanza mediatica e anche se non saranno il meglio del vivaio del partito rappresentano una testimonianza locale da vendere ai più superficiali. L’unica battaglia portata avanti dai nostri è quella al mostro Scopelliti, immemori delle ossa rotte in campo nazionale dei loro anziani padri contro l’anziano mostro Berlusconi. Ma a Peppe non lo combattono sul piano delle idee, delle cose non fatte o fatte male. Gli sbattono in faccia gli avvisi di garanzia, che ovvio non saranno una bella cosa ma non riempiono di anima il corpo inanimato del fu PD.

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que, non era collocato nella “zona grigia”, non aveva simpatia per i mafiosi. Alicata era il colto parlamentare che la mafia la combatteva davvero e che aveva denunciato al mondo la devastazione della Valle dei Templi ad Agrigento. Nella stessa occasione, dall’“Unità”: «il governo se vorrà veramente ricondurre l’ordine, piuttosto che con provvedimenti polizieschi del ministro degli interni, intervenga con provvedimenti del ministro del’Agricoltura, del Lavoro, della pubblica istruzione, dei lavori pubblici. Perchè all’origine dei delitti e dei grossi crimini c’è, in primo luogo, l’arretratezza, la fame, la disoccupazione, che continuano ad essere, malgrado la propaganda, le piaghe più vere di questa regione». Ripeto, Alicata la mafia la combatteva veramente e non si limitava ad applaudire i magistrati e le forze dell’ordine. Lui era un militante che aveva visto da vicino decine di giovani combattenti uccisi dalla mafia e puntava dritto al cuore del sistema di potere che la mafia genera, accudisce, vezzeggia e protegge. Ricordate il film di Volfango De Biasi “Così, come tu mi vuoi”, in cui la giovane protagonista Giada fa di tutto, finanche rinnegarsi, per piacere all’inetto Riccardo? Giada, alla fine, comprende che non bisogna mai tradire se stessi, la propria gente, la propria terra, la propria cultura. Noi non saremo mai “Così, come tu mi vuoi”! Noi non ci rinnegheremo, siamo orgogliosamente, testardamente cittadini di questa Locride, di questa terra, di questa storia e non sventoleremo mai bandiera bianca. Vanity fair e l’inutile Museo della ndrangheta sono strumenti di un potere che ci vorrebbe mafiosi al 27% e oltre. La storia dimostrerà che la Locride è una terra soprattutto di uomini perbene, dignitosi e liberi. Mutuando e aggiornando un’antica canzone di lotta ci verrebbe da gridare «finu all’urtimu avimu a lottà». Lottare, oggi come ieri, per difendere la nostra dignità!

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iovanna Morano ci guarda con grandi occhi azzurri. Sorride. E quel volto, già addolcito da lunghi capelli biondi, si fa radioso. Una donna della Locride, che ama la sua professione e la sua terra. Era il 1987, ed era difficile intraprendere una attività nella Locride, tra tante altre già avviate, del resto. Cosa fare? Giovanna non ci pensa neanche un attimo: restare. Solo quel nome “parrucchiera” era un po’ riduttivo. Le donne sanno il perchè. Per loro l‘appuntamento per farsi (più) belle è un’occasione per rilassarsi, incontrare le amiche, fare “il punto” della situazione. Gli uomini, per contro, ne sono terrorizzati. Quando vanno dal barbiere, infatti, riducono le conversazioni al minimo indispensabile. “Spazio donna” era il nome corretto e via Garibaldi 241, a Locri, l’indirizzo di sempre. Giovanna era molto, molto, giovane. «Avevo 21 anni –racconta– e, dopo l’apprendistato ed essermi specializzata a Roma dai Sargassi, parrucchieri rinomati in tutta Italia con saloni dislocati nelle varie regioni, sono rientrata a Locri carica di entusiasmo. Non sono nata qui, a dire il vero, ma mi sono sentita sempre locrese a pieno titolo». Magari ne andassimo così fieri anche noi. Noi, che alla domanda “da dove vieni?” rispondiamo spesso con un generico “Reggio”. Molte clienti la ricordano ancora adolescente, una piccola imprenditrice che si addentrava in un mondo di lupi. E con lei hanno condiviso il percorso professionale e quello umano: «Ci sono stati momenti difficili, non posso negarlo, soprattutto all’inizio, ma ho tenuto duro». Un mondo di artisti il suo, dove il bello è il cuore di ogni cosa. E, come un artista davanti alla sua tela, mescola le tinte alla ricerca della giusta tonalità, osserva il volto delle clienti, il colore degli occhi, la carnagione, l’età, studia il taglio più appropriato. Gli occhi azzurri, divengono, in questa fase, severi e attenti. Il rigore dell’artista che, ora, si estranea da tutto il resto. Le clienti lasciano lo spazio alla creatività di Giovanna, e lei si rapporta a loro con molta dolcezza. Sappiamo di qualche marito che non ha più riconosciuto la moglie! Studiamo, ora, i locali del suo salone. Grandi spazi in cui il grigio e il rosso, magistralmente accostati, creano un’atmosfera morbida. Nulla è casuale qua, merito anche delle tante esperienze di Giovanna. Conclude infatti: «Nel corso della mia carriera professionale ho insegnato presso la scuola professionale di Locri, nel settore parrucchiere e visagista. Una bella esperienza, in cui ho riscosso la simpatia e l’ammirazione degli altri docenti e degli alunni formati. Per tutte le piccole, grandi gioie, raccolte negli anni ho il dovere, oggi, di ringraziare i cittadini della città di Locri, i clienti, le persone che mi sono state vicine in questi anni. E, naturalmente, la redazione de la Riviera, che ha raccolto con attenzione la mia testimonianza». La gente, nel frattempo, arriva numerosa per festeggiare, con Giovanna, 25 anni di attività. E’ arrivato il momento di levare il disturbo. Ce ne andiamo con qualche appunto preso su fogli disordinati, mentre è chiaro, nel cuore, il messaggio. “Restare” pensiamo. Locri via Garibaldi,241 info:0964.22475

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LA COPERTINA

SIDERNO PROVACI Dal 21 al 23 giugno è Festa della Musica» La capitale economica della Locride abbattuta da due operazioni antimafia, prova a reagire con un evento che inebria di positività gran parte dell’Europa nel giorno del grande solstizio. Un segnale di speranza che “La Riviera”, nonostante le grosse difficoltà finanziarie, dona alla gente della Locride.

oi la festa della musica la faremo. Che sia chiaro: non ci possiamo tirare indietro. Dall’anno scorso, dopo il successo della nostra prima edizione, non sapevamo che sarebbe stato così. Non potevamo ribattere. Non ce la potevamo permettere la Festa della Musica. Ci bastano e avanzano i costi della stampa, ci siamo detti. La Locride, Siderno, come Parigi, Barcellona, Praga. No, che scemi! La Festa della Musica ha dei costi. La normalità nella Locride costa cara. Ci siamo fatti i conti. Dinanzi alle perdite dello scorso anno abbiamo deciso che non ci tornava niente. C’erano solo perdite. Poi all’improvviso, con due scosse del nono grado della scala antimafia, un

terremoto giudiziario ha colpito l’epicentro commerciale della Locride. L’ha abbattuto, piegato e ammantato di depressione. Sì, Siderno è rimasta sola come un passero dinanzi ad una tempesta annunciata, degenerata in uragano. Noi, gli “antianti-‘ndranghetismo” per eccellenza, per il maledetto vizio che abbiamo di non crogiolarci nel vittimismo collettivo, che pur piace sui giornali. Noi, immaginati da strimpellatori che si sentono artisti come “ndujsti” per quel debole verso la tradizione e le radici meridionali, e perché no, anche per gli invidiati sapori calabresi, abbiamo fatto un passo indietro. Di fronte a una Siderno sventrata, arrestata a più tornate, dinanzi a un sindaco Ritorto,

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Chi è senza peccato si faccia avanti per questo territorio. Ecco la sfida che lanciamo alla gente della Locride. Visto che il legittimo sospetto governa da molti anni solo i puri di spirito possono esporsi per salvarci

RUGGERO CALVANO

e ci hanno beccati a tradire nostra moglie è inutile pagare il silenzio, prima o dopo la cosa verrà fuori. Se la macchina è vecchia smettiamo di spendere soldi per ripararla tanto ci lascerà a piedi. Se la gamba è in cancrena facciamocela amputare. Inutile accanirsi, meglio affrontare la moglie, passare dal concessionario e infilarsi in sala operatoria. Le cure palliative servono a nulla, la Locride ha bisogno di una svolta radicale. Incaponirsi a dimostrare che non tutto è marcio è una battaglia persa, ci credono in pochi. La magistratura, le forze dell’ordine, i media, la gente tutti sono convinti che ogni settore della nostra vita pubblica sia inquinato. Passare il tempo a spiegare che non tutto è così, sprecare fiato chiedendo di rimandare i giudizi a dopo le sentenze definitive, dividere il grano dal loglio. Tutto questo è ormai una battaglia persa. L’albero politico e imprenditoriale della Locride non porta più frutti, indipendentemente dalla bontà o meno delle sue radici? Tagliamolo. No, non gettiamo la spugna, dentro continueremo a coltivare una certa idea di libertà e garantismo. L’aria

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REWIND Riavvolgiamo la Locride

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che come noi credeva in questa iniziativa, dimesso, non ce la siamo sentiti di voltarci dall’altra parte. Cosa fare ora, ci siamo detti? Cosa fare mentre la città jonica non tenta di risollevarsi dopo il duro colpo mediatico? Continuare, è chiaro. Vadano al diavolo le perdite, i conti, il tempo speso, la fatica e quant’altro. Da 21 al 23 giugno Siderno ospiterà la Festa della Musica come Berlino, Budapest, Roma, Milano e tutte le altre. Nuovamente una folla ballerina e festante invaderà il centro città, con la gente per le strade e i bambini felici dentro un mondo migliore. Spettacolo e risposte, grazie alla Pigreco Comunications che si è presa sulle spalle il peso dell’organizzzazione ed ha permesso anche per quest’anno la realizzazione dell’importante manifestazione. Noi la faremo per allungare lo sguardo oltre il solito basso orizzonte a cui ci hanno abituato. La faremo e ci indebiteremo perché vogliamo avere fiducia in noi stessi. La faremo e ci indebiteremo solo per far soffiare un sibilo di speranza su questo territorio. Glielo dobbiamo. Ce la giocheremo: possiamo vincere o perdere, ma il nostro sforzo per tramandare una società migliore alle nuove generazioni, sarà assoluto. Lele Nucera, direttore artistico, entra in redazione, ci sorpassa, raggiunge Paola D’Orsa nell’ufficio, Presidente della Pigreco communica-

ESSENZIALE

Le cure palliative servono a nulla, la Locride ha bisogno di una svolta radicale. I magistrati ci dicono che siamo mafiosi al 27%? Bene gli onesti si facciano avanti. Mettiamo fuorigioco i disonesti che spira però spegnerà ogni fuoco libero. E allora? Azzeriamo tutto, facciamolo da soli prima che altri radano al suolo la nostra casa comune. Noi diciamo che la stragrande maggioranza dei calabresi sia onesta? I magistrati ci dicono che siamo mafiosi al 27 %? Bene, gli onesti si facciano avanti. Mettiamo fuori gioco i disonesti. E mettiamoci a bordo campo anche

tion: «Paola, quest’anno dobbiamo essere ancora più coraggiosi. Faremo tre serate!» dice. Chiediamo, anche noi, qualche delucidazione: «Sì, tre serate, perché quest’anno la scelta artistica non dovrà essere condizionata dalle esigenze tecniche. La prima sarà etno-folk, impreziosita dalla partecipazione di Mimmo Cavallaro e dei suoi Taranproject, e dalla chitarra battente di Francesco Loccisano. Nella seconda ci sarà la vera novità di quest’anno. Perché il 22 Giugno, la piazza Portosalvo di Siderno sarà invasa dai giovani. Per la prima volta, e in esclusiva, ospiterà la grande musica rock made in Italy, con gli About Wayne e gli Autoreverse, e qualcosa di veramente nuovo: We love drums + dj set con Jacopo, batterista dei Vanilla Sky. E, per concludere, il 23 Giugno un misto di reggae e pop/rock. Dopo circa cinque anni torneranno a Siderno i Presi per caso. La band partorita dal penitenziario di Rebibbia i cui componenti, ormai in libertà, raccontano quanto vissuto dentro le mura in micidiali e dissacranti canzoni». Paola, ora, ci ha raggiunto anche lei, ci ascolta: «Ci proveremo, anche se la situazione è difficile. Abbiamo un dovere. Su di noi questo territorio esercita un diritto: quello dell’appartenenza».«E da questo non potremo mai fuggire» chiude categorico Rosario Condarcuri, editore de “la Riviera” . La redazione

noi, tutti quei calabresi che pur sentendosi onesti sanno che gli verranno rinfacciate parentele, amicizie, passati che il furore etico non è disposto a dimenticare. Si faccia avanti chi non ha amici, parenti e passati impuri. Quanti hanno sbagliato o potrebbe sembrare che lo abbiano fatto chiamino giro. Si torni a zero, i sospettabili si autocensurino. Niente politica, niente imprenditoria, niente cariche pubbliche, Niente di niente. So che è dura per chi non ha colpe sue sospendersi dalla vita civile, ma o si fa così o non se ne esce. Si abdichi a qualsiasi ruolo pubblico e si lasci campo libero a chi vuol fare economia, politica e vita pubblica nella nostra terra e non gli si possa addebitare alcuna ombra. Si facciano avanti i puri, quelli che ci imputano peccati originali. Si sottopongano a un rigido esame di caserme e procure e rifacciano sorgere i muri delle macerie locridee. E non c’è ironia in ciò che si dice. C’è sfida. I Caini, o presunti tali, abbiano un moto d’orgoglio, si immolino per la nostra terra. E gli Abele riportino l’amore sulla Locride. Se nemmeno alle anime bianche sarà concesso di riscattarci, allora si potrà gridare al complotto e dire che nell’opera di bonifica scorra il sangue della malafede.

EDITORIALE DI ROSARIO V. CONDARCURI

Noi ci proviamo

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ipartenza, questa è la parola d’ordine che deve animare quanti vogliano dare una mano alla Calabria, alla Locride e in particolar modo a Siderno. La Riviera ci prova in musica nel vero senso della parola. Porta la nostra musica in piazza accompagnata dagli artisti calabresi per lanciare il messaggio di una rinascita impellente, soprattutto in una città come Siderno devastata dalle inchieste antimafia. Rinascere in ogni settore della vita civile, ritrovare la linfa che ci porti a superare lo stallo attuale. Provarci è un imperativo categorico che noi lanciamo da tempo ai

nostri lettori e che in questo caso raccogliamo in prima persona. Organizzare una festa della musica non è cosa semplice, soprattutto se per farlo ci si deve basare sulle sole proprie forze, e la sfida sta proprio in questo, nel fare senza chiedere, nel fare anche quando le tue richieste non sono raccolte. Sostituirsi a chi dovrebbe fare e non fa, far diventare istituzione il cittadino in assenza delle istituzioni preposte. Questo è lo spirito per cui la festa della musica la faremo, nonostante tutto. uesta la motivazione che chiediamo agli artisti e al pubblico. In piazza d’ora in poi, avanti nel cambiamento per ora per noi solo in musica. Insieme a passo di danza per tornare a essere comunità e affrontare insieme le insidie di un futuro al momento difficile da immaginare.

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Femia Brizzi Ritorto. Domino Locrideo e vicende sono diverse ma l’effetto è unico. Una tessera che crolla addosso all’altra in un gioco perverso che rischia di travolgere parecchie amministrazioni reggine e che potrebbe trovare la sua apoteosi nello scioglimento del Comune di Reggio Calabria. Il sindaco Femia è stato arrestato, Ritorto è indagato, S. Ilario è stato sciolto per infiltrazione mafiosa e c’è un ricorso al giudice amministrativo avverso il provvedimento. A Reggio si attendono gli esiti della commissione di accesso. E non parliamo di Samo o di Platì o di Bagaladi. La situazione si mostra da sola in modo desolante e c’è da giurare che l’effetto domino andrà avanti e di crolli ne vedremo ancora. Per sapere se siamo localmente governati dalla mafia si dovranno attendere verdetti definitivi, intanto non potremo continuare a vivere in amministrazione controllata. Qualcosa dovremo pur fare aspettando che il TAR decida e i tribunali ordinari sentenzino. Dobbiamo costruirci da noi le alternative, autoregolamentarci se no non ne usciamo. Siamo convinti che a volte la mafia metta il suo zampino nei comuni, altre l’infiltrazione è apparente. Quando l’arrosto c’è saranno

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magistratura e forze inquirenti a svelare l’inganno e agli amministratori onesti correrà l’obbligo di denunciare le infiltrazioni. Quando della mafia vi è solo il fumo, un lezzo leggero che sporca l’aria anche se non la rende completamente irrespirabile molto si può fare. Chi ha parenti condannati non si candidi, chi ha amici condannati non si candidi. Chi in qualunque modo sa di essere non solo sospettato ma anche sospettabile non si candidi. Se siamo mafiosi siamo colpevoli. Se non lo siamo ma lo appaiamo, comunque la colpa è nostra perché non siamo stati in grado di esprimere una forza culturale capace di contrastare una logica giustizialista che ancorché non maggioritaria nel territorio appare come tale. Rischiamo di vederci azzerare una alla volta tutte le amministrazioni locali quindi parliamoci chiaro, sappiamo che c’è tanta brava gente che proviene da contesti sbagliati, che tanti figli sono diversi dai padri ma la logica dominante li vuole fuori dai giochi. Questi abbiano il coraggio, nel momento in cui viviamo, di ritirarsi a vita privata. Lo facciano se veramente onesti e se realmente amano la nostra terra.

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PRIMO PIANO

Politica Mosse per il futuro

Nell’intervista all’Avvenire il governatore della Calabria Giuseppe Scopelliti ha denunciato l’inadeguatezza della classe dirigente del Pdl nazionale e calabrese a dare le risposte che necessitano soprattutto ai territori di periferia

A destra è suonato uno squillo a sinistra nessuna tromba PASQUINO CRUPI n politica contano i fatti: contano anche le parole date, le quali, se non mantenute, portano spesso alla rovina i loro pronunciatori. Tale è stato il caso di Silvio Berlusconi e non del solo Silvio Berlusconi. Il Mezzogiorno, che storicamente è stato terra di grandi eloquenze, ha offerto non pochi narratori retorici, demagogici, inconcludenti. Finiti nel nulla. Ritengo che Giuseppe Scopelliti abbia ben presente questi dati oggettivi e che perciò non abbia inteso parlare invano nell’intervista all’Avvenire e cioè che abbia ben capito che contano anche le parole. Poiché, se, come diceva Francesco Guicciardini, in politica l’ap-

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LA RASSEGNA

parire è come l’essere, è naturale che il dire è come il fare. Che cosa ha detto, cioè che cosa intende fare il Governatore d e l l a Calabria? Per il Governatore della Calabria nel PDL c’è un vecchiume parlamentare, fatto di statue gloriose, che un tempo, quando esisteva la DC, avremmo detto dorotei. Questo vecchiume va smantellato al 75% così come vanno smantellati i consiglieri regionali del PDL nella misura del 50%, non consentendosi più candidature come quella della Minetti – e qui la

Scopelliti ha una sua strategia meridionalista per sfuggire alla morte del centrodestra

botta a Silvio Berlusconi è netta-. Le denunce del Governatore non si fermano. Riguardano le statue museali del PDL Ve r d i n i , Bondi, La Russa responsabili del crollo, vecchie nella testa e nel linguaggio, e che dovrebbero essere nel futuro impromovibili come un tempo, gli appuntati dei carabinieri. C’è solo denuncia in queste proposizioni dello Scopelliti? No. Chi ha buona vista intellettuale, capisce che nelle proposizioni politiche del Governatore c’è un principio di rivendicazio-

nismo politico autonomo rispetto ad un vertice che vuole decidere tutto e fin qui ha deciso di tutto. Perfino, non sospettandolo, la disfatta del PDL. E appunto per questo il Governatore ripropone come modello la casa dei moderati. Che per lui rappresenta anche la via d’uscita dal ristagno meridionale. Dimentica, però, sul punto che a governare l’Italia da ieri ad oggi sono stati i moderati, sia nella forma del centrismo, sia nella forma del centrosinistra, sia nella forma del centrodestra ed infine nella forma del governo tecnico. E i risultati non sono stati commendevoli. Comunque, a destra è suonato uno squillo, a sinistra non si è ascoltato nessuna tromba.

Nessuno sottovaluti Scopelliti

di ALDO VARANO* - L’intervista di Scopelliti all’Avvenire* è un gesto autonomo o è parte di un progetto concordato con Alfano e gli strateghi del Pdl? La domanda non pare importante. Conta invece che dall’intervista emerge l’unica strategia possibile del centro destra (cd) di matrice berlusconiana per impedire il completo disfacimento del blocco politico-sociale che ha governato l’Italia e dominato il Sud. Con la strategia che traspare dall’intervista, che non è nazionale ma meridionale, tutte le forze politiche di Sud e Calabria dovranno fare i conti. Scopelliti guardando al Pdl usa concetti forti: “azzeramento”, “crollo”, “catastrofe”, “polverizzazione”, “debacle”. Dentro le parole c’è una sconfitta al Nord che al Sud diventa drammatica perché al Sud il Pdl traeva la forza fondamentale per bilanciare e sovrastare Bossi e gestire le chiavi del potere. Il Pdl, quindi, o riacciuffa il consenso perduto riportandolo, sia pure sotto altra forma, dentro l’area politica pidiellina o sparisce. Ci aveva già provato Miccichè a cui era stato assegnato l’incarico che ora Scopelliti s’è caricato sulle spalle. Il Pdl di Roma sa che riproponendosi non riuscirebbe nel recupero: troppo coinvolto con Bossi e Tremonti che hanno massacrato il Mezzogiorno negli anni che abbiamo alle spalle. La Sicilia del 61 a 0 non c’è più. A Palermo sventola la bandiera giustizialista di Orlando e Di Pietro che vivono di antiberlusconismo. La Puglia, per divisioni nel cd, è stata ceduta a Vendola. La Campania ha gruppi dirigenti considerati compromessi e privi di credibilità: perfino il modesto De Magistris li ha scacciati dal Maschio Angioino. Abruzzo e Molise sono deboli per il recupero. Basilicata saldamente in mano al csx. L’ultima speranza per contenere il disastro è la Calabria di

Scopelliti. Si può ironizzare sull’ex maggioranza più forte della storia della Repubblica costretta ad affidarsi a Scoppelliti. Ma sarebbe un’ironia da spocchia intellettuale e fuori luogo. Certo, a Scopelliti è stata affidata una missione al limite dell’impossibile, ma è anche vero che più che nel resto del paese in Calabria il csx non riesce a recuperare l’area in uscita dal cd, soprattutto quella di centro. Anzi, la sensazione è che né la galassia del csx né il Pd abbiano al momento le condizioni per tentarci. La Calabria, quindi, per il Pdl fa gioco. Non per un presunto voto in controtendenza ma perché è stato molto meno disastroso che altrove. Né perché sia già stato creato, come sostiene il Governatore, il partito dei moderati. E’ invece vero che una parte dei potenziali alleati di Berlusconi, Udc compreso, ha subito una cannibalizzazione politica. E’ stato questo il maggiore successo personale di Scopelliti: ha arricchito con personaggi, personalità e simboli l’area del cd con un personale politico che pur essendo parte organica del progetto del Pdl ha formalmente conservato sigle e ruoli di altri partiti o spezzoni di partiti (talvolta con alle spalle una tradizione prestigiosa). Insomma, Scopelliti ha costruito uno strato che dipende dal Pdl per la sopravvivenza ma con margini di manovra che gli consentono di esprimere egemonia e legame con strati che avvertono disagio verso la politica del Pdl nazionale. Ha gestito la maggioranza e l’opposizione dentro la maggioranza. Quando il Governatore dice di aver creato il partito dei moderati, in realtà, penso voglia indicare questo complesso assemblaggio che ora indica come modello sociale e politico per governare l’Italia. E’ troppo poco fare affidamento su una realtà così magmati-

ca, di tradizione trasformista e voltafaccia, maestra nel ricatto politico e sociale continuo? Forse. E’ probabile. Ma, intanto, il Pdl non ha alternativa alcuna. E ha poi il vantaggio della paralisi dei suoi avversari. Ma su quale linea e quali contenuti dovrebbe snodarsi l’operazione? Scopelliti, e ancora una volta sa bene quello che fa, non lo dice: sa che se esplicita, con buona pace di Sansonetti, manda all’aria l’incarico che si è assunto o gli è stato affidato. Ha capito la lezione di Miccichè, il proconsole palermitano che a Palermo ormai conta due di mazze quando la briscola è coppe. Scopelliti invece insiste su un punto che spesso nel Mezzogiorno, negli ultimi secoli e di certo a partire dal 1647, s’è rivelato vincente: offre una preda al popolo deluso del Pdl: mandiamoli tutti a casa i potenti, tabula rasa, via via, rottamiamo. Dà spazio alla rivolta e insieme promette di creare opportunità e promozioni per un nuovo ceto politico che dovrebbe/potrebbe portare in dote nuovo consenso sociale. Scopelliti guarda alla realtà: “della società civile, dei movimenti, delle associazioni, del mondo delle professioni, di gente competente”. Va giù con la scimitarra: a casa il 75% dei parlamentari del Pdl; in Calabria, via il 50% (e si capisce: a dir poco) dei 50 consiglieri regionali. Sembra proporre il rinnovamento di cui il Pd non è capace. E arriva al punto: “nelle prossime settimane lancerò un nuovo progetto, il forum dei movimenti e delle liste civiche”. Insomma, via la faccia compromessa e impresentabile del Pdl subalterno a Bossi e al nordismo, nuovo contenitore in cui ci sarà spazio per gli attuali esclusi. E’ vero. Si riecheggia la teoria dell’autobus inventata da Mastella per mettere insieme notabili e spezzoni senza precisa collocazione, usata anche da Casini. Mastella politicamente è finito male. Casini mastica l’amaro del fallimento del Terzo polo. Scopelliti, coi potenti mezzi del Pdl e del berlusconismo, invece, potrebbe farcela. E se per riuscirci bisogna gettare a mare qualche vecchio amico come La Russa o mancare di rispetto a Bondi si arrangino. *Aldo Varano direttore di zoomsud.it DOMENICA

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ATTUALITÀ Una giornata in cui la Calabria incontra la Toscana con i suoi giornalisti, editori, scrittori e musicisti

Calabresi brava gente INFORMAZIONI

Etnica 2012 – XV edizione Da giovedì 14 a domenica 17 giugno

Vicchio di Mugello – Firenze Info tel. 055/8439269 – 055/8448251 – 055/240397 www.jazzclubofvicchio.it www.toscanamusiche.it www.eventimusicpool.it

La XV edizione del festival Etnica, che si svolgerà dal 14 al 17 Giugno, organizzato dal Jazz Club e dal Comune di Vicchio (FI) quest'anno parlerà calabrese. La giornata conclusiva della manifestazione è stata infatti dedicata interamente alla nostra regione. Il programma del 17 Giugno è diverso da quello del resto dell'evento. L'idea di dedicare una giornata di riflessione alla Calabria e a ciò che di positivo la regione sta promuovendo è nata dalla collaborazione tra l'ass. Nicola Cipriani e Peppe Voltarelli, cantautore di Mirto Crosia. I campi su cui si affronte-

IL DIAVOLO NERO

ranno i calabresi e i toscani sono diversi. Si partirà con una sfida agonistica, alle 16 si disputerà un incontro tra le squadre di calcio del MirtoCrosia e quella dell' U. S. Vicchio. Seguirà un dibattito dall'ironico titolo “Calabresi brava gente!”. Gli invitati a questo stimolante convegno sono tutti personaggi che si spendono per la crescita culturale della regione e che rappresentano la Calabria attiva e positiva: in ordine Gioacchino Criaco (scrittore), Peppe Voltarelli (musicista), Giuseppe Gagliardi (regista), Biagio Simonetta (scrittore), Florindo Rubbettino (editore), Rosario Condarcuri (editore de “La Riviera”), Paride Leporace (giornalista), Salvatore Magaro' (Presidente commissione antimafia regione Calabria), Mario Caligiuri (ass. alla Cultura). In rappresentanza della regione Toscana interverranno Cristina Scaletti (ass. alla cultura della regione Toscana) e Sergio Serges (coordinatore di zona direzione organizzazione soci Unicoop Firenze). Si proseguirà con la proiezione del film “Doichlanda”. La giornata si concluderà con una cena etnica e un doppio concerto di Peppe Voltarelli e dei Quartaumentata alle 22.

I folli di Brindisi Se fossimo riusciti ad abolire i mafiologi, tra l’altro iscritti negli elenchi del Ministero degli Interni, saremmo senz’altro già venuti a capo di alcuni dei più importanti delitti di mafia. Ma quella dei mafiologi è una specie protetta come le tartarughe e non abbiamo scampo. Ci dispiace per Don Ciotti che non ha potuto scrivere sulla sua bandiera un altro astro di martirio. L’attentato alla scuola Morvillo Falcone di Brindisi non ha avuto a che fare per nulla e nulla con il passaggio della sua carovana. Mi dispiace per il figlio del generale Dalla Chiesa che nel salotto di Lerner ha indottrinato tutta l’Italia dell’attentato del quale stiamo discorrendo, era di esemplare matrice mafiosa, non potendosi avere nel Mezzogiorno se non delitti di mafia. Mi dispiace per il braccio aggiunto di Nando Dalla Chiesa, il dotto giornalista Enrico Deaglio, che ha confermato la tesi, indignato al pensiero che non fosse universalmente accolta. E così ammonendoci tutti: tante volte avete sostenuto che non si trattava di delitti di mafia e poi si è visto che si è trattato di delitti di mafia e lo si vedrà anche per Brindisi. Ma non è stato così a Brindisi. La Procura ha messo le mani sull’uomo della bomba, proprietario di un deposito di carburanti, un pazzo senza precedenti. La cui follia sta al disotto dei mafiologi locali.

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LOCRI: TUTTI AL CONSIGLIO COMUNALE Nel Consiglio Comunale di Locri, previsto per martedì 12 Giugno alle ore 16,00, risultano all'ordine del giorno la discussione e la eventuale deliberazione su i seguenti argomenti: Convenzione con la Provincia di Reggio Calabria per la realizzazione del Centro di Aggrgrazione Giovanile; Rimodulazione del Protocollo di Intesa tra il Comune di Locri e la Provincia di Reggio Calabria per la realizzazione del Polo Scolastico. Certamente si discuterà pure della relazione che la Corte dei Conti ha inviato al Comune di Locri relativa alla situazione economica dell'Ente. Alla luce della rilevanza degli argomenti previsti, e, considerato che il Consiglio Comunale è stato convocato dietro precisa richiesta da parte delle opposizioni che, pur essendo in

Locride

ANTONELLA ITALIANO

, dopo una giornata di corse frenetiche, la mente proprio aspetta quell'ora da trascorrere al bar con gli amici. Li trovo sempre lì, di sera, sono gli stessi rassicuranti volti di una vita. Ormai ci conosciamo, non c'è nulla da cui difendersi, nulla di cui fregiarsi, e comodi pantaloncini e ciabatte le mettiamo al cuore, prima ancora che addosso. Ah, ma quanto ho odiato questi posti! C'è stato un momento in cui proprio mi sentivo soffocare. Il rapporto con il paese, nell'adolescenza, è un po' come quello con i genitori. Si detesta tutto. Io odiavo le case, le strade, l'avvicendarsi noioso dei giorni. Avvertivo, invece, solo la forte voglia di andare via. Via, a sentire la vita sulla pelle. E ne fui seriamente affascinata. Rapita dall'odore nuovo di altre città, ascoltavo curiosa il cantilenare tipico dei dialetti, traducendo i modi di dire della gente, persino il sole mi sembrava diverso. Ma non c'era l'Aspromonte a nasconderlo, o la costa di Africo a chiudere il mare. Ne fui felice all'inizio, poi la malinconia mi strinse il cuore. Sono questi i momenti in cui comprendi di dover tornare. Eccoci, ora, al nostro bar. Un po' più attenti ai dettagli e con qualcosa da insegnare, crediamo, a quelle macchine piene di ragazzini che passano dal corso. Sicuramente il rispetto e la cortesia: «Cosa ti offro? Non puoi certo dire di no». E sicuramente la galanteria, quando gli uomini si alzano per far sedere le donne. Potendo, a dire il vero, insegneremmo anche la briscola in cinque. Purtroppo Fabio ci ha proibito di giocare a carte, anche se la proposta gliela facciamo sempre. E, come sempre, è vana. Quindi…parliamo. Si discuteva una sera dell'amore. L'amore? fuori ad un bar? Tra gente chiassosa che forse dovrebbe essere già a dormire? Sì, parlavamo dell'amore! E tra chi sosteneva che l'amore finisce e, che a giustificare anni di matrimonio, subentra altro, e tra chi sosteneva il contrario, qualcuno imputava la mag-

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Storie da bar Italo, detto “U Tripulino” ESSENZIALE Italo fu un eccellente studente, capace di spaziare in tutti i settori della cultura. Stravagante, certo, lo fu sempre. Ed è un pezzo della storia di Bovalino, senza dubbio. Vivendo ai margini della stessa, purtroppo. gior parte delle colpe all'istinto primordiale: «L'uomo si comporta così per via del testosterone, la donna è diversa». Traditi e traditori. Illusionisti e illusi. Italo, un vecchio bovalinese “pazzo” ci osservava e ci ascoltava. «L'amore è uno, ed è eterno» disse. Restammo in silenzio. Beh, lui è il pazzo, ogni paese ne ha uno. Un uomo che vive di carità, se la trova. Di

quelli che il Comune si prefigge da decenni di sistemare. Di quelli che del nostro paese sa tutto. Già. E pensiamo ai giorni in cui gli passiamo vicino, sperando che non si accorga di noi. Eppure quel pazzo, quella sera, parlava di La Cava e di Campanella, dei comizi politici di cinquant'anni fa, e ci insegnava la storia e la letteratura. E parlava dell'amore, e tanti anni di scelte sbagliate sembrarono avere risposta. Perché l'amore è uno, uno solo. Quello è eterno. Avrei voluto chiedere di più, ma sarei sembrata fin troppo ragazzina per i miei trent'anni, così ho taciuto. E chissà chi era il pazzo in quel momento. Se colui che aveva smesso di sognare, pur avendo tanto, o colui che, senza nulla a parte una vecchia bici, era ancora capace di farlo.

Serre - Vallata del Torbido, presto la strada i è recentemente svolta a Gioiosa Ionica, presso la “Terrazza Gatto”, una riunione promossa dall'imprenditore Pasquale Gatto per costituire il “Comitato Promotore della Strada Scorrimento Veloce Serre-Vallata del Torbido”. L'arteria stradale, nelle intenzioni del nascente Comitato, dovrebbe rappresentare un concreto strumento di sviluppo socio-economico, in grado di congiungere i territori e dare ossigeno all'economia di due importanti realtà produttive, quelle della provincia reggina e del vibonese. In concreto, partendo da Gioiosa Ionica e attraversando i territori di Martone, Grotteria, Passo di Croceferrata, Cassarie, Nardodipace, Fabrizia, si potrebbe raggiungere in pochi minuti l'abitato di Serra San Bruno. Da più parti sono stati evidenziati gli innegabili vantaggi che la realizzazione di questa strada apporterebbe al sistema dei trasporti locali, e quindi allo sviluppo delle economie comprensoriali. Il Comitato ha registrato l'adesione convinta di singoli cittadini, professionisti, imprenditori del settore artigianale, commerciale e dei servizi. A questo punto il Comitato auspica di riuscire ad unire le forze con chi dalla provincia vibonese intenda supportare quest'iniziativa. E.A.

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Nomina Presidente Ente Parco.

Il sindaco di Africo scrive a Sergio Laganà

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minoranza in consiglio, rappresentano il 70% circa dell'elettorato locrese, noi di SiAmo Locri ritieniamo che la partecipazione attiva della cittadinanza al Consiglio Comunale sia indispensabile. Partecipando potrete toccare con mano quanto grigia, inconcludente, apatica sia questa Amministrazione che non fa altro che piangersi addosso, riproponendo sempre la solita nenia. Capirete perchè Locri, che fino ad un anno fa era un ben preciso punto di riferimento per tutto il territorio, oggi è ripiombata nell'anonimato. A Locri non vi sono più nè opere pubbliche nè attività di rilievo in grado di attirare l'attnzione del comprensorio. Locri è un città morta: ci mancano solo le prefiche, di antica ma non troppo lontana memoria, per sancirne la fine. Noi di SiAmo Locri non possiamo accettare passivamente che tutto ciò avvenga. È per questo motivo che invitiamo i cittadini a partecipare per conoscere e diventare parte attiva del processo costruttivo della nostra Città. (SiAmo Locri)

SANITÀ

Il commiato del primario di chirurgia generale di Locri Peppe Pavone: «Nessun rancore, ma mancavano le condizioni» ELEONORA ARAGONA Le parole del dr. Pavone Il tono è pacato, come è nello stile del personaggio. Nessuna polemica, niente rivendicazioni o sassolini da togliere dalle scarpe. Piuttosto un’analisi lucida dello stato catartico della sanità locridea, simile a tante altre ma resa particolare dal nostro retaggio culturale. Quali sono stati i motivi che l’hanno portata a decidere di andarsene dall’ospedale di Locri? “Non si sono create le condizioni per restare, per creare una rete di servizi efficiente e per raggiungere degli obiettivi fondamentali per l’ottimizzazione del servizio ospedaliero“ Che cosa intende per obiettivi fondamentali? “Una diminuzione delle fughe

rosegue la diatriba sulla nomina del nuovo Presidente dell’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte, e dopo l’intervento del sindaco di Bova, Santo Casile, ad intervenire sulla questione è ora il sindaco di Africo, Domenico Versaci. Scrive il Primo cittadino: “Come il Sindaco di Bova, sono anch’io tra i sindaci firmatari del documento inviato al Presidente della Giunta Regionale, attraverso il quale ribadivamo due concetti, il primo relativo alla necessità che la nomina del nuovo Presidente non dovesse scaturire da una scelta meramente politica, il secondo che lo stesso fosse individuato all’interno del territorio dell’area protetta, giacchè riteniamo che questo territorio possieda risorse, esperienze e competenze da

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verso ospedali esterni alla regione, una maggiore efficienza delle strutture, un ragionamento serio sull’abbattimento degli sprechi.” Come mai si è giunti a questo punto? “È mancata l’interfaccia tra i responsabili dei servizi e la dirigenza. Tengo a precisare però che questo non è un problema unicamente di questa amministrazione, è un problema cronico, culturale. La mia decisione inoltre non è stata influenzata da nessuna ingerenza esterna.” Quali saranno le conseguenze della sua decisone sui malati, che saranno sicuramente i più penalizzati dalla sua

scelta? “È bene che la gente del territorio inizi a prendere coscienza che i servizi fondamentali – e quello ospedaliero è uno dei più importanti- sono dei beni comuni che vanno salvaguardati e difesi. Se le persone non raggiungeranno questo livello di consapevolezza nulla potrà mai cambiare.” In bocca al lupo dottor Pavone per il suo futuro professionale “Direi che dell’in bocca al lupo ne ha più bisogno la Locride. Un posto comunque meraviglioso che mi ha fatto penare ma mi ha arricchito professionalmente e umanamente”.

valorizzare. Come già precedentemente ribadito, nella vicenda in questione sarebbe stato opportuno il silenzio dei diretti interessati, ma così non è stato. (...) A questo punto vorremmo chiedere all’Avv. Laganà di chiarire quali sono gli ambienti di Africo a lui ostili ai quali faceva riferimento nella nota da lui diramata, la quale recitava testualmente. Alla luce di quanto letto e visto che Laganà fa riferimento non ad ambiente ma a presunti ambienti, che nel linguaggio comune lasciano intendere contesti particolari, da quelli civili a quelli delinquenziali, sarebbe opportuno che Laganà ci chiarisse a quali di questi si riferisse in un intervento allusivo e fuori luogo”. Domenico Versaci, Sindaco di Africo

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la Riviera

A Riace un convegno sulla Canapa Sabato 9 giugno si è tenuto a Riace il convegno nazionale “Canapa da fibra: occasione da non perdere, per l'agricoltura e per lo sviluppo industriale sostenibile” organizzato da Assocanapa con il patrocinio dell'Associazione Nazionale Architettura Biologica. Esperti di livello nazionale hanno relazionato con slide e filmati sulle tecniche di coltivazione e di lavorazione, prodotti e materie prime, impieghi industriali moderni, rese e conti economici, domanda del mercato. La crescita esponenziale, avvenuta nel 2012, dell'interesse concreto per la coltivazione e la lavorazione della canapa e per l'acquisto e l'impiego di alimenti e altri prodotti di canapa da fibra, impone del resto un grande lavoro di riorganizzazione della comunicazione. Ecco alcuni dei prodotti che, oggi, sono fabbricati con la canapa da piccole aziende italiane: biscotti, pane, pizze, taralli, fette biscottate ed altri prodotti da forno, da Colle Val d'Elsa in Toscana, Cerveteri in Lazio, Conversano in Puglia; olio e farina di semi da Piemonte, Umbria e Marche; camiceria casual ed elegante, borse, maglieria e manufatti da arredamento da Chieri e Pinerolo in provincia di Torino e da Cerveteri, calzature da Napoli; olio essenziale da Moretta (Cuneo), liquore “canapello” da Pisoniano (Roma), cosmetici da Pomezia (RM), materiali da costruzione da Lecco, Mantova, Carmagnola (TO).

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Visioni Scatti reggini

L'Italia vista da cinque giovani artisti calabresi esposta a Newark nel tentativo di far riscoprire la bellezza e la qualità della patria agli immigrati italiani in America

L’Italia calabrese a Newark i è svolta il 5 Giugno alla Sud e del Nord, e il più mite S One Gallery (One bianco e nero usato per riproGateway Center, 1085 durre le foto del Centro. Raymond Boulevard, New Jersey), la mostra fotografica: “Snapshots of a Young Italy”, realizzata grazie al sostegno fornito dal Consolato d'Italia in Newark. Sono state esposte 40 fotografie di cinque giovani artisti di Reggio e provincia: Antonio Sgrò, Rosa Maria Rao, Stefania Azzurra Gitto, Sergio Campolo e Marco Battaglia. Gli scorci, i paesaggi, i monumenti riprodotti negli scatti sono stati catturati durante i loro viaggi in giro per l'Italia. Le immagini sono caratterizzate da un forte contrasto tra le tinte calde del

Le opere più significative, dopo la mostra, saranno esposte permanentemente nella sede del Consolato italiano a Newark. Il significato che gli artisti calabresi danno all'iniziativa è ambizioso. Vorrebbero che l'interesse verso la nostra Penisola fosse riconcentrato sulla bellezza del territorio e sulla qualità dei giovani italiani. La mostra inoltre è stata pensata per permettere agli immigrati italiani all'estero di ricordare le proprie origini e di cogliere, tramite occhi diversi, l'evolvere del Paese e della società.

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RISCOPRIRE UNA TRADIZIONE MONASTERACE, L’INFIORATA. Oggi le vie del centro rifioriscono ELEONORA ARAGONA

onasterace, dal 2000, è uno dei 150 comuni che in occasione della processione del Corpus Domini ha riscoperto l'antica tradizione dell'Infiorata. Questo rito, risalente al XIII sec., consiste nel creare una serie di quadri composti da petali, terra e fiori che impreziosiscono le vie lungo cui si svolge la processione della domenica. Può sembrare una delle tante manifestazioni religiose che si svolgono nei nostri territori. In realtà, questo evento è molto più significativo per la cittadina jonica. L'Infiorata è un momento per riscoprirsi comunità lavorando insieme per la città e per valorizzare le risorse del proprio territorio. Ciascuno ha un ruolo ben preciso e collabora alle varie fasi di preparazione. Anzi tutto, ci sono coloro i quali studiano le forme e i disegni da realizzare. Essendo una manifestazione religiosa, le immagini scelte sono sempre ispirate all'iconografia sacra. Quest'anno verranno rappresentati angeli, agnelli, la bandiera del Vaticano, Gesù, la Madonna. Dopo questa fase di progettazione si passa alla scelta e alla raccolta dei fiori che comporranno i 14 tappeti che da Via Caduti Senza Croce,

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camento, che consiste nel separare i singoli petali dal fiore o il fiore dal gambo suddividendoli per colori. È questo forse il momento che da un senso particolare al rivivere della tradizione. Per portare a compimento un lavoro così certosino vecchi, giovani e bambini si ritrovano durante le serate dedicate a questa attività e collaborano come comunità. Inoltre viene preparata la posa, un miscuglio di colla e residui di caffè, forniti dai baristi, che costituirà la base dei disegni. La realizzazione vera e propria delle opere è stata avviata

venerdì sera in Via Caduti Senza Croce dove sono stati allestiti, su due file, 12 cerchi dal diametro di 3 m per una lunghezza complessiva di 80 m. Sabato sera è stato completato il riquadro di 25 m in Via Giorgio Papaleo, una delle vie storiche dell'Infiorata. L'ultima opera sarà realizzata stamane davanti alla chiesa di S. Giuseppe Lavoratore. Chiunque voglia partecipare a questa manifestazione lo può fare contattando la Pro Loco di Monasterace e iscrivendosi come volontario.

Vecchi, giovani e bambini si ritrovano come comunità alavorare insieme passando per Via Giorgio Papaleo, accompagneranno la processione fino alla chiesa S. Giuseppe Lavoratore. Per la manifestazione le aziende florovivaiste della zona, Calabria Plant & Co., La Margherita di Taverniti, Ortiflora di Candido, Az. agr. Squillacioti Domenico, C.J.S.A.R. di Pileggi e Az. agr.De Luca Giuseppe, Az. agr. fratelli Miriello e Sud Exotica, hanno fornito gratuitamente circa 200 mila fiori. A questo punto si procede allo spelluc-

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Registrazione Tribunale di Locri (RC) n. 1 del 19/06/1998 R.O.C. n°11602 del 02/11/98 Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana AmministratoreUnico Rosario Vladimir Condarcuri

Direttore responsabile P ASQUINO C RUPI Direttore Editoriale E RCOLE M ACRÌ In redazione: M ARIA E LENA F ILIPPONE, DOMENICO M ACRÌ, MARIA G IOVANNA C OGLIANDRO, A NTONELLA I TALIANO Editorialista: G IOACCHINO C RIACO Art Director: P AOLA D ’ ORSA

Anna Laura Tringali, Mara Rechichi, Ruggero Brizzi, Benjamin Boson, Nik Spatari, Angelo Letizia, Marilene Bonavita, Francesca Rappoccio, Mario Labate, Franco Crinò, Marco Andronaco, Isabella Galimi ,Maria Teresa D’Agostino, Giovanna Mangano.

Lettere, note e schermaglie RISPONDE Maria Carmela Lanzetta

POLISTENA

Problematiche del servizio idrico

Imu-Aliquote Padrone e sotto

gregio Ingegnere Polimeni, in attesa di un riscontro da parte della SORICAL, alla quale abbiamo inviato le sue analisi sulle problematiche dell'acqua da lei messe in evidenza, la sua lettera - nonostante alcuni contenuti demagogici e ambigui - ci consente di chiarire molte cose che sono state anche da lei - travisate. Intanto, per quanto attiene alla sua offerta di collaborazione, volevamo informare i cittadini che, già nel 2006, lei si era offerto di collaborare - gratuitamente - quale “esperto” di tributi. Visto che il Comune, all’epoca, non aveva un Responsabile interno e vista la stima e l’amicizia che avevamo nei suoi confronti, abbiamo accettato la sua offerta e l’abbiamo ufficializzata con delibera di Giunta n. 159/settembre 2006, con contratto allegato, prevedendo solo il rimborso spese effettivamente sostenute. Dopo poco tempo lei è sparito senza un minimo di spiegazione e abbiamo ricominciato da capo. Pertanto ci consenta di considerare la sua lettera come la prima collaborazione - tardiva da quel lontano 2006. Nel fare i conti in tasca all’Amministrazione 2006-2011 casualmente, solo casualmente -, ci consenta intanto di fare un salto indietro per ricordare, per dovere di cronaca, che il canone acqua è stato aumentato nel 2005 (con contenziosi vari), diminuito di qualche punto nello stesso anno e ancora diminuito qualche anno dopo. Detto questo vogliamo ricordare che l’Amministrazione Comunale aveva già posto il problema riguardo il problema serbatoi-utenze, inviando alla SORICAL la nota prot. n. 1479, in data 09/03/2009, nella quale veniva evidenziata la “discrasia tra le quantità di acque misurate dalla Società ed i ruoli emessi dal Comune” ( una condizione, del resto, simile a tantissimi paesi calabresi), La Società Idrica Regionale ha risposto con nota e analisi allegate, protocollate con n. 3733 il 17 Giugno 2009, evidenziando che «abbiamo solo il mandato per la gestione dei serbatoi…e che l'eccessivo consumo...non è attribuibile alla ns. responsabilità, (ma) è da ricercarsi in un non perfetto assetto funzionale delle Vs. reti di distribuzione interna…La ns. responsabilità - continua la SORICAL è quella di garantire la portata idrica richiesta dalle reti di distribuzione…evitando livelli di portata eccedenti il fabbisogno, per evitare lo sfioro del serbatoio dell'acqua in eccesso e, quindi, lo spreco di risorsa idrica con evidente ns. danno economico.» Aggiungendo, tra l'altro: «Analizzando le portate del serbatoio di Monasterace Marina tra maggio e giugno, si evidenzia che le portate medie nel periodo notturno non mostrano sostanziali decrementi rispetto alle portate medie del periodo diurno, mentre dovrebbero essere inferiori almeno del 50%.» È lecito supporre che la causa vada ricercata nell’irrigazione dei campi? Diciamo anche e purtroppo che, finora, non abbiamo avuto la possibilità di usufruire di un qualche finanziamento per rinnovare la rete idri-

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ca. Per quanto riguarda la depurazione, l'Amministrazione preferisce fare poco o niente perché il Sindaco predilige prendersi le denunce da parte delle autorità preposte. Comunque se è vero che la SORICAL reclama una fatturazione molto superiore al consumo reale, è anche vero che il contatore posto negli appartamenti segna l’effettivo consumo familiare, ed è quello che viene fatturato e richiesto dal Comune. Se già si riuscisse a riscuotere anche la metà dell’evasione, stia ben certo che problemi con la SORICAL non ne avremmo mai avuti; tra l’altro se tutti facessimo il nostro dovere di contribuenti, potremmo volentieri abbassare le tariffe: «pagare tutti per pagare meno.» Scrivevamo prima che alcuni contenuti sono demagogici e ambigui. Infatti dalla sua lettera traspare una possibile giustificazione dell’evasione come una scelta di “disobbedienza civile” che non è ammessa in un nessun Paese del mondo, perché le eventuali contestazioni devono essere rappresentate nelle sedi competenti: vedi, per esempio, la protesta dei Sindaci per l'IMU; oppure le azioni intraprese da alcuni consiglieri regionali per la SORICAL. A questo proposito voglio ricordare che il 15 Giugno incontrerò a Lamezia il sindaco Speranza per valutare le possibilità di una class action riguardo le tariffe SORICAL. Ricordo altresì che, già dal lontano 2007, i cittadini possono versare i tributi senza l’intermediazione di un Ente di riscossione. In conclusione: premesso che, tanto per cambiare, è giunta al Comune una lettera di riscossione della Regione Calabria per il servizio idropotabile del periodo 1981-2004, per la modica somma di 3.129.590,80 ; premesso che è compito dell'Amministrazione Comunale garantire l’equità fiscale, per evitare che ci siano cittadini di serie A(quelli che non pagano) e di serie B (quelli che pagano), si chieda perché le stesse problematiche (taglio dell’utenze) affrontate da molti Comuni calabresi, anche a noi molto vicini, non sono diventate pretesto per parlare di “disobbedienza civile”. Le ricordiamo che l’Amministrazione comunale, per tanti mesi, dopo il terzo intervento di diminuzione della portata da parte della SORICAL, che colpisce tutti i cittadini, anche quelli che pagano, ha affisso continuamente manifesti per convincere i Cittadini a regolarizzare la loro posizione, in quanto non era più possibile tergiversare. Senza dimenticare che una simile situazione ce l'abbiamo con la TARSU, con nessuna Sorical a cui dare la colpa, le chiediamo infine per quale motivo ci mettiamo tutti in fila a pagare le bollette luce, telefono e gas, accettando l'aumento continuo della benzina, senza tirare in ballo la “disobbedienza civile”… Per la sua rinnovata offerta di collaborazione sa dove trovarci, sperando che vada a buon fine (altrimenti può sempre dare la colpa al Sindaco).

MARIA BOETI arrare in bella forma per descrivere battaglie a spese altrui è facile, ma per chi deve mettere le mani al portafoglio e pagare imposte non dovute, o che potevano essere mitigate, è dura. «Non so davvero come si permettano alcuni parlatori del PD cittadino ad esprimersi in tal maniera» Queste le primissime parole pronunciate al telefono, quando il 29 maggio del c. mese la sig.ra M. B. ci ha contattati, contro l' ex sindaco Laruffa, che oggi siede all' opposizione, perché aveva letto una dichiarazione di quest'ultimo apparsa sui giornali, riguardo le aliquote applicate dall' attuale Amministrazione a terreni rurali, a fabbricati, etc. Chiediamo, con calma alla nostra interlocutrice cosa possiamo fare noi per lei. La sua risposta, simile a tuoni e lampi è: «Far sapere la verità riguardo a questi gentiluomini. Vedete, io avevo un piccolo appezzamento di terreno e negli anni scorsi, quando ha amministrato Laruffa, con l'idea del Piano Associativo con i Comuni viciniori, ho pagato l' ICI per il miglioramento di questo fondo. Altri al mio posto cosa avrebbero fatto??? Avrebbero evaso? Io no! Non avevo i soldi, ma me li prestavo e, pagavo le due rate annuali, una a giugno l'altra a

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novembre. Non ho la cifra esatta per darvi contezza nell'immediato, ma credo di aver pagato dai cinque ai seimila euro. Addirittura ho pagato anche quando è divenuta cosiddetta zona bianca. Cioè, fino a quando, e al di là, lo scellerato Piano Associativo non è decaduto». La sig.ra arrabbiata oltre misura, ci fa intendere che solo tramite l'architetto Ferrazzo - che sta lavorando alla stesura del nuovo Piano Strutturale Comunale - è venuta a conoscenza che i soldi da lei versati sono stati buttati al vento. E, che il Comune di Polistena, adesso, è debitore verso di lei, delle ultime due rate. Da qui, pare che appena riscuoterà la somma, si porterà nei Bar della città per offrire il caffè o un amaro, a scelta, ai componenti della passata gestione di governo cittadino. Inoltre, ci ha pure elencato i nomi che lì per lì le sono venuti in mente: prof. Giovanni Laruffa ex sindaco, Antonio Baglio, Giuseppe De Leo, Alfredo Multari, Giuseppe Giancotta, Luciano Sorace, Pasquale Iannello, ect. Continua: <Proprio loro parlano di aliquote da applicare ai terreni! Loro che ai propri tesseratisimpatizzanti, nella mia stessa situazione, hanno suggerito di rimanere in condizioni di suolo agricolo, se poi il Piano Associativo sarebbe andato a buon fine, avrebbero riconvertito, il podere, in area fabbricabile>. Come dire: per ora il calice amaro lo facciamo bere ai poveri idioti che pagano, nel frattempo noi ci sfruttiamo il succo e la polpa, poi si vedrà... così giochiamo a padrone e sotto. Cari lettori, pensate che la sig.ra M. B. darà davvero uno schiaffo così forte, con la potenza suprema del dire e del fare, alla passata Amministrazione, offrendo loro il caffè o l' amaro? Staremo a vedere…

CRONACHE DAL NORD di Vincenzo Carrozza

Corri sudico, corri ... Esiste qualcosa d'essenziale nella vita dei sudici. Qualcosa d'essenziale di cui rimangono spettatori impotenti. E' la loro vita, quella dei loro figli. Esiste una grande illusione nazionale, costruita sulla pelle dei sudici: che il cambiamento passi dal cambiamento dell'essere sudico. Esiste una grande bugia che avvelena la mente dei sudici. La grande bugia che l'uomo sudico debba redimersi dall'essere se stesso. Che esista un peccato originario nell'essere sudico. Un peccato che deve essere perdonato dai professori della morale pubblica che imperversano su tivù, giornali, internet. In genere chi ci dice cosa dobbiamo fare e come, per cambiare, sta al nord. Al sud stanno gli allievi, i servi di tali maestri: quelli che sono sempre piegati per ricevere il giusto riconoscimento. E' una grande mistificazione costruita pazientemente negli anni. Un grande imbroglio che sfinisce i sudici nell'eterna e inappagata ricerca

del perdono dall'essere sudici. Ma il sudico verrà perdonato soltanto se: Non avrà l'accento sudico. Dirà male dei sudici. Sarà lecca culo. Emigrerà. Non nascerà a sud. Camminerà piegato, pronto a ricevere il giusto riconoscimento dal maestro turno. Spargerà merda a destra e a manca su altri sudici che sente migliori di Lui. I sudici appena si levano dal letto devono correre per fuggire da se stessi, e dai moltissimi maestri (Gran), che desiderano formarli e inchiappettarli: Le mafie, le sinistre gesuitiche senza peccato né vergogna, i centro-destra illusionisti e sorridenti, i sacerdoti della morale a tonnellate, le massonerie, segrete e deviate per principio. In pratica i ladri, a loro insaputa, di tutti i colori, i cultori del delitto, della menzogna, del sorriso, della pacca sulle spalle, delle promesse mancate, della presa per il culo. Corri sudico, corri, altrimenti ti fanno un culo così !

L’ANGOLO DI PARRELLO di Franco Parrello

La Madonnina che aveva sempre amato Un devastante terremoto ha colpito molti centri dell'Emilia Romagna, provocando molte vittime ed ingenti danni. Migliaia di famiglie hanno perduto, in pochi istanti, gli affetti più cari e tanti anni di lavoro e sacrifici. E' necessario cominciare da capo. Ma è possibile?. Forse, ma non sarà semplice. Un sacerdote è in Chiesa, quanto sente tremare la terra. Corre via ed esce fuori; ma subito pensa di salvare la statua della Madonna sull'altare e si precipita in Chiesa a recuperarla; c'è l'ha quasi fatta ma all'improvviso crolla il tetto e rimane sotto le macerie. Don Ivan è rimasto così per sempre con quella Madonnina che aveva sempre amato. DOMENICA

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HANNO COLLABORATO Francesco Laddarina, Ian Zimirri, Giuseppe Patamia, Alessandra Bevilacqua,Bruno Gemelli, Carmelo Carabetta, Valentina Elia, Antonio Cormaci, Mario Labate, Giulio Romeo, Ilario Ammendolia, Sara Caccamo, Giuseppe Fiorenza, Daniele Mangiola, Sara Caccamo.

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L’OPINIONE di Fernando Sagado

Il diavolo non esiste. Calabresi topi in gabbia Il tema della paura quale collante delle società è un tema tutt’altro che originale, ma sempre di pervicace attualità. Fondamentalmente gli Stati moderni si dividono in democratici o dittatoriali, dove la dittatura o la democrazia si presenta con tonalità diverse a seconda dei margini di libertà concessi ai sudditi o ai cittadini o alla risposta data ai bisogni della gente. Ad esempio la Romania di Ceausescu affamava oltre che imprigionare, quella libica lo stomaco lo riempiva quasi sempre. La differenza tattica fra democrazia e dittatura sta nell’esercizio mediato o diretto della paura. I dittatori non si mascherano ed esercitano la paura di persona, le democrazie(pseudo tali) si servono di agenti formalmente estranei per incutere timore. Se volete è il gioco del diavolo e della scelta apparente fra inferno e paradiso. Comunque la si guardi, la faccenda, gli Stati, o buona parte di essi, si reggono per mezzo del diavolo laico o religioso che sia. Le società completamente libere non esistono, sono al momento pura utopia, né esisteranno fino alla calata sulla terra dell'amore puro capace di tenerci insieme per affetto e non per necessità. L'Italia fra le democrazie occidentali è una delle più giovani, solo sessant'anni fa era fascista e monarchica. E nessuno si rizzi sulla sedia, se gli anni della Repubblica sono pervasi da stragi e misteri, se le nostre classi dirigenti sono pervase da inquisiti e condannati, se il tasso di corruzione ed evasione è uno dei più alti al mondo, se una parte del territorio e sotto scacco criminale, dire che la nostra sia una democrazia perfetta sembrerebbe un assurdo. Ma non è dei massimi sistemi che intendo parlare, il ragionamento lo limito alla Calabria. Quali sono le paure calabresi, quelle per le quali si sta insieme, anche se in un modo accentuatamente individualistico? A guardare il dibattito pubblico la paura per eccellenza è la mafia, uscendo però dai convegni, dai media, dalla sociologia scopriamo tante altre paure percepite dalla gente di intensità pari alla prima. Il terrore del futuro, la mancanza di un pro-

getto, l'assenza politica e la sua arroganza, il disagio economico, il problema sanitario, quello viario, il lavoro, la scuola. Ecco perché si sta o si dovrebbe stare insieme. Per vincere tutte le paure descritte e tante altre che sarebbe lungo elencare. Non possiamo pensare di risolvere una sola paura per eliminare una lunga catena di problemi, né è pensabile di risolvere ogni dramma posto che società perfette al mondo non se ne conoscono. La speranza e il lavoro per la perfettibilità sociale sono, o dovrebbero essere, il motore di un contesto sociale sano. Quando le risposte sono frazionate, settarie, emergenziali la società si ferma il miglioramento si allontana. Ecco, in Calabria paradossalmente ciò che tiene in piedi la figura dello Stato è la lotta alla 'ndrangheta. E' il diavolo mafioso che giustifica un'entità statuale che nemme-

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no ci prova a risolvere programmaticamente gli altri e numerosi problemi. Si chiede ai cittadini di stare uniti, di lottare il mostro perché il suo abbattimento migliorerà la società. Ma la società è un assetato che deve camminare su un tappeto di spine per raggiungere l'acqua, e hai voglia a togliertene che tante altre ti bucheranno le carni. Allora che fare, speranze finite? Tutt'altro, non è il fato che crea ma l'uomo e l'uomo può migliorare o peggiorare il suo Stato. Il primo ed essenziale passo è liberarsi delle paure indotte e affrontare quelle reali. Uscire dalle gabbie in cui si vive e affrontare il nemico, qualunque sia il suo nome. Stare soprattutto attenti a chi grida al lupo, perché quello è il lupo. Adesso riderete un po' del mio malsano ragionamento, col tempo capirete che il diavolo non esiste su questa terra se non c'è un sovrano che attraverso di esso vi tiene in prigione e si fa riverire. Uno Stato che risolva ogni paura non lo troverete, vi renderebbe totalmente liberi e non avreste più bisogno di lui. Di Stati con tendenze suicide non ne troverete in giro. Dovrete scegliere, tenervi le paure o avere coraggio e sperare che il fato o il caso che ha creati non sia stato parco nella distribuzione di quella virtù.

Ritratti *

di Diego Cataldo

MANUELA CRICELLI Cantante Una delle voci più interessanti del nostro panorama musicale. Ha reso omaggio ai grandi cantastorie siciliani come Rosa Balistreri. Si è occupata di teatro con importanti collaborazioni. È anche stata molto apprezzata al Roccella Jazz Festival.

LOQUI E SPORLOQUI di Filomena Cataldo

KAPPADUE di RUGGERO CALVANO

Scrivere in Aspromonte . Gli amici si fanno sentire offredo Fofi, Mimmo Gangemi, Aldo Varano, Francesco Munzi, Pietro Spirito, Valter Rizzo.. Si gli amici si fanno sentire e iniziano a essere tanti. L'idea di portare gente in Aspromonte, partita dal matto di Napoli Francesco De Filippo, prende corpo. Raccogliere una rete di amici nella montagna calabrese perché la raccontino e diano voce al mondo del Mediterraneo sospeso fra l'Europa e il sud del mondo si sta rivelando una felice intuizione. Aprire un pianeta misterioso come l'Aspromonte, dargli un varco verso l'esterno può valere molto. Raccontare, dipingere, fotografare, suonare per unire, per integrare. L'Aspromonte si dona in una bellezza mantenuta integra nei millenni, questo il significato che muove l'iniziativa. Una casa per le idee e idee per una casa comune. Il progetto può sembrare ambizioso ma la sua gradualità lo rende attuabile. Gli amici si fanno avanti e per ora Africo organizzerà un giorno di festa da fissare nell'ultima settimana di luglio

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per dar modo a tutti di incontrarsi, conoscersi, scambiarsi le idee. Il passo successivo sarà quello di alloggiare un numero ristretto di ospiti per permettere loro un periodo di riflessione in piena libertà. Sono già disponibili una serie di appartamenti in grado di ospitare dignitosamente una decina di persone alle quali verrà garantito vitto, alloggio e gli spostamenti per andare, venire e conoscere l'Aspromonte. Parallelamente è disponibile una grande struttura in grado di ospitare in modo spartano una cinquantina di ospiti, in essa potrà essere ospitato chi potrà provvedersi in autonomia del vitto, che comunque sarà supportato per quanto possibile nella visita dei luoghi. L'Aspromonte si offre nel modo in cui si da alla sua gente, chiede fatica e rispetto in cambio di un'ospitalità frugale insita nella sua natura. L'invito, ovviamente, non è a un party ma a un parco pranzo che potrà riempivi lo stomaco e qualcos'altro più di quanto immaginiate.

IL BRIZZOLATO di Ruggero Brizzi

PISICO - CATASTROFE ARRIVA IL DIGITALE TERRESTE U n filo sottile, quello della paura, tiene unita l'Italia. L'informazione repentina e ostinata lo amplifica. Pare, quasi nevroticamente, che la speranza maggiore sia, per l'uomo contemporaneo, morire di morte naturale. Poiché dalle bombe dinanzi alle scuole ai terremoti quello che ci rendeva dei leoni, la super potenza dell'ominide, ci ha trasformato, in un nano secondo, in coglioni. La nostra infinita piccolezza è dimostrata. Non che ci fosse bisogno, ma bisognava ripensarci. Possiamo accettare che la natura si faccia sentire, ma non che distrugga laddove l'ingegneria umana ha superficialmente operato. E' risultata, volente o nolente, distratta (per così dire).

Non possiamo tollerare, però, la disumana dissennatezza con la quale si lede il diritto alla vita. Si uccide. Ora, quanto accade, sta provocando una sorta di “millenarismo post-contemporaneo” per il quale si crede ad una fine del mondo o per cause fisiche o per follie umane. La psicosi della catastrofe, alimentata dalla velocità dell'informazione, ha atrofizzato le vite, nonostante eventi naturali e bestialità umane siano sempre esistiti in ogni era, in ogni stagione del mondo. Avremmo già dovuto essere consci della nostra condizione di bambole di pezza, di pigotte destinate a saltare nonostante la tecnologia, la profeziologia e la gingillometria. Comprendere la piccolezza di cui siamo esseri finiti è segno di intelligenza. Usare l'intelligenza per attrezzare la nostra finitezza sarebbe un atto di coscienza civile.

Da qualche giorno nelle case di parenti, amici, nonni e mondo lavorativo calabro il panico ha preso il sopravvento. La difficoltà nel pronunciare “swicht off” si somma alla difficoltà nel capire il nuovo utilizzo del digitale terrestre. Ultimi ad arrivare anche al passaggio analogico-digitale, mi è capitato in diverse case calabre di assistere alle spiegazioni su come dover usare il nuovo decoderino. La fase “doppio telecomando” è terrorizzante. Trovare “AV”, il tasto che negli ultimi venti anni non si era mai toccato nel vecchio telecomando, è una ricerca davvero difficile, ma una volta trovato si passa alla fase della memorizzazione automatica che, a quel punto, diviene destabilizzante anche per chi è alle prese con l'insegnamento. La memorizzazione automatica dei canali ti trova telesatnordcalabriachannel con 24 ore di fisarmoniche e basi midi su cui canta chiunque passi da quello studio, ma si dimentica i sei canali che hanno fatto la

storia della tv. Rai uno, due, tre, rete 4, canale 5, italia 1. Dobbiamo attendere il 14 giugno ci dicono (ma vorrei si ricordassero che c'è la seconda partita dell'Italia in quella giornata e dunque possano avere il buon senso di non farcela vedere a tratti e salti di immagine). Una volta fatto tutto questo l'insegnante tecnologico, forte di tutti questi procedimenti, prende le distanze dal decoder e inizia a tentare di cambiare i canali illustrando all'alunno la meraviglia di alcuni canali locali. Il telecomando però, punta sulla tv e non sul digitale e gli infrarossi non arrivano a destinazione, facendo rimanere lo schermo bloccato sulla televendita di prodotti dimagranti, canale 504, rendendo nervoso l'insegnante che non si capacità del perché non debba cambiare canale. E un po' come l'uomo che indica la luna e l'imbecille che ne guarda il dito, continuiamo a chiederci perché non cambia canale invece di domandarci ma che cazzo ci stiamo vedendo?

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Sport MASSIMO PETRUNGARO iciamocelo, all'indomani dell'ennesimo scandalo che ha travolto il nostro calcio, due sono state essenzialmente le reazioni. Questo nuova tranche del filone di indagini riguardante il calcio scommesse getta ancor di più nell'abisso del ridicolo un campionato che purtroppo, anno dopo anno, sta perdendo il fascino di un tempo. Persa ormai la palma del campionato più bello, ci accontentiamo di avere il torneo più difficile. Magra consolazione, ma visti i tempi che corrono, teniamocela ben stretta. Alla vigilia della massima competizione continentale per nazionali, il tifoso italiano medio si sente in un certo qual modo tradito dai propri beniamini. La compravendita di partite, con risultati taroccati, ha provocato, a caldo, due risposte: da una parte si è sviluppata quasi una repulsione verso tutto ciò che ruota intorno al pallone, dalla serie “colpevoli tutti”, quando sappiamo, fortunatamente, che chi ha truccato le gare rappresenta solo una minima parte. Dall'altra si sono scomodati illustri paragoni “filosofico - calcistico”, adducendo addirittura i corsi e ricorsi storici di vichiana memoria: scandalo nel 1982, Italia campione del Mondo, bis nel 2006 in Germania, e ora. Non c'è due senza tre? A parte la scaramanzia e gli scongiuri di turno, come ben sapete fare paragoni è un giochino che non funziona col calcio. Mondiali ed Europei sono tornei che hanno poco, se non nulla in comune, diverso il tasso tecnico così come differente è lo stress psicologico a cui si è sottoposti. Poi se si punta la lente d'ingrandimento in casa nostra, e si analizza la rosa dei ventitre, allora non c'è da stare tanto allegri. Precisiamo, non abbiamo nulla contro Prandelli e le sue scelte, questo è ciò che passa il convento. Non è certa la mancata convocazione di un Pazzini, Ranocchia, Criscito o chi per loro a non farci dormire la notte, ma nello scorrere la lista degli arruolabili, non c'è un giocatore per dirne uno, che ti permette di sognare. Mancano i Nesta, i Cannavaro, i Totti, i Del Piero della magica notte berlinese.

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Passioni

Italia, mata il

Toro Cassano e Balotelli, Pirlo e Buffon, De Rossi e Chiellini, sono buoni giocatori, ma in loro difficilmente vedo chi possa farci fare quel salto di qualità che ci manca, Si potrebbe obiettare che la nazionale di Lippi nel 2006, vinse soprattutto grazie ad un gruppo cementificato che fece muro intorno ad una situazione (Calciopoli) imbarazzante e all'exploit di Grosso e Materazzi, i due veri outsider di quel mondiale. Il Cesare nazionale si affida al gruppo Juventus e fa bene, ma sa anche lui che una Nazionale non è una squadra di club. In un torneo a venti squadre puoi permetterti qualche passo falso, in un Europeo no.

5° raduno delle 500

Sarà importante per non dire fondamentale non perdere nella gara di oggi contro i campioni in carica della Spagna. Per la classifica e soprattutto per il morale, per giocarci poi la qualificazione contro la Croazia giovedì prossimo e poi nel “derby” contro l'Irlanda di Trapattoni fra sette giorni. Nel battesimo di oggi delle 20:45 contro le Furie rosse sarà 3-5-2. Buffon in porta, linea difensiva con Chiellini, De Rossi arretrato e con il granata Ogbonna in vantaggio su Bonucci. Sulle fasce Balzaretti da un parte e Maggio dall'altra, anche se nelle ultime ore sono salite le quotazioni di Giaccherini. A centrocampo Thiago Motta, Pirlo, Marchisio, in attacco Cassano e Balotelli. E' giunta l'ora di matare il toro.

132 automobiline storiche, Fiat 500, hanno partecipato al quinto raduno svoltosi il 2 giugno a Locri. L'evento è stato un grande successo. Organizzazione sempre più precisa quella dello staff “Club Fiat 500 Locri” che ha ospitato centinaia di appassionati della 500. Tutto ha avuto inizio in piazza dei Martiri con il saluto dei portavoce del Comune, ass. Galasso e Gelonese. Dalle ore 8.00 alle 11.00, gli automobilisti giunti da Calabria e Sicilia, e i tanti spettatori, hanno percorso la strada da Locri fino a Roccella, qui lo staff dell'Azienda F.lli CircostAuto, sostenitore dell'iniziativa, li ha accolti in grande stile. Le automobili hanno proseguito poi sulla SS 106 guidate dagli automezzi dell' “Az. Car Service”, dell’“Europ Assistance”, da due anni anima della manifestazione, della “Celestino Gomme” e di tanti altri imprenditori e commercianti. Dopo Roccella tutti al Costa Blu per il pranzo, il taglio della torta, l'animazione e la musica. I premiati: Premio come gruppo più numeroso al team di Catanzaro partecipante con 19 autovetture; trofeo per la “500 più antica” al signor Sorace di Taurianova; molti altri i riconoscimenti assegnati agli altri club partecipanti; una targa è stata consegnata anche alla squadra dello Sporting Locri calcio a 5 femminile. Successivamente il gruppo si è recato al centro “Mantenea” a Merici, dove si è svolta una prova cronometrica nel circuito del circolo per assegnare i primi tre premi messi in palio dall'organizzazione, batteria femminile e maschile L'evento gestito da Roberto Longo, Mimmo Tallura e Andrea Caroleo, quest'anno ha messo in risalto l'operatività e l'ospitalità degli organizzatori locresi. Una giornata all'insegna dell'aggregazione che ha radunato gli appassionati. Tante famiglie unite sotto il nome del mito italiano degli anni '60. Il prossimo anno, per la sesta edizione, Locri promette altre novità.

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A proposito di...

Sport

FIGC - LND - COMITATO REGIONALE CALABRIA

Per la delegazione distrettuale di Locri un ottimo risultato per il 2011/2012 a Delegazione Distrettuale di Locri Figc-Calabria ha completato l'attività 2011-2012, con la definizione di tutti i tornei e campionati di competenza, comprendenti l'attività di base dei pulcini e degli esordienti e i campionati giovanissimi ed allievi locali per il settore giovanile e scolastico, nonché il campionato di serie D di calcio a cinque e quello riservato agli amatori. Per quanto riguarda l'attività di base della categoria pulcini ai primi due posti del girone sud si sono classificate la Bovalinese e l'Agesidamo, mentre per il girone nord hanno prevalso il Gioiosa Jonica ed il CSPR '94: la fase finale si è svolta sui campi del Mediterraneo Sporting Club di Siderno, con l'Agesidamo vincente sul Gioiosa Jonica, mentre la Bovalinese ha prevalso sul CSPR '94. La Bovalinese (v. foto) si è poi aggiudicata il torneo, superando nella gara di finale l'Agesidamo. Nella successiva fase provinciale la Bovalinese è stata superata dai pari età della Reggina. Nella categoria esordienti dell'attività di base hanno avuto la meglio, nei due gironi, ancora la Bovalinese, classificatasi al 1° posto del girone sud, sempre seguita, al secondo posto, dall'Agesidamo, mentre nel girone nord di nuovo qualificato il CSPR '94, classificatosi primo, con a ruota la Stilese “A. Tassone”, seconda al termine

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La Delegazione Distrettuale di Locri FigcCalabria ha completato l'attività 2011-2012, con la definizione di tutti i tornei e campionati di competenza, comprendenti l'attività di base dei pulcini e degli esordienti e i campionati giovanissimi ed allievi locali per il settore giovanile e scolastico, nonché il campionato di serie D di calcio a cinque e quello riservato agli amatori.

di un testa a testa con il Roccella. La fase finale, sempre svolta al Mediterraneo Sporting Club, ha visto la vittoria del CSPR '94, che ha battuto al termine di una combattutissima finale, decisa dai calci di rigore, la Stilese: le due finaliste avevano superato, nelle semifinali, rispettivamente l'Agesidamo e la Bovalinese. Nella successiva fase provinciale, il CSPR '94 è stato superato dal Reggio 2000. Il campionato giovanissimi locali è stato appannaggio del Brancaleone, che ha preceduto nella classifica finale l'Agesidamo, mentre negli allievi ha avuto la meglio il Marina di Gioiosa sulla stessa Agesidamo. Tra pochi giorni la Delegazione organizzerà, per la categoria allievi, nel proprio territorio, la coppa provinciale, per cui la vincente Marina di Gioiosa incontrerà, in un torneo triangolare, le vincenti della stessa categoria della Delegazione Distrettuale di Gioia Tauro (che organizzerà la stessa manifestazione per la categoria giovanissimi) e della Delegazione Provinciale di Reggio Calabria. Intanto si sono fatti di nuovo valere i giovani della locale rappresentativa allievi e giovanissimi (anni '96 e '97), coordinata da Tonino Accursi e quest'anno allenata da Martino Pedullà, che si è qualificata per la fase finale del memorial federale intitolato ad Antonino Costa (in corso proprio in

questi giorni a Lamezia), dove affronterà i pari età delle delegazioni di Catanzaro, Cosenza e Gioia Tauro (l'anno scorso la stessa rappresentativa, guidata da Silvio Frascà, si aggiudicò a Corigliano il titolo regionale). Il campionato di calcio a cinque serie D è stato vinto, al termine di un testa a testa fino all'ultima gara, dal Polistena, che ha preceduto con la classifica avulsa l'Asisport Taurianova (le due squadre erano infatti appaiate in testa al termine delle gare), mentre la stessa Asisport ha avuto la meglio nelle gare di play-off, superando prima il Fantastic Five Siderno e poi l'Epizephiri Locri, che a sua volta aveva battuto l'Edilferr Cittanova. Nel campionato amatoriale si è confermata di nuovo vincente l'Azzurra Amatori, che ha preceduto sul filo di lana i Giovanotti Siderno; al terzo posto l'Amatori Mammola, che ha preceduto le due locresi Calcio Forense Locri, quarta, e l’Amatori Locri, quinta. Le speciali classifiche per il premio disciplina sono state vinte dal Brancaleone per la categoria giovanissimi, dall'Agesidamo per la categoria allievi, dal Roccella per il calcio a cinque e dagli Amatori Benestare per la categoria amatori.

BURRACO

TORNEO DI BURRACO A LOCRI ercoledì 30 maggio, alle ore 21.00, si è svolto, nei locali del Circolo di Riunione di Locri un torneo di Burraco a squadre. Il Burraco Club Locri, club ospitante, unitamente al Gruppo Burraco YMCA di Siderno e al Gruppo Burraco Conga Glauca di Bovalino hanno dato vita all'incontro/torneo esercitato in otto gare per otto settimane. Nella settimana di turno del club di Locri, i partecipanti si sono radunati nel salone delle feste e dei convegni del suddetto Circolo di Riunione, finemente addobbato per l'occasione. Il torneo è stato preceduto dal saluto ai graditi ospiti da parte del presidente dl Circolo avv. Pasquale Sansalone e intervallato da un accogliente e gustoso buffet, squisitamente preparato dalle socie del Burraco Club Locri. La serata ha avuto un nutrito numero di partecipanti. Il club di Locri invita gli appassionati e simpatizzanti del burraco, che attualmente è il gioco più seguito a carattere internazionale, a partecipare alle lezioni gratuite, che si terranno ogni mercoledì presso il Tennis Club Giulio Riccio, situato al centro della città nei pressi del lungomare. Per i più esperti l'incontro è presso il Circolo di Riunione, sito in Piazza Stazione, nei giorni di venerdì, sabato e domenica dalle ore 17,00 in poi.

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TORNEO REGIONALE “ARRIVA L'ESTATE” Il presidente del Club Burraco di Catanzaro, Walter Viapiana, stupisce ancora. Centotrentadue giocatori per un totale di 35 tavoli si sono dati battaglia a colpi di pinelle. Alla fine il Torneo è stato diviso in quattro gironi A-B-C-D a seconda del punteggio conseguito nelle prime quattro smazzate. Nel girone A entra la coppia Maria Ruso-Antonella Bumbaca, nel girone B entra la coppia Letizia Morisani-Francesco Ruso. Dopo i due turni “Mitchell” per il girone A vince la coppia Federico-Barbucci- ASD. Reggio Calabria, la coppia Ruso-Bumbaca si classifica in nona posizione. Per il girone B vince la coppia CristaudoFamularo Asd. Lamezia Terme. Al terzo posto la coppia Ruso-Morisani del nuovo gruppo sidernese Kampus. Nel girone C la coppia Romeo-Falvo Asd. La Pinella Nel gironeD la coppia Mancuso-Cascone Asd. Catanzaro. La competizione è stata diretta dall'arbitro regionale Walter Viapiana. Prossimo appuntamento per la terza tappa regionale il 1° luglio, presso l'Hotel Palace di Catanzaro Lido, organizzato dalla Asd. La Pineta, presieduta dall'avv. Michele Barbieri con la direzione dell'animatrice Daniela Coltellacci. DOMENICA

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BASKET

Per l’ Eutimo Locri è serie D omenica 03 Giugno presso l’I.T.C. G. Marconi di Siderno si è giocato lo spareggio per la promozione in serie D tra l’Eutimo Locri e la Polisportiva Gioiosa. ll terzo pass per la Serie D lo conquista il Locri del Presidente Schirripa. I rosso-neri vincono il derby contro il Marina di Gioiosa e raggiungono la Skorpion e l’Aleandre nel campionato superiore. Sempre avanti nei parziali, difesa a uomo tutto campo che ha costretto il Gioiosa a fare tanta fatica per trovare buone soluzioni in attacco. Nell'Eutimo, invece, alte le percentuali di tiro e prove maiuscole dei giovanissimi Antonio Dattilo, Domenico Furfaro e Giulio Ruso. Vero artefice di questa meravigliosa cavalcata il coach Euprepio Padula che avvalendosi della collaborazione del pre-

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paratore atletico Francesco Campiti, ha saputo, nelle ultime due stagioni, far crescere in modo esponenziale i giovani tutti nati nel ‘94-‘95-’96. Oltre il salto di categoria, la compagine jonica è stata l’unica a battere la Skorpion, vincitrice del campionato. Eutimo Locri - Pol. Gioiosa 58 - 44 (15-8/ 27-20 / 42-26)

Eutimo: Riggio, Tropea, Cardo 4, Dattilo 13, Mazzone 21, Trichilo 5, Furfaro 6, Reitano 2, Codispoti, Ruso 7. all. Padula Gioiosa: Bleve 4, Belcastro 11, Calautti, Ieraci 3, Peduzzi 4, Palermiti 9, Baggetta 3, Epifania 1, Agostino 9, Romeo. all. Musitano Arbitri: Placanica di Roccella e Travia al. di Gioia Tauro

SIDERNO

Tutto pronto per la X edizione dell’

Ymcastreetball

associazione Meet on the street, con la collaborazione dell’associazione Ymca, è lieta di presentare la decima edizione dell’Ymcastreetball, che si svolgerà nei giorni 10-11-12 Agosto nello storico campetto dell’Ymca. Tante le novità, che da ora in avanti saranno svelate dallo staff che organizza l’evento, le quali andranno a caratterizzare un torneo che negli ultimi anni ha riscosso un successo sempre crescente. Le novità che possono essere per il momento ufficializzate sono: 1) la partecipazione al ranking FIBA, attraverso il quale tutti i partecipanti all’Ymcastreetball saranno inseriti nel sito internet ufficiale FIBA con la possibilità di accrescere il proprio punteggio personale, qualora si dovesse partecipare anche ad altri tornei rientranti nel ranking; 2) la partecipazione all’evento Ymca World Challenge ha come obiettivo di raccontare la storia attraverso la mobilitazione di organizzazioni YMCA . Quest’anno l’Ymcastreeball promette spettacolo, parola che è ormai diventata consuetudine, lo staff sta inoltre pianificando il tutto per poter offrire delle attività collaterali all’evento. Saranno invitatai anche “vecchi” e nuovi ospiti. Presto ulteriori novità!!

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orte aperte al Circolo Velico per fare un’uscita in barca a vela o in surf. L'obiettivo è quello di offrirere un ventaglio più ampio di possibili attività per divertirsi al mare, non limitandosi al fare castelli di sabbia e a giocare a pallone sulla battigia. «L'ideale sarebbe - prosegue il Presidente del Circolo Velico, Carlo Colella - trasformare la città in un centro dove concentrare le attività nautiche, aperto tutto l'anno e dedicato ai giovanissimi. Per farlo, occorrono più attrezzature, più istruttori, e il Circolo Velico si è già trasformato in un sicuro punto di riferimento, in un quartier generale di iniziative in programma e che consentono un’organizzazione più agevole delle attività di formazione, sportive e di promozione turistica. In Francia e in Inghilterra il Club Nautico è un luogo dove si trovano una foresteria, un punto ristoro, aule per formare i giovani. È un luogo dove si può trascorrere l'intera giornata, incontrandosi con gli appassionati degli sport nautici, programmare settimane azzurre e pianificare regate veliche. I Club Nautici sono i punti di maggiore aggregazione nelle città di mare che caratterizzano le città e non viceversa». La vela o meglio la cultura marinara, oggi, è propagandata dal Ministero della Pubblica Istruzione in quanto, praticandola, si applicano tutti i principi

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Domenica 10 Giugno: CIRCOLO VELICO REGGIO PORTE APERTE CON l'OPEN DAY.

fisici e culturali appresi nella aule scolastiche. Quest'anno vi è una novità: il Circolo Velico Reggio mette a disposizione un simulatore dove gli aspiranti velisti potranno provare l'ebbrezza del mare e del vento attraverso questo strumento rivoluzionario. Il Circolo Velico mette sul piatto il curriculum di progetti avviati da Primavela e dalla Federazione Italiana Vela dove il contatto con il mare è immediato e a Reggio il mare si può godere dodici mesi l'anno.

Quest'anno il Panathlon International offre il Patrocinio per far crescere i giovani nel culto dell'eticità e della sana applicazione dei principi dello Sport. Il Circolo Velico con l' Open Day vuole far conoscere, con la promozione della Federazione Italiana Vela, ai genitori, ai giovani e agli educatori, i corsi di iniziazione per chi volesse trascorrere un’intera giornata a contatto con il mare e per chi volesse divenire agonista con l'ausilio di istruttori tecnici.

XVII CORRINSIEME: Sabato 2 Giugno a Santa Caterina dello Jonio (CZ) si è svolta la XVII Corrinsieme. Un’edizione che ha confermato l'accuretezza oganizzativa dello staff coordinato dai due team manager, Mimmo Carone e Gino Caporale. Come ogni anno sono stati centinaia, da tutta Italia, gli amatori che hanno preso parte all'evento, permettendo di devolvere l'intero ricavato delle iscrizioni all'A.I.R.C. (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro). Su un circuito di 2 km da percorrersi per cinque (gara maschile) e due (gara femminile) giri di una certa difficoltà tecnica, per due salitelle che hanno lasciato il segno nella parte finale della corsa, si è assistito al maschile a una delle più belle gare di tutte le diciassette edizioni. Al maschile vittoria del keniano Erastus, seguito dai ruandesi Eric Sebahire e Silvan Rukundo. Primo italiano il carabiniere Denis Curzi, che ha preceduto Giovanni Ruggero della Forestale. Nella prova femminile duello Kenia vs. Ruanda, tra Prisilah Jepkorir e la ruandese Angeline Nyransabimana. L'ha spuntata la keniana in 13'10''. Prima italiana, la calabrese Teresa Latella. Giovanni Certomà DOMENICA

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BIBLIOTECA MERIDIONALISTA

E il Premio nazionale Mario La Cava? ANTONELLA ITALIANO ualcuno lo ricorda camminare per strada, immerso nei pensieri, nelle sue lunghe passeggiate bovalinesi. Ricorda i tratti del volto, la sua discrezione, persino il suono della voce. O fare il bagno anche d’inverno, in quel mare che amava e che, la sera, dal suo terrazzo, si affacciava a guardare. Mario La Cava era uno di noi, ma non era come noi. Lui era molto, molto di più. Questo non lo arricchì, mai. Arricchì, invece, la nostra terra, perché di noi scrisse, in modo crudo e raffinato. E i suo libri ci consegnarono alla storia. E chi, se uno dei più grandi meridionalisti del sud Italia, avrebbe potuto fare altrettanto con lo scrittore bovalinese? Fu la raffinata penna di Pasquino Crupi, nella sua accurata “Storia della letteratura calabrese”, a raccontarlo: “Vita proba di scrittore indipendente ha condotto da sempre Mario La Cava [Bovalino 11 settembre (Reggio Calabria) 1908] al quale la morte ha tolto la vocazione, alla parola il 17 novembre del 1988 (…) . La Cava ha i piedi in Calabria, ma la testa è rivolta verso il romanzo europeo. La prolifica famiglia degli inetti sveviani e moraviani è pronta ad accogliere i suoi indecisi, irrisolti personaggi. Da qualunque parte la si giri, la narrativa lacaviana si tocca sempre con la letteratura nazionale, con la letteratura europea per quel suo procedere dalla sfera della realtà alla sfera della vita interiore, accordata finalmente anche ai personaggi umili”. E, con riferimento all’ultima opera lacaviana “Una stagiona a Siena”, una sorta di testamento letterario, il professore Crupi scrisse: “Mario La Cava racconta Siena, la vita universitaria, una gioventù studiosa senza giovinezza, se stesso negli anni del consenso al fascismo, accorrente lieto verso la guerra, che viene, che verrà. Non si pensi all’autobiografia di un prepotente io individuale: così prepotente da essere sapientemente nascosto nella terza persona narrante. Siamo di fronte all’autobiografia collettiva di una intera generazione di giovani ventenni (…). Tutti fallirono, tutti si videro costretti a ridimensionare i loro sogni: persino quelli amorosi. Chi non fallisce, anzi chi sente di non essere fallito è Paolo. Al ritorno al paese, laureato in legge, contro la famiglia, che lo vuole avvocato, contra la vita, che urla la necessità del “particolare”, contro il fascismo, che prepara la guerra, decide di farsi scrittore. Scrittore né imperiale

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ESSENZIALE

“E il mestiere di scrivere, assai più difficile del mestiere di vivere, deve rassegnarsi a scrivere la sconfitta” Pasquino Crupi né puro, ma della vita concreta del popolo calabrese. Su questo impegno il romanzo di La Cava s’interrompe, attraversato da un brivido. Il brivido è che la parola, quando la società è in guerra con la cultura, non ce la fa a sposare una realtà maggiore. E il mestiere di scrivere, assai più difficile del mestiere di vivere, deve rassegnarsi a scrivere la sconfitta”. Ed è una sconfitta, per Bovalino, che non sia

oggi questo il punto di forza del paese. Un tentativo lo fece, a dire il vero, l’attuale amministrazione guidata dal sindaco Tommaso Mittiga. Solo un tentativo. E tale restò.

La cronologia degli eventi dell’attuale Amministrazione Comunale 1) Nella campagna elettorale per le elezioni amministrative 2010, la lista “insieme per ricostruire” (oggi al governo del paese) redasse un programma. Al punto 6, dal titolo “Pubblica istruzione e cultura” così scriveva: nell’ambito delle manifestazioni culturali di cui l’amministrazione dovrà rendersi promotrice, si colloca certamente l’istituzione di un Premio letterario nazionale intitolato a “Mario La Cava” che proietterà il nostro paese in una dimensione culturale nazionale, positiva e costruttiva”. Al primo Consiglio comunale, datato 16 aprile 2010, il premio fu istituito. Il presidente del consiglio (il sindaco Tommaso Mittiga) dichiarò che era intendimento dell’amministrazione comunale istituire un premio letterario, con cadenza biennale, in ricordo del compianto illustre scrittore di Bovalino Mario La Cava; che la Giunta Comunale, sulla base di apposita manifestazione di volontà del consiglio, avrebbe provveduto poi di concerto ed in collaborazione con i gruppi di minoranza, a predisporre

all’esame ed approvazione del consiglio. 2) I consiglieri di opposizione (Tramontano, Zappavigna, Savica, Carpentieri) e il Consiglio deliberarono all’unanimità: “di manifestare la volontà di istituire il premio letterario “Mario la Cava”, con cadenza biennale, demandando alla Giunta Municipale la predisposizione del regolamento disciplinante il premio medesimo, di concerto ed in collaborazione con i gruppi di minoranza; di dare atto che lo stesso regolamento una volta predisposto come sopra stabilito, sarà posto all’esame ed approvazione del consiglio comunale”. 3) Nel bilancio preventivo del 2010 furono stanziati tre mila euro per il premio 4) L’8 febbraio 2011 la Giunta comunale deliberò per il premio 20 mila euro, da finanziarsi con contributo a carico della Regione Calabria; e 5 mila euro da finanziarsi con fondi a carico del bilancio comunale. 5) Il 26 maggio 2011, al presidente della Regione Calabria venne presentato il progetto e la richiesta di contributo. 6) A luglio 2011, con i tagli effettuati alla cultura, la Giunta comunale stornò i fondi già stanziati, e destinati al premio. E del “Premio nazionale Mario La Cava” non si seppe più nulla.

L’APPUNTAMENTO

OMAGGIO A MARIO LA CAVA In collaborazione con il Circolo Culturale “Conca Glauca” si terrà a Bovalino domenica 10 giugno ore 18.30 presso il Salone del circolo, la presentazione del libro “Come nasce uno scrittore”. Omaggio a Mario La Cava di Gianni Carteri, edito da Città del Sole Edizioni. L'incontro sarà condotto dal presidente del Circolo Culturale “Conca Glauca” Francesco Ferraro e moderato dal critico letterario Bruno Chinè. Interverranno il sindaco di Bovalino Tommaso Mittiga, , il presidente del Sistema Bibliotecario Jonio-Tirreno Piero Leone, l'autore e l'editore Franco Arcidiaco. Un omaggio sincero a Mario La Cava, quello che il critico letterario, autore di numerosi saggi sulla letteratura calabrese Gianni Carteri, dedica al famoso autore di Caratteri; una raccolta di scritti interessanti e in qualche caso inediti, come le lettere che attestano il bellissimo ed intenso rapporto intessuto con il pastore evangelico fiorentino Gino Roberto, che diventano un prezioso contributo alla conoscenza del percorso umano e letterario di uno scrittore «che spese tutte le sue energie per decifrare le voci di dentro di un'umanità che stava diventando scagliosa e irriverente, più incattivita», come scrive Carteri. Un viaggio alla scoperta del mondo interiore di La Cava, le amicizie

importanti, l'apprendistato culturale ed emotivo, gli incontri che segnarono in positivo la sua scelta di diventare scrittore. Si approfondiscono aspetti meno conosciuti della sua produzione, come la favolistica o il volume Viaggio in Israele costituendo un prezioso percorso che restituisce la complessità di La Cava, uomo e scrittore, mettendolo a confronto con i grandi del suo tempo, in primis Sciascia, Vittorini, Montale, con i quali intrattenne fervidi dialoghi culturali. Come ricorda lo stesso Vincenzo Consoli, nella prefazione al volume: «Imprescindibile scrittore, La Cava, straordinario personaggio. E per me, fra quanti, incontrandoli sulla pagina e nella vita, mi hanno profondamente segnato». Giovanni Carteri è nato a Brancaleone e vive a Bovalino. Collabora al mensile “Studi Cattolici”, diretto da Cesare Cavalleri, e al settimanale cattolico “Il nostro tempo”. Ha pubblicato, per la Rubbettino editore, i saggi: Corrado Alvaro e la Madonna di Polsi; Tra religiosità, mito e storia; il Dio nascosto. Viaggio nel cristianesimo di Corrado Alvaro e La lunga notte di Corrado Alvaro, testo per il quale nel 2006 ha ricevuto il Premio Anthurium d'argento Sezione letteraria. Nel 1994 ha ricevuto il Premio “Cesare Pavese” per la critica letteraria, e il Premio “Amantea” per la saggistica.

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Parlando

di...

NICODEMO AGOSTINO, UN MAMMOLESE NEI LAGER NAZISTI Sabato 2 Giugno 2012, nella ricorrenza della Festa della Repubblica, in Piazza Italia, in memoria di Nicodemo Agostino, mammolese prigioniero e deportato nei lager nazisti nell’ultimo conflitto mondiale,presenti i familiari, i figli, Carmelo, Mimmo e Pino, il prefetto di Reggio Calabria Piscitelli ha conferito la medaglia d’onore in sua memoria, un giusto riconoscimento per i sacrifici subiti durante i 20 mesi di prigionia.

Cultura e società L’INTERVISTA

a colloquio con Giuseppe Giofrè

Devo tutto ai miei genitori Si sono sacrificati per me EDUCAZIONE AMBIENTALE ALLA SCUOLA DI MIRTO Nel plesso scolastico di Mirto le parole chiave di quest'anno sono state Riduzione, Riutilizzo, Recupero e Riciclo. Le docenti Diano F., Filippone M., Giannini P. e Piscioneri A. hanno proposto agli alunni il progetto extracurriculare “Mondo Pulito”, coinvolgendo gli alunni di tutte le classi della scuola primaria, con lo scopo di promuovere comportamenti rispettosi nei confronti dell'ambiente, sensibilizzando gli alunni alla raccolta differenziata e all'impiego creativo dei materiali riciclati partendo da esperienze dirette. Gli alunni attraverso uno spettacolo musicale, hanno fatto capire al numeroso pubblico le quattro cose più importanti che ognuno di noi può fare per contribuire a risolvere il problema dei rifiuti e cioè ridurre, riutilizzare, recuperare e riciclare. E' proprio attraverso la rappresentazione ludica del progetto che è emerso che bisogna pensare al rifiuto come una risorsa e non come un problema. Con materiale riciclato sono stati realizzati tanti lavoretti ed è stato allestito un plastico della “scuola dei sogni “ che ha permesso ai bambini di dare libero sfogo alla loro fantasia. Una scuola che renderebbe felice persino l'alunno più svogliato che sicuramente non farebbe più assenze e sarebbe più stimolato a studiare. Dalla voce dei bambini è stato lanciato un SOS all'amministrazione comunale: “anche se non è possibile realizzare la scuola del nostro plastico almeno che faccia ristrutturare il nostro plesso e che porti nelle nostre aule un po' di colore”. Con idee davvero originali, hanno ricordato ai presenti che il rispetto dell'ambiente oltre ad essere un obbligo giuridico è soprattutto un obbligo morale, rispettare il mondo circostante significa prolungare la possibilità di vivere meglio, di mantenere e trasmettere veramente un mondo più pulito. Alla fine è stata colta l'occasione per festeggiare il dirigente scolastico dott. Callipari che finalmente dopo anni di intenso e proficuo lavoro sarà collocato in pensione. Le insegnanti ringraziano i collaboratori scolastici, i genitori per la disponibilità dimostrata, le colleghe che hanno collaborato e la maestra Catena per i meravigliosi costumi dei bambini.

PASQUALE PATAMIA La vittoria, le sue emozioni, i sacrifici e la passione per il ballo. Giuseppe Giofrè, vincitore nella sezione danza dell’edizione 2012 di Amici, ha le idee chiarissime e grande maturità. «Ancora non ci credo». 19 anni, Giuseppe Giofré si è aggiudicato Amici 11 nella categoria ballo e ancora non si capacita dell’esperienze vissuta e del risultato ottenuto. Gentile, genuino e spiritoso, è esattamente come te lo aspetti dopo averlo visto trasformarsi in questi mesi nell’oggetto del desiderio delle ragazzine di tutta Italia. Giuseppe ha concesso un intervista al nostro giornale e ci racconta la sua passione, nata da bambino e coltivata grazie alla madre. Lei ne ha compreso per prima il grande talento e, col padre, ha fatto di tutto pur di vedere realizzati i sogni del figlio. Hanno stretto i denti e creduto in lui. Giuseppe,ti piacerebbe un nome d’arte? La gente deve conoscere me medesimo come ballerino, e non mi piacerebbe un nome d’arte. Da quanto tempo balli? Ballo da quando ero piccolissimo, ma non ho una base classica:mio più grande rimorso.

Che stile pratichi? Ballo il video dance,new style Ho ballato per 13 anni Modern Jazz. A 16 anni ho iniziato a praticare l’hip hop. Se ti proponessero di ballare per Britney Spears accetteresti? Assolutamente sì… Lei è il mio sogno. Pensi di dare altre soddisfazioni alla tua famiglia oltre a questa che hai gia dato? Spero con tutto il cuore di sì,hanno fatto grossi sacrifici per me e lo meritano tanto. La prima telefonata dopo la vittoria, a chi? Non ricordo ,a miei no, perché erano con me alla trasmissione… forse a qualche amico Come sei arrivato ad Amici? Mamma chiamò per

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IL NUOVO PROGETTO DEI TARANQUARTET "SONATA A CULURI" da il titolo a questo progetto maturato dopo un inteso lavoro e un'intensa ricerca di suoni e di arrangiamenti. Il lavoro e' strutturato da dieci brani, scritti e musicati dal gruppo con la presenza nel disco della voce di Manuela Cricelli. I testi sono molto contemporanei, parlano della vita attuale , del ballo , dell'amore e della passione che ci appartiene e del nostro grande sud pieno di sfaccettature e ricco di cose positive che ognuno di noi dovrebbe sottolineare ed elogiare. “SONATA A CULURI” è una suonata colorata. La nostra ricerca di suoni e di ritmi non si ferma solo alla Calabria, ma si estende a tutti i suoni ritmati del sud. Infatti il tempo di questo brano è una tammurriata molto coinvolgente e solare. I Taranquartet si formano nel 2009, sotto stimolo della grande esplosione della musica popolare in Calabria, in modo particola-

re sulla fascia jonica. Il gruppo è formato da Giorgio Seminara, voce e tamburi a cornice; Simone Zenone, fisarmonica; Logozzo Michael, chitarra battente e lira; Giò Fratea Dinami, basso elettrico; Antonio Occhiato di Rosarno, chitarra classica. Le registrazioni del disco sono state effettuate al PFL Studio di Reggio Calabria da Fortunato Serrano'. Il cd è prodotto da Natale Centofanti per Dialetnica Produzioni Musicali disponibile dal 9 maggio in confezione cartonata digipack e on line per i download a pagamento nelle principali piattaforme digitali nei prossimi giorni. Il gruppo non si stancherà mai di ringraziare tutte le persone che hanno creduto in questo progetto, la ballerina del gruppo diana, il fan-club e l’agenzia Domenico Carpentieri management.

PRO-MOSCHETTA

PASSEGGIANDO TRA STORIA E CULTURA Da Piazza Moschetta, suggestivo borgo e centro delle contrade a sud della città di Locri, sabato 9 giugno, è partito il numeroso corteo di “Passeggiando tra storia e cultura”, manifestazione organizzata dall'Associazzione Pro Moschetta, Presidente Giovanni Capogreco. Le visite a “Colle della Mannella”, alla “Fortezza di Castellace” e al “Teatro Greco Romano” sono state arricchite dalla Dr.ssa Francesca Pizzi che ha affascinato le varie fasce d'età presenti con interessanti illustrazioni dei vari siti archeologici. Grazie alla lodevole collaborazione del musicista Pino Rubino e di alcuni suoi collaboratori, la passeggiata lunga 8 Km, è stata allietata dal suono di strumenti antichi che hanno elevato antiche e allietanti note durante tutto il tragitto, rendendolo ancor più magico il percorso. L'Associazione Pro Moschetta DOMENICA

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GERACE “SUONI DI PRIMAVERA Conclusa con grande successo a Gerace presso la splendida Chiesa del Complesso Monumentale di San Francesco la manifestazione “Suoni di Primavera” che ha visto protagonista l’ensemble strumentale composto dai giovani allievi della Scuola Media Statale “D.Scoleri” dell'Istituto Comprensivo di Gerace. La Scuola è in grado di offrire ai ragazzi che scelgono di frequentare il corso musicale, gratuitamente e per tre anni, un percorso musicale in piena regola durante il quale potranno verificare le proprie attitudini e i propri interessi verso questa disciplina.

provini,mamma me li fece fare tutti.E’ lei la mia talent scout. Devo a lei la vittoria di Amici Hai 18 anni e ci sei cresciuto con Amici di Maria De Filippi… Sono molto cresciuto nella scuola di Amici,come persona e come artista..Amici mi ha dato tanto. Il tuo rapporto con Maria De Filippi? Maria è stata come una mamma la dentro,lei è una donna magnifica.Adesso stento a crederci che io l’abbia conosciuto veramente e con la quale ho trascorso 4 mesi. Ti aspettavi di vincere? Non mi aspettavo ,ma ci sognavo tanto. Com’è stato ballare all’Arena di Verona? Bellissima esperienza questa:è stata un’emozione grandissima potersi esibire in questo splendido teatro a cielo aperto Come ti vedi in futuro? Vorrei fare il ballerino in tv con qualche artista di caratura intenazionale.Per fare questo ho la consapevolezza che molto devo ancora studiare e che mi sento,per ora ,solo all’inizio.

Alunni in scena con “Terra di emigranti e d'immigrati”

Cosa vorresti dire a tutti i tuoi fans e a tutti i ragazzi della tua età di Gioia Tauro? Di credere sempre in qualcosa anche d’impossibile,perché quello che pensavo fosse impossibile è diventato possibile. Quali sono state le più belle parole che hai sentito dopo la vittoria? “Ti voglio bene”, detto dalla mia mamma con gli occhi pieni di lacrime. Mi ha commosso. E il messaggio di mio fratello, che ha compiuto 18 anni e mi ha scritto che la vittoria ad Amici è il più bel regalo che potessi fargli. Che cosa farai con il premio? Vorrei tornare a studiare a Los Angeles: lì ci sono i migliori coreografi del mondo. Intanto, ho fatto un regalo ai miei genitori: una crociera. Non sono mai andati da nessuna parte per mantenere me e i miei fratelli. Per Giuseppe,che ha fatto brillare il nome di Gioia Tauro, sono tante le emozioni, e tanti anche i progetti e le speranze per una carriera che sogna dopo l’esperienza di Amici: “Non mi riconosco più. Se guardo indietro, sono un’altra persona; sono cresciuto qui dentro e questo mi ha dato il coraggio di sperare che possa esserci qualcosa per me fuori. Lo spero tanto”. In bocca al lupo ,Giuseppe!!

Gli alunni delle classi IIB, IIIA, IIIB e IIIC della scuola primaria del plesso “M.Bello” Primo Circolo di Siderno, venerdì 1 giugno nell' auditorium dell'Istituto Tecnico “G.Marconi” hanno rappresentato “Terra di emigranti e d'immigrati” commedia in due atti di Tecla Giannini. La colonna sonora inedita è stata composta dal prof. Antonello Pedullà. Il progetto “Teatriamo” nasce dall'esperienza positiva degli anni precedenti che ha visto gli alunni impegnati e coinvolti in un percorso gioioso e creativo di esplorazione delle potenzialità del linguaggio teatrale , protagonisti e vincitori per ben due anni al Festival Internazionale “Teatro Scuola “ di Altomonte. Viva soddisfazione del Dirigente scolastico Giuseppe Callipari che si è complimentato con gli alunni, con i docenti con le famiglie che hanno contribuito molto alla riuscita di questa avventura.

UN LIBRO, UNA SPERANZA L’esempio da tramandare delle quarti classi della Pascoli di Siderno artedì, 29 Maggio presso la sala consiliare del Comune di Siderno è stato presentato il libro “Navigando con la fantasia…”, una raccolta di storie ideate dagli alunni delle quarte classi della scuola elementare “G. Pascoli” di Siderno. Cinquantanove racconti di cui ha parlato con immensa gioia il dirigente scolastico Giuseppe Callipari che ha così chiuso in bellezza la sua lunga carriera di coordinatore di una scuola che sotto la sua gestione ha dato l’ennesima conferma di esserci. Il libro è una cretaura che sarà certemente da esempio,

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un punto fermo, per chi crede totalmente nella formazione. Ora non si può tornare indietro. Meastre e alunni hanno un chiaro punto di rifermento da cui partire e dea imporre alle famiglie, anche a quelle un po’ lunatiche. Questa iniziativa ha permesso ai bambini di esprimere liberamente la loro immaginazione. I protagonisti dei racconti infatti sono streghe, fate, orchi e principesse,

non mancano nemmeno draghi e folletti. Tutti quei personaggi tipici delle favole e che ben rappresentano l’eterna rivalità tra il bene ed il male. Ogni bambino si è identificato nell’eroe del proprio racconto e ha descritto come avrebbe voluto aiutare e salvare chi aveva bisogno del suo aiuto. I piccoli scrittori emergenti sono stati diretti dalle maestre (missionarie)

DOMENICA

Maria Giuditta Lombardo, Enza Mittiga, Maria Antonietta Ursino, Marvy Vigliarolo che si sono impegnate affinché la scuola diventi uno strumento di crescita per le nuove generazioni. La passione e la professionalità di queste docenti ha permesso di realizzare un progetto di notevole spessore che arricchisce il nostro tessuto socio-culturale e che, soprattutto, è un investimento per il futuro della nostra terra. Il messaggio che si vuole far passare con questo libro è che l’immaginazione può far crescere i nostri giovani. le loro idee, e può contribuire a diffondere la convinzione che volere è potere.È stato importante anche riuscire a coinvolgere i genitori nel progetto. La scuola e la famiglia non devono essere due mondi paralleli, ma è necessario che si uniscano e lavoriano sinergicamente per creare un terreno fertile per le nuove generazioni. Per quanti fossero interessati, il libro è in vendita presso la libreria Mondadori – “C.C. La Gru”e presso la libreria Gentile a Siderno, i fondi raccolti andranno in beneficenza. (S.P.)

10 GIUGNO 2012

LA RIVIERA

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CINEMA NUOVO Siderno, info: 0964/ 342776 Operazione vacanze/ 18.00 - 20.00 - 22.00 CINEMA GOLDEN Roccella J, info: 333/ 7672151 nessun film in programmazione CINEMA VITTORIA Locri, info: 339/7153696 American Pie, ancora insieme/ 18.00 - 20.00 - 22.00 CINEMA GARIBALDI Polistena, info: 0966/ 932622 Men in black 3/ 16.30 - 19.30 - 22.00

Parlando di

CINEMA POLITEAMA Gioia T., info: 0966/ 51498 Men in black 3/ 18.00 - 21.00 CINEMA ODEON Reggio C., info: 0965/ 898168

Molto forte, incredibilmente vicino/ 17.30 - 19.45 - 22.00 CINEMA AURORA Reggio C., info: 0965/ 45373

Marylin/ 18.10 - 20.20 - 22.30 NUOVA PERGOLA Reggio C., info: 0965/ 21515 Killer elite/

alle 19.00 - 21.00 - 23,00 fino al 12 giugno MULTISALA LUMIERE Reggio C., info: 0965/ 51036 Sala De Curtis La carica dei 101/ (animazione) in digitale 2D alle 17.30 Project X, una festa che spacca/ alle 19.00 - 21.00 - 23.00 Sala Sordi Lorax, il guardiano della foresta/ (animazione) alle 17.45 in digitale 2D senza occhiali La carica dei 101/ (animazione) alle 19.15 in digitale 2D senza occhiali

Men in black 3/ alle 19.45 in digitale 2D e alle 22.00 in 3D Sala De Sica Viaggio in paradiso/ 19.00 - 21.00 - 23.00 ingresso unico euro 6,50 Sala Mastroianni Dark shadow/ 18.30 - 20.30 Avengers, i vendicatori/ alle 22,30 ingresso unico euro 6,50 (tutti gli spettacoli al Multisala Lumiere saranno fino al 12 giugno)

AL CINEMA

Cinema

OROSCOPO

ARIETE

Lombroso e i Meridionali, la “razza maledetta”

...è il punto di incontro di chi lotta per il Sud. Se ami il Sud unisciti a noi.

dal 21 marzo al 20 aprile

Ora che la stagione è decisamente propizia, approfittatene per inforcare motocicletta, o bicicletta, per qualche rapida e divertente escursione nei dintorni.

Sorge il sospetto che, dopo aver fatto l'Italia con il furto e il sangue, bisognava giustificare il modo. La "scienza" lombrosiana (nata da un soggiorno del suo fondatore di soli tre mesi in Calabria: un genio da far impallidire Darwin) avrebbe portato alle attese conclusioni. Così, appresi di appartenere a una "razza maledetta"; e seppi che era dimostrata, con «i fatti», l'inferiorità «razziale, fisica e psicologica, sociale e morale degl'italiani delMezzogiorno, rispetto agli italiani del Settentrione». Facevo veramente schifo e mi era toccato scoprirlo da solo: era meglio quando, con i soldi di tutti, aprivano scuole solo al Nord (l'ha fatto qualcun altro, prima dell'apparente ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini), perché, se i terroni imparano a leggere, possono farsi del male. Che ne sapevo io, di essere, in quanto meridionale, parte di una sottospecie di «degenerati, barbari, degradati, ritardati»? E, in trasferta all'estero, per emigrazione (e che altro, se del Sud?), solo «delinquenti»? Persino in presenza di genio, trattasi di «genialità malata o infeconda» (Pasquale Rossi). E un'intera regione, la Calabria, riassunto di tutto il Sud, poteva essere indicata come «luogo di epilettici-degenerati, di popolazioni superstiziose, tendenzialmente, per caratteri razziali e temperamento etnico, criminali». Come vi sentireste, voi, voi euganei, valdostani o brianzoli, o anche solo marchigiani, persino soltanto molisani, se scopriste una cosa del genere non prima, ma dopo aver sposato una calabrese (ignari di indizi rivelatori, quali «la fronte declive e il diametro bimandibolare accentuato»)? Mettermi in casa una della regione «più odiata d'Italia»! E la poveretta di mia moglie mi avrebbe evitato, se avesse conosciuto lo "studio" che "certificava" ("scientificamente", e si capisce) l'ozio, l'indolenza, l'apatia, l'accidia dei pugliesi? Per una parte non breve della mia vita, mi sono aggirato per questo paese, inconsapevole della classificazione craniologica, secondo la quale le teste dolicocefale del Sud erano chiaro indice di inferiorità, rispetto alle capocce brachicefale che testimoniavano la superiorità dei settentrionali. Di Borghe-zio, avete presente? O Renzo Bossi (tutto papà suo), l'intellettuale che riesce a diplomarsi in appena quattro tentativi; dopo di che, per frenare la fuga dei cervelli dall'Italia il Nord l'ha incaricato di "vigilare" sul sistema fieristico lombardo. I meridionali, per Massimo D'Azeglio, erano «carne che puzzava» (la storia tace sul suo alito).

TORO dal 21 aprile al 20 maggio

Arrivate al mese di Giugno in uno stato di grazia. Ripartite con nuove attività sportive e dinamiche che al tempo stesso vi divertano. GEMELLI dal 21 maggio al 21 giugno

Camminare a passo veloce per una buona mezz'ora al giorno vi aiuterà a smaltire quei due chiletti di troppo accumulati durante l'inverno. CANCRO dal 22 giugno al 22 luglio

La Luna piena di inizio settimana non concederà nulla alla pigrizia: se vi sforzerete di muovervi; vi accorgerete che anche il tono dell'umore si farà via via più tonico. LEONE dal 23 luglio al 23 agosto

La Luna in Sagittario ispirerà stampe esotiche con colori vivaci, che risveglieranno l'amore per i viaggi e per la vita avventurosa. VERGINE dal 24 agosto al 22 settembre

Per un aspetto scoppiettante di salute, potreste decidervi a dedicare del tempo a un'attività fisica, che stimoli la tonicità degli arti inferiori.

All'alba del 4 gennaio 1871, nel suo laboratorio all'Università di Pavia, dopo aver scoperchiato il cranio del Brigante Villella, Lombroso asserisce di vedere la “fossetta occipitale mediana”. La chiave di volta di ogni devianza, su cui Lombroso intendeva fissare “scientificamente” i caratteri del cosiddetto «tipo criminale, pazzo, mattoide e geniale». Fu così che, in maniera del tutto arbitraria dal punto di vista scientifico, Lombroso fece di Giuseppe Villella il simbolo della sua folle teoria sulle “fossette occipitali”. Il simbolo di tutta la delinquenza calabrese e meridionale, contribuendo alla creazione di preconcetti razzisti».

La verità dell’Iride

In Emilia si sta sulle onde, nel vero senso della parola. Fra le altre conseguenze terribili dello sciame sismico che di Benjamin Bowson colpisce la regione c'è anche un disturbo che provoca nausea, vomito, perdita dell'equilibrio, dolori addominali. Una sorta di mal di mare causato dalle oltre cinquanta scosse giornaliere. L'Emilia beccheggia come fosse un enorme vascello in balia dei marosi. Nel frattempo l'Italia di Nonno Giorgio va in parata, a festeggiare il 2 giugno, dimentica del dramma vissuto da centinaia di migliaia di persone. E non ci sarebbe stato nulla di male se si fosse detto che la festa era come un matrimonio ormai fissato con gli inviti spediti e le bomboniere comprate, che lo si sarebbe celebrato senza gioia. No, non ci sarebbe stato nulla di male a celebrare se per tutti gli anni del suo mandato Nonno Giorgio avesse svolto il suo ruolo senza caricarlo di un affetto degno del miglior padre di famiglia, senza cingerlo di consigli, carezze e lacrime. Fare festa non sarebbe stato male perché la crisi economica ormai ci sta per inghiottire, a Brindisi una ragazza è stata dilaniata da una bomba e già non se ne parla più. Si, ridere in faccia ai camerieri delle banche che stanno al governo non sarebbe stato poi così male. Mostrare i muscoli del nostro potente esercito al mondo e soprattutto all'India affinché rimandasse in Italia i nostri marò svenduti come pesci da una compagnia di navigazione avrebbe potuto essere anche utile. Festeggiare una democrazia che ha prodotto milioni di emigrati, migliaia di morti e centinaia di stragi impunite sarebbe stato opportuno. Far sfilare i nostri politici, gli imprenditori, i giornalisti.. persino i calciatori che ci ritroviamo sarebbe stato bello. Si la parata del 2 giugno sarebbe stata un evento veramente eccezionale se solo ci fosse stato qualcosa da festeggiare.

L’Emilia in barca l’Italia in parata

BILANCIA

SCORPIONE

SAGITTARIO

CAPRICORNO

ACQUARIO

PESCI

dal 23 settembre al 22 ottobre

dal 23 ottobre al 22 novembre

dal 23 novembre al 21 dicembre

dal 22 dicmbre al 20 gennaio

dal 21 gennaio al 19 febbraio

dal 20 febbraio al 20 marzo

Gambe e braccia dovranno essere toniche: se non potete contare sui benefici di un inverno di allenamenti, dedicatevi ad esercizi all'aria aperta.

Il look della settimana dovrà essere carico di forza e intraprendenza, ma anche di una tranquilla sicurezza. Adottate colori decisi e naturali.

Fantasiosi e intraprendenti, questa settimana è il momento giusto per lasciarvi andare. Lasciatevi travolgere dalla trasgressione.

La Luna sagittariana sarà un inno alla libertà di movimento, con una spiccata predilezione per capi originali.

Animate dall'abituale spirito dinamico e socievole, potrete trarre qualche spunto dalle creazioni di giovani stilisti. DOMENICA

Se vi sentite sotto tiro, seriamente tentate di trasformarvi in un'alga, cercate almeno di farlo con stile ricordatevi che il verde non dona a tutte.

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LA RIVIERA

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la Riviera

Blob of the week “La Cena dei Campioni”

Mangiamo, beviamo e ce ne freghiamo

Le giovanni promesse di Cittanova in visita alla Riviera

Sasà e le sue veline i tre jolly del McDonald's Il centauro delle sbarre di Siderno

Il bell'Antonio in 500

Anche a Lourdes si legge “La Riviera”

Dimarti e Nicita. Anche la Scuola Calcio "Sasà Minnici" di Tantissimi auguri alla Casignana al Raduno nostra bellissima Juventus di principessa. La tua famiglia Gallico.

Ilario, Simona e Annalisa “Calabria Ora” al completo

Un affettuoso pensiero a tutto lo splendido staff della "Calura Disco Winter" di Roccella. Grazie per le frizzanti serate trascorse insieme!!! La vostra Cinzia.

CERIMONIA DEGLI ADDII di Domenico Zappone

dialettali, con errori, e, tuttavia, con tanta immediata freschezza da incantare a prima vista. Dapprima “Letteratura”, poi il “Selvaggio”, poi “Il Ponte” nel suo numero dedicato alla Calabria furono lieti di stampare quelle strane memorie. Infine, nel '62, l'editore Rebellato raccolse in una sua collana gli scritti di Marianna Procopio in un volume dal titolo “Diario ed altri scritti”, e così la mamma di La Cava entrò nel mondo delle lettere in forma ufficiale e, per di più, con le carte in regola. Il “Diario” va dall'agosto 1936 al giugno dell'anno seguente; successivamente altre cose accaddero nella vita di Marianna Procopio, così la penna le cadde di mano e la vena s'inaridì. Resta comunque questo volume come un'opera a se stante, lontana da ogni scuola e da ogni incasellamento letterario, anche se, a ben vedere, tra il “Diario” e certi libri del figlio, specie i “Caratteri”, corre un sottile rapporto, una medesima carica gnomica e tuttavia poetica, ma altresì la medesima forza e la medesima acre linfa. Era vecchia, Marianna Procopio, nella sua grande casa, ed era malata. “Non ho più testa” furono le ultime parole che udimmo nell'ottobre scorso, e andava da una stanza all'altra, minuta, cerea; una frase lapidaria e sibillina, un'ultima perla del suo prezioso monile segreto.

Ricordo di Marianna Procopio E' morta a Bovalino Marianna Procopio, madre dello scrittore Mario La Cava e scrittrice anch'essa. Fu una scrittrice - intendiamoci - del tutto occasionale e senza velleità, una che scriveva per sé, quando le capitava, per fermare un ricordo o un pensiero, o, meglio ancora, per meglio ricordare dopo, nei giorni che sarebbero venuti, circostanze ed eventi altrimenti destinati all'oblio, come spesso capita. Marianna Procopio non aveva studiato che fino alla terza elementare. Aveva sposato un insegnante e aveva avuto un solo figlio, Mario. Aveva trascorso i suoi giorni lavorando, s'era allontanata da Bovalino rare volte per recarsi a Reggio, a Messina, a Napoli, a Roma. Poi, nel 1936, perse la madre, e fu allora che prese a scrivere per dare sfogo al dolore. Buttava su poveri pezzi di carta le sue righe che poi il figlio le sottraeva ricopiandole, ma la sua scrittura era immediata, senza vezzi, senza orpelli, con locuzioni

DOMENICA

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LA RIVIERA

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La Riviera n°24 del 10/06/2012