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Mostarde, sempre più spalmate, per coprire le mediocrità delle pubbliche amministrazioni che non per esaltare il gusto del cambiamento

PD, avanti, adagio, quasi indietro. Il partito calabrese i guai se li scrolla subito. Pensa di scrollarseli, ma gli restano appiccicati. Ha perso le elezioni regionali, quelle provinciali, quelle comunali, al

netto di Crotone e Rende, ma prosegue imperterrito a guerreggiare al suo interno. Invece di abbassare l’asticella del conflitto interno, la alza sempre più. Nessuna autocritica.

NOMI PROIBITI * Sia nella prima che nella seconda seduta del neo eletto consiglio comunale nessuno ha fatto il nome dell'ex sindaco Alessandro Figliomeni. Morto e sepolto senza estrema unzione, come merita chi va in carcere, anche se in attesa di giudizio. Eppure, tra i neoletti consiglieri di maggioranza, ce ne è un bel po', che sono stati stretti collaboratori dell'ex sindaco. Potrà Siderno avere gloria futura dai sepolcri imbiancati al potere?


... LACOPERTINA

FORTUGNO

Il velame oscuro è squarciato PASQUINO CRUPI

IN EVIDENZA

Non tutto è stato regolare nel processo per il delitto di Francesco Fortugno. Il documento del capo Il processo è stato introdotto dal fragore della presenza a Locri dell’ex presidente della Squadra mobile della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, di Reggio, che apriva all’indomani del delitto. Ed è proseguito con il successivo fragore della presenza scenari inediti sul dell’ex presidente del consiglio, Romano movente del delitto Prodi, ai funerali. Per non parlare delle Fortugno, pecore, che volevano essere macellate. E fin sulla soglia del secondo grado di giudinon è stato allegato zio, sempre a Locri, il ministro Angelino alle carte giudiziarie. Alfano, che, essendo avvocato dovrebbe sapere masticare di diritto, disse solennemente che i responsabili dell’assassinio di Francesco Fortugno stavano finalmente come dedotte dai testimoni oculari. in galera con sentenza esemplare: dove Trattandosi di processo in cui danzavano esemplare sta per definitiva. Di tutta evi- ergastoli, la Corte d’Assise di Locri e la denza, la presunzione d’innocenza fino Corte d’Assise di Reggio non avrebbero all’ultimo grado di giudizio, quello della dovuto eccedere nella garanzia dei diritti Cassazione, che non mette sigilli sulle sen- della difesa piuttosto che indebolirli con i tenza di secondo grado, cone vorrebbe lori dinieghi? qualche giornale, vale solo per Silvio Non tutto è stato regolare, e, oggettivaBerlusconi e gli eccellenti alla sua sinistra. mente, a processo di secondo grado conNon tutto è stato regolare. cluso, alla luce di fatti nuovi, venuti impeEravamo e rimaniamo ancora persuasi riosamente alla luce, si è al limite della sulla legittima suspicione, e, cioè, che il mistificazione processuale. processo non potesse avere luogo a Locri Non tutte le carte riguardanti il processo dove Fortugno fu assassinato, e neppure Fortugno sono state messe sul tavolo, a Reggio Calabria. Questa nostra persua- come abbiamo già scritto nel numero sione è stata indubbiamente rafforzata scorso de <<la Riviera>>. Ed è fatto di dal pronunciamento, in data 30 giugno estrema gravità. I difensori di Alessandro 2010, della VII Sezione penae Giuseppe Marcianò, di le della Corte Suprema di Salvatore Ritorto e Francesco Cassazione, che, pur respingen- L’ANALISI Audino, tutt’e quattro condando la richiesta di spostamento nati all’ergastolo,hanno appread altra sede del processo, avanzata dal- so, a mezzo stampa, solo a mezzo stampa, l’avv. Rosario Scarfò per conto del suo dell’esistenza d’un rapporto del capo assistito Salvatore Ritorto, ha riconosciu- della Squadra mobile della questura di to che “la situazione ambientale in cui ha Reggio, dr. Salvatore Arena, trasmesso operato la Corte d’Assise di Locri” fu tale l’1 dicembre 2005 al sostituto procuratoda “turbare l’imparzialità del giudice”. re dott.ssa Roberta Nunnari e da questa L’avvocato Rosario Scarfò s’è vista respin- prontamente, il 2 dicembre 2005, inoltrata, e nel primo e nel secondo grado di giu- to al sostituto procuratore dr. Creazzo, dizio, la richiesta, volta ad ottenere che il ora capo della Procura di Palmi. Quel suo assistito, Salvatore Ritorto, sfilasse di rapporto introduceva queste novità fronte ai suoi giudici naturali al fine di sconvolgenti e sradicanti l’impianto acusapoter stabilire la compatibilità delle sue torio, sia per quanto riguarda il movente, fattezze fisiche con quelle del killer, per che gli organizzatori e gli esecutori del

delitto Fortugno. Vediamo. Dice l’avv. Antonio Managò: Per come riporta l’ex capo della squadra mobile di Reggio Salvatore Arena, firmatario dell’informativa, sembrererebbe che l’ uccisione del dr. Fortugno fosse stata decisa per qualcosa che la stessa vittima aveva “dimenticato”. Secondo,- sempre con parole dell’informativa - “la decisione di attentare alla vita del FORTUGNO Francesco [era] oramai in via di definitiva assunzione ai massimi livelli decisionali delle strutture criminali reggine”. Terzo, era “fondatamente ipotizzabile [che detta decisione] fosse stata sottoposta al vaglio del boss LIBRI Domenico, atraverso i suoi più fidi luogotenenti: il Tuscano ed il SINICROPI”. Quarto, “appare altrettanto fondatamente ipotizzabile che anche la ndrina Tegano sia stata adeguatamente e preventivamente interpellata in relazione al programmato ed imminente delitto a cagione del FORTUGNO Francesco”. Orbene, il documento del capo della squadra mobile di Reggio, che apriva scenari non considerati dalla Pubblica accusa, seppure non mangiato dalle tarme, non è stato allegato all’incartamento processuale, avente a riguardo il delitto Fortugno. Che cosa ne è derivato? Ne è derivato, in primis, che sono stati violati i diritti della difesa, che la difesa degli imputati è stata necessariamente monca,

mutilata, alla perfine, resa inane dalla mancata completezza degli atti giudiziari concernenti il processo Fortugno. Ne è derivato ancora che il giudizio della Corte d’Assise di Reggio Calabria, confermante le condanne all’ergastolo, è, ictu oculi, “viziato” dalla parzialità dell’incartamento processuale, mancandovi un documento importante, essenziale, fondamentale, come quello di cui stiamo discorrendo. Documento noto all’inquirente che stava intressandosi del processo Fortugno, e che , viceversa, figura nel procedimento penale parallelo per l’assassinio di Francesco Fortugno, “attualmente pendente in fase d’indagine preliminare”. Pendente dal 2005, a carico di ignoti. Come è potuto avvenire lo smarrimento della via maestra, cioé, il mancato allegamento all’incarto processuale dell’informativa del dr. Arena? Spiega, con indomata energia giuridica, nella conferenza stampa del 26 giugno l’avv. Eugenio Minniti : “ Il Pm era in possesso delle dichiarazioni del pentito Piccolo, che riferiva quello che era venuto a sapere da altri sul delitto Fortugno, ed era, altresì, il Pm in possesso, grazie all’informativa della Questura, dell’intercettazione diretta del colloquio tra Domenico Libri e i suoi due luogotenenti, che lo informano della decisione d’attentare alla vita di Francesco Fortugno. Decisione assunta ai massimi livelli delle strutture criminali

reggine. Non sono io a dirlo, ma la giurisprudenza della Suprema Corte di Cassazione: l’intercettazione diretta non ha bisogno di riscontri. Ha valore di confessione, di prova sicura. Il Pm ha scartato l’intercettazione diretta e ha privilegiato le dichiarazioni- ripeto- de relato del pentito Piccolo”. Anche nel campo del diritto dei gusti non è possibile discutere, e non si può trasformare in colpa una scelta di strategia giudiziaria. Ma c’era un obbligo che l’inquirente non poteva evadere: quello di riportare negli atti giudiziari il rapporto della Questura, trasmigrato altrove. E allora non c’è dubbio che il processo Fortugno va riaperto. E, per farlo riaprire, gli avvocati Eugenio Minniti e Rosario Scarfò hanno imboccato una via strana, che, in assenza d’altra, è la migliore : quella di richiedere , come han fatto in conferenza stampa, una Commissione parlamentare d‘inchiesta. Il Ministro Alfano, precedendola- i tempi sono lunghipotrebbe intanto mandare degli ispettori, come usa fare quando nei tribunali emergono carte avverse al Padrone del Palazzo e ai suoi più prossimi. A meno che, praticato e non dichiarato, non esista per i condannati nel processo Fortugno un diritto speciale , che dispensi dal dover applicare regole e principi non uguali per tutti.

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EDITORIALE Di RUGGERO CALVANO

Gli infami

Nella foto a sinistra Francesco Fortugno Qui a lato Salvatore Ritorto

Parti civili e code di paglia FERNANDO SAGADO

E' complicato affrontare un argomento così tecnico senza cadere nella retorica, o peggio senza lasciarsi andare nel formalismo che rende incomprensibili le cose. Scrivendo su un giornale che si rivolge alla gente e non all'establishment, il linguaggio migliore è quello popolare: del pane al pane ecc. La questione della costituzione di parte civile nei processi di mafia continua, ciclicamente, a essere dibattuta, e sbattuta, di qua e di là. Chi si ritiene leso da un reato può, e non deve, chiedere di essere ammesso alla costituzione di parte civile dentro il processo penale. Quando i reati superano la lesione di interessi puramente individuali, andando a incidere su quelli che riguardano la comunità in senso lato, anche gli enti e le associazioni possono, e non devono, chiedere di partecipare al processo penale. Pare, e lo è, un principio sacrosanto del diritto. Bene fa l'ente o l'associazione che chiede di costituirsi in giudizio per la tutela di interessi collettivi lesi da un reato. E bene fanno i Comuni a entrare nei processi contro la criminalità organizzata, che essendo sistema sta in antitesi con le organizzazioni legalmente presenti sul territorio. Il problema sorge quando la facoltà prevista dalla Legge si trasforma in dovere, in un obbligo giuridico a stare in giudizio. Se fosse una legge a prevederlo nulla quaestio, le norme si rispettano. Fino a quando una tale regola non ci sarà, compito dell'ente è valutare la documentazione accusatoria che ha prodotto il giudizio, in caso di condivisione delle ipotesi dell'accusa si potrà chiedere la partecipazione al giudizio. Attenzione però, la partecipazione al processo non deve risolversi nel ruolo di belle statuine, implica attività, l'avvocato di parte civile non si siede in aula per scaldare la sedia o assentire alla pubblica accusa, può chiedere l'ammissione di prove, di testimoni. Può, cioè, supportare l'accusa. Questo

implica una piena condivisione delle convinzioni accusatorie, o delle proprie convinzioni. In ciò sta la ratio della non obbligatorietà della costituzione di parte civile. Questo, chiaramente, è detto per ragionamenti teorici. Nella prassi calabrese, locridea in particolare, spesso si guarda con sospetto all'ente che nei processi contro la mafia non si costituisce in giudizio. In qualche caso questo sospetto può essere l'anticamere della verità. Certo non lo è nella maggior parte. Ma dato che ormai l'epidemia del senso di colpa ha infettato questa nostra terra, di persone, o amministratori, in giro che non sentano di dover girare sempre col cilicio in mano ce ne sono poche; pullulano i penitenti che hanno il vizio di chiedere sempre perdono, per i loro e per i peccati degli altri.

Le mostarde sono sempre più spalmate, nella Locride particolarmente, per coprire le mediocrità delle pubbliche amministrazioni e non per esaltare il gusto del cambiamento Le mostarde sono sempre più spalmate, qui da noi, per coprire le mediocrità delle pubbliche amministrazioni e non per esaltare il gusto del cambiamento, di quelle inversioni di tendenza che solo in piccolissima parte possono essere prodotte dalla costituzione di parte civile dei governi nei processi di mafia. Chi senta di non aver peccati, pur non scagliando la prima pietra, eviti di percuotersi. E chi non ha code di paglia si senta esentato dallo stare in giudizio perché costretto da un conformismo antimafioso che è sempre più di facciata. Farebbero meglio, gli enti, a occuparsi con scrupolo del bene pubblico, perché il fare prevale sempre sul dire .. e l'essere sull'apparire.

Dai Sicofanti a Giuda, dalla Colonna Infame alla Mafia. I traditori sono sempre stati di moda. L’infame è chi tradisce i propri compagni, al di là della liceità o meno dell’attività denunciata, questa è la caratteristica fondamentale che lo distingue da chi lodevolmente denuncia un’attività illegale con la quale non ha nulla a che spartire. Ho frequentato per anni tribunali, galere, ladri e gendarmi. Da sempre sento parlare di liste, di documenti che raccolgono nomi, soffiate e compensi dei confidenti. Vero o leggenda metropolitana, in tanti giurano di averle viste, di possederle. Molti minacciano di tappezzare i muri delle città con i nomi delle spie. Ecco, io non ne ho mai vista una, ma se per assurdo ce l’avessi in mano so cosa farei. Sono convinto che la mafia sia un grande male il cui ruolo è di inframmettersi tra il popolo e la libertà. La libertà di scoprire e contrastare i mali veri, dei quali la mafia rappresenta l’indotto. Ora per chi sbraita continuamente contro la mafia, per chi l’addita a male assoluto, dall’alto di importanti funzioni istituzionali. La mafia

durerà fin quando sarà avvolta da un alone di miticità. Se platealmente venisse dimostrata, in modo inconfutabile, la sua inesistente attinenza con validi principi morali per la Mamma sarebbe la fine. Se chi si “Annaca” trovasse il suo nome su un manifesto, con le prove delle sue confidenze, smetterebbe di torcersi e al massimo gli si contorcerebbero le budella. E’ chiaro che se i confidenti fossero pochi, sarebbe inutile farne i nomi, si metterebbero a rischio le loro vite, senza alcun vantaggio per la società. Ma se, come si sussurra, le liste sono colme di soffioni, se nutrite sono soprattutto le fila dei sicomafiosi. Il numero metterebbe al riparo le loro preziose vite, ma le loro facce sparirebbero dalla circolazione. L’aria circolerebbe liberamente e il mito finirebbe nella polvere, come è finita la stirpe dei Lo Giudice a Reggio. La domanda è questa: quanti Nini Nani ci sono in circolazione? Se sono tanti e se ci sono in ogni “locale” fuori i nomi. Nonostante l’età me ne andrei in giro a incollare i manifesti. Chi sa parli e spogli dell’onore chi non l’ha.

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Parlando

Style

di...

Start NORDICI&SUDICI

Il coccodrillo GIOACCHINO CRIACO

Il coccodrillo ha poche frecce al suo arco. Volendo essere sinceri ne ha solo una, ma la gioca quasi sempre bene tanto da essere determinante per il suo destino. Passa la sua vita a divorar figli, quando è vecchio e la sua progenie sopravvissuta gli gira intorno pronta a ricambiarlo con la stessa moneta che ha spacciato per tutta la sua esistenza; eccolo il coccodrillo che moribondo riprende vita, gioca la sua ultima carta cercando di farlo bene. Lascia avvicinare i nemici, pronti a banchettare sul suo cadavere. Tac scatta la mossa, un colpo di coda micidiale che spazza il campo davanti a lui e gli permette un’ultima fuga che alla sua età è l’unica cosa che può fare: fuggire sempre, per vivere il più a lungo possibile. Sbaglia chi confonde il coccodrillo col caimano, quest’ultimo è molto più stupido e non ha una coda così possente come quella del suo parente rettile. Il caimano, in genere, dopo lunghe razzie finisce sempre preda di qualcuno. Il coccodrillo grazie al colpo di coda riesce spesso a morire di vecchiaia. E il Cavaliere si sente più un coccodrillo che un caimano: di figli ne ha divorati tanti e ne annienterà ancora. Il suo colpo di coda è partito, lascerà il suo scettro alla prole che gli risparmierà la vita. Era già grandicello ai tempi di Piazzale Loreto. Sa che la gente che lo ha amato, con in testa i beneficiari del suo regno, ha lo scaracchio in gola pronto per sputarglielo in faccia. Il ventennio è finito, ma se gioca bene le sue carte eviterà la piazza. E mentre tutti lo davano per spacciato, lui si è mosso rapido. Ha scelto tra i suoi figli, pescando uno dei pochi che in quest’aria di fine impero, in questo periodo di liquidazione totale, si sia astenuto dallo sfogarsi con Bisignani, dandogli dell’inetto o del cialtrone. L’Alfiere Alfano si sente l’erede in pectore, basta guardare il suo viso compunto, l’alterità della sua figura per rendersene conto. Lui non lo divorerà l’anziano padre, gli renderà dolce il viale del tramonto. Agli altri figli il coccodrillo non lascerà nulla, torneranno nell’oblio dal quale lui li ha fatti giungere. E siccome il peccato per antonomasia, del coccodrillo, è lo sbranamento dei figli, la sua tenerezza senile lo porta a salvare i figliastri. Finalmente riconoscerà il suo seme. Il Contadino di Montenero di Bisaccia. Sono stati insieme, a parlare fitto. Cosa c’entri tu con la sinistra? Ha detto il coccodrillo. Il Contadino ha aperto sul petto la camicia e abbagliante è apparso il suo cuore a scudo crociato. Figlio e figliastro s’incontreranno presto, ve lo abbiamo detto per tempo: Alfiere e Contadino, le due facce della stessa medaglia, o meglio i braccialetti delle stesse manette. La coda del coccodrillo ormai è scattata, spazzerà gli altri figli, a destra e a sinistra, il frutto di un Berlusconismo che senza di lui è destinato a marcire.

Lanzetta: “Volevano ucciderci, sono venuti a colpire la mia famiglia” Il

GIOVANNI MAIOLO sindaco Lanzetta mi riceve nella sua farmacia, dove è ancora forte l’odore del bruciato. Secondo lei l’intenzione degli ignoti che la notte tra il 26 ed il 27 giugno hanno appiccato il fuoco sotto casa sua era di ucciderla. Nonostante la consueta disponibilità è difficile intervistare il sindaco di Monastarace, perché veniamo continuamente interrotti da telefonate di sostegno, da cittadini che vengono a stringerle la mano, a incoraggiarla dicendole di tenere duro. Un uomo è commosso, la saluta con le lacrime agli occhi. E poi ci sono i volontari, coi guanti e gli attrezzi per pulire, che arrivano spontaneamente per mettere ordine, per tentare di cancellare le tracce della brutalità degli uomini che agiscono nel buio, perché alla luce del sole le loro facce fanno ribrezzo. Credo sia quello che meno ti importa in questo momento, ma a quanto ammonta il danno economico? Non so quantificarlo ma è ingentissimo: rotti i computer, farmaci da buttare, impianto elettrico saltato così come il sistema d’allarme, è caduto l’intonaco del soffitto… dovrò ricostruire. Come ti sei accorta dell’incendio? Non me ne ero accorta. Devo ringraziare i miei figli che alle 3 di notte erano ancora svegli nella loro stanza, avevano spento la luce da poco. Sono venuti a chiamarmi gridando che qualcuno stava entrando in casa, perché hanno sentito le persone nel giardino e il vetro che si rompeva. E poi hanno visto il fumo. Ho chiamato i pompieri e mia madre perché a causa del fumo l’aria in casa era già irrespirabile. Siamo dovuti uscire di corsa. Potevano esserci conseguenze peggiori se i tuoi figli non se ne fossero accorti subito. C’erano bombole di gas e di ossigeno che potevano esplodere… Nel punto in cui hanno appiccato il fuoco c’è una botola col deposito del gasolio del riscaldamento, a pochi metri due bombole del gas che riforniscono la cucina e dentro la farmacia 8 bombole di ossigeno piene. Se fossero scoppiate sarebbe stata una tragedia. Il fumo era così tanto che non si riusciva ad entrare per metterle al sicuro, poi per fortuna sono arrivati i vigili del fuoco che sono entrati legandosi tra loro per non perdere l’orientamento.

Quindi per te non si è trattato di un’intimidazione? No, volevano distruggerci. Cioè uccidervi? Si. Sono venuti per colpire la mia famiglia. Hai paura? Si. I tuoi familiari come stanno vivendo questa situazione? Non mi hanno chiesto nulla, sono preoccupati, vigili e seri. Non mi hanno invitato a dimettermi, mi hanno solo chiesto di stare attenta.

Hai pensato di dimetterti? No. Penso solo a non nuocere alla mia famiglia. Il tentato omicidio è legato alla tua attività politica e amministrativa? Assolutamente sì, non possono esserci altre motivazioni. Chi pensi sia stato? Se lo sapessi lo direi e poi ci sono le indagini in corso. Perché ucciderti? A cosa puntavano? Io penso solo alla Monasterace che sta crescendo e

I mille di Maria Lanzetta

S

CRISTINA BRIGUGLIO

ono soli e isolati i quattro che nella notte di lunedì, incapucciati, hanno dato alle fiamme la farmacia di proprietà della famiglia del Sindaco di Monasterace. Più di mille persone, invece, il giorno dopo, si sono ritrovati nel cortile dell'oratorio "don Bosco" per stringere in un abbraccio collettivo Maria Carmela Lanzetta. Fin dai primissimi istanti dopo l'attentato i cittadini monasteracesi hanno dimostrato la loro vicinanza e la loro solidarietà al Primo cittadino, e mai nessun consiglio comunale aperto, convocato per fatti analoghi, ha visto a Monasterce una così vasta partecipazione. Qualcosa vorrà pur dire. Quello che il nostro giornale ha definito, all'indomani della riconferma elettorale del sindaco Lanzetta, il "laboratorio Monasterce" ha fatto paura a qualcuno. In Italia siamo troppo abituati al "bisogna che tutto cambi perché tutto resti come prima" per dare peso alle parole dei nostri politici. Ma Maria Lanzetta, lo ha ricordato anche davanti all'assemblea, non è un politico di professione, è un cittadino che, come tanti, vive

Monasterace 26.06.2011 ore 02:58 INDIGNAMOCI!

VENERDÌ 24 GIUGNO 2011

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la Riviera

Secondo il sindaco di Monasterace l’incendio alla sua farmacia non è stato un’intimidazione ma puntava ad eliminarla. Lei resiste, non si dimette. Sostenuta dai sindaci del comprensorio, dai politici e dalle istituzioni, ma soprattutto dai suoi concittadini. rinascendo. I ragazzi di Monasterace mi hanno regalato una maglietta con la scritta “26 giugno 2011, ore 2:58, indigniamoci!”. Tanti altri mi fanno sentire la loro vicinanza, c’è un’amministrazione splendida che lavora molto, sono sorte tante attività culturali e associazioni, c’è un paese normale che risorge e che si è stretto intorno a noi. Le donne arrivano con gli stracci e i guanti e si mettono a lavorare spontaneamente. È magnifico, fanno i turni, li ringrazio di cuore. Al consiglio comunale c’erano tante persone, e non tutti mi hanno

votato, ma quando c’è un dibattito sereno ne giova il paese. Eppure c’è ancora chi si sente in campagna elettorale e chi telefona per dirci quali sono le regole di un consiglio comunale quando invece si è trattato di un consiglio aperto che altro non era che una grande riunione, avevamo carta bianca da parte del prefetto, non abbiamo bisogno di chi ci suggerisce le regole per convocare un consiglio. Dopo 6 anni di amministrazione lo sappiamo e la campagna elettorale è finita, l’hanno deciso i monasteracesi. Cosa farai domani? Questo episodio come inciderà

in maniera piena l'appartenenza al suo paese. Prima nelle associazioni di volontariato, nella proloco e ora come sindaco. Non è stato solo uno dei tanti atti intimidatori contro un amministratore, come purtroppo ne accadono tanti in Calabria, è stato un attentato contro un'intera cittadinanza, privata -ma solo per poche oredel primo presidio di sanità territorioriale: la farmacia del paese. Un diritto fondamentale quello dell'assistenza sanitaria, come quello della libertà di voto e della libertà di espressione. Tre diritti che i cittadini di Monasterace difendono con le unghie e con i denti. E' stato sollecitato a gran voce l'intervento dello Stato per far luce sulla vicenda. Il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto di Reggio Calabria, Luigi Varratta, ha deciso di attivare adeguati servizi di vigilanza per la protezione personale del Sindaco di Monasterace, tuttavia saranno i cittadini a incoraggiare e proteggere il loro Sindaco ogni giorno, così come hanno fatto finora. Monasterace è cambiata e sta cambiando, e preferisce essere citata sui giornali, non per gli episodi di criminalità o per questi atti di violenza brutale, ma per gli eventi culturali, per le numerose realtà aggregative, per gli scavi archeologici di Kaulon - proprio in questi giorni sono all'opera gli archelogi dell'Università Normale di Pisa - per gli spettacoli del Magna Graecia Teatro Festival, per le manifestazioni estive e, soprattutto, per la presenza di una società civile che non abbassa la testa.

Monasterace dal 28.06.2011 ore 08:30 FARMACIA APERTA

L’intervento di Maria Carmela Lanzetta al Consiglio Comunale Aperto del ventisette giugno.

sul tuo essere sindaco? Stamattina ho indossato il camice e sono stata coi miei farmacisti che stanno rimettendo in piedi la farmacia. Lo rifarò anche domani, poi per il resto si vedrà. Negli occhi di questa donna tenace si legge umano timore ma balena anche la consueta determinazione. E la consapevolezza che non è sola. Quelli soli sono gli incappucciati che di notte si intrufolano nelle case della gente per bene. A loro tutto il nostro disprezzo.

LAVORI IN CORSO REDAZIONE APERTA

Domenica 3 luglio 2011 Monasterace l'oratorio "Don Bosco", ss106 Ore 20,00 Settimo appuntamento di redazione aperta/lavori in corso. In questa occasione gli artisti, scrittori, poeti, musicisti, giornalisti e appassionati di Calabria, hanno deciso di utilizzare lo spazio di incontro e discussione al tema della legalità, per costruire “dal basso” percorsi di cambiamento culturale. -I sindaci spesso rappresentano il primo filtro tra le istituzioni e la criminalità, per questo, sono più esposti e più vulnerabili. -Lo Stato è assente? La società civile no! Dibattiti, proiezioni video, musica, e solidarietà. Sarà presente il sindaco Maria Carmela Lanzetta EnergieCalabria Movimento Creativo OfficinemAPERTO In collegamento telefonico Umberto Ambrosoli

DIAVOLO NERO

La coversazione disturbata Non è ancora bufera sugli uffici giudiziari di Reggio, ma ci sono tutti gli indizi che la preannunciano. Un rapporto informativo dell'ex capo della squadra mobile di Reggio, dr. Salvatore Arena, sul delitto Fortugno, il suo movente, le forze criminali organizzatrici, poteva non figurare nel procedimento penale per l'assassinio del vicepresidente del consiglio regionale? Doveva figurarvi. Perché così reclama la giurisprudenza, ma anche il senso comune. Ci vogliono cervelli geniali per immaginare il contrario. Ma c'è silenzio nella Procura di Reggio. Dalla quale viene, ad opera del dr. Giuseppe Pignatone, una iniziativa il cui senso non riusciamo a capire. Di che cosa si tratta? Il dr. Pignatone, al quale non sfugge l'importanza dell'informativa del dr. Salvatore Arena, ha

chiesto una nuova trascrizione del colloquio intervenuto tra Domenico Libri e i fidati luogotenenti Salvatore Tuscano e Antonio Sinicropi nella sua casa di Prato, la notte del 13 ottobre 2005. Tali le parole del Capo della Procura: “Abbiamo chiesto alla polizia scientifica di trascrivere il colloquio captato. La conversazione è estremamente disturbata, speriamo che gli strumenti di oggi riescano a ripulirla”. È una speranza che nutriamo anche noi. Tutto quello, che si fa nell'interesse della giustizia giusta, come si diceva un tempo, ci trova d'accordo e solidali. E, tuttavia, vogliamo osservare che la “ conversazione estremamente disturbata” ha trovato già una traduzione chiara e univoca nel rapporto del dr. Salvatore Arena sì che una successiva trascrizione della conversazione ripulita potrà solamente aggiugere elementi verbali senza nulla sconnettere. Nel frattempo non sarebbe un gran male che la Procura aprisse un'inchiesta sulla mancata presenza del rapporto nell'incartamento processuale sul delitto Fortugno.

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Politica

I signori del conflitto PD

BRUNO GEMELLI

, avanti, adagio, quasi indietro. Il partito calabrese i guai se li scrolla subito. Pensa di scrollarseli, ma gli restano appiccicati. Ha perso le elezioni regionali, quelle provinciali, quelle comunali, al netto di Crotone e Rende, ma prosegue imperterrito a guerreggiare al suo interno. Invece di abbassare l’asticella del conflitto interno, la alza sempre più. Nessuna autocritica. Mai. Tutt’al più una generica ammissione di responsabilità senza mai specificare come dove quando. A Roma non solo si consentono le scorribande calabre, ma addirittura si incoraggiano. Anche Bersani in passato, rispetto alle cose calabresi, si è dimostrato un don Abbondio. Ha lasciato fare, subendo Capo Suvero. Ovvero il perpetuarsi dell’autoreferenzialità della vecchia e decrepita nomenclatura. Ma ancor prima sbagliò Veltroni che, è vero,

Come San Sebastiano

Adriano Musi è stato trafitto prima dalla triade Bova Adamo Loiero e, ora, questa è la novità, da Principe e Maiolo

derano che le candidature si facciano in loco, per non ripetere le scelte del 2008 quando Veltroni scelse, fra l’altro, due che sono andati via, i senatori Franco Bruno e Dorina Bianchi, e la terza di Usmate Velate, Daniela Mazzuconi, raccomandata, imposta, da Rosi Bindi: tanto per riconfermare il centralismo democratico. Le richieste che risalgono dalla Calabria non sono peregrine, ma le regole di ingaggio sono del tipo Striscia di Gaza. Anche perché circolano ancora le tossine della campagna elettorale. Ovviamente, e Bersani non può fare del tutto tabula rasa perché altrimenti perderebbe altri voti. Quindi affida il gioco “sporco” a Musi al quale ha affidato la parte del cattivo. Ma se il Pd è in ambasce, il resto della sinistra calabrese è letteralmente balcanizzata. La Federazione della sinistra vuole rinascere dalle sue ceneri, ripetendo il miracolo dell’Araba Fenice. Nino De Gaetano ha

lasciato il Prc, traendosi dietro una flottiglia di rifondaroli. Il Prc residuo- il che non vuol dire residuale- si rimette in marcia, ma con le corna puntatte contro, se non i Comunisti Italiani, il segretario regionale dei Comunisti. Il Che, per chi si intende di liturgia comunista, è la stessa cosa. I Comunisti Italiani, che immaginano d’esssere maggioranza nella sparente Federazione della Sinistra e nel fronte del centrosinistra, dettano regole per tutti, pur non avendo più né consiglieri comunali né consiglieri provinciali, per stare alle ultime elezioni. Sel copre le sue lotte interne con il carisma di Nichi Vendola e Gianni Speranza che si sta allenando a diventare il prossimo presidente della Regione. I giovani, quelli che non tengono il moccolo a nessuno, sono guardati con sospetto perché potrebbero essere sgraditi concorrenti per le candidature sopra narrate.

I PROTAGONISTI DEL PD CALABRESE

IL LEADER NAZIONALE DEL PD PIERLUIGI BERSANI

Nella foto in alto Marco Minniti Qui a lato Adriano Musi Sotto Sandro Principe

indicò le statue di sale, ma poi il proconsole Minniti non fece nulla, o non poté fare nulla, per fermare la deriva regionale. Quando i buoi sono usciti dalla stalla, Bersani ha inviato un commissario, il senatore Adriano Musi (ex segretario della Uil), un tipo amabile ma arcigno che non si è fatto intimidire dai vecchi notabili che ha messo alla porta. Naturalmente, Musi è stato trafitto come San Sebastiano, prima da Adamo, Bova e Loiero e, ora, questa è la novità, da Principe e Maiolo. Questi ultimi due sono i principali contestatori del momento. Chiedono maggiore collegialità, e forse hanno ragione. Dunque, muro contro muro tra la maggioranza del gruppo regionale e Musi. I primi hanno chiesto la testa di Musi a Bersani, ma il segretario nazionale lo ha confermato respingendo le dimissioni che aveva offerto il commissario regionale. Sullo sfondo c’è la riorganizzazione del partito che tutti dicono di volere. Ma a una condizione. Che le candidature al Parlamento si determinino nel contesto che ognuno preferisce. E i contestatori calabresi di Musi desi-

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Muti contro i calabresi

la Riviera

Spicca nella manovra di 47 miliardi l'aumento dell'Iva dell'1%. Una tassa su tutte le merci il cui prezzo s'accrescerà. Una tassa nordista, cioè a favore degli industriali del Nord, che tutto producono: dalle scarpe ai vestiti da sposa, dalle noccioline americane ai gelati. Una tassa contro i meridionali, notoriamente consumatori degli altrui prodotti. I deputati calabresi del Pdl, i sottosegretari calabresi, il Governatore della Calabria tacciono.

Provincia FORZE DI POLIZIA

ENERGIA PULITA

International Police Associatio, riunione a Reggio Calabria

IL “PONTE DELL’ENERGIA” MANDA IN PENSIONE I VECCHI TRALICCI

Si è riunito a Reggio Calabria, nei giorni scorsi, presieduto dal Presidente Nazionale Dott.ssa Silvana SERGI, il Comitato Centrale composto dall'Ufficio di Presidenza,Ufficio di Segreteria e Ufficio di Tesoreria della Sezione Italiana dell'INTERNATIONAL POLICE ASSOCIATION. Il comitato centrale è l'organo di governo dell'associazione ed è responsabile della gestione amministrativa e programmatica della stessa per il mandato quadriennale ricevuto. Era presente anche il Consiglio Nazionale con i presidenti di tutte le delegazioni regionali. Motivo di orgoglio della 18’ Delegazione Calabria è stato l'approvazione all'unanimità da parte dei vertici nazionale dell'I.P.A. del nuovo regolamento di esecuzione dello statuto, elaborato dalla commissione di revisione Dello statuto e regolamento presieduta dal presidente della Delegazione Veneto Diego TROLESE. Ha portato il saluto della Regione Calabria l'On. Gianni NUCERA,s egretario Questore del Consiglio Regionale. Nella giornata conclusiva dei lavori è stato presentato il nuovo direttivo della Delegazione Calabria,con presidente Vincenzo SEVERINO,vice Gregorio MARTINO, segretario Salvatore BRUNO, vice Domenico RAVIDA', tesoriere Mariano GIANNAZZO, vice Francesco LO BIANCO. La tre giorni dell' I.P.A. si è conclusa con la cena di gala, nell'occasione sono stati consegnati vari attestati ai soci ,tra i quali quello di fedeltà all'I.P.A. ai soci Mariano GIANNAZZO e Giuseppe CUSUMANO. Particolare gradito è stato il cesto consegnato, in segno di benvenuto in Calabria, ai partecipanti al Comitato Centrale e Consiglio Nazionale dell'I.P.A., contenente prodotti tipici calabresi. Cosa gradita è stata,per il comitato locale IPALOCRIDE, la visita nella zona della delegazione ABRUZZO accompagnata dal socio Dott. Salvatore Marino, Prefetto vicario della Città di Teramo.

D

ovrebbero terminare per la fine del 2013 i lavori della nuova linea tra le stazioni elettriche di Sorgente (Messina) e Rizziconi (Reggio). Il nuovo elettrodotto, che sarà realizzato da Terna S.P.A, avrà una lunghezza complessiva di 105 km, di cui 61 km in linea aerea, 5 km in cavo interrato e 38 in cavo sottomarino, a 370 metri di profondità nelle acque del Tirreno. La struttura, che avrà il più grande cavo sottomarino a corrente alternata del mondo, permetterà di liberare dai tralicci 264 ettari di territorio -una

superficie pari a 350 campi da calcio - , dismettendo ben 170 km di linee aeree e riducendo così l'impatto visivo e ambientale sui territori coinvolti. Attraverso la dismissione delle vecchie linee aeree (540 tralicci in tutto) e la loro sostituzione con sostegni monostelo, la costruzione del “ponte dell'Energia” porterà al recupero di 2.500 tonnellate di materiale tra acciaio, alluminio, vetro e calcestruzzo, pari al peso di circa 10 volte la Statua della Libertà. Quando l'opera sarà ultimata -tra la fine 2013 e l'inizio 2014- si verificherà un significativo risparmio nel costo

FOCUS * NEWS DA PALAZZO FOTI

Fuda tende la mano al presidente Raffa

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n mezzo alle difficoltà per il varo della nuova giunta, il presidente della Provincia, Giuseppe Raffa, incassa l'appoggio e la stima dell'onorevole Pietro Fuda: « Grazie al mio atteggiamento e a quello dei miei colleghi del Polo Civico abbiamo permesso a Raffa di giurare e di assumere a tutti gli effetti le funzioni di presidente. Noi, - ha tenuto a precisare l'ex senatore - a differenza di altri, abbiamo votato Eroi a presidente del Consiglio senza chiedere contropartite, ci siamo adeguati nell'interesse dell'Ente e dei cittadini. Con quello che ha lasciato il centrosinistra, perdere altro tempo sarebbe stato un errore incomprensibile. Io sarò minoranza ma non opposizione, non chiederò incarichi ma sui problemi cercherò di aiutare Peppe Raffa, persona che conosco e che stimo da tanto tempo». Pietro Criaco

dell'energia a livello nazionale. Secondo il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, la struttura consentirà di ottimizzare le risorse energetiche e “porterà, alle famiglie italiane un risparmio di circa 800 milioni di euro l'anno sulle bollette”. Il nuovo elettrodotto sarà, infatti, la via lungo la quale viaggeranno le

energie rinnovabili, per un totale di oltre 700MW di energia pulita (eolico e fotovoltaico) esportata verso il continente, e un risparmio di 670.000 tonnellate annue di CO2, una cifra equivalente a quella emessa da 250.000 automobili. Cristina Briguglio

MIX * INCARICHI

Curatola: da sconfitto ad Assessore Walter Curatola, del Pdl, consigliere comunale a Reggio, uscente e non rientrante, ha avuto un premio oltre ogni misura: è stato voluto assessore dal Governatore. Come dire: che uno studente bocciato agli esami di maturità, per decisione del Senato accademico, è ammesso ad essere iscritto al secondo anno del corso di studi universitari. Lasciamo perdere. Non ci resta che immaginare la contentezza dell'escluso-incluso. Tale da fargli perdere il lume della ragione. E, infatti, pieno di gioia dionisiaca, il giovane Walter, annuncia a Reggio e al mondo che la città-modello troverà il suo riscatto dall'inerzia produttiva e dalla disoccupazione grazie a Miss Italia e alle sue belle ragazze, che fanno sperare in un migliore avvenire, soprattutto quello delle ragazze reggine.

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Estate

Provincia L’intervista * Roberto Logaiacco, Cgil

REGGIO COLOMBA IMPICCATA

BINARI MORTI, GOMME SFOLGORANTI

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PIETRO CRIACO

oberto Logiacco, 59 anni, nato a Gioiosa, vissuto per molti anni a Bova Marina, ora residente a Sinopoli, capo stazione a Gioia Tauro e rappresentante della Cgil, da anni impegnato in prima linea per la difesa del trasporto ferroviario in Calabria. Da dove cominciamo? Naturalmente dall’attuale situazione delle ferrovie in Calabria, che è… A dir poco disastrosa, sia per quanto riguarda il trasporto FS, vedi linea Jonica, sia per quanto riguarda le Ferrovie della Calabria. In molti delle Ferrovie della Calabria ignorano l’esistenza… Le Ferrovie della Calabria, ex Ferrovie Calabro-Lucane, sono quelle che dal 1923 servono tutti i territori interni delle tre province calabresi. In provincia di Reggio c’erano le linee Marina di Gioiosa – Mammola, la Gioia Tauro – Cinquefrondi, e la Gioia Tauro – Sinopoli. Queste linee, da tempo non erano più attive, l’ultima a essere sospesa, il 7 giugno, è stata la Gioia Tauro – Cinquefrondi. Quindi, in controtendenza con quanto avviene nel resto d’Italia, in Calabria il traffico su rotaia viene fortemente ridimensionato. Si spiega. E come no? La regione Calabria non ha mai provveduto a varare un piano regionale dei trasporti dove delineare le linee guida di tutta la mobilità del proprio territorio. Quello messo a punto nel 1997 - tempo dei canonici di legno - non è mai stato attuato, forse perché andava a intaccare troppi interessi. Tutto questo ha portato pesanti disagi a livello occupazionale, ma, soprattutto, per quel che riguarda i servizi ai cittadini. Cerchiamo di essere più precisi. Purtroppo, le linee ferroviarie calabresi, intendo, le linee ferroviarie taurensi, sono state progressivamente abbandonate al loro destino, anche perché i politici della nostra provincia, di qualsiasi schieramento, e le istituzioni locali non hanno compreso che il trasporto su ferro, considerate anche le disastrose condizioni delle strade, poteva e doveva essere un servizio di qualità per studenti e lavoratori. Ma, dirò di più, se negli anni ne fosse stata compresa la possibilità di sfruttarlo, come già avviene in molte parti del mondo, anche come attrattiva turistica, oltre a erogare un importante servizio, poteva trasformarsi in fonte di ricchezza. Nel giorno della chiusura sono arrivati dei turisti tedeschi che volevano andare a San Giorgio Morgeto con la Littorina. E il Sindacato che fa? Il sindacato fa quello che può, in assenza d’un movimento di massa. Non abbiamo esultato certamente per l’incontro con Scopelliti che, sciorinando i dati forniti dall’azienda che par-

ROBERTO LOGIACCO, capo stazione a Gioia Tauro e rappresentante della Cgil,

lano di un costo complessivo di gestione pari a quattro milioni di euro a fronte di un incasso di centomila euro, ha affermato che non può far altro che chiudere. Noi contestiamo questi dati perché è ovvio che, se si lascia la linea in abbandono, l’utenza diminuisce, se le automotrici sono vecchie e obsolete, senza aria condizionata, viaggiare diventa un inferno e tutto il resto è in stato di degrado, si arriva a questa insostenibile situazione. Nonostante tutto questo, però, l’utenza c’è. Quindi, con mezzi adeguati ai tempi e una linea efficiente, aumenterebbe considerevolmente. Bisogna sottolineare, anche, che sulla stessa tratta, servita dalle famose “littorine”, c’è una concorrenza spietata delle autolinee private, che hanno, come avviene anche nella linea ionica delle FS, gli stessi orari dei treni. Favoreggiate e sostenute. Cioè… Sostengono i privati per affossare il pubblico.

AVVERTIMENTO? Nel Padrino l'avvertimento di “una proposta che non si può rifiutare” era stata la testa del suo cavallo che il produttore cinematografico Jack Woltz ritrovò al risveglio ai piedi del letto. A Reggio per “avvertire” si è usata una povera colomba, ritrovata nel centralissimo corso Vittorio Emanuele III, nei pressi della gelateria Sottozero, penzolante da un cappio. Una scena cruda e raccapricciante da turbare non solo i bambini. Si è trattato davvero di un avvertimento o magari è stata solo una ragazzata di pessimo gusto? O forse ancora potremmo ipotizzare che i reggini si siano dati all'arte creando un'installazione artistica provocatoria in perfetto stile Cattelan? Maria Giovanna Cogliandro

News *dall’Ente Parco dell’Aspromonte

Il

AUTELITANO LANCIA L’ALLARME: I BOSCHI DELLA LOCRIDE SONO A RISCHIO “PROCESSONARIA” presidente dell'ente Parco Nazionale Dell'Aspromonte Leo Autelitano, dopo aver raccolto le segnalazioni giunte da Istituzioni pubbliche e privati cittadini, che

mettevano in evidenza una preoccupante situazione, a carattere infestante, che sta interessando i boschi di quercia nel territorio del basso ionio reggino, in particolar modo nei territori di Platì, Careri e San Luca, ricadenti nell'area del Parco, ha ordinato delle puntuali verifiche che hanno rilevato un vasto fenomeno di defogliazione dei boschi di quercia e di leccio che, se si dovessero ripetere in forma persistente e virulenta potrebbero portare, nei casi più gravi, alla morte degli alberi. Secondo una prima verifica, effettuata dagli uffici dell'ente, il responsabile dell'attacco dovrebbe essere la Processionaria della quercia (Thaumetopoea processionea), farfalla le cui larve, in primavere ed estate, si nutrono, voracemente, di foglie di quercia, e che, inoltre, sono provviste di peli urticanti, che possono causare, sia all'uomo che agli animali domestici, irritazioni anche gravi. L'ente Parco Nazionale Dell'Aspromonte porterà a conoscenza del caso il Servizio fitosanitario della regione, il Dipartimento Ambiente della Calabria e il Dipartimento per l'Agricoltura e la Forestazione, al fine d'istituire un tavolo che studi adeguatamente il fenomeno e decida la tipologia degli interventi più adatti da adottare per contrastarlo.

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Risparmio

L’anniversario

SCIOTTO PRESENTA LA CESAC “E’ importantissimo attenzionare i commercianti sull’importanza di denunciare gli atteggiamenti mafiosi”

Il

Nella foto: il noto imprenditore gioiosano Giuseppe Scali (a sinistra), mentre consegna a Valter Scavolini (a destra) un manufatto commemorativo in occasione del 50° anniversario della ditta pesarese

SCAVOLINI – SCALI:

COPPIA D’ASSI G

Grande festa per il cinquantenario della nota azienda pesarese

rande soddisfazione e tanta emozione per Giuseppe Scali, della Scali arredamenti di Gioiosa Joinica, nel consegnare direttamente nelle mani di Valter Scavolini, in rappresentanza di 42 rivenditori di Calabria e Basilicata, un manufatto commemorativo in occasione del cinquantesimo anniversario della nota azienda di Pesaro, leader in Italia nella produzione di cucine componibili. L’opera, realizzata dalla Gioielli Group di Gioia Tauro, in collaborazione con la gioielleria Fuda di Gioiosa Jonica, è costituita da un massello d’ulivo, cinquantenario esattamente come Scavolini, su cui è fusa una lastra d’oro giallo i cui contorni disegnano i tratti di Calabria e Basilicata. Il tutto impreziosito da quarantadue diamanti che indicano il luogo geografico di ogni singolo rivenditore. Quello tra Scali Arredamenti e la Scavolini è un rapporto di partnership che risale al lontano 1967, quando il capostipite della Scali Arredamenti, Pasquale Lucà, acquista da una un’azienda ancora sconosciuta, una cucina componibile gettando le basi di una partnership, che dura ancora oggi, a 44 anni di distanza. Giuseppe e Lucia ci raccontano la vita della loro azienda con un entusiasmo che non provano neanche a nascondere, mi raccontanto quanto sono fieri dell’operato di loro nonno, e di come, loro padre ha continuato l’opera, riuscendo a trasferire

loro un lavoro, una sinergia, che è diventata passione. Oggi Scali Arredamenti è esclusivista Scavolini da Melito Porto Salvo a Catanzaro; tradotto un amore che stenta a smorzarsi. Parlando della festa Giuseppe Scali, attuale titolare della Scali Arredamenti, “Mi sono trovato in Paradiso, è stata una magnifica serata, tutti i rivenditori Scavolini d’Italia hanno regalato una fantastica standing ovation a una ditta che per noi non è solo un partner lavorativo, ma uno stile di vita e uno specchio per, nel nostro piccolo, ripetere le gesta di un’azienda che sta facendo la storia dell’Italia che lavora. Per me è stato un onore consegnare personalmente il premio a Valter Scavolini, persona a cui mi lega un’antica e profonda amicizia, e un segno del destino che ha unito la mia famiglia con la sua a livello professionale. Il 1942 è stato l’anno del destino, l’anno di nascita di mio padre Domenico e anche di Valter Scavolini. Da allora, noi e loro siamo cresciuti insieme, certo, con le dovute proporzioni, ma ripercorrendo identiche tappe di una strada fatta di lavoro, di fatica, ma anche di soddisfazioni”. La stessa che leggo nel volto di Giuseppe, non un semplice commerciante, un uomo passionale, che ha costruito le fortune della sua azienda guardando Pesaro, e Valter, un secondo padre.

Pr esidente Nazionale della Cesac (Confederazione Europea dei sindacati dei Lavoratori Autonomi e del Commercio) Gino Sciotto, ha commentato favorevolmente il provvedimento approvato, in via preliminare, dal Consiglio dei Ministri, contenente un Corpus Unico di Norme che inasprisca la lotta alla criminalità organizzata. Lo abbiamo sentito per farci spiegare di cosa si occupa l’organismo da lui presieduto, e quanto è importante il provvedimento in attuazione da parte del governo Presidente Sciotto, ci spieghi cos’è e di cosa si occupa la Cesac? La Cesac è una confederazione dei sindacati e delle Associazioni dei datori di lavoro, dei titolari delle piccole e medie imprese. Praticamente, noi forniamo assistenza a chi ha intrapreso questa strada. Offriamo un affiancamento a chi ha un’impresa, dalla nascita fino alla pensione, quindi anche a tutti i coloro che in fase di apertura attività hanno bisogno di un aiuto, o di essere indirizzati e consigliati. In una nota stampa ha espresso piena soddisfazione per l’inasprimento dei provvedimenti contro la lotta alla criminalità organizzata. Come mai? Estorsioni, danneggiamenti, sono dei costi vivi per le attività commerciali. Chi ne fa le spese sono i commercianti in particolare, e l’economia in generale. La regione Sicilia ha reso obbligatorio un corso che prepari il commerciante, l’imprenditore, che gli dica come si deve comportare in questi casi, quanto è importante denunciare le attività mafiose. Approfitto delle pagine del vostro giornale per lanciare la stessa idea per la Calabria. Infatti la Cesac Calabria, in tal senso, ha già chiesto l’aiuto del Governo per intraprendere un percorso simile. Quindi questo in attuazione da parte del Governo è un provvedimento importante per dare fiducia a chi vuole dare vita a un’attività commerciale… Certo, non possiamo però limitarci a plaudire il Governo, ma anche noi in prima persona, dobbiamo formare gli imprenditori, attenzionare l’opinione pubblica su un problema a mio modo di vedere gravissimo per tutta l’economia nazionale.

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Vertenza forestali: I sindacati richiamano Scopelliti all'ordine Le organizzazioni di categoria esigono spiegazioni in merito alla travagliata vicenda dei lavoratori forestali, che con la mensilità di giugno vedrebbero le risorse loro destinate praticamente azzerate, nonostante un finanziamento di circa 160 milioni di euro. I vertici dei sindacati hanno affermato che, se necessario, ricorreranno “a forme di lotta, proclamando lo sciopero generale della categoria”

Locride GIUGNO LOCRESE SPIAGGIA PULITA

Amare Locri

Avrà inizio nel giorno di domenica 3 Luglio 2011 la campagna di sensibilizzazione promossa da “Amare Locri” - Aggregazione spontanea di Promozione Sociale, fortemente voluta da un gruppo di giovani volontari locresi, i quali si propongono di dare un contributo pregnante e con connotati di continuità, all'attività di sviluppo socio - culturale, alla crescita della società civile e alla sensibilizzazione su temi cari alla collettività avviate dall'Amministrazione Locale. Il principio cui si ispira “Amare Locri” è la partecipazione attiva e dinamica dei cittadini, finalizzata al recupero della bellezza, storicamente propria della Città di Locri, attraverso la salvaguardia dell'ambiente, delle opere architettoniche ivi presenti nonché del proprio patrimonio artistico. Parte la prima delle iniziative già messe in programma dall'aggregazione di volontariato “Amare Locri” la quale, nell'imminenza dell'apertura della stagione balneare, si adopererà al fine di completare la pulizia della spiaggia lato Sud - Lungomare di Locri. All'iniziativa sono invitati a partecipare tutti i cittadini e, al riguardo, all'aggregazione preme sottolineare che il contributo di ognuno di noi è indispensabile per il processo di rinascita della Città di Locri, la quale non può e non deve prescindere dalla presa di coscienza popolare sulle esigenze che da sempre l'accompagnano al fine di promuovere sostenibilità, sviluppo e progresso. Certi della Vostra partecipazione alla campagna di sensibilizzazione promossa, Vi diamo appuntamento per il giorno di domenica 3 Luglio 2011, alle ore 6.00 a Piazza Nosside - Lungomare di Locri. A tal fine, Vi invitiamo a munirvi di guanti da lavoro e di quanto materiale riterrete utile per un'efficace pulizia della spiaggia. Vi aspettiamo!!! Maria Antonella Gozzi

MAR JONIO

Guardavalle, vera frontiera turistica

Pienone a cavallo tra Giugno e Luglio, weekend pre-estivi con buona presenza di turisti. Guardavalle, primo comune della provincia di Catanzaro sventola però la bandiera della Riviera dei Bronzi. Da qualche anno un suo villaggio, il “Faro di Punta Stilo” ha preso il vento del turismo che conta e oramai va di poppa a giugno e settembre e di bolina a luglio ed agosto. L e sue vele accolgono la normalità e attraggono vacanzieri europei e nazionali. La media è perfetta per 4 mesi all’anno in questo paradiso sulla spiaggia difronte al mare dell’aragosta più buona del Mediterraneo. È una prima pietra che speriamo possa contaminare a macchia d’olio amminstrazioni, che spesso si riempiono la bocca di vocazione turistica e operatori del settore che con grossa difficoltà continuano a pagare assegni alla seconda presentazione. Per la normalità serve competenza!

LE LUCI DELLA RIBALTA

Si è svolta sabato 11 giugno, nel cortile del Palazzo di Città, a Locri, l’estemporanea di pittura che apre la fase finale del “Giugno Locrese” 2011. Olio, tempere, acquarello, pastelli e pennelli; apertura a tutte le tecniche pittoriche per un unico tema: “Centocinquantesimo anniversario dell’unità d’Italia, immagini e sensazioni dalla Locride, con particolare attenzione all’asse Locri-Gerace e paesi limitrofi. Si è avuta quindi una lettura artistica di questi centocinquanta anni di unità nazionale, visti attraverso il nostro territorio. I partecipanti si sono presentati alle ore 8 per la timbratura delle tele e, tra le 19 e le 20 dello stesso giorno, hanno consegnato le opere realizzate. Nei giorni immediatamente successivi, i lavori sono stati esposti in una mostra aperta al pubblico. La valutazione e la scelta dei vincitori è stata curata dal comitato scientifico, presieduto da Antonio Previte, e composta dal vicesindaco con delega alla cultura, Aldo Dattilo, dall’assessore alla pubblica istruzione Francesco Galasso, dal presidente del consiglio comunale Antonio Cavo, e da altre illustri personalità della locride. L’estemporanea di pittura si affianca alle altre sezioni storiche della prestigiosa kermesse nazionale: il premio di poesia inedita “Umberto

I VINCITORI SEZIONE POESIA IN VERNACOLO 1° classificato: FRANCO BLEFARI (Clandestini) 2° classificato: CANDIDO NICOLA (Cantilena) 3° classificato: GIOVANNA ORO (U suli e i stilli) SEZIONE POESIA IN LINGUA 1° classificato: COSIMO A. FIGLIOMENI (Questa mia Terra) 2° classificato: ILARIO PAVESI (Inno all' amore) 3° classificato: CARMINE BRUNO (Ad un bambino del Kossovo) ESTEMPORANEA DI PITTURA 1° classificato: ROSANNA TRIMBOLI (Precursori di libertà) 2°classificato: FRANC. MANGIALARDI (I colori della Locride) 3°classificato: ERCOLE FORTEBRACCIO (Identità del territorio)

Ferraro”, in lingua e in vernacolo, e il premio “Città di Locri”, destinato “ad emerite personalità del mondo della cultura, delle scienze, delle arti, professioni e mestieri, che si siano particolarmente distinte nell’esercizio delle loro attività”. Si entra così nel vivo della manifestazione che vanta una lunghissima tradizione nel nome di Umberto Ferraro, insigne locrese che fu tra i lungimiranti fondatori del premio. L’appuntamento annuale con il “Giugno Locrese” è un fiore all’occhiello per la città e per l’intero territorio della Locride: tra arte, poesia e musica, si incontrano le eccellenze della creatività e delle professioni, dando lustro a un territorio da sempre ricco di menti brillanti. La cerimonia di premiazione, per cui è prevista la partecipazione del sindaco Giuseppe Lombardo, di rappresentanti istituzionali, del mondo della cultura e dello spettacolo, si terrà, domani, sabato 2 luglio, alle ore 21, nella Corte del Palazzo di Città. Maria Teresa D’Agostino

GIOIOSA JONICA

Salvatore Fuda, “Mazza ostaggio di Avanti Gioiosa” Parola al consigliere di Rifondazione Comunista Che situazione politica si sta vivendo a Gioiosa Jonica? Gioiosa sta vivendo una delle fasi più buie della sua storia politica. Mario Mazza ha vinto le ultime elezioni con un margine gigantesco di voti. Sin da subito si è capito però che si trattava di una vittoria piena di contraddizioni, e puntualmente tali contraddizioni sono esplose. Troppi galli nel pollaio, troppi interessi contrapposti. Amministrare significa guardare all'interesse della comunità; gli interessi privati devono trovare soddisfazione quando non vanno in contrasto con quelli della comunità. Dietro le motivazioni politiche di questa crisi, si nascondono scontri su interessi specifici. La partita più grossa è probabilmente il P.S.A (Piano Strutturale Associato), il nuovo strumento urbanistico che sostituirà il vecchio Piano Regolatore Generale. Mazza in questi giorni ha accusato il gruppo “Avanti Gioiosa”, cioè quel pezzo della sua ex maggioranza che di fatto lo ha sfiduciato, di essere irresponsabile, di utilizzare l'arma del ricatto politico, di governare guardando alla tutela di interessi particolari. Poi ha anche accusato l'assessore Demasi di non partecipare da mesi all'attività amministrativa: questo scontro, tra il Sindaco e l'assessore più votato in assoluto, è uno dei motivi reali della crisi politica in atto. Mi verrebbe da dire “chi è causa del suo mal pianga se stesso”: è stato il Sindaco a scegliersi quel personale politico. Tra l'altro si tratta di un sodalizio che in alcuni casi durava ormai da più di un decennio. Fatto sta che il paese in questi mesi è stato abbandonato al suo destino: amministratori assenti e lontani dai cittadini che hanno pagato le conseguenze sulla propria pelle. Il gruppo “Avanti Gioiosa” ha chiarito la propria posizione e trovato un accordo con il sindaco Mario Mazza. Si può andare avanti così, o urge un cambiamento radicale? Evidentemente abbiamo visto due film diversi! Per me un accordo politico è ben altra cosa, in questo caso non mi pare che ci sia. Sette consiglieri, tra i quali ci sono i più votati come Demasi che aveva preso 500 voti e De Pino intorno ai 300, nell'ultimo Consiglio Comunale hanno detto al “loro” Sindaco che non li rappresenta più. Poi lo scontro pesantissimo con il Presidente Barillaro che è scivolato anche sul personale, e alla fine le dichiarazioni di Napoli che a nome del gruppo ha offerto al Sindaco, per evitare un commissariamento lungo e imponendogli di fare una giunta tutta di interni, l'appoggio esterno a tempo (30 novembre 2011) votando il Bilancio di Previsione. Dal canto suo il Sindaco ha risposto per le rime ed è arrivato a scusarsi con i gioiosani parlando di un suo errore di valutazione, in quanto quei VENERDÌ 1 LUGLIO 2011

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I sindaci della Locride avevano ragione A tre mesi dalla spinosa questione, sollevata dai sindaci della Locride, con in testa il sindaco di Sant'Ilario Pasquale Brizzi, il Dipartimento Agricoltura della Regione Calabria riconosce la quota Iva a tutti gli enti pubblici calabresi , che potranno trarre una boccata d’ossigeno. Il mancato riconoscimento dell'Iva avrebbe messo in seria difficoltà i comuni, non consentendogli di utilizzare le risorse.

MIX

TAVOLE ROTONDE

I SINDACI DELLA LOCRIDE IN FERMENTO Dopo l’attentato al Sindaco di Monasterace e il protrarsi in molti comuni del comprensorio di tanti problemi atavici, che con l’esplodere dell’estate appaiono in tutta la loro gravità ed urgenza, l’attività e l’impegno dei vari primi cittadini e dell’Associazione dei Comuni della Locride si fa addirittura frenetica. L’ultimo, in ordine di tempo, a lanciare l’allarme il Sindaco di Bovalino Tommaso Mittiga che ha chiesto una convocazione in seduta straordinaria e urgente dell’Assemblea dei Sindaci della Locride, per discutere della situazione dell’ordine pubblico nel nostro comprensorio, di quella igienico sanitaria, della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti e del problema dell’approvvigionamento idrico. Di sicuro c’è che lunedì 4 luglio alle ore 19, presso il comune di Siderno, si riunirà il Comitato direttivo dell’Associazione per discutere della So.Ri.Cal., dell’emergenza rifiuti, e della situazione delle poste nella Locride. In quella sede, il presidente dell’Assemblea dei Sindaci, Pietro Crinò, proporrà la data di convocazionedell’organismoche - lui assicura - aveva già in agenda.

sette non meritavano di stare accanto a lui. Altro che accordo politico: vedo un Sindaco e una Giunta debolissimi, senza una maggioranza politica in Consiglio, privi di qualsiasi autonomia decisionale in quanto ostaggio del gruppo “Avanti Gioiosa”. Se si può andare avanti così? Certamente no. Il Sindaco dovrebbe dimettersi prima possibile, è una questione di dignità politica. In verità credo abbia perso una buona occasione la sera del consiglio quando, dopo il suo secondo intervento applaudito dal pubblico, avrebbe dovuto dire: lascio perché un Sindaco non può essere ostaggio di nessuno. Sarebbe stato un gesto di generosità che avrebbe fatto bene a lui e al paese. Invece un attimo dopo, in un clima surreale in cui veniva celebrata la schizofrenia della politica come valore positivo, il Sindaco incassava quel beffardo appoggio esterno sul Bilancio di previsione. Uno spettacolo tristissimo! Quante possibilità ci sono che Mario Mazza finisca il proprio mandato in maniera proficua? Che finisca il mandato poche, che lo finisca in maniera proficua nessuna. Il paese è stanco, la gente vuole cambiare, non si può più accettare che la politica sia utile solo “a chi la fa”. Questa amministrazione sarà ricordata come una delle peggiori che Gioiosa abbia mai avuto. Hanno lasciato un deserto. Le responsabilità sono di tutti, anche e soprattutto di coloro i quali fanno parte del gruppo “Avanti Gioiosa”, che fino a ieri hanno governato direttamente e oggi continuano a farlo con l'appoggio esterno. Abbiamo speso 360.000,00 euro in tre anni per pagare gli stipendi del Sindaco e degli assessori: dove sono i risultati? La pressione fiscale è alle stelle. Sull'acqua si è giocato al massacro con bollette salatissime. Sulla spazzatura si registra un vero e proprio arretramento di civiltà. Sul personale solo figuracce, basta citare i tre procedimenti attivati per la selezione di altrettante figure dirigenziali viziate da illegittimità. Infine la vicenda del Campo sportivo ha mostrato l'assoluta incapacità gestionale di questo personale politico. L'esperienza amministrativa del Sindaco Mazza è finita. Dobbiamo lavorare insieme a chi ha voglia di cambiare sul serio questo paese, per costruire una proposta politico elettorale in grado di dare a Gioiosa un nuovo Sindaco e un nuovo consiglio comunale capaci di lavorare nell'interesse generale della collettività e non a garanzia di interessi particolari. C'è da fare un po' di strada, noi siamo g i à cammino.

GIOIOSA JONICA

Centro Storico a pezzi: indecente! DOPO IL CONSIGLIO COMUNALE

PANETTA HA INDIVIDUATO LA SUA VITTIMA Pietro Sgarlato alzerà bandiera bianca? Domenico Panetta, il ghepardo del Pd sidernese, ha puntato la sua gazzella. Il quadro è chiaro: se al comune di Siderno i conti non torneranno, Panetta sarà con evidenziatore e calcolatrice in canna. Armato fino ai denti, spera nel passo falso dell’acerrimo “nemico”. Tra i due non corre buon sangue, la loro è una vecchia storia con tanti strascichi. Sgarlato considera Panetta un accentratore, Panetta invece considera l’attuale vicesindaco ed assessore al bilancio un opportunista. Non se lo dicono in faccia, ma chi li frequenta sa bene cosa pensano l’uno dell’altro. Tra il ghepardo e la gazzella, Ritorto dovrà fare il leone, anche senza criniera, per spegnere questo focolaio che rischia di intralciare il cammino di un governo che punta alla svolta. Il nuovo attegiamento dei vigili che, in questi giorni, segnalano con mora cattivi e atavici comportamenti, viene oggi da noi registrato con apprezzamento. Ma non basta. Panetta vuole la testa di Sgarlato e questo potrebbe provocare un danno d’immagine a un gruppo che molti considerano inesperto. E in questo caso non sarebbe sufficiente per evitare un’implosione, la costituzione di parte civile. Neppure automatica.

Gerace, Caulonia Superiore e la stessa Gioiosa Jonica: spesso le bellezze della Calabria sono insite nei suoi borghi, nelle città vecchie. La loro rivalutazione un motivo di orgoglio per le amministrazioni comunali che spesso e volentieri mettono in vetrina gingilli che gli sono piovuti addosso per grazia divina. Ma quando bisogna mantenere, spesso, come in questo caso, si registra l’abbandono totale. In foto ecco come si presentano alcune strade del centro storico di Gioiosa Jonica. Un impraticabile sterrato che non lascia neanche la possibilità di percorrenza creando, ovviamente, enormi disagi alla popolazione.

MARINA DI GIOIOSA J.

Un pò di vita davanti al cimitero

Non soddisfatti dell'aver ridotto in schiavitù alcuni loro dipendenti, secondo l'accusa della procura di Vibo Valentia, i responsabili del Circo Togni ne combinano un'altra. Negli scorsi giorni, notte tempo, hanno piazzato le loro tende a pochi passi dall'ingresso del cimitero di Marina di Gioiosa Jonica. E' stato solo grazie all'intervento tempestivo della polizia municipale che lo scempio è stato evitato. Evidentemente quello spettacolo è un vero mortorio.

SIDERNO

La consulta cittadina: “Sarà perchè ti amo”

Ieri, giovedì 30 giugno, il tridente al vertice della consulta cittadina, chemolto ricorda la band dei “Ricchi e poveri”, si è presentato al nuovo sindaco di Siderno Riccardo Ritorto. Partecipazione dei cittadina nella vita pubblica: è questa la nuova frontiera della capitale economica della Locride, secondo Sabrina Santacroce, Mario Diano e Vincenzo Bruzzese, rispettivamente nella foto VENERDÌ 1 LUGLIO 2011

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A proposito di...

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Depuratori

Mare Sporcum, la storia si ripete P

PIETRO CRIACO

untuale come l’arrivo del Santo Natale, anche quest’anno, all’apertura della stagione balneare, fa capolino il problema dell’inquinamento marino sulla costa locridea. Il Mare Nostrum, che dovrebbe, e potrebbe, portarci turismo e ricchezza riceve in cambio solo sporcizia. E giustamente i cittadini/bagnanti , e, non si sa perché, anche gli amministratori locali puntano il dito contro gli impianti di depurazione. Da Bianco a Caulonia è tutto un coro di proteste e precisazioni. La domanda fondamentale che bisogna porsi, e che La Riviera si è già posta un anno fa, in due diverse occasioni, è perché ci si accorge dei problemi dell’inquinamento marino e del mal funzionamento dei depuratori solo a giugno inoltrato. La risposta, se viene dai pastorelli/bagnanti, è ovvia: il mare d’inverno, si sa, soffre di solitudine, i pastorelli lo frequentano, ovviamente, solo in estate, solo allora prendono visione e coscienza delle chiazze marroni che galleggiano

sulla superficie salmastra. Ma è davvero strano e insopportabile che i Re Magi della Locride, cioé i sindaci santi, s’accorgano dell’annoso problema grazie alle pressioni di pastorelli/bagnanti, considerati, senza dubbi, come pecora da inquinare nel Mare Mostrum. E qui dobbiamo dare atto al fermo e diritto parlare del Sindaco di Benestare, Rosario Rocca, uno che non ha certo peli sulla lingua e che da sempre preferisce la pratica alla grammatica. Sul depuratore di Bianco, che raccoglie, anche, i liquami di Bovalino Benestare e Casignana, dice: “ Esiste un depuratore consortile, ma, non esiste un consorzio». Ed è una struttura, costata nove milioni di euro. Per funzinare o per non funzionare? Rosario Rocca è netto e alza l’indice: “ E’ stato commesso un errore progettuale. Per esempio, i tubi fognari, in una prima fase scendono verso la

Rosario Rocca «Nei lavori per il collettamento a Bianco è stato commesso un errore progettuale»

stazione uno per poi risalire fino alla stazione di sollevamento più vicina, posta in alto, a Bovalino». E in più, l’impianto è inattivo e, quindi, tutti i liquami di Benestare finiscono nei fiumi Careri e Bonamico. Non finisce qui la giusta requisitoria. Prosegue Rosario Rocca: “ La situazione del depuratore non è chiara, soprattutto per quanto riguarda la manutenzione degli impianti, che non si sa a chi competa. A occuparsi di quella ordinaria dovrebbe essere la società Acquereggine, mentre quella straordinaria dovrebbe spettare ai comuni». L’altro grido d’ allarme arriva da Roccella, per nove anni di fila Bandiera Blu della Fee (Foundation for Environmental Education), modello d’intelligente sfruttamento turistico della costa. Dice l’assessore all’Ambiente Vincenzo Bombardieri : “ Quello della cura e

dell’ottimizzazione degli impianti di depurazione e del collettamento delle reti fognarie verso i depuratori, non costituisce un tema prioritario per molte amministrazioni. E, invece, bisogna individuare immediatamente gli impianti mal funzionanti, e provvedere al loro ripristino in via d’urgenza effettuando controlli rigidi su scarichi abusivi e incontrollati sulla costa, provvedendo a denunciare i responsabili». Basta questo? “No, occorre un impegno corale che veda interessati tutti i comuni della Locride, uniti per affrontare insieme, anche nel rapporto con le istituzioni sovraordinate, la questione della messa a regime dei depuratori perché il mare non ha confini. Il mancato funzionamento di un solo impianto, può determinare l’inquinamento di tutta la costa, con danno e beffa per chi investe risorse per far funzionare bene le cose». Ed è proprio in questa direzione che sta lavorando l’Associazione Sindaci della Locride. Fuori tempo massimo, però. In tempo per la prossima estate.

Vincenzo Bombardieri, «La cura dei depuratori non è un tema prioritario per molte amministrazioni»

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REGGIO CALABRIA

I 30 anni del depuratore di Ravagnese Il trattamento delle acque è sempre stato il tallone d’Achille di ogni amministrazione che si è susseguita in questi anni. Il depuratore, oggi, è un’incognita, un’eccellenza abbandonata se stessa. La situazione all’interno è difficilmente descrivibile: liquami di ogni genere, nocivi per la salute.

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ANTONIO CORMACI

estate, il sole è caldo, e il calore smuove le acque, è proprio il caso di dire. Per gli abitanti di Ravagnese è già arrivato da tempo il momento di chiudere le finestre, oppure di fare una capatina sulla fresca via Marina, destinazione RTL, per evitare le disgustose emanazioni del vicino depuratore. Ironia a parte, il trattamento delle acque è sempre stato il tallone d'Achille, uno dei tanti, di ogni amministrazione che si è susseguita in questi anni. Gli esempi sono sotto gli occhi di tutti: mare inquinato e divieti di balneazione, ovviamente snobbati, frutto di una malagestione del problema di trattamento delle acque reflue. A Reggio c'è l'impianto di depurazione più grande della Regione, una struttura, che, quando venne costruita , si trovava in una zona relativamente periferica della città ma ora quasi completamente urbanizzata, quella di Ravagnese, a pochi passi dall'Aeroporto dello Stretto, una zona già ad alto rischio viste le numerose emergenze ambientali. Un'eccellenza abbandonata a se stessa il depuratore di Rabagnese. Liquami di ogni genere, maleodoranti e nocivi per la salute, fanghiglia, vere e proprie colonie di insetti nelle vasche di acqua sono gli elementi caratterizzanti questa struttura che ha un urgente bisogno di lavori di ammodernamento, richiesti a furor di popolo che ripetutatamente, ma inutilmente, ha manifestato davanti i cancelli del depuratore. I casi di malattie nella zona di Ravagnese sono frequenti. Se ciò sia casuale o derivante dalla situazione sopra esposta è ancora da appurare. Tuttavia la cittadinanza, esasperata, ha dato vita due anni fa a un comitato, denominato “Nausicaa”, allo scopo di monitorare, e un dì magari bonificare, il territorio su cui ricade il depuratore. Un anno fa era stato Massimo Canale, durante un'assemblea pubblica di cittadini e consiglieri circoscrizionali, a denunciare che quasi 2 milioni di euro erano stati spesi per fare funzionare correttamente il depuratore. Inutilmente. Ma nel bilancio comunale di previsione del 2010 c'era una posta di 500.000 euro destinati a una Commissione di studi per il piano di delo-

calizzazione della struttura, della fattibilità dell'operazione e degli eventuali costi. Non se ne hanno notizie. Tutto resta fermo agli anni ottanta del Novecento, periodo nel quale l'impianto fu costruito. Sono rimasti nel regno delle intenzioni e urgenti lavori di ammodernamento, come l'inserimento di un nuovo sistema di collettamento per far confluire le reti fognarie al depuratore, l'installazione di nuovi carroponti, nuovi turbocompressori, oltre alla predisposizione di interventi, capaci di scongiurare, soprattutto con le alte temperature, il blocco delle pompe di sollevamento. Non migliore è oggi la situazione delle tubazioni di scarico a mare delle acque depurate: i divieti di balneazione parlano più di ogni altro documento o descrizione tecnica. Questo era ed è il quadro desolante. Il Governo regionale, con Scopelliti in testa, aveva promesso per il depuratore una pioggia di milioni, mai arrivati a destinazione. C'è da sperare il Presidente Raffa sappia fare meglio del Governatore. Ed è un'impresa facile.

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La gerenza

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Registrazione Tribunale di Locri (RC) n. 1 del 19/06/1998 R.O.C. n°11602 del 02/11/98 Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana AmministratoreUnico Rosario Vladimir Condarcuri

Direttore responsabile PASQUINO CRUPI In redazione CRISTINA BRIGUGLIO PIETRO CRIACO MATTEO RASCHELLÀ Responsabile Sport GIUSEPPE RITORTO Art Director PAOLA D’ORSA Impaginazione EUGENIO FIMOGNARI

COLLABORATORI Gioacchino Criaco, Lele Nucera, Filippo Todaro, Anna Laura Tringali, Mara Rechichi, Benjamin Boson, Nik Spatari, Maria Giovanna Cogliandro, Angelo Letizia, Marilene Bonavita, Francesca Rappoccio, Mario Labate, Franco Crinò, Ruggero Brizzi, Marco Andronaco, Isabella Galimi,Maria Teresa D’agostino, Giovanna Mangano,

Lettere, Note e Schermaglie PER I LETTORI

KAPPADUE

FUEGO E CONTROMANO di RUGGERO CALVANO

Khampusa city P4 in Aspromonte Non c'è niente da fare, i fetenti hanno una natura fetente. Viene sempre fuori, appena gliene si da l'occasione. Per questo la riabilitazione nella colonia penale di Khampusa City non ha date preordinate per la sua conclusione. Anzi, mi convinco sempre più che i miei picchiatelli dovrebbero restare in montagna a vita. Basta poco perché il lavoro svolto con loro vada a farsi benedire. Qualunque evento esterno rischia di farli ripiombare nell'abisso immorale dal quale provengono. La vita precedente alla prigionia si impossessa in un baleno delle loro esistenze, facendogli dimenticare la loro condizione di carcerati a cielo aperto. Non ve la faccio lunga, i nuovi giunti hanno sempre difficoltà ad adattarsi alla loro nuova condizione, tendono a replicare i comportamenti della loro preesistente vita. Prendete l'ultimo degli arrivati, Luigi Bisignani. Ha preteso subito un cellulare. Ora, a parte il fatto che qui i telefoni sono proibiti, anche ad averceli sarebbero inutili. La zona di Khampusa City non è coperta da alcuna telefonia mobile. Qui non c'è campo. Per ridere, qualche buontempone fra i nostri visitatori, si è fatto pagare, a caro prezzo, un walkie talkie giocattolo. Un oggetto che vendono nelle bancarelle delle feste patronali a pochi euro. Ha una portata limitata a poche decine di metri. Gli altri fetenti hanno fatto una mezza sommossa, così, anche, per fargli tirar fuori i soldi che ancora nascondono in giro, ne abbiamo dato uno a tutti. Duemila euro sono una bella cifra per una trasmittente cinese color turchese. Le nostre case ne hanno tratto vantaggio e i lavori di ristrutturazione andranno avanti spediti. La radiolina ha solo un paio di frequenze, anch'io ne ho una così mi ci sintonizzo e sento i loro discorsi. Bisignani ha creato in pochi giorni una rete. Una lobby di fetenti. Ho scoperto le loro trame. Vorrebbero sottrarmi lo scettro del comando, preferiscono Kike al mio posto, è più anziano e malleabile. Stanno cercando di convincerlo. Lui sta al gioco, finge naturalmente; ha promesso più erba e vino in caso di successione. I forzati hanno iniziato a scrivere lettere ai vertici dell'ONU, per denigrarmi. Nessuno leggerà mai le missive a parte me, è ovvio. Mi meraviglio di come questi fetenti una volta fossero potenti; alcuni di loro, addirittura, governavano intere nazioni. Poi leggo sui giornali i dialoghi fra Bisignani e i suoi amici, nel mondo esterno. La meraviglia passa, aumenta la disistima per i popoli, che devono essere giustappunto minuscoli per farsi condizionare l'esistenza dagli gnomi. E se avete P1, P2, P3, P4 ecc. e ve ne vogliate liberare mandateli a Khampusa City, il mese prossimo ci arriva un container di telefoni dalla Cina, potranno creare lobbies a go-go, senza nuocere a nessuno.

Dal prossimo numero de << la Riviera>> non compariranno più le rubriche FUEGO di Franco Crinò e CONTROMANO di Filippo Todaro. Scelta obbligata. Il senatore Franco Crinò è stato chiamato ad alto incarico politico, e questo impegno trova confliggente con la continuità della rubrica. Filippo Todaro è entrato a far parte dell'Ufficio stampa del comune di Siderno. Il conflitto d'interesse - non si dice così?- è evidente. Come è evidente che siamo dispiaciuti del forzato e corretto abbandono. Comunque, li ringraziamo di cuore per l'apporto, che hanno dato alla crescita del nostro settimanale con le loro idee liberamente espresse, frequentemente, se non costantemente, non in linea con la linea de <<la Riviera>>. Segno ulteriore, che non siamo un settimanale di parrocchia. P.C.

UNO SFOGO

“A CUORE APERTO” Ho aspettato tanto.. parecchi anni per decidere di buttare nero su bianco di ciò che vedo e sento. Ho 57 anni conosco meglio chi mi circonda, le persone… ciò che prendono riempiendosi le tasche senza nulla in cambio solo le parole fatidiche e ripetitive: il passa, poi vidimu oppure! “assami u numeru poi ndi sentimi” un poi perenne, un modo di dire per salutarsi la coscienza ammesso che ne posseggono una!!

Siamo sempre stati disponibili in casa tutti….abbiamo dato senza nulla in cambio…educati e umili come mamma ha sempre desiderato. Se non conosci qualcuno qua non lavori , si aggrappano a requisiti anomali scuse su scuse per non avere il coraggio di un no. Ho fatto sei anni di volontariato sono cresciuta in tutti i sensi… ma da sola alla fine quando i grandi se ne sono accorti che arrivavo aldilà forse dove pensavano nessuno ci arrivasse mai! Mi hanno puntato l'indice…mi sono sentita offesa…alla fine anche da li via….da quel posto che è stato casa mia!! vi ricorderete quel detto< <tavula vecchia e tavula nova ca sammuccia e ca si trova!>>. Concludo dicendo che per tante porte chiuse per tanti anni sicura sono che uno spiraglio si riaprirà prima o poi. Seduta sulla porta aspetto io qualcuno che mi ascolta e ci aiuta se è vero. Solo e solamente Dio . Luciana Ceravolo

SIDERNO E LOCRI

ALCUNE PRECISAZIONI STORICHE Su “La Riviera” del 19 giugno lo stimato Ercole Macrì, proponendo un raffronto “ai raggi X” tra le Amministrazioni di Siderno e di Locri, attribuisce a questa cittadina l’origine magnogreca, per via degli Scavi, fuorviato certamente dal toponimo appartenuto alla polis epizefiria, anche se lo stesso redattore ricorda che Locri fu Gerace Marina fino al 1934. La storia di Locri attuale non è magnogreca neanche indirettamente, perché comincia nel 1836, quando alcuni notabili di Gerace chiesero ospitalità

agli Amministratori di Siderno, con il proposito di costruire dimore nella neomarina sidernese, già piuttosto sviluppata in demografia e in risorse economiche. L’istanza fu prima ignorata e poi, verso il 1840, fu respinta perché i notabili di Siderno temevano, non senza fondamento, che i cittadini di Gerace, comune capoluogo di circondario, mirassero a spostare a Siderno (a mare) il loro potere egemonico, con il trasferimento degli uffici doganali e della Pubblica Amministrazione, intervenendo direttamente sulla vita civile ed economica della cittadina rivierasca. I Geracesi, non rinunziando ad avvicinarsi all’accresciuto e sempre più promettente traffico marittimo, decisero di impiantare le loro residenze sul litorale di Gerace. Colà si sviluppò rapidamente la borgata di Gerace Marina, dove i Geracesi trasferirono presto gli uffici pubblici, (com’era stato previsto dai Sidernesi) compreso il titolo di Capoluogo di Circondario. Gerace Marina ebbe rapido incremento, tanto che nel penultimo decennio dell’Ottocento ricevette dal Regno d’Italia le risorse per edificare il maestoso Palazzo di Città, proporzionato per una comunità dieci volte più grande e importante, mentre a Siderno gli uffici comunali erano ospitati in edifici privati e solo nel 1917 il Comune ebbe il primo disegno dell’attuale municipio, realizzato poi nei primi Anni Venti. La Neolocri, dunque, non ha alcun rapporto con la città greca di Lokroi oi Epizephyrioi, né tanto meno i ruderi degli Scavi che, poco è noto, oggi insistono sul territorio di Portigliola. Né si può affermare che Gerace sia stata erede di Lokroi, perché non esistono documenti o altre prove che possano confortare questa deduzione. L’episcopo Stefano della diocesi locale, partecipante al Sinodo di Costantinopoli del 679-80, si dichiarava “vescovo della Santa Chiesa loucritia”, cioè del territorio dell’antica Locri, e altri prelati più tardi si firmeranno “vescovo di Santa Ciriaca”, che evidentemente non era più Locri ma

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Le sporadiche vacanze roccellesi di Josè Alicastro

SCORCI DI UN PARCO FANTASMA REGGIO CALABRIA All'interno del parco è situato il giardinetto con i giochi dell' ASILO NIDO COMUNALE GEBBIONE. Non è igienico far giocare i bimbi vicino la sporcizia lasciata da barboni in cerca di luoghi di ristoro e di pernottamento. Dalle immagini si può anche notare che la rete di recinzione dell'asilo è stata divelta. Da chi? E perché? Sta fatto che l'apertura più “nascosta” e “sicura” si trova adiacente al sito in degrado. Come se non bastasse in questi giorni sono stati avvistati i primi roditori intenti a banchettare con l'immondizia del parco. Per un topo la distanza con l'asilo è quasi nulla, il proprio fiuto lo può facilmente portare persino alle briciole di una merendina… La soluzione? E definitiva? Ovviamente serve una bonifica dell'intera zona, che va dal parco all'asilo. Occorre ripristinare la recinzione dell'asilo. Per evitare che il sito venga ridotto come nelle foto basta spostare le panchine nella zona ricreativa degli anziani situata nel piazzale accanto alla fontana, meno nascoste dagli alberi e quindi non più usufruibili dai clochard per pranzare e passare la notte lasciando sudicio il sito. Oltretutto gli anziani nella loro zona ludica non hanno una panchina! Loro stessi in passato, aiutati da alcuni cittadini volontari, hanno provveduto alla pulizia dell'area. Oggi non se la sentono di intervenire scoraggiati dalla troppa sporcizia e dalla presenza degli “occupanti”. I genitori e gli abitanti della zona non sanno più cosa fare. Chiedono con urgenza che il Comune provveda a far intervenire le ditte di manutenzione e di pulizia per sistemare i luoghi pubblici come un asilo ed un parco. Almeno per la salute dei bambini! Mario Geria - Abitante di Via Siderno.

margine dell'articolo Josè Alicastro, una bella, esemplare storia di vita a firma di Fortunato Calabrò, relativo al necrologico deja-vu di un estinto romanticamente considerato “roccellese” (ma che, per inciso, con Roccella ebbe sporadiche relazioni peraltro soltanto vacanziere), l'amore per la storia dell'antica sede dello Stato feudale dei Principi Carafa della Spina mi impone di precisare, brevemente, che il c.d. “Palazzo Alicastro” (rectius, “Villa Alìcastro” nella sua locale denominazione popolare) non fu mai un convento: ed invero, tale edificio signorile, attestato fin dal 1707 di proprietà della nobile Casa de Simone (dalla quale passò poi a quella Manfrè, pur'essa iscritta nel patriziato roccellese), fu quindi acquisito dalla famiglia dell'emergente borghesia cittadina del tempo, col cognome della quale esso è da allora conosciuto, non già per compravendita ma, quale bene dotale, a séguito del matrimonio (26.01.1826) tra Giuditta Manfrè ed il medico Vincenzo Alìcastro. Inoltre, la “chiesetta” citata nell'articolo in parola, che non fu mai un oratorio monastico, è quella cointitolata alla SS.ma Annunziata ed a S. Lucia Vergine e Martire, parimenti attestata fin nel 1707, anch'essa in passato di giuspatronato de Simone - Manfrè e poi di proprietà Alìcastro, nella quale, particolare curioso risultante dalle fonti documentali ecclesiastiche, alla metà del Settecento, in occasione delle principali festività religiose, il Sac. Giuseppe Morelli celebrava in dialetto (vernaculo idiomate) le funzioni liturgiche. Filippo Racco

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HANNO COLLABORATO Francesco Laddarina, Ian Zimirri, Giuseppe Patamia, Alessandra Bevilacqua,Bruno Gemelli, Carmelo Carabetta, Valentina Elia, Antonio Cormaci, Mario Labate, Antonio Tassone, Giulio Romeo, Ilario Ammendolia, Sara Caccamo, Giuseppe Fiorenza, Daniele Mangiola, Sara Caccamo.

Le COLLABORAZIONI non precedute dalla sottoscrizione di preventivi accordi tra l’editore e gli autori sono da intendersi gratuite. FOTOGRAFIE e ARTICOLI inviati alla redazione, anche se non pubblicati, non verranno restituiti. I SERVIZI sono coperti da copyright diritto esclusivo di “la Riviera Editore” per tutto il territorio nazionale ed estero. GLI AUTORI delle rubriche in cui si esprimono giudizi o riflessioni personali, sono da ritenersi direttamente responsabili.

Gerace, cittadina a sé, senza alcun rapporto con la scomparsa polis greca. Locri moderna nasce nel 1934, ridenominata, per decreto regio, sul precedente toponimo di Gerace Marina del 1840 (come Caulonia, già Castelvetere fino al 1862) e non ha alcuna relazione con la Locri storica. In tal modo si dimostra che Siderno è comunque molto più antica del contermine Comune di Locri, giacché su Siderno sono stati tracciati lineamenti storici che decorrono almeno dalla prediale Villa Schiriminghi di contrada Randazzo, dei primi tempi dell’Era Volgare, continuando poi con le piastrine d’oro, Encolpio e Brattea del secolo VII, ritrovati nell’area di Siderno, giungendo alla fondazione della chiesa del SS. Sacramento (secolo X?), riconsacrata a San Nicola dai Normanni, parrocchia che nel 1300 era già protopapale. Il resto è storia conosciuta. Vincenzo Papa

LA REPLICA DI PANETTA

“LOMBARDO VOLEVA LA CANDIDATURA” “ Con Panetta candidato un’occasione persa”, così annuncia il suo lauto pensiero Francesco Lombardo, ex segretario dei Ds di Siderno e membro autorevole del gruppo dirigente del movimento “Siderno Libera”. E lo affida ad una epistola. Il contenuto di tale missiva mi spinge a chiarire ai cittadini che leggono e che vorrebbero capire come stanno realmente le cose, soprattutto in una fase storica dove l’atteggiamento prevalente tra quanti si cimentano con la politica è quello di scaricare sugli altri ogni responsabilità e di criticare l’altrui operato senza mai proporre ma scegliendo solo di demolire quanto gli altri costruiscono. Occorre subito sottolineare che in noi lo spirito unitario ci guiderà sempre, perché l’intento di aggregare tutte le forze progressiste e di centrosinistra rimane fermo e ben vengano le discussioni anche aspre. Il problema è e rimane sempre,però, la cihiarezza e la trasparenza delle scelte politiche, perché altrimenti si continua a dissipare speranza e progetti. Anche se i numeri del responso elettorale parlano chiaro, a questo punto, appare opportuno spiegare il loro significato soprattutto per aiutare quanti fanno finta di non capire o realmente capiscono poco di politica. Il centrosinistra, alle competizioni elettorali comunali, si è presentato con tre liste a sostegno di Panetta; quest’ultimo prende 1.100 voti in più del consenso ottenuto dalle tre citate liste ed il PD, con 1.504 voti, diventa il Partito più votato a Siderno (ed il suo segretario, Mariateresa Fragomeni, il candidato più votato!). Tutto questo che significa? Semplicemente che il Sindaco produceva consenso e che mancava alla compagine perlomeno un’altra lista che portasse almeno qualche centinaio di voti. Confrontando tale dinamica con quella del centrodestra si ricava che questa compagine, formata da cinque liste a sostegno di Ritorno, risulta vincente con un Sindaco che raccoglie circa 400 voti in meno delle sue cinque liste. Viene da se che al ballottaggio la partita sarebbe stata apertissima!

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RISPONDE / il direttore

Uno schiaffo alle ambizioni Caro direttore, mi rivolgo a lei, usando come mezzo le pagine del settimanale che egregiamente dirige, per dividere con lei uno sfogo, diventato, ormai, il mio malessere. Sinteticamente cerco di raccontarle la mia storia. Ho 33 anni, e nono sono cresciuto come i miei coetanei. La mia famiglia, di media borghesia, ha sempre cercato di farmi vivere ostentando un lusso che non potevamo permetterci, vestivo firmato, come molti dei miei amici, ma mia mamma lavava in continuazione quell’unica maglia buona, come se nessuno potesse accorgersi che fosse sempre uguale. Tra la gente una famiglia come tante, un padre sorridente e una mamma amorevole, tra le mura di casa, invece, l’inferno, con i miei che per una vita, hanno continuato a litigare, rinfacciandosi le colpe per non poter vivere quella vita da cartolina che entrambi sognavano. Ho abbandonato presto ogni velleità di ricchezza e di lusso, ho tramutato la ricerca dello sfarzo tipica dei miei genitori in fatica. Ho iniziato a lavorare, ho intrapreso la strada dell’artigianato, diventando un fabbro, stimato nel mio piccolo. Ho riversato sul ferro tutte le mie ambizioni, la mia voglia di rivalsa, la mia speranza di una vita normale. Oggi sono costretto a chiudere, i tanti lavori mi hanno portato solo crediti che non ho riscosso ne riscuoterò mai. Mi sono fidato delle persone pensando che la fatica e l’operare nella legittimità mi avesse un giorno ripagato. Mi sbagliavo. Sono un disoccupato, oggi colmo di rancore, e, purtroppo senza alcun futuro. Continuerò a lavare le mie poche maglie, stavolta senza nessuna etichetta firmata. Forse i miei avevano capito tutto... Daniele Lo Greco Ma non è vero. La nostra è l’epoca fausta della “fabbrica della felicità”. Terra promessa e, come ogni buona terra promessa, aspetta l’avvenire che sarà.

Pertanto siamo veramente d’accordo che il centrosinistra ha perso una opportunità per avviare una fase nuova a Siderno ed è stato gravissimo ed irresponsabile l’atteggiamento di quanti hanno remato contro già da un anno prima delle presentazioni delle liste. Ma vediamo il perché. Panetta è stato candidato all’unanimità dal PD, dichiarando la sua disponibilità a tirarsi indietro di fronte ad una autorevole candidatura che unificasse il centrosinistra. Perché non è stata mai fatta questa proposta ne dal signor Lombardo, tra l’altro più volte sollecitato in questa direzione, ne da “Siderno Libera” continuamente incalzata? Quando Lombardo imperterrito continuava la sua ingiustificata e denigratoria campagna conto la candidatura di Panetta, persino Fragomeni e Messineo hanno preso le distanze avendo questi accettato la suddetta candidatura unanimamente assieme a tutto il Partito. Panetta – quando tutti nel PD spingevano per chiudere con S.L. - ha creduto fino alla fine in un accordo con questo movimento che, però preferiva confrontarsi con l’UDC e quindi con i Repubblicani, trovandosi a qualche giorno dalla scadenza per presentare le liste senza candidati, dopo aver dichiarato pubblicamente che sarebbe andato da solo e con due liste? Quanti voti ha poi portato questo movimento? I dirigenti di Siderno Libera avevano compreso che il quorum non l’avrebbero ottenuto ed hanno chiesto ospitalità nelle nostre liste! Aver accettato un candidato nelle nostre liste è forse stato segno di chiusura e di atteggiamento antidemocratico o invece è stato un segnale forte di voler unificare le forze del centrosini-

stra? Il successivo atteggiamento di “Siderno Libera” come va letto? Quale contributo è stato dato per la vittoria del centrosinistra e perché la sconfitta è solo del PD e di Panetta? L’idea che viene avanti è che probabilmente c’è stato un gruppo di persone che preferiva la vittoria del centrodestra ed aspettava questo responso per cercare di darsi quel ruolo che i fatti storicamente negano! Infine consentitemi alcuni inconfutabili dati. Quando segretario dei DS era Francesco Lombardo quel Partito non ha mai superato i 500 voti ed alla consultazione provinciale del 2006, che ha visto candidato Lombardo, appunto segretario dei DS, questi ha racimolato poco più di 400 voti mentre Marcello Cordì, novizio in politica, nella recente competizione lo ha doppiato! Qualche domanda per capire fino in fondo personaggi e fatti. Essendo stato Lombardo componente del gruppo dei tre del PD che doveva trattare con “Siderno Libera”, perché all’improvviso abbandona il “suo” Partito e passa con questo gruppo senza mai dare ufficialmente spigazione? Forse la risposta stà nel fatto che per la scelta del candidato alla provincia, mentre noi volevamo una rosa di nomi dove, assieme a lui (dopo quel fallimentare risultato del 2006 !) ci fossero altri nominativi in grado di dare un contributo maggiore, egli voleva essere candidato e basta!!! Questo è forse metodo democratico o è soltanto attegiamento scorretto ed antipolitico? Di esempi che riguardano il democratico Lombardo potremmo continuare a fare e che forse faremo per dare suggerimenti a chi si vuole appassionare alla scrittura della storia del centrosinistra sidernese. Mimmo Panetta

CONTROMANO

di FILIPPO TODARO

Piromani tra di noi Ciò che forse maggiormente scuote e impressiona, in simili casi efferati, lasciando dentro tanta triste costernazione, è l’assoluta irresponsabilità con la quale si commettono certi angoscianti atti che definire vandalici è assai riduttivo. Evidenziano, soprattutto, il più completo disinteresse per ciò che di estremamente grave e irreversibile potrebbe causare negli altri una qualsiasi scelleratezza, come se la personale (o di gruppo) missione di intimidazione, o di estorsione, o di vendetta, o di chissà cosa, a seconda dei casi, avesse l’incondizionata e indiscussa priorità su tutto il resto. Morte e vita comprese. Ma, del resto, è lecito aspettarsi responsabilità e sensibilità da certi personaggi che pur fanno parte della odierna società, talvolta definita civile? Il recente fatto della farmacia di Monasterace date alle fiamme da ignoti nel cuore della notte, che ha messo a repentaglio la vita delle persone che vi abitavano al piano di sopra, ne è una ennesima, l’ultima in ordine di tempo, conferma. L’incoscienza (sto usando un eufemismo) dimostrata nelle modalità di esecuzione di questa azione delittuosa, ormai purtroppo all’ordine del giorno un po’ ovunque, a Monasterace, a Reggio Calabria, a Cosenza, a Torino, a Milano…, va addirittura ben oltre la stessa gravità, altissima, dell’atto delinquenziale in se stesso. La scavalca perfino e riesce a rendere nella sua crudezza e nella sua atroce realtà tutta la drammaticità e la tristezza di un malato modo di essere e di pensare che serpeggia, sia pure in modo assai minoritario ma sicuramente rilevante, nella nostra collettività. I piromani di Monasterace, come quelli di altri centri, o città, della Calabria e dell’intera nazione, sono tra di noi. Non sono marziani sbarcati all’improvviso sul nostro pianeta per colpire e tornarsene a casa, in una sorta di missione punitiva contro i terrestri. Probabilmente bevono il caffè, al bar, al nostro fianco. E questo è ancora più inquietante. Ma non tanto, neanche qui, per il fatto in se stesso, già abbastanza serio e preoccupante, quanto piuttosto se consideriamo seriamente il tutto e mettiamo in conto che il distorto modo di vedere e interpretare la vita, la giustizia e le relazioni umane di certe particolari persone è anch’esso figlio della nostra stessa odierna società. Per carità, nessuno fraintenda e nessuno pensi che possa esserci giustificazione alcuna, o qual si voglia comprensione per certi atti che rimangono solo delinquenziali e come tali vanno perseguiti e puniti, e nessuno pensi che mi sfugga che da che mondo è mondo, facciamo da Caino e Abele?, il bene e il male convivono fianco a fianco e si fanno la guerra a vicenda, ma, lo stesso, a maggior ragione direi (visto che sappiamo tutte queste cose), è nostro preciso dovere fare tutto il possibile perché certe mentalità deformate non facciano più parte della nostra quotidiana filosofia di vita. E ciascuno di noi, ognuno per le sue competenze e in base alla sua mansione nella società, credo possa fare di più di quanto non stia già facendo.

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la Riviera De Laurentiis: "Hamsik via solo per una proposta indecente". Berlusconi sta pensando di invitarlo per una serata ad Arcore

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Ragusa, un messinese alla corte di Mister Breda Dopo Bombagi, secondo colpo di mercato per la Reggina di Roberto Breda che lunedì scorso,poco prima della presentazione del mister ha ufficializzato l'attaccante esterno Antonino Ragusa, messinese doc, ma cresciuto nelle giovanili del Treviso dove ha segnato caterve di gol. Dopo l'esperienza trevigiani a credere in lui c'è il Genoa di Preziosi che lo acquista per la primavera, dove, insieme a El Sharawi e a Zigoni, forma un trio delle meraviglie che riesce a conquistare lo scudetto di categoria. L'anno scorso, alla prima esperienza nel calcio professionistico, l'attaccante siciliano, realizza sette marcature in 30 presenze con la maglia della Salernitana proprio di mister Breda, ricoprendo un ruolo fondamentale e riuscendo a portare i campani a giocarsi la finale play off. Ragusa è il giocatore perfetto per il 4-33 di Breda e il mister ha voluto portarlo con se anche per la duttilità del giocatore che può giocare sia esterno che centrale nel tridente d'attacco. Possibile che nei prossimi giorni, l'attaccante, possa ritrovare il compagno di squad r a Fabinho, brasiliano, anche lui attaccante, l'anno scorso a Salerno ma di proprietà dell'Udinese. Affare possibile visto che ai friulani piaci, e non poco, Nicolas Viola, miglior giovane della cadetteria.

dei volti nuovi

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ra è diventato anche ufficiale. Le parole di Simone Giacchetta, d.t. della Reggina, nel corso della conferenza stampa di presentazione di mister Breda hanno sancito ufficialmente la strada che percorrerà il sodalizio amaranto, per questo, e per gli anni a venire. La Reggina anche con Breda continua il lavoro che ha iniziato con Atzori, cercando la valorizzazione di talenti provenienti dalla Primavere o dalle categorie minori. "Si, l'anno scorso la ricerca dei giovani di talento è andata molto bene, come testimoniano l'esplosione di Acerbi e Campagnacci, ed il passaggio di Rizzo in prima squadra. Anche quest'anno siamo alla ricerca di calciatori che abbiano le stesse caratteristiche, e che siano in grado di portare qualità: ovviamente, sarà poi il campo a testarne l'effettiva sostanza". I calabresi che hanno gia acquistato Bombagi e Ragusa, ora sonderanno il terreno per trovare altri giovani promettenti da lanciare nel calcio che conta. Di sicuro servono 3 o 4 pedine, anche in previsione di alcune partenze. Nel mirino dell'entourage di Foti e Giacchetta la punta Fabinho, anche lui come Ragusa proveniente proprio dalla Salernitana di Breda. Fabinho, attaccante brasiliano, è reduce da un Bombagi, Guarna, Romeo e Fabinho. Il primo, insieme buon campionato in prima divisione, ed è tora Ragusa, ha già firmato, gli altri tre sono obiettivi che nato all'Udinese che ne presto potrebbero vestire la casacca amaranto. detiene il cartellino. Possibile che parta di nuovo, e la soluzione poter di seguire Breda potrebbe essere la migliore anche per il giocatore. Per quanto riguarda le possibili partenza sembrerebbero avere tutte un identico colore, quello blucerchiato. Infatti Gianluca Atzori non disdegnerebbe ben 5 suoi ex giocatori. Bonazzoli, Puggioni, Missiroli, che dopo essere stato riscattato dal Cagliari, potrebbe non fermarsi a lungo a Reggio Calabria, e poi ancora Costa e Rizzato, nei desideri del tecnico di Collepardo. Difficile che la Reggina se ne privi di tutti e cinque insieme, ma con ogni probabilità, almeno un paio (Puggioni, Missiroli e Rizzato i più probabili) a breve non vestiranno più l'amaranto per sposare il progetto del loro ex trainer. In cambio soldi (3-4 milioni di euro) e una o due contropartite tenciche come l’attaccante Romeo (nel box), altro attaccante di proprietà del club ligure, ma da due stagione all’Ascoli, dove ha realizzato 7 marcature. Peppe Rit

L’angolo Ritorto

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Gasperini, allenatore o traghettatore?

ian Piero Gasperini, 53 anni da Grugliasco è ufficialmente il nuovo allenatore dell'Inter. La firma sul biennale che lo legherà per le prossime due stagioni alla panchina dei nerazzurri arriva dopo che Moratti aveva sondato il terreno con più di un tecnico, ad iniziare da Mourinho, fino a Villas Boas o Fabio Capello, ricevendo, altrettanto, fragorosi no. L'ultimo, quello di Leonardo, trasferitosi in Francia per fare il DS del Paris Saint Germain. La scelta di Gasperini, non ce ne voglia Moratti, appare più come una soluzione frettolosa, che

come la reale volontà dei nerazzurri, che forse avrebbero voluto far sedere sulla propria panchina un nome più altisonante di quello del “mediano” Gasperini. Un uomo che non conosce le vetrine e le ribalte tanto care a Mourinho ma che preferisce lavorare nell'ombra, e che nonostante ciò, senza dubbio, ha raggiunto sempre ottimi risultati, prima alla guida del Crotone e poi da allenatore del Genoa. In tanti si chiedono perché proprio Gasperini, tra l'altro un uomo Juve. Difficile dare una risposta, ma sicuramente i malpensanti (come me) troveranno terreno fertile in qualche ipotesi affascinante.

Chiaramente il sogno proibito di Massimo Moratti è, ancora una volta Josè Mourinho, l'uomo del triplete. Il portoghese, sistematissimo al Real Madrid per ora non pensa a spostarsi, ma, se i sogni son desideri il presidentissimo non smetterà di corteggiarlo, e fare follie, come optare per una soluzione di comodo per uno o due anni. Come una soluzione Gasperini. Gasperini può comunque fare bene all'Inter, ma deve essere supportato in sede di calcio mercato, visto che ora i nerazzurri cambieranno completamente impianto di gioco. Altrimenti non resterà che un mesto traghettatore.

Calciomercato

L’estate dei tormentoni Gasperini, meteora o stabilità? Sanchez, sirene inglesi o resta in Italia? Ci aspetta una lunga estate di calciomercato Anche il mondo dl calcio, in questa calura estiva, non si sottrae alla dura legge del tormentone. Allenatori e soprattutto giocatori sono al centro di lunghe trattative, che prima o poi (forse) vedranno la conclusione. Uno di questi fantomatici tormentoni, scoppiato quasi come un temporale estivo, si è risolto nelle ultime settimane: Gianpiero Gasperini nuovo allenatore dell' Inter. Quasi a sorpresa, il tecnico piemontese è stato chiamato a sostituire Leonardo. L'ex allenatore genoano porterà nuove idee in seno all'ambiente nerazzurro, a partire dal modulo per finire agli uomini. Anche se è difficile fare previsioni, se Gasperini sarà trattato “alla Benitez” , all'Inter sarà una meteora, in caso contrario potrebbe togliersi qualche soddisfazione; da qui a farlo passare per vincente, però, ce ne vuole. Altro tormentone quello riguardante il cileno dell'Udinese Sanchez. Sembra(va) fatta il suo passaggio alla corte di Guardiola, che pare si siano inserite prepotentemente Chelsea e il solito Manchester City. Ma come scritto in precedenza, potrebbe addirittura restare in Friuli, e questo sì che sarebbe forse il vero colpo di mercato estivo. Pure Milan e Juventus non si stanno sottraendo a questo vortice incontrollato di voci di mercato. La Juve che vuol ritornare a fare la Juve si sta muovendo con circospezione. Si cerca sempre un attaccante di caratura internazionale, in questa settimana potrebbe definirsi l'acquisto del Kun Aguero. A Milanello si segue con attenzione la pista che porta a Marek Hamsik, o comunque a quel centrocampista di qualità richiesto espressamente da Allegri. Tutto può succedere, ma personalmente ritengo più facile vedere l'argentino Pastore con la maglia rossonera, considerato che, per bocca di Zamparini, el Flaco è ufficialmente sul mercato. Spulciando in casa delle altre, la Fiorentina ha ceduto il rumeno Mutu al Cesena, che a sua volta potrebbe cedere Giaccherini o al Napoli o alla Roma. Quest'ultima potrebbe lasciar partire Vucinic, destinazione Premier League o forse Juventus e Menez, in queste ultime ore accostato all'Inter nel nuovo tridente. La Lazio è sempre alla ricerca di un esterno dopo la partenza di Liechsteiner, si pensa al difensore Konko del Genoa. Il Napoli potrebbe chiudere in settimana l'acquisto del centrocampista svizzero Inler dall'Udinese, c'è l'accordo tra le due società, il giocatore non ha ancora scelto tra Napoli e Juventus,ma molto probabilmente si legherà ai partenopei. Sempre a proposito di Napoli, gli azzurri stanno costruendo una squadra competitiva per la prossima Champions: Trezeguet, Iaquinta e Amauri sono i nomi sull'agenda di Bigon, con il francese, dopo l’esperienza spagnola in pole nel ruolo di vice Cavani. In fondo, nulla di nuovo, solo le solite, presunte voci di mercato. Come ogni anno, come ogni estate. Massimo Petrungaro VENERDÌ 24 GIUGNO 2011

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DILETTANTI IN PILLOLE

Gioiosa, cinquina in entrata Parte con una cinquina il Gioiosa Jonica, che prima di Luglio piazza e presenta i primi 5 colpi di mercato. De Leo, Carbone, Fragomeni, Cherubino e Cotrona, questi i giocatori che domenica scorsa hanno giurato amore eterno al sodalizio gioiosano. Marco De Leo è un còlasse ‘93, che dopo esser cresciuto nelle giovanili della Don Bosco ha giocato, la scorsa stagione nel Monasterace, dove si è messo in luce con un ottima stagione che ha attirato le attenzione di numerosi club di serie superiore. Domenico Carbone è forse il colpo più prestigioso, proviene dal SanLuca dove è stata l’autentica stella della squadra, 25 anni può ricoprire tutti i ruoli del reparto d’attacco. Nonostante la salvezza della sua squadra, il calciatore ha scelto di legarsi alla società di Celestino Rossi, che come sembra, vuole ritagliarsi un ruolo importante nel campionato di Promozione. Daniele Fragomeni è un altro attaccante, lo scorso campionato in forza all’Antonimina, è una punta possente e prolifica, avendo realizzato ben 41 gol nelle ultime tre stagioni. Ora all’esordio in Promozione vorrà ripetersi e continuare sulla strada intrapresa. Infine le altre due pedine che entrano a far parte dell’organico biancorosso sono Mario Cherubino e Cotrona Danilo, entrambi portiere, che saranno i due estremi della squadra biancorossa. Il primo è un under che viene dalla scuola calcio della Juventina Siderno mentre per il secondo è un gioiosano doc, lo scorso anno al San Luca, e che dovrebbe essere il titolare.

Il Siderno riconferma Mister Eccellenza

Proposta anche la conferma delle cariche di Raffaele Salerno come Presidente, e di Enzo Leonardo, direttore generale. Prima mossa? Confermare il blocco Promozione

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GIUSEPPE RITORTO

ancava solo l’ufficialità, e puntualmente è arrivata martedì, nel corso della prima riunione societaria del dopo promozione. Ordine del giorno, riassegnazione delle cariche societarie e guida tecnica. Partiamo dal capitolo allenatore. L e

voci che volevano Panarello sulla panchina sidernese si sono sciolte come neve al sole. Il Siderno ripartirà dal suo gladiatore, da Mister Eccellenza, Gianni Fiorenza, il tecnico che negli ultimi due anni ha centrato altrettante promozioni, la prima dalla terza alla seconda categoria alla guida del Real Siderno, e poi quella recentissima, dei biancazzurri. Impensabile privarsi di lui soprattutto per una società che ha come base non solo il rapporto professionale, ma anche quello umano, un gruppo di sidernesi con Siderno nel cuore. Fiducia a Fiorenza allora che sentito ieri, insieme al Presidente Salerno hanno confermato l’indiscrezione. Proposta anche la conferma delle cariche di presidente e direttore generale, Salerno e Leonardo, scioglieranno lunedì le riserve, nel corso della seconda riunione, quella dove verranno ridiscusse anche le altre cariche societarie. Mister, che Siderno sarà

quello che vedremo in Eccellenza? Non sarà un Siderno molto diverso visto che vorrei riconfermare in blocco la squadra, aggiungendo solo qualche pedina che ci possa essere utile a livello fisico. Ora mi preme trovare gli Under, il compito più difficile che abbiamo, visto che trovare un ‘94 che possa giocare in Eccellenza è davvero un’impresa. Quindi è ancora presto per parlare di mercato... Aprirò questo capitolo solo dopo aver conosciuto i giocatori che resteranno e quelli che andranno via. Presidente, quali saranno gli obiettivi della squadra in Eccellenza? Vogliamo confermarci in questa categoria, e piano piano, programmare con serietà gli anni futuri. Molto probabilmente non ci saranno nuovi ingressi in società, avremo però l’app o g g i o dell’Amministrazione comunale che si è impegnata a darci, concretamente, una mano.

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Corribianco Soverato? C’è Fabio Di Sole Fabio Di Sole continuerà a rimanere nel mondo del calcio nelle vesti di tecnico, dopo aver vissuto l'ultima esperienza da calciatore, peraltro brevissima, nelle fila dell'Hinterreggio. L'ex amaranto, dopo essere stato accostato alla panchina del Guardavalle, adesso si ritrova vicino ad un'altra squadra di Eccellenza calabrese, ovvero il Soverato. La società catanzarese, sta valutando sia la candidatura di Di Sole che quella dell'ex Sambiase Alberto Aita.

Che fine ha fatto il Locri? Tempi bui per il Locri neoretrocesso in Prima Categoria. Ad oggi nessun segnale incoraggiante da parte del presidente Minniti, che a caldo, dopo la cocente delusione aveva , ancora una volta, annunciato l’ingresso in società di nuovi soci, e forse un titolo in Serie D da rilevare per dare smalto al calcio a Locri. Ora le voci dal comunale di Via Cusmano si sono interrotte, e non è dato sapere, neanche, se la squadra si iscriverà al prossimo campionato di Prima Categoria. Peccato, per un club dalla storia centenaria come quello amaranto, un destino così mesto, che di fatto ha lasciato nella disperazione i pochi tifosi che erano rimasti fedeli alla maglia. Aspettiamo, trepidanti, notizie sul sodalizio locrese, con la speranza che anni di storia calcistica non vengano persi per strada.

La celebre Maratona compie dieci anni.

IL 6 AGOSTO L’EDIZIONE 2011 Sembra ieri quando, un manipolo di appassionati, trascinati dall'entusiasmo del Direttore Tecnico, Mario Carone, e dal Presidente, Franco Mollica, supportati sin da subito dalla Regione Calabria, dalla Provincia di Reggio Calabria e dal Comune di Bianco, ebbero l'intuizione di volere organizzare nel comune di Bianco, lungo la straordinaria riviera dei Gelsomini della Calabria, una gara di corsa su strada per raccogliere fondi da devolvere all'A.I.L. (Associazione Italiana contro le Leucemie - linfomi e mieloma). Furono visti quasi come degli extraterrestri, ma Loro, imperterriti, continuarono, facendo crescere talmente la manifestazione, tanto da condurla al traguardo dei dieci anni nel corso dei quali il comune di Bianco si è aperta una vetrina in Italia e nel mondo grazie alla sua Corribianco International Road Race, gara oggi, tra le prime tre in Italia e una delle più ambite a livello europeo. Sul tracciato di Bianco hanno dato spettacolo il due volte campione del mondo di maratona Jaouad Gharib, il pluricampione europeo di cross Sergei Lebid, il campione olimpico Stefano Baldini, il campione olimpico dei 3000 siepi Ezekiel Kemboi. E ancora la keniana Margaret Okayo (trionfatrice delle Maratone di Londra e Boston) l'algerina Suad Ait Salem, fino ai più forti mezzofondisti e maratoneti/e azzurri. Dopo la partecipazione, lo scorso anno, del campione olimpico e mondiale dei 3000 siepi, Ezekiel Kemboi, la 10^ edizione, che si svolgerà sabato 6 agosto, sul suggestivo lungomare di Bianco, vedrà la presenza di top runner di livello mondiale, medagliati importanti, sia al maschile che al femminile, visto che, per il decimo anniversario, lo Staff Organizzativo vorrà superarsi ulteriormente, allestendo una starting - list di elevatissimo spessore tecnico in grado di abbattere i record cronometrici del tracciato.

L'evento Corribianco è diventato talmente imponente, da attrarre le telecamere della Rai e di Sky sport che diffonderanno su scala internazionale, le immagini di una festa che avrà inizio giovedì 4 agosto con l'apertura del Corribianco Village, caratterizzato da degustazioni di prodotti tipici negli stand delle aziende produttrici, presenti in massa per questa edizione, giochi d'animazione per bambini. Venerdì 5 agosto, alle 19:30, ci sarà la conferenza stampa di presentazione dei top runner, subito dopo la seconda Sagra della melanzana, e a seguire il concerto dei Tarant Quartet, che passeranno il testimone al ballo del “cavalluccio” e allo spettacolo pirotecnico di mezzanotte. A tutto ciò si lega la settimana di vacanza sport turismo(1 - 6 agosto) fatta di escursioni storico artistiche nel territorio della Magna Grecia, accompagnate da vere e proprie “maratone” itineranti tra i sapori tipici della terra di Calabria, annaffiati col passito Greco di Bianco, noto vino a Denominazione di Origine Controllata. Per tutti gli aggiornamenti sull'evento visitate nei prossimi giorni il sito ufficiale www.corribianco.it che è attualmente in fase di restyling. Giovanni Certomà

L’intervista

Enzo Commisso, “Bravi tutti, ma non fermiamoci qui” Ufficialmente è passato un anno da quando Enzo Commisso, storico presidente del sodalizio jonico, ha deciso di cedere il testimone. La sua decisione è stata sofferta, maturata dopo quasi trentacinque anni di attività dirigenziale. Eppure smentendo tutte le voci che lo volevano indissolubilmente legato alla “sua” squadra, “il presidente” Enzo Commisso ha deciso di lasciare spazio a nuovi e più intraprendenti soci . Lo incontriamo per un’ intervista (normalissima fino a poco tempo fa ma ora più che mai attuale) considerando anche le voci circolate in questi giorni circa un suo possibile ritorno alla presidenza della nuova società. Presidente, è vero che ritornerà in società? Per quello che mi riguarda, dopo tante soddisfazioni, ho deciso l’anno scorso di lasciare spazio ad altri. Il tempo scorre via veloce e quando si prendono delle decisioni non si ritorna più indietro. Ho fatto calcio per più di 30 anni. Penso che mi sono assunto sempre le mie responsabilità nella sconfitta mentre la vittoria apparteneva a tutti. Ho portato la mia società dalla terza categoria alla serie D girando sui campi di tutta l’Italia meridionale vincendo anche la supercoppa regionale ed il titolo juniores. Quelli che mi conoscono sanno bene che quello che facevamo noi 20 anni fa adesso “cercano” di farlo società vicine. La nuova società ha riportato il Siderno in Eccellenza... In questo campionato sono stato sempre presente in casa e spesso in trasferta. Ho lasciato una società “sana”, senza un euro di debito perché generalmente mi accollavo tutte le rimanenze relative alla gestione trascorsa. Addirittura posso aggiungere che in lega vantavamo un credito a nostra favore. Ho visto che ad una squadra già collaudata hanno inserito quei 3-4 giocatori che gli hanno fatto fare il salto di qualità. Debbo fare i complimenti a tutto lo staff per il traguardo raggiunto. Non è facile vincere la concorrenza agguerrita di altre squadre in promozione però alla fine l’obiettivo è stato raggiunto e quindi ci rallegriamo per questo risultato. Se non ci fossero stati gli infortuni di Catalano e Mammolenti il campionato sarebbe stato vinto senza spareggi. Cosa pensa di questa dirigenza? Il risultato è stato raggiunto perciò sono stati tutti all’altezza della situazione in particolare l’esperienza del ragioniere Enzo Leonardo che quest’anno è ritornato a tempo pieno (visto che prima era impegnato con il lavoro) e poi vorrei anche sottolineare i meriti di un allenatore giovane e motivato come Giovanni Fiorenza oltre che l’intero staff tecnico. Essendo tutti del posto sicuramente avranno raddoppiato l’impegno per riuscire a fare bene e riportare entusiasmo. Siderno in Eccellenza si sente di dare qualche consiglio ? Con questa dirigenza l’obiettivo minimo è quello di programmare il raggiungimento della serie D. Piace ricordare a me ed agli altri che da solo ho raggiunto questo storico traguardo (nella locride da diversi anni nessuno è riuscito a fare meglio) per cui ci sono tutte le condizioni perché si possa programmare una stagione importante. Io, come al solito, sarò il primo tifoso del Siderno. VENERDÌ

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Biblioteca meridionalista La memoria visiva di Celeste Macchia. Frugando nell’armadio di zio Lorenzo

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RODERIGO DI CASTIGLIA

ederica Mafrica, che in arte ha adottato l'indovinatissimo pseudonimo di Celeste Macchia, con il romanzo L'armadio di zio Lorenzo (Pellegrini, Cosenza 2011 ) ci racconta il paese del Sud, il suo paese del Sud, arrampicato in montagna, storicamente ed effettivamente Bova, in provincia di Reggio Calabria, la capitale dell'isola grecanica dove ancora suona la lingua di Omero. C'è qualcosa di nuovo , di molto nuovo in questo racconto del paese del Sud , che la letteratura meridionale ha esplorato continuamente : dal calabrese Padula al siciliano Verga, da Corrado Alvaro ai neorealisti. Il nuovo sta nel fatto che Celeste Macchia non racconta né il paese del Sud rassegnato e addormentato né il paese del sud, fragoroso di lotte sociali, come in tanta parte della letteratura neorealistica. Racconta l'ìinedito e non esplorato paese dei tipi umani, che hanno impresso un timbro indelebile al paesaggio storico calabrese, e che sono rimasti proverbiali nella memoria collettiva. Ed è attraverso la memoria collettiva, la memoria dello zio Lorenzo, uomo collettivo, che la giovane Celeste Macchia recupera usi, costumi, figure del suo paese. Una memoria visiva, che fa della memoria una alleata della realtà, lo specchio in cui si riflette senza deformazioni e senzza alleggerimenti. Una memoria fedele, che non ha nulla da spartire con la memoria affubalatrice di Corrado Alvaro e con la memoria nostalgista anche di tanta aperta della letteratura africana. Per non scomodare Proust sulla strada della ricerca del tempo perduto. Questo romanzo di Federica Mafrica si offre, soprpendetemente, come memoria senza dolore, che ha sempre il privilegio esclusivo e imbattibile della deformazione dei fatti ad uso e consumo della mozione costruita degli effetti e della spinta verso il passato, che, da qualunque lato lo si rivolti, non torna più. Qui, ne L'armadio di zio Lorenzo, con mossa ardita e inusitata, domina il presente-passato. Intendo, il presente che conserva i segni del passato e, che abbondantemente cancellati dalla storia avversa contro i territori meridionali, danno conto della quasi ormai consumata spersonalizzazione del paesaggio storico e umano del Sud. Ciò che rende legittimo acquisire questo romanzo dentro le cime della letteratura non solo meridionale, ma meridionalistica. Pianta rara , aumentata dalle pagine narrative della giovane , e già adulta , Federica Mafrica. La quale acquista, poi, un suo volto decisamente autonomo dalla letteratura non solo meridionale per avere ha raccontato il quotidiano, lasciandolo quotidiano, senza ingrandimenti e spostamenti verso l'eccezionale. Operazione, direi, inedita nell'ambito della letteratura. Romanzo, perciò, originale e romanzo soprattutto lineare, chiaro, senza alambicchi cranici, con le ali aperte un'ironia radiosa, che fa rientrare tutto nel circolo della misura delle cose. Romanzo verità. Come è raro leggerne oggi.

PEPPINEDDU SOGNA OGNI NOTTE

*** A casa di peppineddu lordu la miseria era l'unica cosa che si poteva tagliare con il coltello. Per superarla, almeno qualche volta, di festa e di domanica, “mastri micu” il capofamiglia, dislocava le bocche affamate dei numerosi figliuoli, consigliando una destinazione prestabilita ad ognuno di loro. -Natui, tu vai di la zia Tota, Micareddu e Leunzeddu, scinditi di lu zio Filippo. Pascali, via di zia Gianna…e così via. E' chiaro che la domenica successiva o la ricorrenza seguente, cambiava solo l'ordine di distribuzione, i destinatari erano sempre gli stessi Masciu Micu faceva lavori saltuari, la madre, Natuzza, era tuttofare nella caserma dei carabinieri, da dove traeva di tutto, comprese vecchie divise che riadattandole alla meglio, con una vetusta macchina da cucire a pedale, ricavandone gli abiti ai figliuoli. Avvolti in grigio verde, alla bell' e meglio, quando uscivano insieme, sembravano un piccolo plotone militare. A volte, riusciva anche a portare a casa qualcosa da mangiare. Accadeva persino di procurare qualche uovo che, fritto nell'olio d'oliva, unico alimento abbondante, messo in un piatto collocato al centro del tavolo, subiva un cerimoniale, concordato nei minimi particolari, il quale prevedeva l'avvicinamento lento e delicato del pezzo di pane nero, che ognuno intingeva, partendo dalla periferia verso il centro, puntando al tuorlo, la cui rottura era realizzata da quel commensale che pescava il legnetto più corto, in un sorteggio appositamente predisposto. I giorni feriali e le sere, scorrevano nell'indigenza più nera. Altro rituale quotidiano anzi mattutino, a casa “dei lordoni” è il rac-

(Ma in dialetto)

A STATISTICA

CELESTE MACCHIA Quando lo zio era ragazzino, nelle case non c' era l'acqua, e le donne l'attingevano ai torrenti con delle bombole di terracotta che trasportavano in testa sopra una “curuna” di pezza. Per il bagno veniva riscaldata e versata dentro delle grandi tinozze. Tutti i componenti della famiglia, uno dopo l'altro, si lavavano. D'estate, per fronteggiare la canicola estiva, lo zio insieme ad alcuni amici facevano il bagno nei “pigali” delle fiumare e una volta, mentre si spogliavano, Roccuzzu, un ragazzino che andava al paese d'estate, disse a peppineddu, guardandogli i piedi: “Cacciati li cazzetti, peppineddu!” “Non sunnu cazzetti, e chi ndaiu nu pocu i pedi lordi”. Peppineddu camminava scalzo come gli altri suoi fratelli, ad eccezione dei due più grandi e delle due sorelle, ed aveva i piedi neri per la sporcizia e la pianta dura e ruvida come la lingua delle capre. solo nelle occasioni particolari, indossavano scarpe e vestiti a turno e di un'unica misura. Questa era la situazione delle famiglie di quel tempo, secondo il detto “na vota l'uno li cazi longhi”. (da L'armadio di zio Lorenzo, cit., pag. 13).

CANTAMI O DIVA

Bruno Lucisano

Al centro FedericaMafrica conto dei sogni notturni di ogni componente. Appena in piedi si dispongono a cerchio e narrano a turno. Il contenuto è sempre uguale: ci sono mense imbandite e stracolme di ogni ben di Dio, feste e ricorrenze con relativi pranzi e cene, “sponzali” campagnoli con interminabili tavolate. Peppineddu sogna ogni notte il pranzo nuziale della cugina Pasqualina, la figlia di zia Bruna. La narrazione inizia con l'elenco dei presenti, prosegue con la descrizione minuziosa delle vivande. Si sofferma sulla disposizione a tavola dei commensali, concludendosi con le osservazioni sull'appetito di ciascuno e sull'eventuale bis o tris. Ognuno dei fratelli vuole sapere se era presente, dove era seduto, se aveva mangiato con appetito e in modo abbondante. Perciò, Peppineddu, che mal sopportava Leunzzeddu, di alcuni anni più grande, a causa delle prepotenze che quest'ultimo gli riservava, roso dalla gelosia per la di lui posizione privilegiata di più piccolo, coglie l'occasione per vendicarsi e ne l racconto del proprio sogno, non lo includeva subito. E quando Leunzzeddu gli domanda: -Eu nc'era? Peppineddu risponde: -…non mi ricordu…mi pari, fingendo uno sforzo di memoria. -comu ti pari? Comu non ti ricordi? -Non sacciu… forsi… -Comu “forsi”, eu nc'era o no nc'era? Minaccia Leunzzeddu. -Ma…ma…ma… non mi ricordu… -Ora ti fazzu e ti ricordi eu! Grida l'energumeno alzandosi di scatto e battendo il pugno sul tavolo. -Ah…si…mi ricordo, nc'eri. Cede Peppineddu, segretamente contento di averlo tenuto assente più a lungo possibile. -E aund'era settatu? Incalza il forzuto -Luntanu… sutta, sutta. Aggiunge cattivo Peppineddu. -Sutta sutta, aundi?

-Luntanu, luntanu… sutta! -Ma, mangiava? -Mi pari di si, mi pari… -Comu ti pari? Leunzzeddu alzando nuovamente la voce e minacciando -Si, si mangiavi… -Mangiava assai? -Si… masticavi, insomma. -Fici bis? Continua Leunzeddu ingoiando saliva -No! Mi pari di no, bis no! Peppineddu gli concede qualcosa ma lo lascia insoddisfatto, quasi affamato, conoscendone la voracità. E quando Leunzzeddu continua a chiedere del bis, Peppineddu si inventa di andare in bagno e non risponde, contento di averlo prima escluso dalla lista, poi condannato in fondo alla tavola e in fine lasciato senza il bis, vendicandosi così di tutte le sberle e dei calci che, immeritatamente, si beccava da quel fratello più grande di età, alto, ben piazzato, ma parecchio strano. Un giorno, era la festa del Santo, la madre di Peppineddu mette a bollire per cena delle patate dopo averle contate una ad una, in presenza di un sorvegliante e di un testimone, ovvero Parmuzza e Maruzzedda, le uniche figlie femmine. Mentre Maruzzedda è di guardia alla pentola, passa sotto casa la processione. Da brava cristiana, si sposta sul balcone, si inginocchia, e con gli occhi chiusi, recita una preghiera per omaggiare la statua del Santo, perdendo di vista, per qualche minuto, la preziosa cottura. Più tardi, quando sono tutti seduti intorno al desco, ognuno al proprio posto, Natuzza, poggiata la pentola sul tavolo, inizia la distribuzione delle patate, seguendo l'ordine consueto, ovvero dal pater familias fino al più piccolo componente. -Una a te, una a te, una a te…… Quando tocca a Peppineddu, non c'è più nulla. (Ivi, pp. 52-55)

Cchjù medici, o chjù storti nta stu mundu? Stu cuntu è difficili da fari I medici mi cuntu mi cunfundu I storti sunnu sempri pari pari. E professuri i scola quantu ndavi? E quantu scola ndannu i professuri? Vannu avanti pecchì sunnu bravi? O vannu sempri avanti pa favuri? U medicu c'è pecchì c'è u malatu U professuri c'è ca c'è gnoranza Non si sapi pecchì nta stu criatu Ndavi storti sempri in abbondanza. Ma si stannu pa storti, non c'è mali Ma certi voti cumbinunu disgrazi E quandu dinnu cosi senza sali Si ttaccunu i budejja comu lazzi. Nci volja perciò, nu medicinali M'è programmatu ad orologeria Quandu vannu i parrunu sti nimali A lingua mi s'incolla. E cussì sia!

nato a Staiti (Reggio Calabria) il 28 settembre 1952. È da anni presente nel campo della poesia dialettale con il cuore aperto alla satira e il pensiero in urto con la realtà circostante. Mai fermo, sempre inquieto.

È

Gioiosa Dance, domani Emozioni Danzanti Ritorna anche quest’anno il tradizionale appuntamento della scuola di Danza Gioiosa Dance, che domani, sabato 2 luglio, (in Piazza Vittorio Veneto a Gioiosa Jonica a partire dalle ore 21.30) organizza per la nona volta consecutiva il saggio di chiusura stagione. Emozioni danzanti... in una magica notte d’estate è la summa del lavoro svolto dall’Associazione gioiosana, che conta al suo attivo ben 150 ballerini, che sabato si esibiranno per la gioia delle tantissime persone che accorre-

ranno all’evento. Quattro i musical che saranno proposti all’interno del saggio di fine anno, La bella e la bestia, Footloose, Chicago, e poi spazio ai più piccoli con le reintrepretazione delle più belle sigle dei cartoni animati. Gran finale, poi, tutto dedicato ai 150 anni dell’Unità d’Italia. Entusiasti anche gli allievi che, sentiti, vogliono ringraziare la scuola per il lavoro svolto. “Anche quest’anno un’altro traguardo raggiunto. Eh si, la nona edizione è alle porte... (domani ndr) sempre più bello, sempre più emozionante. Siamo sempre più bravi, vero? Come sempre grazie ai nostri maestri Francesca e Severino Regitano. Ogni anno ci avventuriamo in musical diversi, bellissimi ed importantissimi anche per la storia televisiva che si portano dietro. Un’ emozione da brivido. Siamo sempre più numerosi e più volenterosi, trasportati da una passione che parte dal cuore; La musica è anima!” VENERDÌ 1 LUGLIO 2011

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Parlando Eventi

di...

Caraffa del Bianco: Oggi la II Fiera Artigianale Sarà inaugurata questo pomeriggio la seconda “Fiera Artigianale Madonna delle Grazie”. Dopo la buona riuscita della passata edizione, la ProLoco di Caraffa ripropone tre giorni ricchi di eventi. La Fiera sarà allestita davanti al santuario della Madonna delle Grazie. Tanti i prodotti artigianali, le specialità gastronomiche e le novità che saranno presentati negli appositi spazi espositivi.

Cultura e società

Se non ora quando?

Anche la Locride a Siena

I

l 9 e 10 luglio molla tutto e vieni a Siena! Questo l'invito del Comitato Nazionale Se Non Ora Quando? (SNOQ), rivolto a tutte le donne italiane, che si sta diffondendo attraverso un video diretto da Cristina Comencini, con interpreti Claudia Pandolfi e Valentina Lodovini, e che pone l'interrogativo Se Non Ora Quando un Paese per Donne? L'iniziativa è stata presentata lunedì 27 giugno durante una conferenza stampa tenutasi a Roma presso la Federazione Nazionale Stampa Italiana. Dopo il successo del 13 febbraio, dopo aver contribuito a portare tante donne al governo in molte città e a risvegliare uno straordinario spirito civico, dopo la diffusione di SNOQ con la costituzione di un centinaio di Comitati locali, sono stati convocati gli Stati Generali di SNOQ a Siena, presso il complesso monumentale di Santa Maria della Scala. Il primissimo obiettivo di questo incontro è la messa in rete dei Comitati e di tutte le donne che ne fanno parte. E al centro del confronto troviamo alcuni temi chiave della condizione femminile del nostro Paese: il corpo delle donne, o meglio, specificano le organizzatrici, «la pervasiva rappresentazione del corpo delle donne secondo un immaginario maschile». E ancora, i dati Istat che parlano chiaro, come si può leggere sul sito del comitato dedicato all'evento senonoraquandosiena910luglio.wordpress.com: "le donne italiane studiano, si professionalizzano, raggiungono livelli di eccellenza in molti campi. Ma sono donne, vogliono esserlo, e questo basta, nel nostro Paese, perché non entrino nel mercato del lavoro (il 50% è senza occupazione) o perdano il lavoro, spesso precario, se scelgono di diventare madri". In migliaia stanno accogliendo l'appello a recarsi a Siena, donne e uomini; è sentito il bisogno della voce femminile, forte e capace di interloquire sulla scena pubblica per dire alla politica che l'Italia ha urgenza di politiche reali di pari

opportunità, volte a rimuovere gli ostacoli che ancora impediscono alle donne di partecipare alla vita economica, politica e sociale. Anche la Locride sarà presente. Il Comitato SNOQ Locride (attivo anche con un gruppo su Facebook), riunitosi il 19 giugno, ha deciso di portare a Siena la propria testimonianza, mediante un documento che, senza rimarcare lamentele ataviche, metterà il luce le positività, le capacità, i punti di forza, e anche le novità sociologiche del nostro territorio. Le ragazze del 13 febbraio stanno tornando, e non fanno passi indietro. Mara Rechichi

PASSIONALITA’ E DISCIPLINA DI UN ARTISTA ECLETTICA

MARIA GRAZIA COSTA Barche e uomini in miniatura sperduti in una vasta latitudine di colori evanescenti, sono i tratti distintivi delle sue opere

LE BELLEZZE DELLA NOSTRA TERRA AL CENTRO DELL’OBIETTIVO

I

Bluocean's workshop l mistero di Pentidattilo, la magia di Scilla, il selvaggio Aspromonte, il maestoso Etna. Sono solo alcune delle locations delle “lezioni sul campo” del Workshop di fotografia “L'arte di documentare con l'immagine. La Calabria e l'area dello Stretto: sfumature inedite di una terra antica”. Un grande evento, organizzato da National Geographic e dalla società reggina Bluocean, che ha abbracciato la nostra città, la provincia, spingendosi anche oltre i confini. Un programma intenso e variegato, quello del secondo Bluocean's workshop, frutto di una proficua collaborazione con National Geographic, che ha regalato a nove giovani corsisti l'eccellenza dell'arte della fotografia: direttore del progetto è stato Alessandro Gandolfi, apprezzato giornalista e reporter. «L'arte della fotografia nasce dall'esercitazione pratica, più che da lunghe lezioni teoriche - ha spiegato Gandolfi - per questo ho puntato più a un workshop proiettato all'esterno, sui meravigliosi scenari naturali che questa terra offre. Lì ho potuto seguire i miei allievi dando loro consigli per le inquadrature e dritte sulle luci. Il nostro compito è stato quello di “raccontare” in immagini la bellezza incontaminata della Calabria». Sicuramente un'espe-

rienza indimenticabile per i giovani apprendisti fotografi: dalla partecipazione alla battuta di pesca del pesce spada su una tipica imbarcazione al largo di Scilla, alle escursioni in Aspromonte e sull'Etna. E poi le visite nelle spettacolari cornici di Pentidattilo, Chianalea, Taormina, Tropea e Pizzo. «Ma a far ovviamente da padrona - ha precisato Francesco Scarpino, amministratore di Bluocean Production - è stata la città di Reggio Calabria, immortalata e consegnata alla storia da Gandolfi e i suoi volenterosi corsisti». Il frutto del gruppo di lavoro andrà a comporre un vero e proprio reportage sulla Calabria che sarà pubblicato sulla nota rivista on line LatitudesLife.com ed inserito in un circuito di rilevanza internazionale. Valentina Elia

ROCCELLA RISCOPRE IL TEATRO DIALETTALE A Ruga vecchjia”, scritta e diretta dal creativo e talentuoso Pino Carella, e rappresentata il 23 e 24 giugno al piccolo teatro umano dall’A.T.R.J. (Associazione Teatrale Roccella Jonica) ha tributato il giusto successo per la compagnia teatrale che da

vent’anni porta in scena il teatro roccellese. Tre atti esilaranti che trasportano e travolgono lo spettatore in un susseguirsi di battute che fotografano appieno lo stile di vita umile dei tempi che furono. Intorno alla "ruga" ruotano gli spassosi conflitti fra vicine, lo svolgersi degli antichi mestieri contadini ed artigianali e un gergo dialettale che, purtroppo, sta scomparendo. Tra le risate emerge comunque il dramma, custodito dalla Ciopa Donna Nunziata, e che rappresenta situazioni che in quel tempo, come ora, si consumavano e si consumano. La conclusione, comunque, ritorna festosa e da slancio all’euforia del pubblico con l’ovazione di riconoscimento.

Cerimonia degli addii SULLA TOMBA DI NINO PALERMO TUTTI POTRANNO DIRE:

NON MUTÒ MAI BANDIERA Nessun organo di stampa locale nessuna emitttente locale - figurarsi l'attillato Tg3hanno dato notizia della morte di Nino Parlermo, avvenuta a San Prccopio il 24 giugno. Aveva più di 90 anni. È stata l'età così alta, necessariamente rincattucciata in un letto, senza parola, senza azione, con qualche sprazzo di lontani ricordi, a sconsigliare i corrispondenti? O a tappare la loro parola è intervenuto il fatto che il figlio Rocco sta ristretto nel carcere per l'incredibile accusa di essere stato eletto sindaco con i voti della cosca Alvaro. Nino Palermo fu della pattuglia, negli anni

del secondo dopoguerra allora assai esigua, degli intellettuali che misero il loro sapere al servizio dei terrazzani, oppressi e occlusi nel loro bisogno d'una nuova vita. Fu organizzatore politico, temprato delle fede socialista, che può sì impallidire, ma non mai morire. E questa fede socialista, che trovava anticipata nei principi del Cristianesmo, lo ha accompagnato sino alla conclusione della sua onorata vita, incoronata, nel giorno del trapasso, da un corteo di tutto il popolo, che per la sua passione intensa, bisognosa di uomini, come lui, aveva lo splendore d'una processione.

Fu uomo del popolo. Un capopolo. L'eletto del popolo. Sindaco per 35 anni, senza paura e senza, macchia come i cavalieri antichi. Un ottimo esempio per le giovani generazioni. Uno scandalo per i politicanti attuali, che allungano le mani su tutto, e van predicando, per nascondere i loro vili contrabbandi, che solo gli imbecilli non cambiano. Quando il certo è che gli uomini veri muoiono come nascono. E sulla tomba di Nino Palermo, a resuscitazione degli ideali, si potrà scrivere ciò che ormai di pochissimi si potrà scrivere: non mutò mai bandiera.

Si è spento l'Avv. Amedeo Macrì Alle prime ore di martedì 28 giugno è deceduto, dopo una lunga malattia, l'avv. Amedeo Macrì, comunemente conosciuto con il diminutivo di Dino, illustre penalista del Foro di Locri. Nato a Gioiosa Jonica nel 1934, ha esercitato la professione forense per un cinquantennio in tutta Italia, con passione e grande professionalità. Mosse i primi passi sotto la guida del suo Maestro, l'avv. Giuseppe Simonetti, partecipando a tutti i più importanti processi penali tenutisi a Locri e in provincia. Avvocato di straordinaria esperienza ed intuito professionale, moderno, nel senso che ha sempre privile-

Nino Palermo VENERDÌ 1 LUGLIO 2011

LA RIVIERA

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la Riviera

Presìdi del libro: Anche la locride alla convention nazionale Alcuni delegati dell' Associazione Presìdi del libro Locride” hanno partecipato alla Convention Nazionale che si è tenuta a Fasano. Un'intera giornata per condividere pensieri, idee e propositi. Un momento per riflettere sulla strada percorsa fino ad oggi e sulle prospettive future. Un appuntamento aperto a tutte le regioni che hanno abbracciato il progetto culturale dell’Associazione.

M

La pittrice Maria Grazia Costa

GIUSEPPE GANGEMI

Alphonse Carrè. Un angelo con le ali spezzate Come il linguista Franco Mosino spiega nella prefazione al romanzo storico Un Angelo con le ali spezzate (AltroMondo 2009), le avventurose vicende di un prete di Nardodipace forniscono ad Alphonse Carré, pseu-

Le note

ariagrazia è una giovane pittrice, il suo sguardo tradisce un entusiasmo e una vitalità disarmanti. Vive e opera a Catanzaro dove frequenta l'ultimo anno della scuola di Decorazione presso l'Accademia di Belle Arti. Vivi a Catanzaro ma spesso hai scelto questo territorio per le tue sperimentazioni artistiche, come ti sei “innamorata” della Locride? Nel 2007 ho partecipato per la prima volta alla manifestazione “Arte e Vino” una collettiva di arte contemporanea che si tiene a Caulonia e lì ho avuto la percezione che qualcosa di interessante iniziava a muoversi nella Locride. A Catanzaro fuori dagli spazi convenzionali non c'è posto per i giovani che vogliono fare cultura. Ed è molto difficile per una giovane artista come me entrare nei circuiti “ufficiali”. Nella Locride c'è più fermento giovanile, anche se c'è una minore disponibilità di spazi. I tratti distintivi delle tue opere sono le grandi dimensioni delle tele e le piccole e minuziose miniature che sembrano quasi voler uscire fuori dai quadri. Come ha scritto Simona Caramia nella Rivista d'arte “Segno” : <<Maria Grazia Costa con le sue micro e macro immagini, afferenti ad una spazialità algida, evoca un cosmo infinito>>. Da cosa trae origine la necessità di questo contrasto così evidente? Nelle mie opere emerge con chiarezza la complessità del mio modo di essere, della mia anima.

donimo di Alfonso Carè, il pretesto per fornirci un affresco della vita e della storia delle serre catanzaresi nel 1800. Sono evidenziati i valori e la religiosità di una comunità viva, un paese di contadini, di virtuosi artigiani del legno, del ferro e della pietra e di artisti le cui preziose testimonianze sono scolpite nelle chiese di Serra San Bruno. Paesi attivi, nati e cresciuti intorno alla comunità monastica certosina e sviluppatisi grazie alle antiche miniere e alle industria del ferro, che dopo l'unità italiana si sono spopolati e immiseriti. Sopravvivono, seppur a sten-

di Mara Rechichi

Dopo una settimana gli echi risuonano ancora, provengono dalla Festa Europea della Musica nella Locride. E mentre mi ritrovo a canticchiare motivi vecchi e altri nuovissimi per me, l’azione più simpatica, che vi voglio partecipare, è quella che compie la mia immaginazione, seguendo ritmi e parole. Mi sembra tutto un cartone animato, uno di quelli belli, coi disegni paciocconi stile Disney, non spigolosi stile Manga, dove tutto si fa poesia: gli artisti in scena: cantanti e strumentisti: voci, gorgheggi, tastiere, percussioni, chitarre elettriche e battenti, violini, fisarmoniche, bassi, lire cala-

Da una parte il mio lato più istintivo, il mio mondo interiore immaginifico, poetico e passionale, e per contro il mio lato più razionale, ancorato alla realtà, ai suoi bisogni e alle sue necessità. Sei un'artista eclettica e la tua “esplorazione immaginaria” della realtà non si limita alla pittura. Ricordiamo la Performance “Cyrano contro il cielo” (happening di arte musica e danza), presso l'Auditorium Casalinuovo Catanzaro, a cura di Angelo Antonio Falmi, e poi le tue installazioni alla mostra collettiva “U STRUMBU” a cura di Angela Sanna, nel Complesso monumentale di San Giovanni a Catanzaro, e i progetti decorativi. Ma hai anche provato a sperimentarti nel mondo del teatro e del cinema, sia come scenografa che come attrice. Si, quello delle arti visive non è il mio solo ambito di interesse. Nel 2008 ho conseguito la qualifica professionale di assistente scenografo frequentando il corso “Scenografi e Costumisti Realizzatori” dell'Unione Europea, e ho frequentato degli stages presso le più importanti Scuole di Teatro di Milano. Recentemente ho partecipato anche alle riprese del cortometraggio “Le vecchie e il mare”, tratto da un testo dello scrittore greco Ghiannis Ritsos, per la regia Regia Biagio Guerrera e Dimitris Kozaris, prodotto dalla Regione Sicilia. Sono una persona molto curiosa, e adoro le contaminazioni, anche se il mio sogno è fare la pittrice credo che la mia ricerca artistica non si fermerà mai. Cristina Briguglio

to, vecchie e nobili tradizioni come le congreghe religiose trattate ampiamente dall'autore, di cui traspaiono nel testo l'autentica religiosità e i nobili sentimenti. La prosa semplice e scorrevole si presta alla lettura da parte di un pubblico senza distinzione di età. Si tratta di episodi di vita comunitaria legati dalla presenza di Don Fortunato Maria Felice Monteleone, il religioso realmente esistito dedito pienamente alla cura della sua comunità, del quale l'autore segue la storia dalla nascita fino alla tragica fine.

POSTUMI MUSICALI

bresi, sax, trombe, contrabbassi; i tecnici, le luci, il fumo; il pubblico, le mani battute, i piedi ballanti. Ciak, si gira! Anzi, si disegna, sulla sceneggiatura dei testi! Colonna sonora made in Loccisano. Manuela Cricelli: “nell’armadio dei ricordi ho trovato una conchiglia”...e continuo:e la voglio ammirare, era là presso la chiglia di una barca in riva al mare. Nino Tarzia invoca Ariù, con in testa Rino Gaetano ma con assonanza a Vittorio De Sica: Parlami d’amore...Ariù. I Loukritia si fanno cullare dal vento quando la “polvere di luce tra le mani soffiata via dal vento d’Africa”....e Trilly s’incazza, le rubano il mestiere, mentre la tribù degli Indiani inizia una danza propiziatoria con gli Invece che “mamma li turki piangeva-

no i miei avi, mamma gli americani piangevano i Sioux e piangono in Iraq”. Due simpatici rettili, taglia lucertola, vanno al ballo delle debuttanti: la signorina “zzafrata” e il signor “zzafratuni” prendono anima dalle note degli Scialaruga, ma si ritrovano a ballar la tarantella, secondo i tempi dettati dal “mastro di ballo” fino a quando, divertiti, si allontanano portando la mano al naso e: marameo! Le previsioni del tempo danno Mujura diffusa, da diavulu calabrisi. C’è un Jolly che s’aggira dappertutto, attenzione: è il maestro Peppe Platani, come Trinchetto di Braccio di Ferro, combattivo e abile chitarrista di tutti. C’è poi la Storia nella storia: la portano i QuartAumentata, senza pianto dentro le

parole, senza lamento di quatto mocciosi, nè canto amaro di suonatori: leggete, la Storia è là. E poi c’è IL cartone animato: i Marvanza Reggae Sound, dall’antica Kaulon town, che con un euro e la machinina da Monasterace stanno girando il mondo. Infine, appassionante: il lungo viaggio del “calamaru d’oru chi veni di la Spagna” per farsi cantare da Cavallaro e Papandrea: dal porto di Valencia, alla volta del porto di Roccella Jonica, nuota per tutto il Mediterraneo, a Gioia Tauro incontra Pryntyl, la sirena che canta in sirenese: Pryntyl slash slash smack smack glu glu. E con focene volanti, cavallucci marini, pesci pagliaccio, arrivano in porto. Ops, ma Capossela dov’è?

Il Brizzolato

di Ruggero Brizzi

LA MIA TERRA ARIDA “Chi strana impressioni chi faci a nostra terra, simu a tempu i paci ma pari ca c'è a guerra” (cit. Invece) Forse, dopo un anno di sottolineature di tutti gli aspetti positivi della nostra terra, dopo aver messo in evidenza in questo “brizzo-lato” tanti bei momenti della nostra società calabrese, per questa volta, spero solo per questa, devo trasmettere un pizzico di tristezza, di quella che colmata ci farebbe vivere alla grande. Sono tornato per qualche giorno nella mia splendida locride, nel mio continuo alternarmi su e giù per la Calabria. L'ho vista spenta. Le chiacchiere richiamano soluzioni evidenti ai problemi ordinari: la raccolta differenziata, la riparazione delle strade, lo sviluppo della linea ferrata. Non riusciamo a sopportare il presente, questa volta oltre il desiderio di equilibrio quotidiano. Non ci riusciamo perchè ancora una volta ci presentiamo drammaticamente indietro all'appuntamento con la stagione estiva. E ti chiedi “ma cazzo come è possibile?” Sono contrario all'alta velocità per l'odio che ho nei confronti degli ossessionati del tempo. Sono contrario al fare per i turisti. Al farsi belli due mesi per poi perdere dignità nei confronti della propria famiglia, nel resto dell'anno. Tuttavia, senza retorica, nella terra della disoccupazione più alta d'Italia, dell'emigrazione continua, della ndrangheta, unica fonte di luce per i lavoratori onesti e per le attività produttive potrebbero essere i due mesi estivi. Se non che per quest'anno le taglienti proiezioni sulle previsioni turistiche in Calabria segnano un drammatico 20% rispetto allo scorso anno. Se non che sono rimasti solo due treni a lunga percorrenza sulla locride. Se non che, la 106 e la Salerno-Reggio Calabria, sono ancora pericolosi cantieri aperti. È giusto che lidi, commercianti, attività produttive si lamentino: non ci sono più sacchi di stimoli, ma sulu busti.....i mundizzi. “È stati, caminu supa a spiaggia, nto menzu i plastica e mundizzi, mi guardu di vitra e da catrami, basta, mi ndi tornu a casa.” 20 anni fa, Invece.

VENDESI A SIDERNO Professionista di grande correttezza e disponibilità, soprattutto nei confronti dei giovani avvocati, ai quali ha dedicato anni della sua vita professionale, insegnando

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giato la conoscenza delle carte processuali, l'analisi e l'interpretazione della norma giuridica, attento alla strategia processuale, profondo conoscitore della evoluzione giurisprudenziale in ambito penale. Professionista di grande correttezza e disponibilità, soprattutto nei confronti dei giovani avvocati, ai quali ha dedicato anni della sua vita professionale, insegnando nei corsi di preparazione agli esami di avvocato. Sotto la sua guida si sono formati numerosi Avvocati, che oggi esercitano nel Foro di Locri. Ha seguito con passione paterna tutti i pra-

ticanti che hanno avuto la gioia e la fortuna di averlo come Maestro. Ad ognuno ha donato insegnamenti unici ed irripetibili. Per molte volte membro della Commissione per gli esami di Avvocato, è stato per circa un quindicennio componente del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Locri, ricoprendo per quattro anni la carica di Segretario del Consiglio. Lascia un vuoto incolmabile. Il Foro di Locri perde un arguto legale, un uomo mite e sensibile, un professionista cortese e signorile dal forte pragmatismo a dalla solida preparazione giuridica.

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LA RIVIERA

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Andiamo

al

cinema Roccella Jonica

The end

Dyonisos emozioni

LA RECENSIONE

L’ultimo dei templari

sulle punte...

Sabato scorso, l’anfiteatro di Roccella si è emozionato grazie ai balletti dell’ultimo saggio della scuola di Danza Dyonisos, diretta, magistralmente, da Ivana Sanci

GIUSEPPE RITORTO

IMMACOLATA MARI Anche quet'anno la scuola di danza Dionysos è riuscita ad emozionare migliaia di persone in occasione del Saggio di Danza, tenutosi sabato scorso, nell' affascinante “Teatro al Castello” di Roccella Jonica. Le coreografie eseguite dagli alunni dei sei corsi di danza attivi nella scuola, hanno evidenziato la professionalità e la cura per i dettagli di chi da vent'anni ha fatto della

L’ultimo dei templari è un fantasy-horror di puro intrattenimento che vede come protagonista un crociato, interpretato da Nicolas Cage. Girato tra Austria, Ungheria e Croazia è ambientato nell’Inghilterra del XIV secolo al tempo delle streghe e delle crociate, in particolare nel 1250 quando la Chiesa spadroneggiava e terrorizzava la popolazione condannando al rogo o all’impiccagione. Non per nulla il film si apre proprio con l’esecuzione di tre donne accusate di essere amanti del demonio, la scena però cambia rapidamente ed ecco due nuovi eroi, due cavalieri cristiani, Behmen (Nicolas Cage) e Felson (Ron Perlman), che hanno combattuto per diversi anni in Terra Santa come crociati, assistendo e partecipando al massacro di donne e bambini innocenti. Stanchi e provati nell’animo decidono di tornare in patria ovviamente come disertori, ma durante il tragitto si ritrovano in un paese devastato dalla peste nera a causa, a quanto sostiene il clero, della magia di una strega. Scoperti dalle autorità religiose hanno un’unica possibilità di fuga dalla morte, accettare l’incarico offerto loro dal cardinale D’Ambroise (Christopher Lee), ossia scortare la strega (Claire Foy) in un lontano monastero dove i monaci potranno esorcizzarla. Inizia così un lungo viaggio attraverso zone selvagge irte di pericoli. Il film gioca molto sul dubbio, sull’incertezza se quella giovane ragazza brutalizzata sia veramente una strega o meno, mescolando elementi fantastici e horror. "Season of the witch" è un vero e proprio b-movies certamente superiore alla media, finemente realizzato, dal ritmo lento, con colori cupi e una colonna sonora gradevole. Nemmeno il cast stellare riesce a far decollare la pellicola, Perlman sembra cavarsela meglio di Cage, ma non spicca, come invece fa Claire Foy, la vera rivelazione di questo film, l’unica che sembra essere interamente nel ruolo. La stampa americana ha letteralmente distrutto l’opera. In realtà a inficiare veramente l’opera non è la recitazione comunque apprezzabile, quanto gli effetti speciali finali che ricordano molto quelli del nuovo "Dylan Dog" in versione cinematografica, che risentono irrimediabilmente della mancanza di budget, lasciando l’amaro in bocca.

NIGHT LIVE Estate ancora spenta nella Locride, tutti attendono un'apertura dei lidi (per il momento da segnalare solo “Le Club” di Locri e la Calura di Roccella) che stenta ad arrivare, ma speriamo sia solo la quiete prima della tempesta! TARANTPROJECT di Mimmo Cavallaro e Cosimo Papandrea, continuano il loro tour estivo, presso l'anfiteatro di Roccella Jonica, sabato 2 luglio a partire dalle ore 22:00, in “festa della Madonna delle grazie”. Sarà, come sempre, un successo. Vincenti! BLUE DAHLIA (Marina di Gioiosa Jonica) Venerdì 1 luglio, h 22.00, sarà ospite il gruppo rock reggino”All My Friendz Are”. Sabato 2 ospiti della serata i mitici “Scialaruga”, la loro musica si ispira ai dialetti senza, però, strumentalizzare la musica popolare. Continuativo! GOLOSIA (Marina di Gioiosa Jonica) Venerdì 1 luglio, a partire dalle ore 22.00, ospiti d'eccezione dj Santino De Maria e Manuela Cricelli. Soft! Matteo Raschellà

DAL SENTIMENTO ALL’EROS, QUANDO LA SENSUALITÀ DIVENTA MOSTRA Da Klimt a Gattuso, attraverso la fotografia d’autore e le esperienze personali, il Maestro Diego Cataldo ha voluto ridisegnare l’Eros in una mostra personale che si terrà da domani fino a sabato 16, presso la Galleria “La cornice” di Locri. Audacemente come conviene a chi ama sperimentare e ricercare, osare senza mai scadere nell’ovvietà del banale. I corpi sono strumento e veicolo di sensualità ed intelletto laddove sembra impossibile scindere le due sfere. L’artista guarda al cinema di Tinto Brass ed ai fumetti di Milo Manara cogliendo un’eredità coraggiosa e priva di orpelli d’ogni sorta. La reinterpretazione della sensualità e sessualità magno-greca alla luce di una contemporaneità senza confine rende questa mostra un evento davvero importante per l’area Jonica. Diego Cataldo è un artista che sa osare perché ha capacità e competenza, finezza intellettuale e spirito per rendere raffinato ed elegante il tema trattato.

danza un lavoro, ma ancor prima una passione, uno stile di vita. Questo perché, se è vero che la danza permette di esprimere al meglio i sentimenti attraverso il linguaggio del corpo, è altrettanto vero che la tecnica è fondamentale ma solo quando è spinta e sostenuta da mente e cuore, lo stesso cuore che (la maestra) Ivana Sanci e i suoi preziosi collaboratori mettono nell'insegnamento durante tutto un anno di lavoro, e poi, nell'organizzare una serata che evidenzia e riassume non solo la preparazione degli allievi, ma anche la determinazione e la tenacia di questa piccola ma grande realtà artistica del nostro, non facile, territorio. Lo spettacolo ha avuto inizio con le coereografie tratte dal film Mary Poppins, eseguito brillantemente dagli allievi dei primi quattro corsi, dai piccoli zuccherini del primo, formato da bambini dai 4 anni in su, agli “spazzacamino” del quarto, per poi lasciare spazio ad altre rivisitazioni, con coreografie che hanno spaziato dalla musica classica di Tchaikovsky e Bach, all’Hip Hop (il corso è seguito dall’ex ballerino di Amici Klajdi Selimi) di Trasformia o di Mission Impossible. Tra tutti, molto divertente ma non per questo poco impegnativo, il musical “Hairspray” durante il quale si è esibito anche il maestro Natale Nucera che con molta ironia e freschezza ha interpretato Edna, la mamma della protagonista Tracy (interpretata dalla bravissima, e a proprio agio nella parte, Alessandra Scali). A chiudere lo spettacolo i saluti alle ragazze che per via degli impegni universitari sono costrette a lasciare la scuola, l’omaggio al regista Federico Fellini, ma soprattutto l’interpretazione di Ivana Sanci con la mascotte della scuola e i saluti finali che hanno visto i 3000 spettatori presenti tributare un applauso che tradotto è il grazie dei tantissimi genitori e fans della scuola, per le fatiche, per le energie spese nel confezionamento di un prodotto, che sabato scorso, ha emozionato l’intero Auditorium.

AL CINEMA CINEMA NUOVO Siderno,info:0964/ 342776 xxx Cars 2 18.00 - 20.00 - 22.00 CINEMA ARENA Siderno,info:333/ 7672151 Prossima apertura CINEMA GOLDEN Roccela J,info:333/ 7672151 Cars 2 18.00 - 20.00 L’ultimo dei templari 22.00 CINEMA VITTORIA Siderno,info:339/7153696 Tansformers 3 (3d) 17.00 - 19.30 - 22.00 CINEMA GARIBLDI Polistena,info:0966/ 932622 Cars 2 16.30 - 19.30 - 22.00 CINEMA POLITEAMA Gioia T.,info:0966/ 51498 Una notte da leoni 2 18.00 - 21.00 CINEMA ODEON Reggio C.,info:0965/ 898168

Programmazione sospesa CINEMA AURORA Reggio C.,info:0965/ 45373 Chiuso per ferie NUOVA PERGOLA Reggio C.,info:0965/ 21515 Cars 2 17.00 - 19.15 - 21.30 MULTISALA LUMIERE Reggio C.,info:0965/ 51036 SALA DE CURTIS Transmormers 3 (3d) 18.30 - 21.30 SALA MASTROIANNI Giallo argento 19.00 - 21.00 - 23.00 SALA SORDI Cars 2 (3d) 17.30 -19.45 - 22.00 SALA DE SICA Transformers 3 18.00 - 21.00

Domenico Lucano, sbarca al Lampedusainfestival Sarà il cortometraggio “Il Volo” di Wim Wenders ad aprire la terza edizione del Lampedusainfestival, un concorso per filmmakers che affronta la realtà dell'immigrazione, l'incontro con l'altro e le piccole storie intese come metafore di grandi temi. Il “Volo" è il primo filmato italiano in 3D, mai distribuito nelle sale, che ha come tema centrale le positive esperienze di accoglienza che Riace ed altri paesi della Locride stanno attuando da diversi anni nei confronti di profughi politici e che ha tra i protagonisti Ben Gazzara e Luca Zingaretti. La proiezione del cortometraggio, nella serata inaugurale del 19 luglio, sarà preceduta da un incontro-dibattito con il sindaco di Riace (RC) Domenico Lucano e con il sociologo ed economista Tornino Perna.

ARIETE

TORO

GEMELLI

CANCRO

LEONE

VERGINE

dal 21 marzo al 20 aprile

dal 21 aprile al 20 maggio

dal 21 maggio al 21 giugno

dal 22 giugno al 22 luglio

dal 23 luglio al 23 agosto

dal 24 agosto al 22 settembre

Afa e caldo aumentano il vostro stress. Il mare è un miraggio, l’ufficio resta tale anche se vi presentate in infradito e pinocchietti. Vi rimane la crociera che avete programmato da anni, e che, anche quest’estate non potrete permettervi.

La crisi ha colpito anche voi. Si, esattamente come un ferro da stiro in pieno volto. Pagare le bollette è diventata un’impresa, e quell’aumento di stipendio che aspettate rimarrà un miraggio. Ma stringete i denti... Almeno fino alla prossima bolletta.

L’improvvisa voglia di autonomia del vostro partner non è momentanea. E’ solo un pretesto per non lasciarvi subito. Ma tempo al tempo, lo farà a breve. Ok ok, neanche il fattore economico vi sorride. Ma pensate a chi sta peggio di voi... e deprimetevi.

Il nome del vostro segno zodiacale è contro di voi. Come pensavate che fosse portatore di buone notizie? La salute è quella che è, gli acciacchi si sentono, i soldi non ce ne stanno, e l’amore è solo la rappresentazione in un film... per voi muto...

Vi proporranno un investimento. Non accettate, le assicurazioni false rimangono una truffa, e con la sfortuna che avete addosso potrebbero anche arrestarvi. Meglio poveri ma liberi...

Anche se su facebook vi fa virtualmente l’occhiolino (ovvio con le emoticon) non ha nessuna intenzione di passare del tempo con voi. E non continuate a proporle di uscire per un caffè, diminuirà le vostre probabilità, già basse, di un appuntamento. VENERDÌ 1 LUGLIO 2011

LA RIVIERA

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la Riviera

Blob of the week

Nel blu,dipinto di blu

ZonaCesarini

di Benjamin Bowson

I Desaparecidos

Giovanissimi Jonica Siderno 1993 In Alto: Mister Carabetta ,Barranca, Fimognari G., Salerno, Sgambelluri, Nigro, Guarneri Ieraci. in Basso: Fimognari C., Futia, Costa, Belcastro

Congratulazioni alla neomaestra Maria Teresa Figliomeni, per aver conseguito il diploma di flauto presso il conservatorio di musica F.Cilea di Reggio Calabria. Grazie per le grandi emozioni che mi hai regalto...Emanuele

(S)paparazzato... Domenico si appresta ad affrontare una faticosissima siesta.

Ha lo stesso coiffeur del nostro Ercole Ercole Nucera

Il pane di Nonna Laura E il più buono che c’è.....

Direttori in borghese

Once Were Warriors... Sergio ed il suo alter ego Sly

Pezzi Grossi... sopratutto per quanto riguarda il fisico

Nella politica e nello spettacolo sono i primi

Quanto è bella la Lettonia !!!

Giovanni Maiolo

Buongiorno Roccella Pasquale Vozzo

Auguri Andrea, per il tuo primo compleanno. I tuoi cari.

Hanno sempre la marcia giusta

La dolcezza...la tenerezza...la passione...l'amore...la vita...la gioia...la tranquillità...la serenità...Tutto questo ha un nome.,il vostro…Consuelo e Giovanni…Vi amo!!!! BUON COMPLEANNO!

Il consiglio comunale di Siderno, non è più lo stesso da quando non c’è lui

lo staff di Auto SanFilippo

I giovani del PD

C'è un po' di gente preoccupata fra i lettori del giornale. Non tanta, qualche anima gentile che segue per puro spirito di carità le loro cronache demenziali. Ruggero e il pastorello sono spariti dalla rete, continuano a mandare i loro pezzi, ma lo fanno per posta. Come me, anzi insieme a me. Tranquilli è con me che sono. Li ho invitati per un giro sull'Insomniac, approfittando dell'abbiocco post pranzo ho alzato le vele offrendole al vento dell'inganno, il subdolo Zefiro che bloccò l'inseguimento greco permettendo a Enea la fuga, la fondazione di Roma e la nascita del demone Occidente. Quando si sono svegliati era sera, il mare era già greco. Ruggero s'è lamentato un po' per i suoi reclusi. Il pastorello ha snocciolato i suoi numerosi impegni letterari. Ho messo in tavola una ricciola pescata nel pomeriggio e un barilotto di Heineken. Gli impegni e le preoccupazioni sono volati via. Li tratto bene, evitano loro stessi il discorso ritorno. Volevo tranquillizzarli sulla mia vita. Mi assillavano continuamente con le loro fisime. Possono vedere attimo per attimo la vita di un latitante, certo fin che tutto fila liscio non sembra poi male, e io solo questo aspetto voglio mostrargli. Nasconderò bene le mie angosce, e quelle dei fuggiaschi sono tante. I wanted assomigliano a chi ha avuto un arto amputato, continuano a ragionare come se avessero piedi e mani. I latitanti pensano al futuro, si dimenticano spesso di non averne uno. Io non sfuggo alla regola, ho superato i quarti anta, in Francia ci sono trent'anni di galera ad attendermi, ogni nuovo incontro potrebbe celare un sicario. Eppure dormo, mangio e piscio, come tutti. E loro due mi guardano gioiosi. Fra qualche giorno li sbarcherò da qualche parte, andranno via col cuore leggero, convinti che io stia bene, che me la posso cavare anche senza le loro preoccupazioni. Poi tornerò solo, e riprenderò a dormire poco, a mangiare meno e a bloccarmi sul cesso. Perché per quanto finga, quando chiudo l'occhio sinistro il mondo si oscura, il destro l'ho perso in Vietnam e non mi posso inventare la vista, per quanto sia bravo. E non fate i cattivi pensando a quanto sarà bello avere gli sbirri alle calcagna, per loro siete lavoro e il ventisette lo stipendio gli arriverà comunque, un loro sbaglio significherà tempo perso. Un vostro errore, per voi sarà la fine. Ai fan dei due sopra.. niente paura, i desaparecidos torneranno .. o finiranno in gabbia con me.

Linguabiforcuta

I dolori del giovane Silvio: Parlando ad un deputato “amico” il premier si sarebbe sfogato confessando la tentazione di ritirarsi a vita privata: «Liquiderei tutto e me ne andrei dall'Italia, se non fosse per l'aggressione che continuerebbero a subire i miei figli». Caro Presidente non si preoccupi, sessanta milioni d'italiani garantiranno per i suoi figli, vada, vada pure.

L'ingenuo della settimana: Analizzando i risultati delle amministrative e dei referendum in un'intervista, Roberto Saviano ha così argomentato: «Un popolo si è messo in Marcia, la politica si lasci contaminare dai nuovi colori dei movimenti». Caro Saviano non si preoccupi, pur di raccogliere consensi, i politici italiani sarebbero disposti a farsi contaminare anche dall'Escherichia coli (il famoso batterio killer).

IPSE DIXIT: Dopo il megaraduno di Pontida a chi gli chiede se Maroni sarà il suo delfino alla guida della Lega Nord, Bossi replica piccato: «La gente a Pontida urlava 'secessione' e non 'successione'... E poi i delfini sono roba da terùn io ho già il mio trota».

BILANCIA

SCORPIONE

SAGITTARIO

CAPRICORNO

ACQUARIO

PESCI

dal 23 settembre al 22 ottobre

dal 23 ottobre al 22 novembre

dal 23 novembre al 21 dicembre

dal 22 dicmbre al 20 gennaio

dal 21 gennaio al 19 febbraio

dal 20 febbraio al 20 marzo

La vostra vita ha bisogno di una svolta. Cambiate lavoro, amori, amici e parenti. Tanto non vi sopporta nessuno. Il vagabondaggio non paga, proprio come il vostro datore di lavoro. Rimedi? Non ce ne stanno. Rassegnatevi...

Siete il classico esempio di amico che tutti vorrebbero avere... Simpatico, dinamico, disponibile e gentile. Sfrutteranno tutte le vostre doti e a breve vi ritroverete soli. Ps:Meglio soli che mal accompagnati è una stronzata!

L’estata non vi è mai piaciuta. Fra caldo e stress vi apprestate a vivere il peggior periodo dell’anno possibile. Tranquilli, sapete guardare bene all’orizzonte, e tre mesi passano presto, se non vi deprimete pensando che mancano ancora 129.600 minuti alla fine.

Un giorno anche voi sarete spensierati, felici e senza problemi. Tranquilli, ancora non se ne parla. Nel frattempo continuate a passare le vostre serate con gli amici del poker. Quelli che vi fregano ogni volta...

La vita vi ha sorriso. Tanto tempo fa... Ora a fare i conti con pargoli ribelli, mogli frustrate e datori di lavoro super pretenziosi ci state perdendo la salute. Avete sempre il vostro migliore amico Lexotan, lui si che vi capisce.

La noia vi assale. La fatica vi sfianca. Il caldo vi strema. Almeno siete fortunati in amore. Sempre finchè anche la vostra ragazza non si stancherà di voi, e vi lascerà per un palestrato che non si annoia, non si tressa e non teme il caldo. VENERDÌ

01LUGLIO 2011

LA RIVIERA

O R O S C O P O 31



riviera01/07/11