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Controcopertina RITRATTI D’AUTORE

Enzo Mirigliani © Francesco D. Caridi

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aro Direttore, mi chiedi di scrivere un «ricordino» del calabrese Enzo Mirigliani, il patron di «Miss Italia» scomparso a 94 anni il 26 settembre scorso, giorno dei santi medici Cosma e Damiano, che sono anche i patroni dei parrucchieri. Cerco di accontentarti, perché Mirigliani ha conquistato un posto d’onore nella storia del costume, come impresario di spettacolo che ha reso permanente l’effimero, mostrando garbatamente al pubblico per oltre mezzo secolo ragazze discinte contrassegnate da un numerino, ma evitando che ciò somigliasse ad una compera di bestiame. Reduce dalla battaglia di El Alamein, fino al 1952 in servizio effettivo nell’Esercito, Mirigliani un giorno decise di togliersi la divisa per indossare lo smoking, che non si levò più. Dalle stellette alle starlets. Nel 1953, insieme con la moglie, mise su una casa di moda in Trentino e cominciò ad occuparsi di concorsi di bellezza; nel 1957 si legò alla produzione di «Miss Italia» (avviata nel1939 da Dino Villani con altra denominazione, «Cinquemila lire per un sorriso»), fino a diventarne il patron nel 1959. Penso anch’io, caro Direttore, che il compianto Mirigliani e il contesto in cui egli ha operato meritino una congrua attenzione negli studi di sociologia e di etologia, specialmente per il sostegno che il patron ha dato alla evoluzione della figura femminile. Meridionale di buon gusto, di fermo carattere, di indole gentile, e di notevole resistenza genetica anche ai disastri dell’ambiente televisivo, Mirigliani era all’apparenza alieno da cedevolezze, certo controllava le proprie tentazioni fra tanta carne frequentata, teneva buone relazioni con gli ambienti politici che un tempo seguivano le selezioni regionali del concorso soprattutto per tentare di infilarvi qualche raccomandata o protetta. continua a pagiana 20

Commendatore il

Il calabrese Enzo Mirigliani, impresario di spettacolo morto a 94 anni, con «Miss Italia» ha accompagnato l’evoluzione italiana, conquistando un posto d’onore nella storia del costume DOMENICA

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Un anno con lui NORDICI&SUDICI

I tingiuti di Saline GIOACCHINO CRIACO Dapprima furono le bioproteine chimiche della Liquichimica, poi le riparazioni dell'OGR. Ora, ci risiamo, sarà la volta dell'elettricità. A Saline si replica il miraggio, gli svizzeri di REPOWER vogliono convertire i reperti industriali calabresi per farne una modernissima centrale elettrica a carbone. La promessa è allettante, come al solito. Si creeranno un migliaio di posti di lavoro, che per una terra disperata come la nostra sarebbero una manna, anzi no una goccia nel mare. Si continua a percorrere una strada sbagliata, quella dell'industrializzazione a tutti i costi. Si chiudono gli occhi sui fallimenti delle politiche industriali nel sud, debacle colossali, dalla Campania, alla Puglia, alla Basilicata, alla Sicilia, passando per la Calabria. Fiat, Ilva, Quinto centro siderurgico, Petrolchimico. Nomi diversi per fallimenti identici, che hanno alimentato speranze e costruito disastri ambientali enormi. Perché la centrale di Saline dovrebbe mutare la tendenza? Perché è di ultima generazione, con una resa maggiore di almeno il dieci per cento rispetto alle centrali tradizionali, con un basso tasso di emissioni di zolfo e anidride carbonica, con un'accurata attenzione all'impatto ambientale affidata ad architetti seri del calibro di Rota e Kisar. Dicono. Sarà, ma intanto verranno inondati di cemento trecentoventimila quadri di terreno, verrà sparata in cielo una torre di centottanta metri, verranno costruiti trentacinque chilometri di elettrodotti sino a Rizziconi per il collegamento alla rete nazionale di trasmissione, verranno costruite nuove banchine nel porto ormai fatiscente per l'attracco delle grandi navi carbonifere. Ecco, alla faccia del basso impatto ambientale. Non bisogna essere dei beceri e integralisti soldati ambientali, come in fondo noi siamo, per avere dubbi sulla bontà della centrale di Saline. Continuiamo a vedere la rincorsa della nostra politica verso scelte che contrastano mortalmente con la vocazione della nostra terra. Abbiamo il futuro dell'energia, non si chiama petrolio, ne carbone. E' il sole. Forse è meglio non far tingere di nero il nostro futuro. E, quasi quasi, vien voglia di dire a gli svizzeri di portare il carbone a casa loro.

CORSIVO 12

FUGA DAL PDL i vorrebbe qualcosa di più del pallottoliere per avere il conto esatto dei deputati e dei senatori , che dotati di intelligenza, tendono a dimostrarla, umilmente imitando i saltimbanchi. Un tempo venivano detti trasformisti, pianta, che nata al Nord, ha trovato terreno fertile per l’attecchimento, senza bisogno di concime chimico, nel Mezzogiorno e in Calabria. Ora, son detti GLI INTELLIGENTI. Per ciò stesso, non potevano mancare in Calabria dove, oltre l’intelligenza, questa amata terra genera anche il genio. Noi, per essere chiari, li chiameremo trasformisti-intelligenti, non potendo opinare che si tratti di intelligenti trasformisti. Naturalmente, non tutti i passaggi da un campo all’altro sono da rubricare come salti trasformisti. Tale non è il caso di Angela Napoli, che ha lasciato il PDL per FLI. Tale non ci sembra il caso di Giancarlo Pittelli che dal PDL passa al Gruppo Misto. Ma tale è il caso, a meno che non sia questione d’irrequietezza sartoriale, di Santo Versace: centrosinistra, Pdl, gruppo misto. Non crediamo, a questo punto arrivati, di dover esemplificare ulteriormente. E solo ci punge vaghezza di dare notizia che il segretario del partito più piccolo dell’Europa e financo del paese di Lilliput, Francesco Nucara, si trova tra color che stan sospesi dopo il voto accordato sulla sfiducia all’eloquente ministro Romano. Come è facile capire, son tutti parlamentari, già in servizio nel PDL. La loro fuoriuscita avviene nel tempo dell’UOMO DOPPIO al comando della Calabria: come coordinatore regionaledel PDL come Governatore. Può essere una coincidenza. Può esserci un rapporto di causa ed effetto. Il che indurrebbe a far pensare, nella peggiore delle ipotesi, che il dr- Giuseppe Scopelliti è un cattivo governante, e che, nella migliore delle ipotesi, porti sfigaLa indichiamo, questa, come la migliore perché ciò che dipende dal destino, non comporta nessuna responsabilità personale. Il primo ottobre c’è la marcia su Cosenza, voluta dal Governatore. Ci auguriamo che non sia molta lunga. Potrebbe accadere che alcuni si stanchino e si stacchino. Ovviamente, dal Pdl. E noi dovremmo morderci la lingua per avere interpretato il Govrnatore come il Gallo cantatore. Nel caso testé previsto, infatti- e il suggerimento ci viene da voce amica- sarebbe un pavone, che più si gonfia e più perde penne.

Pasquino Crupi, un direttore: quattromila caratteri, spazi inclusi che arrivano al cuore. Meridione: 38°parallelo sempre presente accanto alla sua tastiera. Più per fede che per dovere. Un professionista. Arriva in redazione prima del correttore di bozze e se ne va dopo la segretaria di redazione. Un amico! Da un anno con noi. Ha arricchito le nostre conoscenze e ha sedato tanta anarchia. Grazie! Ma non vuole ringranziamenti

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In pericolo i gioielli di famiglia Loiero Questa volta, Agazio Loiero ha subìto davvero un “colpo basso”. In quello che, inizialmente, era sembrato un atto intimidatorio, ad essere presi di mira sono stati proprio i gioielli di famiglia dell'ex Governatore della Calabria. Un malvivente, incurante dei sistemi di sicurezza e della scorta, si è introdotto nell'abitazione e non riuscendo a forzare la cassaforte, si è accontentato di collane, orecchini e bracciali. Per il furto è ora indagato un operaio, che aveva eseguito dei lavori di ristrutturazione nella casa. Rientra nella topica di eproprare gli espropriatori?

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DIAVOLO NERO

Il ministro sordomuto

BUSINESS DEL NORD

AIFAM DA MADUNNINA LUCA RUSTICI

pezzo è forte, perché le cose è giusto si chiamino col loro nome, senza retorica e ipocrisia. Noi siamo i mafiosi, i camorristi, gli ndranghetisti. Noi siamo il centro di un potere criminale, di un sistema scientificamente organizzato per violare le leggi e vivere di sgarro. E loro? Loro, si, i settentrionali. Non massifico, non omologo, non faccio di tutta l'erba un fascio, però parlo di buona parte di loro, di quelli che vivono sopra Roma. Loro sono sistema, un'intera società industrializzata cresciuta sulle spalle di milioni di braccia sudice grazie a una politica nord centrica. Non parlo di poche persone, ma di una intera società, esclusa una parte non grandissima di brave persone che si sono opposte e si oppongono giornalmente, nei fatti, a una pratica di sopraffazione costante, da decenni. Loro esclusi, gli altri fanno parte del sistema, vi fa parte anche quella fetta di società settentrionale costituita da ignavi, che fingono di non vedere, di non capire, che il loro benessere, la loro opulenza, la loro bella organizzazione è nata sul sudore di milioni di terroni, costretti ad abbandonare la loro terra per ingrassare quella altrui. Dell'aifam fa parte, soprattutto, quell'insieme, non piccolo, di persone che evade le tasse per prassi, che assume in nero, che affitta in nero e pensa che sfruttare gli altri sia un diritto, che la loro terra sia ricca e bella di natura, che la loro fosse già una tavola imbandita alla quale noi negroni ci siamo accomodati senza essere stati invitati. A loro vanno aggiunti i meridio-

Il

nali fortunati che con le partite iva in tasca hanno assunto in nero, affittato in nero e evaso ogni tassa possibile, come i loro ospiti del nord. Se la mafia è un sistema, che si organizza per eludere le leggi, per trarre profitto illecito, cos'è il sistema economico settentrionale, se non mafia? E attenti alle parole. Tanti, troppi di noi sono stati in giro, tutti hanno conosciuto padroni di casa aguzzini. Io ne ho avuti tanti e tutti suonavano la stessa musica, cauzione, affitto, tutto in nero, se no fuori. Pensateci, quanti erano? Quanti sono? Milioni. Milioni di persone organizzate per sfruttare. Fate lo stesso pensiero col lavoro, che prima toccava i meridionali e ora anche gli stranieri. Stessa solfa, milioni di contratti in nero. Sistema. Si, la mafia ammazza, spara. Ma anche lo sfruttamento fa morire. Non tutti i mafiosi si sporcano direttamente le mani col sangue delle vittime, anzi, preferiscono sfruttarle più che farle morire. Sistema. Il nord del paese è abitato da milioni di persone che si sono organizzate per violare la legge, con buone sponde politiche anche. E nessuno s'inalberi, le persone oneste, le menti libere del nord, sanno di non entrare nel conto, ma sanno anche di che pasta è fatta tanta loro gente e tanta nostra gente elettivamente affine al sistema. Noi siamo la terra di ndrangheta, camorra e mafia. Loro hanno un'organizzazione che è molto più raffinata, hanno il sistema, l'aifam.

Il Ministro della Giustizia, Nitto Palma, in grande stile laudato dai dirigenti del Pdl secondo lo spirito provinciale dell’accaparramento, ha dissipato ogni nostro dubbio sulle sorti della giustizia nella Città indolente. Con la velocità attuativa di Cesare –Venni, vidi, vinsiha dichiarato: non sto né con Cisterna né con Pignatone. È una di quelle frasi che potrebbero consegnare all’immortalità della storia se non indicasse che un ministro non può fare il contrario. Non può parteggiare, almeno fino a quando le carte non saranno scoperte. Le banalità non risparmiano nessuno. Ma ora e qui piace mettere in rilievo che l’umano Ministro della Giustizia, pensoso della condizione degli uomini e delle donne dietro le sbarre, si è recato ad Arghillà dove il dr. Paolino Quattrone, stella di primaria grandezza nel campo del rinnovamento capovolgente del sistema penitenziario, intendeva insediare – ma non solo per evitare il sovraffollamento- un carcere di tipo nuovo: senza ozio, padrone di tutti i vizi, senza promiscuità, regina di tutte le deviazioni, senza separazione totalizzante tra il modo di stare fuori e il modo di stare dentro. Ad Arghillà Nitto Palma ha parlato ai detenuti e, foderato dall’impegno finanziario dell’indebitato comune di Reggio Calabria, ha solennemente promesso che il carcere, impantanato – questo lo diciamo noi- dalla burocrazia della custodia, vedrà presto la sua relizzazione: nel 2012. Non una parola di più, non una parola di meno. Non una parola per ricordare a chi lo avesse dimenticato che quell’incompiuto carcere, svettante per la sua novità e per la sua modernità, è stato ideato e voluto dal dr. Paolino Quattrone, l’ irraggiungibile provveditore regionale dell'Amministrazione penitenziaria della Calabria, caduto nella lotta per il rinnovamento delle carceri e del sistema penitenziario. Paolino Quattrone ormai è di là. E di ciò che da noi accade poco cura. Non è un buon motivo per seppellirlo in un silenzio che gli stralunati direbbero assordante. Se lo fosse, Nitto Palma sarebbe già divenuto sordo. Un sordomuto. Un’ Eccellenza di Ministro di cui la Repubblica delle banane può menare gloria.

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PARCO SOLARE SUD

Primi in Europa, cancellati in Calabria PER FORTUNA, NÉ LE IDEE NÉ I CONCORSI INTERNAZIONALI D’IDEE CAMMINANO SUI TRAMPOLI DEL DR. GIUSEPPE SCOPELLITI, BUONI PER IL CIRCO TOGNI, NON PER BATTERE LE STRADE D’UNA NUOVA CALABRIA. ED È COSÌ IL PARCO SOLARE SUD VINCE IL BRONZO HOLCIM AWARD RODERIGO DI CASTIGLIA Si era nel 2007 nella fase di demolizione del tratto autostrdale Bagnara- Scilla. Uno scempio. Un esempio da manuale di “distruzione creativa”, secondo la maginfica espressione dell’economista austriaco Joseph Scumpeter. Ma, poiché dal male può venire il bene, Michelangelo Tripodi, che nel tempo funesto della Giunta Loiero era Assessore all’Urbanistica, ebbe l’idea di centrare, proprio là, una centrale d’energia elettrica, un Parco solare. In modo da trasformare una fonte di inquinamento in una leva di energia rinnovabile. Ma una idea, per quanto elevata, è sempre un’idea, che non si tocca con la realtà, se lasciata allo stato puro. Sicché l’Assessore Tripodi, per declinarla verso la concretezza, lancia il Concorso internazionale Parco Solare Sud “‘ aperto a tutti (studenti e professionisti, ingegneri e archi-

IL CONCORSO

Tripodi aveva lanciato il Concorso Parco Solare Sud nei tratti autostradali tra Scilla e Bagnara

tetti, scienziati e artisti) ” con “ l’o- come fortemente richiesto dalle tarre la creatività della Calabria, al biettivo di stimolare e convogliare comunità dell’area; riutilizzare le Concorso internazionale d’idee idee concrete e rivoluzionarie da carreggiate di cantiere aperte per i Parco solare Sud non dedica neppuconiugare con la proposta di riuso lavori di ammodernamento dell’au- re una frazione infinitesimale della dei tratti autostradali tra Scilla e tostrada quali piste per raggiungere sua attenzione. Ma per fortuna né Bagnara in dismissione, partendo i bellissimi pendi che si presentano le idee né i concorsi i internazionali da un’idea base che propone di all’arrivo nel tratto tra Bagnara e d’idee camminano sui suoi trampodestinare una corsia per la creazio- Scilla e così rivitalizzare l’agricoltu- li, buoni per il Circo Togni, non per ne di uno spazio di sperimentazione ra tipica della zona ed incrementare le nuove vie che la Calabria dovrebper la produzione di energia da percorsi turistico-naturalistici” : così be intraprendere. Avviene allora fonti rinnovabili, la ricerca e succes- precisava una nota dell’Ufficio che, a sua insaputa, il progetto siva applicazione di nuove tecnolo- Stampa della Giunta regionale del Parco Solare Sud-L’Autostrada gie sostenibili e l’avvio di misure 28 dicembre 2008. Solare per il riuso dei tratti stradali d’integrazione dello stesso Parco Passa il tempo. Il Governatore, che in dismissione tra Scilla e Bagnara con il territorio, attraverso azioni di non ha buona memoria o forse ce dell’autostrada A3 Salerno-Reggio fruizione e valorizzazione del pae- l’ ha ottima quando si tratta di sabo- Calabria, realizzato su una proposaggio; riutilizzare l’alsta dell’ex Assessore tra corsia come alterall’Urbanistica nativa all’attuale Michelangelo Tripodi, Statale 18 obsoleta e giunge vincitore in fragile, per cercare di Europa- terzo premiogarantire migliori colsu oltre 6mila progetti * Gli Holcim Awards sono finalizzati alla ricerca di legamenti tra i centri di 146 paesi diversi, progetti innovativi, concreti e orientati al futuro nel di Scilla e Bagnara, partecipanti al concorsettore delle costruzioni sostenibili. Il concorso è gestito in collaborazione con rinomati istituti universitari partner: Politecnico federale svizzero di Zurigo (ETH Zurich), Svizzera; Massachusetts Institute of Technology (MIT) a Cambridge, MA, USA; Universidad Iberoamericana (UIA) a Città del Messico, Messico; Ecole Supérieure d’Architecture de Casablanca (EAC), Marocco; Indian Institute of Technology (IIT Bombay) a Mumbai, India; Tongji University a Shanghai, Cina; Universidade de São Paulo (USP), Brasile; e University of the Witwatersrand (Wits) a Johannesburg, Sudafrica.

Gli Holcim Awards

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so più importante del mondo per la sostenibilità. Meritandosi l’Holcim Awards * Bronze e 25mila dollari. Per la cronaca e per la storia il progetto Parco Solare Sud è stato realizzato dagli gli architetti francesi Philippe Rizzotti e Samuel Nageotte per essere stati capacidice la Giurìa internazionale- di un progetto che converte in “villaggio verticale” i detti viadotti reggini dismessi. Primi in Europa, cancellati in Calabria dal Governatore, che avrebbe gradito colà una discarica sarebbe . Per questo la notizia della vittoria, data a Milano il 16 settembre ultimo scorso, è stata rigorosamente taciuta. In prolungamento, il Gran Governatore non ha ritenuto accreditare ai membri della Commissione un dovuto gettone di presenza pari 1000 euro.

LA CONTRAMMINA

Il Governatore tra Scilla e Bagnara avrebbe gradito una discarica ? Per questo ha usato la scolorina?

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Si aprono le scommesse Giovanni Nucera, all'indomani della riunione dei Consigli comunali a Siderno, lancia a se stesso e alla sua giunta una scommessa sul “Decreto Locride”, sul modello del “Decreto Reggio”. Investire nella Locride è diventato proprio un gioco d'azzardo.

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L’editoriale BRUNO GEMELLI

Ragazzo scappa finché sei in tempo. La Calabria spopola. Il nuovo censimento sarà l'ennesimo calice amaro che berremo. Fuggono i giovani, i cervelli, in qualunque luogo dove c'è uno straccio di reddito precario. I 1.500 licenziamenti di Phonemedia rappresentano plasticamente l'ultima truffa dei politici. Assunti dai call center, succhiato il voto clientelare, e sbattuti fuori appena è finito l'ammortizzatore sociale. Il Sud Italia non è, evidentemente, un paese per giovani. Una volta si emigrava con il treno e la valigia di cartone, oggi invece con aereo e i-pad ma la morale è sempre quella: per lavorare e vivere a livelli accettabili bisogna emigrare. Si riprende la via del Nord. Una partenza su tre (33.800) riguarda la Campania, 23.700 provengono dalla Sicilia, 19.600 dalla

lavoro italiano. Nel Mezzogiorno la perdita di lavoro si trasforma solo in minima parte in ricerca di nuova occupazione. Rispetto all'anno precedente, i disoccupati sono aumentati più al Centro-Nord (+9,4%) che al Sud (+6,6%) dove la Sicilia è al primo posto con un tasso del 14,7%, seguita dalla Sardegna (14,1%) e dalla Campania (14%). In valori assoluti i disoccupati sono incrementati di 59.300 unità nel Mezzogiorno, di cui 18.500 in Campania e 12.600 in Puglia. Tuttavia, considerando la componente formata dai disoccupati impliciti, coloro cioè che non hanno cercato lavoro nei sei mesi precedenti l'indagine, il tasso di disoccupazione effettivo nel CentroNord supererebbe la soglia del 10% e al Sud raddoppierebbe, passando nel 2010 dal 13,4% al 25,3%. Tra il 2003 e il 2010 gli inattivi in età da lavoro sono cresciuti nel mezzogiorno di oltre 750 mila unità. Sebastiano Caffo, presidente dei giovani di Confindustria della

RAGAZZO SCAPPA

Puglia, 14.200 dalla Calabria. La meta più ambita è la Lombardia che ha attratto nel 2009 quasi un migrante su quattro. Per Abruzzo, Molise e Campania la prima regione resta il Lazio. A livello locale, le perdite più forti si sono registrate a Napoli (-108mila), Palermo (-29mila), Bari e Caserta (-15mila), Catania e Foggia (-10mila). Colpiti anche Torre del Greco (-19mila), Nola e Aversa (11mila), Taranto (-13mila). La fotografia impietosa ce l'ha fornita il consueto rapporto Svimez. Nel suo dossier 2011 ha lanciato l'allarme: «Il Sud Italia è in recessione, continua a crescere meno del resto del Paese, risente di una disoccupazione reale del 25% e corre il rischio di un vero e proprio tsunami demografico». Lo scenario è preoccupante. Nel 2010 gli occupati in Italia sono stati 22 milioni 872mila unità, 153mila in meno rispetto al 2009, di cui

86.600 nel solo Mezzogiorno. Ma la vera e propria emergenza è tra i giovani. Nel Sud, il tasso di occupazione giovanile (15-34 anni) è giunto nel 2010 ad appena il 31,7% (nel 2009 era del 33,3%): praticamente nel mezzogiorno lavora meno di un giovane su tre. Per quanto riguarda le giovani donne, si registra un tasso del 23,3%, 25 punti in meno rispetto al Nord del Paese (56,5%). Sembra che la «debolezza» sul mercato del lavoro, strettamente connessa, in tutto il Paese, alla

«condizione giovanile», al Sud si protragga ben oltre l'età in cui ragionevolmente si può parlare di giovani. Dalla fuga dei cervelli (brain drain), si è ormai passati allo spreco di cervelli (brain easte), ovvero ad una condizione per cui dimensioni enormi di capitale umano formato sono sottoutilizzate. Nel 2010 il tasso di disoccupazione registrato ufficialmente è stato del 13,4% al Sud e del 6,4% al CentroNord, dati che evidenziano lo squilibrio strutturale che tuttora permane nel mercato del

Calabria dal 2010 e da giugno 2011 alla guida dei Giovani industriali del Mezzogiorno, ha commentato, con Labitalia, i dati sulla crisi del Mezzogiorno contenuti nel Rapporto Svimez 2011. affermando: «Questo rapporto della Svimez ha confermato quella che è la situazione reale che noi industriali viviamo ogni giorno, e che si percepisce in tutto il Meridione. L'emigrazione e la disoccupazione giovanile sono problemi che hanno vissuto i nostri padri e i nostri nonni. Non sono problemi d'oggi, solo che fino a questo momento nessuno è riuscito ad arginare questa situazione e con la crisi in atto si sta aggravando sempre di più». Un rapporto - continua Caffo - «che sottolinea il rischio di estinzione dell'industria (quel poco che era rimasta n.d.r.) e di tsunami demografico per il Mezzogiorno, che conta solo un giovane su 3 al lavoro». Ragazzo, scappa se puoi.

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RICCARDO RITORTO “…necessità di fare squadra in maniera unitaria per accrescere il dialogo con le autorità politiche , con l'auspicio che tutto ciò si trasformi in provvedimenti in grado di affrontare e migliorare le condizioni di vita nella Locride.”

MONS. GIUSEPPE MOROSINI “Auspicavo questa compattezza e questa unione ...Solo camminando su questa strada potrà venire fuori la soluzione giusta per questa terra…l'entusiasmo che abbiamo oggi non deve finire…”.

PIETRO CRINÒ “…importante punto di partenza, nato dal lavoro di un anno con tutti i rappresentanti istituzionali, dove la priorità per la Locride è un progetto per lo sviluppo del comprensorio basato sul confronto continuo…”.

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I CI SCRIVE IL PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE DEI SINDACI DELLA LOCRIDE

AMMENDOLIA: AVANTI TUTTA ILARIO AMMENDOLIA C’è un tempo per riflettere! C’è un tempo per lottare! C’è un tempo per pensare e proporre.La riunione dei consigli comunali della Locride è stata un momento di seria riflessione e di composta proposta. Riflessione sul prezzo che questa nostra Terra ha pagato per la sua incapacità di unirsi . Proposta forte da cui scaturisce il : “progetto d’urto per la Locride”. Sulle macerie è inutile piangere, bisogna alzare la schiena e, con tutta la tenacia di cui siamo capaci, incominciare a risalire la china. Il progetto d’urto per la Locride è una cosa seria, molto seria perché nasce dalla consapevolezza che non è possibile chiedere fondi in un momento di grave crisi a meno che questi non servano a stimolare la crescita ed a migliorare la qualità della vita. Meno fondi a pioggia più destinati a creare sviluppo. L’emergenza rifiuti di questa estate ci ha dato una schiaffo di immagine, politico e morale che ci ricorderemo per tanto tempo. Mai più vorremmo vedere i nostri paesi sepolti dall’immondizia. Da questo bisogna partire! Ovviamente v’è l’urgenza della sanità, mentre

Modestissimi le risorse richieste. Meno, molto meno, di quanto alla Locride sarebbe toccato all’interno d’una equa ripartizione dei fondi nel piano per il Sud. le proposte complessive sono rintracciabili nel piano strategico di sviluppo già approvato dall’assemblea dei sindaci. Da queste considerazioni si divincola il progetto d’urto in sette punti i quali, come ognuno può constatare non fanno parte d’un libro di sogni , né d’un trattato di alta economia, né tanto meno si pensa che le proposte siano sacre ed immodificabili. Rappresentano solo una base di partenza per confrontarsi costruttivamente con le Istituzioni che operano sul territorio. Modestissimi le risorse richieste. Meno, molto meno, di quanto alla Locride sarebbe toccato all’interno d’una equa ripartizione dei fondi nel piano per il Sud. Questo progetto d’urto proporremo alla Provincia affinché lo sostenga e faccia la sua parte. Lo metteremo sul tavolo della concertazione con governo regionale. Lo esporremo , se ci sarà data l’opportunità, ai Presidenti dei due rami del Parlamento ed al Presidente della Repubblica on Giorgio Napolitano. Il progetto d’urto modificherebbe alla radice la faccia della Locride perché non si tratta d’una strada, d’una fognatura per quante importanti queste siano, ma di un progetto che ci consentirebbe di camminare con le nostre gambe e di coniugare ambiente, innovazione, produzione, sviluppo, occupazione. Per avere successo non bastano nè i 42 sindaci, né i consigli comunali. Dalla crisi si può uscire mettendoci tutti insieme e impegnandoci con tutta la passione di cui siamo capaci , credendo in un nuovo modo di fare politica, di essere comunità, di produrre, di stare insieme.

i punti del

progetto d’urto

per la Locride

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Decreto Locride

La Regione finanzi tutti i Comuni ad attuare la raccolta differenziata. I fondi ci sono. Si prenda come cifra standard per abitante la quota data , giustamente ed opportunamente, al Comune di Roccella, a patto che in ogni Comune attui una attenta raccolta “porta a porta”. Realizzazione di tre aree industriali e tre zone “pip” (piani insediamenti produttivi) dislocate nelle diverse zone della Locride. (Nord, centro e sud)Le tre aree dovrebbero essere fornite di minicentrali di 0,9 Mgw ( soglia entro cui si richiede solo l’autorizzazione del sindaco) e funzionare con energia proveniente da bio masse, in modo da produrre energia a basso costo. Cessione, a prezzo meramente simbolico, delle aree industriali e delle aree pip, a società, imprese o cooperative che operano nel settore del riciclaggio dei rifiuti in modo da lavorare carta, vetro, plastica, metalli, ingombranti provenienti dalla raccolta differenziata. La cessione di aree potrebbe avvenire anche per attività che mirano a valorizzare altre risorse del territorio. Assunzione “ a progetto triennale” per un numero di operai pari al 20% di quanti sono stati pensionati dalla “forestazione” negli ultimi dieci anni.. Tecnici, periti agrari, operai da utilizzare per la preservazione e l’estensione delle aree boschive e per fornire le minicentrali del combustibile necessario. Riproposizione del bando provinciale per il rifacimento della facciate nei centri storici a carico dei singoli proprietari attraverso prestiti bancari a costo zero. Legge sulle case abbandonate e sulle terre incolte e malcoltivate.

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Locride SIDERNO |CONSIGLIO COMUNALE

IL BUONISMO MALEVOLO DI PANETTA l piatto forte di questo Consiglio: mutui per la realizzazione della piscina coperta e palestra in località Cerchietto . Il fuoco cova sotto la cenere ed è su queto tema che le fiamme incendiano maggioranza e opposizione. Senza esclusione di colpi e di colpe. E sul mutuo richiesto per la ormai famigerata piscina il sindaco Riccrdo Ritorto ha buon gioco nel ricordare che la pratica ebbe inizio dall'Amministrazione Panetta. Si può ora rinunciare, a mutuo concesso? Sembra ragionevolmente di no. Ma irragionevolmente il consigliere Panetta rimangia se stesso e vota contro per un calcolo ragionieristico. In altre parole, nell’epoca in cui era Re, il costo previsto per tale operazione era uguale a zero, e la fideiussione

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L’intervista *Anna Maria Romeo e il rinascente Partito Socialista Italiano

SIDERNO, BEL SOL DELL’AVVENIRE PASQUINO CRUPI Anna Maria Romeo, avvocata, piglio anticonformisa, importante quadro dirigente socialista, bastian contrario, non ha deposto la speranza d’una rinascita del glorioso Partito Socialista Italiano. La sua lunga milizia s’era interrotta… “ Nel 2006. Non c’erano più le condizioni per la continuità del mio impegno politico. Troppo pragmatismo”. Lei faceva parte del gruppo dirigente? “ Si, ero in tutti gli organismi: locali, provinciali, regionali e nazionali dello SDI. Così si chiamava il Partito. Adesso abbiamo ripreso il nome storico: Ritorto e Panetta, Il Sindaco e l’Oppositore. Gioco di parti o Morra? Partito Socialista Italiano. Sulla tessera c’ è la testa di Garibaldi”. venne dall’amministrazione di Alessandro concudere: ma quale buoinismo! Infatti, Mi punge un ricordo . Garibaldi fu anche Figliomeni, che, secondo le vestali del dai banchi del Consiglio comunale nasce l’emblema del Fronte democratico popolare nelle tempo corrente, sempre pronte a scostare la prodigiosa creatura del buonismo elezioni dell’aprile 1948. Evidentemente, non il fuoco da loro, è diventato il parafulmine malevolo. Autore Mimmo Panetta. Cose avete paura dei cattivi ricordi. E, poi, ora di tutti i guai. Insomma, non c’è pace. E mai viste , come quelle che si vedono per Garibaldi non è affatto popolare. Che fate? Riccardo Ritorto deve malincoincamente mani. Dice un consigliere. Andate in controtendenza? “ Per nulla. Penso che la scelta sia dovuta al fatto che si celebrano i 150anni dell’unità d’Italia. E, quindi, i dirigenti nazionali hanno ritenuto di dedicare la tessera a Garibaldi…”. Il quale non era certamente un nemico del Mezzogiorno. Ma a proposito di Mezzogiorno. Non trovo una dose sufficiente di meridionalismo in nessun partito. Non ho stupore per il PDL. Ma mi stupisco per i partiti della Sinistra storica . Il Partito, che riparte , ha come punto centrale del programma la questione meridionale ? “ Io spero di si, ma adesso dobbiamo concentrarci sull’ organizzazione del partito, ancora in divenire. La fiammella è stata accesa . Il cammino è lungo e difficile. Siamo in una fase embrionale di ricostruzione e riorganizzazione. Nel 2008 c’e stato il diluvio: nessuna rappresentanza in Parlamento, pochi i consiglieri regionali, in Calabria nessuno. Sono venuti meno i sostegni economici. Siamo stati cancellati dalla grande stampa e della TV . Ad esempio, Nencini, il nostro segretario nazionale, non riesce a farsi spazio, non ha visibilità” . Bene, Ma riorganizzare significa anche riunificare. Farete un appello a tutti i socialisti,dovunque siano collocati? “Non si può essere socialisti e, nel contempo, appoggiare questo governo di centrodestra, che ha ammazzato l’Italia, il Mezzogiorno, la Calabria specialmente. Il socialismo è una filosofia di vita, è un modo di essere, che avvicina l’uomo ai deboli e a tutte quelle frange della società, che sono indifese ed umiliate. Le nostre istanze, nel quadro costituzionale, sono collocate nel centrosinistra e l’appello è rivolto a tutti coloro che si riconoscono in questi ideali. Che fare, come Lei sa, è un interrogativo permanente. Lo ripropongo: che farete in provincia di Reggio? “ Stiamo già facendo. Entro il 30 settembre i chiudiamo un primo tesseramento 2011 che ci consentirà di andare ai congressi di zona e provinciale per fare gli organismi “ Quanti tesserati avete? “Allo stato non sappiamo. Sappiamo, però, che oggi è difficilissimo fare le tessere”. Perché si tratta di far rinascere il partito socialista oppure i conti vanno fatti con il rifiuto vastissimo della politica? “Siamo un partito debole, e i deboli non sono amati da nessuno. Ma non c’ è dubbio che c’è una indignazione generale contro la politica , uno sconforto generale. Noto anche una certa paura di schierarsi”. Siderno, bel sol d’amore. Fu anche sol dell’ avvenire. Per questo ripartite da Siderno ? “Ad essere precisi. Ripartiamo da tutti i luoghi in cui è possibile ricostituire il Partito Socialista Italiano. Qui a Siderno non partiamo da zero. Questa è terra in cui i socialisti hanno contribuito a fare la storia del socialismo. Abbiamo nelle nostre fila i figli delle famiglie storiche del socialismo sidernese. E i propositi bellicosi del rinascente Partito Socialista per Siderno? “Ridare un ruolo a Siderno , reso un deserto. Bisogna darlo perché non c’è più niente. Prima c’era l’ACI, l’ ETR, l’ ospedale, una stazione importante dove adesso si fermano pochi treni. Morta l’economia, moribondo il turismo, tanto acclamato ed, invece, privo anche di strutture alberghiere, che tanti anni fa esistevano e oggi non ci sono più”. E voi socialisti ? “ Primum vivere, poi il resto. Mi auguro che ci siano nuovi tesserati, che rinasca la Sezione socialista del bel tempo. Con manifestazioni a tema vogliamo rendere visibile credibile il il nostro progetto, chi siamo e dove vogliamo arrivare . Iniziare a rivivere. Con le grandi idee del Socialismo italiano”.

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Provincia LE COLONNE DI ERCOLE

Gioiosa Marina e il torrone più corto Mazzarino 695 - Gioiosa Marina 458. Da pochi giorni il paese in provincia di Caltanissetta ha il torrone più lungo del mondo e per ottenerlo oltre cento “torronari” hanno impastato quasi una tonnellata e mezzo di mandorle con un'equivalente di zucchero. Sedici ore di lavoro ininterrotto sono bastate per staccare di 35 metri l'ultima impresa pasticcera di Agrigento e di ben 237 metri la nostra Gioiosa Marina. Ora la piazza locridea del sempre più insostituibile Marcello Fazzolari, dovrà rimboccarsi le maniche e faticare. Battere il nuovo guinness sarà impresa ardua per almeno due motivi. Da un lato il commissariamento a cui è sottoposta la capitale turistica della Locride mira a ben altro tipo d'imprese su terreni meno dolci e dall'altro, anche se Grotteria intendesse dare una mano, il Ponte sul Torbido sarebbe molto stretto anche per l'allungo di una salsiccia magra in cerca di gloria e notaio. Be’, servirebbe un miracolo per la rimonta: Gasperini dell’Inter?

REGGIO CALABRIA

I MANICHINI MAGGIORATE olpiscono tutti, uomini e donne, bambini ed anziani. Chiunque capiti di passarci davanti tende ad assumere un’espressione a metà tra imbarazzo e sconcerto. Le vedi, aggrotti la fronte o, se ne sei capace, inarchi un sopracciglio, controlli attorno nella speranza che nessuno abbia visto che hai guardato, e poi torni a guardare. Perché è più forte di te: manichini così sexy e prorompenti non ne hai mai visti. Siamo a Reggio Calabria, sul Corso Garibaldi, a metà tra il teatro e il duomo. Il nome del negozio è tutto un programma, diciamo che si “burla” di te! “La raffinata arte della seduzione” sarebbe il sottotitolo, anche se di raffinato si vede ben poco. Davanti a te un manichino che si rifà alle misure di Cristina del Basso, ex concorrente famosa del Grande Fratello. Di fronte a cotanta mercanzia, noi, che qualora la natura fosse stata benigna, potremmo definirci “normotette” cosa dovremmo pensare? E così dopo i manichini taglia 40, che incitano all’anoressia, ecco i nuovi manichini maggiorate che istigano alla chirurgia. Maria Giovanna Cogliandro

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l sogno di Enzo Mirigliani è “La lunga estate Sogno di in Calabria”, un progetto ricco di eventi da aprile a novembre e il concorso di Miss Italia una notte la ciliegina. di Mirigliani verso la Calabria è immendi mezza estate L'amore so, “La Calabria è una miniera, io vi farò arriva-

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re i cercatori d'oro, il mio desiderio è restare per sempre qui: al nord è anche triste morire”. Il sogno inizia a diventare realtà tanto che nel 1972 e 1973 il concorso di Miss Italia è ospitato in Calabria, presso l'Hotel 501 di Vibo, nel '74 viene trasferito a Reggio Calabria presso il Lido Comunale, questa di Reggio per Mirigliani rimarrà “la migliore edizione di tutti i concorsi di Miss Italia”. Dopo una breve pausa, nel 1976, ritorna in Calabria lungo la Riviera dei Cedri. Il progetto sembra attecchire tanto che il Patron promuove altri eventi di grande rilievo. Nel 1977,l’assessore regionale al turismo Segio Scarpino fa svanire il sogno, Mirigliani riparte verso il nord portandosi una spina che non si toglierà mai dal cuore, anche se la vera perdita è a danno del popolo calabrese che ha così visto sfumare una grande occasione. Si fondono così le vicende degli amanti della terra d'origine e dei politici, questi ultimi pur partecipano alle vicende in maniera silenziosa ne ENZO MIRIGLIANI influenzano e conducono il gioco. Ma chissà se un giorno…Come il sonno porta i sogni…

Riace SAN COSMA E DAMIANO UN ANNO DIFFICILE an Cosma e Damiano a Riace con quella di San Rocco a Gioiosa Superiore e “le Madonne” di Portosalvo a Siderno e della Montagna a Polsi, rappresentano per i fedeli della Locride le tre feste reliogiose di maggior richiamo. Nonostante il maltempo, il pellegrinaggio a Riace anche quest’anno è stato bibblico. I devoti einsieme alle loro famiglie però hanno incontrato molte difficoltà a raggiungere il santuario di Riace. Ci è stata segnalata l’assoluta inefficienza di collegamenti tra la marina e il centro storico. Noi lo registriamo lasciando già da oggi lo spazio per un eventuale smentita da parte del comitato organizzatore.

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IL PD DENUNCIA

REGGIO: IL GRIDO DI DOLORE DI UNA CITTÀ SOFFERENTE l PD reggino condivide il grido di dolore lanciato in questi giorni da numerose forze economiche, produttive e sociali cittadine, stremate, tutte, da una situazione non più sostenibile. La nostra città vive, infatti, una crisi senza precedenti. Tutti i settori e gli ambiti di attività, pubbliche o private, conoscono difficoltà oramai insormontabili. Agli effetti di scelte governative penalizzanti ed antimeridionali operate negli anni da Berlusconi e di un federalismo a la carte particolarmente punitivo verso il Sud, si sommano le conseguenze devastanti di un “modello” amministrativo locale autoincensatore benchè palesemente fallimentare. Le casse perennemente vuote, il fermo della burocrazia comunale, gli zero inve-

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stimenti in opere pubbliche, la scomparsa ed il blocco degli strumenti di pianificazione urbanistica e della mobilità. Lo affermano in questi giorni, con toni giustamente allarmati, l’Associazione dei Costruttori, l’Unione dei Piccoli Proprietari, gli operatori del Terzo Settore, i dipendenti di Leonia, Multiservizi e Acquereggine, il Comitato degli Ordini Professionali: forze fondamentali e spina dorsale produttiva e sociale di Reggio. Il PD, ben consapevole della gravità della situazione, aveva già espresso la propria preoccupazione, ricevendo in cambio dal centro destra attacchi personali e sberleffi, risposte nel merito mai. Tuttavia, la fotografia odierna conferma, purtroppo, le nostre denunce ed i nostri allarmi. Se, anziché pensare a costruire ed alimentare la ragnatela del potere e le carriere personali a discapito degli interessi generali della collettività, gli amministratori e la classe politica del centro destra in questi anni si fossero fermati per un attimo ed agito con ponderazione, oggi probabilmente la città non sarebbe ridotta in queste condizioni. Ad ogni modo, a noi interessa l’individuazione di una possibile via d’uscita per Reggio, ribadendo ancora la disponibilità a ricercare e condividere soluzioni ed ini-

ziative, responsabilmente nell’esclusivo interesse dei reggini e del loro futuro. Per fare questo non si può sfuggire dalla necessaria ricerca della verità: entità della mole debitoria del Comune in primis. Negare non serve, basta ipocrisie e falsità, basta tavoli tecnici e piani di rientro annunciati, mai sostenuti e, come sarà presto evidente, poco sostenibili. Oramai è chiaro a tutti che la strada a tutt’oggi perseguita appartiene ad una improvvida tattica del rinvio, che non fa altro se non acuire ed aggravare i problemi. Gli annunci ad effetto non bastano più, né si può pretendere di fare le nozze con i fichi secchi. Le imprese hanno bisogno di certezze, i lavoratori degli stipendi ogni mese, le cooperative delle spettanze arretrate, i professionisti di vedere saldate le loro parcelle. Facciamo appello alla città intera, ai diversi livelli di responsabilità istituzionale e politica, ai singoli ed alle associazioni. Occorre esigere un’operazione verità per fare uscire Reggio dalle sabbie mobili nelle quali è stata precipitata e far ripartire la programmazione del suo futuro. Il tempo degli slogan è finito, il prezzo del “modello” lo stiamo già pagando, la città ha bisogno di rialzarsi. PARTITO DEMOCRATICO REGGINO

IL DITO NELL’OCCHIO*

PIETRO, ILARIO E SILVIO Casignana, tutta Casignana è all'erta quando c'è seduta del Consiglio comunale. Più che il sindaco, dr. Pietro Crinò, c'è attesa per il cugino oppositore, Mustaca. Che, sempre provocatorio, dialetticamente provocatorio, è stato così rimbeccato dal Primo Cittadino nella tornata consiliare del 29 settembre: “ Io sono il migliore tra i 42 sindaci della Locride”. Dovrebbe intendersi con Ilario Ammendolìa. Comunque, meglio e più sotto di Silvio Berlusconi , che pretese di essere il migliore dei Presidenti del Consiglio da Cavour a Prodi. * Esce ogni tanto.

Piero Cusato, jazz, inventiva e passione CRISTINA BRIGUGLIO

a spiazzato tutti con la sua morte, improvvisa e inaspettata a soli cinquanta anni, così come spiazzava sempre ogni sua nuova composizione, ogni nuova invenzione. E’ già passato un anno dalla scomparsa del musicista Piero Cusato, compositore, tastierista, antropologo musicale, studioso di musica e artista innovatore, sostenitore del protocollo MIDI fin dai suoi esordi, (il protocollo standard per l’interazione degli strumenti musicali elettronici, anche tramite un computer). E’ stato tra i primi collaboratori dell’Associazione Culturale Jonica, socio fondatore della PIERO CUSATO SMAC2 (Società Meridionale Autori Compositori Contemporanei), collaboratore del Centro Radiotelevisivo dell’Università della Calabria, dell’ISMEZ (Istituto Nazionale per lo Sviluppo Musicale del Mezzogiorno). Ha introdotto lo studio del jazz al Conservatorio di Musica “F. Torrenfranca” di Vibo Valentia, dove ha insegnato Storia della musica jazz fino al 2009. Ha diretto, per più di vent’anni, orchestre di musica jazz e contemporanea e, in varie formazioni, ha effettuato concerti in Europa e in America, ha tenuto seminari in varie Università d’Italia, ma non ha mai voluto allontanarsi troppo dalla sua Siderno. Restare al Sud soprattutto per un musicista, e` una scelta coraggiosa, una scelta che non ha impedito all’eclettico Piero Cusato di dimostrare il proprio valore artistico al suo pubblico, ai suoi studenti e a quanti l’hanno conosciuto.

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Una certosa tra gli abeti SHARO GAMBINO*

mpenetrabile e selvaggia, la millenaria foresta ospitava i daini e le istrici insieme a gran copia di martore, tassi, faine, lepri, e nei corsi d’acqua la lontra e le trote rugginose e saporite; ma c’erano anche i lupi famelici e i cinghiali selvatici (uno alla volta li sterminarono, li cancellarono addirittura dalla memoria della gente; ed ora, rinsaviti, li vanno riportando perché, protetti da severe leggi, ripopolino; ma lo sterminio è ripreso e va avanti veloce, ché i pronipoti di Nembrotte non hanno mutato né pelo né vizio ed imbracciano per di più, armi sicure nel centrare, con pallottole micidiali, il bersaglio ad enorme distanza). La montagna faceva paura. Per questo, fino al XVII secolo non s’ha memoria di intellettuali (scrittori, studiosi, scienziati…) saliti fino a questi novecento e passa –ma a Pietraspada sono 1342- anche perché le piste tracciate dalla consuetudine del piede umano (strade in Calabria non ne esistevano dai tempi di Roma, ed anche città come Catanzaro, Cosenza...

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Il Papa in Calabria

Il pastore tedesco nell’ovile del connazionale San Bruno PASQUINO CRUPI

l buon candido vecchio, Joseph Ratzinger, papa Benedetto XVI, s’accinge a scendere in Calabria. Parlerà urbi et orbi a Lamezia e poi il Pastore tedesco- poiché anche un papa soffre di municipalismo sentimentale- chiudendo una nostalgia lontana, si ricondurrà con il corpo e con l’’anima alla Certosa del connazionale Bruno di Colonia, che primo demolì il dogma granitico d’una Calabria, impervia, aspra, inculta, dimenticata da Dio e dagli uomini. Scrisse, infatti dalle Serre a Rodolfo il Verde, prevosto di Reims: “In territorio di Calabria, con dei fratelli religiosi, alcuni dei quali molto colti, che, in una perseverante vigilanza divina attendono il ritorno del loro Signore per aprirgli subito appena bussa, io abito in un eremo abbastanza lontano, da tutti i lati, dalle abitazioni degli uomini. Della sua amenità, del suo clima mite e sano, della pianura vasta e piacevole che si

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IN EVIDENZA La scrittura rubra di Bruno di Colonia ha fatto posto alla scrittura nigra delle classi dominanti, succursali del potere politico centrale, che prima ha creato le condizioni per il consolidamento della ‘ndrangheta e poi l’ ha strumentalizzata per rendere deserta di investimenti produttivi la Calabria, che rappresanta, come quello del Cristo, il costato più dolorante della questione meridionale. estende per lungo tratto tra i monti, con le sue verdeggianti praterie e i suoi floridi pascoli, che cosa potrei dirti in maniera adeguata? Chi descriverà in modo conso-

no l’aspetto delle colline che dolcemente si vanno innalzando da tutte le parti, il recesso delle ombrose valli, con la piacevole ricchezza di fiumi, di ruscelli e di sorgenti? Né mancano orti irrigati, né alberi da frutto svariati e fertili”. Chiaro o no? Non è felice la nostra terra, o Santo Padre! La scrittura rubra di Bruno di Colonia ha fatto posto alla scrittura nigra delle classi dominanti, succursali del potere politico centrale, che prima ha creato le condizioni per il consolidamento della criminalità organizzata e poi l’ ha strumentalizzata per rendere deserta di investimenti produttivi la Calabria, che rappresanta, come quello del Cristo, il costato più dolorante della questione meridionale. Non c’è un comparto delle manifestazioni totali della vita calabrese che non manifesti la sua inferiorità rispetto all’Italia del Nord: economia, servizi, cultura, classe politica, stampa. Non è una novità. È, piuttosto, una ripetizione. Continua nella pagina successiva

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La serata

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Premio

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Il Pastore tedesco verso l’ovile del connazionale San Bruno IN EVIDENZA

Santo Padre, non è felice la nostra terra. Rendetela meno infelice, cioé meno inferiore. Fate sì che la questione religiosa non sia più questione meridionale.

a è una novità, forse una rivelazione, per dirla con teologica parola, che qui, da noi, tutto è questione meridionale. È questione meridionale anche la questione religiosa . Come a dire : una inferiorità del popolo calabrese pure sul piano della fede . Non perché non creda, ma per come crede. Non perché non prega, ma per come prega. Non perché non onori i santi, ma per come li onora. Soprattutto la Madre mediterranea di Nostro Signore Gesù Cristo. La nostra terra santa- quella in cui si innestano da secoli i monasteri- è sotto processo , ed è fatta ospizio di mala gente, di gente dedita al delitto, alla rapina, al traffico di droga e d’armi. Non i nemici della Chiesa, ma i più nomati preti sono in prima fila in questa campagna, che, se Gesù Cristo non fosse stato indeciso alla risposta, si potrebbe dire che offende la verità , e, in ogni caso, offende il sentimento piagato delle nostre madri che, per esempio, videro nel santuario della Madonna di Polsi il luogo in cui la loro disperazione sociale si placava in speranza. Non so se le Madonne sudano, ma sono certo che la Madonna di Polsi , trasposta da qualche tempo indegnamente a Madonna della ‘ndrangheta, trasudò delle loro lacrime, pure come ostie consacrate. C’è un vescovo che vuole purificare l’aria di Polsi. Santo Padre, non ho finito. Per lunga pezza, in proposito dei pellegrini e delle pellegrine calabresi, a piedi nudi verso il tempio della loro consolazione, a lingua strisciante verso l’altare , ingombrato dalle richieste di grazia, i teologi togati parlarono di cristianesimo spurio, di paganesimo religioso delle genti meridionali e del popolo calabrese. Poi i teologi togati dovettero battere in ritirata. La teologia si fece mansueta, mte, misericordiosa. Furono tolte le manette alla fede. Necessario era pregare, non pregare secondo il catechismo. Insomma, si riconobbero l’autenticità e la profondità della religiosità popolare.

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Una certosa tra gli abeti SEGUE DA PAGINA 17 eggio, o Monteleone e Crotone e via dicendo erano legate tra loro da viottoli) erano infestate da briganti e ladroni che se sorprendevano un viandante, anche povero come loro, te lo spogliavano come un bruco, gli rubavano pure l’aria nello stomaco e ben per lui se in quella avventura non ci rimetteva la cute. Ci venne per primo –almeno a memoria di carta scritta- l’abate romano Giovanni Battista Pacichelli, scrittore erudito. Giramondo (globetrotter, diremmo oggi che ci siamo inglesizzati) per farsi esperienza e cultura, e lasciò pagine che a leggerle ora hanno sapore di favola, per la testimonianza diretta che offrono, per conoscere quel che era la Certosa prima che il terremoto del 1783 la danneggiasse gravemente: un monumentale complesso di pietre, marmi, con cappelle e sale innumerevoli, splendide di cristalli e rami ed ottoni, con quadri alle pareti e statue nelle nicchie e luccicore di ori e argenti… Prima del dotto ecclesiastico, un grande in assoluto aveva sogna-

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E che cosa sta di nuovo succedendo? Ritorna la crociata contro il cristianesimo spurio, che si realizzerebe nel modo come il popolo prega : invocando. Come festeggia i suoi santi: con canti e il ballo della tarantella. E intanto il Diavolo cela le sue corna nelle processioni, infettandole di presenze ndranghetistiche. Anche le processioni- non solo il mercato del pesce e gli ipermercati- vanno purificate. E gettato l’olio santo sule spalle dei portatori delle stature della Madona di Polsi,della Madonna della Consolazione a Reggio Calabria, Della Madonna di S. Onofrio. Ciò reclamano , o Santo Padre, alcuni vescovi, ormai prigionieri dei crociati a mezzo stampa , e dei quali Ella- ci perdoni l’ardire- reca la responsabilità della nomina. Non sapevo davvero che certi vescovi , i quali, talvolta, non vedono la trave, riescono a scoprire gli aghi in un pagliaio, nelle processioni di massa. Ma, dopo tutto, non sono le pecorelle smarrite che il pastore non dico buono, ma almeno avide, dovrebbe ricondurre al gregge? Santo Padre, non è felice la nostra terra. Rendetela meno infelice, cioè meno inferiore. Fate sì che la questione religioa calabrese non sia più questione meridionale. E la prossima volta, se verrete da queste parti, salite all’umile chiesa campestre di Polsi dove le acque sorgive scrosciano il nome del vostro connazionale Bruno di Colonia. Forse ho peccato in superbia con le mie parole e la mia richiesta. Ma Voi , Santo Padre, non siete il servo dei servi di Dio? Voi che avete scritto il clamoroso saggio, Gesù di Nazaret? Dove, rifacendovi alla conclusione del Vangelo di Luca, scrivete che “ Gesù parte benedicendo “ (pag. 324) e che “benedicendo, tiene le sue mani stese su di noi” (pag. 324). Gesù partiva verso il cielo, Voi riprenderete il cammino verso Roma. Che siate benedetto se terrete stesse le vostre mani stese su di noi. Su queste nostre popolazioni che sembra non possono pregare senza essere incriminate. Pasquino Crupi

to di varcare quello stesso portone, ma non per una breve sosta, sibbene per un soggiorno che forse avrebbe potuto prolungarsi fino alla fine dei suoi giorni. Dico di Giovanni Boccaccio, che, travagliato nella tarda età da crisi spirituali e da problemi economici, ritrovandosi in Napoli aveva accolto con entusiasmo l’ospitalità offertagli da un suo ex compagno di gioventù, Nicolò da Monfalcone, il quale ora viveva in Calabria, eletto abate della comunità cistercense nelle cui mani era passata la Certosa, dovuta abbandonare dai primi proprietari in obbedienza ad una decisione del Pontefice Celestino III scaturita dalla decisione del capitolo generale certosino di tornare alla originaria povertà del loro Ordine (una vacanza che durò 322 anni, dal 1192 al 1514). Inspiegabilmente l’abate se ne partì solo e senza avviso; e l’autore del Decameron gli aveva rimproverato lo sgarbo con una lettera che reca la data del 20 gennaio 1371, manifestando nel contempo l’amarezza per aver visto dileguarsi un sogno al quale aveva preso ad affezionarsi […] La Certosa di Serra San Bruno ha 892 anni. La fondò, infatti, nel 1091 <<Magister Bruno>> nato –secondo quanto riferisce la Cronique Magister – da non oscura famiglia dell’illustre città di Colonia, nella nazione tedesca. […] Fu canonico e scolastico della Chiesa di reims, poi abbandonata la vita pubblica, fondò l’eremo di Chartreuse e vi risiedette sei anni. Da lì, premurato dal Pontefice Urbano II, di cui era stato precettore, raggiunse la curia romana per giovare allo stesso Papa con consigli negli affari ecclesiastici. Ma –è sempre la Cronique- non potendo sopportare la vita tumultuosa e i costumi della Curia, ardendo di attaccamento alla solitudine e di amore per la quiete, abbandonata la Curia e la carica di vescovo della Chiesa di Reggio alla quale era stato eletto, per volontà dello stesso Papa, si ritirò in un eremo della Calabria chiamato della Torre e ivi, radunati quanti più potè chierici e laici, durante tutto il tempo che visse mantenne fede al proposito della vita solitaria e lì, dopo essere

Papa Benedetto XVI la Madonna di Polsi e la Certosa di Serra San Bruno

morto, fu sepolto nell’undicesimo anno, più o meno, della nascita della Certosa. Tace, la Cronique Magister, che la Certosa calabrese sorse per la generosità del principe allora padrone assoluto della regione, di quel Ruggiero il Normanno che, conquistata col fratello Roberto il Guiscardo l’Italia Meridionale, si fece dare da lui la Calabria. Posta la sua corte a Mileto, lì, pur non standosene con le mani in mano, ma operando alla conquista della Sicilia, badò a lasciare di sé un ricordo di principe illuminato, amministrando la pace. In questa azione gran conforto ed aiuto ebbe da Brunone di Colonia, che gli era stato raccomandato da Urbano II e al quale aveva fatto dono dotandolo di una chiesa, di un <<solitarium locum>> presso la sorgente dell’Ancinale, tra Arena e Stilo, ai margini di una millenaria foresta inesplorata, a breve distanza dalla sua corte miletana, per cui frequenti erano gli incontri tra il santo eremita e lo stanco guerriero. La generosità del normanno non si limitò a quella donazione: diede alla nascente Certosa altri possedimenti, diverse grangie, e servi e le miniere di Stilo, creando in tal modo il primo e consistente nucleo di quel feudo di cui s’è detto e che si ingrandì nel tempo futuro per le elargizioni di altri magnanimi principi. Quando il 21 giugno del 1101 Ruggiero il Gran Conte, in Mileto, chiuse gli ochhi per sempre alla luce terrena, aveva accanto l’amico Brunone, che lo avrebbe seguito nella tomba sei mesi dopo, il 65 ottobre. […] Scrittori e studiosi hanno varcato il massiccio portone della Certosa: da Orace Rilliet medico e scrittore a Jules Destrèe, a Norman Douglas, giramondo scozzese naturalizzato italiano arguto e un tantino cattivello; da Giovanni Greco, autore di un romanzo - Gli occhi di Gesù- a Corrado Alvaro; da Vittorio G. Rossi e Leonardo Sciascia a Domenico Zappone a Fortunato Seminara a Mario La Cava a Geltrude Slaughter… Anche il pennello (quello di Breuson, per esempio) ha interessato la DOMENICA

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EDITORIALE Di PASCAL CHARMOT

Santo Padre, perché non andate dalla Mamma di Gesù in Polsi? iene in Calabria il Papa, sulle tracce di un Santo, conterraneo, che l'ha preceduto tanti secoli fa, poco dopo l'anno mille. Bruno di Colonia si sposta in Meridione al seguito della corte pontificia, dietro a Papa Urbano II cacciato da un altro teutonico, Enrico IV. C'entrano i tedeschi con la Chiesa, con la Calabria e con i segreti della religione. L'imperatore tedesco Enrico IV, caccia dal trono di Pietro il Papa della prima crociata in Terrasanta, sostanzialmente voluta per appropriarsi dei segreti del Cristo fatto uomo, delle testimonianze inoppugnabili della sua venuta al mondo. I tedeschi lo cacciano da Roma e vi insediano un Antipapa, Guilberto. Bruno di Colonia segue il Papa vero, strappa a Ruggero d'Altavilla un lembo di una terra amena e pacifica, come la descrive il Santo nelle lettere a Rodolfo il Verde, e fonda la sua abbazia. Fa di più, li viene costruita la cattedrale più grande d'Europa, successivamente distrutta dal terremoto del 1783, della quale sopravvive solo la facciata in granito. Troppe coincidenze, troppe persone importanti perché tutto fosse stato deciso solo dal caso. Perché Urbano II doveva essere fermato? Perché il monaco tedesco lo seguì? Cosa

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LE TAPPE DEL PAPA

09.15 arrivo a Lamezia Terme 10.00 celebrazione eucaristica presso l’Area ex Sir 16.30 saluto alla Diocesi ed alla Città 17.15 arrivo a Serra San Bruno 17.30 incontro con la popolazione nel piazzale antistante la Certosa 17.45 ingresso alla Certosa 19.15 partenza da serra San Bruno Certosa; ed anche l’obbiettivo della macchina fotografica, quello internazionale di Burt Gleen e quello di Giorgio Pinna teso a coglire l’anima delle cose e della gente; ed anche la telecamera, fornendo ampi servizi per il telegiornale… Insomma la Certosa di Serra S. Bruno rimane ancor oggi il faro spirituale che era ieri, che fu sempre anche nei momenti in cui la sua storia pareva essersi fermata: dopo il terremoto (1783), al tempo delle leggi maruttiane contro gli ordini ecclesiastici (1808) dopo l’assassinio del padre Arsenio Compain (1848), con Garibaldi (1860). Nel ricostruire la loro Casa (presero ad abitarla all’inizio del presente secolo) i certosini vollero semplicità di linee (un gotico moderno), povero di arredi, forse rimpiangendo le capanne di fango e frasche che il fondatore del loro Ordine costruì per i suoi sette compagni (per sé scelse un’umida e scomoda spelonca di fronte alla chiesetta fattagli edificare da Ruggiero e che egli dedicò a S. Maria). Quel che invece i secoli e il tempo non hanno mai mutato o intaccato è il regolamento, perciò si dice che l’ordine certosino <<non è mai stato riformato, perché mai deformato>>: la foggia dell’abito (di lana pesante e bianca), la frugalità dei pasti, il lavoro inteso come indipendenza economica della comunità, l’ora delle preghiere, i tipi di penitenza… Tutto è, a quasi nove secoli di distanza, rispettato nel dettato bruniano, che è un felice connubio tra la vita solitaria e quella comunitaria. Mentre i frati e i conversi lavorano (e il lavoro è la loro principale penitenza) i padri stanno tutta la giornata in celle separate, collegate tra loro dal grande chiostro. Ogni cella è una casetta

provveduta di tutto l’occorrente per la vita quotidiana, ed ha persino un orticello in cui il certosino esercita il giardinaggio e cura alberi da frutto. Ma in determinate ore del giorno e della notte i monaci si radunano in chiesa, si uniscono nella preghiera corale; nelle feste solenni e alla domenica tutti insieme, padri e frati, consumano nel refettorio il pasto e poi vanno nel Capitolo per ascoltare le disposizioni priorali. Hanno, poi, in quella occasione, un’ora di ricreazione durante la quale è concesso parlare liberamente tra loro, liberi dall’osservanza del silenzio perpetuo, così come lo sono il lunedì, quando escono per una passeggiata fra i boschi e i prati. Questi monaci provengono da ogni parte del mondo, e sono, spesso, gente che nel mondo della cultura, dell’economia, delle arti, sono stati <<qualcuno>>. Leonardo Sciascia, nel suo giallo filosofico La scomparsa di Ettore Majorana, ipotizzò che il fisico catanese misteriosamente sparito nel 1938 possa essere venuto a concludere i suoi giorni qui. Una ipotesi, un altro segreto, un altro mistero dei tanti che nel corso dei secoli sono stati <<collocati>> da letterati e giornalisti in questa che Corrado Alvaro poeticamente definì <<una Certosa tra gli abeti>>.

*Sharo Gambino (CITTÀCALABRIA, RUBBETTINO EDITORE, AGOSTO1983)

Speciale annullo filatelico per ricordare l’evento

DOMENICA

riportarono in Italia i crociati? E cosa si fermò a Serra San Bruno? Domande, tante ne sorgono. Potrebbero sembrare fantasie, basta però approfondire un po' per farsi catturare dal mistero. I certosini di San Bruno soppiantarono proprio i benedettini, al culto del quale santo fondatore il Papa attuale è devoto. La venuta di Bruno in Calabria segna la fine del basilianesimo, il cui ordine viene sciolto e convertito al rito latino. I basiliani abbandonano i monasteri dell'Aspromonte, passano per il varco di Serra e si dirigono a Roma, nell'abbazia di Grottaferrata che li accoglierà insieme al sapere della loro ortodossia e ai segreti del Monte Lucente, Croce e Vergine di Polsi comprese. C'è un mistero a Serra, e non è certo l'identità dei certosini. Ci sono misteri sull'Aspromonte, dalle cui pendici le Serre discendono. Un Papa tedesco va a ritrovare un Santo tedesco. E noi non vorremmo essere blasfemi e farci condizionare dalle assonanze, ma anche San Luca viene, a sproposito, ricordato solo per vicende tedesche e non per la magia religiosa del suo Santuario. Non sarebbe male se un Papa tedesco andasse a inginocchiarsi ai piedi della Vergine e spazzasse via le inutili chiacchiere di tanti servi del demonio.

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Registrazione Tribunale di Locri (RC) n. 1 del 19/06/1998 R.O.C. n°11602 del 02/11/98 Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana AmministratoreUnico Rosario Vladimir Condarcuri

Direttore responsabile PASQUINO CRUPI In redazione CRISTINA BRIGUGLIO MATTEO RASCHELLÀ Responsabile dello sport ANTONIO TASSONE Art Director PAOLA D’ORSA Impaginazione EUGENIO FIMOGNARI

COLLABORATORI Gioacchino Criaco, Lele Nucera, Filippo Todaro, Anna Laura Tringali, Mara Rechichi, Benjamin Boson, Nik Spatari, Maria Giovanna Cogliandro, Angelo Letizia, Marilene Bonavita, Francesca Rappoccio, Mario Labate, Franco Crinò, Ruggero Brizzi, Marco Andronaco, Isabella Galimi,Maria Teresa D’agostino, Giovanna Mangano,

Lettere, note e schermaglie

LA MEZZA SCONFITTA DI SCOPELLITI

N

FERNANDO SAGADO

IL BRIZZOLATO

di RUGGERO BRIZZI

Tutti giù per terra Il ministro delle infrastrutture Matteoli è contestato dai costruttori. Le infrastrutture, i costruttori. La Russa, ministro della difesa, subisce le urla dei sindacati di Polizia. La difesa, la polizia. Gli scienziati allibiscono davanti a Mariastella Gelmini, ministro dell’istruzione che parla di fantomatici tunnel finanziati dall’Italia per far viaggiare i neutrini. L’istruzione, gli scienziati. Il ministro Brunetta (pubblica amministrazione) tuona contro i certificati antimafia. La pubblica amministrazione, l’antimafia. Il ministro del lavoro Sacconi vuole “altra flessibilità attraverso l’eliminazione dell’art. 18” Il lavoro, la flessibilità. Il ministro all’attuazione del programma Rotondi definisce il cavaliere “Santo, statista e puttaniere”. L’attuazione del programma, le puttane. La maggioranza salva il ministro Romano dall’accusa di associazione mafiosa. I radicali si astengono. La maggioranza, la mafia, l’opposizione, l’astensione. La lega ha finito il viagra da tempo e si allinea a qualsiasi cosa. Il sud piange le micidiali statistiche: il 60 percento dei giovani meridionali compresi in una fascia d’età tra i 19 e i 34 anni sono ‘inattivi’, ovvero hanno addirittura rinunciato a cercare un lavoro perché rassegnati dall’idea di non poterlo trovare. Aumentano l’Iva e loro non si abbassano manco un euro di stipendio. Bagnasco si sdegna. La Grecia fallisce. Si tagliano gli ospedali, ma all’USL di Cesena il noleggio di una stampante costa 500 mila euro. Si licenziano gli operai, ma a Palermo vengono pagate oltre 100 ore di straordinario per spalare la neve a Luglio. La tv parla di Cosima e Michele e in Calabria si ammazza ancora. Berlusconi e Bersani fanno gli anni nello stesso giorno. Saranno tutte coincidenze?

on abbiamo mai attaccato Scopelliti sul piano personale, pettegolezzi, inchieste, non ci hanno mai lusingati. Né abbiamo forzato le scelte ideologiche che ci dividono. Siamo andati addosso alle passate giunte, qualunque fosse stato il loro colore politico, sul terreno dei fatti. Non obbediamo a logiche di potere, o a interessi di parte. Perseguiamo il bene della nostra terra e lo apprezziamo, qualunque sia la politica che lo produce. Siamo consci che i tempi, di carica, del governo Scopelliti sono ancora troppo stretti per ricavarne un giudizio definitivo e vorremmo che si finisse il mandato con risultati positivi. L'autolesionismo non ci garba e non abbiamo avversari precostituiti. Il governatore vanta risultati e investimenti che noi al momento non vediamo, ma che sapremo riconoscere quando ci saranno. Per adesso notiamo il perdurare dei disastri, che certamente non possono essere ascritti alla sua responsabilità, ma che devono però essere risolti, totalmente o in parte da lui. Spazzatura, sanità, viabilità, sono i temi più cocenti. Le ricette in campo non ci sembrano le migliori, staremo a vedere. Quello che, dal nostro punto di vista, è già un grande errore del governo regionale lo abbiamo stigmatizzato, e continueremo a farlo, nonostante le reprimende di Scopelliti. La grande vittoria alle regionali, per noi è stata una mezza sconfitta, e non perché tifassimo Agazio, che anzi è stato uno dei peggiori governatori della storia calabrese e che ancora, con sprezzo del ridicolo, continua a proporre la sua faccia, oggi nelle file dell'MPA, e domani chissà. Scopelliti ha perso alle regionali pur stravincendo,

la sua è stata una vittoria avvelenata. Il suo sessanta e oltre per cento è il frutto di un voto regionale che ha visto coinvolto solo il sessanta per cento dei calabresi, risultato che va limato dei voti bianchi e nulli. Il governatore rappresenta maggioritariamente la minoranza dei calabresi, e li rappresenta male. E abbiate pazienza, non è un'alchimia politica, quella che era sembrata una grande strategia ha minato il suo consenso. I giochi di prestigio che hanno consentito a Reggio di fare il pieno di eletti lo hanno fatto a spese del territorio. Le periferie provinciali non hanno avuto rappresentanza politica. Fosse stato attento, lo stravincitore di Reggio, avrebbe dovuto integrare una deficienza territoriale uscita dalle urne. Invece l'ha surrogata, arrogando alla città il potere di rappresentare la periferia. Ad esempio, l'incapacità dei candidati della Locride di aggregarsi e portare in regione consiglieri e assessori, avrebbe dovuto essere sostituita dalla intelligenza di Scopelliti, che poteva, e secondo noi doveva, inserire in giunta qualcuno, scelto al di fuori degli eletti, che rappresentasse un territorio uscito sconfitto dalle urne. L'avesse fatto, la Locride avrebbe avuto un referente che avrebbe mediato tra i bisogni locali e le logiche regionali. La gente avrebbe avuto un volto familiare di riferimento e non si sarebbe sentita colonia reggina. Scopelliti con la sua percentuale bulgara ha conseguito una vittoria di tappa, scelga dei buoni gregari in loco per vincere il giro. E pedali, La Riviera tifa Calabria, anche se il campione viene da fuori.

American Taste di Gioacchino Criaco, UNA AVVENTURA DI FATTI CARLO A.PASCALE

La Riviera, quasi ogni settimana, ci dà notizie dei successi del romanzo “American Taste “ di Gioacchino Criaco. E, a mio parere, fa bene, perché è un romanzo nuovo, con una geografia umana calata dallo scrittore sulla terra del nostro tempo nella quale tutto scoppia e si compie e solo talvolta si narra e si porge come struttura logica del prima e del poi. Ci vuole un buon cervello per il trionfo di un racconto che si spezza subito dopo essersi presentato perché incalzato da un altro, da una serie di altri racconti che vanno l’uno dietro l’altro lungo una gamma scoppiettante di eventi e di fatti. “American Taste” è naturalmente pieno zeppo di fatti che potrebbero apparire come storici, come reali e tra di loro unitari e concatenati, ma che invece sono o somigliano a flussi che hanno la forza di rifare in modo originale l’andamento e le sorprese dei romanzi di cronaca e di azione.. Quando il nostro critico letterario, il professore Pasquino Crupi, presentò il libro di Criaco nella sala della libreria Mondadori della Gru, con l’intuito che lo distingue, parlò di romanzo calabrese di valore internazionale, aveva pienamente ragione, perché il romanzo di Criaco è ambientato nel mondo, in questo mondo globalizzato, nel quale l’uomo può tuffarsi con il computer ed emergere bellamente in ogni angolo della terra, legando in un attimo fatti e vicende altrimenti irraggiungibili. Dalle arse lande calabresi, dove l’uomo è pastore e mafioso, alle terre francesi, a quelle del Sud America e degli Stati Uniti d’America scorre la storia ( ma è improprio dire storia, perché non c’è una storia ma mille fatti che accadono perché congeneri col tempo in cui viviamo), meglio, la Storia dell’umanità di oggi è storia che esplode, che impazza, che non si riduce ad unità. E’ storia di particelle significative e caratterizzanti che corre come “ i neutrini” quasi finendo col diventare “ ingorgo” a se stessa come diceva Dante dell’acqua. Detto di questa enorme piattaforma su cui poggia il romanzo di Criaco è indispensabile aggiungere che è la “Qualità” dei fatti LOQUI E SPROLOQUI narrati ad assegnare al romanzo la sua appartenenza civile, morale e letteraria alla contemporaneità globalizzata. “Ameriacan Taste “ è un romanzo di oggi, secondo lo stile di oggi, secondo i modi di oggi, secondo la mentalità e l’attesa di questo nostro tempo senza la durata del tempo e che quindi si avvale di imperiose sintesi e di forti rinunce. E tagli. Criaco annulla quasi il tempo della narrazione e riempie ogni dimensione spazio-temporale di attualità rovente, quasi sproporzionata per un racconto , comunque attraente FILOMENA CATALDO, e coinvolgente. Solo in questo senso è romanzo internazionale, spirito della nostra era che vive in modo globale. Certo ci vuole una grossa mente per dipingere, a guisa di pittura macchiaiola, luoghi teaAccade che, per andare giù in Calabria, si affronti un viaggio in treno tri e ambiti dei fatti narrati, una grande memoria, una mente fotografica, una conoscenza concreta delle stupefacente. Nel senso, appunto, che può creare allucinazione! coordinate geografiche, politiche e sociali in cui si muovono i personaggi. Ed è anche il romanzo della speL’assonnato passeggero, una volta arrivato a Lamezia Terme o a culazione . Dell’affarismo della storia contemporanea. Quasi del dispetto o della furbizia, della capacità Rosarno, si affanna e si dimena in una disarticolata corsa per prendere di essere e di non essere nello stesso tempo.. Il mondo di oggi si caratterizza per le sue malefatte e Criaco una qualche coincidenza verso la Jonica. Rimane bloccato per assenza diventa il narratore nuovo e singolare del male in cui viviamo e in cui siamo coinvolti. Non è un romanzo di linea ferroviaria. Stupefatto perché ricordava ci fosse e basito dinanzi di mafia, anche se i personaggi agiscono con tecnica e mentalità mafiosa, non è un romanzo calabrese ad una stazione fantasma. Accade – purtroppo - nel 2011! Ma non anche se parte significativa dei luoghi e tanti dei personaggi sembrano tratti dal catalogo umano della accadeva fino a qualche anno fa. Ironia del caso. Colpa del ridimennostra regione, non è un romanzo poliziesco o puramente di aziosionamento di una intera ne e spettacolarizzazione.. Potrebbe essere un romanzo “telematiregione a fardello puzzolente co” o demiurgico se la telematica e l’arte della creatività sono d’Italia. Né strade né treni né LOCRI, NON SEMPRE MALASANITÀ anche via che consentono allo scrittore di essere ovunque e sapestrutture. Inutili accessori. re di tutto, e compiere tutto, quasi come una esplosione a catena. Immagino che il nostro passegVi scrivo dalla provincia di Bergamo perchè attraverso il vostro autorevole Certo è un romanzo che affascina, anche se non lascia niente nella gero stia ancora sonnecchiando giornale , vorrei riuscire a ringraziare il reparto di pediatria dell' ospedale di coscienza del lettore della saggezza e della morale tradizionali.. in una delle stazioni citate sogLocri , in particolare il Dott. Francesco Mammì e la Dott. ssa Mariella Meglio, anche se lascia disorientamento e paura. Pensosità e svuonando una Calabria in bianco e Bruzzese per le cure prestate a mio figlio Dennis ricoverato presso il loro tamento insieme. Quasi una presa di coscienza che eventi enormi in nero. All’insegna del “una reparto per un problema abbastanza serio. Considerando le condizioni in cui e incontenibili sono lì per esplodere e annientare il mondo. E col volta si stava meglio”! versa la struttura, pensavo che mio figlio avrebbe ricevuto delle cure approssimondo gli uomini. E’ un punto di partenza comunque per rifletteBisognerà che qualcuno, nello mative , invece ho conosciuto un équipe formidabile che ha trattato il suo caso re. Altro che emigrazione e mafia Siamo nella fase dell’annientasvegliarlo dal torpore, gli dica con professionalità e soprattutto con molta umanità Spero che,in mento con questo ottimo romanzo di Gioacchino Criaco, nostro che in questi anni i politici locali futuro,questo ospedale non venga ricordato solo per i fatti di cronaca e conterraneo. Mente egregia della nostra terra. hanno cambiato il colore della malasanità e che gli amministratori locali mettano questi straordinari medici cartolina: la Calabria è totalnelle condizioni di lavorare ancora meglio . Grazie mille. mente in bianco. Una mamma DOMENICA 02 OTTOBRE 2011 LA RIVIERA 20

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HANNO COLLABORATO Francesco Laddarina, Ian Zimirri, Giuseppe Patamia, Alessandra Bevilacqua,Bruno Gemelli, Carmelo Carabetta, Valentina Elia, Antonio Cormaci, Mario Labate, Antonio Tassone, Giulio Romeo, Ilario Ammendolia, Sara Caccamo, Giuseppe Fiorenza, Daniele Mangiola, Sara Caccamo.

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RISPONDE il direttore

KAPPADUE

di RUGGERO CALVANO

ANCH’IO VOGLIO UN FIGLIO

IL COMMENDATORE CONTINUA DA PAGINA 3 Segniamoci intanto qualche data fatidica. Nel mese di febbraio del 1955 (Mirigliani aveva quasi 38 anni) si realizzava il primo collegamento televisivo in diretta con Sanremo per il Festival della canzone, evento pari per gradimento popolare a quello di “Miss Italia”. Il 14 di ottobre del 1961 (Mirigliani aveva già 44 anni) debuttarono nel primo canale della televisione italiana le ballerine gemelle Alice ed Ellen Kessler, le prime cosce integrali sul piccolo schermo. In questo caravanserraglio che incrementava con maggiorate ed ugole d’oro il boom economico, emergevano due personaggi dotati di grande spirito di iniziativa e di talento organizzativo: uno era appunto Enzo Mirigliani, medio ed asciutto, l’altro il milanese Ezio Radaelli, più giovane, alto e massiccio, patron del Cantagiro (19621972), scopritore di Lucia Bosè e di Gina Lollobrigida e organizzatore di molte edizioni del Festival di Sanremo. Dei due, il calabrese ha avuto miglior fortuna, è morto a 94 anni da impresario ricco ed onorato dalle Istituzioni repubblicane col titolo di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana (conferitogli dal sobrio presidente Ciampi, a suggello della identificazione patriottica nella «gnocca», maggioritaria anche senza il «porcellum»), con la famiglia che lo ha assistito e fatto curare fino alla fine. Radaelli era invece morto nel 2005 ottantunenne in una casa di riposo, povero e solo, invocando un sussidio di Stato (legge Bacchelli) che però gli era stato negato. Solo Andreotti gli aveva dato un aiutino, in ricordo delle serate canore organizzate da Radaelli per le campagne elettorali della DC. Oggi si sorride del concorso Miss Italia, e c’è chi guarda con disgusto snob alla esibizione di giovani femmine di tutte le contrade, senza pensare che al successo popolare di questa manifestazione considerata giustamente reazionaria (che auspica, cioè, il ritorno alla bellezza), diedero un grande contributo fior di artisti ed intellettuali anche progressisti. Nel 1939 l’inventore del primo concorso d bellezza («Cinquemila lire per un sorriso»), Dino Villani, che curava la promozione di un dentifricio della Carlo Erba, ebbe la collaborazione di Cesare Zavattini. La manifestazione nel 1946 si denominò Miss Italia. Nelle giurie di Miss Italia, sedettero i pittori metafisici Giorgio De Chirico e Carlo Carrà, gli scrittori Giovanni Guareschi, Orio Vergani, Leonida Repaci, Giuseppe Marotta, Arrigo Benedetti (il partigiano), i registi Luchino Visconti, Vittorio De Sica, Alberto Lattuada, il drammaturgo Sem Benelli, il poeta Alfonso Gatto, gli attori Totò, Marcello Mastroianni, Ugo Tognazzi. Così, il calabrese Mirigliani era riuscito a raccordare queste intelligenze intorno alla «gnocca», oggi di pregnante attualità nelle cronache politiche. La selezione dei fenotipi femminili nelle passerelle (sic) di «Miss Italia» ha seguito il cambiamento dei gusti e dei miti della società dei consumi, ma senza licenziosità e mantenendo sempre un sentore di domestico. Credo che Mirigliani, contrariamente ai modi insinuanti dell’altro simpatico patron di spettacolo Radaelli,

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che io ho conosciuto, non cincischiasse con le concorrenti, cioè non cercasse di portarsele a letto. La forza e la credibilità della sua manifestazione scaturivano non già dalla sua relativa possibilità di seduzione ma dalla indiscussa serietà di comportamento che gli ha permesso di durare a lungo. Del resto, caro Direttore, la prova divano risulta alla fine faticosa e perigliosa per chi promette in cambio di consumo. Coi tempi che corrono… Non trovo nulla da aggiungere al ritratto, che di Mirigliani fa Francescco Carridi. Il quale ha saputo mettereinsieme spirito meridionalista, che gli appartene, e spirito corrosivo, che è il suo proprio. Ma qui grndemente delicato.

Ritratti *

di Diego Cataldo

SAN BRUNO DI COLONIA Un grande camminatore Da Colonia alle Serre per conquistare lo spirito alle genti e la Calabria al respiro della civiltà. Se non è bestemmia, il più antico e il più puro dei meridionalisti.

Si, anche se ho settantasette anni e sono sempre stato sterile come un mulo. Voglio un pargolo da allevare, che allieti i miei giorni finali nel mondo. Voglio cacchette da pulire, rigurgiti da lavare, pianti da far finire. Voglio insegnargli a parlare, camminare, trasmettergli tutto il mio sapere e i miei beni. Voglio che la mia presenza non muoia con me e calpesti il suolo anche dopo il mio trapasso. Voglio riempire l'Aspromonte con la gioia di un bimbo e allietare la fatica dei fetenti. Crescerebbe bene a Kampusa, diventerebbe la mascotte dei picchiatelli, saprebbe tutto dei loro segreti e, ovviamente, da grande, con maestri di tal fatta, non potrebbe essere altro se non un superuomo. Tutto è possibile al mondo, anche essere genitori contro e al di là della natura. E naturalmente io scherzo, sono visceralmente anti moderno, lascio che la vita scorra senza influenzare il corso del suo fiume. Alla medicina non ci sono mai ricorso volontariamente e solo per decisione autoritaria non ci ho rimesso le penne quando la mia uretra si è serrata portando la mia vescica fin quasi a scoppiare. Il chirurgo mi ha aperto la pancia per volere di un giudice e sono ancora qua a sputare sentenze che il mondo non lo migliorano di sicuro. Non amo la scienza, che comunque è utile. Quando i limiti vengono superati non è utile, è dannosa, genera mostri. E non è vero che vorrei un figlio, se un figlio l'avessi avuto oggi avrei voluto un nipotino, e la cosa sarebbe stata naturale. A lui avrei potuto dare l'affetto di un nonno e non l'egoismo di un vecchio. Quello che succede da voi non mi piace, i genitori nonni sono un inganno, hanno figli già orfani e non si può predeterminare la sofferenza di un bimbo. Non si decide la felicità altrui per averne una propria. Non amo le leggi, ma queste dove vigono dovrebbero impedire ai vecchi come me di essere padri. E se dei vecchi pazzi come me, per puro egoismo o follia le avessero violate .. amen, lasciategli nelle culle i pargoli, non aggiungete al dolore degli orfani il dramma dei padri mancati.

La protesta dei negozianti di Arghillà

Gent.le redazione, inviamo alcune foto per segnalare lo stato di cose in cui imperversa la località di Arghillà dopo le pioggie di stamattina: ci dispiace, a dire il vero, di non poter trasmettere il fetore che si respira per le strade e nelle nostre case ed esercizi commerciali adesso. Inoltre con una punta di sarcasmo vi invitiamo a sbirciare alla gymkhana che gli automobilisti devono fare tra i cumuli di rifiuti che navigano nel putrido pantano. Ribadiamo che il nostro intento con cui agiamo è di puro senso civico e di sensibilizzazione dell'emergenza, abbiamo già chiamato gli organi di competenza e adesso mediante la stampa vogliamo lanciare un segnale alla cittadinanza per dimostrar loro che possiamo dare voce alle nostre difficoltà. Certi di ricevere risposte e coscienti che già qualcosa "si è mosso" tra le autorità civili, vi ringraziamo per l'attenzione riservataci. Negozianti di Arghillà

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ISCRIVITI ANCHE TU, PERCHE' LO SPORT…E' VITA! Sono iniziati il 19 settembre, presso la palestra della scuola media di Gioiosa Jonica, i corsi di pallavolo riservati alle categorie che vanno dal minivolley agli over 30, ovvero dai 5 anni in su. In collaborazione con le famiglie, la fase di crescita di ogni atleta sarà monitorata periodicamente dallo staff medico a titolo gratuito. Info e iscrizioni al 320.8303564.

Calcio

SERIA A

6 giornata di Andata Domenica 02/10/2011 CESENA-CHIEVO FIORENTINA-LAZIO LECCE-CAGLIARI NOVARA-CATANIA h.12,30 PALERMO-SIENA PARMA-GENOA UDINESE-BOLOGNA JUVENTUS-MILAN h.20,45

Barillà suona la carica: "Reggina ambiziosa, che rabbia Empoli..."

Reggina

I prossimi impegni della Reggina, l'ipotesi di un nuovo stadio, il calciatore che vede come la rivelazione del campionato in corso fino ad un aneddoto, gustoso, su due passate trattative di mercato poi sfumate: ecco alcuni dei passaggi più interessanti dell'intervento di Simone Giacchetta al sito regginacalcio.com. "Abbiamo sei gare nel prossimo ottobre, dobbiamo puntare a vincerle tutte. Abbiamo 18 punti a disposizione, partiamo da questo presupposto: sarà un mese importante e dobbiamo accrescere le nostre certezze da questo tour de force che met-

Simone Giacchetta a tutto campo terà alla prova le nostre ambizioni". "Penso che Kovacsik possa essere la rivelazione di questo campionato. E' in grado di dimostrare a pieno il suo valore in questa categoria, nonostante sia il calciatore più giovane presente nella nostra rosa. Siamo stati tutti ventenni, con l'incitamento e la fiducia dell'ambiente che lo circonda può andare in campo con il sorriso e mettere sul piatto il suo enorme talento. Penso che anche Nicolas Viola possa raggiungere la definitiva consacrazione dopo aver dimostrato nello scorso anno con il titolo di miglior giovane di B di poter meritare anche una categoria diversa da quella cadetta". "Un nuovo Granillo se andassimo in Serie A? E' un bel quesito: per il momento penserei ad andarci in Serie A... Certo, con una promozione ci sarebbero possibilità organizzative ed economiche diverse. Tornando nella massima serie qualcosa potrebbe cambiare nelle nostre prospettive, è innegabile". "La squadra sta lavorando per migliorare in entrambe le fasi di gioco. Adejo? E' un ragazzo eccezionale, esemplare sotto il punto di vista umano, che può crescere ancora ed essere importante per la Reggina. Burzigotti? Nella seconda parte di questa stagione darà un grosso contributo a questa squadra garantendo ulteriore sostanza ad un reparto giovane ma assolutamente all'altezza della serie bwin". "Bisogna essere onesti, il calciomercato porta a scelte vincenti ed altre meno fortunate. Vi racconto un aneddoto in un senso e nell'altro. Il giocatore che siamo stati veramente vicissimi ad acquistare è Angel Di Maria. Lo dico con il sorriso perchè è l'unico modo per raccontare di aver sfiorato l'acquisto di un classe '88 oggi titolare del Real Madrid e della Nazionale argentina. Siamo stati veramente ad un passo dal portarlo a Reggio cinque anni fa. C'è stata anche, forse, l'opportunità di portare El Shaarawi alla Reggina l'anno scorso ma avevo qualche perplessità. Se El Shaarawi ha fatto questo grande campionato al Padova lo deve a me (ride,ndr), o magari con lui saremmo andati in A..."

Superato brillantemente un turno di Champions che con tre vittorie su tre ha riportato in auge e ridato vigore al calcio italiano a livello europeo non solo momentaneamente sarebbe però da augurarsi - , oggi ritorna il campionato e lo fa in grande stile, con sfide affascinanti sotto il profilo dei valori tecnici e del blasone sportivo. La sesta giornata di Serie A propone infatti alcune sfide magari poco decisive ai fini di una classifica ancora interlocutoria - serve un altro po' di rodaggio e qualche chilometro in più per il primo “tagliando” - ma di sicuro ricche di spunti e di contenuti interessanti per le ambizioni e il prestigio in ballo. Il discorso vale ovviamente soprattutto per JuveMilan, ma anche per Fiorentina-Lazio, due squadre che dopo gli alti e bassi iniziali sono ora chiamate a una conferma per indirizzare la stagione sui giusti binari. A Torino è tutto pronto per la gara numero 153 tra Juventus-Milan: il bilancio statistico finora segna una sostanziale parità con 52 segni 1, 53 pareggi e 47 successi rossoneri. Come si evince dai numeri, tra Milan e Juve è l'equilibrio a fare spesso da padrone e il sentore è che la tendenza possa riproporsi anche in questa occasione. La Juve in partenza si presenta più smaniosa, gioca in casa e nel nuovo stadio avrà come armi in più la spinta e l'entusiasmo di un “esercito” di tifosi in Italia mai visti e sentiti così vicini al terreno di gioco. Gli uomini di Conte proveranno a stare con il fiato sul collo di Allegri & Co. attraverso le geometrie di Pirlo, la velocità sulle fasce e le ripartenze esibite a inizio stagione e poi in parte smarrite ma che stasera il ritorno al modulo di riferimento stagionale, il 4-2-4 marchio di fabbrica “contiano”, dovrebbero tornare a garantire. L'esperimento di Catania di sicuro non ha con-

E stasera c’è Juve-Milan ANGELO LETIZIA

vinto del tutto e per ora è accantonato: il modulo 4-3-3 proposto non ha portato i frutti sperati da Conte in chiave difensiva (con un altro svarione e un altro gol di troppo subito) e neppure in fase offensiva e di possesso palla, dove l'evanescenza e le poche idee proposte dagli esterni d'attacco hanno caratterizzato in negativo lunghi

tratti della gara. Da parte sua il Milan, alla ricerca della prima vittoria stagionale in campionato, ripropone Ibra dall'inizio ed è davvero il caso di dirlo, mai ritorno fu più propizio. La serata di Champions, al di là della vittoria, ha confermato lo svedese come uomo indispensabile e insostituibile per la manovra rossonera: ai tifosi rosso-

neri può non piacere, ma non si va lontano dalla verità sostenendo che “Ibracadabra” da solo sia al momento metà squadra e forse anche qualcosa in più. Con lui in campo cambia tutto, c'è più sicurezza e convinzione generale, l'atteggiamento e il rendimento lievita decisamente in alto. A fare la differenza alla fine tuttavia potrebbero essere le prestazioni e la concentrazione dei pacchetti arretrati, là dove finora Milan e Juve hanno maggiormente manifestato incertezze e leggerezze pagate a caro prezzo in termini di punti e di vittorie in classifica. Alle 20,45 squadre in campo e tutti davanti al televisore per l'ultimo verdetto. Guardando oltre, Fiorentina-Lazio è invece una sfida tra due squadre ben organizzate e strutturate dai rispettivi tecnici, con un notevole potenziale d'attacco e con giocatori molto interessanti sotto il profilo della qualità e della quantità: il terzetto Jovetic-Cerci-Vargas da una parte e quello Hernanes-Klose-Cissé dall'altra, sembrano garanzia di emozioni e bel gioco, speriamo si aggiungano pure i gol, in ogni caso la gara non dovrebbe deludere o annoiare. Completano infine il quadro della giornata Udinese-Bologna, Cesena-Chievo, PalermoSiena, Lecce-Cagliari e Parma-Genoa. Tra queste, merita una nota particolare la partita dell'Udinese che, in attesa del risultato di JuveMilan, tra le mura amiche del Friuli ha la possibilità di confermare o addirittura consolidare il primato al cospetto di un Bologna finora volenteroso e poco più. Curiosità infine desta pure Palermo-Siena, con il duello incrociato tra due “emergenti” della panchina magari un po' “sui generis” ma soprattutto tosti e spigliati come Mangia e Sannino.

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A proposito

di...

Sport

Il Siderno Il Roccella medita la “vendetta” a Soverato vuole la I “prima” La tanto declamata rivoluzione ispirata da qualche organo d’informazione non è avvenuta ed ora tutti si chiedono come stanno le cose in casa Siderno. Intanto in settimana la società bianco azzurra ha comunicato la separazione da Antonio Dattilo che ufficialmente ha rassegnato le dimissioni dalla carica di team manager della società, a seguito di sopravvenuti impegni personali. Nel frattempo si è registrato anche l’abbandono del segretario Pasquale Portulesi( al suo posto è ritornato Francesco Vumbaca con maggiori compiti operativi) e delicati compiti dirigenziali sono stati attribuiti ad Antonio Tassone da sempre vicino alle sorti della squadra di calcio cittadina. Per il resto tutto lo staff tacnico dal preparatore atletico Francesco Campisi al massaggiatore Vincenzo Sgambellone sono rimasti al loro posto. Confermatissima la panchina del tecnico Giovanni Fiorenza, l'allenatore della promozione che rimarrà regolarmente al suo posto a prescindere dai prossimi risultati. La squadra sembra essere pronta alla gara odierna contro la Nuova Gioiese, una partita a questo punto fondamentale per i propositi salvezza del team biancoazzurro che sinora, in campionato, non è riuscito a muovere la classifica dallo zero iniziale e non è riuscita ancora a segnare nessun gol. Fiorenza è stato categorico, non ha voluto nessun intervento della società sul parco calciatori (visto che gli stessi sono stati tutti fortemente voluti da lui) . Su di loro l’allenatore di casa conta ad occhi chiusi per centrare gli obiettivi stagionali. Una bella dichiarazione d’affetto, quella di Fiorenza, che però, al pari della squadra e della società, sembra determinato e smanioso di recuperare il terreno perduto. Già da questo pomeriggio nel “derby dei due mari” contro la Nuova Gioiese, Carabetta e soci dovranno sfoderare una prova reattiva e convincente perchè il pubblico di casa ha voglia di festeggiare la prima vittoria stagionale. Assente Marcianò per squalifica, toccherà al “capitano di mille battaglie” ritornare in difesa per blindare la porta di casa mentre in attacco dovrebbe muoversi la coppia Cambria-Serra con Accinni che alla fine potrebbe anche essere della gara. Fiorenza deciderà solo dopo il test pre-partita. Massimo rispetto per la Nuova Gioiese che giunge al “Filippo Raciti” dopo il pareggio interno contro il Rende e dopo la scoppola rimediata a Soverato quindici giorni fa. La compagine viola di mister Graziano Nocera e del presidente Rombolà era partita ad inizio stagione con propositi ambiziosi ma si ritrova a dover già inseguire la battistrada Montalto con ben 5 punti di differenza dopo solo 3 partite di campionato. Mancherà bomber Enzo Giacco fattosi espellere ingenuamente domenica scorsa contro l’undici di Cipparrone. Sarà un’assenza pesante per i tirrenici che però potrebbero inserire in campo sin dal primo minuto il veterano Napoli sempre sulla cresta dell’onda. Una partita dunque tutta seguire con il Siderno che dalla sua parte avrà un solo risultato utile, la vittoria utile per ridare carica alla squadra e serenità all’ambiente. l.r.

nostri avversari non hanno rubato nulla, sono stati bravi a capitalizzare le occasioni capitate, anche se per la verità due goal sono scaturiti da nostri errori. Non siamo stati bravi a chiudere il match dopo che eravamo riusciti a capovolgere il risultato a nostro favore e loro che si sono dimostrati cinici ci hanno castigato. Non facciamo drammi, per certi versi una sconfitta salutare per tutti, per i giocatori, per l’ambiente, per i tifosi. Questo il commento del massimo dirigente del Roccella calcio, Achille Giannitti, dopo la prima sconfitta di questo campionato. Eravamo stati facili profeti allorquando prevedeva-

mo che gli amaranto avrebbero potuto accusare qualche calo di tensione dopo il fulmineo avvio stagionale. Ma fortunatamente c’è tutto il tempo per recuperare. Il primo posto della classifica anche se il calendario in questa fase non è sicuramente amico visto che l’avversario odierno è quel Soverato partito sì con grandi propositi ma che è reduce reduce dalla sconfitta di I.C. Rizzuto. Figliomeni avrà redarguito i suoi. Non saranno ammesse più altre “defaillance” e oggi sul neutro di Chiaravalle servirà tornare alla vittoria. antonio tassone

Il punto d’Eccellenza

Soverato- Roccella e PalmeseBovalinese: è la giornata dei derby L’anticipo di ieri trasmesso in diretta tv è stato Rossanese-Montalto. La Bovalinese ringalluzzita dalla prima vittoria stagionale ottenuta domenica scorsa contro lo Scalea si reca al vecchio stadio “Lo Presti” di Palmi. Una sfida importante per la bassa classifica visto che i neroverdi, ancora a secco di punti, hanno affidato la conduzione tecnica a Giuseppe Giovinazzo che è subentrato a Mario Dal Torrione. Gli amaranto di Silvio Frascà dovranno giocare con la massima concentrazione evitando sempre possibili sbavature difensive al cospetto di un undici tecnicamente valido che sinora ha però deluso le aspettative dei tifosi palmesi. Il Brancaleone si reca a San Marco Argentano, per il team di misterBrando l’obiettivo è proseguire nella scia di risultati positivi anche se i locali di Teo Del Morgine stanno vivendo un “momento d’oro” culminato con la vittoria di domenica scorsa a Roccella. Il quadro è completato dalla sfide tra Castrovillari e Sersale e Rende- Isola Capo Rizzuto dove il risultato sembra apertissimo considerando la reale forza delle due squadre. Completa il quadro ScaleaGuardavalle con i giallo-rossi di mister Francesco Galati che si sono ritemprati dopo la bella vittoria di domenica scorsa ottenuta contro la Rossanese. a.t.

Il Gioiosa Jonica cerca 3 punti per mister Logozzo Siderno- Uno che segue il mondo del calcio dilettantistico locale non può non rivolgere i migliori auguri di pronta guarigione ad un allenatore tra i più validi del panorama calcistico regionale rimasto vittima purtroppo di brutto incidente. Rocco Logozzo, allenatore del Gioiosa Jonica, a bordo del pullman (assieme ai calciatori) stava per raggiungere Montepaone. Brusca frenata del conducente e rovinosa caduta dello sfortunato tecnico che è

stato prima ricoverato in Ospedale e poi dimesso con la necessità di dover rimanere a riposo assoluto. Il Gioiosa ora è nel dubbio se affidare la squadra ad un nuovo tecnico oppure al vice , Mimmo Quattrone. Ad ogni buon conto auspichiamo un pronto ritorno in panchina di Rocco Logozzo, il più vincente di tutti. Ed oggi contro il San Luca i bianco-rossi locali vogliono 3 punti da dedicare al loro mister. Antonio Tassone

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SPORT FISHING, VINCE IL GIOVANISSIMO TALENTO SANSALONE DANILO

ENTUSIASMO, PASSIONE, AGGREGAZIONE E SPORTIVITA' HANNO ACCOMPAGNATO LA QUARTA GARA Una piacevole giornata ha accompagnato la quarta gara del campionato sociale 2011 dell'associazione di pesca sportiva Sport Fishing, che si è tenuta in Locri località scavi. I partecipanti si sono incontrati alle ore 06.00 nel piazzale antistante il museo e dopo aver effettuato i saluti di rito si sono diretti presso i box, sorteggiati il giorno prima nella sede dell'associazione.Alle ore 07.00 in punto i giudici di gara hanno dato il via alla gara che si è protratta per tre ore ed ognuno dei concorrenti si è impegnato dimostrando il meglio di sé cercando di accaparrarsi una posizione vantaggiosa per il torneo e quindi di classificarsi almeno tra i primi posti. Alla fine della competizione tutti concorrenti si sono recati al box pesatura prede e ad aggiudicarsi la prima posizione è stato il giovanissimo talento Danilo Sansalone che ha dimostrato carattere e spirito agonistico, seguito da Massimo Panetta '89 al secondo posto che in classifica generale sale alla prima posizione, mentre al terzo gradino è salito l'esperto Gianni Tassone che ha distaccato per pochissimi grammi Salvatore Pellegrino, subito dopo si è stilata la classifica generale, comprendente le quattro gare fin qui disputate, che è la seguente: 1)PANETTA MASSIMO '89 34 PUNTI, 2) TASSONE GIOVANNI 29 PUNTI, 3) PANETTA COSIMO 27 PUNTI 4) PELLEGRINO SALVATORE 22 PUNTI L'evento, che ha visto la partecipazione di

concorrenti di qualsiasi età, ha riscosso un enorme successo, infatti a contendersi il primo posto di questa seconda giornata del torneo sono stati in venticinque ed al

dimostrata come un momento di aggregazione, di spirito di gruppo, di socializzazione e nello stesso tempo è stata ricca di agonismo e sportività proveniente da tutti i

fischio d'inizio tutti si sono cimentati ad utilizzare tecniche diverse l'una dall'altra per riuscire a battere i propri avversari. Un dato significativo, che merita un particolare apprezzamento, deriva dal fatto che a voler partecipare ci sono stati anche ragazzi con un'età compresa tra i 10 e 14 anni, e il destino ha voluto che proprio uno di loro ha occupato la prima posizione sbaragliando la concorrenza. La manifestazione si è

partecipanti che si sono divertiti ed hanno impiegato il massimo dell'impegno per riuscire a vincere. Rimangono ormai altre due gare alla conclusione del campionato e saranno senz'altro molto combattute per riuscire ad ottenere il titolo di campione sport fishing per l'anno 2011. Al prossimo appuntamento . l.r.

A REGGIO CALABRIA LE GIOVANI PROMESSE DEL TENNIS INTERNAZIONALE

Presentato il “Tennis Europe Junior Masters” che si svolgerà al Circolo “R. Polimeni” dal 5 al 9 ottobre REGGIO CALABRIA - Dal 5 al 9 ottobre, al Circolo del Tennis “Rocco Polimeni”, a Reggio Calabria, si svolgerà il “Tennis Europe Junior Masters 2011” maschile e femminile, riservato ad atleti under 14 e under 16. A contendersi l'ambito trofeo saranno 33 giovanissime promesse, provenienti da Austria, Bielorussia, Bosnia Erzegovina, Cipro, Croazia, Slovenia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Lettonia, Lituania, Ucraina, Repubblica Ceca, Romania e Russia. In riva allo Stretto, dunque, torna quello che risulta, da diversi anni, il trampolino di lancio per il tennis professionistico. Nell'albo d'oro di questa competizione, infatti, compaiono nomi del calibro di Yannick Noah, Ivan Lendl, Steffi Graf, Boris Beker e Rafael Nadal. Il “Tennis Europe Junior Masters”, pertanto, è un evento che richiede grande professionalità organizzativa ed i partecipanti sono tutti ragazzi che puntano, attraverso il tennis, a diventare campioni nella vita e nello sport. Nel suo svolgimento, infatti, si

presta particolar cura non solo alla migliore preparazione agonistica con l'ausilio di tecnici di alto livello per i sistemi di allenamento, ma anche si pone l'attenzione, con educatori prestigiosi, alle problematiche dell'alimentazione, del doping non tralasciando le gite turistiche e gli eventi culturali del territorio. Il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò, nel suo intervento, ha dichiarato che “se la Federazione italiana tennis ha scelto il Rocco Polimeni per ospitare questo importante evento internazionale, è indice che il livello raggiunto dal circolo reggino è sinonimo di grande professionalità e capacità organizzativa”. “La scelta ha continuato Praticò - non è politica, bensì meritocratica. Il plauso va fatto a tutto il movimento tennistico calabrese ed al suo presidente Joe Lappano per gli sviluppi degli ultimi anni”. Il circolo è stato recentemente individuato dal Settore Tecnico della Federazione Italiana Tennis, quale Centro Periferico per la macroarea Sud. l.r.

PARTIRA' IN OTTOBRE A SIDERNO “KARATE GIOCANDO” Se c'è un personaggio del passato che non viene affatto condiviso dalle generazioni di oggi, questi è senza dubbio il pedagogo francese Pierre De Coubertin, inventore delle Olimpiadi nel lontano 1896, che, ai suoi tempi, ebbe a sentenziare “l'importate è partecipare”, in merito al modo di coinvolgersi in una qualsiasi competizione sportiva. Purtroppo, lo spirito di partecipazione è notevolmente cambiato poiché si tiene solo ed esclusivamente alla vittoria, al voler prevalere sull'avversario ad ogni costo, arrivando ad esasperare in ultima analisi l'aspetto prettamente competitivo. Di tento in tanto, però, si assiste a delle realtà che, fortunatamente, considerano primario il lato puramente sportivo, come nel caso del CENTRO STUDI KARATE diretto dal D.T. Vincenzo URSINO, che da oltre venti anni opera a livello internazionale con risultati egregi e che anche quest'anno proporrà nel mese di Ottobre il Progetto “KARATE GIOCANDO. Tale progetto è sostenuto dallo Sponsor Tecnico l'Hotel Ristorante Casa del Gourmet”, che ha sposato in pieno il progetto per lo spirito aggregativo con il quale si propone e per la funzione sociale che esercita fornendo GRATUITAMENTE l'accesso ai corsi a tutti gli appassionati di Arti Marziali. il Progetto ha come titolo “KARATE GIOCANDO: La scoperta del proprio corpo attraverso il karate”, incentrato sulla disciplina delle Arti Marziali ma partendo dai principi formativi di base, fortemente sostenuti da un forte coinvolgimento sportivo, senza tenere in considerazione se si vince o se si perde. Abbiamo incontrato in D.T. del Centro Studi Karate, cintura nera 4° dan ed Insegnante Tecnico della Federazione Italiana Judo Lotta Karate e Arti Marziali, Vincenzo Ursino, accompagnato dal Direttore dell'Hotel “Casa del Gourmet” di Siderno, Mimmo Figliomeni, che sponsorizzerà il progetto mettendo a disposizione i propri locali e l'abbigliamento ufficiale per il “Team Agonistico”, a dimostrazione del fatto che ancora una volta, sport e turismo si coniugano a meraviglia producendo degli ottimi risultati. Il Progetto esordisce il D.T. Ursino - si rivolge a bambini e ragazzi compresi nella fascia d'età tra i 6 e i 13 anni ed è offerto in forma Gratuita. a.t.

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Biblioteca meridionalista STORIA MERIDIONALISTA DELLA LETTERATURA CALABESE- FINE

A

Dove va la letteratura calabrese mentre è spirato il Novecento? PASQUINO CRUPI

vvio a conclusione la Storia meridionalista della letteratura calabrese con le dovute scuse ai lettori de <<la Riviera>> per la non organicità delle puntate pubblicate. E soprattutto per la lunga interruzione, determinata dal dover cedere il passo a notizie, sempre letterarie, di cogente attualità. E facciamo punto come di seguito. La letteratura italiana del XX secolo inaugura la “diserzione” dalla questione sociale con Italo Svevo e Luigi Pirandello. Per la letteratura calabrese non è così. Dalla questione sociale non si dilacera. Mantiene un fervido rapporto con la società storicamente determinata, pur avendo l’occhio attento alla mutazione del romanzo in Europa e in Italia. Il Novecento calabrese è binario. Abbiamo degli scrittori, come Corrado Alvaro, Mario La Cava, Raoul Maria De Angelis, Antonio Altomonte, Domenico Zappone, che innestano le inquietudini dell’uomo del Novecento su uno sfondo regionale. E abbiamo degli scrittori, che ancora lavorano e operano sul terreno del romanzo sociale, come Francesco Perri, Leonida Rèpaci, Fortunato Seminara, Saverio Montalto, Saverio Strati. Su nessuno dei grandi problemi calabresi taciturni: la lotta per la conquista delle terre incolte, l’emigrazione transoceanica ed europea, lo spopolamento, la ‘ndrangheta. E capaci di segnare svolte nel cammino della letteratura italiana. Primo ad emergere con tal passo è Francesco Perri con il romanzo Emigranti (Mondadori, Milano 1928). La rivoluzione letteraria Nella letteratura calabrese del Novecento ci sono due nomi

GIOACCHINO CRIACO * MIMMO GANGEMI inconfondibili: Corrado Alvaro e Francesco Perri. La verità di questo giudizio è provata dal fatto che Alvaro e Perri sono gli unici tra gli scrittori calabresi, che abbiano legato il loro nome ad opere memorabili, proverbiali, cioè universalmente note. Alvaro con Gente in Aspromonte, Perri con Emigranti. Romanzo che segna una svolta epocale nella storia della letteratura italiana. Perché? Perché con questo romanzo Francesco Perri dà alla letteratura italiana l’anello mancante, cioè il romanzo, mai prima di lui scritto, dell’emigrazione come trama totale. È un nuovo ceto sociale che entra in questo modo nella letteratura italiana. Una svolta epocale che ricorda quella di Alessandro Manzoni e degli umili, protagonisti di un’opera letteraria. Questione da non dimenticare. E dalla quale si trae la persuasiva convinzione del contributo che i letterati calabresi, nel nostro caso Perri, danno all’ elevazione della letteratura nazionale, che finalmente può

camminare su tutte e due le gambe. E un’altra rivoluzione introdurrà Saverio Montalto con il romanzo La famiglia Montalbano [Chiaravalle Centrale (Catanzaro) 1973]. Il romanzo era stato scritto e concluso negli anni 1939-40. Precede, perciò, Il giorno della civetta di Leonardo Sciascia. La letteratura meridionale aveva sfiorato il tema della mafia, ma nessuno l’aveva prelevato come trama totale di un romanzo. Tale è in Saverio Montalto, nonostante sia stato lasciato sullo sfondo e il proscenio sia stato tutto di Leonardo Sciascia del quale non disconosciamo i meriti . C’è chi ha scritto meglio di Saverio Montalto nel campo della letteratura meridionale e calabrese. Ma nessuno – e solo Strati gli può stare a fianco – ha narrato come lui, omerico narratore. E di Saverio Strati, in cui l’odissea del popolo calabrese è ricompresa pienamente, qui si vuole dire che la letteratura meridionale deve a questo geniale il passaggio tematico dai poveri agli sfruttati, da una umanità vec-

chia ad una umanità nuova. Processo tematico, peraltro, già avviato, ma non concluso da Fortunato Seminara, che va oltre il Verga e propone un mondo rurale in cui i contadini non sono il nostro prossimo da compatire e magari consolare con la categoria, vecchia come il mondo e nata con il mondo infelice, del destino. Non si capisce perché con cittadinanza esclusiva nel Mediterraneo. È un discorso che Fortunato Seminara inizia dal 1942, l’anno della pubblicazione a Milano delle Baracche, il romanzo del suo esordio. Romanzo con il quale – ha dichiarato più volte Fortunato Seminara – prende avvio il neorealismo italiano. Il neoralismo italiano no, il neorealismo meridionale assolutamente sì. Anche se pare più corretto definire il neorealismo di Fortunato Seminara come neorealismo eretico, che perde questo suo aggettivo, acciuffando la speranza ne La Masseria (Einaudi, Torino 1952), in in Vento nell’oliveto (IVI 1951), in Terra amara

(Pellegrini, Cosenza 2005), ne L’Arca (IVI 1997). Di evidente importanza risulta l’opera narrativa di Leonida Répaci e di Mario La Cava . Se si fa eccezione per Saverio Strati, i protagonisti della grande stagione narrativa del Novecento son tutti morti. La letteratura calabrese sul finire del secolo XX non era che una processione di morti. Illustri morti, ma sempre morti. E c’è ancora da aggiungere che nel Novecento l’asse letterario era tutto orientato sulla provincia di Reggio Calabria. Ricomincia da una altra geografiaquella crotonese- la nuova stagione narrativa con Carmine Abate, nativo di Carfizzi. Ricomimcia con il suo eccezionale romanzo Il ballo tondo, che pone fine all’irequieta ricerca del personaggio nel romanzo realista. Ma nel duemila l’asse geografico della narrativa piena e matura s’è spostato nuovamente verso la provincia di Reggio Calabria con i romanzi di Santo Gioffré, di Domenico Gangemi e di Gioacchino Criaco e di Francesca Chirico. Tutti autori in pieno svolgimento. Grazie a loro rinasce il romanzo meridionale, dato per scomparso. ricompare la letteratura meridionale, data per morta. Francesca Chirico con Arrovescio abbandona il brontolio intimistico di tanta letteratura al femminile e ci riporta nel cuore ardito della Calabria, Santo Gioffré svolta e racconta la Calabria, che splende con i suoi intellettuali , in Leonzio Pilato e in Artemisia Sanchez. Domenico Gangemi con La Signora di Ellis Island innova la letteratura dell’emigrazione. Gioacchino Criaco con Anime nere dà il romazo internazionale della ndrangheta. E replica verso l’alto con con American Taste dove con il polso di Tolstoi e l’occhio speleologico di Dostojevski si qualifica come scrittore oracolare. Una specie inesistente in Italia.

Cerimonia degli addii E' MORTO NELLASUA CASADI BOLOGNA VENTURINO STELLITANO

UN INTELLETTUALE BRILLANTE ED APPASSIONATO ED ERAANCHE COMPAESANO DI OGNI SIDERNESE.

Ciao Venturino, faccio le mie condoglianze alla tua famiglia, alla tua signora, ai tuoi figli. Loro sì, hanno subito una gran perdita con la tua dipartita. Certo se penso alla nostra avventura umana, mi viene da pensare che tu hai messo una formidabile barriera alla morte affrontandola, ma rifiutandola, era una singolare ma avvincente, barriera. Fatta con le tue formidabili armi. Volevi essere,informato, in ogni risvolto, alla vita del paese che amavi più di quanto pensassi. In ogni figura che ricordavi tenacemente, c’era il ricordo più bello a cui ti aggrappavi perché erano tuoi e di nessun altro ed erano avventure tenere, perché erano quelli della pubertà, conservo nella memoria aneddoti, storie, fatti concreti: come quello che conservo nel cuore: del sole non è rimasta che uno spicchio infuocato, e ormai il tetto a botte di un capannone vicino, dal quale proviene l’eter-

no rombare dei telai, ha già avviato al allungare la sua ombra sul campo e lui che continuava a ripetermi che c’era ancora qualche imperfezione nella mia rovesciata alla “Parola”.,ed intanto c’era la penombra che richiamava alla notte, e qualche spettatore cominciava ad abbandonare il campo. Venivamo da una guerra impietosa, per malattie, fame, povertà. Io invidiavo la tua capigliatura, la tua capigliatura era soffice ondulata che qualunque brillantina metteva facilmente a posto, io invece avevo cappelli dritti insofferente a qualunque pettine, o brillantina. Ora, mi diceva Totò Capogreco, ne avevi meno, radi, nella tua ultima età. Ti ricordavo brillante pieno di “fibrillazioni, tifoso dell’INTER e brillante contenitore, ti voglio ricordare tifoso prima di tutto della vita e poi dell’INTER, di cui conservavi quella superiorità su noi juventini che somigliava tanto alla “diver-

sità” comunista tanto caro al vecchio PCI, che si sta frantumando nel PD quale nemesi storica più puntuale, per te che certo non potevi soffrire gli uomini superiori o presunti tali. Ti voglio ricordare giovane e mi sovviene che altro ricordo non di te e quindi immortale lo sentirò qualche altra volta il telefono e tu sarai dall’altra parte che mi chiederai di questo e di quello. Mi viene in mente una frase “ il ricordo è un compromesso: gli uomini si difendo con questo” è di Tommaso Landolfi: e senti anche questa “ un nome qualunque non esiste , per così dire non si dà in natura; ogni nome reca una certa carica di destino.” È anch’esso di Tommaso Landolfi. Il tuo nome contraddiceva questo detto. Mi sono ricordato adesso che le tue ceneri vagano per l’Adriatico, scelta non sarebbe stata migliore. Paolo Catalano

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Parlando di... Pubblicità

Cultura e società

LA LEGGE ANTI-AMAZON CONTRO GLI EDITORI DEL SUD DANIELEMANGIOLA

A Benestare riaprono “i Catoji” nel borgo antico Per quattro giorni, nel borgo antico (zona Timpa e Ariaporo), di Benestare si sono riaperti i “Catojia”, per esposizioni artigianali, e degustazione dei prodotti della cucina locale e le vie del paese sono state invase da canti, danze e musiche della tradizione popolare. Benestare, paese che fu esclusivamente rurale, vanta un vissuto di tradizioni contadine che né il tempo né la civiltà dei consumi hanno il diritto di seppellire. Per onorare la memoria storica "di quando il dio delle piccole cose abitava il colore dei mattini", si è così dato vita ad un progetto culturale nato con l'intento di valorizzare il borgo antico. Il paese, attraverso il recupero dell'artigianato, degli antichi mestieri, della musica, dei canti e della cucina tradizionale, si è trasformato in una fucina di idee e creatività, luogo d'incontro e di valorizzazione della nostra cultura popolare e attende con ansia la serata conclusiva (oggi, Domenica 2 Ottobre) di questi quattro splendidi giorni. Non mancate.

Con il primo di settembre è entrata in vigore la cosidetta “Legge Antiamazon”, approvata praticamente all'unanimità da tutti i membri del Senato, eccezion fatta per i radicali, che si sono astenuti. La legge interviene a regolare il mercato del libro con una serie di limiti che si possono cosi brevemente riassumere: a) sconto massimo del 15% che un rivenditore può applicare alle nuove edizioni; b) massimo un mese di promozioni all'anno e mai durante il mese di dicembre. Per un normale lettore non sono gran belle notizie. E Amazon, che c'entra? Ma perché, dove te la volevi fare una bella spesona di libri risparmiando complessivamente il 25-30% se non online? E il 2011 è stato l'anno dell'ingresso di Amazon nel mercato italiano del libro con politiche promozionali

abbastanza aggressive che chi ha l'abitudine di commerciare sul web ha avuto modo di conoscere. E nelle motivazioni espresse in aula sulla proposta di legge si fa esplicito riferimento al mercato del libro online come ad un attacco che sta mettendo in difficoltà la categoria dei librai. Ma l'unanimità politica non rispecchia altrettanta unanimità neanche tra i diretti inte-

ressati. Non tutti la considerano così saggia, né tantomeno così conveniente. Non tutti i librai si sentono favoriti da questa legge e molti editori altrettanto. Alcune associazioni di categoria hanno presentato una petizione contro questa legge e tra i firmatari c'è l'editore calabrese Rubbettino. E lo sapevate che il locrese Franco Pancallo Editore si trova in vendita su

Suggestioni di Giovanna Mangano PREFAZIONE DI BRUNO CHINÈ Quando un autore, scrittore o poeta, decide di stampare un testo generalmente si rivolge ad una persona ritenuta idonea a fare la presentazione. Di solito il lettore frettoloso appena ha nelle mani un nuovo libro legge la presentazione per farsi una prima idea. Non so fino a che punto tutto ciò sia valido. Resto del parere che un lettore attento farebbe bene a passare direttamente alla lettura del testo non lasciandosi condizionare dal giudizio degli altri. Devo ringraziare Giovanna Mangano per avere avuto fiducia in me affidandomi la presentazione del suo primo libro che ha deciso di pubblicare. Proprio per tale fiducia non solo ho letto il manoscritto con attenzione ma ho cercato, per come mi è stato possibile, di cogliere il significato del suo lavoro calandomi nella sensibilità dell'autrice e cercando, nello stesso tempo, di cogliere alcuni aspetti del suo mondo interiore. Il libro si compone di una raccolta di poesie che scaturiscono da un'anima sensibile e commossa davanti alle bellezza della natura e alla complessa a variegata gamma delle situazioni umane. L'autrice non usa il termine poesia. Forse per l'umiltà forse per pudore non ritiene che i suoi componimenti siano poesie bensì “Suggestioni”dell'animo. Non spetta a me stabilire fino a che punto e in che misura i componimenti della Mangano siano poesia. Certo sono pensieri che addietro, una targa ai lati della splendida scascaturiscono da linata del Municipio. Sul bronzo è scolpita un animo sensiquesta frase: “ L’Amministrazione di Caraffa bile e commosso del Bianco ricorda la famiglia Sotira che, nel ed hanno quella secolo XVI, liberandosi dal dominio del Duca semplicità e fresdi Sant’Agata, fondò questa comunità perchezza che apparmeata, sin dall’origine, da valori di libertà e tiene al linguagcultura”. E quando si parla di libertà come gio poetico. Il suo non rammentare chi sacrificò animo sensibile la vita per essa ovvero Rocco viene suggestionVerduci, la figura più rivoluato da una brezza marina, da un raggio di zionaria tra i cinque martiri di sole, dal canto d'un uccello e trova le parole Gerace, nato proprio a per fissare il tutto su carta. Ma non si tratta Caraffa del Bianco. Non per solo di sentimenti che nascono da una conniente, il sindaco Di Giorgio templazione della natura. La Mangano esploha spiegato che “ la targa conra anche la complessa psiche umana che clude una sorta di trilogia stoviene colta nei suoi pochi attimi di gioia ma rica che, insieme al monumenprincipalmente nei momenti di dolore dovuto dedicato al Principe to alle circostanze della vita o più spesso all' Fabrizio Carafa, all’entrata del insipienza e malvagità umana. La lettura del paese, e al busto in bronzo di Rocco Verduci, volumetto ci consente, in un mondo che posto innanzi al palazzo del Comune, rapprescorre velocemente, di soffermarci un attimo senta tre momenti importanti attraverso i per riflettere su alcuni mali della società di quali tutta la cittadinanza, ed in particolare i oggi e ci dà pure la possibilità di provare giovani, si possono riappropriare del proprio nuove. passato ”. DS DOMENICA

L’amministrazione onora la famiglia che fondò il paese

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Caraffa, una targa per ricordare i Sotira ino al 1588 nel territorio dove adesso sorge il centro abitato di Caraffa del Bianco (e che nel XVI secolo era feudo del Principe Fabrizio Carafa) risiedevano solo quattro famiglie. Ma tra il 1589 ed 1594 qualcosa cambiò. Scrive il sacerdote Vincenzo Tedesco nella sua “Memoria” (pubblicata a Napoli nel 1856) che avendo il Duca di S.Agata “gettato un arco dal suo palazzo sopra quello della famiglia Sotira, senza intelligenza della stessa, per fare una loggia, e ciò mal soffrendo la medesima famiglia, si attaccò fra loro fiero contrasto”. Così, Don Fabio e Don Ottavio Sotira abbandonarono il paese governato dalla casata del Duca Tranfo e si trasferirono nella proprietà del Principe Fabrizio Carafa, che “assegnò loro terreno per fondare un novello abitato, al quale pose il suo cognome Caraffa”. Per onorare, dunque, la famiglia che diede origine al paese, l’Amministrazione Comunale guidata da Paolo Di Giorgio ha posizionato, giorni

IN BREVE Domenica 9 ottobre, ore 18, nelle sale di Palazzo Speziali-Carbone, inaugurazione di "Percorsi mediterranei", personale di pittura di Diego Cataldo. Il giovane maestro festeggia dieci anni di esposizioni in tutta Italia con un viaggio attraverso l'evoluzione della sua arte. Dagli esordi al recente allestimento sul tema dell'eros, passando per i tanti ritratti realizzati in questi anni. La mostra, organizzata dal comune di S. Ilario in collaborazione con la Pro Loco, riprende i "percorsi" di un artista profondamente mediterraneo che racconta e ci racconta emozioni, passioni, luoghi e persone della nostra terra. 02

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LEGALITÀ, AGRICOLTURA BIOLOGICA, LAVORO E CONSUMO CONSAPEVOLE, PROTAGONISTI DI UNO SPETTACOLO AL PALAZZO DELLA CULTURA DI LOCRI. Stasera al Palazzo della Cultura di Locri, a partire dalle ore 21.00, andrà in scena Mafie in pentola. Libera Terra, il sapore di una sfida, lo spettacolo di teatro civile-gastronomico con Tiziana Di Masi. Ingresso libero.

Amazon? Certo non è altrettanto semplice trovarlo nelle librerie di Reggio o Messina. Se poi abiti a Rho potresti avere anche qualche problema in più… Una serie di domande sorgono spontanee. Le associazioni di categoria non si sono sentite tutte favorite da questa legge, eppure la classe politica la ha considerata talmente valida da

approvarla all'unanimità? E non è che oggi sembri correre tanto buon sangue tra le varie fazioni. Come si spiega? E poi un tale fervore per la cultura da ritrovarsi con il caldo di luglio per votare una legge del genere? In un periodo che non è che in Italia non ci sia altro da pensare in materia economica. No! La notizia c'è ed è ben ghiotta e di tutt'altro tenore! E sono vari gli indizi. Il primo, come ho appunto già detto, è questo fervore da parte della classe politica. Poi, altro fatto interessante, questa legge porta il nome del Senatore Riccardo Franco Levi del PD, da sinistra, dunque, o giù di lì. Ed è noto che quelli di sinistra sono tutta gente che fa della lotta per giustizia e legalità la propria ragione di vita. Lo sanno tutti. Per cui gli interrogativi si moltiplicano: perché una legge all'apparenza così poco favorevole alla gente comune? Voluta e proposta da gente di sinistra? Come mai, poi, così tutti d'accordo? E questa fretta? Non ci saranno per caso dietro le spinte e le pressioni di grandi catene editoriali, ad esempio Mondadori per sbarazzarsi degli agguerriti concorrenti online? Ma perché essere sempre così sospettosi e malpensanti? La risposta è un'altra, invece, e ci rincuora, in periodi così bui: una legge, pur se all'apparenza impopolare, voluta a protezione dai piccoli rivenditori che altrimenti rischiereb-

bero di essere spazzati via da questi colossi che hanno sviluppato sul web il loro commercio. Che classe politica di eroi! Altro che servilismo! Ma vi immaginate voi deputati e senatori del PD che votano una legge a favore di Mondadori, di proprietà della famiglia Berlusconi? Impossibile! Potremmo mai immaginare una tale incoerenza tra il dire e il fare nei rappresentanti dell'elettorato di centro-sinistra? Non ascoltiamo queste cattive voci, che peraltro girano. Diamo alle cose il loro giusto senso. Questa è, finalmente, una stangata ai poteri forti per sostenere il commercio dei librai tradizionali! Che coraggio! E voci di palazzo, non confermate, sussurrano che non è finita qui, che altre iniziative dello stesso tenore si succederanno a breve, che questa è solo la prima di una lunga serie. La prossima? Ve la anticipiamo noi: una legge che imporrà un massimo di metri quadrati complessivi per i centri commerciali. Che questi abbiano danneggiato i piccoli commercianti lo sappiamo tutti e dunque le analogie ci sono tutte, mi sembra. Perciò la voce pare proprio degna di fede. Non ci sarà da attendere molto, si vocifera, l'era della bottega sotto casa sta per tornare, finalmente. È bello sapere di avere di nuovo una classe politica compatta nella lotta contro i mali che ci opprimono.

Ciack si gira!

<<E' affascinante l'idea di poter partecipare a una grande produzione cinematografica; mi sono detta, “perché no?”. E allora eccomi qui>> ci dice sorridendo una bella ragazza dai lunghi capelli ricci. E con lei tantissimi altri aspiranti attori, di tutte le età, in prevalenza donne, ma pure molti uomini. Più di centocinquanta in fila davanti agli studi di “LocriTeatro” dove si svolge il casting per il film “Anime nere”, tratto dal best-seller omonimo di Gioacchino Criaco (Rubbettino editore) e affidato alla raffinata regia di Francesco Munzi. E' Massimiliano D'Agostino, il giovane casting director romano, a incontrare i potenziali partecipanti al lungometraggio; con lui Bernardo Migliaccio Spina, direttore di “LocriTeatro” e titolare, insieme al fratello Nazareno e a Vincenzo Caricari, di Asimmetrici Film. Numerosi, tra i partecipanti al casting, ragazzi e ragazze provenienti proprio dalla scuola di Migliaccio Spina o già apparsi in “Malanova, storia di amore e magia” e “L'uomo del gas”, ma pure moltissimi del tutto lontani dall'ambiente, eppure attratti dall'eterna magia del grande schermo. <<Questa è la fase preselettiva - spiega D'Agostino, che ha affiancato Munzi anche nelle pluripremiate opere “Saimir” e “Il resto della notte” -. Ci limitiamo a redigere le schede, fare una breve intervista conoscitiva e scattare alcune immagini. Il tutto ci è utile per operare delle scelte iniziali. In seguito, ci saranno dei provini basati, non tanto sulla parte da copione, quanto sull'espressività, con l'interpretazione di scene “emozionali”>>. Il film, prodotto dalla Bianca Film e da Rai Cinema, porta la cifra stilistica del cinema di qualità di Francesco Munzi e del romanzo d'autore di Gioacchino Criaco, vera rivelazione letteraria nazionale, che ha ormai varcato i confini con la traduzione, proprio di “Anime nere”, in Francia, a cura della prestigiosa Metailiè. Quella di Criaco è una trilogia di grande successo, iniziata con “Anime nere”, proseguita con “Zefira” e conclusa con il recente “American Taste” (tutti per i tipi della Rubbettino). Le riprese del film dovrebbero iniziare nei prossimi mesi.

Francesco Munzi cerca i protagonisti per il film tratto da “Anime nere”.

A MAMMOLA LA FESTA DEI LETTORI 2011

“Italia-Europa Andata e racconto” Con l'autunno è ripresa l'attività dell'associazione culturale i Presìdi del Libro - Locride che per la prima volta, dopo gli eventi di Marina di Gioisa Jonica, di Monasterace e di Locri, si sposta a Mammola. La VII edizione della Festa Nazionale dei Lettori sul tema “Italia-Europa. Andata e racconto”, si è svolto in contemporanea in Calabria, Puglia, Piemonte, Sardegna, Campania, Basilicata, Liguria, Trentino, Veneto, Friuli, Abruzzo, Toscana, Lazio e Marche. L'evento, in Calabria è stato realizzato con la collaborazione del Gruppo di lettura “Il carro dell'anima” e del Comune di Mammola, e ha visto la partecipazione di un numeroso grup-

po di appassionati provenienti da tutto il comprensorio. Il suggestivo tema, proposto dall'Associazione Nazionale dei Presìdi del libro, è stato reinterpretato nel segno di un'Europa unita dai libri e dalla cultura, con uno sguardo rivolto al Mediterraneo, porta del nostro continente, e all'eco delle “primavere” che da esso arrivano a noi. Dalla nostalgia dei fiumi di Ungaretti, passando per Kundera, Neruda, Pirandello, Goethe e molti altri, ognuno ha raccontato un pezzo della propria storia, e un pezzo della storia del proprio rapporto con la lettura. Viaggio, memoria e curiosità sono state le parole-chiave di una serata emozionante, in cui i lettori hanno fatto dialogare tra loro alcuni dei personaggi

LE NOTE

di MARA RECHICHI

A-SIMMETRIE ZODIACALI Vi ricordate la barzelletta della mucca bianca e della mucca nera interpretata da Gigi Proietti nel film “Barzellette”? Ecco, è questa l'immagine che affiora alla mia mente pensando al 29 settembre. Chi fa il compleanno in quella data? BERlusconi. E BERsani? Pure! Chi è del segno della Bilancia? BERlusconi. E BERsani? Pure! Chi è in politica a capo di un partito? BERlusconi. E BERsani? Pure! Posto che nutro dubbi sulla validità universale degli oroscopi, l'astrologia occidentale ci dice che la Bilancia è un segno d'aria, governato da Venere, in cui Mercurio è in esaltazione, Marte in esilio e il Sole in caduta; che il metallo associato è il rame; la pietra è l'opale; il fiore è la rosa; gli animali sono l'usignolo e la tortora; il numero fortunato è il 7. Se pensiamo all'uno ed all'altro BER, in relazione ad ogni elemento citato, troviamo dei punti che ci fanno rispondere come Gigi Proietti. Aria? Fritta. Venere? L'uno non ne può fare a meno, l'altro non si sa. Entrambi hanno il proprio corrispondente Mercurio, Marte e Sole: trovateli voi, non è difficile. Rame? Va molto di moda nel mondo dei ladri. Opale? Minerale amorfo e incolore, tutt'al più tinto. Rosa? Bindi! Usignolo e tortora? Il primo canta che è una meraviglia, la seconda si lamenta col suo “Tuutùttuu”. Il numero 7? Qualcuno dice anche l'8! La Bilancia in sé è segno di equilibrio. L'uno oggi afferma una cosa e domani la smentisce. L'altro afferma e poi riafferma, e ripete, all'infinito. E' simbolo di Giustizia: l'uno la vive col prefisso ”in”, l'altro la vive e basta. E così, andando avanti si scoprono a-simmetrie. L'oroscopo di oggi della Bilancia dice: “Il lavoro vi darà molte soddisfazioni, c'è l'approvazione di un progetto a cui da tempo stavate lavorando. Chi la dura la vince e voi ne siete l'esempio vivente”. Beh, speriamo che il nostro oroscopo sia migliore!

che hanno segnato la storia della letteratura Europea, in un'ideale agorà della mente. Il carattere più importante della Festa Nazionale dei lettori è stato quello di una manifestazione non concentrata, ma diffusa, attraverso la disseminazione sul territorio. Nello stesso giorno, contemporaneamente, in tanti luoghi d'Italia e tra questi la Locride, centinaia di incontri, piccoli e grandi, promossi e coordinati da migliaia di volontari-lettori, hanno cercato per un giorno di spiazzare le abitudini tradizionali, di portare i libri in luoghi inusuali, in modo inusuale. Di raggiungere “chi legge, chi non legge, chi leggerà…” e di trasformare quei luoghi, almeno per qualche ora, in “città del libro”. Dunque, non una manifestazione che vuole celebrare un evento, ma che aspira a modificare qualche abitudine sociale e culturale. A far incontrare tra di loro i protagonisti della promozione della lettura e a creare relazioni insolite. Cristina Briguglio DOMENICA

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Andiamo

al

Cinema

CINEMA NUOVO Siderno,info:0964/ 342776 Box Office 3D -18.00- 20.00 - 22.00 CINEMA ARENA Siderno,info:333/ 7672151 Prossima apertura CINEMA GOLDEN Roccela J,info:333/ 7672151 L’alba del pianeta delle scimmie/18.00 - 20.00 - 22.00

CINEMA VITTORIA Locri,info:339/7153696 I Puffi in 3D/ 18.00 - 20.00 - 22.00 CINEMA GARIBLDI Polistena,info:0966/ 932622 Super 8/17:00 19:15 22:00 CINEMA POLITEAMA Gioia T.,info:0966/ 51498 Kunf fu panda 2 18.00 - 21.00

CINEMA ODEON

Reggio C.,info:0965/ 898168

Carnage/ 18.00 - 20.00 - 22.00 CINEMA AURORA Reggio C.,info:0965/ 45373 The Eagle/ 18:10 20:20 22:30 NUOVA PERGOLA Reggio C.,info:0965/ 21515 Pelle che abito/18.10- 20.20 - 22.30 MULTISALA LUMIERE Reggio C.,info:0965/ 51036 Sala de curtis

L’alba del pianeta delle scimmie/18.10 - 20.20 - 22.30 Sala sordi I Puffi/ 17.00-19.00- 21.00 Sala de sida Crazy stupid love/20.40 Kunf fu panda2/18:30 Box office 3D/22:45 Sala mastroianni Momentaneamente chiusa

Cinema&Musica LARECENSIONE

I PUFFI Massacrato dalla stampa statunitense, eppure riuscito nell'impresa di sbancare i botteghini di mezzo mondo. Sembrava tirare brutta aria in casa Sony quando I Puffi 3D è uscito nei cinema d'America, con un cocente flop alle porte e una brusca e possibile ridimensionata da dare all'idea di un vero e proprio franchise legato agli omini blu creati da Peyo. Ufficializzato il sequel, che uscirà ad agosto del 2013, i Puffi arriva ora finalmente anche nei cinema d'Italia, dopo aver cresciuto per decenni intere generazioni sul piccolo schermo. Nel farlo, il film di Raja Gosnell sorprende in positivo. Perché se le aspettative della vigilia erano fastidiosamente basse, a causa di trailer a tratti imbarazzanti e recensioni da oltreoceano a dir poco terrificanti, la pellicola della Sony finisce invece per divertire, soprattutto i più piccini, ed ammaliare, grazie ad una CG incredibilmente lavorata. Ci ritroviamo infatti davanti ad una produzione che ha realmente lavorato sugli effetti speciali, partorendo dei Puffi clamorosamente credibili, 'soffici', per non dire quasi di 'plastilina', e a tratti estremamente divertenti. Diretto dallo stesso Raja Gosnel, al pessimo Orso Yoghi ma anche ai due Alvin Superstar visti fino ad oggi in sala. I Puffi 3D riscrive finalmente in 'positivo' il genere di titoli in 'live action' per bimbi che negli ultimi anni ha visto sbarcare in sala vari personaggi dei cartoni animati. Con gli omini di Peyo il salto è stato estremamente rischioso, perché per decenni le tv di mezzo mondo hanno trasmesso i cartoon dei Puffi, senza dimenticare fumetti, libri e ovviamente giocattoli. Introdotti nel loro mondo medievale, fatto di case a forma di fungo e di concorsi canterini in cui si canta sempre lo stesso storico e martellante motivetto, ci ritroviamo di punto in bianco con i Puffi nella New York di oggi, con il temibile Gargamella sulle loro tracce e una città a loro sconosciuta da 'conquistare'. Provando ovviamente a tornare a casa, senza ovviamente dimenticare un minimo di interazione con una coppia di umani dal cuore dolce e maledettamente grande.

Matteo Raschellà

ANCORA UN APPELLO PER SALVARE IL FESTIVAL JAZZ “RUMORI MEDITERRANEI”

MEMORIA CORTA CRISTINA BRIGUGLIO el 2003 “La Riviera”, osservando l'eccellente livello culturale raggiunto dal Festival Jazz “Rumori Mediterranei”, aveva organizzato un incontro per promuovere un rilancio organizzativo del festival, che ne scongiurasse la chiusura. Parteciparono al forum rappresentanti dell'Associazione Culturale Jonica, i sindaci della Locride, un rappresentante degli albergatori, esperti ed appassionati di musica. Da allora il festival ha continuato a crescere e a raccogliere consensi. E' nata la Fondazione, gli eventi si sono moltiplicati toccando, oltre Martone anche Marina di Gioiosa, Locri e -quest'annoSiderno. Ma nel 2007 il Festival, pur avendo superato il quarto di secolo di vita, e pur essendo diventato la più importante manifestazione musicale di tutto il Mezzogiorno, aveva ancora difficoltà a ricevere il giusto riconoscimento (e la giusta copertura economico-finanziaria) e così, ancora una volta, artisti, intellettuali e giornalisti si sono sentiti in dovere di sottoscrivere un appello per salvare il festival dal rischio chiusura. Quell'appello, che “la Riviera” ha prontamente pubblicato e fatto suo, era firmato da nomi importanti del panorama musicale e culturale internazionale: Ornette Coleman, Uri Caine, Enrico Rava, Paolo Fresu, Carla Bley, Francesca Archibugi, Leena Conquest, Joe Lovano, Rita Marcotulli, Giuseppe Cederna, Maria Schneider, Riccardo Petrella, Dave Burrell, Stefano Battaglia, Maria Pia De Vito, Enrico Intra, Shibusa Shirazu Orchestra, Vito, Javier Girotto, Battista Lena, Antonello Salis, Karin Schmidt, Andy Sheppard, Franco D'Andrea, Louis Sclavis, Fabrizio Bosso, Andrea Satta, Maurizio Giammarco, Diana Torto, Carlo Rizzo, Michele Rabbia, Vittorio Franchini (Corriere della Sera), Franco Fayenz (Il Giornale), Francesca Bellino (Il Mattino), Krystian Brodacki (Jazz Forum-Varsavia), Armand Meignan (Jazz MagazineParigi), Enzo Pavoni (Jazz MagazineItalia), Bruno Giurato (Libero), Fedrico Scoppio (Il Manifesto), Vittorio Pio (Il

N

Quotidiano della Calabria), Vincenzo Fugali (Jazz Italia), Aldo Gianolio (L'Unità), Gian Michele Taormina (La Stampa.it), Stefania Parrone (La Gazzetta del Sud), Edvige Vitaliano (Il Quotidiano della Calabria), Libero Franzè (Musica Jazz), Pino De Biasi (Jazz.it), Maurizio Franco (Musica Jazz). Il Festival Jazz di Roccella non ha chiuso ed è arrivato alla trentunesima edizione, ma i problemi rimangono gli stessi: i contributi pubblici non sono da soli sufficienti a coprire i costi e non vengono liquidati tempestivamente, al momento in cui si fa il programma e il preventivo del Festival (a gennaio) non se ne conosce l'importo, e questo provoca grande difficoltà ed estrema precarietà nell'organizzazione di una macchina così complessa. <<Senza l'apporto degli sponsor privati il miracolo di mantenere in vita i “Rumori Mediterranei” assai difficil-

mente si potrà ripetere>> scrive il senatore Zito <<e questo dispiace molto, sia per la Calabria, in nome della quale abbiamo lanciato questa sfida nel lontano 1981, sia per il Paese, visto il ruolo che Roccella Jazz ha esercitato sulla scena musicale italiana ed europea nel corso di tanti anni>>. Alcuni dei problemi più spinosi della Locride si ripropongono ciclicamente senza che si arrivi mai ad una soluzione defintiva o quantomento di lunga durata. Le situazioni di emergenza vengono tamponate con provvedimenti sempre nuovi (e a volte fantasiosi) ma, inevitabilmente, dopo qualche tempo, tutto torna d'accapo. E così anche Il Festival Jazz “Rumori mediterranei”, uno dei vanti della Locride, se lasciato all'indifferenza e alla mancanza di investimenti e di programmazione, rischia di morire. Questa volta sul serio.

ARIETE

TORO

GEMELLI

CANCRO

LEONE

VERGINE

dal 21 marzo al 20 aprile

dal 21 aprile al 20 maggio

dal 21 maggio al 21 giugno

dal 22 giugno al 22 luglio

dal 23 luglio al 23 agosto

dal 24 agosto al 22 settembre

Nel weekend sarete più introspettivi. La domenica in particolare risulta piacevolmente e avventurosa, grazie a una splendida Luna di Fuoco.

Potreste decidere di sottoporvi a qualche controllo medico, per verificare lo stato psico-fisico generale. Prevenire è meglio che curare.

Mercurio in Bilancia, scoperchia ogni dubbio causato dalla precedente quadratura. Adesso sapete bene cosa fare e come farlo.

L’eros è molto gratificante nelle giornate di domenica, complice un'intensa Luna in Scorpione. E' ideale per gite fuori porta e viaggi.

L'atmosfera generale si farà leggera e piacevole e la vostra cordiale curiosità attirerà interlocutori simpatici e attenti. Farete sicuramente colpo. DOMENICA

Il grande desiderio di concretezza e stabilità sarà scompagnato da uno spiccato senso estetico. Ottimo fine settimana da trascorrere in compagnia. 02 OTTOBRE 2011

LA RIVIERA

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la Riviera

Blob of the week

La verità dell’Iride

Ragazze in “gamba”

di Benjamin Bowson

IL PAESE DEI BALOCCHI

Estroversi e censurati Romanzo Sidernese

“Dentro al Notizia”

Pasquale Violi e Antonio Tassone

“ Il Freddo”

“ Il Libanese”

Francesco Falletti

Pietro Meleca

Ambarabà ciccì coccò tre civette (kukumerla) sul co...rso

“old fashioned” come il cocktail Pino Ravel

Il Killer e la sua banda “Una stella di donna, e l’uomo delle stelle” Maria Teresa D’agostino e Massimiliano D’agostino

Enzo pesca una spigola di 6 Kg e la regala alla ProLoco di Caraffa L’ onorevole ha solo cam- Speriamo si avveri la probiato colore della camicia o anche la fede politica ??

La vita è fatta a scale anche per Pasquale

fezia di Enzo. Forza Juve

Clamoroso dalla Svizzera, gli scienziati del Cern di Ginevra hanno dimostrato che esiste una velocità superiore a quella della luce. I neutrini, particelle infinitesimali dell'atomo, sono figli del vento, meglio di Carl Lewis, è battono al fotofinish la luce mettendo in crisi la teoria della relatività di Einstein. Per la scienza si aprono nuove frontiere e sfide, l'uomo si avvicina sempre più a Dio con buona pace di Ratzinger che raggiungerà la Calabria, il 9 ottobre, alla misera velocità aerea di ottocento chilometri all'ora. E questo è nulla. Niente avrebbero potuto fare i geni svizzeri, con presenza qualificata di una grande calabrese Lucia Votano, senza l'ausilio della tecnica italiana che con un misero investimento di quarantacinque milioni di euro ha costruito gran parte del tunnel che collega Ginevra al Gran Sasso d'Abruzzo. Una galleria di settecentocinquanta chilometri che attraversa i due terzi del suolo italico. Giapponesi e cinesi si rodono già il fegato per i possibili utilizzi futuri del tunnel. Spariranno dalla superficie del Belpaese autostrade e ferrovie, ci si immergerà ad Aosta per riapparire a Pescara. Genio italiano, che nel silenzio assoluto, senza rumor di mine e trivelle ha traforato il bel suol d'amor come fosse un gruviera, sfuggendo a satelliti, radar e sonar, al largo dai proclami e dai palchi, ha realizzato la più grande opera del mondo, che i viaggi sulla luna sono dilettanteschi al confronto. Anche la mafia è in depressione niente tangenti sul più grande affare dell'umanità. Ovvio che Berlusconi vincerà a man bassa le prossime elezioni, e quelle future, sino al tremila, posto che fra breve si scoprirà l'elisir di lunga vita. La Gelmini, che ha dato al mondo l'annuncio dell'opera, intanto è in viaggio per New York, sarà all'assemblea delle nazioni unite, dove pare annuncerà una nuova scoperta italiana, in grado di porre fine alla crisi economica mondiale. L'accompagneranno, nel viaggio, il gatto e la volpe, si porteranno dietro un pezzo di terra, asportato dal campo dei miracoli, le cui zolle sono in grado di moltiplicare i denari. E povero Papa, non vi sorprenderebbe nemmeno se vi portasse Dio in persona. Ratzinger eviti di venire in Calabria, sarà un flop, visto che negli stessi giorni sarà nella punta la ministra Gelmini.

BILANCIA

SCORPIONE

SAGITTARIO

CAPRICORNO

ACQUARIO

PESCI

dal 23 settembre al 22 ottobre

dal 23 ottobre al 22 novembre

dal 23 novembre al 21 dicembre

dal 22 dicmbre al 20 gennaio

dal 21 gennaio al 19 febbraio

dal 20 febbraio al 20 marzo

E’ ottimo il livello energetico e la mente è prontissima a recepire stimoli e novità, sentimenti che si propagano con tante emozioni.

I pianeti, che ora si allineano nella dodicesima casa, vi renderanno particolarmente percettivi e intensi, sarete dei leader in quasi tutti i campi.

Sono favoriti sia lo shopping di qualità, sia i trattamenti estetici soft, che rendano la pelle luminosa. La domenica risulta brillante.

I nativi dal 4 al 10 di Gennaio stanno per lasciarsi alle spalle il lungo periodo di rigore, a cui Saturno li ha sottoposti per mesi.

C'è un lento miglioramento delle finanze, anche se Giove proseguirà l'operazione di sbarramento per i nativi della prima decade. DOMENICA

Le giornate migliori saranno quelle di sabato e domenica, quando il vostro spirito nomade si risveglierà, regalandovi avventure. 02 OTTOBRE 2011

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