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Immagino che emettere un mandato di cattura non sia cosa facile.

PRANZO. Tortino di zucchino con maltagliati ai funghi e pancetta di suino nero. Agnello di latte con greco bianco e patata cinerina della Sila. Dessert di mousse di fichi d’india: queste le portate, servite al Papa. Nessuno di questi frutti della terra aveva il certificato di controllata provenienza dalle terre antimafiose della Valle del Marro. Hanno intossicato Benedetto XVI.


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Controcopertina

Il saluto al Papa e l’addio alla lingua italiana Leggo, mastico: “Un evento che accade in una stagione particolare della nostra regione non tanto perché l’autunno calabrese è mite ma soprattutto perché stiamo preparando con convinzione il futuro delle giovani generazioni”. Dalla prosa del Governatore

RODERIGO DI CASTIGLIA Gran Saluto del Governatore al Papa ha questo esorbitante inizio: “Un evento che accade in una stagione particolare della nostra regione”. Qual è l’evento di cui s’avvia a discorrere l’eloquente non loquente dr. Giuseppe Scopelliti con un periodo, che logicamente sta sospeso in aria, come le salsicce, e grammaticalmemte zoppica, come un mutilato di guerra? Leggo, mastico e scrivo: “Un evento che accade in una stagione particolare della nostra regione non tanto perché l’autunno calabrese è mite ma soprattutto perché stiamo preparando con convinzione il futuro delle giovani generazioni”. Aggiusto, innanzitutto, secondo lingua italiana, il complesso e ardito periodo, che va integrato e riscritto correttamente così: “[Il Papa viene in Calabria]. Un evento che accade in una stagione particolare della nostra regione. Non tanto perché, ma quanto soprattutto perché..”. Da quando in qua tanto, in funzione correlativa, richiama soprattutto, e non quanto? E da quando l’avversativo ma non è preceduto da una virgola? Croce la

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LE PERLE Dal saluto del Governatore al Papa, apprendiamo: a) che il Papa è venuto in Calabria per ragioni climatiche- l’autunno mite da noi; b) che soprattuto al felice passo è stato mosso dal fatto - udite e tremate- che il dr. Scopelliti sta “preparando con convinzione il futuro delle giovani generazioni”. usava. Comunque, anche una prosa sgrammaticata non è in grado di nascondere le perle. Apprendiamo: a) che il Papa è venuto in Calabria per ragioni climatiche- l’autunno mite da noi; b) che al felice passo è stato mosso dal fatto -udite e tremate- che il dr. Scopelliti sta “ preparando con convinzione il futuro delle giovani generazioni”. Credevamo che il simpatico Barone di Münchhausen fosse imbattibile per ampollosità. Cede lo scettro all’antipatico Governatore, che racconta il meraviglioso inverosimile. Leggo, mastico: “La Calabria è da sempre luogo di approdo e di partenza, porto d’imbar-

co e di rientro, che sta sperimentando la solidarietà e l’accoglienza…”. E scrivo. Il “che”, introduttivo di proposizione relativa, è da riferire alla Calabria, ma, posto a distanza da questa, crea equivoci e distorsioni. È una barbarie linguistica.

E riscrivo in lingua italiana: “La Calabria, che sta sperimentando la solidarietà e l’accoglienza …, è da sempre luogo di approdo e di partenza, porto d’imbarco e di rientro”. Leggo, mastico :“Guardiamo il mondo con lo sguardo all’Europa”.

E scrivo. C’è cacofonia evidente nel rattrappito “Guardiamo il mondo con lo sguardo all’Europa”. La povertà linguistica non consente al Governatore di trovare un sinonimo di sguardo. Ciò che lo avrebbe indotto a purgare la detta frase con: “Guardiamo… con gli occhi”. Ma la purezza, anche in fatto di lingua, è una dote che non pertiene al Governatore. Comunque, sguardo è, per il Governatore, più che una parola, una caramella. Dolce è gustarla. E, infatti, anche a riprova della sua estrema anemia lessicale, la ripropone dopo un paio di righe. Leggo e mastico: “… ma con le radici saldamente nel Mediterraneo, che è sempre stato un mare di scontri, un mare di mutamenti, in questi anni attraversato da rotte in direzione della speranza. Fenomeni …”. Ma le rotte in direzione della speranza, poiché, al di là della scorza metaforica, si tratta di immigrati, sono fenomeni o sono fatti? Leggo e mastico : “Ed è significativo che nei 150 anni dell’Unità, Sua Santità venga in Calabria…”. E scrivo. Dopo “dell’Unità” c’è una virgola, che separa il soggetto -Sua Santità-

IL SILENZIO E’ D’ORO Il Governatore chiude il suo dirupato saluto con parole di vertigine lirica, punto d’amore per “i solitari di Dio...”. Si faccia accogliere tra loro, obbligati al silenzio come lui sarà obbligato. Per il bene della Calabria e della lingua italiana. dal resto che precede. Un errore madornale. Potrebbe anche trattarsi d’un errore di stampa, vogliamo essere generosi. E mi duole che l’errore di stampa non possa essere invocato per quel “nei 150 anni dell’Unità”, che sta in piedi come un sacco vuoto. Non c’è scampo. O: Nel 150° anniversario dell’Unità o: A 150 anni dall’Unità. Noi vogliamo un gran bene al Governatore che chiude il suo dirupato saluto con parole di vertigine lirica, punto d’amore per “i solitari di Dio, fiamme di luce nel cielo stellato”. Si faccia accogliere tra loro, obbligati al silenzio come lui sarà obbligato. Per il bene della Calabria e della lingua italiana. DOMENICA

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La settimana NORDICI&SUDICI

DAI SINDACI DELLA LOCRIDE

SETTE DOMANDE Giustizia e Libertà PER SETTE POLITICI

Giovanna D’Agostino e Serena Cara ai tempi di Ladyterranea

GIOACCHINO CRIACO

Meglio, giustizialismo e garantismo che, semplificando parecchio, potrebbero essere spiegati con la scelta di ridurre fortemente le garanzie dell’individuo a vantaggio della maggiore sicurezza collettiva, per la prima, o con l’opzione di rischiare un po’ di più sul piano collettivo garantendo maggiormente le libertà individuali, per la seconda. Scelte appunto, e come tali entrambe legittime senza figurarsi il giustizialista col cappio in mano e il garantista col cannone in bocca. I contesti sociali debbono, obbligatoriamente, basarsi sulle regole, il quantum e la qualità di esse fa la differenza fra garantista e giustizialista. Entrambi però hanno un totem, la Legge. Entrambi sono per il rispetto assoluto delle regole. La nostra si sa è una società confusa, così mentre il garantista è considerato un filosofo il giustizialista passa per pragmatico. O, peggio, giustizialista moralista, garantista connivente. Confusioni appunto, ognuno può scegliere di essere come vuole, ed è buono in qualunque opzione. La volontà dei più fa la differenza, maggior rigore o maggior garanzia, la gente vota e il legislatore agisce di conseguenza. Questo in contesti normali, nel nostro, che notoriamente non lo è, si eleggono maggioranze per le garanzie e ci si ritrova col codice in casa. Si và dietro ai rigoristi e si finisce affogati da condoni e amnistie. Si vive da sempre di emergenze e nell’episodico le concezioni cambiano dall’alba al tramonto. Quando poi la società è fondata sull’egemonie culturali mediatiche è finita. La linea la dettano i giornali e le televisioni, e quando ogni organo di stampa ne ha una, vince l’odience, il programma più visto o il giornale più letto. Così, o giustizia o libertà diventano un inganno, non rispondendo mai a intime convinzioni, ma piuttosto a momentanee suggestioni. Sempre più spesso i garantisti non sono altro che i reduci di una guerra, quella combattuta con le armi del giustizialismo, soldati del rigore morale e giudiziario finiti in croce a causa di norme orbe o di tutori dell’ordine con gli occhi chiusi. E anche i giustizialisti sono figli di un qualche lassismo che gli ha fatto trovare la casa svuotata o la vicina sgozzata. Siate come volete, ma siatelo per convinzione e non per moda.

È ROTTURATRAD’AGOSTINO E CARA SCOPELLITI Il Comitato dei sindaci della Locride bussa a sette dei protagonisti più autorevoli della poltica calabrese

CARIDI RAFFA

DE ROSE

LADYTERRANEA: UNA DONNA SOLA AL COMANDO

È finita. Giovanna D’Agostino e MESITI BELCASTRO PIZZA Serena Cara non promuovoL’assemblea dei consigli comunali ha no – (più) insieme - attivita’ di difesa approvato un progetto d’urto per la e in tutela dei diritti delle donne del Locride in sette punti, quale è il Suo Mediterraneo con l’obiettivo di comgiudizio; battere le varie forme d’annichilimento e distruzione della dignita’ femminile’’. Il progetto prevede la possibilità d’un Ora c’è una sola donna al comando decreto Locride così come s’è fatto per di Ladyterranea: Giovanna. la città di Reggio. Ritiene praticabile Mi domando: è quest’ultima che questa possibilità? non ha voluto più l’appoggio del suo vicepresidente o a Serena Cara stava Alla Regione Calabria si richiede un stretto il ruolo di braccio destro? “pacchetto Locride” destinato non Per capire qualcosa chiamo il presitanto alle infrastrutture, per cui si fa riferimento al piano strategico, ma all’occudente dell’associazione, a cui questo pazione ed allo sviluppo. Ritiene le misure settimanale ha dato spesso ampio esaustive o realizzabili in tempi rapidi? spazio. «Incomprensioni ideologiche» mi I sindaci della Locride si vanno caratdice al telefono una Giovanna terizzando come istanza politica del ter- d’Agostino molto serena (Sic), proritorio con la volontà di rappresentare babilmente grazie ai benefici di un l’intero comprensorio. Lei lo ritiene un fatto recente e lungo viaggio nella “civile positivo ? Modena”. Io sperando di tirarle qualcos’altro le Cosa secondo Lei potrebbe e dovrebbe chiedo: «Allora ha ragione il profesfare la Regione Calabria per la sore Pasquino quando dice che le Locride? donne sono unite contro gli uomini, e, oltre la caduta dell’odiato nemico, Esiste una “questione Locride” pur si fanno a pezzi». all’interno d’una problematica più ampia che riguarda la calabria? Non ha abboccato alla provocazione e mi ha risposto confermando con Un consiglio ai sindaci della Locride. altre parole la prima battuta «niente

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di che, nessun problema personale, solo punti di vista differenti su più cose di mondo» Molto probabilmente più che il mondo qui c’entra la luna, ho malignato, senza riferirlo alla mia disponibile interlocutrice. E dato che la redazione de la Riviera non ha in organico un esorcista, dopo aver chiuso con Giovanna D’Agostino, chiamo Serena Cara. Risponde gentilmente concedendomi solo pochi minuti poiché impegnata con i suoi alunni, alle prese con una mostra di telai e abiti antichi all’archivio di stato di Reggio Calabria. Lei parla pure di ideologie, di punti di vista differenti, ma nella sua voce a differenza di quella del suo ex presidente c’è delusione. O almeno questo mi è parso «La ragione della rottura – mi dice- nasce da differenze caratteriali. Le diverse visioni ideologiche su più prospettive, hanno creato dei blocchi che impedivano il normale svolgimento dell’attività sociali che l’associazione si era proposta». Solo questo? Mi chiedo. No, non credo: c’è qualcos’altro. Il movente è personale, sono convinto: la sfera privata ha invaso quella pubblica. Ma non lo posso dimostrare, per colpa del peggior nemico di un’intervista: il telefono. Jim Bruzzese

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LA DEA BENDATA VEDE LA LOCRIDE

Assegnato il primo mega Jackpot nazionale in casa Seven La Locride è stata baciata dalla fortuna con una vincita da 114.092.000 euro. Il gioco che ha regalato il Mega Jackpot nazionale, con una giocata da 50 centesimi, è "The Big Easy" e questa rappresenta la prima vincita importante presso la nuova casa da giuoco SEVEN di Marina di Gioiosa Jonica. Raggiunto telefonicamente, uno dei titolari Francesco Ruso ha dichiarato: “sono molto soddisfatto e felice per aver dato gioia a qualche famiglia, spero sia l'inizio di una valanga di Jackpot che cadranno su tutti i nostri clienti”. “Seven” è la prima casa da gioco della Lottomatica in Calabria, inaugurata due mesi fa sta già riscontrando un buon successo di pubblico e di vincite. Il ticket di Seven che ha regalato al fortunato vincitore 114, 092, 46 euro

EDITORIALE

I figli della gallina bianca FERNANDO SAGADO erché la Locride non è mai andata da nessuna parte? Ovvio, per lo sfrenato individualismo che anima la sua gente. Il culto di sé, in prima battuta, poi quello della famiglia, poi quello del clan, poi quello del proprio paese, mai quello per la nostra Patria: la Locride. Sembra che Dio un giorno facesse un giro fra i pastori del mondo, accompagnato da un pastore con al seguito il suo gregge stupendo. Domandava, il Supremo, il desiderio di ognuno e ciascuno rispondeva allo stesso tono. Tutti volevano bestie belle, uguali a quelle del pastore che camminava con Dio. Giunto nella Locride il tono cambiò. Nessun pastore voleva un gregge come quello del pecoraio di Dio. Il desiderio dei caprai nostrani sorprese l’Onnipotente. Tutti volevano che Dio facesse morire quelle meravigliose bestie, non ne volevano di simili. Semplicemente desideravano che non esistesse la bellezza per non sottoporsi all’esame del paragone. Certo è una favola, ma a volte ci si crede quando si incontrano individui che piuttosto che confrontarsi con altri preferiscono che gli altri scompaiano. Quando si vedono famiglie che anziché impegnarsi nell’emulazione delle famiglie migliori ne auspicano la distruzione. Quando si vedono clan combattersi anziché allearsi. E quando, soprattutto, si vedono paesi marciare in direzioni opposte pensando di fare il proprio bene a discapito dei paesi fratelli. Per questo la Locride da secoli non va da nessuna parte e forse da qualche parte non ci andrà più, se non a quel paese, perché la logica di chi dovrebbe dirigerla è quella dei figli della gallina bianca che da sempre si credono i più belli di tutti, convinti di essere i soli candidi e svegli in mezzo a covate di pulcini neri e babbi. In realtà continuano a essere dei polli, buoni per ogni faina di passaggio. La logica locridea è sempre più quella delle pecore che si isolano per riempire la pancia dei lupi. E chi si crede volpe si guardi più spesso allo specchio, sul dorso si scoprirà penne o lana, ornamenti di ovini e volatili, in bocca vedrà dentini aguzzi capaci di fargli addentare qualche boccone che non gli riempirà mai lo stomaco e che alla fine utilizzerà per rodersi il fegato quando quelli che voleva fregare gli saranno davanti di chilometri.

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DIAVOLO NERO

Un passo indietro di Mammoliti e due avante della deputata Pino Mammoliti è il Richelieu del Pd di Locri. È la sua eminenza grigia. Sornione come un gatto, come il gatto è capace di incursioni feline, che si promettono devastanti. Ora che siamo in autunno e il cielo si fa fosco, l'ha voluto illuminare con un razzo del pensiero, dicendo bel bello alla deputata Maria Grazia Laganà, fin qui intoccabile e inattaccabile: fai un passo indietro, non ricandidarti, dal momento che non sei stata in grado di rappresentare le istanze della Locride. In un uomo politico, come Pino Mammoliti, cauto per vocazione, accorto per scelta, prudente per infiltrazione cattolica, non sospettavamo tanto coraggio: le icone non si toccano. Gliene verrà bene, gliene verrà male? Io Diavolo nero spero che Pino Mammoliti- e ci sono tutte le ragioni contrarie alla mia speranzanon finisca sulla lavagna nera dei contigui alla 'ndrangheta. Poi che la sua richiesta - nevvero?appare oggettivamente come un dono agli 'ndraghetististi , ai delinquenti, agli uomini di malaffare, i quali ad altro non aspirano che all'indebolimento della Vedova di Francesco Fortugno, a fare il vuoto attorno a lei, a isolarla. Si capisce o no? Interpretazione a parte del folle gesto, ciò che Pino Mammoliti non potrà mai sperare è che la deputata Maria Grazia Laganà faccia un passo indietro. Piuttosto, farà due passi avanti. Per non privare il Parlamento delle sue conoscenze sulla 'ndrangheta.

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Parlando

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La copertina *

In Calabria

Povero Papa, poveri noi Il

PASQUINO CRUPI Papa, ogni qualvolta apre bocca, parla urbi et orbi. Parla per tutti, e la sua parola, che ha del divino e che, in ogni caso si leva in nome di Dio, conquista Tv e giornali. Vale sempre. Non vale per la Calabria . È un povero Papa quegli che ci ha visitati nella piovosa giornata del 9 ottobre. In nessun telegioranale di pubblica TV e di TV privata la notizia del suo viaggio in questa nostra terra, che prega , spera e non tutto dì spara, è stata data in apertura. Allo stesso modo si sono comportati i mastodonti della carta stampata di centrosinistra e di centrodestra. Il Papa è stato relegato nelle pagine interne, in coda, come in coda è la Calabria. Vi ha fatto eccezione <<il Giornale>>, che il Papa ha richiamato in prima pagina. Non per dire che era disceso tra la perduta gente, ma per mettergli in bocca che dai nostri luoghi impervi aveva pronunciato la scomunica contro la for-

PAPA DESAPARECIDO Il Papa, ogni qualvolta apre bocca, parla urbi et orbi. E la sua parola, che ha del divino e che, in ogni caso si leva in nome di Dio, conquista Tv e giornali. Vale sempre. Non vale per la Calabria .

mazione d’un partito di cattolici. Mai oscuramento più atroce v’è stato nella storia della Chiesa, dei suoi Papi e dei loro spostamenti apostolici. Il Pastore tedesco, che ha l’obbligo di essere umile, servo dei servi di Dio, sicuramente non se ne sentirà né umiliato né afflitto né offeso. Né afflitti né umiliati, ma offesi ci sentiamo noi calabresi. Non per un malinteso amore dei luoghi natìi- anche questo, però- ma per il persistente sgarro storico della nuvolagia delle corali penne antimeridionaliste , che fanno della Calabria una terra senza Dio, e ove la più alta cattedra di moralità e di cristianità diventa un banco di asini bigi, recalcitranti alla luce, al progresso, alla civiltà. Tutto ciò che vi è di calabrese sulla terra, è basso e tende ad abbassare tutto ciò che vi scorre dentro,

cose e uomini, anche il Papa. Che perde la sua centralità, e in questa periferia – possiamo ancora scrivere umana?- diventa periferico. Ma, grazie a Dio, le cose non sono importanti per l’importanza, data loro dai campioni dell’antimeridionalismo razzista. Sono importanti di per sé. Il Papa ha parlato in spirito di verità. Ha detto con plastica immagine che la Calabria è “una terra sismica non solo dal punto di vista geologico, ma anche da un punto di vista strutturale, comportamentale e sociale”. Ha squarciato il velame oscuro, calato recentemente dagli imbellettatori d’una Calabria con il vestito della Domenica, indicando che in Calabria “la disocuppazione è preoccupante” e che, dunque, c’è “una criminalità spesso efferata [che

ne] ferisce il tessuto sociale”. Ha indicato la via del riscatto nel prodursi di “una nuova generazione di uomini e donne capaci di promuovere non tanto interessi di parte, ma il bene comune”. Vale a dire, una nuova classe dirigente, che tale è se non allontana “dal suo capo i doveri e le responsabilità che formano il titolo d’onore di una classe dirigente”, per come scriveva Guido Dorso. Quando ciò non è, la classe dirigente è appena una sfinita classe governante, e “una classe – specifica il Grande Meridionalista- con una pisicologia simile è battuta in partenza. Essa può sopravvivere alla sua stessa rovina, e, mercé, l’astuzia della politica di ogni giorno, può anche difendersi dagli assalti degli uomini e degli avvenimenti, ma è condannata per sempre, perché non è più una DOMENICA

classe dirigente, ma un ceto a rimorchio del resto della società”. Il Papa parla per tutti. E noi intediamo che la favola narra del Governatore Scopelliti, al quale il Papa non ha ritenuto di rivolgere il suo deferente pensiero. E sante le sue parole che, contro ogni mefistofelico fissaggio, lanciano sul proscenio non un popolo rassegnato, ma un popolo in piedi, che resiste, lotta, spera. Come è sempre, è stato il popolo calabrese, come sempre è stato il Mezzogiorno. Un Papa meridionalista perché universalista. Nell’universo del Papa c’è la questione meridionale. C’è il Mezzogiorno. C’è la Calabria. Dotata di energie intelligenze per potere risorgere. Con buona pace dei pennuti signori che mettono la Calabria in prima pagina quando i calabresi uccidono, non quando accolgono, di speranza pieni, il Pastore, che si trae dietro la questione meridionale.

PAPA MERIDIONALISTA Il Papa parla per tutti. Un Papa meridionalista perché universalista. Nell’universo del Papa c’è la questione meridionale. C’è il Mezzogiorno. C’è la Calabria. Dotata di energie intelligenze per potere risorgere. 16 OTTOBRE 2011

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Braveheart Orsomarso in crisi mistica Fausto braveheart Osomarso, consigliere regionale Pdl, ha esclamato: "Da Benedetto XVI verrà la soluzione ai problemi della Calabria". Che il Santo Padre abbia convinto lui e i suoi colleghi a rinchiudersi alla Certosa per espiare le proprie colpe?

Provincia

Il ponte si farà! C

MARIA G. COGLIANDRO

hi l'ha detto che il ponte sullo Stretto non si farà? Si farà eccome, e non sarà un'opera colossale che comporterà il dispendio di fior di quattrini e di ulteriori secoli per essere ultimata. È un progetto alla portata di tutte le tasche, persino di quelle del comune reggino, un antipasto da offrire ai sostenitori del SI Ponte. Si tratta del progetto “Ponte digitale” tra le città di Reggio e Messina, avviato dalle Amministrazioni comunali delle due città. Verrà realizzato un sistema di “autenticazione federata” tramite il quale gli utenti, che si registreranno presso gli hotspot wireless della due città, potranno utilizzare le stesse 'credenziali di accesso' (username e password) per entrare in entrambe le reti, creando di fatto la rete Wi-Fi pubblica all'Area dello Stretto. Non è stata una scelta fatta a caso, ma pensata appositamente per studenti e soprattutto turisti. Da un recente sondaggio della società 'Brocade.com' del luglio 2011, effettuato su un campione di 500 turisti europei, è emerso, infatti, che il 95% non riesce a rinunciare al web nemmeno in vacanza, tanto da portare con sé in valigia almeno un dispositivo elettronico, con il quale connettersi ad Internet, per utilizzare le e-mail personali e lavorative e collegarsi ai social network. Lo stesso sondaggio ha rilevato che ben il 40% dei viaggiatori, sceglie la meta di vacanza in base alla garanzia

di connettività 'always-on', da qualsiasi luogo e in qualsiasi momento. Ecco, dunque, un motivo in più per scegliere Reggio come meta delle vostre vacanze: non ci saranno rinomate strutture turistiche ad attendervi, ma potrete sempre trascorrere il vostro soggiorno a chattare con i vostri amici su Facebook!

Nuovo volo Torino Reggio Calabria

Quale Crudelia, è Vanna Marchi! Jim Bruzzese ha ribattezzato Rosanna Squillacioti con il nome di Crudelia De Mon, il personaggio dei cartoni animati che vorrebbe scuoiare i cani. Il perfido Jim lascia intendere che la fantasmagorica Rosanna, direttrice generale dell'Azienda sanitaria provinciale a rischio di revoca, voglia scuoiare quel che rimane del canile ospedaliero di Locri, con dissezioni mirate. Non mi azzardo ad entrare nella dimensione strutturale, perché rischierei di uscirne con i piedi in avanti considerate la statistica non proprio esaltante della Sanità calabrese e la permalosità dei dirigenti medici, ma mi permetto di segnalare che il paragone tra la realtà e il fumetto è sbagliato, non già per la presunta caponaggine della Rosanna negli interventi di macelleria sociale, ma per la sua diversità fisiognomica. Perché in effetti, più che somigliare alla scheletrica e di pelo nero Crudelia, la direttrice sembra la L'Alitalia ha inaugurato un sosia della nutrita e ossigenata televennuovo volo diretto sulla tratta ditrice Vanna Marchi, che dalle pozioni e Torino-Reggio Calabria, creme miracolose per far dimagrire è pasfortemente richiesto dai sata a servire onesti cornetti e cappuccini, calabresi emigrati in Piemonte, dopo un periodo di degenza carceraria operante il lunedì e il venerdì. per truffa. L'unico collegamento con il Ma nonostante la tariffa di cartone animato, forse, potrebbe essere la presenza nello staff della Rosanna di un lancio a 67 euro, il primo personaggio che a sua volta somiglia ad giorno i passeggeri sono stati uno scagnozzo di Crudelia, Orazio, in tutto una quarantina. Forse basso, grassottello dimagrito e unico intelperché nessuno ha ritenuto di ligente della sua banda. pubblicizzare l'offerta Fabrizio Spinella

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L’intervista * A colloquio con

Seby Romeo

DEBITI FUORI

CONTROLLO Il consigliere del PD: «Il comune di Reggio paga la carriera del governatore» MARIA G. COGLIANDRO Qualcuno cerca di consolarsi dicendo che la crisi al comune è conseguenza della congiuntura finanziaria internazionale. Si tratta solo di questo? Per niente. Il richiamo alla crisi internazionale è infondato e ridicolo: la città di Reggio Calabria paga un utilizzo delle risorse pubbliche per fini diversi da quelli dell’interesse generale; negli anni sono state finanziate politiche di marketing utili a costruire la carriera di Scopelliti e ad alimentare clientele, consulenze e sprechi vari. Bastino due dati: l’aumento della spesa corrente da 120 a 190 milioni di euro dal 2002 al 2009 ed i costi della politica più alti d’Italia, nel quadro di un indebitamento fuori controllo che ha portato il Comune ad essere il più indebitato del Sud, terzo in Italia. Taccio per rispetto della magistratura dei bonifici finiti nei conti correnti di “inconsapevoli” vittime… Presto la verità verrà fuori e qualcuno dovrà cambiare slogan… Debiti con la Leonia, Multiservizi, Acquereggine, Gas natural, Sorical, Enel , con la Regione ecc ecc… quando si pensa di saldarli? Continuando a mentire non si salderanno mai. Intanto noto con piacere che non negano più, adesso sono impegnati a delineare improbabili complotti da parte del PD, tuttavia la realtà parla del fallimento del Modello Scopelliti e di un conto salatissimo che pagheranno i reggini: già oggi zero investimenti in opere pubbliche, ritardi nel pagamento degli stipendi degli operai delle Miste e niente soldi alle imprese. Noi pretendiamo la verità, e pare possibile che non si dichiari nemmeno l’entità della mole debitoria del Comune? Cosa si vuole nascondere? Il sindaco Demetrio Arena finora ha dimostrato di non avere polso. Dai debiti si è passati ai pignoramenti, vedi vicenda Miramare e adesso vicenda Reges. Dove arriveremo? Arena è stato delegato a gestire il fallimento del Suo dante causa, non si tratta di polso, è nella condizione di chi mente in maniera consapevole, la Sua recita è triste e penosa. Sostenere comunque che sia Arena il Sindaco mi pare ingeneroso… Purtroppo, l’interesse di questa classe dominante (non dirigente) è quello di nascondere e rinviare, non hanno a cuore le sorti della città, l’hanno utilizzata come trampolino per la Regione, adesso tirano a campare perché sanno che il dissesto determinerebbe condizioni di ineleggibilità ed incandidabilità per Scopelliti & Co. Non si riescono più a tamponare i debiti tanto che i 697 scrutatori che hanno prestato servizio nei seggi in occasione del referendum aspettano di essere pagati da 4 mesi. A Sassari dopo 7 gg hanno emesso i pagamenti. Qualche giorno dopo a Parma e via di seguito… Tra l’altro c’è una circolare del Ministero dell’Interno n.6 del 30 maggio 2011 dal titolo “Competenze economiche componenti di seggi elettorali referendum”, secondo la quale le spese per il trattamento economico dei componenti di seggio, devono essere anticipate dai comuni, e i compensi vanno emessi non appena ultimate le operazioni di scrutinio. Sette giorni dalla fine del referendum è la scadenza massima dei pagamenti. Ce la farà il Comune di Reggio a trovare i soldi prima del prossimo referendum? Lei cita leggi e regolamenti, si pone dunque in netto contrasto con il Modello Scopelliti, corre il serio rischio di essere inserita in una black list… L’utilizzo distorto delle risorse vincolate è stata una prassi consolidata in questi anni: i

soldi delle imprese usati per Lele Mora (adesso con le recenti inchieste capiamo meglio perché), i fondi del decreto Reggio per RTL, cifre astronomiche utilizzate per … “un Sindaco sotto l’ombrellone…” Le sue affermazioni sono molto pesanti anche sul terreno della legalità, non crede? Le cose che dico le documento. Non sono opinioni, ma la fedele rappresentazione di un modo di gestire le pubbliche risorse: tutte le denunce fatte sinora sono state riscontrate. Mi faccia qualche esempio… Ricordo quando denunciammo l’omesso versamento delle imposte sui dipendenti, gli Scopelliti boys ci accusarono di terrorismo; proprio nel mese passato il dott.Cuzzola ha riconosciuto che non sono state versate: si tratta di ben 24 milioni di euro ai quali si aggiungono 7,2 milioni di euro di sanzioni che il Comune, quindi i reggini, dovrà pagare nell’ambito di un piano di rientro con l’Agenzia

Sopra Arena con Scopelliti Sotto Il consigliere Romeo e palazzo San Giorgio

delle Entrate. Siccome le trattenute ai dipendenti sono spese ad impegno automatico, chiedo: chi si è assunto la responsabilità del loro disimpegno per trasferirle ad altri scopi? E su input di chi? I revisori dei conti perché non se ne sono accorti? Siamo di fronte ad illegalità gravissime, che pesano sui cittadini, causando costi insopportabili. ìEppure Arena ha parlato più volte di trasparenza… a questo punto lei cosa pensa? Che evidentemente dobbiamo aggiornare i dizionari. Hanno di recente approvato un Bilancio di Previsione 2011 che contiene cifre inattendibili, in perfetta continuità col passato. Le ricordo che lo scostamento tra previsioni e riscossioni accertate è arrivato a toccare l’80% causando la crisi nei pagamenti che è tipica di bilanci falsi e gonfiati. Non è stato approvato il

consuntivo 2010, non è stato approvato il riequilibrio. Arena continua a non istituire la commissione per il controllo degli atti della ragioneria obbligatoria per lo Statuto del Comune e richiesta dal centro sinistra a gran voce da dieci anni. Arena continua a fare lo struzzo, ad accusare l’opposizione, a non entrare nel merito, a non rispondere, a rinviare, a ignorare le associazioni che hanno chiesto l’attivazione di strumenti partecipativi e di controllo. E potrei continuare ancora… questa le pare trasparenza? Non si trovano i soldi per gli scrutatori, però per il concerto di Raf e Nek si… Per la verità non mi risulta siano stati pagati. In ogni caso gli spettacoli danno consenso, gli scrutatori no. Ma è vero che Massimo Ranieri ancora aspetta di essere pagato per il suo concerto dell’anno scorso? Che sarà mai?! Con la crisi internazionale… Sembra di stare al cinema. Prima Raffa in “Uno contro tutti”, poi si è passato a “CSI, scena del crimine” con il caso Fallara, poi è venuto fuori l’architetto Bruno Labate, al quale la Fallara avrebbe liquidato 527 mila euro ed è iniziato “Distretto di polizia”, adesso è la volta di “Non ci resta che piangere”? Raffa ha tentato di dare trasparenza ad una macchina amministrativa opaca e quindi è stato subito catalogato come nemico, addirittura ha risposto alle interrogazioni, consegnato documenti, un vero eversorequanto al resto, considerato che è in piedi un’indagine e che il sottoscritto ha prodotto (assieme a Demetrio Naccari) denunce, interrogazioni e diversi interventi, lascerei che la giustizia facesse il suo corso. Dopo, vedrà, tutto sarà più chiaro, magari si scoprirà che i bonifici in fondo li hanno presi in tanti, magari dei bisognosi… Visto che le piace il cinema diciamo che il Comune è stato il set di un Romanzo Criminale, spettatori paganti i cittadini con qualche distratto di troppo… Demetrio Battaglia ha dichiarato che se si chiudesse il Sindaco in un bunker verrebbe assediato dalle componenti più estreme della sua maggioranza. È così? Si, il nostro consigliere regionale ha delineato benissimo la situazione ad oggi, scattando una fotografia della condizione nella quale versa Arena (che fatico a pensare Sindaco) e i pasdaran del Modello. Al Pd interessa che venga al più presto fatta luce sul Bilancio perché i danni causati alla città non diventino irreversibili, si faccia un’operazione verità e dopo noi saremo pronti a fare la nostra parte alla luce del sole e nell’esclusivo interesse di Reggio, però basta bugie e falsità. Il PD ultimamente viene sempre più additato per la sua inoperatività: non indicate soluzioni, non avete proposte… Il gruppo consiliare del PD ha fatto tante proposte e ricevuto sberleffi e dinieghi. La verità sui conti ci consentirebbe di ragionare numeri alla mano, altrimenti di che parliamo? Vede, il PDL non vuole la verità perché sarebbe un atto di riconoscimento del fallimento del Modello Scopelliti e si assume la responsabilità gravissima di negare, anteponendo gli interessi politici di una ristretta casta a quelli generali della città. Noi non lo consentiremo. Dovrebbero farlo tutti.

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L’altra Calabria

Calabresi “Non Possiamo tacere” le parole Famosi all’estero e la bellezza di Giancarlo Bregantini

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CRISTINA BRIGUGLIO

n libro atteso e, per certi versi, scomodo. “Non possiamo tacere – Le parole e la bellezza per vincere la mafia”, di Giancarlo Bregantini, Piemme Edizioni, è destinato a lasciare il segno. Un’autobiografia, se pur limitata ai tredici anni di episcopato nella Diocesi di LocriGerace, in cui l’autore, con un io narrante incalzante, racconta la sua storia e quella della Locride, una terra “amata come una sposa”. Il libro, in vendita da venerdì 14 ottobre, ha il grande pregio di fare luce su tante etichette che sono state affibbiate al presule: “vescovo anti ndrangheta”, “prete operaio”, “il ministro del lavoro della CEI”. Già dalle primissime battute è lo stesso Bregantini a tratteggiare la sua missione di Vescovo in Calabria; citando un documento del Concilio Vaticano II, sottolinea di avere agito “con eventi e parole intimamente connessi”. Bregantini, infatti, per spiegare la propria impostazione pastorale, spesso ridotta a spicciola sociologia o politica fuori luogo, evidenzia come “al sud i fatti valgono molto più delle parole. Le forme, i modi, lo stile nell’approccio sono veicolo di concetti, di messaggi”. In questo volume, che, di fatto, è il diario di un viaggio durato tredici anni, fino al trasferimento in Molise, mons. Bregantini, eccezionalmente rispetto allo stile a cui eravamo abituati, si racconta in prima persona e fa un uso inedito dell’”io”. Dalle pagine di “Non possiamo tacere” emerge il bisogno di chiarire con schiettezza gli equivoci, di fare giustizia di tanti detti e non detti, di offrire il senso dell’azione di un Pastore, che già nei primi giorni a Locri comprende che “un vescovo da solo non può fare nulla, ma se lavoriamo insieme – vescovo, preti, laici – saremo la fune che non dovrà temere di spezzarsi”. Nel libro non manca nulla dell’episcopato nella Locride. Sono rievocati e commentati puntualmente: i giorni della nomina; quelli dell’insediamento, con la finta bomba a Gerace; l’azione in ambito sociale; le iniziative pastorali finalizzate ad un rinnovamento religioso e spiritua-

le; il rifiuto della scorta; l’omicidio Fortugno e i ragazzi di Locri; le difficoltà, le gioie, le incomprensioni, le lacrime; l’omicidio di Duisburg e il trasferimento a Campobasso. Bregantini ha quasi come un bisogno irrefrenabile di raccontarsi e di raccontare. Non è, però, un libro invadente o puntiglioso, e neanche una cronaca incolore di fatti e avvenimenti, ma una vera e propria intima confessione. Frequenti sono i rimandi a quello che ha imparato nella Locride, allo stile che è stato progressivamente calibrato attraverso l’azione sul campo. L’autore, infatti, sottolinea, tra le righe, che non era arrivato con una ricetta preconfezionata o con un progetto già definito. La testimonianza, termine ricorrente, è stata costruita con l’ausilio di tanti, uomini e donne, preti e laici, che hanno condivi-

so, sostenuto, incoraggiato e spesso anticipato le idee, le prospettive e la missione del Vescovo, che non ha combattuto come un eroe solitario, ma ha cercato di creare la più ampia comunione possibile, attraverso una rete di persone, associazioni e movimenti. “Non possiamo tacere” è un libro scritto bene, con un ritmo incalzante e uno stile linguistico sobrio ed elegante, ma non solo. E’ un libro, che merita di essere letto non tanto per la sua eleganza stilistica, quanto perché, sostenitori e detrattori del suo autore, fuori e dentro la Chiesa, avranno la possibilità di confrontarsi con l’interpretazione autentica dell’episcopato di Giancarlo Bregantini nella Locride e del suo stile nel contrasto alla mafia, attraverso le parole e la bellezza della testimonianza.

La vivacità di ingegno e la caparbietà dei calabresi conquistano il Sudamerica. Il Consiglio d’ amministrazione delle Generali divisione Brasile, uno dei più grandi colossi internazionali nel campo bancario e assicurativo, ha designato come nuovo presidente il calabrese Carmelo Furci. Nativo della provincia di Vibo Valentia, si è distinto in questi anni in ambito mondiale per essere stato a capo di prestigiose aziende e istituzioni quali la Telecom Brasile, la London School of Economics e la Banca Mondiale. E' calabrese lo scienziato che tutto il mondo scientifico ci invidia. Si tratta di Roberto Furfaro, 37enne, originario di Roccella Jonica , professore presso laUniversity of Phoenix, ora a capo di importanti progetti della Nasa in campo aerospaziale e reserch. Il giovane calabrese, subito dopo la laurea in ingegneria aeronautica e aerospaziale, aveva spiccato il volo verso la prestigiosa università dell'Arizona in veste di “scienziato ospite” persuaso che “confrontarsi con gli altri significa prendere la valigia e andare via”.E dal confronto è uscito vittorioso, lui, il calabrese che ci sta facendo vedere le stelle. Grace Portolesi, ministra degli Affari interculturali dell'Australia del Sud, è calabrese. Calabrese di Platì, che non esporta, come si crede, solo braccia da lavoro, ma anche teste pensanti. Australiana di adozione, la giovane e brillante ministra da anni ricopre ruoli di prestigio nel panorama istituzionale australiano.Una grande donna che le sue origini non non le dimentica , e mira a rinsaldare i rapporti tra la terra natia e la sua nuova patria, facendosi promotrice del significativo accordo, di recente siglato tra Regione Calabria e Sud Australia. Ed eccolo, il calabrese, che ha catturato Osama Bin Laden. Il cursus honorum di Leon Panetta è squillante. È stato Capo Gabinetto della Casa Bianca nell'amministrazione Clinton, membro della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, e dal 2009 Barack Obama lo ha voluto Direttore della Cia. Fa parte, parte onorevole, della schiera dei animosa dei calabresi che portano in alto, per il mondo, il buon nome della Calabria. E a me are di poter concludere senza enfasi: “Tanto nomini, nullumpar elogium est”. A tanto nome nessun elogio è pari. Anna Laura Tringali

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OGGI A LOCRI COMMEMORAZIONE DI FRANCESCO FORTUGNO Oggi, ricorre il sesto anniversario della morte di Franco Fortugno. Nel palazzo della Cultura di Locri si terra' una tavola rotonda alla quale parteciperanno, oltre al vicepresidente del Senato Vannino Chiti, il sottosegretario alla Difesa Guido Crosetto, il consigliere del Csm Guido Calvi e il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso. L'incontro sara' moderato dalla giornalista Rai Tiziana Ferrario.

Locride LA COLONNA DI ERCOLE

Il trans contro le nigeriane, le nigeriane contro il transindigeno. Il trans contro le nigeriane, le nigeriane contro il transindigeno. A Siderno corso della Repubblica lato nord, 80 metri sopra la stazione ferroviaria, all'altezza del banco di Napoli, c'è in atto una gara a braccio di ferro tra quelle delle notte. Sarina (la chiameremo così) contro tutte per il posto strategico, quello perfetto. Al centro della città, ma fuori dallo sguardo indiscreto dei pedoni le lucciole accendono la lussuria della Locride: 380 chilowatt puliti di libidine repressa. Dal muratore all'ingegnere, dal goloso di babà, al fondamentalista della salsiccia calabrese, cadono in molti nella tentazione. Ma più interessante, per questa colonna di giornale, è uno dei luoghi dove si consumano gli atti sessuali a pagamento. Il sottopassaggio nuovo che collega il primo binario al secondo della stazione cittadina. La patria della sveltina. Soldi pubblici che avrebbero dovuto dare maggiore comodità ai passeggeri di treni porno, rendono per adesso confortevole un investimento privato di trenta euro vietato ai minori. Forse qualcuno dovrebbe coprirsi il volto con un preservativo.

I sindaci della Locride hanno superato gli egoismi locali e accantonato le azioni separate di 9 comuni, che stavano facendo strada per conto proprio con un loro progetto di gestione dei fondi PISL del turismo della Locride.

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SPECORADOS

iamo circondati da rivoluzioni, vere o farlocche, che forse hanno cambiato tutto a favore della conservazione di un sistema immutabile che stringe in un pugno il destino di tutti noi. Mentre le rivolte armate sono confinate all'Africa o all'Asia, in Occidente prendono piede le proteste pacifiche, spirano i venti della contestazione che hanno come obiettivo il sistema capitalista, secondo alcuni ormai fallito e per altri più in forma che mai. Analizzando la crisi econo-

FAI Calabria: Il saluto del nuovo presidente Considero il prestigioso incarico come riconoscimento al lungo e proficuo lavoro svolto in questi anni dalla Delegazione della Locride. E' stata una esperienza splendida che mi ha arricchita umanamente e culturalmente. Insieme ai delegati ci siamo dedicati alla valorizzazione dei beni culturali ed ambientali del nostro teriitorio con passione, disinteresse personale e spirito di servizio. Sono questi i valori che porterò con me e che mi guideranno nel nuovo delicato compito. Abbiamo interpretato correttamente la "Mission" del FAI, grazie anche alla preziosa guida della sede centrale. Ne sono testimonianza le molte attività svolte: visite guidate, incontri culturali, conferenze, concerti, progetti con le scuole, collaborazioni con le Amministrazioni locali e le Istituzioni culturali. Le nostre "Giornate di Primavera", manifestazione nazionale del FAI, hanno registrato ogni volta migliaia di visitatori ed hanno consentito ai beni di Gioiosa Jonica, Gerace, Roccella Jonica, Casignana, Locri di essere conosciuti in tutta Italia. Con orgoglio posso dire che "Le Giornate di Primavera" rappresentano oggi uno degli eventi culturali più importanti ed attesi del nostro territorio. Il mio nuovo ruolo mi impone una scelta dolorosa: lascerò la guida della Delegazione della Locride per dedicarmi con tutta

me stessa al nuovo compito che è particolarmente oneroso. Sarò impegnata nel seguire un grande progetto che il FAI vuole realizzare in Calabria che spero si riuscirà presto a concretizzare. La struttura regionale, poi, necessita di slancio e nuovi impulsi. Lascio la guida della Delegazione della Locride all'Arch. Vincenzo de Nittis, già vice-capo delegazione e mio prezioso compagno sin dalla nascita della delegazione. A lui e agli altri delegati assicuro il mio personale sostegno che sarà particolare, per il grande amore che mi lega alla nostra terra. Il futuro è, quindi, nel segno della continuità e sono sicura che le attività proseguiranno senza cambiamenti, anzi, saranno senz'altro migliori e più incisive. Voglio ringraziare tutti coloro, associati, rappresentanti delle Istituzioni, amici, che mi hanno manifestato il loro apprezzamento per il nuovo incarico. Un grazie particolare agli Assessori Provinciali Giovanni Calabrese, Assessore alla Pubblica Istruzione, e Eduardo Lamberti Castronuovo, Assessore alla Cultura, per la calorosa accoglienza e con i quali sarò felice di collaborare perchè il patrimonio culturale, artistico ed ambientale della Locride e della Provincia di Reggio Calabria sia valorizzato come merita anche per mezzo del FAI. Anna Lia Paravati

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MARINA DI GIOIOSA JONICA: TEMPO DI FOOTING Complice il clima quasi estivo, i chili accumulati, dopo un'estate di sagre e cene all'aperto, ma soprattutto la crisi economica, che svuota anche le palestre, sul lungomare di Marina di Gioiosa molti giovani (e non solo) hanno riscoperto il jogging mattutino. L'impressione è che anche la disoccupazione abbia influenzato questo fenomeno, e così i giovani passeggiano al mattino per essere liberi il pomeriggio.

IL DITO NELL’OCCHIO mica si possono cogliere gli elementi di entrambe le tesi e la più suggestiva è senz'altro quella che mette in luce la spietatezza del mostro economico che nutre di benessere le proprie vittime per ingrassarle e divorarle, così il capitale dopo aver illuso l'occidente l'ha messo in ginocchio consegnando le chiavi della dispensa all'oriente. Gli occidentali non ci stanno e dopo essersi ingozzati per secoli a spese del terzo mondo rivendicano il diritto al lavoro, allo studio, alla sanità, vogliono uno stato sociale che faccia loro da balia. Si indignano verso che li amministra, contro chi detiene le chiavi del forziere. Spagna, Grecia, Inghilterra, Stati Uniti, il mondo è in subbuglio e la Locride? La Locride arranca, come al solito, anche perché per indignarsi contro qualcuno è necessario che questi sia un qualcuno e non una nullità e noi di nullità ne abbiamo tante: piccoli ricchi e minuscoli politici che con noi servi si atteggiano a statisti e tycoon. Per indignarsi è necessario che gli avversari la dignità ce l'abbiano, nel

nostro caso protestati e protestanti quel nobile attributo dell'animo lo hanno dismesso da tempo barattandolo con una carica, un lavoro, un qualcosa che riempisse lo stomaco o l'orgoglio. Tutti ci siamo venduti a poco o tanto prezzo. Tutti, amministratori e amministrati, nessuno si tiri fuori che poco o tanto tutti abbiamo abbassato il capo e chi non l'ha fatto si presenti per la medaglia, con prove al seguito però. Per poterci indignare, la dignità, prima, dobbiamo recuperarla e nel nostro caso visto che siamo pecore da secoli dobbiamo specorarci e a noi il termine indignados sta al momento largo. Il nome esatto da dare alla nostra nascente indignazione è quello di SPECORADOS, perché siamo pecore che tentano di tornare uomini. E sono pecore che tentano di tornare uomini anche gli amministratori della Locride che cercano di mordere il bastone del Pastore Reggino, non potendo al momento attaccare nemici più potenti e di oltre regione. Vogliono specorarsi i sindaci, non tutti però perché chi

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

vuol farlo trova per primo l'ostacolo delle consorelle, pecore convinte di essere lupi e in realtà galline bianche che prima o poi finiranno allo spiedo. La specorarizzazione prova a partire ma stenta per le opposizione interne, di chi crede di poter fare da solo e realizzare un utile personale, aziendale o paesano non rendendosi conto che i viaggi individuali quando sono lunghi ed estenuanti portano sempre il guidatore solitario ad andare a sbattere. Contro questa logica gli specorazzandi hanno battuto un colpo: i sindaci della Locride hanno superato gli egoismi locali e accantonato le azioni separate di 9 comuni che stavano facendo strada per conto proprio con un loro progetto di gestione dei fondi PISL del turismo della Locride. Ci sarà un piano unico, un progetto unitario per i fondi PISL e questo grazie a chi ha deciso di liberarsi dalla sindrome della pecora. Gioite locridei se continua così potrete smetterla di specorarvi e, finalmente indignarvi come tutti gli occidentali normali.

IL PENSIERO PESANTE

Chiedo scusa. Ma dell'Officina del pensiero pensante prendo conoscenza stupefatta solo da qualche giorno. Non sapevo che esistesse un pensiero non pensante. Ringrazio il prof. Gaetano Barletta e la sua pensosa guardia di scorta per la rivoluzionaria scoperta. Sulla quale l'assessore alla Cultura, Dattilo, ha deciso, in accordo con il sindaco Pepé Lombardo, la realizzazione del Locrifestival della cultura. Scenderanno da Pisa e da Roma i relatori altisonanti, conosciuti -leggiamo- a livello nazionale e internazionale. E Dopo i funerali del prof. Dante salva l'onore della STORIE MINIME Condarcuri - il che mi accade spessobandiera Nicola sono stato avvicinato da persona ben Gratteri, geracese. nota in Siderno, Gino Angotti, comuPoi, quasi più nulla nista del tempo antico. Come al solito, la di calabra terra. E domanda è stata, incredula e indispettita: di necessità. Gli “ Ma non vi ricordate di me? Chi sono?”. intellettuali della Come al solito, tra mortificato e stizzito, Locride non hanno ho risposto: “ Mi dispiace , non ricordo”. spessore nazionale, “Sono il compagno Gino Angotti. Ho figurarsi internazioapplaudito i vostri discorsi sulla Piazza Municipio di Siderno e nei paesi vicini”, nale. Son noti solo mi dice. Ringrazio. E lui, poco convinto d'essersi svegliato alla mia conoscenai loro familiari per za, prosegue: “Io facevo da autista al compagno Peppino Fragomeni nelle qualche cartolina campagne elettorali. Per trenta giorni non c' era pace. Non c' era riposo. postale scritta dai Tornavamo a Siderno ogni sera, a mezzanotte. Lui andava a dormire. Io andarecessi monti vo a prendere il mio posto di lavoro al panificio di mio padre. All' alba mio aspromontani. In padre s'accucciava nel letto. Io mi davo una sciacquata e alle 8 del mattino solitudine come in riprendevo la corsa lungo i paesi con Peppino Fragomeni. Non dormivo mai. solitudine è stata la Per trenta giorni”. “Per la miseria!”, esclamo , e gli porgo la mano come per conferenza stampa. prendere congedo. “Ma non è finita”, mi trattiene ancora. “ Che altro c' è?”, I predoni del deserdomando. “C'è che mio padre, vedendo che non dormivo mai, pensò che fossi to avrebbero avuto diventato pazzo. E mi portò all'ospedale psichiatrico di Catanzaro per farmi maggiore comparicoverare”. Il carro funebre era ancora lì', di fronte alla chiesa. Scoppio in gnia. una risata così forte che mi sembrò fare sussultare di ultima gioia il corpo del prof. Dante Condarcuri nella sua bara, ancora avida di vita. Pasquino Crupi

Gli innominati Il compagno che C'è qualcosa che non mi torna: qualche giorno fa dei baldi giovani sidernesi hanno svaligiato diverse imbarcazioni nel porto di Roccella, e sono stati colti in flagranza di reato. Nessuno (organi di stampa compresi) ha visto o sentito niente. Qualche mese fa due giovani di S. Luca hanno svaligiato una tabaccheria, stessa sorte, ma di questi due sono state pubblicate foto, curriculum criminale, frequentazioni e amicizie. Forse tra i giovani sidernesi c'è qualche figlio di papà? Che dubbio.... Enzo Cristina.

non dormiva mai

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S E R V I Z I O D I I N F O R M A ZI O N E P E R I C I T T A D I N I , n um e r o ve r d e :

INDIRIZZO

“ CALABRIA & Europa”

www.eurokomonline.eu

800 678 910 11

Tutti i bandi sono disponibili sul sito dell’Unione Europea e della Commissione Europea Rappresentanza in Italia: www.europa.eu.int www.europa.eu.in/italia - Per maggiori informazioni è possibile contattare i nostri uffici: Centro di informazione dell’UE - Europe Direct “Calabria&Europa”

info: Palazzo Ameduri, piazza dei Martiri 89046 Gioiosa Ionica

Tel: 00 39 0964 412400 - fax 0964 342022 email associazioneeurokom@tiscali. it

A ROMA DAL 19 OTTOBRE IL MEETING ANNUALE NETWORKS EUROPE DIRECT

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L’ED “Calabria&Europa” parteciperà attivamente alle discussioni i terrà il 19, 20 e 21 ottobre a Roma la riunione annuale dei networks Europe Direct, presso lo SPAZIO EUROPA della Rappresentanza in Italia dalla Commissione Europea. L’incontro vedrà la partecipazione straordinaria di una delegazione della Commissione permanente AFCO ( Affari Costituzionali) del Parlamento europeo che sarà disponibile, assieme al suo Presidente Carlo Casini, a realizzare un confronto con gli Europe Direct tra le ore 16.30 e le ore 17.30 del 20 ottobre. La rete raccoglie il testimone degli Info-Point Europa e dei Carrefours d’animazione e informazione rurale che per anni hanno fornito ai cittadini fatti e cifre delle politiche europee, rispettivamente nelle zone urbane e in quelle rurali. La rete d’informazione Europe Direct, è stata lanciata nel 2005 attraverso un invito pubblico a presentare proposte ed agisce come intermediario tra l’Unione europea ed i cittadini a livello locale. La Rete europea conta oltre 450 antenne informative nei 27 paesi dell’Unione europea. In Italia sono attualmente operativi 49 centri EUROPE DIRECT. I servizi offerti consistono in: - Attività di informazione, comunicazione e pubblicistica, orientamento, assistenza e consulenza, educazione e formazione, promozione e animazione: Le antenne offrono un servizio adattato alle esigenze locali, grazie al quale i cittadini possono ottenere informazioni, orientamento, assistenza e risposte a domande sulla legislazione, le politiche, i programmi e le possibilità di finanziamento dell’Unione europea; sono in pratica i punti di contatto della Commissione europea a livello locale. A tal fine ogni centro EUROPE DIRECT: - fornisce ai cittadini un servizio immediato di risposte alle loro domande, anche attraverso un servizio di documentazione e di accoglienza del pubblico; - offre una vasta gamma di pubblicazioni, opuscoli e guide gratuiti su come funzionano le istituzioni dell’Unione europea, i Trattati su cui si fonda, gli atti legislativi che produce e attua di concerto con i Governi nazionali, le principali politiche comuni, le opportunità di finanziamento per enti, imprese e organizzazioni della società civile; - fa conoscere a livello locale e regionale le politiche e i programmi dell’Unione diffondendo informazioni, pubblicazioni e documentazione (rendendoli disponibili nei propri locali o distribuen-

doli nel corso di fiere, esposizioni e seminari a carattere locale o regionale), organizzando eventi, informando e collaborando con i media; - si impegna in modo propositivo per promuovere la partecipazione locale e regionale ai programmi comunitari; - promuove attivamente il dibattito locale e regionale sull’Unione europea e le sue politiche; - consente alle istituzioni europee di migliorare la diffusione di informazioni adeguandole alle necessità locali e regionali; - ove necessario, orienta le richieste del pubblico verso altre fonti di informazione più specializzate. - Cooperazione con altri vettori di informazione attivi localmente, attività di networking e pubbliche relazioni: Ogni antenna coopera con altre Reti di informazione e di sviluppo locale, nazionali o comunitarie, attive nella stessa regione e in altri Paesi dell’Ue: è proprio la dimensione europea e la presenza capillare della Rete in ciascun paese Ue il vero valore aggiunto della Rete d’informazione EUROPE DIRECT. Ogni centro opera poi, a livello locale, in stretta collaborazione con diversi soggetti istituzionali del settore pubblico, privato e del non-profit, per assolvere, al meglio, al proprio compito di informare e comunicare tutti gli aspetti legati alle politiche e azioni dell’Unione europea. Per l’Europe Direct di Gioiosa Jonica parteciperanno l’esperta in politiche comunitarie Loredana Panetta ed il direttore dell’Ed Calabria&Europa Alessandra Tuzza. Un meeting importante non solo perché traccierà il portato di un anno di lavoro, che ha visto l’Ed Calabria Europa protagonista al fianco delle scuole dei Comuni ed delle Associazioni locali in numerosi incontri tematici, molti dei quali dedicati all’anno europeo del Volontariato, ma anche all’Unità d’Italia, ai programmi per i giovani di studio e viaggio in Europa, ma anche perché renderà possibile un coordinamento di azioni tra le Europe Direct italiane vero braccio attivo della Commissione Europea in ambito locale. Tanti i gruppi di lavoro attivati a livello nazionale dagli uffici Ed nei settori dei programmi di mobilità, per l’attivazione e l’utilizzo dei Fondi Europei e per lo studio e la promozione dei diritti fondamentali del cittadino. L’associazione Eurokom ha preso parte al gruppo di studio e lavoro sull’utilizzo dei fondi comunitari e sul tema cercherà di rendere ancora più incisiva la sua presenza in ambito locale e regionale al fianco degli enti, delle associazioni e delle scuole. Alessandra Tuzza

L’Associazione Eurokom presenta “Una giornata attraverso la Danza” Continua la variegata attività progettuale che vede impegnata l’associazione Eurokom in ambito comunitario. La struttura titolare del centro Europe Direct di Gioiosa Jonica Calabria&Europa ha appena stipulato con l’Istituto Nazionale di Documentazione per l’Innovazione e la Ricerca Educativa (INDIRE), Agenzia Nazionale LLP Italia, la convenzione per l’avvio di un’attività sovvenzionata sul Sottoprogramma GRUNDTIVG del Programma LLP. Il progetto “Journey Through Dances” , prevede attività di scambio transazionale dal 1 agosto 2011 al 31 luglio 2013. Ampio e variegato è il partneriato di progetto che vede tra gli enti coinvolti il coordinatore turco Yöresel Oyunlar ve Folklorü Destekleme di Ya?atma Derne?i, l’Associazione. Eurokom di Gerace , Il Cerchio Società Coop. Sociale a.r.l. di Sant’Angelo in Vado, dalla Romania Grup Scolar Tehnic Targu Frumos - Targu Frumos ed infine sempre dalla Romania il Colegiul National Unirea di Turnu Magurele. Il primo incontro di partenariato, che darà il via al programma biennale di lavoro si terrà dal 4 al 7 gennaio prossimi presso la sede di Eurokom nello storico palazzo Ameduri di Gioiosa Jonica. Vi prenderanno parte tutti i partner coinvolti che già si dicono entusiasti all’idea di visitare la Calabria ed il Sud dell’Italia “dove il sole splende per 12 mesi l’anno”. Un’occasione per parlare di danze tradizionali e riscoprire la tradizione culturale popolare della nostra Locride, che sicuramente riuscirà ad offrire un affettuoso benvenuto agli ospiti comunitari. Siamo sicuri – affermano i soci di Eurokom Alessandra Tuzza, Loredana Panetta e Raffaella Rinaldis – che sarà un’ottima occasione per deliziare gli amici europei con la cultura ed i gusti della nostra Locride la cui immagine è tra le ricchezze uniche e da tutelare dell’intera Calabria”. Il progetto che prevede un buon numero di mobilità transazionali sarà una vetrina fuori stagione per il nostro territorio e per le nostre tradizioni popolari.

Il progetto finanziato sul programma Grundvig porterà nella Locride una delegazione transazionale a Gennaio

A Dicembre a Gioiosa Jonica i partner di SOS È in corso da due giorni e si concluderà sabato a Budapest l’incontro transazionale tra i partner del progetto SoS, “Strenghtening the orientation from school to job’’ approvato dall’Agenzia Nazionale del Programma Settoriale Leonardo da Vinci all’Associazione Eurokom nell’ambito dell’azione mobilità. Tanti i partner di SoS, che è un percorso tra i protocolli di orientamento al lavoro attivi in ambito comunitario. Il coordinatore turco è il Ministero alla pubblica Istruzione delle ragazze Zeynep Salih Alp Girl Tecnic Anatolia Vocalitional Andvocational High School e sempre per la Turchia ci sono tra i partner due agenzie educative: Hatay Merkez Halk Egitimi Merkezi Ve Aksam Sanat Okulu e Milli Egitim Bakanligi Kiz Teknik Ögretim Genel Mudurlugu. Quindi l’istituto Industriale di Bacau in Romania, l’associazione UAB “Globalios idejos” per la Lituania, per il Portogallo l’Escola Secundária D. Sancho, per l’Ungheria il Collegio Tmo Szent Laszlo Szakkepzo Iskolaja Di Szakkepzo Kozpont per l’Italia l’associazione Eurokom, infine per la Spagna L’instituto de Educación Secundaria “Campanillas”. Un partenariato variegato che dal 6 al 10 Dicembre prossimi sarà ospite dell’associazione Eurokom nella locride per una quattro giorni di studio e confronto anche con le istituzioni educative locali sui protocolli di orientamento e le attività previste per l’inserimento lavorativo dei giovani frequentanti le scuole secondarie superiori. Un’occasione per conoscere dal vivo la Locride per i tanti ospiti europei e per tastare con mano l’azione educativa messa a punto in Italia a favore dei futuri cittadini d’Europa. “Un momento in cui si spera di riuscire ad offrire la massima capacità di accogliere i nostri partneraffermano il coordinatore di Eurokom Alessandra Tuzza con il presidente Raffaella Rinaldis e il vice Presidente Loredana Panetta aggiungendo - magari con la collaborazione dei nostri comuni e delle agenzie educative locali. A loro, come Eurokom, estendiamo l’invito sin da subito a collaborare per mettere in campo la migliore organizzazione ed capacità di accoglienza a beneficio degli ospiti stranieri che giusto prima di Natale visiteranno il nostro territorio per discutere sulle competenze ed i profili degli insegnanti incaricati delle azioni di orientamento nelle diverse aree europee esaminate”.

Un progetto Leonardo per studiare i protocolli di inserimento lavorativo europeo

BANDI IN SCADENZA: I° scadenza 16/12/2011 II° scadenza 11/06/2012 Sostegno alla diffusione televisiva di opere audiovisive europee. Invito a presentare proposte Obiettivi: promuovere la diffusione transnazionale di opere audiovisive europee prodotte da società di produzione indipendenti, sostenendo inoltre la cooperazione tra emittenti, da un lato, e produttori e distributori indipendenti, dall’altro Attività: Il pacchetto audiovisivo proposto deve essere una produzione televisiva europea indipendente (fiction, animazione o documentario creativo) che includa la collaborazione di almeno tre emittenti di diversi Stati membri dell'Unione europea o di paesi aderenti al programma MEDIA 2007.I progetti non possono avere durata superiore 30 o 42 mesi,per ciò che concerne le serie.Le candidature devono essere inoltrate entro e non oltre il primo giorno di riprese. Beneficiari: Le società europee le cui attività contribuiscono alla

realizzazione degli obiettivi suddetti, in particolare alle società di produzione televisiva europee indipendenti,sono le destinatarie del seguente bando comunitario. I candidati devono essere residenti in uno dei seguenti paesi: - I 27 paesi dell'Unione europea, - I paesi del SEE, la Svizzera e la Croazia. Modalità di partecipazione: Il contributo finanziario è assegnato sotto forma di sovvenzione. 500 000 EUR è l'importo massimo del contributo finanziario disponibile, per opera per i progetti di fiction e i film di animazione ed a 300 000 EUR per opera per i progetti di documentari. Quest'ultimo non potrà eccedere il 12,5 % dei costi ammissibili presentati dal produttore per le fiction e i film di animazione e il 20 % dei costi ammissibili per i documentari Agenzia esecutiva per l’educazione, gli audiovisivi e la cultura (EACEA) — MEDIA Constantin DASKALAKIS ,BOUR 3/30 Avenue du Bourget/Bougetlaan 1 1140 Bruxelles/Brussel BELGIQUE/BELGIËIT DOMENICA

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A proposito

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L’ INTERVISTA DISCCORRENDO CON Saverio Zavettieri, Segretario Nazionale deii Socialisti Unitii

Le lobby affaristiche? Nessuno meglio del Presidente della Regione può sapere dove si annidano e come possono essere neutralizzate PASQUINO CRUPI un podista formidabile Saverio Zavettieri, segretario nazionale dei Socialisti Uniti. Siderno, con la sua storia, le sue tradizioni socialiste, mai sfondate, non poteva mancare come tappa fondamentale del suo giro per la ricostruzione di un Partito, quello dei Socialisti Uniti, che sia anche una forza. Non condivido la collocazione- posso dire: tattica?- dei Socialisti Uniti nel Centro Destra, ma resto ammirato dall’energia indomata di Saverio Zavettieri, che non si

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arrende mai, che non posa mai, che ha sempre un’idea o una provocazione da lanciare. Una freccia, persino, nel campo deghli alleati. Lo incontro subito dopo la Marcia su Cosenza. Ma non è da qui che cominciamo. “Seconda Repubblica? Io ti vorrei intanto ricordare che la biasimata- oggi, però, meno di ieri- classe politica della Prima Repubblica è stata capace di trascinare l’Italia fuori dalle macerie della guerra, debellare la miseria, di costruire l’Italia del miracolo economico, e di farne una grande potenza industriale?”: è questa la considerazione di Saverio Zavettieri ad

inizio della nostra conversazione. Ma non è che una traccia provvisoria. Gli interessa di più la Calabria, il potere e i poteri in Calabria. Affrontati con spirito libero da questo politico di razza, a Dio spiacente e a li nimici sui, non amato dal Centrosinistra, che lui non ama, e appena sopportato dal Centrodestra , che lui non sopporta. Luoghi politici entrambi, somiglianti più ad ovili che a partiti. E allora ci volgiamo alla Questione meridionale e, restringendo, alla Questione calabrese. Quali campane suonano dalle parti del Governo BossiBerlusconi? “Le politiche per il Mezzogiorno, nella forma e nella sostanza, sono scomparse dall’agenda nazionale. Nessun governo della Seconda Repubblica ha posto la Questione meridionale come questione nazionale. Ciò che fecero i Grandi Meridionalisti. Da alcuni anni a questa parte, con politica nefasta e culturalmente di basso profilo, addirittura è stata spostata l’attenzione dal Mediterraneo che storicamente rappresenta un approdo naturale per i nostri interessi e la nostra economia”. Stai pensando a Luigi Sturzo. Era questa la sua tesi. “Sì, ma non solo a lui. Che il Mediterraneo dovesse essere il centro della nostra attenzione, era opinione comune. Adesso, più nulla”. Di questo impallidimento del Mezzogiorno nella politica nazionale a chi dobbiamo presentare il conto ? “ La responsabilità è, da una parte, del sistema e, dall’altra parte , del ceto politico meridionale”. Spiegati…. “ Il sistema esclude a priori l’effettivo ruolo del Mezzogiorno nelle scelte di governo del paese, il ceto politico meridionale, poco rilevante, si concentra sulla gestione clientelare come unica forma di legittimazione e di formazione del consenso” Ci mettiamo pure Bossi, che ritorna sul secessionismo, ora condannato con veemenza dal Presidente Napolitano. “ Ma certamente. Le grida di Bossi, le sue concitate parole per il ritorno alla Lega di “lotta” con la parola d’ordine della “secessione”, rappresentano lo stato confusionale e la crisi d’identità del Carroccio e del suo gruppo dirigente, incapace di qualunque analisi e cambio di strategia, destinato obtorto collo ad andare a rimorchio del PDL. Senza dimenticare che anche nella Lega si è aperta la battaglia per la “successione”. Dal Nord, cioè dalle classi dirigenti del Nord, dominanti i partiti nazionali, non può venire nulla per il Sud, cioè per la moltitudine, non più classe. E d’un Partito del Sud , per come sta venendo avanti, che ne pensi? I localismi ed i vari campanilismi non portano certo bene al nostro Paese in quanto producono false illusioni, lacerazioni profonde e conflitti difficilmente sanabili. Servono partiti a vocazione nazionale, rappresentativi degli interessi dell’intero Paese e dell’unità della Nazione. Un’ eventuale “Lega del Sud”, espressione di una classe politica notabilare, che ha reso il Mezzogiorno subalterno cultu-

ralmente e politicamente, serve solo a chi se ne fa promotore come diversivo utile per sfruttare il disagio delle popolazioni meridionali. Non a caso questa nasce nella terra di Tommasi di Lampedusa! Si è mai visto che un movimento, che si pone in contestazione delle politiche del governo nazionale , nasca all’ombra del Governo e del sottogoverno ad opera di alcuni Sottosegretari? Saremmo innanzi ad una farsa se non ci trovassimo nel pieno di una vera e propria tragedia. Veniamo alla Calabria. Abbiamo detto tutto? C’è ancora qualcosa di dire? La Calabria è una regione difficile, in cui le cose, come spesso accade, sono l’opposto di quello che appare con fenomeni frequentemente contraddittori e contrastanti. Veniamo da due esperienze regionali - di centrodestra e di centrosinistra – bocciate nettamente e senza appello dall’elettorato. Il voto dell’aprile 2010, che ha riportato una composita coalizione di centrodestra alla guida della Regione, ha assegnato a Scopelliti una delega in bianco per un rinnovamento generale da realizzare con un cambio sostanziale e tangibile del metodo di gestione e di governo e per affermare una nuova e più giovane classe dirigente non solo per dato anagrafico, ma per capacità di governo e di rottura con i metodi del passato. A parole tutto procede bene, ma nei fatti per ora tutto resta immutato.

Scopelliti ha avuto una delega in bianco per un rinnovamento generale in grado d’ affermare una nuova e più giovane classe dirigen-

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Nessun governo della seconda repubblica ha posto la questione meridionale come questione nazionale e, addirittura, si è spostata l’attenzione dal Mediterraneo che storicamente rappresenta un approdo naturale per i nostri interessi e la nostra economia

Saverio Zavettieri. Inarrestabile

te. A parole tutto, ma nei fatti nulla. Girano voci d’un rimpasto? Vero, falso? Non saprei rispondere se vero o falso. Ma il fatto che se ne parli, sia pure nel segreto delle stanze, è di per sé un fatto positivo che segnala l’esigenza di un tagliando della macchina regionale. Per quanto riguarda modi e tempi è tutto di là da venire. E’ difficile immaginare un rimpasto a breve con il rischio magari di doverne fare uno più importante dopo gli appuntamenti con nuovi attori e protagonisti politici. Cioè… Siamo alla vigilia della fase congressuale del PDL e del conseguente superamento del cumulo dei ruoli politici ed elettivi. Non è da escludere che a primavera prossima si voti per le elezioni politiche, specialmente dopo iltonfo sul Rendiconto del Bilancio. Cosa accadrebbe con l’UDC che dice di aver fatto un accordo con il Presidente della Regione e non con il PDL - senza tralasciare la collocazione politica nazionale – nel momento in cui Scopelliti non fosse più il Coordinatore? Ci sarebbe da domandarsi: è gradito a Berlusconi lo Scopelliti, che governa insieme all’UDC, nazionalmente a lui avversa? E per che cosa? Per continuare un passato non lodevole. Il passato d’una politica dominata dalle lobby affaristiche. Non può restare una discussione fine a se stessa questo delle lobby, né diventare come l’araba fenice: che ci sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa! In fondo, non ci vuole molta fantasia per individuarle. Basta sapere come nascono, all’ombra di cosa vivono, come operano e a

cosa mirano. In una Regione dall’economia debole ed assistita è fisiologico che l’interesse maggiore si rivolga verso le istituzioni pubbliche locali ed in particolare verso la maggiore di esse, ovvero la Regione. L’influenza delle lobby sulle nomine rappresenta il boccone più ghiotto e funzionale che permette la partecipazione attiva e diretta alla gestione della cosa pubblica ed il condizionamento dell’attività amministrativa. In questo senso nessuno meglio del Presidente della Regione può sapere dove si annidano e come possono essere neutralizzate.

ne commissariale degli interventi affidato ai poteri locali e privo, sulla falsa riga di quello previsto per le materie di Protezione Civile, di controlli di alcun genere e con procedure del tutto discrezionali e straordinarie. Questo metodo ha prodotto delle evidenti distorsioni nella mentalità e nella cultura amministrativa dei governanti, facendoli magari diventare refrattari a controlli di ogni genere. I rapporti particolari con la stampa, quelli singolari con la Magistratura e la vicenda dell’Audit sono una importante chiave di lettura. Ultima domanda: la Marcia su Cosenza.

Nonne ho visto né le necessità né l’utlità. O, meglio, c’è utilità solo a fini interni. Con questa manifestazione Scopelliti ha voluto compensare le critiche all’interno, mostrando d’avere il consenso alla vigilia dei congressi del PDL.

Modello Reggio? Io parlerei piuttosto di un modello “Decreto Reggio”, che ha improntato la vita amministrativa di quella Città nelle ultime quattro consiliature, dal 1995 al oggi.

Per fare un esempio concreto, scorgi il peso delle lobby nelle nomine di dirigenti, manger, eccetera eccetera? Basta guardare alle nomine operate nelle aziende, negli enti, nelle fondazioni, nei consorzi, nelle società partecipate ed all’interno della macchina regionale per farsi un giudizio sulle scelte compiute. Chiunque, da cittadino libero ed indipendente, può rispondere da sé a questa domanda. E della lotta alla ‘ndrangheta da affrontare con il codice etico e i cartelloni “Qui la mafia non entra”? La lotta alla n’drangheta non può essere un fatto formale e di facciata e non si fa certo con le parole. Più che le dichiarazioni ed i giuramenti sulla legalità contano i comportamenti ed i fatti. Non serve istituire o finanziare osservatori, consulte, musei della ’ndrangheta, targhe antimafia, associazioni partigiane ,prive di contenuto, se poi si tagliano i fondi e si toglie l’ossigeno a strutture importanti tipo il Consorzio Piana Sicura o si ridimensionano piani e programmi sulla sicurezza. Altrimenti tutto diventa un puro esercizio retorico. Quanto poi al famoso codice etico la posizione dei socialisti si è rivelata la più seria e coerente, mentre quelle populiste e demagogiche, alla luce delle vicende successive, con i silenzi assordati ed imbarazzanti si sono rivelate per quello che erano: elettoralistiche e strumentali. Abbiamo, infatti, atteso inutilmente da parte di chi si è reso assertore e paladino del codice etico, specie dopo i tanti casi riguardanti amministratori, sindaci, consiglieri regionali, candidati, funzionari, che adottasse provvedimenti di sospensione, revoca o esclusione dai circuiti polititi, amministrativi e burocratici dei soggetti colpiti da indagine o provvedimenti della magistratura. Ma nulla si è visto! Trovo bislacca e anche pericolosa l’idea del Governatore sul “modello Reggio” da esportare. E tu? In una realtà contraddittoria ed a rischio come quella reggina è, quantomeno, azzardato parlare di modelli d’ amministrazione limpida a riparo - a prescindere da influenze e condizionamenti di sorta - tali da poter essere esportati. Io parlerei piuttosto di un modello “Decreto Reggio”, che ha improntato la vita amministrativa di quella Città nelle ultime quattro consiliature, dal 1995 al oggi. Si tratta di un metodo inadeguato nelle forme e nella sostanza, nelle realtà dall’alto e comprovato tasso criminale essendo un modello di gestioDOMENICA

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la Riviera Registrazione Tribunale di Locri (RC) n. 1 del 19/06/1998 R.O.C. n°11602 del 02/11/98 Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana AmministratoreUnico Rosario Vladimir Condarcuri

Direttore responsabile PASQUINO CRUPI In redazione CRISTINA BRIGUGLIO MATTEO RASCHELLÀ Responsabile dello sport ANTONIO TASSONE Art Director PAOLA D’ORSA Impaginazione EUGENIO FIMOGNARI

COLLABORATORI Gioacchino Criaco, Lele Nucera, Filippo Todaro, Anna Laura Tringali, Mara Rechichi, Benjamin Boson, Nik Spatari, Maria Giovanna Cogliandro, Angelo Letizia, Marilene Bonavita, Francesca Rappoccio, Mario Labate, Franco Crinò, Ruggero Brizzi, Marco Andronaco, Isabella Galimi,Maria Teresa D’agostino, Giovanna Mangano,

Lettere, note e schermaglie NAVIGA A VISTA IL PD

Inutilmente indicando la rotta Marco Minniti IL BRIZZOLATO

di RUGGERO BRIZZI

La precarietà ci sovrasta Coniugare la volontà di rimanere nella nostra terra alla necessità di sopravvivere è una sfida troppo dura per molti. Se a questo aggiungiamo la totale paralisi di investimenti al sud e la pessima comunicazione delle opportunità che regioni e ministeri creano per i giovani calabresi con bandi di difficile comprensione e criteri di accettazione delle domande che non hanno tatto della realtà (se hai fatto un lavoretto in regola per 30 giorni, risulti meno disoccupato di altri che spessissimo lavorano in nero da una vita e comunque portano a casa uno stipendio) la situazione si fa quasi impossibile. Ci si ritrova in molti, sempre più smarriti. Sempre in condizioni peggiori, con l'età che avanza inesorabile e le statistiche che ci vedono primi in classifica come percentuale di pensionati invalidi. Dovremmo inventarci una qualche depressione o ci arriveremo da soli? È un patema per l'anima guardarsi intorno. Intravedere i colori caraibici dello ionio tra una golf che sgomma e una slot machine circondata da migliaia di euro di indumenti che la riempiono di pugni per i 10 euro persi. Dovremmo scappare. Subito. Certo, di contro, riflettendoci, ha del clamoroso poi, dopo la disoccupazione, la malavita, la corruzione, la precarietà sotto la quale tentennano i nostri corpi, rispondere sistematicamente “tutto bene”, al “come stai” degli amici e dei parenti al nord Italia. Ha dell'incredibile dire “tutto bene” perché non è un segnale ultimo di rassegnazione e neppure una svogliata e seccata risposta. Ha dell'incredibile perché è la verità! Ed è inspiegabile! Stiamo nella parte peggiore d'Europa e va tutto bene??? Ma tu a sa quant'è grandi l'Europa??? Ma cosa ci sarà nell'aria del mio paese? Negli amici e nelle relazioni umane di questa terra? Cosa ci sarà in questo sole e in questi colori? Come facciamo a non essere preoccupati? E che diamine... Preoccupiamoci! Ce l'hanno detto gli economisti, i politici, i sociologi, bla, bla, bla.... Sto con un'altra filosofia: “I nziani dinnu ca cocchi cosa ndavi i succedi....”

I commissari, calati dall’alto per mettere ordine nei Partiti, sono indigeribili, ma i calabresi hanno lo stomaco forte, e li accettano, sia pure, con qualche, rutto. Tale è il caso del Pd commissariato, le cui anime rissose non sono state capaci di trovare la sintesi perfetta sub specie di cattocomunisti . Una varietà politica che ebbe esistenza, ma quando né i comunisti né i democristiani amavano verniciarsi. E in luogo di questa varietà, siamo ora di fronte a una sorta di Circo Barnum: tanto per recuperare una splendida definizione di Antonio Gramsci, appiccicata al PSI dell’iniziato Novecento. Nel circo, come si sa, ognuno recita da artista. Nel Pd, dopo la fuoriuscita forsennata di Giuseppe Bova e di Nicola Adamo, doveva tornare la pace , ma l’unica pace, che i dirigenti piddisti sono stati in grado di trovare, è quella sepolcrale. Così sepolcrale che perfino il Governatore, che fa ridere con le sue smargiassate, osa irridere, qualificandoli come un’opposizione inesistente. E fa bene, generosamente bene, Cesare Marini, che proviene da una alta scuola socialista, a dire che quello del Pd è un gruppo dirigente modesto. Modesto e dilaniato e guidato in seno al Consiglio regionale da Sandro Principe, grande specialista delle lotte correntizie in cui si distinse il padre, Cecchino, che, però, aveva una grande anima socialista. Né ci sembra che abbia nitore, anche a fronte degli annunciati congressi sezionali, provinciali e regionale, l’azione politica di Demetrio Naccari Carlizzi e persino dell’anima ribelle del Pd, il consigliere regionale, avv. Demetrio Battaglia. E la pattuglia sindacalista, con simpatie e tesseramenti piddisti, appare più in agguato che alla luce de sole. Le acque, poi, sono terribilmente intorbidate dall’approssimarsi delle elezioni anticipate, e, fingendo di parlare di politica, di Grande Politica, di fatto i Regnanti del Pd si muovono dentro il quadrato della dama. Pedine destinate a mangiarsi tra di loro.

Adriano Musi, il commissario, tutto questo non lo ignora e non può ignorarlo. Ma l’unica idea precisa di cui si ha notizia è che Giuseppe Bova e Nicola Adamo, desiderosi di tornare a dettare legge nel Pd, non vi potranno fare rientro che dal 2014. Fuori tempo massimo. Come fuori dal tempo è Marco Minniti, che, per vacua ambizione di agone nazionale, fece il gran rifiuto quando tutti lo volevano Presidente della Regione nel 2005, e indi la corona rifulse sulla testa di Loiero, che, se tutto cammina liscio, vedremo in affettuosa alleanza con Scopelliti, fungendo da stazione di transito il Mpa di Lombardo. Che cosa, infatti, allegra la speranza del deputato piddista, che cumulò cariche, e ora, non disponendone più, ne è fieramente avverso? Che una leva di giovani prenda in mano la bandiera del Pd e la porti alla meta prefissa. Quali giovani? Il giovane e instabile avv. Massimo Canale, esempio unico nella storia dei comunisti, di un segretario comunista, che si dimette dalla carica, mentre il Partito è nei marosi, per essere accettato come candidato a sindaco prima di Idv e poi d’ un centrosinistra fratto? Il consigliere regionale Nino De Gaetano, il giovane Gramsci, che doveva infiammare di nuovo la rivoluzione culturale, e con armi e bagagli, datigli dalla Federazione della Sinistra, entra nel Pd? Così ci pare che sia. E così il Circo Barnum diventa qualcosa di peggio: un circolo politico che prosegue e allunga la contaminazione, insaccando transfughi, del trasformismo e dell’opportunismo. Che non sono, esclusivi della Destra. C’è stato e c’è un trasformismo di Sinistra. C’è stato un opportunismo di sinistra. Lenin lo diceva: marcio. Ma il Minniti ha oltrepassato, da libraldemocratico, Lenin, troppo antiquato come antiquata è la moralità politica. Nel Pd c’è posto per tutti. Non solo per i giovani-vecchi. Anche per i grilli parlanti, già duci delle più disastrose sconfitte del Centrosinistra.

DETENUTI O CITTADINI “PRIGIONIERI”?

ILARIO AMMENDOLIA Immagino che emettere un mandato di cattura non sia cosa facile . Un magistrato avrà mille dubbi, mille esitazioni ed una seria sofferenza nel momento di ordinare un arresto. Resta il dramma della carcerazione preventiva che se esercitata verso innocenti, spesso equivale ad una condanna a morte. Del resto basterebbe leggere le cifre che lo stato paga annualmente per ingiusta detenzione per capire le dimensioni d’un dramma che non trova eguali nel mondo occidentale. Il recente caso di “Amanda” ha riportato all’attualità questo tema. Ci rende più sicuri questo discutibile e frequente ricorso alla carcerazione preventiva? Assolutamente no! Anzi questo serve a fare in modo che gran parte dei delitti restino impuniti. Restano impuniti soprattutto i potenti ed i poteri in questa Italia di misteri e delitti irrisolti. Io non dimentico mai che Vittorio Emanuele di Savoia ha ucciso un ragazzo con una fucilata ed ha scontato una sola notte di carcere. Un uso non sobrio del potere di arrestare LOQUI E SPROLOQUI una persona serve a delegittimare lo Stato e la stessa magistratura. L’errore è umano. La superficialità, l’abuso, la voglia di carriera e di celebrità, qualora ci fossero, sarebbero gravissimi. Ricordo un ragazzo colpiFILOMENA CATALDO to da ingiusto mandato di cattura che per La crisi socio-culturale giovanile in cui l'Italia versa da ormai troppo anni ha dormito nello stesso letto della tempo (pur avendone nascosto bene lo scheletro nell'armadio) impormadre ed ogni mattina all’alba veniva colto rebbe una presa di coscienza notevole non solo da parte delle autorità, da attacchi di panico nel timore che l’avrebcosa attualmente avulsa dal contesto, ma anche da parte nostra, giovani bero riportato in carcere. adulti in cerca di autore. La domanda è: studiare è ancora un ascensore In mancanza d’un processo giusto, imparsociale? O meglio le politiche giovanili favoriscono questa visione dell'acziale, libero, i dubbi sono più che legittimi. crescimento personale attraverso la cultura o mediano per un ascensore La viltà è la prima alleata della ndrangheta, altro, al di sopra della scuola? Sembrerebbe essere quest'ultima l' opzione dei soprusi e dei delitti. - considerando anche il crollo del sistema scuola operato dalla Riforma Anche in questo momento ci sono persone Gelmini in questi anni: più tecnicità oltre ogni ragionevole dubbio. E di chiuse in carcere da molto tempo in attesa dubbio, quanto mai ragionevole, è ormai tinto il nostro tempo. Si è ben di giudizio. Molte persone, troppe persone capito che intraprendere la carriera formativa scolastica non porta a nulla. verso cui nessun tribunale della Repubblica Precariato e depressione post-formazione sono la speranza più prossima. ha pronunciato una condanna definitiva e, Si fa prima e più fortunatamente a straparlare ed ondeggiare come molti in alcuni casi, neanche di primo grado” Non dei nostri rappresentanti che investire nelle sudate carte leopardiane. Non sono presuntuoso , ho il dovere di pensare si tratta di pessimismo cosmico ma di amaro realismo. E le ultime parole che i magistrati abbiano elementi per tenedella Gelmini << niente più tagli>> - dinanzi alle recenti e calde conre qualcuno in carcere. testazioni di piazza - non fanno piacere, non placano gli animi, non danno Tuttavia qualche considerazione va fatta: speranza ma trapelano ancor più chiaramente l'inadeguatezza di un sisPietro Valpreda era innocente ed è stato tema fondato su numeri e burattini. Dinanzi a questi avanzi della politica come si può ancora credere che studiare sia un ascensore sociale?

Studiare è ancora un ascensore sociale?

tenuto in carcere cinque anni per coprire una strage di stato. Drefus era innocente e sarebbe morto da colpevole senza il coraggio di Emile Zola, Enzo Tortora è stato massacrato da innocente e nessuno ha pagato per il suo massacro. Mi limito ai casi celebri ma ognuno di noi ne conosce almeno un centinaio di casi di innocenti rinchiusi in galera e poi completamente scagionati. Prima tenuti e “mantenuti” in carcere e poi indennizzati, con i soldi dei cittadini, per ingiusta detenzione. In attesa di una sentenza definitiva pronunciata nel rispetto assoluto di tutte le garanzie costituzionali qualche dubbio ci rimane. Se rifacessi i nomi di Sandro Figliomeni o di Rocco Femia sembrerebbe una difesa di “casta”. Certo li ho conosciuti nell’associazione dei Comuni e mi turba l’idea che siano in carcere senza processo.. Siamo stati su fronti politici contrapposti ma non ho la cultura del nemico da distruggere ma della persona umana da non dimenticare mai soprattutto quando questi si trova in difficoltà. “Visitare i carcerati” è un precetto evangelico che ho imparato sin da bambino ed il verbo “visitare” credo stia a ricordarci che la persona umana resta sempre tale. Colpevoli o innocenti ? Forse, lo potremmo sapere in un processo severo ma giusto. Questo è l’unico antidoto alla ndrangheta ed alla criminalità! Senza processo nessuno dovrebbe stare in galera per così lungo tempo, né bracciante, né operaio, né zingaro,né immigrato, né ingegnere o deputato. Si badi bene non io non difendo loro ma lo Stato( S maiuscola) nato dalla Resistenza alla tirannia fascista e che si fonda su una Costituzione tra le più belle del mondo, spesso, molto spesso, ignorata e ferita . La Carta Costituzionale considera la persona sacra ed inviolabile e la tutela nei confronti di chiunque, iniziando dalla mafia , dalla criminalità , dallo sfruttamento, dai poteri forti , compresi i poteri dello Stato stesso . Quando un delinquente colpisce una persona commette un reato gravissimo . Tale è lo stupro, la violenza, l’omicidio, l’aggressione. Se l’ aggressione proviene da parte dello Stato, e con dolo studiato o riflesso,o anche per superficialità e approssimazione, è molto più grave d’una pallottola mafiosa. Certo, se si esce fuori dagli schemi, si rischia di passare per attigui ai criminali o , comunque, di attirare su di se l’ira di coloro, criminali compresi, a cui questo sistema va bene. La Libertà è una Dea ingrata e tuttavia l’urlo degli uomini liberi è ciò che ci resta dinanzi all’indifferenza di questo nostro mondo dove ognuno pensa solo per sé dimenticando chi soffre. DOMENICA

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HANNO COLLABORATO Francesco Laddarina, Ian Zimirri, Giuseppe Patamia, Alessandra Bevilacqua,Bruno Gemelli, Carmelo Carabetta, Valentina Elia, Antonio Cormaci, Mario Labate, Antonio Tassone, Giulio Romeo, Ilario Ammendolia, Sara Caccamo, Giuseppe Fiorenza, Daniele Mangiola, Sara Caccamo.

Le COLLABORAZIONI non precedute dalla sottoscrizione di preventivi accordi tra l’editore e gli autori sono da intendersi gratuite. FOTOGRAFIE e ARTICOLI inviati alla redazione, anche se non pubblicati, non verranno restituiti. I SERVIZI sono coperti da copyright diritto esclusivo di “la Riviera Editore” per tutto il territorio nazionale ed estero. GLI AUTORI delle rubriche in cui si esprimono giudizi o riflessioni personali, sono da ritenersi direttamente responsabili.

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RISPONDE il direttore

KAPPADUE

di RUGGERO CALVANO

L'idea di un Bio-parco per Saline Ioniche Sono anni che sostengo come l'area dell'ex Liquichimica, con le sue lagune naturali, sia, sotto una molteplicità di aspetti, un habitat naturale unico, grazie anche ad un microclima del tutto particolare, atto a ospitare diversissime specie faunistiche, e credo che la crescita dell'intera Saline dovrebbe partire sotto il presupposto della valorizzazione di questi beni naturalistici. Si potrebbe destinare l'area, tramite il completo smaltimento dei vecchi impianti presenti, a divenire una grandissima oasi naturale attrezzata, così come un parco studio biomarino, idea che potrebbe trasformarsi tra l'altro, in ennesima fonte di incentivo al turi-

smo, elemento dal quale la nostra regione non può prescindere guardando alla sua crescita complessiva. Credo che l'idea di un Bioparco, oltre che essere produttiva di occupazione, possa divenire sponsor di prestigio sociale e di alta qualità della vita, standard primari degni di tessuti sociali evoluti, e non di realtà da terzo mondo, visione sotto la quale, non si capisce perchè, anche a distanza di così tanti anni, ci si

incaponisce a confinarci. Mi auguro dunque che i nostri governanti non compiano passi azzardati verso decisioni in grado di mutare irreparabilmente la natura dei nostri luoghi, bellezze naturali che ancora stentiamo a credere, avendole forse sempre sotto gli occhi, quanto il mondo ce le invidii. Vittorio Renzelli

La lettera di Vittorio Renzelli era assai lunga e qui pubblico la parte, che ritengo essenziale. Il nostro amico lettore avanza la proposta della realizzazine d'un Bio parco nell'area dell'ex Liquichimica. Ottimamente. Non è che le proposte di riutilizzazione della area manchino. Il punto è: chi vi provvederà? Dove è la classe dirigente, capace d'afferrare, per esempio, la proposta del Bio parco e trasformarla in realtà effettuale?

Corsivo 12 *

Belfagor

Ritratti *

I comunisti a congresso credere, sperare, lottare

TOTÒ DELFINO

Questa domenica i Comunisti italiani celebrano il loro VI Congresso provinciale a Reggio Calabria. Vi partecipano delegati, iscritti, simpatizzanti del PDCI, e intellettuali calabresi di primo piano, come lo scrittore Gioacchino Criaco. Non è un congresso, come tanti prima. È un congresso straordinariamente importante e decisivo. Può essere il Congresso della svolta, cioè della ricostruzione del Partito Comunista Italiano, o del tramonto, ossia della volontà velleitaria della sua ricostruzione. I comunisti italiani della provincia di Reggio Calabria giungono a questo VI Congresso con quattro pesanti sconfitte sulle spalle, ma non danno l'impressione d'averle lasciate alle loro spalle. Il pesante fardello li grava ancora, ancorchè si tratti di sconfitte, non di disfatte, visto che non sono stati spazzati via n. Ci sono ancora. Hanno ancora voti, sezioni organizzate, e soprattutto idee. Se appaiono marginali, è soltanto perché diffusa è la visione che tutta la vita politica è ridotta alla vita istituzioale . Come a voler dire: hanno diritto alla parola e all'ascolto i partiti che hanno rappresentanti nel Consiglio regionale, nel Consiglio provinciale, nei Consigli comunali. Nulla di più sbagliato. Per primi a saperlo , a doverlo sapere dovrebbero essere i comunisti, i Comunisti Italiani. che si sono assunti il compito prima etico e poi storico di ricostruire il Partito Comunista Italiano. Insieme ai confratelli- sperano - di Rifondazione comunista. Quello dei Comunisti Italiani non potrà essere il Congresso dell'angoscia, del “ Dio, Dio, perché mi hai abbandonato?”. Ma dipende tutto questo dai suoi militanti, dai quadri dirigenti, penetrati in qualche misura dal pessimismo e dalla sfiducia. Gli uni e gli altri, mentre suonano campane a morto, hanno l’obbligo di non deporre le armi , di continuare a combattere, sia pure ad armi dispari. Mani nude contro mani piene di gioielli. Per dire agli afflitti che la trasformazione avviene dal basso. Anche il Congresso nazionale di Rimini sul finire d'ottobre non potrà essere un comgresso, come tanti altri. Non è in discussione solo una tattica, una strategia. Alita qualcosa di più grande , di drammaticamente grande: o la vita o la morte del partito comunista, quindi del comunimo, che non può essere un pensiero senza azione politica. Questo destino non è sulle gambe di Giove. Sta nella capacità di ciascuno dei comunisti italiani di continuare a credere, a sperare, a lottare.

la Riviera

di Diego Cataldo

Maestro di tante geerazioni di giovani giornalisti , alcuni di quali, però, dimentichi della sua lezione di giornalismo senza peli sulla lingua. Principe dell’ironia, mai ruota di scorta delle Procure, avverso alle verità di Stato e alle puntute convinzioni dei Pm, ha raccontato l’Aspromonte e la Calabria con immagini concretosensibili, che ricordano Corrado Alvaro. Sempre nel nostro cuore.

A Giffone la sagra del fungo 2011 MARIA BOETI

Il Presidente dell'Associazione Culturale e Micologica di Giffone, Prof. Antonio Albanese, qualche settimana fa, incontrandoci, non ha perso l' occasione di comunicarci che sabato 15 ottobre si sarebbe svolta nella cittadina La sagra del fungo. Manifestazione culturale e gastronomica in collaborazione con il Comune di Giffone, l' Asp 5 Ispettorato Micologico, l'ARSS, il Patrocinio della Commissione Nazionale UNESCO, del Ministero per le Politiche Agricole e Forestali- Regione Calabria, Ente Parco Nazionale dell' Aspromonte- Provincia di Reggio Calabria e col Patrocinio Scientifico Università degli Studi “Mediterranea” di Reggio Calabria, eccetera. E nel depliant abbiamo letto che gli appuntamenti collaterali - la Sagra - sarebbero iniziati venerdì 14 con una visita guidata in montagna con chiusura domenica 16 : Messa alle ore 10.30 e, poi, degustazione del fungo porcino. Ovviamente, su tutto come re incontrastato e in trono non traballante il fungo, alimento tradizionale della cucina locale. E da da appuntare sul carnet questo: che l' Associazione culturale micologica giffonese ha bandito un concorso-composizione sul tema: “L'ONU ha proclamato il 2011 l'anno delle foreste evidenziate il ruolo primario che esse svolgono nel mantenimento dell' equilibrio globale e come interagiscono i funghi in questi delicati meccanismi”. Così, l' attenzione al territorio associata alla valorizzazione del merito, con l' appuntamento di quest'anno, inserisce un motivo in più di partecipazione e di notevole interesse. Insomma, si rinnova ogni anno un rendezvous impareggiabile dentro uno scrigno fatato.

L’AFFARE DELL’OZIO O, se volete, slow time business. Fare soldi vendendo tempo e qualità di vita. E' l'affare del futuro, che in pochi hanno ancora capito. La crisi economica che ha colpito il mondo occidentale lascerà comunque sopravvivere un discreto numero di ricchi, ai quali andranno aggiunti i nuovi nababbi orientali e dell'est europeo. Quando l'Italia si rassegnerà al sogno, ormai irripetibile, delle fabbrichette padane, rinunciando a un'industrializzazione fallita, le si apriranno le porte di un nuovo benessere economico che nessuno le potrà sottrarre. Mica si potranno fregare il sole, il mare, i paesaggi, la cultura, i profumi e i sapori italiani. Per riprodurre altrove tutto questo la natura ci si dovrà mettere d'impegno per millenni, prima che ciò avvenga il futuro è nostro. La droga vera, e più pericolosa, dei tempi presenti e prossimi venturi, è la civilizzazione. Siamo drogati di telefonia, rete, burocrazia, traffico, stress. I don Ciotti o don Mazzi non servono più. Si ha bisogno di comunità che ci liberino, per un po', dalla civiltà. Oasi di pace che realizzino un time break. E' ovvio che non tutti potranno comprarsi il tempo e che le nicchie di pace saranno disponibili solo per le tasche gonfie. L'ozio che da sempre viene rinfacciato come vizio ai meridionali potrebbe diventare una miniera d'oro. Il dolce far niente, del quale siamo maestri, potremmo venderlo a caro prezzo. In Aspromonte potremmo unirlo allo slow food, al pasto consumato con calma, come fosse un rito, niente altro che quello che noi chiamiamo scialata. La scialata potremmo addirittura quotarla in borsa e specularci sopra. Tempo di qualità e cibo di qualità: bioagricoltura e bioallevamento, cose che solo il microclima aspro montano consente. Daremmo ai ricchi cicorie e cavoli senza l'ombra di un pesticida. Carne esente da ormoni che ingrossano tette e sgonfiano cabasisi. Niente chiamate in arrivo, niente internet che da noi non c'è campo. Niente tv, che non abbiamo manco la luce. Scialate, per un giorno, un mese, un anno. Basta pagare. Eccola la vendetta meridionale, venderemo il nostro vizio più grande: ozio per tutti.

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Formula 1 - Sebastian Vettel: la storia del campione Domenica scorsa, a Suzuka, Sebastian Vettel si è laureato campione del mondo per la seconda volta consecutiva e, a 24 anni 3 mesi e 6 giorni, è diventato il pilota più giovane a bissare il titolo, entrando così a pieno diritto nella storia della Formula 1. Un record dopo l'altro ha caratterizzato la carriera di questo giovane pilota tedesco, a partire dalle sue prime gare sul kart, fino alla storia recente in Formula 1 e, sicuramente, ne seguiranno tanti altri visto la sua età. Molti lo paragonano già a Schumacher, il campionissimo, ma Sebastian non vuole parlare di queste cose perché, come ripete sempre, bisogna avere rispetto per quello che ha fatto il Kaiser. Sebastian Vettel è stato il vero dominatore della stagione, ma troppo spesso è stato sottovalutato come pilota a causa della macchina perfetta che ha tra le mani. Serve poco, però, per capire che questo ragazzo, dalla faccia pulita e dai modi semplici, quest’anno ha fatto il grande salto che divide il bravo pilota dal campione: pochissimi errori, maturità agonistica, consapevolezza dei propri mezzi, concentrazione totale e, nonostante avesse un vantaggio enorme in classifica, voglia di combattere per vincere, non accontentandosi mai di un piazzamento. In molti lo definiscono “antidivo” ma Seb non dà peso a queste cose: lui pensa a guidare e vincere, il resto non gli interessa.Intanto stamattina il circo della F1 è impegnato in Corea.

Calcio "Capocannoniere amaranto? Tengo caldo il posto a Bonazzoli"

Reggina

Ha già superato il suo record di gol. Simone Missiroli è il capocannoniere della Reggina, seconda forza offensiva di questa Serie bwin. Dopo aver arricchito il tabellino per tre gare consecutive, con il Bari non è andato a segno pur risultando decisivo con l'assist per il secondo gol di Ragusa. Sul piano personale, invece, già cinque reti e diversi assist: a cosa è dovuto questo straordinario rendimento? Sono molto soddisfatto di quanto sto facendo,

SERIE A

7 giornata di Andata Domenica 16/10/2011 Atalanta-Udinese:Gervasoni Cagliari-Siena: Tommasi; Cesena-Fiorentina (12.30): Russo; Chievo-Juventus: De Marco; Genoa-Lecce: Gava; Lazio-Roma (20.45) Tagliavento; Novara-Bologna: Doveri.

Simone Missiroli l’arma in più ma sono consapevole di poter dare ancora di più. Il segreto di questo avvio? La consapevolezza nei miei mezzi, la voglia di affermarmi con questa maglia, il senso di appartenenza che provo con questa realtà, la Reggina. Il tuo gol con il Modena, peraltro, è secondo nel

sondaggio di Bwin sulla rete più bella del campionato, cliccato da tutti i tifosi d’Italia. Lo so, votatemi (ride, ndr). Sono molto felice, anche se oltre alla mia sono in corsa reti meravigliose come quelle di Ciano e Milanetto... La doppia cifra nella casella destinata ai gol realizzati è un obiettivo cui miri da qui a fine stagione? Sarebbe fantastico. Non sono mai stato un grande realizzatore ed i gol non sono l'unica cosa che mi viene chiesta. Toccare quota 10, però, mi farebbe davvero piacere, sarebbe un traguardo importante che inevitabilmente aiuterebbe anche la squadra ad avvicinare gli obiettivi che ci siamo posti. Intanto, comunque, sono già 19 le reti realizzate da questa Reggina: un pronostico, chi sarà il capocannoniere amaranto alla 42esima di campionato? Nessun dubbio: sarà Emiliano. Bonazzoli è il più forte attaccante di questo campionato. Reggina calcio.com

Un paio di settimane di stop al campionato hanno lasciato in dote due belle vittorie “azzurre” (complimenti a Cesare Prandelli per la qualificazione ottenuta e ancor più per una nazionale che gioca finalmente a calcio: l'ultimo a riuscirci fu Azeglio Vicini...) e dato spazio a più o meno intensi spifferi “vocali”: i logorii degli anni e il dolore del giovane Ibra, i propositi di ritorno (a tempo determinato) di Samuel Eto'o, il crescente entusiasmo juventino, le diatribe verbali e le ansie da derby capitolino. Insomma, non ci si è fatti mancare nulla, forse perfino il superfluo, quindi bando alle ciance e attenzione rivolta solo al terreno di gioco e ai suoi verdetti. Il campo “centrale” della domenica sarà stasera l'Olimpico di Roma: è la stracittadina numero 165 e i giallorossi comandano 60 a 44 nella personale classifica delle vittorie. Chi la spunterà questa volta? La classifica lascerebbe propendere per un pareggio che tutto sommato potrebbe essere gradito a tutti, se non fosse per il fatto che questi non sono mai e mai saranno stati ipotesi e propositi da derby romano, '90 in cui spesso si va oltre i tre punti in palio e l'infinita rivalità viene esasperata in campo e fuori in modo stucchevole, pericoloso e del tutto fuori luogo. Sul piano tecnico la partita dovrebbe presentare due squadre in buona forma (almeno così sono state lasciate prima della sosta), appaiate in classifica a 8 punti a ridosso delle migliori in graduatoria e con il proposito di entrare al più presto a farne parte. Le formazioni ipotizzabili collocherebbero l'ago della bilancia su valori di sostanziale equilibrio, se non fosse per un fattore che alla fine potrebbe rivelarsi decisivo: l'assenza di Francesco Totti. Il forfait del capitano in una gara come questa

Tiene banco il derby capitolino ANGELO LETIZIA

potrebbe farsi sentire eccome, per cui proprio dalla Roma si attendono i segnali più chiari e consistenti: riuscire a spuntarla anche ad “handicap” potrebbe dare l'input definitivo al suggestivo progetto avviato da Luis Enrique e finora dotato comunque di basi già solide. Da Reja e la Lazio si attendono invece altre risposte: si dovranno sondare per prime l'affidabilità e la continuità del gruppo e poi eventualmente osservare quanto da parte del mister biancazzurro “l'imperativo” di sfatare i tabù

derby e Roma (mai una vittoria contro i giallorossi in tutta la sua carriera) alla fine possa risultare una marcia in più o, viceversa, un limite psicologico ancora più cronico. Al di là di tutto, l'augurio è che si possa assistere a uno spettacolo all'altezza delle attese con i 22 in campo unici protagonisti e, soprattutto, senza ostilità e tabellini di guerra fuori. Derby romano a parte, occhi e orecchie saranno poi rivolti a Verona, dove il Chievo attende la capolista Juve. Antonio Conte, sulla scia del

bel 2-0 al Milan, proverà a mantenere il passo spedito di questa prima fase di campionato, affidandosi a uomini e mezzi ormai collaudati e vincenti. Rispetto all'ultimo impegno, dovrebbe registrarsi solo il rientro nel pacchetto centrale difensivo di Chiellini e l'inserimento a sinistra di Grosso, per il resto non dovrebbero mutare schemi e interpreti. L'importante sarà comunque non prendere sottogamba l'impegno e prestare la giusta attenzione al Chievo, per il quale la “rimpatriata” del buon Di Carlo è stata sinonimo di ritrovate motivazioni oltre che di risultati e tanti punti in classifica, ben 8, proprio come Lazio e Roma. E tra questi, quelli del meritatissimo 1-0 casalingo al Napoli, “impresa” - va ricordato - ancora non riuscita ad altri durante la stagione sia in Italia che in Europa, dove la banda Mazzarri viaggia a vele spiegate, senza ostacoli e sconfitte. Il palinsesto della giornata offre pure la sfida tra Atalanta e Udinese, fin qui due altre ottime protagoniste in campionato. I nerazzurri meno “quotati” affiancano in classifica quelli milanesi, ma senza il meno 6 di penalizzazione di partenza sarebbero quasi in testa, a solo un punto dalla Juve e della stessa Udinese avversaria di giornata. Un dato che assicura interesse e testimonia l'alto tasso di valori a disposizione di Colantuono e Guidolin, tipi in grado di lavorare bene e parlare poco, di certo mai a sproposito. Il quadro è completato da Cagliari-Siena, Genoa-Lecce (ultima chiamata per mister De Francesco?), e Novara-Bologna, con il neo tecnico Stefano Pioli all'esordio sulla panchina emiliana. E' tutto, dalle 12.30 ritorna il campionato: la “parola” ai campi. Finalmente.

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A proposito Federica Pellegrini rifiuta di essere portabandiera a Londra 2012

di...

Federica Pellegrini, in una intervista, ha detto che non avrebbe accettato il ruolo di portabandiera dell’Italia alle Olimpiadi 2012, ed è stata subito polemica. All’Alberto Castagnetti Day a Roma (giornata per ricordare l’ex allenatore della nuotatrice italiana) alla domanda di Sky Sport 24: “Le piacerebbe fare la portabandiera alle Olimpiadi 2012?”, la campionessa ha risposto: “Lo dico a malincuore, però, anche se me lo proponessero, non lo farei. Io sono una persona molto patriottica, per me sarebbe un onore infinito, ma noi ci alleniamo un anno, anzi quattro, per fare questa Olimpiade, e se anche il giorno dopo non avessi gare, dovrei stare sette ore in piedi, perché la sfilata dura mezza giornata. Sette ore sulle gambe per noi non si recuperano in una giornata. Comunque, a malincuore, purtroppo rifiuterei”. E ha aggiunto: “Sarei contenta se lo facesse la Vezzali, ha rappresentato tantissimo l’Italia in tutti i risultati che ha fatto. Sarei felice per lei e per l’Italia”. Il presidente del Coni, Gianni Petrucci, ha immediatamente replicato: “Portare la bandiera alle Olimpiadi non è una via crucis. Prendo atto di quanto ha dichiarato. Nondum matura est”

Sport

Roccella: Il Siderno cerca la vittoria scacciacrisi con l’Isola “i tifosi sono I arrabbiati” Il tifoso del Roccella si sente preso in giro. Questa stagione doveva essere l'anno zero. La conferenza stampa del 29 maggio 2011 verrà ricordata per il pugno di ferro usato dal Patron Giannitti. Riportiamo le sue parole scandite chiaramente quel giorno “lacrime e sangue”. E’ stata l'estate in cui rifondare una rosa che ormai da troppi anni arrancava alle spalle di vecchi giocatori che arrivavano a Roccella per il solo stipendio. Tutto portava in quella direzione. Almeno fino a qualche settimana fa. Certo, nessuno si aspettava una partenza così. Già alla quinta di campionato la squadra di Tonino Figliomeni si trova a 8 punti lontano dalla vetta. Di Maggio, Parisi, e Lombardo, a detta di tutti, sono tre nomi attorno ai quali si doveva costruire il Roccella del futuro. Figliomeni con la sua nuova veste di Allenatore Manager ma sopratutto tutta la Società, avevano rassicurato il popolo Roccellese di un cambio radicale per questo . Un Roccella ringiovanito e con tanti nomi di valore da fare invidia alla categoria faceva pensare questo. A conti fatti però tutto questo non sta accadendo. Nel giro di qualche giorno, il giocattolo prezioso del Roccella si è rotto. I presunti sostenitori amaranto non ne possono più. Figliomeni, infatti,a detta del Patron Giannitti non si discute, il progetto va avanti per come a sempre sostenuto il Presidente. I tifosi intanto restano in attesa con, al momento, ben poco ottimismo e fiducia. E viste anche le mosse della società (tutto tace), la contestazione, (peraltro mai avvenuta, ma invocata si) se non per i soliti cori dalla tribuna, tutto si maschera. Ma il tifoso, dalla tribuna, al bar, per strada commenta quello che vede sul rettangolo di gioco, il malumore nei confronti di tutti!!! sparando a zero, ma mai affrontando di petto nessuno della Società. Tutto bene e bello quando si parla davanti al Presidente, allenatore, giocatori per poi attaccarli su tutto alle loro spalle! Ma come volete che agisca un presidente che vede una " camuffata contestazione " e poi tutti ad applaudire (quando se lo trova davanti) ? Sempre il tifoso dice: ho sempre fatto l'abbonamento e continuerò a seguire la squadra della mia città. Quest'anno ero indeciso se fare ancora un nuovo abbonamento, poi le parole di Giannitti mi hanno fatto cambiare idea “puntiamo al salto di categoria o quanto meno arrivare tra i primi”- diceva il Presidente sempre nella famosa conferenza stampa del 29 maggio- ma questi sono i risultati. 7 punti che possono diventare 10 se oggi con la Nuova Gioiese si dovesse vincere. I primi cinque incontri, hanno spazzato via il castello di sabbia del Roccella. Un castello costruito sulla sopravvalutazione degli arrivi e su qualche equivoco di fondo. Figliomeni per Giannitti è un grande allenatore, uno dei pochi innovatori. Lavora con puntiglio e precisione. Ma al tifoso chiedo: perché non poni delle critiche costruttive invece di parlare sempre e alle spalle? Affronta il Presidente . Come si dice in questi casi: Con gli attributi giusti al posto giusto!!!!!! Antonio Chiera

l Siderno è chiamata questo pomeriggio in casa contro l’Isola Capo Rizzuto ad una prestazione di grande praticità e sostanza. La compagine di mister Caligiuri, rivelazione dello scorso campionato allorquando riuscì a raggiungere le finali interregionali play-off , è indubbiamente una delle peggiori sparring partner per un Siderno voglioso di ottenere la seconda vittoria di campionato. La squadra di mister Fiorenza si è allenata con molto scrupolo in settimana segno evidente che i calciatori sono determinati a raggiungere il loro obiettivo. Non sarà facile avere ragione dei crotonesi ma sinora i bianco-azzurri si sono sempre espressi bene sul rettangolo di gioco e questo aumenta notevolmente la percentuale salvezza anche se a volte è meglio giocare male e vincere. Certo bisognerà correggere qualcosa in difesa dove 12 reti subite in 5

gare di campionato sono troppe però già da oggi dovrebbe riprendere il suo posto tra i pali Francesco Macri ma soprattutto bisognerà prestare la massima attenzione nella fase di approccio alla gara. Nelle ultime due gare il Siderno ha subito sempre reti nei primi minuti di gara. Nell’Isola Capo Rizzuto bisognerà riservara particolare attenzione ai veterani El Aoudi , Leone e Moschella mentre nel Siderno a fare la differenza dovrebbero essere Accinni e De Leo che sinora hanno dimostrato di essere in stato di grazia. In difesa dovrebbe tornare Carabetta e con lui in campo la squadra sicuramente non potrà che trarre giovamento. Il capitano che detiene il record nazionale di segnature nel ruolo di difensore è da molto che non segna più su punizione, chissà che oggi non sia l’occasione buona ? Lo vedremo questo pomeriggio.

Il punto d’Eccellenza

Il campionato entra nella fase cruciale. La “corazzata”Montalto rischia a Palmi Dopo l’anticipo di ieri tra Rende e Brancaleone trasmesso in diretta televisiva, questo pomeriggio, per la sesta giornata del torneo di Eccellenza, si giocheranno alcune importanti e già decisive gare. Nuova Gioiese- Roccella è la partita della verità per ambedue le compagini partite con propositi ambiziosi . Rischia la panchina Graziano Nocera in caso di mancata vittoria mentre Figliomeni sa di avere dalla sua parte la vicinanza della società ma non quella dei tifosi. Castrovillari- Guardavalle è una partita da tripla con i cosentini di Pugliese che stanno esprimendo il calcio migliore ma poco redditizio mentre per l’undici di Galati urge una vittoria per rifarsi dopo il mezzo passo falso casalingo di domenica scorsa contro la Palmese. Proprio i neroverdi, rivitalizzati da mister Giovinazzo, riceveranno al “Lo Presti” la capolista Montalto, sinora a punteggio pieno. La Bovalinese viaggia alla volta di San Marco Argentano consapevole della possibilità di far punti contro una squadra alla sua portata.Il quadro è completato dalla sfida tra Scalea e Rossanese e dal sentito derby (vista la vicinanza territoriale ) tra Soverato e Sersale. Queste due compagini ben allenate da Salerno e Rosati potrebbero inserirsi nel novero delle pretendenti alla vittoria finale. Oggi si saprà Antonio Tassone

Sul caso Mammolenti risponde la società “La società A.C.D. Siderno 1911, preso atto delle dichiarazioni rilasciate a mezzo stampa dal calciatore Luca Mammolenti, intende precisare quanto segue: “La società si era accordata verbalmente con il calciatore per lo svincolo dal tesseramento a fine stagione ma sino a pochi giorni fa non c’era mai stato nessun contatto tra la stessa ed il calciatore per dirimere eventuali controversie di tesseramento. Se c’è stata colpa è da attribuire sicuramente

ad entrambi le parti in causa, e non già solo alla società del Siderno (come Mammolenti vorrebbe far credere) perché un calciatore che come lui stesso dice, vive di questo lavoro, dovrebbe conoscere i regolamenti federali e sapere che superati i 25 anni di età con una semplice raccomandata A/R si può ottenere la risoluzione automatica del vincolo annuale di appartenenza” . A.C.D. Siderno 1911 DOMENICA

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Intervista all’allenatore del San Luca, Rocco Loccisano

“Purtroppo intorno alla squadra del San Luca esistono tanti pregiudizi, e ciò mi rammarica molto. Sta a tutti noi dimostrare il contrario” Mister Loccisano ha accettato di allenare il San Luca dopo tanti anni da dirigente sportivo. Perché ha accettato questa sfida Perché fare l'allenatore è sempre stata la mia passione. L'avevo accantonata per motivi lavorativi, ma appena mi è stato possibile, grazie alla fiducia datami dal Presidente Don Pino Strangio e dal ragioniere Domenico Alvaro e da tutti gli altri dirigenti, mi sono rimesso in gioco con molto entusiasmo. E' inutile sottolineare che a livello calcistico il San Luca viene visto sempre con occhio particolare ? Purtroppo intorno alla squadra del San Luca esistono tanti pregiudizi, e ciò mi rammarica molto. Sta a tutti noi dimostrare il contrario, dando il massimo in campo così come stiamo facendo dai primi giorni di Agosto, anche se al momento i risultati non ci stanno premiando. La sua è una squadra giovane ? Si, giovanissima. E' una delle squadra più giovani di tutto il campionato. Si figuri che il più grande dell'organico ha solo 24 anni. Mi è sempre piaciuto lavorare con i giovani, e sono sicuro che in poco tempo dimostreranno tutto il loro valore, perché hanno un grande potenziale. Quali sono gli obiettivi che la società le ha chiesto di centrare ? L'obiettivo della società è quello di salvarsi, passando attraverso la valorizzazione dei giovani e la rivalutazione di un ambiente vitti-

ma di tanti pregiudizi. Secondo lei ci sono giovani interessanti nel nostro comprensorio ? Si ce ne sono molti, ma sono convinto che bisognerebbe lavorare di più con i settori giovanili, Nella mia squadra si sta già camminando in questo senso, ne è dimostrazione il fatto che in prima squadra stanno trovando spazio ragazzi del '95. Chi vincerà questo campionato ? n queste prime giornate, tra le squadre che ho affrontato, mi hanno impressionato favorevolmente sia il Gioiosa Jonica che il Catona. Il Gioiosa, tra l'altro, con questi ultimi acquisti ha rinforzato una rosa già molto forte e adesso può veramente puntare alla vetta. Ci sono anche altre squadre che daranno sicuramente battaglia per classificarsi nelle prime posizione, come le due squadre di Catanzaro e il Reggiosud. Ma penso che un posto tra le prime lo meriti il M. di Gioiosa , conosco bene l'ambiente e i giocatori, essendo stato li come direttore sportivo. L'organico è di enorme valore, ricco di giovani di qualità e di giocatori esperti, inoltre quest'anno con gli innesti di Mazzone, Palermo e soprattutto di Lucà la squadra è diventata più forte. Antonio Tassone

Volley Piana Golem presenta il nuovo progetto

Sulle maglie anche il logo di Libera. Don Demasi: “Sottraiamo i giovani alle mafie” FEROLETO DELLA CHIESA Ieri l’esordio della nuova società Volley Piana Golem Software nel campionato di serie B2 Femminile di volley. Nella palestra provinciale di via Palmara a Cinquefrondi la squadra di Salvago ha incontrato la Pallavolo Sicilia Catania. Nei giorni scorsi la presentazione della squadra e del nuovo progetto societario. A fare gli onori di casa il presidente Massara il quale ha tracciato un rapido bilancio della scorsa stagione ricordando l’impegno umanitario a sostegno della liberazione di Sakineh. Quest’ anno, ha detto Massara, abbiamo voluto sulle nostre maglie il logo dell Associazione Libera come segno di riconoscimento nei confronti di chi lotta e si spende giornalmente nella nostra terra per cambiare le cose in senso positivo. Poi la presentazione del progetto Volley Piana. Sono state avviate importanti collaborazioni con gli amministratori di diversi comuni pianigiani, con loro affronteremo e cercheremo di risolvere gli innumerevoli problemi che rendono le pochissime strutture sportive esistenti praticamente inagibili.

La palestra dovrà essere luogo di educazione alla legalità ed i bambini dovranno avere a disposizione gli spazi per crescere sani praticando lo sport, non necessariamente la palla≠ volo. Il successo del progetto passerà attra≠ verso il coinvolgimento dei bambini e dei ragazzi, e la società Volley Piana mette al primo posto questo obiettivo che rimane prioritario rispetto al risultato agonistico vero e proprio. Poi l’ intervento di Don Pino De Masi, coordinatore di Libera. Aderiamo al progetto, ha detto Don Demasi, perchè lo sport è veicolo di educazione alla legalità e di prevenzione in un territorio nel quale la ndrangheta è abituata ad occupare tutti gli spazi, anche quello dello sport. Dobbiamo sottrarre i giovani alle mafie, i ragazzi, se non li abbiamo noi, vanno alla ndrangheta. Altra ragione della convinta adesione al progetto è l’ esaltazione del genio della donna in un territorio in cui non è abituata ad un ruolo da protagonista. Francesco Bonini, Edicola di Pinuccio

L'educazione sfida lo sport “L'importanza dell'eucarestia deve aiutarci a riflettere sul dove sta andando l'umanità. La lealtà e la chiarezza sono elementi importanti ed imprescindibili nel campo dell'educazione così come in quello sportivo”. Si è aperto con le parole di Giorgio Porro, moderatore degli interventi, il convegno dal titolo “L'educazione sfida lo sport L'eucarestia per la vita quotidiana: gioco e trascendenza”, organizzato nell'ambito del Congresso Eucaristico Diocesano dall'Ufficio Sport diocesano in collaborazione con il Coni Cosenza ed il Centro Sportivo Italiano. Il convegno si è aperto con il saluto di Monsignor Salvatore Nunnari, il quale

ha gradito il tema del convegno che “tocca punti importanti dell'esistenza di ogni individuo”. L'arcivescovo, citando San Luca, ha ricordato che “la vocazione del cristiano è quella di essere viandante nella società dei sedentari. Essere viandanti significa puntare sempre oltre, andare avanti senza mai fermarsi, così come deve fare chi pratica sport”. Il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò, da diversi anni auspica un ritorno alla figura dell'oratorio come fucina di campioni di vita e di sport e luogo dove, attraverso il gioco, è possibile ricondurre i ragazzi sulla via maestra, perché - spiega - “al giorno d'oggi, i giovani, purtroppo, si fanno abbindolare facilmente da insidie negative”. “La società - ha detto Praticò - deve comprendere che lo sport non è soltanto uno svago ma un diritto di ogni cittadino. Crescere con lo sport - ha continuato significa imparare il rispetto verso gli altri e verso se stessi”. Il presidente del Coni ha, poi, aggiunto che “si può educare con il gioco, educando al gioco ed alle sue regole senza, però, barare: è nel gioco che si insegna l'etica”. Oggi più che mai è, dunque, auspicabile un ritorno agli oratori e, laddove ci sono spazi disponibili, Praticò sostiene che “bisognerebbe, per esempio la domenica, allestire semplici impianti sportivi per coinvolgere i giovani ed entusiasmarli allo sport”. C.R.C.C. DOMENICA

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Internet

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Cultura Francesco Nirta, avvocato e novelliere

COMMIATO

«Vicende di gente d’onore» Ai tempi della Prima Repubblica, era stabile la presenza dell’avvocato Francesco Nirta nelle manifestazioni elettorali della Destra, in cui testimoniava la propria fede con candidature di servizio, cioè destinate a portare voti al mulino dei notabili eligendi. Piccolo di complessione ma coraggioso e possente di slanci oratori, onusto di incorruttibili princìpi, ma permeabile alle ragioni degli altri, fossero anche odiosi avversari, perché una società (ovvero le articolazioni civili ed istituzionali, le comunità e le assemblee, gli ordini e le categorie) che si regga su tetragone contrapposizioni è destinata a rovinare alla prima scossa evolutiva. Nirta è stato sempre IN EVIDENZA consapevole che il Diritto si debba necessariamente affidare all’equilibrio interpretativo dei giudici perché si traduca in e non in «Iniura». Nelle sue analisi, ha legato il Giustizia Nelle sue analisi, ha legato il Diritto alla Geografia e alla Diritto alla Geografia e alla verificandone i Antropologia, verificandone Antropologia, postulati nel dannato territorio aspromontano il cui clima egli i postulati nel dannato ha respirato dalla nascita. territorio aspromontano il Alla luce di una ben metabolizzata esperienza professionale cui clima egli ha respirato (anche di pretore onorario), dalla nascita. grazie alla quale Nirta può testimoniare, per dirla con le parole di Prezzolini, «che gli uomini non vivono secondo ragione, ma secondo passione», in un momento della vita in cui si aprono le scatole dei ricordi e delle impressioni, per ridarvi ordine, l’avvocato è divenuto scrittore, spinto a questo azzardo dall’urgenza della memoria, deposito anche di fatti curiosi e perfino di celie, che non vuol perdersi nella semplice oralità. Nirta era entrato pochi anni fa per la prima volta nel periglioso campo letterario, già attraversato più volte da suo fratello Mario con plantari diversi e irripetibili andature canzonatorie, dando alle stampe il romanzo «Un giudice in prima persona». Quale conoscitore del sistema, avrebbe potuto infierire sui sentenzianti con uno studio olistico sulle patologie del corpo giudiziario, invece aveva preferito esordire con la rappresentazione garbata della vicenda di un magistrato pieno di sé che incappa nelle maglie di una infatuazione, in un garbu-

glio esistenziale che è metafora della sua funzione. Al suo secondo cimento di novelliere, Nirta ha generato un libro di racconti, «Vicende di gente d’onore» (pubblicato da Pancallo di Locri), filtrando episodi tragicomici di una epopea di periferia senza mai scadere nella derisione dei commedianti. I «malamente» se lo vanno a cercare, il loro destino. Per cui, rimproverassero se stessi. La trasmutazione del reale nella finzione di un racconto, fa emergere l’essenziale del vissuto. Libro da leggere, anche per sorridere, ché di questi tempi serve a non scorarsi troppo. F.D.C

Cerimonia degli addii

Un ricordo e un ringraziamento Papà ci ha lasciati il 26 settembre 2011, a 91 anni. Aveva un'età avanzata, certo, ma era sempre gioioso e amante della vita. E ciò rende ancora più doloroso il distacco. Ha vissuto la vita con amore, generosità, serietà e laboriosità, coltivando sempre e innanzitutto i veri valori universali, di cui anche oggi ne riconosciamo il frutto. “La morte è spesso una verifica”, si suol dire. E noi, in questo momento di grande dolore, non possiamo non riconoscere i frutti dell'amore di quei semi che mio padre sino alla fine della sua vita ha distribuito a grandi mani. E li riconosciamo nell'amore di tutti coloro che ci sono stati vicini nel momento della malattia e soprattutto del distacco. E sono tantissimi. Abbiamo ritrovato i veri valori della nostra terra intatti e di ciò vogliamo ringraziare tutti: ci avete sostenuti col vostro grande amore! Da mio padre ho imparato il senso del dovere, la gioia del lavoro, il dono dell'amicizia. Lui mi ha insegnato il rispetto dell'altro, la partecipazione al dolore del vicino, la fermezza del cuore di fronte alle comuni sventure, la necessità d'impostare la vita su un piano di genuino sen-

Ora capisco qual era la tua stanchezza quando sedevi ai gradini dell'orto, col capo fra le mani, inerte e solo, e sembravi addormentato. Ora lo so che stavi preparandoti a un commiato dalle cose; ogni giorno un silenzio in più, un distacco, una rinuncia. Era la solitudine del cuore che si faceva buio, il conto della vita che non tornava, il vedersi specchiato in altri occhi, sempre così diversi, e poi… più niente. Finita la speranza, restava solo un tenero abbandono alla mestizia, rassegnato, ma non senza sorrisi. Così leggero e cauto che nessuno ne avvertisse il corso, nessuno vedesse le lacrime, che nemmeno la voce lo rivelasse in un'improvvisa incrinatura, nello spezzarsi del singhiozzo in suono. Così sfumato che niente trasparisse di tutto lo smorire di colori. E il diradarsi della tua presenza fosse un adagio di note, che si perdevano in dolcezza, in echi senza strappi, in cui lo sguardo, illuso, cercava di volta in volta i segni di una vita. Io seguivo questo commiato con tenerezza infinita, sommessa d'indecifrabili bisbigli. E ti parlavo, cauta, di piccole cose. Ma, se forzavo le porte, mi nasceva un consapevole rimorso. A che valeva tentare? Meglio condurti adagio nel tuo orto, mostrarti i fiori, i fichi, l'uva, sostare tra le aiuole ed ascoltare, come un tempo, il richiamo dei piccioni innamorati -come voi due, sempre così teneri-. Ti sorreggevo al mio braccio. O ancora eri tu che mi guidavi? Vivevo questo commiato fuori di me e in me stessa. Lo osservavo, lo annotavo, lo registravo, col desiderio improvviso d'appartarmi dentro una nube di silenzio. Ci assecondiamo io e la vita. Ciò che mi ha dato, ora me lo ritoglie e mi ammonisce. Perché il domani già nell'oggi è compiuto. L'attesa era di ieri, ma la speranza è ancora un bene del futuro. Ora seguo questo commiato con amore, per chi mi sta vicino e per la vita. Ne raccolgo i brevi, fuggitivi momenti di dolcezza e le sorrido. Unico atto, che potrebbe sembrare inadeguato, questa mia rispondenza. Ideale offerta di un “ex voto” per “Grazia Ricevuta”! Emilia Fragomeni

tire umano e su un concreto rapporto con afflitti, malati, diversi … Da lui ho appreso lo spirito più profondo della nostra gente: il senso dell'amicizia, della famiglia, della lealtà, della solidarietà, l'amore per la nostra terra. Infatti, anche se siamo vissuti lontani, siamo sempre stati presenti con l'anima nella nostra terra, una “terra di luce che ci è sempre appartenuta e ci apparterrà per sempre”, un luogo necessario per dare un senso a tutta la nostra vita… E penso che per questo lui, consciamente, abbia scelto di venire a “finire la sua vita terrena” nella sua terra, accanto alla sua gente, che tanto amava e tanto lo ha amato. Ringrazio ancora tutti per l'amore dimostrato a mio padre e alla mia famiglia: i parenti, gli amici, i vicini di casa, i medici, che molto amorevolmente l'hanno assistito e Liuba, che ci è stata vicina con dolcezza nei suoi ultimi giorni. Vorrei condividere con voi i pensieri che mi hanno accompagnato durante la sua malattia qui, a Siderno, mentre lo guardavo quando stava appisolato nel suo giardino. Mi sembra un modo “dolce” per salutarlo… DOMENICA 16 OTTOBRE 2011

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Parlando di... Pubblicità

Cultura e società

Youth Social Forum: con i programmi di scambio

l'Europa è più vicina osa ci fanno una ventina di ragazzi italiani e polacchi in barca a vela nel Golfo di Sant'Eufemia? La risposta sta nel programma “Gioventù in Azione”, promosso dalla Commissione Europea e gestito a livello di singoli stati dalle Agenzie Nazionali per i Giovani. Questo programma europeo promuove opportunità di apprendimento interculturale e non formale (extrascolastico), la mobilità giovanile e la cittadinanza attiva offrendo delle occasioni di scambio, il servizio di volontariato all'estero e corsi di formazione per gli operatori dell'animazione giovanile. In questo quadro al gruppo informale Youth Social Forum, composto da una decina di giovani tra i 20 e i 30 anni provenienti dalle province reggina e vibonese, è stata data la possibilità di pianificare ed organizzare bilaterale dal titolo “With a slant of wind” (Con il vento giusto), che ha riuni-

C

Competenza

informatica? C'è una

prospettiva

In un periodo in cui l'Unione Europea ribadisce l'urgenza di migliorare l'alfabetizzazione, le competenze e l'inclusione nel mondo digitale, la Locride risponde presente. Anche qui da noi si può elevare e qualificare il livello di competenze informatiche.

La European Computer Driving License (ECDL) che scaturisce da

un'iniziativa appunto della Commissione Europea è la patente che certifica ed attesta la conoscenza dei concetti fondamentali dell'informatica e la capacità di usare un PC a livello base .

Diffusa in 50 paesi nel mondo, disponibile in 50 lingue, con 12 milioni d'iscritti, con un esame ogni 4 secondi e con 23.999 sedi d'esami più quella di Siderno: 24.000 in totale.

to per una settimana, tra il 30 settembre e il 7 ottobre, 18 giovani italiani e polacchi nella verde e solare cornice di Bivona (frazione di Vibo Valentia). Il tema centrale è stato la barca a vela, ma il programma ha abbracciato una serie di attività sportive e i giochi e le pratiche dell'educazione non formale, con team building (costruzione del gruppo), problem solving (risoluzione di problemi), simulation game (giochi di simulazione) e momenti di valutazione e autovalutazione, con l'obiettivo di sviluppare lo spirito di gruppo, favorire il dialogo interculturale attraverso il linguaggio informale, promuovere uno stile di vita sano con attività all'aria aperta. Il lavoro è stato portato avanti dalle animatricifacilitatrici Mareta Quattrone e Giuliana Giannoni e dall'esperienza dei sail-trainers Romeo e Daniele Camerra dell'organizzazione Campusvela Vibo, catalizzatori del breve percor-

so di sviluppo personale dei partecipanti. Al termine dell'esperienza i partecipanti sono stati invitati a riflettere sul loro percorso di apprendimento attraverso il self-assessment (autovalutazione) che, con l'aiuto degli animatori, è servito a compilare lo Youthpass, certificato tramite il quale la Commissione Europea certifica che la partecipazione al Programma Gioventù in Azione. La partecipazione al programma europeo è riconosciuta come un'esperienza formativa di apprendimento non formale

ed informale, riconosciuto nel maggio 2006 dal Consiglio Europeo con la “Risoluzione per il riconoscimento del valore dell'apprendimento informale e non formale all'interno del campo giovanile europeo”. E' qui che hanno trovato riscontro gli obiettivi che il gruppo degli organizzatori si era prefissato. “Sono più consapevole dell'importanza di uno stile di vita sano e ho compreso che la forza di un gruppo coeso e cooperativo permette di affrontare con successo qualunque sfida” ha affermato ad esempio

L'Aiga di Locri ha un nuovo presidente Nel corso dell'assemblea dei soci dello scorso 23 settembre, la sezione di Locri dell'AIGA, Associazione Italiana Giovani Avvocati, ha proceduto al rinnovo delle cariche sociali. Il nuovo Presidente è l'avv. Antonio Saverio Bosco che succede nella carica all'avv. Attilio Vasta. Per il nuovo Consiglio Direttivo sono stati eletti gli avvocati Serena Callipari, Lucia Cannizzaro, Maria Capogreco, Adriana Crea, Giuseppe Mammoliti, Giuseppe Rechichi, Domenico Vestito ed il dott. Antonio Spadaro. L'avv. Bosco ha espresso la volontà di proseguire nell'ottimo lavoro intrapreso dal suo predecessore, avv. Vasta, perchè la sezione continui ad avere ruolo propositivo all'interno del Foro di Locri, e perseveri, attraverso la fattiva partecipazione all'attività nazionale dell'associazione, nella diffusione dei valori della professione forense e dell'attività di formazione dei giovani avvocati . E' stato nominato quale vicepresidente l'avv. Vestito, quale tesoriere l'avv. Rechichi e quale segretario l'avv. Capogreco. L'assemblea ha inoltre deliberato di partecipare al prossimo congresso nazionale dell'AIGA, che si terrà a Catania a fine ottobre, nell'ambito del quale sarà eletto il nuovo Presidente Nazionale: la sezione di Locri parteciperà con sei delegati ai lavori congressuali, dedicati quest'anno al tema della legalità.

In breve. I giovani della Locride hanno la possibilità di alzare finalmente lo sguardo oltre un basso orizzonte. Saper usare correttamente un PC significa tanto, in una congiuntura che impone la professionalità. Parola della Commissione Barroso. Il centro accreditato e a Siderno in via Trento numero 13. INFO. 3291697003 DOMENICA

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la Riviera

Freerumble: Il social network che aiutai non vedenti Un Social Network per tutti, ma perfettamente accessibile e fruibile da parte di non vedenti ed ipovedenti, ma nello stesso tempo non dedicato esclusivamente ad essi e quindi tutt'altro che ghettizzante. Si chiama Freerumble e verrà presentato ufficialmente il giorno 20 ottobre alle ore 18.00 a Palazzo Marini (Camera dei Deputati) in via della Mercede n. 55 a Roma.

Locri: 41 anni di scoutismo

n

Lukasz, uno dei partecipanti polacchi. Nel difficile e tormentato periodo in cui ci troviamo a vivere è certamente positivo ed utile che avvengano e si moltiplichino questo genere di attività nella nostra regione tanto bella ma talvolta impenetrabile, per sviluppare la tolleranza e il dialogo interculturale tra i giovani, permettere loro di viaggiare con maggiore facilità, emancipare la nostra Calabria dal ruolo di periferia e aggiungere nuovi mattoni alla costruzione della comune casa europea. C.B.

IN BREVE

Locri, Giovani in Comune In occasione dell'evento organizzato dal Laboratorio di Formazione Politica Giovanile della Locride, lunedì 10 ottobre, gruppi di giovani non iscritti a partiti politici hanno preso parte all'incontro con il Sindaco di Locri, Pepè Lombardo, e alcuni rappresentanti dell' Amministrazione Comunale. Il Primo Cittadino, dopo aver accolto con molto entusiasmo i ragazzi, si è soffermato sull'analisi di note criticità che obbligano di fatto sindaco e assessori a lavorare quotidianamente, in modo sistematico, ben oltre il consueto orario di servizio. E' stata l'occasione per affrontare anche tematiche delicate e “scottanti” come quella dei debiti comunali, in particolar modo, dell'acqua e delle pendenze con la Sorical. Non solo debiti e pendenze, però. Si è fatto il punto della situazione anche sulle iniziative positive che si ha intenzione di intraprendere. Una su tutte riguarda la pulizia delle strade: non potendo fare riferimento a ditte esterne, ci si concentrerà sulla buona volontà di cittadini e volontari, ha precisato Lombardo. I primi a “prestar servizio” saranno proprio gli stessi amministratori, con il supporto dell'Arcipesca di Locri. Così come già accaduto nel mese di giugno con la pulizia della spiaggia, del lungomare, del circolo degli anziani e del parco giochi, i volenterosi “operai” si concentreranno sulla pulizia delle principali arterie cittadine, ponendo particolare attenzione alla rimozione degli ingombranti. Il sindaco ha poi spiegato che verrà attuata la politica della cura del verde sui tratti principali di Via Matteotti, soprattutto con l'adesione attiva degli stessi abitanti del luogo. Nella stessa circostanza, i giovani hanno potuto non solo visitare per la prima volta il Palazzo di Città con tutte le sue strutture e i vari uffici amministrativi, ma rivolgere anche domande e interrogativi al Primo Cittadino, nonché esprimere le loro perplessità e preoccupazioni, che, comunque, non cancellano la speranza di tornare a vedere Locri gloriosa, prospera e rigogliosa come un tempo. Giancarlo Bova

on capita spesso, alle associazioni cattoliche, di fare il compleanno nel giorno immediatamente successivo alla visita pastorale del Papa, anche perchè le visite papali sono proverbiali. E' capitato invece, al gruppo scout AGESCI (Associazione Guide E Scout Cattolici Italiani) Locri 1° “Maria Scala Fiamingo”, che proprio lunedì 10 ottobre, giorno dopo la visita di Benedetto XVI, ha compiuto il quarantunesimo anno di vita nella parrocchia della Cattedrale S. Maria del Mastro di Locri. Era infatti, il 10 ottobre 1970 quando la squadriglia libera Pantere dava inizio alle attività scoutistiche nella città di Locri. Il Gruppo ha sempre, ininterrottamente, avuto un grande rilievo nel territorio locrese essendo riconosciuto dalla collettività come una fondamentale agenzia educativa con proprio metodo, capace di contribuire alla crescita completa dei giovani, sin da bambini. Questo 41° compleanno - afferma la Comunità Capi - è orientato alla valorizzazione dello stile scout per lo sviluppo del territorio e per il ritorno ad una spiritualità gioiosa, facendo tesoro delle parole di papa Benedetto : “crescete nella capacità di collaborare, di prendersi cura dell'altro e di ogni bene pubblico, non abbiate paura di vivere e testimoniare la fede nei vari ambiti della società, nelle molteplici situazioni dell'esistenza umana”! I migliori Auguri di Buona Strada agli scout di Locri! (M.R.)

LE NOTE

di MARA RECHICHI

433 Che mi sovviene quanto appresso: “… … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … ...… ………………………………… … … … … … … … … … … ...… … ………………………………… … … … … … … … … … ...… … … ………………………………… … … … … … … … … ...… … … … ………………………………… … … … … … … … ...… … … … … ………………………………… … … … … … … ...… … … … … … ………………………………… … … … … … ...… … … … … … … ………………………………… … … … … ...… … … … … … … … ………………………………… … … … ...… … … … … … … … … ………………………………… … … ...… … … … … … … … … … ………………………………… … ...… … … … … … … … … … … ………………………………… ...… … … … … … … … … … … … ……………………………… ...… … … … … … … … … … … … ……………………………… ...… … … … … … … … … … … … ……………………………… ...… … … … … … … … … … … … ……………………………… ...… … … … … … … … … … … … ……………………………… ...… … … … … … … …” Sono 433 puntini di sospensione, non v'è parola alcuna, solo il battito del cuore ed il soffio d'inspirazione ed espirazione che emettono i polmoni quando tutto intorno è si-len-zio. Il 433 è un'appropriazione indebita che agisco nei confronti di John Cage, del suo famoso brano dal titolo, appunto “4'33”. Vuole essere un momento per accogliere il messaggio che il Papa ci ha mandato dalla chiesa della Certosa di Serra San Bruno il 9 ottobre, durante la recita dei Vespri, per il tramite dei monaci certosini che vivono in clausura, i “Solitari di Dio” di Enzo Romeo. Una clausura ed un silenzio che “non sono isolamento e rifiuto della realtà ma sono la ricerca di Dio” (di un Dio per qualcuno). Difficile per tutti noi, nella concitazione delle nostre quotidianità, riuscire ad immaginare le nostre vite dedite a quel tipo di solitudine,. Difficile fare a meno di ciò che abbiamo, l'essenzialità non fa più per noi. Per qualche attimo, invece, accogliamo l'esempio a mò d'invito: fermiamoci, raccogliamoci nel silenzio: noi, il nostro cuore, i nostri polmoni, coi nostri 433. Non può che farci bene.

DOMENICA

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Andiamo

al

Cinema

CINEMA NUOVO Siderno,info:0964/ 342776 Ex-amici come prima!-18.0020.00 - 22.00 CINEMA ARENA Siderno,info:333/ 7672151 Prossima apertura CINEMA GOLDEN Roccela J,info:333/ 7672151 Baciato dalla fortuna/18.00 - 20.00 - 22.00 CINEMA VITTORIA Locri,info:339/7153696

I tre moschettieri 3D/ 18.00 - 20.00 22.00 CINEMA GARIBLDI Polistena,info:0966/ 932622 I Puffi/16:00 18:00 -21:00 CINEMA POLITEAMA Gioia T.,info:0966/ 51498 I Puffi18.00 - 21.00 CINEMA ODEON

Reggio C.,info:0965/ 898168

Baciato dalla fortuna/ 18.00 - 20.00 - 22.00 CINEMA AURORA

Reggio C.,info:0965/ 45373 L’amore fa male/ 18:10 - 20.20 22.30 NUOVA PERGOLA Reggio C.,info:0965/ 21515 Abduction/18.10- 20.20 - 22.30 MULTISALA LUMIERE Reggio C.,info:0965/ 51036 Sala de curtis Final destination 5 3D/17.45 - 19.30 -21.15 L’amore del pianeta delle scimmie/ 23.00

Sala sordi I Puffi/ 17.00-19.00- 21.00 Ex- amici come prima! 22.45 Sala de sida Ex- amici come prima!16.30 18.30 - 20.30 Drive/ 22.55 Sala mastroianni Kunf fu panda 2/17.00 Blood Story/19.00 - 21.00 - 23.00

Cinema&arte LARECENSIONE

EX- AMICI COME PRIMA! Iniziamo dalla fine: Ex - amici come prima, l'ultimo film dei fratelli Vanzina, distribuito da 01Distribution e prodotto da Fulvio e Federica Lucisano, è meno peggio di quanto si potesse credere: non è particolarmente volgare, non è particolarmente stupido, attiva ogni tanto le cellule cerebrali dello spettatore con qualche riflessione interessante e sopratutto si fregia di un cast piuttosto affiatato. Insomma, un film comico che ha delle pretese da commedia, piuttosto garbato, e che ogni tanto strappa anche qualche sorriso. La pellicola dovrebbe costituire il seguito del primo Ex, anche se sono gli stessi registi a respingere questa attribuzione parlando di semplice ispirazione: nelle quattro più una (breve) vicende raccontate, infatti, centrali sono i rapporti sentimentali che, a volte pretestuosamente, si rifanno al concetto di ex, di rapporto concluso ma ancora aperto, di partner che ritorna dal passato. Con Anna Foglietta e Alessandro Gassman, Teresa Mannino, Enrico Brignano e Liz Solari ( il classico trio), Ricky Memphis e Gabriella Pession ,"come coppiette", Paolo Ruffini attore al centro del piccolo episodio composto più che da altro da gag quasi da barzelletta riguardanti le avventure erotiche di un giovane single. Si ridacchia con la prima ragazza, nella seconda cascano le braccia per quanto è scontata la battuta. Infine nel quarto episodio dedicato alla politica Vincenzo Salemme, Natasha Stefanenko e Tosca D'Aquino rappresentano diversi aspetti della res pubblica. Registicamente il film è la solita serie di campi e controcampi senza guizzi particolari, e si affida totalmente, come prevedibile, all'estro degli attori. C'è forse qualche difetto in sede di montaggio, in quanto il continuo passare da una storia all'altra fa scemare l'interesse per le varie vicende, ridotte, anche a causa del minutaggio molto contenuto (massimo 25 minuti a episodio), a una sequela piuttosto televisiva di gag incollate l'una dietro l'altra. Tuttavia l'opera dei Vanzina porta a casa qualche sensazione piacevole, il che non è poco di questi tempi. Non sarà certo un film da ricordare ma è comunque la prova che si può far ridere anche senza ipotizzare un pubblico completamente cerebroleso. Matteo Raschellà

OBIETTIVO PISL

“Valorizzazione Musaba, luogo di eccellenza”

Il

Musaba in questi anni ha ottenuto riscontri molto positivi da parte di artisti di tutto il mondo, e recentemente il Direttore Generale per la Calabria del Ministero dei Beni Culturali Fr a n c e s c o Prosperetti e il NIK SPATARI Soprintendente è un artista eclettico e geniale Francesco Cecati che ha creato, nell'ex complesso hanno dichiarato monastico di Santa Barbara, un che il Musaba è un Parco Museo -Laboratorio capolavoro artistiunico nel suo genere. co-architettonicoambientale, paragonando Nik ad “un nuovo Gaudì”. Nonostante ciò, finora il supporto da parte delle istituzioni è stato del tutto insufficiente, “abbiamo investito un'intera esistenza per la Calabria e per l'arte,- affermano NiK e Hiske- riteniamo sia giusto che la Regione e la Locride riconoscano i nostri meriti, anche perché il Musaba potrebbe diventare un polo strategico di attrazione turistico-culturale”. Da tempo è stato avviato dalla Regione Calabria un progetto di legge perché vengano studiati i modi e i tempi di una donazione del museo alla Regione, che permetta a Nik di completare il suo progetto e che ne garantisca la tutela e la valorizzazione anche in futuro. Attualmente il valore del sito Musaba (7 ettari di Parco d'arte, con strutture per l'accoglienza e laboratori) è di circa 10 milioni di euro e inoltre In 42 anni la Fondazione possiede una consistente collezione d'arte contemporanea. Finora, però, di attività la Calabria non ha voluto - o saputo- sfruttare l'Associazione questo patrimonio, che può costituire un volano per lo sviluppo turistico della zona, ma fondata da Nik che necessita di urgenti misure di tutela e valorizzazione. Nik Spatari e Hiske Maas hanno Spatari e Hiske Maas lanciato un appello, prontamente accolto dai ha dato vita ad una Sindaci della Locride, affinchè la “valoriznuova concezione zazione del Musaba, luogo di eccellenza” sia inserito tra gli obiettivi del Pisl Locride. “Si artistica che fonde chiede un impegno concreto da parte di Giuseppe Scopelliti, Ilario Ammendolia e architettura e Pietro Crinò, dell'Associazione Sindaci della paesaggio e che Locride, affinchè il progetto cui l'artista Nik Spatari ha dedicato tutta la sua vita, possa valorizza le risorse essere ultimato.” Solo così l'utopia di un parcostorico-archeologiche museo di arte contemporanea nel cuore della Calabria, da cui è nata la Santa Barbara art e ambientali, Foundation, potrà diventare definitivamente promuovendo l'are realtà. Cristina Briguglio contemporanea.

ARIETE

TORO

GEMELLI

CANCRO

LEONE

VERGINE

dal 21 marzo al 20 aprile

dal 21 aprile al 20 maggio

dal 21 maggio al 21 giugno

dal 22 giugno al 22 luglio

dal 23 luglio al 23 agosto

dal 24 agosto al 22 settembre

Finalmente c'è una ripresa alla grande nel settore lavorativo e buone prospettive anche per le finanze. Infine godetevi un week-end fantastico.

Il sabato e la domenica vi servirà per sentirvi a proprio agio nelle vostre abitudini. Preferite rimanere nella vostra adorata casa da soli.

E’ favorito tutto ciò che riguarda la salute, con la possibilità di approfondire problematiche grazie a tecniche diagnostiche d'avanguardia.

Una bella iniezione di fiducia vi verrà infusa da Mercurio che, il giorno 16, con miglioramenti per chi opera in contesti artistici o creativi.

Sabato e domenica ci sono buone occasioni di socialità e svago. Pensate solo a voi stessi e al vostro divertimento, che sarà in alcuni casi unico. DOMENICA

Il tasso di seduttivo è in vertiginoso aumento, con i nativi della prima decade decisamente super favoriti, super ammirati e super corteggiati. 16 OTTOBRE 2011

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la Riviera

Blob of the week

La verità dell’Iride di Benjamin Bowson

Similitudini

SORPRESI E SORPRENDENTI

Indignatos alla Gru...tenete duro!!!

Tanti auguri...anche se in ritardo!

Consegnato il premio “Blob” a Sergio Sergi

Ziringa e il suo...pesciolone!!!

Per la gioia di mamma Sofia e papà Tommaso è nato il piccolo Mattia Napoli il 02/11/2011. Tanti auguri da tutti i cugini! Che bello lavorare con il sorriso sulla bocca !!! Un abbraccio dai colleghi del Dolcemente

A te che sei una persona speciale...A te che sei la nostra vita... Auguri pr i tuoi 40 anni dalle tue principesse

Un altro anno è passato e tanta nuova esperienza hai accumulato, un augurio speciale dal tuo caro compare Pietroantonio Meleca per il tuo 19°compleanno!

L'Italia non è un paese normale. E' diversa, abitata da persone fuori dal comune, il che non significa siano esseri eccezionali. Gli italiani discendono da grandi popoli, romani, greci, etruschi, civiltà formidabili che hanno primeggiato nel mondo antico. Come i nobili decaduti, i figli dei conti si sentiranno aristocratici per l'eternità, a dispetto delle pezze che avranno al culo. La scienza definisce il fenomeno “impronta genetica”, così chi avrà avuto una gamba amputata continuerà a sentire il prurito al piede. L'imprinting genetico possiede gli italiani, che portano i pantaloni con due taglie in meno perché una volta erano magri, comprano gli shampoo anche da pelati e tifano ancora per la pro-Vercelli. Hanno così tanta familiarità con i grandi da trovare pecche in Leonardo, Michelangelo. Potrebbero dare lezioni a Socrate o Aristotele. Anzi potrebbero darle a tutti e spesso lo fanno, figli di cotanto seme si sentono superiori a tutti e mentre il mondo li sorpassa credono di essere in fuga solitaria. Sono fra i doppiati e pensano di dominare la gara. Lì a sputare sentenze, a ridire e criticare su tutto. Ogni cosa si sarebbe potuta fare meglio, quel quadro, quel libro, quel ponte, quell'articolo. E loro l'avrebbero sicuramente fatta meglio, se ci si fossero messi. Ma non l'hanno fatto, ne mai lo faranno, troppo impegnati a criticare le cose altrui. Sorprendenti, sono la maggior parte degli italiani, che hanno avuto uno sviluppo fisico accelerato fino alla fine delle elementari, che si è fermato sulla soglia dell'adolescenza lasciandoli per tutta la vita sull'orlo del metro e sessanta coi tacchi. Sono rimasti bassetti, mentre i coetanei cresciuti poco per volta sono andati in alto. Accanto a loro c'è un'altra razza, figlia di pastori o cacciatori senza lustri nella storia. Sono i sorpresi, che stanno col naso in su davanti a un capolavoro e a testa china di fronte alla grandezza altrui. Non criticano, ammirano la fatica degli altri a prescindere dai risultati. Fanno e non dicono, cresciuti piano il metro e sessanta lo superano abbondantemente e si alzano alle tre del mattino per sorprendere il mondo, memori delle fatiche dei padri, unica impronta genetica che possiedono.

BILANCIA

SCORPIONE

SAGITTARIO

CAPRICORNO

ACQUARIO

PESCI

dal 23 settembre al 22 ottobre

dal 23 ottobre al 22 novembre

dal 23 novembre al 21 dicembre

dal 22 dicmbre al 20 gennaio

dal 21 gennaio al 19 febbraio

dal 20 febbraio al 20 marzo

Ottimo il week end. I nati dal 5 al 12 Ottobre assisteranno all'allentamento della morsa di Saturno, che li attanagliava da mesi: che sollievo!

Ottima è la forma fisica e va bene anche la professione.Venerdì e sabato tenete sotto controllo la vis polemica. Domenica: liberi tutti!

Il fine settimana è brillante, energetica e propositiva, sia nei sentimenti che nell'eros: imperiosi e desideranti. Divertitevi e godetevi le serate.

E' una decisa virata verso il bello, con significativi avanzamenti in amore (sabato) e nella professione o nello studio (domenica). Tenacia!

Sembra proprio che qualche nuvoletta si possa materializzare nella sfera lavorativa, infastiditi da prese di posizione troppo rigide dei superiori. DOMENICA

Sabato, gli amici vi faranno percepire un'atmosfera piacevolmente rilassata e familiare. La domenica, invece, sarà più nervosa. Calma! 16 OTTOBRE 2011

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