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Nessun giornale né nazionale né locale, nessuna televisione né nazionale né locale , ha fatto eco all’annuncio dello sciopero dei ferrovieri calabresi. La Calabria non fa più notizia , neppure quando protesta. Le luci della ribalta le toccano solo quando il sangue bagna il selciato, e Ilda Boccassini vuole Milano aggredita esclusivamente dalla ndrangheta.


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Controcopertina

LA CENTRALE (VIAGGI

MISTIC

SU UN SIT

NUCLEARE)

CALVANO RUGGERO Visitare un sito nucleare è una cosa che in molti dovrebbero fare. Viverci per qualche mese è un’esperienza mistica, consigliata agli amanti del genere (leggi sostenitori). Potevamo trattare l’argomento rifilandovi la roba che trovate in tutti i giornali o contenitori televisivi. Avremmo potuto spiegarvi le motivazioni dei favorevoli, e cioè di chi afferma che: -l’Italia è attorniata di centrali nucleari, in caso di incidenti atomici noi ne saremmo ugualmente coinvolti, nonostante la rinuncia a quel tipo di produzione di energia. Visto che importiamo elettricità di produzione nucleare dall’estero, tanto varrebbe costruirci in casa le centrali, e avere i vantaggi e non solo i rischi del nucleare-. Questo è l’argomento forte utilizzato da chi spinge per il ritorno al nucleare. E il governo delle libertà si muove deciso in questa direzione. E’ assolutamente vero che nella malaugurata ipotesi d’incidenti, la radioattività non verrà fermata dalla frontiera, diremmo noi. Potremmo spiegarvi il punto di vista dei teoretici del complottismo: -dietro ai contrari al nucleare ci sono le lobbies del petrolio, che finanziano le campagne ambientaliste, sovvenzionano fior di scienziati, cagionano incidenti ai reattori, provocando persino i terremoti, per impedire lo sviluppo di energie alternative e far dipendere il mondo dall’energia petrolifera della quale hanno il controllo totale-. Potremmo dirvi tante cose, esporvi formidabili tesi scientifiche. Nonostante la pochezza dei nostri mezzi economici, abbiamo scelto una strada diversa. Ci siamo informati nel corso dei mesi, abbiamo letto un libro stupendo, illuminante, LA CENTRALE appunto, scritto da un precario del nucleare, una nuova razza di lavoratori a termine ai quali vengono affidate mansioni a rischio col ricatto della stabilizzazione. E siamo andati a vivere nelle vicinanze di un sito. Abbiamo scelto la centrale costruita nel nord-est della Francia, in prossimità del Lussemburgo, subito dopo Longueville. Lo spettacolo è terribile, un paesaggio da day-after. Enormi fumaioli che eruttano ininterrottamente un fumo troppo nero e denso, perché sia solo l’innocuo vapore di raffreddamento del reattore atomico. Intorno alle centrale il contesto è lunare, lo spopolamento continuo, il deprezzamento economico di case e terre è inarrestabile. Il paesaggio e l’uomo diventano l’ornamento, e il protagonista è il reattore che annulla ogni cosa intorno a se. Chi

di voi vorrebbe vivere in uno scenario del genere. E perché una parte della popolazione dovrebbe accollarsi mostri simili a vantaggio di un’altra parte? Per la realizzazione delle nuove centrali occorrerebbero una valanga di miliardi, oltre a una decina di anni perché vadano a regime. Con gli stessi soldi si potrebbe fornire d’impianti fotovoltaici un gran numero di famiglie, e in un tempo relativamente breve. Lo so che sembra troppo semplice, e che assomiglia al conto dell’oste, ma è così, assolutamente. L’Italia, soprattutto la parte meridionale, non ha altra strada se non lo sviluppo del fotovoltaico. Le centrali sono una truffa, oltre a essere il peggio per la salute e la vista umana. Anche perché alla fine i governi continuerebbero a praticare costi elevati per la fruizione energetica, e per verificarlo basta tornare, di nuovo, Oltralpe. La popolazione avrebbe solo svantaggi. Il Governo dovrebbe percorrere altre strade. E soprattutto noi, dovremmo scegliere se la qualità della vita passa dall’aumento a dismisura dei consumi, e questa scelta a onor del vero dovremmo farla in ogni campo. Questa nostra uscita non è una boutade, ve ne accorgerete nei prossimi giorni con l’aumento dei prodotti petroliferi. Le sirene nucleari canteranno forte, per irretire i marinai fragili. Scegliete, non lasciate che gli altri scelgano per la vostra vita. Scegliete il nostro caldo sole, che potrebbe scaldarci a buon prezzo e a miglior salute, per il corpo e per l’anima. In fondo anche questa è rivoluzione, e quelli che preferiscono le lampade abbronzanti sono figli di un consumismo, e un capitalismo, destinato a fallire. Domenica e lunedì si sceglierà per il nucleare, ma anche per lo stile di vita, per un mondo nuovo che bisogna ricostruire. Non siamo foraggiati da nessuno, e non abbiamo posizioni di vantaggio da difendere. Siamo contro il nucleare, lo saremmo anche in caso d’inesistenza dei rischi connessi, perché siamo per l’uomo. Per l’uomo libero. Essere l’oggetto delle logiche commerciali non ci interessa. Non ci sentiamo noi stessi prodotti e non pensiamo che martedì tutto si sarà risolto con il SI. Il cammino sarà faticoso, pericoloso e lungo. Il 12 e il 13 potremmo fare un passo avanti, che per quanto piccolo potrebbe rappresentare un inizio alla rottura dello schema imposto dal sistema all’uomo. In bocca al lupo per la vostra scelta, qualunque essa sia.

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A proposito di...

Web

Start SUDICI E NORDICI

IL MITO

Acque sudice

RINO GAETANO TRENT’ANNI DALLA MORTE

GIOACCHINO CRIACO

E' vero. Ammetto che le mie convinzioni personali falsano le tesi che vi propongo. Minano in modo irrimediabile la mia imparzialità. Nel mondo dei sogni vivo senza regole, in quello reale mi adatto. Non potendo fare altro accetto di vivere in una comunità statuale che soffoca la vita con migliaia di regole, a volte inutili, altre solamente stupide. Farei a meno dello Stato e punterei sulla capacità dell'uomo, gli darei fiducia. Dovendo accettare lo Stato, penso che esso abbia un senso se rende migliore la vita dei singoli intruppati. Quando ciò non accade, la limitazione delle libertà individuali, la delega all'entità collettiva non hanno senso. E', addirittura, inesistente lo Stato che non garantisca le condizioni minime di convivenza. Per quanto lontane dalla mia ideologia sarei disposto a discutere di tutto, persino delle regole di mercato. Le accetterei, certo come si accoglie in gola un fiasco di acqua salata versato in un imbuto. Lo farei se mi si dimostrasse, con esempi concreti, che dove applicate hanno portato un miglioramento, non solo economico ovviamente. Mi si portino esempi di privatizzazione felice, in Italia, e io abbasserò il capo e mi comprerò un codice. Avete avvertito miglioramenti nei servizi postali? In quelli aerei o ferroviari? Nelle Benettoniane autostrade? In Italia le privatizzazioni si sono sempre risolte con un guadagno del privato e un impoverimento della collettività. E non si usi l'argomento che i beni restano pubblici e si da ai privati la concessione del servizio. Perché le autorizzazioni quasi secolari altro non sono se non cessione di proprietà. Io, campione liberale, nel mondo reale divento statalista, neanche fossi nato a Stalingrado. Penso che i servizi essenziali, acqua, luce, gas, trasporti dovrebbero, entro un certo limite di utilizzo e a seconda del reddito, essere forniti gratuitamente. I servizi superflui e sovrastrutturali potrebbero essere dati al mercato. Per andare al nocciolo della mia settimanale manfrina, chi volesse informarsi sulle privatizzazioni dell'acqua vada a studiarsi l'esperienza di Latina. Si scoprirà che dove è avvenuta, la privatizzazione dell'acqua ha comportato un rincaro e un peggioramento del servizio. Ora, cari i miei Sudici, il mio sermone l'ho tenuto, il mio impegno con La Riviera l'ho mantenuto. Io torno al sogno dell'anarchia, voi il 12 e il 13 decidete liberamente: divano, urne, si o no. Ricordate che arriva l'estate, la sete aumenterà, e poi anche voi sarete costretti a qualche doccia ulteriore, specialmente se siete di sinistra.

FRANCESCA RAPPOCCIO

Sono trascorsi trent'anni da quel maledetto 2 giugno 1981, quando Rino Gaetano a bordo della sua macchina perse la vita per le strade della Nomentana. La città di Reggio ha reso omaggio al cantante che sicuramente ha rappresentato il genio, la passione e l'estro artistico calabrese in un incontro organizzato dalla sezione Giovani dell'associazione Anassilaos, martedì 7 giugno alle 18 presso il Chiostro di San Giorgio al Corso. In soli trentun anni di esistenza, in un'Italia di grandi cambiamenti ed evoluzioni, Gaetano ha saputo raccontare la gente del sud, i vizi degli italiani, la smania del successo e i compromessi del potere. Eppure ciò che affascina e lascia sbalorditi è come egli ancora oggi continui a parlare ai giovani, a essere così amato e compreso, di generazione in generazione. I versi graffianti e sarcastici (divenuti cult tra i giovani) sono in grado di rappresentare

anche l'Italia di oggi, fatta ancora di “sfruttati, malpagati e frustrati” e di emigranti. Tantissime le opere di successo, ma con la ballata struggente “Mio fratello è figlio unico” ottiene l'ingresso nell'olimpo dei cantautori italiani. Nel disco non mancano anche brani delicati e sognanti come “Sfiorivano le viole”, “Cogli la mia rosa d'amore” e “Al compleanno della zia Rosina”. Canzoni come “Nuntereggae più”

(uno sberleffo contro tutto e tutti, da Gianni Agnelli alla P2 a Berlinguer), “Aida” e “Gianna” lo inseriranno nella storia della musica e del costume italiano. Dietro le sue filastrocche così accattivanti si cela, dunque, la denuncia sociale di un Paese surreale in bilico tra sogni e contraddizioni, un'Italia che Rino Gaetano ha profondamente amato e da cui, solo dopo la morte, ha ottenuto la definitiva consacrazione.

PERLE

VIP

GATTUSO A GERACE Il fresco campione d’Italia, Gennaro Gattuso, ha contribuito alla realizzazione del “Progetto Locride”. L’iniziativa si è tenuta a Gerace (nel cuore della Locride), mercoledì 8 giugno alle ore 17:30. Oltre a Rino, erano presenti l’Autorità di gestione del Pon Sicurezza, prefetto Nicola Rizzo, il prefetto di Reggio Calabria, Luigi Varratta, il vescovo di Locri,Giuseppe Fiorini Morosini e il presidente dell’Associazione comuni della Locride Ilario Ammendolia, che hanno firmato la Convenzione Quadro per la realizzazione del progetto, finanziato da Pon Sicurezza. Con questa iniziativa si tenterà di costruire impianti sportivi e centri di aggregazione per i giovani, cercando di trasmettere al meglio valori come solidarietà, giustizia ed equità. (servizio a pagina 14). Matteo Raschellà

ELIO E LE STORIE TESE Il deputato Elio Belcastro è diventato per noi come l'ombra di Banco a Macbeth. Eppure, non abbiamo ammazzato nessuno e non meritiamo questa persecuzione affliggente. Perché, credeteci, parlare, anzi tornare a parlare di Elio Belcastro, che non ha vergogna di dirsi, su “Repubblica”(4 giugno), trattato come un servo, è una grande afflizione. Un uomo né consapevolmente né inconsapevolmente può ridursi a servo, a servo sciocco. Ma tale condizione, per la verità, non dispiace al deputato-tentenna. Il quale, sempre su “Repubblica”, per la nostra resurrezione, ci invita a essere “meno cedevoli e servili”. Capite? Non non cedevoli e servili, ma cedevoli e servili in misura minore, in misura tale da non spaventare il padrone al quale, tuttalpiù, dobbiamo “mostrarci con una punta di mafiosità positiva”. Che è come dire che l'asino, francescanamente fratello del deputato ambulante di Rizziconi, nitrisce e che il cavallo, rifiutandosi a siffatta fraternità, raglia. Sono, questi, i frutti dell'emicrania, unica prova che anche il deputato Elio Belcastro ha una capoccia. Altrimenti come potrebbe arzigogolare: “Mafia nel senso che dobbiamo tutelare i nostri interessi”? E' troppo. Ma come ci siamo rimbecilliti in Calabria. E uso il plurale perché il rimbecillimento è un male contagioso. Che Dio ci tenga le sue sante mani sulla testa! O che attorno a Rizziconi sia steso un cordone sanitario.

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Fiumara Ammendolara Roghudi

POPOLO SOVRANO

IL DIAVOLO NERO

Il navigatore Sergio Laganà

IL REFERENDUM DELLA CALABRIA ANTONIO CORMACI

Il 12 e il 13 giugno sono vicinissimi, eppure la politica calabrese, senza fare nomi, quella del PD, sembra non curarsene più di tanto. Si tratta di una questione fondamentale, la privatizzazione dell'acqua, che è assolutamente un bene sul quale nessuno deve mettere le mani. E se pensiamo che la Calabria, paradossalmente, è uno dei più vasti bacini d'acqua d'Italia, sembra davvero tutto molto strano: niente comizi, niente dichiarazioni di voto, niente di niente. Un immobilismo da speranza di manna dal cielo. La Calabria sinistrorsa, uscita con le ossa rotta dalle amministrative che l'hanno sancita come vero e proprio “fortino” del PDL, ha avuto una ghiotta occasione per rifarsi, per risintonizzarsi con un popolo che ha preferito una destra che durante l'ultima campagna elettorale ha fatto quel che avrebbe dovuto fare la sinistra. Eppure niente. Solo timide iniziative di associazioni ambientaliste e metapolitiche. Però c'è anche un altro mondo, che in questi giorni freme ed è più attivo che mai: il mondo del web. Proprio quel mondo, che s'è cercato di frenare con i vari “bavagli” del governo Berlusconi, in questi giorni ha proposto inviti al

FOCUS

CHIUSO PER RAPINA

voto, con una fitta rete di email informative; alcuni ragazzi si sono addirittura “boonkerati”, inscenando un finto post esplosione nucleare, al fine di sensibilizzare la cittadinanza al voto contro le centrali nucleari. AReggio, la politica ha fatto ben poco. Una dichiarazione di voto a piazza Camagna, e stop. Da segnalare invece l'iniziativa di alcuni ragazzi

LA SETTIMANA di Anna Laura Tringali 1 Le spiagge calabresi

sono ok. A decretare le coste calabresi le migliori per famiglie con bambini è stata la rivista ''OK La Salute prima di tutto'', il mensile di salute e benessere della Rcs. Secondo i 400 pediatri che hanno analizzato le coste di tutta Italia , quelle di Isola CapoRizzuto e Soverato sarebbero quelle con l’acqua più pulita e le spiagge più sicure.

2 La caparbietà dei

Dopo il guasto al sistema informatico centrale di Poste Italiane, che ha avuto come conseguenza enormi disagi in tutta Italia, con migliaia di pensionati rimasti all'asciutto in questi primi giorni di giugno, lunedì scorso gli utenti di Gioiosa Ionica hanno dovuto fare dietro front davanti a un cartello come questo.

che hanno fatto un vero e proprio bando genuinamente medievale, con accompagnamento di percussioni e banditore munito di megafono, sfilando sull'affollata via marina della domenica pomeriggio. Insomma, pare proprio che se il referendum dovesse abbattere l'ostacolo del quorum, cosa che in Calabria non avviene dal '95, il merito sarà del popolo stesso, e non di chi ovrebbe guidarlo.

calabresi fa riaprire un ospedale. E’ notizia di questa settimana ,infatti, il Tar ha sospeso il provvedimento di chiusura che mesi fa aveva colpito il Punto nascite del nosocomio Tiberio Evoli di Melito. Solo grazie alla tenacia del personale medico,di assessori volenterosi e della cittadinanza è stato possibile riconsegnare al territorio reggino questo importante presidio.

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Saranno attivate a breve presso la facoltà di Scienze Agrarie di Reggio Calabria quattro nuovi master. Un’offerta formativa di livello questa reggina, che si è indirizzata per questi nuovi master verso ambiti specifici che sono maggiormente richiesti per la formazione di nuove figure professionali,ovvero: Tecnologie e Marketing delle produzioni alimentari tipiche, Sistemazioni idraulico-agrarie e forestali per la mitigazione del rischio idrogeologico, Qualità e sicurezza degli alimenti e frodi alimentari,

Biomasse ed energia: produzione, recupero e impiego di biomasse agroforestali, per uno sviluppo sostenibile e competitivo.

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La rossa della musica italiana si appresta ad infiammare il cuore dei reggini. Dopo il travolgente successo ed il sold out registrato due anni fa al Teatro Cilea ,Ornella Vanoni (nella foto) incanterà il pubblico calabrese il 20 luglio presentando il suo nuovo album ”Live al Blu Note” all’Arena “Alberto Neri” di Catona.

Sergio Laganà è giovane, certo non giovanissimo, ma come navigatore è di lungo corso. Il suo profilo di cucciolo politico della gran jenìa dei Laganà, diffusi in più partiti, apparve, sia pure sbiadito, nella campagna elettorale del 1994, e ne uscì con molti guaiti, avendogli gli elettori pestata la coda e mandatolo a cuccia. Ma la politica era il suo destino, e, navigando navigando or di qua, or di là, giunse al porto-quiete dell’uomo politico più saldo della Calabria, l’on. Agazio Loiero, altro gran nauta. Il quale, per trattenere a sé, per meglio fare sprofondare il porto di Gioia Tauro e ogni speranza di politica non trasformistica, a pochi mesi dalle elezioni regionali del 2010, nominò il multiforme Sergio Laganà sottosegretario per gli affari del detto porto. Un esperto, appunto, e, in più, uomo che sa cosa sia la gratitudine. Infatti, nelle elezioni regionali del 2010 l’avvocato Sergio Laganà, capeggiando la pronuba lista Alleanza per la Calabria, volle dare un contributo decisivo alla sconfitta di Loiero. Ma già prima s’era affacciato anche sul tapis volante di Beniamino Donnici e sul partito del Primo Carabiniere d’Italia, Antonio di Pietro. Ma per poco, andandosene via ben presto, schifato del fatto che non aveva chiesto nulla e che, per corrompere la sua virtù innata e coltivata, gli volevano dare tutto. Non avevano capito nulla. L’avv. Sergio Laganà, che sotto l’era loieriana è stato chiamato a insegnare diritto all’Università Mediterranea non sappiamo a quale titolo e con quali titoli, è un cavaliere dell’ideale, che a suo premio reclama ed esige la sconfitta. Lui veleggia per sospirato naufragio. È stato accontentato sempre, soprattutto nelle elezioni provinciali 2011 dove le sue api - ma sei lupo, ape o caccola di capra?- hanno ottenuto, nella lista del Polo di centro, uno stentato e risicato 2,6% e nessun consigliere provinciale. Ma non importa. L’essenziale era ricongiungersi con Francesco Rutelli, che in fatto di navigazione a vista è imbattibile.

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I traditori hanno tradito i traditori? PASQUINO CRUPI Soffia il vento dallo Stretto e i suoi sibili maligni trasmettono messaggi di tradimento. Tutti o quasi tutti- anche il vento notoriamente totodistruttore è misericordioso- hanno tradito. Ragioniamoci. Primo a sentirsi tradito o a prenderne coscienza dopo il ballottaggio è stato il Presidente uscente avv. Giuseppe Morabito, che utilmente sul piano morale, ma disastrosamente sul piano politico – il tradimento è il classico della politica- ha indicato i traditori in alcuni consiglieri provinciali, già parte della coalizione di centrosinistra e poi in libera uscita verso il centrodestra e il Polo di Fuda. Ad abbandonare il Presidente ci sono stati anche i consiglieri provinciali di Idv e di Sel. Ma Idv e Sel, in limine mortis, hanno salvato l’anima con l’appello a votare l’avv. Giuseppe Morabito al ballottaggio. Troppo tardi e troppo poco convinti? Non ci affascina il tema del tradimento né ci affascina il tema del complotto. Ma qualcosa e più di qualcosa non ha funzionato secondo etica e politica. Ne abbiamo avuto da subito il sospetto, ora quel sospetto è diventato certezza, e i protagonisti dei due sfasati risultati elettorali al Comune e alla Provincia ci appaiono il Pdl e il Pd, aspri e selvaggi a Milano e a Napoli, dolci, come i bigné, e mansueti, come le pecore a Reggio Calabria. A Scopelliti non sono stati rimproverati i debiti al Comune, il congedo spaventoso dalla vita

della Fallara, e via seguitando. E al Presidente Morabito, gentile, il Pdl non ha osato neppure tirargli i lembi della giacca. Come mai? Pr rispondere, dobbiamo esaminare i dati elettorali nella Città quanto al Comune quanto alla Provincia. E i dati sono questi: gli otto candidati del Pd alla Provincia negli altrettanti collegi della città di Reggio Calabria hanno ottenuto 16.034 , pari al 18,58%; al Comune 32 candidati del Pd hanno raggiunto la tisica cifra di 8,000 voti, pari al 9,2%. La differenza c’è, si vede, ed ha giocato a favore di Arena, il candidato di Scopelliti. E veniamo ora al Pdl e Lista Scopelliti: i voti ottenuti al Comune dal Pdl sono 21.235, pari al 20,13%, quelli della Lista Scopelliti 10.964, pari al 10,39%. Molti di più di quelli ottenuti da Raffa alla Provincia. La differenza c’è, si vede, e non ha giocato a favore dell’avv. Giuseppe Morabito . Chi ha guidato i giochi e non ha rispettato i patti? Se per un solo istante indulgessimo al tema del tradimento, dovremmo concludere che i traditori hanno tradito i traditori, che Raffa diventa presidente della Provincia nonostante Scopelliti e che Morabito resta al palo grazie al non rispettato Marco Minniti. È la sorte dei galantuomini, vittime di rapine elettorali che lor non tocca e che forse non sanno.

Chi ha guidato i giochi? Raffa presidente nonostante Scopelliti. Morabito al palo grazie al non rispettato Minniti

L’editoriale

ZITTI VERSO ROMA BRUNO GEMELLI Anche nel Pdl si comincia a parlare di primarie. Dopo la sonora sconfitta, che però non ha riguardato la Calabria, forse si vuole passare dalla monarchia assoluta a quella costituzionale. A battersi con maggiore energia perché esse si introducano nel partito carismatico, qual è appunto il Pdl, è Giuliano Ferrara che ha spiegato ripetutamente sul Foglio e sul Giornale il perché bisogna ricorrere alla selezione della classe dirigente. A tal proposito, i maggiorenti del partito hanno affidato al senatore Gaetano Quagliarello, di estrazione radicale, il compito di studiare la materia, affinché il partito azzurro eviti che le primarie non vengano fatte come quelle sperimentate dal Pd che hanno dato alterni risultati. E, quindi, i berluscones stanno valutando di introdurre primarie istituzionali e, se possibile, costituzionali, cioè regolamentate per legge attraverso l'istituzione di un registro degli elettori aventi diritto. Per evitare soprattutto l'ingresso di infiltrati e malintenzionati. Il senatore Quagliarello, pur non avendo bisogno di suggeritori, potrebbe chiedere consiglio al consigliere regionale Giuseppe Bova che, da presidente dell'assemblea regionale, tentò di introdurle per legge. L'operazione non riuscì perché: 1) nel frattempo il Pd si era incartato; 2) intervenne Capo Suvero a calmierare le faide interne del Pd medesimo; 3) ma ancor prima l'Udc, che aveva da tempo chiuso un accordo con Scopelliti ritenendolo vincitore, si era sfilato lasciando a Bova il cerino acceso in mano. Lunedì scorso, 6 giugno, doveva essere una giornata campale per il Pd e per il Pdl che erano riuniti in parallelo per decidere (?!). Ad Arcore è finita pari, nel senso che non hanno deciso nulla, perché Tremonti non vuole passare alla storia come l'uomo della bancarotta. Tiene molto alla scrivania di Quintino Sella per allargare la borsa che consentirebbe al duo Bossi-Berlusconi di dare soldi a pioggia per recuperare l'elettorato perso. Un po' meglio è andata a Bersani, che ha ottenuto l'approvazione all'unanimità della sua

relazione alla direzione nazionale. E' vero che è nato qualche mal di pancia tra gli alleati, al punto da far dire al brillante notista de La Stampa, Massimo Gramellini: «E' ufficialmente iniziata la campagna del centrosinistra per perdere le prossime elezioni; il vento ha cambiato direzione, la crisi punisce i governi in ogni angolo d'Europa e a molti elettori dell'altra parrocchia Berlusconi è venuta a nausea, perché non è riuscito a realizzare le riforme liberali che aveva promesso. La situazione del Pd e dei suoi alleati è dunque disperata: tutto congiura a favore di una loro vittoria. Per evitarla occorrerà raddoppiare gli sforzi». Con seguito di spiegazione che si può immaginare, considerata la nota malattia dell'autoreferenzialità (La sera della vittoria di Pisapia Vendola è volato a Milano per dire “Abbiano espugnato la città”, salvo poi a scusarsi con lo stesso Pisapia) e della rissosità del centrosinistra. Una rissosità che è il tratto peculiare del centrosinistra calabrese. Una vocazione masochistica al suicidio. Ieri i democrat calabresi pensavano che la direzione nazionale risolvesse la questione calabrese che ricorda quelli che bruciavano la propria casa per vendere la cenere. Del caso calabrese non si è parlato, né si poteva parlare. Perché è vero che in Calabria non ci sono leader regionali, ma i singoli rappresentanti sono espressione di qualche riferimento romano. Dunque: si poteva accendere un focolaio di polemiche il giorno in cui Bersani si godeva il successo elettorale? Non era possibile. E tutto è stato rimandato. Intanto, però, il dimissionario Musi ha riavuto la fiducia. Quelli che l'hanno massacrato per un anno, hanno aggiustato il tiro derubricando il fuco dell'artiglieria. D'altra parte, in un partito minoritario e ininfluente, che non fa neppure opposizione al Consiglio regionale, le parti in guerra dovranno arretrare le proprie trincee. Perché, al momento, non avendo nulla da succhiare, ci sono sempre, in agguato, le candidature al parlamento. E se la legge rimane quella che è, bisogna stare buoni e trovare un santo a Roma. Ma se le elezioni saranno il 2013, c'è tempo per ricucire un minimo di agibilità.

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Il governatore Giuseppe Scopelliti non c’era Alla proclamazione, il 5 giugno, di Giuseppe Raffa quale Presidente della Provincia erano presenti il deputato Nino Foti, il VicePresidente del Consiglio Regionale, Alessandro Nicolò, l' Assessore alle Attività Produttive della Regione, Antonio Caridi. Non c'era il Governatre Giuseppe Scopelliti, trattenuto, ovviamente altrove, da impegni istituzionali improrogabili.

Provincia CASIGNANA

RETE COMUNI SOLIDALI

UFFICIALIZZATA LA NUOVA GIUNTA

TRE SINDACI DELLA PROVINCIA DI REGGIO IN PRIMA FILA

La giunta di Pietro Crinò, rieletto con una schiacciante maggioranza sindaco di Casignana, si è insediata sabato 4 giugno. La carica di vicesindaco è stata affidata a Rocco Micò, il quale ha anche avuto le deleghe Ambiente e Urbanistica. A Vito Antonio Crinò, primo degli eletti con 101 voti, sono state assegnate Sanità, Sport, Turismo e Tempo Libero. A Rocco Celentano, invece, Cultura, Pubblica Istruzione e Beni Culturali. Ma, come ha Tra i presenti anche il senatore Pietro Fuda da subito precisato (nella foto in alto) e numerosi sindaci, (in Crinò, nei prossimi giorbasso) un momento dei festeggiamenti ni saranno conferiti, per decreto, degli incarichi, a ogni singolo consigliere. Tra i numerosissimi cittadini, presenti anche il senatore Pietro Fuda, i sindaci Brizzi, Giorgi, Ammendolia, Imperitura, Loiero, Clemeno, Mittiga e l'assessore Capogreco del Comune di Bianco. Negli indirizzi programmatici di governo, Crinò ha ben evidenziato che come negli anni passati, grande attenzione sarà rivolta al sociale. Basti ricordare, a tal proposito, che i benefit per ristoro ambientale previsti dalla legislazione nazionale in materia, sono stati sempre interamente utilizzati per la collettività. Di recente, per di più, Casignana è entrata a far parte dei comuni che si avvarranno del finanziamento per il fotovoltaico rivolto agli edifici pubblici. Oltre ai riferimenti al Borgo Antico, alla Villa Romana (dove presto si potranno ammirare anche i mosaici della zona residenziale), e alle tante iniziative già in agenda, Crinò ha sottolineato che per uno “sviluppo” reale bisogna interagire in modo costruttivo con tutto il territorio. Per quanto riguarda la cultura nei prossimi mesi, ad esempio, dovrebbe essere ospitato, proprio a Casignana, Giorgio Albertazzi, il nuovo Direttore Artistico del Magna Grecia Teatro Festival. E non solo perché Casignana fa parte dei tredici comuni calabresi che hanno firmato il protocollo d'intesa con la Regione Calabria e il Ministero dei Beni Culturali per la messa in opera del Magna Grecia Teatro Festival (biennio 2011-2013). Il sogno di creare il primo Festival italiano del Teatro Latino nella Villa Romana di Contrada Palazzi non è mai stato abbandonato ed è in fase di definizione un grande evento teatrale. Se le indiscrezioni che ci sono giunte sono esatte, sarà messa in scena la commedia “Casina” di Plauto. DS

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GIOVANNI MAIOLO

opo la regione Puglia, la Valle d'Aosta, la Sicilia, la Sardegna e ancora prima, per ben due volte di seguito, la regione Calabria a Riace, il convegno annuale della Rete dei comuni Solidali quest'anno si svolgerà in Veneto a Piazzola sul Brenta in provincia di Padova, venerdì 17 e sabato 18 giugno. Un convegno fortemente voluto dal Consiglio Regionale con il suo vice presidente Matteo Toscani (Lega) già sindaco del comune di Valle di Cadore, uno dei primi comuni che aveva aderito a Recosol dopo aver partecipato a degli stage formativi sulla cooperazione decentrata. Un segnale ulteriore: la solidarietà internazionale non può avere colore politico. Sono le singole persone, con le loro aperture o chiusure, con la loro generosità o incapacità ad aprirsi ad altri mondi che determinano

CONFINDUSTRIA REGGIO CALABRIA

LA SICUREZZA SUL LAVORO AL 1°POSTO Confindustria Reggio Calabria, il 10 giugno a partire dalle ore 8.30 (sede Confindustria via Torrione n° 96), organizza un convegno sull’importante tema “Sviluppo Imprese in Sicurezza”. Il progetto punta alla tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori ed è, principalmente, rivolto agli imprenditori ed ai manager delle aziende per la promozione e la diffusione della cultura della prevenzione dei rischi lavorativi. All’organizzazione della convection hanno collaborato Fondirigenti e Inail con il sostegno di Federmanager.(mr)

l'arricchimento o l'abbruttimento del genere umano. Fra i molti che interverranno nella due giorni di incontri che si svolgerà nello splendido spazio di Villa Contarini, anche tre sindaci di comuni calabresi. Ilario Ammendolia sindaco di Caulonia, Elisabetta Tripodi sindaco di Rosarno e Domenico Lucano sindaco di Riace, appena tornato da un viaggio in America Latina, Argentina e Perù dove ha potuto visitare a Cusco un progetto da anni sostenuto da Recosol. Sarà Ilario Ammendolia a coordinare il convegno per la sessione: “Consapevoli che il mondo sta velocemente cambiando, l'importanza di fare rete fra comuni e comunità”. E Riace e Caulonia, negli ultimi anni, hanno dimostrato di sapere cambiare accogliendo il mondo che arriva in Italia da altri mondi, e di sapere fare rete con tantissime realtà locali italiane per promuovere politiche di pace e fratellanza.

Domenico Lucano sindaco di Riace

ElisabettaTripodi sindaco di Polistena

Ilario Ammendolia sindaco di Caulonia

REFERENDUM

CATTOLICI E LAICI A FAVORE DEI “SI” La Commissione Giustizia e Pace della Diocesi di Locri Gerace, riunita il 17.5.2011, preso atto che è in corso un tentativo di scoraggiare la partecipazione democratica dei cittadini ai referendum indetti per il prossimo 12 e 13 giugno 2011, attuato mediante la moratoria per decreto della realizzazione di impianti nucleari, e la scarsa pubblicità data dai media nazionali, Rai compresa, alle ragioni del SI, invita tutti i credenti, ed i cittadini che hanno a cuore il bene comune, a partecipare al voto e, in particolare, a votare SI ai quesiti relativi all’acqua, che deve restare di tutti. La Commissione ricorda a tutti i cittadini che nel Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI, inviato a firma del Cardinale Tarcisio Bertone al direttore generale della FAO, in occasione della celebrazione della giornata mondiale dell’acqua del 22.3.2007, si afferma: «L’acqua, bene comune della famiglia umana, costituisce un elemento essenziale per la vita; la gestione di questa preziosa risorsa deve essere tale da permetterne l’accesso a tutti, soprattutto a coloro che vivono in condizione di povertà, garantendo la vivibilità del pianeta sia della presente che delle future generazioni. L’accesso all’acqua rientra, infatti, nei diritti inalienabili di ogni essere umano, poiché rappresenta un pre-requisito per la realizzazione di gran parte degli altri diritti umani, come il diritto alla vita, all’alimentazione, alla salute. Per questo motivo l’acqua “non può essere trattata come una mera merce tra le altre e il suo uso deve essere razionale e solidale […] Il diritto all’acqua si basa sulla dignità umana e non su valutazioni di tipo meramente quantitativo, che considerano l’acqua come un bene economico. Senza acqua la vita è minacciata. Dunque, il diritto all’acqua è un diritto universale e inalienabile”. Considerato che gli attuali governi, nazionale e regionale, così come altri di diverso colore politico, hanno deciso di consegnare l’acqua ai privati ed alle grandi multinazionali, siamo tutti chiamati ad una battaglia di civiltà! Per fermare la privatizzazione dell’acqua, ed impedire di fare profitti su un bene pubblico fondamentale, votiamo SI ai due quesiti referendari che abrogheranno le attuali norme ingiuste che ciò prevedono.

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Borse

By nigth Trasgressione Reggio estrema

Pamela che di giorno va in ufficio con giacca e cravatta e la notte fa impazzire i reggini dai gusti particolare ci rivlea: «anche le donne vanno

a trans,e non ci vanno solo le single ma anche le madri di famiglia»

Quello che le donne non dicono: “Anche noi andiamo con i trans” MARIA G. COGLIANDRO

Potremmo chiamarla sindrome di Marrazzo. Una sindrome che ha iniziato a colpire il sesso maschile, conducendolo in un mondo in cui la parola d’ordine è “trasgressione”. In un mondo dove anche l’impensabile diventa possibile, dove proibito non va più in coppia con sogno ma si sposa con la realtà. In molti sostengono che nessuna donna può far godere un uomo come ci riesce un trans, perché nessuna donna conosce il corpo, le sensazioni, i desideri di un uomo come un uomo stesso. Gli uomini riescono a far vibrare le corde del piacere maschile come una donna ci riuscirebbe solo nella fantasia. “Il trans è una donna ideale, che ti ascolta senza fare troppe domande, che ti coccola dandoti le attenzioni che cerchi, che accende quel desiderio che a lungo hai represso” – dichiara Pamela, trans “per divertimento”. È divorziato Pamela e il suo matrimonio non è durato neanche un mese. “La mia donna sapeva fare l’amore come lo fanno le femminucce, il sesso è un’altra cosa”. Oggi Pamela di giorno va in ufficio in giacca e cravatta, di notte indossa i suoi abiti sgargianti e con i suoi seni finti e le sue fattezze mascoline fa impazzire i reggini dai gusti particolari. I suoi clienti sono soprattutto uomini sposati, con figli e mogli che li

aspettano a casa. Gente normale a cui va di sperimentare di tutto, senza ritegno, senza morale. Ma cosa spinge un uomo ad andare con un trans? Per chiarirci le idee ci siamo rivolti alla psicologa e psicoterapeuta Teresa Marino: «Viviamo in una società in cui l’unica regola è l’assenza di regole. Una condizione che naturalmente va ad investire anche la sfera sessuale. Non vi è più alcun freno per la sessualità. Le sfumature sempre più evanescenti tra la donna mascolina e l’uomo costretto a ridimensionarsi hanno portato a una confusione per quanto riguarda i confini tra i sessi. Andare a trans è diventato un modo come un altro per provare nuove emozioni.. In

A Reggio anche l’impensabile diventa possibile, dove proibito non va in coppia con un sogno ma si sposa con relatà

molti si chiedono se si tratti di una perversione: forse non lo è neanche. Per i più si tratta di un’esperienza trasgressiva, di un’esperienza estrema per aumentare il livello di eccitazione o per sperimentare qualcosa di nuovo, ma non si è affetti da alcuna patologia. Non si è neanche in presenza di omosessualità, se non latente quando frequentare i trans finisce per diventare un’abitudine». Ma cosa ci risponde la nostra psicologa se le riveliamo che, stando a quanto ci ha raccontato Pamela, anche le donne vanno a trans? E non ci vanno solo le single, ci vanno anche le madri di famiglia. «Quello che noi psicologi ci siamo spesso chiesti è cosa può provare una

donna quando scopre che il marito l’ha tradita con un trans. Come può riscattarsi? Non è una sfida tra eguali, è una sfida che spiazza. Subentra non solo la sofferenza per il tradimento ma anche tante questioni morali sui gusti omosessuali del partner. Venire a sapere che anche le donne vanno a trans mi riporta al discorso precedente, quello dell’equiparazione dei sessi: una volta era l’uomo quello che poteva permettersi di sfruttare le prostitute per sesso, oggi anche la donna si può permettere di comprare l’“oggetto del proprio desiderio”. Senza dover avere paure ed inibizioni. Ciò che è triste è il fatto che comunque il trans è una persona molto fragile psicologicamente, poiché presenta un disturbo dell’identità di genere e proprio per questo è facilmente sfruttabile e mercificabile. Per quanto riguarda le donne che scelgono tali pratiche sessuali posso dire che spesso certe dipendenze dal sesso o certe trasgressioni sono, comunque, da ricondurre ad un’immaturità affettiva che porta a compensare con il sesso frustrazioni sul piano affettivo, dove probabilmente è forte il senso di non condivisione e non appartenenza con le figure importanti della propria vita affettiva e sociale».

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Essenze

Società Valori Premio Letterario

Il Concorso Letterario “Racconto breve” in ricordo di Simone Esposito nasce per promuovere tra i giovani i valori di “solidarietà, amicizia, rispetto dell’altro” e

“l’ importanza del rispetto delle regole” sui quali improntare il proprio stile di vita.

Tutti i protagonisti del Concorso letterario “Racconto breve” Concorso Letterario “RACCONTO BREVE” in ricordo di Simone Esposito nasce per promuovere tra i giovani i valori di “SOLIDARIETA', AMICIZIA, RISPETTO DELL'ALTRO” e “L'IMPORTANZA DEL RISPETTO DELLE REGOLE” sui quali improntare il proprio stile di vita. Per questo motivo da quest'anno è stata creata, in collaborazione col Movimento creativo Energie Calabria, una nuova sezione, destinata agli studenti delle medie, sul tema del rispetto delle regole da esprimere attraverso il tradizionale racconto breve oppure il cortometraggio. Il presidente del movimento culturale, Antonio Pezzano, intende proseguire così il percorso intrapreso con la realizzazione del film “Memorie incantate”, l'allestimento della mostra fotografica “Paese in posa” e la creazione dell'originalissimo Zalex, il normal-eroe a fumetto ospitato in una striscia settimanale dalla “Riviera”. In questa sezione la giuria, composta da Valeria Buccisano, Alessandra Fragomeni, Francesco Riggitano, Giovanni Scarfò e Giuseppe Pellegrino, che ha parlato in nome del gruppo, evidenziando l'originalità dei racconti, ha assegnato il primo posto al gruppo di lavoro composto da Chiara Femia, Martina Galluzzo, Alessandra Lecce e Maria Lorenza Petrolo, dell'istituto comprensivo di Gioiosa Jonica-Grotteria; secondo posto a Miriam Talladira, dell'istituto comprensivo di Ardore; terzo a Michele Bruzzese dell'istituto Pedullà di Siderno; IL RACCONTO PREMIATO menzione per Giuseppe DI GIULIA CATALANO Miglieri, Alfonso Olivieri e Cristiano Seconda parte Spanò, tutti dell'istituto comprensivo di Ardore. Dopo qualche lunghissimo minuto percorro tutta la Sempre sul tema delle spiaggia a passo lento e in seguito attraverso la straRegole, gli audiovisivi da ed entro in un bar quasi vuoto. Alla cassa un sono stati valutati dalla ragazzo, gioca ai video-game e non mi dà molta giuria, composta da retta, un profumino delizioso mi fa brontolare lo stoAntonio Ciano, Cristina maco, è l'odore dei cornetti sul piccolo bancone di marmo, mi avvicino a passo lento e solo quando mi Briguglio, Debora

Il

accorgo di non avere neanche un centesimo per pagare indietreggio, ma la fame è irresistibile e mi ritrovo a correre tra piccole vie con un cornetto caldo fra le mani. La grotta è il mio rifugio, ma prima di giungervi il ragazzo del bar mi sbarra la strada, mi parla, lo sento, sta parlando, ma la paura mi immobilizza, poi capisco, si rivolge a me nella mia lingua.

Nella foto il violinista Gabriele Campagna e la pianista Federica Volante ospiti speciali della serata di premiazione

Cartisano, Vittorio Zannino e Bernardo Migliaccio Spina, che a nome dei giurati ha evidenziato la bravura dei giovanissimi autori nel cimentarsi dietro e davanti alla macchina da presa. Al primo posto si è piazzato il corto realizzato dalla III B di Campo Calabro centro; al secondo, la terza classe della scuola media di Scilla; e, al terzo, Andrea Tassone e Antonio Rispoli della Maresca di Locri. Per il secondo anno, è stato assegnato il “Premio testimonianza”, patrocinato dall'ADVST di Locri. Il riconoscimento, consegnato dal dottore Mammì, che ha ricordato l'importanza e il valore della solidarietà, è andato a Valentina Monteleone, della frazione San Nicola del comune di Antonimina; la giovane studentessa assiste Stefania, costretta sulla sedia a rotelle, e tra loro è nato un legame autentico e profondo. Un premio speciale, tra i racconti finalisti, è stato assegnato dalla giuria di giornalisti composta da Emanuela Alvaro, Aristide Bava, Domenica Bumbaca, Rosario Condarcuri, Maria Teresa Criniti, Emanuela Ientile, Raffaella Rinaldis, Enzo Romeo e Antonio Tassone. La vincitrice è Ilaria Piromalli, del liceo classico “I. Oliveti” di Locri, con “Aida come sei bella”. Premiati anche gli studenti del liceo artistico Pitagora di Siderno e dell'istituto d'arte Panetta di Locri, che guidati dalle docenti Maria Garganese e Sara Parlongo, si sono cimentati nell'estemporanea di pittura. Ad assegnare i premi, la giuria composta da Maria Patti, Marò D'Agostino e Leonardo Arone. Il primo posto è andato ad Adelaide te, ha insistito perché lo accompagni. La festa è davD'Agostino, il seconvero allegra, ma è tardi, devo andare, Stefano insido a Francesca ste, vuole accompagnarmi a tutti i costi a casa. Io non Coniglio e il terzo a ho casa, non posso farmi portare alla grotta eppure Eugenio Glioti. per qualche assurdo motivo accetto. Arrivata, riesco Menzionati Marina finalmente e semplicemente a dire la verità. Stefano Focà e Stefania non pare assolutamente turbato, si siede su una rocRomeo. cia e mi guarda profondamente. Mi siedo accanto a lui e guardo il mare scuro che ho davanti, alzo semMarilena Bonavita

IO NON SCAPPO PIÙ! Mi chiede da dove vengo, come mi chiamo, mi dice che è amico del cassiere abitudinale di quel posto e che l'ha sostituito per fargli un piccolo favore, mi dice di chiamarsi Stefano, di essere uno studente, che studia l'arabo, mi dice di stare tranquilla, che vuole aiutarmi. Io ho troppa paura, scappo, lui mi lascia andare, mi dice di ritornare al bar quando avrò di nuovo fame. È così che a questo incontro ne seguono altri e la nostra diviene quasi un'amicizia fatta di poche parole, tanti sguardi, mie menzogne: ho mentito sulla mia età e sul mio nome, sul luogo dove vivo. Ma Stefano sembra capire, mi procura dei vestiti, il cibo, non chiede nulla. Stefano oggi mi ha invitata ad una festa in paese, mi ha detto che devo andarci perché è molto diverten-

plicemente le spalle e le mani a modo di resa: ho mentito e lui lo sa. Mi dice di volerne saperne di più su di me e io come un fiume in piena non esito più e finalmente mi sento libera, libera di raccontare la verità, la mia storia, la storia della mia famiglia, del mio Paese …[ …] (continua)

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elezioni

Staiti, votazioni annullate Alla carica di primo cittadino c'era una sola lista capeggiata da Antonio Domenico Principato con la lista "Lista civica - I giovani per Staiti", che ha raccolto 147 voti su 161 votanti. Le elezioni, però, sono state annulate in quanto per considerare valida l'elezione, quando corre un solo candidato, devoveno recarsi a votare la metà degli aventi diritto più uno.

Locride PON SICUREZZA A GERACE MARINA DI GIOIOSA J.

Si insedia il nuovo commissario

OBIETTIVO GIOVANI CRISTINA BRIGUGLIO

Il prefetto di Reggio Calabria, Luigi Varratta, ha nominato il commissario prefettizio di Marina di Gioiosa Jonica, dopo le dimissioni di 12 consiglieri comunali, in seguito all'inchiesta della Direzione distrettuale antimafia e alle ordinanze di custodia cautelare per il sindaco e tre assessori. A reggere l'amministrazione sara' Domenico Bagnato (nella foto con l’ex sindaco di Siderno Figliomeni), prefetto a riposo (già commissario prefettizio a Rosarno). Il primo commissariamento del Comune di Marina di Gioiosa risale al 1992 (non per mafia, ma a causa delle dimissioni del sindaco per motivi politici). Il secondo è stato nel 1999, il sindaco si era dimesso in seguito all'arresto ma successivamente era stato assolto perché “il fatto non sussiste”. La vicenda si era chiusa in primo grado perché la procura non aveva impugnato la sentenza. Bagnato non è nuovo della Locride, aveva, infatti, gestito la città di Siderno dal 4 agosto al 14 ottobre 2006 a causa della sentenza del Tar che aveva fatto ripetere le operazioni di voto in sei delle 19 sezioni di Siderno.

ASSOCIAZIONI

Nasce la ProLoco “Platinsieme” L'Associazione Pro - Loco “PLATINSIEME”, costituita a Platì nei giorni scorsi, riconosciuta dalla Provincia di Reggio Calabria, è stata fortemente voluta da un gruppo di giovani (l'età media del gruppo dei fondatori è 32 annii). Platinsieme si propone di organizzare azioni di promozione turistica e di socialità civica a sostegno dello sviluppo del Comune di Platì, e di offrire opportunità sotto l'aspetto socio-aggregativo ai bambini, ai ragazzi, ai giovani ed agli anziani del territorio. Al fine di contribuire al miglioramento della qualità della vita locale e sostenere le attività ricreative e di socialità civica, la Proloco promuove manifestazioni di carattere culturale e sociale, organizza convegni e momenti di aggregazione che riguardino il Comune di Platì, anche di intesa ed in collaborazione con gli Enti Pubblici a livello Provinciale,Regionale, Nazionale ed internazionale.

SIDERNO

Il primo Consiglio Comunale Previsto per il 15 giugno 2011, ore 18.30, il 1° Consiglio Comunale dall'insediamento di Riccardo Ritorto a Sindaco di Siderno, presso il Palazzo Comunale (sala delle adunanze) per discutere e deliberare sul seguente ordine del giorno: - Esame delle condizioni di eleggibilità e di compatibilità del Sindaco eletto direttamente e dei consiglieri comunali. - Presa d'atto del giuramento del Sindaco. -Costituzione Ufficio di Presidenza del Consiglio Comunale. - Presa d'atto della comunicazione di nomina dei componenti della Giunta Comunale e del vice Sindaco. - Elezione della Commissione Elettorale Comunale. - Legge 10.04.1951 n°287 - Elezione della commissione per la formazione dell'elenco dei Giudici Popolari.

“Progetto Locride” è un programma di intervento finanziato attraverso i fondi del Pon Sicurezza2007-2013, per promuovere la diffusione della legalità tra i giovani attraverso lo sport. Prevede in tutto 13 interventi, di cui 8 relativi alla costruzione o sistemazione di piccoli impianti sportivi (per un importo totale di 2.200.000 euro) e 5 alla realizzazione di altre strutture aggregative. La Convenzione, finalizzata alla realizzazione del progetto, tra Autorità di Gestione del Pon Sicurezza, Prefettura di Reggio Calabria, Associazione dei comuni della Locride e Diocesi di Locri, è stata firmata a Gerace, alla presenza delle autorità istituzionali locali, dei sindaci, di alcuni rappresentanti del mondo della scuola, e della stampa. La Chiesa di San Francesco che ha ospitato l'evento, ha visto una vasta affluenza di pubblico e di curiosi, forse anche perchè è stato scelto come testimonial uno dei calciatori più amati dai giovani calabresi: il campione del mondo Rino Gattuso. <<Il Pon Sicurezza - ha dichiarato il neo- sindaco di Gerace, Varacalli - è forse l'ultima occasione che l'Unione Europea mette a disposizione per la riqualificazione di contesti con una forte incidenza criminale, per riconvertire i beni confiscati alle mafie, e per dare la possibilità alle nostre imprese di essere competitive su scala europea>>. Perciò questo

Nella foto: Pietro Melia, Giuseppe Varacalli, il Presidente dell'Associazione comuni della Locride Ilario ammendolia, il Prefetto di Reggio Calabria Luigi Varratta, il Prefetto Nicola Izzo, vice-capo della Polizia di Stato e responsabile dell'Autorità di Gestione del Pon Sicurezza 2007-2013

Lanciato il "Progetto Locride" per la realizzazione di impianti sportivi e centri di aggregazione per i giovani

ennesimo intervento dovrà essere incisivo e lasciare dei segni tangibili e duraturi sul territorio e contribuire a un cambiamento di mentalità, soprattutto attraverso l'investimento sui giovani, che costituiscono i destinatari principali del progetto. Anche Rino Gattuso, "campione di calabresità", nel suo intervento ha puntato molto sui giovani. Nel ringraziare il Prefetto e le autorità per l'invito, ha ricrdato che <<lo sport è fatto di regole, come la vita, e chi non le sa rispettare non può giocare la sua partita>>.

IL PUNTO

STATO E POPOLO NELLA LOCRIDE Intervento del sindaco Ilario Ammendolia a Gerace in occasione della firma del protocollo sul “Pon Sicurezza” 8 giugno 2011. Sono certo di rappresentare il profondo sentimento dei 42 sindaci della Locride, ed ancor di più dei 130 mila cittadini del nostro comprensorio, esprimendo la profonda gratitudine per il gesto di attenzione nei confronti del nostro territorio e del nostro popolo. Voglio assicurare che i sindaci, che sicuramente occupano, il posto più delicato e difficile tra coloro che rappresentano lo Stato nella nostra Regione, sono impegnati e faranno fino in fondo la loro parte. Sarebbe sbagliato e riduttivo, interpretare quanto sta avvenendo oggi come un mero stanziamento dello Stato destinato al territorio della Locride. Credo che questo gesto vada interpretato ed apprezzato come qualcosa di più e di diverso. La ndrangheta c’è ed è forte, spavalda, radicata. A oltre trenta anni del primo maxiprocesso è amaro ammetterlo: la ndrangheta non s’è indebolita. E’ giusto dirlo, è giusto indignarsi… ma questo non basta. Quando dico che i sindaci faranno sino in fondo la loro parte, non intendo dire che promuoveranno qualche manifestazione, qualche convegno o dedicheranno qualche strada a vittime di mafia. Cose giuste, opportune ma insufficienti. Noi siamo impegnati da mesi su un altro terreno. Noi vogliamo rappresentare uno Stato giusto, decisamente vicino ai cittadini, senza arroganza, sensibile alle esigenze di tutti, ma soprattutto della parte più debole e meno tutelata del nostro popolo. Voglio fare un esempio: quando scendiamo sui binari di Roccella non chiediamo semplicemente il ripristino d’un treno soppresso, ma molto di più : chiediamo che lo Stato sia capace di ascoltare i propri cittadini e capace di essere giusto. E’ una sensazione meravigliosa viaggiare con l’alta velocità da Roma a Milano, ma è mortificante per i cittadini della Locride, costretti a prendere il treno, impiegare lo stesso tempo degli inizi del secolo scorso. Non è una questione di tempo: è questione di giustizia, di uguaglianza tra tutti i cittadini, di rispetto della Costituzione Italiana che vuole che a tutti , e su tutto il territorio della Repubblica, siano date le stesse opportunità. Noi che ci sentiamo parte, ci batteremo con determinazione per uno Stato che si presenti alla gente senza segnali di VENERDÌ 10 GIUGNO 2011

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Compratevi un asino Una brutta notizia: dal 6 giugno 2011 le storiche Linee ferroviarie taurensi chiudono i battenti per decisione infausta del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti. E con grave pregiudizio per la capacità di mobilità delle popolazioni della Piana di Gioia Tauro. Sono i regali del governo Berlusconi, accettati con grato scuore dai governanti calabresi. O no?

Tagli “selvaggi” ed area amministrativa dell'ospedale di Locri sul banco degli imputati

IL COMMISSARIO SQUILLACIOTI SI DIFENDE, I SINDACI RILANCIANO SULLA QUALITÀ DEI SERVIZI PIETRO CRIACO Il comitato dei sindaci della Locride di martedì scorso è stato una vivace partita tra i primi cittadini locridei e il commissario dell'Asp Rosanna Squillacioti. Ad aprie le danze, come al solito, l'impeccabile e pacato, presidente Ilario Ammendolia che ha sciorinato con eleganza i problemi che i sindaci volevano mettere in campo: richiesta d'incontri periodici con il Commissario dell'Asp, a suo tempo garantiti dal presidente Scopelliti, crisi sanitaria dovuta alla chiusura di diverse strutture del territorio, problema della carenza dei servizi riabilitativi sia ambulatoriali che domiciliari e questione Cejri e Afa Reul. La dottoressa si è subito chiusa in difesa dichiarando che sarà contenta di incontrare i sindaci ogni 20 giorni e ricordando che i vari problemi non sono colpa sua ma della passata gestione. La Squillacioti è poi passata al contrattacco affermando che al momento della firma dei contratti l'Asl ha sottostimato il budget necessario per le varie strutture convenzionate, cosa che ha messo in crisi strutture come Afa Reul e Cejri. Il commissario ha comunque assicurato che per il Cejri non dovrebbero esserci problemi e per quel che riguarda Afareul: «abbiamo contatto la proprietà, che si trova a Genova, per capirne le intenzioni, e valutare se sarà il caso anche di revocargli l'accreditamento regionale». Parlando dell'ospedale di

degrado, di abbandono, di rassegnazione e di impotenza dinanzi a scuole di montagna che vengono chiuse, dinanzi ai tagli dolorosi ed irrazionali alla spesa sociale, dinanzi alla riabilitazione smantellata nel nostro territorio, dinanzi ad ospedali che non assicurano il diritto alla salute. Spetta a noi colmare la cesura profonda tra lo Stato ed il nostro popolo, causa prima della criminalità mafiosa. La nostra postazione è a fianco della gente, insieme alla gente. Noi non contestiamo il governo nazionale qualunque sia il suo colore politico. Quando operiamo nel nostro ruolo di sindaci non ci sentiamo né di destra, né di sinistra. Siamo Stato , siamo popolo, siamo il nostro territorio. Noi siamo il punto più delicato e sensibile della nostra democrazia. La crisi dei Comuni significherebbe la rottura irreversibile del patto sociale. Rappresentiamo questa nostra terra a cui abbiamo legato la nostra esistenza. Quando riuniamo il comitato dei sindaci a Platì e perché vogliamo essere Stato, e nostro consideriamo anche l’estremo lembo di territorio. E’ nostra Polsi dove siamo andati all’indomani di Duisburg, è nostra Platì, o qualsiasi altro Paese della Locride. Fenomeni negativi ci sono ovunque! In Calabria c’è la ndrangheta. Tuttavia sarebbe sbagliato consentire, come spesso, è avvenuto- e molte volte non in maniera disinteressata- coniugare i due nomi come fossero uno solo. Non daremo copertura a quanti vogliono ridurre la questione meridionale ad una questione criminale. Per quanto ci riguarda noi non lo consentiremo. Non solo perché la Locride ha pagato un tributo di sangue , cito Francesco Fortugno, il sindaco Maio , Rocco Gatto . ma soprattutto perché la Locride è terra dove, ogni giorno, centinaia di amministratori onesti, e migliaia di persone semplici, con la sola forza interiore, col solo coraggio della coscienza pulita, hanno la fermezza di dire di no alla prepotenza mafiosa pur frequentando le stesse strade,gli stessi bar e vivendo gomito a gomito nello stesso paese. Il nostro ruolo è molto difficile. Altri possono chiudersi in torri di avorio, noi siamo gente, mescolati alla gente. Siamo fieri della nostra Terra .La Locride, è terra di accoglienza, di ospitalità, di creatività, di emigrazione, di lavoro tenace. E’ sicuramente “ Nostra” goccia di sangue che la ndrangheta sparge, così come sentiamo su di noi il peso e la responsabilità per quei ragazzi che consumano la loro esistenza tra la galera ed il crimine che li divora. Quello che oggi stiamo per fare onora noi e lo Stato che rappresentiamo. Quando un solo bambino sarà tratto dalla strada per frequentare un centro di aggregazione, un campo sportivo, una palestra, noi potremo essere orgogliosi di ciò che è stato realizzato. Vorremmo che in ogni paese vi sia, tra tante cose che sono necessarie, un centro di aggregazione. luogo di formazione, di socializzazione, di allegria, di lavoro comune, e rivolgendoci a tutti -anche e soprattutto ai figli dei mafiosi- si possa dire “viene entra è tuo , il tuo Stato, lo Stato di tutti, lo ha costruito anche per te”!

Locri, l'energico funzionario, ha inteso “scaricare la colpa” sul settore amministrativo incapace di redigere il bilancio. Trovando un gradito alleato nel sindaco di Bruzzano Cuzzola che ha tuanato: «l'area amministrativa a Locri non funziona, tutte le pratiche si bloccano, bisogna fare tabula rasa». I sindaci si riprendono campo e partita grazie all'intervento del Sindaco di San Luca Sebastiano Giorgi: «Siamo stufi dei vari tavoli Massicci che si occupano delle convenzioni con i privati, la sanità pubblica è un'altra cosa, dobbiamo rilanciarla. C'è carenza di personale e i servizi fondamentali funzionano male, con gravi disagi per i pazienti, è questo che interessa ai cittadini». Incalzata dal sindaco di Locri Lombardo sulla possibile chiusura di alcuni reparti del nosocomio di Locri, la dottoressa sqillacioti ha fatto una “mezza” ammissione:«In questa fase di lavoro e riorganizzazione non posso dare risposte o escludere niente». A chiudere il match ci pensa Ilario Ammendolia che, insieme a Certomà, Crinò, Lombardo e Ritorto, ricorda al Commissario che l'associazione dei sindaci è un interlocutore credibile e necessario e che, dopo i tagli e le chiusure di varie strutture, è ora che i cittadini inizino a vedere il promesso aumento della qualità dei sevizi, dando la massima disponibilità ad affrontare i problemi:«uno alla volta, anzi, mezzo alla volta. Se ogni 20 giorni riusciremo a risolvere il 10% dei problemi, in un anno li elimineremo completamente».

MIX GIOIOSA MARINA

Animali in sosta forzata Il Circo Zavatta Haudibert, <<il più Antico Circo d’Italia dal 1815>>, sosta da qualche giorno nel piazzale di via primo maggio, a Marina di Gioiosa Jonica. Per tutta l’estate sarà allestito al suo interno un parco giochi al coperto per bambini. Giostre, giochi, gonfiabili, trenini, passeggiate sul pony e tutto quanto fa impazzire di gioia i pargoli e impoverire le tasche dei genitori. Certo non sembrano molto felici gli animali da fattoria chiusi sotto i tendoni recintati del Circo Zavatta- Haudibert, e nemmeno i lama, gli struzzi, le zebre e cavalli. Gli animali probabilmente non apprezzeranno le nostre temperature estive e nemmeno la prolungata sosta in spazi ristretti (ci chiediamo quando, e se, vengono fatti uscire, quantomeno per sgranchirsi le zampe). Ma i nostri figli d’estate non possono fare a meno di questi svaghi, o forse si? (C. B.)

SIDERNO

Due vincenti Uno è stato eletto sindaco, l’altro ha riportato il Siderno in Eccellenza dopo 3 anni di purgatorio in Promozione. Li lega una grande amicizia, e una festa comune per aver realizzato, contemporaneamente, i propri obiettivi. L’abbraccio di Lamezia, le lacrime del tecnico Fiorenza testimoniano il legame, e allo stesso tempo sono un urlo liberatorio per entrambi, dopo il tanto stress accumulato. Riccardo Ritorto e Gianni Fiorenza, senza dubbio due vincenti.

CALCIO SCOMMESSE

Un sidernese e un roccellese a Calciopoli E' originario di Siderno, Francesco Giannone il commercialista di Beppe Signori, attualmente in carcere nello scandalo che ha portato agli arresti domicialiari anche l'ex calciatore di Lazio e Bologna. Il suo avvocato è invece nativo di Roccella: Fausto Bruzzese (nella foto).

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servizi

L’intervista

Post elezioni con Michelangelo Tripodi CARMELO CARABETTA I comunisti italiani non entrano in Consiglio comunale e, secondo l’aritmetica del Ministero dell’Interno, non tocca loro nessun seggio in Consiglio provinciale. Meglio non è andata nel resto della Calabria. Michelangelo Tripodi, segretario regionale dei Comunisti italiani, ne è ben consapevole. Ma si offre a questa nostra intervista tranquillo e lucido, come sempre. I comunisti sono abituati a trarre la lezione dei fatti e per nulla disposti a rassegnarsi ai fatti. Chiediamo: Segretario, e allora, quale lezione trarre dai risultati elettorali? La lezione di questo voto amministrativo in Italia e in Calabria si può riassumere così: dove vince il centrosinistra, il PD ha generalmente subito le scelte, come a Milano e a Napoli. Dove il centrosinistra perde , questo avviene perché il PD ha imposto o ha fatto proprie scelte che hanno prodotto rottura e divisione, come a Reggio Calabria al Comune e alla Provincia e vale anche per Cosenza, del centrosinistra. In Italia ha perso Berlusconi, in Calabria ha vinto Scopelliti, ma ha soprattutto perso il PD , che ha voluto esercitare il ruolo di partito-guida del centrosinistra. Proprio per questo non me la sento di parlare di controtendenza calabrese. Il che, tra l’altro, riproporrebbe il vecchio schema d’una Calabria vandeana, riserva storica dei voti della Destra. Certo, ed è da respingere assolutamente. Se, infatti, di questo si trattasse, non si spiegherebbe come mai cinque anni fa conquistammo la Regione , la Provincia di Reggio e di Cosenza, oltre che il comune di Catanzaro e di Cosenza. Stando con i piedi per terra, si può dire che il voto non premia

l’arroganza, i voltagabbana, il trasformismo, la disunità, frutto di scelte sbagliate e non condivise. È stato punito un modo di fare politica fondato sull’idea che si possano sempre e comunque imporre agli altri le proprie scelte. Forse questo valeva una volta. Oggi i risultati dimostrano che non è più così. Vogliamo uscire dal fraseggio e spiegare concretamente quello che è avvenuto? Come no? Questo è avvenuto: in presenza di una richiesta di quattro forze politiche del centrosinistra (PdCI, IDV, SEL e VERDI) che chiedevano l’azzeramento delle candidature al Comune e alla Provincia di Reggio, il PD ha respinto questa proposta e si è arroccato su posizioni di netta chiusura al cambiamento ed all’innovazione. Noi precisammo questo nostro orientamento in un documento della Segreteria Provinciale del PdCI del 28 marzo 2011. La proposta dell’azzeramento fu respinta dal PD e ciò si è rivelato un errore fatale per l’esito della competizione elettorale al Comune e alla Provincia di Reggio Calabria perché ha aperto la strada alla divisione e alla rottura con forze importanti del centrosinistra sia al Comune che alla Provincia. Invece, un’apertura del PD avrebbe potuto consentire una ripresa del confronto mettendo in campo personalità che a Reggio non mancano e che potevano raggiungere l’obiettivo di unire il centrosinistra e di superare le divisioni che si sono rivelate così nefaste. Insomma, voi Comunisti Italiani dite: noi siamo senza peccato. Che è, poi, un vecchio vizio dei comunisti. Nient’affatto. Sa come si diceva una volta? Che bisognava essere capaci di fare critica e autocritica. Abbiamo sbagliato anche noi comunisti, abbiamo anche noi le nostre responsabilità per la sconfitta

«Non siamo senza peccato. Ma le responsabilità principali della sconfitta sono tutte del PD reggino»

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con un atto di estrema generosità politica, la candidatura del Presidente uscente Giuseppe Morabito, in coerenza con l’impegno che negli anni passati i Comunisti Italiani hanno portato avanti, essendo stati in tutta la consiliatura, parte integrante della Giunta provinciale e della maggioranza consiliare. La nostra scelta e il risultato elettorale, ottenuto dal PdCI, con il 3,3 % sono stati determinanti per consentire a Morabito di andare al ballottaggio, anche se l’esito finale è stato negativo. Rimane un grande rammarico per quello che poteva essere e non è stato. Al ballottaggio sarebbe bastato che soltanto 2 0 3 dei tanti, direi troppi, consiglieri provinciali che sono passati dall’altra parte fossero rimasti nel centrosinistra. E si badi bene si trattava di consiglieri che sono stati “beneficiati” in tutti i modi, ricevendo favori di ogni tipo che poi sono stati utilizzati per acquisire una vasto consenso personale nei collegi, di cui alla fine ha potuto godere Raffa. Per fermare questa deriva personalistica e qualunquistica ci voleva un PD capace di fare politica, invece di guardare a piccoli interessi personali. Per finire, Le faccio una domanda retorica: Lei è soddisfatto del risultato del PdCI ? Molto soddisfatto: siamo il primo partito in otto comuni della provincia di Reggio tra cui Polistena, Roccella, Brancaleone e abbiamo ottenuto risultati lusinghieri anche nella città di Reggio Calabria per quanto riguarda la provincia. E a Canale, che nei giorni scorsi voleva sapere cosa pensi Diliberto del risultato elettorale di Reggio, rispondiamo che il Segretario nazionale del PdCI ha telefonato per fare i complimenti a tutto il partito reggino per il brillante risultato elettorale ottenuto ed ha pubblicamente elogiato nella riunione della Commissione politica Nazionale per il Congresso, svoltasi nei subita. Ma noi dobbiamo sapere distinguere. Noi non siamo una grande forza, non potevamo, perciò, essere decisivi nelle scelte. Le responsabilità principali sono tutte del PD reggino, il partito più forte del centrosinistra, e questo Partito, invece di ricercare e promuovere una politica unitaria e condivisa, ha ritenuto di portare avanti una prova di forza muscolare in ciò assecondato dal PRC. L’esito negativo di questa operazione è stato fallimentare, come s’è visto, poiché sono state scelte candidature che hanno finito per dividere e frantumare il centrosinistra e che hanno portato ad una rovinosa sconfitta. Ed è risultata sbagliata anche l’impostazione della campagna elettorale. Vogliamo fare qualche esempio? La presenza a Reggio di Veltroni, responsabile d’avere cancellato i comunisti dal Parlamento nazionale ed europeo, e quella di D’Alema, che, come sempre ha fatto quando il centro destra è in difficoltà, ha già lanciato l’ancora di salvezza proponendo il governissimo al PDL sconfitto. Tutto questo sicuramente non ha rafforzato lo spirito di combattimento. Quindi, Lei considera Canale un ostacolo per l’unità. Ma ci potevano essere candidature e programmi capaci di garantire uno sbocco diverso alle elezioni ? Io ne sono certo. E questo lo affermo con la forza dei numeri. La candidatura di Canale, fatta propria dal Pd che ha tentato di imporla agli altri, non solo è stata sconfitta direttamente al primo turno, ma si è rivelata totalmente inadeguata come noi abbiamo più volte affermato. Tant’è che ha raggiunto il risultato del 28 % che rappresenta solo il 3% in più di quanto ottenuto dal candidato Sindaco Lamberti Castronuovo nel 2007 quando era candidato Scopelliti. Cioè, Lei sta dicendo che il 28%, conquistato dall’avv. Canale, che si misurava con Arena, vale meno del 25% di Lamberti Castronovo, che invece s’era dovuto misurare con Giuseppe Scopelliti. È un fatto. Insomma se Lamberti Castronuovo, come tutti allora hanno detto, ha avuto un pessimo risultato, quello di Canale, dopo un anno di campagna elettorale, tutt’al più può essere considerato mediocre. Peraltro, il risultato di Canale è assai inferiore rispetto al 33% ottenuto nella città dall’avv. Morabito, candidato alla Presidenza della Provincia. E questo deve fare capire, al di là delle tante parole in libertà, che a Reggio c’erano tante potenzialità che non si sono potute esprimere perché il centrosinistra era diviso e perché è prevalso l’interesse e l’ambizione personale di una sola persona a scapito della necessità di perseguire l’unità di un’intera coalizione. A chi si riferisce? Mi riferisco all’avv. Canale. E qui vorrei sottolineare che, ad urne chiuse, ha rilevato e denunciato l’ano-

giorni scorsi a Roma, il lavoro e i risultati ottenuti dai Comunisti Italiani reggini. Lei sta facendo riferimento al voto provinciale. E del voto al Comune, poco percepibile, cosa dice? Abbiamo affrontato una battaglia difficile e complessa, compiendo una scelta per quale abbiamo anche perso pezzi, ma ciò ci ha consentito di fare chiarezza sulle forze reali su cui il PdCI può contare nella città. Il risultato elettorale nella sua modestia rappresenta comunque una base di ripartenza significativa. Il PdCI c’è, è presente a Reggio e in Provincia e continuerà nella sua azione politica autonoma ed unitaria come sempre negli interessi del popolo. Mi sembra difficile, a meno che non si tratti di un rituale, che si possa portare avanti una politica unitaria, puntando l’artiglieria contro il Pd e contro il Prc senza dei quali non si può ricostituire un centrosinistra non azzoppato. Non è vero. Le cose stanno in un altro modo. Il PdCI ha sempre perseguito una linea unitaria nella sinistra e nel centrosinistra. Lo dimostra la nostra storia politica e le scelte concrete di questi anni. Le voglio ricordare che avevamo proposto ufficialmente a Rifondazione Comunista la presentazione anche al Comune e alla Provincia delle liste della Federazione della Sinistra. Proposta che , com’è noto, è stata rifiutata. Alla fine abbiamo costituito il polo di sinistra al Comune con IDV e SEL, partiti, non lo dimentichiamo, da cui provengono De Magistris e Pisapia che sono quelli che da Napoli a Milano rappresentano le vere autentiche novità positive per il centrosinistra di questa campagna elettorale. Questo segnale di svolta e questa voglia di cambiamento va colto e tradotto anche nella realtà reggina

malia del voto al Comune, sostenendo che in alcuni quartieri, come Archi, il rapporto di voto tra lui e Arena è stato di 1 a 10, mentre nel centro cittadino sarebbe di 40 a 60. Mi sembra che non ci sia nulla da ridire. E’ probabile che Canale abbia ragione. Ma non si può dire che il voto di Archi, capitale indiscussa della ‘ndrangheta reggina, presenta anomalie solo in occasione delle elezioni comunali. Anomalo è stato anche il voto dello scorso anno alle elezioni regionali quando nel quartiere di Archi il candidato più votato è risultato il consigliere regionale De Gaetano, che tra l’altro è stato il principale sponsor di Canale. Anche quello va riconosciuto come un voto anomalo. Altrimenti prevale il doppiopesismo unito ad un atteggiamento omertoso che va combattuto. Inoltre, va ricordato che almeno l’80 % di quelle schede erano state votate utilizzando il voto disgiunto e recavano due indicazioni diverse e contrapposte: De Gaetano e Scopelliti. Senza dimenticare che ad Archi proprio Scopelliti ha avuto un’affermazione travolgente. Come può essere stato possibile che il candidato di una lista con la falce e martello, che non era tra quelle principali e che per giunta non apparteneva a quel territorio possa essere stato in assoluto il primo eletto nel quartiere di Archi? E come mai Canale, che si dimostra così attento nell’analisi del voto comunale, non dimostra la stessa attenzione nei confronti di questa anomalia così evidente? Bisognerebbe domandarlo all’avv. Massimo Canale. Comunque, Lei sta facendo un’affermazione molto forte. E le voglio ricordare che il voto disgiunto è una possibilità che la legge elettorale offre ai cittadini. I quali se ne avvalgono. Voto anomalo e voto disgiunto non sono la stessa cosa. Ma c’è un evidente intreccio tra i due elementi. Da qui nasce l’anomalia di quel voto. Un fatto è certo: non era mai accaduto ad Archi che il candidato di una lista di sinistra fosse il più votato. Qualcosa vorrà pure dire o dobbiamo fare finta che non è avvenuto nulla. Comunque, tornando sull’esito elettorale, è sorprendente come la sconfitta al Comune venga spacciata da taluni come un trionfo, continuando a sbagliare nella valutazione di una candidatura che ha creato effetti devastanti sul centrosinistra reggino, producendo e alimentando una frantumazione che ci vorranno anni per recuperare. Parole pesanti, che, tuttavia, non nascondono una contraddizione di fondo. Come mai , a parte il caso Canale, il PdCI ha accettato di stare alla Provincia nella coalizione guidata da Morabito? Il PdCI alla Provincia ha assunto una posizione di grande responsabilità sostenendo il Presidente uscente Morabito. Una scelta di fiducia diretta alla persona e non al PD, suo partito di appartenenza. Infatti, fermo restando il totale dissenso rispetto alla linea assunta dal Pd, il PdCI ha deciso di sostenere, VENERDÌ 10 GIUGNO 2011

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la Riviera Registrazione Tribunale di Locri (RC) n. 1 del 19/06/1998 R.O.C. n°11602 del 02/11/98 Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana AmministratoreUnico Rosario Vladimir Condarcuri

Direttore responsabile PASQUINO CRUPI In redazione CRISTINA BRIGUGLIO PIETRO CRIACO MATTEO RASCHELLÀ Responsabile Sport GIUSEPPE RITORTO Art Director PAOLA D’ORSA Impaginazione EUGENIO FIMOGNARI

HANNO COLLABORATO Gioacchino Criaco, Lele Nucera, Filippo Todaro, Anna Laura Tringali, Mara Rechichi, Benjamin Boson, Nik Spatari, Maria Giovanna Cogliandro, Angelo Letizia, Marilene Bonavita, Francesca Rappoccio, Mario Labate, Franco Crinò, Ruggero Brizzi, Marco Andronaco, Isabella Galimi,Maria Teresa D’agostino, Giovanna Mangano,

Lettere, Note e Schermaglie A PROPOSITO DI PALAZZO DE MOJA FUEGO

di FRANCO CRINÒ

Il lavoro più fumoso Neppure dal barbiere, in piena campagna elettorale, i discorsi hanno “aggredito” i problemi, come si dice. Lavoro, forestazione, strade, sanità meritano attenzione e una testimonianza diversa dal passato. Per prendere le decisioni che sono necessarie. Il tifo si è acceso diversamente. “A Berlusconi, Benigni e Celentano gli italiani perdonano tutto quel che dicono, anzi no al Presidente del Consiglio non più.” “Dire che quelli della sinistra non si lavano o non hanno cervello ...” Il comico toscano è un uomo di cultura, il cantante si definisce lui stesso il “ Re degli ignoranti”, così fa solo denuncia e non proposta, ma Berlusconi è troppo in gamba per non sapere l’effetto delle cose che dice. Oggi davanti al salone è passato il camion con l’acqua di montagna e la discussione si è fatta più impegnativa “E se le sorgenti fossero inquinate?” “Mi raccomando andiamo a votare al referendum sull’acqua .” La discussione meritava. I camions con i rifiuti tossici ce la farebbero a passare in quelle strade dell’Aspromonte? La ‘ndrangheta trova soluzioni? Il tubo rotto ormai da più giorni vicino casa mia , un gestore privato lo avrebbe consentito? Il profitto si incrementa sempre senza scrupoli? Propongo di tornare indietro . Campionato e Champion sono terminati. Il calcio scommesse ci farebbe litigare. “In quanti paesi viene venduta quest’acqua?” “ In quanti fanno questo mestiere?” “L’altro giorno ho dovuto chiamare lo spazzacamino. Bert, il protagonista del musical Mary Poppins, era un romanticone .Jonny, lo spazzacamino extracomunitario, mi è costato una cifra” “Ho letto che sono rimasti 274 in Italia, secondo la Camera di Commercio di Monza fare lo spazzacamino è un affare.” “Per carità, non venga considerata una professione emergente figlia della new economy, me li immagino quelli che mettono tra le ricette importanti per lo sviluppo gli antichi mestieri, però ... “Sono rimasti soltanto in trentamila, 8 ombrellai, 30 accalappiacani, 79 accordatori, 80 giostrai, 95 stagnini, 204 ricamatrici, tutte al Sud, 217 liutai, 389 materassai, 391 arrotini, 482 intagliatori, 507 maniscalchi, 12.288 fabbri.” Sulla frontiera del lavoro che è cambiato il ricordo di come mettevamo a posto le cose una volta. Qualcuno potrebbe essere richiamato a farlo. E poco. Ma è indicativo, se vogliamo parlare di identità e ruoli. Il nostro amico barbiere (sono14.775 oggi in Italia) resta in tema “Stasera andiamo a mangiare fuori. Un amico ha aperto un ristorante nel borgo antico. E’ organizzato così, si sceglie il vino e si lascia alla fantasia del cuoco il piatto con cui abbinarlo.” E’ da provare, è lo sposalizio tra cucina e cantina, ma è un altro gioco per non pensare ai rifiuti tossici e alle bollette dell’acqua pesanti e, magari, ai rubinetti a secco il sabato.

Su <<la Riviera>> di domenica 5 giugno abbiamo ospitato a pag. 15 la relazione dell’ing. Macry Correale riguardante gli “interventi di recupero e restauro del palazzo De Mojà in Siderno Superiore”. Ci siamo distratti e non abbiamo precisato che si trattava, appunto, d’una relazione tecnica. Che, in quanto tale, andava integralmente pubblicata, e, invece, abbiamo omesso- gli zoccoli non cadono solo agli asini- un passo decisivo. Ne facciamo, ammenda, chiedendo scusa all’ing. Macry Coreale, ai nostri lettori e al nostro F.S., che di necessità non ha potuto tenere conto della totalità della relazione per la sua risposta. E di seguito pubblichiamo il testo omesso: La storia ha inizio il 2 maggio 1933, quando il proprietario del palazzo di Siderno superiore, Michele De Mojà redige un testamento olografo per il quale lascia in eredità alla signora Futia Maria Teresa fu Carlo l’intero palazzo riconoscente “per quanto in vita mi ha fatto e per ricordo”. La signora Futia Maria Teresa muore a Siderno il 13 febbraio 1965. Il figlio Vincenzo presenta la denuncia di successione in data 8 giugno 1965 dichiarando l’eredità della “casa di abitazione in Siderno, via Petrazza”. In data 30 luglio 1981 lo stesso Futia Vincenzo presenta una seconda successione per l’eredità della madre nella quale dichiara il fabbricato in rovina identificato alla partita catastale n. 3949, foglio13, particella n. 254, subalterno n. 5 e provvedendo successivamente alla voltura catastale a nome dei legittimi eredi. Questa parte dell’edifi-

cio a suo tempo risultava intestata in Catasto a De Mojà Ida fu Giuseppe. A questa seconda successione viene allegata copia di una sentenza del Tribunale di Locri, la n. 124 del Tribunale Civile Di Locri emessa in data 18 luglio 1954. Dall’esame di questo documento la matassa comincia a dipanarsi. La causa ha per oggetto la “Nullita di un atto di vendita” e viene intentata da De Mojà Teresa fu Guglielmo, quale tutrice del fratello De Mojà Michele, contro la cugina De Mojà Ida fu Giuseppe. L’atto di vendita, per notaio Canale di reggio Calabria del 17 Giugno 1949, consisteva nel trasferimento di una proprietà del De Mojà Michele operata dal suo procuratore Cannizzaro Domenico a favore della propria moglie (!) De Mojà Ida, nonché questa, cugina del De Mojà Michele. Ma la procura, per not. Pipino del 24 settembre 1947, era stata revocata al Cannizzaro, tramite il medesimo notar Pipino in data 14 giugno 1949, ossia, tre giorni prima della stipula a favore della De Mojà Ida, come si rileva dalla sentenza citata. Il Tribunale di Locri ha riconosciuto la ragione della ricorrente annullando con sentenza l’atto di vendita del notaio Canale a favore della De Mojà Ida “per simulazione assoluta”, atto che aveva per oggetto il famigerato fabbricato in Siderno superiore. Pertanto la sig.ra de Mojà Ida, madre dei sig.ri Cannizzaro Rina e Cannizzaro Carmelo Giuseppe, non è mai stata proprietaria di alcuna parte del Palazzo De Mojà in Siderno Superiore, né tantomeno nel possesso. I risvolti del processo non interessano la storia dell’eredità. Gli atti di proprietà sono di estrema chiarezza e dimostrano senza adito di dubbio che l’edificio di Siderno Superiore, identificato al foglio di mappa n. 13, particella n. 254, subalterni n. 4 e 5, è

CAMPUSA

CITY RUGGERO CALVANO

Colonia Penale d'Aspromonte ci sembrava un nome troppo formale, burocratico, pomposo anche. Forse attribuiva, persino, immeritata importanza ai fetenti che abbiamo in custodia. Così abbiamo deciso di cambiargli nome, il caso ci ha dato una mano. Cercando un gruppetto di picchiatelli, imboscatisi per sottrarsi al lavoro, abbiamo trovato, sotto la giungla aspromontana, un villaggio perfettamente intatto. Da sotto rovi ed edere è venuto fuori un agglomerato di piccoli edifici, due lunghe file di casa. Le costruzioni, di epoca fascista frutto del sogno di un impero e perciò durevoli, saranno la collocazione ideale per i mostri che giornalmente continuano ad arrivare. I debosciati ospiti sono particolarmente eccitati, questa settimana arriveranno ospiti illustri, che porteranno verve ulteriore all'effervescenza del bagno penale. Dall'America dovrebbe arrivare un deputato democratico che si era messo in testa di diventare il prossimo sindaco di New York, e probabilmente ci sarebbe riuscito se non fosse stato così fesso da affidare alla rete le immagini del suo corpo statuario. Dalle piane lande del nord vorremmo che arrivasse il re del riso, ingabbiato per spargimento di rifiuti. Sempre dalla padania vorremmo avere in dono

stato interamente oggetto di eredità da De Moià Michele a Futia Maria Teresa, e, alla morte di quest’ultima, a favore dei suoi figli Futia Roberto, Vincenzo, Concetta e Salvatore. Ing. Raffaele Macry Correale

NON C’È ALCUN CHÈ DI POSITIVO NELLA MAFIOSITÀ Trovo assolutamente spregevoli e prive di ritegno le dichiarazioni rilasciate sabato 4 giugno dall'On. Belcastro durante un'intervista a “La Repubblica”. Un rappresentante delle istituzioni, un parlamentare che dovrebbe tutelare gli interessi dei cittadini non deve in alcun modo lanciare certi messaggi. Perché, a mio avviso, è proprio questo che rappresentano le sue affermazioni, una sorta di appello a ottenere ciò che si vuole e ciò di cui la gente ha bisogno in ogni maniera anche la più bieca e terribile. Cercare di ingentilire con l'aggettivo “positiva” il termine che rappresenta uno dei più temibili cancri della società è davvero inaccettabile. Quale esempio si dà ai giovani e ai bambini che vengono giorno dopo giorno educati sensibilizzati al vivere civile e a una società scevra da compromessi di alcun genere? Quale merito viene attribuito alle associazioni di categoria e ai giornalisti che si battono per la legalità? Dove sono i valori cui si riconoscono i commercianti e gli imprenditori che CORAGGIOSAMENTE

il prof Verdiglione, illustre figlio della Locride inviso all'elite culturale celtica. Donne, riso e psicanalisi, niente male come possibile menù. L'Aspromonte esce pian piano dal suo guscio e diventa ombelico del mondo. Simbolo del male lo è da tempo, almeno ora, restando inferno contribuisce a redimere il pianeta e se stesso. Gli spazi sono ampi e le possibilità di sistemazione varie. Il crociato Obama stia tranquillo, potrà mandarci tutta la feccia che vuole. Dopo aver favorito i nazionalismi in ogni parte del mondo, per disintegrare le identità nazionali, ora lo zio Sam abbatte gli eroi locali, e, uno alla volta, li porta alle falde di Montalto. Sappia Barack che abbiamo un sogno, quand'anche l'Umberto da Giussano cadrà vorremmo prendercene cura e, per la legge del contrappasso, dovrà finire i suoi giorni, il più tardi possibile, vicino all'odiato equatore. Ricordate, fans della famiglia Addams, Campusa City in futuro e se vi piacerà venirci a trovare armatevi di coraggio, infrangete qualche regola e avrete titolo per soggiornare da noi.

Crollo del centrosinistra a Caulonia

A

NICOLA FRAMMARTINO lle ultime elezioni provinciali il centro-sinistra ha ottenuto meno della metà dei voti del 2006, passando da 3.568 a 1.665 voti. Il centro-destra ha quasi triplicato i voti: è passato dai 588 voti del 2006 ai 1.429 di oggi. I candidati più votati sono stati Attilio Tucci e Pierfrancesco Campisi. Attilio Tucci, assessore uscente, candidato del Partito Democratico, ha bene fronteggiato la grave crisi del centro-sinistra, a Caulonia: pur non essendo stato eletto, ha conservato tutt'intera la sua forza elettorale, ottenendo 1292 voti. Pierfrancesco Campisi, candidato nella lista “Scopelliti Presidente”, alla sua prima candidatura al Consiglio Provinciale, ha ottenuto 983 voti: un risultato che costituisce un indubbio successo, superiore alle più favorevoli previsioni della vigilia.

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HANNO COLLABORATO Francesco Laddarina, Ian Zimirri, Giuseppe Patamia, Alessandra Bevilacqua,Bruno Gemelli, Carmelo Carabetta, Valentina Elia, Antonio Cormaci, Mario Labate, Antonio Tassone, Giulio Romeo, Ilario Ammendolia, Sara Caccamo, Giuseppe Fiorenza, Daniele Mangiola.

Le COLLABORAZIONI non precedute dalla sottoscrizione di preventivi accordi tra l’editore e gli autori sono da intendersi gratuite. FOTOGRAFIE e ARTICOLI inviati alla redazione, anche se non pubblicati, non verranno restituiti. I SERVIZI sono coperti da copyright diritto esclusivo di “la Riviera Editore” per tutto il territorio nazionale ed estero. GLI AUTORI delle rubriche in cui si esprimono giudizi o riflessioni personali, sono da ritenersi direttamente responsabili.

denunciano le angherie e i soprusi dei loro estorsori? Per quale ragione i Magistrati, i pochi Politici realmente in prima linea contro la Criminalità, le Forze dell'Ordine sempre al lavoro per vigilare e tutelare i cittadini, tutti insieme cercano in ogni maniera di sanare un sistema corroso dalla delinquenza e delle logiche clientelari che tutt'oggi fanno da padrone nel nostro Paese? Non certo perché riconoscono positività di alcun genere a un qualsivoglia atteggiamento mafioso. Le Istituzioni hanno il compito di rappresentare i cittadini, devono far loro da guida, devono indirizzare le loro scelte. Nessun rappresentante delle Istituzioni si deve e si può permettere di esaltare anche solo in maniera velata (che tanto velata nel caso dell'On. Belcastro non si è dimostrata) il vantaggio che si avrebbe ad agire in una maniera deprecabile al fine di raggiungere un obiettivo. Sono la cultura, la professionalità e l'operosità dei Meridionali ad essere riconosciute, apprezzate e stimate. Non è naturalmente il tipo di scelte sbagliate che ci fanno emergere. E' il desiderio di riscatto e l'assoluta volontà ad ottenerlo e tenacia ad ottenerlo che ci apriranno la strada. Noi, da Meridionali, non possiamo consentire che ancora una volta ci rileghino in una specie di 'girone' dove coabitiamo insieme a coloro che fanno del loro essere 'mafiosi' uno stile di vita quasi da esportare. Teresa Libri (Presidente Primo Circolo Futuro e Libertà Reggio Calabria)

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RISPONDE / il direttore

Il segno del tempo NUOVO GOVERNATORE PER SIDERNO SUPERIORE Si è già diffusa la clamorosa notizia che la ridente Siderno Superiore - già sede e luogo di potestà in altri tempi - abbia perso il suo “Primo Governatore”, in persona Aldo Caccamo, uomo di grande presenza in ogni occasione, oltre che mezzo esperto in “scorci storici” (!), in segnaletica stradale a terra e verticale, in orci e vasi da fiori, espositore ritardatario e non del tutto improprio del tricolore nazionale, impareggiabile nel fiuto delle opportunità e nella dotta elocutio. Eccetera. Non si sa se il neo-nominato Claudio Figliomeni abbia raggiunto il prestigioso incarico per sconosciuti demeriti del predecessore o perché si è seguita la logica dei risultati alle ultime amministrative, come più d'uno suppone. Di fatto, le “lacrime” nascoste del Primo Governatore del Borgo antico... e le “risate” a mo' di celia del neo-incaricato lasciano intendere una vera svolta nella cronaca del Borgo antico. Voci non infondate assicurano che Aldo Caccamo sta già pensando ad una rivincita sul giovane rivale. E, a meno che tra i due litiganti non si inserisca un terzo, pare che nessuno, al momento, può escludere che la rivalità si sposti dal piano strettamente amministrativo a quello più espressamente culturale. Francesco Della Lattuca

E che vuole farci? I deputati di Reggio si chiamavano Cingari, Battaglia, Reale, Vincelli. Ora ci tocca Elio Belcastro

Vincenzo Crucitti, di Rifondazione, ha ottenuto 153 voti, che, tenuto conto che questo Partito era scomparso dallo scenario politico di Caulonia, è da ritenersi un buon risultato. Non è stato buono il risultato conseguito da Liliana Frascà: 242 voti. Si era capito, dall'inizio della campagna elettorale, che le elezioni sarebbero state un referendum sull'Amministrazione Comunale. E così è stato e i risultati sono stati letti da tutti in questa chiave. L'affermazione di Campisi è stata spiegata con la sua posizione nettamente critica verso l'Amministrazione Comunale. Per contro, il mancato sfondamento di Cucci, che pure poteva contare sul suo apprezzato lavoro svolto in qualità d'assessore provinciale, è stato spiegato con la sua eccessiva vicinanza all'Amministrazione Comunale. La Frascà ha pagato un prezzo politico elevatissimo per avere voluto, a tutti i costi, nel 2007, quest'Amministrazione, che senza di lei non si sarebbe mai formata. Pensava forse, la Frascà che qualche amministratore se ne sarebbe ricordato? O avrebbe ricordato agli elettori quanto si era impegnata, come assessore regionale, per fare ottenere dal Comune di Caulonia una massa enorme, mai vista prima,

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PUBBLICITÀ

di finanziamenti, per la realizzazione delle opere pubbliche? Se lo ha pensato ha fatto male i conti. Doveva saperlo che la classe politica di Caulonia era diventata così potente solo perché ha succhiato primo di questi poi di quegli. Non era mai successo negli ultimi 60 anni che un candidato di centrodestra conquistasse il seggio in Consiglio Provinciale con il contributo determinante e decisivo dei cittadini di Caulonia. Perché è successo? Perché la sinistra nel suo complesso a Caulonia non è davvero credibile: viene percepita dalla gente come il vecchio, la conservazione, la malapolitica e bisogna riconoscere che la percezione è fondata. Ciò non significa che i valori più autentici della sinistra siano morti nel nostro paese. No. Solo che essi sono stati emarginati e ristretti in piccole nicchie. Sotto la cenere, però, cova uno spirito ribelle del popolo cauloniese che ha dato prova in passato di sapere fare grandi cose. E le rifarà. La sinistra si rifonderà in una prospettiva moderna recuperando i valori della giustizia sociale, della solidarietà, della democrazia e della libertà e della lealtà che le sono connaturali. Però si deve solo ricominciare con uomini nuovi. Il vecchio ha fatto la sua parte e deve tirarsi indietro.

Restiamo senza parole per la grave perdita e il nuovo acquisto

Viaggio nell’abisso del porto di Gioia Tauro Nicola Carnovale /Marco Caruso * Cosi è .Mentre Gioia Tauro, il più grande porto italiano continua il suo viaggio dantesco nell'inferno sospeso nel limbo, altrove si continua ad investire ed a progettare.* La portualità ligure, con capofila Genova continua ad incassare consensi dalle grandi compagnie di navigazione e continui impegni dal Governo e dai gestori dei servizi di trasporto, su tutti RFI. La medesima situazione è riscontrabile ad Est precisamente a Trieste e Monfalcone. A Gioia Tauro, per inverso, RFI parla, promette, progetta ma sostanzialmente non fa nulla. E' sempre più pertinente, quindi, interrogarsi ed interrogare sul ruolo che intende dare il Governo italiano ad una delle infrastrutture portuali più importanti del Mediterraneo e la più importante del Paese. Sorge pertanto spontanea la domanda sul perché e per quali motivi si è arenata l'idea di un polo del gas o di una piattaforma del freddo? Sono questi gli orizzonti su cui, a nostro modesto avviso, dovrebbero muoversi la Regione Calabria e le parti sociali. Le grandi Compagnie utilizzano sempre più per le attività di transhipment i porti della sponda sud del Mediterraneo nonostante la diffusa instabilità politica e la scarsa sicurezza che ne deriva e si spostano al Nord per le attività di logistica dove le piattaforme di trasporto integrato ed i piani di sviluppo sono frutto di programmi solidi e di realtà dinamiche e non di sogni o parole, e le decisioni di Maersk rappresentano l'emblema di questo fenomeno. Eppure, Gioia Tauro, se adeguatamente sviluppata nel suo retroporto potrebbe per le sue peculiarità assurgere pienamente ad entrambe le funzioni con risparmi temporali ed economici che non avrebbero competitors nei mercati mediterranei. * Rispettivamente, membro della Segreteria nazionale dei “Socialisti Uniti - P.S.I.” e coordinatore della Segreteria della “Nuova Generazione Socialista”

CONTROMANO

di FILIPPO TODARO

E se non fosse vero? Vi chiedo subito scusa se oggi approfitterò un po’ più del solito della vostra pazienza e della vostra bontà nel seguirmi. Ma una serie di domande che, a mio giudizio, richiederebbero risposte e, per lo almeno, meriterebbero serie e sincere riflessioni mi frullano per la testa ed intendo girare anche a voi La prima. E se non fosse vero il banale e scontato, quasi ovvio, commento che i più hanno fatto a proposito delle recenti elezioni amministrative nei nostri Comuni e nella nostra Provincia? Se, ad esempio, non avesse alcun fondamento di verità l’assunto che qui si sia votato in controtendenza? In barba, cioè, al nuovo, al meglio e al più democratico che pare avanzino in altre realtà, a Nord e a Sud, e, piuttosto, succubi del luogo comune di un’atavica ed infamante caratteristica di asservimento politico e di cronica assuefazione all’esistente? Per l’appunto, in una sorta di scellerata controtendenza? Se tutto ciò non fosse vero, o fosse soltanto discutibile, e richiedesse invece una migliore e più approfondita riflessione alla luce dei segnali importanti che sono venuti? E non una liquidazione sommaria e senza appello? Se ci sforzassimo a non cedere alla seduzione di relegare il tutto alla banale considerazione che, mentre il resto d’Italia tende a congedare la destra e il berlusconismo, qui da noi si rimane inspiegabilmente legati ad una politica che dimostra quotidianamente di non fare gli interessi del Sud e neanche di conoscerli? Che lettura potremmo dare al recente voto amministrativo? Credo che a nessuno sfugga ormai che Destra e Sinistra, come erano intese qualche decennio fa, con le caratterizzazioni e le peculiarità nette di ciascuna delle due, non esistano più. E sebbene le idee e le filosofie politiche della Destra e della Sinistra, ovviamente, continuino ad avere proprie specificità non è detto che, come per il passato, risiedano in limiti e confini ben definiti. Esistono, direi, dappertutto in una sorta di osmosi inarrestabile. La prova è che i programmi e i progetti elettorali, soprattutto amministrativi, dei diversi schieramenti si assomigliano e non hanno grosse differenze. Di volta in volta vincono le elezioni i candidati e le liste che, a naso, o per precedenti attività degli uni o delle altre, riscuotono maggiore fiducia, o, se volete, minore sfiducia, senza grosse caratterizzazioni politiche, al contrario di quanto succedeva qualche decennio fa, allorché si votava a destra, a sinistra, o al centro per una sorta di fedeltà fideista, come se fosse sacrilego tradire la propria ideologia. Credo che il recente voto alla Provincia di Reggio Calabria, a Reggio Calabria stessa, a Locri, a Siderno, a Casignana, e via dicendo, ma anche, badate bene, a Milano e a Napoli, non sia completamente il frutto della voglia di una rivoluzione politica, anche se certi atteggiamenti del Presidente del Consiglio e dei rappresentanti del Governo hanno sicuramente avuto il loro peso, ma scaturisca piuttosto dal desiderio diffuso e sempre più impellente di meglio e di più efficiente. Ovunque. In quest’ottica va anche considerato il successo del Polo Civico alle provinciali: l’unica espressione politica che abbia messo sul tappeto antiche novità e rispolverato con forza e serietà la questione meridionale. Non in controtendenza quindi il voto in provincia ma, piuttosto, attento e consequenziale. Ognuno tragga i propri auspici e non si nasconda dietro scuse e banalità.

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Calcio, è ancora scandalo Uno scandalo tira l'altro. Al centro dell'indagine un medico che prescriveva e procacciava sostanze illecite pare anche per i giocatori del Rimini impegnati nei playout contro l'Ancona di due anni fa. Arrestati anche tre dirigenti ed informatori scientifici di una nota azienda farmaceutica lombarda, che assicuravano la fornitura dei farmaci dopanti ad un prezzo scontato

Sport

Fuori,

a testa alta

La Reggina viene eliminata all’89 grazie al tiro della vita di Rigoni. Novara in finale. Stagione da 8 La Reggina, per soli 15 minuti, è tornata a respirare l’aria più salubre che si possa pensare. Quella di San Siro e dell’Olimpico, quella del Granillo pieno quasi a scoppiare, in poche parole, quella della Serie A. A Novara serviva un colpaccio, la gara perfetta, e, a ragion veduta, non si può rimproverare niente alla squadra che abbiamo visto in campo in quel di Novara, trascinata dal suo uomo simbolo, Emiliano Bonazzoli, l’ariete bresciano che con una doppietta aveva quasi messo al tappeto e vanificato gli sforzi della società piemontese. Poi, all’ ‘89, succede quello che non ti aspetti. Rigoni, mister nessuno agli occhi di tantissimi calciofili, inventa il tiro della vita, una traiettoria che

L’angolo

Ritorto

termina sotto la traversa, e poi in fondo al sacco, spinta in rete quasi da un Padre Eterno con la sciarpa del Novara. Le speranze, l’attesa, l’urlo liberatorio, svanisce tutto, e il responso è terribile; 2-2 e fine dei giochi. Piemontesi in finale, Reggina a casa, tra le lacrime e la delusione. Tra lo sconforto di chi aveva creduto a un sogno che non si è mai materializzato. I bilanci, anche se positivi, servono a poco. A inizio stagione in pochi hanno creduto alla Serie A. A fine stagione, la speranza è aumentata, anche se con le dovute proporzioni. Ma uscire così fa male. Atzori, questo è da dire, ha rivoluzionato il calcio a Reggio Calabria. Non per il gioco, che non ha mai stupito, ma per la voglia di fare, per le aspirazione

e la passione che ha trasmesso ai ragazzi. La Reggina, chiaramente, è una squadra che come organico non meritava la A, e il risultato ottenuto, è totalmente merito del tecnico e dei suoi uomini. Di un sogno che loro per primi hanno coltivato, anche quando la dirigenza ha mandato segnali negativi, prima preparando tutti al peggio, “mancano i soldi”, poi mettendo in pratica l’assunto, vendendo Missiroli e Acerbi, e raccattando in giro per le serie minori il meglio della mediocrità. Ma la squadra non si è scoraggiata, al contrario di qualche tifoso, ha giocato, sudato, ha subito una crisi e l’ha superata. Fino all’ ‘89 minuto di Novara. Ora c’è da programmare, sperando che la dirigenza, capisca e coltivi quello che ha, con la consape-

volezza di crederci, lei per prima. La Reggina vuole tornare quella della A, e il suo presidente? Atzori non ci sarà, ieri ha mercoledì ha salutato, garbatamente. Ha riparato ciò che Novellino in qualche mese aveva distrutto. Bisognava puntare su di lui, sulla sua fucina di giovani. Sul suo talento e la sua passione. C’era il modo di restituire i sogni che i reggini hanno perso. La sua passione poteva essere il traino capace di riempire il Granillo. Non si è investito sul cuore amaranto, quello che Atzori ha dimostrato, anche senza essere una bandiera. Giuseppe Ritorto

Giovanili

sportlariviera@gmail.com

Promossi e bocciati Promossi e bocciati della stagione, è arrivato il momento di tirare le somme. Ovviamente promesso a pieni voti il Milan, lode per Allegri, capace di vincere lo scudetto alla prima vera prova della sua carriera. Stagione da incorniciare anche quella dei nuovi acquisti, da Ibra a Robinho, per non parlare della rivelazione Boateng. Berlusca ha puntato a vincere lo scudetto, e ce l’ha fatta. La dimostrazione pratica che negli ultimi anni il presidentissimo globale aveva accantonato il Milan a interesse secondario, per poi rispolverarlo dal cassetto questa stagione. Promossa anche l’Inter, perchè, a onor del vero, una bocciatura sarebbe stata ingiusta e ingloriosa. L’avvento di Benitez è stato imbarazzante; il tecnico spagnolo ha lavorato avendo tutti contro, dai giocatori, a cui non è mai stato troppo simpatico a Moratti; l’esonero una liberazione per tutti, compreso Leonardo che ha avuto la possibilità, per il secondo anno consecutivo, di sedersi sulla panchina di una grande, nonostante la sua mediocrità. Promosso anche il Napoli. Anche senza Maradona, i partenopei sono andati vicino allo scudetto. E San Gennaro non centra. Lavezzi più Cavani, più Hamsik è la ricetta vincente. Mazzarri, nonostante la spocchia, la ciliegina sulla torta. Discorso a parte per la banda Juventus. I bianconeri devono rassegnarsi, l’avvocato è morto e Moggi nel dimenticatoio. Anni di successi difficili da rivivere, specie se al timone resterà Andrea, stesso cognome ma diverso carisma del compianto nonno. I cento milioni investiti quest’anno lo testimoniano. Non basterà ricaricare il conto in banca dei bianconeri per garantirsi trofei. Super bocciata della stagione, la Samp e il saccente Garrone. La serie B gli ha dimostrato che non poteva cedere Pazzini e Cassano, e pensare di non alterare degli equilibri che lo hanno portato, inesorabilmente nell’inferno della cadetteria. Una tortura per tutta Genova.

La Reggina vola al Bernabeu Gli amaranto trionfano nell'edizione 2011 della Danone Nations Cup. Si è chiusa domenica 5 giugno, allo Stadio XXV Aprile di Moletolo (PR), la finale nazionale della dodicesima edizione della DNC, torneo internazionale di calcio a 9, riservato a ragazzi compresi tra gli 11 e i 12 anni d'età, organizzato in Italia con la collaborazione del CSI - Centro Sportivo Italiano. La Reggina ha battuto in finale con il punteggio di 1-0 la Cremonese, che si è aggiudicata il premio fair play. Alle otto tappe regionali, disputate in due fine settimana densi di sport e sportività, che hanno coinvolto le province di Andria, Bergamo e Cremona (il 14 e 15 maggio), Genova, Roma, Cava de' Tirreni, Reggio Calabria e Parma (il 21 e 22 maggio), hanno partecipato quasi tremila ragazzi, provenienti da tutta Italia. Il 9 ottobre i ragazzi della Reggina Calcio voleranno a Madrid, nel mitico Santiago Barnabeu per contendersi, insieme a coetanei provenienti da altri 39 Paesi di tutti e cinque i continenti, l'ambito trofeo mondiale. VENERDÌ 10 GIUGNO 2011

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A proposito di... stile Sport

Finalmente

Siderno

Neanche il San Lucido ha potuto niente. Davanti a questo Siderno, anche l'ultimo avamposto di resistenza è crollato sotto i colpi di De Leo e Catalano, un uno-due che non ha lasciato scampo o possibilità di reazione ai rossoblu cosentini. Siderno ha gioito, domenica scorsa, in un D'Ippolito parato a festa per il ritorno della squadra della sua città in Eccellenza. Tutta Siderno ha vinto. Ha avuto ragione, dopo 12 mesi di battaglie dal primo comunicato stampa della nuova società, ha avuto ragione in una guerra lunga 35 partite. Fino a quel San Lucido, a fine gara, ferito e in lacrime come un pugile a bordo ring, che non alza la testa per non ammettere la superiorità dell'avversario. Ha vinto la lungimiranza di un progetto chiamato “Azionariato Popolare”, ha vinto nel momento in cui qualcuno ha avuto il coraggio di scommettere su questa formula sempre paventata, ma mai messa in pratica, resa effettiva. Ha vinto grazie ai gol e al sudore. Ha vinto grazie alla passione, di tutto lo staff, dei calciatori, ma soprattutto grazie alla carica che traspare dagli occhi di mister Fiorenza. Bravo più nelle motivazioni che nel modulo. (servizio fotografico Aldo Rossi)

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Riitano - Guardavalle, è divorzio Manca l'ufficialità da parte della società, ma da indiscrezioni sembrerebbe che le strade tra l'FC Guardavalle e mister Enzo Riitano si siano divise. Una decisione che sarebbe maturata dopo una delle prime riunioni programmatiche della società giallorossa in vista della prossima stagione. I catanzaresi avrebbero già puntato gli occhi su Ciccio Galati

RICONOSCIMENTI LA REPLICA

Il campo di Siderno non è un campo di patate Con enorme dispiacere e disappunto ho letto sulla Riviera del 05.06.2011 Pag. 29 Che il terreno di giuoco del campo sportivo di Siderno è un “campo di patate”. Voglio subito ricordare che lo stadio comunale di Siderno ha ospitato gare di livello internazionale e attualmente è uno dei pochi campi in Calabria, che può ospitare campionati di Serie A e B. Chi dipinge il campo di Siderno come un “campo di patate” è evidente che non conosce la storia dello stadio comunale né le regole, che disciplinano l'utilizzazione e la manutenzione di un campo erboso per la pratica del calcio, altrimenti non darebbe dei giudizi sommari. Il mio disappunto è aumentato quando, scorrendo la lettura di tutto l'articolo, giunto alla fine, ho constatato che lo stesso non è firmato. Faccio presente all'anonimo “scrittore” che a Siderno esistono quattro società di calcio e tutte giocano allo stadio e, quando non giocano, si allenano; inoltre, si giocano i campionati studenteschi e qualche partita di spareggio e varie altre competizioni, come i giochi della gioventù ed il tiro con l'arco. Come vede, Egr. Anonimo, allo stadio Comunale non esiste giorno in cui il terreno di giuoco non sia impegnato, anche durate le giornate piovose, e talvolta vengono disputate più partite nello stesso giorno. L'egregio anonimo forse ignora che negli stadi con l'erba il campo viene utilizzato soltanto per le gare ufficiali (vedi campo della “capitale economica della Calabria”) e per qualche allenamento della prima squadra, proprio al fine di mantenere bene il manto erboso. Tutti gli allenamenti e tutte le gare ufficiali delle squadre minori sono svolte in altre strutture. Se l'anonimo non vuole vedere un campo di “patate” si prodighi affinché a Siderno si ristabiliscano le condizioni che permettano una buona conservazione del manto, così com'era un tempo! L'anonimo “scrittore” abbia la compiacenza di non mortificare il lavoro altrui! Il Custode dello Stadio Comunale di Siderno Vincenzo Pasqualino

A GIANLUCA PANGALLO IL PREMIO MARRA SCOGLIO E' Gianluca Pangallo il vincitore della 13.ma edizione del trofeo “Marra-Scoglio”. L'ambito riconoscimento, assegnato ogni anno dall'allenatore professionista Pino Scopelliti ad un giovane talento del calcio calabrese, è stato vinto dal centrocampista del Bocale, classe 1992, che, secondo lo stesso Scopelliti “ha già una carriera importante per la sua giovanissima età e non potrà che migliorare nelle prossime stagioni”. Pangallo ha mosso i primi passi da calciatore nel centro Reggio Junior, passando successivamente nel S.Elia Condera per poi affermarsi definitivamente nel Bocale, disputando anche le finali nazionali juniores. Da due anni è titolare fisso della squadra che nella stagione appena conclusa ha disputato il campionato di Eccellenza.

Nonostante l'annata sfortunata sia della squadra, alla fine retrocessa in Promozione, che del calciatore per via dell'infortunio che lo ha condizionato notevolmente, specie nell'ultimo periodo, Pangallo è stato ugualmente protagonista nell'arco di tutto il campionato, mostrando di avere del talento. Il trofeo “Marra-Scoglio” ricorda due personaggi caratterialmente diversi ma accomunati dalla passione per il calcio e un amico comune che è stato sempre al loro fianco. I personaggi sono il “professore” Franco

Scoglio e il “conte” Paolo Marra. Uomini e grandi professionisti nello stesso tempo e che sullo Stretto hanno lasciato il segno. Nel ricordo dell'allenatore che ha raggiunto i massimi livelli nel calcio e del giornalista “cantore” della Reggina di decenni addietro, Pino Scopelliti, il loro amico comune, tecnico professionista, dedica ogni anno, alla fine della stagione, un trofeo ideato per premiare i giovani calciatori maggiormente protagonisti nei campionati dilettantistici calabresi.

NUOTO, PRIMO MEETING CITTA’ DI SIDERNO Grande riconoscimento per lo sport sidernese. Infatti, la società Palestra Crupi SSD ha indetto per giorno 19 Giugno, presso la piscina comunale di Siderno il “1° Meeting Città di Siderno” valevole come campionato regionale Master – Estivo 2011. Va rimarcata l'importanza dell'evento, visto che mai gare del campionato master si sono organizzate fuori da città capoloughi di provincia. Questo testimonia la bontà del lavoro che stanno svolgendo Alberto Crupi e tutto il suo staff. Ricordiamo che la società Siderno

Nuoto è venuta alla luce solo l'anno scroso, e nel corso di queste due stagioni ha costruito importanti risultati, sia a livello individuale che a livello di crescita societaria. Indubbiamente la grande pianificazione del lavoro, l'aver coinvolto persone che si stanno impegnando al massimo per il progetto comune ha fatto crescere così repentinamente questa società che promette un'ulteriore crescita, anche grazie a eventi come questo. PR

Locri, un’estate a tutto tennis

VOLLEY

Depaim Siderno, missione compiuta La squadra di pallavolo Depaim Siderno ottiene uno strardinario risultato la salvezza in serie D femminile. La pallavolo Siderno è riuscita a conquistare 23 punti nel girone retrocessioni, girone composto da 7 squadre delle quali 4 sono retrocesse in prima divisione provinciali, e solo tre hanno centrato l’obiettivo salvezza. Di conseguenza la permanenza nel campionato regionale è stata necessaria una cavalcata finale che ha portato le ragazze sidernesi a conquistare 10 risultati utili consecutivi. La squadra guidata dall'allenatore Giuseppe Greco ha tutta via avuto parecchi problemi quest'anno in quanto 4 atlete si sono rese indisponibili a causa di infortuni o per problemi familiari primo tra tutti l'infortunio della palleggiatrice Tosi. Perciò al via dei play out la situazione sembrava compromessa anche perché la palleggiatrice Paola Baggetta fino a quel momento della stagione non aveva dimostrato di poter reggere una gara intera e quindi i dubbi sulla tenuta atletica erano fondati. Tutta via c'erano segnale positivi che venivano dalla buona vena agonistica della capitana Cavaleri Barbara, della prima ricettrice Lizzi Giovanna, delle centrali Daria Pasqualino, Calautti Marta, Duilia Belvedere, e dalle opposte Lucà Francesca ed Erica Carlino e del libero Vitale Valentina. Ma vanno menzionate le atlete che si sono aggiunte in corsa che provenendo da campionati di categoria superiori hanno saputo guidare il resto del gruppo a questo risultato che profuma di impresa sportiva e cioè Agostino Azzurra, Katia Femia, e Mari Vanessa.

Si rinnova l'appuntamento con i corsi di tennis, per il circolo Tennis Club Garden di Locri. E' proprio lo storico Presidente del circolo, Muscolo, a annunciarci raggiante l'ennesima iniziativa del club tennistico locrese. Presidente, allora il Tennis Vlub è pronto per i corsi estivi? Si, siamo pronti a partire. Dal 20 di questo mese partiranno i nostri corsi, sia per gli adulti che per i bambini, che voglio avvicinarsi al mondo del tennis, o che vogliano consolidare la propria passione per questo sport. Abbiamo puntato sulla qualità affidando le lezioni a Daniela Oppedisano, bravissima maestra federale e di consolidata esperienza. Daniela nel svolgere il suo compito non sarà sola. Sarà infatti coadiuvata da un preparatore atletico, Fausto Certomà, che ci offrirà il proprio supporto per dare un'impronta ancora più professionale al lavoro che ogni anno, con i nostri corsi, svolgiamo. A chi sono rivolti i vostri corsi? Ai bambini dai 6 anni in su, fino agli adulti. Tutti avranno la possibilità di apprendere i primi rudimenti della racchetta. O, per chi conosce già questo sport, affinare la propria tecnica. Un estate, questa 2011, che si apre quindi all'insegna, ancora una volta dello sport, del tennis, a Locri, patria di uno dei più importanti tornei internazionali di tutto il meridione. Un’altra estate che inizia, a Locri, con la racchetta in mano. G.R.

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Biblioteca meridionalista STORIA MERIDIONALISTA DELLA LETTERATURA CALABRESE

Vincenzo Padula e l’insurrezione dei primitivi Il

reietto collettivo era rimasto fuori dalla produzione letteraria del Padula, incisa fino al Monastero di Sambucina e al Valentino da influenze letterarie, in primo luogo Byron. Ma l’infernale poeta inglese non ha animo davvero di entrare nell’inferno calabrese. Vincenzo Padula, che in quell’inferno è cresciuto, si addentra senza tentazione di carambole letterarie. E lo descrive sulle pagine de Il Bruzio dove in appendice pubblica una inchiesta, Stato delle persone in Calabria. Così il programma: Le indagini, delle quali ci occuperemo, sono della massima importanza, se non per i nostri lettori calabresi, per quelli almeno dell’alta Italia, i quali ignorano le nostre condizioni. Lo stato delle persone in Calabria è composto da tre ceti, il basso, il medio, e quello dei galantuomini. Formano il basso gli agricoltori possidenti, i fittaioli, i coloni, i braccianti, i pastori, i guardiani, i garzoni ed i servitori; e noi studieremo l’indole, i bisogni di queste classi per migliorare lo stato morale della patria nostra (Il Bruzio, 18 giugno 1864). Il meglio di queste cronache di povera gente è stato raccolto, con spirito di critico militante, da Carlo Muscetta nel volume Persone in Calabria per i tipi di Milano Sera nel 1950. Galantuomini, contadini, briganti Soffermiamoci sul termine “persone”, che, come si capisce, il noto e animoso studioso di Letteratura italiana preleva di peso dall’inchiesta paduliana. Vi accorgerete che la questione non è puramente filologica. È questione che investe l’intero svolgimento della letteratura italiana, che, scendendo verso il Sud, aveva innaffiato le sue pagine di macchiette senza anima, ma aveva ignorato le persone, oltre che il personaggio, nodo cruciale, questo, di ogni realismo che si rispetti. Vincenzo Padula chiude la pigra e insultante pagina delle macchiette. Apre quella delle persone, che hanno una loro segreta umanità, un loro cantiere spirituale. Senza, però, riuscire ad essere personaggi. Intorno all’abate di Acri nel 1864 non ci sono personaggi né nella letteratura né nella realtà. C’è uno sfasciume umano. Da questo viaggio dentro il sottosviluppo calabrese si accende il ro-manzo-saggio dello sfasciume umano, colto nelle sue componenti umane, sociali, antropologiche. Vincenzo Padula vede e ritrae il reale paese del Sud, che dopo, molto dopo, gusterà il forcipe deviante di Carlo Levi e di Corrado Alvaro. Sfasciume è il massaro, che accumula ricchezza, risparmiando su tutto e su tutti, e anticipa la fosca avidità del Mazzarò verghiano. Sfasciume è il bracciante, che chiude la sua vita tra il puzzo dell’orinale e la fatica irredenta dei campi. Sfasciume è il concaro, che spegne la sua giovinezza tra i furti e le legnate del padrone. Sfasciume è il pastore, crocefisso nella sventura, nell’ignoranza, nella miseria. Sfasciume sono le donne, che raccolgono ulive o impastano liquirizia, e non hanno più memoria della loro giovinezza. Vincenzo Padula è, però, al di fuori dello sfasciume umano, che ha interiorizzato la propria inferiorità umana e sociale. Non loì riguarda con animo disarmato e non lo consola con la speranza di un mondo celeste migliore. Né fa solo opera di denuncia, di rivelazione, di vero statico, che abbia come suo effetto il vero estetico. Fu questa l’operazione del Verga, che non scava nel profondo delle visceri ammalate della storia, e non trova i significati della tradizionale cultura contadina: disgrazia e destino, che il Verga preleva per fare rintronare di rassegnazione la vita di pescatori, pastori e zolfatari. Non c’è destino e non ci fu mai disgrazia nell’orizzonte dell’abate Padula, che riduce tutto a processo storico talché l’umana compassione non si esaurisce nell’amore del suo prossimo e in cantilena del cuore offeso. È discorso d’idee che indi-

Asinistra Vincenzo Padula Adestra Giovanni Verga

vidua la ragione della miseria nella classe dei galantuomini, culturalmente non meno miserabili di pastori, braccianti, concari, e tutti gattopardi, amici del nuovo stato unitario: ma solo per volgerlo e piegarlo alla loro volontà. Il galantuomo nel suo rapporto con pastori e contadini sarà lumeggiato poi dal Verga, ma nelle pagine verghiane vive nella dimensione lunare di una Sicilia separata dalle istituzioni. Lo Stato si avverte, ma non si vede nelle Novelle verghiane. Lo Stato sono i proprietari terrieri. L’abate Padula anticipa e va oltre. Toglie dai campi il galantuomo e lo immerge in una trama di relazioni politiche con il pezzo più importante dello Stato unitario: i prefetti. Strisciano e trafficano i galantuomini nelle prefetture per proteggere i briganti di cui sono manutengoli. Si avvalgono della forza e del fascino del denaro per fare ottenere passaporti, permessi di armi, licenze di sale e tabacchi. Potere politico e potere economico si mescolano insieme, tenuti dalla stessa corda di fango, per rendere impotente ed inefficace lo Stato liberale. In questo senso il Muscetta può scrivere che nello Stato delle persone in Calabria prende corpo il «primo tentativo di rappresentare in una luce di crudo verismo il “galantuomo meridionale” ( C. Muscetta, Introduzione a V. Padula, Persone in Calabria, cit., p. 203). Un più crudo verismo avvampa i forzati della terra, descritti davvero, per la prima volta, concretamente, senza genericità e senza vaporosità. Non sono sempre narrati dal Padula, in non pochi casi si narrano attraverso l’irruzione nel discorso diretto di canti popolari, proverbi, massime, che fanno del Padula uno dei primi folkloristi di Calabria. Soccorrono pure le massime e i proverbi, oltre che i canti d’amore e di sofferenza, ovvero tutta la lingua del popolo, anzi della plebe, altrimenti muta. Questa lingua esplode verso la realtà, ma non contro la realtà. Semmai, è la realtà,

che esplode verso la plebe e contro la plebe, verso i primitivi, schiacciati dal mare dell’oggettività, naufraghi sulle dure glebe della terra senza speranza di cielo. I primitivi nel campo dell’arte: Padula o Verga? La letteratura italiana aveva fatto posto agli umili con il Manzoni, e questo ingresso fu salutato dal De Sanctis come l’avvento della democrazia cristiana (F. De Sanctis, Manzoni – a cura di C. Muscetta e D. Puccini, Einaudi,Torino 1955, p. 273). Nedda di Giovanni Verga appare nel 1874. E con Nedda Luigi Russo intende che i primitivi entrano nel campo dell’arte (L. Russo, “Vita dei campi” e l’insurrezione lirica dei primitivi, Eri, Torino 1963, pp. 85-90). L’affermazione è decisamente arbitraria, non rigorosa. I primitivi nel campo dell’arte fanno il loro ingresso almeno 10 anni prima, nel 1864, quando Vincenzo Padula comincia a pubblicare su Il Bruzio, come ho da poco detto, l’inchiesta sullo Stato delle persone in Calabria. Certamente i ritratti, che egli traccia sul giornale, di braccianti e pastori, di raccoglitrici di ulive e impastatrici, non sono racconti, così come richiesto dal genere letterario. Sono racconti senza confini nella narrativa. Ece ne sono di racconti senza confini nella narrativa italiana, come è il caso esemplare di Corrado Alvaro. Espellerli dalla letteratura oggi è operazione, oltre che assurda, impossibile. Ma è stato lo stesso Carlo Muscetta a riconoscere che alcune cronache de Il Bruzio sono dei veri e propri racconti. E, tuttavia, il Muscetta non osa andare oltre. Cioè, verso il riconoscimento che i primitivi entrano nel campo dell’arte per la prima volta con Vincenzo Padula, non già con Giovanni Verga. Né con questo si vuol dire che il Padula sia stato maggiore artista del Verga. Ma è indubbio – ripeto e mai, come in questa occasione, repetita iuvant – che è il Padula a

É il Padula a promuovere in letteratura un nuovo ceto sociale, provocando la stessa rivoluzione della quale Francesco De Sanctis diede atto ad Alessandro Manzoni per I Promessi sposi

promuovere in letteratura, dentro la letteratura italiana, un nuovo ceto sociale, provocando la stessa rivoluzione della quale il De Sanctis dà atto al Manzoni per I promessi sposi. Lo sfasciume pendulo sul governo liberale Sulle pagine del Bruzio, quanto alle indagini sullo stato delle persone in Calabria, corrono insieme il romanzo dello sfasciume umano, il saggio storico-politico, e, infine, la proposta per uscire dall’inferno calabrese. Una proposta complessiva, che era quella della riforma del diritto di successione, della quotizzazione delle terre demaniali, della frantumazione del latifondo, della creazione d’industrie, legate ai prodotti dell’agricoltura, della fondazione di scuole politecniche, della organizzazione del credito dei coltivatori. Insomma, una proposta di riaggiustamento totale del sistema anche attraverso la riforma del clero corrotto e ingombrante. La partita tra moderati del Nord e reazionari del Sud si chiudeva, dopo l’Unità d’Italia e la guerra trionfante contro il brigantaggio, con un patto scellerato di degradazione del Mezzogiorno e della Calabria. Negli anni del Bruzio il Padula continuò a coltivare la fede nel mito del buongoverno: rafforzare l’unità, appena costituita, dell’Italia significava cambiare la Calabria. Su questa illusione il moderato e riformista Padula, che aveva scritto parole indelebili su disagio sociale e brigantaggio contadino, si muta in “poliziotto intellettuale”. Il poliziotto intellettuale Il brigantaggio politico, alimentato dai Borboni spossessati e dallo Stato pontificio, costituisce per il Padula una potente forza di indebolimento dell’Italia postunitaria. Va, dunque, combattuto strenuamente ed estirpato con la cura del ferro e del fuoco. Nessuna delle ragioni sociali, economiche e politiche, che il Padula aveva sparso a grappoli nelle requisitorie dell’Antonello e nello Stato delle persone in Calabria, sopravvive nelle Cronache del brigantaggio, puntualmente presenti sul Bruzio. Cala una triste e dolorosa cateratta sull’occhio, già illuminista e democratico dell’Abate di Acri. Il brigantaggio gli appare come fenomeno di pura delinquenza politica e, per sconfiggerlo, non è sufficiente la Legge Pica, che già al momento della sua promulgazione aveva sollevato protesta e rivolta intellettuale. Persino gli uomini forti dell’Italia risorgimentale, come Nino Bixio, volgevano disgustati la testa altrove. Il Padula ha ora animo ben educato a sopportare il bagno di sangue dei contadini calabresi contrabbandati come briganti e, come tali, arrestati, giudicati con processo sommario, spediti in carcere raramente, più spesso al camposanto. Chiede repressione, repressione sempre più alta. Invoca il ritorno in Calabria del generale Pietro Fumel, le cui gesta erano state talmente dirompenti anche rispetto alla Legge Pica da indurre il governo a richiamarlo indietro. Propone come modello il feroce generale Manhes, che aveva fatto gridare di orrore tutta l’Europa. Intona il peana al generale Emilio Pallavicini, che aveva a tal punto inasprito con le sue Istruzioni e norme contro il brigantaggio le disposizioni della Legge Pica da “suscitare l’allarme del Procuratore generale presso la Corte d’Appello delle Calabrie, Camillo Longo”13. E non risparmia lodi al prefetto di Cosenza Enrico Guicciardi proprio perché, pur lui non soddisfatto della Legge Pica, chiedeva al Governo leggi più eccezionali. Mancava davvero di una coerente visione della questione calabrese l’abate Vincenzo Padula. L’altoparlante di Antonello e dei contadini poveri, che si davano alla campagna, diviene altoparlante della repressione feroce, non avendo saputo cogliere nel brigantaggio politico quelle stesse identiche radici del malessere delle cose che spiegava il brigantaggio sociale. Scontò molto più tardi questo suo strabismo.

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Parlano

di

poesia

CANTAMI O DIVA

Bongiornu a bui Tagliani com'eni la jhornata dormistivu trhanquilli o cu l'aria ntossicata? Se fannu li centrhali chi jhettanu fumenti li scori radiattivi li rigalanu pe nenti. Se l'acqua privatizzanu me caru cittadinu cumbeni mu utilizzamu

(Ma in dialetto)

DIFENDIMUNDI Francesco Ritorto

Cultura e società

ettolitrhi di vinu. Quandu a lu bagnu jhiti l'acqua nommu l'usati ca custa trhoppu sordi chidu chi evacuati. Quandu la doccia fati se attenti vui no stati aviti a fari nu prestitu pe la cifra chi pagati. La giustizia eni pe tutti siti belli o siti brutti

dipendenti o deputati peccaturi o gran Prelati. E com'è ca a stu mumentu lu legittimu mpedimentu eni fattu a i guvernanti farabutti e cummedianti? Percio' chidu chi vi scrivu pe lu prossimu futuru 4 sì a lu referendum o ndi rruppinu lu culu?

FATTI E PERSONAGGI di Raffaele Zurzolo

Il vero quotidiano del paese che fu

Q

CARMINE CHIODO uesti felici racconti , Fatti e personaggi (Laruffa editore, Reggio Calabria, 2010), di Raffaele Zurzolo presentano varie vicende e storie che attengono a diversi personaggi che hanno un loro carattere e destino. Talune di queste storie sono tristi ,tragiche,altre comiche,esilaranti,divertenti. Si incontrano tipi estrosi , originali,come Mastro Ernesto di Una trovata eccezionale. Ecco come subito viene presentato:” Certo che era un bel tipo, mastro Ernesto: estroso e originale.Un tipo che ispirava simpatia a tutti, e invitava tutti, soprattutto i più scaltri ,a divertirsi con lui: a impanarsi il pane,come si suol dire.Cioè a ridere alle sue spalle, per le sue stranezze e le sue sparate”. Un tipo che si credeva colto, un letterato, conoscendo qualche verso della Divina Commedia e qualche data di battaglie o qualche nome di generale,e tutti lo ritenevano un uomo colto appunto,per prenderlo in giro,per canzonarlo. L’uomo viene visto nella sua totalità ed è raccontato, talvolta con ironia , talaltra con partecipazione sentimentale, dallo scrittore che sa penetrare nei personaggi e nella loro psicologia, resa sempre con un linguaggio vivo e suggestivo, parlato, ricco di dialoghi, briosi alcuni, e che nel complesso rendono bene le situazioni rappresentate. Tante storie, tanti personaggi, che balzano dalle vicende del dopoguerra e degli anni Cinquanta. Vicende vere, ma trasfigurate da Raffaele Zurzolo, che si avvale di una lingua viva con qualche coloritura o inclinazione dialettale. Si tratta di avvenimenti e di personaggi che appartengono ormai a un’età remota, ma fatti rivivere molto bene dallo scrittore che talvolta si inserisce anch’egli nella narrazione con un

commento penetrante , ironico o comico dei fatti oppure con la delineazione dei tratti fisici o interiori dei vari e molti personaggi del suo testo narrativo.Uomini o donne che hanno varie traversie esistenziali,e alcuni muoiono per dispiacere o per le amarezze che la vita spesso dà. Comunque letto un racconto ,subito viene il desiderio di leggerne e gustarne un altro, per conoscere nuovi tipi e situazioni e anche per ammirare la perizia, la finezza della scrittura di Raffaele Zurzolo che racconta come se avesse davanti una platea di ascoltatori , i quali vengono a conoscere tante storie e molteplici vicende. Sono veramente da ammirare questi racconti non solo per il contenuto ma anche per la forma, per il modo in cui sono scritti, o ancora per la stessa descrizione dei personaggi che formano una vera e propria galleria di tipi.Eccone uno: il brigadiere Ragusa:” Ma che simpaticone, il brigadiere Ragusa. Simpatico nel vero senso della parola.allegro, gioviale, disponibile con tutti, che dava confidenza a tutti , e con tutti era in amicizia”. Oppure lo studente Umbertino che aveva un gran passione per i funerali, specie per quelli in cui si udivano tantissimi pianti (questo rac-

DIBATTITO

Opinioni sul costume dei Calabresi In quali termini parlare di tradizione civile in Calabria? Esiste tuttora o è sparita nel corso dei secoli? Qual è, in generale, il costume dei calabresi? Sono le domande che il prof. Domenico Minuto, studioso di storia calabrese, si è posto e a cui nel volume “Tradizione. Opinioni sul costume calabrese” cerca di dare risposta. Un excursus attraverso i secoli che cerca di dare ragione delle opinioni sorte intorno al popolo calabrese, i Bruzi considerati fin dall’antichità “briganti”. Eppure è riconosciuto che proprio durante il periodo bizantino la Calabria abbia vissuto un periodo di grande elevatezza sociale. Cosa è accaduto? Come si sono evolute le opinioni intorno agli abitanti di questo estremo lembo? Ne discuteranno con l’autore oggi alle ore 16.30, al Palazzo della Provincia di RC, Angela Martino, presidente della sezione Reggio Calabria di Italia Nostra, Francesca Neri, critico letterario, e Stefano Iorfida, presidente dell’Anassilaos.

conto si intitola Una strana passione). Attorno a un tipo, a un personaggio ne ruotano altri e sono uomimi o donne che appartengono a vari ceti e svolgono diversi mestieri: c’è il nobile,il medico, il falegname, lo stagnino, il contadino, il brigadiere, il podestà come Braccillò del racconto Una trovata eccezionale. Ciò sta a significare che questi racconti nel loro insieme danno vita a una commedia umana (con punte di tragedia) caratterizzata da tante vicende e svolgimenti, talvolta inattesi o insospettati, in cui il destino gioca un suo ruolo. Cosi si vedono molto bene certi meccanismi esistenziali, oppure da certi fatti raccontati emerge chiaramente quale forza può avere in certe circostanze,e a volte, la vanità umana,come ci è dato constatare nel racconto dal titolo Imperdonabile imprudenza , che ha come personaggi un marito e una moglie molto vanitosa appunto che non vuol far sapere a nessuno la sua età. Spesso la gente del paese commenta i fatti o la condizione di un uomo o di una donna, di un paesano: penso a don Emilio Zerbo del racconto, Il Fondo: tipo buono e onesto, questo don Emilio, che muore di crepacuore per vari dispiaceri familiari: “Non ha resistito”, commentavano, “Il colpo è stato duro. Povero don Emilio.Un

galantuomo, un vero galantuomo. E’ morto di crepacuore”. Tipi simpatici (come quel don Giacomino del racconto Mistero fino all’ultimo), tipi originali come l’avvocato Attilio Scarpini di Un disegno andato a male : questo racconto termina con un significativo proverbio che compendia tutta la vicenda narrata: .” Morte invocata non giunge mai”. Zurzolo da questi racconti appare un abile regista e narratore che sa tagliare scene e presentare personaggi con una lingua naturale e immediata, che ben aderisce di volta in volta al personaggio presentato e alle situazioni in cui egli si trova. Tutto fila liscio. Il meccanismo narrativo è ben congegnato,e non conosce intoppi o squilibri.Tutto si svolge nitidamente . Poiché Zurzolo racconta sempre con garbo e maestria e i suoi racconti piacciono assai per stile e contenuto ma anche per la loro nitidezza espressiva e per come sono incastrate di volta in volta le singole scene e situazioni, dalle quali risalta tutto intero il paese , i vari ritrovi, le varie burle.Si tratta di racconti vivi, realistici, suggestivi. Si leggasno, ad esempoi, racconti quali Strana avventura, Un curioso accidente.Zurzolo narra in modo tale che il lettore possa prendere piacere di ciò che legge, e perciò è invogliato ad andare sempre più avanti nella lettura dei suoi racconti, tutti ben squadrati: dal primo ,Il fondo,all’ultimo, Niente limiti alla provvidenza. Nel loro insieme questi racconti di Zurzolo si configurano come una analisi e insieme una meditazione sulla vita e le sue molteplici vicende, mai estremizzate. Ciò che fa di lui uno scrittore penetrante e bravo che sa tenere la penna in mano, dentro il circolo della misura delle cose dove albergano fluidità stilistica, finezza di tratto espressivo, armonia narrativa .

IO ABITO, TU ABITI, EGLI HABITAT, L’UNIVERSITA’ DELLA CALABRIA ESPONE GIOVANNI LONGO Il filo di Sophia, gruppo studentesco dell’Unical e fucina di pensieri e dialogo, giunto al suo terzo anno di intensa attività, incontra l’arte di Giovanni Longo, del quale promuove la personale dal titolo Io abito tu abiti egli HABITAT, che si terrà nei giorni 20-24 giugno presso l’Università della Calabria. L’esposizione s’incentrerà sulle ultime ricerche dell’artista, recentemente presentate al Padiglione Italia/Accademia alla biennale di Venezia, che interpretano plasticamente il problema dell’habitat. In mostra oltre 15 opere tra grafiche e installazioni, in gran parte inedite; inoltre, in anteprima, l’installazione multimediale Zanzzzzzare. Il progetto espositivo verrà arricchito da cinque installazioni site-specific, adibite in diversi luoghi dell’Università al fine di creare dei microhabitat, in cui un ruolo fondamentale avranno i fruitori, chiamati a interagire attivamente con le opere.

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la Riviera

L’ATTORE

Un attore, un regista e una stilista. Tre giovani che vogliono cambiare le cose, la mentalità. Ecco come

La Locride che vuole

1) Penso che un film, un concerto, un dibattito in pubblico o un articolo sul giornale siano incisivi ma non sufficienti per cambiare le cose. Ciò che serve è un atto concreto volto a migliorare ed innovare come una sorta di tendenza politica che agisce a livello di pensiero oppure degli eventi che mirino all'intervento di tutti; un film non è di certo questo. Quello che sto cercando di fare è prestare la mia spalla e dare una spinta a questa ruota che sembra ferma da troppo tempo insieme ad altre persone che ci credono come me 2) Se interpretiamo l'arte come rappresentazione dell'immaginazione e del mondo, allora sì che può migliorare le persone e di conseguenza la nostra terra. Ma l'arte da sola non basta. Ciò per diversi motivi. Purtroppo non c'è interesse nei giovani di oggi verso la cultura. L'interesse è trascorrere ore a giocare alla playstation o vestire alla moda. Molta apparenza e poca sostanza direi. Ci vorrebbe più qualità, più preparazione e specializzazione nei generi e sopratutto vero interesse. Bisognerebbe abbandonare il marchio e adottare un libro! 3) Negli anni in cui ero a Roma le persone percepivano la mia assenza come necessaria per il mio lavoro e di conseguenza mi si attribuiva in maniera indiretta del merito per ciò che facevo. Fare l'attore per molti è una perdita di tempo e non è facile percepirne le varie sfaccettature. Molti per fortuna mi Lele Nucera apprezzano per quello che faccio ma infondo non si può piacere a tutti. Il bello di questa realtà è che siamo tutti diversi e ognuno di noi brilla nel proprio ambito professionale. Gli scettici ci sono sempre stati, io posso solo impegnarmi al meglio per dimostrare ciò che valgo ogni giorno sempre di più.

30 anni

cambiare la Locride

LE DOMANDE

1

2

3

Alberto Gatto

27 anni

Cosa vuoi cercare di fare, nel tuo piccolo, per cambiare la tua terra? Pensi che davvero la nostra terra possa puntare sull'arte per cambiare lo stato delle cose

Le persone recepiscono la tua professione in modo professione in modo professionale o hai trovato dello scettismo in merito a quello che fai?

Le note

Alessia Campo

26 anni

di Mara Rechichi

Sarà Venerdì. E quando arriverà, sentiremo nostra la conquista del traguardo; ripercorreremo mentalmente, come un fulmine, tutta la strada fatta; ancora su quei passi, calcheremo le nostre impronte, dalla prima all’ultima, e il ricordo delle emozioni, belle e brutte, buone e cattive, ci farà sentire un brivido che presto muterà in gioia, in soddisfazione, ci darà appagamento. Sarà un buon Venerdì. É questo un buon Venerdì per i milioni di studenti che lasceranno sui banchi la fatica e porteranno a casa, nei loro zaini, sulle loro spalle (meglio che non su quelle dei

Il Brizzolato

IL REGISTA

1) Ho cercato e sto cercando tutt'ora di dare un carattere generale alle mie opere, ideandole e creandole comunque sul mio territorio. Credo che oggi più che mai abbiamo bisogno di considerarci all'interno di un mondo, dove chiunque possa liberamente pensare e ideare cio che desidera nel rispetto di tutti. Premesso questo, dico che vorrei vedere nuovi scenari dove l'arte possa essere uno sfogo a tante Penso che parlare in termini globali affrontado la qualsiasi attività artistica possa dare molta rilevanza al nostro “contesto sociale”. 2) In questo momento vedo molto difficile che l'arte riesca a cambiare lo stato delle cose, è imperante il senso di regionalismo in questo momento Quando vedremo sui nostri palchi in piazza un gruppo musicale rockettaro o un film di un regista Islandese con tre mila persone difronte....sono disposto a sedermi a tavolino e parlare del nostro possibile, puntando sull'arte per cambiare lo stato delle cose. 3) Bhe lo scetticismo è la sensazione che ho notato più volte. Poi subentra la fase conoscitiva, dove il pubblico vede per la prima volta un mio lavoro. Qui si vengono a creare, una varietà di sentimenti, dallo scetticismo al professionale, filtrato naturalmente dal bagaglio culturale che ogni spettatore possiede,. Quindi continuo sulla mia strada rispettando il pubblico e cercando di fare sempre meglio.

LA STILISTA

1) Sto cercando di riportare in auge la manualità delle piccole botteghe, mi piacerebbe valorizzare la sartoria manuale a dispetto di quelle industriale, tenendo come punto fermo che la mia moda vuole essere un fast fashion, un abbigliamento poco costoso, ma allo stesso tempo artigianale. Credo che la Calabria possa puntare a questo, essendo rimasta forse l'unica regione in cui ancora la sartoria in alcuni casi si fa a mano. 2) Cambiare è una parola grossa, almeno subito, ma iniziare un cambiamento si. La cultura può educare i giovani, mostrargli un mondo nuovo, regalargli una diversa mentalità. Anche la Calabria è ricca di realtà manuali ma che non riescono a emergere. Crederci potrebbe essere l'unico trampolino per riuscirci veramente. 3) Purtroppo si. Molto scetticismo, e allo stesso tempo poca professionalità. Soprattutto nella fascia d'età dai 50 anni in su. Anche, di nuovo putroppo, da parte di chi mi sono appoggiata per creare la mia linea. Nei giovani secondo me qualcosa si sta muovendo. Per fortuna.

IL BUON VENERDÌ

genitori), un nuovo anno di "istruzioni per l’uso del mondo", di esperienze vissute con i coetanei e con gli insegnanti che vanno a testa alta e schiena dritta, seppur tartassati da tagli e precarietà. E’ questo un buon Venerdì, che ci farà attendere impazienti di poter mettere una croce sopra a quei quattro SI fondamentali: per dire no al nucleare, no al legittimo impedimento, no due volte alla privatizzazione dell’acqua. SI all’energia pulita e rinnovabile, SI alle leggi per tutti, SI due volte all’acqua bene di tutti. E’ un buon Venerdì quello che viene a salvarci da una settimana piena di stress di vario genere, quando ci sembra che non arrivi mai e quando poi, stupiti, ci diciamo: è già di nuovo qui!

E’ un buon Venerdì sia quando è del tredici, sia quando è del diciassette; checchè se ne dica, son più le volte che porta bene che quelle che guida il male. Poi ci son altri Venerdì buoni. C’è il dono letterario lasciatoci da Daniel Defoe: quel buon Venerdì, prima schiavo e poi amico di Robinson Crusoe, che ricordiamo più per l’iniziale condizione (schiavo) che per la finale (amico). C’è anche un buon Venerdì che troviamo in edicola, che in tanti vogliamo sfogliare: per deliziarci la mente, il cuore e l’intelletto, o per dolerci l’intelletto, la mente e il cuore. E’ maneggevole, stampato a colori, ha grafica accattivante, con belle immagini, e con svariati pezzi: informativi, evocativi, poetici, espliciti, approfonditi, ironici,

profondi, drammatici, intensi, avvincenti, tragici, commoventi, comici, emozionanti, appassionanti, intensi, noiosi, concisi, lunghi, pedissequi, puntuali. Quanti lettori aspettano il Venerdì! Quanti attendono gli scritti dei propri beniamini! Non sembra, eppure son tanti, ve-ra-men-te tan-ti! E quei beniamini, poveri loro, per non deludere i lettori, passano le notti, tra un dovere e l’altro, a scrivere per partecipar loro ciò che hanno visto, letto, sentito. Mentre, piegati al giogo del dovere, vedono svanire la propria volontà e, con essa, il piacere generatore; e intanto cresce l’attesa di un riconoscimento, ancorchè di un semplice ringraziamento. Ce ne sono di Venerdì! Quando passerà questo Venerdì?

di Ruggero Brizzi

Il vero rispetto “Oggi è domenica, domani si muore, oggi mi vesto di seta e candore” cantavano i CSI qualche anno fa. La domenica sancisce la fine della settimana e la programmazione di quella successiva. La sopravvivenza ai sette giorni che seguono, con orari assurdi per una retribuzione altrettanto incomprensibile, in rapporto a tutto ciò che fai. Ma, purtroppo e per fortuna, tra le priorità che ho dato al mio spazio vitale c'è quella di vivere in Calabria. Perché, nonostante tutto, ho molta fiducia in questa terra. Ci credo ancore nelle potenzialità che possiamo essere in grado di esprimere e non posso sopportare le etichette facili che ci attribuiscono. Dobbiamo dare luce a ciò che c'è di buono: ribadisco e mi ripeto. Così quando, spesso, ho a che fare con persone che ci conoscono poco (giovani polentoni invecchiati dentro) elenco, orgoglioso e combattivo, tutte le caratteristiche splendide della nostra terra. Parto! Dico che abbiamo meraviglie naturalistiche, che abbiamo tradizioni splendide, che siamo una terra ricca di cultura, che la gente è meravigliosa, ospitale e generosa, che la modernità è arrivata male e che quindi ci sono spazi che custodiscono altre filosofie di vita. Ve lo giuro. Lo vendo benissimo sto prodotto! Eppure, sempre di più, da quando mi sono imbattuto nel mondo del lavoro elimino, nell'evocare le qualità calabre, alcuni valori che credevo sacrosanti. Il rispetto verso l'uomo e la sua dignità se, in Europa e in Italia, è annichilito, in Calabria è parodiato da tutti, il che è decisamente peggio. Dalla ndrangheta ai datori di lavoro. Il “rispetto” è solo l'evocazione di quel sentimento consapevole dei meriti altrui, è un riguardo apparente che si manifesta con effusioni che non producono cibo ma, francamente, disturbo alle capacità dei soggetti interessati. Non è rispettoso essere sfruttati. Non è rispettoso non essere ringraziati. Non è rispettoso non ricevere mai nessuna informazione su come muoversi, sulla tua posizione lavorativa. Non è rispettoso pensare che gli onori che si fanno abbiano dei tornaconti personali per chi li diffonde. “l'aria è satura dell'eco di lamenti scorteccio le parole aride schegge secche adatte al fuoco è l'instabilità che ci fa saldi ormai negli sgretolamenti quotidiani “

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Andiamo

al

cinema Roccella Jonica

The end

AperNCHE S IDERNO la prima volta partecipa alla

LA RECENSIONE

E.S.P. Fenomeni Paranormali GIUSEPPE RITORTO

Festa della musica La manifestazione a Siderno, organizzata da la Riviera, e che avrà come direttore artistico d'eccezione

Anche se sappiamo benissimo che è tutto falso, è subito chiaro il primo lungometraggio firmato dai Vicious Brothers, il cui protagonista Lance Preston, interpretato da Sean Rogerson, si avventura insieme alla troupe di uno show televisivo che si occupa di dare la caccia ai fantasmi all’interno dell’Ospedale psichiatrico abbandonato di Collingwood, dove un tempo il dottor Friedkin praticava lobotomie; fino a quando venne ucciso dai suoi stessi pazienti ribellatisi. Una premessa che richiama in parte alla memoria “Il mistero della casa sulla collina” (1999) di William Malone, ma destinata, come c’era da aspettarsi, a lasciare ben presto spazio al tipico look da film volto ad incarnare le fattezze di vero resoconto documentato di una tragedia avvenuta, la cui moda venne lanciata dal bluffissimo “The Blair witch project-Il mistero della strega di Blair” (1999). E diciamo che la scelta di tirare in ballo la tematica del reality show finisce per accostare la pellicola anche allo spagnolo “Rec”di Jaume Balagueró e Paco Plaza, tra finte interviste agli abitanti del luogo, continuo vagare per i cupi corridoi ed abbondanza di soggettive impazzite eseguite tramite camera a mano. Ma, sebbene si respiri anche una certa aria alla “Paranormal activity”, impressione conferita soprattutto dalle inquadrature fisse destinate ad immortalare oggetti che si spostano e porte che si aprono e chiudono da sole, l’esordio dei Vicious Brothers migliora fortunatamente strada facendo. Quindi, nonostante la lunga attesa disturbata solo da qualche segnale premonitore (per esempio, dei graffi che compaiono sulla schiena di una ragazza) e dall’immancabile ricorso al sonoro per terrorizzare, l’insieme si riscatta nella sua fase conclusiva, assumendo il sapore di uno slasher grazie ai diversi omicidi mostrati. Con un momento altamente disgustoso, finendo per risultare abbastanza scorrevole e confezionato con una certa professionalità, senza spingere a gridare al miracolo.

Lele Nucera,

prenderà il via alle 17 in piazza Portosalvo con un concerto di

Mimmo Cavallaro

D

al 1982, il 21 giugno d'ogni anno, si svolge la Festa Europea della Musica. Appuntamento che coinvolge i generi musicali più svariati con l'obiettivo di rendere popolare la pratica musicale e di unire le persone di tutte le condizioni sociali, giovani e non, alle più diverse espressioni musicali. Quest'appuntamento, in concomitanza con le più importanti città d'Italia e d'Europa, con la partecipazione dei nostri artisti, uniti in una grande serata, rappresenta un primo passo verso lo sviluppo di un territorio che può esprimere arte ai massimi livelli anche all'esterno, consegnando al mondo un'immagine più vera e autentica della nostra terra. La manifestazione a Siderno, organizzata da La Riviera, e che avrà come direttore artistico d'eccezione l’attore Lele Nucera, prenderà il via nel giorno del solstizio d’estate dalle 17 in piazza Portosalvo con un concerto dei Taran Project di Mimmo Cavallaro. In seguito si alterneranno sul palco i più quotati gruppi musicali della Locride: Quartaumentata, Marvanza, Invece, Scialaruga, Mujura e molti altri. Oltre alla musica, ci saranno momenti di riflessione con scrittori e artisti, durante l'evento verrà presentato, anche, il nuovo sito de La Riviera e l'atteso Zefiro festival, il grande evento della musica indie che dovrebbe svolgersi la prossima estate nella Locride organiz-

zato dal promoter internazionale Bruno Bruzzaniti, per una lunga serata, all'insegna della musica e della cultura che dovrebbe concludersi a notte inoltrata, e che vedrà Siderno proiettata sul panorama mondiale. Lanciata in Francia nel 1982, la Fête de la Musique è diventata un autentico fenomeno che coinvolge, ormai, tutto il contesto europeo, e numerose città in tutto il mondo. In Europa dal 1995 hanno aderito, confederandosi in un'Associazione europea, le città di Atene, Barcellona, Berlino, Budapest, Bruxelles, Lisbona, Liverpool, Losanna, Madrid, Napoli, Parigi, Praga, Roma, Senigallia (An). In Italia, in questi ultimi anni, numerose città hanno aderito all'evento come, Arco (Tn), Val di Ledro (Tn), Rivoli (To), Lucca, Siena, Modena, e molte altre si sono unite quest'anno. Per amplificare la dimensione internazionale dell'evento, si è intrapresa una collaborazione tra i Ministeri della Cultura francese e italiano, mirata a favorire gli scambi artistici tra i due paesi, creando così le condizioni di una visibilità oltre i confini dei talenti italiani, locali e nazionali. Il prossimo 21 giugno è l'occasione per organizzare un evento di dimensione sociale, nazionale ed europeo per tutte le città italiane, e Siderno, questa volta, e si spera anche per il futuro, non mancherà l'importante appuntamento. Pietro Criaco

EPIZEPHIRY FILM FESTIVAL

GERACE QUARTA EDIZIONE DELLA RASSEGNA CINEMATOGRAFICA “VISIONI”

Vincono i film stranieri

La Fede che cambia la storia

Le giurie dell'Epizephiry International Film Festival hanno decretato i vincitori ufficiali dell'edizione 2011, che saranno premiati durante le serate conclusive del festival dal 14 al 17 luglio a Sant'Ilario Marina. Il premio come miglior cortometraggio 2011 va al giovane regista colombiano Daniel Mejia e al suo “HISTORIAS MENORES”, mentre il premio miglior mediometraggio sarà assegnato al film “HABIBI” di Davide Del Degan, promettente regista triestino che con i suoi cortometraggi ha già avuto modo di farsi conoscere all'interno del panorama italiano ed internazionale. La giuria della sezione docufilm-docufiction, presieduta da Guillermo Laurin, oltre a decretare il film documentario vincitore (“MAGNA ISTRIA”) ha assegnato inoltre una menzione speciale al lavoro di Alessandra Ondeggia “TERRE AL MARGINE- WASTED”. MAGNA ISTRIA è un documentario sull'esodo degli istriani e le ricette di quel paese, scritto da Francesca Angeleri, Daniela Piu, Cristina Mantis, per la regia di Cristina Mantis, prodotto da Maurizio Perrone per Route 1 Torino. Anche le altre giurie (Premio Miglior Film d'animazione, premio OfficineCalabria) si sono riunite per la scelta dei vincitori e in questi settori la parte del leone è fatta da film stranieri: miglior film d'animazione “THE TWIN GIRLS OF SUNSET STREET”, Regia Marc Riba & Anna Solanas (Spagna, 2010), Premio Miglior Fotografia 2011 a Jan J. Filip per il cortometraggio “Aneta” (Italia/Repubblica Ceca, 2010), Premio Officine Calabria “IN MY PRISON” Regia di Alessandro Grande (Italia, 2010). Epizephiry con i corti e mediometraggi, i film d'animazione, i documentari ed i videoclip, che riceve ogni anno in occasione del suo festival, offre materiale vario e di ottimo livello dove il genio, l'individualità e la creatività si esprimono senza confini con idee giovani e originali. Cristina Briguglio

Il

10, 11 e 12 giugno al Museo Civico di Gerace si svolgerà la 4^ edizione della Rassegna “Visioni”. Il filo conduttore quest’anno è “come la fede ha cambiato la storia”. Come di consuetudine, proiezioni poco o per nulla presenti nei normali circuiti cinematografici. Tre biografie di personaggi che hanno segnato la storia attraverso le loro scelte di fede: “Luther” di E. Till, 2004, su Martin Lutero, iniziatore della riforma protestante; “Amazing Grace” di M. Apted, 2006, che narra la lotta di William Wilberforce per l’abolizione della tratta degli schiavi; “Bonhoeffer”, di E. Till, 2000, che racconta gli ultimi anni di vita di Dietrich Bonhoeffer, pastore luterano, martire del nazismo. A partire da stasera, Venerdì 10 giugno, presso il Museo Civico di Gerace, h. 19.30. Il progetto è realizzato dalla Chiesa Cristiana Evangelica Apostolica di Locri con il patrocinio del Comune di Gerace.Entrata Libera.

CINEMA REGGIO E PROVINCIA

CINEMA NUOVO Siderno,info:0964/ 342776 CINEMA ARENA Siderno,info:333/ 7672151 CINEMA GOLDEN Roccela J,info:333/ 7672151 CINEMA GARIBLDI Polistena,info:0966/ 932622 CINEMA POLITEAMA Gioia T.,info:0966/ 51498 CINEMA ODEON Reggio C.,info:0965/ 898168

CINEMA AURORA Reggio C.,info:0965/ 45373 NUOVA PERGOLA Reggio C.,info:0965/ 21515 MULTISALA LUMIERE Reggio C.,info:0965/ 51036 SALA DE CURTIS SALA MASTROIANNI SALA SORDI SALA DE SICA

Pirati dei Caraibi / 17.30 - 20.00 - 22.00 Prossima apertura Una notte da leoni 2 / 18.00 - 20.00 - 22.00 Fast e Furious 5 / 16.30 - 19.00 - 22.00 Pirati dei Caraibi / 18.00 - 21.00 Garfield,il super gatto / 17.30 - 20.00 - 22.00

Pirati dei Caraibi / 18.00 - 20.15 - 22.30 X Men - L’inizio / 17.30 - 20.00 - 22.30 X Men - L’inizio / 18.00 - 20.30 - 23.00 Corpo Celeste / 17.00 - 19.00 - 21.00 Pirati dei Caraibi / 17.30 - 20.00 Paul / 17.00 - 19.00

ARIETE

TORO

GEMELLI

CANCRO

LEONE

VERGINE

dal 21 marzo al 20 aprile

dal 21 aprile al 20 maggio

dal 21 maggio al 21 giugno

dal 22 giugno al 22 luglio

dal 23 luglio al 23 agosto

dal 24 agosto al 22 settembre

La settimana si preannuncia molto buona. I legami affettivi sono consolidati e vi sentirete circondati da sentimenti sinceri, sia in amicizia che in amore. Riuscirete a raggiungere obiettivi prefissatevi da tempo e irradierete sicurezza e ottimismo.

L'inizio della settimana non è dei più rosei: pretendete dagli altri molto più di quello che siete disposti a offrire. L'entusiasmo però non vi manca, perciò non vi arrendete alle prime difficoltà. La vita sentimentale è serena e al lavoro riuscirete a dare il meglio di voi stessi.

Siete pimpanti in questa settimana, riuscirete arrivare al cuore di chi vi circonda, anche se nel rapporto di coppia non tutto funziona per il meglio a causa dello stress accumulato. Al lavoro risulterete un po' distratti e incostanti.

Gli impegni lavorativi sono tanti, ma le emozioni vi aspettano dietro l'angolo. Lasciatevi trascinare dalle emozioni e siate più sicuri delle vostre scelte, anche se temete il disappunto degli altri

Cercate di evitare polemiche e malintesi, che potrebbero mettere in crisi un rapporto di amicizia consolidato. Non buttatevi a capofitto in nuove esperienze, ma valutate attentamente tutte le possibilità. L'amore vi rende felici e forti.

E' un periodo difficile e particolarmente pesante, ma ricordatevi che un po' di diplomazia aiuta sempre. Al partner chiederete molto di più e assieme condividerete sogni e speranze. Il week-end sarà fantastico.

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la Riviera

Blob of the week

Tutti vogliono viaggare in prima...

ZonaCesarini

di Benjamin Bowson

..mentre Antonio Tassone e’ sempre in quarta

S

Niente lettere

Tifosi di “Eccelenza”

Stupefatto Cosa avra’ mai visto Fabio ?

"Sei il papa’,il marito,l'uomo migliore al mondo... Sei il nostro orgoglio. Ti amiamo infinitamente"

L’originale Ma de in Italy

Caprettone, gira tutto intorno a te cosi’ dissero i banchettanti

Per aspera ad astra...

e Matteo sogna...

Senza ombra di dubbio, piu’ forti di prima

La replica

Made in Chin a

Beautiful girl

Brother & sister Luigi e Serena

...ma perche’ mi tirate sempre in mezzo

...guardando “Uomini e donne”

Gli amici del salone di Carmelo Gennaro Belligerante Giuseppe,Lionetti Antonio, Gennaro Carmelo,Calvi Giorgio, Rocco “ u gesu”

i, niente lettere questa settimana, tranquilli, solo posta a mano. Avevo fatto sosta ad Ancona e messo all'ancora l'Insomniac, decidendo di fare un giro e descrivervi la splendida costa del Conero. Mi sono reso conto che il mio dispaccio non sarebbe arrivato in tempo. Ho ripreso la navigazione, calato l'ancora tra Capo Zeffirio e Punta Stilo, e nottetempo ho infilato sotto la porta della redazione la mia nota settimanale con i dettagli della mia latitanza, che prosegue splendida. Non avevo scelta, le poste italiane sono in tilt, il caos vi impera. I sistemi operativi sono fuori uso, e di questo vi parlo. Un piccolo regalo della globalizzazione, un buon augurio per l'estate che arriva tra batteri al cetriolo e temporali inconsueti. Il mondo cambia, e ci sorprende, sempre più in negativo. Scoprite ogni giorno di essere in balia di eventi lontani. Della soia cinese, dei terremoti giapponesi, della rete informatica internazionale. That's all folk, si dice dalle mie parti. E' il pianeta che vi hanno costruito intorno, l'immensa uccelliera dove credete di volare liberi. E' il vostro destino, siete in mano ad altri. E la mia è la solita verità dei pazzi. Però, se gli interi debiti pubblici degli Stati Occidentali sono, per mezzo dei complicati meccanismi dei titoli derivati, nelle casse dei privati, significa che le duecentocinquanta persone che siedono nei cinquanta consigli di amministrazione delle multinazionali che gestiscono il 90% della ricchezza del pianete sono i vostri padroni. Non avete nazioni, siete in casa di debitori insolventi in mano agli strozzini. O ci si ribella o i cravattari vi strozzeranno, voi e il mondo che abitate. Io millanto è vero, magari non so nulla. Forse sono chiuso in una baracca della Locride, e non sono mai stato da nessuna parte. Chissà, sono un cialtrone depresso e represso. Però guardo spesso fuori dalla finestra, osservo il mondo e le rondini quest'anno sono arrivate con due mesi di ritardo. E ho paura, sono ghiotto di frutta e non vorrei che l'E. Coli si infilasse anche nelle angurie, senza queste non sopravvivrei all'estate.

Linguabiforcuta Il 5 giugno , nella Chiesa del Sacro Cuore di Gesù in Reggio Calabria, con corteggio di parenti e amici, ha ricevuto il battessimo Damiana Maria Costarella , bambina frizzante e dagli occhi oceanici. Cristiana finalmente, secondo il rito apostolico romano. La redazione de <<la Riviera>> e il Direttore, Pasquino Crupi, presente alla cerimonia, formulano alla piccola e fiammante Damiana Maria gli auguri per questo primo grande giorno da cristiana, estendendoli ai suoi probi genitori, prof. Salvatore Costarella e dott.ssa Giovanna Parlongo e, poiché sarebbe un fuor d‘opera non farlo, alle sue madrine , gran signore e grandi madri, Isabella Nava e Lena Errigo. Un solo rigo in più. Poiché Gesù Cristo disse che bisognava lasciara che i bambini andassero a Lui, ci pare d’obbligo dare rilievo alla presenza, per la festeggiata, della sorellina Martina e del cuginetto Pasquino Crupi. I quali, naturalmente, hanno rubato, con i loro salti e i loro trilli, un po’ di scena alla piccola Damiana Maria.

Ipse dixit: Dopo la nomina di Angelino Alfano a segretario del Pdl, l'ex ministro Claudio Scajola, ha dichiarato sicuro:«ora buttiamo via il Pdl, serve una casa dei moderati che ci riunifichi all'Udc». L'idea piace, sicuramente, a buona parte dell'elettorato di centro destra, che, però, spera che stavolta all'acquisto della casa comune con Casini, l'inconsapevole Claudio, provveda personalmente. Ipse dixit 2: Prima del via del ventesimo campionato con la maglia giallorossa il capitano della Roma Francesco Totti ha, recentemente, dichiarato: «Vincere la Champions, il resto è tutto contorno. Certo se vincessi lo scudetto non lo butto. Ma se alzassi la coppa potrei anche smettere». In Europa facciamo tutti il tifo per la Roma. E se promette che smetterà anche con gli spot, speriamo vinca anche Scudetto e Coppa Italia. Un solo coro forza lupi. Ipse dixit 3: Sfogandosi con il governatore della Sicilia Raffaele Lombardo il premier Silvio Berlusconi confessa la pena più grande della sua “vita tumultuosa”:« gli 820 milioni del Lodo Mondadori, una rapina, una vergogna, al massimo 250 milioni, non posso pagare tanto». Povero Silvio, povero. Dopo questa “rapina” faticherà a prendere sonno la sera e ad arrivare alla fine del mese come un operaio qualunque o un qualsiasi precario.

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dal 23 settembre al 22 ottobre

dal 23 ottobre al 22 novembre

dal 23 novembre al 21 dicembre

dal 22 dicmbre al 20 gennaio

dal 21 gennaio al 19 febbraio

dal 20 febbraio al 20 marzo

Finalmente avete ripreso la situazione in mano e vi aspetteranno momenti e atmosfere migliori. L' impegno lavorativo darà frutto e questo vi entusiasmerà, ricordatevi però di affrontare gli impegni presi, con serietà.

Siete decisamente incerti e conflittuali, con tanti desideri, ma idee poco chiare. Cercherete erroneamente di addossare al partner la colpa della vostra insoddisfazione e di fondamentale aiuto saranno per voi gli amici.

Siete energici e intraprendenti, ma qualche delusione vi aspetterà. State ottimizzando i tempi di lavoro e questo vi permetterà di mettere un po' di ordine nella vostra vita. L'amore è alle porte.

Il nervosismo vi distrugge, molte sono le tensioni e i litigi, soprattutto in famiglia. Sarà però il caso di aprirsi al dialogo e ascoltare anche le altrui ragioni. La diplomazia ripagherà.

Questa settimana sarà caratterizzata da alti e bassi: siete combattuti tra il bisogno di sicurezza e quello di libertà. Riflettete bene sulle vostre scelte, non lasciate nulla a caso, e affrontate le responsabilità.

Questa settimana vi vedrà positivi, intraprendenti e decisi: riuscirete così a superare eventuali divergenze e non verrete coinvolti in inutili discussioni. Nella sfera sentimentale una situazione incerta potrebbe causare piccoli malintesi. VENERDÌ 10 GIUGNO 2011

LA RIVIERA

O R O S C O P O 31


La Riviera  

edizioneNumero24

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