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LunedĂŹ 2 aprile a Cosenza il decennale della morte di Mancini vedrĂ  sul palco dei relatori eminenti ex (?) fascisti, che non hanno mai ritrattato le loro indegnitĂ  contro il fausto leader socialista. Gli onori di casa sono a cura dell'ignoto nipote, depositato fin dalla nascita non su una culla ma su una poltrona. Per l'ultima -da non perderesarebbe capace di far commemorare Cristo dal Diavolo.


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UNA STORIA

LA MATA HARI DELLA LOCRIDE inquecento lire per un grillo notturno. Un capitale per un bambino nel 70. Questo pagava la Mata Hari della Locride per un grillo canterino che gli serviva a superare le lunghe notti della sua insonnia, passate a rammentare rocambolesche avventure in giro per il mondo. La Mata Hari comparve dal nulla negli anni sessanta, aveva una certa età, i capelli biondi e un forte accento straniero. Chi aveva la fortuna di entrarle in casa scopriva un mondo misterioso fatto di profumi esotici, di vasi dorati e quadri alle pareti. Aveva i tappeti per terra quando parecchie case avevano ancora i pavimenti in cemento. Andava e veniva dalla Locride per viaggi misteriosi dei quali nessuno mai conosceva la meta. A volte si diceva che fosse una profuga ebrea, altre una nazista in fuga e altre ancora una spia. Certo è che nessuno mai ha saputo il suo nome, che nella borsetta portava sempre una pistola. Certo è che nessuno si è mai spiegato come ci fosse venuta a finire nella Locride. E nessuno poi spiegò bene come fosse morta, quando la trovarono lunga distesa dentro casa sua. E nessuno seppe dare spiegazioni del piccolo tesoro trovato nascosto nell’imbottitura delle sue sedie. L’unica cosa certa fu che i grilli notturni videro cessare la propria caccia e i bambini smisero di ingozzarsi di gelati con i suoi soldi. E certo è che il suo corpo giace sepolto in una tomba senza nome, nel cimitero di uno dei paesi più strani della Locride. Le Chevalier

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Luigi Tuccio e suoi affini L’onore secondo la ‘ndrangheta e la politica

ossono i politici mutuare le categorie dei loro giudizi dalle categorie della cultura ndranghetista? Per dare risposta, più che probabile, alla nostra domanda ritorniamo sul caso Tuccio. Che riassumiamo brevemente. Luigi Tuccio viene messo nel mirino dello schieramento di centrosinistra per i rapporti di parentela, giuridicamente inesistenti, visto che solo nell’uso comune può essere considerata “suocera” la signora Giuseppa Cotroneo, essendo la figlia sua Giampiera Nocera, “compagna” e non “moglie” dell’assessore. La “terribile” suocera avrebbe assicurato appoggio al latitante Domenico Condello. Dopo un bombardamento di più giorni Luigi Tuccio decide di dimettersi da assessore all’urbanistica, dando prova di non credere nello stato di diritto che pure sembra invocare. Ma vuole lasciare morti sul suo cammino e, come al poker, rilancia sugli altrui scheletri.

E qui comincia la commedia dei sinonimi. Luigi Tuccio è affine ai suoi accusatori più di quanto egli pensi. Gli accusatori di Tuccio sono a lui affini più quanto sospettino. L’uno e gli altri ritengono che una persona , per essere onorata e onorabile, non debba avere parenti pregiudicati fino alla settima generazione. E sul punto, oltre gli asini, cascano anche i cavalli. Che cosa dice il codice della ‘ndrangheta? Che un giovane può essere “rialzato”, cioè può ricevere l’onore di fare parte dell’Onorata Società, se nella sua razza fino alla settima generazione non c’è un parente, che sia stato carabiniere o poliziotto. Non c’è dubbio che per traslazione questo principio ‘ndranghetista viene applicato anche al campo della politica. Non s‘era mai sentito che i maestri della purezza prelevassero l’idea-guida della loro damnatio dalla cultura ‘ndranghetista, davvero pervasiva, oltre che diffusa.

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CARTOLINE PER LA PADANIA

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IL NUOVO NUOVO ALBUM

I Quartaumentata tra “Sirene e naviganti” “Sirene e Naviganti” il nuovo album dei Qartaumentata è un progetto di undici brani che vanta la collaborazione di artisti famosi del calibro di Spagna, Saule, Margarida Guerreiro. Concepito tra le calette di Icaria, “Sirene e naviganti” si racconta “navigando”, attraverso un cammino simbolico, un'analogia tra il viaggio di Ulisse e il viaggiare contemporaneo.

di Antonio Calabrò

PENTEDATTILO, A UN PALMO DA DIO na mano di roccia viva protesa verso U Dio. Un bastione caduto dalla Luna, o sbucato dalle profondità, un avviso ai

LA COLONNA DI ERCOLE

RIDATECI COLA , IL RE DEGLI ZINGARI resunta lupara bianca per il re degli Zingari. Del gitano poco nomade che stanziava ad Ardore non si hanno notizie da sabato. Nessuno mostra lo scalpo di Cola Berlingeri, nickname Cavallo di Ritorno, cugino primordiale di Toro Seduto. Furti di giorno e tarantelle grigliate oltre i tramonti, lungo notti illuminate da vecchie lampadine senza risparmio energetico, collegate abusivamente a cavi pubblici. Cola Berlingeri amava la Fiesta, quella col sedile leopardato ce l’aveva nel sangue. Come la sua gente, che con lunghe vesti e oro antico da un lato, gilet e bretelle dall’altro, finisce sempre dentro interminabili note d’organetto e, senza patire fatica, regala la luna alle periferie. Il re degli zingari, quattro figli, è scomparso nel mese dell’accoppiamento. La sua tribù ora non canta più. Ulula nella notte, diversa e crudele, come un’antica madre. Ridateglielo. Ridateci questo apache reggino. Alla fine, in un mondo che gira, anche Cola Berlingeri è di passaggio. Ma Cavallo di Ritorno no. Lui è noir. Ritornerà. Per sette volte chiederà il riscatto, dopo avervi rubato perfino l’eterno riposo.

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Ps. Dato che si tratta di una scomparsa e le ricerche sono in corso, la Riviera segnala ai lettori che questo articolo è andato in stampa venerdì 30 marzo alle ore 12 e 10

naviganti, uno sperone piantato nelle costole del cielo. E dalle sue feritoie naturali, dalle sue ferite di sangue scolorito dal tempo, dai suoi anfratti ombreggiati, le voci le urla gli ululati di dolori atavici, e i fantasmi disperati, e la potenza della terra. Un set da milioni di dollari, uno studio d’artista eccentrico, un gran varietà gotico, la mano verso il creatore, protesa verso Dio, che invisibile la sfiora. Pentedattilo, il regno delle ombre vive.

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Parlando

di...

ATTUALITÀ NORDICI & SUDICI DI GIOACCHINO CRIACO

La Calabria ai tempi della ginestra Pochi di voi sanno persino quanti tipi di ginestra crescono spontanei sul nostro territorio, figurarsi quanti conosceranno gli utilizzi di questa pianta meravigliosa, buona per fare tessuti, carta, profumi, medicine. Salubre per l’ambiente per la sua capacità di fissare l’azoto dell’aria, idonea a ridurre il propagarsi degli incendi, buona per contenere le dispersioni del terreno durante la pioggia e utili per il suo drenaggio. C’era un tempo in cui in Calabria la lavorazione della ginestra costituiva un capitolo economico importante e nei tanti suoi ruscelli la pianta stava a macerare nell’acqua per settimane. Era una Calabria contadina, che però non è mai diventata industriale e ha rinunciato alle sue produzioni in cambio di un posto in treno o in nave che ha portato lontano i suoi figli per farne degli operai. Ora non è questione se sia meglio fare il contadino o l’operaio, ma il mondo sviluppato va verso forme nuove di produzione. Si cerca una decrescita industriale a favore di una crescita economica basata su sistemi produttivi più in sintonia con la natura e il rispetto ambientale. Non vorrei farvi tornare a battere sui sassi la ginestra, piuttosto vorrei farvi conoscere quanto ci

fosse più un sistema produttivo buono nel passato rispetto a oggi. E quanto fossero presenti più iniziative economiche un tempo rispetto alla Calabria attuale. Allora alle ragazze che nel letto si lamentavano della ruvidezza delle lenzuola di ginestra le mamme dicevano “dormi figlia che bella ti fai”. Ed era vero perché la ginestra migliorava la circolazione sanguigna, massaggiando la cute e cedendole numerose e salutari sostanze organolettiche. Addirittura fra le ginestre spinose, che producono uno dei fiori più profumati in natura, ci s’infilava per un doloroso quanto purificante salasso. Non per nulla si chiamavano salassare, le spine ghermivano le carni facendole sanguinare il giusto necessario a nettarle dalle tossine altrimenti non eliminabili. Voi non tornerete a coltivare il grano, l’ulivo, la vite, il gelsomino, il bergamotto. Non tornerete a far nulla perché 150 anni di stop culturale vi hanno devastato il cervello. Continuerete a stare sui divani in attesa di inutili sussidi che contribuiranno ancor di più ad atrofizzarvi la mente. Perché a voi, cari sudici, non bisognerebbe farvi camminare in mezzo alle salassare, ma appendervi a testa in giù.

LA NOVITÀ

Cornetto agli agrumi, the original. Made in Calabria La presentazione-degustazione, pensata per valorizzare le arance di Calabria e tutelare i lavoratori coinvolti, si è svolta martedì 27, presso il bar Riviera a Locri. Un modo genuino per fare una salutare colazione con cornetti ripieni di marmellata delle arance di Calabria. L’obiettivo dell’agrumetto: dare il giusto prezzo alla frutta locale, eliminando il circolo perverso che porta il produttore a guadagnare 8 centesimi di chilo di merce. La nascita della brioche agli agrumi è stata ideata della SAOR, Azienda di Gioiosa Jonica guidata da Rocco Criserà, della Frujt presidente Francesco Macrì, e della Coldiretti Calabria, presidente Pietro Molinaro, per dare la giusta importanza agli agrumi e stimolare la nascita di buone pratiche. I prodotti, realizzati per il lancio dal Bar Riviera, nella variante alla marmellata con l’arancia, il bergamotto, il mandarino, il mix di agrumi e molto altro, hanno conquistato il palato degli ospiti.

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ILARIO AMMENDOLIA

o espresso la mia vicinanza militante alla dottoressa Lanzetta sindaco di Monasterace. Tre colpi di pistola sono stati sparati contro la sua macchina. Una ennesima intimidazione mafiosa contro un sindaco della Locride. Con Lei, nei mesi scorsi, siamo stati insieme in prefettura , ricevuti dal comitato per l’ordine e la sicurezza. Sempre a Monasterace questa estate, in una pubblica assemblea, c’erano tutti i sindaci della Locride per manifestare la solidarietà alla dottoressa Lanzetta quando il fuoco è arrivato a due passi dalla sua camera da letto. Con noi Pasquale Brizzi sindaco di Sant’Ilario, comune il cui consiglio comunale è stato sciolto per infiltrazioni mafiose. Io conosco bene entrambi, avendo lavorato con loro nell’assemblea dei sindaci della locride. E’ difficile l’impegno politico nella nostra Terra. Il tessuto democratico è fragile o quasi inesistente. I partiti, nella migliore delle ipotesi, sono comitati elettorali che danno qualche flebile segnale di vita in occasione delle elezioni.. La politica manca, ed i poteri forti fanno da padroni. La mafia, per quanto possa sembrare incredibile, è un potere forte i cui tentacoli penetrano nelle carni della nostra società. La politica ha valori da difendere, i politicanti si curvano a tutti i venti pur di sopravvivere. Così succede che un sindaco viene ucciso dalla ndrangheta e viene cancellato dalla memoria collettiva della Locride, un ex sindaco viene arrestato, quin-

RICORRENZE

ADRIANA MUSELLA SI CONVERTIRÀ ALL’ISLAMISMO

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la Riviera

DIAVOLO NERO

LA RIFLESSIONE

Non è un movente politico

Cosa dovrebbe fare un sindaco? di assolto, e poi muore di crepacuore. Anche in questo caso silenzio assoluto. Ho letto le motivazione dello scioglimento del consiglio comunale di Sant’Ilario. Io non sono un giurista, ma è evidente il contrasto tra la Costituzione e la procedura sommaria con cui si scioglie un consiglio comunale sospendendo la democrazia. Per un solo istante io mi soffermerò sui motivi che stanno alla base del decreto di accesso che ha portato a sciogliere il consiglio comunale di Sant’Ilario: “...a seguito di un rapporto redatto dalle locali forze dell’ordine che aveva evidenziato una serie di frequentazioni tra componenti degli organi politici e personaggi collegati alla criminalità…”. Già nei processi è difficile arrivare alla verità, immaginate quando tutto è affidato ad un rapporto di polizia, con tutta la stima ed il rispetto per gli appartenenti alle forze di polizia, quanto ardua diventa la strada. Per un solo istante, immaginate qualora il ministro Scelba avesse avuto i poteri di sciogliere un comune in seguito ad un rapporto, quante amministrazioni di sinistra sarebbero sopravvissute? Crotone, Siderno, Melissa, S. Giovanni in Fiore? Che significa la parola “frequentazione” in un paese dove la ndrangheta esiste ?

Cosa dovrebbe fare un sindaco ? Affacciarsi alla finestra ogni mattina e vedere chi c’è per strada? Comprarsi una macchina con i vetri oscurati e passare veloce per le vie del Paese? Mandare un vigile comunale in avanscoperta per verificare chi c’è in un bar prima di entrarci? Addestrare un cane capace di fiutare da lontano l’odore dei mafiosi? Una cosa è parlare di ndrangheta in un bel convegno tra gli applausi degli addetti ai lavori, una cosa ben diversa è abitare in un paese dove la ndrangheta esiste, dove i rapporti si fondano su intrecci secolari, si frequentano gli stessi locali, le stesse Chiese, le stesse strade! Io credo che un sindaco non debba avere collusioni di alcun tipo con la mafia così come non dovrebbe averle un magistrato, eppur succede, ma nessuno si sognerebbe di sciogliere un tribunale perché un magistrato o un cancelliere è stato visto prendere un caffè con un pregiudicato! Nella peggiore delle ipotesi ci sarebbe un processo disciplinare con tutte le garanzie di difesa. Nessuno metterebbe sotto processo sommario una caserma perché un militare è stato visto in compagnia di una persona con la fedina penale dubbia!. Un sindaco no! Il sindaco, o qualunque persona normale ma

Una bella e inedita / novella si sferra, / corre gli oceani, / corre la terra. / i monti supera, / divora i piani, / sorvola i baratri; / e indomita / di lido in lido / come di turbine / manda il suo grido, / come di turbine / l’alito spande:/ ella si converte, o popoli, / Adriana la Grande. L’abbiamo letta sull’Ansa nazionale questa novella, subito diffusa dalla rinomata BBC inglese. Ed è rimbalzata sull’ autorevole New York Times. I giornali arabi se ne sono immediatamente impadroniti e Al jazeera, l’ha posta trionfalmente in prima sgargiante pagina, accompagnandola con un Sia lodato Allah,

debole, che vive in un piccolo paese è solo una pedina che una classe dirigente compromessa e corrotta butta nelle ganasce di un giustizialismo plebeo per salvare se stessa. Infine le collusioni evidenti, interessate, tese a portare reciproci profitti sono reati e come tali andrebbero giudicati. Per il resto esiste, prima ancora delle leggi scritte, un principio evangelico che dice “visitare i carcerati”. Infine una domanda: è possibile che la ndrangheta sia diventata così stupida da “colludere” nelle piazze o nelle pubbliche strade. Chi vuole commettere reati, ovviamente, prende tutte le precauzione e non si va certamente a colludere in luoghi pubblici. Perché dico queste cose? Perché parto da Monasterace e arrivo a Sant’Ilario ? Perché io credo nella libertà e nella democrazia. Diceva Errigo Boldrini comandante partigiano: “noi lottiamo per difendere la nostra libertà, la libertà degli indifferenti, la libertà di coloro che oggi ci combattono”. Sono passati tanti anni ma questo insegnamento è sempre attuale! Questo insegnamento distingue coloro che amano la Politica dai politicanti dozzinali.

anche se risulta che Lui non fa miracoli. Dunque, Adriana Musella, che sulla nota questione trova permissivo e concessivo il cattolicesimo, s’è convertita all’islamismo, religione dura e severa. Ma è novella o notizia? Noi, come ognuno sa, dubitiamo di tutto, e per ciò stesso abbiamo chiesto lumi alla nipote di Mubarak, che ha risposto: è notizia. Vera, verisima. Abbiamo sbagliato ad essere increduli. Passare dal fondamentalismo antimafia al fondamentlismo islamico è la cosa più naturale del mondo. Anche il primo d’Aprile. Fried Fish

Alberto Musy è consigliere comunale a Torino. Più di una settimana fa è stato ferito gravemente e versa in condizioni, che i medici dicono serie. Del suo attentatore non si hanno notizie e, perciò, è arduo stabilire quale il movente dell’agguato e del ferimento. Ma sembra che debba escludersi il movente politico, nonostante sia Alberto Musy un uomo politico. Trasferiamoci in Calabria, che è terra nella quale si ripercuotono, con scadenza significativa, lettere di minaccia a pubblici amministratori e persino a parlamentari, soprattuto quando quet’ultimi sono in crisi di visibilità e anche di ricandibilità. Non solo lettere, ma pure, di tanto in tanto, incendi ai beni dei Comuni. Degli epistolari scrittori minacccianti e dei piromani non si acchiappa l’identità. Ma da noi non è arduo stabilire quale sia il movente delle nefaste azioni. Il coro unanime dei solidarizzanti non ha dubbi. Tutto si può escludere tranne che il movente non sia politico. Il che porta a questo corollario che non ha bisogno di dimostrazione: chi fa politica in Calabria è il santo patrono del territorio d’appartenenza. E, per ciò stesso, ogni atto criminale si pone come azione indotta a fermare il cambiamento e, addiritttura, la ‘ndrangheta. Tantissimi anni fa, nel 1985, ad Africo Giacomo Mancini concluse un convegno sul pentitismo. A fine lavori, rivolto a un gentile capitano dei carabinieri, disse: “Ma possibile che in Calabria c’è solo il delitto di mafia? Nessuno più ruba? Nessuno più lancia occhiate?”. Il capitano non rispose. Calabria pura.

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La forma è quella della colomba, ma l'interno è un tripudio di gusti per differenti palati! Dalla colomba glassata con le mandorle a quella ricoperta di cioccolato, passando per l'esotica colomba fruttata a base di mango, papaya, ananas e pesca. Non resta che scegliere!

Nel 572, Re Alboino, occupata la città di Pavia, il giorno della vigilia di Pasqua, prima di trafiggere gli abitanti con la spada ed appiccare il fuoco alla città, ricevette da popolo stesso, molti regali, tra i quali dei pani dolci preprati da un vecchio artigiano.

Gioiosa Jonica Via Lazio, 46 info: 0964 51542

La colomba, dolce pasquale per eccellenza con un impasto lievitato naturalmente insaporito da morbido scorzone d' arancio all' interno. Ingredienti di prima scelta e lavorazione che rispetta, tempi e canoni imposti dalle ricette tradizionali, ne fanno un dolce di cui noi andiamo fieri.

Siderno Via Amendola, 115 info: 339 2610405

L'attenzione alla qualità dei prodotti dalla scelta delle materie prime alla cura nel seguire le lavorazioni degli stessi in tutte le loro fasi fanno della nostra colomba, lavorata con il medoto classico, arricchita con gocce di cioccolato e ricoperta dalla glassatura con le mandorle, un dolce irresistibile.

Roccella Jonica Via XXV Aprile info: 0964 863028 DOMENICA

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Il vecchio rivolgendosi al Re disse: “Sire, sono venuto a porgerti queste colombe, quale tributo di pace nel giorno di Pasqua”. Il re assaggiò i pani, che gli piacquero così tanto da indurlo a sentenziare: “Pace sia!”

Eleganti e raffinate confezioni racchiudono il meglio della tradizione dolciaria. Uova di finissimo cioccolato lavorate seguendo antiche ricette e colombe pasquali realizzate con le migliori materie prime rendono i nostri prodotti “unici”, il tutto racchiuso in eleganti confezioni, idee regalo ideali.

M.na di Gioiosa Jonica P.zza Zaleuco info: 0964 416463

Per una Pasqua all'insegna del gusto prodotti di alta pasticceria, specialità uniche della tradizione dolciaria italiana. Le nostre colombe artigianali hanno un cuore tenero ripieno di crema pasticcera, cioccolato e pistacchi di bronte, ricoperte di fine glassa e scaglie di mandorle.

Caulonia Marina Piazza Bottari, 1 info: 0964 82993

Specialisti nella produzione di dolci tipici delle feste, proponiamo una vasta gamma di colombe pasquali. Da quelle classiche, a quelle arricchite con ingredienti sfiziosi, come il cioccolato o i frutti delicati, alle Golosone ricoperte di cioccolato fondente o glassa.

Bianco Piazza Marconi, 3 info: 0964 911338

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MOSTRI NEL PARADISO Gas a Gioia Tauro. Carbone a Saline. Eolico a Piani della Lopa (Bagaladi). I sofisti dell’ energia “pulita” stanno svendendo la Calabria, gli ambientalisti tacciono e non si comprende il motivo. Destra e sinistra inciuciano, le voci dissonanti svaniscono e i calabresi vili subiscono in cambio di sussidi sempre più simili a sporche elemosine.

Pale in faccia alla Calabria GIOACCHINO CRIACO

nità reggina, che vantaggi avremo? E quali sono i vantaggi per i quali è legittimo barattare i capolavoerché ci siamo fatti fare questo? E quanto ri unici che la natura ci ha donato? La vita si può altro male ancora lasceremo che ci facciano? sempre e continuamente ridurre a valori economiNon ci è bastato lo schifo di quarant’anni fa ci? Che faremo, ci lasceremo costruire addosso la della Liquichimica di centrale a carbone di Saline e poi il Saline, lo scempio del quinto cenrigassificatore di Gioia Tauro? tro siderurgico di Gioia? Chi Ovvio che si. Perché siamo un siamo, noi Riviera, noi stampa, noi popolo in regressione culturale ambientalisti, noi calabresi? Che Il nostro territorio sta irreversibile, fenomeno tipico dei razza di cialtroni siamo diventati? subendo trasformazioni, paesi colonizzati. Tutto ci faremo Per capire la nostra pochezza basta fare, contenti pure. Perché la scendere dai Campi di Bova, nel- frutto di menti a corto nostra terra è diventata barattabil’ora di un tramonto colorato cari- raggio. Il cambiamento le. Bastano le magiche paroline, co del profumo della ginestra spi- climatico e sviluppo e occupazione e cediamo nosa. Lo sguardo s’intrappola in un a tutto. Ma la distruzione non è né mare a specchio che rimanda al paesaggistico è oramai sviluppo né occupazione. Questo è cielo gli ultimi scampoli di luce, poi irreversibile. E noi? quello a cui collaboriamo, lo scems’incastra nella cupola bianca pio della nostra terra e in cambio dell’Etna e si avvinghia al pugno Lambiti dal fuoco di nulla perché qualche migliaio di chiuso di Pentedattilo proteso a sfi- politico faremo la fine posti di lavoro non possono valere dare l’azzurro con la bellezza perdite ambientali di valore immensa che la natura ha dato ai del castagno: al rogo. incommensurabile. nostri luoghi. Un attimo ancora ed Non possiamo trattare la nostra ecco che il colpo arriva potente ad annullare tutto, a terra da papponi, per avere qualcosa in tasca perché stringere lo stomaco e far montare la rabbia. Il fiele alla lunga non avremo nulla. Dobbiamo decidere un trasborda quando gli occhi si fermano ai Piani della modello di sviluppo che rispetti i beni che abbiamo, Lopa e girano insieme alle pale d’acciaio di 26 mt. un modello che sia strutturale, che duri. La strada Montate su torri lucenti alte 55 mt. Il imboccata non è quella giusta e non bisobello svanisce sommerso dalla mostruo- LA COPERTINA gna essere degli antimoderni per non sità dei mulini a vento lunari del parco volerla. Per non volere le pale eoliche, le eolico costruito sui Piani della Lopa, nel comune di centrali a carbone, i rigassificatori, bisogna avere un Bagaladi. Certo tutto è sicuramente in regola, po’ d’amore per se stessi, per la propria terra, per il costruito nel rispetto delle leggi, ci saranno vantaggi futuro dei propri figli e avere un minimo di senso economici per le popolazioni dei comuni del circon- estetico. Rinunciamo all’uovo marcio che ci stanno dario. E io? Io che ritenevo impagabile lo spettaco- rifilando e alleviamo una gallina che in futuro ci lo della natura, io che non sono abitante nei comu- potrà dare uova fresche. Oggi ci stanno fregando e ni del circondario? Voi calabresi che non abitate nel noi Riviera, noi stampa, noi politica, noi triangolo Bagaladi-Melito-Montebello? Noi comu- Legambiente, noi gente, dove siamo?

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ESSENZIALE

PIANA

Il rigassifictore di Gioia Tauro ’ ormai certo, a Gioia Tauro si E farà il rigassificatore. Lo si farà senza quasi opposizione perché poche sono le voci in disaccordo. Si promette sviluppo economico, occupazione, ricadute importanti sul territorio. Le solite prebende in cambio di uno scempio ambientale certo. L’impianto di Gioia, a parte qualche ricaduta occupazionale, sarà un’en-

nesima ferita fatta alla Calabria perché benefici veri non ce ne saranno. Nella nostra regione passa già un grande gasdotto che porta il metano dal nord Africa, lo porta ma non per noi, lo fa transitare sul nostro territorio a vantaggio di posti lontani da noi, perché da noi si fanno i gasdotti e i rigassificatori e la Calabria continua a essere la regione meno metanizzata

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la Riviera CENTRALE A CARBONE

EDITORIALE DI JIM BRUZZESE

I tingiuti di Saline Cicatrici apprima furono le bioproteiD ne chimiche della Liquichimica, poi le riparazioni

dell’OGR. Ora, ci risiamo, sarà la volta dell’elettricità. A Saline si replica il miraggio, gli svizzeri di REPOWER vogliono convertire i reperti industriali calabresi per farne una modernissima centrale elettrica a carbone. La promessa è allettante, come al solito. Si creeranno un migliaio di posti di lavoro, che per una terra disperata come la nostra sarebbero una manna, anzi no una goccia nel mare. Si continua a percorrere una strada sbagliata, quella dell’industrializzazione a tutti i costi. Si chiudono gli occhi sui fallimenti delle politiche industriali nel sud, debacle colossali, dalla Campania, alla Puglia, alla Basilicata, alla Sicilia, passando per la Calabria. Fiat, Ilva, Quinto centro siderurgico, Petrolchimico. Nomi diversi per fallimenti identici, che hanno alimentato speranze e costruito disastri ambientali enormi. Perché la centrale di Saline dovrebbe mutare la tendenza? Perché è di ultima generazione, con una resa maggiore di almeno il dieci per cento rispetto alle centrali tradizionali, con un basso

tasso di emissioni di zolfo e anidride carbonica, con un’accurata attenzione all’impatto ambientale affidata ad architetti seri del calibro di Rota e Kisar. Dicono. Sarà, ma intanto verranno inondati di cemento trecentoventimila quadri di terreno, verrà sparata in cielo una torre di centottanta metri, verranno costruiti trentacinque chilometri di elettrodotti sino a Rizziconi per il collegamento alla rete nazionale di trasmissione, verranno costruite nuove banchine nel porto ormai fatiscente per l’attracco delle grandi navi carbonifere. Ecco, alla faccia del basso impatto ambientale. Non bisogna essere dei beceri e integralisti soldati ambientali, come in fondo noi siamo, per avere dubbi sulla bontà della centrale di Saline. Continuiamo a vedere la rincorsa della nostra politica verso scelte che contrastano mortalmente con la vocazione della nostra terra. Abbiamo il futuro dell’energia, non si chiama petrolio, ne carbone. E’ il sole. Forse è meglio non far tingere di nero il nostro futuro. E, quasi quasi, vien voglia di dire a gli svizzeri di portare il carbone a casa loro.

DA SINISTRA: Impianto eolico ai Piani di Lopa La centrale a carbone di Saline Joniche Un rigassificatore simile a quello che dovrebbe essere impiantato a Gioia Tauro Nuccio Barillà, storico leader di Legambiente

COMPETENZE

Avviso a Legambiente a Nuccio Barillà. Abbiamo, E giusto qualche tempo fa, salutato con gioia l’ingresso del d’Italia. Il gas passa da noi, ma entra in pochissime delle nostre case perché manca la rete. Il gas di Gioia non sarà per i calabresi, ci daranno qualche contentino giusto per farci ingoiare l’ennesimo boccone amaro e per tenerci buoni accettando di continuare a essere terra di transito per il benessere altrui. Sarà un’altra enclave in territorio straniero, come

lo è il porto che serve ormai solamente a trasbordare beni da una nave enorme ad altre più piccole che li porteranno altrove, lasciando fuori dal porto il solito deserto. L’impianto non rappresenterà un progetto di sviluppo per noi perché non ci verrà costruito intorno nulla, come sempre, noi daremo la terra e le braccia e il gas riscalderà altre case.

calabrese Barillà nella segreteria nazionale di Legambiente. La nostra soddisfazione era e per la persona, che ha spesso una vita per l’affermazione delle cause ambientali, e per l’importanza concreta del fatto. Avevamo sperato che tale evento avesse potuto contribuire a dare maggior visibilità alle problematiche

ambientali calabrese. La speranza continuiamo ad averla, però stiamo vivendo un momento di passaggio importante e vorremmo che le voci ambientaliste si facessero più forti. Le questioni sono tante, Saline, Gioia, l’eolico e per questo avvisiamo Nuccio Barillà: da Roma continui a guardare la Calabria e faccia sentire la voce forte dell’ambiente, che ultimamente, in verità, sembra troppo sottotono.

di silenzio

eimila tonnellate di rifiuti radioattivi sotto la botola. In migliaia marciarono nell’ottobre 2009 a Cetraro, pensando di stare a Chernobyl. Aggrappati ai tazebao, in comadato d’uso gratuito prestati dai sindacati e dai partiti del centrosinistra calabrese, urlavano, contro le navi dei veleni, mai pensate come presunte allora e oggi solo ectoplasmi. Urlavano un mieloso tormentone che aveva note in comune più con “A K’ant live” che non con “Be bop a lula She’s my baby”. Chi si ferma è perduto e perciò non si sono fermati. Telecomandati a distanza dai loro massimi fattori, girano quotidianamente interi feudi calabresi, come i servi della gleba, alla ricerca di un metro quadro di amianto da innalzare agli onori della cronaca su facebook, dove la poltroneria spesso sostituisce l’azione e fa smorfie al pensiero. Comunque, c’è speranza da condividere, sperando di affiliare. Dicevo: un metro quadro d’amianto. E sul rigassificatore, che equivale a una centrale nucleare? A Gioia Tauro stanno per installare un mostro che, per pericolosità, supera quei reattori che a Fukushima sono stati inghiottiti dal Pacifico, una creatura rifiutata dall’intera nazione, e gli escamiciados svaniscono dentro cicatrici di omertà. Farfugliano, invece, i loro massimi fattori come se qualche dente d’oro si sia impigliato, traversando la bocca, nelle corde vocali. E non concedono più in comodato d’uso gratuito le loro bandiere. Le sventoleranno in fronte al sole alla prima occasione. Per un cassonetto dei rifiuti dato alle fiamme dalla mafia?

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MESSAGGI POLITICI ELETTORALI PER LE ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2012 la Rivieracomunica LA PROPRIA DISPONIBILITÁ A DIFFONDERE SULLA PREDETTA TESTATA GIORNALISTICA MESSAGGI POLITICI ELETTORALI ALLE CONDIZIONI SOTTO RIPORTATE Non si praticano provvigioni di agenzia, sconti quantità nè altri sconti. La pubblicazione degli avvisi é consentita fino al 4 maggio 2012 compreso, salva eventuale estensione in relazione a votazioni di ballottaggio. Il pagamento dovrà essere contestuale all’accettazione dell’ordine di pubblicazione. Le richieste di inserzione elettorale, con gli specifici dettagli relativi alla data di pubblicazione ed eventuali posizioni di rigore, soggetto richiedente ecc. dovranno pervenire almeno 3 giorni lavorativi prima della data richiesta di pubblicazione presso: Pi Greco Comunication srl - Telefono 0964342679 Fax 0964383549- e-mail: pigreco10@gmail.com È stato predisposto un codice di autoregolamentazione disponibile presso la Ns. Sede di Siderno la Riviera srl Corso della Repubblica - Galleria Tasso info 0964383478 - info@larivieraonline.com I messaggi politici elettorali dovranno recare la dicitura “messaggio elettorale”

INDETTE PER I GIORNI 6 E 7 MAGGIO 2012 ed eventuale ballottaggio del 20 e 21 maggio

Ai sensi e per gli effetti della delibera n°43/12/CSP dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni

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DALLA COPERTINA Il caso non è chiuso come se si addice alle indagini contro ignoti. Non è chiuso il caso di Platì e dello sgombero coatto di tre famiglie, avvenuto a sole non alto, il 22 marzo

BANDITI A PLATI PASQUINO CRUPI

l caso non è chiuso come se si addice alle indagini contro ignoti. Non è chiuso il caso di Platì e dello sgombero coatto di tre famiglie, avvenuto a sole non alto, il 22 marzo. Il giorno primo entrava la primavera, il giorno dopo nel paese aspromontano ritornava l’inverno con i suoi fortunali. Insomma, la tempesta giudiziaria che mai non cessa nei confronti dei platiesi. I quali, come i morti, non hanno più né voce né vita. A Platì ormai il linguaggio è quello delle perquisizioni notturne, delle manette, della confisca dei beni, delle sirene, delle camionette di carabinieri e polizia, degli acuti di gola dei commissari di pubblica sicurezza - quello di Siderno e di Locri - che hanno voluto in prima persona essere sul luogo dell’immane delitto di voler riporre la testa sotto un tetto, sotto il loro tetto. Un’operazione brillante certamente, ma altrettanto certamente dilapidatrice delle sostanze finanziarie dello Stato, quella che ha visto in azione a Platì un mucchio inverecondo di camionette e carabinieri e poliziotti, teutonicamente armati. Per far che? Per rendere certo il diritto dello Stato di punire. Ma dove e

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ESSENZIALE La vicenda dello sgombero per confisca si trascina dal 1999. Ma solo ora, cioé mentre si paventa lo spostamento dell’Agenzia per i beni confiscati, la famiglia di Domenico Romeo è costretta a lasciare manu militari la casa incriminata. chi, pretendendo di leggere nella mente delle tre famiglie estradate, cioè messe sulla strada, ha concluso che non sarebbe bastato un usciere, ma dispiegate forze dell’ordine? Sono storie che vengono da lontano. E in proposito vogliamo raccontare quella della famiglia Romeo. Lui si chiama Domenico, ed è bracciante, la moglie Francesca Sergi, è casalinga ed enormemente ammalata. Hanno due figli den-

tro la maggiore età: un maschio e una questo non è, ne deriva una altra conclufemmina. Lo sciagurato platiese acqui- sione, assai efferata: che Saverio sta, or molto tempo fa, un terreno mar- Romeo, inquinato di ndrangheta, ricotoriato, ossia che male si presta a diven- nosce la validità di quella scrittura privatare casa d’abitazione, da Saverio ta alla quale i magistrati fino alla Corte Romeo, con fedina penale macchiata e di Cassazione tolgono ogni validità, chiuindividuato da carabinieri e magistratura dendosi in un formalismo, cieco della come degno di misure preventive. A tal realtà sostanziale. punto che gli vengono confiscati tre fab- Ecco, lo Stato, infine, ha della carità. bricati. E su questo non abbiamo nulla Prima ha buttato la famiglia di da osservare, non conoscendo le carte. Domenico Romeo sulla pubblica via Comunque, è proprio da questa confi- insieme ad altre due famiglie e poi le ha sca, decisa anche con l’autorevole parere fatto ricoverare in alcune case popolari del giudice Vincenzo Giglio, ora in gale- di Platì. Senza acqua e senza luce. Tanto ra, che si lacera la scheggia dell’incredu- i poveri si lavano a fiume e vanno a letto lità. quando il sole declina i suoi raggi. E noi In altre parole, la confisca intanto ci chiediamo se è PRIMO PIANO s’abbatte anche su un terrelegittimo e se è giusto asseno che Saverio Romeo aveva alienato ai gnare alle famiglie sgomberate le case coniugi Romeo e su cui i coniugi Romeo popolari che dovrebbero rimanere hanno costruito la loro casetta: appena disponibili per gli aventi diritto e che di tre vani. E a prova del giusto titolo di questo diritto sono privati. Possibile che proprietà i coniugi Romeo esibiscono a Platì i tutori della legge violino la una scrittura privata. legge? Faccio una pausa. Nel mondo contadino Attenzione. Questa storia dello sgomla parola data valeva come un contratto bero inizia nel 1999. Siamo nel 2012. stipulato di fronte al notaio. Il mondo Sono passati 13 anni. Ci congratuliamo contadino non c’è più. Ci sono giudici con l’attenzione concentrata e finalizzata cittadini per i quali la scrittura privata a sgomberare tre relitti di casa. Ma ci non ha valore giuridico. Giusto. Ha viene la tentazione di pensare che siamo anche il profilo di una messinscena? Se in presenza d’uno sgombero ad orologequesto è, siamo alla bancarotta della ria. Poiché è un dato oggettivo che esso logica più comune. Poiché dobbiamo viene promosso e attuato proprio nel immaginare che Domenico Romeo con momento in cui sull’Agenzia per i beni i suoi sudati risparmi, mangiando di pesa la concreta possibilità del suo trameno, vestendo di meno, costruisce la sferimento a Roma o in qualche imporsua casa su un terreno di cui non è pro- tante città siciliana. Che a Reggio, la prietario. E il cui prorietario effettivo, detta Agenzia lavori e colga risutati non Saverio Romeo, potrebbe rivendicarne è un ottimo argomento contro chi ne la restituzione quando che voglia. Ma, se vuole lo spostamento?

La democrazia secondo Rosario Sergi RODERIGO DI CASTIGLIA

vevamo chiesto al magistrato Romano De Grazia un incontro, per discutere di Platì, o presso la redazione de «la Riviera» o in qualche pubblico locale del paese del brigante Ferdinando Mittiga, certamente meno feroce dei suoi uccisori, che, dopo averlo ammazzato a tradimento, gli tagliarono la testa. Di tutta evidenza, dopo un primo fievole gradimento, il magistrato Romano De Grazia ci ha ripensato e a Platì ci è arrivato con una piccola corte. Era il venerdì 23 marzo. Il giorno prima, 22 marzo, di buon mattino, arrivano a Platì camionette di carabinieri, poliziotti, guardie di finanze. L’assetto è di guerra in questo paese che cerca pace e non la trova, e che può vantare - strano vanto - una generazione che non ha conosciuto la serenità. Sono colà per dare esecuzione ad un’ordinanza di sgombero di tre case confiscate dentro cui vivono famiglie che ancor non hanno capito che devono avviare le pratiche per cambiare cognome. Poiché altrove non

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accade, ma siccome a Platì siamo in colonia e la pena e anche la confisca dei beni dipendono da come ti chiami. Ora noi ci saremmo aspettati dal De Grazia e da quelli che gli fanno da “pali” a Platì un minimo di parola sul caso di cui stiamo discorrendo, su donne e bambini sbalzati dalla casa alla strada. Niente. Facile è, però, parlare di democrazia in astratto, cioè della democrazia che in astratto è nulla. Facile è parlare di difesa di diritti in astratto, e concretamente sospesi a Platì. Ma è un po’ più difficile parlare di rispetto della democrazia e di difesa dei diritti in presenza di situazioni concrete. Da che parte stanno Romano De Grazia, la loquace giovinetta di Siderno, i “pali” di Platì? Dalla parte delle madri e dei bambini messi sulla strada o dalla parte della lex, dura lex, ma semper lex? La storia dei difensori in astratto di Platì non finisce qui. Continua con un bardo della democrazia, nato e cresciuto a Platì, un paese - dichiara il nostro Rosario Sergi- “povero di Democrazia”. E avrebbe dovuto dire “espropriato di ogni forma di democra-

zia”, se oggettivamente non avesse fatta propria tutta la letteratura casermaria su Platì. Avevamo avuto l’impressione, in più incontri e in più conversari, che il platiese illustre avesse voglia di candidarsi a sindaco alla testa d’una lista che riassumesse il cuore piagato di Platì. Aveva anche lanciato di recente un manifesto programmatico in cui diceva di voler procedere, sulle note dell’organo, con la chiesa, con gli oratoriani, con tutti i cittadini, con le istituzioni, con i rappresentanti del territorio, con i partiti politici, con i sindaci del comprensorio, con le associazioni del territorio. E nell’elenco mancava solo Obama. Ma di fatto sì è ritrovato a marciare dietro la banda dei carabinieri, con alla testa Romano De Grazia, sicuramente lieta l’anima sua per lo sgombero, poema eccelso di come lo Stato insegni la democrazia a Platì. E in proposito da che parte sta Rosario Sergi? La domanda aspetta risposta, preso atto che sui “ nuovi zingari” di Platì non ha mosso parola. DOMENICA

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Parlando

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ATTUALITÀ Approvato all’unanimità il bilancio 2012 del Consorzio di Bonifica Alto Ionio Reggino

Reggio, al via un progetto per pazienti dializzati. Ma i posti tecnici c’erano già

Costa: «Un atto di grande rilevanza» È pochi mesi dall’insediamento – commenta Arturo Costa presidente del Consorzio – questo rappresenta un atto di grande significato e rilevanza perchè negli effetti delle cifre impegnate produrrà benefici alle imprese agricole ed in generale a tutto il territorio. Si avvia così una stagionedi scelte positive che il Consorzio dovrà compiere per tenere fede alla sua missione ed alle funzioni ad esso assegnate dalla Legge. Un modello quello consortile che intercetta a tutto tondo le potenzialità del territorio, proponendosi sempre di più quale esempio di governance per la gestione delle acque e per la tutela del territorio. Un contributo essenziale-rimarca Costa – è venuto da tutti i componenti il Consiglio dei Delegati che hanno dato un contributo di prim’ordine a fare in modo di razionalizzare cifre ed investimenti. Il Consorzi –prosegue –persegue interessi comuni, che hanno un rilievo individuale ma lo trascendono e l’azione di programmazione e spesa consolidata con il documento di bilancio, cura la soddisfazione di questi interessi. Di rilievo -conclude Costa – è laresponsabile e costruttiva intesa con le amministrazioni comunali che sono interlocutori importanti perché intercettano le esigenze ed i bisogni dei territori come una

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sorta di cerniera tra società eistituzioni. Adesso proseguiremo con sempre maggiore vigore e determinazione la gestione diopere

destinate al risanamento dei territori, allo sviluppo dell’agricoltura quale fattore di crescita economica e sociale.

stato necessario un progetto. Un progetto presentato in pompa magna addirittura dal governatore Scopelliti che renderà fruibili 8 posti tecnici di dialisi che in realtà, al reparto di Nefrologia dell’ospedale Riuniti, c’erano già ma non venivano utilizzati. E per questo motivo 36 pazienti erano costretti a migrare tre volte a settimana oltre lo Stretto per un trattamento che dura dalle 3 alle 5 ore. 20 di loro continueranno a farlo, gli altri 16 finalmente smetteranno di affrontare anche il sacrificio della traversata. Ci saranno dei medici nella loro città che rinunceranno al proprio giorno libero e, in due turni, con un supplemento di lavoro straordinario, azioneranno quei macchinari rimasti abbandonati a raccogliere la polvere per troppo tempo. Una soluzione che permetterà di rimediare alle carenze di personale, con cui il reparto di Nefrologia – un reparto ai vertici fra i centri specialistici di eccellenza (secondo in Italia dopo l’istituto Mario Negri di Bergamo e terzo in Europa) – deve fare i conti da una decina di anni: mancano, infatti, cinque medici e quattro infermieri. Per anni questa soluzione, la più sensata e piuttosto semplice da praticare, non è stata trovata e si è sprecata la possibilità di seguire almeno 16 pazienti, consentendo anche un risparmio per le casse della Regione Calabria di 508 mila euro l’anno. Non poco, considerata la crisi della sanità calabrese. Maria Giovanna Cogliandro

IL CONVEGNO

I disturbi specifici dell’apprendimento

Si è discusso dei “Disturbi specifici di apprendimento” (denominati anche Dsa) nel convegno promosso dall’Istituto comprensivo statale “P. Coluccio – O. Filocamo”, su impulso della dirigente scolastica Maria Giuliana Fiaschè in collaborazione con la dottoressa Caterina Coluccio. L’iniziativa, articolata in due sessioni, ha richiamato nel gremito Convento dei Minimi di Roccella autorità ed esperti in ambito medico, pedagogico e scolastico, docenti e genitori, proponendo un approccio ampio e diversificato della problematica nella quale rientrano la dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia. Si tratta di difficoltà nella correttezza e rapidità di lettura, nella scrittura, nel calcolo e l’elaborazione dei numeri, che si riscontrano tra il 2 e il 5 per cento della popolazione in età scolare. “Quello dei Dsa è un problema che si manifesta in crescita; per questo abbiamo sentito il dovere di creare occasioni di contatto anche con i genitori in un clima di serena collaborazione per trovare insieme delle soluzioni, con l’auspicio che i nostri alunni, che passano tanti anni dietro i banchi di scuola, si ritrovino da adulti a riconoscere che quegli anni sono stati per loro costruttivi per la loro personalità e la loro vita relazionale”, ha spiegato nel suo discorso introduttivo la dirigente scolastica Maria Giuliana Fiaschè. Apprezzamenti per l’iniziativa convegnistica, quale “occasione di crescita culturale e sociale” e per l’attivismo dell’istituto comprensivo e della sua dirigente sono stati espressi dal sindaco Giuseppe Certomà, dall’assessore comunale alla Pubblica Istruzione Gabriele Alvaro e del direttore sanitario dell’Ospedale di Locri Antonio Previte. I lavori sono stati brillantemente moderati dalla dottoressa Giovanna Campolo neuropsichiatra ed hanno permesso al pubblico di ascoltare diversi e validi contributi di esperti della materia. Tra questi la dottoressa Giusi Foti, neuropsichiatra infantile che ha inquadrato la tematica dal punto di vista clinico, distinguendo tra i disturbi di apprendimento specifici e quelli non specifici, i metodi diagnostici concludendo con un significativo video che ha invitato il pubblico ad immedesimarsi nei panni di un bambino dislessico. E ancora la presidente dell’ Aid Calabria ( l’associazione delle famiglie di bambini con dislessia) Maria Pia Scarfuro che ha offerto una toccante ed efficace testimonianza della travagliata esperienza nel mondo scolastico come madre di due bambini dislessici. La neuropsichiatra infantile Caterina Coluccio che ha fornito un aiuto all’organizzazione del convegno, a sua volta si è soffermata sul tema “Dalla valutazione al trattamento: come aiutare il dislessico”. Altro rilevante contributo medico-specialistico quello del dottor Gianfranco Suraci, neuropsichiatra infantile, che si è occupato dell’aspetto “Emozioni di apprendimento”. S.P.

POLISTENA

Verità e verità MARIA BOETI Ci sono donne che non si rassegnano a perdere la battaglia, anche se era troppo evidente fin dall' inizio che non avrebbero trionfato. Eppure era così elementare vincere! Che fascino il mistero! Ci sono storie d'amore che senza il mistero crollerebbero nel giro di 24 h. L'amore è sempre fragile, anche quello che dura da anni, e velarlo è un lavoro arduo. Con la continua domanda da parte di una società troppo abituata al cicaleccio: prima o poi si saprà la verità. Ma quale verità? La verità è che esiste la vita privata che non può essere vita pubblica! Prevalere senza combattere e riuscire a rispondere senza parlare è stato un lavoro inumano!!! Ma probabilmente il dolore del passato è avvenuto per addestrare al presente. Da una parte c'era chi tesseva trame dall' altra chi pacata stava ferma. Ma come non ci si rende conto che quel che eccede, riduce. Quando avviene la diminuzione ci possono essere dietro mille motivi, e capire vuol dire risolvere. Ma se non si è all' altezza di capire e si rimane in un continuo stato di autostima illusoria lì neppure il Padreterno può far nulla. E' la concezione sbagliata di se stessi, che non fa distinguere la verità. Facciamo un esempio: quante volte in una coppia sposata con figli la moglie tradisce (non stiamo qui a discutere per quale motivo), quando poi rientra in sé ed in famiglia, la collettività sparla, e dice a lui: <

ma perché non la lasci, fosse capitato a me io non l' avrei più accettata nuovamente in casa >. Il marito come scusa risponde che lo fa per l' educazione dei figli, per non sfasciare la famiglia, perché altrimenti dovrebbe darle metà del patrimonio, oppure perché dovrebbe intraprendere una nuova relazione con un' altra donnaccia, e via dicendo. Non è vero! Assolutamente falso. Lo fa perché ne è innamorato. Malgrado il tradimento ne è innamorato. Se non la vuole è perché non sente davvero nulla per lei. Perché ha una vera e propria caduta d' interesse verso di lei. E, se ci sono incontri, sta vestito e quindi protetto. Non la vuole, e non c'è nulla che gli possa far cambiare idea. A questo punto, subentra la parte interiore della donna. Nessuna donna al mondo accetta di essere rifiutata! Quando questo accade scatta una vendetta senza fine. Non lo accetta per se stessa e non lo accetta per il giudizio della società. Una donna rifiutata è una scarpa vecchia. Non è una questione di bellezza e non si tratta della burrasca di una notte è che non è riuscita a fargli perdere la testa. Non riesce a far prendere forma alla storia nell' intimità e alla fine dopo aver fatto fughe in avanti deve congedarsi. Tutto questo è intollerabile! Sente che non solo non viene accettata come corpo ma non viene accettata nella sua interezza, non viene accettata emotivamente. E, per quanto stupida sia, sente che non è desiderata, questo per qualsiasi donna è veleno! Il distacco e la chiusura dell'uomo l' amareggia. Ecco perchè si vendica. Non è desiderata sotto l' aspetto tattile né riesce a suscitare l' infatuazione erotica. Il tatto significa vicinanza e la donna sperimenta l' emozione del <sì mi desidera> <no non mi desidera>. Si rende conto che non è riuscita a farsi amare dalla mascolinità dell'uomo, dal suo potere fisico e sociale, dal fatto che è temibile e gelido ma con lei diventa un tesoro. Ecco perché, l'erotismo femminile è profondamente influenzato dal successo e dall'applauso che la comunità in cui vive, le fa. Il massimo, è quando si sbarazza di tutte le rivali e domina il territorio, territorio che è il corpo e la mente dell'uomo che ama. Fatto questo ha vinto! Quale chiusa per il finale: ci sono storie d'amore che sono come un film giallo si pensava all' inizio d' intuire il colpevole, invece… DOMENICA

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Risiko a Bovalino

Stefania Ballista con uno dei suoi "pelosi"

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Concerto in beneficienza a favore dell’Aiva anuela Cricelli e Peppe Platani, Martin e Luana, Mr Muscolo e i suoi Estrogeni, tutti all'auditorium comunale, in via Rubina, nei pressi della centrale Piazza

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CONTESSA LARA

artita di Risiko in corso a Bovalino. I territori sono divisi, le armate disposte, la parola ai dadi. In Consiglio comunale l’opposizione dichiara guerra alla maggioranza, il Presidente fatica a mantenere l’ordine, il pubblico assiste e fa la hola. I vicesindaci dell’alternanza discutono animatamente: Vadalà chiede alcuni chiarimenti a Maesano, il quale rimprovera al Sindaco la poca disponibilità al dialogo, ma è a sua volta rimproverato da Rocca - terzo (?) vicesindaco, per aver preferito dare le dimissioni a dicembre. Mittiga ascolta, e osserva, ma non raccoglie. Savica, che pensa, pur opponendosi, al Viceregno, insorge e infiamma gli animi. Dopo tre ore e mezzo di Consiglio non ci sono vincitori né vinti. Tutti stremati. Poi arriva la comunicazione che il progetto “Sistema di videosorveglianza del Comune di Bovalino – Un occhio alla sicurezza”, presentato nell’ambito del Programma operativo nazionale “Sicurezza per lo sviluppo”, è stato ammesso al finanziamento con decreto dell’Autorità di gestione del 16 marzo 2012. Stavolta sono d’accordo tutti, cittadini, politici, commercianti specialmente; un po’

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Vittorio Veneto a Gioiosa Ionica, per esibirsi a favore dell' Aiva - L' Oasi di Stefania. Il ricavato della manifestazione verrà devoluto interamente a favore dei cani ospiti dell'oasi e a tutti i randagi in stallo. L'Associazione nasce nel 2006 a Gioiosa Ionica (RC) grazie a un gruppo di amici, amanti degli animali, stanchi di assistere a continui abbandoni e maltrattamenti degli animali. L'attuale rifugio ospita attualmente circa 35 cani, ma si potrebbe fare ancora di più. Tanto per iniziare non perdiamoci l'appuntamento di domenica 1 aprile, dalle ore 21.00 in poi.

meno i rapinatori. E dopo la politica e l’ordine pubblico, si battaglia sul volontariato. Tommaso Mittiga rende disponibile una sala del municipio per gli incontri del Centro servizi al volontariato che, da qualche settimana, ha realizzato in provincia un nuovo percorso per fornire supporto alle associazioni che intendono collaborare con i comuni e le istituzioni. E che Dio gliela mandi buona. Per i giornali, infatti, esiste una Protezione Civile di cui “anche” Ferdinando Rocca, attuale vicesindaco, fa parte, ed una Protezione Civile di cui “anche” Francesco Perrone, consigliere di minoranza, fa parte. Entrambe senza sede, senza divise, senza mezzi. La prima, costituita in via ufficiosa a maggio, vanta un nutrito gruppo di persone ma attende segnali dall’amministrazione per l’atto di nascita ufficiale, la seconda, costituita in questi giorni, si definisce a mezzo stampa “già operativa” e attende, date le quattro adesioni (un po’ pochine), i tesseramenti. Ma i volontari, a prescindere da chi “anche” si tessera nell’associazione, non dovrebbero essere apartitici, apolitici, e (soprattutto) affiatati? Non vince né l’una né l’altra, per questo. La battaglia è vinta dalla stampa che, sempre e comunque, scrive, o giù di lì. E la partita continua…

OPUSCOLO INFORMATIVO

LA LADOS RISPONDE A «LA RIVIERA» Caro direttore, non era nostra intenzione offendere i grafici de la Riviera che invitiamo, piuttosto, a darci una mano. La Lados non ha avuto contributi per realizzare il libretto di cui avete parlato lo scorso numero, se non 500 euro per la stampa. Il libretto è stato realizzato gratuitamente da ragazzi che nella vita non fanno i grafici, fanno tutt’altro lavoro. L’intento era di far conoscere gli scopi della nostra associazione, i motivi per cui sostenere la donazione del sangue, le tappe della nostra storia. Si sta preparando, ad esempio, nel prossimo mese di maggio, la festa per i nostri 35 anni di attività; e asseriamo con orgoglio che, da quando operiamo sul territorio, il numero dei donatori è aumentato del 5%. Grande anche la soddisfazione per aver avuto un’ispezione dei Nas, presso la nostra sede in via strada Cavalleria 27 a Marina di Gioiosa, per la verifica del servizio ambulanza. Il controllo, effettuato dalle forze dell’ordine su tutta la provincia, ci ha confermato a norma tutti i nostri mezzi. DOMENICA

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MOSCHETTA

SUCCULENTI CAVI IN RAME ANTONELLA ITALIANO Di furti se ne è parlato tanto in questo periodo. Ma basta con le gioiellerie, con i supermercati, con le banche; già visto, già scritto, già sentito! E i ladri, che nel loro continuo pianificare, desiderano infondo anch’essi un po’ di notorietà, si sono adeguati, inventando qualcosa di originale. Obiettivo: Moschetta. Bottino: cavi in rame della linea telefonica Telecom. Unica arma: una diabolica perseveranza. Così da agosto 2011, ogni mese, i cittadini di questo splendido paesino, a pochi chilometri dalla costa locrese, si ritrovano puntualmente senza linea telefonica. Un grave danno agli anziani di Moschetta, spesso in pessimi rapporti con i cellulari, e bisognosi di assistenza immediata. Un grave danno alle attività commerciali, considerata l’elevata intensità turistica della zona; ai ristoranti dunque, agli alberghi, agli agriturismo, che vestono numerosi le colline della Locride. Un grave danno alle scuole elementari, all’asilo, al museo. Tutti senza adsl e senza telefono. Sei le incursioni “ladresche” registrate ad oggi, e il timore diffuso è che questi fantasiosi, quanto poveri, Lupin ne preparino delle altre. Il furto di fine gennaio, ad esempio, ha tagliato fuori dalle comunicazioni tutta la Contrada, e solo dopo diversi solleciti, e due mesi di attesa, la compagnia telefonica si è decisa ad effettuare l’ennesimo intervento di ripristino del sistema. Nel frattempo, però, si è giunti a metà marzo. E come potrete già immaginare,

ROCCELLA

proprio qualche giorno fa, ancora un altro colpo. Ottima intuizione degli operatori sarà stata la sostituzione dei cavi in rame, con quelli in alluminio, nell’area della fiumara, in assoluto la meta prediletta. Geni di conseguenza i ladri, nel decidere di cambiare zona. Ringraziano tutti, ma prediligono il rame. Si mobilita l’associazione Pro Moschetta, tramite una petizione popolare promossa dalla stampa, preannunciando blocchi e proteste. Cosa fare? Migliorare la vigilanza della periferia? Rinunciare al telefono e ad internet? Sostituire tutti i cavi in rame con quelli in alluminio e rischiare di spostare il “caso Moschetta” ad altre zone? La soluzione va ricercata insieme, e l’associazione chiede l’intervento del sindaco di Locri, Giuseppe Lombardo, e dei suoi assessori alla pubblica istruzione e al turismo, campi direttamente colpiti dal disagio. Una periferia splendida ed operosa come quella di Moschetta deve uscire da questo triste giogo. Subito. Non facciamoci rubare, con i cavi, anche la dignità di cittadini.

GRUPPO BURRACO YMCA

Porto delle Grazie: lavori in corso Consentire l’immediata fruizione del porto “Delle Grazie” in termini di operatività per le forze dell’ordine e di approdo sicuro e semplice per i diportisti e i pescatori. E’ questo l’impegno che il vicepresidente della Provincia di Reggio Calabria, Giovanni Verduci ha ribadito al termine del sopralluogo effettuato nella struttura portuale roccellese, nuovamente interessata dall’insabbiamento nell’area di mare antistante l’imboccatura. Giuseppe Mezzatesta, è stato accolto al suo arrivo dal sindaco di Roccella Giuseppe Certomà, dal suo vice sen. Sisinio Zito, dal comandante dell’Ufficio circondariale marittimo Antonio Ripoli, dal responsabile della Squadriglia navale della Fiamme Gialle, Marco Giuffrida, dal consigliere provinciale Pierfrancesco Campisi. Verduci ha spiegato gli interventi che l’Ente Provincia si è assunto l’onere di realizzare: il dragaggio dell’imboccatura del porto; l’acquisto di un pontone galleggiante da utilizzare per eventuali interventi di dragaggio; l’acquisto di attrezzatura per la manutenzione quotidiana. Il sindaco di Roccella, Giuseppe Certomà ha espresso soddisfazione per l’esito dell’incontro e la sensibilità manifestata dall’esecutivo guidato dal presidente Raffa, evidenziando che “è la prima volta che l’Amministrazione provinciale dimostra interesse verso la difesa e lo sviluppo del porto di Roccella”. Stefania Parrone

Dalla passione per il burraco del gruppo YMCA, iscritto all' Federazione italiana FIBUR, nasce il primo Torneo che si terrà oggi, alle 15,30, presso il BEAT WINE, Corso della Repubblica, Siderno. Il nostro in bocca al lupo a tutti partececipanti.

TORNEO DELLE PALME

GROTTERIA

Teatro Onlus Alcuni giovani di Grotteria lavorano, da qualche anno, sul progetto: il Teatro Grotteria onlus. Il presidente del gruppo, Domenica Femia, dichiara: «Siamo riusciti a farci conoscere in tutta la Locride, e abbiamo potuto contare sempre sull'interesse di un pubblico meraviglioso. Non posso però negare che, nonostante quanto fatto di buono, ci sia stato a Grotteria qualcuno che non ha accolto con benevolenza la nostra associazione. Signorotti che stentano ad uscire dal loro guscio di cartone e non aspirano certamente a migliorare sé stessi né, tanto meno, le sorti di Grotteria». Se non fosse così, non sapremmo spiegarci, difatti, il furto spregevole di materiale scenografico ai danni del Gruppo Teatro. L'intera comunità grotterese ha, però, fatto sentire la sua vicinanza e il suo calore. Conclude Femia: «Grotteria si nutre di un passato nobile ed illustre, una storia che, ancora oggi, consente a tutti noi di sentirci partecipi e orgogliosi». Tutti i cittadini possano aiutare i giovani di Grotteria donando il 5 per mille. A.I.

Ardore

Mediare, la scelta migliore Controversie civili o commerciali? Mettetevi d'accordo! Lo dice lo Stato. Da un anno, infatti, è obbligatorio in Italia il tentativo della mediazione, perché potrebbero esistere fra le parti “in causa” interessi comuni e compatibili. Rimboccatevi le maniche contendenti, sotterrate l'ascia di guerra, rispolverate il vostro buon senso e smettetela di litigare, angosciando i vostri avvocati. Mediate per almeno due buoni motivi: la convenienza economica, essendo la procedura conciliativa molto meno costosa di un procedimento giurisdizionale; la durata del procedimento, in quanto la conciliazione obbliga le parti a giungere ad una risoluzione del conflitto entro il termine massi-

mo di quattro mesi, contro i quattro anni previsti dalla giustizia ordinaria, se tutto va bene. Inoltre, ci si muoverebbe in un clima di collaborazione e reciproca intesa, e i partecipanti sarebbero garantiti dalla riservatezza del procedimento. Di questo e di altro si è parlato nel convegno tenutosi, lo scorso sabato 31 marzo, ad Ardore

Marina presso la locale Biblioteca, organizzato, con il patrocinio della Amministrazione comunale, della associazione “Altera Quaestio” e dall'organismo di mediazione “Adr Logos”, questi ultimi accreditati presso il Ministero della Giustizia. A.I. DOMENICA

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BIBLIOTECA MERIDIONALISTA

Da mito a benefattore. Nulla di alto, di elevato, di duraturo fu costruito ad Africo senza il suo storico parroco. È ancora presto per scrivere la storia, di don Stilo, ma si è in tempo per fermare i crociati , che lo vogliono santo. Anche se non subito.

Don Stilo e la vera storia dell’esodo ROCCO PALAMARA Mi ricordo quando ero studente negli anni ’60 e viaggiavo sul treno lungo la costa Jonica. Allora capitava spesso che altri viaggiatori forestieri mi ripetessero la litania su don Stilo “Benefattore e Padre degli africoti”. Dicevano che era merito suo se ci avevano ricostruito in sostituzione di quello distrutto sull’Aspromonte; che aveva avuto la preveggenza di farcelo fare nelle più progredite marine, invece che nella montagna; che aveva fatto costruire le scuole per istruirci; e che persino se il treno si fermava ad Africo era merito suo.

Il mito don Stilo Tutte frottole da male informati, in realtà. Passato il tempo e morto (ma non in odore di santità) don Stilo, la leggenda del “Padre, lungimirante, benefattore”, se non del santo, viene riproposta dai suoi irriducibili ammiratori, stavolta in pagine web, in libri e persino in manifestazioni di tipo culturale a lui dedicate, come quella di certi “poeti riconoscenti” di Africo e dintorni. Costoro non mancano persino di bacchettare gli altri africesi che non sarebbero – a sentir loro - abbastanza devoti alla sua memoria, dato

ESSENZIALE

Avrei preferito lasciare in pace i morti, ma se i trapassati, questi, ricorrendo a vecchie menzogne, sono portati da altri come esempi di vita per perpetuare falsi miti, diviene doveroso informare i giovani della verità che non gli hanno ancora dedicato una via, né innalzato una pubblica statua. Quel che è peggio però è il fatto che nella loro forsennata opera di pompaggio attribuiscano a don Stilo conquiste che appartengono

invece a tutto il popolo di Africo, che ha lottato e pagato per raggiungerle. Contro l’incredibile furto della Storia di un popolo, cui anche io appartengo, mi è doveroso fare un quadro veritiero del personaggio in questione e ricostruire il percorso dei fatti.

Don Stilo e l’esodo La storia dell’esodo è complessa, non riducibile a facili semplificazioni, ma precisa e chiara nei suoi passaggi. Nel mese di Ottobre del 1951, al culmine dell’alluvione, una frana causata da un torrente ostruito dilagò nel centro abitato del vecchio paese di Africo sull’Aspromonte meridionale, travolgendo alcune case e causando tre morti. Successe durante la notte, col fare del giorno quasi tutti gli abitanti, abbandonarono il paese riparando in un posto più sicuro. Da lì partì per Reggio una delegazione di cittadini per chiedere aiuti e disposizioni presso la Prefettura. Gli stessi tornarono con l’ordine per la popolazione di allontanarsi dal sito pericoloso e riparare a Bova, a 16 chilometri di distanza, dove avrebbe ricevuto gli aiuti necessari. I più allora si misero in cammino per quel paese, che rag-

giunsero con qualche aiuto e non Stato si faceva carico anche di noi, e poche difficoltà, e dove vennero non solo degli africoti, e ciò era alloggiati alla meglio nelle scuole molto incoraggiante. elementari. Nei mesi seguenti i più furono traTra i delegati che qualche giorno sferiti nel vecchio seminario di Bova prima erano andati a Reggio, oltre Marina e nei baraccamenti costruiti al segretario comunale e al briga- in aggiunta, dove successivamente diere, c’era anche l’allora giovane furono concentrati tutti i casalinoviparroco don Giovanni Stilo. Ed ti sfollati . ecco allora lo spunto per il primo Fin qui la prima fase dell’esodo “miracolo” da attribuire al prete: con i due popoli (quello di Africo e “Merito suo se è arrivato quell’ordi- quello di Casalinuovo) in movimenne della Prefettura!” to ma in modo distinto e separato e Figuriamoci! E se non ci fosse don Stilo profugo insieme agli altri andato lui a Reggio? Le autorità dalla parte africota . avrebbero ordinato alla gente di Egli, come abbiamo visto, non tornare sotto le frane? E la gente ci ebbe nessun ruolo per quanto sarebbe tornata? riguarda l’esodo della frazione di C’è da dire inoltre che il proget- Casalinuovo, che – attenzione! – to di trasferire l’abitato di Africo in equivaleva per numero di abitanti un posto più sicuro non era nem- alla stessa Africo. meno nuovo dato che risaliva agli Altri problemi ci furono col anni ’30, quando altre frane si erano governo che, passata la prima abbattute sul paese. emergenza, voleva negare ai casaliProseguendo nell’esodo gli africo- noviti lo status di profughi. ti rimasero solo alcuni giorni a Bova Per ottenere il diritto si dovettero dove, data la mancata solidarietà fare lotte molto dure, con tanta dei locali (errore che costerà a Bova gente incarcerata e manifestazioni S. la decadenza), furono trasferiti in in cui si portava un unico ed elovari centri di raccolta di Reggio e quente cartello con la scritta “O LA provincia. CASA O LA TOMBA”. Alla fine le A quel punto però si mossero autorità - visto inutile il tentativo di anche gli abitanti di Casalinuovo, ricacciarci indietro - ricorsero a un paese a 4 chilometri da Africo, sotterfugio per appianare le cose distinto per popolazione ma acco- con buona pace di tutti: mandarono munato dalle stesse misere condi- dei geologi per un sopralluogo a zioni di vita e dall’appartenenza allo Casalinuovo e questi, prendendo a stesso Comune. pretesto un insignificante torrentelIl territorio di Casalinuovo era lo asciutto che costeggia la parte a stato devastato non meno dell’altro; monte dell’abitato, “certificarono” i morti, periti nelle campagne, che da lì l’acqua piovana avrebbe, erano stati 6, il doppio di quelli di nel tempo, “segato” la montagna e Africo, ma nessuna casa era caduta, fatto franare il paese (!). Una panper cui – a differenza zana, si può dire, ma CRONACHE dei primi - venne a servì per il riconosciMERIDIONALI mancare l’autorizzamento dello “stato di zione prefettizia per lo sfollamento. necessità”, secondo gli standard di Allora l’iniziativa la presero i più legge; e fu così che anche ai casalipoveri tra i paesani, a cominciare da noviti venne riconosciuto il diritto a Giuseppe Palamara, futuro sindaco una nuova casa in un nuovo paese. comunista, e Paolo Modafferi, In tutte quelle lotte con epicenmastro stagnaro, che posero a tutti tro il campo profughi di Bova la domanda/ risposta: «E noi che ci Marina non si vide mai Don Stilo. stiamo a fare quassù se non ci è Egli anzi era ritenuto ostile alla rimasto più niente?». causa dei casalinoviti che nelle eleI due, con le loro famiglie, furono zioni comunali del 1956 e del 1960 i primi a lasciare Casalinuovo espri- votarono in massa contro il candimendo una speranza: dato a sindaco da lui sostenuto, che «Qualcuno ci deve aiutare pure a era poi un suo stesso fratello. noi!» e, superato una frana apocalitDesignato il sito del nuovo paese tica che isolava completamente il (nell’attuale Africo Nuovo) vennepaese, raggiunsero pure essi Bova, ro, già nel 1953, costruite le prime dove furono alloggiati nelle stesse case e un buon numero di baracche scuole appena sgombrate dagli afri- prefabbricate donate dalla Croce coti. rossa svedese; e le prime famiglie di Tutti i casalinoviti vennero allog- africoti e di casalinoviti furono là giati nello stesso edificio scolastico, trasferite. Poi tutto si fermò per dove si arrivò a stipare 15 famiglie quasi un decennio, con la maggior per ogni aula. Ma i disagi erano parte della gente ancora alloggiata nulla a confronto con i patimenti nei campi profughi. passati nel vecchio e isolato paese. L’ attesa – a parte i disagi di vivere La cosa più interessante era che lo nelle baracche - non fu proprio DOMENICA 01 APRILE 2012

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tranquilla, perché ci furono altri scioperi e agitazioni, ma solo quando tentavano di sospendere quei sussidi. Nessuno più dubitava della ricostruzione delle case che, si sapeva, sarebbe avvenuta prima o poi (come in effetti fu). L’alluvione del 1951 e quella successiva del 1953, oltre ad Africo e a Casalinuovo, danneggiarono anche altri centri della Calabria, come ad esempio Canolo e Ciminà a cui il governo – proprio come a noi – alla fine fece rifare case e paese . E se le case le fecero a tutti, com’è che a noi – a sentire gli estimatori di don Stilo - non le avrebbero costruite se non ci fosse stato lui?

La scelta della “marina” Nel tripudio di riconoscimenti, un altro dei “meriti” attribuiti a don Stilo è quello sulla scelta dell’ubicazione in “marina” del nuovo paese. “Liberando il popolo dalle capre e portandolo nella civiltà”, si dirà. Scelta tutto sommato lungimirante, solamente che non fu affatto don Stilo a farla. La scelta della “marina” fu invece fatta, sin dal primo momento, dalla quasi totalità del popolo di Casalinuovo, e successivamente anche dalla parte più povera della popolazione di Africo, uscita vincente dopo ripetuti referendum popolari. Portavoce delle esigenze popolari presso il governo fu allora il deputato comunista Eugenio Musolino, che in un’interrogazione parlamentare del 25 marzo 1952

(appena 6 mesi dopo l’alluvione) insistendo sul luogo prescelto: “Lacco della Quercia” nel territorio di Bianco (lo stesso in cui è ora Africo Nuovo), ricevette la risposta affermativa del governo nella persona del Sottosegretario di Stato per i Lavori Pubblici, Ludovico Camangi. Don Stilo invece nel Febbraio del 1952 si ribatteva ancora nelle sue ambiguità e scriveva a Fanfani per la scelta della ricostruzione in montagna; cambiando idea solo successivamente. Egli in quel frangente critico stava col partito dei notabili, di cui era parte, e con i padroni delle mandrie. Le uniche categorie in condizioni di fare una vita decente lassù.

Don Stilo benefattore Chiarito - con quello già detto il capitolo su Don Stilo “guida del popolo” e “padre fondatore di Africo Nuovo”, passo ora all’altra favola, del don Stilo “benefattore” ed “educatore ”. Tornando ai primi tempi del nuovo paese, la creazione del mito produceva un tornaconto all’interessato, il quale con i paesani faceva valere le sue relazioni esterne e se arrivava qualcosa per il paese, tipo i cantieri-scuola, poteva vantarsi che era per merito suo e grazie alle sue amicizie; mentre agli altri faceva intendere che aveva tutto il paese disposto a seguirlo come un sol uomo; e ciò valeva anche in termini elettorali. Questo lo aiutò a tessere la sua formidabile rete di amicizie nel mondo delle istituzioni, della politica e del clero, che furono la base del suo potere nel sottogoverno dell’era democristiana. Esse, per incominciare, gli furono utili per iniziare la costruzione del suo grande complesso scolastico “Serena Juventus” proprio nella nuova Africo: per elevare culturalmente il Suo popolo disse lui - e ripetuto a pappagallo dai suoi vecchi e nuovi estimatori . Perché costituiva un ottimo investimento per lui medesimo - dicono i fatti – dato che le lezioni non erano affatto gratis ma a pagamento, ed ancor di più remunerativi risultarono successivamente i famigerati “Diplomi Facili” per i quali, come si sa, l’istituto divenne famoso in tutta Italia. Ma, come si dice, non si vive di solo pane, perché i diplomi si rivelarono anche eccellente merce per lo scambio di favori nel Sistema clientelare. Tra i beneficiati, oltre a varie migliaia di asini sguinzagliati a far danni per mezza Italia, vi furono il fior fiore dei mafiosi calabro - siciliani, tra i quali don Coppola, nipote di Frank Tre Dita, e ben due futuri sindaci di Palermo (tra i famigerati autori dello scempio edilizio, negli anni ’60 e ’70 , di quella città). Per quanto ci riguardò come ragazzi di Africo, la maggior parte preferimmo viaggiare piuttosto, e con i treni raggiungere le più economiche scuole pubbliche negli altri paesi. Al dunque, per il “don Stilo educatore”: molto business e beneficenza zero!

Lavoro & diritti E se allora non ci ha agevolati nello studio, che era il suo mestiere di prete e di insegnate, in che cos’altro avrebbe favorito il “suo” Popolo don Stilo? Prendiamo il problema del lavoro, mai risolto ad Africo Nuovo, ma assai più grave all’inizio, nel 1953. A quel tempo persino i comunisti del paese si rivolsero a lui, per la creazione di una cooperativa agricola - pastorale, che avrebbe dovuto sostenere una sessantina di famiglie. Nello spirito della “nuova frontiera” dove ci si doveva aiutare l’un l’altro senza badare alle differenze ideologiche, gli stessi pensarono di appoggiarsi al prete, ritenuto e forse a ragione, l’unico che per cultura e amicizie era nelle possibilità di accedere ai contributi pubblici. Si acquistarono così, grazie a quei contributi, ben 180 ettari di terreno, sufficienti – si riteneva - per sostenere le decine di famiglie dei soci; ma quando si trattò di raccogliere i frutti, lui li lasciò tutti a bocca asciutta, salvo alcuni suoi fidi che favorì (si fa per dire) facendogli comprare parte di quella terra che, in quanto soci, era già di loro proprietà. Il suo stile era sempre lo stesso: ricavare per sé la parte del leone, accontentare gli amici e fregarsene di tutti gli altri. In una seconda fase, dopo il 1963, quando con l’arrivo ad Africo Nuovo degli ultimi profughi dei campi si cominciò una lunga stagione di lotte (per il lavoro, il diritto allo studio ed i servizi che ancora mancavano), don Stilo non fu per nulla accanto al “suo” popolo che, senza di lui, diede invece prova di quella grande combattività e partecipazione che ci è da tutti riconosciuta. Io, che feci parte di tutte quelle lotte, non lo vidi mai né nelle fasi preparatorie, né sul campo, salvo una volta che ricordo molto bene: Don Stilo arrivò, buon ultimo, quando da molte ore stavamo bloccando un treno e la ferrovia, ed i carabinieri cercavano di trattare per lo sgombero. Si fece avanti lui cercando di fare la primadonna e disse : “Io rappresento il popolo di Africo!” ma fu subito redarguito da Rosario Bruzzaniti, vicesindaco comunista, che gli disse : “ Voi qua rappresentate la vostra sola ed unica persona!”. Dopo di allora (offeso?) non si vide più nelle manifestazioni, né si ricordano suoi interessamenti per “riscattarci”, almeno dalla repressione, presso i suoi amici e compari magistrati ed i carabinieri (quest’ultimi li teneva in pugno, giacché poteva farli trasferire) i quali, per quelle manifestazioni, ci schedarono e denunciarono in massa, a partire dai ragazzini. Bisogna dire che il nostro modo DOMENICA

deciso e collettivo di reclamare i diritti non appassionava don Stilo, uomo dei particolarismi e campione delle raccomandazioni. Nel suo modo arcaico di intendere i rapporti le cose si dovevano chiedere con ossequio ai dispensatori: a Dio e ai santi per le cose celesti e a Lui medesimo per quelle della “sua” Africo. Il suo modo di fare, legittimo se rapportato tra privati, risultava però devastante in un contesto pubblico, dove il suo favoritismo intrigante calpestava la giustizia e spaccava la comunità .

Padre degli africoti? Altro che Padre degli africoti! Egli fu l’uomo delle divisioni; ad esempio sul punto del lavoro nell’Ente Forestale (maggior risorsa di Africo) mentre il popolo compatto faceva gli scioperi nel segno di “Più LAVORO PER TUTTI”, strappando di volta in volta delle giornate lavorative per la comunità, egli si incuneava negli spazi aperti e, tramite i suoi amici negli uffici di Reggio, faceva assumere stabilmente i suoi fidi. Dato però che i posti erano razionati a rimetterci erano gli altri paesani con le porzioni di lavoro a loro spettanti (Per l’alto numero di disoccupati vigeva la turnazione di 2 mesi per volta). Si coniò allora ad Africo una nuova parolaccia: “I RACCOMAMNDATI”, riferita ai ladri del lavoro altrui, “grazie” a don Stilo. Con gli stessi metodi, negli anni tra ‘60 e ‘70, fece assegnare a parenti e suoi fidi quasi tutti i posti pubblici del paese ed, almeno in un caso, uno che il posto già lo aveva dovette lasciarlo con la prepotenza. Mi riferisco al bravo e competente medico condotto dott. Nucera di Condofuri, che dovette sloggiare per lasciare posto a un nipote del prete, appena laureato. Senza andare a rinvangare nel capitolo mafia, che tutti già conoscono, ed i rapporti solidali con i fascisti di Ordine Nuovo (che per lui , nel 1971, occuparono e devastarono l’Università di Messina), questo era dunque l’Uomo a cui dovremmo essere anche grati, e che qualcuno di cui sopra, in un recente libro, ha osato mettere appena un gradino sotto San Leo, tra i figli di Africo. Blasfemia di cui gli lascio la completa paternità, a memoria del fondo raggiungibile dai lecchini come lui, dei quali - purtroppo - è piena la storia della Calabria.

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la Riviera Registrazione Tribunale di Locri (RC) n. 1 del 19/06/1998 R.O.C. n°11602 del 02/11/98 Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana AmministratoreUnico Rosario Vladimir Condarcuri

COLLABORATORI Direttore responsabile P ASQUINO C RUPI Direttore Editoriale E RCOLE M ACRÌ In redazione: M ARIA E LENA F ILIPPONE, DOMENICO M ACRÌ, MARIA G IOVANNA C OGLIANDRO, A NTONELLA I TALIANO Editorialista: G IOACCHINO C RIACO Art Director: P AOLA D ’ ORSA Impaginazione: E UGENIO F IMOGNARI

Anna Laura Tringali, Mara Rechichi, Ruggero Brizzi, Benjamin Boson, Nik Spatari, Angelo Letizia, Marilene Bonavita, Francesca Rappoccio, Mario Labate, Franco Crinò, Marco Andronaco, Isabella Galimi ,Maria Teresa D’Agostino, Giovanna Mangano.

Lettere, note e schermaglie I COMUNISTI COM’ERANO

Ricordo di Franco Femia

RICORDANDO...

La morte

non è niente FORTUNATO NOCERA Il giorno 22 marzo ha concluso la sua parentesi terrena Franco Femia, uomo di specchiate virtù morali e civili, combattente instancabile per la difesa dei diritti dei lavoratori, disponibile e gentile con i deboli e gli indifesi. Anche se cagionevole di salute, ha partecipato ad ogni iniziativa che riguardasse le lotte dei lavoratori. Assieme a Virgilio Condarcuri ed altri comunisti della zona ionica guidò, negli anni cinquanta del Novecento, le lotte delle raccoglitrici di gelsomino che reclamavano un salario dignitoso e fu in prima fila negli scioperi a rovescio ed in ogni altra manifestazione sindacale o politica. Nato ad Ardore nel 1919, in una famiglia che sarebbe stata numerosa se non fosse stata decimata dalla mortalità infantile, padre falegname madre bottegaia, crebbe nel culto della rettitudine, della moralità e del rispetto verso gli altri. La sua presa di coscienza politica e sociale avvenne all'indomani dello sbandamento conseguente all'armistizio dell' 8 settembre 1943, quando, militare dell'aviazione di stanza a Ciampino di Sotto, decise di raggiungere il fratello Aldo, di quattro anni più giovane, ad Omegna dove erano emigrati altri suoi famigliari e dove lo stesso Aldo si era trasferito da Senago in provincia di Milano, per sfuggire ai tedeschi. Aldo, così come il fratello Franco, aderì immediatamente, già verso la fine di settembre del 1943, alle brigate partigiane garibaldine, divisione Redi, X^ Rocco, rifugiandosi nelle montagne intorno al lago Aorta, Baita Quarnasotto, da dove partivano le sortite antitedesche,. Franco a causa del suo stato di salute, non adatto alla dura vita di montagna, scese in pianura e aderì ai “gruppi di azione patriottica”; tra l'ot-

tobre e il novembre del 1943 cadde in un rastrellamento tedesco e fu costretto a lavorare nella fabbrica TOT di Bellinzago (No) che costruiva armi per gli ex alleati teutonici. Su ordine del comando partigiano Franco e gli altri del “gruppo” collaborarono con la Resistenza facendo opera di sabotaggio in fabbrica e rischiando così la deportazione. Intanto Aldo si distingueva per valore ed ardimento nella sua brigata garibaldina, comandata da Cino Moscatelli, riportando anche gravi ferite in uno scontro con il nemico e guadagnandosi a soli 20 anni il grado di sergente maggiore. Ma il suo destino era segnato. Cadde da eroe nella battaglia di Gravellona Toce ( 13 - 15 settembre 1944), per cercare di salvare il suo amico ferito Arturo, fratello della sua ragazza. Fu raggiunto dai fascisti e giustiziato sul posto assieme al suo amico. Di questo personaggio si è già occupato il nostro giornale con un brillante articolo di Paolo Catalano del 25 aprile 2004. Aldo Femia è stato insignito della Medaglia d'argento al valore della Resistenza; il suo paese natale, Ardore, gli ha dedicato una via del centro cittadino. Dopo il 25 Aprile del 1945 Franco Femia torna in Calabria ed inizia, nella nostra provincia, la battaglia politica per l'affermazione dei diritti dei lavoratori. Fonda, assieme ad altri comunisti del luogo, la sezione del P.C.I di Ardore e la sezione del Sindacato che lo vedono impegnato al massimo, diventando così il nemico numero uno dei grandi proprietari terrieri della zona per il suo impegno a favore dei braccianti. Per questa sua assidua attività viene anche arrestato Ma Franco non desiste, mantenendo fino alla fine la sua fede politica e la sua determinazione. Come se volesse continuare l'opera di resistenza del suo eroico fratello Aldo. Così erano i comunisti.

Sono solamente passato dall'altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto. Io sono sempre io e tu sei sempre tu. Quello che eravamo prima l'uno per l'altro lo siamo ancora. Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare; parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato. Non cambiare tono di voce, non assumere un'aria solenne o triste. Continua a ridere di quello che ci faceva ridere, di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme. Prega, sorridi, pensami! Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima: pronuncialo senza la minima traccia d'ombra o di tristezza. La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto: è la stessa di prima, c'è una continuità che non si spezza. Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista? Non sono lontano, sono dall'altra parte, proprio dietro l'angolo. Rassicurati, va tutto bene. Ritroverai il mio cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata. Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami: il tuo sorriso è la mia pace Corrado

Kony 2012 MARIA CLARA PEZZANO ltimamente sul web si sta diffondendo

U

sempre di più un progetto, dal titolo “KONY 2012”, condotto da un'organizzazione chiamata “Invisible children” nata per promuovere la lotta contro lo sfruttamento dei bambini soldato nell'Africa centrale. Il titolo di questo movimento si rifà al nome del criminale di guerra ugandese Joseph Kony che, a capo dell'esercito Lord's Resistance Army (LRA), in 26 anni ha rapito, torturato e schiaviz-

zato più di 60.000 bambini. Trovarlo e farlo giudicare dal tribunale internazionale dell'Aia è la missione dell'attivista per i diritti umani Jason Russell, fondatore di Invisible Children, che per farlo ha lanciato questa enorme campagna, coinvolgendo anche alcuni tra i più noti personaggi dello spettacolo e della politica americana. Nell'ottobre del 2005 la Corte Penale Internazionale ha formulato il mandato d'arresto per Joseph Kony, tra le accuse stupri, saccheggi, riduzione in schiavitù, induzione allo stupro, omicidi, rapimento e sfruttamento di bambini. Secondo la Corte Penale Kony

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RISPONDE il direttore

KAPPADUE di RUGGERO CALVANO

Il triste declino delle Poste Italiane Egregio direttore, sono un insegnante in pensione, so di essere un privilegiato perché ho una buona pensione, ma sono irritato. Questi giorni sono stati un po' faticosi, prima con il 18 e poi al Pronto Soccorso, ho incontrato personale molto indaffarato ma gentile ed attento, in alcuni uffici pubblici ho trovato impiegati stanchi ma affidabili. Ieri però in un Ufficio Postale ho perso la pazienza. Abito a Roccella Jonica, e per scelta ho i miei capelli al naturale: bianchi. Spesso ritiro piccole somme al postamat con la scheda di mia moglie. Mi sono recato a “ritirare” al postamat di Locri Centro una somma ma era “momentaneamente fuori servizio”. Sono allora entrato, nell'ufficio (un po' nervoso) ho ritirato il ticket dalla macchinetta giunto il mio turno dopo un attesa di settanta minuti ho consegnato la scheda all'addetta che però non mi ha dato i soldi perché la carta è intestata a mia moglie: e qui

Legge elettorale

niente da eccepire! Ma un collega dell'addetta mi ha suggerito di ritentare al postamat posto all'esterno dell'ufficio. Così ho fatto. Ancora “momentaneamente fuori servizio”. Le impiegate non potevano non saperlo! Mi sono sentito “frustrato”! Questo postamat e l'altro di Via Marconi sono quasi sempre fuori servizio ha esclamato un signore intento a fumare una sigaretta nell'atrio di entrata dell'ufficio. Io forse sarò permaloso, ma non è irritante che ci si prenda gioco degli utenti? Tornai all'interno dell'ufficio e chiesi di farmi parlare con la direttrice e dopo un'attesa di trenta minuti la direttrice mi sconfessa che il postamat esterno dell'ufficio fosse “momentaneamente fuori servizio” invitando una persona giovane che si trovava all'interno dello sportello ad uscire e quindi verificare che ciò che io ho segnalato e cioè se effettivamente il postamat fosse “momentaneamente fuori servizio”. Quest'ultimo uscì e rientrando all'inter-

Una singolare discussione SAVERIO ZAVETTIERI* E' alquanto singolare discutere di riforma della legge elettorale in assenza di un testo di riferimento e di pure dichiarazioni di intenti che non solo non hanno il dono della chiarezza ma risultano essere contrastanti e divergenti tra loro”. Prima di avviare un percorso di confronto nelle dovute sedi istituzionali sarebbe altresì opportuno che i maggiori partiti, oltre che a prefigurare per sé immeritati premi di maggioranza, aprano al loro interno, se si vuole realmente raggiungere il traguardo della riforma e non attardarsi strumentalmente con la solita melina, un dibattito chiarificatore ed unificante per rendere credibile un percorso che allo stato, nonostante tutto, non appare tale. Pertanto, pur ribadendo la necessità di avviare una revisione organica della Costituzione che potrà avvenire solo per mano di una nuova Assemblea costituente come socialisti ribadiamo la necessità che una nuova legge elettorale non perpetui i mali della seconda repubblica ed abbia come capisaldi rappresentanza, pluralismo e governabilità senza essere disegnata ad uso e consumo delle forze parlamentari che oggi, secondo i dati, rappresentano appena la metà dell'elettorato italiano. *“Socialisti Uniti - P.S.I.”

no dell'ufficio confermò quanto da me sostenuto. Dalle tante lettere di lamentele che si susseguono ormai con regolarità si evince che oggi avvalersi del servizio postale è un rischio da non sottovalutare. Bisogna dire che le Poste Italiane con il passare del tempo hanno perso efficienza nei servizi da loro erogati, ma soprattutto hanno buona parte del personale che è priva dei sani principi morali e materiali (educazione, umiltà, competenza ecc.), soprattutto verso le persone anziane. Invece di buttarsi in nuove avventure, tipo telefonia perché non far funzionare, almeno decentemente, ciò che c'è?. Ma si rende conto l'egregia responsabile … ecc. del danno che creano all'azienda Poste Italiane con il suo atteggiamento di porsi nei confronti dell'utenza? Oreste Cappelleri Non ho da fare commenti. Anche questa è questione meridionale.

Ritratti *

di Diego Cataldo

PINO CARELLA Autore e conduttore di programmi televisivi a “Telemia”, realtà televisiva importante nella nostra provincia. Il suo programma “Radici” lo porta a girare realtà ormai perdute della storia e della tradizione popolare calabrese. Pino Carella è anche attore e regista per il teatro.

L’ANIMA DEL CASTAGNO Che io sia pazzo lo prova il fatto che stia qui a scrivere, convinto che prima o poi vi sorgerà in petto un animo ecologista. Fiducioso che prima o poi convertirete i vostri appetiti da fiere in un innocuo appetito verde e rinuncerete a tanti inutili vizi optando per una salutare vita scevra da inutile consumismo. D'altronde se non fossi folle non starei qui a menarvela con gelsomini, ghiande grano cappelli ed economia verde. Pazienza, ma visto che in vita mia ho tanto peccato è giusto che sconti una parte di colpa tentando di farvi diventare più buoni. Dato che non sono un prete, né un assiduo frequentato di parrocchie, non potrò sbarrarvi le porte del paradiso in mancanza della vostra redenzione. Essendo però un vecchio demonio vi mostrerò, dunque, uno scorcio d'inferno. Per essere banale vi dirò che comunque sia, tutti l'inferno l'abbiamo sofferto e incontrato nella vita terrena e, anzi, per chi nella vita ha patito tanto, l'inferno vero potrebbe anche rappresentare una speranza di pace. Ma se l'inferno esiste, io so cosa ne alimenta il fuoco eterno. Vi ho già detto che in Aspromonte ho iniziato a parlare con gli animali e con ognuno di quelli che mi ha rivolto la parola ho rotto il patto di alimentazione. Non mangio chi ha voce e non mangio più carne da anni, vivo bene

anzi tremila volte meglio e sono felice della mia scelta. Il guaio, ultimamente, è nato dal fatto che anche le piante hanno iniziato a parlarmi. Dapprima le felci poi le eriche, i lecci, le querce. Il più restio a parlarmi è stato il pino, sette anni ci ha messo ad aprir bocca e adesso che ha rotto il ghiaccio non la smette più di ronzarmi all'orecchio storie meravigliose. Ma l'esperienza più traumatica ce l'ho avuta con un castagno. Uno dei miei fetenti s'è convinto di essere un asso dell'incendio controllato e per pulire la terra dai rovi usa le fiamme. E io l'inferno l'ho visto nel suo rogo, che ha convinto anche il castagno a parlare e mostrarmi l'anima sua secolare. Il castagno è troppo alto perché il fuoco delle sterpaglie ne lambisca i rami, ma esso ha un tallone d'Achille. Le radici dell'albero assorbono anche il minimo calore, lo trasmettono come fili di rame e lo portano nel cavo del castagno. Il fuoco cova dentro silenzioso e quando esplode la sua forza è incontenibile e il suo incendio diventa inestinguibile. Il castagno incendiato brucia per settimane, consumandosi lentamente come una candela di cera. E la sua anima è come una strega sul rogo, urla e brucia e lancia maledizioni. E io non so se l'inferno esista, ma se c'è la brace che ne alimenta il calore è per forza di legno di castagno.

IL BRIZZOLATO di RUGGERO BRIZZI rapisce e assolda la sua armata di bambini e li costringe a uccidere e a odiare. Lo scopo del progetto KONY 2012 è proprio quello di rendere Kony famoso al fine di trovarlo e di infliggere lui la punizione che merita. Fin qui nessuna replica, non fosse che in molti, nel giro di pochi giorni, hanno messo in discussione la veridicità di questo progetto. C'è da chiedersi se ci si può davvero basare su un uomo, Jason Russell, che per portare avanti questa campagna guadagna 90.000 dollari l'anno. C'è chi afferma che Kony sia morto già più di sei anni fa e che il suo esercito da allora abbia smesso di attaccare, quindi perché proprio adesso la decisione di promuovere questo progetto? In un paese peraltro ricco di petrolio, dove gli USA hanno deciso di portare “pace e democrazia” con bombe e armi, il tutto per trovare e condannare una singola persona, che avrebbe avuto l'incontrastato potere di rapire e di sfruttare da solo più di 60.000 uomini.

CHE AMAREZZA C'è un dato negli ultimi mesi a cui tv e giornali non badano molto. C'è un dato contro cui ancora, i nostri politici e i tecnici dei miracoli, non hanno preso alcun provvedimento. Continuano ciechi, egoisti, prepotenti ed avari ad asfaltare qualsiasi cosa si trovino davanti che sia la dignità di un disoccupato, di un imprenditore, di un militare in nome dell'Europa che ci guarda e ci tiene una pistola, con un colpo in canna, puntata alla tempia. In nome dell'equità(lia). C'è un dato, che riguarda le pistole e che meriterebbe molta più attenzione rispetto a questa diamine di BCE. Negli ultimi due anni in Italia , più di cinquecento persone, stando ai dati Istat, si sono tolte la vita per motivi economici legati alla disoccupazione,

ai debiti o come in molti casi, alla frustrazione di dover licenziare i propri dipendenti e dover chiudere i cancelli della propria azienda. Il triveneto, la zona più ricca della nostra

penisola, segna il triste primato con oltre 60 imprenditori suicidatisi, ma il sud non è, purtroppo da meno. Leggere le storie di questi uomini, vittime di speculazioni che accadono in altri punti del mondo, lascia brividi e amarezza. Vuoti di altruismo, di debolezza e impotenza di fronte a un interlocutore che non c'è mai. Che prende tutto e non da nulla. A Montalto un uomo si spara un colpo alla tempia perché non riesce a trovare lavoro, a Lucca una donna ingerisce liquido tossico per sgorgare gli scarichi dopo aver perso il posto, a Trento un piccolo imprenditore, oppresso dai debiti, cerca di suicidarsi gettandosi sotto un treno merci, nei pressi della stazione ferroviaria. Ci sono oltre 500 storie, di cui nessuno parla. Oltre 500 morti che non sono vittime di mafia, che non sono vittime di guerra. Oltre 500 uomini martiri di troppa tecnica e di poco amore.

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S E R V I Z I O D I I N F O RM A ZI O N E P E R I C I T T A D I N I , n u m e r o ve r d e :

INDIRIZZO

“ CALABRIA & Europa”

800 678 910 11

Tutti i bandi sono disponibili sul sito dell’Unione Europea e della Commissione Europea Rappresentanza in Italia: www.europa.eu.int www.europa.eu.in/italia - Per maggiori informazioni è possibile contattare i nostri uffici: Centro di informazione dell’UE - Europe Direct “Calabria&Europa”

www.eurokomonline.eu

info: Palazzo Ameduri, piazza dei Martiri 89046 Gioiosa Ionica

Tel: 00 39 0964 412400 - fax 0964 342022 email associazioneeurokom@tiscali. it

CLIMATE-ADAPT: un nuovo strumento per le politiche di adattamento ai cambiamenti climatici La Piattaforma europea sull’adattamento ai cambiamenti climatici (CLIMATE-ADAPT), uno strumento web interattivo sull’adattamento ai cambiamenti climatici, è da oggi disponibile online sul sito dell’Agenzia europea per l’ambiente (EEA) di Copenhagen. Connie Hedegaard, commissaria incarica-ta dell’Azione per il clima, ha presenziato con Ida Auken, ministra danese dell’ambiente, e Jacqueline McGlade, direttrice esecutiva dell’EEA, alla cerimonia di inaugurazione della piattaforma. La Piattaforma europea sull’adattamento ai cambiamenti climatici, accessibile a tutti su internet (http://climateadapt.eea.europa.eu), ha l’obiettivo di coadiuvare i responsabili politici a livello unionale, nazionale e regionale nell’elaborazione di misure e politiche di adattamento ai cambiamenti climatici. Adattamento significa anticipare gli effetti negativi dei cambiamenti climatici e adottare misure adeguate per prevenire o minimizzare i danni che ne possono derivare. CLIMATE-ADAPT, messa a punto con il sostegno della comunità scientifica e politica europea, aiuterà gli utenti ad acquisire, divulgare e integrare informazioni in materia di: cambiamenti climatici attesi in Europa; vulnerabilità, attuale e futura, di regioni, paesi e settori; informazioni su attività e strategie di adattamento a livello nazionale, regionale e transnazionale; studi di casi e possibili opzioni future in materia di adattamento; strumenti online a sostegno della pianificazione di interventi di adattamento; progetti di ricerca attinenti all’adattamento, documenti orientativi, rapporti, fonti di informazione, link, notizie e manifestazioni. La commissaria Hedegaard ha dichiarato al riguardo: “La piattaforma può costituire uno strumento formidabile per aiutare i responsabili politici a individuare le migliori soluzioni a beneficio dei cittadini. Dobbiamo realizzare progressi sostanziali nella condivisione delle migliori pratiche e delle informazioni sulle pratiche da evitare. Il nuovo strumento interattivo renderà più efficaci tali sforzi.” L’impatto dei cambiamenti climatici costituisce una minaccia

significativa a livello sociale, ambientale ed economico per la società europea e mondiale. Eventi atmosferici sempre più frequenti ed estremi – piogge e inondazioni, ondate di caldo e siccità, sciogli-mento dei ghiacciai, aumento delle temperature e del livello del mare – avranno un impatto crescente sui mezzi di sostentamento, la produzione alimentare, l’approvvigionamento energetico, le infrastrutture e gli ecosistemi: in altri termini, sull’intera società. La società Munich Re ha stimato che le elevate temperature registrate nell’estate 2003 – e l’effetto combinato di siccità, stress da calura e incendi – hanno causato nell’Unione europea perdite per circa 10 miliardi di euro nei settori dell’agricoltura, dell’allevamento e della silvicoltura. Dallo studio PESETA del Centro comune di ricerca dell’UE è emerso che, in assenza di adattamento ai cambiamenti climatici e ipotizzando che condizioni climatiche previste nel 2080 si verifichino ora, i danni per l’economia dell’UE sarebbero compresi tra 20 e 65 miliardi di euro. Si tratta di rischi che ci impongono di agire subito per fare in modo che la nostra società sia in grado di adattarsi alle conseguenze dei cambiamenti climatici, di mitigarne gli effetti negativi e di coglierne gli aspetti positivi. I benefici economici delle azioni di adattamento sono sempre più evidenti: attualmente il danno economico che l’UE subisce a causa delle inondazioni è di 6,4 miliardi di euro all’anno ma, secondo il progetto ClimateCost del Settimo programma quadro, tale cifra è destinata a moltiplicarsi entro il 2050. Le misure di adattamento potrebbero evitare tali danni con costi proporzionalmente molto ridotti. La piattaforma CLIMATE-ADAPT, che sarà ospitata e gestita dall’Agenzia europea per l’ambiente di Copenhagen, contribuirà alla produzione delle conoscenze di base necessarie per la definizione di politiche di adattamento scientificamente fondate. La piattaforma contribuirà alla formulazione di una strategia unionale organica di adatta-mento ai cambiamenti climatici che la Commissione intende presentare all’inizio del 2013 con l’obiettivo di coadiuvare gli Stati membri, le organizzazioni transnazionali e gli operatori locali con adeguate azioni a livello di Unione europea.

Brevi dall’Europa Questa settimana gli Eurodeputati si riuniscono a Bruxelles in plenaria. Mercoledì e giovedì discuteranno il progresso dei paesi candidati - e aspiranti candidati - quali la Turchia, la Serbia, il Kosovo e il Montenegro. I deputati si confronteranno anche sulla cosiddetta missione “troika” in Grecia e voteranno l’accordo tra l’Unione europea e gli Stati Uniti d’America sul trattamento e sul trasferimen-to dei dati del codice di prenota-zione (PNR) dei viaggiatori. La seconda plenaria di marzo inizierà mercoledì pomeriggio con un dibattito sui progressi compiuti dalla Turchia, la Serbia, il Kosovo e il Montenegro verso l’adesione all’UE. Il voto del Parlamento è previsto per il giorno seguente. Un’altra risoluzione verrà votata lo stesso giorno sulla situazione in Bielorussia. Martedì, i membri della missione “troika” in Grecia, composta dalla Commissione, la Banca centrale europea e il Fondo monetario internazionale, si confronteranno sugli sforzi fatti per salvare la Grecia e l’attuale situazione economica e finanziaria del paese, con le com-missioni per gli Affari economici e al Lavoro. ACTA verrà discussa martedì dalla commissione sul Commercio internazionale. Il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, presenterà la posizione del Parlamento sull’Iniziativa dei cittadini in una conferenza stampa organizzata mercoledì, prima che entri in vigore l’1 aprile. http://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines

La Rappresentanza in Italia della Commissione europea partner istituzionale del Festival internazionale del giornalismo

La Commissione invita l’Italia a recepire correttamente la normativa in materia di acque

Per il secondo anno consecutivo la Rappresentanza in Italia della Commissione europea sarà partner istituzionale del Festival internazionale del giornalismo che si svolgerà a Perugia tra il 25 e il 29 aprile 2012. L’obiettivo, come sempre, è quello di parlare e far parlare d’Europa attraverso una serie di eventi e iniziative che saranno ospitate all’interno del programma dell’importante kermesse che è stata presentata oggi con una conferenza stampa presso lo Spazio Europa a Roma. Tra le iniziative più importanti, gli workshop su questioni attuali che riguardano noi tutti come l’energia, democrazia e diritti fondamentali, la crisi e la disoccupazione giovanile, giornalismo e comunicazione e lo stand espositivo e interattivo. Una conferenza, organizzata in collaborazione dell’Associazione Giornalisti Scuola di Perugia e con la partecipazione del Vice Presidente della Commissione Antonio Tajani e di autorevoli giornalisti e opinionisti rifletterà sul tema del futuro della politica in Europa. L’evento sarà anche l’occasione della cerimonia di premiazione della seconda edizione del Concorso Premio per i giovani iscritti alle scuole di giornalismo italiane, realizzato insieme all’Associazione Giornalisti Scuola di Perugia e con il patrocinio del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti. Media partner del Concorso e del Festival sono Euronews, Presseurop e Euranet.

Bandi in scadenza

Manifestazioni d’interesse - Laboratorio dell’innovazione e Bando di concorso riservato agli studenti degli Istituti superiori. La Regione Calabria promuove il seguente bando pubblico:”Manifestazioni d’interesse -Laboratorio dell’innovazione e Bando di concorso riservato agli studenti degli Istituti superiori”; Il bando è gestito dal Settore 5 “Cooperazione, Internazionalizzazione e Politiche di Sviluppo Euro Mediterranee” del Dipartimento 2 Presidenza ed approvato con decreto n. 3308 del 16 marzo 2012 sulle manifestazioni d’interesse per il “Laboratorio dell’innovazione”e per il “Bando di concorso riservato agli studenti degli Istituti superiori. Il titolo dall’azione è La vostra creatività è

il nostro futuro” nell’ambito delle attività previste nei work plans del progetto Comunitario: KNOWING MED (Programma di Cooperazione Transnazionale MED 2007-2013); La pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria (parte terza) è prevista per giorno 30 Marzo. Per informazioni è possibile contattare l’Avv. Rocco Mercurio tel.0961/852054, e-mail r.mercurio@regcal.it.Per qualsiasi ulteriore informazione o chiarimento sul bando possono essere contattati i seguenti riferimenti: 0961/777809;774339; COSER indirizzo e-mail info@cosercalabria.it. Scadenza laboratorio per l’innovazione: Trenta giorni dalla pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria - (parte terza) che è prevista per giorno 30 marzo p.v. Scadenza bando di concorso per gli studenti: 27 Aprile 2012 - la decorrenza per la presentazione delle domande inizia dal giorno di pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria - (parte terza) prevista per giorno 30 marzo. Link: http://www.regione.calabria.it/allegati/20120328_knowing_gara_creativit_cal_2.do c

L’Italia non si è conformata alla legislazione unionale sulla protezione delle acque in quanto il recepi-mento della direttiva quadro sulle acque nel diritto nazionale è per diversi aspetti lacunoso. Per questo la Commissione, su raccomandazione del commissario per l’Ambiente, Janez Poto?nik, ha deciso di inviare un parere motivato. Qualora l’Italia non risponda entro due mesi, o la risposta sia considerata insoddisfacente, la Commissione può adire la Corte di giustizia dell’Unione europea. La direttiva quadro sulle acque costituisce la base per la gestione e la protezione delle acque europee. Essa impone agli Stati membri di creare e mantenere “piani di gestione dei bacini idrografici” indicanti le modalità precise per conseguire entro un lasso di tempo concordato gli obiettivi ecologici, quantitativi e chimici fissati per i bacini idrografici. L’Italia non ha recepito correttamente una serie di articoli della direttiva quadro sulle acque, tra cui quelli relativi alla necessità adottare una serie di misure per conseguire un “buono stato” dei bacini idrografici entro i termini previsti e conformarsi all’obbligo di mantenere un registro aggiornato delle aree protette.

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A proposito di...

La scuola calcio Milan di Vibo Valentia ospite a San Siro “E' stata una bella ed entusiasmante esperienza che i ragazzi hanno apprezzato in particolar modo che speriamo di ripetere presto”, con queste parole il direttore tecnico della scuola calcio Milan di Vibo Valentia descrive la trasferta che ha visto un gruppo delle categorie e pulcini ed esordienti ospiti a Milano, nello stadio San Siro, della società rossonera. Ed occasione migliore

non poteva essere che la sfida di campionato con la Roma. “Siamo stati accolti dai dirigenti rossoneri con grande cordialità - aggiunge Carlo Lico - ed è stata un'occasione per far vedere da vicino ai nostri piccoli calciatori un partita di grande calcio e per potere visitare lo stadio di San Siro. Naturalmente ne abbiamo approfittato anche per fare una gita nella città

meneghina”. E per ammirare grandi campioni come Ibrahimovic che ancora una volta ha regalato giocate di grande classe, realizzando il gol della vittoria. “Queste visite rientrano nel progetto della scuola calcio Milan - spiega Lico - Fin qui il bilancio è estremamente positivo sia per la partecipazio-

Sport

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Juve Napoli La corsa scudetto tra Milan e Juve prosegue senza soste e dopo i rossoneri ieri a Catania, oggi è il turno della seconda della classe, la Juventus di Antonio Conte reduce dalla brillante settimana post 2-0 all'Inter, la rivale più “odiata” di tutte. Oggi per i bianconeri l'impegnativo banco di prova sarà il Napoli ed è superfluo sottolineare che dall'esito della gara dipenderanno molte delle speranze di vittoria juventine da qui alla fine. Che Napoli si troverà di fronte la Juve? Difficile sbilanciarsi in tal senso, la squadra di Mazzarri passa da repentine impennate a rovinosi scivoloni, l'incostanza e l'inconsistenza difensiva sono ormai un “sigillo” impresso a fuoco: passare in pochi istanti dal potenziale +2 all'effettivo -3 sulla Lazio terza in classifica è il sintomo di questa cattiva tendenza azzurra, accentuata soprattutto nelle gare casalinghe al San Paolo. In trasferta il problema si è riproposto soprattuto al cospetto di squadre sulla carta più deboli, meno invece con le big e proprio su questo aspetto dovranno fare affidamento i supporter napoletani, pronti all'invasione in massa dello Juventus Stadium.

Oggi per i bianconeri l'impegnativo banco di prova sarà il Napoli ed è superfluo sottolineare che dall'esito della gara dipenderanno molte delle speranze di vittoria juventine da qui alla fine

per sfatare il tabù

L'altra gara destinata ad accendere un certo interesse nella giornata numero 30 è InterGenoa, non tanto per gli obiettivi di classifica dei contendenti, quanto per l'esordio sulla panchina interista di Andrea Stramaccioni, terzo allenatore di stagione e ultima carta estratta dal mazzo della disperazione da Massimo Moratti per condurre una squadra allo sbando a un finale meno faticoso e penoso possibile. E' improbabile il presidente nerazzurro abbia chiesto altro al tecnico “golden boy” che ha strabiliato alla guida dei giovani della Primavera, col Genoa si vedrà allora se e come Stramaccioni sarà in grado di portare a termine la missione per cui è stato chiamato, partendo da una certezza più o meno positiva: sarà difficile fare peggio di quanto visto finora. Procedendo poi per posizioni di classifica, nella scala d'importanza della giornata, in alto si collocano Siena-Udinese e Roma-Novara: in Toscana, in una sfida dalle tonalità cromatiche tutte bianconere, si intrecceranno le mire di terzo posto friulane alle ansie di bassa classifica senesi, il rischio allora è che la paura di perdere dia vita a una

gara contratta e con poche emozioni, rischio che invece dovrebbe essere scongiurato quasi del tutto all'Olimpico, dove il brio “estetico” di Luis Enrique sulla panchina giallorossa e il Novara all'assoluta ricerca di qualche punticino utile a mantenere vivo l'ultimissimo barlume di salvezza, sembrerebbero poter dar vita a una gara a viso aperto e con prevedibili numerose reti. Il 30o turno è completato e chiuso da Bologna-Palermo, Cagliari-Atalanta, Fiorentina-Chievo e Lecce-Cesena: tra queste squadre, quelle messo meglio sono Atalanta, Bologna e Palermo; due di esse, Bologna e Palermo, si la vedranno tra di loro oggi al Dall'Ara, mentre l'altra, l'Atalanta, si recherà in Sardegna per dare seguito al suo brillante campionato e restare in piena zona Europa League, Cagliari permettendo ovviamente. Nelle altre sfide, gli obiettivi in ballo riguarderanno invece solo la salvezza e in alcuni casi si tratterà di veri e propri incontri senza appello: il discorso vale più per Lecce-Cesena (terz'ultima e ultima della graduatoria) che per Fiorentina-Chievo, due squadre in parte avvantaggiate da una classifica meno drammatica ma che con un ipotetico passo falso potrebbero ritrovarsi a dover fare i conti con un finale di stagione inaspettatamente denso di dubbi e affanni. Buon campionato a tutti. Angelo Letizia

NON È UN PAESE PER VECCHI? Per noi che scriviamo di calcio è una benedizione che esista l'Inter. Si ha sempre qualcosa da raccontare sulla squadra nerazzurra, nel bene e nel male. State pur certi che se c'è di mezzo una storica vittoria, una cocente sconfitta o un ennesimo esonero, protagonista ne è la Beneamata. Cosa sarà successo questa volta in casa Inter? Un esonero. Il secondo della stagione che significa terzo allenatore, il cui nome come ormai sapete è Andrea Stramaccioni, tecnico della Primavera promosso alla guida della prima squadra. Lunedì scorso quando ci fu la fumata bianca, si levarono un po' dappertutto grida di giubilo: “L'Inter, finalmente, non è più un paese per vecchi.” “Vedrete, sarà il nuovo Guardiola.” “Fuori i vecchietti, Zanetti, Cambiasso, Stankovic, e dentro gli sbarbatelli della Primavera così si ritorna a vincere.” Insomma anche all'Inter, con l'aria di primavera appena arrivata, inizierebbero

le pulizie di stagione. E invece col passare dei giorni, anzi delle ore, ci siamo resi conto che, probabilmente, quello di Moratti era un sogno di notte di mezza…primavera. Neanche il tempo di presentare alla stampa il nuovo mister, che già si fanno i nomi per la prossima stagione: Bielsa, inseguito già lo scorso anno e pallino del patron nerazzurro, la suggestione Zeman, il sogno Guardiola, Mazzarri, Guidolin, Prandelli, Villas Boas e Montella. Suggerisco Oronzo Canà e Roberto Sedinho, il talent scout di Holly e Benji, e abbiamo fatto tombola. Ma come si può pensare di programmare un futuro decente, se non c'è uno stralcio di progetto? Il dopo Mourinho è stato un fallimento certificato: l'accoppiata Leonardo - Eto'o aveva mascherato le crepe; il palazzo si è sgretolato non solo per colpa dei vari Benitez, Gasperini e Ranieri. Oggi Stramaccioni rappresenta un azzardo, lo sappiamo. Ma sap-

piamo anche che a volte bisogna rischiare. Questa Inter finirà il campionato, dal punto di vista della classifica, nell'anonimato. Questi due mesi però, possono tornare utili per preparare al meglio il prossimo campionato. Stramaccioni sa lavorare con i giovani e sono questi quelli che vanno valorizzati, con l'aiuto anche dei senatori. Da giugno si potrà pensare alla campagna acquisti, ora sotto con Alvarez, Poli, Ranocchia, Jesus, Faraoni, Castaignos e magari qualche Primavera. Da qualche parte bisogna pur iniziare e farlo adesso potrebbe dire non perdere ulteriore tempo durante la preparazione estiva. La soluzione ai mali dell'Inter potrebbe essere in casa. Ma Moratti deve convincersi che l'Inter non è un paese per vecchi. Massimo Petrungaro DOMENICA

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ne che per le attestazioni di stima per il lavoro svolto”. Qualche aneddoto su questa trasferta? “Uno in particolare, un nostro ragazzo; Giuseppe, è venuto con un cartello di risposta all'ormai famoso piccolo interista Filippo, invitando a cambiare squadra, che è stato accolto con simpatia dal pubblico”. La settimana scorsa è stato nuovamente presente sui campi dell'oratorio salesiano di Vibo Valentia, Davide Corti, coordinatore delle Scuole Calcio Milan per il Centro e Sud Italia, il quale ha visionato il lavoro fin qui svolto ed i

progressi dei ragazzi, dando le ulteriori indicazioni del progetto sportivo giovanile rossonero, formulando complimenti allo staff tecnico. “Devo dire - conclude Lico - che quello che Corti ci ha detto nella sua visita, lo ha riportato a Milano, dove hanno riconosciuto che il lavoro svolto a Vibo è encomiabile, tanto che la collaborazione proseguirà anche per i prossimi anni. Stando alle indicazioni fornite dal Milan, la prossima gara cui potranno assistere i ragazzi della scuola calcio vibonese dovrebbe essere MilanGenoa.

ECCELLENZA

Le locridee prima del rush finale La scorsa domenica in Eccellenza si è giocata la dodicesima giornata del girone di ritorno, oggi invece il torneo osserverà la prima delle due domeniche di sosta prima del rush finale con gli ultimi tre turni della stagione regolare. Campionato, anche quello di Promozione osserverà i due turni di stop, che si è fermato per permettere alle varie rappresentative regionali giovanili di prendere parte al torneo delle regioni in corso di svolgimento in Basilicata e anche per la festività della Santa Pasqua, riprenderà il 15 aprile. Di conseguenza questo secondo stop stagionale, il precedente nelle festività natalizie, ci consente di fare delle previsioni sulle formazioni della locride che prendono parte appunto al massimo torneo dilettantistico regionale. Ovviamente ci riferiamo a Bovalinese, Roccella, Brancaleone e Siderno, quest’ultime due peraltro delle matricole, addirittura la formazione di Brando partecipa alla “serie A” calabrese per la prima volta. Torneo che per inteso ancora non ha maturato dal punto di visto matematico nessuna certezza, anche se per la verità la promozione del C. Montalto che ha un vantaggio di ben otto punti sul Sersale, la vera sorpresa stagionale in positivo, è quasi scontata, comunque i due team alla trentesima duelleranno nel catanzarese. Sarà una partita decisiva per la

promozione in serie D ? Oppure Varrà e compagni faranno solo da comparsa ? Dopo le gare della terza domenica di aprile potremmo sapere qualcosa di più. Entrambi ironia della sorte si confronteranno con due formazioni della locride. La capolista viaggerà alla volta di Roccella Jonica, mentre i giallo rossi ospiteranno la Bovalinese. Il C. Montalto affronterà una formazione che dopo aver sbancato il “N. Coscia” di Guardavalle, unica squadra ad aver ottenuto il massimo al cospetto dei padroni di casa, non ha perso le speranze di aggrapparsi al carro dei play off, che poi non è altro che l’obiettivo stagionale societario. Griglia play off agguantata proprio a spese dell’ultima antagonista spodestata dalla quinta poltrona. Comunque quinto posto a ben dodici lunghezze dal secondo, e come è noto nel caso alla fine della regular season ci dovessero essere dieci o più punti di differenza la semifinale play off non vorrebbe giocata, con la migliore classificata ammessa a disputare la finale, contro la vincente dell’altra semifinale (terza contro quarta).Ovviamente il Sersale tenterà nelle prossime due gare di ottenere il massimo (sei punti), giocherà una volta in trasferta sul difficile terreno del Guardavalle, per arrivare allo scontro dell’ultima giornata regolare come detto contro l’attuale antagonista, che possa

essere decisivo per il salto di categoria, ma i giallo rossi dovranno sperare in una debacle in entrambi i confronti che giocheranno Varrà e compagni, alla penultima ospiteranno il Brancaleone. Sarà difficile che ciò possa accadere. Roccella che può strizzare l’occhio anche alla quarta poltrona, attualmente occupata dalla Rossanese, che ha un vantaggio sugli amaranto di quattro punti e di sei sul Guardavalle. Oltretutto Rossanese e Roccella alla penultima si confronteranno in terra cosentina e questo potrebbe decidere tutto. La formazione di Tonino Figliomeni si dovrà presentare a Rossano col gap (quattro punti di differenza) diminuito, i rosso blu alla ripresa saranno impegnati sul difficile terreno dell’Isola Capo Rizzuto, e con l’obiettivo dei tre punti. E visto il cammino stagionale esterno di Calabrese e compagni pensare in positivo non è utopia, non si vincono sette gare lontano dal “N. Muscolo” al pari della capolista C. Montalto, solo per caso, ci sarà dell’altro ovvia-

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mente. Una vittoria della formazione di Colle escluderebbe dalla quarta posizione la truppa del patron Giannitti. Dicevamo del Sersale che cercherà strada alla malcapitata Bovalinese, sempre più fanalino di coda. Gli amaranto per alimentare qualche piccola speranza saranno costretti alla vittoria, ma non sarà facile. La truppa di mister Frascà sta duellando gomito a gomito col Real San Marco avanti di una lunghezza, per evitare l’ultimo gradino (retrocessione diretta). Ma concludere il torneo al quindicesimo posto non significherà giocare i play out. Infatti se dopo le trenta giornate fra la quintultima e la penultima ci dovessero essere anche in questo caso dieci o più punti di differenza, lo spareggio verrebbe annullato con conseguente declassamento della peggio in classifica. Ed attualmente Iervasi e soci sono a ben dodici lunghezze dalla Palmese, dodicesima. Le altre due locridee, Brancaleone e Siderno se il torneo fosse finito domenica scorsa avrebbero ottenuto la salvezza diretta, che poi era l’obiettivo societario di entrambi i team La formazione di Brando negli ultime tre turni ha ottenuto altrettante vittorie e dopo un lungo tentativo è uscita appunto dalle sabbie mobili dei play out, a due lunghezze appena però. Galletta e compagni giocheranno due volte davanti al pubblico amico, comunque con formazioni di alta classifica, Guardavalle e Rossanese, gare intervallate dalla trasferta di Montalto. A differenza del Brancaleone gli ultimi tre risultati negativi, sconfitta proprio al “P. Borrello”, pareggio interno e un’altra sconfitta nell’anticipo a Sersale nell’ultimo turno con rigore sbagliato sul risultato di 0 a 0, hanno risucchiato verso il basso il Siderno, ad una lunghezza dal quintultimo posto. La formazione di Laface comunque merita solo elogi per quello che è riuscita a fare, dopo dodici giornate del girone di andata aveva in classifica solo sette punti, mentre nelle dodici giornate dopo il giro di boa i punti sono stati ben diciannove, che sommati ai cinque conquistati dalla tredicesima alla quindicesima di andata, fanno trentuno. E alla ripresa avrà un “match point” da sfruttare, il Real San Marco anche se molto motivato non dovrebbe avere scampo e al “F. Raciti” può lasciare le penne, basterà che Carabetta e compagni giochino con la stessa cattiveria agonistica messa in campo dopo l’avvento in panca dell’ex tecnico del Bagaladi. Intanto il Comitato Regionale Calabro della F.I.G.C. ha stabilito le date dei play off e dei play out. Semifinale il 6 maggio, finale il 13 dello stesso mese. I play out anche domenica 6 maggio. In caso di eventuale gara di spareggio (promozione diretta o retrocessione diretta) le date verrebbero modificate. Redazione sportiva La Riviera

Alla Fossa dei Leoni B il derby in notturna Lo scorso 16 marzo in un venerdì in notturna la Fossa dei Leon B si è aggiudicata il derbyssimo sidernese contro La Fossa dei Leoni A. I pulcini di mister Mazzone hanno battuto quelli (più grandi di un anno) del duo Gulloni -Maradona che avevano comunque prevalso nel match d'andata. Un “clamoroso al Cibali” direbbero quelli del bar dello sport, un “clamoroso in via Fiume, sede del centro Sportivo Francesco Romeo, diciamo noi, che abbiamo assistito ad un incontro sentito soprattutto sugli spalti, a curve rigorosamente separate. L'ago della bilancia è stato un eurogol del fluidificante di destra Domenico Fuda, corsa e tecnica di serie superiore. Ma alcune indiscrezioni colte tra i genitori della curva A, parlano di un netto errore dell'arbitro che avrebbe visto fuori dall'area un fallo di mano nettamente dentro.Succede anche nelle serie molto minori. Bisogna farsene una ragione. A conti fatti, considerata l'età dei calciatori, la Fossa dei leoni B ha meritato questo derby targato 2012. Alla prossima in via Fiume, dove lo spettacolo è garantito. DOMENICA

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LOQUI E SPROLOQUI di Filomena Cataldo

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A BUON INTENDITORE...

apita, spesse volte, che lunghi ( non è nel mio stile) ed articolati loqui non abbiano la stessa efficacia di veraci e paesani sproloqui. A dimostrare, altresì, che quando le parole sono azzeccate ne bastano poche. Stiamo accorti a ciò che qualche orecchio di elefante ( l'uccellino è da tempo che ha smesso di raccontare a destra e a manca!) mi ha sussurrato di avere udito. Qua e là. A buon intenditore, dunque.

C

U Comuni fu criatu pemmu servi u cittadinu No mu manda spertu e spartiatu 'nta nu barri o nu biliardinu. Sulu 'nta sti posti, a quantu pari, 'ndavi intenti a lavurari applicati e segretari. Cosa bona e tantu giusta sarria i rispettari a fortuna ca si 'ndavi u si poti lavurari, e se propriu possibili non esti u si salvaguarda almenu a facci i chilli pochi onesti. Ca ennu pochi ma 'nci sunnu.

Cultura e società

Giornata FAI 2012 di Primavera. Gioiosa Ionica: I mosaici della Villa Romana del Naniglio

Sraordinaria affluenza al sito archeologico del Naniglio Che sia l’inizio di una nuova primavera per la Locride Un successo straordinario. Le giornate FAI di Primavera del 23, 24 e 25 marzo hanno fatto arrivare presso il sito archeologico del Naniglio migliaia di visitatori provenienti dalla Calabria e dalla Sicilia. Il luogo, aperto per la prima volta al pubblico, dopo i ritrovamenti di nuovi mosaici in seguito alla recente campagna di scavi, è stato il secondo bene più visitato in assoluto con oltre ottomila presenze in tutta Italia. Al primo posto, nella classifica del FAI, che ha aperto per questa ventesima edizione 670 luoghi, troviamo la Necropoli di Tuvixeddu, in provincia di Cagliari. Quello che è avvenuto a Gioiosa Ionica, durante le giornate FAI, va interpretato come un segnale positivo per dare inizio ad una nuova primavera per la locride. Dietro il successo c’è il lavoro e l’impegno di tanti. Il primo merito va riconosciuto alla presidente del FAI Calabria, Anna Lia Paravati Capogreco che, assieme a Vincenzo De Nittis, capo della delegazione Locride e Piana, hanno proposto i mosaici della villa romana del Naniglio al FAI nazionale quale unico luogo da far vedere in tutta la provincia di Reggio Calabria. Fondamentale, inoltre, è stata la sensibilità della Soprintendenza archeologica regionale, guidata da Simonetta Bonomi, e la collaborazione della dott.ssa Rossella Agostino, funzionario archeologo della locride, che hanno consentito la fruibilità per l’occasione dell’area archeologica del Naniglio. L’impegno dell’Amministrazione Comunale, guidata dal sindaco Mario Mazza, e dell’Amministrazione Provinciale, guidata dal presidente Giuseppe Raffa, hanno completato il quadro di una sinergia che si è rivelata vincente. Le giornate FAI sono state una occasione per tastare il polso dell’interesse collettivo, un messaggio chiaro alle Istituzioni per orientare ulte-

riori investimenti e far proseguire la campagna di scavi. Interviene sull’argomento l’Assessore alla cultura del Comune di Gioiosa Ionica, Elio Napoli, rispondendo ad alcune nostre domande. Quale messaggio hanno lanciato al territorio della Locride le giornate FAI? “Intanto, siamo più che soddisfatti per quello che è avvenuto. Grazie al FAI il nostro paese, Gioiosa Ionica, è stato inserito con i mosaici della villa romana del Naniglio tra i primi quattro beni da visitare in tutta Italia. Un fatto straordinario che ci riempie di orgoglio, come sorprendente è stata l’enorme affluenza al sito. Le giornate FAI ci hanno consegnato un messaggio che bisogna interpretare nel modo più giusto possibile. La locride ha una potenzialità immensa, ed è rappresentata dalla sua storia e dalla sua cultura. Le testimonianze che esistono in questa vasta area vanno immediatamente messe in rete, a partire da Monasterace, Gioiosa Ionica, Locri, Casignana, per puntare da questa via al riscatto ed allo sviluppo. Le giornate FAI, inoltre, ci inducono a riflettere sul valore della cultura quale strumento di crescita sociale e quale volano per far partire una nuova primavera nella Locride.” Ora che farete, dopo il grande afflusso di visitatori in queste giornate, presso il sito archeologico del Naniglio per dare continuità all’evento? “La parola d’ordine è senz’altro: dare continuità. Per fare ciò abbiamo chiesto a l l a

Nuccio Ordine, Stupor mundi ussia e Brasile premiano l'impareggiabile studioso attivo di Giordano Bruno, un meridionale che consegnò alle ceneri ardenti del rogo la fede nelle sue idee. Anche questa è Calabria, anche se spesso e volentieri la si dimentica. Nuccio Ordine, calabrese di Diamante, ordinario di Letteratura italiana presso l'Università di Cosenza, docente presso

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Anche questa è Calabria, anche se spesso e volentieri la si dimentica. Nuccio Ordine, calabrese di Diamante, ordinario di Letteratura italiana presso l'Università di Cosenza, docente presso prestigiose università americane ed europee

Soprintendenza Archeologica Regionale di rendere fruibile il sito garantendo la possibilità delle visite già a partire dai prossimi giorni. Abbiamo riscontrato massima disponibilità da parte della dott.ssa Bonomi e da parte della dott.ssa Agostino. Credo che nei prossimi giorni firmeremo un protocollo individuando il soggetto che avrà il compito di tenere sempre presentabile il bene, cosi come è avvenuto durante le giornate FAI, e di gestire gli accessi. E’ già a buon punto, inoltre, la fase di progettazione per mandare in appalto i lavori relativi ad una serie di interventi nell’area archeologica afferente alla Villa Romana del Naniglio che prevedono un finanziamento di un milione di euro, richiesto dalla Provincia, e concesso dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. L’auspicio, inoltre, è che possano riprendere al più presto le campagne di scavi considerato che gli interventi effettuati negli anni ’80 e quelli più recenti portati a termine nel 2011 hanno messo alla luce, secondo gli esperti, meno del 10% di quello che esisterebbe in tutto il sito archeologico del Naniglio”. A Gioiosa Ionica si stà vivendo un periodo culturale molto intenso e significativo. A cosa è dovuto questo fervore? “Sicuramente al fatto che Gioiosa è un paese che ha tanta storia, tante bellezze naturali, tante testimonianze architettoniche, tanti siti culturali di richiamo, tanta positività e tanta gioia di vivere,

tanta effervescenza giovanile. Forse nel passato queste potenzialità sono rimaste inespresse. Il lavoro che stiamo facendo ed i programmi culturali che stiamo realizzando ci hanno consentito di essere una realtà di riferimento nell’intera locride. Le giornate FAI, con la collaborazione e la bravura degli studenti delle scuole del luogo e degli studiosi del Circolo di Studi Storici “Le Calabrie”, hanno dato maggiore risalto alle nostre potenzialità fino a farci conoscere per eventi positivi su scala nazionale. Alle migliaia di visitatori in questi giorni abbiamo offerto, oltre alla visita ai mosaici della villa romana del Naniglio, un programma di grande richiamo ed un itinerario artistico-culturale per fare apprezzare tutte le bellezze storiche che possiede la nostra cittadina. Allo scopo, sono stati organizzati percorsi guidati alla Chiesa della Madonna dell’Annunziata, e nel centro storico di Gioiosa Ionica con le artistiche Piazza Plebiscito in stile Liberty, la via Cavour- Palazzo Amaduri con i suoi palazzi storici, e il borgo medievale inframoenia. Nel centro storico, è stato possibile visitare l’Oratorio della Confraternita dell’Addolorata, la Chiesa di San Rocco, il Palazzo Amaduri con annessa pinacoteca contenente preziose tele dei secoli XVII-XVIII, la mostra dei reperti della villa romana del Naniglio, il Castello Feudale con annesso palazzo baronale (XVI-XVIII sec.) e la scalinata Barletta, accesso al borgo medievale murato. Mi preme sottolineare, infine, che la nostra proposta culturale è stata bene accolta dai visitatori che in migliaia hanno usufruito del servizio navetta messo a disposizione dal Comune tra l’area archeologica del Naniglio e piazza Plebiscito”. REDAZIONALE

prestigiose università americane ed europee, ha ricevuto il 29 marzo a Mosca dal direttore dell'Istituto di Filosofia Abdsulam A. Gusseinov il diploma di Membro D'Onore dell'Istituto di Filosofia dell'Accademia russa delle scienze per suoi studi su Giordano Bruno. E il 12 aprile, a riconferma dell'altezza del suo ingegno, a Porto Alegre il Rettore dell'Universidade Federal do Rio Grande do Sul, Carlos Alexandre Netto, gli conferirà la laurea honoris causa concessa dalla Facoltà di Educacao e dall'Instituto de Letras. Ci piace ricordare tra le sue opere “bruniane”: La cabala dell' asino. Asinità e conoscenza in Giordano Bruno (1987); La soglia dell'ombra. Letteratura filosofia e pittura in Giordano Bruno (2003). Contro il Vangelo armato. Giordano Bruno, Ronsard e la religione (2007). Caravaggio e Giordano Bruno (2010). Tutte tradotte in 10 lingue. DOMENICA 01 APRILE 2012

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A proposito

di...

Lorna Smith Benjamin, fa tappa a Reggio Calabria La dottoressa Benjamin, tra i massimi esperti mondiali nella diagnosi e nel trattamento del disturbo di personalità, terrà nei giorni 18 e 19 Aprile presso l'Auditorium “Monsignor Gangemi” del Santuario San Paolo alla Rotonda di Reggio Calabria, un workshop teorico-pratico nel quale illustrerà e guiderà all'utilizzo del suo modello: l'Approccio ricostruttivo interpersonale. Il workshop, organizzato da L'Esperide, da oltre dieci anni attiva sul territorio calabrese e in collaborazione con il Centro Studi di Terapia Familiare e Relazionale di Roma. Le iscrizioni sono aperte fino al 6 Aprile, l'evento è in accreditamento con gli ordini professionali e al termine dei lavori verranno rilasciati gli attestati di partecipazione.

Cultura e società

Da Nord a Sud LE NOTE

Reggio, il grande reporter di National Geographic Antonio Politano al Blueocean’s Workshop

di MARA RECHICHI

Dunque, FAI “La bellezza salverà il mondo” scrisse Dostoekskij. E probabilmente non immaginava che il suo “salverà”, futuro, sarebbe stato infinito, come un futuro di là da venire, eternamente. Stiamo ancora con questa frase, cui aggiungiamo un punto interrogativo: la bellezza salverà il mondo? E, inversamente, il mondo salverà la bellezza? Nel periodo di recessione in cui ci troviamo da tempo, abbiamo visto crollare diversi monumenti, primo tra tutti la Domus Aurea romana, segno della nostra incapacità di conservazione delle preziosità che la nostra Italia possiede. Dal 1975 però c'è una Fondazione nazionale, senza scopo di lucro, che riesce a tutelare e valorizzare il nostro patrimonio artistico e naturalistico. Il FAI (Fondo Ambiente Italia), da 20 anni, poi, organizza le Giornate di Primavera, in cui vengono resi visitabili luoghi che di norma sono chiusi al pubblico. Durante lo scorso finesettimana sono stati più di 600 mila i visitatori in tutta Italia: il luogo più visitato è stata la necropoli di Tuvixeddu (CA) con 10 mila visitatori e, al secondo posto, s'è classificata la nostra villa romana del Naniglio di Gioiosa Jonica, con 8mila visitatori. Questi numeri ci dicono quanto noi cittadini abbiamo sete di bellezza, di cura dei luoghi che ci appartengono, di attenzione verso il patrimonio culturale tutto. La mia solita curiosità mi ha portato a frugare nel sito del FAI per vedere chi sono quelli del FAI in tutta Italia. Sapete cosa ho trovato? Che ci sono 14 Delegazioni regionali, la cui presidenza è affidata a donne. La stessa presidente nazionale è una donna. Facilissimo dedurre che la sensibilità e la capacità femminili sono perfettamente teorizzabili in relazione alla meritoria attività del FAI. Prima che cominciate a darmi della femminista unidirezionale, vi dico subito che: la presidenza nazionale è al 50%, presidente donna e vicepresidente uomo; in Calabria, la Delegazione regionale ha la presidente donna e gli altri sei delegati sono, al 50%, tre donne e tre uomini. Dunque, non importa chi sei, l'importante è che FAI!

Quando il viaggio diventa fotografia

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MARIA GIOVANNA COGLIANDRO orna anche quest’anno l’avventura fotografica targata Blueocean, la società reggina che, insieme ai grandi reporter di National Geographic, racconterà le straordinarie diversità che rendono unica l’Italia. “Da Nord a Sud. Quando il Viaggio diventa fotografia” è il titolo dell’edizione 2012 che, per quanto riguarda la tappa della Sicilia e della Calabria, sarà diretta da Antonio Politano, giornalista e fotografo, una delle più grandi firme di National Geographic Italia, oltre che di Repubblica. Dott. Politano, Lei si sente più fotoreporter o più viaggiatore? L’impulso primario è stato quello per il viaggio. In realtà, ogni volta che mi muovo per fare un reportage, io viaggio. Perciò sono inevitabilmente l’uno e l’altro. Un viaggiatore che fa il mestiere di raccontare attraverso immagini e parole. Si può viaggiare senza fotografare? Certo, a volte si deve. Perché il rischio è di guardare solo attraverso il mirino per riportare a casa il ricordo-prova dei luoghi visitati. Bisogna semplicemente cercare di vivere il momento e poi magari fermarlo. Un ragionevole suggerimento è di sforzarsi di guardare innanzitutto con gli occhi, percependo e riempiendosi dell’emozione che si sta vivendo e soltanto dopo iniziare a scattare, studiando soggetti, angolo di ripresa, luce e così via. Naturalmente, per chi lo fa di professione, fermare immagini è urgente. A volte questo mestiere è in conflitto con la sua ispirazione. Tra i suoi reportage, ce n’è qualcuno che ricor-

Premio Nazionale

Alla Fattoria della Piana il “Best Practices”

da con maggiore emozione? Un’India di una fiera di cammelli e di una festa religiosa. Giorni e notti a seguire i pellegrini e le contrattazioni. La stupefazione per quell’universo di misticismo, etnie, stili di vita, accostato per la prima volta. E perciò con uno sguardo, se possibile, fino a che è possibile, vergine. Eugene Smith, grande fotografo documentarista statunitense, affermò che a nulla serve una profondità di campo se non c’è un’adeguata profondità di sentimento. Che regole bisogna seguire affinché una foto non sia una muta riproduzione della realtà ma possa essere considerata arte?

L'azienda Fattoria della Piana, il 15 marzo 2012 presso la Fiera Bioenergy 2012 di Cremona ha ricevuto il Premio Nazionale “Best Practices” promosso da Legambiente, Cremona Fiere, la Fondazione Dlg, l'Anci e l'Uncem. Quest'anno al Premio “Best Practices” sono arrivate ben 40 candidature, e la Fattoria della Piana ha trionfato ricevendo il Primo Premio per la categoria Impianti Biogas. La Fattoria della Piana è stata premiata per l'inventiva delle soluzioni energetiche applicate tenendo conto delle caratteristiche del territorio: il gas è ottenuto dall'utilizzo degli scarti delle industrie locali, il recupero del calore per i processi produttivi del caseificio e dell'agriturismo, l'integrazione del fotovoltaico sui tetti in sostituzione delle coperture in eternit, l'utilizzo dei sottoprodotti per la concimazione e l'attività didattica in collaborazione con scuole e università.

Convegno

Ricordando Monsignor Idelfonso del Tufo

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Protocollo d’intesa

Freerumble e associazione disabili visivi

la Riviera

Firmato protocollo d'intesa tra l'Associazione Disabili Visivi ONLUS (ADV) e Freerumble, il Social Network audio omnicomprensivo che si appoggia alla parola. L'ADV e Freerumbe, attraverso specifici accordi operativi promuoveranno un progetto di sviluppo tecnologico al fine di migliorare la comunicazione on line, coinvolgendo, da oggi e in via sperimentale, cinque gallerie d'arte operanti nelle città di Milano, Bolzano, Roma, Potenza, Napoli. Definiti fin d'ora anche i compiti specifici che l'ADV e Freerumble dovranno portare avanti fin dalle fasi preliminari. L'ADV garantirà la disponibilità delle sue strutture idonee per la registrazione di audio al fine della corretta comunicazione con i suoi iscritti e Freerumble farà da ponte, coordinando il lavoro tra le gallerie d'arte e l'Associazione.

Sono totalmente d’accordo con Eugene Smith. Sentimento ed empatia sono le cose di cui andare alla ricerca. Se si riesce a entrare nelle situazioni, se si riesce a essere testimoni senza modificare troppo gli equilibri delle realtà che si accostano si può riuscire a fare della buona fotografia. Naturalmente con il massimo rispetto e la massima sensibilità ed empatia possibili. L’arte è un’altra cosa. Se si intende l’arte come un’unione di forma e contenuto di grande forza espressiva, alle volte accade anche nella fotografia. Cosa pensa di Photoshop? Va usato con giudizio. In fondo, se lo si usa come si usava la camera oscura di una volta, va bene; ma non bisogna abusarne con ritocchi eccessivi, montaggi, ecc. Nei quotidiani italiani vi è la singolare abitudine di omettere nome e cognome dei fotografi, contro ogni correttezza professionale. È come se gli articoli non venissero firmati. Perché nessuno si ribella? Pessima abitudine. È un po’ una contraddizione della fotografia di oggi: da una parte, le si riconosce autorialità; dall’altra, si tende a relegarla come uno strumento di supporto alle parole. In effetti, bisognerebbe lottare molto di più, quando accade; ma il mercato, banalmente, lo controllano gli editori. E così… Oliviero Toscani disse: “L’unica fotografia che mi sento di escludere è la foto di me stesso morto”. C’è qualcosa, secondo lei, che non andrebbe mai fotografata? Per me è un falso problema. Forse è un paradosso. È come dire che c’è qualcosa di cui non si dovrebbe mai parlare o vedere. Se serve a raccontare, fare cronaca, testimoniare, naturalmente con il massimo possibile di rispetto e sensibilità di cui parlavo prima, si può e deve scattare. Parliamo adesso del Bluocean’s workshop. A partire dal 25 maggio sarà a Reggio per dirigere due tappe, Sicilia e Calabria, del Bluocean’s workshop “Da Nord a Sud. Quando il viaggio diventa fotografia”. Qualche anticipazione? Nella prima tappa esploreremo la zona più meridionale d’Italia, l’estremo sud-est della Sicilia, tra memorie barocche, agrumeti, fenicotteri ed echi africani. Nella seconda tappa ci sposteremo da un lato all’altro dello Stretto per finire con un salto alle Eolie, tra Stromboli e Salina, in una natura potente e d’incanto. Sarà un viaggio e un momento di confronto e crescita, spero. Quali sono, secondo lei, gli scorci più suggestivi della nostra Calabria? L’Aspromonte delle fiumare e dei paesi abbandonati, i giganti vegetali della Sila, qualche porzione “vecchia” di città poi invase dal cemento, la linea della costa quando diventa irregolare e si fa scogliera. In occasione del 150° anniversario d’Italia la rivista National Geographic Italia ha dedicato un servizio al Quirinale. A “raccontare” la casa degli italiani proprio lei. Non è sicuramente la stessa cosa, ma se le venisse proposto di raccontare la quotidianità del nostro Comune, ammesso che riuscisse ad incontrare qualcuno, accetterebbe? Sì, se si costruisce un progetto fatto di storie.

Lunedì 2 aprile alle ore 17.00 presso la Sala conferenze dell'Episcopio di Locri avrà luogo un convegno su Monsignor Ildelfonso del Tufo vescovo di Gerace dal 1730 al 1748 e raffinato archivista. La manifestazione si aprirà con i saluti del Vescovo Monsignor Giuseppe Morosini e di Mirella Marra, direttore dell'Archivio di Stato. Padre Stefano De Fiores, mariologo di fama internazionale, illustrerà il contenuto del Fondo archivistico relativo a Monsignor del Tufo, attualmente conservato presso la Sezione di Archivio di Stato di Locri con la denominazione di Fondo Gerace, proveniente dall'Archivio di Stato di Ascoli Piceno. Interverranno inoltre il professore Vincenzo Naymo, docente di Storia moderna presso la Facoltà di lettere e filosofia dell'Università degli studi di Messina e il prof. Vincenzo D'Agostino profondo studioso di storia locale e componente della Deputazione di Storia Patria.

Pasqua a Portigliola

La terra ha musica

per coloro che ascoltano

Portigliola si festeggia la Pasqua A con Ecce Musica, una manifestazione che avrà come tema “La terra

ha musica per coloro che ascoltano”. L'appuntamento è fissato per domenica 8 aprile, dalle ore 21.00 in poi, in Piazza Garibaldi. Conducono la serata Rosario e Maria Teresa D'Agostino. Ad avvicendarsi sul palco: Eugenio Bennato in trio, Mimmo Cavallaro e Cosimo Papandrea col Taranproject, e la chitarra battente di Francesco Loccisano.

RADIO VENERE mette in mostra i suoi dischi migliori.

Premio migliore studente calabrese Primo Posto a Enrica Sotira STIGNANO – E’ risultata la più brava studentessa calabrese di lingua straniera e, per questo, ha vinto un premio ambito ovvero un viaggio di studio di venti giorni, in Germania. Stiamo parlando della giovane Enrica Sotira della classe 4B dell'istituto Tecnico per il turismo di Marina di Gioiosa Jonica. Erano in tanti, da tutta la nostra regione, ma la giovane stignanese, l’ha spuntata su centinaia di altri studenti, piazzandosi al primo posto. A presiedere la commissione è stato il professore Giuseppe Bonadio. Grande soddisfazione, dunque, per la studentessa, per la sua famiglia, ma anche per il dirigente e i docenti dell’istituto di Marina di Gioiosa e per tutta la comunità stignanese. (Giuseppe Cavallo)

Per Antonio Tabucchi scrittore di cose, non di parole È morto a Lisbona, che da tempo era il suo cuore, Antonio Tabucchi. Aveva 68 anni, essendo nato a Pisa nel 1943. Di letteratura portoghese se ne intendeva, e come. Suo autore prediletto era lo scrittore portoghese Fernando Pessoa, che potò sugli altari. La sua scrittura creativa inizia nel 1975 con il romanzo Piazza d'Italia e prosegue con le raccolte di racconti, come Il gioco del rovescio (1981) e Piccoli equivoci senza importanza (1985). Si rivelò con il romanzo Requiem (1992). Ma fu

Amici di Maria De Fillippi

Giuseppe Giofrè il giovane calabrese

Sostiene Pereira (1994) -Premio Campiello- che sbalzò Antonio Tabucchi sulla platea internazionale. Tra le sue ultime opere, L'oca al passo (2006) e Il tempo invecchia in fretta (2009). Racconti con figure (2011), che ha avuto traduzione in 40 lingue. Emerge contro e a dispetto della fungaia dei letterati, che lavorano sulla parola, come scrittore di cose, come scrittore impegnato, come scrittore che serve, e che dura.

“Nero-Vinile”, iniziativa unica nel suo genere, si svolgerà nei giorni 4 e 5 aprile dalle ore 16, presso il Gruppo Spontaneo, 3° piano, sito in Viale Kennedy a Bovalino Marina (RC). Una mostra-partecipante, grazie alla quale il pubblico potrà scegliere un disco, attraverso centinaia di vinili che la radio mette a disposizione per tutti, portarlo in cabina di regia e ascoltarlo e discuterlo in diretta sui 98mhz con uno degli speaker. Uno spazio, dove oltre ai centinaia di vinili da poter ascoltare su impianti messi a disposizione dalla Radio, ci si potrà immergere in un viaggio fatto di musica, socialità e confronto anche attraverso seminari, mostre grafiche e serigrafiche curate da Peppe Albanese e piccole prestazione live di tantissimi artisti. Il tutto in diretta radiofonica su www.radiovenere.net o i 98mhz per la locride. Riassaporare il gusto di toccare la musica, osservarne le copertine e respirarne il profumo è la chiave per riuscire ad ascoltarla a n c o r a meglio.

Giuseppe Giofrè ,il cucciolo di Amici 11che fa impazzire tutti,maschietti e femminuccie per la gioia di tutti i gioiesi, è nel gruppo dei sei ballerini che hanno conquistato il pass per l'undicesimo serale di Amici di Maria De Filippi. E c'è un suo perché.,ha incantato sin dall'inizio il pubblico con la sua energia,grinta e movimento Questo ballerino goiese , 18enne e nato a Gioia Tauro (in provincia di Reggio Calabria),molto timido ma piuttosto determinato, corona il suo sogno ed è pronto a tutto pur di realizzare i suoi sogni: vivere la sua più grande passione, il ballo. L'aver vissuto in un piccolo paese e non aver potuto studiare in una buona scuola non gli hanno permesso di avere una base classica e moderna, motivo per cui,secondo la Celantano,pure se le piace come balla,. non merita il serale. Lui, però,non dimenticherà i sacrifici fatti dei suoi genitori, che l'hanno fatto studiare due mesi a Los Angeles, nella Millennium Dance Complex. Da qui matura il suo stile hip pop, che lo avvicina al mondo di Britney Spears, con la quale vorrebbe ballare in un suo tour internazionale. Tra i suoi cavalli di battaglia, infatti, c'è l'assolo sulle note di “Inside out”, celebre pezzo della cantante. Nella scuola di Amici, il ballerino è entrato fin da subito nelle “grazie” di Luciano Cannito, che l'ha voluto senza esitazioni nella squadra blu. Col passare dei mesi (frattura al naso a parte), l'avventura di Giuseppe si è fatta quasi in discesa, riuscendo a conquistare anche Garrison, tanto da meritare di concorrere per un posto al serale Un successo di alto livello, grande quanto il suo cuore, quello di Giuseppe, che dà lustro alla famiglia ma anche a tutta la comunità gioiese, più che orgogliosa del suo giovane campione.

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Parlando di

Cinema

OROSCOPO

ILOSOFIA REGGINA

ARIETE dal 21 marzo al 20 aprile

La fantastica toponomastica di Reggio

Sarai molto preso dalla voglia di sistemare la tua relazione o di innamorarti, dal desiderio di chiudere con una storia deludente e girare pagina, o di sposarti! In bocca al lupo. TORO dal 21 aprile al 20 maggio

La toponomastica di Reggio Calabria è uno dei tanti “vicoli ciechi” della città. Perché al di là della burocrazia stante dietro la modifica del nome di una via, sembra quasi che non vi sia la volontà nel prendere in considerazione eventuali ipotesi. Ma facciamo un giro per la città. La Via “Reggio Campi” a chi è dedicata? Forse si vuol rimpiangere un tempo in cui l'urbanizzazione selvaggia ancora non si era sviluppata nelle alte vie della città? O le svariate traverse “H”, “I”, “II”, “IV”, etc… , non si potrebbero convertire in vie facili da identificare? O la “via Lia” cos'è? La Signora Lia della canzone di Baglioni? Ed ancora, “via Sbarre” (superiori, inferiori e centrale, perché bisogna abbondare!) sarebbe per caso il ricordo di una vecchia ferrovia con tanto di passaggio a livello che passava nella zona subito a sud del centro storico? Possiamo non menziona-

Energico, grintoso, deciso a farti valere in ogni ambito e colmo di fiducia in te stesso. Attento, però, a quale direzione sceglierai di prendere. GEMELLI dal 21 maggio al 21 giugno

Venere sta per entrare nel tuo segno e ci rimarrà tanto, molto a lungo. Il cielo si prepara a farti trovare una sorpresa speciale nella tua vita.

re la “via Petrara”? Le pietre le hanno tolte dal letto della fiumara o sono ancora lì? Discorso a parte poi, meritano le vie più importanti della città. Esse sono: Lungomare Falcomatà, Corso Vittorio Emanuele III, Corso Garibaldi. Due su tre, a nostro modesto avviso, sono da cambiare. E ovviamente non può essere il lungomare dedicato al compianto sindaco di Reggio, Italo Falcomatà, colui che riuscì a portare a conclusione il progetto del rifacimento della Via Marina, ora perla della nostra città. La parallela superiore al lungomare Falcomatà, è il corso Vittorio Emanuele III, nipote del famoso Vittorio Emanuele II primo re d'Italia. Già solo questo basterebbe per sostituire la targa del corso (da meridionali e meridionalisti non possiamo ignorare la questione del “come” fu colonizzato il sud Italia per pagare i debiti dei Savoia). Ma

Il Tempio Dorico di Monasterace

CANCRO dal 22 giugno al 22 luglio

Anche se in casa va tutto bene, ti sentirai offeso dagli atteggiamenti di qualcuno. Rispondi, piccato, che non è vero? Ecco, appunto! LEONE

ADRIANO SCRIVO DEL SITO BRIGANTI A pochi metri dalla riva del Mare Jonio, ai piedi del promontorio Cocinto, sono stati rinvenuti i resti del tempio Dorico che viene datato dagli archeologi all'anno 420 aC. L'edificio di cui è rimasta solo la base, misura 18 per 41 metri ed era provvisto di 36 colonne distribuite nel perimetro esterno. Non si è ancora certi sulle cause della sua distruzione, si suppone che già in epoca romana le sue pietre furono usate per la realizzazione di altri edifici, e non si esclude, vista la vicinanza che l'anfiteatro romano di Marina di Gioiosa Jonica sia stato parzialmente costruito con materiale riportato anche da Kaulon. L'opera archeologica degli ultimi anni ha constatato che il tempio era coperto da tegole di cui scavi hanno rinvenuto bellissimi esemplari integri. L'indirizzo religioso è ad oggi indefinito, ma scritti storici avvicinano la tesi che sia stato edificato in onore di Giove Homarios. Quello Dorico non era il

dal 23 luglio al 23 agosto

Scaccia il malumore che ti annebbia e preparati a vivere un aprile simpatico e movimentato. Avrai voglia di uscire, complice la bella stagione. VERGINE dal 24 agosto al 22 settembre

Adesso sei nervoso, ora calmo e serafico. Più che dagli eventi, però, potrebbe dipendere dalle contraddizioni insite nei tuoi atteggiamenti.

solo tempio di Kaulon, resti datati V secolo aC. raccolti in località Tarsenale (o Passoliera) e ricomposti al Museo Nazionale di Reggio Calabria fanno

ricordiamo che Vittorio Emanuele III è il re dell'era Mussolini, è il re che promulgò le leggi razziali contro gli ebrei, è il re che scappò a gambe levate da Roma lasciando la nazione abbandonata a se stessa in balia dei nazisti. E questo non succede solo a Reggio Calabria perché in tutta Italia, le vie più importanti sono dedicate a questo tizio. Ma la palma della via più importante della città spetta al corso Garibaldi, autentico punto di riferimento per Reggio Calabria. Per alcuni Giuseppe Garibaldi rappresenta un mito, una persona da ringraziare per aver “conquistato” e consegnato il sud Italia in mano ai Savoia ed a Cavour. Ma ci aspetteremmo che la via principale fosse dedicata, consacrata ad un personaggio che alberghi nei cuori dei reggini, non certo ad una persona che, pur per chi lo ammira (che coraggio!), non ha lasciato una traccia in questa città. Da tempo ormai si vocifera che esista un flebile intento di dedicare il corso alla Madonna della Consolazione, già patrona di Reggio: ottima idea, da perseguire assolutamente. Ma dalla “flebile” volontà, bisogna passare ad una “convinta” volontà. Voi dedichereste mai una via ad un personaggio che in vita sua dichiarò “Al Sud i nemici non basta ucciderli, bisogna straziarli, bruciarli vivi a fuoco lento, E' un paese che bisogna distruggere o almeno spopolare, mandarli in Africa a farsi civili”? No, certamente. Eppure a Reggio Calabria (ed in generale in molte città del sud) è stato fatto. Se non ci credete possiamo prendere un caffè insieme così ne parliamo. A me verrebbe più comodo se ci incontrassimo dalle parti di via Nino Bixio.

ammirare ai visitatori la ricostruzione del magnifico "Tempio della Passoliera". Altri resti ritrovati nel comune di Monasterace fanno supporre ad un'altro edificio di culto, ma la soprintendenza alle Belle Arti, attualmente ed oramai da molti decenni non attua nessuna campagna di scavi organizzata e risolutiva per portare alla luce tutti i reperti di una delle città più antiche, gloriose e ricche di tutta la Magna Grecia. Attualmente, metà del territorio di Monasterace Marina, circa 25 ettari, è "bloccato" dalle Belle Arti, in quanto si è accertato che il sottosuolo è stracolmo di reperti. Facile immaginare lo stato d'animo della popolazione che vede impraticabile i propri terreni e le comunicazioni tra i quartieri cittadini stravolti e obbligati a lunghi percorsi.

BILANCIA

SCORPIONE

SAGITTARIO

CAPRICORNO

ACQUARIO

PESCI

dal 23 settembre al 22 ottobre

dal 23 ottobre al 22 novembre

dal 23 novembre al 21 dicembre

dal 22 dicmbre al 20 gennaio

dal 21 gennaio al 19 febbraio

dal 20 febbraio al 20 marzo

Avrai una gran voglia di dimenticare i problemi, di lasciarti alle spalle le tensioni per occuparti soltanto di te stesso, dei tuoi bisogni e della tua voglia di eventi piacevoli.

Molte situazioni che ti avevano lasciato con il fiato sospeso nel periodo precedente iniziano a risolversi, ad andare meglio. Sarai allegro e disponibile con chi ti circonda.

Le stelle hanno deciso di farti irritare: ma, più che le stelle, saranno gli amici ipocriti, persone che devono intromettersi in questioni che non le riguardano.

Mese positivo per tante situazioni. Frizzante, vivace e pieno di voglia di divertirti, ti godrai una Pasqua serena, circondato dai tuoi affetti più cari.

C’è un buon profumo di viaggi, di mondanità e di divertimento. Nonostante degli impedimenti familiari, trascorrerai un periodo piacevole. DOMENICA

Vedrai che per ogni problema troverai una soluzione: Giove è sempre il tuo portafortuna. Niente passi falsi nei riguardi di parenti lontani: potresti pentirtene.

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CINEMA NUOVO Siderno,info:0964/ 342776 Posti in piedi in paradiso/ 22.00 CINEMA GOLDEN Roccella J,info:333/ 7672151 Buona giornata/ 18.00 - 20.00 - 22.00 CINEMA VITTORIA Locri,info:339/7153696 The Artist/ 18.00 Ghost rider,spirito di vendetta (in 3D)/ 20.00 - 22.00

CINEMA GARIBALDI Polistena,info:0966/ 932622 Ti stimo fratello/ 16.00 - 19.15 - 21.30 CINEMA POLITEAMA Gioia T.,info:0966/ 51498 10 regole per fare innamorare/ 18.00 - 21.00 CINEMA ODEON Reggio C.,info:0965/ 898168

Buona giornata/ 18.00 - 20.00 - 22.00 CINEMA AURORA Reggio C.,info:0965/ 45373

Blob of the week

Magnifica presenza/ dalle 18.10 - 20.30 - 22.30 NUOVA PERGOLA Reggio C.,info:0965/ 21515 The raven/ 18.30 - 20.40 - 22.50 MULTISALA LUMIERE Reggio C.,info:0965/ 51036 Sala De Curtis La furia dei Titani (in 3D)/ 18.00 - 20.00 - 22.00 Moto GP/ 4 aprile ore 21.00 in diretta via satellite in digitale con Valentino Rossi George Harrison,living in

the material world/ 19 aprile ore 21.00,di Martin Scorsese Sala Sordi Ghost rider,spirito di vendetta (in 3D)/ 19.00 - 21.00 - 23.00 Sabato e domenica anche 17.15 Sala De Sica E’nata una star?/ 18.45 - 20.35 - 22.45 Sabato e domenica anche 17.15 Sala Mastroianni Marigold hotel/ 17.40 - 20.10 - 22.30

la Riviera AL CINEMA

Demetrio “la talpa” di mare

Amarcord Ymca da sinistra: Enzo Strati, Daniele Tamburini, Cosimo Reale, Francesco Prochilo, Gabriele Costa, Massimo Ceraudo, Giancarlo Parrello. in basso: Don Achille De Luca Tifosi

Chi dorme non piglia pesci... Maria Chiara Capocasale

... e c’è chi i pesci li sa cucinare Mario Spina

Girolamo Errigo e Luis Suarez

Silvio Fiorenza ed il pullman del Barcellona

I ragazzi della scuola calcio Milan di Vibo Valentia a San Siro Benvenuto Vincenzino un abbraccio affettuosa da tutta la redazione a papà Massimo e mamma Teresa

Sei vecchia già di 19 anni, non andare troppo di fretta non riusciamo a starti dietro. Auguri Natalia da mamma e papà.

La verità dell’Iride

Permettetemi per una volta di fare il Giovanardi dei poveri e invitarvi a una vita più sana. Sapete bene che non c'è moralismo nella mia etica, io ho assaggiato abbondantemente di Benjamin Bowson il paradiso dell'eroina, lo shock della coca, il viaggio degli acidi. Nelle mie vene ci è passato di tutto. Io e i ragazzi americani della mia generazione siamo cresciuti con la spinta del capitano, senza di lui il sabato sera non poteva essere affrontato. Poi il capitano si è allargato alla domenica è piombato sul lunedì e alla fine è diventato il padrone della settimana. Noi vivevamo in città cavallo, non ci parlavamo, aspettavamo ore accanto a un telefono in attesa che squillasse e qualcuno ci concedesse un attimo del proprio tempo. E nessuno aveva tempo da dedicare agli altri. L'unico che ci parlava era captain Jack, ci abbindolava con le sue chiacchiere dandoci la forza di superare la solitudine del sabato sera. Eravamo i figli di una società industrializzata dove tutti erano lanciati alla conquista del benessere e non c'era tempo per i rapporti umani. Voi allora il benessere non sapevate nemmeno pronunciarlo di nome e qualche lira in tasca per il cinema faceva la vostra felicita. Poi anche per voi è arrivato il benessere e insieme è comparso il capitano, ha dilagato dappertutto risparmiando solo le società contadine non completamente corrotte dalla civiltà industriale. E questo, fino a poco tempo fa, era la società calabrese, una comunità nel guado con un piede in città e un altro in campagna, con un sistema valoriale non ancora completamente cannibalizzato. Da voi captain Jack è arrivato da poco, per ora lo utilizzate solo per farvi superare il sabato sera, per questo mi sento di darvi un consiglio. Alzatelo il telefono e chiamate gli altri senza attendere che siano loro a chiamarvi. Non cercate alibi, uscite, state in mezzo alla gente. Uomini con donne, donne con uomini o come meglio vi aggrada. Amatevi, non lasciate che il capitano si allarghi alla domenica. Mollatela la chimica e se proprio un po' di spinta vi serve, fatevi un buon rosso o una bella verde. Lasciate solo il capitano e soprattutto non ricorrete mai al generale, che si compra solo in farmacia e dietro presentazione di ricetta medica. E perdonatemi se per farvi questa ramanzina ho usato una stupida canzone di Billy Joel.

La spinta del capitano

DOMENICA

01 APRILE 2012

LA RIVIERA

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La Riviera °14 del 01-04-2012