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Leghisti, al seguito dell’inviato di Radio Padania, il 31 dicembre sono andati in pellegrinaggio a Lourdes per chiedere a Maria di fare riconoscere l'amata Padania. Sembra che alla Madonna di Polsi sia stato chiesto un miracolo piÚ grande: santificare i processionanti dell’antimafia. Data la crisi, pare che Maria di Polsi abbia risposto di no: i santi costano come in cielo cosÏ in terra.


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IN ALTO Salvatore Boemi magistrato e direttore generale dell'Autorità Regionale-(SUA) e Angiolo Pellegrini generale in pensione. SOTTO Giacomo Mancini

Da Salvatore Boemi ad Angiolo Pellegrini

Lo Stato non dimentica i suoi fedeli servitori RODERIGO DI CASTIGLIA

Agguato a Giacomo Mancini, ovvero come si costruisce un processo, andando a cercare di carcere in carcere i pentiti con mira infallibile.

el processo imbastito contro Giacomo Mancini per concorso esterno in associazione mafiosa e dal quale uscì vittorioso a Catanzaro il 19 novembre 1999, dopo anni di tortura giudiziaria e morale, ricordavo ormai poco. M'ha fatto tornare nitida la memoria, insieme al freddo alla schiena, il libro- conversazione di Enzo Paolini con Francesco Kostner, Agguato a Giacomo Mancini, che può essere ospitato in tutte le scuole giuridiche come un esempio da manuale medioevale di come si costruisce un teorema non solo non avendo prove, ma andandole a cercare di carere in carcere.

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Protagonisti attivi e creativi di quel processo-monstre furono i Pm Giuseppe Verzera, ora a Messina e dimenticato, e Salvatore Boemi, adesso fuori dai ranghi della magistratura. Quest'ultimo ebbe a suo braccio destro il colonnello Angiolo Pellegrini, splendido esempio di intransigente combattente a difesa delle istituzioni, come ricorderanno gli avvocati del foro

Protagonisti attivi e creativi del processo i pm Boemi e Verzera di Reggio, e, che per meglio proteggerle, dice l'avv. Paolini, “andò in giro per le carceri italiane a chiedere se mafiosi e criminali avessero «qualcosa» da dire o da ricordare su Giacomo Mancini”. Naturalmente, criminali e mafiosi, che, da pentiti non sbagliano mai la mira, ricordavano, e come. E anche quando i loro ricordi venivano smentiti dai riscontri, che importava? Il commento - sostegno del pm Salvatore Boemi era che le loro contraddizioni ne avvaloravano la spontaneità e la credibilità. In una Italia, che non tendesse ad assomigliare alla Corea del Nord, l'allora colonnello Angiolo Pellegrini avrebbe dovuto perdere qualche grado e invece fa carriera. Diventa generale. Sono passati 13 anni dall'assoluzione di Giacomo Mancini con la motivazione più alta sotto il profilo giuridico: perché il fatto

IN EVIDENZA

DOPO L’ASSOLUZIONE A 13 anni dalla assoluzione di Mancini. l’illustre magistrato dirige la SUA. L'allora colonnello Angiolo Pellegrini è custode della legalità del Porto di Gioia Tauro. Si tratta di uomini eccellenti della cui esperienza antimafia lo Stato non può fare a meno. non sussiste. E Salvatore Boemi? E Angiolo Pellegrini? Dove sono? L'illustre magistrato è direttore generale dell'Autorità Regionale Stazione Unica Appaltante (SUA), e in questo ruolo è stato nominato nel marzo 2009 dalla Giunta Loiero. Angiolo Pellegrini, generale in pensione, è custode della legalità del Porto di Gioia Tauro. Non si tratta di premi, ma di cervelli che non bisogna mai lasciare inattivi. Si tratta di uomini eccellenti della cui esperienza non si può fare a meno. Se si vogliono ripulire le aste dalla penetrazione mafiosa e il porto di Gioia Tauro dagli intrighi cinesi.

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Parlando

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Grande Sud

Evasione fiscale Crimine Settentrionale

Tasso di evasione: 14,8 per cento al Nord, addirittura del 17,4 per cento al centro e del 7,9 per cento al Sud. Ovvero, al Nord si evadono 2500 euro procapite, al centro 3000, al Sud solo 950. Però, attenti. Qualcuno potrebbe dire che gli evasori del Nord siano i meridionali al Nord.

Gli attaccanti del Nord Nordici e sudici

MAFIA NORDISTA GIOACCHINO CRIACO

iente di personale, né spirito di parte. Neanche voglia di contrapposizione, solo necessità di chiarezza dacché per consunto stereotipo il male alberga solo al sud. Ci sta da talmente tanto che ci si è presi pure la briga di dargli un nome: camorra, mafia, ndrangheta. Solo per citare i nostri mali più famosi. Al nord terra del bene assoluto il male organizzato non è mai stato codificato, i reati quando ci sono sono solo episodici, mai sistemici e mai organizzati. Mani pulite appunto è stata solo una parentesi. Milioni di proprietari che affittano in nero? Milioni di imprenditori che assumono in nero? Migliaia di allevatori padani che le quote latte all’Europa se le fanno pagare da tutti? I don Verze? I Tanzi? Mosche bianche, o nere. Qualche mariuolo che non

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CARMELO CARABETTA vevo scritto su «la Riviera» del 31 dicembre 2011 ad apertura dell’articolo GIUSEPPE SCULLI ATTACCANTE DELLA LAZIO: “Non c’è scandalo che non promani dal ventre infetto del Nord: da tangentopoli al calcio deviato verso la truffa. Ma la grande stampa, tutta nordista e nordcentrica, continua a dare l’idea che siano il Sud e la Calabria i luoghi bestiali dell’inferno d’ogni virtù”. Intendevo, fuori di metafora, che il Sud e la Calabria sono indicati come le sedi permanenti, lungo la storia d’Italia, della corruzione e dell’illegalità. E

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infanga un popolo casto. Avevamo, giusto per ridere, provato a coniare noi un nome per il male nordico. Aifam, mafia al contrario, ma non aveva attecchito. Ora non è che noi vogliamo fare i leghisti al contrario o fare del mal comune mezzo gaudio. Vorremmo chiarire qualcosina. La questione morale al nord è più di una bazzecola e coinvolge tutta una classe politica e imprenditoriale, le indagini milanesi sulla corruzione lo hanno dimostrato ampiamente.

questo è diventato opinione comune anche tra i meridionali che han finito con l’interiorizzare le categorie negative confezionate fuori dal Mezzogiorno, sul Mezzogiorno, contro il Mezzogiorno. Si spiega con il difetto d’una cultura meridionalista, che è stata ritirata dalla libera circolazione. L’odioso calco era stato aggredito e rimosso dai meridionalisti. Il siciliano Napoleone Colajanni non aveva mancato di dimostrare, nel suo saggio Il divenire sociale, che l’illegalità è presente tanto al Nord quanto al Sud. Il primo, caratterizzato dalla bancarotta fraudolenta, che il Colajanni chiamava delin-

Sopravvive però, nella parte più retriva ed egoista della società settentrionale, vedesi lega, la convinzione che i sudici siano, tra l’altro, evasori fiscali incalliti. A sfatare il mito ci ha pensato, qualche giorno fa, una tabella statistica pubblicata su La Repubblica, che dati alla mano consegna la palma d’oro dell’evasione fiscale al nord. Sia in termini assoluti che in quelli percentuali. Qualunque sia il meccanismo di misurazione dell’evasione fiscale, a primeggiare sono sem-

quenza civile, il secondo qualificato dai delitti, che di nuovo il Colajanni chiamava delinquenza barbara. Naturalmente i delitti, la deliquenza barbara, facevano più impressione della bancarotta fraudolenta, delinquenza civile. Altrettanto naturalmente, il Sud si portava addosso le stimmate della barbarie, il Nord continuava a truffare, ma senza castigo. Senza il castigo persino della parola. Altro grande meridionalista, tuttavia dimenticato, Ettore Ciccotti nel suo saggio Mezzogiorno e Settentrione d’Italia (vedi Biblioteca meridionalista) contro l’indecente cliché di un Sud,

pre i nordici. I sudici si rappresentano come gli abitanti più virtuosi della penisola, migliori addirittura di umbri e emiliani. Strano ma vero, siamo meno corrotti e meno evasori del nord, e questo dati alla mano. I nordici evadono tasse per 2.500 euro procapite e noi, solo, per 500. Evadiamo un quinto rispetto a loro, e non perché guadagniamo un quinto in confronto a loro. I nordici dichiarano un reddito di 17.500 euro, noi di 13.000, in percentuale loro evado-

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fonte di ogni male, osservava: “Errerebbe chi volesse limitare al Mezzogiorno la più recente degenerazione della vita pubblica e sociale italiana, specie nelle sue ultime fasi, e volesse soltanto in esso rintracciarne le cause”. Valeva la forza dell’esempio ed Ettore Ciccotti scriveva: “L’ironia del caso ha voluto che alla testa della Banca Romana, il fenomeno tipico della sua specie, si trovasse un Ligure, e che la gestione del Banco di Napoli desse alcuni de’ suoi peggiori frutti in terra lombarda ed emiliana e che i processi di Como e di Bologna stessero a rappresentare non l’unità morale ma l’unità immorale d’Italia”.

no il 14% e noi meno del 5. E si, noi siamo il male assoluto e sistemico, però ci adattiamo più volentieri alle regole che vengono dal nord. Loro sono buoni per definizione, e siccome le regole le fanno possono anche violarle. Ma verrà l’infausto tempo che anche al male sopra Roma un nome bisognerà darlo, non per questioni genetiche ma sempre e solo per condizioni di vita civile, garantite o meno dallo Stato.

Il caso è un folletto che fa sempre ritorno. E l’ironia del caso ha voluto, oggi, che alla testa dell’evasione fiscale, causa non secondaria della crisi economica dello Stato italiano, ci sia il Nord produttivo e generoso nei confronti del Mezzogiorno piagnone e mangione, illegale e criminale. Parlano le cifre dell’evasione fiscale al Nord e al Sud, significativamente commentate da Piero Sansonetti e che a noi piace giustamente riportare: “Per un momento mettiamo da parte la corruzione (fenomeno diffuso in tutt’Italia, ma che in modo preponderante ha travolto il Nord, a partire da Milano, città che negli anni novanta fu definita “tangentopoli”) e concentriamoci sull’evasione. Qui abbiamo delle cifre sicure sulle quali ragionare. Le ha pubblicate ieri Repubblica. Si tratta di una indagine campionaria prodotta da Bankitalia sui redditi di tutti gli italiani (divisi tra abitanti del Nord, del Centro e del Sud) messa a confronto con le dichiarazioni dei redditi ufficiali. Ecco i dati, in estrema sintesi. I redditi pro-capite, reali, degli italiani sono di 17.000 euro all’anno nel Nord, di 16.850 nel Centro e di 12.000 euro nel Sud, dice Bankitalia. La sproporzione è evidente e impres-

sionate: a Nord il reddito è quasi del 50 per cento superiore a quello del Sud. Se però guardiamo le dichiarazioni dei redditi, il divario si riduce notevolmente: al Nord viene dichiarato mediamente un reddito di 14.500 euro pro capite, al Centro di 13.900 e al Sud di 11.000. Questo vuol dire che al Nord, mediamente, si evadono 2500 euro a testa, al Centro un po’ di più, e cioè quasi 3000 euro, mentre al Sud si evadono solo 950 euro a testa. E cioè il tasso di evasione è del 14,8 per cento al Nord, addirittura del 17,4 per cento al Centro e del 7,9 per cento al Sud. Al Sud, paradossalmente – al Sud, sempre definito da tutti i giornali come la palla al piede del paese, il regno dell’illegalità eccetera eccetera– si evade meno della metà di quello che si evade al Centro-Nord. Leggetele bene queste cifre, con attenzione: sono calcolate in percentuale, quindi non c’entra niente il fatto che al Sud si è più poveri e quindi c’è meno da evadere, o che al Sud ci sono meno abitanti. E infatti, se dalle cifre in percentuale dovessimo passare alle cifre assolute, scopriremmo che nel CentroNord si evadono (solo sulle dichiarazioni Irpef) circa 67 miliardi di euro, mentre al Sud circa 11 milioni, cioè sei volte di meno. La sproporzione cresce ancora se si tiene conto dell’evasione dell’Iva e delle tasse delle imprese. Diciamo che, a occhio e croce, il Sud è dieci volte più virtuoso del Nord e che ogni anno, dalla sproporzione nell’evasione fiscale, riceve un danno di un cinquantina di miliardi indebitamente trasferiti al Nord. Vogliamo riassumere con uno slogan, che può apparire provocatorio ma è una semplice fotografia della realtà? Diciamo che il problema vero dell’Italia è lo squilibrio tra un Sud sostanzialmente onesto e legalitario e un Nord dove sopravvive una enorme questione criminale”. Però, attenti. C’è sempre chi porta acqua al mulino del Nord. Cioè, chi potrebbe sempre dire che l’enorme questione criminale del Nord è stata importata dal Sud.

DIAVOLO NERO

LE GIRAFFE L'anno nuovo in Calabria, ma sarebbe meglio dire il 2012, comincia con una trasformazione epocale. I massimi dirigenti politici calabresi, già timide ancelle del centro politico romano, hanno fatto un grande balzo. Dopo la caduta pilotata di Silvio Berlusconi, si sono trasformati in dirigenti-giraffa. E’ ciò che consente loro di sporgere, scortati dal lungo collo, la testa su quel che accade a Roma. È l'unico movimento che si consentono, è l'unico movimento di cui si ha notizia: nel centrosinistra e nel centrodestra. Da Giuseppe Scopelliti, che coordina il Pdl, a Marco Minniti, che non coordina più nulla. Mai come in questa fase, contro il Governo che vuole salvare l'Italia, di cui il Mezzogiorno e la Calabria non fanno evidentemente parte, utile, necessaria, distinta sarebbe una posizione netta, cioè di stampo meridionalista, dei massimi dirigenti politici calabresi. Ma questa voce non s'avverte perché non c'è. Chi guarda in casa propria è perduto. Per ascendere, e non discendere, bisogna stare attenti alla dama romana dove sono disposte le pedine del presente e del futuro. Ma, infine, perché recriminare? Non si può andare contro natura. La natura ha voluto che le giraffe fossero e siano i mammiferi più alti tra tutte le specie di animali terrestri viventi: più di 5 metri d'altezza. Sono, perciò, strette da necessità a sopravvivere, nutrendosi di ciò che sta in alto, foglie o capi di partito che siano. Chi l'avrebbe mai immaginato che Giuseppe Scopelliti e Marco Minniti, in competizione con il Principe di Niccolò Machiavelli, un po' lione, un po' volpe, si sarebbero risolti nella giraffa? Il che si vede in Scopelliti, mentre in Minniti si deve indovinare.

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Asp provinciale Il ping pong dei direttori

Renato Carullo o Rosanna Squillacioti? Delibere contro ordinanze. Decreti e illegittimità. Presidente della regione contro Tribunale del Lavoro e viceversa. Il tutto, per un vecchio giochetto: l’incarico di Direttore generale della sanità reggina.

I talebani della sanità ERCOLE MACRÌ

iuseppe Scopelliti non molla. Non c’è niente da fare. Sulla nomina di Rosanna Squillacioti a patron dell’azienda sanitaria provinciale non cede mai di un centimetro. E quando è lì lì per cadere, quasi al tappeto, si rialza e, testardo più di prima, da governatore si trasforma in un “super governatore”. Con la corazza di commissario ad acta della Sanità calabrese spara decreti salva Squillacioti, mentre con la corona di presidente regionale la resuscita, quando tutti la danno già per trapassata, con delibere e leggi regionali. Una fusione di poteri che non lascia scampo: un caterpillar armato dal Consiglio dei ministri e strabenedetto, con un consenso bulgaro, dagli elettori calabresi. Vittima sacrificale di questo cartone animato a più episodi è Renato Carullo, mentre il Tribunale del lavoro di Reggio Calabria è stato sinora una sorta di due di coppe, quando la briscola è a denari. Infatti, se il Tribunale dichiara illegittima una delibera di Giunta, Scopelliti cala il decreto, se disapplica il decreto, Scopelliti cala la delibera. E quando non bastano né i decreti, né le delibere, ecco pronta la Legge regionale ad sqillaciotam. E Rosanna Squillacioti, da fedele cortigiana, una volta da commissario straordinario e un’altra volta da direttore generale della sanità reggina, si alza altissima sul trono, e per grazia ricevuta, produce atti, dà incarichi e firma contratti da sceicco a calabri sauditi fedeli alla corte. E noi subiamo questa impostazione talebana che arriva a nominare due direttori sanitari per la stessa azienda, inventando nuove leggi, perché non c’è più legge. Tranne quella del più forte: della giungla. Renato Carullo invece, dopo che la Legge regionale del 11 maggio 2007 aveva disposto, nell’era Loiero, l’accorpamento delle ASL esistenti sul territorio regionale in

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441 del 14 giucinque grandi gno 2010 le aziende produe aziende vinciali e la sanitarie sono delibera di state accorpaquattro giorni te di diritto in dopo (la numeuna nuova ro 229) aveva azienda saniavviato la protaria ed affidacedura di te alla dott.ssa accorpamento Squillacioti, dell’Asp di nella qualità di R e g g i o commissario Calabria con IN ALTO straordinario. l’Asl 9 di Locri, da Renato Carullo e Rosanna Squillacioti Con Ordinanza allora, è stato incariSOTTO 13916/2010 il cato e revocato da I governatori Agazio Loiero e Giuseppe Scopelliti Tribunale di Direttore generale Reggio Calabria disapplicava la suddetta dell’Asp reggina a ripetizione, con scientidelibera regionale n. 441/2010 ed ordinava fico accanimento. Per ben quattro volte, in l’immediata reintegrazione del dott. Renato due anni, è disceso sottoterra dal vertice Carullo nella qualifica e funzioni di della piramide, senza possedere il mito del Direttore Generale dell’ASP, assunte in faraone. O almeno non lo possederà fino a forza della precedente delibera regionale n. quando non gli verranno riconosciuti quasi 229/2010. 5 anni di arretrati. A quel punto riemerMa, con decreto n. 24 del 16 novembre gerà dalle tenebre, con il ghigno della ven2010 il PGR nella qualità di Commissario detta sul viso da mummia. ad acta per il Piano di Rientro prendeva Ma andiamo per ordine, percorrendo atto dell’ordinanza di reintegra del dott. un ping pong aberrante oltre il 15 maggio Carullo, e contestualmente ne dichiarava la 2007. decadenza automatica dall’incarico di diretCon delibera della Giunta regionale n.

tore Generale dell’ASP ai sensi dell’art. 2 comma 23 lett. A) legge n. 191/2010, confermando l’avvenuto accorpamento dell’ASP di Reggio C. – Palmi con l’AS 9 di Locri ed il decreto commissariale n. 8/2010. E ancora, con decreto n. 55 dell’8.7.2011 del Presidente della giunta regionale nella qualità di commissario ad acta per il Piano di rientro, la dott.ssa Squillacioti veniva nominata direttore generale dell’ASP di Reggio Calabria. Con ordinanza collegiale depositata l’1.8.2011 il Tribunale di Reggio Calabria, in accoglimento del reclamo proposto dal dott. Renato Carullo sospendeva immediatamente, in via cautelare, il decreto commissariale n. 24/2010 puntualizzando che «la natura auto esecutiva della sospensione comporta l’affermazione della perdurante efficacia ed effettività del rapporto contrattuale stipulato dal Carullo…. E i diritti e obblighi da tale rapporto scaturenti per le parti». Ma dopo quattro mesi, con decreto commissariale n. 137 del 29.12.2011, in attuazione dell’Ordinanza suddetta ed in ottemperanza al comando giudiziale emesso con la successiva Ordinanza del 23 novembre 2011, è stato definitivamente disposto il reintegro dell dott. Carullo nelle funzioni di Direttore Generale dell’Asp. Ma udite udite. Scopelliti sapeva di dover andare alla radice del problema, cioè alla modifica delle legge regionale di Loiero. La prima, quella dell’accorpamento. Infatti, con l’Art. 40 della L.R. n. 47 del 23 dicembre 2011, modifica il comma 6 dell’art. 7 della legge regionale 11 maggio 2007 n. 9, disponendo che l’accorpamento delle Aziende sanitarie n. 11 di Reggio Calabria e n. 9 di Locri, avviene entro il 31.12. 2012 attraverso la nomina dell’organo di vertice della nuova azienda sanitaria. Ovvero di Rosanna Squillacioti che (ri)entra dalla porta principale, dopo che a Renato Carullo , il governatore gli aveva aperto la finestra. Aberrante. Talebani.

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La settimana PORTO DI GIOIA TAURO

2011: la relazione di Giuseppe Raffa

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Per Gioia Tauro si è appena chiuso un anno difficile. Potremmo dire catastrofico se si pensa alle asfittiche politiche aziendali messe in campo dal terminalista Mct che, in regime di monopolio, gestisce insieme a quello che fu il primo porto del Mediterraneo, anche il destino di oltre 1000 cassaintegrati. Oggi inanellare le colpe delle scelte nazionali e regionali è il gioco più semplice del mondo: parliamo di una strategia che non ha corretto le politiche territoriali decise da Trenitalia e Rfi; che ha affidato il Piano nazionale della logiGiuseppe Raffa stica a un sottosegretario piepresidente montese; che Provincia di ha riscritto la Reggio Calabria mappatura nazionale della intermodalità e della logistica, dedicando a Gioia Tauro tre righe, e neanche pertinenti. Tocca all'autorità portuale affrontare il nodo degli spazi che Mct continua a gestire in esclusiva. Un tema che già in questo mese di gennaio 2012 riprenderò con forza istituendo un “tavolo per Gioia” dove inviterò amministratori, sindacalisti, intellettuali ed esperti, in modo da monitorare mensilmente, e nella giusta luce, ciò che accade per invertire questa disastrosa rotta e ciò che interviene per salvare il salvabile. Ai cassaintegrati della Piana infatti voglio dire: non siete soli, dunque non smettete di sperare. La Provincia c'è e vi assicuro che farà la sua parte».

SOLO ANDATA?

SANITÀ CALABRESE

Pignatone verso Palermo L’Ecg di Gaetano Gargiulo o davano tutti, o al posto di Grasso nella Dda nazionale, o al posto di Ionta alla presidenza delle carceri italiane. Ma lo sciame sismico che ha interessato specie la Calabria, ma soprattutto la provincia di Reggio nell’ultimo anno, ha aumentato molto probabilmente, per il procuratore capo della Dda di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone, le propedeuticità per l’ultima meta. La Capitale per adesso rimane lontana. La tentazione è forte e si chiama Palermo. Con il pensionamento del pg si aprirebbero nuovi scenari che potrebbero riportarlo nella sua città d’origine da procuratore generale. Certo è che la sua partenza da Reggio scatenerà una guerra per la successione.

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oter vantare i natali di un grande chirurgo, il primo in Italia ad effettuare un trapianto di cuore su un neonato, è una bella soddisfazione ma, a pensarci bene è una grande tristezza. Perchè deve operare presso l’ospedale Sant’Orsola di Bologna e non in Calabria? Perchè noi calabresi, invece di lottare contro i mulini a vento, non iniziamo a vedere le nostre potenzialità e fare di tutto per trattenere i nostri talenti? Forse un giorno capiremo e impareremo dai nostri errori.

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Gaetano Gargiulo è uno dei massimi esperti europei di cardiochirurgia pediatrica. Un calabrese purosangue attualmente in servizio all’ospedale Sant’Orsola di Bologna

A DUE ANNI DALLA RIVOLTA DI ROSARNO IL SISTEMA È IN CRISI

Uniti per riprenderci la terra Annus terribilis, il 2011, per Rosarno e la Piana di Gioia Tauro tutta. E il futuro promette pessimi auspici: licenziamenti di massa al Porto, impianti turistici e supermercati chiusi, arance che restano sugli alberi e terreni che vengono abbandonati. In questa situazione, ci accingiamo a pagare la crisi, ad affrontare i sacrifici che l'Europa ci chiede per rimediare a una situazione che non abbiamo creato NOI. Tutto questo vuol dire DISOCCUPAZIONE, ospedali chiusi, servizi che vengono meno e qualità della vita sempre peggiori per tutti. Per gli italiani e per gli immigrati. Per i braccianti e per i piccoli produttori. Per gli operai e per tutti i cittadini. E disoccupazione, per gli immigrati in

Italia, significa clandestinità se non trovi un'occupazione entro sei mesi. Intanto, nelle nostre campagne, i braccianti africani continuano a vivere a centinaia in condizioni disumane, mentre i profitti degli agrumi, dei kiwi e dell'olio, attraverso i supermercati, vanno ai grandi gruppi che ci strozzano, imponendo prezzi stracciati alla fonte. Il sistema che ci sfrutta da decenni ora ci dice che non serviamo più, non servono i nostri agrumi, non servono le braccia dei nostri migranti. Serve invece il nostro territorio per impianti di ogni tipo che ci avvelenano la vita e distruggono la terra, come la centrale turbogas a Rizziconi, o l'inceneritore di Gioia Tauro per il quale è quasi pronto il raddoppio, o il rigassificatore a San

Ferdinando, che distruggerà decine di ettari di terreno agricolo, danneggerà ancor di più le attività del porto e ci esporrà tutti al rischio d'incidenti catastrofici. In questa situazione è insensato attaccare i migranti, non ha senso mettere i deboli contro i deboli o i “penultimi” contro gli “ultimi”. L'unica possibilità è stare insieme per difendere i diritti di tutti. UNITI per difendere il diritto a decidere su ciò che ci riguarda: il porto, il rigassificatore, l'agricoltura... la TERRA! Affinché il porto sia rilanciato e i posti di lavoro difesi. Affinché i terreni agricoli rimangano tali e offrano un lavoro degno ai lavoratori, immigrati e non, e un reddito ai proprietari.

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Il ponte KILLER a metà strada tra Bianco e Africo nuovo

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Morte sulla statale

Stavolta è toccato a un signore anziano, prima di lui sotto al mirino del sicario c’era passata tanta vita, giovane e matura. Un’altra famiglia non ha avuto la festa. Salvatore Bartolo di 76 anni di Pardesca del Bianco è morto il 31 dicembre intorno alle ore 17 nel solito punto della solita statale

UN KILLER SULLA 106 FRANCESCO LADDARINA

rofessionale, spietato, si acquatta nelle albe o nelle notti cariche dell’alito di gelsomini. Predilige la pioggia, le ombre, ma si adatta anche alle giornate cariche di sole. Quando colpisce il rombo sordo della sua arma lo senti a chilometri di distanza. Lo stomaco si stringe, il cuore si ferma. Aspetti il suono delle sirene, conti i minuti, in attesa di una notizia che speri non ti riguardi. E invece ti tocca, eccome. Te e gli altri, quelli che pensano che sarà sempre un fatto altrui. Anche quest’anno è accaduto, proprio al suo finire, quando già tutti si stavano per riunire nelle case in festa, a sparare in faccia a un 2011 carico di problemi. Stavolta è toccato a

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un signore anziano, prima di lui sotto al mirino del sicario c’era passata tanta vita, giovane e matura. Un’altra famiglia non ha avuto la festa. Tante prima di questa hanno assaggiato il piombo del mostro. Un assassino in libertà del quale nessuno si occupa. Fosse stato un ladro di polli avrebbe avuto centinaia di segugi alle calcagna e qualche procuratore d’assalto l’avrebbe issato sulla forca. Fosse stato un mafioso avrebbe trovato da tempo pane per

i suoi denti. Fosse stato una medaglia, migliaia di fulgidi eroi l’avrebbero accolto nei petti già gonfi di onori. Ma è solo un ponte, un doppio e orrido imbuto che ingoia vite da una vita fra il km 70 e 80 della 106 ionica. Un cunicolo d’asfalto stretto fra due muretti, è li da decenni e ogni tanto, spesso, serra i denti e il suo morso è letale. E noi da decenni sentiamo il botto degli urti, andiamo commossi ai funerali e stringiamo mani che ci dovrebbero sbattere

Nessuno ha il coraggio di prendere in mano le mazze e andare ad abbatterlo, quel ponte maledetto. Nessuno

in faccia. Ignavi sempre, come sempre e come per tutto. Lasciamo che la morte arrivi e nessuno ha il coraggio di prendere in mano le mazze e andare ad abbatterlo, quel ponte maledetto, tra Africo e Bianco. Nessuno. Fosse stato un cane rabbioso sarebbe arrivato l’esercito a farlo fuori, ma è stato, è lo Stato che non c’è, che da qui non c’è mai passato per infilarsi in quel budello e dire, dopo, cosa si prova a mangiare l’asfalto. Lo Stato, convinto che basta uno squadrone di cavalleria a conquistare un mondo nuovo, mentre il nostro è un mondo antico, millenario, che ha bisogno di padri e non di padroni, che è stanco di generali Custer vogliosi di passare alla storia come eroi.

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Atti di violenza in Calabria

Non saranno le bombe a distruggere i valori alternativi che abbiamo costruito ILARIO AMMENDOLIA Dopo Riace, Rosarno, Lamezia ignoti criminali attaccano il progetto accoglienza del Comune di Caulonia. Lo hanno fatto con una bomba collocata la scorsa notte al ristorante etnico di prossima apertura. Sin dal primo giorno del nostro insediamento sapevamo che il progetto di governo che l’amministrazione comunale di Caulonia ha messo in campo si sarebbe scontrato con la presenza mafiosa. I valori di solidarietà, di generosità, di accoglienza, di uguaglianza, tagliano l’erba sotto i piedi alla criminalità che per vivere ha bisogno di contrapposizioni, di odio, di divisioni.

La presenza tra noi, di tanti ragazze ragazzi africani, curdi, palestinesi, pakistani, è un seme gettato in favore di una società che poggia su valori alternativi a quelli voluti e praticati dalla mafia. Un seme che germogliando getterà le basi ad una società diversa e senza violenza. Ovviamente, saranno le autorità inquirenti ad individuare gli esecutori materiali ed i mandanti di tale gesto criminale. A noi tocca il compito di valutare la natura criminale di una azione che rappresenta un attacco politico a quanto noi abbiamo realizzato in questi anni. Noi non faremo un solo passo indietro. Non abbandoneremo le nostre posizioni che coniugano la lotta alla ndrangheta a quella per una società

I valori di solidarietà, di generosità, di accoglienza, di uguaglianza, tagliano l’erba sotto i piedi alla criminalità che per vivere ha bisogno di contrapposizioni, di odio, di divisioni

più giusta ed al rispetto della Costituzione repubblicana. Ribadiamo ciò che abbiamo sempre detto: la lotta alla criminalità deve essere condotta senza quartiere ma sempre nel rispetto delle garanzie costituzionali e senza criminalizzare la nostra terra ed il nostro popolo. Continueremo senza esitazioni a percorre la nostra strada. Alla violenza si risponde con il massimo di unità possibile. Questo abbiamo ricercato in passato e questo continueremo a ricercare con la massima determinazione. In questi anni, a Caulonia ed in tutta Italia, come sindaco e come esponente del tessuto democratico meridionale, ho cercato di delineare la possibilità di costruire nel Sud

una società diversa. L’accoglienza, la solidarietà, l’impegno, come parte essenziale di un progetto di rinascita del Sud. Ho avuto modo di farlo ovunque da Lampedusa ad Udine, ad Aosta. Lo farò ancora giorno tredici gennaio a Trieste. Credo, che oggi come ieri abbiamo bisogno di uscire fuori dal ristagno culturale e morale e da una politica asfittica e provinciale basata su una conflittualità permanente . La ndrangheta si sconfigge rilanciando la Politica da non confondere con il mero impegno elettorale. Nelle prossime ore concorderemo una risposta democratica, la più larga possibile alla intimidazione subita. Ovviamente a tale manifestazione inviteremo tutti ad intervenire.

Le intimidazioni, l'anticiviltà e il prezzo delle scelte DOMENICO LOGOZZO E’ preoccupante la nuova escalation del terrore che la criminalità organizzata sta mettendo in atto in questi giorni in Calabria. Da San Giovanni in Fiore a San Luca, da Nicotera a Caulonia, e poi Lamezia, Reggio Calabria e tanti altri piccoli e grandi centri della regione. Basta con l’omertà. No alla rassegnazione che uccide la civiltà. Bisogna alzare la voce. Non coprire più l’arroganza dei vigliacchi. Con la minaccia di ritorsioni impongono il silenzio della paura. Stop alla rassegnazione e all’indifferenza: Quante volte sentiamo dire con rassegnato sconcerto: “Non c’è nulla da fare”. E il disimpegno rafforza ed espande i campi d’azione e d’impunità della ‘ndrangheta. L’intera regione viene posta sotto pressione. E’ necessaria perciò la massima attenzione ed una decisa risposta alle intimidazioni sempre più frequenti. Vanno prese le giuste e immediate contromisure. Attentati contro amministratori scomodi ed imprenditori che non accettano le imposizioni delle cosche. Nel mirino anche i coraggiosi operatori del mondo del volontariato e del-

rinascere. Il baratro, purtroppo, è molto vicino. E gli ultimi indicatori non fanno ben sperare, mentre l’intero Paese è immerso in una crisi assai profonda. Abbiamo appena finito di festeggiare il 150^ anniversario dell’Unità d’Italia e purtroppo dobbiamo constatare che esistono due Italie. Viaggiano a velocità diverse ed economicamente sono sempre più divise. Il Nord sempre più forte. Il Sud del Sud sprofonda. Malamente. E chi sta peggio di tutte è pro-

prio la Calabria. Oggi vengono fuori dati allarmanti. Dice l’ultimo “Dossier Economia” di Unioncamere e Prometeia: “Aumenta il divario economico tra la Calabria, le regioni del Sud e le altre regioni d’Italia. Specifica “il rapporto sugli scenari di sviluppo delle economie locali italiane: tra i principali indicatori espressione del divario figura il valore aggiunto pro capite, a prezzi correnti nel 2012. La classifica attesta la provincia di Catanzaro 77ma in graduatoria

con 16.929 euro, Cosenza 85ma con 15.344 euro, Reggio Calabria 90ma con 15.004 euro, Vibo Valentia 97ma in graduatoria con 14.271 euro, Crotone 102ma con 13.078 euro”. Dati che debbono far riflettere e che non debbono essere sottovalutati. Una regione più debole economicamente, è anche una regione molto esposta agli assalti dell’illegalità. Lo Stato deve impedire che l’anti-Stato acquisisca ulteriore potere in realtà dove è già presente minacciosamente, impedendo lo sviluppo corretto. Ed ha fatto bene il vescovo di Locri, mons.Morosini ad intervenire nuovamente “per richiamare la coscienza civile e religiosa di quanti usano il linguaggio delle bombe per lanciare messaggi intimidatori o per compiere atti a dir poco incivili”. E va giù duro dopo le intimidazioni di Caulonia e San Luca: “L’oscuro e vigliacco linguaggio delle bombe appartiene al mondo delle tenebre, che è l’antivangelo e l’anticiviltà”. E poi l’invito “a togliersi dal volto la maschera e, da persone civili e timorate di Dio, affrontare alla luce del sole i problemi della vita”. Parole pesanti come macigni. Che scuotono le

Basta con l’omertà. No alla rassegnazione che uccide la civiltà. Bisogna alzare la voce. Non coprire più l’arroganza dei vigliacchi.

Ed ha fatto bene, mons.Morosini ad intervenire nuovamente “per richiamare la coscienza civile e religiosa di quanti usano il linguaggio delle bombe”

l’associazionismo. In queste ore la risposta di chi ha subito e continua a subire minacce è ferma e decisa: “Non piegheremo la testa”. Anche se “la paura c’è e la sera non esco di casa”, ha ammesso il sindaco Antonio Barile, specificando che “a San Giovanni in Fiore abbiamo toccato tanti interessi, ma le scelte che abbiamo fatto sono decisive per il futuro”. Impegno preciso per la crescita di un paese libero e civile. Si lotta caparbiamente contro il sottosviluppo, contro l’ingerenza paralizzante dei poteri politico-mafiosi, per costruire effettivamente una Calabria migliore. Ci si scontra perciò con troppi interessi e affari sporchi. Il tentativo di rendere più forte il tessuto economico e sociale, sfilacciato dalle scellerate azioni della criminalità organizzata e dalla cattiva politica, trova minacciosi ostacoli, per cui è più che necessaria la massima unità di intenti per non lasciare isolati i buoni e i giusti che s’impegnano quotidianamente per garantire la convivenza civile. Per

coscienze e che portano a riflessioni molto profonde. La Calabria non può essere perennemente condizionata ed infangata dalle forze antisociali. L’anticiviltà denunciata dal vescovo, fa tornare alla memoria un vecchio scritto di Corrado Alvaro. Una immagine significativa della Calabria dei primi Anni Quaranta. La troviamo in “Quasi una vita. Giornale di uno scrittore”. Leggiamo: “Quando fu ordinato prete mio fratello in Calabria, nel momento in cui l’ordinando si deve stendere sul nudo suolo, mio padre voleva dargli un cuscino perché non stesse scomodo. Poi vi fu il pranzo. Discorsi sensuali e gioia di mangiare e bere fortemente. D. che era venuto da Roma, fuggì appena potè dal mio paese, e lo trovammo verso il torrente che ci aspettava. La realtà calabrese è troppo forte; e capisco che egli rimanesse sbigottito di un ambiente che fa dubitare di non ritrovare più né il treno che vi porti via, né la città, né la vita civile”. Non può essere ancora cosi nel 2012! VENERDÌ 06 GENNAIO 2012

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Parlando

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Provincia In breve

Sito web Stignano

INTERVISTA A RAFFAELE SAINATO

Lunedì 2 gennaio, si è svolta presso il Salone dell’Edificio Scolastico di Stignano la presentazione del sito web ufficial, così il Comune di Stgnano entra nel web; lo fa con un sito moderno e con una precisa strategia commerciale, avvicinare sempre di più e con minore dispendio di tempo, il cittadino al Comune.

Traslochi: ma la Persefone non va a Locri La “Persefone” trasloca e dal Pergamonmuseum va all’Altes Museum (Museo antico), oggi sede delle collezioni antiche dei Musei di Berlino. Nella decima sala dell’area greca, troneggia, al centro la statua della ” Dea Persefone”. Ai piedi della ”Dea in trono” un’etichetta in tedesco spiega” Divinità in trono. La cosiddetta Dea di Taranto. Taranto o Locri? La statua monumentale serviva certamente come immagine di culto in un santuario dell’Italia meridionale”. Quindi gli esperti dell’Altes Museum , Antike Sammlung non riconoscono con certezza nella statua la dea Persefone, ma offrono altre due possibilità, così anche per il luogo di ritrovamento indicano Taranto o Locri. La grande amarezza. La Vera Storia: Era il 1905 quando, «durante i lavori di scasso di una vigna di proprietà della famiglia Scannapieco (a Locri), venne alla luce la Dea Persefone. Il titolare del fondo la fece nascondere per poi venderla, era il 1911, a un acquirente tedesco. Oggi ci limtiamo ad apprendere la notizia del trasloco ma ci riserviamo di tornare sull’argomento per fornire ulteriori ed utili approfondimenti.

Se noi siamo i grilli parlanti Sergio Laganà è pinocchio IN EVIDENZA

Noi non contestiamo l’uomo Lombardo, sia chiaro, ma il politico che è evidentemente una figura fuori tempo massimo. Cosi come la sua giunta, che ha dimostrato di non essere adeguata.

Immagine tratta dalla copertina de La Riviera del 22 febbraio 2009

MARGHERITA CATANZARITI A Locri l’aria ricomincia a farsi tesa e la guerra di parole tra i rappresentanti di opposizione e maggioranza dell’Amministrazione Lombardo non risparmia nessuno. Da una parte, l’assessore provinciale Giovanni Calabrese, nonché vicesindaco della precedente amministrazione Macrì, chiede a gran voce le dimissioni dell’attuale sindaco, auspicando di già una gestione amministrativa affidata ai tecnici. Calabrese parla di una Locri in stato di completo abbandono, di una totale staticità amministrativa e di un contraddittorio inesistente tra le parti. Gli risponde Sergio Laganà difendendo il fatto che è comunque troppo presto per tracciare un bilancio e che se la situazione è così disastrosa le responsabilità sono di chi ha governato prima, definendo questi ultimi dei “grilli parlanti” che negli anni precedenti hanno gestito la cosa pubblica con criteri clientelari. A proposito di tutto ciò abbiamo sentito Raffaele Sainato, anche lui esponente della minoranza e facente parte del vecchio tribolato trio che, con Macrì e Calabrese, è uscito sconfitto dalle ultime elezioni. Che cosa ci dice della querelle in corso tra Calabrese e Laganà? Che condivido in pieno le posizioni di Calabrese. Noi non contestiamo l’uomo Lombardo, sia chiaro, ma il politico che è evidentemente una figura fuori tempo massimo. Cosi come la sua giunta, che ha dimostrato di non essere adeguata. Non ci sono componenti che fanno la differenza. Laganà dice è troppo presto per tracciare un bilancio, ma la verità è che nessuno ha ancora capito in che direzione si stia andando. Purtroppo non c’è quella maturità e competenza politica che invece noi abbiamo sempre avuto . Allora perché avete perso le elezioni? Per colpa nostra. Abbiamo fatto l’errore di partire divisi. Un errore che abbiamo pagato a caro prezzo noi e soprattutto la comunità dei cittadini. Stiamo cercando di recuperare con una opposizione concreta ed efficace. Perché, per assurdo, ci ritroviamo con una opposizione che ha ottenuto il 67% delle preferenze alle elezioni. Lombardo praticamente si trova dove è per un nostro errore politico. Laganà dice che siete dei “grilli parlanti”. Cosa gli risponderebbe?

Che se noi siamo dei grilli parlanti, lui rischia di fare la figura di Pinocchio. Lui parla di clientelismi: che lo dimostri, che vada in Procura a fare una regolare denuncia con nomi e cognomi. Che non si limiti a buttare fango, confondendo le acque. E se è vero che le responsabilità sono di tutti, allora non bisogna dimenticare quanto lui sia stato bravo a rompere quegli equilibri inserendo due suoi assessori nell’ultimo anno della Amministrazione Macrì… Di che cosa ha più bisogno Locri adesso? Di competenza. Ha bisogno di un esecutivo che lavori sul serio e che sappia quello che fa. Ora come ora, Lombardo ha urgente bisogno di due figure competenti, due nomine tecniche nel settore del bilancio e dell’urbanistica. Se avrà la maturità politica di farlo, allora si potrà avere uno slancio in più, altrimenti non vedo altre soluzioni. E poi c’è soprattutto bisogno di un confronto, un dialogo con la cittadinanza che è stato finora totalmente inesistente. E questo non lo dico io, ma i cittadini stessi che si ritrovano davanti ad una Amministrazione fantasma, muta. Che non conosce e non vuole conoscere la città. Se aveste vinto voi, in che cosa sareste stati diversi dal gruppo di Lombardo? In tutto. Avremmo affrontato le cose di petto, portando avanti, sulla falsa riga del governo Macrì, tutti i progetti in corso ultimandoli. Avevamo e abbiamo ancora l’energia e la competenza per farlo. Avremmo ricompattato il centrodestra, ricucendo gli strappi. Avremmo avuto un dialogo collaborativo con una Provincia e una Regione del nostro stesso colore politico. Siamo riusciti a farlo quando erano di sinistra, figuriamoci ora. Avremmo sicuramente realizzato i nostri obiettivi. Saranno ripristinate le vecchie alleanze? Di fatto lo sono già. Siamo già alleati in questa battaglia. Abbiamo maturato l’esperienza degli errori passati e ci sentiamo più uniti, ma nell’interesse esclusivo della comunità locrese. Quello che facciamo, lo facciamo per la città, non per noi. Noi viviamo del nostro lavoro, non ci servono le poltrone. Facciamo politica per passione. E’ l’unico modo per pagare il nostro tributo alla città, per tornare a casa la sera e poter guardare negli occhi i nostri figli, consapevoli di avere fatto qualcosa di buono per Locri. VENERDÌ

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SIDERNO

Storie quotidiane della maledetta 106 L’uomo sta appoggiato al camion di carburante, quasi in ginocchio. Osserva quel corpo straziato dalle ruote imponenti, coperto a stento dal telo bianco. La gente dietro le transenne si fa sempre più numerosa, mentre la polizia è indaffarata con i rilievi e la magistratura. Qualcuno riesce a sfuggire ai controlli e alle barriere, ma solo momentaneamente, poi viene invitato come gli altri ad allontanarsi. A lui invece è stato concesso di restare, e agghiacciato guarda, in quel miscuglio di pioggia e sangue, il corpo della madre. AnnaMaria Femia era una donna sulla cinquantina e, forse nel tentativo di attraversare l’affollato corso principale, si è ritrovata travolta dal camion al momento dello scatto del verde. Non sono bastate le strisce pedonali a salvarle la vita. Storie quotidiane della maledetta statale 106. Cronaca vera. Ma qui, a Siderno, questa serata, sembrava fin troppo normale. Troppo centrale, troppo comune il semaforo accanto alla Bnl per morirci. Sono tristi le luci che adornano il corso, ora; e solitarie le vetrine che pubblicizzano gli sconti appena iniziati. Il sangue impregna il lenzuolo e l’aria circostante, e sull’asfalto scorre l’acqua impietosa. Di fronte allo scoop siamo incapaci di scattare foto. Incapaci di parlare. Incapaci di trovare un senso o delle risposte. Il figlio guarda la polizia che rimuove il corpo. Non gli è concesso l’ultimo abbraccio. Che i disegni della giustizia cristiana siano per noi incomprensibili…non ci appare vero mai quanto stasera. A.I.

di Diego Cataldo

Cara professoressa

L’ultimo compito in classe lo consegno in bianco

In breve

L’Arazzo di Gerace capolavoro fiammingo di Jan Leyniers

Domenica 15 gennaio, in collaborazione con la Delegazione di Cosenza, la Delegazione FAI Locride e della Piana visiterà le collezioni d'arte di Palazzo Arnone. Sarà illustrato il restauro del famoso arazzo di Gerace, del quale il FAI Calabria e la Delegazione della Locride e della Piana promuoveranno il rientro presso il luogo di origine. L'arazzo di Gerace, capolavoro fiammingo di Jan

Leyniers, è stato da poco restaurato e attualmente è esposto nella Galleria Nazionale di Cosenza a Palazzo Arnone. La dott.ssa Simonetta Portalupi descriverà le fasi del restauro del quale è stata artefice. Per chi desidera partecipare è previsto un servizio navetta, con partenza da Locri, per info contattare l’Agenzia Dafne di Siderno entro lunedì 9 gennaio.

La notizia trova subito conferma. E’ morta la Prof.ssa Anna Maria Femia in un incidente stradale. La mia amica di sempre, Federica, al telefono è sconvolta, lo sono anche io. La prof.ssa Femia insegnava Lettere al Liceo Artistico di Siderno. Appena arrivata in quella scuola, per trasferimento, mi trova tra i suoi primi alunni, la sua prima classe, una di quelle abbastanza movimentate ricche di ironia e di verve artistica. Lei una donna mite, tranquilla, umile e profonda, una mamma che ti accoglieva con il sorriso sulle labbra e che ci ha saputo gguidare con la sua bontà d’animo. Quanto le volevamo bene! L’ho rivista, dopo tanti anni , da collega (?), io giovane insegnante tirocinante al Liceo Artistico di Siderno e Lei che con grande soddisfazione gioiva nel rivedermi in quel ruolo. Con grande rispetto continuavo a chiamarla professoressa, rivedevo in Lei un grande esempio di cultura e umanità. Ora non c’è più. Se ne è andata , tragicamente, nell fredda sera del 4 gennaio. Mi riaffiorano tutti i ricordi e l’emozione del tempo che passa e delle persone che non ci sono più. E adesso che anche tu ci hai lasciato, non posso che ricordarti nel modo più semplice, così come era la tua grande persona. Un pensiero da mettere su carta; un tema, una di quelle tracce che ci davi tu, questa volta però, la traccia, purtroppo, l’ha scelta il destino, ed io scrivo così come mi hai insegnato, corretto, elogiato e rimproverato… Una lettera, questa volta, che parli della mia professoressa, descrivila…beh, forse non sarai contenta, ma questa volta consegnerò il tema in bianco, e so pure che la tua grande bontà d’animo capirà il perché e non mi giudicherai con un brutto voto. Io so, da me non ti aspettavi questo, ma credimi è difficile trovare le parole anche dal migliore vocabolario per descrivere l’emozione e la tristezza che provo. Addio, dolce professoressa. Ciao, è troppo familiare, e io potrei consentirmelo. Ma è ache un po’ retorico, e tu non vorresti.

A Siderno il progetto Grundvig parla di Danza L'Associazione Eurokom, sede ospitante dell'Ed “Calabria&Europa”, accoglierà presso i locali del Grand Hotel President dal quattro all'otto Gennaio lo scambio internazionale del progetto Grundvig “Journey Through Dances”. Un'azione di Learning Partnerships prevista dal programma LLP Grundvig, che vede partecipi oltre ad EUROKOM altri quattro istituzioni europee e non. Il capofila è l'organizzazione Turca Yofder, agenzia non profit attiva nel campo dell'educazione culturale ed artistica dei giovani, specializzata nell'insegnamento del folklore e della danza popolare, considerati mezzi di crescita psicosociale ideali per l'integrazione interculturale e generazionale. Il linguaggio prioritario è quello della danza tradizionale con l'intenzione di scambiare tra i partner balli tradizionali. L'agenda dei lavori sarà veramente piena e si aprirà il 5 gennaio con il primo meeting organizzativo e la presentazione del Progetto, nel pomeriggio lo spazio sarà lasciato ai balli popolari e folk del nostro territorio. Il sei gennaio visita alla cit-

tadina di Gerace e il sette la visita a Scilla ed alla Città di Reggio Calabria. Lo scopo primario che Eurokom si propone è duello di fornire ai partner stranieri una possibilità di conoscere usi luoghi e costumi della Calabria e della Locride. Alessandra Tuzza VENERDÌ

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A proposito

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Ritagli

(SOLO PER I SUDICI)

Tenete stretti i vostri bimbi GIOACCHINO CRIACO ..E, soprattutto, teneteli lontano dai gelatai. “Stavamo in piazza da bambini. Quando veniva maggio e il primo caldo, il nostro maestro ci portava fuori dalla scuola. Ci faceva sedere sotto un sambuco gigantesco e ci teneva la sua lezione al fresco della sua ombra. C’erano sempre dei curiosi ad assistere all’evento. Fra gli spettatori ogni tanto si mischiava un benestante locale, che quasi sempre ripeteva la stessa scena. Nel mezzo della lezione si avvicinava a noi scolari, regalava a ognuno di noi una banconota da mille e una carezza. “Andate a comprarvi un gelato. Le braccia dovete allenare non la mente, quelle provvederanno a riempirvi la pancia”. Seguiva un fuggi fuggi generale. La maggior parte dei bambini scappava via, a spendere i soldi in qualche bottega. Io restavo sempre in piazza, sotto l’albero a fianco al maestro. Assistevo alla litigata che seguiva ogni volta. Il signorotto sosteneva che quella terra poteva produrre o buoni lavoratori o spietati delinquenti. Là non sarebbero mai nati ottimi cervelli. Il maestro urlava che noi non eravamo figli di un Dio Minore, potevamo ambire a tutto nella vita. Era un brav’uomo, il

maestro Antonio. Combatteva per noi ogni giorno. Contro lo scetticismo dei nostri genitori, che ci volevano portare in campagna a lavorare. Soprattutto si affannava a contrastare l’ambiente che ci circondava e che ci inculcava la certezza di avere qualcosa in meno, rispetto ai bambini di fuori. E quel fuori stava per alcuni o migliaia di chilometri. Fuori c’era il meglio. Tutto ciò che stava dentro i nostri confini era meno bello, meno buono, meno sano.. meno insomma.. Alla fine anch’io arraffai le mille lire e il maestro rimase da solo a litigare per noi.. Corsi in bottega a comprarmi il gelato.. Fortunatamente per me, l’età della ragione arrivò subito, rinunciai ai gelati e tornai in piazza al fianco del mio maestro. Scelsi i libri e compresi un bel po’ di cose. Iniziai a parlare anch’io insieme al maestro, cercando di tenere gli altri in piazza. Qualcuno rimase, e si salvò. La maggior parte dei compagni di scuola, di giochi e di vita corse dietro ai gelati e si perse. Si, perché i gelati venivano dati gratis per un tempo limitato, poi bisognava conquistarseli. Capii presto che il gioco sarebbe diventato tragedia e presi a dirlo ai bimbi. Sono passati quarant’anni e continuo a dirlo, sempre e comunque dalla parte dei bimbi e contro i gelatai. I bimbi erano e sono le anime della Locride, che qualcuno voleva, e vuole, consegnare a un destino di violenza o di sottomissione. I gelatai erano, e sono, tanti, piccolissimi, piccoli e grandi. I primi erano, e sono, parenti, compagni o amici di famiglia dei bimbi. Gente senza qualità, che in una società normale non avrebbe mai avuto un ruolo, forti

solo di una furbizia che gli faceva comprendere che solo in un consesso violento e ingiusto avrebbero potuto contare qualcosa. I nemici di prossimità, quello erano e sono, gli untori che avvicinavano, e avvicinano, le dita dei bimbi ai grilletti delle pistole. I traditori della propria gente, quelli che ti portano al male e non al bene. Chi porta il

Era un brav’uomo, il maestro Antonio. Combatteva per noi ogni giorno. Contro lo scetticismo dei nostri genitori, che ci volevano portare in campagna a lavorare. Soprattutto si affannava a contrastare l’ambiente che ci circondava e che ci inculcava la certezza di avere qualcosa in meno, rispetto ai bambini di fuori.

male in casa d’amici non è un amico, non ci sono alibi che tengano. Sapete bene di chi parlo. I secondi erano, e sono, i notabili locali i cui piccoli poteri si basavano sull’ignoranza degli altri. Gente furba che utilizzava, e utilizza, i primi per sottomettere e annichilire, per deviare i bimbi da un percorso normale e stroncare sul nascere ogni futuro cambiamento, letale per chi fonda il proprio potere sull’immutabilità sociale. I terzi erano, e sono, i falsi eroi, politici, magistrati, poliziotti, scrittorucoli e pseudo acculturati. Gente furbissima che veste candidi manti grazie all’esistenza di una società devastata dalla violenza. Untori veri che si presentano al mondo come curatori infallibili. Che sul dolore altrui costruiscono carriere, ricchezze e poteri formidabili. Loro fabbricano i gelati ogni volta che c’è penuria. Quando si parla di mafia, si parla sempre e solo dei piccolissimi gelatai, della mafia stracciona che svende il destino degli amici per qualche immunità a tempo e un minuscolo potere. Quando si sale di livello si tira fuori un famigerato ectoplasma, la zona grigia, la borghesia mafiosa e ogni tanto per rinfrescare di calce qualche manto opacizzato si sacrifica qualche piccolo o grande gelataio. Il sistema si salva e la gelateria torna a sfornare leccornie per i bimbi. E tutti voi, ignavi, ad applaudire, a riverire, piccoli e grandi gelatai e a lasciare che i vostri bimbi continuino a essere portati via. Io a questo gioco non ci sono stato, e non ci sto. Io sto con i bimbi, sto con la mia gente. Non ho mai avvicinato le dita dei bimbi al grilletto e mai lo farò. Non ho mai venduto gelati, né per conto mio né in conto terzi. Voi, gli ignavi, contiVENERDÌ

nuerete a vedere i vostri figli distrutti e vigliaccamente e ipocritamente continuerete ad applaudire e riverire. Io ho troppa considerazione di me stesso. L’ipocrisia l’ho mollata da tempo. Serbo l’onore, che non è il sentimento stupido che gli esseri primordiali infilano fra le cosce delle donne, ma il rispetto per se stessi, per i propri principi. La gioia di vivere e morire coerentemente con i propri pensieri. L’alto giudizio che ho di me stesso non mi fa sentire un novello messia, non vi chiederò di lasciare che i vostri bimbi vengano a me. Vi dirò di tenerli lontani dai gelatai, di starci appresso e non mollarli mai. Ve lo continuerò a dire nonostante i gelatai siano tanti, perché neanche io sono solo, di ex bimbi in età da ragione ne ho troppi intorno ormai e non mi posso fermare. E siccome un po’ cristo mi sento, lo ammetto, a voi ignavi che rinnegherete il mio nome dico di portarle da voi le vostre croci che i cristi si sono stancati di farsi bucare le mani. E dato anche che sono un ex bimbo, ai gelatai, piccolissimi, piccoli e grandi, guardandoli nelle note facce, grido. Smettetela di insidiare i bimbi altrui, che tutti hanno un’anima dentro e non per forza deve diventare nera.

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L’ultima provincia

Maria Cristina frequenta amiche strane ultimamente. Tutte non più giovincelle, rigorosamente single o intrappolate in eterne storie clandestine, vestono all’ultimo grido cinese, incarnando la bruttissima copia provinciale delle ragazze di Sex & the City.

VIOLA COSENTINO “Ormai, io sono cambiata. Non sono più quella di prima. Sto bene con me stessa.” La mia amica Maria Cristina è diventata strana. Dà un’occhiata veloce allo specchietto retrovisore per controllare il rossetto troppo rosso delle sue labbra e si passa le dita tra i lunghi ricci pietrificati dalla spuma sottomarca che li rende innaturali. Eppure aveva dei capelli cosi morbidi quando eravamo ragazzine. “Non ho bisogno di un uomo al mio fianco per essere felice. Non voglio innamorarmi più, ecco. Non voglio soffrire. Sono una donna libera. Se capita, capita. Ma poi ognuno per la sua strada. D’ora in poi mi comporterò come un uomo.” Sembra molto convinta di quello che dice. Credo abbia subito una specie di regresso che l’ha riportata a fare discorsi adolescenziali, nonostante i suoi trenta e passa anni. “Ho letto un libro bellissimo, te lo consiglio. Si chiama ‘Donne che sanno quello che vogliono’. Ti da consapevolezza del nostro essere donna. Ho capito che gli uomini hanno paura delle donne forti come noi. Per questo non ci scelgono mai.” Come tutte le donne, anche Maria Cristina ha subito vari traumi da abbandono. Ma la colpa è sempre degli uomini, vigliacchi, che non hanno avuto il coraggio di stare con lei. Maria Cristina frequenta amiche strane ultimamente. Tutte non più giovincelle, rigorosamente single o intrappolate in eter-

Maria Cristina ne storie clandestine, vestono all’ultimo grido cinese, incarnando la bruttissima copia provinciale delle ragazze di Sex & the City. Escono preferibilmente in gruppo, traballando giulive sui tacchi, e scorazzano per la piccola città a rivendicare indipendenze di genere. Sbandierano un orgoglio femminile che secondo loro non ha pari, per poi genuflettersi con la velocità di una faina davanti al primo pene che punta nella loro direzione.

In genere la serata con il tipo si risolve tutta nel kleenex accartocciato con cui ci sì è ripuliti in macchina e in un saluto frettoloso sotto casa. Magari ci si rivede il prossimo sabato. Dopo il sesto rum. A casa comincia la trafila di felici messaggini con le amiche. Messaggi che poi si trasformano in link malinconici su facebook, indirizzati ad un lui misterioso che non si è fatto sentire tutta la settimana. La risposta delle amiche è unanime e vola sulle

note di “Quello che le donne non dicono” della Mannoia. Perché siamo tutte speciali, appassionate, dolcemente complicate e ti diremo ancora un altro si. Tutte cose che gli uomini non capiranno mai. Ma va bene così, siamo felici lo stesso. Anche perché è già sabato e intanto il tipo si è rifatto vivo. Poco importa che magari sia impegnato, perché tanto lui … “… lui mi guarda sempre. Secondo me, non è innamorato di lei. Lei

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deve essere fredda, non riesce a dargli la vera passione. Senti cosa mi ha scritto stanotte in questi sms.” Oddio ci risiamo, Maria Cristina mi legge ad alta voce la sfilza di sms del suo amante del momento, in cerca di un mio commento che avvalori la sua interpretazione degli eventi. Maria Cristina è una di quelle donne convinta che quando un uomo non parla è perché, per qualche tormento interiore, non riesce ad esprimere i propri sentimenti. E io sarei tentata di dirle che quando un uomo non parla è semplicemente perché non ha niente da dirti. Ma sono talmente affascinata dalla sua capacità di costruirsi una realtà alternativa a tutti i costi, che lascio perdere. Così annuisco e le propongo di fare quattro passi come i vecchi tempi, quando parlavamo anche di altre cose e facevamo lunghe camminate sotto il sole d’inverno. Ma lei dice che deve andare a comprare una maglia dai cinesi e poi dall’estetista. “Ah, ok. Allora riportami a casa.” “Esci stasera? Ti passo a prendere con le ragazze, ma non prima di mezzanotte che in giro non c’è nessuno.” “No, dai. Magari ci vediamo in giro.” “Si, ma non stare sempre a casa. C’è un mondo fuori, tesorino!” Mi sorride isterica e sfreccia via impugnando il suo telefonino, subito pronta a spargere sms nell’etere e feromoni nell’aria.

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Registrazione Tribunale di Locri (RC) n. 1 del 19/06/1998 R.O.C. n°11602 del 02/11/98 Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana AmministratoreUnico Rosario Vladimir Condarcuri

COLLABORATORI Direttore responsabile P ASQUINO C RUPI Editor Director E RCOLE M ACRÌ In redazione: M ARIA E LENA F ILIPPONE, MATTEO R ASCHELLÀ, DOMENICO M ACRÌ, ANTONIO T ASSONE, MARIA G IOVANNA C OGLIANDRO. Art Director P AOLA D ’ ORSA Impaginazione E UGENIO F IMOGNARI

Gioacchino Criaco, Lele Nucera, Filippo Todaro, Anna Laura Tringali, Mara Rechichi, Benjamin Boson, Nik Spatari, Maria Giovanna Cogliandro, Angelo Letizia, Marilene Bonavita, Francesca Rappoccio, Mario Labate, Franco Crinò, Ruggero Brizzi, Marco Andronaco, Isabella Galimi,Maria Teresa D’agostino, Giovanna Mangano,

Lettere, note e schermaglie RISPONDE il direttore

La politica nel tempo è divenuta l’arte del possibile Caro direttore, chi gestisce la cosa pubblica in Italia, con un sistema politico-economico come il nostro che si regge sulla corruzione e sul clientelismo, sa che è il suo momento e pensa solo ad arraffare il più possibile e ad accomodarsi per il futuro. Escogita il modo e la maniera per mantenere e consolidare il più a lungo possibile, il connubio denaro-potere, magari sulla pelle dei poveri, a scapito della salute pubblica, e anche a danno dell'ambiente. In questo momento storico, una buona chance, tra le altre cose, arriva dai rifiuti. E' una vergogna, specialmente nel meridione, in Campania come in Calabria, quest'emergenza che dura ormai da quindici anni e che finora ha inghiottito una valanga di soldi pubblici, privilegiando solo ed esclusivamente i privati e che sta sfociando in una colossale truffa ai danni di tutta la collettività facendo emergere tutto il “marcio” di questo business. Insomma, una speculazione continua che ha fatto affiorare anche inquietanti retroscena, come emerge dalle inchieste. - prima coda a Lamezia Terme, 10 Km circa, per 15 minuti; Ora, con tutto il rispetto per tutti (si fa per dire): politici, manager, commissari, presidenti, sindaci, - seconda coda a Falerna, 25 Km, per 50 minuti; assessori e tutti i tirapiedi, un comune cittadino si domanda: ma siamo amministrati e governati da - coda di 10 minuti a Castrovillari, persone dotate di buonsenso o da pirati? La domanda sorge spontanea, come direbbe il buon - arriviamo a Teano-Tarsia, 20 Km di coda per 15 minuti circa; Lubrano, se solo per un attimo si riflettesse su ciò che sta accadendo. Gestori che, per risparmiare - Lauria-Praia-Lagonegro, 20 minuti completamente fermi qualche soldo e quindi guadagnarlo, non smaltiscono, secondo legge, il “percolato”delle discariche all'ingresso di una galleria, temperatura di 39°, poi code e rallenche è la frazione dei rifiuti che più inquina, e lo lasciano andare dritto al mare; ditte che interrano tamenti per circa 30 minuti; rifiuti industriali pericolosi chimici e radioattivi sotto i fondi di strade in costruzione, sui greti dei fiumi - si chiude a Sala Consilina, con traffico rallentato per circa 30 o addirittura nei telai di base delle scuole; amministratori che, per tenere pulite le strade del centro Km; e fare bella figura con i turisti, versano in discariche in disuso e non a norma; commissari e assessori - per chi non fosse soddisfatto, si consiglia il casello di che continuano a elargire finanziamenti a gestori privati di discariche anche in assenza dei requisiti Battipaglia, con 1 Km di fila per acquisto mozzarelle. necessari. Tutto questo avviene, ovviamente, sotto l'ombrello di questa politica malata, e con le istiI motivi del disagio non sono dovuti all'intenso traffico, ma sono tuzioni più o meno assenti. Anche noi cittadini comuni, infine, con una buona dose di inciviltà, faccausati dalla riduzione di corsia, direzione nord, nei tratti citati. ciamo di tutto per peggiorare la situazione e questo, per onore di verità, è bene dirlo. Tutta questa Stazioni di servizio assaltate, con file lunghissime per accedere ai storia dei rifiuti altro non è che un affare condotto dall'alleanza mafia-politica (ormai è chiaro a tutti) servizi. altrimenti non si spiegherebbe come mai, in quindici anni di commissariamento, non si è stati capaci Sono presenti molti operatori Anas sulla strada, con bandiere di risolverla e non si riesce a spiegare perché tutti parlano di raccolta differenziata, sostenendo che è che sventolano per velocizzare il traffico... l'unica soluzione ma, salvo qualche eccezione, nessuno decide di farla decollare fattivamente. Cosa Per il 2012 sono previsti psicologi presso le stazioni di servizio a fare allora? Visto che ormai le coscienze di politici e dirigenti si sono assopite all'ombra di un potere supporto degli automobilisti (!) esercitato in quanto tale, rimane solo una cosa: intanto prendere esempio da chi, vicino a noi, il camhttp://maurobombardieri.blogspot.com/ biamento lo ha già avviato e, contemporaneamente, lavorare alla formazione di nuove coscienze, quelle delle nuove generazioni. Si potrebbe ripristinare nelle scuole l'insegnamento dell' “educazione civica”, illustrare come funziona il ciclo dei rifiuti, che può produrre anche ricchezza e spiegare che, LOQUI E SPROLOQUI Cara Befana, nessuno può chiedere la Luna. Su questo sarà d’accordo con me. Eccezion fatta – però – per il Presidente della Repubblica. Lui può! Ai miei “poveri” (si fa per dire) separare i rifiuti, aiuta a gestirli meglio e col tempo diventa un fatto figli ha chiesto – sul finire dell’anno – di tenere duro, di pagare, pagare, pagare. E loro culturale. Diffondere nelle scuole, nella famiglia, per strada, nelle pagheranno, pagheranno – di questo ne sono sicura – perché li ho educati bene, li ho eduassociazioni, sui luoghi di lavoro l'idea di un uomo nuovo che cresca cati al risparmio. E poi si fidano del loro Presidente. Si fidano talmente tanto – cara la nell'amore per la natura, nel rispetto del prossimo, più in generale mia befana – che alcuni di loro stanno addirittura correndo al riparo. Vogliono pagare, nell'integrazione con gli altri popoli, ripudiando la guerra e la certo, ma nel frattempo pensano al buon vecchio caro mattone dove tornare a riporre i bramosia dei soldi e del potere. Chissà, forse un giorno governeranpochi, madidi e precari risparmi. Ed ecco prese d’assalto banche e poste. Eppure il no uomini che non si lasceranno usare dalla politica, ma useranno la Presidente ha rassicurato “ce la faremo”. Nessun panico – dunque! Se qualcuno lo avespolitica per risolvere i problemi di tutti, specialmente dei più deboli. di Filomena Cataldo se ascoltato lo saprebbe … ma i miei figli si fidano a prescindere e non guardano più il Pasquale Aiello discorso di fine anno. Son tutte barzellette, ormai. Comunque, tornando a noi, cara vecLa politica era la scienza della trasformazione. Siccome siamo tutti chia, mi domandavo se mai avesse già riempito le calze. Perché – in caso contrario – mi poetici a buon mercato, nel tempo è divenuta l’arte del possibile. Quindi sentirei di suggerire per il recapito italiano dei carboni ardenti piuttosto che zuccherati. Sa, e ora nella prassi del trasformismo e dell’intrallazzo. Si può sperare nella qui nell’ultimo anno son venuti fuori una gran schiera di cattivi. Di molto cattivi. politica? Non è vietato. L’Italia

A proposito di rientro

Cara befana

A POLISTENA

CON IL CUORE IN ALTO <<la Riviera>> ha segnalato e denunciato le losche trame - ma sono solo pie intenzioniintese a scoraggiare e intimidire gli amministratori comunali di Polistena nella persona del giovane e combattivo sindaco Michele Tripodi. Intanto, l’Amministrazione comunale chiama alla mobilitazione popolare per il giorno 11 gennaio. C’è un solo neo: che la mobilitazione popolare abbia come sede la sala del Consiglio comunale. Occorreva la piazza. Di seguito il comunicato: L'Amministrazione Comunale di Polistena, immediatamente dopo il grave atto criminale compiuto ai danni del Sindaco, ha riunito la Tavola della Legalità, organismo istituito con deliberazione della Giunta n. 243 del 2010, che include tutte le associazioni, le scuole e le altre realtà organizzate sul fronte dell'anti-

mafia sociale, impegnate per l'affermazione della legalità e dei diritti sul territorio. Unanime è stata la solidarietà espressa nei confronti del Sindaco, così come la volontà di reagire attraverso un momento di condivisione collettiva. L'Amministrazione dunque organizzerà in collaborazione con la Tavola per la Legalità, un'importante mobilitazione popolare prevista per MERCOLEDI 11 GENNAIO ORE 17.00 presso la Sala del Consiglio Comunale di Polistena, per manifestare pubblicamente l'impegno delle istituzioni e della società civile contro la criminalità mafiosa e comune e contro la zona grigia, che costituisce l'humus delle mafie. Il tentativo di intimidire le istituzioni democratiche e gli operatori di legalità a Polistena, nella Piana ed in Calabria, costituisce ancora un pratica frequente, come pure continuano

le gravi minacce contro dirigenti impegnati nel sindacato e nella politica, contro imprenditori e cittadini onesti. E' la dimostrazione che la presenza mafiosa sul territorio è ancora ramificata e violenta, pur indebolita negli ultimi tempi dall'azione encomiabile della magistratura e delle forze dell'ordine. Per queste ragioni occorre stimolare il tessuto sociale ed istituzionale a tenere alta la guardia, stare vigili per impedire la risalita delle organizzazioni criminali. Saranno invitati all'appuntamento sindaci, istituzioni, forze dell'ordine, partiti, sindacati, associazioni, che potranno testimoniare la loro presenza e condivisione con striscioni e vessilli di rappresentanza, per ribadire che la battaglia per la legalità è un valore comune ed irrinunciabile per costruire insieme il cambiamento culturale della nostra terra. VENERDÌ

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HANNO COLLABORATO Francesco Laddarina, Ian Zimirri, Giuseppe Patamia, Alessandra Bevilacqua,Bruno Gemelli, Carmelo Carabetta, Valentina Elia, Antonio Cormaci, Mario Labate, Antonio Tassone, Giulio Romeo, Ilario Ammendolia, Sara Caccamo, Giuseppe Fiorenza, Daniele Mangiola, Sara Caccamo.

Le COLLABORAZIONI non precedute dalla sottoscrizione di preventivi accordi tra l’editore e gli autori sono da intendersi gratuite. FOTOGRAFIE e ARTICOLI inviati alla redazione, anche se non pubblicati, non verranno restituiti. I SERVIZI sono coperti da copyright diritto esclusivo di “la Riviera Editore” per tutto il territorio nazionale ed estero. GLI AUTORI delle rubriche in cui si esprimono giudizi o riflessioni personali, sono da ritenersi direttamente responsabili.

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Ritratti *

di Diego Cataldo

MIMMO GANGEMI

Il valore della famiglia Giovanni Certomà Ho trascorso un'infanzia e una fanciullezza “bellissime” e serene, grazie alla mia famiglia. Credo di essere cresciuto col senso della misura e del sacrificio e di aver interiorizzato il “lume” della coerenza. E tutto ciò, tutti questi valori mi sono stati trasmessi dai miei genitori che, spesso, hanno saputo dosare la loro azione educativa con diversi “no”; ma soprattutto hanno incarnato coi comportamenti questi valori. Dico ciò non per autoreferenzialità familiare, ma semplicemente per cercare di definire quanto oggi accade: sempre più la famiglia non è più famiglia ed è incapace di trasmettere valori e modelli comportamentali positivi. Enumerare le ragioni di come si sia giunti a ciò, sarebbe veramente molto lungo e si dovrebbe compiere una ricostruzione sociologica degli ultimi sessanta anni e, forse, non sarebbe neppure sufficiente. La verità è che oggi, il modello della famiglia fedele e indissolubile è in netta minoranza, rispetto a famiglie in cui la non fedeltà e la non indissolubilità la fanno da padrone. Dicendo ciò non vorrei sembrare un vecchio bacchettone integralista: assolutamente non lo sono! Nulla in contrario verso i differenti modelli di famiglia che il “supermercato” sociale offre, però chiedo, alle famiglie che ancora si reggono sulla fedeltà e indissolubilità, di essere lievito e di uscire dall'anonimato, per testimoniare senza vergogna e coerenza questa loro natura.

L’anniversario

Ricordando Nico Noce Aun anno di distanza dalla scomparsa familiari, parenti e amici ricordano il caro Nico Noce

la Riviera

Con La signora di Ellis Island, edito da Einaudi, Mimmo Gangemi rivoluziona tutta la letteratura dell’emigrazione, e fa bene sperare sul grande balzo della letteratura calabrese nella letteratura nazionale. Così come Gioacchino Criaco. Altre sue opere: Il giudice meschino, 2009; Il passo del cordaio, 2002; Pietre del levante, 2011; Quell’acre odore di aglio, 1995; Un anno in Aspromonte.

IL BRIZZOLATO di Ruggero Brizzi

LA STORIA DI GENNARINO A Vaccarizzo Albanese, comune di mille abitanti dell'entroterra ionico cosentino, invece che un solo segretario comunale, ne esistono due. Il primo svolge le sue sacrosante funzioni. Il secondo è convinto di farlo e un'intera comunità lo asseconda. Mi spiego meglio. Gennarino tutte le mattine, puntuale come un impiegato modello, si reca nell'atrio del comune. Si siede dietro un banchetto da scuola elementare, nonostante una stazza imponente, tira fuori carte, timbri, matite e accessori, e comincia il suo lavoro. Ogni persona che entra in quel comune ha bisogno del suo timbro: deve passare dalla sua spensierata e autoritaria professionalità, che rimbomba in tutto il paese grazie alla forza con cui appone il marchio su “documenti importanti”. Gennarino non ha alcun titolo e i bolli che pone su carte bianche non dicono nulla, ma l'intera comunità ferma il suo tempo quando passa davanti a lui. Riparte con un sorriso, felice e forse con qualcosa in più nel cuore. Come l'impiegato delle poste che tutti i giorni prende le infinite quantità di raccomandate che Gennarino scrive ed invia per finta, come la comunità che ormai lo rispetta come un vero segretario, o come la ditta venuta da fuori per fare dei lavori, a cui “l'ingegner Gennarino” ha detto che per quel giorno non era possibile effettuare nessun tipo di intervento, rimandandoli realmente a casa, almeno per un giorno. Un reality piacevole, a differenza del nostro, in cui continuiamo ad essere solo controfigure costrette a pagare ancora i danni di pessimi registi del passato. “A volte la follia sembra l'unica via per la felicità”.

KAPPADUE di RUGGERO CALVANO

I campanelli di san Nicola “Santu Nicola chi pellu mundu iia/e tutti li criaturi l'addurmiscia”. I fetenti della colonia penale, per la notte dell'Epifania, li ho portati nella piazza del borgo abbandonato. Ho fatto accendere un falò, cosi potremo sfidare il gelo notturno. La befana potrà passare a trovarci e all'alba i ragazzi troveranno accanto ai giacigli i loro regali. In realtà ho comprato io una cosa per ognuno di loro, l'ho fatto la settimana prima di Natale, a Reggio. I fetenti sono cresciutelli eppure credono ancora alle favole, e siccome per gran parte della vita hanno fatto i monelli, talmente tanto da non meritarsi neppure il carbone, ora che da qualche tempo filano dritti pensano di meritarsi un premio. Non potevo deluderli. La chiesa che domina la piazza è dedicata a San Nicola, il protettore dei bimbi. Il santo che con la sua dolce filastrocca levava di mente le paure alle creature e dolcemente le affidava al sonno riparatore. Così, pur non avendo un gran voce, ho accennato le note della ninna nanna del santo, aiutandomi con dei campanelli d'argento. Il pastorello dice che Nicola di Myra è stato proprio in questo posto, intorno al 300, addirittura afferma che qui si è incontrato con San Silvestro, in esilio da Roma. Ma il pastorello ultimamente non ci sta con la testa, è in preda a crisi mistiche, vaneggia di salvare il mondo. Mi sembra un cristo in croce, parla spesso di bimbi e a questo proposito nomina sempre sto Nicola, che all'inizio non sapevo chi fosse, Dio mi perdoni, credevo anzi che avesse strane propensioni. Nicola di qua, Nicola di là, bimbi di qua, bimbi di là. Poi ho scoperto. Santu Nicola, il protettore delle creature, quello che li liberava dalle malvagità dei grandi al suono di campanelli e al canto di ninna nanne. E' così che m'è venuta in testa la balzana idea di fare la befana ai miei monelli. Io non ne ho mai avuti di bambini, la natura m'ha fatto sterile. Nemmeno li ho mai desiderati, la mia povera moglie invece c'è morta per la voglia di averli. Ah quanto sarebbe stata felice Lucia di vedermi con tutti questi marmocchi intorno. Si, perché i fetenti anche se i denti da latte li hanno persi da decenni, dentro hanno la voglia di sentirsi i bimbi che non sono stati mai. La loro infanzia gliel'hanno rubata i gelatai, dice sempre il mio amico. “Santu Nicola chi pellu mundu iia/ e tutti li criaturi l'addurmiscia”.

U CARTELLU BRUNO LUCISANO

Pe cumuni ncigna na nova fasi, Nci dissi Pisciascola a so cuginu, Nu cartellu “Ccà a ndranghita non trasi”. <<Pa forza fissa, esti tuttu chinu!>>. Nci dissi so cuginu a Pisciacola: << A distruggimu cu nu ciucculatinu>>

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Sport Alla Juve arriva Borriello, il Milan pensa al derby mentra la Roma vuole Quagliarella

Riparte la massima serie Dopo la sosta natalizia si torna in campo per i tre punti di Matteo Raschellà Dopo la Roma anche la Juventus ha ufficializzato il trasferimento in bianconero di Marco Borriello. Sul proprio sito internet, la società ha comunicato di "aver perfezionato l'accordo con la Roma per l'acquisto a titolo temporaneo del diritto alle prestazioni sportive del calciatore Marco Borriello, a fronte di un corrispettivo di 0,5 milioni di euro da versare nel corso del corrente esercizio. Il contratto prevede inoltre la facolta' per Juventus di esercitare, al termine della stagione sportiva 2011/2012, il diritto di opzione per l'acquisizione a titolo definitivo del calciatore a fronte di un corrispettivo di 8 milioni di euro, pagabili in tre esercizi". Il Milan

ripartirà affrontando l'Atalanta. I tifosi, però, cominciano già a pensare al derby in programma tra meno di due settimane. "Sarà una grande partita. Sarà importante vincere: se poi segno, meglio ancora", dice Boateng. Difficile scegliere un obiettivo quando tutti i traguardi sono raggiungibili. "E' importante vincere lo scudetto, lavoro ogni giorno per questo. Se vinciamo la Champions? Forse faccio un altro tatuaggio", aggiunge il 'Boa', che ha già una collezione ricchissima e che lo scorso anno ha aggiunto lo scudetto per festeggiare il titolo di campione d'Italia. In Europa, il cammino dei rossoneri passa per la doppia sfida con l'Arsenal negli ottavi di finale. "L'Arsenal è una grande squadra, è giovane e forse non ha l'esperienza del Milan. Questo può fare la differenza". L'addio di Chivu all'Inter è ormai una cosa certa e il centrale romeno, con ogni probabilità, lascerà la Pinetina a fine stagione quando il suo con-

tratto sarà scaduto. Sul giocatore c'è l'interesse del Real Madrid di Mourinho che lo rivorrebbe con sé dopo l'esperienza del Triplete. In vantaggio però, anche nel gradimento del giocatore, c'è l'Ajax che - secondo Voetbal Primeur - è pronto a riaccoglierlo dopo averlo lanciato a inizio millennio. La tegola Osvaldo costringe la Roma a cercare in fretta un attaccante. In cima alle preferenze c'è Quagliarella: operazione complicata, visto che il giocatore viene considerato incedibile da Conte. Lo spiraglio all'operazione comunque esiste: il manager del napoletano è infatti Bozzo, lo stesso di Pizarro. E i giallorossi puntano a uno scambio di prestiti con il cileno, obiettivo della Juve. Su Quaglia avrebbe fatto un sondaggio anche l'Inter. "Sono felice per il rinnovo, Napoli è una città fantastica". Christian Maggio commenta così il rinnovo con il club azzurro fino al 2015. "Spero di dare ancora tanto a questa squadra e sono molto fiducioso per il futuro - ha detto ad una radio locale - La società è molto ambiziosa e i continui innesti di valore ne sono una dimo-

strazione. C’è un progetto serio. Stiamo lavorando, tutti noi vogliamo vincere qualcosa di importante con questa maglia". Il 2012 del Napoli riparte nel segno di Marek Hamsik. "E' un traguardo che non ci aspettavamo - ha confessato Marekiaro a 'Studio Sport' -, era un girone con tante squadre forti. Chelsea imbattibile? Vi ricordo che abbiamo sconfitto il City". Rammarico per il campionato: "Siamo troppo indietro, per

arrivare fra le prime tre serve un'impresa". Insomma si riparte con le sfide di campionato per un 2012 intrigante.

Mercato: fortuna che ci sono i saldi… di Massimo Petrungaro Apertasi ufficialmente martedì scorso la sessione invernale di calciomercato, ad oggi, gli affari fatti sono ben pochi. Come al solito sono le voci a calamitare l'attenzione degli addetti ai lavori e dei tifosi. Questo mercato poi, più degli altri, è fatto più di prestiti e di scambi che di acquisti a titolo definitivo. La crisi economica insomma, sembra aver travolto anche il mondo del calcio. Di questa congiuntura negativa, le squadre italiane ne stanno risentendo al punto che o si ci si scambia i calciatori, o si cercano gli affari low cost dell'ultimo momento. Insomma si aspettano i saldi. Sembra questa la filosofia che serpeggia soprattutto a Milano. In casa Inter, mai come quest'anno il mercato di riparazione sarà avaro. Nessun acquisto all'orizzonte è in grado di accendere la fantasia del tifoso nerazzurro. Ci sarà qualche cessione, forse. Si è parlato e si parla delle partenze di Sneijder e di Zarate, con l'olandese verso Manchester (City o United) e dell'ex laziale verso Firenze per sostituire Gilardino passato al Genoa. Sponda rossonera e il discorso non cambia più di tanto. Tevez sta diventando un tormentone, o se preferite un'ossessione. Un giorno sta per firmare, un altro sembra accasarsi sotto la tour Eiffel alle dipendenze proprio dell'ex duo rossonero Leonardo - Ancelotti. L'ex tecnico di Milan e Chlesea grazie ad un buono spesa di 62

milioni di euro, da spendere in questi saldi, ha messo gli occhi su Kakà e Pato. Probabile il primo, meno il secondo, a meno ch Galliani non regali ad Allegri l'Apache che nel frattempo è rientrato in orbita Inter in uno scambio con Sneijder. Ma ecco nelle ultime ore spuntare il nome di Balotelli che non ha mai nascosto le simpatie per il Milan. Quindi, ricapitolando, in un perfetto gioco ad incastri: Tevez al Milan con Pato al Psg, o Balotelli al Milan, con Pato al Psg e Tevez all'Inter con Sneijder al Manchester City. La Juventus punta - e fino ad ora i risultati le stanno dando ragione - agli scarti delle altre. In estate ha preso Pirlo, ora è la volta di Borriello. Conte, come si suol dire, non butta via nulla, e poi si sa, a volte gli avanzi del giorno dopo rendono alla grande. A proposito di avanzi, c'è da “buttare” via qualcosa: fuori Toni, Iaquinta, Amauri, Grosso e forse Krasic. Per quanto riguarda le altre, detto di Gilardino passato al Genoa, la Lazio segue Maxi Lopez del Catania qualora dovesse lasciar partire Cissè, la Fiorentina cerca una punta (uno tra Amauri, Zarate e Maxi Lopez). L'unica che fino ad ora ha speso è il Napoli che si è assicurato le prestazioni di Edu Vargas, attaccante cileno. Sapete cosa vi dico? Fortuna che ci sono i saldi. DOMENICA

18 DICEMBRE 2011

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A proposito

di...

Sport

Missiroli: “Capisco l’amarezza dei tifosi, ma anche la scelta della società” Strano effetto vederlo con una maglia non più amaranto. Simone Missiroli e il Sassuolo, una storia iniziata oggi. L’ex centrocampista amaranto, presentato nel pomeriggio assieme a Troianiello, fa capire durante la conferenza stampa che la scelta di Foti, seppur dolorosa, è condivisibile. Queste le sue parole: "La società ha fatto un investimento importante ed è stata l'unica a farlo, segno di un progetto valido e a lungo termine. Sono rimasto soprattutto colpito dalla serietà di questo progetto, sinceramente mi avevano parlato molto bene della società". Un pensiero per i suoi ex tifosi, sorpresi da una cessione repentina e per giunta a una diretta concorrente play-off: "Sono nato e cresciuto alla Reggina, ma loro in questo momento doveva-

no monetizzare ed era giusto che me ne andassi. Capisco l'amarezza dei tifosi, sono scelte difficili ma erano da prendere". Chiusura sulla nuova squadra e gli obiettivi ambiziosi della società neroverde: "Puntiamo a fare bene e a dimostrare quanto valiamo sul campo, le somme sono da tirare alla fine. Personalmente sono gratificato per il valore di mercato, ma devo dimostrare anche di valere quelle cifre sul campo".A manifestare la contentezza per l'arrivo dell'ormai ex calciatore della Reggina, è uno dei principali artefici dell'ottimo avvio del Sassuolo, ovvero Isaac Cofie . "La formazione la fa il mister- ha dichiarato a tmw il centrocampista ghanese di proprietà del Genoa-ma quello di Missiroli è un acquisto importante, perché è un giocatore esperto per la categoria. Sono contento, perché come avversario mi ha fatto soffrire un pò...". Rnp (fonte: modenatoday – foto: sassuolocalcio.it)

Abodi: “Proporrò di giocare anche a Natale. Radiare chi sbaglia Intervenuto al tg tematico Sky Sport 24, il presidente della Lega di B Andrea Abodi ha spaziato su vari argomenti riguardanti il campionato cadetto. Queste le sue parole: NATALE IN CAMPO: "Vorrei che si giocasse a Natale e capodanno, ne parlerò con le società, soprattutto con l'Associazione calciatori, mi piacerebbe proporre un modello inglese con una sosta natalizia più ristretta dove poter giocare. Penso sia un buon servizio reso ai nostri appassionati, glielo dobbiamo come gli dobbiamo molte cose e come abbiamo tanti doveri nei loro confronti". RICERCA DI CREDIBILITA’: "Questa B è credibile nella misura in cui la valutazione non la do io ma voi giornalisti e i tifosi. Da parte nostra possiamo garantire che non ci basta avere la coscienza a posto, e che ci spendiamo ogni giorni per costruire un modello sportivo che abbia un crescente livello di reputazione e rispetto nei confronti dei tifosi. Perché questo è il nostro patrimonio. Dopodiché non solo la Serie bwin, ma tutto il mondo del calcio è parte importante della socialità, pensare che questo fenomeno sociale possa rimanere impenetrabile da tutti i vizi della società è una presunzione". CHI SBAGLIA PAGA: "Bisogna avere una capacità di contrasto oltre che di controllo che consenta di minimizzare il danno, facendo capire che è un privilegio straordinario vivere in questo mondo e che questo privilegio lo si possa perdere in un secondo, nel momento in cui si viola quel patto di lealtà

con i nostri tifosi. Che hanno il diritto di entrare in uno stadio e di pensare che la partita inizi e finisca in modo regolare. Chi sbaglia esce fuori dal sistema e così queste persone avranno la possibilità di misurarsi nella vita di tutti i giorni con coloro che consentono al calcio di essere quello che è.

SOLO UNA MACCHIA: "A fronte di alcuni soggetti che delinquono c'è la straordinaria maggioranza di giocatori che si comportano in modo corretto. Mi piacerebbe un operoso silenzio da parte degli organi inquirenti, perché la fase istruttoria ha bisogno di una certa discrezione e di una comunicazione più chirurgica verso i responsabili, che sono una piccolissima minoranza. Questo non vuol dire sottovalutare il problema, che esiste, è grande e per cui si stanno dando una serie di risposte aldilà della propria coscienza". CORAGGIO DA IMITARE: "Noi siamo molto attenti e rispettosi verso il gesto di Farina, perché ha un carattere di straordinarietà nella speranza che un attimo dopo recuperi una dimensione di normalità. Se deve diventare straordinario uno che fa il suo dovere, la preoccupazione inizierebbe a crescere. Noi abbiamo cercato di non disturbarlo, perché pensiamo che il ragazzo abbia bisogno di ritrovare la sua tranquillità e tornare a fare il calciatore, che è il suo mestiere e che sa fare bene. Ci sarà tempo per confrontarci con lui affinché non venga sprecata questa sua testimonianza in senso positivo. Lui ha avuto coraggio, assistito anche da una serie di soggetti a partire dalla società e dall'Aic, e la capacità di essere protagonista senza protagonismo. Che è senz'altro un fatto positivo”. Rnp VENERDÌ

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Pino Marando:

Il Siderno batte quattro grandi colpi: Pettinato, Meligeni , Rametta e Castroina

Esattamente dieci anni fa veniva improvvisamente a mancare Pino Marando, nostro stimato concittadino, conosciuto sia per la sua attività lavorativa prestata all’Ospedale Civile di Siderno nel reparto di cardiologia che per i suoi tantissimi anni da massaggiatore del Siderno. Un amore quello tra Marando ed il Siderno sbocciato a prima vista e coronato da tantissimi successi sui campi di mezza Italia. Pino Marando, locrese di nascit ma sidernese di adozione, si è sempre manifestato come una persona serena, gioviale e attenta e proprio per questi motivi non c’è stato atleta che non abbia mantenuto di lui un positivo ricordo. Non c’è stato allenatore che con lui non sia andato d’accordo. Qualche tifoso ed un gruppo di sportivi avevano anche proposto di dedicargli l’intitolazione dello stadio comunale . Uomo eccezionale, sul lavoro ed in famiglia, indimenticabile da chi ha avuto l'onore di conoscerlo ed apprezzarne la vivace intelligenza e l'allegra ironia. Sempre sorridente e pronto alla battuta, conosceva il valore degli affetti ed era impossibile non volergli bene. Se l'immortalità è il ricordo che si lascia nella memoria degli uomini, siamo sicuri che Pino vivrà per sempre nei nostri cuori. Antonio Tassone

Poker per il mercato dell'a.c.d. Siderno 1911, che rafforza difesa e centrocampo con il tesseramento di Davide Pettinato , e Gian Pino Meligeni polivalente Castorina Alberto proveniente dalla Nissa. La società biancazzurra, grazie all'importante contributo del Direttore Generale Francesco Vumbaca, ha ufficializzato l’acquisto dei forti giocatori. Pettinato, nato il 9 ottobre 1985 a Messina, vanta una carriera importante. L'atleta, alto 177 cm per 65 kg di peso, nasce calcisticamente nel settore giovanile del Messina e poi negli Allievi dell'Igea Virtus, maglia con la quale ha esordito in Serie C2 con 12 presenze complessive. Ha militato in Serie D con Paternò, Giarre e Vibonese. Nella stagione 2008/2009 con il Milazzo vince il campionato di Eccellenza (27 presenze e 2 goal). Nella stagione successiva si trasferisce in Sardegna, alla Sassari Torres, dove realizza una rete in 28 presenze. Nella scorsa annata ritorna in Sicilia, ad Alcamo, campionato d'Eccellenza, dove colleziona 25 presenze.

10 anni senza di lui

Meligeni nato a Corigliano il 1 Ottobre 1984, vanta anch’esso un’importantissima carriera condita dall’approdo per un breve periodo nel Dundee (serie A scozzese). Ha avuto esperienze in C2 con il San Marino e la Massese società con cui ha disputato anche un campionato di interregionale toccando 30 presenze e 8 gol. Ha militato altresì, nella Rossanese, nel Trento, nel Castrovillari, nella Maceratese e per ultimo nella Pro Livorno squadra dalla quale proviene. Vanta oltre 100 presenze in interregionale con un buon numero di reti. Centrocampista che sa fare bene sia la fase difensiva che costruttiva essendo dotato di ottima visione di gioco e di buoni piedi. Pettinato e Meligeni saranno già a disposizione di mister Telli per la gara di mercoledì contro il Soverato. La società ha comunicato anche l’acquisto dell’attaccante Rametta andato già in panchina mercoledì nella gara pareggiata contro il Soverato per 0-0 . Domenica, intanto, al “F.Raciti” arriverà il forte Guardavalle di mister Alberto Aita. l.r.

Il Brancaleone riprende con fiducia Con Domenico Mafrica parliamo Brando: "Moio e Faye due grandi giocatori” di calciomercato e calcioscommesse

Il Brancaleone reduce da 4 punti nelle ultime 5 partite (giocate, tuttavia, con quattro squadre tra le prime cinque in classifica) appare fiducioso, soprattutto, dopo i nuovi arrivi. Mister Brando, intervistato dalla nostra redazione, continua a vedere positivo il futuro e giudica positivamente anche quanto finora sul campo: "Dopo il girone di andata vedo il bicchiere mezzo pieno. Se consideriamo che sul campo abbiamo ottenuto dei punti che ci avrebbero consentito di salvarci senza passare per i play out, non posso non vedere positivo, visto che la salvezza è ciò che auspichiamo. Certo, il ricorso vinto dal San Marco ci fa ritrovare in quintultima posizione, ma sul campo avremmo più punti di loro". "Non posso negare però che dal 2012 mi aspetto dei miglioramenti, soprattutto in fase difensiva. Dobbiamo assolutamente incassare meno

reti del girone d'andate e provare a farne di più in avanti". Il mister è poi chiaro e lucido sulle prossime gare: "le prime gare del girone di ritorno ci vedranno davanti a dirette concorrenti per la corsa alla salvezza. Dobbiamo sfruttare queste gare e provare a fare più punti possibili." La fiducia nel futuro, aumenta ancora, se si pensa ai nuovi innesti: "Sono molto soddisfatto di quanto fatto finora sul mercato: Moio e Faye sono due grandi giocatori e, anche se non potrei sbilanciarmi, speriamo di tenere tra noi il forte Bonanno che si sta allenando con noi ma è al momento svincolato. Vorrebbe rimettersi in gioco dopo due anni di inattività a causa di un brutto infortunio è il nostro auspicio è che scelga Brancaleone per farlo". tratto da www.stadioradio.it

Domenico Mafrica Agente di Calciatori conosciuto come scopritore di giovani talenti, è a lui che oggi vogliamo rivolgere alcune domande: Cosa ne pensa del calciomercato? Posso dire che con l'inizio del calciomercato arriva per noi il lavoro più duro e faticoso, perché c'è in ballo la vita calcistica dei calciatori e la nostra professionalità. Facendo un analisi attenta posso dire che le società di serie A che si sono mosse bene nel mercato estivo sicuramente sono state Juventus, Milan, Napoli, Roma, Udinese, per quanto riguarda l'Inter credo che sia un anno di transizione credo che l'Inter ritornerà ad essere forte il prossimo anno cambiando sia calciatori e sia allenatore. Cosa accadrà nel calciomercato di Gennaio? Credo che all'ultimo Tevez sceglierà il Milan

come anche De Rossi dalla Roma potrebbe passare al Paris Saint Germain, Montolivo dalla Fiorentina potrebbe passare al Milan. Cosa ne pensa del calcio-scommesse ? Il calcio scommesse è un fenomeno, che a mio parere, è sempre esistito oggi viene portato alla ribalta perché sono stati implicati nomi noti sia di società che di calciatori. Non dimentichiamoci che già dai primi anni '80 si è parlato e si è indagato su questo fenomeno che non ha mai trovato soluzione definitiva. Questo fenomeno come può finire ? La soluzione ci sarebbe, togliere del tutto il calcio scommesse solo così si risolverebbe il problema, anche se questo non succederà mai in quanto gli interessi economici sono molti. Che pensi deglu Under che militano in C,D etc ? E' pur vero che bisogna dare spazio ai giovani naturalmente a quelli bravi, io mi batto affinchè vengano presi in considerazioni perché essi rappresentano l'unica fonte sicura per la vita delle società. A mio parere la Lega poteva mettere la regola del minutaggio anche in serie D e quindi la società che avrebbe fatto giocare più giovani avrebbe avuto diritto a un premio annuale come ad oggi succede nella serie C, ma ritengo che non deve essere un obbligo mettere in campo gli Ander ma una scelta da parte delle società. Inoltre, ricordo che i vari Cabrini, Bergomi, Maldini ecc.. hanno esordito in nazionale a 18 anni e che allora non vi era la legge degli Under, quindi ritengo che chi è bravo gioca anche perché esiste la meritocrazia come ogni cosa. l.r. VENERDÌ

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Biblioteca meridionalista

La corruzione nordica ETTORE CICCOTTI* Riproduciamo di seguito alcune pagine di Ettore Ciccotti sull’immoralità el Nord e l’immoralità del Sud, tratte da Sulla questione meridionale (1904). […] Innanzi tutto bisogna osservare che errerebbe chi volesse limitare al Mezzogiorno la più recente degenerazione della vita pubblica e sociale italiana, specie nelle sue ultime fasi, e volesse soltanto in esso rintracciarne le cause. Un richiamo appena fuggevole de’ più recenti avvenimenti basta anzi a mostrare tutta la fallacia di un siffatto modo di vedere. Per cominciare dalla corruzione elettorale, le elezioni di Fossano [Cuneo], di Nizza Monferrato [Asti], di Pietrasanta [Lucca], di Gavirate Luino [Varese] – per tacer d’altre ove la corruzione non fu ufficialmente dichiarata – hanno mostrato e mostrano come la corruzione elettorale, nella sua forma più immediata ed aperta di compera di voti in contanti, fiorisce e prospera nell’Italia del Settentrione assai più che in quella del Mezzogiorno. E l’ironia del caso ha voluto che alla testa della Banca Romana, il fenomeno tipico della sua specie, si trovasse un Ligure, e che la gestione del Banco di Napoli desse alcuni de’ suoi peggiori frutti in terra lombarda ed emiliana e che i processi di Como e di Bologna stessero a rappresentare, non l’unità morale, ma l’unità immorale d’Italia. E, quando in una crisi profonda della vita italiana, determinata da cause più intime, i partiti politici tradizionali si scomposero e dissolsero in gruppi e fazioni a volta a volta ricongiunti in miscele rimesse insieme dal senso dell’opportunità politica e personale; quando, in forma più perspicua, tutta la nostra vita politica noi apparve più come una lotta d’interessi generali rispecchiati in idee e sentimenti, ma come un giuoco non più dissimulato d’interessi particolari e privati, e di quella nuova fase di vita si volle vedere non l’indice e lo strumento ma l’autore in un uomo; una città posta tra il Piemonte e la Lombardia dette l’uomo che fu il rappresentante e il centro di questo periodo iniziale di baraonda; e mentre in folla le antiche consorterie moderate andavano a lui col ramoscello d’olivo, se ne appartava fiero e solo, con rampogna sdegnosa, un moderato meridionale, Silvio Spaventa. Poi venne un altro periodo, che fin le colpe e gli errori di chi gli succedette –errori e colpe incredibi– non sono valsi a cancellare dalla memoria degl’italiani; un periodo, in cui la menzogna parlò dal banco del Governo senza 1’attenuante della passione e senza la cura dell’infingimento, e la corruzione, fatta cinica, sembrò allargarsi col processo tranquillo, spietato, non dissimulato della cancrena che avanza e, anche questa volta, l’ironia del caso volle che a questo periodo e a questo

È l’ironia del caso ha voluto che alla testa della Banca Romana, il fenomeno tipico della sua specie, si trovasse un Ligure, e che la gestione del Banco di Napoli desse alcuni de’ suoi peggiori frutti in terra lombarda ed emiliana.

sistema di governo desse il nome e l’indirizzo un uomo politico dell’estremo Piemonte. Ma, quando il Crispi venne a svolgere e coronare tali sistemi di governo dal tempo incalzante resi più diffusi e dalla natura dell’uomo fatti più tristamente operosi, l’indirizzo, che in tanta parte d’Italia aveva trovato fornite e consenso, si volle localizzarlo in una sola regione. E quando il battesimo della purificazione malamente chiesto agli elettori di Palermo venne nel modo che venne, ma venne le querele non ebbero più misura. Eppure si dimenticava che il Crispi era stato pel Mezzogiorno quello che in gergo giornalistico si direbbe un cavallo di ritorno; accolto e careggiato magari, solo dopo che dall’alto lo si era predicato come l’unico uomo di Stato e il salvatore del paese, dimenticava che esso era stato sostenuto e sorretto da tanti rappresentanti dell’Italia Settentrionale nella parte più malefica dell’opera sua –ben più triste agli occhi dell’uma-

nità e della storia, delle baratterie di Bologna e de’ già ventilati mercati di croci– nelle repressioni sanguinose di Sicilia, la violata libertà, nella politica africana. Si dimenticava finalmente come non nel Mezzogiorno soltanto, e più in alto forse che in basso, il Crispi aveva trovato i banchieri che lo sussidiavano, le penne che lo magnificavano, le voci che l’esaltavano, i voti che l’incitavano; e si dimenticava per quali comuni condiscendenze, per quali compiacenze cortigiane, per quale recondito pensiero di lontane solidarietà e di inevitabili complicità il Crispi fosse sottratto a’ giudici con un mezzo termine, che offendeva al tempo stesso la legge e l’accusato, e spronava questo al tentativo di una qualsiasi rivincita. Dunque la corruttela politica nostra non è male meridionale più che non sia settentrionale, e non è in essa che si deve cercare il vero carattere distintivo delle opposte parti d’Italia.

*ETTORE CICCOTTI (Potenza 23 marzo 1863- Roma, 20 maggio 1939) ). Insegnò storia antica nella Regia Accademia scientifico- letteraria di Milano, nella Regia Università di Pavia, in quella di Messina, infine nel Regio Istituto superiore di Magistero a Roma. Primo deputato socialista del Mezzogiorno, come ogni spirito ben nato, ha raccontato il suo mestiere di parlamentare nel libro autobiografico Come divenni e come cessai di essere deputato di Vicaria ( Napoli 1909. Nel 1905 uscì dal Partito Socialista per la sua deriva di basso tono riformista. Con l’avvento del fascismo da cui fu nominato senatore nel 1924, si ricondusse unicamente agli amati e fertili studi di storia antica nella quale emerse come indiscusso. L’opera per la quale resta nella storia del pensiero meridionalista è Sulla questione meridionale (1904). VENERDÌ 06 GENNAIO 2012

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Immagini

da...

Telethon

Cultura e società Intervista alla giovane scrittrice Alessandra Buttiglieri in libreria con “Il manuale dell’idiota” edito dalla Giovane Holden Edizione di Viareggio

Laura Pausini ritorna a Reggio Calabria

Scrivere è la mia fortezza

Al via anche in Calabria le prevendite per l'Inedito World Tour di Laura Pausini che farà tappa al PalaCalafiore di Reggio Calabria il 5 marzo. Previsti pullman da tutta la regione Da lunedì 9 gennaio, partiranno ufficialmente le prevendite per il concerto della Pausini in Calabria e sarà possibile acquistare i biglietti per assistere all'unica tappa regionale dell'Inedito World Tour, anche attraverso la Ticket Service (0961/748016). Si tratta di un tour importante per Laura che, dopo aver attraversato l'Italia, toccherà con il suo tour 23 città europee dove si esibirà in uno dei più grandi templi della musica live al mondo: la Royal Albert Hall a Londra. I biglietti per il concerto di Reggio Calabria avranno diversi prezzi. Per chi volesse raggiungere Reggio Calabria da altre località calabresi, si rende noto che è prevista l'organizzazione di pullman con partenza da Cosenza, Corigliano, Crotone, Campora San Giovanni, Lamezia Terme, Catanzaro, Catanzaro Lido, Soverato e Siderno.

MARGHERITA CATANZARITI

A RICCARDO MUTI IL “PREMIO SUD ZANOTTI BIANCO” Il prof. Pasquale Amato, Presidente Fondatore del Premio Mondiale di Poesia Nosside, nato e organizzato a Reggio Calabria e giunto in 27 Edizioni a una dimensione planetaria con 64 Stati partecipanti e 61 Lingue, ha accolto con grande entusiasmo la notizia del Concerto di Primavera a Reggio Calabria del Maestro Muti con i giovani musicisti della Provincia. Ed ha ritenuto giusto accompagnare la sua soddisfazione per l’Evento col preannuncio dell’assegnazione al maestro Muti di uno dei Premi Sud Zanotti Bianco 2012: “L’annuncio dato dall’Assessore Provinciale alla Cultura Eduardo Lamberti Castronuovo

4°CONCORSO LETTERARIO “UNA ROSA IN COLLINA”

Dopo il debutto editoriale di due anni fa con Maree, la raccolta di poesie pubblicata dalla GME, Alessandra Buttiglieri torna con un il suo romanzo breve Il manuale dell’idiota, edito dalla Giovane Holden Edizioni di Viareggio. Dopo i talentuosi versi ispirati da una passione difficile da addomesticare, che rendeva i suoi scritti e inquieti e allo stesso tempo delicatissimi, Alessandra si è cimentata nella prosa del suo primo romanzo. Il manuale dell’idiota è la storia di Blanco, un signor nessuno, l’antieroe della società contemporanea, che insegue il sogno di scrivere quando scrivere sa diventare un

del Concerto del grande Maestro Riccardo Muti con i giovani musicisti reggini nella prossima primavera nella Piazza d’Armi della Scuola Allievi Carabinieri di Reggio Calabria ha chiuso nella maniera migliore il 2011 affiancandosi alla liberazione di Francesco Azzarà”. Non posso quindi fare a meno di annunciare che al Maestro Muti è stato assegnato uno dei «Premi Sud Umberto Zanotti Bianco 2012», destinati a chi è rimasto, a chi è tornato e a chi è venuto nel Sud realizzando iniziative positive. Riccardo Muti è un artista del Sud di fama mondiale che, , un artista eccelso che ha dimostrato quanto si può essere aperti al

incubo, che lotta ogni giorno tra vacuità, fallimenti e qualche bicchiere di troppo. Alessandra, narratrice e osservatrice, accompagna Blanco nel suo percorso, con uno stile originale, in cui le linee tra scrittore e personaggio si confondono. Uno stile di che non può essere spiegato, ma che deve essere letto perché, come dice lei stessa nel proemio al libro, “scrivere è un fatto di fede”. E’ brava la nostra Alessandra, considerando anche che ha solo venti anni. Nel rinnovarle la stima da sempre nutrita per lei e per il suo talento, le rivolgiamo qualche domanda. Alessandra cosa ci dici di questo nuovo lavoro? E’stata un’esperienza nuova .

mondo senza voltare le spalle alla propria identità, contribuendo concretamente a sostenere le iniziative positive emerse nel Mezzogiorno. Ha portato difatti alla ribalta nazionale i giovani musicisti di Delianuova dirigendoli personalmente nel Ravenna Festival. La sua sensibilità per le nostre positività si è estesa alla scoperta del prezioso Principe degli Agrumi, il Bergamotto di Reggio Calabria, di cui è divenuto spontaneamente un testimonial cogliendo ogni occasione per esaltarne le qualità. Abbiamo concordato con l’Assessore Lamberti che la consegna del riconoscimento al Maestro si svolgerà nel “Concerto di Primavera” a Reggio Calabria.

ROSARNO: FESTIVAL “A NORD DI TANGERI”

La Calabria. Fughe, visioni e storie nuove Il coro Gospel Project al Duomo di Rosarno L'associazione di volontariato “Senza frontiere”, con il patrocinio della Provincia di Reggio Calabria e del Comune di Cinquefrondi, organizza la IV Edizione del concorso letterario “Una rosa in collina”. Tema, quest'anno, è la Calabria: “Fughe, visioni e storie nuove”. Il bando del concorso è pubblicato sul sito del Comune di Cinquefrondi, i racconti si possono inviare fino al prossimo 24 febbraio. La lunghezza massima dei testi è di 5000 battute, per iscriversi è richiesto un contributo di dieci euro. I racconti saranno valutati da una giuria qualificata, la proclamazione dei vincitori avverrà il 18 marzo 2012, presso il Polifunzionale di Cinquefrondi. Di 500 euro il primo premio, 200 euro al secondo classificato, 100 al terzo.

Venerdì 6 gennaio alle 19, il coro multietnico “Gospel Project”di Palermo si esibirà all'interno del Duomo. L'evento fa parte del progetto “Rosarno for Africa” promosso dall'associazione “Nuovamente”, volto alla raccolta di fondi per la realizzazione di un pozzo d'acqua potabile in Africa. “Gospel Project” è formato da 45 elementi di cui 22 solisti, esegue brani del repertorio Gospel e Spiritual tradizionali e mod-

erni. Attraverso il canto vuole testimoniare e diffondere il vangelo (Gospel) con uno spirito particolare : quello mediterraneo. Il Coro ha collaborato con Antonello Venditti, Joe

Castellano Blues Band e Harriet Lewis, i Pooh e Lina Sastri e nel 2006 ha ricevuto il premio internazionale "Oscar delMediterraneo" per la musica Gospel.

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Dopo la poesia, ho provato a cimentarmi nella prosa. E devo dire che mi sono scoperta più incline a quest’ultima. Nel personaggio di Blanco ho potuto riversare tutte le difficoltà che si incontrano da sempre nel mio lavoro, anche se più che lavoro preferisco definirlo passione. Blanco è un protagonista atipico, non è un eroe, non è tantomeno un figo. A volte è solo un disastro di uomo, che si destreggia tra mille difficoltà interiori. Non ho voluto neanche contestualizzarlo in un luogo o in un tempo definito, di modo che il lettore possa fare da sé, magari trovando in lui qualcosa in cui immedesimarsi. Cosa è cambiato nel tuo modo di scrivere da Maree ad oggi?

Sono maturata. Ho intrapreso un percorso diverso. Sarà stato il luogo diverso in cui vivo ora, le letture nuove, il contesto universitario, le fasi della vita. Sentivo il bisogno di allontanarmi dal mio vissuto e ciò ovviamente si riflette nella scrittura, che ora è un po’ più ragionata. Prima era solo ispirazione poetica, ora c’è più raziocinio, più impegno anche nei temi sociali. Forse è più utile. E anche il mio approccio è diverso, ho provato a scrivere da un punto di vista maschile più che femminile. E devo dire che ciò che ne è venuto fuori è piaciuto abbastanza. Che differenza c’è stata tra pubblicare in Calabria e pubblicare con la Giovane Holden?

Se devo essere sincera è stato molto meglio pubblicare qui. Con la seconda casa editrice, anche se più grande, ho avuto difficoltà anche a portare il libro qui da noi. Siamo riusciti a stento a trovare un punto di incontro. Con Maree è andato tutto meglio. Tu ora vivi a Bologna. Cosa c’è li per uno scrittore che qui manca e viceversa? Per me che venivo da una piccola realtà di provincia è stato destabilizzante. E’ tutto più grande,c’è più libertà di muoversi , ci sono più opportunità è vero. Ma ci sono anche tante contraddizioni: va bene per le contaminazioni culturali, ma a volte trovi troppo. Quando hai troppo, dappertutto,

le cose perdono un po’ di valore. Qui da noi c’è una cosa che li non hanno più: la vera lotta per rivendicare gli spazi culturali che ci spettano. E di conseguenza la passione che devi metterci per necessità, rende tutto più autentico. Cosa ti ispira, Alessandra? Quando scrivo, ciò che viene fuori è frutto del bagaglio di letture e insegnamenti che mi porto dietro. In questo caso mi sento di citare De Andrè, fonte inesauribile. Ma in questo romanzo ad esempio c’è molto Hemingway, Bukowski. Tutte letture che ho amato ultimamente e non per caso. A volte riesco a trovare nei grandi autori, le risposte alle domande che mi tormentano mentre scrivo. Metodo o passione? Tutte e due sono indispensabili. Senza metodo, non puoi gestire la passione. Ma senza passione, del metodo non sai che fartene. Io non so se ho già un metodo, ma la passione sicuramente. Che cosa significa scrivere per te? Come dicevo prima, non è un mestiere. Per me è una ricerca. Nello scrivere cerco quella libertà illimitata, che nessuno di noi avrà mai. Spostarsi mentalmente, conoscere luoghi in cui non sono mai stata, respirare l’aria di posti e momenti storici diversi. E’una cosa di cui non potrei mai fare a meno. Mi diverto, rido, piango, mi emoziono. Ho bisogno di emozionarmi tramite la mia scrittura. Scrivere è un luogo della mia mente, è la mia fortezza.

L'Associazione Complesso Bandistico “P. Savoja” di Gerace al fianco del Kiwanis International

Insieme a sostegno dell’Unicef Si è svolto con grande successo presso il Palazzo della Cultura di Locri il “Concerto Natalizio di Beneficenza” promosso dal Kiwanis International, Distretto Italia San Marino, divisione Calabria “Magna Grecia” “Luigi Giugno” . La serata ha avuto lo scopo di raccogliere fondi a favore del progetto “Eliminate” istituito dal Kiwanis International in collaborazione con l'unicef , che ha come obiettivo finale quello di eliminare il TMN (Tetano Materno Neonatale) che attualmente determina centinaia di migliaia di morti l'anno in 40 paesi del mondo

LE NOTE

Foto Notizie

Scilla in scena la prima La Filodrammatica Scillese “Lorenzo Pontillo”, venerdì 6 gennaio 2012 alle ore 21.15, va in scena con la prima teatrale “A figghia resta schetta… e a mamma schiatta”, commedia brillante in tre atti di Maria Pia Battaglia, per la regia di Filippo Teramo. Lo spettacolo teatrale si terrà presso il Salone Parrocchiale della Chiesa Matrice di Scilla.

Circolo Burraco a Siderno È stata inaugurata la sede del circolo Burraco di Siderno, ospitata dall’YMCA. L' attivita' prossima del circolo comprende tornei per soci e un corso pomeridiano per chi volesse imparare questo gioco.

Madonna del perpetuo soccorso

di MARA RECHICHI

Scena prima. Giorno 1 o 9 di un mese qualsiasi, fino al 7 marzo 2012 è uguale. Ore 6.00, rugiada diffusa, freddo intenso, la città si sta svegliando, i lampioni della strada sono ancora accesi, è buio anche se sta albeggiando. Raccolti nei pesanti cappotti, chè il freddo loro lo sentono di più, gli abituali utenti dello sportello “pagamenti pensioni” di Poste Italiane arrivano già a prendere il turno per poter incassare presto quanto gli spetta senza fare troppa fila, chè stare in piedi stanca e non sopportano la confusione. Ore 8, la saracinesca si alza, qualche arzilla sgomitata e dentro, a pagarsi. Ricevuto il “malloppo”, dopo aver pagato le bollette, quel che rimane lo pongono in un sacchetto di plastica e poi dentro la tasca interna della borsa o dentro la maglia della salute, al sicuro. E vanno via. Scena seconda. Un giorno qualsiasi, un orario qualsiasi, dal 7 marzo 2012. Davanti ad uno sportello Bancomat o Postamat l’immagine è la stessa: il nonno e la nonna inforcano gli occhiali, “l’hai presa la bustina col codice? il Pin, non lo ricordo a memoria”, cercano di controllare l’ansia davanti alla macchinetta infernale che gli chiede di inserire la carta, attendere chè l’operazione è in corso, digitare il PIN (com’è? 23 o 32?), scegliere l’operazione, prelievo, digitare l’importo, sei sicuro? vuoi lo scontrino? Ritira la carta entro 30 secondi (accidenti al tremolìo, ed esci!), Ritira le banconote entro 30 secondi. Con scatto felino, agguantano le banconote e, guardandosi intorno sospettosi, ripetono la scena già vista alle Poste. E vanno via, al supermercato a fare la spesa. Arrivati alla cassa, tirano fuori la Carta e pagano tramite POS, chè i contanti servono per le bollette. “Te lo ricordi il Pin?” Cari figli e nipoti accompagnatori, siete liberi, non servite più! Le feste sono finite, ma i regali potete farli ancora. Regalate al nonno un porta-carte-di-credito, di certo gradirà. Ah, il nonno si chiama Giuseppe ma da oggi, per tutti, è Nonno Pin!

NONNO PIN

Spirito Santo Tu mi illumini su tutto e mi mostri la strada per raggiungere tutti i miei ideali. Tu che mi dai il dono divino di perdonare e dimenticare il male che mi viene fatto e che sei in ogni istante della mia vita al mio fianco. Io, in questo piccolo dialogo, voglio ringraziarTi per tutto e confermare ancora un a volta che mai mi separerò da Te respingendo ogni tentazione anche le più grandi. Voglio stare con Te e con tutti i miei cari nella Tua gloria perpetua. Amen

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Parlando di

Cinema& musica LARECENSIONE

IMMATURI - IL VIAGGIO

Capodanno 2012

AL CINEMA

Il 2012 è iniziato con il divorzio dei dj locridei. Il risultato: piccoli veglioni per pochi intimi nella Locride mentre con 100.000 presenze, STUDIO54 NETWORK ha realizzato il più grande veglione del 2012 In quasi 100.000 persone hanno raggiunto il centro della città lametina, per il Capodanno 2012 di Studio54network, che dopo cinque capodanni consecutivi nella Locride, ritorna a festeggiare l'inizio dell'anno su un'altra prestigiosa piazza regionale. Risultato: un sold-out pazzesco, con un Corso Numistrano, strapieno in ogni centimetro disponibile, e Lamezia indiscusso ombelico del divertimento in que-

Dopo essersi ritrovati per affrontare gli esami della maturità, i sette 'immaturi', decidono di organizzare quel famoso viaggio di fine scuola che non erano riusciti a fare ai tempi del liceo. Accompagnati da mogli, fidanzate, genitori e figli (chi volontariamente, chi no) vivranno nuove avventure e nuovi percorsi di crescita in un'isola della Grecia, rivelando ognuno nuove debolezze, a dimostrazione che la vera 'maturità' non si raggiunge mai completamente. Diretto da Paolo Genovese e interpretato da Ambra Angiolini, Luca Bizzarri, Barbara Bobulova, Raoul Bova, Anita Caprioli, Paolo Kessisoglu, Ricky Memphis, Luisa Ranieri, Maurizio Mattioli, Giovanna Ralli. Insieme ai protagonisti del primo capitolo, in questa commedia figurano alcune new entry, tra cui Lucia Ocone e la spagnola Rocio Muñoz. Per chi ha visto il primo film non può perdersi il secondo. Matteo Raschellà

sto Capodanno 2012! Su Corso Numistrano, nel pieno centro di Lamezia Terme, è stato costruito un vero e proprio villaggio, di spettacolo e divertimento, con due mega aree di ritmo e divertimento, per ballare e divertirsi fino alle prime luci dell'alba! La molteplice offerta non è stata solo di musica e spettacolo, ma anche di servizi, con in funzione tutti i bar del corso... Luci e coreografie, hanno poi supportato l'evoluzione dello spettacolo, dai giochi al ballo, e del pubblico, dai

piu' adulti ai più giovani. Il palco vero e proprio è entrato in funzione a pochi minuti dall'una del primo gennaio. Da qui animatori e Dj di Studio54network hanno dato vita ad una contemporanea-doppia festa, inventata per soddisfare e divertire un pubblico senza confini di gusti e di eta'. Sui 2 palchi, Paolo Sia e Francesco D'Augello da un lato, e Alex DJ dall'altro, hanno dato il ritmo giusto a queste prime ore del 2012.. In diretta radiofonica interregionale Luciano Procopio e Rossella Laface. E poi ospiti, gadgets e sorprese.... migliaia i regali! Il premio è nei numeri: mai in così tanti per una festa di Capodanno, mai così a lungo (a conferma della qualità del prodotto) per una festa di Capodanno, con il pubblico fatto defluire spegnendo le luci del palco. Obiettivo raggiunto anche sul fronte della sicurezza, in piazza e sulla strada, con una confezione perfetta per scoraggiare le pericolose trasferte dei piu' giovani, da sempre abituati ad abbandonare le piazze a notte inoltrata, per la diffusa mancanza di offerta idonea al pubblico della movida notturna. Un plauso infine a Studio54network, impegnata nella produzione dell'evento, dal progetto alla produzione esecutiva, non solo dello spettacolo ma anche della comunicazione dimostratasi ancora una volta decisiva. Per saperne di più, e rivivere ancora una volta tutte le emozioni dela Lamezia Dance Village 2012, si può cliccare su Radio Studio54 network, ed accedere così alla pagina facebook ufficiale del primo grande evento calabrese 2012. L'intera comunità, giovani, famiglie e bambini, provenienti anche da altre città, hanno partecipato fino all'alba a questa grande festa di piazza, ballando, cantando e scambiandosi gli auguri in un clima di grande allegria e serenità.

CINEMA NUOVO Siderno,info:0964/ 342776 Vacanze di Natale a Cortina/16.00- 18.00 - 20.00 22.00 CINEMA GOLDEN Roccela J,info:333/ 7672151 Giochi di ombre/ 16.00 18.00 - 20.00 - 22.00 CINEMA VITTORIA Locri,info:339/7153696 Il figlio di Babbo Natale / 16.00-17.30 Finalmente la felicità/ 19.00- 20.30 - 22.00 CINEMA GARIBALDI Polistena,info:0966/ 932622 Finalmente la felicità/ 15.30 - 17.30 - 19.45 - 22.00 CINEMA POLITEAMA Gioia T.,info:0966/ 51498 Finalmente la felicità/18.00 - 21.00 CINEMA ODEON Reggio C.,info:0965/ 898168

Immaturi il viaggio / 17.30 - 19.45 - 22.00 CINEMA AURORA Reggio C.,info:0965/ 45373 Il figlio di Babbo Natale (3D)/16.00 Giochi di ombre/17.50 20.10 - 22.30 NUOVA PERGOLA Reggio C.,info:0965/ 21515 Il figlio di Babbo Natale/16.00 Capodanno a New York/18.10- 20.20 - 22.30 MULTISALA LUMIERE Reggio C.,info:0965/ 51036 Sala de Curtis Immaturi-il viaggio/16.00 18.10 - 20.20 - 22.30 Sala Sordi Il figlio di Babbo Natale (3D)/16.15 J.Edgar/18.00 - 20.30 - 23.00 Sala de Sica Alvin superstar 3/ 15.30 17.10 - 18.50 Vacanze di Natale a Cortina/ 20.40 - 22.50 Sala mastroianni Il Gatto con gli stivali/ 16.00 - 18.45 - 19.15 Giochi di ombre/ 21.0023.10

ARIETE

TORO

GEMELLI

CANCRO

LEONE

VERGINE

dal 21 marzo al 20 aprile

dal 21 aprile al 20 maggio

dal 21 maggio al 21 giugno

dal 22 giugno al 22 luglio

dal 23 luglio al 23 agosto

dal 24 agosto al 22 settembre

Venerdì potrebbe riservare qualche enigmatico silenzio o qualche disarmonia in famiglia: tranquilli!

Mercurio richiede attenzione al lato più profondo degli eventi, sollecitando una certa velocità d'azione.

Vanno benissimo le giornate di venerdì e sabato, con una vivacità tutta speciale. Godetevi il momento!

E’ ottimo il weekend, ma fate attenzione a non adagiarvi eccessivamente sugli allori.

Lasciate passare il tempo, senza strafare sul lavoro: occupatevi della manutenzione del vostro amore!

Venerdì è la giornata ideale da trascorrere insieme a tanti amici attorno a un focolare. Divertitevi!

BILANCIA

SCORPIONE

SAGITTARIO

CAPRICORNO

ACQUARIO

PESCI

dal 23 settembre al 22 ottobre

dal 23 ottobre al 22 novembre

dal 23 novembre al 21 dicembre

dal 22 dicmbre al 20 gennaio

dal 21 gennaio al 19 febbraio

dal 20 febbraio al 20 marzo

Venerdì, è strano perchè potreste sentire forte il richiamo di casa e delle rassicuranti abitudini.

Venerdì, la sensibilità vi permetterà di volare alto: sono favoriti i viaggi di evasione ma occhio ai prezzi!

La seconda decade è graziata da Venere, che non la lascerà certo senza parole. Occhio!

Dato che l'atmosfera del week-end si farà delicata e romantica, non lesinate gesti di tenerezza. Bello!

Nessun problema venerdì e sabato, l'energia cinetica si farà frizzante. Domenica, invece, romantica. VENERDÌ

Venerdì e sabato troverete conforto e sostegno tra le braccia di chi amate: eros fantastico!

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la Riviera

Blob of the week Cin Cin...Buon Anno

Il Caddararo suona e Carbonella balla

Damerini di Capodanno

Vuoi mettere? E’ Micu i Cola

Nel loro laboratorio combinano sempre dei bei “pasticcini”

Monastracesi D.O.C.

il “Massimo” del divertimento

Nino Tarzia e Nino Ingrati a New A Riace hanno brindato insieme York negli studi dell’emittente tele- Gregorio Ocello e suoi piccoli rugbisti “Ecco a voi Luca, il visiva MNN ospiti del “Vinny Vella ci insegnano che nel rugby “si gioca per Babbo Natale più bello al nuovo anno. Kikka Voice qualcosa, non contro qualcuno”. Ciccio Ruga Mimmo Mirenzi Show” del mondo”

La verità dell’Iride di Benjamin Bowson Da bambino mio nonno mi portò al cinema a vedere un filmato sul processo di Norimberga ai criminali nazisti. Rimasi colpito dalle dichiarazioni di un ex aviere del furehr. Aveva un'aria paciosa, diceva che prima della guerra faceva il gelataio a Berlino. Il suo volto mi rimase impresso, si trasformava in una maschera orrenda popolando tutti gli incubi della mia infanzia. Mio padre era morto sui cieli d'Italia, abbattuto col suo aereo durante gli ultimi mesi della seconda guerra mondiale da un pilota tedesco. Inutile dire che l'assassino di mio padre assunse, nei sogni, le sembianze del gelataio berlinese. Me lo immaginavo, prima, bonario a porgere i gelati ai bambini, facendo loro l'occhiolino, e poi grottesco, con gli occhi spiritati dietro una mitragliatrice che vomitava fuoco. Ho sognato mille volte di ammazzarlo il gelataio, prima che riuscisse ad abbattere l'aereo di mio padre. Nella vita ho cercato di realizzare il sogno, mi sono arruolato nell'aviazione degli Stati Uniti e sono salito sugli elicotteri da combattimento. Ho mitragliato per anni nei cieli del Vietnam. Uccidevo i mostri, ammazzavo i gelatai berlinesi. Poi allo specchio ho visto la mia faccia, era uguale ai mostri che ammazzavo. Se non mi avessero ammazzato mio padre sarei stato un bravo bambino, mi dico. Se lui fosse venuto di notte a rimboccarmi le coperte non avrei avuto incubi spaventosi a spappolarmi il cervello. Avrei studiato, lavorato, messo su famiglia e fabbricato marmocchi. Ma uno stupido gelataio tedesco ha cambiato il mio destino e quello di chi sa quanti altri orfani come me. E qualcuno dice che i bambini hanno il diritto di essere felici, se io non lo sono stato è perché qualcuno se ne è fregato dei miei diritti. Così anch'io me ne sono fregato di quelli degli altri. E se fate i gelatai non ingannate i bambini, non gli strizzate l'occhio, diteglielo che prima o poi gli ammazzerete i padri.

Il gelataio di Berlino

VENERDÌ

06 GENNAIO 2012

LA RIVIERA

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riviera02/12  

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