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SIDERNO * 21 maggio 2012

Operazione “Falsa Testimonianza”

Il terzo atto si è compiuto. Dopo “Crimine” e “Recupero” un’altra operazione della Direzione Antimafia raggiunge Siderno. Ma “Falsa Politica” è anche figlia del sistema elettorale per i comuni con oltre 15.000 abitanti

Il grande show della Locride

LE DICHIARAZIONI

Siderno terzo atto. Da stamattina squillano senza interruzione i telefoni della redazione. Su cinque telefonate tre sono di Italiani all'estero. Ex compaesani che solo in alcuni casi si sentono richiamati dalla legge della foresta. Arresti, il più grandespettacolodopoilweekend. Show allo stato puro. Tutti vogliono sapere chi è finito in gabbia. Notizie e smentite repentine la fanno da padrone. Vogliono i nomi. Come nei gossip comanda la curiosità, il pettegolezzo. Eccoli, per quelli della Locride valgono più del Napoli di ieri sera. L'ultima formazione tipo indicata dalla direzione antimafia: AGRIPPO ROCCO (cl. '73) ARMOCIDA GIUSEPPE (cl. '59) CHERUBINO COSIMO (cl. '71) COMMISSO ANTONIO (cl. '73) COMMISSO DOMENICO (cl. '75) COMMISSO SALVATORE (cl. '40) COMMISSO ROCCO (cl. '80) FIGLIOMENI COSIMO (cl. '77) FUTIA PIETRO (cl. '84) ROMANELLO PASQUALE (cl. '66) TAVERNESE DAMIANO ROCCO (cl. '46) TAVERNESE GIUSEPPE (cl. '74) TAVERNESE ROCCO, alias Robertino (cl. ' 75) VERBENI GIOVANNI (cl. '55)

Gratteri: “era una cosa risaputa” "Abbiamo sempre detto - dichiara Gratteri - che gli uomini di 'ndrangheta decidevano in maniera diretta e totale sui pacchetti di voti e per questo siamo stati fortemente criticati. Io non ho mai detto che siamo tutti mafiosi. E' chiaro che la ndrangheta è una minoranza, anche nei paesi ad alta densità mafiosa, ma è una minoranza organizzata. Nel caso di specie - conclude Gratteri - abbiamo uno spaccato delle regole della ndrangheta riguardo il suo interessamento sulle elezioni. Le cosche scelgono un candidato imponendogli totale fedeltà soprattutto sulle scelte strategiche come un cambio di partito o di schieramento elettorale. L'indagine dimostra come esiste una cura sulla politica uguale a quella utilizzata per il sistema delle estorsioni".

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LA CRONACA

'Ndrangheta, 15 arresti intrecci tra cosca e politica

Stupore e incredulita' dell' A.C. per l'arresto del consigliere Commisso L' Amministrazione Comunale di Siderno, nell'apprendere dell'arresto del consigliere comunale Domenico Commisso,manifesta tutto il suo stupore e la sua incredulità. Nell'esprimere la massima fiducia negli organi inquirenti e nella magistratura, certa che nel più breve tempo possibile sarà fatta piena luce sull'intera vicenda, auspica che il consigliere comunale Commisso possa dimostrare la più assoluta estraneità ai fatti che gli sono contestati.

Agenti della Polizia di Stato di Reggio Calabria hanno arrestato 15 persone appartenenti alla potente 'ndrina Commisso, operante nella fascia jonica della provincia di Reggio Calabria ed, in particolare, a Siderno (RC) divenuto, negli ultimi anni, il fulcro di importanti interessi. Dalle indagini sono emersi intrecci fra la cosca e la politica locale. Tra gli arrestati c'è anche un ex consigliere della regione. Le indagini degli uomini della squadra mobile e del Commissariato di P.S. di Siderno, coordinate Servizio Centrale Operativo, hanno permesso di documentare l'interesse della cosca Commisso per le vicende politiche locali, svelando l'esistenza di intrecci tra 'ndrangheta e politica. Tra gli arrestati alcuni esponenti politici, tra cui un ex consigliere della Regione Calabria, un ex consigliere della Provincia di Reggio Calabria ed un consigliere della Giunta Comunale di Siderno, la cui presenza all'interno degli enti territoriali era funzionale agli interessi della cosca mafiosa. L'ex consigliere regionale della Calabria, Cosimo Cherubino, l'ex consigliere provinciale di Reggio Calabria, Rocco Agrippo, ed il consigliere comunale di Siderno, Domenico Commisso, sono tra le 15 persone arrestate dagli agenti della squadra mobile nel corso dell'operazione chiamata 'La falsa politica' condotta stamane contro la cosca Commisso di Siderno. Secondo l'accusa la presenza all'interno degli enti dei politici arrestati era funzionale agli interesse della cosca della 'ndrangheta. Una lunga carriera politica, caratterizzata negli ultimi anni da diversi cambi di casacca, a partire dalla Sdi per finire al Pdl, ultimo partito al quale risulta avere aderito. Cosimo Cherubino, ex consigliere regionale finito oggi in manette nell'ambito dell'operazione della Polizia contro la cosca Commisso di Reggio Calabria, ha 45 anni, è sposato e laureato in economia e commercio. Alle spalle, dunque, diverse esperienze politico-amministrative, a partire dalla sua ultima elezione in Consiglio regionale, nel 2005, con la lista dello Sdi, riportando, nel collegio di Reggio, 6.689 preferenze. A fine 2009 l'adesione al gruppo consiliare Misto - componente "Socialisti - Riformisti per la Calabria", ma prima ancora era stato presidente del gruppo del Partito socialista (PSE) costituito in sostituzione dello Sdi. In Consiglio regionale ha ricoperto il ruolo di segretario della Sesta Commissione consiliare "Affari dell'Unione europea e relazioni con l'estero", di segretario della Commissione consiliare "Bilancio, programmazione economica e attività produttive", di vicepresidente della Commissione speciale di vigilanza. Cherubino è stato anche membro supplente per il rinnovo della Commissione di disciplina del personale e componente degli Istituti regionali Ricerca Sperimentazione ed aggiornamenti educativi (Irrsae) presso il Ministero della Pubblica Istruzione. In precedenza, Cherubino è stato vicepresidente del Consiglio provinciale di Reggio, consigliere nel Cda della Facoltà di Messina; attualmente, direttore dell'Istituto scolastico privato Giacomo Leopardi di Siderno. Candidato a soli 26 anni alla Provincia di Reggio Calabria è stato eletto consigliere, con un consenso molto ampio, poi rieletto nel 2002 riportando 2290 voti nel collegio Siderno-Gerace. LUNEDI 21 MAGGIO 2012

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LA SCOMPARSA

Sacrificio e buon esempio

…E quando verrà il giorno dell’ultimo mio viaggio, e salperà la nave che mai più ri tornerà, mi vedrete a bordo leggero di bagaglio, e quasi nudo, come i figli del mare».

È morto Alfredo Fragomeni lfredo Fragomeni “Pisolino” non c’è più. È morto nella mattinata di oggi. Ora vive in pace, oltre il dolore di quella malattia che la portato spesso lontano dalla sua Siderno, dove è stato assoluto protagonista: un simbolo dello sport sano. In quello puro dei bambini era un colosso. Ha insegnato a intere generazioni, a quelle dal 1970 in poi, il profumo dei gol e la dignità della sconfitta. Da marcatore puro eccelleva nei colpi di testa, nonostante la statura bassa. Si guadagnò un posto da titolare, ancora ragazzino, nel grande Siderno di Mimmo Cataldo e Nino De Girolamo e nel Locri di Stivala , Russo e Accursi. In quei campi della promozione -quella di una volta era solito precisare- non c’erano mezzi termini e Alfredo non aveva paura di niente, restando sempre all’interno della correttezza. 18 anni nei campi di gioco, sempre all’insegna dell’allegria, senza abbassare la testa neanche nelle sfide più sentite. «Nel calcio la cosa più importante è non dare il cattivo esempio» dichiarò in un intervista al nostro giornale. Aveva ragione. La sua iniziativa di educatore ha permesso a molti ragazzi di avere un grande punto di riferimento. Un’altra famiglia. La sua vita non è andata sprecata: Grazie Alfredo

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Nella pagina successiva l’intervista fatta nel 2009 da Angelo Letizia ad Alfredo Fragomeni LUNEDI 21 MAGGIO

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ALFREDO FRAGOMENI

Pane, calcio ed allegria lfredo Fragomeni, tra i giocatori che hanno indossato la maglia del Siderno del presidentissimo più amato Francesco Romeo, è stato uno degli artefici delle splendide stagioni che hanno caratterizzato il periodo storico per eccellenza del calcio biancazzurro. Ma non solo, i suoi meriti vanno oltre, perchè portata a termine la “missione” sidernese, è ripartito sempre da protagonista nella vicina, quanto all’epoca mal digerita, Locri. E certo non si può dire fosse un compito agevole riuscirci: le rivalità, sportive e non, tra i due paesi allora erano molto accese, i pregiudizi più marcati, le ostilità tutt’altro che celate, ma non ha battuto ciglio ed è andato avanti per la sua strada, imponendosi anche in amaranto nell’arco del decennio che lo ha consacrato come difensore rapido e coriaceo. In tutto, sono state 18 le stagioni trascorse sul rettangolo di gioco, una lunga avventura farcita da soddisfazioni sportive e personali, da momenti appaganti, ma soprattutto da grande allegria, da quello spirito positivo che accompagnava il calcio del tempo che fu, lontano anni luce dalle isterie, dai cattivi esempi e dallo sfacelo sportivo del calcio dei giorni nostri: “Nel Siderno ho iniziato a giocare a 16 anni. Era il 1964 ed essendo il meno esperto, mi fu assegnato il ruolo di dodicesimo. Allora non erano ancora stati introdotti i cambi, non c’erano le riserve, per cui se qualche giocatore si infortunava a gara in corso, la squadra restava in dieci e poi, se non si riusciva a recuperarlo, nella partita successiva gli subentrava il rincalzo di turno, che quasi sempre era un giovane di belle speranze. Questa fu inizialmente la mia funzione, poi, col passare del tempo, mi ritagliai più spazio, guadagnandomi un posto fisso in squadra e partecipando ad alcune delle stagioni più brillanti della squadra”. Oltrepassando l’ambito sportivo, comunque furono altri gli aspetti che resero speciale quell’avventura: “Il calcio era la molla, ma il segreto di quegli anni fu il clima che si instaurò nel gruppo. Prima che compagni di squadra, si era amici fuori dal campo. Tra di noi c’era armonia e allegria, e ciò contribuiva in modo sostanziale ai buoni risultati sportivi. Impareggiabili quanto a goliardia, erano gli scherzi di Gino Prochilo: le sue “vittime” preferite erano Nino De Gerilamo e Reboni, ma Gino non risparmiava nessuno, e anche lo stesso Mimmo Cataldo, nonostante il rispetto e la riverenza che incuteva, finì col farne le spese. Un giorno, di ritorno da una trasferta in Sicilia, ci fermammo a Gallico per cena; quando si mangiava assieme, a tavola fra noi ci divertivano a stuzzicare qualcuno del gruppo prendendolo di mira e tempestandolo di molliche di pane. Questo vezzo era però mal digerito da Mimmo Cataldo, che minacciò di multare di 10.000 lire chiunque si rendesse ancora responsabile di quei tiri al bersaglio. Gino Prochilo allora, incurante dell’avvertimento, ma allo stesso tempo assai scaltro e attento a non farsi beccare, pungolò De Girolamo – uno da sempre amante del rischio e che certo non andava pregato per farsi coinvolgere in questo genere di situazioni. – sussurandogli che se avesse scagliato contro Mimmo Cataldo addirittura un panino intero, non delle semplici molliche, le 10.000 lire della multa le avrebbe pagate di tasca sua. De Girolamo, ovviamente, abboccò subito alla provocazione e in men che non si dica il mister si ritrovò con un panino spiaccicato in faccia. Inizialmente Mimmo Cataldo non la prese benissimo e chiese nervosamente chi fosse stato: De Girolamo, intimorito dalla reazione dell’allenatore e dall’idea di vedersi recapitare l’ennesima ammenda “salata” – per dare un’idea, con il gruzzolo di denaro messo da parte grazie alle multe affibbiategli, la società d’estate un anno portò l’intera rosa per tre giorni in vacanza-premio a Taormina... - spiattellò subito il nome di Gino Prochilo che, fingendo indifferenza, guardò in cagnesco il compagno e a denti stretti gli bisbiglio che gliela avrebbe fatta pagare. A quel punto, di fronte a una scenetta del genere, il primo a sorridere fu lo stesso Mimmo Cataldo, così alla fine tutto si risolse in una grande risata generale e il discorso si chiuse lì”. Questo comico siparietto è indicativo del buon umore e della serenità che regnava nel gruppo, ma amicizia a parte, quel Siderno fece parlare di sé anche per i risultati raccolti sul campo: “In sette

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anni di Siderno, sono state tante le domeniche felici. E non poteva essere diversamente, dato il potenziale della squadra, tra cui figuravano giocatori di primo piano come Gesualdo Albanese, Marin, Santagati, Baccheretti, Muià, Panetta, De Girolamo, Prochilo, Reboni, Cuzzilla, Sorbo Droise, Bongiorno, Squicciarini e Olmes Neri: li ricordo tutti con affetto e ammirazione, perchè per me, un ragazzino alle prime armi, loro prima che compagni, sono stati dei fratelli maggiori, riservandomi attenzione e dispensandomi preziosi consigli, Baccaretti e Santagati in primis. Per molti anni, mantenemmo il Siderno al vertice in serie D, scendendo raramente sotto il quinto posto e non ambendo ad altro solo perchè le possibilità economiche della società erano assai limitate, rapportate a quelle di veri e proprie corazzate calcistiche, come l’Internapoli e molte formazioni siciliane”. Una partita, in particolare, è rimasta ben impressa nella testa di Alfredo Fragomeni: “A quei tempi, le vittorie in trasferta erano merce rara, così quando al termine di una partita giocata allo strenuo e subendo quasi ininterrottamente la pressione avversaria, sbancammo Paternò con un micidiale volata di Franco Diano, incredibile nell’eludere trattenute e strattoni di tutti i tipi, per tutta la Siderno sportiva

fu una data storica, cosi come per noi giocatori, che oltretutto ce ne tornammo a casa con un premio partita di 40.000 a testa. Quella cifra, all’epoca bastava a sfamare a lungo una famiglia e quando tornai a casa con tutti quei soldi a mia madre per poco non prese un colpo”. A un certo punto però qualcosa si incrinò nel rapporto tra Alfredo Fragomeni e la società, così nel ‘71’-72, Alfredo Fragomeni decise di salutare, calcisticamente parlando, Siderno per passare ai cugini del Locri e non fu un addio poco doloroso: “Dopo tanti anni in cui tutti si era remato nella stessa direzione, un bel giorno qualcuno cominciò a fare di testa sua, incurante delle esigenze e delle necessità della squadra. In troppi volevano comandare e a me quello stato di cose andò di traverso, così, evitando polemiche e altri dissidi, mi accasai al Locri. In amaranto, nonostante la provenienza sidernese, non trovai un ambiente ostile, anzi l’accoglienza fu calorosa e la stima immediata. Alla fine, la mia esperienza con il Locri durò più a lungo di quella biancazzurra, toccando quota dieci anni. A Locri, inoltre, riuscì a colmare una lacuna sportiva, ovvero la mancata vittoria di un campionato, vincendo il campionato di Prima Categoria e salendo in

Promozione. Come a Siderno, determinante fu l’apporto del gruppo, che si componeva di grandi giocatori come Stivala, Accursi e Russo, guidati in successione da allenatori di altrettanto spessore come Dieni, Colomino, Mercuri e Catalano. A dirigere il tutto, era la maestria e la saggezza del presidente Toto Spadaro, persona che ricordo con affetto e malinconia”. Ultimati gli impegni con il Locri, Alfredo Fragomeni, lavoro a parte, si dedicò ad altro, sempre in ambito calcistico. Ad attenderlo nel 1981 c’era la panchina della formazione De Martino (il campionato disputato dalle riserve della prima squadra e dai giovani più promettenti del vivaio) del Locri: “Il decennio trascorso a Locri, aveva dato modo alla società di apprezzare le mie doti di calciatore votato al sacrificio e la mia caparbietà. Ero un terzino sinistro abile soprattutto nella marcatura dell’avversario, in linea con i canoni tecnici dell’epoca. Solo dopo, con l’avvento dei Facchetti e dei Cabrini, si diede un’interpretazione più offensiva al ruolo, ai miei tempi, i compiti erano pressoché esclusivamente difensivi. Il modo di intendere il ruolo, mi migliorò notevolmente a livello tattico, anticipando in un certo senso quelli che sarebbero stati gli sviluppi della mia carriera sportiva. Dopo ho guidato per un anno il Bianco, portando a casa la vittoria del campionato di Seconda Categoria, prima di fare ritorno a Siderno nella Palmas di Pasquale Sgrò, poi per due anni nel settore giovanile dell’AC Siderno e infine per una stagione con la formazione di Prima Categoria del presidente Enzo Commisso. Fino a quando l’attenzione non si è spostata definitivamente verso altro”. L’ “altro” a cui si riferisce è la Juventina Siderno, la scuola calcio che nel ‘93 ha fondato insieme a Leonardo Macrì: “Da ormai 15 anni, mi dedico alla formazione di giovani calciatore. Dalle nostre parti, nel contesto in cui ho deciso di operare, gravano numerose difficoltà, molte delle quali derivanti direttamente dall’ambito familiare. E’ faticoso educare e far migliorare un ragazzino a cui si presta poca cura a casa: sono i genitori a dover insegnare le buone maniere, il rispetto dei valori importanti e, se è il caso, dire ai figli ogni tanto di no; l’istruttore può seminare e raccogliere quando il terreno è stato lavorato e reso fertile in precedenza dalla famiglia, non il contrario. Ad ogni modo, si cerca di fare il meglio, senza però compiere miracoli né promettere la luna come spesso avviene da altre parti. Un concetto deve essere chiaro per chi si rivolge ad una scuola calcio: la percentuale che un giovane raggiunga alti livelli agonistici è bassa – è inutile illudersi – ma dalla pratica sportiva, intesa con il giusto spirito, si possono trarre comunque innumerevoli vantaggi, specie in termini di crescita umana e sociale. Se si condivide questa idea, il nostro lavoro non potrà che trarne benefici e ogni giorno con la Juventina Siderno ci impegniamo perchè questo avvenga”. LUNEDI 21 MAGGIO

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ATTUALITÀ INCARICHI

Sergio Laganà, un pupazzo che non si scioglie ari e monti. Anzi, dispari mare, pari montagna. Ovvero, da esperto di mare con Loiero, Sergio Laganà diverrà un esperto di montagna con Scopelliti? funghi sottolio, processionarie e punta degli scii a valle. Così recitano i dotti alpini: «Punta gli scii a valle e troverai sempre tua mamma».Ecco il punto, Sergio Laganà ha sempre una mamma che lo protegge e lo dona lindo, già passato di borotalco, alla sviluppo della Calabria. Per eredità ci dona questo suo figurino dell'alta società in modo soffice, come se fosse ogni volta di prima neve: è lui il pupazzo più coccolato dalla istituzioni in provincia di Reggio. Uno che non si scioglie mai. Anzi diventa addirittura di ghiaccio il 27 del mese. E così, quasi per miracolo, pur in un mondo dal basso orizzonte, dove le parole d'ordine più sono nane e più diventano efficaci, si ritrova una volta da destra e l'altra da sinistra un incarico, che giustamente non rifiuta: a caval donato non si guarda in bocca. E intanto la politica calabrese, avvolta nei luoghi comuni, ammantata di sfacciataggine, immersa in queste pochezze, ripete al vento di procedere veloce. Ma in verità non sta andando da nessuna parte. Jim Bruzzese

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Di Cillo e Vito Schifani con l'ausilio L’APPUNTAMENTO Rocco di testi e immagini.

Reggio Calabria: manifestazione in ricordo di Giovanni Falcone n occasione del ventennale della strage di Capaci, in cui sono stati uccisi il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca e gli uomini della scorta - e ancor più dopo i terribili e vili fatti di Brindisi-, giorno 23 maggio invitiamo tutti i cittadini ad una manifestazione che si svolgerà in piazza Castello, a partire dalle ore 20. Faremo un percorso con le torce in mano, partendo dal marciapiede della Procura in via Cimino per arrivare a piazza Castello dove ricorderemo Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Antonio Montinaro,

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Lavoro: agricoltori in piazza con studenti e pensionati per i voucher

Una delegazione anche dalla Calabria cendono in piazza con gli agricoltori i tanti studenti, le casalinghe e i pensionati che occasionalmente sono impegnati nella raccolta di frutta e ortaggi o nella vendemmia grazie ai voucher che rischiano di essere di fatto aboliti con la riforma del lavoro. E’ la Coldiretti ad annunciare un giorno di sensibilizzazione di imprese agricole, studenti, casalinghe e pensionati in occasione della ripresa della discussione sulla riforma in commissione lavoro del Senato. In un momento di difficoltà si ritiene che sia un atto di responsabilità difendere uno strumento che ha assicurato lavoro e avvicinato tanti giovani alla campagna. L’appuntamento è per domani, martedì 22 maggio, alle ore 9,30 davanti al Senato in piazza delle Cinque Lune, dove sarà

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imprese agricole. La vigente legislazione sui voucher consente alle imprese agricole di avvalersi, solo per attivita' stagionali, del contributo di limitate categorie di soggetti che si trovano fuori dal mercato del lavoro. Sarebbe una grave scorrettezza istituzionale procedere a modifiche specifiche della normativa lavoristica del settore essendo le rappresentanze delle imprese agricole le uniche ad essere state escluse dal tavolo di confronto durante l’iter di definizione del disegno di legge sulla riforma sul lavoro.

"La lotta alla mafia, il primo problema da risolvere nella nostra terra bellissima e disgraziata, non doveva ( e non deve) essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale che coinvolgesse tutti e specialmente le nostre giovani generazioni, le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell'indifferenza, della contiguità e quindi della complicità. Ricordo la felicità di Falcone quando, in un breve periodo di entusiasmo, egli mi disse: "La gente fa il tifo per noi." E con ciò non intendeva riferirsi soltanto al conforto che l'appoggio morale della popolazione dava al lavoro del giudice, significava qualcosa di più, significava soprattutto che il nostro lavoro stava anche svegliando le coscienze." (P. Borsellino) Per questo invitiamo particolarmente tutte le persone che appartengono a gruppi e associazioni che sono impegnate per contrastare la criminalità; invitiamo soprattutto i più giovani della nostra città, perché possano, attraverso la memoria di avvenimenti che hanno segnato in modo significativo, anche nella loro crudeltà, la storia recente, gettare le basi per il riscatto, sognando un futuro carico di speranza. Ad una giornalista che chiedeva a Falcone se provasse o no paura, dato che lui stesso aveva affermato che "il vigliacco muore più volte al giorno, il coraggioso una volta sola", il magistrato risponde: " L'importante non è stabilire se uno ha paura o meno, ma è saper convivere con la propria paura e non farsi condizionare dalla stessa: ecco il coraggio è questo, altrimenti non è più coraggio, ma incoscienza". Perché il dono della vita di uomini e donne che hanno vissuto con responsabilità l'impegno nella lotta per il bene di tutti non sia vano, incontriamoci il 23 maggio alle ore 20 sul "marciapiede di piazza Castello, vicino alla Procura".

ELEZIONI AMMINISTRATIVE

Barone sindaco di Palmi, la soddisfazione di Bilardi

presente una delegazione dalla Calabria e saranno spiegate le ragioni della protesta nei confronti di una disattenzione che priva il settore agricolo di un importante strumento che concilia le esigenze di semplificazione, legalità e trasparenza con la possibilità di garantire un sostegno alle classi sociali che piu’ sentono la crisi. In questi anni i voucher hanno infatti contribuito alla trasparenza nel mercato del lavoro, nel rispetto delle caratteristiche e specifiche esigenze delle

“Nitida ed inequivocabile appare la vittoria del sindaco Giovanni Barone a Palmi, a cui l’elettorato di centrodestra ha riservato una votazione plebiscitaria a conferma che il modello di governo del territorio – che ha in Giuseppe Scopelliti (nella foto in basso) il suo massimo interprete – trova gradimento tra i cittadini che lo considerano elemento di novità e di rottura coi logori schemi della vecchia politica.” Lo afferma il capogruppo regionale della “Lista Scopelliti Presidente”, on.le Giovanni Bilardi, che aggiunge: “Il sindaco Barone è espressione limpida di tutta la coalizione di centrodestra e governerà l’importante città di Palmi con quella visione immiope della cosa pubblica che appartiene a chi della politica ne ha fatto una scelta di vita e non una propensione opzionale. I partiti, le liste e gli uomini che tra il primo ed il secondo turno hanno sostenuto la candidatura del sindaco Barone – ha continuato Bilardi – appartengono tutti al patrimonio politico ed intellettuale del centrodestra per cui concorreranno a realizzare quei traguardi amministrativi e socio-economici di cui Palmi abbisogna e che i palmesi si attendono. Lista Scopelliti, da parte sua – ha concluso l’on.le Bilardi – conclama anche in questa tornata elettorale la sua funzione di rappresentanza di quella società civile, delle arti, delle professioni, dei mestieri e della cultura che concorre con entusiasmo alla esecuzione di programmi e progetti volti alla trasparenza degli atti amministrativi e finalizzati al buongoverno del territorio.” LUNEDI 21 MAGGIO

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