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Non ci piacciono le mezze misure. Non si tratta di ridurre il contributo ai gruppi consiliari. Bisogna eliminarli, visto che gli eletti godono d’un grosso stipendio. E si inizi intanto con il cancellare la vergogna, anche linguistica, dei monogruppi. Una sola persona non può essere gruppo, cioè più persone. A meno che non si tratti del Padre Eterno: uno e trino. Ci sono padreterni in Consiglio regionale?

Non credete a quanti dinanzi agli scandali si strappano i capelli e si indignano! Operano sulla nostra sfera emotiva come hanno fatto nel 1992 , dandoci in pasto i De Lorenzo, i Citaristi, i Craxi, per non mettere in discussione il mondo in cui la corruzione nasce, cresce e si diffonde a macchia d’olio. I fatti della Regione Lazio aprono uno scenario solo in apparenza nuovo e sconfortante. In verità, è “l’eterno ritorno”.


DOMENICA

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UNA STORIA

IL DITO NELL’OCCHIO

CARTOLINE PER LA PADANIA

PIETRA KAPPA an Pietro, pur santo, in vita non poche volte sfidava la pazienza del Cristo e, nonostante le tante prove della natura divina del Maestro suo, nutriva dubbi profani. Fu così che, in un tempo in cui Gesù e gli apostoli giravano in terra di Locride, il Maestro chiese ai suoi discepoli di recare con sé un sasso nella salita verso l’Aspromonte. Pietro giudicò troppo faticoso patire oltre all’ascesa un peso inutile. Il sasso non lo prese. E, quando la stanchezza sgonfiò i muscoli e la fame svuotò lo stomaco, la marcia si interruppe in riva a un fiume. L’acqua dissetò ma non riempì e i discepoli guardarono il Maestro. I sassi nelle loro mani si trasformarono in pani, grandi a seconda della dimensione delle pietre che furono. Pietro che non portò il sasso non ebbe il pane, e si rassegnò a guardar gli altri mangiare. Alla ripresa del cammino, il Maestro ridiede il consiglio di munirsi di una pietra. Pietro non vide il sorriso sul volto del Dio in carne e ossa, si caricò le spalle di un macigno enorme che gli piegò la schiena. Il futuro Papa camminò per tutto il giorno con quel peso addosso. Alla tappa successiva, l’apostolo buttò a terra il masso. Lo guardò con cupidigia. Vide le pietre degli altri trasformarsi in pane e bramò l’arrivo del suo turno con l’acquolina in bocca. Il Cristo guardò la pietra enorme, trasportata dal primo dei suoi discepoli. Sorrise nuovamente. Sotto la faccia incredula di Pietro il masso iniziò a lievitare a dismisura. Ma pietra era e pietra rimase. Alta fino a quel cielo che il dubbio dell’apostolo aveva sfidato. Pietro comprese e chiese perdono del suo errore. Ma la pietra restò gonfia, a monito eterno dell’egoismo e dell’errare umano. Una KAPPA tra il monte Lucente e lo Jonio di smeraldo. LE CHEVALIER

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di Antonio Calabrò

Salvate la deputata Maria Grazia Laganà

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RODERIGO DI CASTIGLIA

Le notizie più lette della settimana su larivieraonline.com 1) MARINA DI GIOIOSA JONICA: ARRESTATO PER AVER SPERONATO AUTO CC

2) DELIRANTE LA RICHIESTA DI 17 PARLAMENTARI DEL PD 3) OMICIDIO A SORIANELLO. UCCISO DOMENICO CICONTE 4) PROTESTA OPERAI FORESTALI A REGGIO CALABRIA

5) CALABRIA ANTICOSTITUZIONALE. LO STATO CONDANNA IL KM ZERO 6) UN CENTINAIO DI IMMIGRATI SBARCANO NELLA LOCRIDE 7) MAMMOLA: SEQUESTRATI 6 KG DI CANAPA, DUE ARRESTI

Bagaladi La placida vallata del Tuccio e gli ulivi saggi che ne fanno corona. Circondato da colline, intenerite dal vento dello Jonio, il paesello sorride ai suoi fiori colore dell’amore giovane, propagando attorno una quieta sensazione di ricordi carezzevoli. La fiumara asciutta è un fondale marino senza mare e dai ripidi pendii che la costeggiano sembrano levarsi verso il cielo canti atavici e musiche calabresi, e sono canti di speranze mai sopite. I fiori, spettinati e baldanzosi, applaudono. Il Prefetto, invece, ha sciolto il comune per mafia.

Dati larivieraonline.com

DIOCESI LOCRI-GERACE

Auguri Mons. Bregantini Questo venerdì 28 settembre mons. Bregantini, che con la sua bontà evangelica ha lasciato fausto segno nella diocesi di Locri- Gerace, ha compiuto 64 anni. Poiché, dall’età dell ragione, tutti girati dalla parte dell’amore per il prossimo, che egli ha considerato, con ecclesiastica eccezione, suo pari, gli vogliamo fare giungere da qui a Campobasso, dove continua l’opera eccezionale di vero pastore, i nostri auguri. Come già parte della sua diocesi locridea e soprattutto come meridionalisti, a lui grati, per avere innovato il meridionalismo cattolico, da anni, ormai muto.

DOMENICA

Passeranno alla storia i 17 parlamentari piddisti che, con il cuore nelle mani e una faccia tosta che fa rabbrividire persino gli studenti di legge al loro primo anno, hanno chiesto al Tribunale di Locri il rinvio ad altra data dell’udienza del processo che vede, tra altri, come imputata la deputata Laganà. Udienza fissata per il 3 ottobre. In questo stesso giorno la Cassazione si pronuncerà sul ricorso dei difensori dei condannati all’ergastolo per l’assassinio del vicepresidente del Consiglio regionale, Franco Fortugno. I due processi non hanno alcuna relazione tra loro. Nel processo di Locri la Signora Deputata figura come imputata, e come imputata giuridicamente non le è fatto obbligo della presenza. E questa sua presenza, ora invocata come il nostro pane quotidiano dal Padre nostro, a noi pare del tutto inutile ai fini d’un contributo all’accertamento della verità giudiziaria sui danni inferti all’Asl di Locri, essendosi avvalsa della facoltà di non rispondere la Dame sans merci, la Signora spietata, giustamente spietata contro ogni forma di illegalità, compresa quella lei contestata. Ma dal dì che furono istituiti i tribunali nessun imputato si riconosce colpevole. E allora: se a proposito del suo comportamento nel processo di Locri, ripensamenti non ci sono stati da parte della deputata, già componente dell’Antimafia, che senso dovrebbe avere la di lei presenza il 3 ottobre? Forse quello di mostrare, in caso di condanna, il volto della Giusta ingiustamente perseguitata? E che senso potrebbe avere la presenza sua a Roma di fronte alla Gran Corte di Cassazione nel coincidente 3 ottobre? Quello di ringraziare, ove la sentenza fosse confermata, la Cassazione come avenuto a Reggio per la Corte d’Appello? Ha detto con forza giuridica l’avv. Pino Mammoliti, piddista come i 17 parlamentari e come la signora deputata: “Nei processi non è prevista né la presenza dell’imputato al momento della lettura della sentenza, né la presenza di familiari costituti parte civile in Cassazione”. Tali i codici. Dura lex, sed lex. Ma i 17 parlamentari hanno il sangue dolce. Sarebbero dei perfetti salici piangenti - soprattutto gli immancabili illuminanti Lumia e De Sena - se sulla loro inconsueta e sgangherata richiesta al Presidente del collegio giudicante non avesse agito - suppongo - la riserva mentale che alla vedova Laganà, vittima in secundis della mafia, debba essere riservato un trattamento speciale. Gli altri imputati possono essere trascinati in tribunale anche nel giorno della morte della madre o del padre. La deputata Laganà, invece, può andarci quando le comoda o è lasciata libera da impedimenti di altorilievo istituzionale, che tale appare o come tale è creduto anche se non ha incarichi di governo. Non siamo tutti uguali, per la miseria. Non tutti possiamo trasformare i nostri morti in reliquie, come suggerisce il commercio sacro del Medioevo. Comunque, noi i quali dubitiamo delle buone intenzioni dei 17 parlamentari della Croce Rossa, alziamo una preghiera a Padre Pio, che sembra ritardare il miracolo. Il 3 ottobre doti la conturbata deputata del dono dell’ubiquità. Se ciò sarà, la Dame sans merci potrà essere presente a Locri come imputata e a Roma come vedova. Che gioia!

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Parlando

di...

NORDICI & SUDICI DI GIOACCHINO CRIACO

Il sapore del manganello So che gli operai forestali non godono di buona fama. Ma che volete, sarò di parte, avendolo fatto per tutta l’adolescenza. Tifo per loro. Sono lavativi, prendono troppo, sono privilegiati. Queste alcune delle accuse che vengono mosse. Beh, provateci voi a passare la vita su e giù dai monti al mare, a zappare, piantare, pulire. Poi ne riparliamo. Parlo, naturalmente, per quei padri di famiglia onesti che il pane se lo sono sudati e se lo sudano. Degli altri non mi importa. Le manganellate ai primi non mi sono piaciute. Non sono state uno spettacolo bello, per non dire altro. Non erano, gli operai, bimbi cattivi da rieducare. Hanno esagerato con le proteste? Sarà. Ma provate, sempre voi, a trovarvi, a cinquant’anni, davanti, lo spettro della disoccupazione. Nonostante quello che si dice, e aldilà delle intenzioni della riforma, questo succede. La forestazione viene depotenziata costantemente da parecchio tempo. Il personale si riduce sempre più, e le risorse non si trovano da nessuna parte. Non è colpa di Scopelliti, o dell’attuale giunta, loro si trovano però la gatta da pelare. Le colpe vengono da lontano. Ce le hanno un po’ tutti. Ce le hanno anche gli operai, perché negli anni il posto di lavoro non se lo hanno saputo difendere, permettendo una serie di storture altrui che finiranno per pagare solo loro. Discorso comunque lungo e delicato. Un solo appunto alla riforma. È vero, sarebbe bello se il lavoro pubblico fosse produttivo e si autofinanziasse. Ma a volte si produce una ricchezza indiretta, non immediatamente quantificabile che sempre soldoni dà. Solo per fare un esempio, quanto è costato, in soldi, il danno alluvionale direttamente riconducibile al depotenziamento delle strutture di bonifica montana? Quanto costa in termini di danni ambientali la mancanza di una forestazione dotata dei mezzi e degli uomini necessari per operare? Ridurre tutto a costi e introiti diretti non sempre è un buon metodo di valutazione. E siccome l’ipocrisia mi manca, il sapore del manganello è sempre disgustoso, lo è leggermente di più quando parliamo degli operai perbene. Loro vanno difesi a qualunque costo.

REGGIO CALABRIA

Tra gli operai forestali IN EVIDENZA

FRANCO CRINÒ

Abbiamo pronosticato, in capannelli di operai pervasi da rabbia e paura, e anche disinformazione, l’inconcludenza della giornata di riunione del Consiglio regionale.

ono stato tra gli operai forestali che l’altro giorno hanno scioperato davanti al Palazzo della Regione. Abbiamo parlato di tanti aspetti. Di quando avevo un impegno più diretto in politica e al Senato insieme a Trematerra senior e all’Assessore regionale Dionisio Gallo, “accampato” nell’ufficio del Presidente della Commissione Bilancio Antonio Azzolini, abbiamo trovato in aula i voti e garantito il passaggio a

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POLAROID

Online i rendiconti dei gruppi

Sul sito del Consiglio regionale della Calabria, su disposizione del presidente Talarico, sono stati pubblicati, giovedì, i rendiconti dei Gruppi consiliari. Tutte le somme percepite dagli stessi nel 2011. Sono detti “i costi della politica”: 4 milioni e 250 mila euro in totale.

tempo indeterminato degli operai (come si può leggere sui verbali della seduta e su quelli della Camera, stampati in un manifesto che ho avuto cura di far affiggere durante la sfortunata campagna elettorale per le politiche successive, a dimostrazione che i voti favorevoli sono stati quelli della maggioranza di Berlusconi). Abbiamo pronosticato, in capannelli di operai pervasi da rabbia e paura, e anche disinformazione, l’inconcludenza della giornata di riunione del Consiglio regionale.

L’AFFAIRE LAZIO E L’ORA PASCIUTA DEI MORALISTI

Si strappano i capelli, ma la testa rimane sempre la stessa Non credete a quanti dinanzi agli scandali si strappano i capelli e si indignano! Operano sulla nostra sfera emotiva come hanno fatto nel 1992 dandoci in pasto i De Lorenzo, i Citaristi, i Craxi, per non mettere in discussione il mondo in cui la corruzione nasce, cresce e si diffonde a macchia d’olio. I fatti della Regione Lazio aprono uno scenario solo in apparenza nuovo e sconfortante. In verità, è “l’eterno ritorno”. La locuzione latina «O tempora o mores» fu pronunciata da Cicerone per denunciare la perfidia e la corruzione dei tempi oltre 2000 anni fa. La furia moralizzatrice di Girolamo Savonarola finì bruciata sul rogo tra le preghiere di Santa Romana Chiesa. Vennero i Borgia. Lo so, fa senso sapere che abbiamo pagato una festa ad una destra romana con persone vestite da antichi greci o con una testa di maiale.

Appropriatissima. La corruzione non appartiene solo alla politica. La storia ieri, le cronache oggi, ci hanno parlato e ci parlano di uno tsumani che porta con sé una massa enorme di detriti strappati ad ogni attività umana, dallo sport alla finanza. Non ci sarebbe stato Licio Gelli, potente capo della P2, se accanto a Lui non ci fossero stati generali, magistrati, banchieri, ministri ecc. Anche la contrapposizione tra “vecchi” e “giovani” è fittizia. Quasi tutti i coinvolti nello scandalo Lazio sono “giovani”. Il rischio è che la rabbia e l’indignazione ci facciano girare a vuoto. Più giriamo, più affondiamo nella palude. L’onestà appartiene alla persona. Spesso la si raggiunge dopo aver attraversato il male. Jean Valjean, protagonista de I miserabili aveva appena rubato i candelabri, ma già un uomo nuovo

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la Riviera

Abbiamo provato a ragionare su alcune “parole d’ordine” nient’affatto secondarie, ma non certo “preliminari” rispetto alle determinazioni sulle quali si stava discutendo. Quali? Privatizzazione: non c’è pericolo, ma non ignoriamo il referendum sull’acqua, «il settore va tutto male, però non cambiamo nulla». Bilancio in pareggio: è una faccenda che interessa più il management, ma non ignoriamo che la buona amministrazione pretende correttezza e rigore cosa che finora pochi manager hanno seguito. Bisogna fare proposte precise e definitive, anzi attuarle, visto che le conosciamo tutti e da tempo: la politica usi i suoi racconti, legittimamente, al momento della campagna elettorale. Magari pubblicando i “verbali” dei diversi passaggi che hanno interessato il settore. Trovi una larga condivisione per garantire la difesa dei posti di lavoro e una riforma convincente, che riqualifichi il settore e lo presenti come

un’opportunità per il futuro. L’impalcatura amministrativa la smetta di promuovere iniziative soffocanti e irrazionali che tengono fermo il settore, dove pure, in assoluta carenza di fondi, filtrano ancora privilegi di varia natura per i dirigenti. I forestali debbono conservare la consapevolezza che la loro vertenza non può finire male, in una regione che è già drammaticamente piena di disoccupati. Debbono immaginare che, dopo essersi tutelati, avranno la possibilità di dimostrare la piena utilità del loro lavoro richiesto per la difesa del suolo, il rimboschimento e, finalmente, per alcune linee di produzione. Potremmo fare una raccomandazione: la paura porti consiglio. Il lavoro si difende con dignità, l’arroganza non può essere usata né dalla politica (che ha la funzione di rispondere ai bisogni dei cittadini e che prenderebbe, su questa delicata vicenda, un altro colpo tremendo), né chi offre la propria

stava per nascere in Lui. Con la stessa facilità, l’onestà si può perdere. Enver Hoxha fu l’ultimo tiranno di Albania, aveva combattuto eroicamente, e senza altro interesse che i propri ideali, per la libertà della sua terra. Divenne un accaparratore di ricchezze, un ladro di libertà, un oppressore della sua gente. Io sono convinto che il potere abbia una forte capacità corrosiva delle coscienze. Certo ci sono uomini più resistenti e altri più permeabili. Noi spesso ci mettiamo i paraocchi. Vogliamo non vedere. Il furto vive accanto a noi, insieme a noi. Faccio solo qualche esempio. In venti anni in Italia sono stati trasferiti 250 miliardi dai salari degli operai ai profitti. La legge lo consente, ma è sempre un furto del lavoro altrui. Le speculazioni finanziarie hanno consentito l’accumulo di patrimoni immensi. Ci sono singole persone che possiedono più di uno Stato. È legale, ma tuttavia questa libertà di illecito arricchimento lascia migliaia di ragazzi senza lavoro, famiglie senza assistenza, territori senza futuro. La responsabilità penale è personale. È giusto punire chi si macchia di un reato. Questo non basta. Noi dobbiamo intercettare la fonte della corruzione e chiuderla nella misura in cui è possibile. La fonte della corruzione è il potere debordan-

fatica per difendere e far crescere questi territori. I forestali e la politica sono entrati in collisione, perché i primi adesso stanno rischiando persino il salario (oltre che la sottoutilizzazione) mentre i secondi si limitano a guardare la loro condizione con accondiscendenza. Gli applausi di alcuni gruppi di operai, quando si è visto l’ex Governatore Loiero, li abbiamo intesi più come una contestazione alla politica, un dispetto a chi governa oggi, che non un consenso sincero. Comunque, collisione, abbiamo detto, non collusione. Sentita a una radio privata: «Causa la fitta nebbia, le due navi erano entrate in rotta di collusione [… ] e lo scontro fu inevitabile. Per fortuna, si lamentano solo alcuni feriti leggeri, ma lo spavento fu grande». Altrimenti continueranno i discorsi sulla collusione dei forestali con inerzia, favoritismi, su chi debbano essere i bersagli dell’antimafia. Non è proprio cosa, adesso.

te, la ricchezza irrazionale, l’umiliazione quotidiana di coloro che non hanno né potere e né denaro. Se niente hai, niente sei! Allora il problema diventa serio e politico. Il nostro Tommaso Campanella capì, più degli altri uomini del suo tempo, che l’egoismo lacera la società. Propose una forma di comunismo ingenuo, utopistico, probabilmente irrealizzabile. Colpire un corrotto è cosa relativamente facile. Costruire una società senza corruzione, senza sfruttamento, senza l’esercizio arbitrario del potere verso altri uomini è molto più arduo e difficile. Ecco perché la politica, questa politica, fa come lo Stato di De Andrè: « Si costerna, s’indigna, s’impegna, poi getta la spugna con gran dignità». Attenti: dall’indignazione contro gli errori di Marrazzo venne fuori Fiorito. Dall’indignazione verso la Prima Repubblica vennero fuori Berlusconi, la Lega di Belsito e del Trota, oltre ai tronfi strali tribunizi di Di Pietro. Vi è stata in questi anni una regressione veloce e paurosa dall’uomo verso l’individuo. Un individuo cannibale e predatorio che porta alle estreme conseguenze le riflessioni di Hobbes sulle necessità di “azzannare” gli altri uomini. È questo che vogliamo? Ilario Ammendolia

POLAROID

“Io speriamo che me la cavo”

Il sindaco di Reggio, Demetrio Arena, in conferenza stampa, si è scagliato contro i giornalisti. In particolare, contro gli inviati di la Repubblica in riferimento all’articolo “Sprechi e mafia, caos Pdl in Calabria”. Ma, se si deve invocare il silenzio stampa, a che serve la conferenza-stampa?

DIAVOLO NERO

Mons. Nunnari, assolvete Salvatore Magarò se... Mons. Salvatore Nunnari è un vescovo che merita il massimo rispetto non solo perché ha salda la dottrina, ma specialmente perché non ha cinquecentesche gesuitiche riserve. Pensa quel che dice, e ciò attesta la sua serietà intellettuale. Dice quel che pensa, e ciò dimostra la sua serietà morale. Credo che siano state queste sue qualità, rare anche in un vescovo, a spingere Salvatore Magarò, Presidente della Commissione regionale Antimafia, a volerlo ospite illustre e - suppongo - illuminante ai lavori della detta Commissione sul tema cruciale, anche rituale, della ‘ndrangheta, della quale si può dire che più se ne parla e più si ingrandisce. Mons Salvatore Nunnari ha parlato da vescovo, pensoso delle sorti della Calabria, e la sua parola non poteva non calare come una clava sulle dure cervici dei mafiosi, definendoli “non cristiani”. Mi auguro che i giornali abbiano mal riassunto. Poiché un vescovo conoscitore dei testi sacri, come lo è mons Salvatore Nunnari, sa meglio di me e di tutti che cristiani son tutti coloro che sono stati battezzati, quindi tali anche i mafiosi, che da pargoli hanno ricevuto il cancellante sacramento. Dunque, teologicamente cristiani, moralmente sono cattivi cristiani. Ma non è questa la questione che mi allarma. Mi allarma che il Presidente Salvatore Magarò trovi il tempo per inchiodare cartelloni del tipo «Qui la mafia non entra», per confezionare cioccolatini contro il cancro mafioso, e non lo trovi per mettere mano al radicale cambiamento della legge regionale antimafia della Calabria, che è stata copiata interamente dalla Legge regionale antimafia dell’Assemblea regionale siciliana. Ora io vorrei sapere se mafia siciliana e ‘ndrangheta calabrese siano nate dallo stesso parto storico, se siano la stessa cosa. E, se così è, come si possa realisticamente e fruttuosamente combattere la ‘ndrangheta con i rimasugli della cucina dell’Isola del Sole. E allora quale grazia domando al presule. Salvatore Magarò appartiene alla diocesi di Cosenza di cui è vescovo mons. Salvatore Nunnari. È cattolico apostolico romano Salvatore Magarò. Va a messa e si confessa. Che il vescovo Salvatore Nunnari gli neghi l’assoluzione fino a quando non doterà la Calabria d’una legge sua propria contro la ‘ndrangheta. Non so se il plagio rientri tra i peccati mortali contro Dio. So di certo che è un peccato contro la lealtà, contro la verità, contro la Calabria, che non ha avuto mai bisogno di copiare da altri per sapere dove andava e dove bisogna andare.

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LA COPERTINA

Nel 2005 sottolineavamo come 26 omicidi fossero rimasti senza colpevole nella Locride. Oggi, nel 2012, crediamo che qualcosa sia cambiato. Gli episodi di cronaca nera non mancano, purtroppo, ma le forze dell’ordine stanno dimostrando un impegno che ci fa ben sperare per il futuro. I delitti non rimangono ignoti.

ALL’ INTERNO

La Calabria e il male antropologico FERNANDO SAGADO

Caffé? A te no ché sei mafioso! ANTONELLA ITALIANO

La nostra copertina del 23 Ottobre 200. Subito dopo l’omicidio Fortugno eravamo rimasti colpiti dai tanti casi di omicidio irrisolti nella Locride. Ben 26.

Un’estate violenta? ELEONORA ARAGONA

È omertà di Stato Le forze dell’ordine non sono tutte eguali IN EVIDENZA Sono i rei di mafia, caduti nella rete giudiziaria, che portano alle luci della ribalta, ai guizzi in carriera magistrati e carabinieri della DDA. Ma non si trovano e non si scrivono parole per le forze dell’ordine che, con intelligenza, coraggio, a rischio della vita, perseguono e arrestano, ridando fiducia alla Giustizia, gli autori di reati comuni.

PASQUINO CRUPI

Si era nel 1985. Si parlava di più di terrorismo che di mafia. Comunque se ne parlava e, se merito c’è, tutto il merito era del triangolo delle Bermuda - Africo, San Luca, Platì – dove, per storica tempesta, scomparivano le vittime dell’illustre reato pastorale, il sequestro di persone. Giacomo Mancini, siccome Africo era una piaga, flagellata dalla stampa quotidiana e persino, già nel 1979, dal libro di Corrado Stajano, Africo, volle che il Psi reggino tenesse proprio colà un convegno sul crepuscolo del diritto e l’aurora, ormai fatto giorno pieno, del pentitismo. Imperversava il caso don Stilo e non fu scartato dal relatore, che fui io, e da Mancini, che concluse il

dibattito. Eravamo sospetti non so propriamente di che, ma certamente del reato di leso pentitismo. Non osammo sostenere che non si poteva mandare nessuno in galera, compreso don Stilo, sulla base delle confessioni dei pentiti dalla cui bocca colava la prova regina della colpevolezza degli imputati? C’erano molti carabinieri, oltre che molta gente, ad assistere ai lavori “proibiti” del Convegno - ora ai dibattiti sulla criminalità organizzata ci sono molti carabiieri e poca gente. C’era il Capitano dei Carabinieri, del quale non ricordo esattamente il nome - forse Niglio - e al quale Giacomo Mancini, a conclusione del Convegno, domandò: «Capitano, ma possibile che in Calabria,

anzi in questa zona, esista solo il reato unico di sequestro? Nessuno più ruba una capra? Nessuno più ruba olio? Nessuno più uccide per gelosia? Per onore, come si dice? Reato unico e solo ripeto e specifico - il reato di mafia?». Oddio, non furono precisamente queste le parole pronunciate dal leader socialista - Mancini era un leader - ma il senso era questo. Siamo nel 2012. E mi è tornato in mente l’episodio che ho raccontato. C’è stato evidentemente, e contro natura, un arresto di pensiero in materia di reati calabresi. La stagnazione, luogo adatto alle rane che ripetono il loro gre-gre. Insomma, come nel 1985, così nel 2012 nella provincia jonica non c’è che un reato unico, il reato di mafia.

L’unica evoluzione che si registra è che le luci della ribalta sono esclusivamente centrate su di esso. E a ragione. Sono i rei di mafia in manette che promuovono magistrati e colonnelli a loro applicati, li alzano in carriera, li catapultano nel campo della letteratura, ne fanno dei divi televisivi e ci fanno scoprire la loro natura divina di oracoli. Sono i rei di mafia, che hanno generato non solo l’Antimafia dello Stato nazionale e dello Stato regionale, ma anche l’Antimafia privata di don Ciotti e di Adriana Musella, e dei guardiani dei musei dell ‘ndrangheta. Non hanno questa potenza promotrice ed evocatrice i reati comuni, e non possono avere storia e gloria le forze dell’ordine che ne scoprono gli autori senza, DOMENICA

all’occorrenza, il braccio sostenitore di confidenti e pentiti, e puntando sulle loro capacità d’indagine, sulla loro intelligenza. I militi e i loro comandanti indagano, trovano, arrestano. Ma è come se nulla fosse accaduto. In fondo, il reato comune è roba di infima qualità. Non merita l’orchestra. Orchestre per nessuno. Non si può suonare a festa nei lutti della società civile. Però, se proprio non si può fare a meno, che l’orchestra suoni in onore delle forze dell’ordine, che, sfollando i delinquenti comuni, rendono meno denso il brodo di coltura dell’Onorata Società. Salvo che i templari non vogliano dimostrare che tra criminalità comune e criminalità organizzata ci sia il muro di Berlino.

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Legalità

La Calabria e la convinzione del male come fatto antropologico IN EVIDENZA

FERNANDO SAGADO

La corsa a combattere per decenni esclusivamente la mafia? Si è inseguito il lupo e le migliaia di volpi sono state lasciate libere di razziare nel pollaio Calabria. E questo sarebbe stato un male che, se non minore, si poteva accettare, se almeno il lupo fosse stato abbattuto

L’aver stimato il male quale evento legato all’uomo più che alle condizioni sociali di contesto, ha recato non pochi danni alla Calabria. Pensare che il male, insito in ogni uomo, sorgesse spontaneamente al di là di fattori esterni a esso, ha portato in tanti a una visione etica, o puramente morale, dell’esistenza umana. L’uomo sbaglia per inclinazione naturale e non per mancanza di accorgimenti sociali che limitino la devianza. Da ciò ne discende che il male, quale fatto antropologico, è inestirpabile se non con l’eliminazione fisica della sua fonte. Senza la messa in sicurezza dell’uomo malvagio, il bene non può trionfare. A parole, in pochi ammetteranno di

essere seguaci di tale dottrina. Nella realtà, la società calabrese è pervasa da questa concezione, che anche se non appartiene ai più, è seguita dai più forti, da quelli che hanno più voce, per ruolo, intelligenza o contingenza. Il dato che è più importante sta nell’accettazione istituzionale di tale teoria. Vengo al punto. La Calabria è afflitta da numerosi elementi di disturbo che bloccano la sua libera evoluzione, civile ed economica. Ma chi più conta è convinto che il male assoluto sia la ‘ndrangheta, e a nulla vale l’obiezione che all’ombra di questa hanno pullulato, in modo pressoché indisturbato, una serie infinita di comportamenti sociali deviati. La corsa a combattere per decenni esclusivamente la mafia, ha fatto

dimenticare le furbizie di un’intera società. Quelle politiche, professionali, le vie traverse dei singoli e delle categorie. Si è inseguito il lupo e le migliaia di volpi sono state lasciate libere di razziare nel pollaio Calabria. E, comunque, questo sarebbe stato un male che, se non minore, si poteva accettare, se almeno il lupo fosse stato abbattuto. Così non è stato, né mai sarà. Per un fatto semplice. Se la ‘ndrangheta è un gene deviato di una parte dei calabresi, non è possibile estirparlo senza l’eliminazione di chi lo porta dentro. È un discorso razziale. Appunto. Ma un discorso, che, seppur negato, esiste. Prova ne è l’investimento massiccio e incessante nella creazione e nel mantenimento di un apparato

repressivo di dimensioni colossali. In Calabria c’è un complesso investigativo e giudiziario di capacità assoluta. Il meglio della polizia e della magistratura. Eppure non basta, e non basterà mai. Sapete perché? Perché si dimentica sempre che in realtà la mafia non è nata con i calabresi, ha anzi una data di nascita precisa. È un innesto maligno dei regimi che hanno preceduto e accompagnato l’unità nazionale. I calabresi sono buoni o cattivi come il resto dell’umanità, e magari i fattori antropologici hanno reso semplicemente più facile l’insediamento e la perpetuazione del male. Se si fosse seguita la concezione del male quale elemento che connota le società ingiuste, si sarebbe agito diversamente.

DOMENICA

Se si fosse operato sulla giustizia sociale, sul lavoro, sulla cultura, sulle pari opportunità, nella stessa misura in cui si è investito sulla repressione. Se tutto ciò fosse stato messo in campo, forse si sarebbe scoperto che la mafia è battibile, anzi la si sarebbe battuta. Forse si sarebbe scoperto che i calabresi, a parità di condizioni, saprebbero essere civili quanto i torinesi. Si sarebbe scoperto quanto è grave la corruzione politica, amministrativa, giudiziaria, sanitaria, lavorativa. Si sarebbe messo a nudo il re. E si sarebbe visto un esercito di piccoli e piccolissimi poteri, che non sono mafiosi in senso classico, e strangolano la società calabrese e la tengono in un’epoca lontana che una volta si chiamava medioevo.

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LEGALITÀ A BUON PREZZO

Rassegna stampa

Si parlava di Agamennone quel giorno, e della storia di Elettra, sua figlia, che chiese al fratello Oreste di vendicare l’uccisione del padre. E se, invece, si trattasse per linguaggio cifrato della commissione d’un delitto mafioso? Taci, l’Inquisitore ti ascolta.

Caffé? A te no ché sei mafioso! ANTONELLA ITALIANO Si parlava di Agamennone quel giorno, e della storia di Elettra, sua figlia, che chiese al fratello Oreste di vendicare l’uccisione del padre. Si parlava di Agamennone e dei Greci, il popolo che visse tra il mar Ionio e l’Aspromonte, la cui lingua è custodita, ancora, nel dialetto degli anziani. Ma chi ascoltava, forse, non ricordava la storia, e diede altro senso a nomi e immagini. Generò confusione. Settembre. Il vento spira lieve, e sono dolci i rumori della costa. La terra sprigiona profumi di muschi, e che dolore sedersi per sbaglio sulla ginestra spinosa! Ma siamo in paradiso, è un paradiso questa Regione, amata e corteggiata nei secoli da decine di popoli. Si

parla, a cuore leggero, di così tanta ricchezza, senza pensare che ogni respiro venga monitorato con attenzione. Accade spesso, qui in Calabria. Accade di trovarsi di colpo dinnanzi ad un magistrato e dover rispondere di improbabili conversazioni. E che Dio conservi una memoria di ferro ai calabresi, o ne avranno di belle da sbrogliare. Poi insegnano la legalità a scuola, e se la scuola è primaria , meglio ancora. Si interviene prima che il germe malavitoso attecchisca. E si spiega, ai figli di Calabria, che il loro è un popolo cattivo, e come dovranno dire no alla ‘ndrangheta, e che se un giorno apriranno un’attività, sarà pensiero dello Stato proteggerli. Poi, uno di questi bambini, deciderà di fare un concorso pubblico, e scoprirà che esiste un uffi-

cio raccomandazioni. Rassegnato, magari deciderà di aprire un negozio, e scoprirà che esiste un tessuto economico che tiene il Sud fuori dai circuiti nazionali. E se la sua attività sarà di ristorazione, o un bar, scoprirà che dovrà stare attento a chi entra, altrimenti a chiuderlo ci penserà lo Stato. Quante cose si devono conoscere! Conviene leggere, e leggere tanto. Meglio ancora è leggere i libri sfornati, di tanto in tanto, dai magistrati, con nomi e volti dei nostri malavitosi, alberi genealogici, certificati penali, e medaglie d’oro al barista che alla richiesta: «Mi può fare un caffé?», risponde: «A te no, ché sei mafioso!». Le medaglie non si risparmiano, anche perché sono di latta. E come negarne qualcuna al politico importante, che

bussa al 73% di gente onesta per raccogliere voti in campagna elettorale, guardandosi bene dal 27% corrotto? E qui ci scappa una risata. Vogliamo proprio parlare di legalità? Parliamo allora del locrese Zaleuco e del suo corpo di leggi scritte, le prime in assoluto. Parliamo dei calabresi, popolo dal nutrito bagaglio storico, accogliente, dignitoso, che non ha nulla però da raccontare quando sta in camera da letto, a casa propria. E nei suoi negozi, scusate la precisazione, può accedere chiunque voglia comprare qualcosa o bere un caffé, l’importante è che paghi. E nelle sue feste mondane, scusate ancora, si entra con il biglietto o con l’abbonamento. I calabresi non stanno alla porta per controllare “tesserini”, neanche il sabato sera.

Un’estate violenta? I casi di cronaca nera hanno riempito i nostri giornali nel mese di agosto. L’aspetto che tutti hanno censurato è che i casi sono stati risolti dalle forse dell’ordine. Gli investimenti sulla sicurezza danno frutti.

ELEONORA ARAGONA Scopriamo nuovamente l’America. La nostra è una terra appaltata con trattativa e senza trattativa alla ‘ndrangheta. Così la stampa nazionale e, con qualche eccezione, la stampa locale. I delitti non mancano. Ma si tratta solo di reati mafia? Poiché la generalizzazione è, se non proprio la negazione, almeno l’esagerazione della verità, andiamo a vedere che cosa è successo in materia di delitti dal 19 al 31 agosto tra i due mari, tra mare Jonio e mar Tirreno, tra la Locride e la Tirrenica. A Platì la cronaca nera registra il caso di un aspro litigio familiare sfociato nell’uc-

cisione del 32enne Antonio Garreffa per mano del cognato Pasquale Perre, 41 anni. Accadde il 16 Agosto. I carabinieri indagano e arrestano il pastore, che poi si dichiarerà pentito del misfatto, il 24 Agosto. Sempre a Platì, siccome non ci sono terre da coltivare a grano, pare più redditizio coltivare canapa. Ma non si può. Non è lecito. È proibito. I giovani e illegali coltivatori sono arrestati il 27 agosto e le piantagioni sequestrate. Scendiamo a Locri. Il 27 dello stesso mese in un raptus di follia L.A., un giovane locrese, vandalizza 40 auto per le strade di Siderno ed è stato arrestato grazie alle ripre-

se delle telecamere installate nella zona del raid. Il giorno seguente a Monasterace un 18enne, Vincenzo Dimasi, spara in bocca al funzionario della Regione Calabria Ferdinando Iellamo. Il ragazzo viene arrestato a poche ore dall’insano gesto. E infine il fatto più cruento, avvenuto a Rizziconi. Un padre, Remo Borgese, e i suoi due figli, Antonio e Francesco, sono uccisi in contrada Spina. L’assassino è già stato identificato il 31 agosto ed è arrestato a quattro giorni di distanza dall’efferato omicidio. Francesco Ascone, l’omicida, uccide padre e figli per questione di donne. Il mese di settembre si apre con

un omicidio avvenuto a Seminara. Viene ucciso la sera del 31 agosto un panettiere di 65 anni, Aldo Ciapina, viene assassinato nella piazza del paese. Anche in quest’ultimo caso la ‘ndrangheta non c’entra. Il motivo che ha spinto il signor Antonino Ditto, 82 anni, a commettere questo omicidio sono stati dei turbolenti rapporti con il vicino. L’anziano assassino è stato arrestato il 1 settembre. Non c’è stata matrice mafiosa nei casi che abbiamo passato in rassegna e che sono stati tutti risolti in brevissimo volgere di tempo. Ciò che vuol dire che i carabinieri sanno indagare e che l’omertà non funziona.

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Chizzoniti sostituisce Rappoccio A Rappoccio è subentrato nella carica di consigliere regionale Aurelio Chizzoniti, primo dei non eletti nella lista Insieme per la Calabria e presentatore dell'esposto che ha dato il via all'inchiesta nell'ambito della quale è stato arrestato Rappoccio. Chizzoniti si è insediato lunedì durante la seduta del Consiglio regionale che ha avuto al primo punto dell'ordine del giorno proprio la sostituzione di Rappoccio.

Economia DIVARIO NORD/SUD

Se il gap economico appare incolmabile IN EVIDENZA

I dati diffusi dalla Svimez sono allarmanti, particolarmente crudeli, perché si fondano su elementi oggettivi.

NATALINA MISOGANO econdo la Svimez ci vorranno 400 anni per superare l’handicap che ci separa dal resto d’Italia. Per dare una idea è la stessa distanza di tempo che ci separa dal secolo d’oro della Spagna, quando i galeoni attraversano l’Atlantico e l’Italia era governata dai vicerè. Riguardo la Locride manca il dato preciso ma scomponendo investimenti e reddito pro capite la situazione è molto più preoccupante ed è lecito prevedere che, per quanto ci riguarda, i quattro secoli non potranno essere sufficienti. Dobbiamo rassegnarci a rimandare il riscatto all’anno del Signore 2600. Ovviamente noi non ci crediamo! Comunque ci batteremo affinché questa Terra abbia una speranza sin dal prossimo futuro! Comunque i dati diffusi dalla Svimez sono allarmanti, particolarmente crudeli, perché si fondano su elementi oggettivi. Nel Sud calano i consumi (3,8%) e gli investimenti (-13,5%). Gli incentivi concessi alle imprese

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meridionali sono passate dal biennio 2009-2010 rispetto al 2005-2006, da 6 miliardi a poco più di un miliardo. Cifra che smentisce la vulgata di un Sud inondato da un fiume di incentivi. Va sottolineata una riduzione tra il 2007 e il 2011 dell’8,3% dei consumi alimentari. Inoltre, sempre secondo il rapporto

Svimez tra il 2008 e il 2011 si sono perse nel nostro Paese 437 mila unità di lavoro, con una concentrazione territoriale impressionante: 266 mila nel Mezzogiorno, quasi il 60% di perdite in un’area in cui sono presenti meno del 30% degli occupati italiani. Secondo la Svimez, dal 2000 al 2010, si sono tra-

sferiti dal Mezzogiorno circa 1.350 mila persone. Nel saldo, la percentuale di popolazione con un’età compresa tra i 15-34 anni è intorno al 70%: si stima dunque che in dieci anni circa 450 mila giovani hanno definitivamente abbandonato il Sud. La spesa ordinaria al Sud è diminuita dagli 11,3 miliardi di euro del 2010 ai 7 miliardi di euro del 2011. Infine l’agricoltura che registra una drastica riduzione di investimenti nel settore (-12%) al Sud negli ultimi dieci anni Continuando così le cose il Sud potrebbe uscire dal tunnel tra quattro secoli! Perdere 450 mila giovani in dieci anni non è cosa da poco e non si può considerare questa cifra come normale mobilità interna di una nazione. Ribadiamo: noi non ci crediamo! Sappiamo che la questione è politica e che potrebbe essere risolta nel giro di una generazione. Ma non con questa classe dirigente inutilmente e formalmente rissosa

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quanto sostanzialmente dormiente. La contrapposizione non può essere territoriale ma sociale. I nemici del Sud non sono gli operai lombardi o gli agricoltori emiliani così come i nostri alleati non possono essere quanti, anche al Sud, antepongono la logica del profitto ad ogni altra scelta. Dobbiamo trasformare l’attuale ritirata in avanzata e uscire dalla logica delle continue emergenze. Bisogna rifuggire dalla violenza verbale e dalla rassegnazione e mettere in campo un New Deal dal basso. L’India, la Cina, il Brasile oggi viaggiano su tassi di sviluppo altissimi. Venti anni fa lottavano con la fame. Ci vuole la riscossa di un popolo capace di recuperare la propria dignità e trasformare la crisi in risorsa. È necessario cambiare la logica dello Stato italiano che ha sacrificato il popolo meridionale e rompere la camicia di forza che ci hanno imposto!. È possibile? Dipende da noi, non da coloro che vivranno in queste terre nel 2400! Solo da noi!

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famiglia è meglio di nessuna famiglia, scrive Piero Schirripa sul Soli o Gay * Qualunque caso di bambini e adolescenti sottratti e sottraibili “dalla Legge” a famiglie,

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Supercazzole

cosiddette di mafia. Il sindaco di Milano Pisapia dichiara alla stampa nazionale: «Meglio bimbi adottati da gay che soli». Soli o gay? Questo il dilemma. L'equazione diviene elementare. Speriamo che i bambini e gli adolescenti delle mafie vengano affidati a coppie gay. Una speranza è meglio di nessuna speranza. O no?

VINCENZO CARROZZA

REGGIO CALABRIA

La diarchia dell’Asp

Sparta aveva la diarchia. Due re, uno guerriero e uno politico. Anche l'Asp di Reggio ha la diarchia. Qual è il problema? Sono entrambi guerrieri. Ed anche molto arrabbiati. Uno si chiama Rosanna Squillacioti, espressione della giunta di centrodestra alla guida della Calabria dal 2010, l'altro è Renato Carullo, indicato dall'ex governatore Loiero. Da quando il giudice del lavoro ha nuovamente riabilitato Renato, Palazzo Alemanni ha rinnovato la fiducia a Rosanna. E nello stesso ufficio sono scintille! I due, spalla a spalla, proprio non ci possono stare, e mentre si accende la diatriba interna, le pratiche all'Asp attendono invano. “Le porte di fuoco” non sono più quelle delle Termopili, bensì si trovano alla direzione generale.

POLISTENA/ P.S.C.

Ufficio tecnico: Solo parole MARIA BOETI In occasione della riunione tenutasi nel Salone delle Feste presso il Palazzo Municipale, nel dicembre scorso, ci siamo recati - chi vi scrive - da libera cittadina senza neppure il taccuino per prendere appunti, alla presentazione del P.S.C. che è un’innovazione assoluta in quanto si propone di far partecipare, ascoltare e accogliere tutte le proposte che vengono dai cittadini dentro l’Urban Center per ridisegnare le geometrie della nostra città. E, una delle prime frasi che un incaricato ha pronunciato nell' esposizione al pubblico è stata «filosofia del P.S.C.» Ma pare di scorgere che, i fatti e le parole non coincidano. Perché? Perché spulciando nel sito del Comune alcuni articoli siano stati inseriti, riguardo la suddetta illustrazione preliminare, altri censurati. Quello de “la Riviera” è stato

eliminato. Ai cittadini che parteciperanno alla realizzazione sicuramente piacerà sapere che tipo di case in futuro dovranno costruire, come le dovranno costruire, dove andranno ad abitare. Dove ci condurrà la nuova edilizia che oggi stiamo progettando? Quale estetica e quale funzionalità avrà? Quale risparmio energetico? Queste e mille altre domande si porranno tutti coloro, e sono in molti, che hanno un piccolo fazzoletto di terra da sfruttare. All' inizio è parsa una bella collaborazione quella voluta dall'attuale Amministrazione ma quest'ultima, forse, va da una parte e l’ufficio tecnico dall' altra. Era partita in modo sfavillante l’amministrazione - illustrando nell'incontro questo nuovo e originale assetto che la città nei prossimi venti anni vivrà, che si è perso però dietro la bugia della “filosofia” dell’ufficio tecnico. Perché eliminare un arti-

Laboratori Teatrali

Al termine delle lezioni sono previste delle rappresentazioni che avranno luogo in piazza Nassiriya a Locri.

colo che non era l' ultimo gossip ma dava lustro al Piano attribuendogli ambizione e credibilità? Però, siccome alla fine il vero valore di chi lo possiede viene fuori, così come la verità, caso volle che - chi vi scrive dovendo mandare cin-

quanta articoli all' ODG (Ordine dei Giornalisti) per il rilascio del Tesserino, non escluse, pur potendolo fare, fra i molti a disposizione, quello dal titolo A Polistena il PSC non è dogma datato “la Riviera” 24 dicembre

2011, facendolo rimanere negli archivi dell’ODG di Catanzaro. Dunque, è stata esclusa la pubblicazione dalla Rassegna Stampa del Comune dagli addetti ai lavori, ma sarà ricordato negli annali del capoluogo della Regione.

Sentenziamo che tutto questo a noi sta bene e, il comportamento di chi vuole passare per il grande filosofo del Piano Strutturale Comunale al giudizio dei cittadini, aspettando la comunicazione ufficiale per il prossimo incontro.

Patacca o no, perché non cammina l’orologio di piazza Matteotti GIOIA TAURO - Che sarà successo al caro e vecchio orologio di palazzo Sant’Ippolito,emblema di piazza Matteotti. Perché è fermo e non cammina più, si chiedono i cittadini. Sta di fatto che,eccetto il periodo che risale a qualche anno fa,occorrente al restauro dello stesso palazzo nel quale è installato, questa vecchia Patacca (come lo definisce qualcuno) ha sempre funzionato. Che sia una vecchia Patacca o no, erano e sono affezionati i gioiesi di una certa età, perché ne ha scandito

il fluire del tempo,soprattutto nei periodi in cui avere un orologio da polso era un lusso che in pochi potevano permettersi e, per ciò ,a questo manufatto,installato più di ottant'anni fa,si da una certa importanza storica oltre che simbolica. Certo,quando funzionava,tutti quei rintocchi che faceva nella notte, non erano agevoli per chi abitava nei pressi, ma se dobbiamo essere sinceri,abbiamo tirato un sospiro di sollievo quando abbiamo visto il suo ritorno dopo che per molto

tempo,per via dei lavori, era stato “incappucciato”. Per questo chiediamo a chi di competenza che faccia sapere ai cittadini a quando un rapido intervento affinché le vecchie lancette tornino a funzionare. Non è solo per un fatto di fare scandire le ore, perché oggi non abbiamo più bisogno,ma semplicemente per il fatto che un orologio funzionante darebbe l'idea di un paese moderno e curato; e questo può bastare. Pasquale Patamia

Tutti a scuola di teatro con Hymnos L'Associazione Hymnos ha presentato a Locri l'iniziativa “Laboratori Teatrali” rivolta a bambini, giovani e adulti. Da ieri, sabato 29 settembre, sono aperte le iscrizioni ai corsi di teatro, che avranno inizio il 15 ottobre e si concluderanno il 15 giugno. Al termine delle lezioni sono previste delle rappresentazioni che avranno luogo in piazza Nassiriya a Locri. Sarà possibile iscriversi fino al 10 ottobre, e saranno attivati corsi divisi per fasce d'età e contenuti. Le lezioni si terranno presso l'Urban Center in Piazza Nassiriya. I bambini e ragazzi saranno seguiti da Maria Antonietta Cristarella. Formatasi pro-

fessionalmente presso il “Laboratorio Internazionale dell'Attore” di Paolo Coccheri, ha concentrato il proprio lavoro sulla figura della maschera, con particolare interesse per il Metodo Mimico di Orazio Costa. Nel corso degli anni ha inoltre lavorato a numerose produzioni destinate al Teatro Ragazzi. I corsi per giovani e adulti saranno invece tenuti da Maria Pia Battaglia, insegnante che si ispira prevalentemente all'approccio di Carl Rogers. Scrittrice e regista, la Battaglia fonda la sua pratica d'insegnamento su due aspetti fondamentali: la creatività e il duro lavoro. DOMENICA

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Dopo il successo dell’iniziativa “Adotta una buca a Siderno” lanciamo quella di questa settimana “Scegli il tuo cassonetto”. Anche stavolta con interventi di piccola manutenzione, tra cui lo smaltimento dei rifiuti e il lavaggio manuale del cassonetto, sarà possibile aiutare la cittadina jonica ad affrontare il problema delle discariche a cielo aperto.

Mauro Ottobre, consigliere provinciale di Trento, originario della reggina Martone, organizza una cenetta con gli amici sindaci della Locride. Si dice che Giorgio Imperitura, da buon calabrese, abbiano reso onore alla tavola portandosi dietro soppressata e peperoni ripieni, ma ora a Trento si richiede lo scambio. E che sia bello come Giorgio, o niente!

Locride LAMEZIA TERME / Servizio autobus per l’aeroporto

L’associazione “decollata”!

Appello ai politici La Calabria migliorerebbe, con un servizio di trasporti efficiente su tutto il territorio. La Locride è una delle poche zone della regione non collegata all’aeroporto di Lamezia Terme. La popolazione fa appello ai politici e alle istituzioni competenti affinché venga realizzato un collegamento di autobus, con quattro corse di andata e quattro di ritorno, con partenza dalla Locride, con fermate in tutti i paesi interessati dal tragitto. Percorrere così la SGC Jonio-Tirreno e proseguire sulla A3 per raggiungere l’aeroporto di Lamezia.

COMUNI DELLA LOCRIDE

Si potrebbe pensare ad alcune fermate nella Piana di Gioia Tauro (entrata/uscita svincolo Polistena, Cinquefrondi e Melicucco, stazione ferroviaria di Rosarno), o fermate in prossimità degli svincoli autostradali (Mileto, Serre, S. Onofrio, Vibo, Pizzo). Il collegamento Locride-Lamezia Terme è fondamentale per lo sviluppo del comprensorio, perchè aiuterebbe lo sviluppo di una delle zone più povere d’Italia. Gino Larosa

STIGNANO/ 200,00 euro per chi riporta l’husky

IN EVIDENZA

La domanda: non c’è bisogno di avere un Presidente? Oppure l’associazione è paralizzata sino al punto da non poter esprimere il suo massimo rappresentante?

Ritrovare Kenya Pubblichiamo l’annuncio ricevuto da Paolo e Silvia riguardo lo smarrimento del cane Kenya. Il cane è stato smarrito il giorno 18 settembre intorno alle ore 23:00 nei pressi del ristorante Paraponzi (contrada Favaco, Stignano). Kenya è un esemplare femmina di husky siberiano di un anno, dal manto bianco e nero e dagli occhi azzurri. Il numero di microchip è 380260020096339. Chiunque avesse informazioni, anche solo sul luogo d’avvistamento di Kenya, è pregato di contattare uno dei seguenti numeri: 329/7294143 o 335/463135, o di recarsi presso il ristorante Paraponzi. È prevista una ricompensa di 200,00 euro per il ritrovamento di Kenya.

n tempo c’era la credenza che processioni di decollati con il pollice acceso girassero di notte per le strade dei paesi. Una orrida immagine, metafora di quanti sono costretti a vagare senza testa e senza pace. Infatti, chi perde la testa solitamente non trova pace! In questo momento ci sarebbe tanto bisogno di teste vere capaci di pensare e di battersi per la nostra terra. I dati Svimez fanno chiarezza. La Locride non è in semplice recessione. La Locride è avvolta in una spirale regressiva che marca una distanza abissale con il resto del Paese. Proprio in questo momento avremmo bisogno di una grande unità e di un impegno complessivo ed adeguato dell’intera classe dirigente, ammesso e non concesso che ne esista veramente una. L’associazione dei comuni è “decollata” da questa primavera. Ci sembra singolare che una associazione, che dovrebbe esprimere una linea unitaria, si presenti alle elezioni del “consiglio regionale per le autonomie locali” con alcuni sindaci della

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MAMMOLA/ La risposta del sindaco Longo

SAN LUCA

Il professore in nigris

Centro Studi Padre Stefano De Fiores

Ma allora è una deformante lente la vostra! Continuate a vedere ciò che non è visibile. Prima il mare caraibico, ora la statua della Madonna invece che di un Santo – San Nicodemo patrono di Mammola - in mezzo busto, di bronzo formato. Delle due l’una: o - non costatando di presenza - vi fidate troppo delle vostre collaborazioni esterne o confondete i siti e gli oggetti come affetti da allucinazioni o perdita di memoria. Certo che freschi di polsiana partecipazione è pure possibile confondersi: del resto sempre terra d’Aspromonte è (o delle Serre calabre?). Anche perché non possiamo non dirci mariani (pardon, polsiani!): vi abbiamo dedicato

pure un saggio monografico alla Madonna di Polsi (… nella letteratura calabrese). È comodo pensare che i sindaci, pur nell’esercizio delle loro funzioni - rispettando le tradizioni delle ricorrenze patronali - siano dei figuranti perdigiorno a vari titolo. Ed è scontato pensare ai sindaci della nostra terra in eterna espiazione: sono l’unico personale disponibile sulla scena della politica a farsi cecchinare dai poteri occulti o manifesti. Questa volta dismessi gli abiti di professore con matita e tanto di… sigaro scopriamo un aspirante giudice che assolve. Anzi ad absolvendum in abito talare! Come sempre con simpatia, Antonio Longo

Giovedì 6 settembre 2012 è stata costituita l’Associazione Culturale Centro Studi Padre Stefano De Fiores, con sede in San Luca via Timpa s.n.c. Il sodalizio, costituito nel nome dell'insigne teologo e mariologo sanluchese, noto e stimato in tutto il mondo cristiano (non solo cattolico), ha come scopo principale la promozione e la diffusione del pensiero mariologico del padre monfortano, presentando, attraverso una sistematica attività seminariale, espositiva e comunicativa, il lungo ed intenso per-

corso di studioso e ricercatore, avviato sulla scia del Concilio Vaticano II. Il Centro Studi Padre Stefano De Fiores, pienamente consapevole della poliedricità della figura di P.Stefano De Fiores, si prefigge, altresì, di valorizzare la ricerca storica, filosofica, letteraria ed artistica, specialmente con riferimento alla Regione Calabria. All'unanimità dei presenti è stato proclamato Presidente onorario Tito De Fiores, fratello del grande teologo. Fortunato Nocera

Locride concorrenti tra di loro. Tra questi lo stesso presidente dell’assemblea Giorgio Imperitura, che concorre con il sindaco di Stignano Franco Candia, componente del direttivo dell’associazione e segretario provinciale dell’UDC, partito a cui fa riferimento lo stesso Imperitura. Ci sembra che ci sia un pò di confusione sotto il sole della Locride! Non può essere un caso che il presidente del Comitato, dopo

le dimissioni di Ilario Ammendolia, non sia stato ancora eletto. La domanda: non c’è bisogno di avere un Presidente? Oppure l’associazione è paralizzata sino al punto da non poter esprimere il massimo rappresentante della Associazione? In entrambi i casi ci troviamo dinanzi ad ipotesi inquietanti a cui occorre dare subito una risposta. Vladimir

Un trionfo voluto all’unanimità

«L'ultimo mese di campagna era stato rovente, ravvivato anche da un intervento estremamente esplicito del superboss della 'ndrangheta calabrese Giuseppe Piromalli, detenuto a Palmi. Dalla gabbia aveva gridato: «Voteremo Berlusconi!». Era il 24 febbraio [1994].» (Enrico Deaglio, Il raccolto rosso, pag. 213) Ogni peperoncino raccolto, ogni erbaccia strappata, ogni melanzana sbucciata da oggi mi dà ancora più soddisfazione.

CASIGNANA / Villa Romana

Il successo del progetto “Calabria Jones” Con il progetto "Calabria Jones", promosso dall'Assessore alla Cultura della Regione, Mario Caligiuri, e seguito da Roberto Giacobbo (conduttore del programma televisivo di RAI 2 "Voyager") alla Villa Romana di Casignana arrivano studenti da ogni angolo della Calabria. Nella foto i ragazzi dell'Istituto Comprensivo di Girifalco (CZ) DOMENICA

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Polaroid Monasterace insorge contro il sindaco Lanzetta per via della condizione precaria di alcune scuole. Il problema è stato segnalato all’inizio di giugno, ma l’intervento è quello che vedete in foto. Scrivono i cittadini: “È una vergogna riaprire le strutture in queste condizioni. Sindaco la legalità non vada a insegnarla sui palchi, entri nelle scuole”.

Il presidente Raffa incontra gli studenti. Nel 2012 è stato l’uomo più fotografato accanto a cani e bambini. Se ora si facesse immortalare con i lavoratori forestali sarebbe l’eroe dell’anno. Che stia attento alle manganellate però, il servizio d’ordine a difesa del Governatore non ammette prigionieri.

LE DICHIARAZIONI DI PINO MAMMOLITI

MONASTERACE / Il problema dei rifiuti

Delirante la richiesta dei 17 parlamentari del PD a spudorata richiesta fatta da 17 parlamentari, tutti del P.D., di rinviare la decisione che il Tribunale di Locri dovrebbe adottare nei confronti dell'On.le Laganà indagata per truffa nei confronti dell'A.S. di Locri- pone i cittadini comuni di fronte alla delirante arroganza di ciò che rimane della “Casta Politica”. Da parecchio tempo certa classe dirigente non prova né vergogna né pudore, anzi con l'aggravarsi del disagio sociale, provocato dai saccheggi politici e, con l'avvicinarsi delle elezioni, ancora di più mostra la parte peggiore della tracotanza istituzionale. E' chiaro che come cittadino, chiedo che il Tribunale cestini la richiesta, sottolineando come così facendo a Locri l'art. 3 della Costituzione non diviene materia appaltabile a favore di chi ne chiede l'applicazione simulata. Come iscritto al P.D., invito

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questi parlamentari a chiedere scusa per la fantoziana strategia di solidarietà verso una collega che -dolore a parte- è imputata per un grave reato commesso nei confronti di una comunità che, senza consenso, la stessa rappresenta. Ma devono chiedere scusa a tutti i parenti di morti ammazzati dalla malasanità, spesso alimentata dalle truffe dei soliti furbi. Nei processi non è previ-

sta né la presenza dell'imputato al momento della letttura della sentenza, né la presenza di familiari costituiti parte civile in Cassazione.I disonorevoli 17 deputati hanno ancora una volta offeso la dignità dei Calabresi, soprattutto di quelli che gli abusi della politica li subiscono sulla loro pelle, con l'aggravente che gli stessi parlamentari, di problemi social, economici e di sviluppo della nostra terra non si sono mai interessati. Cinici e sprezzanti, uniti dalla solidarietà d'accatto, chiedono un differimento della sentenza in nome del dolore. Ed in nome del dolore per le truffe subite dai cittadini della Locride, perchè non invocano una sentenza -che se di condanna- imponga la restituzione dei soldi e con essi la speranza di una Locride di giusti e di eguali...... soprattutto di fronte alla legge?

ROCCELLA JONICA/ L’onorevole Bova eletto segretario del PD

DOPO

PRIMA Eccovi, in due istantanee scattate a poche ora l’una dall’altra, il problema e la sua soluzione. È un atteggiamento tipico dei nostri paesi, purtroppo, sfoderare facilmente l’accendino. Ma sono anche fastidi (quelli generati dall’accumulo dei rifiuti) che le istituzioni si ostinano a non risolvere, segue la naturale esasperazioni dei cittadini, costretti a dare la precedenza per strada a ratti e blatte. Monasterace è solo esempio da tanti altri comuni.

GROTTERIA/ Emergenza acqua

A secco per 8 giorni PINO MAMMOLITI

Rimanere senza acqua per più di una settimana. È quanto accaduto in questi giorni a Marcinà Superiore, frazione del comune di Grotteria che, ormai da otto giorni, si trova a dover fare i conti con l’assenza di acqua. Un fatto che ha lasciato perplessa la popolazione della piccola frazione, costretta così a dover trovare una soluzione al “problema acqua”. Forte è stata la protesta dei cittadini: «Non è possibile che nel 2012 non ci sia acqua nonostante le tasse siano state rego-

larmente pagate». L’appello degli abitanti di Marcinà è stato dapprima rivolto al sindaco del comune di Grotteria, Salvatore Leoncini, e, in seguito, direttamente alla regione Calabria. La speranza è che la questione possa essere risolta definitivamente nel minore tempo possibile ma, come sottolineato dagli stessi cittadini, «se non avremo notizie (dalla regione Calabria) ci recheremo in questura per denunciare la grave negligenza». Gianluca Papaluca

BIVONGI/ Atti di delinquenza

Un trionfo voluto all’unanimità Aggredito e derubato un anziano pasticcere IN EVIDENZA

L’assemblea degli iscritti al partito democratico l’ha eletto segretario con 86 voti su 86 votanti.Accanto a lui, nella segreteria, sei giovani. Bova è stato già sindaco della città.

Mimmo Bova, figura sperimentata e stimata in tutta la Locride, ha deciso di impegnarsi di nuovo nella attività politica. L’assemblea degli iscritti al partito democratico di Roccella Jonica l’ha eletto segretario con 86 voti su 86 votanti. Accanto a lui, nella segreteria, sei giovani, tre donne e tre uomini: Lombardo Maria Teresa, Carella Fortunata, Iervasi Daniela, Condorelli Giuseppe, Vigliarolo Salvatore, Iervasi Nicola. Bova è stato già sindaco della città e deputato della Repubblica non nominato ma regolarmente eletto nel nostro circondario. La sua decisione è stata largamente voluta da tutti i democratici di Roccella. Raggiunto da la Riviera ha dichiarato: «Oggi la gente prova disgusto per come il ceto politico si sta comportando. La voglia di rivoltarsi contro un sistema politico che non pare in grado di affrontare i problemi posti da una crisi economica gravissima è grande. La crisi mette in discussione la capacità delle famiglie di far fronte ai problemi quotidiani. È necessario uno sforzo collettivo in cui tutti debbono impegnarsi per risollevare l’Italia.

Deve essere chiaro a tutti che oggi la nostra società vuole che si recuperi quel senso di responsabilità, quella sobrietà e serietà che ha contraddistinto la vita dei partiti politici nel dopoguerra in Italia. Bisogna riportarli alla originaria funzione che ad essi attribuisce la Costituzione della Repubblica». «In tale direzione - ha concluso Bova - impegnerò il circolo in una serie di iniziative pubbliche di riflessioni interne per far crescere questa esigenza. Dobbiamo ricucire il rapporto tra i cittadini e la politica». lr

L’altro giorno mi è capitato di leggere sull’Ansa Calabria una notizia flash che informava di un delitto avvenuto a Bivongi. Protagonisti alcuni balordi, i quali hanno aggredito e derubato un anziano pasticciere che, all’una di notte, era andato al suo bar-laboratorio per chiudere le serrande.Ho interpellato alcuni giornalisti della zona e ho appreso che la vittima era il signor Peppe Bova, novantaduenne artigiano rinomato nel campo della pasticceria e della produzione della granita al limone. Mi sono recato a casa del malcapitato e sono stato molto contento perché, in pochi giorni, era riuscito ad assorbire l’effetto psicologico del grave atto di violenza subìto. Ho inoltre appreso che lo stesso, durante la colluttazione non molto cruenta, ha riportato una tumefazione a un occhio, mentre il maggiore rischio lo ha incontrato quando i malviventi, fattolo sedere e legatolo con una rudimentale cordicella, gli hanno tappato la bocca perché non chiedesse aiuto. I tre uomini sono poi scappati e la vittima ha fatto intervenire la Guardia Medica e i Carabinieri, i quali hanno fatto i rilievi del caso finalizzati alla scoperta di questi vili balordi. Fortunatamente, nessuna conseguenza grave. Anche il bottino è stato misero: mille euro, che serviva-

no per il compenso delle badanti che accudiscono la Signora Costanza, più altri 150 euro prelevati dal misero incasso nel cassetto del bar-pasticceria. Il Cavaliere ha approfittato della mia visita per ripercorrere, con orgoglio ed emozione, il brillante excursus della sua attività pasticcera, datata anno 1953, assieme all’inseparabile e fedele fratello Francesco. Non si è fatta attendere la reazione del Sindaco, Felice Valenti, della sua Giunta, dei consiglieri di minoranza Ivan Leotta ed Emanuele Valenti, e dell’intera popolazione che, all’unisono, hanno condannato questo ennesimo attentato alla serenità e alla pace violata a dispetto soprattutto dei nostri vecchietti soli, indifesi e inermi. Sono legato da una profonda amicizia con il Maestro Bova e con la sua famiglia. Vado spesso a trovarlo nel suo laboratorio e assisto con piacere alla realizzazione dei rinomati e preDOMENICA

libati amaretti, di cui conserva gelosamente la ricetta, dell’incomparabile granita al limone e dei torroni alla mandorla. Prima di andarmene l’amico Bova mi ha chiesto: «Mario, per favore, accompagnami nel mio campo di combattimento, il bar Lux, mi manca tanto, nonostante tutto». Non prima di andare a comprare le nuove serrature, vittime anch’esse dell’agguato dell’altra notte. Dopo averlo riaccompagnato a casa, dove lo attendevano la Signora Costanza e la calorosa assistente Maria Assunta, ho abbracciato il mio caro “nonnino” con un «arrivederci, a presto» sulla breccia del suo laboratorio artigianale del Bar Lux che per lui rappresenta sempre, ora ancor di più, lo scopo più importante della sua vita fatta di grandi sacrifici e, soprattutto, di grandi successi. Voi si, don Peppino, che siete “UN CAVALIERE ! ” Mario Murdolo

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Parlando

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La grandezza di Abate, ce l’hanno dovuta calare a forza con il cucchiaino Venezia e il Campiello. E noi lo celebriamo solo dopo il viaggio di andata senza clamore e quello di ritorno in pompa magna, al suono della grancassa, solo dopo che il Nord ce lo restituisce regale, cinto d’alloro. Ma Pasquino Crupi di Carmine Abate come resuscitatore della letteratura calabrese aveva parlato fin dal 1997.

Champagne veneziano per Carmine Abate, ma va bene lo stesso MIMMO GANGEMI o sono orgogliosamente rimasto in Calabria, me ne vanto a ogni presentazione di un mio libro. Pensandoci, anche Carmine Abate è orgogliosamente rimasto, pur abitando nel Trentino. Perché nei suoi romanzi c’è sempre questa terra compressa tra due mari, perché qui ha respirato l’aria che già fu fiato dei suoi cari. Perché qui è a casa – casa è per lui la collina del Rossarco, La collina del vento che gli è valso il Campiello. E qui ritorna. Al contrario di altri, andati via sputando disprezzo sulla madre che li ha forgiati, salvo poi rivolgerle appelli accorati per esserne soccorsi. Fu invece forzato e lacrimoso l’abbandono di Carmine Abate, simile a quello di tanti altri, di troppi. Emigrante. In Germania, lui, in tempi in cui non volevano granché bene agli italiani traditori, quando costava caro portare indosso i capelli crespi e neri e un colorito bruno. Sono stati anni che credo abbiano forgiato lo scrittore, arricchendone la sensibilità, affilata dalla sofferenza, dallo sradicamento dalle radici e dagli affetti. Ora lo celebriamo. Se lo merita, eccome.

I

Ha dato lustro e onore alla Calabria. In molti si sono affrettati a salire sul carro del vincitore, non è difficile, procede lento, il carro del vincitore, perché gli tocca fendere la folla che si accalca al passaggio, come capita al ciclista che arranca in fuga solitaria nella tappa di salita, quella con la Cima Coppi, al Giro d’Italia. Carmine Abate ha vinto il Campiello? Allora, evviva Carmine Abate. È orgoglio della terra di Calabria strapazzata sulla cronaca. È rivincita su certa Italia con il naso all’insù, un po’ razzista, a cui non pare vero di poterci dare addosso, oltre i demeriti. Come succedeva ai nostri emigranti agli inizi del ’900 nella Merica di Mulberry Street, di Broccolino, del Vatikins. Tra i tanti applausi scroscianti, anche i miei. Specialmente i miei. Lo leggo dagli inizi, gli riconosco da allora l’aureola del grande scrittore, ho visto in lui l’apripista del risveglio letterario in atto quaggiù e che sembra essere il preludio di un’aria finalmente schiarita. Carmine Abate è però lo stesso Carmine Abate di prima del Campiello, uno dei maggiori narratori contemporanei, fin dai suoi vagiti letterari. Ma ce ne accorgevamo in pochi in questa

regione cieca e ingrata, e ultima in tutte le classifiche di civiltà, compresa quella sul numero dei lettori, salvo scalare un paio di posizioni di recente, grazie alla rinascita culturale che ha in Carmine il portabandiera. I più tra quelli che oggi lo sollevano sugli scudi erano talmente ciechi da non essersi accorti del suo valore. Questo, perché continuiamo a comportarci da colonia, non

importa di chi, purché in subordine. La grandezza di Abate ce l’hanno dovuta calare a forza con il cucchiaino Venezia e il Campiello. E noi lo celebriamo solo dopo il viaggio di andata senza clamore e quello di ritorno in pompa magna, al suono della grancassa, solo dopo che il Nord ce lo restituisce regale, cinto d’alloro. E se non fosse arrivato primo? Beh, gli sarebbe toccata la

freddezza indifferente che fu quando giunse terzo a un altro Campiello, qualche anno addietro. Eppure, il romanzo, una saga bellissima, sarebbe stato sempre quello, e sempre quello l’autore. La verità e che ci imbeccano, altrimenti non sapremmo riconoscere i talenti di casa nostra. E la vittoria è stata più grande di quanto appaia: un calabrese deve prima abbattere il preconcetto, parte da un punteggio più basso, agli occhi dell’Italia ha l’handicap di essere, appunto, calabrese. È bello e speciale che a presentarlo all’Assemblea regionale sia Pasquino Crupi, la punta intellettuale di questa terra, uno che non s’inventa estimatore a gloria già acclamata, ma che ha fiutato il talento e la grandezza di Abate fin dal debutto,eggete le pagine che gli dedica nel qarto volume della Storia della letteratura calabrese (1997) come ha fiutato alcuni anni prima me alcuni dopo Gioacchino Criaco.. Comunque, salgano pure sul carro del vincitore anche quanti erano distratti, o rivolti altrove, o magari nulla hanno mai letto di Carmine Abate. È sopportabile, purché continuino a esserci carri nostri su cui dar di gomito per salire. Intanto, grazie, Carmine.

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Lo scrittore a Palazzo Campanella Carmine Abate, scrittore calabrese, vincitore del premio Campiello 2012 con “La collina del vento”, presenterà il suo libro lunedì prossimo primo ottobre, alle ore 10.30, nell'auditorium “Nicola Calipari” di Palazzo Campanella. All'evento, voluto dal presidente del Consiglio regionale della Calabria, Francesco Talarico, parteciperanno lo storico letterario, Pasquino Crupi e il dirigente dell'Ufficio scolastico regionale, Francesco Mercurio.

SULLE TRACCE DE “ LA COLLINA DEL VENTO”

10 domande a Carmine Abate 1) Ab urbe condita. Insomma, voglio iniziare questa nostra conversazione in partenza da Il ballo tondo. Si era nel 1991. Si parlava poco di letteratura calabrese, e in giro c’era - c’è ancora molta poltroneria intellettuale. 2)Gli anni passano. La pigrizia è dura a morire. Nel profilo, spesso a matita copiativa, che si fa di te, dopo le campane a stormo del Campiello, trovo difficilmente richiami a Il ballo tondo. Ma è da lì che torna a smuoversi la ruota della letteratura calabrese, ormai affondata nelle ceneri dei suoi Magni Spiriti. 3) Il problema qual era per la narrativa d’impianto realistico, come è fondamentalmente la narrativa meridionale e calabrese?- ma non escluderei

tanta parte della letteratura italiana. Il problema era – non lo fu più dopo Il ballo tondo- l’invenzione del personaggio. Attinto e non raggiunto dal Verga con Padron Ntoni, da Francesco Perri con Rocco Bléfari, da Saverio Strati con il Diavolaro, e da te conquistato con nani (nono) Lissandro. O esagero? Tu, però, a tua volta, non esagerare in falsa modestia. 4) La svolta epocale non è stata solo questa. Il romanzo sociale- e questo è pacifico- è un romanzo chiuso: chiuso dalla sconfitta o dalla vittoria del protagonista. Il ballo tondo è, viceversa, un romanzo aperto, un romanzo, coé, che richiede un seguito a mezzo d’un personaggio, che appare minuscolo, essendo un bambino. Appunto,

Paolino… 5) Bene, se si prescinde da tutto questo, la costatazione corale della tua narrativa come ritorno alla Calabria, alle sue tradizioni, alla sua cutura rischia di diventare una giaculatoria. Tutto quello che hai raccontato dopo c’ è già in nuce ne Il ballo tondo. Mi sbaglio? 6) Nelle tue prime dichiarazioni, dopo la scalata vittoriosa al Campiello, hai fatto più volte il nome di Saverio Strati, intendendolo, però, come l’unico narratore caabrese che ti ha preceduto nel conseguimento del detto premio.Vado oltre e ti chiedo: ma non c’è qualcosa di più intrinseco che vi fa vicini? Per esempio, quella di Strati è tutta narrativa della fuga, e narrativa della fuga è la tua narrativa. Narrativa della fuga che, se non provoca, accelera l’impianto mafioso del territorio calabrese è quella di Strati così come la tua. Che ne dici? 7) A me sembra una concordia discorde. La fuga di Strati è senza ritorno, l’andare dei tuoi personaggi è sempre un tornare. Come se tu mai avessi abbandonato l’ipotesi meridionalista

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della costruzione d’un Mezzogiorno civile e avanzato nel Mezzogiorno. 8)Vorrei annotare ancora. La letteratura meridionale potrebbe ben figurare in una statuaria biblioteca degli sconfitti. Ma da Il ballo tondo a Tra due mari - per iniziativa di Saverio Zavettieri fui io a presentarlo al Salone del Libro di Parigi - e, infine, a La collina del vento questa letteratura meridionale della sconfitta è mutata in letteratura della resistenza morale all’oppressione, della speranza. Non apostoloca, non programmata. In altre parole, spira un vento nuovo. 9)Il vento accompagna la vita dei tuoi personaggi. È una metafora del cambiamento. Così era ne Il vento nell’oliveto di Fortunato Seminara. L’ hai letto questo romanzo? 10)Tu ti domandi, ti sei domandato perché La collina del vento ha suscitato tanto entusiasmo. Se permetti, vorrei rispondere io. Per la semplice ragione che è un romanzo vero, un romanzo che racconta storie, vicende, non atmosfere. Tu dimmi semplicemente se ho torto o ragione.

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la Riviera Registrazione Tribunale di Locri (RC) n. 1 del 19/06/1998 R.O.C. n°11602 del 02/11/98 Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana AmministratoreUnico Rosario Vladimir Condarcuri

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Direttore responsabile: PASQUINO CRUPI Coordinatrice di redazione: MARIAELENA FILIPPONE In redazione: ANTONELLA ITALIANO, DOMENICO MACRÌ, ELEONORA ARAGONA, NINO SIGILLI, ILARIO AMMENDOLIA, ANTONIO TASSONE(SPORT) Editorialista: GIOACCHINO CRIACO Art Director: PAOLA D’ORSA Impaginazione: EUGENIO FIMOGNARI

Nordici e sudici di Gioacchino Criaco Brizzolato di Ruggero Brizzi, Cronache dal nord di Vincenzo Carrozza Loqui e sproloqui di Filomena Cataldo, COLLABORATORI Anna Laura Tringali, Mara Rechichi, Benjamin Boson, Nik Spatari, Angelo Letizia, Marilene Bonavita, Franco Crinò, Isabella Galimi ,Maria Teresa D’Agostino.

Note e schermaglie RISPONDE il direttore

Noi siamo il paese dell’idea unica (Come un progetto antisismico viene rinviato al mittente) Illustrissimi, sono un imprenditore che opera e vive al Sud e vorrei parlarvi di crescita, sviluppo e occupazione, in particolare parlando di fatti concreti nella mia regione (la Calabria) e nel Sud. In questi giorni Governo e politica affermano che occorre puntare l’attenzione sul Pil, nel senso che dobbiamo pensare a produrre e a crescere, e non alle speculazioni finanziarie. Proprio a tale riguardo mi preme evidenziare alcuni aspetti che contrastano con queste affermazioni: a) Ho presentato un prodotto da me inventato, una cellula di sicurezza che ha una rilevanza mondiale. La cellula che ho realizzato consente di mitigare i rischi dei terremoti. Permette alle persone che sono all'interno delle case di salvarsi la vita. L’importanza di tale progetto (unico al mondo) è stata confermata dal riconoscimento tecnico da parte dell’Università di Venezia. Inoltre ciò che renderebbe unica la mia iniziativa è la volontà di imporre un prezzo sociale ad un prodotto che risponde all’esigenza primaria di salvaguardare la vita umana. b) Dai dati della Banca d’Italia, nel nostro paese vi sono 31 milioni di unità abitative, e si può tenere in considerazione un numero di 25 milioni di abitazioni che possono costituire la base potenziale di installazione di tale sistema di protezione. Considerando anche solo un 25% di soggetti interessati, si avrà un potenziale mercato di 6,25 milioni di prodotti. E, tenendo conto della versione base il cui costo è minimo, si otterrebbe un potenziale fatturato di circa 14 miliardi di Euro, ovvero circa un punto di Pil. Inoltre va tenuto conto che il mercato mondiale è forse 100 volte più grande e che questo prodotto non è legato a mode o “volubilità”. c) Ipotizziamo che un mercato che conti anche solo la decima parte di quanto descritto ci porterebbe comunque a numeri impressionanti. Ipotizzare una prima fase di start-up con una produzione che guardi al mercato nazionale e mondiale di soli 25 mila pezzi significa fatturare 56 milioni di euro e creare almeno 200/250 nuovi posti di lavoro. Questo progetto a regime (12/18 mesi) potrebbe rapidamente garantire circa 1.000 posti di lavoro. Io vivo in una regione molto complicata nella quale è difficile operare e dove lo Stato nei decenni passati si è girato dall’altra parte consentendo che questo territorio cadesse in mano alla criminalità. Oggi molte cose sembra stiano cambiando ma fare l’im-

prenditore è sempre più difficile in un contesto di collusione e stranezze, nel quale le zone grigie sono spesso la normalità. Io ho sempre combattuto ciò. Dopo aver investito diverse centinaia di migliaia di euro, e due anni di lavoro, per arrivare alla presentazione del prodotto, “armato” di business plan, scheda tecnica e breve lettera di presentazione, ho chiesto a un primario Istituto un modesto e provocatorio finanziamento di 15 mila euro (quindicimilaeuro), che mi è stato rifiutato. Rimasto senza parole e molto arrabbiato per l'accaduto, ho scritto dunque una lettera che ho trasmesso a tutte le banche operanti nella mia provincia mettendo in risalto anche gli innumerevoli procedimenti penali nei quali il ruolo delle banche è discusso e le inchieste in cui si afferma che le banche nella mia terra sono in mano alle cosche e per avere credito occorre a loro rivolgersi. Mi pongo quindi la domanda del perché il mio progetto, che può creare immediatamente sviluppo e occupazione, non è stato finanziato? Vivo in un Paese in cui esiste la libertà di espressione e per tale motivo io continuo a scrivere facendo il mio dovere di informare, certamente non di pietire, ma informare. Sono pronto a ogni critica sul progetto, la mia umiltà mi porta ad ascoltare e confrontarmi con tutti, ditemi che sto trattando argomenti che non hanno una base concreta o sono irrealizzabili (anche se il prodotto è stato da me realizzato); ditemi ciò, convincetemi o semplicemente fatemi capire che sto semplicemente sognando e, statene certi, non disturberò più nessuno. Ma se, come penso, le mie parole sono piene di fatti concreti, nel nome della sicurezza di tanta gente, delle opportunità di lavoro generate, e del futuro del mio Paese, forse ognuno di voi, essendo forse anche un obbligo istituzionale e morale, dovrebbe fare e dire qualcosa. Io non cerco assistenzialismo, non chiedo aiuti, sovvenzioni o altro, chiedo solo quello che in un Paese normale fatto da gente per bene dovrebbe essere fatto, ovvero la seria valutazione del progetto e, se ritenuto valido, la concessione di un finanziamento per poterlo realizzare, creando occupazione, benessere e sviluppo. Dopo tutto quanto ho fatto, da qualche parte produrrò tale prodotto, forse vendendo o svendendo una parte della mia azienda o dei miei brevetti, ma statene pur certi che da qualche parte questa iniziativa, che è unica al mondo, troverà luce.

Caro De Masi, Lei dimostra d’essere persona di grande intelligenza. E allora come si spiega che Le è sfuggito che l’Italia è il paese dell’idea unica? In religione, un solo Dio. Nel campo della cura del cancro, solo la chemioterapia. Nella poesia del Novecento, solo Montale e nella letteratura calabrese solo Alvaro. Da noi, qui in Calabria, inoltre, accadono cose turche. La matematica squaderna i numeri primi, noi dobbiamo accontentarci dei numeri soli. E, come calabresi, bere fino all'ultimo il calice amaro delle banche, fatte sante da Monti, che prestano denaro a chi ce l’ha. Comunque, non defletta e vada avanti. Per quel che possa valere, “la Riviera”, resta a sua disposizione.

Gli stalloni del PD BELFAGOR La notizia risale a un paio di settimane fa, ma vale la pena riprenderla. La notizia è questa. Il dr. Francesco Talarico è stato rieletto presidente del Consiglio regionale con i soli voti della maggioranza Pdl-Udc. Infatti, i consiglieri regionali del Pd gli hanno mostrato il viso delle armi e non lo hanno votato. Hanno dato in questo modo dimostrazione di essere faziosi, settari, smemorati. Poiché non c'è dubbio che il dr. FrancescoTalarico ha fin qui presieduto il Consiglio regionale con grande imparzialità, e senza mai ledere i diritti delle opposizioni . Ed è indubbio che i due componenti piddisti dell'Ufficio di Presidenza, Amato e Sulla, in nessuna occasione hanno manifestato dissenso nei riguardi delle decisioni del Presidente. Bene, a parte la faziosità, il settarismo, la smemoratezza, fatto sta che il PD consiliare è caduto in un grave errore

politico: quello d'aver favorito il disegno del Governatore il quale puntava alla rielezione di Talarico con una maggioranza recintata, cioè limitata a Pdl e UDC, come prova ulteriore che in Calabria l'asse tra il partito di Alfano e il partito di Casini non viene e non verrà meno. Ed è, questa, del Governatore, purtroppo, anche la nostra convinzione. L’ opposizione non piace a nessuno, e non piace a Casini. Dunque, impelagato in lotte intestine, guerreggiate dietro l'usbergo di rinnovamento o rottamazione, il PD con il suo gran rifiuto non rinverdisce semplicemente la memoria manzoniana dei capponi di Renzo, che, non sapendo che fare, si beccavano tra di loro. Inaugura la stagione degli stalloni infecondi. In numero crescente, sempre

IN EVIDENZA

Arriva a Lamezia Pier Luigi Bersani, accompagnato o, forse, sorvegliato da Rosy Bindi, Enrico Letta, Giuseppe Fioroni. Impegnativo il tema in discussione: “ Con il Sud ricostruiamo il Mezzogiorno”. Ma allo stato - documenta la Svimez- ci vogliono 400 anni per rendere pari il Sud al Nord. Poiché non solo tra 400 anni, ma prima, assai prima, non ci saremo più, anzi tempo d'andarcene, vorremo vedere qualcosa di concreto. Per esempio, se Bersani riuscisse a dare concretezza al partito calabrese, che, essendo di cera, è facile che si squagli in questo autunno caldo. STORIE DA PRONTO SOCCORSO di Vincenzo Carrozza

BEPPE Beppe è stato accoltellato questa notte. Lo ha portato il 118. Ha 24 anni, alto, ben piantato, testa rasata, corpo pieno di tatuaggi. E' stato pestato e accoltellato da tre coetanei per un amore andato a male. “E' successo”, mi dice, “che lei mi faceva le corna. Me l'ha detto stasera mio fratello mentre facevamo cena. Mi si è bloccato subito lo stomaco, ho avuto nausea. Ho deciso di

andare sotto casa della morosa per dirgliene quattro. Lei stava facendo festa, su, con tre tipi che sono scesi e mi hanno riempito di calci e pugni. Uno poi ha tirato fuori il coltello e ci ha dato di brutto”. Beppe sbuffa come un treno da un buco che il coltello ha fatto al torace, proprio sotto l'occhio di un bel viso di donna tatuato lungo tutto il lato sinistro del corpo. Il buco sembra un altro occhio. Ha un buco DOMENICA

annitrenti alla corsa e alla vittoria. Non c'è pace e non c'è costrutto nel Pd. Non c'è pace nel Pd a Monasterace, a Caulonia, a Locri, Vibo e Cosenza, e Reggio. Non c'è pace nel quadro dirigente regionale la cui guerra cotinua fa D'Attorre simile sempre più a un San Sebastiano, nonostante finga il sorriso ieratico di San Francesco. L'ultimo assalto gli è stato rivolto da Demetrio Naccari Carlizzi, che, spirito sottile, non ha fatto fatica a diventare alleato del Fiorentino, spirito bizzarro. S' è svegliato il dormiente eurodeputato Mario Pirillo e lancia strali. Si agita Guccione. E si agita Censore. Ci saranno le primarie, non la resa dei conti, che un dì si facevano nei congressi. E i congressi tardano a venire nel Pd. Verranno dopo gli organigrami che contano. Son quelli che riguardano i candidati alle elezioni politiche. Per ora, la deputata Laganà è sotto naftalina. E fingono di non scalpitare per la chiamata al soglio le sindachesse dell'antimafia, che, tuttavia, legittimate-almeno a me così sembra- dalla loro vita ruschiata sentono di poter dettare legge e condotta al segretario nazionale Pier Luigi Bersani. Che sarà a Lamezia nei giorni 29 e 30 settembre. Accompagnato o, forse, sorvegliato da Rosy Bindi, Enrico Letta, Giuseppe Fioroni. E da Alfredo Reichlin, vecchia gloria dell'ex PCI nel quale non si riconosce più. Impegnativo il tema in discussione: “ Con il Sud ricostruiamo il Mezzogiorno”. Ma allo stato - documenta la Svimez- ci vogliono 400 anni per rendere pari il Sud al Nord. Silvio Berlusconi diceva che avevva trovato la ricetta per allungarci la vita fino a 100. Poiché non solo tra 400 anni, ma prima, assai prima, non ci saremmo più, anzitempo d'andarcene vorremo vedere qualcosa di concreto. Per esempio, se Bersani riuscisse a dare concretezza al partito calabrese, che, essendo di cera, è facile che si squagli in questo autunno caldo.

anche al gluteo, e un altro alla coscia vicino alla femorale. I parametri sono buoni, ma la ferita al torace è brutta. Gli dico la terapia e gli esami che intendo fare. Gli chiedo se ha tanto male.” Si dottore” mi risponde “ma non nel fisico, io sono un toro, me la caverò. Ho male qui, al cuore. ” E mi indica il petto. Dopo la TAC gli metto un tubo di drenaggio al torace e chiamo il rianimatore, la pressione sta scendendo e anche la saturazione, bisognerà intubarlo e portarlo subito in sala. Prima di essere addormentato chiede di me, mi affida un compito: “dottore, mi faccia un favore, se lei viene, gli dica che l'amo tanto. Che la colpa è mia, e non ho niente da perdonargli.” Chiude gli occhi piano piano e ripete.. ”che l'amo. Gli dica…”

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HANNO COLLABORATO Francesco Laddarina, Giuseppe Patamia, ,Bruno Gemelli, Carmelo Carabetta, Antonio Cormaci, Giulio Romeo, Sara Caccamo, Giuseppe Fiorenza, Daniele Mangiola.

Le COLLABORAZIONI non precedute dalla sottoscrizione di preventivi accordi tra l’editore e gli autori sono da intendersi gratuite. FOTOGRAFIE e ARTICOLI inviati alla redazione, anche se non pubblicati, non verranno restituiti. I SERVIZI sono coperti da copyright diritto esclusivo di “la Riviera Editore” per tutto il territorio nazionale ed estero. GLI AUTORI delle rubriche in cui si esprimono giudizi o riflessioni personali, sono da ritenersi direttamente responsabili.

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LOQUI E SPROLOQUI di Filomena Cataldo

KAPPADUE di RUGGERO CALVANO

Littiri e morza e pani ( Lettere e pezzi di pane) PARTE TERZA Siena Andiamo al sodo, poiché non è cosa buona e giusta indugiare su argomenti poco succulenti dal punto di vista della pancia. E ben si sa che se qualcosa non è ad essa inerente, rimane ultimo punto dell'agenda politica. Il punto della scuola, dunque. A proposito di nonne preoccupate di cappuccetti, dicevamo, mi pare giusto ricordare il pio tentativo del ministro Misasi ( 1970 circa) di istituire un quinto anno di corso universitario con valore abilitante. Perbacco, e non solo. Con tocco taumaturgo, inoltre, estese alle università la facoltà di rilasciare alcune lauree con valore abilitante ( es. Lettere e Lingue). Di questa facoltà, all'epoca, era dotata solo l'Università della Calabria. Dagli anni settanta in poi, dunque, inizia ad emergere in modo consistente il dramma del precariato. A moltiplicarsi sono gli insegnanti di scuola secondaria, molti dei quali non di ruolo e neppure abilitati. Lo diventeranno, abilitati e pure di ruolo, quelli con almeno due anni d'insegnamento. Tanto poterono

solo leggi speciali, s'intende, quali la n. 603/66 e la n. 468/68. Siamo certi che non furono speciali solo perché in quella massa vi era qualcuno speciale. Non vogliamo cedere al vezzo del particulare! Comunque questi corsi abilitanti che tanti, tanti aspiranti docenti trasformarono in docenti di fatto, furono oggetto di critiche severe e intestine. I tempi di accesso al ruolo erano comunque lunghi e in soldoni crearono il precariato di cui, anche io, faccio onorevolmente parte. La SSIS ( Scuola di Specializzazione all'Insegnamento Secondario)

avrebbe dovuto rappresentare nel 1998 la chiave di volta. Nei bandi si leggeva, tra le righe, dell'agognato ruolo. Finalmente. Queste scuole di alta formazione avrebbero creato quasi dei mostri dell'alta formazione, gente, come me e tanti altri, capaci d'insegnare con tecniche strabilianti, entusiasmanti, travolgenti. Gente, questa, che avrebbe fatto camminare Lazzaro tra i banchi, insomma. Di questi solo pochi sono oggi di ruolo. Io non lo sono, ad esempio, dopo quasi 10 anni di contratti a tempo determinato. La SSIS, poi, toccò

anche a coloro, piccinnini, che avevano fatto l'ultimo concorso del '99/2000. Pochi di quelli sono oggi di ruolo. In questi giorni, invece, per pareggiare i conti, il Ministro Profumo ha deciso di ricondurre i sissini al concorso ed anche quelli che fecero il concorso del '99 e poi le ssis, quindi. Ma i conti non tornano comunque, però. Perché gli uni hanno la ssis e un concorso; gli altri hanno due concorsi e la ssis. Caro ministro, ma come li fa i conti?Continuiamo a non essere tutti di ruolo e tutti uguali!I governi intercorsi tra il '99 ed oggi, compresa la disgraziata gestione Gelmini, hanno vanificato ogni pur minimo sforzo fatto ( o solo voluto) con il blocco delle assunzioni nonostante la disponibilità di posti vacanti. Ed oggi, 2012, si scende in piazza perché ancora sottoposti ad ulteriori sforzi economici e di tempo. Basta! Vorremmo dire BASTA, ma il ministro appare sordo e come un treno prosegue nella falcidia scolastica. Qui finisce la nostra storia, nelle notizie di questi giorni e nei fallimenti della politica scolastica. Stendiamo un velo pietoso e rassegniamoci ad essere ancora pupini.

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

LO SPAZIO dei lettori

Portigliola invasa dalle gazze ladre

I problemi della Jonica

Spett. Redazione “la Riviera”, vi scrivo a nome mio e di un gruppo di amici, accomunati tutti dalla stessa passione: amore e protezione per gli uccelli di tutte le specie abbiamo letto sulla vostra rivista del 5 agosto un articolo del sig. Le Chevalier, riguarda (L'acalante locrideo). Questo ci ha fatto capire che anche il sig. Le Chevalier ha la stessa passione, e così in considerazione della vostra autorevolezza e il grande mezzo che avete a disposizione “La Stampa” vorremmo chiedervi un intervento o un consiglio per risolvere un problema che ci sta molto a cuore. Abito nel comune di Portigliola (R.C.) la mia casa si affaccia su una vallata ricca di vegetazione , l'ideale per una tranquilla permanenza per un gran numero di piccoli, colorati uccelli. Purtroppo da qualche anno, questa oasi di pace per questi piccoli uccelli: è stata occupata da un gran numero di gazze ladre che stanno facendo strage. Ci siamo rivolti alla L.I.P.U. (Lega italiana protezione uccelli) sede della provincia di Reggio Calabria la quale ci ha riferito che non sapevano come intervenire e ci indicavano di rivolgerci alla polizia provinciale, nel frattempo abbiamo letto il vostro articolo ed abbiamo pensato di rivolgerci a voi. Fiducioso di un vostro intervento per aiutarci a risolvere il caso. Ringrazio voi . Cordiali saluti da me e dai miei amici. Carmelo Galluzzo e un gruppo di cittadini preoccupati

È rimasta come Dio l'ha creata, spogliata ma bella ancora per poco. Chi doveva vestirla come una sposa? Era chiamata costa dei Gelsomini, mentre nella pianura padana raccoglievano il riso, noi i gelsomini, il profumo per gli italiani. Adesso è terra di patate… e nemmeno! Ci hanno pensato i nostri furbi politici, espressione di qualsiasi coalizione, pur di arricchirsi sulle spalle della gente povera! È sempre bella con le tante ville da mille e una notte da fare arrossire Hollywood, con tutto il rispetto. Di chi sono? Veniamo ai nostri problemi. L’unico tratto ferroviario da sempre senza fili, mai migliorato anzi peggiorato, per colpa di chi? Ci passa un treno lungo cinque metri. Tolta la cabina, che resta? Si sono mangiati anche il ferro! Mi piange il cuore non vedere più passare i treni per Milano, Torino, ecc. Le stazioni sono sporchissime case d’appuntamento che di notte mettono paura. Per andare al nord devi passare sulla tirrenica. A Rosarno, come arrivi nei pressi della stazione, s’incontrano prostitute in ogni angolo come tante sentinelle. Ritorniamo sulla Jonica: nelle poste a volte si fa a pugni per le pensioni; nelle scuole fatiscenti e poco organizzate tutti si sentono direttori; stessa cosa nei comuni, dove si credono sindaci.

Chi li investe di questa autorità? Dove sono finiti i tanti miliardi che lo Stato assieme all’U.E. mandava per migliorare i servizi? E ancora c’è chi “La Gazzetta del Sud”, precisamente venti giorni fa, ha sostenuto che avrebbe fatto bella Siderno. Come se adesso non avesse alcun potere politico. Per non parlare dell’ambiente, del mare, con qualche bandiera blu regalata, anzi comprata, qua e là. Non era meglio quella nera dei pirati. La colpa è soprattutto nostra, ché li serviamo votandoli per qualche promessa. Ci siamo piegati e associati per un posto di lavoro che non c’è e che sarebbe diritto di ogni cittadino, invece di ribellarci e scendere nelle piazze per manifestare l’ingiustizia come fanno i lavoratori delle miniere in Sardegna. Da noi questo non accade, perché per raggiungere la loro mentalità passeranno cento anni. Non siamo un popolo unito e penso non lo saremo mai. Ci tolgono anche l’aria,

inquinata, che respiriamo. Loro sanno. Sono peggiori dei padroni di una volta, i cosidetti “gnuri”, che espropriavano ai contadini analfabeti le terre. Tuttavia, possiamo ancora salvarla questa terra: abbiamo il potenziale e l’intelligenza, ma siamo pigri e menefreghisti. “Basta tirare a campà”. Vorrei lanciare un messaggio per il futuro dei giovani della Locride: siate più responsabili e battetevi per un futuro migliore e per i vostri diritti. Ai giovani di Siderno consiglio di rispettare la città, il verde del lungomare, le palme sventrate. Ci vogliono anni perché ricrescano e voi, in un attimo, le avete distrutte. I lampioni presi a bersaglio e le panchine capovolte, per ottenere cosa? Non basta calzare le Hogan ai piedi quando il cervello è vuoto. Nessuno, politico o non, può toglierci la dignità, il pensiero e la libertà. Giuseppe Belligerante

L’amore da fieno e viagra Questa settimana vi evito le mie rampogne aspromontane che a volte, vi assicuro, tediano anche me. Vi annoierò lo stesso, con le nostalgie vecchie, che alla mia età, inevitabilmente, si hanno. Vado per i settantanove, numero senza risvolti goderecci. Eppure, ardo ancora di passioni giovanili. In tanti campi, anche in quello sessuale. E qui siamo al dramma, che ho scoperto da poco. Vengo da un'epoca in cui l'amore si faceva nei pagliai e nei fienili. E voi giovani non sapete il sapore che l'erba secca acquisisce sulle carni degli amanti. L'Aida di “com'eri bella” nelle parole del grande Rino Gaetano, io l'ho conosciuta di persona. Ho sempre pensato che voi ragazzi di oggi, e scusate la retorica, di amore e sesso non vi intendeste un granché. Questo sulla base delle confidenze di un mio amico speziale, che ogni mese abbassa l'età media delle persone che usano il viagra. Contrariamente a quello che si pensa, sono più i giovani a essere patiti della pillola blu,

rispetto ai vecchi. Io a questi racconti ho sempre gonfiato il petto d'orgoglio, avendomi, sin qui, corrisposto il desiderio mentale a una pronta e indefettibile risposta fisica. Ho riso di voi giovani per la mancanza di desiderio o per l'ansia da prestazione che alle mie generazioni non è mai appartenuta. Ho sottovalutato però la serietà del pettegolo, chi sparla d'altri, sparla anche di te. Mal me ne ha incolto. E non per un pettegolezzo, che se tale fosse stato non mi avrebbe depresso più di tanto. Lo speziale, mentre a noi anziani confidava i trucchi dei ragazzi, ai giovani spifferava i segreti dei vecchi. Come si può immaginare, tutti a una certa età perdiamo colpi col cuore, e a tutti i vecchi una cura cardiocircolatoria viene rifilata. Quello che ignoravo, come molti, è che i cardiotonici hanno per principio attivo il sildenafil. Questo pompa il sangue nei cuori anziani. Lo stesso principio compone la pillola blu. Così vecchi e giovani nel fieno insieme all'Aida ci finiamo allo stesso modo.

L’ANGOLO PARRELLO di Franco Parrello

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Il Dottor Rocco Vasile ha lavorato all'Ospedale Civile di Siderno per molti anni. Ha curato, con pazienza, sia i “nobili” che i “poveri”, anzi con quest'ultimi è stato sempre cordiale, sapendo bene che ciò gratificava sia gli ammalati che i loro parenti. Ha sempre tenuto alta la professione del medico, per specializzazione e umanità. Per tutto ciò, lo abbiamo apprezzato e lo ricordiamo con affetto e riconoscenza.

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Il dottor Rocco Vasile, un Principe del Bisturi

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Sport / responsabile Antonio Tassone Serie A

SERIE A- QUARTA GIORNATA

Il campionato entra nel vivo ebbene sia prematuro fare bilanci e azzardare ipotesi su quello che può offrirci questo campionato, alcuni capisaldi però ce li porteremo fino a maggio, salvo quei famosi incidenti di percorso che sono variabili da tenere sempre e comunque in considerazione. Complice il turno infrasettimanale che si è giocato tra martedì e giovedì scorso, si stanno delineando le gerarchie. La Juventus resta la squadra da battere e nonostante ai punti, conto la Fiorentina, avrebbe meritato di perdere, è tuttavia una spanna sopra le altre. Sopra anche al Napoli con cui condivide il primo posto:saranno loro, ad ogni modo, a contendersi lo scudetto. Capitolo romane. Entrambe ultimamente fanno fatica a fare punti. I giallorossi in casa sono fin troppo vulnerabili, la Lazio che ha perso le ultime due, oggi contro il Siena ha l'obbligo dei tre punti per restare agganciata alle primissime posizioni. Ancora tutta da decifrare l'Inter di Stramaccioni. Gioca con sufficienza contro il Siena a San Siro e ne becca due, si comporta da squadretta di periferia fuori casa e arrivano sei punti contro Torino e Chievo. Ne consegue, che Inter vedremo stasera nel posticipo contro la bella Fiorentina di Montella? Nei nerazzurri sicuro forfait di Sneijder - a rischio anche il prossimo derby - in preallarme Coutinho e Alvarez, oppure stesso modulo di Verona con Cassano dietro all'unica punta Milito. Se la Fiorentina gioca con la stessa intensità con cui ha messo sotto i campioni d'Italia e sarà più precisa nelle conclusioni, può far risultato a San Siro. Per gli amanti della cabala, sfatato il tabù San Siro grazie alla vittoria del Milan contro il Cagliari. E

S

restando in tema Cagliari, i rossoblu che hanno una classifica deficitaria, ospitano il Pescara. È già scontro salvezza, con gli abruzzesi che, nel turno precedente, hanno avuto la meglio su un Palermo in crisi d'identità e risultati. Finora il cambio di allenatore non ha detto bene a Zamparini. Due panchine per Gasperini e due sconfitte, maturate nei minuti finali contro Atalanta e Pescara per l'appunto. Dire che la vittoria contro il Chievo oggi è d'obbligo è un eufemismo. Se non dovesse arrivare, non mi meraviglierei di un ulteriore avvicendamento alla guida tecnica. Il Chievo dopo il terribile trittico (Lazio, Juventus e Inter), può rialzare la testa. Di Carlo è tentato dallo schierare lo stesso undici visto contro la Beneamata, col dubbio Cruzado al posto di Di Michele. La giornata verrà battezzata da Udinese Genoa. I friulani dopo l'avvio stentato stanno pian pianino risalendo la china. Torna al centro dell'attacco Di Natale che ha osservato un turno di riposo contro il Torino. Il Genoa che ha due punti in più confida di continuare la striscia positiva nonostante il pareggio acciuffato per i capelli contro il Parma. De Canio conferma l'attacco partenopeo formato da Borriello e Immobile. Appaiate a cinque punti Atalanta e Torino che si contendano la posta in palio allo stadio Azzurri d'Italia. I granata insieme alle due capolista e alla Sampdoria, è l'unica squadra a non aver ancora perso. Mantenere l'imbattibilità anche oggi significherebbe arrivare ancora più galvanizzati all'appuntamento derby di domenica prossima. Volendo dare una chiave di lettura, si scontrano l'esuberanza dell'Atalanta con-

CLASSIFICA JUVENTUS NAPOLI

13 13 SAMPDORIA -1 1 0 INTER 9 LAZIO 9 FIORENTINA 8 ROMA 8 CATANIA 8 GENOA 7 MILAN 6

tro la concretezza degli uomini di Ventura. Verso chi penderà l'ago della bilancia? Il Catania che è una delle note liete di questo avvio di stagione, va di scena al Dall'Ara. Maran, che sta continuando l'ottimo lavoro iniziato lo scorso anno da Montella, se trova continuità di risultati fuori casa si toglierà parecchie soddisfazioni. Scontro al vertice tra Sampdoria e Napoli. È una sfida dai destini incrociati: Mazzarri contro un passato non troppo lontano, Ferrara contro il suo Napoli.

Schieramenti speculari per le due formazioni, 3-5-2 per gli azzurri, 4-3-3 per i blucerchiati. Occhi puntati su Cavani che dopo la tripletta inflitta alla Lazio non ha voglia di fermarsi proprio oggi. Nessuna gabbia particolare per El Matador, ma pronti i raddoppi in marcatura e ripartenze veloci per annullare gli avversari con la loro stessa arma. E dopo un mese di rodaggio, possiamo dire di essere entrati nel vivo. Massimo Petrungaro

Inter-Fiorentina match-clou D

IN EVIDENZA

Al comando c’è il duo di testa composto da Juventus e Napoli:. Stessi punti, stesso ruolino di marcia (tre vittorie casalinghe, un pareggio e una vittoria in trasferta), stesso numero di reti fatte e subite (11 e 2), stesse determinazione e concretezza nella gestione delle gare.

* UNA GARA IN PIÙ

TORINO -1 ATALANTA -2

PARMA UDINESE BOLOGNA PESCARA CHIEVO CAGLIARI PALERMO SIENA -6

PROSSIMO TURNO

Serie A

opo quattro giornate, il campionato di Serie A comincia a delineare le prime gerarchie stagionali, tra conferme, sorprese e qualche delusione. In generale, questo scorcio iniziale ha testimoniato un maggiore livellamento dei valori in campo, espresso non solo dalla classifica molto corta, ma ancor più dall’andamento di molte gare: ormai non esistono nella massima serie squadre rinunciatarie e che puntino al sodo a prescindere dal gioco, la strada percorsa è quella della ricerca del risultato attraverso una condotta di gara a volte si attenta e meticolosa però mai poco coraggiosa e comunque spesso propositiva. In questo contesto è chiaro poi che, nonostante l’equilibrio, la qualità superiore di alcuni interpreti finisca per fare la differenza, ma la sensazione netta è quella di un campionato in cui ogni pronostico può essere

PARMA- MILAN GIOCATA IERI JUVENTUS- ROMA GIOCATA IERI UDINESE-GENOA H.12,30 ATALANTA-TORINO BOLOGNA-CATANIA CAGLIARI-PESCARA LAZIO-SIENA PALERMO-CHIEVO SAMPDORIA-NAPOLI INTER-FIORENTINA H.20,45

sovvertito e messo in discussione. Al comando c’è il duo di testa composto da Juventus e Napoli: bianconeri e azzurri avanzano a braccetto, stessi punti, stesso ruolino di marcia (tre vittorie casalinghe, un pareggio e una vittoria in trasferta), stesso numero di reti fatte e subite (11 e 2), stesse determinazione e concretezza nella gestione delle gare. Catania e Fiorentina hanno però mostrato che si possono fermare e, a sprazzi, mettere seriamente alla corda: il Catania col Napoli c’è riuscito addirittura in dieci contro 11, scatenando le ire di un Walter Mazzari davvero poco soddisfatto dell’atteggiamento dei suoi al cospetto di un avversario che non solo ha annullato l’inferiorità numerica correndo il doppio e con più raziocinio, ma che nel finale ha pure sfiorato il clamoroso risultato pieno; così come molta vicina alla vittoria è andata pure la Fiorentina che ha ospitato la Juve nell’ultimo

turno, attraverso 90 minuti sostenuti a gran ritmo ma soprattutto grazie a una manovra corale composta da una fitta rete di passaggi e di continui inserimenti che hanno mandato sovente in tilt i meccanismi difensivi bianconeri. In precedenza, a impensierire i campioni d’Italia c’era riuscito anche il Genoa, in quella occasione però la gran vena tra i pali di Gigi Buffon e i marchiani errori di mira dei rossoblù avevano tenuto a galla la Vecchia Signora poi in grado di dilagare e portare i tre punti a casa, a Firenze ci si è dovuti accontentare solo del pareggio e ad Antonio Conte & Co sono soddisfatti così. Molta meno soddisfazione accompagna invece lo stato d’animo di altre big del campionato, Milan e Inter in primis, Roma e Lazio in seconda battuta. Se infatti a Milano si piange, a Roma certo non si ride: Inter e

5 5 5 5 4 4 3 2 1 -1

06-10-2012

CHIEVO-SAMPDORIA GENOA-PALERMO 5 gol: Edinson Cavani (Napoli) ROMA-ATALANTA 4 reti: Stevan Jovetic (Fiorentina) CATANIA-PARMA FIORENTINA-BOLOGNA

PESCARA-LAZIO SIENA-JUVENTUS TORINO-CAGLIARI MILAN-INTER NAPOLI-UDINESE

Lazio hanno fatto finora leggermente meglio dei rivali cittadini, sia in termini di punti che nel complesso di squadra, tuttavia c’è poco di cui ritenersi del tutto contenti. La Lazio, dopo un’ottima partenza culminata con tre vittorie su tre all’avvio, si è “sgonfiata” perdendo prima col Genoa in casa e poi tornando con le ossa rotte da Napoli, dove Cavani in campo ha fatto il bello e il cattivo tempo con tripletta e un rigore spedito alle stelle; Roma, Inter e Milan invece sin dall’inizio sono avanzate a strappi, alternando qualche buon risultato a dei clamorosi ruzzoloni. Ad accomunare in negativo queste tre protagoniste, è sostanzialmente la sterilità casalinga dei risultati: Inter e Milan hanno già perso due gare interne (il Milan 2 su tre, l’Inter 2 su 2), poco meno peggio ha fatto la Roma che all’Olimpico ha rimediato una sconfitta e due pareggi stiracchiati. Con questi numeri è difficile andare lontano, prima di stilare verdetti stentorei sarebbe però il caso di concedere ulteriore tempo a Stramaccioni, Allegri, Petkovic e Zeman, tutti alle prese con squadre nuove e profondamente rivoluzionate, quindi con meccanismi e sistemi di gioco ancora profondamente DOMENICA

3 reti: Maxi López (Sampdoria), Hernanes (Lazio), Alberto Gilardino (Bologna) Miroslav Klose (Lazio) Antonio Cassano (Inter), Giampaolo Pazzini (Milan), Stephan El Shaarawy (Milan)

da perfezionare ed equilibrare. Chi meglio riuscirà a gestire la situazione, potrà col tempo tentare di impensierire Juve e Napoli, che per valori assoluti e ampiezza della rosa restano comunque un passo avanti a tutti quanto a credenziali di vittoria finale. Tra le squadre protagoniste in positivo, vanno di sicuro annoverate Sampdoria, Fiorentina e Catania, con una menzione particolare per blucerchiati e siciliani, per via di organici meno ricchi sia in termini qualitativi che numerici rispetto al gruppo gigliato, per il quale Della Valle questa estate non ha lesinato spese, rinforzandolo in ogni reparto con uomini di esperienza e di ottima caratura tecnica e tempra agonistica (Borja Valero, Pizzarro e Roncaglia, tanto per citarne alcuni). Per il resto, benino Genoa, Torino e Atalanta, da rivedere invece tutte le altre, a partire dall’Udinese che, colpita a freddo dall’eliminazione nei preliminari di Champions, sta facendo fatica a ritrovarsi, ma che ha ancora dalla sua le risorse per risalire e impensierire chiunque, come constatato in prima persona dal Milan, uscito dal Friuli con zero punti e tanto amaro bocca. Angelo Letizia

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Parlando

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Sport

Catona

Eccellenza

Siderno: a Bocale per il risultato pieno CLASSIFICA CATONA SERSALE N. GIOIESE GUARD. RENDE SOVERATO SILANA ACRI ROCCELLA

7 7 7 7 6 6 4 4 4

SIDERNO

3 CASTROVILLARI 3 BRANCALEONE 3 BOCALE 3 ISOLA C.R. 3 PAOLANA 1 SAN LUCIDO 0

QUARTA GIORNATA H.15,30 ACRI-SERSALE BOCALE-SIDERNO BRANCALEONE-RENDE CASTROVILLARI-ROCCELLA GUARDAVALLE-SAN LUCIDO ISOLA C.R.-SOVERATO N.GIOIESE-SILANA PAOLANA-CATONA

Il Commento

SALTA LA DIRETTA TELEVISIVA ’ saltata per problemi tecnici la diretta televisiva del match cri-Sersale e quindi tutte le squadre dell’Eccellenza calabrese si presenteranno regolarmente in campo oggi alle 15,30. In settimana il giudice sportivo ha assegnato tre punti a tavolino all’Isola Capo Rizzuto togliendoli alla Silana che aveva vinto sul campo. Ora i crotonesi sono saliti a quota tre mentre la Silana ha perso il primo posto, seppure in coabitazione, scivolando al centro del plotone a quota quattro. Oggi i sangiovannesi saranno di scena a Gioia Tauro, dove l’undici locale di Mario Dal Torrione finalmente ritroverà l’affetto dei propri tifosi. Una partita che i viola dovranno vincere per alimentare il sogno promozione. Il Guardavalle riceve al “N.Coscia” il San Lucido ancora a quota 0 ma che ha sempre dimostrato di essere una buona squadra. L’Isola Capo Rizzuto ospita il “redivivo” Soverato che tra alti e bassi è sempre in alta quota ed anche il Catona avrà vita difficile sull’ostico campo della Paolana. Interesse anche verso Brancaleone dove il team di Rocco Brando, ringalluzzito dopo la bella vittoria esterna, troverà sulla sua strada il “blasonato” Rende che non lascerà nulla d’intentato pur di uscire con l’intera posta in palio dal “P.Borrello”. Ma con un Galletta Giovanni in “grande spolvero” in questo periodo sarà difficile per i cosentini pensare di poter ottenere l’intera posta in palio anche se, è bene ribadirlo, ogni partita ha la sua storia. A.T.

E

l Siderno, dopo la prima vittoria stagionale ottenuta domenica scorsa contro l’Isola Capo Rizzuto, si è preparato con la giusta attenzione per la delicata trasferta odierna di Bocale. Allo stadio “Campoli” della cittadina reggina, dotato di un manto in erba sintetica di nuova generazione e di due tribune separate, si affronteranno due squadre vogliose di ottenere l’intera posta in palio. Il team di mister Carella vorrà rimediare alla sconfitta di San Giovanni in Fiore mentre il Siderno vorrà dare continuità di risultati dopo aver ottenuto i primi tre punti stagionali. Pippo La Face ha “catechizzato” a dovere la sua compagine esortandola a tenere sempre alta la concentrazione ben sapendo che la matricola dei fratelli Cogliandro è una squadra ben assortita capace di trovare la rete in qualsiasi momento. Aniello Savino, che aveva iniziato la stagione con la maglia del Siderno, ma che ad inizio mese ha abbandonao Siderno, sarà il “sorvegliato speciale” dei difensori Mascaro e Pettinato che ovviamente non dovranno farsi sorprendere dall’attaccante campano che però, a dire il vero, non sembra al meglio in quanto reduce da una fastidiosa “tallonite” che l’ha bloccato pesantemente in questa fase iniziale del torneo. I bianco-azzurri, per la delicata sfida odierna, recuperano l’attaccante Leone, assente domenica scorsa per squalifica, che farà coppia insieme a Rametta. Recuperati anche il difensore Giuffrida che ha scontato le due giornate di squalifica ed i giovani fuoriquota Romeo e Rumbo che si erano infortunati la scorsa settimana e che sembra abbiano smaltito i postuni. Mancherà ancora il portiere Francesco Macrì che è stato sottoposto ad intervento chirurgico e che sarà pronto tra qualche settimana. In porta, è evidente, ci andrà il giovane Marra. Abbozzare una probabile formazione appare quantomani difficile considerando che finalmente La Face sta gradualmente recuperando tutti i componenti della “rosa”. Lasciato alle spalle il periodo “nefasto” il Siderno sembra aver ritrovato la giusta carica agonistica e la voglia di ottenere quei risultati importanti che la piazza calcistica richiede. La società ha sempre detto di voler centrare una salvezza anticipata per poi pensare a qualcosa di più importante. Mobilitati anche i tifosi che hanno promesso di seguire la squadra per dare un’importante mano d’aiuto e per cercare di trascinare i loro beniamini ad un successo che sarebbe fondamentale per il futuro. Il Siderno , infatti, avrà

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Bocale All.Carella

Leonardi Chirico Sinicropi Cogliandro Crea Caricato

Gaetano Scordo

Laurendi

Saviano

Lentini

Rametta Autolitano Candido

Tringali

Catona calcio: “con Barillà rapporto ancora più solido”

Mascaro Marra

Leone

Luciano

Arriva a stretto giro di posta la smentita da parte del Catona Calcio in merito a presunte dimissioni da parte di Mister Barillà. E' il dg Misiti a contattare la redazione "in merito a quanto apparso sul vostro portale smentisco categoricamente una possibile rottura con il tecnico Barillà, il rapporto con il tecnico è di reciproca fiducia e stima, ed ogni sua richiesta è stata accolta come dimostrano gli arrivi di Cristaldi attaccante ex Carrarese e Rossanese, e l'esterno ex Hinterreggio Postorino. Con Barilla se vogliamo rapporto ancor più solido nonostante i tentavivi di qualcuno di minare l'equilibrio e la serenità che c'è nella nostra società Catona calcio". Il tecnico Barillà dal canto suo ci ha riferito "sinceramente non nascondo che qualche problemino al momento ci sia, ma questo non mi ha portato ad una decisione così drastica come le dimissioni, per quanto riguarda le voci che circolano, posso dire che da anni a Catona si continua a fare bene e questo evidentemente sta dando fastidio a qualcuno". Fonte stadioradio

De Leo

Pettinato

Afflitto

Siderno All.Laface

una gara casalinga in più nel girone d’andata e se riuscisse a sfuttare al meglio questa sfida potrebbe guardare verso l’alto della classifica. Staremo a vedere, anche perchè il Bocale, battendo il Roccella appena 15 giorni fa, ha dimostrato che sul proprio campo, sarà difficile per tutti riuscire a fare risultato pieno. L’ estro e l’imprevedibilità di Candido, Rametta e Leone, però, sono dalla parte del Siderno. Antonio Tassone

Eccellenza

Castrovillari All.Nocera

Il Roccella “punta” il Castrovillari Dalla partita odierna di Castrovillari dovrebbero emergere indicazioni importanti sul futuro del Roccella. La squadra, a differenza della passata stagione, dopo tre gare di campionato ha dimostrato di giocare meglio in casa contro Isola Capo Rizzuto e Nuova Gioiese mentre ha deluso a Bocale nell’unica trasferta stagionale sinora disputata in campionato. Ecco perchè la lontana trasferta odierna suona già come un severo esame stagionale per la truppa di Tonino Figliomeni. Il Roccella è atteso all’ennesima prova di maturità su un campo ostico e contro una formazione “esperta” allenata dal reggino Graziano Nocera che, memore dello scorso campionato del “Castro” che rischiò i play-out, ha espressamente richiesto alcuni calciatori alla società. Si dice che questi giocatori siano un pochino “attempati”, ma nel calcio avere giocatori d’esperienza non è stato mai considerato un “peccato” anzi tutt’altro. Ed è per questo che gli amaranto, oggi,

dovranno sfoderare una gara perfetta, fatta di coraggio, di dinamisco e di applicazione tattica. Solamente così si può pensare di uscire indenni da questa partita che Graziano Nocera avrà preparato alla perfezione ben sapendo i risvolti positivi che potrebbero scaturire per il suo futuro sulla panchina rossonera in caso di vittoria. Dal canto suo mister Tonino Figliomeni, nel corso della settimana passata, avrà provato la squadra migliore e gli schemi da opporre agli avversari . Con ogni probabilità darà nuovamente fiducia allo stesso undici di domenica scorsa che ha messo in seria difficoltà la Nuova Gioiese riuscendo più volte ad arrivare davanti alla porta avversaria senza peraltro concretizzare. Il Roccella, spesso , proprio fuori casa riesce a produrre gioco ed anche in passato si è avuta dimostrazione che questa compagine può riuscire a fare risultato su qualsiasi campo. Molta attenzione sarà concentrata sulle scelte iniziali del mister soprattutto per quanto

concerne le scelte dei fuoriquota da mandare in campo. Al Roccella serve una prestazione autoritaria per prendere quella consapevolezza necessaria per disputare un torneo di vertice. Non bisognerà essere timorosi, come nella fase d’avvio del match con la Gioiese di domenica scorsa, ma macinare gioco sin dai primi minuti di gara e soprattutto imporre il proprio gioco tenendo sempre presente, però, che di fronte ci sarà una buona squadra che cercherà di colpire prevalentemente di rimessa potendo contare sulla velocità di Corigliano e Di Sabato. L’ambiente di casa è deluso dalla sconfitta nel derby contro il Rende di domenica scorsa. Scarlato e compagni hanno promesso un immediato riscatto ma il Roccella non è disposto a recitare la parte della vittima “sacrificale”. C’è da ottenere un risultato finale che sono i play-off quindi bisognerà fare di tutto per centrarli e per raggiungerli servono più punti possibili. A.T.

Barillaro Storino Scarlato Vanacore Corigliano

Di Sabato

Di Maggio

De Luca De Masi Cavatorti Rizzo Lombardo

Sorgiovanni Mar

El Aoudi Carrato

Oliva

Varrà

Calabrese

Sorgiovanni M. Ienco

Occhiuzzi DOMENICA

Laaribi

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Roccella All.Figliomeni LA RIVIERA

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di...

PROMOZIONE

M.di Gioiosa non fermarti CLASSIFICA TAURIANOVA

GALLICESE BIANCO S.CALOGERO REGGIOMED. M.GIOIOSA RIZZICONI MONTEPAONE

GIMIGLIANO

7 7 7 6 6 5 5 4 4

POLISTENA GIOIOSA J. BOVALINESE PALMESE DAVOLI VILLESE R. CATANZARO

3 3 3 2 1 1 0

QUARTA GIORNATA GALLICESE-RIZZICONI IERI DAVOLI-BOVALINESE IERI GIMIGLIANO-PALMESE M.GIOIOSA-REGGIOMED. MONTEPAONE-R.CATANZARO POLISTENA-GIOIOSA J. TAURIANOVESE-SAN CALOGERO V.VILLESE-BIANCO

ontinua la striscia positiva del Marina di Gioiosa , che rimane imbattuta dopo tre giornate pareggiando nel derby contro il Gioiosa Jonica dopo aver giocato una gara perfetta. Per tutta la settimana la squadra ha lavorato intensamente e con il morale alle stelle per la bella prova disputata nel derby che ha confermato il buono stato di salute dei ragazzi giallorossi. Le considerazioni di Gianni Scigliano, sul risultato dell'incontro di domenica nel derby :"Arrabbiato? Si sei minuti di recupero sono troppi avremmo meritato di vincere sono arrabbiato con il direttore di gara. Fermo restando che in campo ci sono anche gli altri, ed hanno fatto una buona partita. Noi, in questo momento, siamo una squadra che stiamo giocando un buon calcio sono molto soddisfatto e non dimentichiamoci che abbiamo qualche giocatore ancora a i box. Domenica a Gioiosa Jonica potevamo vincere sfruttando meglio le diverse occasioni che ci sono capitate un bravo a Dulciano che si è dimostrato attento . Ancora ci manca la continuità fisica

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per giocare in velocità, come sappiamo. Noi abbiamo fatto una buona partita, vincerla sarebbe stato utile, anche perché fino a tre minuti dalla fine era fatta, ma il calcio è anche questo. Sono contento che domenica è stata una gara corretta in campo e sugli spalti un vero spettacolo che sicuramente ha permesso al pubblico presente di vivere un bel pomeriggio di sport”. Il Presidente Vincenzo Tavernese è felice della prova dei suoi ragazzi: “ Un vero peccato subire la rete nei minuti di recupero però abbiamo dimostrato di essere una buona squadra e spesso abbiamo messo in difficoltà i nostri avversari dimostrandoci superiori . Peccato per i sei minuti di recupero. Faccio i complimenti ai miei ragazzi e li invito a continuare così sono convinto che faremo meglio dello scorso anno” . Il Marina di Gioiosa in vista del big match di oggi pomeriggio con il Reggio Mediterraneo potrebbe recuperare Pasquale Patrizio che non vede l'ora di ritornare in campo. Intanto le note più liete arrivano dai tanti Under con

Raso e Commiso che si sono inseriti alla grande negli schemi che sta attuando Gianni Scigliano ma soprattutto la nota lieta Peppe Vallellonga recuperato in pieno che ha preso in mano il centrocampo giallorosso insieme a Vincenzo Carbone entrambi, insieme a tutto al gruppo storico, potrebbero essere determinanti in questa stagione. Peccato per la squalifica di Mesiti. Sulla cessione di Giuseppe Denaro al Gioiosa Jonica la società chiarisce:” Denaro era finito fuori rosa all'inizio della preparazione estiva e da tempo si allenava a parte in quanto aveva espresso la volontà di cambiare area. Successivamente c'era stata una schiarita tra il centrocampista e la nostra società al punto di aver raggiunto l' accordo economico per vestire ancora i colori giallorossi del Marina . Invece il calciatore dopo essersi accordato con la nostra dirigenza ha preferito lasciare ugualmente il Marina di Gioiosa per accasarsi al Gioiosa Jonica trovando un nuovo accordo economico”. Nicodemo Barillaro

Gioiosa J.: serve la prima vittoria, ci sara oggi a Polistena? ' tempo di trovare la prima vittoria in campionato. Tre pareggi consecutivi per un Gioiosa Jonica che ha carattere da vendere ma che deve amalgamarsi meglio in tutti i reparti visto i tanti nuovi innesti tutti importanti per un progetto che può e deve solo migliorare. Del resto le squadre di Cosimo Silvano iniziano sempre a carburare in grande ritardo ma quando lo fanno poi diventano inarrestabili. L'arrivo di Denaro ha dato più ordine al centrocampo mentre la difesa da grandi certezze con Cosenza e Romeo mentre Giovinazzo in avanti in attesa che si sblocchi attende la spalla ideale visto che in queste prime gare è sembrato troppo isolato nell'area piccola. Il derby è ormai dimenticato si pensa alla sfida in terra pianigiana contro il Polistena che sta dando già segnali di ripresa dopo una partenza difficile , ma il Gioiosa oggi pomeriggio non vuole sfigurare vuole continuare la striscia positiva e cercare di trovare il primo acuto esterno stagionale per rilanciarsi in classifica . L'allenatore ha fatto lavorare tanto i suoi in settimana e la sfida di oggi a Polistena sarà un

E

banco di prova importante per una compagine che può e deve fare di più come vuole il suo allenatore che nella gara del derby contro il Marina di Gioiosa ha dimostrato qualche limite ancora nei meccanismi che vanno oleati meglio ma che il buon Cosimo ne siamo convinti saprà sicuramente lubrificare presto dando un assetto definivo alla squadra ( Non dimentichiamoci siamo solo all'inizio del torneo) . Nulla si può rimproverare al Gioiosa Jonica nel derby per quanto riguarda l'impegno e il carattere due componenti importanti che hanno permesso ai biancorossi di trovare il pareggio nel minuti di recupero quando nessuno ormai ci credeva più. Giovanni Libri , Diego Giovinazzo , Domenico Libri oggi potrebbero essere determinanti ma devono ancora crescere da loro e dai tanti pezzi pregiati in rosa tutti si aspettano grandi cose, questi sono giocatori che una volta che entreranno in forma potranno sicuramente dare la svolta al campionato e potranno far gioire tecnico tifosi e società.

N.B.

Polistena All.Multari

Sinopoli Tramontana Calcopietro Cambareri Insanà Vitetta

Politanò Cutano

Bruzzese

Monteverdi

Ursu

Siclari

Giovinazzo Albanese M. Denaro

Macri

Satta

Cosenza Dulcianu

Romeo

Libri

Cortale Gioiosa J. All.Silvano

Reggiomed. All.Rotondo

D’Agostino Ripepi D’Ascola Digiacomoantonio Sapone Pino Vazzana

Chilà G. Chilà M. Marino

Marta

Carbone M.

Raso

Patrizio Vallellonga Carbone V

Ieraci

Aquino F.

Commisso

Aquino V Scattarreggia

Frascà

M.Gioiosa All.Scigliano

GALLICESE

Nicolò: “Qui per vincere“ Loris Nicolò, centrocampista offensivo ex Aurora, è l’ultimo arrivato in casa biancorossa, già protagonista nella sua prima gara con la maglia della Gallicese. E’ sua infatti la rete siglata nella ripresa che ha chiuso definitivamente il match contro la Bovalinese in favore dei biancorossi, regalando una grande gioia ai propri tifosi. Ai microfoni di Rnp, il centrocampista esprime tutta la sua gioia per il primo gol in biancorosso e per questa nuova importante avventura. VITTORIA SOFFERTA – "Domenica contro la Bovalinese è stata una gara abbastanza difficile, nonostante il risultato finale, ampiamente a nostro favore, sembra dire tutt’altro. Come la scorsa settimana a Davoli, anche a Bovalino abbiamo rischiato troppo, soprattutto nei minuti finali. Il nostro giovane Barillà è stato bravissimo a salvare il risultato parando un rigore concesso dal direttore di gara agli avversari. Un minuto più tardi, grazie ad un’azione di contropiede guidata dal solito Pippo Fontana, è arrivato il nostro raddoppio, che porta la mia firma, a chiudere definitivamente la gara. In quell’azione ci tengo a sottolineare il grande merito di Fontana, che mi ha regalato una bellissima palla facilitando la mia rete. E' una vittoria importante per questo gruppo fantastico: stiamo lavorando tantissimo per il raggiungimento di un solo obiettivo che tutti ormai conosciamo". PROSSIMO MATCH – "Oggi saremo chiamati ad un’importante partita contro il Rizziconi, avversario davvero ostico. In allenamento abbiamo lavorato con tanto impegno ed il mister ci ha fornito come sempre diverse indicazioni tattiche che ci aiuteranno ad affrontare la gara nel migliore dei modi. Sicuramente una vittoria contribuirebbe ad aumentare in noi la convinzione che questo gruppo può davvero fare grandi cose". Daniela Marino – reggionelpallone.it DOMENICA

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LA RIVIERA

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Sport

CALCIO FEMMINILE

Presentazione Sporting Locri: il progetto serie A Sarà presentata questa sera alle ore 19,00 presso la struttura Kampus Siderno, SS106 tra Locri e Siderno, la squadra di calcio a 5 femminile dello Sporting Locri, neo promossa nella massima serie del campionato Figc, serie A nazionale. Ad inaugurare la nuova stagione ci sarà Tonino Raffa, giornalista Rai e noto cronista della trasmissione “Tutto il calcio minuto per minuto”, che modererà l'evento. Durante la cerimonia, in presenza di autorità, associazioni sportive, imprenditori, tifosi e famiglie, il presidente Domenico Stilo e la dirigenza amaranto presenteranno la nuova rosa che quest'anno affronterà la sta-

ZidaneMaterazzi, la testata diventa un’opera

Zidane-Materazzi, la celebre testata esposta a Parigi. Molti passanti, tra cui numerosi turisti italiani, si sono fatti ritrarre davanti all'opera. Cosa ne pensate?

gione e l'inserimento di nuovi soci. Verranno, inoltre, illustrati i progetti che la società porterà avanti in campo non solo sportivo (con la presentazione del calendario del campionato che partirà il 7 ottobre) ma anche sociale-aggregativo e commerciale. Sarà dato spazio a tutte le novità, alla proiezione del video “Emotion Sporting Locri. Un sogno chiamato serie A” produzione Asimmetrici Video di Bernardo Migliaccio Spina. Attenzione verrà riservata, anche, a tutte le iniziative che verranno intraprese grazie al partenariato con Enti ed Aziende che supporteranno il progetto “Sporting Locri & Friends. Donne con il cuore amaranto”.

PARTIRÀ IN OTTOBRE A SIDERNO “KARATE GIOCANDO” GRATUITO per Bambini e Ragazzi Se c’è un personaggio del passato che non viene affatto condiviso dalle generazioni di oggi, questi è senza dubbio il pedagogo francese Pierre De Coubertin, inventore delle Olimpiadi nel lontano 1896, che, ai suoi tempi, ebbe a sentenziare “l’importate è partecipare”, in merito al modo di coinvolgersi in una qualsiasi competizione sportiva. Purtroppo, lo spirito di partecipazione è notevolmente cambiato poiché si tiene solo ed esclusivamente alla vittoria, al voler prevalere sull’avversario ad ogni costo, arrivando ad esasperare in ultima analisi l’aspetto prettamente competitivo. Di tento in tanto, però, si assiste a delle realtà che, fortunatamente, considerano primario il lato puramente sportivo, come nel caso del CENTRO STUDI KARATE diretto dal D.T. Vincenzo URSINO, che da oltre venti anni opera a livello internazionale con risultati egregi e che anche quest’anno proporrà nel mese di Ottobre il Progetto “KARATE GIOCANDO. Tale progetto è sostenuto da due Partner Ufficiali: OTTICA FRASCA’ e ELEGANTIA Calzature aziende leader calabresi e dallo Sponsor Tecnico l’Hotel Ristorante Casa del Gourmet”, che hanno sposato in pieno il progetto per lo spirito aggregativo con il quale si propo-

ne e per la funzione sociale che esercita fornendo GRATUITAMENTE l’accesso ai corsi a tutti gli appassionati di Arti Marziali. il Progetto ha come titolo “KARATE GIOCANDO: La scoperta del proprio corpo attraverso il karate”, incentrato sulla disciplina delle Arti Marziali ma partendo dai principi formativi di base, fortemente sostenuti da un forte coinvolgimento sportivo, senza tenere in considerazione se si vince o se si perde. Abbiamo incontrato in D.T. del Centro Studi Karate, cintura nera 4° dan ed Insegnante Tecnico della Federazione Italiana Judo Lotta Karate e Arti Marziali, Vincenzo Ursino,

accompagnato dal Direttore dell’Hotel “Casa del Gourmet” di Siderno, Mimmo Figliomeni, che sponsorizzerà il progetto mettendo a disposizione i propri locali e l’abbigliamento ufficiale per il “Team Agonistico”, a dimostrazione del fatto che ancora una volta, sport e turismo si coniugano a meraviglia producendo degli ottimi risultati. Il Progetto – esordisce il D.T. Ursino – si rivolge a bambini e ragazzi compresi nella fascia d’età tra i 6 e i 13 anni ed è offerto in forma Gratuita. Quali sono le finalità del Progetto “Karate Giocando” ? Fondamentalmente, il voler offrire ai

ragazzi una proposta operativa, relativa ad una pratica sportiva ben radicata nel territorio, che ha le caratteristiche del gioco sportivo educativo e formativo. Tale attività motoria è realizzata con la partecipazione attiva di tutti ragazzi/e, senza discriminazione alcuna, nel rispetto delle regole e delle potenzialità di ognuno. Peraltro – continua Vincenzo Ursino – nei programmi ministeriali della Scuola, il movimento viene definito “linguaggio totalmente integrato nel processo di maturazione dell’autonomia personale che tiene presente gli obiettivi formativi da perseguire in rapporto a tutte le dimensioni della personalità”; in quest’ottica, il karate si presenta come pratica sportiva che armonizza in modo completo l’area morfologico-funzionale, l’area intellettivo-cognitiva, l’area affettivo-morale e l’area sociale per lo sviluppo della personalità”. Per concludere cosa vogliamo aggiungere? Che, comunque, terremo conto dei più piccoli senza tralasciare gli adulti. Infatti si svolgeranno corsi per attività Agonistiche, Amatoriali, di Avviamento allo Sport e di Difesa Personale con la possibilità di un Personal Trainer. Insomma, ce ne sarà per tutti, all’insegna dello sport.

Ardore: al via i corsi di avviamento al karate e alle arti marziale presso il Kines Sporting Club Prenderanno il via a ottobre i corsi di avviamento allo sport del karate e delle arti marziali. L'idea è stata portata avanti dal Centro Studi Karate e, nello specifico, dal Direttore Tecnico Vincenzo Ursino, cintura nera 4 dan. Un progetto fortemente voluto dal maestro, che da anni rappresenta un punto di riferimento all'interno del panorama regionale per quanto riguarda il karate. Una disciplina che

è oggi in forte crescita ed è molto apprezzata per via della sua notevole completezza, capace di fortificare il fisico e di rafforzare la mente. I corsi saranno tenuti dal D.T. Ursino, istruttore riconosciuto dalla Federazione FIJLKAM, presso il Kines Sporting Club di Ardore. Il centro offre una grande varietà di corsi sia in piscina (Acqua-gym, nuoto agoni-

stico, idrochinesiterapia, ginnastica posturale e medica, riabilitazione post-chirurgica e traumatica, preparazione atletica e sportiva in acqua, circuito isotonico e cardiovascolare) che in palestra (bodybuilding, step, aerobica, G.A.G, corsi di danza, military-fitness, fitboxe, ginnastica a corpo libero), oltre ad una sala dotata delle migliori attrezzature di ultima generazione. L'alta qualità della struttura

unita alla grande esperienza e competenza dello staff rappresenta un elemento di notevole successo. Il personale seguirà il cliente durante l'intero percorso sportivo, aiutandolo nelle singole fasi dell'attività fisica. Questa, infatti, non deve essere intesa come un sacrificio o un dovere, ma come una forma di divertimento e di socializzazione che conduce al benessere psico-fisico. Questa volontà è

confermata dallo stesso personale del Kines Sporting Club: «Il nostro desiderio è quello di far vivere l'attività fisica come una filosofia di vita. Non è necessario avere un fisico scultoreo per poter stare bene, bisogna aver voglia di fare, al di fuori degli schemi». Per ulteriori informazioni andate sul sito www.kinespiscinapalestraardore.com o telefonate al numero 0964/629040.

DOMENICA

23 SETTEMBRE 2012

LA RIVIERA

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la Riviera

Biblioteca meridionalista

Una (croni)storia della Calabria attraverso i “forestieri” di Giuseppe Fiorenza na sagoma snella ma vigorosamente delineata, protesa tra la terra e il cielo in perenne, voluttuoso slancio… È la statua forgiata nel 2008 dalle abili mani dell’artista Toni Custureri in ricordo della poetessa locrese Nosside (IV-III sec. A. Cr.) che adesso, dall’alto del basamento in marmo sito sull’omonima piazza del lungomare di Locri, accoglie il visitatore ancora stupendolo ed ammaliandolo all’interno di recondite, vibranti sensazioni. “O straniero, se navigando ti recherai a Mitilene dai bei cori […] dì che fui cara alle Muse e che la terra locrese mi generò…”. Nobile di famiglia e passionalmente legata alla sua città, fu testimone della sua grandezza e della feconda espansione. “Via dalle grame spalle questi scudi gettarono i Bruzzi, percossi nella mischia dai Locresi veloci nella lotta…”. Ma fu anche creatura sensuale dall’animo ardente e palpitante, emulatrice e rivale, assieme, di Saffo, che cantò la leggiadria e la potenza dell’Amore quale gioia suprema, superiore a qualsiasi altro

U

Un greco in Magna Grecia È il fantasma di Tommaso Campanella, che spinge Alberto Savinio a effettuare un viaggio in Calabria, filosofo da lui definito verticale, piramidale e tolemaico. È quanto viene fuori da una intervista rilasciata dallo scrittore a Giuseppe Selvaggi nel 1947. Alberto Savinio - ricordo - aveva scritto una introduzione a La Città del Sole (1942), nella quale il fascino del grande calabrese, lampeggiante e roccioso, non gli impediva di affermare con strepitosa insolenza che la Città del Sole come modello di repubblica era un modello da non imitare e contro di quel modello offriva come antidoto la grecità mentale, scrivendo con forza che «la libertà di pensare col proprio cervello [...] si accende per la prima volta in Grecia e la illumina, e non torna a riaccendersi nel mondo se non con l’Umanesimo». E, calcando la mano: «La Città del Sole non è un’utopia. Le manca il primo requisito di ogni utopia: la qualità ateistica. Lavorando in quest’aura utopica, ho finito per credere utopicamente che i miei lettori hanno tutti superato il pregiudizio della serietà, che tanto buio spande sulle cose della cultura e comunque della vita, e sanno ormai che la serietà è un ostacolo e una limitatezza, e dunque una forma di inintelligenza». Su Campanella ritorna Alberto Savinio nel Diario calabrese, in Vittorio Maria Cappelli, Alberto Savinio, Partita rimandata. Diario calabrese. 1948 ( Giunti, Firenze 1996). Il Diario calabrese fu scritto da Savinio nel 1948 a seguito del viaggio elettorale in terra nostra assieme al ministro socialdemocratico Roberto Tremelloni. L’approccio eccentrico e straniato rispetto all’evento politico (le elezioni “apocalittiche” del 1948) e la percezione dell’universo antropologico calabrese (che richiama la Tessaglia

IN EVIDENZA I “forestieri”, ossia gli intellettuali del nord, non sempre scesero in Calabria, carichi di strampalati pregiudizi, e non risalirono il dorso della penisola, mantenendoli e consacrandoli con il peso della loro riconosciuta autorità culturale. La lezione di Alberto Savinio è di cogente attualità per tutti gli untori, vestiti da cattedratici, che vanno appestando la Calabria.

dell’infanzia saviniana) sono fusi in un “pastiche” che riconferma l’intelligenza e lo stile dell’autore. Questi testi (scoperti nell’Archivio Carte Savinio di Firenze e curati e annotati dallo storico Vittorio Maria Cappelli) furono disseminati in un periodo abbastanza lungo, su riviste

(«Illustrazione italiana» e «Corriere d’informazione»), col risultato di renderne difficilmente riconoscibile l’unitarietà. A Crotone, 1948, lo scrittore nota la gravità dell’uomo calabro, al contrario dei greci, che hanno una condizione di levità, leggerezza che li fanno stare sulle cose piuttosto che dentro le cose: Si dice che questi italiani quaggiù sono greci. È vero. Ma con una certa quale differenza. Il greco, anche il pastore che non colloquia sui monti se non coi capi del proprio gregge, non sta chiuso dentro le cose ma vive di là dalle cose, con leggerezza. Anche stanco, anche vecchio, il greco ha nel passo una specie di danza.

A Stilo 1948 nota la costruzione del modello teorico della Città del Sole nella cittadina stessa, anche se il luogo dell’opera notoriamente Tabropana, è un’isola orientale. In sostanza, crediamo che Savinio lo collochi laddove Campanella parla del posto dove “Sorge nell’alta campagna

un colle, sopra il quale sta la maggior parte della città; ma arrivano i suoi giri molto spazio fuor delle radici del monte […] dentro vi sono tutte l’arti, e l’inventori loro, e li diversi modi, come s’usano in diverse regioni del mondo”. (da La Città del Sole 1602) In effetti, per chi guarda la cittadina, sovrastata dal “panettone” (Savinio lo chiama pan di zucchero) rappresentato dal masso del Monte Consolino, sulla cui pancia sta “incollata” Stilo, non può fare a a meno di pensare che il modello del filosofo sia stato quello: Stilo è per me il luogo più illustre della Calabria. Non tanto per il suo Duomo né per la vicina Cattolica, quanto perché questa città rupestre e a pan di zucchero è il modello vivo della Città del Sole. Diremmo che Savinio si strascina appresso, nel suo viaggio in Calabria, Tommaso Campanella, l’idea di Campanella, di cui parlando della sua visita a Telesio morto poco prima, scrive di ciò che deve aver provato Campanella, di quello che lui possa aver detto a Telesio. Ecco, questo è il suo rovello per tutto il tempo che dura il viaggio in Calabria. Sapere ciò che non potrà mai sapere! Annota, Cosenza 1948: Siamo per arrivare a Cosenza. Nella cattedrale di Cosenza, Tommaso Campanella passò una notte intera a colloquio col cadavere di Bernardino Telesio. Questo colloquio notturno, nella tenebrosa vastità della chiesa, tra un filosofo vivo e un filosofo morto, è uno degli episodi più drammatici e assieme più commoventi che io mi conosca. No morto, entrò nella cattedrale ove la salma era stata portata e deposta sul catafalco, eluse la vigilanza dei guardiani, passò la notte presso la bara. L’accenno al brigantaggio lo lascia meditabondo sull’equivo-

co della storia ufficiale nei confronti di chi difese la patria come i partigiani e appunto i briganti, assetati di giustizia. Annota, Catanzaro 1948: Il brigantaggio della Calabria era una forma di patriottismo, affine ai kleftes (i ladri) che combattevano per la liberazione della Grecia e ai nostri Partigiani: la sola forma di patriottismo, la sola forma di liberalismo, la sola forma di giustizia, la sola forma di umana vita, in mezzo alla legale iniquità di quel tempo, in mezzo alla legale crudeltà, in mezzo alla legale inumanità. O equivoco bestiale! Alla fine, nei pensieri dello scrittore ritorna il filosofo e il rovello di cui dicevamo sopra: Intanto penso a cose lontanissime. Penso che sono io stesso Tommaso Campanella, a colloquio di notte nella cattedrale di Cosenza col cadavere di Bernardino Telesio. Parafrasando, ed esagerando, potremmo dire che l’identificazione nel Filosofo, che si confronta con Telesio, è l’identificazione dello scrittore che si mette a confronto con la Calabria e la sua storia?

CHI È ALBERTO SAVINIO, alias Andrea De Chirico (Atene 1891-Roma 1952), fu pittore, scrittore, musicista, scenografo e regista. Tra le sue numrose opere: Hermaphrodito (1918); La casa ispirata (1925); Angelica o la notte di maggio (1927); Tragedia dell’infanzia (1937); Infanzia di Nivasio Dolcemare (1941); Narrate, uomini, la vostra storia (1942); Ascolto il tuo cuore, città (1944); Scatola sonora (1955); Vita dei fantasmi (1962); Nuova enciclopedia (1977); Il signor Dido (1978); La nascita di Venere (2007).

MESSAGGI NEL TEMPO di Daniela Ferraro

Sulle norme di Nosside GIOCO D’AMORE

Solo una goccia del mare dei tuoi occhi vorrei bere, stasera. Tu stilla piano dalle concavi mani a molli labbra. Solo una goccia fa straripare oceani ebbri di spuma, solo una goccia il fiore nutre e conforta.

CERIMONIADEGLIADDII

Per Silvana Manti

trapassata il 3 settembre Cara Silvana potremo più vederti né sentire la tua te ne sei andata così in silenzio che quasi voce, ma la morte non ti ha portata via non ci sembra vero, vorremmo dirti tante completamente, rimarrà sempre dentro cose, noi che ti abbiamo avuta eccelsa di noi la tua dolcezza, la tua disponibilità collega all’Ipsia di Siderno. Ma non ci nel risolvere i piccoli o grandi problemi sono parole che possono esprimere il che ognuno di noi quotidianamente ti nostro dolore, esse sono trattenute nel presentava, la dignità con cui hai affronnostro cuore così come le lacrime erano tato la malattia ed il tuo attaccamento trattenute nei nostri occhi ogni volta che alla vita ed al lavoro che nonostante tutto ti incontravamo e ti vedevamo sempre non hai mai trascurato. più piccola e più sofferente. Adesso non Cara Silvana, negli ultimi mesi, è stato

bene dai mortali fruibile. “Nulla è più dolce dell’Amore ed ogni altra gioia viene dopo di lui; dalla mia bocca io sputo pure il miele…”. Sulle orme di Nosside, un mio dovuto omaggio.

difficile per noi starti vicino nel modo più discreto possibile, cercando di farti sentire che non eri sola, ti chiediamo scusa se spesso non abbiamo capito i tuoi bisogni, se ti abbiamo fatto carico di problemi non tuoi e se adesso non siamo in grado di esprimere ciò che sentiamo. Vorremmo, Silvana, che queste nostre lacrime ti possano raggiungere come segno di vera amicizia. Grazie per averci permesso di conoscerti. DOMENICA

- È ferma l’aria e d’un battito ascoso sono i secondi Tu stilla piano… Alle vene anelanti divino è il gioco e voluttà profonda. 30 SETTEMBRE 2012

LA RIVIERA

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Parlando

di...

Cultura e società PROGETTO “SCRIVERE IN ASPROMONTE”

foto NOTIZIE

L’ultimo pastore ANTONELLA ITALIANO

Reggio Calabria: Antonacci fatappa a piazza Castello Si terrà martedì 23 ottobre, alle ore 21.30, il concerto di Biagio Antonacci, tappa del tour 2012. Ad ospitarlo la splendida piazza Castello di Reggio Calabria. Uno spettacolo organizzato col patrocinio del Comune e della Regione. Sapessi dire no, a venti settimane dall’uscita, è stabile ai vertici delle più importanti classifiche italiane, diventando così il maggior successo discografico del 2012. Dal 27 settembre il video di Insieme Finire è in rotazione, in anteprima, su deejay.it, mentre dal 2 ottobre sarà online anche sul canale ufficiale YouTube di Biagio. Compagni di viaggio dell’artista saranno alcuni album “storici” – in formato vinile – dei più importanti cantautori della musica italiana, a voler significare che la buona musica e la creatività possono arrivare ovunque, superando qualsiasi limite o confine.

Bovalino Pino Macrì ripercorre la storia dei Ruffo La Pro-loco di Bovalino e l’Istituto di istruzione superiore “F. La Cava” presentano: “2 ottobre 1847 - 2 ottobre 2012 Bovalino, da Gaetano a Elio Ruffo”. Il convegno, che si terrà all’Auditorium del liceo il 2 ottobre alle ore 21.00, prevede una conferenzadibattito sul tema “Gaetano Ruffo e i Martiri di Gerace, precursori del Risorgimento Italiano”, relatore sarà Pino Macrì socio dep. di Storia Patria per la Calabria. A seguire la proiezione in anteprima dei documentari di Elio Ruffo ritenuti persi e recuperati di recente: Gerace (1950), Il Monte di Pietà (1952), Il bosco dei cavalli selvaggi (1958). Grande amico di Mario La Cava condivise molti aspetti dell’ideologia di sinistra e dell’impegno democratico, conducendo le sue battaglie attraverso il cinema.

Testa dura di una capra! Ad Antonio a volte sembra proprio di impazzire. Alla guida di un gregge allegro e irriverente, lascia la cima del Drago, di buon mattino, per raggiungere la sorgente del Vecchio, giù nella valle. Qualche attimo per recuperare i capi ribelli, poi procede sereno verso il fiume. Nei pressi del puntone Galera, l’insolita comitiva, imbocca un sentiero scavato tra le rocce. Antonio è solo sull’Aspromonte, e a parte l’eco della sua voce e il belare confuso delle bestie, sono solo i ricordi a tenergli compagnia. Tra le rocce color d’argento e ferro, ci giocava quand’era bambino. - Ntò - urlava suo padre, temendo che, più disubbidiente delle capre stesse, si facesse male. - Ntò - ripeteva minaccioso per l’ultima volta, ed un bimbo sudato e raggiante gli correva incontro, agitando un bastone più grande di lui: - Pà stai tranquillo, da qua le guardo io - e massaru Saverio sorrideva. Quando il sole si alza dall’est raggiungiamo la cima del Drago. È una bella mattina di settembre e il pensiero di visitare l’Aspromonte ci rende già frizzanti. Dai finestrini del fuoristrada l’aria entra fresca, le case lasciano il posto a boschi di querce e pini, si rincorrono e si fondono tonalità di verde e di marrone e persino l’azzurro del cielo sparisce, divorato da una luce troppo intensa. Ad aspettarci, al rifugio estivo, c’è Antonio, uno degli ultimi pastori, ed una capra impaziente che bolle già nel pentolone. Persino la tavola è pronta per l’antipasto: ottimo vino rosso, formaggio di pecora, zucchine sott’olio tagliate a listelle, pane di casa. Davanti a quel ben di Dio, onestamente, ci arrendiamo, scordando che una parte del nostro gruppo è ancora per strada.

Pietro controlla il fuoco, Pasquale offre assaggi di carne tenera già pronta, Antonio si affaccia sulla valle. Ancora è presto per il rientro del gregge; le capre, si sa, godono di un ottimo senso dell’orientamento e, al tramonto, ripercorrono da sole il sentiero che, dalla fonte, le riporta all’ovile. Fu suo padre ad insegnarglielo, quando, ancora studente, Antonio divideva le giornate tra l’impegno della scuola e il gioco del pastore. Poi i giorni divennero mesi, e i mesi anni, e il gioco divenne la vita, e la vita tolse alle cose il gusto della leggerezza. Fu allora che Antonio non volle fare più il pastore. Fu allora che volle andare via, lontano dagli alberi e dagli animali, lontano dai monti e dal paese. Lontano, a sfidare i vent’anni. Ma, nella nuova città, si accorse che l’aria odorava di nepetella e pino, percepì nei cibi il sapore di ricotta calda e siero, e il frastuono delle auto per strada non riuscì a coprire l’eco delle voci nella valle, che dal cuore gli rimbombavano nelle orecchie. Continuamente. Era un angelo dell’Aspromonte ormai. Quando lo capì, tornò a casa. Massaru Saverio, felice come pochi, gli insegnò

Riace e la festa dei Santi Medici Cosma e Damiano Ogni anno dalla tarda sera del 24 settembre, durante tutta la notte, la mattinata e la giornata seguente, lungo le vie del litorale ionico, nord e a sud di Riace, e per le strade secondarie dell'agro dell'alta Locride, un esercito disordinato muove salmodiando in pellegrinaggio. Sono i devoti dei Santi Medici, Cosma e Damiano, che si portano al santuario presso Riace, per sciogliere un voto o anche per sola venerazione. Alcuni pellegrini, a piedi, tante volte anche scalzi, penitenti in cammino, praticano il digiuno. Una configurazione di pellegrinaggio che riproduce una opaca rimanenza di una usanza arcaica, un'eredità radiosa della feconda epoca bizantina. La memoria vuole che i due Eroi della fede siano stai fratelli, tutti e due medici e che pre-

stassero l'opera loro gratuitamente. È appunto il loro altruismo che spiega, in parte almeno, l'immensa ed unanime devozione che un popolo, che conserva ancora tanto delle forme pagane, assegna loro con tanto entusiasmo. Dottori, taumaturghi, guaritori senza compenso: queste sono le singolari doti che hanno fatto di Cosimo e Damiano, gli ufficiali santi operatori di miracoli e di dispensatori di grazie. A Riace, il giorno della festa la folla è stata, come di consueto, incommensurabile; gli Eletti durante la giornata e soprattutto durante la processione del 26 mattina sono stati immersi nei doni dei pellegrini. Al termine della veglia, i devoti Zingari, Rom e Sinti sono partiti come da tradizione dal Santuario a sud del paese, suonando e danzando, per ragDOMENICA

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LA RIVIERA

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la Riviera

I NUMERI DEL 2012

64.153 ettari di territorio sono le attuali dimensioni del Parco Nazionale dell’Aspromonte. Con il DPR 10 luglio 2008 (GU 231) gli furono tolti circa 10.500 ettari.

foto NOTIZIE

50 tra ovini e caprini circa, sono i capi attaccati dai lupi nel 2011 e risarciti dall’Ente Parco Aspromonte. Circa 20 quelli stimati, ma non documentati, nel 2012. come costruire un rifugio estivo per il bestiame. Padre e figlio scelsero un posto areato e alto, più di 1100 metri, e lo attrezzarono per restarci nei mesi della primavera e dell’autunno. Da aprile ad agosto, così, si dedicarono alla cura delle mucche, che andavano munte ogni giorno per ricavarci ricotta e formaggi, ma senza privare del latte i vitellini. Con la comparsa della prima neve il gregge fu spostato al rifugio invernale, posto a circa 600 metri, proprio sotto il monte Giove, al riparo dalla gelida Tramontana. Antonio imparò a riconoscere la pista del lupo sulla neve, che spesso si accompagnava a quella della vittima di turno, trascinata ancora viva fino al branco. Il pastore non può mancare mai all’appuntamento con il gregge, anche per questo motivo. Il viso del ragazzo è triste ora. Sono tanti i capi uccisi dai lupi in questi mesi. Troppi in rapporto alla fatica e al tempo da dedicare alle mandrie, alle rinunce che è necessario fare. D’improvviso il motore di un’auto. Finalmente il resto della redazione ci ha raggiunti, chiassosa e allegra, e prende posto a tavola. Anche la capra prende posto, in ampi contenitori fumanti. Condita con olio e cipolla, inebria la vista e il palato. Brindiamo dunque ai nostri benefattori. - Cos’è? Cos’è? – grida ad un tratto il piccolo Virgilio. Più di 700 capi risalgono dal fiume, è il gregge di Antonio che torna per la notte. Al richiamo del pastore cambia rotta, puntando dritto dritto su di noi. Sembra un miracolo quel quadro cangiante, fatto da centinaia di colori. Ed è una musica quella loro conversazione; è la danza dei cani e del bastone. Di chi non ha paura del buio che incombe. Di angeli che in Aspromonte dormono… con le stelle.

giungere la Matrice da dove le statue dei santi sono partire per la effervescente processione. I due cortei si sono unificati sotto i simulacri di Cosma e Damiano. È stato questo uno dei momenti più lancinanti della solennità: la folla urla, acclama e tutti insieme i fedeli di ogni parte della Calabria hanno “scortato” i loro protettori al Santuario, danzando al suono degli organetti e tamburelli. Durante la processione, presieduta dal canonico e presidente della festa don Pino Strangio, unitamente al rettore del santuario don Giovanni Coniglio ed al canonico del capitolo della cattedrale don Antonio Finocchiaro, i Martiti hanno ricevuto di continuo offerte e voti, i bambini sono stati protesi a toccare le statue per essere allegoricamente affidati alla loro potente protezione. Gli Zingari, coperti da mille colori, con i loro costumi sfavillanti, hanno aperto il corteo ballando, e gridando invocazioni. Il culmine della festa è stato sancito dall'arrivo al piazzale del Santuario dove il vescovo Mons. Giuseppe Fiorini Morosini ha celebrato l'Eucarestia. Il 27 settembre, in conclusione, ha avuto inizio una nuova veglia, che stavolta si è svolta al santuario nel quale i devoti hanno trascorso la notte in preghiera interrotta da musica, canti e danze dei numerosi pellegrini

accorsi per rendere omaggio ai due Fratelli d'Oriente. Questa atmosfera di vitalità, gioia e spiritualità si è protratta fino al pomeriggio quando i preziosi simulacri sono stati riportati in processione nuovamente alla Matrice per rimanere là in attesa della prossima festa del prossimo anno. Tutto, a Riace, si è fatto in grande stile, tutto è stato predisposto con meticolosità e con fede, perché i Santi devono

1 milione di euro è quanto spende il Parco del Pollino, ogni anno, per risarcire i danni arrecati ai pastori dalla fauna selvatica (compresi i cinghiali).

Decine di branchi

Arangara, gruppo di musica etnorock calabrese, si fa accompagnare da un artista di tutto rispetto. Neanche Francesco Guccini resiste alla tentazione della nostra musica popolare, e si esibisce alla chitarra battente. Attimi senza prezzo!

di lupi sono stati avvistati in Aspromonte. Non esiste una stima precisa sul loro numero, e il danno ufficioso arrecato ai pastori è considerevole.

Peregrinatio, antica processione del quadro della Madonna della Consolazione. La foto storica è stata scattata a Nasidi. Il tempo ha cambiato i metodi del trasporto, le istituzioni, ma ha lasciato immutata la devozione del popolo calabrese.

essere onorati, e, poiché siamo in Calabria è utile rammentare una delle tante massime di Pitagora, filosofo calabrese del V secolo a.C. “in qualunque centro o città tu vai, rispetta le sue tradizioni”. Così a Riace, in ossequio ai motti di questo “gigante greco” si continua ad osservare la tradizione religiosa tra fede e folclore, tra preghiera e spettacolo, tra cultura e culto. La festa dei Santi Anàrgiri, ha dato il via alla macellazione dei primi maiali e alla preparazione delle prime salsicce. Lungo la strada, attorno alle piazze, macellerie e salumerie improvvisate e banchi di vendita con quattro pali, quattro tavole e un qualche telone per fare il tetto. Le carni rosse e rosee trasudavano al sole le ultime gocce di umore che la morte ha conservato. E la gente ha mangiato, bevuto e qualche volta qualcuno si è addormentato su quelle tavole costruite alla buona per l'occasione. I vescovi, nella storia, non sono stati insensibili ed indifferenti di fronte a certe usanze ancora pagane, soprattutto in occasione delle feste dei santi, ma il popolo ha sempre resistito ostinatamente. La festa nel Santuario di Riace (Reggio Calabria) si fa risalire al 1669, tuttavia Cosimo e Damiano furono nominati Santi Patroni di Riace solo nel 1734. Elia Fiorenza

REGGIO CALABRIA

Al via i corsi di scrittura creativa e giornalistica

Onda Calabra scende in campo

L’agenzia editoriale Disversi organizza un workshop di scrittura creativa, destinato a chiunque voglia cimentarsi con la scrittura nei suoi differenti ambiti (racconto, romanzo, poesia, scrittura giornalistica). Il corso è articolato in lezioni collettive teoriche e pratiche, tramite le quali sarà possibile apprendere le basi della scrittura creativa e giornalistica e le principali regole di stile e composizione. I corsi saranno tenuti dalla scrittrice Eva Clesis, dalla scrittrice/giornalista Katia Collica e dallo scrittore Ivan Arillotta per la sezione fiction/poetry, e dal giornalista Antonio Aprile per la sezione non fiction/giornalismo. A fine corso ogni iscritto potrà presentare un elaborato. I migliori saranno pubblicati sulla rivista online Unonove. Per ulteriori informazioni inviate una e-mail a scritturazoo@gmail.com o chiamate ai numeri 3299815211 o 3931658711 DOMENICA

per “una giustizia giusta”. La democrazia si raggiunge con il contributo diretto dei cittadini e la Calabria è ormai pronta: l’8 ottobre 2012 inizia la rivoluzione contro il governo delle banche!

Orchestra Provinciale nella centralissima Piazza del Tocco di Gerace, per il concerto dell’Evento “Muti”. 140 giovani musicisti, diretti dai maestri P. Lucà, M. Managò, V. Panuccio, R. Caridi, G. Pisano e C. Nicolosi, si sono esibiti per l’Anci.

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LA RIVIERA

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Parlando

di...

La verità dell’Iride di Benjamin Bowson

Arriva l’ IPAD5 Non mi hanno pagato per fare pubblicità. Né la Apple ne ha bisogno. Siete al corrente di tutto ciò che è tecnologia di ultima generazione. IPod, iPhone, iTouch, iPadmini. Sapete tutto su pc e mc. Aveste la stessa cultura in altri campi sareste dei geni. Giustamente, state al passo coi tempi. Siete figli della vostra epoca. Noi ci intendevamo d’altro, soprattutto di cose che servivano a produrre altre cose di utilizzo pratico. Certo, anche la tecnologia può dare un futuro. Ma un lavoro non lo dà a tutti. Anzi la maggioranza di quelli in fila davanti agli Applestore non mangia con l’elettronica, piuttosto vive di lavori duri, che portano a stento alla fine del mese. Eppure siete tutti lì, riempite fino all'inverosimile gli unici negozi allegri, lontani dalla tristezza di tantissimi shop vuoti. Siete sorridenti, coccolati da miriadi di commessi gentili, così tanti e così tanto gentili da pensare che i colossi del software li paghino cifre esorbitanti e non siano precari a basso costo come la maggior parte dei loro clienti. Ma si, che diamine, una botta di vita e l’ultimo nato in casa Apple sarà vostro. E chi se ne frega se allo stesso prezzo vi potreste fare un’indimenticabile vacanza a Istanbul, insieme al vostro partner. I fidanzati passano, telefoni e touch screen restano, anche se a dire il vero diventano obsoleti in un lampo e non finisci di estinguere un prestito che ne devi riaccendere un altro. E che caspita mica siete teste calde come me o quelli della mia generazione, che con quei soldi si sarebbero comperati un paio di panetti di cioccolato libanese e si sarebbero sballati per un bel po’ di mesi. Meglio voi, in fondo siete meno nocivi di quello che eravamo noi. Vi rifilate in casa a farvi di pixel e non date fastidio a nessuno. Per questo sono certo, e vi do la buona novella. Quando non riuscirete a pagarveli, ve li regaleranno gli iPad. Anzi la creatura numero 15 vi verrà recapitata direttamente a casa, senza costringervi a file faticose.

L’OROSCOPO

B

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I

G

A

N

T

I

Il brizzolato di Ruggero Brizzi

Denuncia il governo Monti. Oggi si può

Pedace denuncia

A partire dal Trattato di Maastricht e poi, a seguire, con l’ingresso dell’Italia nell’Eurozona, e con la conseguente trasformazione della funzione di emissione di moneta sovrana (la Lira) da parte del nostro Stato nel sistema facente capo alla Banca Centrale Europea e al Sistema Europeo delle Banche Centrali (l’Euro), è stato imposto di consegnare le sue primarie sovranità nelle mani di organismi esterni alla Repubblica e non eletti dagli italiani e ciò ha comportato danni immensi alla democrazia e ai nostri diritti. Tutto ciò è avvenuto senza che i popoli europei, né quello italiano, abbiano mai manifestato il loro espresso e formale consenso. Facciamoci sentire ora! Firmiamo e consegniamo alla caserma più vicina la “maxi protesta del popolo”. Sarà possibile scaricare la denuncia su: www.maxiprotestadelpopolo.jimdo.com

Suerte di Mario Leo Bruzzaniti

Arriva un momento... Arriva un momento della tua vita in cui hai paura di inseguire i bambini e rotolarti con loro nell’erba per non sporcarti i pantaloni e il giubbotto. Arriva, ugualmente, il momento in cui cominci a guardarti intorno prima di scegliere cosa ne sarà di te, valutando tutte le possibilità e osservando con religioso stupore le sicurezze che si allontanano. Ci penserai prima di chiedere un favore a un uomo di colore, o no. Perché penserai che di diverso da te non può avere solo il colore della pelle. E sicuramente, prima o poi, non vedrai l’ora di abbandonare un ritrovo tra amici, o detesterai il pensiero di casa per il Natale. Penserai a quanto sarà difficile tornare a quelle scale o

addormentarsi prima dell’una di notte. Ci penserai prima di raccontare ancora quella barzelletta, e non la racconterai a tuo padre. Non vorrai più uscire nel weekend. Non metterai più la testa sotto il cuscino al suono della sveglia. Non sarai più metereopatico. Sarai solo apatico. Forse psicopatico. Non ti piacerà più andare al cinema perché il bigliettaio che ti faceva entrare gratis è morto, e perché non avrai più voglia di ‘bocche in prestito per urlare quello che hai dentro’. Non farai più foto. Non regalerai più fiori a tua moglie. Sarai invidioso dei figli e di tutta la loro vita, ancora così piena di illusioni. Non ti stupirai più dei tramonti. Non inseguirai più gli uccelli sul lungo-

mare. Non penserai più a farti il bagno in una notte di aprile in un mare ancora troppo freddo e solitario. Non ci metterai più tre ore a scegliere i due gusti per il gelato. Ti diranno che cioccolato e limone non è un accoppiamento corretto, e lo convertirai in fragola e pistacchio. Non ti piacerà più fare a gara con il tuo migliore amico sulle capitali del mondo. Non ti preoccuperai di fare la raccolta differenziata. Non cercherai più di imparare altre lingue. Non sarai più capace di abbracciare un altro essere umano, né di sorridere con il cuore. Non crederai nella risurrezione dei morti, né nella vita del mondo che verrà, amen. Penserai allo sbattere della spuma venerea sul bagnasciuga, all’insaziabilità delle onde che non smettono mai di muoversi. Ricorderai delle lotte e dei timori di una terra cruda, falsa. Piangerai al ricordo dell’innocenza, vorrai solo tornare. Forse vivrai di sogni. O forse morirai di sogni.

A Pedace, comune di 2000 abitanti nel cosentino, 11 dipendenti comunali, tra cui cinque donne, finiscono agli arresti per assenteismo con l’accusa di truffa aggravata e continuata ai danni del Comune. Nella cittadina silana, gli uomini delle forze dell’ordine, per mesi, hanno assistito a un fenomeno particolare: i dipendenti comunali si sono accorti che 11 di loro (a tempo indeterminato e LSU) si recavano al lavoro uno per volta a timbrare per tutti gli altri 10 che per la giornata restavano assenti. Non solo. Lo “sfortunato” di turno si preoccupava di segnare per gli altri gli straordinari. L’ennesimo strappo tra istituzioni e cittadini, tra retribuiti nullafacenti e disoccupati impegnati a cercar qualcosa. In tempi in cui, pur di lavorare, la gente si inventa di tutto e il disinnamoramento verso le istituzioni è ormai tradimento da parte di entrambi, ai cittadini son girate, finalmente, le scatole. Le indagini sono partite non dall’Amministrazione comunale (ovviamente al corrente di tutto) ma dalla gente che da tempo lamentava file agli sportelli e tempi infiniti di gestione delle pratiche. Pedace è un pò il simbolo della nostra Calabria. Gente che fa audience per le truffe, amministrazioni immobili, svogliate e finte tonte e popolo silente e fuori dagli schermi che continua con coraggio a denunciare quelli che un tempo erano amici a cui si era perdonato tutto. Ma ci voleva la crisi?

ARIETE

GEMELLI

LEONE

BILANCIA

SAGITTARIO

ACQUARIO

L’atmosfera dove veleggiano i sentimenti è resa calda e sensuale dalla presenza di Venere nel segno amico e armonico del Leone. Le stelle sono avare, almeno in fatto di soldi. Vi lascerete tentare dal progetto di un viaggio decisamente troppo dispendioso. Vi sentirete bene vestiti di rosso, con un rubino al dito e avvolti in una nuvola di essenze amare come il sandalo e il tabacco.

Con tante stelle a favore è facile essere di buonumore. Il clima amoroso è caldo, caratterizzato da eventi che appassionano gli innamorati e tutti i nati in Gemelli che hanno voglia di provare emozioni intense. Non potete che dare ascolto ai suggerimenti del cuore. Concentrazione e ottimismo aiutano in campo pratico, specie negli studi. Successi in tutti i campi. Cogliete l'attimo!

In questa giornata qualsiasi siano le questioni da risolvere di certo saranno un ottimo esercizio per la vostra mente e per la vostra intelligenza che ultimamente stava un po' scadendo nell'abitudine. Se siete seriamente interessati a mettervi in luce di fronte ai vostri superiori allora tentate il tutto per tutto e non lasciate che altri possano rubarvi lo scettro.

Una nuova conoscenza avrà effetti fulminanti. Ne ricaverete vantaggi nel privato dei sentimenti e anche nel lavoro. Potrete godervi il caldo espandersi di una serena affettività, giocata sia sul piano dell'amicizia che su quello della sensualità. È necessario un processo di purificazione a partire dalla dieta. Fate il pieno di vitamine! E eliminate i cibi troppo grassi.

La vostra agenda si infoltisce di nuovi amici o semplici ma interessanti conoscenze. Proprio da loro vi arrivano gli stimoli che consentono di arricchire il vostro bagaglio di cultura ed esperienze. Trasferite in campo lavorativo, queste energie faranno di voi un collaboratore prezioso. Mentre nel settore sentimentale il caldo vi renderà un partner eccellente.

Se articolerete nel modo migliore le vostre argomentazioni in questa settimana verrete senza dubbio creduti e vi verranno concesse più possibilità per portare a termine i vostri piani nonostante i continui ritardi. Al contrario se punterete troppo sugli altri e sul possibile loro coinvolgimento, allora vi dovrete affidare a mani inesperte e poco rassicuranti.

TORO

CANCRO

VERGINE

SCORPIONE

CAPRICORNO

PESCI

Se lascerete troppo qualcuno fare da soli, vi ritroverete per forza di cose con un lavoro fatto male, soprattutto se non darete loro una guida e non sarete abbastanza autoritari da imporvi. Non potete fare finta che non vi interessi nulla di questo progetto in quanto anche voi ne otterrete qualcosa, quindi tentate di dare il meglio anche quando non ne avete affatto voglia.

Cercate di essere più duttili ed evitate di irrigidirvi su posizioni scontate: potreste diventare noiosi e ripetitivi. Occhio a come parlate e vi comportate con i colleghi: siete piuttosto esposti al rischio di commettere qualche micidiale gaffe. Bene per agilità a livello fisico e ciò che è connesso alla muscolatura.

Cercate di realizzare i progetti che vi stanno a cuore e sollecitate i contatti che vi interessano perché in questo periodo vedrete soddisfatte molte vostre ambizioni e valorizzate le vostre capacità. Per mantenervi in forma iscrivetevi a una palestra ben frequentata, magari in compagnia di un amico. Unirete l'utile al dilettevole

Se vi scontrerete faccia a faccia con il vostro capo o con i vostri colleghi in questa settimana è ben possibile che alla fine invece di arrivare ad una rottura totale arriviate ad un punto in comune! Proseguirete pertanto questa combo di progetti in modo tale da ottenere dei risultati convincenti ed essere alla fine tutti molto felici e sereni!

Si pone, tra voi e il raggiungimento dei vostri desideri, una persona arrogante che con la sua presenza raggela un tenero slancio. Evitate di mettere a repentaglio i vostri soldi. Cercate di non fare la prima colazione dopo le nove di mattina e limitate gli zuccheri. Sarebbe uno stress per il vostro stomaco.

Un nativo Pesci ha sempre bisogno di conferme e di incoraggiamenti per muoversi e liberare le emozioni: forza! Oggi le stelle vi appoggiano. Se siete confusi e dubbiosi, la Luna vi aiuterà a fare chiarezza e a scoprire che nessuno vuole farvi del male.

DOMENICA

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1 “Ritorno al Futuro” per Pietro Naso 2 Bovalinesi illustri in Consiglio provinciale 3 Lillo il bagnino, in una posa che ricorda un noto personaggio dei film da “incubo” 4 Davide, il nuovo giudice di forum, sarà presto sugli schermi di canale 5 5 Brigante Sigilli al lavoro 6 Masino Mittiga e Salvatore Galluzzo in duello per offrire il caffè al Sindaco di Canolo 7 Il forestale Imperitura protesta alla regione 8 Morosini legge l’articolo di Pasquino 9 Grotteria in missione a Reggio 10 Peppiniello Manto, il Bruce Lee del Kurupai 11 Aspettando La Cava 12 Anvedi che fusti 13 Manuela Cricelli in versione Na'vi 14 Tommaso e Paolo, ricordi di un’estate magnifica 15 Salvo come un tronista di U&D 16 Gianni Nucera si avvicina (troppo?) a Pietro Melia 17 Il Gruppo Ass. Maria SS. Addolorata di Roccella e il nostro Pino Ravel 18 Il sidernese Luigi Nesci ogni mattina al TGR 19 Il Bombo come Rocky IV. Preparativi per l’estate 2013

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Tanti auguri al piccolo Mattia per il suo 1° compleanno. I nonni Paolo e Carmelina ed i cugini francesca, Giuseppe e Michela DOMENICA

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La Riviera n° 40 del 30/09/2012