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Ad Alfredo Niceforo nel suo saggio La delinquenza in Sardegna del 1897 parve di poter documentare che prova evidente della propensione a delinquere dei sardi fosse l'amore per i fucili da caccia. Anche la scienza cosiddetta s'aggiorna. Ăˆ la propensione all'impresa che indica l'uomo delinquente.


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CONTROCOPERTINA

La triade illegittima della sanità reggina JIM BRUZZESE ’ennesima perdita di tempo e di soldi, tantissimi soldi: tutti gli atti prodotti sotto l’amministrazione Squillacioti saranno ritenuti nulli. Sua Sanità Rosanna Squillacioti, direttore generale dell’Asp reggina, ha nominato alla sua destra, nel ruolo di direttore amministrativo, Vincenzo Scali e, alla sua sinistra, nel ruolo di direttore sanitario, Francesco Sarica. L’ex ufficiale della capitaneria di porto Vincenzo Scali non ci risulta essere in possesso del requisito di cinque anni di direzione sanitaria pubblica o privata. Mentre ci risulta invece essere - incompatibilmente con il suo nuovo ruolo di direttore amministrativo - consulente a stipendio (secondo il Corriere della Calabria del 15.11.2012) del dipartimento presidenza per i trasporti. Chi invece siede alla sua sinistra, il fidato Francesco Sarica, (già nello staff di Sua Sanità) risulta privo dei requisiti. L’incarico di direttore sanitario inoltre è incompatibile con quello di responsabile della struttura di cure primarie. Ma in provincia di Reggio l’incompatibilità vuol dire normalità. O almeno tutto è normalità secondo la ricetta del governatore Giuseppe Scopelliti. Accade allora che la signora Rosanna Squillacioti, un’ex dirigente della Regione, ha chiesto e ottenuto il prepensionamento

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con decorrenza 1 ottobre 2012 (le indiscrezioni parlano di una liquidazione da oltre 250mila euro). L’art. 10 comma 9 L.R. n. 34/2010, che regola l’esodo dei dipendenti vieta in modo assoluto a coloro che ne hanno beneficiato di instaurare rapporti di lavoro o stipulare contratti per il conferimento di incarichi di consulenza e collaborazione con la Regione e con gli enti, aziende e società regionali, per i cinque anni successivi alla risoluzione del rapporto. Vincolo di legge ignorato da tutti e in particolare dal Governatore che, dopo una vittoria non definitiva su Carullo, ha deliberato il reintegro della Squillacioti pur non avendo essa più i requisiti per l’incarico di Direttore Generale. La violazione della legge regionale potrebbe ora costarle caro non solo per avere percepito illegittimamente almeno cinque stipendi, ma anche per avere assunto atti e provvedimenti nulli, a partire dalla delibera di approvazione dell’atto Aziendale, di proroga (illegale) dei contratti ad alcuni noti soggetti esterni non sanitari (la sagra degli ordini di servizio) ex art.15, di conferimento degli incarichi di struttura complessa, dipartimenti, di nomina dello stesso direttore sanitario etc... Un inghippo di non poco conto che potrebbe mandare in tilt la già precaria macchina amministrativa e sanitaria dell’Asp, generare contenziosi e arrecare gravi danni alle casse dell’Asp reggina.

Il punto Rosanna Squillacioti, direttore generale dell’Asp reggina, è un’ ex dirigente della Regione che ha chiesto e ottenuto il prepensionamento con decorrenza 1 ottobre 2012. Ma la legge vieta in modo assoluto a coloro che ne hanno beneficiato di instaurare rapporti di lavoro con la Regione per i cinque anni successivi dalla risoluzione del contratto precedente DOMENICA 10 MARZO

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LA SETTIMANA

OPERAZIONE METROPOLIS

Cosche Morabito e Aquino 20 arresti e 450 milioni confiscati Tra i 20 ordini di arresti dell’operazione “Metropolis”, scattata stamane e condotta dagli uomini del Gico del Nucleo di Polizia Tributaria di Reggio Calabria, del Scico di Roma e del Gruppo di Locri nei confronti di altrettanti soggetti considerati legati alle potenti cosche Morabito ed Aquino, che operano nella fascia jonica reggina, ci sarebbero anche l’ingegnere Bruno Verdiglione, attualmente irreperibile, ed il padre del calciatore Giuseppe Sculli, attualmente in forza al

Elisabetta Gregoraci calabrese e amica della Calabria allieva del professore Giuseppe Cavallo Elisabetta Gregoraci, nota attrice, showgirl, modella e moglie dell'imprenditore Flavio Briatore, è tra i tesserati della FIKBMS presso l'Accademia Kickboxing di Caulonia-Siderno- Polistena diretta dal maestro Giuseppe Cavallo. La Gregoraci ha sposato il progetto Difesa Personale riservato alle donne. Ed è entrata a far parte della commissione femminile del settore difesa personale della federazione riconosciuta dal CONI, presieduta da Ennio Falsoni. Da sempre sensibile alle tematiche di tutela e difesa delle fasce deboli della società la Gregoraci opera a livello sociale, internazionalmente, per valorizzare il ruolo della donna nelle varie culture. «Il progetto di difesa personale della FIKBMS” ritengo sia una delle iniziative più

incisive per tutelare e salvaguardare le persone di sesso femminile in una società che vuole relegarle a un ruolo di secondo piano. Tante donne, maltrattate da prepotenti o, addirittura, violentate, grazie alla conoscenza del programma di difesa federale del professore Cavallo potranno salvaguardare la propria incolumità psicofisica in modo effi-

Polvere nera etnea sui tetti della provincia di Reggio Pescara. Sculli è nipote del boss di Africo Nuovo Giuseppe Morabito detto “Tiradritto”. Nel corso dell’operazione che ha portato al sequestro di beni (mobili, immobili, società commerciali e villaggi turistici) per un valore di circa 450 milioni di euro, sono stati arrestati anche il presunto boss Rocco Morabito, figlio del “Tiradrittu”, e Rocco Aquino, nonché imprenditori reggini, campani e spagnoli ed un soggetto legato all’Ira Irlandese a cui vengono contestati i reati di per associazione mafiosa, intestazione fittizia di beni e reimpiego di capitali.

Impetuosi venti di scirocco hanno sospinto su tutta la bassa Calabria una nube di cenere prodotta dal nuovo parossismo del vulcano siciliano che salendo ad una quota di circa 4000 metri, tende ad essere agganciata dagli impetuosi venti da S-SO e SO che scorrono in queste ore sulla la Sicilia orientale. La polvere nera continua a notarsi per strada, sui marciapiedi e sulle autovetture oltre che sui panni stesi all’aria aperta e sui vetri degli infissi delle abitazioni.

cace. Conoscendo a fondo la professionalità del maestro e amico Giuseppe Cavallo, coordinatore nazionale federale del settore difesa personale e la serietà del presidente Falsoni e della prestigiosa federazione da lui diretta, ho deciso di fornire il mio attivo contributo». La showgirl è cintura nera di karate, ed è figlia d'arte, visto che il padre, Mario, è stato uno dei più valenti maestri d'arti marziali italiani. Anche la sorella Marzia, appassionata di arti marziali, ha sposato il progetto FIKBMS di Difesa Personale, curato da

Cavallo. «Ho iniziato a praticare sport da combattimento da bambina, perché ho osservato mio padre che si allenava con impegno e dedizione» - ha detto l'attrice e modella. «Ciò che mi ha affascinato di più è stato l'ambiente, sereno, educato che caratterizzava la palestra. Ancora oggi mi colpisce che nella palestra del maestro Cavallo, bambini e adulti, prima di iniziare l'allenamento, pregano. Le palestre diventano, così, dei luoghi famigliari, dove crescere anche moralmente. Flavia Orsini

Bovalino. In fiamme la macchina del sindaco Tommaso Mittiga Risveglio amaro per il sindaco di Bovalino, Tommaso Mittiga, che ha trovato la sua Toyota Yaris bruciata. L'auto era parcheggiata vicino l'abitazione del sindaco quando è stata cosparsa di liquido infiammabile e incendiata. Le fiamme sono state spente dai vigili del fuoco. L'episodio è stato denunciato ai carabinieri, che hanno avviato le indagini. Gli investigatori hanno sequestrato le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza. Barbarie a Bocvalino.

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CARTOLINE MERIDIONALI Antonio Calabrò

Le notizie più lette della settimana su larivieraonline.com

Monti Grecanici, difendiamo la bellezza Grinze e rughe di monti, parenti di un mare troppo vicino, con l'Etna lontana ad osservare e le nuvolette allegre a scivolare come festoni mobili, e le gole e le strozzature e i picchi e le macchie, boschi sopravvissuti, e le strade tracciate da penne tremanti, e i segni dell'uomo come preghiere. Il calabrese si è fatto largo tra la natura arcigna, generosa e crudele, ritagliandosi angoli di pace. Pace più volte spazzata via da volontà supreme, terremoti e alluvioni e incendi, ed oggi minacciata da forze terrene, che vorrebbero imporre il peggio del mondo industriale ad una terra antica, solenne e fiera, a testa in giù da troppo tempo. Difendiamo la bellezza, urlano l'Aspromonte e i nostri mari! Ascoltiamoli.

1) OPERAZIONE METROPOLIS LA NUOVA ‘NDRANGHETA DELLA LOCRIDE 2) BRUNO VERDIGLIONE, L’INGEGNERE CHE TRASFORMÒ LE ARANCE IN PAPAYE

3) NICOLA GRATTERI “AQUINO E MORABITO ‘NDRANGHETA DI SERIE A” 4) COMUNE DI LOCRI: BOTTE DA ORBI TRA UN DIRIGENTE E UN DIPENDENTE

IL DIAVOLO NERO

I casi sono due, e tutt’e due del Governatore

5) LA LOCRIDE INVASA DALLA POLVERE NERA ETNEA

6) CALABRESE IN LOMBARDIA: DENUNCIA VICINO PER ATTACCHI RAZZISTI

7) SEGRETARIA COMUNALE SI RADDOPPIA LO STIPENDIO 8) PIETRO FUDA PARTE ALLA VOLTA DI ROMA E PASQUALE BRIZZI PRENDE IL SUO POSTO PROVINCIA

E il Pdl, secondo la logica aristotelica del prof. Alfredo D’Attorre, che da qualche giorno s’è rifugiato sotto le ali di Bersani, sarebbe, dopo le elezioni, di meno del Pd, poiché ha perso più voti che non la coalizione del centrosinistra? Fantasie aritmetiche. Si vince anche per un voto in più, e questo voto in più il Pdl di Scopelliti, linciato durante la campagna elettorale e ora dimenticato, lo ha ottenuto. La disfatta del Governatore è tutta interna al Pdl e alla lista ancillare Grande Sud, che elegge al Senato il taciturno dr. Giovanni Bilardi e lascia per strada l’avv. Alberto Sarra. È una disfatta morale e politica. Reggio Calabria - e questo è di una gravità eccezionale per i coltivatori del municipalismo incendiario - perde il deputato Nino Foti, che è caro a molti per il comportamen-

to leale, per l’impegno costante, seppure non altisonante, per la civiltà della parola, mai appaltata - mi si perdoni il richiamo - agli scaricatori di porto. La sua posizione in lista era sull’orlo dell’abisso. Chi ve lo ha fatto danzare?

I casi sono due. O la lista del Pdl per la Calabria è stata stilata dal Governatore e perciò diventa prova regina il sospetto che abbia voluto eliminare il non supino e strisciante deputato Nino Foti, dando esempio clamoroso d’odio teologico per chi non si sdraia ai suoi piedi. E questa ipotesi confermerebbe il suo dominio nel Pdl. O la lista è stata confezionata dalla A alla Z dal Cavaliere. E questa ipotesi consacrerebbe che il Governatore non conta nulla non solo a fronte del Cavaliere, ma anche a fronte dei cavalleggeri di Cosenza - i fratelli Pino e Antonio Gentile - ai quali si deve se, vuoi al Senato vuoi alla Camera, in testa di lista ci sono stati due cosentini. Reggio vale quanto un pennacchio, utile solo per inghirlandare qualche cavallo vanesio.

Demetrio Battaglia un Galantuomo Aveva promesso che, una volta eletto, avrebbe subito rassegnato le dimissioni da consigliere regionale. E ha mantenuto la parola l'avv. Demetrio Battaglia, nonostante che la legislatura avviata dalle elezioni del 24 febbraio rischia d'essere molto breve. Ed è per questo che alcuni suoi colleghi del Pdl e di Grande Sud - Bilardi e Caridi come i tremebondi dell'antinferno dantesco stanno “sospesi”, sospeciosi, non sanno decidersi tra l'uovo regionale d'oggi e la gallina parlamentare di domani. L'avv. Demetrio Battaglia non fa parte di questa paurosa schiera ai quali Dio, fin dalla nascita, ha confezionato una poltrona, non un dietro schiena. Un galantuomo l'avv. Demetrio Battaglia. Un deputato che merita di essere chiamato onorevole. Cioè, degno d' onore, di stima, di rispetto.

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25 Aprile 2010

Tre anni fa Ammendolia e Lucano avanzarono la proposta, prima di tutte, del taglio dei costi della politica. Inascoltati, perché periferici. Da Pasquale Turiello a Guido Dorso, è dal Mezzogiorno che viene la richiesta d’ una classe dirigente il cui senso di responsabilità consiste nel “Farsi pagare quanto meno caro possibile le sue prestazioni oligarchiche”

Manifesto per il rilancio del Sud

I grilli giganti e i costi della politica Noi, qui, in Calabria, siamo come le lucciole PASQUINO CRUPI accio un po’ di cronaca retrospettiva. Su “la Riviera” del 25 aprile 2010, cioè tre anni fa, Ilario Ammendolia, che ha l’argento vivo addosso, e Domenico Lucano, che passerà alla storia per il suo umanesimo cristiano, senza timore d’apparire enfatici e presuntuosi, tentarono di fulminare l’attenzione, almeno meridionale, con il “Manifesto per il rilancio del Sud”. Non capisco se maliziosamente o inconsapevolmente i due giovani e attrezzati meridionalisti fissavano nel numero di sette le loro proposte per una vita migliore del Mezzogiorno e della Calabria. Sette come i peccati capitali. Quali le proposte? Primo, tagliare i costi della politica. Secondo, Abolire i finanziamenti pubblici. Terzo, Ridurre gli stipendi di funzionari di Asl ed enti. Quarto, Imposta progressiva sui redditi. Quinto, Sistema degli stipendi applicato alle pensioni. Sesto, abolizione immediata degli enti inutili. Settimo, obbligare le banche a tassi compatibili. Come si vede, sono i peccati capitali, che hanno vulnerato non solo il Mezzogiorno e la Calabria, ma l’intera Italia, e, purtroppo, ad assolverli non potevano bastare le forze di due sacerdoti, peraltro, laici, come Ilario Ammendolia e Domenico Lucano. C’è del peggio. Le loro proposte non trovarono orecchie sensibili. Da quando in qua la periferia ha diritto alla parola e all’ascolto? Siccome questa è spazzatura, di necessità niente che interrompa il marciume deve emergere. O la Vandea della politica e della morale, che è il Sud, non regge più e non è più funzionale alle magnifiche sorti e prediche del Nord. Ora, delle sette proposte, ovvero dei sette peccati capitali della governance italiana, io intendo riprendere solamente la prima: il taglio dei costi della politica. E con

F

piglio meridionalista. Rivendicando, cioè, che la prima denuncia dei costi del sistema, dei costi della politica, fu sollevata dal napoletano Pasquale Turiello, meridionalista di peso – pensate un po’- nel 1882 nell’opera sua colossale, Governo e governati in Italia. E fu di nuovo un meridionale d’Avellino, Guido Dorso, che nel 1949 nel suo saggio Dittatura , classe politica e classe dirigente ripropose il problema dei costi della politica come capacità della classe dirigente d’essere una classe dirigente e non una oligarchia cleptocratica. Questo il ragionamento di Guido Dorso, che morì povero e solo: “ Oligarchie reggono la politica, l’economia, perfino la cultura umana; ed esse debbono essere sopportate, anzi sono addirittura elette, fino a quando coincidono con l’interesse della collettività, contribuiscono al benessere collettivo, adempiono, cioè, una funzione sociale. Naturalmente l’appartenere a queste oligarchie conferisce ai subietti vantaggi materiali e morali […]; ma questi vantaggi sono il corrispettivo di funzioni pesanti e difficili , che la massa non può esercitare direttamente e che perciò si trovano a essere implicitamente delegati agli uomini che si trovano al vertice della società. La classe dirigente ha perciò doveri sociali da adempiere , e il suo senso di responsabilità consiste appunto nel saper coordinare i suoi interessi particolari e quelli generali, cioè nel FARSI PAGARE QUANTO MENO CARO POSSIBILE LE SUE PRESTAZIONI OLIGARCHICHE “. È passato più di mezzo secolo da quando il Grande Meridionalista disarmato scriveva queste righe luminose. E fu silenzio e tenebre, che adesso Bersani tenta di squarciare. Ma per avere i voti di Grillo. Meglio tardi che mai. Noi, noi periferici, arriviamo sempre in anticipo. E forse per questo le nostre proposte non arrivano mai al traguardo.

Le proposte 1 2 3 4

Tagliare i costi della politica Abolire i finanziamenti pubblici Ridurre stipendi funzionari di Asl ed enti Imposta progressiva sui redditi

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Sistema degli stipendi applicato alle pensioni

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Abolizione immediata degli enti inutili Obbligare le banche a tassi compatibili

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Modificare quote Irap in base ai territori DOMENICA 10 MARZO

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Turismo Immobilizzato

Dalle stelle alle stalle

Bruno Verdiglione

Il Grande Gatsby della Locride

ERCOLE MACRÌ

«La Calabria ha svoltato… è Florida», affermò nel luglio 2007 Bruno “Nello“ Verdiglione a me e a Pasquale Violi sul prato inglese del Parco dei Principi, hotel hollywoodiano tra gli ulivi e gli ecomostri dei Circosta. Era quasi sera, e le pompe di benzina gialloverdi oltre la SS 106 e il gracchiare delle rane sotto la luce lunare, mi riportarono al romanzo capolavoro di Francis Scott Fitzgerald. A quel passaggio dove Nik il narratore incontra per la prima volta il protagonista, che, con le mani in tasca, si ferma a guardare i granelli argentei delle stelle: “Qualcosa nei movimenti disinvolti e nella salda presa dei piedi sul prato mi fece capire che quello era il signor Gatsby, uscito a verificare quale fosse la porzione di cielo locale che gli spettava”. L'avrebbe raggiunta all'indomani in elicottero,

dove sentiva frizzante, quasi reale, la sua illusione, che, per qualche ora, contagiò anche noi. 1500 appartamenti venduti agli inglesi in pochi mesi, tra Stignano e Bianco. «Questo è solo l'inizio, entro il prossimo anno altri 4000 … gli inglesi ci amano», ribadì Mister Turismo, l'ingegnere dalla visione prospettica che vendeva villette a schiera come noccioline. A quel nostro Grande Gatsby dedicammo la Cover Story dell'otto luglio 2007. Ci assalirono. Da lunedì scorso Mister Turismo, il messia che riprogettò la “Bella Calabria” ispirandosi alla Florida, secondo le carte dell'operazione Metropolis, sarebbe un presunto mafioso. Le carte. Già da molto prima Gastby Nello Verdiglione era destinato a cadere nella polvere. Da tantissimi anni sordi brontolii preannunciavano il suo disfacimento. I suoi presunti soldi, la sua continua voglia di conquistare prestigio, con

Copertina dell’8 Luglio 2007 dedicata a Bruno Verdiglione e al turismo immobiliare nella Locride

mezzi leciti o illeciti (tocca al processo dimostrarlo) era materiale piccante per dame diventate da salotto grazie ai mariti d'alta società. Sapremo - tra qualche mese, tra qualche anno?- se l'operazione Metropolis si dimostrerà solida, più rocciosa delle operazioni “Marine” e “Nostromo” e finanche del massiccio “Crimine” che mostra sempre più calcare e fame invece di granito e dignità. I magistrati inquirenti continuano a macinare lavoro. Fatica e sudore da un tirar di reti a mano . Faldoni su faldoni. La musica è quella del piccone che demolisce. Da noi. Altrove interi comprensori e società nascondono la testa sotto la sabbia, benedicendo fondi d'investimento di dubbia provenienza che stanno alle

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'Ndrangheta imprenditrice. Tra i venti arrestati nell'operazione Metropolis, che agguanta le cosche Aquino e Morabito, c'è anche il discusso ingegnere di Caulonia. L'uomo del sogno fallito, oggi soccombe sotto il disfacimento dell'utopia calabrese: il turismo.

SOPRA. Il discusso fronte mare di Caulonia SOTTO. Jesolo, Milano Maritt., Monte Silvano d’Abruzzo, Montecatini Terme, Rimini, Tropea-Capo Vaticano, luoghi turistici che attraggono annulmente fondi d’investimento turistico immobiliare

pesetas di Verdiglione & Co come l'oceano del Titanic al mare di Verga. Nel reggino, con epicentro la Locride, c'è terremoto. Non c'è scampo: o l'inerzia o la galera. La posa di un mattone a Siderno (o a Gioiosa) approda, quasi sempre, a una associazione mafiosa. Lungi da noi distese di grattacieli chiudono con un gran galà pirotecnico. Ma noi viviamo in un'epoca in cui la sicurezza viene prima d'ogni altra cosa. E da che mondo è mondo, non ci si interessa degli effetti collaterali del terremoto. Non è forse vero che la metodica e ferma azione repressiva, una sorta di bonifica senza quartiere , ha reso l'aria più respirabile, meno pesante, e migliorato il trend di vita? Poveri sì, ma sani. Ho registrato la morte di un' industria necessaria. Centinaia di imbianchini, carpentieri, piastrellisti, idraulici, elettricisti vivono nella più completa disperazione. Un mastro muratore, per 40 euro al giorno garantiti, oggi sarebbe disposto oltre a pilastri e soletta a prepararti la colazione e rimboccarti il letto. Insomma, qui mi sembra che si stia andando veloce, ma senza andare da nessuna parte. Come Bruno Nello Verdiglione nel quale non voglio intuire il prototipo dell'eroe romantico. Ma mi piace immaginarlo mentre da dentro le mura stagne di una cella del carcere di Reggio, protetto dai brontolii delle dame da salotto, contempla dalla finestra quella porzione di cielo locale che gli spettava.

Turismo immobiliare ammantato di ‘ndrangheta

Aquino e Morabito padroni. Parola di Nicola Gratteri All'alba di martedì 5 marzo gli uomini della Guardia di Finanza di Reggio Calabria e di Locri, in collaborazione con lo Scico di Roma, hanno fatto scattare le manette ai polsi di soggetti legati ai clan Morabito di Africo e Aquino di Marina di Gioiosa. Non solo "uomini d'onore", ma soprattutto imprenditori e prestanome delle "famiglie". Venti arresti in tutto, e sequestri di patrimoni per un totale di 450 milioni di euro. In pratica i finanzieri hanno posto sigilli ad un migliaio di appartamenti "estivi", realizzati in complessi immobiliari da piazzare sul mercato internazionale delle case al mare. «Siderno è il baricentro. Da Reggio a Siderno comandano i Morabito, da Siderno a Catanzaro gli Aquino-» ha affermato il magistrato della Dda di Reggio Calabria Nicola Gratteri.

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MIX

RIGASSIFICATORE DI SAN FERDINANDO

I calabresi hanno detto NO ELEONORA ARAGONA

IN EVIDENZA

stata rinviata per motivi di ordine pubblico l’attesa riunione del Comitato portuale di Gioia Tauro per la concessione demaniale alla Lng MedGas. I cittadini si sono fatti sentire e hanno sottolineato la loro ferma contrarietà a questa bomba ecologica.L’aria intorno alla sede del Comitato dell’Autorità portuale si poteva tagliare con un coltello. Tensioni e scontri, a detta di alcuni verbali per altri fisici. Quel che è certo è che il rigassificatore ha ricevuto l’ennesimo

Manifestazioni di piazza hanno portato al rinvio della riunione del Comitato per l’Autorità portuale che doveva decidere se approvare o meno la concessione demaniale per il progetto del rigassificatore della Lng MedGas.

È

sonoro no dalla piazza. Già nei giorni scorsi il problema rigassificatore aveva ripreso piede. Otto parlamentari Ferdinando Aiello (SEL), Doris Lo Moro (PD), Sebastiano Barbanti, Federica Dieni, Francesco Molinari, Nicola Morra, Dalila Nesci, Paolo Parentela (M5S) si sono schierati con le associazioni del no. Il sindaco di San Ferdinando aveva fatto affiggere manifesti in cui dichiarava il suo voto contrario all’interno del Comitato portuale. E i cittadini si sono impegnati con ostinazione e stanno portando avanti una campagna contro que-

sto progetto. I manifestanti oggi erano lì per dimostrare che il territorio non vuole continuare a essere sfruttato per il benessere altrui. Realizzare il rigassificatore più grande d’Europa quando la Calabria esporta già circa il 42% dell’energia che produce è inaccettabile. «Ci stanno imponendo questa cosa dall’alto. Perché se il comune di Trieste si dichiara contrario se ne tiene conto, mentre per noi no» a parlare è il sindaco Bellofiore di Gioia Tauro, fermo sostenitore del no. Il suo comune è stato il primo a revo-

care, nel 2011, il parere favorevole (firmato nel 2007-20087 dal commissario) al progetto Lng MedGas. «Abbiamo chiesto fortemente che si tenesse conto del problema sismico e delle lacune che avevamo riscontrato nel progetto presentato nel 2007. La Lng MedGAs ci ha risposto che il comune avrebbe potuto vedere il nuovo progetto, con relativi aggiornamenti e risposte alle prescrizioni del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, solo dopo l’approvazione definitiva»., Assurdo? No, questa è la realtà che sta portando la Calabria verso l’ennesima tragedia. E coloro i quali dovranno deciderne o non sanno neanche a quali rischi si esporrebbe il territorio o che non se ne preoccupano poiché non li riguarda direttamente. Il caso del sindaco di Palmi, tra i componenti del Comitato portuale, è un esempio del primo tipo. Oggi doveva votare per la realizzazione del progetto eppure affermava di non conoscere l’argomento. Ma sono tanti anche i componenti favorevoli all’interno del comitato che voteranno sì, ma che non saranno toccati dal progetto e quindi dai rischi. I dimostranti avevano richiesto di poter far partecipare con una loro delegazione alla discussione. Volevano poter almeno esporre i motivi del loro dissenso a un progetto così rischioso per il territorio in cui vivono. Ma gli è stato risposto picche. Eppure saranno loro a subire pro e contro del rigassificatore LngMedGas. Forse sarebbe giusto dargli una maggiore libertà di espressione e tenere maggiormente in considerazione le loro argomentazioni. Saranno loro a dover convivere con questo bomba pronta ad esplodere. Dopo il rinvio di giovedì per poter ottenere la concessione demaniale alla Lng servirà ottenere la metà più uno dei consensi del Comitato e non più la mamaggioranza assoluta.

AREA GRECANICA/ PALME DI BOVA

Dai PISL fondi per oltre un milione di Euro per interventi materiali e nel comparto della cultura D

alla Regione Calabria nuovi fondi per la riqualificazione ed il completamento del centro storico di Bova, tra i Borghi più Belli d’Italia e da qualche giorno inserito anche nel prestigioso circuito dei “Gioielli d’Italia” un importante veicolo di promozione turistica direttamente gestito dal Ministero per gli Affari regionali, il Turismo e lo Sport. Approvato nell’ultima seduta della giunta regionale la graduatoria definitiva dei PISL. Nuova linfa dunque per il centro aspromontano che prosegue sulla scia del rilancio anche grazie al finanziamento di alcune operazioni inserite rispettivamente nei Pisl “Spopolamento e Minoranze Linguistiche”. Gli interventi ammessi a finanziamento per un totale di 1.080,102 hanno ad oggetto l’adeguamento ed il restauro di tre unità immobiliari per l’incremento della popolazione e dell’ospitalità nel centro storico di Bova per un ammontare di euro 380.000,00 e la realizzazione di un Laboratorio Linguistico e un Museo del costume della Magna Grecia per un ammontare di euro 700.102,92. Comprensibilmente soddisfatto il primo cittadino Santo Casile. “Dopo la grande gioia del ricono-

scimento ottenuto al Ministero Affari regionali qualche giorno addietro, che ci consacra tra i ventino gioielli d’Italia, un’altra notizia positiva, quella della definizione delle graduatorie dei PISL (Minoranze e spopolamento) che segna un ennesimo importante snodo per la nostra attività amministrativa. Questo nuovo finanziamento, per un ammontare

complessivo di oltre un milione di euro ci permetterà di realizzare alcuni importanti interventi sia di carattere materiale, sia soprattutto sul piano dei servizi turistici e culturali. Nello specifico – prosegue Casile – gli interventi in oggetto riguardano per la parte strutturale il recupero di alcuni immobili di proprietà comunale individuati nei locali dell’ex scuola media

dove verranno ubicate la casa della sanità, la sede della Croce Rossa Italiana sezione di Bova e la sede della Protezione Civile. Casa Natoli, e casa Altomonte invece, sono due edifici di proprietà del comune da destinare ad ospitalità turistica. Oltre a ciò, la parte più corposa ed in prospettiva più rilevante è quella che riguarda l’istituzione di un polo universitario distaccato con annessa scuola per mediatori linguistici e il museo del costume della magna Grecia, elemento quest’ultimo che andrà a completare la rete museale già presente chiudendo il cerchio rispetto ad un’offerta turistico – didattica di assoluto livello. In considerazione di quanto appena detto mi corre l’obbligo di ringraziare la mia Giunta, i tecnici che hanno lavorato alla predisposizione dei progetti, il Governatore Svopelliti, l’Assessore Mancini ed il nucleo di valutazione della Regione che ha premiato il nostro lavoro. Da oggi – conclude Casile – iniziamo a raccogliere i frutti di quasi due anni di grandissimo impegno, un tempo, quello trascorso dal nostro insediamento, utilizzato per regalare a Bova ed alla sua gente le prospettive che meritano”.

Twitt incriminato di Jole sul falso in bilancio La deputata Jole Santelli (pdl) ha scatenato una valanga di twitt parlando del falso in bilancio. La frase che ha scatenato il popolo di twitter è stata «FALSO IN BILANCIO: serve agli italiani per fare la spesa ed alle imprese per pagare gli operai» pubblicata dalla Santelli. È partita una raffica di commenti, alcuni anche poco lusinghieri, nei confronti della neo parlamentare. A quel punto la Santelli si è giustificata dicendo che ovviamente il suo era un post ironico. DOMENICA 10 MARZO

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FOCUS Tagliare i costi alla politica, che stanno alla base di tanto malessere, non è la conquista della luna. Con chi? Con chiunque sia disponibile a farlo in tempi rapidi e senza esitazione alcuna. Si dice che questo sia il momento più difficile dai tempi della guerra. Sembra arduo ma è la verità

Lettera a Bersani Caro segretario, Il PD ha pagato un giusto prezzo alla sua arroganza. In Calabria ha perso al senato per pochi voti. Sarebbe bastato che al posto di due perfetti sconosciuti, fossero stati candidati due persone legate al loro territorio, espressione del mondo del lavoro, della cultura o dell’Università e il risultato sarebbe stato diverso ed opposto.. È stato l’ultimo frutto avvelenato di compromessi romani accettati in maniera supina e silente dal gruppo dirigente regionale. L’arroganza, più che Dio che ha cose ben più importanti a cui pensare, acceca chi vuol far perdere ! Questo è il passato. Adesso c’è da dare un governo all’Italia, ci sono problemi drammatici da affrontare soprattutto al Sud ed, in particolare in Calabria. Non sia ancora arrogante il gruppo dirigente del PD. Si sono svolte le primarie, le dubbie parlamentarie, si trovi il modo di ascoltare la base del partito prima di far precipitare il nostro Paese nel caos. Si dice che i tre poli che hanno riscosso il maggior numero dei consensi siano incompatibili fra di loro. Forse questo è vero a Roma dove la “politica”si contende gli spazi. La realtà è totalmente diversa nel Paese,. in Calabria, nella Locride Noi viviamo fianco a fianco anche quando esprimiamo un voto diverso. Un sindaco calabrese che ha votato PD ed uno che ha votato per la PDL hanno gli stessi problemi che nessuno trasforma in azione di governo. Vale per il sindaco, ma vale ancora di più per il disoccupato, per il pensionato, per le famiglie. Nella nostra terra, vi è indignazione per i privilegi di casta. C’è sdegno per la vergognosa ricchezza dei burocrati di Stato, per le pensioni d’oro, per le liquidazioni miliardarie. Vi è disagio per il ruolo delle banche. Si considera uno sfregio alla democrazia ed alla sovranità popolare l’attuale legge elettorale. Questo “comune sentire”appartiene a tutti. Alla casalinga che ha votato PDL, al pensionato che ha votato PD, al giovane che ha votato Grillo. Ed ancora al disoccupati, alle famiglie indigenti, agli ammalati senza cure. Questi invocano un governo! Spostare un po’ di ricchezza dai privilegi al disagio sociale non dovrebbe essere opera impossibile. Tagliare le rendite e il peso della burocrazia per far diminuire le tasse è percepita come cosa giusta ed importante! Cambiare, in senso democratico, la legge elettorale diventa una necessità. Tagliare i costi della politica, che stanno alla base di tanto malessere , non è la conquista della luna.

Con chi ? Con chiunque sia disponibile a farlo in tempi rapidi e senza esitazione alcuna. Si dice che questo sia il momento più difficile dai tempi della guerra. L’accostamento è arduo ma è la verità. Allora, in Italia regnava un re impresentabile come Vittorio Emanuele, c’era un ruolo centrale di una casta militare compromessa con il fascismo, tutto intorno c’era morte e distruzione. Merito di uomini come De Gasperi, come Togliatti, Nenni, Croce, fu quello di aver saputo indicare al popolo italiano la via dell’ unità e della ricostruzione. Si è accettato il compromesso finanche con un re screditato, e con una casta militare stragista pur di salvare l’Italia dal disastro. Rispetto ad allora abbiamo un vantaggio non di poco conto:. l’Italia ha la Costituzione è questa può deve essere il naturale terreno di confronto. Ho votato Pd, ho votato Bersani, ma ho sempre considerato il partito uno strumento per servire il Paese convinto che nessuno debba o possa chiedere di più.. Per intanto Bersani rinunci, senza esitazione , ai rimborsi elettorali e destini quei fondi al disagio sociale acuto soprattutto nella Locride. Chi crede al partito è disposto ad un sacrificio, anche economico, pur di sostenerlo. Infine una riflessione: non sempre ciò che è giovane è positivo. I padri costituenti non erano ragazzi, l’età media era altissima, ma hanno dato all’Italia una delle più belle Costituzioni del mondo. Il fascismo era composto da giovani ed esaltava la gioventù, l’ardire, la strafottenza, l’insulto contro “l’odore di muffa” dei Turati, di Salvemini, di Gramsci, di Matteotti. Fu un errore tragico, non solo per l’Italia ma per l’Europa intera, non averlo combattuto con determinazione. Non voglio tracciare alcun parallelo tra fascismo e grillismo. Non mi sembra che Beppe Grillo usi la violenza ed il manganello, anzi mi auguro che diventi una risorsa per la democrazia italiana. Il PD però deve avere la dignità di non rincorrerlo. Grillo non è l’alfa e l’omega del cambiamento, non ha trovato il filtro magico della vita felice. Adesso è un dirigente politico e come tale deve essere trattato. Il PD ha una storia importante alle spalle, non la butti alle ortiche, parli al Paese e non commetta l’errore della campagna elettorale rinchiudendosi nel palazzo. Ilario Ammendolia

AREA GRECANICA/ PALME DI BOVA

Al via lunedì 11 Marzo il laboratorio di preparazione Inizierà lunedì 11 febbraio prossimo dalle 20:00 presso i locali dell’ex Chiesa dello Spirito Santo il consueto appuntamento annuale con la preparazione de “Li Parmi di Bova”, un’iniziativa che si ripete coniugando sacro e profano e regalando agli ormai tantissimi appassionati del rito, la possibilità di godere in occasione della Domenica delle Palme della suggestiva processione delle

giunoniche figure femminili, per le vie di uno dei borghi “Gioiello d’Italia” . E’ nell’intento dell’Amministrazione Comunale che ha organizzato l’iniziativa in collaborazione con Croce Rossa Italiana Sezione di Bova, rendere un momento già particolarmente importante per la nostra comunità anche straordinaria occasione di aggregazione e coesione, aprendo perciò a chiunque volesse partecipare, nell’ottica della condivisione di un rito, valso, appena due anni addietro, il prestigioso riconoscimento di Meraviglia Italiana conferito dal Ministero del Turismo. Nel prossimo numero il servizio dedicato alla storia dell’antico rituale.

NOMINA CAPO DELLA PROCURA DI REGGIO CALABRIA

Può ripartire il tribunale nominato Cafiero de Raho La Dda di Reggio Calabria è scoperta ormai da un anno, seppure si era sempre sostenuto, che la Direzione distrettuale antimafia della città aveva un ruolo di estrema importanza nell’ambito del contrasto giudiziario alla ‘ndrangheta. Per mesi si è ribadito che la mafia

calabrese è l’organizzazione planetaria più ramificata, eppure nonostante ciò il Csm ha ritardato oltre ogni limite la sua decisione, avvalorando così la tesi di uno scontro furibondo attorno alla scelta del nuovo procuratore. Uno scontro che traspare anche tra le righe della lettera che il presidente Napolitano ebbe a scrivere nel gennaio scorso, laddove ha fatto aperto riferimento a scontri tra correnti e ingerenze della politica che paralizzano le scelte del Csm. Ciò detto, sarà Cafiero de Raho il nuvo capo della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, il Plenum procederà alla nomina nella seduta del 14 marzo prossimo. Indiscrezioni, parlavano di un ritiro della domanda da parte di Cafiero De Raho, interessato a spostare le sue attenzioni verso altre Procure distrettuali come Bari e Salerno, indiscrezioni non veritiere dal momento che attualmente le due città non sono neanche oggetto di interpello. Ciò è stato smentito dallo stesso de Raho che precisò che non solo non avrebbe ritirato la sua domanda, ma che era pronto ad assumere il gravoso incari-

co di dirigere la Procura distrettuale reggina. È il caso di ricordare che in sede di voto , De Raho abbe tre voti a differenza degli altri pretendenti (Nicola Gratteri, Michele Prestipino e Paolo Giordano) che ne rimediarono uno a testa, poche per ribaltare la posizione di Cafiero De Raho. A tal proposito va detto che De Raho ha preso i voti di ben tre delle quattro componenti dell’Associazione nazionale magistrati (magistratura Democratica, Movimenti e Unicost). I laici si divisero tra Gratteri e Prestipino mentre la quarta componente togata, Magistratura indipendente, votò per Paolo Giordano che di tale componente è un autorevole rappresentante in Sicilia. Un voto di testimonanza, quello di Magistratura indipendente che adesso è stato messo a disposizione del procuratore aggiunto della Dda di Napoli. Fatto, questo, che, se confermato, farà avere a De Raho, in sede di Plenum l’unanimità dei voti a disposizione della componente togata dell’organo di autogoverno della magistratura. DOMENICA

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S.S.106: mancano 540 giorni al miracolo... «Cinquecentoquaranta giorni» così esordì l’ing. Celia nel lontano 2005 riguardo i lavori sulla S.S. 106. Promise che in breve tempo avremmo visto dall’alto il porto di Roccella scorrendo con le nostre automobili. Continuò poi nel più vicino 2008 l’ing. Laganà con una solenne conferenza stampa ad assicurarci che al più presto avremmo bypassato velocemente il centro della cittadina jonica evitando interminabili code. Sono passati cinque anni, e come dice il proverbio “non c’è due senza tre” ma adesso staremo a vedere se i lavori termineranno nei tempi stabiliti. Oppure se ancora una volta l’Anas non rispetterà l’iter dei lavori per la variante di Roccella presentato lo scorso 16 febbraio nella sala consiliare del Comune. Le lanciamo una sfida. Riuscirà a battere una lumaca che viaggia a 2km orari di velocità l’anno, o l’animaletto raggiungerà per prima il traguardo? Alla presentazione oltre al vice sindaco, On. Sisinio Zito, c’erano Alfredo Bajo, direttore Centrale Anas per le Nuove Costruzioni, e il dott. Giuseppe Scanni, direttore Centrale Anas per i Rapporti Istituzionali. Noi ovviamente ci auguriamo che i Signori vincano la sfida. L’ing. Bajo ci ha assicurato che «entro la fine del mese corrente, saranno consegnati i lavori di completamento della variante, dal Km 110,550 al km

Si è svolta la conferenza stampa sull’inizio lavori della variante Anas alla S.S. 106 e ci è stato assicurato che entro diciotto mesi sorvoleremo il centro di Roccella evitando interminabili code e gustandoci il panorama. È una promessa che abbiamo già sentito. Stavolta sarà vero?

Zoom sulla LOCRIDE

118,850 della strada statale 106, per un investimento complessivo di circa 16 milioni di euro». L’appalto se l’è aggiudicato il «Consorzio Cooperative Costruzioni CCC Soc. Cooperativa di Bologna che dovrà portare a termine i lavori in 540 giorni». Inoltre l’ing. Bajo ha precisato che la parte impiantistica della variante già realizzata dovrà essere adeguata alle nuove norme europee sulla sicurezza delle gallerie stradali e alle nuove linee guida previste dall’ Anas. In occasione dell’incontro si è ricostruita la storia della variante di Roccella. Speriamo che quest’opera a differenza delle numerose altre infrastrutture iniziate nella nostra terra, sia destinata a concludersi, ma non in tempi biblici. Delle domande ci sorgono spontanee: è colpa della ‘ndrangheta? Il Direttore Scanni ci è sembrato convinto che i ritardi siano da addebitarsi alla «criminalità organizzata» Certo la ‘ndrangheta c’è, ma è la foglia di fico dietro cui si nascondono incapacità, disordine, rinvii, sprechi, guadagni facili e altro? Probabilmente le responsabilità sono molteplici anche se è strano e singolare che in una terra difficile come la nostra lo Stato non si attrezzi a consentire che i lavori vengano completati nei tempi prestabiliti sconfiggendo in questo modo ogni segno criminoso e perverso.

Fragomeni: non sono d’accordo sul voto a Siderno Non riteniamo condivisibile la frettolosa ed acritica rivendicazione della vittoria (!?) fatta da alcuni giornali locali, che in modo troppo semplicistico ascrivono il risultato del centro destra ai meriti personali dell’ex sindaco di Siderno. Il risultato del centro destra a Siderno è in linea con un trend nazionale e regionale, i cui meriti, ma sarebbe più corretto dire le cui cause, sono da ricercare nella disperazione di molti cittadini e nel fatto che Silvio Berlusconi abbia puntato proprio su alcuni nervi scoperti degli italiani in generale e, molto più in piccolo, dei sidernesi in particolare. In questi giorni di campagna elettorale non abbiamo visto nessun evento pubblico, nessun tipo di attività propagandistica da parte di esponenti del PDL. Abbiamo però visto decine e decine di ingenui pensionati recarsi agli sportelli dell’ufficio postale, con in mano la lettera inviata da Berlusconi, per chiedere il rimborso dell’IMU. Abbiamo visto decine di cittadini vessati dalle cartelle di equitalia, esasperati dalle troppe tasse e terrorizzati dal pensiero di veder aggredito, in nome di un’austerità che nessuno capisce e che nessuno accetta, anche un bene primario come la casa di abitazione. Il risultato complessivo del centro destra a Siderno che, rispetto alle politiche del 2008, ottiene un – 15% al senato ed un – 14 % alla Camera, non può certamente definirsi una vittoria. Se fosse così dovremmo concludere che a livello nazionale ha vinto il Centro Sinistra, il che, altrettanto ovviamente, non è. A Siderno, lo scorso 24 e 25 febbraio, è stato espresso, come nel resto d’Italia, un voto politico, sicuramente più d’opinione che ideologico, ma comunque un voto politico. I dati che i partiti tradizionali dovrebbero veramente tenere in considerazione sono l’evidente calo nell’affluenza..... (hanno votato infatti circa ........ persone in meno) ed il risultato davvero impressionante ottenuto dal M5S, che senza essere presente sul territorio, senza una sede o un esponente locale, ha ottenuto circa il 20% dei consensi. Maria Teresa Fragomeni

UN PONTE TRA IL DEGRADO. TRA UN BAGNO CHE CADE A PEZZI NEL NOTO OSPEDALE DI LOCRI E LE POLTRONE CHE IMPEDISCONO IL PASSAGGIO ALL’INTERNO DEL CONSIGLIO REGIONALE, UNO SQUARCIO DI LUCE: L’ARCOBALENO CHE VA DALLA SICILIA ALLA CALABRIA. DA PUNTA FARO A CANNITELLO. UNO STAORDINARIO FENOMENO ATMOSFERICO HA UNITO IL CONTINENTE. LA MANO DELLA NATURA È SEMPRE PIÙ CREATIVA DELL’UTOPIA DELL’UOMO

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Cosmoprof di Bologna: presente la Calabria con la Fru.J.T. di Locri Nel 2000 con oltre 800 soci e 12 Cooperative nasce l'Organizzazione di Produttori (di seguito O.P.) “FRU.J.T.Frutticoltori Jonici- Tirrenici” con l'obiettivo di affrontare la crisi del mercato agrumicolo. La FRU.J.T. opera nel settore ortofrutticolo di qualità garantendo elevati standard grazie alla coltivazione diretta da parte degli associati del prodotto e alla gestione integrata dei centri di lavorazione e della catena logistica che consente di abbreviare al minimo i tempi di stoccaggio del prodotto, dalla raccolta all'arrivo sui mercati italiani ed europei. Infatti garantisce freschezza e caratteristiche organolettiche del prodotto appena raccolto. Gli associati della FRU.J.T coltivano circa 200 ettari gran parte dei quali coltivati con tecniche di agricoltura biologica certificata da organismi di controllo autorizzati, assicurandoci uno standard qualitativo elevato e soprattutto uniforme per tutto il prodotto lavorato. Arance (Belladonna, Tarocco e Valencia); Clementine di Calabria; Mandarini; Limoni; Bergamotti, oltre che ortaggi, fragole, melograni e kiwi sono le

Allarme spazzatura a Siderno Cassonetti stracolmi, immondizia per le strade, cattivo odore che invade le case. Questa è Siderno negli ultimi mesi. Nessuna protesta per le strade ma solo lamentele singole e private. Adesso con l'arrivo della primavera però la situazione rischia di peggiorare, anche se sembra difficile immaginarlo. Il caldo che dovrebbe giungere nel giro di un mese allo stato attuale porterebbe Siderno all'emergenza sanitaria, con tanto di topi e pidocchi. Visto che non si intravede nessuna soluzione e che la cittadinanza non si è fatta sentire l'avvocato Annamaria Romeo ha deciso di proporre la costituzione di un comitato cittadino. Lo scopo è di cercare una soluzione

colture più pregiate di maggiore qualità e valore commerciale. L'O.P. FRU.J.T. è già presente sui più importanti mercati ortofrutticoli italiani quali: Milano, Verona, Firenze, Bari, Bologna oltre ad essere fornitore della RistorArt Toscana. Opera anche nel comparto della trasformazione degli Agrumi (concentrati, succhi prodotti semilavorati e finiti per l'industria dolciaria e alimentare), ma anche prodotti per la cura del corpo con

al gravissimo problema dello smaltimento di rifiuti solidi urbani a Siderno. Tutti i cittadini sidernesi possono iscriversi, partecipare e proporre le loro idee per uscire da questa situazione. Si deve organizzare una possibile risoluzione del problema unitamente alle istituzioni preposte. L'avvocato sottolinea come «la situazione in cui versa oggi Siderno, oltre a essere drammatica, abbia dell'assurdo, perché nel corso degli anni è stata calpestata e mortificata la lungimiranza degli amministratori degli anni '60-'70-'80 che avevano ben sviluppato il problema dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Avevano dotato la città di un depuratore (quando in Calabria non si conoscevano) e di una discarica tanto efficiente da essere poi utilizzata da tutta la Locride». Siderno è divenuta paradossalmente la “spazzatura della Locride” e il suo territorio è stato quotidianamente attraversato da decine di camion per la raccolta. Adesso dopo mesi di paralisi e di inadempienze, ritardi, mancati pagamenti e nuove gare d'appalto la situazione sta diventando esasperata. «I cittadini sono stanchi ed è per questo che ho deciso di farmi promotrice della formazione di un Comitato per lo smaltimento degli Rsu. Adesso sta ai sidernesi aderire, darci sostegno e appoggiare questa proposta con l'iscrizione a esso». Le firme di adesione saranno raccolte presso lo studio dell'avvocato Romeo, via Carlo Pisacane n°40, Siderno e presso la sede del nostro settimanale.

olii essenziali di agrumi. Oltre che con lo stand di ArangaraMediterraeanCosmetics e i suoi prodotti cosmetici per il corpo 100% biologici e certificati EcoBionat e Eco Grupo Italia, i prodotti sono presenti al Cosmoprof Bologna 2013 con un angolo di Calabria presso l'area Lounge del Padiglione 14 - Extraordinary Gallery all'interno della quale sarà possibile degustare i prodotti freschi.

INDIGNATI

Abbattimento delle barriere architettoniche impedito dagli automobilisti incivili. Auto parcheggiate nei posti riservati e davanti agli scivoli per le carrozzine. Ma è all’Ospedale di Locri che si raggiunge l’assurdo: i parcheggi davanti all’entrata sono riservati ai dipendenti.

Solo una commissione d’accesso può salvare il Comune di Bovalino Ancora una volta dal cilindro del mago Silvan non è uscito il nome e cognome, del numero nove, che era sicuro l’“incognita” che nessuno doveva sapere, e che sarebbe apparsa come un fantasma al primo Consiglio comunale. Che senso ha chiedere un punto all’ordine del giorno, per presentare la mozione di sfiducia al sindaco Tommaso Mittiga, quando non si hanno i numeri, per sfiduciarlo. E quale risultato poteva avere l’appello accorato a qualcuno della maggioranza, che venisse in soccorso con il suo voto per eliminare il proprio sindaco? Che figura di ……. Purtroppo la politica é formata da numeri, uno in più e si vince, in questo caso dalla sicura sfiducia che doveva essere opera del nono fantasma che, a detta di qualcuno, gira dentro alla maggioranza, ma di cui non c’era neanche l’ombra, (se si può parlare di ombra trattandosi di fantasma). Ma siamo in piena politica dei veleni, perché da parte di alcuni non si vuole ammettere che tutto si è sbagliato, e che le scelte per governare un comune, prima vanno ponderate, e non si possano creare delle agglomerazioni di idee diverse, per cercare di vincere, mentre poi i nodi vengono al pettine, non si governa e quella che perde è solo la comunità, che da anni aspetta un cambiamento, che non arriva mai. Fare politica è una cosa seria e di

responsabilità, e non si aspetta mai guardando dalla finestra per vedere numericamente chi può vincere per salire sul carro, anche in piena corsa, per glorificarsi della propria vittoria. Molte volte vincere significa non essere all’altezza del proprio ruolo affidato, e di essere in un secondo tempo sostituito. E’ successo nella Giunta, in cui alcuni assessori e vicesindaco hanno accusato mal di pancia, perché non accontentati in richieste che dovevano mantenere per promes-

se elettorali. Subito dopo si passa dall’altra parte, e si medita la vendetta. Ma chi è causa del suo mal pianga se stesso, senza creare un cosiddetto “caso” che non esiste. Penso che, in questi anni, attraverso i giornali, nessuno ha risparmiato il Sindaco Mittiga, con critiche per la sua amministrazione. La mia posizione assunta non è abbinata al sostegno o meno alla maggioranza “ che sicuramente dovrebbe fare i bagagli e andarsene a casa ” ma è dovuto alla pesante situazione, economica locale, visti i tanti sacrifici economici richiesti ai cittadini Bovalinesi. Non vedo perché debba persistere superficialità, spregiudicatezza e beghe personali che conducono il paese allo sfascio, quando invece, sarebbe più utile guardare agli interessi della comunità bovalinese, in momenti delicati di crisi economica. Tutto quello che è stato detto in Consiglio, mi trova d’accordo, dalla difficoltà economica dovuta al debito di miliardi di euro dell’Ente, alla non possibilità di garantire l’ordinaria amministrazione, la corsa tra i sindaci che si sono avvicendati a coprire i debiti regressi. L’illegalità e la non trasparenza hanno fatto sempre da padrone. Questa amministrazione è ferma da cinquanta anni. Come ho detto in Consiglio comunale, la caparbietà, la voglia di prevaricare, la mozione di sfiducia vanno DOMENICA

messe da parte, perché c’è da dire che qualunque amministrazione che verrà in sostituzione, con questo mare di debiti, poco può fare. Invece bisogna avere la forza di chiedere una Commissione di accesso per gli ultimi 13 anni, per stabilire l’entità dei debiti, verificare tutte le spese riportate, con i vari responsabili di settore, dai lavori pubblici, ai lavori di manutenzione, ai lavori di somma urgenza, se i lavori sono stati eseguiti con criterio e piena responsabilità dalle varie ditte, quello che si è fatto, e quello che non si è fatto, e dove i soldi sono andati a finire, dalla nettezza urbana, con i suoi interventi di ditte esterne, per la raccolta dei rifiuti, alle spese delle missioni, con la specifica documentazione di utilità, dalle approvazioni dei bilanci fittizi ed alterati, alle possibile entrate. La Commissione d’accesso dovrà pianificare l’Ente dei suoi debiti, e rendere possibile una governabilità, equa e trasparente. Poi si può andare all’urna con grande serenità, per scegliere l’amministrazione che può dare garanzie, trasparenza e legalità per migliorare questo paese. Se tutto questo non si vuole fare, e non si farà, è inutile pensare, a manovre diverse per occupare poltrone, solo per andare il 27 di ogni mese, a riscuotere lo stipendio, perché tanto non cambierà nulla. Domenico Savica

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INTERVISTA

VIAGGIO NELLO SVILUPPO DELLA LOCRIDE/ servizio a cura di Emanuela Alvaro

SALVATORE GALLUZZO PRESIDENTE DI LOCRIDE SVILUPPO SPA

Pisl opportunità da non sprecare, per poter avviare un dialogo costante con il territorio Per Galluzzo ci sono dei piccoli segnali di cambiamento da parte della Locride

“Sistema turistico locale della Locride” e “Contrasto allo spopolamento dei sistemi territoriali marginali ed in declino”, due tipologie di interventi Pisl, Progetti integrati di sviluppo locale. Interventi che, per il territorio della Locride, secondo il parere del presidente di “Locride Sviluppo”, Salvatore Galluzzo, sono da considerarsi delle opportunità, sempre che i Comuni procedano nella giusta direzione per farli giungere a buon fine, accelerando l’iter. «Qualche giorno fa è stato sottoscritto l’accordo di programma tra gli Enti capofila e la Regione Calabria per i Pisl della Provincia di Reggio Calabria, riferiti allo spopolamento dei territori. I Comuni che hanno ottenuto il finanziamento, saranno chiamati a sottoscrivere delle convenzioni, effettivamente il primo passo per ottenerlo, da quel momento scattano i tempi strettissimi affinché gli Enti appaltino il tutto entro il 31 dicembre di quest’anno. Dopo di che c’è tempo un altro anno per realizzare il progetto e rendicontare». Per i Comuni ammessi ma non finanziati, sembra ci sia la possibilità di finanziarli successivamente utilizzando i ribassi, nel momento in cui gli Enti beneficiari dei finanziamenti procederanno con gli appalti. Galluzzo si sofferma sui Pisl per il “Contrasto allo spopolamento dei sistemi territoriali marginali ed in declino”, evidenziando come la Locride ha optato per uno provinciale, con Ente capofila la Comunità montana dell’Area Grecanica, attraverso il quale sono stati finanziati progetti per Ciminà, Sant’Ilario dello Ionio, Stignano, Ferruzzano, Placanica, Pazzano, Caraffa del Bianco, Canolo, Bruzzano Zeffirio, Casignana,Camini, Samo, Sano Giovanni di Gerace e Staiti. L’intento ultimo, quello di effettuare delle azioni e degli interventi puntuali per contrastare lo spopolamento di questi territori.

Procede l’iter dei Pon Sicurezza per arrivare in breve tempo ad appaltare i progetti ul “tavolo ANCI”, in pratica le richieste di misure urgenti che i primi cittadini della Locride hanno avanzato in un incontro nazionale, con il supporto dell’ANCI, il presidente di “Locride Sviluppo” ha meno notizie, «penso che siano state fatte un paio di riunioni, ma anche che sostanzialmente gli interlocutori siano gli stessi a cui ha fatto riferimento Imperitura». Un incontro che i sindaci della Locride hanno considerato quanto mai necessario all’indomani degli attentati subiti dal sindaco di Monasterace. Le misure urgenti indicate nel documento stilato, sono sostanzialmente quelle avanzate nel progetto d’urto per la Locride e quindi: l’occupa-

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zione giovanile, la diffusione della cultura, le infrastrutture primarie, o diritti essenziali previsti dalla Carta Costituzionale, partendo dal diritto alla salute e il rispetto assoluto delle garanzie costituzionali che nella Locride non possono essere sospese. «Per quanto riguarda il Pon Sicurezza, dopo la venuta del Ministro Cancellieri nella Locride e la firma del documento, la procedura sta andando avanti. I Comuni sono stati obbligati a presentare progettazione esecutiva in tempi stretti e credo l’abbiano fatto tutti. Qualche giorno fa c’è stato un incontro in Prefettura di conoscenza riguardo ai futuri passi che si dovranno fare per arrivare agli appalti. La cosa va

«Ciminà per esempio, si è visto finanziare un progetto molto interessante, attraverso il quale valorizzare il caciocavallo, pensando alla realizzazione di un laboratorio di studio, ricerca e lancio del prodotto, supportando le azioni anche con il partenariato di diverse università. Il Comune metterà a disposizione dei locali e saranno acquistate delle attrezzature all’avanguardia. In più è stata inserita la formazione per chi avrà interesse ad intraprendere questo lavoro». Per il presidente di Locride Sviluppo, piccoli segnali di cambiamento da parte della zona, dove però, ancora una volta è mancata la volontà di fare rete. «Il “Sistema turistico locale della Locride” non è composto da tutti e quarantadue comuni, ma solo da diciassette, nonostante sia stato proposto dall’Associazione dei Comuni. Questo si è verificato perché è prevalso l’intento egoistico, curare solo il “proprio orticello” a discapito di una visione più ampia di sviluppo territoriale».

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er la Locride ormai non si pensa alle opportunità da sviluppare, ma a quante sono state quelle perse attraverso le quali il territorio avrebbe potuto fare il salto di qualità ed essere, agli occhi del “resto del Mondo”, non solo accomunato alla criminalità organizzata. Il Cipe ha revocato in modo definitivo il Contratto di programma della Riviera dei Gelsomini che avrebbe dovuto prevede la realizzazione di un sistema di turismo integrato per riqualificare e valorizzare la costa orientale della provincia di Reggio Calabria. È successo a settembre, ma la notizia non ha avuto risalto e, il “colpo”, è stato ammortizzato solo dagli addetti ai lavori. Nel 2004 circa parte tutto e il Cipe

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Una situazione che, per Galluzzo, potrebbe far rischiare una “polverizzazione” dei vari interventi. «Mi auguro che il sistema turistico locale creato da Gerace, come anche quello di Bianco, alla fine possano dialogare tra di loro e con l’esterno, ma mi sembra, comunque, difficile ottenere questo in fase preliminare, perché si parte da studi e approfondimenti scientifici diversi. In generale dico che è stato fatto un buon lavoro per la ricerca e la scoperta delle esigenze dei singoli Comuni, ma alla fine quello che è mancato, è stato il collante, prevalendo, invece, la “guerra tra poveri”». Questo dovuto, per Galluzzo, anche per una debolezza dell’Assemblea dei sindaci riscontrata lo scorso anno, per la fase di transizione che stava vivendo. «Ritengo che se fosse stato oggi, qualche possibilità in più l’avremmo ottenuta. Constato che ha ritrovato maggiore unità, nella consapevolezza che sia sempre difficile avere tutti e quarantadue comuni uniti di fronte ad una

Il Cipe revoca il programma “Riviera dei Gelsomini” aveva dato il via libera per questo contratto di programma che, come obiettivo principe, aveva quello di potenziare il comparto turistico della Riviera dei Gelsomini, con la creazione di nuovi posti letto e servizi turistici. Un progetto che aveva coinvolto diversi imprenditori della zona ionica che, oltre all’implementare dei posti letto da un punto di

vista ricettivo, avrebbe dovuto porre le basi per una migliore ristorazione. Avviato nel 2004, ha potuto contare su un ottimo lavoro soprattutto di sensibilizzazione sul territorio. Ma da quando è stato finanziato a quando si sarebbe dovuto iniziare ad attuare è cambiata la normativa di riferimento, in particolare relativamente alla percentuale di cofinan-

ziamento che ogni privato avrebbe dovuto investire. Lo Stato aveva previsto per la parte pubblica il 60% e il resto a carico del privato. Dal 60% si è poi passati, sempre per la parte pubblica, a circa il 45%, determinazione che ovviamente ho bloccato l’iniziale entusiasmo e la voglia dei privati di parteciparvi. Le lungaggine burocratiche e questa deci-

Nessuna certezza prima della prossima programmazione 2014/2020 ul “tavolo romano”, riferendosi a quello avviato dal presidente dell’Assemblea dei Sindaci, Giorgio Imperitura, le speranze si sono via via affievolite. Ciò è accaduto non tanto per la volontà dei sindaci, ma per Salvatore Galluzzo, per le risposte quasi sterili che sono state date dai vari Ministeri. Gli interlocutori dei primi cittadini hanno presentato dei report di ciò che era stato concesso al Sud nell’arco di circa dieci anni, rimarcando come i fondi fossero stati spesi. «Il problema è che di fatto risultiamo poco credibili, tant’è che hanno chiesto quale il risultato ottenuto dai fondi dati alla zona». Alla deputazione nazionale era stato chiesto un

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impegno preciso su dei settori fondamentali quali: ambiente e patrimonio naturalistico, all’interno del quale si sono evidenziate problematiche come il dissesto idrogeologico, la depurazione, la raccolta differenziata. Ma anche attenzione sul problema dei trasporti e degli investimenti nel campo turistico, lo sviluppo del sistema agrumicolo, la produzione e la trasformazione dei prodotti. “Tavolo romano” che si è concluso con un nulla di fatto, nell’attesa della nuova programmazione ministeriale 2014/2020.

sione ha scoraggiato la quasi totalità degli imprenditori che avevano manifestato interesse a rientrare in questo progetto. Pochi quelli che hanno voluto crederci ancora, ma i progetti si sono bloccati, e da qui si è arrivati alla revoca. Una notizia che i sindaci della Locride hanno avuto in un incontro a Roma, nel corso del quale il presidente dell’Assemblea dei Sindaci del territorio, Giorgio Imperitura, discutendo appunto su aiuti alla zona, non sapendo della decisione già presa, aveva rilanciato questo contratto di programma, chiedendo il reinvestimento dei residui per uno nuovo, dando un’altra possibilità al territorio. Ma anche questa volta nulla di fatto!

scelta da fare. Le esigenze sono tante e questo territorio è sempre vincolato alle emergenze a cui fare fronte quotidianamente». Nei Pisl relativi al Sistema turistico locale non è rientrato il progetto di Siderno. «A Siderno in quel momento è mancata la serenità necessaria per fare una scelta ponderata, allora il sindaco era gravemente ammalato e la giunta, anche se volenterosa, era afflitta da problemi che il territorio soffriva e, quindi, hanno per così dire sottovalutato l’importanza di avere un progetto valido, non tanto per l’idea presentata, quanto per una mancanza di visione più ampia sul futuro della Città». E alla domanda se i Comuni hanno al loro interno personale professionalizzato nel settore della progettazione, Galluzzo ha affermato che forse proprio questo è il problema. «Non tutti i Comuni hanno uno staff tecnico per gestire la progettazione, non sto affermando che non ci sono professionalità valide, ma che le amministrazioni dovrebbero dotarsi, di fatto un sogno, di uno staff che si occupi solo della progettazione e, invece, così non è, per tutta una serie di motivazioni». A questo si aggiungono, per Salvatore Galluzzo, l’impreparazione dei Comuni della Locride di fronte alle possibilità di sviluppo e i tagli governativi che hanno falciato ogni possibilità di crescita. «Quando si parla di una normativa speciale per la Locride o di una zona franca, io non mi limiterei a pensare ad un’area con solo un’agevolazione dal punto di vista fiscale, ma puntare ad una normativa capace di andare incontro ai Comuni per affrontare lo sviluppo dal basso. Speriamo in questi Pisl, “sperando” che riescano a dialogare tra di loro. Il Centro servizi può essere uno dei motori di tutto, sono convinto che andrà incontro anche ai comuni non rientrati nel sistema turistico della Locride».

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Direttore responsabile: PASQUINO CRUPI In redazione: ERCOLE MACRÌ, ELEONORA ARAGONA, DOMENICO MACRÌ, ILARIO

Registrazione Tribunale di Locri (RC) n. 1 del 19/06/1998 R.O.C. n°11602 del 02/11/98 Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana AmministratoreUnico Rosario Vladimir Condarcuri

AMMENDOLIA, MASSIMO PETRUNGARO, KATIA CANDIDO, NINO SIGILLI.

Responsabile sport: ANTONIO TASSONE Art Director: PAOLA D’ORSA COLLABORATORI Anna Laura Tringali, Mara Rechichi, Franco Crinò, Nicodemo Barillaro, Giuseppe Gangemi, Mimmo Romeo, Giuseppe Fiorenza, Franco Parrello, Franco Blefari,

RUBRICHE

Loqui e sproloqui di Filomena Cataldo

Messagi nel tempo di Daniela Ferraro Le pillole di Eva

NOTE E SCHERMAGLIE

Delusione per la sconfitta del Partito Democratico Chi come me, è avanti negli anni e ha una lunga militanza politica pensava che questa volta potevamo farcela. Almeno così sembravano tutte le previsioni. Anche l’on. Rosy Bindi doveva essere convinta, se è vero che andava dichiarando che dopo le elezioni avrebbero sostituito Scopelliti da commissario alla Sanità calabrese. Non solo, ma anche i giovani «Turchi» della segretaria del PD di via del Nazareno a Roma, dichiaravano di dover distribuire i ministeri ai più giovani e non a quelli che erano stati ministri in precedenza. A differenza di come si pensava, non siamo usciti vittoriosi. Perché? La mia opinione è che il PD non si è presentato con un suo profilo riformista, autonomo a vocazione maggioritaria, che ne potessero attenuare la sua identità, di un Partito che ne costituisse un corpo vivo e moderno capace di interpretare la complessità della società contemporanea in permanente trasformazione. Difficile da estirpare il berlusconismo come lo dimostra la rimonta del Cavaliere malgrado i disastri combinati all’economia italiana. Nè l’Italia ha mai subito sommovimenti profondi come la rivoluzione inglese e francese o la riforma luterana in Germania che hanno promosso la coscienza civile di quei profili. Quindi, le forme di populismo trovano terreno facile per attecchire. Ma il fenomeno Grillo, è solo populismo? Certo in materia economica imita Berlusconi, no all’IMU, no all’IRAP, no al redditometro. Ma in materia di riforma della politica e di tutti i privilegi ad

he il sottoscritto abbia preso sul serio i Tedeschi è cosa nota, prova ne sia che ancora oggi quando gli alunni non hanno voglia di fare lezione mi domandano del mio rapporto con questo Paese. E io mi lascio volentieri andare in lunghe digressioni parlando delle città dove ho vissuto e di quelle che ho visitato: Heidelberg, Karlsruhe, Francoforte sul Meno, Monaco di Baviera, Colonia, Essen, Dusseldorf, Duisburg, Erfurt e tanti altri borghi. Lascio immaginare che sia stato un grande amore con qualche ragazza tedesca anche se non l’ho mai apertamente confessato. Le ragioni del mio amore per questo Paese sono molto remote nel tempo e risalgono alla mia giovinezza, tempi che oggi definisco quelli dei Falsi Maestri1. Erano tutti Dellavolpiani ovvero marxisti che avevano tutti o quasi tutti Stalin nella testa. Studiammo tutta la storia della filosofia in funzione di Marx. Tutto insomma approdava alla militanza politica e alla formazione dei quadri dirigenti del PCI dell’epoca meglio ancora ai cosiddetti intellettuali organici. Degli insegnamenti di quegli anni, di quei Falsi Maestri, voglio conservare qualcosa di positivo per quanto possibile. Quel qualcosa può essere riassunto in un solo punto: l’amore per il mondo tedesco, o piuttosto per il

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essa connessi il grillismo è un movimento riformatore di cui si sono avvalsi i giovani per votarlo sbeffeggiando così i partiti tradizionali. Il PD pur guidato da Bersani, persona eccellente e perbene si muove nella tradizione di un nuovo «centralismo democratico» non codificato ovviamente ma di fatto. Alfredo Reichlin, padre nobile del PD, sull’ UNITA’ scrive: «ciò che non riesce a rimuovere è la politica come gioco di vertice, è come impedire la riduzione del partito a strumento elettorale. Ma soprattutto il fatto che non rappresentiamo gli «ultimi». E allora la sconfitta del PD ha radici in noi stessi: nei nostri comportamenti, nello stile di vita, nel considerare la militanza non come servizio a favore dei bisognosi,ma come carriera, come promozione personale perché l’assegno vitalizio e le indennità parlamentari sono appetibili. Un PD con una struttura centralizzata non creda convinca più

nessuno perché altera la libera dialettica delle idee e delle proposte. Perché si precostituiscono maggioranze e non si valorizzano i militanti che hanno più lana per tessere più tela per avere più qualità, intelligenza e dedizione. Certo una Direzione Politica è importante, ma separata dalle altre funzioni e facendo in modo che il dibattito non solo abbia la più libera espressione, ma che possa raggiungere e coinvolgere i circoli allocati nel territorio nazionale. Intendiamoci, alcuni di noi provengono dal PCI saldamente strutturato. E Pajetta e Berlinguer esercitavano anche il «centralismo democratico» ma erano di un’altra pasta, beati loro. Ma Berlinguer, a scanso di equivoci, provenendo da famiglia nobile, aveva trasferito la proprietà di un’isola, unità immobiliare di notevole valore, col vincolo di non edificare immobili. E Pajetta è morto povero, almeno così dichiarava, la sua compagna di vita

Miriam MAFAI. Oggi tutti noi, siamo più ricchi. Ma quelli sono gli uomini di cui conserviamo memoria e nostalgia. Né si capisce come possono essere lievitati, in questi anni, i costi della politica se col fatto o quanto meno con il sospetto che mentre Berlusconi intrallazzava e si sollazzava, il parlamento legiferava a favore dei suoi membri e dei partiti elargendo somme a dismisura, provocando disgusto nel popolo sofferente e non dei grillini. Io ho votato Bersani: in verità, mi ha convinto un amico autorevole e perbene. Avrei dovuto apertamente votare per Renzi, il «rottamatore» a tutela dell’immagine del rinnovamento del PD, e forse, avrebbe potuto fermare l’ondata grillina. Alcuni vecchi onorevoli catapultati per essere eletti in Calabria, commissari, hanno preteso di essere eletti parlamentari in Calabria ed altri ancora sono calati da Roma per fare le scalata. In Calabria il PD è debole e non presente sul territorio Esistono, invece, divisioni nei territori di cui nessuno s’interessa per sviluppare iniziative al fine di fare chiarezza e porre rimedio. Infine, è sperabile che Bersani possa fare un governo sfidando Grillo sul suo terreno. Accogliendo, cioè, tutte le riforme della politica che possano rendere questo paese più accettabile agli italiani. Altrimenti è preferibile ritornare alle urne per eleggere un nuovo parlamento. Giuseppe Bruzzese

CORSIVO 12

I dolori del vecchio Tassone Al Consiglio nazionale dell’ UDC l’altoparlante Pier Ferdinando Casini, poiché ha ancora del pudore, non s’è presentato. Invece, candido, come un giovinetto alla prima comunione, ha mostrato la sua bella faccia- non la definiamo di bronzo, poiché tale lega metallica serve alla costruzione delle sacre campane- Mario Tassone. Il quale, non essendo stato ripresentato alle elezioni del 24 febbraio, ha fatto il diavolo in quattro per far perdere voti all’UDC di cui era ed è ancora vicesegretario. Un partito, meno cattolico dell’UDC e perciò non facile al perdono, avrebbe dovuto assumere un provvedimento non diciamo d’espulsione, ma comunque di dimissionamento coatto. E, invece, accade che Mario Tassone torna in pompa magna al Consiglio nazionale, detta legge e impone la convocazione del congresso nazionale. Pensano in alto all’UDC e perdono il contatto con la realtà, che è fatta sempre di prosa. Quando si hanno le fauci aperte, per quietarle bisogna riempirle. E l’occasione è a portata di mano. C’ è un poso in giunta regionale per il vecchio Mario Tassone? Dopo questo pasto non avrebbe più fame che pria.

NapolitanoeiTedeschi mondo germanico. Quando avevo diciannove anni mi sono innamorato di Hegel e della sua filosofia, sul quale ho fatto anche la tesi di laurea. Una volta laureato sono andato in giro per l’Europa ad approfondire quegli studi: a Budapest dove c’era una delle più grandi scuole di interpretazioni hegeliane, quella lukacsiana. Prima ancora ero stato a Parigi, che ebbe tuttavia un’altra valenza nella mia formazione e nella mia vita. Studiai la lingua tedesca prima in Germania poi a Milano al Goethe Institute, ma con tutta franchezza oggi ho capito che avrei fatto meglio a perfezionare l’inglese. Comunque il mio rapporto con la Germania divenne più intenso perché incominciai ad amare autori come T. e Heinrich Mann, Goethe e altri. Tornando un po’ indietro nel tempo ricordo quando frequentavo la Germania, allora divisa i due (BRD e DDR) quante emozioni ho vissuto nel vedere la Buddenbrooks Haus di

Lubecca divenuta sede della Dresner Bank, oppure mangiare a Trevermunde rievocando le letture del Tonio Kruger. Il coraggio tuttavia e la determinazione di restare qualche anno in più o al limite un semestre in quel Paese per approfondire la conoscenza della lingua e della cultura tedesca non li ho mai avuti. Scelsi comunque di vivere nella città di Milano perché crocevia di tutti i miei interessi dell’epoca, che divenne la mia città, ci sono rimasto per quasi vent’anni. Lì è dove sono nati i miei due figli. Lì lavoravo e da lì partivo e arrivavo. Gli anni Ottanta furono un via vai Milano- Germania ed Europa. Ho sofferto molto all’epoca il fatto di non avere una moneta unica. Festeggiai dunque prima la caduta del “Muro” e la riunificazione delle Germanie, poi l’unità politica europea. Quarto Reich, dicemmo allora scherzando, e vedemmo in Kohl il grande artefice. Quando poi entrò in vigore la moneta unica, l’euro. Io,

come tanti altri europeisti, festeggiammo l’evento e dicemmo finalmente! Il resto purtroppo è storia recente, anzi attuale. Che l’Europa debba essere Europa dei popoli non sono io solo a dirlo perché prima di me lo dissero De Gasperi e Spinelli. All’estero invece è doveroso ricordare personalità come Adenauer e O. La Fontaine, convinti europeisti. Oggi però questo sogno in corso di realizzazione rischia di infrangersi. Questa Europa, con i problemi che deve affrontare e risolvere, e questo Euro sono seriamente minacciati dal rischio di disgregarsi. Ricordiamo la Grecia a cui hanno fatto seguito la zona iberica (Spagna e Portogallo) e l’Italia, osservati speciali, definiti poco “affidabili” perché affetti da ingovernabilità manifesta. Cerchiamo dunque di ricostruire nella misura del possibile questi dieci anni: come è noto abbiamo avuto pochi vantaggi dall’entrata nella moneta unica. anzi molti

svantaggi, perché ci siamo impoveriti. Quando dico noi intendo tuta quella massa di lavoratori che avendo uno stipendio di tre milioni di lire, all’epoca si potevamo permettere di mantenere la famiglia, comprare beni voluttuari e persino di risparmiare. Con l’entrata nell’Euro abbiamo perso la metà del potere d’acquisto, lo stipendio è stato de facto svalutato del 50 %, la tassa sull’Europa, 500 euro, non ci è stata mai restituita. Ma il sacrificio ne valeva la pena, così pensavamo noi entusiasti dell’Europa. Tutti ricorderanno che un euro, corrispondente quasi a duemila lire, divenne del valore di mille lire (1000 lire). Era il 2002 e protagonista di questo evento fu Romano Prodi con la coalizione di centro sinistra che a dire di molti ha svenduto il cambio lira-euro, accettando quasi servilmente l’egemonia tedesca. I Tedeschi invece ebbero molti vantaggi: 1 Marco=1 Euro e la loro economia incominciò a espandersi anche se bisogna riconoscere che la Germania è un Paese virtuoso. Ma questa è economia si dirà e io nei suoi confronti nutro una certa idiosincrasia accompagnata anche da carenza di studi. D’altro canto quando parlano gli economisti noto che spesso si contraddicono sostenendo teorie da loro stessi smentite non appena hanno possibilità di

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HANNO COLLABORATO Francesco Laddarina, Giuseppe Patamia, ,Bruno Gemelli, Carmelo Carabetta, Antonio Cormaci, Giulio Romeo, Sara Caccamo, Giuseppe Fiorenza, Daniele Mangiola.

COPERTINE Dal 2003 a cura di Paola D’Orsa

Le COLLABORAZIONI non precedute dalla sottoscrizione di preventivi accordi tra l’editore e gli autori sono da intendersi gratuite. FOTOGRAFIE e ARTICOLI inviati alla redazione, anche se non pubblicati, non verranno restituiti. I SERVIZI sono coperti da copyright diritto esclusivo di “la Riviera Editore” per tutto il territorio nazionale ed estero. GLI AUTORI delle rubriche in cui si esprimono giudizi o riflessioni personali, sono da ritenersi direttamente responsabili.

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Risponde il direttore

LOQUI E SPROLOQUI di Filomena Cataldo

Basta con i politici, pensate alla gente disperata Poiché c'è un rapporto tra il modo di governare e la miseria crescente del popolo calabrese, non possiamo cancellare i politici, tacendoli. Ma forse dovremmo dare più spazio alle cronache sociali.

Gent. Professore, domenica 3 Marzo avete dedicato la copertina ai politici. L'ho qui davanti quella di Padron Peppe. Invece dovreste parlare delle persone che muoiono di fame, che non ce la fanno più. Di quelli che sono costretti ad andare alla Caritas per un litro di latte. I problemi del popolo sono altri, ed è ora che il popolo trovi voce. Ho telefonato giovedì ad articolo 21 e ho contestato Scopelliti. Poi ho telefonato in Regione e nessuno mi ha risposto. Ma a chi dobbiamo rivolgerci, con chi può parlare un cittadino disperato? E voi come giornale vi dovreste occupare di queste cose e di noi. Non dei politici. Domenico Panetta

Non so da dove iniziare e oggi non avrei mai voluto scrivere.... i chiamo Nando e “SONO” amico di Eugenio. Anche se sono passati 18 anni da quando lasciai il Commissariato di PS Bovalino, ho sempre portato nel cuore quei luoghi e le persone che mi hanno “avviato” al lavoro di poliziotto. Tra i tanti ricordi le persone, e tra queste una tanto ingenua quanto fantastica, tanto buona quanto attenta alle esigenze di chi come me macinava ogni giorno tanta strada per recarsi a lavoro....quella persona era proprio Eugenio. Con Lui canti e balli mimando tarantelle o come le chiamava lui “mottette” (la regginità non l’aveva mai abbandonato), approfittando del fatto che io (gioviale come Lui) portavo pezzi della mia cultura dalla piana di Rosarno; la cultura sana quella del buon vivere e del vero rispetto tra le persone. Non ricordo mai di aver visto Eugenio con il broncio o incazzato con qualcuno; ottimo mediatore, ottima persona....OTTIMO

M

applicarle: ad esempio Tremonti una volta che ebbe avuto il ministero dell’economia e del tesoro e una volta che ebbe fallito gli obiettivi uscì di scena e ritornò all’attacco scrivendo dei libri nei quali ci dice le cause degli insuccessi che sono quelli di sempre: l’economia non è una scienza esatta bensì probabile e allora non si capisce perché i suoi cultori debbano sentirsi profeti e depositari delle verità rivelata. Ma questa è acqua passata si dirà ed essa non macina mulino. Andiamo al presente, che speriamo per fortuna sia divenuto passato: Mario Monti. Di lui si è detto «è una personalità che tutti ci invidiano» e io stesso fui entusiasta nell’apprendere che Napolitano, dopo le dimissioni di Berlusconi, gli avesse conferito l’incarico di formare l’esecutivo. Durò poco l’entusiasmo e a esso fece subito seguito la preoccupazione, l’angoscia associata a rabbia perché le sue manovre sono state unilaterali: ha colpito le fasce deboli della società italiana, impiegati, pensionati e quei pochi imprenditori che ancora amano il nostro paese e non sono andati a lavorare all’estero. Le sue manovre, taglio netto dei consumi ci ha fatto sprofondare. La crisi, all’inizio congiuntura momentanea dicevano gli “esperti”, si era trasformata in recessione per divenire infine depressio-

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TUTTO!!!! Sia chiaro, non abbiamo mai avuto i numeri dei cellulari, non ci siamo mai scambiati gli auguri, non ci siamo mai inviati cartoline dalle vacanze....ma posso assicurarLe che quelle poche volte che ci siamo incontrati per lavoro sono stati sempre momenti di festa...a noi bastava questo, bastava avere la certezza del rispetto e del ricordo... Per puro caso ho saputo (sul web) della sua

ne. Molti dicono che questa del 2013 è una crisi paragonabile a quella del 1872, o a quella del ’29. Adesso come terapia d’urto ci sarebbe bisogno di un altro New Deal, ma anche di un altro Keynes che ne dettasse le coordinate basilari e per un momento avevamo visto in Monti e prima di lui Tremonti, la reincarnazione. I risultati tuttavia sono davanti agli occhi di tutti. Arriviamo a oggi, alle considerazioni del leader socialdemocratico tedesco Steinbruck nei riguardi del verdetto venuto ieri l’altro dalle nostre urne. Voglio ricordare che Stein vuol dire macigno, sasso e Bruck invece vuol dire ponte. Una verità il suo cognome la dice: è un macigno questo leader, meglio mazzacane poltrone e irriguardoso. È superfluo che ribadisca la mia irritazione, nonché indignazione per come si è espresso nei confronti di noi Italiani. Sarà che le nazioni potenti ci vedano sempre come un popolo di navigatori e di cantanti, stereotipo modificato con pizza e mafia. Ma permettetemi di ribadire che per quanto non abbia condiviso alcune cose di Napolitano questa volta credo che il Presidente abbia espresso tutta la nostra indignazione nel migliore dei modi. Che la Germania e tutti i grandi Stati del mondo abbiano riserve e perplessità sul verdetto popolare è indubbio, ma

dipartita. Sono a dir poco addolorato della perdita di un Amico prima e di un Collega dopo, di una persona che nonostante i tanti anni passati ormai dal mio trasferimento, ricordo viva nel cuore e nei pensieri. Sono nato nel ‘66 come Eugenio e anch’io sono padre di due figli e tutto ciò mi mette i brividi addosso. Sono confuso e lo sono stato di più vedendo le foto di Eugenio sul web associate alla terribile notizia. Purtroppo scopro con incolpevole ritardo l’accaduto e mi dolgo e mi rammarico per non essere stato presente all’ultimo saluto. Uno di questi giorni (lo prometto) porterò un fiore ad Eugenio perchè egli è stato e sarà sempre un fiore candido appena sbocciato; so che quando verrò ad onorare la sua persona mi commuoverò e sono sicuro che Lui,col suo solito fare sfottente, mi prenderà in giro come mai non ha fatto prima....... un sincero abbraccio da Nando

tutto ciò non autorizza a tacciare di clown i due autentici vincitori di questa tornata elettorale (Grillo e Berlusconi). Anche se bisogna dire che l’autentico matador è Beppe, che ho votato e sostenuto. Non mi piace l’espressione piuttosto ricorrente che a vincere non sono stati Grillo e Berlusconi ma che è stato Bersani a pedere. No, signori. Ha vinto Grillo e ha perso la linea dell’austerity che ha preso le mosse proprio da Berlino e che è approdata da noi con il governo tecnocratico guidato Monti. Ovviamente loro diranno che “sono stati costretti” perché la situazione ereditata era un disastro, quindi rimandano a Berlusconi, il quale a sua volta rimanda alla “infedeltà” degli alleati e alla Costituzione che deve essere riformata. A loro volta gli alleati rimandano al centro sinistra, i quali rimandano a Tangentopoli e cosi via a ritroso, all’infinito. È il caso ricordare questa volta quanto sia sempre vera e attuale la storia del peccato originale: Adamo dice che è stata Eva, Eva dice che è stato il serpente, il serpente dice che è stato Dio. Insomma, nessuno è responsabile. Tutti assolti. L’unico imputato di turno sembra essere Bersani che è stato incapace di vincere perché ci ha voluto proporre e imporre l’Europa e il relativo rigore di fattura berlinese e molti sostengono

A carcarazza fa li figghi e poi l’ammazza ’ovvio che se alle parole non seguono i fatti, non potremo, noi cittadini, avere risposta alle nostre richieste. Eppure, per ora, ancora di parole si tratta. Che siano parole grilline, piddielline o piddine o montine. In altri tempi avremmo detto anche papaline, in altri tempi, però, per evidenti motivi. Sta di fatto che i problemi continuano a permanere per le strade, tra la gente e con la gente, mentre il resto della compagnia tira a sorte su chi la dice più giusta. Intanto, poiché già oggi è passato, è chiaro come urga capire velocemente quale sia la capacità di problem solving dei nostri cari eletti. Non ce ne frega nulla né di destra né di sinistra, né di Nord né di Sud, né di ideologia né di filosofia, né di metafore né di allegoria. Non ce ne frega nulla. Siamo stufi di promesse e di proposte a cui non segue mai un provvedimento serio e tangibile nei risultati. Abbiamo votato per vedere ancora carcarazze con un fil di ferro piazzato nel posteriore urlarci a un palmo dal naso «cra cra cra» Immaginateveli. Sono proprio loro. E c’è un proverbio calabrese noir, a carcarazza fa li figghi e poi l’ammazza, che sembra descri-

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oggi, data l’ingovernabilità, possiamo perdere l’Europa. Non siamo né convinti né preoccupati di tutto ciò. Non è l’Europa ad essere in crisi ne tanto meno l’europeismo dei padri di cui ho parlato sopra. È questo modello di sviluppo che si ingrippato e non ne viene fuori. Sono i costi elevati della sovrastruttura per usare un termine “obsoleto” che sono entrati in contraddizione con la struttura produttiva e in questa “sovrastruttura” c’è anche la politica e i suoi costi. Costa troppo alla società italiana l’elefantiaca macchina dello Stato inefficiente e incompetente. Ma la cosa peggiore è che si è arroccata nei suoi “privilegi”, quello di tenersi tutto quello che e di difenderlo con i denti. Se Bersani saprà liberalizzare e non regalare i beni dello Stato allora una via di sbocco ci sarà; se saprà liberalizzare le professione altrettanto. Mi fermo qui perché quello che bisogna fare è ben noto a tutti. Per finire vorrei ribadire che noi restiamo e ci sentiamo fermamente europei. Il problema è questo rigurgito anti europeista della Germania. È essa infatti che da tempo vorrebbe uscire dall’Euro e tornare al Marco; è essa che ci guarda dall’alto verso il basso dimenticando che ha ricostruito se stessa a nostre spesa; è essa che vuole dettare le regole nella vita politica degli altri Stati. Spero che

vere quello che sta appunto succedendo all’elettorato, di qualsiasi parte. Fattosi figlio, l’elettorato, di un padre attraverso l’esercizio della scelta, una volta putativo, questo stesso padre, lo ammazza, ignorandolo o non provvedendo ai suoi bisogni o provvedendo nella maniera non opportuna. Tutto ciò per dire che, mentre si bofonchia nelle stanze dei bottoni o negli hotel in segreto, in Italia le cose peggiorano in modo quasi irreversibile. Le cose, materiali ed umane. Brucia la città della scienza a Napoli, bruciano i cassonetti nelle strade dei comuni meridionali sommerse dalla spazzatura, bruciano l’alta finanza e i risparmi delle famiglie italiane, bruciano i progetti dei giovani, preda della disoccupazione e della depressione, bruciano le piccole e grandi aziende, dietro ognuna delle quali c’è una storia di famiglia ed il sostentamento di tante famiglie, bruciano le scuole e gli ospedali, tagliati a fettine dall’austerity, bruciano gli insegnanti nel vortice di un reclutamento cervellotico, bruciano gli alunni in edifici fatiscenti. Brucia la poltica, ospite del salotto di Barbara D’Urso dove si decidono le cose importanti.

quella del leader socialdemocratico tedesco sia stata solo una considerazione, una battuta dettata da qualche boccale di birra. Sono preoccupato invece perché in Germania da più parti e in diversi ambienti queste espressioni sono all’ordine del giorno. Credo dunque che anche quanto scritto vada considerato come ulteriore elemento per una comprensione del Terremoto politico emerso qualche giorno fa. Neanche l’euro deve essere un tabù. Ricordo quanto l’anno scorso ci dicemmo con l’amico Antonio La Rosa e altri amici greci l’anno scorso durante un viaggio d’istruzione: un Euro per i Paesi del Mediterraneo: Italia Francia, Spagna Grecia Portogallo e Ungheria, repubblica Ceca e aree di questo genere. Un Euro a due velocità dunque oppure la Francia resta in bilico e una revisione del trattato di Maastricht o quanto meno una rimodulazione. Un’ultima nota: vedo con grande tristezza che Massimo D’ Alema non ha ancora capito l’entità della debacle. Farebbe meglio a starsene zitto e ricordarsi che questo voto è stato un verdetto esplicito anche per personaggi come lui che ancora non hanno capito che devono andare a casa. Domenico Angiletta

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SPORT

MASSIMO PETRUNGARO Perdonatemi l'ossimoro, ma nella scorsa giornata c'è stato un mutamento statico. Che voglio dire? Che qualcosa è cambiato, ma i rivolgimenti sono stati più nella forma che nella sostanza. Come al solito, saranno i dettagli a determinare vincitori e vinti, e gli errori clamorosi sotto porta, della ventisettesima giornata, avranno il loro peso specifico. Fidatevi. I non gol di Vucinic, Dzemaili, Bergessio, l'espulsione di Candreva, il secondo gol della Fiorentina viziato da un fuorigioco di Toni, sono episodi che sui piatti della bilancia dovranno essere conteggiati eccome. Se alla fine, anche nello scorso week end, abbiamo vissuto delle emozioni al cardiopalma, c'è da scommetterci che sarà così anche in questo. Il turno di campionato, iniziato l'altro ieri con l'anticipo Genoa - Milan, presenta dei crocevia importanti. Da che se ne possa dire, le partite da tener d'occhio sono due: Palermo - Siena e Lazio - Fiorentina. Mai come stavolta, se dovessero uscire sulla ruota di Palermo e Roma due segni X, sarebbero due chiare occasioni perse, per tutti. Iniziamo dal match del Renzo Barbera. E' una vera e propria finale di Champions league, con una posta in palio altissima. Come detto, il pareggio sarebbe una sconfitta per entrambi, chi vince può ancora aggrapparsi con le unghie alla matematica. In casa Palermo potrebbe esserci dall'inizio la clamorosa esclusione di capitan Miccoli a favore di Boselli per avere più peso e centimetri in attacco. In difesa rientra dopo la squalifica Aronica. Nel Siena mister Iachini perde Vergassola per infortunio ma si consola col recupero di Angelo. Fari puntati quindi anche sull'Olimpico dove si affrontano Lazio e Fiorentina nel posticipo. E' uno scontro diretto senza se e senza ma. Anche qui l' X sarebbe controproducente perché rallenterebbe la corsa delle due formazioni verso il terzo posto. Non dovremmo avere particolari novità rispetto alla squadra che ha perso a Milano, a parte il rientro di Mauri e la concomitante assenza di Candreva per squalifica. Nella Fiorentina, debutto dal primi minuto per Sissoko al posto dello squalificato Aquilani, mentre in difesa Montella conferma il tedesco Compper. La domenica si apre con la partita delle 12:30 tra Atalanta e Pescara. Sulla panchina degli abruzzesi c'è stato il terzo avvicendamento con l'esonero di

SERIE A

Tu chiamale se vuoi, emozioni 28° TURNO SERIE A GENOA

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- ROMA IERI - PESCARA 12,30 CAGLIARI - SAMPDORIA

UDINESE

ATALANTA

CHIEVO

-

NAPOLI

JUVENTUS PALERMO

10-03-2013

MILAN IERI

- CATANIA - SIENA

- TORINO - BOLOGNA 20,45 LAZIO - FIORENTINA 20,45

PARMA INTER

18 gol: Cavani (Napoli), 16 gol : El Shaarawy (Milan) 15 gol: Di Natale ( Udinese) 12 gol : Pazzini (Milan) 11 gol : Osvaldo (Roma), Lamela (Roma), Jovetic (Fiorentina), Sau (Cagliari) 10 gol: Klose (Lazio), Totti (Roma)

CLASSIFICA Bergodi, il cui posto è stato preso da Christian Bucchi. I biancoazzurri dividono l'ultimo posto con Palermo e Siena, e visto e considerato che queste ultime giocando contro si toglieranno punti, ci aspettiamo il massimo sforzo da D'Agostino&C. L'Atalanta che ha un buon margine di sicurezza sul terzetto succitato, in caso di punteggio pieno, metterebbe una serie ipoteca sulla salvezza. Anche il Cagliari potrebbe mettere una serie ipoteca sulla salvezza se dovesse vincere in casa contro la Sampdoria. I blucerchiati però sono una delle squadre più in forma in questo scorcio di stagione anche se le assenze di Gastaldello e Krstitic si faranno sentire. In attacco Delio Rossi è intenzionato a confermare il tandem Eder - Icardi. Negli isolani Pinilla insidia Ibarbo per una maglia da titolare visto

Serie B

che i sudamericano nelle ultime uscite non ha brillato. Il Napoli dopo tre pareggi consecutivi fa visita al Chievo. Solo una vittoria terrebbe accese le speranze scudetto dei partenopei - al di là del risultato della Juventus - ; in caso contrario meglio pensare a mettere in cassaforte questo secondo posto dagli assalti del Milan. Pensare a fare risultato quindi e un orecchio allo Juventus Stadium con la speranza che il Catania possa fermare la marcia dei bianconeri. La sconfitta maturata al 92' contro l'Inter è stato un duro contraccolpo per i rossoazzurri, e, memori anche di alcune scelte arbitrali discutibili dell'andata, ci si aspetta una prova d'orgoglio. In caso di vittoria dei padroni di casa e simultanea sconfitta del Napoli, già si potrebbero mettere le bottiglie di spumante al fresco. Il Parma che non vince da troppo

tempo gioca in casa contro il Torino. Le squadre sono appollaiate a trentadue punti, in questo caso un pareggio farebbe comodo ad entrambe. Chiude la giornata oltre al posticipo Lazio - Fiorentina, l'altra partita delle 20; 45 tra Inter e Bologna.E' da un po' di tempo che la squadra di Stramaccioni non ottiene due vittorie consecutive; dovesse conquistare i tre punti, terzo posto di nuovo nel mirino, in caso contrario obbligo ripiegare sull'Europa meno nobile. Fidatevi, anche oggi, ci sarà da divertirsi.

campo di una squadra che aveva fatto 6 gol alla Spezia e veniva da una serie di risultati importante: il bicchiere va visto mezzo pieno. CAMPIONATO STRANO-Il Bari che vince a Vicenza? Il risultato perfetto sarebbe stato pareggio. Questo è un

32 5 9 BOLOGNA TORINO -1 32 53 PARMA 32 MILAN 48 CAGLIARI 3 1 INTER 47 ATALANTA -2 3 0 LAZIO 47 FIORENTINA 4 5 CHIEVO 29 ROMA 43 GENOA 26 CATANIA 42 SIENA -6 21 PESCARA 21 UDINESE 40 SAMPDORIA 3 5 PALERMO 21

I non gol di Vucinic, Dzemaili, Bergessio, l'espulsione di Candreva, il secondo gol della Fiorentina viziato da un fuorigioco di Toni, sono episodi che sui piatti della bilancia dovranno essere conteggiati eccome.

Reggina, Colucci: "Non mi pento del rosso a Novara.Tutti uniti intorno a Dionigi" L'espulsione rimediata sabato scorso al Silvio Piola, impedirà a Giuseppe Colucci di affrontare il Livorno, in una partita che lo avrebbe visto nei panni di ex. Il centrocampista amaranto, protagonista al Sant'Agata della prima conferenza stampa settimanale, non ha tuttavia grossi rimpianti per quanto successo in Piemonte, sostenendo di essersi sentito in dovere di difendere un compagno. IL ROSSO DEL PIOLA- La mia espulsione? Sono cose che nel calcio ci stanno. Quando un giocatore avversario si fa 40 metri per andare a spingere un mio compagno, io mi sento in dovere di intervenire. Ludi ha fatto proprio questo con Di Michele, ed io mi sono messo in mezzo: poi è arrivato Lisuzzo, e ci siamo 'presi'. Qualcuno ha detto che Colucci ha perso la testa, ma in tutta sincerità non mi pento, e se tornassi indietro rifarei la stessa cosa. BICCHIERE MEZZO PIENO- La Reggina è una squadra viva, che ha voglia di salvarsi. Bisogna ripartire dagli ultimi 20 minuti di Novara, cercando di farli diventare almeno 70-80, fermo restando che nel primo tempo anche noi avevamo avuto delle occasioni, con Campagnacci. Non dimentichiamo che siamo andati sul

JUVENTUS NAPOLI

campionato strano, dove la Ternana vince a Crotone e poi fa fatica in casa; lo stesso Bari, prima del successo in trasferta di ieri sera, mi sembra che avesse perso 6 gare di fila. Siamo tutte lì, tra di noi ci siamo detti che servono 2-3 risultati importanti per uscire da questa situazione. Credo sia giusto vedere i passi avanti che sono stati fatti in questo periodo, in altre situazioni partite come quella di sabato scorso non le avresti riprese. Ripeto, vogliamo titarci fuori, fermo restando che siamo consapevoli di dover fare un colpaccio fuori casa. COLPIRE PER PRIMI...Reggina che si consegna all'avversario nei primi tempi? Non sono d'accordo, ma non nego che non mi era mai capitato di andare sotto per 5 partite di fila. Tranne che col Lanciano siamo sempre riusciti a recuperare, ma il mister ci sta martellando proprio su questo aspetto: bisogna aggredire prima approcciandosi alla partita in modo differente. FORMA E POSIZIONE- Prima di venire qui, negli ultimi due mesi avevo giocato solo una partita, contro l'Inter. Devo migliorare fisicamente, visto che non sono al cento per cento, ma la condizione migliora solo giocando. L'importante è non mollare mentalmente, la forma

arriverà. Riguardo la posizione in campo, il mister contro lo Spezia mi ha spostato più avanti, con meno compiti difensivi: mi sono trovato molto bene, può essere un'opzione anche per le partite a venire. LA BATTAGLIA DEL PICCHI-Il Livorno contro di noi vorrà prendersi 3 punti, ma lo volevano anche sia lo Speiza che il Novara. Io so cosa significa giocare di notte, in quello stadio: per fare risultato, dovremo essere battaglieri . Loro avranno due assenze importanti, visto che saranno privi sia di Berlingheri che di Siligardi: riguardo quest'ultimo, mi dispiace tantissimo che si sia rotto il ginocchio. Si, il Livorno è la sorpresa del campionato: ad inizio anno li ho affrontti col Pescara nel trofeo Morosini, e devo dire che non mi sembrarono certo irresistibili. I fatti mi hanno smentito, visto che stanno facendo un grande campionato. TUTTI DAL MISTER...Gli abbracci con Dionigi? Vi assicuro che non ci siamo mai detti niente prima, è una cosa che viene spontanea. Lo spogliatoio è unito, ed è legato ad un mister che ogni giorno mette amore nel suo lavoro . Peronsalmente, sono legato a lui da una vera amicizia. PER LA MAGLIA E LA CITTA'- Al momento di tornare a Reggio non ho visto la classifica, mi è bastato sentire il presidente. Questa è una squadra con tanti giocatori di qualità, il problema è stato solo l'età troppo giovane del gruppo. E' tutta la carriera che lotto, non mi tiro certo indietro adesso. L'importante è combattere tutti insieme per la maglia e per la città, perchè Reggio merita palcoscenici importanti. Daniela Marino-reggionelpallone.it DOMENICA

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Parlando

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DIVIETO DI SCOMMESSE E OBBLIGO DI DENUNCIA PER I GIOCATORI DILETTANTI

Con C.U. n. 125/A del 30/01/2013 la FIGC ha introdotto anche per i calciatori dilettanti una nuova tipologia di illecito in tema di divieto di scommesse e obbligo di denuncia. Infatti, all’art. 6.2 del CGS (Codice di Giustizia Sportiva), è stata aggiunta la previsione secondo cui “…è fatto divieto di effettuare o accettare scommesse, direttamente o per interpos-

SPORT

ROCCELLA: al comunale arriva la Paolana di Andreoli. Arbitra Michienzi

L’obiettivo è continuare nella rincorsa play-off Archiviata l’eliminazione dagli ottavi di Coppa Italia ed il successivo buon pareggio al “Lorenzon” contro il Rende, il Roccella, nella 25° giornata di campionato, riceverà al Comunale di Viale degli Ulivi la temibile Paolana, che, lo ricordiamo, sinora è stata l’unica compagine in grado di battere il Roccella dopo l’avvento in panchina di mister Francesco Ferraro. Paolana che ha recuperato i tre punti contro l’Acri che originariamente gli erano stati sottratti dal giudice sportivo per il presunto tesseramento irregolare del giocatore Cavatorti. La Commissione disciplinare ha accolto il ricorso del Castrovillari adducendo come motivo il fatto che ai sensi dell’articolo 42 comma 1 lett.A delle N.O.I.F. l’ufficio tesseramenti ha revocato con raccomandata del 22/02/2013 spedita alla società Castrovillari calcio il tesseramento del calciatore, la Disciplinare stessa ha ritenuto che questa revoca, ai sensi dello stess articolo 42, non ha efficacia retroattiva ma soltanto dal quinto giorno successivo alla data in cui perviene alla società la comunicazione del

CLASSIFICA 31 N.GIOIESE 5 7 PAOLANA CATONA RENDE 50 30 GUARDAVALLE 4 5 CASTROVILLARI 2 6 ROCCELLA 4 4 SAN LUCIDO 2 5 SILANA 25 ACRI 38 SOVERATO 3 7 BRANCALEONE 1 0 SERSALE 33 SIDERNO 8 ISOLA C.R. 31 BOCALE 31

DECIMA GIORNATA DI RITORNO ACRI - BRANCALEONE BOCALE - N.GIOIESE ISOLA C.R. - CASTROVILLARI ROCCELLA - PAOLANA SERSALE - GUARDAVALLE SIDERNO - SAN LUCIDO SILANA - RENDE SOVERATO - CATONA

provvedimento a mezzo raccomandata a.r.. Pertanto alla data di svolgimento delle gare la posizione del calciatore era da considerarsi regolare. La Paolana di mister Andreoli, però, lo ricordiamo, non sta attraversando un ottimo momento di forma, ma si recherà sicuramente a Roccella con la ferma determinazione di ottenere almeno un punto al cospetto di una squadra in serie utile da ben quattordici giornate di campionato. Il Roccella, come dicevamo, anche a fronte di assenze pesantissime come quelle di Saffioti , Oliva e Seminara è riuscito ad impattare contro il Rende lasciando inalterate le speranze per un eventuale conquista del secondo posto che metterebbe la squadra amaranto nelle condizioni ideali per la gara di spareggio play-off. Ricordiamo, infatti, che lo spareggio si giocherà in gara unica sul campo della migliore classificata e con il vantaggio che anche con il risultato di parità, al termine dei tempi supplementari, andrà avanti la squadra meglio classificata al termine della stagione

regolare. Arbitro dell’incontro, incredibile ma vero, sarà il signor Michienzi, lo stesso arbitro della gara d’andata che al 91° concesse ai locali un rigore che grazie alla successiva realizzazione di Alassani e l’espulsione di Seminara, alla fine si impose per 2-1 Qualsiasi decisione che prenderà il direttore di gara potrebbe prestarsi a facili “strumentalizzazioni di parte” ecco perchè, riteniamo a ragion veduta, che questa non sia stata una designazione propriamente “felice” visti i precedenti di Michienzi. Gli assistenti saranno Garcea ed Esposito di Catanzaro. E’ inutile sottolineare che la partita odierna in chiave play-off è fondamentale per il Roccella che conta di allungare la striscia vincente e rosicchiare qualche punticino al Rende che sarà di scena al Valentino Mazzola di San Giovanni in Fiore al cospetto di una squadra assetata di punti che sicuramente cercherà con ogni mezzo di poter ottenere la conquista dell’intera posta in palio. Nel Roccella Ferraro opterà per il tridente d’attacco. Antonio Tassone

SIDERNO : Mancheranno gli squalificati Crupi e Bove. Respinto il ricorso al Castrovillari

Contro il S.Lucido per lasciare la “coda” Per il Siderno di mister Telli arriva oggi la partita contro il San Lucido. E non ci poteva essere gara peggiore per i bianco-azzurri locali visto che la matricola cosentina è attualmente una delle formazioni più brillanti del campionato. Ma i padroni di casa, ormai con la ferma volontà di voler lasciare l’ultima posizione in classifica, sicuramente venderanno cara la pelle pur di riuscire ad incamerare dei punti preziosi per la classifica. L’ipotesi play-out sembra essersi definitivamente allontanata dopo che la Commissione disciplinare ha rigettato tutti i ricorsi delle società d’Eccellenza, nello specifico Siderno e Soverato, che avevano presentato apposita istanza di vittoria a tavolino contro il Castrovillari per il presunto tesseramento irregolare di tre calciatori. L’ufficio tesseramenti , ai sensi dell’articolo 42 comma 1 lett.A delle N.O.I.F. ha revocato con raccomandata del 22/02/2013 spedita alla società Castrovillari calcio il tesseramento di tre calciatori, il giudice ha ritenuto che questa revoca, ai sensi dello stess articolo 42, non ha efficacia retroattiva ma

soltanto dal quinto giorno successivo alla data in cui perviene alla società la comunicazione del provvedimento a mezzo raccomandata a.r.. Pertanto alla data di svolgimento delle gare ( 10 e 17 febbraio) la posizione dei tre calciatori era da considerarsi regolare. Ma in sostanza cambiava poco perchè la classifica del Siderno non lascia presagire a nulla di buono nonostante la squadra ogni domenica e su ogni campo ha

sempre dato il massimo in quanto ad impegno ed orgoglio. Avevamo già anticipato la scorsa settimana che si è partiti da un progetto ben precico che sia il direttore tecnico Tonino Russo che il preparatore atletico Pino Filastro assieme a mister Guglielmo Telli stanno portando avanti dal mese di gennaio finalizzato proprio alla valorizzazione dei tanti giovani locali attualmente nell’organico che stanno giocando e si stanno disimpegnando positivamente prendendo così consapevolezza delle reali, effettive forze a disposizione per poter programmare il prossimo campionato. E’ importante, però, in questa stagione agonistica cercare di lasciare l’ultimo posto della classifica perchè in caso di eventuali ripescaggi si potrebbe riaprire qualche “finestra” per disputare ancora una volta il massimo campionato dilettantistico regionale. Gli ospiti di mister Carnevale nella gara d’andata si imposero per 5-1 anche se quel giorno le cronache riferirono di un Siderno stratosferico nei primi 40 minuti e poi irritante per il resto della gara. In effetDOMENICA

ti, quel giorno,la squadra passò addirittura in vantaggio con il rigore di Carabetta ed ebbe almeno tre colossali occasioni per portarsi sul doppio vantaggio ma si demotivò dopo il gol del pareggio dei locali tanto che in appena sei minuti il Siderno riuscì nell’impresa di subire ben 4 reti, un record. Oggi comunque non saraà facile per De Luca e company avere ragione di un Siderno che anche a Catona, domenica scorsa,pur giocando un’ottima partita è tornato a casa a mani vuote. Per la gara odierna mancheranno sia l’attaccante Bove che il bravo difensore Enrico Crupi e quindi mister Telli ha lavorato molto in questa settimana per riuscire ad individuare gli eventuali sostituti. Si spera di poter recuperare l’attaccante Cosimo Figliomeni che anche i tecnici federali vorrebbero schierare con la rappresentiva al prossimo torneo delle Regioni che si svolgerà in concomitanza con lo stop del campionato previsto per la Santa Pasqua.La gara tra Siderno e San Lucido sarà diretta dal signor Palmieri di Crotone. lr

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ta persona presso i soggetti autorizzati a riceverle, relativamente a gare delle competizioni in cui militano le loro squadre…”. Rimane ovviamente invariata la precedente normativa che vieta a tutti i soggetti federali di scommettere presso soggetti non autorizzati, direttamente o attraverso interposta persona. Ricordiamo che la violazione del divieto

comporta per calciatori l’applicazione della sanzione della inibizione o della squalifica non inferiore a 2 anni e dell’ammenda non inferiore ad 25.000,00. Inoltre, i calciatori che vengano a conoscenza in qualunque modo che società o persone abbiano posto o stiano per porre in essere taluno di detti atti, hanno l’obbligo di informare immediatamente la

la Riviera

Procura Federale della FIGC. In caso di omessa denuncia, sarà applicata la sanzione della inibizione o della squalifica non inferiore a 3 mesi e dell’ammenda non inferiore ad 15.000,00. Rimanendo a disposizione per ogni eventuale ulteriore chiarimento, porgiamo i nostri migliori saluti. La Segreteria A.I.C.

di...

M. DI GIOIOSA

Finalmente fuori dal “tunnel” Marina di Gioiosa interrompe la striscia di risultati negativi bloccando al comunale la capolista Taurianovese .La formazione cara al presidente Vincenzo Tavernese ha disputato domenica una buona gara malgrado ancora qualche assenza pesante. Infatti Matteo Carbone è stato schierato a mezzo servizio per via dei postumi di un infortunio al ginocchio che sta creando diversi problemi al capocannoniere del campionato. I giallorossi hanno malgrado tutto esibito un ottimo giocato di fronte alla capolista che ha saputo controllare bene le folate offensive di Mesiti e compagni. L'allenatore Gianni Scigliano è soddisfatto della prova dei suoi ragazzi: “ Dopo tre sconfitte accogliamo con piacere questo pareggio perché conquistato con la prima della classe una formazione che certamente secondo il mio modesto parere ha tutte le carte in regola per vincere il campionato. Non eravamo in crisi abbiamo avuto soltanto troppe assenze che hanno influito sul rendimento della squadra. Quello di domenica con la Taurianovese è un risultato importantissimo, soprattutto perché ci consente di muovere la classifica. Adesso, sarà importante proseguire sulla strada della continuità, pensando a battere il Gimigliano. Se riusciremo a raggiungere il bottino pieno nel prossimo turno, incrementeremo le nostre chance di poter ancora centrare i play off. Il nostro punto di forza? Senza dubbio il gruppo, perché abbiamo giocato nuovamente con il cuore

Il

come facevamo qualche mese fa . Certo, una punta di rammarico rimane per non avere concretizzato le ripartenze, ma ripeto, è un pareggio che va benissimo e che ci fa guardare con ottimismo al futuro. Del resto il nostro campionato finora è stato positivo perché raggiunta la salvezza abbiamo centrato l'obbiettivo che la società si era prefissato ad inizio stagione, se dovessero arrivare i play off li accoglieremo con entusiasmo. Rispetto ad altre squadre che hanno speso tantissimo noi ci riteniamo appagati della posizione in classifica che abbiamo fin qui ottenuto. I miei ragazzi domenica si sono battuti con determinazione e nel finale la squadra ha difeso con le unghie e con i denti il pareggio, dimostrando ancora una volta il suo grande carattere”.Il difensore Mimmo Ieraci uno dei migliori del Marina domenica contro la capolista aggiunge:” abbiamo lottato su ogni pallone, mettendo in campo tutto quello che il mister ci ha chiesto in allenamento, ovvero grinta e carattere. E' stata una gara combattuta ed avvincente, in cui entrambe le squadre hanno mostrato grandi qualità. Eravamo consapevoli di aver di fronte una buona squadra per cui il pareggio lo riteniamo importante.,Fin quando la matematica non ci condannerà, abbiamo il dovere di credere nel raggiungimento di qualcosa d'importante in questo campionato". Nicodemo Barillaro

CLASSIFICA TAURIANOVA

GALLICESE PALMESE GIOIOSA J. REGGIOMED. M. GIOIOSA BIANCO GIMIGLIANO

DAVOLI

53 49 43 43 40 38 38 32 32

RIZZICONI 32 BOVALINESE 2 8 VILLESE 28 POLISTENA -3 2 7 MONTEPAONE2 3 S. CALOGERO 1 8 REAL CZ -1 2

DECIMA GIORNATA DI RITORNO BIANCO - GALLICESE IERI REGGIOMED. - REAL CZ IERI GIMIGLIANO - M. DI GIOIOSA GIOIOSA J- SPORTING DAVOLI PALMESE - RIZZICONI SAN CALOGERO - BOVALINESE TAURIANOVESE - POLISTENA V.VILLESE - MONTEPAONE

Scopriamo gli obiettivi dell’ 'A.D. Polisportiva 1990 (Sensation profumerie) di Gioiosa J. L'obiettivo dell'A.D. Polisportiva 1990 di Gioiosa Jonica, Sensation profumerie, è quello di sviluppare un progetto di crescita sportiva, economica e d'immagine che possa riportare nel territorio locrideo una società sportiva solida e vincente che degnamente lo rappresenti.. Oltre a questo l'associazione si propone di promuovere lo sport e in particolare la pallavolo, come attività salutare e aggregante per tutti e come occasione d'incontro di persone che si riconoscono nei valori dello sport e nei principi di lealtà e solidarietà. Valorizzazione del brand per una crescente affermazione nel settore dei media come veicolo e testimonial pubblicitario: Progressione nei risultati sportivi e l’incremento progressivo del valore sociale della società. L´organizzazione societaria coinvolge molte persone, da genitori, amici a semplici appassionati di questo sport, che contribuiscono a portare avanti l´attività di ogni giorno con brillanti risultati. Questo è un grande motivo di orgoglio per la Società, a dimostra-

zione dell´ottimo lavoro fatto con le nuove leve, dalle giovanissime dei corsi di avviamento allo sport, organizzati con la collaborazione delle Amministrazioni Comunali e dei Comitati Federali Regionali e Provinciali, fino alle grandi della prima squadra che partecipa al campionato regionale di Serie C, tutte

seguite da tecnici federali qualificati. La disciplina della pallavolo femminile sta vivendo una fase di grande espansione, e sta coinvolgendo sempre più appassionati, amatori e spettatori. A oggi contiamo circa 100 atlete tesserate, dalle giovanissime dei corsi di avviamento allo sport fino alle grandi della prima squadra.

STAFF MEDICO Dott. Argirò Raffaele Presidente della società, medico chirurgo e specialista in medicinafisica e riabilitativa; Dott. Riccardo Modafferi, Endocrinologo specialista nelle malattie della nutrizione e dietetica clinica; Sig.ra Anna Demartino Fisioterapista. Lo staff medico in collaborazione con le famiglie monitorizza periodicamente la fase di crescita di tutti gli atleti. STAFF TECNICO E’ composto da cinque allenatori Federali : Paolo Latella allenatore di terzo grado (massima categoria nazionale) con specializzazione in attività giovanile; Laura Dulcianu allenatrice di primo grado secondo livello giovanile, laureata in Scienze Motorie, ex atleta della Nazionale Rumena, medaglia di bronzo agli Europei di Atene; Giuliana Gallo allenatrice di primo

grado-secondo livello giovanile, istruttrice CONI ; Ornella Cipolla allenatrice di primo grado-secondo livello giovanile, laureata in Scienze motorie Francesca Cufari allenatrice di primo grado-secondo livello giovanile, laureanda in Scienze Motorie all'Università di Torino, massaggiatrice sportiva. ATTIVITA' Lo scorso anno attraverso il campionato regionale di serie C, le ragazze Sensation Profumerie Gioiosa, hanno sostenuto la campagna dell'AIL (Associazione Italiana contro le Leucemie),rendendosi testimonial dell'evento natalizio nazionale di quest'ultima legato alla vendita per raccolta fondi delle stelle di Natale. Le campagne per questo anno sono in fase di programmazione e riguarderanno l'UNICEF e “ Dico no alla Droga, dico sì alla vita”. I Tornei L'A.D. POLISPORTIVA 1990 organizza annualmente tornei giovanili e non, nei periodi di sosta dei campio-

nati cui partecipano diverse squadre provenienti dal territorio regionale, riscuotendo sempre una grande presenza di giocatrici e pubblico come nel caso della Sensation Cup, torneo che nel periodo estivo ha riscosso un notevole successo mediatico. Altro torneo importante è stato quello che ha coinvolto nel periodo natalizio altre due compagini famose come la Golem Cinquefrondi che milita nel campionato nazionale di serie B Progetto Scuola e Volley “Sport, attività ricreative e gioco sono modalità divertenti per apprendere e fare propri valori e lezioni che dureranno per tutta la vita. Minivolley semplici e divertenti, diverse per ciascuna classe e coerenti con gli stadi di sviluppo fisico psichico ed emotivo dei bambini. Nella stagione in corso, la Società ha provveduto, come del resto ha sempre fatto, ad aumentare il volume di attività delle precedenti, sia in termini di gruppi che di campionati svolti. l.r

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BIBLIOTECA MERIDIONALISTA

Filippo Veltri e la Calabria dolente “

PASQUINO CRUPI

on mi ricordo di Filippo Veltri al “Giornale di Calabria” nel 1972. Forse lui, però, ricorda che io coordinavo la pagina culturale. Ci era direttore Piero Ardenti, un meridionalista del Nord, amico del Mezzogiorno e della Calabria, come non ve sono più. Non solo al Nord, ma anche al Sud, salvo solitarie palme che accentuano il deserto e non lo annullano. E che, tuttavia, hanno la loro importanza e rendono vana l'aria spostata dalle canne al vento, che, appiccicate, come i francobolli, a tutte le mode dell'antimeridionalismo danno solo lo spettacolo di come le metamorfosi vanno ben oltre quelle codificate nel cervello di Ovidio. Filippo Veltri è una palma solitaria nel deserto del Mezzogiorno, che non è più all'opposizione, e all'opposizione non ha più i suoi intellettuali, che, stanchi del lungo cammino, ora riposano oracolari nei salotti televisivi, e, per non puzzare di capra e di formaggio, non parlano più di questione meridionale, ma di questione settentrionale e di questione globale. Bella, ma inattuale la costanza, moral figlia della coerenza. I libri di Veltri sono tutti puntati sulla Calabria e i suoi problemi. In questo affine e compagno di viaggio del grande storico socialista Gaetano Cingari, spentosi il 5 maggio 1994. Anche questo suo ulteriore saggio, La Calabria dolente- con prefazione di Aldo Varano- per i tipi della « Città del Sole» dell'energico Franco Arcidiaco, è un ulteriore contributo alla battaglia di idee per la liberazione della Calabria dall'antimeridionalismo: se vogliamo una Calabria normale, dobbiamo raccontare una Calabria normale. Il punto è questo, ed è il tema che raccorda i capitoli del libro di Filippo Veltri il quale avvia il racconto, anzi lo ripropone della Calabria evitando lui per primo ed invitando l'immortale genìa, cedevole alle mode e ai cliché, a evitare “il racconto stucchevole (e dannoso) di come eravamo belli ai tempi che furono, dalla Magna Grecia”. Con tutta l'amicizia e la stima che ho di Filippo Veltri, voglio ricordargli che di questo racconto “stucchevole” è parte non minore don Luigi Ciotti al quale egli indulge. Ma, ovviamente, se la Calabria, per ridiventare normale, deve essere raccontata in maniera normale, perché ritrovi se stessa e sia nuova e gagliarda e con la testa sua sulle spalle, abbiamo bisogno d'una classe dirigente. Questo il secondo punto, che è anche il primo. Ma su questo crinale la narrazione per capitoli di Filippo Veltri diventa un romanzo. Poiché- scriveva Guido Dorso che Filippo Veltri ha ben presente come ha presente Giustino Fortunato- la formazione d'una classe dirigente rientra nella geografia del mistero. Penetrabile sono dagli scrittori, non dai saggisti. Da coloro, cioè, che sperano contro ogni speranza in questa epoca in cui la storia bimellenaria del popolo italiano, del popolo meridionale, del popolo calabrese innesta nel suo ceppo il culto dell'ignoranza al potere. E dal momento che il racconto più stucchevole, è divenuto ormai quello delle icone dell'antimafia, riproduciamo di seguito il capitolo che ha ad oggetto l'eroina Rosetta Cerminara, fatale a due giovani innocenti, all'antimafia a comando, a se stessa.

Filippo Veltri, audace e ardito, spera contro ogni speranza nella formazione d’una classe dirigente meridionale la cui genesi rientra nel campo del mistero

N

Da sx. a dx. il sindaco, Santino Casile, Gioacchino Criaco, FilippoVeltri, Aldo Varano, e il vicesindaco, Gianfranco Marino

Quando si fa carriera sul nulla A proposito di antimafia a comando FILIPPO VELTRI ulle indagini per l'omicidio del sovrintendente della polizia Salvatore Aversa e della moglie Lucia Precenzano, uccisi 20 anni fa (il 4 gennaio del 1992) a Lamezia Terme, “sono state costruite ingiustamente delle carriere e l'ingiusta teoria dell'eroina Rosetta Cerminara. Ma nessuno, tranne alcuni giornalisti, e cito per tutti Aldo Varano, ha fatto autocritica”. Queste parole le ho dette io, lunedì mattina 23 gennaio, attorno alle ore 13, a Lamezia Terme. Era un incontro promosso dal Coisp per ricordare quel delitto e consegnare 26 borse di studio intitolate alla memoria di Aversa ad altrettanti studenti figli di poliziotti. Di quell'omicidio e delle successive indagini fui cronista, così come l'attuale direttore [da qualche mese non più] del “Quotidiano della Basilicata”, Paride Leporace che, in un bellissimo articolo apparso sul sito Strill.it ha tra l'altro scritto: “Aversa era un investigatore che usava metodi forti anche con le donne dei boss, nessun privilegio per loro, capaci di prendere il comando quando i loro uomini finivano in galera. Da qui la deci-

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sione di trucidare anche la moglie del poliziotto: altre riflessioni mancate per femministe, sociologhe e professioniste dei seminari sulla legalità nelle scuole”. Di quelle amare vicende di 20 anni fa, per tanto tempo ne parlai con il professore Armando Veneto, uno dei più grandi avvocati penalisti italiani, che difendeva uno dei due ragazzi ingiustamente accusato del duplice omicidio, Giuseppe Rizzardi (l'altro, Renato Molinaro, è morto). Veneto mi ripeteva di non sposare la tesi della supertestimone eroina e che il suo assistito era innocente. E, alla mia osservazione che fosse del tutto naturale e normale che egli dicesse così, essendo il difensore, Veneto rispondeva sempre: “Non è così, leggete le carte, leggete le carte e la verità verrà fuori”. Poi la verità è venuta fuori, ma dopo, intanto erano state costruite carriere sul nulla, fortune sul nulla, riconoscimenti sul nulla, patenti di legalità sul nulla. Si diventò eroe ed eroina senza alcun pudore; si scrissero libri senza alcun pudore e,con altrettanta sfacciataggine, nessuno ha mai fatto autocritica. Nessun ha mai fatto un passo indietro, nessuno ha mai osato dire “Ho sbagliato, chiedo scusa”. Nessuno ha mai restituito niente.

Si è andati avanti come un treno. Il tutto anticipando nei fatti quanto doveva poi avvenire nel corso degli anni, con un'antimafia di facciata che serviva (e serve) a far carriera - a tutti livelli, nessuno escluso. L'antimafia saltellante e gioiosa dei giorni alterni, quella dei luoghi comuni, delle ovvietà, facile facile, tanto da non far male a nessuno. Quelle vicende lametine di 20 anni fa, dopo l'assassinio di un fedele servitore dello Stato e di sua moglie, gettano luce sinistra su un modo complessivo di intendere la lotta alla mafia e la legalità, tutta fuffa e paroloni e niente sostanza. Serve invece un'antimafia senza formalismi, ma soprattutto serve un impegno quotidiano da parte di tutti, quello che ci metteva appunto Aversa nel suo lavoro. L'altra mattina, a quell'incontro, hanno partecipato anche i tre figli dei coniugi Aversa - Valter, Paolo e Giulia - e a loro ho pensato quando il questore di Catanzaro, Vincenzo Roca, ha citato un passo dell'Eneide (“così si va alle stelle”) per sottolineare il valore di “tutti quegli eroi senza volto che sono gli agenti che quotidianamente svolgono con impegno e dedizione il loro lavoro, ma i cui volti diventano noti solo quando perdono la

vita per motivi di servizio”. E il senatore Luigi de Sena, ex vice capo della polizia ed ex Prefetto di Reggio Calabria, dopo avermi dato ragione auspicando che il sistema “impari a fare autocritica e ad evitare che in futuro si possano evitare certi percorsi”, ha evidenziato come “si pretendono atti di eroismo da chi denuncia fatti di criminalità ma poi li si lascia soli. Bisognerebbe aprire un dibattito in tempi rapidi per raggiungere ad un sostengo vero per i denunziati”. Doris Lo Moro ha parlato di Aversa “come una storia esemplare. Ma quel che è sconvolgente - ha aggiunto - è che nel 2002 il Comune è stato sciolto nuovamente per mafia. Il che significa che la chiarezza non è stata mai praticata. In una società in cui si parla di antiracket e poi non c'è una denuncia di estorsione, significa che la società civile deve svegliarsi e dire no all'ipocrisia diffusa”. Insomma, un dibattito vero si può e si deve, finalmente, aprire su questo argomento, perché di antimafia a comando la gente comincia ad averne, giustamente, piene le tasche ( in La Calabria dolente, cit., pp. 83-85).

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CULTURA E SOCIETÀ Esce in libreria “La pena visibile”, l’ultimo libro di Salvatore Ferraro

e di Alice Mondo

L’e-cig fa il botto in una nuvola di vapore

Salvatore Ferraro: BASTA CARCERE

La pena sia visibile 9 MAGGIO 1997. Marta Russo viene assassinata mentre passeggia con un’amica lungo un viale della Sapienza. La vicenda, anche per via della mancanza di movente e per il mistero delle circostanze da cui è avvolta, conquista subito il palcoscenico dei media. A finire in carcere per l’omicidio Giovanni Scattone e Salvatore Ferraro ricercatori dell’istituto di Filosofia del diritto dalla cui finestra è stato sparato il colpo che ha ucciso la giovane. Salvatore Ferraro tuttavia ha sempre proclamato la sua innocenza, anche durante i

duri mesi del carcere preventivo. Ferraro ha vissuto gli anni della pena con gli occhi dello studioso più che con quelli del detenuto. Parlando con gli altri detenuti, raccogliendo le loro storie. In questi anni ha collezionato attività artistiche ed editoriali volte a far conoscere la realtà del carcere e a metterne in dubbio l’efficacia nella sua attuale forma. È da questo percorso che nasce La pena visibile. O della fine del carcere, l’ultimo libro di Salvatore Ferraro edito da Rubbettino nella collana Zona Franca, in libreria dal 13

marzo. Obiettivo del pamphlet è dimostrare che l’esperienza dell’utilizzo del carcere quale luogo ideale e irrinunciabile dell’esecuzione della sanzione penale, deve ritenersi finita: causa fallimento. Serve un nuovo concetto di sanzione finalizzato a responsabilizzare l’autore di un reato orientando così le sue scelte future verso condotte più consapevoli e positive. Una sanzione che sia però visibile, che dia cioè alla società e alla vittima del reato di partecipare il percorso sanzionatorio inflitto al colpevole e che muova

da due urgenze: ricreare intorno al reo un ambiente nuovo e condizionante e dissolvere così l’ambiente carcerario risolvendo in tal modo sia il problema del sovraffollamento che quello della riabilitazione dei condannati. La pena visibile non ha come obiettivo quello di annullare il carattere punitivo del carcere ma di convertire quella punizione in attività e relazioni utili alla società e, soprattutto, in grado di risarcire la società del danno che l’azione delittuosa ha perpetrato a suo carico.

Mostra alla Fiera di Milano Design accattivante, vasta scelta di aromi, facilmente ricaricabile e sempre pronta a “svapare”. Smettere di fumare non è mai stato tanto facile e di tendenza come con e l’e-cig (la sigaretta elettronica) che riproduce le stesse sensazioni della sigaretta tradizionale, si aspira, si accende la spia rossa et voilà la nuvoletta di fumo. In Italia l’ecig ha fatto il botto, con negozi che nascono come funghi, eserciti di tabagisti convertiti che esultano per la loro vittoria contro il fumo, dicendo che “Non fa male, contiene solo vapore acqueo ed un po’ di nicotina”. Così si svapa nei pub, al cinema , sul treno ed in ufficio. Ma siamo certi che sia tanto innocua come dicono? E’ vero che l’e-cig contiene dosi inferiori di nicotina (che vanno a scalare sempre più), rilasciata attraverso vapore e non combustione, a differenza delle sigarette tradizionali, però, è anche vero che tra gli ingredienti presenti nel liquido che vaporizza è presente una sostanza chiamata glicole propilenico. L’inalazione del fumo vaporizzato provoca infatti una sollecitazione delle vie aeree che si manifesta sotto forma di broncocostrizione. Ma oltre al glicole propilenico, a seguito di test effettuati su qualche campione di e-cig dalla FDA (l’ente governativo americano che approva e regolamenta farmaci ed alimenti) sono state trovate tracce di glicole dietilenico (usato negli antigelo) e nitrosammine (sostanze cancerogene). Insomma, volete smettere di fumare e questo è il solo modo che avete? Allora usate l’e-cig ma con cautela e soprattutto svapate in luoghi aperti!

Esposizione opere Angelo Laganà Nello stand della Provincia di Reggio Calabria sono stati esposti i quattro libri-books fotografici del grande cantautore-musicista calabrese Angelo Laganà. Questi libri rappresentano quattro paesi della nostra provincia che sono: "ROCCELLA JONICA... un tuffo nella storia" "MARINA di GIOIOSA JONICA, Maxi Postcards" "ROCCELLA JONICA, Maxi Postcards "CITTÀ di GERACE". Un grande onore e prestigio per tutti noi.

Caraffa del Bianco, domenica nuovo concerto per “Organo e Musica” Si svolgerà domenica 10 marzo, ore 18.00, (sempre presso la Chiesa Matrice S. M. degli Angeli sita in P.zza Umberto I a Caraffa del Bianco) la penultima serata della rassegna per organo e musica denominata “Regina Angelorum”. L'ultimo appuntamento della kermesse, iniziata a gennaio, sarà domenica 21 aprile. Dopo il violino, per il concerto di marzo, sarà la tromba ad accompagnare l'organo monumentale del 1907 custodito nell'antica chiesa di Caraffa. Il programma prevede musiche di M. Charpentier (“Te deum” per tromba piccola in la e organo), Girolamo Frescobaldi (“Toccata” e “Canzon dopo l'Epistola” dalla “Messa della Domenica”), J. S. Bach (Concerto

BWV 975 in Sol minore), Viviani (“Prima sonata” per tromba piccola in la e organo “Seconda sonata” per tromba piccola in la e organo ), G. Morandi (“Elevazione” in Sol maggior). Assistiti dal direttore artistico Maestro Pasquale Lucà, si esibiranno Antonino Ripepi all'organo e Pietro Cavallo alla tromba. L'evento, che sta registrando una notevole presenza di pubblico, è stato organizzato dalla Pro-Loco di Caraffa del Bianco con il patrocinio dell'Amministrazione Provinciale di Reggio Calabria in collaborazione con l'Associazione Culturale Teatrale “ProCaraffa” e la Parrocchia Santa Maria degli Angeli. A.R.

DOMENICA

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Lo scrittore Paolo Roversi alla libreria Mondadori

Si è parlato di letteratura noir, sabato scorso, nella sala della libreria Calliope Mondadori di Siderno, con lo scrittore milanese Paolo Roversi, fondatore e direttore del magazine “MilanoNera”e del festival “Nebbia Gialla”, l’autore ha avuto successo con il suo romanzo L’ira funesta, la prima indagine del maresciallo Valdes che racconta di una placida cittadina di provincia animata da personaggi memorabili, dove le chiacchiere intorno al tavolo di un bar possono diventare, tra un bicchiere di Lambrusco e quattro risate, una fenomenale chiave d’indagine. Molto partecipato l’incontro letterario in libreria, nel corso del quale è stato anche proiettato un cortometraggio di quindici minuti, ispirato al romanzo, attraverso cui il pubblico ha potuto assaporare le atmosfere padane che fanno da palcoscenico al libro. Presenti all’ evento anche Gioacchino Criaco, in un interessante dialogo con Maria Teresa D’Agostino

SCULTURE MAGNA GRECIA

Il “Cavaliere di marmo” La conferenza stampa tenutasi al museo nazionale di Locri Epizephiri ha interessato il ritorno di una delle più notevoli sculture della Magna Grecia, il cavaliere di marmo, uno dei due “Dioscuri di Marasà”, (mai esposto fino ad oggi a Locri). Si tratta di sculture in marmo provenienti dall'isola di Paros, nel mar Egeo, rinvenute da Paolo Orsi nello scavo 1890-1891 e costituivano la decorazione frontonale occidentale del tempio di Marasà (fine VI- inizi V sec. a.C). L'opera rappresenta due giovani nudi, nell'atto di scendere da cavalli sostenuti da Tritoni. Secondo la tradizione i Dioscuri, figli gemelli di Zeus, avrebbero aiutato i Locresi, contro i Crotoniati in occasione della battaglia della Sagra del VI sec. a.C. . Posta fra i Dioscuri anche una figura femminile, identificata con una Vittoria (allusione alla battaglia della Sagra), oppure con una Nereide o altro personaggio divino connesso al mondo marino. Dal momento che questa scultura femminile è stata rinvenuta nell'area di Marasà nel secolo scorso, prima degli scavi di Orsi, non è sicuro che appartenga ai due cavalieri. Esposta questa mattina invece, solo la statua sinistra dal gruppo dei Dioscuri (nella foto); Ad aprire i lavori Francesco Prosperetti, direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici della Calabria, il quale ha sottolineato come da diversi anni si sia instaurata un'attiva collaborazione tra l'Amministrazione dei Beni culturali e quella del Comune di Locri, in virtù di dare maggior risalto alla valenza archeologica del territorio. L'evento si è inserito in un quadro di interventi

BRASIMANTE opo la giornata della memoria per ricordare, il 27 Gennaio le vittime dei lager nazisti, che decimò il popolo ebreo, ecco un’altra data storica importante per non dimenticare altre vittime innocenti: le vittime italiane delle Foibe, in Venezia Giulia durante la seconda guerra mondiale ed anche negli anni seguenti. Il 10 febbraio scorso si è fatta memoria, come ogni anno, da pochi anni, di queste vittime innocenti, nel Giorno del Ricordo. E’, questa un’altra pagine triste di sterminio di inermi cittadini, spesso incolpevoli che ebbe come teatro la Venezia Giulia, la Dalmazia e la jugoslavia. Le cause ? furono molteplici. Concause, potremmo dire. Sempre di natura politica ma anche etnica. Le foibe sono delle gole carsiche friulane, voragini profondissime che il regime di Tito, utilizzò per una epurazione della popolazione del luogo, tra cui molti cittadini di etnia italiana, sloveni, e croati. Le cause remote pare fossero state le contrapposizioni etniche, forzate, tra popoli diversi, nell’area adriatica, ma a questo fatto si aggiunse il problema dei confini del territorio dopo la Prima Guerra Mondiale, il Problema di Fiume, Zara e Rapallo. Mussolini, nel famoso discorso di Pola del 24 settembre 1920, definì le popolazioni slave come popoli barbari, da reprimere, ed il fascismo italianizzò, infatti, sia i nomi che i toponimi, e chiuse le scuole slovene e croate, per realizzare un’assimilazione forzata di quei popoli, all’Italia. E, forse tutte queste concause storiche del passato portarono all’eccidio crudele delle foibe, anche per vendetta, oltre che per motivi politici. Di fatto, molti cittadini inermi, mentre dormivano, vennero prelevati dalle loro case, per essere infoibate, cioè buttati vivi, nelle gole carsiche a morire di stenti, di fame, o sparati alle spalle. La crudeltà

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Una cantante calabrese alla conquista del serale di Amici

Verdiana Zangaro, conquista Canale5 Resta in gara la cantante calabrese che sta partecipando ad Amici. Il talent della De Filippi sta premiando la rossanese di 26 anni. Settimana dopo settimana Verdiana Zangaro sta conquistando fans e serali. Proprio come ha fatto il 2 marzo, cantando Listen ha ottenuto l’ennesimo successo e i professori ancora una volta le hanno consentito di esibirsi durante la puntata serale. Questo il suo profilo sul sito del programma: “Dice di sé che vive da sola, il padre raccoglie la frutta, la mamma è casalinga ed ha un fratello più piccolo che adora. Non sopporta il qualunquismo, l’ingratitudine, le maschere. Solitamente non piace alle persone che a lei non piacciono. Le piacciono le persone curiose, di pancia, che ci mettono passione e tenacia. Non è felice della sua vita perché la vede come una grande bolla d’aria. È insicura, si inventa un lavoro ogni giorno, è curiosa, schietta, ascolta, è prolissa quando scrive. Gli altri pensano che lei sia introversa e antipatica e non capiscono i suoi silenzi. Ha imparato a fare da sola”.

della Magna Grecia, interventi che sono stati finanziati con “Programma Quadro”. A questo seguiranno i finanziamenti curati dal ministro Barca, che riguarderanno interventi per il Museo di Locri, il Parco Archeologico e Palazzo Nieddu che con i Pon della Regione Calabria diventerà un'integrazione del Polo Museale di Locri. «Con queste opere- ha aggiunto la Bonomi- volevamo dare al Parlamento un segnale forte. Lì abbiamo realizzato la mostra perchè da lì partono i fondi che maledicono e benedicono questa terra. Dobbiamo offrire qualcosa di più per la Calabria«.

Il cavaliere in marmo, resterà nel museo locrese per tutta l'estate, fino a quando non gli verrà riservata una nuova sistemazione al museo di Reggio Calabria. Nel frattempo, proprio perchè la statua è giunta priva di quegli elementi che l'arricchivano, si stanno effettuando analisi del marmo e laser per la sua pulizia (per incrostrazioni tenaci) in maniera tale da restituigli la sua carnalità. Soddisfazione per l'iniziativa, è stata espressa anche dal commissario straordinario Francesca Crea, la quale ha ribadito l'impegno da parte tutte le amministrazioni per rendere fruibile questo patrimonio artistico, in molti casi non conosciuto.

Per non dimenticare le vittime delle foibe!

fu che furono sterminate non solo personalità legate al fascismo, ma anche cittadini antifascisti, sacerdoti, impiegati, ufficiali, gente qualunque, e per repressione. Chi non fu ucciso alle spalle subito, venne portato nei numerosissimi campi di concentramento jugoslavi, a morire di stenti, tra i quali i più famosi furono quelli di Basovizza, Monrupino, Barbana. Solo a Basovizza, in una foiba vennero rinvenuti, nell’autunno 1943, ben 2.000 cadaveri, purtroppo. Certo le cause del’eccidio sono complesse, etnico-politiche e d’incomprensione, e da verificare con serietà, per fare onore alle vittime ed alla storia, che spesso, durante i conflitti si veste di enormi crudeltà, quando tra i popoli muore il dialogo e la diplomazia ed il buon senso!Nel maggio 1945 il

Governo De Gasperi chiese ragione a Tito, capo del Partito Comunista Jugoslavo,dei 2.500 italiani morti e dei 7.500 dispersi nella Venezia Giulia, e Tito confermò l’esistenza delle foibe, non negò i massacri che ci furono a Trieste, Gorizia, Istria e Fiume dal 1943 al 1945! E, che la Storia abbia bisogno di verità lo dice anche il Presidente G. Napolitano, nei suoi discorsi di commemorazione dei tristi eventi delle foibe. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel suo discorso, in occasione della celebrazione del giorno del Ricordo del 10 Febbraio 2007, disse:”…va ricordato l’imperdonabile orrore contro l’umanità costituita dalle Foibe(…) e va ricordata (…) “la congiura del silenzio” la fase meno drammatica ma ancor più amara e demoralizzanDOMENICA

te dell’oblio. Anche di quella non dobbiamo tacere, assumendoci la responsabilità dell’aver negato, o teso ad ignorare, la verità, per pregiudizi ideologici e cecità politica, e dell’averla rimossa per calcoli diplomatici e convenienze internazionali!”Il Nostro Presidente centra in pieno il problema, con le sue parole, poichè verità piena non è stata mai fatta, su questo ennesimo sterminio di popolo. Non si conosce, neanche il numero preciso delle vittime, che per alcuni oscilla tra 15.000 e 30.000, ma da accertare, scavando nelle carte tenute ancora segrete e nascoste alla storia e che impediscono di fare piena luce su quei tristi eventi, come sottolineò pure il sindaco di Trieste di qualche tempo fa, Gianni Bartali. L’oblio su questi fatti venne rotto solo dopo gli anni ’90, e portò a fissare il Giorno del Ricordo per il 10 febbraio di ogni anno. Sona da ricordare tra le vittime il Beato Francesco Bonifaci, Norma Cosseto, una giovane donna uccisa in modo efferato, Riccardo Zanella, Don Angelo Tarticchio, e tra gli sloveni Ivo Bric antifascista cattolico, le tre sorelle Radecchi Vera e Letizia di Merna, poetessa ed antifascista cattolica, tra i sacerdoti, Don A. Obit e Don Anton Pisk ed Andrea Ursic di Caporetto, giornalista ed antifascista. Concludendo, colpisce un fatto, che quando il potere si veste di violenza, sia che sia di destra o di sinistra perpetra crimini e misfatti contro l’uomo, in uguale misura, fa vittime innocenti ed uccide la convivenza pacifica e la vita! Sempre, e senza eccezione alcuna! Ricordiamolo!

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Parlando

di...

Eletto il 6 marzo, è Domenico Giuseppe Strangio (9 anni) il Mini-Sindaco di Sant'Agata del Bianco.

Redazione Calda

Ognuna di loro vale 10 Bersani L' americano, il super bomber del pc!

Il re alla sua regina: “balla Linda, balla come sai...”

tempo

Messaggi nel di Daniela Ferraro

Le “bellezze” del FAI

Una donna Sgranavi il giorno al lume di un rosario, su rattrappite labbra tepido vezzo, arruggiate negli occhi larve d'assenze, sopra bigi gradini ombra di un tempo.

E pregavi, incolore, aspra acquiescenza, rotte le dita sui nodi stretti al fianco, squassato il ventre Te la ritrovi davanti all'improvviso, svoltato l'angolo di un'antica viuzza, da troppi figli e affanni, figlia immortale di un eterno crepuscolo. Le mani incrociate in un rosario, lo sguardo perso all'interno di una silente preghiera…E l'ani- bassa la fronte mo s'ammanta degli atavici ricordi di una femminilità umile, dimessa a un Dio che non ma pur sempre sorprendentemente tenace anche all'interno della più risponde. dolente prostrazione.

“Pino ti str

Che vita sarebbe senza Happy meal, calcio e figurine? Vero Bruno?

A Squillace si trova Skylletion, antica città fondata da Ulisse

In un territorio (località Fosso Suvarella, Cotruzzo, Fosso Scorciacapre, Santoregno, La Piazza e Rotondone) che già aveva visto la presenza umana in epoche lontane (paleolitico e neolitico, ma soprattutto nell'età del Bronzo), i coloni greci, guidati secondo la tradizione, dall'eroe ateniese Menesteo o, secondo quanto afferma Cassiodoro, da Ulisse, che tornava dalla guerra di Troia, impiantarono la città di Skylletion nota attualmente solo da pochi dati archeologici sicuri. Mentre le fonti storiche rimandano almeno all'VIII secolo a.C.), i reperti archeologici recuperati fino ad oggi a Roccelletta (un frammento di ceramica a figure nere, orli di coppe attiche e coppe ioniche) testimoniano l'esistenza dell'insediamento greco presso il fiume Corace (dove era il porto?) almeno dal VI secolo a.C. Di Skylletion al momento non si conosce l'estensione e i caratteri urbanistici, poiché vi si sovrappose in seguito la colonia romana, ma essa fu certo importante per il controllo della breve via istmica tra Ionio e Tirreno e per il controllo delle direttrici di traffico marittimo. La sua vitalità fino al IV-III sec. a.C. è documentata dai frammenti ceramici recuperati in città e nel territorio, oltre che dalle monete (dal VI al III sec.a .C.), segno della

vivacità degli scambi quotidiani anche nel periodo di occupazione italica (Brettii). Alla fine della seconda guerra punica il centro decadde e l'interesse per la zona maturò alcuni decenni dopo la deduzione delle colonie romane di Crotone e Tempsa e latine di Copia e Valentia (tra il 194 e il 192 a.C). Infatti è solo nel 123-122 a.C. che, per volere di Caio Gracco che proseguiva l'opera ed il programma politico del fratello Tiberio (morto nel 133 a.C.) - i romani fondarono la colonia Colonia Minervia Scolacium . La deduzione di essa comportò una nuova pianificazione urbana e territoriale, quest'ultima grazie alla centuriazione, che comportò una nuova divisione del territorio rurale. Le tracce di questo antico frazionamento agrimensorio [centuriazione] sono state individuate nella piana del fiume Corace. All'epoca di Augusto e con i suoi successori giulio-claudi (fino al 69 d.C.), si assiste ad una riqualificazione urbana, con edifici particolarmente sontuosi (foro, teatro, terme) e l'impiego di manufatti artistici in marmo (statue, ritratti, apparati decorativi). Notevole fu anche la presenza delle più importanti produzioni ceramiche ed artigianali del mondo romano che affluivano con regoDOMENICA 10 MARZO

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la Riviera

Mara e Diego “paparazzati” da Rosario

rozzo” parola di Battaglia

Un abbraccio al nostro carissimo direttore dell'IPERSP AR di Siderno, visto e considerato che si trova in un periodo calcistico E come diceva il grande Nico particolare Cereghini “ luci accese anche di giorno...”

larità (terre sigillate, pareti sottili, lucerne, anfore, vetri..). Dopo un periodo di crisi (età flavia), tra il 96 e il 98 d.C. l'imperatore Marco Cocceio Nerva (foto Nerva) decise di potenziare la città ricolonizzandola. Essa assunse il nome di Colonia Minervia Nervia Augusta Scolacium (usato solo negli atti ufficiali e nelle iscrizioni pubbliche) e con un'accorta politica urbanistica e di edilizia pubblica si attuò la ristrutturazione dei monumenti esistenti e si crearono nuove opere pubbliche, con un programma di ampio respiro durato fino al II secolo, sotto l'imperatore Antonino Pio. Quanto al territorio, per tutta l'età imperiale si impiantarono di villae , in posizione ideale per lo sfruttamento agricolo e per l'accesso alle vie di comunicazione (strade, approdi fluviali e marittimi). Dal III secolo d.C. le villae , al centro di latifondi via via più estesi, furono riorganizzati, attirando manodopera agricola fino al VI secolo, epoca, segnata dalla guerra greco-gotica (535-552 d.C.) con cui inizia il declino di Scolacium . Di questa periodo è l'impianto strategicamente più difendibile, di un castrum quod Scillacium dicitur , alcuni chilometri più a sud. Nel corso del VII secolo, gli abitanti abbandonarono definitivamente la fascia costiera verso le posizioni più arroccate dell'entroterra, trasferendo anche la sede vescovile, ereditata, con il nome antico, dall'attuale Squillace. Dopo una

Eri bella davvero !!! (SIDERNO)

Buon compleanno amore mio! sei il mio cuore, ti voglio un mondo infinito di bene, mille baci da tua sorella Elisa e tuo fratello Mario .!!! Per Maria Giulia -Nauman Orlando.

Lucrezia Maria Commisso, ha compiuto il primo anno l'otto marzo. Una festa fiorisce e splende, intensa come le mimose, nel cuore dei genitori e dei nonni. Auguri

Simone e Antonio, poi Irene. La sorellina ieri ha compiuto un anno. Un momento unico che contiene attraverso le pagine de la Riviera un augurio abbondante. Il suo primo compleanno ha riempito di gioia genitori e nonni. E anche la bisnonna.

frequentazione discontinua tra VIII e XI secolo, nel sito già occupato dalla città i Normanni tentarono di edificare una grandiosa abbazia, Santa Maria della Roccella . Ma i tempi non erano maturi e l'edificio non fu ultimato, tanto che nei secolo seguenti servì come fortificazione e, dal XVI secolo, inserita nell'ambito del piano delle torri costiere di difesa del Viceregno spagnolo. I terreni, con ruderi affioranti di varie epoche, divennero proprietà della mensa vescovile di Squillace, e tali si mantennero fino al 1783, anno del rovinoso sisma, cui seguì il flagello della Cassa sacra, voluta dai Borbone di Napoli. Ulteriori ridefinizioni territoriali ed espropri si ebbero con l'avvento dei Savoia, tanto che gran parte dell'area occupata dall'abitato di Scolacium, in comune di Borgia, mediante acquisti, divenne proprietà dei baroni Mazza. Ad essi, dopo le esplorazioni degli anni '60 e '70 del XX secolo, fu espropriata con un iter concluso nel 1982 con la creazione del Parco Archeologico di Scolacium. [http://www.archeocalabria.beniculturali.it/archeovirtualtour/calabriaweb/scolacium1.htm] I Bruzi (o Brettii o Bruttii) erano un antico popolo di stirpe italica che abitò la quasi totalità dell'odierna Calabria che, in epoche successive, fu la parte meridionale della Regio III augustea Lucania et Bruttii.

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La Riviera n° 11 del 10-03-2013  

La Riviera n° 11 del 10-03-2013

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