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PASQUINO CRUPI E proprio ora che per lei “mille di fiori al ciel mandano incensi” dalla Spagna a Milano, dalle Alpi alle Piramidi, ed entra con fragore in un libro bucciniano, come Lucia candida e addolorata e perseguitata e sacrificata nelle pagine de I Promessi sposi, la signora Maria Lanzetta alla quale lo Stato democratico fece dono d’una scorta sicura e fedele, delude tutti, tutti toglie dall’errore ottico, confessando a Raiunomattino (i sogni si sciolgono all’alba): Rifiuto l’etichetta di sindaco antimafia.

Antonio Ingroia a Porta a Porta si illumina d’incenso, sostenendo che i partiti, che ha alleati, stanno dietro a lui e devono stare dietro a lui. Facciamo un po’ di conti. I sondaggi danno la lista Ingroia al 4,4%. La Federazione dell Sinistra, che gli regge la coda, era stimata al 2,4%. Sottraiamo. 4,4%- 2,4% fa 2%. Questo contano percentualmente Ingroia, De Magistris, Di Pietro. Diviso il 2% per i tre campioni del giustizialismo, a cadauno tocca lo 0,66. E con l’ 0, 66 Ingroria ha proceduto alla cremazione dei Comunisti italiani.


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ESCLUSIVO/ Verso il voto e per dopo il voto del 24 febbraio ALESSANDROFIGLIOMENI* a grave situazione che da anni caratterizza negativamente il nostro sistema carcerario e di giustizia ha ormai raggiunto livelli intollerabili, al limite del collasso, con oltre 65.000 detenuti su 45.000 posti disponibili e circa 10.000.000 di processi, tra penale e civile, da celebrare. È di appena qualche settimana fa l’ultima condanna dell’Italia, da parte della Corte europea sui diritti umani, per le condizioni disumane, al limite della tortura, in cui sono stati detenuti, per anni, alcuni cittadini nelle carceri italiane. Tale situazione, giustamente sanzionata dalla Corte di Strasburgo, con la condanna al risarcimento dei danni morali subiti dai cittadini detenuti in condizioni illegali, rappresenta soltanto la punta di un icerberg, in quanto essa è largamente diffusa nella stragrande maggioranza dei nostri 206 istituti di pena, presenti su tutto il territorio nazionale. In queste condizioni è pressoché impossibile garantire un’espiazione della pena in linea col dettato costituzionale, che all’art. 27 prevede che la pena dev’essere finalizzata alla rieducazione, né possono essere assicurati alcuni diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione, quali: salute, istruzione, spazi regolamentari, ambienti decorosi, etc. Va ricordato che nelle nostre carceri si trovano circa 40.000 cittadini detenuti in custodia cautelare, di cui 14.000 in attesa di giudizio di 1° grado. Tale grave situazione pone lo Stato italiano in una condizione di continua flagranza di reato per violazione della stessa Costituzione e delle convenzioni internazionali in materia di diritti umani e dignità della persona, così come più volte pubblicamente denunciato dai radicali e, in modo molto incisivo, dal loro leader Marco Pannella. Ne consegue che, il periodo di espiazione della pena, anziché essere un’occasione per migliorarsi, rischia di diventare un’occasione persa che, nel migliore dei casi lo rende addirittura peggiore, restituendo alla società cittadini che ricadono facilmente nella recidiva. A riprova della gravità della situazione, in progressivo e costante peggioramento, basta considerare il numero crescente di atti di autolesionismo e di suicidio posti in essere dai detenuti negli ultimi anni, ai quali, fatto alquanto preoccupante, ultimamente, si sono aggiunti numerosi suicidi di agenti della polizia penitenziaria. Se il sistema non è ancora collassato, lo si deve solo ai grandi sacrifici e allo spirito di abnegazione posti in essere dalla polizia penitenziaria nello svolgimento del suo servizio. Ormai il problema ha assunto una gravità tale per cui il prossimo parlamento e il governo che verrà espresso, dovranno assumerlo come prioritario e non più differibile. È in gioco la stessa credibilità dell’Italia nel contesto internazionale in materia di civiltà e garanzie dei diritti umani, oltre a ciò vanno considerati i pesanti effetti che, il cattivo funzionamento del pianeta giustizia, incide sul già precario bilancio dello Stato, stimati in un danno di circa due punti di Pil (circa 36 miliardi di euro-10 volte l’entrata IMU sulla 1° casa) per pagamenti di ingiuste detenzioni, multe comminate dalla Corte europea sui diritti umani, celebrazioni processi, scoraggiamento investitori nazionali ed esteri, etc. Su questa tematica la politica non può più continuare a tenere la testa nella sabbia come lo struzzo, la problematica deve essere affrontata con grande senso di responsabilità, senza ipocrisie o calcoli elettoralistici. Ad avviso di chi scrive, preliminarmente, si rende indispensabile una forte azione comunicativa per far conoscere la verità ai cittadini, affinchè possano recepire la dimensione carceraria come una componente organica della società, con cui

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In una civiltà giuridica, che si rispetti, la parola spetta all’accusato. E noi fermissimi a questo principio, la cediamo volentieri al detenuto Alessandro Figliomeni al quale si vorrebbe mettere la museruola. Aspettiamo, come i tartari nel deserto, che alla sua giusta denunzia replichino gli staffieri dei PM, che, siccome tutelano il pubblico bene, hanno sempre ragione.

relazionarsi e confrontarsi senza tabù, sfatando il semplicistico luogo comune, secondo il quale, in carcere vive l’esercito del male e fuori quello del bene. Questo infelice convincimento, frutto di una colpevole disattenzione delle istituzioni e di un sistema di comunicazione distortamente orientato, ha finora impedito o scoraggiato il parlamento e il governo ad affrontare seriamente la problematica. Dopo le prossime elezioni politiche, chi avrà la responsabilità di governare il Paese, dovrà necessariamente rivedere l’impianto normativo che regola il sistema di giustizia e di detenzione italiano, individuando e rimuovendo le cause che, nel corso degli anni, hanno prodotto tale insostenibile situazione. Per prima cosa bisogna riportare il numero dei processi in attesa di celebrazione ad un livello di sostenibilità del nostro sistema. È opportuno ricordare che a causa delle lungaggini, attualmente, nell’ipocrisia e nell’indifferenza delle istituzioni competenti, si prescrivono migliaia di procedimenti al giorno. Di conseguenza, un eventuale provvedimento di amnistia, potrebbe rappresentare una soluzione responsabile e dignitosa per portare il numero di processi, ad un livello di compatibilità col nostro sistema detentivo. Va sottolineato che, un’eventuale amnistia, non deve essere intesa come atto di clemenza verso i detenuti ma, bensì, come esigenza dello Stato per riportarsi in condizioni di legalità. Contemporaneamente si rende necessaria una incisiva azione riformatrice di alcune leggi, approvate spesso sull’onda emotiva dell’opinione pubblica, che sono fra le principali cause del sovraffollamento carcerario, in modo particolare: Legge n. 356/92 che ha modificato l’ordinamento penitenziario con l’approvazione del famoso “art. 4 bis” che ha introdotto la detenzione ostativa; Legge BossiFini in materia di immigrazione clandestina; Legge Fini-Giovanardi in materia di droghe leggere; Legge ex Cirielli da riconsiderare. Infine bisogna intervenire per ridurre l’eccessivo ricorso che oggi si fa nella custodia cautelare, che va applicata solo quando strettamente necessaria, approvando anche la separazione delle funzioni fra pm e giudici, così come avviene nella stragrande maggioranza dei paesi avanzati e per come auspicato anche dalle alte magistrature italiane. Se si intende veramente risolvere la grave problematica esistente, questi sono i “colli di bottiglia” su cui intervenire efficacemente, altri provvedimenti, tipo “svuota carceri” o “affidamento in prova” lasciano il tempo che trovano. Detenuto in custodia cautelare da circa 26 mesi in attesa di giudizio e con la coscienza a posto

Il carcere è una brutta galera DOMENICA

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LA SETTIMANA PROVOCAZIONI

Locride raggiungibile con ss.106 o via mare Ha suscitato un forte interesse l’articolo provocatorio che abbiamo pubblicato sui lavori in corso sulla Jonio-Tirreno e l’A3. Vedendo i due comunicati dell’Anas che annunciavanola chiusura del traffico dal 28 gennaio al 30 maggio 2013 in carreggiata nord, la rampa di uscita dello svincolo di Rosarno dell'autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria. E contemporaneamente, dalle ore 8:00 di martedì 5 febbraio alle ore 18:00 di sabato 25 maggio, la Jonio-Tirreno rimarrà chiusa al traffico nel tratto tra il km 0,250 al km 0,650, sempre nei pressi dello svincolo di Rosarno. Ci siamo

chiesti però cosa potrebbe succedere se nello stesso momento si rendessero necessari lavori sulla Jonio-Tirreno all’altezza della galleria della Limina e sulla A3. La risposta è che la Locride sarebbe irragiungibile se non per la mulattiera che è la ss.106. O forse via mare, se il porto dell Grazie di Roccella non fosse senza gestione da 25 anni. È assurdo? Ma è la realtà. Ma torniamo alla notizia. Per quanto riguarda invece la viabilità sulla A3 in questi giorni i veicoli in direzione nord e in uscita allo svincolo di Rosarno potranno utilizzare lo svincolo di Gioia Tauro al km 392,000 e prose-

SIDERNO: interruzione di energia elettrica martedi' 12 febbraio L'Enel comunica che martedi 12 febbraio dalle 08,00 alle 12,00 il servizio di energia elettrica sarà momentaneamente sospeso per lavori sugli impianti. Le vie interessate saranno: Contrada Randazzo, sn Contrada Tamburo, sn Via Amendola, sn Viale Dello Sport, sn Vico 1 Tamburo, sn La società avvisa che nell'arco di tempo indicato la luce potrebbe temporanemante essere riatrtivata e poi disattivata, consiglia quindi di evitare l'uso degli ascensori o di elettrodomestici.

guire sulla strada statale 18 Tirrena Inferiore. Altrimenti bisogna uscire a Serre e tornare indietro sull’altra carreggiata. Dalla JonioTirreno invece la Locride è raggiungibile per i veicoli provenienti da Nord con percorso alternativo sulla statale 280 e sulla statale 106 fino a Marina di Gioiosa Jonica. Per i veicoli provenienti da Reggio Calabria e dalla Sicilia e diretti a Gioiosa Jonica è consigliato il percorso lungo la statale 106 “Jonica”. L’alternativa è via mare. Come i profughi, che, a dire la verità, i locridei un po’ lo sono.

UN CALCIO AL RAZZISMO

Africa Unita vince il torneo ad Acireale La squadra dei progetti di accoglienza di Caulonia, “Africa Unita” ha vinto la quinta edizione del torneo “Un calcio al razzismo”, organizzato dal consorzio “il nodo” che si è svolto nei giorni scorsi ad Acireale. La formazione cauloniese era composta dal mediatore marocchino Rachid, dai migranti senegalesi Abdulaye, Sherif e Demba, dall'egiziano Mohamed e dal nigeriano Vincent. Tutte le tre partite sostenute, compresa la finale, hanno visto i cauloniesi cominciare prendendo un goal, ma ogni volta partiva la rimonta. Facile la prima gara, vinta per 6 a 1. Più sofferta la seconda, finita con un pareggio 2 a 2, ma che ha comunque garantito l'accesso alla finale, vinta per 2 a 1. La squadra di Caulonia è stata sconfitta in finale conquistando un onorevole secondo posto.

La Locride con Mario Nirta presente al concorso “Casa Sanremo Writers 2013” ra i dieci finalisti al concorso letterario “Casa Sanremo Writers 2013” c’è anche la Locride. Mario Nirta, scrittore di San Luca, e il suo Su e giù per la storia (BookSprint2012) si sono conquistati un posto in questa top ten. Tra manuali, romanzi, amore e realismo, Nirta con la sua satira storica e il suo umorismo ha ottenuto il favore della giuria popolare. Il suo è un libro sulla storia dell’Italia così come non è mai stata raccontata. Come chiarisce già nell’introduzione: «Caro lettore, dal momento che hai preso in mano questo libro, io ti consiglierei di leggerlo. E non solo per farmi un piacere. Ma soprattutto per renderti conto, così come me ne sono

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reso io, che, almeno in buona parte, la storia che ci è stata tramandata è inattendibile per il semplice motivo che è stata scritta dai vincitori spesso e da uomini di parte sempre. Per cui, tanto per dirne una, non accenna agli eccidi, da parte dei Piemontesi, di Pontelandolfo e Casalduni mentre, in compenso considera Francesco II, l’ultimo re delle Due Sicilie, un cattivone testardo che non voleva regalare questo Regno a Vittorio Emanuele II e ad altri mafiosi come lui, con in testa Garibaldi che non solo era mafioso, ma anche fesso». Le moltissime opere in gara si contenderanno la finale al Palafiori di Sanremo, dall’11 al 16 febbraio, nella splendida cornice di “Casa Sanremo”.

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CARTOLINE MERIDIONALI Antonio Calabrò

Le notizie più lette della settimana su larivieraonline.com

IL Jonio d’inverno parla d’amore Si riversa sulle nostre coste risalenti l’Aspromonte con la furia di una carica di cavalleria, le onde sono puledri selvaggi di spuma che s’infrangono con potenza frantumandosi ed esplodendo in un pulviscolo d’acqua e sale che inebria. Picchia la costa, il mare, pesta e si ostina e colpisce e ci avverte, e questo suo ritmo è la voce della profondità, che risuona potente. E tra il fragore la senti appena, quella voce tenera e dolce e nascosta, che ci parla di vita, che ci parla d’amore. Ascoltala.

1) A3 E JONIO TIRRENO CHIUSE. LOCRIDE RAGGIUNGIBILE CON LA 106 O VIA MARE

2) IL PENTITO COSTA NELLA

LOCRIDE. SIDERNO TREMA

3) FIDANZATINI BECCATI A LETTO DAI GENITORI

4) IL PENTITO COSTA RESUSCITA DONATO GIORDANO

IL DIAVOLO NERO

Cisterna e l’onore che non passa per le procure

5) OPERAIO 42 ENNE DI STILO SI IMPICCA IN CARCERE

6) LA LOCRIDE CONTINUA A TORTURARE IL MAIALE CON PRATICHE PRIMITIVE

7) C’È QUALCOSA DI NUOVO NELLA LOCRIDE. IL CASATO LAGANÀ ESCE DI SCENA

8) .106:

SS VENTI COLPI DI FUCILE CONTRO I MEZZI DEL CANTIERE DI LOCRI Dati Google.com

Disonorare l’onore, è questa l’ardua impresa delle gole pagate nei tempi nostri magnifici, che mal sopportano i cavalli di razza e si danno da fare per l’aumento degli asini bigi. Alberto Cisterna è, fuori da ogni legittimo dubbio, un cavallo di razza per non avere mai piegato il diritto a diritto criminale, con il farne strumento d’enfasi retorica nel perseguimento dei delitti. Ed è altrettanto fuori da ogni legittimo dubbio che egli sia magistrato, che ha onorato e onora la toga, intatta, senza scuciture e senza macchia. Ma all’opinione pubblica egli è stato presentato, con lungo calvario, come chi trafficava per il vil denaro con qualche ’ndranghetista di local cosca

Alberto Cisterna, ex procuratore aggiunto della Direzione nazionale antimafia

reggina, ingrandito dalla stampa. Ad accusarlo – pensate – il pentito Nino Lo Giudice. Che sarebbe come dire che a giudicare della santità di Gesù Cristo venga chiamato il Diavolo. E a credere alle accuse del pentito un sollecito, anzi precipitoso, incalzante dr. Giuseppe Pignatone. La tempesta cedette nuovamente al sereno quando Alberto Cisterna, debitamente azzoppato, fu tolto dalla corsa a capo della Procura di Reggio. Il suo caso, come è su tutti i giornali, è stato archiviato. Ma non passa agli archivi della storia giudiziaria. E non può passare. Poiché il decreto d’archiviazione sembra confezionato nelle segrete della Santa Inquisizione la cui infallibile

regola era questa: l’imputato può uscire vivo dai tribunali della fede, ma senza essere arrostito mai: marchio a fuoco, vita natural durante. Tale il caso di Alberto Cisterna. La pratica è stata archiviata, in nulla si può procedere contro di lui. Ma nell’arrivare a questa conclusione l’Ufficio ha avanzato tante e tali riserve che il Cisterna ne esce più come un condannato che come un innocente. Per questo il Cisterna ha rifiutato l’archiviazione e chiede il processo. E fa bene. Ma pecca contro lo Spirito – e la sua stessa intelligenza – se ritiene che sia una Procura a dovergli restituire l’onore. L’onore non passa per le procure. Vi passano le carriere. Per il resto rimane il dubbio.

LA SOLUZIONE

L’era del caciocavallo Continuano i progetti regionali per la valorizzazione dei prodotti eccellenti. E adesso siamo giunti alla promozione del latte e dei suoi derivati.Perché per il turismo è fondamentale. A salvare la Calabria sarà il caciocavallo e non le infrastrutture funzionanti. Non c'è niente per nessuno. La realizzazione di un centro tecnologico per lo studio, la valorizzazione e la promozione del latte e dei suoi derivati all'interno del Parco Nazionale d'Aspromonte è la salvezza della Locride. Al vertice, propedeutico alla firma di una convenzione per la valorizzazione di prodotti come il caciocavallo di Ciminà, hanno preso parte il commissario del Parco Nazionale d'Aspromonte, A n t o n i o Alvaro, il direttore del parco To m m a s o Tedesco, il sindaco di Ciminà, Domenico Polifrone. La costituzione di un consorzio è una delle ipotesi di lavoro presa in esame. Durante un'assemblea popolare svoltasi a Ciminà. In quella circostanza il dott. Raffa promise il suo appoggio per sviluppare un progetto finalizzato alla realizzazione di una scuola dei mestieri per valorizzare il caciocavallo, dotata di apposito laboratorio. Nei prossimi giorni le parti che hanno aderito all'iniziativa formalizzeranno l'intesa con la firma di un protocollo d'intesa. «Vogliamo puntare sulle specialità locali per rilanciare il territorio dal punto di vista socio - economico» afferma Antonio Alvaro, commissario dell'Ente Parco.

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EDITORIALE

La signora di Monasterace si smentisce PASQUINO CRUPI

Un uragano che si chiama dissesto. La Signora dovrebbe dimettersi, e non già convocare un’assemblea di popolo, a meno che non sia come quelle dell’antica Grecia in grado di dare l’ostracismo. Dovrebbe percorrere le vie del paese, autoflagellandosi.

proprio ora che per lei “mille di fiori al ciel mandano incensi” dalla Spagna a Milano, dalle Alpi alle Piramidi, ed entra con fragore in un libro bucciniano, come Lucia candida e addolorata e perseguitata e sacrificata nelle pagine de I Promessi sposi, la signora Maria Lanzetta alla quale lo Stato democratico fece dono d’una scorta sicura e fedele, delude tutti, tutti toglie dall’errore ottico, confessando a Raiunomattino (i sogni si sciolgono all’alba): Rifiuto l’etichetta di sindaco antimafia. Ecco, finalmente il popolo di Monasterace torna ad essere benedetto, non avendo più eroi, cioè non avendo più bisogno d’eroi. Ma io sono incontentabile. A me non risulta che la dottoressa Maria Carmela Lanzetta abbia altri studi oltre quelli che la hanno portata alla laurea in medicina, che ha sacrificato tornando in paese a fare la farmacista, proprietaria di farmacia. E allora perché mai se non grazie all’etichetta della quale adesso si disfa, Ella corse l’Italia del Nord a parlare di mafia in Calabria e a Monasterace dove, però, da qualche giorno – sono parole sue – sembra che l’orrenda cosca criminale non ci sia stata mai, essendoci invero solo “difficoltà che si incontrano tutti i giorni”? E perché mai se non all’etichetta , Ella ebbe, lontano dal mare e dall’Aspromonte, un Premio alla virtù civile? E perché mai se non grazie

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l’incoraggiamento e le smorfie della Ministra degli Interni e al suo cospetto parlò a nome dei sindaci della Locride? E gli abbracci di Rosy Bindi, le moine di Bersani, l’attesa fidente d’essere chiamata in Parlamento, e l’orchestrina suonata a sua difesa e protesta, dopo la mancata assunzione: tutto ciò, a che? Di grazia, a che? Per l’altezza dell’ingegno? Per avere scoperto l’uovo di colombo? O che l’acqua è salata? Adesso, che il vero appare, la signora scende dalle nuvole dove ea stata depositata in compagnia degli angeli, e, prima di mettere piede a terra, si libera dalla machera. Il suo reale volto è stato quello di “amministratore”, ci informa. Punto e basta, e senza daccapo. Cattivo amministratore che ha portato il comune al dissesto. E, come è nella sua liturgia, la colpa è degli altri: della Sorical, che pretende il pagamento dei debiti per l’acqua, di Locride ambiente, che vuole essere pagata per lo smaltimento dei rifiuti. Debiti su debiti. Ma i cittadini del comune, meglio amministrato in Italia, non hanno pagato le bollette e per l’una e per l’altra? Quali vie han preso? No, che la commedia non è finita. La Signora di Monasterace , prima d’andare in consiglio per votare il dissesto, in pubblica assemblea dirà ai cittadini tutta la verità, null’altro che la verità sul dissesto. Ciò che essi sanno, e pagheranno sulla loro pelle. Le eti-

” Non sono stata mai

una sindaca antimafia sempre alla fecondante etichetta, Ella fu a La 7 di Lerner, che la mostrava compiaciuto come il simbolo della lotta contro la mafia? E si sarebbe scomodata Vanity Fiar se la consensuale giornalista avesse in tempo saputo che l’etichetta era del tipo di quelle- tanto per stare nei locali della Signora di Monasterace- appiccicate alle scatole della farmacia manzoniana, belle, eleganti, ma all’interno nulla contenenti? E perché mai se non grazie all’etichetta la signora Maria Lanzetta si ebbe

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chette sono etichette. Non sono parafulmini. E questa volta la mafia non c’entra con lo scionquasso finanziario. Tutti a casa.? La decisione spetta alla Signora, che dovrebbe dimettersi, non convocare un’assemblea di popolo, a meno che non sia come quelle dell’antica Grecia in grado di dare l’ostracismo. Dovrebbe percorrere le vie del paese, autoflagellandosi. Il precedente c’è ed è quello illustre di Jacopone da Todi. Ma la Signora di Monasterace non ama le imitazioni.

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MIX GIUSEPPE CAMPISI IN LODE DELLA NOSTRA COPERTINA DEL 03/02/2013

Verso il crepuscolo di guardie e ladri Egregio Direttore, Le scrivo brevemente per complimentarmi con “La Riviera” per la pubblicazione domenica 3 febbraio, dell'articolo Giuseppe Campisi prigioniero di guardie e ladri. L'impegno che il settimanale profonde costantemente nell'affrontare argomenti riguardanti le tante criticità che affliggono la nostra Calabria e la Locride in particolare, merita un plauso sentito: al di là degli apprezzamenti o dei dissensi che il giornale suscita, resta una voce importantissima e spesso unica nel rompere i troppi silenzi che gravano sulle sorti delle nostre comunità. I ringraziamenti anche ad Ilario Ammendolia che, forte della sua esperienza di amministratore vero, conosce bene tutte le insidie che si aggirano intorno a chi si fa carico di affrontare i problemi di un comune di questa derelitta costa jonica. L'articolo mi consente di intervenire, facendo alcune riflessioni riguardanti la mia storia familiare e l'impegno amministrativo nel

comune di Ardore, in parte già ben esplicitate nel citato articolo, tant'è che qualcuno (i malpensanti son sempre svegli) potrebbe essere indotto a ritenere che il contenuto sia stato sollecitato o, addirittura, concordato con il sottoscritto. Dopo il vile sequestro di mio padre, uomo e avvocato di grande rettitudine ed equilibrio, che per circa 30 anni ha ricoperto la carica di vice pretore onorario ad Ardore, io sono stato l'unico dei fratelli ad essere rimasto nella nostra terra, convinto che non si dovesse cedere alla fatale rassegnazione e lasciare campo libero al potere 'ndranghetistico. Così come ha fatto mio padre, ho pensato di dare, su un altro fronte, il mio contributo di cittadino, innamorato del mio paese, a che la legalità non soccombesse alle forze retrive e barbare che si propongono di strangolarla. Nell'intraprendere e portare avanti questa sfida, non avrei mai potuto credere che un giorno mi sarei visto additare come un sindaco favoreggiatore o vicino o ammic-

La copertina della scorsa settimana dedicata al caso Campisi

cante a quelle organizzazioni criminali che tanto male hanno fatto alla mia famiglia. Ma l'amarezza più grande è, così come scrive Ammendolia, sentirmi coinvolto in una morsa di un istituto che somiglia proprio a un “rito sommario in aperto contrasto con la Costituzione” una procedura inquisitoria “senza possibilità di contraddittorio che non nasce da sentenze di condanna degli amministratori”. Tale istituto è lesivo del dettato costituzionale che attribuisce, in assenza di un pronunciamento di condanna degli organi della magistratura, solo al popolo e agli eletti il potere di rimuovere attraverso gli strumenti della democrazia, una amministrazione pubblica. Nel 2011, dopo i miei primi cinque anni di amministrazione, svolta con una presenza costante giornaliera nella casa comunale, aperta a tutti, con una gestione tesa a tenere in ordine i conti, ad un grande impegno sul fronte ai problemi dell'ambiente, a dare impulso alle iniziative giovanili e alla promozione

giù dal balcone, dal primo piano del palazzo (circa cinque metri). Francesco Iorno, 70 anni, e Efraim Iorno, 25, rispettivamente padre e fratello della ragazza, saranno adesso chiamati a rispondere di tentato omicidio. Anche la madre, Elena Bianchini 55 enne, non è stata con le mani in mano ed è accusata di lesioni gravi. Questo gravissimo atto è accaduto a Crotone. Il giovane, per fortuna sopravvisuto all'agressione e al volo dal balcone, è stato ricoverato in Ospedale dove è giunto seminudo, condenti e polsi rotti e pieno di escoriazioni e lividi. La versione della famiglia della ragazza è che il ragazzo vistosi scoperto e alle strette ha deciso di buttarsi dal balcone.

INCONTRI CLANDESTINI

Tragedia sfiorata Due fidanzatini beccati a letto dai genitori della ragazza. Il padre e il fratello reagiscono con una violenza inaspettata e prima ancora di essersi ripreso dallo stupore e dall'imbarazzo, il ragazzo, il 23enne Antonio Berlingieri, viene picchiato con tubi di gomma e a mani nude, e poi viene lanciato

ACCADEMIA BONIFACIANA

MUSEO DI REGGIO

Grandi festeggiamenti per il decimo anniversario

I Bronzi di Riace

Grande e solenne apertura celebrata nella Sala della Ragione del Comune di Anagni, per il decimo anniversario di fondazione dell’Accademia Bonifaciana e della undicesima edizione del Premio Bonifacio VIII, ideato dalla stessa istituzione nel 2003, il cui primo esemplare fu consegnato al beato Giovanni Paolo II. Una cerimonia, presentata dalla giornalista e conduttrice televisiva Paola Zanoni, che ha visto personalità del mondo della Chiesa, della diplomazia, delle istituzioni civili, politiche e militari alternarsi a ritirare la famosa scultura bronzea del maestro Ambrosetti.

ritorneranno a farsi ammirare nel Museo di Reggio?

i apre un altro capitolo per i Bronzi e il loro museo. Il Ministero dello Sviluppo economico ha sottoscritto ieri la convenzione “Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria - Interventi diretti a garantire la completa fruizione del Museo: art. 48 della legge regionale 47 del 23 dicembre 2011”. Al centro di questo ennesimo, e speriamo risolutivo, progetto sarà la sala che ospita i Bronzi. Finalmente forse le due statue ripescate a Riace riusciranno a fare bella mostra di loro in un

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Museo. Si dovrebbe presto dare il via ai lavori di allestimento museologico e museografico e di impiantistica speciale. In particolare si tratta di interventi per l’installazione di impianti che garantiranno le condizioni ambientali ottimali per la perfetta conservazione dei manufatti all’interno della struttura museale. Questa convenzione è l’ultimo passo del finanziamento da 5 milioni di euro previsto dai progetti POR Calabria 2007/2013 per il completamento dei lavori di restauro del Museo di Reggio.

turistica, a tentare di rispondere alle legittime richieste dei cittadini in ordine ai mille bisogni di una comunità sempre più impoverita e sfiduciata, vengo eletto con una maggioranza eccezionale, quasi un plebiscito (2460 voti su 3000 votanti): per me una grande espressione di fiducia dell'elettorato, per altri, sospetti di chissà quali accodi o interessi trasversali. In ogni caso, qualunque possa essere il verdetto della commissione prefettizia, ferma restando la mia più completa fiducia nell'operato della stessa, non potrà mai intaccare il rapporto di fiducia che lega me ai miei concittadini, ma sicuramente fa già vacillare la mia determinazione a continuare a profondere tutte le energie a favore di questo territorio, avendo preso atto, così come mi ripeteva mio padre, che in questa terra è molto sottile e labile il giudizio o il pregiudizio sul confine tra l'essere una persona onesta e vicina ai più deboli e l'esser colluso con la criminalità. Giuseppe Campisi, sindaco di Ardore

ELEZIONI ESTERO

La ballerina e il monaco Tra folclore e spettacolo alcune candidature sudamericane. Come quella del popolare comico Gino Renni (in quota Sel nella lista Pd alla Camera), "portatore di italianità secondo tradizione". A lui si contrappone Ileana Calabrò detta 'La Morocha", ballerina e vedette della tv di Buenos Aires famosa, tra le altre cose, per aver simulato un orgasmo durante una trasmissione televisiva. Il suo nome è nella lista "Italiani per la Libertà", guidata dall'inossidabile Esteban Caselli, 'Il Monaco Nero' già senatore Pdl nella scorsa legislatura, con più di 50mila voti, e al centro di un'inchiesta per falso in atto pubblico e violazione della legge elettorale. Ex ambasciatore argentino presso la Santa Sede, il nome di 'Cacho' Caselli è saltato fuori anche nelle indagini su Finmeccanica. Berlusconi, intercettato con Valter Lavitola lo definì "pericoloso, pericolosissimo". A queste elezioni ha scelto di presentarsi con una lista indipendente interrompendo il sodalizio con il Pdl, di cui era stato coordinatore all'estero. DOMENICA

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COPERTINA

Il problema sono le linee editoriali e, nell’ambito del dibattito politico, la volontà di far assurgere un’antimafia buona rispetto a quella “scomoda”, dei tanti precari che nelle province del Bel Paese cercano di far emergere fatti che scavano oltre la mafia tout court e sviscerano la mafiosità del Potere, in tutte le sue forme.

ELEONORA ARAGONA iovanni Tizian viene minacciato e i media accendono i riflettori sull’Emilia e sui responsabili delle minacce, l’imprenditore Guido Torello e il boss di Marina di Gioiosa Nicola “Rocco” Femia. Si “scopre” che c’è la ‘ndrangheta al Nord e il mostro viene sbattuto in prima pagina. Torellino, così viene chiamato l’imprenditore da “la Gazzetta di Asti” (sua città natale), e Femia si guadagnano gli onori della cronaca nazionale. E un articolo sulle truffe con le slot acquista una visibilità che neanche il clan Arena facendo saltare in aria l’Agenzia delle entrate di Sassuolo (rea di aver scoperto una frode Iva che nascondeva un giro di riciclaggio tra la Svizzera e le Isole Vergini, n.d.r.) aveva ottenuto. È paradossale. Le minacce oltre al caso mediatico hanno

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fatto scattare anche i proclami di solidarietà, com’è giusto che sia, nei confronti del giornalista della “Gazzetta di Modena”. Ma il caso Tizian ha smosso anche lo Stato che lo ha messo sotto scorta. Perché far assurgere Rocco Femia e Torello, tutto sommato figure minori, a mostri invincibili quando in Emilia operano i boss della Piana, i casalesi e i siciliani? Perché proprio per Tizian e le slot machine? E non per Stefano Santachiara, giusto per fare un nome. Santachiara è un giornalista della provincia emiliana e collaboratore de “Il Fatto Quotidiano”. Uno di quelli che vive il territorio di cui scrive. È stato il primo a trattare dei rapporti tra mafia e politica in Emilia Romagna, di indagini e processi sui casalesi, sulle cosche di Gioia Tauro e sui siciliani. E di molti casi controversi che vedono coinvolti sindaci, amministratori, cooperative rosse. Ha ricevuto minacce

Perché un articolo sulle slot machine acquista una visibilità che neanche il clan Arena facendo saltare in aria l’Agenzia dell’entrate di Sassuolo ha ottenuto?

costanti e cause civili da milioni di euro - la Coprocon (cooperativa coinvolta nelle indagini su un abuso edilizio) lo ha citato per un milione di euro per aver letto una visura durante una puntata di “Report”, n.d.r. -. Di lui però si parla poco. Ma in fondo lui non è calabrese e non ha un cognome importante. Non è come Giovanni Tizian, originario di Bovalino e non ha un padre ucciso. È il pedrigee che gli manca. Non importa se il primo negli ultimi due anni ha subito un’escalation di intimidazioni, dalle violazioni di posta e domicilio al furto del pc. Inoltre il giornale per cui scriveva, “L’Informazione” ha chiuso i battenti per il mancato dei contributi per l’editoria (bloccati in seguito ad un’indagine della Procura di Cremona, procedimento chiuso con l’assoluzione piena del giornale). Mentre l’altro è sotto scorta per le minacce di Guido Torello.

Non c’è partita. Lettera di minaccia a Tizian stravince su bara sulla targa dell’auto di Santachiara. E quando chiediamo a Stefano Come si spiega la differenza di atteggiamento tra il suo caso e quello del collega Tizian. Lui da giornalista serio ci risponde che non è il caso di fare paragoni. Ma il paragone ci sorge spontaneo. E non possiamo non sottolineare che è stato lui il primo giornalista a parlare di rapporti mafia politica in Emilia… «È così. Non posso non notare come l’importante inchiesta del pm Natalini (indagini per abusi edilizi e corruzione a Serramazzoni, comune dell’Appennino modense n.d.r.) sia stata minimizzata da tutti». In questo «tutti» possiamo includere anche Giovanni Tizian, simbolo dell’antimafia, che su la Gazzetta di Modena nel gennaio 2012 scrisse: «Rocco Baglio in passato è stato coinvolto in alcune indagini sulla ‘ndrangheta, un tempo veniva indicato come esponente delle cosche Longo-Versace di Polistena, ma ha scontato la sua pena e oggi si smarca da ogni vicinanza a quel mondo»?Come ci può spiegare questa discrepanza? È inspiegabile. Premessa: è legittimo sostenere, come fa la difesa di Baglio, che il pregiudicato reggino (condannato negli anni ’90 per detenzione di armi e bancarotta fraudolenta) non sia mai stato affiliato a cosche, in quanto non ha ricevuto condanne di tipo mafioso (venne spedito al Nord come tanti altri soggiornanti obbligati). Nel procedimento per corruzione e minacce non gli viene contestato l’articolo 7, anche se un paio di mesi fa il gip di Modena che ne ha disposto l’arresto ha parlato di “metodo ‘ndranghetista” sulla base degli elementi raccolti dalla Guardia di Finanza riguardo un incendio doloso e il recapito di una testa di capretto mozzato per spaventare un immobiliarista rivale. È invece illogico affermare – come ha fatto Tizian e prima ancora un articolo del Resto del Carlino - che un boss un tempo mafioso oggi si smarchi dall’organizzazione senza pentirsi. Il punciuto lo è per sempre: la mafia non ammette dimissioni. Il problema evidentemente non è di Tizian, cui va la solidarietà per la minaccia subita, ma di linee editoriali e, nell’ambito del dibattito politico, di una volontà di assurgere un’antimafia buona rispetto a quella “scomoda”, dei tanti precari che nelle province del Bel Paese cercano faticosamente di far emergere fatti documentalmente provati ma censurati o minimizzati dall’Agenda mediatica, fatti che scavano oltre la mafia tout court e sviscerano la mafiosita’ del Potere, in tutte le sue forme”.

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Un giorno, la storia dirà quanto il razzismo leghista non sia stato il frutto di pessimi racconti televisivi

Firmiamo un appello da mandare alla Rai: restituiteci “Bernabei”! ILARIO AMMENDOLIA estituiteci la Rai che mandava in onda le commedie di Goldoni e di Pirandello, le tragedie di Alfieri. Restituiteci la televisione che faceva commuovere con “Le stelle stanno a guardare” con i “Miserabili”, i “Promessi Sposi”, “Casa di bambola”, “David Copperfield” , ecc. Basta “Clan dei camorristi”, basta “Capitano Ultimo”, “L’Onore e il rispetto”, e altre fiction inguardabili e dal messaggio devastante verso il Sud. Roberto Saviano polemizza con la municipalità di Scampia che ha negato «qualsiasi autorizzazione allo sfruttamento di immagini e luoghi in danno del territorio». Afferma Saviano «mi domando, ma davvero è possibile bloccare il racconto di un territorio?... parlare, raccontare è l’unico modo per portare risorse e attenzione ad un territorio che sembra irredimibile….Così per Scampia ma anche per Casal di Principe, e per la Locride». Saviano, nell’articolo citato, stabilisce un nesso tra il racconto di un territorio “irredimibile” e il fine del racconto stesso “portare risorse e attenzione”. Rispetto e stimo Saviano ma la prima cosa che si richiede a chi racconta un territorio è dire la verità. La verità scavata nella carne, negli occhi, sulla pelle

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della gente comune che abita un territorio difficile. Non troverete nei libri e nelle fiction in voga, la storia di eroi normali, le mille persone oneste ammazzate, o duramente provate, per aver detto un no deciso alla criminalità. Non vestivano in divisa, non portavano la toga, non si occupavano di politica ma si tratta di carpentieri, ragazzi incensurati, commercianti, piccoli imprenditori, professionisti. I loro figli non sono inseriti nelle liste elettorali e intorno alla tomba dei nostri morti regna il silenzio. Invece il “format” in voga, è sempre lo stesso: un pugno di superuomini in un territorio ostile e in lotta con

una massa informe di cattivi. Tanto più noi pellirossa saremo selvaggi, tanto più eroico sarà il maggiore Custer che cade combattendo accanto alla bandiera. Falsa e interessata la leggenda di Custer, false le leggende di oggi. Secondo le fiction seriali nel Sud tutto è degrado, la gente attigua ai delinquenti con una zona grigia di massa. Non è così! Troviamo il coraggio di gridarlo. Non è questa la storia della Calabria, Non è questo il nostro Sud. Durante la stagione terribile dei sequestri di persona la Calabria fu la terra più colpita. Eppure a molti sindaci arrivarono lettere di razzisti infuriati che chiedevano una “soluzione finale” nei nostri confronti. Il sindaco di S. Luca,

Angelo Strangio, divenne bersaglio di missive che non risparmiavano neanche le donne e i bambini innocenti del suo Paese. Eppure il giorno della liberazione di Cesare Casella o di Carlo Celadon, ci sentimmo in festa, liberati noi insieme agli ostaggi. Eravamo vittime eppure ci facevano sentire carnefici. Un giorno, la storia dirà quanto il razzismo leghista non sia stato il frutto di pessimi racconti e orribili servizi televisivi. Trenta anni di discutibile racconto non hanno portato risorse, né ci hanno dato alcuna centralità. Non hanno sconfitto la ’ndrangheta, e hanno cancellato da ogni agenda la “questione meridionale” Noi calabresi siamo affascinati dal racconto. Non ci offende il bel libro di Staiano, Africo. È crudo, fa male ma dice la verità! Non ci mortifica Anime nere di Gioacchino Criaco. Ci piacciono i racconti di Andrea Camilleri. Non ci piace la denigrazione sistematica della nostra terra e della nostra gente. Questa terra ha bisogno come il pane di essere raccontata e di raccontarsi, ma ha bisogno come l’aria di verità. Ci offende tremendamente la voglia di farci recitare su un set dove noi facciamo la parte dei selvaggi per consentire ad altri di recitare la parte dei buoni.

Maria Boeti minacciata, ma non santificata dalla stampa locale Nel pomeriggio di mercoledì 6 febbraio la nostra collaboratrice di Polistena, Maria Boeti, è stata bersaglio di una grave intimidazione. Rientrando da Melicucco, la Boeti si era fermata in una sua proprietà, in contrada Russo. Colà, sul cancello d’ingresso ha trovato una busta con dentro un’ascia. Immediatamente allertate le forze dell’ordine si sono subito recate sul posto. Esaminando con più attenzione l’interno della busta il maresciallo Ribuffo e un suo collega hanno notato che l’ascia era accompagnata da un biglietto: “Se continuerai a scrivere ti taglieremo le mani”. L’editore, il direttore responsabile e la redazione tutta esprimono vicinanza alla cara Maria. E assicurano gli anonimi-

sti che, per toglierci il vizio, dovrebbero tagliarci non le mani, ma la testa. Ma ci sono due fatti che ci disgustano e ci inquietano. Primo, l’episodio indegno, che ha riguardato Maria Boeti, non ha trovato spazio sulla stampa locale, sempre pronta a indignarsi a ogni muovere di foglia coltivata dall’Antimafia professionalizzata. Secondo, il silenzio-stampa starebbe a significare che questa è minacciata solo quando nel mirino entrano i giornalisti ufficiali della denuncia antimafia, e i cherubini delle Procure. Per i giornalisti con la testa libera e indipendente c’è un trattamento speciale e ci sono orecchie speciali. Orecchie sorde a ogni rumore. Sul piano morale è un’infamia, sulla continuità del nostro lavoro non conta né molto né poco.

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Parlando

di...

PRIMO PIANO

TACCUINO ELETTORALE PARCE SEPULTO Abbiamo ricevuto parecchie telefonate di Comunisti italiani, tutte scandalizzate, tutte unificate dalla stessa domanda: ma perché mai ve la prendete tanto con i comunisti italiani, e, in maniera speciale, con i comunisti italiani reggini e calabresi, che dando prova suprema di non tenere alle poltrone parlamentari ad personam, si sacrificano per la causa e accettano di stare ultimi nelle liste di Ingroia onde dar vita alla rivoluzione civile? Da parte sua, il direttore di questo settimanale, che, essendo meridionalista, non può essere anticomunista, ha ricevuto una garbata lettera del segretario della Federazione reggina dei Comunisti italiani, che allo stesso modo si lamenta, e a noi spiace assai, data la vibrante civiltà della parola di cui l’avv. Lorenzo Fascì è un protagonista inarrivabile. Facciamo chiarezza. Noi siamo un giornale, non siamo un partito. Il Direttore de “la Riviera” è un marxista impenitente, ha tenuto comizi per i Comunisti italiani, ha votato comunista fino alle ultime elezioni regionali. E questa volta NO. Ma come direttore de “la Riviera” pone da canto la sua ideologia, la sua posizione politica, e osserva i fatti e li commenta senza peli sulla lingua.

Dei comunisti italiani e del liquidazionista Diliberto Proseguendo. L’editore de “la Riviera”, Vladimir – nomina sunt consequentia rerum – Rosario Condarcuri può vantare per ieri, per oggi, per domani l’Illustre Padre, Virgilio Condarcuri, comunista per tutta la vita, guida sicura dei lavoratori, senatore di Rifondazione comunista. Ma come Editore non gli interessano che i fatti, e la linea stabilita, fin dal momento- ma anche primadella direzione di Pasquino Crupi- è che i fatti vengono prima delle opinioni. Che cosa dicono i fatti riguardanti la composizione della lista Ingroia? Che tre ex PM sono riusciti in quello in cui non riuscirono né Mussolini né Scelba né Tambroni: mettere fuori gioco i comunisti, costringerli ad abbassare le loro gloriose bandiere, cancellare il loro

simbolo, certamente più accattivante della barba ridanciona di Ingroia. E cancellarli. Cancellazione che ha il profilo d’una azione politica criminale in Calabria ove Michelangelo Tripodi viene sacrificato a un certo Soffritti, che qui s’avverte solo con l’odore della padella. E al Senato Lorenzo Fascì, per la sua nota e deleteria bontà, prigioniero insieme a Michelangelo Tripodi del centralismo democratico, dell’ubbidienza perinde cadaver, accetta un oltraggioso terzo posto. I compagni di base, invece di strillare contro di noi, perché non si sono levati a sbranare Diliberto, pronto alla dittatura di Ingroia? Per disciplina di Partito? O perché tre piatti di lenticchie– tre deputati assegnati ai Comunisti Italiani– non commisurano la vergogna d’Esaù che sol per uno si vendette la primogenitura? Vogliamo scuotere le vertebre dei Comunisti Italiani. Ci si rialza quando si cade nel sangue, cioè combattendo. Non ci si rialza più quando si cade nel fango storico, cioè trattando sui numeri. Se Antonio

Gramsci lo potesse, cambierebbe la cittadinanza sarda, lasciandola per intera al liquidazionista Diliberto.

LO SCOPELLITISMO In campagna elettorale se ne vedono e se ne sentono di tutti i colori. Sembrava impossibile anche immaginarlo, ma va dato atto a Mario Caligiuri e ad Antonio Caridi d’aver potuto immaginare che il Giuseppe Scopelliti con il suo pensiero e la sua azione abbia arricchito la già nobile famiglia degli “ismi” per cui da Cristo si trasse cristianismo, da Marx marxismo, da Lenin leninismo, da Croce crocianismo, e ora da Scopelliti scopellitismo. Debbo suppore che, dopo questo grandioso sforzo intellettivo, i due dioscuri di Scopelliti-

il primo a datare dalla sua elezione a Governatore, l’altro in tempi recenti- esausti, privi di forze, siano stati ricoverati negli eccellenti Ospedali Riuniti di Reggio Calabria dove mancano posti letto e infermieri. Il bollettino medico informa che le condizioni di salute del Caligiuri e del Caridi sono buone. Loro sopravviveranno, noi non si sa se ce la faremo a voler essere ancora vivi dopo la rivelazione dello scopellitismo, che genera l’antisopellitismo di Marco Minniti.

Sono passati cinque anni dell’ultima vittoria elettorale di Berlusconi n Calabria sono diminuiti i trasferimenti ordinari da parte dello Stato, scomparsi o quasi i fondi fas, decimati i trasferimenti agli enti locali , drasticamente ridotti i fondi per il sostegno alla famiglie indigenti. Tutti gli indicatori portano il segno meno e mi sorprende il fatto che, malgrado la scadenza elettorale, vengano ignorati i dati Svimez che tutti, tanto a destra che a sinistra, dovrebbero ricordare. Il Pil in Calabria è sceso di oltre il 4%. Si è registrata una contrazione dei consumi di oltre il 2.7% che si accompagna ad un crollo degli investimenti: con un meno 13,5%. In valori assoluti, a livello nazionale, il reddito pro capite è stato di 25.944 mentre in Calabria è di 16.603 euro. Per modo di dire . La Calabria è terra di squilibri sociali per cui a picchi altissimi di reddito corri-

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spondono drammatiche sacche di povertà. A questi si aggiungono squilibri territoriali, per esempio, nella Locride vi sono paesi in cui il reddito pro capite è inferiore rispetto alla media regionale. Nel Mezzogiorno, il tasso di occupazione giovanile tra 25-34 anni è giunto a circa il 47,6%, ma in Calabria siamo ben oltre per effetto dei cosiddetti “disoccupati impliciti”, cioè di coloro che hanno rinunciato alla ricerca di un posto di lavoro. Ricordiamo che con questi dati, secondo Svimez, ci vorrebbero 400 anni per recuperare lo svantaggio che separa il Sud dal Nord. Da questi dati bisognerebbe partire ed a qualcuno bisogna ascriverne le responsabilità. Il patto Berlusconi-Lega su una intesa tendente a consentire che il 75% delle tasse rimanga in Lombardia o nella futura “macro regione” del Nord, non mi

inquieta per gli improbabili effetti pratici , ma per la sostanziale subalternità della destra calabrese. La stagione berlusconiana è stata un autunno grigio per l’intera Calabria, ebbene e nonostante ciò, in Calabria i sentimenti predominanti che si percepiscono si possono sintetizzare in una calo di interesse per la prossima scadenza elettorale, una sfiducia alle stelle, la morte della speranza. Il partito democratico avrebbe potuto presentarsi come alternativo tanto negli uomini quanto nei programmi. Qualche errore v’è stato! Per esempio avremo come parlamentare il commissario D’Attorre ma il suo compito doveva essere altro, e con lui i due candidati ignoti Fanelli ed Argento. Assente il mondo del lavoro, dell’università, della cultura. Assenti i movimenti. Assenti (quantomeno da postazioni

utili) molti territori, per esempio la Locride che pur è terra di frontiera. C’è da dire con onestà che la Locride ha eletto in passato numerosi consiglieri regionali, deputati e senatori, eppure basta guardarsi attorno per comprendere come, tranne qualche rara e lodevole eccezione, non esista traccia alcuna del loro passaggio. Non si tratta di incapacità personale, ma ogni presenza per essere autorevole deve essere espressione di un Progetto e supportata da un movimento Questo vale per la Locride come per la Calabria . Tuttavia dovrei aggiungere che nella Locride s’è messo in campo un “Progetto d’urto” (parte di un piano strategico) votato nella riunione congiunta di ben 42 consigli comunali e supportato da un serio tentativo di creare a sostegno un ampio movimento di massa. Mi auguro che quantomeno il

centrosinistra, ed il PD, partano proprio da quel movimento. Un movimento guardato con sospetto perché qualsiasi cosa si muova qui da noi infastidisce ed impensierisce, ma soprattutto perché, rompendo con una retorica trentennale, ha tentato di coniugare la lotta alla ndrangheta con la lotta determinata per l’attuazione della Costituzione repubblicana in ogni sua parte. La sciagurata legge elettorale consente di ignorare i movimenti a vantaggio dei freddi apparati. Ma… il freddo non scalda i cuori, non accende passioni, non mette in moto il cervello. Comporre le liste a freddo è cosa complicata ed , ancora più complicato, sarà avere parlamentari all’altezza dei bisogni del nostro popolo. Ilario Ammendolia

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LOCRIDE Spending review: tribunale di Siderno accorpato a quello di Locri

Bivongi

«Ma invece di risparmiare così facendo si aumentano i costi»

Incontro Felice-Scopelliti ’incontro avvenuto il 4 febbraio tra Scopelliti e il sindaco di Biovongi, Felice Valenti, è stato all’insegna del fair play. Ad accompagnare il presidente della Regione c’era anche la direttrice dell’Asp reggina, la dott.ssa Squillacioti. Il sindaco in particolare ha ringraziato Scopelliti per il grande contributo economico stanziato per difendere l’abitato, le strade di San GiovanniTheristis, del Marmarico, degli impianti sportivi, ecc. Gli interventi finanziati sono stati di vitale importanza per la cittadina della vallata dello Stilaro che ad ogni pioggia veniva distrutto da frane e allagamenti.

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L’avvocato Anna Romeo è indignata dal silenzio con cui questa decisione è stata accolta e dall'assurdità del procedimento che invece di far risparmiare i cittadini aggravera' le spese avvocato Anna Romeo, anche nella qualità di rappresentante del Psi, solleva il penosissimo problema dell’imminente trasferimento della Sezione distaccata del Tribunale di Siderno a Locri con conseguente soppressione dello stesso. Il trasferimento trova la sua ratio nella disposizione del Governo Monti che ha soppresso una serie di sezioni distaccate di

L’

tribunali al fine di ridurre le spese e i costi di giustizia. Nel caso specifico, invece, si giunge all’assurdo opposto, vengono abbandonati i locali di proprietà del Ministero, a costo zero, per andare ad affrontare nuove spese di affitto di locali da adibire a sede di tribunale. Tra l'altro l'immobile in cui si trova attualmente il tribunale di Siderno era stato restrutturato

da poco. La Romeo sottolinea l'assurdità di questo trasferimento che invece di far risparmiare lo Stato, e quindi i cittadini, andrà a gravare ulteriormente sulle spese da sostenere. E si chiede come sia possibile l'indifferenza dei suoi concittadini. Mentre a Lamezia Terme e in altre città della Regione per decisioni del genere le

proteste popolari si sono fatte sentire in modo deciso. A Siderno tutto tace. Sì ci sono stati degli articoli non appena la notizia è stata resa nota, ma poi il silenzio l'ha fatta da padrone. Sia nelle strade che sui giornali. E tra qualche mese Siderno e i suoi cittadini perderanno, a favore di Locri, anche il tribunale e il giudice di pace come già successo con l'ospedale.

L’opinione/ Episodi che passano dal campo alla Procura federale

Ma in Calabria è veramente calcio malato? ANTONIO TASSONE eggendo l'ultimo comunicato ufficiale del Comitato Regionale Calabria della F.I.G.C, il n.107, è bellissimo leggere e cercare di interpretare alcune cosette che di calcio e di sport in generale, hanno poco a che fare. Seguiamo l'ordine: si parte dal torneo di Eccellenza. Qui il Giudice Sportivo ha comminato un'ammenda di 200,00 alla capolista Nuova Gioiese per la presenza abusiva di almeno (tre) persone nel campo per destinazione, nonché, ed è questa la curiosità, per condotta ostruzionistica da parte dei componenti la panchina della società ospitante, che ritardavano la ripresa della gara per mancanza di palloni. Incredibile. Si tenga presente pure che il giudice sportivo ha tenuto conto del fattivo comportamento del capitano della Nuova Gioiese, Taverniti, a cui, è doveroso rivolgere un encomio pubblico. Lo

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spettatore, diciamo noi, paga il biglietto per assistere ad uno “spettacolo” e questo gli addetti ai lavori lo dovrebbero sempre ricordare. Non vorremmo essere imprecisi, ma riteniamo che la Nuova Gioiese abbia voluto rendere pan per focaccia relativamente al medesimo atteggiamento ostruzionistico ricevuto nella gara d'andata ,allorquando, a Siderno, dopo la fulminea espulsione di Carabetta, i bianco-azzurri cercarono in tutte le maniere di speculare su risultato. Passiamo al Guardavalle che ha avuto 200,00 di ammenda per presenza di persone estranee (addirittura una ventina) nei pressi degli spogliatoi della squadra ospitata a fine gara e per inadeguata sistemazione degli spogliatoi (mancanza acqua calda). In pieno inverno, con i giocatori stremati dallo sforzo, sudatissimi e pieni di fango, immaginate voi. Il risultato della gara tra Paolana ed Acri non è stato omologato dal giudice sporti-

Zoom sulla LOCRIDE

vo per la denuncia del calciatore Riolo Alessandro della società Acri calcio che, a suo dire, è stato aggredito nel corso del match. Gli atti per la decisione finale sono stati trasmessi alla Procura Federale. In Promozione girone B la gara tra Gallicese e Real Catanzaro non si è disputata per la mancata presentazione nei termini regolamentari da

parte della società Real Catanzaro che ora subirà la punizione sportiva della perdita della gara con il punteggio di 0 - 3, un punto in meno in classifica ed 500,00 di ammenda per prima rinuncia. Arriviamo al top con i 500,00 di ammenda, 3 punti di penalizzazione in classifica ed una gara “a Porte Chiuse” per il Polistena. Queste le motivazioni: “ per avere, le persone addette al cancello d'ingresso dell'impianto sportivo all'atto di entrata dei giocatori e dei dirigenti della squadra ospitata costretto gli stessi ad entrare uno alla volta ed avere aggredito ognuno di essi colpendoli con schiaffi e calci rivolgendo loro anche gravi minacce; per avere gli stessi addetti rivolto frasi offensive e minacciose nei confronti del Commissario di Campo intervenuto per sedare gli animi; per aver uno di tali addetti afferrato dal petto e colpito con una testata l'allenatore della squadra ospitata; per avere ancora alcuni propri

sostenitori durante la gara tenuto un comportamento minaccioso nei confronti dei calciatori avversari e aver tentato di aggredire in tribuna i dirigenti della squadra ospitata (rapporto commissario di campo). Ogni commento appare superfluo. Ed ancora 200,00 di ammenda poi per il Montepaone Calcio per comportamento offensivo nei confronti dell'arbitro da parte dei sostenitori della squadra nonchè per inadeguata sistemazione dello spogliatoio arbitrale (mancanza di acqua calda). Siamo al torneo di Prima Categoria, dove la gara tra AcciarelCampese e la capolista BenestarNatilese è stata sospesa per rissa, ed il risultato non è stato omologato dal Giudice Sportivo che ha rimandato la decisione finale per le prossime settimane. Alla marcatura del calciatore Mammoliti Giuseppe della BenestarNatilese, squalificato per questo con sei giornate, lo stesso atleta, si legge nel comunicato,

esultava con gesti anti-sportivi nei confronti dei sostenitori della società avversaria determinando così episodi di intemperanza e violenza, nonchè per comportamento offensivo nei confronti di sostenitori della società avversaria. Per la stessa gara sono stati comminati tre turni di stop per Crupi Mario dell'AcciarelCampese perché colpiva un avversario con un calcio e spintonava violentemente alcuni giocatori avversari. E potremmo continuare all'infinito citando ancora tanti, ma tanti episodi, che siamo costretti a registrare ogni domenica nei tornei amatoriali, addirittura in terza categoria, oppure nei campionati giovanili dove sempre più spesso sono i genitori sulle tribune a litigare tra di loro per l'ingiustizia subita in campo dal figlio. Amiamo lo sport, ed il calcio in particolare, ma gradiremmo che questa disciplina fosse sinonimo di “amicizia” e di “pace” e non di comportamenti “incivili e rozzi”.

MONASTERACE: Segnaletica alternativa sul lungomare per far notare una buca.Certo magari mettere un triangolovisibile anche di notte sarebbe stato troppo. Così è più efficace, se qualcuno non dovesse far attenzione ringrazierà il meccanico. AFRICO: Per raggiungere Africo Antica solo questo cartello ante-guerra e giustamente visto il cimelio i visitatori lo immortalano e si fanno ritrarre accanto a questo pezzo di storia. Seun giorno dovessero decidere di cambiarlo loro almeno avranno una foto ricordo. SIDERNO: Ecco con che scope devono lavorare gli operatori ecologici della città locridea. Le setole in fondo non sono la parte fondamentale. E poi visto che la spazzatura ha invaso le strade questo dettaglio non ha molta importanza.

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La prima, di tre uscite pre elettorali, per capire qual è il futuro della Locride dalle parole, ma soprattutto dai convincimenti, di chi ha deciso di candidarsi e sottoporsi agli elettori, saturi di cattiva politica.

Le interviste

ELEZIONI 2013

Ripartire da progetti vicini al territorio per ridare speranza alla Locride Antonio Caridi, assessore regionale alle attività produttive, candidato al Senato nella lista del Popolo delle Libertà con capolista l’ex premier Berlusconi.

Il territorio della Locride come modello di rete a questa area fino al punto da predisporne un apposito progetto.

«Il territorio della Locride è stato prescelto per la sperimentazione di un modello di rete, nel cui ambito attivare un’azione che prevede il rilancio e la valorizzazione dell'artigianato di qualità» 1. Da assessore regionale ho elaborato e proposto un progetto che è stato preventivamente sottoposto al vaglio dei Sindaci del territorio e con gli stessi concertato al fine di avviare azioni orientate a sostenere ed incentivare lo sviluppo di un comprensorio che patisce forti elementi di criticità. Un’azione basata su una conoscenza capillare del territorio con il pieno coinvolgimento degli amministratori locali. Il territorio della Locride che, sicuramente, soffre di una certa marginalità economica e sociale è stato prescelto per la sperimentazione di un modello di rete, nel cui ambito attivare un’azione che prevede il rilancio e la valorizzazione dell’artigianato di qualità. Per queste ragioni il governo regionale, secondo le direttive del Presidente Scopelliti, ha prestato particolare attenzione

2. È mio preciso convincimento che queste criticità, che appartengono ormai a tutti i territori, vadano affrontate in un contesto unitario, con una strategia complessiva “disegnata” ad hoc che guardi a queste problematiche con una visione diversa rispetto agli interventi frammentari e sporadici del passato. 3. Non intendo entrare in polemica, ma non posso evitare di far rilevare che è l’impostazione complessiva che non può essere condivisa. Come Pdl riteniamo che non si possa prescindere da una politica che affronti con realismo le esigenze più pressanti degli italiani e per questo siamo convinti che si debba lavorare ad un consistente alleggerimento della pressione fiscale. Contestualmente si deve affrontare il nodo della crescita e dello sviluppo attraverso opportune azioni di incentivazione e di agevolazione per l’acceso al credito. Non si può ragionare solo in termini di rispetto dei diktat che partono dalla comunità europea. 4. Il mio personale impegno in politica non è legato a strategie tese a conquistare fette di consenso. Ho sempre operato con spirito di servizio, pensando a quelli che sono gli interessi del territorio e della sua gente. Non so se questa possa essere considerata una strategia ma è il mio atteggiamento abituale che mi consente di presentarmi davanti ai miei corregionali presentando i risultati di un impegno costante. Oltre a questo ritengo che la scelta del Pdl di puntare su candidati locali, contrariamente a qualche altro schieramento, risponda ad una logica di legame con il territorio.

Liberare l’Italia Scarcerare i bambini territorio soggetto a terribili tragedie geofisiche; al fatto che continuiamo a chiamare ospedali, autentici tuguri che mortificano il malato e gli operatori sanitari; ad un progetto d'insieme che dia risposte al fabbisogno della gente, chiamata a pagare l'IMU per apprendere che, proprio la somma derivata, è servita a finanziare i ladri del Monte dei Paschi di Siena. Si pensi, infine, che Monti ha imposto l'IMU, Berlusconi, Bersani, Fini e Casini l' hanno votata! E' inutile che adesso facciano gli spocchiosi per fare a gara a chi la toglie per primo.

«Come si può parlare di Grande Sud se ci si allea con la Lega che lotta per una Macroregione del Nord. Come fa il Pdl a stare in mezzo?E come può Monti dirsi tecnico se ha sfoderato le modalità operative dei peggiori politici?»

1. Occorre potenziare l'istruzione per creare una generazione preparata a sfruttare economicamente le risorse naturali del territorio. L'assistenzialismo ha contrassegnato le varie fasi della storia repubblicana mortificando le capacità di mettere a frutto il sapere e la volontà di agire in prima persona, senza aspettare la manna dal cielo. Finanziamenti a pioggia gestiti da chi e come? Basta, è un insulto alla dignità della persona. 2. Ripartire dall'eliminazione di progetti faraonici e speculari soltanto agli interessi elettorali di stampo mitomane, come il ponte sullo Stretto. Si pensi che circa il 74% degli istituti scolastici calabresi non è a norma antisismica, in un

3. Programmi ingannevoli? Come possono Rosy Bindi e Pierferdinando Casini dirsi di centro quando devono convivere elettoralmente con Niky Vendola? I primi, a loro dire, sono cattolici e dunque contro il matrimonio gay, Vendola la pensa esattamente all'opposto. E come si può parlare di Grande Sud se ci si allea con la Lega che lotta per una Macroregione del Nord, come fa il Pdl a stare in mezzo? E come può Monti dirsi tecnico se ha sfoderato le modalità operative dei peggiori politici? Occorre chiarezza, il si sia si è il no sia no. Il "ni" è indice di relativismo e opportunismo. 4. “Io Amo l'Italia” ha un programma chiaro. Puntiamo a tutelare le madri, a fare in modo che le adozioni siano gratuite e meno dispendiose anche in termini di tempo, a "scarcerare" i bambini da 0 a 3 anni figli di donne detenute, dando loro una casa al posto di una indegna cella. Puntiamo a ricentrare la qualità dell'epoca politica, che non filtra dal signoraggio della Bce, bensì dalla coscienza di ogni elettore. Auguro ai calabresi di scegliere in tutta coscienza e a non accettare che il proprio consenso venga mercanteggiato in alcun modo.

Antonio Marziale presidente dell'Osservatorio sui Diritti dei Minori, in Calabria capolista al Senato con “Io Amo l'Italia”, il movimento politico guidato dall'europarlamentare Magdi Cristiano Allam. DOMENICA

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La politica territoriale si contraddistingue spesso per finanziamenti a pioggia. Esiste, invece, un punto strategico o una vocazione della Locride da cui possano ripartire crescita economica e occupazionale nel breve periodo?

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Patrizia Pelle già candidata alle ultime elezioni alla presidenza della provincia di Reggio Calabria, è vice coordinatrice di Fli per la provincia di Reggio Calabria.

L’occupazione, prima di tutto

«Il mix unico di risorse della Locride rappresenta la crescita economica della zona e l'averlo ignorato e trascurato, da parte della politica “parolaia”, ha significato perpetrare un grave delitto» 1. La Locride gode di beni archeologici e storici, di risorse ambientali e paesaggistiche tra le più belle al mondo, a cui si lega un clima mediterraneo mite, i quali si uniscono ad una gastronomia locale molto apprezzata, legata a tradizioni storiche e di costume. Questo mix “Unico”di risorse non v'è dubbio che rappresenta la crescita economica della zona e l'averlo ignorato e trascurato, da parte della politica “parolaia”, ha significato perpetrare un grave delitto alla cultura ed alla economia, aggravato dalla poca importanza attribuita anche al dimenticato turismo - sanitario legato alla possibilità di utilizzare il particolare microclima di cui la zona “Brancaleone - Melito” gode per le terapie delle malattie reumatiche. 2. L'occupazione è la priorità assoluta per la dignità di ogni cit-

tadino, in conformità a quanto statuito dalla Costituzione. Segue la tutela alla salute, ma le strutture sanitarie della Locride non la garantiscono, favorendo una emigrazione emorragica sanitaria. Al terzo posto ritengo, nella nostra zona venga posta l'emergenza Giustizia, la quale è priva di mezzi e servizi adeguati, fornita da personale non sufficiente, ma volenteroso e ligio al proprio dovere e di una squadra di magistrati che esercitano con impegno le garanzie costituzionalmente sancite. In una società evoluta sicuramente non occuperebbero il quarto e quinto posto le infrastrutture e l'ambiente, che rappresentano il volano dello sviluppo di un territorio. 3. Un inganno agli elettori è la proposta di Berlusconi di voler restituire l'IMU pagata sulla prima casa, perché non esiste la copertura finanziaria. Sicuramente è possibile rimodularla, prevedendo maggiori detrazioni per le classi meno abbienti. Altro inganno sono tutte le promesse rosee da realizzare nell'immediato. Queste promesse si possono a breve termine anche realizzare, ma attuando immediatamente il taglio alla spesa pubblica, incominciando dai finanziamenti ai partiti, riducendo i parlamentari, livellando gli stipendi degli onorevoli. 4. Il non voto avvantaggia il partito più forte. Bisogna votare perché appartiene all'elettore con il potere di scelta , indirizzare la prossima legislatura. E soprattutto, se si è scontenti e delusi, bisogna far ritornare alla memoria la causa della delusione ed eliminarla, esprimendo il proprio voto, contribuendo così al cambiamento. Gli italiani ritengo non possano farsi illudere da facili promesse. Oggi più che mai non possiamo avere la memoria corta, perché si deve esprimere un voto responsabile.

Sanità, infrastrutture, giustizia, ambiente, occupazione. Da quale di queste emergenze, a dispetto del termine utilizzato, ormai ataviche, ripartire risolvendola per ridare dignità ad una popolazione quotidianamente offesa?

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Un punto del programma degli altri partiti che, secondo Lei, inganna gli elettori.

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Bisogna trovare volontà di riscatto «Non ho dubbi nell'affermare che si debba puntare su verità e speranza, perché ogni cittadino ha il diritto di essere informato e di credere in un' altra prospettiva possibilesolo così si potrà avere la spinta per andare avanti e progredire»

ritorio, dalla sua bellezza e dai prodotti della nostra terra. Dal rapporto armonioso tra mare e monti. In altri termini turismo e agricoltura devono essere i pilastri di una nuova progettualità sostenibile. 2. Sanità, infrastrutture, giustizia, ambiente, occupazione, sono tutte emergenze importanti da risolvere e di primario rilievo. Ma prima di tutto mi sento di dover dire che è quanto mai necessario, anzi fondamentale, ripartire dalla scuola pubblica, il primo passo attraverso il quale la dignità collettiva prende forma dal concetto di cittadinanza. E l'istituzione scolastica pubblica è la prima e più diretta “agenzia di socializzazione”, quella più accreditata per la formazione di un nuovo senso di cittadinanza, affievolito ultimamente e, senza il quale, breve il percorso che si potrà pensare di fare.

1. Credo che l'attenzione nei confronti del nostro territorio attraverso politiche di finanziamenti a pioggia ha denotato l'incapacità delle classi dirigenti degli ultimi vent'anni di rilanciare la Locride attraverso un progetto vero. Le partitocrazie hanno voluto perpetrare la logica della conservazione del consenso attraverso piccoli contentini sparsi in maniera disomogenea e, quindi, visto i risultati raggiunti, inefficaci. E la politica territoriale sfortunatamente, tranne qualche parentesi, ha accettato passivamente tali logiche. Senza volontà alcuna di riscatto, di far sentire la propria voce e chiarire i propri punti di vista. Nella Locride, al contrario, occorre ripartire dalla qualità paesaggistica del nostro ter-

3. Credo che tra tutto quello che si possa dire durante la campagna elettorale per convincere l'elettore a votare, la retorica degli sgravi fiscali e dei “condoni tombali” a destra e quella, propria del nuovo centro, dell'austerità, intesa come condizione essenziale per rimanere in Europa e a passo con le altre potenze europee e mondiali, siano quelle che meno possano risultare convincenti nel lungo periodo. 4. Per “convincere”, se così si può dire, gli incerti e quanti fino ad ora stanno affermando che non si recheranno alle urne per votare, io non ho dubbi nell'affermare che sia quanto mai necessario puntare su verità e speranza. Ogni cittadino penso abbia il diritto di essere informato e di credere in un'altra prospettiva possibile, solo così si potrà avere la spinta per andare avanti e progredire.

Rosario Rocca sindaco di Benestare eletto nel 2009, candidato con Nichi Vendola e la sua Sinistra e Libertà, spinto dalla volontà di avvicinare il partito al territorio.

Dai sondaggi emerge un'altissima percentuale tra incerti e quanti non si recheranno alle urne. Ha pensato a qualche strategia per riconquistare questa fetta di elettori?

Pietro Melia, giornalista Rai, candidato al Senato con “ Riformisti italianiStefania Craxi”.

Non se ne può più d’abusi e privilegi sce ad esprimere istituzioni e una deputazione in grado di pretendere e imporre rispetto.

«I Riformisti Italiani hanno un programma e una proposta. Di riforme tutti si riempiono la bocca. Ma nessuno ci ha mai messo mano sul serio. Riscrivere le "regole" è vitale per sbloccare il Paese e per il futuro dei nostri figli» 1. La vocazione turistica è fuor di dubbio. I chilometri di spiagge deserte dovrebbero far riflettere sulla miopia delle classi dirigenti dell'ultimo mezzo secolo. Ma la grande questione secolare delle dorsali risulta tuttora irrisolta. La BovalinoBagnara resta nel libro dei sogni. La Marina di GioiosaRosarnno si è trasformata nella "strada della morte". E se lo sviluppo turistico segna il passo, buona parte della responsabilità va anche attribuita alla "grande incompiuta": la strada statale 106, tranne alcuni pezzi ammodernati, non garantisce la mobilità. Se dunque si investe su questi elementi essenziali, forse il motore della crescita economica e, quindi, dell'occupazione potrebbe ripartire. Manifesto il mio scetticismo anche a causa dell'assenza della politica: la Locride non ha peso nei palazzi che contano e da anni non rieDOMENICA

2. Cinque settori essenziali per il rilancio della Locride. Ma se guardo alla Sanità, alle Infrastrutture, alla Giustizia, all'Ambiente e all'Occupazione ho l'impressione che la “svolta” da tutti auspicata sia lontana. Ma la preoccupazione maggiore è che a questo “immobilismo” non corrisponde una reazione o la voglia di cambiare da parte della cosiddetta società civile. Né vedo grande fermento nelle organizzazioni sociali e culturali e solo ogni tanto, un cenno della Chiesa. A riprendersi la dignità mortificata deve essere in primis chi la subisce. Altrimenti addio anche alle speranze! 3. Ma perché c'è un partito che fin qui ha presentato un suo programma? Se non c'è, non può contenere inganni. I Riformisti Italiani hanno un programma ed una proposta: una Assemblea Costituente per riformare sul serio la Carta dei diritti e dei doveri del popolo italiano. Di riforme tutti si riempiono la bocca. Ma nessuno ci ha mai messo mano sul serio. Riscrivere le "regole" è vitale per sbloccare il Paese e per il futuro dei nostri figli. 4. Sto girando in lungo e in largo la Calabria per spiegare le ragioni del mio impegno. Incontro perplessità e diffidenza. In molti non hanno difficoltà ad ammettere di essere disgustati dalla politica. Di non poterne più di privilegi ed abusi. Cerco di convincerli che chi, come me, intende la politica come servizio, che non ha bisogno della politica per vivere (non è demagogia!) che si batte per il bene comune, meriterebbe considerazione e fiducia. Tento insomma di trasmettere serenità e speranza. Dalla stretta di mano di tanti capisco che forse hanno compreso.

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la Riviera Registrazione Tribunale di Locri (RC) n. 1 del 19/06/1998 R.O.C. n°11602 del 02/11/98 Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana AmministratoreUnico Rosario Vladimir Condarcuri

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Direttore responsabile: PASQUINO CRUPI In redazione: ERCOLE MACRÌ, ELEONORA ARAGONA, DOMENICO MACRÌ, ILARIO AMMENDOLIA, MASSIMO PETRUNGARO, KATIA CANDIDO, NINO SIGILLI. Responsabile sport: ANTONIO TASSONE Art Director: PAOLA D’ORSA Impaginazione: EUGENIO FIMOGNARI

La colonna infame di Mimmo Gangemi Loqui e sproloqui di Filomena Cataldo Messagi nel tempo di Daniela Ferraro Le pillole di Eva COLLABORATORI Anna Laura Tringali, Mara Rechichi, Franco Crinò, Nicodemo Barillaro, Giuseppe Gangemi, Mimmo Romeo, Giuseppe Fiorenza, Franco Parrello, Franco Blefari,

NOTE E SCHERMAGLIE

RITORNA IL NEFASTO PASSATO CON LA GRECIA SEMPRE PIU’ VICINA ALFREDO MASSARA Ha annunciato che si ricandida per vincere lo sceicco del bunga bunga che nel 94 ha fondato Forza Italia firmando da Bruno Vespa il contratto con gli italiani promettendo un milione di posti di lavoro turlupinando il Popolo, poiché in realtà è avvenuto l’esatto contrario e oggi è sotto gli occhi di tutti. La disoccupazione è una emergenza sociale e chi è fortunato a trovare un lavoro è solo precario senza futuro e speranza. Tutti noi ricordiamo che nei lunghi anni del suo governo si facevano Leggi a personam per salvare i suoi innumerevoli processi con i vari Lodo-Cirielli-Schifani e Alfano, tutti bocciati dalla Consulta, poiché palesemente anti-costituzionali. Ricordiamo Ministri di quel Govermo proprietari di appartamenti al Centro di Roma a loro insaputa, e altri Ministri arroganti e prepotenti che,in una conferenza con i nostri giovani precari li offendeva giudicandoli “la peggiore Italia”. Ricordiamo il capo assoluto che, tre giorni prima delle dimissioni diceva che la crisi era solo propaganda dei comunisti poiché i ristoranti erano pieni, riferendosi sicuramente alle cene da 30.000 euro dei vari Fiorito Batman e non certo ai milioni di italiani che vanno a mangiare alla Caritas. Di certo le dimisssioni di Monti sono state una liberazione per milioni di italiani, tra cui anche per quelli che appartengono al Ceto Medio. E le conseguenze in quest’ultimo anno per l’inaudita pressione fiscale ci hanno portati ad essere tutti più poveri. Ricordiamo la Fornero dalle lacrime di coccodrillo che con la sua astuzia di professoressa ha dichiarato che: con i licenziamenti più facili si crea più occupazione(facendo ridere anche i polli) lasciando 300 mila esodati senza lavoro e senza una pensione, e però,purtroppo, anche a casa di costoro arrivano puntualmente le bollette e le tasse da pagare, comprese quelle comunali che negli ultimi anni sono più che raddoppiate, e se questi cittadini, esodati, disoccupati, cassaintegrati, pensionati al minimo, precari, non dovessero pagare perché hanno le tasche vuote, al Fisco famelico, risultano evasori fiscali, e quindi,a quel punto, senza neanche controllare il reddito interviene sulla facile preda L’Equitalia, magari con il fermo macchina e l’ipoteca sulla casa,calpestando palesemente l’art.53 della Costituzione il quale specifica chiaramente che le tasse sono informate a criteri di progressività. E adesso siamo in Campagna Elettorale dove tutti promettono: (e nessuno,poi, farà niente…)taglio alle tasse,riduzione dei parlamentari,abolizione delle Provincie,obolizione dell’IMU, ecc. ecc. e il paradosso è quello che questi politici che in questi giorni promettono a valanga sono gli stessi che ci stanno facendo pagare la stessa IMU anche per la prima casa senza chiedersi se in quella casa abita un disoccupato o un pensionato al minimo, oppure se si sta pagando un mutuo, e quindi, potrebbe trovarsi con la stessa casa ipotecata dalle banche. Ancora più assurda è la situazione di quegli anziani ospiti delle Case di Riposo,loro,secondo la

Legge, sarebbero obbligati a pagare l’IMU per la seconda casa. Altro che federalismo fiscale, questo è puro banditismo fiscale a danno della povera gente! E non parliamo poi della rendita catastale su cui si basa l’aliquota per il pagamento dell’IMU vorrei ricordare a questi professori della Bocconi che hanno portato al fallimento e alla povertà le famiglie italiane, che la rendita è un fatto virtuale e che,anzi, ha un costo reale per la normale manutenzione. Il 740 del Prof.Monti di un milione e 700.000 euro e del Ministro Passera con tre milioni di euro fa capire quanto sono lontani dal paese reale ed è veramente penoso seguire i dibbattiti in TV in cui si rinfacciano le responsabilità senza una vera proposta concreta per uscire fuori dalla crisi. Dovrebbero solo vergognarsi per non essere riusciti a mettersi d’accordo per cambiare la Legge Elettorale (Porcellum) la quale ci impedisce di scegliere i nostri rappresentanti al Parlamento. Soltanto il PD ed il SEL di Vendola, con le loro primarie e con la votazione dei cittadini sono riusciti ad indicare democraticamente sia il nome di un eventuale premier, sia gli eventuali candidati al Parlamento per i loro partiti. E se vogliamo parlare dello scandalo dei consiglieri di alcune Regioni che, alla voce dei rimborsi elettorali mettevano 600 euro di lecca lecca, 700 euro per cartucce (e non erano di sicuro per la stampante) e addirittura venivano pagate delle spese per cene e banchetti vari o nozze di familiari.Ricordo che il rimborso elettorale è stato istituito subito dopo il referendum per abrogare il finanziamento pubblico ai partiti nel 1993, praticamente hanno cambiato soltanto il titolo e ci hanno fregato lo stesso!Alla faccia del popolo sovrano sancito dalla Costituzione. E per quanto riguarda la Sanità, nonostante paghiamo tiket su medicinali,su visite mediche specialistiche, e pronto soccorso, anzicchè tagliare sugli sprechi e sugli stipendi milionari dei manager hanno tagliato sui posti-letto ed in più il cittadino povero per una acografia deve attendere dai tre ai sei mesi…se nel frattempo è sopravvissuto! Altra bella cosa, i trasporti. La Calabria è stata isolata dai treni a lunga percorrenza, mentre, la politica rappresentata dai nostri parlamentari calabresi è stata a guardare. Forse pensavano solo a non perdere la poltrona e il vitalizio d’oro. Concludendo,per chi mi legge voglio lanciare un appello per le prossime elezioni del 24 e 25 febb.con le quali si dovrà eleggere il nuovo Parlamento: Ponderate la scelta tra chi cambia spesso coalizione per non perdere il vitalizio (vedi Scilipoti) e ponderate anche il SEL di Vendola,che, come Governatore della Puglia ha dimostrato che ancora la buona politica può esistere. Se in Italia dovesse rivincere la destra Berlusconiana assieme alla Lega, oppure i professori della Bocconi e dei banchieri che hanno inventato il redditometro, “il POVERITOMETRO è già abbastanza diffuso, basta andare alla Caritas” e la Grecia sarebbe ancora più vicina.

Risponde il direttore

Anche nella Locride ci sono “Medici in prima linea” Caro Direttore, le pagine del tuo magazine ospitano spesso proteste e lamentele di utenti insoddisfatti del nostro sistema sanitario. Sono molti, infatti, i casi di “malasanità” registrati nel nostro territorio e parlarne male è un’esercitazione fin troppo facile. Permettimi, invece, in questa occasione, di parlarne bene e di farlo da “ospite” di una piccola E.R. della Locride (dall’acronimo di Emergency Room, la fortunata serie televisiva americana nota in Italia come “Medici in prima Linea”). Si tratta dell’UTIC (Unità Terapia Intensiva di Cardiologia,) dell’Ospedale di Locri, dove sono stato ricoverato qualche mese fa a causa di una grave patologia. La mia esperienza nel reparto (di cui è direttore il dottor Michele Musolino) vorrebbe essere una testimonianza mirata, da una parte, a valorizzare quanto c’è di buono nella principale

Tutti uguali... tutti uguali... aculatina, una paesana trentacinquenne, ci pensava da tempo, anche se temeva di contrariarlo, mentre magari una donna d’esperienza sarebbe stata più idonea a darle il consiglio giusto, ma non conosceva nessuna che garantisse di tenersi il fatto per sé. E così decise di confidars i col suo parroco alla fine della messa serale di un sabato pomeriggio . Avrebbe atteso in chiesa la fine della funzione per chiedergli poi d i darle ascolto. Così fece e al momento giusto gli andò incontro e «Do n Felici, avrei bisogno di parlare con voi di una cosa personale. Vi c hiedo scusa se si tratta di un problema che non è proprio religioso». «Dite, dite, senza farvi scrupoli». Maculatina, all’inizio con un misto di contrizione e pudore, poi man mano con sempre maggiore foga per come l’argomento le bruciava, si mise ad elencare le profferte di fidanzamento che aveva avuto. Per primo, qualche tempo fa, una persona bene stante, più grande di lei di dieci anni, che da quando cominciò a frequentare casa sua con una certa regolarità in ogni occasione, ma anche senza che ci fosse una particolare occasione,le faceva dei regali:fiori,

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piantine,bracciali, spille, e poi tante promesse: viaggi,una casa d i lusso, una vita agiata ... Quando lei cominciava a convincersi che fosse la persona giusta da sposare, lui prese a chiedere con insistenza della dote, dell’aranceto che i suoi avevano alla fiumara, del negozio sfitto nella piazza principale del paese, insomma di quanto avrebbe potuto realizzare dalla loro vendita, perché aveva due cause in tribuna le che richiedevano molto denaro: non era lei che gli interessava, ma la sua dote. Venne poi un altro, un impiegato di banca, molto distinto, un figurino un pò ingessato, che parlava così bene che tutti erano d’accordo con quello che lui sosteneva anche se poi, riparlandone tra di loro, si rendevano conto che, a fare come diceva lui, loro ci rimettevano tutti. Pure lui, quando si cominciò a parlare della dote, si trasformò in un mastino, tutto l’opposto di come si era presentato. Fu poi la volta di uno che lavorava nello studio di un commercialista. Con lui Maculatina volle affrontare subito il problema della dote per capire quali erano i suoi veri interessi. Pure lui sull’argomento si eccitava, faceva calcoli su calcoli e non la smetteva più. «Signor Parroco, io non ho sen-

tito nessuno parlare del matrimonio, nessuno che mi abbia dimostrato interesse e affetto, ma tutti pensavano alla dote, a quello su cui avrebbero messo le mani: tutti i’ stessi! parroco, tutti i’stessi! » Don Felici si grattò la fronte, quasi a mettere ordine a quanto aveva sentito e poi parlò con tono grave, molto partecipe; «Maculatina, capisco che non essere più una signorinella, vi rende esigente e vi preoccupa, ma non potete pensare di poter avere il vostro uomo ideale. Tutti noi dobbiamo anzitutto avere un’idea precisa di noi stessi, saperci valutare, perché le nostre scelte vanno fatte sulla base del nostro valore. Penso che quei tre signori, se non erano esattamente come li avreste voluti, non sono tutti gli stessi. Dovreste evitare di liquidarli in un giudizio indifferenziato e cercare di percepire, per il vostro stesso bene, quanto qualcuno, pur nei suoi limiti, vi offre una base sufficiente a poterci costruire un matrimonio. Non rinunciate a fare la vostra scelta, le persone non sono tutte uguali e tocca a voi individuare chi, oltre le sue proprie, è in grado di soddisfare anche le vostre aspettative. Buona fortuna, Maculatina!» Domenico Gallo

De Leo: Buccini venga a Monasterace a presentare il suo libro, trovera gente civile N on c’è bisogno di boicottare il libro di Buccini “L’Italia quaggiù”, perché basta leggere le pagine dedicate al sindaco di Monasterace per perdere la voglia di continuare, colti dallo stupore e dallo sconcerto nel constatare che un giornalista apprezzato, qual è l’autore, ne esce sfigurato per avere preso un abbaglio clamoroso, avendo fatto della vicenda Lanzetta, simile a quella di tanti altri sindaci della Calabria, una storia romanzata , infarci-

ta di banalità, sciocchezze e bugie. Siccome la Lanzetta non ha altre medaglie da appuntarsi sul petto di eroina dell’antimafia, ha raccontato all’ ingenuo giornalista la prodezza della cacciata dalle scrivanie dell’ufficio tecnico l’imprenditore “ in odore di mafia” , un onesto lavoratore incensurato, invitato dalla stessa responsabile dell’Ufficio tecnico a sedersi per compilare una fattura , al quale pochi mesi prima era stato affidato un pronto intervento di DOMENICA

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HANNO COLLABORATO Francesco Laddarina, Giuseppe Patamia, ,Bruno Gemelli, Carmelo Carabetta, Antonio Cormaci, Giulio Romeo, Sara Caccamo, Giuseppe Fiorenza, Daniele Mangiola.

COPERTINE Dal 2003 a cura di Paola D’Orsa

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struttura ospedaliera del nostro territorio e, dall’altra, a mettere al centro dell’attenzione alcuni aspetti importanti riguardanti la nostra organizzazione sanitaria e le nostre stesse possibilità di sopravvivenza. Sono finito in ospedale dopo quaranta giorni di esami, diagnosi e terapie inconcludenti. Ci sono arrivato con i minuti contati, consapevole della gravità della situazione e con molte riserve e grandi dubbi, però, sulla possibilità di “farcela”. Al momento del ricovero ci ha pensato, però, una bravissima infermiera a rassicurarmi: “…stia tranquillo, lei si trova nel reparto fiore all’occhiello dell’Ospedale di Locri…”. Dicono che alla fine mi sia andata bene (salvo complicazioni e scongiuri del caso!) e spero abbiano ragione! Comunque, l’impegnativo trattamento terapeutico a cui sono stato sottoposto durante la mia degenza non mi ha impedito di osservare l’andamen-

GLI INSERZIONISTI sono responsabili dei marchi e dei loghi pubblicitari nei loro spazi, l’Editore non risponde per eventuali dichiarazioni, violazioni di diritti, malintesi, ecc... Tutti i marchi riportati sono registrati dai legittimi proprietari. STAMPA: Master Printing S.r.l. - Modugno (BA) DIFFUSIONE S.P. servizi - Gioiosa J. ASSOCIATO- Unione Stampa Periodica Italiana, Croanache Italiane

to del reparto ed essere testimone dell’umanità, dell’efficienza e della professionalità degli operatori di questa piccola unità che quotidianamente restituisce la vita a molte persone affette da gravi problemi cardiaci. In genere si tratta di pazienti ricoverati in condizioni disperate e mi ha rincuorato veder trattata come una principessa una vecchia e “vivace” contadina di 86 anni, giunta in ospedale con delle patologie molto serie. Il tutto in condizioni di lavoro difficili perché, a parte il personale medico, l’intero reparto viene gestito da due soli infermieri per turno, inclusa una bravissima caposala tuttofare. Naturalmente, come in ogni fiction che si rispetti, il successo è dovuto soprattutto a un personaggio chiave che, nel nostro caso, presenta una certa omonimia con il dottore Doug Ross, impersonato da George Clooney nella prima serie di E. R. Si tratta del dottor Massimo Rossi, responsabile dell’UTIC, che dirige l’unità con professionalità, passione e umanità. Peccato, però, che per i pazienti con specifici problemi cardiaci (sempre gravi!) il reparto debba funzionare solo da “ponte salvavita”. Molti di

essi, infatti, dopo essere stati “tamponati”, devono essere trasferiti a Germaneto (CZ), in elicottero o ambulanza. Si tratta di un viaggio della speranza che si traduce, però, in rischi per i pazienti e alti costi per la stessa azienda sanitaria. Pare che, calcolando il rapporto costo/benefici, sarebbe più vantaggioso dotare il reparto (che ha le strutture necessarie ed è pure dotato di elisoccorso) con un presidio di emodinamica, invece di trasferire i pazienti in altra struttura ospedaliera. In conclusione, permettimi di suggerire che sia interesse di ogni cittadino della Locride esercitare una qualsiasi forma di pressione per far sì che tale presidio venga attivato al più presto! Grazie per l’attenzione e cordiali saluti. Lettera firmata E chi mai ha negato che ci sono ottimi medici anche nell’ospedale di Locri? La nostra denunzia è di tipo diverso. Riguarda la classe dominante che si interessa della materialità dell’ospedale e degli ospedali: carriere, promozioni per endovenosa, lenzuola, bisturi…

IN RISPOSTA ALL’ ARTICOLO DI ILARIO AMMENDOLIA

Polvere di stelle : la risposta della famiglia di Cosimo In seguito ad un articolo pubblicato sulla Riviera, ho ricevuto dalla famiglia di Cosimo Tassone la seguente lettera: “In un mondo dove tutti siamo pronti a giudicare in base a quello che vediamo senza accorgerci che siamo ciechi, è bello trovare qualcuno che sa guardare, osservare e vedere la vera realtà. Grazie sindaco, grazie perché nella nostra angoscia e disperazione più profonda che stiamo vivendo per papà scomparso, ci hai fatto piangere ancora di più, ma ci hai anche dato gioia perché hai saputo guardare la vera realtà. Grazie ancora Sindaco perché con le tue parole hai firmato un certificato per papà. Sì…hai firmato un certificato in terra e anche in cielo….che Dio ti benedica grandemente! Sono angosciato ma così penso che papà sia più vivo di quando era in vita (ma ero più contento prima). Perdonami Sindaco ma voglio rendere pubblico tutto questo, per far sapere ai cittadini

di Caulonia che in te non vive solo un politico, un professore o un cittadino qualunque ma c’è di più…c’è un animo nobile, un cuore amorevole, puro e un occhio vedente, che sa guardare le vera realtà. Sei un grande esempio per tutti noi. Grazie di cuore Sindaco! Grazie!!! Che Dio ti benedica”. La famiglia Tassone è stata troppo buona nei miei confronti e, per generosità ha commesso un errore: spesso, molto spes-

40.000,00 (quarantamila). Buccini individua, da “acuto investigatore”, nei signori del paese i mandanti dell’incendio della farmacia “ magari per convincerla a lasciare perdere l’idea di presentarsi alle nuove elezioni”, dimenticando che poco prima ha scritto che il 15 maggio aveva rivinto le amministrative. Imbroglia il lettore ignaro quando non fa risultare sul lenzuolo parlante la scritta “ sindaco ridacci la piazza”per travisarne completamente il significato, in modo da farla apparire come un’intimidazione al sindaco di non sparlare di noi. L’indignazione dell’autore dell’iniziativa del lenzuolo ci trova pienamente solidali, perché l’interpretazione che Buccini ha dato offende la dignità e l’onore dell’intera cittadinanza di Monasterace, che si tutelerà in sede legale. L’autore è in mala fede perché sa bene che l’iniziativa era scaturita dall’assurda decisione del sinda-

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so, sono stato un cieco. Non ho colto nella sua immensità tutta la ricchezza che vive intorno a noi. Questa lettera né è la prova! Mille incarichi non mi avrebbero dato quello che queste semplici parole scritte a mano su un foglio di carta, sono riusciti a darmi. La commozione innanzitutto, e poi la certezza che la semina non è mai inutile. Qualcosa andrà perduto ma i chicchi germoglierannodiventando spighe di solidarietà e di generosità! Ero un bambino quando ho imparato che “Dio” abita ovunque ma predilige quelli che in apparenza sembrano gli ultimi. Da allora ho commesso una montagna di errori, ho attraversato momenti bui, ma questa flebile fiammella è rimasta sempre accesa nel mio animo. Le persone come Cosimo sono state l’olio per tenere accesa questa luce. Nei frequenti momenti di smarrimento sono stati la stella polare affinché la vita non si trasformasse in un

co di demolire l’unica piazza, restaurata da pochi anni, nel 2005, dalla precedente amministrazione, una meravigliosa terrazza sul mare, di cui gli era stata fornita dal sottoscritto anche la documentazione fotografica quando su sua richiesta ci siamo incontrati, a giugno 2012. In quella occasione ha voluto conoscere la mia opinione sulle vicende del Paese, sicchè ho avuto modo di sostenere con forza che Monasterace non merita di essere menzionato come il comune dove il sindaco vive sotto assedio della mafia contro cui sarebbe costretta a combattere ogni giorno. Gli ho chiarito che lo scioglimento per infiltrazioni mafiose del Consiglio comunale nel 2003 era stato annullato dal TAR con una motivazione insuperabile che per noi e per tutti deve fare testo, ma mi accorgo che ancora insiste sullo scioglimento come se la decisione del Tribunale per lui non

vagare incerto verso la morte. Una semplice statua al contadino che ho voluto sulla piazza della Pace di Caulonia compendia il pensiero di una antica scuola di cui sono stato discepolo men che mediocre. Quel contadino porta il nome di Cosimo, di Giovambattista, di Marietta, Nuzza, Aiwua, e di mille creature fragili che vivono accanto a noi e danzano, come pulviscolo atmosferico, in immensi spazi dove il nostro sguardo fatica ad arrivare. Una statua dal viso rugoso, dallo sguardo dubbioso e pur certo, delle mani deformi, con gli abiti strappati. È un contadino, un operaio, un ammalato, un emarginato, un bracciante, un soldato mandato a combattere contro la sua volontà. Era uno di noi, come lo è stato Cosimo, come lo è la sua famiglia che ringrazio per aver portato in superficie le immense ricchezze che il nostro popolo custodisce. Ilario Ammendolia

avesse alcun valore. Gli ho fornito un’ampia documentazione sulla cattiva gestione del sindaco Lanzetta, per dimostrare che l’indignazione dei cittadini nasce dai guasti provocati al Paese, che è stato dotato in passato di servizi e di infrastrutture di primordine, ma che ora trovasi in uno stato di estremo degrado a causa delle sue scelte sbagliate, frutto di improvvisazione, pressappochismo, incompetenza e scarsa cura dell’interesse pubblico. Invitiamo l’autore del libro a venire a Monasterace per partecipare ad un pubblico dibattito dove avrà modo di conoscere il vero volto del paese, una comunità civile, democratica e libera che ha grande voglia di reagire alle umiliazioni e alle mortificazioni subite a seguito delle note tristi vicende. Cesare De Leo

Ricorrenza del IV Centenario della nascita di Mattia Preti Il 14 marzo 2013 ricorrerà il quarto centenario della nascita del grande pittore seicentesco Mattia Preti , a tutti noto come il “Cavalier calabrese “, titolo pienamente legittimo poiché effettivamente ricevuto, per meriti eminenti , in qualità di Cavaliere di Onore e Devozione nell’Ordine Gerosolimitano dei Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme , detto di Rodi , detto di Malta. Il Comune di Taverna (CZ) diede i natali all’illustre Maestro nell’anno 1613 . Terzogenito di Cesare e Innocenza Schipani , fu affidato alle cure di un precettore in grado di fornirgli una buona educazione ,nella persona del sacerdote Marcello Anania , finchè , nel 1630 ,all’età di 17 anni , si trasferì a Roma ospite del fratello Gregorio, anch’egli pittore, dove ebbe modo di avvicinarsi alla pittura del Caravaggio. Furono quelli gli anni della sua formazione, cui seguirono quelli della piena maturità artistica. Viaggiò molto,sia in Italia ( Bologna,Venezia, Genova, Napoli ), che all’estero (Spagna ,Fiandre, Malta).Nel 1661 si trasferì a Malta ove su incarico del Gran Maestro pro tempore dell’Ordine dei Cavalieri di Malta, Niccolò Cottoner, gli fu affidata la decorazione della Cattedrale di San Giovanni a La Valletta (opera semplicemente splendida)e quella di numerose altre chiese sparse sull’isola. Ivi vi rimase fino al 1699, anno della sua morte. Non è facile descrivere in poche righe l’operato di Mattia Preti. Egli fu artista particolarmente dotato di stile assai personale e vigoroso. Preferì un tipo di pittura “tenebrosa” ed uno studio della prospettiva dal basso in alto, caratterizzata potremmo dire da un gioco di luci e di ombre, tecnica questa che è riscontrabile ad esempio nel Battesimo di Sant’Agostino , in quella drammaticità realizzata grazie al ricorso ad improvvisi lampi di luce che squarciano le tenebre. Il comune denominatore dei capolavori del Preti è la “ sacralità “ dei dipinti , riscontrabile in tutti i suoi lavori, opere di straordinaria bellezza sparse e ammirate sia in Italia (San Giovanni Battista, olio su tela del 1656 circa, esposta presso la Galleria Nazionale di Capodimonte , in Napoli ; Fuga di Enea da Troia, olio su tela del 1630 circa,esposta nella Galleria Nazionale di Arte Antica, di Palazzo Barberini a Roma; Sacrificio di Isacco,olio su tela del 1650 circa,esposto nella Pinacoteca Nazionale di Bologna ; Ritorno del figliol prodigo,olio su tela del 1656 circa,esposto presso la Pinacoteca Civica di Reggio Calabria ; Madonna col Bambino adorata dai Santi Francesco di Paola e Gaetano da Thiene detta Madonna di Loreto, olio su tela del 1679 circa, custodita presso la Chiesa di S. Barbara in Taverna-CZ-, che all’estero ( Chiamata di San Matteo , olio su tela del 1630-1640 esposto al Kunsthistorisches Museum di Vienna ; Adorazione dei pastori,olio su tela del 1655 circa , esposto al Muzeum Narodowe di Varsavia; Cristo in gloria,olio su tela del 1660 circa, esposto al Museo del Prado di Madrid ; Morte di Cleopatra,olio su tela del 1680-1685, esposta al WallrafRichartz Museum di Colonia, in Germania ; Tomiri immerge la testa di Ciro in un otre di sangue, olio su tela del 1644 circa, custodito al Museo Louvre a Parigi; gli affreschi nella Cattedrale di San Giovanni a La Valletta, …) . Oltre alle tante iniziative promosse per l’occasione ( tra le quali quelle dei Musei Vaticani, del Louvre, della Pinacoteca di Brera,) va segnalata anche e sopratutto quella del Comune di Taverna(CZ), che ricorderà l’evento non solo con una mostra internazionale nata dalla collaborazione del Museo Civico del piccolo centro presilano con il Museo Nazionale di Belle Arti di Heritage (Malta) e che sarà inaugurata in quella città dom. 24 febbraio p.v., ma anche con un pregevole annullo postale: un francobollo autoadesivo dal valore di 70 centesimi di euro che include un autoritratto del Preti e che raffigura “La Predica di San Giovanni Battista” ,opera conservata nella Chiesa Monumentale tavernese di San Domenico. Un doveroso omaggio dunque ad un genio della pittura ,fiore all’occhiello della cultura e dell’arte calabrese nel mondo ,ancorchè stimato cavaliere dalla bianca croce ottagona. dott. Giuseppe Pelle

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Serie B Tedesco a RNP: "Reggina, ti seguo con affetto. L'esperienza serve... La coda amara non ha sporcato una sincera storia d’amore. Giacomo Tedesco ricorda la Reggina con affetto, e sogna il ritorno al ‘Granillo’ la prossima stagione, con la maglia del Trapani. La formazione siciliana è in lotta con il Lecce per il primato: “Siamo secondi a un punto dai salentini, ci sarà da battagliare sino all’ultima giornata. Non bisogna dimenticare il Carpi che si è mosso bene sul mercato, acquistando Melara e Viola dalla Reggina. Noi vogliamo a tutti i costi la promozione diretta, sappiamo bene che i play-off sono una lotteria impazzita”. Classe 76’, Tedesco ha il contratto in scadenza il prossimo giugno, la voglia è quella di continuare nonostante un impiego a

singhiozzo: “Nella passata stagione giocavo con maggiore continuità, quest’anno invece spesso subentro a gara iniziata. Rispetto le scelte dell’allenatore, se riusciamo nel grande salto voglio continuare per un’altra stagione con la maglia del Trapani”. Sarno era vicino al trasferimento al Trapani, Tedesco conferma l’esistenza della trattativa con seguente fumata nera: “So che la società lo ha cercato, poi il trasferimento non si è concretizzato. Non ho sentito Sarno quindi non so se ci sia stato un rifiuto o meno, in ogni caso capisco la sua voglia di rimanere in serie B”. La Reggina naviga in acque difficili, l’esperto centrocampista siciliano segue con affetto le sorti della squadra amaranto:

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“Guardo sempre le partite della Reggina, con il Verona ha disputato un’ottima gara. Credo che la squadra possa dimenticare le difficoltà della prima parte di stagione e conquistare la salvezza”. Colucci, Di Michele e Antonazzo come i Tedesco, Puggioni e Bonazzoli di qualche stagione fa, esperienza al servizio di un gruppo giovane: “Vero, probabilmente il presidente Foti ha capito che serviva una mano ai giovani. Con Atzori toccava a noi questo compito, eravamo in 4-5 ad aiutare un gruppo promettente ma con poca esperienza. Il giusto mix potrà aiutare mister Dionigi a risalire la classifica, lo auguro di cuore a tutti i tifosi amaranto”.

SPORT SIDERNO / Oggi gara interna contro la squadra della città calabrese conosciuta per il suo Carnevale

CALCIO DILETTANTI

Scherzo al “Castrovillari”? Il Siderno ritorna in casa dopo la sconfitta contro la capolista Nuova Gioiese. I bianco-azzurri, domenica scorsa, pur privi di ben 7 titolari ( gli squalificati Luciano, Sgambelluri, De Leo, gli infortunati Fuda, Figliomeni, Errigo ed Afflitto) erano riusciti a portarsi in vantaggio con una punizione di capitan Carabetta, poi, nella ripresa in soli 4 minuti , il micidiale uno-due del rumeno Pascu che ha chiuso ogni velleità di vittoria alla squadra di mister Telli. Una stagione che, nonostante le tante traversie, sta mettendo in evidenza molti giovani che stanno onorando al meglio le loro apparizioni in prima squadra. Ed è questo un dato confortante che potrebbe costituire una “solida base” di ripartenza per tutto il movimento calcistico cittadino alle prese attualmente con tantissime difficoltà sia di natura economica che di natura logistica. Oggi al “Filippo Raciti” arriverà il Castrovillari reduce dalla vittoria ottenuta domenica scorsa contro la Silana. Ottima la prestazione di Opoku e compagni bravi a creare spazio per la bagarre salvezza. Una partita delicatissima per il Siderno che ritornerà a giocare al Comunale dopo l'amaro epilogo della sfida contro il Bocale che, lo ricordiamo, il Siderno stava conducendo per 3-1 e che poi alla fine ha registrato un rocambolesco 3-4 in favore della squadra di Logatto.Anche contro la capolista

CLASSIFICA 26 N.GIOIESE 4 7 CATONA BOCALE RENDE 40 25 ROCCELLA 38 CASTROVILLARI 2 4 GUARDAVALLE 3 7 SAN LUCIDO 2 0 SILANA 17 ACRI 33 SOVERATO 3 2 BRANCALEONE 8 PAOLANA 30 SIDERNO 7 SERSALE 28 ISOLA C.R. 27

SESTA GIORNATA DI RITORNO ACRI - ISOLA CAPO RIZZUTO RENDE - CATONA ROCCELLA - GUARDAVALLE SAN LUCIDO - PAOLANA SERSALE - BOCALE SIDERNO - CASTROVILLARI SILANA - BRANCALEONE SOVERATO - N. GIOIESE

N.Gioiese, la squadra ha dimostrato di essere ancora “viva”, che ha voglia di lottare e siamo sicuri che fino a quando la matematica non gli darà torto, Carabetta e compagni cercheranno con ogni mezzo di sfidare le avversità ,lottando su ogni pallone alla ricerca disperata di una vittoria scaccia crisi.Oggi saranno ancora assenti Luciano e Sgambelluri, che sconteranno l'ultima giornata di squalifica , toccherà allora al rientrante Enzo De Leo a Bove ed a Cosimo Figliomeni cercare di scardinare la difesa avversaria. A centrocampo dovrebbero agire sia Luigi Telli (autore di una bella prova a Gioia Tauro) che Clasadonte ( acquisto azzeccato ed ottimo calciatore soprattutto perché dotato di grande temperamento) mentre in difesa ci sarà spazio per il capitan Carabetta, Crupi, Gerasolo, Iannitti ed uno a scelta tra Errigo e Versaci. In

porta Telli ha il dubbio tra Macrì e Marra. Francesco Macrì non sembra in grande forma in questo periodo, a Gioia Tauro ha commesso qualche grave ingenuità costata cara.Da uno come lui è lecito attendersi molto di più. I suoi errori sul secondo e terzo gol sono apparsi come il risultato di una certa superficialità che un portiere della sua esperienza non dovrebbe avere. Marra, dal canto suo, è un portiere molto giovane e promettente. Vedremo cosa deciderà il mister Telli che è il “condottiere” di una compagine che ancora avrà tante cose da dire in questo campionato. L'obiettivo per oggi è fare lo “scherzo di Carnevale” al Castrovillari . Riusciranno i nostri eroi ? Lo vedremo. Arbitrerà la gara l’arbitro Molinaro di Lamezia, con assistenti Cortese e Tino di Vibo Valentia l.r.

Variazioni di calendario nel week-end delle politiche Si comunica che, per la concomitaza con le elezioni politiche in programma il 24 e 25 febbraio p.v., per motivi di ordine pubblico, gli incontri programmati per domenica 24 febbraio 2013, ore 15.00 dei campionati di Eccellenza (8^ di ritorno), Promozione (8^ di ritorno), Prima Categoria (6^ di ritorno), vengono anticipati a sabato 23 febbraio 2013 (ore 15.00).

ROCCELLA/ gara casalinga contro il temibile Guardavalle

Il Roccella non si vuole fermare più Continua il “momento magico” del Roccella che dopo l'arrivo di mister Ferraro sembra non conoscere ostacoli. Sono ben 10 i risultati utili consecutivi per gli amaranto del presidente Licandro che, oltre alla vittoria regionale della Coppa Italia, stanno procedendo a ritmo spedito e che oggi pomeriggio riceveranno al Comunale di Viale degli Ulivi, il temibile Guardavalle di Gesualdo Calabrese. In palio ci sarà il terzo posto, pure il secondo se vogliamo, e dove gli “ingredienti” per assistere ad un gran bel match non mancheranno di sicuro. A renderla ancora più accattivante è stato 34enne capitano del Guardavalle, Alessandro Riitano, il vero leader della squadra giallorossa

assieme a Romeo e Parrotta. “Contro il Rende, domenica scorsaha dichiarato Riitano- ci

serviva una svolta”. “Dopo il bel girone d'andata, abbiamo avuto un calo psicologico. Dalla sconfitta

nella partita contro la Gioiese, abbiamo avuto una flessione, e dalle vacanze le difficoltà sono continuate, anche per il il richiamo di preparazione. Il momento buio in una stagione c'è sempre. Poi venivamo da una striscia di risultati utili consecutivi, che se non sbaglio erano 13 o 14 partite. Sapevamo comunque che una prima difficoltà ci poteva stare.” La partita con il Roccella,per noi, sarà molto difficile anche perché loro, dopo la Coppa Italia, stanno attraversando un momento di forma strepitoso. Ma Riitano sembra deciso ed ai microfoni di stadio radio non nasconde i suoi obiettivi: “Puntiamo al secondo posto. 10 punti da prendere alla capolista sono tanti soprattutto perché il DOMENICA

loro periodo negativo l'hanno già superato. Noi, dal canto nostro, cercheremo di far più punti possibili. Ancora non ho fatto gol lontano dallo stadio di casa? Sarebbe bello farlo oggi a Roccella, ancor più bello se dovessero arrivare i tre punti. La partita di oggi sarà diretta dal signor Paolo Massimo di Perugia, gli assistenti saranno Olivadoti di Lamezia ed Esposito di Catanzaro. Intanto, il Roccella si prepara alle due gare di spareggio contro la Tiger Brolo che, salvo sorprese dell’ultima ora, dovrebbero disputarsi il prossimo 20 e 27 febbraio con la gara di ritorno che si giocherà al Comunale di Viale degli Ulivi. Un piccolo, ma pur sempre importante vantaggio da non trascurare. A.t.

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Il Marina di Gioiosa all’ esame San Calogero C

CLASSIFICA 48 GALLICESE 4 5 M.GIOIOSA 37 PALMESE 35 REGGIOMED. 3 5 GIOIOSA J. 33 BIANCO 29 GIMIGLIANO 29 DAVOLI 26 TAURIANOVA

on l'ennesima super prestazione il Marina di Gioiosa di Gianni Scigliano ha battuto domenica la Palmese al comunale Lombardo diventando la terza forza del campionato. I giallorossi hanno disputato una gara perfetta sciupando tantissimo sotto rete ma riuscendo grazie alle reti dei fratelli Carbone ad ottenere una vittoria importante contro una delle formazioni più blasonate del campionato. L'allenatore Gianni Scigliano è soddisfatto dopo l'ennesima impresa dei suoi ragazzi : "E' stata una partita perfetta in cui non abbiamo sbagliato quasi nulla. L'approccio alla gara è stato perfetto abbiamo messo subito in difficoltà i nostri avversari con la nostra velocità e soprattutto con il bel gioco che ancora una volta conferma come questi ragazzi abbiano voluto a tutti i costi la vittoria. Quella di domenica è stata la vittoria del gruppo di una squadra che si sacrifica e che suda la maglia fino in fondo riuscendo a dominare il campo per 80 minuti divertendo il nostro pubblico . Gli applausi al novantesimo testimoniano come i nostri tifosi abbiano voluto tributare un giusto riconoscimento a i miei giocatori che sono stati

VILLESE 23 RIZZICONI 23 BOVALINESE 2 3 POLISTENA 22 MONTEPAONE1 9 S. CALOGERO 1 5 REAL CZ 3

VENTUNESIMO TURNO BIANCO - GIMIGLIANO IERI REAL CZ - BOVALINESE IERI REGGIOMED. - MONTEPAONE IERI GIOIOSA J. - GALLICESE PALMESE - POLISTENA RIZZICONI - SPORTING DAVOLI SAN CALOGERO - M. GIOIOSA V.VILLESE - TAURIANOVESE

Verso il torneo delle Regioni: il Presidente Mirarchi "il nostro girone difficile ma non proibitivo" L’appuntamento con il Torneo delle regioni con la 52° edizione che si terrà in Sardegna si avvicina ed il Comitato Regionale Calabria prosegue senza sosta i raduni che di settimana in settimana si svolgono in ogni provincia. Il Presidente Saverio Mirarchi non nasconde le ambizioni per questa stagione “Siamo ormai entrati nel vivo di quella che sarà una edizione particolarmente impegnativa, sia dal punto di vista tecnico che organizzativo, del Torneo delle Regioni. Il girone, che ci vedrà impegnati con Lazio, Piemonte, Liguria e Molise, è difficile ma non proibitivo per cui i nostri ragazzi dovranno affrontare gli incontri con la convinzione di non essere inferiori a nessuno e pronti a dimostrare tutto il loro valore. “Insomma la Calabria vorrà lasciare il segno, ma a che punto sono le selezioni e gli organici delle Rappresentative? “Le squadre si stanno preparando con il massimo impegno e le nostre società, consapevoli dell’opportunità che viene data ai loro calciatori, stanno rispondendo alle convocazioni diramate dai nostri tecnici che con scrupolo e com-

petenza hanno monitorato l’intera Regione alla ricerca dei nostri migliori talenti”. Si spera nel risultato, ma l’obiettivo principale è dare visibilità ai nostri giovani? “L’augurio, ovviamente, è che si possa ottenere un prestigioso risultato ma anche che questa esperienza possa servire, perché qualcuno dei nostri giovani possa trovare la strada giusta per intraprendere la carriera di calciatore professionista.” Nel frattempo Juniore, Allievi e Giovanissimi saranno ancora sotto esame in questa settimana. l.r.

encomiabili fino al novantacinquesimo. A tratti siamo stati devastanti sciupando tantissimo sotto rete infatti potevamo vincere con un risultato più ampio. Stiamo dando continuità ai nostri risultati vorrei ringraziare tutto lo staff tecnico che lavora durante la settimana con me soprattutto il nostro preparatore atletico Lillino Gennaro che sta svolgendo un lavoro eccezionale se i ragazzi riescono ad avere un rendimento costante correndo per novanta minuto il merito anche suo. Domenica dopo il secondo gol abbiamo abbassato un po' i ritmi ed abbiamo commesso qualche errore permettendo alla Palmese di segnare su calcio di rigore ma fino alla fine a denti stretti siamo riusciti a tenere bene il campo portando in porto questa importante vittoria che premia ampiamente la mia squadra per il modo determinato con cui ha giocato questa difficile sfida.. Obiettivi? Non ci nascondiamo, la squadra e` stata costruita per un campionato tranquillo ma adesso centrare i playoff è possibile dobbiamo lavorare per stare lassù fino alla fine . Il campionato è ancora molto lungo ma siamo sereni di poter continuare a fare bene . Abbiamo

superato brillantemente questo trittico di gare difficili dal derby contro il Gioiosa alla trasferta contro il Reggio Mediterraneo e domenica contro la Palmese questa la dice lunga sul rendimento di questa squadra che sono convinto riuscirà fino alla fine del torneo a togliersi delle belle soddisfazioni”. Il presidente Vincenzo Tavernese insieme al dirigente Vincenzo Agrippo sono soddisfatti : “ Stiamo facendo molto bene una squadra la nostra che merita la terza posizione in classifica ma fino alla fine del campionato punteremo al secondo posto un complimento particolare oltre che a tutto il gruppo e allo staff tecnico lo facciamo ai nostri under che si stanno esprimendo con autorità e a grandi livelli Stefano Femia, Francensco Aquino e Matteo Scattarreggia su di loro punteremo anche in chiave futuro perché insieme a loro vogliamo costruire un grande Marina di Gioiosa ”. San Calogero- Marina di Gioiosa sarà diretta dal signor Saccà di Reggio Calabria, assistenti saranno Fazzalari di Taurianova e Gatto di Reggio Calabria. NICODEMO BARILLARO

Gallicese, a Gioiosa prova di maturità Sabato pomeriggio non è stato il solito sabato calcistico per la Gallicese del duo GattoCartisano, che si è ritrovata ad attendere inutilmente l'arrivo del Real Catanzaro al Lo Presti. Già perchè gli avversari, attesi a lungo anche dal direttore di gara, hanno deciso di non presentarsi e regalare così i tre punti a tavolino alla compagine biancorossa. La decisione del Giudice Sportivo non è ancora arrivata, ma è solo questione di ore. La Gallicese intanto ringrazia e si gode questa vittoria ottenuta forse in maniera 'facile', ma estremamente fondamentale per la classifica. A sole dieci partite dal termine del campionato, Penna e compagni sanno bene che risulterà prezioso ottenere il massimo contro qualsiasi avversario. Non sarà facile certo, soprattutto quando si incontreranno quelle compagini che lottano per non retrocedere, ma la Gallicese vista in campo negli ultimi mesi sta dimostrando di aver tutte le carte giuste per non perdere di vista e centrare il grande obiettivo. Sono tre i punti che allontanano i biancorossi dalla vetta, al momento in mano alla Taurianovese.

Adesso bisognerà dunque mantenere questa posizione in classifica e sperare in un passo falso della compagine di Taurianova. In vista di questo, i ragazzi di mister Casciano stanno già preparando la difficilissima trasferta che li vedrà domenica pomeriggio contro il Gioiosa Jonica. All'andata i biancorossi non ebbero alcuna difficoltà nel conquistare bottino pieno, grazie ad una splendida doppietta del bomber Fontana e una rete di Libri. Ma attenzione a non sottovalutare i ragazzi di mister Silvano, che punteranno quasi certamente sul fattore campo per mettere in difficoltà i biancorossi e far propria la gara. Non resta dunque che aspettare qualche giorno per assistere a questa gara entusiasmante, e capire quale delle due compagini riuscirà ad aver la meglio sull'altra. Gioiosa J. -Gallicese sarà diretta dal signor De Napoli di Cosenza, assistenti De Napoli sempre di Cosenza e Vommaro di Paola. Daniela Marino-reggionelpallone.it

Bovalinese: la Società fa un appello ai propri sostenitori iceviamo e pubblichiamo: La Dirigenza del’A.S.D. Bovalinese si rivolge ai propri tifosi, alla cittadinanza, alle associazioni, alle istituzioni, agli operatori commerciali per richiedere il loro aiuto al fine di consentire una dignitosa conclusione della presente stagione agonistica e la prosecuzione dell’attività sportiva calcistica nel paese. In particolare, si auspica l’adesione personale al progetto dell’azionariato popolare intrapreso nella scorsa stagione, con la valorizzazione dei tanti giovani del territorio ed il graduale abbassamento del budget richiesto per sostenere i costi della partecipazione ai campionati della prima squadra e delle giovanili. In mancanza di disponibilità personale ad un’attiva partecipazione societaria, si chiede che con un piccolo contributo economico si permetta la prosecuzione di uno sport che nel passato ha dato grande lustro alla nostra cittadina e che nel 2011 ha visto la celebrazione del centenario, culminata con l’onorificenza concessa lo scorso anno a Roma dalla F.I.G.C. alla Bovalinese, una delle più antiche società calcistiche della Calabria. Nei prossimi giorni, il presente comunicato, oltre alla normale diffusione a mezzo stampa ed internet, verrà consegnato alle varie realtà istituzionali, politiche, associative e culturali presenti nel territorio, al fine di sensibilizzarne l’intervento. Un particolare appello, infine, si rivolge ai tanti bovalinesi, agli ex giocatori ed ai tifosi che seguono le vicende della squadra amaranto anche da lontano, e che potranno anch’essi sostenere, con il proprio aiuto, gli sforzi della dirigenza. La Dirigenza

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La moralità del Sud. I conti sulla moralità del Nord e sulla moralità del Sud: facciamoli da buoni amici, per meglio conoscerci e apprezzarci e nella speranza anche di poterci reciprocamente correggere e aiutare nella trasformazione. Parlando di differenze morali tra le parti di uno stesso stato nelle grandi linee ci si dovrebbe limitare a una differenza quantitativa e non qualitativa; si dovrebbe assodare, che ci sono un maggior numero di persone oneste al Nord e di birbanti al Sud, ma non che, secondo la differenza da Montesquieu riscontrate al di là o al di qua dei Pirenei, gli onesti e i birbanti siano di una qualità diversa se osservati in Sicilia o in Lombardia […]. Oggi non potendosi seriamente parlare di vera inferiorità di razza per gli abitanti del Mezzogiorno e delle isole, con abilità da giuocatori di bussolotti si abbandonano le teorie sostenute ieri e si sostiene, che vi sia arresto di sviluppo; ma la verità è che si tratta di mutamenti più o meno lenti, che si possono ricondurre alla reversione. La quale non esclude il successivo miglioramento, ma rende fatale la inferiorità constatabile in un dato momento e infonde una fede attuosa in coloro che non si sentono condannati perpetuamente allo analfabetismo e all’altissima criminalità. Infatti nella politica oggi si ammira nel settentrione maggiore correttezza nelle lotte elettorali, caratteri più netti e decisi; prevalenza di programmi e non di uomini e di camarille; maggiore indipendenza dal governo, una certa fierezza ed amore sincero per la libertà. Però non sono preistorici i tempi nei quali le parti erano invertite. Vissero nel Mezzogiorno i Poerio, gli Spaventa, i Natoli, i Settembrini, i Conforti, i Pisanelli, gl’Imbriani, i Savarese, i De Sanctis, gli Zuppetta, uomini dalla moralità rigida e dal colore politico netto e spiccato. Proprio in quei tempi nel Mezzogiorno e in Sicilia si combatterono le più belle lotte elettorali in nome dei principi liberali ed era la deputazione di quelle regioni, che forniva il maggiore e migliore contingente alla Sinistra, che quei principi incarnava. Il fatto era tanto noto che allora vedi come mutano i criteri dei savi... settentrionali! - esso si dava come un segno d’inferiorità del Mezzogiorno e della Sicilia... Suscitò l’ammirazione di quanti amano la libertà, la protesta generosa di Milano, che elesse Barbato. Ma solo la labilità fenomenale di memoria degli italiani ha potuto far dimenticare che Filippo De Boni per tanti anni rappresentò il collegio di Tricarico e Alberto Mario venne eletto a Noto; ed entrambi erano settentrionali, che per quei tempi non passavano per rivoluzionari più tiepidi di Barbato. Ma la lotta di Milano può paragonarsi per la sua importanza storica e politica a quella di Messina, che elesse ripetutamente Giuseppe Mazzini, e can-

Se il responso delle urne è stato adulterato, nel Mezzogiorno e in Sicilia il fenomeno si è verificato, in prevalenza, per le pressioni governative, e nel settentrione per la corruzione.

Napoleone Colajanni

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Settentrionali e Meridionali Nella storia meravigliosamente turpe degli scandali italiani Banche innanzitutto pullulano i minuscoli ladruncoli nel Mezzogiorno e nelle isole; troneggiano i giganti del furto nel Settentrione. cellò la pena di morte cui lo aveva condannato la monarchia, e rese all’Italia il suo figlio più grande? Oggi si mena grande scalpore per la dilagante corruzione nel Sud. Il caso di Giarre ha fornito materia ad allegri commenti nella Camera e nel paese, e, con una fenomenale leggerezza, della corruzione elettorale si vorrebbe fare una delle tante note d’inferiorità del Mezzogiorno . Nulla di più falso e di più arbitrario. Già il “Germinal” di Torino onestamente aveva protestato osservando che la meraviglia pel caso di Giarre è fuori posto perché quello di Giarre è il tipo di tre quarti delle elezioni d’Italia, e che le pressioni governative, la compera e la vendita dei voti, l’ubriacamento degli elettori sono all’ordine del giorno dappertutto. Se il responso delle urne è stato adulterato, nel Mezzogiorno e in Sicilia il fenomeno si è verificato, in prevalenza, per le pressioni governative, e nel settentrione per la corruzione. Non basta: colle relazioni in mano da venti anni in qua, della Giunta delle elezioni, si può dimostrare che se il responso delle urne è stato adulterato, nel Mezzogiorno e in Sicilia il fenomeno si è verificato, in prevalenza, per le pressioni governative, e nel settentrione per la corruzione. La corruzione nordica, dalle medesime risulta più brutta: i buoni contadini del Veneto, della Lombardia, del Piemonte hanno venduto il loro voto davvero per un piatto di lenti: per un po’ di busecca e per un mezzo litro di vino. Gli elettori di Corteolona nel 1892 dettero un calcio a Felice Cavallotti per un paio di lirette […]. Nel cuore della Lombardia, nella stessa provincia di Milano c’è un collegio, nel quale repubblicani, pro-

gressisti e socialisti non hanno potuto fare una qualsiasi affermazione, una qualsiasi protesta, quantunque essi ne designino il rap-presentante riferisco il loro giudizio senza valutare se giusto o sbagliato - come una delle persone più spregevoli che ci siano alla Camera! Ed un candidato purchessia da contrapporgli non lo hanno trovato nemmeno i socialisti, che ne hanno un grosso stock disponibile, e che adoperano con predilezione quando si può arrecare del male ad un onesto democratico! E Pietrasanta? Vale tutti i casi di corruzione del Mezzogiorno riuniti insieme. L’ottimo signor principe di Carovigno ha immortalato quel col-

legio; Pietrasanta, per fama... non bella, ha superato quel borgo putrido dell’Inghilterra, dove un lord irritato prometteva di fare eleggere un suo staffiere... Nel Mezzogiorno c’è ancora qualche zona dove non penetrò mai la losca Dea, che degrada i Parlamenti: in Basilicata i titoli e i milioni non contano; valgono soltanto l’ingegno e la coltura: Giustino Fortunato ed Ascanio Branca non sarebbero eletti se non avessero altri titoli che la loro ricchezza. L’on. Greppi, che radicali e socialisti indicano come un asino matricolato - ed anche in questo caso riferisco il loro giudizio senza farmene mallevadore - è stato invece elet-

NAPOLEONE COLAJANNI

(Castrogiovanni - attuale Enna - 27 aprile 1847– Ivi 2 settembre 1921). È al seguito di Garibaldi nel 1862 e nel 1886. Anno, questo, in cui si scrive in medicina presso presso l’università di Genova , ma conseguirà la laurea nel 1871 a Napoli dove aveva fatto il passaggio come studente universitario nel 1867. Esercita la professione di medico a Castrogiovanni. Libero docente di statistica dal 1888 a Catania e a Palermo, e dal 1901 ordinario di statistica a Napoli, la sua passione è fondamentalmente civile e politica, e alla scienza chiede gli strumenti per curare i mali sociali.

TRA LE SUE OPERE:

Banche e Parlamento (1893), Nel regno della Mafia: dai Borboni ai Sabaudi (1900), Latini e Anglosassoni, Razze superiori e razze inferiori (1903), Venti secoli di monarchia nel Mezzogiorno (1912).

to nella Milano, che a giusta ragione vien chiamata la capitale morale, mentre, certo sarebbe restato soccombente in Basilicata. Invece c’è una intera zona dell’Alta Italia dove le varie gradazioni della democrazia non hanno speranza di dare battaglia con probabilità di vittoria: in qualche collegio hanno financo rinunziato ad ogni tentativo[…]. Tutto questo prova all’evidenza che gli elettori del Mezzogiorno sono meno sudici, al confronto di altri, di quello che si vorrebbe farli comparire; dimostra ancora che la decadenza politica dello stesso Mezzogiorno è di data recente, non è un prodotto della razza o del clima. Chi ve la provocò e ve l’accelerò fu Agostino Depretis , il grande corruttore, il grande inquinatore della vita pubblica italiana. E, se non m’inganno, anche Depretis era settentrionale [...]. La criminalità. Veniamo alla criminalità. La triste superiorità statistica del Mezzogiorno è innegabile. Non cercherò menomamente attenuarla colle cifre di Roma, di Livorno, di Treviso ecc. Non rievocherò le gesta delle squadracce, che non rimanevano al disotto di quelle della mafia. Né la frequenza degli omicidi di Romagna, che indusse allegramente la scuola antropologica a ritenere la brachicefalia come la forma cranica, che predisponeva fatalmente a quel reato; non ricorderò il furto dei milioni presso il banchiere Parodi in Genova, che presuppone tanta sapiente preparazione e così larga complicità da gittare una luce sinistra su tutta la città; non insisterò sul famosissimo processo Ceneri in Bologna - per il quale fu necessario costruire un immenso gabbione. No; DOMENICA

passo sopra tutto questo […]. Ora è innegabile che la delinquenza barbara predomina in Sicilia, in Sardegna e nel Mezzogiorno, mentre la civile dilaga nel Settentrione. Dobbiamo allarmarci della prima e correre ai rimedi; ma non possiamo preoccuparci meno della seconda, che ha conseguenze economicosociali più vaste e disastrose dell’altra. Dobbiamo preoccuparcene tanto più, in quanto che le apparenze statistiche ingannano; essa va a costituire la numerosa categoria dei delinquenti scaltri e fortunati […]. Infatti la forma di delinquenza, per così dire attenuata, spesso sfugge alle indagini della giustizia, non dà luogo a processi, ma ad accomodamenti ed a transazioni vituperevoli, che indicano un tremendo guasto morale: tremendo, quantunque non tradotto in cifre. E perché non si traduce in cifre, perché di questa immoralità non si ha la rivelazione statistica s’inorgogliscono facilmente, ed a torto, i settentrionali[…]. «Chi farà la storia dell’aggiotaggio, dell’usura e del furto in guanti gialli, che si perpetra quotidianamente nelle Borse e colla costituzione della Società per azioni […] si accorgerà che a Roma calarono dalle contrade vicine alle Alpi un nugolo di disonesti affaristi, che sono andati ad organizzare la sapiente spogliazione dei creduli, che sfugge sinora alle ricerche della giustizia ed all’azione del Codice penale. E queste spogliazioni, che ancora non destano il ribrezzo del furto volgare, sfuggono tuttavia al codice e alla giustizia, perché l’uno è stato fatto e l’altra viene amministrata dalla classe borghese alla quale sono proprie quelle azioni, se non legalmente delittuose, al certo assai disoneste e nocive». Queste mie osservazioni scritte nell’estate del 1893 pel libro Banche e Parlamento sarebbero state assai più severe verso il Settentrione se allora mi fossero state note in tutti i loro particolari le gesta mirabilissime della Tiberina, del Mobiliare, dell’Immobiliare [...]. In questi loschi affari bancari c’è l’ingerenza della politica[…]. Ma, purtroppo, nella delinquenza latente o palese, la sagacia e la prodigiosa attività, disonestà dei settentrionali può offrire pagine meravigliose per una storia, che soltanto dal compianto Felice Cavallotti avrebbe potuto essere scritta. Nella storia meravigliosamente turpe della Regia cointeressata dei Tabacchi, del Corso forzoso, […] delle costruzioni ferroviarie, delle forniture, dei trattati di commercio... - la lista non è completa -: i meridionali, non figurano affatto o in minimissima proporzione. Il coro e i protagonisti in queste tregende vengono dal Settentrione! La conclusione dolorosa? Abbondano, pullulano i minuscoli ladruncoli nel Mezzogiorno e nelle isole; troneggiano i giganti del furto nel Settentrione! [da N. Colajanni, Settentrionali e Meridionali, Sandron, Palermo 1898]

La delinquenza barbara predomina al Sud, quella civile dilaga nel Settentrione. Dobbiamo preoccuparci di entrambe ma l’ultima ha conseguenze economico-sociali più vaste e disastrose dell’altra

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CULTURA E SOCIETÀ

e di Alice Mondo

Eva non vuole portare i pantaloni irovagando per il web sono, inciampata in un articolo, postato nel blog pontifex.roma, ed è proprio da questo che intendo trarre una prima riflessione per questa rubrica. Ammettiamolo pure, secondo quanto scritto da Volpe, noi donne moderne cosa ne sappiamo della famiglia, dei figli, del marito? Noi donne moderne, siamo arrivate ad un tale grado di immoralità che i violentatori li cerchiamo, li vogliamo pronti a profanare la nostra intimità ed ucciderci. Se non andassimo in giro con tacchi a spillo, vertiginose scollature e gonne inguinali, nessuno ci toccherebbe, perché basta questo per risvegliare i primordiali istinti nei maschi, perché basta essere un po’ più socievole per attirarci l’attenzione di maniaci sessuali. Donne ora basta con le provocazioni! Fatevi un bell’esame di coscienza e comprenderete che, se non completamente, almeno in buona parte è colpa vostra se è stato coniato il termine “femminicidio”! Disgusto e orrore. Secoli di storia, di lotte finalizzate a conquistare i basilari diritti umani e civili, polverizzati da persone obnubilate dai fumi di una falsa religione (falsa perché travisata nel tempo da uomini di “buona volontà”), una moralità che sconfina nella melma dell’ignoranza più becera e maschilista. La società di oggi avrà anche perso la retta via, che sempre secondo Volpe si esprime nell’esposizione di lingerie femminile attraverso pubbliche vetrine, erotici spot televisivi nelle fasce pomeridiane, mercificazione del corpo femminile (ma Maria Maddalena non fu perdonata da Gesù?), pornografia a go go, ma arrivare ad accusare la donna di fungere da radice di un male che in realtà si annida in menti perversamente malate, logorate dai cattotabù, beh...questo è davvero troppo! E’ troppo il fatto che un uomo, che si assurge a portavoce di Dio, sostenga una tesi del genere, siamo uomini non animali, ciò che ci rende tali è il nostro essere pensante, non agiamo per istinto ma per raziocinio e la donna non è né un oggetto né una mammamoglierobot. Nel mondo in cui viviamo, la donna non è più solo custode del focolare, amorevole educatrice, ma, al di là del sano desiderio di indipendenza e realizzazione professionale, è in alcuni casi costretta dalle contingenze a lavorare per far cassa, per sostenere la famiglia. La vergogna di questa società non è rappresentata da una manciata di donne pronte a vendersi per soldi, per semplice esibizionismo o per desiderio di fama, ma da quegli uomini la cui profonda miseria di spirito ed il cui intelletto pernicioso, perché più piccolo di un acaro, inducono a sciorinare dall’alto del loro pulpito tesi volte a nascondere la loro incapacità di rapportarsi ad una donna. Uomini che si nascondono come serpenti velenosi nelle putride acque della loro misoginia. Il concetto di possessione che alcuni uomini (fidanzati, mariti, padri e fratelli) covano è il vero fulcro di questa problematica; sino a quando ci saranno persone che continuano a travestire le loro paure di bigotto perbenismo, ci saranno donne che perderanno la vita perché colpevoli di voler essere se stesse, di voler difendere la loro dignità, il loro diritto di essere donna, il loro diritto di essere umano. Ilmondodialice9@gmail.com

La storia di un ragazzo con due grandi passioni che sono cresciute insieme a lui, finché un giorno ha scelto la musica. E oggi insegue il suo sogno musicale come un tempo faceva con il pallone sul campo.

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al calcio alla musica, il passo è stato breve per Francesco Misitano, cantautore, originario di Bianco. In ambito calcistico era conosciuto come “il brasiliano”, per via delle sue straordinarie giocate e per le punizioni dal limite. In ambito musicale cercheremo di conoscerlo meglio attraverso quest’intervista Francesco Misitano, lei è stato un bravo calciatore ma ad una certa età ha lasciato tutto per la musica. Perché lo ha fatto? Diciamo che, anche negli anni in cui il calcio impegnava la maggior parte delle mie giornate, seguivo ugualmente l’altro mio sogno, quello musicale. Il fatto però di dare priorità ai calci e alle corse dietro ad un pallone negli anni adolescenziali, quando era più probabile prende-

Blocco 52

Una storia scomparsa, una città perduta È stata rinviata, per indisposizione degli autori, la presentazione del libro Blocco 52, una storia scomparsa, una città perduta del collettivo Lou Palanca (Rubbettino editore), prevista per oggi alle 18, nella sala della libreria Mondadori di Siderno. L'incontro letterario è fissato per venerdì 15 febbraio, sempre alle 18 alla libreria Mondadori di Siderno. Dalla Calabria degli anni Sessanta fino a Praga, un filo rosso lungo quaranta-

Io voterei Crozza...! BRADIMANTE Non so voi, ma io mi sono stancata della bagarre politica che impazza sui media in Italia, a proposito della imminente tornata elettorale, del 24 e 25 febbraio. Sembra una giostra, una farsa, a chi si sa vendere meglio, a chi è più scaltro nel promettere, ciò che poi non manterrà! Ma poco importa: il popolo è da gabbare, sempre, da sempre! Perché è l’unico capace di stringere la cinghia, mentre i politici la allargano, sempre! Certo i tempi sono cambiati, non sono più i tempi di Nenni, Pertini, di Berlinguer, di De Gasperi o Don Sturzo, eh no, oggi è il tempo di Berlusconi, che promette e non può mantenere! Che ci affama e ci costringe ad un governo tecnico Montiano di risanamento sulla pelle dei meno abbienti, (i ricchi non pagano mai o quasi), ed ora và in TV a sbandierare che ci restituisce l’IMU. E voi ci credete?!io no!non può, salvo a determinare un’altra crisi, con un Monti-Bis! sono i

tempi dei rampanti, degli squali, dei coccodrilli, quelli di oggi. Ecco perché voterei Crozza Maurizio, in arte comico, provocatoriamente! L’Italia non esce dalla Resistenza, dalla guerra, ma vi è un’altra guerra, più sottile, quella etica, che ha confuso gli animi di tutti, politici compresi, e pure quella del popolo, haimè! La morte della sinistra storica, Socialismo, Comunismo, e della Democrazia Cristiana, che è stato il più grande partito popolare del dopoguerra, con tutti i limiti e le corruzioni che lo hanno portato a morire, con la fine della I Repubblica (ma stiamo assistendo all’agonia anche della II), ma che è stato, nonostante tutto, il partito che ha dato possibilità a molti proletari che non avevano nessuna possibilità, di emergere!Se ragioniamo sereni, notiamo che la D.C. ha consentito a molti, quasi a tutti, di studiare, di lavorare, nono-

sette anni. Il primo aprile del 1965, a Catanzaro, sotto la luce dei lampioni del rione Maddalena, a pochi passi da casa viene ucciso Luigi Silipo, sindacalista dei braccianti ed esponente di rilievo del Partito Comunista Italiano. Dopo una prima ondata di partecipazione e interesse l’accaduto viene progressivamente dimenticato, sepolto fra oblii e reticenze, fino a scomparire dalla memoria collettiva. Nessuna verità giudiziaria viene accertata tra le piste esplorate: un omicidio politico, passionale o mafioso? Ora questa storia, riemerge dal colpevole oblio del tempo e degli uomini, per essere raccontata a più voci dal collettivo “Lou Palanca”, tra fatti reali e immaginati, riprendendo la cronaca del tempo, i racconti orali, i pochi documenti e lasciando spazio al respiro ampio del romanzo.

stante i limiti che ebbe. Ha, la D.C., cercato di realizzare, malamente, certo, gli ideali del popolo, che portavano i partiti di sinistra, come fiore all’occhiello! Certo, P.C. e D.C. si scontravano sui precetti religiosi, come ben interpreta, letterariamente, G.Guareschi, nella saga di Don Camillo e Peppone! I tempi erano quelli, la speranza della gente che voleva giustizia, lavoro, e pane, bussava ai partiti per averne, ed i partiti rispondevano, con la lotta di classe la sinistra, e con la Croce la D.C., ma non si può negare che la Democrazia Cristiana, abbia aiutato il popolo a progredire, in uno scenario storico che faceva essere il Partito Comunista Italiano il II° partito per votanti, ma che fermo al compromesso storico, non riusciva a varcare la soglia del potere sovrano al govern o !

Pe r c h é l’italiano medio, è credenDOMENICA

te, populista, tradizionalista, e libero per indole!ed il popolo si trovò a dover scegliere tra pagnotta e libertà e mediò per la D.C., che guarda caso, fu sempre un partito di maggioranza, e non fu un caso, ma fu il popolo a votarlo!Al popolo italiano se togli la libertà togli tutto!e questo è per noi un privilegio ed un vanto!Noi italiani non avremmo mai accettato un Saddam, o un Hitler, o uno Stalin, diciamocelo! Ci è capitato un certo Mussolini, ma lo abbiamo buttato fuori, ed in malo modo!Certo, il vento che soffiava in Europa era quello, ed arrivò anche in Italia, purtroppo!ma ci sono condizioni storiche a volte che non dipendono da noi, ed i popoli spesso, scivolano in guerre assurde senza che se ne rendano conto, trascinati dai capi di stato! Ecco perché bisogna vigilare, essere accorti, perché un pazzo al governo (vedi Hitler) rovina il mondo. E lo sanno bene i poveri ebrei decimati dalla follia di un insano teorizzatore di società perfetta!”, o i deportati italiani che non tornarono più a casa! Può un cieco guidare un altro cieco?”, chiediamocelo. Ecco, perché voterei Crozza! Lo so è un comico, ma ragiona di politica meglio dei politici.

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re lezioni di canto, lezioni di chitarra o di pianoforte, ha fatto sì che rimandassi ad oggi la mia completa dedizione alla musica. Indubbiamente a lasciare il mondo sportivo hanno contribuito diversi fattori, tra cui l’età, la disponibilità a prendere l’impegno per gli allenamenti, ai quali non ho mai mancato se non per impegni seri di lavoro e gli stimoli. Questi ultimi sono stati il fattore scatenante, mi sono mancati, non mi rendeva più felice giocare. Quindi ho deciso di chiudere e dedicarmi completamente alla musica, alle mie canzoni e a quello che è il mio lavoro. Anche se, a dir la verità, non ho abbandonato del tutto il calcio giocato, in quanto ho accettato la proposta dell’amico mister Sansotta di seguirlo in una nuova avventura a Bovalino, facendo così la prima esperienza nel mondo del futsal, per i più, del calcio a 5. Ci vuole dire qualcosa della sua carriera musicale..? La passione di mio padre per i grandi interpreti degli anni ‘60 si è “insediata” in me quasi come se fosse parte del bagaglio

genetico che un padre trasferisce al proprio figlio. Fin da piccolo la musica mi è sempre stata vicina e io sono rimasto aggrappato a lei, in molte situazioni, come unica ancora di salvezza. Ho iniziato a cantare, seguendo Morandi, Modugno, Ranieri e tanti altri, poi il karaoke, il pianobar, la band con gli amici, anche se eravamo un gruppo hip hop e con il passare del tempo ho sentito il bisogno di iniziare a scrivere, di mettere sul foglio le mie emozioni, le mie esperienze. Cosi dopo aver conosciuto Lorenzo Iuracà, arrangiatore di Livorno, ha iniziato a prendere forma il mio progetto. Ho partecipato a diversi concorsi canori sul territorio, per ultimo il Tour Music Fest, che mi ha dato l’opportunità di seguire uno stage al CET del grande Mogol in Umbria. Al momento continuo a lavorare su brani sempre nuovi, a studiare e tra un’intervista e l’altra presso radio locali, continuo a spedire demo con l’augurio che possa fare il grande salto. È appena uscito il suo nuovo video dal titolo “La pioggia”. Cosa si aspetta da questo suo lavoro? In realtà è il mio primo video ufficiale. La pioggia è un singolo estratto da quello che sarà il mio secondo album di inediti. La possibilità e la necessità di avere un videoclip che accompagni un cantautore mi ha spinto a realizzare il video. Con l’aiuto del regista, amico, Daniele Sgura, un amatoriale con molte realizzazioni alle spalle, abbiamo dato “vita” al brano in questi 3’30” girando in diverse location della zona. Sicuramente, tra gli altri, si riconoscerà Gerace e il Pontile di Siderno. Mi aspetto che il video serva a dare un volto al brano e che mi aiuti in quella che è la cosa più importante per un’artista emergente, cioè la promozione. Infatti, è già stata pubblicata una versione sul web, nei miei vari profili, facebook e youtube su tutti. Inoltre una copia è stata inviata a Uzone, programma musicale nato con l’arrivo di Italia2 sul DGT per il quale sono in attesa di un riscontro. Intanto già diverse emit-

Rocco Vallelonga L’artista emigrante in mostra a Marina di Caulonia Dal 15 Febbraio al 3 Marzo, per gli appassionati di pittura, sarà possibile visitare l’originalissima mostra di Rocco Vallelonga. Artista locale, autodidatta, ha vissuto sulla sua pelle il dramma dell’emigrazione ma anche la gioia del ritorno, dall’Australia alla sua Nardodipace, dove oggi nel suo laboratorio prendono forma le sue opere. L’esposizione sarà allestita a Marina di Caulonia in Via Castelvetere n. 12, a pochi metri dalla rotonda della ss 106. Nei quadri di Vallelonga si compie un viaggio: quello delle personalissime associazioni simboliche, dei ricordi, delle giocose pennellate quasi musicali e fantastiche, dove l’inconscio imprime le proprie vibrazioni liberandosi da sovrastrutture preordinate. Lo “stile” richiama una pittura astratta espressa in un gioco armonico di forme e colori che si dispongono seguendo una progressiva trasformazione del dato reale. L’artista ricerca il lato emotivo della realtà rispetto alla percezione oggettiva. Le ricerche espressioniste sono rafforzate nei suoi dipinti con forme geometriche essenziali, le quali a loro volta si ispirano alla natura e ai suoi contenuti segnici. Una delle caratteristiche peculiari dell’artista è l’entusiasmo che si traduce in intensità del gesto ed energia che si sprigiona dai vivacissimi colori delle sue opere, come nella pittura astratta, in cui le sensazioni e la spontaneità prendono il sopravvento nel processo creativo. Visitare la mostra equivale a compiere un viaggio nel profondo, nell’inconscio.

tenti locali hanno accolto la mia richiesta di inserire il video all’interno del loro palinsesto. Quant’è difficile proporre musica che non sia tarantella qui nella Locride? È una domanda, ormai, ricorrente questa. Circondato da moltissimi gruppi, chi più o meno famosi, che intrattengono il pubblico con la loro musica etnica/popolare e fanno ballare le “piazze” è molto difficile per me, cantautore emergente, riuscire ad “arrivare” alle persone con un genere completamente diverso come il pop. Specie nella nostra zona. Il segreto è dare sempre il massimo e il meglio di se stessi. Ci può dire cosa sta preparando in questi mesi e quali saranno i suoi prossimi impegni... Sicuramente l’obbiettivo principale è l’uscita, non solo in digitale, ma anche fisica del mio secondo album, dal titolo “Loro”. Nel frattempo nei vari store si possono acquistare alcuni miei brani, come “Il mio eroe”. Sto lavorando su nuove canzoni, che sicuramente saranno pronte per la prossima estate. Stiamo definendo quello che dovrebbe essere il programma estivo, fatto di esibizioni live e feste private. Parteciperò a diversi talent, tra cui il Talent Stream che andrà in onda a Maggio su Italiamia canale 936 di Sky, ancora non si sa la data precisa. Stiamo già lavorando ai prossimi videoclip, per uno in particolare verranno effettuate le riprese in una scuola del comprensorio, in quanto il brano affronta un tema abbastanza presente tra i giovani.... Un grazie di cuore ai miei familiari e amici che ogni giorno mi fanno sentire una vera star, cantando le mie canzoni durante la loro vita quotidiana, in auto, a casa mentre puliscono o come i miei compagni di squadra, sotto la doccia a fine allenamento. Antonio Tassone

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Lib ro di Chiara Trifilò

Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar essuna esitazione nella scelta del libro da cui cominciare questa nostra avventura: le Memorie di Adriano rappresentano un abbecedario per la mente e lo spirito. Caro Marco, questo l’incipit del romanzo: il vecchio Adriano, prossimo alla morte, scrive al proprio nipote Marco Aurelio, diciassettenne e futuro imperatore di Roma, ripercorrendo, con estrema lucidità, le tappe salienti della propria vita e rivelandoci che, nel disegno globale dell’esistenza, l’essere stato imperatore è solo uno dei possibili racconti di sé, e forse nemmeno il più importante. È l’uomo che viene messo a nudo, con le sue inquietudini, le gioie, i drammi. L’uomo che ci indica i valori da salvare, recuperare e trasmettere ai nostri figli, insieme alla consapevolezza del mistero insondabile della vita. Così ci si ritrova travolti, costretti a prendere in mano un dialogo con se stessi, che avevamo trascurato, o che, forse, non avevamo intrapreso mai. Il risultato di tale alchimia è ciò che potremmo definire una bibbia laica, da assaporare a mente lucida e con lentezza, in cui, con Adriano, siamo chiamati a interrogarci sul significato dell’esistenza, sul buon governo, sull’arte, la filosofia e la scienza, sull’amore e sulla perdita, sulla condizione della donna e degli schiavi, su cosa sia la bellezza, sulla morte, sull’amicizia, sulla guerra, sull’importanza della letteratura. Ma dei molteplici Adriano che potrei presentarvi, scelgo di parlarvi dell’uomo politico, in tensione costante fra i temi eterni di Politica ed Etica. La passione per la cultura ellenica ha riservato ad Adriano l’appellativo di imperatore filosofo. “L’impero, l’ho governato in latino; in latino sarà inciso il mio epitaffio, sulle mura del mio mausoleo in riva al Tevere; ma in greco ho pensato, in greco ho vissuto”: questa la frase che condensa un intento, la ricerca di una sintesi fra i necessari compromessi della politica e di Roma e lo spazio riservato alla cultura, all’arte, alla filosofia, alla poesia, alla bellezza. Aggiungo: ai principi etici e morali. Non vi dirò se e come Adriano abbia risolto la questione di etica vs politica, ma vi chiedo di riflettere su come noi dovremmo affrontarla. Fra poco saremo chiamati a esprimerci su quale sia il nostro concetto di buon governo e, forse, molti di noi hanno smarrito le parole per farlo. Appare evidente che gli imperativi del mercato e della politica sono sempre più distanti da principi etici e morali universalmente riconosciuti, e, spesso, sanciti solo sulla carta: giustizia, uguaglianza, salvaguardia dell’ambiente, sviluppo sostenibile e, perché no, bellezza. E non è questione puramente teorica: è indispensabile fornirci di strumenti che facciano dialogare l’etica con le necessità legate allo sviluppo economico e complessivo della nostra società, per noi e per i nostri figli. Le esigenze del “come arrivare a fine mese”, ci stanno sottraendo il tempo per la riflessione e per la scelta. Le Memorie di Adriano rappresentano un elogio alla lentezza e alla riflessione. Ti ricordano che esiste la poesia e la bellezza e che hai il dovere di parteciparvi. E forse, il giorno in cui ti recherai alle urne per giudicare la nostra classe politica, avrai ritrovato un po’ la voglia di sentirti “responsabile della bellezza del mondo”.

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DOMENICA

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Parlando

di...

Metti un giorno a Siderno Lele e Roberto

I Belli del Golosia

Mister Sorriso

Più che un dirigente, è u

Cin Cin...a saluti

Orginal Christmas Tree il primo albero fatto con le extension. Solo da Eugenio Muià

Retromarcia

Perfetta Biologico al 100 %

Figli della crisi no. Si racconta, inoltre, che la notizia della vittoria raggiunse nello stesso giorno Olimpia dove erano in corso i famosi giochi e il fatto di una trasmissione così veloce venne controllato e trovato esatto. Certo non è attualmente credibile l'aiuto arrecato da

tempo

Messaggi nel

LOQUI E SPROLOQUI di Filomena Cataldo

“Più vero del fatto della Sagra” recita un antico proverbio del luogo. E la mente vola all'indietro nel tempo fino a quel giorno lontano in cui, sul fiume Sagra, le forze locresi e reggine sconfissero quelle di Crotone nel corso di un'immane battaglia databile tra il 560 e il 540 a.C. In forte inferiorità numerica, Locresi e Reggini stavano, ormai, per soccombere quando ricevettero l'insperato aiuto dei Dioscuri, figli di Zeus e protettori di Locri.”…quando più ferveva la battaglia, due giovinetti di straordinaria bellezza, armati in modo del tutto diverso dal resto dell'esercito e su bianchi cavalli, incalzarono il nemico…e poi scomparvero verso il mare”( Giustino). In segno di gratitudine, i Locresi dedicarono loro il superbo acroterio del tempio di Marasà (ora conservato nel Museo Nazionale di Reggio Calabria) in cui i “divini fratelli” sono rappresentati nell'atto di balzare giù dai loro bianchi cavalli poggiando i piedi su due tritoni barbuti dalla coda di drago mari-

Number On

parte delle due divinità, ma trova decisa conferma storica il fatto che solo diecimila Locresi, appoggiati da un piccolo contingente reggino, abbiano sconfitto, in quell'occasione, ben centotrentamila Crotoniati. E questo è vero….è vero!

di Daniela Ferraro

Il fatto della sagna “Più vero del fatto della Sagra” recita un antico proverbio del luogo. E la mente vola all'indietro nel tempo fino a quel giorno lontano in cui, sul fiume Sagra, le forze locresi e reggine sconfissero quelle di Crotone nel corso di un'immane battaglia databile tra il 560 e il 540 a.C. In forte inferiorità numerica, Locresi e Reggini stavano, ormai, per soccombere quando ricevettero l'insperato aiuto dei Dioscuri, figli di Zeus e protettori di Locri.”…quando più ferveva la battaglia, due giovinetti di straordinaria bellezza, armati in modo del tutto diverso dal resto dell'esercito e su bianchi cavalli, incalzarono il nemico…e poi scomparvero verso il mare”( Giustino). In segno di gratitudine, i Locresi dedicarono loro il superbo acroterio del tempio di Marasà (ora conservato nel Museo Nazionale di Reggio Calabria) in cui i “divini fratelli” sono rappresentati nell'atto di balzare giù dai loro bianchi cavalli poggiando i piedi su due tritoni barbuti dalla coda di drago marino. Si racconta, inoltre, che la notizia della vittoria raggiunse nello stesso giorno Olimpia dove erano in corso i

famosi giochi e il fatto di una trasmissione così veloce venne controllato e trovato esatto. Certo non è attualmente credibile l'aiuto arrecato da parte delle due divinità, ma trova decisa conferma storica il fatto che solo diecimila Locresi, appoggiati da un piccolo contingente reggino, abbiano sconfitto, in quell'occasione, ben centotrentamila Crotoniati. E questo è vero….è vero! DOMENICA

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la Riviera

Cristina, Maria Teresa e Katy

Allegri Compari Ricordi, i Vecchi tifosi dell A.C. Siderno

una guida spirtuale

ne

Consigli

Giovani e belle speranze.

Affacciati alla Finestra

Satana e ...

Non stare la a guardarmi, vieni a vedere il panaroma...c'è un giardino meraviglioso... Tanti auguri zio Damiano per il tuo compleanno Ti voglio tanto bene la tua nipotina Sara

Migrazione sanitaria

E Marco gli ha fatto lo scalpo

Pronti per una serata unica Voice, Miki, Peppe e Davide Diego Cataldo

Disperazione Disperazione dell’inverno tra il mugghio dei marosi rifranti e i pallidi detriti vomitati scomposti sulle spiagge deserte. Cupo il bagliore di un sole affogato tra il brunito di nembi carichi di pioggia e ormai quasi immemore di lontani trionfi di luce. Lo sfrigolio delle macchine sull’asfalto lucente di pioggia e salsedine, l’affrettarsi di passi sperduti tra il niveo bagliore della neb-

bia… Tra poco si tornerà a votare. Disperazione di chi, avulso da sublime ignoranza o da servili certezze, non trova in tasca neppure un accendino per allumare il sole di una nuova, trepida primavera. Daniela Ferraro.

Il rapporto sui costi della migrazione sanitaria 2009 che vede uno scambio economico fra le Regioni di 3,7 miliardi di euro in cui tutte le regioni del Nord registrano saldi positivi e tutte quelle del Sud saldi negativi. Al primo posto per i saldi negativi la Campania, seguita da Calabria e Sicilia, mentre il credito maggiore è quello della Lombardia, seguita da Emilia-Romagna e Toscana. Tutte le Regioni con bilanci in passivo e con piani di rientro economico in atto hanno forti disavanzi legati alla mobilità e viene confermata la tendenza dgli ultimi anni che vede il Nord con un bilancio attivo di oltre 850 milioni, quelle del Centro con un disavanzo di circa 50 milioni e quelle del Sud con un passivo di oltre 998 milioni di euro. L’efficienza Padana si basa sull’inefficienza Meridionale. DOMENICA 10 FEBBRAIO

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La Riviera n°07 del 10-02-2013  

La Riviera n°07 del 10-02-2013

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