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n troppi ne hanno parlato, bene o male. Intrupparsi nel coro, di critiche o elogi, non ci è sembrato utile. Soprattutto, ci sembrava irrispettoso, verso noi stessi, il lasciarsi andare ad analisi personali nel mezzo di un lutto.

I

arresto dei consiglieri regionali Morelli e Zappalà, alcuni avvisi di garanzia a personaggi di rilievo della politica calabrese hanno acceso il dibattito sulla cosiddetta “zona grigia”.

L’

GIORGIO BOCCA ha lasciato questa nostra terra dolce e spaventosa. Ci ha giudicati e mandati all’inferno, peccando contro Spirito, che è sempre spirito di sincerità. Noi, comunque, gli vogliamo bene. E ci auguriamo che esista un dio nordista. Solo Lui può assolverlo e accoglierlo nella gloria dei cieli.


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Cover Story

Elena al sacerdote che Le chiede, con il cuore sospeso, se accetta di voler come sposo il signor C.C., là, vicino all’altare, su una sedia a rotelle, con un fiammante sorriso risponde di Sì. L’Amore vince tutto. È il trionfo della letteratura che imprime il sogno nelle vertebre della realtà. Mai visto.

L’amore vince su tutto. Ed Elena vola su una sedia a rotelle PASQUINO CRUPI

ei si chiama Elena, per modo di dire. Anche se m’ha lasciato libera via al nome e al cognome, non li rivelo. È cresciuta in una famiglia dove l’onore, la dignità, il rispetto di sé e degli altri si tagliano a fette come il pane. Il padre, che a Melito ha meritato, con transoceanica fantasia popolare, il nomignoglo della tribù dei pellirossa apache, è un caro amico. Un amico sincero. Un uomo di convertazione, cioè di compagnia. È stato tra i protagonisti del crollo del monopolio democristiano al Comune di Melito negli anni Settanta alti. Se ne è giovato il rag. Giuseppe Iaria, che ha acchiappato la carica di sindaco. Ed è ancora sindaco. Lui, uno dei promotori del sommovimento, è stato assessore, e- siccome ora la nostra onestà dipende dal timbro della Procura- dico che non è stato raggiunto per il suo operato neppure da un avviso di garanzia. Neanche – mi pare- a voler dire tutta la verità, il sindaco rag. Giuseppe Iaria, che aveva e forse ancora gode della amicizia del deputato Marco Minniti. La madre di Elena è una gran signora. Io la ho conosciuta, stimata, rispettata. Ha educato i figli al vento pesante della dignità. Elena s’è fatta da sé e ha conseguito, con le sue sole forze, la laurea in Scienza dell’educazione con ottimi voti. Che si fa a Melito o a Bova Marina o a Siderno con una laurea in Scienza dell’educazione? Si arriccia il naso e si pretende una cattedra, che non viene mai? O si

L

rende concreta gratitudine all’etica del sacrificio della famiglia e ci si arrangia, accettando di fare la vigilessa municipale? È stata questa la scelta di Elena, che avendone avuta la possibilità, ha indossato la divisa di vigile partime negli anni 20062008. Regnante in Comune il rag. Giuseppe Iaria. Non smettete di leggere. Cinque anni fa, proprio di questi giorni, il fidanzato di Elena, C.C., senza che c’entrasse, viene coinvolto in una sparatoria. Rimane ferito. Perde l’uso delle gambe. Pensavo che fosse retorica, enfatica, slabbrata, la frase di Virgilio: “Omnia vinciti Amor”. L’Amore vince tutto. E, invece, è vera. Elena sceglie di stare ancora con lui.

Nella Chiesa del Signore, asciugante le sue ferite di Crocifisso con le lacrime, che sanno di balsamo, la giovane donna al sacerdote che Le chiede, con il cuore sospeso, se accetta di voler come sposo il signor C.C., là, vicino all’altare, su una sedia a rotelle, con un fiammante sorriso , risponde di Sì. Ella vuole per sempre con sé quel giovane paralizzato. L’Amore vince tutto. È il trionfo della letteratura che imprime il sogno nelle vertebre della realtà. Mai visto. Seguitemi. Nel dicembre 2010 l’Amministrazione comunale di Melito, con il rag. Giuseppe Iaria sindaco, bandisce un concorso per l’assunzione di vigili urbani. Simona con-

corre e rimane fuori. Il marito di Simona ha perso le gambe. Ma la Commissione giudicatrice ha perso la testa. E il sindaco, Giuseppe Iaria, è troppo impegnato, nel saltibancare da un partito all’altro- dal PCI, al Pds, dal Pd al Pdl, sì, al Pdl- per potere trovare una qualche occupazione a Simona. Che, figlia d’un grande padre e d’una grande madre, non chiede né pietà né favori. Ella che ci ha insegnato che cosa è l’Amore, sposando un uomo sulla sedia a rotelle: tu cammini con i miei piedi ed io vedo con i tuoi occhi. Se il rag. Iaria- ciò di cui abbiamo forti dubbi- lo capisse, si salverebbe. Farebbe ancora in tempo a salvarsi. Anche i trasformisti hanno un cuore. E il rag. Giuseppe Iaria?

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Parlando

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Grande Sud NORDICI & SUDICI

GIUSEPPE SCULLI

Attaccante della Lazio il futuro è vostro GIOACCHINO CRIACO Quale? Guardate a est, ma non troppo lontano. Niente Cina o India, che continuano a crescere in modo impressionante. L'oriente che vi assomiglia è dietro l'angolo, si chiama Grecia. E' il futuro che unirà l'Italia da nord a sud, uguali finalmente. Fratelli in povertà, senza connessioni spirituali. E i gesti scaramantici sono inutili, come è vano dimenticare tutto nelle abbuffate natalizie, l'anno nuovo è alle porte. Sapete a quanto ammontano in totale le manovre che lo Stato a posto in essere per arginare la crisi negli ultimi tempi? Centotrenta miliardi di euro, duecentosessantamila miliardi di vecchie lire. Un'enormità. Un salasso colossale, mai praticato prima nella storia repubblicana. Un fiume di risorse già svanito nei gorghi degli interessi che il debito pubblico forma. Gli spread si portano via il futuro a ogni nuova emissione di titoli del debito pubblico. Le lacrime e il sangue di Monti non servono a nulla. In Grecia sono sotto la soglia di povertà tre famiglie su quattro, e più avanti sarà peggio. Il ceto medio sarà spazzato via, i poveri saranno più poveri. Sopravvivranno solo le grandi ricchezze sistemate al sicuro, fra beni rifugio e paradisi fiscali. Quindi è inutile attendere la fine della china, bisogna reagire subito. Paradossalmente quelli a essere messi peggio saranno i nordici, sono oramai tutti inurbati. Pigiati in agglomerati che senza il benessere non potranno andare avanti. Abituati a sostenere la vita nei centri commerciali. Gli abitanti delle città saranno quelli destinati a soffrire di più. I più a sud dei sudici saranno quelli messi meglio. In fondo del benessere hanno sempre conosciuto poco. Vivono in piccole entità urbane, con un piede in casa e uno in campagna. La campagna appunto, quella è il futuro, che non consentirà bisbocce ma garantirà la sopravvivenza. Scordatevi la tecnologia e prendete una mappa in mano. Locride, centoventimila abitanti in millecinquecento chilometri quadri. Eccolo il futuro sudici, basta allungare le zappe per prenderlo.

CARMELO CARABETTA

Non c'è scandalo che non promani dal ventre infetto del Nord: da tangentopoli al calcio deviato verso la truffa. Ma la grande stampa, tutta nordista e nordcentrica, continua a dare l'idea che sono il Sud e la Calabria i luoghi bestiali dell'inferno d'ogni virtù. Fermiamoci all'attuale caso delle partite truccate. Non ci sono nelle partite truccate calciatori meridionali. Non ci sono calciatori calabresi. Ci sono, però, calciatori nordici, ci sono i capitani dell'Atalanta e del Piacenza che, precisi come un orologio svizzero, si mettono d'accordo anche sulla direzione del pallone in caso di rigore: forte e centrale. Carlo Gervasoni, lo scommettitore pentito, ha fatto, per quanto riguarda la Lazio, il nome di Stefano Mauri. Nella Lazio gioca, e si fa onore, Giuseppe Sculli e, per accrescergli fama - fama famigerata- la grande stampa, quando trova l'occasione e anche quando non è l'occasione a spingere, non tralascia di siglare che il bra-

KAPPADUE

vissimo attaccante della Lazio è nipote di Giuseppe Morabito, detto 'u tiradrittu. Il quale sta espiando la pena in carcere e, ove esista civiltà giuridica, a nessuna penna altolocata è data facoltà d'insulto e di richiamo così feroce da trasferire la nomea negativa anche ai parenti e, nel nostro caso, al nipote calciatore. Il quale, però, non figura tra gli scommettitori e i truffatori. Non è una notizia e la grande stampa non ne segnala il corretto costume sportivo. Immaginiamo. Giuseppe Sculli tra gli scommettitori e i truf-

fatori. Il nome sarebbe balzato in prima pagina a conferma d'un postulato mai pensato e mai scritto: tale il nonno, tale il nipote. Sarà per una altra volta, avrebbe detto don Abbondio. E noi intanto segnaliamo una vergogna. Nel 2004 Giuseppe Sculli vinse la medaglia d'oro alle Olimpiadi d'Atene. Il Presidente della Repubblica Carlo Aurelio Ciampi non gli consegnò (solo a lui) l'onorificenza. Ma il Presidente della Repubblica non è il massimo custode della Costituzione?

di RUGGERO CALVANO

Se il Don è un prete ..E se per giunta è milanese, cosa succede? Badate, non nel senso sacro del termine, ma in quello profano che stigmatizza i comportamenti mafiosi, o similari, di un soggetto. Si un don in tonaca che il rispetto non lo chiede in virtù dell'abito talare, né in base all'onora il padre dei dieci comandamenti. Uno che prosaicamente, utilizzando

ogni metodo, intimorisce, vessa, conquistando vantaggi e anche rispetto. Che ordina incendi, danneggiamenti, controlli fiscali per piegare chi si oppone ai suoi piani. Che, da solo, fa un buco miliardario pressappoco identico al deficit sanitario calabrese. Succede poco. Capita, a esempio, che giornali, telegiornali e giornalisti, avvezzi a chie-

dere forche e tenere per giorni in prima pagina l'ultimo degli scippatori, diventino improvvisamente sobri, ragionevoli. Accade che i tg mettano da parte i ceppi e per Natale ci mostrino i frutti prelibati del don. Ci portino dentro il San Raffaele, facendoci vedere la grandezza dell'opera di don Verzè. Ed è vero, l'o-

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la Riviera

IL DITO NELL’ OCCHIO

DIAVOLO NERO

Il Presidente Eroi raccomanda la pecora al lupo? Va all'attacco con decisione il Presidente del Consiglio provinciale Antonio Eroi. L'abolizione delle Province, che sta nel cuore spilorcio di Monti, non si dovrà fare né oggi né domani. E propone, come ha proposto, all'Assemblea straordinaria a Roma, ora qualche settimana fa, dei Presidenti di Provincia e dei Presidenti del Consiglio una giornata di mobilitazione generale, fissata per il 31 gennaio, contro la smobilitazione delle Province. Ha trovato giusto e unanime accoglimento. Anche da parte del Presidente della Provincia di Cosenza, Oliverio. Non si può dire che lo stesso indice di gradimento affolli i cuori dei pdiellini di matrice scopellitiana. Ancorché tacciano, e lo stesso avv. Oreste Romeo, noto sconosciuto- avrebbe detto Fortebraccio- non abbia avanzato opinioni distintive per conto- negato- del Governatore Scopelliti, che sta imperterrito in camera sua, in camera ardente dalla quale da solo non vorrà e non potrà muoversi. Facendogli compagnia il familiare e famiglio Franco Zoccali. Non sappiamo se anche la lingua del Presidente Eroi batte dove il dente duole,

Il vescovo censurato

quando dichiara: “A Scopelliti chiediamo di attivare anche lui il ricorso alla Corte costituzionale contro le disposizioni del Decreto Legge che riguardano le Province, così come hanno fatto altri suoi colleghi”. Il che ci sembra difficile, anzi impossibile, come la quadratura del cerchio. Il primo a capire che non si può raccomandare la pecora al lupo è, di tutta evidenza, il presidente Eroi. O non gli è noto che, ove potesse, il Governatore farebbe un sol boccone di Raffa, digerendolo senza bicarbonato? Santa ingenuità o trappola politica?

spedale è un centro d'eccellenza, all'interno c'è la migliore medicina europea, c'è gente che ci ha dato l'anima. Gente seria, perbene. E non si può buttare il bambino con l'acqua sporca. Va tutto bene. Ma i precedenti pesano. Pesano in generale, per un cambio di rotta repentino. Pesano in particolare, a quanti hanno subito orride gogne mediatiche a opera della stessa informazione. Pesano su qualche amico che è di Africo, e ogni volta che nomina il suo paese parte la domanda seguita da un sor-

risino. “Il paese di don..”. Il sorriso diventa risata aperta, quando dice che proviene proprio dalla scuola del don. E ai voglia a prendere trenta e trenta e lode, a laurearti con baci accademici. C'è un peccato originale che qualcuno ti ricorderà sempre. Si un po' rode. Ringrazi il superiore del don, che almeno i milanesi non susciteranno la stessa ilarità, non saranno identificati come i compaesani del don. Si, fortunatamente chi ha sudato nelle corsie del San Raffaele non pagherà mai pegno e il loro valore verrà sempre riconosciuto. Oggi abbiamo una stampa civile, ragionevole. E il don è diventato un argomento relativo, sempre che sia milanese, si capisce..

Don Antonino Denisi , questa volta, la ha combinata grossa. Per fare più salda e completa la biografia del vescovo Aurelio Sorrentino, del quale è stato segretario particolare, ha deciso di pubblicare per i tipi di Laruffa editore i Diari segreti dell'illustre presule sotto il titolo accattivante di Confidenze di un vescovo. La presentazione è di un intellettuale eccellente, il prof. Andrea Riccardi, oggi ministro del non eccellente governo Monti. Abbracciano questi Diari gli anni 1969-1998, e mons Aurelio Sorrentino cominciò a stenderli da quando presentò, per raggiunti limiti d'età nel 1990, le dimissioni da arcivescovo della diocesi di Reggio. La Provvidenza non mette limiti, ma la Chiesa sì. Ancorché né il Riccardi né il Denisi ne facciano cenno, questi Diari sono esplosivi. Documentano che anche un vescovo è umanamente fragile e che la compagnia di Dio non basta per spezzare la solitudine del vescovo che va in pensione, tragicamente presente alla cupidigia di servilismo nei confronti del successore. Passa la gloria persino per i vescovi, per questo grande vescovo che è stato Mons. Aurelio Sorrentino, assertore del dialogo dei cattolici con i comunisti e denunciatore dell'esistenza della questione meridionale financo all'interno della Chiesa cattolica: quella del Nord, avanzata e progredita, questa del Sud e della Calabria, arretrata e svilita. Ciò che non è sfuggito nella Presentazione ai Diari al Presidente del Consiglio regionale, dr. Francesco Talarico Gli ambienti ecclesiastici reggini- quelli dei piani alti- avrebbero dovuto piegarsi e riflettere sui Diari di mons. Sorrentino, venuto a morte nel 1998. Tutt'altro. Non hanno gradito la pubblicazione dei Diari. Un vescovo, secondo la Chiesa togata, deve scrivere pastorali, tenendosi lontano dalle confidenze. Deve essere un apparato di vesti spagnolesche. E, Dio mi perdoni, non deve avere una anima. Deve levare la mano per benedire o minacciare anatemi. Mons. Aurelio Sorentino la mano se l'è messa sul cuore. Inconcepibile. Siccome la togata Chiesa non produce scandalI, ha fatto finta di niente e destina i Diari del vescovo Sorrentino alla dimenticanza.

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Il sondaggio

Maria Grazia Laganà peggiore persona del 2011 er noi i sei peggiori dell’infausto anno 2011 sono stati Maria Grazia Laganà, Rosanna Squillacioti, Lillo Foti, Giacometto Mancini, Michele Traversa. Giovanna D’Agostino. Chi il peggiore, non dovevamo essere noi a stabilirlo. Per una questione di democrazia, e per una osservazione del nostro Direttore, che, sempre più loico, ci ha ricordato che tra peggio e peggio non si poteva scegliere. Inoltre, forse per un disguido linguistico, non avevamo domandato chi tra ipeggiori si fosse rivelato pessimo. Comunque, gli arbitri abilitati a segnare sulla lavagna nera erano i nostri lettori. E al loro

P

ESCLUSA PER SCORRETTEZZA er quanto si sia sfozata nella sua vita per essere prima nelle prime fila, Giovanna D’Agostino è stata la maglia nera del politico giro ciclistico calabrese. Sempre corse e mai non giunse il fine. Ama d’un amore estremo- e questo mai tradito- il compu-

P

ter la cui tastiera è cosi umanamente comprensiva da non replicare mai a quel che scrive. Noi amiamo Giovanna. È una ragazza sfortunata. Poteva essere prima con il conseguito 34%. Ma abbiamo dovuto escluderla per violazione delle regole. Bevi, che ti passa.

voto chiniamo le nostre teste. Contenti tutti del responso. Ma soprattuto il nostro Direttore che in cuor suo aveva decretato che la peggiore fosse la signora deputata. Ognuno di noi de «la Riviera» aveva redatto una graduatoria personale, non rispettata dal sondaggio. Noi, però, siamo ultra democratici e rispettiamo la volontà “popolare”. Sovrana, forse, solo su questo settimanale, che vede il peggio e al miglior s’appiglia. E non può godere del trionfo di Giovanna D’Agostino, la fuggitiva, che viola le regole e viene esclusa. La redazione

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La biblioteca dell’antimafia a Polistena e il Museo della ‘ndrangheta a Reggio. SOTTO Giavannino Russo

Una telefonata da Polistena

Ho dimenticato le spese varie del Museo della ‘ndrangheta Ho trovato nell’elencazione delle spese sotenute per diffondere il verbo antimafia la voce: Spese varie. Non ho creduto ai miei occhi

PASQUINO CRUPI

i telefona un attento nostro lettore di Polistena. E fa le sue felicitazioni a «la Riviera» per aver detto senza peli sulla lingua che il Museo della ‘ndrangheta, salvifico quanto il santuario della Madonna di Polsi, ha un costo annuo di 200mila euro. Ringrazio, ma non credo che le espresse felicitazioni siano piena-

M

mente meritate. Togliere il velame oscuro dai falsi idoli, dove non è oro tutto quello che riluce, rappresenta un dovere. Per ciò che è dovuto, non è il caso né di felicitarsi né di congratularsi. Sono io, semmai, che rivolgo un grato pensiero all’attento lettore di Polistena. Poiché mi consente di tornare in argomento per una integrazione e una precisazione.

Togliere il velame oscuro dai falsi idoli rappresenta un dovere Comincio dall’integrazione. Ho letto qualche resoconto , in ordine a convegni , dei massimi fattori del Museo della ‘ndrangheta. Non ho creduto ai miei occhi. Ho trovato nell’elencazione delle spese sostenute per diffondere il verbo antimafia la voce: Spese varie. Di mestiere non faccio né il ragioniere né il segretario comunale. Ma so che da tempo nei bilanci, anche di associazioni meno esposte al piombo mortifero,, la voce, spese varie, è assolutamente vietata. Nelle spese varie c’è tutto e di tutto. Ma soprattuto non si sa per che cosa s’è speso. Per il materiale di cancelleria? Per i manifesti? Per il telefono? Per i viaggi in aereo? L’opacità regna sovrana. E non è uno scandalo per una associazione, per l’associazione Museo della ‘ndrangheta, che dovrebbe assicurare il massimo della trasparenza? O forse questa nostra domanda si configura

IN EVIDENZA

INTELLETTUALE VERO Polistena possiede una grande biblioteca, e v’è anche come direttore Giovannino Russo, un intellettuale di gran peso.

MILLE VOLUMI Ci sono più di mille volumi sulle mafie: non solo nostrane, ma americane e cinesi e francesi. Un vero museo antimafia da cui hanno attinto ricercatori e laureandi come uno spregevole atto di lesa maestà, trattandosi qui di personaggi che corrono pericolo di vita per la loro strenua attività di combattenti antimafia? Finisco con la precisazione. Polistena possiede una grande biblioteca, e v’è come direttore Giovannino Russo, un intellettuale di forte peso. Un deciso ricercatore della tradizione culturale calabrese. Nella biblioteca di Polistena ci sono più di mille volumi, non alitati dal vento della moda del sangue, sulle mafie: non solo nostrane, ma americane e cinesi e francesi. Un museo vero dell’antimafia da cui hanno attinto ricercatori e giovani laureandi. Se ne è accorto qualcuno? Rispondo di no. Guardando alle cifre destinate a questo elevato luogo di sapere.

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Siderno, 20 gennaio 1975 un’immensa folla ai funerali del boss dei boss Antonio Macrì

Focus

La zona grigia

La forza della ndrangheta sta nella sua normalità. Il mafioso ha il volto del commerciante, del medico, dell’avvocato, dell’artigiano, del sindaco, del magistrato, del deputato. La ndrangheta è diluita nella società.

Contro il popolo non si vince ILARIO AMMENDOLIA ’arresto dei consiglieri regionali Morelli e Zappalà, alcuni avvisi di garanzia a personaggi di rilievo della politica calabrese hanno acceso il dibattito sulla cosiddetta “zona grigia”. Proviamo a capire il senso della parola , a delimitare i confini e la consistenza di detta zona, se non altro almeno per cercare di evitare una caccia alle streghe che non farebbe bene alla nostra Terra. Ai funerali di Ntoni Macrì, carismatico capo ndrangheta della Locride, hanno partecipato migliaia di persone. Le strade sono state invase da un fiume umano che occupava il corso di Siderno da una parte all’altra.. Tutti mafiosi? Sarebbe assurdo solo pensarlo .Tra di loro tanta gente comune: avvocati, medici, commercianti, e forse, anche magistrati e forze dell’ordine che con lui avevano “gestito” l’ordine pubblico per qualche decennio attraverso un tacito accordo.. Cosa è la zona grigia ? Una domanda che è diventata ancora più pressante dopo gli arresti eccellenti degli ultimi mesi. Prima della ultima guerra di mafia che ha sconvolto Locri, v’è stata una intercettazione in cui un vecchio ndranghetista rivolgendosi al giovane capomafia del centro Jonico sul punto di scatenare la guerra, pronunciava queste parole: “Compare, state attento, così vi mettete contro il popolo, contro il popolo non si può vincere”.. Parafrasando un antico adagio potremmo arrivare alla conclusione che “la ndrangheta ha bisogno di muoversi tra il popolo come un pesce in un mare”. I veri ndranghetisti hanno un gran bisogno di essere rispettati, stimati, temuti. Ora sbaglia chi pensa ad una ndrangheta come corpo separato rispetto alla società in cui vive. La forza della ndrangheta sta nella sua normalità. Il mafioso ha il volto del commerciante,

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del medico, dell’avvocato, dell’artigiano, del sindaco, del magistrato, del deputato La ndrangheta è diluita nella società., avverte gli umori, fiuta gli orientamenti, sfrutta le contraddizioni. Quando la ndrangheta si isola dalla gente e diviene solo forza militare, si indebolisce e muore in pochissimo tempo. Ci sono paesi ( penso a Riace) in cui la ndrangheta è stata una temuta organizzazione militare fondata solo nell’uso sistematico della violenza . Ha comandato per poco tempo, poi è collassata: non aveva radici, non aveva codici di comportamento,non aveva stima, non era rispettata. Era solo temuta ed è crollata ai primi scontri militari. In altri paesi ( per esempio S. Luca, Africo o Siderno) la ndrangheta ha basi solide,sopravvive alle feroci guerre che puntualmente si scatenano.. Sembra distrutta ma poi, come un fiume carsico, rispunta più forte di prima. La ndrangheta sa fiutare gli umori. Si guardino i flussi elettorali nella Locride e soprattutto nei centri in cui la ndrangheta ha basi di massa, si vedrà per esempio che nel 2005 vi fu una valanga di voti per il presidente Loiero e nelle ultime elezioni regionali per il presidente Scopelliti. Non determina, né potrebbe determinare il voto di migliaia di persone, altrimenti non sarebbe più una organizzazione criminale ed eversiva ma una avanguardia saldata al popolo, si limita a cavalcare le onde emotive come un surf che viaggia leggero sul mare. Il vecchio ed accorto boss di Canolo Nicola Agostino, già sindaco del suo paese, dalla gabbia in cui era detenuto in occasione del maxiprocesso alle cosche della Locride , dinanzi alle domande incalzanti di Marrazzo del tipo “ quindi secondo Lei perché si fa questo processo se la ndrangheta non esiste, chi commette i reati nella Locride se non ci sono i mafiosi ?” rispondeva: “ questo è uno spettacolo organizzato dal governo per imbrogliare la gente. Si fottono i

soldi e poi organizzano questo teatro.” Nicola Agostino, non rispondeva a Marrazzo ma alla opinione pubblica della Locride, tesseva la trama di un dialogo mai interrotto con la sua gente . Si arriva così all’assurdo paradosso di corpi dello stato blindati , spesso impauriti, a volte prepotenti, quasi sempre incapaci di muoversi tra la nostra gente e di indicare comuni orizzonti. Anche lo stato quando si isola e si presenta solo come forza militare subisce clamorose sconfitte. Molti anni fa, nel mio paese, i carabinieri uccisero un contadino: Michele. Cercavano un latitante hanno ucciso un povero contadino mentre con il suo asino usciva dalla stalla. Non dovrebbe succedere ma può succedere. L’errore drammatico è stato quello di non celebrare alcun processo per quel tragico errore . Il contadino era un “nulla”, lo Stato l’esclusivo detentore di una potenza arbitraria soprattutto verso gli indifesi.. Così nessuno ha pagato. In situazioni come questa ,come si fa a cogliere la differenza tra stato e ndrangheta? Un esempio ancora più attuale: ogni anno la corte di appello liquida milioni di euro per ingiusta detenzione. In una terra di ndrangheta l’arresto di un innocente indebolisce di molto il consenso , già esile, verso lo Stato. Tuttavia anche questo può succedere, ma possono i responsabili operare senza alcuna riflessione, senza alcuna autocritica? Se dici queste cose tenteranno di farti passare per zona grigia, per amico dei mafiosi anche se hai passato l’intera vita a batterti per una società radicalmente alternativa e diversa da quello in cui la mafia vive e prospera. Così quasi tutti gli uomini politici “importanti”della Calabria, iniziano i loro discorsi con le frasi di rito, si schierano ferocemente contro la ndrangheta ed in favore della magistratura e

delle forze dell’ordine “ a cui va tutta la nostra incondizionata riconoscenza.” Alcune volte lo debbono fare perché sono collusi ed hanno paura, altre volte perché sono inetti ed incapaci e non saprebbero altrimenti che dire. Comunque si tratta pur sempre di un rito stanco a cui non crede più nessuno. Molti magistrati ricambiano chiamandosi fuori dell’operare umano, ponendosi come angelici alfieri e custodi di ogni bene, descrivendo la politica e tutto ciò che “sta fuori”di loro come potenziale ricettacolo di ogni male. La zona grigia si forma in questo vuoto ed in queste contraddizioni, spesso coincide con il popolo in cui la mafia si muove e che avverte lo stato come estraneo. Il vero tradimento dei partiti non sta nel ricevere il voto di questo o quel mafioso, ma nell’essersi trasformati in gusci vuoti per soli addetti ai lavori. Gusci in cui si media il potere e quindi si determina una oggettiva contiguità alla ndrangheta. In occasione della coraggiosa e drammatica testimonianza nelle piazze della Locride di Angela Casella, la ndrangheta fiutò una tale ostilità popolare che mise fine, per autonoma decisione, alla lunga e drammatica stagione dei equestri di persona. Dice il nostro Corrado Alvaro “ il calabrese vuole essere parlato”, invece ci troviamo con forze blindate che operano come se si trovassero in territorio nemico ed una politica di cui non si avverte neanche un tenue sussurro. Se volessimo sintetizzare in una formula algebrica dovremmo dire che la zona grigia è il risultato del vuoto che separa le classi dirigenti dello Stato dal nostro popolo. Prenderà il colore della speranza solo quando questo vuoto sarà colmato e la ndrangheta non si muoverà più nel popolo come “pesce nel mare” così che di questa organizzazione criminale resterà solo il ricordo. SABATO

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Peste a Reggio Calabria

Genzano,il diritto e la giustizia DOMENICO LOGOZZO La cultura della civiltà contro la barbarie assurda della “giustizia fai da te”. Dalla strage di Genzano di Lucania viene un monito ed un appello alla convivenza pacifica.Sangue che ha lasciato il segno nel cuore della generosa gente del paese potentino,che ieri ha partecipato compatta alla cerimonia funebre delle tre vittime della notte d'orrore della vigilia di Natale.Il vescovo mons.Giovanni Ricchiuti ha invitato l'assassino a pentirsi:”La tua coscienza di uomo cristiano ti conduca subito a questo atto”. Mentre un parente delle vittime, rivolto ai familiari dell'assassino che si erano “dissociati” ha detto:”Non abbiate paura,noi siamo persone perbene,non avete nulla da temere”.Un gesto di grande valore sociale,una risposta di civiltà,che è anche una dimostrazione di fiducia nella giustizia .E la giustizia dovrà fare il suo corso.Pieno rispetto delle leggi .Questo è quello che da tutti viene auspicato.Per impedire che episodi di questo genere possano ripetersi.Niente processi mediatici,ma anche nessuna indulgenza verso chi si macchia di orrendi crimini. ”Mai più nessuno si faccia giustizia da sé”,è stato l'appello del vescovo.Un doveroso richiamo al rispetto delle leggi che ed un esplicito invito a chi amministra la giustizia di fare fino in fondo il proprio dovere.Giustizia giusta,contro ogni forma di sopraffazione.Non siamo per fortuna in terre tristemente note perché devastate dall'odio che viene purtroppo continuamente alimentato con il sangue delle vendette.La parola “ faida” ,che nella vicina Calabria frequentemente ricorre nei verbali delle forze dell'ordine e nei titoli dei giornali, qui non dovrà essere mai pronunciata. C'è bisogno di pace e serenità. Le divisioni,le liti di condominio,i contrasti per una canna fumaria che “disturba” non possono arrivare a conseguenze estreme.Va trovata la mediazione.Sempre e comunque.E chi ha autorità e competenza,lo faccia.Non si estranei.Perchè il male non può vincere sul bene ,la vita è preziosa , non può essere spezzata dal piombo omicida. I contrasti si cancellano con il sereno e franco colloquio.Ragionando e confrontandosi civilmente. Genzano vuole continuare ad essere e sarà ancora un paese che ripudia la violen-

za e coltiva l'amore.Non solo con le parole.Ma soprattutto con i fatti .E i buoni esempi. Diceva Madre Teresa di Calcutta: “Sappiamo che se vogliamo amare veramente,dobbiamo imparare a perdonare. Perdonate e chiedete di essere perdonati; scusate invece di accusare.La riconciliazione avviene per prima cosa in noi stessi, non con gli altri. Inizia da un cuore puro”.E con questi sentimenti deve proseguire il cammino di civiltà dei genzanesi .Per onorare le vittime di una tragedia che si poteva evitare.Una comunità oggi sconvolta da una vicenda terribile e che in passato è balzata agli onori delle cronache giornalistiche per motivi ben diversi.Vale la pena sfogliare qualcuno di quei giornali per “scoprire” come veniva descritta la realtà del povero e dimenticato Sud dai quotidiani del ricco Nord .Un importante tuffo nel passato. Gli inviati dei grandi giornali erano arrivati fin qui per scoprire “le ultime fattucchiere della Lucania”,come titolava la Stampa del 14 settembre 1974.Scriveva Luciano Curino: “Ancora pochi anni fa, studiosi venivano qui a raccogliere storie di riti magici, di credenze, pregiudizi e superstizioni, poi scrivevano libri sulla magia del Sud. Cinque anni fa, la studentessa Alessandrelli dell'Università di Bari ha presentato una tesi di laurea dal titolo “ La magia a Genzano di Lucania”. Genzano è un quieto paese tra colline di grano della provin-

Assemblea Provinicale SNA Nel corso dell’Assemblea provinciale tenutasi il 22 dicembre scorso, il Sindacato Nazionale Agenti di Assicurazione (SNA) Sezione Provinciale di Reggio Calabria ha proceduto, fra l’altro, al rinnovo dei propri organi elettivi per il triennio 2012 - 2015. Sono stati eletti: alla carica di Presidente - Giuseppe FRANCO e componenti l’Esecutivo Massimo, COGLIANDRO, Giuseppe Maria IANNO’, Francesca PIZZI, Rosario SERGI, Salvatore FRANZO’ e Salvatore RUSSO.

cia di Potenza, che si affaccia sul Tavoliere pugliese. Pare che ancora una quindicina di anni fa vi operassero una ventina di fattucchiere. Dalle trecento pagine della tesi della Alessandrelli (tre anni di lavoro) risulta che le maghe genzanesi tessevano fatture e svolgevano malìe, erano specializzate in filtri che avevano la facoltà di destare l'amore oppure l'odio; di scatenare passioni basse e illecite; di provocare malattie o altre sventure o rendere sessualmente impotente la persona oggetto della fattura. Ma le fattucchiere avevano anche qualità benefiche: guarivano i peggiori mali, preservavano dal malocchio, liberavano dal mal' vint', dal « cattivo vento », che sono gli spiriti delle vittime di morte violenta che si attaccano al passante dopo aver errato a lungo, inquieti. E le fattucchiere avevano formule efficaci per combattere la siccità e la tempesta. Venivano a frotte dalle fattucchiere (dette maciare) di Genzano: uomini e donne, molti dei quali per la prima volta uscivano dalle solitarie alture delle Murge, da paesi dove le vedove vestono ancora il nero tutta la vita”. Si concludeva poi con queste considerazioni l'interessante reportage di Luciano Curino,pubblicato sulla terza pagina del quotidiano torinese:” Gente povera, ma dignitosa e di natura gentile. Dice l'arcivescovo di Potenza: « Un popolo strano, questo, su cui grava un fatalismo atavico e che porta nel sangue lo scintillio del pen-

siero greco, il senso innato del diritto e della giustizia, che ha enormemente sofferto e pure con la forza della disperazione ha percorso le strade del mondo, che ovunque si rechi porta nel cuore l'amore struggente alla sua terra e alla famiglia come un male da cui non riesce a guarire, che ha il senso sacro dell'ospitalità, fiero ed altero e pure sentimentalmente bambino, povero di beni materiali, ma ricco di affetti come è ricco di sole ». Condizioni di lavoro durissime hanno costretto il contadino lucano a un'esistenza sub-umana. Per tentare di scrollarsi di dosso la miseria una volta per tutte si emigra. Mezzo milione di lucani sono emigrati in questo secolo. Per chi resta, la vita è aspra e amara. E dominata dalla paura, dice lo studioso Lombardi Satriani, che nota: « Paura della miseria, dell'ambiente naturale ostile, dei meccanismi della società. L'esperienza quotidiana per cui quel poco che è necessario per sopravvivere deve essere strappato con fatica alla natura e agli altri ha colorato l'orizzonte di vita lucano di tinte cupe “.Questa era Genzano,questa era la Basilicata di quasi 40 anni fa.Gente laboriosa,ricca di affetti e con il senso innato del diritto e della giustizia.Radici importanti.Che non seccano.Non potranno seccare! *pubblicata da Domenico Logozzo il giorno venerdì 30 dicembre 2011 alle ore 8.25

La Jonica Holidays fa il punto della situazione Gli operatori della Locride si sono riuniti per una approfondita valutazione della situazione Turistica generale ai vari livelli. E’ emerso in maniera chiara e forte che buona parte di quanto fino ad ora è stato fatto deve essere rivisto studiato, riposizionato e di conseguenza adeguato alle nuove realtà, ai notevoli cambiamenti e soprattutto con le notevoli restrizioni economiche. Con questi obiettivi gli operatori si sono trovati in piena sintonia e hanno ribadito la necessità di operare su due linee guida. La prima è quella di intensificare il processo di promozione di commercializzazione. La seconda quella di sviluppare e rendere più efficace la politica dell’accoglienza. La

Segreteria della CONSULTA continua a ribadire la necessità che ognuno svolga il proprio ruolo e i propri compiti con profondo senso di responsabilità coscienti che solamente se si lavora insieme si può sperare di limitare le difficoltà che la grave crisi in atto porterà al settore turistico. E in questa direzione la Jonica Holidays è fiduciosa che con l’attuazione dei PISL( “ Sistema Turistico Locale”/ “Borghi d’Eccellenza,”/Mobilità ..)la fruibilità del le risorse del territorio ed in particolare quelle delle aree interne saranno notevolmente resi più attraenti e più fruibili. Monica Fiorenza Segreteria Jonica Holidays

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Provincia In breve

Anna teresa e le resistenti

PRECARI LSU-LPU REGGIO CALABRIA Sono trascorsi più di due mesi dall'interrogazione ( a risposta scritta) al Sindaco Arena per avere notizie sul futuro dei 112 lavoratori precari in forza al Comune. E' un vecchio vizio dell'Amministrazione non rispondere alle interrogazioni scritte

Nessuna risposta dal Comune Gli appuntamenti: Cosenza il 2 gennaio alle ore 17, Cinema-teatro “AROLDO TIERI” evento speciale nell'ambito del Mendicino Corto Festival, dove verranno consegnati i premi: “Ciak Di Calabria” Al regista Matteo Scarfò e all'attore Paolo Turrà; “Ciak di Calabria” e Premio alla Carriera all'attore Nick Mancuso. A Siderno, presso la Libreria Mondadori, Centro Commerciale “La GRU”, mercoledì 4 GENNAIO alle ore 17, saranno presenti il regista e gli attori: NICK MANCUSO E PAOLO TURRÀ. Presenterà l'evento la giornalista Maria Teresa D'Agostino.

o verbali che siano.E' veramente spiacevole constatare che anche Arena ed i suoi dirigenti continuino a "snobbare" in maniera presuntuosa e arrogante le richieste di informazioni da parte dei Consiglieri, dei capigruppo, del vicepresidente del Consiglio. Un atteggiamento ,quindi, che si commenta da solo. Tornando nel merito del nostro atto chiedevamo ( il 24 ottobre 2011) esattamente

quanto segue: Appreso che in data 26/08/20011 con prot. n. 93550 il dipartimento n.10 ( lavoro ) della regione calabria ha inviato una lettera al Comune di Reggio Calabria in cui rendeva noto l'approvazione ( atto n.293 del 12 luglio 2011) del piano di stabilizzazione occupazionale 2009/2010 in favore dei lavoratori Lsu /Lpu in forza all'Amministrazione;

Evidenziato che al fine di accelerare l'iter procedurale la Regione invitava l'ente a presentare ,entro 60 gg, domanda di liquidazione ,corredata dalla documentazione relativa o . se non interessati, a dichiarare esplicitamente che l'Amministrazione non si trova nelle condizioni giuridiche finanziarie per procedere a nuove assunzioni; Si chiede Se L'amministrazione di Reggio

Locri

La Luce del Natale Non poteva che concludersi in bellezza per la fine dell'anno l'evento che ha coinvolto Locri “La luce del Natale”. In piazza dei Martiri la sera del 28 splendida serata all'insegna della gioia con tanto cibo offerto dalle associazioni Città balneare della locride ed Il nido di calimero, presenti anche l'associazione Oltre l'Arcobaleno, Fruit, Leocos, Protezione civile di Ardore ed i Rangers di Bianco.

A Siderno il 5 gennaio è notte bianca Rete Scolastica Provinciale È stato approvato il 29 dicembre nella seduta del Consiglio Provinciale, il Piano di organizzazione della rete scolastica e dell'offerta formativa. L’Assessore alla Pubblica Istruzione, Giovanni Calabrese ha dichiarato: «Non è stato un lavoro semplice ma siamo soddisfatti del risultato raggiunto. Da oggi si deve pensare ad una nuova fase di concertazione che unisca tutte le forze sociali, pensando al bene della scuola».

Il 5 gennaio si avvicina e dopo i successi delle sei precedenti edizioni anche quest’anno ci apprestiamo a vivere la magia e le emozioni della VII edizione della “Notte Bianca”. L’affluenza di pubblico, la qualità degli spettacoli e l’organizzazione in questi anni sono cresciuti costantemente fino a rendere questo evento uno dei più importanti e partecipati non solo della Locride ma di tutta la Calabria, la VI edizione 2011 ha registrato circa 80.000 presenze. La città tutta sarà amorevolmente invasa dalle migliaia di persone provenienti anche da fuori regione, il grande evento

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Calabria ha risposto al dipartimento regionale,Quale è stata la risposta, Per quanti ,dei 112 lavoratori, è stata fatta la richiesta,In quali settori si intende assumerli ,Quali sono le prospettive per i restanti lavoratori. Come si evince semplici interrogativi a cui ,un Amministrazione responsabile, dovrebbe rispondere senza difficoltà con cognizione di causa e prospettive programmatiche. Evidentemente l'amministrazione Arene,invece, non sa che pesci prendere, di risposte non ne ha e probabilmente ancora deve decidere come gestire la vicenda dei 112 lsu/lpu a quattro giorni dalla scadenza del loro rapporto ( 31 dicembre 2011).Se così non fosse avrebbe già risposto ,tranquillizando tutti. Di interrogazioni al Sindaco ne abbiamo inviate tante altre ,su altrettanti argomenti di interesse pubblico ,ma evidente il Sindaco non intende risponderci ci chiediamo per quale motivo? Adesso però sarebbe il momento di capire da qui al 31 che risposte si danno ai lavoratori, quale futuro li aspetta , aspettiamo fiduciosi ,ancora una volta! Demetrio Delfino; Capogruppo Prc Giuseppe Marino; Vice presidente del Consiglio Comunale

dovrebbe iniziare come al solito alle ore 23:00 con fuochi d’artificio, ricco di musica di ogni genere, artisti di strada, attrazioni varie, divertimento e tanto shopping. Questo grande evento ha visto la sua prima edizione il 5 gennaio 2005 ed è stato creato con lo scopo di promuovere utili per le attività commerciali e artigianali della città, la “strana” data del 5 gennaio è stata scelta dopo un’approfondita analisi e con grande attenzione cioè dopo la fine della spese natalizie e per l’inizio dei saldi invernali, favorendo così la ripresa immediata dello shopping, certificato dai grandi volumi d’affari realizzati da artigiani e commercianti cittadini Come da tradizione la serata avrà inizio dal palco di piazza Risorgimento alle ore 23,00 circa con il saluto del Sindaco Riccardo Ritorto e del Presidente della Pro Loco Agostino Santacroce che subito dopo daranno il via all’evento con i fuochi d’artificio. Il programma della serata lo potete leggere nel box.

Ripresa dei lavori di ss 106, variante di Palizzi Dopo anni di attesa tra breve riprenderanno i lavori della nuova SS106 nel tratto che interessa la variante dell'abitato di Palazzi.Il primo stralcio funzionale dell'opera per circa 90 milioni di euro sta per essere mandato in appalto, il relativo bando,infatti, nei giorni scorsi è stato pubblicato sulla gazzetta ufficiale. L'opera aveva subito un interruzione,alcuni anni fa, per l'improvviso crollo di una galleria in costruzione e successivamente anche per motivi giudiziari. L'ANAS ha superato,quindi, le innumerevoli difficoltà che si contrapponevano alla ripresa dei lavori,riuscendo a predisporne l'appalto di un parte rilevante.

Come Coordinamento per la SS106 dobbiamo rilevare che la strategia dei nuovi dirigenti dell'ANAS con in testa l'ing. Petruzzelli,Capo Compartimentale e l'ing. Lagrotteria,responsabile del procedimento, continua con successo nel percorso di far ripartire i lavori interrotti da tempo, con Lavori di Palizzil'intento di utilizzare la maggior parte delle somme inizialmente previste ,evitando il rischio della loro totale vanificazione. Riscontriamo inoltre che le opere che si stanno eseguendo di recente hanno un iter regolare e rispettano i tempi di esecuzione.La regolarità nella progressione dei lavori e la loro esecuzione a regola d'arte è essenziale non solo per una giusta ultimazione dei lavori, che in passato duravano anche decenni, ma anche per permettere di ottenere ulteriori finanziamenti per il completamento dei vari lotti. Pertanto siamo convinti che tra 3-4 anni (il completamento dei lavori è previsto in 1000 giorni dalla consegna) la variante all'abitato di Palazzi potrà diventare realtà. Franco Romeo

Il progetto “Il Sogno di Bacco” guarda al turismo-culturale

Un Pisl che ruota intorno alla Villa Romana Sono nove i comuni del Basso Ionio Reggino, dell'area Sud del comprensorio della Locride, che si sono associati per dar vita al Progetto Integrato di Sviluppo Locale (PISL) denominato “Il Sogno di Bacco”. Si tratta di: Africo, Ardore, Benestare, Bianco, Bovalino, Bruzzano Zeffirio, Caraffa del Bianco, Casignana e Ferruzzano. Partner di questo progetto, ove Casignana è stato individuato “Comune Capofila”, anche vari Enti ed Associazioni. Naturalmente, in questo territorio ricco di storia e di cultura, l'attrattore principale è rappresentato dalla “ Villa Romana di Palazzi di Casignana”. La Villa Romana, dove quest'estate è stata resa fruibile anche la zona residenziale lato mare, è considerata, difatti, uno dei 99 misteri dell'archeologia. Non si conosce il nome del proprietario del tempo, non sono state rinvenute iscrizioni particolari ed ha la singolarità di vedere rappresentati nelle sue pavimentazioni a mosaico (le più ricche della Calabria con oltre 25 ambienti) almeno due scene di Bacco. Oltre ai progetti che ruotano intorno all'area archeologica di contrada Palazzi, la valorizzazione dei beni culturali e dei centri storici prevista nel PISL comprende vari interventi che riguardano “ l'ospitalità diffusa” (attualmente, ad esempio, nel Borgo Antico di Casignana alloggiano 24 studenti che frequentano il Corso di Infermieristica in questo Comune). Ecco perché tutte le amministrazioni hanno pensato di innescare intorno alla Villa Romana importanti circuiti di turismo culturale. Alcune indicazioni degli interventi da realizzare sono: a Caraffa del Bianco il completamento del recupero del compendio di Palazzo Barletta da destinare a “centro di promozione delle produzioni tipiche locali, degustazioni, esposizione, vendita ed artigianato tradizionale”; a Bruzzano Zeffirio la riqualificazione del Water front ed opere di salvaguardia del Parco Marino “Costa dei Gelsomini”; a Bianco, oltre alla riqualificazione del Water front, si intende congiungere il lungomare con la struttura del cavalcavia esistente in località Laverde attraverso la costruzione di un percorso naturalistico; a Ferruzzano la riqualificazione del Water front ed assetto della fruibilità dell'area residenziale del “Canalello”; a Bovalino si punta a valorizzazione le attività connesse alla balneazione; a Benestare si guarda al “museo del gesso itinerante”, cioè un percorso che dagli impianti di estrazione e lavorazione del gesso consente di visitare anche gli ultimi episodi edilizi ancora in uso nel centro abitato, ad Ardore sono previste una serie di attrezzature nelle aree contermini al lungomare esistente nonché il prolungamento dello stesso ed il recupero di un'area da destinare alla ospitalità dei tanti camper che sostano occasionalmente lungo la struttura esistente; ad Africo un percorso naturalistico integrato al sistema dei percorsi del Parco Nazionale dell'Aspromonte e la ristrutturazione dell'ex scuola materna da riconvertire a rifugio montano-ostello. DS SABATO

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A proposito

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È la madonna che stende i panni VALENTINA STILO

la Madonna che stende i panni”... Ci dicevano da bambini... E io immaginavo una grande donna, dal viso solare e le braccia carnose, scuotere enormi lenzuola bianche, strizzarle ben bene e appenderle. Delle volte si trattava solo di qualche mutanda o poche magliette, altre sembrava che avesse fatto il bucato per tutto il paradiso; anche per l’angioletto cattivo, che quando incrociavi gli occhi per scherzare e lui se ne accorgeva, con un gesto della mano ti lasciava strabica a vita. Anche per l’altro angioletto, quello cosí buono e cosí paziente che scendeva appena apparecchiata la tavola e, per benedirla, aspettava sospeso tutto il tempo del pranzo... e oltre, visto che noi si sparecchiava quando se ne aveva voglia e a volte non se ne aveva! La Madonna lavava i panni di tutti, insomma, di Gesú e di Giuseppe, di quelli entrati dalla porta e di quelli fatti salire dalla finestra (del Paradiso, si intende!). Come facesse non le lo spiegavo. Forse aveva degli auitanti, anche se a me avevano detto: “É la Madonna che lava i panni” e non “É la Madonna con Maria Maddalena” o “É la Madonna con S. Chiara e S. Francesco”. Ad ogni modo, anche sta sera la

“É

Madonna stende i panni e non so come faccia, ma il risultato, in terra, é molto simile a quello del cielo. Quando il cielo piange i panni di tutti si lavano: belli, brutti, buoni, cattivi, onesti e disonesti e tutti, quando tornano a casa si spogliano e restano nudi e chi non ha una casa lascia che l’acqua gli si asciughi addosso, addosso alla propria nuditá che é uguale alla nuditá di chi é coperto con gli abiti piú belli e, quando piove, si bagna un pó e poi va in una casa calda, si sveste, si fa un bel bagno caldo e si mette un bel pigiama caldo e si mangia un bel minestrone caldo e si addormenta in un bel letto caldo. Tutti si bagnano sotto la stessa

I furbi della 106 ANTONIO SAINATO

pioggia, tutti hanno la stessa carne, tutti hanno lo stesso cuore, anche se rivestito di tessuti diversamente colorati, assortitamente profumati. Tutti si bagnano, anche sta notte... ... Magari Maria, sta sera, sta lavando i vestiti sporchi della festa di Capodanno e, siccome é un bel pó che piove, devo dedurre che hanno festeggiato tutta la notte lassú! Ma festeggiato per che cosa? Forse perché c’é ancora una terra su cui far scolare i panni, una terra sterile, é vero, una terra bruciata, ma, chissá, puó essere che, a furia di acqua, qualche fiore si decida a sbocciare!

gni giorno nel breve tratto di strada che faccio da casa per andare a lavoro, tra Gioiosa e Siderno, incontro un furbo, anzi un furbone!!.. a volte anche più di uno.. una volta mi sorpassa a destra, un’altra volta il furbone mi sorpassa a sinistra per poi rientrarmi rapidamente davanti perché si accorge di non avere spazio sufficiente.

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altre volte il furbone di turno che viaggia nel senso contrario al mio, mi viene dritto davanti schivandomi all’ultimo istante. m’incazzo ma dopo un po già non ci penso più, e ritorno a pensare ad altro.. nonché dopo che è trascorso qualche minuto o qualche metro di percorso me li ritrovo a fianco!! che come me sono fermi al rosso del semaforo. allora mi chiedo dove corrono?? dove stanno andando???. penso... se cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia!!, rifletto e dico: ma allora è solo un gioco per deficienti! dove noi saremmo i possibili bersagli !?... ora io non vorrei mai morire per mano di uno di questi furboni, o meglio non vorrei morire in ogni caso!!! ma se dovessi morire per mano di uno di questi sento che non morirei soltanto. nb: questo più che un racconto vuole essere una denuncia, negli ultimi anni questo tratto di strada tra Gioiosa Marina e Siderno è diventata una giungla. SABATO

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la Riviera Registrazione Tribunale di Locri (RC) n. 1 del 19/06/1998 R.O.C. n°11602 del 02/11/98 Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana AmministratoreUnico Rosario Vladimir Condarcuri

COLLABORATORI Direttore responsabile P ASQUINO C RUPI Editor Director E RCOLE M ACRÌ In redazione: M ARIA E LENA F ILIPPONE, MATTEO R ASCHELLÀ, DOMENICO M ACRÌ, ANTONIO T ASSONE, MARIA G IOVANNA C OGLIANDRO. Art Director P AOLA D ’ ORSA Impaginazione E UGENIO F IMOGNARI

Gioacchino Criaco, Lele Nucera, Filippo Todaro, Anna Laura Tringali, Mara Rechichi, Benjamin Boson, Nik Spatari, Maria Giovanna Cogliandro, Angelo Letizia, Marilene Bonavita, Francesca Rappoccio, Mario Labate, Franco Crinò, Ruggero Brizzi, Marco Andronaco, Isabella Galimi,Maria Teresa D’agostino, Giovanna Mangano,

Lettere, note e schermaglie RISPONDE il direttore

Polistena, rubate due auto al Sindaco Tripodi: “è una spedizione mafiosa” Non c'è pace per i sindaci che amministrano, pensando agli interessi generali. Non c'è pace per il sindaco di Polistena, dr. Michele Tripodi, investito da una raffica di manifesti, ingiuriosi della verità, fin dal suo insediamento, e ora derubato di due Fiat Panda. La prima alcuni giorni immediatamente antecedenti Natale, la seconda nella notte tra il 26 e il 27 dicembre. Sotto la sua abitazione. Non facciamo i carabinieri. Non vogliamo rubare il mestiere a nessuno. Comunque, per noi sta che Michele Tripodi è un politico, un politico di razza, e, quindi, inevitabilmente il delitto è delitto politico, delitto d'ambiente politico. Vorremmo sbagliarci, ma non ci sbagliamo. Siamo in presenza d'un atto intimidatorio, come hanno denunciato i Comunisti Italiani, giustamente allarmati e indignati. Siamo di fronte, come ha detto lo stesso Sindaco, a una vera e propria “spedizione mafiosa”, ad uno dei tanti capolavori della delinquenza politica. Un atto rabbioso. Che non impedirà certamente al giovane sindaco di proseguire il suo cammino, reso più forte e non indebolito dal furto mirato, che pur esso consacra la purezza dei suoi costumi. I ladri hanno potuto rubare due Panda, non due Mercedes, non due Audi. Il caso - è ovvio- riguarda il sindaco dr. Michele Tripodi, direttamente colpito in alcuni suoi poveri beni. Ma è anche un caso generale. Perché è del tutto evidente che si vuole rovesciare la sovranità popolare espressasi con un voto plebiscitario sulla lista del dr. Michele Tripodi. E questo è più grave ancora che il furto. È la direzione in ci va il furto che getta l'allarme e preoccupa .

LOQUI E SPROLOQUI

di Filomena Cataldo

Bocca amara

Indubbiamente la scomparsa di Giorgio Bocca lascia un vuoto nel mondo della cultura!Indubbiamente. Al di là dei tanti pareri sulla sua controversa personalità non potevamo non ricordare. Giornalista e scrittore impegnato, politicamente non definito e non definibile, ha calcato le scene della storia italiana sin dagli anni trenta. E fino a questo Natale, giorno della sua morte. Noi lo ricordiamo, senz’altro, per onestà intellettuale. Ma – con la stessa onestà – non possiamo non menzionare la pochezza con la quale Bocca ha guardato al Sud, “un’umanità repellente” – ha sostenuto di recente. Dispiace pensare ad un genio con un occhio così ridotto, così limitato al consueto e posticcio anti-meridionalismo. Che Dio – bontà sua – non lo faccia passare dall’Inferno.

CLASS ACTION CONTRO LA RIDUZIONE DEI TRENI L'avvocato Maria Cecilia Gerace ci manda il testo d'una diffida , che dovrebbe avere come firmatari Asssociazioni e semplici cittadini contro Trenitalia , Ferrovie delo Stato italiano, Ministero dell'Economia, Ministero delle Infrastrutture per la riduzione dei treni in Calabria. Lo pubblichiamo ben volentieri, ma costretti a tagliarne parti. La battaglia de <<la Riviera>> contro Trenitalia eccetera eccetera è ben nota, e sarebbe un fuor d'opera che non aderissimo alla sacrosanta iniziativa. Così nelle sue pagine conclusive il testo: Rilevato che -Tale comportamento [ cioè, la soppressione dei treni] della soc. Trenitalia, ingiustamente offensivo e discriminatorio nei confronti dei residenti nella Regione Calabria, si appalesa del tutto illegittimo: a) viola i fondamentali principi della Costituzione ed in particolare Art 2 (La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento devori inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale), Art 3 (Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E' compito della repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese) Art 4 (La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto), Art. 41 (L' iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pub-

blica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali), Art. 43 (A fini di utilità generale la legge può riservare originariamente o trasferire, mediante espropriazione e salvo indennizzo, allo Stato, ad enti pubblici o a comunità di lavoratori o di utenti determinate imprese o categorie di imprese, che si riferiscano a servizi pubblici essenziali o a fonti di energia o a situazioni di monopolio ed abbiano carattere di preminente interesse generale); b) viola norme, contratti, piani ed accordi previsti per l'intero Territorio Nazionale … c) viola i diritti dei viaggiatori contenuti nella carta dei servizi e nel codice del consumo (D.L.vo n. 206/2005); d) viola le norme afferenti al servizio pubblico e della disciplina di settore, in particolare del Regolamento CEE 1371/2007 del 23 ottobre 2007 e DPR n. 753/1980; e) lede diritti ed interessi tutelati dal Legislatore in varie disposizioni del codice penale (art. 331 “Chi, esercitando imprese i servizi pubblici o di pubblica necessità, interrompe il servizio…. È punito con la reclusione…” art. 332 c.p. “Il pubblico ufficiale o il dirigente un servizio pubblico o di pubblica necessità che, in occasione di alcuno dei delitti preveduti dai due articoli precedenti, ai quali non abbia preso parte, rifiuta od omette di adoperarsi per la ripresa del servizio a cui è addetto o preposto, ovvero di compiere ciò che è necessario per la regolare continuazione del servizio, è punito…” art 340 c.p. “Chiunque, fuori dai casi previsti a particolari disposizioni di legge, cagiona una interruzione o turba la regolarità di un ufficio o servizio pubblico o di un servizio di

E’ la stampa, bellezza! di Antonio Orlando La classe politica italiana di tutti i tempi, di tutti i colori, di tutte le appartenenze ha sempre nutrito nei confronti del giornalismo una profonda diffidenza, un forte astio ed una diffusa idiosincrasia. Ha, invece, sempre apprezzato i giornali amici, quelli che ti spianano la strada, ti sostengono, ti proteggono. Quelli che nascondono i fatti, mistificano la realtà, creano delle belle campagne di stampa, eccitano l’opinione pubblica contro avversari e nemici, quelli, invece, sono molto graditi e vengono lautamente sovvenzio-

nati direttamente o indirettamente. Sono rari i giornalisti non compromessi o non collegati con una qualche lobby o consorteria, sono rari quelli veramente indipendenti e sono per lo più collocati nelle fasce basse e tra i piccoli giornali. Il male ha origini antichissime, anzi è uno dei peccati originali dell’unificazione italiana, basterebbe ricordare che ogni gruppo politico risorgimentale aveva un proprio organo di stampa e i politici più in vista avevano addirittura un proprio personale organo di stampa, settimanale o mensile che fosse. Chi andava al governo si preoccupava di favorire la

stampa amica e di dare addosso a quella avversaria facendola perseguitare da questori e prefetti compiacenti, denigrando le persone o togliendo loro i necessari finanziamenti. Uno come Silvio Spaventa, che è passato alla storia come uno statista conservatore, ma di idee liberali, nel 1863, da Torino tempestava Diomede Marvasi di lettere affinché in quanto procuratore del Re sequestrasse i giornali dell’opposizione (definita “pessima stampa”) e mettesse sotto processo i gestori. Spaventa arriva addirittura a segnalare tre giornalisti, due napoletani ed uno milanese, da arrestare subito perché”

(letteralmente) “…con la stampa tenevano agitato il paese e quindi indirettamente cooperavano con il brigantaggio e poi perché minacciando diffamazioni e calunnie a chi non desse loro denaro e non seguisse la loro parte, potevano senz’altro essere qualificati come camorristi”. In 150 anni non è cambiato gran chè I politici italiani continuano a sentirsi autorizzati a non rispondere alle domande dei giornalisti, se incalzati e messi alle strette reagiscono con veemenza, si rifugiano nei blindati dei Carabinieri, insultano, minacciano, aggrediscono, querelano alla velocità SABATO

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HANNO COLLABORATO Francesco Laddarina, Ian Zimirri, Giuseppe Patamia, Alessandra Bevilacqua,Bruno Gemelli, Carmelo Carabetta, Valentina Elia, Antonio Cormaci, Mario Labate, Antonio Tassone, Giulio Romeo, Ilario Ammendolia, Sara Caccamo, Giuseppe Fiorenza, Daniele Mangiola, Sara Caccamo.

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Ritratti *

di Diego Cataldo

Doni di Natale Ruggero Calvano

FILIPPO TODARO GIORNALISTA.

pubblica necessità, è punito…”). Ritenuto che -Il sistema di trasporto ferroviario costituisce il primo e essenziale mezzo di trasporto, cui sono espressamente affidate e riconosciute, nei documenti programmatici tra Stato e Soc. Trenitalia, capacità e funzione di riequilibrio territoriale e di stimolo allo sviluppo economico delle aree depresse del Paese; -Il trasporto ferroviario in quanto servizio pubblico deve rispondere a fini sociali essendo destinato a soddisfare i bisogni della collettività…… DIFFIDANO - Trenitalia S.p.a. in persona del legale rappresentante pro tempore, - Ferrovie dello Stato Italiane S.p.a. in persona del legale rappresentante pro tempore, Ministero dell'Economia e delle Finanze in persona del Ministro pro tempore Ministero delle infrastrutture e dei trasporti in persona del Ministro pro tempore, A PROVVEDERE Ciascuno per quanto di propria competenza, entro il termine di novanta giorni dalla data di notifica del presente atto, affinchè vengano garantiti: a) il ripristino dei treni per i collegamenti delle varie stazioni site in Calabria con quelle delle Regioni del Centro e del Nord Italia, b) il mantenimento dei treni in condizioni dignitose per gli utenti, c) l'adorazione di tutte le misure necessarie alla soddisfazione dei viaggiatori. Decorso infruttuosamente il termine di cui sopra, verrà adita la competente Autorità Giudiziaria.

della luce tanto da far sospettare di avercele già belle e pronte queste denunce. Ma non rispondono. E’ accaduto anche al Presidente Scopelliti, governatore proconsolare delle Calabrie. Sono andati ad intervistarlo, con tanto di telecamere, a Milano, alla presentazione de “Il museo della ‘ndrangheta”, quelli de Il Fatto quotidiano”. Il governatore, che ha parlato a lungo, e a lungo si è lasciato intervistare dalla Rai, si è rifiutato di parlare con Il Fatto quotidiano. Può darsi che il Governatore non abbia voluto rispondere a giornalisti “padani” (o presunti tali) che gli stanno cordialmente antipatici o può darsi che il solo sentire evocare il nome di Marco Travaglio gli provochi l’orticaria ed allora siccome sappiamo che il Presidente Scopelliti non si sottrae al dibattito, anche aspro, mi permetto di chiedere a “la Riviera” di rivolgere le domande che i giornalisti de “il Fatto” avrebbero voluto rivolgere a Scopelliti.

Ha collaborato e collabora con importanti quotidiani regionali. Intellettuale riservato e raffinato, è così anche il suo modo di raccontare e di scrivere. Affascinato dal viaggio e da buon antropologo scrive un bellissimo libro “Amsterdam 5-12, pioggia” (A.G. Edizioni).

IL BRIZZOLATO di Ruggero Brizzi

IL 2011 È ORMAI ALLE PORTE ED ERA URA Non è stato un anno semplice, per nessuno, ma come al solito dobbiamo essere ottimisti per l’anno che verrà. Certo, non è cosa facile, se partiamo dal fatto che i Maya hanno previsto la fine del mondo per il prossimo anno, ma dobbiamo provarci. Proviamo ad aggrapparci, almeno per il 2012, ai nostri affetti: consolazione mai magra, si badi bene, ma che di questi tempi può trasportarci lontano dal pensiero viziato dei nostri giorni che associa troppo spesso il valore della vita al denaro che si ha. Ritroviamo le nostre passioni libere, ancora gratuite, che nel rapporto con la natura trovano sublime pienezza d’animo. Rifugiamoci nella grande miniera musicale che internet ci offre, con i suoi contenuti. Con un click c’è Mozart, con un altro gli Scialaruga. Riprendiamo in mano i libri che negli anni non abbiamo mai cominciato o non abbiamo mai finito, respiriamo l’immaginario e l’immateriale. Ricongiungiamoci con noi stessi e con gli altri, riscopriamo la comunità e la socialità di una piazza, di un bar, di un gruppo di persone ritorna alla riflessione, insieme, dal vivo. “Felicità, dichiarata fac-simile dal giudizio che ha rilasciato un orefice, quella vera sarà senza un graffio di ruggine” Buon anno amici.

Ecco le domande (sono appena sette, 3 in meno di quelle rivolte all’on. Berlusconi): Due consiglieri regionali eletti nelle sue liste, Zappalà (arrestato perché andava a chiedere voti al boss Pelle) e Morelli (socio in affari con la famiglia Lampada), sono stati arrestati per rapporti con la mafia. Lei era ed è anche coordinatore regionale del Pdl, sceglieva uomini e formava liste. Dove ha sbagliato e perché? Riguardo all’onorevole Zappalà, in una recente dichiarazione lei ha detto che non sapeva, non immaginava, che bisognerebbe buttare la chiave della cella dove è rinchiuso. In una lettera aperta, la moglie di Zappalà la invita a guardare “alle travi conficcate negli occhi di tante persone che vagano nei

territori della politica senza che nessuno decida, non dirò di gettare le chiavi, ma di usarne per fare uscire gli odori malsani che vi stazionano”. Cinque pentiti, in circostanze di tempo e in occasioni processuali diverse, parlano degli appoggi elettorali delle cosche per le sue campagne elettorali. Cosa risponde? Paolo Martino, ritenuto dalla direzione distrettuale antimafia di Milano, un boss di ‘ndrangheta, dice di averla incontrata a Milano qualche anno fa per aiutarla a stabilire contatti con Lele Mora. E’ vero che la sede del suo comitato elettorale nel 2007, quando era candidato a sindaco di Reggio Calabria, le fu offerta gratuitamente da Gioacchino Campolo, il re dei video-

Che cos'è il tifo se non un continuo non t'amo perché t'amo indirizzato ai propri beniamini? Che cos'è la febbrile agitazione dei tifosi se non la felicità di assistere allo spettacolo della lealtà sportiva zampettante sul rettangolo di gioco? La partita che cos'è? E' stimare gli avversari quando sono superiori, senza poi demonizzare, dopo aver perso l'incontro, l'altro undici più forte, perché alla dea Eupalla protettrice del bel gioco siam devoti. Solo che, di tanto in tanto, in questa armoniosa sinfonia del calcio all'italiana, a qualcuno viene in mente di cambiare melodia con superbia da solista. E quindi.. spalancati bboni l'occhj e lejiti stu sprosegu! Non seguo il campionato dai tempi del liceo, non gioco più sistemi ridotti da due triple e sette doppie dal dieci assicurato, infallibili. Questa la mia attuale competenza su questioni che riguardano i massimi sistemi del gioco del pallone. Alla luce di quest'ultima calciopoli, il mio pensiero esula dagli schemi del gioco giocato per entrare in quelli dell'applicazione della legge in materia di scommesse. I titoloni a quattro colonne dei vari quotidiani danno risalto all'immagine del super-campione reo, agli ex calciatori che hanno preso parte al meccanismo di corruttela, alle società calcistiche implicate a vario titolo in questo ennesimo scandalo; mentre lontano dalle prime pagine dei giornali, chiuso in calcio d'angolo, è menzionato, in esigui trafiletti, uno sconosciuto ai più, terzino del campionato cadetto: tale SIMONE FARINA, difensore del Gubbio. Gli s'impone questo trattamento sol perché è stato proprio lui a scoperchiare il pentolone, a far tremare nuovamente i legni delle porte di alcune squadre operanti nelle diverse serie. La sua colpevolezza consiste nel fatto di aver rifiutato 200.000,oo (leggasi duecentomila) euro che sarebbero serviti per truccare una partita della sua squadra. L'ulteriore tackle in scivolata, secondo i detrattori di questo vile malfattore, è avvenuto quando quest'ultimo si è permesso di parlarne con il proprio direttore sportivo. L'ultima uccellata che l'impavido Farina ha prodotto sul neutrale campo della legalità è stata quella in favore dei procuratori giudiziari e sportivi. Nel seguire le troppe edizioni dei tg nazionali il mio disgusto, preso in contropiede, ha raggiunto punte impensabili quando l'odierno tifoso immolandosi sull'altare della moderna sportività, con un'ola verbale, ha dichiarato: ”Sono disposto a perdonargli tutto” all'indirizzo del proprio “superman” (soprannome scelto da lui medesimo), Cristiano Doni, compratore di partite, beccato in fallo di mano lesta. A questo punto, per quel che può valere, voglio spezzare una lancia a favore di FARINA e incoronarlo sportivo dell'anno, per i poteri a me conferitemi dalla giustizia dei giusti, pur non conoscendone i meriti sportivi. Contemporaneamente, però, voglio sperare che l'atrofia, indotta da tre anni di squalifica sportiva, non solo ai muscoli ma anche alla materia cerebrale del Doni, non peggiori per colpa dell'eventuale somma degli anni di galera che gli si stanno per prospettare. Per questo santo Natale, dunque, niente “DONI”. Confidiamo in una Befana senza carbone, ma soltanto per tutti quelli come Farina e cioè, i buoni.

poker, oggi in galera? Cosa ci può dire del buco di bilancio da 170 milioni di euro scoperto dalla Procura di Reggio e dagli ispettori del Ministero del Tesoro, e del suicidio della superconsulente dottoressa Orsola Fallara? Pensa davvero che la politica e le istituzioni in Calabria siano pienamente libere da influenze mafiose e che i casi Zappalà e Morelli siano casi isolati? Prima di rispondere si consiglia al Presedente Scopelliti di guardare nuovamente il film “L’ultima minaccia” con protagonista uno splendido Humphrey Bogart e di prestare attenzione ai dialoghi resi in italiano in maniera veramente esemplare. In fatto di libertà di stampa dagli Americani abbiamo tutti da imparare. SABATO

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IL CENTENARIO Siderno1911-2011

IL CENTENARIO

100 anni

Figliomeni. L' A.S. Jonica Siderno L'Associazione Sportiva Jonica SIDERNO, fondata da Enzo Commisso, uno dei personaggi calcistici più importanti della città, inizia la sua avventura calcistica nel 1980 con la denominazione di A.C. Campagna. Sotto la guida dell'allenatore Gaetano Mazzone, vince molti campionati ottenendo anche tre promozioni consecutive. Storica la vittoria nel 1996 che la F.C. JONICA, forte dei suoi 4.000 tifosi al seguito, ottenne a Palmi nello spareggio con la Vibonese (1-0 con gol di Pelle) approdando in Eccellenza Regionale. Nello stesso anno l'A.C. SIDERNO, dopo le imprese e le ambizioni degli anni precedenti, incontra un periodo di difficoltà anche economica e abbandona la scena. Così, a partire dalla stagione calcistica 1997-98 la F.C. JONICA è l'unica squadra a rappresentare la città di Siderno. La dirigenza decide di cambiare nuovamente la denominazione della squadra in modo da farne risultare la città di appartenenza: la F.C. JONICA diventa così Associazione Sportiva Jonica SIDERNO. Nel campionato 1998-99, sotto la guida di mister Figliomeni anche l'A.S.J. SIDERNO riesce a conquistare la promozione in Serie D. L' A.S.D Real Siderno Nel 2009 in città viene fondata l'ASD Real Siderno che iscritta al campionato di terza categoria centra subito la promozione di categoria sotto la guida di Giovanni Fiorenza. Nell'estate del 2010 il titolo del Siderno è in vendita e viene acquistato dai dirigenti del Real Siderno e da altri soci della città con l'intenzione di fondare un'unica società sportiva, nasce così l'A.C.D. Siderno 1911, dei presidenti Davide Gattuso e Raffaele Salerno . Al primo anno con l'avvento della nuova società e sempre con Fiorenza allenatore, si posiziona al 2° posto nel Campionato di Promozione Calabrese, conquistando poi allo spareggio play-off contro il San Lucido il salto di Categoria in Eccellenza.

mille emozioni

Il centenario del calcio a Siderno se ne va con questo 2011. Noi de La Riviera, grazie a queste preziose fotografie di Mimmo Romeo, rendiamo onore alla squadra della nostra città ed ai tanto amati colori bianco-azzurri. Il calcio a Siderno nasce, appunto, nel 1911, con la fondazione dell' A.S. Juventus Siderno. Nel 1962 il Siderno vince a Roma il titolo di Campione d'Italia per la categoria Allievi. In seguito, in memoria dell'operato del Presidente Francesco Romeo, viene attribuito il suo nome al campo. Ma Francesco Romeo che è stato anche il presidente della Reggina, non è l'unico dirigente ad onorare il nome calcistico di Siderno, su tutti bisogna ricordare il compianto Mimmo Cataldo, direttore sportivo di squadre militanti in Serie A, tra le quali il Lecce e la Reggina mentre per quanto riguarda i calciatori il Siderno ha potuto contare su validi rappresentanti si pensi al bomber Giuseppe Galluzzo. Nella metà degli anni '70, alcuni sidernesi, tra i quali Filippo Sgambelluri, Pino Reale, Damiano Verteramo e Enzo Leonardo, fondavano un'altra squadra, l'A.C. SIDERNO, della quale Direttore sportivo era Francesco Barillaro. Dopo alcuni anni l'A.C. SIDERNO diventava la prima squadra di Siderno mentre la JUVE SIDERNO chiudeva i battenti. L' A.C. Siderno L'A.C. SIDERNO aveva intrapreso la sua esperienza calcistica partendo dal campionato di Terza categoria sotto la guida dell'indimenticato Renzo Guerrieri. Attraverso una serie di eccellenti campionati e promozioni consecutive con la guida di Franco Pavoni era riuscita ad ottenere la promozione in serie D (anche detta Interregionale) dopo gli spareggi contro la Vigor Lamezia (a Castrovillari) e il Morrone (a Catanzaro). Anche in serie D la dirigenza dell'A.C. SIDERNO ha cercato, attingendo calciatori da tutta Italia, di allestire organici capaci di portare Siderno nel calcio professionistico. Tra i calciatori di quegli anni si ricorda il centrocampista sidernese Antonio

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A proposito

di...

Sport

Un 2011 nel segno del Barça e del Sic di Massimo Petrungaro Ci stiamo lasciando alle spalle un anno ricco di emozioni, che ci hanno fatto gioire, ma anche piangere. Per una volta, non voglio scrivere di solo calcio, ma racchiudere in questo spazio ciò che il 2011, dal punto di vista sportivo, ci lascia in eredità. Il mondo dei motori è stato caratterizzato da due notizie: la seconda vittoria consecutiva al mondiale piloti di automobilismo del tedesco Vettel su Red Bull e della tragica morte di Marco Simoncelli, il Sic, pilota della moto GP, morto a seguito di un incidente nel gran premio della Malesia. Il nuoto grazie a Federica Pellegrini è tornato ai fasti di Sidney ed Atene. La nuotatrice veneta, nonostante sia sempre al centro di notizie di gossip, non si è fatta distrarre e ai mondiali di Shangai, ha conquistato l'oro nei 200 e nei 400 sl. Sempre in vasca, Tania Cagnotto sale sul gradino più alto del podio agli europei di Torino. 2011 anno da incorniciare per il tennista serbo Djokovic, che ottiene una splendida accoppiata vincendo prima gli internazionali di Roma battendo in finale Nadal e poi trionfare a Wimbledon. Per il ciclismo ricorderemo la doppia vittoria di Evans nella famosa quanto affa-

scinante Tirreno - Adriatico e nel tour, e dello spagnolo Contador al Giro d'Italia, e, anche in questo caso, della morte del belga Weylandt a causa di una caduta. Ma è il calcio, come era logico attendersi, a catalizzare anche in questo anno, l'attenzione degli sportivi. In Italia, dopo lo strapotere dell' Inter degli ultimi anni, è toccato al Milan vincere il campionato, dopo aver lottato a lungo proprio con i cugini. I nerazzurri, dal canto loro possono vantare di aver conquistato almeno un titolo nell'anno solare, la coppa Italia. In ambito europeo, anzi mondiale, il perfetto

Barcellona d i Guardiola oramai non fa più notizia. Le sue vittorie

sono diventate routine, desta più scalpore una sconfitta. I marziani blaugrana, come vengono etichettati, hanno fatto propria la vittoria nella Liga, la Champions league nella finale contro il Manchester United, e in questi ultimi giorni, il mondiale per club battendo i brasiliani del Santos. In casa nostra purtroppo, negli ultimi mesi, i riflettori si sono accesi sulla vicenda del calcio scommesse. Vorremmo che tale faccenda si chiuda nella notte di San Silvestro, per voltare finalmente pagina. Ma sappiamo che non sarà così, che ne sentiremo e ne scriveremo anche nelle prossime settimane. Ognuno di noi ricorderà questo 2011 per qualcosa o qualcuno. Io lo ricordo per il perfetto Barcellona e per i riccioli di Marco Simoncelli.

Promozione B, il punto dopo il giro di boa Cinque squadre in tre punti, un equilibrio frutto della qualità e dell'organizzazione. Il girone d'andata, va agli archivi consegnando i nomi di San Calogero, Catona, ReggioSud, Bocale e Marina di Gioiosa, tra le principali candidate al salto di categoria. Il San Calogero, primo della classe, è senza dubbio la vera sorpresa di questo campionato: dopo le prime giornate, in molti erano pronti a scommettere, senza timore di smentita, su un calo dei vibonesi. Ed invece, giornata dopo giornata la 'matricola terribile' ha messo il bavaglio agli scettici, dimostrando non solo di meritare una classifica così lusinghiera, ma di poter lottare fino all'ultimo respiro per la vittoria finale. Bene, anzi benissimo, anche le tre reggine sopracitate. Il Catona sotto l'albero trova un gruppo coeso come non mai, che non molla nemmeno di un centimetro. Stupenda la reazione dei biancazzurri, dopo la sconfitta a tavolino decretata da G.S. in merito alla trasferta di Montepaone: senza quella decisione controversa, è giusto ruibadirlo, i ragazzi di Totò Barillà sarebbero primi da soli. Per accorgersi di quanto sia 'duro a morire' il gruppo allestito dal presidente Violante, basta guardare l'ultima gara del 2011, in cui uno Sporting Davoli in continua ascesa, è stato riagguantato proprio quando la sconfitta pareva inevitabile. Applausi anche per il Bocale, che si gode il meritato riposo forte di 11 risultati utili consecutivi. Il modo di fare calcio dei biancorossi, corrisponde ad una sola parola: spettacolo. Per maggiori info, chiedete a Mamertresilicese e Cittanovese, malcapitate vittime negli ultimi due match giocati al Campoli dalla truppa di Casciano: 4-0 per la Mamer, 3-0 per l'undici di Cittanova. Completa lo splenido quadro il ReggioSud, che ormai da quasi due anni recita il

ruolo di indiscusso protagonista. Collettivo d'acciaio, giovani di eccellente prospettiva: il progetto vincente del duo Leo-Cloro parte da lontano, ed è destinato a raccogliere altri successi. La ciliegina sulla torta, per mister Rotondo, si chiama Sasà Rappocciolo: tre gol in altrettante gare per uno dei calciatori più forti di tutta la Promozione calabrese, l'ultimo dei quali è valso il pareggio nel big match di San Calogero, su un campo ridotto ad un pantano. Come detto prima, nella corsa al titolo non bisogna dimenticarsi del Marina di Gioiosa:. I giallorossi guidati da Gigi Caridi, proseguendo sulla scia della strepitosa rimonta effettuata la scorsa stagione, hanno superato brillantemente le difficoltà iniziali, e adesso sono nuovamente lì, seduti orgogliosamente al tavolo delle grandi: levarceli, sarà impresa ardua per

chiunque. Si è un pò 'sgonfiata' invece, la Nuova Rizziconese: dicembre è stato un mese avaro di gioie per Giovinazzo e soci, che in tre gare hanno racimolato solo un punto, passando dalla seconda alla sesta posizione. All'ex Bagnarese Ezio Campora, da poco subentrato all'esonerato Checco Russo, il compito di ridare vigore ad una squadra che, non dimentichiamolo, è stata costruita per centrare una tranquilla salvezza.Nei pressi dei quartieri che contano, da rimarcare la rimonta dello Sporting Davoli, capace di spazzare via nel giro di due mesi una partenza da incubo: l'ultimo posto, è solo un pallido ricordo. Proseguono a piccoli passi, anche Mamertresilicese, Montepaone e Taurianovese: se le prime due sono in perfetta linea con i programmi, lo stesso non si può dire per la

Taurianovese, partita con obiettivi d'alta quota salvo poi ritrovarsi impantanata in una situazione che a Settembre non avrebbe previsto nessuno. Da 'alti e bassi', anche il cammino del Real Catanzaro: la squadra spumeggiante e vincente di inizio anno si è via via smarrita per strada, facendosi trovare sistematicamente impreparata al momento di compiere il decisivo balzo in avanti.Un 2012 alla riscossa. E' questo l'obiettivo in casa Gallicese, dopo che il prezioso 1-1 di Montepaone ha restituito ottimismo e consapevolezza dei propri mezzi. La validità dell'organico non si discute, e sinceramente fa un certo effetto vedere i biancorossi al quart'ultimo posto. Il nuovo anno, dovrà portare più attenzione e concretezza. Fiducia nel futuro, anche per il Gioiosa Jonica: la vittoria nel derby col Marina è stata probabilmente la scossa decisiva, per una matricola capace nei turni successivi di ritrovare la quadratura del cerchio. Difficile, ma non disperata, la situazione della Cittanovese: se le prime giornate lasciavano presagire un tracollo senza scampo,quelle successive hanno regalato quanto meno la speranza. Un autetico disastro invece, quello della Pro Catanzaro: accreditati addirittura come la squadra da battere, i giallorossi hanno cominciato col deludere, finendo poi con la smantellare. Via mister Riitano, via tutti i giocatori più rappresentativi: la sconfitta interna per 7-1 (!), ad opera del Marina di Gioiosa, la dice lunga su quello che si è rivelato un vero e proprio 'flop'. Infine, il San Luca: 13 sconfitte di fila costituiscono un record non certo invidiabile, e dicono chiaramente che i 2012 degli aspromontani sarà in Prima Categoria. f.i.-rnp

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MARINA DI GIOIOSA: Finale col botto BILANCIO POSITIVO per il Centro Studi Karate Per il Marina di Gioiosa Jonica l'anno 2011 che si sta chiudendo meriterebbe sicuramente di essere scritto a carattere cubitali e a lettere d'oro, visto che è riuscito a regalare ai propri sostenitori tante belle soddisfazioni. A questo si aggiunge la crescita dei tanti giovani locali che continuano a dare un ottimo contributo alla formazione giallorossa in questo difficile campionato di Promozione (ci riferiamo ai vari Sanotaca, Palermo, Mazzone, Femia, Ieraci, Denaro, Carbone, Patrizio e Scattareggia, che stanno migliorando a vista d’occhio, garantendo un ottimo rendimento in ogni partita ). La società giallorossa ha provveduto a darsi una nuova struttura dirigenziale in estate per meglio affrontare questo campionato di Promozione, sempre più impegnativo sia dal punto di vista organizzativo, tecnico che economico. Finora la squadra si sta disimpegnando bene affrontando tutte le gare a viso aperto. La dirigenza guidata dal presidente Vincenzo Tavernese in questa stagione ha individuato in Gigi Caridi il nuovo allenatore che sta lavorando in maniera ineccepibile riuscendo ha creare un gruppo che sta ottenendo dei buoni risultati . «Sono molto contento e soddisfatto - ha detto il presidente del club giallorosso - per come siamo riusciti a condurre questa prima parte di campionato. Stiamo lavorando tutti insieme per riportare il Marina di Gioiosa a buoni livelli consolidando un grande progetto che la società tutta ha costruito con enormi sacrifici. A Marina di Gioiosa Jonica i tifosi sognano e l'entusiasmo attorno alla squadra locale cresce di giorno in giorno». Nicodemo Barillaro

IV° Memorial Giovanni Cogliandro

Vince il Brancaleone

Il “Memorial Giovanni Cogliandro” sta diventando un appuntamento importante nel panorama del calcio dilettantistico. La quarta edizione ha avuto come protagoniste Bocale, Brancaleone e Interpiana,che rappresentano tre differenti categorie, ovvero serie D , Eccellenza e Promozione.In un triangolare con partite da quarantacinque minuti ,arbitrate dal si. Sgrò di Melito (coadiuvato dagli assistenti Fotia e Feno) ,le squadre si sono sfidate in una giornata dal freddo gelido . La prima partita, tra il Brancaleone di Brando e il Bocale di Casciano, è finita con la vittoria degli jonici per 2-0, mentre il secondo incontro ha visto prevalere L’Interpiana di Mesiti ,che ha battuto il Bocale per 3-1. L’ultimo match, tra Brancaleone e Interpiana, è durato invece

solo venti minuti, prima di venire sospeso a causa di una violenta grandinata unita al vento gelido. La classifica finale ha visto imporsi il Brancaleone, che a parità di punteggio con l’Interpiana ha avuto la migliore differenza reti. Tra le file del Bocale, ha giocato anche il figlio del compianto Giovanni Cogliandro. La giornata, si è conclusa con la premiazione e lo scambio di auguri e panettoni tra dirigenti, tecnici e calciatori . Tra le tante note da sottolinerare, il grande impegno delle contendenti e la presenza di Paolo Campolo: il nuovo direttore generale dell’Interpiana, con il marchio Bocale impresso nell'anima, ha esordito su quello che, dall'8 Gennaio 2012, sarà il nuovo terreno di gioco del suo nuovo club. f.i.-rnp

Alla fine di un 2011 carico di successi e di riconoscimenti (ultimi per ordine di tempo i 12 titoli Mondiali ed i diversi titoli Nazionali) non poteva mancare nel carnet dell'Associazione Sportiva guidata dal M° Vincenzo URSINO uno dei premi più ambiti da atleti e dirigenti sportivi. Si è svolta a Reggio Calabria, in una gremita sala Nicola Calipari del C o n s i g l i o Regionale, la cerimonia “Stelle al merito 2009 e i Campioni 2011”, organizzata dal presidente del C o m i t a t o Provinciale del Coni, Giovanni Filocamo. La festa che si tiene per celebrare quanti, tra atleti, società, tecnici e dirigenti, si sono distinti durante l'anno. Presentata dal coordinatore didattico-scientifico della Scuola dello Sport Coni Calabria, Demetrio Albino, alla cerimonia hanno partecipato il vice-presidente del Consiglio regionale della Calabria, Alessandro Nicolò ed il presidente del Coni regionale, Mimmo Praticò. Come dicevamo il C.O.N.I. ha

premiato il CENTRO STUDI KARATE per i brillanti risultati ottenuti nell'anno 2011 (Campionati Mondiali 12 ori - 7 argenti - 11 bronzi; Campionati Nazionali 3 ori - 1 argento 5 bronzi; Campionato Internazionale 4 ori - 1 argento - 1 bronzo) . A ricevere il prestigioso riconoscimento è stato il M° Vincenzo URSINO anima e corpo di questa prestigiosa associazione che opera nel comprensorio reggino da oltre 20 anni e che contribuisce a portare al di fuori dei confini regionali e nazionali il buon nome del nostro territorio. Un ringraziamento particolare - sottolinea il M° Ursino - va rivolto agli atleti protagonisti degli straordinari risultati: Domenico e Vincenzo Macrì, Vincenzo, Luca, Tommaso e Vincent Figliomeni, Mattia Gulloni, Domenico Cordì, Eros Oliveto, Vincenzo Muià, Giuseppe Bizzatini, Vincenzo Guttà, Alberto e Riccardo Guarnaccia, Antonio Gurnari, Jacopo Mittica, Vincenzo Scruci e Domenico Angilletta. lr.

Il Siderno si prepara in vista della gara di recupero di mercoledì contro il Soverato

E’ un Siderno fortemente provato e rimaneggiato quello che agli ordini di Guglielmo Tellli ha ripreso la preparazione dopo lo stop natalizio funestato dalla tragica morte del collaboratore di mister Laface, Nunzio Siviglia. Il tecnico melitese è stato trasferito all’Ospedale di Melito Porto Salvo , più vicino alla sua abitazione, ed è dal lettino della sua stanza che si mantiene costantemente informato sulle condizioni psico-fisiche della sua squadra. Lo shock provocato dal terribile incidente ha lasciato i segni anche a livello dirigenziale ma grazie alla passione ed al dinamismo di tutti i soci sono stati mantenuti tutti gli impegni assunti con i calciatori e questo ha consentito di ritrovare la necessaria tranquillità in vista delle prossime due gare interne di campionato che il Siderno dovrà disputare in soli 4 giorni rispettivamente, giorno 4 gennaio, contro il Soverato, fresco reduce dalla vittoria in Coppa Italia e quindi ritorno in campo fissato per domenica 8 gennaio, contro il Guardavalle.

L’obiettivo è riuscire ad ottenere almeno 4 punti per poter proseguire nella scia di risultati positivi intrapresi con la nuova gestione ma un pensierino all’en-plein non guasterebbe giacchè se arrivassero sei punti sarebbero davvero da considerarsi come oro colato. Contro il Soverato mister Telli sarà in grossa difficoltà perchè mancheranno sicuramente Autellitano, Panzera, Luciano e Commisso Anthony. A questi si aggiungeranno l’infortunato Candido ed il partente Giovanni Marcianò. Come si vede saranno out tre fuoriquota titolari che avevano favorevolmente impressionato a Bovalino. Il periodo di sosta ha consentito il recupero del giovane classe 93 Riccardo Rumbo e del 94 Cosimo Figliomeni che potrebbero essere schierati contro i catanzaresi. In via di definizione la posizione dell’attaccante Carlo Orlando che praticamente è stato “coccolato” dal Siderno per tutta la stagione estiva, lo stesso attaccante non è stato svincolato dalla società e quindi per lui non ci sarà la possibilità di poter giocare altrove. Sarebbe una mossa intelligente da parte del giocatore mettere da parte le sue volontà di partenza anticipata e contribuire alla salvezza del Siderno. Per il resto c’è da segnalare come in questi giorni il direttore generale Francesco Vumbaca assieme a Davide Gattuso e agli altri soci è alla ricerca di un centrocampista di qualità. Come si vede la situazione è in evoluzione non resta che aspettare mercoledì per vedere in che condizioni si presenterà in campo il Siderno. Vedremo cosa accadrà. a.t. DOMENICA

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Biblioteca meridionalista

Ancora Natali Mio nipote Pasquinu avrebbe pregato così

FERNANDO SAGADO

n troppi ne hanno parlato, bene o male. Intrupparsi nel coro, di critiche o elogi, non ci è sembrato utile. Soprattutto, ci sembrava irrispettoso, verso noi stessi, il lasciarsi andare ad analisi personali nel mezzo di un lutto. La morte chiude qualcosa e ne apre un’altra, è un momento di raccoglimento non di chiacchiere. Il tempo trascorso, anche se poco, ci permette di proporre un gioco ai nostri lettori. Un indovina chi è? Pensate a un grande giornalista, che scrive su testate importanti, appartenenti a un colosso della carta stampata. Un settentrionale, parecchio snob, che disprezza il sud, ama la lega. Uno che dice verità scomode, mettendo all’indice i vizi degli italiani. Chi può essere? Feltri. No, anche se il ritratto è quello. Aggiungeteci che è stato fascista, monarchico, repubblichino e repubblicano, razzista, omofobo. Uno che ha disprezzato Pasolini e Sciascia allo stesso modo. Che ha messo alla berlina la dc e poi ha sostenuto il compromesso storico. Che i sudici li ha definiti repellenti. Che la Lega era santa fino a quando non è giunta ad Arcore. Feltri non può essere, se non altro per questioni anagrafiche. Sapete bene chi è, o meglio chi era. Giorgio Bocca. Quello che vi ho fatto è il suo ritratto, esatto in ogni particolare. Le caratteristiche che lo hanno contraddistinto avrebbero fatto di chiunque un cialtrone, di lui, invece, in tanti ne tracciano un profilo entusiastico. Una delle più grandi penne, insieme a Montanelli e Biagi. Sarà, si magari è sufficiente essere un drago a scrivere per essere un grande giornalista. Ma un grande uomo è un’altra cosa. Un grande uomo critica, condanna, svela. Il disprezzo sa di marcio, di pancia. La repellenza la associ ai serpenti, e anche lì è di troppo. Un singolo, un gruppo si possono macchiare di atti repellenti. Definire un popolo repellente è un atto di arroganza estrema, non è da grandi, forse per grandi firme ma non per giornalisti eccelsi. E come puoi essere grande se non riconosci il genio immenso, di penna, di uno come Pasolini o Sciascia. Sarà, perché in Italia tutto ormai può essere, che uno che è stato di tutto nella sua lunga vita diventi grande perché vede le pagliuzze negli occhi degli altri ma non scorge mai le sue travi. E le sue sarebbero state travi per chiunque altro. Se hai cambiato idea e casacca decine di volte non è che devi essere messo al rogo, ma devi avere il coraggio di metterti da parte. Se inneggi al duce, al re, alla repubblica e a Bossi, devi rassegnarti e privare il mondo dalle tue idee. Prendete uno che scrive benissimo, dategli un giornale come repubblica, poi l’espresso e poi una grande casa editrice per fargli pubblicare i suoi libri scritti benissimo. E’ un grande? In Italia si, altrove magari no. Noi conosciamo la sintassi, usiamo l’enfasi e la retorica, abbiamo dimestichezza di ossimori e iperbole. Scriviamo su La Riviera, siamo minuscoli e se ci permettiamo di essere omofobi e razzisti, di

Madonna, chi ti ficimu, a lu penseru moru, Ndavi due mila anni ca ugni Natali Volimu mi fai nu beddu figghiolu Mi veni tutti li piaghi a rinfriscari.

I

E tu, Mamma mmaculata e santa , Fatta d' ubbidienti pasta calabrisi, Ti presenti cu na grossa panza E sgravi cu duluri e cu sorrisi. Nta la pagghia cu tanti fili d'oru Biondu comu lu granu, chi ndi duna pani Ciangi to' figghiu di l'amatu amuri, Lu figghiu to' di sentimenti sani. Sapi chi li caji non li poti liminari. Sapi ca cu ttia sula resta la speranza. E chi di novu, u prossimu Natali, Ti ndaji a presentari cu na bella panza.

A Bocca

Nesci mata prena, o Mamma bella, Mamma mia. Fai nn'attru Gesù, cchiù furtunatu, duci Mi duna all'umanità gioia, allegria. Ccussi non sgravi cchiù ed eu non nchianu in cruci. P.C. Natale 2012

chiusa

Una delle più grandi penne, insieme a Montanelli e Biagi. Sarà, si magari è sufficiente essere un drago a scrivere per essere un grande giornalista. Ma un grande uomo è un’altra cosa. Un grande uomo critica, condanna, svela.

insultare la più piccola delle pro-loco, ci prendono a calci nei posteriori. Noi non siamo contro qualcuno o qualcosa, ma sempre per qualcuno o qualcosa. Il disprezzo lo riserviamo sempre e solo agli atti, mai alle persone, figurarsi ai popoli. Pensiamo che nemmeno gli anfibi siano repellenti e teniamo un geco sulla scrivania. Per noi anche le zanzare sono creature gentili. Le mosche poi, evitiamo di schiacciarle, le apriamo le finestre perché volino libere nel cielo. Ma noi non siamo grandi firme, siamo artigiani della penna. Però abbiamo ancora quella ingenuità che ci rende liberi, in Bocca non ci abbiamo mai visto grandi cose. L’abbiamo detto forte quando era in vita e possiamo continuare a ripeterlo. In fondo noi amiamo a dismisura Pasolini e Sciascia e il disprezzo del grande Giorgio lo meriteremmo tutto.

SABATO 31 DICEMBRE 2011

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Immagini

da...

Telethon

Cultura e società INTERVISTA AL REGISTA

Vincenzo Caricari, premiato al Calabria Film Festival MARGHERITA CATANZARITI Il ladro scritto e diretto dal giovane Caricari e realizzato dalla Asimmetrici Videoproduzioni, la casa di produzione fondata dai fratelli Migliaccio Spina e di cui è socio anche il regista sidernese, ha vinto il premio come miglior cortometraggio al Calabria Film Festival. Una bella soddisfazione per Vincenzo, i Migliaccio Spina e per quanti hanno lavorato alla realizzazione dell’opera. A differenza dei precedenti lavori di Caricari, focalizzati su tematiche sociali di un certo impatto come la lotta alla criminalità organizzata in Giovani e in La guerra di Mario, le proteste degli studenti calabresi ne Il grande inganno o le problematiche dell’immigrazione con Il paese dei

bronzi, il corto Il ladro è un’opera più intimista, che racconta la storia tutta calabra di un giovane spacciatore, interpretato da Riccardo Fazzolari, e del suo rapporto con il fratellino di otto anni, portato sullo schermo da un sorprendente Pasquale Catalano. Vincenzo, una bella soddisfazione questo primo premio. Direi di sì. Soprattutto perché il festival è stato organizzato dalla Film Commission, un’istituzione di tutto rispetto che opera nel settore cinematografico con cognizione di causa. Non si è trattato del solito “evento vetrina” per ospiti dai grandi nomi, ma di un concorso serio che ha premiato concretamente i vincitori. Se devo essere

sincero, mi ha stupito un po’ il clamore suscitato intorno alla cosa. Voglio dire, ho avuto anche altri riconoscimenti altrettanto prestigiosi, se non di più. Con i miei corti precedenti ho vinto a Liverpool, in Emilia, a Val di Susa. Ma quasi nessuno ne ha parlato. Non è un po’strano? Direi di sì. Ma a che cosa pensi sia dovuto? Forse perché quelli erano documentari su temi sociali impegnati, di fronte ai quali la gente non si espone particolarmente. Alle proiezioni nelle nostre sale, per esempio, ho avuto pochi apprezzamenti dal vivo. Poi invece sul web, i complimenti si sprecavano. Con La guerra di Mario sono arrivato primo ad un festival internazionale e qui in pochi l’hanno visto. E’una strana con-

traddizione. Forse Il ladro ha avuto maggiore riscontro mediatico perché è più sui sentimenti che sull’impegno civile. E un po’ questo mi dispiace, perché penso che i temi forti siano più importanti. Ma è stato comunque bello lavorarci, dopo quattro documentari ho provato a fare qualcosa di più leggero. Ho voluto staccare un po’ raccontando una storia diversa, più intima, incentrata esclusivamente sul rapporto umano,

PROGETTO ASILO PAMBAZUKO

IL CALENDARIO MISSIONARIO Natale è tempo di auguri, regali e panettoni, ma soprattutto è sinonimo di buoni sentimenti, solidarietà e conforto, perché se è festa, deve esserlo per tutti e per ognuno allo stesso modo. E’ giusto ricordarsi di chi è in difficoltà ogni giorno, farlo in occasione delle festività natalizie, amplifica la portata del gesto e lo rende più significativo e opportuno, anche se si tratta solo di un semplice pensiero, di un piccolo contributo. E’ per questo che LAMICO (Laici Missionari della Consolata) ha deciso di promuovere il “PROGETTO ASILO PAMBAZUKO - KENIA”, con una raccolta fondi per la costruzione di un asilo a Kahawa West in Kenia, una delle zone in cui il gruppo missionario è più attivo nel dare assistenza ai fratelli in difficoltà. L’opera dei volontari è testimoniata attraverso la realizzazione di un calenda-

rio che in 12 foto, una per ogni mese, raffigura e descrive la sofferenza, il disagio e la povertà dei luoghi, ma soprattutto trasmette all’osservatore la bellezza e la serenità intrinseca del sorriso di un bambino, del volto di una mamma, di paesaggi e di colori incantevoli, di un universo umano e naturale che nella sua totalità ed essenza va preservato, curato e difeso. Tale iniziativa nasce da un’idea di Beatrice, Frank e Rita, da tempo impegnati sul posto in prima persona durante i loro ripetuti viaggi in Kenia, che seguendo il loro cammino vocazionale fanno della “Missione ad Gentes” una vera e propria scelta di vita. Per chi fosse interessato e desiderasse contribuire in prima persona alla realizzazione dell’asilo, sono attivi due conti correnti per il versamento dell’offerta: il primo è il conto cor-

Il Natale di Caravaggio è speranza Il pennello di Michelangelo é, quest'anno, ispirazione del mio Natale. Non il Michelangelo della Cappella Sistina, ma un altro, che da Caravaggio, cittá del Nord della nostra bella Italia, prende il nome. Come puó l'arte di un uomo così turbato, tormentato, angosciato parlare così bene di Dio? Forse perchè il Dio a cui si riferisce è il Padre di Gesù Cristo, Gesù di Nazaret, riconosciuto come Cristo, Messia, nato come noi in mezzo al sudore e al sangue, come noi albergato da una terra spaccata, come noi accolto dalle fragili e limitate braccia di una piccola e giovane donna e dalle attenzioni del suo com-

rente bancario INTESA SANPAOLO S.p.A., coordinate IBAN IT16 V030 6901 1220 0000 5160 049; l’altro è il conto corrente postale N° 33.40.51.35; per entrambi l’intestazione è Missioni Consolata ONLUS, corso Ferrucci 14, 10138 TORINO, specificando nella causale “ PROGETTO ASILO PAMBAZUKO-KENYA”. Tra coloro che hanno già deciso di aderire al progetto segnaliamo il sostegno offerto dal Comune di Siderno, che contribuendo economicamente ma prima di tutto offrendo concreta collaborazione e dimostrando vivo interesse, ha evidenziato la sensibilità e l’attenzione verso certe tematiche e iniziative da parte di tutta l’amministrazione comunale con il sindaco Riccardo Ritorto in testa. A loro LAMICO rivolge il proprio ringraziamento e i migliori auguri di buone feste.

pagno. Come molti di noi, ignorato dal mondo. Caravaggio dipinge la meraviglia nella miseria, speranza per tutti noi, ancora una volta. E se mi metto a contare, sono tante le miserie... voi le saprete meglio di me, non ho bisogno di enunciarle! Ma non posso non condividervi l'impotenza di tanti professionisti sottopagati e della non curanza di fronte all'abbandono dell'educazione pubblica qui in Brasile. Masse di bambini obbligati a bere violenza perchè non possono pagare una scuola privata. Masse di professori vittime, anche loro, della violenza e della non valorizzazione del proprio lavoro... Fanno comodo ai nostri governi ciò che un grande intellettuale brasiliano, Paulo Freire, chiamava “ignoranti funzionali”: specialisti nel fare e incapaci nel chiedersi il senso delle cose. Informazione a tutti, si, ma formazione solo per chi se lo puó permettere, in modo tale che la maggioranza non possa discernere quanto alla qualità di quell'informazione. Il Natale di Caravaggio é speranza. In ginocchio davanti al bambino Gesù, aggrappato a Maria, quattro uomini in adorazione: Giuseppe e tre pastori,

gente semplice, capace di lasciarsi sorprendere e interpellare dalla vita che trionfa in circostanze avverse. L'unica cosa che si dice dei pastori che visitarono Gesú, all'inizio del Vangelo di Luca, è che vigilavano il gregge di notte, a cielo aperto e a turni. La resistenza di tanti esseri umani alla violenza, al sopruso, alla dittatura, all'ignoranza non è forse questa vigilanza? Vigileremo a turni, ci daremo speranza mutuamente per offrire ai nostri figli l'adorazione che si meritano, il bacio, il soffio vitale, le attenzioni di cui hanno bisogno per sopravvivere fisicamente e intellettualmente. Caravaggio sembra ricordarci questa possibilità e augurarci questo cammino. Il Figlio di Dio è nato nell'oscurità, in mezzo all'oppressione dei popoli da parte di un Impero, e chi lo riconobbe furono coloro che vigilavano a turni a cielo aperto. Anche oggi rinasce la speranza in mezzo alle nostre angosce, paure, tormente... quindi... BUONA VEGLIA, CARI PASTORI! Valentina Stilo SABATO 31 DICEMBRE 2011

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la Riviera

Foto Notizie

senza contestualizzarla necessariamente ad un luogo o ad un momento definito. Cosa ci dici del cast? Bravi. Sono stati tutti bravi. Riccardo Fazzolari, che ho “rubato” al mio collega Bernardo (l’attore è stato spesso protagonista dei film di Migliaccio Spina, ndr), si conferma nella sua capacità di rendere il personaggio alla perfezione, nudo e crudo. E Pasquale Catalano ci ha

sorpreso tutti con la sua espressività che ha bucato lo schermo, nonostante abbia solo otto anni. Il resto del cast formato da Gatto, Cricelli, Tarzia, Capogreco, Lombardo, Maiolo, De Leo e Catalano se l’è cavata alla grande. Quali sono le difficoltà che si incontrano quando si fa il regista nella Locride? Ti rispondo con un esempio semplicissimo: un autore pugliese va alla regione Puglia con in mano un progetto valido e viene considerato. Un autore calabrese va alla regione Calabria con in mano un progetto altrettanto valido, ma non viene considerato. Poi, sempre alla regione Calabria, arriva un autore, che ne so, piemontese e a lui va tutta la considerazione. Per non parlare se l’autore è straniero, ricco e famoso, lì addirittura piovono centinaia di migliaia di euro. Quando lavoravo a “Il paese dei Bronzi”, sono stato a Riace per sei mesi e in quel frangente ho chiesto mille volte alla regione un piccolo contributo, un aiuto. Niente: tutte richieste cadute nel nulla. Sono andato avanti con i miei mezzi e ho realizzato un cortometraggio che però hanno visto in tutta Europa. In Calabria succede anche questo. Perché allora tornarci in Calabria, come hai fatto tu? Perché anche se stavo fuori, le storie che scrivevo, i miei personaggi, i luoghi erano tutti calabresi. Io ho sempre voluto parlare di Calabria, quindi perché non farlo direttamente da qui?

La Calabria è la terra meno cinematografata d’Italia. Non dovrebbe essere usata solo come location per altre storie, ma essere lei la storia. Così mi sono guardato intorno e ho trovato Bernardo e Nazzareno Migliaccio Spina, due professionisti che hanno creato una realtà interessante e mi sono imbarcato anche io nell’avventura della Asimmetrici Videoproduzioni. Insieme cerchiamo ogni giorno di creare qualcosa di concreto. Oltre che di cinema, trattiamo diversi segmenti del settore: documentari, video, trailer. Ultimamente due grandi produzioni hanno voluto proprio noi per organizzare i casting di due film in lavorazione, di cui uno è Anime Nere, tratto dall’omonimo romanzo di Gioacchino Criaco. Insomma, tutto quello che ha a che fare con la nostra passione, noi della Asimmetrici lo facciamo. Sei ottimista per il futuro? Sono fiducioso. Qualcosa sembra stia cambiando. Ma anche se non fosse così, ripeto, noi continueremo a lavorare. Anche se non riusciamo ad ottenere finanziamenti o supporti, le cose riusciamo a farle lo stesso da soli. Più che di soldi o attrezzature, per fare cinema c’è bisogno di idee. C’è bisogno di gente con il cervello. Fin quando c’è quello, il resto viene da sé. Vincenzo, che cosa è il cinema per te? E’il mio mezzo di espressione quando sento l’esigenza di raccontare qualcosa. Non sono bravo con le parole. Parlo meglio con le immagini.

SANT’ILARIO

Epifania... in musica Si svolgerà venerdì 5 gennaio 2012, nelle sale di Palazzo speziali-Carbone, a S. Ilario dello Ionio, la seconda edizione di “Epifania…in musica” con il coro “Euterpe” del M° Mary Sgrò. L'evento, organizzato dall'amministrazione comunale in collaborazione con la Pro Loco, vede l'esibizione dei piccoli cantori dell'omonima scuola di musica sidernese, insignita del patrocinio morale della Città di siderno, che intoneranno i più classici canti natalizi e le più moderne melodie dei giovanissimi. Nella vigilia della serata più attesa dell'anno da tutti i bambini, la mitica Befana farà la sua prima apparizione per

LE NOTE

dispensare dolci a tutti i presente. Nell'occasione il sindaco Pasquale Brizzi, consegnerà i buoni fruttiferi

assegnati, come è ormai consuetudine, a tutti i nati del 2011: un segno di vicinanza da parte delle istituzioni alle famiglie e un augurio di prosperità ai neonati. La manifestazione conclude i festeggiamenti per il periodo natalizio, aperti a S. Ilario il 22 dicembre scorso dal “Natali i na vota”, presentazione del libro e del cd dei QuartAumentata, con l'applauditissima esibizione di Paolo Sofia e Salvatore Gullace e il brindisi finale curato dall'associazione italiana sommeliers-delegazione Locride.

di MARA RECHICHI

Dai, su, sfoglia il calendario, ripercorrilo dal primo all'ultimo mese, settimana per settimana, giorno per giorno! Ce l'hai un'agenda? Tieni un diario quotidiano? E sfogliali, no? Devi farlo adesso, è la fine dell'anno. Cosa vedi, cosa leggi? Memo, post it, appuntamenti, scadenze, scontrini, bollette, qualche frase indimenticabile (nel senso che la memoria non t'aiuta), sottolineature, scene da film, biglietti da visita, titoli di libri, biglietti del cinema, del teatro, pass per concerti, numeri di telefono sparsi, indirizzi vari, quell'http che dovevi assolutamente visitare, un asterisco, una frase in codice, il giorno rosso e quello nero, il petalo di un fiore, anniversari, date che diverranno storiche, forse. Sono certa che i più, tra gli italiani, si ritroveranno con alcune parole chiave, fondamentali per non dimenticare il 2011: bunga, Fukushima, primavera, donneinpiazza, Jobs, dimissioni, unità, Odissey, Pippa, Osama, Strauss no-valzer, referendum, Corno d'Africa, neutrini, Utoya, Amanda, Gheddafi, Mubarak, Sic, settemiliardesimo nato, Berlusconi, Monti, Kim Jong, Havel, Bocca, spread. I più, tra i calabresi, aggiungeranno: sindaco si, sindaco no, sindaco forse, acido muriatico, treni no, aerei no, fondi no, rifiuti, sviluppo, lavoro?, al nord, Premio, Bronzi d'azzardo senza Museo, neoborbone, maqualeunità, eno-gastronomia, artigianato, cambiare, e la sanità! La repressione e la depressione… da tagliarsi le vene. Invece no! Ma hai pensato alla bellezza del momento che stiamo vivendo? Provaci, troverai il ritorno all'essenziale, al vero, niente sprechi, niente falsi: poche persone e poche cose, ma buone. Basta con il superfluo, la roba che non abbiamo più dove stipare. Avanti falegnami, fabbri, ricamatrici, sarte, magliaie, panettieri, attori, musicisti e tuttiglialtri. Il 2012 sarà l'anno dei sacrifici sì, ma anche delle riscoperte. Ci tornerà la memoria, sfrondata dagli orpelli, sapremo distinguere ciò di cui realmente abbiamo bisogno. E non vedremo l'ora di ritrovarci qui per augurarci: Buon Anno!

MACHEANNO

Sci volando sugli sci in Aspromonte Erano gli anni sessanta quando Edoardo Vainello intonava: “ Dal cucuzzolo della montagna con la neve alta cosi', nella valle noi scenderemo con ai piedi un paio di sci scii”. Cari amici sciatori o potenziali sciatori, vi comunichiamo che l'impianto sciistico di Gambarie d'Aspromonte è aperto, potrete così canticchiare mentre sciate ammirando contemporaneamente l'Etna fumante da una parte, dall'alto dei suoi 3000 mt, e le isole Eolie, adagiate sul tirreno meridionale, dall'altra. A Gambarie, si ha l'impressione di un tuffo diretto nel mare cristallino dello Stretto. La località sciistica è ben servita da due seggiovie, che portano comodamente turisti e sciatori verso le vette di Monte Scirocco e Monte Nardello, due impianti a servizio delle diverse piste che da quelle vette si dipartono.

Concerto di solidarietà Il coro Laudamus è lieto di invitarvi al primo Concerto dlla solidarietà che si terrà domenica 01.01.2012 alle ore 16,30 presso la casa di cura Villa Vittoria, nella Frazione Bagni di Antonimina.

Raduno di preghiera In occasione del 41° Anniversario della Lacrimazione di Sangue della Madonna di Maropati, il 3 gennaio 2012 ci sarà un raduno di preghiera alle ore 15,30 davanti al quadro della Madonna.

Libreria Mondadori Siderno Continua la programmazione di EVENTI CULTURALI, martedì 3 Gennaio 2012 h 18,00 presso la "Libreria Mondadori Siderno" Alessandra Buttiglieri presenterà il suo libro: "Manuale dell' idiota" Giovane Holden Edizioni Mediatore. SABATO 31 DICEMBRE 2011

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Parlando di

Cinema& musica LARECENSIONE

CAPODANNO A NEW YORK

Al centro di questo Capodanno a New York c'è il conto alla rovescia per il 2012, rappresentato dalla cerimonia della sfera che cala su Times Square. E che nel nostro caso si inceppa come l'ascensore in cui restano intrappolati due dei protagonisti) e rimane bloccata a mezz'asta, lasciando tutti con il fiato sospeso e diventando metafora dell'essere in attesa di un cambiamento, del fermarsi per fare un bilancio, per pensare agli errori commessi durante l'anno appena terminato e capire come migliorare nei mesi a venire. Un'opportunità per essere grati per ciò che abbiamo, per dare un calcio ai rimpianti e realizzare i propri sogni, per fare dei buoni propositi, per perdonare ed essere perdonati, per rubare un bacio, per crescere, per conquistare la propria anima gemella…Sullo sfondo di una Grande Mela da cartolina, si intrecciano le (troppe) storie - tutte legate fra loro, spesso da collegamenti piuttosto labili, quando non direttamente inverosimili - di svariati personaggi, tutti appena abbozzati e tristemente bidimensionali, poichè il tempo non basta e bisogna dare spazio a tutti. Il copione, poi, di certo non aiuta ed alterna banalità sconfortanti ad enormi incongruenze (personaggi che affermano qualcosa e nella scena successiva fanno tutt'altro, alcuni che nell'affollatissima piazza - pare che ogni anno vengano superate le 100.000 presenze riescono a farsi agevolmente largo fin sotto il palco; altri che allo scoccare della mezzanotte si trovano in mezzo alla folla di Times Square in jeans e nell'inquadratura successiva ballano in abito da sera ad una festa fighetta…). Insomma non è un gran film. Matteo Raschellà

AGRILIBRO

AL CINEMA

Natura, ambiente, cultura, genuinità e ospitalità Metti assieme una nuova e dinamica emittente televisiva regionale, Calabria TV e le intuizioni e l’attenta regia di Raffaele Gaetano, fine intellettuale noto per il “monumentale ” contributo “Giacomo Leopardi e il sublime ” (Rubbettino, 2002), instancabile promotore culturale che sa bene come si usano i media . Aggiungici la simpatia, la leggera ironia, e la profonda conoscenza di odori e sapori calabresi dell’enogastronomo e antropologo Ottavio Cavalcanti nell’esplorazione della sorprendente genuinità della cucina e delle cantine e dell’accoglienza senza pari di cinque Agriturismi d’eccellenza, uno per ciascuna delle province calabresi. Metti insieme per ogni puntata, in queste sorprendenti locations due o tre scrittori di fama, et le voilà il gioco è fatto: nasce “AgriLibro”. Per la provincia di Reggio ospitata dall’Agriturismo “Modi Barone G.R. Macrì” di Gerace, la trasmissione ricomincia il suo tour. La quinta puntata di “AgriLibro”, con due scrittori di razza, Santo Gioffrè ed Enrico Costa, nello scenario dell’Agriturismo “Barone G.R. Macrì” su verdissimi prati inquadrati da querce secolari, il tutto attorniato da ettari di terreno coltivato biologicamente. Tra Raffaele Gaetano, il giornalista e scrittore, autore e curatore di originali programmi di divulgazione culturale per la radio e la televisione, direttore artistico di importanti rassegne di letteratura e filosofia, e Francesco Macrì, il barone proprietario dell’azienda, architetto e uomo di cultura, già sindaco di Locri, amante e cultore come pochi di questi luoghi, l’affabile “padrone di casa”, l’intesa è stata immediata, creando il clima giusto per l’incontro con gli scrittori che, passeggiando con il conduttore, si sono soffer-

mati sulle loro proposte culturali. Santo Gioffrè è il medico scrittore, con all’attivo il grande successo del romanzo del 2001, poi fiction TV, “Artemisia Sanchez. Tragedia di amori e potere nel Settecento calabrese”; poi di “Leonzio Pilato”, 2009. Gioffrè introduce i telespettatori alle sottili atmosfere de “La terra rossa” –2010 (Rubbettino ed.) –, sospese tra l’incombere della follia e l’oppressione di una ’ndrangheta che avvelena una società sottoposta a una millenaria iniquità. Fra privilegi e privazione dei diritti, anche i più elementari con davanti a sé, per chi si ribella, o il subire la morte o dare egli stesso la morte, la vita di un nobile e ricco medico, il quale vede gli altri come strumenti in suo possesso. Enrico Costa, architetto e urbanista, autore di numerose pubblicazioni tecnico-scientifiche, ha tracciato il percorso che lo ha portato ad esordire anche nella letteratura con il libro “Itinerari Mediterranei. Simboli e immaginario, fra mari isole e porti, città e paesaggi, ebrei cristiani e musulmani nel Decameron di Giovanni Boccaccio”, con una Prefazione di Renato Nicolini (2011, Città del Sole Edizioni). A metà tra libro di viaggio, memoire, saggio geografico, nutrito di suggestioni letterarie, cinematografiche, sociologiche e antropologiche, una miniera di saperi intrecciati in una “contaminatio” scritta per il gusto della scrittura, con la voglia di guardare il reale con occhi partecipi, narrato oltre la separatezza di saperi e culture. Poi, dopo quella dei libri, la cultura culinaria, che è un tutt’uno con la cultura dei luoghi, e tutti verso la ricca tavola imbandita con sopra ogni ben di Dio – prodotti tutti dell’agricoltura biologica senza alterazioni o uso di concimi e antiparassitari –, il tutto gustato fra le ardite e gustose osservazioni enogastronomiche di Ottavio Cavalcanti, sempre pronto sempre pronto a risalire alle origini, spesso antichissime, dei cibi, tutti rigorosamente prodotti dall’Azienda “Modi”, come dovrebbe essere in ogni Agriturismo degno di questo nome. Questo è “AgriLibro”: natura, ambiente, cultura, genuinità e ospitalità. Il format verrà trasmesso da Calabria TV domenica alle ore 13.30 inoltre la puntata sarà riproposta sul sito dell’emittente www.calabriatv.net .

CINEMA NUOVO Siderno,info:0964/ 342776 Vacanze di Natale a Cortina/16.00- 18.00 - 20.00 22.00

CINEMA GOLDEN Roccela J,info:333/ 7672151 Giochi di ombre/ 16.00 18.00 - 20.00 - 22.00 CINEMA VITTORIA Locri,info:339/7153696 Vacanze di Natale a Cortina/ 16.00-18.00 - 20.00 22.00 CINEMA GARIBALDI Polistena,info:0966/ 932622 Vacanze di Natale a Cortina/ 17.50 - 19.45 - 22.00 CINEMA POLITEAMA Gioia T.,info:0966/ 51498 Vacanze di Natale a Cortina/18.00 - 21.00 CINEMA ODEON Reggio C.,info:0965/ 898168

Finalmente la felicità / 16.00 - 18.00 - 20.00 - 22.00 CINEMA AURORA Reggio C.,info:0965/ 45373 Il figlio di Babbo Natale (3D)/16.00 NUOVA PERGOLA Reggio C.,info:0965/ 21515 Il figlio di Babbo Natale/16.00 Capodanno a New York/18.10- 20.20 - 22.30 MULTISALA LUMIERE Reggio C.,info:0965/ 51036 Sala de Curtis Il figlio di Babbo Natale(3D)/15.30 Il gatto con gli stivali(3D)/17.10 Giochi di ombre/18.40 21.00 - 23.10 Sala Sordi Vacanze di Natale a Cortina/16.30 - 18.40 - 20.50 23.00 Sala de Sica Il gatto con gli stivali/16.00 - 18.00 - 20.00 - 22.00 Sala mastroianni Il principe del Deserto/ 17.50 - 20.20 - 22.40

ARIETE

TORO

GEMELLI

CANCRO

LEONE

VERGINE

dal 21 marzo al 20 aprile

dal 21 aprile al 20 maggio

dal 21 maggio al 21 giugno

dal 22 giugno al 22 luglio

dal 23 luglio al 23 agosto

dal 24 agosto al 22 settembre

Gli ultimi giorni del 2011 vi troveranno mentalmente attivi, grazie a un ottimo Mercurio.

Il week-end, che terminerà con il primo giorno del 2012, sarà all'insegna delle amicizie ritrovate.

Domenica l'impressione sarà quella di essere scesi dal letto col piede giusto. Sarete propositivi.

Il primo giorno del nuovo anno potrebbe ricordarvi che ormai siete grandi. Passerà tranquilli.

Il primo dell'anno, con la Luna in Ariete, tornerete ad agire con sicurezza. Ritornerete quelli di un tempo.

Forse in questa settimana verrà messa vagamente alla prova la vostra pazienza, calmi e divertitevi!

BILANCIA

SCORPIONE

SAGITTARIO

CAPRICORNO

ACQUARIO

PESCI

dal 23 settembre al 22 ottobre

dal 23 ottobre al 22 novembre

dal 23 novembre al 21 dicembre

dal 22 dicmbre al 20 gennaio

dal 21 gennaio al 19 febbraio

dal 20 febbraio al 20 marzo

I preparativi per le ultime feste procederanno in maniera discontinua; Vi divertirete molto lo stesso.

Il primo dell'anno potrà invitarvi in tutta velocità a rientrare nei ranghi del quotidiano, sarà un 2012 diverso.

Il primo dell'anno sarà scoppiettante di vitalità. Passerete una serata fantastica, ma attenti!

Il primo dell'anno, no a pensieri inerenti il lavoro, sì a un atteggiamento più entusiasta. Bello!

Primo dell'anno decisamente brillante, il 2012 vi portarà benefici sia sul lavoro che in amore. SABATO

Il primo giorno del 2012 porterà con sé tanta voglia di fare tanta tranquilità e tanto divertimento.

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LA RIVIERA

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la Riviera

Blob of the week

Maestri del presepe Scialo Group

L’ esperienza di Zi Sasà Franco e la creatività di Tonino Capocasale

Politici emergenti

Vaiu lisciu o si mentu punti???

Padre Armando e La Proloco di Caraffa celebrano l'ultima messa alla "porchetta" .

Peppe Voltarelli in concerto a Firenze. Quando il peperoncino di Calabria incontra il giglio fiorentino

Dopo la manovra del ministro Monti, i dipendenti ed i pensionati di tutta Italia potranno rivolegersi a Rocco e Sandro

Un destino cinico e beffardo li ha divisi, noi li abbiamo ricongiunti

Vici Romanello oltre il nido del cuculo

Il presidentissimo della Mean Machine

La verità dell’Iride di Benjamin Bowson Solo qui, fra l'heracleio e il cocynthum, davanti allo zefiro. Solo in questo tratto di mare è possibile adagiarsi su una tavola d'acqua in pieno inverno. Da qui vi ho guardato durante le feste. Solo ho trascorso il mio Natale e in solitudine ho stappato lo champagne in faccia all'anno nuovo. Ho sbirciato dentro le vostre vite, nelle case piene di gente raccolta intorno alle tavole. Ho provato invidia per voi, perché da lontano sembrate così felici. Feste splendide, senza luminarie spente dalla crisi, senza botti, attutiti dalle tasche vuote. Pochi regali, pochi dolci. Tornate ad assaporare le feste di un tempo, fatte di giochi innocenti, di sogni semplici. E' stato più bello per voi, anche se ancora non avete la lucidità per capirlo. Lo capirete. Capirete prima o poi quanto è più facile una vita semplice, quanto più bella un'esistenza tranquilla che si accontenta di poco. Perché è di poco in realtà che avete bisogno. Quanto state meglio voi di me, e di quelli come me, che abbiamo rincorso tutto e acciuffato tutto. Che ci siamo affannati e scannati, credendo che bisognava avere i soldi, essere importanti per ritenersi felici. Lo so che è banale quello che vi sto per dire. Ma non ho più nemmeno l'orgoglio. A questo punto della vita non mi resta niente da conservare, se non questa carcassa di corpo che ha solo bisogno di riposare. Si meglio le vostre insulse e banali vite. Molto meglio della mia e di quelle che brillano nei posti di lusso che voi anelereste abitare. Lo so che l'anno scorso per le feste vi ho fatto lo stesso discorso, più o meno. Ma voi siete talmente stupidi che già l'avrete scordato, forse vi siete addirittura dimenticati di me, di quel vecchio tossico di mister B, che è evaso da un supercarcere parigino un anno fa e gira il mondo su un panfilo a vela di ventiquattro metri, spendendo e spandendo. Tenetevele care le vostre vite noiose, alla fine non avrete niente da ricordare, ma per le feste potete stare insieme ai vostri cari. Io non ho nessuno, i soldi, la barca non mi scaldano il cuore e ogni angolo del buio potrebbe nascondere uno dei ceffi che mi cercano per farmi la pelle.

Locride al buio

SABATO

31 DICEMBRE 2011

LA RIVIERA

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