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matti alessandrini? Servizio a pag. 4

Chi sono i

Scoprilo guardando le orecchie. GIORN GRATU ALE ITO Giurna a bafë l la

Periodico di informazione, cultura e costume

Febbraio 2010 - Anno IX - Numero Uno

Incubo notte Autovelox e tutor

La mappa delle nuove installazioni in provincia Automobilisti, tremate. Causa conti in rosso, la Provincia è pronta a “stupirci” con probabili dodici nuovi autovelox sparsi per il territorio alessandrino. Ma non prima delle Elezioni Regionali di Marzo.

Emergenza sicurezza al Pronto Soccorso di Alessandria Segue a pag. 14

Partorire un travaj Giovani aspettano il fine settimana nella speranza di un SMS per poter lavorare ancora una settimana. La crisi si fa ancora sentire: negli uffici di collocamento e nelle agenzie interinali scarseggiano le richieste. I più intraprendenti si “inventano” una professione.

Segue a pag. 3

Il nucleare? Ce lo cucchiamo noi

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SEX IN THE CITY

Segue a pag. 8

Comunicazione elettorale pag. 6

Intervista a Letizia Bruni, pornostar di Novi Ligure.

In attesa della delibera contenete il regolamento elettorale, La Pulce nell’Orecchio informa che è disponibile a pubblicare messaggi politici a pagamento in regime di par condicio nel rispetto della legge 28/2000. Informazioni più dettagliate presso la sede della redazione (p.tta Monserrato, 6) o contattandoci: tel. 0131 481374 info@lapulcenellorecchio.it

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GIOCHI E PASSATEMPI


2 FEBBRAIO 2010

ATTUALITA’

BUSINESS MADE IN CHINA

A.A.A. VENDESI

Secondo l’Ascom il 70% dei nuovi imprenditori stranieri che aprono attività ad Alessandria sono di nazionalità cinese.

Asta pubblica a fine marzo per la vendita del Mercato Ortofrutticolo. Poi andrà all’incanto l’ex consorzio agrario.

Mercato ortofrutticolo: ultimo atto

Fra polemiche, azioni giudiziarie, sospetti e dispetti... Il Mercato Ortofrutticolo verso la speculazione edilizia.

Sul destino del Mercato Ortofrutticolo all’Ingrosso (MOI) di Viale Teresa Michel sono già stati versati fiumi di inchiostro. Ne utilizziamo ancora un poco per cercare di capire il guazzabuglio che si è venuto a creare dopo anni di tira e molla fra i commercianti che operano all’interno di quella struttura da una parte, e dall’altra il Comune di Alessandria che sostiene non esserne più il proprietario avendo incaricato della sua cartolarizzazione la Svial, e non Valorial, la quale, pur avendo la stessa mission si occcupa di altri immobili. All’interno di quella struttura operano quotidianamente undici commercianti, quattro dei quali, avendo accettato la proposta che in un primo momento era stata rivolta loro dagli assessori, Manuela Ulandi e Franco Trussi, si rifiutano di accettarne altre che, a loro dire, non consentono il prosieguo dell’attività attualmente esercitata. In altre parole, i quattro, non chiedono denaro, ma una rilocalizzazione in quel sito proposto loro in via Giovanni Bosco, area ex Guala (a suo tempo accettata, nell’autunno del 2008, da tutti gli 11 interessati), e per il quale hanno presentato anche progetti che, secondo il presidente dell’ “APIUP”, Antonio Zollino - il quale ne cura la parte sindacale - richiederebbe un impegno finanziario di circa seicentomila euro per la realizzazione di 15 o 16 box. Intervistato recentemente infatti, Zollino sostiene di non aver mai capito perché il Comune (o la Svial) si siano rimangiati la parola data e (pare) anche sottoscritta, insistendo invece nell’offrire 40 mila euro pro capite, a vendita conclusa, ai sette con i quali si è successivamente stretto l’accordo. Infatti, ai quattro “dissidenti”, rimasti fuori dall’accordo, non sarà più riconosciuto lo stesso trattamento. Ma i quattro, hanno da tempo costituito una loro Associazione (Etica Associazione d’Impresa) per resistere a quanto viene contestato dalla Svial sollevando a loro volta dubbi proprio sull’operato di Svial stessa. E lo hanno fatto con un esposto al Prefetto in cui viene manifestato “un forte sospetto di manifesta illeggittimità dell’attività generale della società veicolo immobiliare denominata Svial”. Stessa cosa ha fatto Zollino, inviando alla Commissione Politiche dello Sviluppo, poco prima di Natale, un comunicato in cui sostiene che, dopo la sentenza del tribunale - “si spera non ci siano più dubbi sul diritto al lavoro e sull’importanza del servizio sociale offerto dal MOI” - e prosegue - “non abbiamo ancora ricevuto risposta ma spero che la ricevano almeno i sottoscrittori, dal momento che è stata anche protocollata e inviata per conoscenza alla Provincia di Alessandria e alla Regione Piemonte, oltre che ai

mezzi d’informazione”. “Un anno fa - ricorda infatti Zollino - abbiamo avuto soddisfazione riguardo le nostre tesi, allorquando il collegio giudicante del Tribunale di Alessandria ha cassato un provvedimento precedentemente impugnato dalla nostra organizzazione, in quanto Svial non aveva titolo per procedere allo sgombero del MOI” Ora sembrerebbe che la Regione Piemonte abbia deciso di fare un passo indietro abrogando la legge Regionale che istituiva i mercati all’ingrosso di ortofrutta. Questo metterebbe a rischio, secondo Zollino, l’approvvigionamento dei commercianti al dettaglio. Ma, tornando al MOI, dopo tanti anni, dobbiamo rilevare che l’unica cosa certa oggi, sarebbe costituita dal fatto che la struttura continua a funzionare, sia pure a ritmo ridotto, senza che nessuno paghi gli affitti delle concessioni (Svial e Valorial sostengono di non averne, per statuto, le competenze, e tantomeno il Comune avendolo ceduto a Svial fin dal 2006) e neppure le spese di energia elettrica e quant’altro. E’ tutto quanto a carico di Svial ma anche, per il momento almeno, della comunità alessandrina, anche se i quattro dissidenti sostengono di stare accantonando, mese dopo mese, il corrispettivo dovuto per le concessioni scadute (esonerati completamente invece i non dissidenti). Pertanto quegli assegni, da quasi due anni, sono confinati in un cassetto in attesa di trovare il legittimo destinatario. Ebbene, raccolte queste considerazioni, abbiamo chiesto al presidente della Svial e di Valorial, Paolo Bobbio il suo parere. “Quando una concessione è scaduta, è scaduta, stop e basta - è la dichiarazione tranciante di Bobbio - e noi non abbiamo più titolo per chiedere nulla. Tanto più che non abbiamo nessuna intenzione di rinnovare la concessione, anzi, stiamo lavorando per addivenire ad una soluzione del problema provocato dalla sospensione, imposta dal tribunale in forza di una legge regionale, mai applicata, sulle aree mercatali. Fortunatamente oggi, con la nuova Finanziaria, la Regione Piemonte ha abrogato finalmente questa legge e nei prossimi giorni delibererà in merito. Questo ci permetterà di tornare al punto di partenza, ossia, chiederemo l’attuazione della sentenza del tribunale che in prima istanza aveva già deliberato in nostro favore”. Ormai è chiaro che si è giunti al muro contro muro e lo conferma anche la successiva dichiarazione di Bobbio - “il momento della buonuscita è passato, quelli che lo hanno sottoscritto otterranno quanto concordato, adesso non esite più nessuno spazio alternativo per chi ne è rimasto fuori. Per quanto riguarda le spese dei servizi abbiamo mantenuto luce e

acqua soltanto per una questione di civiltà. Gli unici che ancora hanno titolo a permanere in quella struttura fino a conclusione della vendita sono i sette che hanno sottoscritto l’accordo, gli altri sono, a tutti gli effetti, occupanti senza titolo a rimanervi”. L’intervista con Bobbio si conclude con la sua dichiarazione secondo la quale entro il prossimo mese sarà reso pubblico il bando d’asta dove sarà anche spiegato che, in forza della delibera regionale che ha abrogato la legge sulle aree mercatali,sarà possibile ottenere la piena disponibilità dell’intero immobile. “Mi rendo conto delle problematiche degli operatori, che tra l’altro sapevano benissimo cosa stava succedendo fin dal 2006, i quali però, dovrebbero anche capire le difficoltà che stiamo affrontando per l’incaponimento di poche persone, le quali non sono state trattate in malo modo, anzi, era stata offerta loro una congrua buonuscita anche se non c’era nessun obbligo da parte nostra - e precisa - l’offerta consisteva in 40 mila euro per la rilocalizzazione, più l’abbuono di tutti gli affitti passati e futuri, più altri quattro mesi di permanenza dopo la vendita, sempre a titolo gratuito, mi sembrano un trattamento più che equo”. A margine di tutto ciò, rileviamo la dichiarazione prettamente politica del Presidente della Commissione Politiche Istituzionali e Consigliere Comunale, Giorgio Abonante il quale sostiene di non capire il motivo per cui si vuole cancellare il Moi, quando poi si reclamizza un mercato simile in Corso Crimea (di fronte al cavallo di bronzo), vendendo quei prodotti di filiera corta così utili in questi momenti non proprio felici per le massaie, che vedono lievitare i prezzi in modo costante.

“Da un lato si dice che non c’è più uno spazio per mercati come il MOI - ribadisce Abonante - però, dall’altro si inaugurano nuove esperienze, per certi aspetti simili, e si dice invece che il mercato c’è e ne esistono le condizioni - e conclude - e allora mettiamoci d’accordo, c’è o non c’è? Io sono convinto che oggi quelle condizioni ci siano ancora tutte, e dobbiamo mettere queste persone nelle condizioni di poter lavorare”. Sostanzialmente, per Abonante, un paradosso quello che vedrà la luce nei prossimi giorni, ossia, la modifica della destinazione d’uso del MOI per poter cedere la struttura ad altre attività commerciali, compreso un mercato ortofrutticolo. Insomma, la delusione - ribadita da Abonante di aver visto sfumare, prorio in quel sito, il progetto della “Cittadella della Scienza e della Tecnica”, destinato alla ricerca scientifica, di cui oggi più nessuno parla. “Inoltre - riprende Abonante - ci sarebbero ancora le condizioni per trovare un accordo con tutti gli operatori se solo la Svial lo volesse, per esempio potrebbe rientrare un nuovo mini MOI nel progetto di riqualificazione che tutti sanno scivolerà nell’ennesima iniziativa residenziale/commerciale. E riguardo la “buonuscita concessa a sette degli 11 commercianti rimasti dichiara - “da cittadino valuto in modo molto negativo che si regalino 40mila euro a testa a imprenditori privati che nemmeno hanno l’obbligo di restituire un servizio pubblico come era il MOI - e ancora - se la Regione ha deciso di eliminare i mercati nessuno vieta al Comune di seguire una via alternativa e direi anche innovativa nel settore e, lo ripeto, il mercato c’è eccome”. Ribadisce infine che la Svial, da quanto emerge da più letture della norma-

tiva vigente, avrebbe dovuto gestire solo la vendita dell’area e non avrebbe avuto nessun titolo a custodire area e capannone MOI perchè dal Comune ha avuto il conferimento del bene solo al fine di venderlo per cui conclude - “stiamo vendendo un patrimonio che fu valorizzato (e i lavori sono finiti pochissimi anni fa) con i fondi dell’alluvione per svariati miliardi di vecchie lire, ora si butta via tutto per farci l’ennesima operazione edilizia che arricchisce pochi”. Una conclusione accettabile potrebbe essere infine quella ipotizzata da Mario Bocchio, in conclusione dei lavori della Commissione Politiche dello Sviluppo, ossia: “Se si riesce a trovare un acquirente per quell’area valutata 6 milioni e 300 mila euro bene, in caso contrario, una soluzione giusta potrebbe essere quella di frazionare il sito, vendendo il corpo centrale agli operatori e piccoli commercianti che potrebbero così rimanere in loco, e lasciando le pertinenze a chi già oggi le utilizza, come il pollivendolo, il bar e la stessa Circoscrizione Nord “. Volendo, quindi, con un pizzico di buona volontà soluzioni alle problematiche riguardante gli operatori del MOI ci sarebbero. Basterebbe che ciascuna delle parti in causa deponesse le armi, mettesse da parte cavilli legali e burocratici, e perché nò, si sedesse attorno ad un tavolo e discutesse con un pizzico di buon senso. E’ chiaro che il Comune ha gli interessi della città da mettere in primo piano ma è anche vero che devono essere tutelati i cittadini che operano all’interno della città stessa. In sostanza l’interesse di uno (il Comune) non può escludere l’interesse dell’altro (gli operatori del MOI). Piero Archenti


3 FEBBRAIO 2010

TUTOR SULLE STATALI

MULTE SALATE

Da giugno 2010 il Tutor - sistema che rileva la velocità media - verrà introdotto sperimentalmente fuori dalle autostrade dove è già in uso.

Grazie alle contravvenzioni la Polizia Municipale di Alessandria ha fatto incassare al Comune quasi due milioni di euro nel 2009.

Dodici autovelox nuovi di zecca

Automobilisti, tremate. Causa conti in rosso, la Provincia di Alessandria è pronta a “stupirci” con ben sei novità: parliamo delle probabili future installazioni di dodici autovelox (per l’esattezza dieci autovelox e due tutor, il nuovo “giocattolo” per la rilevazione della velocità) sparsi per il territorio di competenza della Polizia Stradale Provinciale di Alessandria. Secondo le indiscrezioni, gli autovelox saranno pressoché identici a quello posto nel’incrocio di Torre Garofoli che, solo nella prima settimana, pare aver fatto entrare migliaia di euro nelle casse provinciali. Non si sa ancora nulla di preciso, nemmeno quando saranno installati (pare aprile/maggio per “scansare” il pericolo ripercussioni sulle elezioni). Nella mappa trovate le posizioni ufficiose degli autovelox: sulla SP 55, tra Casale Monferrato e Valenza, sulla SP 456 (Gnocchetto - Ovada), sulla SP 248, tra il casello di Castelceriolo e la rotonda di Spinetta Marengo, sulla SP 10 (Quattordio), sulla SP 154 , tra il casello di Novi Ligure e Bosco Marengo; ovunque in entrambe le direzioni di marcia. Sulla nuova tangenziale, invece, verranno installati due tutor.

Indiscrezioni dalla Provincia: anche un tutor sulle strade “veloci”. Sempre più multe, ma solo dopo le Elezioni Regionali... SP 55 (Casale M.to - Valenza) SP 10 (Quattordio) Tangenziale (tutor) SP 248 (Castelceriolo - Spinetta) SP 154 (Novi Ligure - Bosco M.go) SP 456 (Gnocchetto - Ovada)

ATTUALITA’


4 FEBBRAIO 2010

REPORTAGE

GINA LOMBROSO

IL MUSEO TORINESE

Figlia di Cesare e Nina De Benedetti è stata divulgatrice scientifica, politico e scrittrice “femminista” agli inizi del Novecento.

Il Museo di Antropologia criminale “Cesare Lombroso” si trova a Torino in via Giuria 15. www.museounito.it/lombroso.

I matti di Alessandria li riconosci dalle orecchie Genio o ciarlatano? A cento anni dalla morte di Cesare Lombroso, scienziato positivista fondatore dell’antropologia criminale, si torna a parlare con insistenza dei suoi studi, grazie soprattutto al Museo a lui dedicato, aperto a Torino nel novembre scorso. Il Museo di Antropologia criminale “Cesare Lombroso” raccoglie le “collezioni” di parti anatomiche, disegni, fotografie, corpi di reato, scritti su cui studiò Lombroso. Non è un museo dell’orrore né si possono trovare i profili di famosi omicidi seriali. Spesso il materiale di studio proveniva da manicomi e penitenziari “comuni”. Briganti del Mezzogiorno, prostitute, giovani rinchiusi in riformatori/lager. I calchi, gli strumenti e le maschere di cera che talvolta potrebbero apparire macabre presentano il pensiero dello scienziato e offrono uno spaccato del pensiero a cavallo tra l’800 e il ‘900. Cesare Lombroso e Alessandria. Con la nostra città il medico criminologo ha ben più di un legame. In riva al Tanaro trovò l’amore della sua vita e alcuni illustri colleghi, seguaci del suo pensiero. Lombroso sposò infatti Nina De Benedetti, donna ritenuta dagli storici colta e intelligente, appartenente ad un’agiata famiglia di commercianti di Alessandria di origini ebraiche, come lo era lui del resto. Dall’unione nacquero cinque figli. Ma Lombroso era interessato, per i suoi studi, ad una parte anatomica degli alessandrini: le orecchie. Grazie alla collaborazione dei medici Luigi Frigerio (Direttore del manicomio di Alessandria) e Carlo Parnisetti (medico di quel penitenziario criminale) – entrambi seguaci delle teorie lombrosiane - il criminologo poté contare su del materiale davvero particolare. Una serie di calchi in gesso o cera di orecchie degli “ospiti” dei matti criminali di Alessandria. “Particolari anatomici realizzati da Frigerio e Parnisetti furono esposti nella mostra

realizzata al Museo nel 1906 in occasione del congresso internazionale di Antropologia criminale”, ci dice Silvano Montaldo, Direttore del Museo di Antropologia criminale di Torino. Per Lombroso ogni parte del corpo – forma, proporzione o malformazione - era indizio di comportamento deviante e criminogeno. Anomalie del cranio, di ossa, orecchie o degli occhi erano, secondo le sue teorie, comuni nei delinquenti e a seconda del reato, erano catalogabili in base al fisico malformato. Così chi aveva le orecchie a sventola era incline alla pedofilia, o la persona violenta aveva mandibola sviluppata e fronte bassa. Anche i mancini e i balbuzienti erano studiati come “casi” particolari. In pratica ci sarebbe una correlazione statistica tra caratteristiche del corpo (specie il viso) e il comportamento. Le teorie lombrosiane sono state smontate e rimontate, confutate e dimenticate. La fisiognomica – che fonda le sue radici nell’atavica superstizione per il diverso – vive ancora in teorie di morfopsicologia. Le orecchie provenienti dal manicomio di Alessandria sono state studiate perché dalla forma dell’elice, dalle proporzioni e dall’attaccatura gli scienziati positivisti credevano di poter determinare l’inclinazione emotiva del “proprietario” e capire come vive gli affetti. Il lobo sarebbe sintomo di poca vitalità, mentre un padiglione basso sarebbe indice di attaccamento alle cose materiali.

Medici alessandrini collaborarono con Lombroso sugli studi di antropologia criminale fornendo “materie prime”: orecchie.

CHE ORECCHIE GRANDI HAI... E’ PER GOVERNARTI MEGLIO!

Piercarlo Fabbio

Orecchie grandi, lobi staccati, elice regolare. Il criminologo ebbe modo di studiare accuratamente le orecchie degli alessandrini grazie alla collaborazione con i medici del manicomio della città. Grazie anche ai “campioni” offerti Lombroso stilò una serie di caratteristiche “morali” in base alla forma delle orecchie. Per chi crede nella morfopsicologia e nella fisiognomica abbiamo evidenziato due orecchie di alessandrini “illustri”: quella del Sindaco Piercarlo Fabbio e quella del Presidente della Provincia Paolo Filippi. Ne “L’uomo Criminale” Lombroso accenna anche a studi effetuati a politici e rivoluzionari del passato. Ma sempre nelle loro accezioni criminali.

Paolo Filippi


5 FEBBRAIO 2010

IL SEGNO DI CAINO

PROTESTE SU PROTESTE

Studiando il cranio del bandito calabrese Vilella Lombroso scoprì una fossetta: anomalia che secondo lui era del “tipo delinquente”.

Al grido di “lasciateli riposare in pace” molti benpensanti boicottano il Museo per la presenza di cadaveri e teschi.

Meridionali contro il Museo. Su Facebook è nato pure un gruppo per protestare sull’apertura al pubblico degli studi lombrosiani. Il Comitato delle Due Sicilie accusa: “Lombroso teorizzò l’inferiorità della razza meridionale, che sarebbe stata geneticamente portata alla delinquenza”. Lo scienziato studiò molto briganti e brigantesse del Mezzogiorno.

GUARDATELE BENE: SE ASSOMIGLIANO ALLE VOSTRE SIETE “FUORI DI TESTA”

Nella foto i calchi in gesso delle orecchie dei “matti” di Alessandria. I quattro padigliono sono esposti in una teca nelle sale del Museo universitario di via Giuria a Torino,tra altre parti del corpo - soprattutto del volto - provenienti da penitenziari e manicomi di mzza Italia e studiati in base alle teorie lombrosiane sulla correlazione tra caratteristiche fisiche e inclinazione del comportamento.

REPORTAGE


6 FEBBRAIO 2010

ULTIM’ORA: IL SITO UNICO FORSE IN PIEMONTE Al momento di andare in stampa il Governo ha approvato il decreto sui siti nucleari. Lo smantellamento dei siti è affidato a Sogin. Il decreto prevede la creazione di un deposito nazionale realizzato in un più ampio Parco tecnologico che conterrà anche un centro di ricerca sul trattamento delle scorie nucleari . Saluggia o Bosco Marengo?

CRONACA LOCALE L’ex area delle Fabbricazioni Nucleari di Bosco Marengo diventerà sito di stoccaggio definitivo per le scorie radioattive? Tutto lascia pensare di si.

In termini tecnici l’area di Bosco Marengo è destinata a diventare un sito di stoccaggio provvisorio, ma il fondato rischio, per non dire la certezza espressa martedì 12 gennaio alla Taglieria del Pelo nel corso di un incontro organizzato dal “Comitato antinucleare della Provincia di Alessandria”, è che l’ex area delle Fabbricazioni Nucleari sia destinata nei progetti del Governo a diventare un sito di stoccaggio più o meno definitivo per grandi quantità di scorie radioattive, soprattutto in previsione di una ripartenza del nucleare in Italia. L’argomento è di scottante attualità visto che proprio in questi giorni il Governo ha deciso di impugnare davanti alla Consulta le leggi regionali sull’energia nucleare di Campania, Puglia e Basilicata, posto che la “disobbedienza” delle tre Regioni, se imitata da altre, metterebbe a rischio l’intero piano nucleare che il Governo vuole varare.

Bosco Marengo: scoria ci cova

corso della serata, prevede semplicemente lo spostamento dei materiali radioattivi oggi stoccati all’interno dell’area da un piccolo box ad uno dei capannoni principali. A pensar male si farà anche peccato, Andreotti docet, ma ci si azzecca quasi sempre. E quindi, pensando male, rimane difficile per noi capire quale sia l’esigenza di attrezzare per lo stoccaggio un’area enormemente più grande di quella oggi già attrezzata solo per spostare di pochi metri i rifiuti che, lo ripetiamo, già oggi sono stoccati in un’area di ben minore estensione. Il dubbio che sia solo un pretesto per avere a disposizione una ben maggiore capacità di stoccaggio in vista della ripresa del nucleare, che è inevitabile e ineludibile. Come si può vedere nella foto ricavata dalle mappe di Google, la sproporzione tra l’attuale deposito e quello individuato per lo stoccaggio “temporaneo” (ma previsto almeno

comma 1 sono soggette al preventivo parere obbligatorio e vincolante dell’Agenzia; b) l’Agenzia ha la responsabilità del controllo e della verifica ambientale sulla gestione dei rifiuti radioattivi. Se si pensa che, secondo la norma, “L’Agenzia è organo collegiale composto dal presidente e da quattro membri. I componenti dell’Agenzia sono nominati con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei ministri. Il Presidente del Consiglio dei ministri designa il presidente dell’Agenzia, due membri sono designati dal Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e due dal Ministro dello sviluppo economico”, si vede chiaramente che controllo, controllore, controllato, ente che autorizza ed ente che tutela e informa i cittadini sono solo uno: il Governo. Per questo a Bosco Marengo si sta giocando una partita importante, di fronte al Tar del Piemonte chiamato a decidere nel merito del ricorso proposto dalle Associazioni Ambientaliste che vogliono a tutti i costi difendere questa “Fort Alamo” dall’assal-

In questo contesto anche la questione di Bosco Marengo è di importanza capitale per l’intero progetto, come ha osservato il relatore tecnico della serata, dott. Giampiero Goddio, visto che ormai non si sente più parlare da tempo di sito unico per le scorie nucleari ed è urgente – per chi vuole le centrali – reperire un numero adeguato di depositi nei quali stoccare provvisoriamente o definitivamente le scorie prodotte. Bosco Marengo, con l’enorme ampliamento dell’area autorizzata allo stoccaggio/deposito che la SOGIN sta cercando di realizzare, sarebbe destinata quindi a diventare area di accumulo di nuove scorie, mentre una eventuale “bocciatura” di questo progetto obbligherebbe la Sogin e – ovviamente – il Governo, ad affrontare il nodo irrisolto dell’intera questione del nucleare: che ne facciamo delle scorie? Dove le mettiamo? A casa di chi? La risposta, ad oggi, sembra la più semplice da attuare: a casa di chi le ha già! E non solo Alessandria, che ha depositi autorizzati per scorie radioattive sia a Bosco Marengo che a Tortona, ma soprattutto in Piemonte se è vero – come ha sottolineato lo stesso Goddio nel corso della serata – che ad oggi il Piemonte “ospita” oltre l’85% delle scorie presenti in Italia. Sulla carta il progetto Sogin, così come esposto nel

sino al 2020) è enorme, ed è evidente che sarebbe molto più facile stoccare nuove scorie in quest’area, una volta che fosse dichiarata idonea ed autorizzata piuttosto che costruire ex novo un impianto in qualsiasi altra località scontando la prevedibile opposizione delle popolazioni circostanti. D’altro canto il Governo avrà presumibilmente poteri molto più forti degli attuali per imporre gli impianti nucleari visto che, fra l’altro, nella norma nota come DDL Sviluppo all’art. 25 (delega al Governo in materia nucleare) prevede fra l’altro due punti: a) previsione della possibilità di dichiarare i siti aree di interesse strategico nazionale, soggette a speciali forme di vigilanza e di protezione; f) determinazione delle modalità di esercizio del potere sostitutivo del Governo in caso di mancato raggiungimento delle necessarie intese con i diversi enti locali coinvolti, secondo quanto previsto dall’articolo 120 della Costituzione. Anche in tema di controllo della sicurezza tutto è in mano al Governo; l’art. 29 prevede infatti che: 5. L’Agenzia è la sola autorità nazionale responsabile per la sicurezza nucleare e la radioprotezione. In particolare: a) le autorizzazioni rilasciate da amministrazioni pubbliche in riferimento alle attività di cui al

to degli imponenti interessi che il nucleare porta con sé. Se poi questi interessi siano interessi particolari o interessi generali è argomento di discussione che, a nostro avviso, varrebbe la pena di affrontare non dopo aver assunto le decisioni, ma prima di prenderle. Marco Vernazza

Zona di stoccaggio attuale

Zona di stoccaggio futura


7 FEBBRAIO 2010

AVATAR SBANCA

ALICE IN WONDERLAND

E’ già il film del millennio. L’ultima fatica di Cameron, dopo Titanic, nel mondo ha già incassato due miliardi di dollari.

Attesissimo film in 3D del regista Tim Burton, dagli effetti speciali “delle meraviglie”. Il cappellaio matto è Jhonny Deep.

ATTUALITA’

Occhiali 3d: tre volte dannosi 1) Riciclati 2) Non a norma CE 3) Senza avvertenze

In alcuni cinema della provincia sono usa e getta, in altri vengono riutilizzati dopo essere stati “igienizzati”

Meglio evitare Avatar? Occhialini 3D sotto accusa. Le lenti di plastica che vengono distribuite nei cinema per la visione dei film in formato digitale in tre dimensioni non sarebbero sicuri. L’attenzione per questa tecnologia è letteralmente scoppiata per il fenomeno Avatar, il colossal di James Cameroon ideato e realizzato principalmente per il 3D, che ha già incassato nel mondo 2 miliardi di dollari. Due ore e quaranta di scene concitate ed effetti speciali stupefacenti – anche se la trama in sé non è il massimo dell’originalità – tengono incollati al grande schermo grandi e piccoli, che devono inforcare gli occhiali con le lenti polarizzate per avere quella sensazione delle immagini che “escono” dal telo. Non poche persone, all’uscita dai cinema di Alessandria, hanno lamentato pro-

blemi agli occhi e difficoltà di adattamento. Nausea e vertigini. Colpa degli occhiali? Le associazioni di consumatori hanno già presentato denuncia ai NAS: in gran parte dei cinema, multisale e megaplex le confezioni sono prive del marchio CE (Conformità Européenne) che attesta la conformità del prodotto agli standard di legge. La mancanza del marchio sugli occhiali “da cinema” (made in China) non garantirebbe la sicurezza necessaria. Le norme, inoltre, sono violate anche sulle confezioni che in molti casi non presentano avvertenze (o sono scritte in lingue diverse dall’italiano) sul corretto uso e il divieto ai minori di 3 anni. Gli occhiali usa e getta, poi, potrebbero facilmente passare di “naso in naso” senza essere igienizzati a dovere. Migliaia

di spettatori alessandrini che hanno visto Avatar (ma anche Christmas Carol a Natale) potrebbero così essere stati esposti a rischi per la vista. I cinema, dopo che il caso è finito pure in televisione, si stanno adeguando apponendo cartelli all’entrata delle sale per spiegare come si usano gli occhiali. Per il marchio CE correranno ai ripari con un adesivo. Sta di fatto perciò che, senza saperlo, ignari spettatori di Alessandria sono andati, vanno ed andranno al cinema, pagheranno profumatamente il biglietto (che per i film in 3D costano circa 10 euro) senza che si sappia veramente se quegli occhiali scuri siano sicuri o meno, dal momento che non poche persone hanno lamentato difficoltà di visione.


8 FEBBRAIO 2010

GIOVANI E LAVORO

CREARE, E’ UN’IMPRESA...

SOTTO GLI ARCHI... NIENTE

Nei centri zona della provincia esistono sportelli di supporto per realizzare imprese: www. alessandriacreaimpresa.it

Il “fenomeno” Panorama nella zona di Alessandria 2000 ha creato il primo esodo tra centri commerciali: gli Archi .

Quelli che... il lavoro via SMS. Giovani aspettano il fine settimana nella speranza di un SMS per poter lavorare ancora una settimana. La crisi si fa ancora sentire: negli uffici di collocamento e nelle agenzie interinali scarseggiano le richieste. I più intraprendenti si “inventano” una professione.

Alla ripresa economica in breve tempo non ci crede neppure chi lavora all’Ufficio di Collocamento (Centro per l’Impiego) della Provincia di Alessandria. Gli operatori che quotidianamente hanno a che fare con disoccupati, licenziati, cassintegrati e liste speciali parlano di “crisi profonda”. Altro che spiragli di uscita dalla recessione. “Le aziende chiudono”, ci confidano, “figuriamoci se assumono”. Così anche tra i settori che fino all’anno scorso non sapevano neppure cosa volesse dire la parola “disoccupato” (ristorazione, per esempio) si incomincia a tremare. Cuochi senza cucina, camerieri che rimangono a casa o che si devono accontentare di lavorare in nero nel fine settimana. Pasticceri e ristoratori che devono appendere il cappello a fungo al chiodo. Un brutto panorama per i giovani di Alessandria. Nonostante la buona volontà e la determinazione le porte delle aziende rimangono chiuse. Non si assume. È già tanto se non si licenzia. I fortunati che trovano un impiego devono accontentarsi o sottostare a contratti “capestro”. Accade così che cassieri e repartisti di un grande supermercato della città aspettino con ansia il fine settimana. Non perché si avvicini il week-end di riposo, i centri commerciali non conoscono giorni di chiusura. I dipendenti attendono un cenno dall’agenzia interinale per sapere se

C'è ancora speranza Ecco l’elenco delle figure professionali maggiormente richieste ad Alessandria. L’Ufficio di Collocamento di Alessandria ci ha fornito l’elenco delle figure maggiormente richieste per le assunzioni: addetti alla contabilità, commessi di negozi, ausiliare di vendita, meccanico manutentore, addetto alle attività amministrative, addetto alla reception, barista, cameriere di sala, magazziniere, addetto alle pulizie, agente di commercio, procacciatore di affari, responsabile di negozio, geometra, parrucchiere per signore, operatore socio sanitario, responsabile commerciale, disegnatore CAD, aiuto cuoco, collaboratrice domestica, autista. A Tortona c’è spazio per magazzinieri e cassiere, mentre a Casale Monferrato trova lavoro più velocemente un lamierista. Le qualifiche professionali di difficile reperimento, invece, sono: per Alessandria l’addetto alle paghe e contributi, l’addetto al bilancio, la parrucchiera, l’operatore socio sanitario, il meccanico d’auto, l’installatore di infissi, il falegname, il fabbro, il saldatore, il cuoco, il tornitore, il fresatore, l’estetista, il panettiere e il pizzaiolo.

Paolo Dall’Ara In alcune parti d’Italia lo chiamerebbero zampognaro: da dieci anni soffia nella cornamusa con grande successo.

la settimana prossima dovranno andare a lavorare o rimanere a casa. Una telefonata, ma più spesso, ci dicono alcuni dipendenti che per ovvi motivi preferiscono rimanere anonimi, un SMS al giovedì pomeriggio per invitarli a passare a firmare il nuovo contratto. Di una settimana. Un giovane che ha lavorato in zona Alessandria 2000 fino a poche settimane fa ci racconta la sua storia: “Assunto per la prima volta a luglio, fino ad ottobre sono andato avanti con contratti settimanali. Giovedì o venerdì mi veniva inviato un messaggio sul cellulare per andare a firmare il contratto”. Così è ancora per molte cassiere e dipendenti tra gli scaffali che si sentono sotto scacco e sempre in bilico. Immaginate uomini e donne con famiglia, figli o con una prospettiva di futuro. Come si fa a pianificare una spesa importante, o anche solo fronteggiare un imprevisto se per mesi i contratti vengono rinnovati di settimana in settimana? “Sono dovuta tornare a casa con i miei”, confida una cassiera 30enne che aveva già messo su casa da sola e che si è vista costretta a tornare sui suoi passi. “Avevo lavorato in altri supermercati con contratti a termine, ma con scadenze così brevi non mi era mai capitato”. Per giunta ogni tanto si fa qualche settimana di vacanza forzata. “Si va avanti con l’angoscia e con una spada di Damocle sulla testa. Per giunta qualche superiore ci ricorda che siamo settimanali, per sottintendere che dobbiamo rigare dritto per non perdere il filo di speranza...”. Una situazione logorante e francamente umiliante. Ma c’è chi è disposto anche a questo, pur di “non pesare sulle spalle della famiglia”. Il turn-over tra i dipendenti, con contratti del genere, è all’ordine del giorno. Neanche fosse il Milan dei tempi d’oro.

Marco Savini Brillante sceneggiatore della sit-com “Sette Vite” su Rai Due. Ha primeggiato in un concorso per sceneggiatori.

Ha inseguito la sua passione con determinazione tanto che nel ‘99 andò ospite a RAI Educational proponendo brani di Guccini da lui riarrangiati. Suona cornamusa, piffero, flauto, ocarina e percussioni. Vince, in duo di cornamuse con Vincent Boniface, il prestigioso concorso del festival di Saint Chartier nell’ edizione 2000. Ha riproposto in musica alcune poesie dialettali dell’alessadnrino Giovanni Rapetti. Fa parte dei “Tre Martelli” , gruppo folk piemontese.

Di Felizzano. Consegue il master in tecniche della narrazione alla Scuola Holden di Torino dopo aver tentato la carriera in medicina. Passione, talento e perseveranza danno i primi frutti con collaborazioni nelle reti televisive satellitari Alice, Marco Polo e Nuvolari per produzione documentari. Passa successivamente alla TV sui Videofonini in qualità di ideatore format dei programmi e testi per interviste. Fa anche il proiezionista.


9 FEBBRAIO 2010

LINKEDIN TI AIUTA

CURRICULUM PERFETTO

Oltre 55 milioni di professionisti nel mondo usano il sito per scambio di informazioni, CV, idee ed opportunità lavorative.

Su www.ilcurriculum.net si possono scaricare modelli di CV standard e avere consigli su come e cosa scrivere per ogni occasione.

GIOVANI E LAVORO

E quelli che... partoriscono un travaj In questo bruttissimo panorama ci sono però delle positive eccezioni che fanno ben sperare soprattutto chi ha estro, coraggio e spirito di iniziativa. Il posto fisso è ormai un miraggio e la pensione una chimera. Ma ci sono giovani alessandrini che si sono rimboccati le maniche e con testardaggine hanno inseguito i propri sogni. O forse, con un po’ di incoscienza, sono stati solamente più fortunati di altri coetanei. Sta di fatto che alcuni di loro ce l’hanno fatta “inventandosi” un lavoro o inseguendolo lontano, dov’era possibile realizzarlo. Nei box a lato le storie di alcuni di loro, alessandrini “con la valigia” o semplicemente ragazzi che si sono “buttati”.

Offerte di lavoro “strane”: ecco quella di un negozio di via Dante...

Elena Cairo Laureata, fa la telefonista in attesa di tempi migliori: “Meglio questo che stare a casa a fare nulla. Io almeno un lavoro ce l’ho”.

25 anni, diplomato in violino e viola al Conservatorio di Alessandria, è un musicista affermato, ma fuori dal suo Paese. Per quattro anni ha studiato musica popolare irlandese. Vive in Irlanda dove con altri quattro studenti ha formato una band “classica”. Di recente hanno partecipato al festival “Celtic Connections” di Glasgow in Scozia. “E’ stata un’avventura entusiasmante: abbiamo molte proposte per il futuro. La musica mi aiuta sempre a superare le difficoltà”.

David Lombardi Violinista in trasferta. “Volevo fare un’esperienza diversa che mi arricchisse sotto ogni punto di vista. In Italia è sempre più difficile”.

Marcella Morcio

Marianna Ferrante

Laureata a giugno in scienze giuridiche (laurea triennale di giurisprudenza) ha iniziato a cercare un lavoretto tramite agenzie, fino a quello attuale: operatrice di call center. Si occupa di gestione del credito per una famosa azienda di telecomunicazioni. “Ovviamente è un lavoro temporaneo, in attesa di tempi migliori e mi pagano di più che fare la stagista”. Elena preferisce lavorare, fare esperienza piuttosto che essere disoccupata. Aspetta il lavoro della vita.

Ha lavorato prima in Canada e poi in Inghilterra come video game tester, ovvero provava i video giochi prima della loro uscita.

Venticinquenne di Valmadonna, giocava per segnalare errori o traduzioni sbagliate. “Per farsi un’esperienza all’estero credo sia il lavoro ideale: puoi avere un contratto remunerativo e conoscere tantissime persone”. Però “Per una ragazza che non è una geek, giocare 7 ore potrebbe essere un po’ alienante”. E’ come fare un Erasmus pagato molto meglio, dice. La multinazionale cerca sempre nuovi tester. Per candidarsi: www.enzyme.org.

Studia Informatica Giuridica ma da quasi due anni gira con una lattina sul tettuccio dell’auto: è una Red Bull Girl. “Da quando ho iniziato l’università, ho sempre sofferto un po’ per il fatto di dover dipendere economicamente dai miei, così ho da subito cercato qualche lavoretto per le spese extra. E’ divertentissimo, ho conosciuto un sacco di persone e partecipato a decine di eventi! Il lavoro in Red Bull mi accompagnerà fino alla laurea e poi a malincuore dovrò abbandonarlo per dare spazio alla pratica forense!”.

Classe 1979, dj, animatore. A 17 anni è già lanciato nel mondo delle radio locali. Dalle nebbie di Alessandria al sole dei villaggi vacanza. Conduttore di serate in piazza e in discoteca è pure salito in cattedra per insegnare tecniche di animazione. È conduttore TV in Romagna. Fino ad oggi mi sono tolto un bel po’ di soddisfazioni. “Ho ancora molti progetti davanti. Faccio un lavoro divertente e creativo, perché me lo posso modellare come un vestito”.

Angelo Cattaneo Gli piace “comunicare, apparire, accontentare e far divertire”. Da piccolo sognava di condurre il festival di Sanremo.


10 FEBBRAIO 2010

ATTUALITA’

BENEDETTO ALFIERI

SCUOLABUS IN BENIN

Uno dei più celebri architetti del Barocco piemontese, parente del poeta Vittorio, lavorò per Palazzo Reale, Madama e il Duomo di Torino.

L’ATM di Alessandria ha donato pullmini e autobus vecchi (funzionanti) alla popolazione Taneka del Benin.

Da Alessandria un aiuto per l'Africa Il Benin è un piccolo stato dell’Africa occidentale con sei milioni di abitanti che vivono tutti - sotto la linea di povertà (e di sanità). E’ qui che l’Associazione di volontariato L’Abbraccio di Fubine (che qui lavora dal 1995) ha voluto portare il suo aiuto, soprattutto medico. Gabriele Benna, Maura Arbuffi, Giuseppe Di Menza e Serena Gamondo: tre medici e un’ostetrica che sono tornati da poco da uno dei paesi più poveri del continente africano, dove - dopo l’apertura di una scuola elementare e di un orfanotrofio femminile - sta per essere portato a termine l’ultimo progetto, quello che riguarda l’apertura di un ospedale infantile (che avverrà il 5 di settembre) che riesca ad essere autogestito dal personale medico e dagli infermieri del luogo.

La Provincia apre il suo scrigno d'arte Le bellezze settecentesche di Palazzo Ghilini per un giorno a disposizione dei cittadini di Alessandria Venerdì 1 gennaio 2010, alle 16,30, le porte di Palazzo Ghilini si sono aperte per tutti i cittadini permettendo loro la visita delle sale del settecentesco palazzo di Alessandria, oggi sede della Provincia e della Prefettura, voluto dal marchese Tommaso Maria Ghilini che lo fece edificare nel Settecento dagli architetti Benedetto Alfieri e, iun una seconda fase, Giovanbattista Gianotti e fu completato solo nella seconda metà dell’800 con l’ala sud. L’iniziativa è stata presentata dal presidente del Consiglio Provinciale, Giovanni Barosini e dalla vice presidente della Provincia, Maria Rita Rossa che ne hanno illustrato le finalità: “Si tratta di un evento divenuto tradizione – ha sottolineato Maria Rita Rossa – per far conoscere una residenza storica e artistica del capoluogo ed è anche un modo per avvicinare i cittadini alle istituzioni, essendo Palazzo Ghilini sede della Provincia e della Prefettura. Fra l’altro – ha ricordato la vice presidente della Provincia – stiamo procedendo alla riapertura dell’ “ala del Principe” di

Palazzo Guasco, sede dell’assessorato alla Cultura e al Turismo della nostra Provincia”. Il presidente del Consiglio Provinciale, Giovanni Barosini, ha per parte sua richiamato l’attenzione sulla doppia valenza dell’iniziativa: “da un lato, ha detto, l’opportunità di offrire ai cittadini di trascorrere alcune ore in serenità, con rappresentazioni artistiche che faranno rivivere lo spirito settecentesco del palazzo; dall’altro, il rafforzamento del rapporto fra cittadini e istituzioni attraverso la trasparenza e l’accoglienza”. Oltre tremila persone hanno potuto osservare gli splendidi affreschi e gli arredi ed assistere ad alcuni momenti di intrattenimento musicale e recitativo accolti, oltre che dallaa vice presidente della Provincia, Maria Rita Rossa e dal presidente del Consiglio Provinciale, Giovanni Barosini, anche dal vescovo di Alessandria, Giuseppe Versaldi.


11 FEBBRAIO 2010

BOJA FAUSS

STRANE MA VERE!

http.//bojafauss.ilcannocchiale.it è un divertente blog satirico sulla politica piemontese. Presi di mira i manifesti elettorali di Cota e Bresso.

Notizie dal mondo più assurde che mai si trovano su www. notizieassurde.it: stramberie, cartelli pazzi e news piccanti.

Federica Lazzarin: modella per gioco Un divertimento che si è trasformato in lavoro per questa giovane studentessa alessandrina, di 22 anni. Da quattro anni fa la fotomodella e ha partecipato a qualche sfilata di moda, a Milano, dove ha anche vestito i panni della hostess nei convegni e della ragazza immagine. Tanto bella quanto “seria”: non ha mai partecipato a nessun concorso di bellezza; ama farsi fotografare “soprattutto dagli amici”, dice. Ma è impossibile non notarla.

GIOVANI BAND ALESSANDRINE

Married with Children

www.myspace.com/marriedwithchildrenband Il nostro tour tra i talenti musicali nostrani continua con una cover band che ha deciso di riprendere lo stile “britpop”: un mix di rock e pop che rispolvera le melodie tipiche degli anni sessanta e settanta, riadattandole e attualizzandole. I Married with Children nascono nel 2006 ad Alessandria dal’idea, comune a tutti i componenti, di rendere omaggio agli Oasis, il gruppo rock inglese formatosi nei primi anni novanta; pionieri del britpop, influenzati dai Beatles, e che, quasi come i loro predecessori, sono riusciti a creare un fenomeno musicale e sociale. Proprio grazie alla passione per la storica band di Manchester, si sono “trovati” i sei componenti del Married: cinque alessandrini d.o.c. e un castellazzese: Riccardo Saliceto (voce), Alessandro Russo (chitarra), Fabio Favero (chitarra e voce), Alessandro Suffia (batteria), Mattia

Maffei (basso), Pasquale Barbera (tastiere). Dopo poco mesi, e tante prove, i ragazzi si esibiscono al Band Prix di Acqui Terme, concorso per cover band, dove ricevono parecchi apprezzamenti. Nel 2008, suonano come ospiti all’inaugurazione della stagione invernale London Freaks al QBA, locale di Alessandria. Nel dicembre del 2008, sono ospiti d’onore alla serata finale del concorso nazionale per band emergenti Morning Glory, allo Zettel club, dove dividono il palco con gli Orange, gruppo di Francesco Mandelli, veejay di MTV, deejay di Radio 105 e da sempre grande fan degli Oasis. In questi tre anni hanno “affrontato” numerosi live nella provincia alessandrina: a Salice Terme, alla Luna Rossa, a Fubine, all’Archivolto, allo Zettel, al Borgo, al Tutti giù per terra (Asti) e al Meg Mell, solo per citarne alcuni. Attualmente, oltre ad essere il gruppo più richiesto, i Married with Children, sono considerati la migliore tribute band degli Oasis d’Italia. Un primato nostrano che non può che farci piacere. Il prossimo show sarà il due aprile al Mastro Birraio di Novi Ligure.


12 FEBBRAIO 2010

CASO E’ ARRIVATO GRASSANO CUTTICA Maurizio Grassano Protagonista di vicende si è dimesso politicogiudiziarie. Si èdel dimesso dalla da Presidente Consiglio carica di Presidente del Consiglio Comunale. Al suo posto è stato Comunale. nominato Cuttica di Revigliasco.

IL BORSINO DELLA PULCE

Come gli eventi di dicembre h

-10

Polemica Almirante

+12

+20

Commercio

Tour alessandrini

Alessandria valeva

1.138

-55

al 31.01.10

-10 Almirante Dubbi, polemiche e risse per l’intitolazione di nuove vie. Per Corso Craxi erano quasi tutti d’accordo, su Almirante no.

-55 Morti sul lavoro Triste primato. i primi morti sul lavoro del 2009 sono gli operai intossicati nella cisterna gpl a Sale, causa poca sicurezza.

Morti sul lavoro

-5 Aristor Prima della vendita a privati l’Aristor è finita nella bufera per i debiti e per aver licenziato ingiustamente (così stabilì il Tribunale.

-25 Repetto Il Presidente AMAG Lorenzo Repetto è stato indagato per corruzione e per aver autorizzato lo scarico di rifiuti in zone non predisposte.

-33 Smog Inquinamento da PM10. Alessandria non blocca il traffico né ha ancora preso provvedimenti per migliorare la condizione dell’aria.


13 FEBBRAIO 2010

REGIONALI TERZO VALICO 2010

mei mesi ruspe In corsa perprossimi il governo dile Palazzo cominceranno lavorare per il Lascaris, sedeadella Regione, Terzo Valico tra la Bresso provincia di Mercedes (PD) Alessandria e quella Cota di Genova. e Roberto (PDL).

IL BORSINO DELLA PULCE

anno variato il valore della città Oggi vale

+46 +17 Alessandria Calcio

-5

Caso Aristor

1.105

Isole ecologiche

-25

Repetto / Amag

-33 Smog

+12 Commercio Corso Roma quasi finita. Riaprirà il “salotto buono”. L’Assessore Ulandi. “Ora per il centro storico fondamentale sinergia con i commercianti”.

+20 Tour alessandrini

+46 Alessandria Calcio

Italia Nostra alla scoperta delle bellezze cittadine. Tour guidati per conoscere angoli “dimenticati”.

Alessandria Calcio. Rinato entusiasmo in città per i Grigi: lo stadio Moccagatta si sta affollando sempre di più, anche grazie al rifaci-

+17 Isole ecologiche mento della Curva Nord, riaperta ai tifosi da alcune settimane. I risultati calcistici non sono esaltanti ma l’affetto della città è in crescita.

isole ecologiche per la città e sobborghi, cassonetti a scomparsa. Alessandria cerca di migliorare la raccolta differenziata.


14 FEBBRAIO 2010

CRONACA LOCALE

NUOVI POVERI

PERICOLO PER IL 118

Giovani disoccupati, padri separati e precari: ecco chi rappresenta la nuova categoria di persone che non arrivano a fine mese.

Anche i volontari sulle ambulanze rischiano ogni giorno la loro incolumità: non è raro “caricare” persone moleste o problematiche.

Pronto Soccorso di notte: come un film di Tarantino Ubriachi, drogati, suicidi e violenti. La strana “fauna” in cerca di cure Allarme rosso al Pronto soccorso di Alessandria. Non è un una particolare emergenza cui i sanitari del “Santi Antonio e Biagio” sono stati chiamati a risolvere, ma una situazione di insicurezza – che sfocia troppe volte in momenti di tensione – soprattutto nelle ore notturne. L’allarme scatta dopo mezzanotte quando il posto di Polizia viene chiuso e gli agenti in divisa blu se ne vanno. Resta la guardia giurata notturna a vigilare su cose e persone. Già, perché un Pronto Soccorso è tutt’altro che un luogo sicuro, soprattutto nelle ore più buie. Non tanto per il via vai di ammalati, feriti, doloranti e agonizzanti in cerca di immediato aiuto sanitario, quanto piuttosto per le continue presenze moleste di ubriachi e persone in stato di alterazione da droghe. Alcuni anche con tendenze suicide o omicide. Il servizio sperimentale di vigilanza privata implementato la scorsa primavera, gioco forza, è stato così reso permanente. Tutti i giorni dell’anno, tutte le sere, una guardia di un istituto privato tiene d’occhio la situazione. Da contratto dovrebbe occuparsi solo dei “beni immobili”. Insomma, deve stare attento che non vengano danneggiate sedie, distributori automatici o altro di proprietà dell’Ospedale. Ma è ovvio che, di fronte ad una situazione critica, si interviene. Nell’ultimo episodio, non raro, il vigilante ha dovuto bloccare un ubriaco in stato confusionale. Caviglia slogata e stiramento della colonna vertebrale (per sette giorni di riposo a casa) dopo l’incontro ravvicinato con il molestatore alticcio. Una guardia ci racconta che di notte passa di tutto: autolesionisti dissanguati dai tagli, ubriachi che stanno a malapena in piedi, tossici che chiedono soldi, sbraitano, brandiscono lamette o bottiglie di vetro. Disperati bisognosi di aiuto, certo, ma che rende il Pronto Soccorso di notte un posto poco raccomandabile per chi attende il proprio turno di visita. Non è raro, dicevamo, che la guardia (una sola per

otto ore di servizio, fino alle sei del mattino) debba aiutare medici e infermieri per “tenere a bada” i più “vivaci”, pure nelle salette di visita. Tutte attività extra, che non dovrebbero competere a loro, ma che per spirito di servizio e senso del dovere (ma semplicemente senso civico) compiono per aiutare il prossimo o cercare di evitare situazioni di pericolo.Le Forze dell’Ordine anche se non presenti riescono ad arrivare con tempestività – evidentemente sanno che una chiamata dal PS equivale ad una emergenza – ma come ci confida un operatore del settore “cinque minuti tra quella gente sono interminabili”. Paradossalmente una guardia giurata ha le mani legate: è sì armato, ma non è equipaggiato con giubbino antitaglio o altre armi per difendersi dalle aggressioni. In più per fermare i cattivi deve sempre chiedere rinforzi a Polizia o Carabinieri. Una faticaccia che tanti giovani di buona volontà fanno pur volentieri, nonostante gli orari notturni, la gente difficile della notte e le situazioni al limite. Aldo Monta

Biblioteca di giorno: salvagente per i nuovi poveri Sono aumentati i posti letto nei dormitori comunali aperti dalla Caritas e gestiti da operatori sanitari e volontari per fronteggiare l’emergenza freddo. Un centinaio di persone trovano riparo dalle intemperie e dalle temperature rigide, in attesa di tempi migliori. Sono infatti sempre più i cosiddetti “nuovi poveri” a cercare aiuto. Giovani che hanno perso il lavoro, mariti divorziati che hanno lasciato la casa coniugale, precari che non si possono permettere un affitto, dipendenti da droghe alcol o gioco d’azzardo. Senzatetto che a guardarli non si direbbe. E poi ci sono gli extracomunitari. I dormitori sono aperti dalle 20. Durante il giorno queste persone dove si riparano, cosa fanno? Ad Alessandria si rifugiano nei luoghi pubblici caldi ed asciutti o nei bar che danno loro da sedersi e magari qualcosa di caldo. Il Pronto Soccorso e la Biblioteca Civica “Francesca Calvo” sono i luoghi preferiti. Nella struttura sanitaria è frequente che nelle ore del mattino senzatetto restino seduti in sala d’aspetto, leggiucchiando qua e là giornali e riviste abbandonati da pazienti. Se qualcuno, impietosito, allunga una moneta vanno ai distributori automatici per un caffè o una merendina. Ma da qualche tempo c’è un altro luogo pubblico utiliz-

zato da rifugio diurno: la Biblioteca Civica. Non è raro incontrare persone che in questi giorni di neve e temperature sottozero si rifugiano nei locali di lettura per la consultazione dei quotidiani (o riviste), ma anche per guardarsi un film. La sezione audiovideo, infatti, offre la possibilità di ascoltare CD musicali e vedere film in DVD all’area attrezzata per l’ascolto e la visione in sede. Nella torre ottagonale, poi, ci sono alcuni televisori che consentono di avere in tempo reale, e in contemporanea, notizie da vari paesi del mondo. Il servizio nelle ore di minor affollamento è spesso utilizzato dagli homeless o dai poveri che non hanno altro modo per passare la giornata. In attesa di tornare al dormitorio. Per poi riprendere, il mattino successivo, un nuovo giorno uguale agli altri.


LIBERTA’ E FUTURO è già una forte realtà in Piemonte, le persone che condividono gli ideali del neomovimento sul nostro territorio sono al lavoro sul programma per quello che vorrebbero diventasse la loro regione. Il Piemonte che vorrei per mio figlio dovrebbe essere una realtà dove lui possa crescere sicuro, dove possa essere ben curato

quando malato, senza rischiare di incappare in episodi di malasanità, dove possa trovare lavoro senza essere costretto a pensare di trasferirsi, dove possa fare sport, dove riceva un’educazione scolastica di primordine, dove la famiglia sia messa nella condizione di recuperare il ruolo centrale che le spetta, primo tassello e base della società,

dove il cittadino, che è anche onesto contribuente, possa ragionevolmente pensare che i denari versati con le imposte siano un investimento per rendere più belli e più vivibili il piccolo paese o il quartiere in cui vive, con servizi primari garantiti, senza essere costretto a raggiungere il proprio posto di lavoro perdendo ore negli spostamenti.

E’ con grande piacere quindi che il movimento scenderà in campo il 27-28 marzo a sostegno del candidato Presidente Onorevole Roberto Cota, con una lista di candidati anche nella provincia di Alessandria, oltre che su tutto il territorio regionale per cercare di ottenere un risultato che consenta un grande cambiamento. Alexander Boraso

www.libertaefuturo.it


16 FEBBRAIO 2010

MODA

DANZA DEL VENTRE

TANGO MANIA

Un ballo sensuale e provocante che va di moda, soprattutto tra le non giovanissime, anche se l’effetto non è quello che dovrebbe.

Gli appassionati sono talmente tanti che hanno dovuto organizzare addirittura un Festival qui da noi.

Mambo, rumba e salsa. Piccante per tutte le età Un, due, tre... Salsa! No, non parliamo di cucina, ma di ballo. In particolare di quello latino americano che, neanche a dirlo, sta prendendo “piede” sempre di più anche nella nostra grigia - non solo per i colori calcistici - città. Gli “ingredienti” sono tanti e i “piatti” da gustare ancora di più. Non solo Salsa, ma anche Bachata e Cha Cha Cha, passando per Mambo e Rumba, le danze marchiate Cuba, la culla del folklore sudamericano e il più grande centro generatore di ritmi di tendenza. Le danze nate a Cuba o passate per Cuba si portano dietro un sapore fondamentale di pura sensualità e di naturale potenza. Un cocktail perfetto: sincope e melodia europea si mescolano e, filtrate dalla calda “irruenza” spagnola, creano un ritmo che favorisce la spontaneità del movimento, grazie anche allo spunto rubato alle danze africane. Sensualità, velocità, armonia: un mix esplosivo che cattura e trascina in pista anche i più restii alle movenze latine. Le sale da ballo si riempiono di provetti ballerini, giovani e meno giovani. Contrariamente a quanto si pensa, non tutti i ragazzi preferiscono la classica nottata in discoteca, tra musica spaccatimpani, deejay lampadati e cubiste, ma c’è una grossa fetta che, invece, ama le serate “latine”. Un tipo di ballo sicuramente diverso da quello a cui si è abituati: non tutti riescono a buttarsi con successo in una pista di latino americano. I passi - a differenza di quanto succede nelle discoteche bisogna saperli e seguirli e, quindi,

un minimo di scuola di ballo è praticamente d’obbligo (a meno che non si sia straordinariamente portati al movimento di bacino). Da un paio d’anni a questa parte, in linea con il ritorno in auge di questa moda, c’è stato un vero e proprio boom delle scuole di ballo, la cui presenza è aumentata notevolmente. Insieme a questo, crescono anche i locali che propongono serate caraibiche: in zona i più frequentati sono il QBA, il Malecon, il Dancing Valentia, il Gazebo e il Symbol. “Un mondo che ti travolge, dove la gente si diverte davvero” ci dice Laura, giovane allieva di una scuola di Alessandria. “ U n a combinazione di tre elementi molto semplici: sorrisi, amicizia e ballo. Al momento è in forte espansione e sicuramente continuerà su questa strada perché tramite il ballo diventa molto più semplice fare nuove conoscenze”. Leggete: è più facile cuccare qui che in discoteca: un ballerino che dà spettacolo sulla pista fa strage di cuori (e di partner di danza). Osate, allora, e fatevi travolgere dall’universo sudamericano. La tendenza del momento rivisita gli anni settanta: si chiama latin hustle ed è un ballo composto da figure coreografiche. Avete presente il film Saturday Night Fever, con John Travolta? Un ballo caraibico con contaminazioni jazz che richiede - anche - particolari doti atletiche (è molto faticoso).

Salsa, bachata e latin hustle:

i ritmi caraibici arrivano anche a casa nostra

Un mondo di pura sensualità e naturale potenza che ha il potere di travolgere.

Preferite la country western dance? Atmosfere da saloon a due passi da casa vostra. Una vera manna dal cielo per chi ama lo stile “capello da cow boy-camiciajeans-stivali”. Finalmente anche in provincia di Alessandria, per la precisione a San Giuliano Vecchio (presso il Centro Sportivo di via Piacenza), si tengono corsi di danza western, che contano già più di cento iscritti. “I corsi coprono in realtà tre città: Novi Ligure, Alessandria e Casale Monferrato” - ci spiega Monica Pastore, insegnante della scuola Country Fever (www.countryfever.it) - “per accon-

tentare tutti coloro che vogliono imparare a ballare sulle note della nostra amata musica country”. L’amore per la line dancing (così si chiamano le coreografie da saloon) nasce proprio da qui: dalla passione per il clima western e per l’America. In zona non ci sono molti locali che organizzano serate da cow boy: il Wild Cats (a Gerlotti) è l’unico in zona che “ospita” i ballerini con i camperos, che, altrimenti, devono “emigrare” a Santhià (per la precisione a Dorzano) o a Moncalieri (Torino).


17 FEBBRAIO 2010

OCCHIO DROGAAL MARKET PACCO

OUTLET REGIONALI PIU’ OUTLET 2010

Le fashioniste Decine di professioniste arresti per spaccio non si fanno di droga fregare, negli maultimi per lemesi. comuni Ad Alessandria mortali attenzione si consuma alle cocaina marche a contraffatte e ai buon saldi esagerati. mercato.

In corsa per il governo Incredibilidisconti Palazzo al Lascaris, sede&Glen della Outlet Regione, McArthur di Mercedes (PD) Serravalle. OltreBresso allo sconto Cota i(PDL). esistente esiRoberto aggiungono saldi.

Saldi, soldi e fashioniste Finalmente sono arrivati! E quest’anno ci accompagneranno fino ai primi di marzo! Ma cosa ne pensa la gente dei saldi? Alcuni ritengono che siano una vera e propria fregatura, per via del “ritorno” sugli scaffali di cose vecchie, rimasugli di magazzino (tirati a lucido per l’occasione) e pezzi fallati. Ma la maggior parte delle persone (ragazze in primis)invece li aspetta con pazienza, sperando che il capo tanto desiderato, che novanta su cento è un accessorio) sia ancora lì esposto sul ripiano dove l’avevamo visto per la prima volta, qualche mese fa. Quando scatta il giorno “X”

si formano file a dir poco chilometriche davanti alle boutique dei grandi brand per acquistare - finalmente- quello che per mesi è stato solo l’“oggetto del desiderio”. Naturalmente, per una donna, si tratta quasi sempre di scarpe e borse esclusive, che grazie ai tanto attesi sales diventano più “accessibili”. Questo è quello che accade a tutte noi, definite “fashioniste” che non possono vivere senza quello che il pianeta moda definisce un must have!! Un esempio può essere la famosa “Icon bit” proposta in mille colori e materiali da Gucci (nella foto)... Come resisterle?! Però (sì, anche nei saldi c’è un però) è anche vero che se non si

Sales:

guida all’acquisto dei “must have”

MODA

Shopping sostitutivo o shopping previdente? Scegli il tuo!

hanno le idee chiare su quello che si vuole il rischio c’è, ed è quello di acquistare capi che poi non verranno utilizzati o di cui presto ci si pentirà. Capita! Capi che oggi riteniamo bellissimi e strettamente necessari, nonchè utilizzabilissimi in tutte le occasioni, poi sono destinati a rimanere chiusi nell’armadio perché ci accorgeremo (a volte anche presto) che si è trattato esclusivamente di un acquisto tipico dei last sales. Per evitare di incappare in questo tipo di errori che, soprattutto se costosi, rimpiangeremo, non bisogna buttarsi sugli articoli in sconto come una tigre sulla

preda, ma essere più ponderate e capire cosa si vuole veramente. Ricordatevi che si possono fare due tipi di acquisti: sostitutivo e previdente. Lo shopping di tipo uno ha lo scopo di rimpiazzare, appunto, i vestiti di quella stagione (in questo caso invernale); quindi si punta su maglie di lana, pantaloni pesanti, giubbotti, cappotti… In questo caso la regola da seguire è acquistare limitando la scelta dei colori. Conviene stare sui “classici” (nero, grigio, marrone), o, se volete puntare su nuove tinte, individuate quello che è stato il colore della stagione (quest’anno è il viola) e evitatelo! perché per un po’ non ritornerà. Puntate invece

sul rosso, sul verde: con questi il rischio di sbagliare non c’è. Shopping di tipo due: approfittate dei sales per iniziare ad acquistare in vista della primavera. Se non si è veri e propri appassionati di moda (e quindi non si seguono sfilate, anteprime delle collezioni delle varie linee) basta sfogliare un semplice giornale per capire quali sono i capi così definiti “invernali” che possono essere usati tra qualche mese. Un esempio può essere la camicia con le maniche a palloncino (se ne trovavano già molte adesso e saranno un must della primavera); la tuxedo (giacca da smoking da uomo), che si trova di tutti i tipi, tra cui di felpa e di jeans ed è una buona alternativa al “chiodo” di pelle, ma - mi raccomando - da alternare, non da sostituire: il giubotto di pelle è un must unico! Buon Sales Shopping! Alessia Novelli


18 FEBBRAIO 2010

SESSO

RIVISTE HARD IN CRISI

SEMPRE PIU’ UOMINI

Per colpa di Internet i magazine cartacei che trattano porno non vendono più come una volta. Anche Playboy rischia la chiusura.

Le donne italiane scarseggiano nel mondo dell’hard. Solo i maschietti tentano di diventare attori professionisti, alla Rocco Siffredi.

Basta con il porno! Voglio fare l'impiegata Letizia Bruni, pornostar di Novi Ligure, ci confida: “voglio uscire dal giro”. Basta con il porno, basta con gli spettacoli sexy. Letizia Bruni, prornostar di Novi Ligure, non ce la fa più con questa vita, dopo sei anni di film hard e tour nei locali d’Italia e non solo: “Vorrei un lavoro normale che mi desse stabilità”, confida Letizia a La Pulce, appena ritornata in Spagna dopo una fugace visita italiana a parenti ed amici (e qualche spettacolo notturno). Letizia Bruni, approdata al mondo dell’erotismo nel 2003 “quasi per caso” e piena di entusiasmo vorrebbe togliersi i (pochi) panni da showgirl notturna per rivestirsi con abiti “normali”. Vorrebbe tornare a farsi chiamare con il nome di battesimo, Paola Cestari, e magari lavorare in banca con orari d’ufficio. Mattino, pausa pranzo e pomeriggio. Poi via a casa dal fidanzato spagnolo. “In questo periodo mi sento abbastanza confusa, vorrei avere un lavoro normalissimo, che mi dia quella sicurezza interiore che oggi non ho. Viaggio tantissimo e sono spesso sola”. L’impressione è che Letizia Bruni si sia stancata della vita da palcoscenico, dopo aver abbandonato già da tempo i set di film porno. “Ne avevo fatti quaranta in due anni”, racconta, “ma non era il mio lavoro, ero sempre nervosa e non mi sentivo a mio agio”. Ora si sposta molto per i locali della Spagna – è diventata così “iberica” a tal punto da aver preso l’accento del luogo – ogni settimana è in un posto nuovo per strip e show ad alto tasso di erotismo. Dopo aver fatto eccitare un bel po’ di maschietti (soprattutto, ma non solo) torna in albergo per riposarsi fino a tardi. La sera dopo di nuovo sotto i riflettori di fronte ad una platea che non aspetta altro che vedere le sue curve... “Lavoro,

hotel, hotel, lavoro. La vita reale non è questa”. Eppure sul sito internet la mora del Basso Piemonte scrivera entusiasta, all’inizio di carriera, “Fin da ragazzina i film porno mi hanno sempre eccitato ed incuriosito molto, ero io che li noleggiavo per poi guardarli con il fidanzatino di turno, che con grande piacere assecondava questo mio desiderio. La mia voglia di regalare emozioni, il desiderio di dare piacere al prossimo, il mio sano esibizionismo mi hanno portato fin qui”. Anche se nelle sue performances notturne ci vede comunque un “lato artistico”, una forma di espressione curata e studiata nei dettagli (coreografia, ballo, fantasia) e sebbene la showgirl hard guadagni molto di più di una impiegata, Letizia è pronta a mollare tutto se dovesse trovare un altro impiego: “Non sono attaccata ai soldi, avere meno soldi non mi preoccupa minimamente. Basta trovare un altro lavoro ed esco dal giro”. Chissà se in Spagna ci sarà occasione di cambiamento per una ex agente di commercio che sul curriculum può vantare anche una quarantina di film a luci rosse... Letizia Bruni è fiduciosa e continua a ripetere “La vita reale non è questa”.

Eros kit (non solo) per san Valentino

Avete in mente di regalare al vostro partner un san Valentino insolito, magari in versione hot? Lasciate da parte fiori, cioccolatini e cuori gonfiabili. Dimenticate cene a lume di candela, frasi romantiche e canzoni da serenata. Per le coppie spente - o solamente più spigliate - è meglio puntare sul kit erotico: originale e malizioso, riuscirà sicuramente a regalarvi momenti di intimità e complicità come difficilmente riuscirebbe a fare un regalo “standard”. Il kit erotico classico contiene: un olio per massaggi, candele dai profumi afrodisiaci, benda in velluto (rosso, ovviamente, che può essere utilizzata sia per chiudere gli occhi sia per giochi bondage) e una piuma (per “solleticare” le fantasie più nascoste). Largo anche ai dadi del sesso, che decideranno per voi posizioni, luoghi e modalità dell’incontro. Ma perché limitarsi a usare questi giochi solo per stupire a san Valentino? Osate, gente, osate.

Appuntamenti "diversi": blind date e speed date A chi non è mai capitato un appuntamento “al buio”, magari combinato dall’amica del cuore stanca di vedervi sospirare al passaggio di ogni coppietta, o di fronte alle vetrine romantiche addobbate per san Valentino? Si inizia sempre così, con l’amico “simpatico” che “fa proprio al caso tuo”, per poi continuare con “vi vedrei bene insieme, avete molte cose in comune”. E si finisce con un blind date, appunto. Un appuntamento combinato, tu e lui solamente. Se siete fortunati il lui (o lei) di turno sarà già stato “filtrato” da conoscenti. Altrimenti l’uscita con uno sconosciuto può avvenire nell’anonimato più totale, attraverso agenzia matrimoniale, accordi presi in chat o conoscenza epistolare di altro genere. L’effetto sorpresa è assicurato - il partner non sarà mai come ve lo siete immaginato - il risultato magari un po’ meno. C’è chi “diserta” l’appuntamento, chi da lontano osserva tutte le persone che sembrano aspettare qualcuno sospirando “speriamo che non sia quello/a lì”. A volte i più vigliacchi tagliano la corda alla prima delusione visiva. In ogni caso

le esperienze sono sempre memorabili (nel bene e nel male) e se proprio non trovate l’anima gemella “al buio”, sicuramente vi sarà rimasto un ricordo. Anche in provincia di Alessandria alcuni locali organizzano blind date con cene organizzate via web e serata ad hoc. Per chi ha voglia di conoscere più persone e ha poco tempo c’è lo speed date (altra diavoleria inventata negli USA): le donne sedute ai tavoli e i maschietti che si cambiano di posto. Sette minuti per tavolo, per conoscersi ed eventualmente per il colpo di fulmine fatale. O solamente per avere un’altra possibilità di rivedere la morettina “n° 5” dal sorriso smagliante e dalla voce sensuale. Cosa si fa pur di conoscere gente nuova e avere qualcosa di diverso da fare il sabato sera. Per gli scapoloni per scelta delle altre e le single disperate anche i social network su internet sono diventati punti di ritrovo e di dialogo. Ma in questo caso non è un appuntamento al buio (di solito si guardano le fotogallery) , né un incontro al fulmicotone.


Alessandria VIA VERONA, 65 Tel. 392 7228994 Chiuso il lunedĂŹ


20 FEBBRAIO 2010

FUTURO

Via CESARE P

REVITI

RISSA IN COMUNE

MANIFESTI STRANI

La proposta di intitolare una via a Craxi ha prodotto non solo molte polemiche verbali, ma anche una “fisica” in Consiglio Comunale.

L’elettore medio, a due mesi dalle elezioni,è stupito dalle scelte grafiche dei candidati. Sono apparsi cani, evidenziatori e sorrisi.

Abito all'angolo tra corso Corona e via Cesare Previti BRIZIO Corso FA

Corso RAFFAE

LE SOLLECITO

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A CORON

Che bella Alessandria nel 2063, con il suo nuovo parco, intitolato a Tano Badalamenti, e il Platano di Napoleone, la celbre pianta che, a causa di un’inspiegabile mutazione genetica, produce pesche. Sarà ancora più bella quando faranno il nuovo ponte. Accadrà presto. C’è già chi ha scritto un bell’inno per l’inaugurazione.

Che bella Alessandria, anche in questo tardo inverno dell’anno 2063. Sono felice. Abito all’angolo tra via Cesare Previti e corso Fabrizio Corona, non lontano dalla lapide presso la quale, una volta al mese, un’anziana signora, che si distingue per un fantastico fondoschiena, viene a deporre un lumino. Mi dicono si chiami Belen Rodriguez. Più in là c’è il parco intitolato a Tano Badalamenti. Il suo verde plastica sopravvive a questo febbraio che “Studio open” di Europa Uno, tivù iperdigitale che ora trasmette solo sul Tom Tom e sul display del forrno a microonde, ha definito “il più catastrofico del millennio”. Il parco Tano Badalamenti, comunque, è sempre verde brillante, specialmente da quando hanno inventato quel sistema per cui la cacca dei cani non cade più in terra ma si libra nel cielo, dissolvendosi in pulviscolo marrone. I soliti ambientalisti dicono che così facendo aumenta il livello delle polveri sottili, ma intanto ormai allo smog siamo talmente abituati, che l’altr’anno sono stato

malissimo quando ho trascorso tre giorni in campagna, mangiando la verdura che il contadino ha coltivato senza diserbante e bevendo grignolino fatto addirittura con l’uva. L’invenzione sui cani però è bellissima e risolve un antico problema: le multe ai proprietari che erano soliti non raccogliere gli escrementi. Fantastico. Così per ricevere una contravvenzione, adesso, sei per forza obbligato a parcheggiare nella zona blu-dipinta-di-blu, da qualche mese estesa anche alle ore notturne. Implacabili i vigilini dell’esercito dalla municipalizzata Hatu, la Happy Azienda Teletrasporto Urbano. Io mi sono preso una multa perché ho messo l’auto in tripla fila in corso Raffaele Sollecito, vicino alla cinquantatreesima rotonda cittadina, quella che il vicesindaco rumeno ha voluto intitolare a Adrian Mutu. Ho cercato di spiegare al vigilino: “Cavolo, signor vigilino, ma sono solo due ore che sono qui in tripla fila, giusto il tempo di fare un paio di scommesse in ricevitoria. A proposito, ho fatto bene a puntare sul

cavallo Pirillo vincente al Gran premio della Cittadella, e a giocare ics su Chelsea-Alessandria? Lo sa che ho messo 2-2 fisso, con doppietta del pronipote di Tony Colombo?”. Il vigilino è stato implacabile: 570 euro di multa, mi ha tolto non solo tutti i punti della patente, ma anche quelli della tessera Fedeltà-SoloTu del supermercato “Alessandria 6000”, quella struttura che, malgrado le rimostranze delle associazioni di categoria che hanno organizzato 121 convengni in proposito, occupa 300.000 metri quadrati fra il quinto ponte sul Bormida e il platano di Napoleone, la celebre pianta che, a causa di un’inspiegabile mutazione genetica, produce pesche. Che bella Alessandria. E lo sarà ancora di più quando faranno il nuovo ponte. Accadrà presto, comunque. C’è già chi ha scritto un inno per l’inaugurazione. Non vedo l’ora di ascoltarlo. Succederà certamente prima delle prossime elezioni (col debutto del sistema elettorale Fottitellum), perché prima delle elezioni accadono sempre un sacco di cose bellissime. Ah, se mi ricordo... Che belli i tempi delle elezioni democratiche. La mente vola indietro a molti anni fa, chissà quanti saranno stati... boh... Tanti comunque. Ricordo la città tappezzata di ma-

nifesti. Faccioni che ti guardavano, sorridendoti. C’era scritto su uno “Avanti Piemonte!”. Non ricordo chi fosse il candidato, certamente uno dei Savoia, o forse no. Magari il caro, vecchio principe Emanuele Filiberto, che intanto nella sua vita ha fatto di tutto... Le pubblicità, il ballerino, il tifoso, l’opinionista televisivo, e poi il fachiro del circo, il rabdomante, il cuoco, il calciatore dell’Inter (era l’unico italiano), il pittore ed è diventato campione europeo di corsa dei tagliaerba in salita su ghiaccio, disciplina che presto debutterà anche alle Olimpiadi invernali di Sharm el Sheik, rinomata stazione sciistica, rilanciata da uno sceicco che, dopo aver fatto i soldi vendendo i Grigi, ha costruito una montagna all’interno di un hotel, a Sharm. Scusate la divagazione. Torno ai manifesti. Che belli che erano. C’era quello che diceva “scirvi il futuro” e io pensavo a “scriverò, scriverai, scriverà”. Un altro aveva per slogan: “La forza della ragione”. Hai detto niente. Un altro ancora recava un messaggio del tipo “si scrive così, si legge cosà”, e ricordo di essere andato in confusione, tra le promesse di tizio e quelle di caio. E poi c’era quello che diceva “Fidati di chi conosci”. A me lo dici? A me che mi fido di me stesso, e ancora grazie! Però, che bei tempi quelli, quando i politici guadagnavano an-

cora una miseria e c’era una buona uscita ridicola per chi, ad esempio, era reduce dal Consiglio regionale. Erano cifre talmente irrisorie che io mi domandavo perché mai tutti cercassero riconferme e ci fosse una sfrenata corsa al posto. Forse è meglio smetterla con le digressioni e pensare al presente. Ho un appuntamento stasera con la mia fidanzata bionica, che non riconosco da una volta all’altra perché cambia sempre fisionomia. Andremo a cena: menù liofilizzato in uno splendido ristorante con vista sulla terza discarica di Castelceriolo, in corso Stalin&Hitler, benefattori. Gennaro Valotto


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1) Infisso. 7) Canta “Kiss froma rose”. 11) Incitamento... mandrogno. 12) Club con sezione alessandrina in via Venezia 7 (sigla). 13) Operosi imenotteri. 14) Offerta Pubblica di Acquisto. 16) L’imperatore nemico di Alessandria. 19) Dipartimento francese della costa Azzurra . 20) Vivace, brillante. 21) Fiori tipici dell’Olanda. 24) Browser web (sigla). 25) Consonanti dell’elsa. 26) Diritto... romano. 27) Il colore del Palazzo comunale di Alessandria. 28) Lucio Elio, Prefetto del Pretorio. 30) Alieno del cinema. 31) Precede... Baudolino. 32) Automobile di New York. 33) Radio Televisione Italiana. 34) Gilberto, attore genovese. 35) Mitico calciatore grigio degli Anni ‘20. 38) Rete del tennis. 39) Formato di file audio/video (sigla). 40) Misura la resistenza elettrica. 41) Si scrive da destra a sinistra. 44) Capoluogo di provincia del Molise. 45) Destino. 46) Artico, bomber dell’Alessandria Calcio (iniziali).

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Le definizioni in grassetto sono a “tema” sulla provincia di Alessandria

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VERTICALI Il Primo Cittadino. 2) Di indole giocosa. 3) Albino, noto fotografo. 4) Luciano, partigiano alessandrino. 5) Fiume dell’Emilia- Romagna. 6) Precede “de Janeiro”. 7) Squadra di calcio di Ferrara. 8) Sulle targhe dei militari. 9) Scorre nei pressi di Spinetta Marengo. 10) Viene manovrato coi fili. 13) Marca di computers. 15) Vincitore del Premio Acqui Storia con “I Figli dell’aquila”. 17) L’opera più conosciuta di Ravel. 18) Tappetini di paglia. 22) Pieno di aculei. 23) Bagna Valenza. 26) Cosa molto personale. 28) La Madonna venerata ad Alessandria. 29) Possono essere a sesto acuto. 30) “Emigrazione” di Maometto. 32) Grande confusione. 35) Unità di misura per dietisti (sigla). 36) Valle trentina. 37) Aviazione britannica. 42) Confina con la nostra provincia (sigla). 43) Bologna per l’ACI.

Le soluzioni del Cruciverva e del Crucipuzzle saranno pubblicate nel prossimo numero. Per Trova le differenze... Gira pagina!

CRUCIPUZZLE MANDROGNO

La foto 2 ha 10 differenze rispetto alla foto 1. Trovale!

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Cercate le parole contenute nello schema (in orizzontale, verticale, da destra a sinistra e da sinistra a destra, dall’alto in basso, dal basso in alto ). Le lettere rimanenti formeranno la “chiave”. CHIAVE: (xx): xxxx


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ANNUNCI 01 AUTO Pegaso strada del 2006 con vari componenti particolari, 9000 km unico prop. gomme nuove, perfetta..da vedere! 3487460715 Vendo opel corsa 1.2 benzina enjoy rossa, con 15500 km pari al nuovo a 7400 euro trattabili. Permute con pick-up americano, no perditempo. 3317099307

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Ci scusiamo con i gentili inserzionisti che non hanno trovato il loro annuncio pubblicato. Verrà inserito nel prossimo numero.

LA PULCE NELL’ORECCHIO Periodico registrato al Tribunale di Alessandria al n°631 del Registro Stampa il 13 novembre 2009

Direttore Responsabile Giordano Panaro Condirettore Paolo Allegrina Redazione Franca Ferraro Aldo Monta Vittoria Torriani Marco Vernazza Collaboratori Piero Archenti Valentina Frezzato Alessia Novelli Gennaro Valotto piazzetta Monserrato 6 15121 Alessandria info@lapulcenellorecchio.it www.lapulcenellorecchio.it Tel e fax 0131.481374 Editore Na.Va.Le Soc. Cooperativa di servizi p.iva 02233310065 Fondatore Cav. Bruno Ferraro piazzetta Monserrato 6 15121 Alessandria Tel e fax 0131.481374 Pubblicità Fulvio Perugini cell: 347.4455241 Prezzo al modulo (50x53,75 mm): 30,00 € Stampa SARNUB srl Industrie tipografiche Cavaglià (BI) La Pulce nell’Orecchio è stampata su carta riciclabile.


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Per comunicazioni, inserzioni, suggerimenti, collaborazioni, pubblicità:

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N O CHIAVE: ALESSANDRO III

Vendo abito da sposa di alta sartoria. Marca: Atelier Aimèe. L’abito è bianco, in seta, composto da un bustino con pizzo e intreccio sulla schiena, gonna ampia con tulle e rose sul lato. Il velo è bianco e arriva a metà schiena. Acquistato nel 2008. Prezzo interessante. Per chi fosse interessato contattare Monica al numero 349 2239224.

COMPILA IL COUPON PER L’INSERZIONE GRATUITA Spett.le LA

PULCE nell’orecchio

TESTO DA PUBBLICARE

categoria n.

Indice delle categorie AUTO-MOTO 01 - AUTO VENDITA/ACQUISTO

Cognome

02 - CICLI E MOTOCICLI 03 - ACCESSORI

Nome

04 - CAMPEGGIO E NAUTICA 05 - MACCHINE AGRICOLE

Via

IMMOBILIARI

Città

10 - ALLOGGI VENDITA/AFFITTO 11 - CASE VENDITA/AFFITTO

Tel.

12 - CASE VACANZA VENDITA/AFFITTO 13 - ATTIVITA’ COMMERCIALI

NB. In conformità alla legge 675/96 autorizzo il trattamento dei miei dati personali.

Compilare, in stampatello leggibile, in tutte le sue parti.

Firma ..........................................................................................................

14 - RUSTICI E TERRENI LAVORO 20 - LAVORO CERCASI

LA PUBBLICAZIONE DELL’ANNUNCIO E’ SUBORDINATA ALL’ACCETTAZIONE DELLA DIREZIONE. LA PULCE NELL’ORECCHIO NON E’ RESPONSABILE DELLA QUALITA’, VERIDICITA’, PROVENIENZA E PUNTUALITA’ DELLE INSERZIONI E NEPPURE PER LE CONSEGUENZE DIRETTE E INDIRETTE CHE POSSONO DERIVARE DALLA NON CORRISPONDENZA DEI DATI RISPETTO ALLA REALTA’. TUTTI GLI ANNUNCI SONO PUBBLICATI SOTTO L’ESCLUSIVA RESPONSABILITA’ DELL’INSERZIONISTA E SONO INSERITI A TITOLO GRATUITO. I LETTORI SONO INVITATI AD ACCERTARSI DELLA PROVENIENZA DEL BENE CHE SI INTENDE ACQUISTARE ONDE EVITARE DI INCORRERE NEL REATO DI “INCAUTO ACQUISTO”.

21 - LAVORO OFFRESI 22 - LEZIONI PRIVATE MERCATINO 30 - ABBIGLIAMENTO 31 - TECNOLOGIA 32 - ANTIQUARIATO E COLLEZIONISMO

PER INVIARE IL COUPON: per posta, in busta chiusa, a: La pulce nell’orecchio - Piazzetta Monserrato, 6 - 15121, Alessandria Via fax al numero: 0131 481374; via e-mail a info@lapulcenellorecchio.it.

33 - ARREDAMENTO 34 - ANIMALI 35 - VARIE


La Pulce nell'Orecchio - numero uno  

Il numero di febbraio 2010 de La Pulce nell'Orecchio, free press di Alessandria e provincia

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