Page 1


Nota di presentazione. LAPIS, Intensive Program in Landscape Studies è un modulo intensivo cofinanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del Lifelong Learning Program Erasmus e vede la partecipazione di tre scuole di architettura (Barcellona, Ferrara, Lisbona) con il coinvolgimento di circa 40 studenti e 10 docenti. LAPIS, giunto alla sua seconda edizione, ha come obiettivo lo sviluppo di un programma di didattica innovativa e di ricerca sui temi della pianificazione del territorio e del paesaggio. L’idea di strutturare un corso con queste finalità nasce da un gruppo di docenti italiani e stranieri raggruppati attorno al CENTRO INTERNAZIONALE DI STUDI SUI PAESAGGI CULTURALI (CISPC), struttura di ricerca e di formazione che opera sin dal 2002 all’interno del Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Ferrara e che a partire 2008 è entrata nel network UNISCAPE (The European Network of Universities for the Implementation of the European Landscape Convention). Terreno di azione comune tra queste diverse iniziative coincide con l’impegno a promuovere gli obiettivi della Convenzione Europea del Paesaggio e a prefigurare nuove modalità di gestione del territorio in cui i piani - o più in generale qualunque altro progetto sul territorio - e le politiche costituiscano una dimensione progettuale in cui lo scarto tra i diversi approcci tecnici e disciplinari, tra attese collettive e prassi amministrativa, venga ridotto se non addirittura superato. LAPIS, mediante la realizzazione di un programma didattico articolato, all’interno del quale sono previsti seminari preparatori (“Progetto di città per la Terza Italia”), cicli di conferenze (“Territorio e dintorni”) e esercizi sul campo (Workshop internazionale) cerca di creare le condizioni perché anche a livello locale si diffonda la consapevolezza della necessità di una nuova concezione del progetto territoriale e di paesaggio realizzabile anche a partire da una attività didattica capace di interpretare i cambiamenti imposti alle pratiche di pianificazione e gestione urbana e territoriale.


Workshop internazionale

Intesive Programme in Lanscape Studies

CittàCollina

IP_LAPIS

Vicenza: il progetto di paesaggio per una nuova visione della qualità urbana e territoriale VICENZA, 3-12 MAGGIO 2010 @ Informagiovani, Contrà delle Barche 55, Vicenza

Università degli Studi di Ferrara Facoltà di Architettura Coordinatore Universitat Politècnica de Catalunya Escuela Técnica Superior de Arquitectura Campus San Cugat del Valles partner Universidáde Tecnica de Lisboa Faculdade de Arquitectura partner coordinamento scientifico: Francesca Leder

Università degli Studi di Ferrara in collaborazione con:

CISPC_Centro Internazionale di Studi sui Paesaggi Culturali (DA, Unife) Lezioni di Piano_laboratorio permanente per lo studio e la pratica della pianificazione urbana e territoriale (DA, Unife) con il patrocinio del Comune di Vicenza


Contenuti.

come strumento per rafforzare le relazioni sociali e culturali di cui la città è espressione così come per favorire la partecipazione dei cittadini alle scelte di governo, stimolandone non solo le capacità propositive ma anche gli intenti autoorganizzativi finalizzati, sempre più spesso, alla cura dei luoghi

A partire dal 3 maggio, per dieci giorni, un gruppo di studenti e docenti di tre scuole europee di architettura (Barcellona, Ferrara, Lisbona) saranno impegnati ad elaborare alcune idee-guida per un progetto territoriale basato sul riconoscimento del ruolo del paesaggio inteso come risorsa strategica dello sviluppo e come tramite per migliorare la qualità della vita.

L’obiettivo progettuale del workshop è quello di definire un masterplan della collina urbana, inteso come uno strumento flessibile ma al contempo capace di rendere visibili le opportunità che derivano dalla costruzione di un’ “ossatura verde”, ovvero la connessione tra le aree verdi della città consolidata (dagli ambiti più estesi di paesaggio periurbano, ai parchi e giardini, ai viali alberati sino ai singoli episodi verdi), attribuendo proprio alla collina il ruolo di giacimento di naturalità più importante e di catalizzatore urbano in termini presenza notevolissima di patrimonio culturale e, allo stesso tempo di meta privilegiata per attività legate alle pratiche del tempo libero.

Centrare un progetto territoriale sulle azioni di tutela e di valorizzazione del paesaggio significa riconoscere il suo essere patrimonio culturale, dunque “elemento di radicamento e appartenenza, nonché risorsa economica tra le più significative in termini di attrattività e di potenzialità”, dunque un paradigma a cui i processi di programmazione, pianificazione e trasformazione vanno indirizzati per conseguire l’obiettivo del miglioramento della qualità della vita “preservando o attribuendo un’identità anche ai territorio della quotidianità” (G. Poli, Progetto L.O.T.O., 2005).

La collaborazione tra le tre facoltà renderà possibile l’individuazione di interessanti casi studio e buone pratiche già sperimentati a livello europeo e internazionale che verranno illustrati durante gli incontri aperti al pubblico (OPEN HOUSE). Gli stessi riferimenti potranno costituire una banca dati di informazioni tecniche e di gestione, da intendersi come utili strumenti di azione per le diverse esigenze locali che il gruppo di LAPIS intende mettere a disposizione dell’Amministrazione comunale come contributo culturale e tecnico.

L’attenzione di LAPIS sarà rivolta principalmente alle componenti paesaggistiche ed ambientali del territorio nella convinzione che solo questo radicale cambiamento di prospettiva può essere in grado di offrire un’opportunità di riscatto ad un contesto, quello della mega-city-region padano-veneta (nella quale cui la provincia di Vicenza ha un peso assai rilevante), segnato da un riconosciuto sviluppo industriale ed economico, da un pressoché diffuso benessere sociale ma anche da un pesantissimo degrado territoriale inquinamento ambientale, processi perlopiù irreversibili, le cui conseguenze negative segneranno il futuro delle prossime generazioni. In una chiave di lettura ampia, il progetto di paesaggio, oltre ad affrontare le questioni più strettamente attinenti alla trasformazione fisica del territorio, si offre

Le esplorazioni progettuali condotte durante il workshop si muoveranno su due livelli: quelli volti ad individuare possibili interventi trasformazione a carattere strategico, lavorando sulla formulazione di figure territoriali; e quelli di medio e micro dettaglio, volti principalmente al miglioramento della qualità paesaggistica dell'area collinare e delle sue più o meno ampie pendici.

La seconda edizione di LAPIS sviluppa il proprio obiettivo di azione didattica sul campo scegliendo di lavorare nel contesto della città storica di Vicenza includendovi anche la sua collina.

Nell’insieme l’obiettivo è quello di giungere a comporre un catalogo di azioni (per la gestione dello spazio pubblico, del verde, per la progettazione dell'arredo urbano, per l'incentivo di virtuosi rapporti con i privati finalizzati a produrre benefici di tipo collettivo in termini di presidio dello spazio, di erogazione di nuovi servizi, etc.) nell’intento di contribuire al miglioramento della qualità della vita urbana prendendo a modello l’esperienza condotta da alcune importanti città medie europee.


INDICE 1] Città + Collina Il progetto di paesaggio per una nuova visione della qualità urbana e territoriale 1| Introduzione 2| Vicenza: scenari di progetto 3| La perimetrazione dell’area di lavoro: la fascia pedecollinare 4| I gruppi di lavoro internazionali 5| Esiti progettuali attesi 6| LAPIS come esperimento di didattica 2] IP_ Lapis Contesti territoriali di riferimento: materiali preliminari di analisi 1| Regione Veneto 2| Provincia di Vicenza 3| Comune di Vicenza

3] Paesaggio come medium Strumenti teorici e strategie operative: un nuovo approccio ad un territorio complesso 1| Parole chiave_ keywords 2| Città collina: questione aperte_ issues / opportunities 3| Diagrammi per Vicenza: verso “sistemi spaziali abilitanti” 4| Vicenza_ permanent landscape LAB

4] Suggestioni progettuali Ambiti ed interventi strategici per un nuovo modello di urbanità 1| 2| 3| 4| 5| 6| 7|

Più centro. I miles Boulevard pedemontano Tecnopolo “mile” “Mile” inter-quartieri Corridoi Sistema parco Città di Reti

5] Calendario workshop Partecipanti | Atelier | Incontri | Sopralluoghi

1| Atelier_momenti di lavoro 2| Meeting and discussing_incontri, discussioni collettive 3| Excursions_visite guidate_momenti di sociallizzazione

6] Letture e proposte di paesaggio 5 work groups | 5 keywords

1| 2| 3| 4| 5|

Produzione Comunità Paesaggio Infrastrutture Patrimonio


1] Città + Collina Il progetto di paesaggio per una nuova visione della qualità urbana e territoriale

1| Introduzione Argomento centrale della prima edizione del workshop internazionale LAPIS (2009), dal titolo “Paesaggio lento o veloce?ad alta o bassa visibilità? Tensioni territoriali nella regione padana est” è stato il rapporto tra trasformazioni territoriali e paesaggio in un’area vasta e trans regionale identificata con la regione padana est, attraverso lo studio dei casi delle città di Vicenza e Ferrara, entrambi riconosciute a livello internazionale per le peculiarità del proprio patrimonio storico-culturale, riconosciuto dall’Unesco patrimonio dell’umanità. L’approfondimento nello specifico ha interessato le diverse velocità di trasformazione che interessano le due realtà locali, in rapporto ai complessi fenomeni spaziali, economici, sociali e culturali riconducibili alla globalizzazione, a partire dalla appartenenza a sistemi territoriali profondamente diversi in particolare in relazione alle traiettorie storiche di sviluppo. LAPIS II (2010) fa seguito alla prima esperienza di workshop internazionale stringendo il campo di osservazione prima al Nord Est veneto poi nello specifico alla città di Vicenza individuando in questa porzione di territorio una delle aree più dinamiche e ricche del paese che, allo stesso tempo, presenta costi ambientali e sociali tra i più alti. Ne è testimonianza sia il modello insediativo disperso con impatti elevati sui livelli di congestione territoriale e sulla qualità paesaggistica dei territori e, sempre più, sul modello sociale che manifesta evidenti segnali di disgregazione, di chiusure localiste e di incapacità di visione del futuro. In tempi di crisi economica emergono con forza le contraddizioni di un modello di sviluppo dissipativo delle risorse comuni e la necessità di formulare quanto più rapidamente scenari urbani e territoriali nuovi capaci di farsi carico della cura del territorio e del paesaggio così come di nuove e innovative forme di inclusione sociale e di coinvolgimento dei cittadini alle decisioni sul futuro dei propri ambienti di vita e di socialità.


2| Vicenza: scenari di progetto

3| La perimetrazione dell’area di lavoro: la fascia pedecollinare

La città di Vicenza, al pari di altre realtà urbane italiane, ha vissuto negli ultimi anni una condizione di lontananza dal dibattito sulla città e sul paesaggio che ne ha in parte atrofizzato le capacità creative e progettuali locali. Tuttavia alla fine del 2009 la città ha adottato il Piano di Assetto del Territorio (PAT) che ha riaperto i margini per una nuova stagione propositiva e che rappresenta lo strumento di cornice entro il quale progettare gli interventi per il futuro della città (i piani con carattere operativo in base alla distinzione operata dalla legge regionale veneta sulla base della riforma urbanistica ormai a regime in gran parte del territorio nazionale). In questa fase di transizione tra le grandi scelte di carattere strategico alla scala comunale e la selezione dei progetti prioritari per la città, LAPIS si propone di riflettere su una serie di questioni ancora aperte per la città, tracciando un percorso di libero confronto tra diverse scuole di architettura europee (Ferrara, Barcellona e Lisbona). I temi di riflessione sono: -

la qualità ambientale e paesaggistica della collina e in generale dei monti Berici;

-

il rapporto tra le cosiddette invarianti urbane (centro storico, aree di valore e di pregio storico culturale, etc.) e aree in trasformazione;

-

il nodo della stazione ferroviaria come cesura urbana ma anche come potenziale collegamento rapido attraverso un nuovo sistema di trasporto collettivo verso le porte dell’alta velocità (Verona e Padova);

-

la qualità e la vivibilità di alcuni quartieri urbani limitrofi al centro storico ormai caratterizzati da mixitè sociale;

-

il rapporto tra area industriale, qualità urbana, innovazione.

I temi sollevati trovano una loro sintesi territoriale in forma ancora estremamente conflittuale nella fascia pedecollinare a cavallo della ferrovia e lungo gli assi fortmente urbanizzati del fiume Retrone e Bacchiglione.

4| I gruppi di lavoro internazionali La fase di avvio del programma di lavoro del workshop sarà caratterizzata da due giorni di sopralluoghi nell’area di lavoro finalizzati a una conoscenza diretta del territorio vicentino. A partire dal terzo giorno gli studenti saranno divisi in gruppi di 6/7 persone (minimo 2 italiani, 2 spagnoli e 2 portoghesi per ogni gruppo) ai quali verrà assegnata una delle seguenti gruppi di parole chiave da sviluppare attorno a un tema prevalente:


-

LUOGHI PRODUZIONE ≡ innovare | riqualificare | aprire

5| Esiti progettuali attesi

-

COMUNITÀ ≡ abitare | molteplicità | conflitto

-

PAESAGGIO ≡ stare bene | consumare | identità

-

INFRASTRUTTURE ≡ spazio pubblico | connettere | dialogare

Ciascun gruppo di lavoro attraverso il confronto con i docenti italiani, spagnoli e portoghesi produrrà, sulla base della parola chiave assegnata, uno schema strategico per la fascia pedecollinare selezionando potenziali interventi, azioni, attori da coinvolgere.

-

PATRIMONIO ≡ trasformare | rappresentare | conservare

Successivamente, anche attraverso la ulteriore suddivisione in gruppi di minore entità (2 o 3 studenti) verranno prodotti simulazioni progettuali alle diverse scale di lavoro a scelta del singolo gruppo purché finalizzati a dare sostanza alle scelte strategiche individuate.

6| LAPIS come esperimento di didattica LAPIS propone un approccio conoscitivo multidisciplinare ai temi affrontati in particolare ricorrendo alle discipline economiche, geografiche, sociologiche, ecologiche. Inoltre l’esito progettuale del workshop di Lapis dovrà mostrare la confluenza di una cultura progettuale più propriamente territoriale, urbana e d’area vasta con una cultura progettuale più di tipo architettonica e del paesaggio ricorrendo laddove possibile alla multiscalarità. In questa maniera l’occasione di incontro e dialogo tra Ferrara, Barcellona e Lisbona potrà essere un esperimento di didattica finalizzato a superare una cultura progettuale che negli ultimi anni ha privilegiato la settorializzazione e la specializzazione a scapito spesso di una profonda comprensione dei processi complessi del territorio e della società attuali.


2] IP_ Lapis Contesti territoriali di riferimento: materiali preliminari di analisi


3] Paesaggio come medium Strumenti teorici e strategie operative: un nuovo approccio ad un territorio complesso

1| Parole chiave_ keywords Il lavoro del workshop si struttura attorno a cinque parole chiave utilizzate come strumenti analitici per la conoscenza di un territorio complesso come quello di Vicenza: _ paesaggio; _ comunità; _ luoghi di produzione; _ patrimonio; _ infrastrutture.

…A dieci anni dalla Convezione Europea sul Paesaggio (Firenze, 2000) LAPIS, Intensive Programme in Landscape Studies, si propone di riflettere in maniera innovativa e interdisciplinare attorno al tema del paesaggio come medium per superare le tradizionali pratiche di pianificazione urbanistica e territoriale. …Il paesaggio è infatti luogo in cui convergono i segni e si materializzano le intenzioni degli attori di cui il paesaggio è espressione. …É infatti verso questa direzione, indicata nella stessa CEP, che occorre indirizzare le politiche pubbliche più di quanto fin’ora sia avvenuto.

Le parole chiave sono state scelte tra una molteplicità di concetti che permettono una lettura trasversale del territorio. Questo per interpretare istanze nuove imposte dalla attuale crisi mondiale, che pone radicalmente al centro dell’attenzione l’esigenza di abbandonare le partizioni chiuse e le prospettive settoriali. La dimensione d’incertezza che si manifesta anche sui territori della contemporaneità richiede sempre più una attitudine sperimentale capace di fare i conti con l’imprevedibilità, metaforicamente rappresentata dal vulcano islandese che, coprendo i cieli d’Europa di polveri, limita campi di azione prima dati per assunti. Emerge dunque la necessità, prima analitica poi relativa alle forme di gestione del territorio, di costruzione di strumenti flessibili per affrontare le trasformazioni socio-economiche che già ora producono mutamenti territoriali inediti e sfide culturali nuove.


2| Città collina: questione aperte_ issues / opportunities

3| Diagrammi per Vicenza: verso “sistemi spaziali abilitanti”

La seconda edizione di LAPIS ha come oggetto di studio la fascia pedecollinare della città di Vicenza, stretta tra la presenza del Monte Berico e una molteplicità di formazioni urbano-rurali che si relazionano in maniera spesso conflittuale alla collina: la città storica, la ferrovia, l’area industriale, i quartieri residenziali pianificati dall’intervento pubblico o nati in forma spontanea, le aree agricole residuali, etc. Tale fascia territoriale è l’esito di una stratificazione continua di segni e di pratiche differenti, che manifestano e evidenziano le difficoltà di gestione di corpi territoriali che non dialogano più. Questo territorio attraversato da forze opposte va ripensato come campo interattivo di pratiche d’uso in grado di ristabilire nuovi spazi di dialogo. Questo significa in concreto ristabilire nuove relazioni di paesaggio tra città e collina riattivando e riutilizzando dispositivi territoriali esistenti (I luoghi della ferrovia, I percorsi storici collinari interrotti dalle infrastrutture, I contenitori industriali spesso sottoutilizzati, etc.) e abilità presenti non valorizzate (dalle nuove figure professionali del postfordismo ai nuovi abitanti del territorio) che potrebbero incontrare in questi luoghi potenziali risorse per ripensare in chiave di sostenibilità nuove opportunità di sviluppo.

Il lavoro dei gruppi del workshop produce rappresentazioni diagrammatiche, mappe, immagini per ciascuna parola chiave per sperimentare nuove modalità di progettazione del territorio, selezionando ambiti spaziali intermedi capaci di intercettare in maniera efficace le questioni aperte. Vicenza attualmente si trova in una fase di transizione tra l’ adozione del Piano di Assetto del Territorio e la prossima definizione dei progetti di trasformazione della città. In questa fase appare opportuno e utile introdurre dei paradigmi che definiamo “sistemi spaziali abilitanti” come luogo e momento di incontro per favorire la selezione di dispositivi e attori, spesso estranei ai processi di decisione del futuro della città, in grado di riconoscersi e combinarsi come energie innovative. Le pratiche participative nella fase di elaborazione e definizione dei progetti per la città, così come avviene ormai da tempo in altri contesti europei, sono essenziali per la delimitazione degli ambiti di intervento, delle modalità di trasformazione fisica dello spazio e delle finalità economiche, sociali, culturali. D’altra parte tali sistemi spaziali abilitanti alludono a una dimensione fisica che nel contesto del workshop prende il nome di “miles” ovvero di miglia progettuali capaci di intercettare una molteplicità di fenomeni urbani/territoriali.


4| Vicenza_ permanent landscape LAB l gruppo di lavoro multidisciplinare di LAPIS appartiene a tre scuole di architettura di Ferrara, Barcellona e Lisbona che nel corso del prossimo anno saranno impegnate a portare avanti a distanza, ma anche attraverso momenti di riflessione in commune, il lavoro iniziato a Vicenza. In questa maniera si propone la nascita di un Vicenza permanent landscape lab per sviluppare le sinergie delle tre scuole attraverso una serie di attività: - un workshop all’anno da svolgere nel periodo di maggio-giugno relativo a temi che di volta in volta potranno essere concordati con l’Amministrazione Comunale di Vicenza; - tesi di laurea da sviluppare nell’ambito delle tre facoltà; - forme di gemellaggio per attivare nuove modalità di apprendimento collettivo e interattivo (seminari intensivi, conferenze internzionali, discussione pubbliche con la cittadinanza, etc.) nell’ambito delle attività di UNISCAPE e RECEP finalizzate all’implementazione della Convenzione Europea sul Paesaggio; - corsi facoltativi attivati nelle diverse facoltà relativi a tematiche analoghe a quelle emerse per il territorio vicentino (aree della produzione, dell’innovazione, della cultura, di valore patrimoniale e paesaggistico); -pubblicazione e divulgazione dei risultati ottenuti.


4] Suggestioni progettuali

1| Più centro: i miles

Ambiti ed interventi strategici per un nuovo modello di urbanità questa settimana il Laboratorio ha lavorato sulla comprensione del “ …Durante paesaggio di Vicenza. Abbiamo studiato il paesaggio come uno strumento di conoscenza del territorio che, congiuntamente alla storia e alla biografia della città, potesse costituire il “medium” capace di gestire le trasformazioni urbane che la popolazione e i tempi richiedono, al fine di creare una nuova abitabilità capace di incidere sulle risorse economiche e culturali della città, in un ottica di sostenibilità ed equilibro ambientale. Vicenza è una città ricca di valori sia storici che ambientali, determinati soprattutto dalla sua “misura” urbana e territoriale. Parliamo del “mile” [miglio], un’unità di misura che ci permette, come uomini, come persone, di camminare, scoprendo la città in maniera molto ordinata. Il “mile” ci ha suggerito di pensare alla città di Vicenza attraverso questa unità di misura e le sue intersezioni. I “miles”, incrociandosi, permettono di individuare nuovi ambiti progettuali che oltre ad essere funzionali alla popolazione consentirebbero di ampliare il centro. Ampliare il centro quindi, coinvolgendo non soltanto le aree storiche ma anche quelle aree soggette, secondo il PAT, a trasformazione…


2| Boulevard pedemontano alla ferita rappresentata dalla Ferrovia che si presterebbe a diventare “ …Pensiamo un “boulevard” pedemontano attraverso la riurbanizzazione e la messa in rete degli ambiti strategici in trasformazione; pensiamo inoltre all’area del Tribunale e a tutti quegli ambiti dove vi sono aree industriali dismesse o vuoti urbani, ovvero residuali. Tutti ambiti che potrebbero concorre ad ampliare il centro. Il centro dove c’è la cultura, la grande accessibilità, il terziario e i servizi in genere, dove c’è l’incontro e lo scambio, di persone e merci…

3| Il tecnopolo mile

…Un altro “mile” digitale che abbiamo individuato è il quartiere di S.Agostino dove ripensare le strutture produttive dismesse od oramai obsolete. Il mile digitale presenta la possibilità di ripensare i rapporti tra popolazione, borghi, l’area rurale di grande pregio e soggetta a vincolo idrogeologico, in quanto facilmente inondabile, ed infine l’area produttiva di grande valore aggiunto. In poche parole l’idea è quella di innescare un progetto di trasformazione sulla base della strada, strada che potrebbe ospitare nuove architetture, nuovi usi e anche spazi verdi, che permetterebbero di creare i filtri tra l’area di produttività e l’area agricola…


4| Mile Inter-quartieri su questa linea vediamo che anche le distanze dei nuovi quartieri “ …Continuando rientrano nell’area di influenza di questa distanza minima, del mile, pari a circa 1,6 km ovvero quelli che si attraversano in poco più di 15 minuti. Quelle distanze quindi che hanno un’accessibilità incentrata soprattutto sul pedone e che per semplicità abbiamo chiamato “mile” interquartiere. L’obiettivo è di trovare le strade e i percorsi che potrebbero collegare le attrezzature esistenti, o di progetto, che facciano sì che si possa pensare ad una centralità diffusa, ad un centro che “arriva” in periferia. Non si tratta di un policentrismo a scala vasta ma di cercare di individuare le aree specifiche dove ogni quartiere si riconosce e si mette in rapporto, in rete con gli altri e quindi anche con il centro, dando l’opportunità di integrare, sia ad est che ad ovest, il nostro “mile”…

5| I corridoi sembra interessante pensare ad un sistema della mobilità più complesso; “ …Poi Vicenza, pur essendo sul tracciato dell’Alta Velocità non ne è una stazione e proprio per tal ragione risulta necessario pensare a dei corridoi interni, più protetti, dove il trasporto pubblico possa assumere una nuova importanza. Diventa perciò importante collegare Vicenza alle due più vicine stazioni della Freccia Rossa , Padova e Verona, collegare il centro con l’aeroporto e ovviamente collegare questo con tutti i quartieri più periferici. Una possibilità potrebbe essere quella di pensare ad una piccola metropolitana di superficie e, più in generale, ad una mobilità leggera che metta in rete e colleghi in modo morbido e sottile i quartieri più popolati…


6| Sistema Parco

…Questo ci consente di parlare di una rete verde, di un green park system Questo ci permette di pensare non ad una città costituita da grumi, da ambiti ben specifici che funzionano autonomamente, bensì ad una rete di rapporti dove ognuno di questi “frammenti di città”, di porzioni di mosaico gioca il suo ruolo…

7| Città di reti sovrapponiamo queste strategie possiamo pensare non ad una Vicenza “ …Se monocentrica e monofunzionale, organizzata attorno a dei poli, ma piuttosto ad una Vicenza che lavora per reti, dove quindi ognuna di queste reti colleghi aree di progetto anche molto puntuali e specifiche. Come detto sopra esiste la possibilità di ripensare la trasformazione dell’area della Ferrovia; fare massa critica, collegare e mettere in rapporto congiunto le aree dello Stadio e del Tribunale pensando di non farli funzionare da soli. Per questo parliamo di una Vicenza in rete, di una Vicenza net….


8| Vicenza Lab ciò fa pensare che Vicenza, pur avendo un PAT, ovvero un programma di “ …Tutto pianificazione a lungo termine, si doti di un Laboratorio permanente di “progettualità” che individua in queste proposte la scelta di portare avanti dei progetti alla scala e alla misura dei cittadini. Far in modo quindi che il progetto divenga un’ “arma” o meglio uno strumento di Abitabilità. Riteniamo che Vicenza sia una città nella quale i progetti “intermedi” possano divenire “le strutture abilitanti” del programma di pianificazione. Progetto e Paesaggio, e dunque Paesaggio come mezzo per pensare assieme alla cittadinanza e al settore tecnico e politico un progetto di riabilitazione di molti spazi, basato sul concetto della rete, attraverso la sovrapposizione di diverse reti, a diverse scale, velocità e funzioni.


5] Calendario workshop Partecipanti | Atelier | Incontri | Sopralluoghi FERRARA

BARCELONA

LISBOA

Jacopo Mari

Santiago Rubio Aguayo

Mike David Mendes

Antonio Falcone

Luis Ricardo Monsivais

MauroFernandes Pereira

Vincenzo Ventura

Daniel Cordobés

Luis Filipe Pereira

Francesco Ferretti

Roger Pedro Plans

Celso De Almeida Teixeira

Viola Bentivogli

Alan Latre Cabrera

Ana Filipa Costa

Yulia Rubanska

Marta Banach Gorina

Joana Gomes Caldeira

Chiara Ludovici

Anna Assamà Peláez

Joana Gomes Godinho

Ilaria Paulin

Alba Roca Font

Vera Lucia Portugal

Laura Murri

Georgina Cortijo

Claudia Reino Moreira

Laura Solmi

Ana Rodríguez Anguita

Diana Barbosa

Elena Bottazzi

Elisabeth Pujol

Maria Deolinda Farinha

Sílvia Cruells Lado

Margarida Castro Pereira

STUDENTI

Maria Güell Ayza

DOCENTI Francesca Leder

Carles Llop

Francisco Serdoura

Silvano Custoza

Albert Ibanez de Sus

Luis Sanchez Carvalho

Giulio Verdini TUTORS Davide Luca Alessandra Mossa Matteo Verzelloni


5] Calendario workshop Partecipanti | Atelier | Incontri | Sopralluoghi

• domenica 2 maggio 2010 pomeriggio arrivo a Vicenza, alloggio @ Albergo San Raffaele dopocena: meeting di apertura del Workshop

• lunedì 3 maggio 2010 mattino e pomeriggio: primo sopralluogo tardo pomeriggio OPEN HOUSE @ Informagiovani: incontro con i rappresentanti dell’Amministrazione comunale ass. Lazzari e Tosetto

• martedì 4 maggio 2010 mattino: secondo sopralluogo pomeriggio: atelier e lavoro in gruppo @ Informagiovani tardo pomeriggio OPEN HOUSE: incontro con l’arch. Umberto Saccordo

• mercoledì 5 maggio 2010 mattino: terzo sopralluogo pomeriggio: atelier e lavoro in gruppo @ Informagiovani tardo pomeriggio OPEN HOUSE @ Informagiovani: incontro con l’arch. Antonio Bortoli, Dirigente Servizio urbanistica e pianificazione, Comune di Vicenza Comune di Vicenza


5] Calendario workshop Partecipanti | Atelier | Incontri | Sopralluoghi

• giovedì 6 maggio 2010 mattino: quarto sopralluogo pomeriggio: atelier e lavoro in gruppo @ Informagiovani tardo pomeriggio OPEN HOUSE @ Informagiovani: incontro con il dott. agr. Roberto De Marchi, LANDLAB, consulente Comune di Vicenza

• venerdì 7 maggio 2010 mattino: quinto sopralluogo pomeriggio: atelier e lavoro in gruppo @ Informagiovani tardo pomeriggio OPEN HOUSE @ Informagiovani: incontro con Maria Giovanna Govoni e Cristiana Mattioli, collaboratrici Associazione ESTERNI, Milano

• sabato 8 maggio 2010 mattino: partecipazione alla Festa del Silenzio, Valletta del Silenzio, Vicenza pomeriggio: visita libera

• domenica 9 maggio 2010 mattino: atelier e lavoro in gruppo @ Informagiovani tardo pomeriggio OPEN HOUSE @ Informagiovani


5] Calendario workshop Partecipanti | Atelier | Incontri | Sopralluoghi

• lunedì 10 maggio 2010 mattino: atelier e lavoro in gruppo @ Informagiovani pomeriggio: atelier e lavoro in gruppo @ Informagiovani tardo pomeriggio OPEN HOUSE

• martedì 11 maggio 2010 mattino: atelier e lavoro in gruppo @ Informagiovani pomeriggio OPEN HOUSE @ Informagiovani: presentazione dei risultati del Workshop Tavola Rotonda partecipano i docenti del Workshop e gli ass.Lazzari e Tosetto

• mercoledì 12 maggio 2010 mattino: riunione di chiusura del Workshop pomeriggio: partenza


LETTURE E PROPOSTE DI PAESAGGIO 5 work groups | 5 keywords 1| Produzione 2| ComunitĂ  3| Paesaggio 4| Infrastrutture 5| Patrimonio


PRODUCCION Anna Assamà_ Alan Latre_ Clàudia Moreira_ Elisabet Pusol_ Ilaria Paulin_ Margarida Pereira_ Yulia Rubanska

Introduccion El lugar de Vicenza precisa la conexión entre el paisaje mas potente de la ciudad como es la colina del “Monte Berico” y su estrecha relación con la ciudad y sus habitantes. Podemos llegar a conectar ambas tomando ámbitos distintos que observándolo con más proximidad concluyes que qualquiera de estos; cuelga de la interelacion basada fundamentalmente en la infrestructura que domina el lugar i da la mano a otros externos e internos al país. Tomando la palabra clave lugar de Produccion; es decir todo aquello que enriquece el cuerpo de ciudad mas colina; como un cuerpo de sensaciones, de experiencias , de posibilidades, de relaciones, de conexiones… Si definimos de forma mas concreta las palabras que recogerían dicho ámbito, hablaríamos de; sociedad, con manca de pedagogía, apreciación al paisaje como como un lugar que pertenece a la ciudad i que debe entrar i conectar con nostros como unos dedos que se guntan, que se abrazan desevaneciondo por completo qualquier fisura pasada i entregando una relación mas tranquila, menos forzada entre el ciudadano Vicentino con el paisaje. Respecto al mundo industrial empezaremos observando que la ciudad de Vicenza, se encuentra totalmente sectorizada en todos los ámbitos i siutada toda la industria en lugar estratégico en la economía pero totalmente inoportuno en relación al paisaje puesto que es un lugar inundable sobre el que debos trabajar aceptando esa disconformidad i proproner soluciones entendiendo que ese lugar hoy es industria, mañana será terciario i pasado mañana podría haber un retorno hacia el sector secundario, el vescambio del lugar deberá ser trabajado para prestar las distintas situaciones en cada intante. Actualmente el sector patrimonial de la ciudad se encuentra en el centro de una forma muy potente i basada en Adrea Paladio, nos damos cuenta que esto es erróneo puesto que el patrimonio son muchas cosas más. El tema patrimonial basado en turismo, precisa de una conexión global puesto que actualmente hay lugares patrimoniales externos al centro de la ciudad que deben ser reconocidos y relacionados. Precisamos de una red de conexión entre los distintos puntos que hemos analizado y es en este punto quando el mayor esfuerzo es crear una infraestructura basada en conexiones exteriores a nivel nacional e internacional (proponiendo un baipás que dejara entrar de form, i bajado de escala un lugar en el paisaje aparece en nuestro analisi como un un lugar en la ciudad basado en el intercambio modal, de movilidad ( la incoporacion de un Tramvia da la posibilidad de conectar esa red i de crear un paisaje urbano de ciudad tranquilo) pero también en el intercambio social, de relaciones entre paisaje y ciudad. Este lugar, genera un gran pulmon de bienvenida i puerta a la ciudad.


COMUNITÀ Luis Borunda_ Ana Filipa Costa_ Silvia Cruello_ Mike David_ Francesco Ferretti_ Laura Murri _ Roger Pedro_ Luis Pereira

Introduzione L’intento del nostro percorso progettuale è stato quello di lavorare sul territorio della città non considerando gli aspetti fisici come separati da quelli sociali e più immateriali. Infatti questi ultimi connotano in modo altrettanto forte un territorio in termini spaziali e fisici. La domanda che ci siamo posti in partenza è stata: quali sono gli ostacoli, i limiti e i conflitti, sia materiali che mentali che rendono difficile lo sviluppo di relazioni? A partire da questo abbiamo progressivamente definito il nostro metodo di analisi e il nostro approccio per lo sviluppo del progetto. La seconda fondamentale domanda è stata: quali sono gli elementi che permettono a un sistema sociale di funzionare? A questo proposito abbiamo svolto un’indagine per provare a comprendere chi sia l’uomo post-moderno e quali siano le relazioni che questo sviluppa con la società, mostrando come si innova attraverso concetti come la modernità liquida, le comunità fluide e l’esistenza di differenti identità che convivono in una singola persona e la possono mettere in relazione con le altre facendo emergere delle “ragioni comuni”. L’obiettivo principale del progetto non è stato tanto quello di creare uno scenario territoriale perfettamente definito a livello spaziale ma capire la complessità della società presente sul territorio di Vicenza e dare una risposta ai bisogni di questa e delle persone che la formano. Partendo dalla scala della città e individuando le principali barriere/limiti/interfacce, tramite le quali si sono potute definire delle “macrocomunità”, si è focalizzata progressivamente l’attenzione sulla porzione urbana lungo la via S. Agostino. La scelta nasce dalla ricchezza di funzioni e comunità che l’infrastruttura intercetta (spesso senza però connettere) e il particolare legame con il fiume e la collina. Le azioni, sia specifiche (per esempio la riconversione e il potenziamento degli spazi della comunità esistenti) sia strategiche, mirano a riconnettere non rigidamente le differenti identità sociali e spaziali (per esempio gli elementi naturali). Fondamentale è stato partire dalla consapevolezza che differenti comunità implicano differenti identità e, di conseguenza, differenti situazioni sociali e relazioni pubblico/privato. Da ciò si definisce una nuova strategia di servizi e spazi pubblici che crei opportunità di incontro tra le diverse parti della comunità creando dei confini porosi e lavorando non solo con gli spazi ma soprattutto con le attività.


PAESAGGIO Elena Francesca Bottazzi_ Georgina Cortijo_ Antonio Falcone_ Celso Feixeira_ Jacopo Mari_ Vera Potugal_ Ana Rodrigues

Introduzione Interrogandoci su cosa significasse per noi la parola “paesaggio”, abbiamo scomposto il termine nel suo significato etimologico:

Paes | aggio

Pais | aje

Paes |agem

Una rappresentazione come relato (racconto), espressa attraverso tre azioni: protezione; trasformazione (intesa come dinamismo); preservazione. Dopo un primo approccio semantico, ci siamo confrontati, con la realtà spaziale del territorio vicentino. Un territorio intriso di conflittualità differenti, in cui il monte Berico viene a rappresentare il punto di partenza per una lettura del sistema territoriale cittadino. A ovest la collina entra in relazione con la polarità industriale, dove viene identificato come limite fisico viale S.Agostino, il quale sancisce una frattura urbana netta. L’azione proposta è di “sfumare” tale frattura attraverso lo sviluppo del settore terziario, il quale si esplica nel riutilizzo dei casali rurali (politiche di partenariato, tra cittadini e amministrazione comunale). Un'altra proposta è stata quella di rafforzare il rapporto con il fiume: andando a creare servizi e nuove connessioni. A nord il rapporto con il centro storico della città viene interrotto, visualmente e fisicamente, dalla presenza della stazione ferroviaria e della viabilità su gomma di V.le Risorgimento. Successivamente ad un analisi in loco, si è riscontrato la difficoltà fisica nell’attraversamento, per cui si è pensato al potenziamento della viabilità dolce con il portico di Monte Berico e l’arco delle Scalette. A est la configurazione del territorio si mostra attraverso la rarefazione tipica del veneto, in particolare la mancanza di una gerarchia tra i piccoli insediamenti e il patrimonio artistico (rappresentato dal sistema delle ville). Altro sistema identificativo è il sistema agricolo, segno e traccia storica del suolo quindi parte del patrimonio da preservare e da valorizzare. La complessità che presenta il paesaggio vicentino, concepito nella sua totalità, ci spinge a pensare un intervento che si formalizza nella creazione di un sistema di viabilità dolce che collega i punti focali da noi individuati poiché espressione della molteplicità estetica e fisica. La rete di percorsi in parte si appoggia sulle infrastrutture presenti rendendole funzionali allo scopo, in parte invece viene progettata ex-novo dove per superare limiti morfologici e fisici tenta a livello semantico di unire le varie realtà urbane di Vicenza.


INFRASTRUTTURA Marta Banach_ Daniel Cordobès_ Deolinda Farinha_ Joana Godinho_ Chiara Ludovici_ Alba Roca_ Vincenzo Valentino Ventura

Introduzione Cosa significa infrastruttura? È la prima domanda che come gruppo ci siamo posti. Infra è ciò che sta sotto; Struttura è organizzazione, armatura. La seconda domanda che ci siamo posti è quali significati hanno i temi affrontati dagli altri gruppi: patrimonio, comunità, paesaggio e produzione. Se l’infrastruttura è ciò che sta sotto la struttura, è chiaro che questa è la connessione fra questi importanti temi. Il territorio vicentino, tuttavia, è frammentato: c’è carenza di connessioni fra i vari ambiti territoriali, sociali, produttivi. La nostra parola d’ordine è integrare: raccogliere i flussi di persone, traffico, energie, capitale e informazioni. La strategia da noi formulata tocca varie problematiche: come incrementare le connessioni est-ovest e nord-sud; recuperare il rapporto con il sistema collinare; creare una più veloce connessione tra i nodi più rilevanti della città; in ultimo, garantire una efficiente intermobilità. Le nostre proposte suggeriscono diverse modalità d’intervento: seguendo le indicazioni del PAT, potenziare i corridoi verdi lungo i fiumi Retrone e Bacchiglione, per interpretare i bisogni dei cittadini, ad una scala umana composta dagli spazi vuoti della città, ripensati come spazi pubblici connessi tra loro. Inoltre, cogliere l’occasione del passaggio della linea dell’Alta Velocità per riqualificare l’infrastruttura della stazione, ora semplice barriera fra la città e la collina, in modo da renderla un’importante porta d’accesso alla città ma anche al sistema collinare. Pensare ad un sistema di trasporto pubblico su tramvia ad energia pulita, connesso con tutti i nodi chiave della città, che permetta la riduzione del traffico e la percorrenza di lunghe distanze in poco tempo e con facilità. Infine, sfruttare l’aeroporto per creare un’altra porta d’accesso internazionale alla città, per incrementare l’importanza di Vicenza sul territorio regionale, nazionale e internazionale.


PATRIMONIO Santiago Rubio Aguayo_ Maria Guell Ayza_Diana Barbosa _ Viola Bentivogli_ Joana Caldeira Mauro Pereira_ Laura Solmi

Introduction Talking about Patrimonio in the city of Vicenza is a really complicated issue, not just for the historical Palladian Villas, but because Vicenza is “Patrimonio” itself. Taking this as an initial point, we started thinking and fixing what really “Patrimonio” means. We understand Patrimonio as the identity or identities of a site. According to this definition, and working with it, we considered that Patrimonio could be classified in two big boxes: Tangible and Intangible Patrimonio. Being the Tangible-Patrimonio the landscape as the perspective and the skyline of Vicenza, talking in general terms; and the monuments itself (as the physical part). And being the Intangible-Patrimonio the cultural part of it, the community of Vicenza and its traditions. Focusing on the city, we started recognizing this Patrimonio and analyzing witch types of it are present in Vicenza. The fisrt one and the most recognized and known is the city itself and the Palladian Villas, the ones recognized by the UNESCO.Then there’s the Natural System: the hill and its surroundings; the rural landscape and the river. But there’s also a third group of Patrimonio: the industrial area and the residential part attached to it, which makes part of the production area. In our view, the way to reactivate the city is fallowing the river,: potencialising the Patrimonio, by creating a new reading of the different types of Patrimonio, so in the end the city acts all like a total organism, and not like fragmented cellules without any relation between itselfs; we want to develop an only speech. The heritage in the city of Vicenza, where we can find in the territory important elements, is a really complicated issue, not just because of the historical Palladian Villas, but because Vicenza is heritages in itself. For heritage we mean traditions, knowledge, as the spaces associated to them, that we recognize as a patrimonio, and that gives us the sense of identities and continuity. We consider heritage as the key of the others keys, and we divided it into intangible, like culture, and industrial know how, and tangible, as monuments, buildings and natural elements that compose landscape. We choose one of this natural elements, the river, to read again the city and create a path between the others, who can speak and interact with them. We are interested in this element because we thought about the lost meaning of this river: in the past, it had an important role in the city as an element of morfological development, and also to improve commercial dynamics, to drain, to irrigate land, and now it has to be brought back again to town. We want to restore its meaning to create new kind of public spaces that can create a path between the heritages, connecting with other actions of humans life, and to give to the citizens the suggestion that can create that identities and continuity that we are searching. On this path we found different key places to work about, in three different parts of the city, outside, tangential and inside the city, where we can transform, represent and also conserve. We choose for first the part of the river that from the edge of the city go to “San Agostino’s church”, passing near the industrial area,

and near the residential neighborhood of the railway, to create a natural path that can be a slow green door for the city. The second choice to work is the intersection between the railway and the river, where we can create new spaces that give a better understanding of the development of the landscape around us and an immedial perception of the different path that we can choose, using the dead zone of the old rail lines. We also choose to work in the centre, near Piazza Mateotti, that is the confluence of the cultural path of the city centre, with a transformation of the actual park zone, and with a mobile platform , to reorganize spaces to perceive, live and also enjoy the river. Finally we choose to transform the spaces in the base of “Villa Rotonda”, that actually have a problem of perception of his importance in the visual hierarchy, to create spaces more large also for visitors that coming by the road can stop and recognize and contemplate this heritages more inside his historical connection with nature. We understand that this proposal can transform the habits of the citizens in different temporal ways so we decide to create some little interviews in each places, be also temporary, only to create a reflections about this meanings that communicate with the perceptional senses.


lapis book 2010  

report workshop 2010

Advertisement
Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you