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Associazione di volontariato Campodipietra

Anno 1 n° 2

L’ARCANGELO MICHELE Il primo dei principi e custode del popolo di Israele.

Agosto 2010

In questo numero L’Arcangelo Michele Il Volo dell’Angelo Nemo profeta in Patria Quando ci vuole…. ci vuole! Sport-Calcio Tutti a tavola L’angolo dei versi Corpus Domini e ...

Nel Molise San Michele è festeggiato a Sant’Angelo in Grotta, Sant’Elena Sannita, Roccaravindola, Colli a Volturno, Villacanale, Acquaviva Collecroce e Campodipietra. A Campodipietra lo si festeggia il 12 agosto in quanto si dice (fonte non certa) che il 12 agosto del 1820 dopo un terribile colera, e conseguente pestilenza, Fernando di Borbone permise di effettuare processioni per sconfiggere i mali e la Campodipietra di quei tempi portò in processione S. Michele Arcangelo, che ne divenne così il protettore. La devozione, il culto per San Michele è radicato in tutti i campopetresi. Infatti è motivo di rientro di tanti che hanno deciso spontaneamente e non di lasciare il proprio paese, è un santo in più da venerare per quelle famiglie che si sono trasferite a Campodipietra per i più svariati motivi, è orgoglio dei tanti campopetresi all’estero che nelle terre di accoglienza hanno voluto mantenere viva nei loro cuori e tramandarlo, ai figli e nipoti, la grande festa del paese di origine. A settembre, ormai da tantissimi

anni, parte il pellegrinaggio per venerare il Santo apparso in una grotta sul Gargano, in Puglia: il Santuario di San Michele Arcangelo a Monte Sant’Angelo. Tanti i fedeli che partecipano, tanta la devozione e la precisione nell’organizzazione del pellegrinaggio che la Famiglia Ricciardi tramanda da padre in figlio. A tutta la comunità Campopetrese in loco e fuori, che porta nel cuore questa tradizione, l’augurio è mantenere vivo il passato per creare il futuro.

IL VOLO DELL’ANGELO

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A volte basta una semplice e sfuggevole occhiata ad un quotidiano perché nel nostro cervello si riaccende una fiammella che illumina un ricordo del passato accantonato lì in un angolino buio della nostra memoria. Allora quelle strane filastrocche recitate nelle sere davanti al focolare, quando la televisione non c’era, di colpo trovano la giusta collocazione e dai loro il giusto significato.

“ OH MADONNA DEL MONTE CARMELO, TI LANCIO QUESTO FIORE E ME NE VADO IN PARADISO” Ed il racconto continua e mi parla di una manifestazione durante la quale veniva stesa una corda doppia tra il balcone della attuale famiglia Cefaratti e della famiglia Cappelletti, là dove Finisce Via Roma ed inizia l’apertura su Largo della Porta. Era il tempo in cui la banda Mastjacuccə ( pochi ma rumorosi musicanti) accompagnava la statua del santo nel suo percorso processionale. Era un loro ragazzino o una ragazzina (al seguito) che veniva imbracato e, sospeso al centro della strada aspettando nei caldi giorni di luglio, il passaggio della statua della Madonna del Carmine per ripetere sempre la stessa filastrocca. Ma era questa le vera storia o ce n’era anche un’altra? Qualcuno mi parla della stessa storia ma di un altro periodo (ovvero il 15 Agosto- la Madonna dell’Assunta) e di un’altra filastrocca. Mi sono chiesto: è veramente opportuno indagare fino in fondo sulla temporalità dell’episodio? Lo studio del passato non deve dare risposte razionali attuali ad episodi che sicuramente avevano per il loro tempo forte importanza. E tale è il nostro compito. Ricordare il passato significa accettarlo per quello che è stato, senza se e senza ma. Vedere in quelle piccole, ma molto grandi per chi le realizzava, manifestazioni un momento importante nella evoluzione della nostra cultura locale.


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NEMO PROFETA IN PATRIA Domenica 7 Giugno 2009 muore a Roma, per attacco cardiaco, il Prof. Catello Cosenza. Docente di Politica E c on o mic a p r es s o l’Università “LA SAPIENZA” di Roma e Direttore (per quattro mandati consecutivi) del dipartimento di Economia. Gli amici di Campodipietra lo chiamavano Lillino. E qui veniva spesso, legato ai ricordi della sua famiglia vissuta in Via L. Montini. Chiunque l’ha conosciuto non poteva non rimanere favorevolmente impressionato dalla sua positività, dalla sua semplicità, dalla sua sensibilità, versatilità e dalla sua notevole capacità comunicativa. Non amava la vita di piazza, come la intendiamo noi campopetresi, ma amava percorrere le strade del paese, in compagnia del suo cane, e fermarsi a parlare con quanti

lo conoscevano. Era piacevole chiacchierare con lui. Era gradevole ascoltarlo in argomentazioni che evidenziavano una profonda cultura ed una versatilità che mai ti stancavano. Ed il tempo scorreva in un dialogo che sembrava non avesse mai fine. Ed era questo il nostro Lillino; quello che non amava farsi precedere da titoli accademici, che dava la sua disponibilità senza mai chiedere una contropartita.Cito qualche esempio. Nei giorni successivi al terremoto del 2002 diede il suo contributo per un aiuto alla comunità di Campodipietra. Conosceva l’idea progetto per la realizzazione di un centro sociale da realizzarsi davanti alla Chiesa Madre e proprio in questa direzione fece pervenire 2 mandati cospicui da parte della Fondazione Banco di Napoli di cui era un valido responsabile. Altre somme

arrivarono al Comune a sostegno di un progetto di accoglienza dei bambini orfani della Bosnia e ospitati da famiglie di Campodipietra. Da docente, non poteva non pensare ai giovani che volevano affrontare gli studi ma le cui famiglie avevano difficoltà a sostenerli, oppure non pensare a famiglie a cui dare un piccolo sostegno economico in momenti di difficoltà. Di queste cose il Prof. Catello Cosenza non se ne è mai fatto un vanto e credo che ancor oggi, tranne i diretti interessati, nessuno sappia di ciò. Credo sia arrivato il momento di ristabilire gli giusti equilibri e collocare il Prof. Catello Cosenza tra quei personaggi che hanno saputo dare lustro alla nostra piccola comunità , ovvero un “PROFETA IN PATRIA”.

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Quando ci vuole… ci vuole! Le scuole si sono ormai chiuse e i risultati sono evidenti. Se sono cattivi, si è soliti “condannare” la scuola di provenienza e relativo corpo docente; se sono buoni, le lodi sono solo per lo studente. Ebbene, questa volta vado controcorrente. Voglio presentarvi Andrea, che dopo aver frequentato per 3 anni la Scuola Media di Campodipietra, si è iscritto all’Istituto per Geometri di Campobasso. Andrea, non solo ha chiuso l’anno scolastico con una media di voti da ammirare, ma nel corso dell’anno scolastico, ha dato prova della sua preparazione partecipando, da protagonista, con successo al Concorso letterario nazionale “IL PRESEPE” indetto dalla Pro-Loco del Comune di Pesche (IS) con la poesia UNITA’.

Poi, con un lavoro della sua classe, della quale facevano parte anche due altri validi studenti, Kelly e Luca, il gruppo, al concorso indetto per le scuole dall’Accademia Mondiale della Poesia sul tema:Gocce, un sms per salvare l’acqua con una poesia, ha vinto il primo premio con il lavoro Aman Iman che nella lingua dei Tuareg vuol dire “L’acqua è vita”. Un grande grazie va agli insegnanti della Scuola Media di Campodipietra che certamente, abbinando alla loro preparazione didattica una forte sensibilità verso ciascun alunno, han fatto sì che doti come quelle di Andrea emergessero in modo equilibrato ed armonioso. Un Augurio ad Andrea ed ai suoi nuovi insegnanti di buon proseguimento.

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La Nazionale di calcio italiana riparte, dopo il disastro del Mondiale sudafricano, il peggiore della nostra storia calcistica, dal nuovo Commissario Tecnico Cesare Prandelli, e da Antonio Cassano e Mario Balotelli, i giocatori di maggior classe inspiegabilmente ignorati dall’ex CT Lippi . Qui non si farà una ripetitiva analisi del fallimento azzurro in Sudafrica: i demeriti di Lippi, per non aver saputo operare un ricambio generazionale, e l’inadeguatezza tecnica, tattica e psicologica del gruppo che ha affrontato il Mondiale sono risaputi. Vogliamo concentrarci sulla Nazionale del futuro, finalmente basata sulle nuove leve. Bisogna certamente ricostruire l’immagine del nostro calcio, che in Sudafrica ha dato

Si riparte con Prandelli e Cassano! il peggio di sé, perché i risultati della Nazionale, soprattutto ai Mondiali, sono sempre lo specchio di ogni movimento calcistico. E’ stato scelto Prandelli, tecnico di ottime capacità, che ha ottenuto grandi risultati sulle panchine di Parma e Fiorentina: un allenatore votato alla valorizzazione dei giovani e ad un gioco d’attacco, senza eccessivi tatticismi, ma che deve svolgere un lavoro paziente e metodico, cercando di restituire alla gente il piacere di assistere a una partita dell’Italia. Gli importanti inserimenti nella FIGC di gente esperta di calcio come Arrigo Sacchi, Gianni Rivera e Roberto Baggio dimostrano che si sta cercando un

rinnovamento che muti alle radici il calcio italiano, a partire dalle Nazionali giovanili. Per quanto riguarda i convocati per la prima amichevole contro la Costa d’Avorio, le attenzioni sono puntate tutte su Cassano e Balotelli. Fantantonio sembra arrivato ad una maturazione calcistica completa, che gli ha permesso di trascinare la sua Sampdoria fino alla Champions League; per lui comunque, ventottenne, è l’ultima grande occasione per diventare il leader e il fuoriclasse di

grande talento, del quale l’Italia ha e avrà bisogno. Riguardo gli altri convocati, dei campioni del mondo del 2006 ne è rimasto solo uno, De Rossi; viene data fiducia ad attaccanti poco considerati dalla precedente gestione, come Rossi, Quagliarella e Borriello. Servirà dedizione alla causa azzurra, spirito di sacrificio e voglia di migliorarsi, privilegiando le qualità tecniche; ed allora, buona fortuna Italia, per una pronta rinascita.

Filippo Carlone

questa Nazionale. Balotelli va ancora aiutato a crescere psicologicamente, eliminando quelle bizze che contraddistinguono il suo carattere; ha però un

Tutti a tavola

gr. 250 di sugna o burro gr. 200 di zucchero n.1 bustina di vanillina n.1 cucchiaio di lievito il succo di un limone n.4 uova gr. 700 di farina n.1 cucchiaio di olio Mescolare tutti gli ingredienti e formare delle piccole palline che metterete nella stampo riscaldato. Far cuocere per qualche minuto prima da un lato e poi da un altro. Quando ritenete che siano ben dorate togliete dallo stampo e fate raffreddare

L’angolo dei versi "Credo

che gli amici siano angeli silenziosi che ci aiutano a rimetterci in piedi quando le nostre ali non si ricordano più come si fa a volare

o . it ncamp .it pietrai o www.la ietraincamp ap info@l

. FERRATELLE “DURE”

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CORPUS DOMINI e….. …..gli altarini di Campodipietra

o.it amp c n i tra lapie @ o f in

Nel nostro Molise, quando si parla del Corpus Domini, la mente di tutti, anziani, giovani, bambini, vola verso la sagra dei Misteri e degli ngigni del Di Zinno. Pochi sanno, però, che la ricorrenza del Corpus Domini, tanto sentita nella sua religiosità, non poteva passare sotto tono anche nei piccoli paesi della nostra regione. Neppure Campodipietra si sottrae alla tentazione di manifestare la sua religiosità attivando la schiera dei suoi fedeli. Nasce così, in un passato non definito con precisione, ma certamente non vicino a noi, l’dea di innalzare, lungo le stradine del paese o sulle piccole piazze attraversate dalla processione del Corpus Domini, piccoli altari sovrastati dall’effigie del Cristo.

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Per nuclei familiari la quota di iscrizione mensile è di €.5,00 L’iscrizione è gratuita per i giovani con età inferiore ai 30 anni

Via Leopoldo Montini Davanti a questi piccoli altari il Parroco si ferma per un tempo ed invita il popolo in processione a pregare. La donne onorano il passaggio del Cristo tirando fuori dai cassetti le coperte più belle che saranno appese ai balconi e alle finestre lungo tutto il percorso della processione. I ragazzi e le ragazze infioreranno il percorso processionale di petali di rose che formeranno un vero tappeto davanti agli altarini. Anche essi sono addobbati con le coperte più belle che la gente del rione fa a gara per metterle a disposizione.

Via Fosso a Monte Quanti fossero gli altarini agli inizi di questa tradizione non saprei, ma voglio credere che il numero è meno importante della volontà della gente di Campodipietra a mantenere in vita questa tradizione. Quest’anno ne erano 4, ma tutti unici e bellissimi. Un grande grazie a tutti coloro che si sono impegnati nella realizzazione degli altarini ed un invito a tutti, grandi e piccoli, perché seguano con sempre più interesse questa tradizione e si mantengano sempre attivi affinché essa non muoia.

Via Fosso a Basso Pagina 4

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Il numero di agosto