Page 9

Argomento del mese 5 10 Argomento del mese Nel veneziano

Francesca Zaccariotto

Parla la Zaccariotto

per i comuni i problemi restano Le critiche L’analisi Interviene Giuseppe Bortolussi della Cgia di Mestre

“In questa fase, a disposizione solo 500 milioni di euro” di Alessandro Abbadir

L spalla pag 5 per vene-

a Cgia di Mestre, con il suo segretario Giuseppe Bortolussi, dopo aver letto il nuovo decreto sullo sblocco dei primi 40 miliardi di euro di debiti che la Pubblica amministrazione deve onorare nei confronti delle imprese italiane, si pone una domanda precisa “Lo Stato centrale continua a non pagare?”. Bortolussi fa un’analisi al dettaglio. “Ebbene - dice Bortolussi - al netto dei 6,5 miliardi di rimborsi fiscali - tasse che i contribuenti italiani hanno ‘pagato in più’ - e dei 26 miliardi di euro che il Ministero dell’Economia e delle Finanze farà confluire in un apposito fondo a disposizione degli enti locali e delle regioni prive di liquidità, risorse che dovranno comunque essere recuperate tra le pieghe dei loro bilanci e restituite con gli interessi, pare di capire che l’amministrazione centrale metterà a disposizione solo 500 milioni di euro all’interno del pacchetto relativo all’allentamento del Patto di stabilità interno”. Prendendo come buona la stima di 91 miliardi di euro quale debito della P.A nei riguardi delle imprese, la Cgia è convinta che siano molti di più perché nell’indagine campionaria della Banca d’Italia non si tengono conto delle imprese al di sotto dei 20 addetti che costituiscono il 98% di tutte le aziende presenti in Italia e di quelle operanti nei servizi sociali e sanitari. Pertanto, dei 91 miliardi di debito complessivo, ben 44 miliardi sono in capo a Regioni ed Asl. Gli altri 47 miliardi, invece, si distribuiscono tra Comuni, Province e Stato centrale. “Purtroppo, dalle stime della Banca d’Italia non è possibile misurare quant’è il debito da attribuire all’amministrazione centrale. “Tuttavia – conclude Bortolussi – non c’è sicuramente proporzione tra lo sforzo richiesto alle Regioni, alle Ulss ed agli enti locali e quello che dovrà fare lo Stato centrale, visto che di suo sborserà, in questa prima fase, solo 500 milioni di euro”.

ziane

della Provincia I

n Provincia di Venezia, gli enti locali non sono entusiasti del decreto che sblocca denaro allentando il Patto di Stabilità. La prima degli scontenti è la presidente della provincia Francesca Zaccariotto.“Ho accolto con sconcerto questo ennesimo decreto, lo ritengo una grande bufala, che parte da una motivazione sacrosanta, quella dei pagamenti alle aziende, alle imprese commerciali che lavorano per la pubblica amministrazione, solo che noi non ne avevamo bisogno, dal momento che c’era già una legge in vigore, che fissa il termine di pagamento in 30 giorni, e che noi rispettiamo a pieno, con puntualità, avendolo abbassato a 28 giorni. E cosa fa il governo di fronte alla nostra virtuosità? Ci punisce, ci taglia ancora le risorse per altri 5 milioni e 400 mila euro, rispetto ai tagli già previsti di 10 milioni e 300 mila euro, già noti, quindi con un taglio complessivo al bilancio provinciale di 15 milioni 727 mila 459 euro, che diventeranno 16 milioni il prossimo anno. Condivido comunque l’obiettivo del governo di pagare i fornitori che hanno operato al servizio della P.a, e che si trovano in molti casi a dover fungere da banca al proprio committente pubblico per un tempo indefinito, con i tempi biblici di molti enti nell’onorare i pagamenti per i vincoli imposti dal patto di stabilità, oppure a non ricevere mai i dovuti pagamenti”. La Zaccariotto spiega nel concreto i problemi che si vanno ad affrontare. “Si colpisce oltre che l’ente - aggiunge - il territorio, i cittadini, le famiglie, perché per quanto ci riguarda l’avanzo di amministrazione che avevamo accumulato nel 2012, e che nel bilancio 2013 avremmo destinato a nuove opere viabilistiche, alla manutenzione delle scuole e al supporto al lavoro e formazione professionale, dovrà essere interamente utilizzato per mantenere gli equilibri di bilancio, ricorrendo a una nuova manovra di assestamento. Nel Veneto siamo la Provincia più penalizzata, con Rovigo, pur essendo la Provincia più virtuosa, con il livello di indebitamento minore – intorno al 3% contro l’8% previsto per legge – e l’assoluto rispetto del patto. Sono convinta che il Governo non abbia gradito il decreto ingiuntivo che questa Provincia ha vinto contro lo Stato ottenendo un rimborso di 44 milioni di crediti pendenti. Ma mi chiedo, perché ciò che è corretto per altri non deve esserlo per lo Stato? Come questa Provincia rispetta i tempi previsti pagando le prestazioni ricevute nei tempi di legge, altrettanto si rivale nei confronti della stessa pubblica amministrazione quando è lo Stato che non lo fa. E inoltre si penalizza ancora una volta l’ente con minore autonomia finanziaria, che è basata com’è noto sulle imposte di registro e di immatricolazione (rc e ipt) delle auto, ma vorrei ricordare a questo governo che Venezia è unica anche nel suo essere una provincia d’acqua, con un numero di auto decisamente inferiore a quello delle altre province venete”. Il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni dal canto suo,è moderatamente soddisfatto del decreto governativo anche se critica il Patto di stabilità come vincolo “Il patto di stabilità - ha detto Orsoni - è un cappio al collo delle amministrazioni comunali e il Governo che abbiamo avuto, non è stato di tecnici ma di ragionieri. Se si vuole innovare, il cambiamento deve essere realmente totale sia per gli esponenti del governo che per l’alta dirigenza dello Stato”. Critiche ai vincoli del patto di stabilità erano arrivati dai sindaci di Campolongo Maggiore, Chioggia, Mira, Mirano e del Veneto orientale .Intanto gli uffici di ragioneria dei vari enti locali sono già alle prese con nuove voci che spariranno dal documento di rendiconto: scomparirà, infatti, il fondo di riequilibrio e sarà sostituito dal Fondo di solidarietà dei comuni, mentre il Fondo incentivazione degli investimenti verrà definitivamente abolito. In tutti i comuni della provincia poi si dovrà fare i conti con la Tares , la nuova tassa sui rifiuti, si parla del 20% in più rispetto alla Tia. Una questione quella della Tares che per la maggioranza dei comuni della provincia è affrontata con la partecipata Veritas. Da giugno in poi ripartirà anche il calcolo e pagamento dell’Imu che visto che finora A.A. non è stata ne modificata ne cancellata.

La Piazza del Miranese nord - 2013mar n31  

La Piazza del Miranese nord - 2013mar n31

Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you