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#Politica

La provincia di Venezia incorona Lega e M5S F

ra new entry, riconferme e bocciature eccellenti si chiude il cerchio delle elezioni politiche 2018, con un trionfo, anche nella provincia di Venezia, della Lega Nord e del Movimento 5 Stelle. Fra i veneziani che staccano un biglietto per Roma, cinque appartengono al Carroccio che ha quadruplicato il risultato ottenuto nel 2013 passando dal 6,6 per cento delle preferenze al 27,6 (il dato è dell’Osservatorio elettorale del Consiglio regionale e si riferisce al Senato). Si tratta di Ketty Fogliani, Giorgia Andreuzza, vincitrici dei collegi uninominali di Chioggia cento e rielegge Andrea Causin e Maria e Venezia, del segretario Sergio Vallotto e Elisabetta Alberti Casellati al Senato e Renato Brunetta alla Camera. A loro si di Alex Bazzaro eletti nel proporzionale, aggiunge Roberta Toffanin, eletta all’uNadia Pizzol al collegio plurinominale. A cantare vittoria anche il Movimento ninominale nel collegio di Rovigo, che 5 Stelle, che con il suo 27,9 per cento so- comprende una significativa porzione stanzialmente riconferma il buon risulta- delle provincia di Venezia: Chioggia, to ottenuto nel 2013 ed elegge l’ex sinda- Cona, Cavarzere, la Riviera del Brenco di Mira Alvise Maniero e l’ex assessore ta e il Miranese. “In Veneto il voto della di Mira Orietta Vanin. Insieme a loro, Lega è stato fortemente influenzato dal torna per un secondo mandato la parla- governo regionale – commenta la neomentare sandonatese Arianna Spessotto. senatrice di Forza Italia –. Ma credo rimanga importante il ruolo “Ringrazio prima di tutto i cittadini per la fiducia – FI alla Camera dei partiti tradizionali e moderati come il nostro. esordisce il neodeputato perde 7,5 punti A livello nazionale siamo Alvise Maniero –. Proprio al di sotto della Lega, ma nella Riviera del Brenta, passando dal non di molti punti. Restianel Miranese e perfino a 18,5 del 2013 mo dunque un partito che Venezia il M5S ha riscontrato una fiducia enorme. all’11%. Sconfitta fa la sua parte nella coadi centrodestra”. La sensazione è che chi ci netta per il Pd lizione Buono l’esito soprattutto conosce abbia fiducia in in alcune zone della pronoi e le elezioni sono state un momento importante per misura- vincia, come a Chioggia. In questi luoghi, secondo la Toffanin, avrebbe contribuito re questo dato. In tutto il Nord Italia, è proprio questa l’area in cui, insieme alla al successo una buona comunicazione Valle D’Aosta e ad alcune aree limitrofe di alcuni temi, fra i quali la battaglia anti di Torino e Genova, abbiamo i risultati Bolkestein condotta da Forza Italia, e da Renato Brunetta in particolare, sia dumigliori del Nord Italia. Qualcosa dovrà rante la campagna elettorale che prima significare”. Non gioisce invece Forza Italia, che in Parlamento. Non usa mezze parole, infine, Sara alla Camera perde 7,5 punti passando dal 18,5 delle politiche del 2013 all’11 per Moretto, deputata rieletta insieme a Ni-

cola Pellicani alla Camera e ad Andrea Ferrazzi al Senato per il Partito Democratico, che al Senato balza dal 27,6 del 2013 al 18,7. “La sconfitta del Partito Democratico è stata netta – commenta Sara Moretto –. Le cause di questo risultato negativo sono molteplici. In primis, come ogni forza politica di Governo, ci siamo portati sulle spalle i tanti risultati ma anche la responsabilità di molte scelte. Hanno pesato poi le divisioni interne, che si sono tradotte anche con la nascita di nuovi partiti poi rivelatisi insignificanti sulla scena politica. Infine, ha giocato un ruolo determinante la dissonanza tra il linguaggio che abbiamo utilizzato in campagna elettorale ed il linguaggio che invece cercavano gli elettori. Abbiamo puntato sui risultati raggiunti nei cinque anni di Governo e sulle competenze delle persone del territorio che sono state candidate. La maggioranza degli italiani ha invece votato guardando alle promesse e ai simboli”. Lasciando a casa alcuni nomi eccellenti, fra i quali il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta. Non riconfermati anche gli esponenti di LeU Davide Zoggia, Michele Mognato e Giulio Marcon, insieme al senatore uscente di Ncd Mario Dalla Tor candidato con Civica Popolare e al segretario nazionale di Scelta Civica, passato a Noi con l’Italia, Enrico Zanetti.

Non dimenticate chi vi ha votato

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ur tra mille limiti, un parziale effetto positivo il Rosatellum lo ha prodotto. Anzi due: ha “disboscato” il panorama di troppi cespugli cresciuti all’ombra dei grandi partiti finendo per condizionarne le scelte per oltre il loro peso; e ha ricostruito almeno un embrionale rapporto tra eletti e territorio. Un terzo dei nuovi parlamentari sono stati scelti in un collegio uninominale, dove ha vinto chi ha preso un voto in più degli altri a prescindere dai risultati dei partiti.

Non sappiamo quanto questo peserà nei prossimi anni, ma ci aggrappiamo alla speranza che questo legame non scompaia, e anzi si irrobustisca. Ai cittadini che hanno fatto una croce sul loro nome, gli eletti devono qualcosa: attenzione, ascolto, presenza, consapevolezza dei problemi. La buona politica, di qualsiasi colore, nasce sempre da qui. Speriamo se ne ricordino. Germana Urbani

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In Polesine la Lega vince tutto. Il centrosinistra non elegge nessuno

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erde, verde, e ancora verde. Il trionfo del Carroccio ha travolto anche il Polesine, nella recente tornata elettorale, asfaltando il Partito Democratico che in questa terra non era mai andato così male. Nessun rappresentante eletto a Roma per il centrosinistra, mentre la leghista di Badia Polesine Antonella Giacometti si aggiudica uno scranno alla Camera, e Roberta Toffanin, candidata padovana di Forza Italia, uno al Senato. Pur appartenendo alla coalizione vincente, non festeggia il verdetto delle urne il partito di Silvio Berlusconi, che registra un calo del 9,27 per cento alla Camera e del 9,71 al Senato, rispettivamente con l’11,64 e l’11,42 per cento. A raccogliere i cocci di Forza Italia, molto probabilmente la Lega, che alla Camera sale dal 5,96 del 2013 al 30,38 per cento e al Senato dal 6,56 al 28,61 per cento. Meno vistoso l’exploit del Movimento 5 Stelle, che al Senato guadagna 3,45 punti in più rispetto al 2013 con Micaela D’Aquino che raccoglie il 28,19 delle preferenze; alla Camera, invece, il coinvolgiOra il Carroccio mento nel caso rimpunta alle borsi di Emanuele Cozzolino, candidato amministrative all’uninominale, codi Adria, Porto sta un abbassamento dell’1,01 per cento Tolle e Trecenta al Movimento, che si ferma al 25,31. Al terzo posto, un Partito Democratico sfiduciato da molti elettori in tutta la nazione, e che a Rovigo passa dal 26,73 ottenuto nel 2013 – Bersani leader – al 18,50 per cento determinando un crollo dell’8,14 per cento di voti. Dato confermato, al ribasso, al Senato, dove il 17,78 per cento dei voti dista ancor più dal 28,46 per cento totalizzato in occasione della precedente tornata elettorale. Non tornano a Roma, dunque, Diego Crivellari, deputato dem eletto nel 2013; Bartolomeo Amidei, senatore ex Forza Italia ora Fratelli d’Italia entrato a legislatura in corso; Emanuela Munerato, per dieci anni in Parlamento prima a Montecitorio, poi a Palazzo Madama. Altro sconfitto eccellente, il sottosegretario all’Economia e alle Finanze Pier Paolo Baretta, che risollevandosi dalle ceneri del Partito Democratico, trova la forza di offrire una sua personale lettura dei fatti: “È prevalso un dato nazionale di protesta e di ribellione, di paura e di chiusura. Il presente con le preoccupazioni contingenti, legittime o eccessive, e il futuro ancora incerto, anche se migliore di ieri, hanno avuto la meglio sui buoni risultati raggiunti per rilanciare il Paese, in questi 5 anni difficili di governo, e sulla strada intrapresa e sulle sue opportunità”. Dall’altro lato, la voce della Lega trionfante che ora punta ad affermarsi nel territorio, nei comuni e negli enti di secondo grado, come fatto intendere dal consigliere regionale del Carroccio Cristiano Corazzari in conferenza stampa. Occhi puntati, dunque, sulle elezioni imminenti ad Adria, Porto Tolle e Trecenta.

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Camposampierese est mar2018 n44  

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