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Salute

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Registro tumori. Il Veneto copre il 96% della popolazione Si tratta di un supporto scientifico fondamentale per la clinica, per la cura e per le situazioni impreviste che potrebbero generare allarme sanitario

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l Registro Tumori del Veneto è divenuto il più grande e, ad oggi, è riuscito a censire e studiare il 96% dell’intera popolazione veneta, contro una media nazionale che si ferma al 62%. I dati che certificano questo primato sono stati presentati oggi nella sede della Giunta regionale a Venezia, alla presenza dell’Assessore alla Sanità Luca Coletto, del Direttore Generale della Sanità veneta Domenico Mantoan, del Coordinatore del Registro Tumori del Veneto Massimo Rugge dell’Università di Padova, della Presidente dell’Associazione Italiana Registri Tumori – AIRTUM Lucia Mangone, del team di lavoro del professor Rugge e di alcuni direttori generali della sanità veneta. ”In una Regione dove per scelta non esiste un tetto alla spesa oncologica, e lo dico con orgoglio – ha sottolineato Coletto – non poteva mancare, tra le varie eccellenze in oncologia, come lo Iov

e la Rete Oncologica Veneta, un Registro Tumori efficiente, capace di essere supporto scientifico fondamentale per la clinica, per la cura, per le situazioni impreviste come fu nel caso dei Pfas, quando proprio uno studio del Registro permise di smentire i ‘professionisti del fake’ escludendo una maggiore incidenza dei tumori nell’area inquinata, è fondamentale. La perfezione non è di questo mondo – ha concluso Coletto – ma la macchina anti tumore complessiva nel Veneto è ora ai massimi livelli, non solo nazionali. Rugge e il suo staff, in soli due anni, hanno fatto un lavoro immenso, del quale siamo loro grati”. Da parte sua, Rugge ha illustrato i dati che pongono il Registro Tumori del Veneto all’avanguardia in Italia, sottolineando che “la sfida della copertura totale della popolazione veneta, raccolta nel 2015 quando era al 53% è quasi vinta: per passare dal 96% di oggi al 100% occorrerà

Disabilità e non autosufficienza, novità sui contributi

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mmonta a 758 milioni il fondo da destinare per la disabilità e la non autosufficienza adottato dalla Giunta regionale. Il provvedimento di riparto per l’anno in corso passa ora all’esame della quinta commissione del Consiglio regionale. Il fondo, che assomma tutte le risorse a disposizione quest’anno della Regione per interventi e servizi a favore di disabili, anziani, non autosufficienti, è aumentato di 4 milioni di euro rispetto alle risorse disponibili lo scorso anno. Con il fondo per la non autosufficienza la Regione Veneto finanzia principalmente le rette per le case di riposo (470 milioni), gli assegni di domiciliarità (108 milioni), le residenze per disabili (68 milioni di euro), i centri diurni per disabili (84,5 milioni di euro). Rispetto al riparto dello scorso anno il fondo 2017 contiene alcune novità: 1.500.000 euro per le persone affette da sclerosi laterale amiotrofica (SLA), destinatarie di un assegno domiciliare specifico (fino a 2 mila euro al mese); 1.227.000 euro per riequilibrare le rette dei centri diurni per disabili, in modo di garantire omogeneità di prestazioni e di risorse ai diversi territori (per attuare la prima fase di applicazione della DGR n. 740/2015); 1.500.000 euro per la residenzialità per le persone

Massimo Rugge, Luca Coletto e Domenico Mantoan poco tempo. Si tratta di censire altre 200 mila persone e ce la faremo entro gennaio 2018”. Rugge ha presentato in anteprima anche il nuovo portale web che, tra poco, consentirà a tutti di accedere agevolmente alle informazioni del Registro e ha fissato

un prossimo, ambizioso obbiettivo: la georeferenziazione degli abitanti, in modo da arrivare a sapere, nel totale rispetto della privacy, quanti casi di tumore si registrano in un’area molto piccola, come potrebbe essere una via o una piccola frazione di un Comune, così da poter mettere in relazione

la situazione oncologica degli abitanti con la presenza di eventuali fattori di rischio non conosciuti. Rispetto ai Registri Tumori Regionali, quello del Veneto è il primo con 4 milioni 700 mila persone di copertura, seguito dal Friuli Venezia Giulia (1 milione 219 mila), dall’Umbria (890 mila), dalla Basilicata (580 mila) e dalla Valle d’Aosta (131 mila). Virtuoso anche il rapporto tra la popolazione seguita e le unità di personale impiegate: in Veneto utilizza un tecnico ogni 250 mila abitanti: il Registro tumori della Romagna uno ogni 91 mila abitanti, quello della città di Nuoro, uno ogni 40 mila abitanti. Tra il 2015 e il 2017, la popolazione veneta censita è passata da 3 milioni 570 mila a 4 milioni 700 mila, con una crescita del 23% nel solo periodo marzo-novembre 2017. Riguardo all’incidenza delle singole neoplasie, lo studio del Registro Tumori del Veneto indica, nei maschi, la prevalenza del tumore alla prostata (21%) seguito dal colon-retto (13%), dal polmone (12%) e dalla vescica (10%). Nelle donne, a prevalere di gran lunga è il tumore al seno con un’incidenza del 31%, seguito dal colon-retto (11%).

Vaccini antinfluenza già pronti T

anziane; 1.201.000 euro per sostenere lo sviluppo dei progetti sperimentali in regime di semiresidenzialità, per dare continuità alla DGR 739/2015, anche al fine di riqualificare il ruolo dei centri diurni; 6.387.500 euro per finanziare le mini quote per le persone anziane che non hanno ancora l’impegnativa per la residenzialità in case di riposo. Novità anche per il servizio di telesoccorso e telecontrollo a domicilio, finanziato anche quest’anno dalla Regione Veneto con 5,5 milioni di euro. Dal 1° gennaio 2018 i comuni non potranno più richiedere una quota di partecipazione agli utenti del servizio. La gestione dell’attivazione, della variazione e della disdetta del telesoccorso-telecontrollo sarà affidata ai distretti delle ULSS, auspicabilmente con l’appoggio informativo delle farmacie. In questo modo tutti gli aventi diritto potranno accedere gratuitamente a questo servizio, utile ausilio e presidio per le politiche di domiciliarità”.

empo di influenza tempo di prevenzione. E difatti è in partenza in Veneto, secondo i tempi che le Ullss stanno comunicando (e comunque, ovunque entro i primi giorni di novembre), la campagna vaccinale antinfluenzale 2017-2018, che viene realizzata dai Servizi Igiene e Sanità Pubblica (Sisp) delle Ullss in collaborazione con i medici di medicina generale, in linea con le indicazioni del Ministero della Salute. Allo scopo la Regione ha preventivato l’acquisto di 850 mila dosi di vaccino, in parte già distribuite nelle diverse Ullss. “L’influenza è sì un male di stagione ma è anche una patologia che può diventare pericolosa e non va sottovalutata – ha spiegato l’assessore alla Sanità Luca Coletto - Il modo migliore per difendersi è il vaccino. Mi auguro che il numero di veneti che aderiranno alla campagna sia significativo, e superiore a quello dell’anno scorso, quando si vaccinarono 774.409 persone”. Secondo i dati presentati dalla Regione, gli ultrasessantacinquenni vaccinati sono stati il 56% degli anziani residenti in Veneto. I dati diffusi dalla Regione evidenziano che l’influenza può essere una malattia complicata. “Dal 2010 a oggi, nel solo Veneto, sono stati necessari oltre 600 ricoveri in ospedale e si sono avuti 95

decessi. Lo scorso anno furono ricoverate 101 persone, che fecero registrare 55 casi gravi o molto gravi, con 8 decessi”. Le categorie a cui la vaccinazione è raccomandata e offerta gratuitamente sono: soggetti di età pari o superiore a 65 anni, bambini di età superiore ai 6 mesi, ragazzi e adulti fino a 65 anni di età affetti da patologie che aumentano il rischio di complicanze da influenza, bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di sindrome di Reye in caso di infezione influenzale. Donne che all’inizio della stagione epidemica si trovino nel secondo e terzo trimestre di gravidanza. Individui di

qualunque età ricoverati presso strutture per lungodegenti e tutte quelle persone che rientrino tra le categorie di lavoratori a rischio. La Regione ricorda che le persone non appartenenti a categorie a rischio che intendano vaccinarsi contro l’influenza stagionale, per vari motivi (timore della malattia, viaggi, lavoro, etc.) possono rivolgersi al proprio distretto sanitario di appartenenza per ricevere il vaccino ad un prezzo agevolato (pari a 10 euro). Il vaccino antinfluenzale è infatti indicato per tutti i soggetti che desiderano evitare la malattia influenzale e che non abbiano specifiche controindicazioni.

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Camposampierese nov2017 n154  

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