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Monte Cerignone - Tel. 0541.978524 Fax 0541.978698

ANNO 17 N.10 Euro 1,50

Mensile di politica, economia, cultura, sport e costume della provincia di Rimini

REDAZIONE: PIAZZA GRAMSCI, 34 - 47843 MISANO ADRIATICO (Rimini) - Tel. 0541.611070 E-mail: lapiazzarimini@libero.it

Ridracoli, investimenti per 300 milioni RIMINI - 4

IL PUNTO DI VISTA

Berlusconi Costituzione e poteri dello Stato di Alessandro Roveri* - Forse siamo arrivati all’esito finale dello scontro tra Berlusconi e la Costituzione italiana. Quello è infatti il posto che nella storia d’Italia Berlusconi ha assegnato a se stesso. Ho recentemente pubblicato un pamphlet intitolato Mussolini e Berlusconi. Lo ricordo qui perché sta arrivando ad un snodo la tesi contenuta in quel libro: il tentativo di Berlusconi di ridurre da tre a due i poteri costitutivi dello Stato moderno: il legislativo, l’esecutivo e il giudiziario, facendo sparire il giudiziario. Mussolini risolse il problema istituendo il Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato, che sottraeva alla magistratura ordinaria la competenza sugli atti di opposizione al regime fascista. Ma Berlusconi non sa niente di storia. A Pratica di Mare ha detto ai capi di governo di tutto il mondo che Roma è stata fondata da «Romolo e Remolo». Quanto a Mussolini, secondo lui le vittime del confino di polizia venivano mandate dal duce «in villeggiatura». Che rispetto per l’antifascismo! Berlusconi non sa neppure dove comincia la lotta per la libertà e la democrazia. Dice di amarle, ma se ne infischia totalmente. E i suoi governi son o stati i peggiori di tutta la storia politica italiana dal 1861 ad oggi. Già che lavorava per sopprimere il potere giudiziario, ha pre

‘Pane, Amore e...’ cinque conferenze per riflettere

RICCIONE - 19

CATTOLICA - 29

OTTOBRE 2013

Pru Ghigi: a Battazza si chiede un ultimo tocco MORCIANO - 49

Crisi, ecco ragioni e soluzioni Fotografia impietosa attraverso gli indicatori economici snocciolati durante l'insediamento del cattolichino Tonti alla presidenza di Confindustria Pesaro. Soluzioni facili. Perché la politica non le attua?

RICCHI & POVERI

- Un indicatore economico positivo. Uno negativo. E uno su cui riflettere. Il positivo. Su 900 settori merceologici, in oltre la metà l'Azienda Italia è ai primi tre posti nel mondo. Il negativo. Lo stato della Baviera (Repubblica federale di Germania) ha 22 milioni di abitanti e 14mila dipendenti; la Regione Sicilia ha 34mila dipenPagine 2-3

Breve massima di saggezza Un buon cattolico si immischia in politica, offrendo il meglio di sé. Nessuno dica io non c'entro

RIVIERA & SPORT

Storie di gente che ama vita e motori

Papa Francesco vuole una chiesa povera...

Daj e ardaj j'ha capì! Cal camèl an pò pasè tla cruna dl'ègh...

di Francesco Toti

Papa Francesco Segue a pagina 9

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Tariffa Roc: “Poste Italiane Spa - Sped. abb. post. D. L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n.° 46) art. 1 com. 1 - DCB Rimini”

Bilancio: entrate per 87 milioni, debiti per 79 milioni

Monte Cerignone - Tel. 0541.978524 Fax 0541.978698

MotoGp, quando lo spettacolo vero è anche fuori - Sabato mattina, ore 8,30, 14 settembre, un autobus nero, svizzero (targato Lucerna) parcheggiato nei campi nei pressi della pietrosa rotonda di Belvedere ingentilita dall'erba medica, era

Cecco-Giotto - 2013

MISANO ADRIATICO

VALCONCA

Chiringuiti, che fare?

San Clemente Sindaco, valzer di candidati '52-'53: Quella bella gioventù San Giovanni Morelli, decano della giunta Coriano Spinelli, l'irresistibile ascesa Montefiore Sagra della Castagna Mondaino Piazza Maggiore: 1944 Saludecio Addio a suor Clementina

Scambio di vedute Guagneli - Fabbri RUBRICA

Condomini Tutta la nuova legge sulla riforma del condominio in vigore da giugno 2013 Da novembre

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Ottobre 2013

INCHIESTA

Macchina burocratica costosa ed inefficiente; costo del lavoro alto. Ai dipendenti resta la metà

Crisi, ecco le ragioni e le ragionevoli soluzioni Busta paga

55%

L'INCHIESTA

segue dalla prima pagina

denti. Il flash della riflessione. Il 40 per cento del Pil (Prodotto interno lordo) degli Stati Uniti è realizzato da persone sotto i 40 anni. Per la cultura italica 40 anni significa essere giovani. Sono solo alcuni dei numeri che dovrebbero far aprire agli italiani col buon senso elencati lo scorso 1 ottobre a Pesaro. Nel teatro Rossini c'è stato l'avvicendamento alla presidenza di Confindustria della provincia di Pesaro Urbino. Il prestigioso incarico sarà tenuto dal cattolichino Gianfranco Tonti, in rappresentanza dell'Ifi, l'azienda di Tavullia leader europea nella produzione di banchi bar, vetrine gelato e sedie per il contract (sono sue anche quelle storiche di piazza San Marco, Venezia). Grande ospite della serata Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria nazionale. Sala da grandi occasioni pieno, nella serata la crisi Italia è stata sviscerata in lungo ed in largo. E date anche le soluzioni. Sono sufficienti gli indicatori economici a dare il senso che il nostro momento è figlio di una miopia dei costumi e una crisi delle coscienze che fa semplicemente rabbia. Insomma, sembra che apparteniamo a quella categoria culturale degli sciocchi, come scrisse, con allegria ma non troppo, l'economista toscano Carlo Mario Cipolla in un suo libricino. Lo sciocco è colui che compie il proprio disinteresse a favore dell'altrui. Ma ritorniamo all'insediamento del cattolichino Tonti alla

Il dipendente italiano si ritrova soldi da spendere pari al 45% dello stipendio lordo. Il 55% sono tasse e previdenza

Il neo-presidente di Confindustria della provincia di Pesaro il cattolichino Gianfranco Tonti (a destra), con Claudio Pagliano (suo predecessore) e il presidente di Confindustria nazionale Giorgio Squinzi

Vivere di politica

Ricchezza prodotta

Leader nel mondo

Turismo

1,4

40%

450

5^

In Italia 1,4 milioni di persone vivono di poltica

Negli Stati Uniti il 40% del Pil (Prodotto interno lordo) è realizzato da giovani sotto i 40 anni

L'Italia in più di 450 settori merceologici è ai primi tre posti nel mondo

L'Italia è al quinto posto nel mondo come meta turistica; eravamo al primo posto negli anni '70

testa di Confindustria Pesaro e all'intervento di Giorgio Squinzi, il patron del colosso Mapei, leader mondiale in malte per l'edilizia: “Il Paese ha grandi capacità, però siamo molto distratti. A Ekaterinburg abbiamo aperto il secondo stabilimento russo; in città su tre negozi, due avevano le insegne

italiane anche se non lo erano: siamo portatori di uno stile di vita ammirato in tutto il mondo; se non la sfruttiamo la colpa è solo nostra”. “Dateci un Paese normale ha continuato il presidente Squinzi -, perché l'unica cosa che possiamo giocarci è la nostra materia grigia. Bisogna par-

tire dalla semplificazione burocratica del Paese”. Ha rincarato la soluzione Squinzi: “Nel settore pubblico c'è tanto personale e tantissime risorse improduttive. La spesa pubblica va assolutamente tagliata; se non si dovessero attuare le riforme, siamo diretti verso la povertà. Abbiamo un sistema

assurdo; si veda l'Irap che è una tassa sul lavoro. E' chiaro però che ognuno di noi è chiamato a fare il proprio dovere, pagando le tasse. Abbiamo uno dei costi del lavoro più alti del mondo, ma dove il guadagno del dipendente è agli ultimi posti in Occidente. Un intervento di 10 punti intervento sarebbe sul cuneo fi-

scale [la differenza tra il costo del lavoro e quanto finisce nelle tasche del dipendente]. Se la politica non ci fa crescere, in Italia non aumenteranno i posti di lavoro; questo vuol assolutamente dire che dobbiamo cambiare qualcosa. Per creare lavoro la crescita deve essere del 2 per cento”. Claudio Pagliano, Mercantini Mobili, un fior di azienda ha sintetizzato la sua relazione di saluto: “Come imprenditori forti e ostinati vogliamo batterci per riprendere il cammino dello sviluppo. Il Paese non può continuare ad essere fanalino di coda dell’Europa per colpa di una burocrazia asfissiante e inconcludente e una cattiva politica ancorata agli interessi di pochi, disinteressata verso il bene comune. C’è un motivo di speranza ed ottimismo e riguarda il ruolo dei nostri giovani: dobbiamo dare loro fiducia, perché credano nel nostro Paese e si aprano al mondo che, per nostra fortuna, non è in recessione.

Pil perso

Ricchezza prodotta

Pressione fiscale

Sindaci

Export

180

40%

53%

1.000

26,6%

Dal 2007 ad oggi l'Italia ha perso 9 punti del suo Pil (Prodotto interno lorod). In soldoni signficano 180 miliardi di euro, una montagna

Negli Stati Uniti il 40% del Pil (Prodotto interno lordo) è realizzato da giovani sotto i 40 anni

La Mapei ha stabilimenti in 33 nazioni. Mediamente paga tasse per il 33%; in Italia sul 53%, ma è un calcolo senza certezze (45 per Bankitalia)

In Svizzera un sindaco di un paese di 10mila abitanti percepisce un emolumento di circa mille euro al mese; contro i circa 2.500 dell'Italia

Gli imprenditori sanno che ce la possono fare solo con l'export; l’Italia ha incrementato le esportazioni dal 24.2% al 26.6. Ma non basta.

Giornale d'informazione fondato nel 1997 Direttore responsabile Giovanni Cioria Edizioni la Piazza Piazza Gramsci 34 - 47843 Misano Adriatico Redazione Piazza Gramsci 34 - 47843 Misano Adriatico tel. 0541.611070 Abbonamenti e pubblicità - 0541.611070 Stampa La Pieve Poligrafica Editore srl Verucchio (Rimini) Pubblicità inferiore 45% Registrazione presso il Tribunale di Rimini N.° 13/'97 del 21 - 8 - 1997 Numero Roc: 10.364

Giornale in stampa il 10 ottobre


INCHIESTA Via Montalbano, 1173 S. GIOVANNI IN MARIGNANO TEL. 0541 - 955505 FAX 955444

Parti della relazione introduttiva di Gianfranco Tonti

Ottobre 2013

3 Via Montalbano, 1173 S. GIOVANNI IN MARIGNANO TEL. 0541 - 955505 FAX 955444 ALLEGRO MA NON TROPPO

“Ricerca, innovazione, design: così si fa export” ‘Economia, una UOMINI Gianfranco Tonti il giorno dell'insediamento

- Gianfranco Tonti, cattolichino, 68 anni, presidente di Ifi Industrie di Tavullia, dallo scorso 1 ottobre è il nuovo presidente di Confindustria Pesaro Urbino. Resterà in carica per il quadriennio 2013-2017. Riportiamo i passaggi fondamentali della sua relazione introduttiva. “(...) Dopo sei anni di recessione, il tempo che abbiamo a disposizione, per fare quanto occorre, si fa stretto per cui serve lavorare con determinazione. (...) Alla fine del 1° biennio se i dati saranno migliorativi rispetto agli attuali si potrà procedere con il 2°, altrimenti dovrò dedurre l’inefficacia delle azioni che nel frattempo saranno state condotte (e sarà giusto che la squadra cambi). (...) Ispirare l’impegno a 5 temi che sono quelli che insieme, possono fermare il grave peggioramento delle imprese di questa Provincia. RICERCA, INNOVAZIONE, DESIGN, INCREMENTO QUALITATIVO PER-

“C’è una insidia che ritengo essere l’ostacolo principale: la resisetnza al cambiamento. Questa è dentro di noi, dentro le famiglie, dentro le imprese, dentro le istituzioni e nel Paese” MANENTE DEI PRODOTTI, ESPORTAZIONE. Sono temi che valgono per tutti i settori di attività: dal turismo all’edilizia, dalla manifattura ai servizi e l’ESPORTAZIONE è citata per ultima perché degli altri quattro è il risultato. Una annotazione desidero farla a favore del turismo e dell’importanza che riveste per creare occupazione e ricchezza ed inoltre l’imprenditore turistico non delocalizza,

ipotesi ben viva nel manifatturiero! La nostra Provincia è il fanalino di coda delle Marche per percentuale di esportazioni ed è al di sotto di tante altre. Non sto ad esaminare le cause ma diciamo che il ciclo di vita del Sistema Produttivo di questa area è pressoché terminato senza averne preparato un altro. Penso che la categoria degli imprenditori abbia delle responsabilità e dato l’importante ruolo che giochiamo nel pianeta lavoro, dobbiamo cambiare passo anche noi, noi prima di chiedere che altri lo facciano, altrimenti cadremmo nel luogo comune di chi si attende che siano sempre gli altri a risolvere i problemi. Oltre ad essere stati trovati impreparati quando il detonatore del 14 settembre 2008 ha

messo a nudo le debolezze del nostro sistema produttivo e dell’intera economia, c’è una insidia che ritengo essere l’ostacolo principale: LA RESISTENZA AL CAMBIAMENTO. Questa è dentro di noi, dentro le famiglie, dentro le imprese, dentro le istituzioni e nel Paese Del passato ante 2007 dobbiamo salvare i valori, ma abbandonare i metodi e le pratiche attuative a cominciare da quelli che ci hanno dato i migliori risultati. Sono convinto che occorre riscrivere ogni elemento dell’impresa, mettersi davanti a un foglio bianco con tanta umiltà e tanto impegno, facendosi, se del caso, aiutare da protagonisti della consulenza. (...) Incontrerò naturalmente il Prefetto, il Questore, i Sindacati. Incontrerò Il Vescovo per chiedere anche a lui di far sentire la sua voce in favore di una presa di coscienza della gravità della situazione socioeconomica (...).

strategia sciagurata’ - Carlo Clericetti è tra i massimi esperti di cose economiche italiane. Fa parte anch del Club dell'economia. Ha diretto le pagine di “Affari & Finanza”, l'inserto del lunedì di Repubblica. Oggi, è il responsabile economiche di Kataweb e Repubblica.it. In un breve scambio epistolare con un amico che gli chiede: “Allora Carlo, quando è prossima la fine della crisi”. La sua breve riflessione.

- Caro amico, va abbastanza bene, a parte il fatto che affogo nelle piccole rogne quotidiane (ma non finiscono mai?). Sulla “svolta” sono piuttosto pessimista. Faccio fatica a ricordare una classe dirigente così pessima, e non solo quella italiana - che certo potrebbe gareggiare per l’Oscar - ma anche quella internazionale. Temo che avremo ancora tempi bui per parecchio tempo. Soprattutto perché gli errori non vengono

Carlo Clericetti

riconosciuti (e quindi non corretti). O meglio: quelli che alle persone raziocinanti sembrano errori, ho da tempo il sospetto che non lo siano per quelli che gestiscono il potere: fanno semplicemente parte di una strategia sciagurata. Facciamoci coraggio. Carissimi saluti a te e ai tuoi. Carlo


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4 BIANCHERIA - TENDAGGI ARREDAMENTO ALBERGHIERO Morciano - Piazza Boccioni - tel. 0541.988279 fax 0541.857511 www.mofa.it - tessutimofa@libero.it

Ottobre 2013

RIMINI

Il riminese Tonino Bernabé nuovo presidente della società pubblica che porta l'acqua in tutta la Romagna

BIANCHERIA - TENDAGGI ARREDAMENTO ALBERGHIERO Morciano - Piazza Boccioni - tel. 0541.988279 fax 0541.857511 www.mofa.it - tessutimofa@libero.it

Ridracoli, investimenti per 300 milioni di euro Lavori in provincia: raddoppio del depuratore di Santa Giustina, serbatoio a Covignano e interventi sulle reti a Misano, Cattolica, San Giovanni e Morciano

Tonino Bernabé, presidente di Romagna acque

L'INTERVISTA - Romagna Acque-Società delle Fonti ha in programma 300 milioni di investimenti sulla Romagna per la captazione, l'adduzione, la potabilizzazione e la distribuzione primaria delle acque. Tre i lavori importanti nella Provincia di Rimini: il raddoppio del depuratore di Santa Giustina con condotta da Bellaria a Santa Giustina, passando per Rimini Nord. Interventi in Valconca e collegamento del serbatoio di Covignano con Rimini Sud (Villaggio I° maggio), a seguito dell’arrivo di numerosi nuovi residenti. Il riminese Tonino Bernabé è il Presidente di Romagna Acque dallo scorso giugno; prima aveva ricoperto la carica di vice-presidente e consigliere. Romagna Acque significa Ridracoli e acqua per tutta la Romagna. E' la struttura che ha tolto il problema sete durato fino ai primi anni Novanta. Presidente, quale acqua sulla sua tavola? "Solo acqua del rubinetto. Una

volta nella brocca, il cloro evapora e l'acqua è buonissima. Le reti sono iper-controllate e iper-garantite: ci sono i controlli di Arpa, dell’Asl. Inoltre noi di Romagna Acque, nei nostri laboratori, nel 2012 abbiamo effettuato 164 mila controlli (di tipo chimico fisico, biologico e organolettici) su oltre 8mila campioni idrici. Poi, per i territori serviti, ci sono anche i diversi laboratori analisi di cui ci avvaliamo ed i controlli effettuati dal gestore del servizio idrico integrato (Hera), sino alle diverse utenze domestiche. Insomma, nessuna paura". Che acqua c'è nella rete? "L’acqua distribuita deriva, in misura diversa, da diverse fonti superficiali e di falda. La loro miscelazione può mutare in base alla disponibilità delle diverse fonti e, per quanto possibile, privilegiamo la distribuzione di acqua di superficie". E le casine dell'acqua? "Rappresentano l'evoluzione

delle fontane; oltre ad attingere, si fa anche socializzazione e comunicazione. Nel senso che il cittadino conosce il suo sistema idrico. Inoltre, si risparmia e si salvaguarda l'ambiente: girano meno tir sulle strade, ci sono meno bottiglie di plastica da smaltire e recuperare come rifiuto. In sintesi: meno emissioni di gas serra nell'ambiente. L’acqua naturale erogata, come si sa, viene refrigerata; mentre alla gasata viene addizionata l’anidride carbonica. Con la seconda ci paghiamo i costi di gestione e manu-

tenzione". Con la sua nomina la Romagna si unifica. Quale significato? "E' un riconoscimento importante per la nostra Provincia. A pieno titolo, Romagna Acque è una delle eccellenze della Romagna. Potrebbe essere un modello da imitare per costruire l'area vasta in molteplici settori. Mettere insieme le risorse significa avere straordinarie economie di scala, cioè risparmiare e pianificare gli investimenti e le scelte. Personalmente, sono spronato a dare il meglio di me". Quanta acqua di Ridracoli c'è nelle reti? " Il consumo annuo medio è di 112 milioni di metri cubi. La metà dell'acqua utilizzata dal milione di cittadini residenti in Romagna e dai turisti arriva da Ridracoli. Il resto deriva dalle altre fonti, ed in particolare per il riminese, dalle riserve dell'Uso, del Marecchia e del Conca. Il nostro compito è garantire la continuità del servizio, rispetto al fabbisogno e a prescindere dalle diverse condizioni meteo climatiche". Oggi, quanta acqua c'è nella diga? "Sui 14 milioni (33 milioni sono i complessivi potenziali per il suo riempimento), che rispetto alla

40 Ricavi e dipendenti Romagna Acque ha ricavi per 40 milioni di euro (utile di 8 milioni prima delle imposte). I dipendenti sono 146. Il consorzio per costruire la diga di Ridracoli nasce nel 1966. I lavori terminano nel 1982. A capitale pubblico incedibile, i soci sono i comuni della Romagna. I forti: Rimini, Ravennna, Forlì-Cesena.

media del periodo è un dato positivo, in quanto superiore alla media". Quali investimenti avete in programma? "Per oltre 300 milioni di euro. Nel Riminese è in corso il raddoppio del depuratore di Santa Giustina. Noi siamo i finanziatori dell’opera. Altro cantiere che risolverà tanti problemi è la condotta che parte da Bellaria, tocca Rimini Nord per andare a sfociare a Santa Giustina. Così successivamente si andrà a chiudere il depuratore di Bellaria; mentre il Marecchiese diventerà una vasca di prima pioggia. Opera di-

mensionata, tenendo conto della vocazione turistica del territorio e del futuro, l’ampliamento di Santa Giustina non è strutturalmente un raddoppio fisico, ma tecnologico (a membrana ad ultra-filtrazione). E' un intervento complessivo da 43 milioni di euro. Sull’idrico un altro lavoro importante è la già realizzata nuova vasca del serbatoio di Covignano (altri 10mila metri cubi che si sono aggiunti agli 8 mila esistenti), ed il suo collegamento mediante una condotta di adduzione con la zona sud di Rimini (intervento in fase di esproprio, il cui valore complessivo è di quasi 2 milioni di euro)". Investimenti sul Conca? "Faremo interventi sulle reti; realizzando lo schema idrico del Conca per 3 milioni di euro di valore, mediante condotte e pozzetti di derivazione per l’approvvigionamento di Cattolica, Misano e San Giovanni in Marignano, realizzando inoltre le opere civili della stazione di sollevamento dell’Ordoncione. Realizzeremo poi in uscita dall’Ordoncione nel Comune di San Giovanni in Marignano sino al serbatoio Belvedere di Morciano, il collegamento con la rete principale dell’Acquedotto della Romagna, per poter così chiudere l’anello acquedottistico, mediante il collegamento con i Comuni della media valle del Conca, intervento quest’ultimo di 6,6 milioni di euro".


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RIMINI

Ottobre 2013

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Il morcianese Giuliano Cardellini insieme al pesarese Franco Bastianelli sul Canal Grande

- La natura che urla aiuto. Che avverte l'uomo che così si va, con l'allegria della sconsiderazione (e della stupidità?), verso il baratro del nulla. Nel buio della fine. Che se il bene ti ritorna, tale principio rovesciato, significa: il male ti ritorna. Non solo nell'aria, nel ciclo alimentare, ma nelle coscienze. La natura disperata ha ispirato l'installazione artistica del morcianese Giuliano Cardellini e del pesarese Franco Bastianelli. Marchignoli avrebbero detto Fabio Tombari e Angelo Chiaretti, cioè due regioni una sola cultura. Hanno esposto la loro opera, “Spettro” in un portone d'acqua di una galleria veneziana. Visitabile solo dall'acqua e dalla piazza San Stae, è in mostra dal 14 settembre al 24 novembre, durante il periodo della biennale. Hanno percorsi diversi. Bastianelli è un'artista che ha scelto di lavorare il rame smaltandolo col vetro: materiali eterni. Ha alle spalle lavori importanti; suo l'abbraccio di una prestigiosa casa farmaceutica. Cardellini invece è poliedrico. Avvocato di professio-

Due marchignoli a Venezia In un cosidetto portone d'acqua. L'installazione si può ammirare soltanto dalle barche e dalla piazzetta nei pressi San Stae ARTE

ne, si è cimentato con la poesia. Dopo aver conosciuto Bastianelli, ha portato le sue liriche ad intrecciarsi col linguaggio della scultura. Perché proprio a Venezia? “Per tanti motivi, Venezia è precaria così come la nostra opera è precaria, potendo scomparire da un momento all’altro nel Canal Grande, precaria è la vita dell’uomo, precaria è l’esistenza del gallo che urla il suo dolore; c’è la Biennale in corso

Franco Bastianelli e Giuliano Cardellini

con la sua valenza internazionale di cultura e arte e volevamo renderle omaggio”. Perché l’opera è su una porta d’acqua? “Per evidenziare la precarietà e costringere lo spettatore a riflettere su ciò; per sottolineare che la Installazione Spettro ha il suo giusto punto di visione dal Canal Grande e quindi obbliga lo spettatore ad essere parte attiva usando vaporetto o gondola per interagire con l’opera stessa”. Perché la poesia è contenuta in una bolla? “Anche la bolla evidenzia la precarietà, è instabile e può scomparire; con i versi si accentua l’urlo di dolore del gallo, privato delle sue peculiarità”. Costringendo lo spettatore a visionare l’opera dalla porta d’acqua non vi sembra di limitare la visione da parte di tutti dell’opera?

“Fa parte della Installazione Spettro che il giusto punto di visione sia sull’acqua, lo spettatore deve interagire con l’opera deve essere dinamico; anche i grandi artisti classici, primi fra tutti Leonardo, nel dipingere paesaggi cercavano minuziosamente il punto di giusta visione; questa porta d’acqua è l’unica su Canal Grande a contenere una opera”. Perché abbinare la scultura con la poesia? “La scultura si fonde con la poesia in un unico ed inscindibile linguaggio per cercare di rendere ancora più forte ed incisivo il messaggio contenuto nell’opera; messaggio che vuol denunciare i pericoli dell’uso indiscriminato di organismi geneticamente modificati”. Progetti futuri? “Ci sono progetti di altre opere, sempre per sensibilizzare sulle tristezzze della nostra società, poiché il sodalizio si è dimostrato fruttuoso ed artisticamente pagante, le diversità come punto di forza creativa”.


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RIMINI Via Montalbano, 1173 S. GIOVANNI IN MARIGNANO TEL. 0541 - 955505 FAX 955444

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Massimo Sacanna da Saint Jean Pied de Port al santuario di San Giacomo in 15 giorni

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Santiago, 846 km di corsa che cambiano la vita - Il trentaseienne Massimo Sacanna, alle 10 del mattino del 18 agosto, dopo 15 giorni di corsa e 846 km (Saint Jean Pied de PortSantiago) di gioie alle spalle, è sotto la cattedrale di Santiago de Compostela (San Giacomo in un Campo di Stelle), dove la religiosità vuole che siano conservate le spoglie di uno dei 12 apostoli. Le prime sensazioni del riminese: “Prima dei pensieri, c'è una grande commozione; poi si accavallano i ricordi, che diventano lacrime. E'

“Dopo il percorso, cambiano i punti di vista. Riscrivi la scala delle tue priorità. Sostanzialmente, condivido il detto del cammino: c'è un uomo prima e un uomo dopo. Nella vita di tutti i giorni, sul lavoro, coi familiari, con gli amici, portiamo delle maschere, invece dovremmo mettere a nudo le nostre fragilità”

Massimo Sacanna a Finisterra sull'Oceano Santiago (Spagna), la cattedrale

FOCUS un percorso non solo fisico, ma spirituale e introspettivo. Ci si ritrova con la forza e la fragilità di se stessi”. Tradizione vuole, che alle 12 c'è la messa del pellegrino, previa registrazione, viene scandito il nome di chi ha compiuto la piccola grande impresa del cammino (i famosi sono cinque) per uno dei luoghi più importanti della cristianità. Se uno è fortunato può assistere al “bota fumero”, un gigantesco incensario fatto oscillare lungo la navata centrale da 3-4 persone.

L'evento avviene 3-4 volte l'anno e quando una donazione è superiore ai 1.500 euro. Arrivato a Santiago, partecipato alla messa, il riminese cerca un albergo per la notte per rimettersi in sesto. Il mattino dopo, questa volta in pullman, percorre altri 130 chilometri per giungere a Finisterre: dove finisce la terra e ci si affaccia sull'Oceano. Tabelle di marcia di 60 chilometri al giorno, con tappe di 4 e altre di 70, ecco la giornata tipo di Massimo. Sveglia alle 5,30. Alle 6

partenza per sfruttare le ore più fresche della giornata. Alle 8, si iniziava a darci dentro. Mezzogiorno significava metà tappa e momento di ristoro, di una visita veloce la cittadina e, “se ci usciva”, una doccia. Alle due del pomeriggio, si ri-

prendeva. Via di corsa fino alle 1818,30. Appena arrivati, si cercava un luogo dove dormire. In genere, erano ostelli municipali (da 5-7 euro a notte), oppure donativi (qui si può lasciare quel che si crede). Le tappe prevedono anche il timbro che certifica il tuo passaggio. Il secondo atto era il bucato (sempre viaggiato con uno zaino di circa 5 chilogrammi). Rinfrescati da una docci,a si andava a cercare un posto dove mangiare (9-10 euro

il costo). Massimo: “A cena, conoscevi gente di ogni dove. Si chiacchierava delle tue esperienze, delle difficoltà”. Nanna attorno alle 10,30 di sera in enormi stanzoni con letti a castello capaci di ospitare 20-30 persone. Il mattino dopo, colazione con frutta secca pe rvia del fatto che in Spagna i bar per abitudine aprono alle 9 del mattino. Podista-maratoneta, Massimo Sacanna ha portato a termine 25 maratone (3h8minuti la sua miglior prestazione) e una decina di ultra-maratone. La sua impresa matura appena prima delle ferie estive. Racconta: “Era da un po'

che leggevo cose sulla Francigena, il percorso religioso CanterburyRoma. Così ho pensato di unire l'aspetto sportivo, con quello culturale e religioso. Credo ma non nell'istituzione-chiesa”. Della sua esperienza: “Mi porto con me tanti episodi. Soprattutto l'atteggiamento delle persone lungo il percorso: ti incitavano, di offrivano da bere. Con i ciclisti ci scambiavamo l'acqua. In una tappa, un ragazzzo mi ha dato una mano a finire integro. Ero allo stremo; lui mi ha dato tutta la sua acqua (un litro). Da parte mia, ho portato lo zaino di un ragazzzo in difficoltà per diversi chilometri”. “Dopo il percorso - continua Massimo Sacanna - cambiano i punti di vista. Riscrivi la scala delle tue priorità. Sostanzialmente, condivido il detto del cammino: c'è un uomo prima e un uomo dopo. Nella vita di tutti i giorni, sul lavoro, coi familiari, con gli amici, portiamo delle maschere, invece dovremmo mettere a nudo le nostre fragilità. Dovremmo confrontarci. Dopo Santiago, si è disposti a raccontare anche le nostre debolezze. Solo così significa conoscere e riconoscersi”. Massimo Sacanna per macinare i suoi 846 chilometri ha distrutto due paia di scarpe.


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l'OPINIONE

Ottobre 2013

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In una nazione matura può un uomo porsi al di fuori e al di sopra delle leggi? Inizia in prima pagina so due piccioni con un fava: ci ha messo l’uso del suo denaro e del suo potere politico per ottenere l’impunità dei reati (o dei soprusi parlamentari) da lui commessi: la corruzione di un giudice per ricavarne il possesso della Casa Editrice Mondadori; la corruzione di esponenti della Finanza per poter evadere il fisco; l’uso delle maggioranze parlamentari per salvarsi dai processi con le leggi ad personam e per dimostrare, il 5 aprile 2011, che Ruby è la nipote di Mubarak; l’acquisto, a suon di milioni, di parlamentari prodiani per far cadere il governo Prodi facendoli passare dalla sua parte; il tentativo di far dire a Tarantini che lui non sapeva che gli portava a casa delle prostitute; l’avere messo insieme un giro di società off-shore per non pagare le tasse e per costituirsi un enorme patrimonio illegale. Purtroppo per lui, su quest’ultima truffa la magistratura ha messo le mani e lo ha condannato. Non era mai successo. Berlusconi se l’era sempre cavata grazie alle prescrizioni procurategli dai suoi parlamentari. Anche la Cassazione ha confermato la condanna e l’ha resa definitiva. Berlusconi ha vinto le elezioni del 1994, poi Bossi gli ha voltato le spalle e l’ha fatto cadere. Ancora oggi Berlusconi e i suoi lacché raccontano che il primo governo Berlusconi sarebbe stato fatto cadere per effetto di un avviso di garanzia inviatogli dai

Berlusconi Costituzione e poteri dello Stato Sappiamo bene che senza partiti non c’è democrazia, ma perché la democrazia funzioni essa avrebbe bisogno di partiti ben diversi dall’attuale Pd, dentro il quale saltano fuori 101 rappresentanti che a Prodi preferiscono Berlusconi IL PUNTO DI VISTA magistrati di Milano. Belle, balle, balle. Continuano ad essere ripetute mille volte da Rete4, Canale5,Italia1, “Libero”, “il Giornale”, “il Foglio”, “Sorrisi e Canzoni”, “Panorama” ecc. ecc. Diceva Goebbels che una balla raccontata (allora alla radio) mille volte finisce per diventare un fatto vero. Lo stesso discorso vale per la cosiddetta persecuzione giudiziaria di cui Berlusconi sarebbe vittima. Ora, improvvisamente, Berlusconi fa firmare le dimissioni da Camera e Senato ai suoi parlamentari, tutti nominati da lui grazie alla legge elettorale vigente. Verrebbe meno la maggioranza parlamentare che sostiene il governo Letta. Ha paura di essere arrestato dopo che il Senato ha votato la sua decadenza dalla carica di se-

Alessandro Roveri natore? Teme i magistrati di Napoli, di Bari e di Milano, che indagano su di lui? E si è scatenato l’inferno, proprio mentre il povero Letta cercava di proteggere l’ Italia parlando all’Assemblea dell’ONU. Berlusconi pretende che Napolitano intervenga a suo favore, mentre Napolitano sa bene che non può fare nulla di vietato dalla Costituzione. Calamandrei diceva che il capo dello Stato è la Viva Vox della Costituzione, e Napolitano sa quel che può fare e quel che fare non può. Di qui l’attacco a Napolitano, il fatto nuovo che ha spinto Berlusconi all’attacco di questi giorni al presidente della Repubblica. Egli vorrebbe che Napolitano intervenisse, come faceva lui con le leggi ad personam. Ma c’è una sentenza

della Cassazione, che prevede la perdita della carica di senatore, e la legge, come hanno spiegato le massime autorità del Pd, va applicata e rispettata. Tutto qui. A tutto ciò si è aggiunto l’invito (ossia l’ ordine) ai ministri berlusconiani del governo Letta di rassegnare le dimissioni. Il pretesto? Letta non avendo potuto più interrompere la continuazione dell’ IVA, per la quale erano già stati trovati i soldi necessari, Berlusconi lo accusa di mettere con l’IVA le sue mani nelle tasche degli italiani. Egli sta preparando la nuova campagna elettorale con la targa IVA, così come ha fatto in febbraio con la targa IMU. Ma intanto sulla testa dei contribuenti italiani si abbatterebbe la grandine di nuove imposte da pagare. Ha ragione Cacciari: nonostante gli errori di Berlusconi, il centro-destra italiano potrà riprendersi da questa crisi, soprattutto se riuscirà a liberarsi di Berlusconi, magari con un Congresso (sotto Berlusconi in vent’anni non ce n’è stato nemmeno uno!), e ciò perché ha come avversario un centro-sinistra che ancora oggi non sa funzionare. E’ ancora prigioniero, il Pd, della «legge ferrea dell’oligarchia» di cui parlò cent’anni fa un geniale sociologo italo-tedesco, Roberto Michels. Sappiamo bene che senza partiti non c’è democrazia, ma perché la democrazia funzioni

essa avrebbe bisogno di partiti ben diversi dall’attuale Pd, dentro il quale saltano fuori 101 rappresentanti che a Prodi preferiscono Berlusconi, come dimostra ciò che hanno fatto il 19 aprile scorso. Legge ferrea dell’oligarchia significa che si forma una élite dirigente che pensa solo a se stessa, e s’infischia delle masse e delle loro esigenze. Mette le sue bandierine di partito, e chi se ne importa più del bene comune? Ciò che sta accadendo ora è il frutto della vendetta delle masse degli elettori del Pd, che si sono sentite tradite dal voto del 19 aprile. Il Pd è stato retto da un’oligarchia, facente capo a Bersani, ma ora l’ oligarchia è stata sgominata dall’attacco di Berlusconi a Napolitano, il quale aveva definito «inquietanti» le dimissioni dei parlamentari berlusconiani. Cerca di difendersi, ancora, l’oligarchia del Pd, mettendo il bastone fra le ruote di Renzi. La scelta è tra l’oligarchia di Bersani, D’Alema e Violante (il vecchio partito da rottamare) e l’esigenza di rinnovamento di Renzi. Vedremo come andrà a finire. I 101 del 19 aprile sono entrati in crisi nel momento in cui il loro Berlusconi ha attaccato Napolitano. Se la stanno passando male. Ricordo tra parentesi che Violante, alla fine del 1994, quando cadde il primo governo Berlusconi, assicurò a quest’ultimo che le sue televisioni non sa-

rebbero state toccate. A nome di chi? Non può sorprendere il recente tentativo di Violante di giudicare comprensibile la rivolta berlusconiana di fronte alla legge Severino, che non prevede alcuna retroattività. Poi Violante ha fatto marcia indietro, di fronte alla reazione del popolo degli elettori del Pd, ma il tentativo resta. L’oligarchia è quella. Un discorso sul posto di Berlusconi nella storia d’Italia non può limitarsi però a questo. Una delle cose più sorprendenti sul berlusconismo è la grande quantità di persone che hanno abboccato all’amo dei soldi e del potere televisivo di Berlusconi. Noi non abbiamo mai nutrito dubbi, fin dal 1994, sulla natura antidemocratica del berlusconismo, ma siamo oggi chiamati a riflettere sul carattere di molti italiani. Diceva Montanelli che gli italiani sono contemporanei, nel senso che non hanno antenati e non hanno eredi. Non hanno memoria. Nella misura dell’80 per cento si informano delle cose politiche soltanto attraverso la televisione. Non leggono né libri né giornali. Possiamo aspettare il giorno in cui gli eredi delle masse che, ottant’anni fa, hanno riempito Piazza Venezia osannanti, sappiano domani infrangere gli idoli che hanno adorato? *Libero docente all'Università di Roma


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ECONOMIA

Ducati, altra musica da quando sono entrati i tedeschi. Creatività italica e organizzazione teutonica

SPORT E NON SOLO

continua dalla prima

la “casa” di un gruppo con la passione per le moto, a Misano per la MotoGp. Davanti al mezzo, lato strada, una lunga serie di tavoli, a sedere uomini di tutte le età intenti a fare colazione. Di fianco, sul fuocone, uova ad occhio di bue e pancetta emanavano profumi raccontabili e da assaggiare. Beati loro. Questa è soltanto una, delle tante storie che si potevano leggere ed ascoltare circumnavigando l'autodromo: un caravanserraglio di gente allegra e felice per il Gran Premio San Marino e Riviera di Rimini in cartellone dal 13 al 15 settembre. Bagarini e tagliandi Emanavano simpatia anche i bagarini in azione. Accento di altre latitudini, collegati tra loro dai telefonini (la forza della modernità) facevano avanti e indietro, il sabato della pregara, con dei cartelli che recavano: “Compro biglietti”. Chis-

MotoGp, quando lo spettacolo vero è anche fuori Palchisti

sà che storie e quali piacevoli e tortuosi percorsi i tagliandi finiti nella loro rete. Molti sono gli omaggi ad appannaggio della politica. Di certo sono transitati dalle segreterie dei sindaci della costa della provincia di Rimini. Sono finiti, in rappresentanza, ad amici, ad enti, a dirigenti e via con il walzer dei “fortunati”. E poi qualche beneficiario finale ha ben pensato di ricavare qualche soldino supplementare. Un ragazzo, grazie alle conoscenze, lo scorso anno, ne ramazzò ben 8; li regalò tutti facendo felici un manipolo di amici. Ci poteva ricavare almeno 400 euro. Come si legge nelle Bibbia, la generosità ritorna sem-

pre con cospicui ed inaspettati interessi. Chissà quali biografie dietro ai signori dei bagarini. Si è cercato di “rubarne” una, ma troppo accorti ed abbottonati per fornire una lama di umanità. Gadget Invece, un giovane bolognese di confidenze europee ne ha fornite ad iosa; roba da manuale. Carnagione olivastra, modi affabili e diretti, gira l'Europa per moto-mondiale e Formula1. Vende abbigliamento con numeri e colori dei campioni. In Italia, raccontava, che ogni 10 capi venduti, 6-7 sono col 46 di Valentino Rossi; 3-4 invece appartengono a Marc Marquez. Quasi inesistenti Lorenzo e Pedrosa. Si vendono ancora benino Mike Doohan e Kevin Schwanz. All'estero, invece, Spagna compresa, Valentino è sempre il più gettonato; su 10 capi, 5-


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ECONOMIA BIANCHERIA - TENDAGGI ARREDAMENTO ALBERGHIERO Morciano - Piazza Boccioni - tel. 0541.988279 fax 0541.857511 www.mofa.it - tessutimofa@libero.it

Ottobre 2013

Un mondo fuori: dai bagarini ai venditori di gadget Quegli appassionati che tirano su le impalcature

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Soprattutto: un caravanserraglio di gente allegra e felice per il Gran Premio San Marino e Riviera di Rimini in cartellone dal 13 al 15 settembre. Che spettacolo

Curva Ducati, tutta venduta (sold out)

6 sono i suoi. Sulla sponda Formula1 va Alonso, va la Red Bull, va Raikonnen. Nulla per Massa. La spiegazione del commerciante, da giovane buon pilota di motocross: “Gli appassionati si vogliono emozionare. Acquistano gadget che sono delle emozioni”. Emozioni che trovano nei nomi di cui sopra. Ducati Ad essere fortunati, la biciclettata a passo d'uomo fuori dalle mura del Marco Simoncelli, potrebbe essere anche lo spunto per tentare di scrivere la Fenomenologia del

fare impresa italiana e tedesca. Lo spunto è dato dall'hospitality esterno della Ducati. Qui l'azienda bolognese accoglie i fans biancorossi con uno stand dove si possono parcheggiare le moto (che emozione vederne arrivare una dalla lontana Polonia con sopra una bella coppia di giovani) e ci si può rifocillare con acqua e espresso. Per l'inciso, tali attenzioni i ducatisti le trovano sui circuiti di tutta la MotoGp (per Misano la loro tribuna era stata esaurita con largo anticipo). Chi scrive, si ferma a scambiare quattro chiacchiere con un ragazzo dell'organizzazione. Si scopre che è lì per passione; mentre nella quotidianità è uno dei 100 tecnici dell'ufficio studi e ricerca della Ducati. I suoi 1.100 dipendenti lo scorso anno hanno fatto

Aziende informano

Gelso sfregiato e “salotto” pensile con barbecue

44mila moto; meno del 5 per cento vendute in Italia. Insomma, c'è da essere orgogliosi e fieri. La domanda è d'obbligo: “Com'è la proprietà tedesca [Audi, ndr] rispetto all'italiana?”. “I tedeschi sono degli organizzatori straordinari che ti permettono di dare il meglio di te”. “Ma che cosa significa, in concreto?”. “Significa che prima se contraddicevi il capo, rischiavi l'emarginazione. Mentre con i tedeschi si discute sempre tutti insieme e si sceglie la soluzione migliore, andando anche contro il capo”. Ora, a scomodare l'economia riminese Stefano Zamagni, si potrebbe capire come mai in Italia non ci sia la grande industria... Parcheggio Altro spettacolo che dentro le alte mura del circuito si so-

gnano è l'imprenditorialità del fine settimana legata al parcheggio di moto e auto. E' un piacevole modo di mettere in cascina qualche centinaia di euro. Trovi, a fare avanti e indietro, con il “cliente” ingegneri, artigiani, imprenditori, studenti, donne, ragazzi. Persone che ritornano ragazzini. Alcuni anni fa, il mattino presto, per puro divertimento, a vendere la Gazzetta dello sport anche una tra le persone più benestanti del Riminese. Legato a questo piccolo business anche qualche tristezza. La più triste alcuni anni fa. Due giovani amici facevano parcheggio “abusivo”, venne scomodata la Finanza. Va dai giovani. Le Fiamme gialle capiscono e si allontanano. Altra telefonata. “Costretti” a ritornare, sembra che abbiano ap-

plicato la rigidità della legge. Un po' come Antigone e Tebe. Come rovinare una domenica di sorrisi ed allegria. I palconisti Poi, ci sono i palconisti. Tirano su e smontano le impalcature il giorno della gara nell'arco di poche ore. Dal loro speciale castello sulle mura si godono lo spettacolo. Gratis, ovvio. Poiché anche loro sono uno spettacolo (materiale buono per l'artista olandese Escher) dovrebbero essere pagati dagli organizzatori. Da anni, in corrispondenza del Tramonto (la mitica curva dopo la Quercia) si posiziona un camper. Il tettuccio è un piccolo salotto. Al centro, in uno scatolone di cartone per creare l'ombra necessaria anche un televisorino. Il gruppo di amici con figli, munito di barbecue da campeggio, hanno grigliato salsicce e piadina. Nei box-frigo vino, bibite e acqua. Dalla loro postazione si era in prima fila in quel Tramonto colorato di vita. Gelsi Attorno all'autodromo anche un piccolo grande neo. Lungo la mura, versante monte, ci sono alcuni monumentali gelsi centenari. E' passato un pesante automezzo e li ha sfregiati: metà con i rami e metà con le ferite. Quando l'uomo perde la sua creatività...

- Il cuore. Il design. I nuovi materiali. E' il pianeta Orizzonte, complementi di arredo. Due show room: San Giovanni in Marignano (casello dell'autostrada) e Coriano (Cerasolo). Lo scorso 26 settembre a San Giovanni sono state presentate alcune delle eccellenze del catalogo: le rubinetterie tedesche Hansa (progettate da Franco Sacco,

Cuore, design e nuovi materiali

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SAN GIOVANNI Via al Mare CERASOLO DI CORIANO Via Ausa 118 Tel.0541.756009

ufficio stile Mercedes), il parquet Gazzotti, i caminetti a carico lungo e fuoco continuo e, in collaborazione con Tecno Superfici, le nuove linee di bio-malte e resine. “Stupire”, il titolo dell'evento. Le resine rappresentano la nuova frontiera dei pavimenti e delle superfici. Duttili, belle, eterne, il segreto è l'applicazione. Siamo al vostro servizio: col cuore, col design, col futuro.


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ECONOMIA

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Convegno ‘esaurito’ in una settimana. E' il segnale che chi fa impresa ha voglia di ‘apprendere’

- Mentre la febbre economica del paziente Italia scende da 40 a 39, e a Roma affermano che sta passando la notte della recessione e non spostano una sedia (quanto a levarsi qualche privilegio degno del Medio Evo lorsignori non ci pensano minimamente), gli imprenditori della provincia di Rimini credono al loro futuro e si rimboccano le maniche. Un esempio concreto è un meeting su “come far andare bene un'azienda” organizzato dalla

Pietro Bazzoni Sala piena

ECONOMIA

Moca, dalla Compagnia delle Opere, dall'Aida, dall'Officina italiana innovazione. C'erano a disposizione 90 posti: “esauriti” in una settimana. Ottimo segnale. A chi telefonava per la prenotazione e veniva risposto che tutto era “Sold out” (anche se gratuito), si replicava: “Posso stare anche in piedi, non preoccupatevi”. Hanno aderito al corso molteplici categorie economiche: dalla manifattura ai servizi, dai liberi professionisti agli albergatori, fino ai commerciali, dagli studi tecnici al catering, dal manifatturiero alle agenzie viaggio, piccoli e grandi.

- Due uomini sul palco. Due amici. Due diverse facce dell’impegno civile. Roberto Mercadini, autore e attore nel teatro di narrazione, oltre che poeta e Davide Fabbri, ecologista, autore del libro d’indagine “il Potere del Cemento”. Questo è il titolo di questa sorta di spettacolo-conferenza in programma il 18 ottobre (inizia alle 20,45 – l’ingresso è libero) al teatro Tiberio in via San Giuliano 16 di Rimini. Non una scelta casuale quella del teatro del Borgo riminese ma proprio perché vicinissimo al fiume Marecchia nella sua ultima tratta prima del mare. Da una parte (Davide Fabbri) competenze, dati inoppugnabili alla mano, anni di battaglie condotte coraggiosamente a rischio

Crisi, lo spirito è non mollare L'evento si è tenuto lo scorso 26 settembre al Riviera Golf di San Giovanni in Marignano. Titolo: “L'impresa vincente, metodi ed esperienze per farlo”. A tenerlo un fuoriclasse della comunicazione Pietro Bazzoni. Dice: “Le due ore insieme vanno alla riscoperta dei nostri ‘talenti’, perché, per dirla con William Shakespeare ‘...noi sappiamo cosa siamo,

Tenutosi al Golf Club di San Giovanni lo scorso 26 settembre. In “cattedra” Pietro Bazzoni. Titolo: “L'impresa vincente, metodi ed esperienze”

ma non cosa potremmo essere’. E’ un opportunità, dedicata a tutti quelli che vogliono fare della loro vita un'Impresa”. Con la semplicità e la bravura di un attore, Bazzoni ha cercato di scuotere e motivare gli i presenti con una serie di immagini che aiutavano a capire; vanno mossi i pezzi della scacchiera della propria impresa sia a livello umano, sia nei

prodotti, sia nella parte commerciale. Un esempio? Chi fa impresa deve partire dal proprio punto di forza; da quello che gli riesce con più facilità: “L'eccellenza non è un fatto fortuito, ma dietro c'è la persona che ha voglia di migliorare. L'imprenditore esiste perché esistono i problemi. Quello bravo cerca di affrontarli e risolverli con un progetto e per tentativi”. In

“Il potere del cemento” Spettacolo di impegno civile in scena il 18 ottobre al teatro Tiberio di Rimini

di querele e intimidazioni. Dall’altra (Roberto Mercadini) una comicità stralunata e spiazzante, immagini surreali eppure, in un certo senso, fin troppo realistiche, con l’intento di aprire squarci, anche dolorosi, di coscienza tramite l’ironia che apre al paradosso di una comicità amara. Nel nome del libro e dello spettacolo, è esplicito il ri-

ferimento all’intricato sistema di potere, basato su una gestione del territorio dettata da spinte speculative. Il libro e la sua trasposizione teatrale nascono dal bisogno di raccontare quanto sia diventata invasiva e distruttiva la commistione d’interessi che piega l’interesse pubblico a quello privato. Il “Potere del Cemento” costituisce dunque un partito

trasversale intento a consolidare e fabbricare con disinvoltura il proprio consenso elettorale, fondandosi sulla concessione illimitata di permessi di edificare. In Italia si è costruito troppo e male mettendo in atto una evidente dispersione territoriale delle abitazioni e degli insediamenti produttivi. E questo processo fatto

di cementificazione e consumo di suolo non accenna a ridurre la propria voracità. “Il Potere del Cemento” costituisce una delle azioni del progetto “I ragazzi del Fiume”, un’iniziativa realizzata da un numerose associazioni di volontariato del territorio, volta a facilitare la conoscenza da parte delle giovani generazioni delle tematiche ambientali. Gli obiettivi dell’iniziativa cercano: l’aumento da parte

volontarimini@volontarimini.it

sintesi, le due ore: la realtà si affronta con coraggio, umiltà e insieme agli altri. Si vince solo in comunità, chi pensa di potercela fare da solo è perdente”. Bazzoni ha chiuso citando lo scrittore russo Tolstoj: “In una battaglia vince colui che ha fermamente deciso di vincere. Non è importante il posto che occupiamo, ma la direzione in cui stiamo andando”.

degli abitanti, della considerazione del patrimonio ambientale e della necessità della sua tutela; la promozione di incontri tra i volontari e la popolazione; di sensibilizzare i giovani al rispetto della natura e dell’ambiente; di promuovere la qualità della vita di tutti ribadendo l’importanza di ecosistemi in equilibrio; di sviluppare la cultura della necessità del consumo equilibrato e sostenibile dei beni e del territorio; di favorire la conoscenza delle opportunità, anche economiche, legate alla tutela valorizzazione eco-compatibile del territorio, tramite la realizzazione e la gestione di un’area fluviale protetta unendo in un organico progetto le varie aree già sotto tutela esistenti nella Valle del Marecchia.


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Ottobre 2013

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Kermesse all'interno della settimana della MotoGp. Al via tutti i campioni

ALLEGRO MA NON TROPPO

Spigolature

RICCIONE

degli Scrondi

CANI, TOPI, POLLI, AUSTERITY & c.

‘Una spurtleda per Marco Simoncelli’ RICCIONE MOTOGP

Cina - Leggiamo: "Morde la crisi, boom di cani abbandonati". La loro fortuna è quella di non abitare in Cina... Bambini - Leggiamo: "La crisi morde, i posti ai nidi restano vuoti". Mamme, non mordete i vostri bambini... Serrande - Leggiamo: "La crisi continua ad abbassare le serrande". Dopo quelle antifurto ci vorrebbero le serrande anti-crisi...

Topi (1) - Leggiamo: "Allarme in viale Ceccarini: anche i topi ‘fanno shopping’ in salotto". Sono quelli della specie ‘topo vip’...

Topi (2) - Leggiamo: "Pironi: ‘Contro i topi tocca anche alle Ferrovie. Escono dalla massicciata, è necessario mantenere il decoro". Questi sono della specie ‘topo pendolare’... Il pollo - Leggiamo: "Spenna il ‘pollo’, arrestata 18enne. Avvenente tunisina fa innamorare 50enne e poi lo ricatta". Ma cosa credeva di fare il 50enne con la 18enne? Ruby insegna... Austerity - Leggiamo: "Il Comune vara l'austerity. Luci spente nelle strade, ciclabili e parchi. Da ottobre a maggio". Per le pile in quale ufficio ci si deve rivolgere?...

Tassa di soggiorno - Leggiamo: "Tassa di soggiorno, le casse piangono: mancano 600mila euro. Partono i controlli". Cominciamo a fare i furbetti?...

- Alla “Spurtlèda per Marco Simoncelli” una marea di appassionati era già assiepata sul kartodromo per la quinta edizione; il ricavato è andato alla fondazione intitolata al campione corianese. A scaldare la pista ci ha pensato Graziano Rossi, il babbo di Valentino al volante di una Bmw ha bruciato treni di gomme con derapate e testacoda mozzafiato. Tutti i campioni annunciati sono arrivati sul tracciato, mentre Guido Meda, Paolone Beltramo e Mauro Sanchini, mattatori della serata, hanno scaldato il pubblico. Il più coraggioso di tutti è stato Meda che è voluto salire su un kart biposto guidato da Mattia Pasini. Dopo i giri di prova, è scattata la gara vera e propria che ha visto scendere in pista campione del calibro di

Marciapiedi - Leggiamo: "Marciapiedi disastrati,

recuperati470mila euro". Evasione: un pozzo senza fine...

Bancomat - Leggiamo: "In manette ‘svuotatore’ di bancomat". Come pena andrebbe ridotto a tessera bancomat... Massaggi - Leggiamo: "Blitz a luci rosse. Sequestrato centro massaggi cinese". I massaggi erano completi...

Sei - Leggiamo: "Case popolari, escluse 278 famiglie su 284 domande". Insomma, i fortunti sono stati solo in sei...

M5S - Leggiamo: "Riccione verso le elezioni. I grillini correranno da soli". La politica non è fatta per solitari... Pdl addio - Leggiamo: "Andrea Usai dice addio al Pdl e passa al Gruppo misto". Sarà una fana? Silvio, addio!... Pd - Leggiamo: "Il segretario del Pd sospende il giudizio su Pironi: ‘Importante lo sprint finale’. Il sindaco tenta di fare il bis". Un sindaco tenuto sulle spine...

ti hanno dimostrato un agonismo sfrenato e non sono mancare le “sportellate” e i sorpassi carogna. Alla fine, ad aggiudicarsi la vittoria è stato Ricky Carduss seguito da Simone Corsi mentre, al terzo posto, il padro-

ne di casa Mattia Pasini che, fino all’ultima curva, ha ingaggiato un’agguerrita battaglia con Valentino Rossi che ha poi concluso la serata deliziando il pubblico con una serie di drift al volante di una Bmw.

LIBRI

donna si rompe la faccia". Comune: lo sai che chi rompe paga?...

Evasione fiscale - Leggiamo: "Evasione fiscale,

Valentino Rossi, Andrea Dovizioso, Andrea Iannone, Stephan Bradl, Simone Corsi, Bradley Smith, Randy De Puniet, Alexis Espargarò, Niccolò Antonelli, Lorenzo Baldassarri. Come nelle migliori delle gare, tutti i pilo-

- Si intitola “La mia Riccione”, ma racconta la storia della città attraverso istantanee che aiutano a riflettere. A capire da dove veniamo, il sottotitolo: “100 anni di cartoline”. Il libro-album nasce dalla passione di Raffaele (Tino) Maestri, per tutti il tipografo della città e non solo. Pubblicato a cura della Banca Popolare Valconca, viene presentato ai riccionesi l'11 ottobre al Palazzo del Turismo, alle 17,30. A parlarne, oltre all'autore, Massimo Pironi, sindaco di Ric-

Riccione, nelle cartoline di Tino Maestri 100 anni di storia

cione; Luigi Sartoni, direttore generale della Banca Popolare Valconca. Raffaele (Tino) Maestri, come numerosi riccionesi, ha collezionato cartoline ed immagini della propria città. Soprattutto, le ha fatto ammirare anno dopo anno attraverso i calendari della sua tipografia. Pubblicazioni che in tanti hanno prima cercato e poi conservato. Ora, questo “tesoro” personale, grazie alla sensibilità della Bpv, viene donato alla comunità. Naturalmente, per aiutarla a crescere.


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Ottobre 2013

Il cantante raccontato in un libro da Fosco Rocchetta. Presentazione il 9 novembre, ore 17,30

CULTURA

Biblioteca bel programma - Biblioteca Comunale “Osvaldo Berni” di Riccione. Denso il programma per ottobre-novembre. Adulti, ragazzi e neonati: il pubblico delle letture ad alta voce. Dal 1 ottobre la biblioteca regalerà a tutti i neonati (0-12 mesi) il libro cartonato “Guarda che faccia” (tradotto in 6 lingue). A distribuire il libro saranno i Pediatri di famiglia alla visita dei sei mesi. Il libro è un regalo della Biblioteca comunale di Riccione in collaborazione con la ditta produttrice di Pannolini Pillo (Pero, Milano). Corso di Formazione per Lettori Volontari (5 incontri organizzati dalla biblioteca di Riccione con quella di Coriano e i Servizi alla persona del Comune di Riccione) per il progetto “Nati per leggere”. Progetto di promozione della lettura ai bambini dai 6 mesi ai 6 anni promosso a livello nazionale dalle associazioni professionali di bibliote-

RICCIONE

Pasquale D'Alessio, direttore della biblioteca

cari e pediatri. L’obbiettivo finale è quello di creare una vera e propria rete di promozione della lettura che permetta di sensibilizzare un numero quanto più elevato di famiglie. Gli incontri (17-19.30): 18 ottobre (biblioteca di Riccione) “Introduzione al progetto NPL e al ruolo del lettore volontario” con Pasquale D’Alessio, Paolo Zaghini, Anna Zannoni; 25 ottobre “Il valore pedagogico della lettura. L’importanza del linguaggio del corpo” con Emanuela Celli, Pasquale D’Alessio; 8 novembre (biblioteca “G. A. Battarra” Coriano) “La voce e lo sguardo” con Alessia Canducci.

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- Un libro riccionese per il bicentenario della nascita di Verdi e Wagner. Titolo: “Riccione il mio ritrovo estivo preferito”. Racconta la vita del divino tenore Giuseppe Borgatti nella Riccione della Belle Epoque. Ne è autore Fosco Rocchetta. Viene presentato sabato 9 novembre alle ore 17,30, al Palaterme di Riccio-

Giuseppe Borgatti

matore” del lido riccionese, spesso cantò in concerti di beneficenza presso alberghi e villini per aiutare persone bisognose, memore della povertà e delle ristrettezze che ne avevano caratterizzato l’infanzia. Tante volte si esibì con noti musicisti, fra cui Leoncavallo e Mascagni, che avevano anche loro scelto Riccione per

CULTURA

Borgatti, un grande tenore in vacanza a Riccione ne viale Torino, 4-16. Nel 2013 si celebra ovunque il bicentenario della nascita di Verdi e Wagner, due geni della musica ottocentesca. Un’occasione straordinaria per restituire alla memoria la figura d’un tenore che, tra la fine

dell ‘800 ed i primi decenni del ‘900, è stato un famoso interprete delle opere d’entrambi i compositori: Giuseppe Borgatti (1871-1950) che, nel corso della sua, ahimè, troppo breve carriera, a causa di un glaucoma che lo porterà alla cecità, manifestò sentimenti d’affetto e predilezione verso Riccione. Dagli ultimi anni dell’800, il nascente centro balneare di-

venne infatti il luogo ove il cantante trascorreva le vacanze estive con la famiglia, ed in cui preparò parti da protagonista di opere di Verdi, e soprattutto di Wagner, del cui repertorio, fu ritenuto, agli inizi del ‘900, il principale esecutore a livello mondiale. Ricordi dell’artista centese, e scritti in gran parte inediti, rivelano che Borgatti, d’animo nobile e generoso, vero “ani-

passarvi periodi di riposo, ed almeno sino al 1914, anno in cui i fatti di Sarajevo, ed il conseguente scoppio della prima guerra mondiale, posero fine a quell’età “gaia” e “spensierata” che fu la Belle Epoque. Alla presentazione del volume intervengono oltre all'autore, Giuliano Riccardo Piccioni, presidente di Riccione Terme. Inoltre, ci saranno brani celebri del grande tenore.

Teatro, Riccione a “scena aperta”

Photo Andrea Bianchi

- Il rinnovato teatro e la stagione verranno presentati alla città domenica 20 ottobre (ore 16.30), con l’evento Teatro in Festa. Un pomeriggio di musica e spettacolo per ogni età che vedrà sul palco monologhi e sketche con incursioni sceniche di Compagnia Fratelli di Taglia, Massimo Modula e Città Teatro, le performance del mezzosoprano Daniela Bertozzi e della pluripremiata Myo (Mondaino Young Orchestra, la più giovane jazz band d’Europa), e gli interventi di comune di Riccione e Istituzione Riccione per la Cultura. Omaggi e anticipazioni di ciò che i prossimi mesi riserveranno al pubblico del Teatro del Mare. Al termine assaggi e degustazioni biologiche a Km Zero, curate da La Serra Sicomoro. Ingresso libero. Parte il 9 novembre fino al 31 maggio la Stagione del Teatro del Mare, con la direzione artistica della Compagnia Fratelli di Taglia. Il programma è ricco e variegato. Prosa e comico. “Riccione Inn Jazz Club” (buona musica ed enogastronomia di qualità). Concerti (gospel, canzone d’autore, rock e musica popolare). Teatro tra musica e letteratura (incontri della domenica pomeriggio a ingresso libero). Teatro e memoria (per la Giornata della Memoria, ingresso libero). Vacanze a teatro e altri sguardi (Natale e primavera, curati da Città Teatro). “Il territorio” (esperienze artistiche maturate sul territorio).

“Favole dAmare” (domeniche pomeriggio per le famiglie). Danza e musical. “In dialèt l’é mej” (teatro in vernacolo delle compagnie amatoriali in collaborazione con la Famija Arciunesa). Diversamente Theatro (punti di vista artistici sulla disabilità e l’integrazione). Scuola e Teatro (come ogni anno, percorsi

dedicati alle scuole del territorio, dalle Materne alle Superiori). Il primo appuntamento (prosa) è il 9 novembre (ore 21.15): la compagnia di San Patrignano in “Amleto è passato da qui”. Il 10 novembre appuntamento con “Fiabe dAmare” (ore 16), “I tre porcellini”.


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RICCIONE

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- Lo chiamavano “Viola” (dal dialetto, sentiero angusto stretto e polveroso), è Viale Ceccarini. I riccionesi lo intitolano all’americana Maria Boorman Ceccarini, moglie del dottore Giovanni Ceccarini. La donna è stata una dei grandi benefattori della storia della provincia di Rimini. Alla fine dell’800 Riccione ha un’economia arretrata e il turismo è ai primordi, i coniugi Ceccarini hanno cordiali rapporti con la popolazione e ne sono testimonianza gesti concreti di solidarietà. Acquistano un’aura di sacralità; i riccionesi fanno a gara per trainare a forza di braccia il loro calesse; un misero vecchio dice della benefattrice: “Bisognerebbe farle un paio d’ali perché potesse venire dal paradiso alla terra tutte le volte che i poveri hanno bisogno”. Maria Boorman Wheeler viene da una tradizione filantropica diffusa negli Stai Uniti, come si conveniva a quelle classi agiate. E' una delle poche tra i benestanti e avrà ancor meno continuatori. Giovanni Ceccarini fin da giovane durante gli studi di medicina è elogiato dai superiori per la sua generosa carità, l’ingegno e la disposizione ad apprendere. Combatte a fianco di Garibaldi e per questo viene esiliato. Va negli Stati Uniti, dove fonda una clinica oculistica; è nominato commissario di Sanità di New York e

- Festa dello sport, domenica 22 settembre esibizione presso il parco dell’acquario di Cattolica. Il cattolichino Alessandro De La Rua convocato in Nazionale per partecipare dal 25 al 28 settembre a Vila Nova de Gaia, comune portoghese situato nel distretto di Oporto, per il 19° Campionato Europeo Juniores di Taekwondo. Campionati europei junior taekwondo in Portogallo dal 25 al 28 settembre, l’Italia con 4 ori e 3 bronzi conquista il primo posto. La misanese Ginevra Graf trasferitasi a Bologna da circa 1 mese nei -46 kg ha conquistato la medaglia di bronzo vincendo gli ottavi contro la Spagna 2 a 0, i quarti contro Arzebaijan per 9 a 1 e perdendo per 10 a 0 la semifinale contro la Francia. Mentre l’altro atleta nostrano convocato in nazionale

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Creato l'ospedale, la scuola materna. Sostiene l'opera di mutuo soccorso, la biblioteca circolante

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Grandi benefattori. Maria Boorman Ceccarini Si occupa dell’illuminazione pubblica del paese, anticipa i fondi per il porto, realizza la strada di accesso all’approdo, distribuisce per anni 300 minestre giornaliere per lenire la miseria. Le sue ragioni: “ Ho di che mi avanza, sono in dovere di darlo ai poveri” Maria Ceccarini (1840 - 1903)

IL PERSONAGGIO

viene posto ai vertici della comunità italiana della città, conosce Maria e si sposano in Hyde Park. Dopo la morte del marito (1888, a 65 anni), la donna continua con le opere di bene: sostiene finanziariamente la Società Operaia di Mutuo Soccorso, la Biblioteca Popolare Circolante, inaugura l’asilo infantile Giardino d’Infanzia, costruisce l’ospedale (dedicato a Giovanni), per accogliere gratuitamente i poveri. E ancora: si occupa dell’illuminazione pubblica del paese, anticipa i

fondi per il porto, realizza la strada di accesso all’approdo, distribuisce per anni 300 minestre al giorno per lenire la fame. Le sue ragioni: “ Ho di che mi avanza, sono in dovere di darlo ai poveri”. La signora Ceccarini è profondamente religiosa, protestante. Viene ricordata con la Bibbia in mano, ma mantiene un indirizzo laico in tutte le istituzioni da lei fondate, con assicurato sevizio religioso per chi lo richiedesse. E' un donna che viaggia, che non rifiuta gli eventi mondani, ma è riservata

e l’eccessiva riconoscenza la mette a disagio. Le piace una vita tranquilla, dipinge, ricama, ascolta musica e ama la lettura e si crea la sua biblioteca personale; nonostante sia una donna di “potere” non è presuntuosa, ma collaborativa: sa valorizzare il lavoro dei tecnici e dei professionisti; adora i bambini che riescono sempre a commuoverla. Adotta un'orfanella, Emilia Tonsini, che sarà sua erede universale e continuatrice delle iniziative di solidarietà. L’americana non si sente

sradicata, coglie le peculiarità del nuovo ambiente, mentre mantiene i legami con le origini: attraverserà l’Oceano 19 volte per far visita alla propria famiglia. Gira il mondo in lungo e in largo, attraverso impegnative trasferte e improbe fatiche: dall’Europa fino a Capo Nord. Quando si ferma è una calamita per gli altri; nel suo “Friend’s Book” (Libro degli Ospiti), colleziona pensieri e citazioni degli amici (tante le grandi personalità che soggiornano nella Villa Ceccarini dal-

COMITATO PROVINCIALE FEDERAZIONE ITALIANA TAEKWONDO Alessandro De La Rua -59 kg, tesserato presso il taekwondo Olimpic Cattolica, ha perso ai turni preliminari contro il rappresentante dell’Arzeibaijan per 5 a 4, peccato perché a 10 secondi dalla fine dell’incontro era in vantaggio per 4 a 2. Per info sui corsi www.tkdteam.com Davide Berti 5° dan maestro federale e presidente comitato Emilia Romagna federazione italiana taekwondo cell. 329/ 2286086 istruttore federale e delegato provinciale al Coni; Luigi Livi 4° dan cell 328/ 9540393 e Luciano Martelli all.fed. 3° dan federale cell. 3282848825; Mauro Merli all. fed. 2° dan 3358088916; Charles Cromwell 2° dan all. fed. e nazionale ghanese.

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mer h 20; bambini (4-7 anni) mar gio dalle h 16:15 alle 17:05 e dalle h 17 alle 18; (8-12 anni)

sab dalle15 alle 18. Cattolica 2 - Via Comandini (scuola Repubbli-

le affinità elettive con la padrona di casa). Adelaide Ristori, una delle più grandi attrici di teatro dell’800, fu sua ospite, così come Robert Browning, uno dei più importanti poeti e drammaturghi della letteratura vittoriana. Chissà cosa direbbe la Ceccarini, donna dalle ampie vedute, che la sua “Villa Torre Rossa” è oggi la discoteca Peter Pan.. L'abitazione fu rasa al suolo dalle truppe canadesi, che attaccarono quelle tedesche asserragliate a Scacciano nel 1944. Vennero dispersi i preziosi arredi e il parco con secolari pini bruciato. Johannes Huber, medico viennese, acquistò il podere, ricostruì la villa e la trasformò nel “Night Club Villa Alta”: divenne il più famoso locale della Riviera Adriatica. Maria muore nel 1903; non aveva che 63 anni. Questa il ricordo del giornale cattolico “l’Ausa”: “Voglia Dio aver donato la luce della verità alla signora”. La “risposta” del settimanale repubblicano “la Riscossa”: “Quanti di voi ha fatto la millesima parte di quel che fece la protestante Maria Ceccarini?”. f. c.

ca) mer ven dalle 17:15 alle 18:15 (4-7anni) e dalle 18:15 alle 19:30 (8-12 anni). Taekwondo Riccione NUOVA SEDE segreteria cell. 3485687184 sopra palestra BEVERLY HILLS Via Cella Raibano, 43, zona industriale Riccione, mar-gio dalle 17:30 alle 18:30 (4-7 anni) dalle 18:30 alle 19:30 (8-12anni) e sabato dalle 16:30 bambini e dalle 17:30 adulti taekwondo music con Elisabetta (intensa attività aerobica a tempo di musica con tecniche di taekwondo) mar e gio dalle 13:15 alle 14, inoltre lezioni individuali, circuito funzionale di preparazione fisica cross fit. Taekwondo Morciano (cell. 338.5948124), BM Taekwondo Rimini e Santarcangelo (cell. 336.335641), Yonghon Villa Verucchio (cell. 347.6806030),


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RICCIONE

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Approvata la salvaguardia lo scorso 19 settembre. In cassa liquidità per7 milioni di euro Debiti

Riccione,bilancio da 87 milioni di euro

79,4 Il Comune di Riccione ha debiti per 79,4 milioni (sono compresi anche i passivi del PalaRiccione)

Riccione Palas

- Il consiglio comunale ha approvato la salvaguardia degli equilibri di bilancio lo scorso 19 settembre; le previsioni erano state votate lo scorso 11 aprile. Per dare il senso di cos'è Riccione, e forse perché Riccione è Riccione, è sufficiente fare un confronto con la vicina Misano. Riccione ha tre volte gli abitanti di Misano ed un bilancio quattro volte più grande; esaltato da un territorio molto più piccolo. Altro dato, che fa di Riccione Riccione, è senza dubbio l'imposta di soggiorno. Sono stati messo a bilancio 2,6 milioni di euro (finora incamerati 1,8 milioni). Con tale cifra a bilancio tutti gli anni si può cambiare il volto della città; mentre altrove si continua a tergiversare, come

FOCUS

Misano e Cattolica, ad esempio. Il dato interessante alla voce imposta di soggiorno è che, almeno così si presuppone, c'è qualche evasore. Per scovarli, il Comune incrocerà alcuni dati. Si vedrà. Intanto, quest'anno, recuperati 470mila euro di evasione fiscale. Quelli riccionesi sono numeri buoni, ma per via del patto di stabilità resta tutto nel cassetto, anche la possibilità di effettuare investimenti. Il sindaco Pironi: “Purtroppo possiamo spendere quanto ci è consentito dal patto di stabilità. Così abbiamo stilato le prio-

rità e ci stiamo concentrando sulle cose essenziali: le scuole, il decoro, gli asfalti, i marciapiedi, il ripascimento. Anche la minoranza ha riconosciuto il fatto che stiamo lavorando con meticolosità. Ad alcune loro critiche generiche, rispondo e sottolineo che abbiamo abbattuto il nostro debito”. Entrate Il bilancio complessivo del Comune di Riccione è di 87 milioni; 51 milioni sono dovuti ai tributi, 7 milioni da trasferimenti, tre da enti e stato. Uscite La voce più importante di spesa è il personale; i 430 dipendenti assorbono 17 milioni, un milione in meno rispetto ad un anno fa. Rispetto al 2010, il

Dall'imposta di soggiorno oltre 2 milioni di euro.Il sindaco Pironi: “Purtroppo possiamo spendere quanto ci è consentito dal patto di stabilità. Così abbiamo stilato le priorità e ci stiamo concventrando sulle cose essenziali: le scuole, il decoro, gli sfalati, i marciapiedi, il ripascimento Comune ha dimezzato il numero dei dirigenti, passati da 16 a 8. La voce investimenti per opere pubbliche è di 9 milioni di euro. Invece, la voce mutui si porta via con sé 7,35 milioni di

euro. I debiti complessivi (Riccione Palas compreso) sono di 79,4 milioni di euro. A scorrere le entrate il primo dato che indica anche la crisi del sistema sono gli oneri di urbanizzazione. Quest'anno do-

vrebbero essere di circa 1,5 milioni di euro 1,8 a bilancio, finora incassati 1,3 milioni); negli anni d'oro, quello del mattone selvaggio o di un comparto in crescita (ognuno scelga il proprio punto di valore) gli oneri hanno raggiunto anche i 5 milioni di euro l'anno. Una montagna di danaro. Commenta il sindaco Pironi: “Mantenute tutte le previsioni e gli impegni assunti al momento dell’approvazione del bilancio lo scorso 11 aprile. Il nostro è un buon bilancio che ci dà la possibilità di poter effettuare buone manovre. Ad esempio, sappiamo che su asfalti e marciapiedi siamo in sofferenza”.


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MISANO

Luigi è un raffinato scultore. Ebanista, conosce il cuore dei legni come pochi

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Una Croce che irradia felicità. Nove metri quadrati, 300 pezzi incastrati, 400 ore di lavoro, sgorbie, carta vetrata e passione

ALLEGRO MA NON TROPPO

Parole da e ‘Fnil’ (Il vecchio nome di Misano Mare)

I VOTI - Il problema non è andare a prendere i voti degli altri, il tema vero è, che cosa fare con il consenso. LE OPINIONI e il POTERE - Le divergenze d’opinione arricchiscono la conoscenza. Il potere, se fine a se stesso, arricchisce e basta. GLI EVASORI - Portano i loro soldi nei paradisi fiscali... loro conoscono bene la geografia, nonostante la Gelmini. LA MODERNITA' - Dopo ore e ore di stressante lavoro, il Team dei dipendenti del rinomato ristorante misanese, a notte inoltrata siede insieme per uno spuntino prima del meritato riposo. Stranamente nessuno parla e tra una forchettata di spaghetti ed un bicchiere di vino, smanettano sul povero Smartphone, senza neanche guardarsi negli occhi. In quel mentre un anziano signore passa e osserva: “Ma a n’avé un caz da div? Forse è semplicemente un punto di vista dovuto all’età? Il COMPROMESSO STORICO - Berl... diceva che il P.C.I. non avrebbe potuto governare neanche con il 51%. Non aveva torto. Con Berl... non si governa neppure con il 70%. TORCICOLLI - Le correnti nei partiti fanno male. Molto peggio il pensiero unico. PER VINCERE - Ci vuole uno che buca il video? Se devo fidarmi di una copia, tanto vale tenersi l’originale. LA DIGNITA’- Non è sempre nel bagaglio dei valori del potente di turno. Speriamo di poter fermare la giostra della politica indecente. Game over. GIPPONE - Ogni tanto se non spesso, quel megagalattico gippone bianco è parcheggiato sullo spazio per disabili (priva di contrassegno) davanti all'ingresso della materna di Misano Mare. Lo scorso 1 ottobre, è scesa una signora dall'aria normale per accompagnare il figlio in grembiule azzurro. Un esempio, il suo, per il pargolo.

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è il Cristo ligneo di scuola riminese del Trecento nell'abside. Altri pezzi da ammirare: l'Immacolata Concezione (dono di Giuseppe Genga e Angelo Romani), “una stupenda Santa Barbara” (attribuita alla scuola del Guercino, andata anche in una prestigiosa mostra una ventina di fa), due angeli musicanti dello scultore riminese Elio

Criscione, monumentale portone per la chiesa di Misano Mare RELIGIOSITA' E ARTE - Dio si raggiunge attraverso la strada della bellezza. Un'opera di nove metri quadrati, 300 pezzi di legno ad incastro con uno spessore scolpito da 40 a 12 millimetri, circa 400 ore di lavoro e una sapienza millenaria. Sono i numeri del portone della chiesa di Misano Mare al quale sta lavorando l'artista Luigi Criscione. Reca una Croce che irradia luce, pace e cuore aperto. L'effetto è reso da tre legni: il mogano, l'iroko (la Croce) e pino (i raggi). Luigi Criscione ha iniziato a incidere il legno con le preziose sgorbie lo scorso. Il portone dovrebbe essere montato il prossimo ottobre.

- Il primo Campionatino di gokart ha visto la sua conclusione, con una grandissima partecipazione da parte del tanto pubblico accorso alla Pista Riviera Verde di Misano, lo scorso 12 settembre. Gli appassionati hanno potuto assistere oltre alla vittoria di Nicolò Bulega sul kart, anche a delle esibizioni di pit-bike, a delle mirabolanti evoluzioni a bordo di moto, auto e tir grazie agli stuntman di Mirabilandia. In più: l'incredibile scuola di drift di Gianluca Di Fabio che, con i suoi collaboratori, permetteva a dei fortunati di vivere l’esperienza di un giro di pista a turno, tipo taxi. Infine, le fantastiche e rombanti api dell'Ape Proto Evolution. L’esterno del Kartodromo era tutto addobbato a festa; via Ciglio, chiusa al traffico, era occupata dalla Compagnia Pizza e Fichi di

Criscione ha una bella storia da raccontare. Originario di Palermo, ebanista-artista della nobile scuola siciliana, è giunto a Misano per aver sposato la signora Casalboni. Nella sua bottega ha progettato e costruito mobili da lasciare in eredità di padre in figlio. E così nel ciclo infinito della vita. All'artigianato, ha affiancato un'intensa attività scultorea: precisa, avvolgente e senza noia. Il portonescultura misanese non è il primo della sua vita. Da giovane, insieme ad altre 13 persone, collabo-

rò a realizzare i 40 metri quadrati dell'ingresso della chiesa di Caltagirone. A Misano gli sarebbe piaciuto lasciare un'opera pubblica. Eccola, finalmente. Ma ha un altro sogno nel cassettino della mente: un bronzo in qualche angolo del paese. Il monumentale portone è solo l'ultima delle numerose opere d'arte che impreziosiscono la chiesa progettata (consacrata nel 1963, con lavori partiti nel '60) dal compianto Cesarino Berardi. Interno a tre navate di asciutta eleganza, il capolavoro

Morri, un sant'Antonio da Padova in bronzo sempre del Morri (dono di Antonio Giavolucci e Nazzareno Rossi), la Via Crucis dello scultore-ceramista faentino Angelo Biancini (le 14 formelle donate da altrettante famiglie misanesi), “di buona fattura il San Giuseppe, due Madonne col Bambino e una sant'Anna” del pittore pesarese Ciro Pavisa” (regali di Guido Muratori e Giuseppe Genga), un altorilievo in cotto che reca la Deposizione di Umberto Corsucci posizionato dietro l'altare maggiore. Per il Portone, dalla Bpv arrivato un contributo di 5mila eurro. Ne mancano altrettanti.

Kart Misano: motori in festa

Il giornalista Guido Meda dà il via (Foto Marzio Bondi) Misano che insieme ad Angelo Giovanetti hanno animato “Radio Miscela”, che ha accompagnato ed allietato la serata con gag e musica, sempre in tinta con l’evento. Di contorno, anche di altri stand: One design di Andrea Criscione (maestro dell’aerografo), una mostra di Speedway, grazie ad Alessandro Ugolini (in arte “Sgana”), Misano Eventi con le maglie del DediKato

e la 500 del Sic, la gastronomia gestita dal Nuovo Sci Club Misano e il restante spazio rimasto del “paddock” occupato dai gazebo delle api e dai pit-bike. Patrocinato dal Comune di Misano, insieme al consigliere Filippo Valentini e col benestare del sindaco Stefano Giannini, la serata non poteva essere così ben riuscita senza l'apporto di tutti i partecipanti prima citati; anche

grazie a Fabrizio Gamboni e Sandro Tiraferri dell’ufficio Sport ed Eventi del Comune e degli operai comunali. Gli ultimi ringraziamenti sono rivolti, non per meno importanza, ai due fotografi: Marzio Bondi e Luca Gorini e alle tre piste coinvolte: Pista Riviera Verde di Misano, Jeepers Kart di Cattolica e Misanino del Misano World Circuit.


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Idea mutuata da Amsterdam. Dedicare le rotonde misanesi ai marchi motoristici

“I love Misano Adriatico” - A. M. G. è un bel misanese. Creativo, generoso (fa beneficenza e non lo sapere a nessuno, se non agli amici più cari) e forse anche un po' invidiato. Di certo è persona curiosa. E' andato in vacanza ad Amsterdam. Nota che una marea di turisti si fa fotografare davanti ad un gigantesco cartellone che reca la scritta: ‘I Love Amsterdam”. Una marea di turisti si facevano immortalare con l'universale slogan. Gli si accende la lampadina: perché non fare qualcosa di simile anche a Misano? Al ritorno, racconta l'idea a qualcuno, ma resta lettera morta. Alcuni amici si entusiasmano ed eccoci arrivati su questo foglio. Un luogo simbolico e prestigioso potrebbe essere il pal-

GENIUS LOCI

co-concerti di piazza Repubblica. Si potrebbe intervenire sul muro rivestito di porfido. Questo potrebbe essere ricoperto con delle formelle di ceramica artistica e la dicitura di cui sopra. Nella nostra provincia ci sono tanti ceramisti di valore; dove si casca si casca bene insomma. Se il ceramista costa troppo, si potrebbe optare con il classico metodo romagnolo: incaricare un imbianchino ed il capolavoro mediatico è fatto. Sempre questo signore, ha

avuto altre idee per Misano. Le ha proposte ai politici e anche ad alcuni operatori economici, ma, più che bocciate, sono state salutate da un silenzio gelido. Una molto interessante riguardano le rotonde misanese. Sono legate all'autodromo e a ai motori. Perché non dedicare ogni slargo ad un marchio motoristico, tipo quello della Cella? La città avrebbe bisogno di idee a buon mercato, data la penuria di baiocchi, sia nelle tasche pubbliche, sia in quelle private. Solo che le idee chi le dovrebbe raccogliere le lascia cadere: sono a buon mercato.

PASSIONI

Serafino, funghi da primato

“Chiringuiti, realizzarli con le regole” - Un chiarimento rispetto alla nota pubblicata sulla Piazza che ha come argomento i Chiringuiti. Vi allego il comunicato che ho fatto i primi di agosto e che i giornali hanno pubblicato alcuni in parte ed altri in modo completo. Come si legge nel comunicato c'è esattamente la volontà da parte mia di condividere con gli interessati tutti le regole per poter realizzare i Chiringuiti, e questo avverà nei mesi di settembre e ottobre, esattamente a stagione finita. Con il comunicato ho voluto fare anche chiarezza su voci (da parte di due operatori in particolare) che dicevano che L'assessore Guagneli non voleva autorizzare i Chiringuiti. La chiarezza sta nel fatto che se i due operatori hanno

FOCUS

ricevuto assicurazioni (non da me) che per la stagione 2013 potevano aprire i chioschi dovevano andare a chiedere spiegazioni a loro (diciamo lui) e non dire che Guagneli non voleva autorizzarli. Ho parlato e chiarito personalmente con gli operatori la situazione e ho spiegato loro che Guagneli non autorizza nulla in mancanza di regole e che si sarebbe impegnato a costruire le regole necessarie e poi condividerle con tutti prima di approvarle. Credo ci siano modi diversi di amministrare; uno nel rispetto delle regole, un altro nel voler dare risposte ad personam in barba alle regole e in barba del

rispetto di tutti, io sono per il primo (rispetto delle regole). Tanto vi dovevo per chiarezza. Luigi Guagneli, assessore

La risposta Caro Luigi, grazie per l'attenzione e la considerazione alle "provocanti sollecitazioni" conteute nella mini rubrica, sulle pagine Misanesi della Piazza, "Parole da e Fnil". Apprezzo moltissimo le precisazioni che faccio mie. Ritengo, comunque, di poter dire che non sempre le regole e le

norme, risolvono i problemi e i comportamenti privati. A Misano sulla spiaggia storicamente c'erano 27 chioschi bar "CHIRINGUITI". Nel tempo si sono trasformati, TUTTI, in Ristoranti, alcuni dei quali eccellenti e quindi senza diversificare i servizi e l'offerta per le esigenze dei bagnanti . Non sono convinto che siano necessarie ulteriori attività commerciali, semmai, nuove infrastrutture diversificate di intrattenimento e qualificanti per le esistenti e di conseguenza per i turisti. Se le provocazioni servono alla riflessione, sarò il primo a rallegrarmi. Quel ch'è certo, il piano di spiaggia, pensato nel 1978, non è adeguato ai tempi. Buon lavoro e cordiali saluti. Brufa

Serafino Galvani con i monumentali porcini

- La grande passione del titolare del ristorantepizzeria “la Brisa” sono i funghi. Ne è un cultore; ne consoce il nome colto e quello volgare. Serafino Galvani nella prima grande uscita si è portato a casa una coppia di porcini gemelli di oltre un chilo. Li ha trovati nel Parmense, a Borgotaro lo scorso 25 settembre. Nella stagione dei funghi è in uscita in tutt'Italia anche più volte la settimana; la Maremma con 30 visite è il luogo del cuore. Conosce i boschi italiani, da Bolzano in giù come le proprie tasche.

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Nicola Schivardi, portavoce Sel. Iniziati i giochi per le elezioni comunali 2014

Nicola Schivardi, bresciano, ha sposato una misanese

“Programma da verificare durante la legislatura”

L'INTERVISTA Detto questo, poi si può discutere di tutto. Dato che la crisi, come dicono gli esperti, non sarà breve, in cima al programma non ci può non essere il sociale e l'edilizia pubblica. Se partono questi due comparti, riparte tutto. Se così non fosse, non ci spaventa di presentare una nostra lista e concorrere da soli. Siamo stati fuori 5 anni, ci possiamo stare altri 5. Se poi Rimini dovesse optare per altro, non ci sarò io”. Come andare a incominciare?

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“Un programma condiviso con tutto il centrosinistra” - “Centro-sinistra unito con un programma condiviso e da verificare e controllare durante la legislatura. Edilizia, sociale, bilancio, scuole e turismo, i grandi temi su cui lavorare”. Sono le idee di Nicola Schivardi, portavoce del Sel misanese dalla sua nascita. Bresciano di origine, è a Misano da alcuni anni per matrimonio; ha sposato una ragazza misanese. Gestisce alcune strutture alberghiere in mezz'Italia; ne ha una anche a Misano. Dunque, è uno che ne sa di turismo. Iniziato il grande valzer degli incontri per le comunali 2014? “Ancora non si muove paglia; si vede che i nostri sono in ferie. Diciamo che se ci dovesse essere un accordo col Pd, sarà con tutte le forze di centro-sinistra sulla base di un programma in comune. E non nel fatto che il Pd ci mette 8 punti su 10 e a noi spettano gli altri due.

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“Misano deve dare il buon esempio, partendo dal taglio del numero degli assessori. Il sindaco nel governo della città è chiamato a coinvolgere consiglieri e giunta. Insomma, un po' più di volontariato. Inoltre, i consiglieri non devono essere delle belle statuine ed alzare le mani senza fiatare. Quando gli assessori hanno 25 deleghe e ci parli, ti dicono che non sanno per le

tante cose che fanno”. Che cosa mettere nel programma? “Edilizia. Sociale. Bilancio. Scuola. E turismo”. Partiamo dal bilancio. “Il primo passo è il taglio della spesa. Insieme, ad una migliore verifica e controllo dei servizi terzializzati; il Comune ha già iniziato a fare un ottimo lavoro sul personale. Sui tanti servizi esterni, c'è tanto da capire. Ecco, prima capire e poi agire. Un'altra partita per ridurre le spese sono le opere pubbliche e le manutenzioni. Comprese le rotonde, ne ha più Misano che tutta la Romagna. Basta un po' di buon senso, che è soprattutto quello che manca. Basta costruire le opere per lasciare il proprio nome e cognome. Infine, va verificato che ce le possiamo permettere. Mi piace sottolineare che questa amministrazione, per la prima volta, ha riscosso una fidejussione con la quale ha costruito la rotonda tra Santamonica e Cella Simbeni”. Edilizia. “Non si deve più costruire nulla; va fatta una politica di ristrutturazione dell'esistente. Credo anche che il Psc (Piano strutturale comunale) vada ripensato. Deve prima essere funzionale alle famiglie e imprenditori misanesi: poi, viene il resto. Cioè, chi ha la necessità dei 50 metri in più, deve potersi ampliare nel rispetto delle distanze. Riproporre il Prg (Piano regolatore generale) è cosa triste ed iniqua”. Scuola. “Da rivedere i servizi esterni, come il centro estivo. Quest'anno ci

CULTURA

Capire l'uomo attraverso il denaro - “Lo sterco del diavolo: il denaro che fa girare il mondo” si intitola quest’anno la consueta rassegna culturale organizzata dalla biblioteca comunale di Misano Adriatico, a cura del direttore Gustavo Cecchini. Gli otto incontri previsti in calendario tra ottobre e novembre vedranno alternarsi ospiti illustri, che affronteranno il tema del denaro sotto diversi punti di vista: dai suoi riflessi psicologici alla sua rilevanza sociale, senza distogliere l’attenzione dal presente e dalle difficoltà che stiamo attraversando. Un’occasione di approfondimento a cavallo tra filosofia, politica ed economia, per meglio comprendere il nostro tempo e guardare con maggiore consapevolezza al futuro. 4 ottobre - Umberto Galimberti: “Il feticismo del mercato”. 11 ottobre - Carlo Sini e Luigino Bruni: “ La verità in contanti. 18 ottobre - Andreoli: “Il denaro in testa”. 25 ottobre - Marco Guzzi: “La rapina e il dono”.

sono stati alcuni problemi; i genitori hanno accompagnato i figli ovunque”. E sul turismo? “Misano è vocato per le famiglie e lo sport e va benissimo. L'amministrazione ha cercato di coordinare i vari comitati che si occupano di turismo, senza riuscirci, però”. Le è piaciuta la giunta Giannini? “Il sindaco è preparato, ha cercato di governare ma non ce l'ha fatta. Da noi si dice che è uno che

Apertura con Galimberti

1 novembre - Walter Veltroni: “Denaro e politica”. ranità. 8 novembre - Walter Siti: “La finanza è realtà?” 15 novembre - Franco Cassano: “Bisogno e desiderio: gli inganni e le opportunità del denaro”. 21 novembre - Salvatore Natoli: “Ricchezza e povert?”

Gli incontri si tengono presso la sala del cinema Astra a Misano Adriatico con inizio a partire dalle ore 21. L’ingresso è libero, fino ad esaurimento posti.

‘che fo tutto mi’. La sua non è cattiveria, ma un modo di essere. E' il suo carattere. Non aver coinvolto la sua giunta è davvero un gran peccato. Si è mosso poco sul sociale e quando parla di Misano afferma che è primo in tutto. Esagerazioni”. Che rapporti col Pd? “Fino ad oggi non ci hanno calcolato. Non ci hanno mai chiesto niente. Ci hanno convocato solo per le primarie che doveva vincere Bersani”.

COSTUME

I due momenti

Distributore Api, aperitivi grigliate - L'area di servizio Api di Misano Adriatico (sulla Strada nazionale) è una piccola radice di misanesità. Un piccolissimo covo di romagnolità. “Un'aia moderna”, afferma uno degli assidui frequentatori. E nell'aia ci si ritrova sotto la quercia, il gelso, o il noce dopo le fatiche dei campi per un bicchiere di vino e qualche volta un tocco di formaggio ed una fetta di salame. Da anni, nella bella stagion,e Massimo, Marco, Duilio, Claudio, attorno alle sette del tardo pomeriggio, organizzano degli apertivi invitando amici e accogliendo anche qualche avventore che domanda che cosa sta avvenendo. Il clou della stagione 2013, è stato durante la settimana del moto-mondiale. Il 12 settembre, grigliata di maiale con pane e vino a volontà. Aperitivo invece la settimana prima. Col bere, salumi, formaggi e pinzimonio. “L'aia in chiave moderna” riapre il prossimo giugno. Che bei tempi, che bei costumi.


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Vita nuova al centro giovani “Il Messicano” presso il centro Del Bianco a Misano Adriatico

Insieme a pesca di emozioni

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LA LETTERA

“Io albergatore onesto” sono santi, ma neppure negrieri. Egidio Serafini. “Hotel Ambasciatori”, Misano Adriatico

COMUNITA'

Egidio Serafini

- Con il progetto “Insieme a pesca di emozioni”, inaugurato nel mese di marzo 2012, si concretizza un’iniziativa trasversale ad attività già strutturate e programmate dal settore Politiche Giovanili e Sociali del Comune di Misano Adriatico. Tale iniziativa, rivolta ai ragazzi dai 15 ai 25 anni circa con difficoltà nell’autonomia personale/sociale e con difficoltà cognitive medio-lievi, ha lo scopo di offrire occasioni di incontro e aggregazione mediante momenti di confronto, di socializzazione ed esperienze collettive; a tal fine, sono stati organizzati laboratori di informatica, di simulazione situazioni pericolose, di uso dell’ euro, ecC..., mediante i quali i ragazzi hanno acquisito nuove competenze. Le convivenze di un week-end, l’organizza-

zione di feste e la partecipazione ad eventi territoriali, hanno poi favorito l’autonomia personale, l’autostima e la manualità fine. Il laboratorio sulle emozioni infine, li ha aiutati a meglio gestire i conflitti adolescenziali. Per i ragazzi più grandi, nel corso di questa estate sono stati attivati tirocini lavorativi presso enti ed aziende misanesi dove i ragazzi sono stati supportati individualmente da tutors. Ma l’attività svolta non è stata solo per i ragazzi, poiché

personale specializzato ha accompagnato anche le loro famiglie, sostenendole con competenza e sensibilità nel difficile compito educativo. Il progetto “Insieme a pesca di emozioni”, costituisce quindi oggi, una bella realtà per un gruppo di famiglie misanesi, che colgono qui l’occasione per ringraziare l’Amministrazione Comunale e tutti coloro che in qualche modo hanno favorito e sostenuto tale progetto. Nella speranza che nuove forze possano unirsi al perso-

nale già presente (sono ben accolti volontari) queste famiglie auspicano la continuità del percorso iniziato, augurandosi che i progressi compiuti dai nostri ragazzi siano di stimolo alle famiglie stesse, agli operatori ed agli Amministratori Comunali. Se volete conoscerci, siete tutti invitati alla cena di autofinanziamento che si svolgerà il 25 Ottobre presso il centro sociale Del Bianco, con la collaborazione dello stesso Centro sociale. Il Gruppo di famiglie

- A proposito di questo fantomatico signor Marco e l'articolo “Lavoro stagionale e rapporti tristi” a pagina dello scorso. Mi viene in mente la classica frase “per colpa di qualcuno non si fa credito a nessuno”. Io sono nel settore turistico da cinquant’anni e con tutti i lavoratori che sono passati nel mio albergo ho conservato un ottimo rapporto. Non credo sia giusto dire “gli albergatori”, forse è più appropriato “taluni albergatori”. A proposito mi permetta di aggiungere che è ora di finirla con questa omertà; dia indicazioni precise su questo nefasto luogo di lavoro, in modo che altri ragazzi come lei, in futuro lo evitino. La maggior parte di noi non

Caro Egidio, prima di andare a incominciare ti chiedo scusa. Hai ragione, come in tutte le professioni, ci sono brave e pessime persone. Bravi e pessimi datori di lavoro. Noi abbiamo generalizzato, ma non era nostra intenzione farlo, quanto meno offendere. So che tu sei un grande ed appassionato oste, non solo perché mi inviti per la tagliatella della Fernanda (cuoca, nonché tua moglie). Il tuo è un albergo che fa onore a Misano e alla provincia di Rimini. Noi volevamo soltanto raccontare una storia; una delle tante. Purtroppo, sempre più numerose. Chi scrive ha avuto la fortuna di lavorare con tre proprietari di grande spessore umano: Siro Ferri, Lucio e Adriano Pari a Misano e famiglia Laghi (Nuovo Fiore) a Riccione. Scusami ancora. E chiediamo scusa anche ai tuoi colleghi. g. c.

Tiziana & Cinzia, 25 anni di sorrisi - Cucina da dio. Fa delle marmellate della nonna da leccarsi i baffi. Non disdegna neppure le gioie dell'orto. Ha un perenne sorriso stampato, coinvolgente. Dice: “Il negozio è vita; lì ritrovo le mie amiche e quando la sera dopo una giornata di lavoro torno a casa non sono mai stanca”. Si sta parlando di Tiziana Sanchi (Titti, per le amiche). Il 10 ottobre l'hair & style “Tiziana & Cinzia” compie un quarto di secolo. Si trova al Villaggio Argentina, sulla Riccione-Tavoleto. Previste una serie di feste ed iniziative per tutto ottobre. Di sé Tiziana racconta: “Mi piace stare in mezzo agli altri; mi piace fare le cose con le mani. Mi piace fare le cose a modo mio. Io lo schema e la tecnica di lavoro me lo faccio a modo mio”. “Anche se faccio tutti i giorni la parrucchiera - continua la Titti - per me ogni giorno è diverso. E' diverten-

Hair & Style al Villaggio Argentina. Quando il lavoro è passione e divertimento

Tiziana e Cinzia te. Personalmente sul lavoro se mi annoio”. Invece, non si annoia neppure un po'. Anzi. E' così da decenni. La sua avventura ini-

zia per puro caso, a 16 anni. Dopo aver mollato l'istituto d'arte per essere “poco amante dello studio” ma “sensibilissima verso tutto quello che è

bello”, si iscrive a scuola. Che cosa c'è di più intrigante di trasformare il volto di una persona? Dopo due anni esce con la qualifica: parrucchiera. Nel

percorso professionale, ci mette la travolgente personalità. Ancora oggi, tiene le forbici in mano non secondo i canoni, ma a “modo suo” (la scuola dice pollice e medio, lei opta per indice e medio), come si conviene ai dotati di talento. Anche nell'uso del pettine, Titti è contro l'accademismo. “Loro spostano il pettine, io le forbici col pettine fisso”. Figlia dei suoi tempi, la fortuna di abitare in un paese senza parrucchiera, Tavoleto, giovanissima, si mette subito in proprio. Ora riflette: “Cosa sbagliatissima; a quell'età la qualifica di dà una certa sicurezza per non dire arroganza. Anche se sei un talento, ti man-

ca il mestiere e l'esperienza. A chi gli chiede chi è per lei la brava parrucchiera, argomenta: “Non lo so. Forse, chi ama stare non con la cliente ma con la persona. Poi, ci vuole la tecnica. Infine, ci metterei la passione”. Il complimento più bello negli anni? Tiziana: “Quando vedo la cliente che si guarda allo specchio, si piace ed esce soddisfatta, questo è il complimento più grande”. Cinzia è l'altra medaglia della “bottega”. Originaria di Bolzano, è con la Titti da 11 anni; da 7 è socia. Dato che viene dal maschile è lei ad occuparsi dei maschietti. Tandem perfetto: la creatività romagnola intrecciata al rigore di cultura tedesca.


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26 AGENZIA VIAGGI CATTOLICA Via Del Prete 6 www.adriaexpress.it TEL. 0541 - 960076 Fax 0541 - 963334 e-mail: adria@express.it - E’ un interessante “pamphlet storico” così come lo ha chiamato lo stesso autore, che, per buona parte, raccoglie i suoi articoli degli ultimi trent’anni pubblicati su autorevoli testate, rielaborandoli giustamente con le novità del senno di poi, ove necessario per la compiutezza dei casi. Buona la premessa che in quelle dieci pagine iniziali tratta anche lo scottante argomento della Magistratura del nostro dopoguerra, imbevuta ancora di cultura fascista, che tanto ha fatto soffrire gli spiriti democratici che avevano patito gli anni del regime. Infatti certi processi e certi comportamenti di alcuni alti dignitari di quella Magistratura postbellica, facevano apparire turpemente violate e represse le conquiste della Costituzione Italiana. Le donne Il libro è suddiviso in undici capitoli. Il primo ha per titolo: “Le donne”, dei due diversi personaggi. Sono sette pagine di curiosi raffronti per descrivere quanto diversi siano nel loro pur comune discutibile comportamento e si dice discutibile per non dire peggio. Si snodano poi gli altri dieci capitoli su tutto ciò che è successo dall’apparizione sulla scena nazionale del cavaliere di Arcore con le sue azioni, le sue gesta, i suoi rapporti con i personaggi del tipo di Craxi, di Emilio Fede, di Giuliano Ferrara, di Previti, di Mangano e dei tanti altri che completano il quadro. Il parallelismo Ciò che accomuna Mussolini e Berlusconi è sicuramente il disprezzo per l’istituto parlamentare ed in particolare per i difensori delle isti-

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CATTOLICA

Il prestigioso storico cattolichino fa un parallelo tra i due uomini politici

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Roveri: Berlusconi come Mussolini? Il libro viene presentato il 27 ottobre a Cattolica, nel Palazzo del Turismo, alle 17

La copertina del libro di Alessandro Roveri

IL LIBRO

di Silvio Di Giovanni tuzioni sindacali ed in special modo per le persone stesse che le rappresentavano e le rappresentano. Parlando delle passioni e dei programmi di conquista dei due politici viene messo ben in evidenza quanto siano e sono stati diversi. Il Cavaliere attuale ha sempre avuto quale mira e quale programma il potere economico da raggiungere attraverso tutto ciò che capitava per le mani, quali le grandi, piccole e medie opere che seguono e accompagnano il fenomeno dell’Urbanesimo ed inoltre la provvidenziale entrata in politica che consentirà, in età già matura, di far crescere in borsa il valore delle proprie azioni aziendali e farlo diventare una persona tra le più ricche d’Italia. Mussolini Mussolini invece ha, fin da giovanissimo, un carattere violento ed impulsivo che lo farà anche espel-

lere dalla scuola per aver inferto una coltellata ad un compagno di classe. Ciononostante trova posto nel partito socialista e diventa un agguerrito politico capace di trascinare le folle. Sarà un antimilitarista veemente e senza remore e diverrà anche direttore dell’ “Avanti!” e così allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, diventerà un convinto assertore del neutralismo tra i belligeranti. Poi, nello stesso 1914, foraggiato dalla Francia, sarà un perfetto voltagabbana interventista e fonderà “Il Popolo d’Italia” e poi in seguito i “fasci di azione rivoluzionaria” che svolgeranno azioni di propaganda per la guerra

contro gli imperi centrali, fino alla fondazione a Milano il 23 marzo 1919 del “fascio di combattimento” con tutto ciò che ne seguirà. Sarà il foraggiamento degli agrari lombardo-emiliani che gli consentirà, tra l’altro, anche le azioni di delinquenza verso le organizzazioni sindacali e verso le sedi dei partiti politici del popolo, protetto dal colpevole silenzio dello Stato monarchico di quei due soldi di “Re”, il cui comportamento manifestava la deriva di quella ultima stirpe di una vera e propria insulsa casa regnante. Il libro snoda un forte approfondimento con i capitoli intermedi della intensa attività politica del

Cavaliere di Arcore, attorno anche ai fatti importanti delle sue aziende. In quell’insieme degli accadimenti che hanno occupato la vita di oltri tre lustri, il libro chiude con l’argomento dell’undicesimo capitolo che illustra il contrasto tra Berlusconi e la Magistratura che tende a divenire “aria di guerra aperta”. Sotto questo aspetto si deve constatare che noi italiani ci siamo purtroppo abituati a sopportare e discutere un così insolito scontro che passa purtroppo come caso abitudinario e che non sarebbe nemmeno possibile che nascesse, in un altro Stato democratico. Considerando infatti che si trattava della figura di un presidente del Consiglio quale era e poi di una pretesa figura di capo politico (in verità un padrone dei suoi sudditi), senza alcuna vergogna per il fango che sta arrecando all’Italia. Mussolini, quando aveva già conquistato il potere, che era pieno ed assoluto e si è accorto che la Magistratura sapeva ancora esprimersi secondo le leggi dello Stato Liberale (pur con tutti i limiti che comportava la vecchia istituzione), fece istituire il Tribunale Speciale che giudicava secondo le necessità del Duce e gli permetteva così di far tacere gli avversari, imprigionan-

doli e confinandoli. Il Cavaliere di Arcore non ha e non ha avuto sopra di lui, il “Re Sciaboletta”. Non ha quel bellimbusto che è stato per 45 anni l’ultimo esempio di una monarchia incapace, insipiente, inutile e dannosa. Oggi abbiamo per capo dello Stato il meglio che la nostra Repubblica possa esprimere e ce ne vantiamo con orgoglio. Oggi il Cavalliere di Arcore dovrà smettere di percorrere il metodo che ha per oggetto il sistema di corruzione per proteggere gli affari, perchè la Magistratura è un organismo dello Stato che in generale non si lascia corrompere. Nel 1991 il nostro attuale Cavaliere, per disporre a favor di sé, ideò di corrompere un magistrato e Previti fu l’esecutore materiale. Oggi, dopo diversi gradi di giudizio della Magistratura, la Cassazione ha chiuso il caso sul Lodo Mondadori. Solo le facce toste che infangano senza ritegno il loro stesso partito, si comportano così come fanno in occasione del commento che danno alla motivazione espressa da quella Suprema Corte. Il libro conclude con le intercettazioni che costituivano l’assillo del Cavaliere, nel tentativo di poterle sopprimere. Inoltre, al momento della conclusione del “pamphlet storico”, il nostro campione di Arcore non sa ancora come si esprimerà la Suprema Corte nei suoi confronti di presunto corruttore. Quando lo saprà, saremo costretti a vedere come esprimerà, da bravo cittadino, tutto il rispetto per gli alti gradi del terzo potere dello Stato.


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Matrimonio di Quarto Marchetti e Maria Bianchi, Cattolica, 16 ottobre 1947. Da sinistra: Ianita Cerni, Adele Vanni, Quarto Marchetti, Maria Bianchi, Iella Giunta, Argentina Amaducci, Luciana Bianchi, Giacomina Lorenzi, Sandrina Vanni, Iole Bellini, Giovanna Marchetti “Rosina”. (Archivio fotografico Centro Culturale Polivalente di Cattolica)

Una brutta avventura Eco ricorda Cattolica Su l'Espresso rammenta che l'idea dei grandi raduni letterari e filosofici ebbe inizio a Cattolica negli anni Ottanta (con Marcello Di Bella). Tutti ricordano ‘Cosa fanno oggi i filosofi?’. Iniziative copiate in mezza Italia ma chiuse stupidamente da diversi anni a Cattolica

STORIE DEL MARE di Sergio Tomassoli “Buttavo le reti in mare per lavarle prima di rientrare in porto quando mi sono sentito imprigionare un piede e subito dopo sono volato fuori bordo”. Scampato il pericolo, racconta così la sua disavventura il cattolichino Marco Righetti imbarcato sul “Calatafimi”. E’ accaduto l’altra mattina a sette, otto miglia dalla costa e solo il tempestivo intervento del comandante Mario Del Prete ha evitato che il socio, scaraventato in mare, finisse tra le eliche dello scafo. Infatti ha bloccato subito le macchine. Il brusco arresto della barca però ha fatto finire la rete tra le pale dell’elica. E ha trascinato con sé in acqua il 26enne Marco Righetti che per circa novanta minuti si è trovato prigioniero in una specie di sacca. “Ho dovuto resistere per tutto quel tempo al freddo” ricorda Righetti, “Respiravo aria mista ad acqua quando lo scafo, mosso dalle onde mi trascinava sotto. Cercavo di stare

CULTURA

Fabio Marcaccini

aggrappato a una cima lanciatami da Mario, ma la stanchezza mi stava togliendo le ultime energie”. Ma la solidarietà marinara è scattata immediatamente quando dal “Calatafimi” è partito l’S.o.s. Tutti i pescherecci di Cattolica hanno fatto rotta sul luogo dell’incidente. Marco respira di sollievo quando li vede spuntare; li riconosce tutti, Il “Gabbiano”, lo “Storione”, il “Pozzi” e via via gli altri. Qualcuno si lancia in ac-

qua, lo sostiene e gli dà ossigeno con un respiratore. Ma a toglierlo definitivamente dai guai è Fabio Marcaccini, esperto sommozzatore e comandante della “Nuova Minerva”. Si tuffa sotto le eliche e trancia le maglie rinforzate d’acciaio avvinghiate alla sua caviglia. Ora è a casa sua Marco Righetti, dopo il nulla osta dei sanitari. Se l’è cavata con qualche ammaccatura e una buona dose di fifa. Correva l'anno 1998.

- Nella rubrica “La bustina di Minerva” di Umberto Eco (l'Espresso del 26 settembre 2013) il grande intellettuale italiano riflette sul successo crescente dei raduni letterari e filosofici che coinvolgono migliaia di persone, soprattutto giovani. “Molti giovani sono stanchi della superficialità che dilaga. E poi la socializzazione virtuale mostra tutti i suoi limiti”. Titolo dell'articolo: “Guardarsi in faccia al festival”. Ci sono due passaggi che dovrebbero fare piacere (ma anche pensare con amarezza) la città di Cattolica.

Umberto Eco e Marcello Di Bella

“... Vorrei solo ricordare che il fenomeno, anche se è negli ultimi anni che è esploso in misura massiccia, non è nuovo, perché è dagli inizi degli anni Ottanta che la biblioteca comunale di Cattolica aveva iniziato a organizzare serate su ‘Cosa fanno oggi i filosofi’, e il pubblico arrivava anche in pullman da un raggio di almeno cento chilometri. E già allora qualcuno si era domandato che cosa stesse succedendo”. ... “E allora rimangono solo due ordini di risposte. Di uno si era già parlato sin dai primi

raduni di Cattolica: una percentuale di giovani è stanca di proposte d'intrattenimento leggero, di recensioni giornalistiche ridotte a finestrelle, di televisioni che quando parlano di un libro, lo fanno solo dopo mezzanotte. E dunque danno il benvenuto a offerte più impegnative”... Insomma, Cattolica (direttore Marcello Di Bella) nel suo piccolo ha fatto la storia. In mezza Italia hanno copiato la formula. Cattolica, invece, ha chiuso stupidamente da molti anni queste iniziative.


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Cartolibreria Binda Cattolica

Incontri con relatori di prestigio: Piergiorgio Morosini, Stefano Zamagni, Alessandro Roveri, don Renzo Gradara, Isabella Mancino, Walter Martinese, Davide De Luca, Davide Grassi

‘Pane, Amore e...’ tanto altro

S. Giovanni M.

Soluzioni per l'Ufficio - Libri tecnici Regalistica - Penne di prestigio CATTOLICA - Via XXIV Maggio 7 Tel. 0541 - 967829 Fax 962386 e-mail: cartolibreriabinda@libero.it

Palazzate

di Cecco

Stagione turistica tagliata - Leggiamo: “L'ira di

Piergiorgio Morosini

Alessandro Roveri

Don Renzo Gradara

Isabella Mancino

W a l t e r Guglielmo Martinese

Stefano Zamagni Davide Maria Davide Grassi De Luca

CULTURA Piergiorgio Morosini: “Pane, Amore e... LEGALITA'” (domenica 20 ottobre ore 17). “Chi tace e chi piega la testa muore ogni volta che lo fa, chi parla e chi cammina a testa alta muore una volta sola” (Giovanni Falcone) - “Nella somma corruzione della cosa pubblica, infinito è il numero delle leggi” (Tacito) - “La legge è uguale per tutti gli straccioni” (Carlo Dossi) - “La legge in Italia è come l'onore delle puttane” (Curzio Malaparte) - “Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri” (George Orwell) - “La mafia è una montagna di merda” (Peppino Impastato). Cos'è la legalità? E' un fatto puramente di leggi o è anche un problema culturale? Chi può insegnare la cultura della legalità? La legalità conviene (anche economicamente) o è una cosa solo per fessi? La legalità è l'emergenza delle emergenze in Italia? Come difendersi dalle leggi ingiuste? Una comunità che rispetta le regole è migliore sul piano civile? La classe politica e dirigente sta dando risposte giuste e comportamenti virtuosi? La lealtà in politica (ma non solo) è un valore? L'evasione fiscale è la madre di tutte le illegalità? La furbizia italica è l'anticamera della illegalità diffusa? Tangentopoli fu veramente sconfitta dalle inchieste di ‘mani pulite’? Più legalità significa anche più Pane e Amore? Alessandro Roveri: “Pane, Amore e... STORIA POLITICA” (domenica 27 ottobre ore 17). “La storia non è che un quadro di delitti e sventure” (Voltaire) - “Studiare la storia significa abbandonarsi al caos, ma nello stesso tempo conservare la fede nell'ordine e nel senso” (Hermann Hesse) - “La storia di ogni società è stata finora la storia di lotte di classe” (Karl Marx) - “Clio, la musa della storia, è tutta quanta infetta di menzogne, come una prostituta di sifilide” (Arthur Schopenhauer) - “La storia insegna - anche se l'uomo raramente impara - che se Atene piange Sparta non ride” (Carlo Maria Cipolla). Che differenza c'è tra autoritarismo e populismo? Cosa hanno in comune Mussolini e Berlusconi? Il berlusconismo ha portato più liberalismo o ha peg-

di Enzo Cecchini giorato la politica e le istituzioni italiane? Berlusconi è un perseguitato dalla giustizia? In Italia ci sono ancora tentativi di stravolgere in senso autoritario la Costituzione? La maggioranza degli italiani è di destra? La sinistra ha sostanzialmente fallito nei propositi di uguaglianza e giustizia sociale? Gli ex democristiani sono in tutte le istituzioni e in quasi tutti i partiti (da destra a sinistra), ha vinto ancora la Dc? La mala politica è la rovina dell'Italia? Più conoscenza della storia (e cultura) significa anche più Pane e Amore? Don Renzo Gradara, Isabella Mancino, Guglielmo Walter Martinese: “Pane, Amore e... SOLIDARIETA' E GIUSTIZIA SOCIALE” (domenica 10 novembre re 17). “La solidarietà è l’unico investimento che non fallisce mai” (Henry David Thoreau) - “Non basta fare del bene, bisogna anche farlo bene” (Denis Diderot) - “Per far crescere un bambino ci vuole un intero villaggio” (Proverbio Africano) “Il valore di un uomo dovrebbe essere misurato in base a quanto dà e non in base a quanto è in grado di ricevere” (Albert Einstein) - “Non c'è nulla che

sia più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali” (Lorenzo Milani). Quali sono i pregi e i limiti della solidarietà? La solidarietà è un sentimento o una necessità? Don Gallo diceva: “Quando parlo di solidarietà mi dicono che sono un buon cristiano. Quando invece parlo di giustizia sociale mi dicono che sono un comunista”. E' così? Che differenza c'è tra solidarietà e carità? C'è anche dell'egoismo personale nel gesto di solidarietà? La forte presenza del mondo del volontariato in Italia, vuol dire anche che lo Stato non funziona? Sul nostro territorio quanto incide la povertà e quali risposte danno le istituzioni? Più solidarietà e giustizia sociale vuol dire anche più Pane e Amore? Stefano Zamagni: “Pane, Amore e... ECONOMIA” (domenica 17 novembre ore 17). “Dicono che i soldi non fanno la felicità. Hai mai visto un barbone felice?” (Anonimo) “Chi crede che una crescita esponenziale possa continuare all'infinito in un mondo finito è un folle, oppure un economista” (Kenneth Boulding) - “Non ci può essere libertà se non c'è libertà economica” (Margaret

Palazzo del Turismo di Cattolica. Domeniche d'autunno in compagnia ad ascoltare e interloquire con relatori prestigiosi su temi di grande attualità: legalità e illegalità, storia politica ed economia, solidarietà e giustizia sociale. Inizio alle ore 17. Patrocinio del Comune di Cattolica. Organizza l'Associazione culturale Arcobaleno

Thatcher) - “L'economista è un rappresentante ideologico del capitalista” (Karl Marx) “L'economia politica è il codice dell'usura” (Auguste Blanqui) “Fondamento dell'economia politica ed in generale di ogni scienza sociale è evidentemente la psicologia” (Vilfredo Pareto). E' l'economia che domina il mondo e la politica? Il massimo profitto è l'unico fine necessario per un'impresa? C'è spazio per l'etica in economia? La globalizzazione ha reso ancora più cinica la competizione economica? Perché un Paese ricco di storia e di talenti come l'Italia è in forte declino? Dove sta il confine tra profitto e speculazione? Evasione fiscale e corruzione sono una minaccia alla crescita economica? E' vero che la rendita uccide lo sviluppo? Bene comune e bene privato sono sempre in contrasto? Il P.I.L. è un indice ancora attuale? Cos'è il B.I.L.? Moriremo di spread? La burocrazia è un freno per lo sviluppo? Una economia sana può dare più Pane e Amore? Davide Maria De Luca, Davide Grassi: “Pane, Amore e... ILLEGALITA'” (domenica 24 novembre ore 17). “Ogni società ha il tipo di criminali che si merita” (Robert F. Kennedy) - “Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene” (Paolo Borsellino) “Gli uomini condannano l'ingiustizia perché temono di poterne essere vittime, non perché aborrano dal commetterla” (Platone) - “La mafia è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine” (Giovanni Falcone) “Politica e mafia sono due poteri che vivono sul controllo dello stesso territorio: o si fanno la guerra o si mettono d'accordo” (Paolo Borsellino). Le mafie sono solo un problema per alcune regioni del Sud? Le recenti inchieste nel riminese ci dicono che sono solo infiltrazioni oppure le mafie si sono radicate sul nostro territorio? Gli esperti dicono che le mafie vanno dove ci sono i soldi, e da noi ci sono. Siamo in pericolo? E' attrezzata la nostra comunità per evitare questo tragico contagio? Come si stanno organizzando le varie istituzioni? Che ruolo ha avuto San Marino? Con la presenza della criminalità organizzata il nostro Pane e il nostro Amore avrà lo stesso sapore?

Carlo Mauri (Confesercenti): ‘Servono multe per chi chiude presto e taglia la stagione’”. Quand l'è fnid agost u j'è ch'it tira via la scarana da sota al cul. Caz!...

Assessore al Turismo - Leggiamo: “Operatori in pressing sul sindaco Cecchini: ‘Alla città serve un assessore al Turismo’. La delega in questi due anni era nelle mani del sindaco”. Se i vléva fè 'na crética i l'ha fata sl'arionda... Soprintendenza - Leggiamo: “Giochi in spiaggia, i bagnini temono la Soprintendenza”. I la véd come al bubù. Oscia!... Nuova viabilità - Leggiamo: “Richieste degli operatori: Piano della sosta e nuova viabilità: ‘Ora cambiamo tutto’”. I vo buté tut a muc. Dambat!... Ciack, si gira - Leggiamo: “Ciak, si gira: Cattolica protagonista di un noto spot con l’attore Raoul Bova per una nota compagnia di telefonia mobile”. Pronto, Gina dut t'zé? - A so tla Catolga sa Raoul Bova. - Dì un'ènta cazèda sé... Va cumprè cli canoc cl'è mèj, che dop a gl'ho da cunzé...

Rimborsi Imu - Leggiamo: “Imu prima casa, al Comune mancano due milioni di euro. L'amministrazione: ‘Il governo mandi subito i rimborsi’”. Cust ti vo' dì, al guvérne al sta su pri bunacia ad vént. Va pu là... Bilancio partecipato - Leggiamo: “Bilancio partecipato: il Comune mette in palio 50mila euro. Il progetto più votato sarà finanziato dall'amministrazione”. L'è mej 'na pasara ciapèda che nè cént da ciapè... Movimento della Speranza - Leggiamo: “A Cattolica 4 giorni d'incontri del Movimento della Speranza. Temi centrali: la spiritualità e la vita dopo la morte”. Féda e spérenza a stuf, ma alegria sal lanternén... Mensa scuole - Leggiamo: “Mensa scuole, fondo per le famiglie in difficoltà”. Bén fat! U j'è 'na scaja in gir...

Cimitero - Leggiamo: “Da anni non c'è pace al cimitero. Dal 2010 si segnala il degrado, ma non è stato fatto nulla”. Al dà da fè più al campsènt che ne quij chi mor ad nota...

Dimissioni - Leggiamo: “Tensioni in giunta, Galvani si dimette”. Ancora? Un gni créd più nisun mal teatrén... Dragaggio del porto - Leggiamo: “L'attesa lunga dodici anni è finita. A ottobre inizia il dragaggio del porto”. Fina adès l'è andè sempre d'arbuf... Festa pescatori - Leggiamo: “Tutti in festa con i pescatori. Cucinati 12 quintali di cozze, 12 di pesce azzurro, 6 di vongole. Migliaia i partecipanti”. J'ha saziè anche la fèma da sasaròl... Allarme crisi -

Leggiamo: “Allarme del segretario della Cna: ‘Strangolati da tasse e crisi: 40 imprese verso la chiusura’”. L'è artorne 'na miseria cla s'taja sal curtèl...

Giuseppina 104 anni - Leggiamo: “Giuseppina ha festeggiato 104 anni. Tanto pesce e lavoro”. Auguri! Un lavor, un pèz d pèn, una sardèla, dì la tua sla è più bèla...


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Curato da Maurizio Castelvetro e pubblicato dalla BCC di Gradara

Arte di guerra sulla Linea Gotica - Il 5 ottobre, presso il Teatro Snaporaz, è stato presentato il libro “War Art. Arte di guerra sulla Linea Gotica tra le valli del Conca e del Foglia”, curato da Maurizio Castelvetro e pubblicato dalla BCC Banca di Credito Cooperativo di Gradara, edito nell’ambito della collana “Memorie”. E' la prima volta che in Italia viene realizzata un’intera pubblicazione su l’ “arte di guerra”, intesa come arte prodotta da war artist, artisti arruolati come tali all’interno delle forze armate. È questo un tema che - a differenza dell’Italia - all’estero ha una sua propria notorietà ed autonomia in termini di attenzione, supporto governativo e bibliografia, specialmente nel mondo anglosassone e nell’ex URSS. Durante l’ultimo conflitto in Italia sono state prodotte dai war artist angloamericani, durante la loro avanzata lungo la penisola, centinaia di opere d’arte. Esse documentano la guerra attraverso le sue distruzioni, le azioni militari, i soldati, ma an-

I comuni rappresentati nelle opere pubblicate sono Montecchio, Tavullia, Gradara, Cattolica, San Giovanni in Marignano, Mondaino, Gemmano, San Savino, Croce, Montescudo, Montecolombo ed altri

LA STORIA La presentazione del libro e Cattolica nel 1944

che attraverso i suoi paesaggi, le curiosità, i civili, con un taglio attento all’aspetto documentario ma anche a quello estetico, attraverso la poesia che un artista sa sempre donare nella rappresentazione della vita e della morte. Nella pubblicazione si è scelto di indagare ed analizzare con sistematicità la produzione artistica realizzata entro una fascia geograficamente ristretta, localizzata nella parte orientale della Linea gotica orientale, il baluardo difensivo tedesco che

attraversava l’Italia lungo l’Appennino da La Spezia a Pesaro: la fascia più pesantemente fortificata compresa tra la cosiddetta Linea verde n. 1 e la n. 2, compresa tra le vallate a cavallo tra il Foglia e il Conca. I comuni rappresentati nelle opere pubblicate sono Montecchio, Tavullia, Gradara, Cattolica, San Giovanni in Marignano, Mondaino, Gemmano, San Savino, Croce, Montescudo, Montecolombo ed altri.

Gli artisti di guerra che ci hanno lasciato loro tracce in questo ambito territoriale (anche se in verità hanno spaziato ben oltre in Italia ed all’estero) sono quattro - alcuni di essi molto noti nel loro paese di origine: il canadese George Tinning ed i britannici Edward Ardizzone, Edward Seago, Eric Manning. Le opere - pressoché totalmente inedite in Italia ed alcune di esse ignote anche nel paese di origine - sono state tutte realiz-

Ilaria Alpi, a Morosini il primo premio IL PREMIO

Un'inchiesta per San Marino RTV scottante e coraggiosa sulle tracce del boss latitante di Cosa Nostra, Matteo Messina Denaro, fatta direttamente sul territorio palermitano e trapanese - Gianmarco Morosini ha vinto il primo premio come “Miglior inchiesta televisiva italiana delle tv locali e regionali” al Premio Ilaria Alpi (Riccione 4-8 settembre 2013 - XIX Premio giornalistico televisivo). Morosini, cattolichino, 41 anni, lavora a San Marino RTV dal 2001 (è la tv di Stato). Giornalista professionista dal

Gianmarco Morosini inviato in Afghanistan

2003 è diventato redattore e, quando richiesto, è inviato all’estero per inchieste internazionali. Ha vinto il primo premio con l'inchiesta televisiva “L'ul-

timo padrino nella terra di Matteo Messina Denaro”. ‘A 20 anni dall'inizio della latitanza di Matteo Messina Denaro, viene scattata una fotografia della situazione nelle zone dove

è più forte l'influenza del boss di Castelvetrano. Gli affari dell'Ultimo Padrino, i suoi uomini di fiducia, il suo ruolo nella stagione delle stragi. Nello speciale anche il rapporto tra Massoneria deviata e Cosa Nostra trapanese’. “Per raccogliere il materiale (immagini, interviste) dell’inchiesta su Messina Denaro - racconta Morosini - ho impiegato tre giorni (due giorni per il montaggio), viaggiando in continuazione, con un’auto a noleggio, tra le province di Palermo e Trapani. Ho lavorato in totale autonomia nella doppia veste di giornalista e cameraman: una formula che ho sperimentato alcune volte, negli ultimi mesi, a partire dalla trasferta in Afghanistan. Fisica-

zate tra l’estate del 1944 (durante l’Operation Olive) ed il 1945 e sono attualmente conservate in musei di guerra, gallerie d’arte, archivi pubblici e privati inglesi e canadesi. Esse sono anche un numero inaspettatamente considerevole: oltre una quarantina. Ad esse si aggiunge un dipinto esistente presso la chiesa di San Michele di Fanano, la cui storia ci permette di scoprire una inaspettata relazione col tema del libro...

In definitiva, un libro che parla di arte, di pace, di visioni di vita che spesso creano un forte contrasto con l’idea – che pure aleggia sempre nel libro – di morte e di guerra. “Pubblichiamo questo volume – afferma il presidente della BCC Fausto Caldari - perché è un lavoro, particolare, prezioso ed inedito sul panorama nazionale, che tratta dei nostri luoghi e delle nostre genti, proprio com’è lo spirito del nostro Istituto”.

CENTRO SOCIALE GIOVANNINI - VICI

Il programma di ottobre - Domenica 6 ore 12,30: Pranzo sociale. Contributo 17 euro. - Sabato 12 ore 15: Progetto salute della ‘Domus Maf’. Relatrice: dott.ssa Michela Zulian. Alla fine pizza per tutti. Ingresso libero. - Venerdì 25 ore 15: Gita delle castagne e dei funghi. Contributo 50 euro per i soci (55 per non soci). - Sabato 26 ore 15: Conferenza sul diabete. Relatrice la dott.ssa Paola Montanari. Sarà pesente il dottor Vittorio Durante. Alla fine pizza per tutti. Ingresso libero. Informazioni e prenotazioni Centro sociale: 347-9752583 339-4995417 mente abbastanza stressante ma nessun particolare problema sul territorio”. “Amo fare giornalismo d’inchiesta - continua Morosini -, quindi ne ho fatte diverse. Nell’ultimo anno segnalerei i venti giorni in Afghanistan (dicembre 2012 - gennaio 2013) nella zona ovest del Paese; un’inchiesta sugli universitari bolognesi in questo periodo di

crisi, e sul Mondo della notte riminese. Sono in attesa di partire per il Kosovo, perché in novembre ci saranno le elezioni amministrative”. A proposito della sua collaudata preparazione nel giornalismo d'inchiesta, Morosini conclude rivelando che “Nel 2004 ero giunto secondo al Premio Ilaria Alpi con uno speciale sui clochard riminesi”.


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CATTOLICA

Assemblea plenaria l'8 ottobre. Altri tre incontri con i cittadini

Partito il Bilancio partecipato

I venerdì dell'urbanistica Giovanna Ubalducci

Alessandro Bondi, assessore al Bilancio e promotore del Bilancio partecipato

PARTECIPAZIONE

- Martedì 8 ottobre è partito il percorso del Bilancio Partecipato. Al Teatro Snaporaz si è svolta l prima assemblea plenaria di illustrazione delle linee generali del progetto e del regolamento. Il Bilancio Partecipato permette ai cittadini di essere coinvolti nella scelta dell’utilizzo di una somma di denaro pubblico, stanziata dal bilancio comunale, per la realizzazione di un progetto a favore della città. “Per i cittadini, con i cittadini” è lo slogan dell’iniziativa che racchiude l’essenza del Bilancio Partecipato e cioè il coinvolgimento degli abitanti di Cattolica nel processo decisionale che porterà ad investire 50 mila euro in un progetto scelto proprio dai cittadini mediante operazioni di voto. All’incontro di martedì seguiranno altre tre assemblee di

LA CITTA'

zona nel corso delle quali verranno spiegati i vari progetti presentati nei loro dettagli: la prima è fissata per il 15 ottobre ed interesserà la zona CentroViolina, la seconda sarà il 18 ottobre e riguarderà l’area Macanno-Ventena e seguirà l’ultima del 22 ottobre rivolta ai residenti di Torconca. Al termine di ciascuna delle tre as-

semblee di zona sarà possibile procedere con le operazioni di voto che potranno essere effettuate direttamente in loco o, in alternativa, nei tre giorni successivi presso l’Urp del Comune di Cattolica. Quello di quest’anno sarà una sorta di esperimento e cioè si tratterà di un percorso che vedrà operare l’amministrazio-

ne comunale in qualità di supervisore di tutte le varie fasi che porteranno alla scelta: dal prossimo anno si passerà ad un bilancio di tipo partecipativo, ovvero caratterizzato da un ruolo da protagonista della cittadinanza che sarà la responsabile delle varie “tappe” dell’intero progetto e questo per consentire una maggiore e concreta partecipazione della città alla vita dell’apparato amministrativo. “Il nostro intento è quello di favorire una reale apertura della macchina istituzionale alla partecipazione diretta ed effettiva della popolazione – ha spiegato l'assessore al Bilancio Alessandro Bondi – in questo modo si superano le tradizionali forme consultive e si crea un ponte tra democrazia diretta e quella rappresentata. L’auspicio è che ci sia un’importante partecipazione dei cittadini a questa iniziativa, vista l’opportunità di divenire parte attiva di un processo che coinvolge la realtà del nostro Comune”.

- Tornano i Venerdì dell’Urbanistica, ciclo di incontri aperti alla cittadinanza. Dopo il successo del primo ciclo primaverile, l’assessorato all’Urbanistica propone una serie di nuovi incontri che toccano temi di natura diversa, ancora bisognosi di approfondimento e confronto. Partiti il 27 settembre con l’incontro dedicato alle recenti norme per la semplificazione in materia edilizia. Ancora due pomeriggi. L'11 ottobre, palazzo del Turismo,ore 17,30, Samuel Sangiorgi affronta “Rischio sismico e pianficazione: la microzonazione di Cattolica”, mentre Maria Vittoria Prioli si occupa di “L'aggiornamento del piano di protezione civile di Cattolica”. Si chiude il 18 ottobre, stes-

so luogo, stessa ora, con Luca Bracci, Massimo Gottifredi e Franco Carboni. I temi: “Le forme e le opportunità dell'edilizia residenziale sociale” e “Edilizia sociale: il mercato della locazione fra pubblico e privato, dalla casa di proprietà alla locazione perrmanente”. “L’obiettivo di questi incontri - dice Giovanna Ubalducci, assessore all'Urbanistica - è offrire un primo approccio orientativo ed informativo di ordine giuridico e pratico sulla legislazione recente, nazionale e regionale, in materia di ‘semplificazione’ e adeguamento dei titoli edilizi e del conseguente problema dei controlli e delle responsabilità, anche di ordine penale.


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Settantanni fa, la Resistenza in Valconca. 10 ottobre 1943 - La prima significativa iniziativa operativa della Resistenza nella Valconca, che aprirà la strada ad importanti successivi sviluppi, è il viaggio clandestino verso le linee alleate tramite un peschereccio cattolichino di un ufficiale inglese evaso da un campo di prigionia italiano, accompagnato da un rappresentante marchigiano della Resistenza, con l’obbiettivo di stabilire uno stretto contatto tra le forze alleate e le formazioni partigiane. Il fatto – oltre che elencato nella Relazione dell’attività dei partigiani di Cattolica da essi redatta nel dopoguerra – viene dettagliatamente narrato nel libro di memorie scritto da Pat Spooner, uno dei personaggi coinvolti nell’operazione, da lui pubblicato in Gran Bretagna nel 2012 con il titolo A talent for adventure. Tutto ha inizio con l’armistizio dell’8 settembre 1943, che mette in libertà tutti i prigionieri di guerra britannici in territorio italiano: tra di essi vi sono il capitano James Tuil Ferguson e il tenente colonnello Spooner, detenuti nel campo di prigionia di Chieti. Appena liberi essi vengono nuovamente catturati dai tedeschi accorsi sul posto, riuscendo tuttavia ad evadere poco dopo. I due decidono di fuggire utilizzando il treno, scendendo infine nella isolata stazione di Gradara. Di qui, dopo aver vagato per giorni, quasi casualmente scoprono la possibilità di avere una protezione presso i frati benedettini del monastero camaldolese di Fonte Avellana, entrando in contatto con alcuni personaggi della nascente Resistenza (tra cui Ruggero

APPELLO

- Chiunque sia in grado di fornire ulteriori particolari dell’episodio o dei personaggi è pregato di mettersi in contatto con la redazione de la Piazza o scrivere a castelvetro@email.it Grazie!

LA RESISTENZA RACCONTA

di Maurizio Castelvetro* Cagnazzo, ingegnere di Pesaro, di origine ebraica) desiderosi di attivare tramite i due ufficiali un collegamento con le forze alleate per ottenere un supporto di armi e mezzi. Dopo una soffiata che rischia di portare alla loro cattura, onde evitare rischi anche per l’intera comunità, i due ufficiali abbandonano il convento dirigendosi verso la costa adriatica, trasportati in auto da Cagnazzo presso la famiglia contadina dei Terenzi a Pozzo Alto, vicino Montecchio. Per tutta la durata della loro presenza in Italia i due ufficiali saranno sorpresi e grati della pericolosissima protezione loro accordata da tanti cittadini e contadini, soprattutto considerando che la taglia per ogni ufficiale fuggito dai campi di prigionia era la notevolissima cifra di 25.000 lire in oro. La rete cospirativa del PCI in quei primi mesi di occupazione tedesca rappresentava l’unica organizzazione strutturata per la lotta clandestina armata: nelle Marche il suo coordinamento era affidato ad Egisto Cappellini ed a Giuseppe Ricci di Cattolica per la bassa Valconca. È in collegamento con essa che Cagnazzo riesce a combinare un trasbordo verso le coste del Sud Italia, occupato dagli angloamericani, ed è Ezio

Guerrino Bianchini

Galluzzi – figlio di Salvatore, il presidente della Cooperativa “Casa del Pescatore” – che coordina ed organizza per la notte del 10 ottobre 1943 il pericoloso imbarco notturno nel ben presidiato porto di Cattolica. L’attività di pesca era infatti strettamente controllata dai nazifascisti: tutte le barche erano registrate, dovevano ritornare in porto entro il tramonto e potevano essere sottoposte a controlli alla partenza e all’arrivo, mentre in caso di ritardo un aeroplano aveva il compito di individuare la barca ed eventualmente distruggerla senza preavviso. Nel peschereccio “Freccia Azzurra” vengono segretamente imbarcati il capitano James Tuil

Ferguson, il comunista medicinese Renato Modelli (che diventerà in seguito un ufficiale di collegamento con le missioni alleate), Ruggero Cagnazzo e l’ebreo Tullio Perlmutter. L’equipaggio è composto dal coraggioso capitano Guerrino Bianchini, dal figlio Libero e da due marinai di Riccione, loro parenti. Giunti sani e salvi a Termoli il giorno dopo, Ferguson e Cagnazzo vengono arrestati e divisi: Ferguson, vestito in abiti civili, viene inizialmente sospettato di essere una spia tedesca. Chiarita la sua identità, egli chiede di poter parlare con un ufficiale della A Force (una sezione specializzata all’interno del MI9 britannico, speciale dipartimento del War Office

che si occupava della collaborazione con i partigiani operanti nei territori occupati dai nazifascisti e del recupero dei militari delle forze alleate in territorio nemico) a cui propone il suo ritorno nella base di partenza per l’attivazione di un canale di supporto diretto con le forze partigiane presenti nell’Appennino tosco-emiliano: la risposta è un netto rifiuto - i tempi ancora non erano maturi per questo genere di rapporti. Ferguson, tuttavia, riesce ad ottenere alla fine (in via eccezionale) di poter ritornare dietro le linee nemiche, ma con una diversa missione: coordinare, assieme a Spooner, Cagnazzo ed i partigiani, il salvataggio mediante un imbarco segreto nelle zone occupate dai nazifascisti di alcuni ufficiali britannici di altissimo rango, in fuga dal campo di prigionia di Vincigliata (Firenze) ed ora nascosti sull’Appennino: il tenente generale Philip Neame, già comandante delle forze britanniche schierate in Cirenaica; il maresciallo dell’Aria Owen T. Boyd, co-

mandante in capo della RAF (Royal Air Force) in Medio Oriente; il generale Richard N. O’Connor, già comandante della Western Desert Force in Africa. Arruolati come agenti segreti del MI9 britannico, il 17 ottobre Cagnazzo e Ferguson partono da Termoli sempre a bordo della “Freccia Azzurra”, approdando clandestinamente a Gabicce (o Vallugola) nella notte del 18. Grazie anche alla collaborazione dello zio, comandante del porto di Cattolica, Bianchini riesce a giustificare l’approdo fuori dal porto e la sua lunga assenza da Cattolica, senza suscitare sospetti, a causa dei quali nei giorni precedenti era stata arrestata la moglie del capitano, Pierina Bianchini. Da quel momento Cagnazzo, Ferguson e Spooner si attivano - in collegamento con una fitta trafila di partigiani - per poter organizzare nei pressi del porto di Cattolica l’imbarco concordato con la A Force dei tre generali inglesi. Un’altra storia che merita di essere raccontata… Purtroppo, alcuni protagonisti dell’episodio troveranno la morte pochi anni dopo: il giovanissimo Libero Bianchini verrà fucilato dai tedeschi alla fine del 1944 mentre il padre Guerrino scomparirà in mare nell’immediato dopoguerra durante una delle tante tragedie della marineria romagnola, vittima assieme ad altri marinai delle numerose mine antisbarco posate davanti alla costa romagnola. *Presidente ANPI Cattolica-Valconca


Ristrutturare - Costruire - Idee Gli artigiani della casa Macchina per scrivere, freni ad aria compressa per treni

La di autore ignoto, vieneSiattribuita Piero della Francesca, La Città Città ideale ideale (particolare), (particolare) attribuita al Laurana. trova ad aUrbino, Palazzo Ducale Luciano Laurana, Francesco di Giorgio Martini, Leon Batista Alberti... Si trova ad Urbino, Palazzo Ducale

Le scoperte che hanno fatto ‘crescere’ l'uomo 1868 - Macchina per scrivere La macchina per scrivere diventa realtà. Sviluppando la geniale e sfortunata esperienza di Ravizza, il giornalista, editore, postino ed esattore delle tasse americano Christopher Latham Sholes (1819-1890) brevetta l’apparecchio «definitivo». La macchina di Sholes, dall’aspetto che resterà immutato fino a oggi, utilizza il nastro inchiostrato, un rullo portacarta che avanza con un meccanismo a scappamento e, soprattutto, sfoggia la tastiera che resterà inalterata anche nei computer. Si tratta della tastiera così detta «Qwerty» dalle lettere dei primi sei tasti della fila superiore. Sholes ha l’idea di raggruppare le lettere in modo che ai lati si trovino quelle più frequenti e le dispone in modo che (almeno nella lingua inglese) risultino distanziate quelle che si trovano affiancate nelle parole di uso più comune, in modo da poter essere battute alternativamente con le dita delle due mani. Vivendo in un Paese in cui le buone idee riescono a trovare quasi sempre anche dei buoni finanziatori, Sholes vende il brevetto per 120 mila dollari dell’epoca a una fabbrica di fucili, la Remington Fire Arms Co., che dà inizio alla produzione di massa della macchina. Il primo scrittore che utilizza il rivoluzionario strumento è Mark Twain, che il 19 marzo 1875 le dedica un racconto umoristico, il primo composto con una

macchina per scrivere. 1869 - Freni per treni ad aria compressa Dopo aver assistito a un incidente ferroviario e aver sentito un ferroviere che diceva «questo si sarebbe potuto evitare se i treni avessero freni su tutte le ruote», l’inventore

autodidatta americano George Westinghouse (1846-1914) prende a studiare un metodo per trasferire energia dalla locomotiva ai vagoni in maniera da installare freni anche su di essi. Leggendo un articolo che parla dell’impiego dell’aria compressa per il traforo del Frejus, Westinghouse intuisce

che questo è il sistema che cercava e tra la fine del 1868 e l’inizio del 1869 realizza il primo sistema di frenatura ad aria compressa, che può essere trasmessa attraverso tubi da un vagone all’altro. A soli 23 anni dimostra il sistema con successo e dà inizio a una industria che ancora oggi è tra le più importanti degli Stati Uniti (anche se nel 1900 Westinghouse ne sarà estromesso dal finanziere John Pierpont Morgan, 1837-1913). Westinghouse inventerà innumerevoli altri congegni, tra cui un sistema automatico di segnalazione ferroviaria, il contatore del gas, le valvole di sicurezza per l’uso domestico del gas e infine si adopererà per l’adozione della corrente alternata nella distribuzione dell’energia elettrica, a fianco di Tesla e in opposizione a Edison.


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Progetto sperimentale. Il fine è creare laboratori. Riaperto l'Info-Point Giovani Elisir d'Amore con successo

Giovani-anziani, scambio di saperi CENTRO GIOVANI

Daniele Girometti (primo a sinistra), Laura Palma (al centro col tenore Paolo Gabellini)

di Wilma Galluzzi L’Elisir d’Amore di Gaetano Donizetti Il 6 settembre il Teatro della Regina ha ospitato la rappresentazione dell’opera giocosa “L’Elisir d’Amore” di Gaetano Donizetti. L’occasione dell’opera ha rappresentato anche l’esordio nel teatro di casa per i due coprotagonisti cattolichini: la soprano Laura Palma e il baritono Daniele Girometti, che hanno suscitato molti applausi a scena aperta. La purezza e la potenza delle loro voci, già molto conosciute e apprezzate in ambito locale, hanno dato una prova in più del loro valore, unitamente all’espressività scenica molto marcata. Un elogio

particolare anche al basso Roberto Ripesi, dotato di eccezionali capacità teatrali evocali. L’esecuzione dell’opera è stata un successo sotto ogni punto di vista. Bravo il tenore Paolo Gabellini e brava la seconda soprano Caterina Tonini, insieme al Coro lirico della Regina che si è espresso con grande sicurezza insieme alle due ballerine della scuola di Marinella Capuano. La direzione musicale è stata di Gilberto Del Cherico. Ensemble strumentale della Regina: pianoforte Pia Zanca, flauto Carla Perazzini, tromba Giuseppe Belemmi, percussioni Giusi Pagnini.

- Al via “Scambio di Saperi”, l’iniziativa che incrocia le abilità di giovani e over sessanta promosso dall’assessorato alle Politiche giovanili, dal Centro Giovani del Comune di Cattolica e da Coop Adriatica. L’idea alla base di questo progetto sperimentale è proprio la volontà di creare dei laboratori di scambio e apprendimento inter-generazionale tra giovani ed anziani. E a partire dal mese di ottobre iniziano i corsi e i laboratori gratuiti che potranno essere frequentati da ragazzi e da ogni interessato di età pari o superiore ai sessanta anni. I corsi attualmente disponibili che saranno tenuti da giovani per anziani sono le lezioni di chitarra e batteria; quelli, invece, condotti da “docenti” della terza età e rivolti alle nuove generazioni riguardano la pasta fresca, il cucito, le ripetizioni, l’uncinetto e altre attività artigianali. I corsi che si svolgeranno al Centro Giovani di Via del Prete potranno avere un numero di partecipanti che varia da 6 a 10,

Anna Maria Sanchi, assessore alle Politiche giovanili

a seconda della tipologia: per informazioni ed iscrizioni occorre rivolgersi all’Associazione “Music Machine” dal lunedì al venerdì nella fascia oraria che va dalle 15 alle 19 e chiedere di Daniela, telefonando al numero 328.6839114 mail daniela.badioli@gmail.com

“Con questo progetto sperimentale – dichiara l’assessore alle Politiche Giovanili Anna Maria Sanchi - che unisce le competenze e le passioni dei giovani di oggi con chi giovane è stato qualche anno fa, il Centro Giovani di Cattolica apre i suoi spazi alla città tutta, creando connessioni e ponti tra generazioni. Ci auguriamo che questo progetto possa avere il successo che tutti aspettiamo e che le adesioni siano numerose per poterlo così riproporre anche in futuro”. E sempre il Centro Giovani di Cattolica si fa promotore, anche quest’anno, di un altro interessante corso che partirà proprio all’inizio di ottobre e che sarà tenuto e diretto da Michele Luppi: si chiama “Visione globale della musica 4” e prevede una serie di lezioni individuali e di musica d’insieme. Dopo la pausa estiva riapre lo Sportello “InfoPoint Giovani” di Cattolica. Tutti i venerdì pomeriggio, dalle 15 alle 18, i giovani tra i 14 e i 34 anni possono recarsi presso il Centro Giovani via Del Prete 119


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CARTOLERIA EDICOLA

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Carla e Franca

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All'Est anche ville. Qui ha conosciuto una ragazza, diventata la moglie. Lavori trovati grazie a facebook. Pubblicato libro con bellissime chiese russe

ARTICOLI DA REGALO Cattolica - Piazza Mercato 11 Tel. 0541 - 967792

Tommaso, restauratore di chiese in Russia Dall'esperienza, nato un “catalogo” con eccellenze artigianali d'arredo della provincia di Rimini. I titolari sono suoi amici. Il suo sogno: pubblicare un libro di non sole immagini, sempre con chiese ortodosse. Lo zio Alberto imbiancò la Chiesa dei Frati negli anni '70; il babbo Mario la rinnovò negli '80. Tommaso ci ha rimesso le mani nel 2010. “Ora et labora”, il suo motto

Tommaso Scattolari metropoli negli Urali. Qui conosce una ragazza, Daria; diventerà sua moglie. Tommaso è innamorato della Russia e dell'Europa dell'Est, terre che ama, apprezza e conosce come le proprie tasche. Dopo i primi lavori russi, batte alle porte degli architetti come Scattolari imbianchini, ma buca poco. Gli si accende la sua speciale lampadina. Confeziona una brochure dal titolo “Luxury Design Italia”. Basta saper comunicare e gli altri ti guardano con occhi diversi. Nel suo volumetto di presentazione ha coinvolto alcuni amici artigiani riminesi: ci sono pezzi di arredo, di pelletteria, in ferro. Gli Scattolari sono una famiglia di imbianchini che abitano a Cattolica dai primi anni '70. Provengono da Misano Cella, una delle capitali del pennello ben dato della provincia di Rimini. L'azienda conta mezza dozzina di addetti

UOMINI - “Il mio amico Tommaso, ti assicuro è un genio, ha pubblicato un libro con immagini di bellissime chiese ortodosse russe. Gli faresti un articolo?”. “Volentieri”. Tommaso è molto più che un autore di libri; è un artigiano con una mente che vola alto. Altissimo. Si diverte con il lavoro (la sua passione) e ancor più con la vita. La sua stella dell'Est nasce per puro caso, grazie alla tecnologia. Ha 18 anni, come tutti i giovani si diverte con la rete: Internet su tutte. Incontra, grazie ai fili, una ragazza di Tiblisi, Nana. Diventano amici. Il babbo è

uno scultore che travalica i confini della Georgia. Nel 2006, Tommaso, già avviato nell'azienda di famiglia, grazie a quest'artista professore di Accademia, si conquista l'incarico di ripristinare la cattedrale vecchia di Tiblisi, chiesa ortodossa, naturalmente. Ritocca anche le icone. Sull'onda del primo lavoro, mette le sue mani in un'altra mezza dozzina di chiese. Come si sa, da cosa nasce cosa, dopo le chiese sono venuti anche lavori privati: imbiancare ed arredare ville. L'ultimo risale allo scorso febbraio: una residenza a Ekaterinburg,

e attrezzature di prim'ordine. Tommaso è portato per l'arte; si iscrive all'istituto d'arte Fellini di Riccione. Di quei 5 anni ricorda: “All'uscita ci venivano a prendere i familiari. Il mio era sempre schizzato di vernice. Avevo un po' di titubanze, per non dire di vergogna. Poi capisco quanto ero fortunato ad appartenere ad una famiglia di artigiani; dove si usano cervello e mani con intelligenza”. Tommaso esce dalla scuola ed entra nell'impresa paterna. Vi apporta le sue sensibilità: l'affresco, i mosaici, le resine, la creatività. E inizia a smanettare sulla rete per “trovare” nuove committenze. Funziona. E' anche, Tommaso, profondamente religioso. Altro vivo ricordo: “Quando sono entrato la prima volta in una chiesa ortodossa sento il cazzotto della fede. In interni senza luce elettrica, se non l'illuminazione di migliaia di candele, i fedeli si raccolgono in un silenzio che contagia i respiri, gli odori, i suoni”.

SPETTACOLI

Puglisi, soprattutto sacerdote Don Pino Puglisi

LA LETTERA

- Gentilissimo direttore, ho avuto l’occasione di leggere sul tuo giornale l’articolo di Piergiorgio Morosini dal titolo “Padre Pino Puglisi, l’omicidio della speranza”: Non è mia intenzione contestarlo, ma non posso fare a meno di non sentirlo vicino al mio modo di concepire la vita e a quello che, secondo me, è il vero spirito che ha mosso don Puglisi durante tutta la sua vita. Vorrei, quindi, provare a dare un altro modo di leggere quello che è stato don Pino Puglisi. Don Puglisi, ucciso dalla mafia il 15 settembre 1993 nel giorno del suo 56° compleanno, e ora beato dal 25 maggio 2013. Un sacerdote autentico, antimafia non per un particolare progetto personale, ma in quanto sacerdote. Un prete martire per le parole di Vangelo che pronunciava, per la fede che sottraeva spazi alla criminalità, per le sue opere che sapevano reinventare la speranza. Nella Chiesa c’è sempre stata la esplicita e ferma certezza dell’incompatibilità dell’appartenenza mafiosa con la professione di fede cristiana: il mafioso in forza della stessa appartenenza alla cosca si pone oggettivamente fuori dalla comunione ecclesiale. Giovanni Paolo II, nel 1991, in occasione della sua visita in Sicilia così si esprimeva: “Tale piaga sociale rappresenta una seria minaccia non solo alla società civile, ma anche alla missione della Chiesa, giacché mina all’interno la co-

Teatro: cartellone con la prosa, il comico, la danza e il dialetto

scienza etica e la cultura cristiana del popolo siciliano”. L’assassinio di don Pino è maturato in questo contesto di presa di distanza degli esponenti di Cosa Nostra dalla Chiesa. L’omicidio di don Pino fa comprendere quanto sia importante una pastorale che esca dagli stereotipi dell’antimafiosità, e si ponga al servizio di tutto l’uomo e di tutti gli uomini. Ci sono voluti molti anni, infatti, per comprendere che don Puglisi non era un prete antimafia perchè non aveva la scorta o non partecipava ad attività pubbliche molto in voga in quegli anni. Puglisi era un normalissimo parroco che proseguiva la sua azione pastorale anche contro gli avvertimenti e le minacce dei mafiosi che ebbe prima della sua uccisione. Il martirio di don Pino fu conseguenza non ricercata di un’umile volontà quotidiana di seguire il Signore. Don Puglisi non è stato ucciso per un nobile ideale, come tanti che sono morti in questi anni e ai quali va la nostra riconoscenza. La mafia ha ucciso don Pino

perchè la sua logica era incompatibile con quella del Vangelo. E’ morto per Cristo e con Cristo adesso partecipa della gloria di Dio. La strada che il Signore ha stabilito per lui è passata attraverso le tappe della sua vita, che tutti adesso conosciamo, ultima della quale la sua uccisione per mani mafiose. E’ stato ucciso in odium fidei, ossia in odio alla fede. Don Puglisi è stato un prete che ha fatto il suo lavoro amministrando i sacramenti. Si è impegnato in tutte le opere di misericordia, ha predicato anche contro Cosa Nostra, ma questo suo impegno contro il male non è stato la nota prevalente del suo ministero sacerdotale. E dunque contro un sacerdote autentico, contro questo prete ”senza aggettivi” che è esplosa l’avversione dei mafiosi. L’odio per la fede emerge con chiarezza nel verbale degli interrogatori dei suoi uccisori. Da essi emerge la pericolosità dell’azione di Puglisi, non per il bene che faceva, ma per la minaccia che rappresentava al potere della mafia. Ultimamente mi è capitato di rileggere il libro “Il potere dei senza potere” di Vaclav Havel (tra i fondatori di Charta 77 e poi presidente della repubblica cecoslovacca) ed in esso l’autore nota che il “regime”(anche la mafia in fondo lo è) perseguirà sempre anche il più piccolo gesto che si configuri come tentativo di vivere nella verità. Basta che l’incrostazione della menzogna (cioè una società che accetta per paura come fa fare la

mafia) venga rotta in un punto, una volta, perché l’intero castello cada e si disintegri. Il solo atto di porre l’accento sulla verità dell’esistenza (la fede che in don Puglisi era il motore di tutto) si contrappone al sistema imposto nel modo più potente. Morosini, ad un certo punto, dice:”La sua azione non è diversa dai praticanti di una teologia della liberazione fatta di cattolici impegnati a vivere e difendere la fede attivamente partecipativa nelle favelas in mezzo agli uomini della terra”. C’è un modo di pensare alquanto diffuso per cui quando dei preti operano nel sociale, magari nelle favelas, chissà perché, sembra che questo possa accadere solo perché sostenitori della teologia della liberazione. All’ultimo Meeting di Rimini don Josè Maria di Paola detto “Pepe”, amico personale di papa Francesco che tutti abbiamo visto in televisione con lui, che opera nelle villas miserias di Buenos Aires, disse che spesso povertà e teologia della liberazione sono due termini spesso affiancati quando si parla di lotta contro le ingiustizie (ieri, ha detto infatti, almeno 12 giornalisti mi hanno fatto la stessa domanda affiancando questi due termini). Lui, da prete impegnato da anni nelle villas, ha risposto che non serve la teologia della liberazione, basta il Vangelo vissuto per combattere le ingiustizie. Ho voluto dire questo perché troppo spesso ci si nutre di luoghi comuni e anche la vicenda di don Pino spesso è letta dentro questi luoghi comuni.

Ivano Tenti

Cattolica, il teatro della Regina

- Prosa. Comico. Danza. Dialettale. Si apre il 20 novembre la stagione teatrale 20132014 del Teatro della Regina a Cattolica. Sei gli spettacoli di prosa, con protagonisti come Antonio Latella, Luigi Lo Cascio, Luca Barbareschi, Geppy Gleijeses; la compagnia tedesca Familie Flöz in un “giallo sperimentale”, Hotel Paradiso. Tre appuntamenti coi comici Ale e Franz, Giacobazzi e Angela Finocchiaro. Per la danza saliranno sul palcoscenico: il Royal Mongolian Ballet, il Balletto di Roma, con un omaggio a Lucio Dalla; Giuseppe Picone e altre grandi stelle dei più importanti corpi di ballo europei. Gli spettacoli dialettali si terranno presso il Salone Snaporaz. Per i bambini e le famiglie, oltre la consueta programmazione per le scuole, tre spettacoli la domenica pomeriggio con la rassegna “TuttaEtàTeatro”.

Gli abbonamenti partono il 14 ottobre (30 settembre per i vecchi abbonati), con formule elastiche e prezzi inalterati; c’è la possibilità di regalare un abbonamento con la “Gift Card”. Anche quest’anno la stagione è diretta da Simona Salvetti, curata in collaborazione con Emilia Romagna Teatro Fondazione (ERT). Sponsor principale, Banca di Credito Cooperativo di Gradara. “Il Teatro - dice Anna Sanchi, assessore alla Cultura di Cattolica - è una risorsa per la nostra città. Il cartellone rispecchia un pubblico vasto ed eterogeneo, che soddisfa gli artisti e viceversa”. “I sogni della fontana”, quadro del raffinato artista cattolichino Vincenzo Cecchini, è la bella scenografia del cartellone. Per maggiori informazioni: 0541/966778, e-mail teatro@cattolica.net, www.emiliaromagnateatro.com, www.cattolica.net. f. c.


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CATTOLICA

CATTOLICA

LA LETTERA

Roveri: “Non Di Giovanni: “I merito gli insulti miei scritti non della signora sono offensivi” Varglien” - Leggo con molto ritardo quanto la professoressa (spero non di italiano) Varglien afferma nella sua lettera. Capisco che le dia fastidio l’ateismo di Silvio Di Giovanni, ma per quanto mi riguarda la sfido a citare una mia sola affermazione meritevole dei suoi insulti. Dopo un’intera vita al servizio della verità storica nelle strutture dello Stato, mi permetto, nella mia vecchiaia, di redigere anche dei pamphlet su Berlusconi. Alla berlusconiana Varglien dànno fastidio, evidentemente. Ma ritengo mio dovere morale farlo. Mi lasci vivere, la Varglien, la mia vecchiaia come mi pare e piace. Quando ero nipotino fui vittima del Berlusconi di allora, ma speravo di vivere in una Italia ben diversa da quella di oggi. Alessandro Roveri

- Vede signora, ho letto con stupore la sua uscita sulla “Piazza” del mese di settembre. La mia sensibilità e la mia cultura non mi hanno mai permesso di offendere, né di insultare, alcuno dei miei compaesani che scrivono sulla stampa locale ed esprimono idee e concetti che io non condivido. Respingo il suo preteso “livore” ed addirittura “l’odio”... “rancori”: e “calunnie”, che Lei vorrebbe a me attribuire inseriti nei miei scritti. Non v’è mai nulla dì tutto ciò. Anch’io, come tanti che la pensano come me, spero ed auspico in un domani migliore ma non sono d’accordo con il fideista - credente che ciò passi soltanto attraverso la fede nel Creatore. Personalmente non penso proprio di avere necessità di lezione di comportamento, la mia serenità l’ho già raggiunta da tanti anni. Silvio Di Giovanni

CATTOLICA

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Il 9 agosto scorso è stata dedicata una serata per ricordare Augusto Gennari

Via Verdi 22 - Tel. 0541.960772 Via Dante 79 - Tel. 0541.968163 LA LETTERA

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Via Verdi 22 - Tel. 0541.960772 Via Dante 79 - Tel. 0541.968163

Gennari, una serata per ricordarlo Titolo dell'iniziativa “L'immersionista”. Interventi di Annamaria Bernucci e Gian Piero Gabellini. Gennari era deceduto lo scorso 19 giugno, nel primo pomeriggio, concludendo così il suo viaggio terrestre (usando un'espressione del poeta Mario Luzi). Nonostante la gravità della malattia, Gennari ha alimentato fino all'ultimo l'amore per la vita, la natura, i compagni di percorso

IN RICORDO

- Il 9 agosto scorso per la serata - l’Immersionista - dedicata all’artista Augusto Gennari presentata da Annamaria Bernucci (Musei Comunali Rimini) e Gian Piero Gabellini (libreria Nautilus, Bologna), ha partecipato un numeroso pubblico, attento ed emozionato. Remo Gennari, fratello di Augusto, ringrazia pubblicamente con questa lettera. «Mi sento in dovere di ringraziare tutte le persone che hanno partecipato alla presentazione del video di mio fratello Augusto Gennari, sulla più bella piazzetta d’italia, piazza Valbruna di Gabicce Monte.

Partner ideale dei Tuoi Progetti

Cito uno per tutti, Davide Rondoni: ho visto molte persone emozionate non solo per la perdita di un grande amico sempre coerente con le proprie convinzioni, senza mai scendere a compromessi. Le persone erano emozionate per le sue opere di grande artista-poeta in arte e nella vita vissuta, spirito libero anche nel dolore che ha affrontato con grande dignità. Conosco da vicino e molto bene le sofferenze di chi è colpito dal tumore, la grande forza dimostrata da mio fratello mi ha stupito. E' anche per questo che sento che per me l’uomo Augusto, Gustèin, non è morto, lo sento vicino in ogni momento e penso che l’artista non muore mai, vive per sempre nella sua arte e nel pensiero che tramanda.

Agostino Gennari (Augusto - Gustèin) 4/9/1943 - 19/6/ 2013, sulla porta della sua DIMORARTE

Per far sì che il suo pensiero non cada nell’oblìo ma continui ad essere presente insieme agli amici d’arte e della vita, stiamo preparando alcuni eventi, come Augusto desiderava. Nel mese di aprile, in una delle ultime volte in cui siamo andati insieme a Meleto, nella sua casa Dimorarte, un pomeriggio, vicino al camino in cui ardeva il fuoco da lui acceso, guardavo un quadro, un volto di donna che mi piaceva. Senza che io dicessi niente Augusto mi disse: - Ut pìss? -Sé. - Tal vù? - Se t’ mal de’!!! Ciaple! È stato il più bel regalo della mia vita, ricevuto dal mio grande fratello Gustèin». Remo Gennari

APPELLO

Cercasi opere per antologica - Si cercano opere di Augusto Gennari per realizzare una mostra antologica. Maria Teresa Codovilli, vedova dell’artista scomparso il 19 giugno scorso, rivolge un appello a chi è in possesso di opere, sia di pittura che di scultura o ceramica eseguite dal marito dagli anni ’60 a oggi. Essendo in programma per dicembre una mostra antologica del Maestro, si invitano i possessori delle opere a concederle in visione per la mostra o comunque a dichiarare la disponibilità a farle fotografare per ricostruire nel modo più documentato possibile il percorso artistico di Augusto Gennari. Si ringrazia di cuore chi voglia collaborare a realizzare questo evento. Tel. 0541–954946.


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Riflessioni bibliche “Non possiamo non definirci cristiani”, Benedetto Croce

IMPEGNO CIVILE

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Chi è questo personaggio che tiene in scacco l'intero Paese, che suscita accesi contrasti?

Riflessioni bibliche “Il cristianesimo ha tradito Gesù?”, Giorgio Jossa

LA RIFLESSIONE Giuseppe Casale

di monsignor Giuseppe Casale

- Ma chi è il personaggio Berlusconi, che tiene in agitazione un intero Paese, che suscita accesi contrasti, che mette a rischio la tenuta stessa del governo, mentre ben altri e gravi problemi (crisi economica, disoccupazione giovanile, criminalità organizzata, immigrazione) esigono interventi urgenti e indilazionabili?Non è una domanda retorica. Perché il caso Berlusconi va ben al di là del fatto di cronaca riguardante una persona. È il termometro che segna una grave anomalia nella vita della democrazia italiana. Si fa presto a descrivere il Berlusconi reale: un imprenditore che ha accumulato un’enorme ric-

Si fa presto a descrivere il Berlusconi reale: un imprenditore che ha accumulato un’enorme ricchezza, non si sa con quali metodi; un uomo politico che ha suscitato forti critiche

chezza, non si sa con quali metodi; un uomo politico che ha suscitato forti critiche e riserve da parte di tanti onesti cittadini e numerosi interventi della magistratura per una condotta che è apparsa a coloro che indagavano su di lui riprovevole, in contrasto con le leggi dello Stato e l’etica pubblica, sia quando Berlusconi vestiva i panni di uomo di governo sia quando dirigeva, direttamente o indirettamente, le sue aziende. Alla fine di uno dei tanti procedimenti giudiziari che lo hanno visto indagato o imputato è stato condannato in ma-

nua ad alimentare suggestioni collettive e un fitto reticolo di interessi. Ci sono ancora milioni di persone che vedono in Berlusconi il “salvatore della patria”, il politico che fa sognare e dispensa dal pensare. Vi sono, inoltre, altre centinaia di persone alle quali Berlusconi assicura potere, posti di lavoro, carriera politica,

Berlusconi virtuale e reale niera definitiva dalla Cassazione. Non è un perseguitato. È, tecnicamente, un condannato. La sentenza della Cassazione doveva perciò bastare per chiudere questo triste e avvilente capitolo della storia italiana recente.

- Sabato 21 settembre 2012 su Televideo ho letto, a proposito del discorso tenuto dal Presidente Napolitano alla Luiss, un passaggio che mi ha colpito: “Napolitano lancia un appello perché servirebbe tra i magistrati una attitudine meno difensiva e più propositiva sulla riforma della giustizia.” Forse è la prima volta che il Presidente lancia un appello così chiaro ai magistrati. Mi è allora venuto in mente che nell’ottobre scorso gli avevo scritto una lettera con una mia proposta operativa. Lettera che è rimasta senza risposta e senza seguito, la allego a beneficio di quei lettori della Piazza che sono interessati al tema Giustizia. Cattolica, 3 ottobre 2012 Egregio Presidente Napolitano, non avendo trovato nel sito ufficiale della Presidenza della Repubblica nessun indirizzo e mail, Le scrivo usando i mezzi tradizionali. (Carta e macchina da scrivere). Spero che domenica e lunedì scorso Lei sia riuscito a vedere la fiction su Enzo Tortora. Se fosse stato impedito da altri impegni, La pregherei di farsene dare una copia e vederla con calma; Le assicuro che ne vale la pena. E’ la fotografia reale delle due facce della nostra Magistra-

Non è così. Perché se cade Berlusconi, cade tutta una costruzione pseudo-politica che ha in lui sostegno e spinta propulsiva. Ecco quindi che a fianco del Berlusconi reale c’è il Berlusconi virtuale, quel-

lo che ha fatto dimenticare ad un’intera generazione il rispetto delle leggi, della Costituzione e dei poteri dello Stato, assieme alle stesse norme minime di comportamento che vigono in una società organizzata. E che conti-

Il presidente Napolitano e la Magistratura Giorgio Napolitano, presidente della repubblica

tura. La prima è composta da un gruppo di magistrati pressapochisti, con scarsissimo rispetto per le persone e per quella verità che dovrebbero perseguire costantemente. Infatti, la mancata verifica oggettiva di accuse vaghe, l’utilizzo errato e svogliato dei dati a disposizione, come, ad esempio, confondere Tortora con Tortona, senza un minimo di approfondimento – bastava una telefonata - sono gravissimi indizi di arroganza e fiducia più nei propri teoremi che nella sostanza dei fatti. E questo per un magistrato è molto grave. Le carceri sono sovraffollate; ma in carcere ci sono oltre 25.000 detenuti in attesa di giudizio, cioè in prigione senza neppure sapere se sono colpevoli oppure no. Venticinquemila, è un numero enorme, caro Presidente, perché si tratta di persone, non di paracarri. Fortunatamente c’è anche un’altra parte della Magistratura; quella seria, onesta, che lavora e ricerca i riscontri oggettivi e non i

teoremi, o le mode, o peggio ancora la visibilità mediatica. E meno male che c’è! Allora, caro Presidente, divida il grano dalle erbacce, chieda premi per quelli bravi (avanzamenti di carriera motivati) e chieda che siano puniti gli arroganti e superficiali. IL C.S.M. è lì per questo. E Lei è il Presidente del C.S.M. Lei è il capo di TUTTI i magistrati, lo afferma la Costituzione per ben due volte. Segua le indicazioni ed eserciti il potere che Le dà la Costituzione, convochi una seduta del C.S.M. con un solo punto all’ OdG: “Ricerca di un modo pratico e concreto per celebrare, in poco tempo, 10.000 processi, senza ricorrere a leggi speciali”. Lo presieda, con l’autorevolezza che tutti le riconoscono e non chiuda la seduta fino a che non si sono trovate soluzioni pratiche percorribili. Nel frattempo sarebbe forse anche utile verificare come impiegano il loro tempo parecchi magistrati. Fra libri da scrivere e da presentare, convegni, attività e polemiche politiche, meeting, ecc, trovano ancora il tempo per fare le udienze e scrivere le sentenze?. Le statistiche dicono che circa il 50% dei detenuti in attesa di

posizioni di rilievo nell’apparato dello Stato. E allora la condanna? Per tutte queste persone non conta. È solo il frutto di una magistratura di sinistra che perseguita “l’unto del Signore. Gli insuccessi nel governo

giudizio risulta innocente. Se si celebrassero velocemente 10.000 processi e risultasse che il 50% dei detenuti in attesa di processo sono innocenti, si libererebbero subito 5.000 posti. Sarebbe un ottimo risultato ottenuto senza sprechi e investimenti particolari. Sarebbe anche un atto di doverosa giustizia verso coloro che sono in carcere senza giustificato motivo. La ringrazio per l’attenzione, Le allego anche le due mie precedenti lettere alle quali non mi è mai stata data risposta. Con distinti ossequi, f.to Gianfranco Vanzini La lettera conserva ancora tutta la sua attualità e drammaticità. Una riforma vera della Giustizia è diventata assolutamente indispensabile e Presidente della Repubblica e C.S.M. (ciascuno nell’ambito del proprio ruolo e delle proprie prerogative) dovrebbero, a mio avviso, essere parte attiva nella sua elaborazione. Oggi in molti invocano il rispetto dello stato di diritto, riferendosi ovviamente a Berlusconi e sta bene. Non va però sottaciuto che è stato molto interessante vedere come, solo “volendo”, un gruppo di volonterosi magistrati sia riuscito a concludere, in pochi mesi, due gradi di giudizio: Appello e Cassazione. Miracolo giudiziario. Molto bene. Allora è possibile andare spediti, basta volerlo.

della cosa pubblica? Solo la conseguenza di una democrazia che impedisce al “capo” di governare con rapidità e decisione. Bisogna quindi salvare Berlusconi – si dice – perché è stato eletto da milioni di italiani. Come se l’essere eletti comporti non la responsabilità, ma l’impunità. Bisogna salvare Berlusconi, perché – si insiste – altrimenti tutto crolla. È vero. Però crolla una costruzione che non si basa sull’apporto responsabile dei cittadini,

il Berlusconi virtuale, quello che ha fatto dimenticare ad un’intera generazione il rispetto delle leggi, della Costituzione e dei poteri dello Stato, assieme alle stesse norme minime di comportamento ma sulla verbosità, spesso menzognera, di chi pensa e decide per tutti.Bisogna resistere alla tentazione di chiudere gli occhi, di accettare gli italici compromessi. Il bene comune non esige l’acquiescenza, il salvacondotto, la tortuosità di pseudo giustificazioni. La condanna di Berlusconi è l’uscita di sicurezza da un populismo mistificatore verso una democrazia sana, costruita ogni giorno con l’apporto intelligente e responsabile di tutti i cittadini.Che ne pensano i tanti cattolici “berluscones”? Non è giunto il momento per fare un serio esame di coscienza e... convertirsi? *Arcivescovo emerito della diocesi di Foggia-Bovino Fonte Adista n.30 2013


Aziende informano Da più di 100 anni sul territorio DIREZIONE GENERALE Gradara - Via Mancini 21 - Tel. 0541.823511

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Lo scorso 25 settembre. Giornata memorabile con l'uomo che sta “sconvolgendo” non solo i credenti

Da più di 100 anni sul territorio DIREZIONE GENERALE Gradara - Via Mancini 21 - Tel. 0541.823511

Quattro istantenee dello scorso 25 settembre

Bcc soci: in udienza da Papa Francesco BCCG - SOCI - Non il pensiero e le parole, ma solo la grandezza e il mistero del silenzio possono raccontare alcuni eventi, recita un vecchio adagio tedesco. Quest'immagine si potrebbe utilizzare per l'udienza generale vissuta con Papa Francesco dai soci della Banca di Credito

BCC - SOCI

BCC Gradara, due grandi gite - Altre due grandi gite culturali della Banca di Credito Cooperativo di Gradara riservate ai soci e ai correntisti. Come le altre, si collocano nel progetto “Conosci il territorio”. Siena L'uscita è in programma il 24 ottobre. Chi ha la fortuna di andarci, avrà il privilegio di ammirare nel duomo, apertura eccezionale, la Porta del Cielo. Si parte il mattino presto da Gabicce Mare (piazzale Aldo Moro) e si rientra la sera tardi. Trento e Rovereto La puntata trentina per musei e non solo (si è in pieno mercatini di Natale) è il 1 dicembre. Due le città da visitare: Trento e Rovereto. La tappa fondamentale di Trento è la visita del Muse. Progettato da Renzo

Siena Trento e Rovereto

Piano, da poco inaugurato. Dodicimila metri quadrati, articolati su sei piani, tutti dedicati alla scienza, alla natura, alla scoperta, in uno spazio architettonico che racconta in modo divertente, ma scientificamente corretto, le

caratteristiche delle Alpi, i ghiacciai, la fauna, la flora, la biodiversità al variare dell'altitudine, la nascita dell'uomo e la sua imprtonta nell'universo. Rovereto invece, come ben sanno gli appassionati d'arte, si-

gnifica il prestigioso Mart, un'eccellenza italiana. In questo periodo al Mart si può ammirare una mostra su Antonello da Messina.. Anche questa volta si parte il mattino presto da Gabicce Mare (piazzale Aldo Moro) e si fa ritorno la sera tardi. Pranzo e cena liberi Per Trento e Rovereto si accettano adesioni nelle filiali entro il 15 novembre. Come ben sanno coloro i quali partecipano alle gite della Banca di Credito Cooperativo di Gradara le iniziative, come recita il progetto “Conosci il territorio”, hanno lo scopo di far scoprire i tesori artistici e naturali e di socializzare.

Cooperativo di Gradara. La “storica” giornata c'è stata lo scorso settembre 25. Una mattinata esaltata dal sole e dalle tante persone in piazza San Pietro. E' la seconda volta che i soci della BCC vivono un incontro col papa. La prima fu

con Giovanni Paolo II. La giornata nella riflessione del presidente Fausto Caldari: “Papa Francesco sta interpretando il pontificato con forza ed umiltà, con valori semplici e giusti. Per affrontare la vita come servizio”.


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GABICCE MARE - GRADARA -TAVULLIA

Zepponi, il calcio in un libro Patrizio Zepponi

Titolo: “Calcio e ritmi della giocata”. Preparatore della squadra di calcio a 5 femminile LO SPORT - “Calcio e ritmi della giocata”, questo il titolo del libro (edito da Calzetti & Mariucci) scritto a quattro mani dal professore Patrizio Zepponi, attuale preparatore della squadra di calcio a cinque femminile e degli allenatori della polisportiva Gabicce Gradara e Roberto Osimani, futsal coach dell’Italservice PesaroFano. Nato a Bruxelles nel 1954, Zepponi dedica la sua vita allo sport, con illustri collaborazioni che lo vedono attivo in diversi ambiti sportivi. E’ insegnante di educazione fisica, trainer specializzato in tecniche di massimo rendimento nonché ideatore del metodo settoriale (cervello settoriale - allenamento settoriale) e del training tridimensionale (corpo, emozioni e mente). Zepponi di cosa parla il libro? “Parla di calcio e dei ritmi della giocata: con il termine ritmo intendo la massima espressione del tempo. Quest’ultimo si muove fra passato e futuro, il ritmo rappresenta il qui e ora e per seguirlo è necessaria

una grande concentrazione. Troppo spesso gli allenatori hanno dato importanza allo spazio trascurando così il fattore tempo. Le tecniche di massimo rendimento che sostengo sono improntate sull’espressione del meglio di sé in funzione del luogo e del momento presente. Lavorando coi bambini svolgo esercizi di tipo settoriali, che ogni volta vertono su determinati punti: nel caso del ritmo lavoro con il metronomo. Questo strumento è in grado di far percepire al bambino i tempi, che vengono variati gradualmente, in modo che possa apprendere il tempo della giocata”. Quali fattori compongono le sue tecniche di massimo rendimento? “La concentrazione, la capacità di essere vigile mantenendo l’attenzione su ciò che si sta facendo, liberandosi da pensieri ed emozioni quando si svolge una prestazione

sportiva e la relazione, che è bidirezionale. In campo spesso si comunica, si lanciano input, è importante anche relazionarsi cioè chiedere all’altro. Per fare un esempio: un buon giocatore non si misura dal fatto che effettua un bel passaggio, ma dalla capacità empatica che ha di comprendere la situazione e le necessità del compagno, in modo da potergli offrire un passaggio funzionale, adatto alle sue esigenze. Sono importanti anche i fattori tecnico e tattici, ma alla base di una buona prestazione c’è l’uomo, poi viene l’atleta. Capire chi è, come si relaziona con i suoi aspetti per poi poter lavorare assieme sprigionandone il massimo potenziale”. Qual è la relazione fra il campione e il successo? “Non facciamoci confondere da questi due termini che troppo spesso vengono ritenuti uno la componente dell’altro. Il campione è colui che si immerge nel profondo, che lavora con costanza per migliorarsi ed è in grado di comprendere e far convivere le tre componenti del pensiero tridimensionale: mente, emozioni e corpo fisico. Il successo può giungere per caso e lo si ottiene nel momento in cui ci allena, ma il percorso per diventare il cosiddetto campione non deve essere strettamente connesso al nu-

mero di vittoria ottenute. Il giocatore in partita non deve pensare bensì agire, penserà quando l’allenatore spiegherà, solo così potrà crescere, senza avere come unico obbiettivo il ‘giocare per vincere’. In questo modo si riducono solo le proprie potenzialità: partendo invece dal particolare su cui si vuole lavorare e concentrandosi su questo ci si può perfezionare”. Che tipo di cultura sportiva vige in Italia oggi secondo lei? “La cultura del risultato, il tutto e subito, senza preoccuparsi del percorso dell’essere umano e dell’atleta e di come possa migliorare, nulla di più sbagliato. Il risultato è il più grande nemico dello sportivo, crea in lui tensione e lo distrae dai suoi obiettivi. Pensiamo al bambino che un volta terminata la partita torna a casa, qual è la domanda più comune che gli viene posta? Hai vinto o perso? In base a ciò si decreta la bravura o meno del piccolo. A mio avviso la valutazione di crescita del bambino andrebbe commisurata al suo grado di impegno, sarebbe dunque più giusto chiedere com'è andata o che hai fatto oggi. L’età compresa fra i quattro e i nove anni, è il periodo più fecondo per apprendere ed è importante che sin da piccoli genitori e allenatori instaurino nel bambino una cultura sportiva volta alla crescita non decretata esclusivamente alla competitività, che se mal gestita danneggia”.

Pedini, campione LO SPORT

Lamberto Pedini sulla sua Suzuki

- Due trionfi, un secondo posto, un terzo e un quarto. A Modena, rompe nelle prove, addio gara della domenica. Il gabiccese Lamberto Pedini ha vinto il campionato italiano Japan Series in sella ad una Suzuki Rgv del 1990. Alla prima edizione, era riservato alle moto d'epoca vintage dal '90 al '92. Quella di Pedini è passione pura. Dal '91 al '95 ha corso, mettendo nella speciale cascina dei ricordi soddisfazioni da raccontare ai nipotini. Dall'81

all'85, si è cimentato con l'italiano 250 TT3. Nell'85 è vice-campione italiano. Continua con la 1100 Suzuki Sport Production. Dal '90 al '92, si diverte con il monomarca Suzuki 750. Poi passa al monomarca Ducati; una gara che si corre tra le due manche della Suprbike; sarà quinto assoluto. Dal '95 ad oggi, lunga pausa per aver acquistato l'albergo “Blu Star”. L'altra grande passione di Pedini sono le boccette. Gioca con il circolo “Concordia” di Pesaro. Nel 2001, è stato campione italiano.

Amarcord Gabicce di Dorigo Vanzolini Gabicce Mare, 1954. Eugenio Franca con tutta la famiglia (figlie, generi e nipoti). In alto da sinistra: Primo Geminiani, Giovanni Carrubba, Eugenio Franca, Domenico Lucchetta, Quinto Mughini. In basso da sinistra: Esterina Franca (con il figlio Mario Carrubba), un’amica ?, Ilde Franca (con il nipote Angelo Carrubba), Elvira Franca, Elvezia Franca. (Archivio fotografico Centro Culturale Polivalente di Cattolica)

GIOVANI

Musica, al giovane tavulliese Rodolfo Leone il prestigioso “Busoni”

Rodolfo Leone

- Rodolfo Leone ha vinto la 59^ edizione del “Ferruccio Busoni”, tra i più prestigiosi premi mondiali riservati ai giovani pianisti. Si è tenuto a Bolzano lo scorso 31 agosto. Al ventiduenne tavulliese il secondo premio (il primo non è stato assegnato dalla giuria). Era da anni che un italiano non ricevesse tale riconoscimento. Famiglia di musicisti (la madre è la cantante Paola Saso). Rodolfo si rivela a 8 anni; fino ad allora era stato “silente”. Si divertiva con la matita. Si diceva famiglia di musicisti; in casa c'era il fratello maggiore a fare pianoforte. Il nonno Teo (per tutti Baldo) ogni tanto lo deliziava con l'organetto. Senza scuola, senza aver mai provato, senza conoscere i brani, se li compone da solo sulle tastiere. Sgorgato il talento, i genitori lo spediscono a lezione da quel genio marignanese di Ubaldo Fabbri, professore al conservatorio Rossini di Pesaro. Rodolfo a 10 anni entra in conservatorio, a Pesaro. A 18 si diploma. Dal 2012, studia a Berlino, all'accademia Hanns Eisler con il professore Fabio Bidini. Ha seguito le masterclasses di pianisti quali Pier Narciso Masi, Fabio Bidini, Andrzej Jasinski, Enrico Pace. Ha a lungo studiato con Pier Narciso MasiTra le numerose passioni le letture ed uscire con gli amici. Prima del “Busoni” aveva messo nella sua speciale cascina degli allori altri premi, tra cui l'internazionale Città di Pesaro. Il suo sogno è intraprendere la carriera di concertista.


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GABICCE MARE - GRADARA -TAVULLIA

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Restaurate quelle di Levante. Costo: 385mila euro. Gabicce di Dorigo Vanzolini Ora previsto il recuperoAmarcord di quelle di ponente (versante Cattolica)

- Giorgio e Cinzia sono due lombardi della Valtellina. Camperisti, lo scorso settembre sono scesi in Romagna a trovare degli amici. Non erano mai stati a Gradara e Pesaro. Accontentati. Sabato 28, pomeriggio a Gradara. Visita al borgo e alla castello. Giorgio: “E' una meraviglia, è una meraviglia, è una meraviglia”. Alla meraviglia è stato completato anche il secondo stralcio dei lavori per il recupero del centro storico. Un altro importante passo per la salvaguardia del borgo medioevale di Gradara è stato compiuto. Dopo il restauro dell’edificio storico, già Corpo di Guardia e la sistemazione della parte interna delle mura di levante, è stato portato a termine il consolidamento e il recupero della parte esterna dello stesso tratto di mura. “Si è trattato di un’opera molto impegnativa – dice il sindaco di Gradara Franca Foronchi –. Considerata l’altezza di oltre 20 metri di alcuni tratti delle mura ma fondamentale per la tenuta e la conservazione del centro storico. Si è

Gradara, una meraviglia di mura Le mura di Levante dopo il consolidamento ed il restauro

Gradara è uno dei 10 castelli più visitati d'Italia

FOCUS

provveduto, tra l’altro, al restauro dell’affresco situato sulla lunetta dell’arco della Torre dell’Orologio, un’opera risalente al XVI secolo nella quale è presente una delle rappresentazioni più antiche dello stemma di Gradara: re colli sormontati da tre spighe di grano, simboli che rimandano direttamente all’etimologia del nome stesso di Gradara”. L’intervento, costato 385 mila euro, è stato realizzato grazie al finanziamento dell’8 per mille concesso al Comune

di Gradara a seguito della presentazione di un piano particolareggiato di interventi che comprende la sistemazione dell’intero centro storico. “Grazie all’ottimo lavoro dell’Ufficio Tecnico del Co-

mune - continua il sindaco Foronchi - quindi, anche il secondo stralcio del piano ha ottenuto i finanziamenti e ora le mura di levante possono ergersi a difesa del borgo senza problemi per molto tempo ancora.

Il prossimo obiettivo sarà il consolidamento del tratto di mura di ponente (lato Rimini), la richiesta di finanziamento è già stata inoltrata, faremo del nostro meglio per ottenere la copertura delle spese anche per

questa terza fase del progetto. Nel frattempo la riqualificazione delle strutture murarie e degli edifici comunali all’interno del borgo eseguite fino ad ora sono servite da stimolo anche per investimenti privati, lo testimoniano i numerosi interventi di recupero di abitazioni storiche in disuso che sono diventate o lo diventeranno presto strutture ricettive di qualità”. “Gradara - chiude il Franca Foronchi - è tra i primi dieci castelli più visitati d’Italia ed è nostro dovere mantenerlo in perfette condizioni affinché possa continuare ad essere fonte di arricchimento culturale e volano dell’economia locale anche per le future generazioni”.

Moto, tagliatella e amicizia - Ragazzi coi capelli bianchi che sanno apprezzare il bello della vita: stare insieme, la natura, le eccellenze eno-gastronomiche. Per dare un ulteriore tocco nel 2006, attorno ad un tavolo del ristorante “il Falco” di Vallugola, creano il Moto Club il “Castello Gradara”. Oggi, gli associati sono una trentina tra motoristi e scooteristi. I primi si divertono anche con uscite lunghe: Germania, Austria, Sicilia. I secondi, con raggi più brevi. Capitanati dal presidente Paolo Vincenzetti (il vecchio presidente

nonché fondatore fu Maurizio Tordi) l'ultima un'uscita è stata sulle mitiche colline di Pesaro e Urbino. Tappa finale: il Monte Nerone (quassù di tanto in tanto si arrampica anche il Giro d'Italia). Racconta Augusto Serafini, uno della combriccola, co-fondatore: “Il club è la scusa per mangiare un piatto di tagliatelle, bere un bicchiere di vino e stare insieme”. Il programma stilato con certosina precisione dell'ultima uscita. Ore 8,45 - Breve colazione incontro presso B.C.C. Gradara sede.

Ore 9 - Puntuali ha preso il via il 2° Motosccoteraduno. Il tragitto: Urbino, Urbania, Piobbico con sosta, Rocca Lionella attraversamento del monte Nerone (sulle strade del centenario giro d’Italia) per vie secondarie ma ben asfaltate con panorami da vista mozzafiato fino a Pianello e proseguimento la scalata del Nerone fino a quota1.400 per poi discendere a Serravalle di Scrivia, nelle vicinanze agriturismo per pranzo tradizionale. Brevi soste lungo il percorso per ammirare i bei panorami.


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SAN GIOVANNI

Natura e arte (la chiesolina ospita la più importante pinacoteca romagnola di arte sacra della seconda metà dell'800)

Ottavio Magnanelli: 100 anni

MUSICA

Musica, minifestival cameristico

Un reduce cumbatent ad cent’an (di Mario Tonini)

La chiesa di Santa Lucia

Ho un Zì c’l’è ned de tredg,us cema Ottavio, tut quant parò il cema: Teo ad Maianel, sti dè e cumpes cent’an,jè un bel capitel per un Om c’l’è sempre stè unest,un savio. Cent’an ad esperienza lan è ad tut sora sta Tera, ma Lù una bona perta ujà toc da fej in guera.

Ottavio Magnanelli, classe 1913

Dli volte al veg se merciapid che camena lent mo e va de parlù,e ven da e bar,e pasa via, ogni tent a vag ma chesa a salutil,fej cumpagnia, um raconta e Su pased ad che periodo viulent. Dep l’ot sitembre l’è stè ad Quej d’na bruta lesta, il ha ciap i Tedesc e il ha tnù ti chemp nazesta. Ad tut ch’jelt an che jè già una nuvantena un mi raconta tent,ujà pas gema nurmel mo cla disena pas ti suldè,e in guera in è stè bel, fè la guera,per tut,l’arman una grosa arvena. An che la Vita la jà ardè insen sa tenta Virtù mo gnint e po’ fè per mai sa Quej dla Gioventù. Jauguri jè ad oblig,più ad tut dla Su Famija, ancora cent i sarebb trop,un pretend st’unor, e dis d’es stuf e u s’afida sempre me Signor, a sper che Lù e la Zia is facia tenta cumpagnia. Jauguri ujà sigur enchè da Quej chi n’è più tint, l’è Lù cert tra i più anzien, di Reduci Cumbatint.

UOMINI - Ottavio Magnanelli compie cento anni. Li festeggia insieme alla moglie Pina Pedrini (classe 1921), ai due figli, Bruno ed Angelina e d ai familiari il prossimo 27 ottobre. Ha attraversato il cosiddetto secolo breve in tutte le

sue traversie: guerre e miseria. Ottavio si porta con sé 10 anni di conflitto mondiale. Va militare nel 1937 e ritorna nel dicembre del 1945, dopo tre anni di Seconda guerra mondiale in Jugoslavia e 2 anni di prigionia in un campo di concentramen-

to in Germania. Viene arrestato dai tedeschi a Trieste, dopo l'armistizio dell'8 settembre del 1943, quando Ottavio è sulla strada di casa. Viene liberato dai russi il 25 aprile del 1945; era prigioniero nel campo tedesco di Ebelwald. Al ritorno, riprende la quotidianità: farà il muratore. Vita allietata dal secondogenito, Angelina. Il primogenito Bruno nasce nel 1943; lo rivedrà soltanto quasi tre anni dopo. Ottavio e Pina si sposano il 13 giugno del 1942 durante il mese di licenza.

Ottavio Magnanelli nasce a Pianventena. I genitori Giovanni e Angela Zuccherini hanno quattordici figli; ne sopravviveranno nove, quattro maschi e cinque femmine. A toccare il traguardo dei cento anni anche la sorella Gilda, qualche anno fa in Francia, dove era emigrata. Ottavio ha ancora una sorella, Piera, 95 anni. Mai fumato, mai bevuto, la passione di Ottavio è stato il lavoro; ha sempre frequentato il bar. Egregio signor Ottavio, buon compleanno.

InConTraMusica: Minifestival Cameristico; è alla VI edizione. Il programma si snoda da settembre fino alla primavera dell'anno prossimo. I concerti si snodano tra la chiesa di Santa Lucia e la sala del consiglio comunale a San Giovanni, con puntate a Montegridolfo e Tavullia. - 18 Ottobre. Serenata con Angelo Bonazzoli (contraltista), Martina Sehylova (soprano), Andrea Zepponi (cembalo e organo), Milena Renzi voce recitante. Chiesa di S. Lucia. 14 novembre - Duo chitarristico con Caterina Benedetti – Stephany Montoya . Sala del Consiglio. - 12 dicembre - M. A. Charpentier “Te Deum” per soli, coro, orchestra e b.c. Schola cantorum e Ensemble Santa Lucia, Cappella Stru-

mentale di Scolca. Chiesa di S. Lucia. 2 gennaio - Il recital di Pier Narciso Masi. Sala del Consiglio. 5 - 6 gennaio - Concerti degli allievi della Master “Esecutivamente 2013/14”. Classe di alto perfezionamento del maestro Pier Narciso Masi. Sala del Consiglio e sala del Ristoro Palazzo Viviani – Montegridolfo. 27 febbraio - S. Prokof’ev “Pierino e il lupo” Ensemble Santa Lucia, Cappella Strumentale di Scolca. Sala del consiglio a Tavullia - 20 Marzo - Concerto vocale e strumentale docenti della Scuola di Musica S.Lucia. Sala del Consiglio - San Giovanni in Marignano. I concerti iniziano alle 21.


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SAN GIOVANNI Via Montalbano, 1173 S. GIOVANNI IN MARIGNANO TEL. 0541 - 955505 FAX 955444

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Daniele Morelli è il decano della giunta marignanese. Entrò giovanissimo a 27 anni

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‘La politica vera si fa stando in mezzo alla gente’ - Alla tredicesima edizione fa segnare un record: 800 bicchieri di terracotta venduti e circa 8mila presenze. Così è andata il Capodanno del Vino 2013. E' uno dei grandi eventi marignanesi legati all'attività amministrativa di Daniele Morelli. Ricorda così l'idea della manifestazione: “Nasce, il Capodanno del Vino, da una discussione collegiale in giunta. Ed era tutta legata alle radici e alle tradizioni di San Giovanni Daniele Morelli è il decano della giunta di Domenico Bianchi. Allo scadere, il prossimo anno, è da 19 anni che fa l'assessore. Venne chiamato in giunta, a sorpresa dal sindaco Sergio Funelli nel 1999. Aveva, il ventisettenne Morelli, ottenuto una valanga di consensi come indipendente nelle liste del Pds. Quali furono gli inizi? “Prima di tutto devo ringraziare il partito e il sindaco di

L'INTERVISTA allora, Sergio Funelli, per avermi dato l'opportunità di fare un'esperienza per certi versi straordinaria. Ero un simpatizzante. Una volta chiamato in giunto capii la mia inadeguatezza a ricoprire il ruolo. Non ci si inventa amministratori senza esperienza, ma come in tutte cose, si impara. Basta farsi una domanda semplice: qual è il mio livello di conoscenza? Mi applicai con passione e disponibilità. Nei primi tempi prevaleva l'ascolto; ora a distanza di anni devo dire con mio stupore che continua a prevalere ancora l'ascolto”. Di questi 20 anni che cosa ricorda più volentieri? “Dovessi scegliere una cosa concretizzata non posso che indicare il Capodanno del Vino. Nacque tutto in giunta, rispon-

dendo alla domanda: ‘Come caratterizzare San Giovanni‘’. Stavamo restaurando il borgo, ma si pensava anche di dargli vita, slancio commerciale con gli eventi. Si diceva che San Giovanni era proiettata in avanti con le sue manifatture, ma la sua anima, le sue radici era l'agricoltura. Vennero fuori i nostri vignaioli. Si tirò fuori il vino. Da allora, sul Capodanno del Vino, giunta e associazioni ci hanno creduto e hanno continuato a crederci. San Giovanni è entrato nel club le Città del Vino; alla nostra festa, grazie a Costa hotel, pigiano l'uva anche gli inglesi. Altra cosa di cui sono orgoglioso è il nostro slogan: ‘Un borgo vivo tutto l'anno’. E' scaturito dall'incontro tra amministratori, Pro Loco e associazioni. Dietro lo slogan c'è anche l'idea forte che ogni iniziativa deve essere fatta dai marignane-

UOMINI

Pd, una poltrona per dieci? - Dalla festa del Pd dello scorso agosto corrono i nomi che potrebbero succedere al sindaco Domenico Bianchi. I papabili: il vice-sindaco Claudia Montanari, l'assessore all'Urbanistica Daniele Morelli, il segretario del Pd Corrado Palmetti, Maria Grazia Tonti, Giuseppe Barilari, Odoardo Gessi, un dirigente comunale di San Giovanni che lavora altrove, un architetto, un ingegnere, una marignanese dipendente del Comune di San Giovanni. Daniele Morelli

E' orgoglioso del Capodanno del Vino e degli eventi concretizzati in questi anni. “La politica è ascolto e passione. Devo tutto al partito, Funelli e Bianchi” si e non qualcosa nata fuori e importata. Per avere oltre 100 giorni di eventi, ci vuole condivisione. Non è un caso che San Giovanni fa anche parte dei Borghi più belli d'Italia. Con la riqualificazione del centro storico i ristoranti sono passati da uno a cinque. Un gran salto”. Che cosa ha imparato dalla politica? “Che chi amministra deve

avere una grande volontà, che deve ascoltare e soddisfare le giuste richieste dei cittadini. Che ci vogliono sempre i piedi per terra e che le cose si fanno in gruppo. Solo così il carretto è leggero da tirare. Inoltre, ci vuole trasparenza e semplicità. Meglio un no subito, che un sì che non puoi onorare”. Che cosa le ha dato la politica?

“Due aspetti: uno positivo, l'altro negativo. Il primo, che la politica non è un peso ed è grazie a lei che una comunità può raggiungere gli obiettivi. Il secondo, in politica la riconoscenza è merce rara”. Il peccato della politica? “Gli slogan vuoti”. Il suo rammarico? “Che il bagaglio accumulato possa andare disperso. Mi piacerebbe continuare a dare il mio contributo alla comunità”.

Jazz, la bella voce di Laura Avanzolini in due cd Laura Avanzolini

- La giovane e talentata cantante jazz Laura Avanzolini ha pubblicato due cd. Uno si intitola “Arbre musique” ed è in collaborazione con Matteo Salerno (flauto), Mattia Martorano (violino), Michele Francesconi (piano) e Fabio Gaddoni (clavicembalo).

“Skylark” è il secondo disco. Ad accompagnare la sua voce i compagni di viaggio: Michele Francesconi, Giacomo Dominici e Marco Frattini. “Arbre musique”. Sonorità innovative e interessanti con controtempi e ritmo a volte

pressante e a volte quieto. Impasti sonori pieni e intensi con alla base una vena sicura e vibrante. A volte dolce e a volte aggressiva e ritmata. Interessante il ritmo non ritmato e sottinteso, fatto di accenti e levare mixato in maniera molto professionale e pulito. Poco jazzato, ma piuttosto interessante per gli importi sonori. Skylark. Molto bello l'inizio dal sapore club jazz. I suoni alla “vecchia maniera” creano un'atmosfera molto intima e musicalmente impegnativa. Il ritmo fatto di voce, contrabbasso e batteria ti muove l'anima. Le pause che si alternano al ritmo danno un gran senso di “soul”. Si intende grande affiatamento tra gli strumentisti, che sui fondono spesso in unisoni mozzafiato. Molto ben mixata anche questo cd. Difficile da ottenere in così pochi strumenti. Rino (333.8143582)


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MORCIANO

Il 27 settembre, organizzato dalla parrocchia San Michele Arcangelo ALLEGRO MA NON TROPPO

Foro Boario Max, uno spettacolo - Massimo Pazzaglini conosce il tempo dello spettacolo. E' un comunicatore ad effetto speciale. Come racconta la foto che segue. E' la bustina in testa il suo mezzo di comunicazione. La prendi bianca, ci fai una scritta in rosso e lo spettacolo è bell'e pronto. Basta scriverci: “Cervello disabitato”.

Foto di gruppo Pazzaglini con il presidente della Provincia Stefano Vitali

Boccioni in piazza - Il monumento di Umberto Boccioni della Morciano Vecchia sarà ricollocato davanti all'ufficio postale. Dov'era, era il centro per posteggiarci le automobili; ora un luogo più consono.

Serata ‘in famiglia’ in collaborazione con Rimini autismo COMUNITA' - Serata ”in famiglia”, in collaborazione con l’Associazione Autismo Rimini. Lo scorso 27 settembre, al Centro Parrocchiale “GEN 2000” di Morciano, si è svolta la serata sull’autismo, all’insegna dell’accoglienza, della condivisione e della familiarità. Andrea, Cristina e Antonella ci hanno fatto entrare nelle loro famiglie, facendoci conoscere i loro straordinari figli. Un mondo dove gli sguardi, i silenzi sono ricchi di una eccezionale umanità. La spontaneità di un linguaggio diverso, incomprensibile, inspiegabile, indecifrabile per noi che viviamo in una ripetitività scontata, riempie il cuore di mamma e papà, anche

con un fugace sguardo dei loro ragazzi. La loro genitorialità è completa, anche se agli occhi offuscati di tanti sembra quasi negata: “è una ginnastica del cuore”, hanno detto. Hanno saputo ridestare la nostra comunità, aprendoci il loro cuore nell’intimità della serata, attraverso i filmati e le immagini del loro vissuto quotidiano. Difficile parlare di questa emozioni! Certamente da questo incontro siamo usciti diversi: le lacrime sui nostri volti, il silenzio partecipato hanno mosso i nostri animi in un intreccio di

amore. Per un attimo abbiamo compreso l’abbraccio di Dio. Queste poche righe sono solo parole, ma capaci di riempirci e darci forza, per non lasciarli soli nell’ amare i loro figli. Impossibile rimanere distanti: abbiamo scoperto che, insieme, anche un amore incomprensibile diventa raggiungibile. Con il desiderio e la speranza che la ricchezza di questa esperienza condivisa possa continuare con altri momenti, ringraziamo i genitori dell’Associazione Rimini Autismo e le tante persone che hanno partecipato. Il parroco e la commissione culturale

CULTURA

- Se nel mondo uno su tre parla l'inglese e uno su 12 il francese, uno su 10 parla lo spagnolo. Il circolo fotografico di Morciano, in collaborazione con la Biblioteca Comunale e il patrocinio dell’assessorato alla Cultura organizza un corso di spagnolo per viaggiare e farsi capire. Il corso è composto da 15

Corso di spagnolo lezioni di due ore ciascuna dal 5 novembre al 24 dicembre il martedì e giovedì, inizio alle ore 21 presso la Biblioteca Comunale in via Pascoli. Per maggiori informazioni

– Biblioteca tel. 0541/987221 biblioteca@morciano.it La quota di partecipazione è di 150 euro + 20 per il libro di testo, la quota si versa la prima sera del corso, le iscrizioni si ricevono in Biblioteca, oppure si può inviare l’adesione online al presidente del circolo Giancarlo Pari – giancarlopari@libero.it


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MORCIANO Via Pascoli, 48 - 47833 Morciano (RN) Tel. e Fax 0541.857836

Ottobre 2013

Del vecchio edificio non si conserverà neppure un mattone. E' scelta giusta?

49 Via Pascoli, 48 - 47833 Morciano (RN) Tel. e Fax 0541.857836

Ghigi, tutto è bene quel che finisce bene? - P R U Ghigi: Tutto è bene quel che finisce bene? Su Speciale Forum (il foglio dell'amministarzione comunale) di agosto 2013, nel presentare l’ultima versione del progetto, si titolava: “Ex Ghigi,

L'INTERVENTO

grazie all’impegno dell’Amministrazioni Battazza i Morcianesi guadagnano un Auditorium, 1 milione di euro, più parcheggi e più viabilità”. In realtà l’amministrazione, per una corretta informazione, avrebbe dovuto riconoscere che il ridimensionamento di questo progetto è frutto anche dell’impegno e delle critiche dei morcianesi nonché dei pareri e delle prescrizioni di Provincia e Soprintendenza e…. della crisi economica. Indubbiamente è stato fatto un passo avanti rispetto al precedente progetto (l’ecomostro figlio del famigerato planivolumetrico approvato dal consiglio comunale nel febbraio 2010) ; quante polemiche e discussioni in questi ultimi tre anni! Comunque siamo ormai all’approvazione del progetto definitivo e così, magistratura permettendo, i lavori potranno presto iniziare con buona pace dei commercianti e dei criticoni . Anche Atos Berardi adesso è ottimista: sull’Ape di settembre titola”ORA FORSE CI SIAMO” e fa intendere che quel “forse” è in più, giusto una foglia di fico.

Allora, tutto è bene quel che finisce bene? Molti in realtà ritengono che qualcosa di più si può fare perché anche questo progetto NON TUTELA A SUFFICIENZA L’INTERESSE DEI CITTADINI. A parte l’abbassamento delle due torri, lungi dall’essere quel centro di servizi e polo di attrazione per tutto il Valconca promesso dall’accordo di programma del 2003 (è “semplicemente” un centro commerciale con appartamenti…) l’intervento è ancora caratterizzato da scelte urbanistiche illogiche e discutibili come quella di cancellare totalmente “la memoria storica” del Pastificio ( fondato, non dimentichiamolo, nel 1870 ). L’Amministrazione, vista la necessità di una profonda rielaborazione progettuale a seguito dei pareri di Provincia e Soprintendenza, avrebbe potuto (e dovuto) chiedere alla proprietà quelle opportune correzioni che in tanti, oltre al sottoscritto, avevano suggerito (modifiche facilmente attuabili senza costi aggiuntivi) e formalizzato anche nelle “osservazioni” al P U A e in uno schema progettuale pubblicato sulla ‘Piazza’ e sull’‘Ape’.

Idea dell'architetto Mario Battelli per conservare la parte nobile della Ghigi. Un legame col proprio passato

di Mario Battelli*

Mi riferisco alla ubicazione della GALLERIA lungo via Crispi, all’ubicazione del Magazzino CONAD a nord (a contatto con la biblioteca ) e dell’AUDITORIUM al piano primo, scelte che all’interno del progetto Preger (un “vero” intervento di recupero) avevano forse un senso, ma che riproposte ora “dogmaticamente”, ma senza alcuna necessità, vanno contro la logica e l’interesse pubblico. Che senso ha l’Auditorium al piano primo, scollegato dalla biblioteca e dal suo cortile e con una a dir poco... scomodissima scalinata di accesso da via Roma? E per quale logica il “corridoio verde” dovrebbe passare in una galleria commerciale? IL RIMEDIO E’ SEMPLICE:

ALLEGRO MA NON TROPPO

Bandiere ‘sbagliate’

La posizione giusta è invertire le bandiere rispetto a chi le espone Bandiere delle Maestre Pie nella foto piccola, biblioteca la grande

- Bandiere al vento in posizione sbagliate sui palazzi pubblici (e sul portone delle Maestre Pie). A volte, forse troppo spesso, succede. Sull'ingresso della biblioteca di Morciano garriscono (almeno quando tira) la bandiera europea e quella italiana. Emozioni. Recano un piccolo neo. Sono disposte alla rovescia. Per leggerle, la posizione giusta è di chi espone. Se le bandiere sono due, la prima a destra deve essere quella col tricolore, a seguire l'europea, oppure quella del Comune, o altro. Se invece fossero tre, come spesso è, la “disciplina” dice che al centro deve sventolare l'italiana; alla sua destra l'europea; alla sua sinistra quella del Comune, o altro. Infatti, si può notare che sulla torre dell'orologio del palazzo comunale di Morciano le bandiere sono tre e collocate giuste.

spostare la GALLERIA a nord (lato Mare) e il CONAD a sud. Numerosi i vantaggi: 1) In questo modo si renderebbe possibile il posizionamento dell’AUDITORIUM al piano terra a diretto contatto con la biblioteca, così come indicato anche da “verso Morciano 2030” con enorme vantaggio per i cittadini. 2) Così posizionata la GALLERIA coinciderebbe col perimetro del centro storico e completerebbe in modo fluido e logico il percorso commerciale degli isolati del centro collegando senza conflitto i negozi esistenti e quelli da insediare nel nuovo centro commerciale. 3) Il CONAD si troverebbe così in posizione decentrata e più felice riguardo sia al rifornimento del magazzino coi camion (che avverrebbe direttamente da sud attraverso via Colombari ) sia al posizionamento delle cabine e attrezzature tecnologiche inquinanti e rumorose (attualmente piazzate a confine con la Biblioteca e sotto all’Auditorium!); si allontanerebbero così traffico e rumori dal centro storico. 4) Altro vantaggio sarebbe la possibilità di un migliore utilizzo della “PIASTRA” del piano primo

che, libera dall’ingombro dell’Auditorium, potrebbe essere destinata con una semplice rampa carrabile a parcheggio e verde pubblico di facile fruizione e manutenzione. 5) Ultimo, ma non meno importante, sarebbe il possibile recupero o almeno la “fedele ricostruzione” del MULINO, il nucleo più antico e interessante del Pastificio (solo la parte verso via Roma e magari senza gli ultimi due piani aggiunti nel dopoguerra); una preziosa testimonianza di archeologia industriale razionalista che al primo piano potrebbe ospitare uno spazio museale di grande valore dedicato al Pastificio, alla sua storia ultracentenaria e a quella della nostra città. Sarebbe un monumento all’operosità dei morcianesi e un “segno” riconoscibile e condiviso oltre che un efficace ed originale richiamo commerciale. Modifiche semplici,facilmente attuabili senza costi aggiuntivi, ma FONDAMENTALI per potenziare “realmente” il verde e i parcheggi, migliorare davvero la viabilità, “guadagnare” non solo e semplicemente un Auditorium, ma un grande e funzionale CENTRO CULTURALE costituito dalla BIBLIOTECA organicamente collegata ad una Sala / Auditorium libera da

vincoli condominiali e facilmente fruibile, gestibile e ampliabile in futuro. Mi auguro che i nostri Amministratori riflettano su queste mie “osservazioni costruttive”( dettate con spirito collaborativo esclusivamente per il bene della nostra città) visto che c’è il rischio che questo intervento così importante e delicato, nasca già superato, con scarse dotazioni territoriali, chiuso in sé stesso senza alcuna possibilità di ampliamento e sviluppo, in conflitto con le attività commerciali esistenti; queste presto ne dovranno patire la concorrenza e lo strapotere mentre invece con uno schema sinergico e condiviso si potenzierebbe la “Morciano città mercato” e la sua forza di attrazione. Mi auguro di sbagliare, ma credo proprio che questo progetto, così com’è, ponga più timori che speranze su presente e futuro di Morciano; pochi i benefici per la collettività, scarsa la forza d’attrazione commerciale verso l’esterno, grave il danno per le attività esistenti, certa la svalutazione degli immobili nel centro, negativo l’impatto sulla viabilità, l’ambiente e forse sui mercati settimanali e la stessa Fiera di San Gregorio. Un appello alla Conad e al Sindaco: fate ( subito) una verifica sulla possibilità di apportare le modifiche indicate; è questo il momento per un colpo di reni che faccia dire ai morcianesi: “ora davvero ci siamo, tutto è bene quel che finisce bene” . *Architetto a Morciano dal 1972 Pasta Ghigi Pastificio a Morciano dal 1870


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Casa di cura Montanari. Cerimonia lo scorso 21 settembre. Tanta gente a festeggiare il traguardo. Crea tutto Ernesto

Via Pascoli, 48 - 47833 Morciano (RN) Tel. e Fax 0541.857836

Presenti il vescovo Francesco Lambiasi, il presidente della Provincia Stefano Vitali e tanti sindaci della Valconca. E' un'eccellenza provinciale

COMUNITA'

- “Una famiglia ed una clinica carica di umanità”. Questa è stata forse la frase più bella pronunciata lo scorso 21 settembre; sabato pomeriggio di festa, per celebrare i 100 anni della clinica Montanari. Circa 300 morcianesi nella strada (intitolata a Giuseppe Montanari) chiusa al traffico ed allestita come un teatro. Nelle prime file ad ascoltare il vescovo Francesco Lambiasi, il presidente della Provincia Stefano Vitali, il sindaco di Morciano Claudio Battazza e tanti altri sindaci della Valconca. Tra gli ospiti: il vicepresidente della commissione alla Sanità dell’Emilia Romagna, Roberto Piva, il direttore del presidio ospedaliero di Riccione e Cattolica, Romeo Giannei. Naturalmente, la famiglia Montanari al gran completo. Oggi, gli eredi del fondatore sono i tre nipoti: le sorelle Lia e Marina (figlie di Giuseppe) e Luca (figlio di Giorgio). Tra tanto affetto, anche Lorenzo, il figlio di una paziente emiliana arrivata a Morciano per un intervento specialistico importante. Dice Lorenzo: “Io sono emiliano ed abito nella provincia di Rimini da anni; quando mia madre mi ha detto che il suo medico le aveva consigliato Morciano per l'alto livello, lì per lì non ho saputo che pensare. Poi, è subentrato un certo orgoglio”. Iniziata a metà pomeriggio la cerimonia è continuata in una festa con un buffet al padiglione fieristico di Morciano per mille invitati. Ad allietare: il Coro Città di Morciano diretto da Oreste Pecci e la Banda comunale (alla quale i Montanari sono da sempre legatissimi) diretta da Stefano Marzi. Con sipari comici della compagnia “Noi ci proviamo”. I Montanari hanno contrassegnato la storia di Morciano attraverso la casa di cura: un'istituzione per la vallata. Come si dice di una persona, anche le famiglie hanno un loro carattere. Si chiama ... “t'na sbai” (non sbagli), si dice in dialet-

Ernesto Montanari (1878 - 1961), il fondatore

Foto di gruppo con autorità

Cent'anni di umanità to per accentuare il senso delle radici e dell'affidabilità. Ma anche del suo contrario. Hanno un carattere familiare, i Montanari, sintetizzabile con poche parole, come racconta un amico che li conosce bene: “Sono dei signori. Riservati, benestanti, di prestigio, si potrebbero dare delle arie, ma così non è”.

Tutto inizia nel 1913, con esattezza il primo agosto. Ernesto Montanari fonda la casa di cura, “utilizzando un fabbricato di recente costruzione opportunamente adattato”. Allora, via Roma era ancora uno slargo sterrata. La vita sociale di Morciano era tutta nel borgo, dove c'è la chiesa. Nato a San Pietro

in Casale il 3 maggio del 1878, Montanari ha 35 anni. Dopo la laurea presa a pieni voti, ha alle spalle nove di anni chirurgia maturata in vari ospedali ed in una clinica universitaria. Scrive Montanari: “Il mio intendimento era quello di venire incontro agli effettivi bisogni della popolazione di Morciano e di tutti

i numerosi comuni limitrofi sprovvisti di ospedale. Di qui la ragione del sorgere di un istituto di ricovero e di cura con carattere prevalentemente chirurgico nel centro naturale di questa zona a cui accedono abitualmente gli abitanti anche per ragioni di interessi e per facilità di comunicazioni stradali”. La Casa di cura Montanari è la più antica della Romagna. Molto probabilmente ci è riuscita grazie a quel carattere familiare e al sostegno delle popolazioni. In tanti momenti, si è battuta affinché la convenzione con il sistema pubblico non venisse troncato. E questo va dato merito alle amministrazioni di Morciano; un nome su tutti: Atos Berardi. Ernesto Montanari ha avuto un'intensa attività professionale non solo a Morciano, dove era medico, ostetrico e chirurgo. “Passava da un'operazione di chirurgia addominale o di ginecologia al taglio cesareo e ad un intervento di ortopedia o di otorinolaringoiatra. Nel suo palmarès anche tante pubblicazioni, tra cui il libro “La chirurgia del cuore. Uscì nel 1923 e fu “la prima opera monografica pubblicata in Italia su di un argomento

divenuto in tempi recenti di grande attualità”. Sempre nel 1923 conseguì la libera docenza in Medicina operatoria. Il fondatore ha lavorato con passione fino al giorno della morte, il 28 settembre del 1961. Aveva 83 anni. Le sue redini furono raccolte dai due figli, Giorgio e Giuseppe. I due fratelli hanno lasciato ai figli: Luca, Lia e Marina. Importanti gli uomini, ma anche la struttura ha seguito il corso del tempo. Oltre ai tanti ampliamenti, prima effettuati su progetto di Aldo Uva e poi del figlio Davide, forse l'episodio eccezionale fu nel 1944, al passaggio del fronte. La casa di cura venne mitragliata e colpita da schegge di bombe di aerei. Fu spogliata dai tedeschi in ritirata e ripristinata dagli alleati che sopraggiunsero. Le dinamiche della storia. In quelle tragiche giornate furono ricoverati in 200 e curati altri 800. “Superata la crisi bellica, il lavoro della casa di cura è venuto via via aumentando in armonia con lo sviluppo del paese, con i movimenti demografici e la costante fiducia della popolazione locale”. I mitici 16 letti iniziali (i pazienti nel 1914 furono 111), negli anni sono aumentati. Divennero 45 nel 1959. Oggi, sono una settantina.

Gli eredi Montanari (da sinistra: Marina, Lia e Luca) premiati con il Mercurio dal sindaco Claudio Battazza


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Ottobre 2013

MORCIANO

Battazza l'unico candidato del Pd Aperto il campo nel Pdl. Liste civiche

Fayaz: “Primarie per scegliere il candidato” Il sindaco uscente l'unico candidato certo a succedere a se stesso

LA POLITICA

di Hossein Fayaz Più democrazia in Comune con i Referendum fattibili Sulla partecipazione dei cittadini alla gestione del Comune, restiamo fermamente del parere che non è possibile senza l’introduzione di articoli chiari e precisi nello Statuto comunale. Molto spesso, in fase di candidatura, i politici sono democratici e difensori dei diritti del cittadino; ma non appena stanno sulla poltrona del sindaco, cambiano. Nostro malgrado, le leggi che regolano le amministrazioni locali e nazionale, al di fuori della nostra Costituzione (sostanzialmente fatta da italiani perbene), sono state ideate e approvate da chi è al potere. Purtroppo, come spesso dicono i fatti, chi è al comando non vuole soci. Ogni cinque anni, con le solite promesse, viene chiesto il voto ai cittadini, poi, per il resto del mandato, spesso ognuno si dimentica delle promesse. Altri

strumenti veri di partecipazione, e controllo, dei cittadini sono i referendum, purché siano compresi negli Statuti comunali. Per ora, questi strumenti sono stati attivati in pochi comuni. Ognuno, elettori e candidati, dovrebbe chiarire la sua posizione al riguardo di questi argomenti. Per noi questo è il problema da chiarire nelle prossime elezioni comunali. Organizzare le primarie per la scelta del candidato sindaco Dopo le esperienze delle amministrazioni Ciotti e Battazza,

l’altra faccia della medaglia a Morciano è la credibilità del candidato sindaco e di tutti i membri della sua lista. Sarà un esame difficile da superare per i candidati, e una scelta impegnativa per gli elettori delle elezioni comunali del 2014. Solo attraverso le primarie aperte a tutti i cittadini (e non solo agli iscritti), il rischio di scegliere persone sbagliate diminuisce drasticamente. Inoltre, con le primarie per scegliere si evitano situazioni come le elezioni del 6 e 7 maggio 2012 nel Comune di Co-

riano. Dove si sono presentati sei candidati e Domenica (Mimma) Spinelli del centro destra con soli 1.832 voti (37,6%) su 5.136 votanti in un Comune di 10.291 abitanti (1 gennaio 2013) ha vinto le elezioni. Ovvero, una formazione politica con il consenso di circa un quarto degli aventi, il diritto di voto, è andata a occupare due terzi dei seggi del Consiglio Comunale e in teoria avere il governo assoluto del Comune per i prossimi cinque lunghi anni. Con chi fare le primarie e con quali obiettivi? Vista la determinazione del sindaco Battazza a ripresentarsi per il secondo mandato, mi sembra opportuno che i cittadini per coagularsi attorno ad un candidato vincente emerso dalle primarie, indipendentemente dalle loro tendenze politiche, per il bene comune, andrebbe concordato un programma minimo sulle cose da fare: la riforma dello Statuto, il regolamento dei Referendum, l’eliminazione degli sprechi, il controllo delle spese e la riduzione dei debiti per abbassare la pressione fiscale comunale; fermare il consumo del territorio e la cementificazione selvaggia e altre questioni d’interesse generale degli elettori.

COMUNITA'

Corso di fotografia - Il Circolo Fotografico, in collaborazione con la Biblioteca di Morciano ed il patrocinio del Comune di Morciano, assessorato alla Cultura, organizza un corso completo di fotografia, ufficialmente riconosciuto dalla Federazione Italiana Associazioni Fotografiche. Si articola in otto lezioni di due ore ciascuna, nelle giornate di lunedì e mercoledì alle ore 21, nelle serate del 4-6-11-13-18-20-25-27/novembre. Pià un'uscita collettiva. Il corso è tenuto da un insegnante della Federazione Italiana Associazioni Fotografiche e le lezioni sono costantemente accompagnate da video proiezioni. L’iscrizione è di 80 euro. Alla conclusione, viene rilasciato un attestato di frequenza valido per gli usi consentiti dalla legge, valido come curriculum e per crediti formativi. Per iscrizioni ed informazioni rivolgersi presso la Biblioteca Comunale via Pascoli - Morciano – in orari d’ufficio 0541-987221 – e mail - biblioteca@morciano.it Oppure contattare il presidente del Circolo – Giancarlo Pari giancarlopari@libero.it Programma Lezione 1- La fotocamera. Tipi di fotocamera, componenti principali della fotocamera,sistema reflex, supporti sensibili (pellicola e sensore). Gli obiettivi e le loro caratteristiche. Lezione 2 – L’esposizione ed elementi che la determinano. Tempi, diaframmi, sensibilità.

Giancarlo Pari Lezione 3 – Effetti sulla foto al variare dei tempi. Accessori in fotografia (cavalletti, teste, comandi a distanza). Foto notturne e sportive. Prove pratiche Lezione 4 – Effetti sulla foto al variare dei diaframmi. La profondità di campo e l’iperfocale. Tempi di messa a fuoco nella fotocamera. Lezione 5 – Ripasso della profondità di campo con accenni alla macro fotografia. Uso dei filtri e dei flash. Prove pratiche. Lezione 6 – Composizione della fotografia .Differenze fra analogico e digitale. Bilanciamento del bianco, temperatura colore, analisi dell’istogramma. Lezione 7 – Impostazione dei menù della fotocamera con accenni agli spazi colore e proiezione comparativa dell’insegnante. Lezione 8 – Analisi delle foto effettuate dagli allievi durante l’uscita diurna – Consegna attestati di frequenza.


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MORCIANO

MORCIANO DI ROMAGNA

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Marino Bonizzato presenta a Morciano il suo manifesto civile e urbanistico

“Città avanti contro i poteri sciocchi” - Sabato 27 luglio scorso, in un pomeriggio caldissimo, a Morciano di Romagna, con il patrocinio del Comune di Morciano e della Provincia di Rimini, nella sala conferenze della Banca Popolare Valconca, Marino Bonizzato ha tracciato le fondamenta di Città Avanti! (CA!) coadiuvato da Thomas Otto Zinzi (regista) e Giuliano Volpinari (attore) entrambi reduci da grande successo al Festival dei due Mondi di Spoleto (purtroppo Giuliano ci ha lasciato il 28 agosto). Come suggerito dallo storico Giovanni Brizzi, la fondazione è avvenuta sotto gli auspici di Diana (dea tutrice dei confini) e di Feronia (dea protettrice di ogni passaggio dall’incultum al cultum). In effetti, CA! si pone l’obiettivo di superare il confine tra l’attuale ignorante/infestante sistema di poteri e un possibile umano, misurato rinascimento. Nel solco tracciato, anche

A supporto dell’atto fondativo, il semiologo Paolo Fabbri ha scavato da par suo attorno alle parole polis/polites e civis/civitas, mentre il pittore Vittorio D’Augusta ha rivendicato all’arte un ruolo costruttivo nella nuova Città

Marino Bonizzato

FOCUS di Marino Bonizzato tratti politici … “tutti son capaci di dir parolacce ai poteri che degradano ogni cosa, ma pochi concepiscono idee e producono fatti concreti per sostituire allo scarico inquinante, una fonte potabile. CA! intende mettere a rete queste esperienze e produrne di proprie, per realizzare dal basso, in ogni campo, un mondo più pulito e vivibile” ... A supporto dell’atto fondativo, il semiologo Paolo

Fabbri ha scavato da par suo attorno alle parole polis/polites e civis/civitas, mentre il pittore Vittorio D’Augusta ha rivendicato all’arte un ruolo costruttivo nella nuova Città. Il disegnatore satirico Vincino ha irriso, con la sua inconfondibile penna, fondatori e urbanisti, certificando come l’autoironia sia parte costituente di CA!. L’assessore alla politica gio-

Aziende informano

vanile Ivan Tagliaferri ha poi portato il saluto del Comune di Morciano e augurato successo al movimento nato nella sua Città. Il morciraniano Hossein Fayaz ha parlato da cittadino amante del luogo che lo ha adottato e l’architetto Aurelio Lucarelli ha infine evidenziato le difficoltà che potrebbero contrastare la conquista di una realtà migliore. Città Avanti! nasce in funzione di messaggi da un futuro a noi molto prossimo, dove si stanno affermando stili di vita tendenti a maggiore felicità. In queste stesse note viene anche rivolto al nostro tempo un pressante invito a piantare “semi” perché tutto ciò avvenga. Si è proceduto, allora, alla lettura del primo messaggio per-

venuto, dove si afferma: … “sarà l’arte Avanti!sta a far scoppiare all’interno dei cittadini la voglia del bello e conseguentemente la rivolta contro l’orrido che li accerchia…”. Come succederà per ogni messaggio ricevuto si è proceduto quindi a piantare un primo seme di bellezza con l’attore Silvio Castiglioni che ha conquistato gli spettatori con un monologo del romagnolo Nino Pedretti. Quindi, per non far mancare fuochi d’artificio all’evento, Mirco Gennari di Città Teatro di Riccione ha “cantato”, in panni futuristi, l’esplosiva e sfavillante canzone pirotecnica di Farfa. Come altro seme indotto dal messaggio sull’Arte Ca! Thomas e Giuliano hanno poi letto l’appello a tutti gli artisti a voler affilare le loro arti migliori e scendere in campo da combattenti per la conquista di CA!. Ultimo seme, l’inaugurazione nella vicina sala dell’ex lavatoio della prima Mostra d’Arte Avanti!sta di May Be (Marino Bonizzato) dove l’amore è protagonista.

Qui, dopo una poetica performance di Thomas e Giuliano sul tema, l’autore ha illustrato il senso delle sue opere e stappato la prima bottiglia per brindare alla nascita della nuova Città e alla … chiusura della stessa mostra che in autunno/inverno probabilmente si trasferirà a Rimini. Città Avanti! (CA!) è un Movimento … - Culturale … dove si filosofeggia circa il raggiungimento di un possibile mondo (CA!) dove siano dominanti i valori naturali innati, non i falsi valori artificiali indotti, come succede nel mondo d’oggi. - Politico … dove si raccolgono e si mettono a punto, sulla base di detti valori, obiettivi strategici (messaggi dal futuro) da raggiungere in ogni luogo e momento di vita. - Pratico … dove si realizzano fatti concreti (semi) campione, personalizzabili e riproducibili, attuativi del disegno strategico. Quindi, CA! è un laboratorio di idee “rivoluzionarie” del Sistema, di politica creativa e di pacifiche belle azioni sul campo… ( v e d i www.semidicittaavanti.net messaggi da un futuro migliore)

IL RACCONTO

La palestra come luogo di divertimento e incontro

- OTTOBRE: ricominciamo ad allenarci? Rientrati dalle ferie ci ripromettiamo tutti gli anni di mantenere la forma fisica acquistata in estate. Allora ci

ripromettiamo di andare a correre, in bicicletta e .. quando piove c’è la palestra. Se la palestra non è proprio una passione, come si fa? Vi invito a riflettere su qualche cosuccia.

L’attività fisica mantiene il corpo agile, forte, energico e quindi si vive meglio. Per non parlare del risparmio in medicine, antinfiammatori, antidolorifici... Quando un corpo è sano, la mente è sana e la vita è più bella. Senza contare l’aspetto sociale: nuove conoscenze e amicizie che non siano solo quelle del lavoro. Praticando sport, inoltre, si sviluppa con molta meno fatica un nuovo modo di rapportarsi all’alimentazione, per due ragioni: ci si sente meno in colpa se si sgarra qualche volta... e si è più motivati a non sgarrare. Inoltre, la massa magra (i muscoli) è quella che aiuta ad eliminare la massa grassa, quindi prima noi lavoriamo per il corpo, poi il corpo lavora per noi. Vi ho convinti? Lucia Rametta Veniteci a trovare! Vi aspettiamo! San Clemente - Via Trado 58. Tel. 0541. 987751

Quando il Conca era la palestra Le strade i campi di calcio - Sono due amici d´infanzia degli anni 50. La loro palestra: il fiume Conca. Il loro campo di calcio: le strade del paese. Il ’68 li aveva visti l’uno contro l´altro, divisi dall´ideologia. Ora, sconsolati, si ritrovano dopo tanto tempo. Parlano tra loro, non più quel dialetto fluente di quando erano ragazzini. Sentiamo cosa dicono: F. Nani e ballerine! Bella roba! Guardate come avete ridotto l´Italia. Fa pena. Ci avete sputtanato in tutto il mondo. Mio figlio questa estate è stato in Spagna. Quando hanno saputo che era italiano, tutti a ridere “Bunga, Bunga” M. E allora voi? I vostri capi si azzuffano tra loro come i capponi di Renzo. Sarebbe il colmo che adesso lasciassimo l´Italia in mano ad un comico vero. F. Abbiamo Monti. Una

Via Marconi sterrata

persona seria e apprezzata. M. Monti ci lascerà tutti con le pezze nel...”sedere” F. Lo stretto di Messina l´avete voluto voi. Non si farà. Intanto sono stati spesi centinaia di milioni di euro. M. e giù tasse. Per rimanere in Europa. Ma questa Europa è una cosa seria? A me sembra fatta con i piedi. Prima bisognava creare uno zoccolo duro con gli stati più virtuosi. Poi, se uno stato voleva fare parte del club,

poteva bussare alla porta dopo un referendum popolare e solo con i conti in regola. F. Guardiamo nel nostro piccolo. Che buco ha lasciato la giunta di prima? M. Il problema non è solo quello. Pensi che il progetto Ghigi avrà un seguito? F. Farà la fine del ponte di Messina e tutta la baracca ci verrà a costare milioni di euro. M.Ee giù Imu, tanto paga Pantalone... Senti, Andreotti è ancora vivo? F. Se, ma un sta ten ben. Perché? Mica rimpiangerai la prima Repubblica? Mingon non risponde, ma lo sguardo d´intesa con l´amico non lascia dubbi. Sembra dicano: “Ad sigur peg dla sgonda in pudeva es!”. Roberto Ghigi


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Ottobre 2013

MORCIANO

Il Misam dell'artista Corsucci a Montefiore Suo il monumento dell'Avis di Morciano

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Monumento dell'Avis Incontrare la scultura in mezzo alla natura ASSOCIAZIONISMO

- Lo scultore Umberto Corsucci ha ricevuto l’incarico di progettare e realizzare una scultura che “racconta” l’Avis; sarà collocata davanti alla casa di cura “Montanari”, per ricordare i 53 anni di Avis Morciano. Afferma Secondo D'Andrea, il presidente dell'associazione: “Ringrazio in anticipo tutti coloro che contribuiranno alla spesa perché vogliono che l’opera si realizzi”. Chi volesse contribuire ai costi (mancano ancora 5-mila euro per coprire i costi), può contattare il presidente D'Andrea 335/7301928.

Il bozzetto della scultura

GIOVANI - Itinerari musicali, ovvero Mille di queste musiche. Alla II edizione, si tiene dal 3 novembre a 1 dicembre nella sala del Lavatoio con la direzione artistica di Filippo Dionigi. L'niziativa è nata dalla collaborazione tra l’assessorato alla Cultura e l’indirizzo musicale della scuola media ‘Broccoli’, dedicata alla musica di tutto il mondo,

Itinerari musicali con repertori accattivanti e seducenti proposti dalle varie formazioni strumentali. Cinque gli appuntamenti che alterneranno formazioni di grande prestigio, varie ed originali, la domenica pomeriggio alle 16.30

fino al 1 dicembre. Durante tutti i concerti i musicisti presenteranno i brani con aneddoti e curiosità. Da segnalare, infine, la preziosa collaborazione con il Conservatorio “G. Rossini” di Pesaro e l’opportunità per giovani talenti di esibirsi assieme a maestri di chiara fama. L’ingresso è gratuito.

- Incontrare l’arte e la scultura in mezzo alla natura. Sabato 31 agosto, Montemaggiore, località San Felice, Via Pianello 451, comune di Montefiore, alla presenza di amici, appassionati e personalità Umberto Corsucci ha presentato il percorso del MISAM (Museo Internazionale della Scultura all’Aperto del Montemaggiore) da lui pensato, creato e diretto. Il Museo è costituito da un percorso iniziale di 12 sculture installate sulla terrazza naturale che offre a turisti, studenti ed amanti dell’arte moderna, una vista panoramica a 360 gradi ma soprattutto momenti emozionanti, pieni di interesse e messaggi indotti dalle monumentali opere di artisti di chiara fama: Loreno Sguanci, Tito Amodei, Toshihiko Minamoto. Inoltre, l’offerta e la possibilità di confrontarsi e conoscere opere di giovani artisti emergenti che di quei maestri stanno ripercorrendo il cammino. Il Museo è costituto da un atelier per corsi di scultura a livello internazionale diretti da Corsucci che nel recente passato ha proposto e propone percorsi d’appren-

L'inauguarzione del museo di umberto Cosrucci a Montefiore

dimento sull’impiego di vari materiali, dalla terracotta, alla ceramica, dal refrattario al gres, spaziando fra tecnologia, applicazione e cottura degli smalti. E poi l’arte del marmo, della pietra e anche l’arte della fusione in bronzo con il procedimento a cera persa (arte del cesello e delle patine, tecnica della termica siderurgica). Il tutto nel silenzio e nella irripetibile splendida cornice di uno dei poggi più suggestivi della Romagna, con un orizzonte che parte al di la della collina di San Bartolo e arriva fino

al golfo di Ravenna. Per gli interessati è possibile visitare il percorso del Misam con ingresso gratuito e parcheggio e sosta camper liberi. Ai visitatori inoltri verranno offerte degustazioni enogastronomiche del territorio, cortesia e informazione competente. Il Museo è aperto perennemente con i seguenti orari: dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18. Per info: 0541/980332, Email: corsucci@libero.it – sito: www. scultoreumbertocorsucci.it. Claudio Casadei


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MORCIANO BIANCHERIA - TENDAGGI ARREDAMENTO ALBERGHIERO

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Il gigantesco edificio è in via di demolizione non senza polemiche

Addio cara vecchia Ghigi

Alcune suggestive istantanee. Per i morcianesi è uno spettacolo. In tanti si assiepano, chiacchierano, osservano. Ricordano. Ci passano interi pomeriggi. Intanti ad immortalare la piccola-grande storia con le macchine fotografiche. Un commento: “I morcianesi sono diventati come i giapponesi” (Foto Emilio Cavalli)


Gli itinerari della buona tavola A ottobre Sagra della Castagna. Appuntamento tutte le domeniche nel borgo: eccellenze enogastronomiche e giochi

Le castagne di Montefiore La Rocca in bianco e nero per una vecchia Sagra

Castagne I marroni di Montefiore sono tra i più pregiati d'Italia. Gli oltre mille castagni attorno al borgo producono frutti di qualità. Mentre la castagna selvatica pesa mediamente 5 grammi, la domestica 1030, quelle montefioresi 40-50 grammi. Inoltre: è dolce e burrosa. Tre i castagneti a Montefiore: a Monte Auro, del Faggeto e a Serbadone. Il castagno è considerato adulto a 50 anni. In buone condizioni può arrivare a produrne fino a

mezzo quintale. Un ettaro di castagneto produce 7-8 quintali di castagne. Il modo migliore per la raccolta è la caduta naturale; mai la battitura che potrebbe causare danni seri agli alberi. Le castagne erano il cibo dei poveri. Oggi, la delizia per palati fini. Numerose le applicazioni anche fuori dal campo dell'alimentazione. Vengono utilizzate dalle aziende di cosmesi per pomate di bellezza.


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S. CLEMENTE - GEMMANO - MONTEFIORE CULTURA

Mario Pinzauti: ‘Mi racconto una favola’ Mario Pinzauti

- Mario Pinzauti ha un lunghissimo percorso professionale e molteplici esperienze. E’stato inviato di “La Stampa”, direttore del Giornale Radio Tre della Rai, per la Rai e gli enti radiotelevisivi di venti paesi europei ha organizzato un concorso,”I giovani incontrano l’Europa”, che ha ottenuto sei milioni di partecipazioni, attualmente è vice direttore e opinionista del quotidiano elettronico “iljournal”. Originario di Firenze, Mario Pinzauti, insieme alla sua famiglia, per molti anni, ha vissuto a Montecolombo e Gemmano, dove ha ancora casa. Arrivato a 86 anni egli sente però di non averne ancora abbastanza e così scrive un romanzo,”Mi racconto una favola”, e lo affida, per la pubblicazione come e-book, a “Bookolico” (www.bookolico.com), una startup editoriale gestita da un gruppo di dinamici giovani torinesi che si stanno conquistando, nel loro campo, apprezzamento e notorietà interna-

zionali. “Mi racconto una favola” è, come lo definisce l’autore, un romanzo di fantarealtà, una storia in cui fatti veri e immaginati s’incontrano e a volte si confondono ma sono tenuti uniti, omogeneizzati, si potrebbe dire dalla volontà dell’autore-protagonista di mantenerli intatti. E così raccontando a se stesso tutte le sere una favola - in cui non manca qualche personaggio inventato e tuttavia materializzato, reso vero dalla forza dell’impegno narrativo l’autore-protagonista non solo rivede ma crede di avere reso senza fine l’ultima passeggiata che i suoi anziani genitori, pur provati nel fisico ma non nel loro bisogno di vita, facevano ogni sera prima di andare a dormire. E ottiene che Veronica, la sua bambina stroncata da una grave malattia vent’anni prima torni a riempirgli l’esistenza, con i suoi giochi, i suoi canti, i suoi progetti per il futuro, soprattutto la sua ineguagliabile risata. All”autore e al protagonista la favola dona la belleza totale, una gioia quotidiana mai conosciuta prima e nemmeno immaginata. Ma d’un tratto è il black out. Si spenge bruscamente l”intensissima, radiosa luce che aveva preso a illuminare l’esistenza dell’autore-protagonista. Per motivi inspiegabili la favola è finita. E l’autore-protagonista precipita dalle vette più alte di una felicità quotidiana agli abissi profondi e cupi di una disperazione senza limite. Non è però ancora l’ultimo atto.Un altro colpo di scena, l’annuncio dell’arrivo di un nuovo narratore fa sperare in un seguito della favola.Forse ci sarà un lieto fine.

Contatti:mariopinzauti@interfree.it; www.bookolico.com

A Serbadone di Sotto, un monumento di cellletta

MORCIANO DI ROMAGNA

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La Madonnina della curva Serbadone. La celletta votiva di proprietà della famiglia Piero e Vittoria Piccari. Pitturata e pavimentata da Piero Crispu

COMUNITA'

di Emilio Cavalli - In località Serbadone di Sotto, frazione di Montefiore, una celletta bianca costruita nel 1929 sul greto della Strada provinciale contenete l'immagine della Madonna di Bonora. Allora i fedeli che la fecero erigere non pensarono certamente al sostenuto traffico che si sarebbe pericolosamente sviluppato nel giro di pochi decenni, bensì alla comodità di poter pregare l'ormai famosa Madonna del santuario montefiorese, anche senza dover necessariamente andare presso la Cella madre. Le preghiere valgono anche a 5 chilometri di distanza, dicevano i vecchi. E' cosa risaputa che la Madonna di Bonora ha protetto tantissime persone. Lo testimoniano i molteplici ex-voto appesi dietro l'altare del santuario. Gran parte delle tavolette dipinte rigorosamente a mano raffigurano le cadute più svariate: da cavallo, dalla moto, dal trattore, dalla bicicletta, oppure dalle lunghe scale che si usano per la raccolta e la potatura degli alberi. Nel 1989, un camion di grosse dimensioni guidato da un'autista semi-appisolato s'infilò dentro il negozio di generi alimentari tutt'ora esistente situato proprio di fronte alla celletta. Il pesante mezzo subito dopo l'impatto s'incendio paurosamente. All'esterno c'era una pompa della benzina che rischiò di saltare in aria con l'intero abitato

composto da una ventina di case. Fortunatamente così non fu. I pompieri giunsero da Rimini appena in tempo per scongiurare il disastro. La proprietaria scappò dal retrobottega. L'autista si risvegliò spaventato, riportando soltanto qualche lieve ferita. Da quel giorno fatale qualcuno iniziò a individuare quella celletta anche con l'appellativo “la Madunena dla curva (la

Madonnina della curva). Nonostante la pericolosità, la Provincia proprietaria della celletta non ha mai fatto nulla per evidenziare l'altissimo pericolo. I gatti ed i cani morti non si contano; le cadute dei ciclomotori neppure. Nessuno reclama nel posto giusto. La Madonnina protegge tantissimo è vero. Tanto che fortunatamente non è mai accaduto nessun incidente mortale. Ma

perché la Madonnina deve fare tutto da sola? Il famoso detto “aiutati che Dio ti aiuta” è immortale. Un piccolo aiuto, la Madonnina della curva lo attende sottoforma di un segnale stradale, un dosso, un semaforo intelligente, un vigile urbano, un carabiniere. Oppure una semplice scritta: rallentare in questa strada giocano ancora i ragazzini mentre aspettano lo scuolabus. Gli abitanti della frazione di Serbadone di Sotto sperano e confidano questa volta in un intervento della Provincia di Rimini che si prenda a cuore almeno l'incolumità degli abitanti. Qua e là esistono cartelli stradali che avvisano giustamente l'attraversamento sporadico di animali di grossa taglia quali: daini, caprioli e cavalli. Tutelare le varie specie (uomo compreso) è cosa buona e giusta. Salvaguardare la salute invece è semplicemente un dovere che le varie istituzioni dovrebbero sempre considerare come priorità assoluta. Anche se qualche volta c'è solo da spendere e nulla da prendere. P. S. Un encomio affettuoso va a Piero Crispu, che tutti gli anni ripittura la celletta. A suo spese l'ha ripavimentata.

Bella gioventù in amarcord

COMUNITA'

Centro Valconca, sessantenni in festa - Se sei nato nel mitico 1953, se sei nato, vissuto o se hai passato una vacanza a San Clemente questo annuncio ti riguarda. Il Centro Sociale Autogestito Valconca presso il Centro polivalente Del Bianco a Sant’Andrea in Casale domenica 24 novembre ti fa la festa! Niente paura, si festeggia solo il tuo compleanno e ti si offre l’occasione di incontrarti per un giorno con persone che non vedi da tempo, amici di scuola, di gioventù, vecchi fidanzatini e lontane fiamme. E allora tutti a pranzo per una domenica speciale e una giornata da passare assieme a ricordi, aneddoti buon mangiare e miglior bere. L’attività del Centro, che

Sant'Andrea Centro Del Bianco

annovera circa duecento iscritti, è ripartita ufficialmente il 5 ottobre, carica dello spirito di servizio e di solidarietà che ogni anno lo contraddistingue. Ogni quindici giorni si balla con gruppi musicali dal vivo, A capodanno un Veglione speciale e poi sorprese lungo tutto

l’arco della stagione. Per informazioni e prenotazioni, indispensabili per la festa dei sessant’anni, chiamare i numeri 335.7301928 e 388.3742710 vi risponderanno persone simpatiche e , siamo sicuri, le chiamerete ancora! Claudio Casadei

- Gli alunni delle scuole medie di San Clemente “G.Villa” si sono rivisti la bellezza di 47 anni dopo il superamento degli esami per il conseguimento della licenza media inferiore. La terza A e B, degli alunni della classe 1951/52, si sono ritrovati alla pizzeria “La Collina” di San Clemente per ricordare le loro gesta scolastiche. Alla chiamata ha risposto un gruppo di circa trenta “ragazzi”, ora residenti sia in provincia di Rimini che fuori.


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MORCIANO DI ROMAGNA

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S. CLEMENTE - GEMMANO - MONTEFIORE

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Per il dopo D'Andrea, iniziato il valzer delle candidature a sindaco di San Clemente

San Clemente, quel prestigioso scranno - Anche San Clemente ha il suo colle e anche per quel colle esiste uno scranno ambito e agognato quanto altre poltrone molto più importanti. San Clemente è stata per decenni una piccola insignificante partiCELLA di una Valconca marginale, ignorata spesso martoriata dalla politica provinciale. Col tempo il Comune di San Clemente, che aveva da offrire i suoi grandi spazi, ha assunto un’importanza strategica per la vallata anche se lo sviluppo che i nuovi insediamenti gli hanno dato è stato quello di una modesta periferia urbana. E mentre lo sviluppo caotico prosegue lentamente, finalmente sta crescendo un ponte che modificherà una viabilità che ancora oggi è la stessa di una quarantina di anni fa, più qualche rotonda. Nel frattempo non tutte le zone del comune sono collegate alla fognatura, non tutte le zone sono servite dal servizio del gas metano, la vita sociale langue miseramente per la maggior parte dell’anno e soprattutto al di fuori del capoluogo, le strade non sono tappeti di asfalto ma campionari di dissesto. Limitato (volutamente) e chiuso il cahier de doleance (quaderno del lamento) si può godere il buono che c’è: i conti del Comune sembrano in ordine, i servizi sociali garantiti, strutture scolastiche con problemi evitabili ma sono ancora buone. C’è un bel centro sportivo,

Qualche nome: Mirna Cecchini e Mariano Guiducci (Pd), Alfonso Scala (M5S), Sandro Ricci (Pdl) LA POLITICA

Mirna Cecchini (Pd)

di Claudio Casadei tra l’altro in crescita, uno splendido teatro che funziona egregiamente e sono state riportate alla luce recentemente quelle meraviglia di mura. Un’ analisi a parte meriterebbe la crescita delle aree produttive sullo sviluppo delle quali pesano gravemente la mancanza di una programmazione chiara e le spinte di interessi di categorie e personaggi lontani da San Clemente. L’era D’Andrea intanto volge al suo termine e di fronte a una situazione politica nazionale ai limiti del surreale per non dire farsa e a quella locale che cerca incredibilmente di somigliargli cosa dovrà aspettarsi il cittadino? Di certo non dovrebbe dispiacergli un sindaco che dice con chiarezza in campagna elettorale quali sono i suoi progetti e quali gli uo-

Mariano Guiducci (Pd) mini che li porteranno avanti senza sorprese inutili. Un sindaco che non si nasconde dietro la legalità ma che fa scelte morali, etiche e condivise con la cittadinanza. Un sindaco che non ha commesso errori in passato scaricandoli sui suoi delegati e che non cerca scorciatoie per favorire qualcosa o qualcuno. Un sindaco che affida a verifiche periodiche tra la gente l’applicazione del suo programma, che argomenta le sue scelte e le sostiene perché ha l’onere di guidare lo

Alfonso Scala (M5S)

Sandro Ricci (Pdl)

sviluppo di un Comune anche se sa che non tutti le condivideranno. Un sindaco che rispetta le minoranze e le mette in condizione di esercitare la propria funzione, senza trucchi e nel rispetto reciproco. Che volto avrà questo sindaco di quale forza politica sarà espressione? Benché ancora relativamente lontane, le prossime elezioni sono già importante argomento di conversazione e di chiacchiere nelle quali vengono mischiate ed alimentate certezze e dubbi, autocandidature e false smentite su chi siederà sullo scranno di primo cittadino. Il Movimento Cinque Stelle ha da tempo e per primo scelto il sua candidato. Si tratta di Alfonso Scala, militare di professione, residente da anni con la famiglia a Sant’Andrea. Coinvolgimento della popolazione, chiarezza nei conti e miglioramento dei servizi i punti car-

dine del programma del M5S che si presenterà alle comunali per la prima volta. Anche il Popolo delle Libertà sembra avere Individuato il suo candidato sindaco in Sandro Ricci. sanclementese, rappresentante e imprenditore Ricci promette di migliorare i servizi e la macchina comunale nonché un maggiore coinvolgimento della popolazione. Si conosce meno del progetto di Obiettivo San Clemente. Dopo due mandati i consensi si sono contratti a un quasi 18% e si racconta che la stanchezza stia prendendo il sopravvento su alcuni uomini di punta del movimento. Inoltre, pare che la corte di liste più solide a qualche componente storico del gruppo potrebbe contribuire a interrompere una lodevole storia. La lista Civica per San Clemente, legata al Pd, alle ultime elezioni aveva ottenuto un 56,7%

che sembrerebbe metterla al sicuro da qualsiasi sorpresa. Ma aveva un candidato forte ed un riferimento preciso. Oggi, la situazione sembra essere molto più fluida. Se il candidato naturale dovrebbe essere la dottoressa Mirna Cecchini, attuale vicesindaco, voci di corridoio narrano di più di un pretendete alla poltrona. Più sfumate e meno consistenti le voci sull'autocandidatura di Fabio D’Erasmo, ma anche su altri nomi radio-scranno riporta velleità e abbozzi di autocandidatura. E poi, perché no, un outsider che potrebbe essere una sorpresa per la popolazione e forse anche per lo stesso Pd. La politica si sa, è liquida, coglie l’attimo e sa adattarsi ai momenti ed alle situazioni che incontra. Così si racconta che dalle parti del centro-sinistra la candidatura del dottor Mariano Guiducci è data come molto probabile con il Pd, ma anche no, dando vita ad una sorta di strana staffetta con D’Andrea. Questa è la voce che gira forte, la mossa che può sparigliare le carte. Come finirà la corsa? Chi vincerà questi giochi che partono adesso? Che faccia avrà la prossima giunta clementina? Si accettano scommesse e soprattutto il coraggio di farle! C.G.D’A.D’E o V. le iniziali della prossima giunta: scommettiamo che ne ho presi tanti?


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SALUDECIO - MONDAINO - MONTEGRIDOLFO

Cna Valconca è per l'unione dei comuni tra Saludecio, Mondaino e Montegridolfo. Più risorse per 400mila euro l'anno

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“Unificazione è un processo indispensabile” “Ottimale un comune cioè di almeno 30.000 abitanti, perché questa è la dimensione minima dentro il quale si potranno tagliare i costi e realizzare effettivamente le cosiddette economie di scala”

Odoardo Gessi, segretario Cna Valconca

FOCUS - Cna Valconca è per l'unione tra i comuni di Saludecio, Mondaino e Montegridolfo. Le ragioni raccontate da Odoardo Gessi, segretario della Valconca: “Le aumentate difficoltà dei comuni che si manifesta nella ormai cronica riduzione delle risorse disponibili, e la necessità di ricavarne almeno un po’ attraverso una maggiore efficienza a minor costo, è un imperativo che coinvolge ogni livello amministrativo, ed in particolare i comuni piccoli. Noi che rappresentiamo il mondo delle piccole e medie imprese, vogliamo essere partecipi e fautori di questi cambiamenti. I temi cruciali che stiamo ponendo sono ormai noti: La pressione fiscale, la troppa burocrazia che moltiplica inspiegabilmente gli adempimenti, la mancanza del

credito, l’eccessivo costo del lavoro, il costo di funzionamento della macchina pubblica, sono le zavorre che impediscono di riprendere il volo. E’ di questi giorni il risultato del centro studi CNA che dimostra come anche una piccola impresa deve sostenere ogni anno 22 adempimenti (dall’IVA alla TARES all’IRAP, all’IMU alla pubblicità MUD, al SISTRI e via di seguito) con un obbligo operativo di oltre 70 scadenze , una ogni 3 giorni lavorativi, un sistema insostenibile”. “Con l’aggregazione di più comuni - continua la riflessione della Cna - vi è la possibilità che questi adempimenti diminuiscano ma soprattutto che si snelliscano e diventino uguali per ogni territorio. Allora la proposta avanzata

dal comune di Mondaino va presa sul serio e va perseguita avendo però ben chiaro alcuni aspetti: Unire i tre comuni non annullerà le identità ed il senso di appartenenza alle singole comunità, anzi sarà l’occasione affinché le diverse identità crescano di rafforzino e si affermino nel panorama provinciale; Come CNA ci aspettiamo soprattutto che questo processo porti maggiori opportunità per l’economia attraverso: - più risorse per gli investimenti pubblici; - più efficienza dei servizi pubblici; - più omogeneità di applicazione di tributi e tariffe;

- minori costi di funzionamento; - meno burocrazia; Da questo punto di vista le maggiori risorse previste (400mila euro all’anno per 10 anni), devono servire per strutturare una macchina più efficiente e meno costosa, affinché dopo i 10 anni i vantaggi di essersi messi assieme camminino con le proprie gambe. Quando si parte con un processo di unificazione di comuni, il dubbio che venga cancellata l’identità e l’autonomia consolidata negli anni è legittimo; è però altrettanto legittimo la necessità di innovare e modificare gli assetti istituzionali al modifi-

care dei tempi. La crisi economica che stiamo attraversando causerà un cambiamento radicale, ed è necessario prendere coscienza che una scelta di questo tipo sarà comunque un processo che dovrà mettere al centro i cittadini attraverso il percorso garantito dalla partecipazione democratica del referendum. Alle istituzioni, alle forze politiche ed alle organizzazioni di rappresentanza il compito di sviluppare questa partecipazione, fungendo da punti di riferimento e facilitatori del confronto per le popolazioni interessate. Noi crediamo si tratti di un’esigenza che nasce, come dicevamo, non solo dalla spinta delle difficoltà economiche e finanziarie in cui versano i Comuni in generale, ma anche e soprattutto da una valutazione oggettiva della possibilità di cui il territorio dei tre comuni, ma dell’intera Valconca è dotato e delle opportunità che presenta in termini geografici, sociali, culturali, e soprattutto storici. Con un Comune più grande,

anche se non sufficientemente dimensionato, si potrebbero fare cose importanti per il benessere di tutte le comunità e su come garantire loro un futuro. Anzi noi auspichiamo che questo non sia che l’inizio di un processo i cui confini dovranno essere sicuramente più grandi. Un comune cioè di almeno 30.000 abitanti, perché questa è la dimensione minima dentro il quale si potranno: - tagliare i costi e realizzare effettivamente le cosiddette “economie di scala”, - aumentare il potere negoziale verso le istituzioni superiori ( Regione e Stato) - valorizzare meglio il patrimonio culturale, storico e delle tipicità enogastronomiche, come fattore di sviluppo turistico e come bene di investimento in grado di produrre ricchezza; - ridefinire i processi organizzativi delle “macchine” comunali. In tutto questo occorrerà fare attenzione al rischio di: - perdita dell’identità di comunità; - dimenticare le esigenze del territorio diventato troppo esteso”.

LA STORIA

Luciano Giunta

Mondaino, Piazza Maggiore nel novembre del 1944 - Mondaino, piazza Maggiore, novembre 1944. Era diventata il Quartier generale di una Divisione corazzata canadese. L'istantanea reca un'illustrazione del canadese George Tinning. E' una delle tante immagini che raccontano i nostri paesi dopo il passaggio del fronte nella Seconda guerra mondiale. E' stata pubblicata in un libro della Banca di Credito Cooperativo di Gradara curato dall'architetto Maurizio Castelvetro di Cattolica. Titolo del volume: “Art war” (arte nella guerra). “Arti di guerra sulla Linea Gotica tra le valli del Foglia e del Conca”. Sono immagini che raccontano uno dei periodi più difficili dell'Italia.


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Scomparsa lo scorso 11 settembre. Origine calabrese, a Saludecio dal 1950. ”Profumava di rose”

Addio a suor Clementina, grande donna, grande religiosa AMARCORD

Suor Clementina (1927 - 2013)

- Addio a una meraviglia di donna. Suor Clementina è morta lo scorso 11 settembre. Aveva 86 anni; da anni sofferente di cuore, lo scorso aprile era stata operata al seno. Un via vai di saludecesi, e non, la sono andata a salutare a Miramare, dopo il ricovero, presso la casa madre delle Suore di don Masi. Era nata a Zagari (Catanzaro). Si chiamava Maria Potenza Filandi. E forse nel significato di quel cognome, la potenza che fila, c'è molta della sua esistenza. Dal 1969 era la suora con la “S” maiuscola di Saludecio che si occupava anche della casa di riposo del beato Amato. Dormiva in una piccola stanzina ad angolo, al primo piano, versante di Sant'Ansovino. Sulla sua figura sono tutti d'accordo: credenti e laici. Per i primi profumava di santità; per i secondi era semplicemente una grande persona dal cuore immenso. Pino Donna riservata, uno che la conosceva bene era senza dubbio Giuseppe (Pino) Sanchini, il sindaco di Saludecio. Il suo primo ricordo: “Prima che diventassi sindaco suor Clementina era un mito lontano; là a dirigere e governare la casa del beato Amato. Diventato amministratore, il primo incontro fu uno scontro. Era la primavera del 2007; mi ricoverano in ospedale per una fibrillazione atriale. Il 7 maggio (giorno prima della nascita del beato Amato), storica processione, dalla chiesa di San Biagio fino alla casa del beato Amato, per una serie di coincidenze, è mancato un po' di pulizia ed ordine. Suor Clementina mi riprende con vigore. Mi spiegai e da allora iniziammo a frequentarci”. Suora dell'ordine di don Domenico Masi, tanti fratelli,

famiglia forse benestante, a due anni resta orfana di madre. La prima volta arriva a Saludecio come maestra d'asilo. Siamo nel 1949. Nel 1969 la spostano alla casa di riposo. Negli anni Sessanta per dar da mangiare agli anziani ricoverati (una trentina, oggi sono 24) le suore andavano per erbe di campo con un sacco di iuta e allevavano gli animali da cortile. Anche suor Clementina non si sottraeva. “Parlare di suor Clementina - continua Pino Sanchini - è la cosa più diffici-

le che mi si può chiedere. Per me era come una madre. Figura minuta, grande donna, intelligentissima, era buona fino all'inverosimile. Tutte le persone in difficoltà del paese andavano da lei. E ne uscivano rinfrancate. Anch'io andavo da lei quando veniva da me un cittadino con problemi familiari. Ne era contenta. Era proprio lei a chiedermelo: ‘Se ci sono persone e famiglie in difficoltà...’. Mia moglie si arrabbiava; diceva che dovevo essere io a risolvere i problemi dei cittadini. Apparteneva a quella

La finestra (cerchiata) della sua piccola stanzetta

categoria di persone che va ad incontrare i problemi per risolverli. E lo faceva con una lucidità impressionante”. Tanti gli episodi che hanno fatto di suor Clementina un mito. Sanchini: “Ad una signora in difficoltà, per tanto tempo, le diede un aiuto di 200 euro al mese”. Dilvo Dilvo Polidori l'ha conosciuta bene. Nel 2003, in qualità di sindaco, insieme al consiglio comunale, come sottolinea, le conferì la cittadinanza onoraria di Saludecio. Ricorda: “Ho avuto la fortuna di esserle amico. Mi ha dato una forza incredibile nei momenti bui della mia vita. Di lei ho tanti ricordi. Ad esempio, quando si partiva in pellegrinaggio per Roma e Santiago di Compostela [ci è stato tre volte, ndr], lei ci salutava facendo suonare le campane della chiesolina del beato Amato”. “Una volta - continua Polidori -, sulla strada per Roma, il sentiero si interrompe nei rovi. Tornati a casa glielo raccontiamo. Risponde: ‘Chissà quante volte si sarà perso il beato Amato per andare a Santiago’. Suor Clementina è stato il faro di Saludecio negli ultimi decenni. L'ultima volta l'ho vista lo scorso 5 settembre; come tantissimi, siamo andati a trovarla per il suo compleanno. Era fiduciosa di tornare a Saludecio a fine mese”. Massimo Massimo Pierpaolini, un laico, è un fiume in piena: “Di lei ricordo il sorriso gentile. Come persona profumava di rose. Per me lei era un'istituzione come la Torre Civica, come la chiesa di San Biagio, come le mura. Il suo sostegno

al prossimo, tutto il prossimo, era totale”. Toni Toni Amadori, insieme a Luigi, Marino e Dilvo, ha compiuto pellegrinaggi a Roma e Santiago, a piedi naturalmente. Albergatore in Riccione, di suor Clementina ha racconti bellissimi: “Quando ero giù e stanco sentivo il bisogno di andare da lei. Mi diceva che la fede e la preghiera erano le mie medicine. Lei era una persona speciale. Nei miei confronti era sensitiva. Due anni fa ho un incendio in albergo; due giorni prima mi chiama e mi raccomanda che qualunque cosa accada devo essere forte”. “Cinque anni fa - continua Toni - con amici siamo in pellegrinaggio verso Santiago. Il mattino parto con un terribile mal di schiena. Suor Clementina mi telefona e mi dice che è Lui, il beato Amato, che mi vuol mettere alla prova. Verso le 13,30 scende un acquazzone; mi cambio. Esce il sole, riprendo il cammino. Lei ritelefona e mi dice che ora posso andar tranquillo, non avrò più male. Così sarà. Lo scorso anno sono intento a ristrutturare un piano dell'albergo. I tecnici mi contrariano; sto per perdere la pazienza. Suor Clementina mi chiama e mi dice che quelle persone mi daranno una bella mano. Sarà proprio così. Voglio raccontare ancora un aneddoto. Di tanto in tanto salivo a trovarla a Saludecio, ma lei non sapeva quando. In genere, portavo frutta e verdura. Suor Clementina diceva alle sue suore che quel giorno non avrebbero dovuto ordinare frutta e verdura”. Che la terra le sia lieve.


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CORIANO - MONTE COLOMBO - MONTESCUDO

Ha scritto una ventina di musical di raffinato successo. Le sue rappresentazioni messe in scena da 5-6mila giovani tra parrocchie e centri giovanili

Carlo Tedeschi, spettacoli che evangelizzano - Francesco era un giovane pugliese di Conversano e non conosceva Carlo Tedeschi. Tre anni fa, sale a Montecolombo per uno stage teatrale. Ricorda: “Mi avvicino allo spettacolo e al Lago trovo un'esperienza di condivisione della vita unica”. Due anni prima aveva assistito ad Assisi al musical “Chiara di Dio” e resta affascinato dallo spettacolo. In lui c'era il desiderio di conoscere Carlo Tedeschi, l'autore, ma il pudore lo frena. Continua nel suo ricordo, Francesco: “Arrivo qui e, quasi per magia, Carlo mi propone di interpretare quello spettacolo di Assisi. Scopro, al Lago, il profondo desiderio di cambiamento”. Ora, questo giovane è uno degli interpreti del “Patto di luce”, lo spettacolo in cartellone, da anni, ogni venerdì sera al teatro “Amici” di Montecolombo. Giovani e teatro Se Francesco arriva al Lago per la passione per il teatro, Giovanni, un giovane siciliano, invece si avvicina “per conoscere le ragazze”, un po' come quando si entra in un partito, o in un'associazione. Il suo ricordo: “La sera del primo giorno a Montecolombo, in scena a rappresentare ‘Chiara di Dio’, vengo colpito dai ragazzi in scena. Trovo in loro la gioia della serietà e la voglia di stare insieme. Il mio fine diventa altro”. Sono soltanto due, delle migliaia di storie che danno il senso di quanto ha costruito quel genio di Carlo Tedeschi attraverso il teatro. Con le sue storie semplici non meno che straordinarie. Con i suoi spettacoli. Spettacoli che hanno la forza di evangelizzare. Di toccare i cuori e le intelligenze. In oltre due decenni, in modo professionale o semplicemente amatoriale, 5-6mila giovani hanno messo in scena le sue storie in tutt'Italia. Ragazzi che orbitano nelle parrocchie, o nei centri giovanili. Un prete ha proposto al Vaticano un'udienza speciale per papa Francesco: un musical di Carlo, accompagnato dal coro dei suoi 5-6mila ragazzi. Le rappresentazioni Carlo Tedeschi è un talento poliedrico: è profondo nel ragionamento, scrive testi teatra-

Piecevoli e profonde hanno l'ambizione di “far riflettere”. E' anche il presidente della fondazione Dare, la comunità creata da Leo Amici

IL PERSONAGGIO li di successo che sanno toccare le corde dell'umanità, dipinge tele che fanno dire allo storico d'arte Riccardo: “Belle 'ste tavolette. Comunicano bei pensieri”. Insomma, nelle cose che fa Carlo Tedeschi, come lo scrit-

Carlo Tedeschi, autore teatrale, presidente della Fondazione Dare dei Ragazzi del Lago di Montecolombo, comunità fondata da Leo Amici

tore americano Dan Brown, “ci mette la vita senza la noia”. E' un autore prolifico e piacevole; da anni è anche il presidente dell'associazione Dare, la comunità del Ragazzi del Lago di Montecolombo fondata da Leo Amici. Venti musical E' un autore di long seller. Ad esempio, il suo “Chiara di Dio” è in scena ad Assisi da tre anni. Lo hanno visto oltre 100mila persone. Dei suoi giovani in scena afferma: “Mi piace dare loro delle opportunità; saranno poi loro ad andare avanti”. Finora ha scritto 20 musical. Ha raccontato San Francesco, Santa Chiara, padre Pio. L'ultimo è “L'analfabeta colta”, la semplice vita della beata beneventana Teresa Manganiello. A chi gli chiede chi è il bravo attore, risponde con le braccia conserte ed un largo sorriso: “Colui che riesce a vivere il personaggio; smesso i panni però torna ad essere se stesso. Nel caso contrario, perderebbe l'equilibrio della sua umanità e non riuscirebbe più ad interpretare altri ruoli”. Ma come nasce il suo amore per il teatro? “Ho fatto teatro fino a 18 anni. Poi lo abbandono. Ero giovane. Per curiosità, vado a conoscere Leo Amici e la sua voce spacca il cuore. Ed ero anche nella fase della crudeltà, come succede a tutti i giovani del mondo. Un giorno, insieme a Leo Amici, siamo a Morciano, al bar ‘Roma’. Leo mi dice: ‘Carlo, guarda quante facce tristi, perché non le rallegriamo un po'?’. Cominciamo a girare, bar, pizzerie, locali e chiediamo il permesso di esibirci. Dopo sei mesi, facciamo anche uno spettacolo in piazza a San Savino. Passa l'estate, scrivo ‘Sicuramente amici’. Debuttai al ‘Teatro Tenda’ di Firenze; poi al ‘Nuovo’ di Milano, dove mi diedero il camerino di Gino Bramieri. C'è un piccolo aneddoto su Firenze. Mi sentivo insicuro, non all'altezza e titubante. Leo Amici, in dialetto tolfettano (paese fuori Roma, ndr), mi dice che se uno si deve affogare, lo deve fare in

mare aperto. Firenze è la piazza giusta perché difficile ed esigente. Allestito senza professionisti, in scena Giancarlo De Matteis, fu un trionfo. Venne portato in tournée 10 anni”. Quale rappresentazione le sta più cuore? “Come un papà coi figli: tutti. Mi piacerebbe fare uno spettacolo su papa Giovanni; basta che non lo batta papa Francesco”. Da giovane che cosa cercava? “L'amore. Certamente in una donna. Però dopo i primi scoramenti, avevo capito in un amore superiore da me. Così inizio un percorso con tante strade. Faccio tanti mestieri. Tutti mi riescono bene Che cosa dire ai giovani? “Non bisogna dire loro nulla; va detto qualcosa agli adulti: i giovani vanno amati di più. Viviamo in un mondo dove il male è al colmo. Ed è solo l'amore che riesce a fermare questo procedere. L'amore ricevuto ti dà pace. E nella pace puoi andare anche veloce ma senza fretta. Così riesci ad essere presente in te stesso e riesci a distinguere tra bene e male”. Che cos'è per lei la fede? “E' un approdo. E' un approdo naturale per chi si sente amato; raggiunge prima la consapevolezza di un essere superiore. Personalmente, sento Gesù vicino e dentro di me. Sono i giovani che mi chiedono, perché in me vedono pace, forza e passione per quello che faccio. Se c'è una domanda, c'è una mente aperta. Il punto è far nascere nei giovani delle domande. La base per realizzare umanità e spiritualità è la ricerca”. Al teatro “Amici” di Croce, da 4 anni va in scena “Patto di luce”, che cosa racconta? “La legge del cuore. La prima scintilla dei diritti umani. Ci ho messo la mia fede, la mia certezza in Dio. Ambientato 12mila anni fa a Piediluca, Terni, la protagonista, una pastorella, si rivolge al sole e chiede che cosa c'è dietro ogni cosa. Incontra uno sciamano... Vorrei dimostrare che i diritti umani appartengono alla coscienza e sono impressi nel Dna e non solo alla morale e allo spirituale. Non è un caso che se l'uomo fa del bene è contento e, al contrario, è in colpa quando fa del male. Lo scienziato premio Nobel, Collins, chiama questo la firma di Dio”.


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CORIANO - MONTE COLOMBO - MONTESCUDO

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Oltre che per meriti propri anche anche per demeriti degli altri. E' arrivata a Ospedaletto nel 1999. La sua ascesa - Improvvisamente apparve nel cielo di Coriano la stella di Domenica Spinelli, detta Mimma. Sembra l’incipitdi uno dei tanti (peraltro belli) musical allestiti dai Ragazzi del Lago a Montecolombo. Ed invece è l’apparire sulla scena politica corianese, in brevissimo tempo, di una nuova protagonista. Gli avversari: “Furba, narcisista, scaltra quanto basta”, capace di occupare spazi e poltrone che altri gentilmente, ma forse per incapacità, le lasciavano. Mimma nasce a Sammichele di Bari, in Puglia, l’8 gennaio 1969. E’ sposata con Marcello Marsala, autotrasportatore, ed assieme hanno una figlia. Arrivano a Coriano, meglio ad Ospedaletto nell’estate del 1999. Per alcuni anni lavora come dipendente stagionale all’Ufficio cambi dell’Aeroporto di Rimini, poi nasce la figlia, ed inizia a tenere la contabilità del marito. Nel 2007, raccontano i suoi ex colleghi del PDL, si presenta al segretario Paride Pulcinelli dichiarando la propria disponibilità ad impegnarsi in politica, forte di alcune esperienze giovanili (non meglio definite) fatte precedentemente in Puglia nel PSI. Da quel momento inizia la sua attenzione per il mondo della scuola corianese e la sua partecipazione negli organismi collegiali, dove incrocia quello che diventerà negli ultimi mesi l’uomo dello staff del Sindaco, Pasquale Mancini. Mancini in quegli anni era Presidente degli organi collegiali scolastici di Coriano. Assieme daranno filo da torcere all’allora Assessore alla Pubblica Istruzione Melelia Maltoni, dando vita ad un Comitato genitori, i cui responsabili (in primis la Spinelli) si impegnarono con i

Spinelli, l'irresistibile ascesa Domenica (Mimma) Spinelli

GARBINO IN PIAZZA MAZZINI genitori aderenti a non scendere nell’agone politico. Detto fatto: alle elezioni amministrative del 6 giugno 2009 la Spinelli, in lista con il PDL di Aldo Sampaolo, entra in Consiglio Comunale. E’ la prima degli eletti di quella lista con 95 preferenze. In Consiglio assume una posizione a volte polemica a volte collaborativa con il nuovo Assessore alla Pubblica Istruzione Enrica Innocentini. Non esprime e non assume posizioni su alcun altro tema amministrativo, lasciando la vispolemica distruttiva contro l’Amministrazione del Sindaco Matricardi interamente a Sampaolo. Per alcuni mesi nel 2010, in occasione delle elezioni regionali, fa volontariato quotidiano alla sede del PDL di Rimini, alla corte di Marco Lombardi e di Sergio Pizzolante. Cosa successe alla politica corianese nei 13 mesi (dall’aprile 2011 al maggio 2012) di governo del Commissario straordinario Maria Virginia Rizzo è ancora tutto da conoscere: un PD che implode e scompare, un PDL “vincitore” sulla carta ma incapace di esprimere una nuova leadership (il “martellatore” Sampaolo è inspendibile presso l’elettorato), i tentativi in vista delle elezioni di una lista unitaria PD-PDL che cade presto, i progetti illusori di innumerevoli liste civiche, l’incapacità delle forze di centro-sinistra di

trovare un candidato corianese ed una sintesi unitaria per la formazione di una unica lista (ne saranno presentate invece 3), stessi problemi per il PDL che perde l’alleanza con la Lega (che presenterà una sua lista) e non riuscirà a presentare una propria lista, ed il solito disturbatore a destra, Angelino Gaia. Nel marasma di quei mesi Mimma Spinelli “nuota” a destra e a manca, cercando casa ma soprattutto la candidatura a Sindaco. Oggi ha un bel urlare il dott. Giuseppe Arangio, fondatore della Lista civica “Progetto Comune”, contro le speranze tradite dal suo Sindaco. Fu Lui a imporre (anche contro il parere di alcuni suoi sostenitori) la Spinelli a Sindaco. E fu sempre Lui a pretendere da tutti i candidati di “Progetto Comune” (Lei compresa) una

dichiarazione di apartiticità nel periodo del mandato, che oggi non sembra molto rispettato. Da quel 7 maggio 2012 è passato quasi un anno e mezzo: Arangio è stato cacciato, l’assessore esterno Guarino ha abbandonato, il malcontento fra i cittadini per una politica amministrativa non considerata all’altezza dei problemi (per ultimo il caos TARES), tutti fatti che stanno facendo traballare la poltrona del Sindaco Spinelli. La sua prima dichiarazione alla stampa diceva: “La rinascita del nostro Comune deve ripartire da sani principi, dalla trasparente amministrazione e dalla partecipazione di tutti i cittadini”. Tutto dimenticato. Naturalmente Lei nega, accusa i gruppi di opposizione, il PD, ma anche pezzi del PDL, di astio aprioristico. Ma le

ultime assemblee pubbliche su inceneritore, TARES sono state per Lei un vero calvario, con cittadini inferociti verso l’Amministrazione. Sono poi in molti a parlare della sua mancanza di riservatezza: ormai tutti sanno che dire qualcosa a Lei vuol dire sentirla ripetere, magari ad usum delphiniovvero aggiustata secondo i suoi bisogni, a molti altri interlocutori. E questo non è molto bello in politica. Così come il suo narcisismo trova il massimo della soddisfazione sulla sua pagina istituzionale di facebook, in un delirio di fotografie che la immortalano in varie iniziative a fianco di personaggi noti (un po’ come quello sciocco che in tutti i telegiornali si mette dietro alla persona intervistata), con la riproduzione degli articoli del suo aedo personale (come lo chiama Gianluca Scarpa sul blog“Informazione Corianese”) Davide Brullo sulla “Voce”, o delle amiche come Gina Codevilli su “Ariminum”, giornale del Rotary. Sicuramente in questi mesi Mimma Spinelli non si è guadagnata “buona stampa” sui quotidiani e sui periodici locali, notoriamente (secondo Lei) tutti giornali comunisti, faziosi e bugiardi. Anche “Il Ponte”, per i cui articoli è andata a protestare dal Vescovo. Infine il suo pensiero sulla

organizzazione della vita democratica amministrativa. I consiglieri di minoranza sono nemici (secondo l’aedo Brullo “sterili, noiosi, prolissi, inconcludenti, starnazzanti, ecc.”) a cui non è riconosciuto alcun diritto di partecipazione alle scelte. Hanno perso, e dunque stiano zitti e buoni. L’accesso alle informazioni amministrative per i consiglieri di minoranza deve essere minimo (e se a qualche dipendente gli scappasse qualche parola o peggio copia di documenti è passabile di punizioni… tutte da definire, a discrezione). Insomma minigonne e look aggressivo (impagabili i suoi tacchi 12 verdi all’inaugurazione del monumento a Simoncelli), ma pugno di ferro contro ogni opposizione e dipendenti “felloni”. I toni dello scontro politico di questa lunga estate sono arrivati, come potete ben capire, a livelli ormai considerati inaccettabili dai più per una corretta vita amministrativa. Molte volte ormai le reciproche accuse e contumelie rasentano la querela o la denuncia. I dipendenti comunali sono in fuga (chi può se ne va) o spaventati. Per molti versi la situazione che si va riproponendo è quella di Sampaolo contro Matricardi, con il Comune di Coriano che collassò con il blocco della vita amministrativa. A questo punto chiediamo, per capire, alla Spinelli, a Righetti, alla Tordi, ma anche al PD e al PDL: cui prodest?A chi giova? Come sempre le pagine del nostro giornale sono a disposizione dei protagonisti che vogliono raccontarci la loro versione per aiutare i nostri lettori a capire cosa sta succedendo a Coriano. Attendiamo comunicazioni.


2013 - 10 | La Piazza della Provincia  

La Piazza delle Province di Rimini e Pesaro-Urbino.