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ANNO 16 N.7 Euro 1,50

Mensile di politica, economia, cultura, sport e costume della provincia di Rimini

REDAZIONE: VIA GARIBALDI, 30 - 47843 MISANO ADRIATICO (Rimini) - Tel. 0541.611070 E-mail: lapiazzarimini@libero.it

“Economia, basta coi pataca e disfattisti” IL PUNTO DI VISTA

Presto elezioni anticipate? di Alessandro Roveri* - Mentre sta venendo fuori tutto il marcio con il quale viene governata la Regione Lombardia, fiore all’occhiello dell’affarismo di Comunione e Liberazione, protagonista in agosto delle giornate riminesi, un fantasma si aggira per l’ Italia: le elezioni politiche del 2013 anticipate all’ autunno 2012. Il titolo di prima pagina del Corriere della Sera del 24 giugno è eloquente: «Lo spettro del voto a ottobre». Ai primi di giugno vi aveva accennato il responsabile del settore economico del Pd, Fassina, ma nessuno aveva attribuito alcuna importanza al suo timore che l’inconcludenza di alcuni ministri del governo Monti (come dimostra lo scandaloso caso degli esodati) possa determinare l’anticipo delle elezioni politiche, concordato da Alfano, Bersani e Casini per la scadenza naturale del 2013. La temuta prospettiva si è fatta assai più concreta dopo certi discorsi di Berlusconi, culminati nella sua partecipazione ai lavori dei giovani del Pdl a Fiuggi.

Quei recenti discorsi di Berlusconi sono stati gene Segue a pagina 15

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LUGLIO 2012

Tariffa Roc: “Poste Italiane Spa - Sped. abb. post. D. L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n.° 46) art. 1 com. 1 - DCB Rimini”

Francesconi, libro con pezzi di storia locale e nazionale RICCIONE - 21

RIMINI - 3

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Cecchini, piccoli tagli, ma fanno 700mila euro

Morciano Futurismo, eventi nel nome di Boccioni MORCIANO - 67

CATTOLICA - 32-33

Cittadini nella morsa dei bilanci Sulle case la mannaia Imu. Sale la pressione tributaria locale. Lo Stato ha tagliato i trasferimenti (oltre il 90 per cento per tutti i Comuni); poca roba oramai

MADE IN ITALY - La minaccia Qual è il segreto del successo di Monti in Europa?

Uj dis: burdèl a v'armand Berlusconi!

GRADARA - LA CULTURA

Capolavori fiamminghi in mostra

di Matteo Marini - Un celebre proverbio africano recita: “Quando gli elefanti combattono, è sempre l’erba a rimanere schiacciata”. Così, quando la tenzone è fra Stato ed Enti locali, alla fine sul campo di battaglia i corpi da raccogliere sono sempre quelli dei cittadini. Dando un’occhiata ai bilanci di previPagine 2-3-4

Breve massima di saggezza Sfortunatamente, le nostre leggi creano molte ineguaglianze e poche opportunità

Joseph Stiglitz (Premio Nobel dell'economia)

Pieter Bruegel il Vecchio Cecco - Kirchner - 2012

ECONOMIA

VALCONCA

Ifi Industrie

San Clemente Che cosa fa il Pd? La casina dell'acqua San Giovanni Riviera Horses, è crisi Coriano Il sindaco spariglia la politica Montefiore Rocca di Luna Mondaino Walter Morganti, sono 100 Saludecio A gennaio Amato santo?

Innovazione e estero Pagina 17

MISANO

“Piccolo Bar” Il ristorante con lo spirito della comunità

Segue a pagina 47

CONDOMINI - PARERE DELL'ESPERTO - PAG.4


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INCHIESTA

Luglio 2012

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Bellaria, aumentato al massimo tutte le aliquote. Alberghi, raddoppiata l'imposta

Cittadini nella morsa dei bilanci comunali L'INCHIESTA segue dalla prima pagina

sione 2012 si possono fare diverse considerazioni. La prima è che la pressione tributaria torna a salire in maniera spropositata, con punte, a seconda dei comuni, del 50-55 per cento. Il gettito Imu del comune di Rimini, che è la principale voce di bilancio tra le entrate, porterà nelle casse di palazzo Garampi, come previsione, 67 milioni di euro. Per un gettito complessivo totale (previsto) un pelo sotto gli 87 milioni. Nel 2011 si fermava a 51 milioni e quello che mancava rispetto al gettito disponibile con la vecchia Ici, naturalmente lo metteva lo Stato con trasferimenti pari a 36 milioni. Ora da Roma l’afflusso di denaro è minimo, tagliato quasi per intero, oltre il 90 per cento per tutti i comuni. Per prendere ancora ad esempio Rimini, si è ridotto a 2 milioni e mezzo. Noccioline. Quello che manca arriverà attraverso il cosiddetto “fondo sperimentale di rie-

Giornale d'informazione fondato nel 1997 Direttore responsabile Giovanni Cioria Edizioni la Piazza Via Garibaldi 30 - 47843 Misano Adriatico Redazione Via Garibaldi 30 - 47843 Misano Adriatico tel. 0541.611070 Abbonamenti e pubblicità - 0541.611070 Stampa La Pieve Poligrafica Editore srl Verucchio (Rimini) Pubblicità inferiore 45% Registrazione presso il Tribunale di Rimini N.° 13/'97 del 21 - 8 - 1997 Numero Roc: 10.364

Giornale in stampa il 5 luglio

quilibrio” (che comunque paghiamo noi ed è pari a 9 milioni e 412.000 euro) e l’imposta municipale propria (o “unica”): l’Imu appunto. Quella che nei fatti potrebbe essere una vera tassa federale, a patto però che il suo gettito rimanga solo sul territorio che la versa e non, come è, un balzello per dare ossigeno ai conti statali garantendo sia un nuovo afflusso a Roma che meno trasferimenti ai comuni. Col venir meno dei fondi statali cresce, di conseguenza, la voce di bilancio delle entrate

sotto forma di Imu, addizionale Irpef e tributi vari. L’anno scorso, quando l’Imu non c’era, questo valore si fermava a 578 euro: è cresciuto quindi del 42 per cento. Non va meglio nel circondario, anzi. Riccione è quello, tra i più grandi, ad avere la tassazione pro capite più alta. Un Riccionese, complice un più elevato valore di rendita catastale degli immobili, paga in media 1160 euro contro gli 815 del 2011 (più 42 per cento). Anche Cattolica registra un valore piuttosto alto: 934

più 50 per cento con 529 e 732 euro. Bellaria, 20.000 abitanti, ha aumentato al massimo tutte le aliquote Imu incrementando la pressione tributaria di oltre il 55 per cento passando da 637 a 991 euro a cittadino. Non è un caso che siano i comuni della costa a chiedere di più (assieme allo stato a cui va, è bene ricordarlo, metà dell’aliquota dello 0,76 per cento sugli edifici non abitazione principale): sono quelli in cui, soprattutto dopo la rivalutazione, le rendite e anche il valore degli immobili è più alto e al

Comuni. Imu Vignetta di Michele Ghironzi

tributarie. Rimaniamo a Rimini. La pressione tributaria ottenuta, un dato non epurato ma comunque indicativo, dividendo l’ammontare delle entrate tributarie per il numero di abitanti, quest’anno è pari a 823 euro. Cioè è quanto, in media, ogni abitante paga al Comune

euro, contro i 701 dello scorso anno (più 33 per cento). Scendono i valori assoluti verso l’entroterra ma in proporzione aumentano i rincari. San Clemente e Coriano (quest’ultima in piena fase di riassetto dopo i disastri di bilancio della scorsa legislatura) superano il

quale gli hotel contribuiscono in maniera importante: “Rispetto all’Ici dell’anno passato – spiega Patrizia Rinaldis, presidente dell’associazione albergatori di Rimini – l’imposta è quasi raddoppiata. E dobbiamo ancora capire cosa succederà a dicembre, quale sarà

Comuni bilanci 2011/2012

Rinaldis, presidente degli albergatori a Rimini: “Dobbiamo ancora capire cosa succederà a dicembre, quale sarà l’importo della seconda rata. E poi almeno l’Ici era un’imposta comunale, che rimaneva sul territorio, invece metà dell’aliquota base che paghiamo se ne va a Roma”


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3 Morciano - Via Ca' Fabbro 130 Tel. 0541.851411 Fax 0541.987453

Luglio 2012

INCHIESTA

Oramai viviamo, di fatto, in una repubblica federale Riccione, tassazione pro-capite più alta della provincia l’importo della seconda rata. E poi almeno l’Ici era un’imposta comunale, che rimaneva sul territorio, invece metà dell’aliquota base che paghiamo se ne va a Roma”. Il semplice raffronto con il 2011 mostra come, dopo i consistenti tagli agli enti locali operati prima dal Governo Berlusconi e poi da quello Monti, i denari necessari alla macchina comunale debba venire dai cittadini. In questo senso incide, e parecchio, il patto di stabilità. La capacità di indebitamento dei comuni infatti è ridotta all’osso quindi per reperire fondi da investire in opere pubbliche, manutenzioni straordinarie o infrastrutture, serve un avanzo sulla gestione corrente. E le entrate correnti sono composte, per la maggior parte appunto dai tributi. Per Bellaria, che ha aumentato al massimo tutte le aliquote Imu, lasciando però invariata l’addizionale Irpef, questo avanzo ammonta a 5 milioni 700.000 euro su un bilancio di 38 milioni. È questo il capitale utile per pagare interessi sul

debito e investire quel che resta. Anche perché spesso la quota capitale delle entrate va molto ridimensionata alla fine dell’anno, quando si fanno le somme di quello che, per esempio, si intendeva vendere per fare cassa e quello che si è riusciti a raggranellare. L’avanzo della gestione primaria ammonta a oltre 10 milioni per Rimini, quattro milioni per Riccione e un milione e mezzo per Cattolica. È invece in rosso per Coriano (una cifra importante da ripianare di 847.000 euro). Coriano dopo la gestione commissariale, quando il bilancio di previsione 2012 segnava ancora un passivo di quasi 850.000 euro, il bilancio sembra essere tornato a respirare, grazie ai tagli portati dalla Rizzo e alle economie della nuova amministrazione: “Ora la gestione corrente è in attivo con più di 200.000 euro – spiega l’assessore comunale a Bilancio Salvatore Guarino – e se non ci fossero stati quei quattro milioni di buco l’avanzo sarebbe potuto essere ancora Segue a pagina 5

Morciano - Via Ca' Fabbro 130 Tel. 0541.851411 Fax 0541.987453 STRETTAMENTE PERSONALE

Opere pubbliche, servizi, evasione: il cane si morde la coda - Con la mincaccia del voto, c'è il cittadino che chiede a squarciagola piscine, parchi, strade, scuole, centri sportivi, arredi urbani, asili, ospedali, scuole, l'Università... Richieste civili e legittime. Tutte cose che hanno dei costi, che richiedono ricchezza risparmiata, che però sono in grado di produrre altra ricchezza. Che significa altro risparmio. Che a sua volta moltiplica altri investimenti. Altra ricchezza, quasi da giostra senza fine. E forse nelle richieste dello stesso cittadino c'è anche qualcosa di poco urbano e poco poetico; antica almeno quanto le montagne. E magari anche il posto, ma non il lavoro. Lo stesso cittadino che formula le giuste richieste poi si perde in se stesso; non paga le tasse, o le paga soltanto in minima parte. Ed è qui che crolla il palazzotto delle civiltà di cui sopra. Il Wall Street Journal, quotidiano americano di cose economiche, ha scritto che all'Italia a precludere il futuro c'è l'evasione fiscale e la corruzione, facce della stessa medaglia. Cioè c'è dell'incosciente autolesionismo. Il primo ministro Mario Monti ha guardato negli occhi gli italiani e ha vergato una verità scomoda, poco politica (anzi da politico vero), quanto sacrosanta. Con coraggio ha detto che è da 20 anni che si tira a campare. Le conseguenze di questo tirare campare è la tassazione; davvero a livelli altissimi. Ora però, con l'Imu, siamo nel federalismo vero... Non si può più additare Roma come la sola la meritrice e la ladrona.


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CONDOMINI Esperti rispondano

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Morciano - Via Ca' Fabbro 130 Tel. 0541.851411 Fax 0541.987453

L'ESPERTO RISPONDE

Condomini, diritti e doveri - Vincenzo Pupolizio, esperto di amministrazione condominiale e immobiliare, esperto di problemi tecnico-legali, consulente del Tribunale di Rimini, mediatore della conciliazione, risponde alle domande dei lettori.

Chi paga Domanda Da circa due mesi ho acquistato unitamente a dei miei parenti un appartamento in Riccione. Io posseggo la “nuda proprietà” e loro l’usufrutto. Entro la fine del mese di agosto l’amministratore convocherà l’assemblea, per deliberare lavori di straordinaria manutenzione al condominio. Da lei vorrei sapere chi dovrà partecipare all’assemblea io quale nudo proprietario o i miei parenti usufruttuari? E come ripartirà le spese l’amministratore? Mario, Cattolica Risposta L’art. 67 comma 3 e 4 delle disposizione di attuazione codice civile così recita: “L’usufruttuario di un piano o porzione di piano dell’edificio esercita il diritto di voto negli affari che attengono all’ordinaria amministrazione ed al semplice godimento delle cose e dei servizi comuni. Nelle deliberazioni che riguardano innovazioni, ricostruzioni o opere di manutenzione straordinarie delle parti comuni

dell’edificio il diritto di voto spetta invece al proprietario.” L’amministratore, pertanto, valuterà i singoli argomenti posti all’ordine del giorno delle riunione e se sono inseriti argomenti attinenti l’ordinaria e straordinaria manutenzione vi convocherà entrambi. Le spese verranno così ripartite: A carico dell’usufruttuario : le spese e, in genere, gli oneri relativi alla custodia, amministrazione e manutenzione ordinaria della cosa, le ripartizioni straordinarie rese necessarie dall’inadempimento degli obblighi di ordinaria manutenzione (art. 1004 c.c.). A carico del nudo proprietario : le riparazioni straordinarie intendendo per tali quelle necessarie ad assicurare la stabilità dei muri maestri, sostituzione travi, rifacimento tetti, solai, scale muri di sostegno o di cinta (art. 1005 c.c.). I n o l t r e l’usufruttuario, durante l’usufrutto deve corrispondere al proprietario l’interesse delle

somme spese per le riparazioni straordinarie (art. 1005 c.c.).

Polizze Domanda Può dirmi per cortesia se l’amministratore stipulare una polizza per il condominio senza interpellare i condomini? Mirco, Riccione Risposta le riporto la massima di una precisa sentenza di Cassazione e precisamente la numero 15872 del 2010 in materia di assicurazione condominiale : “In tema di condominio, affinchè l’amministratore sia legittimato a stipulare un contratto di assicurazione dello stabile condominiale, non è richiesto il consenso di tutti i condomini, occorrendo soltanto, ed in caso di assicurazione di durata superiore ad un anno – nella specie ultranovennale – la dichiarazione della assemblea che deve essere assunta a maggioranza qualificata, non però ai sensi dell’art. 1136 comma quinto del codi-

ce civile (trattandosi di un atto che non rientra nell’ambito delle innovazioni bensì con quella prevista dall’art. 1136 c.c. commi secondo e quarto c.c. sia in prima che in seconda convocazione.”

Domanda Nel mio appartamento si sono verificate delle infiltrazioni provenienti, come accertato dal mio tecnico di fiducia, dalla braga di innesto alla colonna di scarico. A chi dovrò rivolgermi per il rimborso delle spese da me sostenute? Michele, Cattolica

Infiltrazioni Risposta La Corte di Cassazione sezione seconda con sentenza n°19045 del 03/09/2010 ha così statuito : “ai sensi dell’art. 1117 c.c. n°3, i canali di scarico sono oggetto di proprietà comune solo fino a punto di diramazione degli impianti ai locali di proprietà esclusiva, e poiché la braga, quale elemento di raccordo fra la tubatura orizzontale di pertinenza del singolo appartamento e al tubatura verticale, di pertinenza condominiale, è strutturalmente posta nella diramazione, essa non può

rientrare nella proprietà comune condominiale, che è tale perchè serve all’uso e al godimento di tutti i condomini; e , nella specie, la braga qualunque sia il punto di rottura della stessa, serve soltanto a convogliare gli scarichi di pertinenza del singolo appartamento, a differenza della colonna verticale che, raccogliendo gli scarichi, di tutti gli appartamenti serve all’uso di tutti i condomini (sentenza 17/03/2005 n°5792). In un condominio la presunzione di comproprietà, prevista dall’art. 1117 c.c. n°3, anche per l’impianto di scarico delle acque, opera con riferimento alla parte dell’impianto che raccoglie le acque provenienti dagli appartamenti, e, quindi, che pre-

senta l’attitudine all’uso ed al godimento collettivo, con esclusione delle condutture (ivi compresi i raccordi di collegamento) che, diramandosi da detta colonna condominiale di scarico, servono un appartamento di proprietà esclusiva. Sulla scorta di tali principi di diritto è il singolo condomino, e non il condominio, a dover rispondere dei danni per infiltrazioni di acqua cagionati dalla tubazione di scarico se il punto di rottura è individuato nel tratto obliquo che convoglia le acque dall’appartamento verso la colonna di scarico condominiale. Geometra Vincenzo Pupolizio, amministratore condominiale

SERVIZIO

Condominio: diritti-doveri. Pool di esperti risponde - Avete problemi con i diritti e i doveri nella gestione del vostro condominio? Oppure semplicemente delle curiosità. La Piazza, gratuitamente, apre una rubrica sulle colonne del giornale; potete rivolgervi ad un pool di esperti. Li coordina il geometra Vincenzo Pupolizio, esperto di amministrazione condominiale e immobiliare, esperto di problemi tecnicolegali, consulente del Tribunale di Rimini, mediatore della conciliazione, risponde alle domande dei lettori. Siete pregati di inviare le vostre domande, brevi e chiare, ai seguenti numeri e indirizzi: 0541.611070 - 348-3621675. E-mail: la piazzarimini@libero.it. geom.pupolizio@libero.it


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Luglio 2012

INCHIESTA

Siamo una repubblica federale

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Comuni tributi

Comuni bilancio

Per Rimini le entrate tributarie sono la somma della voce in bilancio, più la Tia (ex tassa rifiuti)

Il mattone della riviera nella tagliola dell'Imu

Continua da pagina 3

maggiore, attorno ai 400.000 euro”. Insomma i denari sembrano esserci ma, ancora, non è tutto così facile. Le previsioni fatte dai ragionieri dei Comuni spesso non corrispondono a quelle dei contabili di via XX Settembre a Roma, dove ha sede il ministero dell’Economia e delle Finanze. Il rischio qual è? È quello di vedersi comunque chiedere dallo Stato più soldi di quanti si riesca a ottenere con le attuali aliquote. Una sovrastima che pende come una spada di Damocle sulla testa degli amministratori. Lo spiega bene, con poche parole, Alessandro Bondi, vicesindaco e assessore con delega al Bilancio del comune di Cattolica: “Il timore è che dopo l’estate lo Stato ci dica: ok avevamo sbagliato i calcoli, però noi non possiamo fare a meno di questi soldi quindi a te, Comune, non resta che alzare le aliquote. Possibilità che ti ho dato per legge”. Si prospetta una stangata di rabbocco a fine anno? È presto per dirlo ma se dovesse essere così ci sono dei bilanci che soffriranno più degli altri. Il bilancio è fatto di entrate e uscite, quello di un ente pubblico deve essere sempre in pareggio. Ci deve essere cioè un equilibrio tra quello che, in questo caso un comune, incamera sotto forma di tributi, prestazioni di servizi, gettito extratributario e alienazioni, e le spese sostenute. Altrimenti

Bondi

Alessandro Bondi

si ha un buco di bilancio (se le entrate non bastano a coprire le spese) oppure un avanzo, cioè soldi in più. A una uscita corrisponde un’entrata dunque e, se

quell’entrata viene ridotta, ci si trova con una toppa da mettere nella colonna destra. Chi potrà agirà dunque di nuovo sull’Imu alzando le ali-

quote. E chi no? San Giovanni in Marignano è un esempio quasi preoccupante: ha alzato al massimo le aliquote Imu e Irpef (a parte i fabbricati rurali

Comuni, trasferimenti dallo Stato

allo 0,1 per cento), scritte nero su bianco in bilancio, senza detrazioni a parte una “palazzinata” in omaggio ai costruttori, con una agevola-

Alessandro Bondi, assessore al Bilancio a Cattolica: “Il timore è che dopo l’estate lo Stato ci dica: ok avevamo sbagliato i calcoli, però noi non possiamo fare a meno di questi soldi quindi a te, Comune, non resta che alzare le aliquote. Possibilità che ti ho dato per legge”

zione per le nuove case invendute. San Giovanni quindi non avrebbe più spazi di manovra e sarebbe costretta a sforbiciare su servizi e investimenti. Anche Bellaria e Rimini potrebbero avere problemi simili. Insomma è ancora guerra aperta e la situazione, vista l’aria che tira, può solo peggiorare. Lo Stato, l’elefante grosso, che invece di dare, chiede ancora, chiede di più. L’elefante piccolo sbanda, crolla a terra, schiacciando l’erba, che siamo noi.


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Luglio 2012

RIMINI

Col prestigioso economista riminese riflessioni dall'euro al sistema provinciale

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Zamagni: “Basta con i pataca e disfattisti” C’è chi dice che il sistema turistico riminese è indietro di 30 anni... “Tutte balle”.

UOMINI di Matteo Marini - La sintesi del pensiero di Stefano Zamagni, economista di chiara fama, docente all’Università di Bologna, sta tutto in tre parole: rimboccarsi le maniche. Mettersi al lavoro e non sedersi sugli allori, come si è fatto in passato. Un paradigma adatto sia a livello europeo, in una fase in cui si decide il destino dell’eurozona e della futura politica economica dei “diciassette”, sia a livello nazionale e locale. Con una buona dose di ottimismo per il futuro. L’importante è cambiare. Professore, ha visto Italia Germania? “I miei impegni non mi con-

“La crisi ha aperto gli occhi a molti e può portare a un modello politico diverso. Quello della public politics, della società civile e dei partiti: tornare alla grande politica, contrapposta alla ‘private politics’ che è il pensiero politico debole” sentono di fare tutto quello che mi piacerebbe, purtroppo. Ho visto solo un pezzo alla fine, ma con grande gioia”. Bene. E della partita Italia Germania che si sta giocando a Bruxelles che dice? “Che per noi sta andando bene. La Germania ha accettato lo scudo antispread, che per noi è importante perché una delle difficoltà italiane più grandi è proprio il debito pubblico. L’origine del problema è molto semplice: la moneta unica presuppone un governo e una politica fiscale e bancaria unici. L’unità monetaria non basta. Invece in questi 12 anni, da quando è nato l’euro, i nostri politici, non solo quelli italiani, si sono seduti su-

Stefano Zamagni (Foto Roberto Bronzetti)

gli allori. Si sono illusi di poter andare avanti senza. L’unità fiscale e bancaria implica la cessione di quote di sovranità da parte di ogni paese. È quello che chiede la Germania che, bisogna dirlo, ha ragione quando dice che le risorse tedesche non sono infinite e spinge per andare in questa direzione. Quindi la Merkel dice: ‘Se volete aiuto dovete cedere parte della sovranità’. L’atteggiamento della Germania comunque si è ammorbidito perché ha capito che se salta l’euro per loro è un disastro, significherebbe, per fare un esempio, 10 milioni di disoccupati. Allora si tenta una via di conciliazione. Però la condizione è che i nostri leader, destra o sinistra che sia, la smettano di fare i “cioccolatai“ ed evitino di ripetere l’errore di questi anni. Bisogna andare verso gli Stati uniti d’Europa”. Lo spread non fa più paura?

“Ora no, perché il meccanismo dello scudo prevederà l’intervento del fondo salva-stati sopra i 250 punti. A condizione che il paese sia sulla strada delle riforme. Come l’Italia sta facendo”. E la Grecia? Allarme rientrato? “E' inutile stare a stracciarsi le vesti per la Grecia che ha meno abitanti della Lombardia (in realtà ne ha di più, 11 milioni contro 9 ndr). Può essere salvata con costi contenuti che tutti si possono permettere. Serve più che altro come spauracchio, o, come si dice, benchmark. Un segnale in negativo che serve a

dire a Italia e Spagna che non possono fare quella fine”. Quindi da qui in poi cosa serve? “Serve la volontà morale e politica di arrivare agli Stati Uniti d’Europa. Una volontà che però deve partire dai cittadini. Perché su questa strada non si può continuare. Ed è anche colpa nostra se siamo a questo punto. Alcuni politici hanno proposto l’uscita dall’euro, perché secondo loro si starebbe meglio. È una grande menzogna. Forse ci sarebbero dei benefici a breve periodo, ma a medio-lungo termine sarebbe un disastro per tutti. La crisi ha aperto gli occhi

“L’Italia ha una solida struttura economica. Siamo il secondo paese europeo come esportazioni, non abbiamo deindustrializzato e in alcuni comparti siamo leader mondiali.

a molti cittadini e può portare a un modello politico diverso. Quello della public politics, della società civile e dei partiti: tornare alla grande politica, contrapposta alla “private politics” che è il pensiero politico debole”. Una domanda semplice, quasi banale. L’Italia ce la farà? “L’Italia ha una solida struttura economica. Siamo il secondo paese europeo come esportazioni, non abbiamo deindustrializzato e in alcuni comparti siamo leader mondiali. I problemi da risolvere per il nostro paese però sono due. Uno è il debito pubblico, al quale il Governo tecnico è stato chiamato a mettere mano e ha aggredito anche con il pareggio di bilancio in Costituzione. Contro il secondo invece la lotta deve ancora cominciare: la burocrazia. Come ha detto Confindustria è una palla di piombo

alle caviglie delle imprese. La gente non sa che abbiamo 2 milioni e 300.000 dipendenti pubblici, un milione in più di quelli che servirebbero. Questo è la burocrazia. E la burocrazia genera corruzione, la maggior parte dei soldi della corruzione finiscono nelle tasche dei burocrati. E la corruzione genera evasione. Burocrazia, corruzione, evasione. ‘Le male bestie’ le chiamerebbe Sturzo”. Arriviamo a Rimini “Quello di Rimini è un sistema valido che non riesce a esprimersi. A causa di quelle che Spinoza chiamava ‘le passioni tristi’. L’atteggiamento disfattista, cinico. Io lo chiamo il ‘disfattismo dei pataca’, cioè di chi non solo non fa nulla, non si muove. Ma critica e umilia chi prova a cambiare le cose”. Un esempio? “Il Piano strategico, un fiore all’occhiello che tutti ci invidiano. Terminato un anno e mezzo fa e approvato all’unanimità dal Consiglio comunale. Poi lasciato lì a marcire. Ora apprendo che nascerà un’agenzia. Bene ma abbiamo perso un anno e mezzo. Sono cose come queste che vanno denunciate, anche da una minoranza profetica. Basterebbero 50 persone. Se ci sono delle idee migliori, anche diverse, allora vanno messe in pratica se sono un valore aggiunto. Altrimenti chi critica senza proporre nulla è un imbecille o un idiota. C’è chi dice che il sistema turistico riminese è indietro di 30 anni... “Tutte balle”.


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RIMINI Morciano - Via Ca' Fabbro 130 Tel. 0541.851411 Fax 0541.987453

Luglio 2012

Grazie alla defiscalizzazione puntare anche agli accorpamenti di più alberghi

STRETTAMENTE PERSONALE

Professionalità, passione, progetto - La famiglia di Mauro è andata in vacanza in Corsica dal 10 al 17 giugno. E' composta da quattro persone: moglie, un maschietto ed una femmina. La zona prescelta si trova nel sudest e si chiama Santa Giulia, nel parco della Palombaccia. Hanno affittato una villetta da sei persone immersa nella macchia mediterranea a cinque minuti dal mare. Potevano utilizzare anche una piscina. Costo: 500 euro. A questi vanno aggiunti i 400 euro complessivi del viaggio, anche questo è sempre una piccola avventura, sia nello stare insieme, sia in chi si incontra. Per dare un tocco alla vacanza, si sono concessi una serata fuori in una pizzeria-ristorante gestita da un sardo. Per tre pizze, un menù di pesce (zuppa con crostini, cozze, fritto misto), mezzo litro di bianco, acqua, hanno speso 45 euro. A differenza del boom turistico nostrano negli anni '60 e '70, oggi la competizione è davvero mondiale. Sole e spiaggia ci sono dappertutto e con la capacità di essere competitivi bisogna confrontarsi. Pensare però che un albergo ce la possa fare da solo è una partita persa già in partenza. L'Italia avrebbe la necessità/dovere di un progetto industriale ben orchestrato in grado di andare a sollecitare i mercati esteri. Invece, non abbiamo neppure il ministero per un settore economico che vale almeno il 20 per cento del nostro Pil (Prodotto interno lordo), pari a circa 350 miliardi di euro. Avrebbe bisogno di una serie di voli dai centri europei per non dire di quelli mondiali. Invece, come ben si sa, non è affatto così. Raggiungere Rimini in aeroplano è prima difficile e poi anche macchinoso. Avrebbe bisogno, l'Italia, degli uffici Enit all'estero davvero funzionati ed appassionati. Poi ci vuole l'accoglienza in loco. Come disse il filosofo napoletano Benedetto Croce, uomo profondo e ironico, quando er ministro della Pubblica istruzione: “Sull'argomento sappiamo tutto, rimbocchiamoci le mani e lavoriamo”.

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Melucci: “Alberghi, nessun cambio di destinazione d'uso”

Maurizio Melucci, assessore al turismo della Regione Emilia Romagna

IL FATTO - “Nel Piano territoriale regionale (Ptr) saranno vietati i piani di trasformazione degli alberghi in appartamenti. Il tema della riqualificazione turistica non deve partire dalla rendita immobiliare. Dobbiamo incentivare l'innovazione, ma per farlo ci vuole una politica industriale del turismo a livello nazionale. Noi chiediamo due cose: incentivare i passaggi di proprietà defiscalizzando una parte del passaggio e accorpamento degli alberghi con dei benefici”. Questo forse è il passaggio fondamentale dell'intervento del riminese Maurizio Melucci, assessore regionale del Turismo tenuto a Riccione lo scorso maggio in un seminario di

studio dal titolo “Tink, tank, turismo”; a organizzzare l'Università di Ferrara, Sis e Comune di Riccione. “Essere reattivi rispetto al mercato - ha esordito l'assessore - è sempre stata una delle nostre prerogative nei momenti di crisi; penso a quella della fine degli anni '80, quando mettemmo in campo la destagionalizzazione con un sistema fieristico e congressuale di valenza europea. I pochi alberghi aperti in modo permenante oggi sono diventati circa 500. Fuori stagione abbiamo raggiunto 2,8 milioni di presenze. Però possiamo far meglio. Penso alle potenzialità del nostro

congressuale ancora in fase di rodaggio. Mi auguro soltanto che in provincia si possa lavorare in modo coordinato. Con la competizione in casa si spende di più e si ottiene di meno. Credo che le due strutture di Rimini e Riccione possano convivere. Lo sportivo si può fare più a Riccione che non a Rimini”. “Quanto fatto per la destagionalizzaione - ha continuato Melucci - non è più sufficiente. Non c'è dubbio che in questo momento il turismo può essere un'alternativa al manifatturiero. Non è più accettabile che le 94 pagine del Def (Documento di economia e finanza) ne contegano solo due sul turismo. Mi sembra di esse-

re in un circo. C'è responsabilità anche nella cultura del turismo. Noi perdiamo quote di mercato per queste ragioni qui. Obama lavora per fare degli Usa la prima destinazione mondiale. Noi ci siamo in paesi emergenti come la Russia; poco in Cina. Osserviamo il Brasile e il Sud Africa. Dobbiamo andare ad intercettare nuovi viaggiatori e nuovi mercati”. “Tutti noi - ha rimarcato Melucci dobbiamo iniziare a


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RIMINI

Per l'assessore regionale al Turismo è una delle chiavi di volta del nostro futuro “La nostra quota di mercato estero è troppo bassa rispetto a quello che siamo. Lo spazio per crescere c'è. E non è vero come da più parti si afferma che il problema sono gli alberghi piccoli. In Francia in media hanno 30 camere; in Italia 31. Solo che i francesi sanno fare rete di impresa

valutare che proposte mettere in campo nei prossimi anni. Siamo tutti d'accordo nei convegni, nella pratica qualche problema esiste. E non valgono neppure più i confini italiani. Ad esempio, i cinesi visitano una delle regioni d'Europa e non le nazioni. Punto. Nel 2015, saranno 130 milioni i cinesi all'estero. Il primo passo �� passsare all'area vasta; abbiamo da Cattolica a Ravenna 70 chilometri di eccellenze. Poi va pensato anche al brand Ita-

lia”. “La nostra quota di mercato estero - ha continuato nell'analisi Melucci - è troppo bassa rispetto a quello che siamo. Lo spazio per crescere c'è. E non è vero come da più parti si afferma che il problema sono gli alberghi piccoli. In Francia in media hanno 30 camere; in Italia 31. Solo che i francesi sanno fare rete di impresa. Poi c'è da affrontare tutto il tema della formazione. E siamo soltanto al 28° posto come

capacità competitiva, il famoso rapporto qualità/prezzo”. “Un altro dei temi forti - ha chiuso Maurizio Melucci, già vice-sindaco e assessore al turismo di Rimini - è la riqualificazione. Per attuarla bisogna partire dalla rendita immobiliare. Nel Ptr (Piano territoriale regionale) saranno vietati i cambi di destinazione d'usao degli alberghi in appartamenti. Bisogna ragionare con tutti coloro che sono in affitto ed hanno voglia di lavorare. A Roma chiediamo di di incentivare i passaggi di proprietà defiscalizzando una parte del passaggio. Inoltre, per dare un prodotto di qualità andrebbero accorpati più alberghi ed qanche su questa partita potrebbero giocare a favore degli incentivi legati alle detrazioni”.

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LA LETTERA

“Caro Carollo, commissario Carim” - Preg.mo Commissario Carollo, ho ricevuto, come tutti i soci sottoscrittori dell’aumento di capitale di Banca Carim, la sua comunicazione del 9 maggio scorso. Dopo avere letto il suo invito a farle conoscere le nostre osservazioni avrei voluto scriverle subito, ma ho atteso per vedere gli sviluppi della situazione. Purtroppo è passato un altro mese e mezzo e non è ancora successo niente. Quel che è peggio, è che è anche passato un anno e mezzo dal commissariamento. Nel frattempo tutti gli ottomila azionisti di Banca Carim si sono visti “ipersvalutare” e bloccare il mercato delle proprie azioni. Chi ne avesse avuto bisogno non ha potuto vendere le azioni che deteneva. Da notare che prima del “nefasto” commissariamento le azioni di Banca Carim erano smobilizzabili in pochi giorni ed erano pertanto oggetto di riserva redditizia e

Rimini, la direzione della Carim

liquidabile per molte famiglie riminesi. Tutto scomparso come neve al sole. Mi viene spontanea una domanda: “Era proprio necessario? Ammesso e non concesso che lo fosse, serviva tanto tempo? E adesso?” Quanto dobbiamo ancora aspettare? Che cosa c’è di tanto difficile e complicato nella gestione di una banca per cui un solo Commissario nominato dalla Banca d’Italia riesce a farla funzionare e un’intera classe

imprenditoriale cittadina invece non riesce a farlo? Non è ora di riconsegnare la gestione della Banca ai suoi legittimi proprietari? Oppure questo vassallaggio deve continuare ancora per molto? Quando le azioni di Banca Carim potranno ridiventare normale merce di scambio, come lo sono state per decenni? La ringrazio per l’attenzione, resto in fiduciosa attesa e porgo cordiali saluti. Gigliola Varglien


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RIMINI

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L'artista Giorgio Bellini, nato a Vergiano nel 1937, ha festeggiato nel 2009 il mezzo secolo di pittura nella scia dei paesaggisti romagnoli Morciano - Via Ca' Fabbro 130 Tel. 0541.851411 Fax 0541.987453

Paesaggio come sentimento

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SGUARDI D'ARTISTA

Giorgio Bellini

A guardarli da vicino questi suoi paesaggi, ammantati dal chiarore niveo di una luce totale che azzera tutti i toni, sembrano il distillato di un prestigiatore visionario che ha voluto nascondere i colori. Il mistero oltre lo sguardo si addensa, là dove la terra scompare all’orizzonte e l’anima delle cose riemerge con un potenziale evocativo tanto più forte quanto più nascosto di Annamaria Bernucci

- Ogni discorso sull’artista dovrebbe presupporre il racconto dell’uomo, cioè della persona che pensa le immagini e mescola i colori con la sua sensibilità. Il frutto di questo non è un risultato semplicemente tecnico, ma l’espressione di una poetica che nel corso del tempo si sedimenta e si approfondisce. Conoscere Giorgio Bellini ha significato avvicinarsi ad un uomo dall’indole dolce e tenace, dal sorriso fanciullesco, che ha reso palpabili attraverso la pittura le proprie emozioni, con uno slancio di passione mai sopito, alimentato dalla costante volontà di misurarsi e mettersi in gioco. Dal 1° luglio alla Rocca Malatestiana di Montefiore espone una serie di opere che

raccontano di questa sua durevole avventura pittorica. Giorgio Bellini, nato a Vergiano nel 1937, ha festeggiato nel 2009 il mezzo secolo di pittura. Quella pittura definita trentadue anni fa dal suo maestro Luigi Pasquini “onesta e pulita… alimentata dalla sana tradizione e dalla ricerca, non bislacca, del nuovo”. Il suo gusto pittorico è maturato sulla conoscenza dei paesaggisti che hanno fatto la storia della pittura romagnola e riminese in particolare Emo Curignani, Edoardo Pazzini, Luigi Pasquini, ma anche grazie ai contatti con sensibili intenditori come Gerardo Filiberto Dasi a cui negli anni si sono aggiunti nomi importanti come Antonio Paolucci. “Non fare l’astratto, che è

un vicolo cieco!” gli rammentava Armido Della Bartola, il decano degli artisti riminesi recentemente scomparso nel 2011, e Bellini intraprese già dagli anni ‘60 la sua strada di coerente fedeltà al vero e alla natura. La caratteristica peculiare dell’arte di Giorgio Bellini, vale a dire la poetica della cosiddetta velatura, la ‘cerniera’ ideale tra paesaggio interiore e esteriore, è diventata distintiva del suo operare. A guardarli da vicino que-

sti suoi paesaggi, ammantati dal chiarore niveo di una luce totale che azzera tutti i toni, sembrano il distillato di un prestigiatore visionario che ha voluto nascondere i colori. Il mistero oltre lo sguardo si addensa, là dove la terra scompare all’orizzonte e l’anima delle cose riemerge con un potenziale evocativo tanto più forte quanto più nascosto. I luoghi della Valmarecchia e della Valconca sono riconoscibili malgrado l’avvol-

gente sfumatura che tutto ricopre come una coltre: i confini e la percezione nitida delle cose sono occultati da un velo sottile, i paesi aggrappati alle colline, il digradare delle valli e dei campi all’orizzonte, i tetti di Verucchio o di Montefiore i profili di Cerreto o di Saludecio. Accade che Bellini continui a piegare il suo pennello e la sua sensibilità al tema della terra e del paesaggio, da privilegiato conoscitore di scorci e

vedute qual’è, quasi a volerne fermare e perciò conservare nel tempo la memoria. Negli anni, ha saputo cogliere dal suo speciale punto di osservazione nella valle del Marecchia, a Corpolò, dove vive, molti caratteri originali dei luoghi da lui vissuti e guardati. Questa identità dai tratti compositi, densi per le vicende culturali e ambientali, dal passato storico che ha plasmato paesaggi e architetture riemerge tuttavia con forza nella sua pittura. Ma è la diversa indeterminatezza che li fa diventare nuovi allo sguardo. La sua è una tavolozza votata al chiarismo più avvolgente, col bianco che tutto domina e che ricopre con un silenzio tonale di sottile intensità ogni cosa rappresentata. Giorgio Bellini, l’artista cresciuto tra i poderi di Vergiano sotto l’ammaestramento del più sensibile tra i pittori di paesaggio romagnoli, Luigi Pasquini, ha ritrovato – racconta –“ quella religione della terra che da sempre va inseguendo”; ne ha tramutato l’essenza restituendola con stupita meraviglia e intuizione. Parla di “messaggio d’amore cui l’arte dà voce”. A noi non resta che ascoltare.


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RIMINI - VALMARECCHIA La Virtus Romagna di Rimini si aggiudica il titolo regionale. Il loro è stato un anno da incorniciare

LA CULTURA

Guida turistica in giallo - La guida è innovativa (Edizioni Pendragon, 160 pagine, 14 euro). A zonzo per la città, con un detecitve sulle tracce di una persona scomparsa. Reca, la guida, anche l'introduzione del sindaco Andrea Gnassi. Che cosa nascondono le misteriose iscrizioni sulle pareti del tempio malatestiano? E dove porta il labirinto di viuzze che si intrecciano intorno alla Vecchia pescheria? Seguendo le indagini di un detective sulle tracce di un ragazzo scomparso, andiamo a esplorare Rimini, i suoi angoli più suggestivi e i suoi mille segreti, nella prima guida turistica “in giallo” che, oltre a darci tante utili informazioni sui luoghi di interesse della città, saprà tenerci avvinti alla lettura fino all’ultima pagina. All’interno del volume, schede descrittive dei principali monumenti e attrazioni turistiche riminesi illustrate da fotografie, molte delle quali in 3D, che ci faranno letteralmente immergere in una Rimini da

Campionesse di calcio a sette LO SPORT

La copertina del libro

sogno. Gli autori. Daniela Camboni, giornalista professionista, ha lavorato per varie testate nazionali. Gaia Giorgetti, laureata in lettere classiche, è giornalista professionista dal 1989. Redattore del «Resto del Carlino», ha collaborato con l’edizione bolognese del «Corriere della Sera». Attualmente scrive per il «Resto del Carlino» e per alcune testate femminili.

- Si è conclusa lunedì 25 giugno, la stagione di calcio femminile 2011-2012 dei Tornei Accademia Estetica organizzati dal centro sportivo CSI di Rimini. Grande protagonista della serata la squadra della Virtus Romagna, che si è aggiudicata il primo posto dopo il vivace match contro la squadra Fusion Fc, sconfitte dalle giallo blu per 3 a 1. Terzo classificato il team Virtus SPA, mentre il quarto posto va alle giocatrici del Real Monteleone. Una stagione di grandi successi per la Virtus, che dopo il terzo posto conquistato nel torneo di calcio a 5 CSI di Rimini, ora si conferma Campione Regionale di calcio a 7 open femminile. Serata di festa che ha visto la premiazione delle squadre con un ricco buffer organizzato presso il centro Garden Sporting Center di Rimini. Protagoniste indiscusse le ragazze giallo blu, in ordine alfabetico:

Partner ideale dei Tuoi Progetti

La festa dopo la vittoria Abel Valentina, Benedettini Lucia, Bernardini Fabiola, Bertuccini Orietta, Bianchi Debora, Di Lorenzo Mirca, De Benedictis Denise, Gasperoni Greta, Lisotti Veronica, Longobardi Martina, Marano Cristina, Marchegiani Gessica, Maroni Alessandra, Morri

Enrica, \Mughetti Samanta, Ramagli Silvia e Zonghetti Laura. Grande entusiasmo anche da parte del Presidente Ricci Graziella: " Sono felicissima, è stata una grande emozione, sono tre anni che cerchiamo di raggiungere questo obbiettivo e finalmente siamo

riuscite ad aggiudicarci la finale. Sono orgogliosa del mio gruppo di ragazze, che sono cresciute molto partita dopo partita, con loro mi diverto e quest'anno sono arrivati anche i successi, non potevo chiedere di meglio." Veronica Lisotti


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RIMINI Infissi di prestigio dal 1967 47843 Misano - Via del Mare 16 Tel. 0541.610831 Fax 0541.471226 www.infistil.com

- Un Consiglio comunale ad hoc, tematico ma non aperto, per affrontare il nodo, mai risolto in Riviera, del turismo e lo sfruttamento del lavoro. È quello che si è svolto giovedì 5 luglio, su richiesta del consigliere di Sel Fabio Pazzaglia e delle associazioni. Ma se ne era già parlato e scritto a più riprese, l’ultima durante l’incontro “Acre-turismo” in piazzale Boscovich il 23 giugno per ribadire, se mai ce ne fosse bisogno, come il sistema economico riminese legato alla stagione estiva sia, sotto molti punti di vista, ancora penalizzante per la parte più debole. Gli ultimi ingranaggi di questa macchina gigantesca. Ne sono la prova le testimonianze dei lavoratori, la maggior parte stranieri, raccolte dall’associazione Rumori sinistri nel primo di una serie di capitoli per “Un’altra economia riminese”. Sono 15 storie di discriminazione economica e ma anche mortificazione morale, rappresentative di tante altre. Sembra di poter dire, purtroppo, che poco è cambiato da un paio di anni fa, quando un’inchiesta dell’Espresso online aveva messo in luce l’attività di mediatori (quelli individuati dall’indagine sono quasi tutti italiani) e albergatori per procacciarsi manodopera ad alto “ren-

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La palla al Comune. Fatto un Consiglio comunale ad hoc lo scorso 5 luglio su richiesta di Fabio Pazzaglia

Infissi di prestigio dal 1967 47843 Misano - Via del Mare 16 Tel. 0541.610831 Fax 0541.471226 www.infistil.com

Turismo, lavoro e sfruttamento LA STORIA

Sei negra, ergo costi meno

PERSONE

dimento” e basso prezzo. Ancora centinaia di lavoratori soprattutto donne, sono costrette a pagare il pizzo per poter avere un contratto di lavoro. Magari regolare nella forma, ma disatteso in pieno per numero di ore lavorate, giorni di riposo, mansioni e, quindi, stipendio. Con una paga oraria che può arrivare, fatte le divisioni, anche a due euro l’ora. Chi se ne approfitta lo fa perché spessissimo chi accetta certe condizioni non conosce a pieno i propri diritti. Il lavoro di Sandra Polini e di Rumori sinistri ha avuto il merito di diffondere la consapevolezza tra i lavoratori, esortandoli a denunciare i datori di lavoro che non li rispettano. Il loro impegno ha portato anche, a maggio, alla denuncia per riduzione in schiavitù, presentata da due donne romene che lavoravano in un hotel di Gatteo Mare. Accanto ai rappresentanti di Rumori sinistri e di Schiavinriviera, il collettivo che tanto ha fatto parla-

re di sé per l’attivismo e la spregiudicatezza con cui ha denunciato questo sistema di sfruttamento, al tavolo del dibattito del 23 giugno c’erano anche Massimiliano Chieppa, del Dipartimento provinciale del lavoro e Lucia Scarnecchia, ricercatrice dell’università di Teramo. L’analisi, come dicevamo, è ancora spietata. I controlli effettuati dagli ispettori mostrano statistiche preoccupanti. Quello del lavoro nero o più spesso grigio è uno dei pilastri di argilla che contribuisco-

no a tenere su (ma ormai da generazioni) il sistema così come lo conosciamo. Ed è difficile da smontare per porre basi più solide ed eticamente più giuste. Nel 2011 su 876 ispezioni (nel settore terziario) del dipartimento provinciale del lavoro in 502 casi si sono riscontrate irregolarità di vario tipo: 1150 posizioni lavorative su un totale di 2687 di cui 462 lavoratori in nero. Il totale delle sanzioni del settore ammonta a oltre un milione 130.000 euro. Nel primo trimestre 2012 non sembra andare meglio, anzi. Su 110 ispezioni, 68 hanno portato a contestare illeciti e su 549 posizioni lavorative verificate sono state trovate 406 irregolarità. Ma il lavoro nero non è il solo neo di questo sistema. Si parla an-

- Lavoravo in un hotel a Torre Pedrera. Ero l’unica africana, ovvero con la pelle scura. Lavoravo con un contratto parttime di quattro ore, mentre ne facevo 12 giornaliere. Anche gli altri lavoratori avevano una situazione contrattuale simile, con l’unica differenza che loro percepivano 1.100 euro mentre io 800. Ho provato a pretendere un adeguamento del mio salario a quello degli altri ma il titoolare della società che gestisce l’hotel dove lavoravo e altre due strutture mi ha detto: Hai visto altre persone di colore lavorare in questi alberghi? Tu sei l’unica perché ai turisti non piace vedere persone di colore in servizio. Quindi ti ho fatto un gran favore”. “Tratta dal Libro per un’economia riminese trasparente” Associazione Rumori Sinistri – h t t p : / / associazionerumorisinistri.blogspot.it/

che di territorio e dei suoi abitanti, convivere con l’economia turistica, invasiva e invadente: “Il turismo, nel suo essere un fenomeno poliedrico e multisfaccettato, è spesso causa di profonde modifiche nell’asset sociale e territoriale ori-

ginario, provocando tensioni e alti costi sociali e ambientali. La strada per raggiungere l’obiettivo di una buona integrazione tra turismo, territorio e popolazione è ancora lunga – spiega Lucia Scarnecchia – i processi di sviluppo, infatti, risultano rallentati in quelle aree dove la comunicazione istituzionale parla ancora un linguaggio diverso rispetto a coloro che vivono ed operano su un dato territorio e che, troppo spesso, rappresentano i grandi esclusi dalle scelte strategiche operate in nome della “competitività”. Il primo pubblico da persuadere, conquistare, fidelizzare e attrarre, in un’ottica di marketing interno, è proprio la collettività che in un territorio risiede e alla quale è affidato il pur sempre precario equilibrio che il territorio è in grado di sviluppare. Una strategia di sviluppo turistico deve prevedere la partecipazione attiva della popolazione residente”. Insomma: il primo cliente deve essere proprio il cittadino romagnolo. Tutte queste voci sono state ascoltate, con pazienza, dall’assessore comunale Sara Visintin. Peccato che la delega al Turismo non sia di sua competenza ma del sindaco Andrea Gnasssi. La palla passa, forse, finalmente, all’Amministrazione comunale, con questo consiglio tematico che deve essere il passo per affrontare il problema in maniera seria. Ascoltando i lavoratori, partendo dalle loro storie. (Teo)


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RIMINI

La rivoluzione dallo scorso 31 maggio. Poca informazione nei Comuni. L'ordine degli ingegneri tiene forum regionale al Centro congressi Sgr

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Concessioni edilizie, abitabilità solo col risparmio energetico Riscaldamento, acqua calda e raffreddamento, devono essere prodotte al 20 per cento da forme rinnovabili; percentuale che sale al 35 nel 2014 e al 50 per cento nel 2017. Lo strumento migliore è la stufa. L'ingegnere Emanuele Barogi, responsabile energie rinnovabili della regione Emilia Romagna

Emanuele Barogi

AMBIENTE

- Gli edifici con concessione edilizia dopo il 31 maggio scorso che non rispettano i parametri delle fonti rinnovabili della direttiva dell'Unione europea, non possono avere l'abitabilità. La frase burocratica della legge regionale: “L'inosservanza dell'obbligo comporta il diniego del rilascio del titolo edilizio...”. E' anche la rivincita della cara e vecchia stufa: non c'è nulla di più efficace per produrre energia da fonti rinnovabili. L'anno zero del risparmio energetico passa per questa classica fonte di calore. Ha una resa altissima, di fronte a costi di grande concorrenzialità. Anzi, grandissima concorrenzialità (non è un caso che il suo commercio è

letteralmente schizzato negli ultimi tempi). Ma andiamo con ordine. Nell'ignoranza (nel senso che non si sa) più totale dallo scorso 31 maggio, le abitabilità dei nuovi edifici possono essere rilasciate solo se si tiene conto di una direttiva dell'Unione europea del 2009 sul risparmio energetico e fonti rinnovabili. La norma afferma che entro il 2020, con tre gradini, il 17 per cento dell'energia consumata deve derivare da fonti rinnovabili (oggi in Italia siamo a circa il 5%). L'Italia ha fatto propria la direttiva europea il 3 marzo del 2011. A sua volta, entrata come legge della Regione Emilia Ro-

magna alla fine dello scorso anno. Dal 31 maggio 2012 si volta pagina, insomma: se non si rispettano i parametri europei, non è possibile ottenere l'abitabilità. Oltre a raggiungere gli obiettivi del risparmio energetico da fonti rinnovabili, è obbligatorio installare impianti fotovoltaici per produrre energia elettrica in funzione di alcuni coefficienti.

Anche questi più virtuosi (o restrittivi) in tre salti: K80 nel 2012, K65 nel 2014 e K50 nel 2017. La superficie dell'abitazione va divisa per il K. Ad esempio, un appartamento di 80 metri quadrati, suddiviso per gli 80K del primo scalino, significa che col foto-voltaico bisogna produrre un kw di energia in un anno; e così ad aumentare. In questo momento sono

pochi a conoscere che dallo scorso 31 maggio l'abitabilità e le concessioni sono legate alla direttiva europea del 2009 ed al risparmio. L'ordine degli ingegneri della provincia, lo scorso primo giugno, al Centro congressi Sgr di Rimini, ha organizzato un forum regionale sul tema. C'erano oltre 300 persone. L'ingegnere Emanuele Barogi, responsabile del settore energia dell'ordine per la provincia di Rimini e la regione Emilia Romagna: “La nostra Regione ha recepito la direttiva europea, ma ha anche accelerato. Per il riscaldamento e l'acqua calda non è il 20, ma il 35 per cento. Lo step entro il 2014 non è del 35 ma del 50 per cento. Ora, però, la palla è nelle mani dei Comuni, che hanno una grossa responsabilità. Agli edifici fuori dai canoni non viene rilasciata l'abitabilità”. “Ora continua - Barogi cambia il metodo progettuale, sia negli strumenti isolanti, sia

nell'utilizzo delle fonti rinnovabili. Ma la partita risparmio energetico più che sui nuovi edifici si gioca sui vecchi, quelli ad altissimo consumo, tirati su nei decenni scorsi. Le proiezioni affermano che entro il 2050, il 75% degli edifici saranno quelli dell'ante 1970. Ed è proprio su queste vecchie costruzioni che bisognerebbe intervenire, anche per rilanciare l'edilizia, un settore in forte crisi. Magari stimolando gli investimenti con degli incentivi di cubatura, o altro”. Per raggiungere gli obiettivi della produzione di energia da fonti rinnovabili, i sistemi fondamentali, ad oggi, sono quattro. Al primo posto per efficacia c'è la bio-massa (tradotto volgarmente, la stufa a legna): il 70% dell'energia consumata viene annoverata tra le rinnovabili. Segue, il sistema a pompa (si prende energia dall'aria e dall'acqua all'esterno per mutarla in rinnovabili importanti, la microcogenerazione). A seguire, il tele-riscaldamento. I costi di costruzione legati al risparmio energetico sono soltanto del 2 per cento più alti.

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l'OPINIONE

Luglio 2012

La prospettiva è poco meno che catastrofica Berlusconi scruta i comizi di Grillo

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Inizia in prima pagina

rati dall’esame dei sondaggi. L’ex presidente del Consiglio ha constatato che più tempo passa, più i suoi vecchi elettori si allontanano in quanto contrari all’appoggio del Pdl al governo Monti. Effettivamente il Pdl, già duramente sconfitto alle elezioni amministrative, è sceso nei sondaggi fino al 18% delle intenzioni di voto, mentre il Pd si mantiene intorno al 25%. La prospettiva è poco meno che catastrofica, mentre il movimento di Grillo, con la sua polemica priva di progetti costruttivi, si è spinto fino al 20%. Di qui lo studio, da parte di Berlusconi, dei comizi di Grillo, per scoprire il segreto di quella vittoriosa campagna antipolitica. Poi c’è stato l’intervento di Berlusconi a Fiuggi al convegno dei giovani. Abbiamo già scritto sulla Piazza che Alfano non conta niente, ma non ci aspet-

Presto elezioni anticipate? IL PUNTO DI VISTA

tavamo che fosse Berlusconi stesso a confermarlo. Che cosa ha detto, in sostanza, l’“unto del Signore”? Che il governo Monti è soltanto una parentesi, e che bisogna che

Come la mettiamo? Povero Alfano, se Berlusconi deciderà di partecipare alle primarie. Ma non basta. Ai giovani del Pdl Berlusconi a Fiuggi ha detto altre cose, estremamente preoccu-

Sarebbe pazzesco tornare alla lira come dice Berlusconi, dato che siamo forti importatori di energia. Determinerebbe il crollo della nostra economia il Pdl si rilanci, in vista di un ritorno al potere. Il Pdl? Ma il partito retto da Alfano (per volontà di Berlusconi) è impegnato a sostenere Monti, ed avrebbe deciso di scegliere il futuro candidato di destra al governo mediante elezioni primarie, da tenersi in ottobre.

panti, mentre Monti riceve a Roma la Merkel e Hollande, e si prepara ad ottenere dall’ Europa maggiori impegni in vista della necessaria crescita economica e della lotta alla disoccupazione, particolarmente urgente in Italia. Che cosa bisognerebbe fare, secondo Berlusconi?

Bisognerebbe liberare l’Italia dalla schiavitù dell’euro, causa secondo lui di tutti i mali che ci affliggono. O uscire noi o, meglio ancora, fare in modo che ne esca la Germania della Merkel! Bisogna tornare alla lira! Ognuno vede quanto pazzesca sia questa prospettiva, che porterebbe le nostre importazioni di energia a un costo tale da determinare il crollo della nostra economia. Inoltre in tal caso Berlusconi abbandonerebbe il Pdl al suo destino. «Angelino e tutti gli altri – ha detto – dovrebbero aver capito che da soli, senza di me in campo, non vanno da nessuna parte». Questo significa che Berlusconi medita di mettersi alla testa di liste civiche intitolate alla sua persona. Ma la confusione è tale che su questa strada i suoi principali servi a maggiordomi sentirebbero in

pericolo la loro rielezione alla Camera e al Senato. Questa, infatti, è soltanto la posizione dei giornali di Berlusconi, Libero e il Giornale, e della signora Santanché, che infatti ha già dichiarato di non avere pagato la prima rata dell’ IMU (ci domandiamo: non è questo un reato, perseguibile dalla magistratura?). Ma non è questa la posizione della grande maggioranza dei dirigenti del Pdl. Va bene che, di fronte agli ordini del capo, essi sono sempre disposti a credere obbedire combattere, ma a tutto c’è un limite. Dire elezioni anticipate significa dire scioglimento delle Camere da parte del presidente Napolitano. Questo potrebbe diventare un ostacolo insormontabile, per Berlusconi, perché il senatore berlusconiano Pisanu, che già in passato

Ingredienti per gelato e pasticceria

aveva formato un gruppo di parlamentari favorevoli alla scadenza naturale del governo Monti, potrebbe guidare nelle Camere dei gruppi parlamentari contrari alle elezioni anticipate, e permettere a Napolitano di mantenere in vita il governo Monti. Come si vede, la confusione è grande, e c’è da sperare che il pazzesco progetto di Berlusconi fallisca. Questa volta, nonostante la campagna che Rai 1, Rai 2, Rete 4, Canale 5, Italia 1, il Giornale, Libero e Chi sarebbero pronti a scatenare, gli ingenui italiani ingannati in passato potrebbero ribellarsi. Tutti capiscono che uscire dall’euro porterebbe alla rovina l’Italia. Berlusconi ha già condotto l’Italia sull’orlo della catastrofe. Diceva Lincoln che si può ingannare un uomo ogni volta, e tutti gli uomini una volta. Ma non si possono ingannare tutti gli uomini tutte le volte. *Libero docente all'Università di Roma


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ECONOMIA

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Siglato col prestigioso designer Toshiyuki Kita. Ospite dell'azienda a San Giovanni lo scorso 28 giugno

Oltremateria, accordo culturale e commerciale in Giappone Da sinistra: Piero Cecchini (sindaco di Cattolica), Euro Casalboni (Oltremateria), Toshiyuki Kita, Domenico Bianchi (sindaco di San Giovanni) e Loris Casalboni (Oltremateria)

Il progettista accolto dai fratelli Casalboni e dai sindaci di San Giovanni, Domenico Bianchi e Cattolica, Piero Cecchini IL FATTO

- I fratelli Loris e Euro Casalboni hanno pestato i campi di calcio della provincia di Rimini e dintorni. Sembra che Loris da ragazzo avesse delle chance di finire alla Fiorentina, ma la creatività gli fece prendere altre strade, Anche i compagni di classe lo ricordano creativo e col sorriso eternamente stampato. Combinava una monellata, rideva e se ne andava con aria scanzonata. Se la cavava anche con la palla a spicchi. Chi l'avrebbe mai potuto supporre che quel ragazzo, oggi cinquantenne, avrebbe portato uno dei massimi designer mondiali in Romagna, a San Giovanni in Marignano lo scorso 28 giugno. Il prestigioso progettista si chiama Toshiyuki Kita ed è giapponese.

Nel 2011, gli è stato assegnato il Compasso d'oro alla carriera, il Nobel dei designer (il riconoscimento è italiano). Molti suoi oggetti sono nei maggiori musei del mondo. Tra i fratelli Casalboni e Kita è stato sottoscritto un contratto commerciale. Kita si impegna a portare in Giappone il marchio Oltremateria, che tradotto in soldoni significa: eco-malta naturale. Questo materiale “creato” dall'intelligenza di un chimico qualche anno fa è geniale. Può essere prodotto in tutti i colori del mondo, è inscalfibile e multiuso: artistici, abitazioni civili, industriali, locali, piscine. Può essere un pavimento (più spessore), ma anche una superficie d'arredo piana e verticale. Va mon-

tato in cantiere; sul nuovo ma anche su qualsiasi altra vecchia superficie: dall'acciaio alla terracotta, passando per il legno. Kita parla un buon italiano. Ad accoglierlo Domenico Bianchi, sindaco di San Giovanni e Piero Cecchini, sindaco di Cattolica. Ha detto: “Sono felice di collaborare con voi e mi piace questa zona. E'

da almeno trent'anni che c'è il boom del made in Italy in Giappone”. Durante l'incontro, è stato mostrato un filmato, fatto da Kita, e ambientato in Giappone, che è un po' la sua filosofia di vita, prima ancora che stile progettuale. Fin dalla fine degli anni '60, dà valore ai prodotti artigianali giapponesi fatti con materiali naturali, contrapposti

all'industrializzazione e alle materie artificiali. Kita afferma che ogni prodotto artigianale ha alle spalle migliaia d'anni di intelligenze; migliorato dalle menti più brillanti dell'umanità fino alla perfezione. Kita: “Gli artigiani fanno le cose con il cuore e con l'anima. Gli oggetti fatti col cuore sono gli uni diversi dagli

altri. Usati portano lo spirito della libertà. Il nostro futuro per avere delle possibilità deve guardare il passato. Questo passato”. Nonno produttore di mattonelle di graniglia, i misanesi fratelli Casalboni nascono con il Centro della Ceramica, sempre a San Giovanni. Che non è più il classico negozio dove trovare mattonelle e porcellana, ma dove si fa ricerca di prodotti. Dove si fa cultura. L'azienda si afferma. C'è l'incontro con l'amico chimico. Nasce Oltremateria, la bio-malta. Grazie alle sue caratteristiche naturali, applicabilità, duttilità, è subito successo. Loris Casalboni: “Incontrare Kita è emozionante. Ne condividiamo la sua filosofia di progettazione e di artigianalità. Per noi è un incontro importante che ci sprona a fare meglio. A fare ricerca nel solco della sostenibilità ambientale, dell'etica. Della bellezza. Ecco per noi il lavoro è semplicemente questo”.


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Luglio 2012

ECONOMIA

Come Ifi Industrie affronta la crisi. Leader europeo nei banchi bar e vetrine gelato. Appena sbarcati in Cina

Via Montalbano, 1173 S. GIOVANNI IN MARIGNANO TEL. 0541 - 955505 FAX 955444

“Si sopravvive con innovazione ed export” - Gianfranco Tonti nella cartella da lavoro si porta sempre con sé quattro schiaccianoci: uno semplicissismo nella fattura, non costa che tre euro; un secondo di acciaio inox valutabile il doppio, attorno ai sei euro; circa 9 euro, un terzo un po' più complesso, impreziosito da un manico anatomico. Poi c'è il quarto. Ha la forma di uno scoiattolo; collocato su uno zoccolo di legno, lo stilizzato animaletto di metallo con i dentini schiaccia le noci; con le zampette invece rompe le nocciole. Una scultura di metallo e legno; ben progettata, costa circa 70 euro. E' un oggetto di design dell'Alessi, uno tra i marchi più prestigiosi del made in Italy. I quattro oggetti sono una metafora del futuro economico. Il cattolichino Gianfranco Tonti li racconta quando tiene le conferenze per conto dell'Adi (Associazione del designe industriale) a giovani ed imprenditori.

Team tecnico di prim'ordine, collaborazione con i maggiori designer italiani. Presente in 65 nazioni. Tonti: “Nonostante gli investimenti non è detto che riusciremo ad essere protagonisti anche in futuro. Senza non c'è che la chiusura”

Lo schiaccianoci di Alessi. Costo 73 euro

IL FATTO Gianfranco Tonti, presidente di Ifi Industrie

Dell'Adi, Tonti è il referente per le Marche-Abruzzo-Molise. Argomenta così: “Se i vostri/ nostri prodotti saranno come i primi tre, abbiamo poco speranze per il nostro futuro imprenditoriale. La nostra scommessa è cercare di seguire la filosofia del quarto oggetto; non è assolutamente facile naturalmente, ma non abbiamo alternative, alla lenta e certa agonia. O facciamo

prodotti straordinari, frutto della ricerca, della cultura del progetto, o progetto, oppure alziamo bandiera bianca”. Andiamo a vedere come in

questo tempo di crisi si sta muovendo Ifi Industrie, leader europeo nella produzione di banchi bar, vetrine gelato e tecnologia del freddo. “E l'alternativa - continua il presidente di Ifi Industrie Tonti - non può essere neppure andare a produrre all'estero come hanno già fatto molte imprese, con un'altra parte che vuole fare lo stesso tragitto. Solo che questo significa morte, impoverimento, desertificazione del territorio dove operano”. Borsa in giro per il mondo per cercare nuove opportunità, lo scorso aprile, per la prima volta, Ifi Industrie ha partecipato ad una fiera a Shangai. Investimento “fortunato”. Ha trovato un partner cinese che sarà il distributore in quel ricco e difficile mercato.

Tonti: “A Shangai, abbiamo trovato numerosi industriali locali che fanno le nostre stesse cose, seppur con meno qualità. Meno stile. Meno funzionalità. Ma costano anche un terzo. La nostra azienda tenta di competere, tenta di presentare oggetti straordinari nella tecnica e nel design. Abbiamo costruito una squadra di tecnici di prim'ordine; è composta da più di venti persone. Inoltre, il nostro marchio ha sempre collaborato con gli industrial designer, in grado di osservare molteplici settori dal loro speciale grand'angolo. Grazie alle loro esperienze, progettano le nostre cose attingendo da ambiti all'apparenza lontani. In questo momento stiamo cercando di lavorare per il 2015. Non va dimenticato però che almeno il 50 per cento di quello che si porta avanti, sarà abbandonato: non arriverà mai sui mercati”. “Per fare innovazione - continua Tonti - ci vogliono gli uomini, ma anche risorse finanzia-

La Tonta. E' la vetrina gelato simbolo dell'innovazione di Ifi. L'ha progettata il prestigioso designer italo-giapponese Makio Hasuike. Michele Provinciali, grande creativo pesarese, ne ha curato il lancio pubblicitario sui mercati: una nuvola colorata con un'anima

rie importanti. E queste spesso mancano alla piccola e media impresa. Lo Stato, i governi locali, siano sensibili a non bruciare inutili energie. Siano in grado di sostenere quello che può essere il futuro, ma non con il danaro. In un incontro promosso di Unioncamere abbiamo chiesto al ministro Corrado Passera non aiuti diretti, ma crediti di imposte per le aziende che sane e che puntano sulla tecnologia. Il sostegno è indispensabile se si vuole veder crescere il tessuto socio-economico dell'Italia. Inoltre, abbiamo chiesto uno Stato efficiente e attento alle ragioni di chi lavora. Al servizio delle imprese. Per esportare non ci vuole una burocrazia arcaica, ma efficacia e veloce. Credo che per tutti, oggi, le cose da fare siano chiare, ora vanno fatte. Con l'etica”. Entrato a poco più di vent'anni, Gianfranco Tonti è l'amministratore delegato di Ifi Industrie. Sede a Tavullia, il gruppo dopo la flessione della voce export nel 2009, negli ultimi tre anni ha sempre incrementato. Oggi, vale, l'estero, circa il 30 per cento e esportano in 65 nazioni. Dice Tonti: “Il nostro obiettivo è raggiungere almeno il 50 per cento di export. Solo così avremo delle possibilità. Con il marchio di sedie Metalmobil siamo già al 60 per cento. Per raggiungere l'obiettivo stiamo irrobustendo su quel versante, con gli uomini e con le fiere”. “Nonostante quello di cui sopra - chiude la riflessione Tonti - non è detto che riusciremo ad essere protagonisti nel futuro. Ma se non facessimo innovazione, però, il nostro futuro non ci sarebbe”. Start Up (partire) E' un altro dei progetti innovativi Ifi. E' un banco bar che si rivolge ai giovani. Costa poco, perché i materiali sono più poveri ma non meno durevoli, o meno belli (manca il costosissimo acciaio). Presentato lo scorso gennaio, sono stati già allestiti circa 130 locali. Progetto giovani Chissà che cosa fa mio babbo? Che cosa fa mia madre? E' la domanda che i figli si pongono rispetto al lavoro dei genitori. In Ifi Industrie, da un decennio, per le vacanze estive, assumono i figli dei dipendenti come stagionali. Entrano il primo luglio e vi restano fino alle ferie di agosto. Quest'anno, sono in otto, due le femmine.


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RICCIONE

Luglio 2012

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La giovane coppia Barbara Perazzini e Simone Salvatori. Titolari di Piada Service a Riccione

Rischiano di finire senza lavoro e si inventano imprenditori I coniugi Barbara Perazzini e Simone Salvatori

FARE IMPRESA

- Barbara Perazzini sette anni fa aveva 17 anni. Le dicono che una piadineria che si trova nella zona artigianale di Riccione sta cercando personale. Ci va con la mamma, ma sono già al completo. Passa davanti ad un'altra piadineria. E fa questo ragionamento: “Dato che sono qua, chiedo”. Entra e il proprietario Franco Gramaccioni, le dice: “Stavo per affiggere un cartello fuori per cercare una persona”. Barbara inizia a lavorare in quello che sarà un passaggio forte nel destino della sua vita. Due anni fa, il signor Franco ha un “inghippo”; è costretto a lasciare l'attività. L'azienda è a rischio chiusura. Il moroso di Barbara, Simone Salvatori, è senza lavoro. Per anni aveva fatto l'idraulico. Menti sveglie quelle dei due giovani; fanno un veloce ragionamento: “Abbiamo poco da perdere, se tentiamo l'avventura imprenditoriale”. Rilevano l'azienda che ha alle spalle una ventina d'anni ed una clientela già consolidata: grande distribuzione, bar, ristoranti, alberghi. Propongono al signor

Franco (abita nell'appartamento sopra il laboratorio) di prenderla in affitto. Il 3 gennaio del 2011 diventano imprenditori. Loro. due, più una collaboratrice, in azienda da un anno prima di Barbara.

La struttura è semplice e ben fatta. Simone si occupa dei clienti: ordini, consegne, nuovi contatti. A Barbara l'organizzazione della produzione, per la quale hanno assunto un'altra ragazza.

Menti veloci quelle della giovane coppia; si sono sposati lo scorso aprile. Non fanno altro che innovazione di prodotto col piglio della naturalezza. Così, le poche specialità dei cascioni diventano una quin-

dicina. Quelli più gettonati: pomodoro e mozzarella, patate e salsiccia, verdure. I gusti nuovi che si stanno affermando: radicchio, cioccolata. Quest'anno, si sono inventati il mini-cascione. Un successo.

Il loro mercato è circoscritto alla provincia di Rimini, ad una fetta di Pesarese e San Marino. In media, fanno 500 cascioni al giorno e 600 piadine ogni due. Quest'anno stanno aumentando il fatturato rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. L'attività è altamente artigianale. I prodotti vengono protetti in un sacchetto trasparente nel quale si inietta del gas-alimentare in grado di conservare il prodotto per circa un mese; 40 giorni invece le piadine. Naturalmente, dopo l'apertura delle confezioni vanno messi in frigorifero. A chi chiede loro qual è la forza, rispondono: “Non ci sono dubbi: la quantità della farcitura e la qualità dell'insieme”. Qual è la differenza tra l'essere imprenditore e l'essere dipendente: “Da dipendente, la sera uscivi e ti lasciavi alle spalle le preoccupazioni. Mentre d'estate andavi tranquillo al mare. Ora, è da un anno e mezzo che non facciamo le ferie”. Piada Service ha anche un logo: una papera. Dà il senso della genuinità.


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Luglio 2012

RICCIONE

Marina Giannini, già impiegata dell'azienda di soggiorno, giornalista de “la Voce”

Lions, la prima volta di una donna presidente UOMINI

Al Centro parrocchiale una caterva di attività: la prova del cuoco, laboratorio di creatività, basket per ragazzi, basket, pattinaggio, pallavolo, teatro, chitarra, tombolo, karate gioco, ceramica IL PERSONAGGIO

- Una donna presidente per il Lions Club Riccione. Lo scorso 8 giugno davanti ad un centinaio di persone (tra soci ed ospiti) all'hotel Des Bains in una cerimonia piena di sentimento, Maurizio Fabbri ha passato il testimone a Marina Giannini. “Comprenderete la mia emozione - ha detto la Giannini nel discorso di investitura - per essere la prima donna ad assumere l’incarico di presidente

Marina Giannini

in questa grande associazione di servizio. Capisco che mi aspetta un’annata con oneri ed onori, un’esperienza che però vale la pena di essere fatta, più che fatta, vissuta, per mettere le proprie capacità e competenze al servizio della comunità,

come espresso dal nostro motto: mettersi a disposizione degli altri donando tempo e professionalità”. Forse il servizio più importante del club per 2012-2013 ha come obiettivo interventi per il terremoto in Emilia per il quale il Multidistretto sta

formalizzando una serie di impegni. Nella serata il presidente uscente Maurizio Fabbri ha illustrato i servizi realizzati nel suo anno. Tra questi il ‘Progetto Martina’, parliamo ai giovani dei tumori, un service nazionale che ha lo scopo di infor-

Marina Giannini

Vice, Giorgio Mignani

mare i giovani delle scuole superiori sull’importanza di seguire stili di vita corretti. Poi c’è stata la consegna di un pulmino all’Associazione Amici del Centro 21, impegnata in progetti di autonomia per persone con sindrome di Down; l’umanizzazione delle sale d’attesa del reparto di radiologia dell’ospedale Ceccarini. E ancora: il progetto ambientale “Piantiamo un milione di alberi. Fondato 26 anni fa, il Lions Club di Riccione, inoltre, ha ospitato lo scorso 5 e 6 maggio al Palazzo dei Congressi il XVI Congresso distrettuale Lions”. In occasione della cerimonia del “passaggio dei poteri”, alla presenza del sindaco di Riccione, Massimo Pironi, è stato suggellato l’accordo di gemellaggio tra il Lions Club di Riccione e Lions Club di Bologna San Lazzaro.

- Tutti gli uomini di Marina Giannini: Giorgio Mignani (vicepresidente), Paolo Arcangeli (secondo vice presidente), Leonardo Fabbri (segretario e presidente comitato soci), Franco Piccioni (cerimoniere), Mauro Manzi (tesoriere), Franco Procopio (censore). Consiglieri: Bruno Berni, Maurizio Damerini, Alberto Pietanesi, Bruno Berni, Gianluca Ugolini. Vice-presidente comitato soci Flavio Rondina; revisori dei conti: Paolo Del Bello, Quinto Salucci, Claudio Villa. Collegio dei probiviri: Marco Scaini, Adriano Ceccarelli, Luigi Ortolani. Officier telematico: Claudio Villa.


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RICCIONE

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90 anni Comune di Riccione

Tipico strumento da banda. Gli fa compagnia il morcianese Natalino Gabrielli

ALLEGRO MA NON TROPPO

Spigolature

degli Scrondi

Notti insonni - Leggiamo: “Locali rumorosi, il vice sindaco, oltre alla task force, mette a disposizione il suo numero telefonico privato”. Garantite notti insonni per tutta l’estate...

Cultura con sauna -Leggiamo: “La sauna

20 www.avvocatomarziopecci.com avvocatomarziopecci.wordpress.com

Tonini, l'ultimo dei flicorni tenore Suona in tutte le bande provinciali (sei); San Marino compresa

Mario Tonini col suo flicorno tenore (Foto Graziano Pazzini)

in biblioteca. Aria condizionata rotta da una settimana, gli studenti boccheggiano”. E c’è ancora qualcuno che dice che non si suda per studiare...

PalaRiccione - Leggiamo: “PalaRiccione, anche la Fondazione lascia. Piccioni (Pd): ‘Dopo 8 anni camminerà da solo’”. Ma dai! Con quelle gambine ancora così fragili...

Prostitute in trasferta -

Leggiamo:

“Retata anni Novanta. Invasione di prostitute in trasferta da Rimini”. Ma vuoi mettere trombare a Riccione?...

Turbo-design - Leggiamo: “Viale Ceccarini firmato Pininfarina”. Vroom, vroom... un viale col turbo...

Controllo inceneritore -

Leggiamo:

“Termovalorizzatore (inceneritore), il Comune terrà sotto controllo le emissioni”. Speriamo non sia solo col binocolo...

Moda - Leggiamo: “Istanbul e Riccione unite dalla moda. Evento ospitato al Grand hotel”. Si sono viste cose turche...

Cinema - Leggiamo: “Da Scamarcio a De Sica: giornate estive del cinema con ‘Cinè’ la croisette riccionese diventa per tutti”. Riccione: la Cannes de noaltri...

Aereo - Leggiamo: “Un aereo in piazzale Ceccarini. E’ uno dei due esemplari al mondo di Jet Albatros L39C”. Non c’è che dire. Riccione vola sempre alto...

Multa - Leggiamo: “Prostituta e cliente, altra multa. Sanzione di 166 euro a testa”. Da trombanti a trombati...

Ceffoni - Leggiamo: “Il Mondiale master di nuoto riccionese inizia con la rissa. Finisce a ceffoni la partita di pallanuoto tra Germania e Croazia”. Cominciamo bene...

PERSONE

- Quando si dice il caso. Il destino. Mario Tonini nel 1938 ha 3 anni ed abita alle Casacce, la frazione di Misano che si affaccia sul Conca e che guarda Cattolica. Il babbo, come tanti allora alle Casacce e a Montalbano, raccoglie ferraglia dismessa (ferrivecchi); si ritrova nelle mani uno strumento di ottone che assomiglia ad una tromba. Il piccolo Mario per gioco cerca di trarne dei suoni; non proprio impresa facile. A 13 anni, siamo nel 1951, si apre un corso musicale nella vicina Cattolica per rinvigorire la banda cittadina. E' tanta la passione per la musica che il giovane si iscrive; tra gli allievi di quella fortunata covata anche Raffaele Bersani (babbo del raffinato cantautore Samuele). Raffaele era un flautista di prim'ordine ed un musicologo di vaglia (ecco in parte spiegato il talento e la profondità umana del figliolo). Racconta Mario: “Io posso dire di essere stato fregato. Oppure era destino. Pensavo di avere in casa una tromba. Invece, non era che il flicorno contralto. Inizio il corso per giovani bandisti col maestro Alfredo Orizi, allora direttore della banda di Cattolica. Eravamo una sessantina di allievi. Il maestro mi chiede che cosa voglio suonare. Ed io rispondo: la tromba.

Gli porto lo strumento custodito a casa, dopo averlo ben pulito e lustrato coi pomodori freschi. Mi svela il nome: flicorno contralto. Quanta delusione! Questo era in primavera; in giugno ero già in banda. Eravamo una quarantina; una quindicina di veterani, il resto composta da noi giovinastri. Il mio era un ruolo ingrato, noioso e con poca preparazione tecnica. Non era che un monotono: umpa, umpa, umpa...”. Mario Tonini si appassiona allo strumento. Va ad abitare a Monte Tauro (Coriano) e su una “sgangherata bicicletta”, quando ancora c'erano le strade bianche, fa avanti e indietro per prendere lezioni a Cattolica. Continua nel racconto: “Per 10 anni suono il contralto e mi appassio-

no. Parto militare e vengo inserito nella banda nazionale della marina. Dove mi formo come musicante. Torno a casa e il grande maestro abruzzese Antonio Di Iorio, direttore della banda di Rimini, mi dirotta sul flicorno tenore, non senza forzare le mie resistenze. Il flicorno tenore è il tipico strumento bandistico che permette di sostituire gli assoli del tenore in arie famose come il ‘Brindisi’ della Traviata, o il ‘Nessun dorma’. Solo che oggi tale repertorio, lirico e sinfonico, è quasi scomparso”. Le sempre emozionanti bande cittadine, grandi formatrici di musicisti, sono in lento ed inarrestabile declino. Ed è proprio per questo che Tonini suona in quasi tutte le bande della

provincia: Rimini, Riccione, San Marino, Morciano, Mondaino, San Giovanni, Verucchio, Monte Grimano, Colombarone, San Mauro. Forse la più prestigiosa è quella di Stato di San Marino. Nel massimo splendore Tonini teneva circa 100 “servizi” l'anno. Nella sola Riccione si facevano 20 concerti che deliziavano i turisti. In questi oltre sessant'anni di militanza, Tonini ha avuto l'onore e il piacere di suonare con grandi direttori: il pesarese Luigi Puccio (per 35 anni, fino al 2007, direttore a Riccione), Michele Ferretti (direttore a Rimini e San Mauro). Sposato, due figlie, quattro nipoti, professione ferroviere (ma ha anche costruito col fratello un albergo a Misano) da sempre a Riccione, Tonini è eclettico. Oltre a suonare, scrive poesie dialettali (ne ha vergate oltre mille) ed ha anche dato alle stampe un libro sulle amate Casacce; una storia delle famiglie di quel nobile borgo di casettine a due piani, dove si conviveva con gli zingari che si accampavano lì vicino. Il settantaquattrenne Tonini ha anche un dissimulato spirito dello humor. Un giorno, il dentista gli chiede che cos'è il flicorno tenore. Disse: “Non glielo posso spiegare”. La volta dopo, arriva con l'otttone. Tiene la sua aria che richiama i residenti del palazzo. Ha anche tentato di trasmettere la musica a quegli stangoni dei nipoti. Hanno optato per la pallanuoto.


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Malpassi Maurizio Impermeabilizzazioni

90 anni Comune di Riccione

Scantinati - Seminterrati - Cisterne Piscine - Giunti elastici - Umidità murali CATTOLICA (RN) Via Mozart 13 Tel. 0541 - 833295 - cell.. 333.4814188 - Rodolfo Francesconi è un bellissimo riccionese che si può incrociare ai tavolini del “Blu Bar” quasi tutte le mattine. Ingegnere come il babbo, dirigente d'azienda, ha alle spalle tanti libri sulla storia di Riccione e “Azienda come cultura, La Rinascente” (della prestigiosa casa editrice Baldini e Castoldi”. Ha appena pubblicato “Cartografie di una vita” (Raffaelli, 202 pagine, euro 18). Con una nota di Ennio Grassi, Francesconi svela il difficile rapporto col babbo che durante gli anni '30 parte per andare a fondare una nuova città nell'Etiopia conquistata da Mussolini nel '36. Per Francesconi babbo, la sconfitta del fascismo diventa la scon-

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RICCIONE

Malpassi Maurizio Impermeabilizzazioni

Rodolfo Francesconi ritrova il babbo dopo decenni di silenziosa distanza ed abbandono

Scantinati - Seminterrati - Cisterne Piscine - Giunti elastici - Umidità murali CATTOLICA (RN) Via Mozart 13 Tel. 0541 - 833295 - cell.. 333.4814188

Racconta la sua famiglia, che è un frammentone di storia di Riccione e d'Italia, nel libro “Cartografia di una vita”. Un lessico familiare veloce e profondo come un grande romanzo

fitta che gli cambia la vita; mutano i rapporti coi figli (che rivede dopo decenni), con la moglie (che richiama a sé dopo 20 anni), con la propria città (vivrà a Roma fino alla morte). Rodolfo Francesconi ritrova nel baule che il babbo teneva sotto il letto lettere mai spedite che gli svelano un uomo riservato non meno che affettuoso. Un uomo che per pudore aveva sacrificato i sentimenti familiari. Con una scrittura viva, sobria e esatta, il libro è un romanzo di umanità che mette a nudo gli strani intrecci dell'esisteza. Il volume finisce con una lettera immaginaria che il figlio Rodolfo scrive al babbo; ne ripartiamo i passaggi più toccanti.

Rodolfo Francesconi Il suo libro

PERSONE

dissero i tuoi amici - aveva fissato un piano quinquennale per industrializzarsi, costruire porti e arterie stradali e far immigrare centinaia di migliaia di italiani e avrebbe fatto importanti ordinazioni a varie fabbriche pubbliche italiane. Poi, nel tuo abbaino, trovai per caso, sotto la branda, la lettera che ti aveva scritto Savini e la lessi mentre tu eri in bagno. Da questa

riesce ad esportare data la forte concorrenza straniera e, per contro, la gente spende e si diverte... Cosi scrivevi ed aggiungevi la tua disponibilità ad andare ovunque e a condurre la vita più dura. La Secretarla de Trabajo y Prevision. Direction General de Migraciones di Buenos Aires lascia il Permiso 69488 de libre desembarco. Consulado de la Republica Argentina Roma. (17 febbraio 1949) Ho il piacere di comunicarle che, in esito alla domanda opportunamente inoltrata da questo Consolato alla Direzione d'Immigrazione di Buenos Aires in data 13 aprile 1948, le è stato concesso il permesso di libero sbarco in Argentina N. 11716/48. I documenti necessari sono: Passaporto, Certi-

Il babbo in un'avventuroso baule di cartacce - Carissimo babbo, ho appena finito di leggere le tue carte trovate nel baule e ho scoperto le quattro lettere. Ti rispondo anche se non potrai mai leggere quello che ti sto scrivendo. E vero! Ti avevamo creduto morto perché per due anni non abbiamo avuto tue notizie, poi attraverso il falegname Gigli di Rimini abbiamo saputo che eri in Italia, a Roma, e che non volevi più tornare in Romagna né vedere nessuno di noi. Forse ti vergognavi della tua famiglia perché il tuo amico Mattioli ti aveva detto che per vivere ci eravamo messi a fare un po' di commercio con le truppe e che questo era una "indegnità", anche se la considerava una aberrazione collettiva; forse invece era il disagio di

- Esame di graduazione: oltre 70 atleti dai 4 anni in poi per il passaggio di grado esaminati dai maestri Davide Berti 5° dan, Luigi Livi 4° dan Luciano Martelli 3° dan e Charles Cromwell 2° dan. 23-24 giugno - Firenze Ancora successi nel campionato interregionale comitato Toscana della federazione italiana. La misanese Ginevra Graf dopo la delusione in Austria, si riscatta conquistando l’oro nei 46 kg nere, anche per il russo Andrea Gauril cinture verdi -63 kg seniorc'è l'oro. Il cattolichino Dario Berettini è argento nella stessa categoria del compagno di squadra Andrea; si sono ritrovati in finale dopo aver superato con discreta facilità entrambi i due combattimenti. Raul Pastor di Saludecio 45 kg cinture blu cadetti si prende un bel bronzo. Mentre non riesce a raggiungere il podio il viserbese

essere rimasto senza lavoro e in condizioni tali da non poterci più aiutare; forse eri disperato, ma tenacemente riluttante a riconoscere Tinganno di tutto ciò in cui avevi creduto, forse.. .forse... Poi venni a cercarti io a Roma e quando, dopo alcuni giorni, ti trovai in una piccola stanza non riscaldata di un abbaino, proprio sotto il tetto di cui si vedevano le tegole, oltre il quinto piano di una casa fatiscente e, non appena aperta la porta della stanza, ti vidi seduto su una rete da letto appoggiata in terra, in mutande, che stavi rammendando una calza con un uovo di legno, lago e il ditale, beh! la commozione di ritrovarti e che ci ha preso in quel momento e nei giorni seguenti, ci ha nascosto il fatto più importante: che eravamo

divenuti quasi estranei l'uno all'altro. Nei pochi giorni della mia permanenza a Roma, mai mi hai parlato di te, del tuo passato; solo qualche accenno che avresti accettato un incarico di qualche mese a Salsomaggiore ad occuparti della gestione dell'Albergo Città. Qualche cosa ho saputo dai pochi amici che avevi e dalla zia Gina, dei tuoi infruttuosi contatti con la Società Generale Immobiliare, con la Società Generale Per Lavori e Pubbliche Utilità e la Compagnia Italiana Gestione Alberghi e Ristoranti, tutte di Roma, delle ditte e imprese alle quali ti eri rivolto non riuscendo a sfondare nessuna porta, anche quella dei conoscenti di un tempo, sperando non tanto che ti venisse almeno riconosciuta la capacità di

conduzione alberghiera, visto che la radiazione daWAlbo ti impediva quella progettuale, ma che ti dessero un lavoro qualsiasi. Allora non ero in grado di immaginare le umiliazioni che hai dovuto subire per tutti gli atti di elemosina che sei stato costretto a compiere. Ciò che però più mi colpì fu da parte tua un brevissimo accenno, ma da parte dei tuoi amici quasi una certezza, del tuo espatrio come emigrante. In Argentina, mi dissero, a raggiungere il tuo amico Guido Savini, e che già avevi ottenuto dalla Direzione d'Immigrazione di Buenos Aires il permesso di libero sbarco e che avevi prenotato un passaggio in nave per i primi di luglio, e cioè dopo solo due mesi dall'averti ritrovato. Il governo argentino - così mi

appresi che le condizioni in Argentina erano peggiorate, che si sarebbe vissuto comunque meglio che in Italia, ma fra i problemi quasi insolubili c'era quello del farsi una casa e sempre più difficile il fare fortuna". Trovai anche la copia della tua risposta a Savini e rimasi di stucco leggendo che avevi già ottenuto dal Ministero l'autorizzazione all'espatrio ed avevi già prenotato il posto sulle navi Philippa e sul Morosini. Continuai la lettura d'un fiato e capii che i tuoi timori erano derivati dalla situazione in Italia: incertezza, paura dell'oriente, sparizione del risparmio, ribasso continuo in Borsa, pesantezza dell'industria per l'alto costo dei salari, con i negozi ed i depositi pienissimi di merci che non si smaltiscono e che neppure si

COMITATO PROVINCIALE FEDERAZIONE ITALIANA TAEKWONDO

Gruppo Davide Berti: Alessandro De La Rua, Ginevra Graf e il maestro Yoon direttore tecnico nazionale italiana. Con Carlo Molfetta, l’azzurro qualificato per Londra 2012.

Cristopher Mondaini nei senior cinture rosse 68 kg.

30 giugno Riccione Il comitato regionale della federazione italiana taekwondo

ha organizzato a Riccione gli esami regionali per il passaggio dalla cintura nera 1° dan al terzo

dan. Tra i 16 gli esaminati provenienti da tutta la regione hanno conseguito il grado di primo dan i riminesi Emiliano Casalboni, Chiara Martelli e il cattolichino Alessandro De La Rua; mentre 2° dan per la minasene Ginevra Graf . Per info sui corsi www.tkdteam.com Davide Berti 5° dan maestro federale e presidente comitato Emilia Romagna federazione italiana taekwondo cell. 329/2286086 istruttore federale e delegato provinciale al Coni; Luigi Livi 4° dan cell 328/ 9540393 e Luciano Martelli all.fed. 3° dan federale cell. 3282848825; Mauro Merli all. fed. 2° dan 3358088916; Charles Cromwell 2° dan all. fed. e nazionale ghanese; Michele Bertuccioli all. fed. Graf Ginevra campio-

ficato penale, Certificato di non mendicità (accattonaggio), Certificato medico-oculistico (sana costituzione e non affetto da tracoma o altre infermità contagiose), Certificato di parentela con il richiamante, 4 fotografie 5x5, Certificato di vaccinazione antivaiolosa. Non ti dissi niente di quella lettura, temendo che mi avresti sgridato, ma non mi sentivo in colpa per questa mia intrusione nella tua vita, perché io ti ero venuto a cercare e ti avevo ritrovato, e tu, e le tue cose, erano anche roba mia. Quando poi ritornai a casa, dopo i pochi giorni della mia permanenza a Roma, ne parlammo a lungo in famiglia con la mamma, gli zii e la nonna. Cosa voleva dire il tuo amico Guido con "il farsi una

nessa italiana e bronzo agli europei con la nazionale italiana. SEDI CATTOLICA. Segreteria sabato dalle 14:30 alle 18, via Del Porto 17 (zona Comune), adulti lun mer h 20, bambini mar gio dalle h 16:15 alle 17:05 e dalle h 17 alle 18 sab dalle15 alle 18; Cattolica 2 via Comandini (scuola Repubblica) mer ven dalle 17:15 alle 18:15 e dalle 18:15 alle 19:30. RICCIONE - Nuova sede sopra palestra Beverly Hills, via Cella Raibano, 43, zona industriale, mart giov e sabato corsi per: bambini/e dai 4 anni, adulti, amatori, ragazzi/e, taekwondo music (attività aerobica a tempo di musica con tecniche di taekwondo) dalle 12,50, lezioni individuali, circuito funzionale di preparazione fisica. RIMINI - Via Oberdan (zona stazione) mar ven h 17. PRESENTANDOTI CON UNA COPIA AVRAI DIRITTO AD UNO SCONTO DEL 20% SUL CORSO DI TAEKWONDO MUSIC.


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RICCIONE

Luglio 2012

Il ciclo “Parole tra noi” dal parco di villa Mussolini si sposta nel piazzale Palazzo del Turismo. Idea di Block 60 (Del Bianco-Pulici)

22 BIANCHERIA - TENDAGGI ARREDAMENTO ALBERGHIERO Morciano - Piazza Boccioni - tel. 0541.988279 fax 0541.857511 www.mofa.it - tessutimofa@libero.it

Nel salotto serate con grandi libri - Da Claudio Bisio a Folco Quilici, da Alessandro Cattelan a Flavio Insinna, da Marco Missiroli a Ivan Zazzaroni & Eraldo Pecci, questi e altri i personaggi che accompagneranno la lunga estate riccionese. Tra talk, aperitivo e reading. Ovvero il ciclo di incontri letterari “Parole tra noi: l'estate nel salotto di Riccione”. Organizza il Block 60, ovvero Ilio Pulici e Oscar Del Bianco, col patrocinio del Comune. Questa volta gli incontri non si tengono nel giardino di Villa (meglio cascina) Mussolini, ma in piazzale Ceccarini, di fronte al Palazzo del Turismo, con inizio alle 21,15. In occasione del compleanno della città (il novantesimo) presenta un programma straordinario, ricco di contenuti stimolanti e di prestigio, con la partecipazione di importanti ospiti del mondo della letteratura, dello spettacolo, dello sport e del giornalismo:

IL PERSONAGGIO

da Claudio Bisio (12 luglio) a Folco Quilici (28 luglio) da Alessandro Cattelan (15 luglio) a Flavio Insinna (27 luglio), da Marco Missiroli (16 agosto) a Ivan Zazzaroni & Eraldo Pecci (31 luglio). Ha inaugurato “Parole Tra Noi” Linus & Nicola Savino (26 giugno). Impegno Tra gli eventi speciali due appuntamenti dedicati alla difficile guerra condotta contro la mafia. Partecipano il giornalista Saverio Lodato (24 luglio) e il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso (6 agosto). Affrontano questioni delicate come i legami tra mafia e politica, gli scontri all’interno della magistratura, le carenze legislative e di mezzi. L’appuntamento del 24 luglio, proposto in collaborazione con Premio Ilaria Alpi e

Riccione Teatro, è impreziosito dal recital dell’attrice Lucia Sardo che mette in scena La madre dei ragazzi - La vita e la lotta di Felicia Impastato. Catena Fiorello Una vetrina speciale di Parole Tra Noi sarà riservata a Catena Fiorello (24-25-26-27 agosto). In qualità di vera e propria madrina dell’estate d’autore di Riccione 90, intervisterà alcuni protagonisti dell’attualità e del panorama culturale: da Andrea Molesini a Ben Pastor, da Paola Maugeri & Silvia Salemi a Nerio Alessandri. Gli incontri sono conversazioni informali in un’atmosfera piacevole, tra il talk show, l’intervista e l'amicizia. Parole tra noi, infatti, è da anni una rassegna di grande importanza per gli appuntamenti unici ideati e occasione per parlare di attualità con scrittori, giornalisti, cantanti, dj, rappresentanti delle istituzioni.

Ilio Pulici (a sinistra) e Oscar Del Bianco


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Luglio 2012

RICCIONE

Nel libro “Umano”, esperienze, ricordi e pensieri affidandoli al lettore che li dovrà cogliere ... citazioni dalla Bibbia ai cantautori

LA CULTURA

- Umano, l’ultimo lavoro di D’Alessio, è una raccolta di fotogrammi di scene interiori: più che un libro, un block notes, un diario. D’Alessio trascrive esperienze, ricordi e pensieri affidandoli al lettore che li dovrà cogliere tra le righe dei testi scaturiti dalla penna, corollario della sua mano. Un gioco di parole tra umano e mano, introdotto da citazioni che partendo dalla Bibbia includono quelle di autori e cantautori contemporanei, citazioni sparse sulle pagine come fotogrammi a ricostruire il significato altro della mano, strumento indispensabile all’uomo per esprimersi, lavorare, giocare, accarezzare. ????? ???, tutto scorre, ma non in modo lineare nella penna di D’Alessio, a cominciare dal tempo che l’umano deve re-imparare a scialacquare. «Scialacquare il tempo / C’è aria di tecnici in giro»: Pasquale afferma che questo verso, che troviamo nella prima sezione del testo, L’asola, è un inno all’ozio, un’esortazione a ritagliarsi un po’ di tempo per coltivare uno spazio creativo anche in questa stagione in cui ci si

- È partito anche quest’anno il piano locale, coordinato dell’Azienda Usl in stretto raccordo con i Distretti di Rimini e Riccione e con la Provincia di Rimini, mirato a sostenere le persone in particolari condizioni di fragilità per affrontare la stagione estiva ed eventuali ondate di calore. Come gli anni scorsi il piano contempla una stretta collaborazione tra l’Azienda stessa, i Comuni, la Protezione Civile, le associazioni di Volontariato e il Terzo Settore. Per sviluppare concretamente le azioni del piano, previsto dalle linee guida emanate dalla Regione Emilia Romagna, è infatti attivo dal 2009 un gruppo operativo (Nucleo Anziani Fragili) che agisce in stretta collaborazione con i presidi ospedalieri, i medici di Medicina Generale e la rete dei Servizi sociali attivando interventi di natura socio-sanitaria, mirati soprattutto alla

Pasquale D'Alessio, ovvero alla ricerca dell'autore Pasquale D'Alessio. Ha pubblicato il suo primo libro di poesia "Settembre" nel 2009 per Raffaelli Editore e nel 2010 è uscito, sempre per Raffaelli, la raccolta "Giocatori di Bocce"

Totò illustrato dall’artista Roberto De Grandis, per costruire marionette che per essere ben fatte occorre far in modo che «l’acqua e la colla si conoscano meglio» di Patrizia Mascarucci

trova obbligati a relegare la creatività in cantina per fare i conti con i tecnici. Il lettore dovrebbe scoprire in Il mio Barocco, titolo della seconda sezione della sua raccolta di scritti, che la mano ed il corpo sono indispensabili per vivere la vita interiore; che è attraverso i cinque sensi che l’uomo diventa umano, percorre i sentieri della vita, mai lineari ma curvi o arricciati, a volte ridondanti o fuorvianti. Così come lo stile barocco con linee curve crea ombre e

luci abbaglianti, così il corpo si esprime arrotolandosi, espandendosi, lanciandosi ora in danze ora in gesti drammatici. Umano e divino vengono a specchiarsi nei gesti che invocano il dialogo tra cielo e terra; è il gesto che accomuna preghiera e magia; sono le braccia ed il corpo che danzano per trasportare l’umano attorno al fuoco dove si svolgono riti catartici e danze per la guarigione. «Flauti doppi. Legno contro legno. S’infilava la voce. Canto.», il fotogramma

di scena è completo: la terra è pronta per la rigenerazione, partorirà «germogli o fiori e frutti» tra suoni e canti. In questa sezione troviamo squarci di istanti di vita inframmezzati a filastrocche o canzoni che rinviano alla napoletanità dell’autore, quella dimensione partenopea che occorrerebbe almeno una volta nella vita sfiorare e che lui omaggia ulteriormente nell’ultima sezione dello scritto dedicando a Totò un manualetto, illustrato

dall’artista Roberto De Grandis, per costruire marionette che per essere ben fatte occorre far in modo che «l’acqua e la colla si conoscano meglio». Dunque le esperienze di vita come mimo, regista, poeta, autore... e persona, confluiscono negli scritti di D’alessio e ne delineano la personalità che il lettore ha il compito di scoprire e per farlo deve tenere conto di un aspetto non marginale. Esiste una nobiltà napoletana apparentemente affettata ed a questa D’Alessio sembra ricondursi (vedi la dedica a Totò). In realtà non troverete un napoletano al mondo che non sia generoso, che non coltivi sentimenti “umani”, che non abbia modi o sguardi dolci. I napoletani passano dal riso al pianto, dalla compostezza alla sceneggiata e quando parlano lo

Tutto contro “Caronte” Partito piano Ausl in collaborazione con le associazioni di volontariato individuazione e alla prevenzione di situazioni a rischio. Tale gruppo operativo, oltre che nelle scorse estati, si è attivato anche pochi mesi fa, in occasione dell’emergenza neve, prestando sostegno a tanti anziani in condizioni difficili. Il “Nucleo Anziani Fragili” (operativo tutto l’anno) sta già attuando il piano specifico relativo alle ondate di caldo in stretta collaborazione con l’attività del telesoccorso e della teleassistenza, per tutta l’estate 2012 fino al 15 settembre. Il nucleo è composto da operatori di provata esperienza nel set-

tore sociale e sociosanitario e da volontari appositamente formati. I componenti del nucleo provvedono a contattare al telefono le persone che rientrano nella mappa della popolazione a rischio, per verificarne lo stato di benessere e gli eventuali bisogni. L’intervista telefonica è strutturata in modo tale da controllare il livello di autonomia dell’utente nell’organizzarsi contro il caldo, il suo eventuale stato di disagio

psicofisico, la sua tendenza a bere a sufficienza, la disponibilità della sua rete famigliare o sociale di supporto, o l’eventuale presenza di reti di vicinato. Il Nucleo, inoltre, effettuerà il monitoraggio in tempo reale della situazione climatica e dei suoi effetti in stretto contatto con il dipartimento di Igiene Pubblica dell’Ausl e in collaborazione con l’Arpa. Nel 2011, per quanto ri-

guarda l’emergenza caldo, il “Nucleo Anziani Fragili” ha monitorato, attraverso le telefonate strutturate, circa tremila persone e ha attivato un centinaio di progetti individualizzati. Sono state invece circa 600 le telefonate “in entrata” per fornire informazioni utili. Anche quest’anno è attiva una linea telefonica dedicata che unitamente ad un indirizzo di posta elettronica (emergenzacaldo@auslrn.net) servirà a fornire informazioni utili e per ricevere eventuali richieste d’aiuto. Il numero, già operante, è lo 0541 707305.

volontarimini@volontarimini.it

fanno modulando una canzone ed esprimendosi con le mani; spesso indulgono in una fanciullesca menzogna ma sempre in cerca di conferme ed apprezzamenti di cui non si stancano mai come bambini che chiedono incessanti carezze: sia che provengano dai bassifondi come dalla corona dei Colonna di Stigliano. D’Alessio, scialacquando il suo tempo, sparge emozioni, pensieri, ricordi, su donne e uomini, adulti e bambini, ci fa oggetto di attenzioni, in cambio chiede una timida ricompensa: chiede garbatamente di volergli bene e di seguirlo in questo percorso della scrittura, espressione della sua umanità. In cambio lui ci tiene tutti accanto: “A volte mi giungono voci, così distinte, ma così distinte: si direbbe che alcuni di voi specialmente siano rimasti imprigionati nella memoria, che esista in testa un apparecchio televisivo. Sento improvvisamente voci, passi, sguardi: è come se foste a un metro di distanza”, scrive Anna Maria Ortese, citata da Pasquale. Pasquale D’Alessio, Umano, Raffaelli Ed., Rimini, 2012. Presentazione: 4 agosto, ore 21:15, Riccione, Block 60 per Parole tra noi.

Mondaino, il 21 luglio, dalle 19, festa della solidarietà in piazza

Cuore e fantasia - Cuore e fantasia per il volontariato. Questo lo slogan della festa che ormai da diversi anni anima le strade di Mondaino in estate. L’appuntamento è sabato 21 luglio in piazza Maggiore con musica, giochi, spettacoli e testimonianze. Si tratta di un messaggio, soprattutto per i giovani, di impegno nelle attività e valori del volontariato. Promotore dell’iniziativa è l’associazione Gli Amici di Mondaino, legata alla Caritas interparrocchiale di Mondaino, Saludecio e Montegridolfo, in collaborazione con il comune e la Pro Loco di Mondaino, le contrade e la parrocchia mondainesi.


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90 anni Comune di Riccione

RICCIONE

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Dall'arrivo del tram ai primi ristoranti, ai primi ospizi Malumori, lotte, indipendenza

Quando Riccione era frazione di Rimini: ante 1922. Tappe forti

ALLEGRO MA NON TROPPO

Albergatore: “Siamo pieni, non avete neppure il tempo di mangiare”

LA STORIA - Quest'anno si celebrano i 90 anni del Comune di Riccione. Ecco le tappe fondamentali prima dell'indipendenza da Rimini. Tratte dal libro “Viale Ceccarini. Riccione. Dai prino del Novecento agli anni Quaranta” di Gilberto Monaco

Riccione, lungomare

Ottocento, bambini al mare contro la scrofolosi

1865 Il treno omnibus ferma regolarmente a Riccione, prima al passaggio a livello realizzato lungo viale Viola, poi alla stazione costruita nel 1891. 1867 Don Carlo Tonini organizza i primi soggiorni estivi in città per gruppi di bambini affetti da scrofolosi. Il buon parroco li riunisce tutti i giorni all’imbocco di viale Viola e li accompagna al mare. 1874 Il viale principale viene trascurato, le sue condizioni sono pietose. I giornali dell’epoca cominciano a dare ampio spa-

zio alle proteste dei turisti e dei residenti. Ma le proteste si ripeteranno ancora per decenni. 1877 Il conte Giacinto Martinelli ed Emilio Amati aprono il primo ospizio per offrire maggiori comfort ai bambini inviati a Riccione per curarsi all’aria di mare. 1880 Il conte Martinelli acquista un appezzamento di terreno compreso tra viale Viola e via Cesare Battisti, poi elabora un piano regolatore che trasforma la zona in “area residenziale”. E’ la prima lottizzazione della città; presto ne seguiranno mol-

te altre. 1884 Lungo viale Viola vengono costruiti i primi villini 1885 Apre il Ristorante Bologna, uno dei primi della zona marina. Più o meno negli stessi anni apre anche il Ristorante Galavotti. 1893 Viene inaugurato l’Ospedale Ceccarini. Il generatore elettrico della struttura sanitaria viene utilizzato anche per

alimentare l’impianto di illuminazione pubblica a lampioni di viale Viola. 1901 Sul viale apre il primo albergo: L’Hotel Amati. 1910 Il Teatro Sghedonì offre feste e spettacoli. Viene inaugurato l’Hotel Lido. Prima richiesta di distacco di Riccione da Rimini. 1912 Il viale viene ufficialmente dedicato alla memoria di Ma-

ria Ceccarini. 1922 Il malumore e l’esasperazione dei riccionesi verso Rimini sfocia in un’insurrezione popolare. Pochi mesi dopo un Regio decreto riconosce a Riccione l’autonomia municipale. La sede provvisoria del neonato Comune è fissata in un albergo che si affaccia sul viale principale. La Perla Verde non è più una frazione di Rimini dimenticata dal palazzo.

- Albergo pieno come un uovo: 160 posti. Cosa di cui essere fieri. Dice il titolare ai dipendenti: “Siamo pieni, non c'è il tempo per mangiare”. Sempre a Riccione, in un collega, a fine servizio si rivolge così ai dipendenti: “Che cosa volete da mangiare, oggi?”. Sempre a Riccione, ma poco distante, lo scorso anno, un albergatore per ringraziare i collaboratori per la bella stagione ha aumentò la paga stabilita di qualche centinaio di euro.


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Luglio 2012

90 anni Comune di Riccione

Relatori: Morosini (giudice a Palermo), Giovagnoli (capo della procura di Rimini), Stefano Vitali (presidente della Provincia)

LA CULTURA

Andrea Speziali ed una delle sue opere

Pittura, dodici alberghi ospitano mostra di Speziali - Gli hotel di Riccione espongono dal 28 giugno al 28 settembre una quarantina di opere di Andrea Speziali. Classe 1988, storico dell'arte specializzato nello stile liberty, artista alla 54^ Biennale di Venezia, padiglione Italia a cura di Vittorio Sgarbi, porta in mostra dipinti, foto e sculture, compresa l’opera “Totem Riccione”, eseguita nel 2011 con diversi tipi di gesso, visibile all’interno del catalogo della Biennale di Venezia. Andrea Speziali abita a Riccione, a pochi passi dalla villa Antolini, oggetto principale dei suoi studi. Coltiva l’interesse per l’arte e si dedica alla pittura, scultura, fotografia e grafica. Sta per specializzarsi presso l’Accademia di Belle Arti di Urbino. Si è cimentato in varie esperienze artistiche: nel 2011 ha ideato il progetto “Romagna Liberty”, del quale ha curato la mostra, il catalogo e la monografia; ha partecipato alla Affordable Art Fair di Amsterdam (27 - 31 ottobre 2010), alla collettiva della galleria Wikiarte di Bologna (5 - 31 marzo 2011), alla 14°Fiera Internazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Pechino (18 22 agosto 2011) nel complesso del World Trade Center e alla

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54°Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia - Padiglione“Italia”- a cura di Vittorio Sgarbi. Per i tipi di Maggioli Editore ha pubblicato, nel 2010, “Una stagione del Liberty a Riccione”, incentrata sulla figura e l’opera di Mario Mirko Vucetich, una tra le più poliedriche figure del ‘900.. Gli hotel, e non solo, coinvolti nel suo percorso espostivo: “Novecento”, “Baltic”, “Lungomare”, “Maestrale”, “De La Ville” “Villa Martinelli”, “Grand Hotel”, “Des Bains”, ”Promenade”, “Select”, “Boemia”, “Maestri”. E ancora: spiaggia 88 e 89, “Gustavino” Palazzo del Turismo Il 30 luglio al Palazzo del Turismo, ore 21, Speziali presenta la monografia “Romagna liberty”. Intervengono: Cecilia Casadei (vicepresidente dell'Accademia belle arti Urbino), Giorgio Grasso, Riccardo Gresta e Vittorio Sgarbi. Al Palazzo del Tusrimo viene allestita una piaccola esposizione fotografica dei villini liberty in Romagna. Rimane aperta tutti i giorni dalle 9 alle 23,30. Ingresso libero.

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Quella che si sta affermando qui è una mafia che si presenta con l’abito buono, come quello che veste un esperto procacciatore d’affari. La gremita sala del Volta-Fellini durante un incontro sulla Mafia

successo poi …… e soldi, bastava un po’ fortuna e trovare i canali giusti. Per anni il tam tam mediatico si è sperticato per svuotare di significato le parole impegno e sacrificio quando, invece, esse costituiscono gli elementi che danno valore alla conquista; gli è stato tolto il piacere della riflessione, che serve a far maturare le scelte. Chi non ha beccato, chi ha deciso di non farsi incantare dall’ingannevole canto delle sirene se ne è andato all’estero (sono stimati in circa cinquantamila all’anno i “cervelli” che se ne vanno dal nostro paese, impoverendolo). La gioventù oggi ce l’ha il

Mafia in riviera, le Nuvole fanno il pieno - Prendo spunto dall’iniziativa Mafia in Riviera che l’Associazione Le Nuvole ha organizzato lo scorso 24 maggio. In platea, giovani …… tanti giovani; giovani andati per ascoltare, per capire. L’argomento era di quelli scottanti e, di questi tempi, tragicamente attuali. Per giovani che incominciano a crescere e si guardano intorno per capire in che mare stanno navigando il tema non è certo dei più facili, perché per entrarci dentro è necessaria la conoscenza. L’Associazione “Le nuvole” è nata quattro anni fa e tra gli obiettivi che si è data c’è quello di promuovere iniziative culturali e politiche di qualità finalizzate, appunto, alla diffusione della conoscenza. Facendosi strumento per tentare di invertire il concetto per cui le regole giuste sono quelle che devono rispettare gli altri, che ha portato la barca Italia a navigare in acque così tormentate, si offre al contributo dei giovani. Certo è che quando si tenta di coinvolgerli, fatto salvo le solite eccezioni, la prima reazione che si ottiene è quella di chi ha altro da fare che pensare a come contribuire a rimettere sulla giusta

Può il cittadino difendersi da un siffatto tipo di attacco mafioso? Può egli rinunciare ad un “buon” affare? PERSONE di Teresio Spadoni rotta la barca; è quella di chi pensa a salvare se stesso magari strappando il salvagente di mano a un altro; è quella di chi la dà per persa, la barca. Ma è solo una reazione iniziale e, per lo più di scarsa presa, ormai. Infatti, si stanno rendendo conto sempre più che, continuando in quel modo, la barca farà sicuramente naufragio e sono consapevoli che, quando una nave affondata in mezzo all’oceano in tempesta, a ben poco servirà il salvagente che saranno riusciti a ghermire. Ha rappresentato un aspetto molto positivo, perciò, vedere tanti giovani che hanno deciso di esserci; il lavoro di promozione che è stato svolto nelle scuole ha dato buoni frutti anche perché le risorse che già da tempo esse stanno impiegando in questa direzione è notevole, come dimo-

strano le iniziative che organizzano ed il rinnovato impegno nella didattica. Non ci aspettiamo una rivoluzione copernicana immediata; siamo consapevoli delle difficoltà che hanno a rispondere agli appelli, perché poco si fidano … e hanno ragione. Chi li ha preceduti, infatti, propagandando un comportamento ipocrita ed egoista, gli ha consegnato un sistema sclerotico nel quale ora sono costretti a correre sempre più in fretta e a muoversi con spietatezza per conquistarsi un fetta di torta per altro molto rimpicciolita dalla crisi economica. Intere generazioni sono cresciute nella convinzione che per procurarsi la frutta era sufficiente passare dal fruttivendolo e che il latte si trovava nel banco frigo del supermercato; per avere

coraggio per mettersi in gioco, ed è anche disposta a farlo, ma ciò di cui abbisogna è la libertà di conquistarsi un progetto nuovo di società. E non è a noi che chiede di farlo. Non ci vogliono come architetti, lo sanno che abbiamo fallito, che siamo riusciti a distruggere anche quello che, costato una enormità di vite e di sacrifici, abbiamo ereditato dai nostri padri; hanno da soli le energie che servono. Quello che li mette in crisi non è tanto la povertà economica nella quale sono stati precipitati, ma la precarietà dei punti di riferimento che ancora gli vengono proposti, che non gli consentono di tracciare una rotta verso il futuro. Ciò che vogliono da noi è che rispondiamo con sincerità solo alle domande che ci fanno, nulla più; non vogliono risposte interessate o sbagliate: gli occorre la nostra esperienza perché farsela da soli gli richiederebbe troppo tempo, e loro devono fare in fretta. È questo il fronte dove si giocherà il futuro del Paese. Facciamoci presenti, dunque, ma gratuitamente, senza condizionarli: liberiamoli.


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MISANO

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Grazie al passagggio a Rimini. Ferrarese, è il centrale dell'Atalanta. Esploso dopo i 28 anni ALLEGRO MA NON TROPPO

Parole da e ‘Fnil’

Thomas Manfredini con l'amico Massimo Tonini, titolare del distributore Ip di Misano

prima entravo in campo con molta pressione: subìvo ambiente e giornalisti. Poi, con fermezza e serenità. Sono anche convinto che la testa valga più della tecnica: 70 per cento contro i 30. Un esempio, è quello di Gattuso: ammirevole carattere e meno qualità tecniche. Inoltre, il calcio è uno sport che fa maturare prima i giovani; uno di 19 anni che gioca a calcio riesce a sopportare gli stress meglio del coetaneo”. E Bergamo, com'è? “Il tifoso è davvero il dodicesimo uomo in campo. La cultura della dea Atalanta si tramanda di padre in

(Il vecchio nome di Misano Mare)

...Misanese1 - In giugno, un misanese telefona in Comune. Propone di regalare un canestro semi-professionale da collocare nel Parco Gentilini. Gli rispondono che è fattibile, solo che ci vuole una dichiarazione di responsabilità di chi regala. Il canestro è stato collocato nel giardino della suocera. Un inno alla burocrazia.

...Misanese2 - Un misanese il 20 giugno inforca il proprio trinciaerba e falcia il prato nella proprietà pubblica dietro la stazione dei carabinieri. Prima, aveva segnalato l'erba ad altezza bambino alle autorità competenti.

Rombo delle 22 - Divertimento ed emozioni, questo è il turismo. A Misano Brasile nei quattro giorni del raduno Ducati per caso è nato un appuntamento da brividi. Alle 22, per tutt'e quattro le giornate, per magia, i ducatisti (circa 2000?) accendevano le loro moto e rombavano alle stelle. E lo facevano con la stessa intensità, contando a ritroso (minuti e secondi) i cinque minuti prima della mezzanotte di fine anno.

Iat e lucina - Il Comune sta sistemando l’esterno della palazzina vigili e Iat di via Marconi e Platani. Bravi, ne aveva bisogno! Per fare ancor meglio, non sarebbe male tenere illuminato l’esterno, in estate, almeno fino a mezzanotte. basterebbe inserire un timer. Non è una questione di costi. Statale, quale fine? - Da tempo non si parla più della Statale storta che devia nel Parco del Conca. Avremo delle sorprese o saremo informati dopo? Non ci sarebbe da stupirsi.

Filosofia - Quando le cose non vanno bene si tende a sdrammatizzare. Sarà colpa dell'anno bisestile? C'è chi invece la prende simpaticamente con ironia. L'altro giorno, non avendo nulla da fare in Hotel, andai al mare in spiaggia semideserta, dai miei amici bagnini, accompagnato dalla mia inseparabile compagna, La BELLE, una cagnina bianca assai nota "Me Fnil. Ciao dissi; come va ? Adesso bene, rispose l'amico bagnino. Non si può certo dire; non c'è un cane giro.

MISANO ADRIATICO Via Puccini 27/F Tel. 0541.101758 - Fax 0541.602058

Manfredini, il campione che sceglie casa a Misano LO SPORT - Thomas Manfredini sette anni fa viene a giocare a Rimini, serie B. Proviene dall'Udinese. Vuole una casa con giardino, la trova in affitto a Belvedere. Ricorda: “Fu amore a prima vista, sia per me, sia per mia madre. Ci piacque la zona, ci piacquero le persone”. A chi gli chiede chi fu il primo amico misanese, risponde pronto: “Non ci sono dubbi: Massimo. In genere, ti fermi dal benzinaio (distributore Ip sulla Nazionale) oltre che per il carburante, anche per i consigli: il ristorante, la pizzeria, l'idraulico, l'elettricista. Quegli incontri, piano piano si sono cementati fino a sfociare nell'amicizia”. Il ferrarese Manfredini, rimasto senza padre giovane, resta a Rimini un solo campionato; parte per Bologna. Racconta: “Ma non lascio la casa di Belvedere. Ci tornavamo d'estate e durante il poco tempo libero. Capisco che Misano potrebbe

Un grave infortunio quando era nazionale dell'Under 21 gli precluse la carriera. Tra gli amici misanesi: Massimo Tonini, Paolino Torsani, Marco Tiraferri essere la mia casa. Due anni fa l'acquisto a Misano Cella; da un anno sono anche residente. Fisico prestante su 1,82 metri, oggi trentaduenne, Manfredini inizia la carriera nelle giovanili della Spal. A 16 anni, arriva in prima squadra (C1 e C2). Nel '99, a 19 anni c'è il grande salto: l'Udinese di Guidolin e De Canio. Vi resta fino al 2004. A 19 anni, è convocato nella Nazionale Under 21 allenata da Marco Tardelli, ma un brutto infortunio lo penalizza. Dal Friuli viene dirottato su Firenze per sei mesi. Poi, nell'ordine: Catania, Rimini, Bologna. Ma la città del destino è

AMARCORD

Caro Centrale, sempre mi fosti caro - Misano Adriatico, 15 giugno 2012. Auguri bar Centrale. Caro luogo che eri... e non sei più. Forse tuo malgrado hai dovuto cedere alla modernità. E ancora un pezzo di storia se ne va. Qui ho passato la mia giovinezza... le prime cotte amorose telefoniche. Le partite a ruspa dopo il pranzo del mezzogiorno con Canè (Luciano Pazzaglini), Puracin (Luciano Fraternali), Osvaldo Cangiotti (Ola), Attilio Pronti (Ovo l'Intellettuale). E poi al lavoro, allo scandire delle campane della chiesa. Anche loro scomparse... come le multe di divieto di sosta di mio babbo [era il vigile di Misano, mdr]. Qui ho fatto nuove amicizie... nuovi incontri. Certo... lo so... e il segno dei tempi e del tempo... che non perdona. Ma quanti bei ricordi... e quanta nostalgia... ti porti via con te. Ciao, Bar Centrale. Giorgio Pizzagalli

Bergamo. L'Atalanta. E Del Neri, l'allenatore. Lo tratteggia così, Manfredini: “Prima di essere un grande allenatore, è una grandissima persona. Ha sempre creduto in me, anche quando qualcuno della società vacillava e qualche giornalista mi criticava. Del Neri è un mister che cura molta la difesa. Grazie a lui ho conosciuto di nuovo il grande calcio. Mi ha valorizzato”. Della sua carriera rimarca: “Sono contento. Nella vita ci vuole fortuna e io ne ho avuta tanta. A guardare indietro, posso dire che ci sono stati momenti in cui potevo ambire a qualcosa di più, come quando giocavo in Nazionale a 19 anni. Ho sempre vestito le casacche importanti. Diciamo che ci sono giocatori che maturano prima. La mia svolta è avvenuta attorno ai 28 anni;

figlio. Ogni anno organizzano la Festa del Tifoso che dura 5-6 giorni, invitando nuovi e vecchi giocatori. Raccolgono fondi per beneficenza, come per i terremotati, ad esempio”. A Manfredini non si può non chiedere quali colleghi forti ha incrociato e ammirato: “Ibrahimovic è incontenibile col suo strapotere fisico e tecnica sopraffina. Ti lasciano ammirati anche Baggio, Vieri, Ronaldo, Mancini. Ho avuto grandi compagni: Sensini, Fiore, Jorgessen, Pizarro, Floccari (che abita a Rimini e del quale sono molto amico), Jankuloski. Dato che io sono un difensore, penso che oggi il più forte al mondo sia Thiago Silva. Mentre, il mio modello è sempre stato Paolo Maldini. Va anche sottolineato che in A sono tutti fortissimi”. E il futuro? “Spero di fare ancora 3-4 anni a questi livelli. Poi, ho una sola certezza non farò mai l'allenatore. Avere a che fare con 24 teste è dura”. Quando è a Misano, Manfredini non si nega. Presenzia volentieri a incontri delle varie associazioni.


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MISANO

Impreziosisce la carta riservata ai clienti. Opera di Sanzio Moroncelli

Nel menù la storia turistica di Misano - Nel menù del Piccolo Bar di Sanzio Moroncelli, lo stesso Sanzio ci ha vergato anche la storia turistica di Misano. E' bellissima. La riportiamo.

- La leggenda nasce nei difficili anni del dopo guerra, quando Guerrino, ferroviere e Seconda, sua moglie, decisero con l'avvento dei primi turisti, di trasformare l'esagonale magazzino attrezzi detta stazione di Misano Adriatico in un chiosco, così tolsero vanghe, rastrelli, picconi per rimpiazzarti con delle bottiglie di Sangiovese e Albana. Nasce così il “Piccolo Bar”. Erano anni permissivi, qualunque cosa si improvvisasse veniva accolta bene volentieri, tutto andava a beneficio della comunità e delle proprie tasche, fu anche per questo motivo, che, attrezzandosi di un furgoncino a pedali con tre ruote, andava incontro con il suo sorriso abituale, ai “Signori” scesi dal treno, portando loro valigie e bauli a destinazione, e sì perché la media delle vacanze era minimo di un mese. “Erano i tempi che si sentiva l'odore del grano appena tagliato e del profumo dei pomodori raccolti in cassette di legno nell'aia dei Baschetti. Era questo il ritrovo dei “Burdel de Fnil” cui la nostra esuberanza e invadenza non turbava mai nonna “Pepa”, la sua proverbiale bontà e pazienza rimasero illesi a qualsiasi nostra mascalzonata. Nel caldo afoso estivo, improvvisi temporali accendevano cielo e inondavano le strade non ancora asfaltate, i tuoni si confondevano con le bonarie e rituali imprecazioni di “Canapa” quando la sua tartagliata Guzzi rifiutava a mettersi in moto per rifornire i bar delle stecche di ghiaccio per poi trasformarle in artigianali granite. Erano anche tempi di silenzi, il silenzio dei lavori artigianali, di Aldo il sarto, Angiulein il barbiere, Pennacchini il lattaio, ‘Bigin, il

I volontari del ristoro

FUTURO

vasaio, Lampo l'impagliatore di sedie, la “Gina” capostipite ai noi ristoratori, il libretto nero della buona e altruista ‘ Ada” il “segnare ”permetteva a molte famiglie di tirare avanti, Pio la cavalla di “Toni” che con la carrozza portava a spasso i turisti per le frazioni di Misano. Toni era anche un buon giocatore di morra e una delle voci della canta che, tra le risate “spaccate dei tedeschi” si improvvisava a fine serata nel baretto. L’unico alcolico, ricordo, era la “prunella” che sotto il porticato di uva americana e comode sedie di vimini, Cecco e Alfiero loro degustavano, “non sempre soli”, come se fosse un momento magico. I vitelloni”, razza in estinzione e patriarchi dei futuri “playboy”, si dissociavano da questi per “prudenza” e “pazienza”, così che se tutto andava liscio, nel giro di tre estati potevano baciare l'agognata preda, il Tonino, il Sergio e l'Armando ne erano maestri, anche se poi qualcuno ci lasciò le penne. La voce della strada anticipava la colorata insegna luminosa, al suo passaggio settimanale le donne circondavano il furgoncino ed il ri-

Con la chitarra i fratelli Moroncelli: Sanzio e Giancarlo (in primo piano)

L'assessore provinciale al Turismo Fabio Galli e il sindaco di Misano Stefano giannini al momento delle premiazioni (Foto Marzio Bondi)

chiamo di “Gargur” comperando in inverno sardoncini, sogliole, zanchetti, “nunein”, canelli e qualche volta pesca da brodetto. Lo chiamavano pesce povero perché povere erano anche le tasche. A Gargur faceva “Eco” in primavera l'arrotino con la sua buffa bicicletta, mentre in estate “Talacin” ci deliziava della sua frutta candita nella cassetta a tracolla, anticipando il ripetitivo “Cocco bello”. Queste le voci della nascente e improvvisata riviera, resa accogliente e simpatica da personaggi che ancora avevano la terra sotto le unghie ma con una gran voglia di

uscire dalla povertà e per dare una prospettiva ai ‘propri figli e guardare con dignità il prossimo futuro... ...Personaggi poi come “Vavà” il Bagnino che confondeva la siepe con le seppie o tanto per gradire solo quando aveva visto l'osso del prosciutto, “Vasco” ristoratore dall'allegra battuta deliziando con una rosa e un sorriso l'avvenente forestiera, “Gigi e Siro” dal gusto e palato fine, l'adelante “Pedro”, la carriola di frutta di “Fafà” e il marsalino della “Riciota”, fino a “Spara che lo vedo” che dettò sul picco di Gabicce Monte la mitica

frase “O me la dai, o scendi”. ‘Dalle terrazze dei chioschi al mare i juke-box dettavano legge e concorrevamo a modernizzare la moda dell'estate, mentre delle ragazze in bikini pubblicizzavano sopra spider la e l'elezione di qualche “Miss”, serata di gala a Cigno, a Tam-Tam o al mitico Saviolino. Non conoscendo la lingua delle straniere, la “puntata” era l'unica arma a disposizione e appena il ritmo faceva intendere il “lento” Lo scatto più disinvolto ma più veloce era avvantaggiato, solo il “fiasco” poteva riaprire il gioco della fila, il “mal del basso ventre” faceva in-

COMUNITA'

Buca in via Repubblica, decine di commenti - La grande buca rettangolare si trova in pieno centro, via Repubblica, zona mare. E' il lascito di una pianta morta e mai rimpiazzata (costo 5 euro). Fotografata e lanciata nell'etere dai ragazzi misanesi che gestiscono il social-network Misano Foto Disagio, ha raccolto uno stellare successo: decine di commenti (al 26 giugno, dopo una manciata di giorni dalla segnalazione): 32. E' intervenuto anche il sindaco Stefano Giannini, dicendo che a Misano ci sono una, mille, centomila buche e che una in più una in meno poco cambia. Solo che nella scala delle priorità quella è una mini-voragine che potrebbe far inciampare qualcuno in passeggiata. E' poca cosa, ma dà l'idea di trasandatezza della città turistica. Si capisce che i soldi sono sempre meno, ma...

tendere la conquista non riuscita. I pinguini dal notolo color nero, dall'occhio attento e dritti come fusi esaudivano ogni capriccio della clientela, e con il tovagliolo sopra il braccio, si improvvisavano direttori di locali, chef e maitre hotel, quando d'inverno faceva mille altri mestieri. Umili e nati dalla gavetta ce l'avevano nel sangue questo lavoro, soddisfacevano una clientela signorile e benestante non pensavano certo che un domani si potesse passeggiare alla sera con ciabatte e calzoncini corti, avevano innato il senso di fare sentire importanti anche i ceti più deboli, coinvolgendo tutti a fine notte, allo stesso tavolo per una spaghettata o una fagiolata da “Fafin” al ghetto. Macchine di grossa cilindrata attraversavano i viali lasciando dietro occhi incantati, il “Ciaroni” e il ”Murlein” guardie rispettate e rispettose richiamavano “verbalmente” e con discrezione l'infrazione dei turisti, solidali che tutti dovevano fare la loro parte, perché il motto fosse: “Arrivederci alla prossima estate”. Sarà sacrilegio dire, ma il rodaggio della “Dolce vita” di Viale Veneto, è nata proprio da noi, ‘Ivo Del Bianco” ne sa qualche cosa e il romagnolo Federico non me ne voglia. Guerrino intanto ha messo su la macchina del caffè, il bicchierino e la marsala, un barile pubblicizza la birra Dreher” nei fusti di legno a lavaggio immediato, mentre il baretto è stato spostato sul terreno della ferrovia; travetti colorati sostengono la lamiera del porticato, la Wolkswagen indica la riuscita dell'intuito e dei sacrifici fatti, siamo nel 1963, ma questa che viene è un'altra storia, è la storia del “Bar ‘Ristorante Pizzeria Stazione, che prosegue la sua attività” con mio fratello Gian Carlo e la sua famiglia.

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MISANO

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Aperta lo scorso 16 giugno al Brasile. E' la catena creata dalla cattolichina Giovanna Radicchi

Affresco, il Rinascimento in gelateria Per i 12 gusti impiegati solo ingredienti di qualità. Creata con le eccellenze del made in Italy: cultura e tecnica. Tecnologia Ifi Industrie e design della Nuova accademia di belle arti di Milano

La signora Giovanna coi figli

PERSONE

- Un signore va in gelateria e chiede l'amata granita alla menta. E' finita. Fa una smorfia dispiaciuto come fosse un adolescente. Aspettando il giorno dopo, si consola con altro. Questa menta non è di colore verde, ma chiara, al naturale. Viene preparata per infusione. Vengono tolte le foglioline dal gambo; messe a macerare per una nottata intera, il giorno dopo il preparato è pronto per essere granita, o gusto gelato. La gelateria in questione si chiama Affresco; è stata aperta a Misano Brasile lo scorso 16 giugno. E' una mini-catena cre-

ata dalla cattolichina Giovanna Radicchi nel 2010. Tutto nasce per puro caso. La signora si innamora della Tonda, la vetrina gelato fiore all'occhiello di Ifi Industrie progettata dal designer italo-giapponese Makio Hasuike. Frequenta un corso alla Carpigiani, Gelato University, azienda emiliana leader nella produzione di macchine per fare il gelato. Nell'estate del 2010, apre la prima gelateria a Gabicce nella centralissima via Veneto: racchiude le eccellenze del made in Italy, sia tecnologico, sia creativo. Al know how Ifi

(leader europeo in banchi bar e vetrine gelato), si affianca la progettazione del locale ad opera della Naba (Nuova accademia di belle arti di Milano). Ogni dettaglio viene curato con intelligenza e certosino rigore: la tavolozza dei colori diventa la tavolozza dei gusti (da qui la

Quell'allegra combriccola dal profumo di aia romagnola - Gli spicchi di piadina con i sardoncini e cipolla sono di Paolino Torsani (ristorante-pizzeria Hockey), il gratè di pomodori, il salame e il formaggio giusto, le olive. Il tutto innaffiato con vino (portato dagli amici), lo spritz (Duilio con altro vino); bibite varie. Tutte le settimane, spesso due volte, appuntamento con l'aperitivo da re per una combriccola di amici. Si ritrova in un ombreggiato angolo del distributore di benzina dell'Ip dei fratelli Tonini sulla Nazionale. L'appuntamento è dalle 19 alle 20. Nella settimana di giugno tra il 10 ed il 17, dopo la tornata dei Tonini, si passò nel

lato opposto, quello presidiato da Claudio Piccioni (l'elettrauto). L'oretta scivola spensierata, chiassosa, con battute di una ferocia garbata. Sempre sul bel piazzale (non si trova una cicca a cercarla con la lente), tra luglio e settembre, da anni, si vivono appuntamenti serali particolari. Vengono allestite tavolate animate da una ventina di amici. Sui fuoconi si cucinano cibi da mandare a memoria e raccontare alle generazioni future. Spesso si invitano anche turisti di passaggio, che restano senza pa-

role. Si portano con sè frammenti di Romagna vera. Quella Romagna che sa sbalordire per l'allegria e anche per l'innovazione. Come dice una coppia appena rientrata dalla Maremma toscana: “Noi siamo avanti anni luce; hanno molto da imparare”. In luglio e agosto, gli automobilisti serali di passaggio davanti al distributore-aia sono pregati di rallentare e gettare uno sguardo, potrebbero ricevere un invito. In questa convivialità, dopo il pranzo degno dell'aia, per finire, arriva Paolino Torsani dall'Hockey con spaghetti degni di una passeggiata in uno dei giardini più belli del mondo: la mente.

denominazione “Affresco”). Le ragazze indossano una divisa che rubata a Pinocchio. Porta-cialde e menù sono a forma di tavolozza. A forma di galleria, le pareti hanno moderni intarsi che recano brevi massime di saggezza; idee dei figli Glauco, Francesca, Fulvio,

Raffaella e Veronica, I clienti mentre aspettano alla cassa o fanno la fila fanno roteare la testa in cerca dei messaggi positivi che fanno fare bei viaggi alle strade della mente. Dettagli sì, ma la forza di Affresco è la bontà dei gusti. Pochi ma di qualità (si sa che la quantità non va a braccetto con la qualità). Sono dodici e fatti con ingredienti genuini: il pistacchio siciliano di Bronte, la nocciola di Cuneo, i limoni di Sorrento e così a seguire. C'è anche il gusto Affresco. Una delizia: latte fresco, uova fresche, panna fresca e pinoli caramellati. La gelateria di Gabicce ha grande successo. Così l'anno dopo, la signora Giovanna ne apre una seconda a Cattolica, a mezz'altezza di viale Dante. La scorsa primavera si fa tris, sempre a Cattolica, ma questa volta nella più centrale via Bovio. Lo scorso 16 giugno la tavo-

lozza dei gusti viene piantata a Misano Brasile sul lungomare. Lo scorso anno una delegazione di una ventina di giapponesi visita il laboratorio e le gelaterie Affresco. Finora in Giappone ne hanno aperto sette con la stesso livello qualitativo del prodotto, la stessa tecnologia e lo stesso design. Insomma, è il made in Italy che funziona. Oggi, la piccola catena del gelato di qualità conta una trentina di addetti; dove la ricerca della genuinità e della formazione del personale è continua. La maggior parte del suo tempo la signora Giovanna lo passa nel laboratorio. Con lei a fare ed organizzare Alice Vignoli, mastro gelatiere della Carpigiani che lo scorso anno diede alle stampe un libro sulla gelateria e sulla pasticceria. Futuro? Poiché i risultati avvalorano le scelte, forse ci saranno altri “Affresco”: nuovo Rinascimento.


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MISANO

BACCHINI ADRIANO

Il misanese lavora a Bologna nel prestigioso studio Lenzi. E' appena diventato socio

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Savoretti, si progetta con storia e natura Fausto Savoretti ed una delle sue progettazioni

PERSONE

- “Progetti” è una rivista di architettura italiana. In un inserto su Bologna ha dedicato 12 pagine alla sede della Cna di Faenza, progetto di ristrutturazione dal misanese Fausto Savoretti (figlio di Corrado) e Guido Lenzi, titolare di un prestigioso studio fondato nel '68. Il misanese è uno dei tanti che sta facendo bene fuori dalle sicurezze di casa. Sposato con Paola, architetto di Sant'Andrea in Besanigo, due figli, Fausto è ingegnere ma progetta; mentre la moglie che è architetto fa quasi l'ingegnere. Abita a Bologna, dove opera. Presso lo studio Lenzi, prima come collaboratore, ora come socio. Ha già firmato opere importanti sia di nuova progettazione, sia di restauro: il bottonificio Lenzi (tra i maggiori d'Italia), la sede della Camera di Commercio di Ravenna, la sede della Cna sempre a Ravenna, la sede della Cna regionale di Bologna, piazza e arredo urbano a Torretta (dove uno slargo diventa piazza). Ha fatto una cosa piccolissima ma di sicuro prestigio: una scala di metallo al Palaz-

Progettato il bottonificio Lenzi (Bologna), restaurato sede Cna Ravenna, Faenza, Bologna. Alle spalle tante letture di filosofia e psicologia non solo occidentali

zo dei Diamanti di Ferrara, uno degli edifici nobiliari più intriganti e belli del mondo. Oltre che nella libera professione, il quarantaduenne misanese per 7 anni è stato assistente universitario a Bologna e per uno professore di ingegneria civile. La sua avventura nasce per puro caso. Va per un colloquio nel blasonato studio Lenzi e gli dicono che per lui non c'è niente, ma se volesse fare una prova. E' lì

da 13 anni. Insomma, non si è più mosso. La sua architettura di riferimento è quella degli inizi del '900, la decò. Racconta: “E' simbolica, ma con un linguaggio compiuto. Combina un'ottima sintesi con la città e con i luoghi. Quando progetto penso allo spirito dell'edificio; penso sempre di fare qualcosa di integrato nei segni, nel rispetto dei luoghi, con un legame con le cose e con la storia.

Via Garibaldi, archeologia urbana

Nonna Sina (Teresa) con Fabrizio Piccioni, vice-sindaco di Misano, che le porta gli auguri della città

- La scritta “Alimentari” è in un bel stampatello e in rosso vivo. Poco più sotto, centrata, la dicitura “Mini market” in corsivo con la grazia della “M” che va a dare la mano alla lettera finale “T”. L'insieme è piacevole. La scritta è affiorata dopo che i proprietari avevano raschiato la vecchia vernice per far aggrappare meglio la nuova tinteggiatura sulle pareti della vecchia casa. Si trova a mezza altezza di via Garibaldi, lato Cattolica. Il negozio nacque nel '68. Dopo un anno di gestione, passò nella “svelta” mente di Giorgio Cecchini, il direttore della Conad Rio Agina. Ai tempi, re dei panini. A tracciare la scritta un abile artigiano di Misano Cella, Luigino Del Bianco, Chi lo conobbe racconta che era un valente artista, con una mano fermissima non meno che delicata. Era chiamato ovunque per apporre la sua grafica sui muri e sulle vetrine. Non utilizzava che il talento della mano libera.

Una volta si progettava con poche regole ma chiare; oggi è l'esatto opposto. E di fronte a così tante regole avviene che produciamo tanto caos urbanistico. Utilizzare le auto per spostarsi, significa la sconfitta di un territorio e di chi lo vive”. Natura e storia per creare il futuro. Fausto Savoretti progetta partendo dal sole. Dalla magia della luce. Che è vita. Ecco che cosa significa la natura e la storia in questo edifi-

cio di Faenza ristrutturato e raccontato nella rivista “Progetti”. Si legge: “...i progettisti hanno scelto di mantenere l’uso del mattone e l’allineamento rispetto a via della Costituzione. La facciata viene ruotata rispetto alla strada di impianto per garantire una migliore esposizione verso sud...”. La storia. “L’ingresso dell’edificio si caratterizza per una ceramica artistica che rievoca la città di Faenza”. Ma la sua progettazione è modernità ed innovazione nel sol-

co del risparmio energetico: “...Un secondo camino artificiale termina in un periscopio con piano orizzontale verso sud che accelera i movimenti dell’aria indotta. La dotazione di alta tecnologia dell’impiantistica automatizzata che regola tutto il complesso, si completa con l’inserimento di quattro pannelli solari per l’acqua calda. Grazie all’utilizzo della geotermia per la climatizzazione degli ambienti, ogni elemento viene pensato come miglioramento per la sostenibilità ambientale, per il basso consumo e la lunga durata”. Curiosità: Savoretti è stato nella galleria del vento prima per studiare e poi applicare la ventilazione naturale agli edifici. Questa particolare e personale visione progettuale fatta di natura, storia e tecnologia, è figlia delle sue letture. Oltre che manuali tecnici, ha divorato caterve di saggi di psicologia e filosofia; non solo della cultura occidentale. Una delle sue passioni sono le moto; possiede due Ducati vecchie, da collezione. Sta ristrutturando la casa dei nonni a Misano Monte. Con il linguaggio dell'affetto ed il genius loci.


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Zoccoli ai piedi, brache corte, una magliettina, sono i protagonisti dell'economia nazionale

Portoverde, buon retiro dei vip CURIOSITA'

- Portoverde è il buon retiro di coloro i quali vivono nella riservatezza e nel piacere del lavoro. Una specie di monastero in riva al mare, magari con barca e appartamento sulla darsena. Grandi imprenditori, grandi personaggi che zoccolacci ai piedi, brache corte e una magliettina senza pretese, scivolano sotto i portici e consumano un caffè in uno dei bar affaccio darsena. E' da anni a Portoverde uno dei massimi magliari italiani, il re del cemento e molto di più, il principe bolognese delle serrature. E che dire di chi produce piastrelle? La maggioranza arriva dall'Emilia e dall'Umbria, non mancano tuttavia i marchigiani. Hanno scelto Portoverde con lo stesso spirito dei Romani: crocevia naturale e facile da raggiungere. Non si trova che a due chilometri dal casello; per chi vi arriva il venerdì sera dopo una

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LO SPORT

Un po' di fresco. Portoverde lo scorso febbraio (Foto Roberto Bronzetti)

Queltrattodimarecononde paradiso dei surfisti settimana di lavoro, basta un'ora tranquilla di automobile. E poi, il silenzio chiostrale in riva al mare. Tanti industriali a Portoverde. Serena Galvani appartiene alla famiglia che ha fatto la storia scientifica non solo italiana. E' erede dello scienziato famoso per le zampette elettriche, nonché delle industrie ledaer mondiale nelle macchine per imballaggi. Scelse Portoverde anche il compianto campione di moto;

aveva anche tanti amici misanesi. L'altro campione delle due ruote, Loris Capirossi, si aggirava con la sua barca. E' tutta gente che non si è mai lasciata distrarre dai lustrini esagerati e tristi della Sardegna, per esempio. Il mare è piacere puro e non la vetrina nella quale farsi vedere. Racconta un portoverdino: "Chi sceglie questo luogo lo fa soltanto per il piacere di rilassarsi, andare in mare e vivere il

Camelot, il ristorante premiato da Tripadvsior - Il rstorante “Camelot” ha ricevuto il certificato di eccellenza Tripadvisor 2012. A indicarlo le recensioni dei viaggiatori sul sito di viaggi più grande e temuto del mondo. Ci sono anche operatori che lo avversano; perché le critiche di chi è stato turlupinato sono feroci. L’encomio viene dato solo alle strutture che con costanza ricevono recensioni eccellenti. Circa il 10 percento delle strutture ricettive presenti su TripAdvisor ha l’onore di questo prestigioso premio. Per ricevere un Certificato di Eccellenza le strutture sono tenute a mantenere un punteggio complessivo pari o superiore a 4 su 5. Un ulteriore criterio di valutazione è la quantità di recensioni ricevute negli ultimi 12 mesi. “Il ristorante Camelot gustoepalato - racconta lo chfe-propriertario Michele Dellai - è onorato di ricevere

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un Certificato simile. Il nostro obiettivo è quello di offrire ai clienti un’esperienza indimenticabile e questo riconoscimento prova che il nostro impegno costante”. “TripAdvisor è lieta di premiare l’eccellenza di strutture particolarmente lodevoli secondo le recensioni dei viaggiatori che compongono la nostra community”, sostiene Christine Petersen, presidente di TripAdvisor for Business. “Il Certificato di Eccellenza premia le strutture più apprezzate nel mondo con il riconoscimento che meritano. Dai favolosi alberghi di Pechino fino ai ristoranti più affascinanti di Boston, desideriamo encomiare queste strutture per aver offerto ai viaggiatori di TripAdvisor una straordinaria esperienza”. Camelot gustoepalato. Cucina di pesce e di carne. Pizza con lievito madre e forno a legna.

Michele Dellai, chef e proprietario

tran tran del porticciolo. Qui rumori e silenzi hanno altri colori; aiutano, diciamo, a ritrovarsi. Gli avventori vestono in tono dimesso, con delle ciabattacce ma sono ricchi di umanità e semplicità. E' frequentato da gente anche importantissima nel mondo del lavoro che ama la discrezione". Ci sono anche imprenditori della provincia di Rimini, che d'estate si spostano di pochi chilometri.

- Portoverde è il paradiso dei surfisti della provincia di Rimini. Sarà per il canale d'ingresso del porticciolo, per il promontorio di Gabicce Monte, per il porto di Cattolica, per le scogliere di Misano, ma qui si formano delle onde che permettono agli appassionati di cimentarsi con le creste. E' forse l'unico fronte di mare del Riminese che dà l'adrenalina agli amanti della natura. “Perché non lo sapevate?”, fa sapere uno degli assidui frequentatori.

Portoverde Music Festival con Andrea Mingardi per ricordare Piergiorgio Farina - Andiamo a vedere il cartellone eventi estivi di Portoverde, che quest'anno è in tono minore. Tutti i sabati di luglio, dalle 20, mercatino dei prodotti naturali. 13-14 luglio. Adria's Cup, regata velica di altura. 21 luglio. Musica ballo e cabaret. Ore 21,30, Piazzale Colombo. 26, 27 e 28 luglio. Balla bella radio festival. Gara tra

cantanti e band emergenti. Ore 21,30, piazzale Colombo Il clou estivo è il 3 agosto con il Portoverde Music Festival. E' nato per ricordare la figura del portoverdino Piergiorgio Farina, scomparso prima del tempo alcuni anni fa. Esibizione di cantanti e band emergenti. Ospite: Andrea Mingardi. Ore 21,30, piazzale Colombo 4 e 5 agosto. Dog Party. Ore 21,30, piazzale Colombo.


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CATTOLICA

Aperitivo letterario: Annalisa Teodorani scrittrice dialettale

Poesia, la forza del dialetto CULTURA

di Patrizia Mascarucci

- Annalisa Teodorani ha presentato il suo ultimo - libro Sòta la guàza - a Cattolica il 31 marzo in occasione degli incontri organizzati per Aperitivo letterario. Santarcangiolese di adozione seppur natìa di Rimini, inizia a scrivere a diciassette anni ed un giorno incontra Giuliana Rocchi: «Quelle poche righe scritte in quella strana grafia […] esercitavano su di me un fascino antico. La presa di coscienza di una grafia dialettale mi rese consapevole di quanto io fossi immersa in quella realtà umile e proletaria che sola si esprimeva attraverso il dialetto [...]»1. Per Annalisa è spontaneo pensare la poesia in dialetto, i versi della Rocchi la emozionano e la spingono ad avvicinarsi agli altri poeti santarcangiolesi Pedretti, Guerra, Baldini e Fucci, per il quale nutre affetto e molta gratitudine: prodigo di consigli ed incoraggiamenti, le prestò attenzione in un periodo in cui Annalisa era sconosciuta e soprattutto giovane... Annalisa trova la sua ispirazione tra le contrade di Santarcangelo di Romagna, nelle notti quando il sonno fatica a venire; il dialetto le dà il pretesto per esprimere i temi che attraversa-

Santarcangiolese di adozione seppur natìa di Rimini, inizia a scrivere a 17 anni. Per lei è spontaneo pensare la poesia in dialetto, i versi della Rocchi la emozionano e la spingono ad avvicinarsi agli altri poeti santarcangiolesi Pedretti, Guerra, Baldini e Fucci, per il quale nutre affetto e molta gratitudine: prodigo di consigli ed incoraggiamenti

no la sua poesia così come quella universale, diventa il suo mezzo espressivo col quale veicolare i sentimenti e le emozioni: esso equivale a qualsiasi altra lingua e, rispetto all’italiano, ha un potenziale espressivo maggiore. È un’affermazione questa che ricorre in tutti i poeti che si esprimono in dialetto: anche Raffaello Baldini portò l’attenzione sul fatto che alcuni pensieri o situazioni funzionano meglio in dialetto che in lingua. La malinconia definisce la Teodorani come donna e come poetessa, è il vestito di una sensibilità che non trova pace nel quotidiano ma senza il soprabi-

La copertina del suo libro Annalisa Teodorani

to distruttivo della disperazione, anzi la malinconia la aiuta ad adagiarsi con un certo disincanto nella osservazione della realtà. Una realtà in versi, compressa, o per meglio dire - usando un termine stridente perché mutuato dall’informatica - zippata. Sarebbe interessante mettere a confronto la malinconia della Teodorani con lo spleen, la tristezza meditativa, ma senza toccare i caratteri decadenti o la distruttiva incapacità a relazionarsi con il mondo reale dei poètes maudits, maledetti appunto a restare ai margini e separati dalla società. La lingua con cui si esprime Annalisa appartiene al suo tempo, alla società in cui vive e alle sue contraddizioni, accogliendone i cambiamenti: «È normale che la lingua si modifichi col passare del tempo», dice. Vi è dunque un’evoluzione linguistica ma anche stilistica nella poesia della Teodorani, essa col

passare degli anni è diventata vieppiù scarna ed in Sòta la guàza, la sua ultima pubblicazione, i versi diventano epigrafici: «sono cambiata molto, i versi sono sempre più scarni, c’è meno lirismo, meno voglia di raccontare con tante parole». A tal proposito è utile richiamare il concetto di “togliere per far vedere qualcos’altro”, attagliato al poeta marchigiano Franco Scataglini: «Tempo fa Pino Paioni mi chiese quale fosse il sentimento che avevo della lingua. Cincischiai poche frasi risicate. Oggi gli direi sobriamente: il sentimento della privazione. E questo sentimento solo il dialetto può esprimerlo»2. La comunanza del modo di rapportarsi al dialetto tra una poetessa romagnola ed un poeta marchigiano conferma l’universalità della capacità espressiva del dialetto che coesiste affian-

cato all’italiano come un valore aggiunto, senza competizioni o riduzioni: due lingue diverse per coronare emozioni e pensieri, verità e dubbi, rabbie e disillusioni. Così nel mondo attuale che ha fatto della ricerca della “soddisfazione” l’unica ragione d’essere, sempre più vuoto di valori, non ci si può che ritrovare come “una vongola vuota”: «ta m dé la sudisfaziòun / d’una puràzza svòita»... ma il verso è talmente denso che si presta a molteplici rinvii emozionali e di significati che rendono impossibile circoscriverlo ad un’unica interpretazione. Le parole dialettali descrivono le emozioni con la densità ed il peso della materia. La poetessa culla la sua malinconia e la sua non è una tristezza sterile ma empatica, compartecipe della sua gente che «a gli à la scòrza di arcipréss / e quant a l piénz / résna e mél (hanno la scorza dei cipressi / e

quando piangono / resina e miele)». La sua disincantata conoscenza della vita le fa cogliere le sottili sfumature della delusione: «Quant la vòita la n t làsa i ségn / la t làsa agli òmbri (Quando la vita non ti lascia i segni / ti lascia le ombre)». Possiede appieno la capacità di ogni poeta di avvistare la verità nelle piccole cose: «Dal vólti par fè Nadèl / e’ bàsta l’udòur d’un mandaròin. (A volte per fare Natale / basta l’odore di un mandarino)». Annalisa trova le sue consolazioni in chi non può mentire: «A péunt i mi ócc / ti ócc d’un petròs (Punto i miei occhi / negli occhi di un pettirosso)». Si specchia nella bellezza del candore: «un burdlìn / ch’e’ tén dacòunt una lumaghìna / ch’la stéva tra al fòi di radécc (un bambino / che tiene a conto una lumachina / che stava tra le foglie dei radicchi)». Infine, trova forza e legittimazione nell’essenza della storia: «I tu vécc / i è ancòura sòta cl’arvùra [...] E te t’è la grèzia d’un zarmòi / sòta la guàza» (I tuoi vecchi / sono ancora sotto quella quercia/ [...] E tu hai la grazia di un germoglio / sotto la rugiada)». 1 Sòta la guàza, Il Ponte Vecchio, Cesena, 2010, pag. 8. 2 Franco Scataglini e Marco Ceriani, Gli incontri di Poesia, in «Poesia», Anno II, n. 2, febbraio 1989, p. 15.


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Carla e Franca ARTICOLI DA REGALO Cattolica - Piazza Mercato 11 Tel. 0541 - 967792 STRETTAMENTE PERSONALE

Populismo e sobrietà - E' semplice populismo usare la propria automobile al posto di quella del Comune? E' semplicissimo populismo affrontare la spesa dei propri panini e non utilizzare la carta di credito riservata agli amministratori? E' leggerissimo populismo utilizzare il proprio cellulare? La politica ha dei costi che la comunità ha il dovere di accollarsi. Quanto sopra era lo stonato ritornello nei luoghi comuni degli amministratori. Di sinistra, a Cattolica. In via di principio si potrebbe anche concordare. Solo che queste piccolezze erano diventate centinaia, milioni di euro di spesa. Ogni anno. Che moltiplicati negli ultimi decenni (almeno un ventennio), diventano cifre insopportabili per le casse di ogni Comune. E per il pudore. E' pragmatismo che tante amministrazioni comunali si siano concesse identità di carica al massimo? Ah, ma lo prevede la legge!, ma non la morale. Che ci siano più assessori (fatiche lautamente ricompensate con le casse dei cittadini) che consiglieri.

Poi a Cattolica arrivano Piero Cecchini e Alessandro Bondi, rispettivamente sindaco e vice-sindaco e, apparentemente, non fanno nessuna rivoluzione. Portano semplicemente il loro stile di vita che è sobrietà, competenza e affidabilità. Tutt'e due hanno incontrato la politica in tarda età e soltanto per caso. Per senso civico. Al loro fianco una squadra efficace sulla stessa lunghezza d'onda. Cecchini è un imprenditore di successo, dopo anni di gavetta e tensione morale. Bondi è professore di Diritto penale ad Urbino. Non fa la libera professione. Insegna soltanto. Appendesse la propria targa da qualche parte, diventerebbe milionario. Con Cecchini, con Bondi, e grazie a questa crisi economica che i politici non sanno come affrontare, purtroppo, si è riscoperto l'undicesimo comandamento: usare il buon senso del padre di famiglia. Vent'anni di folle crescita economica ci avevano fatto dimenticare il senso delle cose, se non della vita.

CATTOLICA

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Tagliati metà cellulari e rivisto le tariffe. All'incanto le quattro Mercedes e il pulmino

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Comune, piccoli tagli per 700mila euro - Tagliati metà cellulari d'ordinanza dei dipendenti del Comune. Vendute le tre Mercedes, più una Classe A ed un pulmino. Congelati i famigerati swap, congelato il debito della Fondazione dell'ospedale, Imu (Imposta comunale sugli immobili) tenuta al minimo sulla prima abitazione, tagliato il sussidio comunale a chi viaggiava in gippone. Sforbiciare il fardello del debito comunale. Il sindaco che usa il proprio cellulare, la propria automobile e che si paga di tasca propria le consumazioni. Tutto questo è il Comune di Cattolica nell'era Piero Cecchini, l'imprenditore eletto un anno fa sindaco. La sua azienda la Umpi (tele-controllo della pubblica illuminazione da anni cresce a doppia cifra). Da buon cattolichino, Cecchini ama tagliare corto con sue frasi dialettali: “L'è mnuzaia e agl'è toti

L'INTERVISTA di Giovanni Cioria patachedi”. Nella sua azienda, la Umpi, paga anche gli stagisti; con i collaboratori chiamati a lavorare con responsabilità. In un equilibrio fatto di diritti e doveri. Com'è questo bilancio cattolichino, da anni sotto il peso di un debito che paralizza? “Stiamo mettendo le pezze alle ‘patacate’ degli anni addietro. Abbiamo un debito di 34,17 milioni di euro, con l'obiettivo di portarlo a fine legislatura a 29. Ogni anno assorbono, i debiti, risorse per 3,2 milioni di euro. Diciamo che è sotto controllo. E abbiamo imboccato la strada del buon padre di famiglia. Di una gestione sana. Cattolica è uno dei 60 comuni entrato in un progetto sperimenta-

le nazionale con l'Ifel, con il quale si intende rivedere il metodo di gestione. Ad esempio, se finora le pubbliche amministrazione hanno sempre parlato di bilancio di competenza, ora noi parliamo di bilancio di cassa. Cioè se il bilancio di competenza prevede di incassare una certa cifra aleatoria, quello di cassa invece ragiona sulle certezze. E sulle certezze si effettuano le spese. Così non si creano buchi fastidiosi. Stiamo razionalizzando ogni voce. Finora, effettuando piccoli tagli, abbiamo risparmiato già 700mila euro e crescerà ancora, il risparmio. Ad esempio, abbiamo dimezzato i cellulari di servizio, tagliato i sussidi a chi viaggiava in suv. Quattro mesi fa abbiamo istituito il provveditorato agli acquisti. Cioè ogni spesa non scivola più nei rivoli degli assessorati, ma centraliz-

zata per avere più economie di scala. Vendiamo la Mercedes grossa [già vendute le due piccole, ndr], la Classe A, un pulmino. Abbiamo un bilancio ordinario di 25 milioni di euro; ai quali vanno aggiunti 3,7 milioni per gli investimenti. Grazie ai 420mila euro arrivati dagli albergatori in sostituzione dell'imposta di soggiorno, abbiamo tenuto l'aliquota Imu prima casa al minimo (0,4 per mille) e ap-


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Cattolica

Intervista col sindaco Piero Cecchini ad un anno dalla sua elezione. Usa il suo cellulare, la sua auto e si paga le consumazioni ALLEGRO MA NON TROPPO

Swap, ovvero il gioco delle tre carte - In gergo si dice Swap (ovvero una macchinosa scommessa sul proprio debito) e forse volgarmente la traduzione giusta potrebbe essere: il gioco delle tre carte. Cioè prima vinci e poi ti cavano le mutande. Uno dei fardelli del bilancio del Comune di Cattolica (in compagnia di altri 1.600 comuni italiani) sono gli Swap accesi nel 2003 e nel 2004. Allora la giunta di centro-sinistra era guidata dal sindaco Gian Franco Micucci. Per ringraziare di tanta benevolenza, la società creditrice elargì al Comune 400mila euro (in gergo up front). I famigerati Swap scadono nel 2023 e pesano per milioni di euro sulle spalle dei cattolichini; ingessando ogni investimento. La giunta Cecchini è entrata in contenzioso e aspetta il corso della giustizia.

Piero Cecchini

plicato al resto lo 0,89 per mille (la massima è all'1,06 per mille). Il gettito totale dell'Imu è di 10,4 milioni di euro (6,05 restano al Comune, 3,9 milioni vanno al governo centrale di Roma). Dallo Stato quest'anno arriveranno soltanto 1,880 milioni di euro (erano 4,3 milioni lo scorso anno). Se avessimo applicato l'aliquota massima sulle seconde case avremmo introitato 1,7 milioni in più. Nonostante questo, riusciremo ad effettuare degli investimenti che miglioreranno la città. In totale: 3,7 milioni. La fetta maggiore è per il rifacimento della scuola di via Bandiera, 1,7 milioni. Per la manutenzione del porto abbiamo messo sul piatto 530mila euro. Oltre 500mila euro se ne andranno per la manutenzione delle strade, dei parchi, degli arredi. Per le fogne ci

“Stiamo mettendo le pezze alle ‘patacate’ degli anni addietro. Abbiamo un debito di 34,17 milioni di euro. Il Vgs è una partita privata. Io non lo avrei mai fatto fare”

Congelati i famigerati swap, congelato il debito della Fondazione dell'ospedale, Imu (Imposta municipale sugli immobili) tenuta al minimo sulla prima abitazione grazie anche al contributo delle categorie per evitare l'imposta di soggiorno. Tagliato il sussidio comunale a chi viaggiava in gippone sono 200mila euro, più l'intervento di Hera. E siamo presenti anche sul sociale. Ci saranno 20 nuovi alloggi da assegnare. Non stiamo trascurando il turismo, come si può notare dal cartellone degli spettacoli. Voglio ancora una volta rimarcare che per la promo-commercializzazione sono gli operatori della città che si devono muovere. In modo consapevole, devono essere loro a credere nella propria attività. Se non ci credono loro, come possono pretendere gli impegni degli altri”. Due spine del vostro bilancio, Swap e Fondazione dell'ospedale. “Stiamo cercando soluzione eque e giuste su tutt'e due i fronti. Vogliamo chiudere col minino danno alla città”.

E le partite Bus Terminal e Vgs? “Sul Vgs la partita è tutta privata. Non hanno i soldi per portare a termine l'operazione. Hanno una convenzione col Comune; e sui lavori pubblici c'è una fidejussione. Fossi stato al governo un'operazione simile non l'avrei mai fatta fare, ma questo è un altro discorso. Altro è invece il Bus Terminal. Il nostro obiettivo è farlo funzionare prima possibile, magari includendo alle vecchie funzioni, nuove attività per sbloccare il contenzioso. Insomma, prima possibile e con intelligenza”. Lei sta lavorando per mettere insieme i Comuni della Valconca, dal mare all'entroterra... “Questa sarebbe la base di

“Abbiamo tenuto l'aliquota Imu prima casa al minimo (0,4 per mille) e applicato al resto lo 0,89 per mille (la massima è all'1,06 per mille)”

“Pubblica amministrazione. Le sue norme, le sue regole, sono spesso anacronistiche e contraddittorie. Ci sono gli iter che ti impediscono di intervenire con rapidità”

tutto. Dovremmo condividere i servizi per ridurre i costi e possibilmente aumentarli. Ci sono una serie di utenze come biblioteca, teatro, campi sportivi, servizi informatici che possono avere un valore sovracomunale. Ad esempio, i cattolichini non pesano che per il 32 per cento sulla biblioteca. Noi vorremmo partire dai nostri confinanti e poi ampliare, magari ai 20 minuti di tempo-uomo. Insomma, l'obiettivo è mettere in rete il territorio, affinché le eccellenze di uno possano servire anche agli altri. La nostra Promo Cattolica potrebbe diventare Promo territorio. Questo percorso è difficile, ovvio. Ma se mai cominci, mai arrivi”. Quali servizi condividere? “Quelli che convengono economicamente. A tutti”. Come sono i rapporti con i partiti della sua coalizione? “C'è armonia e rispetto con gli assessori. C'è un programma da concretizzare. Periodicamente ci incontriamo con le forze politiche della coalizione. Al momento, nessuna difficoltà”. Lei viene dall'impresa privata, com'è da vicino il Palazzo di pasoliniana memoria? “Le sue norme, le sue regole, sono spesso anacronistiche e contraddittorie. Ci sono gli iter che ti impediscono di intervenire con rapidità. Ti obbligano a percorsi dove le punte negative si collocano nel mezzo. Alle regole da labirinto, ci aggiungi una grossa lentezza culturale di una parte degli addetti. Resistono. Cercano di restare aggrappati a meccanismi e mentalità del passato. Bisogna lavorare molto per tagliare queste minilobby tipica della mentalità del dipendente pubblico. E tutti i giorni, dalle piccole alle grandi cose, le vivi. Ad esempio, se vai nel settore edilizio per portare a termine una pratica ci vogliono mesi. Deve passare in una molteplicità di uffici e non uno solo come vorrebbe logica e buon senso.. Dobbiamo sottoporre i certificati ad altri certificati. Poi però c'è tutta la pratica del contenzioso tra Comune e cittadini. Noi ne abbiamo ereditati circa 150. Troppi”. Si diverte? “C'è solo da tirare su le maniche. Insieme agli assessori dobbiamo trovare le soluzioni ai problemi della città. Per noi la politica non è un mestiere, ma servizio. Le aziende sono nettamente diverse: più veloci e più creative. Nelle aziende si condividono gli obiettivi; per arrivare a questo coi dipendenti pubblici ci vuole del tempo. Però ci stiamo lavorando. Dietro ogni cosa c'è l'essere umano. E' lui lo snodo: l'uomo prima ancora delle regole”.

S. Giovanni M.

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Palazzate

di Cecco

Crisi - Leggiamo: “Le lacrime dei bagnini: ‘Il sole non basta più. La crisi picchia duro, valorizziamo la nostra città’”. Dai! che ancora an è ora da dè èria mal carèt...

Scontenti - Leggiamo: “Via Fiume sommersa dai rifiuti, le proteste di turisti e ristoratori. L'isola ecologica non basta più”. Sa Hera j'è sempre tutt d'arzogna... Viabilità - Leggiamo: “‘Via le strisce blu, un bene per i turisti’. Reazione positiva della Confesercenti alla rivoluzione viaria in via Carducci”. Ciò! ad solite i rugna snò... Evasori - Leggiamo: “Soldi a San Marino, guai per 600 riminesi. C'è anche un'impresa edile di Cattolica con 2 milioni di euro. Il cerchio si stringe sugli evasori”. Finalmént u s'è arvolt la béssa mal sunador... Crema - Leggiamo: “Bella signora le fa provare una crema e sfila dal collo la collana d'oro ad un'anziana”. Bèla e vigliaca!... Rifiuti - Leggiamo: “La rivoluzione dei rifiuti: il Comune punta sul porta a porta. L'assessore Cibelli: ‘Cresce il senso civico, sono i vicini a segnalarci chi non smaltisce correttamente i rifiuti’”. Al maleduchèd l'è mèj perdle che smaril... Abusivi - Leggiamo: “Trecento venditori abusivi in spiaggia. I commercianti chiedono aiuto al sindaco”. U j'ha da mazè?... Reperti - Leggiamo: “Finalmente il Comune si accorge del valore dei reperti archeologici rinvenuti al Vgs. Bando per 18 studenti per ripulire, ricomporre e catalogare i reperti”. Quijst l'è cocc che j'ha fat la storia... L'ex - Leggiamo: “Arduini lascia il Pd ma rimane in Consiglio e si schiera subito con il Pdl. Vota la mozione del pidiellino Lorenzi”. L'ha fat un'abre longh... Eredità - Leggiamo: “Amministrazione, i nodi da sciogliere per ripartire: Bus Terminal, debiti Fondazione Regina Maris, Swap”. J'ha las propria 'na bèla eredità Micucci e Pazzaglini... Rebus - Leggiamo: “Il sindaco intervistato al TG2 e la Regina sulla Settimana enigmistica”. Per le opposizioni è sempre più un rebus trovare argomenti su cui polemizzare. Os-cia!... Fioriere - Leggiamo: “‘Ridateci le fioriere in via Fiume’. Raccolte un centinaio di firme per protesta contro il Comune”. Li era dvént 'na mucia ad ruzna, mèj mettle novie... Marchio - Leggiamo: “‘Acqua di Cattolica’ - Cattolica come Dior: ora lancia il suo profumo. All'amministrazione una royality del 5%”. Per la carta igienica avìn già i rotoloni Regina... Pappa - Leggiamo: “Mense asili, cala il prezzo della pappa. Il Comune fissa a 5 euro il costo del pranzo completo e in 4,40 quello del piatto unico”. Basta che ai dèva da magnè bén ma chi burdèll... La partita - Leggiamo: “Consiglio, in aula nonostante la partita dell'Italia”. E dop i dis ch j'è tut uguèl. Dambat!... Sport - Leggiamo: “Lo sport trascina la stagione turistica. Numerosi gli eventi di successo”. Al sport al fa bén ma la salute e mal portafoj... Veleno - Leggiamo: “Disponibile il prodotto contro la zanzara tigre. I cittadini possono ritirarlo presso l'Urp del Comune”. Da usè sno contra li zanzèr, e no per quij ch'iv sta sli pal... Solidarietà - Leggiamo: “La Regina si mobilita per le famiglie e i bimbi terremotati”. Drenta cli sacoc a garagòl u j'è ancora un cor grand...

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Amarcord

Cattolica, estate 1951 direzione trampolini. Da sinistra: Bruno Arduini, Agapo Marchini, Mario Marchini, Sergio Fabbri, Romano Leonardi, Nello Gregorini, Giuseppe Solfrini, Fronzi detto “Castagna”. (Archivio fotografico Centro Culturale Polivalente di Cattolica)

CENTRO SOCIALE GIOVANNINI - VICI

Il programma di luglio - Sabato 7 ore 20,30: serata in rosa. Ballo con la musica di Graziano Gerboni e la voce di Viviana. Esibizione dei ballerini Quei de' Fnil. Contributo 7 euro. - Sabato 14 ore 20,30:ballo con la musica e la voce di Claudio Casadei. Contributo 7 euro. - Sabato 21 ore 20: cena e ballo con la musica dei Due di Picche. Contributo 16 euro. Informazioni e prenotazioni: 347-9752583 339-4995417

di Dorigo Vanzolini

XXXIX Premio “Gran Giallo Città di Cattolica” BANDO DI CONCORSO Sezione Letteraria - miglior racconto giallo e del mistero, inedito e di ambientazione rigorosamente italiana in collaborazione con la Casa editrice Mondadori e con il Patrocinio della Regione Emilia Romagna e della Provincia di Rimini. Caratteristiche del concorso: 1. Il concorso è aperto a tutti i cittadini europei. 2. Le opere dovranno essere inedite (non è esclusa la partecipazione o segnalazione ad altri concorsi, ma le opere non devono essere state mai pubblicate, neanche on-line), in lingua italiana e avere una lunghezza massima di 20 cartelle dattiloscritte (cartella tipo: 35 righe, 55 battute per un massimo di 2000 battute). 3. Si può partecipare con un solo elaborato. 4. I racconti dovranno pervenire, pena l’esclusione, entro e non oltre il 25 luglio 2012 nel seguente modo: - via mail in formato PDF a: teatro@cattolica.net e in forma cartacea 1(una) copia del racconto corredata da: - Certificato di Partecipazione (CdP), ritagliato in originale, pubblicato nelle ultime pagine dei Gialli Mondadori - fotocopia del versamento di • 15,00 causale “XXXIX Premio Gran Giallo Città di Cattolica” con bollettino conto corrente postale n.14353478 intestato a Comune di Cattolica – Servizio Tesoreria o con bonifico: IBAN IT70K076 0113 2000 0001 4353 478 - 1 foglio con generalità, indi-

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rizzo, codice fiscale, recapito telefonico, e-mail e breve biografia al seguente indirizzo postale: XXXIX Premio “Gran Giallo Città di Cattolica” - Sezione letteraria - Ufficio Cinema – Teatro P.zza della Repubblica, 28-29 47841 Cattolica (RN). 5. Gli elaborati non saranno restituiti e l’organizzazione si riserva il diritto di utilizzarli nelle varie manifestazioni, rassegne e/o altri concorsi collegati al Premio. 6. Gli elaborati saranno selezionati da una pre-giuria di autori e collaboratori del Giallo Mondadori 7. Il racconto vincitore sarà scelto dalla giuria composta da: Cristiana Astori, Annamaria Fassio, Franco Forte, Carlo Lucarelli, Valerio Massimo Manfredi, Marinella Manicardi, Andrea G. Pinketts, Simonetta Salvetti, e verrà pubblicato nella collana Il Giallo Mondadori nel mese di dicembre. 8. Il racconto vincitore sarà presentato al pubblico in occasione della cerimonia ufficiale di premiazione che si prevede a Cattolica in Piazza del Tramonto il 25 agosto 2012 alle ore 21.00, all’autore del racconto vincitore verrà inoltre riconosciuto un rimborso spese forfettario di • 500,00 per la partecipazione al concorso. Per ulteriori informazioni: Segreteria del Premio - Ufficio Cinema-Teatro - Comune di Cattolica tel. 0541.966778 - 966634, fax 0541.830565 – www.mystfest.com teatro@cattolica.net

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LIONS CLUB CATTOLICA

Prende le consegne da Giuseppe Frignani

Mongiello presidente

Michele Mongiello

- Venerdì 22 giugno scorso, all’Hotel Carducci 76, sede del Lions Club Cattolica, passaggio delle consegne tra il presidente uscente Giuseppe Frignani e l’avvocato Michele Mongiello, nuovo presidente 2012-2013. L’avvocato Mongiello vive e svolge l’attività professionale a Rimini, dove è molto apprezzato e conosciuto. Nel suo intervento d’insediamento ha dichiarato di sentirsi onorato di presiedere il glorioso club cattolichino, che nei suoi cinquantasette anni di attività ha realizzato numerosi inter-

venti nel sociale, per i più deboli, ma anche per la cultura e lo sviluppo del territorio. Il suo programma prevede numerosi interventi nel sociale e si svilupperà su quattro grandi linee: giovani e sicurezza stradale, turismo, giustizia e cultura. Inoltre ha assicurato continuità nell’impegno solidale dei lions verso le situazioni di disagio presenti nel territorio. In fine ha rivolto un sentito ringraziamento, per gli insegnamenti e le opere, a tutti presidenti che lo hanno preceduto.


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“Nei pionieri c'era il culto per la villeggiatura, con la predisposizione all'ospitalità, non rimaneva mai aperto un cantiere edile durante l’estate” PERSONE

Quando il turismo era in culla

di Silvio Di Giovanni - Cattolica è la mia città, ci sono nato e cresciuto e qui vi è radicata l’origine degli antenati. Non vorrei vivere in altro luogo il resto della mia vita. Fino al 1896, Cattolica, era un appodiato del Comune di San Giovanni e prima ancora era solo una frazione del quel municipio. Ha un'economia prevalentemente turistica che, durante l’estate i suoi quasi 17 mila abitanti diventano più di ottantamila. Da più di un secolo ha iniziato lentamente a prendere piede l’attività turistica. Le prime piccole ville e le pensioncine dell’inizio del secolo scorso, si svilupparono tra le due grandi guerre e così pure l’uso dell’affitto dei piccoli appartamenti dei cattolichini che durante l’estate si ritiravano a vivere nelle capanne per quei 2 - 3 mesi e ricavare un introito, se pur modesto, tuttavia sufficientemente interessante in rapporto alla modestia del tenore di vita dei nostri padri e nonni in quegli anni. Serviva infatti molto egregiamente, nel magro bilancio famigliare, per le spese invernali di acquisto della legna per il camino e per la stufa (chi l’aveva), del grano per panificare e dei generi più importanti di sussistenza. Cattolica scoprì la sua vena di disponibilità verso l’accoglienza da alcuni secoli prima, quale luogo di sosta dei viaggiatori di passaggio;

che poi perfezionò alla fine dell’Ottocento con la vena turistica e che prodigò ai bagnanti fin dagli albori dell’attività balneare. Vigeva veramente da parte di tutti il culto per la villeggiatura, con la predisposizione all'ospitalità, non rimaneva mai aperto un cantiere edile durante l’estate. Tutto era preparato per il miglior soggiorno dei bagnanti, con la pulizia delle strade e della spiaggia. Materassi di lana Si rifacevano in primavera i materassi (e questa circostanza mi ricorda l’opera di mia mamma per l’arrivo degli ospiti) previo la scardassatura della lana e del crine in essi contenuti, con procedimento a mano o con lo scardasso. Era un lavoro che evidenziava la perizia e la bravura di quelle operatrici cattolichine (ed in genere della nostra riviera) con il loro grosso ago, i ciuffi di lana ed il grosso spago il cui risultato era e rappresentava un’arte che ora non c’è più. Questa vocazione locale per il turismo con la grande ed innata predisposizione per l’accoglienza era accompagnata, fino dall’Ottocento, da una serie di iniziative atte a creare la possibilità dell’accoglienza stessa con la edificazione del primo “Stabilimento dei bagni” presso la spiaggia e la costruzione dei villini da parte di intraprendenti borghesi locali e delle città emiliane che venivano a Cattolica, i quali

Lucrezio (98 - 54 a. C)

Epicuro (341 - 270 a. C.) vedevano in anticipo il possibile sviluppo balneare della spiaggia con i bagni di mare che non era solo una moda che stava prendendo piede, a cui contribuiva anche la nascente attività della rete ferroviaria, inaugurata nel 1861, quale grande novità del trasporto delle persone e delle cose. Domenico Cervesi Il dottor Domenico Cervesi, medico cattolichino quivi nato nel 1814, aveva pubblicato nel 1856 un interessante opuscolo sulle benefiche conseguenze salutari a seguito dei bagni nell’acqua di mare, così come ci riporta in un suo volume su Cattolica la nostra brava concittadina, feconda ricercatrice e docente, Lucia De Nicolò. Il volumetto, dal titolo “Sull’uso ed abuso dei bagni di mare Guida ai bagnanti” analiticamente come l’acqua di mare della nostra spiaggia: - per le sue peculiarità fisiche e chimiche - per la funzione

che esercita sulla cute -, per le benefiche conseguenze sull’igiene del corpo che, immergendosi e lavandosi, gli uomini finalmente riscoprivano dopo secoli di proibizione e sudiciume; apporti un grande beneficio curativo per la salute in generale ed in particolare per combattere le malattie del tempo legate alla malnutrizione ed alla carenza di igiene delle case e delle persone, quali: - la scrofolosi, la rachitide, le malattie della pelle in genere e tutte le malsane conseguenze del non lavarsi che era un retaggio di tutto il Medioevo e che l’illuminismo d’oltralpe faticava a far superare a quella umanità rappresentata dai nostri bisnonni e trisavoli. Cervesi, quando pubblica questo suo opuscolo, si trova in un periodo storico in cui nelle nostre terre vige ancora il pesante ed opprimente governo pontificio che lascerà al nascente Stato Unitario Italiano, una popolazione con oltre il 90% di analfabetismo, con l’eredità di una diffusa condizione sociale ed economica spaventosa, spe-

cialmente nelle popolazioni contadine all’interno della costa, al limite dell’indigenza con paesi in cui è diffusa la “pellagra” in quelle campagne ove si nutrivano esclusivamente di granoturco. Il dottor Cervesi non potrà infatti esprimersi compiutamente in quel dato momento storico. Mantegazza Lo potrà fare invece, meno di venti anni dopo, il Senatore, Professor Paolo Mantegazza, medico, fisiologo ed antropologo di larga fama, patologo ed igienista che, tra le sue notevoli pubblicazioni e divulgazioni scientifiche, pubblicherà nel 1872 per il Comune e la spiaggia di Rimini, un interessante studio che trae lo spunto, quale cultore dell’epicureismo, del novello indirizzo filosofico che veniva dato alla nuova vita che scaturiva dal piacere di vivere la villeggiatura con i bagni dell’acqua di mare che tonificava i corpi immergendovisi onde rinvenire un benessere ed una salute fisica e mentale che possono coesistere solo in un corpo sano. Ed il corpo per essere sano deve essere pulito e per essere pulito deve lavarsi ed immergersi nell’acqua e quella di mare è appunto la più idonea, pronta all’uso, a portata di mano. L’uomo doveva riscoprire l’igiene che gli antichi romani praticavano nelle loro terme e superare la maledizio-

ne del cristianesimo verso il corpo considerato quale oggetto peccaminoso e quindi mantenuto, per secoli e secoli, nel sudiciume e nella sporcizia, con le gravi conseguenze di diffondere le malattie pestilenziali e infettive attraverso i grandi assembramenti invocanti nelle chiese affollate di corpi ircini con fetori che inutilmente i profumi spruzzati nelle teste e sul collo tentavano di mascherare.


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Silvio Di Giovanni fa rivivere la città della sua infanzia: i primi turisti, come si divertivano i giovani, piazza 1° Maggio Cartolina anni '50. Collezione Franco Del Fattore

1954, giovane cattolichina quattordicenne

Sono gli anni, quello dell’ultimo quarto di quel secolo, che le località marine della nostra Romagna si industriano e si attrezzano per far decollare quella che sarà nel ‘900 la grande svolta turistica. Sorgeranno i “Kursaal”, che letteralmente sono le “sale delle cure”, ma che avranno un importanza non solo per l’aspetto curativo, poiché in esse prenderà piede la vita di società in vacanza e cioè il gioco, il ballo, il piacere della conversazione, il divertimento. I bagnanti In quegli anni era già invalso l’uso di affittare le case ai bagnanti durante i mesi estivi (principalmente in luglio e in agosto, raramente anche in giugno o parte di esso e così per settembre). Venivano con il treno da Modena, Bologna, Ferrara, Milano, Roma, ecc... i villeggianti e solitamente l’affitto era per un mese, raramente per tutta la stagione, quindi capitava perlopiù che, durante la stessa estate, cambiassero più famiglie. Queste poi, non di rado, ritornavano l’anno seguente. La famiglia cattolichina si ritirava nella capanna dietro, a volte teneva anche una stanza per sé nella casa davanti. Questa veniva tutti gli anni ben ripulita e reimbiancata internamente di fresco, specialmente la cucina il cui soffitto si anneriva per il fumo della stufa e del camino che venivano accesi d’inverno per riscaldarla con la legna da ardere. Si imbiancava in primavera con

la calce bianca, che si ricavava dallo spegnimento delle zolle di calce viva immerse nell’acqua, ottenendo l’idrato di calcio che era una densa maltina bianca, cui occorreva aggiungere l’acqua per fare una tinta da dare ai soffitti e alle pareti (a volte aggiungendo una manciata di terra colorante) che conferiva un piacevole e caratteristico odore di fresco e di igienicamente pulito che oggi purtroppo, con le tinte preconfezionate, non si sente più. Da circa un secolo fa, era già stato realizzato dalle famiglie che affittavano ai bagnanti, il moderno gabinetto con la installazione della tazza bianca smaltata in porcellana, (il cosiddetto “cesso inglese” o “water closet”, in apposito piccolo vano con le pareti interne verniciate con tinta ad olio fino ad un’alta zoccolatura), ciò in quanto in città nelle loro case i bagnanti già avevano questa comodità. Acqua corrente A Cattolica, infatti negli anni ’20, era stata portata la conduttura dell’acqua corrente potabile nelle strade con allacciamento all’interno delle case. La cassetta in ghisa appesa in alto con la catenella di azionamento dello sciacquone conferiva un buon risultato igienicosanitario, all’avanguardia per quei tempi. Sovente tra la famiglia cattolichina e i propri bagnanti si instaurava un rapporto di amicizia. Le signore e l'arzodara Non di rado mentre la “Signora” dei villeggianti andava al mare con la prole a godersi il sole sulla spiaggia, la moglie del padrone di casa, che non di rado era un marinaio, dava un’occhiata alle pentole della bagnante, nel senso che curava i fornelli, la cottura dei cibi, il sugo per la pastasciutta, ecc... Va ricordato che a quei tempi a Cattolica non c’era il gas e nemmeno ancora le bombole a G.P.L., il cui uso e sviluppo è venuto nel dopoguerra, all’inizio degli anni ’50, quindi i fornelli per la cottura dei

cibi funzionavano a carbone che veniva acquistato a peso nella bottega del carbonaio. I marinai Il marinaio, quando dall’altomare tornava in porto con la sua barca carica di pesce, smaltite le necessarie operazioni assieme agli altri marinai, suoi colleghi di lavoro, faceva ritorno a casa con un panierino di vimini appeso al braccio contenente la “musena” e sovente un codazzo di gatti, che al volo captava l’odore, lo seguiva. La “Musena” La “musena” era quella quantità di pesce che serviva sia alla sua famiglia per desinare e sia, sovente, anche da portare al mercato per la vendita, il cui compito era esclusivamente riservato alla moglie del marinaio che, strada facendo, lo vendeva anche alle famiglie non marinare. Il prezzo era mite in generale, ma il ricavato era ugualmente molto utile e serviva alla donna di casa per i piccoli acquisti, quali calze, maglie, biancheria per i propri bambini e per conferirle una, sia pur modesta, autonomia gestionale nell’ambito della spartana economia famigliare. Durante l’estate i bagnanti che alloggiavano nelle case di marinai, acquistavano anche loro una parte di questo pesce ed in tal caso il compito della moglie del marinaio era anche quello di: custodirlo, prepararlo, cuocerlo, e a volte anche spinarlo, giacché alla maggior parte dei bagnanti il pesce piaceva, ma non avevano l’arte di accudirlo. Spiaggia d'inverno La spiaggia d’inverno era il regno di noi ragazzi per i nostri giochi: le rincorse tra le dune che il vento formava e le pseudo partite di calcio sul bagnasciuga; mentre il pontile, che noi chiamavamo “la piataforma”, era il luogo ideale sia per le interminabili discussioni dei ragazzotti più grandi e sia per lo scontro finale della battaglia tra due squadre di schermitori di noi ragazzini più piccoli, le cui spade si ricavavano dai rami dei tamerici. I bagnini provvedevano, tra la fine di maggio e i primi di giugno, a rimontare i capanni in legno (oggi si chiamano le cabine), le cui quattro pareti, il ripiano sulla sabbia ed il tetto a due falde erano stati smontati a fine settembre e con carri e carretti portati a casa loro, per custodirli durante l’inverno. Fontana delle Sirene A prescindere dalle tante e belle fontane presenti nella nostra cittadina, una interessante attrattiva nel centro della nostra attività balneare, è costituita dalla “Fontana delle Sirene”. Nella piazza 1° Maggio della nostra Cattolica, al centro di una geometrica, nuova ed elaborata pavimentazione che corona un no-

tevole intervento edilizio d’arredo urbano, attuato da circa tre lustri, con ricavo di un insieme di fontane normali e di fontane danzanti, di giardini pensili e di un ampio parcheggio interrato, il tutto al centro nevralgico della densità estiva, si erge la fontana delle Sirene. E’ questa un’insolita opera dell’arte scultorea rappresentata principalmente dalle tre Sirene in piedi a braccia sollevate, con i gomiti all’altezza della testa, con le mani raccoglienti i capelli dietro la nuca e formanti tre architettoniche modanature che paiono voler sorreggere da sole quel bacile circolare, a mò di dorico capitello, coprente il complesso, quale catino tracimante, che scarica invece il suo peso su di un pilastro centrale. Il piccolo bordo laterale rialzato di contenimento delle acque nel catino che perimetralmente sgorgano gocciolando, completa questa piana coprente, del diametro di oltre due metri, entro cui si riversa il getto di una fontanella centrale che innalza verticalmente il suo zampillo. Le tre sirene sono identiche una all’altra, guardano in avanti nella piazza verso tre distinte direzioni (di cui una lungo l’asse di viale Bovio che collega la Piazza Primo Maggio alla Piazza Nettuno con angolo di 120° una dall’altra), con la schiena rivolta al centro del pilastro. I corpi completamente nudi evidenziano, sotto lo stillicidio continuo dell’acqua scendente lungo le membra, una perfetta forma di una giovinetta nel pieno fulgore della sua età fiorita, per dirla con il poeta. A far da modella allo scultore Giuseppe Casalini da Forlì, fu sua figlia Francesca allora diciottenne, nel 1928. Alla base del complesso centrale una larga vasca circolare di più ampio raggio, di poco rialzata dal piano stradale, coronata da una parete tondeggiante di calcestruzzo e graniglia levigata, quale ideale luogo per sedersi, con tre perfette tartarughe di coronamento, ciascuna di fronte alla rispettiva sirena, contiene una limpidissima acqua alimentata da un ricircolo continuo di vari zampilli, di cui i tre fuoriuscenti dalle bocche delle tartarughe, rappresentano la gioia e la curiosità dei bambini che, a cavalcioni sulle stesse, indugiano con le dita nell’ugello per modificare l’entità e la direzione del getto dell’acqua. Quante volte ci sono salito da bambino, da solo o in gara con i coetanei, nel tentativo di spruzzarci l’acqua addosso l’un l’altro, si rischiava anche di cadere dentro la vasca. E quante volte da adulto ho portato i miei figli prima e i miei

nipoti poi, per ripercorrere quelle ingenue prove che ogni volta risvegliavano, risvegliano e rinnovano quei graditi e teneri ricordi! Cattolica - Piazza 1° Maggio (anni ’50) Collezione di Franco Del Fattore Su di uno scultoreo ripiano, posto un metro sopra il pelo dell’acqua e coronato perimetralmente da nove grosse cappe riproducenti grandi molluschi lamellibranchi bivalvi, ciascuna delle tre Sirene si erge in punta di piedi e dalla stupenda forma corporea scendono dal ventre, dall’inguine e dalle natiche, fino alla base, due riporti tipo appendici pendenti e squamate che, oltre a fungere da supporto staticamente portante per la statua, vogliono richiamare la favola tardo-medievale di una vaga forma pisciforme di queste mitologiche rappresentazioni femminili. Ma chi sono e cosa vogliono, o hanno voluto rappresentare le Sirene nel mondo del mito, fin dall’antica Grecia? [* | img-agg.WMF *]Già all’origine erano creature fantastiche, ma mezze donne e mezze uccelli, con artigli, testa umana e mammelle, poi dal tardo medioevo furono rappresentate con il corpo metà donna e metà pesce nella parte inferiore, con due code terminali in basso, le cui due punte venivano rivolte verso l’alto. Secondo il mito erano le figlie di Acheloo e di Sterope, per altri invece, nate dal sangue del padre quando questo fu ferito da Eracle. Il loro canto aveva il malefico scopo di attirare e sedurre i naviganti per trarli a morte mediante naufragio. La loro sede era nel Mediterraneo occidentale, nelle isole Sirenuse antistante la costa campana, per alcuni autori, a Capo Peloro per altri, o nello Stretto di Messina per altri ancora. Muse In origine erano connesse con le Muse, protettrici del canto, della musica e della danza, secondo la tradizione alessandrina e le si attribuivano, quindi le stesse funzioni di positiva manifestazione attorno al pensiero dell’arte e della scienza, addirittura quali compagne di Persefone (la fanciulla Core ovvero Proserpina, per i latini), fino al suo rapimento, poi trasformate in mostri da Demetra infuriata per la perdita della figlia e quindi assunsero di conseguenza il ruolo di incantatrici, anziché ispiratrici, verso il genere umano. Queste erano principalmente: Partenope, Leucosia e Ligea che il mito vuole si siano suicidate gettandosi in mare in quel golfo, (da cui prenderà il nome la città partenopea), per il dispetto e per

l’onta di non essere riuscite a sedurre Ulisse che passò di fronte loro indenne. Quanti ricordi e quante scene attorno a quella vasca! Quanti scatti fotografici avranno immortalato le giovani bagnanti e le cattolichine su queste tartarughe! Tra la moltitudine dei giovani, nelle giornate di più intensa frequentazione o qualche coppia romantica nella notte inoltrata! Quanti amori saranno sbocciati su quella vasca, ove si può sedere ed abbracciarsi cullati dal ticchettio dell’acqua gocciolante, quanti ricordi si risvegliano alla visione di quelle ingiallite fotografie, quanta dolcezza nei frammenti di memoria dell’età novella ove tutto il mondo si apriva alla vita e questa parea nostra e solo nostra, senza limite alcuno, “come un giorno d’allegrezza pieno” quale il “Garzoncello scherzoso” di leopardiana memoria. ********* Ora, nei giorni soleggiati, alla mite temperatura primaverile, con la schiena al riparo dalla troppo pungente aria marina, su questa nostra Piazza Primo Maggio, bellamente riordinata da un prestigioso arredo urbano, seduti sulle comode ed anatomiche panchine di legno, protetti dalla vegetazione rampicante ed avvolgente i tralicci tenditori, nei giorni di troppa invadenza dei raggi solari, siede ad ammirare la Fontana delle Sirene, al centro dell’agorà, la mia generazione di anziani e di vecchi cattolichini. Sedersi e ricordare Anche io ogni tanto mi siedo, cullato da un dolce sottofondo musicale, con un libro in mano, sospendo di tanto in tanto la lettura, piego un lembo della pagina od inserisco un dito per rimembrare ove riprendere e, chiudendolo, lascio andare la mia mente al passato, agli anni della fanciullezza, a quelli della gioventù, al sovvenire dei giorni che mai più torneranno e, conscio delle leggi di natura immodificabili, così come ben descritte dalla sapienza greca e così come riportate nell’opera del più grande poeta-scrittore e filosofo latino Lucrezio, nel suo “De rerum natura” (quale solenne monumento alla filosofia epicurea e sopratutto quale alta celebrazione della dignità dell’uomo svincolato dalle superstizioni e dalla paura degli dei), torno col pensiero ai tanti compagni ed amici che non ci sono più e conto quelli che con me sono rimasti ad invecchiare in questa nostra Cattolica, invidiabile cittadina, ben collocata in questo piccolo golfo naturale, mirabilmente trasformata dai nostri padri ed antenati in un dolce, accogliente e ospitale paese, ideale per viverci e venire d’estate in vacanza a villeggiare.


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CATTOLICA Morciano - Via Ca' Fabbro 130 Tel. 0541.851411 Fax 0541.987453

VIABILITA'

Mancano i soldi, non si fa la linea gialla della pista ciclabile - La pista ciclabile arriva fino a Portoverde. Da lì verso Cattolica la segnaletica è stata soppressa. Una ciclista, Katia, ha chiesto informazione ai vigili. Le sarebbe stato detto che non ci sono i soldi per provvedere con le strisce gialle; dunque: addio linea riservata per i ciclisti. Dice la Katia: “Il Comune di Cattolica poteva lanciare una sottoscrizione rivolgendosi a noi ciclisti. Avremmo aderito molto volentieri. La segnaletica e la linea gialla non significano in automatico sicurezza ma di certo aiutano, soprattutto alle donne, bambini e anziani”.

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Tutti i giovedì sera dalle 23 al Bikini per la gioia degli amanti della musica “electro”

Cartolibreria Binda Cattolica

S. Giovanni M.

Soluzioni per l'Ufficio - Libri tecnici Regalistica - Penne di prestigio CATTOLICA - Via XXIV Maggio 7 Tel. 0541 - 967829 Fax 962386 e-mail: cartolibreriabinda@libero.it

Busy bitch, Cattolica tempio dei giovani GIOVANI

di Giorgia Gaia - C’era una volta la Riviera romagnola, c’erano le discoteche, c’era il divertimento, c’erano i giovani. I camping e gli alberghi erano pieni da inizio giugno a fine settembre, le vie principali dei nostri amati paeselli turistici erano talmente affollate di persone che ci si riusciva a perdere. Bei ricordi di una Romagna che fino a qualche decennio fa, oltre che la patria indiscussa della piadina, era la meta preferita di chi, giovane e meno giovane, amava il divertimento e l’avanguardia anche e non solo in ambito musicale. Purtroppo però ci è piaciuto somigliare per anni a un crostaceo che popola i nostri mari, il gambero, prendendo da lui la tipica camminata al contrario. Invece di progredire verso un migliore e più sereno sfruttamento delle risorse di quella che era definita la ‘’Ri-

viera del divertimento”, la Romagna ha preferito invertire la rotta. Sono iniziati così i divieti, le chiusure e la lotta verso tutti quelli che erano i poli di attrazione della sua realtà, per creare ciò che ora possiamo definire, un silenzioso villaggio turistico over 60, con qualche isola desolata di divertimento monopolizzato. In que-

st’arido contesto, non si sa bene nè perché nè come, ha visto la luce una realtà alternativa, grazie ad un gruppo di giovani autoctoni dall’animo europeo che si sono rimboccati le maniche e hanno cercato di portare un po’ di novità e di avanguardia in Romagna nell’ambito della vita notturna. Stiamo parlando di una crew, al secolo

conosciuta come Busy Bitch (www.facebook.com/ sorryimbusy), composta da artisti, musicisti, djs e quant’altro. Una ventata d’aria fresca nelle proposte musicali, tanto spazio a nuovi talenti nel mondo della musica contemporanea, della fotografia, della grafica e dell’arte in generale. Quello che da lungo tempo mancava in riviera, quello che tutti cercavano. Una novità, nella libertà dell’espressione e della potenza creativa. L’aria di qualche cosa di lontano, di europeo si fa da subito evidente. I dj del Busy Bitch sono stati tra i primi nella zona a suonare questo nuovo genere musicale denominato “electro”, un’evoluzione dell’house e della techno con influenze punk e new-wave. I partecipanti sono entusiasti, e di lì a poco, quello che era nato come un evento estemporaneo sulle spiagge del Bikini di Cat-

tolica nell’estate 2010, diventa la serata da non perdere, una cosa di cui si parla in giro, un momento in cui si sente finalmente di nuovo l’odore del divertimento e dell’avanguardia. Non è solo la musica a decretare il successo delle serate, ma anche la scelta delle location, da locali prima conosciuti per le loro preferenze rock come il Velvet a piccoli club o persino barche in navigazione, e l’interessante affluenza di personalità stravaganti e di artisti. Il writer Enko, ad esempio, ha dedicato una sua opera urbana all’evento e agli organizzatori. Tra i quali spiccano il duo di djs ‘’Jean e La Plastique”, usciti da poco con un nuovo progetto musicale supportato da un’etichetta tedesca, l’artista e grafico ‘’Loreprod” e il dj ‘’Bonjo”. Non hanno nessuna voglia di tornare ad annoiarsi i ragazzi del Busy Bitch e questa estate tornano sulle spiagge del Bikini di Cattolica, con tante sorprese e novità, tutti i giovedì sera dalle 23.00 a ingresso gratuito, per fare divertire giovani e meno giovani. Come ai vecchi tempi.


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CATTOLICA

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Via Verdi 22 - Tel. 0541.960772 Via Dante 79 - Tel. 0541.968163 Via Cabral 24/A - Tel. 0541.968017 STORIA MARINERIA

Luglio 2012

CATTOLICA

A sette-otto anni venivano imbarcati a bordo delle barche. Fatiche e paure

CATTOLICA

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La dura vita del murè

Dopo questa prima esperienza, il bambino murè diventava un vero apprendista marinaio affidato al capobarca di Sebastiano Mascilongo

- Al compimento di sette otto anni di età, venivano imbarcati a bordo delle barche da pesca a vela del proprio genitore o di altri per imparare i primi rudimenti del mestiere. L’esperienza di questi bambini al primo contatto col mare era molto dura, caratterizzato da pesanti fatiche, paure, ma c’era anche la soddisfazione del primo guadagno e quella di diventare un uomo forgiato dalla dura vita del mare. Dopo questa prima esperienza diventava un vero apprendista marinaio affidato all’insegnamento del capobarca ed acquisiva conoscenze ed esperienze.

Equipaggio col murè

La vita a bordo iniziava al momento della partenza dal porto e proseguiva navigando fino alla zona prescelta per la pesca. Si calavano le reti e a pesca conclusa le stesse venivano salpate. Durante la navigazione per il ritorno venivano effettuate le operazioni di cernita del pescato e la sua successiva conservazione. A seconda del tipo di pesca e del tonnellaggio della barca si poteva restare in mare lontano dalla famiglia fino ad una intera

settimana e con i grandi trabaccoli da pesca anche una quindicina di giorni. I giorni passati in mare determinavano per l’equipaggio stesso una piccola comunità in uno spazio ristretto come poteva essere la barca con tutte le esperienze della luce, del buio, dei venti, della bonaccia e delle tempeste; pochissimi i momenti di pausa e di riposo che molto spesso erano soltanto il momento in cui si consumava l’arrostita o il brodetto fatto perlopiù di pesce

povero ma saporito e gustoso come solo i marinai sono capaci di fare. Quando i marinai erano intenti alla pesca, magari anche con vento forte di tempesta, volavano espressioni colorite, imprecazioni, esclamazioni per una rete imprigionata nel fango o che si rompeva impigliandosi nelle “presure” cioè ostacoli nel fondo del mare come barche affondate o qualsiasi altra presenza per cui la rete poteva incappare e rompersi.

Alle volte gli stessi marinai nelle difficili manovre si ferivano in maniera più o meno seria e l’intervento era con metodi empirici e provvisori per il tempo necessario ad arrivare in porto. Il marinaio a terra molto spesso poteva anche esprimere il suo carattere rude incoraggiato da

più o meno abbondanti libagioni quando si attardava nelle osterie o in altri luoghi di ritrovo e quindi poteva scoppiare anche qualche litigio. Meno problematico era invece il rapporto con le genti di campagna accomunati solo dalla miseria e da certe credenze rituali o superstiziose.


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Riflessioni 43 bibliche “Non possiamo non definirci cristiani”, Benedetto Croce

LA RIFLESSIONE

di Rocco D'Ambrosio* - Rileggiamo la Costituzione: «Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale» (art. 49). A scrivere queste parole erano Moro, La Pira, Dossetti, Togliatti, Calamandrei, La Malfa, Nenni, Ingrao, Scalfaro. Oggi loro non ci sono più e al loro posto, tranne nobili e rare eccezioni, a sinistra come a destra, i partiti sono in mano a dirigenti poco formati e motivati, che li hanno trasformati in feudi di potere, dove spesso si ruba, si lotta all’ultimo sangue per occupare e conservare poltrone, si chiude un occhio su programmi e principi etici, si accolgono transfughi e camaleonti dell’ultima ora, si rimanda-

Luglio 2012

IMPEGNO CIVILE

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Rigenerarli prima che muoiano, che è la morte della democrazia

Riflessioni bibliche “Il cristianesimo ha tradito Gesù?”, Giorgio Jossa

Partiti, feudi di potere dove spesso si ruba... facciamo una generalizzazione quando diciamo che un po’ tutti sono carenti e, per questo motivo, non ispirano fiducia. Conoscendoli meglio ci si accorge che non tutti sono corrotti e malsani alla stessa maniera e con la stessa intensità. Anche per questo motivo vale la pena tentare di impegnarsi in qualcuno di essi. Mai come ora vanno evitate le forme di qualunquismo o di abbandono dei partiti. È, anzi, per chi è formato, il momento per impegnarsi nei partiti per rinnovarli dall’interno, con idee e principi chiari e strategie effi-

Giorgio Lapira, sindaco di Firenze

caci. I giovani e gli adulti più motivati e formati non possono non pensare ad un impegno nei partiti. Certamente qualora le sedi di partito a cui ci si avvicina sono dominate da faccendieri e mafiosi, non ci si può illudere di cambiare facilmente la situazione. Innanzitutto è indispensabile che quest’opera venga condotta da un gruppo, anche piccolo, ma mai da singoli. Una persona onesta in un partito cor-

LA TEOLOGIA DEL RAGIONIERE

I partiti restano indispensabili e anche per questo vanno rinnovati seriamente. Essi restano un luogo privilegiato per imparare e fare la politica; il loro depotenziamento ha alimentato centri di potere occulti, ambigui e consociativistici, tutti ambienti vitali per la corruzione e il malaffare no i nodi fondamentali al dopo, si acuisce la conflittualità con ogni mezzo (specie calunnie e minacce), si mina l’unità interna, si appoggia un governo e si corre a dichiarare che gli si è contrari, si sprizza spocchia e cinismo. Eccezioni a parte, ovviamente. Tuttavia i partiti restano indispensabili e anche per questo vanno rinnovati seriamente. Essi restano un luogo privilegiato per imparare e fare la politica; il loro depotenziamento ha alimentato centri di potere occulti, ambigui e consociativistici, tutti ambienti vitali per la corruzione e il malaffare. Ma, visti i problemi attuali, è veramente quasi assurdo o stupido invitare giovani e adulti, in formazione, a partecipare alla vita di un partito. Per partecipare abbiamo bisogno di formazione, dedizione all’impegno e… di una buona dose di fiducia. Ma si può avere fiducia nei partiti italiani così come li vediamo? Ovviamente

Fede, dai ragionamenti all'esperienza di Gianfranco Vanzini - Chi ha avuto occasione di leggere tutta, o anche solo alcuni passaggi de “La teologia del ragioniere”, ha avuto modo di constatare che al fondo di tutte le considerazioni e di tutti i ragionamenti fatti, c’è sempre un unico concetto di fondo molto chiaro: credere, cioè seguire e mettere in pratica i comandamenti e gli insegnamenti di Dio, fa evitare errori anche gravi e fa vivere bene… qui… oggi. Ho recentemente letto la storia di due esperienze, due testimonianze che mi sono sembrate particolarmente interessanti e che desidero proporvi. La prima, apparsa su www.labussolaquotidiana.it del 25,2,12, è quella di Bernard Nathanson, direttore per lungo tempo della più grande clinica di aborti di New York, scomparso lo scorso anno. Il dr. Nathanson si è dichiarato: “personalmente responsabile di almeno 75.000 aborti”. Quando negli anni ’70 si scoprirono gli ultrasuoni Nathanson vide le fotografie ecografiche dei feti nei ventri della madri ed ebbe un sussulto. Si rese conto che l’aborto era un omicidio e decise di diventare un convinto difensore della vita. Nel 1983, a Dublino in occasione del referendum “ProLife Amendment”, concluse il

suo discorso in questo modo: ”Come scienziato so - non credo, ma so - che la vita ha inizio con il concepimento. Benché io non sia praticante, credo con tutto il cuore ad una esistenza divina che ci impone di mettere irrevocabil-

Due testimonianze, sull'aborto e sull'ateismo mente termine ad un tale delitto”. Nel 1996 il suo percorso sfociò nella conversione alla fede Cattolica ricevendo: Battesimo, Cresima e Prima Comunione. La sua vita da allora cambiò, fu più piena, nel senso di più felice e serena di prima. Sempre nel 1996 scrisse un libro intitolato: “The hand of God: A Journey from Death to life by the doctor who changed his mind” (La mano di Dio: il viaggio dalla morte alla vita del medico abortista che ha cambiato idea), nel quale parla del suo percorso da scienziato e anche della sua conversione e della sua accoglienza nella chiesa cattolica. La seconda testimonianza è tratta da un articolo apparso su “il sussidario.net” del 29,6,12 che riporta una intervista fat-

San Benedetto. uomo monello prima della folgorazione

ta all’avvocato autore del blog originariamente chiamato “The raving atheist” (Ateo furioso). Ateo, abortista convinto e militante, una volta convertitosi al cristianesimo ha cambiato il suo blog in “The raving theist” (Credente furioso) con il sottotitolo: “ Dedicato a Gesù Cristo, ora e per sempre”. Alla domanda dell’intervistatore: “I primi dubbi sull’ateismo le sono venuti affrontando il tema dell’aborto, perché?” Questa è la risposta:” Chi si proclama a favore dell’aborto rifiuta di discutere il fatto scientifico di fondo e cioè che il feto è un essere umano non ancora nato. Invece di solito usano argomenti scorretti e non scientifici. In primo luogo, sostengono che il feto è qualunque cosa la madre pensi esso sia: se la madre pensa che sia un bambino allora è un bambino, se pensa che sia un grumo di cellule, allora è un grumo di cellule. Questo argo-

mento è evidentemente non scientifico, dato che la natura reale del feto non cambia a seconda di quello che uno pensa di lui. Un altro argomento è che l’opposizione all’aborto è solo un dogma superstizioso cattolico o comunque religioso. Anche questo argomento è evidentemente avulso da qualsiasi considerazione scientifica.” Altra domanda: “Lei ha scritto che chi crede è una persona più felice di chi non lo è. Perché ne è così convinto?” Risposta:” Chi vive veramente la sua fede cristiana serve Dio aiutando il prossimo. Una gran parte di ciò che fa di un essere umano una persona “buona” o “migliore”, consiste proprio nel dare questo aiuto. Per quanto riguarda la felicità, io ho trovato che la gioia di aiutare gli altri, e l’amicizia che si crea con le persone incontrate facendo questo, è la più grande forma possibile di felicità”. Ultima domanda: “ Come si sente oggi rispetto a quando era ateo?” Risposta: “ Se guardo indietro mi accorgo di non avere combinato nulla da ateo. Niente di quell’esperienza può essere paragonato alla gioia che provo ogni giorno lavorando con le donne incinte e con i volontari di “Beyond morning sikness”. Non sono mai stato così felice nella mia vita”. Sono due esperienze, diverse, ma con un finale comune: credere in Dio, seguire i suoi insegnamenti fa vivere bene… qui… oggi.

rotto è ingoiata o distrutta come un agnello in una tana di lupi. Un gruppo invece può approntare una strategia a medio e a lungo termine per iniziare un rinnovamento politico dal basso. Nutro, invece, molte perplessità verso movimenti spontanei (per esempio quello di Beppe Grillo) o liste civiche che giungono alla rappresentanza politica saltando la mediazione dei partiti. Sono sicuro che essi possono avere una validità in particolare situazioni e certamente per tempi limitati. Prima o poi anche per essi si pone il bisogno di strutturarsi, di intessere legami nazionali e quindi di creare un partito coerente con i processi di democrazia interna, trasparenza, competenza e progettualità politica. I dirigenti dei partiti storici dovrebbero capire che diversi dei sostenitori di movimenti e liste civiche dell’ultima ora sono anche giovani che non hanno trovato spazio nei “partiti feudi” oppure si sono scontrati con atteggiamenti demagogici e impositivi che serpeggiano anche nei partiti tradizionali e non solo nel movimento di Grillo. Ancor più è urgente, in tutti i

Mai come ora vanno evitate le forme di qualunquismo o di abbandono dei partiti. È, anzi, per chi è formato, il momento per impegnarsi nei partiti per rinnovarli dall’interno, con idee e principi chiari e strategie efficaci

partiti, riprendere la discussione su temi trascurati: la questione morale, la formazione e selezione della classe dirigente, la militanza, la gratuità dell’impegno, la distinzione tra impegno di partito e istituzioni, il rispetto di queste, la sana laicità. Vale ancora oggi l’esortazione di Moro, scritta nel 1944: «Ora dobbiamo percorrere una lunga e difficile strada: dobbiamo appunto ricostruire… Chi ha da fare della politica attiva, la faccia, con la stessa semplicità di cuore con la quale si fa ogni lavoro quotidiano… E nessuno pretenda di fare più o meglio di questo. Perché questo è veramente amare la Patria e l’umanità». *Docente di Filosofia politica presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma


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Luglio 2012

Aziende informano Il pittore Vincenzo Cecchini racconta la Cattolica balneare. Idee per la città

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BCCG - CULTURA

Colbordolo in un libro

Da 100 anni sul territorio DIREZIONE GENERALE Gradara - Via Mancini 21 - Tel. 0541.823511

Turismo, una tavolozza di colori Mostra alla Galleria Santa Croce. Inaugurazione il 7 luglio, ore 21

Fausto Caldari, presidente della BCC di Gradara, con i due nuovi consiglieri: Francesca Bacchini e Andrea Baldassarri

BCCG - CULTURA

La presentazione del libro - La Banca di Credito Cooperativo di Gradara a Colbordolo con un libro per recuperare la memoria attraverso il passato, che significa guardare con maggior attenzione al futuro. Significa presenza ed impegno nel processo di sviluppo e rilancio dell’economia locale, a cui sono tenute a partecipare anche le varie istituzioni cittadine. “Significa - afferma con forza il presidente Fausto Caldari - confermare il nostro carattere di banca prossima al territorio, al servizio dell’uomo e della sua famiglia, dell’impresa e della società. Abbiamo aderito con piacere a questa iniziativa proposta dal signor Bruno Olivi e promossa dall’Amministrazione Comunale di Colbordolo certi di fare cosa gradita alla comunità locale e al nostro territorio. Ci è sembrata un’occasione importante per trattare un tema così delicato, come quello della Seconda guerra mondiale, dove molte persone, tra militari e civili, hanno speso il loro tempo e perso la loro vita, per un forte spirito di appartenenza alla Patria e per difendere quei princi-

pi ereditati dal passato”. Il libro si intitola “Piccolo riassunto del tempo passato. Antonio Olivi diari di guerra 1940-1945”. E' stato presentato lo scorso 9 giugno a Colbordolo. Ai presenti è stata donata una copia e offerto un buffet di prodotti tipici, in collaborazione col Comune.

- Se Mirò ha prestato i suoi colori al marketing della Spagna, quelli di Vincenzo Cecchini potrebbero vestire Cattolica, la provincia di Rimini, o l'Italia. L'artista ha tecnica, cultura e ironia. La Banca di Credito Cooperativo di Gradara con l’artista cattolichino ha un rapporto ormai consolidato nel tempo. La mostra, “Una città balneare” si inaugura il 7 luglio, ore 21, alla Galleria Santa Croce. Chiuderà il 9 settembre.

Il dipinto-manifesto

Racconta Fausto Caldari, presidente dell'istituto di credito: “‘Una città balneare’, non è soltanto una mostra di pittura; è

BCCG - USCITA CULTURALE A MACERATA

Belcanto, nella magia dello Sferisterio Macerata, l'armonia dello Sferisterio che ospita la stagione lirica estiva

- Forse dopo l'Arena di Verona, è il luogo più affascinante d'Italia per la lirica all'aperto. La BCC di Gradara, nell’ambito del progetto “Conosci il Territorio”, organizza per sabato 4 agosto, un'uscita a Macerata, per assistere alla Traviata di Giuseppe Verdi, presso lo Sferisterio. Partenza con pullman GT dal Piazzale De Curtis di Cattolica, ore 17,30. Cena libera. Concerto allo Sferisterio in platea – settore A, ore 21. Rientro a Cattolica previsto per le 2.

una interpretazione nuova della città di Cattolica e del suo turismo attraverso gli occhi di Vincenzo Cecchini. Negli anni passati questo è stato proprio un tema importante, un concorso legato alla città balneare, che ha visto Cattolica essere protagonista di un modello di sviluppo di città legata al turismo. Un'iniziativa di notevole sottolineato dalla partecipazione di diversi architetti e studiosi, con progetti ed interpretazioni originali, nel campo dell'urbanistica e del design. Quello dimostrato da Vincenzo Cecchini è un modo nuovo, naturale e quasi ‘infantile’ di ritrarre la realtà e tutte le sue sfaccettature con gli occhi di un bambino, ma con le qualità e l’esperienza di un grande artista”. “Nella sua carriera - continua Caldari - Cecchini ha saputo evolversi, trasformarsi, carpire la realtà a seconda dei suoi stati d’animo e dopo il periodo un po’ impressionista, ora rivol-

ge la sua attenzione ed i suoi lavori ai bambini. Proprio dalle esperienze nelle scuole ha saputo intercettare le loro esigenze e la loro visione del mondo. Seppur ormai artista maturo, è diventato, come anche lui ama definirsi, un bambino, e, proprio per questo, gli risulta facile rivolgersi oltre ai grandi, anche ai giovani. Questa sua capacità di espressione, questa nuova forma estetica, la vivacità delle forme e dei colori, lo avvicinano ad artisti del calibro di Mirò e Kandinsky. Posso affermare con orgoglio che la BCC di Gradara continua ad interpretare la cultura ed il sociale, come caratteristiche peculiari della sua attività. Con questa iniziativa, crediamo di aver contribuito a rendere un servizio alla collettività e ai tanti turisti che, nel periodo estivo frequentano la nostra città balneare!”. Galleria Santa Croce. Aperta tutti i giorni (eccetto il lunedì), dalle 20 alle 23. Ingresso libero.

Crescere nella Cooperazione, dalla BCC progetto per i giovani

- Indimeticabile giornata per i ragazzi delle due cooperative scolatische che lo scorso 4 giugno, al teatro delle Muse di Ancona, hanno partecipato alla cerimonia finale del progetto “Crescere nella cooperazione”. Alla sesta edizione, promossa dalla Federazione marchigiana della Banche di Credito Cooperativo, la BCC di Gradara ha sostenuto il progetto della scuola secondaria e di primo grado di Gradara, Istituto comprensivo “G. Lanfranco” di Gabicce Mare (classi IIIA - IIIB), con la cooperativa scolastica “Creare immaginando insieme” e il progetto della scuola media “Filippini” dell'Istituto

comprensivo di Cattolica (classe IIIB) con la cooperativa “Notiziando insieme“. Particolarmente soddisfatto il presidente della BCC, Fausto Caldari: “La nostra Banca è sempre attenta al mondo dei giovani, come del resto lo dimostra con altre iniziative, quali le borse di studio “Guido Paolucci”, il premio “Giovani Talenti”, l'iniziativa “Risparmio giovani”. Sui giovani, noi, insieme alle istituzioni, ci dobbiamo impegnare maggiormente. Bisogna dare loro fiducia, poiché rappresentano il futuro del nostro Paese”.


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GABICCE MARE - GRADARA -TAVULLIA Gabicce-Gradara Calcio, marea di attività GRADARA-GABICCE

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GABICCE MARE - BELCANTO Antonio Perez

di Veronica Lisotti

- Elio Ubalducci, coordinatore delle attività Gabicce-Gradara calcio, parla delle ultime novità. Affiliato al Cesena Calcio, nasce nel 2010 dalla fusione delle due società. Entrambe militavano in terza categoria e da qui l’idea di fondere i rispettivi gruppi in un unico organico. Due i presidenti: Enrico Del Magna e Gilberto Ridolfi Assieme a loro Luigi Vichi, responsabile del settore giovanile, Elio Ubalducci, trascinatore e coordinatore generale e uno staff di dodici allenatori, due dei quali tengono lezioni di educazione fisica nelle scuole del territorio, assieme ad altri collaboratori sempre attivi. L'assessore allo Sport di Gabicce Mare Vittorio Annibalini, si dichiara entusiasta della fusione: “Il settore giovanile sta aumentando anno dopo anno, da tre anni a questa parte grazie ai fondi del Comune e all’ottima capacità organizzativa dei dirigenti è nata una zona sportiva bellissima. Ad oggi si respira una nuova aria, la società è coesa, le persone che lavorano si impegnano ogni giorno per migliorare la struttura ed io non posso che essere soddisfatto dell’ottimo rapporto che ho con

dell’Immacolata” di Gabicce Mare il 6 settembre. Originario di Lecce, da anni residente a Gabicce Mare, il tenore tiene altri concerti nel Pesarese. A Pesaro presso la ”Palla di

Ragazzi in allenamento

questo persone, della serietà che dimostrano e delle novità apportate all’impianto sportivo.” Quali sono gli obbiettivi di quest’anno? “Il settore giovanile era già unico dal 1993 -spiega Elio Ubalducci -. Puntiamo ad avere nel nostro staff nuovi allenatori in grado di seguire i ragazzi e farli crescere, a cui mettiamo a disposizioni campi e strutture per poter lavorare al meglio”. Di chi si compone l’organico dei vostri atleti? “Nella struttura ci sono anche due squadre di amatori, andiamo dai cinque ai cinquant’anni! Adesso l’idea è quella di creare un settore femminile, diverse sono state le richieste per cui avremmo piacere di muoverci anche in questo senso, le strutture non mancano. Basti

pensare che per il settore giovanile e quindi i bambini forniamo la palestra come luogo dove svolgere l’attività di allenamento. Al momento abbiamo 11 squadre per tutte le età: tra ragazzi dal 2004 al 1997, juniores, prima squadra e amatori”. Quanti campi comprende la vostra struttura? “Ampliata negli ultimi anni, nel campo numero 3, completamente recintato, avvengono una parte degli allenamenti serali e giocano le due squadre amatori. Nel campo numero 1 si svolgono le gare domenicali della squadra Gabicce-Gradara e in alternanza quelle del CattabrigheGradara che spesso ospitiamo. Il campo numero 2 è rimasto fermo perché è stato rizzollato ed è stato utilizzato per i Tornei di Pasqua e per le successive

amichevoli. Novità di quest’anno il campo da calciotto in cui giocano i giovani per partite e allenamenti ed è a disposizioni di chi vuole praticare questo sport , con la possibilità di giocare anche a calcetto. Ci sono infine tre campi più piccoli dove si svolgono allenamenti o attività atletiche in preparazione alle gare”. A chi è rivolta la struttura? La struttura è completamente a disposizione e aperta a tutti, siamo disponibili a collaborazione anche con associazioni. Da quest’anno collaboriamo con l’Associazione Albergatori, forniamo anche ai turisti materiali e offriamo i nostri campi per l’attività calcistica o sportiva in generale, per cui vi aspettiamo numerosi.

Concerti con i classici della lirica, operetta e leggera - Il classiche arie d'opera, brani di operetta, canzoni leggeri come “O sole mio”. Il classico napoletano forse è il pezzo forte del tenore Antonio Perez, che porta a metà concerto. I suoi concerti sono alla XII edizione. Due quest'anno, come sempre gli appuntamenti sono nella piazza del Comune dalle ore 21,10. Il primo si tiene il 24 luglio; il secondo il 21 agosto. Il 24 luglio si rende omaggio ad una delle stelle più luminose della lirica, la gradarese di origine Renata Tebaldi, cittadina onoraria di Gabicce Mare. E si celebra il decennale della canzone “Gabicce, Gabicce”, parole e musica di Perez. Perez chiude nella chiesa

Arnaldo Pomodoro”, a Fano ed in altre cittadine marchigiane. Da non perdere , la serata del 2 agosto a Sant'Angelo in Vado dove si ricorda il prestigioso compositore Agostino Mercuri. Perez è affiancato dalla bella voce del soprano Raffaella De Ponte e dalla bravura del professore di pianoforte, Andrea Ruscelli. Pierina anima gli ospiti in vari momenti della serata. I concerti di Perez hanno la forza di attirare tanti appassionati. Afferma Perez: “Ringrazio il pubblico, per la sua attenzione e affetto. Un grazie particolare all’amministrazione del sindaco Corrado Curti e alla Confartigianato della provincia di Pesaro”.


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GRADARA

Appuntamento il 20, 21 e 22 luglio. “Anno Domini 1445 - Un anno all'assedio”

Capolavori fiamminghi in mostra

Uno dei capolavori esposti, Pieter Brughel il Giovane Continua dalla prima pagina - Il fascino della pittura fiamminga del XV e XVI secolo in cinque capolavori in mostra a Gradara. Opere di Rogier Van der Weyden, Adriaen Isenbrandt, Pieter Brueghel il Giovane, Ambrosius Benson e Joachim. Patrocinata dall’Ambasciata di Francia in Italia, l’esposizione, “Quell'universo particolarissimo. Il fascino dell'arte fiamminga in cinque capolavori a Gradara“, è allestita nelle sale della Rocca di Gradara e aperta al pubblico dal 15 giugno al 29 ottobre 2012. Rogier Van der Weyden è una delle figure chiave della pittura del XV secolo; le sue opere influenzarono anche la pittura italiana. “Viaggio in Italia. Capolavori dai Musei del mondo” è un progetto espositivo, destinato a ripetersi ogni anno, che permetterà a importanti realtà museali straniere di esporre alcune delle loro opere chiave in differenti istituzioni musali italiane. Museo partner dell’edizione 2012 è la Fondation Bemberg di Tolosa in Francia. Oltre alla Rocca di Gradara, ha prestato capolavori al Museo storico del Castello di Miramare e al Castello Normanno-Svevo di Bari.

Insieme dal 1911 per crescere DIREZIONE GENERALE Gradara - Via Mancini 21 - Tel. 0541.823511

Assedio al Castello

- Assedio al Castello, finalmente. Dopo due anni di attesa. L'evento ha cadenza biennale. L'appuntamento è il 20, 21 e 22 luglio. E' un fantasioso gioco di luci; proiettate sulle antiche mura di mattoni creano vampate nella fantasia di chi guarda. ‘Benvenuti nella Storia’. Era il 1446, il castello di Gradara nel quale era arroccato Sigismondo Malatesta, signore di Rimini e Gradara, viene assediato da Federico da Montefeltro, il suo acerrimo nemico, e Francesco

Sforza. Su questo episodio si intreccia ogni due anni l'appuntamento con “l'Assedio al castello”. I fatti nella ricerca storica di Matteo Casadei e Luigi Battarra. Tutto ha inizio nel 1445, quando Galeazzo Malatesta, detto l'Inetto, decide di vendere Pesaro per 20.000 fiorini d'oro ai fratelli Francesco e Alessandro Sforza, padroni di molti possedimenti nelle Marche. Una decisione presa per paura e incapacità di governo

di Galeazzo, ma soprattutto per fare torto al cugino, Sigismondo Pandolfo Malatesta, con il quale era in corso da tempo un'aspra faida famigliare. L'iniziativa di Galeazzo non viene condivisa da Sigismondo, Signore di Rimini e di vasti territori dalla Romagna alle basse Marche, perché perdere definitivamente Pesaro avrebbe significato indebolire il territorio malatestiano e avvantaggiare Federico da Montelfetro.

Non solo, in questo modo gli Sforza, entrando in possesso di Pesaro, avrebbero rappresentato una grave minaccia per la vicina Rocca di Gradara, presidio fondamentale per i Malatesta di Rimini. Gradara si trovava già nelle mire espansionistiche di Francesco Sforza, desideroso di fondare un forte Stato nell'Italia centrale, da quando vi si era recato nel 1442 con la moglie Bianca Maria Visconti in occasione del fidanzamento di Polissena Sforza, sua figlia, con Sigismondo Pandolfo Malatesta. A seguito di questa vicenda, nell'ottobre del 1446, approfittando del fatto che Sigismondo si trovasse a Roma convocato da Papa Eugenio IV per ricevere in pagamento per i suoi servigi resi alla Chiesa una ricchissima armatura d'oro, il conte Francesco Sforza cinge Gradara d'assedio. Alleati dello Sforza nel tentativo di espugnare la fortezza malatestiana sono: il Conte d'Urbino Federico da Montefeltro, l’Illustrissimo Signore Guidaccio da Faenza, il Magnifico Capitano Simonetto di Castel di Piero...


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GABICCE MARE

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Amarcord Gabicce di Dorigo Vanzolini

Via Montalbano, 1173 S. GIOVANNI IN MARIGNANO TEL. 0541 - 955505 FAX 955444

Da sinistra: Tino Michelini “Carnera”, un villeggiante, Agostino Borrani “Ciccio” Gabicce Mare, 1949 circa. (Archivio fotografico Centro Culturale Polivalente di Cattolica)

Cla Mèza Stèca ad Giacc

Aspitèmie daséda ad fora vicin mai marinèr sal carètt alzèd che finalment al scapess da la machina cli ott-dies stèch ad giacc long al port da “Ciabasch”, mi an tuliva mèza sli spall, dentra un sacc ad bala per purtè a chèsa ma la pension. Sal chèld cui iera mentre a paseva al traghett l’acqua lam gucièva giù pla schina sina quand an buteva cal pes tla busa cha ciamemie giacèra, per servì dop ma la genta la prima Coca-Cola fresca! Giorgio Terenzi

Giorgio... sli pinn da cevle. Gabicce Mare, 1952

“la salute e il bellessere della persona sempre al primo posto”!


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GABICCE MARE - GRADARA -TAVULLIA

Idee per il turismo. Uscire dai modelli pre-costituiti e puntare sulle caratteristiche uniche

Turismo: memoria, ambiente e tradizione - La qualità turistica che rende “unico” un luogo rispetto agli altri non è l’omologazione a modelli pre-confezionati dal mercato ma è il legame solido al contesto ambientale, alla memoria che questo è in grado di trasmettere. In egual misura è importante l’offerta economica che l’imprenditoria turistica riesce a costruire partendo dalle peculiarità del territorio e dalle sedimentazioni tra tradizioni e storia. La nostra costa vista da un immaginario Icaro moderno presenta, proprio lungo il confine tra Gabicce Mare e Cattolica, un paesaggio che si modifica; dall’alto, dopo chilometri di pianure, arriva come un accadimento originale, il colle del San Bartolo. Si può parlare per questo di un paesaggio balneare della Romagna, fatto di spiagge lunghe, di porti turistici e natanti. A questo si contrappone un altro modello di paesaggio, che è quello del litorale marchigiano. A partire da Gabicce, la linea ininterrotta della spiaggia lascia il posto ai rilievi collinari immediatamente a ridosso del mare; la pianura, ad un territorio collinare ricco di storia e d’arte, fatto di città murate, rocche e ville e parchi naturali. Modello romagnolo È quindi sbagliato estendere il modello romagnolo più a sud, prolungandone in modo artificiale i caratteri del paesaggio. E più in particolare si evidenzia come urbanisticamente anche il nostro territorio soffre di un male endemico rappresentato dallo squilibrio del vivere tra “il buio e la luce”: troppo tempo libero in inverno e viceversa, un totale asservimento al lavoro durante i mesi estivi. Un pullulare di attività e commercio in estate che si trasforma, con le prime brume autunnali, in filari di serrande abbassate! Città doppia Il tema della “città doppia” quella vicina al mare piena di edifici senza vita in inverno, e quella più viva perché vicina al centro, riemerge ogniqualvolta si studia un nuovo Piano Regolatore o si mette mano a progettazioni che rompono gli equilibri sedimentati nel tempo.

La nostra costa vista da un immaginario Icaro moderno presenta, proprio lungo il confine tra Gabicce Mare e Cattolica, un paesaggio che si modifica

Vanessa Menghi

TURISMO USCIRE DALLA CRISI Due proposte di Giovanna Mulazzani

di Giovanna Mulazzani E anche Gabicce Mare non si discosta dalla problematica. Anzi si può affermare che molti interventi soprattutto residenziali, hanno portato ad un progressivo abbandono del centro estivo seppur in un territorio di appena quattro chilometri quadrati! Perché? Mare d'inverno La risposta è nelle scelte urbanistiche che non hanno favorito una politica residenziale integrata con le attività turistiche e commerciali e perché la cultura dominante non ha mai considerato che il mare può essere elemento di vita e di attività anche in inverno. Anche qui un modello di turismo nuovo potrebbe innescare nuovi rapporti urbani, tanto da riportare nel tempo il paese al giusto equilibrio perché il senso della vita è cambiato: i miraggi dei mari del sud non esercitano più il fascino di un tempo, mentre il silenzio di certi luoghi oggi può appagare lo spirito. Ecco che una nuova economia turistica si può affacciare sul mercato del processo di sviluppo

turistico con nuovi modelli:il più importante è quello della destagionalizzazione. Altri turismi Forniscono un segnale inequivocabile in tal senso, la consistente crescita negli ultimi anni di segmenti turistici fino ad oggi considerati marginali per la Riviera, come il turismo d’arte e quello naturalistico. Noi crediamo fermamente che Gabicce Mare, per la peculiarità morfologico-territoriale che lo caratterizza, possa creare nuove forme di sostegno per l’economia turistica che pensi il mare anche d’inverno tanto che nel 2009 abbiamo redatto un progetto “Vivere il mare d’inverno” la cui filosofia è il recupero culturale ed economico del mare durante il periodo invernale. Con questa proposta si vuole riportare vitalità ad una parte di città che, passata l’estate, viene come messa sotto naftalina, fino alla stagione successiva, a detrimento sia dei cittadini, sia delle poche strutture che restano aperte tutto l’anno. L’obiettivo è quello di far intravedere ad imprenditori ed utenti , una serie di possibilità per rendere più attraente l’uso della spiaggia nei mesi invernali.

Eco-compatibile Il carattere eco-compatibile del progetto, apre inoltre la strada ad azioni sinergiche di valorizzazione del territorio di Gabicce, in collaborazione con il Parco del S. Bartolo. La natura delle proposte fa di “Vivere il mare d’inverno” uno strumento leggero, flessibile, e quindi facilmente adattabile nel tempo, sia alle esigenze degli utenti, sia degli operatori del settore, senza peraltro compromettere la bellezza nostalgica tipica del mare invernale. Il contenitore Altro elemento urbano di fondamentale importanza sarebbe l’individuazione di un contenitore per il rinnovamento dell’offerta turistica. L’individuazione di un contenitore capace di caratterizzare con forza la riqualificazione del turismo è elemento importante per ripensare le dinamiche all’interno del territorio gabiccese. Insita in tale logica è l’idea di commercializzare il mito della vacanza realizzando un luogo particolare che ne esalti i vari aspetti e che, attraverso strategie economiche, possa potenziare e finanziare il mercato turistico: un contenitore, parola molto usata oggi dagli operatori e tecnici del settore che sintetizzi il valore del luogo per una intera collettività come polo di attrazione in cui si sedimentano situazioni e si creano politiche per la riorganizzazione di una parte dell’economia di un paese. Il luogo potrebbe contenere: - Centro di studio e coordinamento per le attività legate alla destagionalizzazione, come proposto dal progetto “Vivere il mare d’ inverno”. - Ambienti in cui possono trovare luogo corsi di alta specializ-

zazione del personale impiegato nelle attività turistiche. Una scuola di cucina a livello Nazionale - Spazi da destinare ad Hotelgrouping (centri benessere, spazi per feste, e sala conferenza) - Centro legato alla organizzazione di eventi e rapporto con l’entroterra e centro informazione storico – culturale sul Montefeltro e la corte feltresca. Prendiamo in esame due dei punti individuati. Sempre di più, la preparazione degli addetti al turismo, è elemento fondamentale per imprimere un segnale forte di qualità, serve quindi una qualificazione superiore che soppianti l’improvvisazione ancora presente in diversi ambiti. Pensiamo quindi a dei corsi di alta professionalità per giovani che desiderano approfondire quanto imparato nelle scuole professionali e che possano avere un richiamo a livello Nazionale e non solo. Più di altri, un autorevole Centro di formazione per l’arte culinaria italiana porterebbe un flusso di interscambio che, come nell’esperienza della Scuola Internazionale di cucina Italiana di Colorno (diretta da Gualtiero Marchesi!) porterebbe studenti da ovunque. Ad essa si potrebbe collegare una serie di eventi con chef di fama. Consideriamo inoltre che l’impegno economico dei soggetti attuatori, che potrebbero relazionarsi anche con partner privati, verrebbe soddisfatto dal gettito di denaro delle quote e dal movimento di giovani che usano le attrezzature del paese. Non solo, la formazione specializzata necessita di firme note del campo della ristorazione e del management alberghiero che ap-

proderebbero qui per tenere lezioni e corsi anche ai non iscritti , dando impulso al settore della convegnistica. Ad esso, poi è legato tutto il sistema organizzativo per far funzionare i corsi nonché il collegamento con le strutture ricettive e alloggi privati per l’accoglienza degli studenti. Un movimento economico e di pubblicizzazione che, come nel caso di Colorno, farebbe balzare alla notorietà nazionale il nostro paese. Hotelgrouping Altro elemento determinante è la politica definita qui dell’Hotelgrouping, con il termine si vuole individuare un insieme di attività a sostegno delle strutture alberghiere che per loro conformazione e spazio non possono offrire i servizi fondamentali per una buona qualità ricettiva, quali sale di soggiorno per attività collettive soprattutto nei giorni di pioggia, luoghi per la cura del corpo come il centro benessere, e sale per piccoli congressi. L’organizzazione consente, da una parte l’associazione di diversi operatori economici nella gestione dell’opera, dall’altra la possibilità di usufruire di benefiche economie di scala per la gestione comune dei servizi. Per un un turismo invernale, o comunque ampliato oltre i canonici estivi, l’organizzazione dell’Hotelgrouping può rappresentare una'opportunità per le attività collegiali degli associati consentendo anche alla struttura che, per limiti di spazio non avrebbe alcuna possibilità, di affacciarsi sul mercato del congressuale e di offrire all’interno del pacchetto vacanze anche il centro benessere. *Architetto in Gabicce Mare


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SAN GIOVANNI

Venti di crisi su uno degli impianti più importanti d'Europa. Peccato. Un danno per l'economia del Riminese IL FATTO

di Matteo Marini

- Il Riviera horses resort, 12 ettari di paradiso per amazzoni e cavalieri, dopo appena quattro anni dall’apertura, affonda. Alla fine dell’estate le attività saranno sospese. E l’ipotesi di darlo in affitto (o almeno provarci) non è da scartare. Troppo alti i costi di gestione, troppo pochi gli iscritti ai tornei e soprattutto niente più clienti “fissi” che continuano a pensionare l’amato equino nei lussuosi box dell’imprenditore di origine bolognese. Da diversi anni ormai il centro ospita solamente gare. Norberto Ferretti voleva costruire un maneggio assecondando la passione della figlia Marzia. Ma in questi casi si sa come funziona, una cosa tira l’altra... Ne è venuto fuori uno dei centri ippici più grandi della regione, inaugurato nel 2008. Un fiore all’occhiello tra le strutture di tutt'Europa e riconosciuto a livello mondiale, nato da un capriccio della giovane promessa (ormai stanca di saltare ostacoli e calcare la sabbia francese del suo resort), del valore di 20 milioni di euro e donato da Ferretti a Marzia e Gaia. Un giocattolo diventato però troppo complicato da gestire, ora sembra rotto e bisogna sistemarlo da qualche parte. Solo che in soffitta non ci sta. Le

Riviera horses, a fine estate sospende l'attività

Il complesso Riviera Horses Marzia e Norberto Ferretti

gare di giugno sono state tutte quante annullate, assieme ad un paio di competizioni tra marzo e aprile. I box sono vuoti e, pare, da settembre tutti i dipendenti (sono sei più quelli del ristorante) andranno a casa. Non ci sono conferme né smentite ma nemmeno il patron riesce a escludere l’eventualità di dare in affitto tutto il baraccone, trincerandosi dietro un “non abbiamo ancora deciso cosa fare, quindi no comment”. All’epoca lo sponsor più appassionato di questa “astronave” era (e col tempo non ha mai smesso di morderlo, quel freno) il sindaco Domenico Bianchi. Secondo lui i marignanesi dovevano vederlo come un investimento che San Giovanni tutta faceva, a colpi di cambi di destinazione d’uso e varianti al piano regolatore.

Un’attrazione e anche turistica in grado di ospitare importanti trofei nazionali e internazionali. Ma non solo. Una scuola di equitazione e corsi di ippoterapia. Una struttura aperta anche ai cittadini, non un circolo chiuso. Anche Norberto Ferretti aveva difeso con questi argomenti il progetto, quando ancora la prima pietra non era stata posata e questa cattedrale era solo un disegno rendering e un cartellone piantato in un campo di grano. Promettendo che non sarebbe stata un’oasi d’élite. E invece la scuola di equitazione è sparita dal 2009, l’ippoterapia chi l’ha mai vista e persino la pensione per cavalli non lavora più. Solo concorsi, ma saltano pure quelli: “La crisi coinvolge tutta Italia – spiega Norberto Ferretti – e

RILASCIO BOLLINO BLU - PLAKETTE PER LA GERMANIA

noi abbiamo dovuto annullarne diversi perché non c’erano concorrenti. Ma è anche una questione politica, perché la Federazione fa terrorismo, così non si può andare avanti”. I nuovi regolamenti della Fise hanno messo in difficoltà tutte le strutture però dalla Federazione stessa fanno sapere che i casi di annullamento sono stati sporadici. Insomma se crisi del settore c’è Horses riviera resort sembra accusarlo più degli altri. Un cinque stelle prestigioso e lustro con tanto spazio, sei campi, 500 box per concorsi, 80 fissi. Ma a sentire alcuni ex “ospiti” non era tutto questo gran paradiso: “I prezzi mensili dopo poco erano addirittura raddoppiati – racconta la madre di una delle piccole amazzoni, che per alcuni mesi ha portato lì il proprio cavallo – il bar spesso era chiuso e d’inverno c’era solo una macchinetta per le bevande. Non c’era il contatto umano, sembrava solo una macchina per fare soldi. E poi, quando c’era una delle loro feste la sera, alle 17 dovevamo scappare via tutti quanti. Ma i disagi anche durante i concorsi non mancavano. Sempre per l’assistenza e il rapporto con le persone. Per questo ce ne siamo andati”. Una volta trapelata la notizia dell’imminente sospensione anche Bianchi, che vuoi o non vuoi ci ha messo la faccia (portando a casa Palazzo Corbucci e sponsorizzazioni per eventi pubblici) ha detto che vuole vederci chiaro: “Sto aspettando di parlare con Ferretti – spiega – ho saputo della situazione da alcuni lavoratori e ho parlato con il direttore. Voglio capire quali sono le loro intenzioni per il 2013. Una sospensione invernale è comprensibile, visto il periodo e le difficoltà con la Federazione, però voglio capire se c’è effettivamente o no il proposito di continuare a lavorare e a portare eventi importanti. Visto che Ferretti ci ha fatto un investimento, ha seminato soldi che non riuscirà mai ad ammortizzare e sicuramente non ci ha speculato. Esiste una convenzione che prevede la bonifica di gran parte del terreno se dovesse cessare l’attività”. Per quanto riguarda gli investimenti difficile non far notare che in progetto ci sarebbe pure un bell’hotel, e che (per questo basta una veloce visura societaria) come attività primaria si legge: “Sviluppo di progetti immobiliari senza costruzione” e “valorizzazione e promozione immobiliare di beni propri”.


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SAN GIOVANNI

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Le Orme, la Pmf, Banco Mutuo Soccorso, New Trolls, Equipe 84, Better Sound e giovani il 27,28, 29 luglio

Isola di Brescia, da non perdere le grandi band anni '60 - Gli amici del bar ancora non ci credono. Ma vanno conosciuti quegli amici-organizzatori che sulle ali dell'entusiasmo stanno portando le grandi band degli anni '60 nel grande parco attrezzato di Isola di Brescia. Sono: Davide Tordi, Fabio Talamelli, Sauro Simoncelli, Daniele Donati, Celestino Avanzolini, Paolo Marchini, Enrco Vesco (manager Orme). Il 27, 28 e 29 luglio, arriveranno a San Giovanni: le Orme, la Premiata Forneria Marconi, il Banco del Mutuo Soccorso, l'Equpe 84 e i New Trolls. Con loro anche una serie di band giovanili locali e la mitica (per i marignanesi) Better Sound. Titolo “Remember Woodstock 1969”, il secondo festival della musica d'autore italiana, è in cartellone il 27,28,29, luglio. Oltre alla musica, sono previsti un moto e autoraduno gestiti dal moto club “Enzo Vanni”, mostre di dischi, juke box strumenti musicali dell’epoca. Naturalmente ci sono anche gli stand gastronomici, gestiti dalla comunità dell’Isola di Brescia. Venerdì 27 luglio Ore 9 - Apertura della manifestazione. Ingresso libero fino ore 16. Ore 17 - Sound check

LA MUSICA

Organizzatori e quelli di Brescia

Ore 19.15 palco B -Concerto live Red Alive. Ore 20 palco B –Concerto live Deja Vu. Ore 21 - palco A – PFM in Classic. Sabato 28 luglio Ore 9 - Motoraduno Vespa, Lambretta e moto degli anni 60 e

70 e moderne, organizzato dal moto club “Enzo Vanni”. Ingresso libero fino alle 16. Ore 13 - Pranzo con partecipanti e simpatizzanti. Ore 17 - Sound check (non aperto al pubblico ma solo agli sponsor e possessori di biglietti) Ore 19 palco B - Concerto live Lost Atom. Ore 20 palco B - Concerto live Mald’estro Ore 21 palco A – Le Orme. Ore 22,30 palco A – Banco del Mutuo Soccorso. Ore 24 palco A – Le Orme e e

Banco Mutuo Soccorso. Domenica 29 luglio Ore 9 - Autoraduno Fiat 500, 600 auto d’epoca anni 60 e 70 organizzato dal Moto Club “Enzo Vanni” Ingresso libero fino ore 16,00 Ore 13 - Pranzo con partecipanti e simpatizzanti. Ore 17 - Sound check (non aperto al pubblico ma solo agli sponsor e possessori di biglietto). Ore 19 palco B – Concerto live Clajarò. Ore 20 palco B – concerto live di Better Sound. Ore 21 palco A – Equipe 84. Ore 22,30 palco A – Il Mito New Trolls. Durante tutta la manifestazione saranno in funzione stand enogastronomici. Mostra mercato di strumenti e amplificazione originali anni 60 e 70. Mostra mercato di vinili,cd e mc. Mostra mangiadischi e juke box anni '60 e '70. Gadget e oggettistica varia. Biglietterie aperte dalle ore 9. Per informazioni E-mail amicifestival@gmail.com , sonny88@tin.it , w w w . s o n n y b o y . i t Cell. 335 354997, 338 4150775.

LA LETTERA

Pianventena, blog di proposte - Sono Claudio Masini, residente a San Giovanni nella frazione di Pianventena e sono un cittadino come tanti altri. Ho creato da circa un mese una pagina facebook, https:// www.facebook.com/ FrazionePianventena, spinto dalla volontà di contribuire alla costruzione di una comunità attiva, in grado di partecipare e contribuire alla tutela e alla valorizzazione del bene comune. Lo spirito che mi ha portato a muovermi in questa direzione sta nel senso di responsabilità e nella consapevolezza che ognuno di noi abbia dei doveri civici nel rispetto del territorio in cui vive. Il bene comune è un valore su cui fondare la nostra cultura e questo va curato e rispettato.“ Per questo motivo credo sia importante che sempre più persone abbandonino la sterile atteggiamento polemico o di “interesse”, diffuso nella nostra società, privilegiando un comportamento propositivo e in grado di contribuire alla crescita di una comunità civile capace di affiancarsi ai nostri amministratori per il raggiungimento di questo obbiettivo.Per questo motivo credo che sia necessario che sempre più persone abbandonino lo sterile atteggiamento polemico o di “interesse”,

diffuso nella nostra società, privilegiando un comportamento propositivo e in grado di contribuire alla crescita di una comunità civile capace di affiancarsi ai nostri amministratori per il raggiungimento di questo obbiettivo.

Ad oggi già alcune azioni sono state affrontate con positivi riscontri, come la presentazione in data 11.05.2012 di una istanza al sindaco dove si sottolineava la necessità di affrontare il tema dell’illuminazione dell’incrocio di via Torino con via Fossatino e la situazione di pericolo degli attraversamenti sulla vecchia strada provinciale. Altre invece sono in campo, una nuova istanza è stata presentata in data 25.06.2012 con la richiesta di migliorare il servizio di gestione delle aree verdi che allo stato attuale risulta assolutamente inadeguato ed insufficiente. Chiedo pertanto a chiunque condivida questa visione di aiutarmi a mantenere questo sforzo vivo, ampliandolo anche attraverso incontri dove condividere idee e avanzare nuove proposte. …sarebbe un passo per costruire qualcosa di nuovo.


Siamo on line con il nuovo sito www.lapiazzarimini.it

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SAN GIOVANNI

Denis Leardini se n'è andato in una mattinata fresca in motore

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L'ultima rovesciata di Ric, ciao “Bomber”

EVENTI

Streghe in corso

AMARCORD

di Matteo Marini - Denis me lo ricordo di spalle, corre. Veloce. Il numero 9 stampato sulla schiena tra le strisce bianche e blu e le pieghe della maglietta. Io, portiere, lo seguo da lontano, dalla parte opposta del campo. Falcate rapide a inseguire il pallone, inseguito a sua volta da un difensore avversario che non lo prenderà mai. Nemmeno dopo che, al volo, avrà insaccato. Mentre il sole “batte sul campo di pallone” sì, proprio lo stesso della canzone, era così per noi quel rettangolo arido. Lo sfondo è la rete del campo Vecchio, come suolo la terra polverosa, bucata e ignorante dove si sono consumate generazioni di tacchetti e ginocchia. Molto spesso gli uni sulle altre. Erano gli ultimi anni ’90, quando ancora il Real militava nel torneo “dei bar”, era l’anno della promozione in Terza categoria, calcio ruspante degli ultimi campi di provincia. L’erba verde del Vanni o addirittura dello Stadio era il vero lusso, di solito concesso solo per una delle eliminatorie dirette a fine campionato. E anche se al “Vecchio” la palla rimbalzava spesso di suo piglio, quasi come un ovale da rugby, lo scarpino del numero 9 tentava sempre di stuzzicare la gloria e conquistarsi una piccola ova-

Denis Leardini ( 3.9.1977 - 9.6.2012) Denis (il quarto da sinistra accosciato) nella formazione dei Giovanissimi della Marignanese, anno 1990-91

zione dalle tribune traballanti di lamiera e legno scheggiato. Il colpo al volo, il numero, “la rovesciata era la sua specialità”, ricorda Oscar, il presidente del team “glie ne ho visti fare di gol in acrobazia”. Dare spettacolo, sempre, era fatto così. Denis Leardini, Ric, era la punta e lavorava d’istinto, “Bomber” come soprannome da spogliatoio. La sua era un’energia allegra che si portava dietro dappertutto. Dal bancone della sua ferramenta, che gestiva da 13 anni a Villaggio Argentina, dove il suo spirito illuminava il sorriso ai vecchietti e strappava una risata e chiunque entrasse, alle uscite con la compagnia del Veneto a San Giovanni, sempre pronto per la “bagarre”. Di bagarre e di fanfaronate tante, Denis lavorava di fantasia come fosse sempre su un campo di calcio, sapeva come tirare e sennò se lo inventava. Rubacuori per passione. In molti gli abbiamo

invidiato quel saper sempre come giocare, magari perdendo, con sportività, anche e soprattutto con le ragazze. E poi c’era quella sua riservatezza, un colore dell’umore che tutti, ma proprio tutti, usano per dipingere l’immagine di lui. Quella patina luminosa che copre una preoccupazione. Anche quando qualcosa lo poteva intristire, se lo teneva dentro. “Lasciava i problemi chiusi dietro la porta di casa – racconta Luca – e non amava parlarne. Era il nostro apripista, trovava sempre qualcosa da dire senza essere banale, soprattutto con le donne. E mi chiedevo, ma come fa?”. E trascinava gli altri con sé per ridere di tutto con quel suo “sì dai, cazzo te ne frega” col quale rintuzzava i pensieri degli amici. “All’apparenza era tutto perfetto – così lo racconta la sorella Romina – ma era diverso. Lo guardavo attentamente e a volte capivo che non era del tutto sereno. Tra noi era un’intesa,

poche parole perché bastava che ci guardassimo. Lo ricordo davvero felice, con gli occhi sorridenti mentre scendevo le scale, il giorno che mi sono sposata”. Romina glielo leggeva nello sguardo che anche lui, un giorno, avrebbe voluto una famiglia bella come la sua. Amava giocare con i nipotini, per Elia e Nicole era una festa. Telefonava a Nicole per dirle “stanno montando il circo, poi ci andiamo” era un appuntamento fisso per loro. Sempre protagonista, al limite della follia. Fino a rompersi la testa su uno scoglio tentando un tuffo improbabile per farsi notare e riconquistare una donna, acrobaticamente. Perché l’amore era un gioco fino a che non diventava una cosa seria, quando, almeno per un po’, appendeva anche lui gli scarpini al chiodo. Un passionale, istintivo e protagonista, suo malgrado fino alla fine. Così se n’è andato il Bomber, una rovesciata al volo, strozzando a tutti noi, infine, in gola quel grido.

Streghe povere ma belle Il migliore alleato: Scipione l’africano - Una cosa è dovuta. È stata una bella festa. Non ricca (quelli erano gli anni ’90) però coinvolgente. Con un budget ridotto all’osso il carrozzone della Notte delle streghe ha tenuto bene. È stata divertente, colorata (a parte qualche angolo suggestivo che magari poteva essere sfruttato meglio, ma vabbè) e un bel po’ frequentata. Soprattutto il venerdì e il sabato. Il tempo si è prostrato finalmente alle esigenze di commercianti, teatranti, artisti e turisti. Cinque sere e notti perfette. Merito del famigerato Scipione, l’umido generale africano che ha fatto davvero sudare e ha accodato decine di assetati alla casina dell’acqua. I più contenti, non fatichiamo a immaginarlo, saranno sicuramente i baristi, che con bibite e gelati han fatto affari d’oro. Un po’ più povere le bancarelle e gli stand. La gente c’era ma arrivava tardi, meno tavoli occupati e un giro economico nel complesso minore rispetto alle edizioni precedenti. C’era da aspettarselo, anche se per avere delle stime un po’ più precise dovremo forse aspettare ancora qualche settimana. Inoltre l’investimento economico che il Comune ha richiesto per l’occupazione del suolo pubblico quest’anno è stato ben più importante, soprattutto per gli stand gastronomici. A remare contro, diciamolo, è stata solo la nazionale, che ha svuotato i le strade proprio la domenica sera. Quella del rogo. Perché, per gli italiani, non c’è filtro magico che possa rompere l’incantesimo del pallone. (Teo) LA MUSICA

Festival sotto le stelle, giovani in cerca di gloria - Travolgente Paolo Marchini. Per divertimento, e molto più di un pizzico di maregnesità, si è inventato il Festival sotto le stelle e ne ha fatto un piccolo grande evento, coinvolgendo amici di prestigio del mondo della musica. Dare ai giovani un'opportunità, questo è lo spirito del Festival sotto. Alla quarta edizione, la manifestazione canora è nata dalla collaborazione con la Pro Loco e l’amministrazione comunale. Nelle ambizioni degli organizzatori, si punta a diventare una vetrina nazionale ed internazionale per i giovani che hanno la tenacia di far conoscere qualità e attitudini. Appuntamento in piazza Silvagni, ore 21, con tre serate

Da sinistra: Mimmo Landi (presidente Pro Loco), Paolo Marchini (l'organizzatore)

in luglio: 19, 20 e 21 (due semifinali ed una finalissima). Due le categorie: canzoni edite e inedite. Alle canzoni si alternano momenti di cultura, comicità e cabaret. Il Festival sotto le stelle, oltre ad essere un concorso per voci nuove, vuole anche gratifi-

care i marignanesi. Dietro c'è una professionalità altissima. Marchini da giovane ha fatto parte della band “I Better Sound”, mentre oggi è il titolare della Fonolux, azienda specializzata in attrezzature per gli spettacoli (palchi, luci, amplificazione).


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F M UTURIS

ORCIANO

Boccioni, il massimo teorico e artefice della pittura e scultura futurista

Umberto Boccioni

- Umberto Boccioni (Reggio Calabria 1882 - Verona 1916) pittore e scultore italiano. Nato da genitori romagnoli, cambia spesso residenza nella fanciullezza e adolescenza, seguendo il padre Raffaele, impiegato di prefettura. E' stato il maggiore rappresentante del Futurismo (un'invenzione dell'intellettuale Filippo Tommaso Marinetti), al quale contribuì anche come teorico. Nel 1901 si trasferì a Roma dove incontrò e frequentò gli studi di Gino Severini, Mario Sironi, Duilio Cambelotti e Giacomo Balla. Dopo soggiorni a Parigi, in Russia, a Padova e Venezia, verso la fine del 1907 si stabilì a Milano. Qui, dall'incontro con Gaetano Previati, accentuò l'interesse psicologico per l'immagine, diede una prima formulazione della sua teoria dello stato d'animo e s'impegnò in uno studio diretto

della moderna società industriale. Con i suoi concetti di ‘dinamismo’ e di ‘simultaneità’ nacque la sintesi futurista dell'elemento plastico e cromatico. Lo sviluppo della ricerca era concentrato sull'idea di movimento e velocità.

1914, Umberto Boccioni (1882 - 1916) nello studio

Nel segno di Umberto Boccioni. I genitori erano morcianesi. Il 27, 28 e 29 luglio. Tre giorni di cultura, spettacoli, concerti, poesie, danze, eventi. Organizza l'amministrazione comunale. Direzione artistica: Sonia Vico Dopo una serie d'incontri, con Carlo Carrà, Luigi Russolo, Gino Severini e Filippo Tommaso Marinetti, firmò nel 1910 il ‘Manifesto della pittura futurista’. Con gli stessi firma anche il ‘Manifesto tecnico della pittura futurista’.

Da questo momento la storia della sua ricerca artistica coincide con la storia del Futurismo. Subito dopo dipinse opere in cui sono realizzate le idee futuriste della compenetrazione dinamica dei piani e della costruzione

basata sulle linee forza che determinano l'unità spaziale tra oggetto e ambiente. Boccioni fu autore di numerosi scritti, compreso un inedito ‘Manifesto dell'architettura futurista’ . Nel 1911 iniziò anche l'attività di scultore (molto famosa la scultura ‘Forme uniche nella continuità dello spazio’). Nel 1912 scrisse il ‘Manifesto tecnico della scultura futurista’, dove tra l'altro si legge: “... La

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scultura deve far vivere gli oggetti rendendo sensibile, sistematico e plastico il loro prolungamento nello spazio”. Dal 1912 al 1914 furono gli anni culminanti del Futurismo caratterizzati da una frenetica attività creativa, critica e di larga diffusione del movimento in tutta Europa. Nel 1915 Umberto Boccioni partì volontario per la guerra: in questo anno

operò un primo distacco dalla poetica futurista attenuando l'elemento dinamico, serbando l'interesse per l'immagine plastica mediata dallo studio di Cézanne. Questo nuovo fecondo periodo fu bruscamente interrotto dalla morte prematura dell'artista nel 1916. Assegnato a un reggimento di artiglieria da campagna, in località Sorte vicino Verona, muore in seguito ad una banale caduta da cavallo.


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La Morciano futurista

PROGRAMMA ‘La cinematografia’ “…Il cinematografo futurista acutizzerà, svilupperà la sensibilità, velocizzerà l’immaginazione creatrice, darà all’intelligenza un prodigioso senso di simultaneità e di onnipresenza…” da Il Manifesto “La cinematografia futurista” Milano, 11 settembre 1916

Casa dei genitori di Boccioni, Morciano Vecchia. Comperata dal Comune durante la giunta guidata da Stefano Dradi

La terza edizione di FU.MO - “Futurismo Morcianese” - è dedicata alla Cinematografia. Dal 27 al 29 luglio un ‘look’ futurista svilupperà il tema della cinematografia, ma anche della fotografia, della simultaneità della visione e del sodalizio delle arti (musica, teatro, arte circense ed interazione con il pubblico attraverso la giocoleria e il funambolismo) con spettacoli, esposizioni e salotto culturale, negozi aperti con vetrine a tema, sfilata di figuranti con acconciature e trucco futurista; osterie e ristoranti con menù futuristi, mercato d’artigianato artistico. Tra le novità 2012 spicca la tematizzazione delle vie ad ognuna delle quali è stata attribuita una scenografia particolare, in correlazione con le vetrine e i negozi in salotto. Il tutto non solo per ottenere un indiscusso effetto scenografico ma anche per valorizzare le attività commerciali morcianesi, cuore pulsante della vita cittadina e da tre anni protagoniste in prima linea di questo evento.

Morciano, Piazza Boccioni con la scultura di Arnaldo Pomodoro, anch'egli di origine morcianese

1912, Sviluppo di una bottiglia nello spazio di Umberto Boccioni. A sinistra, la replica di Umberto Corsucci. La scultura si trova nella Morciano Vecchia

L’Arena spettacoli. In Piazza Risorgimento, ospiterà un palco con le sembianze di un tendone da circo, dove verrà messa in scena in anteprima nazionale Kirkos Opera. Musica e immaginazione, uno spettacolo inedito firmato dal maestro Fabio Masini che, attraverso la musica, tende alla riscoperta di una meraviglia antica e racconta l’uomo attraverso il coraggio del trapezista, la tenerezza, la goffaggine e l’inadeguatezza del clown Sparpaglio, o la proiezione del giocoliere Tre Palle… Uno spettacolo che vedrà la partecipazione attiva della Continua...


FUTURISMORCIANO Futurismo, movimento di un “nervoso” Novecento

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Boccioni, “La città che sale”, bozzetti, 1910 - 1911

IDEE - “Sicuramente tra tutte le avanguardie il futurismo è stato il movimento più nervoso del Novecento, un secolo nervoso per eccellenza. Si evince dal primo manifesto di Filippo Tommaso Mari-netti, pubblicato sulle pagine del quotidiano francese “Le Figaro”, 20 febbraio 1909, che esplode come una violenta deflagrazione sullo sfondo di un’Italia contadina e analfabeta, ancora abbondante-

di Achille Bonito Oliva* mente assopita tra scampoli e retaggi di una cultura tardo-romantica, ottocentesca. Velocità, dinamismo, azione, modernità, il mito della macchina e del progresso, insieme al disprezzo per la tradizione e l’accademismo, costituiscono i nuovi valori dello Sturm und Drang, impeto e assalto, futurista: per il rin-

novamento della società italiana e il superamento delle vecchie ideologie attraverso l’impiego massiccio e bulimico del manifesto, forma di militarizzazione della parola usata come proclama e dichiarazione di guerra contro il mondo passatista. Accanto a Marinetti, vero e proprio deus ex machina del movimento, compaiono sulla scena Balla, Boccioni, Carrà, Severini, Russolo, che attribuiscono al movimento, concepito originariamente come letterario, una propria concreta fisionomia artistica. Tra il 1910 e il 1914 vedono la luce, solo per citare alcuni fondamentali scritti, il Manifesto dei pittori futuristi, il Manifesto dei Musicisti Futuristi e il Manifesto tecnico della scultura futurista. I proclami di Marinetti si susseguono con intensità crescente, fino a inondare, con la tipica verve linguistica e lo spirito pungente che caratterizzano la formazione, ogni aspetto del vivere civile e ogni forma di espressione artistica: dal romanzo al teatro, dalla poesia alla danza, dalla fotografia

all’architettura, dal cinema alla moda, dalla radio al design, dalla tipografia alla musica, dalla cucina alla politica, al concetto di donna e quello di amore, approdando, in un documento stilato a quattro mani da Balla e Depero, all’estrema ipotesi di una Ricostruzione Futurista dell’Universo. Nel tentativo di agguantare la vita e di trasformarla attraverso l’arte, il futurismo si fa nervoso, “caffeina d’Europa”, nei suoi manifesti sprizza insonnia, impazienza, irruenza, vitalismo, superomismo, conflittualità. Fino a cadere sciaguratamente nelle braccia del Regime, nell’impossibile tentativo dell’immaginazione al potere attraverso l’estetizzazione della politica e del quotidiano. La rivoluzione linguistica del futurismo spesso è stata appannata dagli stessi artisti per uno stile di vita e comportamenti politicamente scomodi e inaccettabili (l’adesione al Fascismo fino alla sua fine) e rimossa dalla critica fino agli anni sessanta. I manifesti futuristi senza dubbio esprimono principalmente idealità di comportamento, indicate attraverso pubblici

proclami e poi magari contraddette nel quotidiano e nella propria vita privata. II superamento di ogni modica quantità, l’amore per il pe-

ricolo e l’azzardo, l’apologia della macchina e dell’industria, la pubblicazione del primo manifesto su un quotidiano della città più cosmopolita d’Europa,


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ci segnalano una modernissima ansietà di comunicazione: oltrepassare il recinto del linguaggio e bucare l’immaginario collettivo di una società di massa magari disattenta. È facile fare i conti con le avanguardie storiche. Insonnia futurista contro sogno surrealista, vitalismo contro platonismo dell’astrazione, esplosione contro scomposizione cubista, nichilismo attivo contro anarchia dadaista, vitalismo contro lamento espressionista. D’altronde anche Antonio Gramsci si pose la domanda sull’onda anomala del futuri-

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smo: Marinetti rivoluzionario?, in “Ordine Nuovo”, 5 giugno 1921. Gramsci scriveva: “I futuristi hanno svolto questo compito nel campo della cultura borghese: hanno distrutto, senza preoccuparsi se le nuove creazioni, prodotte dalla loro attività, fossero nel complesso, una opera superiore a quella distrutta: hanno avuto fiducia in sé stessi, nella foga delle energie giovani, hanno avuto la concezione netta e chiara che l’epoca nostra, l’epoca della grande industria, della grande città operaia, della vita intensa e tumultuosa doveva ave-

re nuove forme di arte, di filosofia, di costume, di linguaggio: hanno avuto questa concezione nettamente rivoluzionaria, assolutamente marxista”. Smentita tragicamente tale asserzione sul piano politico, la si può confermare invece su quello culturale e condividere la sentenza finale dell’articolo di Gramsci: “I futuristi, nel loro campo, nel campo della cultura, sono rivoluzionari”. La domanda: fino a quando il futurismo (oltre le sue tre fasi) ha influito sull’arte del XX secolo? Sicuramente il futurismo è stata un’onda lunga che ha investito sul

Boccioni, “Rissa in galleria”, 1910 piano della sperimentazione linguistica molte generazioni di artisti. Pensiamo al polimaterismo di Alberto Burri e di Robert Rauschenberg, al continuum spaziotemporale del taglio di Fontana, alla pittura urbana di Stuart Davis, alla pop art americana, alla velocità pittorica di Schifano e al dandismo di massa di Warhol, all’eclatanza iconografica di Cattelan, alla multimedialità di Kentridge, ai video di Bill Viola, all’energia dei materiali nell’arte povera con la sua discesa dalla parete e l’occupazione dello spazio quotidiano, ai linguaggi pittorici figurativi di Chia e a quelli astratti di Nicola De Maria nella transavanguardia, alla musica concreta, elettronica e a quella di Cage, agli ologrammi di Bruce Nauman, all’happening e alle azioni di Fluxus, a Dan Flavin, a Frank O. Gehry. Che dire della pubblicità, dei videoclip musicali nella loro contaminazione di linguaggi diversi, e infine della “nouvelle cuisine” di Ferran Adria che ha introdotto un’attenzione chimica nell’elaborazione di nuovi piatti? Ma sicuramente Vansietas della comunicazione è la grande eredità del futurismo, interamente puntata sul mondo, al limite del fondamentalismo estetico e proclamata quasi sempre a volume alto, nell’impossibile tentativo di dare un presente immediato al nostro futuro”. *Stralcio intervento sul catalogo della mostra “Futurismo Manifesto 100X100” - Electa, 2009

SanMarinoConcertBand, dei musicisti dell’associazione On Broadway e di tanti artisti della scuola del circo di Torino.

Saranno quattro le vie caratterizzate dal tema ‘Cinema’: dal genere muto come omaggio a Charlie Chaplin alla cinematografia futurista, dagli anni del divismo hollywoodiano a Broadway fino al periodo felliniano, con particolare riferimento all’indimenticabile 8½. E poi proiezioni e pellicole d’autore con musica dal vivo, veri set cinematografici, attori, ballerini nelle vesti di Ginger Rogers e Fred Astaire e artisti circensi in scena su un palcoscenico “en plein air”. La biblioteca comunale ‘G. Mariotti’ ospiterà la mostra dei lavori realizzati dagli studenti dell’Istituto d’arte Federico Fellini di Riccione e la presentazione del materiale editoriale della casa editrice Vallecchi di Firenze che ha gentilmente messo a disposizione anastatiche della rivista futurista Lacerba; stilografiche e orologi fatti a mano dedicati a Boccioni e Severini, e un ventaglio di libri Marinettiani. In via Pascoli, il collezionista morcianese Bruno Baffoni darà vita alla mostra fotografica “Il terzo occhio. Strumenti e tecniche fotografiche e cinematografiche”. Una quarantina di oggetti dagli inizi del ‘900 agli anni sessanta, tra macchine fotografiche, disegni, libri, videoproiettori, e tutto ciò che è riconducibile alla Continua...

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cinematografia. Il Meraviglioso futurista omaggerà il concittadino illustre, il pittore e scultore Umberto Boccioni, con proiezioni e musiche dal vivo, la mostra sulla fotografia “Dagli studi sul movimento di Muybridge alla cronofotografia di Marey; dal dinamismo plastico di Boccioni alla scomposizione del movimento di Balla; dal fotodinamismo di Bragaglia alle scenografie di Prampolini”; esposizioni didattiche e il salotto culturale con conversazioni d’arte con esperti, docenti e alunni delle scuole del circondario.

Umberto Boccioni, Io - Noi - Boccioni, fotografia

La fotografia futurista - (Manifesto futurista, 16 aprile 1930) La fotografia di un paesaggio, quella di una persona o di un gruppo di persone, ottenute con un’armonia, una minuzia dì particolari ed una tipicità tali da far dire: “Sembra un quadro”, è cosa per noi assolutamente superata. Dopo il fotodinamismo o fotografia del movimento creato da Anton Giulio Bragaglia in collaborazione con suo fratello Arturo, presentata da me nel 1912 alla Sala Pichetti di Roma e imitata poi da tutti i fotografi avanguardisti del mondo, occorre realizzare queste nuove possibilità fotografiche: 1° Il dramma dì oggetti immobili e mobili; e la mescolanza drammatica di oggetti

mobili e immobili; 2° il dramma delle ombre degli oggetti contrastanti e isolate dagli oggetti stessi; 3° il dramma di oggetti umanizzati, pietrificati, cristallizzati o vegetalizzatì mediante camuffamenti e luci speciali; 4° la spettralizzazione di alcune parti del corpo umano o animale isolate o ricongiunte alogicamente; 5° la fusione dì prospettive aeree, marine, terrestri; 6° la fusione di visioni dal basso in alto con visioni dall’alto in basso; 7° le inclinazioni immobili e mobìli degli oggetti o dei corpi umani ed animali; 8° la mobile o immobile sospensione degli oggetti ed il loro stare in equilibrio; 9° le drammatiche sproporzioni degli oggetti mobìli

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ed immobili; 10° le amorose o violente compenetrazioni di oggetti mobili o immobili; 11° la sovrapposizione trasparente o semitrasparente di persone e oggetti concreti e dei loro fantasmi semiastratti con simultaneità dì ricordo sogno; 12° l’ingigantimento straripante di una cosa minuscola quasi invisibile in un paesaggio; 13° l’interpretazione tragica o satirica dell’attività mediante un simbolismo di oggetti camuffati; 14° la composizione di paesaggi assolutamente extraterrestri, astrali o medianici mediante spessori, elasticità, profondità torbide, limpide trasparenze, valori algebrici o geometrici senza nulla di umano né di vegetale né di geologico;

15° la composizione organica dei diversi stati d’animo di una persona mediante l’espressione intensificata delle più tipiche parti del suo corpo; 16° l’arte fotografica degli oggetti camuffati, intesa a sviluppare l’arte dei camuffamenti di guerra che ha lo scopo di illudere gli osservatori aerei. Tutte queste ricerche hanno lo scopo di far sempre più sconfinare la scienza fotografica nell’arte pura e favorirne automaticamente lo sviluppo nel campo della fisica, della chimica e della guerra. F.T. Marinetti, Tato (Tratto dal catalogo della mostra “Futurismo&Futurismi” Bompiani, 1986)

Proprio il salotto culturale sabato 28 luglio sarà dedicato alla cinematografia e vedrà gli interventi del prof. Carlo Montanaro, ex docente dell’accademia di Belle Arti di Venezia e critico di cinema, e dell’esperto di musica futurista, nonché musicologo, Pietro Verardo. Domenica 29 luglio sarà affrontato il tema della Fotografia dove sarà invitato il collezionista morcianese Bruno Baffoni ad illustrare strumenti e tecniche fotografiche. Nella serata si terrà anche la presentazione del materiale editoriale della casa editrice Vallecchi di Firenze. La scenografia del Salotto culturale con oggetti di arredamento e design, accessori e pannelli, sarà curata dagli alunni delle scuole Medie di Morciano che, per l’occasione, proietteranno un cortometraggio da loro realizzato sul progetto pluridisciplinare legato all’avanguardia italiana. Tra le curiosità da segnalare l’allestimento di una sorta di “Drive in” con sedie, macchine e moto su cui sedersi per assistere alle proiezioni all’aperto; o ancora la presenza di un gruppo di giovani teatranti travestiti da giornalisti e fotografi che avranno il compito di traghettare il pubblico verso gli spettacoli e le iniziative culturali, oltre a fornire spiegazioni sul Futurismo. Come sempre anche i bambini avranno uno spazio a loro intermante dedicato. In Aia Pasini nella serata di sabato 28 si svolgerà un laboratorio 4-10 anni dal titolo ‘Dai cartoon in bianco e nero Continua...

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FUTURISMORCIANO Fortunato Depero, “Treno partorito dal sole”, 1924

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al teatrino delle ombre’ in cui la semplice e intramontabile bellezza dei primi cartoni animati disegnati e prodotti da Disney trasporterà i più piccoli in un intrattenimento completamente diverso dalle loro abitudini televisive quotidiane. Dal bianco e nero… alle ombre, costruendo un teatrino a muro con il quale ognuno animerà sagome nere che grazie alla luce di una torcia, daranno vita a storie dai mille colori. Attori futuristi Infine, per chi volesse divertirsi a far parte del cast futurista, basta scrivere a segreteria@morciano.it, specificando nome, cognome e numero di telefono, entro e non oltre martedì 24 luglio 2012.

“Forme uniche di continuità nello spazio”, 1913

Fine...

Edil Garuffi (di Garuffi Giorgio)

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Ristrutturare - Costruire - Idee Gli artigiani della casa Motore a scoppio, cembalo scrivano, acciaio...

La Città ideale (particolare) attribuita al Laurana. Si trova ad Urbino, Palazzo Ducale

Le scoperte che hanno fatto crescere l'uomo 1853 - Motore a scoppio Non si tratta di sciovinismo. Il primo motore scoppio, che utilizza una miscela detonante di aria e combustibile, viene progettato e sperimentato in Italia, dal fisico toscano padre Eugenio (Nicolò) Barsanti (1821-1864) e dal fisico toscano Felice Matteucci (1808-1887). Non è la prima idea di un motore a scoppio, ma il primo progetto per rendere praticabile il principio attraverso valvole di aspirazione e di scarico e un volano. Il 5 giugno 1853 i due inventori lasciano un plico sigillato all’Accademia dei Georgofili a Firenze con i risultati delle loro esperienze, e la richiesta che questi vengano diffusi dieci anni dopo. Nel 1854 ottengono il brevetto inglese. Poi danno inizio a Firenze a un’attività industriale per lo sviluppo del motore, ma la morte prematura di Barsanti mette fine alle esperienze. Il motore a scoppio sarà poi perfezionato nel 1860 dal francese Jean-Jacques Lenoir (18221900) e drasticamente migliorato e trasformato in un prodotto industriale da Otto. 1855 - Cembalo scrivano Nella corsa alla realizzazione della macchina per scrivere, una tappa fondamentale è segnata dall’avvocato piemontese Giuseppe Ravizza (1811-1885), che in questo giorno brevetta un apparecchio composto da «una tastiera di 32 tasti quadrati» che comandano altrettanti martelletti disposti a cerchio. Poco manca alla macchina per scrivere definitiva (Sholes), perché il «cembalo» ha già il concetto basilare dei martelletti presi in

prestito dalla meccanica dei pianoforti; inoltre questo è il primo apparecchio che risolve il problema del Tinchio-stratura facendo uso di un nastro inchiostrato che scorre (ed è dotato anche di campanello che suona a fine riga). A Ravizza mancheranno i capitali per trasformare il cembalo in un prodotto finito.

1855 - L'acciaio L’inventore Henry Bessemer inglese (1813-1898) inventa il «convertitore» che prenderà il suo nome e che per la prima volta permette di realizzare acciaio in grande quantità e a basso costo, rivoluzionando l’industria metallurgica che proprio in questi anni sta vivendo il suo momento d’oro con le applicazioni del motore a

vapore, della ferrovia, dei battelli a motore. Fino a questo momento l’acciaio (lega di ferro con una percentuale di carbonio inferiore all’1,8%) veniva prodotto con molta difficoltà per assicurare una decente resistenza, poiché risultava non omogeneo. Il convertitore di Bessemer, attraverso l’insufflazione di aria calda e vapore acqueo, riesce finalmente a far ottenere acciaio resistente e a basso costo. 1857 - Carta igienica L’uomo d’affari americano Joseph Gayrity inventa questo prodotto, presentato in pacchi a fogli singoli, ma non riesce a trovare acquirenti a causa dell’elevata «concorrenza» di vecchi libri, cataloghi, giornali, all’epoca la miniera più feconda di carta per uso igienico. La carta igienica sarà perfezionata dall’inglese Walter Alcock, che nel 1879 inventa il rotolo con fogli a strappo e sfonderà sul mercato americano nel 1884 quando due fratelli, Edward e Clarence Scott, presenteranno il rotolo bucherellato moderno realizzato con carta morbida «come il lino» e poi chiamato Scottis-sue, dando inizio a una multi- nazionale dell’usa-e-getta. Questa compagnia lancerà nel 1907 anche i primi fazzoletti usa-e-getta.


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- Referedum, scuola media e Ghigi i temi caldi della politica morcianese. In una lunghissima seduta del Consiglio comunale, iniziata alle 21 del 25 giugno e prolungata fino all’una e un quarto del 26, con qualche consigliere sonnecchiante. Sugli scranni 12 punti all’ordine del giorno, di cui ben sette su lottizzazioni e progetti edificatori. Danilo Ottaviani, consigliere comunale da quasi 30 anni, durante le votazioni sulle lottizzazioni, per conflitti d’interesse, per ben tre volte, esce dall’aula. Referendum Finalmente. Dopo 26 mesi di attiva attesa e ricorso al Difensore Civico Regionale da parte dei Comitati cittadini, il Consiglio comunale ha varato il tanto desiderato “Regolamento per la disciplina del Referendum Comunale”. Meglio dire il non Regolamento dei referendum. Sarà molto difficile poter indire una consultazione popolare. Hanno accolto solamente due proposte dei comitati. I 60 giorni di tempo per la raccolta delle firme del 20% degli elettori, è stato portato a 120 giorni. E il numero dei quesiti, è stato aumentato da tre a sei. Infatti, non si sa su quali argomenti e quando i cittadini possono chiedere un Referendum abrogativo o consultivo. Oltre al bilancio comunale e materie fiscali, sono stati esclusi tutti gli argomenti che riguardano la pianificazione dell’ambiente ed il territorio. Inoltre, è stato vietato il ricorso ai referendum: per 15 mesi in coincidenza con le elezioni comunali, per 4 mesi in coincidenza con le elezioni provinciali, regionali, Parlamento europeo e i Referendum nazionali. È lecito ipotizzare che i referendum comunali a Morciano sono stati inseriti nello Statuto comunale, perché voluti dallo Statuto e le leggi regionali ed è stato fatto il Regolamento di attuazione con tanto di ritardo, perché in seguito al ricorso dei Comitati cittadini, è stato ordinato dal Difensore Civico regionale. Durante la discussione il sindaco Battazza e capogruppo della maggioranza Cesare Cesarotti, hanno cercato di riversare le colpe di quest’atto limitativo e penalizzante

Luglio 2012

MORCIANO

C'è ma è difficile come iter. Il Comune l'ha riacquista per 2,8 milioni. Di chi gli interessi?

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Referendum, scuola media, Ghigi Momento di un'altra assemblea pubblica sulla Ghigi

IL PUNTO

di Hossein Fayaz

dei diritti, sul Comitato “Morciano in Comune” Fabio Bartolini e Daniele Arduini, che con aiuto volontario e gratuito dell’avvocato Massimo Manducchi del foro di Rimini, avevano presentato nell’aprile 2010, una bozza di regolamento simile a quello vecchio del Comune di Rimini. I Consiglieri della maggioranza non hanno tenuto conto delle articolate proposte “Comitato” e molto ampie e ben studiate dei consiglieri delle opposizioni: Mario Garattoni, Giuseppe Lopalco, Filippo Gennari ed Enzo Montani. Scuola Media, 2,8 milioni euro Verso l’una di notte, con consiglieri assonnati e lo spazio del pubblico quasi deserto, al dodicesimo punto, Battazza ha messo in discussione l’argomento più delicato della seduta. L’acquisto dell’area dell’ex Scuola Media situata nel centro di Morciano, in via Roma a pochi passi dall’ex Pastificio Ghigi, circa 1420 mq di costruzione (risalente agli anni1950, '55, '79 e '89) ed un ampio campo da gioco. Costo: 2,8 milioni euro. Il costruttore della nuova Scuola Media deve avere questa somma ed è disposto a cederla; l'aveva avuta in cambio dall’amministrazione Ciotti per tale cifra. Si resta dell’idea che il terreno

della vecchia Scuola Media per la sua centrale posizione, è d’importanza strategica per la città. Svenderlo è stato un danno grosso alla comunità. Il sindaco non ha detto che il cortile ed il campo da gioco di questa ex scuola fanno parte integrante del progetto Ghigi, come standard dei parcheggi pubblici, già depositato il 14 marzo 2012 in Comune. Non è convicente il fatto che il Comune, con svariati milioni di debiti, buchi ed impegni maggiormente ereditati dall’amministrazione Ciotti, possa nei fatti mettere insieme 2,8 milioni di euro per acquistarla, senza ricorrere a nuovi mutui. Però, potrebbe in teoria utilizzare i contributi del progetto Ghigi. Tra i consiglieri favorevoli oltre al sindaco, spicca Corrado Montanari che sostiene che non saranno costruiti 4.300 mq di edifici in più e quelli contrari di Filippo Gennari e Mario Garattoni; nutrono seri dubi sugli aspetti finanziari e stabilità sismica di questa costruzione. Ghigi Grazie, non ci siamo, avete sbagliato tutto. Dicono i morcianesi ai tecnici, incaricati dalla proprietà per lo studio di fattibilità ambientale del centro commerciale Ghigi. Assemblea pubblica sul Pru

(Piano di riqualificazione ambientale) Ghigi organizzata dal Servizio ambiente della Provincia di Rimini e moderata dalla responsabile del Servizio Viviana De Podestà e responsabile dell’ufficio V.I.A. Fabio Rizzuto, si è svolta dalle 10,30 alle 13,15. Il Lavatoio era gremito. Dopo una breve introduzione dei dirigenti della Provincia, prima da Michele Casadio (“Verifica di assoggettabilità alla procedura di Valutazione di impatto Ambientale”), in seguito da Fabio Zaffagnini (“Relazione geologica e geotecnica” del Comparto Ghigi). Ambedue tecnici dello Studio Associato Casadio e Zaffagnini di

Forlì. Sono intervenuti per le domande e osservazioni più di dieci persone, contestando il metodo, il contenuto e le conclusioni dei tecnici forlivesi. Per quanto riguarda la compatibilità acustica e ambientale del progetto Ghigi, sono state sollevate molte osservazioni ed opposizioni. Le più significative: 1 - Il giorno del sopraluogo per rilevare i livelli dell’inquinamento acustico ed atmosferico, martedì 4 gennaio 2011, era una giornata di freddo glaciale e nel bel mezzo del periodo delle vacanze scolastiche di Natale. Di conseguenza, il traffico era ridotto al minimo; non può essere preso in esame come giornata tipo. 2 - Il metodo di calcolo previsionale del traffico dopo la realizzazione del progetto, per ogni posto auto 4 spostamenti giornalieri nelle ore diurne ed una nelle ore notturne e il numero ridotto dei parcheggi indicati nella relazione, ha incontrato molte opposizioni. 3 – La sottovalutazione dell’impatto negativo del Centro commerciale Ghigi del progetto Diver-

si, sulla rete commerciale esistente cittadina è stata sollevata in più interventi. Inoltre, la relazione geologica di Zaffagnini è stata contestata per ciò che concerne le falde acquifere. Infatti, le falde acquifere esistenti, in seguito agli scavi nell’area Ghigi e impermeabilizzazioni delle pareti dei piani sotterranei, possono creare seri pericoli alle abitazioni dei vicini. I coordinatori dei Comitati cittadini hanno chiesto ai dirigenti del Servizio Ambiente della Provincia, di affidare l’incarico del controllo dei livelli dell’inquinamento ad un altro Studio. Oppure, di ripetere i prelievi in una giornata feriale con i negozi e le scuole aperte tutto il giorno. Inoltre hanno chiesto che in tutte le fasi dell’approvazione del progetto Ghigi si faccia una vera “Urbanistica Partecipata”. Tenendo conto della rilevanza del progetto Ghigi sulla vita degli abitanti, rivolgendosi al Sindaco Claudio Battazza, presente in sala, hanno chiesto di sottoporre al voto dei cittadini il progetto dell’architetto Oreste Diversi. La consultazione può avvenire tramite un referendum consultivo o come ritengono opportuno sindaco e maggioranza. Al termine dell’incontro, i dirigenti provinciali, hanno dichiarato che terranno conto delle osservazioni orali dei presenti e hanno pregato di far pervenire entro 45 giorni dal 6 giugno scorso (20 luglio 2012) le osservazioni scritte e indirizzate all’ufficio V.I.A. della Provincia.


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Basketlonga lo scorso giugno. Stuolo di ragazzini con la palla a spicchi a zonzo per la città

Basket, il futuro è nel cuore dei morcianesi

- Che spettacolo. Fieri ed orgogliosi, sono partiti puntualissimi dalla palestra Palapedriali alle 17. Il pomeriggio del 20 giugno, la Società Morciano Basket, ha portato i suoi piccoli rappresentanti nel cuore del nostro paese. E' stato intitolato: “Basketlonga”. Sotto la guida del Coach Alessandro (“Tigre”) Polverelli e la supervisione degli assistenti: Mattia Pierpaolini, Danilo Tonti e Massimo Calesini, la colonna di bambini annate: 1999, 2000, 2001, 2004 si è snodata per le vie del centro e della periferia, mettendo in bella mostra i prestigiosi colori bianconeri. Inoltre, facendo sentire la loro simpatica presenza con cori arditi, e pressanti palleggi. I loro nomi corrispondono a:

GIOVANI

Bernabè Matteo, Calesini Federico, Caroli Alex, Casali Christian, Dettori “Doc” Andrea, Dionigi Marco, Dionigi Leonardo (Leo), Mendola Andrea, Palmerini Lorenzo, Ricciardone Michele, Tonti Alex, Sanchini Lorenzo, Gabrielli “Jaja” Jacopo, Cevoli “Cev” Matteo, Calesini Emanuel, Bilancioni Cristian, Barbieri Matteo, Farizi Arbin, Domi Endri, Bianciardi Daniele, Grossi Ivan, Bigini “G” Giovanni, Renzi Alessandro, Polverelli Lorenzo. In Piazza Risorgimento si sono prodotti in coreografie cestistiche

che hanno incuriosito non poco i passanti. Durante la marcia hanno fatto tappa dai loro principali sponsor che qui ringraziano per aver offerto un degno contributo: Ristorante “Vecchia Botte”, Gelateria “Settecento ‘700”, Matrix Computer, Calzature Gambini, Ristorante “Risorgimento”, Ristorante “Il Borgo”, Calzature Elda Morelli e Sammarini Sauro, “Acqua e Grano” - Bio, Oreficeria Baffoni Gianluca, l'Angolo del Caffè, Ristorante “Di Paoli”. L’epilogo: in Piazza del Popolo all’ombra della fontana del Mercurio, con saluto al

Comune e relativo congedo. Si evidenzia, e sottolinea, come la parentesi cestistica continuerà fino alla fine del mese di giugno, e per tutto il mese di luglio. Chi fosse interessato a far parte di questo “Supergruppo”, è ancora in tempo poiché l’obiettivo della Morciano Basket è, assolutamente, quello di far divertire i ragazzi ed erigersi come punto di riferimento-certo per le giovani generazioni morcianesi. Infine, si invitano le numerose, svariate ed importanti realtà socioeconomiche ed aziendali del nostro territorio, a stare vicino prendendo parte attivamente e concretamente, a tutte le attività ed i futuri progetti cestistici. Per info 338/92.21.589 (Alessandro Polverelli).

A spasso per Morciano con la palla a spicchi (Foto Mario Polverelli)


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MORCIANO

Band dell'istituto quale espressione del laboratorio musicale. Forte momento civico LA LETTERA

Estate più magica col ballo

- Estate più magica col ballo in piazza col ritmo e lo swing. I maestri di ballo Amedeo e Teresa Tamburini presentano tutti i mercoledì alle ore 21, con replica alle ore 22 un simpatico spettacolo di ballo. Mercoledì 27 giugno, nella prima serata, oltre ai tradizionali balli folkloristici romagnoli eseguiti da coppie Campioni Italiani, Teresa e Amedeo hanno presentato uno scatenato rock and roll in stile Rockabilly, eseguito da due bravissimi ballerini abbigliati anni 50. Gli stessi Amedeo e Teresa si sono esibiti in un simpatico Shim Sham, che è una Tap-Dance nata anch´essa negli States negli anni 20 dello scorso secolo. Vedremo quali sorprese ci riserveranno Amedeo e Teresa per i prossimi mercoledì; poi li possiamo trovare tutti i martedì sera al Centro Parrocchiale, dove animano la serata “Ballando sotto le Stelle” con balli di gruppo e swing. Per chi volesse imparare o migliorare il proprio stile di ballo li ritroveremo in ottobre con la loro scuola di ballo sempre presso il Centro Parrocchiale con i tradizionali balli di coppia, di gruppo e gli spensierati swing.

Isiss, fine anno con concerto I genitori, i ragazzi diversamente abili. Affrontato il disagio giovanile, la mafia. Premiato il preside Franco Raschi che va in pensione

Il complesso Degasgo

LA SCUOLA

- Note senza età al Palafiera di Morciano. Il laboratorio musicale DE.GAS.GO!!! dell’Isiss, ideato e portato avanti come progetto dai proff. Renzo Galli e Francesco De Nunzio ha creato un evento, che oltre ad essere un motivo per stare assieme, ha dato la possibilità di mettere in risalto le abilità e i talenti dei vari gruppi musicali

presenti nella scuola e dei singoli alunni; l’evento ha anche riservato spazio alla danza con i ragazzi diversamente abili del laboratorio 33 e ad alcuni siparietti comici. Gremito il Palafiera che ha accolto tra il pubblico oltre i genitori dei partecipanti e i curiosi, ospiti d’onore quali l’assessore Filippo Ghigi ed il preside dell’istituto Franco Raschi, che si sono resi testimoni del rapporto “scuola-famiglia”, che così facendo si è andato a fortificare grazie a tale progetto, sostenuto sia dalla dirigenza della scuola e sia dal comune di Morciano e dall’assessorato ai Giovani della Provincia di Rimini. Hanno dato man forte per la riuscita della serata, con la

loro esperienza in campo musicale, anche i proff. Francesco Fonti, Demetrio Bastianelli e Francesco Tafuro É così nata una festa di fine anno unica che verrà sicuramente riproposta il prossimo anno. E' stata anche l’occasione per sensibilizzare i ragazzi su alcuni temi delicati quali il disagio giovanile, il terremoto e, in particolar modo, la mafia, infatti, tutti i presenti hanno ricevuto una locandina con la ormai famosa foto che ritrae sorridenti Falcone e Borsellino e l’altrettanto conosciuta frase: “Gli uomini passano, le ideee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe

di altri uomini”. Durante la manifestazione l’assessore Filippo Ghigi, a nome dell’amministrazione impegnata in Consiglio Comunale, ha consegnato il premio Mercurio al dirigente dell’Istituto prof. Franco Raschi che quest’anno andrà in pensione come ringraziamento per il lavoro svolto a Morciano durante questi anni. Successivamente a tutti i partecipanti al laboratorio, il dirigente scolastico ha provveduto alla consegna di un attestato di partecipazione con valore di credito formativo. Auguri, caro preside; che il futuro sia secondo il suo cuore. Alessio Della Chiara

LA LETTERA

Eliminare Imu prima casa - Il giorno 31 maggio 2012 si è svolto, a Morciano di Romagna, il Consiglio Comunale. Tra i vari punti: imposta municipale propria (IMU), e addizionale comunale all’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF). Premetto che sono iscritto al Partito Democratico. Molti altri amici, anche loro iscritti e/o simpatizzanti del PD sono della mia stessa idea, ovvero: l’IMU, riferita alla prima casa, è una odiosa tassa, pertanto, deve essere assolutamente eliminata. Non si può tassare la prima casa! Il Presidente del Consiglio, Mario Monti, in qualità di Presidente della Bocconi, da 7 anni non ha pagato l’ICI al comune di Milano, per un palazzo della Bocconi di 333 camere affittate a 10.000 euro/anno, in quanto lo stabile ha “finalità istituzionali, assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive”. Ritengo (riteniamo) che nella prima casa le famiglie italiane: assistono, curano, educano, istruiscono e crescono i propri figli, senza scopo di lucro, come le

fondazioni bancarie, le sedi dei sindacati… e il palazzo della Bocconi. Da diversi sondaggi risulta che il 79% degli Italiani non è favorevole al pagamento dell’IMU; il 6% l’accetta ma solo in un periodo transitorio. Sono consapevole che l’Italia navighi in acque economiche tempestose ma prima di tassare la prima casa si vada a ridurre il numero di cacciabombardieri F35, come hanno fatto altri paesi, Norvegia, Canada, Australia e Turchia. Se proprio dobbiamo comprarli prima cerchiamo di mettere a posto il “bilancio economico”: è solo un semplice esempio! Se gli uomini, da noi votati, alla Camera e al Senato, specialmente quelli a cui noi abbiamo dato fiducia, non cambieranno la legge, noi cercheremo di cambiare gli uomini. Il Comune di Morciano, oberato da una montagna di debiti, almeno questo è quello che afferma l’assessore (e Sindaco) con proclami, ma su questo punto è utile investigare, ha imposto una tassa, sulla prima casa, del 5,5 per mille, e ciliegina sulla torta una addizionale IRPEF raddoppiata, dallo 0,3% allo 0,6%.

E’ inaccettabile che una amministrazione di sinistra, almeno così vuol apparire, attui queste tariffe. Per questo io (anche a nome di altri) esprimo tutta la mia delusione e rammarico per questo atteggiamento. E’ vero che un Comune non può eliminare la tassa sulla prima casa ma poteva applicare una tassa del 4,0 per mille, quella governativa. Sull’addizionale IRPEF, ricordo ancora, quando fu applicata dalla precedente amministrazione, come qualcuno “tuonava”, ed ora… ma si sa che il Comune è sommerso da debiti realizzati da altri, e una parte dell’ “opposizione” oggi (ieri maggioranza) non fa una bella “figura”, visto il loro passivo atteggiamento, simile a quello di un pugile allo stremo delle forze, che incassa senza reagire. Una promessa che sento di fare ai miei elettori è quella di vigilare, con più attenzione, e informare su come verranno utilizzate queste entrate. Giuseppe Lopalco, Pd


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Luglio 2012

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I pannelli fotovoltaici che fungevano da pensiline ai parcheggi crollati sotto il peso della neve

ALLEGRO MA NON TROPPO

Foro Boario Pacina... - Buongiorno Enrico, come sta? “Me am cem Pacina” (Mi chiamo Pacina). Dialogo tra un amico e Pacina quando sono incontrati lo scorso 20 giugno in via Marconi, altezza Pironi Uomo. Nel mentre, passa una signora attraente, Pacina la ferma e le chiede: “Cum am cem me?”. La risposta: “Pacina”. “Ti vest pataca”. Pacina per tutti, per l'anagrafe é Enrico Mancini, tifoso del Torino.

Piazza triste... - Piazza del Popolo è sempre più triste. D'estate, è arrosolata. Le panchine dal metallo rovente allontanano anche per lo sporco delle sedute e degli schienali. L'aiuola è quasi abbandonata, e tutto favorisce il degrado. Quello che un tempo era il giardinetto (sarebbe bastata una piccola pulizia ed una rivistazione da un architetto del paesaggio), è solo un grande spartitraffico e spiazzo di passaggio (e non passeggio). Che fare?

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“Padiglione, falso gioiello” LA LETTERA

- Leggendo le due perizie tecniche redatte dal Dott. Ing. Giorgio De Angelis sui lavori di ampliamento del Padiglione fieristico comunale, i consiglieri Montani, Gennari e Ottaviani, del gruppo di Minoranza Morciano Insieme, non riescono a capacitarsi di come il “ gioiello “ dell’Amm.ne Battazza si sia rivelato nel giro di un solo anno di così scarso valore, anche se in realtà le perizie non fanno che certificare i rilievi da Noi avanzati. Ricordiamo che l’ampliamento del Padiglione fieristico è stato realizzato tramite una convenzione trentennale con un privato che riscuote i proventi derivanti dal fotovoltaico mentre è costato ai cittadini morcianesi 800.000,00 euro , per le “ migliorie “ al capannone esistente ( anche se il Sindaco aveva sempre affermato che l’operazione Padiglione fieristico sarebbe stata a costo zero). Ma vediamo cosa dicono le perizie: - Cedimento tettoie (pensiline di sostegno dei pan-

nelli fotovoltaici) parcheggio posto lungo via Forlani ( padiglione fieristico) è dovuto a “ evidenti carenze strutturali” riscontrate nella costruzione dell’opera. - Capannone esistente costruito nel 1980, “ le strutture risultano calcolate per zona sismica in base alla normativa all’epoca vigente”. Il perito ritiene che ” L’installazione dei pannelli in copertura produca un piccolo incremento dei carichi con con-

seguente lieve diminuzione della sicurezza... che risulta però ben più gravosa con la presenza anche della neve. ...Per la rimozione della neve non è stato previsto od installato nessun sistema od impianto automatico (resistenze elettriche, serpentine ad acqua calda, ventilazione ad aria calda) restando da operare , al verificarsi delle nevicate , col solo intervento manuale.” Ciò significa che quando c’è la neve sul tetto, fin quando non è stata “manualmen-

te “ rimossa, è pericoloso trovarsi all’interno. Ci auguriamo che non nevichi più! - Porticato “Il progetto strutturale prevedeva che il porticato fosse separato dal padiglione esistente con un giunto sismico di cm.13. Dal sopralluogo eseguito risulta invece che la quasi totalità delle colonne sul fronte sono collegate alla trave del capannone esistente. Tali collegamenti sono stati eseguiti causa la elevata flessibilità della struttura”. Il perito consiglia la rimozione; la necessità di ripristinare le condizioni progettuali rimuovendo i collegamenti alla trave e di provvedere a ridurre l’elevata flessibilità. Naturalmente il Sindaco Battazza dirà che il Comune non tirerà fuori un euro per il ripristino, ma da parte della comunità Morcianese, alla luce delle perizie effettuate, c’è molta preoccupazione sulla sicurezza della struttura a causa delle “migliorie” apportate: se già il primo giorno di neve ha causato tanti problemi, non osiamo immaginare cosa potrebbe succedere con eventi di portata maggiore. Gruppo Morciano Insieme

Avanzolini nonno

Francesco Avanzolini, nonno di Giancarlo Avanzolini

Emilio Cavalli (Foto Bruno Baffoni)

- Giancarlo Avanzolini vuole bene a Morciano. La nipotina Silvia Renzi, frugando in un vecchio libro, trova una dimenticata istantanea di famiglia. Reca il nonno del nonno, Francesco. E' in mezzo agli orfani dei ferrovieri, ospiti dell'opera pia “Dio felice”, Rimini. Gli Avanzolini sono originari di Saludecio. Francesco si sposta a Rimini a fare l'amministratore in un collegio di suore. Ha cinque figli: Luigi (Gino), Bartolomeo (Lino, babbo di Giancarlo), Ugo, Anna e Silvia. Lino va a lavorare alla tipografia Gasperi di Morciano. Qui incontra Rosina Ferrini (famiglia di commercianti di tessuti). Si sposano. Giancarlo entra alla Gasperi a 16 anni, nel '52, a una settimana dalla morte del babbo; avvenuta per malattia professionale.


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Gli itinerari della buona tavola

Bel racconto dello storico dell'alimentazione Massimo Montnari

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Pomodoro, 300 anni per diventare il principe dell'estate - Il principe della dieta mediterranea non ha proprio nulla di Mediterraneo. Insieme a mais, patata, arriva dall'America grazie a Cristoforo Colombo. Nei primi tempi venne coltivato solo negli orti botanici, come una rarità. E' solo dalla metà del '600 che inizia ad essere prodotto su vasta scala. Non per scelta, ma per necessità: la fame. E l'orto era considerato zona franca del podere; non c'era corresponsione verso il proprietario. La pasta col pomodoro inizia ad arrivare sulle tavole solo ai primi dell'800 ed in quelle delle famiglie ricche. Le classi sociali più basse erano troppo conservatrici e prevenute verso il nuovo. Il pomodoro è nativo della zona del Centro America, Sud America e della parte meridionale del Nord America. Gli Aztechi lo chiamarono xitomatl, il termine tomatl indicava vari frutti simili fra loro, in genere sugosi. La salsa di pomodoro divenne parte integrante della cucina azteca. Si diceva che il pomodoro avesse proprietà afrodisiache; sarebbe questo il motivo per cui i francesi anticamente lo definivano

Il tipico frutto del Mediterraneo arriva dall'America nel 1540 portato dallo spagnolo Cortés. Ha rivoluzionato la “povera” cucina delle terre che si affacciano sul “nostro mare”. Nei primi tempi coltivato negli orti botanici. Di pubblico utilizzo solo dalla metà del 1600, causa la fame pomme d'amour, “pomo d'amore”. La credenza è presente anche in Italia. In alcuni paesi dell'interno della Sicilia, è indicato anche col nome di pùma-d'amùri (pomo dell'amore). Si dice che dopo la sua introduzione in Europa sir Walter Raleigh avrebbe donato questa piantina carica di frutti alla regina Elisabetta, battezzandola col nome di

apples of love (pomo d'amore). In Europa arrivò nel 1540 quando lo spagnolo Hernán Cortés rientrò in patria e ne portò gli esemplari; ma la sua coltivazione e diffusione attese fino alla seconda metà del XVII secolo. E fu figlia della fame e dell'aumento della popolazione Arriva in Italia nel 1596. Più tardi, trovando condizioni climatiche favorevoli al sud, l'originario

colore oro, che diede il nome alla pianta, diventa rosso, grazie a selezioni e innesti. L’industria del pomodoro è tipicamente italiana. La sua culla sarebbe stata Parma, nelle cui campagne dopo la metà dell’Ottocento i contadini producevano pani di polpa essiccata, al sole, e non per nulla chiamati “pani neri”. Avrebbe imposto la svolta il professor Rognoni, docente all’Istituto tecnico di Parma, che avrebbe sperimentato la coltura, nei propri poderi, dal 1865, e sarebbe stato protagonista della diffusione, prima del 1895, dei primi processi razionali, presto adottati da numerosi laboratori artigianali. Nel 1875 il piemontese (era di Asti) Francesco Cirio creò, intanto, a Napoli, la prima industria conserviera meridionale.


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Montefiore Conca Rocca di Luna

In queste mura la leggenda vuole che sia “nascosto” il tesoro di Sigismondo Malatesta

- Ci saranno anche circensi da Sanpietroburgo per la diciotetsima edizione di “Rocca di Luna”. Solo questo vale la pena di salire a Montefiore per uno dei weekend più straordinari dell’estate! Nel segno del tema: “Ballando al chiar di luna”. Prende il via il 20 luglio, una delle manifestazioni entrate a pieno titolo nel novero degli eventi più frequentati che caratterizzano la lunga estate dell'entroterra. Immutata nello spirito che la contraddistingue, la

Circensi da Sanpietroburgo. Una decina di spazi scenici con una marea di spettacoli e giochi. Passeggiate al lume con la possibilità di degustare vini e prodotti tipici festa non è legata a una rievocazione o una tradizione, ma si ispira alla luna indagandone di anno in anno aspetti diversi, riempiendo così il castello medioevale di Montefiore Conca di momenti sempre nuovi e stimolanti di cultura, svago e

divertimento. L’edizione 2012 di Rocca di Luna si presenta rinnovata in diversi aspetti, a partire dal tema che la caratterizza fino alla organizzazione. I finiti lavori di restauro della Rocca, hanno reso il simbolo di Montefiore bel-

lissimo e fruibile. E' il fulcro della manifestazione. Per tre serate tutto il borgo sarà animato da una serie di performance di cantanti professionisti, musicisti di strada, compagnie teatrali e di danza, gruppi etnici che si alterneranno su tutto il perimetro del paese, compresa la Rocca Malatestiana. Rocca di Luna “Giochi & musica” sarà quindi una sorta di grande gioco/concerto che saprà coinvolgere tutti, in una clima di sano divertimento.

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Appuntamento il 20, 21 e 22 luglio, dalle 18 a notte fonda. La 18^ edizione, è un fantastico viaggio nel plenilunio con concerti, immagini, mercatini etnici, scenografie


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S. CLEMENTE - GEMMANO - MONTEFIORE SAN CLEMENTE - LA RIFLESSIONE

Pd, partito sempre in vacanza? - Quando il partito va sempre in vacanza. Numeri alla mano, il Pd, con circa otto iscritti eletti in maggioranza, dovrebbe essere il partito egemone destinato a scandire i tempi delle proposte dell´amministrazione comunale di San Clemente. Guardando però le vicende da vicino è facile scoprire come non sia affatto così. Verificando i contenuti, non sembra infatti essere per nulla di sinistra quel mantenere con ostinazione un così alto compenso per l´attività di assessore e sindaco, un´indennità che, con il superamento della soglia dei 5000 mila abitanti, ha visto triplicare il suo valore. Gli emolumenti: sindaco 2.700 euro lordi circa, vice 1.350 lordi circa, assessori 1.200 lordi, presidente del Consiglio 300 euro circa (circa un consiglio al mese). Non ci risulta che, proporzionalmente allo scatto in avanti, siano triplicate le attività di una giunta composta da ben sei assessori (come Cattolica) e con un presidente del Consiglio (Morciano, comune più numeroso non ha previsto questa figura) al soldo dei contribuenti. Per un governo che dovrebbe rappresentare la working class (la classe operaia), pagare uno stipendio a ben sei assessori non pare far certo onore a quel partito dominante. Al di là delle note considerazioni sull´argomento indennità, i cui delatori sono tacciati di demagogia da parte dei diretti interessati senza mai apportare alcuna spiegazione nel merito, i problemi del Pd di San Clemente sono però ben altri. Basta verificare il sito, dalla grafica per altro gradevole, per accorgersi che le attività annuali del partito della sinistra del comune che diede i natali al poeta ciabattino si concludono ogni anno dopo la fiera di San Gregorio. Per essere più precisi, è facile verificare come le uniche attività del partito siano in verità due: il tesseramento e la raccolta fondi in osteria a Morciano. Stando a quanto segnalato, sembra che il segretario in cari-

ca stia svolgendo da tempo un´attività stagionale e, per forza di cose, per circa sei mesi all´anno risulti essere del tutto irreperibile. Alla luce della posizione assunta pubblicamente dal capogruppo in maggioranza, la posizione della Segretaria relativa al noto regolamento delle video-riprese è stata del tutto sconfessata in sede di voto dalla maggioranza visto che la linea dettata dal partito, che prevedeva l'esclusione dei privati dalle riprese in consiglio, non è stata mai adottata. Se questa risulta essere l´unico intervento politico del 2012 del Pd di San Clemente forse è il caso di prendere atto dell´effettiva presenza di qualche problema di troppo. La cosa però davvero più significativa è che coloro che hanno avuto la possibilità di vedere da vicino come agisce il principale partito della sinistra a San Clemente sono finiti poi per darsela a gambe. Sono infatti fuggiti, tutti per altro sbattendo la porta, l´ex segretario del Pd, un assessore e l´ex capogruppo della precedente amministrazione. Sembra che abbiano tutti rotto con il partito finendo per non rinnovare la tessera. Il Pd di San Clemente, sbandierato come il più compatto e nutrito della Valconca, sta da tempo riducendo il numero dei tesserati. La versione della propaganda ufficiale vuole che la causa principale della fuga sia la crisi economica e l´attuale governo di larghe intese. Chi invece vive in modo partecipato tutte le attività del comune sa che a giugno la politica non può permettersi di andare in ferie, in particolar modo per la discussione e votazione del bilancio di previsione. Manifestare la propria esistenza per pochi mesi all´anno non è certo un atteggiamento che fa onore al partito che poi torna a farsi sentire alla fine del suo periodo di vacazione solo per batter cassa o per mettere in atto rari interventi scomposti, molto distanti dagli interessi della sua stessa base.

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La struttura accoglie ragazzi disabili. Si trova a Montefiore Santino, anche se per un soffio, è ancora in terra di Romagna). Si è trattato di un pranzo particolare, per diversi motivi: infatti tra le colline che ospitano “la fattoria dei ragazzi”, dove i primi calanchi dell’Appennino mostrano già le loro ombre nette, a ridosso di Tavoleto, è arrivato il pesce fresco. Non direttamente portato da quel vento di mare che a volte ne fa sentire l’odore fin quassù, ma da due simpatici amici di Gabicce Mare, Giacomo e Cristiano, che fanno proprio questo bel lavoro: portano il pesce a casa degli altri, lo cucinano e lo servono in modo splendido. Quindi, lo scorso sabato sedici giu-

Un momento di inizio estate...

Ca' Santino, oasi di umanità - Circa 20 anni fa. I cattolichini Luciano e Meris Marchini stanno cercando la campagna che possa accogliere il giovane figlio Roberto affetto da una malattia progressiva. Il consiglio arriva dai medici: la natura è la medicina più adatta. Visitano tanti luoghi, tanti poderi. La scelta cadde sui 13 ettari di Ca' Santino, un paradiso nel Comune di Montefiore, sotto l'elegante campanile della chiesa abbandonata di Levola. Quello che doveva essere il luogo di cura di Roberto, è diventato l'oasi di umanità per tanti ragazzi disabili. Ca' Santino è tenuta benissimo ed è il fulcro di una miriade di attività didattiche che coinvolgono decine e decine di scolaresche. Roberto se n'è andato lo scorso 15 febbraio a 35 anni, lasciando sentimenti commoventi in coloro i quali ebbero la fortuna di entrare in contatto. Avvio d’estate a Ca’

Ca' Santino PERSONE

Fondata dai cattolichini Luciano e Meris Marchini per accogliere il figlio Roberto scomparso lo scorso 15 febbraio Santino... Come ogni anno, anche in questo avvio d’estate, Ca’ Santino ha voluto salutare la bella stagione con un momento di aggregazione e convivialità, riservato ai ragazzi ospiti del Centro e alle loro famiglie. Ma la novità di quest’anno è stata quella di sedersi intorno a un grande tavolo che ha accolto tutti con tanta gioia e buon cibo,

in linea quindi, anche con gli interessi della Cooperativa Sociale e dei suoi ospiti, che da qualche tempo stanno mostrando particolare attenzione al tema dell’alimentazione e a tutto ciò che vi ruota intorno. Quindi, non ultime, le capacità di aggregazione che sempre porta con sé la condivisione del cibo e l’allegria della tavola (non a caso Ca’

gno, nella magnifica cornice del giardino della fattoria, ci si è accomodati intorno ai tavoli gentilmente messi a disposizione dalla Pro Loco del comune di Montefiore Conca, come un grande famiglia, dove ognuno concorre alla buona riuscita del pranzo, dove ognuno è ospite, ma allo stesso tempo viene ospitato, dove ognuno rispetta gli altri, perché sa essere questa la condizione necessaria per venire lui stesso rispettato. Insomma il pesce era molto buono, ma ancora più buona era l’aria che si respirava, l’aria di famiglia, appunto, di tante famiglie unite da un piccolo grande desiderio, quello di far sentire bene i propri figli, che forse sono stati meno fortunati di altri, di farli sentire parte di qualcosa che ha valore. Per maggiori informazioni: Cooperativa Sociale Ca’ Santino a r.l. ONLUS Centro Socio Riabilitativo via Ca’ Santino n. 2131- 47834 Montefiore Conca - tel. 0541 985905 www.casantino.it e mail: info@casantino.it


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San Clemente Via Trado 876 - Tel. 0541.989578

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CENTRO ABBRONZATURA SAN CLEMENTE

Riprese consiglio comunale, sono in rete - Video riprese del Consiglio Comunale di San Clemente. Le immagini della scorsa seduta del consiglio comunale sono già visionabili sul seguente sito: http://vimeo.com/sanclemente. Dopo mesi di tristi battaglie tra la maggioranza di centrosinistra (contraria) e opposizioni (favorevoli). Per convincere la sua giunta è scesa in campo anche il segretario provinciale Emma Petitti. Urge la domanda (ed un convegno): che cosa significa essere di sinistra oggi?

SAN CLEMENTE

Centro sportivo, intitolato a Ernesto Colletta - Dal 2 giugno il Centro Sportivo di via Cerro a San Clemente è intitolato a Ernesto Colletta. Contestualmente ai campetti di calcetto e di calcio a otto messi a disposizione degli appassionati. Si tratta di due strutture moderne e facilmente fruibili ben costruite che migliorano l’offerta del centro e lo rendono accessibile anche nelle calde serate estive. Particolare significato ha avuto l’Intitolazione del Centro a Ernesto Colletta, l’uomo che nel recentissimo passato, nella riservatezza, che era stile della sua vita, ha profuso energie personali ed economiche per la sopravvivenza del calcio a Sant’Andrea in Casale. Sono molte le generazioni di calciatori cresciute sotto la sua guida. Tra loro anche l’assessore Corrado Gaia che visibil-

Ernesto Colletta

mente emozionato ha tenuto un toccante discorso sotto gli occhi di Leonardo Colletta, figlio di Ernesto, anche lui emozionatissimo. Le vecchie e le nuove strutture sono adesso a disposizione degli sportivi nella speranza che San Clemente veda, nel prossimo futuro, una rinascita dello sport quale propulsore di civiltà e strumento di aggregazione sociale. Claudio Casade

S. CLEMENTE - GEMMANO - MONTEFIORE Aperta a Sant'Andrea nel piazzale di fronte al Teatro Villa lo scorso 30 giugno. Presa d'assalto

La città del vino ha la sua casa d'acqua SAN CLEMENTE

La casina dell'acqua

di Claudio Casadei

serire le monete e prendere direttamente dall’erogatore la quantità desiderata. Oppure recarsi presso la sede comunale acquistare la “chiave” (tessera ) ricaricabile e successivamente andare presso la casina, al prezzo di 5 euro comprensiva di 30 litri di acqua omaggio. Consente ai cittadini di avere vantaggi diretti col risparmio, e uno ecologico, indiretto, con il risparmio di consumo di bottiglie di plastica, l’abbassamento delle emissioni di CO2 per la loro produzione e quello del consumo di combustibile necessario per la distribuzione che in Italia, si sa avviene quasi esclusivamente su gomma. Inoltre, si crea l’occasione di un punto d’incontro per i cittadini, una revival di quanto accadeva un tempo quando, muniti di bottiglioni e lattine, ci si recava alle fonti per prendere l’acqua e sul luogo, e nel tragitto, si aveva occasione di parlare di politica, di sport e di gossip locali.

- San Clemente, città del vino, ha la sua casa dell’acqua! A Sant'Andrea in Casale, nel piazzale di fronte al Teatro Comunale G.Villa, nell’afoso pomeriggio di sabato 30 giugno, si è tenuta la cerimonia di inaugurazione della nuova struttura al servizio della gente. Con un discorso, a tratti inutilmente polemico, il Sindaco Christian D’Andrea ha dichiarato aperto e messo a disposizione della gente questo nuovo servizio. Presente buona parte della maggioranza consigliare; mentre brillavano per la propria assenza le minoranze. Presenti anche alcune decine di persone, semplici cittadini, famiglie, anziani e bambini che hanno potuto acquistare la tessera con trenta litri di acqua in omaggio ed assaggiare direttamente il prodotto messo a loro disposizione. L’acqua, saggiamente,per evitare sprechi e usi impropri non sarà gratis. Come rimarcato dal sindaco nel suo discorso, sarà messa a disposizione dei cittadini a cinque centesimi al litro. D'Andrea ha ringraziato tutti coloro che hanno contribu-

ito alla realizzazione del progetto, in particolare l’assessore Fabio D’Erasmo e bacchettato gli eterni scontenti che sosten-

gono che a San Clemente non si fa nulla.. Per il nuovo servizio bisogna recarsi direttamente presso la casina dell’acqua, in-

SAN CLEMENTE - GIOVANI

Grande Tami! Perchè “Dô is mei che uan” - 102! È un voto bellissimo Tami. Lo volevo urlare al mondo quanto tu sei stata grande. E due. E' i tuo numero! Due meravigliosi figli, due (quando ti è consentito), i lavori che fai per tirare avanti la carretta. Adesso, con i tuoi sacrifici, due sono anche le lauree: congratulazioni vivissime. Ti do due abbracci: il primo è il mio, il secondo è solo il surrogato di quello del babbo. Quello vero lo puoi sentire solo tu e te lo può dare solo lui. Buon tutto Tamara, siamo orgogliosi di te!

SAN CLEMENTE - VITA CITTADINA

Da questo mese inizia “Senza parole”

PERSONE - MONTEFIORE

Osteria del Castello, cene per i terremotati - Il bene ti ritorna. Qualcuno dice che ti ritorna moltiplicato per sette. L'Osteria del Castello di Montefiore Conca, organizza cene a buffet a favore dei terremotati dell'Emilia. Dal 26 giugno e per tutti i martedì di luglio, la sera, “entri, paghi euro 10,50 e mangi tutto quello che ti ci sta”. Per le prenotazioni: 335.1530997 - 333.3025353. E' anche l'occasione per visitare uno dei borghi malatestiani più belli del Riminese.

- Una rubrica nuova sulla Piazza. Una rubrica fatta di immagini e senza commenti. Critica o elogio, uno spazio a disposizione dei lettori per fare vedere il bello e il brutto del luogo in cui viviamo. Si chiama “Senza parole’. Potete mandare le vostre immagini lapiazzarimini@libero.it


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SALUDECIO - MONDAINO - MONTEGRIDOLFO

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74 F.LLI DEL MAGNO

‘Amici o nemici?’. La Lina accoglie i russi Si affaccia alla finestra e recita lo speciale copione. Bella storia tra Porta di Sopra e Porta di Sotto - “Amici o nemici di Mondaino?”. La signora Lina al richiamo del cicerone Angelo Chiaretti si affaccia dalla sua finestra, e domanda con voce ferma e leggermente attoriale. La comitiva di russi (o turisti), si ferma e divertita risponde: “Amici”. Possono sconfinare verso Mondaino Porta di Sotto, quella delle eleganti case popolari a due piani, che ancora oggi hanno le chiavi nelle toppe e le porte socchiuse e protette da teli leggeri per conservare il fresco e tenere lontano le zanzare. Il confine immaginario, quanto reale, è la chiesa di San Michele. Verso piazza Maggiore ci sono quelli di Porta di Sopra, con i loro non meno eleganti nobiliari palazzi. E il viaggio prosegue verso la bella cantina con le fosse del formaggio e dove il professor Chiaretti emoziona gli ospiti attraverso la forza della cultura e i suoi 40 anni di insegnamento. Tutta questa scena si recita più volte la settimana dalla primavera fino all'autunno.

MORCIANO - Piazza Boccioni - Tel. 0541.988104 Orario continuato tutti i giorni dalle 7.30 alle 19.30 Aperto la domenica dalle 8.30 alle 12.30

SALUDECIO - STORIA

Nel Museo di Garibaldi cappello e pistola di Nino Bixio I due cimeli in teca

- La collezione Ottaviani, ovvero il Museo di Garibaldi di Saludecio, si arricchisce di altri due cimeli: il berretto da generale e la pistola di Nino Bixio, garibaldino prima di entrare in politica e diventare primi ministro. Il museo si trova in un'ala del palazzo comunale ed è tra i più importanti d'Italia.

Walter Morganti compie 100 anni - Figlio di una famiglia di artigiani abili nella sartoria, pur non sapendo nuotare ed essendo nato a Mondaino (...in montagna) ebbe la ventura di essere arruolato nella Regia Marina Militare Italiana a bordo dell’Esploratore “Quarto” (una vecchia nave a carbone riadattata per andare a gasolio) che, partendo da Taranto per due anni (1933-34) lo portò a toccare le prode più remote: Suez, India, Borneo “selvaggio”, Filippine. Giappone e Cina, quando quei Paesi erano conosciuto solo in fiabe e leggende. Marinaio Dapprima fece l’esperienza di semplice marinaio (ed imparò a nuotare legato ad una corda e gettato dalla nave nell’Oceano infestato di squali!) ma ben presto seppe farsi conoscere come abile musicista e così entrò nella Banda di bordo come trombettista. Trombettista La vita militare, a quel punto, divenne più sopportabile e quasi brillante: l’Oceano Indiano, il Fiume Giallo, Tokio, Shanghai e le più importanti città orientali venivano vissute con l’entusiasmo di chi si affacciava al progresso ed alla

Walter Morganti

MONDAINO

modernità: stivali di gomma, kimono, porcellane, artigiani abilissimi, cose mai viste e da raccontare una volta tornati al paesello!! Tokyo A Tokyo ebbe l’onore di suonare in onore di Galeazzo Ciano (allora genero di Benito Mussolini e ministro degli Esteri) e di Guglielmo Marconi in visita all’ambasciata italiana in Giappone! Grande trombettista Fu così grande la sua fama di trombettista, che venne trasferito sulla lussuosa nave di linea “Conte Rosso” e con essa potè tornare in Italia sbarcando a Venezia. Infermiere Durissimi furono gli anni successivi al 1943 (l’Italia visse l’esperienza terribile e ver-

gognosa della guerra civile insanguinata dalla nascita della Repubblica di Salò) e quelli della Linea Gotica (la linea difensiva tedesca che passava per Mondaino), quando dovette farsi assumere come infermiere nell’ospedale militare alleato: così riuscì a rifornire la propria famiglia (la moglie Bernardina e due figli: Claudio e Nevio) di vestiario, zucchero, cioccolata e quanto altro abbondava nelle truppe anglocanadesi che avevano sfonda-

TREBBIO DI MONTEGRIDOLFO - Via Botteghino 61 - Tel. e Fax 0541/855134

to il fronte nella notte del 31 agosto 1944. Accordatore Vennero poi il dopoguerra, la dolorosissima morte del figlio Nevio e la nascita di altre due figlie (Maria Pia e Maria Grazia): per provvedere alle necessità di bilancio familiare, ancora una volta Walter fece affidamento sulla sua arte musicale. Infatti fu assunto come accordatore di fisarmoniche nella celebre fabbrica mondainese “Fratelli Galanti”, che

esportava in tutto il mondo strumenti musicali di altissima qualità: tutto il successo di quelle straordinarie fisarmoniche dipendeva dal loro accordatore e dal suo fine ed attento udito!! La banda. La politica Ma Walter non si accontentò di lavorare in fabbrica: voleva contribuire alla vita di Mondaino e dell’Italia: così, per un verso, divenne una colonna straordinaria e travolgente del Corpo Bandistico Mondainese (ancora il suono del suo flicornino echeggia nella splendida piazza del Cosci e vengono ricordate le sue magistrali esecuzioni de “La forza del destino” di Giuseppe Verdi durante la Sagra Musicale Mondainese, al termine della quale gustare un succulento piatto di “fischioncini coi piselli !) e per l’altro si impegnò in politica nelle file della Democrazia Cristiana come Segretario della Sezione di Mondaino, in strettissimo contatto

con i vertici nazionali del Partito e sempre a disposizione per soccorrere quanti avessero bisogno di solidarietà. Padre Pio Alla fine, risultò per lui (come per molti altri) fulminante l’incontro a S.Giovanni Rotondo con Padre Pio da Pietrelcina, di cui è divenuto accolito e che lo ha spinto a dedicare tutto se stesso all’amore per il prossimo ed alla fede religiosa. A Mondaino come in tutta la Diocesi il suo nome è sinonimo di spirito serafico francescano! La vecchiaia Oggi Walter vive la sua vecchiaia serenamente, attorniato da familiari premurosi, e dispensa sorrisi e benedizioni a chiunque lo incontri per strada: in segno di saluto si toglie il cappello, forse ricordando il candido berretto di marinaio che andava sollevato ogni volta che si incontrava un ufficiale ...od una bella ragazza! Auguri Walter!! Davvero possiamo dire: cento di questi giorni!!!!!!!!!!!!!!!!!! (Angelo Chiaretti)


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75 F.LLI DEL MAGNO

Due donne lombarde. Per i credenti sono miracoli. Per chi non crede semplicemente il mistero della vita

FRATTE - Piazza Garibaldi - Tel. 0541.974135 Apertura 7.30-13 15.30-19.30 Giovedì pomeriggio aperto - Aperto la domenica dalle 8,30 alle 12,30

Beato Amato, due guarigioni nel suo nome FEDE E MISTERO

- Per chi crede sono miracoli; per chi non crede sono i misteri della vita. Due donne lombarde, Maura e Federica, guarite nel nome del beato Amato di Saludecio. Scrive Maura a suor Clementina, l'istituzione della casa di riposo del beato Amato che accoglie 23 anziani: “Nel aprile del 2011 mi sono stati diagnosticati due tumori maligni al cervello. Sono stata operata a maggio 2011, uno è stato asportato quasi tutto, l'altro no per via della posizione e profondità. Ho fatto tutti gli esami di controllo a giugno di quest'anno ed è tutto a posto. Voglio ringraziare il beato Amato di Saludecio”. Federica è una giovane di 20 anni di Gallarate. Lo scorso 28 marzo si ammala, encefalite da virus, per 10 giorni ha la febbre a 41. I medici nelle migliori delle ipotesi le prospettano la sedia a rotelle. Lo zio è originario di Saludecio. Le zie chiedono a suor Clementina di pregare

FEDE E MISTERO

per lei. La testimonianza di suor Clementina. “Non conoscevo Federica, ma conoscevo la mamma e le sorelle della mamma. Come Federica si è ammalata, le zie Ilda e Cecilia mi hanno messo al corrente della situazione e gravità della malattia, supplicando di pregare il beato Amato per lei e soprattutto per la sua guarigione, cosa che non tardai a fare. Invio subito, come mia abitudine in questi casi, una novela al beato Amato con grande fede. E soprattutto con la grandissima sicurezza che il beato Amato sarebbe intervenuto intercedendo presso il buon Dio affinché avvenga il miracolo. La cosa che più mi stupiva è che come incominciavo a pregare per la guarigione dei Federica gli occhi mi si riempivano di lacrime, cosa che non mi era

successo né prima, né dopo. Pur non conoscendola, ho sempre pregato per Federica affinché il beato Amato la tenesse sotto la sua protezione. Finalmente l'8 maggio scorso Federica mi viene a trovare, insieme al marito e allo zio Marino [originario di Saludecio, ndr]. L'abbraccio è stato forte ed emozionante, accompagnato da qualche lacrima di gioia. Poi, li ho accompagnati in chiesa, cioè nella camera dove è morto il beato Amato. Dopo pochi minuti il marito e zio escono. Rimaniano sole. Abbiamo pregato. Abbiamo parlato dei miracoli del beato Amato. Ad un tratto Federica scoppia a piangere; non so cosa ha sentito dentro di sé in quel momento. Ho cercato di dirle qualcosa ma lei mi ha tranquillizzata dicendomi che era solo così. Poi tra noi c'è stato un abbraccio così forte, come se quella stretta volesse ringraziare il beato Amato per essere intervenuto per la sua guarigione di Federica”.

Ultimo atto il prossimo gennaio

Giuseppe (Pino) Sanchini, sindaco dal 2004

La chiesolina del beato Amato. Era la camera dove morì

- Sarà la commissione vaticana dei teologi a decidere se il beato Amato sarà santo o no. L'ultimo atto è per il prossimo 11 gennaio. Il lungo iter per la santificazione del beato Amato parte negli anni Ottanta, quando era parroco di Saludecio Antonio Bartolucci. Un grande impulso venne dato da don Franco Staccoli, oggi a Rivazzurra, per 17 anni, fino al 2005, parroco a Saludecio. Beatificato nel 1797, il culto del beato Amato è molto sentito sia in Valconca, sia nella Valfoglia. Davanti la sua cappella nella chiesa di San Biagio sosta sempre qualche fedele in preghiera.


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CORIANO - MONTE COLOMBO - MONTESCUDO CORIANO - IL REPORTAGE

Piazza&Borgo, nobile sfida

- Parlando con alcuni colleghi di lavoro, mi sono ritrovato a descrivere Piazza e Borgo. E quando spiego quello che succede, magari con qualche foto, descrivendo il calore e la rivalità che c’è tra le due contrade, sottolineando il fatto che dietro a 4 serate ci sono preparativi che durano mesi, lo sguardo che trovo nel mio interlocutore è di pura incredulità. Già perchè far capire cos’è Piazza e Borgo a chi non è di Coriano, non è per niente facile. Piazza e Borgo è la storia di Coriano. È la nostra tradizione. È la nostra festa. Nei giorni di Piazza e Borgo, si respira un altro clima a Coriano, si sente il profumo della sfida, il gusto di misurarsi davanti a “tutto il paese”, ma allo stesso tempo ci si sente orgogliosi di essere Corianesi. Piazza e Borgo ti dà la voglia di stare in paese, vuoi sfilare per la tua contrada e allo stesso

tempo, vuoi vedere cosa hanno combinato i tuoi avversari. Piazza e Borgo permette di far conoscere il vero volto dei corianesi, gente allegra e con tanta voglia di “fare”. Non importa se Coriano naviga in brutte acque dal punto di vista amministrativo ed economico, Piazza e Borgo hanno la capacità di far dimenticare per qualche giorno i nostri problemi. E tutto questo, è stato fatto in maniera autonoma, con l’aiuto dell’attività economiche del paese, e cosa di non poco conto, senza l’aiuto di nessun ente. Tutto questo è stato realizzato solo grazie alla forza di volontà dei ragazzi di Coriano. Per onor di cronaca, l’edizione 2012 è stata aggiudicata dalla Piazza, interrompendo un digiuno che durava da oltre 20 anni. Ma questo è solo un dettaglio, perché il vero vincitore è senza alcun dubbio la nostra Coriano”.

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A favore dei bambini, tra Montecolombo e Monselice

Un pallone. Cento cuori

Montecolombo in maglia bianca

- “Un pallone, cento cuore”: la partita della solidarietà con l’arbitro di A Brighi. Si è svolta il 16 giugno nello stadio di Taverna tra Monte Colombo e Monselice. Nel tardo pomeriggio, un incontro amichevole, tra una rappresentanza di Monte Colombo; calciatori erano alcuni amministratori comunali (capitano il sindaco Eugenio Fiorini), punta (il Cassano della situazione) Ferdinando Di Virgilio, con delega alla celebrazione dei matrimoni civili, af-

SOLIDARIETA' - MONTECOLOMBO fiancato dai fratelli Franco e Davide e da altri amici tra cui dall’architetto Gianni Bartolomeo, responsabile Unione della Valconca, centrocampista ancora efficace. La squadra ospite, o meglio gemellata, era costituita da una rappresentanza dell’Ausl 17 di Monselice. L’organizzazione tecnica è stata curata dal vicesindaco di Monte Colombo Eleonora Troiani e dalla bionda

Cinzia di Monselice, che ha fatto anche da speaker. La Provincia di Rimin ha patrocinato l’iniziativa; presenti il presidente Stefano Vitali, e l’assessore ai Servizi sociali Mario Galasso. Dopo l’incontro, vinto dal Monselice, si è svolta la cena tipica romagnola preparata dai volontari di Monte Colombo, con i ballerini ed un gruppo musicale. Una ricca lotteria con premi messi in palio gratuitamente dall’agritu-

rismo Il Capannino di Pietro Allevi, coorganizzatore e sponsor, dall’Az. Agricola Fiammetta e dall’Agriturismo i Muretti e da altri benefattori. Il ricavato dell’evento è andato interamente in beneficienza per sostenere le iniziative sociali per i bambini di Monselice e Monte Colombo. La rivincita si disputerà a Monselice dopo l’estate per le stesse finalità. Pierfrancesco Gasperi

PERSONE - MONTECOLOMBO Piefrancesco Gasperi (prima a destra) consegna le chiavi del camper quanto il camper è decoroso, confortevole, molto protettivo e ci permette di vivere sereni senza la paura del terremoto, specie per i miei figli e mia madre che molto hanno risentito e sono rimasti turbati. Ora la vita nel camper ci ha ridato, almeno psicologicamente, quella serenità che da tutti noi era scomparsa. Torneremo, spero il prima possibile a sistemare la nostra casa, ma nel

Il camper della solidarietà - L'architetto Pier Francesco Gasperi collabora con questo giornale. Tra le sue passioni c'è il viaggiare. Da anni possiede un camper. Lo ha messo a disposizione di una famiglia emiliana colpita dal sisma fino a quando ne avrà necessità. La famiglia del signor Luca, vive in campagna tra Carpi e Rovereto Po, ha subito notevoli danni alla propria casa tale da essere inabitabile. Luca vi abitava insieme alla moglie e tre figli, il più piccolo di due anni e la propria madre. All’improvviso si sono trovati con la casa lesionata gravemente dalle scosse sismiche che si sono succedute in maggio e inizio giugno. Si sono dovuti adattare, come molti, a vivere in una tenda in condizioni precarie e lontano dalla propria casa. Luca ha ringraziato con una lettera che pubblichiamo. - Carissimo Pier Francesco, le parole e gli aggettivi che dovrei usare per ringraziarTi riempirebbero l’intera pagina di questa mia lettera per rivolgerti i ringraziamenti miei personali e dei miei familiari. Mi ha colpito molto la Tua sensibilità e grande disponibilità, che ho subito colto nel momento che ci siamo conosciuti in occasione della consegna del Tuo camper. Mi hai trasmesso calore e fratellan-

za e ciò l’ho riscontrato proprio nel Tuo modo di essere. Mi hai dato gratuitamente il tuo camper a tempo indeterminato, pulito, lavato e disinfettato, con una batteria nuova di scorta, con il tagliando fatto appositamente, con il pieno di carburante e con tutti gli accessori utili per un utilizzo ancora migliore. Per me e per i miei familiari, dopo un periodo di tenda lontano da casa nostra, ci sembra di stare in un grand hotel da

frattempo il Tuo camper ci fa riposare bene, ci protegge dal sole, dalla pioggia e da ogni altra intemperie e soprattutto non temiamo più le continue scosse di terremoto che ancora purtroppo non ci abbandonano. Il camper l’abbiamo sistemato nel cortile della nostra casa lesionata e ciò ci fa stare bene e continuare a vivere come prime seppure in uno spazio più stretto, ma se penso ai nostri concittadini ed amici emiliani che continuano a vivere in tenda, ci riteniamo rispetto a loro, molto fortunati, grazie alla Tua generosità. Ti rinnovo i ringraziamenti con tanti cordiali e fraterni saluti da parte mia di mia moglie, dei miei figli e di mia madre, tutti egregiamente sistemati nel Tuo fantastico camper. Con stima. Luca


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CORIANO - MONTE COLOMBO - MONTESCUDO

Il sindaco di centrodestra sta mantenendo le promesse

Comune, assemblea pubblica con i cittadini. Sarà sempre così? CORIANO

- Forse sono degli ingenui da un punto di vista politico. Forse non hanno dimestichezza con la macchina amministrativa. Forse non sanno che pesci prendere come dicono i critici da sinistra, però stanno rivoluzionando la politica del Riminese. E stanno mantenendo fede, almeno per il momento alle promesse elettorali: governeremo insieme ai cittadini. E si faranno dei pre-consigli con gli stessi. Parole semplici quanto rivoluzionarie. Lo scorso 2 luglio, assemblea pubblica al teatro Corte . L’amministrazione comunale ha invitato i cittadini a partecipare all’assemblea pubblica che si terrà lunedì 2 luglio;

Mimma Spinelli

presente naturalmente il sindaco, Domenica Spinelli, insieme agli assessori della sua giunta. In questo nuovo incontro si è fatto il punto della situazione sull’attività svolta in questi primi due mesi di governo, illustrando le scelte politiche già compiute e i passi successivi che verranno intrapresi, nell’ottica di implementare gli indirizzi politico-amministrativi già presenti nel programma elettorale della lista “Progetto Comune”. “L’assemblea vuole essere anche un atto di completa trasparenza nei confronti degli elettori, che così potranno valutare nel merito ciò che sta facendo la nuova Amministrazione attraverso un dibattito pubblico nel quale sarà possibile interagire direttamente con il sindaco e gli assessori sui temi che più interessano i cittadini”. Prosit.

MONTECOLOMBO - POLITICA

Unione Valconca, Montecolombo e Saludecio escono - Nell’ultimo consiglio comunale di venerdì 29 giugno, l’amministrazione comunale di Montecolombo ha deliberato di uscire dall’Unione della Valconca. La delibera costituisce preavviso di sei mesi per cui ufficialmente l’uscita effettiva avverrà dall’inizio del prossimo anno. In questi sei mesi il Comune di Monte Colombo potrà decidere anche di restare nell’Unione revocando la delibera di preavviso, ma certamente tale decisione sarà condizionata da un radicale mutamento della attuale situazione dell’Unione attuale. Sembra che a ruota Saludecio prenda la stessa decisione. Dalle poche indiscrezioni che sono circolate pare che i motivi che hanno indotto il Comune di Monte Colombo a prendere questa decisione siano legati alla notevole lievitazione di costi della maggior parte dei servizi che l’Unione gestisce per conto

Eugenio Fiorini, sindaco di Montecolombo

di tutti i Comuni, servizi che poi vengono pagati da tutti i Comuni. Altro motivo ventilato sembra sia quello di uno studio effettuato da esperti i quali sostengono che l’Unione così come strutturata non funziona ed ha costi gestionali troppo elevati rispetto ai servizi resi e quindi sarebbe opportuno estendere l’Unione anche ai Comuni della zona sud della Provincia, vale a dire Riccione, Cattolica e San Giovanni. L’eventuale ingresso di questi nuovi Comuni modificherebbe notevolmente la struttura e gli equilibri all’interno dell’Unione e ciò comporterà riflessioni e valutazioni piuttosto profonde da parte di tutti i Comuni.


Dal 1952...

ARREDAMENTI IN LEGNO

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Monte Colombo

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Croce di Montecolombo, Sagra del Pomodoro

Montecolombo nella matita di Gigi Radice, uno tra i maggiori architetti lombardi

Uno dei lavatoi

- Una sagra paesana assolutamente unica e soprattutto genuino. L’ambiente è incontaminato ricco di vegetazione. Croce è infatti considerato il paese più eco-biologico della provincia di Rimini perche circondato interamente da poderi coltivati biologicamente. Croce è stato teatro di forti combattimenti durante l’ultima guerra mondiale, trovandosi in piena linea gotica. La sagra è particolare per il pomodoro con sapore dolce e gustoso, tipico della zona per le caratteristiche del terreno. Tutti i cibi sono prepa-

Appuntamento il 5 agosto rati con dovizia dalle brave signore del luogo: insuperabili infatti gli strozzapreti fatti a mano, le grigliate di carni locali, di pomodori grigliati e gratinati, i salumi fatti come una volta dagli agricoltori locali. La sagra sarà allietata da una grande orchestra romagnola con pista da ballo, giochi, animazioni per grandi e piccini, mercatino contadino, mercatino del bianco con ricami eseguiti a mano dalle nonne di Croce ove si possono acquistare a prezzi veramente conve-

nienti. L’ingresso alla festa è completamente gratuito, essendo organizzata dal locale Comitato Cittadino, non a fine di lucro, ma solamente con lo spirito di stare insieme ai paesani ed agli ospiti che vorranno partecipare e godersi una festa autentica e rara e non commerciale. E’ festa da annoverare e autentica e soprattutto “genuina” perché autogestita dal circolo parrocchiale e tutti i cibi sono fatti al momento e non precotti. Un modo per partecipare ad una festa dal sapore antico e rivivere le sane antiche tradizioni, trascorrere una giornata in tanta serenità ed allegria godere a tavola. P. F. G.

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Panorama sontuoso e borgo fortificato - Da Monte Colombo, i visitatori possono godere del sontuoso panorama sulla riviera, nonché delle bellezze culturali e paesaggistiche che il paese, all’interno del quale la manifestazione si svolge, offre. Tra queste, il borgo medievale con la Rocca Malatestiana dell’anno 1000, la chiesa di San Martino di fine ‘700 (all'interno una tela del

Brancaleoni) , l’originale parco in memoria dei caduti di tutte le guerre, le abitazioni storiche del piccolo aggregato urbano, il peculiare contesto ambientale di Monte Colombo, completamente immerso nel verde. La campagna di Mon-

te Colombo è caratterizzata dai lavatoi. Due, sono stati completamente restaurati. Uno si trova vicino al borgo (raggiungibile da una strada di selce a gradoni) e l'altro a Taverna (l'acqua è la stessa della celebre fontana dove si fermano non solo i ciclisti). Monte Colombo è anche terra di vini e artigianato (terrecotte).


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ECCELLENZE ENO-GASTRONOMICHE

Profumi di trippa e strozzapreti Il 21 e 22 luglio dentro il bel borgo malatestiano. I due piatti forti della tradizione romagnola si celebrano, in tutte le salse. Alla 46^ edizione, organizza la Pro Loco

Fare gli strozzapreti

Oltre alle degustazioni gastronomiche, spettacoli folkloristici e musicali, mostre della civiltà contadina e vecchi mestieri, mercatino di prodotti enogastronomici locali

Montecolombo (Foto in basso di Pierfrancesco Gsasperi)

- La Trippa e lo strozzaprete. La Romagna. Si celebrano con una sagra il 21 e il 22 luglio a Monte Colombo nel bel borgo malatestiano. L’appuntamento con due dei piatti principi della trazione nacque 46 anni fa su idea di Lino Magnani, allora il sindaco. Da allora un successo crescente. Organizzata dalla Proloco, con il patrocinio del Comune ed il contributo della Camera di Commercio e della Provincia di Rimini, anche quest’anno offrirà quanto di meglio possa trovarsi in termini di specialità e prelibatezze culinarie, spettacoli folkloristici, esposizioni di prodotti agricoli naturali, mezzi e moto d’epoca e quant’altro. Piatto forte, in tutti i sensi, della Sagra, è comunque l’offerta culinaria: si potranno gustare gli strozzapreti casarecci, prodotti direttamente dalla Pro-loco attraverso l’opera dei volontari.

Immancabile la trippa, introvabile ed apprezzato piatto tipico della cucina romagnola, ma non mancheranno i fagioli, per non parlare del gratin assortito e della piadina romagnola. Gli stand grastronomici aprono i battenti sabato 21 luglio alle 18. Il giorno successivo già a partire dalle 12 stand gastronomici aperti.. Dal-

PROGRAMMA SABATO 21 LUGLIO Ore 18 - Apertura stand gastronomici Ore 21 - Orchestra Bergamini DOMENICA 22 LUGLIO Ore 12 - Apertura stand gastronomici Ore 21-24 - Orchestre Gramellini e Comandini ANCORA Miniature di macchine agricole. Mostra di moto d'epoca. Mercatini (Ingresso libero)

le 17-24, orchestre. Inoltre, esposizioni di moto d’epoca, mostra mercato di aziende agrituristiche locali e rievocazione antichi mestieri. Per maggiori informazioni: 0541 984214 www.prolococoriano.it



La Piazza delle Province di Rimini e Pesaro-Urbino (ediz. Luglio 2012)