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La salute e la bellezza delle gambe Dalle varici ai capillari: come intervenire L’insufficienza venosa superficiale degli arti inferiori è molto diffusa nelle donne, in particolare tra i 25 e i 60 anni, molto meno nei maschi. Si tratta di un disturbo della circolazione caratterizzato da incontinenza e dilatazione delle vene superficiali delle gambe. Se trascurato, il problema può degenerare nelle varici, più comunemente conosciute come “vene varicose”. Ma ci possono essere anche complicazioni più serie. Per capire come prevenire, curare e quindi risolvere l’insufficienza venosa superficiale, ne abbiamo parlato con il dott. Antonio Raucci, chirurgo vascolare presso la clinica Hospitadella. Dott. Raucci, qual è il campanello d’allarme di una insufficienza venosa delle gambe? E quali sono le cause? Ci sono forme di varici sintomatiche e altre asintomatiche. Si possono avvertire dolore, bruciore, formicolio, pesantezza e, anche se più raramente, crampi. L’insufficienza venosa può presentarsi con gonfiore alle gambe e nei casi più seri può causare un cambiamento di colorazione della cute che si presenterà nerastra, fino all’affiorare di lesioni. Causa indiscussa è la familiarità seguita da una predisposizione tipica delle donne, dall’assunzione di ormoni, come la pillola anticoncezionale o la terapia sostitutiva nella menopausa, dal sovrappeso e dallo svolgimento di una professione che costringe a trascorrere molto tempo in piedi. Che cosa può accadere all’interno delle nostre vene per farle ammalare? Le vene sono dei tubi all’interno dei quali scorre il sangue venoso. Ogni gamba ha due safene: una interna o grande safena e una esterna o piccola safena. Le vene safene, come tutte le vene, portano il sangue venoso dalla periferia al cuore. All’interno di esse vi sono delle valvole che hanno il compito di “guidare” il sangue venoso nella direzione giusta ed evitare così che vada controcorrente, portando all’insorgere della patologia: le vene vengono riempite al contrario, si dilatano, si gonfiano diventando vene varicose. Quali sono gli esami diagnostici? La visita medica specialistica è già un esame obiettivo e completo. Con l’ecocolordoppler si valutano i reflussi del sangue, eventuali trombosi dei vasi, l’anatomia di tutto il distretto venoso superficiale e i diametri delle vene interessate dall’incontinenza, ovvero la dilatazione del vaso. Quali sono i trattamenti più efficaci? Le terapie a disposizione sono diverse e la scelta dipende dallo stadio di gravità del problema. Si va dalla scleroterapia che ha l’obiettivo di chiudere il vaso interessato, fino ad arrivare al trattamento chirurgico tradizionale per rimuovere la vena safena. Il laser, grazie alle fibre ottiche di ultima generazione, è la tecnica più all’avanguardia.

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a tutta salute

Come si interviene con il laser? L’effetto termico delle radiazioni emesse dal laser consente di bruciare l’interno della vena safena. La sonda del laser entra attraverso un piccolo foro percutaneo che viene praticato sotto o sopra il ginocchio. Il trattamento viene fatto in anestesia locale, è una tecnica mininvasiva e totalmente indolore. Il problema viene rimosso in un’unica seduta e non sono necessari convalescenze o periodi di riposo. Come vanno trattati i capillari (teleangectasie)? Le teleangectasie, più comunemente conosciute come capillari, vanno trattate soprattutto con la scleroterapia. La scleroterapia è una tecnica angiologica utilizzata per chiudere un tratto venoso o un gruppo di capillari mediante l’iniezione di una soluzione sclerosante (schiuma o liquido) che causa una reazione infiammatoria nella parete venosa la quale, grazie anche al contributo di un effetto di compressione, collassa e si chiude. PRIMA

DOPO

La scleroterapia viene applicata per curare esclusivamente i capillari? È dolorosa? Direi di no, la scleroterapia è indicata anche nel trattamento delle varici di piccolo-medio calibro e per la rimozione di vene varicose più impegnative (di grandi dimensioni). Il dolore è quasi nullo in quanto gli aghi impiegati sono molto sottili ed in ogni caso nei soggetti più sensibili si può ricorrere all’aiuto di pomate anestetiche. Quante sedute servono per eliminare capillari e varici? Dipende dall’estensione delle zone da trattare. In media sono necessarie 3-4 sedute per gamba, ma se la situazione lo richiede si può arrivare anche ad una decina di sedute. a cura di:

Dott. Antonio Raucci

Chirurgo vascolare presso la clinica Hospitadella Tel. 049 5979616 www.hospitadella.it

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