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Dal dentista col pancione:

a cura di:

Dott. Fabio Marcon

Medico chirurgo dentista

quali cure sono concesse alle donne che aspettano un bambino? Un vecchio detto recita: “Ogni figlio costa un dente”. Una credenza popolare (superata?) a dimostrare che la gravidanza qualche fastidio ai denti delle future mamme lo crea. Ma sarà vero? Proverbi a parte, siamo abituati a pensare che la gravidanza implichi limiti anche nelle cure. Che cosa è “concesso” odontoiatricamente alle donne incinte? Ne abbiamo parlato con il dott. Fabio Marcon, medico chirurgo dentista. Dott. Marcon, le donne in gravidanza possono sottoporsi a cure odontoiatriche? In linea di massima sì, ma ponendo delle condizioni: meglio evitare, se possibile, cure nei primi tre mesi di gestazione, durante la formazione dell’embrione, si può intervenire con più tranquillità solo dopo quinto il mese quando il feto è formato e quindi si ha una maggiore libertà di azione. Mai in caso di gravidanze difficili. Consiglierei piuttosto di intraprendere le cure odontoiatriche solo in caso di vera necessità, come ad esempio una devitalizzazione per una pulpite, dove il dolore a volte è incontrollabile, ma anche in questo caso meglio muoversi con il consenso del ginecologo che ha in cura la futura mamma. Quali cure sono “concesse” a una donna incinta? Urgenze a parte, solo cure conservative: otturazioni e devitalizzazioni, sostanzialmente la cura delle carie e una buona igiene orale. Fondamentale fare una pulizia dei denti ogni tre mesi e quindi tre sedute nell’arco dei nove mesi e quotidianamente a casa, principalmente per una ragione: gli ormoni della gravidanza che circolano nell’organismo delle donne incinta possono creare dei fastidi; le future mamme si imbattono spesso nella gengivite gravidica che provoca gonfiori e sanguinamento. Una certa trascuratezza dell’igiene orale avviene soprattutto nel periodo dell’allattamento, le mamme sono alle prese naturalmente con il figlio appena nato ma quando arrivano sulla poltrona del dentista la situazione è ormai degenerata. L’anestesia può essere un problema? È necessario che il dentista usi anestetici che abbiano una storicità e una credibilità scientifica. In linea generale possiamo affermare l’anestesia locale non comporta alcun problema. Io personalmente uso la lidocaina, una della anestesie più tollerate. Studi sull’uomo sull’uso di questa sostanza in gravidanza non hanno segnalato un significativo aumento di anomalie congenite al nascituro. Esiste anche l’anestetico verde per soggetti sensibili, intolleranti o allergici all’adrenalina. Sul fronte dei farmaci per controllare il dolore o le infezioni, quali medicinali può prendere una donna in gravidanza? Il paracetamolo è una molecola sicura, anche se passa la bar-

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a tutta salute

riera placentare non ha effetti sul feto. In caso di infezioni e conseguente formazione di ascessi, non tutti gli antibiotici possono essere somministrati a una donna gravida. Sì alla amoxicillina è innocua in gravidanza, (se la mamma non è allergica) assolutamente vietate le tetracicline, in quanto nefrotossiche e ototossiche che possono danneggiare reni e apparato uditivo del bambino oltre ad annerire i denti del piccolo. Niente antibiotici contenenti acido clavulanico, che potenzia l’effetto dell’amoxicillina, ma provoca disturbi quali la nausea, non propriamente indicata per una donna in stato interessante. Le radiografie odontoiatriche si possono fare o meglio rimandare a dopo il parto? Io personalmente sono molto prudente. Consiglio sempre di non farle, solo se c’è l’urgenza, ovvero il dolore e comunque prima si cerca di intervenire sul dente senza la guida radiologica. In caso di necessità, il cosiddetto grembiule di piombo che il dentista fa “indossare” alla paziente è altamente protettivo, blocca le radiazioni aiutato da un sistema moderno di radiografie digitali, dove le radiazioni sono 100 volte inferiori rispetto alle superate radiografie analogiche. Inoltre il tempo d’azione è rapidissimo. Torniamo al vecchio detto: “Ogni figlio costa un dente”, dott. Marcon cosa c’è di vero? Probabilmente non ci si riferisce a una drastica caduta di denti, ma ai problemi conseguenti alla scarsa igiene orale. Durante la gravidanza, come abbiamo già ribadito, bisogna aumentare l’attenzione e la pulizia del cavo orale; laddove è carente compromette la salute dei denti e la scoperta avviene quasi sempre durante o alla fine dell’allattamento. Il consiglio è piuttosto di intraprendere le cure odontoiatriche prima di decidere di rimanere incinta, naturalmente se la gravidanza è programmata, perché il batterio responsabile della carie lo Streptococcus mutans si trasmette anche con un bacio al bambino. E allora il problema raddoppia. Quali attenzioni bisogna avere durante l’allettamento? Si possono fare tutte le cure, dall’otturazione all’implantologia, a interventi anche più complicati. L’anestesia non crea problemi né alla mamma né al bambino, se non quello di rendere il latte materno amaro, un inconveniente per il piccolo che si può ovviare togliendosi il latte prima della seduta. Voglio ricordare che la gravidanza rappresenta un momento critico per la salute orale della donna in condizioni para-fisiologiche tipiche come il vomito e il reflusso gastroesofageo. Un consumo maggiore di alimenti a base di carboidrati possono causare una maggiore incidenza di carie per lo sviluppo di un ambiente acido all’interno del cavo orale. Consigli: spazzolare i denti almeno due volte al giorno, con setole possibilmente morbide; usare del filo interdentale almeno una volta al giorno; evitare l’uso di cibi e bevande dolci e gassate; utilizzare periodicamente acqua salata calda per risciacquare le gengive irritate. In caso di vomito eseguire un’accurata igiene orale con collutori a base di fluoro immediatamente dopo l’episodio.

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