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L’ERBA DI CASA NOSTRA Dalla prima pagina - VARIANTE URBANISTICA DI CAMPALTO Così, curioso come sono, ho preso la lente d’ingrandimento (ma a poco è servita) per analizzare la cartina e la legenda a caratteri microscopici pubblicate insieme all’articolo, cercando di capirne di più. Volendo capire in che spazi oggi c’è l’erba e domani piomberà una città. Si parla infatti di un incremento di più di mille abitanti. Che strano -mi vien da dire- con tutti i cartelli ‘vendesi’ o ‘affitasi’ che vedo in giro. Grandi insediamenti significa anche tanti nuovi servizi, in una città che vuol essere europea! Di sicuro all’Actv toccherà darci qualche autobus in più, magari rimettendo il 10 vero, come minimo! Dato che di 1000 persone ce ne saranno anche tante che si muovono preferendo i mezzi pubblici che, in proporzione, meno inquinano e meno congestionano le strade rispetto alla somma di tutte le singole persone in singole auto. Ci saranno anche strade nuove, ma questo è già previsto. La cosa che mi rende soddisfatto, anche facendo qualche ricerca in internet, è

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che per questo piano di sviluppo di un territorio che comprende il centro di Campalto fino alla darsena e alle barene, si parla di edifici e progetti legati a metodi innovativi ed ecosostenibili, con una elevata attenzione all’uso delle risorse e al rispetto dell’ambiente. Oltre alla fondamentale preoccupazione verso le problematiche idrauliche del territorio (penso agli allagamenti..), si tiene conto che si tratta di una “zona di particolare attenzione di valore paesaggistico e ambientale” e le parole che definiscono gli edifici sono “bioedilizia” e “tecniche di indirizzo bioclimatico”. Finalmente costruire non sarà solo sinonimo di ‘colate di cemento’ ma verrà fatto con un’attenzione in più verso l’ambiente. Certo, sono attenzioni che costeranno, ma i soldi, a quanto pare, da qualche parte verranno fuori, senza rimetterci in qualità e buoni propositi, altrimenti dove stanno il “garantire la qualità ambientale” e l’ “ecosostenibilità”? Quello che proprio non mi piace, invece, è che vogliano costruire anche dove oggi c’è il grande prato del parco

LA PAGINA DI CAMPALTO

di via Chiarin. La distesa di erba dove si fanno la Festa di Primavera ed altre, dove da un paio d’anni giocano a cricket, dove ci sono, da un lato, tutti gli orti per gli anziani. Son passato oggi, in un intervallo di pioggia, a vedere più da vicino: sotto i tunnel in tessuto o plastica crescono ancora, sfidando il freddo, radicchi e insalate; poi ci sono grandi piante di carciofi, zucche arancioni su qualche davanzale delle casette, finocchi e le ultime verze. Già si preparano le gombine ad accogliere le semine di primavera. In estate su quante tavole a pranzo arrivano pomodori e cetrioli, fragole e fagiolini, da quegl’orti curati con passione. Peccato per le feste, peccato per lo sport e pure per l’insalata? No, io non ci voglio rinunciare, in questo non sono d’accordo e farò il possibile perchè un prato, più di tante altre cose, fa “comunità”. ...Ma, intanto, a coloro i quali non riescono a decifrare quella piccola cartina della Campalto futura, qualcuno gliel’ha detto che cosa succederà?

LA PAGINA DI CAMPALTO  
LA PAGINA DI CAMPALTO  

N.104 - FEBBRAIO 2012

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