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APPUNTI DI VIAGGIO Di questo viaggio ne rileggo gli appunti sempre con piacere. Ho conosciuto un po’ di Messico e Guatemala, qualche anno fa. Li ho incontrati, o forse è stato viceversa. Fatto è che, ad un oceano di distanza non mi sono mai sentita così a casa.

voglia di vivere una vita migliore, con la voglia di studiare, di migliorarsi, di avanzare nella storia.. a loro devo il mio grazie alla Vita.. a loro devo il mio impegno nel voler fare della mia vita qualcosa di valido per gli altri..”

Ora sono sotto la veranda, è buio e piove. Questo tempo mi riposa. La luce della cucina mi permette di scrivere. Tra poco si Polvere nei pensieri, fermi tra i capelli. cena. Polvere nelle narici e nella bocca Sono con alcune ragazze che studiano e vivono qui dalle non c’è ossigeno per parlare suore. Parliamo un po’, tra donne di mondi diversi ma non ma solo per aspettare. opposti. Mi chiedono da dove vengo, dove si trova il mio Polvere di strada di montagna paese, se sono arrivata con el barco e si stupiscono quando rossa, violata dal vento e dai passi spiego loro d’aver sorvolato per 12 ore l’oceano che ci di gente che la respira. divide, con el aviòn. A fatica respiro anch’io. Hanno occhi curiosi e sorrisi timidi. Poi si guardano e scapNel viaggio tra polli e sudore pano dentro a preparare la tavola per noi. vedo le stelle più belle. Davanti a me ora, palme, limoni e papaie in un piccolo Posso toccarle, posso sentirle giardino bagnato di pioggia. Mi piace questo posto, anche sulla mia pelle fredda. se la notte mi fa paura, qui sono tranquilla, con i miei amici Vieni notte, vieni con le tue luci al di là della Terra. all’arrivo di questo viaggio Non posso fare a meno di pensare alle mie amicizie di riposo, tra polli e sudore. sempre, la verità dei rapporti, delle persone. Qui la cosa disarmante è l’assenza di pregiudizi o preconcetti, non 16 novembre 2007 ce n’è proprio conoscenza. Tu sei bianca, bionda e ricca. Io sono scuro, indigeno e mangio tortillas. Ma non mi sale Antigua: vecchia capitale del Guatemala. Cattedrale tra le nemmeno il dubbio se possiamo o meno essere amici. Lo nuvole, colori di mercato, passeggiate di turisti bianchi tra siamo già per il semplice motivo che le nostre strade si le vie del centro. Ho scattato una foto al lavatoio pubblico: sono incrociate. una donna lava gli abiti della sua famiglia con un bambino Chiara Foffano caricato sulla schiena. Dietro da sfondo, un carretto trainato da cavalli pronto a solcare i cocci delle strade per qualche turista curioso di scoprirne il percorso. 12 novembre 2007: Santa Lucia “el techo del mundo”

Una volta a casa decido di partecipare alla Messa serale con le suore e alcuni compagni. Il parroco parla uno spagnolo dall’accento inglese. Mi emoziona. Questa atmosfera essenziale mi scuote, mi scalda e mi commuove. Condivido la mia povera fede con un’altra razza. È questo che ci lega? Che lega i popoli? Al termine mi rinchiudo nella mia stanza e piango. Mi lascio andare, sono sola. Va tutto bene, ho solo bisogno di svuotarmi nella mia intimità che qui non trova posto. Non so dove sto viaggiando in me stessa, quale sia la mia strada. Ho paura di perdermi. O di non trovarmi mai. 18 novembre 2007: Campur Qui ho un appuntamento fissato l’anno scorso. Di questo posto scrissi: “Campur è il mio posto nel mondo. Abbiamo trovato degli amici e.. ora più che mai capisco cosa significa non essere soli sulla Terra, avere dei fratelli che sperano in te e ti vogliono davvero bene anche solo dopo poche battute in uno spagnolo stentato.. quante risate e quanti racconti.. storie di vita di ragazzi come me, con gli stessi sogni, con gli stessi gusti musicali.. con la stessa

LA PAGINA DI CAMPALTO

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LA PAGINA DI CAMPALTO  

N.104 - FEBBRAIO 2012

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