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Anno VIII Numero 99 Settembre 2011

MENSILE A SFONDO SOCIALE DI PUBBLICA UTILITĂ€ a: Campalto - Favaro Veneto - Tessera - Dese

distribuzione gratuita presso gli esercizi commerciali


ASSOCIAZIONI

Quinta edizione della GUARANITO CUP “Otro fùtbol, otro mundo...Noi ci scommettiamo, e tu?!?” La Guaranito Cup, giunta alla QUINTA EDIZIONE, è un torneo di calcio a 5 organizzato dal gruppo spontaneo di partecipazione ed aggregazione giovanile viaAltinia9 di Favaro Veneto. Il calcio diventa un pretesto per ribadire una serie di questioni e valori che stanno a cuore a viaAltinia9 e che nella società odierna difficilmente emergono o sono riscontrabili. Partiamo infatti dal presupposto per cui il calcio è un palcoscenico in cui vanno in scena buona parte dI quei meccanisimi che indeboliscono la nostra società; come uno specchio il sistema calcio riflette disvalori che oramai sembrano sedimentati nel quotidiano che ci circonda: illegalità, indifferenza, privilegio, discriminazione, individualismo. Attraverso il gioco del calcio viaAltinia9 si propone di: # ricordare che il calcio è GIOCO, PASSIONE, AGGREGAZIONE E DIVERTIMENTO, sul quale non si può speculare con investimenti esagerati o con schedature di massa. Ricordare che è un DIVERTIMENTO POPOLARE, a disposizione di ciascuno, senza sorta alcuna di privilegio. Da San Siro ai barrios di Caracas il calcio appartiene a tutti! # porre l’attenzione sulla questione dei materiali usati. Le magliette e i palloni usati nella Guaranito Cup non saranno fabbricati dai bambini in situazioni di sfruttamento, perciò porteranno il “marchio” NO CHILD LABOUR. Le magliette saranno stampate presso una cooperativa locale che lavora all’interno del CARCERE maschile di Santa Maria Maggiore così da avvicinare i partecipanti al torneo a questa realtà.  Il calcio è un gioco di squadra! # sensibilizzare riguardo la capacità del calcio di UNIRE LE DIVERSITÀ, di cultura, lingua, religione. Il rettangolo di gioco e lo spazio circostante devono essere un contesto ACCOGLIENTE. Il pallone è indifferente a chi lo calcia! L’appuntamento è per domenica 25 settembre 2011 dalle ore 10.30 fino a sera, nel parco PUBBLICO in via Chiarin, CAMPALTO. Una giornata di divertimento, sudore, pallone e passione, musica, amaca e guaranito, premiazioni,terzo tempo con birra, spritz e panini all’insegna di un calcio che oggi non c’è più. le iscrizioni sono aperte!! Per maggiori informazioni :www.viaaltinia9.org; se vuoi partecipare invia una mail per la tua squadra a : info@viaaltinia9.org ; facebook : viaaltinia9 In collaborazione con ControVento e PolisportivaTortuga UISP, Municipalità di Favaro Veneto, Assessorato Politiche Giovanili e Assessorato alle Politiche educative e dello sport.

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NESSUNO E’ PERFETTO Per un errore nel numero di Luglio de “La pagina di Campalto”,in un box che informava dell’organizzazione da parte dell’AUSER “Il Gabbiano” di un corso di merletto, è stata pubblicata una fotografia che ritraeva alcune signore che non appartengono all’AUSER e che fanno parte del Gruppo “LE FORMICHE”, gruppo che autonomamente organizza da anni corsi di ricamo al tombolo. Ce ne scusiamo con l’Associazione e con le persone interessate.

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ASSOCIAZIONI

LA FEBBRE DEL PALLONE Per le morose o le mogli che pur di vedere il proprio uomo tra un impegno e l’altro, si appassionano al calcetto a 5, tipico sport maschile di cui non ne capiscono le regole (e nemmeno se ne curano). Questo tipo di sport ha le sue origini in Uruguay. Nel 1933, il professor Juan Carlos Ceriani Gravier, ne ideo’ le regole per poter far giocare i suoi studenti anche nelle palestre e non solo all’aperto. Conosciuto come futsal (futbol de salon) e’ diventato negli anni un MUST per gli amici del pallone. Al popolo femminile resta solo che sedersi in tribuna e tentare di capire il perche’ di tanto correre! Il calcetto a 5 fa parte del dna dell’uomo. Non ne nasce uno che non abbia la febbre della palla al piede, che sia il prato di San Siro o quello in erba sintetica del patronato sotto casa: nell’uomo questo sport e’ impresso nelle interiora, come per le donne la corsa alle svendite di fine stagione. L’uomo si allena tutto l’inverno nella corsa e nella resistenza, per affrontare al meglio il torneo estivo. I gironi si susseguono come fossero scontri in battaglia per la conquista della patria. La grinta e’ la stessa, si deve vincere. Il mercoledi’ sera e’ sacro, le uniche ore dove si puo’ appendere finalmente la cravatta, diventare scurrili e sudare senza ritegno. Senza nessuno che da’ ordini, che dice cosa fare e come, ne’ il capo, ne’ la moglie, ne’ i figli. L’unico obiettivo e’ piazzare i goal giusti senza arrivare ai rigori. L’urgenza del mercoledi’ sera e’ difendere la porta e non lasciar passare le palle avversarie, piegando il nemico. Non importa se qualcuno si azzoppa nel mentre, in spogliatoio seguiranno le scuse, con birretta post doccia. E’ proprio questo lo splendore dell’uomo: non il fisico macho scintillante di sudore, non il sorriso beffardo del vincitore e non la fascetta allaccia-capelli che TUTTI i calciatori dalla folta criniera portano. Cio’ che lo rende giocatore ammirevole, e’ l’assenza di rancore. Non in campo. Non dopo aver giocato a calcetto.Anche se ci si prende a parolacce o se ci si spinge fallosamente, al fischio finale dell’arbitro si diventa amici, ci si stringe la mano, una pacca sulla spalla,“bella partita” e via trotterellando agli spogliatoi. Sotto le docce si intonano canti da stadio, soprattutto sporchi, ma che risate! E proprio a quello che in difesa faceva fuori stinchi, gli si offre il primo giro. Una cosa che gli uomini non si dimenticano MAI di fare il mercoledi’, non e’ fare la spesa o passare in asilo a prendere il pupo, ma bensi’ prenotare il ristorante per il dopo partita! Vinti e vincitori allo stesso tavolo, si brinda e si festeggia per la serata di liberta’ che le donne ancora concedono, guai se no! Ogni sport ha le sue regole, ma il bello e’ proprio quello che praticandolo insieme, lega e non separa. In campo (qualsiasi esso sia) non c’e’ distinzione di colore o di divisa. Di questo pare che se ne ricordano solo i mariti, i compagni ed i morosi che non giocano per soldi, ma proprio per sport! Noi donne non ne capiremo forse mai la passione, ma siamo o no orgogliose dei nostri giocatori? “In bocca al lupo per la partita caro! Ah, e non aspettarmi alzato, sai che il mercoledi’ sera sono al cine con le amiche!” Chiara Foffano

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L’ERBA DI CASA NOSTRA

STIAMO SEGANDO IL RAMO SUL QUALE SIAMO SEDUTI?

di Giuliano Brandoli

Da quando nella laguna di Venezia si insediarono i primi fuggiaschi per le scorrerie dei Visigoti e da quando, nei secoli successivi, cominciò a crescere quella comunità che diede vita alla Città di Venezia, sempre i governanti della Serenissima si preoccuparono di imporre pesanti vincoli anche ai propri traffici marittimi pur di non compromettere l’equilibrio idraulico della laguna; addirittura ridussero l’efficienza delle proprie navi pur di non dover intervenire con scavi che potessero modificare la frequenza delle acque basse e alte, l’aumento della velocità delle correnti, l’erosione dei fondali. Per dire quanto essi fossero attenti nel mantenere intatte le delicate caratteristiche della città. I progetti in cantiere che riguardano il prossimo futuro di Venezia, della sua laguna, del suo territorio di terraferma in nome di un suo ipotetico “sviluppo” rischiano di stravolgere questo delicato equilibrio. Italia Nostra ha presentato in un consesso internazionale un corposo dossier riguardante questi progetti manifestando tutta la sua preoccupazione per il futuro prossimo della città e dei suoi abitanti. Da questo mese pubblicheremo su”La Pagina di Campalto” alcuni importanti capitoli di questo documento con la speranza di stimolare la riflessione dei lettori e alimentare un dibattito. Stiamo davvero segando il ramo sul quale siamo seduti?

Venezia in vendita

di Gherardo Ortalli – Italia Nostra Venezia

Quando nel 2008 il premio giornalistico “Per Venezia” fu assegnato all’articolo di John Kay “Welcome to Venice, the theme park”, uscito sul “Times” di Londra, il sindaco di Venezia allora in carica, Massimo Cacciari, uscì con dure dichiarazioni: c’è voglia di scherzare! Come premiare un articolo mal scritto da un mediocre giornalista! In realtà John Kay è uno dei maggiori economisti britannici, di reputazione internazionale, ma la reazione era comprensibile; l’articolo toccava nervi scoperti. Dire che Venezia è ormai un parco urbano travolto dal turismo, privo di un competente management, nelle mani di un sistema politico e amministrativo inefficiente, è impietoso e provocatorio. Logico dunque che gli amministratori perdano la pazienza, ma non siamo lontani dal vero! Venezia vive una crisi forse senza ritorno. Tutta la storia veneziana è fatta di crisi profonde. A contarle si può partire persino da Carlo Magno (quando la laguna rischiò di perdere l’autonomia vitale per il suo sviluppo) per giungere poi fino al 1797 (la fine della Repubblica) o alla decadenza ottocentesca o al 1966, quando l’alluvione sembrò travolgere tutto. E se la città si è sempre ripresa, perché essere pessimisti? Qual è oggi la differenza? Quel che oggi viene a mancare è la città in quanto tale. Si badi: le calli, gli

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edifici, la basilica non spariranno e forse saranno meglio messi di quanto lo siano ora: valgono troppo per essere lasciati in abbandono, ma la città non è solo un insieme di muri né un semplice contenitore. È anche un complesso di funzioni, un flusso di vita quotidiana che la anima, una varietà di presenze peculiari, una comunità che si riconosce per segni identitari e altro ancora, e sono proprio questi i connotati che Venezia sta perdendo. I palazzi sono alberghi; le abitazioni bed and breakfast; i 175.000 abitanti del 1950 sono oggi meno di 60.000: meno della media giornaliera di turisti che nei giorni speciali raddoppiano. Venezia città esangue, svuotata e insieme zeppa, pronta a vuotarsi di nuovo quando la marea di visitatori “mordi e fuggi” si ritira per tornare in terraferma o alle spiagge. Quasi una nuova Pompei (altro parco tematico). Forse, per usare la formula di Jean Clair, una “città morta”? Certo in gravissima sofferenza. Ed è una sofferenza senza medici e medicine. Chi dovrebbe prendersene cura va per altre strade e gli amministratori studiano non come contenere i flussi ma come favorirli, proponendo centri turistico/commerciali, metropolitane, grandi banchine per maxinavi da migliaia di turisti, nuove darsene per centinaia di yacht e barche da diporto. Sanno bene che gli

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utili di questo turismo vanno soprattutto ai privati (sempre meno veneziani) mentre i costi sono soprattutto sociali, della collettività. Ne denunciano pure l’assurdità, ma all’atto pratico non si capisce cosa stiano facendo per correggere le storture. Semmai l’Amministrazione è pronta a vendersi i palazzi e a consentirne la trasformazione in alberghi, liquidando un patrimonio accumulato negli anni con un impoverimento di fatto. Palazzo Rava Giustinian, Palazzo Soranzo Piovene, Palazzo Nani, Palazzo Bonfadini, Palazzo Zaguri, Palazzo Costa, Palazzo Foscari/Contarini, Palazzo Colleoni… Venezia in vendita, con l’inglorioso record stabilito dal Comune: primo in Italia a “cartolarizzare” il proprio patrimonio immobiliare. Ma non è solo il Comune che vende: L’ASL ha ceduto intere isole; la RAI mette sul mercato Palazzo Labia; le Poste hanno venduto il Fontego dei Tedeschi. Le strutture di enti pubblici diventano alberghi, magari anche senza essere venduti, e Palazzo Querini Dubois, già sede di rappresentanza delle Poste, sarà un hotel a cinque stelle dopo che il Comune ha concesso il cambio d’uso a saldo degli arretrati di un affitto. Il bisogno di far cassa pare la base delle scelte amministrative e allora si vende tutto quel che si può, perfino gli spazi, e così gli edifici più prestigiosi si


L’ ERBA DI CASA NOSTRA trasformano in grandi manifesti pubblicitari, magari per essere temporaneamente coperti se arriva il pontefice! Ed è una strada in discesa. Si comincia con poco, forse una piccola insegna, e non si ferma più niente, ma anzi tutto cresce: non è solo il caso delle pubblicità che coprono il Ponte dei Sospiri o Palazzo Ducale. È quanto accade, per esempio, con Piazza San Marco. Non siamo riusciti a fermare i primi concerti e ora è diventata la «cornice inimitabile di un ricco programma di spettacoli», e cosa importa se le enormi strutture che vengono montate distruggono l’antica pavimentazione? La città va a pezzi e se non si fanno i restauri la giustificazione è pronta: i finanziamenti pubblici non arrivano essendo tutti assorbiti per il Mo.S.E. che forse proteggerà Venezia da una parte di acque alte, ma per ora

sta distruggendo gli equilibri lagunari. Chi protegge Venezia? Il Magistrato alle Acque è svuotato di funzioni; la Soprintendenza per i Beni Architettonici ci pare inesistente; il Sindaco decide che non manderà più alla Commissione di Salvaguardia i suoi progetti per l’approvazione: «Si risparmierà tempo prezioso»! Venezia indifesa. E nemmeno l’irritazione dei cittadini sembra importare: gli abitanti del Lido – commissariato sono sul piede di guerra contro scelte che trasformano pesantemente la realtà dell’isola, ma tutto sembra inutile. Venezia inascoltata. Il processo di svendita e terziarizzazione investe persino la cultura, teorico punto di forza per una città d’arte come la nostra. Se si prescinde dalla Biennale e ora dall’Università, il resto non è altro che lo sfruttamento di una

La città d’arte che non sa gestirsi Non occorre essere veneziani per concordare sull’idea che il turismo, massima risorsa di questa città, è stato finora gestito nel peggiore dei modi. Basta guardarsi attorno durante un soggiorno anche di poche ore in una giornata di media stagione. Ma se ce ne fosse bisogno, l’amaro giudizio è stato confermato recentemente da una commissione di esperti. La rivista National Geographic aveva deciso di riesaminare, con il contributo della Georgetown University di Washington, i siti dichiarati dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità, a distanza di dieci o più anni dalla nomina, allo scopo di valutarne lo stato di conservazione e protezione. Venezia si classificò al novantesimo posto su novantaquattro siti esaminati. La causa della bocciatura? Principalmente l’eccesso di turisti, che spogliava la città di vita locale, di poesia; in una parola, di anima. “Quasi ci si pente di essere venuti, scrisse uno degli esperti nel suo rapporto, perché la nostra presenza ci rende complici del deterioramento della città.” In uno studio del 1988, condotto tra l’altro anche da Paolo Costa, futuro sindaco di Venezia e oggi presidente dell’Autorità portuale, si indicava il numero “ottimale” di turisti in 33.000 al giorno. La città allora contava oltre 90.000 abitanti. Oggi i residenti sono meno di 60.000 (naturalmente l’economia turistica scaccia la popolazione locale perché affittare al turista è molto redditizio). Qual è il numero medio giornaliero di turisti? Uno studio del Coses (centro di ricerche socio‐economiche di proprietà di Comune e Provincia) calcola un’affluenza di circa 21 milioni e mezzo di turisti per l’anno 2007, con una media di 59.000 al giorno. Media, si badi bene; nei periodi di punta quel numero può molto facilmente raddoppiarsi. Ma lo studio, che è del 2008, è stato condotto su dati in parte obsoleti: alcuni

rendita di posizione che aiuta a tirare avanti senza quel progetto che da anni a Venezia manca. Pure qui solo un esempio: forse va ringraziata Prada che si fa la sua fondazione a Venezia, ma se il Comune le concede Ca’ Corner della Regina forse è per evitarsi un problema, così come era stato con la Dogana da Mar data a Pinault. Cosa succederà quando il Comune dovrà gestire anche l’Arsenale? Intanto in queste settimane Pinault festeggia la sua mostra con 1200 ospiti e Prada inaugura la fondazione con un selezionatissimo cocktail di metà pomeriggio, intanto Vuitton accoglie a Fusina i suoi 600 invitati mentre Abramovich offre l’aperitivo di mezzogiorno sul suo yacht grande come un palazzo. Niente di male; anzi: tutto bene. Ma non è che per caso, mentre chi può balla, la città affonda?

di Paolo Lanapoppi – Italia Nostra Venezia

sono del 2001, altri del 1997. Inoltre si basa soprattutto su cifre fornite dai gestori dei mezzi di trasporto, che a volte nascondono una grossa porzione di non‐dichiarato. Soltanto per la stazione ferroviaria di Venezia, l’amministratore delegato di Grandi Stazioni ha calcolato recentemente in 82.000 al giorno in media i viaggiatori transitanti per i suoi locali, per un totale di 30 milioni l’anno (Il Gazzettino, 30 aprile 2011). Dunque tra 60 e 80 mila visitatori al giorno, con frequenti punte di oltre centomila. Ancora il COSES ha condotto un’interessante indagine: quale può essere la capienza della città? Considerando che i turisti si concentrano in alcuni percorsi e alcuni luoghi, si può indicare un punto di saturazione? Non è difficile. Piazza san Marco può contenere 39.000 persone, calcolando il minimo indispensabile di 1,7 metri quadrati per persona. Ma può essere quello un modo per capire, gustare, vivere una città? (Inoltre bisogna calcolare che le vie d’uscita sono poche e strette, il che riduce il numero massimo a 19.000 – per fortuna). Nei percorsi più frequentati, ammettiamo pure, come fa lo studio, 0,6 metri quadrati per persona che cammini a 2,5 chilometri orari; nelle sei ore di picco ciò darebbe una capienza massima di 140‐150 mila persone (inclusi gli abitanti). Non accade di rado; accade anzi sempre più spesso. L’uso di case e palazzi sta naturalmente adeguandosi a questi numeri. Una statistica affidabile, perché basata sulle utenze di corrente elettrica, mostra che il 27 per cento delle case di Venezia appartiene a non‐residenti: dunque la città si svuota di abitanti, con il loro portato di storia, tradizioni, mestieri, perfino dialetto, e diviene sempre più anonima, proprio come la sua laguna che si va svuotando dei sedimenti originari e trasformando in sterile braccio di mare.

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bY Pass di CamPalto: l’anas fa maRCia indietRo Dopo anni di discussioni, incertezze, proteste alla fine è sfumato tutto, Anas rinuncia alla costruzione: «Costo aumentato da 46 a 70 milioni per via degli espropri», la spesa diventa insostenibile e i due kilometri impossibili da realizzare. Lo ha comunicato a metà luglio il condirettore generale dell’Anas Gavino Coratza, con una lettera inviata a tutti gli organi competenti di Regione e Comune. Il motivo per cui il costo dell’opera si è impennato passando dai 46 milioni di euro inizialmente preventivati, ai 70 milioni che ora servirebbero per realizzare l’intervento, è da imputare al cambio di destinazione d’uso,

CaCCiatoRi!

di Elena Brugnerotto

da agricolo a residenziale, di gran parte dei terreni sui quali è stato progettato il tracciato, avvenuto a seguito dell’approvazione da parte del Comune della variante al Piano regolatore Generale per la zona di Campalto. Un aspetto, quello del cambio di destinazione, sul quale i soggetti interessati all’esproprio avevano confidato fin dall’avvio della procedura espropriativa, nel tentativo evidente di ottenere un maggiore risarcimento dalla confisca dei terreni. Così dopo aver scongiurato Carcere, Cie, e By Pass, Campalto torna a dormire sonni tranquilli...almeno fino al prossimo colpo di testa dei nostri amministratori...

di Giuliano Brandoli

Sabo matina del 3 setembre me svegio de soprassalto: cossa nasse? Sento dei spari venir dai palassoni intorno; uno, do, diese spari, par de esser in Libia! Vardo ea sveglia,: xe e sìe e un quarto. Penso un attimo e me vien l’illuminassion: i ga verto ea caccia! A Campalto, vissin a dove abito, ghe xe campi, coltivai e non, dove tuti i anni in stagion se sfoga i cacciatori. No so ben a cossa che i ghe spara, ma stamattina me par che i sia proprio in tanti, anca de più dei fringuei campaltini; par proprio una battaglia: salve de colpi se rincorre, ora i par più vissini, ora i se allontana. A parte el fatto che no capisso la soddifazion de spararghe ad un lievore spaventà (ma questo xe un mio difetto), dal rumor me par che i sia tanto vissini ae case, troppo vissini! Par carità, i sarà tutti bravi tiratori, i gavarà tutte armi perfette anca par sventrar un oseeto de 30 grammi da sento metri, i gavarà tutte le carte in regola; ma par piasser, no i podarìa andar in un posto più isolà, dove no i ciaparìa maedission (che anca e più bonarie un fià de sfiga la porta) e dove non i romparìa i cosidetti a chi vogìa farse n’altra oretta de sonno?

ATTIVITA’ FITNESS 2011 2012 - CORSI COLLETTIVI GINNASTICA E DANZA MATTINA, POMERIGGIO,SERA

ATTIVITA’ PER ADULTI

ATTIVITA’ PER GIOVANI

PILATES – AEROBICA - STEP

DANCE BABY da 4 Anni

TONIFICAZIONE-TANGO ARGENTINO

DANZA CLASSICA da 6 Anni HIP HOP Bambine/i da 7 Anni

Attività fisica per la TERZA ETA’ agevolazioni per iscritti entro il 20 Settembre

MODERN JAZZ da 7 Anni CANTO

PALESTRA: CENTRO CIVICO 22 - VILLAGGIO LAGUNA CAMPALTO APERTA : da LUNEDI a GIOVEDI ORE 16,00 –19,00

INFO:

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3472435009 - 041903110 adriana www.folksportingschool.it

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Isole in Rete - Il Festival della Laguna di Venezia Il 17 e 18 settembre 2011 una serie di iniziative in tanti luoghi della laguna nord di Venezia creeranno il Festival Isole in Rete. Seguiteci nella varietà di offerte che l’Istituzione Parco della Laguna del Comune di Venezia ha organizzato per fruire nel modo migliore di questo meraviglioso spaccato, a volte un po’ nascosto, della città! Natura, sport, cultura, svago. Potrete scegliere di dedicarvi a gite, attività sportive tipiche lagunari, escursioni naturalistiche in bicicletta, inaugurazioni di mostre, musica e intrattenimento, visite guidate in zone archeologiche e  luoghi tutti da scoprire. PROGRAMMA DELLE INIZIATIVE sabato 17 settembre ore 11.00 Sant’Erasmo sabato 17 settembre ore 11.00 Isola della Certosa sabato 17 settembre dalle ore 11.00 alle ore 13.oo e dalle 14.00 alle 18.00 Sant’Erasmo sabato 17 settembre ore 11.30 Mazzorbo, Tenuta Scarpa Volo sabato 17 settembre dalle ore dalle 11.30 alle 14.30 Mazzorbetto sabato 17 settembre ore 12.00 Lazzaretto Nuovo sabato 17 settembre dalle 14.00 alle 18.00 Torcello, Casa d’artista Lucio Andrich sabato 17 settembre ore 14.00 Sant’Erasmo, darsena della Torre massimiliana sabato 17 settembre ore 15.00 Mazzorbo sabato 17 settembre ore 15.00 Serra dei Giardini di Castello sabato 17 settembre alle ore 16.00 e alle ore 17.00 Campalto sabato 17 settembre ore 17.00 Sant’Erasmo, Torre massimiliana sabato 17 settembre ore 18.30 Sant’Erasmo, Torre massimiliana (concerto) sabato 17 settembre ore 21.00 Serra dei Giardini di Castello domenica 18 settembre ore 11.00 Sant’Erasmo, darsena della Torre massimiliana domenica 18 settembre ore 11.30 Mazzorbo, Tenuta Scarpa Volo domenica 18 settembre dalle ore 11.30 alle ore 19.00 Isola di San Giacomo in Paludo domenica 18 settembre ore 15.00 Sant’Erasmo, Darsena della Torre massimiliana domenica 18 settembre ore 15.00 e ore 17.00 Certosa e Forte Sant’Andrea domenica 18 settembre ore 15.30 Burano domenica 18 settembre ore 16.30 Lazzaretto Nuovo domenica 18 settembre dalle 18.00 alle 20.00 MAZZORBETTO domenica 18 settembre ore 19.00 Isola di San Giacomo in Paludo Per ulteriori informazioni riguardanti lo svolgimento delle visite: www.parcolagunavenezia.it; http://isoleinretevenezia.wordpress.com

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PAGINA DELLA PROVINCIA

Manovra, Zaccariotto: “Abolire tutte le Province? Un modo per non affrontare il problema” Sulle proposte del governo di recupero dai tagli agli enti locali 31-08-2011 - «Abolire tutte le Province? A botta calda sembra un modo per non affrontare il problema. Aspetto di capire meglio l’obiettivo che ha portato a questa decisione la maggioranza di governo». Così la presidente Francesca Zaccariotto si è espressa oggi in merito all’accordo sancito ieri 29 agosto 2011 da Berlusconi e Bossi. «L’iter che si prospetta è complesso, perché prevede la modifica della Costituzione. Non si è scelto di abolire le Province al di sotto dei 300 mila abitanti, o quelle di recente costituzione, si è scelta una strada più lunga per arrivare all’abolizione totale. Credo che le Province abbiano, oggi ancor di più, un significato particolare in quanto rappresentano, insieme ai Comuni, la realtà territoriale più vera. In questo momento poi i Comuni si sentono soli e senza risorse, né finanziarie né umane. E’ fondamentale individuare un terzo soggetto in grado di rappresentare un territorio, che sia interlocutore dei bisogni reali del cittadino in un costante dialogo con gli organi istituzionali. Lo dico soprattutto vista la mia esperienza di sindaco: oggi viviamo una sindrome di abbandono, rispetto agli enti sovraordinati, spesso ci sentiamo soggetti di serie B». «Per quanto riguarda il recupero dei due miliardi di tagli agli enti locali - prosegue Zaccariotto – è una battaglia vinta, e ne gioisco, anche se mi provoca amarezza il fatto che

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i sindaci, nel ruolo di rappresentanti dei cittadini e delle forze politiche di governo, siano costretti a manifestare in piazza per far capire la drammaticità della situazione. E’ necessario iniziare allora a lavorare per un’Italia unita senza enti privilegiati, che per un motivo o per l’altro riescono ad avere sempre contributi straordinari. Invece succede che in territori come Venezia non si riesca nemmeno a far approvare una legge speciale che possa consentire di affrontare i problemi complessi di quest’area bellissima, unica ma anche molto fragile». La Presidente Francesca Zaccariotto aveva inviato al ministro dell’Interno Roberto Maroni un emendamento al decreto legge n. 138/2011 il cui termine scadeva proprio ieri. La proposta mira ad “inserire un nuovo parametro che riconosca la Provincia di Venezia come ente virtuoso non solo per il rispetto del patto di stabilità, e per il grado di autonomia finanziaria, ma anche per il basso livello di indebitamento, secondo le indicazioni della comunità europea che raccomandano di tenere sotto controllo il debito pubblico. «Per noi questo riconoscimento vorrebbe dire recuperare 20 milioni di euro circa per investimenti per scuole, strade, ambiente, servizi. Che oltre ai 64 milioni che lo stato ci deve restituire costituirebbero un bel tesoretto».

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INFORMAZIONI DAL QUARTIERE

CENTRO POLIFUNZIONALE PASCOLI sempre più a servizio della cultura e dei cittadini Anni fa l’edificio della ex scuola Pascoli in via Orlanda è stato pensato come possibile punto d’incontro per attività culturali e sociali. La pervicacia e la pazienza di Caterina Albano hanno saputo catalizzare in questo luogo l’aggregazione di più realtà che, nel tempo, hanno consolidato ed arricchito il suo rilievo sociale. Proprio questo desiderio di “fare”, espresso da Associazioni e cittadini in modo “soft” ma determinato, ha trascinato anche la Municipalità ad occuparsi concretamente del Centro (sono in corso lavori di ristrutturazione per i bagni, per l’installazione di un ascensore per disabili, ed è stata allestita una nuova aula d’informatica adibita a centro internet aperto al pubblico nell’ambito dei centri P3@ promossi dalla Regione Veneto). A mio parere la caratteristica più preziosa che si è venuta a creare in questo luogo è la possibilità, data a tutti i cittadini, di avvicinarsi con facilità ad esperienze culturali stimolanti e di livello e di poter trascorrere serenamente un po’ di tempo leggendo il giornale tra una chiacchiera e l’altra. Un cenno a parte merita la biblioteca: realizzata con il contributo della Municipalità, delle Associazioni e degli stessi cittadini, conta ora più di 5500 volumi, suddivisi tra storia, attualità, letteratura, gialli, narrativa italiana e straniera per adulti e ragazzi: una vera miniera! Il programma per l’anno 2011-2012 vede consolidate ed arricchite le offerte delle stagioni precedenti: riportiamo di seguito l’elenco delle attività che saranno pubblicizzate nel dettaglio in occasione del loro svolgimento.

OFFERTA FORMATIVA Studio assistito per alunni delle elementare e delle medie Supporto per le lingue (francese e inglese) per elementari e medie Insegnamento individualizzato dell’italiano per stranieri (adulti e ragazzi) Incontri di lingua italiana (aggiornamento sulla grammatica e sui modi di comunicarein lingua italiana su richiesta di un gruppo di adulti) BIBLIOTECA/EMEROTECA Consultazione-prestito libri Registrazione e catalogazione informatica della dotazione libraria Lettura quotidiani: 1 testata nazionale, 1 testata locale, 1 settimanale Invito alla lettura: un libro al mese su tematiche sociali o esperienze di vita nella nostra realtà, e altrove, con autori e/o appassionati Il viaggio: incontri serali tra viaggiatori e sognatori Uscite artistico-gastronomico-culturali: iniziativa giunta al sesto anno con visite in varie regioni italiane. Punto internet: accesso all’informazione ed ai quotidiani on-line INIZIATIVE DALLE ASSOCIAZIONI Associazione “Campalto viva”: Incontri mensili con “Le amiche del giovedì” : un pomeriggio al cinema Uscite guidate trimestrali di approfondimento Corso di inglese di primo, secondo e terzo livello Incontri tra viaggiatori e sognatori Associazione “Amici in coro”: Proseguimento corso di pianoforte per adulti e ragazzi Corso di chitarra classica per adulti e ragazzi Associazione “Blog Territori e Paradossi: Assistenza utenti del punto internet Corso base ed avanzato di computer Corso di introduzione alla fotografia digitale Esposizione opere di arte figurativa Proposte gruppo misto coordinato da Marina Longo Corso di attività manipolatorie e decoupage (partecipazione gratuita) Università “Terza età” Corso di computer

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INFORMAZIONI DAL QUARTIERE

MODIFICATO L’ORARIO DEL CENTRO INTERNET P3@ DI CAMPALTO

CORSO DI INTRODUZIONE ALLA FOTOGRAFIA DIGITALE Promosso dall’associazione Blog Territori e Paradossi inizierà lunedì 10 ottobre alle 20.15 presso il Centro Polifunzionale Pascoli in via Orlanda a Campalto la sesta edizione del corso “Introduzione alla fotografia digitale”. Il corso avrà la durata di 7 lezioni e si svolgerà al lunedì sera. Il corso è rivolto a tutti coloro che desiderano acquisire ed approfondire i primi fondamentali concetti riguardanti la fotografia in generale ed il sistema digitale. Il progetto didattico persegue i due seguenti obiettivi: affrontare i principi teorici fondamentali della tecnica fotografica e le problematiche più comuni in fase di scatto e di post-produzione anche mediante l’analisi critica di opere dei partecipanti. Introdurre i fondamenti di analisi dell’immagine (lettura di un’immagine, composizione, equilibrio ecc.) e la tematica dell’Arte fotografica. Il corso, inoltre, si propone di sollecitare nei partecipanti non solo il desiderio di realizzare foto tecnicamente corrette, ma anche il ricercare le migliori possibilità comunicative. Per informazioni ed iscrizioni mandare una mail ad info@ territorieparadossi.it oppure contattare Giuliano al numero 3388222799

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Prosegue l’attività del centro pubblico internet P3@, gestito dall’associazione Blog Territori e Paradossi, presso il Centro Polifunzionale Pascoli in via Orlanda. Dal mese di settembre è stato modificato l’orario: ora i giorni di apertura sono 4 anziché tre: il martedì, il mercoledì ed il sabato dalle 9.00 alle 12.00 ed il giovedì dalle 18.00 alle 21.00. A poco più di due mesi dall’apertura si contano più di 30 iscrizioni: è frequentato sia da chi già conosce le procedure per la navigazione in Internet, sia da persone che per la prima volta hanno acceso un computer: un tutor ha guidato queste ultime nei primi approcci e le ha seguite nei primi timidi tentativi di conoscenza della “rete”; e dobbiamo dire che ognuna di esse sta trovando nella rete le prime risposte ai propri interessi e, con queste, ulteriori motivazioni per la frequenza. Per i tutors dell’associazione Blog Territori e Paradossi, tutti volontari , è veramente una grande soddisfazione constatare i progressi di chi mai si era avvicinato ad un PC! Ricordiamo che l’accesso è gratuito sia per cittadini italiani che stranieri previa iscrizione e presentazione di un documento d’identità (iscrizione da farsi durante gli orari di apertura del centro) ; possono accedervi anche i minori con l’autorizzazione di un genitore. Mercoledì 14 settembre inizierà un corso, già completo, di prima alfabetizzazione per l’accesso ad internet. Il centro è stato promosso dal Comune di Venezia e finanziato dalla Regione Veneto con il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) con lo scopo di garantire l’accesso, l’alfabetizzazione e l’acculturazione delle persone che hanno difficoltà ad usare internet e di fare in modo che nessuna possa essere escluso dal processo di utilizzo dei servizi on line.

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RECENSIONI A cura di Chiara Foffano e di Francesca Delle Vedove

Un libro: VENEZIA E’ UN PESCE Di Tiziano Scarpa, scrittore veneziano nato nel 1963. “Venezia e’ un pesce. Guardala su una carta geografica. Assomiglia a una sogliola colossale distesa sul fondo. […] Gli altri libri sorriderebbero di quello che ti sto dicendo. Ti raccontano la nascita dal nulla della citta’, la sua strepitosa fortuna commerciale e militare, la decadenza: fiabe. Non e’ cosi’, credimi. Venezia e’ sempre esistita come la vedi, o quasi. […] Il ponte che la collega alla terraferma assomiglia a una lenza: sembra che Venezia abbia abboccato all’amo. […] Abbiamo avuto paura che un giorno Venezia potesse cambiare idea e ripartire; l’abbiamo allacciata alla laguna perche’ non le saltasse in mente di salpare di nuovo e andarsene lontano, questa volta per sempre. Agli altri diciamo che l’abbiamo fatto per proteggerla […] La verita’ e’ che non possiamo piu’ fare a meno di lei. Siamo gelosi.” Questa e’ la premessa di un libro-guida confidenziale, scritto in un soffio, che da subito ti porta in una citta’ sconosciuta anche a chi ci vive ad un passo. Te la racconta con il naso, i piedi, le mani, le gambe, ma soprattutto con il cuore. Un libro che si sfoglia con il sorriso sulle labbra, ad ogni pagina. Una guida turistica autentica, che ti svela i vicoli sconosciuti e le storie che racchiudono, le leggende che nascono dalla notte dei tempi ma che restano vive nei marmi e nelle vere da pozzo. A Venezia “Smarrirsi e’ l’unico posto dove vale la pena di andare.” Buon viaggio a Venezia e buona lettura.

Un libro: ACCIAIO “Acciaio” è il romanzo d’esordio di Silvia Avallone, neanche trent’anni, e si legge tutto d’un fiato perché racconta di persone e quartieri che caratterizzano l’Italia, ma di cui si parla poco. Sono Anna e Francesca le due protagoniste, “tredici anni quasi quattordici” e vivono nei casermoni di cemento di via Stalingrado a Piombino, di fronte all’Isola d’Elba, costruiti negli anni Settanta dalla Lucchini S.p.a., la grande acciaieria ancora attiva a Piombino. Una mora e l’altra bionda, bellissime entrambe, inseparabili e figlie di genitori che si sono spezzati la schiena nelle acciaierie per dare pane alla famiglia. La loro è una storia di amicizia e delle difficoltà di vivere in un luogo così ostile dove i ragazzi sognano attraverso la televisione vite di successo e di ricchezza, spesso si annoiano fino a quando sono svegliati dalla dura realtà in cui vivono, quella degli incidenti sul lavoro, della povertà e del degrado dei casermoni popolari. Il linguaggio usato dall’autrice è diretto, a volte secco ed un po’ volgare come lo è quello degli adolescenti ma capace di fare leggere le emozioni che si portano dentro. Anna e Francesca, da bambine diventano donne insieme e quando Anna scopre l’amore e il sesso con Mattia, qualcosa si rompe tra le due e verranno risucchiate nelle loro storie private, sole davanti a genitori incapaci di ascoltarle perché assenti o distratti o semplicemente stanchi, e si riabbracceranno solo quando la vita le sottoporrà alle prove più crudeli.

Un film: AMORE BUGIE E CALCETTO Del 2007 di Luca Lucini con Claudio Bisio, Claudia Pandolfi, Angela Finocchiaro. Il narratore e’ il nostrano Giuseppe Battiston (attore e registra trevigiano): sullo sfondo l’intreccio delle vite dei protagonisti, i problemi famigliari tra genitori e figli, le incomprensioni di coppia (anche sessuali!), le difficolta’ dei giovani nel mondo del lavoro. In primo piano invece: il calcetto. Indiscusso sport maschile che unisce padri e figli, magri e grassi, scaltri e impacciati. Una rappresentazione divertente ma reale degli universi maschili e femminili.

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LA PAGINA DI CAMPALTO: SIAMO ON LINE! Da gennaio 2011 “La pagina di Campalto” è consultabile anche in Internet all‘indirizzo http://issuu.com/lapaginadicampalto Questo è il link: ; iscrivendosi al sito è possibile rilasciare commenti e domande, segnalare iniziative, suggerire approfondimenti. A tutti buona lettura e buona navigazione!Potete inviare domande e commenti anche a questo indirizzo e-mail: lapaginadicampalto@gmail.com.

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AUSER “IL GABBIANO” I NOSTRI SERVIZI Consulenza legale gratuita: si riceve su appuntamento il SABATO dalle 10.00 alle 12.30 ed il LUNEDI’ dalle 16.00 alle 18.30 “Ausilio” spese a domicilio: con il servizio Sociale della Municipalità e la COOP Adriatica il ns. Circolo ha aderito al servizio al progetto “Ausilio” per la consegna gratuita della spesa a domicilio alle persone anziane, non autosufficienti, portatori di Handicap o con problemi motori temporanei.

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