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SETTEMBRE 2012 Anno VIII No 110

MENSILE A SFONDO SOCIALE DI PUBBLICA UTILITÀ

NERO ODORE DI TERRA BRUCIATA dI Daniele Conte “Ciao esco vuoi venire?” “No grazie, ho da fare, dove vai?” “Un giro qui a Campalto, per muovermi un po’, torno per cena.” A sinistra il fiume, a destra sullo sfondo il ritaglio della città più serena. Affianco, una tavolozza di colori né freddi né troppo accesi, che sanno di tenerezza.

In questo numero: NERO ODORE DI TERRA BRUCIATA_EX-IL FASCINO DELL’ABBANDONO_A.S.D. FOLK SPORTING SCHOOL CAMPALTO_Aquardens: il parco termale più grande d’Europa!_COSA FA LA PROVINCIA: OLTRE SEI MILIONI DI EURO PER LE SCUOLE DI MESTRE_SETTEMBRE: è D’OBBLIGO ESSERE INFORMATI!_CORSI&CORSI_ Bella la mountain bike!_FREE PUSSY RIOT_VI CONSIGLIAMO...


L’ ERBA DI CASA NOSTRA

A.S.D. FOLK SPORTING SCHOOL CAMPALTO Nasce a campalto il nuovo corso ufficiale BACK SCHOOL condotto dall’insegnante Francesca Vio qualificata ed abilitata all’insegnamento presso la scuola ufficia ledi Back school di Benedetto Toso.

(continua dalla prima pagina) Rossi e gialli di fine estate, di un periodo di transizione indefinito, fanno da cornice alle grandi distese di Limonium protagoniste, un lilla-rosato di fine fioritura, che solo la luce del mattino presto o del tardo pomeriggio sa incantare così. Un airone cenerino passa basso sopra di me. Alzo la testa e noto quanto ampie siano le sue ali, che muove con autocontrollo, come se sapesse dove andare, senza fretta. Stracci. Poi un pacco di elenchi telefonici sparpagliati a bordo strada, sporcati dalla polvere e sbiaditi dal sole. Perchè stanno lì invece che nei contenitori gialli del riciclaggio carta? Boh. Continuo a correre. Ad un tratto le mie narici sono pizzicate dall’odore di fumo, di fuoco passato. Mi guardo attorno..... Nero....odore.... di terra bruciata. Nella mia corsa, sono affiancato per centinaia e centinaia di metri dalla desolazione, dall’annullamento di tutto ciò che c’era, eliminato da fuoco. Le fiamme hanno arso le foglie delle piante non raggiunte, che ora pendono secche. E continuano le ampie fasce ancora nere come il carbone, nere e vuote, come solo l’incendio può lasciare. Chi... perchè... Le tante specie di fiori selvatici che accompagnavano il sentiero nel corso dei mesi sono state annullate, nella speranza affidata alle radici più profonde, ai semi più duri non compromessi dal calore. Le tantissime bottiglie di plastica, la spazzatura, i pezzi di non si sa cosa e non si sa chi avranno emanato fumi non certo salutari. Ed ora dalla terra rasa emergono come relitti i residui di rifiuti e materiali scaricati senza vergona, senza rispetto. Torno a casa con domande e pensieri, frastornato, ma con una convinzione. Sugli argini della barena, in bici, a piedi, con il cane, di corsa,... andiamoci. Solo vivendola, proteggeremo la parte migliore di casa nostra.

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COS'E' LA Back School?...  è una delle metodiche più efficaci e durature nel trattamento dei dolori vertebrali. E' in un certo senso rivoluzionaria perchè rende il soggetto sofferente non più un passivo esecutore di cure prescritte dal medico ma vero protagonista del suo trattamento. La moderna Back School trae origine dalla sintesi delle 3 diverse Back School: svedese, americana e neozelandese, integrati anche con le nuove tecniche emergenti: Mezières, Feldenkrais, metodo Alexander, terapia meccanica di Mc Kenzie, tecniche di stabilizzazione dorsolombare, e molte altre ancora. Tanti autori, tanti metodi e tante teorie: in tanti hanno dedicato la loro vita allo studio della cura dei dolori vertebrali, usare solo un metodo sarebbe riduttivo. La chiave di successo di questa Scuola, sarà la personalizzazione del corso! Ad ogni allievo verranno offerte una valutazione posturale iniziale individuale e  una lezione introduttiva al corso per imparare a conoscere bene la nostra colonna vertebrale e ad usarla nel modo corretto. Si utilizzeranno tecniche di rilassamento, ginnastica antalgica-preventiva e rieducativa con esercizi di educazione respiratoria, posturale, di potenziamento e allungamento muscolare. Il tutto sarà poi coronato da consigli utili su alimentazione, stile di vita e consuetudine all'attività motoria. PALESTRA DEL CENTRO CIVICO - PIAZZALE ZENDRINI, 22 - VILLAGGIO LAGUNA. INFO 347.2435009

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MOSTRE E MANIFESTAZIONI

EX_IL FASCINO DELL’ ABBANDONO di Elena Brugnerotto Mosta fotografica di Alessandro Scarpa e Carlo Albertini 08.09.2012 – 30.09.2012 Centro Culturale Candiani – Mestre

Due amici: Alessandro e Carlo. Si sono conosciuti all’interno di Blog Territori e Paradossi, la nostra associazione campaltina in cui si discute di fronte a una pizza, si realizzano piccoli progetti che danno tante soddisfazioni, si studia la tecnica fotografica e la si condivide e insegna. Due ragazzi aspiranti fotografi. Ognuno con il proprio bagaglio di esperienze, reportage fotografici in missioni umanitarie Alessandro, una solida formazione universitaria nel settore della grafica e del design Carlo. La loro tecnica nella realizzazione delle immagini è arricchita dalle competenze e dalle attitudini caratteriali contrastanti dei due. Alessandro “il pasionario” ha il dito veloce, scatta foto d’impulso, in pochi attimi coglie il soggetto nell’esatta posizione, l’inquadratura giusta, il momento perfetto. Un istinto infallibile. Carlo “il riflessivo” si prende il suo tempo, calibra e medita ogni scatto, pensa agli equilibri stilistici, agli angoli prospettici per ricavare il meglio da ogni immagine per poi rielaborarla di nuovo al computer, rivederla e magari alla fine scartarla. E’ un preciso Carlo. Cerca il massimo risultato. Da queste premesse accanto all’amicizia nasce una collaborazione duratura, mostre fotografiche, contest e esposizioni li vedono lavorare insieme dando sempre ottimi risultati. L’idea di EX nasce così, da un’alchimia che funziona perfettamente. Insieme sono una macchina (fotografica) da guerra. Quando più di 3 anni fa hanno cominciato a girare tutto il Nord Italia alla ricerca di luoghi abbandonati che avessero qualcosa da raccontare avevano già pensato ad una Mostra che potesse dimostrare le loro capacità. Ospedali in disuso, fabbriche abbandonate nelle periferie, teatri e dormitori, istituti pubblici e privati, città fantasma e luoghi misteriosi intrappolati fuori dalla storia e dal tempo costantemente a rischio demolizione perché fuori dagli schemi estetici e funzionali sono i soggetti inediti di questa Esposizione. Un percorso fotografico realizzato saltando cancelli e recinzioni, arrampicandosi su scale pericolanti e attraversando passaggi stretti per rubare solo qualche immagine. “Ci piace cercare la bellezza dove nessuno penserebbe di trovarla” dicono i fotografi. Dopo tanto viaggiare finalmente avranno l’occasione per dimostrare il loro talento attraverso una mostra interamente dedicata al progetto che sarà inaugurata l’8 settembre al Centro Culturale Candiani (per maggiori informazioni www.mostraex.it. Non possiamo che essere orgogliosi dei nostri ragazzi, incoraggiarli e sostenerli, e penso di parlare a nome di tutti quelli che in questi anni li hanno visti crescere e maturare, come persone e come fotografi.

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Aquardens: il parco termale più grande d’Europa!

Si trova proprio in Veneto, in provincia di Verona, più precisamente a Pescantina. Conta 5.200 metri d’acqua, numerosissime cascate e piscine, lagune e idromassaggio, alcune con l’acqua del Mar Morto. E poi l’aerea wellness con fanghi, saune e docce emozionali.  Per tre ore di meraviglioso relax, sui lettini all’aria aperta e al sole della Valpolicella, si paga 16 euro.  L’articolo che annuncia con tanto slancio l’apertura del parco lo scorso 23 luglio, spiega persino quanti chilometri di tubi corrono sotto le piscine e il rispetto rigoroso delle norme igieniche.  L’acqua, inteso “tutta quell’acqua”, viene ricambiata almeno 5 volte al giorno.  Non credo possibile tanto spreco. E’ il primo pensiero che mi sale alla punta dei capelli.  Ne voglio sapere di più, così mi destreggio online tra le opinioni di chi c’è stato.  I 16 euro per le 3 ore, salgono a 24 per l’intera giornata. I lettini costano 4 euro. Il parcheggio auto, non custodito, altri 4. La cassetta di sicurezza negli spogliatoi è a pagamento. Asciugamani, accappatoi e ciabattine te li porti da casa. Ed infine, sono severamente vietate le effusioni a bordo piscina.  La successiva domanda che mi si affaccia non la trattengo: ne avevamo realmente bisogno?  Siamo così stressati d’aver la necessità del parco termale più grande d’Europa?  I soldi per costruire questo antistress, non potevano forse risolvere qualche altro problema più urgente? Magari non nel mondo, ma almeno qui in Italia. Vi risulta che di problemi non ce ne siano? Che il nostro stress si possa risolvere in una sola e salatissima giornata alle terme?  Mi chiedo con che spirito un terremotato emiliano possa leggere lo stesso articolo che ho letto io. Od un bambino africano, di quelli che hanno le mosche agli occhi ed un mestolo d’acqua gli deve bastare per l’intera giornata. Od una famiglia bielorussa, che cerca ancora di combattere gli effetti di Chernobyl.  Abbiamo già Abano, le colline della Toscana, le Dolomiti. Abbiamo libri da leggere e tele da dipingere.  Abbiamo mail da scrivere in tutto il mondo, abbiamo auto e Vespe da far correre. Abbiamo quaderni da scrivere e telefonini da cui connettersi.  Abbiamo i giochi in scatola e stoffe da cucire. Abbiamo legna da tagliare e frutta da raccogliere.  Abbiamo uva da pigiare (tra poco) e vino da imbottigliare. Pizze da farcire e mari da navigare. Isole da scoprire e cascate vere dove tuffarsi.  Ne avevamo davvero bisogno?

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PAGINA DELLA PROVINCIA

COSA FA LA PROVINCIA: OLTRE SEI MILIONI DI EURO PER LE SCUOLE DI MESTRE Nel corso della seconda metà del  2012 la Provincia sta investendo  negli istituti scolastici di Mestre 6 milioni e 113 mila euro  per interventi di manutenzione straordinaria ed ordinaria. Nell’area di Mestre sono presenti due distretti scolastici con 12 istituti di competenza della Provincia. Ci sono due campus, il primo nella zona di via Pertini con gli istituti: - “A. Gritti” con 860 studenti e 35 classi, - “Foscari - Massari” con 400 studenti e 19 classi e - “Stefanini” con 900 studenti e 40 classi   Il secondo campus è nella zona di via Asseggiano con gli istituti: “U. Morin” con 730 studenti e 29 classi, “Volta – Edison” con 500 studenti e 23 classi e “Gramsci – Luzzati” con 720 studenti e 33 classi.   Vi sono poi gli istituti presenti nel centro città che sono i licei: - “G. Bruno” con 1.000 alunni e 43 classi, - “R. Franchetti” con 540 studenti e 22 classi, - “M. Guggenheim” con 520 studenti nelle varie sedi (Mestre e Venezia),   e gli altri istituti come: - “C. Zuccante” con 880 studenti e 39 classi, - “A. Pacinotti” con 540 studenti e 32 classi, - “A. Mozzoni” con 325 studenti e 23 classi. Complessivamente nelle scuole provinciali di Mestre sono presenti oltre 7.400 studenti in circa 330 classi, quasi il 25 per cento dell’intera popolazione studentesca provinciale.  Da quando si è insediata nel 2009, la giunta Zaccariotto ha attuato una politica di grande attenzione per quanto riguarda la sicurezza e la manutenzione degli istituti scolastici di competenza, che si trovano nell’intero territorio. La presidente della Provincia  Francesca Zaccariotto: «Da tre anni proseguiamo con un accurato e costante monitoraggio dei nostri plessi scolastici per poi intervenire tempestivamente. Da quando ci siamo insediati abbiamo dato priorità agli interventi

di adeguamento, messa a norma degli edifici, e manutenzioni ordinarie e straordinarie delle nostre scuole. L’obiettivo è garantire ai nostri ragazzi scuole agibili, funzionali e nel rispetto delle norme; il lavoro fatto finora ci soddisfa e proseguiremo su questa strada». L’assessore all’edilizia scolastica Giacomo Gasparotto: “Continuano gli interventi per migliorare la qualità dei nostri plessi scolastici. Assieme ai tecnici periodicamente monitoriamo le scuole di nostra competenza, per definire insieme ai responsabili scolastici gli interventi da portare a termine. Il nostro obiettivo è garantire agli studenti veneziani edifici a norma, agibili e funzionali».

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SETTEMBRE: è D’OBBLIGO ESSERE INFORMATI! Di Romena Brugnerotto Ecco qui, neanche quasi il tempo di tornare dalle vacanze e ci sono tanti e interessanti appuntamenti in città. Nella prima settimana di settembre la Fondazione Pellicani propone ai cittadini una settimana di incontri interessanti sul tema della politica: è “Voci Fuori dal Campo-Festival della Politica”. Tanti appuntamenti a Mestre, dal 5 all’8 settembre: interverranno scrittori, giornalisti, filosofi, esperti e studiosi e ogni serata si concluderà con un concerto. E per un festival della politica l’anomalia è che i politici di professione non saranno presenti: infatti il festival non si propone di presentare le idee dell’una o dell’altra parte ma vuole essere un momento di riflessione, un voler ritrovare la passione di costruire un progetto politico. L’unico vero politico a salire in cattedra sarà però il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che il giorno 6 settembre alle ore 17,00 terrà una lezione al Teatro Toniolo dal titolo “Le nuove mappe della politica in Italia e in Europa”. La lezione è aperta al pubblico. Il programma è ricco di appuntamenti ai quali parteciperanno relatori di grande prestigio quali Gustavo Zagrebelsky, Corrado Augias, Stefano Rodotà, Massimo Cacciari, Ilvo Diamanti, Massimo Donà, Ernesto Galli della Loggia, Massimo Giannini, Angelo Panebianco, Paola Concia, Silvia Avallone, Dacia Maraini, Giacomo Marramao, Luca De Biase, Maria Teresa Meli, Emanuele Macaluso, Alessandro Aresu. Tutte le informazioni sul Festival le trovate sul sito della Fondazione Pellicani (www.fondazionegiannipellicani.it).

«non so cosa farmene e non voglio spendere una parte della mia vita a lavorare per guadagnare il denaro necessario a comprarlo». È una rivoluzione dolce finalizzata a sviluppare le innovazioni tecnologiche che diminuiscono il consumo di energia e risorse, l’inquinamento e le quantità di rifiuti per unità di prodotto; a instaurare rapporti umani che privilegino la collaborazione sulla competizione; a definire un sistema di valori in cui le relazioni affettive prevalgono sul possesso di cose; a promuovere una politica che valorizzi i beni comuni e la partecipazione delle persone alla gestione della cosa pubblica. Se per ogni unità di prodotto diminuisce il consumo di risorse e di energia, se si riducono i rifiuti e si riutilizzano i materiali contenuti negli oggetti dismessi, il prodotto interno lordo diminuisce e il ben-essere migliora. Se la collaborazione prevale sulla competizione, se gli individui sono inseriti in reti di solidarietà, diminuisce la necessità di acquistare servizi alla persona e diminuisce il prodotto interno lordo, ma il ben-essere delle persone migliora. Se si riduce la durata del tempo giornaliero che si spende nella produzione di merci, aumenta il tempo che si può dedicare alle relazioni umane, all’autoproduzione di beni, alle attività creative: il prodotto interno lordo diminuisce e il ben-essere migliora. Per chi fosse interessato al tema, visitate la pagina http://www.venezia2012.it e magari ritagliatevi un momento per andare a sentire qualche intervento aperto o vedere qualche film: sicuramente conoscerete delle cose interessanti e potrete farvi delle idee sulla validità di questo pensiero.

Venezia invece ospiterà dal 19 al 23 settembre una conferenza internazionale sul tema della decrescita. Conoscete il pensiero sulla decrescita? La decrescita non è soltanto una critica ragionata e ragionevole alle assurdità di un’economia fondata sulla crescita della produzione di merci, ma si caratterizza come un’alternativa radicale al suo sistema di valori. La decrescita è il rifiuto razionale di ciò che non serve. Non dice: «ne faccio a meno perché è giusto così». Dice:

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ASSOCIAZIONI

corsi&corsi Riprenderanno a settembre, dopo il periodo estivo, i corsi organizzati dalle Associazioni presso il Centro Polifunzionale Pascoli. In particolare riprenderanno i collaudati corsi di PC, organizzati dall’associazione Blog Territori e Paradossi presso Centro P3@, e che si articolano in vari livelli. 1 - Il corso base di 1° livello (5 lezioni di 1 ora e 30’) è riservato a chi si avvicina per la prima volta ad un personal computer: vengono introdotti i primi concetti ed i più importanti principi di funzionamento della macchina, di gestione dei propri dati e della casella di posta elettronica, della navigazione in internet, del programma di video scrittura. Inizio corso mercoledì 19 settembre 2 - Nel corso base di 2° livello (8 lezioni di 1 ora e 30’) vengono approfonditi gli argomenti del corso precedente esplorando le potenzialità dei programmi già conosciuti ed affrontando altre nuove applicazioni riguardanti, per esempio, ma non solo, le foto digitali o la masterizzazione di un CD. 3 - Da quest’anno prenderà avvio anche un corso di 3° livello (8 lezioni) dove verranno ulteriormente approfonditi i temi affrontati nei livelli precedenti ed introdotti nuovo argomenti. 4 – Un aspetto appena accennato durante i corsi di introduzione al PC è quello riguardante la sicurezza: da quest’anno sarà avviato anche un breve corso riguardante i potenziali pericoli per il PC: virus, truffe, ecc. 5 - Un corso molto interessante, di cui si è svolta la prima edizione nella primavera di quest’anno, è quello dedicato alla “Gestione delle fotografie digitali”. E’ consigliato a chi abbia già una propria conoscenza di base del PC o abbia frequentato i primi due livelli. Tutti oramai “produciamo” fotografie digitali, chi col telefonino, chi con una macchina fotografica: scattiamo, scattiamo e dopo un po’ tempo ci ritroviamo con una marea di foto delle quali non sappiamo che fare, che gestiamo con difficoltà. In questo corso si impara cos’è una immagine digitale e cosa fare per renderla facilmente e piacevolmente fruibile a noi stessi ed a coloro con cui desideriamo condividerla. Inizio corso martedì 18 settembre. 6 – Il corso molto apprezzato e coinvolgente che è giunto in gennaio di quest’anno alla settima edizione organizzato da Territori e Paradossi è lo storico “Introduzione alla fotografia digitale”. E’ dedicato a chi, già appassionato di fotografia, desidera approfondire sia gli aspetti tecnici che espressivi dell’arte fotografica. E’ un’immersione nella fotografia, dal momento in cui essa nasce nella testa del fotografo, al momento in cui esso la ritiene “finita”. Inizio corso previsto per fine ottobre. Per informazioni e prenotazioni inviare una mail al info@ territorieparadossi.it oppure chiamare il 3388222799 (Giuliano).

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ARTICOLI ON LINE Da questo numero desideriamo segnalarvi, senza commenti, articoli che abbiamo scovato sui giornali in rete e che riteniamo particolarmente interessanti, o spiritosi, o che comunque vale la pena di leggere. Chi non ha il PC può comunque leggerli presso il Centro Internet al Centro Pascoli a Campalto. Di seguito gli articoli e gli indirizzi web ai quali accedere. Buona lettura! Progressisti contro il cambiamento http://www.qdrmagazine. it/2012/9/4/74_rodriguez. aspx Lettera aperta a Bersani http://issuu.com/feedback-pd/docs/feedbackaprile2011_issuu ’Ndrangheta, c'è una Chiesa che si volta dall'altra parte http://www.linkiesta.it/ madonna-polsi-ndrangheta Ventotene http://nonciclopedia.wikia. com/wiki/Ventotene

La terza edizione della MARATONELLA DI CAMPALTO prenderà il via domenica 7 ottobre; sono previsti un percorso competitivo di 30 km, e due percorsi non competitivi di 15 e di 6 km. Per iscrizioni ed informazioni visita il sito www.maratonellacampalto.it oppure trova su facebook Maratonella Campalto. Recapiti telefonici dell’organizzazione 3402656373 – 3475050781.

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RIFLESSIONI

Bella la mountain bike! Di GIuliano Brandoli Sono appena tornato da una bella vacanza nelle nostre Dolomiti; quest’anno, in seguito al riacutizzarsi di un malanno ad un ginocchio, ho dovuto rinunciare alle consuete escursioni a piedi tra sentieri impervi e mi sono “accontentato” di qualche passeggiata meno impegnativa dove tutti, grandi ed a piccoli, anche senza esperienza escursionistica , comunque riescono a raggiungere luoghi di sicuro interesse . Anche le mountain bikes. Ed ecco che tra famiglie con bimbi e cane, compagnie di escursionisti attempati, arranca ad una velocità di poco superiore qualche bici-amatore con un ghigno che è metà sorriso e metà fatica: lo guardiamo tutti con comprensione ed ammiriamo la sua stoicità, anche se l’abbiamo intuito alle nostre spalle all’improvviso dal rumore del ghiaino schiacciato dalle ruote (ma non ce l’hanno il campanello?), magari mentre i bambini andavano da una parte all’altra del sentiero per raccogliere un lampone od alla ricerca della casetta degli gnomi. Bella la mountain bike! Un veicolo ecologico, salutare, appassionante, che permette di entrare nella natura, di misurare la propria preparazione atletica con le difficoltà del percorso; in particolare quando non è tanto il paesaggio che interessa, quanto “fare il tempo” nei trecento metri di dislivello del percorso! Se io decidessi di impegnarmi in un percorso del genere, ma non lo posso fare per via del ginocchio, lo farei si per la passione della bicicletta, per la soddisfazione del gesto atletico, per poter sfoggiare l’attillata divisa multicolore e lo zainetto tecnico; ma soprattutto per la libidine della discesa! Ma li pensate trecento metri continui di dislivello in discesa? Con pendenze magari del 30 o più per cento? Via giù come una scheggia! Peccato, però, per tutta quella gente a piedi che potrebbe rallentarmi!Appunto: le persone a piedi non li sentono proprio arrivare alle loro spalle i ciclisti in discesa! Ci sono ciclisti tranquilli ed educati che rallentano, avvisano, aspettano e ringraziano. Altri, e non sono pochi, con i quali si rischia di brutto: arrivano a tutta birra e se qualcuno non grida “BICI!!!” si corrono seri pericoli per la propria incolumità; inoltre sono di una protervia e

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maleducazione da schiaffoni. Sembrano i padroni del sentiero, al pari di quegli automobilisti che, mentre in autostrada sorpassi un camion a 120 all’ora, qualcuno da duecento metri ti fa i fari perché lui, che viaggia a 160, deve assolutamente passare: dovresti dissolverti, tu insieme alla tua macchina, in un nanosecondo! Ecco, questi bikers li detesto: ho avuto a che dire con un paio di loro che si arrogavano il diritto di scendere come volevano per dare sfogo alla loro libidine: i pedoni andassero per le scorciatoie lasciando libero il sentiero principale, dicevano! Non sono informato se ci sia un codice da rispettare, ma la ragionevolezza mi suggerisce che, innanzi tutto, le mountain bikes dovrebbero essere comunque equipaggiate con un segnale acustico da usare in caso di pericolo e per segnalare la loro presenza, e nella stragrande maggioranza equipaggiate non lo sono. Dovrebbero poi rispettare comunque un limite di velocità adeguato, che tenga conto dell’ampiezza del percorso, della qualità del fondo stradale, della promiscuità con pedoni e bambini. Soprattutto dovrebbe essere veicolata, dagli organi di informazione e dalle numerose Associazioni che raccolgono gli appassionati della bicicletta, un’etica dell’andare in bici; perchè non sia sempre concesso che chi va più veloce, chi è più “furbo”, chi è più ineducato sia sempre convinto di avere, comunque, ragione!

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RIFLESSIONI

FREE PUSSY RIOT!!! Di Chiara Foffano Negli ultimi 10 anni, il numero dei “giustiziati” in Russia per aver alzato la voce, ha raggiunto la tripla cifra. Dal 1993 si parla di oltre trecento morti o scomparsi. Sono numerosi giornalisti e   avvocati, che hanno scritto contro la politica del Cremlino. Anna Politoskaya è

forse l’esempio più conosciuto, ma non è decisamente l’unico od il primo. Eppure certe notizie bisogna andarsele a cercare, nei libri, nei documenti, negli articoli online. Vorrebbero farci credere che non esistano. Che a cancellare delle persone per aver detto la verità sia cosa

La sentenza è confermata: due anni di lavori forzati per le tre cantanti punk russe, le Pussy Riot, colpevoli d’aver scritto una canzone contro Putin e la sua dittatura. E soprattutto d’averla cantata senza censure ad un pubblico giovane, che può capire e ribellarsi.  In tutto il mondo se ne sente parlare, da Londra a San Paolo, e sono molti gli artisti di fama internazionale che per la loro liberazione si stanno battendo: Madonna, Bjork, Paul McCartney.  Le Pussy Riot sono donne, di 22, 24 e 30 anni, due di loro già mamme. Sono russe, impegnate a difendere i diritti delle donne e a denunciare con gli strumenti in loro possesso, i crimini politici. Sono scomode e considerate delle terroriste. Hanno un pubblico,  dei fans che le seguono e condividono le loro domande ed i loro desideri. Un pubblico di giovani che per protesta si incappucciano di colori sgargianti, per restare nell’anonimato, ma allo stesso tempo per dare un volto a questa ingiustizia. Mi chiedo cosa possa essere di loro nei prossimi due anni. Se ne sentiremo ancora parlare e se da quei lavori forzati, in Russia, ne usciranno vive. Possibile che non si possa porre rimedio a questa punizione assurda? E’ un gruppo punk che denuncia il modo di fare politica del proprio Paese. Se in Italia costringessero tutti i rapper che sputano giudizi sulla nostra classe politica a dei lavori forzati, ritorneremmo ad essere il vero Bel Paese, dai giardini pubblici curati, dai muri delle metro candidi, dalle fermate degli autobus funzionali, dai cestini per la spazzatura differenziata, dalle piste ciclabili e dai parchi giochi nelle aree verdi delle città.  Trovo agghiacciante il fatto che nel 2012 ancora non si possa esprimere la propria opinione artisticamente, per di più in un Paese che è sul podio delle grandi potenze mondiali. Ci stupiamo delle barbarie arabe, di quelle terre che sono costantemente in guerra, dei genocidi in Africa

facile, da una pallottola ben piazzata e nulla più. Quanti avranno ancora la forza di denunciare? E quanti di difendere? Tre ragazze russe ci hanno provato, con la loro musica punk. E a mio parere, ci sono riuscite, nonostante la condanna che le metterà a tacere. 

o in America Latina e non vediamo vicino casa nostra cosa succede. Non possiamo cantare!  Non possiamo suonare!  Non possiamo dire quello che non ci va della società e di chi ne ha le redini. Perché in una canzone, maledire l’ex che ti ha lasciata non deve avere lo stesso peso del “vaffa” che diresti al tuo sindaco per nuove tasse da pagare? Se non abbiamo nemmeno questa libertà, la libertà di espressione, cosa racconteremo ai nostri figli, ai nostri nipoti? Cosa potranno dire loro alle generazioni future? Il fatto che non ci si ribelli a queste ingiustizie, che si faccia gli struzzi nascondendo la testa sotto la sabbia, è orribile. Questo silenzio ha la stessa colpa di chi considera reato l’esprimere la propria opinione. 

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Vi consigliamo…(a cura di Francesca Delle Vedove) Leggere, leggere, leggere... anche quando l’estate finisce e con lei se ne va anche il relax delle ferie – dove, è appurato, si legge di più – non dimentichiamoci dei nostri amati libri, a volte meglio di un amico, di un amante, del buon vino..o comunque alla pari! Per questa fine estate, sono due i libri di cui parliamo ed invitiamo alla lettura. Il primo, sottile sottile, neppure cento pagine ma magia pura, è “Il giunco mormorante” di Nina Berberova. Impossibile non innamorarsene, anche per le descrizioni di una romantica e nostalgica Venezia in cui ci si può riconoscere. “..“Tratto peculiare di Venezia: scomparire in un attimo, non correre dietro al treno, non agitare a destra e sinistra il capo in cenno di saluto come fanno le altre città quando le lasci – svanire in un solo istante, come se non esistesse, come se non fosse mai esistita.” Poi c’è Parigi, la buia Stoccolma e la Russia all’indomani della seconda Guerra Mondiale come sfondo ad animare la liaison a di Ejnar e la sua amante – voce del racconto - che provano a rincorrersi per costruire una vita insieme che il tempo e gli eventi dell’Europa in guerra rendono difficili. Non si vorrebbe mai chiudere il libro.. Il secondo libro è tutto italiano e forse un po’ più impegnativo, almeno nella consistenza. E’ “Il senso dell’elefante” di Marco Missiroli, giovane riminese finalista al Premio Campiello 2012 con questo romanzo, che racconta la storia nata all’interno di un condominio di Milano tra Pietro, il portinaio, ed un medico che lì abita con la famiglia. Segreti inconfessabili, ricordi di una giovinezza, quella di Pietro, quando non era ancora prete ed amava una ragazza di Rimini, fanno da sfondo a questa urgente domanda: a che cosa siamo disposti a rinunciare per proteggere i nostri legami?

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Gabriele D’Annunzio Alcyone Sogni di terre lontane

I pastori

Settembre, andiamo. E' tempo di migrare. Ora in terra d'Abruzzi i miei pastori lascian gli stazzi e vanno verso il mare: scendono all'Adriatico selvaggio che verde è come i pascoli dei monti. Han bevuto profondamente ai fonti alpestri, che sapor d'acqua natía rimanga ne' cuori esuli a conforto, che lungo illuda la lor sete in via. Rinnovato hanno verga d'avellano. E vanno pel tratturo antico al piano, quasi per un erbal fiume silente, su le vestigia degli antichi padri. O voce di colui che primamente conosce il tremolar della marina! Ora lungh'esso il litoral cammina la greggia. Senza mutamento è l'aria. il sole imbionda sì la viva lana che quasi dalla sabbia non divaria. Isciacquío, calpestío, dolci romori. Ah perché non son io cò miei pastori?

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RILASSIAMOCI!

Per chi è solo… Un nuovo servizio viene offerto dall’Auser “Il Gabbiano” di Campalto: chi si sente solo ed avvertisse il bisogno di parlare con qualcuno, oppure avesse necessità di un piccolo servizio, può chiamare gratuitamente il numero verde 800995988 nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 9.30 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00. Vi ascolteremo!

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LA PAGINA DI CAMPALTO: SIAMO ON LINE! “La pagina di Campalto” è consultabile anche in Internet all’indirizzo http://issuu.com/lapaginadicampalto iscrivendosi al sito è possibile rilasciare commenti e domande, segnalare iniziative, suggerire approfondimenti. Potete inviare domande e commenti anche a questo indirizzo e-mail: lapaginadicampalto@gmail.com A tutti buona lettura e buona navigazione!

Circolo Ricreativo Culturale

AUSER “IL GABBIANO” I NOSTRI SERVIZI

Consulenza legale gratuita per i soci AUSER: si riceve su appuntamento il SABATO dalle 10.00 alle 12.30 ed il LUNEDI’ dalle 16.00 alle 18.30 “Ausilio” spese a domicilio: con il servizio Sociale della Municipalità e la COOP Adriatica il ns. Circolo ha aderito al servizio al progetto “Ausilio” per la consegna gratuita della spesa a domicilio alle persone anziane, non autosufficienti, portatori di Handicap o con problemi motori temporanei che non possono recarsi personalmente presso i negozi.

I NOSTRI CORSI Corso di musica: sono aperte le iscrizioni per il corso di musica dedicato a bambini ed adulti. Con i nostri soci musicisti sarà possibile imparare a suonare la chitarra in maniera semplice. Ed inoltre… Scuola di Canto Corsi di informatica per i “meno giovani” Compilazione gratuita mod.730 (previo appuntamento) Per informazioni ed appuntamenti telefonare al numero 041.903525 dal lunedì al giovedì dalle 10.00 alle 12.30; il venerdì dalle 16.00 alle 18.00

A cura del Circolo Ricreativo Culturale AUSER “Il Gabbiano” ONLUS (auser.ilgabbiano@alice.it) Editore: Circolo Auser “Il Gabbiano” - Direttore responsabile: Giorgio Marcoleoni. - Redazione a cura di: BLOG - Territori e Paradossi Associazione Culturale. - Redattori: Giuliano Brandoli, Daniele Conte, Chiara Foffano, Elena Brugnerotto, Francesca Delle Vedove, Carlo Albertini - Redazione: Piazzale Zendrini 22 Campalto (VE) Tel/fax : 041.903525 - E-mail: lapaginadicampalto@gmail.com Stampato in proprio n° 2000 copie - Registrazione presso il Tribunale di Venezia n° 1461 del 24 settembre 2003


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