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anno 31

DICEMBRE2016

LANX

EPHEMERIS DISCIPVLORVM LYCEI GYMNASIIQVE “M. FOSCARINI”

Buon Natale!

Jacopo Andreis - Kamil Sanders - Stefano Pravato


EDITORIALE

di Jacopo Andreis

Vieni, vieni tu, vento rapace di dicembre! E soffia, soffia via le foglie secche dall’albero! Samuel T. Coleridge È finalmente giunto dicembre e con lui il freddo purificatore per eccellenza e, per quest’anno, pare proprio che sarà così a sentire la previsione. Ad ogni modo, meteo a parte, il dodicesimo mese chiuderà incontrovertibilmente quella cornice dodecagonale chiamata “2016” e, purificazione o meno, resteranno delle

date.

Era

il

28

gennaio

quando

l’Organizzazione Mondiale della Sanità annuncia lo scoppio dell’epidemia del virus Zika che fino ad oggi è stato registrato in più di 170.000 casi. Alla fine dello stesso mese l’ISIS rivendica il barbarico attentato di Damasco dove perdono la vita 60 persone e 100 sono ferite. Altronde, l’11 febbraio è confermata la scoperta delle onde gravitazionali registrate negli Stati Uniti e a Pisa e finalmente il

presidente Erdoğan, ne segue la purga di 2.839 soldati, 1.577 rettori, 1.176 dirigenti di atenei pubblici e 21.000 docenti di scuole private. Il 24 agosto una scossa tellurica sconvolge Amatrice e causa la morte di 298 persone. Il 9 novembre sappiamo che il 45o presidente degli USA sarà l’imprenditore Donald J. Trump. Infine, noi italiani, il 4 dicembre voteremo per modificare la nostra costituzione. Ecco, fedele lettore, il 2016.

ingrovigliato, un anno che abbiamo misurato contando gli innumerevoli morti degli attentati dello SI. Un anno che abbiamo cercato e stiamo cercando, forse, di dimenticare. Ma io ti faccio un invito, un invito a non abbandonarti all’inerzia e alla partecipazione passiva del presente perché, e qui son pronto a giurarci, ci vorrà ben altro della forza di dicembre per purificare gli altri undici mesi.

sogno di Einstein si corona. Il 22 marzo lo Stato Islamico

trucida,

in

due

simultanei

attacchi

all’aeroporto e alla metropolitana di Bruxelles, 30 persone e ne ferisce il decuplo. L’Italia non riesce, il 17 aprile, ad abrogare l’estensione del periodo di trivellazione lungo la costa perché l’esito è affogato dal quorum. Un mese dopo, 19 maggio, un aereo Egyptair Parigi - Il Cairo precipita nel Mar Egeo in circostanze misteriose. Il 12 giugno ad Orlando,

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Florida, perdono la vita 50 persone in un attentato terroristico dello Stato Islamico. Dodici giorni più tardi lo stesso paese di assassini rivendica quello dell’aeroporto di Istanbul. Il 23 giugno il 51,9% dei cittadini britannici vota per uscire dalla UE. 150 cittadini iracheni, invece, morirono a Baghdad il 3 luglio in un centro commerciale. Il 14 luglio la Turchia tenta il colpo di stato per rovesciare il

Un anno

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indice Editoriale di Jacopo Andreis L’UE e la democrazia sono compatibili? di Stefano Pravato Mini-questionario di Manola Bonsignore ⲏ ⲫⲓⲗⲟⲥⲟⲫⲟⲥ di Ipazio Trump, lo storiografo di Ludovico Giochi Nell’era della luce Venezia è al buio di Manola Bonsignore “Corpus patiens inediae, algoris, vigiliae supra quam cuiquam credibile est.” Ipse Dixit Nos Diximus La parola generò l’uomo... di Alexandra Vendetta di Teodora Valerio Bollicine fatali di Pietro B. Un’inestimabile ricchezza immateriale di Fabiana Ranieri Scamander, Newt Scamander di Carlotta Medić


ATTUALITÀ

L’UE E LA DEMOCRAZIA SONO COMPATIBILI? di Stefano Pravato

Credo non serva chissà quale approfondita analisi della situazione sociale e politica dei paesi europei per accorgersi che la democrazia in questi paesi sia in pericolo. Eppure di questi tempi la politica (e la poca gente che cerca di occuparsi di politica) preferisce guardare ad altro, andare in giro con i paraocchi e non accorgersi del clima che ormai da troppo tempo sta cominciando ad assomigliare a quello tra le due guerre mondiali. In ogni caso, questo articolo non ha intenzione di ripetere tante banalità e luoghi comuni che si moltiplicano giorno per giorno, dagli stessi media che alla fine sono gli stessi che danno adito ai personaggi che fingono di criticare. No. Questo articolo si prefigge piuttosto di analizzare il ruolo di un’istituzione come l’Unione Europea per quanto riguarda la sopravvivenza stessa della voce dei popoli che ne fanno parte, voce che troppo sta venendo soffocata e umiliata. Partiamo da una constatazione dolorosa, cruda, disillusa quanto volete, ma tristemente verificabile: Il disegno stesso dell’Unione Europea è un disegno fondato sulla dipendenza economica della periferia verso gli stati

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nazionali del centro. Gli stati del centro hanno, in questi anni, abbassato i salari e il costo dei lavori più umili (spesso sfruttando lavoratori stranieri) per esportare beni di poco prezzo verso i mercati della periferia dove, al contrario, le industrie venivano smantellate, i lavoratori licenziati e assunti dallo stato, mentre le loro economie venivano basate sulle importazioni e sui beni non commerciabili (Turismo, servizi ecc.). Il cosidetto “Miracolo Tedesco” è una menzogna. Una menzogna ben orchestrata che però ha concesso a uno stato già ricco di accrescere la ricchezza di una grande fetta di cittadini, sì, ma tenendone altri sotto la soglia di povertàspesso con lavori che non arrivano a essere pagati duecento euro - quasi volendoli tenere nascosti sotto una coperta. Una coperta rassicurante sotto la quale è nascosta una povertà dilagante anche in Italia. Quasi come si considerasse che essere poveri sia una colpa. Qualcuno ha avuto il coraggio di definire Angela Merkel come “la nuova leader del mondo libero”, dopo la vittoria di Trump in America. I tre giudici dell'Alta Corte britannica hanno pronunciato il tre novembre una sentenza secondo cui il governo inglese non può invocare l'articolo 50 del trattato di Lisbona, cioè la clausola di uscita dall'Unione, senza prima passare dal parlamento di Westminster. Accettando l'argomentazione dei ricorrenti del


ATTUALITÀ

Remain, l'Alta Corte ha dichiarato come non sia il governo ma il Parlamento (a stragrande maggioranza per restare nell'Unione Europea) che deve decidere. Seguirà da parte del governo britannico del primo ministro inglese Theresa May un appello alla Corte suprema contro il verdetto dell'alta Corte, ma chiaramente si apre ora un'impasse istituzionale che allontenerà di molto l'inizio dei negoziati per l'uscita dall'Unione Europea del Regno Unito. Se mai inizieranno a questo punto. L'ex primo ministro Cameron, promotore del referendum, dopo una campagna intensa per il "Remain" si era impegnato a rispettare la decisione sovrana del popolo inglese, qualunque essa fosse. Quindi la popolazione del Regno Unito è andata alle urne consapevole che il suo voto avesse avuto un senso, che non fosse solo consultivo ma che avrebbe determinato una decisione in un senso o in un altro. E' davvero incredibile pensare che trattati della portata del TTIP e CETA (che creano regimi veri e proprio in grado di sclafire diritti, libertà e modificare gli assetti politico-giuridici degli stati interessati) possano essere negoziati e firmati nella segretezza più assoluta dalle oligarchie finanziarie che controllano oggi la politica, mentre la decisione sovrana di una popolazione non viene mai rispettata. Era accaduto con

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l'Irlanda, con la popolazione costretta a votare più volte finché non si è rassegnata ad accettare la decisione in linea con l'Unione Europea, con la Francia e l'Olanda, i cui referendum sono stati totalmente annullati di senso con la firma del trattato di Lisbona. E' accaduto in Grecia con il referendum contro l'austerità. Accadrà anche nel Regno Unito? Le forze della vecchia Europa funzionano come un gigantesco apparato burocratico che ignora e aliena totalmente il diritto dei popoli di autodeterminarsi. Non c'è pericolo più grave per la nostra civiltà se non la tentazione dei partiti dominanti in questo momento di togliere la voce ai cittadini, che ormai sono considerati alla stregua di sovversivi poiché vengono ignorate le loro ragioni e costantemente tacciati di ignoranza. Ne abbiamo avuto l'ennesima prova. Alcuni, in queste ore, esultano perché la "giustizia" ha compensato un "errore" della popolazione inglese. Si tratta del ragionamento meno democratico che possa esistere, da parte di chi, del resto, difende fino ai limiti del ridicolo l'esperimento meno democratico oggi vigente, l'Unione Europea. Comunque, rispondendo alla domanda del titolo, credo che l’Europa come puro ideale meriti qualche sforzo affinché sia realizzato,


FOSCARINI

ma in questo momento si sta marciando in direzione opposta. Non è l’UE in sé a essere opposta alla democrazia. Questo sistema economico è, piuttosto, contrario alla democrazia, checché ci vogliano far credere. Resta il fatto che comunque l’UE rimane espressione e e braccio armato di questo sistema. “Se votare facesse qualche differenza non ce lo lascerebbero fare”, diceva Mark Twain. In giorni come questi le sue parole tornano di straordinaria attualità. P.S I "mercati finanziari" festeggiano. E non credo si debba aggiungere davvero nulla.

MINI-QUESTIONARIO Quest’anno il Lanx cercherà di riproporre il mini-questionario, somministrato ai personaggi di rilievo della scuola, che ci permetterà di conoscerli meglio. Come ben sapete sono stati eletti di recente i rappresentati d’istituto e ci sembrava d’obbligo rivolgere loro le prime attenzioni. In questo numero troverete le riposte di Vendramin Isabetta e Bettin Elia alle nostre sei domande. A cura di Manola Bonsignore & Pietro Busolin

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CULTURA

VETERES QVAESTIONES

DE QVIBVS EX GRAVISSVMIS EXISTVMO

ⲏ ⲫⲓⲗⲟⲥⲟⲫⲟⲥ IV SECOLO. ALESSANDRIA D’EGITTO.

Il celebre geometra e astronomo Teone ebbe una figlia che, contrariamente alle consuetudini sociali, istruì con tutto quello che sapeva. La ragazza, in seguito, frequentò l’Accademia Neoplatonica di Atene e compì i migliori studi pur di affiancare il padre nell’insegnamento delle scienze matematiche ad Alessandria. E, come spesso accade, l’allieva superò il maestro; e il padre, talmente orgoglioso, la mise a capo della Scuola Alessandrina e fece di lei la sua collaboratrice. In un suo commento all’opera Sistema matematico addirittura scrisse che il suo lavoro era stato corretto dalla figlia. La sua classe era gremita di studenti provenienti da tutto l’Egitto, tra cui Sinesio di Cirene che scriverà di lei in futuro. Insegnava, oltre a matematica, geometria e astronomia, la filosofia neoplatonica. Discorreva su Porfirio e Giamblico e sulla filosofia che apprese in Grecia. L’insegnamento era tutto per lei e vi si dedicava completamente. In molti tra i suoi studenti la ritenevano maestra di vita. Insegnava indistinatamente a tutti i suoi studenti l’etica e il rispetto: valori fondamentali in una classe, che era specchio della città, dove coabitavano tre religioni differenti: il sincretismo egizio-romano-greco, l’Ebraismo e il

Cristianesimo. Ma, mentre nella scuola gli studenti imparavano ad andare d’accordo all’insegna di un obiettivo comune che era l’approfondimento della scienza, nella città continuavano a verificarsi complicazioni causate dall’inconciliabilità dei tre credi. Inaspettatamente, un giorno giunsero in città i tre decreti dell’imperatore Teodosio che proibivano il sacrificio pagano e la frequentazione dei templi pubblici e privati. Il già precario equilibrio triviale della città è sovvertito incontrovertibilmente e i cristiani, appoggiati da un imperatore cristiano, distrussero tutti i templi eccetto quello di Dioniso, dono di Teodosio al vescovo, e quello di Augusto, convertito in cattedrale. I cosiddetti “pagani” opposero una strenua resistenza all’interno del tempio più sfarzoso e antico di Alessandria per evitare che fosse distrutto: il Serapeo. L’imperatore in persona costrinse loro ad aprire le porte delle mura sacre e a convertirsi. I cristiani ebbero accesso al luogo di culto e lo rasero al suolo esponendo poi le statue martoriate per le strade. Subito diventò vescovo di Alessandria Cirillo, il quale aspirava a fare della città il suo principato. Entrò presto in contrasto con il prefetto Oreste che, anche se cristiano, era garante del controllo dell’Impero. Il divario tra i due crebbe notevolmente quando il prefetto fece

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OPINIONI

uccidere Ammonio, uno dei parabolani, monaci montanari che costituivano il controllo di Cirillo nelle strade della città. Ammonio, infatti, aveva colpito il prefetto con una pietra dopo averlo insultato pubblicamente. Oreste frequentava la compagnia della filosofa pagana, alla quale fu proibito d'insegnare perché donna e non battezzata. Fu quindi considerata dai cristiani come al deterrente, per i suoi maligni insegnamenti, della riconciliazione tra Oreste e Cirillo. Pertanto, in un giorno di marzo 415, un gruppo armato di cristiani la intercettò davanti a casa e la trascinò in una chiesa. La denudarono. Con dei cocci la fecero a pezzi. Li raccolsero tutti. Li strascicarono per le strade della città. Infine li bruciarono. Anni dopo fu condotta un’inchiesta e la città additò i parabolani. A causa dell’influenza di Cirillo, i parabolani tornarono a circolare e l’inchiesta cessò. Nel 1882 Cirillo fu dichiarato Santo e Dottore della Chiesa da Papa Leone XIII. Ho scelto di raccontare la storia della filosofa Ipazia in celebrazione del 25 novembre, Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Questa storia si ripete giorno dopo giorno, ovunque nel mondo, lo sentiamo nella cronaca, non le diamo l’importanza che merita. Tu, che hai letto questo articolo, informati e immedesimati. Ma, soprattutto, abbi il coraggio di contribuire a far cessare la ragione per la quale, annualmente, è celebrato il 25 novembre.

IPAZIO 7

T r v m p, l o storiografo

Posso immaginare la faccia st�pita dei lettori che, alla vista del titolo, si sono immaginati Donald Tr�mp, con la sua car�agione sull'arancione e i suoi capelli color pulcino, al fianco di g�andi storiog�afi latini quali Livio, Sallustio e Tacito. Ma cost�i ha più in comune con loro di quanto si possa immaginare (sebbene non la coerenza, come si evince da molte sue affer�azioni). Personalmente, ho notato cer�i punti in comune fra il suo pensiero e modus operandi e quelli dei 3 autori precedentemente citati, ment�e stavo st�diando Livio per un'inter�ogazione di Ling�e Classiche. Cost�i, come gli alt�i 2, per colpa della cor��zione e della decadenza dei cost�mi nella Roma contemporanea, g�ardava al passato con g�ande nostalgia e, ricordando l'antica g�andezza e integ�ità morale dell'Impero Romano, proponeva degli "exempla" di personaggi che, most�ando una for�e fibra morale, dovevano f�ngere da inseg�amento per i suoi contemporanei. Il semplice fatto che Tr�mp utilizzi lo slogan "make America g�eat again" evidenzia la sua tendenza a considerare il presente come un'epoca buia per gli Stati Uniti, ed il passato come un periodo in cui t�tto f�nzionava meglio, da cui bisog�a t�ar�e inseg�amento ed ispirazione se si vuole uscire dal periodo di crisi economica e sociale (causato, secondo lui, da 8 anni di gover�o Obama). Anche sottigliezze come il suo continuo utilizzo della for�ula "back then" (a quei tempi) per rimandare, appunto, ad un periodo in cui le cose apparentemente andavano meglio, t�adiscono una profonda nostalgia del passato. Questo è un elemento est�emamente radicato nella sua retorica politica, di chiara impronta populista, mirato più ad agitare gli animi dei suoi sostenitori che a fare una qualche critica cost��ttiva nei confronti dell'att�ale sit�azione. Tutto ciò, come accennato precedentemente,


OPINIONI

Annalena Cerato

ricorda la visione tipicamente moralistica degli storiog�afi romani nei confronti della storia, caratterizzata da un evidente pessimismo nei confronti del presente. Tr�mp, t�ttavia, non è il primo a t�ar�e ispirazione (anche se involontariamente) da questi autori. Nel corso della storia innumerevoli demagoghi hanno abusato di questa tecnica dello "sg�ardo al passato" per instillare un cer�o sentimento di nostalgia nei cittadini e, scegliendo una deter�inata categoria di persone da incolpare per il peggioramento della sit�azione, hanno dato il via ad una vera e propria "caccia alle st�eghe" per�et�ata dai loro sostenitori. Questo dava alle persone un nemico da odiare e incolpare per le proprie disg�azie (gli ebrei, i comunisti e t�tti gli alt�i "nemici" dello stato/del Reich per Mussolini ed Hitler, i musulmani, i cinesi e i democratici per Tr�mp ecc.). L'utilizzo di un capro espiatorio del genere è sempre stato utile per tenere un popolo unito (come ci inseg�a Livio, l'elemento più efficace per creare un senso di pat�iottismo e di unità t�a le persone, è il "met�us hostium", la paura dei nemici). Questo il nost�o caro Donald, insieme alla maggior par�e dei presidenti degli stat�nitensi degli ultimi decenni, l'ha capito bene. Secoli fa centinaia di donne venivano br�ciate sui roghi og�i anno, accusate di crimini mai commessi, solo per dare una faccia alle proprie disg�azie e per dare alle persone un senso di giustizia, anche se mal dispensata. Esattamente come accadde a Sacco e Vanzetti, due anarchici italo-americani che nel 1927, nello stato del Massachusetts, vennero giustiziati per un'omicidio che non commisero mai. Non c'erano prove conclusive, eppure il giudice li condannò lo stesso, perché bisog�ava dare un volto agli assassini, la gente di quello aveva bisog�o. Trovo che l'analisi delle similit�dini fra cer�i personaggi, come il nost�o Tr�mp, e storiog�afi o autori d'alt�o tipo sia est�emamente impor�ante per capire fino in fondo alcuni compor�amenti e da cosa sono causati. Sopratt�tto quando si parla di politici, le varie st�ategie utilizzate da questi a volte sono riconducibili a personaggi della storia che si sono t�ovati in una sit�azione simile e hanno adottato una cer�a tattica per prevalere sugli alt�i e per conquistare il favore del popolo. Magari sto dando t�oppo credito ad un buffone, ma t�ovo che questo suo modo di fare, per quanto sia pericoloso, xenofobo e socialmente inaccettabile su t�tti i piani, abbia qualcosa di geniale. È riuscito a dare ad una buona porzione degli stat�nitensi (circa la metà) esattamente quello che vuole, per quanto dannoso in realtà ciò sia.

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LVDOVICO


CURRENTI CALAMO

Nell’era della luce Venezia è al buio Nei primi secoli della Serenissima era molto pericoloso girare per la ci�à durante la no�e, specialmente in alcune zone che erano completamente al buio. Così i nobili veneziani si facevano scortare da servitori muni� di lanterne per le oscure calli talvolta presiedute da ladri, rapinatori e tagia-tabari, “burloni” che si diver�vano ad avvicinarsi ai malcapita� per poi tagliare con un coltello il tabarro (mantello u�lizzato come cappo�o). Da ciò nacque una vera e propria professione: quella del “codega”, un uomo che accompagnava durante la no�e chi glielo chiedeva, rischiarando il

cammino con una torcia. Lentamente si iniziarono a posizionare per le calli dei piccoli lumi appesi ai muri che andarono aumentando fino al 1732 quando si decise che Venezia dovesse essere illuminata con lampade ad olio. Ad oggi tu�o questo è sparito, anche se il problema della scarsa illuminazione persiste ancora. Sopra�u�o chi abita a Venezia avrà di certo notato le numerose zone buie, in genere quelle meno trafficate, e lo spegnersi dei lampioni la ma�na presto anche d’inverno che, unito alla nebbia, ostacola gli spostamen�. Mi sorge una domanda: nell’era di internet, della velocità, dei social network sarà dunque necessario che qualcuno ricominci a fare il codega? Manola Bonsignore

“Corpus patiens inediae, algoris, vigiliae supra quam cuiquam credibile est.” SALL, Cat. 5 Con grande giubilo degli europeini, il giorno 15 Novembre, la grande dirigenza, a causa del clima polare caratterizzante la scuola quel giorno e antecedenti, ha deciso di far uscire gli studenti prima dell'ibernazione. La ragione del malfunzionamento della caldaia non ci è data saperla, pur avendo chiesto direttamente alla dirigenza, la quale si è giustificata affermando di avere cose più importanti da svolgere. Si sospettano tagli da parte della provincia ma queste sono solo supposizioni. Gli studenti quindi apparentemente sono tenuti all’oscuro. Non volendo pensare questo, rivolgiamo l'invito alla dirigenza di rendere pubblico il motivo di questo disagio. Nel caso in cui le affermazioni riguardanti i tagli della provincia, che dovrebbe essere stata eliminata da qualche governo passato, risultassero vere si dimostrerebbe il decadimento di questo Stato. ANONIMO malpensante

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IPSE DIXIT

IPSE DIXIT TONIOLO: “L'alpha è pura perché è pura.” BERLINI: (leggendo circolare) “I delegati e le... Chairs? Ma cosa sono? Le sedie?” FANELLO: "Ragazzi vi ho portato un compito che è proprio..." CLASSE: (interrompendo) "Prof, sa che è il compleanno di Tommaso?" FANELLO: "Davvero, augurissimi!" GRATINO: “Ragazzi, dovete sapere che dopo il coma si resuscita.”

NOS DIXIMUS ILARIA: “Quando Renzo si arrabbiò iniziò a toccarselo ... lo spadino prof!” ANONIMA: (Riferendosi ad un cappuccino) "Questo è Fra Cristoforo!" PIERPAOLO: "Chi è quel tipo che era come Martin Luther King? Quel cantante... Artista... Scrittore... Ma sì! Nancy Mandela! Il presidente dell'Africa” CASAMICHELE: “Eccomi qua! Pensavate fossi morta!” ANONIMO: “Il male non muore mai.” CASAMICHELE: “Marco Antonio se ne sbatte del mos maiorum...” SAMUELE: “E si sbatte anche Cleopatra.” BERLINI: “Mammamia, Tommaso, che sbadiglio!” TOMMASO: “Diciamo che c’è comunque l’abbiocco pre-pranzo.” PEARCE: “...at 20 I went off Surrealism.” LORENZO: “Mangiar cereali? Cerealism?” LAURA: (parlando di interrogazioni) “...l’unico palpabile è Narduzzi.”

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RECENSIONI

Scamander, Newt Scamander Rosso dal ciuffo ribelle, inglese, con un cappottino color petrolio, una valigia di pelle marrone stile Mary Poppins e l’aria trasognata, ecco a voi il protagonista delle nuove avventure magiche potteriane: Scamander, Newt Scamander. Newt è per definizione un “outsider”, infatti, entra per la prima volta in una società, quella di New York, che non capisce e di cui non si sente parte. Ma non solo, rappresenta tutte quelle persone che si discostano dalla massa e si rifugiano nel proprio mondo, nel suo caso, in una valigia! Questa grande passione, la zoologia, che si è radicata in lui nel profondo e che in un certo senso offusca la realtà, lo fa vivere contemporaneamente in due mondi. Nel primo si sente completamente estraneo e nel secondo, finalmente, riesce ad essere se stesso dedicandosi ai suoi bizzarri animali. Proprio questi animali, gli creeranno molti problemi in una New York magica degli anni venti, minacciata da pericoli sempre più crescenti: qualcosa di misterioso sta seminando la distruzione per le strade, rischiando di far uscire allo scoperto la comunità magica dinanzi ai No-Mag (Babbani). La grandiosa J.K. Rowling in un’intervista racconta: “I miei eroi sono sempre persone che si sentono messe da parte, stigmatizzate o diverse. Questo è il cuore della maggior parte di ciò che scrivo, ed è certamente al centro di questo film.” Ed è proprio così per Newt, la sua storia, la sua personalità riesce ad appassionare e a far riflettere. Dopotutto, è così facile sentirsi diversi, a volte pure sbagliati, quindi si cerca di cambiare. Vogliamo a tutti i costi sentirci accettati e, pur di esserlo, alla fine ci trasformiamo e perdiamo i nostri interessi, le nostre passioni, i nostri tratti distintivi. Invece Newt è diverso, lui non s’impone barriere, ma è semplicemente quello che è: nella sua tenera goffaggine, nella sua peculiare intelligenza e nella sua forza; lotta per chi ama, per i suoi amici. La Rowling crea un nuovo personaggio diverso da tutti gli altri che nella sua complessità ci fa sperare in una vittoria della diversità sulla conformità. Nell’attesa di questa vittoria, possiamo continuare a rifugiarci nella nostra “valigia”. Carlotta Medić

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oroscopo

by P&P

Il mese di dicembre si prospetta molto produttivo nonostante l'ansia permanga. La tua indole forte e competitiva contribuirà a superare gli ostacoli senza difficoltà. Amore +++ Babbo natale ti porterà un bel paio di calzini antiscivolo di Winnie the Pooh.

È il mese della stabilità dopo un periodo di stanchezza. È arrivato il momento di darsi da fare. Situazioni ed emozioni sono alla porta! Amore +++ Babbo Natale ti porterà la renna Rudolph dal naso rosso.

Molte soddisfazioni nell'ambito lavorativo. Sei sulla strada giusta per raggiungere la pace dei sensi. Amore ++ Babbo Natale ti porterà una scatola contenente 500 cioccolatini della Lindt.

La forma fisica tornerà ad essere perfetta. Attenzione a non mettere troppo alla prova il tuo partner. Non esagerare con i festeggiamenti! Amore ++ Babbo Natale ti porterà uno snowboard.

Dicembre è il mese dell'anno decisivo. Ci saranno grandi sorprese in vista di Capodanno. Amore ++++ Babbo natale ti porterà una bella palla di neve ghiacciata.

La regola è non farsi prendere dall'ansia cosicché amore e lavoro procedano nella giusta direzione. Amore ++ Babbo Natale ti porterà una valigetta di carbone. Sarai circondato da molti amici che renderanno il tuo fine anno indimenticabile. Non farti condizionare da un vago senso di vuoto che potresti avvertire. Amore ++++ Babbo Natale ti porterà un folletto. Mese molto favorevole per ogni nuovo progetto. Sarai alla ricerca di avventure amorose spericolate. Buttati! Amore +++++ Babbo Natale ti porterà un vaso di fiori finti.

Questa è l'occasione per dare sfogo alla tua creatività. È un mese molto intrigante che regalerà molte sorprese. Carpe diem! Amore +++ Babbo Natale ti porterà un paio di guanti pelosoni.

Attenzione alle finanze per il periodo di Capodanno. Sarà un mese decisivo per intraprendere nuove relazioni. Amore ++++ Babbo Natale ti porterà una lucetta di Natale collegata in serie. Mese perfetto per recuperare e sbollentare gli animi! Attenzione a non sollecitare troppo il tuo corpo nonostante la tua eccezionale forma fisica. Amore ++ Babbo Natale ti porterà un pesciolino rosso da chiamare Nemo. È stato un anno faticoso per te ma adesso è giunta l'ora di svoltare pagina definitivamente e guardare al futuro soprattutto per quanto riguarda l'amore. Amore +++ Babbo Natale ti porterà un Pandoro!


CULTURA

LA PAROLA GENERÒ L'UOMO, L'UOMO GENERÒ IL di Alexandra SOGNO, IL SOGNO GENERÒ GLI DEI Noi esseri umani abbiamo creato in tutti i sensi gli dèi che adoriamo. Del resto, le dottrine pagane sono state inizialmente soppiantate così: con racconti, storie che animavano le persone e ne carpivano il cuore tramite la misericordia e la pace, non più con le guerre. Di conseguenza gli dèi non muoiono, ma scompaiono quando nessuno crede più in loro. Le parole, per i norreni, erano importantissime: era solita la frase: "Cosa nominata, cosa dominata", volendo dire che conoscendo tutti i tuoi nomi, e di conseguenza la tua persona, posso farti sottostare al mio volere. Quindi la conoscenza delle cose e della loro natura è fondamentale. I Norreni erano un popolo basato sulla cultura guerriera, e la gloria in battaglia era la massima virtù a cui un uomo potesse aspirare. Di conseguenza, le loro storie avevano sfondo principalmente a tema guerresco. Prima di esporne il relativo significato, passiamo in rassegna il mito principale. In principio vi erano Caos sfrenato e Ordine perfetto. Entrambi inadatti alla creazione, dall loro incontro nacque Ymir, il padre della Gente dei Ghiacci, e la mucca Audhumla che, leccando il sale dal ghiaccio, creò il primo uomo, Buri. I discendenti di Buri erano in lotta con quelli di Ymir. I nipoti di Buri, Odino, Vili e Ve, uccisero Ymir. Dalla sua carcassa crearono i Nove Regni. Odino costruì una cittadella, Asgard, per sé ed i suoi compari, gli Aesir,

che aspiravano alla divinità. Purtroppo vi era un altro gruppo di esseri, meticci nati dal Caos e dagli uomini, i Vanir, che volevano essere dèi. Naturalmente sorsero scontri. Gli Aesir erano formidabili guerrieri ma i Vanir avevano una malia (magia) potentissima, e rune con cui formare le storie e la realtà. Odino, bramoso di apprendere l'arte delle rune, trovò un accordo: mutuo scambio di conoscenze e, in caso di dissidi, due ostaggi ciascuno da mandare all'altro popolo. I Vanir mandarono Njord e i suoi figli. Gli Aesir mandarono Mimir (un tipo abbastanza sveglio), e Honir il Taciturno (che non stava mai zitto). Il problema era che gli Asgardiani erano stati mandati per spiare e dare false informazioni. I Vanir lo scoprirono: tagliarono la testa a Mimir, e rimandarono Honir a casa con quella. Odino, però, riportò in vita la testa con la malia appena imparata, e la pose nel fiume Sogno, designandolo come Oracolo. Nonostante le acque si fossero calmate, Asgard era a rischio. Non erano pochi i suoi nemici, ed un manipolo di dèi pelosi, sudati, e fissati con lo sport non potevano migliorare la situazione. Odino lo sapeva e comprendeva che aveva bisogno di qualcuno con, come minimo, il suo stesso quoziente intellettivo; inoltre, qualcuno abbastanza elastico moralmente da poter fare il suo lavoro sporco e mantenerlo nel suo ruolo di esempio di rettitudine (anche se onesto lo era davvero poco). In pratica, avevano bisogno di Loki. A breve approfondiremo il carattere di questo

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CULTURA

personaggio ambiguo ed incredibilmente interessante. Per ora, vi basti sapere che era un demone del Caos, il Fuoco Primordiale. Odino lo aveva reso un dio, e lo aveva marchiato come fratello di malia (il che era come essere fratelli di sangue). Naturalmente, Loki non si guadagnò subito e completamente la fiducia degli Asgardiani. Le persone intelligenti non si adattano. E Loki era davvero intelligente. Ma comunque riuscì come minimo a non essere cacciato subito via, anche se ogni ragione era buona per incolparlo di qualcosa. Gli anni passarono bene ad Asgard, che si trovava nella sua età d'oro. Ma Loki complottava per distruggere la Cittadella. Non si era mai sentito bene accetto. Tutti, persino Odino, lo disprezzavano, in fondo. Loki sapeva che anche quel periodo sarebbe finito. Il tempo era ciclico, e qualche altra razza li avrebbe soppiantati. Aveva quindi la lieve sensazione che Odino lo stesse manovrando per contrastare qualcosa. Spingendolo così ad atti inconsulti, sempre per la storia del dover dare la colpa al diverso. Il Burlone aveva ragione: Odino si era fatto raccontare tutto il futuro dall'Oracolo, e manovrava un po' tutti nella speranza di cambiare le carte in tavola. Nel frattempo, Loki fu costretto a lasciare Asgard, a causa di certi malintesi (tra cui l'uccisione di Balder e una lunga sequela di insulti una sera in cui era ubriaco). Si alleò quindi con Gullveig-Heid, la Maga per eccellenza; ed incominciò ad allestire un esercito per marciare contro la Cittadella. Tutto secondo le istruzioni dell'Oracolo, i nemici attaccarono Asgard, uccisero Odino e

procedevano ad annientare i restanti Aesir. Ma Loki si sentiva a disagio: non era del tutto sicuro che le parole dell'Oracolo fossero limpide, e non si fidava di Gullveig (salta fuori che non è un tipo fiducioso). Quando, nel corso della battaglia, i dubbi si fecero più consistenti, scoprì che la Maga lo aveva praticamente ignorato, e si era concentrata su Surt, il Signore del Caos. Di conseguenza, il nostro Loki era di troppo. Poi capì. Tutto risaliva ai primi giorni di Asgard, quando Mimir era stato privato della testa. L'Oracolo, sentendosi malamente usato, si era alleato con Gullveig per fare in modo che le sue profezie risultassero vere e che, soprattutto, Odino le ascoltasse. Quando Loki si rese conto di tutto ciò, era ormai troppo tardi: Surt era calato, spazzando via ogni briciolo di Ordine, facendo pulizia per una nuova Era. Ora, voi vi chiederete: Com’è possibile che le parole di Mimir si avverassero? Sono solo parole, giusto?" Bastoni e pietre possono spezzarmi le ossa, ma le parole no". Ebbene, vi lascio con un po' di suspence, e vi spiego meglio un personaggio che ci aiuterà a capire il significato di questi importanti miti. Eh, sì. Parlo di Loki. Innanzitutto, Loki è un demone. Questo significa che è soggetto al Caos. Quando arriva stabilmente nei Nove Regni l'Ingannatore è assai disprezzato. Loki non ha la rigidità morale degli altri, in quanto figlio di un luogo che moralità non ne ha. È anche estremamente sveglio ed intuitivo. Sono innumerevoli le volte in cui ha salvato la situazione con l'uso dell'astuzia. Non usa altro nelle sue battaglie, personali o meno. Cerchiamo ora di arrivare più a fondo. Loki è

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CULTURA

il Fuoco, la Luce, la Torcia che Illumina. Cosa vuol dire questo, esattamente? Ebbene, Loki è la personificazione dell'Intelligenza Umana, vista come luce che rischiara le buia natura dei popoli. E con Intelligenza Umana, si intende anche la capacità e la volontà dell'uomo di agire. Una strofa della Profezia dell'Oracolo recita così: Dall'Ontano e dal Frassino, Plasmarono il primo Popolo dal legno. Uno diede lo spirito; uno diede la parola; Uno diede il Fuoco nel sangue. Si ritiene che l'ultimo sia per l'appunto Loki, il quale diede la capacità di capire e di usare la Parola. Ed ora arriviamo al punto forte, dove rispondiamo alle domande precedenti, sul come fosse possibile che Mimir avesse il potere di dare realtà alle sue profezie. Partiamo col dire che "Runa" significa letteralmente "parola nascosta". Quindi, le parole sono segreti da custodire con cura e gelosamente. Perché? Vi ricordate di come i Vanir avessero suscitato l'invidia di Odino con le loro magie e rune? Fondamentalmente, le magie erano le rune. Le parole con esse plasmavano la realtà. Per ottenere il potere di una runa bisognava "lanciarla": il che consisteva nel pronunciarla e, se necessario, accompagnare il tutto con un gesto della mano. Si arriva quindi all'importante concetto che le parole creano la realtà che raccontano. Mimir, quindi, con l'aiuto della Maga, lanciava rune di incredibile potere con cui formava il futuro. La cosa importantissima, poi, era che Odino ascoltasse la storia. Il Generale ha sempre

avuto una debolezza: il desiderio di conoscenza, della verità e del vedere tutto. E, come sappiamo, non sempre è un bene sapere tutto, sapere la verità in ogni cosa. Soprattutto se la verità in questione è raccontata da un Oracolo arrabbiato e vendicativo, e dotato di enorme potere. La smania di Odino nel conoscere il futuro per cambiarlo lo ha portato a fare esattamente quello che Mimir voleva. Quante volte, nel voler evitare un qualcosa, spinti dall'ansia, agiamo in modo tale che quella cosa accada davvero? E con Odino accadde così. Mimir, naturalmente, conosceva il punto debole del Vecchio, e lo ha sfruttato a suo vantaggio, portando la catastrofe. La dottrina principale di questa religione insegna dunque il potere delle parole, delle dottrine e dei racconti. È comune dire, in questo ambito, che: La parola generò l'Uomo L'Uomo generò il Sogno Il Sogno generò gli Dei Le nostre parole ed i nostri sogni hanno quindi generato gli dèi che adoriamo. Ma non basta solo questo. Bisogna infatti volere tutto ciò. "Volere è potere", recita un vecchio adagio, ed è così. La volontà muove ogni cosa vivente. Anche la capacità di un uomo è dettata dalla volontà. La capacità è il diverso livello che l'umanità vuole raggiungere, elevandosi o abbassandosi moralmente. Per ricollegarmi a Loki, dunque, lui porta il Fuoco, visto come intelligenza. Un'intelligenza che significa volontà di essere capaci, volontà nel comprendere che la mente può tutto, basta, per l'appunto, volerlo. Nella mitologia norrena gli uomini

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non sono guidati dagli dèi. Gli dèi, infatti, sono un popolo come un altro, e non considerano pregevole controllare i più deboli, piuttosto pensano a controllare se stessi. Ecco che gli Aesir sono lo specchio degli umani: ognuno è padrone di se stesso, e deve rispondere per ciò che fa, senza scuse e senza chiamare in causa entità superiori. Entità che superiori non sono, in quanto create dall'umanità stessa. Può sembrare capzioso come ragionamento ma è fondamentalmente ciò che la nostra era moderna si porta appresso: le parole (quindi la capacità, quindi la volontà) possono plasmare il nostro mondo; e noi siamo i soli responsabili di questi cambiamenti. Concludo così, mettendo in luce l'incredibile modernità di questa mitologia, e la sua poeticità. Purtroppo ho dovuto omettere la maggior parte dei dettagli, che però avrebbero richiesto più del giornalino intero come spazio. Se volete quindi approfondire l'argomento senza pesantezza, vi consiglio un bellissimo libro di Joanne Harris, "Il canto del ribelle". È la storia di Asgard dal punto di vista originale ed illuminante di Loki, con il suo impagabile sense of humour, che alleggerisce la complessità dei racconti. Se poi vi sentite in vena di approfondire alla radice, vi consiglio "L'Edda in prosa", o "Edda di Snorri"; fondamentalmente L'Edda poetica tradotta e rivista dal dotto islandese Snorri Sturluson, che ha anche aggiunto alcune parti della Genesi cristiana secondo l'ottica nordica. Potete trovarla facilmente in Internet, il sito più accessibile è bifrost.it. Detto ciò, spero che l'argomento vi sia

piaciuto, e di non avervi annoiato. Grazie per l'attenzione.

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racconti

VENDETTA

I corvi volavano in spirali concentriche, gracchiando. Ve ne erano parecchi che, cercando di non essere visti dagli altri, scendevano a terra a banchettare. Il suolo ormai non era altro che un misto di sangue e melma. Le carcasse dei soldati morti stavano venendo velocemente attaccate da affilati becchi neri come la pece. Si alzò a fatica, era coperto da della polvere bianca e da quell’orribile e putrido intruglio rossastro e appiccicoso. Era ferito, zoppicava. La sua barba incolta era sporca, i suoi vestiti strappati,la sua armatura ammaccata. l’ammasso di pietre e detriti che una volta erano stati il suo potente ed enorme maniero, si stendeva in lungo e in largo per tutta la pianura. I massi più lontani sembravano sassolini al suo occhio. Raccolse da terra la sua arma: uno spadone dall’elsa color titanio con numerose rune sulla lama. Il metallo era intaccato di sangue rappreso. Però, per quanto quell’acciaio, quella notte, avesse bevuto il sangue di tanti uomini, per quanto il suo castello avesse opposto resistenza, non ci era riuscito. Aveva fallito. Aveva perso. La sua casa distrutta, il suo onore macchiato, il suo popolo in catene, la sua famiglia uccisa. Perché era accaduto? Che cosa aveva fatto per meritare ciò? Non era mai stato vile o arrogante. Non era mai stato inetto. Non era mai stato avaro. Che colpe aveva? Un vento gelido si infilò tra i suoi vestiti ridotti a brandelli. Sentì freddo, si riaccesero le cicatrici di vecchie battaglie. Aveva sempre combattuto. La sua vita sprecata a spargere morte. Non aveva mai avuto scelta. Per questa ragione aveva sempre cercato di essere corretto. Era sempre stato giusto. Ma non era servito. Era stato tutto inutile. Invece di ricevere qualcosa di buono, in cambio non aveva ricevuto altro che dolore e sofferenza. Trasse un profondo sospiro, chiuse gli occhi. Odio. Era questo che forse lo faceva ancora stare in piedi. Ira, desiderio di vendetta, fuoco. Lo stesso fuoco che aveva bruciato le case della sua gente. Lui Unico sopravvissuto. Questo ormai rimaneva di lui. Un sopravvissuto, un reietto, morto agli occhi del mondo. Improvvisamente, dal silenzio rotto solo dall’ululare del vento, si insinuò un altro rumore nelle sue orecchie. Un leggero mugolio. Era talmente flebile che per un attimo fu quasi sicuro di esserselo immaginato. Si guardò attorno, cercando di scorgere qualcuno tra le rovine. Un altro gemito di dolore, questa volta forte abbastanza per fargli capire che la cosa che lo stava producendo doveva essere vicina. Mosse qualche passo. Si ritrovò di fronte ad un cumulo di assi di legno incendiate, di cui ormai non rimaneva quasi nient’altro che brace. Si aprì un varco a fendenti di spada. I tizzoni incandescenti scaturivano scintille brillanti qui e là ogni volta che li toccava. Dopo poco, sotterrata sotto la cenere, notò qualcosa: una figurina minuta, debole, morente. Un bambino. Era solo un bambino. Un bambino che stava morendo. Spostò le travi che continuavano a schiacciarlo. Lo prese delicatamente in braccio. Quello emise un altro elemento. Era alla fine. I suoi corti, capelli biondi, erano ridotti ad un ammasso informe. Si doveva essere rifugiato in quell’edificio di legno per la paura. Ma poi quei bastardi avevano incendiato il tetto e la struttura gli era caduta addosso. Tipico. Usavano degli strani congegni che sparavano sfere roventi e lambite dalle fiamme, che bruciavano ogni cosa che incontravano sul loro cammino. Il bambino aprì gli occhi: erano di un bel blu intenso, profondo. Non vi era però, più vita in quello sguardo. Ormai erano velati, vitrei, senza alcuna luce. La pelle del volto ustionata, come il resto del corpo, erano di un orrore sconvolgente. Il piccolo sorrise un’ultima volta, poi si accasciò definitivamente tra le sue braccia. Lui sbattè più volte le palpebre, gli occhi gli si inumidirono, Posò gentilmente il cadavere del fanciullo a terra e pensò a chi mai potesse essere. Forse figlio di contadini o servi. Non lo sapeva. Immaginò chi sarebbe potuto diventare. Immaginò quante altre anime fossero morte. Quante di esse erano giovani. La rabbia e l’odio lo colmarono. Da quel giorno non sarebbe stato più giusto. Non sarebbe stato più corretto. Da quel giorno lui avrebbe cercato vendetta. E l’avrebbe ottenuta. Teodora Valerio

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ATTUALITÀ

BOLLICINE FATALI Negli ultimi anni, da parte del mercato interno ed estero, c'è una forte richiesta di Prosecco, il rinomato vino originario del nord-est italiano. Solo nell'ultimo anno sono state prodotte circa 5oo milioni di bottiglie, con un fatturato di oltre 2,1 miliardi di euro. La zona di produzione di questo vino si divide in zona D.O.C. e D.O.C.G.; la zona D.O.C., comprende nove province tra Veneto e Friuli-Venezia Giulia, ovvero: Padova, Venezia, Vicenza, Treviso, Belluno, Pordenone, Udine, Gorizia e Trieste. La zona D.O.C.G. (di origine controllata garantita) comprende soltanto i comuni di Conegliano e Valdobbiadene. Con l'aumento della richiesta e, di conseguenza, del prezzo dell'uva da Prosecco, che può valere �ino a tre volte le altre, c'è stato un aumento delle aziende specializzate in questa produzione, che hanno letteralmente invaso questo piccolo territorio. Infatti le imprese totali sono oltre 15.000. Molte di queste, non essendo biologiche, utilizzano prodotti chimici per la protezione delle vigne. Per spruzzare i �itofarmaci viene quindi utilizzato un macchinario chiamato “ATOMIZZATORE”, che, per legge, potrebbe essere usato �ino a 20 metri da case e scuole, oltre si deve irrorare manualmente; ma molti agricoltori non rispettano questa norma, così gli agenti chimici �iniscono anche in scuole ed abitazioni private, causando problemi di salute alla popolazione. Se invece si effettua l'operazione vicino ad una strada, è necessario posizionare dei cartelli che avvisano i passanti ed indicano il numero di ore in cui la via non è accessibile ai pedoni; infatti ciò rappresenta un rischio maggiore specialmente per donne incinte e bambini; purtroppo anche questa norma spesso non è rispettata. Un esempio è la frazione di Farla di Soligo, dove abitavano sei famiglie; ora il paese è

disabitato poiché ci sono stati: 2 tumori alle ovaie, un parkinson, un bambino malato di tumore, 2 endometriosi.

Tutte queste sono patologie legate ad una prolungata esposizione a sostanze inquinanti, quali fertilizzanti chimici. Inoltre testimoni oculari hanno dichiarato di aver visto gli operai lavare i macchinari vicino ai corsi d'acqua, inquinandoli. In casi estremi sono addirittura arrivati ad irrorare tramite elicottero, inquinando aree ancora più vaste. I politici e i presidenti delle varie associazioni dei consumatori, intervistati a riguardo, hanno reagito negando il tutto o dichiarando che i danni a persone, causati dall'esposizione ai pesticidi, sono pari ai danni che può causare un aspirina; ma c'è da dire che, come se si fa abuso dell'aspirina si va incontro a conseguenze spiacevoli, se si irrora vicino alle abitazioni più volte a settimana forse a lungo andare qualcosa di sgradevole succede. Un altro problema ha tormentato a lungo i produttori. Infatti prima che il Friuli-Venezia Giulia fosse inglobato nei territori adibiti a coltivazione di uva da Prosecco D.O.C., i veneti stavano cercando una località con appunto il nome di “Prosecco” per evitare che in Europa e nel resto d'Italia potessero vendere altro vino con questo nome. I veneti l'hanno trovata questa località; solo che non si trova in Veneto, bensì in provincia di Trieste, dove però si produce un altro tipo di uva, quella da Glera. Per fare in modo di usare questo nome, Zaia nel 2009 con un decreto proclamò che: ”Glera è sinonimo di Prosecco”. Così i veneti hanno risolto il loro problema. Ma per calmare gli animi dei friulani, nello stesso anno è stato inglobato il Friuli-Venezia Giulia nella zona D.O.C.. Inoltre agli abitanti di Prosecco era stata promessa la boni�ica della costa per renderla adibita a vigneti.

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ATTUALITÀ

Questo attualmente non è stato fatto o svolto solamente in parte e la popolazione locale minaccia di richiedere le Royalty per ogni bottiglia. Quindi quando sentite parlare in TV o dai vostri parenti di questo rinomato vino ricordatevi quanto vengono danneggiati sia il territorio che la popolazione del luogo.

Pietro Busolin

UN’INESTIMABILE RICCHEZZA IMMATERIALE La scuola è il nostro passaporto per il futuro, poiché il domani appartiene a coloro che oggi si preparano ad affrontarlo. Malcom X Chi di noi sarebbe disposto ad andare a scuola a cavallo o a piedi percorrendo chilometri e chilometri per luoghi impervi pur di andare a scuola? Forse nessuno, ma in alcuni paesi del mondo è così, poiché i ragazzi che abitano in questi luoghi sanno che la loro sopravvivenza dipende dalla conoscenza e dall’istruzione scolastica. Jackson è un ragazzo keniota di 11 anni. Ogni mattina percorre 15 km di corsa insieme alla sorellina ma deve stare attento perché attraversa una zona popolata da elefanti. Nella scuola di questo ragazzo ogni anno muoiono 4-5 bambini lungo questo percorso, perciò l’appello al mattino serve al maestro per vedere se tutti siano arrivati sani e salvi a destinazione. Inoltre nella scuola non c’è acqua potabile, per questo gli alunni devono portarsi delle bottiglie da casa. Carlito vive in Patagonia. Prende il cavallo tutti i giorni per affrontare i 25 km che lo separano dalla scuola portando con sé la sorellina. Durante il percorso incontra altri suoi compagni e quando arrivano a scuola ognuno di loro parcheggia il proprio cavallo come se fosse un motorino o una bicicletta. Samuel, invece, è un ragazzo bengalese, ma disabile. Questo però non è un ostacolo per raggiungere la scuola, perché i suoi fratelli spingono la sua carrozzina per 8 km. Purtroppo la carrozzina non è in buone condizioni: ha una ruota è bucata e questo contribuisce a rallentarli. Però il momento più bello è quando i fratellini, prima di lasciarlo davanti alla porta della scuola media, lo sistemano e lo abbracciano affettuosamente. Poi i compagni di Samuel lo accolgono come se fosse una piccola celebrità, nonostante sia diverso da loro. Zahira è una ragazza berbera che vive tra le montagne dell’Atlante. Ogni lunedì cammina per 4 ore lungo un sentiero molto tortuoso con due amiche per raggiungere il collegio che le ospita fino al venerdì. Ciò nonostante si ritiene molto fortunata poiché le sue sorelle tredicenni sono già sposate e i suoi fratelli badano al bestiame. Lei è l’unica che ha il privilegio di andare a scuola. Queste quattro storie sono state raccolte dal regista Pascal Plisson, nel film Vado a scuola. “Ci siamo resi conto che questi bambini, non solo lottano per andare a scuola, ma sono consapevoli della loro situazione e del fatto che la scuola costituisce un ruolo fondamentale per il loro futuro. Per tanti bambini il motivo principale per cui vanno a scuola non è per imparare, ma talvolta frequentano la scuola per poter mangiare almeno una volta al giorno” spiega il regista e aggiunge: “Per trovare le loro storie ci siamo fatti aiutare da Aide et Action

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ATTUALITÀ

e UNESCO. Oltre alle storie proposte nel film ce ne sarebbero dovute essere altre due. Una avrebbe parlato di un bambino cinese che ogni giorno affronta un duro cammino perché il ponte che collega casa sua alla scuola non c’è più e l’altra dei bambini che vivono nell’Outback in Australia. La prima storia non abbiamo potuto inserirla perché le autorità cinesi non volevano divulgare le difficoltà che alcuni bambini hanno ad accedere all’istruzione; mentre per la seconda storia abbiamo constatato che i ragazzi sono aiutati dalle famiglie e dallo stato, quindi per loro la scuola, seppur via Internet, resta comunque un obbligo.” I ragazzi nel film sono i protagonisti ma non recitano, il regista è stato bravissimo a riprendere le scene di vita quotidiana senza interferire. Il risultato è stato eccellente, perché mette a nudo tutte le difficoltà e i disagi che ogni giorno vivono questi ragazzi, problemi che noi “studenti occidentali” non abbiamo mai avuto e mai avremo. Noi non dobbiamo ogni giorno vivere nella preoccupazione di essere addirittura uccisi solo per il nostro amore per lo studio. Questa sorte l’ha vissuta la diciottenne Malala Yousafzai, Premio Nobel per la Pace nel 2014, che ha parlato al mondo intero di come le bambine pakistane non possano accedere all’istruzione per colpa dei miliziani talebani. Queste denunce l’hanno quasi uccisa ma la ragazza continua con la sua lotta affermando “Pensavano di farmi tacere con le pallottole, ma non ci sono riusciti ”. Malala, Jackson, Carlito, Samuel e Zahira sono dei “piccoli guerrieri” che lottano per l’istruzione e hanno alle spalle famiglie coscienziose che li appoggiano. Nelle comunità occidentali, invece, molti studenti vedono la scuola per obbligo, un dovere al quale non possono scampare. Riflettendo su questo argomento ci possiamo rendere conto della fortuna che abbiamo a frequentare la scuola. Essa ci apre la mente, ci offre infiniti orizzonti, ci permette di avere delle nostre opinioni e di scoprire ogni giorno qualcosa di nuovo su tutto quello che ci circonda. Noi che ci affidiamo ai testi di grandi filosofi, medici, matematici, storici e poeti dell’antica Grecia e Roma, che abbiamo la possibilità di apprendere più lingue, approfondendo ovviamente la nostra, a volte ci dimentichiamo dell’inestimabile ricchezza che abbiamo tra le mani. I ragazzi dei paesi meno sviluppati, o in via di sviluppo, lottano tutti i giorni per accedere a questa ricchezza immateriale. Dobbiamo ricordarci sempre di loro e prendere esempio dalla loro forza e dal loro entusiasmo. Il mondo fuori dalle quattro mura di una scuola presenta tante prove. Tenteranno di toglierci tutto, ma ciò che abbiamo imparato rimarrà indelebile nelle nostre menti. Fabiana Ranieri.

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Ipazia

di Elisa Libanore

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GIOCHI

di Lorenzo & Giacomo

ORIZZONTALI:

VERTICALI:

1. Dei quali 6. Los Angeles Lakers 9. Viene abolito con un sì 10. Il nido per i pulcini di uomo 12. Da comprare per l’anno venturo 13. Casca la seconda domenica d’Avvento 16. εγώ 17. Nazional Associazione Aviatori 18. Bis 19. L’insetticida 21. Renzo Arbore lo trova meravigliao 23. L’H 25. Dalla Chiesa figlia 28. Il Padre di San Giovanni Rotondo 29. Sulla neve 31. Per non confondersi con “a” 32. Il libro de gramática española

1. Quality Control 2. Da dove…venis? 3. In latino si legge come una e 4. Rocci Lorenzo sulle camicie 5. Il rosso primario 6. Pulita, immacolata 7. Aldo a Cagliari 8. Ἐγὼ ἐρὰω αὐτοῦ 11. Forse ne rimangono 100 12. Andata e ritorno 13. Il faro della 29 orizzontale 14. È per i regali ma anche di neve 15. Gli estremi di endecasillabo 19. Cassio Dione 20. Sazio in Germania, Austria e Svizzera 22. Al principio dell’accettazione 24. Dove scorrazzano le galline 26. Andate! cit. Totti 27. …Cercasi 30. Lory, Lollo, Lorenz o…

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Lanx 2 - Dicembre 2016  
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