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NUMERO 1

GENNAIO 2014

ANNO 27

N LA X

Ephemeris discipulorum licei gymnasiique M. Foscarini

CAMBIANDO SI MIGLIORA Giunti a buon punto dell’avventura Lanx abbiamo deciso di fare un altro passo: rinnovarci ancora. Lo abbiamo fatto affidandoci alla scuola per la stampa e la continuità negli anni del giornale, facendoci aiutare da uno sponsor e cambiando alcuni aspetti del periodico rispetto ai numeri passati. Il cambiamento di certo più importante è relativo alla numerazione. Questo numero diventa il numero uno dell’anno scolastico 27.


UNO

gennaio 2014

SomMario

“ La vita è come una scatola di cioccolatini! Non sai mai quello che ti capita.” Tom Hanks in Forrest Gump

INDICE

LANX Direttore

Benedetta Favaro (3B)

Vicedirettore

3

Cioccolanx Editoriale

BENEDETTA FAVARO GIOVANNI TONOLO

4

Assaggi di cioccolato Lettere ai posteri

FRANCESCA BALLIN BENEDETTA FAVARO

5

Ipse dixit Nos diximus

6

Cioccohistoria

STEFANO PRAVATO

7

Virginia emozioni

LUCIA ALBANO

8

Autogestiamoci

9

Autogestiamoci

10

Alla cioccolata Decacioccolata

SILVIA FREGONESE LISA LA MARRA

11

Cruciverba

CATERINA BURANELLI

12

L2

Lisa La Marra (4AE)

Redazione

Francesca Ballin (3DE) Beatrice Campisi (4AE) Silvia Fregonese (4AE) Lisa La Marra (4AE) Leonarda Artale (1AE) Marina Barecchia (3B) Stefano Pravato (1CE) Stella Oran (1CE) Marco Zecchillo (1CE)

Disegni

Silvia Fregonese (4AE) Furio Visintin (Veterano)

Impaginazione

Benedetta Favaro (3B) Giacomo Zamprogno (3B) Marco Ciotola (Veterano)

Responsabili di produzione Alvise Dolcetta (3B) Giacomo Zamprogno (3B)

Collaboratori Paola Fox Ulisse (Nessuno)

Fondatori nuova edizione

Non la sapevi Oroscopo Posta

Furio Visintin Alex Talon

Nuovo progetto grafico Giacomo Zamprogno

Numero dal rilancio del periodico dell’autunno 2011: 14

Per informazioni e suggerimenti potete rivolgervi ai membri della redazione o scrivere alla mail foscarini.lanx@gmail.com. Il Lanx è disponibile anche online su issuu.com alla voce lanxfoscarini. La copertina di questo numero è opera di Furio Visintin. L’edizione del mesile è a cura del Liceo Marco Foscarini con la collaborazione della Cassa di Risparmio di Venezia.

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LANX GENNAIO 2014


OPINIONI

CIOCCOLAND Benedetta Favaro

Fuori dalla dimora di Zeus vi sono due vasi. Uno contiene le fortune, l’altro le disgrazie. Queste ultime vengono distribuite a tutte mentre le prime vengono ricevute solo da pochi. È con grande gioia perciò che vi comunico che io, l’umile direttrice di un prestigioso periodico, sono stata baciata dalla sorte. La mia vita da giornalista non sarà come quella di cui parla Buzzati, non dovrò inseguire per tutta la vita una notizia che mi porti alla celebrità perché ho già lo scoop che mi renderà famosa. Tenetevi forte dunque. Posate sul tavolino la tazza di porcellana della nonna da cui state sorseggiando del caffè solubile. Zittite il figlio strillante dei vostri vicini. Trattenete il respiro e non mangiate cavoli a merenda. La cioccolata calda non è uguale in tutto il mondo. Eh si, (mi scuso con coloro che per la sorpresa sono caduti e ora si trovano in pronto soccorso) è proprio cosi; sebbene in tutti i paesi del mondo si possano trovare costruzioni di cioccolata di vario genere (h un tipo che ha fatto la tour Eiffel in scala 1:100 con 9473 bastoncini di cioccolata viene da me a cena mercoledi) l’Europa e in particolare l’Italia possono vantare, a differenza del resto del globo, la cioccolata calda più buona in assoluto. Ora che avete fatto questa scoperta concedetevi qualche minuto per riprendervi e finite di bere quel caffè solubile.

LANX GENNAIO 2014

EDITORIALE Giovanni Tonolo Presso i maya il cioccolato deniva chiamato kakaw uhanal, ovvero "cibo degli Dei", ma attualmente ha ben poco di divino. Aly Diabate non sa cosa sia la cioccolata, seppure da quando ha dodici anni dalle sei del mattino per dodici ore non fa altro che raccogliere chicchi di cacao. Un mercante di schiavi lo aveva convinto promettendogli 150 euro e una bicicletta; non vide mai né gli uni né l’altra ma solo botte, fatica, ceste di cacao e botte ancora. E, secondo le stime, solo in Nigeria e Mali, dove hanno le filiali, tra le altre, la Ferrero, l’M&M e l’immancabile Nestlè, c’è un altro mezzo milione di minori sfruttati come lui per produrre cioccolato. L’accordo contro lo sfruttamento, che le multinazionali furono costrette a firmare dal Congresso americano nel 2005, ha subito tre proroghe e, stranamente, non è ancora stato applicato. Noi comuni mortali possiamo fare ben poco: possiamo però informare, boicottare alcune cioccolate e scegliere solo quelle slave-free o quelle equo-solidali, provare a sopravvivere senza nutella. Terminato il mio serietà time, mi permetto di uscire dal tema (il Lanx non dovrebbe censurarmi per questo), innanzitutto augurando un anno splendi do al Foscarini, anno che

vivrò solo per metà in questa scuola ma che confido possa riservare da parte nostra ancora molte iniziative di informazione, dialogo, svago (vedi l’aula studenti, vedi sfatare la maledizione della festa d’istituto). Abbiamo chiuso l’anno scorso nel migliore dei modi, con un’autogestione a mio dire ottima, e non lo dico perché ero tra gli organizzatori; infatti la sua riuscita non dipende tanto da noi rappresentanti quanto da chi vi aderisce, dall’interesse e dalla passione che dimostra e sono felice che ognuno l’abbia interpretata nel modo più consono (chi ha seguito tutto, chi si è fatto il mazzo, chi non ha fatto un ...) perché meglio di così non se la sentiva di fare. Nessuno si fatto male e qualcuno ha pure imparato qualcosa (io, per esempio, ho insegnato a Lotter a disegnare). Anche se probabilmente quando leggerete questo articolo avrete già visto il video dell’autogestione, concludo invitandovi tutti alla prima assoluta di questo film rivelazione, già candidato al festival di Cannes 2014, a tutti i premi Oscar e al Nobel per l’ignoranza.

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RUBRICA

Assaggi di cioccolato

Francesca Ballin Prima di mettermi a scrivere questo articolo ho dato una sbirciatina in rete a qualche sito sul cioccolato; l'idea era quella di trovare soltanto un po' di notizie di cui scrivere, ma alla fine non sono riuscita a rinunciare a qualche assaggio... solo per conciliare l'ispirazione ovviamente! E, dopo la mia piccola ricerca, lo posso dire con sicurezza e non più come una scusa: il cioccolato aiuta davvero la concentrazione, e “mantiene il cervello attivo”: diversi studi scientifici di recente pubblicazione lo ribadiscono, fornendo la risposta perfetta a chiunque lo condanni come l'infido emblema della casta degli odiosi dolci. Non è esagerato parlare di tali accuse: nella società di oggi, dove la diffusione di diete dai mirabolanti effetti promessi dilaga sempre più, il cioccolato è l'imputato per eccellenza. Sdegnato dagli aspiranti alla mitica snellezza che i media impongono continuamente, relegato fra i tabù dopo le feste di Natale, viene incolpato di orrendi crimini: a detta di tutti, sarebbe sua prerogativa esclusiva il potere malvagio di far ingrassare all'istante, insieme ad un infinito corredo di altre piccole crudeltà in grado di guadagnare allo sprovveduto assaggiatore indicibili pene. La realtà è che né mangiare cioccolato, né farsi una piccola concessione ogni tanto fa male : aiuta anzi a proseguire con più serenità in qualsiasi cosa stiamo facendo. E quindi, mentre la miriade di regimi di semi-digiuno per rimettersi in linea dopo le feste spopola, io rivendico il cioccolato come diritto, e mi permetto anche di dire che, a volte, diventa quasi un dovere concederselo!

LETTERE AI POSTERI

Benedetta Favaro

CAPITOLO I

Assieme a "mangi in mensa?", "vai in Querini?" e "cosa cavolo hai addosso" la domanda "quando esce il Lanx" è quella che mi viene posta più di frequente. Crecherò di spiegare perciò come non ci sia una risposta a tale quesito in quanto nel processo di creazione del rinomato periodico agiscono delle leggi misteriose che l'uomo non è ancora riuscito a spiegare, anche se Giacobbi si sforza da tempo di produrre una puntata su questo tema. Dunque ecco i fatti. Ogni mese il popolo lanxiano (in gergo la redazione o meglio ancora quelli iscritti al gruppo Facebook della redazione) vota un tema che funge da linea guida per gli articoli. Scelto il tema, i giornalisti (occasionali o meno) scatenano la loro furia di scrittori scrivendo talvolta veri e propri capolavori molto concisi ma, altre volte, costringendomi a tagliare opere d'arte che hanno però sforato il limite di spazio: consigliate sono 1200 battute, al massimo 2000 battute senza spazi. Oltre a non saper contenere il fiume di parole che scorre impetuoso nel loro cervello alcuni (come Paola Volpe) sono molto molto ritardatari nella consegna dei loro scritti. Quando finalmente comincio ad entrare in possesso di codesti testi li correggo uno ad uno personalmente, lavoro faticoso, lungo ma divertente (fa anche rima: che poetessa!). Finita la correzione io e il Signor Zamprogno, in collaborazione, impaginiamo, operazione che qui significa perdiamo i giorni, gli occhi e quel poco di cervello che ci era rimasto. Quando finalmente gli articoli, i giochi, le immagini e l'oroscopo hanno preso una forma che può dirsi simile a quella di un periodico, ne viene stampata una copia. Tale insieme di fogli viene consegnato al Signor Massimo che, compatibilmente con tutte le altre cose che ha da fare, stampa quelle 100 copie in fogli sciolti che poi noi, sempre noi, graffettiamo e consegnamo a voi. Devo chiedervi scusa però, dal momento che ho omesso due elementi fondamentali del “processo Lanx". Si tratta di Lisa e Silvia, sempre pronte a sostenere i miei sfoghi di Direttrice schizzata, a sostituirmi quando no ghe a vanto più e a aiutarmi ogni qual volta io e il "processo Lanx" ne abbiamo bisogno. Spero abbiate ora un quadro più chiaro di cosa succede tra la consegna di un Lanx e l'altro, perciò chi mi chiede ancora "quando esce il..." non avrà tempo di finire la frase perchè verrà divorato. Non importa se voleva chiedermi quando usciva il prossimo film di Hunger Games.

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PUNTI DI VISTA

IPSE DIXIT ANDREOLO: Il corso delL’AdDa dà il nome a che valLe? FRANCESCA: Adige!

LYDIA: No prof, è solo il suo sistema imMunitario che lotTa contro l'intelLigenza.

MEZZAROBA: Perché vuole rivendicarne la paternità… ELLA (AUSTRALIANA): What? Rivendicarne? To re-selL meat?

ELLERO: Non ho ancora avuto modo di parlare con Gherardi, ma mi sembra un profesSore di arte... dal bafFo!

ANDREOLO: Onesto, sta bon! ONESTO: Ma prof, la MinghetTi sta usando il burRocacao! ANDREOLO: E alLora? ONESTO: Lo usa su di me!

CHIARO: È una zona delLa Grecia afFascinante dal punto di vista paesistico!

ANDREOLO: AlLora che voto diamo a queste due sciagurate? CARLO: Sei e sei. ANDREOLO: Si, come i pugni che ti do in testa! GIACOMO: Ma prof! Fa sempre le stesSe batTute! VOI: Mi sono fatTa l’idea che la scuola media sia una giungla da cui escono tanti Tarzan e tante Cita che apProdano in IV ginNasio. Al che i docenti si rimbocCano le maniche e tra una banana e una botTa in testa si cerca di andarne fuori. ANTONELLI: You know what is far-fetched? CLASSE: No. ANTONELLI: MmM in Venecian dialect you say: “strasSada"! ONESTO: Siamo così solerti. ANDREOLO: Solerte è di solito usato come nome da pulisecCo o da ditTa di espurgo pozZi neri. SOPHIE: Ho trovato la frase fatTa sul dizionario! MEZZAROBA: Ancora? Hai un dizionario magico! Trovi sempre le frasi. È il dizionario di Mary PopPins! TIOZZO: Christian, ti senti male?

GOTTARDI: RebecCa, sai dove vado ogGi alLe 5? Dove dovresti andare tu! REBECCA: In sinagoga? MEZZAROBA: Siamo ad una situazione paradosSale: io che vi dico di non studiare e voi che mi pregate perché volete studiare. Ma dove siamo finiti? BONAVOGLIA: Il sole inghiotTirà la terRa e diventeremo tutTi arRosto. ALVISE: Quando è fame è fame! ANDREOLO: C’è da chiedersi se il Signor Zamprogno e il Signor DolcetTa quando saranNo genitori... MARINA: Ah, ma insieme? ANDREOLO: Non lo so, io sono di larghe vedute. MEZZAROBA: Ma avete visto come corRo? Come l’omino Michelin, mi saltano tutTe le parti del corpo, anche i calzetToni! MEZZAROBA: Alexandra in “Walker Texas Ranger” dice sempre “ho le mani legate”. Bene, io non le ho! GIORGIA: Aiuto! C’è un insetTo! SABBADIN: Trasformati in un camaleonte e mangialo!

NOS DIXIMUS CALEBIRO: La mano del bambino di CarducCi è definita pargoletTa. Da che parola deriva "pargoletTa"? FOSCA: Da pergola! ANDREOLO: Ti interRogo su Kant! GIACOMO: E io prendo una kantonata! MARINA: Questa batTuta è riciclata! L’aveva già fatTa Bonavoglia come “Newton col prisma ne fa di tutTi i colori”. ANDREOLO: RobespierRe aveva un sopranNome piutTosto famoso. GIACOMO: Roby. ANDREOLO: Ora sono in modalità interRogazione non è che posSo pasSare in modalità. GIACOMO: Aereo!

ANDREOLO: ZitTi! SenNò facCio un’interRogazione a tapPeto! GIACOMO: Persiano! GOTTARDI: Memo, perché qual è non ha l'apostrofo? Perché è tronco. MEMO: Perché ha bevuto? ANDREOLO: Dov’è che si fa le osSa Garibaldi? CARLO: In palestra! ANDREOLO: Cosa direbBe Sherlock Holmes se vedesSe questa clasSe? NICCOLÒ E GIACOMO: Prima elementare Watson! Samuele espone la sua personale teoria sulLa felicità e sul piacere. ONESTO: Ma Samu, hai mesSo asSieme 200 frasi dei biscotTi cinesi ed è venuto fuori questo discorso?

Ulisse (Nessuno)

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STORIA

Stefano Pravato

Cioccohistoria

Il cioccolato è una sostanza dalle misteriose qualità magiche, tra cui quella di provocare sensazioni mistiche e astrali. Da non confondersi con il cacao, il cioccolato infatti non è per niente meravigliao. La parola è di origine incerta, secondo la tesi più “gettonata” deriverebbe da "chocolatl” -"chocol" di radice maya che significa caldo e "atl" di radice azteca che significa acqua- (ma allora perché non usiamo il nome cioccolato per descrivere il tè?). Presso i popoli precolombiani questa bevanda era destinata ai ricconi, consumata eccezionalmente dal popolo in occasioni un pochino importanti. una tazza rappresentava quello che per noi oggi è l’iPhone: serviva solo a dimostrare che te la potevi permettere. Un soldato scribacchione al seguito di Cortès segnala che l'imperatore Montezuma II durante il pasto reale ne beveva più di cinquanta tazze. Per i Maya la cioccolata doveva essere calda, in contrasto con la versione azteca fredda (che schifo!). Non esisteva una sola bevanda al cacao ma molte varianti quasi tutte amare, preparate mischiando con forza ingredienti diversi. Per addensarla si aggiungeva mais, per aromatizzarla si usavano fiori di magnolia o pepe. Una delle ricette più semplici era quella fatta con i semi di cacao macinati e polverizzati, cotti nell’acqua aggiungendo peperoncino o succo di insetti (gnamm!). Caratteristica di tutte le versioni era la schiuma ottenuta mediante travasi ripetuti da un recipiente ad un altro. Quando la “bibita” arrivò alla corte di Spagna non riscosse alcun successo per il suo gusto amarognolo piccante,e anche perché veniva erroneamente considerata un lassativo…. Poi alla fine del XVI secolo, sembrerebbe grazie ai monaci speziali spagnoli, la ricetta venne perfezionata togliendo pepe o peperoncino e aggiungendo zucchero o cannella. La versione "ingentilita" della cioccolata diventò di moda, e attorno al 1615 venne introdotta in Francia. Per tutto il XVII sec. detrattori ed estimatori della bevanda si dettero battaglia. Quelli contro la ritenevano dannosa alla salute perché “risvegliava” ira, agitazione e lussuria. Quelli a favore, come gli alti prelati che l'assumevano nei giorni di digiuno, affermavano che si trattasse di un farmaco ricostituente, antidepressivo, capace di rendere vigili e favorire gli sforzi. A Venezia nel 700 le botteghe de caffè erano anche "boteghe dea ciocolata dove se potea degustar un mucio de version dea riceta, anca se de consistensa un fià farinosa”. Durante l'800, esattamente nel 1828, l'olandese Van Houten aprì una nuova frontiera nel settore del cioccolato, brevettando il metodo per produrre gli schifosi cioccolatini moderni (fidatevi,la vera cioccolata è un’altra!).Questo sistema portò alla nascita del moderno cioccolato industriale che fece esplodere il consumo di cacao sotto forma di cioccolatini e altre dolcezze solide. La moda della bevanda venne così relegata in secondo piano, superata anche dall'affermarsi del più borghese caffè. Fra i tanti personaggi celebri che hanno avuto la passione per questa sostanza: Mozart,Manzoni, Mazzini, D’Annunzio e Dalì. Oggi il cioccolato industriale è una realtà affermata con un giro d’affari enorme quasi (ma molto quasi) proporzionale ai ritardi dell’ACTV. Un giro d’affari purtroppo spesso macchiato del sapore amaro della schiavitù nei paesi produttori del Cacao.

I NOSTRI ERRORI NELLO SCORSO NUMERO

1) C’è un errore nella data dell’inaugurazione della scuola. Ovviamente non è avvenuta il 14 Ottobre ma il 14 Dicembre. 2) Lo scorso era il numero sugli errori. Per tutti quelli che avete trovato, e sicuramente ce ne saranno molti, siamo quindi giustificati.

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Lucia Albano

Virginia emozioni

VIAGGI

Le emozioni più grandi, in relazione a questo viaggio, le ho provate in tre diversi momenti. Il primo momento è stato quando, in primavera, è passata la circolare che con poche parole, spiegava cosa sarebbe successo dal 5 al 15 Ottobre in quel di Richmond, Virginia. Mi si è aperto un mondo. Il secondo momento, splendido, è stato quando a metà Giugno ho ricevuto la e-mail che mi comunicava che ero stata presa, che ci sarei andata; non era più un miraggio, sarei andata in America per la prima volta nella mia vita! (Oh, c'ha il suo fascino). Il terzo momento ha una durata di dieci giorni, ed è stata la permanenza stessa in Virginia, dal primo all'ultimo istante; dall'atterraggio a Washington DC, in una terra piena di alberi e campi da baseball, ai pianti d'addio dell'ultima sera. Si dice sempre che una bella esperienza, un periodo che si è gustato a fondo, sembra passare in un attimo, sembra volare. Beh, questi giorni non sono affatto volati, sono stati intensi, faticosi, pieni di stimoli nuovi soprattutto per giovani come noi, che sono ben poco abituati ad approfondire ed addirittura cercare di risolvere questioni pratiche, problemi ambientali che affliggono il pianeta intero. Eppure dire che mi sono piaciuti, dire che mi sono divertita, è dire poco. Quello che sessanta ragazzi provenienti da dodici diverse parti del mondo hanno cercato di fare durante questi dieci giorni, è un qualcosa che, raccontato, sembra una follia, un'utopia, un'impresa impossibile specie per ragazzi tra i quindici e i diciotto anni che sanno ben poco di situazioni come la desertificazione e l’inquinamento dell'aria o dell'acqua, e che, men che meno, hanno mai pensato a soluzioni, addirittura a prototipi pratici, vere e proprie invenzioni capaci di migliorare lo stato delle cose o quantomeno di aiutare una categoria di persone che ne è affetta. Ogni gruppo disponeva di diverse ore al giorno per lavorare al proprio progetto; progetto che doveva essere finalizzato e presentato dopo cinque giorni di intenso lavoro, interessanti scoperte e impagabili arricchimenti e condivisioni di idee ed esperienze dovute alle nostre diverse provenienze, esperienze, culture; (nel mio gruppo, che ha trattato la biotecnologia in Spagna, c'erano una cinese, una libanese, uno spagnolo e of course una americana). L'aspetto però che ha reso questa esperienza indimenticabile e che, ahimè, mi rende così difficile il ritorno in patria, è quello umano. Ho parlato, riso, scherzato con ragazzi miei coetanei che vivono dall'altra parte del mondo, che parlano lingue a me sconosciute o di cui prima non conoscevo neppure l'esistenza... Ho avuto una conversazione, un giorno, con Maria, una ragazza marocchina di religione musulmana che indossa il velo. Ci siamo scambiate opinioni sulle nostre diverse culture, ci siamo fatte domande apertamente, volevamo capire, conoscere, condividere impressioni. Ho imparato più in questa conversazione che in tanti anni di studio della storia. Gli insegnamenti che ho tratto dal nostro dialogo si possono riassumere in due punti. In primo luogo siamo tutti molto più simili di quanto sembri, davvero. Ma soprattutto, non dobbiamo MAI smettere di essere giovani. Mai smettere di avere voglia di sapere cosa sta sotto la superficie, di trarre giovamento dalle differenze, di fare domande indiscrete. Avrete capito dove voglio arrivare, ma concluderò esplicitandolo: ne è valsa la pena. Le ricerche svolte prima di partire con Lisa, Sofia e Silvia, le dieci ore di viaggio... tutto è valso la pena, compresi i quasi due mesi di lavoro estivo che mi hanno permesso di vivere un'esperienza che rimarrà sempre tra i miei più bei ricordi. Rifarei tutto questo almeno dieci volte.

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AUTOGES

SPECIALE

Rieccoci. Trepidanti, ansiosi, volenterosi e chiassosi. Tre giorni di autogestione prima di Natale sono una manna dal cielo e persino i professori, storicamente scettici al riguardo, hanno sguardi più distesi degli altri anni. Ecco a voi le famigerate interviste. Per ovvie ragioni, dove non necessario, abbiamo evitato di specificare il nome dell’intervistato.

1. Zamprogno e Dolcetta stanno insieme? - Un ex studente (Simone Bianchi, ndr) mi sta suggerendo di sì. - Certo si sposeranno!

FORT

- Si, da sei mesi e convivono. ZAMPROGNO - Ovvio, sono inscindibili. - È una relazione aperta ma non si sa chi comanda..fose Dolcet-sbuca Dolcetta dal nulla. -

Abbastanza. SABBADIN Dico solo una cosa: fanno Zampretta. È un amore platonico. Se mi dite chi è Zamprogno ve lo dico. Li hanno visti tenersi per mano. I xe tacai co l’elastico.

- Che domanda, no! Lavorano!

SIGNORA DANIELA

2. Quale sarebbe il miglior modo di passare il tempo di notte, durante un’occupazione? - Torneo di briscola. LOTTER - Non posso dirlo, indovinate! FORT -

Fare le barchette coi fogli della biblioteca. Prendere a testate le macchinette per far scendere qualcosa. Aggiustare i bagni. Nascondere tutto.

-

Ma voi non vi occupare qua, eh! Comunque Risiko: partite lunghe. SABBADIN Ballare il tip tap sul tavolo dei professori vestita di carne come Lady Gaga! Cercare tutte le uscite della scuola. Hockey con le scope e le palline di carta.

3. Cosa fareste se a scuola fosse tutto legale? - Ucciderei un professore. O tutti. Dipende dalla giornata! - Non verrei proprio! - Bunjee-jumping dall’ala nuova.

-

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Lezione all’aperto sotto gli alberi. Farei come ne Il sopravvissuto di Scurati. Aprirei un bar. Direi quello che penso ad uno dei miei colleghi. Dipingerei le colonne..di nero. Correggerei il caffè.

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TIAMOCI

SPECIALE

4. Associa un professore a un cibo e motiva la risposta.

- Magni al semolino, perchè si trova sempre conforto nel semolino. - Gherardi a un piatto di gnocchi alla romana, con cortono di verdure, ma senza formaggio. C’è un po’ di tutto e non fa male. - Mezzaroba al ragù fatto in casa, perché è buono, laborioso, ma certe volte rimane un po’ sullo stomaco. - Mezzaroba alla birra perché il baffo s’impregna! - Andreolo al panettone, perché ride come Babbo Natale. Però non ha la barba.

- La professoressa Iovane agli spaghetti al sugo. Una cosa cosi! UNA BIDELLA DISPONIBILE - La Nuzzo alla panna monatata! È morbida, nella pronuncia e nella camminata. O anche a un bignè, un babà! SABBADIN - Chiaro ad un Hamburger, perché piace a tutti! - Bonavoglia ad una zucca per i suoi maglioni. - Morandini ad un omino di marzapane. - Gherardi alla Pringles. Croccante! -

La Rossi a un piatto indiano di curry, perché la trovo speziata! CAPRANI Morandini ad un tortino alla carota, né dolce né salato. Kassabian, panna cotta. Perché è quadrata e perfettamente liscia. La Voi alla panna montata. La Rossi a un brodino.

5. Cosa vuol dire Lanx? (deriva da “satura lanx”, di tutto un po’, ndr) - È un partito greco! - È un re miceneo. - Complimenti a chi lo sa.

6. Chi è Luca Canali? (grande latinista, ndr) -

Quello di Luca e Paolo. Un rasta. Un Papa. Il re padre di tutti noi. Uno che viene sempre citato su Facebook. Il fratellastro di Mezzaroba.

7. Cosa vuol dire stocastico? (casuale, ndr) -

Stupido. Sono impreparato. Deriva da castra, castrorum e vuol dire l’accampamento. Dal greco ........ che vuol dire “verso”, quindi versi di una poesia. Qualcuno che si chiama Stoca. Stocastico che vengo a scuola. Quando a Stoccolma sono tutti casti.

8. Cos’è una sinestesia? (figura retorica, ndr) - È quando vuoi morire e sei tu a volerlo.

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STORIE

Alla cioccolata

Silvia Fregonese

Narra la leggenda che ai tempi in cui dominava il dio Quetzalcoatl, dio fondatore della stirpe precolombiana, una bella principessa azteca, lasciata a guardia del tesoro del suo sposo mentre quest'ultimo era in guerra, venne assalita da nemici che volevano farle rivelare dove fosse nascosto il tesoro. La principessa preferì morire, nonostante le atroci sofferenze cui era sottoposta, piuttosto che rivelare il segreto. Dal suo sangue nacque una pianta con semi amari come la sua sofferenza, forti come la sua virtù e rossi come il suo sangue. Fu poi il dio Quetzalcoatl a farne dono agli uomini per ricordare il sacrificio della principessa. Il cacao veniva impiegato dagli aztechi in una bevanda davvero amara, un intruglio con acqua, peperoncino e farina di mais, la tchocoatl ( tchoco significa acido e atl acqua). Dopo aver visto gli straordinari effetti afrodisiaci e rinvigorenti del cacao, anche i coloni occidentali si interessarono alla bevanda, che però zuccherarono e speziarono in maniera differente. Agli inizi del 1700 in Martinica si usava addirittura dire "ci vediamo alla cioccolata", per intendere ci vediamo domattina, tanto radicato era il consumo di questa bevanda.

DECACIOCCOLATA

Lisa La Marra

1. Non fa ingrassare - Oh yes, a meno che durante le vacanze non ve ne siate pappati un bancale la vostra linea è salva 2. Non è un cibo afrodisiaco - Se qualcuno credeva che la minimissimissima dose di caffeina contenuta in esso potesse far andare su di giri cani e porci, mi dispiace, ora deve cambiare ricetta 3. Non fa venire i brufoli – Avevate capito male, quella era la lasagna tripla besciamella della nonna 4. Non crea dipendenza – Visto? La colpa non è vostra! L’attrazione da cioccolato in alcuni casi può superare la costante G 5. Non è possibile esserne allergici – Sì, ora che lo sapete potete smascherare i famigerati “rifiutatori di torte di compleanno”, divertimento assicurato (per voi) e doggy bag prenotato (per loro) 6. Non è un cereale – è un frutto, parola di lupetto 7. Non fa venire l’emicrania – Lo so, è dura da digerire, ma è solo colpa della versione di greco se nella vostra testa sta avvenendo un’esplosione nucleare controllata 8. Non fa cariare i denti – O meglio, causa il fenomeno della carie quanto molti altri alimenti definiti “sani”, per le caramelle però la mamma ha ancora ragione 9. Non è un’invenzione Lindt – Il maitre chocolatier è solo una trovata pubblicitaria, il merito è dei Maya 10. La fabbrica di cioccolato non esiste.

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CRUCIVERBA

ORIZZONTALI

1. Un tipo di pittura. 8. Avvocato. 15. Bieta senza vocali. 17. Cavità del naso. 18. Fiori di prato. 20. Bovino da allevamento. 21. Capo delle comunità islamiche. 22. Raccolta di poesie di pascoli. 24. Nessuno. 25. Sbaglio o vago. 26. C’è quando apri una porta. 28. Contiene la bile. 31. Metodo per calcolare la forza relativa di un giocatore di scacchi. 32. Impianto che sfrutta l’energia dei venti. 33. Un tipo di metal. 34. Un nonno senza vocali. 36. Infiammazione dell’ileo. 38. Duro, pungente. 40. Che non crede in Dio. 41. Animali che grufolano. 43. I confini dell’Italia. 44. Animalesco. 47. Si esegue in aria. 51. Esclamazione di stupore o preoccupazione. 52. Lato Maggiore. 53. Acronimo inglese frequentemente usato negli anni ‘80. 56. Aosta. 57. Infiammazione delle ghiandole dell’occhio. 58. Ultimo sul podio. 59. È ego in latino. 60. Erbio. 61. Fratello di Abele. 62. In Carducci è muto e solingo.

Caterina Buranelli

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GIOCHI

VERTICALI

1. Gusto per granite. 2. Cellula della società latina. 3. È più buona se di bosco. 4. Primo senza prima. 5. Estratto conto. 6. Studio dei sintomi delle malattie. 7. Ospizio per Poveri Religiosi. 8. Film di De sica tratto da un romanzo di Moravia. 9. Ente dei Trattori Autonomi nello Spostamento. 10. Scrisse le “Affinità elettive”. 11. Unità Lavorativa. 12. È vitale per gli alberi. 13. Venne all’indietro. 14. Alla fine delle ferrovie. 15. L’autrice di questo cruciverba. 16. Dio. 19. Una lei benestante. 20. Recipiente in legno per trasportare il vino. 23. Imbarcazione lunga e sottile. 25. Articolo veneziano. 27. Principessa di Star Wars. 29. Si ripetono nelle siberiane. 30. Desinenza per gli avverbi inglesi. 35. Canta “Per tutta la vita”. 37. Leader mondiale nell’industria dei videogiochi. 39. Senatore preso in giro da Crozza. 40. Istruttore privato delle famiglie nobili. 41. Si trovano sull’Isola di Pasqua. 42. Ormai in pochi si ricordano l’apostrofo. 44. Cavallo rossiccio. 45. Fidanzato del 27 verticale. 46. È famoso il suo martello. 48. Campo di zingari. 49. Sottoscrizioni comunali analoghe ai BOT. 50. Il Flemming di 007. 54. Monossido di carbonio. 55. Berillio. 58. Satellite naturale di Giove scoperto da Gallileo Galilei.

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L2 OROSCOPO

AMMETTILO, NON LA SAPEVI

Ogni personaggio principale del cartone animato Spongebob simboleggia uno dei sette peccati capitali. Il cervello di Einstein è stato rubato durante la sua autopsia. Le zecche hanno ucciso più esseri umani della guerra.

NonLaSai

Paola Volpe

Non siate troppo riflessivi, cogliete ogni opportunità. senza troppe domande. Cosa importa, in fondo, se è svizzero o Novi?

Non salite. Sulla bilancia.

Il vostro alter ego è il bacio Perugina: sta a voi scegliere tra la parte edibile e l’aforisma di Fabio Volo. Entrambi alzano la glicemia

Siete come gli ovetti Kinder: pieni di sorprese, amati da tutti e illegali in gran parte degli Stati Uniti.

Se quano andate a comprare la Nutella cercate il vasetto con il vostro nome, forse è il momento di rivedere le vostre priorità.

Non siate sempre così ambiziosi: a volte la felicità si nasconde in una tavoletta di cioccolato extra fondente in sconto all’ipermercato Lando.

Con una metafora delicata, le vostre relazioni si possono paragonare al Nesquik che si sgretola e cola a picco nel latte caldo.

Il vostro compleanno sarà costernato di regali di Natale riciclati. Fingetevi sorpresi come quando leggete le calorie della Kit Kat.

La vostra personalità è invidiabile, dolce e variegata come gli strati di un cremino Fiat. Mantenete sempre la vostra autonomia e unicità.

Qualità del periodo venturo: maitre chocolatier Lindt. Si prevede felicità strabordante come i pantaloni di Britney Spears nei suoi periodi più bui.

Se a volte vi sentite l’ultimo dolcetto sottomarca lasciato nella calza ricordate che i dolcetti migliori sono confine con l’intestino crasso.

Tenetevi lontani da chi crede nello slogan “niente ciccia e brufoli” della pubblicità della Kinder Bueno.

POSTA “Ai due bei manzi dell'europeo che come le veline hanno mostrato le loro doti danzerecce, due vostre fan spererebbero di poter assistere ad un'altra performance.” da Anonime Sublimi “I pesci della IIIB stanno morendo. Dona un euro per comprare una vasca nuova e per capire se uno dei due è stato sostituito.” da IIIB

Lanx 1/27  

Il primo numero del nuovo Lanx. Nuova numerazione e nuovi contenuti. Vi parliamo del cioccolato e di molto altro. Buona lettura!