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I sette Franciacorta


I sette Franciacorta


Da sinistra, Alberto, Vittorio e Gian Carlo Bozza con il figlio Michele From left, Alberto, Vittorio, Gian Carlo Bozza and his son Michele


Vent’anni di Franciacorta: dal Brut al Vintage con la Qualità nel cuore Le Tenute La Montina si sviluppano su una superficie vitata di circa 72 ettari, dislocati in sette Comuni della Franciacorta. Vigneti, con giacitura preminentemente collinare, impiantati su terreni calcarei e limo-argillosi con una resa circa di 100 quintali per ettaro con densità di 5.400/7.000 ceppi per ettaro. La produzione media è di 450.000 bottiglie annue. I Franciacorta La Montina vengono prodotti seguendo le rigide norme del Disciplinare del Consorzio Vini Franciacorta di cui fa parte, e che sono le più restrittive a livello mondiale per quanto riguarda il Metodo classico. Norme rigide per ottenere dei vini di assoluta qualità. Il Metodo di produzione dei Franciacorta prevede l’impiego di vitigni nobili (solo uve bianche di Chardonnay e di Pinot Bianco e uve rosse di Pinot Nero) e prescrive esclusivamente la raccolta manuale delle uve in cassette della capacità di 18/20 kg. Sua caratteristica, è la rifermentazione naturale in bottiglia e la successiva lenta maturazione e affinamento sui lieviti, non inferiore ai 18 mesi per le Basi, 30 per i Millesimati e ben 60 mesi per le Riserve. La vendemmia, fatta manualmente cadenzando i tempi di maturazione delle uve, ha inizio attorno alla metà agosto, permettendo il mantenimento di un’elevata acidità. Al fine di ottenere la massima qualità delle rese durante la pigiatura delle uve, Gian Carlo Bozza e lo staff di cantina hanno maturato già nel 1999, la scelta di introdurre per la pressatura, il Torchio verticale Marmonier, costruito in Franciacorta grazie al supporto d’artigiani amici della cantina: ad oggi, è uno dei rarissimi presenti in Italia e soltanto uno dei due disponibili in Franciacorta. Questa pressa meccanica sfrutta un’ampiezza del vaso pari a 3 metri di diametro e l’altezza limitata di soli 120 cm, per ridurre il tempo di deflusso del mosto e consentire una spremitura molto soffice, senza frantumazione delle bucce, con Nella pagina accanto, lo storico Franciacorta Brut La Montina nel formato classico con cui i fratelli Bozza hanno commercializzato la loro prima vendemmia realizzata nel 1988. Nelle pagine seguenti, la prestigiosa confezione singola accoglie la nuova bottiglia. I colori di ciascuna confezione riprendono di volta in volta quelli delle nuove etichette.


una resa del 35%- 40% (mosto fiore). La pressatura soffice permette all’acino d’uva di mantenere intatte tutte le qualità organolettiche, che andrebbero in buona parte perse con una pressatura violenta e traumatica. L’intera area destinata alle spremiture è stata posta sopra la sala di vinificazione, in modo tale da poter sfruttare la caduta dei mosti per gravità, eliminando l’utilizzo delle pompe. I mosti a loro volta sono suddivisi in vasche d’acciaio o barrique, secondo la tipologia di uva, pigiatura, ed il vigneto di provenienza per la prima fermentazione. A sette mesi circa dalla vendemmia i vini Base, attentamente selezionati, vengono messi in bottiglia per il «tiraggio», operazione che consente – grazie all’aggiunta di zucchero e lieviti – di dare il via alla seconda fermentazione naturale in bottiglia. Le bottiglie, una volta tappate ermeticamente, vengono accatastate manualmente nelle gallerie e messe a riposare. Nella penombra e nel silenzio delle gallerie inizia la fermentazione, durante la quale gli zuccheri si trasformano in alcol e anidride carbonica, creando le minuscole bollicine, tratto inconfondibile del Franciacorta. Dopo una lunga fase di maturazione sui lieviti, non inferiore ai 18 mesi (per i Satèn e i Rosé non millesimati i tempi si allungano fino a 24 mesi, per i Millesimati almeno fino a 30 mesi e per le Riserva a 60 mesi), ecco il «rémuage» per far defluire dolcemente i sedimenti verso il tappo e procedere quindi alla loro espulsione, ovvero alla «sboccatura». Operazione di grande fascino e prerogativa del Metodo Classico, la sboccatura era un tempo legata all’abilità e destrezza del cantiniere, che toglieva con una rapida mossa il tappo, con l’intento di perdere la minor quantità di vino; rabboccava la bottiglia e la tappava definitivamente. Oggi, grazie al supporto di macchinari, il collo della bottiglia viene immerso in una soluzione refrigerante a -28°, congelando i sedimenti e facilitandone l’espulsione senza perdita di vino. Ancora oggi nelle Tenute La Montina, la sboccatura manuale a mo’ di dimostrazione viene eseguita per il piacere degli ospiti che visitano la cantina. A questo punto viene aggiunta la «liqueur», sciroppo composto da vino selezionato e zucchero in quantità variabile, che a secondo del dosaggio dà vita ai Franciacorta Extra Brut, Brut e Demi Sec. L’assenza di zucchero caratterizza il Pas Dosé. Infine, la bottiglia viene richiusa con il caratteristico tappo di sughero ancorato con una gabbietta metallica al collo, successivamente vestita. Nella pagina accanto, i sette Franciacorta delle Tenute La Montina vestono lo smoking per celebrare il Ventennale 1990-2010: nuovo il design della bottiglia e la grafica delle etichette. Nelle pagine seguenti, la nuova bottiglia è proposta anche nei formati Magnum e Jeroboam.


Franciacorta Brut SISTEMA D’ALLEVAMENTO: Guyot RESA PER ETTARO: 100 Q.li/Ha UVAGGIO: Chardonnay 95% e Pinot Nero 5% AFFINAMENTO: in bottiglia per almeno 24 mesi sui lieviti RESIDUO ZUCCHERINO: 9gr/L IN DEGUSTAZIONE NEI FORMATI: Classica 0,75 L Magnum 1,5 L Jeroboam 3 L


FR ANCIACORTA BRUT Se il vino è l’espressione di un territorio e il biglietto da visita di un’azienda, per le Tenuta La Montina, il Franciacorta Brut esprime non solo tutto ciò, ma anche eleganza, pulizia e versatilità. Insomma, un Franciacorta Brut adatto per ogni occasione. Questa cuvée di uve provenienti da vitigni diversi, sapientemente collocati in sette Comuni franciacortini, è il risultato di due diverse pigiature: la prima, soffice mediante il Torchio verticale Marmonier, e la seconda con le classiche Presse a polmone. Due annate diverse contribuiscono a mantenerne l’omogeneità qualitativa nel tempo. La spuma generosa, l’acidità, i gradevoli sentori di frutta fresca e le note f loreali lo rendono eccellente come aperitivo e sicuro compagno di primi piatti e pesce.


Franciacorta Extra Brut SISTEMA D’ALLEVAMENTO: Guyot RESA PER ETTARO: 100 Q.li/Ha UVAGGIO: Chardonnay 95% e Pinot Nero 5% AFFINAMENTO: in bottiglia per almeno 24 mesi sui lieviti RESIDUO ZUCCHERINO: 4,5gr/L IN DEGUSTAZIONE NEI FORMATI: Classica 0,75 L Magnum 1,5 L


FR ANCIACORTA EXTR A BRUT Le uve provengono da vigneti localizzati in terreni ben arieggiati di origine morenica recente, suoli poco profondi con ciotoli, particolarmente adatti a produrre acini freschi con buona acidità. I grappoli raccolti a mano nel pieno delle caratteristiche organolettiche hanno seguito lo stesso procedimento del Franciacorta Brut di base con selezione delle prime frazioni ottenute dalle spremiture. Ha un perlage fine contornato da una deliziosa coroncina. Al palato è secco come gli si conviene, pulito con buona sapidità e mineralità. Al naso è ampio sino a cogliere i tipici sentori f loreali dell’artemisia e della frutta fresca. Ideale come aperitivo a base di ostriche, pesciolino di lago fritto e grana padano.


Franciacorta Rosé Demi Sec SISTEMA D’ALLEVAMENTO: Guyot RESA PER ETTARO: 100 Q.li/Ha UVAGGIO: Pinot Nero 60% e Chardonnay 40% AFFINAMENTO: in bottiglia per almeno 24 mesi sui lieviti RESIDUO ZUCCHERINO: 34 gr/L IN DEGUSTAZIONE NEI FORMATI: Classica 0,75 L


FR ANCIACORTA ROSE DEMI SEC Vino dalla spiccata morbidezza, nato come esercizio di stile, quasi per caso, è diventato una piacevole realtà. Ottenuto da uve in massima parte di Pinot Nero la cui sosta sulle bucce ne esalta il colore suadente, ma anche il profumo e il sapore tipico dei piccoli frutti rossi di sottobosco, ben amalgamati con la freschezza e la finezza dello Chardonnay che lo completa. Spuma briosa ed armonica, è dolce compagno di frutta fresca, piccola pasticceria e, perché no, formaggi dal gusto delicato in attesa dei pasti principali.


Franciacorta Argens Satèn Brut SISTEMA D’ALLEVAMENTO: Guyot RESA PER ETTARO: 90 Q.li/Ha UVAGGIO: Chardonnay 100% AFFINAMENTO: in bottiglia per almeno 24 mesi sui lieviti RESIDUO ZUCCHERINO: 9 gr/L IN DEGUSTAZIONE NEI FORMATI: Classica 0,75 L Magnum 1,5 L


FR ANCIACORTA ARGENS SATEN BRUT Le uve di solo Chardonnay che compongono questo vino provengono dai nostri migliori vigneti denominati Rubinia e Dossello tra i più vecchi dell’azienda, che posizionati verso il Lago d’Iseo ne traggono tutti i benefici del suo microclima. Le uve vengono pigiate esclusivamente in modo soffice con il Torchio verticale Marmonier. Le fermentazioni, in parte avvengono in barriques di leggera tostatura in modo da conferire al vino eleganza, finezza e note di vaniglia. Ha spuma soffice con delicato perlage, dal bel colore paglierino di tonalità variabile in funzione dell’annata. Al naso presenta un bouquet complesso con sentori di miele di acacia e tiglio. In bocca denota una piacevole sensazione tattile di setosità. Abbinamenti ideali per questo vino: primi piatti delicati, pesce e carni bianche.


Franciacorta Aurum Millesimato Brut SISTEMA D’ALLEVAMENTO: Guyot RESA PER ETTARO: 90 Q.li/Ha UVAGGIO: Chardonnay 60% e Pinot Nero 40% AFFINAMENTO: in bottiglia per almeno 38 mesi sui lieviti RESIDUO ZUCCHERINO: 9 gr/L IN DEGUSTAZIONE NEI FORMATI: Classica 0,75 L Magnum 1,5 L


FR ANCIACORTA AURUM MILLESIMATO BRUT Ottenuto da uve raccolte solo nelle annate e nei vigneti migliori. Composto da Chardonnay che dona eleganza e finezza e da Pinot Nero per struttura e vinositĂ . Da questo connubio e da attente spremiture come il colore oro che lo contraddistingue, nasce un vino dalle peculiaritĂ  inconfondibili. Ha spuma soffice con perlage continuo e fine. Dalle sensazioni olfattive altrettanto fini si aprono sentori di frutta acerba e coinvolgenti aromi di frutta a polpa gialla, ma anche leggera vaniglia. In bocca presenta una buona verve acida con pienezza e sapiditĂ  di gusto. Aurum si abbina con tutti i piatti in cui vengono esaltati i sapori senza mai sovrastarli.


Franciacorta Rosatum Rosé Extra Brut SISTEMA D’ALLEVAMENTO: Guyot RESA PER ETTARO: 90 Q.li/Ha UVAGGIO: Pinot Nero 65% e Chardonnay 35% AFFINAMENTO: in bottiglia almeno per 30 mesi sui lieviti RESIDUO ZUCCHERINO: 4,5 gr/L IN DEGUSTAZIONE NEI FORMATI: Classica 0,75 L


FR ANCIACORTA ROSATUM ROSE EXTR A BRUT Questo Rosatum è ottenuto soprattutto da uve di Pinot Nero raccolte nei nostri vigneti la cui storia e la qualità sono tradizionalmente consolidate. Le classiche spremiture soffici ed il giusto tempo di macerazione sulle bucce danno alle basi di questo vino nerbo e vinosità, ma anche piacevolezza e finezza conferiti dallo Chardonnay che lo completa. Ha spuma soffice ed abbondante. Al naso vengono esaltate le note marcate dei frutti di bosco e della frutta matura. Al palato è pieno, morbido ma con buon corpo. Ottimo come aperitivo, ma sicuramente dà il massimo di sé con salumi, carni grigliate e formaggi erborinati.


Franciacorta Vintage Riserva Pas Dosé SISTEMA D’ALLEVAMENTO: Guyot RESA PER ETTARO: 90 Q.li/Ha UVAGGIO: Pinot Nero 45% e Chardonnay 55% AFFINAMENTO: in bottiglia per almeno di 60 mesi sui lieviti RESIDUO ZUCCHERINO: 3 gr/L IN DEGUSTAZIONE NEI FORMATI: Classica 0,75 L


FR ANCIACORTA VINTAGE RISERVA PAS DOSE Quando – in occasioni veramente rare – i vigneti, l’esperienza e le scelte lo consentono, nasce una Riserva. Si selezionano cioè le particelle di vigneto, le migliori uve, le pigiature soffici ed i legni con le tostature più equilibrate. Quasi maniacalmente, dopo la fermentazione in bottiglia, il Vintage è periodicamente degustato per confermare ogni volta l’eccellenza della vendemmia e le sue massime espressioni. Questo Vintage dal lungo affinamento sui lieviti trova infine il proprio compimento nella versione Pas Dosé, la più naturale, maschile e classica del Franciacorta. Elegante e avvolgente al naso, complesso al palato, ampio e di grande personalità, è la Riserva che si abbina perfettamente a piatti dai gusti importanti.


Da antica terra di passaggio e di commerci la Franciacorta è oggi sinonimo di grandi vini Attratta dalla bellezza del paesaggio e dalla mitezza del clima, la nobiltà bresciana aveva scelto, a partire dal Cinquecento, di costruire le proprie dimore di campagna in Franciacorta: perciò, ancor oggi, il paesaggio è caratterizzato dalla presenza di eleganti ville, circondate da scenografici giardini. Ancor più antiche le abbazie, le torri e i castelli medievali, nelle cui pietre si legge la storia di questa terra di passaggio e di commerci fra le vallate alpine e la pianura padana. Piccolo fazzoletto di terra a sud del lago d’Iseo, in Lombardia, la Franciacorta è un soleggiato anfiteatro morenico, per posizione, clima e terreni assolutamente vocato alla vite, che vi era coltivata fin dai tempi di Etruschi e Romani. Sono molte le ipotesi sull’origine del suo nome, evocatore e musicale, dalle molteplici sfaccettature. Ma, finora, nessuno ne ha scoperto il segreto. L’ipotesi più accreditata è quella che lo fa derivare da “franchae curtes”: nel Medio Evo, infatti, i principali centri della zona erano delle corti regie, che con l’arrivo dei monaci benedettini e cluniacensi, godettero di franchigie (curtes francae) perché deputate al controllo delle strade e alla bonifica del territorio. Comunque sia, il toponimo Franzacurta appare per la prima volta negli Statuti del Comune di Brescia del 1277, mentre l’esatta definizione geografica della zona risale al 1429 quando, negli Statuti del Doge Francesco Foscari, ne vengono descritti i confini, che ancora oggi coincidono con quelli definiti dal Disciplinare di produzione del Franciacorta, di cui fanno oggi parte 19 Comuni. A punteggiare le colline tappezzate da vigneti, antichi borghi in pietra si alternano a grandi casolari e cantine, moderne protagoniste di quel «Fenomeno Franciacorta», che dai primi anni Sessanta ad oggi è balzato ai vertici della produzione enologica italiana di qualità. Il Franciacorta porta dunque nel suo nome la sua storia, il suo destino, il suo territorio: un vino che è la massima espressione della sua terra con cui si identifica e da cui prende il nome. Franciacorta, una terra, un vino. Nella pagina accanto, il torchio verticale Marmonier: una vera rarità in Franciacorta


Dove allignano i nostri Franciacorta Where our vineyards thrive


ringrazia tutti i collaboratori che hanno contribuito con il proprio lavoro a far crescere qualitativamente l’Azienda nei suoi primi 20 anni. E coloro che con passione hanno partecipato alla realizzazione della nuova immagine del Ventennale. In particolare: Paolo Menon per il design della bottiglia e la direzione artistica Massimiliano Gandossi per l’immagine grafica Marina Tagliaferri per la comunicazione Rinaldo Capra per i ritratti fotografici e still-life Enrica Magnolini per l’assistenza fotografica Federico Pollini per le fotografie in esterno Beppe Baiguera per la cartografia La Poligrafica Bresciana di Brescia per la stampa


ITA_Tenute La Montina. I sette Franciacorta