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www.scriveresistere.it

Aprile 2020 ANNO 1 - N° 04 SPECIALE PASQUA

La Meridiana Due Società Cooperativa Sociale Viale Cesare Battisti 86 20900, Monza (MB)

"il magazine di chi scrive con gli occhi"

SPERARE SEMPRE

di Roberto Mauri direttore La Meridiana

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In un mondo tutto fermo la Speranza fa muovere

uesto tempo mostra a tutti indistintamente l’immagine della fragilità e del limite dell’uomo, una visione impensabile solo pochi giorni fa. Ci scopriamo improvvisamente tutti bisognosi, sensibili, soli, disorientati, spaventati all’idea di affrontare un cambiamento che non è frutto di nostre manovre, ma è sospeso nell’incertezza, aleggia per lo più minaccioso senza dare rassicurazioni, senza tracciare percorsi di sviluppo. L’incertezza diventa così fonte di angoscia - come direbbero gli psicologi - diventa paura di sostare nel vuoto senza poter approdare da qualche parte, su quella “terra ferma” che tanto si desidera quando il mare è in burrasca. Nello stesso tempo stiamo assistendo all’ingresso nel linguaggio comune di parole ed espressioni che risuonano inconsuete perché aprono paradossalmente fronti caldi: la solidarietà, la reciprocità, l’attenzione all’altro, l’affidarsi, il soccorso, la preghiera; va tutto bene, ce la faremo, rinascerò… e così via. Forse è questa la voce della speranza? Quel sentimento, o meglio, quella virtù che insieme alla fede e alla carità ci rende uomini che non rinunciano a dare e ricevere, a invocare e a credere in un aiuto capace di salvare? Sì, è vero, siamo tutti fermi, anzi, bloccati. Ma se vedessimo questo periodo (che per noi qui nella RSD San Pietro è una realtà che ci accompagna da sempre e con la quale ci confrontiamo con coraggio ogni giorno)… se vedessimo – ripeto - questo periodo alla luce del pensiero di un famoso teologo tedesco, grande personaggio della resistenza ai tempi del nazismo, un certo Dietrich Bonhoeffer, forse potremmo ri-guardare con altri occhi questa stessa realtà.

“È nell’immobilità che si trova un potere meraviglioso di chiarezza, di purificazione, di raccoglimento sull’essenziale.” Dunque, se la sofferenza, il limite non fanno di noi solo vittime passive, ma ci attivano aiutandoci a scoprire ciò che conta, a far luce sulla vita stessa e i suoi doni, c’è posto per la speranza. Padre Cantalamessa nella predica di Quaresima in questi giorni ci mostra l’esempio di Maria: “Maria spera sempre fino alla fine. Sperare vuol dire scoprire che c’è sempre qualcosa che si può fare per non restare in balia del vuoto. Anche quando non possiamo fare più niente, resta un compito da assolvere, cioè, sopportare con pazienza fino alla fine. Maria ha continuato a sperare anche sotto la croce. Maria ha sperato contro ogni speranza” . Grazie per le vostre preghiere. Buona Pasqua di Resurrezione a tutti! Antica icona che rappresenta San Giovanni apostolo chinato sul petto di Gesù

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"Il pane che respira"

ome si può parlare con un pezzo di pane? Come si può sentire che da quel pane esce un Fiume immenso di Beatitudine, Il Fiume stesso della Beatitudine? E come si può dire che quell’”acqua”, quel misterioso silenzio, quella infinita tenerezza che ci raggiunge e che viene da quel pane è il cibo di cui ha bisogno ogni essere umano? Il cibo necessario. Come si fa a dire questo senza essere, quasi sempre, presi per matti? Ma bisogna accettare. Matto è per forza chi crede in Cristo. Matto a causa di quell’Amore folle e infinito che continua a sgorgare da ogni tabernacolo della terra. Matto perché l’Amore di Dio è Follia per gli uomini.

Davanti a questa realtà voltano le spalle non tanto gli agnostici, quanto i superbi, i cinici, coloro che pensano di essere superiori. Invece Lui è così semplice, di una semplicità disarmante come un pezzo di pane. E’ più semplice dei nostri figli appena nati, più semplice del nostro più grande amico. Penso alle persone ammalate, ferme nei loro letti di dolore e senza più illusioni a cui credere. Anche loro risplendono come quel pane. Vedendo il Cristo Crocifisso nell’uomo si vede anche Dio. Lui è lì, nel Santissimo Sacramento, che respira per noi, che ci attende come la più meravigliosa delle madri vere, e Lui è lì, negli occhi di ogni persona ammalata che attende una carezza, e che ha negli occhi quella Luce stupenda che viene solo donata dal Cielo. Davanti all’Eucaristia sto in silenzio, e

sento la Sua Beatitudine raggiungermi il cuore. Davanti a chi soffre sto ancora in silenzio, e sento il dolore e la dolcezza infinita che vengono dalla Sua croce, come raggi che mi insegnano cosa sia davvero la vita. Nei tempi che stiamo vivendo la realtà appare nella sua chiarezza. Al centro c’è Lui, quel pane che il Cristo ci ha lasciato perché mai ci mancasse il cibo della Sua Luce. E con lui, al centro, ogni persona che soffre. Chinarsi con dolcezza, davanti ad ogni tabernacolo e chinarsi sul petto di ogni persona che soffre. Lo sentiremo, sentiremo il Suo Cuore battere per noi.

di Arnoldo Mosca Mondadori


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SPECIALE PASQUA - Aprile 2020

RADIOSA TRISTEZZA

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di Padre Piero Ottolini adiosa tristezza: così la Chiesa orientale chiama questi giorni. Forse non esiste definizione più bella per descrivere questa Pasqua.

Celebriamo la festa più grande per un cristiano ma attorno a noi ci sono i giorni della sofferenza e, abbiamo sentito, di tanti amici che sono morti. E’ vero quello che dice una preghiera: sono i giorni in cui la morte e la vita vivono un prodigioso duello. La morte e la vita sono sempre in conflitto, sempre alla pari, sempre suscitatrici di opposte disposizioni interiori. Anche i Vangeli pasquali ce lo ricordano. Gesù deve portare Vita alle donne che vanno a celebrare le esequie di Cristo.

Sono i giorni in cui la morte e la vita vivono un prodigioso duello.

Deve continuamente dire a loro e ai discepoli: “Non abbiate paura.” “Non temete.” “Pace a voi.” “Sono proprio io”. Attorno a Gesù Risorto abbiamo ripetute descrizioni di paura e di spavento: dalle guardie (Mt28,4), alle donne (Mt 28,5; Mc 16,5.8; Lc 24,5.38.39), ai discepoli (Gv20,19). Il Vangelo di Matteo le riassume dicendo che i discepoli della prima ora vivevano “con timore e gioia grande”. (Mt 28,8) In questa situazione la preghiera continua: sappiamo che Cristo è Risorto. Anche quest’anno dobbiamo l’Alleluia per il Risorto.

cantare

Sarà più difficile perché non lo canteremo in Chiesa ma nei nostri nuclei (qualcuno ce lo

ricorderà?), a casa nostra senza il volto e la voce della nostra persona cara. “Sappiamo che Cristo è Risorto”. Abbiamo bisogno di conferme di quel sappiamo. Lui che venga a ripeterci le Parole di vita: “Sono proprio io. Sono risorto. Non temete”. Ma quanta di questa intensità e sicurezza l’abbiamo imparata in Chiesa. Fuori di essa, con noi, è tornata la nostra vita col suo compagno di spavento. Maria, tu che sei la prima a giungere al sepolcro, raccontaci: cosa hai visto? Il sepolcro del Cristo vivente e ho visto la gloria Risorta. A una implorazione umile, trepida, abbiamo una risposta chiara, indubitabile. Su questo

annuncio vogliamo giocarci la vita. Il card. Martini in “Cristiani del Sabato santo”dice che per noi è più facile fermarci a guardare il Cristo in croce, nel sepolcro, dietro la pietra rotolata sull’ingresso e, forse soltanto in sottofondo, Lui vivo e Presente. Per molti il Vangelo finisce con Cristo in croce. Gesù resta Colui che ha osato parlare di speranze impossibili; o impotente dietro ai problemi rimasti, più pesanti di quel macigno sulla tomba; per altri, con un amore che non vuole soccombere: “Andiamo a imbalsamare il corpo del morto”, a tenerne vivo almeno il ricordo. Siamo simili ai discepoli di Emmaus che dopo il Calvario riprendono il cammino dei giorni che restano, tristi, dubbiosi. Ma Gesù entrando nel loro cammino come un Forestiero li porta a chiedere: Resta con noi Signore, è sera!

OGNI GIORNO PAPA FRANCESCO PORTA LA MESSA A CASA NOSTRA Il Santissimo che ogni mattina Papa Francesco espone per l'Adorazione Eucaristica e che in questo tempo è come un sole che con i suoi raggi illumina tutti i nostri dolori e tutte le nostre fatiche.

Una Pasqua 2020 simile alla Prima Pasqua

La nostra Pasqua quest’anno rivive quella sera: «La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: “Pace a voi!”» (Gv 20,19)

di Don Luca Parolari Con queste parole l’Arcivescovo di Milano Mario Delpini conclude il suo “breve messaggio di speranza per questa Pasqua 2020”, questa Pasqua che siamo chiamati a vivere in un modo diverso senza famiglie, senza celebrazioni in chiesa, senza grandi feste. Una Pasqua domestica, una Pasqua che, citando sempre mons. Delpini, possiamo definire simile alla prima Pasqua. Questa Pasqua essenziale è la Pasqua di Gesù Risorto, è la Pasqua di Gesù che sconfigge la morte ed il peccato e dona libertà al mondo intero.

In questa Pasqua così particolare riscopriamo la libertà dei Figli di Dio che non è la libertà di fare quello che voglio, che non è la libertà di dire ciò che desidero, che non è la libertà dai legami, ma è la libertà del cuore, è la libertà di sentirci ed essere realmente amati da Dio così come siamo è la libertà di guardare il mondo intero e sentirlo casa nostra perché guardiamo a tutti gli uomini e a tutte le donne come fratelli e sorelle. Questa libertà è la pace che il Risorto dona ai suoi discepoli la sera di Pasqua! È questa la pace che domandiamo per ciascuno di noi e per i nostri cari in questa Pasqua 2020!

Il Signore Risorto doni la pace e la libertà a tutti i cuori! Il Signore Risorto mostri a ciascuno di noi il suo Amore che salva! Il Signore Risorto doni a ciascuno di noi la gioia di essere figlio amato!


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Aprile 2020 - SPECIALE PASQUA

Chi vi scrive è un malato di SLA, ma non è di me che vi voglio parlare.

Appello a...

C

TUTTI GLI ABITANTI DEL PIANETA ari Fratelli…

con queste parole inizia sempre il nostro amato Pontefice Papa Francesco quando si affaccia dal Vaticano sulla Piazza San Pietro con le braccia tese verso il popolo e verso il cielo. Un atto che ci trasmette serenità e amore che coincide con il segno della Santa Croce. In questo paradiso terreno creato da nostro Signore, il Pontefice diventa il pastore che guida il suo gregge di pecore e le fa rientrare mettendole al sicuro.

Invito tutti, ora più che mai, a pregare continuamente durante questo periodo di sofferenza che l’umanità non potrà facilmente dimenticare. A pregare perché riesca a portarne il peso senza lamentarsi ma lodando il Signore Iddio Creatore di tutte le cose, che ha donato la sua vita per noi. Con la Beata Santa Vergine Maria piangiamo sotto la croce di Gesù che ci ha perdonato e liberato dai peccati senza chiederci niente in cambio.

Io non sono certo il Papa, però in occasione della Santa Pasqua vi voglio parlare con tutto l’amore che nutro per il Signore.

Piangiamo anche i nostri cari sapendo che vedono la nostra sofferenza e ci stanno guardando la lassù.

Come voi, anch’io soffro e continuo a fare il mio percorso di vita però non mi dispero, al contrario prendo a testa alta e

Fratelli cari,

con dignità tutto quello che il buon Dio ha voluto riservarmi e lo considero esperienza di vita. Forse sapendo che sono riuscito a superare il mio dolore e ad andare avanti

tanti altri accaduti sulla terra- scritto nel libro del Signore. Mettiamoci una mano sulla coscienza e ammettiamo che non ci siamo comportati così tanto bene nella nostra vita. Abbiamo messo sotto sopra il nostro pianeta danneggiandolo solo per impossessarci con malizia di doni offerti gratuitamente e con tanto amore, approfittando della bontà di Dio come fecero Adamo ed Eva mangiando la mela nel giardino dell’Eden.

posso essere utile per dare coraggio a persone particolarmente fragili.

Penso che abbiamo voluto fare di testa nostra e disubbidire al volere del Signore con l’unico scopo di dare sfogo al nostro stupido orgoglio capace solo di distruggere e di possedere, senza nessuna considerazione per Lui, come stupide galline senza cervello, illuse di onnipotenza.

non abbandoniamoci a questo tempo di dolore come fosse un castigo o una punizione divina!

Penso che per i nostri gravi errori la Madonna di Mediugorje stia ancora versando lacrime di sangue. Bene, cari fratelli, il consiglio che voglio dare a tutti gli abitanti della terra è di riflettere sui pensieri che vi ho appena detto con tutto il cuore, cercando di farvi capire che

No, miei cari amici , mi dispiace contraddirvi ma questa non è una punizione ma un avvenimento importante e inevitabile - come

se ce l’ho fatta io, un semplice malato di SLA, a superare la soglia della sofferenza e del dolore, perché mai non ce la possiamo fare tutti quanti insieme? L’unione fa la forza! Una volta tanto nella storia dell’umanità facciamo pace con Dio, teniamoci per mano e mettiamoci tutti in fila intorno al mondo sorridendo alla Luce e donando tutti i colori dell’arcobaleno della pace! Sono convinto che Gesù risorto allontanerà da noi il male del coronavirus che vorrebbe possedere la terra… Buona Pasqua a tutti!

di Pippo Musso scrittore/narratore

SOTTO LE ALI DIVINE

Chi abita al riparo dell’Altissimo passerà la notte all’ombra dell’Onnipotente. Io dico al Signore: «Mio rifugio e mia fortezza, mio Dio in cui confido». Egli ti libererà dal laccio del cacciatore, dalla peste che distrugge. Ti coprirà con le sue penne, sotto le sue ali troverai rifugio; la sua fedeltà ti sarà scudo e corazza.

Facciamo qualcosa insieme per invitare a sentire, a palpitare, a prendere contatto con le proprie emozioni, per aprire il cuore. Un’idea di CLAUDIO MESSA La musica mi fa commuovere, piangere e mi rende felice, perché penetra profondamente nei miei sentimenti. La musica è come cibo che nutre, scalda, sazia. È come un abbraccio che fa piacere, fa sognare, sperare, volare… Facciamo qualcosa insieme per invitare a sentire, a palpitare, a prendere contatto con le proprie emozioni, per aprire il cuore Manda una strofa della tua canzone preferita oppure un testo creato da te e descrivi le tue emozioni. Comincio io. Dedico questa canzone di Ligabue ad una grande amica, che me l’ha fatta conoscere. Si intitola “Ci sei sempre stata” e queste sono le parole.

LUIGI PICHECA CI INVITA A TROVARE CONFORTO IN QUESTO SALMO. Non temerai il terrore della notte né la Tu hai fatto dell’Altissimo la tua dimora: «Lo libererò, perché a me si è legato, lo freccia che vola di giorno, non ti potrà colpire la sventura, nessun porrò al sicuro, perché ha conosciuto il la peste che vaga nelle tenebre, lo colpo cadrà sulla tua tenda. mio nome. sterminio che devasta a mezzogiorno. Egli per te darà ordine ai suoi angeli di Mi invocherà e io gli darò risposta; Mille cadranno al tuo fianco e diecimila custodirti in tutte le tue vie. nell’angoscia io sarò con lui, lo libererò e alla tua destra, ma nulla ti potrà colpire. Sulle mani essi ti porteranno, perché il lo renderò glorioso. Lo sazierò di lunghi Basterà che tu apra gli occhi e vedrai la tuo piede non inciampi nella pietra. giorni e gli farò vedere la mia salvezza». ricompensa dei malvagi! Calpesterai leoni e vipere, schiaccerai «Sì, mio rifugio sei tu, o Signore!». leoncelli e draghi. Salmo 91 (90)

Sulla via delle emozioni "CI SEI SEMPRE STATA"

Più ti guardo e meno lo capisco da che posto vieni forse sono stati tanti posti tutti da straniera

Più ti guardo e più mi meraviglio e più ti lascio fare che ti guardo e anche se mi sbaglio almeno sbaglio bene

Più ti guardo e meno lo capisco quale giro hai fatto ora parte tutto un altro giro e ho già detto tutto

chi ti ha fatto gli occhi e quelle gambe ci sapeva fare chi ti ha dato tutta la dolcezza ti voleva bene

il futuro è tutto da vedere tu lo vedi prima me lo dici vuoi che mi prepari e sorridi ancora...

quando il cielo non bastava non bastava la brigata eri solo da incontrare ma tu ci sei sempre stata

quando il cielo non bastava non bastava la brigata eri solo da incontrare ma tu ci sei sempre stata

quando il tempo non passava non passava la nottata eri solo da incontrare ma tu ci sei sempre stata

quando il tempo non passava non passava la nottata eri solo più lontana ma tu ci sei sempre stata.

quando si allungava l'ombra sopra tutta la giornata eri solo più lontana ma tu ci sei sempre stata

e anche quando si gelava con la luna già cambiata eri solo più lontana ma tu ci sei sempre stata

La musica è molto importante per me, perchè mi fa sentire VIVO e di solo quando lavoro ascolto musica.

La musica è molto importante per me, perchè mi fa sentire VIVO e solo quando lavoro ascolto musica.

nemmeno un bacio che sia stato mai sprecato nemmeno un gesto così… così... nemmeno un bacio che sia stato regalato nemmeno un gesto così... tanto per... così...

(Canzone di Ligabue)


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SPECIALE PASQUA - Aprile 2020

Ancor prima di essere travolti dalla tempesta del Coronavirus, noi de La Meridiana avevamo immaginato uno strumento che ci permettesse di far conoscere a tutti quelli che collaborano con noi, ci stimano e ci sostengono, nuovi progetti, idee, appuntamenti che rendono sempre vivace e feconda l’attività all'interno delle nostre strutture; una sorta di “bollettino di buone notizie” per farvi sapere che non ci fermiamo mai e continuiamo, con entusiasmo e creatività, a progettare come prenderci cura al meglio delle fragilità che costituiscono il nostro campo di azione. Sono quindi felice di annunciarvi la nascita della nostra newsletter che arriverà ogni mese sui vostri computer e smartphone. Un modo di rinsaldare la nostra alleanza mettendovi a parte dei fatti concreti del nostro impegno quotidiano e dei nuovi progetti che nascono dalla nostra passione ed esperienza. Speriamo la troviate utile e aspettiamo commenti e suggerimenti per renderla uno strumento di comunicazione sempre più efficace. A presto.

di Roberto Mauri direttore La Meridiana

#iorestoacasadasempre SCRIVERESISTERE le riflessioni di chi da molto tempo è costretto a stare confinato dentro il proprio corpo. Nella Residenza San Pietro di Monza i malati di SLA si alzano idealmente dai loro letti per comunicare e promuovere un dialogo con chi sta fuori, per incoraggiare ad amare la vita con tutte le sue vicissitudini e a raccontarla. Ascolta le loro voci sintetizzate dal computer nel video di presentazione del progetto su scriveresistere.it e leggi tutti i numeri della pubblicazione.

Scrivi a scriveresistere@cooplameridiana.it un tuo pensiero-dono

VI MOSTRO LA MIA SLA! In questi giorni surreali, strani in cui l’Io appare una parola abusata considerato che siamo tenuti sotto scacco da un essere talmente piccolo da essere invisibile (il corona virus) continuo a riflettere. Chi vive una vita straordinaria come la mia ha il dovere di mostrarsi per raccontare che si possono vivere momenti di vita felici pur portando nel corpo le sofferenze di una malattia tremenda come la SLA.

di Elisabetta Rocca

DA QUANTO TEMPO NON POSSIAMO CELEBRARE L’EUCARISTIA FISICAMENTE INSIEME… … ma possiamo vivere i sentimenti del Signore che diceva ai suoi discepoli: Ho desiderato ardentemente mangiare questa Pasqua con voi. Il desiderio ci fa essere presenti col cuore mentre col corpo siamo lontani: Desideriamo trovarci attorno all’altare. Desideriamo essere insieme. Desideriamo fare comunione. Ora viviamo nell’attesa della Sua venuta. La nostra Chiesa (RSA), la nostra sala (RSD) aspettano di diventare il nostro Cenacolo. Vieni Signore Gesù! Abbiamo bisogno della Tua forza e di quella dei fratelli. Padre Piero

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Con il cuore pieno di speranza auguriamo a tutti Buona Pasqua

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ScriverEsistere Magazine - n4 Speciale Pasqua  

Numero 4 del magazine "ScriverEsistere, il magazine di chi scrive con gli occhi"

ScriverEsistere Magazine - n4 Speciale Pasqua  

Numero 4 del magazine "ScriverEsistere, il magazine di chi scrive con gli occhi"

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