ScriverEsistere Magazine n7 - 2022

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Luglio 2022 ANNO 3 - N° 7

Scriveresitere mensile di informazione www.scriveresistere.it

Editore: La Meridiana SCS P.IVA 02322460961 Viale Cesare Battisti 86 20900, Monza (MB)

"il magazine di chi scrive con gli occhi"

Reg. Trib. Monza nu. 24/2021 Dir. Editoriale: Roberto Mauri Dir. Resp.: Fabrizio Annaro Coord. Edit.: Luisa Sorrentino Redaz.: L. Picheca, P. Musso, Cl. Messa, L. Tangorra Prog. Grafico: C. Balestrini

VACANZE TEMPESTOSE

TANTA VOGLIA DI LIBERTÀ NONOSTANTE VIRUS, GUERRA, INCENDI, SICCITÀ, CRISI ECONOMICA E POLITICA, RIVOLTA DEI TASSISTI, BLOCCO DEGLI AEROPORTI, ECCETERA, ECCETERA

B

isogna per forza staccare un po’, anche se la vita ci sta mandando segnali importanti da recepire, sembra schiaffeggiarci come se volesse rianimarci da un'anestesia. Sicuramente è già avvenuto tante volte nel passato, ma adesso tocca a noi passare in mezzo alla tempesta, vivere spintonati dagli eventi, senza poter far finta di niente, come ci siamo abituati da quasi un secolo. Il dolore ci circonda, ne sentiamo l’odore, ne ascoltiamo le grida, lo vediamo anche se giriamo la faccia o cambiamo canale: ormai è fatta, non ci possiamo raccontare storie diverse perché questa è la nostra storia! Ogni giorno è un sobbalzo, ogni momento c’è una notizia catastrofica, un fatto irreparabile, un andare oltre che minaccia la speranza, sbarra vie di fuga. Non possiamo proprio più fare quello che ci pare? No! Laura Tangorra direbbe “La vita fa quello che vuole, noi dobbiamo essere bravi ad accoglierla con i suoi limiti e provocazioni”. Com’è difficile! Eppure bisogna reagire, o meglio, lottare per superare gli sbarramenti sulla strada dell’esistenza, senza scaricare colpe, perdersi in accuse, rifiutare la realtà, ma chiedendosi “cosa posso fare io?”. Com’è difficile! Questo tempo sembra una tempesta che ci obbliga a temprarci, a cambiare modo di concepire il nostro rapporto con la vita e con gli altri, pianeta compreso. Se oggi osserviamo le pubblicità molte appaiono “preistoriche” perché non ci appartengano più, non crediamo più ai messaggi tentatori che fino a ieri erano capaci di illuderci. Non si capisce di chi stiano parlando perché non si riesce più ad abboccare alla seduzione, a credere all’illusione del tutto bello, del non ho più problemi, che una vacanza, un abito, un

oggetto o un cibo siano dotati di superpoteri: non ci si può più aggrappare al “fuori”, alle cose che vediamo in vetrina e basta un gesto per averle. Com’è difficile vivere senza più possedere la magia di comprare qualsiasi cosa, anche la felicità! Ci dobbiamo forse disabituare alla vita facile di prima e a pensare meno a noi stessi. Forse imparare anche a pregare. La SLA somiglia molto a una tempesta a cui sopravvivere, è una malattia limitante che piega ferocemente, costringe a guardare in faccia la realtà finché, ad un certo punto, si decide di accettarla e poi di amarla, così com’è. Paradossalmente il dolore rende più forti, nel tempo. Quest’epoca difficile e sbalzante, che dobbiamo attraversare per forza, può aiutare a ri-pensarsi in modo nuovo per dotarsi di forze più autentiche perché interiori. I limiti che la realtà sta imponendo a tutti possiamo vederli con occhi diversi e scoprirli come quel sano confine che permette la relazione, cioè, l’incontro con "l’altro da sé." Sì, è proprio un’epoca in cui proprio il Limite sembra volere entrare nella quotidianità di tutti e si fa protagonista, si fa vedere da ciascuno e, per assurdo, sembra voler far sentire tutti uguali, tutti nella precarietà dell’incertezza, abbassando le ali dell’illusione e, nello stesso tempo, orientando verso l’amare. Con questa consapevolezza è giusto concedersi un po’ di riposo e partire per qualche giorno di agognata e meritata vacanza.

La realtà ha bisogno di essere vista.

A cura della Redazione


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SCRIVERE... senza paura

LA VITA FA QUELLO CHE VUOLE IL SEGRETO STA NELL’ACCETTARE LA SFIDA di Laura Tangorra Nessuno di noi è indispensabile alla vita: lei c'è, scorre, ed esisterebbe anche senza di noi, anche senza di me. Esisteva prima di noi, e dopo di noi continuerà a scorrere con immutata energia. Ma allora cosa sono io? Che ruolo ho nel flusso della vita? Può sembrare che sia lei a pilotare le nostre azioni per fare il suo gioco, e che tutte le esperienze che facciamo, tutto quello che accade, accada indipendentemente dalla nostra volontà, facendo di noi solo delle pedine. Può sembrare, però non è così. Noi possiamo scegliere, e tutte le nostre azioni nascono da noi. È come attraversare un labirinto: sappiamo più o meno dove dobbiamo arrivare, ma il percorso lo decidiamo noi. Qualche volta la vita decide di mettere alla prova le nostre certezze aggiungendo qua e là ostacoli inaspettati. Ma la scelta è ancora nostra. Sì, è nostra. Possiamo accettare la sfida e trovare un modo per andare oltre, oppure possiamo restare lì, arrabbiati con la vita e con il mondo che va avanti senza di noi. In questo caso però diventiamo pedine: non scegliamo, lasciando che sia lei a decidere per noi. L'accettazione invece è una scelta. Accettare le sue sfide è l'unico modo per continuare il percorso, scoprendo a volte paesaggi bellissimi che in altro modo non avremmo trovato. Scegliere è il solo modo per essere liberi, protagonisti della propria vita. Per questo penso che nessuno di noi abbia subìto passivamente, ad esempio, la pandemia. Può sembrare, ma non è così. Non l'abbiamo subìta, l'abbiamo accettata, e abbiamo reagito tutti insieme per andare oltre. È stata un'esperienza dura, per qualcuno dolorosa e tragica. E proprio per loro, per onorare chi non ce l'ha fatta, è nostro dovere dare un senso a questo capitolo della storia, cercare ciò che di positivo ha portato. E per farlo è necessario fare uno sforzo, cercare con tutte le nostre forze il bello che ci ha portato, il paesaggio inaspettato che forse, nella solitudine e nel silenzio delle nostre case, abbiamo riscoperto.

La vita è tutta da scoprire

C

i sono tante malattie neurologiche che purtroppo stanno cambiando radicalmente la vita di tante persone e delle loro famiglie. Una persona che si vede recapitare una sentenza di questo tipo entra in crisi esistenziale. Io ci sono passato quando mi hanno diagnosticato la SLA quasi diciassette anni fa. Conosco bene le dinamiche mentali che entrano in gioco in quei terribili momenti quando ti sprofonda il mondo sotto i piedi e voglio aiutare tutti coloro che si trovano di fronte a questa esperienza a riflettere bene. So cosa si pensa, meglio morire che vivere in questo modo! Eppure c’è sempre quell’istinto di sopravvivenza che ci viene in soccorso inducendoci a più miti consigli. La vita non si deve scartare così facilmente, è sempre piena di sorprese e la ricchezza delle emozioni che ci regala si deve vivere fino all’ultimo momento. Quello che posso dire è che quella che vi accingerete a percorrere non sarà certo una strada comoda e bella ma sarà piuttosto un sentiero scomodo. Ma presto scoprirete che vivere è bello e vi troverete accanto tante persone, familiari, amici e altre che ancora non conoscete, che vi daranno tanto affetto da farvi ringraziare di aver scelto di vivere. La vita non è fatta di sole cose futili, ma ci sono zone sconosciute della nostra mente che entreranno in sintonia con la nuova dimensione. Il corpo umano è una macchina perfetta che non si arrende facilmente alle sciagure che ci possono capitare, anzi, esso è in grado di contrastare gli eventi negativi che ci possono tagliare la strada abituandosi alle nuove condizioni di vita e resterete stupiti dalle cose che vi farà scoprire strada facendo. Non c’è maniera migliore per scoprire la propria intelligenza, le risorse della mente, i nostri pensieri, i nostri sentimenti e i nostri desideri utilizzando il vasto tempo che avremo a disposizione per dare forma ai nostri pensieri e dedicare loro tutta la nostra volontà, la volontà di vivere che ci cambia dentro.

di Luigi Picheca


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GUARDARE... la realtà dall'alto e dal basso

SAGGEZZA ANTICA

per mantenere la serenità nella tempesta

"Questo momento che l'umanità sta vivendo può essere considerato una porta o un buco. La scelta se cadere nel buco o nella porta dipende da te. Quando consumi le notizie 24 ore al giorno, con energia negativa, costantemente nervosa, pessimista, cadrai in questo buco. Ma se cogli l'occasione per guardare te stesso, pensare alla vita e alla morte, prenderti cura di te stesso e degli altri, attraverserai il portale. Prenditi cura della tua casa, prenditi cura del tuo corpo. Connettiti con la tua casa spirituale. Quando ti prendi cura di te stesso, ti prendi cura di tutti gli altri. Non sottovalutare la dimensione spirituale di questa crisi. Prendere la prospettiva di un'aquila che guarda tutto dall'alto e ha uno sguardo lontano. Questa crisi è una questione sociale, ma anche una questione spirituale. Questi due vanno di pari passo. Senza la dimensione sociale, cadiamo nel fanatismo. Senza la dimensione spirituale, cadiamo nel pessimismo e nella mancanza di prospettive. Sei pronto ad affrontare questa crisi. Prendi la tua cassetta degli attrezzi e usa tutti gli strumenti a tua disposizione.

Imparare resistenza all'esempio dei popoli indigeni e africani: siamo stati e siamo stati debellati. Ma non abbiamo mai smesso di cantare, ballare, accendere un fuoco e gioire. Non sentirti in colpa se sei felice in questi momenti difficili. Essere triste o arrabbiato non aiuta affatto. La resistenza è resistenza attraverso la gioia! Hai il diritto di essere forte e positivo. E non c'è altro modo di farlo che mantenere un atteggiamento bello, felice e radioso. Non ha nulla a che fare con l'alienazione (ignoranza sul mondo). È una strategia di resistenza. Quando varchiamo la soglia, abbiamo un nuovo sguardo al mondo per aver affrontato le nostre paure e difficoltà. Questo è tutto quello che puoi fare ora: - Serenità nella tempesta - Mantenere la calma, pregare ogni giorno Prendere l'abitudine di incontrare il Santo tutti i giorni - Mostrare resistenza attraverso arte, gioia, fiducia e amore". La giornalista Adriana Pavin, amica di Scriveresistere, ci segnala questo bellissimo messaggio di White Eagle, capo degli indiani Hopi.

SONO ENTRATA NELL’OMBRA Sono entrata nell’ombra del grande tronco, ho socchiuso gli occhi e mi sono lasciata scivolare lontano, proiettandomi sul terreno insieme all’albero. Ho tentato di sentire anche i miei piedi prolungarsi, penetrando nella terra morbida e calda. Avrei voluto alzare le braccia al cielo, aggiungermi ai rami folti di foglie, ma per fotografare mi sono rinchiusa con aria un po’ furtiva nella macchia scura. Volevo vedere com’è l’immagine del vivere all’ombra di qualcun altro. E vedo che si sparisce proprio.

Mi domando quante volte mi nascondo dietro qualcosa e che cosa preferisco: stare o non stare nell’ombra?

di Lisetta

scriviconnoi scrivi noi

Diventiamo un coro di voci che raccontano la vita

Scrivi un tuo pensiero-dono a scriveresistere@cooplameridiana.it


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SENTIRE... il bello di stare al mondo

TERRA E PACE

SE IL MONDO È GIÀ BELLO E PURO COSÌ, COME SARÀ MAI LA BELLEZZA DEL PARADISO?

V

di Pippo Musso

iviamo in un mondo meraviglioso, un magnifico paradiso terreno dove il Signore, attento ad ogni minimo dettaglio, ci ha voluto far sostare. Un giorno molto, ma molto lontano, nonostante l’ignoranza e la miseria, i nostri antenati sapevano apprezzare molto bene le opere del creato. Ma oggi sembra proprio mancare il rispetto per il nostro Creatore e stiamo rovinando sempre più la terra, comportandoci in modo incivile, peggio, come barbari, per amore del denaro e della popolarità, quasi fossimo noi i padroni del mondo, di tutto e di più. Basta guardare questa meravigliosa natura con tutti i suoi sgargianti colori dell’arcobaleno e chiedersi “se il mondo è già bello e puro così, come sarà mai la bellezza del Paradiso?”. Ma torniamo un po’ indietro nel tempo e vediamo cosa ci dice la Bibbia. In principio Dio creò il cielo e la terra, si rivolse alle tenebre e disse “luce!” e luce fu fatta e chiamò la luce Giorno e le tenebre Notte. Poi Dio creò uno spazio per separare le acque di sopra dalle acque di sotto e chiamò questo spazio Cielo. Poi Dio raccolse insieme le acque e apparve la terra asciutta e chiamò l’asciutto Terra e le acque Mari. Poi creò piante come l'erba, il grano e gli alberi, quindi, Dio creò delle luci nel cielo, fece il sole per il giorno e la luna per la notte e tutte le stelle. Poi Dio creò i pesci per nuotare nelle acque e gli uccelli per volare nel cielo. “Fate figli” - disse loro - “Riempite il mondo di amore e canti”. Poi, a sua immagine, Dio creò l'uomo e la donna: “Fate figli – disse - e prendetevi cura del mondo, occupatevi dei pesci, degli uccelli e degli animali” Allora, Dio guardò tutto ciò che aveva creato e disse “È molto buono”. Così

il settimo giorno si riposò e rese speciale quel giorno. La bellezza della natura da Lui creata è qualcosa di meraviglioso, di eccezionale che solamente Dio poteva fare. La nascita di un seme si può paragonare alla gravidanza di una madre custodita nel suo grembo, quasi gelosa del suo meraviglioso amore. E così è la terra-madre che dopo la semina dà la vita a frutti e fiori, continuando a fare doni alla natura, che si rigenera continuamente e ovunque. Così gli animali vincono la stanchezza dissetandosi con l’acqua che scende dai monti. Le rondini salutano dal cielo con un cinguettio che annuncia il loro ritorno; anche le campane del piccolo paese suonano a festa rendendo l’aria più bella. Intanto un neonato che aspetta il suo piccolo biberon piange dentro il suo passeggino e due nonni mano nella mano passeggiano nel giardino ricordando la loro gioventù e si fanno i complimenti alla mamma accarezzando teneramente il piccolino. “Quant’è bella la vita”, si dicono, soffermando i loro sguardi per un attimo sulle meraviglie della natura. Mi chiedo perché, dopo aver creato questo meraviglioso mondo pieno di leccornie e di meravigliosi profumi che il buon Dio, con tanto e tanto amore, ci ha voluto donare, oggi - per capriccio- un capoccia deve scombinare tutto il Creato, andando contro la legge di Dio. Non vorrei certamente essere nei suoi panni, quando si troverà al cospetto di Dio, colpevole di questo inutile massacro di anime che con la guerra non avevano niente a che fare. Da persone mature e ragionevoli si poteva benissimo fare la guerra a carte giocando a briscola o a ramino, scommettendo tutti i beni del paese accumulati, stando seduti al tavolino di un’osteria, risolvendo tutto pacificamente di fronte a un panino e un buon bicchiere di vino.

La vita giocatevela bene. Non bruciatela. (Un bellissimo messaggio di Don Tonino Bello)

Se la vostra vita la spenderete per gli altri, voi non la perderete, perderete il sonno, ma non la vita, la vita è diversa dal sonno; perderete il denaro, ma non la vita, la vita è diversa dal denaro; perderete la quiete, ma non la vita, la vita travalica la quiete; perderete tantissime cose, perderete la salute, ma non la vita. Vi auguro veramente che possiate amare la vita, amare la gente, amarre la geografia, amare la terra… a tal punto che il cuore vi faccia male, e vi auguro che vi faccia veramente male ogni volta che vedrete nuove oppressioni, nuove ingiustizie, nuovi stermini della natura, ogni volta che sentirete il grido violento che si sprigiona dalle turbe dei poveri… La bellezza di Dio e la bellezza dell’altro salveranno il mondo! Sia pure nel vostro piccolo abbiate sempre rispetto dei volti, abbiate sempre il rispetto delle persone, abbiate sempre il rispetto dell’altro, il rispetto dei luoghi, abbiate sempre cura della bellezza che non è qualcosa di effimero. Dio è la bellezza…


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CERCARE... l'incontro

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GLI AMICI DICONO DI ME… di Claudio A.F. Messa

laudio si è sempre considerato uno spirito libero che non accettava nessuna imposizione o forzatura. Amante della natura e della montagna, fin dalla giovane età si dilettava nella pesca a mosca, imparata da autodidatta sul fiume Oglio in Val Camonica dove risiedeva. Ha iniziato le scuole superiori a Darfo Boario Terme e le completò a Milano. Finiti gli studi per diventare geometra, si indirizzò lavorativamente nella cantieristica, specializzandosi nelle finiture interne dei Centri Commerciali, ottenendo molti apprezzamenti in tutta Italia. Nell'ottobre del 2004 gli fu diagnostica la SLA. Vedendo i suoi repentini peggioramenti, un medico si azzardò a dire che avrebbe avuto diciotto mesi di vita. Ma la caparbietà e la vicinanza delle persone che lo amano, gli hanno dato una grandissima voglia di vivere, di lottare per guarire o accettare ciò che la vita gli destina. Claudio è tetraplegico, si nutre tramite la PEG, non parla ma comunica con un puntatore oculare e tramite quest'ultimo utilizza un PC.

elencando i vari appellativi con cui gli amici mi dipingono. Lorenzo esclama “To be a rock and not to roll”: Claudio e semplicemente una roccia e non molla mai!

FABIOLA

sottolinea la mia tendenza a cercare gli aspetti positivi dell’esistenza. Bene!

Ho conosciuto Claudio tra i banchi di scuola... è stato mio compagno al Carlo Cattaneo di Milano; più grande di me, uno venuto dal Bresciano o giù di lì. Claudio..? Un tipaccio mica da ridere, uno con la testa dura e tutto muscoli; a scuola era uno che riusciva a salire sulla pertica con le sole braccia e con le gambe in avanti, a squadra... roba da pochi. Era uno che la sapeva lunga e non aveva paura di niente e di nessuno ma che aveva rispetto anche per chi, sulla pertica, faceva fatica ad arrivare in cima... Una persona buona ed estremamente caparbia, cocciuta al punto giusto. Dopo la maturità l'ho rincontrato papà, un caro papà, forte e dolce con la sua piccolina. Poi le nostre vite si sono separate per molti anni... Fortunatamente, da qualche tempo, ci siamo rincontrati e ora, ogni volta che lo vado a trovare, ho il piacere di riscoprire il Claudio di sempre... un tipaccio mica da ridere, uno che non ha paura di niente e di nessuno, una persona buona... estremamente caparbia e cocciuta al punto giusto. Claudio, stai affrontando una sfida bella tosta e sei da insegnamento per molti. La stai affrontando a testa alta e con una serena dignità che, lasciatelo dire... è proprio roba da pochi. Ho il privilegio e mi pregio di essere tuo amico. Con profonda stima. Tu sei un maestro per me... Di Vita.

JVAN

Beh, ora mi emoziono, allora sintetizzo un po’ e vi faccio sorridere

Scriveresistere ha un nuovo amico che ci scrive con…

MONICA mi ricorda che prima della malattia ero detto anche “il gonfiabile”…!!

ROMINA dice che sono coraggioso, amorevole, altruista e paziente. Troppo buona!

DELIA dice che sono un’Anima e mi chiama addirittura super eroe!

Mentre Sonia mi fa i complimenti per essere stato capace di accompagnarmi con una creatura stupenda, la mia scelta d’amore, e mi chiama eroe dei nostri giorni!

SABRINA

MICHELA

senza titubanza mi dà del testardo! E ha ragione…

ALESSANDRA

mi dà invece del testone (poi aggiusta il tiro aggiungendo... dal cuore dolce) e dice che la vita mi ha reso “guerriero della luce”...

ANTONELLO mi dipinge come un drago…o meglio, esattamente dice: ricordo dei video in alta quota....lì, proprio lassù dove nessuno può sentirti, tu sei il drago che domina e solca l’immenso… (mi commuove) Nessuno prima di Grazie Daniele!

DANIELE mi ha dato del cavallo (di razza….).

Grazie a tutti gli amici del mondo che sanno restare amici in ogni circostanza della vita, rendendola sempre a colori anche nei momenti più bui. Do un piccolo consiglio a chi legge: provate anche voi a fare il gioco del “dicono di me”, fa piacere, fa riflettere, fa bene e potrebbe anche far cambiare. Viva l’amicizia!

LA PENNA E IL CUORE

Cari amici di Scriveresistere, a causa del caldo tremendo ho deciso di passare questa mattina piazzato davanti al ventilatore, dedicandomi alla lettura di qualcosa di speciale. Tra le mani mi è capitato un vostro vecchio numero con dentro pubblicati gli articoli di Luigi, Pippo, Laura, e Claudio. Inizio subito a dirvi che sono detenuto e come ogni mattina mi ripeto la solito scusa: la libertà non è altro che un fattore mentale, si può essere rinchiuso ma libero di sognare e creare, mentre chi è fuori è prigioniero delle tasse, del lavoro e di altri vari impegni. Ripeto, è solo una scusa e per quel poco che funziona a volte può essere utile. Dopo aver letto i vostri articoli, i vostri pensieri e soprattutto le vostre emozioni - perché Scriveresistere colpisce dritto al cuore - mi sono sentito per la prima volta fragile. Come posso io farmi prendere dalla depressione, smettere di combattere, bloccare la mia creatività? I vostri racconti mi hanno colpito con una carica di forza, di coraggio, una voglia di vivere! Nonostante forzato a stare chiuso in una cella, mi sono

sentito in obbligo di non cedere alle mie fragilità mentali e a prendere esempio da chi, di essere rinchiuso, ne sa veramente qualcosa. Quindi grazie a voi per scrivere e farvi conoscere, raccontare le vostre storie ad un pubblico che a causa della scarsa comunicazione “ignora” o non è consapevole del tutto di chi siete o cosa può essere realmente la SLA. Volevo ringraziarvi tutti, non solo perché siete riusciti a regalarmi una dolcissima mattinata e, cosa non semplice, siete riusciti ad addolcirmi la mente, ma anche per avermi dato la forza di scrivere questa lettera con in mano la penna e il cuore.

Claudio L.


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VACANZE DI FAMIGLIA Ahhhh ... l'Estate è arrivata, giornate lunghe e notti infinite.

È

di Julius Neumann

tempo di vacanza.

Finalmente!!

Il profumo della salsedine, la sabbia di seta sotto i piedi, tuffarsi nel mare cristallino, passeggiate in montagna, i colori, il sole sulla pelle, la brezza dolce all'imbrunire che si può quasi bere, il profumo e gusto delle grigliate con amici.

Sono solo ricordi ... Le vacanze e le Feste sono momenti difficili per me e per molti malati SLA. Durante l'anno cerco sempre di tenermi occupato il più possibile, mi dà un senso di 'normalità', riesco a sentirmi 'quasi' come gli altri. È una protezione della mia salute mentale. Il tempo delle vacanze è molto, ma molto diverso. Vedo tutti organizzarsi per partire, chi al mare, chi in montagna, chi all'estero. Anche chi non parte si organizza delle escursioni brevi da qualche parte. È il momento in cui saltano tutte le protezioni e mi sento veramente diverso dagli altri, prigioniero della mia malattia di m... e depresso. Mi potreste dire, "Ma continua a tenerti occupato, non vedo che problema c'è", oppure, "Ma perché non parti in vacanza anche tu? Un po’ di organizzazione e voilà!". Vedo che non capite " 'na beata fava di niente!". La mia strategia di tenermi occupato funziona fino a quando non vedo le persone prepararsi per gustarsi le ben meritate ferie. Per partire in vacanza devo portare via una marea di ausili: il sollevatore, la carrozzina, 2 porta PC (1 per il letto e 1 per la carrozzina), il materasso anti-decubito con il suo motore elettrico, 2 ventilatori, 1 macchina per la tosse, 1 macchina per aspirare, vari tubi e tubicini di ricambio, il PC, una scorta di pannoloni e traverse (ebbene sì, faccio i bisogni a letto), il supporto per la somministrazione di nutrizione e acqua, e 1 mese di nutrizione (con questa quantità di materiale partire per meno di un mese è ridicolo). Oltre al materiale devo trovare un furgone disabili che può trasportare me e parte degli ausili. Un gruppetto di amici che vuole passare una parte della vacanza con noi. Una/un badante per non far fare tutto il lavoro a mia moglie (che è in vacanza). Inoltre devo trovare una casa, possibilmente in campagna, che abbia una camera da letto al piano terra e la possibilità di accesso facile al giardino per me. E, finalmente, trovare una proprietà che

non sia troppo lontana (Toscana, Umbria, Marche). Si può fare, tutto si può fare ma non tutti gli anni. La mia famiglia ha diritto alle vacanze, soprattutto mia moglie che è anche il mio caregiver da 15 anni. Quindi ci organizziamo prendendo una o un badante per il periodo. Molto spesso una delle figlie fa le vacanze con amici, così può stare con me e la badante quando mia moglie e l'altra figlia sono via. Quest'anno è stato differente. Mia moglie e le figlie sono andate in Kenya per un mese a trovare nonni e cugini, sono anni che non li vedevano. Io sono qui a La Meridiana. Confesso che io e mia moglie avevamo molta ansia, abbiamo insieme una routine di cura che funziona per noi e abbiamo incluso le nostre figlie dall'inizio. Sono capaci di operare la macchina della tosse, aspirarmi e darmi nutrizione ed acqua. Ci organizziamo nei tempi così non resto mai solo in casa. È stato ugualmente difficile da organizzare e c'è voluto tempo, ma grazie alla competenza e professionismo delle risorse a La Meridiana, tutto sta procedendo per il meglio e la mia tribù di donne sta passando delle vacanze felici e tranquille. Mi sono dimenticato del cane!!! Abbiamo un barboncino toy, maschio, di 3 anni, nero come il carbone che si chiama Coal. Coal è troppo grande per entrare in un bagaglio a mano e portarlo in aereo, con sommo dispiacere delle mie figlie e grande felicità di mia moglie. Trovare un hotel per cani per un mese è difficilissimo e costa un occhio della testa. Attraverso un'amica di un'amica (funziona sempre così, vero?) abbiamo trovato una fattoria nel Lodigiano dove Coal passerà le vacanze con cani, maiali, capre, oche, anatre e asinelli. Coal è legatissimo alle ragazze, avevamo paura che resistesse ad andare via con uno sconosciuto. Mia figlia mi ha detto "Papà, Coal è stato un po’ diffidente all'inizio, ma poi al guinzaglio è andato via senza neanche girarsi per salutare!" Così tutta la famiglia Neumann è in vacanza in posti diversi. Buone ferie a tutti voi!


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LA SLA IN VACANZA CON ME!

E

È vero! “Felice è colui che fa felici gli altri” di Stefano Galbiati

state, sole e caldo richiamano alla mente il desiderio di vacanza. È un tempo sacro dedicato al riposo e al distacco dagli affanni quotidiani. Tempo prezioso in cui bisogna cercare di rigenerarsi per poi tornare a tuffarsi nuovamente, con spirito rinnovato, nella vita di ogni giorno. Le vacanze non iniziano il giorno della partenza ma si assaporano durante tutto l’anno, specie durante i momenti difficili. Ci si immerge allora nel sogno e nella progettualità, in modo da poter trovare la motivazione per superare un presente faticoso. È così che, a volte, si può trovare la forza per stringere i denti e guardare oltre.

tempo della vacanza. È stata la vostra presenza e il vostro ricordo a dar valore a ogni momento trascorso. Vi abbraccio forte! Grazie!

Poi ci sono loro, i nostri amici con la SLA. Per loro il presente è anche il futuro. Non possono progettare infatti una vacanza e non possono pensare che verrà prima o poi un tempo di piacere e di distacco dalla vita ordinaria. Loro sono pienamente consapevoli che domani e anche dopodomani saranno sempre lì, nel loro letto, immobili. Quando penso a questa prospettiva così differente sono due i sentimenti che affiorano dentro me: il primo è di ringraziamento, perché mi è data la possibilità di poter vivere una vacanza; il secondo è di ingiustizia, perché ai miei amici con la SLA questa possibilità è negata. Non è semplice conciliare il sentimento del ringraziamento e quello dell’ingiustizia, sono sentimenti opposti che non possono trovare spazio di coabitazione. Eppure quest’anno ho trovato il modo per superare questo conflitto. Ed è stato straordinario! Ho portato tutti i malati di SLA in vacanza con me! Come? Con un pullmino e un viaggio organizzato? No, li ho portati tutti dentro di me, in quello spazio infinito che è il Cuore. In momenti particolari ho chiuso gli occhi e sono rimasto immobile (proprio come loro) e li ho pensati con tutta la mia forza, immaginandoli lì con me. Pippo, nativo di Palermo e amante del mare l’ho immaginato mentre facevo un bagno. Luigi, appassionato di montagna, mentre passeggiavo in un bosco. Angelo, esperto di cucina, quando ho cenato in un ristorante; Mariella molto religiosa, quando ho visitato alcune chiese; Claudio musicofilo, mentre ho ascoltato un concerto dal vivo. Infine, Gianni ma con lui è stato… diverso! Ho avuto la fortuna di essere in vacanza in Puglia e di visitare Trani, la sua città natale. Così, ho deciso di portarlo… a spasso con me! Grazie alla possibilità di poter effettuare delle videochiamate, ogni volta che mi spostavo in qualche posto caratteristico lo chiamavo e condividevo con lui la bellezza infinita di questa città. Durante la visita, Gianni mi ha consigliato tramite WhatsApp di andare ai giardini della villa comunale. Mi ha confidato che proprio lì ha passato i momenti più felici della sua infanzia e mi ha chiesto la possibilità di poter rivedere quel luogo a lui caro. Quando ho raggiunto il posto, sono stato con lui una decina di minuti in videochiamata, girando i giardini in lungo e in largo. Che emozione vedere le sue emozioni e che soddisfazione vedere con quanto orgoglio mi ha mostrato la “sua” città. Si lo so, lo vedo scritto tutti i giorni quando arrivo alla San Pietro. Su un muro vi è una scritta che recita “Felice è colui che fa felici gli altri”. Questa volta però, ho sentito la verità di questa frase con tutto me stesso. Mi rivolgo a voi, cari amici con la SLA. Se qualche momento di sconforto toccherà la vostra anima, pensate a quanto preziosa sia l’amicizia che ci lega! Mi avete regalato forti emozioni e persino occasioni di vera felicità. Con voi nel cuore ho potuto rigenerarmi, rilassarmi e godermi a pieno il

(Facciata della Cattedrale di Trani)

PAUSA DI RIFLESSIONE

pr

Quando si incontra l’amore, ci si innamora dell’amore! E amare diventa un modo di vivere, è amare sempre. Se se ne è capaci è fatta e l’amare si spalma sulla vita tutta, ci guida e ci interpella in tutte le azioni, diventa etica, modo di essere, sensibilità, talento. Amare è non sentirsi mai soli e essere dotati di forze impensabili, un circolo di energia straordinaria che nasce dallo scambio, dalla reciprocità: io faccio felice te e tu fai felice me! L’amore ripaga sempre qualsiasi fatica, sorride e si prende cura. Sempre. L.S.


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La Meridiana ABBRACCIA le fragilità. Abbracciale anche tu con una firma

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DICHIARAZIONE DEI REDDITI

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CASELLA DEDICATA AL SOSTEGNO DEL VOLONTARIATO

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Anziani‚ Alzheimer e Sla 27/04/22 12:01