__MAIN_TEXT__
feature-image

Page 1

www.scriveresistere.it

Settembre 2020 ANNO 1 - N° 10

La Meridiana Due Società Cooperativa Sociale Viale Cesare Battisti 86 20900, Monza (MB)

"il magazine di chi scrive con gli occhi"

La Meridiana promuove il primo FLASH

H

imMOB

LA SLA SI MUOVE ALL’ imPROVVISO

a aperto la diretta facebook il 18 settembre alle 18:00 Roberto Mauri, direttore di La Meridiana, specificando che FLASHimMOB è un’iniziativa nata all’interno del nostro gruppo di lavoro, in occasione della Giornata Nazionale della SLA, come provocazione per portare l’attenzione su una malattia terribile che rende immobili e rischia di restare invisibile se non si fa un po’ di rumore. Ecco che allora abbiamo reso il termine flash mob un puro suono per far risuonare, appunto, l’idea di una immobilità che si muove, che scende improvvisamente in piazza per mandare messaggi attraverso cui farsi riconoscere nel mare dell’indifferenza e - immobili - diventare paradossalmente agili promotori di speranza, di coraggio, di vita. AISLA e i Centri Clinici NeMo si sono uniti attivamente a La Meridiana, moltiplicando entusiasmo e impegno.

Juilius Neumann La comunicazione è vita a pagina 2

Il sit-in è stato arricchito da numerosi interventi sia di persone affette da SLA (che riportiamo in questo numero di scriveresistere), sia di responsabili istituzionali delle più importanti strutture impegnate nella cura e nella ricerca. Ecco il messaggio con cui noi della Redazione SLAncio abbiamo voluto aprire l’evento.

scrivere permette di comunicare. Comunicare è scambiare pensiero, è andare al di là del corpo; è avvicinarsi e toccarsi con la mente; è muoversi; è il piacere di conoscere e farsi conoscere; è la bellezza di essere utili a qualcuno e poter offrire il proprio contributo.

propri cari, gli amici, gli operatori sanitari, i volontari- e tante altre persone che come noi sono condizionate dalla malattia, a quelle più lontane, alla gente che vive la propria normalissima vita.

Con il nostro apparente silenzio vogliamo fare molto rumore, perciò…

È bene cominciare con una breve premessa. La SLA è una brutta malattia molto invalidante ma non ha la forza di bloccare la mente, la fantasia, la memoria e l’intelligenza. Il nostro mondo interiore è assolutamente vivo e fecondo e scrivere è l’arma più potente per non lasciarsi abbattere e poter testimoniare ciascuno la propria esistenza. Grazie alle nuove opportunità tecnologiche e a una profonda cultura dell’attenzione alla Persona, La Meridiana ha introdotto nella nostra vita l’attività di scrittura, che per noi è di vitale importanza perché

Dal nostro letto, “armati” di Pc a impulsi oculari, abbiamo fatto squadra e creato una piccola redazione che vuole provare ad aprire un grande dialogo sulla vita quotidiana, quella vita che ci chiede ogni giorno di affrontare la realtà, cercare sempre la gioia di farcela. Infatti, quando si ha la salute e non si hanno disabilità a volte ci si dimentica che la vita è un bene molto prezioso e tutti indistintamente abbiamo il dovere di proteggerla e amarla, in qualsiasi circostanza. Con Scriveresistere e la creazione di spazi d’incontro (come FLASH imMOB), vogliamo collegare fra loro più persone possibile: da quelle più vicine - come i

Luigi Picheca

Paolo Marchiori

Pippo Musso

L'esperienza della SLA rende forti...

La SLA lascia liberi di amare

Incredibile ma vero...

a pagina 3

a pagina 4

FAI RETE CON NOI Una rete di protezione della vita-comunque-sia.

a cura della Redazione SLAncio

a pagina 6


2

Settembre 2020

SENTIRE

Sentire a volte è anche un fatto di suoni, di voci, di rumore: un fatto da ascoltare.

LA COMUNICAZIONE È VITA

C

di Julius Neumann

Un appello per dare accesso alla tecnologia

La pandemia di COVID-19 è stata una tragedia e non è ancora finita. Noi che soffriamo di SLA, dobbiamo proteggerci forse più delle altre persone a causa della nostra fragilità. In special modo, quei malati di SLA che usano la ventilazione assistita, invasiva e non-invasiva, hanno i polmoni molto deboli ed una polmonite bilaterale rappresenterebbe un rischio molto serio. Ho notato che molte persone hanno vissuto con difficoltà le settimane di lockdown, li capisco perché noi, malati di SLA, viviamo in un lockdown permanente. Mi spiego meglio. Anche noi siamo dei forzati in casa. Uscire per noi è uno sforzo logistico non indifferente, soprattutto se viviamo in un appartamento in città. Quindi usciamo solo per esigenze improrogabili. Anche noi, da forzati in casa, usiamo internet per comunicare con il mondo esterno. Comunichiamo grazie ad un PC speciale che operiamo con gli occhi. Purtroppo, molti malati di SLA non hanno accesso a questa tecnologia, o perché la ASL locale non la fornisce, oppure, semplicemente, nessuno si è preso la briga

UNA VITA CON

SLA NCIO

di formare il malato. Immaginatevi di aver passato il lockdown senza internet e senza telefono. Molti di noi hanno perso il lavoro a causa della SLA, la malattia non ti dà alcuna indicazione che sta per arrivare, non si conoscono le cause, ti piomba sulla testa, e niente sarà più come prima. Ho saputo che molti si lamentano per l'assenza di un vaccino, beh, vi dico, noi aspettiamo una cura da 150 anni. Se ci dicessero che una cura sarà pronta l'anno prossimo, faremmo i salti mortali sulle nostre sedie a rotelle.

Vi lascio con un appello ai nostri politici. Per favore, date ai malati di SLA la tecnologia per comunicare, perché la comunicazione è vita!

Conosco Lele Duse da più di 45 anni, da quando eravamo negli Scout insieme. Lele è una forza della natura, un uragano forza 5 con un entusiasmo contagiante. Con lui ed altri amici ex-Scout abbiamo creato un piccolo gruppo di sessantenni o quasi, chiamato Sollevatori Alcolici, un nome che fa pensare ad un gruppo di ultras da curva nord piuttosto che a degli uomini maturi che organizzano eventi di beneficenza.

Con questo gruppetto di amici, e con l'aiuto della Pattuglia Colico (un altro gruppo di ex-Scout Monzesi), abbiamo organizzato la classica risottata in piazza. Negli ultimi 4 anni abbiamo preparato e servito 12000 risotti per un incasso lordo di circa €70000. Non male per un gruppo con un nome da stadio. Lo scoutismo ci ha insegnato che il "cammino" non si fa mai da soli.

Lele Duse, volontario specialedi SLAncio, è stato presente alla diretta facebook per testimoniare la sua amicizia con Julius. Ma qui di seguito è proprio Julius che vuole testimoniare al suo posto!


3

Settembre 2020

SAPERE

Sapere... o saper essere?

La tecnologia è un mezzo da guidare

L’ESPERIENZA DELLA SLA RENDE FORTI E CAPACI

di Luigi Picheca

PAUSA DI RIFLESSIONE

L

a SLA mi ha permesso di conoscere quello che non conoscevo di me stesso. La parte di me rimasta per anni nascosta, sopita. Mi mancava, cioè, di conoscere in modo profondo cosa sia la sofferenza. La sofferenza è una battaglia da vincere per vivere felici: la vinci accettandola. Vinci la sofferenza se accetti le situazioni difficili in cui ti puoi trovare. La sofferenza non è il dolore, la sofferenza è uno stato d'animo. La mia vita è cambiata così come sono cambiato io. Non mi vedo come un poveraccio da compiangere, ma come una persona che sta vivendo una nuova esperienza di vita, con una consapevolezza di dover lottare contro una malattia feroce come la SLA. È comunque una prova che la vita riserva a molte persone. Io non mi sento diverso.

Sono felice anche così. Circa la tecnologia avrei una cosa da dire. Recentemente è venuta la Rai a fare un altro servizio su di noi. Quello che noto è che mettono sempre come protagonista principale del nostro lavoro la tecnologia dei nostri computer. È vero, almeno se ne parla. È già una bella cosa, un inizio di conoscenza, scoprire un mondo che non si nasconde più per la vergogna di essere caduto dal cavallo in corsa, che è la metafora della vita di tutti noi quando si è sani e non ci si ferma mai. Ma non è la tecnologia la chiave della nostra rinascita ma è la nostra voglia di non mollare mai, anche quando sembra che non ne valga più la pena e chiudere gli occhi ti porta in un paradiso sereno e invitante. Nessuno che metta in evidenza che la tecnologia è solo il mezzo, il motorino che ti permette di non pedalare. Ma davanti al computer, quando è solo

scriviconnoi

pr

Luigi ci apre gli occhi su dove cercare le forze necessarie a condurre la propria vita: dentro di sé. Aggrapparsi a qualcosa fuori di sé, senza contemporaneamente riconoscere il proprio valore e la propria piccola o grande forza, rende rimorchi, senza motore, cioè senza autonomie. Ogni cosa che facciamo è frutto di relazione e nasce da accoppiamenti tra diverse capacità, culture, visioni… Abbiamo bisogno del pc? Giusto! Basta sapere che per funzionare il pc ha bisogno di noi. Ed è giustizia!

una tastiera e con gli occhi "premiamo" faticosamente i tasti, come se fosse una vecchia Olivetti anni '40, c'è solo un essere umano, uomini e donne che pedalando come Pantani sudano e scalano montagne tutti i giorni. Il loro traguardo è vivere e magari lasciare una testimonianza della loro esistenza. Scrivere è esaltante e quando si riescono

Diventiamo un coro di voci che raccontano la vita

a trasmettere le proprie emozioni è il successo di questo impegno. È come per un compositore stendere sul pentagramma una sequenza di note e parole in abbinamento perfetto fino ad amalgamarsi in una favolosa armonia.

Scrivi un tuo pensiero-dono a scriveresistere@cooplameridiana.it


4

Settembre 2020

LA SLA LASCIA LIBERI DI AMARE Il dono della vita e il suo miracolo…

P

Messaggio di Paolo Marchiori, presidente AISLA di Brescia urtroppo, solo ora che la vita mi sfugge, ho imparato a innamorarmi di ogni suo momento, di ogni suo aspetto. Ero disperato per la diagnosi della malattia, e dopo anni di assenza, entrai in una chiesa, ed implorai il Signore, affidandogli la mia vita, aprendo il mio cuore, e LUI, lo riempì del suo amore, e la disperazione scomparve. IL SEGRETO? LA SINCERITÀ con me stesso. Mi ero spogliato di tutto, avevo ammesso le mie colpe, la mia fragilità, i miei limiti, le mie debolezze. E tutto questo era sbocciato grazie ad una preghiera forte e sincera in cui avevo chiesto il Suo aiuto. Da allora è stato, ed è, un susseguirsi di riflessioni e un desiderio vivissimo di conoscere la sua Parola, approfondire, vivere, testimoniare. UN BISOGNO ESTREMO DI SENTIRMI DA LUI AMATO PER POTER AMARE SEMPRE DI PIÙ. Ecco perché desidero donarvi uno dei miei tanti pensieri che porto nel cuore.

Noi conosciamo due miracoli, quello della guarigione fisica, inspiegabile per l’uomo e la scienza, e quello della conversione. C’è un miracolo semplice che ognuno può fare: è realizzarlo nel dono della propria vita. Questo può avvenire tutti i giorni, basta semplicemente compiere un PICCOLISSIMO GESTO D’AMORE, una carezza , un bacio, una parola confortevole, un aiuto fisico, regalare un sorriso. Praticamente donare amore con sincerità e gratuitamente a chi ne ha bisogno e a chi ci è accanto. Solo in questo modo non sprecheremo la giornata ed il miracolo avverrà. QUESTO È IL VERO MIRACOLO DELLA VITA. Ogni giorno, ogni momento, non vanno sprecati: solo amando potremo sperimentare cosa vuol dire VIVERE NELL’AMORE come Gesù ha fatto con noi. Io di giorni ne ho sprecati tanti, quindi ora voglio, o meglio, cerco di donare, per come posso, speranza e gioia di vivere. Non dobbiamo far finta di non vedere e lasciare in solitudine le persone

che soffrono, qualunque sia la causa della loro sofferenza. POSSIAMO FARE MOLTO AD OGNI ETÀ E IN OGNI DISAGIO. Se vogliamo VIVERE LA NOSTRA VITA COME UN DONO, dobbiamo avvicinarci alle persone in silenzio, ascoltandole senza critiche e pettegolezzi. Questa disponibilità sarà il nostro miglior biglietto da visita e porterà molti frutti.

PAUSA DI RIFLESSIONE

Essere TESTIMONI DI GIOIA, quando si è provati dalla malattia e quando si vive con amore la propria difficile situazione, credo sia la testimonianza più bella e inattesa..

pr

Questa condizione di malattia mi ha reso prigioniero del mio corpo, ma il mio cuore è ricco, libero, lieto, capace di amare, di sperare, di vivere con serenità e gioia. Non mi sento solo perché mi sento amato e perché amo.

SPORT E BENESSERE, MA ANCHE CHARITY

I

n Green con SLAncio è iniziativa partita nel 2019 dall’idea di due amici, Stefano Orsi e Riccardo Tagliabue, da sempre vicini al “La Meridiana” in modi differenti, ma sempre con il cuore. Portare a conoscenza i bei progetti della struttura monzese e raccogliere anche fondi, per il progetto SLAncio e le tante iniziative che si portano avanti grazie a fondi privati all’interno di questo luogo

“magico e particolare”, come questo magazine Scriveresistere. Così è nata l’idea di fare delle gare di golf in vari circoli della zona. Nel 2019 si sono tenute gare al Golf di Camuzzago, Brianza e Barlassina e per quest’anno si era pensato ad una giornata di festa per tutta la struttura, dove si giocasse a golf durante il giorno, si raccogliessero fondi e durante la cena condividere anche con i nostri ospiti ed operatori un momento bello e divertente. Purtroppo il Covid non ha permesso di realizzare questo

sogno presso il Circolo Golf Brianza (Usmate) ed è stato rimandato il tutto al 2021, ma sia Orsi che Tagliabue non si sono persi d’animo e hanno comunque organizzato una bellissima gara presso il circolo Golf Villa Paradiso il 27 settembre di quest’anno, a cui hanno preso parte circa 100 giocatori. Questo ha permesso di raccogliere fondi importanti, ma anche poter spiegare a tante persone cosa si fa nella struttura e alcuni risultati ottenuti. Il tutto anche grazie a partner importanti che hanno donato premi da mettere in

palio come: Colmar (con un challenge sulle ultime tre buche), Golf e non solo (con miglior risultato sulle prime 9 buche), Mati Putters (gara speciale di putt) con Gadget4Golf, IVV, Aero Gravity, Proraso, Adorn, Macellerie Monzesi e Zanin. L’appuntamento in Green con SLAncio è rimandato all’anno prossimo... grazie a tutti.

di Riccardo Tagliabue


5

Settembre 2020

... quella forza che ci porta a sfiorare l'impossibile, che annienta la paura. Quella forza che qualcuno chiama amore...

C’è un momento in cui scopri che …

LA VITA È TUTTA DA AMARE

Q

uando tutto ha avuto inizio, quando non avevo idea di cosa fosse questa strana malattia dal nome spaventoso, certamente non avrei mai immaginato che avrei vissuto così, immobile, e come dice la mia meravigliosa nipotina Bianca, tutta legata. E sono certa che avrei dato del pazzo a chi mi avesse detto, allora, che si può amare una vita come questa. Una vita essenziale la nostra, che ha imparato a fare a meno di tutto. Mi piace pensare che sia una vita un po' francescana. Ho cercato disperatamente la bellezza di questa vita. Non è stato facile, ed è stata una conquista quotidiana.

Mi sono costretta, nei momenti più difficili, a pensare a chi sta peggio di me. C'è sempre qualcuno che sta peggio. Così ho capito che avere una famiglia come la mia, che mi mette al centro del suo mondo, che non mi tratta come una malata ma esattamente come prima, e con cui riesco a ridere dei miei problemi, è davvero tanto, tantissimo. Ho capito che smettere di rimpiangere ciò che non ho più mi avrebbe permesso di apprezzare quello che mi era rimasto. E piano piano, un giorno dopo l’altro, ho cominciato a guardare questa mia seconda vita con più affetto, quasi con tenerezza, come fosse un gattino spelacchiato, sporco e affamato che tutti prenderebbero a calci. Ho capito che essere persona, non significa solo fare, correre, andare. Noi non facciamo più, non andiamo più, non parliamo più, non mangiamo e non beviamo più, ma non per questo dovremmo avere meno valore o meno dignità di chi sta bene. Chi conosce la SLA solo per sentito dire, potrebbe pensare sia una follia il fatto che chi vive così, non desideri morire, perché in effetti si parla di noi quasi esclusivamente in questi casi, del nostro diritto di morire, e forse, ma dico forse, l'avrei pensato anch'io, prima. Invece sono tanti i malati di SLA che riescono a vivere questa condizione con serenità, pur non abbandonando mai la speranza che si trovi al più presto una cura efficace.

L

L’attrice Lucia Vasini presta la voce a Laura Tangorra e interpreta il suo messaggio creando forte emozione. A sinistra Franco Beretta, marito di Laura, a destra Roberto Mauri Direttore di La Meridiana.

Anch'io voglio guarire, più di qualunque altra cosa, e intanto cerco di restare viva dentro, perché io dentro mi riconosco: sono io, sono la stessa persona che ero prima. Ma forse no, non è vero. Non sono la stessa. Credo di essere migliore, sono cresciuta, vivo con più intensità, do più valore agli attimi, a tutto ciò che è invisibile a chi corre, all'amore che ricevo. Amo più intensamente. E ciò che fa dell'uomo una persona, è soltanto lo scambio di amore. Quello che solo l'anima può fare, e noi ora, in fondo siamo soltanto anima.

Il corpo è per noi solo uno scrigno in cui l'anima è custodita. Sì, uno scrigno fragile, fastidioso e impegnativo, esigente e doloroso. Ma prendersi cura dello scrigno ha come unico scopo, quello di permettere alla nostra essenza di crescere, di prepararsi al grande volo.

di demolizione avesse tenuto conto di una possibile, invisibile avversaria: quella forza che ci pulsa dentro silenziosa, che ci incolla alla vita. Quella forza che ci porta a sfiorare l’impossibile, che annienta la paura. Quella forza che qualcuno chiama amore”.

di Laura Tangorra

Sono quasi ventun anni che la SLA cerca di farmi fuori, ma non ce la fa, perché io, tutti noi immobili come alberi, non combattiamo soli. E come ho scritto nel mio primo libro, "Non credo che la SLA nel suo progetto

LA TESTIMONIANZA DI FRANCO

aura batte tutti perché sono più di 20 anni che vive con la SLA. Si è ammalata quando aveva 38 anni e avevamo già due figli, Alessandra di 12 e Marco di 9 poi. La diagnosi di SLA è arrivata come

un ciclone nella nostra vita mentre aspettavamo la terza figlia, Lucia. La decisione è stata subito quella di affrontare la realtà con tutte le forze, pescando dentro tutte le risorse possibili, dai famigliari da cui siamo circondati al grande amore che regna nella nostra

famiglia. Ci siamo caricati di amore! La SLA è una malattia faticosa, ma se è affrontata col giusto piglio riesce a tirar fuori risorse impensabili che ci permettono di affrontare qualsiasi ostacolo.

Laura, oltre a essere appagata e fiera dei suoi figli e dei nipotini, ha scritto otto libri, che sono altre sue creature. Durante il suo percorso di scrittrice ha voluto sempre affidare all’amica attrice Lucia Vasini la sua voce. E Lucia ha letto il messaggio di Laura!


6

Settembre 2020

Le storie che rimangono impresse contengono sempre qualcosa di importante.

UN RACCONTO INCREDIBILE MA VERO

La "STORIA-MIRACOLO" di Michele

Q

uesta è la storia di Michele, un bambino nato nel 1950 in un paesino della Calabria.

Per i famigliari sono momenti di strazio e dolore infinito. Il papà fa rientro a casa dalla Germania e tutti vegliano tra le lacrime la salma dentro la piccola bara posta sul tavolo.

Michele è figlio secondogenito di contadini. Sua madre lavora nei campi, si spezza la schiena e col sudore della fronte porta avanti la famiglia. Ha figli piccoli e li fa accudire dalla nonna paterna. Suo padre lavora in Germania come muratore.

Durante la veglia funebre la nonna paterna si accorge che ogni tanto si muovevano i bulbi oculari del bambino. Se ne accorgono anche gli altri famigliari e tutti gridano “è vivo! è vivo!” e lo tirano fuori dalla bara, spengono le candele e accendendo le luci lo mettono sul letto. Erano passate 15 ore dal momento di quella che avrebbe dovuto essere la morte: Michele come per miracolo si sveglia lasciando tutti sbalorditi. Nel vedere tutte quelle persone con gli occhi spalancati attorno a lui, dice alla mamma: “Ma che ci fanno tutte queste persone a casa nostra?” e lei risponde: “ Michè sono tutti qua per te!”, “Per me? Perché, è il mio compleanno?” “No, Michele mio ... dimmi piuttosto dove sei stato tutto ‘sto tempo!” “Sono stato a Capacchione (che è un paesino della Calabria) a giocare a pallone con tanti altri bambini vestiti di nuovo ... Poi un signore che era lì a guardare mi ha chiamato e mi ha detto “Michele adesso devi tornare a casa, perché i tuoi genitori , ti stanno aspettando ...”.

Succede che nel 1954, alla tenera età di 4 anni, Michele si sente male. In quel periodo esisteva solo il medico generico, o se preferite il medico condotto, che prestava servizio a tutto il paese e come un padre confessore sapeva "vita e miracoli” di ogni famiglia. Dunque, la nonna preoccupata per Michele, affida momentaneamente gli altri due nipotini in buone mani e senza perdere tempo prezioso corre con Michele dal medico. Questi, senza neppure visitarlo, come se già sapesse la malattia del bambino gli fa una puntura. Quindi, nonna e nipote si riavviano verso casa. Ma strada facendo Michele si sente più male di prima, ha dolori laceranti e quando finalmente arriva a casa, esausto e sfinito, si butta a letto. La mamma è al lavoro nei campi e ancora non sa niente. D’urgenza viene richiamato il medico condotto, che pur trovando il piccolo in lacrime tra le braccia della nonna in pena, senza un briciolo di cuore, dice freddamente che il bambino era diabetico e non c’era niente da fare per salvarlo dalla morte, poiché non c’era cura. Quando la mamma torna dai campi e scopre l’accaduto prova tanta di quella angoscia da far sembrare che le sue urla arrivassero al cielo. Sono le sedici quando il medico compila il suo incartamento e dichiara la morte di Michele...

PAUSA DI RIFLESSIONE

La storia ha dell’incredibile, eppure tutto questo è successo e finito il trambusto di amici e parenti, il padre di Michele, che avendo capito che in questa storia c’era qualcosa che puzzava di marcio, va dal medico. Entra senza bussare nel suo ambulatorio e il dottore diventa bianco dallo spavento mentre l’infuriato padre gli dice: “Tu devi solo sperare che mio figlio non abbia conseguenze, altrimenti, questa storia non finisce cosi!” Il tempo passa e Michele diventato un giovanotto incontra per caso il medico

condotto, diventato ormai anziano e non esercitava più la sua professione, e gli dice: “Dottore adesso mi può dire perché mi avete fatto morire..”.

LO CHARME DEI CAPPELLI

“Michele, dicendoti la verità, mi levo una pietra dal cuore... Dunque, devi sapere che a quel tempo, le persone che bevevano molto come te venivano considerati diabetici... Molto tempo prima di agire su di te, mi ero consultato con un mio collega di Cosenza , che aveva voluto sapere tutto di te e della tua famiglia. Io gli ho detto la verità e cioè che eravate una famiglia di povera gente contadina ... cosi dopo aver saputo tutto, mi ha detto di provare a somministrarti questo nuovo farmaco che arriva dall’America che, secondo lui, ti avrebbe dovuto far bene. E se dopo muore? Gli ho chiesto: niente- mi rispose- vorrà dire che ne faranno un altro...”.

Ogni cappello racconta una storia d'estate

Cosi, infischiandosene della povera gente che non aveva possibilità di curarsi, finisce il racconto di un malcapitato sì, ma anche di un miracolato, un bambino chiamato Michele ... Mi chiedo solo questa cosa: se questo bambino si fosse risvegliato quando oramai era sotterrato, secondo voi cosa avrebbe provato?

di Pippo Musso

pr

Questo racconto sconvolge e nello stesso tempo fa riflettere e interrogare. Forse dopo averla letto questa storia incredibile ci possiamo fare una piccola-grande domanda: “Io sto attento a non approfittare di chi è più debole di me?”

Ogni cappello racconta una storia d'estate e di un sole che abbronza la pelle e riscalda il cuore. Fucsia, larga falda, arriva da Otranto e custodisce i ricordi di una vacanza in barca a vela tra le isole croate, nel blu trasparente del mare. Se chiudo gli occhi mi tuffo e nuoto elegante e allegra come un delfino. Il beccheggio, il rollio della barca, mi cullano mentre lo sciabordio delle onde intonano una nenia dolcissima. Una barca bellissima, ma nella nostra rotta c'è Toro del Mar, c'è sempre qualcuno più bello di te. In rada sonnecchiando alle due del pomeriggio Morfeo viene scosso da una barca carica di spagnoli in fiesta. È un attimo fare amicizia e trovarsi con un vaso di vino tinto in mano a ballare e cantare a squarciagola. Due cappelli, rosa e azzurro. Storia di un'amicizia lunga una vita nata il primo giorno d'università. Quanti angoli di mondo abbiamo osservato con i nostri occhi? Molti. Quante emozioni? Molte. È l'una di notte, io dormo durante la navigazione di Don Carmelo. Barbara mi sveglia. Di fronte a me Iddu (Lui), il vulcano Stromboli con la Sciarra del fuoco (colata lavica). L'emozione è fortissima. Il cielo nero trapuntato di stelle e la potenza del fuoco, lo stesso fuoco che arde dentro me e che da forza alla mia vita. Bianco, racconta chi sono, arriva dalla Calabria. Della storia di questo cappello racconterò un'altra volta, se vi va di leggere. Sarà un viaggio in una terra bellissima. Le foto sono la dimostrazione che è il contenente che cambia ma non il fuoco che arde.

di Elisabetta Rocca


7

Luglio 2020

UN SETTEMBRE PIENO DI ATTENZIONE ALLA FRAGILITA' Parliamone tanto, facciamoci sentire, facciamo rumore!

links

20 settembre 2020 XIII° Giornata Nazionale SLA 21 settembre 2020 XXVII° Giornata Mondiale dell’Alzheimer

VIVERE CON SLANCIO LA MERIDIANA SI PRENDE CURA DELLA SLA E DELL’ALZHEIMER RASSEGNA STAMPA POST E SERVIZI ONLINE 23 SETTEMBRE 2020

Numerosi (per il momento 40) e qualificati i post in rassegna dedicati alle iniziative de La Meridiana nell’ambito delle GM Alzheimer e GN SLA 2020 pubblicati, nel mese di settembre, dalla stampa e dai media. Ne hanno parlato testate nazionali come Corriere della Sera, Repubblica, La Stampa; testate locali della Brianza e un nutrito gruppo di giornali online sparsi nel territorio regionale e nazionale.

in onda la prima puntata del Docu Reality, Il Paese Ritrovato - La Memoria delle Emozioni.

Ottima la collaborazione con Rai. Buoni gli ascolti su Rai Premium che ha mandato

Ecco l’elenco delle pubblicazioni proposto per ordine di data.

Sulle Reti TV Mediaset, oltre allo spot, servizi a cura di Tgcom24, di Canale 5, nell’ambito del programma Mattino Cinque, e di Italia UNO con intervista a Direttore Roberto Mauri andata in onda a Studio Aperto.

A cura dell’Ufficio Stampa Cooperativa La Meridiana Fabrizio Annaro - fabrizio.annaro@gmail.com – 334.656.0576

The World News (Italy Section) 07 settembre 2020 MBNews 07 settembre 2020 Libero 07 settembre 2020 Virgilio 07 settembre 2020 (Notizie non più disp., ma pubblicata) Prima Monza 08 settembre 2020 Il Dialogo di Monza 9 settembre 2020 Corriere Buone Notizie 11 settembre 2020 Well Tv ex Brescia TV 15 settembre 2020 Liguria Notizie 15 settembre 2020 Il Cittadino Mb online 16 settembre Osservatorio Malattie Rare 16 settembre 2020 RAI Segretariato Sociale Mediaset: Canale 5 Mattino Cinque 16 settembre 2020 Radio Rai1 “Questioni di Stilo” 17 settembre 2020 Ufficio Stampa RAI lancio Docu Reality 17 settembre 2020 Il Cittadino MB online 18 settembre 2020 Rimini Voce 23 – 18 settembre 2020 Roma Sette 18 settembre 2020 Cinquanta&più settembre 2020 Le Fonti TV 21 settembre 2020 Watch 21 settembre Corriere della Sera 22 settembre 2020 Radio Play PAESE RITROVATO - La Memoria delle Emozioni replica Docu Reality 22 settembre 2020 Mediaset: ITALIA 1 Studio Aperto 21 settembre Tgcom24 Mediaset 21 settembre Roma Sociale 21 settembre 2020 Napoli Click 21 settembre 2020 Repubblica 21 settembre 2020 Regioni 21 settembre 2020 Spettacoli Musica Sport 21 settembre 2020 Cremona Oggi 21 settembre Quotidiano Net 21 settembre Reti in Vetrina 21 settembre Notizie H24 – 21 settembre 2020 Angeli Press 21 settembre 2020 Questa sera in TV 21 settembre 2020 Spazio 50 – 21 settembre Angeli Press – 12 settembre 2020 La Stampa 10 giugno 2020 Il Dialogo di Monza 23 settembre 2020 Gli eventi: i video, le interviste e le foto Conferenza stampa 07 settembre 2020 Meridiana Al confine della Demenza 16 settembre 2020 Meridiana web FLASHImMOB 18 settembre 2020 il collage di foto FLASHImMOB 18 settembre 2020 il Video I Parte FLASHImMOB 18 settembre 2020 il Video II parte In Piazza per l’Alzheimer 21 settembre 2020 Meridiana


www.scriveresistere.it

TR AL L'

Settembre 2020 ANNO 1 - N°10

A PR

"il magazine di chi scrive con gli occhi"

A IM

La Meridiana Due SocietĂ Cooperativa Sociale Viale Cesare Battisti 86 20900, Monza (MB)

Profile for La Meridiana SCS

ScriverEsistere Magazine - n10  

ScriverEsistere Magazine - n10  

Advertisement

Recommendations could not be loaded

Recommendations could not be loaded

Recommendations could not be loaded

Recommendations could not be loaded