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Titolo: Di indagini, ombre e intrugli Autrice: Ludovica Bastianetto Genere: narrativa per ragazzi (giallo/fantasy) Battute: 400.000 s.i.

Trama: Zoe è una strega con una passione per le erbe e per le tabelle di marcia – vano tentativo di compensare un disordine costante e senza rimedio – ma è anche membro della Squadra Episodi Gravi (S.E.G., da cui il nomignolo di Segugi). La Squadra Episodi Gravi è stata istituita dal Consiglio dei Custodi con il compito di indagare sui crimini che potessero avere conseguenze sulla comunità magica. Quando la S.E.G. viene convocata per indagare sulla dubbia morte dell’umano Korallo, ex membro del Consiglio dei Custodi, Zoe si ritrova in squadra con Si-Roc, un fauno del deserto, maniaco dell’ordine e dell’igiene, l’ex guerriero umano Tonio e l’anziana elfa Mielamaro. Nonostante la prima indagine dei Segugi confermi il sospetto di un incidente e nonostante le insistenze del Consiglio per chiudere il caso, la più scrupolosa ipnosi post-mortem spinge Zoe ad approfondire l’indagine. Mano a mano, emergono così le incoerenze nella dinamica dell’incidente e i segreti della complicata vita sentimentale di Kamillo Korallo.

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Estratto dal romanzo:

Capitolo 2. Nella Sala Convocazioni, detta anche “sala delle mollette” a causa dei numerosi fili da bucato disposti lungo le pareti, l’intera Squadra Episodi Gravi (S.E.G., da cui il nomignolo di “Segugi”) era seduta in silenzio. Istituita per volontà del Consiglio dei Custodi, la Squadra aveva l’incarico di indagare su crimini che avessero un impatto, per gravità o per possibili conseguenze. Si-Roc stava tirando fuori carta e penna, per sé e per quelli che non si erano attrezzati (vale a dire per tutti). Il fauno del deserto, maniaco dell’igiene e dell’ordine, era arrivato in anticipo con il suo elegante bagaglio minimalista e prima di sedersi doveva aver controllato che le sedie descrivessero un perfetto semicerchio intorno alla tavola del capo. Chiaramente io, appena arrivata, avevo intenzionalmente spostato due sedie per passare e ne avevo presa una per appoggiarmi mentre prendevo appunti, ma lui aveva finto indifferenza per non darmi soddisfazione, anche se avevo percepito l’aria incresparsi intorno a lui. Irritato, ma appena appena. Era intelligente e sapeva lavorare bene in squadra. Era anche piuttosto belloccio, con quegli occhi scuri bistrati e la carnagione olivastra. L’ex guerriero umano Tonio si agitava irrequieto, come ogni volta che stavamo per conoscere i dettagli di un caso. La sedia sotto di lui gemeva, mentre spostava il suo ragguardevole peso prima tutto in avanti, poi tutto indietro, sciogliendo e legando i lunghi capelli biondi ed emettendo sbuffi via via più rumorosi. Il suo fisico e la sua forza l’avevano condizionato in passato

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facendogli intraprendere una carriera di combattente al servizio del Consiglio dei Custodi. In realtà, trattandosi di una vita di esercitazioni e di addestramento adatta più a quegli esaltati che amano menar le mani che non a un individuo di fondo pacifico come lui, si era poi trovato a chiedere al Consiglio di poter svolgere servizio attivo come gendarme o come guardia ed era stato assegnato alla S.E.G. Mielamaro, forse per vecchiaia o solo per ostentata pigrizia, si era appisolata al proprio posto, avvolta in una stola di seta e confortata da una fragranza a base di mirra e mandarino. Il suo bagaglio raffinato doveva ancora arrivare, ma come al solito nei suoi alloggi elfici c’era qualcuno che stava sgobbando per lei e tutto sarebbe stato pronto in tempo. Quando le ero passata vicina per andare a sedermi, aveva arricciato il nasino, infastidita dall’odore di cavolo, poi aveva socchiuso gli occhi truccati in azzurro e oro e aveva detto: «Bel cappotto, Zoe. Piaceva molto anche a tua nonna, immagino». La cosa peggiore è che aveva ragione: il cappottino viola che avevo appoggiato al mio fianco proveniva dal guardaroba della Strega Fu, che avevo saccheggiato con discrezione un mese prima, quando ero stata a trovarla ad Amatista durante una breve vacanza. Era troppo grande per lei e a me faceva praticamente da giacca: «Hai ragione, lo comprò molti anni fa. Immagino vi frequentaste, all’epoca. In fondo siete coetanee, no?» risposi. Velenosa, lo so. Non era gentile da parte mia ricordare a Mielamaro che io avrei potuto essere sua nipote. Inoltre mia nonna dimostrava almeno 280 anni, mentre la mia collega, con i capelli color grano acconciati in maniera artistica e il trucco perfetto, faceva di tutto per dimostrare meno dei suoi 288 e ci riusciva alla grande. www.lamatitarossa.it 3


Il premio per il bagaglio più voluminoso ce lo contendevamo io e la nana costruttrice. Edna aveva una quantità notevole di attrezzi e materiali (glieli invidiavo da morire), che portava in missione perché faticava a separarsene. Invece io tendevo a portare un gran quantitativo di schifezze per timore di scordare qualcosa che mi sarebbe stato necessario, e alla fine riuscivo a lasciare alla base l’unico elemento che poi si sarebbe rivelato indispensabile. A proposito: avevo preso il cibo per Zufolo? E avevo chiuso bene la tintura madre di Gramigna nera? Presi un appunto. «Dov’è Igor?» chiesi a Edna, con un mezzo sussurro. «A caricare il carro, credo. Come al solito, fatica il doppio di noi». Il fratello di Edna era entrato di recente nella squadra come tuttofare: fungeva tanto da fattorino quanto da disegnatore o da supporto negli interrogatori. Per fortuna aveva un carattere positivo e accomodante e affrontava ogni compito con entusiasmo. Aveva i tratti della sorella, però amplificati: era tozzo come lei anzi decisamente di più, ancor più riccio di lei e con un naso un pelo più grosso. Anche Yaya mancava: stava godendosi una meritata vacanza a Est, a casa del suo figlio maggiore. Rapporti scritti, ricerche d’archivio e analisi di documenti sarebbero toccati un po’ a tutti, in sua assenza. Seduto davanti a noi, Stanislao, il piccolo gnomo ossuto, sospirò. Non capii se era stanco per qualche difficile incantesimo che aveva dovuto effettuare prima della convocazione o se fosse solo sconfortato dall’accozzaglia eterogenea e informe che si trovava davanti.

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D’altra parte era stato lui a decidere di selezionare gli elementi della squadra in base a competenza e ingegno, anche se ci rinfacciava spesso che quando aveva ottenuto l’incarico di formare la S.E.G., l’aveva immaginata del tutto diversa, marziale, ordinata e aggressiva. Ciò che noi non eravamo. Si erse nella sua minuscola statura e subito gli occhi di tutti noi furono su di lui. Prese dal tavolo un foglio e lo tenne per sé, quindi con un cenno diede incarico a Tonio di appendere tutte le altre carte preparate sul tavolo. Il guerriero, felice di avere un pretesto per muoversi, si mise a trafficare con fogli e mollette. La mia attenzione era rivolta al foglio che Stanislao aveva intanto piegato e appoggiato sulla sua sedia (ebbi la netta sensazione che contenesse un appunto su Mielamaro, probabilmente il profumo dell’elfa interferiva con i miei pensieri) e solo quando vidi le facce sconcertate dei miei compagni, per metà rivolte alle carte appese per metà girate verso l’anziana elfa, mi resi conto di cosa aveva esposto l’umano. Una mappa abbastanza dettagliata descriveva la Contrada di ValleVentosa a nord della Regione di Dia Roth, con evidenziata in rosso una località chiamata Sool; seguiva lo schizzo di una piantina di una villa con indicata la posizione di un corpo con tanto di suggestiva macchia rossa intorno alla testa (e fin qui niente di nuovo), infine uno schema con al centro un nome illustre: Kamillo Korallo. Dal nome partivano frecce che portavano a diverse annotazioni: 71 anni, padre dell’ipnosi, fondatore della Casa Terapeutica Korallo, pupillo di una facoltosa famiglia della regione, membro del Consiglio dei Custodi, ultimi 12 anni da eremita, caduto in bagno. A fine foglio, maiuscolo e sottolineato, la domanda: “Incidente?”

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Capitolo 3. APPUNTO PRIVATO DI STANISLAO Korallo = maestro e amico intimo di Mielamaro: esonerarla?

RAPPORTO PRELIMINARE di STANISLAO SUL CASO KORALLO Dati anagrafici della vittima Kamillo Korallo, umano, nato ad Argenta il 25 luglio, anno 1, ciclo 834°, nobili origini. Grande intelletto e forza di volontà che l’hanno portato a eccellere negli studi, premiato all’Accademia delle Scienze, padre delle Tecniche Ipnotiche, fondatore dell’Istituto di Terapia della Mente Korallo (con cui ha guadagnato una fortuna), poi Membro del Consiglio dei Custodi. Celibe ma circondato da belle donne, molti amici pubblici, poche amicizie private. Ritiratosi definitivamente dalla vita pubblica a 57 anni, nel pieno della carriera, e ufficialmente dimissionario dal Consiglio dei Custodi.

Circostanze della morte Il corpo è stato trovato riverso in bagno, con la testa e la gola fracassate dall’impatto con un mobile di vetro. L’allarme è stato dato il giorno 7 marzo, alle 9 del crescere, dal guardiano che, su sollecitazione della governante che si lamentava perché Korallo non le aveva aperto la porta, è entrato sfondando l’ingresso per sincerarsi che il suo signore stesse bene. Intervento quasi immediato dei Gendarmi, che hanno bloccato il perimetro della

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proprietà e avvisato l’Anziano di Sool, che a sua volta ha avvisato un membro del Consiglio.

Altre informazioni di rilievo Non risultano nemici agguerriti, anche se Korallo aveva una vera fissazione per la sicurezza. Sicuramente aveva avuto in cura un certo numero di persone molto disturbate. Al Consiglio quasi nessuno aveva idea di dove fosse andato a vivere. L’Anziano di Sool non sapeva chi fosse (la vittima aveva detto di chiamarsi signor Ginepro e di essere un insegnante in pensione) però si era fatto l’idea che fosse una persona prestigiosa. Descritto dai suoi conoscenti come “geniale, permaloso, raffinato, lunatico, sbadato e imprevedibile”. S.E.G. contattata dall’Illustre Benhiamen (Delegato della Regione di Dia Roth) a nome del Consiglio, martedì 7 marzo alle 2 del calare. Invocato subito Incanto di Sospensione su tutta l’area, probabilmente con successo. Prevista la partenza dell’intera S.E.G. entro le 7 del calare. Incarichi come da procedure. Organizzazione logistica da definire in viaggio. Durata prevista del viaggio: due ore fino ad Argenta, attraversamento immediato della Soglia di Argenta-Riva (con Avviso di precedenza fornito dal Consiglio) e altre dodici ore per arrivare – intorno alle 10 del crescere – a Sool.

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Per ricevere la scheda d’agenzia, l’intero romanzo e avere maggiori informazioni: agenzia@lamatitarossa.it Tel. 035-19907105

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Bastianetto romanzo  

Estratto dal romanzo di Ludovica Bastianetto "Di indagini, ombre e intrugli"

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