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C A P I TO LO

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Capitolo 4 Laboratorio: Strategie per leggere e raccontare di Elisabetta Burchietti e Claudia Valentini WW W

1. INTRODUZIONE

Le storie sono centrali nello sviluppo delle competenze linguistiche, insieme allo sviluppo di abilità cognitive, alla presentazione di contenuti e al coinvolgimento della sfera emozionale e creativa dei bambini.

“o

nce upon a time…” – “C’era una volta…”: parole magiche che promettono mondi fantastici e avventure entusiasmanti. Le storie, siano esse provenienti dalla fiction TV o dai cartoni animati, siano esse storie tradizionali narrate per puro divertimento o a scopi didattici, si rivelano un interesse centrale nella vita cognitiva, emotiva e sociale di ogni essere umano. La narrazione è, effettivamente, uno dei modi privilegiati dai bambini per comprendere e condividere esperienze, idee e sentimenti, e per stabilire legami sociali nel gruppo dei pari e con gli adulti. Le storie sono motivanti, risvegliano l’immaginazione, aiutano nella comprensione del proprio mondo e di altre culture, apportano un beneficio notevole in termini di coinvolgimento e un clima positivo nel laboratorio di Lingua Inglese. Sia nel caso che la storia venga letta da un libro per ragazzi, sia in quello che venga raccontata da affabulatori più o meno abili, il suo ruolo nella didattica di una lingua straniera si rivela centrale ed estremamente efficace. Permette infatti lo sviluppo delle competenze linguistiche, insieme alla stimolazione di abilità e potenzialità cognitive, alla presentazione di contenuti e al coinvolgimento della sfera emozionale e creativa dei bambini.

1.1 Le storie nell’insegnamento/apprendimento della L2 Lo storytelling svolge la duplice funzione di esporre gli allievi a stimoli linguistici globali e di avvicinare i bambini alla lingua scritta, con l’abilità di lettura di testi.

Nello specifico dell’insegnamento/apprendimento della lingua straniera, lo storytelling svolge la duplice funzione di esporre gli allievi a stimoli linguistici globali e di avvicinare i bambini alla lingua scritta, con l’abilità di lettura di testi. A livello più prettamente cognitivo, in collegamento con lo sviluppo dell’abilità di ricezione e produzione orale in modo integrato, lo storytelling è una palestra per le abilità di inferenza, ricerca e ricostruzione dei significati dei vocaboli e di interi linguistici dal contesto narrativo. Questo stimolo alla comprensione globale è fortemente legato alla spontanea tensione dei bambini a dare un senso a quanto ascoltato e a collegare quanto compreso alla propria esperienza di gioco e di apprendimento.

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La lettura e il racconto di storie sono attività altamente motivanti e vantaggiose per la stimolazione delle abilità linguistiche in integrazione con gli altri codici comunicativi. La creazione di storie e la realizzazione di libri con svariate tecniche possono offrire ulteriori spunti didattici e stimolare le abilità dei bambini in modo armonico ed efficace.

1.2 Le competenze stimolate dallo storytelling Sviluppo di abilità linguistiche di ascolto e di parlato, ma anche di abilità non linguistiche.

L’attività di storytelling sviluppa nei bambini abilità più specificamente linguistiche di ascolto e di parlato, ma anche abilità non linguistiche che prendono forma attraverso diversi canali percettivi. Il testo narrativo aiuta ad avvicinarsi, inizialmente in modo inconsapevole, a costruzioni linguistiche relativamente complesse per il syllabus della scuola primaria (quale, ad esempio il “simple past tense”) e a campi semantici anche specialistici, capacità queste molto utili nella prima introduzione di una didattica integrata di lingua e contenuto. L’ascolto di storie espone i bambini a un flusso linguistico ininterrotto, molto vicino all’esperienza di ascolto e comprensione che si realizza nell’interazione con parlanti nativi. L’uso del corpo, dell’intonazione, di effet-

ti sonori, di immagini diventa così un set di strategie indispensabile per l’apprendimento linguistico. Lo storytelling si rivela, infine, un allenamento alla fluency, sia nella dimensione dell’ascolto sia, successivamente, nella produzione orale. Le caratteristiche della narrazione di storie in maniera accattivante ed efficace, così come l’uso del linguaggio corporeo e delle tecniche di lettura attiva, realizzano sia un’esperienza di ascolto piacevole sia la voglia di partecipare, o almeno di reiterare l’esperienza di avvicinamento ai testi letti e raccontati.

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2. L’ABILITÀ DI COMPRENSIONE SCRITTA E LE STORIE 2.1 Come leggere storie: lo storyteller ttraverso lo storytelling possiamo dunque valorizzare, rispettandole e ponendole come base per il clima laboratoriale, le variabili personali presentate da ogni bambino, quali ad esempio i tempi di attenzione, le modalità percettive di ogni stile di apprendimento, le esperienze pregresse dei bambini, e, non ultima, la loro voglia di partecipare e interagire. Per poter attivare tutte le potenzialità didattiche dello storytelling, è necessario adottare un approccio sistematico alle tecniche di lettura, racconto e coinvolgimento creativo dei bambini. Lo storyteller deve, quindi, tenere sotto controllo e affinare la propria cadenza di lettura, la pronuncia, il tono, la caratterizzazione della voce, il contatto oculare e la prossemica. Leggendo,

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Adottare un approccio sistematico alle tecniche di lettura e di racconto.

come nella narrazione senza testo di riferimento, si adottano tecniche di racconto e di facilitazione della comprensione del significato della storia. Una tecnica molto efficace è quella di 82


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modulare il tono, il volume e la velocità di lettura, a seconda sia dei significati da veicolare che delle risposte emotive dei bambini. Le pause hanno poi un’importanza spesso sottovalutata nel racconto: possono creare suspense, elicitare commenti o risposte dai bambini, veicolare incertezza… È necessario inoltre fornire, mentre si narra, quanti più stimoli visivi, tattili, uditivi possibile. Utilizzare, ad esempio, flashcard delle parole o dei personaggi chiave da mostrare al momento giusto può essere utile, così come ricreare l’ambientazione o la sequenza degli avvenimenti attaccando alla lavagna o su uno sfondo appositamente creato le flashcard o le immagini disegnate di oggetti e di persone che di volta in volta vengono nominati. Formulare domande nei momenti di massimo coinvolgimento dell’uditorio risponde, infine, all’esigenza di verificare se i bambini hanno seguito, di stimolare la partecipazione, di creare una pausa: The dog was really happy to see his master. Was

the dog sad?... Oh no! He was happy… Suggerimenti: • non far rimanere lo storytelling un’attività occasionale; • stimolare la partecipazione, ancorando le storie ai bisogni e alle esperienze dei bambini; • favorire il clima sociale dell’ “angolo della lettura”; • ripetere più volte le storie, ai bambini piace; • favorire un clima di rispetto e valorizzazione dei sentimenti e dell’immaginario di ogni bambino.

2.2 I bambini e la lettura di storie in L2

Lettura come gioco ed espressione corale, per scoprire il piacere di leggere e comprendere il significato.

Leggere in una lingua straniera è un’abilità che presenta delle complessità ma può essere acquisita anche dai bambini. Essere in grado di leggere necessita di molta pratica e di un pregresso bagaglio lessicale. Leggere significa, inoltre, curare intonazione e pronuncia. Senza una corretta pronuncia viene compromessa la comprensione, dal momento che si crea una discrepanza dannosa tra l’oralità e la scrittura. I testi destinati alla lettura da parte dei bambini dovrebbero essere supportati da immagini che aiutino la contestualizzazione delle storie. Se i bambini vengono abituati alla lettura come gioco ed espressione corale, sarà semplice per loro scoprire il piacere che deriva dall’essere in grado di leggere e comprendere il significato. Molti studi [Krashen 1998] dimostrano che la lettura favorisce la memorizzazione di lessico e strutture che si rivelano utili nella capacità di esprimersi oralmente e nella scrittura. Vi accorgerete che soprattutto per i bambini più piccoli non è semplice il collegamento suono/scrittura. Oltre al fatto che in inglese non c’è corrispondenza diretta tra scrittura e pronuncia (come accade, invece, in italiano) il processo di associare a un suono un simbolo scritto è un’abilità che si acquisisce con il tempo. È una questione di memorizzazione più che di logica: un bambi83


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Se i bambini leggono abbastanza speditamente nella lingua madre, sarà per loro meno faticoso leggere in inglese.

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no si rende conto che la parola “like”, ad esempio, si pronuncia /laik/ dopo che l’ha ascoltata più volte e vista in diversi testi scritti. Con la pratica estensiva i bambini inizieranno, dapprima inconsapevolmente, a ricavare regole generali di pronuncia o a provare a leggere una parola nuova intuendone la pronuncia da routines acquisite: “h” a inizio di parola, “y” a fine di parola, il suffisso “-tion” , per citarne alcune, vengono registrate automaticamente. Per avviare l’esperienza di lettura nella lingua straniera, innanzitutto, è bene ricordare che i bambini vorranno e saranno in grado di leggere in lingua straniera se già leggono nella propria lingua madre. La lettura inizia, con bambini piccoli, da parole singole. È quindi necessario proporre la parola scritta solo quando i bambini ne conoscono il significato e la sanno inserire nel corretto contesto comunicativo: in questo modo la lettura risulterà naturale, piacevole perché gratificante e non ci saranno rischi di interferenza. Se i bambini leggono abbastanza speditamente nella lingua madre, sarà per loro meno faticoso leggere in inglese. Si può far ascoltare più volte da un supporto audio, o dalla voce narrante, la lettura di una storia. È importante che la storia sia breve, e la struttura narrativa abbastanza semplice. Prima di cominciare la lettura bisogna decidere, valutando le conoscenze ormai acquisite, quali possono essere i punti su cui non si può transigere nella pronuncia e nell’intonazione e insistere su quelli (ad es. I, my, you, le frasi interrogative). Durante la lettura ad alta voce • non interrompere di continuo ma solo in casi sporadici; • portare l’attenzione del lettore, anche quando ha finito, sui piccoli errori di pronuncia o di intonazione chiedendo di rileggere; • chiedere agli ascoltatori di far caso agli eventuali errori del compagno e di comunicarli solo alla fine della lettura; Dopo aver ascoltato diversi bambini si fa il punto dei problemi incontrati più spesso, e si chiede ai lettori successivi di fare attenzione a evitare in primo luogo quelli. Se avete condotto un lavoro sulla fonetica (cfr. capitolo 3) utilizzate i simboli fonetici conosciuti per mettere in evidenza differenze e similitudini tra parole (ad es. write e right). Con un po’ di attenzione e molta pratica i bambini riusciranno a sperimentare il piacere della lettura in lingua inglese.

3. STRATEGIE E PERCORSI DIDATTICI PER LO STORYTELLING 3.1 Scegliere una storia e storie – tradizionali, moderne, estemporanee o classiche che siano – contengono emozioni, percezioni, immagini e sensazioni. Nel semplice schema inizio-problema-azione-conclusione che possiamo identificare in ogni storia, c’è la sintesi delle attività che possono essere sviluppate avendo una storia come punto di partenza o come punto d’arrivo.

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La scelta della storia o del libro da leggere dipende da una serie di elementi:

NARRAZIONE

CONTENUTI

drammatizzazione ipertestualità approfondimento

ripetizione rima cumulazione ripetizione

CLIL

SFRUTTAMENTO

reali

di animali

fantastici

Narrazione La ripetizione di parole o di strutture è rassicurante per i bambini, che sentono così di padroneggiarle e comprenderle. Favorisce inoltre la memorizzazione, ed è più semplice ripeterle; ciò fa sì che i bambini provino un senso di gratificazione e di capacità. Le storie in rima possiedono la caratteristica della musicalità, che è molto gradita ai bambini. Questo tipo di storie – così come le filastrocche – ha la caratteristica di produrre un effetto calmante; la memorizzazione viene inoltre facilitata. Le storie che presentano un andamento “cumulativo” sono quelle in cui la frase base viene ampliata mano a mano che la storia si svolge. Ad es. There

was a bear, a very small bear. After the bear came an elephant, a very big elephant... L’interazione viene facilitata nelle storie che presentano l’uso di domande. È bene enfatizzare la narrazione con l’intonazione e la prossemica rivolgendo lo sguardo ai bambini. I bambini sono stimolati a voler dare una risposta e quindi l’attenzione e la partecipazione si mantengono elevate.

Contenuti La scelta della storia può avere esigenze di tema o contenuto. La storia potrebbe essere scelta perché contiene argomenti vicini alla realtà del bambino e con i quali i bambini si identificano facilmente. Sono gradite anche storie di animali, che colpiscono la sfera emotiva. Le storie di argomento fantastico stimolano invece la creatività e la capacità di sognare, e spesso presentano situazioni problematiche a cui è necessario trovare una soluzione. Sono da prendere in considerazione anche le storie che presentano argomenti propri di specifiche discipline come la storia, le scienze, o la geografia. Queste storie permettono un lavoro di tipo CLIL. 85


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Sfruttamento didattico Storie da drammatizzare senza ricorrere a scenografie o materiali particolari.

Da un punto di vista più strettamente didattico si procede alla scelta in base a esigenze più specificamente linguistiche: l’ambito lessicale oppure le strutture contenute nella storia possono consentire attività di pratica e di rinforzo. Alcune storie si prestano bene a essere drammatizzate senza dover ricorrere a scenografie o materiali particolari. Da un punto di vista più propriamente linguistico, è bene non dare troppo peso a ciò che possiamo definire complessità grammaticale (uso del past tense oppure abbondanza di frasi subordinate) in quanto spesso il senso è facilmente intuibile e il divertimento assicurato. Le storie possono anche essere trasformate in prodotti multimediali attraverso l’uso di software per creare ipertesti (cfr. Laboratorio 4, “TIC e competenze linguistiche – un approccio integrato). Un’ultima osservazione riguarda l’aspetto grafico del libro. Se decidete di mostrare le illustrazioni mentre raccontate la storia è importante scegliere un libro che presenti immagini chiare, grandi e dai colori accattivanti.

3.2 Costruire un libro La copertina

Il titolo a partire da parolechiave, da immagini, da rime o da giochi linguistici.

La storia illustrata usando varie tecniche grafiche e fotografiche.

Spesso scegliamo un libro fra tanti con un semplice sguardo alla sua copertina: anche i bambini lo fanno. Il processo di creazione di una storia e della realizzazione di un libro, può, quindi, iniziare proprio dalla sua copertina. La scelta del titolo del libro può essere il centro di numerose attività che coinvolgono i bambini organizzati sia in coppie sia in piccoli gruppi. Il titolo può essere creato a partire da una o più parole-chiave, dalla combinazione di espressioni e termini, dall’etichettatura di immagini, sfruttando le rime o i giochi linguistici. Con pochi elementi verbali si possono creare virtualmente titoli infiniti. Lo scopo pratico è quello di identificare un’espressione che possa sintetizzare la storia. A questa espressione può essere abbinata un’immagine, realizzata con le tecniche più svariate, che fa da “anteprima” al contenuto e allo stile grafico che si vuole dare alla storia. Questa attività può essere svolta direttamente in lingua straniera, oppure prevedere un uso delle parole straniere come “oggetti” da manipolare usando la lingua materna come metalinguaggio. Bisogna comunque prevedere l’uso di semplici strutture in modo significativo e funzionale.

Le immagini e le foto La storia può essere illustrata dai bambini usando varie tecniche grafiche, ma può anche prevedere tecniche più articolate quali la fotografia digitale, la ricerca e modifica di clipart in linea, la scannerizzazione di collage, e così via. 86


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Fare foto, ad esempio, è un’attività che, unita a un uso contestuale della lingua straniera, è fortemente propedeutica alla realizzazione di storie, poiché, nel suo stesso svolgimento, attiva procedure “narrative”: • identificazione del soggetto: Who/what shall we photograph? • localizzazione: Where is it? • definizione di caratteristiche e particolari: What colour would you like

it? Big or small? • sequenza: first…, second…, third…; scene 1, scene 2… • realizzazione: Let’s print the pictures, let’s stick them… Le foto digitali possono essere modificate e stampate per creare la storia sulla base dello storyboard ipotizzato dai bambini.

Costruiamo la storia

I bambini possono anche essere organizzati in gruppo, decidere la propria tecnica di realizzazione e di produzione di libri che poi andranno a far parte della biblioteca di classe.

Stabilito l’argomento, creati i materiali e ipotizzata la sequenza narrativa, inizia la fase della costruzione vera e propria. La storia si può costruire, ad esempio, con la tecnica del ritaglio e incollaggio di immagini e foto realizzate con diverse tecniche, avendo come personaggio principale un singolo bambino, o, se sono previsti più personaggi, un numero congruo di bambini. I bambini possono anche essere organizzati in gruppo e decidere la propria tecnica di realizzazione e di produzione di libri, che andranno poi a far parte della biblioteca di classe. Un’estensione dell’attività di realizzazione del libro è quella di creare dei libri personali, con proprie foto e proprie storie, oppure usando ritagli di giornali come tecnica grafica. È necessario strutturare, in questa fase, una serie di attività che agevolino anche il lavoro a livello linguistico: • particolareggiare – personaggi e situazioni; • collegare – immagini, parole, sequenze; • pianificare – la storia, la realizzazione del libro; • mettere in sequenza – narrare. Le storie auto-prodotte possono essere avvincenti e accattivanti, anche nella loro semplicità linguistica, quanto quelle della tradizione letteraria per l’infanzia.

3.3 Percorsi Uno schema di percorso per lo sviluppo di un’attività di storytelling può sinteticamente comprendere: 1. warm-up: attività prima della lettura, personaggi e ambienti; 2. storytelling: lettura, racconto; 3. dramatisation: recita della storia; 87


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4. follow up: attività correlate per tema o strutture. Per ogni fase prevista sono numerose le proposte operative attuabili. Proponiamo alcuni percorsi motivanti ed efficaci nel contesto del laboratorio didattico di L2.

1. Warm-up

Flashcard per introdurre e facilitare la comprensione.

Manipolazione multisensoriale del vocabolario necessario.

Flashcards for key-words Le flashcard agevolano visivamente la memorizzazione dei vocaboli, presi anche isolatamente e non in contesto. La tecnica-base d’uso delle flashcard è quella di far vedere velocemente l’immagine pronunciando il termine in lingua inglese. Questa azione, definita “flashing cards”, può essere ripetuta fino a che si notano segni di calo dell’attenzione nei bambini, e può essere modificata in diversi modi: • si mostra la sola immagine; • si mostra l’immagine pronunciando la parola; • si mostra l’immagine e quindi il suo retro, cioè la parola scritta; • si mostra l’immagine elicitando la pronuncia dai bambini. Quando è si raggiunta una prima diffusa memorizzazione, si possono attivare giochi linguistici, scherzi verbali e rime, attività di classificazione e/o riproduzione di immagini. Si usano le flashcard per introdurre e facilitare la comprensione delle parole chiave e dei personaggi presenti nella storia. Words clothesline Si legano dei fili volanti, posti all’altezza delle braccia stese verso l’alto del bambino più basso. Con le mollette da bucato si “stendono” ritagli di giornale, disegni, giochi di plastica rappresentanti il lessico utile per la comprensione della storia. Tutti i bambini sono invitati a ricercare e a stendere immagini del campo lessicale definito, usando quanto più possibile il termine straniero corrispondente. L’attività può essere svolta in piccoli gruppi e ha come scopo la manipolazione multisensoriale del vocabolario necessario all’ascolto della storia, nonché l’estensione del repertorio verbale dei bambini, sia in lingua materna sia in L2. Let’s talk Il vocabolario relativo a un argomento può essere visualizzato e organizzato sotto forma di mappe di parole. Molto spesso l’ambito tematico è in parte noto ai bambini e quindi si può iniziare con una conversazione, ad es.: What’s

your favourite food/drink? What do you like for lunch?... Dal centro, in cui è scritto il tema di riferimento, partono collegamenti ai vocaboli che vengono aggiunti via via che i bambini li ricordano o ne acquisiscono il significato in lingua straniera. Per argomenti più complessi, ad esempio 88


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Le parole possono essere disegnate, scritte, incollate e possono assumere diverse organizzazioni spaziali.

testi di natura scientifica (cfr. Ants pag. X), si può cominciare dall’italiano e gradualmente passare all’inglese. Ad esempio: What do you know about

ants? Le formiche sono insetti. Ah, ants are insects… Le parole possono essere disegnate, scritte, incollate e possono assumere diverse organizzazioni spaziali, a seconda della posizione che i bambini vogliono assegnare loro. La creazione delle mappe può essere individuale o di gruppo, deve comunque stimolare alla riflessione linguistica e alla produzione autonoma in lingua straniera.

Questa attività ha una forte valenza cognitiva e metacognitiva e stimola, inoltre, le abilità di memorizzazione e categorizzazione di vocaboli appresi non in contesto.

CATEGORIA

Per facilitare la comprensione e l’immedesimazione nella storia è utile mostrare un’immagine su stampa o alla lavagna dei personaggi principali e degli ambienti.

2. Storytelling L’arte e la tecnica del racconto di una storia sono estremamente importanti per la comprensione del testo narrativo e per mantenere vivo l’interesse e la curiosità dei bambini. Si rimanda al paragrafo Come leggere storie: lo storyteller, che ha trattato in modo estensivo gli aspetti realizzativi dell’esperienza di storytelling. 89


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3. Dramatisation Rinforza la comprensione verbale e stimola la creatività anche a livello motorio.

Mimo Mentre una coppia di bambini racconta la storia drammatizzandola ad alta voce gli altri, a coppie, la mimano, caratterizzando i personaggi come preferiscono, ma assolutamente senza parlare. Questa attività rinforza la comprensione verbale e stimola la creatività anche a livello motorio. Costruzioni animate Usando i mattoncini delle costruzioni, si realizzano i personaggi e gli oggetti della storia. In questa fase di preparazione i bambini possono lavorare individualmente, a coppie o in piccoli gruppi, e sono invitati a usare quanto più possibile la lingua straniera. La fase successiva è la drammatizzazione della storia, che avviene animando le costruzioni.

La drammatizzazione della storia avviene animando le costruzioni.

L’attività può essere estesa ricreando le immagini della storia con le costruzioni, fotografandole e, una volta stampate, ricostruendo le sequenze in un nuovo libro o su un cartellone. Effetti sonori Assegnate a diversi bambini, a turno, il compito di produrre i rumori, i suoni o le canzoni, le onomatopee appropriate per le varie scene. Anche le emozioni dei personaggi e le espressioni idiomatiche trovano degli esecutori, ad esempio: Oh no! Too bad! Terrible! Fantastic! anche se non fanno espressamente parte del testo. In questo modo, oltre a favorire la partecipazione, si creano le condizioni per l’attenzione e la comprensione della storia.

4. Follow-up

Attività che valorizza gli interessi e l’immaginario di ogni bambino in relazione alla storia letta.

Disegna la scena preferita Quest’attività focalizza l’attenzione su una parte della storia che ha colpito di più i bambini. È un’attività individuale che valorizza gli interessi e l’immaginario di ogni bambino in relazione alla storia letta. I disegni ottenuti, oltre a poter essere inseriti nel Portfolio personale dei bambini, possono essere usati per ricreare la sequenza narrativa della storia su un cartellone, se la varietà delle scelte lo consente, oppure per creare dei libri a fisarmonica o piccole brochures. L’attività può essere variata, sia organizzando i bambini in coppie o piccoli gruppi, sia variando la tecnica di realizzazione delle scene: collage, colori a dita, plastilina e così via.

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Attività che coinvolge e stimola sia a livello linguistico che psicomotorio.

Il gioco favorisce l’autostima e le abilità prosociali, e stimola la produzione linguistica in lingua straniera.

immagine tipo?? Quale?

Le attività di classificazione, oltre a sviluppare ascolto e parlato, stimolano i bambini a livello cognitivo.

Percorsi Si plastificano i fogli A4 con stampata la storia. Questi vengono usati come segnaposto “giganti” di giochi dell’oca o per creare percorsi a terra, che i bambini possono seguire saltando di sequenza in sequenza mentre ascoltano il racconto della storia. I fogli possono essere plastificati anche in più copie. Questo consente di organizzare giochi di vero-falso abbinando le immagini in giusta sequenza con altre decontestualizzate e lasciando che siano i bambini a ricostruire il percorso adeguato a raggiungere il traguardo _ “the end”. Questa attività coinvolge i bambini stimolandoli sia a livello linguistico che psicomotorio. Lancia la storia Organizzati su due file parallele, i bambini si lanciano la palla e, contemporaneamente, si “ri-lanciano” le battute della storia. Possono essere anche organizzati in cerchio. Può lanciare la palla solo chi dice la giusta frase nella giusta sequenza: chi non è sicuro, oppure non ha ricordato bene, può passarla, senza lanciarla, al bambino al suo fianco, a destra o a sinistra. Il gioco favorisce l’autostima e le abilità prosociali, e stimola la produzione linguistica in lingua straniera. Cathegorising Le attività di classificazione, soprattutto se attuate in coppia o gruppi, oltre a sviluppare le abilità linguistiche di ascolto e parlato stimolano i bambini a livello cognitivo. Prendiamo per esempio un progetto di lavoro sui cibi. Create una tabella a doppia entrata su fogli A3. Date alla prima colonna l’etichetta “sweet”, scritta e/o rappresentata con un’immagine, alla seconda colonna l’etichetta “salty”, scritta e/o rappresentata con un’immagine. Etichettate quindi tre righe, rispettivamente, con “yellow”, “red” e “green” scritte e/o rappresentate con una macchia di colore. I bambini sono organizzati in piccoli gruppi e ogni gruppo opera su una tabella. A turno, oppure stabilendo che si muove il bambino che “ricorda di più”, i bambini vanno a prendere un ritaglio, o un disegno, dai fili riempiti precedentemente: possono però prendere solo il cibo di cui sanno dire il nome in inglese. Quindi il gruppo decide la casella in cui attaccare con il blue tack il cibo, categorizzandolo. I fogli vengono quindi scambiati fra i gruppi, e vince il gruppo che ha commesso meno errori di disposizione. Le tabelle sono, a loro volta, “stese” lungo i fili.

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I bambini decidono quale scena della storia modificare per avere un finale diverso.

La tecnica consente ad ogni bambino di esprimere un proprio pensiero o di raccontare una propria esperienza, liberamente e creativamente.

What if… Dopo aver appurato la comprensione della storia e l’apprendimento di parole e frasi chiave, organizzate piccoli gruppi che decidono quale scena della storia modificare per avere un finale diverso. I gruppi disegnano le scene e raccontano la nuova storia. Le scene disegnate possono essere incollate su un foglio di carta da pacchi. Le scene rimaste invariate rispetto alla storia iniziale seguono la linea orizzontale in sequenza mentre le variazioni deviano dalla linea retta nei punti di mutamento (vedi esempio).

Storyboard Con la tecnica del brainstorming si identificano una serie di azioni che potrebbero comporre lo scheletro narrativo della storia. La tecnica consente a ogni bambino di esprimere un proprio pensiero o di raccontare una propria esperienza, liberamente e creativamente. Su questo “materiale grezzo” si lavora in piccoli gruppi, con lo scopo di: • individuare le parole-chiave e di averne una traduzione dall’insegnante; • selezionare espressioni e lessico necessari; • disegnare le azioni; • comporre ipotesi di sequenze narrative.

Il lavoro è intenso e coinvolgente e l’uso della L2 scaturisce dalla necessità di creare una storia in lingua straniera. Questa attività sviluppa la riflessione linguistica e potenzia la memorizzazione di termini ed espressioni anche per la lingua scritta.

La storia coi buchi Si crea un cartellone con le immagini della storia. I bambini hanno come compito quello di aggiungere le parole e l’insegnante, per facilitare il compito, preincolla alcune frasi, lasciando però fuori qualche parola a caso. I bambini completeranno i testi (gap filling). Questa attività sviluppa la riflessione linguistica e potenzia la memorizzazione di termini ed espressioni anche per la lingua scritta.

Il “Registratore” stimola la produzione verbale e le capacità attentive.

Registratore I bambini sono organizzati in coppie. Un bambino si comporta come se fosse un registratore, l’altro come la persona che lo sta facendo funzionare. La cassetta inserita è quella della storia. Il bambino che agisce sul registratore può decidere se fermare, riavvolgere, avanzare, attivare la riproduzione della storia, utilizzando comandi in inglese: stop – go back – go forward. Questo gioco stimola la produzione verbale e le capacità attentive. È inoltre fortemente motivante. 92


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Questa attività sviluppa comprensione e produzione verbale in modo integrato.

Il rap è un’attività che focalizza l’attenzione sul suono e sul ritmo della lingua straniera.

Questa attività ottimizza l’intera sequenza di realizzazione della storia.

Ripeti, se è vero Raccontate una storia: i bambini devono ripeterla dopo di voi, a mo’ di eco. La regola del gioco tuttavia prevede che, di tanto in tanto, commettiate un errore. I bambini, pertanto, devono fare attenzione a non ripetere le espressioni sbagliate. I bambini che ripetono le espressioni sbagliate non possono più far parte del coro, ma prendono il vostro posto nel raccontare la storia. Può essere utile, se i bambini eliminati sono parecchi, usare una conta per scegliere quello che prende il posto dell’insegnante. Questa attività sviluppa comprensione e produzione verbale in modo integrato. Il rap della storia Il rap è un’attività che focalizza l’attenzione sul suono e sul ritmo della lingua straniera. Anche le semplici frasi di una sequenza narrativa possono essere trasformate in rap, stravolgendo il ritmo naturale della lingua per seguire il ritmo deciso dal gruppo di lavoro. Ogni gruppo può lavorare su una caratteristica da variare: • ritmo; • velocità; • combinazione di entrambi. La classe “drammatizza” la storia usando i rap realizzati. Libri animati Con i materiali usati per la costruzione del libro si può realizzare, nel laboratorio multimediale, una presentazione della storia. Il “libro animato” viene prodotto dai bambini, che digitalizzano le immagini, aggiungono i testi e applicano animazioni alla presentazione. Usando la funzione di registrazione commento, i bambini possono, infine, raccontare la storia al PC. La storia può anche essere distribuita copiandola su un floppy. Questa attività ottimizza l’intera sequenza di realizzazione della storia sviluppando abilità linguistiche e operative in modo globale. L’ultima parola In questo capitolo abbiamo esplorato la tradizione dello storytelling, cioè la tradizione orale, delle storie raccontate e tramandate di generazione in generazione da sapienti narratori. Lo storytelling, il raccontare storie, è una tradizione tipica che accomuna molte culture, antiche e moderne. La fusione di questa tradizione con la scrittura e la stampa ha diffuso e amplificato le parole magiche: “Once upon a time…”. L’amore per il libro e la creazione di generazioni di buoni lettori, nonché affabulatori, sono sue logiche conseguenze.

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Le schede fotocopiabili WW W

SCHEDA 1: FOOTPRINTS (storia 1 pag. X) Listen and stick or show 1. Raccontate la storia usando i fingerpuppets sullo sfondo del parco. Gli altri elementi che trovate nella scheda vengono attaccati sullo sfondo ogni volta che vengono nominati. 2. Raccontate di nuovo la storia ma distribuite i materiali a diversi bambini che al momento giusto li attaccano sull’immagine di sfondo oppure li mostrano. 3. I bambini, in gruppi da 4, scelgono ciascuno un personaggio e drammatizzano la storia con i fingerpuppets e le altre immagini. 4. I bambini ricreano il murales con varie forme colorate (in modo da dare l’idea della vernice spray) 5. I bambini dipingono i Wizzies con la tempera sperimentando l’effetto dei colori primari e secondari.

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SCHEDA 2: LUCY’S PIZZA (storia 2 pag X) Make a mini-book Questa storia presenta l’ambito lessicale del cibo e della routine del pasto. Offre anche lo spunto per una riflessione sulla corretta alimentazione. 1. Raccontate la storia più volte con l’ausilio delle immagini allegate e coinvolgendo i bambini sempre di più. 2. I bambini creano un mini-book sulla storia ascoltata (v. modello pag. X) 3. Utilizzano regoli o mattoncini delle costruzioni per drammatizzarla: ogni pezzo rappresenterà un elemento utile.

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SCHEDA 3: LUCY’S PIZZA (storia 2 pag X) Draw the foods and drinks in the correct spaces. La scheda presenta un’attività di approfondimento della storia Lucy’s pizza. La storia infatti si presta ad attività CLIL relative all’alimentazione. 1. Dopo aver raccontato la storia iniziate una conversazione sui gusti in fatto di cibi e sull’importanza di un’alimentazione variata. 2. Presentate la piramide alimentare attraverso questa scheda: i bambini disegnano i diversi alimenti nelle aree giuste. Controllate infine la correttezza dell’esecuzione con domande in inglese. (cfr. Calabrese, Rampone, Cross-curricular Projects).

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SCHEDA 4: IT’S PLAYTIME (storia 3 pag X) Draw or write in the correct spaces. La storia presenta azioni di gioco che i bambini compiono all’aperto durante l’intervallo. Una particolare attenzione deve essere rivolta ai suoni, ai rumori e alla mimica. 1. Raccontate la storia enfatizzando rumori e movimenti. 2. Fate mimare le diverse azioni (parole in grassetto) ai bambini che produrranno i movimenti quando voi li nominerete. Date ad altri bambini il compito di produrre i suoni (parole sottolineate). 3. I bambini inseriscono i disegni (nei quadrati) e i suoni (nei cerchi) vuoti del testo.

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SCHEDA 5: IT’S PLAYTIME (storia 3 pag X) Read. True or false? Draw your favourite scene. Una classica attività di comprensione. I bambini verificano quanto ricordano o hanno capito della storia ascoltata. Nel riquadro disegnano la scena preferita. Se lo ritenete utile, dopo aver raccontato più volte la storia ( Scheda 4) ed esservi accertati che i bambini abbiano compreso, potete anche fornire il testo scritto. I bambini più grandi, in coppia, possono realizzare quiz simili su altre storie da sottoporre ai compagni. Risposte: 1. F; 2. T; 3. F; 4. F; 5. F; 6. T; 7. T; 8 .T; 9. F; 10. T.

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SCHEDA 6: THE CAKE (storia 4 pag. X) Number the scenes. Questa storia presenta la procedura per fare una torta. Oltre al lessico relativo a ingredienti e azioni per cucinare, viene reiterata la struttura let’s + verbo che può essere molto utile nella funzione di comprendere ed eseguire istruzioni e di elaborare proposte. 1. Utilizzate i disegni della scheda per presentare il nome degli ingredienti e la gestualità per introdurre le azioni di break, whisk, mix, pour, beat, add, bake. 2. Raccontate più volte la storia con l’aiuto delle immagini e della mimica, coinvolgendo sempre più i bambini nel completare le frasi che voi lasciate a metà con nomi o verbi. 3. I bambini utilizzano la scheda per rimettere in ordine la sequenza della storia e poi controllano il lavoro ripetendo la sequenza in inglese.

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SCHEDA 7: THE CAKE (storia 4 pag. X) La scheda presenta un’attività ulteriore da proporre in aggiunta alla scheda 6. 1. In piccoli gruppi i bambini modificano uno o due elementi della storia originaria per poter avere un finale diverso. Possono ridisegnare tutte le scene oppure utilizzare la fotocopia della scheda 6 disegnando solo le scene modificate.

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2. Le storie realizzate possono essere composte su un cartellone lasciando in comune le scene rimaste intatte e differenziando le scene diverse con vere e proprie diramazioni (una specie di diagramma di flusso). WW W

SCHEDA 8: ANTS La scheda presenta un testo di tipo scientifico adatto per bambini più grandi (ultime due classi della scuola primaria). Un’attività simile può essere realizzata per qualsiasi argomento di questo tipo. Leggete il testo soffermandovi sulle parole di cui i bambini non conoscono il significato ma che sono importanti per la comprensione (ad es.: lift their body weight, life expectancy, chew and swallow food…). Ricorrete all’italiano solo nei casi in cui non potete utilizzare altri strumenti (gesti, suoni, immagini). Organizzate piccoli gruppi per lo svolgimento delle attività della scheda: i bambini rileggono il testo ed estrapolano le frasi che fanno riferimento alle parti della formica. Sempre in gruppo, i bambini cercano le frasi che descrivono le mansioni delle formiche regina e operaie e le trascrivono negli appositi spazi. Realizzate cartelloni sulle formiche dal punto di vista fisico, dell’organizzazione delle colonie e delle peculiarità di questi insetti.

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SCHEDA 9: HALLOWEEN (storia 5 pag X) La storia presentata in questa attività permette di lavorare sulla descrizione dell’abbigliamento e fornisce lo spunto per un approfondimento sulla ricorrenza di Halloween. Le attività manipolative della scheda permettono di esercitare la descrizione orale dell’abbigliamento di Jim e la realizzazione di un invito a una festa. Raccontate la storia più volte aiutandovi con la mimica, il tono e supporti visivi. Fate drammatizzare coinvolgendo più bambini per la scena della festa. Fate ritagliare i vestiti e la sagoma del bambino e chiedete ai bambini di descrivere l’abbigliamento scelto. Fate decorare e completare l’invito con i simboli di Halloween. Per un approfondimento sui giochi nominati nella storia visitate i seguenti siti http://www.partygameideas.com/halloweengames.htm http://www.partygamecentral.com/links/halloweenpartygames.htm

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SCHEDA 10: THE CHIPKO STORY (storia 6 pag X) La storia presenta il tema della difesa dell’ambiente e dell’importanza degli alberi nella nostra vita. Prima della lettura, presentate le parole-chiave (sottolineate nel testo a pag. X). Se lo ritenete necessario potete utilizzare i verbi al presente anziché al passato.

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SCHEDA 11: BOB THE FROG Questa storia permette di lavorare a più livelli. Da un punto di vista di funzioni comunicative offre lo spunto per lavorare sulle descrizioni (to be + agget96


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tivi) e sulle azioni di routine (always/never/sometimes + present tense). Da un punto di vista tematico/lessicale presenta l’ambiente marino e il processo di cambiamento che avviene con la crescita e la scoperta del mondo. I bambini scrivono le frasi che descrivono le caratteristiche fisiche ed emotive di Bob. Poi identificano i diversi stati d’animo rappresentati dai disegni e scrivono gli aggettivi appropriati. WW W

SCHEDA 12: THE PARK Questa è un’attività di gruppo che permette di disegnare elementi di una mappa ed essere in grado di fornire istruzioni, in forma di descrizioni, per completare il disegno. Alla fine i bambini inventano una storia intorno al parco. Introducete l’attività creando l’atmosfera e quindi la motivazione al lavoro: You are at home. You have finished your homework. You want to go out and play. You dream of a beautiful park near your house. What park would you like? Organizzate i gruppi e fornite a ciascun gruppo la fotocopia della mappa e delle cards. A turno un bambino pesca la carta, legge l’indicazione e decide in quale punto un altro bambino dovrà disegnare quel particolare elemento. Un terzo bambino colora. Una volta inseriti tutti gli elementi, i bambini possono inserire due nuovi elementi a scelta. Il gruppo, infine, inventa una storia ambientata nel parco.

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SCHEDA 13: LET’S INVENT A STORY (storia 8) Leggete la storia “Snow white” nota a tutti i bambini come introduzione all’attività della scheda. Utilizzando le carte fornite o altre carte realizzate dai bambini stessi, chiedete di creare una storia. L’utilizzo delle carte solo scritte e senza immagine è pensato per alunni più grandi (secondo biennio) ma è sempre consigliabile che le presentiate prima dell’attività. Anche il set di frasi comuni dovrà essere presentato attraverso esempi di storie già conosciute. Le carte sono raggruppate per categorie: characters, places, time, actions. Negli spazi bianchi i bambini possono disegnare nuovi elementi utili per la storia. Le azioni sono fornite sia al presente (3a pers. sing.) che al passato. La creazione di storie attraverso l’uso di queste carte fornirà ai bambini elementi riutilizzabili in qualsiasi contesto.

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SCHEDA 14: A BIRTHDAY PARTY La scheda contiene il racconto di una festa di compleanno svolto in prima persona. L’attività proposta è quella di completamento (fill in the gaps). I bambini possono avvalersi dei suggerimenti forniti nei box a lato. Questo modello di scheda può essere utile per diversi campi lessicali e permette di esercitare lettura e scrittura. Al fondo della scheda i bambini possono disegnare liberamente il regalo che vorrebbero ricevere per il compleanno.

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Le storie 1. FOOTPRINTS (riadattamento da TELL ME! Wizzies Student’s Book 2 Burchietti, Valentini, Marangon, Richieri, Loescher 2005.) It’s a beautiful sunny day Nate is walking in the park. He likes to explore: “What’s that?” he asks, looking at strange buckets . “wow! Colours! Sketch, Genie, Funky!! Come and see.” Genie and Sketch run. Nate steps in blue paint. His feet are blue blue now, his legs are blue, his body is blue! “I’m all blue!” he says. Genie steps in red paint. Her feet are red, her legs are red, her body is red red . She steps in yellow yellow paint, too: “What’s this? Orange?? Ah yes, red and yellow is orange, orange that’s right.” And Sketch? What colour is Sketch covered in? Yellow! That’s right. yellow His feet are yellow, his legs are yellow his body is yellow and… oops! “Help! I’m sliding in paint! What? Green?” green Genie understands. “Yes! Yellow and blue is green. Look.” Funky comes and watches her friends all covered with paint: “Hey! What happened? What’s that red thing, Genie?” “It’s paint, Funky. Touch it” but Funky is attracted by something else. It’s the wall . “Wow! Lots of colours and shapes: triangles , circless , quares . Very nice!” 2. PICKY NICKY “Dinner is ready!” Mum and Dad say. Lucy is really hungry. “I want pizza!” she says “No pizza, we’re having mushrooms and greens.” Lucy says “I prefer marbles and trains to mushrooms and grains!” Dad says, “We are also having melon and plums.” And Lucy “I prefer pudding and gum to melon and plums! Grandma always has pizza!” Dad says, “Then go and eat at Grandma’s house.” So Lucy goes to Grandma’s house and knocks on the door. “What’s for dinner?” she asks. “It’s pizza!” says Grandpa “Have a seat”. Grandma brings the pizza. Then she says, “We’re also having mushrooms and greens, melon and plums. Pass me your plate!” “Oh no!” Lucy thinks. “I prefer pasta and beans to mushrooms and greens! Pudding and gum to melon and plums!” So she takes a fork of mushrooms, a fork of greens, a little melon and some plums and mixes them on the pizza. Soon her plate is clean: she ate everything! 3. IT’S PLAYTIME It’s a school day. The driiin finally the bell rings. It’s playtime! Hooray. The children put their books in their bags and stand up fast. They put on their coats, hats and scarves, it’s cold outside, brrrr. They get in line one by one. Susan runs, Max slides - swish! Jenny crawls and Peter climbs up, up, up. Tim swings and swings, then he falls – ouch! Daniel throws the ball and Mark catches it. Violet dances la-la-la and Kathy hops, Julia skips and Sam jumps. R-i-i-i-n-g! Oh no, the bell! Playtime is over, too bad… The children get in line and go inside. It’s time to sit again.

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4. THE CAKE It’s raining outside and I’m at home. What can I do? I’m bored, very bored. Oh yes! I’ve got an idea. “Mum! Let’s make a chocolate cake” “Ok” says Mum. We need flour, eggs, sugar, milk, chocolate and baking powder. Let’s break the eggs. Let’s beat the eggs. Let’s add the sugar. Let’s pour the milk. Let’s add the chocolate, the flour and the baking powder. Let’s whisk the mix. Let’s bake the cake. Yummy! It’s delicious. I’m happy now. 5. HALLOWEEN It’s Halloween. Jim is ready to go to the party. He’s a magician: he’s wearing a white shirt, black trousers, a black jacket, a red bow tie, black shoes, a black top hat and, of course, he’s got a wand. He’s also got a mustache. He says goodbye to his mum and goes outside to wait for his friend Charlie. Charlie is coming: he is a monster! He’s wearing a furry brown suit with furry paws and claws. Over his head is a monster mask. “Wow! A great costume!” says Jim. “Gronk” replies Charlie. And they go to the party. It’s really a fun night, with all the typical Halloween games: apple bobbing, passing the pumpkin, building a scarecrow… and a lot of fun food too: crisps, pizza, cakes, candies, soft drinks… It’s time to go home. Jim and Charlie walk back together. When Jim arrives at his house, he says goodbye to Charlie and Charlie just says “Gronk”. The next day Jim goes to Charlie’s house. “Can I see Charlie?” asks Jim. “He’s sick.” Says Charlie’s mum. “Oh, I see. All that junk food at the party last night!” says Jim. “Party? What party? Charlie didn’t go to the party. He was sick.” Then who was the monster at the party?? 6. THE CHIPKO STORY Amrita was a little girl. She lived in a village in Northern India. The people in the village respected trees and lived in harmony with nature. Amrita was taught that trees protected the village from sandstorms and gave fresh air and water and food to humans. Amrita loved trees and every morning she hugged a tree and said: “Tree, you are tall and beautiful. You protect us, you feed us, you give us life. Tree, give me the strength to protect you”. One day, when Amrita was a woman, married with children, she heard a big noise: it was the sound of men with axes. The Maharaja wanted to build a new palace and ordered men to cut down trees. Amrita ran towards the noise and shouted: “Stop! Don’t chop the trees! It’s against my people’s faith!” The men looked at her and replied “We can’t stop. We are working here!” Amrita said: “Then you will have to cut me first!” and she hugged a tree. “Stand back!” shouted a worker and pulled her away violently. She fell but quickly hugged the tree again. Amrita’s children hugged other trees and many people from the village ran to help. Now lots of tree-hugging (chipko) people were there. The workers went to speak with the Maharaja. He decided to visit the village.

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When the Maharaja arrived at the village, people were praying. Incense was burning and he smelled a beautiful fragrance. The people were very nice with him and he was really impressed. The non-violent approach pushed the Maharaja to make peace. He declared that no palace would be built, no trees cut and no animals hunted anymore. (traditional) 7. BOB THE FROG This is the story of a frog named Bob. He lives in the water, as all frogs do, but something is different about Bob: he doesn’t like the water. He swims and jumps around in the water, but there’s always something that he doesn’t like. First, the rocks are too big, then the rocks are too small. Nothing pleases him. The other frogs don’t understand why he is unhappy. They love swimming around in the shallow water and they love jumping. The pond is full of life and warmth. There is always plenty of food and activity and they are never bored. However, Bob feels restless and discontent and he wants more. One day, a big, old and wise fish comes to visit the pond. Bob listens intently. The old and wise fish tells them of a big water fall and limitless swimming. He tells of great rocks and big fish. He tells about great light and darkness. Suddenly Bob wants to experience this. The other frogs in the pond are not interested but Bob is excited. He swims with the big fish towards the water falls. Soon the water is rough and there’s a big noise. He is not afraid for his life, he is too excited. They stop to watch the water fall. Then they find a cave, a safe place for the night. Bob likes it in the cave. He can hear the big noise far away and the sound is calming and melodious. The next day Bob decides to stay. The melodious sound attracts him and he can’t stop listening to it. He even starts to distinguish the different tones and types of sound. He listens and he listens. Soon he forgets that he is a frog and that he doesn’t like the water. One day the big and wise fish is swimming by the cave and he thinks about Bob. He finds Bob inside. Bob has changed however, and doesn’t look the same at all. He is shining in a special way and his breathing is extremely slow. Bob recognises the old and wise fish and welcomes him. Bob is now old and wise and the two swim away together.

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SCHEDA 1: FINGERPUPPETS DEI 4 WIZZIES

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SCHEDA 2: LUCY’S PIZZA

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2.

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Immagine di Lucy chi è? e dove prenderla

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Effective teaching

3.

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Effective teaching

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SCHEDA 3: LUCY’S PIZZA

Meats, beans & nuts

Milk & milk products

Fruits Vegetables Brads & Grains

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Extras


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SCHEDA 4: IT’S PLAYTIME Draw or write in the correct spaces.

It’s a school day

. The bell

finally. It’s playtime!

their books in the bags and

it’s cold outside,

Jenny

and Peter

! Daniel

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Kathy hops, Julia

. They

. They

their coats, hats and scarves,

one by one. Susan

up, up, up. Tim

the ball and Mark

and Sam

. The children

, Max

too bad… The children get in line and

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and

! Oh no, the bell! Playtime is over,

. It’s time to sit again.

LA-LA-LA DRIIIN HOORRAY SWISH DRIIIN OUCH BRRR

!

and swings, then he

it. Violet

.

-


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SCHEDA 5: IT’S PLAYTIME

Read. True or False 1. It’s Sunday. 2. It’s playtime. 3. Children are sad. 4. It’s warm outside. 5. Max falls. 6. Peter goes up. 7. Daniel and Mark play baseball. 8. Violet sings. 9. Sam runs. 10. Playtime is finished and children go inside.

T T T T T T T T T T

F F F F F F F F F F

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My favourite scene

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SCHEDA 6: THE CAKE

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Number the scenes.

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SCHEDA 7: THE CAKE What happens if... Change one or two scenes of the story

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SCHEDA 8: ANTS

Like all insects, ants have six legs. The legs are very strong so they can run very quickly. Ants can lift 20 times their own body weight. An ant brain has about 250.000 brain cells. A human brain has 10,000 million. The average life expectancy of an ant is 45-60 days. Ants use their antennae not only for touch, but also for their sense of smell. The ant has two eyes, each eye is made of many smaller eyes. The head of the ant has a pair of large, strong jaws. The jaws open and shut sideways like a pair of scissors. Adult ants cannot chew and swallow solid food. Instead they swallow the juice which they squeeze from pieces of food. Like all insects, the outside of their body is covered with a hard armour. Ants have four distinct growing stages: the egg stage, the larva stage, the pupa stage and the adult stage. Ants are small social insects that live in organised communities called colonies. Each ant colony has at least one or more queens. The queen lays eggs, the worker ants protect the eggs. Worker ants look for food, look after the young, and defend the nest from enemies. Ants are clean and tidy insects. Some worker ants take the rubbish from the nest and put it outside in a special rubbish dump! Each colony of ants has its own smell. In this way, intruders can be recognized immediately. At night the worker ants move the eggs and larvae deep into the nest to protect them from the cold. During the daytime, the worker ants move the eggs and larvae to the top of the nest so that they can be warmer. If a worker ant has found a good source for food, it leaves a trail of scent so that the other ants in the colony can find the food. ............. ............. .............

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............. ............. .............

Legs

Head Antennae Jaws

Body ............. ............. ............. ............. ............. .............

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.................................................... .................................................... ....................................................

Worker ants

.................................................... ....................................................

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....................................................

Qeen ants

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SCHEDA 9: HALLOWEEN 1. Dress up Jim: cut the clothes, cut and stick Jim on card paper, fold the base.

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2. Make a Halloween party invitation

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Date: . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Time: . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Place: . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Date: . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Time: . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Place: . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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SCHEDA 10: THE CHIPKO STORY Let’s grow a plant. Match the instructions with the pictures.

– You need a paper plate, cotton wool, beans, water; – Dampen the cotton wool with little water; – Put the wet cotton on the plate; – Put the beans on the cotton – Place the plate near a window – Water every day

What do plants and animals give us?

PLANTS

ANIMALS

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fruit cosa disegnare?

oxygen cosa disegnare?

company milk cosa disegnare?

shade wool vegetables

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SCHEDA 11: BOB THE FROG Write sentences about Bob.

UNHAPPY EXCITED

............... ...............

...............

BORED AFRAID HAPPY ...............

............... 115

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He doesen’t like the water


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SCHEDA 12: A

B

C

D

N W

1

E S

2

3

4

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5

6

7

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E

F


Nate is in...

Funky is in...

Genie is in...

Sketch is in...

There are ... in...

There is a ... in...

There is a ... in...

There is a ... in...

There is a ... in...

There is a ... in...

There is a ... in...

There is a ... in...

There is a ... in...

There is a ... in...

There is a ... in...

There are ... in...

There is a ... in...

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Effective teaching

SCHEDA 13:

mostro quello della storia di halloween

come disegnarlo?

Monster

Girl

Boy

Woman

Warrior

Witch

Prince

Priness

Cat

Horse

Alien

Astronaut

Forest

Castle

Moon

Island

Cave

Mountain

Desert

Night

Day

Sunset

Winter

Summer

Autumn

Spring

Past Pres

Past

Was Goes Went Sees Saw Finds Founds Hear Heard Come Came Fall

Fell

Actions

Pres Past

Pres

Past

Pres

Past Pres

Others

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Time

Places

Characters

WW W

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Past Pres

Past Pres


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Suddenly...

Fortunately...

Too bad!

Finally...

But...

Unfortunately...

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Once upon a time there was a...

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SCHEDA 14: A BIRTHDAY PARTY Read and complete this story. January, February, March, April, May, June, July, August, September, October, November,

1st, 2nd, 3rd, 4th, 5th... 21st, 22nd, 23rd, ...31st

Today is my birthday. It is . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . the . . . . . . . . . . . . . . . seven, eight, nine, ten...

I’m . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . years old today. I’m going to have a party! I need . . . . . . . . . . . . . . . . . . , . . . . . . . . . . . . . , . . . . . . . . . . . . and . . . . . . . . . .

Sandwiches, pizza, sweets, drinks, candies, crisps, biscuits, a cake...

Mum and dad gave me a wonderful

present! A . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Bike, toy car, computer, doll, TV, MP3 player, walkman, CD, game...

Big, small, excellent, red, black, white, great, yellow...

The doorbell is ringing. Who is it? I open the door and I can’t see anybody... It’s a mistery. But what’s this sound? Oh, look! It’s a . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . It’s another surprise for me! Materiale fotocopiabile per uso didattico ©Loescher

Bird, cat, dog, ...

Draw your favourite birthday present

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Effective Teaching in the Primary Classroom cap.4  

Strumenti, abilità e strategie peril laboratorio in lingua inglese di Elisabetta Burchietti e Claudia Valentini - Strategie per leggere e ra...

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