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DANILA OPPIO

ILLUSIONI

VERSI DIVERSI RIVERSI

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PERCHE’ ILLUSIONI?

POICHE’ LA POESIA ILLUDE LA’ DOVE LA PROSAICITA’ DELUDE (aforisma di Danila Oppio)

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ILLUSIONI Di Danila Oppio SILLOGE Prima edizione on line 2013 ©Danila Oppio QUESTA SILLOGE NON PUO’ ESSERE RIPRODOTTA SENZA LA PERSONALE AUTORIZZAZIONE DELL’AUTRICE – PROPRIETA’ RISERVATA Impaginazione e progetto elettronico ©www.caffeletterariolalunaeildrago.org e-mail: lalunaeildrago@libero.it le immagini contenute in questa pubblicazione, reperite liberamente in rete, restano di proprietà dei legittimi autori

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Licantropia

Ululando Contro il drappo nero Della notte Che cela un poetico Pensiero Oscurandolo.

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Visione miope E si tolse Le spesse lenti Un’improvvisa nebbia Lo avvolse Non distingueva nulla Se non il tic tac Dell’orologio al polso Ed i battiti Del suo cuore Aveva freddo Nella buia notte Vedeva solo spettri Fantasmi di gente Viva scivolavano Nell’ombra.

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Aspettando Aspettando Rincorrendo Cercando Quanto movimento Restando Seduta davanti allo schermo Sognando Parole non scritte Seguendo Pensieri evanescenti Costruiti su illusioni Nell’attesa Realizzando Cuori di origami Di carta riciclata Senza battiti 8


Privi di rosso sangue Amorfi Bisbigliando litanie Lugubri nenie Ancora aspettando

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Delizie Dolcemente Dormienti Dromedari e dune Dentro disegni Di delicate distese D’arabeschi Damasceni

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Declamando in elle a Lisbona Lieve e letargica Lungo la linea Lagunare La limpida Luce lunare Lentamente Levitando Languisce Latente e liquida Lastricando Lucenti logge: Lisbonesi Lapislazzuli 11


Partenza per un lungo viaggio Lontani nel tempo E nello spazio infinito Irraggiungibili Eppur vicini nel pensiero Il mio lungo viaggio Nell’altrove è cominciato Una tua camicia, nell’armadio Fa compagnia alla mia Inseparabili, come noi due Nella vita, e nell’eternità 12


E adesso? Capirsi o non comprendersi E’ l’umana sorte Sono parole contorte Che rompono in mille schegge Ogni pacato dialogo. E’ legge Di chi non vuol accettare L’altrui pensiero e crede Di essere nel giusto. Sbagliando, correndo faticando, amando Movimenti dell’esistenza Con contorno d’altro o senza Presenza assenza pazienza Ci si imbosca nel profondo io E ci si dimentica di Dio Di te di me del creato del reato Di non ammettere d’aver sbagliato. Ho sbagliato? Non mi scuso? Sbaglio di nuovo, tenendo il muso? 13


Non so che dire, sono delusa Di me stessa, di quanto è successo E adesso?

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Note notturne d’amore

Domani é già alle porte Restando in solitudine Mi pare d’impazzire Fatico a sopportare La lunga attesa Solamente un pensiero Mi fa compagnia La forza del tuo amore Simile a un tornado Domato da una notte stellata. Restano poche ore Domani é già alle porte

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Extravagantes Ellissi Elettriche Entropiche Evanescenti Esaminati Ermetici Emisferi Emergenti Elicoidali Essenze Evidentemente Elaborate Estetiche Eteree Evanescenze Esagerate

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Ti amerò per sempre

Tenero sentimento Incanto dei sensi Aspetto il tuo ritorno Mentre cala la sera Eterno ritrovarsi Rapimento estatico Oltre lo spazio e il tempo Più non cercherò Errando, altri mondi Rimarrò in te Sola, pensandoti Eluderò l’assenza Mentre i miei occhi scorrono Poesie vergate su fogli Ritrovati e smarriti Entro un cassetto del cuore

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Seguendo sagome sognanti Scorrendo Sulla strada Sopra strisce Solcate dal sole Sfuggendo Sentimenti Svaniti Soffiati Sulle spiagge Solitarie Sabbiose Silenzioso scivola Strisciando serpentino Sulla scogliera Solo un sogno

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Scrivo sottili Sospiri Sopra sassi Sgorganti sangue Sorrido Scoprendo segni Smarriti Scrittura sanscrita Sconosciuta Senza sembrare Sapendo Soffermo lo sguardo Seguendo splendide Sagome sognanti

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Figlie della solitudine

Da uno squarcio di blu Tra neri cumuli Occhieggiano le stelle D’una costellazione estiva Paiono lavate Dal repentino acquazzone Rotolanti, simili a lacrime Figlie della solitudine

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Movimenti del cuore Al tuo apparire Uno stupido cuore stupito Ferma il suo pulsare Poi si ode Il battito, scandito Come di piccoli passi In un incedere scalpitante Su un viottolo si sassi Quasi avesse fretta Di correre da te Ma, chiuso nella gabbia Prigioniero di un castello Costruito sulla sabbia Si ferma e tace Quando avrĂ pace?

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Ispirazione Mi abbraccia un’intensa luce Dall’alto e un’aurea inconsueta Mi avvolge Donandomi la percezione Della vastità dell’infinito. Infinito e finito tra loro fusi Quasi unico elemento Nulla più mi circonda Se non quella luce originante Una momentanea intuizione Che mi unisce all’assoluto E il viale del tramonto All’improvviso mi appare Come l’inizio dell’aurora E si fa ancora Giorno e Poesia. 22


Mani rugginose Raggi roteanti Iridescenti Rimbalzano Su ridenti Roseti rugiadosi Restandone Arrampicati Rimangono Rappezzati Brandelli Relitti di sole Raccolti Da rugose mani Rugginose d’anni Ricche di ricordi

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Il gatto e il sasso Non come un gatto ho inarcato la schiena, segno di palese benessere Viceversa la colonna dorsale s’è schiantata verso il basso dal peso delle disillusioni Ho gettato un sasso nella palude di una vita trascinata a forza La caduta ha formato circoncentrici cerchi allargatisi tra le melma grigiastra. Il sasso andando a fondo mi sprofondò nel suo baratro Nel profondo abisso un diamante risplendeva solitario. L’ho afferrato e come alga impigliata tra le maglie della rete di un pescatore di scarpe vecchie e di carpe, annaspando risalii in superficie 24


Madre natura Olio purissimo Dentro una giara Vino invecchiato In botte di rovere Pane fragrante Appena sfornato Profumo di zagare E di erba falciata Di terra rimossa Dal vomere Frizzante brezza lavata Da pioggia d’aprile Fresca acqua di fonte Sorgiva. Bagnata 25


Nutrita, aromatizzata Da Madre Natura Sorgente d’Amore

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Ricordi Come foto sfocate Sovraesposte Troppo luminose O dal tempo Oscurate Ricordi Spesso indelebili Talvolta evanescenti Attimi fuggenti Di vita trascorsa Forse dimenticata Ricordi Storia passata Modificata Nella memoria 27


Per eccesso O per difetto Ricordi Stralunati Inventati Sorpassati Ritagliati Come puzzle Incompiuti Disordinati

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Metamorphosis Di giorno Dentro un’irreale nebbia Nascondo Ogni doloroso tormento Svicolo regole mi ribello Affilo le unghie Le affondo Nel grigiore del mondo Ma di notte, Quando le infinite stelle Ci piovono addosso E cadono nel paradosso Di un mondo splendente Trasformo, confondo. Divento un’anima imbelle E precipito nel‌ niente

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Parole prigioniere Parole Intrappolate In fragili ragnatele Inceppate Ai bordi di labbra increspate Dal tempo bastardo Parole Ferme ad un bivio Incapaci di oltrepassare Di sorpassare Scivolano rovinose Lungo il declivio Parole Mai pronunciate Bloccate Incarcerate nella mente 30


Segretamente pensate Parole Ammutolite, taciute. Prigioniere della solitudine Del silenzio, bastardo anche lui Cui riversarle, e romperlo Finalmente

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Uomini e ragni Penelope paziente tesseva La sua interminabile tela E intesseva Aracne La sua argentea ragnatela Odisseo percorreva mari Reali o immaginari Inseguendo il sogno Di lontane isole sperdute Infine attraccando A un ipotetico porto La mosca cadeva ignara Nella rete del ragno Nell’istante in cui Circe Il debole Ulisse circuiva 32


Uomini come mosche A Donne come aracnidi Per amore o per fame Nelle reti accalappiati Incontrai Ulisse un tempo Gli chiesi il suo nome Mi rispose: mi chiamo Nessuno Dipanai la tela, e ripresi a filare.

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Il pugnale Parole Che a volte Feriscono Come lame Affilate Parole Altre, che leniscono le ferite Guarendole Parole vere Profondamente Sentite sincere Inestimabili Premurose Impetuose Accoglienti Generose Amorevoli Thesaurus Infiniti di u ma ni tĂ

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Giardino Giorni gaudenti Grandiosi Gardenie e giacinti Germogliano Gelosi Gerani e gerbere Gareggiano Geniali e gelidi Giochi grotteschi Guardo e gemo: Gentile gelsomino Guastato dal gelo

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Tu non sei Tu non sei Quell’uomo che profferisce Insulti, e neppure quello Che antepone il suo egoismo Alle necessità altrui Se tu esisti Sei un miracolo Se non esisti, per me sola Ti ho inventato Quel che so 36


È d’averti rivestito Di ogni virtù pescata Nel fondo dell’anima Di ogni uomo probo Ne ho composto Una miscellanea rendendo La tua persona immortale Non esiste uomo Che sia a te pari E se fosse reale Quello sei tu solo Ti ho dato di un arcangelo Il nome, poiché ne possiedi La perfezione sublime E se fossi privo di ali Te ne costruirò su misura Un paio, intessute di poesia E di quell’amore Che da te emana

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Lacrime e sale Gocce di rugiada Su foglia d’acanto Scorrono lente Lacrime salate Sul tuo viso d’ebano Veloci scendono. L’uomo è menzognero Ti ha donato fame E ti ha privato d’acqua Tu piangi oggi E domani forse morirai L’uomo è già cadavere La sua anima È più scura della tua pelle 38


E come tizzone spento E’ già morto dentro.

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Destarsi Ho letto, riletto ancora, a letto Emozioni provando, forti Mi eri accanto, fantasmagorico Sogno, e crudele realtĂ Sei presente, invano cerco Di allontanare il mio pensiero Dalla tua costante assenza Che, inconsapevole, ferisce Faticoso trasformare il sogno In concreta presenza Finestre a sbarre, come di prigione Limitano e vorrei limarle E volare via, verso tramonti Albe e mezzogiorni infocati E ritrovo occasi scialbati O arsure di giorni addormentati

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Senza di te, io sono il nulla E a nulla vale fugare la realtà Non sei con me, eppur soccombo All’incombente tua verità E vivo perché tu vivi, respirando L’atmosfera che permane Dalle carezze del sole che è tuo E pur mio, lo stesso, così la luna Mi porterà pallore, e pur fortuna Con le stelle a contorno Destandomi dall’incantato sogno Lentamente, si sta facendo giorno.

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Tra Psiche e Amore Allora ti aspetto… nel nostro rifugio, vestita d'argento ascoltando il mormorio del vento tra le fronde ondeggianti al suo soffio poiché tu sei, d’oro, il mio uomo Ti aspetto, perché aspettarti fa parte del nostro ieri Dell’ oggi e del domani. Un'attesa dolce, pur presenza Incombente, presente, anche se assente Volevo scriverti qualcosa di ancor profondo Ma mi volteggia intorno un'aura poetica...forse quella musica che ho ascoltato vicino a te, invisibile presenza, la mia accanto ad un uomo che mai mi apparterrà e che pur sento mio nel più profondo 42


E allora aspetto… La mia unica ala, che m’impedisce il volo si appaierà alla tua, e insieme ci innalzeremo dirigendoci verso il nostro nido segreto. Ci perderemo in caverne di argilla, che franerà su di noi e saremo Amore e Psiche, per l'eternità Noi innamorati di un'essenza incorporea eppure solida presenza. Cosa potrei donarti, se non tutto quel che desideri, e anche ciò che non osi sperare? Mi spoglierò di ogni cosa, non solo dell’abito d'argento, e immolandomi all'altare dell'amore, nuda resterò perché tu possa rivestirmi del tuo pensiero che faccio mio e smarrirti nei sentieri della mia anima in quella poesia che ci appartiene, la nostra immensa ricchezza che nessuno potrà mai depredare. E sii la mia preda, ed io sarò la tua. Nella caccia spietata dell'umana indifferenza, noi andremo in quell’intricata foresta a raccattare foglie secche per l'erbario, e frutti di bosco per dissetarci, e stille di rugiada dove vedremo riflessa l’intera nostra vita immaginaria.

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Violenza (In memoria di Jyoti Singh Pandey e di tutte le donne violate e uccise da esseri ignobili)

Hanno straziato il suo cuore Mandandolo in frantumi Sminuzzato in coriandoli In mille schegge di sangue Rappreso, ormai bluastro PoichÊ il rosso è scomparso Dentro vene di cemento Ora indurita e ripiegata In se stessa gelida Statua di pietra serpentina Di quel cuore raccoglie Il poco che ne è rimasto 44


Qualche briciola dimenticata Da ghignanti iene bavose E famelici avvoltoi rapaci Tutti fanno festa al banchetto Di ciò che di lei rimane Ubriacandosi e schiamazzando In volgarità e insipienti lazzi Trasformata in freddo marmo Lacrima gocce di piombo Lentamente spirando

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Vite Vite Che s’intersecano Sui gradini dell’infanzia O all’imbrunire Dell’esistenza Vite Che s’intrecciano Come canestri Di midollino E diventano uno Vite Che s’incontrano E poi svaniscono Verso altri lidi E si perdono 46


Vite Che restano Ferme sulla soglia Indecise se varcarla O restarne fuori Vite Il cui incontro Ne modifica altre Nel bene o nel male uccidendo e creando Vite Di uomini e donne Di vecchi e di bimbi Passate e future E sempre presenti Vite Occultate o evidenti Sprecate, violate Floride o evanescenti Disprezzate o amate Spesso solo immaginate

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Mondo malato Dialisi diuresi Diastasi diagnosi Mondo malato Mettiamo Una dieresi Apriamo Un dialogo Indossiamo Un diadema Misuriamo Il diametro Tracciamo Un diagramma Ne uscirĂ Una diatriba E forse una diaspora Saliamo su un diesel Corriamo Dal dietologo PoichĂŠ siamo obesi Oberati, operati Operai disoccupati Disperati 48


In questo mondo Malato di disamore

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Pensavo dormissi Non sei rimasto Sveglio, in attesa Del mio ritorno, fantasma D’un passato sepolto? Pensavo dormissi Mentre guardavo Il tuo viso Immobile, il respiro Assente Pensavo dormissi Eri presente Col corpo. La mente Si era involata 50


Così la tua anima Inviolata. Dileguata Pensavo dormissi Eri invece sparito Nel tempo non più attuale Assente nel finito Nell’infinito eternamente Scomparso Voglio pensare che ancora tu dorma Fino a quando Con te dormirò Nel sonno immortale

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Ora è tardi Sono entrata Dall’altra porta Quella di servizio Sto gironzolando Nelle stanze vuole Del tuo pensiero Dalla porta principale Ravvisando Uno spiffero gelido Ho rabbrividito Ora è tardi Sono rimaste Cenere e qualche morente brace Incapace 52


Di ravvivare il fuoco Chiudo la porta Uscendo

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Terra nostro bene Vuotato nell’immensità dello spazio Da un’invisibile generosa mano asperso Un calice colmo di stelle e pianeti Dispersi nell’infinito universo Sfuggiti dal vaso di Pandora Noi, piccole schegge d’umanità Portatori di seme vitale che Coefora Offrì agli dei quale dono. E di tremenda oscena insipienza Oscura e profonda radice del male Nella nostra orgogliosa arroganza Incapaci di chieder perdono Profanatori custodi del bene 54


Predatori del Pianeta Vivente Affondiamo le nostre carene In un mare di errori affocante Ci crediamo immortali sapienti E siamo, di questo nostro infinito Microscopici insignificanti frammenti In oceani d inciviltà propagata Oh! Spes Dea Ultima, speranza immortale Fa che l’uomo ritrovi presto ragione Intelletto e coscienza, che abbia afflizione Della sua distruttiva abissale ignoranza

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Colombe e corvi Non ti adombrare Se al tuo severo sguardo Pongo parole aeree Impalpabili cirri Che si spostano al vento Bizzarro, sulla tavola Glauca del cielo, altrimenti immutabile Figure in movimento Plastiche forme, corvi O timide colombe Vapori acquei, sempre.

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Delirio Sembra La pelle Scorticata. Ossa spezzate Come sottili rami Di salice piangente Dolore. Come Midollo putrescente Cola sulle pareti Nude dell’anima Solitudine Belva Affamata Che dilania la mente Con inaudita ferocia 57


E si spalanca L’orrenda porta Del niente

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Breve autobiografia dell’autrice Vivo a Legnano, dopo aver abitato per lungo tempo nel centro storico di Milano. Qui i miei occhi possono ancora bearsi del verde dei prati e dei colori floreali. Fin da giovane ho amato la scrittura poi, a causa di molteplici impegni, racchiusi nel cassetto delle future opportunità questo mio hobby, poiché tale l’ho sempre ritenuto. Ho pubblicato in rete molte mie poesie, brevi racconti e articoli giornalistici di attualità. Ho scritto un lungo racconto, titolato Smemoria, edito in cartaceo. Ho già pubblicato, in versione e-book, una silloge poetica, titolata “Danzando in punta di penna (tra versi poetici) e una fiaba dal titolo “Il Paese di Fantasia” realizzati dal Caffè Letterario “La Luna e il Drago”. Ho partecipato ad alcuni concorsi letterari, e due mie opere sono entrate a far parte delle due antologie realizzate dal Caffè Letterario La Luna e il Drago: “L’insostenibile leggerezza della precarietà ” e “Storie di tutti i giorni ” a cura di Anna Montella Ho creato e gestisco da qualche anno il blog di spiritualità carmelitana http://www.ilparadisononpuoattendere.blogspot.it/ Lo scorso anno ho creato e continuo a gestire, per conto di un bravo poeta sardo, un blog poetico, letterario e artistico, nel quale sono raccolte le poesie del titolare, quelle di autori famosi, quelle di amici poeti, tra cui le mie. http://gironzolandotralenuvole.blogspot.it/ Danila Oppio

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Sommario Licantropia ................................................................................... 6 Visione miope .................................................................................7 Aspettando ..................................................................................... 8 Delizie .......................................................................................... 10 Declamando in elle a Lisbona ..................................................... 11 Partenza per un lungo viaggio .................................................. 12 E adesso? ...................................................................................... 13 Note notturne d’amore ................................................................ 15 Extravagantes ..............................................................................16 Ti amerò per sempre ................................................................... 17 Seguendo sagome sognanti .........................................................18 Figlie della solitudine ................................................................. 20 Movimenti del cuore .................................................................... 21 Ispirazione .................................................................................. 22 Mani rugginose ........................................................................... 23 Il gatto e il sasso ......................................................................... 24 Madre Natura ............................................................................ 25 Ricordi ........................................................................................ 27 Metamorphosis ........................................................................... 29 Parole prigioniere ...................................................................... 30 Uomini e ragni ........................................................................... 32 Il pugnale .................................................................................... 34 Giardino ...................................................................................... 35 Tu non sei ................................................................................... 36 Lacrime e sale ............................................................................ 38 Destarsi ........................................................................................ 40 Tra Psiche e Amore .................................................................... 42 Violenza ....................................................................................... 44 Vite ............................................................................................... 46 Mondo malato ............................................................................. 48 Pensavo dormissi ........................................................................ 50 Ora è tardi .................................................................................. 52

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Terra nostro bene ...................................................................... 54 Colombe e corvi ........................................................................... 56 Delirio ...........................................................................................57 Breve Biografia dell’Autrice ...................................................... 60

Impaginazione e progetto elettronico a cura di

www.caffeletterariolalunaeildrago.org

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2013 Ogni diritto riservato all’autrice

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ILLUSIONI di Danila Oppio  

silloge - prima edizione on.libe 2013

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