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otremmo tuffarci in questo liquido verde menta. A occhi chiusi assaporarne la freschezza e la promessa della sua fragrante essenza. Ma l’estate è ancora lontana e il susseguirsi delle quattro stagioni e la loro alternanza genera una continua aspettativa, desiderio che nasce dalla mancanza dei colori, temperature, atmosfere che non sono quelle che si stanno vivendo. L’acqua, complesso e fondamentale elemento di vita, ci avvolge con la sua magica formula chimica e ci accompagna dentro e fuori di noi in una relazione primordiale e attraverso ogni stagione. Sempre, ovunque. I suoi stati sono mutevoli e magici nella capacità a trasformarsi e ritornare allo stato precedente, evaporando nel nulla di una nuvola leggera o nella possenza di un ghiacciaio capace di modellare e creare paesaggi al pari di uno stravagante ingegnere. Scorre, s’insinua, si adagia, riempie, allaga, esonda, culla, travolge e goccia dopo goccia l’acqua cavat petram. Sciamo sulle distese di miliardi di cristalli incastonati l’un con l’altro negli stessi luoghi dove durante l’estate ascoltiamo la litania delle cascatelle ininterrotte, il gorgoglio di mille rivoli nascosti o lo scroscio di opulente cascate che disseminano i versanti ripidi delle valli in Ampezzo. Scivoliamo ignari sull’acqua divenuta polvere di stelle, sulla sua mutazione che in breve nutrirà ruscelli e torrenti nell’eterna sua rinascita.

chiare, fresche e dolci acque 104

C.M. ~ FUORI PISTA


Chiare, fresche e dolci acque