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© D. G. Bandion

fuoco e fiamme In Ampezzo i falò di ferragosto di Lalla Facco

“Al fuoco della verità le obiezioni non sono che mantici” Carlo Dossi

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an Francesco nel cantico delle Creature dice: “et ello è bello, robustuoso et forte”. Un fuoco che arde è sempre uno spettacolo della natura: la sua vigoria e libertà nell’espandersi, le faville che cercano d’innalzarsi nel camino immagano. Un tempo le case in Ampezzo erano per la maggior parte in legno con il forno da riscaldamento che era posto nella stua, stanza da soggiorno, o nei camini serviti da canne fumarie addossate ai fienili. Da qui il divampare d’incendi furiosi che, stando ai racconti lasciati da testimoni oculari dell’epoca, dovevano essere uno spettacolo terrificante di fiamme altissime che davano il senso dell’impotenza dell’uomo di fronte allo scatenarsi degli elementi. Se poi succedeva di notte la scena doveva essere ancor più impressionante! La necessità di accendere fuochi all’aperto subentrava varie volte: d’inverno nei boschi per i tagli di legname, per le carbonaie, per bruciare le sterpaglie e d’estate durante la fienagione sulla montagna alta. I pastori accendevano fuochi anche se non faceva freddo e spesso diveniva gioco per i ragazzi e sempre per compagnia e a difesa del gregge. Nel tempo l’uso del fuoco venne regolato dal Maggior Consiglio, siamo nella seconda metà del ‘600, che innanzi tutto decise di istituire una festa dedicata a San Floriano, protettore degli incendi e poi di limitare l’uso dei forni domestici dando inoltre nuove regole per la costruzione delle case. Sempre in seguito ad un incendio improvviso fu deciso di porre una sentinella guarda-fuoco sul campanile di Cortina, che saliva al primo buio e scrutava a spiare accenni di fuoco e li segnalava con le campane. Trovò inoltre opportuno far suonare dei rintocchi tutte le sere, un’ora dopo l’Ave Maria, cioè un’ora dopo il buio quando tutte le famiglie avevano consumato la parca cena, per avvisare che i focolai dovevano essere spenti. Questa è storia. Oggi le costruzioni tengono conto dei pericoli connessi all’uso del legno e le regole di sicurezza vietano qualsiasi sorta di fuoco libero nella valle d’Ampezzo. Tuttavia una sola volta all’anno, la notte del 14 agosto, vigilia di ferragosto e dell’Assunzione in Cielo

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di Maria, a Cortina è un tripudio di fuochi, falò e canti che richiamano cittadini e turisti e quando il sole lascia spazio alla luna, sul versante della Tofana di Mezzo si può ammirare anche da molto lontano una maestosa lettera M realizzata dai partecipanti alla fiaccolata in onore di Maria. Lo spettacolo è da vedere: i vari Sestieri allestiscono nei giorni precedenti sui prati e lontano dalle case enormi cataste di legna cui si aggiungono di libera iniziativa le cose vecchie da bruciare. Dopo il tramonto inizia il rito dell’accensione dei vari falò che nel progredire delle tenebre illuminano la valle: pire che rievocano antiche tradizioni contadine e riportano attorno al fuoco piccole folle di residenti e villeggianti per cantare e consumare poi cibi cotti sulla brace sottratta al falò. E’ una notte di magia ed anche di ritorno in libertà di un elemento tanto utile quanto spaventoso che evochiamo e tentiamo di domare: un’occasione per ritrovarsi a guardare e cercare di leggere le lingue vermiglie ed incandescenti che si avviluppano salendo al cielo in mille scintille ardenti. Per qualche istante il fuoco dominato prende il sopravvento e le fiamme accendono di luci primitive l’Ampezzo.

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an Francesco in the cantico delle Creature says: “and he that is beautiful, well built and strong”. A

burning fire is a spectacular of nature: strength and freedom to expand, flames that try to grow in the chimney. Once the houses in Cortina were mostly made from wood with a heating stove in the stub, the sitting room or in chimneys with chimney flues near hayloft. For this reason, many houses caught fire and, listening to eyewitnesses of the time, they must have been terrible with enormous flames making man feel impotent when set against the natural elements. If it happened during the night, the scene must have been even more dramatic! The need to kindle fires outside occurred at various times: during the winter whilst cutting wood, for charcoal kilns, to burn weeds and during the haymaking in the summer on the high mountain. The shepherds lit fires even if it was not too cold and very often it became a game for the young, always company and to defend the sheep. In time, the use of fire was regulated by the Major Committee, in the second half of the 600’, they decided to create the institution of celebrating San Floriano, protector against fires, and to also limiting the use of home stoves and setting new rules for building houses. Immediately after a house went up in flames they decided to place a fireguard up in the Cortina’s bell tower, who ascended at dusk and raised the alarm by ringing the bells in the case of fire. They

also thought it wise to ring the bells every evening, an hour after prayers, or better an hour after dark when all of the families had eaten reminding them to extinguish all home fires. This is history. Today the buildings take all dangers connected to the use of wood into account as also do the security rules which ban any kind of free fire in the Ampezzo Valley. Only once a year, on the 14th of August, the night before Mary’s Assumption, in Cortina one can see a rejoicing of fire and hear songs. On the side of the Tofana di Mezzo it is possible to see an enormous letter “M” made by the torch light procession participants’ in the honour of Mary. The spectacular is wonderful: during the days ahead, the Sestieri put enormous blocks of wood on the grass, pyres that relive the old peasant tradition of burning old unwanted things. After sunset, the bonfires are set and start illuminating the valley: flames that evoke old traditions and draw once again residents and visitors alike around the fire whilst singing and eating food cooked on the charcoal. It is a night of magic, a return to freedom of an element that is as beautiful as much it is frightening, that we evoke and try to tame. An occasion to be together and read the flames that rise like incandescent tongues into the sky in thousands of hot sparks. For a few instances, fire dominates and the flames give Ampezzo a primitive light.

Sotto: falò sui prati di Alverà. La catasta viene preparata nei mesi precedenti dai residente con “cose vecchie e inutili” di casa. L’accensione avviene la sera del 14 agosto e la pira brucia fino alla mattina seguente. Below: fir on the grass of Alverà. The blocks are prepared months before by the residents with old unwanted things. It is set on the evening of the 14th of August and the pyres burn until the next morning.

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Fuoco e fiamme  

“Al fuoco della verità le obiezioni non sono che man- tici” Carlo Dossi In Ampezzo i falò di ferragosto di Lalla Facco 26 ©D.G.Bandion

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“Al fuoco della verità le obiezioni non sono che man- tici” Carlo Dossi In Ampezzo i falò di ferragosto di Lalla Facco 26 ©D.G.Bandion