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pattini d’argento a cortina “Pattinare è realizzare il sogno della ballerina-principessa”, detto da una piccola allieva della scuola di Cortina testo di Lalla Facco - foto di Diego Gaspari Bandion

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hi l’avrebbe pensato! Il pattinaggio nasce in Olanda nel 1500 come soluzione al problema degli spostamenti in periodi di intense nevicate. Secondo riferimenti storici nel 1572 ci fu uno scontro in mare, nei pressi del porto di Amsterdam, e lì gli olandesi furono assediati dagli spagnoli. Le truppe spagnole circondarono gli olandesi bloccando le loro navi; ma con grande sorpresa gli spagnoli videro sbucare gli olandesi che, sfrecciando su pattini, attaccavano i nemici e si dileguavano al largo. Non stupisce, quindi, che già nel 1500 gli olandesi disponessero di un’armata di archibugieri su pattino e sin dal 1400 i pattinatori olandesi avessero il loro santo protettore, santa Lidwina, una vergine di Schiedam. I pittori fiamminghi hanno affollato le loro tele di una moltitudine di pattinatori, vestiti di colori vivaci, con le gambe all’aria, oppure semplicemente in viaggio, con il canestro della spesa. Infatti, il pattinaggio è nato come mezzo di trasporto, il modo più semplice per spostarsi sul ghiaccio che ricopriva per lunghi periodi dell’anno le terre e i canali del nord Europa. Qualche secolo dopo la nascita del pattinaggio su ghiaccio ecco apparire anche quello a rotelle. In realtà, il successo di questo mezzo di locomozione arriva quando viene introdotto nelle rappresentazioni teatrali, dando inizio alla trasformazione del pattinaggio da mezzo meramente utilitaristico a forma di svago e spettacolo per poi assurgere a disciplina sportiva. Nascono così le prime scuole e si costruisco le prime “skating rinks” (piste di pattinaggio costruite in legno). Nel 1880 la moda dei pattini subisce un notevole calo che dura per circa dieci anni fin quando, nel 1889, l’invenzione del cuscinetto a sfera e la costruzione del Columbia Skating Park di Parigi segnano il ritorno della moda del pattinaggio. In Italia il primo club dedicato nasce nel 1870 a Milano e viene chiamato Veloce Club. Il primo campionato italiano ha luogo sempre a Milano nel 1897 e, nel 1922, per opera di Alberto Bonacossa e Giovanni Vanni, nasce la “Federazione Italiana Hockey e Pattinaggio a Rotelle” che oggi è diventata “Federazione Italiana Hockey e Pattinaggio”. Questa è in breve la storia di come è nato il pattinaggio dove s’inizia a comprendere come l’uomo riesca a trasformare la necessità in virtù, sviluppando la stravaganza di un antesignano “sistema di flussi” in “gesto sportivo” tanto difficile e faticoso quanto armonioso, romantico e colmo di suggestioni. Avvicinare questo sport per comprenderlo a fondo significa, però, recarsi allo stadio per entrare nel luogo fisico dove ammirare un pattinatore nel suo ambiente “naturale”ed iniziare a vivere l’atmosfera magica dove

i sibili delle lame dei pattini, che incidono la superficie lucente del ghiaccio e il lieve sfrecciare delle sagome veloci, rende lo stadio una palestra originale e surreale, dove lacrime e sudore si mischiano nel parterre di esercizi, salti, piroette, cadute e riprese fra ordine e disciplina, fra volti preoccupati o sorridenti che lasciano trasparire poco o nulla dell’impegno che surriscalda l’atmosfera algida dello stadio. I futuri campioni si allenano ogni giorno: dopo la scuola un breve spuntino per correre allo stadio con i pattini in spalla. Si abbandonano le scarpe e sul ghiaccio si scivola e l’equilibrio diviene un gioco abile di pesi, di forze fisiche, di concentrazione per eseguire questo o quell’esercizio, per apprendere salti sempre più difficili. Piano piano si costruisce l’atleta, giorno dopo giorno nasce lo spettacolo di una prestazione che appoggia solamente sul filo sottile di due lame d’acciaio o nell’aria gelida che aleggia sopra il ghiaccio. Lo Stadio Olimpico del Ghiaccio di Cortina è il luogo dove incontrare gli allievi e le allieve che, sotto la volta di vetro trasparente, vogliono trasformare in realtà Sotto: una rivista del tempo dedicò una pagina alle quattro pattinatrici italiane in corsa per le Olimpiadi del 1956 che si svolsero a Cortina, definendole “Il poker della grazia”. Solo Fiorella Negro e Manuela Angeli furono però ammesse in gara. Below: a magazine of the time dedicated a page to all four Italian skaters competing for the 1956 Summer Olympics held in Cortina, calling them “The poker of grace”. Only Fiorella Negro and Manuela Angeli made it.

Raccolta Raffaella e Guido Gillarduzzi

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Pagina a sinistra: la campionessa francese Surya Bonaly, cinque volte oro ai Campionati Europei nel singolo donne, qui allo “Stars on Ice” a Cortina nell’agosto del 2005. Left page: french champion Surya Bonaly, five times gold medal in single female European Championship, here at the “Stars on Ice” in Cortina in August 2005.

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Sopra: pattinatrice mentre esegue una figura allo “Stars on Ice” di Cortina nell’agosto del 2005. Above: skater executing a figure at the Cortina “Stars on Ice” in August 2005.

vori sartoriali, spesso impreziositi da ricami opera di abili mani di artigiani, utili ad esaltare le coreografie e dare enfasi alle esibizioni, tanto che spettacolarità e complessità artistica e sportiva sono peculiarità irrinunciabili del pattinaggio. La Sportivi Ghiaccio Cortina, nel suo settore artistico, accompagna i piccoli talenti nel lungo cammino che inizia prestissimo, se pensiamo che le prime gare si possono affrontare già a 8 anni d’età. Le allenatrici Adriana Erdos, Alessandra Bocus, Elisa Pompanin e Uta Di Gallo ci spiegano che hanno elaborato un programma di allenamento e di preparazione “a secco” che, oltre alle fondamentali ore di training su ghiaccio, prevede sedute di ginnastica specifica per l’attività e sessioni di danza classica, divenuta ormai un sussidio indispensabile alla preparazione agonistica. Attualmente la scuola collabora con il coreografo della nazionale italiana Luca Mantovani, pluri campione italiano, olimpionico ad Albertville nel 1992, compagno di pattinaggio di Alba Parietti nel varietà “Notti sul Ghiaccio” con grandi esperienze di lavoro con Brian and Garrison, Tatiana Tarasova e Natalia Linichuk nonché Giuseppe Arena, ballerino della Scala di Milano. Ci piace lasciarvi fra ballerini classici e pattinatori. E, come spesso avviene nelle esibizioni, il programma termina con una vorticosa piroetta che disegna sulla pista decine di cerchi perfetti sollevando una polvere sottilissima e bianchissima con il ghiaccio che sfrigola triturato dalle lame che scintillano d’argento. In quell’istante il sogno diviene realtà. Info: www.hockeycortina.org

quel sogno che mantiene la magia della forza coniugata con la purezza dell’arte che si esprime nel pattinaggio artistico con figure, linee, movimenti, a volte acrobatici, ma sempre armoniosi e capaci di rapire lo spettatore. I pattinatori disegnano misteriose storie accompagnate da musiche scritte sul ghiaccio, proiettate con energia ed eleganza, con rigore e fantasia in molteplici figure e salti i cui nomi sono altrettanto misteriosi: Lutz, Thoren, Salchow, oppure Rittberger, Toeloop, Flip o Axel. Lo stesso stadio, che oggi coltiva i nuovi talenti, ha visto esibirsi grandi campioni e durante gli anni delle olimpiadi le atlete sembravano librarsi nel cielo dopo aver spiccato un salto dalla superficie del ghiaccio che, allora, era completamente a cielo aperto e, come sfondo, aveva le fiabesche montagne di Cortina. Si assisteva ad uno spettacolo in uno scenario unico al mondo e la grazia e la semplicità degli abiti da pattinaggio ben si adattavano al contesto del tempo, più elementare ma ugualmente emozionante. Oggi anche il pattinaggio si è adeguato alle esigenze di “scena” e i costumi dei pattinatori sono dei capolaA destra: le allieve con le maestre della Scuola di Pattinaggio Artistico di Cortina Right: pupils and teachers of the Cortina ice Skating School 36

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kating was born in Holland in 1500 as a solution to the mobility problem in periods of intense snow. In 1500 the Dutch had an army of harquebusiers on skates and since 1400 the Dutch skaters had their Patron Saint, Saint Lidwina, virgin of Schiedam. The Flemish painters have crowded their canvases with a multitude of skaters, The success of theatrical performances, started the transformation of skating from utilitarian to a form of leisure and entertainment then becoming a sport. The first schools started and the first “skating rinks” (ice rinks in wood) are built. In 1880 skating declines, until in 1889 with the bearing invention and the building of the Paris Columbia Skating Park marking the return of skating. In Italy, the first club was founded in 1870


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in Milan called the Veloce Club. The first Italian Championship took place in Milan in 1897 and, in 1922 the “Italian Hockey and roller skating Federation” thanks to Alberto Bonacossa and Giovanni Vanni, is born; currently called “Italian Hockey and skating Federation”. The future champions train every day: a small snack after school then running to the stadium with their boots. They slip onto the ice and the game becomes a skillful balance of weights, physical force, concentration, exercise and learning more and more difficult jumps. The Cortina Olympic Ice Stadium is the place to meet students who want to turn that dream into reality that maintains the magic of strength conjugated with purity of art, expressed in skating with figures, lines, sometimes acrobatic movements, but always harmonious and able to abduct the viewer. The same stadium, which cultivates new talent, has had great champions and during the years of the Olympics the athletes seemed to hover in the sky after leaping from the surface of the ice, then, the rink was completely open and the background were the magical Cortina mountains. A show in a unique setting and the grace and simplicity of skating dresses well adapted to the context of the time, basic but equally exciting. Today skating has adapted to “scene” needs, and the costumes of the of the skaters are tailored masterpieces, often embellished with embroidery, useful to extol the choreographies and give emphasis to the performances. The Sportivi Ghiaccio Cortina accompanies young talents on the long journey that begins early, the first competitions are faced at 8 years old. The trainers Adriana Erdos, Alessandra Bocus, Elisa Pompanin and Uta Di Gallo explain that they have drawn up a training and preparation program, which, in addition to the basic hours of training on ice, provides sessions of gymnastics and classical ballet, which 38

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Sopra: nel pattinaggio a coppie gli esercizi devono essere eseguiti all’unisono; nella foto una coppia di pattinatori allo “Stars on Ice” di Cortina nell’agosto del 2005.. Above: Couple skating exercises must be performed in unison; in the picture a couple of skaters at the Cortina “Stars on Ice” in August 2005.

has become an indispensable aid in the preparation. Currently the school cooperates with the Italian choreographer Luca Mantovani, Italian Pluri Champion, Olympic Award at Albertville in 1992, skating companion of Alba Parietti in the variety “Notti sul Ghiaccio”, great work experience with Brian and Garrison, Tatiana Tarasova, Natalia Linichuk

and Giuseppe Arena, dancer of La Scala in Milan. We like to leave you between classical dancers and skaters. And, as often happens in performances, the program ends with a swirling pirouette that draws dozens of perfect circles, creating a thin white dust of ice that sizzles crushed by sparkling silver blades.


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Pattini d'argento a Cortina  

Pattinare è realizzare il sogno della ballerina-principessa.

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