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L'ALBAinforma

Anno 3° n. 8/2009 Settembre 2009

e-mail:lalbacooperativa@virgilio.it - info@albatipografia.com

Politiche della Comunicazione Via della Cooperazione,5/7 Noventa Vicentina (VI)

Redazione e Amministrazione: L’Alba Società Cooperativa Sociale Via della Cooperazione, 5/7 - 36025 Noventa Vicentina - Tel. 0444.887213 - Direttore Editoriale: Dinello Giuseppe - Direttore Responsabile: Cogo Alberto - Redazione: Dinello Giuseppe, Carmignato Anna, Groppo Giuliano, Padovan Cristina - Tiratura: 2500 copie. Quadrimestrale. Periodico Socio culturale del no-profit - Aut. Tri. di Vicenza n.1127 del 08-03-2006 - Progetto e Stampa: Tipografia l’Alba 36025 Noventa Vicentina (VI) - Via della Cooperazione, 5/7 - Tel. 0444.760869 - Fax 0444.789854

IL SOGNO CHE E’ DIVENTATO REALTA’

INCLUSIONE SOCIALE: QUESTA SCONOSCIUTA Per inclusione si intende la messa in atto di tutte le strategie atte a rendere uguali e non dissimili le persone che per vari motivi presentano una sorta di diversità data da varie condizioni, siano esse di ordine sociale, religioso, etnico e sia di disabilità. La scelta di utilizzare il termine “inclusione” racchiude in sè un primo positivo passo nel cammino di una rinnovata volontà di sentire come assolutamente simili e parte integrante del nostro sistema sociale, tutte le persone che semmai subiscono uno stato di disabilità ed a caro prezzo, come tristemente è noto a tutti. Pertanto, parliamo di inclusione come condizione per stare insieme con le diversità presenti negli altri e in noi, per vivere in gruppo sperimentando in prima persona la sostanza dell’apprendimento che è costruzione sociale (si impara con gli altri), per creare legami che riconoscono la specificità e la differenza di identità. Non significa far diventare l’altro come noi, né rinunciarvi per sempre, ma di costruire ponti fra le persone, le situazioni, le competenze. L’obiettivo principale è qunidi quello di creare le premesse logistiche e organizzative per un’efficace inclusione del disabile, attraverso appositi strumenti e attraverso la formazione di personale in segue

Le piscine “Némo... all’Oasi” hanno aperto. Un mese di emozioni e soddisfazioni per la Cooperativa e il territorio. Un anno per la realizzazione dell’impianto, 16 mesi di duro lavoro per passare dalla costruzione alla gestione. Con grande soddisfazione anche l’Area Berica ha potuto godere delle piscine, dove durante l’estate abbiamo visto centinaia di famiglie godere finalmente di una piscina vicina, trascorrendo qualche ora di tranquillità in un’estate calda e afosa come quella di quest’anno. Anche se partiti in ritardo e oramai a stagione inoltrata, non abbiamo rinunciato all’apertura delle piscine; infatti, a causa dell’inverno lungo e piovoso i lavori hanno subito pesanti ritardi, senza contare qualche contrattempo in corso d’opera. Abbiamo dovuto sopperire a vari problemi di carattere tecnico in seguito al collaudo dell’impianto, ma nonostante le paure e le tensioni siamo stati soddisfatti nel veder rea-

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lizzare tale opera nel territorio di Sossano, punto strategico perché al centro dell’Area Berica. Nel mese di agosto, oltre alle famiglie e ai bambini, hanno usufruito dell’impianto anche persone disabili, tra cui anche i nostri ragazzi della Comunità Educativa per Minori “Vill’Alba”, che hanno potuto trascorrere ore divertenti sguazzando in acqua. L’impianto vuol dare particolare attenzione alle fasce deboli della popolazione, incentivando l’integrazione sociale ed occupazionale con inserimenti al lavoro di persone svantaggiate. In tempi ridotti abbiamo voluto scommettere nell’apertura, anche se soltanto per un mese; certamente non era tutto completo, ma sicuramente l’anno prossimo i clienti potranno godere di un bel parco verde, di posti all’ombra per il ristoro, e i bambini potranno divertirsi con scivoli e giochi

F I A T

in acqua. Un ringraziamento va all’U.L.S.S. 6 - Ufficio Prevezione e al Comune di Sossano, che si sono adoperati per l’apertura dell’impianto. E un ringraziamento anche a tutto il team che ha lavorato tenacemente per riuscire nell’obiettivo prefissato. L’impegno non finisce qui! Alla chiusura dell’impianto inizieranno i lavori per completare le piscine e sistemare tutto il parco: per l’anno prossimo sarà pronto il solarium e ci saranno tante novità, tutte da scoprire. La gestione sarà della cooperativa stessa, mantenendo lo scopo sociale di integrazione sociale e occupazionale di persone svantaggiate. E’ nostro speranza riuscire a completare l’opera con l’impianto coperto in breve tempo. La Redazione

continua

grado di soddisfare specifiche e diversificate esigenze. Tendere ad una società maggiormente coesa e solidale è stato l’obiettivo primario della nostra Cooperativa, in particolare del gruppo che abbiamo attivato. Il lavoro svolto quest’anno si è caratterizzato nel proporre alla cittadinanza iniziative con un progetto strutturato con il fine di contribuire, per quanto possibile, a incontrare i gruppi che operano nel sociale nel nostro territorio e a proporre momenti di prevenzione e di inclusione sociale. E’ proprio questa vicinanza che ci aiuta a recepire quelle che sono le richieste della popolazione e a tradurle in iniziative concrete.

Il progetto che ci proponiamo di realizzare sarà il frutto di una collaborazione proficua fra enti e volontariato, un patrimonio altamente condiviso e da valorizzare per il loro contributo in termini di idee, di esperienza maturata sul campo e di professionalità specifiche nei vari settori di competenza, cercando di utilizzare le risorse a disposizione nell’esclusivo interesse della collettività.


banco alimentare - i primi vent’anni Ecco la storia della Fondazione Banco Alimentare onlus, raccontata dai testimoni che l’hanno vissuta in prima persona. Lo scopo della Fondazione Banco Alimentare Onlus è quello di raccogliere le eccedenze alimentari per ridistribuirle ad Enti ed iniziative che, in Italia, si occupano di assistenza e di aiuto ai poveri ed agli emarginati. Per questo si pone al servizio, da un lato, delle aziende del settore che abbiano problemi di stock ed eccedenze perfettamente commestibili e, dall’altro, delle Associazioni ed Enti assistenziali che distribuiscono ai propri assistiti pasti o generi alimentari in via continuativa. La rete Banco Alimentare diventa allora il tramite ideale perché l’eventuale “spreco” della filiera agro-alimentare diventi ricchezza per gli enti assistenziali che ogni giorno, con impegno e dedizione, accolgono i più poveri tra noi. Ecco la storia della Fondazione Banco Alimentare onlus, raccontata dai testimoni che l’hanno vissuta in prima persona. Guido Biondani,

lasciò scappare, in dialetto: “Ma con tutti quelli a cui ho dato da mangiare io qui, possibile che non ci sia qualcuno là, che dia da mangiare a mio figlio?”. Questa frase mi colpì e capii l’importanza della condivisione nel momento del bisogno, anche perché, poco tempo dopo, ci giunse la notizia che mio fratello aveva conosciuto una famiglia di compaesani, che l’aveva accolto offrendogli un semplice piatto di cipolle col pomodoro. Per lui aveva significato tanto, perché da quel gesto era nata poi un’amicizia. Il nostro Banco Alimentare del Veneto nacque con molta semplicità, con un po’ di fatica e tanta buona volontà. Tirammo su due muri in una ex-cava della mia azienda, mettemmo un tetto e quello fu il magazzino. I volontari arrivarono con il passaparola, ma ciò che all’inizio non arrivava tanto facilmente gratis erano i generi alimentari più importanti. La prima

fondatore dell’Associazione Banco Alimentare del Veneto racconta: “Era l’estate del 1992. Marco Lucchini arriva a casa mia invitato da un’amica di famiglia che studiava a Milano, alla Cattolica, e che era entusiasta di questa novità del Banco Alimentare che Lucchini andava predicando. Ci racconta di tutte le aziende che danno gli alimenti gratis, che poi vengono donati agli Enti di carità: bilici di alimenti che secondo lui andavano e venivano. Per noi di Verona, suonava tutto un po’ strano. Comunque, l’idea mi piaceva, perché come fa a non piacere una cosa che fa del bene? Mi riportava alla mente un episodio della mia giovinezza. Molti anni prima, mio fratello, partito per il Venezuela sicuro di trovarci la fortuna, in realtà faceva letteralmente la fame. Un giorno, a tavola, con le mani fra i capelli, mio padre si

donazione furono 30 chili di tè... non proprio adatto a sfamare i poveri. Allora pubblicammo delle inserzioni sui giornali locali per chiedere alle aziende della nostra zona di donare le eccedenze. Ma offrirono solo del vino. Il salto di qualità lo facemmo grazie alla collaborazione con la Fondazio-ne Banco Alimentare di Milano: arrivò davvero un bilico di brioches, della Ferrero, e fu allora che benedissi il Lucchini!”

IL FIUME E L’ACQUA L’acqua, come la religione e l’ideologia, ha il potere di muovere milioni di persone. Sin dalla nascita della civiltà umana i popoli si sono trasferiti in prossimità dell’acqua. I popoli si spostano quando l’acqua è troppo scarsa o ce n’è troppa, insomma viaggiano sull’acqua, lungo i fiumi della terra. I popoli scrivono, cantano, danzano e sognano l’acqua. I popoli combattono per l’acqua e tutti, in ogni luogo e in ogni giorno, ne hanno bisogno. Nel tempo i popoli hanno costruito ponti, per portare l’acqua in zone in cui mancava. Grazie ai ponti, i popoli hanno potuto congiungere due luoghi che la natura aveva separato, passaggi fluviali che furono scambio di idee e notizie fra luoghi altrimenti allontanati ad una natura spesso ostile. Ponti, traghetti e barche assicurano la comunicazione tra due rive. Il pontile è una protesi di territorio proiettato nell’acqua sul quale avventurarsi come un astronauta nella sua passeggiata spaziale: circondati dall’elemento ostile si assapora la sensazione dell’abisso, dimenticando per

E L’ACQUA E l’acqua fresca nasce fa ruscelli scende casca sui sassi scroscia e frusciando fa il fiume. E l’acqua sciolta nuota nelle valli e lunga e lenta larga silenziosa luminosa fa il lago. E l’acqua a onde muore non muore mai e muore non muore mai e muore mentre immensa fa il mare. (R. Piumini)

Il fiume Po.

un attimo di essere legati, attraverso un cordone ombelicale, alla propria speranza di salvezza. Mediante il pontile si raggiunge la barca: esso è quindi un luogo di passaggio tra due mondi, le due rive. Grazie ai ponti i popoli hanno costruito condutture di ogni tipo che diffondono nel terreno dell’altra riva ricchezze mai possedute, quali gas, petrolio, e soprattutto l’acqua, bisogno essenziale dei popoli. Ne abbiamo bisogno per bere, per cucinare, per lavare, per l’agricoltura, per le industrie, per l’energia, per i trasporti, per i riti, per il divertimento, per la vita. E non siamo soltanto noi esseri umani ad averne bisogno: ogni forma di vita dipende dall’acqua per la propria sopravvivenza.

Tratto del fiume Po.

GRAZIE AL DOTTOR KOMJANC

Il Dott. Komjanc con un piccolo paziente.

Grazie a chi è riuscito a darmi una speranza di vita. Questo ringraziamento è rivolto al Dott. Ivo Komjanc, primario e chirurgo presso l’Ospedale di Malcesine, specializzato nella riabilitazione di migliaia di bambini poliomelitici provenienti da tutta Italia. Laureatosi a Padova e raggiunta la specializzazione in ortopedia a Firenze, il Dott. Komjanc approdò a Malcesine nell’agosto del 1953, all’ora Istituto chirurgico ortopedico della Croce Rossa; l’ospedale era specializzato nella cura della poliomelite, che nel secondo dopoguerra

ha infuriato in tutti i paesi d’Europa. La paralisi muscolare che in diverse misure colpiva arti e tronco ha costretto decine di migliaia di ragazzi a interminabili ricoveri, a ripetuti e dolorosi interventi chirurgici, a torturanti riabilitazioni. Il Dott. Komjanc non conobbe mai il peso dei sacrifici, delle rinunce, delle fatiche e degli insuccessi; l’obiettivo che si era posto, infatti, era molto alto: ridare la gioia di vivere e una vita umana dignitosa a quanti erano stati segnati e provati dalla malattia. Oltre cinquantamila furono coloro che a lui si rivolsero con fiducia, certi dei risultati positivi delle sue cure, e che scoprirono in lui non solo un ottimi medico, ma un padre e un amico, che sempre li considerò parte della sua “famiglia”. Aveva bisogno delle manifestazioni d’amore dei suoi ammalati, da cui traeva forza e nuove energie. Era una persona umile e orgogliosa, severa e tenera. Nell’animo e nel portamento fu un gran signore. Superò ogni difficoltà e ogni sofferenza amando e perdonando, fino al tramonto della vita, che si spense

a causa di un male incurabile il 26 agosto 1991. Grazie a lui migliaia di ragazzi hanno avuto l’opportunità di maturare la consapevolezza della loro forza e determinazione nell’affrontare la vita all’”esterno”. Sono persone che hanno saputo mettersi in gioco affrontando le avversità della vita con dignità. Lo stare insieme agli altri ha loro consentito di sentirsi “uguali”, di temprarsi, di affrontare la vita “a muso duro”. La testimonianza del Presidente Dinello Giuseppe delle cure ricevute all’Ospedale di Malcesine.

Veduta dell’ Ospedale di Malcesine

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ANDATA E RITORNO

Progetto “auto-aiuto in Circolo”

Questo testo non è un elaborato tecnico, ma un libro scritto col cuore che vuole raccontare le testimonianze dirette delle esperienze vissute. Un libro a più mani, cinquanta i contributi scritti di pugno, che ha lo scopo di trasmettere l’importanza dei gruppi di auto-aiuto. L’associazione di volontariato “L’Alba” è composta da gruppi di auto-aiuto, persone in stato di disagio e loro familiari, volontari, operatori sanitari e sociali, i quali sono invitati a partecipare ad incontri di conoscenza e sensibilizzazione, per condividere esperienze e iniziative. L’auto-aiuto è una realtà vitale, che offre alle persone ascolto, sostegno e informazioni utili per uscire dall’isolamento sociale e migliorare le proprie condizioni di vita e quelle dei familiari. Questi gruppi rappresentano un luogo di passaggio ad un nuovo approccio terapeutico basato sul concetto di fornire un potere maggiore all’utente e ai familiari nella gestione del disturbo psichiatrico. Con questo libro la speranza è quella di trasmettere il calore umano e il messaggio più importante: si può “andare” nella malattia, ma si può anche tornare da essa più consapevoli e più ricchi di prima recuperando il proprio progetto di vita evolutivo e creativo portando maggiore benessere in questo mondo. Lavoriamo a produrre benessere su questa terra ed avremo fatto una grande rivoluzione silenziosa. (Diana Gallo)

CANCRO E DEPRESSIONE La depressione non è mai un bene per la salute, ma quando a soffrirne è un malato di cancro il rischio diventa maggiore. Infatti, alla depressione sembrano particolarmente esposti i pazienti affetti da patologie oncologiche: secondo molti studi un paziente ogni 5 presenta una patologia depressiva. Ancora più strisciante, in ambito oncologico, è la cosiddetta depressione sottosoglia, cioè un quadro depressivo non pienamente espresso sul piano sintomatico, ma già in grado di interferire con la vita del paziente. Alcuni studi evidenziano come la depressione sia associata ad una maggiore percezione ed intensità del dolore neoplastico. Molte e complesse sono le interazioni tra sistema immunitario e depressione e queste rendono ancora più forte il legame fra depressione e patologia oncologica. In generale molti studi evidenziano che la depressione provoca un deterioramento della rispo-

sta immunologica antitumorale. In alcuni casi è stato evidenziato come la depressione possa precedere l’esordio di una sintomatologia neoplastica, lasciando inferire complicate interconnessioni tra la patologia depressiva e quella oncologica. Secondo l’analisi di 26 studi effettuata da ricercatori della British Columbia, in Canada, per un malato di cancro le chance di farsi sopraffare della malattia salgono addirittura del 25%. Analizzando i dati di quasi 9.500 pazienti e focalizzandosi sui tassi di sopravvivenza da uno a 10 anni, gli studiosi canadesi hanno ri-

levato che, fra i malati depressi, la percentuale di morti arriva a essere superiore del 39% rispetto a quella dei pazienti che non si fanno abbattere dalla malattia. Gli autori precisano comunque che dovranno essere effettuati approfondimenti prima di affermare con certezza che esiste un collegamento fra “male di vivere” e progressione di una neoplasia. Tuttavia si sospetta che lo stress provocato dai disturbi psicologici possa avere un impatto sia sul corretto andamento delle terapie, sia sul sistema ormonale che regola anche lo sviluppo dei tumori. Comunque l’esame di tutte le ricerche condotte sinora sul rapporto fra depressione e cancro porta a poter affermare che trattare la depressione è doveroso e che sottovalutarla ha conseguenze dannose per il paziente.

SPAZIO CONTEMPLATIVO SEGUI IL TUO CUORE 1 Sono qui per imparare, e il mondo è il mio maestro. 2 L’universo non fa preferenze. 3 La mia vita è il perfetto riflesso delle mie convinzioni. 4 Se mi attacco troppo alle cose, alle persone, al denaro... rovino tutto! 5 Ciò su cui mi concentro, si espande, cresce, aumenta. 6 Seguo il mio cuore (sentimenti, emozioni, intuizione). 7 Dio non scenderà da una nuvola per dirmi: “Ora puoi raggiungere il successo!” 8 Se lotto contro la vita, vince sempre la vita! 9 Come si amano gli altri? Basta accettarli. 10 La mia missione in questa vita non è cambiare il mondo: è cambiare me stesso

La cultura tecnologica dell’acqua Costruzione e vendita di addolcitori ed elementi filtranti per l’acqua nel settore civile ed industriale. Si effettuano inoltre revisioni, riparazioni e rigenerazioni di addolcitori già in uso.

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SE IL DESTINO E’ CONTRO DI ME... PEGGIO PER IL DESTINO Vincenzo Russo

All’età di tre anni la diagnosi: poliomielite. Nell’Italia degli anni Cinquanta equivale alla condanna a una vita di emarginazione. Ma il piccolo Vincenzo viene affidato dalla famiglia a uno degli istituti fondati da Don Carlo Gnocchi, un prete che ha dedicato l’intera vita a dare ai disabili il diritto a una vita degna. Questa è la storia di un ragazzo che non si è mai arreso e che ha trovato nella dignità l’unico approdo che non rende per forza felici, ma rinfranca la fatica del vivere e permette di riscattarsi dalla solitudine e dall’ingrata condizione del diverso. Vincenzo resiste con determinazione alla deriva della sua famiglia, ma anche alla pietà di chi lo vorrebbe rassegnato e alla rabbia verso un destino che lo ha preso di mira. Infatti, rifiuta di arrendersi, studia, si laurea in scienze politiche all’università Statale di Milano, diventa direttore di un centro socio educativo, poi di una comunità di minori in difficoltà. Ma Vincenzo Infine è docente universitario e torna, come forma di profonda riconoscenza, come insegnante di materie ed esempio di vita al don Gnocchi. Il libro, in forma di lettere a parenti e amici, racconta questo percorso straordinario e il rifiuto ostinato di cedere al pietismo e all’autocommiserazione per affrontare a viso aperto la vita, qualunque essa sia. “Peggio per il destino” è il grido di battaglia, ironico e appassionato, di un uomo che della diversità ha fatto la sua forza.


AL COMMENDATORE DINELLO ALFIERO

dei I Fansclub e d e t n e Al Presid tino sso Vicen a B l e d i Nomad del residente P e o n - Sossa ano, so di Soss s o R o c n Club Bia Dinello re o t a d n e Comm nto graziame in r n u , Alfiero urali iali e cult c o s e iv t le inizia Con per tutte territorio. o r t s o n nel sce promosse azione rie im n a e pegno anima grande im esani e a p i lt o lgere m mpre a coinvo rtando se o p , e s e a p rate del noi. alcune se ere tra di iv v i d a li g o e vo entusiasm

PER LA PARROCCHIA DI COLLOREDO Per la nostra Parrocchia “San Girolamo” di Colloredo: “O Padre concedi a questa Parrocchia, raccolta intorno al suo pastore, di crescere mediante il Vangelo e l’Eucarestia, nell’unità dello Spirito Santo, per divenire immagine autentica dell’assemblea universale del tuo popolo e strumento della presenza di Cristo nel mondo. Per Cristo Nostro Signore. Amen.”

G.R.C. - COMUNE DI SOSSANO

Antica Sagra del Rosario e Festa delle Castagne COLLOREDO

2,3,4,9,10,11 Ottobre ‘09 La Parrocchia di Colloredo

EL MAESTRO Ve devo dir che come maestro jera vaido, el so taglian, forbio e coreto, che tentava de insegnar a noiantri cei, a mi proprio non me entrea in te a suca, mi ero tacà al nostro dialetto, beo e musical, che fasea barufa con el taglian de Dante! Nol podee proprio digerir tanto pì che quando faxeo i temi me desmentegavo sempre le dopie. Se uno faxea combatar lo ciamea vissin a cattedra al ghe dixea: “meti e man davanti”! E ghe molava do, tre colpi de righel, che el toso tornea al so banco sofiando sui dei.

Vi voglio dire che come maestro era valido, il suo italiano, forbito e corretto, che tentava di insegnare a noi bambini, a me proprio non mi entrava in testa, amavo il mio dialetto, bello, musicale, che litigava con l’italiano di Dante! Non riuscivo a digerirlo tanto che quando facevo i temi mi dimenticavo sempre le doppie. Se uno lo disturbava lo chiamava vicino alla cattedra e gli diceva: “metti le mani davanti”! Gli dava due, tre colpi di righello, che il ragazzo tornava al suo banco soffiando sulle dita.

Sabato 3 Ottobre 19.00: Pesca di beneficienza, stand gastronomico e Museo Civico “Storia Memoria” 21.00: Serata con “ORCHESTRA MELODY” Domenica 4 Ottobre Quinta festa della Cooperazione Sociale. 09.30: S. Messa nella chiesa “San Girolamo” 10.30: Apertura Museo Civico “Storia-Memoria” 11.30: Mostra di pittura e fotografia iale

. S oc C oop

ONLUS

SERVIZI SOCIO ASSISTENZIALI

12.30: Pranzo sociale; 18.30: Stand gastronomico e pesca di beneficienza 21.00: Serata con l’orchestra ROGER “La Voce del Sole” Venerdì 9 Ottobre 19.00: Pesca di beneficienza, stand gastronomico e Museo Civico “Storia Memoria” 21.00: Serata con “DJ ALICE” della discoteca Parioli Sabato 10 Ottobre 19.00: Pesca di beneficienza, stand gastronomico e Museo Civico “Storia Memoria” 21.00: Serata con l’orchestra “TIZIANO TONELLI” Domenica 11 Ottobre 9.00: Iscrizione gara di ballo 10.00: Inizio GARA DI BALLO preago nistica 11.00: Apertura Museo Civico “Storia e Memoria” alla presenza del Presidente del Consiglio Regionale Dott. Marino Finozzi e i nuovi Sindaci dell’area Berica 18.30: Pesca di beneficienza e stand gastronomico 21.00: Serata danzante con “DJ Maurizio” 23.30: Estrazione a premi

5° Festa della

Cooperazione Sociale 3 - 11 Ottobre 2009

L’ALBA SOC. COOPERATIVA SOCIALE, in occasione della tradizionale sagra delle castagne di Colloredo di Sossano, organizza la 5 Festa della Cooperazione Sociale e dell’Associazionismo. Ogni realtà sociale potrà promuovere con depliant e materiale illustrativo le proprie iniziative. Per le cooperative e associazioni interessate a partecipare al pranzo chiamare al numero 0444/887213. E’ gradita la presenza degli amministratori comunali, provinciali e regionali, dei funzionari e amministratori dell’ULSS 6, dei parrocci, dei gruppi parrocchiali e della cittadinanza tutta.

PROGRAMMA Domenica 4 Ottobre 2009: Pranzo con i soci ore 9:30 S. Messa presso la Chiesa Parrocchiale “San Girolamo” di Colloredo, Sossano. ore 12:30 Pranzo conviviale con i soci presso il tendone allestito dalla pro-loco.

Domenica 11 Ottobre 2009: Incontro istituzionale con le autorità del pubblico e del privato sociale ore 11:00 Visita alle strutture del paese: le piscine “Némo... all’Oasi”, la comunità minori “Vill’Alba” e il “Museo della Civiltà Contadina”. ore 12:30 Pranzo presso il tendone allestito dalla pro-loco. Sono invitati il Presidente del Consiglio Regionale Marino Finozzi, il segretario Max Siron, le autorità comunali e provinciali, AGCI.


l'Alba Magazine - Numero9