Issuu on Google+

Su www.lagone.it il giornale in formato pdf Ogni giorno informazioni, curiosità ed eventi del comprensorio

IL GIORNALE DEL LAGO

N° 355 - Anno XXIII -Novembre 2016

MENSILE GRATUITO

Per la pubblicità sulla rivista è possibile contattare furgiuele.giovanni @gmail.com 339.7904098

www.lagone.it

Lagone.it

@lagone

Associazione e redazione -Tel/Fax 06.99900275 - email redazione@lagone.it - via di Ponte Valle Trave, 8 - 00061 Anguillara Sabazia (Roma)

Vigna di Valle

14

Canale

Passaggio di consegne al Gruppo Servizi Generali dell’Aeronautica militare

19

Presepe vivente tra le antiche rovine di Monterano

Bivio costituzionale Editoriale

Politica

Referendum: il dovere di votare La battaglia referendaria, oltre che motivo di rissa politica, dovrebbe essere un’occasione unica di riscoprire la nostra Costituzione, apprezzarne il valore e i contenuti, interrogandoci sull’opportunità di cambiarla. È perciò un dovere civico, prima ancora che un diritto, partecipare consapevolmente e attivamente alla discussione in corso sulla riforma. Un dovere perché parliamo delle fondamenta della casa comune degli italiani, della legge ai cui princìpi tutte le norme devono ispirarsi. La Costituzione è il patto tra cittadini su cui si fondano

pagg. 2-4

lo Stato e la sua legittimità. Ora siamo chiamati a decidere se accettiamo o no le nuove condizioni di quel patto che ci sono state proposte dal Parlamento, alcune di grande rilievo per la vita democratica, come la composizione e i poteri delle due Camere che fanno le leggi. Non sottovalutiamo, dunque, il nostro ruolo in questa vicenda: la materia costituzionale è compito di ognuno di noi, non è un affare per politici e costituzionalisti. Indifferenza, cinismo e disimpegno sono peccati capitali di cittadinanza di cui potremo pentirci.

Fallimento della Bracciano Ambiente

pagg. 5-13

Trevignano : respinto ricorso elezioni Regione : abolito extra-ticket sanitario L’agone : progetto Cinema e Territorio


2

Primo Piano

Il 4 dicembre si svolgerà il referendum sulla legge di riforma costituzionale

L’Italia al voto tra un Sì e un No

I

l 4 dicembre gli italiani saranno chiamati a pronunciarsi sulla legge di riforma della Carta costituzionale voluta dal governo Renzi e firmata dal Ministro Maria Elena Boschi. Bocciato il ricorso presentato da Valerio Onida – in quanto “il diritto di voto non pare leso dalla presenza di un quesito esteso e comprensivo di un’ampia varietà di contenuti” (Tribunale di Milano) – che avrebbe portato allo slittamento della consultazione, il 4 dicembre sarà una data importante da cui dipenderanno i futuri scenari politici dell’Italia. Dopo aver fatto dietrofront sulle sue dimissioni a seguito di una eventuale bocciatura del referendum, il Presidente del Consiglio – che ha dunque ammesso l’errore di personalizzare la consultazione – ha annunciato che rimarrà in sella in ogni caso. Ma il contesto politico sarà radicalmente diverso a seconda dell’esito referendario: nel caso vincesse il SÌ, Matteo Renzi si confermerà come il vero dominus della politica nazionale, l’unico leader credibile del cambiamento in Italia, aumentando a tal punto il suo peso politico da poter reprimere ogni forma di opposizione interna al Partito Democratico, a cominciare dalla cosiddetta “sinistra dem”. Ma

nel caso prevalesse il NO, Renzi continuerà, sì, a fare il Presidente del Consiglio, ma diventerà ciò che nel gergo giornalistico statunitense viene definito “lame duck”, un’anatra zoppa, incapace di imporre le proprie scelte al Parlamento – basti pensare al record di 54 fiducie chieste e ottenute dal governo in questi due anni – figuriamoci dentro al PD. Insomma da una parte PD, NCD, Scelta Civica, ALA schierati per il SÌ, mentre M5S, Lega Nord, Fratelli d’Italia, Forza Italia e minoranza PD a favore del NO. Dagli ultimi sondaggi gli orientamenti sembrano definiti: il NO ha allargato il proprio vantaggio salendo al 41%, mentre il SÌ è sceso al 34%, ben 7 punti di differenza, mentre lo scorso mese la distanza era di 4 punti (fonte: Istituto Demos). Naturalmente la partita non è

chiusa per almeno due motivi: in primis la quota degli indecisi è molto alta, circa un elettore su quattro non sa cosa votare, e ciò potrebbe determinare profonde variazioni sull’esito del referendum; per secondo c’è la “lezione americana”, in cui non c’è stato un giornale che non desse nettamente in vantaggio Hillary Clinton su Donald Trump, e sappiamo come è andata a finire. È evidente, dunque, che i sondaggi hanno, ormai, una grande difficoltà a fotografare le intenzioni di voto (per rimanere in Italia, pensiamo alle ultime elezioni europee), le geografie elettorali sono completamente saltate ed è sempre più difficile, nella “società liquida” in cui viviamo, attribuire una fisionomia specifica dell’elettore. Il 4 dicembre è alle porte. Vedremo che succede. Francesco Persiani

Emanuele Lombardi promotore del “comitato per il NO” a Bracciano

«Conserviamo la nostra Costituzione»

E

manuele Lombardi, promotore a Bracciano del “comitato per il NO” al referendum. Il Financial Times è arrivato addirittura a scrivere che se dovesse vincere il No l’Italia uscirebbe dall’euro. È così? «In realtà il FT ha scritto che la vittoria dei NO farebbe cadere il governo Renzi, che le nuove elezioni potrebbero essere vinte da Grillo e Salvini e che il nuovo governo, essendo formato da anti Euro, potrebbe farci uscire dall’Euro. Quindi l’ipotetica uscita dall’Euro non sarebbe conseguenza diretta e inevitabile della vittoria del NO, ma libera espressione della volontà popolare». Come mai secondo lei i grandi giornali finanziari e le banche d’affari guardano con preoccu-

pazione all’esito della consultazione di dicembre? «E’ ovvio che la finanza internazionale tifi per il SI dato che la riforma, insieme alla legge elettorale Italicum vigente anche se non ancora usata, mette l’Italia per cinque anni in mano ad unico partito, quello che vince le elezioni. In pratica avremo governi simili a consigli di amministrazione dove le decisioni sono prese senza tante discussioni democratiche. Questo piace alla finanza internazionale perché ha necessità che i suoi diktat, emessi da WTO, FMI ed anche UE, siano tutti e subito recepiti dai singoli Paesi». L’articolo 70, che archivia il bicameralismo paritario, è uno dei più contestati. «Oltre al senso comune anche le statistiche dimostrano che abbiamo troppe leggi e ciò significa che

il Parlamento è efficiente e che la “navetta” è un falso problema inventato ad arte per farci accettare una riforma che ha ben altri scopi. Le leggi devono essere buone nel loro uso, non veloci nella formazione! Ricordo, poi, che tra i Paesi nei quali le leggi devono essere approvate da entrambe le camere in modo paritario ci sono non solo le più popolose democrazie del mondo USA, Canada, Messico, Brasile, India e Australia ma anche la piccola Svizzera». Chi vota No è un conservatore? «Certamente è uno che vuole conservare i principi e lo spirito della Costituzione attuale. Ma non è detto che sia conservatore anche in politica, infatti ci sono NO alla riforma sia a sinistra che a destra». F.P.

Novembre 2016

3

Primo Piano

Novembre 2016

Bracciano. Relatori il senatore Walter Tocci per il No e il deputato Emiliano Minnucci per il Sì

Convegno sul referendum promosso da “L’agone nuovo”

I

niziativa riuscita quella promossa dall’Associazione Culturale L’Agone Nuovo sul tema del referendum, che mercoledì 23 novembre a Bracciano ha portato ad un garbato faccia a faccia tra il senatore Walter Tocci e il deputato Emiliano Minnucci, entrambi del Partito Democratico, ma schierati rispettivamente per il NO e per il SÌ. Moderatore dell’evento è stato Salvatore Scaglione, segretario PD del circolo di Anguillara. Tre questioni sono state poste ai due ospiti. La prima ha riguardato l’esigenza riformatrice che ha il Paese e che risale alla bicamerale Bozzi del lontano 1983, ma che non ha mai prodotto risultati concreti. Così ha analizzato la situazione Tocci: «L’art. 36 Costituzione parla della sua attuazione ed è un tema che non sfiora mai nessuno. Sono almeno trent’anni che si governa con fiducie e decreti legge, tutte formule che hanno impedito la realizzazione della Costituzione e trasferito il potere dal legislativo all’esecutivo. Gli elettori scappano e la politica che fa? Dice che la colpa è della Costituzione. Come la storia della navetta, che riguarda il 3% delle leggi. Anzi, le leggi più dannose di solito sono state approvate in un lampo. Prima la Costituzione era un alibi, oggi viene usata come una illusione: per questo dire NO vuol dire alla classe politica che deve essere all’altezza di questa Costituzione». A questo punto la replica di Minnucci: «Le argomentazioni di Tocci sono assai condivisibili. Ma se vince il NO il 4 dicembre non vince Walter Tocci: la vittoria politica se la

intestano i populisti come Grillo e Salvini e ciò ci getterebbe nel baratro politico. La carta costituzionale, nella sua prima parte, noi non solo non la mettiamo in discussione, ma pensiamo che modificando la seconda parte possiamo più agevolmente attuare la prima. Abbiamo 21 piani sanitari differenti, c’è uno scompenso di risorse tra una regione e l’altra, ma grazie alla riforma non sarà più così. Sul bicameralismo perfetto dico che dobbiamo adeguare il nostro sistema a quello delle democrazie moderne». A questo punto si è passati alla seconda questione e cioè a come cambierà il Senato qualora passasse la riforma Boschi. Così la pensa Tocci: «Io sono assolutamente d’accordo sul superamento del bicameralismo, anzi, ho presentato un disegno di legge. Velocità del processo legislativo? Viviamo in un Paese soffocato dall’eccesso di leggi e ci viene raccontato che bisogna velocizzare. Il problema è produrne poche e buone. Il bicameralismo che c’è in questa riforma sarà molto peggiore di quello di prima: i senatori non rappresentano la nazione ma hanno la possibilità di modificare la

costituzione; tutte le leggi possono tornare alla Camera se il Senato si impunta; e a quel punto il Parlamento è in paralisi perché non c’è più la fiducia in senato e i conflitti saranno tantissimi. Questo Senato si occupa di tutto, ma è proprio sui localismi che la nuova riforma è debole. Le Regioni a statuto speciale rimangono. Centralismo decisionale? Se vent’anni fa avessimo detto a qualcuno di affidare più poteri ai ministeri ci avrebbero lapidato». E così, invece, Minnucci: «Sono d’accordo sulla questione delle ragioni a statuto speciale. Andava superato, non lo si è fatto. Vengo al tema Senato. Il Senato può richiamare e fare proposte è vero, ma in tempi certi; i senatori avranno quindici giorni massimo per avanzare suggerimenti e dovrà necessariamente scegliere i temi di più stretta attualità. Non hanno il vincolo mandato? Ma il vincolo è di ordine politico, di rappresentanza territoriale: se sono marchigiano mi interesserà occuparmi di ciò che riguarderà la mia regione. Il tema della velocità delle leggi? Stiamo alla sostanza; se passa la riforma, noi saremmo in grado di legiferare su una tematica

controversa come la cannabis e non ci sarà più il meccanismo, decreto legge, maxiemendamento, fiducia, che è ciò che oggi crea la paralisi politica. L’importante è la certezza dei tempi». Ultima questione è su come cambierà il rapporto Stato/cittadino. Per Tocci: «La classe politica non si è mai chiesta il perché, da trent’anni, i cittadini si allontanano dalle urne e vengono sostituiti dai premi di maggioranza. Noi stiamo creando artifici elettorali che permettono a una minoranza di diventare maggioranza. Per cambiare le cose ci vogliono grandi partiti, con una idea di Paese, capaci di rappresentare popoli. Questa è la via maestra: oggi i partiti cercano le scorciatoie. Ogni governo ha pensato bene di costruirsi le sue leggi elettorali, tutti vogliono impadronirsi delle regole. Ci si serve della Costituzione anziché che esserne servi». Per Minnucci, invece, lo scollamento rappresentanti/rappresentati risiede altrove: «Non si può dire che un referendum possa costituire elemento di divisione di un Paese. Le divisioni stanno a monte, sono radicate nella pancia del Paese. La verità è che la situazione in cui ci troviamo risale al lontano 2013, quando Napolitano è stato riconfermato Presidente della Repubblica e ha preteso in cambio le riforme. Da lì, poi, si sono scatenati i retroscenisti – pensiamo a quanto si è parlato del patto del Nazzareno, ecc. – quando, invece, era ciò che chiedeva Napolitano. Cadere sotto i colpi dei 5stelle avrebbe rappresentato il fallimento di un sistema». Francesco Persiani

Intervista a Salvatore Scaglione, segretario del PD di Anguillara, sostenitore del SÌ al referendum

«Con la vittoria del Sì non ci sarà alcuna deriva autoritaria»

I

sondaggi politici danno il NO in netto vantaggio, secondo lei potrebbe ripetersi quanto successo per le elezioni USA o per la Brexit? «Se ci riferiamo al grossolano errore degli istituti demoscopici, la statistica ha le sue leggi e per quanto improbabile, un risultato diverso dall’altamente probabile può sempre accadere. Non è ciò che dobbiamo valutare, ma le motivazioni antistoriche che hanno portato alla Brexit e alla vittoria di Trump». Fa bene Renzi a presentarsi come anticasta? «Se la casta è quella definita dal famoso libro di Rizzo e Stella, Renzi

non si deve solo presentare come anticasta, ma la deve combattere fattivamente. Comunque non serve a nulla generalizzare. Chi utilizza il proprio potere per perpetuarlo ulteriormente, deve essere stigmatizzato non solo da Renzi, ma principalmente dagli elettori. E questo è l’elemento di maggiore debolezza che sento, il senso critico e razionale dell’elettore si sta via via smarrendo lasciando il posto alla emotività e irrazionalità». Quali sono gli aspetti per cui, secondo lei, l’Italia necessita di una riforma di questo tipo? «La riforma ha degli elementi critici che dovranno essere affronta-

ti di nuovo, primo fra tutti il suo stretto collegamento alla legge elettorale. La proposta FornaroChiti e l’accordo sull’italicum bis, affrontano positivamente la questione. Per me comunque vale il senso dell’articolo di Fabrizio Barca sull’Huffington Post di ieri (23 novembre, n.d.r.) descritto dalla contrapposizione tra Il Cavaliere (giudizio razionale e a lungo termine) e l’Elefante (irruenza ed effetti a breve termine). Come lui, le considerazioni sull’immediato dopo-voto del referendum mi portano a votare SI. In questo momento Renzi rappresenta “un argine contro la sfidu-

cia nelle pubbliche istituzioni”, e Paese e PD potrebbero non essere in grado di reggere lo “stress test” di una vittoria del no». Per i sostenitori del NO c’è il rischio, qualora la riforma passasse, di una deriva autoritaria. È così? «Non la vedo e neanche capisco quali siano i segni di tale deriva». Cosa dovrebbe fare Renzi nel caso vinca il NO? «A questa domanda sarò lapidario, si torni alle urne. Come militante del PD e Segretario del Circolo PD di Anguillara, le pretendo». F.P.


4

Primo Piano

Novembre 2016

Referendum Costituzionale: l’importanza di andare a votare

L

o scorso 12 aprile 2016 è stato approvato in maniera definitiva il testo della riforma costituzionale ma, non avendo ottenuto il voto favorevole di almeno i due terzi dei membri delle due Camere, la riforma è stata sottoposta a referendum popolare, come prescritto dall’art. 138 della nostra Costituzione. Per questo motivo il prossimo 4 dicembre saremo chiamati ad esprimere il nostro parere, favorevole o contrario, alla modifica della Costituzione vigente, secondo quanto previsto nel testo di detta riforma. Nell’arco di questi mesi e, ancor più, nel corso di queste ultime settimane, il dibattito che si è sviluppato sul tema della riforma e sulle ragioni di chi è favorevole e di chi è contrario all’approvazione, è stato ampio ed articolato, spesso animato e, a volte, non “troppo appropriato”. Riteniamo che momenti di confronto e dibattito su temi importanti della nostra vita sociale – ricordiamo che le modifiche oggetto della riforma non toccano la parte della Costituzione relativa ai principi fondamentali, bensì quella relativa al fun-

zionamento dello Stato e i rapporti con gli Enti locali – non possano che considerarsi proficui e benefici, al netto di eventuali degenerazioni, comunque deprecabili. Occasioni di informazione e approfondimento, ce ne sono state in abbondanza, pertanto, la prima riflessione che vogliamo fare è che, non approfittare in maniera onesta e positiva per ‘capirci qualcosa’ riguardo alle regole che sottendono la nostra organizzazione sociale, sia un’importante occasione mancata. Votare è un diritto e un dovere. Anche votare ad un referendum. Pertanto, votare senza capire – o almeno, senza sforzarsi di farlo – oppure non andare a votare affatto, vuol dire derogare ai propri diritti, compreso quello di lamentarsi perché “le cose vanno male”. Questa eventuale mancanza, non può neanche essere giustificata dal fatto che “ci sono problemi più importanti a cui pensare”, perché sarebbe come ritenere che in una famiglia, una volta che si sia messo in tavola il cibo sufficiente per sfamarsi, si sia risposto a tutti i bisogni dei nostri cari. La nostra vita, così

come la società in cui questa si espleta, è caratterizzata da varie componenti, alcune più impellenti e fondanti, altre più funzionali ad uno sviluppo armonico e coerente con il tutto. L’esigenza di aggiornare la seconda parte della Costituzione è riemersa, con una certa insistenza, nel corso degli ultimi due decenni. Infatti, per quanto i Padri Costituenti nel redigerla abbiano definito modalità di funzionamento dello Stato utili a far fronte ai fondati timori dell’epoca (il ventennio fascista e il disastro della guerra), al contempo, hanno anche previsto le regole e le procedure per aggiornarne il testo in funzione del mutare delle condizioni storico-sociali. Ciò è talmente vero che, da allora ad oggi, il testo Costituzionale è già stato modificato svariate volte. Non sempre ciò è avvenuto con il ricorso al referendum, per i motivi espressi all’inizio, secondo il dettame dell’art. 138. In questo caso, quindi, il referendum interviene ad ulteriore garanzia, poiché richiede l’espressione popolare a tutela della maggiore rappresentativi-

tà possibile del testo costituzionale che è stato oggetto di modifica. Questo motivo sarebbe già più che sufficiente ad esprimere tutta la portata dell’esigenza di andare a votare. Va detto infine che è normale e “sano” che, in una democrazia matura, gli elettori abbiano delle diverse opinioni sul quesito referendario. Opinioni che possono essere variamente articolate. Poiché però, alla fine, si dovrà dire “si” oppure “no”, le diverse sfumature, dovranno per forza di cosa convergere su queste due opzioni. Ci si aspetta quindi, che la decisione sul voto venga presa sul merito della riforma poiché, come abbiamo detto, le occasioni per poterne approfondire i vari aspetti ci sono e ci sono stati, pertanto, nel reciproco rispetto delle differenti posizioni dei nostri lettori/elettori, ci preme, soprattutto, sottolineare l’importanza di una partecipazione al voto consapevole, avendo coscienza che la vittoria di uno o dell’altro schieramento avrà una diversa conseguenza sul nostro futuro. CdA dell’Ass. Cult. L’agone nuovo

Il sindaco Bruni: «Non solo una comodità, ma una sicurezza in più per i cittadini del comprensorio»

Manziana: apre l’Unità di Cure Primarie della Asl Roma 4

D

opo le approvazioni del 29 gennaio e del 29 aprile da parte del Comitato Consultivo Aziendale RM4, gli incontri a cura della Asl e del Comune di Manziana e l’evento di presentazione alla cittadinanza dello scorso 23 giugno, è stato ufficialmente inaugurato l’UCP di Manziana, alla presenza del Direttore Generale della Asl Roma 4, Giuseppe Quintavalle, del Sindaco di Manziana, Bruno Bruni, del Sindaco di Bracciano, Armando Tondinelli, del Sindaco di Canale Monterano, Alessandro Bettarelli, del Sindaco di Trevignano Romano, Claudia Maciucchi, del responsabile UOS Medicina di Base Rm 4/4, Maria Cristina Serra, del direttore del Distretto Roma 4/3, Vincenzo Rinaldi e del referente UCP di Manziana, Giuseppe Teofili. Come già anticipato, l’Unità di Cure Primarie di Manziana vedrà coinvolti sette medici di base operanti nel comprensorio e

servirà circa dieci mila cittadini. “Questo Centro rappresenterà per Manziana e per il comprensorio, ma anche per i Comuni di Bracciano, Canale Monterano e Trevignano Romano, uno strumento in più a tutela della salute pubblica” dichiara il Sindaco di Manziana, Bruno Bruni. “Molti cittadini dopo l’incontro di giugno – continua il Sindaco – mi hanno chiesto quale sarà il beneficio derivante dall’apertura dell’UCP, visto che non è identi-

ficabile come un punto di primo soccorso. La mia risposta è stata sempre la stessa: il più grande vantaggio sarà quello di potere contare sulla presenza di medici di famiglia in grado di condividere i loro data base per 9 ore continuate al giorno per cinque giorni alla settimana, a prescindere dal loro abituale orario di ambulatorio. Una comodità e soprattutto una sicurezza in più. Concludo ringraziando personalmente la PC Mac srl che con slancio ha

sponsorizzato l’acquisto degli arredi e poi, sicuramente il Direttore Quintavalle, il personale della Asl Rm 4, tutti i medici di famiglia coinvolti e tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione di questo progetto”. Grazie all’apertura dell’UCP sarà possibile offrire ai cittadini un’assistenza più vicina alle loro diverse esigenze, contribuendo anche ad alleggerire il carico di lavoro degli ospedali, spesso oberati dai numerosi codici bianchi. L’Unità di Cure Primarie inizialmente sarà aperta dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 19, con orario continuato e permetterà l’accesso alle seguenti prestazioni ambulatoriali non differibili: visite di medicina generale; controlli della pressione; medicazioni e rimozione punti; accertamenti diagnostici di base; fleboclisi (se autorizzata su apposita ricetta); vaccinazioni; certificati medici. Gloria Donati

5

Politica

Novembre 2016

Il Consiglio non approva la designazione di Renato Cozzella al Consorzio di Navigazione del Lago

Nominati i consiglieri delegati della Città metropolitana

A

spramente criticata, in apertura del Consiglio metropolitana dell’11 novembre, la nomina dei consiglieri delegati. Anzitutto la modalità, sarebbe stato auspicabile, spiegano dall’opposizione, l’illustrazione delle linee programmatiche che hanno motivato la scelta dei consiglieri delegati anziché una comunicazione secca. Criticabile anche la sovrapposizione di incarichi, con Fabio Fucci vicesindaco della Città metropolitana, sindaco di Pomezia e titolare di ben 5 deleghe. O ancora Marcello De Vito, presidente dell’Assemblea capitolina, consigliere metropolitano e titolare di tre deleghe di peso. Una situazione incresciosa ammettono i 5stelle, dovuta però alle diposizioni della legge Delrio. Malgrado diversi appelli sulla necessità di trovare un metodo di lavoro costruttivo, si vede subito una spaccatura netta con i rappresentanti M5S da una parte, il resto dell’assemblea dall’altra. Si parte con la proposta di deliberazione per la designazione del Presidente del Consiglio di Amministrazione del Consorzio Lago di Bracciano. Il Consiglio metropolitano non approva la designazione dell’avv. Renato Cozzella, contestando la procedura frettolosa e il fatto che sia stata disattesa la ri-

chiesta espressa da diversi consiglieri di affidare questo incarico, molto importante per il territorio, a una figura rappresentativa del territorio stesso.

Ancora una procedura poco chiara alla base della mozione, presentata da Fratelli d’Italia, che richiede la revoca, il riavvio della procedura di selezione

Consiglieri delegati Città metropolitana Fabio Fucci: Vicesindaco con deleghe a Sviluppo della Rete e della Mobilità, Viabilità, Urbanistica e Lavori Pubblici, Comunicazione Istituzionale, Fondi e Progetti Europei. Maria Teresa Zotta: Politiche Sociali, Culturali, Giovanili, Sport e Personale. Marcello De Vito: Bilancio, Patrimonio, Edilizia Scolastica. Carlo Colizza: Enti Locali, Sviluppo Economico, Attività Produttive e Turistiche. Matteo Manunta: Ambiente e Polizia Locale della Città metropolitana.

e la trasmissione degli atti all’ANAC (Autorità nazionale anticorruzione) del bando per il programma di interventi straordinari per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie. Si contesta la poca trasparenza sulla composizione della Commissione che esamina i progetti, il fatto che abbia concluso i lavori prima della scadenza dei termini per la presentazione dei progetti e che il 90% dei progetti approvati riguardino la città di Roma. Il Consiglio approva con 12 voti favorevoli e 9 contrari (M5S). Stesso schieramento per due mozioni che richiedono alla sindaca Vittoria Raggi di appoggiare e favorire la candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2024. Mozioni che sembrano surreali ma che le opposizioni giustificano sostenendo che molti dei comuni dell’Area metropolitano erano, e sono, favorevoli all’organizzazione delle Olimpiadi e non sono stati consultati. Il Consiglio approva ma De Vito (M5S) tiene a sottolineare che l’organizzazione delle Olimpiadi non è materia di competenza del Consiglio metropolitano. L’elezione dei due vicesindaci è rimandata a dopo la conferenza dei capigruppo. Alessandra Lombardi

Intervista al sindaco Armando Tondinelli dopo il fallimento della società di gestione dei rifiuti

Bracciano Ambiente: ci sono ancora piani di recupero?

S

indaco Tondinelli, con il fallimento della Bracciano Ambiente quali scenari si prefigurano? «Chiaramente a questa decisione seguiranno una serie di attività volte a definire il futuro della Bracciano Ambiente, dei suoi lavoratori, di Cupinoro e soprattutto dovranno essere accertate cause e responsabilità di chi ha portato la Bracciano Ambiente in uno stato di decozione. Ci tengo a precisare che, come più volte detto in varie sedi, l’obiettivo di questa Amministrazione è quello di evitare progetti industriali che prevedono la realizzazione di impianti per la gestione dei rifiuti sul sito di Cupinoro, che dovrà invece essere bonificato, messo in sicurezza e soprattutto dovranno essere monitorate seriamente le matrici ambientali. A queste attività non potrà esimersi di collaborare la Regione Lazio, anche se io non ho contatti “privati” con sottosegretari, onorevoli, assessori regionali o tecnici dell’area ambiente. Nonostante ciò, la Regione Lazio dovrà comunque sedersi ad ascoltare le

ragioni di questo territorio e dei miei cittadini». Nel Consiglio comunale straordinario del 16 novembre ha proposto un emendamento in merito al Piano di Sviluppo Sostenibile della Bracciano Ambiente, che è stato contestato dal Consigliere Tellaroli. Può spiegare i motivi di tale emendamento? «Ci tengo a precisare che il piano presentato dalla Bracciano Ambiente è un piano di sviluppo sostenibile che non ha nulla a che vedere con gli impianti per la gestione dei rifiuti. L’emendamento si è reso necessario poiché dopo

la convocazione del Consiglio comunale, l’Università agraria trasmetteva un atto di deliberazione contenente il parere negativo sulla realizzazione del progetto, basandosi sul presupposto che i contratti tra l’Università agraria e la Bracciano Ambiente riguardanti le aree di Cupinoro” devono intendersi risolti giusta la comunicazione della Bracciano Ambiente stessa del 9/ 5/2014 prot. n. 157 con ogni conseguenza di legge in ordine alla mancata riconsegna delle aree”. La deliberazione dell’Università agraria pervenuta nelle more della convocazione del

Consiglio obbligava questa Amministrazione a emendare la bozza di delibera predisposta per consentire, tra l’altro, un doveroso approfondimento giuridico documentale eventualmente anche attraverso la richiesta di parere legale, essendo imprescindibile la disponibilità dell’area per il piano. Venivano richieste da parte del Consiglio certezze per quanto riguarda le coperture finanziarie del progetto e l’ottenimento da parte della Bracciano Ambiente di tutti i pareri, nulla osta, permessi e autorizzazioni del piano. Solo dopo l’acquisizione di tali certezze il Consiglio comunale potrà valutare compiutamente il piano per evitare, come accaduto in passato, di spendere soldi dei cittadini per professionisti, tecnici, e progetti irrealizzabili, campati in aria, finalizzati solo a dilatare i tempi di un possibile fallimento. Per questi motivi nell’emendamento veniva richiesto all’Amministratore Unico della Bracciano Ambiente di depositare prima dell’udienza una dettagliata relazione sull’intera vicenda». Sarah Panatta


6

Politica

Trevignano. La consigliera Barbara Dominici interviene sulla sentenza del Tar

Novembre 2016

Cerveteri. Sostegno vittime

Elezioni: ricorso giudicato “inammissibile” Centro assistenza “Antimobbing”

I

l 3 novembre scorso il Tar del Lazio ha depositato le motivazioni con le quali il collegio giudicante ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da Costruiamo il domani. Consigliere Dominici, alla fine le motivazioni sono arrivate. Il ricorso è inammissibile. «Cioè non respinto, o rigettato. Inammissibile significa –-precisamente - che il percorso del giudizio non viene intrapreso per la mancanza di qualche requisito giuridico. Il Tar non ha giudicato. E gli esperti dovrebbero avere a cuore il corretto uso delle parole nella loro materia, invece di accreditare – come ha fatto il consigliere Del Savio sulla edizione web di questa testata – versioni del diritto ad uso personale». Che significa “il Tar non ha giudicato”? «Il nostro ricorso non è stato ammesso al giudizio - cioè non sono stati approfonditi e valutati nel dettaglio gli indizi di irregolarità che abbiamo segnalato - perché il giudice ha ritenuto che fosse necessario collegare specificamente tali indizi (i cosiddetti “princìpi di prova” indicati nelle motivazioni) a singole - specifiche - persone. In questo senso, la sentenza parla di “genericità” e dice che il ricorso non ha superato la cosiddetta “prova di resistenza”». Come mai questo passaggio non è stato fatto? «Perché per farlo era necessario acquisire gli elenchi di chi aveva effettivamente votato. Nomi e cognomi trasmessi dal comune di Trevignano al Tribunale di Civitavecchia, assieme a tutta la documentazione elettorale di giugno. Noi per primi, quando stavamo valutando se ricorrere o meno, abbiamo chiesto al Comune e a quel Tribunale le attestazioni di voto. Ma in quanto privati cittadini non abbiamo avuto accesso a informazioni ritenute per legge riservate». Decidendo ugualmente di fare ricorso, però, vi siete assunti consapevolmente un rischio. «Abbiamo chiesto che l’approfondimento lo facesse il giudice, prendendo atto che per noi era impossibile andare oltre. Il giudice avrebbe potuto accedere agli elenchi legittimamente e questa verifica avrebbe consentito una valutazione e un giudizio di merito. Purtroppo il Tar ha ritenuto invece di non farla e, per la verità, di

D

non procedere a nessun altro tipo di approfondimento: neppure al comune di Trevignano, per esempio, è stato chiesto di presentare la “prova regina”, che avrebbe chiuso del tutto la questione, e cioè la documentazione relativa agli ammessi al voto nelle liste aggiunte». Quindi il vostro commento rimane quello pronunciato a caldo? «Come abbiamo visto, i nostri “princìpi di prova” sono stati ritenuti generici e le informazioni che potevano renderli “probanti” - in documenti che solo il giudice poteva consultare – non sono state consultate. Il giudice non ha verificato puntualmente e nel merito i nostri rilievi e in forza di questo meccanismo è stata dichiarata anche l’inammissibilità del nostro ricorso. In altre parole, non c’è stato giudizio. E quindi le verifiche che abbiamo richiesto restano del tutto fondate anche dopo la sentenza». Avete ancora la possibilità di appellarvi al Consiglio di Stato. Lo farete? «Stiamo valutando con calma e ci prendiamo tutto il tempo che la legge ci dà per decidere». Però portare il giudizio per le lunghe farà aumentare anche i costi. Il Comune di Trevignano dovrà sostenere altre spese. Come rispondete a questa accusa? «Il Comune di Trevignano Romano poteva costituirsi anche attraverso un proprio funzionario, o un dirigente. La legge lo consente. Incaricare un avvocato esterno al Comune, e prevedere quindi dei costi di difesa, è stata una scelta precisa, certamente non obbligatoria e sicuramente evitabile. Tanto più che gli amministratori

hanno sbandierato da subito la loro convinta opinione sugli esiti del ricorso. Per questa difesa - ripeto, evitabile e non obbligatoria - è stata caricata sulle casse comunali una spesa di oltre 8 mila euro... Perché? Siamo noi a chiederne conto». Forse perché i nuovi amministratori puntavano a tutelare al meglio l’operato degli uffici e l’immagine del Comune? «Si, posso capirlo. Ma per far questo non è necessario raddoppiare avvocati e costi. Va ricordato che anche alcuni consiglieri di maggioranza – separatamente – si sono costituiti in giudizio. E che il testo del loro ricorso è praticamente identico a quello del Comune. O, se si preferisce, che il Comune ha usato un testo di ricorso proprio identico a quello presentato dai consiglieri di maggioranza. Insomma, due studi legali hanno lavorato per produrre, alla fine, un atto identico. E’ questo fatto a suggerirci che forse bastava incaricarne uno solo. E bastava anche che, a pagare, ci pensassero i soli consiglieri di maggioranza, senza scomodare le casse comunali. Pure noi, per agire in giudizio, abbiamo cercato assistenza. Ma lo abbiamo fatto pagando l’avvocato di tasca nostra, con l’aiuto e il contributo di tanti trevignanesi, senza gravare sulle casse pubbliche. E allora, di chi sono le responsabilità maggiori? Di chi chiede una verifica di legittimità nell’interesse di tutti - ma spendendo soldi propri – o di chi spende soldi pubblici, pur potendo evitare di farlo? I trevignanesi possono giudicare». Alessandra Lombardi

a settembre di quest’anno è attivo a Cerveteri un Centro di Assistenza Antimobbing a disposizione dei cittadini residenti e non, atto a fornire sostegno sociale, sindacale e legale. Su richiesta delle persone che vivono situazioni di grave disagio sul posto di lavoro, il servizio, gestito dalla ConF.A.E.L (Confederazione Autonoma Europea dei Lavoratori) e coordinato, a livello nazionale, dalla Dr.ssa Sabrina Livan (Sociologa del Lavoro), sopporta il lavoratore attraverso diverse professionalità. Il Mobbing è un fenomeno che causa ogni anno l’abbandono di migliaia di posti di lavoro con costi altissimi per le persone in termini di salute fisica e psicologica, per non parlare dei gravami alla collettività ed alle imprese. Le statistiche informano che sono le donne ed i giovani ad essere maggiormente colpiti da violenza psichica protratta nel tempo all’interno del proprio contesto lavorativo. Il Centro di primo ascolto è operativo presso il Caf/Uci di via Sant’Angelo 43/45 (Cerveteri), oltreché, naturalmente, nella sede sindacale centrale di Roma in via di Valle Scrivia n. 14 (per contatti dir.confael.antimobbing@gmail.com). Il mobbing è un tema molto delicato da trattare, pertanto, in sinergia con il centro, presso la stessa sede (Cerveteri), è attiva anche l’Associazione Futuranda. Creata da un gruppo di esperti, operanti nel settore socio-sanitario, che mettono a disposizione dei soci il supporto psicologico allo stress lavorativo (mobbing, burn-out), l’associazione è in grado di fornire alle famiglie associate il primo ascolto, indispensabile alla valutazione dell’esigenza della persona, sia a livello proprio che familiare, tanto in occasione di perdita di lavoro quanto di separazione, lutto ed eventi critici, inteso come sostegno emotivo e sociale. A seconda dei bisogni è possibile intraprendere percorsi di supporto e gruppi di parola (dai 6 ai 14 anni) dedicati a bambini ed adolescenti per accompagnarli durante le fasi più critiche (dr. ssa Aurora Capogna , psicologa dello sviluppo e dell’educazione), di sostegno psicologico per adulti ed anziani (dr.ssa Angela Cervoni, Psicologa clinica) e di Mediazione Familiare (dr.ssa Sabrina Livan, Sociologo e Mediatore Familiare ) per la gestione costruttiva dei conflitti familiari.

7

Politica

Novembre 2016

Trevignano. Il primo cittadino parla anche del ricorso elettorale e del dissesto idrogeologico locale

Sindaca Maciucchi: «Riorganizzare uffici e competenze»

S

indaca Maciucchi, il ricorso presentato dalla consigliera Dominici e alcuni sostenitori di Costruiamo il Domani circa un mese fa è stato dichiarato inammissibile dal Tar del Lazio. Qual è il suo pensiero al riguardo? «Ho sempre sostenuto sin da subito, insieme a tutta la maggioranza eletta, che al di là delle chiacchiere e dei batti e ribatti, di ricorso o non ricorso, avessimo il solo compito di lavorare in piena serenità e sintonia, così come abbiamo fatto, stiamo facendo e faremo in futuro nell’interesse dell’intera comunità. Certamente il puntuale ed esauriente lavoro eseguito dall’ufficio elettorale del Comune di Trevignano Romano, nella scorsa primavera ed anche dopo le elezioni amministrative, nell’evadere tutte le richieste di accesso agli

atti, erano un buon presupposto e lasciavano ben sperare sul rigetto del Ricorso. Per quanto mi concerne, non ho avuto dubbi sul corretto operato degli uffici comunali. Del resto in questo modo, ovvero corretto, è stato definito l’operato del personale comunale, nella memoria in data 13 settembre 2016, anche dall’Avvocatura Generale dello Stato presente nel giudizio dinanzi al TAR del Lazio, nell’interesse del Ministero degli Interni. Così come ho avuto sempre la massima fiducia dell’operato del giudice amministrativo, che vagliando gli scritti difensivi e le prove, ha giudicato il ricorso inammissibile per genericità e per non essere sorretto da alcun principio di prova». Lo scorso 20 ottobre, la giunta comunale ha deliberato la coper-

tura finanziaria necessaria per sostenere le spese indispensabili a ripristinare le aree danneggiate dall’alluvione eccezionale del 16 settembre. Abbiamo appreso che avete affrontato le spese con i vostri stipendi. «Si è vero abbiamo deciso di sollevare la cittadinanza da una spesa complessiva di quasi 22 mila euro attraverso l’utilizzo della rinuncia alle indennità spettanti di legge per sindaco e assessori. In questo modo sono stati realizzati gli interventi di ripristino e messa in sicurezza del fosso di Morichella e aree limitrofe, stessa cosa è valsa per le situazioni difficili in località Fonte Termini, Acquaranda, fosso dello Sboccatore, Vallicella e per via della Gavetta senza gravare sulle tasche del bilancio comunale e dunque su quelle dei cittadini».

E’polemica di questi giorni avanzata dalla minoranza consiliare in merito al mancato finanziamento da parte della Regione di un progetto sul dissesto idrogeologico. Qualcosa da dire in proposito? «Gli uffici comunali hanno provato ad intraprendere con ogni energia possibile richieste di finanziamento alla Regione per il dissesto idrogeologico nonostante i tempi strettissimi e la mancanza interna di professionalità specifiche (geologi) che occorrono per fare progettazioni esecutive immediate quando si parla di interventi importanti. Così purtroppo è andata nel caso del mancato finanziamento degli interventi sul dissesto idrogeologico: serve una riorganizzazione degli uffici e delle competenze». Chiara Marricchi

BRACCIANO - Via Braccianese Claudia, 56 - Tel. 06.9988494 (Loc.tà La Rinascente) MANZIANA - Corso Vittorio Emanuele, 68/70 - Tel. 06.9962343 da lunedì a sabato ORARIO CONTINUATO 7.30 - 20.00 - Domenica 8.00 - 13.00


8

Politica

Novembre 2016

9

Politica

Novembre 2016

Bracciano. Progetti e iniziative per rilanciare il settore e promuovere l’immagine del Comune lacustre

“La buona amministrazione esiste”: previsto un risparmio medio di circa 100 euro per ogni famiglia

Sinergie e gemellaggi culturali: la ricetta economica è il turismo

Regione Lazio: da gennaio 2017 abolizione del ticket sanitario

alle difficoltà di una programmazione economica alle immancabili novità Natalizie per il risveglio del territorio. Dalle ipotesi ormai annose di rete e collaborazione tra territori, alle proposte festive: ne parliamo con il sindaco di Bracciano Armando Tondinelli. Progetti per lo sviluppo economico del paese. Per il 2017 state predisponendo una programmazione per la partecipazione a bandi della Città metropolitana e della Regione? «Chiaramente la disastrosa situazione economica di questo Comune non ci permette di ipotizzare progetti di ampio respiro, quindi si procede con una programmazione mirata per la partecipazione a bandi e ad alcuni abbiamo già partecipato. Una volta ottenuto il finanziamento gli uffici dovranno fare la propria parte per portarlo a termine ed evitare di perdere il finanziamento per inadempienze come purtroppo è accaduto in passato». Da La Porta del Lago alla rete turistica che avrebbe dovuto crearsi negli ultimi anni per agevolare ed incrementare il comparto turistico, fiore all’occhiello ipotetico. Nei fatti? Progetti e risorse in fumo o ci sono prospettive? «Negli anni passati il bacino del lago è stato oggetto di numerose iniziative legate al turismo, attuate dai soggetti più disparati, mai co-

al primo gennaio 2017 i cittadini del Lazio non dovranno più pagare il ticket sanitario regionale, un contributo fisso aggiuntivo a quello nazionale, con un risparmio medio di circa 100 euro per ogni famiglia. Per fare qualche esempio, una risonanza magnetica o una Tac passerà da 61,10 a 41,10 euro; una fisiokinesiterapia da 51,10 a 46,10 euro; le visite specialistiche ambulatoriali da 50,10 a 46,10 euro. Un risultato possibile grazie al lavoro di questi anni, che ha permesso di dimezzare il disavanzo economico da 669 milioni di euro del 2013 ai 332 milioni del 2015, per attestarsi quest’anno intorno ai 160 milioni di euro. Negli ultimi tre anni è stata chiusa la stagione dei tagli e degli sprechi per aprire quella degli investimenti: nella riqualificazione degli ospedali con lo sblocco 264 milioni di euro; nella nuova sanità territoriale con le case della salute e gli ambulatori aperti nei weekend;

D

ordinate tra loro,e che raramente hanno coinvolto come attori gli operatori del settore: Terre del lago, Alleanza dell’Etruria meridionale, Terre Latine: un via vai di etichette e buone intenzioni che ha animato il territorio negli anni scorsi. Per di più con la metamorfosi che sta attraversando il Consorzio Lago di Bracciano è venuto meno l’ente di riferimento per la promozione del territorio. Quello turistico è un settore fortemente competitivo, dove non c’è spazio per approssimazione e dozzinalità: delle esperienze fallimentari del passato possiamo portarci dietro solo il monito a non ragionare più per espedienti e iniziative estemporanee. Gelosie campanilistiche, innescate dal nome stesso del nostro lago, hanno ostacolato la genuina attuazione di politiche turistiche veramente di

respiro sovracomunale. Una nuova generazione di amministratori ha obliterato, sincronicamente nei tre Comuni rivieraschi, le vecchie esperienze di amministrazione: i tempi sono maturi per attuare quelle sinergie di cui il turismo ha bisogno e che sono rimaste vuote liturgie. Se vogliamo fare turismo seriamente, dobbiamo coinvolgere e responsabilizzare gli operatori del settore già in sede progettuale, per esempio attraverso l’istituto del contratto di rete, uno strumento dove pubblico e privato possono incontrarsi, spero che il territorio sarà capace di coglierne le potenzialità». Natale e i Presepi. Anche Bracciano, come la Capitale, si prepara ad ospitare una tradizione millenaria. Una riscoperta artistica, un gemellaggio culturale e un

investimento per il circuito economico delle Feste? Ce ne può parlare? «Per tre giorni dal 25 al 27 novembre il centro storico di Bracciano aprirà le sue cantine, concesse dai proprietari, alle botteghe degli artisti di San Gregorio Armeno, la via appunto degli artigiani del presepio. Sarà una manifestazione di grande qualità, che porterà sul nostro territorio moltissimi amanti dell’arte presepiale. L’evento si è concretizzato grazie alla collaborazione con l’Associazione Commercianti, con il Rione Monti e con la Contrada Carraiola di Canale Monterano. Dieci le botteghe fra le più note di Napoli che presenteranno i loro pastori, casette di sughero e di cartone, mulini e capanne nonché interi presepi, e saranno gli artisti stessi ad illustrare il significato che ogni personaggio rappresenta. L’obiettivo di questa amministrazione è quello di far sì che Bracciano, manifestazioni di qualità, raggiunga definitivamente l’identità di un paese turistico ricco di storia e scorci paesaggistici di ineguagliabile bellezza. Il nostro territorio è e sarà teatro di manifestazioni sempre più importanti anche a livello internazionale. E questo territorio sarà ogni volta pronto a ricevere in maniera degna eventi di grande portata che lo faranno crescere e conoscere ovunque anche all’estero». Sarah Panatta

Organo collegiale istituito nel 1997 con funzioni consultive e decisionali per favorire la cooperazione

Rapporto su attività Conferenza Stato-Città e autonomie locali

P

resentato a Palazzo Valentini il Rapporto 2015 dell’attività della Conferenza Stato-città ed autonomie locali. Questa è un organo collegiale, istituito nel 1997, con funzioni consultive e decisionali che opera per favorire la cooperazione fra lo Stato e gli Enti locali. La prima parte del Rapporto documenta l’attività dell’anno 2015 che, come spiega Caterina Cittadino, Segretario della conferenza, “rappresenta un primato storico assoluto per il numero delle sedute e degli argomenti trattati, confermando la Conferenza quale sede politica e di approfondimento delle grandi tematiche sociali come, a titolo di esempio, l’immigrazione e la sicurezza. Si

perché è proprio la città, la città globale, che assume sempre di più il ruolo di contenitore di cri-

ticità e di speranze, di crisi e di modernità. La città globale rende evidente, per altro verso, come la

crisi economica sia sempre di più locale, mentre il porsi in maniera crescente come amministratore di prossimità rafforza lo scenario urbano come scenario privilegiato delle cose da fare”. La seconda parte riguarda gli approfondimenti, dedicati quest’anno al fenomeno dell’associazionismo comunale. Si tratta di una interessante mappa dell’organizzazione della macchina amministrativa complessiva dell’Italia, attraverso grandi numeri aggregati per regioni, per nord-centrosud, per funzioni associate. Il Rapporto è pubblicato sul sito www.conferenzastatocitta.it, nella sezione “Rapporti di fine anno”. Alessandra Lombardi

D

nell’ammodernamento tecnologico delle strutture grazie anche alle risorse ricavate dal recupero dell’evasione dei ticket. Ma insieme alla riorganizzazione delle reti e dei presidi, è partita anche un’im-

portante fase di assunzioni e stabilizzazione dei lavoratori della sanità con oltre 700 nuovi contratti a tempo indeterminato. “Dal fallimento del sistema sanitario allo straordinario

Maltempo. Dichiarazione dello stato di calamità naturale Il presidente della Regione, Nicola Zingaretti, ha dichiarato lo stato di calamità naturale e ha sottoscritto il decreto per chiedere al Governo di dichiarare lo stato di emergenza nei Comuni del Lazio colpiti da una violenta tromba d’aria lo scorso 6 novembre: Ladispoli, Cerveteri, Fiumicino, Bracciano e il XV Municipio di Roma. “L’Amministrazione regionale ha mostrato attenzione e prontezza per fornire una prima immediata risposta alle istituzioni e ai cittadini colpiti dall’ondata di maltempo: un passo rilevante per garantire un aiuto concreto alle persone e alle imprese. Ma la presenza e l’impegno della Regione si manifesta anche con il varo del Programma straordinario di interventi per il dissesto idrogeologico, che prevede un investimento di 10 milioni di euro destinati a 110 Comuni del Lazio.Verrà avviata un’azione capillare con interventi fondamentali per dare risposte efficaci ad un territorio insidiato e indebolito dalle calamità naturali” ha affermato Massimiliano Valeriani, capogruppo regionale del PD.

risultato dell’abolizione del ticket regionale: la buona amministrazione esiste e dà i suoi frutti” afferma Massimiliano Valeriani, capogruppo regionale del PD. “Dopo otto anni viene abolito il ticket sanitario regionale con un risparmio di oltre 20 milioni di euro per i cittadini del Lazio. Cambiare è possibile, ma servono coraggio, idee e impegno. E oggi la Regione sta vincendo la sfida del risanamento e dell’efficienza della sanità”. “Con l’abolizione del ticket sanitario, che gravava dal 2008 sulle famiglie del Lazio, ristabiliamo un importante principio di giustizia sociale” aggiunge il presidente della Commissione regionale Politiche Sociali e Salute, Rodolfo Lena, che ha lodato il lavoro svolto in collaborazione con le organizzazioni sindacali. “I conti della nostra sanità sono in ordine e siamo certi che questa inversione di tendenza durerà nel tempo”.

Spazio Redazionale

Gravi danni ad Anguillara, Osteria Nuova, Tragliatella e Ladispoli: a Cesano si è registrata anche una vittima

Maltempo: violenta tromba d’aria nel comprensorio sabatino

G

rande paura per i cittadini del nostro territorio. Lo scorso 6 novembre una tromba d’aria di notevole potenza si è abbattuta sul litorale di Ladispoli e si è inoltrata fino a Cesano, provocando importanti danni e vittime. I Comuni interessati, oltre a Ladispoli, sono stati quelli di Cerveteri, la frazione Ponton Dell’Elce di Anguillara Sabazia e Cesano. Si sono registrate, purtroppo, due vittime ed ingenti sono stati i danni lungo il percorso della tromba d’aria. A Ladispoli, nella zona prospicente “Piazza Rossellini” gli ultimi due piani di una palazzina sono stati risucchiati all’esterno con lo sfondamento delle pareti. A Cesano la Caserma della scuola di Fanteria dell’Esercito ha subito la demolizione di gran parte della recinzione in muratura e sono state scoperchiate alcune palazzine. Il forte vento ha completamente sradicato il cancello d’accesso della caserma. Purtroppo il fortunale ha provocato la morte di due persone. Si trat-

ta di Singh Surinder, un indiano di 47 anni che è stato colpito alla testa dal frammento di un cornicione di un edificio in via Duca de-

gli Abruzzi, e del 1° Maresciallo Fernando Fiorese, Sottufficiale in pensione che ha prestato servizio presso la Scuola di Fanteria e che

è rimasto schiacciato da un albero mentre cercava di rientrare presso la propria abitazione sita nelle vicinanze della caserma. Anche a Ponton Dell’Elce ed Anguillara si sono registrati importanti danni ad edifici ed alberi che, per fortuna non hanno interessato persone. I Comuni hanno chiesto alla Regione Lazio l’urgenza dello stato di calamità. Immediato è stato l’intervento della organizzazione di Protezione Civile che ha assicurato la messa in protezione dei luoghi danneggiati ed il celere ripristino delle condizioni di sicurezza e viabilità. La Regione Lazio ha, quindi, inviato, il decreto al Governo provvedendo a stabilire l’entità delle risorse economiche necessarie per il ripristino dei danni. Si è in attesa delle decisioni del Governo che, ove, non fossero favorevoli daranno luogo ad una ulteriore valutazione per reperire le risorse necessarie per il sostegno alle famiglie colpite dal maltempo. Federica D’Accolti


10

Politica

Novembre 2016

Iniziative a Bracciano e Ladispoli con il consigliere Massimiliano Valeriani, primo firmatario delle legge

L’agone promuove incontri nelle scuole sul tema del bullismo

L

’Associazione “L’Agone Nuovo” promuove incontri nelle scuole per sostenere la crescita educativa, sociale e psicologica dei minori e per far conoscere ai giovani studenti quali siano le leggi in merito. Per far questo il 28 Novembre, presso l’Istituto Tecnico Aeronautico “Salvo D’Acquisto” di Bracciano, alle ore 9:00 è stato organizzato un incontro con il consigliere regionale Massimiliano Valeriani, primo firmatario della legge per la prevenzione e il contrasto del bullismo. Introdurranno il convegno la professoressa Antonella Galderisi, insieme a Giovanni Furgiuele, presidente dell’Associazione “L’agone Nuovo”. Sempre il 28 novembre, alle ore 11:00 un analogo incontro è stato organizzato presso l’Istituto Statale d’Istruzione Superiore ISIS “Giuseppe Di Vittorio” di Ladispoli. Anche durante questo incontro l’onorevole Valeriani, continuando il suo “tour”, affronterà con gli studenti di

Ladispoli il tema del bullismo. A quest’ultimo incontro saranno presenti la professoressa Vincenza La Rosa, Preside dell’Istituto Alberghiero di Ladispoli, la professoressa Lucia Lolli, Vicepreside dell’Istituto Alberghiero di Ladispoli e Giovanni Furgiuele. I relatori del convegno saranno il Dott. Vincenzo Rinaldi, Direttore Distretto F/3, la Dott.ssa Annamaria Pasquali, Diri-

gene UOC per la Tutela della salute domma e medicina preventiva in età evolutiva. Recentemente, il Consiglio Regionale del Lazio, infatti, ha approvato la norma n.202/2016 sulla prevenzione e il contrasto del bullismo il cui promotore e primo firmatario è stato proprio il consigliere regionale Massimiliano Valeriani. Il Lazio è, cosi, la prima regione italiana che si è dotata i una norma contro questo pericoloso fenomeno. Recenti studi dell’Osservatorio regionale sul bullismo hanno rilevato che, nel Lazio, il fenomeno ha raggiunto una diffusione pari al 41,5% degli alunni delle scuole elementari e medie coinvolti come vittime. Il dato più alto viene da Roma che tocca il 45,7%: in pratica uno studente su due e oggetto di atti di bullismo. La legge regionale prevede lo stanziamento di circa 750mila Euro nel prossimo triennio con una voce specifica nel bilancio regionale atta a finanziare progetti mirati alla prevenzione del bullismo.

Le finalità sono elencate chiaramente nell’articolo 1 del testo, che si prefigge ‘di tutelare la crescita educativa, sociale e psicologica dei minori, di promuovere e sostenere azioni di contrasto del fenomeno del bullismo’. Per interventi di contrasto s’intendono iniziative volte a creare, tra gli studenti, una cultura della legalità, sensibilizzando, oltre che gli adolescenti, anche i genitori e gli operatori scolastici verso questo problema. La strategia è quella di fornire gli elementi per riconoscere il fenomeno per prevenirlo o poter agire correttamente al suo manifestarsi per contrastarlo. I soggetti beneficiari dei finanziamenti previsti dalla Regione saranno i Comuni, siano essi singoli o associati, le istituzioni scolastiche, le aziende del Servizio Sanitario Regionale e le associazioni con certificata esperienza e che operano almeno da cinque anni nel campo del disagio sociale. Federica D’Accolti


11

Territorio

Novembre 2016

Bracciano. Iniziativa organizzata dal locale Lions Club sulle funzioni attuali e le prospettive future

Convegno sul Piano di Assetto del Parco dei Due Laghi

L

o scorso sabato 12 novembre si è svolto il convegno dal titolo Urbanistica e tutela ambientale. Le funzioni del Parco Naturale Regionale Bracciano – Martignano, organizzato dal Lions Club di Bracciano – Anguillara Sabazia Monti Sabatini. L’incontro si è tenuto a Bracciano, presso l’Oratorio Parrocchia S. Stefano P. M. in via Cupetta delle Cartiere, ed ha avuto ufficialmente inizio con i saluti del Presidente del Lions Club di Bracciano – Anguillara Sabazia Monti Sabatini, Bruno Riscaldati, che ha poi moderato le due sessioni del convegno. Il presidente Riscaldati ci ha ricordato la storia dei Lions, nati un secolo fa a Chicago ed arrivati in Italia esattamente 50 anni fa, con le loro mission comuni in tutti i Paesi: combattere la fame e l’ignoranza e diffondere la cultura del proprio territorio. Ha inizio la prima sessione, finalizzata all’approfondimento scientifico del tema in questione, e che ha visto gli interventi di personaggi autorevoli e competenti. Il primo a parlare al numeroso pubblico riunito è Giuseppe Curatolo, Commissario Straordinario del Parco Naturale Regionale Bracciano – Martignano, che ci presenta la sua relazione dal titolo “Le funzioni del Parco Naturale Regionale Bracciano – Martignano. L’attuale assetto e quello futuro” Curatolo ci parla del Parco in rela-

zione con il territorio Sabatino: “Le emergenze della tutela ambientale in generale e quindi anche del Parco di Bracciano provengono quasi per intero dalle attività di manomissione operate delle popolazioni, l’incapacità della normativa e quindi della prassi pianificatoria a guardare al territorio come un unicum non frazionabile produce i guasti che vediamo e determina la necessità di porre una massa di vincoli ed ostacoli. Purtroppo il problema è sempre posto in termini giuridici e non etici e credo che non sia né la sola strada né la strada corretta; il fiorire di condoni e leggi deroga è la dimostrazione del fallimento della pianificazione così come oggi viene praticata. La soluzione è necessariamente una soluzione condivisa che si basa su quattro chiavi di lavoro ispirate al concetto di ecologia globale dell’Enciclica Laudato sì: Ecologia delle professioni, Ecologia della normativa, Ecologia della pianificazione ed Ecologia del costruire. Il Parco può e vuole affiancare con attività di approfondimento e di indirizzo pratico i Sindaci che condividano l’interesse reale per il tema.” Nel rispondere ad alcune sollecitazioni della platea, Curatolo ha ribadito che è aperto fino al 30 novembre il termine per le osservazioni al Piano d’ Assetto pubblicato il 22 settembre scorso. La parola passa a Danilo Casciani, Direttore del Parco Naturale Regio-

nale Bracciano – Martignano che espone la sua relazione dal titolo “La gestione del Parco Naturale Regionale Bracciano – Martignano: il futuro è aperto”, nella quale, tra le altre cose, ci ricorda che oltre 50 siti considerati Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco si trovano in Italia. Venendo al Parco, il Direttore ci tiene a sottolineare il duro lavoro svolto negli ultimi anni e cita la risoluzione all’annoso problema cinghiali; i cittadini e le attività verranno risarcite dei danni causati da questo animale e un’azienda si è aggiudicata il diritto di catturare oltre 200 capi che verranno venduti ad aziende alimentari locali. Per chi fosse interessato ad approfondire il tema, per dicembre l’Ente Parco ha organizzato una giornata di discussione. Casciani conclude dicendo che “Il Parco deve essere un polo attrattivo per la cultura e l’ambiente e fonte di sviluppo economico locale”. Il microfono passa all’Architetto Massimo Cavalieri, con la sua relazione corredata da esaustive slide dal titolo “La pianificazione urbanistica in relazione alla tutela ambientale con particolare riferimento al Parco Naturale Regionale Bracciano – Martignano”. L’intervento prende avvio da un’illustrazione storica dei rapporti tra pianificazione urbanistica e pianificazione paesaggistica, piano regolatore e piano del parco. Rapporti sempre controversi e non ancora ri-

solti. Esamina poi un caso di studio: il borgo di Vicarello con le diverse e divergenti disposizioni degli strumenti di pianificazione urbanistica e paesaggistica. Conclude con uno sguardo ai programmi complessi, in particolare PRINT (programmi integrati di intervento) e STU (società di trasformazione urbana) come strumenti di una possibile strategia olistica che superi i diversi e contrapposti approcci alla pianificazione urbana e territoriale. Con l’intervento dell’Architetto Cavalieri si conclude la prima sessione del convegno. La seconda sessione vede gli interventi dei sindaci dell’area interessata. Il primo a parlare è Gianfranco Rinaldi, Vicesindaco e Assessore all’Ambiente del Comune di Bracciano con la relazione dal titolo “Il Piano di riassetto del Parco Naturale Regionale Bracciano – Martignano. Considerazioni e proposte da parte dell’Amministrazione comunale” Seguono: Sabrina Anselmo di Anguillara Sabazia, Claudia Maciucchi di Trevignano Romano, Bruno Bruni di Manziana, Alessandro Bettarelli di Canale Monterano ed Emanuele Rallo di Oriolo Romano. Il punto è questo: i 10 Comuni all’interno del Parco Naturale Regionale di Bracciano – Martignano devono provvedere a salvaguardare insieme l’altissimo valore paesaggistico e culturale che il Parco racchiude. Monia Guredda

Continua la “battaglia” dell’Università Agraria per garantire il diritto agli usi civici della Faggeta

Valentini: «Diamo ai cittadini di Oriolo ciò che è loro diritto»

C

ontinua senza sosta la “battaglia” dell’amministrazione dell’Università Agraria di Oriolo Romano per garantire ai cittadini il diritto agli usi civici della Faggeta (esclusivamente per la parte riguardante il territorio di Oriolo). Con il termine “usi civici si identificano – così come viene riportato direttamente dal portale della Regione Lazio – i diritti perpetui spettanti ai membri di una collettività (comune, associazione) su beni appartenenti al demanio, o a un comune, o a un privato. Sono di origine antichissima, e si collegano al remoto istituto della proprietà collettiva sulla terra. Il contenuto di questi diritti è vario: pascolo, far legna, raccogliere fronde o erba, spigolare, seminare”. Racconta

il Presidente dell’Agraria Domenico Valentini: «Nel 2007 vari enti tra cui l’Ufficio forestale della provincia, il Parco Naturale Regionale di Bracciano e la Regione, ci hanno autorizzato a praticare dei tagli colturali, determinati dal fatto che vi era una abbondanza di alberi coetanei», che nel caso di piante implica la morte, «per allungare la vita della Faggeta e conservare l’ambiente». Avendo, quindi, gli oriolesi diritto agli usi civici, il legname commerciabile veniva venduto ai cittadini a prezzi modesti, mentre quello non commerciabile veniva dato via gratuitamente. L’anno seguente l’Università Agraria ha presentato alla Regione il PGAF (piano gestione assestamento forestale), ma «a quel punto l’Ente Parco di

Bracciano, che fino a quel momento aveva dato parere favorevole, ha inspiegabilmente fatto marcia indietro per quanto riguarda il discorso dei tagli colturali riguardanti la Faggeta», commenta Valentini. Successivamente si sono tenuti diversi tavoli tecnici alla Regione e nel 2011 l’Ente Parco ha presentato il primo piano di assestamento del parco rispetto al quale l’Università Agraria di ha presentato un ricorso per quanto riguarda la parte relativa alla parte oriolese della Faggeta. E poi? «Poi il discorso è caduto del dimenticatoio e soltanto quest’anno è emerso nuovamente il piano del Parco, ma è lo stesso identico piano di cinque anni fa. Questo significa che non è stato minimamente tenuto conto delle nostre osservazioni – insiste

il Presidente – e bisogna considerare che la Faggeta di oggi non è quella di cinque anni fa e necessita, quindi, di nuove cure». Segue il vicepresidente Felice Nicodemi: «La tutela dei parchi è una cosa sacrosanta, concepita in origine per contrastare l’abusivismo, ma tutela e usi civici devono andare di pari passo, altrimenti i cittadini vengono penalizzati. Non dimentichiamo che un posto come la Faggeta è un patrimonio, che in quanto tale va salvaguardato, ed è solo applicando adeguati tagli che possiamo allungarne la vita. Stiamo parlando di un qualcosa che è comunque destinato a morire – le faggete crescono dagli 800 metri in su – bisogna tardare il più possibile questo processo». Francesco Persiani


12

Territorio

Novembre 2016

La tiroide: Il battesimo del guanto e del volo prevenire e curare Bracciano. Anno scolastico 2016/2017 all’Istituto Tecnico “Salvo D’Acquisto”

I

l 4 novembre si è svolta, per gli studenti del Primo anno dell’Istituto Tecnico “Salvo D’Acquisto” indirizzo Agrario, la cerimonia del “battesimo del guanto” in occasione dell’apertura dell’Anno Scolastico 2016/2017. L’Istituto, in collaborazione con il Centro Volo Rapaci di Rocca Romana, ha organizzato una giornata all’insegna della conoscenza di questi elegantissimi animali. Gli studenti hanno potuto comprendere il comportamento e le abilità di questi animali nel loro habitat ed hanno appreso quale è stato nella storia il rapporto tra l’uomo e queste specie. Accompagnati da falconieri professionisti gli studenti del primo anno hanno seguito un sentiero all’interno del bosco dove hanno potuto sperimentare l’emozione del richiamo al guanto di due poiane, un esemplare maschio e una femmina. Al termine della passeggiata gli studenti hanno imparato cosa significa convivere con questi animali, a rispettare i loro spazi e le loro abitudini nel loro habitat naturale. Gli studenti hanno assistito, quindi, ad una dimostrazione da parte dei professionisti del mestiere che, sulla magnifica terrazza sul lago di Bracciano, hanno dato prova delle abilità dei loro rapaci e dell’interazione con le specie presenti nel centro. Ammirare il volo libero di queste affascinanti specie è stato, per gli studenti, un’esperienza indimenticabile. Numerose sono state le specie di rapaci diurni e notturni. Tra queste: falchi, poiane, nibbi,

gheppi, allocchi, civette, barbagianni e gufi reali. Certamente la regina della giornata è stata l’aquila, mascotte del centro. Al “Salvo D’Acquisto” la didattica all’aria aperta rappresenta un’importante complemento delle lezioni in classe. Il 12 novembre, invece, presso l’aeroporto dell’Urbe, si è svolta, come di consueto, la cerimonia del battesimo del volo per gli studenti del primo anno dell’Istituto Salvo D’Acquisto con indirizzo aeronautico. La giornata è iniziata con la visita ai simulatori della scuola di volo “Urbe Aero”, che ha organizzato e coordinato l’evento. I simulatori sono un segmento importante nell’addestramento di un pilota di aeroplano, in quanto consentono si simulare ogni tipo di situazione, comprese quelle di emergenza, che in volo sarebbe difficile realizzare. Gli istruttori piloti della scuola “Urbe Aero” hanno seguito gli

studenti nella fase di simulazione di volo, accompagnandoli poi negli uffici dell’aerostazione per svolgere insieme tutte le fasi propedeutiche al volo.Si è poi passati all’esercitazione pratica del volo. Prima della partenza non è mancata la lettura della “check list” da parte del pilota per effettuare i controlli di prassi. Gli studenti hanno sperimentato dal vero ogni parte dell’attività di pilotaggio. I voli, di circa 20 minuti ciascuno, sono stati effettuati nello spazio aereo di Roma con 3 velivoli “Diamond DA40”. Indimenticabile è stata l’emozione del primo volo nel suggestivo scenario della Capitale. Tutti hanno ricordato la celebre citazione di Leonardo Da Vinci: “Chi ha provato il volo camminerà guardando il cielo perché là è stato e là vuole tornare”. Federica D’Accolti

a cura di Pierstefano Durantini

Lotta alla Sclerosi Multipla

S

ta per nascere a Manziana, presso locali del Comune in Viale Mazzini, un punto d’incontro per facilitare un aiuto diretto ai malati di Sclerosi Multipla e alle loro famiglie, fornendo loro un supporto pratico e psicologico. Tutto nasce grazie all’idea e alla tenacia di Elena Minelli, cittadina manzianese volontaria dell’AISM (Associzione Italiana Sclerosi Multipla) che, dopo aver organizzato lo scorso 24 settembre il convegno “Oltre la Sclerosi Multipla”, ha intuito l’urgenza di formare un gruppo operativo che agirà in loco come supporto allo sportello della sezione AISM di Roma, al fine di migliorare l’efficienza e la qualità dei servizi alle persone con SM residenti nei comuni del comprensorio sabatino. L’obiettivo è implementare servizi come l’assistenza domiciliare, il trasporto verso centri sanitari e riabilitativi, il ritiro dei farmaci e quanto altro sarà necessario in un’ottica di collaborazione e coordinamento con le istituzioni locali, ma sempre con al centro la persona affetta da SM.

Gentile dottoressa, mi chiamo Rossella e ho 65 anni. Avrei bisogno di un chiarimento su un argomento di attualità. Sono consapevole che è uno dei temi più dibattuti quando si parla del rapporto tra alimentazione, tiroide, ipotiroidismo e assunzione di Eutirox: la soia si può mangiare? Io sono vegana da qualche anno e soffro di tiroidite di hashimoto insorta dopo la menopausa. Non lamento sintomi particolari. Faccio un attività fisica moderata circa tre volte settimana e pongo molta attenzione alla mia alimentazione. La ringrazio di cuore. Lettera firmata Cara Rossella, oggigiorno, vegetariani e vegani attenti alla propria salute e a un’alimentazione sana e varia portano abitualmente in tavola la soia nelle sue diverse forme. Tuttavia circolano molte voci, soprattutto in internet, sui supposti effetti negativi della soia sull’attività della ghiandola tiroide, che spesso proprio dopo la menopausa inizia a ridurre la sua funzionalità, fino anche a quadri di ipotiroidismo conclamato. La domanda è pertanto assolutamente legittima. Ebbene, a oggi non ci sono evidenze che facciano ritenere che la soia interferisca con la funzionalità tiroidea: nell’ambito di una dieta equilibrata ed impostata sulla sana alternanza di tutti gli alimenti. Anche chi ha una funzionalità tiroidea compromessa può consumare soia, facendo però attenzione che la dieta non sia carente di iodio. Risulta allora di particolare importanza assicurarsi che l’introito di iodio con l’alimentazione sia adeguato. E le donne che soffrono di tiroidite autoimmune di Hashimoto possono mangiare soia? Se la funzione della tiroide è normale, sì. Mentre coloro che assumono farmaci per l’ipotiroidismo come la levotiroxina devono porre in atto qualche cautela: la soia infatti può interferire con l’assorbimento di questi medicinali e renderli di conseguenza meno efficaci, cosa che per altro succede anche a seguito dell’assunzione di altri cibi o sostanze. Si raccomanda pertanto in questi casi di assumerla ad una adeguata distanza temporale dalla levotiroxina. Dott.ssa Erica Giustozzi Medico Chirurgo-Specialista Chirurgia Generale e Chirurgia Endocrina Per consulto: dott.giustozzi@gmail.com

13

Territorio

Novembre 2016

Bracciano. Iniziativa promossa dall’Associazione culturale “L’agone” e dall’Istituto “Luca Paciolo”

Presentato il nuovo progetto “Scuola, Cinema e Territorio”

I

l giorno 18 novembre, nell’Aula Magna della sede centrale dell’Istituto Luca Paciolo di Bracciano, ha avuto luogo la conferenza stampa per la presentazione del Progetto Scuola, Cinema e Territorio, nell’ambito di un protocollo d’intesa che l’Istituto ha stipulato con il Comune di Manziana, il Comune di Canale Monterano, l’Università Agraria di Manziana, l’Associazione L’Agone Nuovo, l’Associazione Culturale Tuttaunaltrastoria, Frontera Cinemas, l’Associazione La Seconda Via e la casa di produzione cinematografica Angelika Vision S.r.l. L’iniziativa nasce grazie alla collaborazione tra l’associazione no profit L’Agone Nuovo e l’Istituto d’Istruzione Superiore Luca Paciolo, entrambi impegnati sul fronte della valorizzazione del territorio, in termini di turismo, occupazione e ricaduta economica. A partire dal mese di gennaio 2017, inizierà la Formazione Cinematografica dedicata agli studenti dell’Istituto di Istruzione Superiore Luca Paciolo di Bracciano iscritti agli indirizzi Professionale Promozione Commerciale e Pubblicitaria, Grafica e Fotografia e Liceo Artistico - Indirizzo Scenografia. Al progetto partecipano gli studenti delle classi 3^Z e 4^V (Liceo Artistico, sez. Scenografia), 3^R articolata e 4^S (Istituto Professionale Promozione Commerciale e Pubblicitaria, Grafica e Fotografia). Alle ore 9 la conferenza ha inizio e la prima a rivolgersi al numeroso pubblico in sala è la preside Stefania Chimienti. “Benvenuti a tutti alla presentazione di questo importante progetto che vede coinvolto il nostro Istituto, la cui mission è quella di far convivere tre indirizzi apparentemente inconciliabili come tecnico economico, professionale per i servizi commerciali e liceo artistico. Questo progetto, come altri compresi nel nostro Piano Triennale dell’Offerta Formativa, dimostra che la collaborazione tra tutte le realtà della nostra scuola non solo è possibile, ma rappresenta un valore aggiunto. A tal proposito ci tengo a sottolineare un dato: il nostro di Anguillara è l’unico liceo artistico tra i Comuni della Provincia di Roma ad avere l’indirizzo Scenografia. E saranno proprio questi ragazzi, insieme ai “grafici e fotografi” del

Professionale di via dei Lecci ad essere coinvolti nel progetto. Progetto che come altri da noi proposti vede l’alternanza scuola-lavoro non come un obbligo a cui adempiere, ma come un’opportunità da cogliere con entusiasmo, poiché consente ai nostri studenti di sviluppare le competenze acquisite in contesti d’uso”. La parola passa a Giovanni Furgiuele, presidente dell’associazione L’Agone Nuovo. “Il nostro è un progetto aperto alle collaborazioni e che si svilupperà negli anni, innescando un processo di idee per la valorizzazione del territorio. L’associazione ci tiene davvero molto, in quanto ritiene che la scuola sia al centro del futuro. Ma l’obiettivo è quello di uscire dall’habitat scolastico fornendo agli studenti delle ottime competenze professionali”. Il sindaco di Canale Monterano, Alessandro Bettarelli, ci ricorda che: “Il nostro territorio ha offerto set per numerose produzioni nazionali ed internazionali: basti citare Il marchese del Grillo e Lady Hawke. Io personalmente sono sindaco da soli 5 mesi ed ho già ricevuto 5 richieste di girare nella Riserva di Canale. Ma per tornare ai fasti di una volta dobbiamo snellire la relativa burocrazia che rischia di soffocare il settore cinematografico. Per raggiungere questo obiettivo dobbiamo creare un gruppo di persone con professionalità che possano attirare l’attenzione delle produzioni, le quali a loro volta porteranno prestigio e lavoro nel territorio”. Bruno Bruni, sindaco di Manziana, prosegue con passione il discorso iniziato dal collega. “Il nostro territorio è stato molto

apprezzato dal cinema negli anni passati. Io, come tanti altri, ho fatto la comparsa in molti film qui girati; quelle produzioni erano motivo di occupazione per aziende locali e per moltissime persone. Per questo mi complimento con la preside Chimienti per questo progetto che privilegia i ragazzi. Dobbiamo investire nuove energie, coinvolgendo anche i privati, come ha fatto Manziana per permettere la riapertura dello storico cineteatro Quantestorie. Per raggiungere questi obiettivi serve la collaborazione di tutti i Comuni del territorio, delle scuole e dei privati”. Il microfono passa ad Alessandro Carucci, dell’Università Agraria di Manziana. “Ricordiamo che il nostro territorio ha ospitato numerosi set cinematografici e televisivi, che hanno permesso di far vedere all’Italia intera e non solo la bellezza dei nostri paesaggi”. Fabio Addis, presidente dell’associazione La Seconda Via, ci parla della mission di associazioni come la sua. “È importante che i privati si organizzino al fine di apportare nuove risorse economiche a progetti ed iniziative di natura culturale. Noi nasciamo per aiutare le produzioni cinematografiche e diffondere nella società civile un’idea di unione economica e culturale. E per questo è importante coinvolgere i giovani”. La parola passa a Claudio Zamarion, direttore della fotografia e produttore cinematografico che ha avuto la fortuna di crescere professionalmente collaborando con registi come Argento, Bertolucci, Scorsese, Tornatore, Minghella, Vanzina e con Direttori della fotografia quotati a livello

internazionale anche premiati con Oscar. Tra le varie collaborazioni spicca quella con il fotografo regista Michel Comte con il quale ha firmato molti spot internazionali. Sarà proprio Claudio Zamarion a mettere in pratica il progetto Cinema e Territorio. Dopo uno splendido video di presentazione, che in pochi secondi e con immagini d’impatto condensa le teorie di Propp sulla costruzione di un personaggio, Zamarion inizia a parlare del progetto. “Noi daremo la possibilità ai ragazzi di conoscere da vicino il processo che porta dall’Idea all’ Industria. Per fare questo forniremo un’infarinatura generale sui vari mestieri del cinema, per poi focalizzarci sulla scenografia. Grande rilevanza sarà data anche al ruolo dello storyboard, strumento necessario per rendere l’Idea del regista visibile a tutti i reparti. Il percorso di formazione sarà strutturato in due blocchi da 40 ore ciascuno e sarà tenuto da professionisti del settore che metteranno a disposizione dei ragazzi la loro esperienza. E’ prevista la partecipazione di tutti i reparti che operano nella filiera cinematografica: regia, scenografia, fotografia, suono, trucco, costumi, produzione, post produzione, montaggio, colonna sonora. Durante le prime 40 ore studieranno la teoria, durante le successive 40 ore metteranno in pratica ciò che hanno imparato, realizzando un corto di 12 minuti, che sarà interamente loro, dall’idea di base alla realizzazione finale, tema la valorizzazione del territorio. Il corto verrà poi proiettato per una settimana, prima dei film in cartellone, al cinema Quantestorie di Manziana. Mi aspetto molto dai ragazzi coinvolti nel progetto. E per concludere ci tengo a ringraziare le istituzioni del territorio, compreso l’Ente Parco, che ci aiutano e ci seguono come mai prima mi era capitato”. La conferenza si conclude con le parole della preside Chimienti che ringrazia tutti e che ci mostra la locandina dell’Istituto realizzata da Sharon Cannamela (4^Z scenografia). La ragazza racconta al pubblico che con il suo suggestivo disegno ha voluto sintetizzare la costruttiva coesistenza dei tre indirizzi nella sua scuola, dimostrando chiaramente come, se correttamente seguiti, indirizzati e valorizzati, i ragazzi sappiano dimostrare quello che valgono. Monia Guredda


14

Territorio

Novembre 2016

15

Territorio

Novembre 2016

Vigna di Valle. Passaggio delle consegne nell’hangar del Museo Storico dell’Aeronautica Militare

La Scuola di Fanteria dell’Esercito ha aperto le porte ai ragazzi degli istituti scolastici del comprensorio

Cambio del comandante del Gruppo Servizi Generali

Cesano: gli studenti partecipano a festa delle Forze Armate

unedì 7 novembre presso l’hangar Velo del Museo Storico dell’Aeronautica Militare a Vigna di Valle, si è svolta la cerimonia per il cambio del comandante del Gruppo Servizi Generali tra il tenente colonnello AAran Salvatore D’Amuri, comandante uscente e il il tenente colonnello AAran Gian Piero Nardocci. È stato un evento molto sentito, al quale erano presenti le autorità militari, civili e religiose e le famiglie. Il tenente colonnello D’Amuri, ha tenuto il suo discorso di congedo, dopo quasi 2 anni dall’incarico di Comandante del Gruppo Servizi Generali del Comando Aeroporto/Centro Storiografico e Sportivo, 31 anni di Aeronautica Militare svolti. Da questo momento si appresta ad assumere l’incarico di Capo Ufficio Comando, chiamato a svolgere le funzioni di coordinamento, indirizzo e pianificazione delle attività di tutto il Comando Aeroporto. L’azione quotidiana del Gruppo Servizi Generali è diretta a garantire la continuità logistico-operativa di Vigna di Valle attraverso servizi indispensabili, compito non facile, per questo motivo D’Amuri ha ringraziato il supporto ricevuto nel tempo delle persone che hanno messo a disposizione, con lealtà, dedizione spirito critico costruttivo, le loro energie, risorse e capacità a sostegno della sua azione di comando, tra le quali ha ricordato il comandante colonnello Cencini, suo punto di riferimento, i Capi Sezione, il personale, civile e mi-

l 4 novembre la Scuola di fanteria di Cesano dell’Esercito Italiano ha festeggiato la giornata delle Forze Armate Quasi 350 bambini hanno avuto la possibilità di passare una giornata nella caserma della Scuola di Fanteria dell’Esercito “S. Ten. M.O.V.M. U. Bartolomei” di Cesano. Le scuole che hanno partecipato alla giornata sono state la Scuola Elementare “IC Soglian Amaldi”, la Scuola Primaria “Giovanni Soglian”, l’Istituto Comprensivo “Barbara Rizzo”, la Scuola Secondaria di I Grado “Roberto Rossellini”, e l’Istituto Comprensivo “Enzo Biagi”. I giovani studenti hanno aperto la giornata con il suggestivo rituale dell’alzabandiera. Schierati sul piazzale hanno salutato la bandiera e reso gli onori al Comandante della Scuola di Fanteria. Il picchetto d’onore ha suonato l’Inno di Mameli che, cantato da tutti i presenti, ha fatto si che la semplice cerimonia desse una grande emozione. Dopo l’Inno, è stato letto il “Bollettino della Vittoria” del Generale Armando Diaz, che dichiarava la fine della 1^ Guerra Mondiale e la vittoria dell’Italia nella sua lotta per la libertà. Ha preso quindi la parola Il Comandante della Scuola di Fanteria, Gen.

L

litare del GSG, la moglie e le famiglie del Gruppo Servizi Generali. «Lascio il comando del Gruppo nelle ottime mani del tenente colonnello Gian Piero Nardocci – ha detto D’Amuri - che sono certo saprà raggiungere obbiettivi importanti e conseguire risultati lusinghieri grazie alla sua preparazione, ai suoi modi e al suo tratto che lo contraddistinguono come ufficiale preparato e persona onesta, retta e di principi assoluti. In bocca al lupo Gian Piero!» Il colonnello Vittorio Cencini, comandante del Comando Aeroporto/Centro Storiografico e Sportivo dell’Aeronautica Militare è intervenuto ringraziando le Autorità, rappresentanti delle Associazioni Combattentische e d’Arma, per essere stati presenti alla cerimonia, affermando che non è stato certamente un compito facile quello svolto al Comando del GSG, ma che i risultati raggiunti dal tenente colonnello D’Amuri

sono stati eccezionali. Ha poi continuato dicendo che nel suo incarico si è dimostrato un collaboratore di assoluto rilievo, grazie all’intensità, la passione, l’abnegazione e la determinazione con cui ha operato, e ad un’acuta gestione del suo personale. «Per quanto fatto in questi due anni, caro Salvatore, hai tutta la mia più profonda stima e il mio più vivo plauso; per il prossimo delicato incarico di Capo Ufficio Comando che sei chiamato a svolgere sono certo di poter contare sulla tua elevata competenza e il tuo altissimo senso del dovere. A Gian Piero, l’augurio di trovare, nel Comando del Gruppo Servizi Generali, enormi soddisfazioni professionali, sono certo che affronterai le sfide che ti troverai davanti con la passione e la dedizione che ha sempre dimostrato di possedere». Il tenente colonnello Gian Piero Nardocci, comandante subentrante del Gruppo Servizi Generali del Comando Aeroporto/Centro Storiografico e Sportivo si è unito al tenente colonnello D’Amuri nel porgere i saluti ed i ringraziamenti al comandante, colonnello Cencini e al personale militare e civile che presenziano a questo cambio di comando. «Quando ho avuto la notizia di essere stato scelto per ricoprire questo incarico, passata l’euforia dovuta alla concretizzazione di un desiderio che coltivavo da lungo tempo, ho iniziato a prendere coscienza di quello che

stava accadendo ed ho sentito forte il senso di responsabilità di dover gestire un Gruppo numeroso, che svolge attività trasversali che interessano tutto l’aeroporto. Questo periodo di affiancamento ha rafforzato le mia convinzione: girando per l’aeroporto con Salvatore, che da moderno cicerone mi accompagnava negli uffici e posti di lavori del personale del GSG, ho potuto constatare quante e quali attività vengono svolte e quanto impegno venga dedicato nel fornire il supporto necessario a tutte le articolazioni aeroportuali ed ai vari Enti. Complimenti a Salvatore e al personale militare e civile del Gruppo per l’encomiabile lavoro svolto. Cercherò di interpretare il mio ruolo con passione, determinazione e totale disponibilità. Grazie Salvatore per l’eredità che mi lasci, in bocca al lupo per il tuo nuovo incarico, sicuro che anche lì ti farai ben volere da tutti i tuoi collaboratori per la tua professionalità, per il tuo spirito volitivo e per la tua grande preparazione. Ringraziando il comandante, colonnello Cencini per la fiducia che ha riposto in me assegnandomi questo delicato e prestigioso incarico. Grazie a tutti per essere qui a testimoniare questo importante momento della mia carriera lasciando l’ultimo pensiero a tutta la mia famiglia che da sempre mi è vicina». Federica D’Accolti

I

B. Massimo Mingiardi, che dopo aver salutato tutti i bambini presenti ha ricordato l’importanza ed il valore delle Forze Armate, il cui impegno è di garantire a tutti i cittadini la sicurezza e la libertà. “Molti degli uomini che vedete passeggiare per le strade di Roma – ha detto – sono passati da questa caserma e sono stati addestrati qui per essere pronti a proteggerci da ogni ingiustizia. L’Esercito, come le altre Forze Armate, sarà sempre orgoglioso se riuscirà ad infondere in ciascuno di voli un sogno da raggiungere.” Gli alunni hanno potuto poi passeg-

giare liberamente tra mezzi militari in esposizione e stand ed hanno potto scoprire, passo per passo, il mestiere del soldato ed hanno provato l’ebrezza del percorso di guerra e della scalata, prove che fanno farte del duro addestramento che i militari svolgono presso la caserma di Cesano. Anche l’Associazione “L’Agone Nuovo”, che segue molto le iniziative ed i percorsi scolastici, è intervenuta alla giornata organizzata dalla caserma ed ha potuto intervistare il Generale di Brigata Massimo Mingiardi sui progetti che l’Esercito italiano vuole

portare avanti nelle scuole. “Questo di oggi è un progetto che portiamo avanti dalla scorsa estate. - ci ha detto - A maggio abbiamo aperto di nuovo la caserma al pubblico per la festa della Fanteria. Oggi, invece, celebriamo la festa dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate. Il nostro obiettivo è, innanzitutto, di aprire il nostro mondo il più possibile verso la popolazione civile, trovando forme di collaborazione soprattutto con le scuole locali. Ad esempio, la nostra piscina, una delle tante infrastrutture che abbiamo all’interno della caserma, è aperta alla popolazione attraverso una convenzione con la “FIN”. Così si può permettere ai cittadini di poter sfruttare la piscina dopo le attività addestrative, nel pomeriggio, dopo le 16:30. Vorremo anche dare la possibilità di mettere a disposizione dei bambini il campo sportivo, iniziativa che stiamo curando in questi giorni. Ad ottobre organizzeremo una “X Race”, una corsa che serve per alimentare il sano spirito di competizione che, nello sport, è fondamentale. Apriremo, quindi di nuovo la nostra caserma per questa gara. Spazio aperto per accogliere le proposte per incrementare queste iniziative”. Federica D’Accolti

Il sindaco Tondinelli: «I maestri artigiani hanno donato un presepe che verrà esposto all’Archivio Storico»

Bracciano: nel centro storico i presepi di S. Gregorio Armeno

L

e Associazioni “Asso del Lago” e “Corpo di Napoli – ONLUS”, in collaborazione con l’Associazione “Commercianti di Bracciano” e con la partecipazione del “Rione Monti Bracciano”, hanno proposto la IV edizione della Festa dei Presepi, nel suggestivo scenario del centro storico di Bracciano. La manifestazione ha visto la partecipazione di gran parte dei maestri artigiani del presepe della celebre via di San Gregorio Armeno. L’intento è stato quello di far rivivere la gioiosa atmosfera del Natale in una cornice di assoluta valenza artistica. Numerose sono state le botteghe allestite per le vie del centro lungo tutte le strade che collegano la piazza della “Sentinella” e “Piazza Castello”. Per tre giorni sono stati aperti i mercatini artigianali ed è stato attivato un apposito servizio di navetta gratuito per permettere a tutti i visitatori di raggiungere il centro storico che, per l’occasione, è stata inibita al traffico automobilistico. Per l’occasione le cantine del Centro

Storico sono state concesse dai proprietari per ospitare gli artisti partenopei. Sabato 26 e Domenica 27 novembre, dalle 15 alle 19, chi ha passeggiato per il centro storico ha incontrato anche un Presepe Vivente Itinerante organizzato “Contrada Carraiola” di Canale Monterano. “E’ un pensiero di qualità che voglio

fare ai miei cittadini – sottolinea Armando Tondinelli, primo cittadino di Bracciano – L’evento si è concretizzato grazie alla collaborazione delle associazioni locali che, da quando sono Sindaco, partecipano attivamente alla vita del territorio. Lavorerò, insieme alla mia squadra, affinché Bracciano raggiunga definitivamente l’identità di un paese turistico ricco

di storia e scorci paesaggistici di ineguagliabile bellezza. Il nostro lago – conclude il Sindaco – è, e sarà, teatro di manifestazioni sempre più importanti anche a livello internazionale. Questo territorio sarà pronto a ricevere degnamente eventi di grande portata che lo faranno crescere e conoscere ovunque anche all’estero”. Dieci le botteghe fra le più note di Napoli che hanno presentato i loro pastori, casette di sughero e di cartone, mulini e capanne nonché interi presepi. Gli stessi artisti hanno illustrato il significato di ciascun personaggio del Presepe. “Ringrazio l’associazione Corpo di Napoli e tutti gli artisti delle botteghe che sono stati presenti all’evento – conclude Tondinelli – che, alla fine della manifestazione, hanno donato a Bracciano un presepe che verrà esposto per tutto l’anno nei locali dell’Archivio storico. Un particolare ringraziamento va all’associazione “Asso del Lago” di Anguillara che ha proposto una manifestazione così importante.” F.D’A.


16

Territorio

Novembre 2016

Municipio XV. Un importante centro museale contemporaneo nell’area del Parco di Veio

Spunti e suggerimenti di letture in giro per le biblioteche del comprensorio.

Il patrimonio della Fondazione Baruchello

I

l Parco di Veio non è solo territorio di natura e archeologia, ma anche il luogo dove sorge la Fondazione Baruchello, un importante centro museale contemporaneo, creato nel 1998 da Gianfranco Baruchello, noto artista italiano e Carla Subrizi, sua compagna di vita. Si tratta della casa-studio dell’artista, trasformatasi negli anni in uno spazio, da privato a pubblico, destinato al sostegno e alla sperimentazione dell’arte contemporanea, che ad oggi ospita una cospicua collezione, comprensiva di circa cinquecento opere tra pittura, scultura, oggetti, cinema e video, una biblioteca di circa quarantamila volumi, manoscritti e archivi, attrezzature video e cinematografiche, superfici esterne per circa undici ettari, edifici, oltre la sede stessa, per residenze, studi d’artista e laboratori. Alla donazione di Baruchello, frutto di una lunga carriera artistica, si aggiungono nel tempo, tra gli altri, anche il Fondo Emilio Villa e il Fondo Nanni Balestrini. Inserita al crocevia di una trasformazione territoriale, ambientale e culturale che vede la coesistenza di piccole e medie imprese, agricole e zootecniche, risorse archeologiche, transito continuo dalla periferia alla città, la Fondazione

Bibliotecando “Il cervello gioca in difesa. Storie di cellule che pensano” Baruchello costruisce la propria azione continuando a sviluppare quanto Baruchello ha realizzato non soltanto nella specificità territoriale di questo luogo ma anche attraverso l’idea che l’arte sia un linguaggio per pensare e immaginare forme diverse di esistenza e coesistenza nel mondo. Immersa in un ampio parco, con piante secolari, campi e giardini, su un territorio originariamente attraversato dall’antica strada che collegava Veio a Sacrofano, sin dall’inizio la Fondazione ha individuato proprio in questa specificità una premessa culturale, tra arte, natura e politica culturale. La Fondazione intende dunque privilegiare la posizione decentrata in cui si trova, considerando questa ubicazione alla periferia di Roma una particolarità dalla quale possono avviarsi nuove forme di sperimentazione per

ripensare il paesaggio sia naturale che culturale tra XX e XXI secolo. Una seconda sede è stata recentemente inaugurata al centro di Roma, non lontano dal Gianicolo, in Via del Vascello: questo spazio costituisce una ulteriore possibilità per collegare e incrementare le attività e i progetti. Per informazioni e contatti: www. www.fondazionebaruchello.com Orari: Ore 10-18 dal lunedì al venerdì (esclusi i giorni festivi, agosto, 23 dicembre – 7 gennaio, festività pasquali). Sedi: Via di Santa Cornelia 695, 00188 Roma - Via del Vascello 35, 00152 Roma. Tel: +39 06 33 46 000/ +39 3387566847. Per raggiungere la sede di Via di Santa Cornelia: ss Cassia bis, uscita Castel de’ Ceveri, irezione Formello fino al civico 695 Francesco Quarantini

Roma. Rappresentano il più importante stabilimento termale dell’antichità

Alla scoperta delle Terme di Diocleziano

A

rrivando da piazzale dei Cinquecento, ci troviamo davanti dei giardini con all’interno delle antichità romane, ed è lì che ci stiamo incamminando. Le terme di Diocleziano furono iniziate nel 298 a.c. e i lavori terminarono nel 306 da Galero e Costanzo. Le terme vennero utilizzate fino al 537, quando i Goti tagliarono l’acqua, e fu così che nel 546 l’edificio divenne una cava di materiali di rimpiego. Nel 1561 il Papa Pio IV all’interno delle terme realizzò una basilica dedicata a Santa Maria Maggiore degli Angeli (realizzata da Michelangelo). Nel 1575 per volontà di Papa Gregorio XIII gli ambienti ad ovest del calidarium vennero trasformati in granai, quando solo un anno prima Papa Benedetto XIV aveva installato nell’aula ottagonale la chiesa di S.Isidoro in Thermis, nel 1700 questa subì un’ulteriore modifica divenendo anch’essa un granaio. Dove una volta, inoltre, era ubicato il convento dei Certosini, allestito da Michelangelo, ora si trova una delle

a cura di Dannix

quattro sedi del Museo Nazionale Romano, nato per ospitare i reperti provenienti dalle città, datati tra il V secolo a.c. e il III d.c. Apparteneva al recinto perimetrale anche la grande esedra (in architettura, un’esedra è un incavo semicircolare, sovrastato da una semi-cupola, posto spesso sulla facciata di un palazzo, ma usato come apertura in una parete interna, L’esedra fu adottata dai Romani, per poi affermarsi in epoche storiche successive a partire dall’architettura romanica e da quella bizantina). An-

ticamente adibita a teatro e in epoca moderna trasformata in Piazza della Repubblica. La facciata della chiesa di S. Maria degli Angeli, in piazza della Repubblica, ha infatti l’esedra di una delle sale delle Terme di Diocleziano. Le terme furono costruite per servire i popolosi quartieri del Quirinale, del Viminale e dell’Esquilino. Esse costituiscono il più grande stabilimento termale dell’antichità di circa 140.000 metri quadrati, escludendo la cisterna rinvenuta in Piazza dei Cinquecento, alimentata da un ramo dell’Acqua Marcia. Costruite in mattoni. Questo enorme edificio termale era costituito da un complesso centrale con calidarium, tepidarium e natatio disposti lungo l’asse minore. Lungo l’asse maggiore erano disposte le palestre, con un grande recinto circostante adibito a giardino, con alberi, piante, sentieri e statue. La gigantesca costruzione, che poteva ospitare contemporaneamente più di 3.000 persone, occupa un’area di m 380 x 370. Gloria Donati

di Gianvito Martino Collana Forma Mentis: edizioni Mondadori

I

libri di divulgazione scientifica sono spesso noiosi. Solo gli appassionati, gli esperti e i “fissati” li leggono con passione; ricordando De Andrè, spesso servono solo a “stupire mezz’ora” in una conversazione tra amici. Ma qualche volta possono essere davvero interessanti: quando cioè danno risposte a domande che giacciono nella nostra mente, ma che non abbiamo mai approfondito perché convinti di non avere gli strumenti culturali adatti per comprenderne le risposte. Gianvito Martino si dimostra capace di incuriosire e catturare il lettore parlando del cervello umano. Delle sue cellule, dei suoi codici e delle sue straordinarie capacità al servizio del corpo umano. L’autore parla a lungo del sistema immunitario e dei complessi meccanismi che lo legano al cervello: ci fa comprendere come la struttura mentale di un individuo non sia solo un “prodotto culturale” ma il risultato di una sottile ed antica elaborazione cellulare che lavora per noi. Ci spiega infatti che fino dalle prime settimane dal concepimento, le celluline di cui siamo fatti, cominciano a chiedersi cosa, tra tutto ciò che le circonda sia di famiglia, cioè amico ed innocuo, e cosa sia estraneo e potenzialmente pericoloso. E quando lo capiscono attaccano con decisione secondo la strategia più efficace per reagire ad ogni situazione indesiderata. Il difficile, naturalmente, e lo sarà per tutta l’esistenza, è capire con precisioni cosa ci appartiene (self) e cosa sia estraneo (non-self) e da questo processo di apprendimento dipenderà lo sviluppo delle capacita immunologiche e - perché no - anche di quelle sociali. E’ un tentativo piuttosto intrigante di superare la barriera, spesso rigida ed apparentemente invalicabile, che separa la ricerca scientifica dalla elaborazione psico-sociologica.

17

Territorio

Novembre 2016

Osteria Nuova. Interventi di esperti per approfondire tematiche scientifiche e argomenti di attualità

Riparte la collaborazione de L’agone con l’Istituto Enzo Biagi

A

i nastri di partenza gli incontri che l’Associazione Culturale “L’Agone Nuovo” organizza presso l’istituto Enzo Biagi di Osteria Nuova. L’appuntamento, consolidato ormai da anni, consente all’Istituto Biagi di avvalersi delle professionalità di esperti delle varie discipline. Questa collaborazione permette inoltre di mettere a disposizione agli alunni della Scuola Media un utile strumento di approfondimento per quanto riguarda alcuni argomentichiave delle varie materie curriculari e di tematiche concrete relative alle Scienze e all’ Ambiente, legate anche al territorio di appartenenza, fornendo nel contempo stimoli e risorse importanti per la loro formazione didattica. Il tema trattato lo scorso anno con le classi prime riguardava l’acqua come bene prezioso e pubblico. Questo argomento è stato molto apprezzato dagli alunni, soprattutto in occasione della visita ad un impianto di depurazione ed un successivo incontro sul tema della raccolta differenziata. Possiamo quindi affermare che quando gli argomenti di cui si parla sono calati nella realtà quotidiana o si possono osservare dal vivo, l’interesse dei ragazzi è sicuramente più alto e l’esperienza che ne riportano è estremamente significativa. Per le classi seconde il tema trattato è stato quello della sana alimentazione, argomento questo sempre molto interessante; quest’anno in particolare ha destato vivo interesse

la parte relativa al controllo degli alimenti nell’industria alimentare. Questo aspetto della produzione alimentare spesso non è ben compreso dai ragazzi, forse perché non molto pubblicizzato, ma è alla base di una alimentazione sicura dal punto di vista igienico. Per le classi terze sono state sviluppate due tematiche: la luce e l’intercultura. Il primo tema, la luce ed i suoi fenomeni, ha stimolato un entusiasmo generale, anche negli alunni di solito meno interessati, grazie al relatore che ha saputo coinvolgerli attraverso piccoli esperimenti spettacolari. Il secondo tema, l’intercultura, ha trattato l’esperienza concreta di chi opera quotidianamente con i più bisognosi ed è stato un importante momento di riflessione per i ragazzi anche in relazione ai percorsi che la scuola adotta al fine di educarli alla legalità, alla convivenza civile e all’inclusione. Mentre un argomento trasversale alle seconde e terze ha riguardato

la comunicazione: come viene trasmessa la comunicazione, come si lavora con le notizie, cosa è il dovere di cronaca e la passione giornalistica. Tale argomento ha mostrato ai ragazzi gli strumenti e le modalità per poter scrivere un pezzo giornalistico o, anche più semplicemente, una relazione su quanto appreso durante tali conferenze. Questo per quanto riguarda le attività dell’anno scolastico 2015/2016. Andiamo ora a presentare le attività in programma per l’anno 2016/2017. Come da tradizione è previsto l’intervento di esperti in vari settori per approfondire tematiche e argomenti scientifici e di attualità al fine di sensibilizzare gli alunni su alcuni aspetti della vita quotidiana, in particolare l’ambiente, il risparmio energetico, i corretti stili di vita e, non ultimo, il problema del bullismo e del cyberbullismo, che sappiamo essere di tragica attualità. Il coordinamento delle varie attività sarà affidato alla professoressa Anna

Maria Diotallevi ed al presidente dell’associazione culturale L’Agone Nuovo, Giovanni Furgiuele. Le attività in programma avranno inizio il 25 novembre è saranno così articolate: le classi prime parteciperanno a due incontri che avranno come oggetto l’acqua come risorsa naturale e la salvaguardia dell’ambiente; le classi seconde prenderanno parte a due incontri che verteranno sul delicato tema dell’alimentazione, con un’attenzione particolare nei confronti del controllo degli alimenti e dei disturbi legati ad una alimentazione non corretta e a non corretti stili di vita; le classi terze saranno impegnate in due incontri a tema luce e energia (il primo) e su come comunicare e costruire un articolo di cronaca (il secondo). Il ciclo di attività si concluderà con l’incontro sul delicato ed attuale tema del bullismo e del cyberbullismo e sarà rivolto a tutte le classi. In questa occasione ci si avvarrà anche dell’intervento dei Carabinieri e, considerata la portata dell’argomento, l’incontro potrebbe essere aperto anche alle famiglie degli alunni. Gli alunni, come d’abitudine, saranno direttamente coinvolti non solo durante gli incontri con gli esperti; infatti sarà loro richiesto di realizzare dei brevi interventi scritti e illustrati su quanto appreso durante il ciclo di incontri. Tali articoli saranno pubblicati all’interno della rivista dell’Associazione culturale L’Agone Nuovo. Monia Guredda

Manziana. Il concetto di benessere e una corretta postura con la tecnica del Fitwalking

Seminario su “Alimentazione e movimento dai bimbi ai nonni”

D

omenica 13 novembre si è svolto a Manziana presso l’aula consiliare (Largo G. Fara) con il Comitato Sabatino della Croce Rossa Italiana, il patrocinio del Comune e della Pro Loco di Manziana e con la collaborazione dell’Associazione culturale “Tone e Fitwalking” un seminario dal titolo “Alimentazione e Movimento dai bambini ai nonni”. All’evento hanno preso parte per il Comitato Locale Sabatino Nadia Minciacchi, per il Comune di Manziana l’Assessore Eleonora Brini e per l’Associazione “Tone e Fitwalking” il Presidente Patrizia Pellegrini e il Vice Presidente Luca Cucchi (istruttore di Fitwalking con metodo Maurizio Damilano). L’Associazione si propone di

armonizzare il concetto di benessere di tutti coloro che vogliono prendersi cura di se, mediante la conoscenza del mondo naturopatico che spazia dall’alimentazione, all’equilibrio psico emozionale passando per l’equilibrio fisico, dall’unione del tutto tracciare quindi dei percorsi del benessere a 360° .«Il nostro motto – ci dice il Presidente Patrizia Pellegrini – è: prevenire meglio che curare e insieme si può fare!» Durante il seminario si è parlato dello scopo del progetto è che è appunto quello di alimentarsi e di muoversi in modo consapevole utilizzando i prodotti della terra e assumendo una corretta postura con la tecnica del Fitwalking. Inoltre, l’associazione ci tiene a voler riportare l’attenzione

verso uno stile di vita del tutto sano e naturale trascorrendo del tempo all’aria aperta e contemporaneamente rientrando in possesso della consapevolezza del nostro ambiente e del valore terapeutico del cibo prodotto nel nostro territorio. L’evento ha avuto un riscontro molto positivo da parte del pubblico, in quanto sono state diverse le persone attente all’argomento affrontato e che si sono preoccupate di prendere anche degli appunti. Trattandosi di un argomento interessante e che coinvolge tutte le fasce di età, il seminario verrà replicato a Canale Monterano l’11 dicembre e ad Anguillara Sabazia il 22 gennaio. Claudia Reale


18

Cultura

Novembre 2016

Evento organizzato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Manziana presso l’Aula Consiliare

Corso di lettura sulle opere dei grandi autori contemporanei

U

n pomeriggio con Adso da Melk e Guglielmo Da Baskerville a raccogliere indizi e risolvere enigmi. Giovedì 17 novembre si è svolto il secondo di quattro incontri ravvicinati con un autore e la sua opera, organizzati dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Manziana presso l’Aula Consiliare, con ingresso gratuito. Grazie alla lettura e all’analisi della professoressa Paola Fontana, i partecipanti possono immergersi in alcuni dei testi narrativi più noti e stimolanti della letteratura italiana e straniera. Alla fine di ogni incontro, è aperto uno spazio dedicato agli interventi, per riflettere sull’opera e ascoltare i vari punti di vista. Dopo il primo appuntamento che ha avuto come tema il giallo di Andrea Camilleri, con la lettura e l’analisi delle peripezie del Commissario Montalbano, il secondo ha catapultato l’uditorio nel monastero benedettino de “Il nome della Rosa” di Umberto Eco, un incrocio di generi, tra il giallo, lo storico, il narrativo e il filosofico. Il romanzo ha ottenuto un vasto successo di critica e di pubblico, vendendo oltre 50 milioni di copie in 30 anni e venendo tradotto in oltre 40 lingue. Ha ricevuto diversi riconoscimenti, tra cui il Premio Strega nel 1981, ed è stato inserito nella lista

de “I 100 libri del secolo di Le Monde”. Dal libro è stato tratto nel 1986 il film omonimo per la regia di Jean-Jacques Annaud, con Sean Connery nei panni di Guglielmo e Christian Slater nel ruolo di Adso. Nonostante gli apprezzamenti e il suo indiscusso successo editoriale, Eco considera il suo libro sopravvalutato rispetto ad altre sue opere, a suo dire migliori. “Il nome della Rosa”, ambientato sul finire dell’anno 1327, si presenta con un espediente letterario classico, quello del manoscritto ritrovato: riproporre un artificio letterario tipico dei romanzi inglesi neogotici, e utilizzato anche da Alessandro Manzoni nei “I promessi sposi”. All’interno sono presenti molteplici piani di lettura, che possono essere colti dal lettore a seconda della sua preparazione culturale. Il libro è costruito attraverso una fitta rete di citazioni tratte da numerose opere letterarie: è, in un certo senso, un libro fatto di altri libri. Sotto la superficie, è presente una forte componente esoterica, e di fondo la storia può essere vista come una riflessione filosofica sul senso e sul valore della verità e della sua ricerca, da un punto di vista strettamente laico, tema del resto comune alle opere successive di Eco. Nel piano di lettura storico presente nel romanzo, i

personaggi e le forze che nella vicenda narrata si contrappongono rappresentano in realtà due epoche e due mentalità che in quel periodo storico si sono trovate a fronteggiarsi: da un lato il medioevo più antico, col suo fardello di dogmi, preconcetti e superstizioni, ma anche intriso di una profonda e mistica spiritualità, dall’altro lato il nuovo mondo che avanza, rappresentato da Guglielmo, con la sua sete di conoscenza, con la predisposizione a cercare una verità più certa e intelligibile attraverso la ricerca e l’indagine, anticipazione di un metodo scientifico che in Europa di lì a poco non tarderà ad affermarsi. Un ulteriore piano di lettura vede il romanzo come un’allegoria delle vicende italiane contemporanee o di poco precedenti all’uscita de “Il nome della rosa”, ovvero la situazione politica degli anni settanta, con le diverse parti in causa a rappresentare sì l’evolversi politico e spirituale legato al dibattito sulla povertà nel Trecento, ma anche le diverse correnti di pensiero o situazioni proprie degli anni di piombo: Papa Giovanni XXII e la corte avignonese a rappresentare i conservatori, Ubertino da Casale e i francescani nel ruolo dei riformisti, Fra Dolcino e i movimenti ereticali medievali in quello dei grup-

pi, armati e non, legati all’area extraparlamentare. «Questo corso di lettura e l’aver conosciuto una professionista come la dottoressa Fontana sono state due delle mie soddisfazioni più grandi in questo primo mandato di assessore alla Cultura del Comune di Manziana – dice Eleonora Brini -Una grandiosa iniziativa mossa da una sana e genuina passione per la letteratura italiana e straniera e un infinito amore per la lettura che ha da sempre contraddistinto le strade di entrambe. Ringrazio Paola poiché ci siamo incontrate lungo questo cammino, certe di poter offrire ai nostri concittadini e a chiunque abbia voglia di partecipare una gran bella opportunità. Spero, se ce ne sarà la possibilità, di improntare il prossimo corso anche sulla poesia, per far avvicinare tutti a un genere letterario così complesso ma allo stesso tempo affascinante. In fondo la cultura non è altro che questo: uno splendido “gioco” di condivisione, mettendo il proprio sapere a disposizione degli altri». Gli ultimi due appuntamenti sono previsti per giovedì 19 gennaio, con “La donna del tenente francese” di John Fowles e a febbraio, con le pagine delle “Memorie di Adriano” di Marguerite Yourcenar. Alessia Rabbai

19

Cultura

Novembre 2016

Canale. Quinta edizione della manifestazione organizzata dalla Nobile Contrada Carraiola

Un presepe vivente tra le antiche rovine di Monterano

U

n presepe vivente per far rivivere le antiche rovine di Monterano trasformandole in uno dei luoghi più magici d’Italia. L’evento, organizzato dalla Nobile Contrada Carraiola nelle sue numerose attività sociali e di promozione del territorio e giunto alla V edizione, è diventato ormai un appuntamento irrinunciabile sia per chi abita nei paesi limitrofi che per i romani, in occasione di una gita fuori porta. Quest’anno è prevista una nuova data, il 18 dicembre, prima dell’inizio delle feste di Natale, oltre alle due giornate di lunedì 26 dicembre e venerdì 6 gennaio, dalle ore 15 alle ore 19. La particolarità del presepe a Monterano è l’ambientazione nel tardo Medioevo inizio Rinascimento, a differenza dei vari presepi viventi che vengono messi in scena in questo periodo, per cercare di ricreare un ambiente incantato e ripopolare l’antico abitato. L’idea è quella di rappresentare nel contesto della Natività una giornata tipica di mercato ambientata verso la fine del 1400, quando l’antico feudo era un possedimento della famiglia Orsini. «Le opere più importanti che per l’occasione tornano ad antichi fasti – dice il presidente Manuele Magagnini - sono state realizzate più tardi nel tempo, ci siamo presi questa licenza perché è proprio tra la fine del 1400 e la metà del 1500 che il pianoro di Monterano vive un momento magico (molto conosciuta la produzione di vino bianco “Alicante” e rosso, di Olio d’Oliva e di farina grazie ad un attivo mulino), infatti lo troviamo citato più volte in molti testi giunti a noi dall’Archivio Vaticano». In questo contesto vengono rappresentati molte figure che partecipano alla vita quotidiana in quel periodo: Arti e Mestieri, Nobili, Cavalieri, Armati e soprattutto il popolo. Tutti i contradaioli lavorano insieme in tutte le fasi della preparazione delle strutture del presepe, delle sce-

nografie, della recitazione e delle comparse, coniugando l’esperienza di carpentieri, fabbri ma anche persone che negli anni passati hanno affinato maestranze come registi e scenografi del presepe, coniugando esperienza ed entusiasmo nella rea-

fotografia la Fontana del Leone, che per l’occasione riprenderà vita e il Convento di San Bonaventura. Per chi lo desidera potrà visitare il presepe con una guida in costume per le spiegazioni storiche del sito (a cura dell’associazione Lympha). L’acces-

lizzazione dell’evento. All’interno, verranno offerti a tutti i visitatori i prodotti tipici di Canale come olio, il pane storico, formaggio e vino. Impossibile non immortalare con la

so al presepe sarà possibile con mezzi propri fino a località Comularetto passando da Montevirginio, dove si arriverà ad un ampio parcheggio. Il pianoro di Monterano è raggiungibi-

IL GIORNALE DEL LAGO

le sia a piedi che con bus navetta gratuitamente. La distanza da percorrere sé di circa 1500 metri illuminati con cura per l’occasione. «Sono entusiasta di questa esperienza – afferma Magagnini - Il lavoro è tantissimo e le criticità pure ma la bellezza del luogo e l’amore che ogni canalese ha per il suo territorio mi ripaga ampiamente degli sforzi. Quest’anno oltre al rione Monti di Bracciano e alla contrada castagno abbiamo la nuova collaborazione della contrada Stigliano, e del comitato 1977 di Canale, nonché della contrada Polveriera di Allumiere per quanto impegno e dedizione stanno prodigando sul posto. Rispetto alle precedenti edizioni stiamo mettendo a punto un sistema per rilevare le auto in entrata con pieghevoli descrittivi dell’evento nel quale i visitatori potranno trovare tutte le notizie per una buona permanenza sul sito. I pieghevoli verranno consegnati all’ingresso che anche quest’anno avverrà dalla frazione di Montevirginio; e sistemi di video rilevazione con telecamere collegate wii-fi per avere sempre aggiornata la situazione degli accessi al parcheggio. Dopo le prime due edizioni dove abbiamo avuto grandissimi problemi con la viabilità, ci stiamo sempre più perfezionando per fare in modo che tutti possano fruire di questo magico posto senza troppi problemi, grazie anche alla sistemazione del parcheggio in località Comularetto». I turisti potranno interagire direttamente in rete, ci sarà un potente segnale wifi che permetterà ai visitatori di scaricare ed inoltrare direttamente foto, video, commenti e quant’altro, sulla pagina fb e sul canale twitter dell’evento. In caso di pioggia domenica 8 gennaio sarà disponibile per un eventuale recupero. In caso di maltempo, prima di mettervi in viaggio per Monterano consultate la pagina Facebook contradacarraiola oppure il sito www.contradacarraiola.it. Alessia Rabbai

Per sostenere L’agone e promuovere la tua attività è possibile contattare furgiuele.giovanni@gmail.com Tel. 339.7904098


Fashion & Shoes

Centro Comm.le “Elite”- Santa marinella

CENTRO COMM.LE “ELITE” - VIA AURELIA SUD - SANTA MARINELLA

APERTO TUTTI I GIORNI

08.00 - 20.30

Centro Commerciale “Elite” Via Aurelia Sud - Santa Marinella


Lagone novembre 2016