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N째 001/2011 31 dicembre 2011

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VACANZE IN MOZAMBICO Spiagge incontaminate, terra di boa gente 1


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INDICE

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EDITORIALE

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IMPRESSIONI DI MERAVIGLIA

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A SPASSO CON LE MEGATTERE

di Nunzio De Nigris

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LA PENISOLA DI INHAMBANE

di Laura Giampaolo

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MACCHININE

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LAGOA POELELA RESORT

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DIARIO DI UN’ITALIANA IN MOZAMBICO

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PORTFOLIO: L’AFRICA A 80 KM/H

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L’ERA DEI VIAGGI SOCIALI

di Laura Giampaolo di Veronica Baldisserri

di Michele Lezza di Laura Giampaolo di Federica Argentero di Claudio Della Bernardina di Ciro Gechelin


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EDITORIALE di Laura Giampaolo

“Un sogno sembra un sogno fino a quando non si comincia da qualche parte, solo allora diventa un proposito, cioè qualcosa di infinitamente più grande”.

Adriano Olivetti Come spesso accade nella vita delle persone, sono i sogni a condurci lontano. Il desiderio, la passione, la condivisione di un progetto di vita cresciuto con la maturità e la consapevolezza hanno portato me e Nunzio in Africa australe, nella terra di boa gente, sulle rive del Lago Poelela, in Mozambico. Terra di straordinaria bellezza e antico fascino, soffocato da decenni di guerra il Mozambico è oggi un paese in grande espansione e crescita economica che cerca di ricostruire con impegno e dignità ciò che la guerra ha spazzato via con prepotenza. La stabilità politica ha favorito gli investimenti di capitali stranieri nell’industria, nello sviluppo delle infrastrutture e nel turismo, risorsa essenziale per il progresso del paese. Non più considerato unicamente meta esclusiva per un turismo di élite ma ancora lontano dalle rotte del turismo di massa, il Mozambico resta una destinazione unica per il patrimonio della natura ancora intatta e per l’ospitalità del suo popolo pacifico. Crediamo che un progresso sostenibile che auspichi alla riduzione della povertà e delle disuguaglianze nel rispetto dell’ambiente e delle persone non sia solo utopia, come l’esempio recente del Brasile conferma. Lagoa Poelela Magazine nasce dal desiderio di creare un ponte virtuale che colleghi il Mozambico all’Italia attraverso racconti, esperienze, notizie, curiosità. Ringraziamo gli amici che hanno collaborato alla realizzazione del primo numero e ti invitiamo a condividere questo spazio con noi attraverso aneddoti, idee, riflessioni, fotografie o quanto vorrai inviarci ai nostri contatti: laura@lagoapoelela.com nunzio@lagoapoelela.com

Morrungulo - Padaria. Foto di Nunzio De Nigrisi

Hanno collaborato a questo numero: Carmine Giampaolo, Veronica Baldisserri, Davide Filomena, Michele Lezza (www.michelelezza.it), Federica Argentero, Claudio Della Bernardina (www.claudiodallabernardina.com/photography/), Fabio Ghirardo, Vincenzo Tessarin, Ciro Gechelin.

Per collaborara con POELELAMAGAZINE

nunzio@lagoapoelela.com laura@lagoapoelela.com


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IMPRESSIONI DI MERAVIGLIA di Veronica Baldisserri

Ci sono immagini che entrano dentro il tuo corpo e decidono di non andar via. Da sole richiamano tutto il significato di un viaggio, e il solo ricordarle permette di rivivere ancora una volta i sapori e i colori che per qualche settimana ti hanno tenuto compagnia, e impercettibilmente hanno tracciato un segno dentro di te. Non è mia intenzione rivelare qui quale per me sia questa immagine, ma è con un’immagine che voglio riassumere una città: fiori. Nella moltitudine di stimoli offerti, quelli che emergono sono fiori. Perché in mezzo allo smog, al caos ordinato dei mercati, tra le macchine che sfrecciano, gli occhi, seppur distratti dai tanti colori che ci circondano, si fissano su questi ragazzi che in mezzo alla via non offrono sigarette, ma bellissimi mazzi di fiori. E’ così che Maputo ci accoglie, in una fresca sera di Agosto. Ed è bello scoprire, tra i nuovi grattacieli che svettano in centro, una vecchia casa coloniale trasformata in un luogo per accogliere noi viandanti, con le sue ampie stanze e i suoi letti a baldacchino. La scoperta del Mozambico per noi parte da qui. Questo Mozambico tanto alenato, non è fatto solo di colori, ma di sapori e di odori. L’aglio regna sovrano e forse solo apprezzandolo è possibile riuscire ad avvicinarsi alla cultura del luogo, se è vero che siamo quello che mangiamo. Questo, che vuol essere un po’ un elogio all’aglio, dedicato a chi l’aglio non apprezza, vuol solo mettere in guardia che la cucina mozambicana è ottima, quando non troppo elaborata, ed è sicuramente esaltata dall’uso di questo ingrediente, al cui profumo ci si abitua in fretta, e che permette di trasformare il pane, i calamari, le vongole, in squisitezze a cui è difficile rinunciare (ma non si preoccupi chi all’aglio è allergico, in ogni luogo tutti sono disponibili a preparare porzioni no garlic). Maputo è una grande città, che merita un po’ del nostro tempo, per abituarsi pian piano a questi luoghi, per passeggiare nel suo centro storico, dove si scoprono deliziosi scorci, dove è bello sedersi a bere un caffè ed a osservare la vita di una città, in cui coabitano vecchio e nuovo, ricco e povero. Ed è così che mentre mercanteggi al mercato centrale per acquistare una scatoletta di gamberetti essiccati, vedi

Foto di Nunzio De Nigrtis

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passare dall’altra parte della strada eleganti signore e uomini in carriera, e quasi non sembra di essere in Africa, se non fosse che il nostro mercante ti strizza l’occhio, riconquistando la tua attenzione, per convincerti che è il suo il prezzo adeguato. Il nostro tempo trascorso a Maputo è poco, ma sufficiente per visitare i luoghi che hanno fatto la storia della città: il mercato, la stazione, la piazza della rivoluzione, e la casa dell’elefante, un trionfo di colori.

Foto di Davide Filomena E’ arrivato il momento di riprendere il cammino: meta la costa del Sud, obiettivo il Dugongo. Il Dugongo è un mammifero marino, che ben si addice a questo paese. Tranquillo e misterioso, vive placidamente nelle acque trasparenti che lambiscono il Mozambico, ricordandoci la meraviglia del mito delle sirene e la fragilità di questo ecosistema. E’ infatti una specie in via di estinzione, e proprio qui ha trovato un oasi di pace, scegliendo l’arcipelago di Bazaruto come sua casa. Bisogna però essere molto fortunati per incontrarlo, essendo schivo e molto timido, ma basta provare a cercarlo per innamorarsi ancora di più di questi luoghi. Per raggiungere l’arcipelago ci sono due possibilità. La più economica, per chi è capace di adattarsi a ogni situazione, senza paura dell’imprevisto, è il Chapas, sorta di pullman di linea, capienza nove persone, ne entrano normalmente una ventina, accompagnate da bagagli, sporte, animali, e perché no, una moto in precario equilibrio. Noi optiamo per la seconda possibilità, l’affitto di un 4X4 che ci accompagnerà durante la nostra avventura, permettendoci di raggiungere, in non poche ore, ogni luogo desiderato. La strada principale, che collega Maputo al Nord del Mozambico, non è la tipica strada africana, rossa e polverosa, ma una moderna e ampia strada asfaltata, dove rigidi controlli della velocità permettono di non perdersi il verde paesaggio, puntellato di villaggi e di mercati, dove è possibile acquistare squisiti mandarini, che le donne vendono lungo la via, dopo aver sistemato in perfette piramidi arancioni.


POELELAMAGAZINE 07 dicembre 2011

Qui non si compra a peso, ma a quantità, una, due, tre piramidi, un secchio intero per noi, che rimaniamo stupiti al solo sbucciarli. Perché le mani letteralmente si bagnano del profumato nettare liberato dalla buccia quando cominci ad aprirli. Oppure soffermarsi a contrattare per un sacchetto di anacardi, che sventola appeso a un albero, mentre sacchetti vuoti si gonfiano al vento.

pulite, oppure ti fermi per uno spuntino veloce e aspetti due ore per un piatto di calamari. Così, piano piano, si arriva a Villanculo, la porta per l’arcipelago di Bazaruto. Siamo stanchi ma entusiasti, perché subito si è certi di essere arrivati in un altro luogo magico. Bellissimi resort si affacciano su un mare cristallino, che sta salutando i suoi pescatori mentre scaricano il loro bottino di pesce, mentre ad attenderli sulla spiaggia chiaccherano donne e bambini. L’arcipelago di Bazaruto è un piccolo gioiello incastonato nell’oceano indiano, raggiungibile facilmente con un’imbarcazione, per chi ha un po’ di fretta con un piccolo motoscafo, altrimenti con il più romantico dhow, la tipica barca a vela del Mozambico, caldamente consigliato per chi vuole assaporare un thè caldo o un caffè nero in mezzo al mare, pasteggiando al ritorno con pop corn. Tra tutte le isole che formano l’arcipelago, la più grande è Bazaruto, isola di conchiglie. Ovunque tu soffermi lo sguardo conchiglie ti circondano, formando con la loro geometria uno spettacolo di grandi e piccole forme che sembrano essere messe lì da qualcuno, e quel qualcuno altri non è che il vento.

Foto di Davide Filomena

Foto di Davide Filomena

Foto di Davide Filomena

E mi piace ricordare il rosso del banchetto del piri-piri, Qui è possibile trovare, ma non portare via, la pansy anche lui ordinatamente sistemato che alla vista è un shell, che al solo guardare ti fa capire quanto la natura piacere. sia molto più brava dell’uomo a scolpire i suoi amuleti. Un pomeriggio non basta, ma è quel che ci è concesso per nuotare in un mare colmo di pesci e per passeggiare sulle dune dove solo le nostre orme disturbano la sabbia calda e dorata. Le ore di luce vanno via sempre troppo in fretta, e noi continuiamo a cercare il Dugongo, spostandoci prima verso la barriera corallina e poi verso Benguerra, altra piccola meraviglia di sabbia incontaminata. La nostra scoperta di queste isole termina con Magaruque, dove è bello camminare indisturbati in mezzo al vento, che col suo fischio ti fa sembrare di essere su un altro pianeta, mentre lo sguardo vaga e si posa sui pescatori che poco distante dalla riva cercano di portare a casa la cena. Abbiamo nuotato litri e litri di mare ma il Dugongo è Foto di Davide Filomena rimasto nascosto, forse a osservarci chiedendoci se anche noi amiamo questo luogo quanto lui. E’ bello osservare la vita che qui ti circonda, mentre Ma la natura ancora ci attende, lo squalo balena è lentamente attraversi un villaggio, saluti i tanti bambini un’altra meraviglia che qui è possibile incontrare, con che tornano da scuola, con le loro uniformi sempre un po’ di coraggio e senza paura del mare. L’oceano

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non è tranquillo ma i capitani conoscono in profondità le sue insidie e ci portano nel suo ventre per poter n u o t a re c o n q u e s t o g i g a n t e d e l l ’ a c q u a . E ’ un’esperienza unica, resa ancora più preziosa dalle balene che tranquillamente giocano accanto a te. Dopo queste forti emozioni un po’ di meritato riposo ci porta al Lagoa Poelela Resort, altro luogo incantato, che ti sorprende dopo qualche chilometro lungo una strada di sabbia attraverso piccoli villaggi. E ancora una volta il Mozambico non delude. Pochi eleganti lodge si stendono davanti a un lago salato, sabbia chiara su cui stendersi a osservare uccelli colorati che cantano le loro melodie nel silenzio assoluto. Sabbia ancora calda su cui camminare scalzi, la via segnata dalle stelle, per raggiungere il piccolo ristorante che ci accoglie con la sua deliziosa cucina.

Foto di Davide Filomena

Foto di Davide Filomena

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Un luogo talmente bello che la mattina non riesci ad alzarti, steso sul letto a osservare l’impercettibile movimento del lago quando i martin pescatori fanno colazione. E’ proprio quello che ci vuole prima dell’ultima avventura: il Sud Africa ci aspetta, raccogliamo le energie per incontrare i Big Five. Lasciare il Mozambico è come sentire un po’ di amaro i n b o c c a , u n a m a ro p e r f o r t u n a a t t e n u a t o dall’emozione di sapere che tra poco ci troveremo a tu per tu con altri animali, non più marini, ma che fin da bambini abbiamo sognato di incontrare. Un safari non è una passeggiata, nonostante il Kruger National Park offra tutte le comodità immaginabili, ma le ore trascorse seduti in macchina non sono niente a confronto con la sensazione della natura attorno a te, dei suoni che appartengono alla savana e che entrano diretti nella pancia, degli occhi di tutte queste creature che ti guardano. Indimenticabili tanti incontri, non solo i felini, leoni e leopardi , così difficili da scovare. Mi piace ricordare tra tutti il rinoceronte che sotto un albero siede incurante con il suo piccolo, ma che repentino scatta via al nostro arrivo, per proteggere il suo cucciolo. Animali e natura, alzate all’alba e ancora animali e natura. Inerosabilmente il tempo trascorre e arriva il momento di rientrare in Mozambico per terminare questa avventura africana. Che dire, questo Mozambico rimane nel cuore, e come forse ogni viaggio dovrebbe fare, ci insegna a ritrovare il nostro posto nel mondo. Qualcuno ha scritto che questo non è un paese per vecchi, che sia condivisibile oppure no, è per questo che vi lascio con un sorriso.


POELELAMAGAZINE 31 dicembre 2011 Photo by Fabio Ghirardo

A spasso con le Megattere di Nunzio De Nigris

Lasciamo Tofo verso le 15,30 dopo un pranzo a base di Aragosta e Serra (Barracuda), ricompensa per la magnifica esperienza che l’Ocean Safari di questa mattina ci ha regalato: l’incontro con lo Squalo Balena. Lo abbiamo cercato nell’oceano a bordo del nostro gommone, lo abbiamo raggiunto, nuotato al suo fianco. Un’ora in mare in compagnia del “bus marino”: l’innocuo gigante lungo fino a 16 mt. che nuota instancabile alla ricerca del cibo. Lo abbiamo inseguito, a sua volta ci ha seguiti per decine e decine di metri: non siamo riuscirti a stabilire chi tra noi e lui fosse l’osservatore, il curioso, l’osservato. Ci dirigiamo verso la Praia di Zàvora, 90 km più a sud, nella provincia di Inhambane dove alloggiamo nei bellissimi chalet

Photo by Fabio Ghirardo sulle rive del Lago Poelela, la silenziosa laguna circondata dalle p a l m e d a c o c c o, a 2 , 5 k m dall’oceano. A bordo del nostro 4WD percorriamo gli ultimi chilometri di strada che abbandonando la pista di terra rossa raggiungono il lago. Restiamo in silenzio, rapiti dalla quiete del luogo e da un incredibile tramonto che ha ormai tinto di rosso ogni cosa. Ceniamo sotto il cielo stellato e la luna piena gustando un’ottima Garopa grellada (Cernia grigliata) acquistata sulla spiaggia. Sveglia alle prime luci dell’alba, gli uccelli cominciano ad intonare il concerto mattutino con suoni catatonici e ridondanti come una litania sacra. Fa c c i a m o u n ’ a b b o n d a n t e colazione, alle dieci ci attendono due immersioni a Ponta Zavora. Con calma raggiungiamo il Dive, sbrighiamo le formalità burocratiche, ognuno prepara la

propria attrezzatura, indossiamo la muta e ascoltiamo il breefing. Saliamo sul gommone e partiamo: prima immersione al White Sand R e e f. D u r a n t e i l v i a g g i o incontriamo alcune megattere e una tartaruga. Dopo circa venti minuti arriviamo al reef, ci vestiamo, facciamo l’ultimo check ed entriamo in acqua. Appena raggiunto il fondale, a circa 10 mt, ci accoglie un’enorme tartaruga, giusto il tempo di farsi ammirare e scomparire. Girovaghiamo per il reef tra Aragoste, Spanish Dancer e un grosso Polpo. Dopo circa 50 minuti è ora di risalire. Ci fermiamo per la sosta di sicurezza a 5 mt dalla superficie, mi volto e una grossa Manta mi si presenta davanti danzando intorno a noi come un’enorme fantasma e tenendoci compagnia tutto il tempo della sosta obbligata. Euforici risaliamo sul gommone per spostarci al sito

La Penisola di Inhambane

riserve naturali selvagge ed inesplorate. Ex colonia portoghese,

Viaggio in Mozambico

Tremila chilometri di spiagge

affascinante intreccio di culture

araba e africana mescolate ai tratti bianchissime lambite da limpide esotici caraibici e sudamericani, acque turchesi, un’incontaminata affacciata sull’omonima Baia, barriera corallina, arcipelaghi di Inhambane è il capoluogo della piccole e deliziose isole, verdi provincia. La posizione favorevole, piantagioni di tè e caffè, vaste (continua a pag. 10)

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della seconda immersione, il Red Sand Reef: il tragitto dura all’incirca 45 minuti, la nostra eccitazione sale quando scorgiamo, a poche decine di metri da noi, alcune Megattere balzare improvvisamente dall’acqua per lasciarsi ricadere. Siamo pronti per la seconda immersione, scendiamo, il copione sembra lo stesso, questa volta però la tartaruga del “benvenuto” è più piccola e sta mangiando tranquilla. La seguiamo per un po’ finché decide di allontanarsi definitivamente. Dopo aver visto quattro Aragoste una di fianco all’altra e un grosso Lion Fish, inizia il grande show delle Mante. Si susseguono una dopo l’altra, alcune sole, altre in coppia, ci girano intorno, sembra si siano date appuntamento per osservare questi bizzarri “animali marini” tutti neri con una bombola gialla sulla schiena. Alla fine ne contiamo almeno dieci, come colonna

Foto di Laura Giampaolo sonora, il canto delle Megattere, che stanno passando sopra le nostre teste. Un’immersione fantastica, difficile da dimenticare!


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Macchinine di Michele Lezza

Ho appena attraversato il confine tra due Stati nella maniera più assurda della mia vita: tre barchine di pescatori in legno, legate con delle funi e sopra la nostra jeep con i suoi passeggeri. Il particolare e precario traghetto, costruito con molta inventiva, mi stava trasportando da una sponda all´altra di un fiume pieno di coccodrilli e ippopotami tra la Tanzania e il Mozambico. Arrivato con la più incredibile tranquillità in Mozambico, entro in un ufficio doganale tra palme e polvere, dove dei poliziotti stavano controllando i miei documenti e bagagli. Il sole era alto, il caldo incombeva e la burocrazia mozambicana faceva il suo corso, con il suo interminabile “African time.” Troppo caldo per stare dentro quegli uffici, chiedo al poliziotto se posso aspettare lì fuori, lui con un sorriso mi dà il consenso. Esco e vedo una decina di bambini che si rincorrono, urlano, ridono mentre fanno delle gare con delle automobiline. Incuriosito mi avvicino e vedo questi ragazzini con dei giocattoli davvero speciali: un camioncino, un’automobile, un carrettino e un altro paio di mezzi che non capisco esattamente cosa siano, ma non importa.

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Tutti i loro” potenti mezzi “erano accomunati dallo stesso materiale di costruzione: foglie di banano. Da soli erano riusciti ad assemblare con palme, chiodini, banani, pezzetti di vetro, delle magnifiche auto che avrebbero fatto invidia ai più belli e costosi modelli delle Ferrari e delle Bugatti, giocattoli da noi tanto ricercati . Incredibile l´inventiva e la gioia che hanno questi bambini con i loro abiti bucherellati mentre si rincorrono, tirandosi dietro questa macchinine che esprimono tutta la loro allegra creatività. Il poliziotto della dogana mi richiama consegnandomi il mio passaporto fresco di visto e sorrido davanti al cartello: WELCOME MOZAMBICO.

www.michelezza.it info@michelezza.it

Foto di Michele Lezza


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Lagoa Poelela Resort Mozambico da scoprire di Laura Giampaolo Foto Nunzio De Nigris

I like to spend some time in Mozambique The sunny sky is aqua blue and all the couples dancing cheek to cheek. It's very nice to stay a week or two. [...] Lying next to her by the ocean Reaching out and touching her hand, Whispering your secret emotion Magic in a magical land [...]. Mi piacerebbe passare un po' di tempo in Mozambico, il cielo assolato è colore acqua marina e tutte le coppie ballano guancia a guancia, è molto bello passarci una settimana o due. [...] Disteso accanto a lei vicino all'oceano, toccando la sua mano, sussurrando le tue emozioni segrete, magia in una terra magica.

Era il 1975 quando Bob Dylan scriveva coralline incontaminate tra le più belle “Mozambique” terza traccia dell’album della costa africana, firmamenti di “Desire”. piccoli arcipelaghi fronteggiano la Il Mozambico si trova nell’Africa Sud Orientale e si affaccia sull’Oceano Indiano occupando più di 2.400 km di costa riparati per la maggior parte della loro estensione dalla grande isola del Madagascar. Il territorio si estende su una superficie di 801.590 chilometri quadrati ed è diviso dall’altopiano di Makonde a nord, solcato dalla Rift Valley e dalle fertili pianure alluvionali nella parte centro meridionale dove scorrono importanti fiumi: Zambesi, Limpopo e Save. La vegetazione è caratterizzata da savana, da foresta tropicale a galleria nelle vicinanze dei corsi d’acqua e da foresta Brachystegia nella zona degli Altopiani. Lunghissime spiagge di sabbia bianca e soffici dune lambiscono un mare di rara bellezza, barriere

(segua da pag. 7) contribuì al rapido sviluppo della città, il porto fiorente diventò il principale centro di scambio del Mozambico per tessuti e avorio e nel

Trecentocinquanta chilometri a nord di Maputo, vicino alla città di Inhamabane, tra distese piantagioni di palme da cocco, si incontra il Lagoa Poelela Resort 4 stelle. Questo nuovo complesso turistico sorge sulle rive orientali del Lago Poelela, da cui prende il nome, a soli 10 minuti dall’Oceano Indiano. Offre sistemazioni in chalet sulla spiaggia da 2 e 4 posti letto con servizi privati “open plan” in ogni camera, con doccia interna ed esterna e acqua calda. Ogni chalet costruito con materiali indigeni nel rispetto della natura circostante, è molto spazioso e confortevole. Tutte le camere hanno a r re d i e fi n i t u re d i p re g i o , l e decorazioni tipicamente africane evocano i colori caldi della terra a complemento dell’idilliaco scenario

accesso ad una serie di splendide spiagge sull’Oceano Indiano: Tofu, Barra e Zàvora. A soli 10 minuti dalla spiaggia di Zàvora, immerso

XVIII secolo per il commercio degli schiavi. Inhambane oggi conserva ancora il fascino esotico di una città in

nella natura lussureggiante si estende per 75 kmq il Lago Poelela sulle cui rive sorge un esclusivo resort.

cui razze e culture si sono fuse per secoli. Grazie alla

Lagoa Poelela Resort è il rifugio perfetto per chi intende concedersi una pausa dai ritmi occidentali,

posizione tranquilla, ai viali alberati, all’architettura coloniale, al vivace mercato, Inhambane è una delle città più affascinanti del Mozambico nonché via di

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costa per oltre 100 chilometri.

lontano dal turismo di massa e dai circuiti più battuti. www.lagoapoelela.com


POELELAMAGAZINE 31 dicembre 2011 della spiaggia bianca e delle acque turchesi del lago. Ampie vetrate scorrevoli danno accesso ad un grazioso terrazzino prospiciente la laguna. Gli chalets da quattro posti (Casa) sono composti da zona pranzo con cucina super accessoriata con frigorifero, congelatore a gas, cucina e forno a gas, stoviglie e acqua potabile, area salotto e relax. Le camere da letto sono due, una matrimoniale e l’altra doppia, entrambe con bagno privato. Gli chalets da due posti (Casitas) sono composti da una spaziosa camera matrimoniale e un bagno. Sulla spiaggia, di fronte alle Casitas, c’è un’area attrezzata per il fuoco e il barbecue. Il lago Poelela, offre diverse attività acquatiche tra le quali: nuoto, diving, ocean safary, passeggiate a cavallo, pesca con la lenza, kayaking birdwatching e romantiche crociere al tramonto.

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Presso il Resort è possibile organizzare immersioni a Punta Zàvora. La grande varietà di uccelli rende questo luogo un paradiso per gli amanti del birdwatching, poiché buona parte del territorio del Mozambico non è ancora mappato, si potrebbe avere la fortuna di registrare un nuovo avvistamento. Non è raro contemplare il tramonto in compagnia della Ghiandaia dal petto lilla e del Martin Pescatore.

RISTORANTE E BAR Il Lagoa Poelela Resort dispone di un Bar e di un Ristorante sulla spiaggia che serve ogni giorno gustosi piatti di pesce fresco. Il menu varia in funzione di ciò che i pescatori locali cacciano. Non mancano ottimi piatti a base di carne, pasta, frutta tropicale di stagione e verdure fresche. L’acqua del Resort è potabile, in q u a n t o p ro v i e n e d a u n p o z z o profondo dodici metri.

Un impianto di filtrazione di alta qualità, ne garantisce la depurazione. L’acqua in bottiglia è comunque venduta al Bar.

SICUREZZA Il Mozambico è un paese estremamente sicuro per viaggiare, la popolazione locale è accogliente e amichevole. Il Resort è sorvegliato da personale di sicurezza in loco, 24 ore al giorno, così da assicurare agli ospiti la più totale tranquillità.

SAFARI & MARE Laura e Nunzio attraverso il loro sito www.lagoapoelela.com, propongono viaggi alla scoperta del Mozambico. Organizzano itinerari “cuciti” su specifiche richieste, nel rispetto delle necessità, attitudini, interessi e desideri del viaggiatore. Nelle spedizioni personalizzate sono utilizzati solo mezzi 4x4 così da affrontare con la massima sicurezza anche i percorsi più accidentati. È possibile organizzare tour in totale autonomia con il solo noleggio del


POELELAMAGAZINE 31 dicembre 2011 mezzo 4x4 o accompagnatore.

con autista e

Immersioni a Ponta Zàvora:

altopiani ricoperti da una soffice sabbia rossa. Facile imbattersi in diverse specie di aragosta, tonni e r i c c i o l e d e l p a c i fi c o , g r a n c h i porcellana e la squilla arcobaleno, uno dei crostacei più belli e colorati. Inoltre questo sito è una delle “stazioni” di pulizia della spettacolare Manta Ray.

• “Ndigumbi” White Sands. Questo reef si trova a circa 11 km dalla costa. La meravigliosa parete che da 8 metri scende fino a 20 metri di profondità, è l’habitat di una grande varietà di pesci: dentice o red s n a p p e r, p e s c e l e o n e , p e s c e • Il relitto della Klipfontein. Una nave passeggeri affondata nel 1953 chirurgo, cernie, aragoste. Oltre alla a causa dell’urto contro un ostacolo spettacolare Manta Ray si possono mai identificato. Si presenta oggi in avvistare diverse specie di squali e due tronconi di circa 52 metri tartarughe. Questa immersione è ciascuno, trasformatisi negli anni in accessibile a tutti i divers. una sorta di "reef artificiale". Per questa immersione sono richiesti • “Ndimbomba” Red Sands. Questo brevetti avanzati. I trasferimenti in reef si trova a circa 6 km dalla costa, gommone sono veri e propri ocean la massima profondità è a 18 metri. safari, non è raro avvistare le Formazioni rocciose si alternano ad

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megattere che popolano la costa di Ponta Zàvora da aprile a novembre e lo squalo balena, il più grande mammifero vivente, inoffensivo per l’uomo. Una nuotate a fianco del gigante buono degli oceani rappresenta un’esperienza unica ed indimenticabile. Contatti: nunzio@lagoapoelela.com laura@lagoapoelela.com sito: www.lagoapoelela.com


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Diario di un’Italiana in ... Mozambico di Federica Argentero

Parte prima: la ricerca della casa Mercoledì 3 agosto 2011 Finalmente ci siamo, dopo averla immaginata dai racconti trovati su "TripAdvisor", spiata in google-maps, letta nella mia insostituibile guida "Lonely Planet", ecco Maputo: sarà la mia città nei prossimi anni! Mi sto trasferendo in Africa dall’Italia per seguire il compagno della mia vita, che lavora nel nord del Mozambico già da un anno, per dare un’opportunità unica a mia figlia per "allargare i suoi orizzonti" ma, soprattutto, per spirito di avventura: non sopporto più di vivere in un paese stagnante, voglio vivere in un posto dove le persone, ma soprattutto le nuove generazioni, siano piene di fiducia nel futuro e non di rassegnazione e paura! Ho 15 giorni a disposizione per trovare una casa per la mia famiglia: non parlo portoghese, non sono mai stata in questa città nè ho amici locali che mi possano consigliare, ma posseggo una cartina, qualche informazione avuta dall’Ambasciata Italiana e un budget di spesa, a mio parere, molto alto: a Torino, mia città natale, con questa cifra potrei permettermi di cercare casa nei quartieri più lussuosi.

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Inizio la mia ricerca con un giro perlustrativo per la città, accompagnata dal mio "Virgilio": Azarias, autista disponibile, divertente, fido alleato e con una pazienza infinita nel cercare di capire la buffa lingua con cui io cerco di comunicare: un misto fra spagnolo, italiano e le poche parole di porteghese che conosco. L’addetto dell’Ambasciata Italiana con cui ho parlato mi ha consigliato tre quartieri: Sommerschield, Polana e Museu. Il primo impatto con la città è molto positivo: grandi viali alberati, poca sporcizia, un traffico non troppo caotico ma, soprattutto, una popolazione assolutamente mista! Vengo da tre giorni di soggiorno a Johannesburg, dove sono rimasta scioccata dalla totale assenza di bianchi per strada! I quartieri centrali sono caratterizzati dalla presenza di edifici costruiti durante l’epoca coloniale, il Mozambico è diventato indipendente dal Portogallo nel 1975, sia condomini di molti piani che villette, pochi palazzi di recente costruzione e molti nuovi cantieri edilizi: Maputo è una città in forte evoluzione. La prima "doccia fredda" la ricevo nel pomeriggio: l’agente immobiliare con cui ho appuntamento mi dichiara che il mio "budget molto alto" non è assolutamente adeguato per affittare una villetta in un quartiere centrale. A Maputo c’è una forte domanda di abitazioni prestigiose da parte di impiegati delle Ambasciate, delle

Organizzazioni Internazionali e degli uomini politici locali, l’offerta al momento è limitata e, di conseguenza, i prezzi di mercato sono molto alti. Decido comunque di fare qualche visita e scopro che le sorprese non sono che all’inizio. L’agente mi accompagna a vedere alcune ville in affitto; sono quasi tutte case monofamigliari dell’epoca coloniale, potenzialmente molto belle, ma in uno stato di manutenzione a dir poco precario: sembrerebbe che nessuno abbia eseguito alcuna opera di manutenzione negli ultimi 40 anni! Decido, quindi, di cambiare tattica e cerco annunci d’affitto tramite internet e solo per appartamenti recentemente ristrutturati. Entro in contatto con altri intermediari immobiliari ed i prezzi proposti, nei quartieri centrali nei quali vorrei vivere, sono decisamente più abbordabili: bene, mi dico, avevo semplicemente sbagliato approccio! …….seconda "doccia fredda": visito alcuni appartamenti in ottime condizioni di manutenzione ed assolutamente corrispondenti alle mie esigenze ma, questa volta, sono le parti comuni dei condomini ad essere fatiscenti: illuminazione inesistente sulle scale, gradini mancanti, macchie di umidità vecchie di qualche anno, ascensori dove la pulizia è tale che vorresti indossare i guanti di lattice per premere i pulsanti, per non parlare della sicurezza che ispirano, sobbalzando fra un piano e l’altro, se e quando si


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muovono. L’amica italiana che mi accompagna a volte nelle mie ricerche, pur di non salire di nuovo su una di quelle "trappole infernali", decide di scendere 9 piani di scale a piedi, rischiando in più punti una rovinosa caduta a causa della scarsa visibilità e dei gradini pericolanti! Inoltre tutte le porte di ingresso degli appartamenti sono protette da grate di ferro esterne: l’impressione è quella di entrare in una prigione! Cerco di capire il perché di una tale situazione di degrado, in una città in pieno sviluppo, e così scopro quali sono state le vicissitudini del mercato immobiliare di Maputo negli ultimi 40 anni. Fino agli inizi degli anni ’70 del secolo scorso la capitale del Mozambico, allora chiamata "Lourenço Marques", era una delle città più eleganti dell’Africa australe, principalmente abitata da portoghesi e sudafricani bianchi, essendo sia un importante centro commerciale che una rinomata località di villeggiatura. Con l’indipendenza del Mozambico, nel 1975, la maggior parte dei coloni portoghesi ritornarono in Europa, abbandonando più o meno precipitosamente le loro lussuose residenze, che vennero occupate dagli abitanti delle periferie della città. Le abitazioni furono dichiarate di proprietà pubblica ed affittate a cifre simboliche alle famiglie che già vi risiedevano. Esisteva un ente pubblico preposto alla manutenzione delle abitazioni ma, sia per mancanza di fondi che di capacità organizzativa,

le costruzioni non vennero più riparate ed iniziò un lento degrado. Agli inizi degli anni ’90, con il graduale passaggio dal regime comunista ad un’economia di mercato, anche la politica abitativa cambiò radicalmente e le abitazioni furono vendute, a prezzi molto molto contenuti, ai detentori dei contratti d’affitto. Iniziò, così, un fiorente mercato, così detto "delle chiavi", dove, chi deteneva il diritto d’acquisto di un appartamento, riusciva a cedere il suo diritto ad un prezzo che poteva essere anche 10 volte superiore al prezzo di vendita stabilito dallo stato! La privatizzazione non riuscì, però, a cambiare la situazione della manutenzione delle parti comuni degli edifici ed era talmente frequente la rottura degli ascensori nei condomini a più piani, che i proprietari degli appartamenti dei piani più alti viaggiavano sempre con il sacco a pelo in auto per poter dormire per strada in caso di non funzionamento degli ascensori! Ancora oggi è quindi molto frequente trovare appartamenti molto belli in stabili assolutamente fatiscenti, dove i vari condomini non riescono a trovare un accordo per la divisione delle spese comuni e questa situazione si riscontra anche nei piccoli condominii, teoricamente di lusso, composti solo da poche unità immobiliari. Un’altra caratteristica peculiare delle mie peregrinazioni in cerca di casa è il numero degli intermediari presenti.

I proprietari di casa, evidentemente, affidano l’incarico di trovare un affittuario a più persone e queste, a loro volta, diramano la notizia a tutti i loro conoscenti, il risultato è che, spesso, una piccola folla accompagna il presunto affittuario. Una volta, ad una mia visita, erano presenti ben otto intermediari! Ciò rende particolarmente difficile la contrattazione. Mi è capitato, infatti,di aver trovato una villetta in buono stato manutentivo, ma con una distribuzione degli spazi interni decisamente bizzarra: la cucina nel seminterrato, un’unica stanza per ogni piano, tant’è che l’avevamo soprannominata "A casa maluca" (la casa bislacca), di aver contrattato e raggiunto un accordo sul prezzo e le opere da ultimare con un rappresentante della proprietaria e 2 agenti immobiliari e di aver scoperto, dopo 2 giorni, che la proprietaria non concordava per nulla con gli accordi stipulati e che aveva sollevato, quindi, tutti i suoi rappresentanti dall’incarico di trovare un affittuario! Com’è finita la mia ricerca? Dopo aver quasi deciso che potevo continuare a vivere nella guest-house che già mi stava ospitando, riuscirò a trovare la "casa ideale" per la mia famiglia solo 2 ore prima di riprendere l’areo per l’Italia! E’ l’appartamento al piano terreno di una villetta coloniale bifamigliare, quartiere Polana, di proprietà di una famiglia spagnola, in perfetto stato di manutenzione, in quanto abitato fino ad ora dalla figlia dei proprietari…


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L’AFRICA a 80 Km/h Immagini di Claudio Della Bernardina

Africa at 80 è un serie che ho realizzato nel corso di un viaggio in Africa intrapreso per lavoro nell'estate 2011. Assoldato come produttore esecutivo di un rocambolesco documentario ho percorso più di quindicimila chilometri in quarantacinque giorni, a bordo di Bussolo, un vecchio Land Rover D i s c o v e r y, i n c o m p a g n i a d e i documentaristi Yuri Massaro e Michele Lezza. Essendo evidente fin dai primi giorni che non avremmo avuto alcun momento libero e che la maggior parte

del nostro tempo l'avremmo trascorsa in auto ho deciso, inizialmente un po' per gioco, di scattare delle foto dal finestrino. E' nata così la serie Africa at 80, una sequenza di immagini disposte in ordine cronologico che ripercorrono il nostro viaggio attraverso Egitto, Sudan, Etiopia, Kenia, Tanzania, Mozambico e infine Sud Africa. Ogni fotografia è stata scattata senza l'utilizzo della raffica, con tempi molto rapidi, spesso compresi tra 1/6000 e

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(continua a pag. 25)


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L’AFRICA a 80 Km/h Immagini di Claudio Della Bernardina 80 km/h

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L’AFRICA a 80 Km/h Immagini di Claudio Della Bernardina 60 km/h

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L’AFRICA a 80 Km/h Immagini di Claudio Della Bernardina 30 km/h

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L’AFRICA a 80 Km/h Immagini di Claudio Della Bernardina 50 km/h

(continua da pag.15) 1/8000 di secondo avendo a disposizione pochi istanti per inquadrare e gestire il fuoco, la maggior parte delle volte tenuto manuale. Per ogni immagine ho annotato la velocità a cui stavamo viaggiando nel momento in cui veniva s c a t t a t a . L ' A f r i c a o ff re u n a l u c e straordinaria, ma potendo scattare unicamente quando occupavo il posto di passeggero avevo accesso ad un solo lato del mondo che mi scorreva attorno. Volendo evitare il sole frontale e le ombre rivolte verso la camera, ho deciso di scattare solo in determinate ore delle giornata, sopratutto quelle centrali, che offrono una luce molto diffusa e ombre molto perpendicolari. Questa scelta ha condizionato il risultato finale non solo dal punto di vista estetico ma anche narrativo poiché questa particolare fascia

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oraria è anche la più difficile della giornata per gli abitanti del luogo che hanno spesso come comune denominatore la ricerca dell'ombra. Questo approccio alla fotografia, che in realtà non mi appartiene, è stato dettato dalla necessità, e se da un lato è ben lontano dal rapporto di fiducia e conoscenza reciproca che dovrebbe stare alla base del reportage dall'altro ha dato vita a delle immagini che sono state capaci di stupirmi e nelle quali le persone ritratte non hanno generalmente il tempo per rendersi conto di essere fotografate apparendo così nella loro più assoluta spontaneità spesso alle prese con gesti quotidiani. Gesti che nella maggioranza dei casi ci ricordano la precarietà ma allo stesso tempo l'infinita dignità di questo immenso continente e delle sue genti.


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L’ERA DEI VIAGGI SOCIALI di Ciro Gechelin Foto di Vincenzo Tessarin (Fonte: minube)

Vi ricordate? Anni fa, quando tutti tornavano dalle ferie, ci si ritrovava con i parenti o gli amici in casa di qualcuno a vedere le foto delle vacanze al mare e, se vi andava peggio, pure filmini e diapositive. Oggi le cose sono cambiate, preferiamo condividere le nostre immagini online, meglio ancora se di qualche posto lontano ed esotico, scattate ed inviate con il proprio smartphone.

parte o meno del proprio ‘circolo di fiducia’ (proprio come non tutti gli amici danno consigli affidabili, ma noi possiamo decidere a chi far caso e a chi no). Dal turista al nuovo viaggiatore: creatore del proprio viaggio grazie agli altri, aspira a fare del proprio viaggio un’esperienza unica e altamente personalizzata.

Il viaggio come ciclo: un viaggio non inizia con l’acquisto di un biglietto d’aereo, ma molto prima, nella fase di ispirazione; allo stesso modo non finisce quando si torna a casa, ma continua nella condivisione dell’esperienza. In realtà forse le cose non sono cambiate più di tanto: da Tale condivisione avviene sempre più spesso anche sempre amiamo far partecipi i nostri amici delle nostre durante il viaggio stesso o la preparazione. esperienze e da sempre le esperienze degli altri sono influenti nel momento in cui prendiamo una decisione, Il mobile si sta facendo sempre più spazio nel mondo dei anche se prima era il cugino e oggi è un blogger o un viaggi. Non si tratta già solo di smartphone, ma anche di contatto con cui abbiamo interagito solo virtualmente. portatile, notebook, tablet. L’Internet mobile assume Internet e le nuove tecnologie hanno aperto un ventaglio molto più ampio di possibilità. Ci troviamo nel pieno di quella che possiamo definire l’era dei viaggi sociali, in cui il processo decisionale del nuovo viaggiatore viene ridisegnato e ridefinito dal ruolo che assumono le community o social network di viaggi. L’Osservatorio su Viaggi e Internet, promosso dal sito di viaggi sociali minube, nasce dalla volontà di studiare più a fondo il profilo del nuovo viaggiatore e le ultime tendenze nel mondo del turismo. Le ultime indagini hanno portato a delle importanti conclusioni da prendere in considerazione. Internet è onnipresente, prima, durante e dopo il viaggio. Risulta essere un mezzo più consultato e affidabile rispetto a quelli tradizionali. Inoltre Internet motiva le persone a viaggiare di più, magari per ripetere le esperienze che più ci hanno ispirato. Le raccomandazioni degli altri viaggiatori sono una chiave fondamentale nella scelta della destinazione. Si legano ai concetti di affidabilità, informazione e ispirazione: non tutte le raccomandazioni sono infatti valide, ma ciascun utente può riconoscere i viaggiatori che possono far

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diverse funzioni: configurare la propria esperienza (si prendono decisioni al momento, si personalizza il viaggio); orientamento (grazie a mappe e applicazioni GPS); registrazione di fotografie e video; socializzazione (condivisione di multimedia online). Internet mobile e le reti sociali convertono amici e conoscenti in compagni di viaggi virtuali. minube.it è il social network di viaggi sociali dove tutto questo prende forma. In minube 30 mila viaggiatori si danno appuntamento per condividere le proprie esperienze di viaggio, facendo partecipi gli altri degli oltre 25 mila ‘posti preferiti’ che hanno scoperto attorno al mondo. Disponibile in 5 versioni (italiano, spagnolo, francese, tedesco, portoghese e cinese) ha ottenuto un grande successo anche nella piattaforma mobile, considerata da apple la migliore applicazione di viaggi dell’anno. I contenuti reali di chi c’è stato hanno reso possibile creare una piattaforma a 360º: scopri ad esempio il calendario degli eventi più interessanti, scarica gratuitamente le guide di viaggio o crea le tue personalizzate, leggi le avventure più emozionanti dei viaggiatori e osserva le bellissime foto provenienti da ogni parte del mondo, come ad esempio quelle sul Mozambico. E ricorda che gli altri viaggiatori aspettano solo di scoprire le tue esperienze e raccomandazioni.

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Magazine su Mozambico e Dintorni

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