La mediazione culturale – 2018-2021

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2020 Annual Report La Mediazione Culturale | 2018 – 2021 Report

La Mediazione Culturale


La Mediazione Culturale | 2018 – 2021 Report 2020 | Annual Report La Galleria Nazionale

lagallerianazionale.com

2020 Annual Report La Mediazione Culturale | 2018 – 2021 Report



4.5

– Stephanie –

La Galleria Nazionale

“Il nostro ruolo è quello di accompagnare i visitatori lungo un percorso non solo artistico, ma emotivo” – Marianna – “Il pubblico mi ha restituito alcune volte delle certezze; altre volte invece, ha dirottato alcune mie convinzioni” – Lorenzo – “La mediazione è una crescita personale perché insegna a lavorare su se stessi”

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– Annarita – “Ho invitato il pubblico a scoprire la Galleria e così sono entrata nei panni del visitatore” – Georgia –

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“In un momento storico particolare come questo che stiamo vivendo, in cui interagire e comunicare era diventato un limite e una difficoltà, la mediazione mi ha riabituato dolcemente a riprendere un dialogo con l’altro, dialogo che bisogna costantemente alimentare”


6.7

Indice

La Mediazione Culturale | 2018 – 2021 Report

La Galleria Nazionale

9

Introduzione

11 33 47 61 69 93 197 213 219 225

Esperienza Mediazione Community Io ci sono L'artista sono io Il mio capolavoro Mediatori si diventa Teens for Teens Arte è il respiro del benessere Ask a Mediator Le nostre mediatrici e i nostri mediatori

231

Le persone


8.9

2018

Introduzione

inizia la mediazione culturale in Galleria Nazionale

100

La Mediazione Culturale | 2018 – 2021 Report

La Galleria Nazionale

studenti e studentesse che hanno partecipato dal 2018 ad oggi ai progetti di mediazione culturale

La mediazione culturale è una modalità di comunicazione orizzontale, peer to peer, efficace per instaurare una relazione attiva tra le opere d’arte e i visitatori. L’obiettivo della mediazione culturale è di rendere la visita museale prima di tutto una esperienza, piacevole e unica, dove il mediatore suscita nel visitatore curiosità e interrogativi, basando la visita su un dialogo attivo e costruttivo. In questo report sono riportate le esperienze e i progetti di mediazione culturale realizzati in Galleria Nazionale dal 2018 ad oggi, con l’obiettivo di far emergere immagini, suggestioni e narrazioni utili per tutti coloro che desiderano conoscere la mediazione culturale e sperimentarla per la prima volta nei propri contesti di riferimento. Nell’ultima parte sono riportate anche alcune interviste rivolte alle mediatrici e ai mediatori, con lo scopo di far ascoltare dal vivo le voci dei protagonisti, riportando i commenti e le sensazioni che questa esperienza ha donato loro nel corso del tempo. L’idea di dare avvio alla mediazione culturale in Galleria Nazionale nasce in occasione della mostra “BRIC-à-brac | The Jumble of Growth | 另一种选择”. La presenza di numerose opere realizzate dagli artisti cinesi è stata l’occasione per avviare per la prima volta in Galleria Nazionale una mediazione non solo linguistica ma anche culturale, nella prospettiva di una migliore fruizione e di una rete di relazioni sempre più solida, non solo sul versante internazionale,

ma anche su quello territoriale. La Galleria Nazionale infatti avvia nel 2018 uno scambio con l’Accademia di Belle Arti di Roma, considerando alcuni fattori favorevoli: dalla prossimità territoriale del museo con l’Accademia in via di Ripetta, alla vocazione e alla mission dell’Accademia finalizzata alla formazione dei giovani artisti ed infine alla presenza di numerosi studenti di nazionalità cinese. Dal 2018 ad oggi circa 100 studenti e studentesse hanno partecipato ai progetti di mediazione culturale e con la maggioranza la Galleria Nazionale è rimasta in contatto anche dopo il termine dei progetti. La mediazione infatti instaura anche un profondo legame affettivo con il museo di appartenenza. Con i mediatori e le mediatrici sono state realizzate le visite rivolte alle scuole con Il mio Capolavoro; le visite rivolte alle comunità e agli istituti di cultura stranieri con Community; i progetti di alternanza scuola lavoro con gli studenti e le studentesse del liceo classico Virgilio Mediatori si diventa e poi anche le visite nell’ambito del progetto Teens for Teens. I mediatori e le mediatrici hanno anche collaborato alle indagini di customer satisfaction che la Galleria Nazionale realizza periodicamente per monitorare la soddisfazione dei pubblici: indagini come Esperienza mediazione sono state possibili anche grazie alla loro collaborazione. Un ringraziamento quindi a tutte le studentesse e agli studenti che hanno partecipato in questi anni ai progetti di mediazione culturale, con l’augurio che per tutti l’esperienza di mediazione sia un’esperienza formativa, non solo da un punto di vista professionale, ma anche umano. Isabella de Stefano Coordinatrice dei progetti di Mediazione Culturale


La Mediazione Culturale | 2018 – 2021 Report

La Galleria Nazionale

Esperienza Mediazione

10 . 11


12 . 13

2021

Esperienza Mediazione

319

11.02 - 01.03.2021

anno

La Galleria Nazionale

questionari somministrati

52,2% la percentuale dei visitatori che "si sono emozionati" davanti alle opere grazie alla mediazione culturale

La mediazione culturale e le indagini di customer satisfaction in Galleria Nazionale

Obiettivi studiare gli effetti della mediazione sull’esperienza di visita, indagando ricezione dell’allestimento, engagement, soddisfazione generale.

Metodo questionario post visita somministrato in presenza sia a chi ha usufruito della mediazione che non, componendo un gruppo di controllo e uno sperimentale, attraverso questionari cartacei.

Questionari e indagini a cura di Gabriele Tangerini

19–25 La Mediazione Culturale | 2018 – 2021 Report

fascia di età in cui la mediazione culturale risulta più efficace

18

mediatori e mediatrici culturali coinvolti

L’indagine nasce con lo scopo di analizzare gli effetti della mediazione culturale sull’esperienza della visita in Galleria Nazionale, analizzandone punti di forza e punti di debolezza. Si tratta di un’indagine preliminare, attraverso un’osservazione diretta e indiretta delle mediatrici e dei mediatori della Galleria Nazionale. Dalle indagini condotte nel museo nel periodo esaminato risulta che la mediazione culturale è molto efficace quando è rivolta al pubblico dei più giovani, in particolare al target 19-25 anni. Il target 19-25 anni beneficia più di ogni altro della mediazione culturale, sia in riferimento all’approfondimento delle conoscenze, come dichiara il 79,1% contro il 27,9% che non ha utilizzato la mediazione culturale, sia in riferimento alla capacità di emozionarsi, segnalata dal 52,2% rispetto al 27,9% dei visitatori che non hanno usufruito della mediazione culturale. Anche estendendo l’indagine al target over 25 anni, i fattori che risentono in misura maggiore dell’effetto positivo della mediazione culturale sono nell’ordine: l’approfondimento delle proprie conoscenze, segnalato dal 79,3% del pubblico rispetto al 41,2% del pubblico che ha visitato la Galleria Nazionale senza mediazione culturale e la capacità di emozionarsi, dichiarata dal 54,3% dei visitatori contro il 37,9% dei visitatori che non hanno fruito della mediazione culturale. Attraverso un’analisi correlazionale sulla soddisfazione generale dei visitatori, sono state indagate le priorità che rendono la visita un’esperienza positiva. Per i visitatori accompagnati dalle mediatrici e dai mediatori culturali, è più importante acquisire nuove conoscenze, mentre per i visitatori autonomi è emozionarsi. Inoltre il dialogo con il mediatore e la mediatrice culturale aiuta il visitatore a capire ed apprezzare di più l’arte contemporanea. Si è registrato infine un aumento significativo dell’engagement dei visitatori.


14 . 15

Le indagini

Le indagini

l 42% degli intervistati è compreso in una fascia di età compresa tra 19 e 25 anni.

65+ 9.5% 56-65

Fascia di età

10.8% 46-55

La Galleria Nazionale

7.5% 36-45 12.1%

M 33%

Titolo di studio

Diploma 37%

4.9%

19-25 41.8%

26-35 13.4%

F 67%

Licenza media 5.7%

Laurea 57.3%

Esperienza Mediazione

La Mediazione Culturale | 2018 – 2021 Report

Genere

41+13.4+12.17.510.89.54.9H 67+33+H 57.3+37+5.7H

16-18


16 . 17

Le indagini

I visitatori che hanno usufruito della mediazione culturale segnalano un maggiore apprezzamento della loro esperienza di visita in Galleria.

Nel periodo di indagine non erano permessi spostamenti tra regioni se non per motivi di salute o lavoro. Il 66% dei visitatori intervistati proviene dalla città di Roma.

La Galleria Nazionale La Mediazione Culturale | 2018 – 2021 Report

Provenienza dei visitatori

Fuori Roma 34.4%

19.5%

La mia esperienza di visita è stata positiva

Roma, non vicino al museo

Provenienza dei visitatori non residenti a Roma

Lazio 26.2%

Con mediazione

Consiglierò la visita ad amici

46%

Confronto

Grazie alla visita di oggi ho approfondito le mie conoscienze Ho apprezzato l'arte contemporanea Ho apprezzato la libertà del percorso espositivo

Estero 16.5%

Durante la visita mi sono emozionato/a

592+54= 591+56= 340+250= 505+40= 490+14= 274+120= 60

70

80

90

Grado di accordo da 0 a 100 Italia 57.3%

100

Esperienza Mediazione

46+34+19.5H 57.3+26.2+16.5H

Senza mediazione

Vicino al museo


18 . 19 La Galleria Nazionale

Più sì che no 17.7%

Con mediazione

Più no che sì 9.8%

Assolutamente no 1.2%

Più sì che no 25.2%

Assolutamente sì

Più sì che no 25.8%

Senza mediazione

Più no che sì 9.9%

57.3%

Con mediazione

Più no che sì 3.7%

70.4+0.5+H3.725.2 61.2+0.7+H9.228.9

Assolutamente no 0.5%

Assolutamente sì

Assolutamente no 1.3%

Più sì che no 28.9%

Assolutamente sì 62.9%

Senza mediazione Più no che sì 9.2%

70.6%

Assolutamente no 0.7%

Assolutamente sì 61.2%

Esperienza Mediazione

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71.3+9.8+17.71.2H 62.9+9.9+25.81.3H

“Ho apprezzato l’arte contemporanea”

Il 70,6% del pubblico che ha visitato la Galleria Nazionale con le mediatrici e i mediatori culturali ha apprezzato l’arte contemporanea, contro il 61,2% dei visitatori che non hanno fruito della mediazione culturale.

Le indagini

“Ho apprezzato la libertà del percorso espositivo”

Il 71,3% dei visitatori che ha fruito della mediazione culturale apprezza la libertà del percorso espositivo, contro il 62,9% dei visitatori che non ne ha usufruito.


20 . 21 La Galleria Nazionale

Più sì che no 34%

Con mediazione Più no che sì 9.9%

42.5%

Senza mediazione

Assolutamente no

16.3%

14% Più no che sì

Con mediazione

4.9%

Assolutamente sì

79.3+4.9+141.9H 41.2+13.7+43.12H

Assolutamente no 1.9%

Assolutamente sì

54.3%

79.3%

Assolutamente no

Assolutamente no 3.3%

Più sì che no 43.1%

Assolutamente sì

Più no che sì

Più sì che no

1.9%

Senza mediazione

37.9%

2%

Assolutamente sì

Più no che sì 13.7%

41.2%

Esperienza Mediazione

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Più sì che no

54.3+9.9+341.9H 37.9+16.3+42.53.3H

“Grazie alla visita di oggi ho approfondito le mie conoscenze”

Si segnala anche la diversa acquisizione di conoscenze: il 79,3% dichiara di aver approfondito le proprie conoscenze durante la visita di mediazione culturale, contro il 41,2% di coloro che non ne hanno beneficiato.

Le indagini

“Durante la visita mi sono emozionato/a”

Emerge il distacco tra il 54,3% dei visitatori che si sono emozionati durante una visita di mediazione culturale e il 37,9% di coloro che si sono emozionati, ma senza il supporto della mediazione culturale.


22 . 23

Assolutamente no

Più sì che no

Con mediazione

9.1%

Più sì che no 9.2%

Con mediazione

Assolutamente sì

La Galleria Nazionale

Più no che sì 2.4%

Più sì che no 24.2%

Senza mediazione

Più no che sì 2%

1.8%

Più sì che no 19.6% Più no che sì

Senza mediazione

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73.9%

0.7%

Assolutamente sì

Più no che sì

87.8%

Assolutamente sì

88.3+1.8+9.20.7H 76.5+3.9+19.4H

Assolutamente no

0.7%

3.9%

88.3%

Assolutamente sì 76.5%

Esperienza Mediazione

87.8+2.4+9.10.7H 73.9+2+24.2H

“Consiglierò la visita ad amici”

L’88,3% del pubblico consiglierebbe la visita di mediazione culturale ad amici e conoscenti.

Le indagini

“La mia esperienza di visita è stata positiva”

L’esperienza della visita di mediazione culturale è stata positiva per l’87,8% del pubblico.


24 . 25

Senza mediazione

La mia esperienza di visita è stata positiva

La Galleria Nazionale

Consiglierò la visita ad amici

Fascia di età 19-25

Ho apprezzato l'arte contemporanea Grazie alla visita di oggi ho approfondito le mie conoscienze Ho apprezzato la libertà del percorso espositivo Durante la visita mi sono emozionato/a

Con mediazione

620+24= 600+36= 430+150= 105+420= 390+94= 150+190= 60

70

80

90

“Ho apprezzato la libertà del percorso espositivo”

Il 71,6% del pubblico compreso tra 19 e 25 anni ha apprezzato con la mediazione culturale la libertà del percorso espositivo, contro il 54,1% del pubblico che non ne ha usufruito.

Più sì che no 14.9% Più no che sì

Con mediazione

13.4%

71.6+13.4+14.9H 54.1+13.1+31.11.6H

Le indagini

Target 19-25 anni

Assolutamente sì

100

Grado di accordo da 0 a 100

71.6%

Assolutamente no

31.1%

Senza mediazione

1.6%

Assolutamente sì

Più no che sì 13.1%

54.1%

Esperienza Mediazione

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Più sì che no


26 . 27

Più sì che no

La Galleria Nazionale

31.3%

Con mediazione Più no che sì 1.5%

Più sì che no 31.3%

Assolutamente sì

Con mediazione

67.2% Più no che sì 16.4%

Assolutamente no

Più sì che no 29.5%

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Senza mediazione

1.6%

11.5%

52.2%

Assolutamente no 3.3%

Assolutamente sì

Assolutamente sì

Più no che sì

52.2+16.4+31.5H 27.9+23+45.93.3H

Assolutamente sì

57.4%

Senza mediazione Più sì che no 45.9%

27.9%

Più no che sì 23%

Esperienza Mediazione

67.2+1.5+31.3H 57.4+11.5+29.51.4H

“Durante la visita mi sono emozionato/a”

Con la mediazione culturale il 52,2% del target si è emozionato, contro il 27,9% dei visitatori che non hanno sperimentato la mediazione culturale.

Le indagini

“Ho apprezzato l’arte contemporanea”

Con le visite di mediazione culturale il 67,2% dei visitatori compresi tra 19 e 25 anni ha apprezzato l’arte contemporanea.


28 . 29

Più sì che no 10.4% La Galleria Nazionale

Più no che sì

Con mediazione

7.5%

Più no che sì

Assolutamente no

4.5%

3%

Con mediazione 79.1%

Più sì che no

Assolutamente no

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42.6%

Senza mediazione Più no che sì 27.9%

9%

Assolutamente sì

Assolutamente sì

Più sì che no

86+4.5+9H 68.9+31.1+H

Più sì che no

31.1%

1.6%

Assolutamente sì 27.9%

Senza mediazione

86.6%

Assolutamente sì 68.9%

Esperienza Mediazione

79.1+7.5+10.43H 27.9+27.9+42.41.6H

“La mia esperienza di visita è stata positiva”

Per l’86,6% del target la visita della Galleria Nazionale è stata una esperienza positiva e l’84,8% consiglierà la visita agli amici.

Le indagini

“Grazie alla visita di oggi ho approfondito le mie conoscenze”

Il 79,1% dei visitatori dichiara che grazie alla mediazione culturale ha approfondito le sue conoscenze, contro il 27,9% dei visitatori che non ne ha usufruito.


30 . 31

Più no che sì 3%

Con mediazione

84.8+3+12.1H 73.8+4.9+21.3H

Le indagini

“Consiglierò la visita ad amici”

L’88,3% del pubblico consiglierebbe la visita di mediazione culturale ad amici e conoscenti.

Più sì che no 12.1%

La Galleria Nazionale

Assolutamente sì

Senza mediazione

Più no che sì 3%

84.8%

Più sì che no 12.1%

84.8%

Esperienza Mediazione

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Assolutamente sì


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La Galleria Nazionale

Community

32 . 33


34 . 35

330 studenti e studentesse che hanno partecipato al progetto Community nel 2019

Community La mediazione culturale alle accademie, alle università, alle ambasciate e agli istituti di cultura stranieri Obiettivi

tra i 20 e 39 anni La Galleria Nazionale

fascia di età del progetto Community

Metodo Visite guidate

Istituti di cultura, Accademie ed Università:

20

istituti e Accademie di Cultura aderenti al progetto

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Sviluppo dell’inclusione e dell’appartenenza ad una comunità culturale

20

mediatori e mediatrici culturali coinvolti

Academia Belgica Accademia di Belle Arti d’Egitto Accademia di Danimarca Accademia di Romania Accademia Tedesca – Villa Massimo Arcadia University IED – Istituto Europeo di Design Istituto Bulgaro di Cultura Istituto Storico Austriaco Istituto Svedese di Studi Classici Istituto Svizzero John Cabot University Quasar Institute for Advanced Design Reale Accademia di Spagna Reale Istituto Neerlandese RUFA – Rome University of Fine Arts The British School at Rome Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale Università degli Studi di Roma “La Sapienza” (Facoltà di Architettura)

Community è un progetto di visite in lingua italiana e straniera che le mediatrici e i mediatori rivolgono agli studenti, ai borsisti e agli artisti in residenza delle Università, delle Accademie e degli Istituti di Cultura italiani e stranieri di Roma. Nasce così l’idea di una community internazionale, composta da persone unite dagli stessi interessi e dalla medesima passione per l’arte contemporanea e per la Galleria Nazionale. Community è una comunità anagraficamente giovane, compresa tra 20 e 39 anni e crea una solida rete di relazioni nello stesso territorio di appartenenza, utilizzando un modello di comunicazione orizzontale, peer to peer. Si pone l’obiettivo di coinvolgere tutti i pubblici e di sviluppare il senso di appartenenza e di inclusione alla stessa comunità. Le visite sono state svolte in lingua inglese, francese, spagnola, araba, cinese e russa. Nel 2019 hanno partecipato al progetto Community circa 330 studenti e borsisti di varie nazionalità e hanno aderito circa 20 Istituti e Accademie di Cultura stranieri della città di Roma.


36 . 37

Femminile

Periodo: 12.02 - 24.05.2019

32%

Genere Femminile

La Galleria Nazionale

1%

Maschile 67%

Il target di community appartiene per l’87% alla fascia di età compresa tra 2039 anni e proviene dall’estero (78%)

40-65 anni 8% < 20 anni

Età

3%

87+2+H38

> 65 anni 2%

20-39 anni 87%

Community

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67+32+H1

Le indagini

Le indagini


38 . 39

Le indagini

Il 47% di community possiede un diploma ed è composto in prevalenza da studenti (71%).

78+22+H

Estero 22%

La Galleria Nazionale

Provenienza

Diploma

Titolo di studio

Titolo post-laurea

Altro

Liberi professionisti

Professione

Disoccupati Italia 78%

5

10

15

20

25

30

35

40

Altro

0

890= 520= 400= 15= 0

Impiegati

45

No

È stata la sua prima visita alla Galleria Nazionale? 50

49%

10

20

30

40

50

60

51+49+H

70

80

Sì 51%

Community

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Laurea

840= 130= 75= 10= 10=

Studenti


40 . 41

57%

Se sì, aveva già avuto modo di sperimentarla in altri musei, italiani o stranieri?

No 71%

43+57+H 29+71+H

Sì 43%

Sì 29%

20+80+H

No 80%

Sì 20%

La valutazione delle visite è positiva: per il 46% la visita è stata ottima e per il 42% buona.

Ottima

Come valuta la visita guidata dai mediatori culturali?

Buona

Sufficiente

Insufficiente

880= 780= 190= 2= 0

5

10

15

20

25

30

35

40

45

50

Community

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La Galleria Nazionale

Conosceva già la mediazione culturale?

Era a conoscenza del servizio di mediazione culturale offerto dalla Galleria Nazionale?

Le indagini

No


42 . 43

Le indagini

La Galleria Nazionale

La mediazione culturale rende Time is Out of Joint più comprensibile al 49% dei visitatori e il 43% del target, dopo aver fruito della mediazione culturale, giudica la Galleria Nazionale più innovativa.

Più comprensibile

La mediazione culturale ha reso Time is Out of Joint:

Più interessante

Più divertente

Altro

860= 730= 190= 25=

Innovativa

Dopo la visita con i mediatori culturali, come valuta la Galleria Nazionale?

Coinvolgente

Accogliente

Altro

5

10

15

20

25

30

35

40

45

50

45

50

810= 600= 420= 25= 0

5

10

15

20

25

30

35

40

Community

La Mediazione Culturale | 2018 – 2021 Report

0


Community

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La Galleria Nazionale

44 . 45

Le indagini


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La Galleria Nazionale

Io ci sono

46 . 47


48 . 49

80

58,3%

abita a Roma, ma non vicino al museo

numero di visitatori intervistati

Io ci sono Interviste ai visitatori nella prima settimana di apertura al pubblico dopo la chiusura dei musei e dei luoghi della cultura 01.02 - 05.02.2021

36% La Galleria Nazionale

ha meno di 25 anni

36%

Metodo interviste

abita a Roma, nei pressi della Galleria

Interviste a cura di: Silvia Mangia; Martina Micheluz; Marianna Pontillo; Gabriele Tangerini

55% ha meno di 35 anni

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Obiettivi indagine sul ritorno dei visitatori in Galleria Nazionale post chiusura.

Dopo un periodo di chiusura di tre mesi imposto dalla pandemia di COVID-19, il 1 febbraio 2021 la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea riapre al pubblico. L’idea delle interviste nasce dal desiderio di ascoltare la voce delle visitatrici e dei visitatori e comprendere le motivazioni che li hanno spinti a tornare in Galleria Nazionale nel primo giorno della riapertura e nei giorni immediatamente successivi. Le domande hanno lo scopo di indagare le motivazioni che spingono i visitatori a tornare in Galleria Nazionale e ad esplorare il rapporto con il museo dopo la prolungata chiusura degli istituti culturali imposta dalla pandemia. Le motivazioni emerse durante il primo giorno di apertura sono caratterizzate da fortissimi legami affettivi con il museo o da un interesse specifico per la collezione. Nei giorni successivi al 1 febbraio non è stato riscontrato lo stesso livello di coinvolgimento emotivo, ma è stato possibile osservare l’emergere di interessanti pattern nelle risposte dei visitatori. I temi più ricorrenti sono il desiderio di libertà, di serenità, di stimoli costruttivi e di distanza ravvicinata con le opere. Il 55% del pubblico che ha visitato la Galleria Nazionale subito dopo la riapertura ha un’età inferiore a 35 anni e il 58,3% abita a Roma. Il 66% è donna. Il 36% ha meno di 25 anni. Il 55% ha meno di 35 anni. Il 58,3% abita a Roma ma non nelle vicinanze del museo e il 36% abita a Roma, in prossimità della Galleria Nazionale. L’assenza delle fasce d’età centrali può essere ricondotta al fatto che l’indagine si è svolta prevalentemente nella prima metà della giornata, durante i giorni feriali. È utile inoltre ricordare che i provvedimenti vigenti per il contenimento del COVID-19 non permettevano lo spostamento tra regioni.


50 . 51

Le interviste

Le interviste

I dati anagrafici Il 55% del pubblico che ha visitato la Galleria Nazionale subito dopo la riapertura ha un’età inferiore a 35 anni e il 58,3% abita a Roma.

34.2+65.8+H

F 65.8%

La Galleria Nazionale

Il 66% è donna

25

Il 36% ha meno di 25 anni Il 55% ha meno di 35 anni

20 15 10 5 0

25-35

Vicino al museo 36.1%

Fuori Roma 5.6%

35-45

45-55

55-65

65-75

58.3+5.6+36.1H

75-85

Roma, non vicino al museo 58.3%

Io ci sono

La Mediazione Culturale | 2018 – 2021 Report

34.2%

b+100+75+40+5+40+45+5 19-25

Il 58,3% a Roma non nelle vicinanze del museo. 36% abita a Roma, in prossimità della Galleria

M


52 . 53 La Galleria Nazionale

Le motivazioni Il primo visitatore del 2021 è stato Matteo, 19 anni, originario di Nepi. Si è svegliato alle 5:00 di mattina, per essere presente all’apertura della Galleria Nazionale alle ore 9:00. Ci racconta di non aver mai amato la scuola e per questo motivo gli piace da sempre “immergersi nei musei”. Dalle interviste risulta che la visita della Galleria Nazionale è stata sempre intenzionale, tranne in due interviste in cui si è rivelata occasionale. Tra le motivazioni più frequenti che spingono a visitare la Galleria Nazionale ricorrono il legame affettivo con il museo e l’interesse per la collezione e l’arte contemporanea. Gli intervistati hanno dichiarato che gli spazi ampi e luminosi e l’attenzione rivolta alle opere riescano a far dimenticare tutte le limitazioni imposte dalle misure di contenimento dei contagi. Ritornare al museo significa riassaporare il senso della libertà, nel tempo e nello spazio, che la pandemia ha fortemente limitato.

È il museo a cui sono più legato. Offre stimoli differenti

A Roma è una dei musei più importanti che ci siano

– Matteo, 19 anni –

– Martina, 28 anni e Valerio, 31 anni –

È quasi casa nostra, ci veniamo da 40 anni

Abito qui vicino ma ho scelto la Galleria più che altro per il prestigio. Amo la sua collezione

– Augusto, 74 anni e Giovanna, 60 anni –

Sono affezionato a questo posto. Mio padre era un custode e lavorava qui. Quando la domenica faceva gli straordinari mi portava con lui e mi spronava a visitare la Galleria. Qui c’è il mio cuore, mi sento a casa mia – Piero, 65 anni –

Per venire qui oggi ho preso un giorno di ferie. Vengo a vedere il capolavoro di Canova almeno 3-4 volte l’anno – Yuri, 44 anni –

Sono storica dell’arte, mi mancava visitare musei. Erano diversi anni che non venivo e ho detto: “vado alla Galleria!” – Federica, 26 anni –

– Flavia, 21 anni e Gaia, 20 anni –

I live just five minutes away. I’m French and I came to Italy just one month ago, it’s my first time in the museum. I study Arts in Paris and my courses are online, so I can study here and visit it – Julia, 20 anni –

Volevo vedere l’arte contemporanea e perché è un museo bellissimo – Simone, 29 anni –

Questo è il secondo museo che ho scelto, ho già visitato i Musei Capitolini. Sto cercando di visitare, di ri-visitare, tutti i musei di Roma. Ai Musei Capitolini son stato ieri e ho visto le antichità. Qui invece c’è l’arte moderna – Francesco, 67 anni –

Qui il programma è sempre molto variegato, per cui abbiamo detto “facciamoci questa passeggiata per vedere il museo appena aperto”

– Clarissa, 25 anni ed Elisa 19, anni –

– Liviana, 70 anni e Francesco, 70 anni –

Studio arte contemporanea e sono molto legata al museo. Sto facendo un esame sulla Galleria Nazionale e non è facile studiarla senza averla mai visitata; avevo bisogno di fare delle foto

È piacevole. Si può venire senza prenotare e si può fare una bella passeggiata dopo.

– Margherita, 23 anni –

Sto preparando una tesi in storia dell’arte contemporanea, su Pino Pascali – Oronzo, 22 anni e Lovisa, 20 anni –

– Giovanna, 70 anni e Maddalena, 70 anni –

Siamo passate qui davanti e abbiamo detto: “visitiamola”! – Caterina, 40 anni e Valeria, 40 anni –

Ho visitato la Galleria tanti anni fa, so che è stata riorganizzata in modo tematico. Non abito più a Roma da parecchio tempo, mentre mia

Io ci sono

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Studio all’accademia e sono appassionata di arte contemporanea. Lei voleva vedere un museo e le ho consigliato questo. È il mio museo preferito a Roma. Siamo venute qui per questo, l’ho trascinata

Le interviste

“Perché hai scelto di visitare la Galleria Nazionale oggi?”


54 . 55

– Giuliana, 60 anni e la mamma Paola, 80 anni –

Non ci siamo mai venute! È la prima visita. Trentatré anni di vita a Roma e non ero mai venuta – Claudia, 33 anni e Claudia 30 anni –

Io volevo vederla, assolutamente. È bellissima – Costanza, 20 anni e Davide, 21 anni –

È stata una scelta di cuore. C’eravamo già stati.

La Galleria Nazionale

– Anton, 27 anni e Olga, 26 anni –

Questo non è un ambiente in cui dimentichi il COVID, perché è spazioso. E poi sei concentrato su altre cose, quindi magari non pensi alla mascherina, alle restrizioni e a tutto il resto – Giusy, 24 anni e Zeno, 24 anni –

È un momento molto particolare quello della visita al museo. È uno staccare da tutto. Devi sempre stare attento ai contagi, devi sempre stare attento a tutto e nonostante adesso abbiamo la mascherina, qui dentro puoi dimenticare tutto

“Cosa ti è mancato durante la chiusura dei musei?”

La Libertà

Le interviste

mamma abita ancora qui e quindi son venuta

Libertà è la parola che ricorre più spesso nelle risposte del pubblico intervistato. Ritornare al museo significa riassaporare il senso della libertà, nel tempo e nello spazio, che la pandemia ha fortemente limitato.

La serenità e il silenzio Il museo è uno degli spazi privilegiati dal pubblico perché offre la serenità e il silenzio ed è percepito anche come un “luogo sicuro”, come dichiara Matteo, 24 anni.

Le emozioni e la bellezza Il pubblico che torna in Galleria Nazionale associa al desiderio di serenità anche la necessità di soddisfare la propria curiosità, unitamente agli stimoli costruttivi che sono fonte di ispirazione e alle emozioni e alla bellezza che l’ambiente e le opere infondono agli individui.

La distanza ravvicinata: la prossimità fisica con le opere Le ultime interviste segnalano il desiderio di ripristinare un contatto quasi fisico con l’opera d’arte, direttamente dal vero, per recuperare una distanza ravvicinata, che la pandemia ha limitato e annullato. Emerge con forza la necessità di una visione dal vivo dell’arte, senza ricorrere agli strumenti digitali.

Io ci sono

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– Simone, 29 anni e Angelica, 23 anni –


56 . 57

– Clarissa, 25 anni ed Elisa, 19 anni –

Poter passare il tempo libero come mi piace, quindi visitare i musei – Andrea, 39 anni –

La libertà di poter decidere – Giuliana, 60 anni e la mamma Paola, 80 anni –

Questa normalità – Giusy, 24 anni e Zeno, 24 anni –

La Galleria Nazionale

Poter girare liberamente per i musei. La prima cosa che mi è venuta in mente è stata: “oggi zona gialla, riaprono. Cosa facciamo? Andiamo al museo!” – Flavia, 21 anni e Gaia, 20 anni –

– Fabrizia, 29 anni e Alessandro, 33 anni –

L’atmosfera. Si respira proprio un’aria diversa nei musei, il silenzio, le poche persone, camminare – Alice, 21 anni e Girolamo, 21 anni –

I musei danno sempre quell’aria di tranquillità, di serenità. Fanno un po’ evadere, no? – Davide, 25 anni e Alessia, 25 anni –

La tranquillità che trovi quando sai che stai quelle due ore lì dentro e non c’è altro. È un posto sicuro per me, perché fuori uno ha mille preoccupazioni, poi viene qua dentro e si rilassa

Ci è mancato proprio il poter venire, – Matteo, 24 anni – andare in giro per Roma. Poter Il silenzio. Il silenzio che c’è scegliere, poter guardare, poter dentro i musei restare qualche ora tranquilli – Guendalina, 30 anni – a vivere il museo – Valerio, 31 anni e Martina, 28 anni –

La libertà, poi uscire, vedere le persone – Chiara, 24 anni –

Uscire di casa per venire a vedere i musei, dal vivo – Costanza, 20 anni e Davide, 21 anni –

Non poter andare da nessuna parte. La libertà – Carlotta, 50 anni e Drusilla, 20 anni –

Questa libertà di poter vedere un’opera d’arte senza avere il problema del tempo, che ormai ci limita le giornate a causa del COVID – Anton, 27 anni e Olga, 26 anni –

Senza i musei avevo un senso di claustrofobia, la mancanza di spazio per un respiro interiore – Daniela, 60 anni –

Il silenzio del museo. Il raccoglimento che c’è in un museo, che equivale un po’ a una chiesa. Almeno questa è la mia interpretazione dell’arte.

supermercato e farmacia – Giovanna, 60 anni e Augusto, 74 anni –

Noi siamo di una certa età, stiamo molto a casa. Vedere un museo, vedere una mostra è sempre un arricchimento. In questo periodo ci siamo un po’ depauperati e annoiati – Liviana, 70 anni e Francesco, 70 anni –

Le cose belle. Tutte le cose belle – Caterina, 40 anni e Valeria, 40 anni –

Mi sono mancate le emozioni necessarie, anzi indispensabili direi – Daniela, 60 anni –

The intellectual stimulation – Amanda, 60 anni e Michael, 60 anni –

La possibilità di vedere le opere dal vivo. L’esperienza dell’opera dal vivo è un altro pianeta. Secondo me sui social si può imparare la storia, però il confronto e il contatto con l’opera dal vivo è insostituibile – Margherita, 23 anni –

Ci siamo connessi su internet, però insomma (...) molta tristezza. – Giovanna, 60 anni Augusto, 74 anni –

La visione, con gli occhi e la vicinanza. Soprattutto la vicinanza, perché potevo anche, e l’ho fatto, guardare i capolavori online, però è un’altra cosa. Vederli di fronte è un’altra esperienza che non si può assolutamente surrogare. Non sostituibile

Gli stimoli che ti dà una mostra. – Francesco, 67 anni – Ripercorrere epoche passate tramite le opere d’arte, ripercorrere la storia Poter visitare fisicamente e poter – Fabrizia, 29 anni e Alessandro, 33 anni – vedere le opere dal vivo Tutto ciò che è arte e bellezza – Giovanna, 70 anni –

La bellezza ti dà qualche cosa – Maddalena, 70 anni –

– Federica, 26 anni –

Essere a contatto con le opere. Ci sono state delle mostre online multimediali ma non è lo stesso approccio con l’opera reale – Oronzo, 22 anni e Lovisa, 20 anni –

Per me invece il museo è la curiosità

Io faccio anche vestiti. Mi piace venire qui per vedere, prendere spunto, trovare ispirazione

– Claudia, 30 anni –

– Simone, 23 anni e Mifi, 20 anni –

Cosa ci è mancato di più? Beh questo è un momento di leggerezza e intrattenimento ma anche un momento di scoperta

Trovare nuovi stimoli

Non vedere l’arte di persona. Non ha senso. Sono stata a varie mostre, anche vernissage o gallerie che le hanno fatte online, ma perde completamente

– Giuliana, 60 anni –

– Carlotta, 50 anni e Drusilla, 20 anni –

– Claudia, 33 anni –

– Simone, 29 anni e Angelica, 23 anni –

The experience, open-mindedness and discovering new things, everything! – Julia, 20 anni –

Tutto! Ci è mancato qualche cosa di diverso dalla banale sopravvivenza,

Lei fa la pittrice, amatoriale, dilettante ma molto brava secondo me, quindi viene a prendere anche degli stimoli dai quadri – la mamma di Giuliana, Paola, pittrice, 80 anni –

Vedere le opere d’arte grandi, davanti a te! – Fabrizio, 30 anni –

Io ci sono

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Avere quelle tre ore libere un giorno e poter dire: “Vado al museo!”

Le interviste

Avere la libertà di andare nei musei


58 . 59

Le aspettative dei visitatori Dalle interviste emerge che il desiderio condiviso è che i musei possano rimanere aperti, per continuare le attività in cui sono impegnati e permettere al pubblico di vedere le mostre e gli artisti.

Van Gogh! Van Gogh, Burri, tutti loro.

Vita, più vita. Un po’ di vita culturale serve!

– Susanna, 39 anni –

– Liviana, 70 anni e Francesco, 70 anni –

L’aspettativa è che riusciamo a tenerli aperti, e secondo me si poteva fare anche questo periodo. Poi aspettiamo le mostre, eventi e mostre.

Che rimangano aperti! I musei sono il cibo dell’anima. Durante il lockdown non ci è mancato il cibo del corpo e abbiamo mangiato fin troppo, ma il cibo dell’anima ci è mancato

La Galleria Nazionale

– Andrea, 39 anni –

Speriamo si organizzino per una zona arancione. Se passiamo in zona arancione, perché non possiamo rimanere aperti? Non vedo assembramenti qua dentro. Non li ho mai visti in realtà da quando vengo. Né qui né in altri musei anche più piccoli.

Le interviste

“Cosa ti aspetti di trovare in Galleria Nazionale dopo la chiusura dei musei?”

– Francesco, 67 anni –

– Matteo, 24 anni –

Più che altro dal ministro Franceschini, che non li richiuda più – Fabrizia, 29 anni e Alessandro, 33 anni –

Nessuna. Nel senso: sono aperti, bene così – Chiara, 24 anni –

Niente in particolare, penso che sia l’ultima cosa da organizzare perché già funzionava. Si spera che possiate andare avanti e che vediamo cose nuove Non abbiamo aspettative, se non che ritornino un po’ tutti i musei, compreso questo, a fare nuove mostre, a proporre sempre qualcosa di nuovo, interessante, e magari anche di interattivo – Claudia, 33 anni e Claudia, 30 anni –

Che più giovani vengano a visitarli, insomma anche della nostra età. Più interessamento verso la cultura – Costanza, 20 anni e Davide, 21 anni –

Io ci sono

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– Giovanna, 70 anni e Maddalena, 70 anni–


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La Galleria Nazionale

L'Artista sono io

60 . 61


62 . 63

L’Artista sono io

11 La Galleria Nazionale

mediatori e mediatrici coinvolti

40 disegni

Laboratori di disegno e di copia dal vero di fronte ai capolavori della Galleria Nazionale 26.02 - 14.03.2021 Obiettivi ampliare i pubblici e conoscere le opere della Galleria Nazionale attraverso un esercizio di natura didattica e ludica

Metodo esercizio di disegno e di copia dal vero

Mediatori coinvolti Salma Eltoukhy Sara Meschino Caterina Sammartino Melpomeni Katsouri Silvia Sicilia Francesco Giovannetti Veronica Sponilli Federica Mariotti Claudia Falcetelli Susanna Bagdzinska Claudia Falcetelli

La Mediazione Culturale | 2018 – 2021 Report

Partecipanti Alessio Francesca Roberta Federica Andrea Giulia Luisa Martina

L’artista sono io consiste in una serie di laboratori di disegno condotti dai mediatori culturali ed eseguiti di fronte alle opere d’arte della Galleria Nazionale, con esercizi di copia dal vero, rivolti a tutti i tipi di pubblico. A partire dal mese di maggio 2021, in accordo con la Asl Roma 1 le visite sono state rivolte agli adolescenti in carico ai servizi psichiatrici. Il percorso tematico si basa sulla selezione di alcune opere, condivise con i visitatori e articolate secondo alcune tematiche: il corpo umano, i mestieri, la natura morta, il paesaggio. Sono state analizzate e copiate dal vero le opere di Francesco Trombadori, Burri, Leoncillo, Moro, de Chirico e altri artisti, selezionati di comune accordo tra le mediatrici e i partecipanti. I disegni sono stati realizzati con grafite e matite colorate e, alla fine di ogni laboratorio, i partecipanti hanno assegnato ai loro disegni un titolo che poi è stato condiviso con gli altri membri del gruppo, in un’ottica di partecipazione e di confronto costruttivo.


64 . 65 La Galleria Nazionale

– Anna, 54 anni –

Voglio tornare in Galleria Nazionale

La Mediazione Culturale | 2018 – 2021 Report

– Alessio, 22 anni –

Con il disegno ho compreso la tecnica di Leoncillo, che mi affascina sempre – Giuliana, 51 anni –

L'Artista sono io

Il disegno riesce ad offrire la possibilità, anche per chi è ad un livello principiante, di ‘entrare’ nell’opera, osservarla profondamente e scoprirla ogni tratto di più


66 . 67

L'Artista sono io

Disegnare di fronte alle opere è stata un’esperienza rilassante e serena

La Mediazione Culturale | 2018 – 2021 Report

La Galleria Nazionale

– Federica, 20 anni –

Il ritratto ha fatto uscire parti di me – Andrea, 24 anni –


La Mediazione Culturale | 2018 – 2021 Report

La Galleria Nazionale

Il mio capolavoro

68 . 69


70 . 71

15 325 mediatori e mediatrici culturali coinvolti

partecipanti

Le visite di mediazione culturale rivolte alle scuole dell’infanzia e alle scuole primarie Obiettivi promozione della fruizione del patrimonio culturale

Metodo visite guidate

La Galleria Nazionale

Scuole I.C. Via Micheli – Plesso G. Ronconi, ISISS Magarotto, Scuola dell’Infanzia Colori del Mondo, I.C. Alfieri-Lante della Rovere, Istituto Santa Giuliana Falconieri, I.C. Fratelli Bandiera

227

questionari somministrati

La Mediazione Culturale | 2018 – 2021 Report

Il mio capolavoro

240

disegni raccolti

Il mio Capolavoro è un progetto di visite di mediazione culturale rivolte alle scuole dell’infanzia e alle scuole primarie, italiane e straniere, con l’obiettivo di promuovere la conoscenza e la più ampia fruizione del patrimonio culturale. Nella prospettiva di coinvolgimento sempre più ampio con il territorio, è stata avviata una mappatura dei municipi di Roma, con il proposito di raggiungere tutte le scuole della città. Il mio Capolavoro prende il nome da una delle espressioni più ricorrenti che le bambine e i bambini, tra lo stupore e la sorpresa, con l’entusiasmo che li contraddistingue, ripetono frequentemente di fronte alle opere d’arte: “È un capolavoro!” Con il supporto delle mediatrici e dei mediatori culturali, sono stati ideati alcuni itinerari tematici “site specific”, con approfondimenti sui materiali e sui soggetti delle opere, dalla natura, agli animali, al corpo umano e alle piante. Al termine di ogni visita, per monitorare la soddisfazione delle bambine e dei bambini, sono stati distribuiti una serie di questionari, supportando e assistendo i bambini nella compilazione degli stessi. È stato così possibile tracciare una mappatura delle opere della Galleria Nazionale più apprezzate dalle bambine e dai bambini. I questionari mettono bene in evidenza anche il ruolo della mediazione ed il suo contributo nel giudizio finale della visita. “Mi è piaciuta la visita perché la guida era molto brava”, oppure “Ho capito il significato delle opere perché la guida ha spiegato con chiarezza”. Infine nella prospettiva di un approccio di lifelong learning, finalizzato a prolungare l’esperienza museale anche oltre il tempo e gli spazi fisici della Galleria Nazionale, ad ogni bambina e bambino è stato richiesto di realizzare un disegno del proprio capolavoro preferito.


72 . 73

Le indagini

Le indagini

Target 3-11 anni

Periodo: 27.03 - 30.05.2019

Avevi già visitato la Galleria Nazionale? Sì

La Galleria Nazionale

64%

Amici 15%

Se sì, con chi? Scuola

Ti è piaciuta la visita? Sì 98%

Parenti 12%

Famiglia 54%

No 2%

Il mio capolavoro

La Mediazione Culturale | 2018 – 2021 Report

19%

36+64+H 54+19+1512H 98+2+H

No 36%


74 . 75 La Galleria Nazionale

Le indagini

Per il target 3-5 anni la visita è stata bella e si sono divertiti. Il target 6-11 anni apprezza la visita perché mi sono piaciute le opere. Il divertimento è un elemento comune ad entrambe le fasce di età, anche se assume maggiore rilevanza nella fascia 3-5 anni.

Target 3-5 anni È stata bella Mi sono divertito Ho imparato cose nuove Ho visto cose belle Ci sono tante opere d'arte Mi sono piaciute le sculture Ci sono tanti bei quadri Mi è piaciuta la visita con le mediatrici È stata interessante Il museo è bello Sono venuto con la scuola Ho scoperto cose nuove Ho visto cose nuove Il museo è grande Sono venuto con la mia classe 0

5

10

15

20

25

Target 6-11 anni Ci sono tanti bei quadri Mi sono divertito Mi è piaciuta la visita con le mediatrici È stata bella Ho imparato cose nuove Ci sono tante opere d'arte Ho scoperto cose nuove

È stata interessante Il museo è bello È diverso dagli altri musei Ho visto cose nuove Il museo è grande Ho visto cose belle Sono venuto con la mia classe 0

2

4

6

8

10

12

Il mio capolavoro

La Mediazione Culturale | 2018 – 2021 Report

Ci sono tanti colori Mi sono piaciute le sculture


76 . 77

Le indagini

Quale opera ti è piaciuta di più?

Target 3-5 anni 32 mq di mare circa - Pino Pascali Underdog - Liliana Moro Spoglia d'oro su spine d'acacia - Giuseppe Penone Sentieri ondulati - Jackson Pollock Sala della guerra Ricostruzione del dinosauro - Pino Pascali Tutte Villa Borghese-Parco dei daini - Giacomo Balla Ninfee rosa - Claude Monet Bombardamento notturno - Leoncillo Leonardi Concetto spaziale - Lucio Fontana Superficie 512 - Giuseppe Capogrossi

La Galleria Nazionale

Roue de bicyclette - Marcel Duchamp Grande rosso P.N.18 - Alberto Burri 0

5

10

15

20

25

30

35

40

45

Target 6-11 anni 32 mq di mare circa - Pino Pascali Underdog - Liliana Moro Fountain - Marcel Duchamp Spoglia d'oro su spine d'acacia - Giuseppe Penone Sentieri ondulati - Jackson Pollock Sala della guerra Ninfee rosa - Claude Monet Concetto spaziale - Lucio Fontana

Tutte Roue de bicyclette - Marcel Duchamp Marte - Cesare Benaglia Ricostruzione del dinosauro - Pino Pascali La battaglia di Dogali - Michele Cammarrano Villa Borghese-Parco dei daini - Giacomo Balla Bombardamento notturno - Leoncillo Leonardi 0

10

20

30

40

50

Il mio capolavoro

La Mediazione Culturale | 2018 – 2021 Report

Grande rosso P.N.18 - Alberto Burri Superficie 512 - Giuseppe Capogrossi


78 . 79 La Galleria Nazionale

Le indagini

Per le bambine e i bambini di 3-5 anni la Galleria Nazionale è il luogo del divertimento e del gioco, mentre nella fascia 6-11 anni è prima di tutto lo spazio della scoperta e a seguire dell’apprendimento e del divertimento.

Target 3-5 anni Un luogo in cui mi diverto

Un luogo in cui gioco

Un luogo in cui imparo

Un luogo in cui vado con la famiglia

Un luogo in cui scopro cose nuove

0

5

10

15

20

25

30

35

Target 6-11 anni Un luogo in cui scopro cose nuove

Un luogo in cui imparo

Un luogo in cui mi diverto

Un luogo in cui vado con la famiglia

Un luogo in cui gioco

930= 900= 590= 220= 80= 0

5

10

15

20

25

30

35

Il mio capolavoro

La Mediazione Culturale | 2018 – 2021 Report

920= 580= 430= 360= 310=


80 . 81 La Galleria Nazionale

Le indagini

Le bambine e i bambini sono soddisfatti e non emerge il desiderio di cambiare qualcosa all’interno del museo. Il 15,9% del target 3-5 anni esprime però il desiderio di cambiare 32 mq di mare circa, perché desidera toccare l’acqua. Vorrei poter toccare le opere è il desiderio dell’11,4% del campione preso in esame. Nella fascia di età superiore, 6-11 anni, la percentuale che non desidera effettuare cambiamenti è più alta e raggiunge il 72%.

Target 3-5 anni Niente 32 mq di mare circa - Pino Pascali Vorrei poter toccare le opere Grande rosso P.N.18 - Alberto Burri Sala della guerra Bachi da setola - Pino Pascali Underdog - Liliana Moro Il video della Sala della guerra Spoglia d'oro su spine d'acacia - Giuseppe Penone Il colore delle pareti Ercole e Lica - Antonio Canova 0

5

10

15

20

25

30

35

40

0

10

20

30

40

50

60

70

80

Target 6-11 anni Niente Vorrei più opere Divani e cuscini Il prato Il colore delle pareti Sala della guerra Ercole e Lica - Antonio Canova

Cosa vorresti cambiare in queso museo?

Tutto Grande rosso P.N.18 - Alberto Burri Bachi da setola - Pino Pascali 32 mq di mare circa - Pino Pascali Underdog - Liliana Moro

Il mio capolavoro

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Vorrei vedere cose antiche


82 . 83 La Galleria Nazionale

Quali opere hanno ispirato i disegni dei bambini?

Le indagini

L’opera che ha ispirato i disegni delle bambine e dei bambini alla fine della visita è 32 mq di mare circa di Pino Pascali, che si conferma nuovamente l’opera preferita in entrambe le fasce di età esaminate.

Target 3-5 anni 32 mq di mare circa - Pino Pascali Altro Ninfee rosa - Claude Monet Underdog - Liliana Moro Sentieri ondulati - Jackson Pollock Roue de Bicyclette - Marchel Duchamp Grande rosso P.N.18 - Alberto Burri Scontro di situazioni N.4 - Emilio Vedova Sala della guerra Ercole e Lica - Antonio Canova Ricostruzione del dinosauro - Pino Pascali Concetto spaziale - Lucio Fontana

0

5

0

0.5

10

15

20

25

30

35

40

Target 6-11 anni Sala della guerra Roue de Bicyclette - Marchel Duchamp Ercole e Lica - Antonio Canova Grande rosso P.N.18 - Alberto Burri Superficie 512 - Giuseppe Capogrossi Spoglia d'oro su spine d'acacia - Giuseppe Penone Sentieri ondulati - Jackson Pollock La caduta di Iperione - Cy Twombly Concetto spaziale - Lucio Fontana Villa Borghese-Parco dei daini - Giacomo Balla

Marte - Cesare Benaglia Ritratto di M.lle Lanthèlme - Giovanni Boldini Leoni - Davide Rivalta

Fuori scala 32 mq di mare circa - Pino Pascali Altro

44.9% 9%

1

1.5

2

2.5

3

3.5

4

4.5

5

Il mio capolavoro

La Mediazione Culturale | 2018 – 2021 Report

Ricostruzione del dinosauro - Pino Pascali Bombardamento notturno - Leoncillo Leonardi


84 . 85

6 anni

Anno: 2020

7 anni

Periodo di indagine: febbraio 2020

3

8 anni

Età dei partecipanti I.C. Claudio Abbado I.C. Guicciardini - Plesso Alfredo Baccarini I.C. Goffredo Petrassi - Plesso Zandonai

10 anni

11 anni

Senza risposta

La Galleria Nazionale

scuole

240= 980= 420= 360= 330= 40= 200= 0

5

10

123 partecipanti

91

questionari somministrati

9

mediatrici e mediatori culturali

No

È la prima volta che visiti la Galleria Nazionale?

14% Senza risposta 10%

15

20

25

30

76+10+14H

35

40

Sì 76%

Il mio capolavoro

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9 anni

Le indagini

Le indagini


86 . 87

Senza risposta

La Galleria Nazionale

8%

Ti è piaciuta la visita?

Ho visto opere belle Ci sono tante opere

Ho visto arte antica e moderna

Se sì, perché?

È stato interessante È stato bello Ho usato la fantasia Altro

90+8+2H

No

Senza risposta

2%

11%

Ti piacerebbe tornare in Galleria? Sì 90%

580= 530= 170= 80= 80= 80= 40= 1000= 0

5

10

15

20

25

30

35

Per vedere cose nuove

È stato bello

Per rivedere le opere

Se sì, perché?

Mi è piaciuto Per tornare con la mia famiglia Altro

Senza risposta

40

85+11+4H

No 4%

Sì 85%

990= 420= 420= 330= 130= 400= 880= 0

5

10

15

20

25

30

Il mio capolavoro

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Ho imparato cose nuove

Le indagini

L’85% desidera tornare in Galleria, per vedere cose nuove.

Il 90% delle bambine e dei bambini apprezza la visita di mediazione culturale, perché le opere sono belle, perché ci sono tante opere, perché ho imparato cose nuove.


88 . 89

Le indagini

La Galleria Nazionale è associata ad una grande piazza e ad una chiesa. Una grande piazza

Una chiesa

La Galleria Nazionale è come:

La mia scuola

La mia casa

La Galleria Nazionale

Senza risposta

850= 720= 620= 530= 350= 0

Giocare 1%

La Galleria Nazionale è per me:

Imparare

Tristezza 5%

Che emozione hai provato?

Paura 9% Gioia 32%

10

15

20

59+39+1H 53+32+951H

25

32 mq di mare circa - Pino Pascali Notturno con figura - C. e F. Ingrassia, E. Tibaldi Ercole e Lica - Antonio Canova 30

Robert Morris - Monumentum 2015-2018 Fountain - Marcel Duchamp Underdog - Liliana Moro

Annoiarsi 1%

Grande rosso - Alberto Burri Sentieri ondulati - Jackson Pollock Le tre età - Gustav Klimt Spoglia d’oro su spine d’acacia - Giuseppe Penone Bombardamento notturno - Leoncillo

Scoprire 59%

Ricostruzione del dinosauro - Pino Pascali Bachi da setola - Pino Pascali Boy and dog - Sandro Chia Giuseppe Capogrossi Giove - Pietro Galli Il prato - Martí Guixé

Senza risposta 1%

Ninfee rosa - Claude Monet Spirale scura - Gunther Uecker M.lle Lanthelme - Giovanni Boldini Nessuna Tutte

Sorpresa 53%

Venere - Luigi Bienaime Nessuna risposta 0

2

4

6

8

10

12

14

16

Il mio capolavoro

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39%

5

Quale opera ti è piaciuta di più?


90 . 91

Le indagini

La Galleria Nazionale

Da: “Grande rosso”, Alberto Burri

Da: “32 mq di mare circa”, Pino Pascali

Il mio capolavoro

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Da: “Underdog”, Liliana Moro


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La Galleria Nazionale

Mediatori si diventa

92 . 93


94 . 95

Mediatori si diventa

18

Progetto di PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento) con gli studenti e le studentesse del Liceo Ginnasio Statale “Virgilio” di Roma

27

09.03 - 12.03.2021 04.06 - 7.06.2021

La Galleria Nazionale

mediatori e mediatrici coinvolti

studenti e studentesse coinvolti

Obiettivi lavorare a contatto con i mediatori e con i visitatori

Metodo modello di apprendimento “learning by doing”

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Studenti e studentesse Elisa Baldi Sibilla Bevilacqua Sofia Bonvissuto Carlotta Bronzetti Tancredi Buongiorno Lorenzo Corvini Paolo D’Affini Emanuela De Paola Costanza della Vedova Livia Fedeli Agnese Giustozzi Caterina Guerri Momo Iraci Martina Urani

Docente Prof.ssa Marina Ciai

Jacopo Kahler Michele Lanni Gioia Liberatore Cosma Mallardo Livia Mariotti Luisa Martone Francesca Mosca Elisa Nigro Marco Nunziata Clementina Pagliarone Virginia Terrosu Emanuele Tofani Edoardo Tragliola Lauria

Il progetto di alternanza scuola lavoro Mediatori si diventa è stato realizzato insieme agli studenti e alle studentesse del liceo Virgilio di Roma e si basa sul modello di apprendimento learning by doing: gli studenti hanno affiancato i mediatori e le mediatrici sul campo, negli spazi della Galleria Nazionale e direttamente a contatto con i pubblici, osservando le dinamiche della mediazione e imparando le tecniche base della comunicazione, della relazione interpersonale e del public speaking. Gli studenti hanno imparato a lavorare sia individualmente, sia in team, confrontandosi con i mediatori e con i visitatori. Il progetto si è articolato nel seguente cronoprogramma: accoglienza da parte dei mediatori e focus group; visita silenziosa degli studenti in autonomia; visita con i mediatori e le mediatrici della Galleria Nazionale; affiancamento ai mediatori durante le visite di mediazione culturale; redazione delle didascalie partecipate; elaborazione della mappatura emozionale; verifica dei risultati e brevi interviste finali di approfondimento. Molti studenti e studentesse entrano in Galleria Nazionale per la prima volta e la conoscono attraverso questa esperienza di alternanza scuola-lavoro. Attraverso le didascalie partecipate gli studenti hanno selezionato le opere della Galleria Nazionale e hanno descritto e formulato per la prima volta le didascalie, secondo la loro interpretazione personale. Con la mappatura emozionale hanno provato a descrivere le emozioni che le opere d’arte trasmettono loro, secondo una mappatura fornita dai mediatori.


96 . 97 La Galleria Nazionale

Le didascalie partecipate

Elisa Baldi Sabbia bagnata Albori La notte riflessa Dondolo La guerra, quelé dislate colosal Sibilla Bevilacqua Introverso Scontro di emozioni Armonia distorta

Edoardo Lauria Traiola Idillio a pratoline Sfrontata bellezza Esperienza a dondolo Terremoto di Passioni Tsunami

Tancredi G. Buongiorno La vita sopra alle nostre terre Ciò che rimane Bellezza nel 2021

Gioia Liberatore Non c’è scampo Azzurro-Natura, Grigio-Consumo, Oro-Memoria Arsura

Leonardo Chiaventi Chiudi gli occhi principessa Peter! Anche la foresta ha le ombre! Il Dio delle seconde possibilità

Cosma Mallardo Vuoto interiore Mappa (XX secolo) L’ombra della guerra

Paolo Daffini Fusione circolare Scenografia di un monumento Asfalto liquido

Livia Martone Labbra pungenti Oltre lo spazio La materia

Emanuela De Paola Sensualità Viaggiare nel tempo Quotidiano

Luisa Martone Filosofia di vita Addentrarsi Autunno/Doni Gli occhi Luce e tenebra

Costanza Della Vedova Aria di luna Violenza congelata Profondo sottile Livia Fedeli L’amante Libertà disinvolta Angoscia invecchiata Agnese Giustozzi Fughe L’albero della vita Il testimone Caterina Guerri Quando fai scoppiare una bolla di rabbia con uno spillo Brandelli di emozioni Il dio del grano Poco prima che il mondo nacque Infiniti che traboccano Lo sbadiglio del drago nel cervello del geometra La crisalide della fata La morte del vecchio mondo Infanzia sciolta e ricomposta nel buio Questa era la mia casa Amanti consegnano alla morte i colori immortali del cuore Nastri soffocano lo spettacolo del sabato sera Momo Iraci Nostalgia Eco di colori - mandala

Francesca Mosca Vento di rivolta Incastri Rivelazioni Incontro tra cielo e mare Invito ad entrare Cyan Nunziata La mente fisica La mente collettiva La mente creativa La mente pensante La mente? Clementina Pagliarone L’infinità del mare rinchiusa nella semplicità Il tempio sulla palude La tempesta Virginia Terrosu Il dormiente Nostalgia di ciò che sarà Illusione Agonia dorata di creature celesti Donna volante Desolazione Violento ammonimento Pensiero Emanuele Tofani Racconto ricorrente La battaglia più grande La certezza si infrange ma il dubbio è risacca Tutti sanno che è una palude

Mediatori si diventa

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Jacopo Kahler Guerra Armonia Spazio

Le didascalie partecipate

I partecipanti


98 . 99 La Galleria Nazionale

Elisa Baldi

Marianna Dionigi L’Aniene presso Tivoli, 1798

Sabbia bagnata L’opera rappresenta la sabbia estiva. Non una sabbia asciutta o ustionante ma leggermente bagnata, magari da alcune gocce versate da un bambino con il suo secchiello. Una sabbia non troppo molla, abbastanza dura da poter riuscire a prenderla in mano prima che in breve tempo si frammenti. Trasmette un senso di morbidezza, calma e serenità.

Elisa Baldi

Albori In questo paesaggio pastorale e statico l’artista rappresenta un particolare momento del mattino. Come si può dedurre dalla luce, la scena indica il momento di passaggio tra l’alba e l’effettivo sorgere del sole, quel momento in cui l’aria non è troppo fredda ma nemmeno calda. Il tempio, posto sulla cima di un monte, è illuminato lentamente dai raggi del sole, azione che suggerisce metaforicamente l’inizio non solo di un nuovo giorno ma anche di una nuova era apparentemente pacifica.

Mediatori si diventa

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Le didascalie partecipate

Alberto Burri Cretto G1, 1975


100 . 101 La Galleria Nazionale

Elisa Baldi

Anish Kapoor Untitled - Nero Africa

La notte riflessa L'intento dell’artista, attraverso lo scatto vago realizzato in negativo, è quello di rappresentare una donna degli anni ‘20 riflessa su un canale di Venezia a notte fonda. La signora, ben vestita e probabilmente dell’alta società, o è uscita a prendere una boccata d’aria oppure aspetta una gondola che la riporti a casa. Trasmette un piacevole senso di solitudine.

Elisa Baldi

Dondolo L’opera trasmette un senso di instabilità e di oscillazione costante provata o in barca quando il mare è mosso oppure quando si va sull’altalena. Un movimento che dopo un po’ è disorientante è che fa perdere la concezione dello spazio e di come muoversi al suo interno. Inizialmente la sensazione che si prova è di alienazione ma se lo si osserva tanto diventa quasi fastidioso.

Mediatori si diventa

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Le didascalie partecipate

Monica Carocci Doll 02


102 . 103 La Galleria Nazionale

Elisa Baldi

Linda Fregni Nagler Ho to look at a camera, 2019

La guerra, quelé dislate colosal Si trasmette ’ironicamente l’inutilità della guerra, dell’armatura e delle armi. L’insensatezza di questo concetto viene trasmetto attraverso l’astrattismo e l’impossibilità di distinguere esattamente le tre figure. Trasmette angoscia e paura dell’ignoto.

Sibilla Bevilacqua

Introverso Come in un ritratto, il quale ha lo scopo primo di ritrarre la maestosità, la nobiltà di un soggetto, viene invece ripreso l’aspetto più timido. Una donna, con un abito che non passa inosservato, stranamente non vuole essere ripresa. È timida e con un velo si nasconde il volto, come mai? Atipico è questo gioco di sguardi e addirittura mostrarsi di spalle al pubblico. È semplicemente una signora introversa che sta cercando di comunicare a chi la ritrae che non vuole e non si sente a suo agio.

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Le didascalie partecipate

Umberto Boccioni Cavallo+Cavaliere+Caseggiato, 1913-14


104 . 105 La Galleria Nazionale

Sibilla Bevilacqua

Scontro di emozioni Ci siamo mai chiesti quali emozioni può provare un essere umano che combatte una guerra? Qui non si parla di una battaglia solo fisica ma anche mentale, che sia uno scontro con le proprie personalità, con i sentimenti, con il mondo che ci circonda. Lo sfondo nero è il caos che persiste in ognuno di noi e queste piccole tracce di colore esprimono le emozioni che ci toccano quali: rabbia, solitudine, speranza.

Sibilla Bevilacqua

Armonia distorta Anche se non sono perfetta sono pur sempre una donna. Questa è più una critica allo stereotipo della donna ‘perfetta’, che principalmente viene innescato nelle menti dei bambini con delle bambole estremamente distanti dalla realtà. Nell’opera Bellmer prende delle bambole e le unisce creando ambigue forme e nuove creature che in realtà possiedono un’armonia atipica e che trasmettono un senso di curiosità, stimolando l’immaginazione.

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Le didascalie partecipate

Hans Bellmer La poupée, 1936

Emilio Vedova Scontro di situazioni, 1959


106 . 107 La Galleria Nazionale

Tancredi G. Buongiorno

La vita sopra alle nostre terre Quest'opera, essendo fatta di terra ed essendo collocata molto più in alto rispetto all'osservatore, mi ha subito ricordato un pianeta. Può essere quindi letta come una riflessione, o semplicemente una rappresentazione, di ciò che si trova sopra di noi, ovvero gli altri pianeti del cosmo. Essendo inoltre fatto di terra, portatrice di vita, potrebbe essere una riflessione nei confronti della vita ultraterrestre: dalla prospettiva dell'osservatore, il sopra del blocco non lo vediamo, non possiamo sapere se là vi è qualcosa, proprio come al giorno d'oggi noi non possiamo sapere se nei pianeti che vediamo dalla Terra vi è effettivamente vita.

Tancredi G. Buongiorno

Ciò che rimane Le crepe mi hanno ricordato un terreno tipicamente desertico e dissestato. Il colore, di un nero pece, è il pigmento che in genere qualsiasi cosa bruciata assume. Trovando che questi due elementi andassero in parallelo, ho pensato subito ad un terreno bruciato, distrutto, desolato e senza colori: può essere quasi letta come un monito che l'artista fa al fruitore dell'opera, avvisandolo di ciò che lo aspetta, estremizzando ovviamente il concetto, se il suo approccio verso il pianeta rimarrà inalienato.

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Le didascalie partecipate

Alberto Burri Cretto G5, 1975

Pino Pascali 1 mc. di terra, 1935


108 . 109 La Galleria Nazionale

Bellezza nel 2021 Ho chiamato questa opera “bellezza nel 2021” perché, in un'epoca in cui l'aspetto fisico e la magrezza sembrano essere l'obiettivo da raggiungere ad ogni costo, persino una figura così smagrita e denutrita è considerata preferibile rispetto ad un fisico sano ma che non rispetta i canoni di bellezza. Potrebbe essere da parte dell'artista una condanna ai social media e alle loro distorte concezioni di bellezza e standard estetico.

Linda Fregni Nagler Ho to look at a camera, 2019

Leonardo Chiaventi

Chiudi gli occhi principessa Se sì è in una favola non possono mancare delle principesse, in queste fotografie ce ne sono quattro. Quattro donne con il velo. Ma perché il velo? Perché non importa chi sarà il loro principe, almeno non importa alle loro famiglie che le hanno promesse, importa solo che potranno divenire delle principesse.

Mediatori si diventa

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Tancredi G. Buongiorno

Le didascalie partecipate

Alberto Giacometti Grande donna, 1960 ca.


110 . 111 La Galleria Nazionale

Leonardo Chiaventi

Luigi Bienaimè Mercurio, 1844

Peter! Anche la foresta ha le ombre! Oscura, pericolosa e selvaggia. Molte cose è questa foresta, ma può essere un posto sicuro, una casa? Alla fine non basta solo un filo di luce per stare bene? Una volta le quattro principesse andarono nella foresta e si trovarono spaesate dai grandi alberi che non lasciano entrare solo un filo di luce. Le principesse però dopo un po' si abituarono al poco sole, la sensazione era molto simile al velo che per molto tempo hanno avuto. Sono sempre nell'ombra, sempre nascoste, ma libere come mai.

Leonardo Chiaventi

Il Dio delle seconde possibilità Perfetto, sincero, rassicurante. Un giorno però i loro principi arrivarono, con i soldati. Erano lì per riportarle indietro. Le quattro principesse erano abituate ai principi, non agli dei. Anche se fin da piccole avevano appreso come trattare i loro mariti, con lo stesso rispetto e lo stesso timore che un devoto prova per il suo Dio. Ermes, il messaggero degli dei e il dio dei ladri, si presentò loro e gli fece una proposta: rinunciare alla vita da principessa e diventare delle ombre, le ombre della foresta. Il loro solo compito sarà dare protezione a tutte le principesse che sono fuggite in quel luogo, come loro. Qual è la morale? Anche nell’ombra si può trovare una casa, tanta, troppa luce può rendere ciechi. Ne basta solo un filo.

Mediatori si diventa

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Le didascalie partecipate

Giuseppe Palizzi Bosco di Fontainebleau, 1874


112 . 113 La Galleria Nazionale

Paolo Daffini

Pino Pascali Ruderi sul prato, 1964

Fusione circolare In quest’opera l’artista fonde insieme varie parti di auto, colorate con tonalità di vario genere. La tecnica usata contribuisce ad alimentare l’idea di unione che si percepisce guardando l’opera. Inoltre più ci si avvicina più le varie componenti usate sembrano essere un solo componente plasmato in una forma tendente alla circolarità. I colori molto accessi e le sfumature che vanno scurendo accentuano ancora di più la rotondità dell’opera.

Paolo Daffini

Scenografia di un monumento In quest’opera Pascali sceglie di raffigurare delle colonne, una nuvola ed un prato, creando una sorta di piccola scenografia paesaggistica. Questo tipo di raffigurazioni non erano nuove all’autore, poiché egli lavorava come aiuto scenografo alla RAI ed era specializzato nella realizzazione di paesaggi. L’opera è formata da una struttura lignea ricoperta di tela bianca che conferisce un senso marmoreo alla rappresentazione. Vuole essere una critica al turismo di massa, che in quegli anni era in forte crescita, e coinvolgeva vari siti archeologici italiani.

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Le didascalie partecipate

John Chamberlain Senza titolo, 1965


114 . 115 La Galleria Nazionale

Paolo Daffini

Amedeo Modigliani Nudo sdraiato, 1917-19

Asfalto liquido L’autore tramite delle tecniche avanzate modella il materiale a suo piacimento e plasmandolo crea delle forme ondulate. Va oltre i limiti dei materiali che compongono le sue opere ed in questo specifico caso decide di dare all’asfalto, materiale che solitamente compone il manto stradale, noto per la sua resistenza, delle forme ed una lucidità che lo rendono quasi liquido agli occhi del visitatore. Egli quindi conferisce una natura opposta alla concezione classica del componente.

Emanuela De Paola Sensualità Una figura femminile, il cui corpo è idealizzato in uno dei suoi attributi cardine: la sensualità. La donna è immobile e statica, ma allo stesso tempo appare adagiata come una foglia, leggiadra, sul letto. Il letto è da sempre uno degli sfondi di rappresentazione del corpo femminile, tra sacralità e passionalità, il θάλαμος, come quello di Didone, accoglie le forme del corpo e le fonde armoniosamente. L’osservatore è invitato a partecipare alla celebrazione dei sensi, ma non attraverso gli occhi, che sono chiusi, bensì attraverso

l’eroticità della scena nel complesso: nei colori caldi nasce un fuoco che brucia alle spalle della figura, quasi a definirne i contorni e a diventare elemento encomiastico di essi. Le pennellate, impulsive, concludono l’apoteosi fisica, toccando e accarezzando la donna, circoscrivendone i tratti, la cui fragilità è data dalla condizione di nudità. Dunque, dopo la passionalità, Modigliani, attraverso i tratti, torna ad una condizione di originaria purezza, che sente di proteggere.

Mediatori si diventa

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Le didascalie partecipate

Arcangelo Sassolino Senza titolo, 2018


116 . 117 La Galleria Nazionale

Le didascalie partecipate

Alain Jacquet Le déjeuner sur l’herbe, 1964

Renata Boero Cromogramma, 1972

Emanuela De Paola

Emanuela De Paola

La Pop Art diventa una macchina del tempo che porta agli inizi dell’800 l’artista: i soggetti sono quelli di “Déjeuner sur l’herbe” di Manet, che come all’epoca mantengono il sorriso ammiccante e sfacciato nei confronti dell’osservatore. Ad accentuare questo tema vi è la donna nuda e i due uomini, sdraiati, che sorridono all’osservatore quasi ad invitarlo a partecipare all’abbandono dei sensi. Allo stesso modo, lo sfondo così come la tecnica, il pointellisme, riprendono uno dei

più bei dipinti dell’epoca: “Bagnanti ad Asnieres” di Seurat. Tuttavia, non c’è più il fiume, ma una piscina. L’industrializzazione ha colpito uno degli sfondi naturalistici più famosi, quello del fiume Senna, incontaminato, che ora è sostituito da mattoni di cemento. Inoltre non ci sono più tanti bagnanti, proprio perché la piscina designa la proprietà privata che ne è conseguita. Al suo posto c’è un ragazzo, che sembra essere il bambino di Seurat, cresciuto, ma spensierato come all’epoca.

La palette di colori viene costruita dall’artista con dei materiali a dir poco parlanti: le spezie. Le spezie sono legate al cibo, elemento di convivialità che unisce e definisce culture e usanze, che in questo caso è nelle mani di una donna reclusa in cucina. La rabbia dell’oppressione casalinga si manifesta nell’applicazione delle spezie, violenta, istintiva e incontrollata. La tela, che è una tovaglia, è il foglio su cui la figura femminile sfoga le parole che non può dire ad alta voce: la tela sembra urlare dolore.

Mediatori si diventa

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Viaggio nel tempo

Quotidiano


118 . 119 La Galleria Nazionale

Liliana Moro Underdog, 2005

Costanza Della Vedova

Costanza Della Vedova

Aria di luna

Violenza congelata

La fotografia diventa immagine di un pianeta intimo, personale ed accogliente, un mondo ancora mai calpestato dai piedi dell’uomo in cui si può respirare un’aria nuova incontaminata pari a quella della luna. Osservando le fotografie gli occhi dello spettatore vengono accolti e protetti come da una bolla di intimità così delicata e dolce da sembrare quasi una dimensione infantile. Ho definito queste fotografie come “intime” perché, non essendo

comprensibile ciò che rappresentano con un solo sguardo, in un certo senso lo spettatore è costretto a soffermarsi sull’opera e a creare uno spazio riservato mentre si è alla ricerca di ciò che sta dietro le “manipolazioni pittoriche” fatte alla fotografia. Così facendo ci si ritrova trasportati nella dimensione accogliente di una spiaggia sperduta che sembra essere lontana da ogni tipo di preoccupazione causata dalla frenetica vita di città.

Uno dei cani, con la bocca spalancata e la coda dritta ulula come stesse lanciando un grido d’aiuto verso l’alto, un appello al mondo per chiedere come mai esiste la violenza e perché alle volte sembra essere necessaria. Vedere dei cani così grandi, adulti, forti proprio come il materiale della scultura, suscita il bisogno di una via di fuga, la voglia di avere uno spazio in cui sfogarsi e liberare quella rabbia, e come l’ululare del cane il bisogno di chiedere aiuto e di chiedere al mondo il perché dell’esistenza della violenza. I cani, in quanto animali che vivono in branco, appena nati si trovano dentro un sistema di gerarchie e di poteri già stabilito e quando non si è d’accordo con il sistema in cui si è inseriti e non se ne può uscire subentra inevitabilmente la

violenza, la quale è difficile da estirpare ed è difficile far comprendere come non sia necessaria. In questo modo l’ira rimane sospesa, congelata proprio come nei cani rappresentati. Gli animali, in particolare i cani che hanno vissuto al fianco dell’uomo per millenni, sono lo specchio delle dinamiche umane spogliate da ogni tipo di formalità o regole sociali, rappresentano la parte più istintiva che vive dentro ognuno di noi. Osservando l’opera avrei voluto solamente che i cani potessero muoversi, in modo tale che la loro rabbia fosse meno percettibile perché osservandoli da fermi è quasi insopportabile sentire quanta tensione hanno dentro di loro e quanta rabbia hanno bisogno di sfogare.

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Le didascalie partecipate

Monica Carocci Rai 4, 1997


120 . 121

Le didascalie partecipate

La Galleria Nazionale

Vincenzo Agnetti Naked eye photograph, 1974

Osvaldo Licini L’amalassunta, 1950

Costanza Della Vedova

Livia Fedeli

Quest’opera si trasforma a seconda di chi la guarda, chissà quante persone, quante storie le sono passate davanti. Guardandola ci si può specchiare e così facendo si può riflettere su sé stessi e ci si può soffermare sulla propria immagine. Guardando l’immagine confusa di noi stessi riflessi nel vetro si percepisce quanto noi per primi siamo difficili da capire, spesso non ci comprendiamo, e questo genera un senso di vuoto e smarrimento da cui è difficile liberarsi. Ogni spettatore vedrà nell’opera qualcosa di diverso dagli altri, ma anche la stessa persona ogni volta che la guarda vede

qualcosa di diverso perché le emozioni che proviamo non sono mai statiche, ma cambiano in continuazione. Quest’opera permette allo spettatore di specchiarsi sullo sfondo bianco e di tornare così di nuovo alla realtà, la quale spesso si perde quando si entra in un museo e si è avvolti da tanti stimoli diversi. L’immagine riflessa sul vetro non è chiara come quello di uno specchio, ma è più sfuocata e paradossalmente è una visione più realistica di noi perché se riuscissimo a capirci e a vederci così limpidamente come nello specchio non conosceremmo molte delle nostre emozioni dovute al fatto che non riusciamo a scoprirci fino in fondo.

Osvaldo Licini presenta nella sua opera tre oggetti principali che fluttuano in uno sfondo rosso, in basso invece è rappresentata una strada. Gli oggetti sono immaginari e rappresentano l’unione di una mano e di un piede e ognuno di essi si trova in una posizione diversa che da l’idea del tocco e della continua ricerca del contatto fisico. Inoltre l’elemento del rosso rimanda al colore che per eccellenza rappresenta l’amore.

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Profondo sottile

L’amante


122 . 123 La Galleria Nazionale

Livia Fedeli

Lucio Fontana Concetto spaziale. Attese, 1961 circa

Angoscia invecchiata Nel vedere quest’opera si ha un forte impatto emotivo che richiama la cupezza e il dolore interiore perpetuo di ognuno di noi, che muta invecchiando e crepandosi insieme alla decadenza del corpo.

Agnese Giustozzi

Fughe Si tratta dell’opera di Lucio Fontana “Concetto Spaziale - Attese”. Già conoscevo questo autore e le sue opere ma non mi ero mai soffermata a ragionare sul significato che avessero e che mi potessero trasmettere. Come ci hanno spiegato questi tagli non sono solo il segno distintivo dell’autore ma esprimono anche la sua volontà di andare oltre la tela, alla ricerca dello spazio. Ho voluto dare questo nuovo titolo, “fughe”, poiché vi vedo dei graffi che l’autore lascia sulla tela per esemplificare la sua volontà di liberarsi. L’arte come evasione e al tempo stesso espressione del tormento: il graffio diventa gesto di rabbia e sofferenza ma al contempo ciò che permette di rompere la superficie alla ricerca di libertà. Guardandola vi trovo sentimenti contrastanti: l’affanno provocato dalla vita ma anche la speranza di un nuovo mondo oltre ciò che appare.

Mediatori si diventa

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Le didascalie partecipate

Alberto Burri Cretto G5, 1975.


124 . 125 La Galleria Nazionale

Agnese Giustozzi

Alberto Burri Grande sacco, 1952

L’albero della vita È un’opera che non mi ha colpita fin da subito ma l’ho scoperta giorno per giorno. Klimt riesce a raffigurare l’inizio e la fine del tempo (dalla bambina all’anziana) e così a immortalare il suo scorrere, uno scorrere che però l’autore ferma rendendolo statico, in una composizione che ai miei occhi ricorda un tronco di un albero. Niente è più immobile di quest’ultimo, che rimane incastonato nel terreno grazie alle sue radici.

Agnese Giustozzi

Il testimone A primo impatto quest’opera mi ha riportata alla realtà della guerra. Questo sacco ricco di toppe, mal ridotto mi ha ricordato il consumo e la distruzione della battaglia, le sue macerie, i suoi colori. Ho deciso di darle questo nome poiché non solo il sacco diventa testimonianza degli eventi accaduti ma anche ciò che esso può contenere, come se dentro vi si celassero storie, ricordi, immagini ed emozioni. Tutto ciò che la guerra si è portata poi con sé.

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Le didascalie partecipate

Gustav Klimt Le tre età, 1905


126 . 127 La Galleria Nazionale

Caterina Guerri

Brandelli di emozioni

Leoncillo Leonardi Bombardamento notturno, 1954

Giulio Turcato Ricordo di New York, 1963

Infanzia sciolta e ricomposta nel buio

Infiniti che traboccano

Questo quadro ha toccato due parti della mia immaginazione che non credevo potessero mischiarsi così bene: mi ha parlato dell'infanzia e della guerra. Quando ero piccola, mia nonna mi ha raccontato di aver corso per il suo piccolo paese abruzzese durante un bombardamento per tornare a casa. Aveva cinque anni e credeva fosse un gioco, credeva ci fossero i fuochi d'artificio: oggi lo racconta ridendo. Ho pensato a questa donna, che dopo ottant'anni raccoglie la sua infanzia in un involucro di mani, dove i colori si mischiano e attraverso i suoi racconti prendono nuove forme dentro di me. Attraverso lo sguardo di un bambino anche l'orrore può fiorire e creare una commovente bellezza.

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Le didascalie partecipate

Umberto Boccioni Cavallo+cavaliere+caseggiato, 1913-1914


128 . 129 La Galleria Nazionale

Poco prima che il mondo nacque

Wassily Kandinsky Linea angolare, 1930

Marcel Duchamp Paysage à blainville, 1902

Lo sbadiglio del drago nel cervello del geometra

La crisalide della fata Questo quadro mi ha assorbita e ha sollevato dalla mia memoria il lembo di un sogno che ho avuto da bambina. Nel luogo dipinto non entra la realtà, è come se fosse lontano nel mio cuore. Una piccola fata (forse sono io, forse è una parte di me) è cresciuta dentro il buio della terra e ha coltivato la luce dentro di sé, come se il suo corpo si fosse formato attorno a un frammento di stella. Quando è sbocciata come una piccola pianta, la natura ha deciso di proteggerla e i ragni hanno tessuto attorno a lei una teca dorata di freschezza. Un giorno, quando sarà pronta, questo piccolo uovo si schiuderà e lei potrà levarsi in volo, per portare la sua luce negli angoli bui del mondo.

Mediatori si diventa

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Le didascalie partecipate

Giulio Turcato Composizione (Superficie lunare), 1965


130 . 131 La Galleria Nazionale

Arturo Martini Il dormiente, 1921

La morte del vecchio mondo

Il dio del grano Seduto sulla cima di un monte, il dio del grano veglia sul villaggio che festeggia per un nuovo raccolto. Mi dà idea di pace e pienezza, di un tempo mitico dove l'uomo viveva in armonia con la natura.

Gabriele Basilico Beirut, 1991

Questa era la mia casa

Renato Guttuso Trionfo della morte, 1943

Amanti consegnano alla morte i colori immortali del cuore Ho immaginato che dopo che i loro corpi verranno falciati via l'energia del loro amore si libererà nell'aria andando a colorare qualche muro bianco.

Mediatori si diventa

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Le didascalie partecipate

Renato Guttuso Crocifissione, 1940-1941


132 . 133 La Galleria Nazionale

Le didascalie partecipate

Ugo Giannattasio Le tourniquet du café de Paris, 1913

Jackson Pollock Painting A, 1950

Marco Calderini Le statue solitarie, 1883

Nastri soffocano lo spettacolo del sabato sera

Quando fai scoppiare una bolla di rabbia con uno spillo

Momo Iraci

È rappresentato un paesaggio autunnale. La Villa è immersa in una natura oramai sul punto di morire, con gli alberi che iniziano a spogliarsi delle foglie secche. Non vi è nessuno, la desolazione del luogo che potrebbe inizialmente provocare angoscia ma suscita poi un senso di quiete come se il luogo fosse immerso in un tempo lontano ma allo stesso tempo familiare. Personalmente mi ricorda i giardinetti accanto a palazzo Barberini dove ho passato il tempo della mia infanzia a giocare, talvolta sola, ma immersa in questa natura ordinata ed armoniosa che rende piacevole la solitudine.

Mediatori si diventa

La Mediazione Culturale | 2018 – 2021 Report

So che potrebbero essere assi dei tavoli di una qualche osteria, eppure quando l'ho visto ho pensato a norme e dogmi che come nastri cercano di avviluppare e stringere i colori dei pensieri di chi trova il coraggio di deviare da strade già battute.

Nostalgia


134 . 135 La Galleria Nazionale

Momo Iraci

Liliana Moro Underdog, 2005

Eco di colori-mandala L’opera consiste nel susseguirsi dall’interno verso l’esterno di cerchi concentrici di colori sfumati. I colori sono candidi e osservati da lontano rasserenano l’occhio di chi guarda. Avvicinandosi i cerchi portano però al disorientamento. Più lo si osserva più ci si perde. I cerchi sembrano muoversi come onde circolari che lasciano lo spettatore in uno stato di contemplazione.

Jacopo Kahler

Guerra L'ultimo cane, in piedi, rappresenta la minoranza pensante che, nell'orrore della guerra, guarda disperata i suoi fratelli uccidersi, e vorrebbe fermarli ma sa che intervenire per dividerli potrebbe costargli la vita e non farebbe altro che acuire il conflitto, e dunque osserva immobile e paralizzata l'abominevole versamento di sangue. Ho scelto questa interpretazione perché dalla forte espressività della scena e dei volti canini emerge un messaggio inequivocabile, ovvero quello di un grido disperato alla fratellanza tra uomini e alla sospensione immediata delle centinaia di conflitti che ancora oggi dilaniano il mondo in cui viviamo.

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Le didascalie partecipate

Ugo Rondinone N53, 1993-1994


136 . 137 La Galleria Nazionale

Jacopo Kahler

Carol Rama Presagi di Birnam, 1979-1995

Armonia Il fatto che l’opera si sviluppi interamente su un oggetto così umile e ordinario, concentrando la portata artistica dell'opera sull'autore e sulla sua genialità nel comporla, è la grande novità dell'arte contemporanea, nella quale non è più importante il contenitore, bensì il contenuto. Ho scelto questa interpretazione poiché attraverso le morbide piegature del feltro Morris regala all'opera coerenza geometrica e artistica, suscitando in chi l'osserva un rilassamento dei sensi.

Jacopo Kahler

Spazio Quest'opera di forte impatto visivo è costituita da una tela nera sulla quale sono tratteggiati un rettangolo, varie linee che ricordano il battito cardiaco e un rettangolo che fa da perimetro a una linea con tre "battiti". Il terzo elemento nominato sembra quasi essere una fusione dei primi due, e potrebbe ricordare un corpo vivo costituito dalla materia, il quadrato, e dalla linea, che rappresenta l'impulso vitale. Accanto a tali figure sono appesi tubi di plastica che nel loro essere inanimati e di colore diverso ricordano i pianeti. Ho scelto questa interpretazione perché il nero ricorda la vastità e l'impenetrabilità dello spazio, che fa da cornice e contenitore a vari agglomerati di materia che ospitano in alcuni casi la vita, in questo caso del colore degli astri, riprendendo la teoria secondo la quale essa verrebbe dalle stelle.

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Le didascalie partecipate

Robert Morris Untitled, 1976


138 . 139 La Galleria Nazionale

Idillio a pratoline

Sfrontata bellezza

Quest’opera mi ha ispirato particolarmente: l’uso di colori, l’uso della tecnica divisionista, quei cerchi bianchi, azzurri e verdi a indicare un cielo che va scurendosi, il contrasto del prato che crea un forte gioco di luce e ombra, tutto ciò mi ha affascinato. Ho fatto fatica a immaginare un luogo così nella nostra città, a immaginare il pittore che in una passeggiata a Villa Borghese si sia seduto, abbia aperto il trabattello e in una sera di primavera si sia messo a dipingere. Sembra, piuttosto, che Balla lo abbia realizzato idealizzando un luogo che trasmettesse serenità e pace: è esattamente ciò che è trasparso.

Il maestoso quadro è posizionato in asse con il corridoio che conduce dal secondo al terzo settore della Galleria; l’impatto è premeditato e immediato. La prima sensazione è stupore: la posa ardita, il viso sfidante, le gambe aperte, la mano sinistra sul fianco, il cappello cinto sotto al mento, la capigliatura scompigliata ma possente e il vestito sartoriale delicatamente aderente e mosso dal vento mi hanno restituito una notevole sfrontatezza e arroganza. La mademoiselle è una donna di carattere, libera, consapevole, determinata. Un modo di rappresentare la figura femminile non convenzionale: all’epoca le figure erano nude, tristi o decisamente vestite, raramente in pose stuzzicanti o affascinanti.

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Edoardo Lauria Traiola

Giacomo Balla Villa Borghese, 1910

Edoardo Lauria Traiola

Le didascalie partecipate

Giovanni Boldini Ritratto della M.lle Lanthelme, 1907


140 . 141 La Galleria Nazionale

Edoardo Lauria Traiola

Renato Guttuso Trionfo della morte, 1943

Esperienza a dondolo Il quadro rievoca una figura anziana, stanca, con il capo cadente di lato a sinistra: il viso triste, scavato e poco curato, la veste antica, il capello incorniciato in un turbante di stoffa, le mani decise sui braccioli della sedia a dondolo, lo sguardo perso nel vuoto, nei pensieri, nelle giornate infinite. Una donna che rimanda agli anni vissuti, forse da sola ma che emana l’esperienza di una generazione che, passato il nuovo secolo, il Novecento, si lascia andare. Una figura che, rappresentata, nella sua genuinità emoziona.

Edoardo Lauria Traiola

Terremoto di Passioni Realizzato nel 1943, l’opera ricorda, nei movimenti più che nei colori, il caos raccontato da Picasso in Guernica. Infatti, il pittore fu ispirato dal suo corrispettivo spagnolo, facendosi portatore della sua arte e del suo modo di concepire lo spazio e le forme, trasmettendo sulla tela la sua esperienza e l’ansia di raccontare. Ed è esattamente ciò che traspare: la coppia di amanti che si bacia sulla destra cozza volutamente con i corpi maciullati e sovrapposti in basso, al centro l’ingombrante cavallo che domina la scena, in alto due fuggitivi. L’amore come opposto, come reazione, come fuga dalla guerra, dalla violenza, dalla storia e dalla realtà. Guttuso ha “raccontato” la sua guerra, quando ha brutalmente attraversato la Sicilia, quando ha lacerato e devastato gli amori, le famiglie, la terra, la cultura.

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Le didascalie partecipate

Umberto Boccioni Sintesi plastica di una figura seduta (Silvia), 1915


142 . 143 La Galleria Nazionale

Alberto Burri Grande rosso, 1964

Edoardo Lauria Traiola

Gioia Liberatore

Tsunami Il quadro, realizzato nel 1915, mi ha rievocato la forza travolgente del maremoto che inconsapevolmente travolge tutto, distruggendo e, allo stesso tempo, ricreando e rigenerando. Balla ha rievocato nel minimalismo futurista il fervore di quegli anni: un’Italia spaccata fra i neutralisti (che rifiutavano un ingresso nella Prima Guerra Mondiale della nazione) e gli interventisti (che non solo spingevano per l’entrata in guerra ma rivendicavano una definitiva unità, inserendo l’Istria, la Giulia e il Trentino nei nuovi possedimenti). Il movimento e il minimalismo, fulcri dell’opera, si fanno portatori di ideali politici, identitari e nazionalistici. Il movimento e la guerra propagandano il progresso, il cambiamento, capaci di rigenerare un’Italia frammentata e politicamente divisa. Ormai è lontano il placido pittore che ritrae parchi urbani.

Non c’è scampo In quest’opera notiamo una magistrale sperimentazione nell’utilizzo del materiale plastico che, di un rosso vivo, rende malleabile e dona movimento alla rappresentazione. Tale cromatura, unita agli effetti della combustione, sembra evocare l’immagine di una ferita, aspetto che non sorprende se si guarda alla vita dell’autore, il quale assistette, in qualità di medico, agli orrori della seconda guerra mondiale. L’opera evoca una grande drammaticità, un profondo dolore che, con esplicito riferimento al vissuto dell’artista, sembra rimandare alla spesso sofferta esistenza dell’uomo. Non traspare nessuna speranza rispetto alla fatalità di un destino inesorabile. In alto a destra, infatti, quel varco, che potrebbe essere di speranza, appare scuro, nero: il dramma dell’uomo risulta quindi ineluttabile, la sua lotta quotidiana inutile rispetto ad un destino senza scampo.

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Le didascalie partecipate

Giacomo Balla Dimostrazione interventista - Bandiere all'Altare della Patria, 1915


144 . 145 La Galleria Nazionale

Gioia Liberatore

Alberto Burri Cretto G1, 1975

Azzurro-Natura, Grigio-Consumo, Oro-Memoria Su una riproduzione dell’isola di Capri, in corrispondenza della zona archeologica romana imperiale di Villa Jovis, è sospeso il capo di Hermes, il messaggero degli dei, legato ad un cavo. I colori “topografici” dell’opera suscitano in me differenti suggestioni. Dall’azzurro del versante insulare meno frequentato, che evoca l’originaria bellezza e autenticità della natura, si passa al grigio piatto e indifferente dell'opulenza consumistica, per poi arrivare all’oro dell’area tiberiana. Oro che sembra “colare” dalla divinità, l’oro della storia, della memoria, nel tentativo di accendere una luce sul grigiore del bieco sfruttamento, che mortifica la vocazione poetica, letteraria, culturale, paesaggistica dell’isola. Della materia che ha agito da sola.

Gioia Liberatore

Arsura Appare evidente il richiamo alla terra arsa, immagine evocativa della “siccità” di cui soffre l’animo umano, quella mancanza di reciproca vicinanza, una solitudine quanto mai attuale. Ed ecco che le “fenditure”, le “spaccature” dell’incomunicabilità fra le persone, fra le culture, problema insito nell’umanità, si fanno sempre più profonde, in una situazione odierna di imposta lontananza.

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Le didascalie partecipate

Vettor Pisani Hermes capovolto sull’isola di Capri, 1975


146 . 147 La Galleria Nazionale

Vuoto interiore Giacometti, come se cercasse un modo esemplare per esprimere i suoi sentimenti, scolpisce una donna nella forma più minimale possibile: nuda, priva di particolari e scavata fino a quasi non esistere più. Nello scolpire il blocco più del dovuto, l'artista dimostra la sua sfiducia nei confronti dell'essere umano contemporaneo. Non trovando niente negli strati superiori infatti, si trova obbligato a scolpire fino alle strutture più semplici, le uniche rimaste, e ci mostra come non sia rimasto nulla di reale in una società in cui a contare è l'apparenza. Per Giacometti dunque non esiste più nessuna cultura, spiritualità, sensibilità o umanità, ma solo finzione. E a dimostrazione di ciò, l'artista non dà un volto alla donna, che dunque si perde inevitabilmente nell'anonimato, costretta dai rigorosi canoni estetici, culturali, artistici in cui siamo immersi.

Gastone Novelli Il grande linguaggio, 1963

Cosma Mallardo

Mappa (XX secolo) L'opera è una grande mappa, di cui l'autore ci fornisce una legenda, per leggerla e comprenderla, permettendoci di entrare in una diversa concezione di linguaggio, meno universale e più soggettiva. Descrive una mappa secondo un linguaggio inventato da zero e totalmente personale. Prendendo spunti dalla cultura dell'antica Grecia, Novelli stabilisce i paletti della sua lingua, e porta lo spettatore dentro di essa, garantendogli tuttavia la possibilità di interpretare i segni e di dare un proprio punto di vista all'opera. Tale operazione permette dunque di uscire dall'oggettività a cui si è abituati ogni giorno, e di aprire la mente ad una visione multifocale, fatta di continue reinterpretazioni linguistiche e sociali.

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Cosma Mallardo

Le didascalie partecipate

Alberto Giacometti Grande donna, 1960 ca.


148 . 149 La Galleria Nazionale

Giuseppe Penone Spoglia d’oro su spine d’acacia, 2002

Cosma Mallardo

Livia Martone

L’ombra della guerra L'opera di Balla descrive l'incombenza della guerra, un'ombra grigia e avvolgente, sull'Italia e sul popolo italiano, rappresentati da una struttura marmorea e da bandiere. L'opera, realizzata nell'anno dell'intervento italiano in guerra, esprime il timore e la paura di un incombente conflitto, potenzialmente catastrofico. Dei tricolori italiani e un blocco bianco, che si può ipotizzare di marmo, e dunque legato all'antichità e all'antica tradizione romana, sono sempre più oppressi dall'ombra nera della guerra che taglia la struttura bianca e sembra lentamente riempire tutto il quadro, fino ad oscurarlo completamente, distruggendo ogni traccia del passato.

Labbra pungenti La “Spoglia d’oro su spine d’acacia” di Giuseppe Penone realizzata nel 2002 situata nella sala principale della Galleria Nazionale è preceduta dall’opera Ercole e Lica di Canova. Il visitatore è invitato ad entrare nella sala attraverso un'opera realizzata con matita e righello nel corridoio che crea un effetto prospettico che converge nella statua di Canova e che conferisce in questo modo alla statua maggior imponenza ed evidenza alla quale l’opera di Penone funge da sfondo. Interessante dell’opera di Penone è il contrasto creato dai diversi materiali

utilizzati. Infatti le spine d’acacia sono disposte a forma di labbra sui più pannelli rivestiti di seta creando una dissonanza con questi. Al centro dell’opera vi è una lamina di rame sulla quale vi sono le impronta dell’artista che rimandano all’arte manuale. Come titolo ho scelto “labbra pungenti” per evidenziare la fragilità umana, realizzata attraverso il contrasto delle labbra che richiamano il linguaggio oppure la parte del corpo attraverso cui l'uomo mostra una forma d'affetto. Le spine d’acacia, sono spine velenose che richiamano la violenza.

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Le didascalie partecipate

Giacomo Balla Dimostrazione interventista - Bandiere all'Altare della Patria, 1915


150 . 151 La Galleria Nazionale

Livia Martone

Oltre lo spazio L'opera di Lucio Fontana apre il discorso dello spazio nell'arte. L'arte entra nello spazio del museo perché l'artista va oltre la tela. A me trasmette una ricerca dell'artista per uscire dal convenzionale. È come se volesse creare qualcosa di diverso che andasse oltre la tela, oltre lo spazio. Lo spazio entra nell'opera.

Livia Martone

La materia Ho scelto "la materia" perché ho trovato molto avvincente la tecnica attraverso cui è stata realizzata l'opera: è stato mescolato insieme gesso, colla vinavil e caulino creando delle crettature, come se fosse una terra arida oppure un terreno appena smosso da un terremoto. Infatti ciò che l'opera esprime per me è il dolore e sofferenza dati dalle spaccature della materia che ha agito da sola.

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Le didascalie partecipate

Alberto Burri Cretto G1, 1975

Lucio Fontana Concetto spaziale. Attese, 1961 circa


152 . 153 La Galleria Nazionale

Luisa Martone

Giuseppe Palizzi Bosco di Fontainebleau, 1874

Filosofia di vita Parole che vengono dal profondo.

Luisa Martone

Addentrarsi Il mistero, l’oscurità, gli ostacoli da superare per arrivare a nutrirsi di piccoli sprazzi di luce sul cammino nella foresta.

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Le didascalie partecipate

Alighiero Boetti Per un uomo alienato


154 . 155 La Galleria Nazionale

Luisa Martone

Autunno/Doni Sei sola in una Roma illuminata dalle prime luci del giorno. Si percepisce il freddo che arriverà tra poco e ammiri gli alberi che si spogliano per poi decorarsi di novità. Ciò di cui si spogliano, però, non diventa rifiuto, ma piuttosto un nuovo vestito per l’antichità.

Luisa Martone

Gli occhi Piccoli e insignificanti, i tuoi occhi sono capaci di giudicare ed annientare la nostra superiorità.

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Le didascalie partecipate

Roni Horn Senza titolo

Marco Calderini Le statue solitarie, 1883


156 . 157 La Galleria Nazionale

Luisa Martone

Giacomo Balla Espansione dinamica + velocità, 1913

Luce e tenebra È bella, è piccola, è elegante come la musica che la accompagna, è vitale, ha gli occhi curiosi, ti chiede chi sei, di raccontarle tante cose, di farla ballare, di farla sorridere. È bloccata. Si è arresa, è spaventata, gli occhi chiedono aiuto. È grande, è serio, ha gli occhi sicuri, ha le labbra serrate. La stringe, non gli pesa. È spaventato, è incerto, respira piano, gli occhi chiedono consiglio.

Francesca Mosca

Vento di rivolta L'opera crea in chi guarda una sensazione di movimento che si espande anche al di fuori della tela e si propaga nello spazio. Il rigore geometrico e i toni cupi rimandano alla protesta che l'artista intraprende contro l'espansione delle città. Al giorno d'oggi, lo vedo come un segno di rivolta contro la vita troppo frenetica, il progresso inarrestabile della tecnologia e l'errato uso che noi diamo al tempo.

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Le didascalie partecipate

Rä di Martino The picture of ourselves


158 . 159 La Galleria Nazionale

Francesca Mosca

Carla Accardi Integrazione

Incastri L'opera sembra riprendere figure molto semplici al fine di comunicare esperienze e sensazioni immediate. Guardandola, si possono provare ad immaginare i denti delle forchette o dei pettini che si avvicinino sempre più, cercando il modo di incastrarsi per formare una sola figura completa, proprio come un puzzle in cui si devono unire i vari pezzi per formare il disegno. Questo può rimandare anche ad azioni quotidiane: quando abbiamo un problema, non è sempre facile trovare una soluzione, ma nel momento in cui si predispongono giustamente i vari "pezzi", essa ci appare in maniera chiara.

Francesca Mosca

Rivelazioni L'opera sembra rappresentare delle parole arabe unite in maniera caotica e disordinata. Tale disposizione, però fa emergere delle figure che risultano impossibili a chi non guarda attentamente. È come un enigma che l'artista ha lasciato allo spettatore che deve scioglierlo analizzando le parole e le figure. Si può immaginare che sveli la storia di un popolo mediorientale, ripresa forse da un manoscritto antico, che parli di come sia nato, dei suoi rapporti con i popoli vicini, della bellezza delle sue città e dei suoi giardini, delle persone che vi abitano e che popolano quelle terre.

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Le didascalie partecipate

Giuseppe Capogrossi Superficie 290, 1958


160 . 161 La Galleria Nazionale

Francesca Mosca

Ketty La Rocca Craniologia, 1973

Incontro tra cielo e mare La presenza di diverse tonalità di blu ricordano, nella parte inferiore, l'acqua del mare, che si scurisce in presenza di scogli e si schiarisce quando c'è la sabbia. La parte superiore rappresenta il cielo, probabilmente nel momento in cui arriva una tempesta poiché vi sono delle tonalità di colore grigio, come delle nuvole, che si stanno avvicinando e lasciano vedere, ancora per poco, piccole porzioni di cielo sereno. La striscia centrale è un'isola, più scura al centro per la presenza di montagne e più chiara ai bordi ad indicare la spiaggia.

Francesca Mosca

Invito ad entrare Le tre lastre sono raffigurate con una mano o le dita di una mano all'interno del cranio, che sembrano rappresentare proprio le mani di un chirurgo durante un'operazione. Tale intervento medico è stato possibile solo dopo molti anni di studio e molti altri ancora ne serviranno per comprendere appieno il funzionamento del nostro organo più importante. La mano e la scritta "you", che completa l'immagine del cranio, invitano a continuare la ricerca scientifica poiché ci sono funzioni ed anche problemi dell'apparato cerebrale che ancora oggi non conosciamo. Eppure esso è ciò che ci dona la vita e ci permette di fare ogni cosa.

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La Mediazione Culturale | 2018 – 2021 Report

Le didascalie partecipate

Giulio Turcato Ricordo di New York, 1963


162 . 163 La Galleria Nazionale

Cyan Nunziata

Mimmo Rotella Mitologia 3, 1962

La mente fisica Ho scelto questa didascalia perché ha evidenziato ai miei occhi la dicotomia fra l’esistenza fisica del nostro cervello e quella intellettuale dei nostri pensieri, e ha portato in me la domanda: da dove vengono i nostri sentimenti?

Cyan Nunziata

La mente collettiva Ho scelto questa didascalia perché l’opera mi ha fatto pensare al modo nel quale avranno condizionato l’immaginario degli spettatori i film degli anni ’50, i cui poster costituiscono l’opera, e ha portato in me la domanda: quanto di ciò che pensiamo è nostro?

Mediatori si diventa

La Mediazione Culturale | 2018 – 2021 Report

Le didascalie partecipate

Ketty La Rocca Craniologia, 1973


164 . 165 La Galleria Nazionale

Cyan Nunziata

Joseph Kosuth The gift, 1990

La mente creativa Ho scelto questa didascalia perché l’opera mi ha rimandato all’atto stesso del creare nuove idee e concetti, espresso tramite la statica dinamicità dei rottami accartocciati i cui colori si scontrano, risaltandosi.

Cyan Nunziata

La mente pensante Ho scelto questa didascalia perché la sola infinità dei modi nei quali la frase che costituisce l’opera può essere interpretata mi ha spinto a pensare alla capacità di dubitare e ragionare che ci definisce come esseri umani, a mio parere parte integrante della fruizione dell’arte. Ciò ha portato in me la domanda: se l’arte è il pensiero, il pensiero cos’è?

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La Mediazione Culturale | 2018 – 2021 Report

Le didascalie partecipate

John Chamberlain Senza titolo, 1965


166 . 167 La Galleria Nazionale

Cyan Nunziata

Pino Pascali 32 mq di mare circa, 1967

La mente? Ho scelto questa didascalia poiché le varie inclinazioni e angolazioni del mio riflesso mi hanno spinto ad un’introspezione su di me, sul mio ruolo e sulla mia presenza di essere umano, e ciò ha portato in me la domanda: quando ci si guarda dentro, di chi sono gli occhi?

Clementina Pagliarone

L’infinità del mare rinchiusa nella semplicità L’autore, nato a Polignano a Mare, ha scelto di rappresentare il mare per il legame con la sua patria. Ho dato questo titolo all’opera perché ho sempre visto il mare come qualcosa di non definito, senza confini, e mi ha colpito la scelta di Pascali di rinchiuderlo in 30 semplici quadrati, precisamente delle vasche di alluminio, come se fosse riuscito a dominarlo.

Mediatori si diventa

La Mediazione Culturale | 2018 – 2021 Report

Le didascalie partecipate

Ketty La Rocca Installazione con specchi, 1967


168 . 169 La Galleria Nazionale

Clementina Pagliarone

Luigi Russolo Lampi, 1910

Il tempio sulla palude Guardando l’opera si pensa immediatamente ad un tempio antico. Federico Cortese è riuscito a ricreare un paesaggio verosimile, che supponiamo esista, ma che in realtà è frutto della sua immaginazione. Ho scelto questo titolo perché ho l’impressione che il tempio sia situato in prossimità di una palude o uno stagno, dato il riflesso del rudere sull’acqua.

Clementina Pagliarone

La tempesta Mi ha colpito quest’opera per le emozioni che mi trasmette: ansia e preoccupazione, ma allo stesso tempo tranquillità. Ansia per i colori, per la tempesta raffigurata; tranquillità perché - guardando l’opera - mi immagino un paesino non molto affollato e silenzioso.

Mediatori si diventa

La Mediazione Culturale | 2018 – 2021 Report

Le didascalie partecipate

Federico Cortese Ruderi di un mondo che fu, 1890 ca.


170 . 171 La Galleria Nazionale

Virginia Terrosu

Il dormiente Pur se composta da vari pezzi, dettati dalla spina vertebrale del dinosauro, l'opera pare mantenere la propria integrità e si distende per buona parte della stanza quasi fosse un antico animale marino abbandonatosi al sonno sotto il peso delle ere geologiche. Avvicinandosi il brusio del museo sembra quasi trasformarsi nel suo pesante respiro.

Virginia Terrosu

Nostalgia di ciò che sarà L'opera rappresenta un paesaggio di palude sotto un pallido cielo che si tinge degli arancioni dell'alba. Centrale è ciò che rimane di un antico edificio colonnato, sempre più immerso nell'acqua. Il degrado della civiltà dimenticata in questo spazio privo di esseri viventi si trasforma in una riflessione sull'oblio e sull'effimera natura della vita umana, assumendo le sfumature di una pacata nostalgia del passato commista al timore per il futuro.

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La Mediazione Culturale | 2018 – 2021 Report

Le didascalie partecipate

Federico Cortese Ruderi di un mondo che fu, 1890 ca.

Pino Pascali Ricostruzione del dinosauro, 1966


172 . 173 La Galleria Nazionale

Virginia Terrosu

Gaetano Previati La caduta degli angeli, 1912

Illusione A scandire lo spazio di questa grande tela è una serie di alberi che sembrano snodarsi all'infinito in un bosco che, seppur fitto, ci lascia intravedere anche ciò che da noi è più lontano, facendoci immergere nell'opera quasi fosse possibile intraprendere il cammino sotto alle foglie che giocano con la poca luce lasciata trapelare nel sottobosco.

Virginia Terrosu

Agonia dorata di creature celesti Su questa grande tela è rappresentata una nuvola nera di figure confuse e straziate dalla sofferenza che tendono con le braccia verso il basso in una discesa precipitosa. Ad aumentare la grottesca paradossalità della scena che vuol rappresentare la caduta degli angeli è lo sfondo di un brillante color oro ed il sole che dal bordo in basso pare quasi star sorgendo coronato dai propri raggi.

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Le didascalie partecipate

Giuseppe Palizzi Bosco di Fontainebleau, 1874


174 . 175 La Galleria Nazionale

Donna volante Su uno sfondo scuro si erge una donna esile ma imponente, il cui viso è magistralmente dipinto sotto al grande cappello nero. A stupire però è la maestria delle pennellate di Boldini che, pur adottando una tecnica di colori sfumati che sembrano adornarla di innumerevoli piume, riesce a delineare con certezza la figura che allo stesso tempo non può essere ignorata nella sua presenza, ma sembra sfuggirci sotto lo sguardo.

Gabriele Basilico Beirut, 1991

Virginia Terrosu

Desolazione La fotografia scattata probabilmente da un palazzo riprende dall'alto una strada di Beirut distrutta dalla guerra civile in Libano. Una sola persona si aggira tra le macerie camminando sulla strada e la vita, in mezzo al grigio dei palazzi e le rovine, sembra spegnersi sempre più.

Mediatori si diventa

La Mediazione Culturale | 2018 – 2021 Report

Virginia Terrosu

Le didascalie partecipate

Giovanni Boldini Ritratto della M.lle Lanthelme, 1907


176 . 177 La Galleria Nazionale

Virginia Terrosu

Domenico Morelli Studio di figura, 1874

Violento ammonimento Per quest'opera di indubbio impatto emotivo l'artista ha recuperato tre corpi di cavalli dal macello. Oramai fatti a pezzi e privi di testa due sono stati cuciti assieme e appesi per le zampe posteriori al soffitto tramite delle corde e, scomposti nella posizione, si appoggiano a terra, l'altro pende legato ad una sbarra sul muro. L'angoscia che trasmettono stimola senz'altro la riflessione sul rapporto tra l'uomo e la natura e sulla violenza che caratterizza il nostro approccio al mondo.

Virginia Terrosu

Pensiero Su un anonimo sfondo scuro l'artista ha dipinto il ritratto di una donna che ci mostra il grazioso profilo. Ha gli occhi chiusi, le membra rilassate, i capelli raccolti disordinatamente, scorgiamo di lei solo il busto nudo e un panno bianco che presumibilmente la copre dalla vita in giù. Appare intenta a riflettere nella serenità di questo spazio solitario e privo di orpelli.

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Le didascalie partecipate

Berlinde De Bruyckere "We Are All Flesh (Istanbul)" e "We Are All Flesh", 2012


178 . 179 La Galleria Nazionale

Le didascalie partecipate

Renato Guttuso La visita della sera, 1980

Michele Cammarano La battaglia di Dogali, 1896

Emanuele Tofani

Emanuele Tofani

In Galleria Nazionale mi sono accorto, mentre scrivevo le didascalie, che una sorta di storia veniva pian piano fuori; per cui mi sono quasi trovato costretto a variare leggermente: Il Generale raccontava nelle afose giornate indiane, una storia più spesso delle altre. Sembrava che, nel raccontarla, egli cercasse di evocare di nuovo lo stesso ambiente. Nelle notti di quei giorni era abituato a sentire un fruscio, prima lieve, poi sempre più intenso, come se qualcosa cercasse di sfondare la siepe di cespugli che circondava una parte del giardino. Dal suo terrazzo sul colonnato

di marmo il tenente si alzava, levando il sigaro dalla bocca e poggiandolo in bilico sul bicchiere. Una tigre sbucava nel giardino. Annusava l’aria, voltando la testa tre volte in diverse direzioni. Poi procedeva attraversando le aiuole e la fontana; Tutte le sere. Il tenente finì per amare quegli incontri. La aspettava, da solo, nel silenzio. Sentiva il rumore che preannunciava la sua venuta, e con calma si alzava. Un giorno lei guardò lui. Procedette tranquillamente per il suo solito percorso nel giardino, un'ultima volta.

L’India piaceva al nostro Capitano? Alcuni soldati in pensione giungono, nella loro disperazione, persino ad elogiare i giorni passati al fronte, passati in battaglia. Per il Capitano non fu così.

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Racconto ricorrente

La battaglia più grande


180 . 181 La Galleria Nazionale

Emanuele Tofani

Michele Cammarano Piazza San Marco, 1869

La certezza si infrange ma il dubbio è risacca Il Capitano doveva partire e tornare in Inghilterra, dove era stato convocato per un breve incarico di massima importanza, visto il suo recente successo in India. Il mare non lo invitava, era mosso, scuro, inquietante e pieno di paure. Ed ogni volta che andava sulla spiaggia, quelle onde tumultuose irrompevano anche nel suo cuore, facendolo disperare. Per il Capitano non fu così.

Emanuele Tofani

Tutti sanno che è una palude Arriverà a Venezia, dove scoprirà di aver ritardato troppo per quell’importante incarico in patria. E lì per qualche settimana vivrà interdetto, circondato da feste ombrose, che faranno definitivamente a brandelli il suo cuore, gettandone i pezzetti nei canali, in bocca a pesci Troppo simili a quelli che popolavano gli acquari del Governatore.

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Le didascalie partecipate

Gustave Courbet La Vague


182 . 183

Risultati in grafici 05.06.2021

Stupore 5%

Pino Pascali 32 mq di mare circa

Perdizione 5% Interesse

La Galleria Nazionale

35%

Stupore 5%

Antonio Canova Ercole e Lica

Serenità 5% Paura 10% Interesse

Serenità 4.2% Intimidazione

Giuseppe Penone Spoglia d'oro su spine d'acacia

4.2% Paura 4.2% Tristezza 8.3% Ammirazione 25%

5%

Serenità 50%

Rabbia 5%

Ammirazione 55%

Disgusto 4.2% Interesse 29.2%

Angoscia 4.2% Stupore 16.7%

Mediatori si diventa

La Mediazione Culturale | 2018 – 2021 Report

20%

50+5+H35 55+5H20+10 29.7+4.2+16.7258.3H

Gioia

Le mappature emozionali

Le mappature emozionali


184 . 185

5.6%

Lucio Fontana Concetto spaziale - Attese

Dolore 11.1% Paura 11.1% Disgusto

La Galleria Nazionale

16.7%

Rabbia 5.6% Ansia

Yves Klein International Klein Blue

5.6% Tensione 5.6% Paura 11.1% Indifferenza

Fastidio 9.5%

Alberto Burri Cretto G1

Paura 9.5% Rabbia 19% Disgusto 9.5%

4.8%

Interesse

Tristezza

16.7%

Indifferenza 16.7%

4.8%

Luigi Bienaimè Venere

Disgusto 4.8% Malinconia 9.5%

Stupore

Gioia

16.7%

9.5%

Stupore

Rabbia

5.6%

Serenità 38.9%

5%

Alberto Burri Grande rosso

Interesse 20% Paura

Interesse

15%

16.7%

Inquietudine 5.6% Indifferenza

Indifferenza

5.6%

4.8% Interesse 14.3% Tristezza 19% Angoscia 4.8%

Ansia

Liliana Moro Underdog

5.6% Rabbia 5.6% Tristezza 11.1%

Serenità 9.5%

Stupore 5.6%

25.6+4.8+9.5H19 25+5H+301520 20.2+16.7+5.610.1H

Stupore 9.5% Serenità 28.6% Interesse 9.5% Ammirazione 19%

Tristezza 25% Angoscia 5% Disgusto 30%

Aggressività 5.6%

Paura 22.2%

Interesse 16.7% Disgusto 16.7%

Mediatori si diventa

La Mediazione Culturale | 2018 – 2021 Report

11.1%

16.7+16.7+11.15H 41+16.7+11.15.4H 14.2+18+4.89.5H

Paura

5.6%

Le mappature emozionali

Rabbia

Tristezza


186 . 187

12% Interesse

Leoncillo Bombardamento notturno

12%

Stupore 8% Tristezza 28%

La Galleria Nazionale

Impotenza 4.5% Rassegnazione 4.5%

Disperazione pa

Renato Guttuso La crocefissione

4.5% Malinconia 4.5% Ammirazione 4.5% Interesse 9.1% Rabbia

La Mediazione Culturale | 2018 – 2021 Report

4.5%

Serenità 9.5% Ansia 14.3%

Uecker Spirale scura

Rabbia 4.8% Paura 4.8% Tristezza 4.8%

4.3%

16%

Preoccupazione

Rabbia

4% Dolore 4% Ansia 4% Disgusto

8.7%

Berlinde de Bryckere We are all flesh

Ansia 4.3% Paura 13% Stupore

12%

4.3% Indifferenza 4.3%

Disperazione Aggressività

4.5%

5.6%

Caos

Tristezza

4.5%

36.4%

Disperazione

Emilio Vedova Scontro di situazioni

4.5%

Angoscia 4.5% Magnetico 4.5% Serenità 4.5%

Angoscia 4.5%

Confusione 18.2%

Disgusto 9.1%

Ansia Angoscia

3.8% Angoscia

4.8% Interesse 19%

Ammirazione 19% Stupore 19%

Gustav Klimt Le tre età

3.8% Interesse 3.8% Disgusto 7.7% Ammirazione 11.5% Paura 15.4%

45+4.3+H17.4138.7 9.1+4.5+2117.2H9.113.6 7.7+19.2+25.116.411.57.73.8H

Disgusto 43.5%

Tristezza 17.4%

Paura 9.1% Stupore 9.1% Interesse 13.6% Indifferenza 4.5% Rabbia 22.7%

Stupore 7.7%

Serenità 19.2%

Tristezza 23.1%

Mediatori si diventa

16+4+12288H 36.6+4.5+9.1H 4.8+19+4.814.39.2H

Tristezza

Paura

Le mappature emozionali

Gioia


188 . 189

4.3% Divertimento 8.7%

Vincent Van Gogh Il Giardiniere

Paura 4.3% Disgusto 8.7% Interesse 8.7% Stupore 4.3%

La Galleria Nazionale

Soddisfazione 4.3% Divertimento 8.7% Divertimento

Claude Monet Ninfee rosa

8.7% Disgusto 8.7% Disgusto 8.7% Interesse 8.7% Stupore

Solitudine 4.3% Ansia

Alberto Giacometti Standing Woman

8.7% Interesse 4.3%

Staticità 4.3% Tristezza 30.4%

4.5%

4.3%

Illusione Disagio

4.5%

4.3% Serenità 13% Ammirazione

Kandinskij Linea angolare

Gioia 4.5% Sogno 4.5% Ammirazione

4.3%

4.5% Gioia

Serenità

34.8%

36.4%

Divertimento 8.7% Paura Disagio 4.3% Serenità 13% Ammirazione

4.3%

Giovanni Boldini Ritratto di Madame Lanthelme

Disgusto 8.7% Interesse 8.7% Interesse

4.3% Gioia

8.7% Stupore

34.8%

4.3%

Stupore 4.3%

Paura

Angoscia

4.2%

4.3%

Disgusto 26.1%

Malinconia

Giacomo Balla Villa Borghese

4.2% Interesse 8.3% Disgusto 4.2%

Paura 13%

Ammirazione 12.5%

9.1+4.5+H22.733.4 8+12+241684H 33.8+29.2+12.54.28.3H

Stupore 9.1% Tensione 4.5% Interesse 22.7% Nostalgia 4.5%

Tristezza 4.3% Disagio 4.3% Serenità 13% Ammirazione 4.3% Gioia 34.8%

Angoscia 4.2%

Serenità 33.3%

Gioia 29.2%

Mediatori si diventa

La Mediazione Culturale | 2018 – 2021 Report

4.3%

4.3+4.3+1434.88.7H 36+4+81216H 4.3+4.3+27.11331.48.7H

Malinconia

Tristezza

Le mappature emozionali

Soddisfazione


190 . 191

8.7% Interesse

Giuseppe Capogrossi Superficie 290

4.3% Staticità 4.3% Staticità 4.3% Tristezza 30.4%

La Galleria Nazionale

Quotidianità 10.5%

Michelangelo Pistoletto I visitatori

Allegria 5.3% Indifferenza 10.5% Tristezza 5.3% Stupore 5.3%

Impotenza Rassegnazione 4.5%

Ugo Rondinone N. 53 Siebzehnjanuarneunzehnhundert

Disperazione pa 4.5% Malinconia 4.5% Ammirazione 4.5% Interesse 9.1% Rabbia 4.5%

Ansia Paura 10% Interesse 35%

15%

Anish Kapoor Untitled

Indifferenza 15% Paura 5% Tristezza

Rabbia 5%

10%

Divertimento 5.3% Gioia

Stranezza

10.5%

5.3% Indifferenza

Interesse 36.8%

Ammirazione 10.5%

10.5%

Duchamp Fontana

Rifiuto 5.3% Divertimento 5.3% Ammirazione 10.5% Tristezza 5.3%

15+5+H1510 5.3+26.3+5.311.510.5H

Instabilità 5% Interesse 15% Ammirazione 5% Stupore 15% Serenità 10% Disgusto 5%

Stupore 5.3% Interesse 26.3%

Disgusto 26.3%

Aggressività 5.6% Tristezza 36.4%

Disperazione 4.5% Angoscia 4.5% Disgusto 9.1%

Mediatori si diventa

La Mediazione Culturale | 2018 – 2021 Report

4.5%

10+35+52010H 10.5+35.8+10.55.3H 13.8+3.4+13.810.36.9H

4.3%

Le mappature emozionali

Ansia

Solitudine


192 . 193

Interesse

Pino Pascali - 32 mq di mare circa Giuseppe Penone - Spoglia d'oro su spine d'acacia Giuseppe Capogrossi - Superficie 290 Michelangelo Pistoletto - I visitatori

Serenità

Pino Pascali - 32 mq di mare circa

Tristezza

Renato Guttuso - La crocefissione

Ammirazione

Antonio Canova - Ercole e Lica

Disgusto

Berlinde de Bryckere - We are all flesh

Paura

Liliana Moro – Underdog Leoncillo - Bombardamento notturno Gustav Klimt - Le tre età Giovanni Boldini - Ritratto di Madame Lanthelme

Stupore

Giuseppe Penone - Spoglia d'oro su spine d'acacia Uecker - Spirale Scura Ugo Rondinone - N. 53 Siebzehnjanuarneunzehnhundert

Gioia

Vincent Van Gogh - Il Giardiniere

Rabbia

Emilio Vedova - Scontro di situazioni

Serenità

Tristezza

Le mappature emozionali

Interesse

Ammirazione

Classifica delle emozioni

Disgusto

Paura

Gioia

Rabbia

0.0

5.0

10.0

15.0

20.0

Mediatori si diventa

La Mediazione Culturale | 2018 – 2021 Report

La Galleria Nazionale

Stupore


Mediatori si diventa

La Mediazione Culturale | 2018 – 2021 Report

La Galleria Nazionale

194 . 195

Le mappature emozionali


La Mediazione Culturale | 2018 – 2021 Report

La Galleria Nazionale

Teens for Teens

196 .197


198 . 199

Teens for Teens

15

studenti coinvolti del liceo Virgilio

La Galleria Nazionale

17-18

la fascia di età degli studenti

Progetto di PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento) con gli studenti e le studentesse del Liceo Ginnasio Statale “Virgilio” di Roma (alternanza scuola-lavoro) 30.04 - 04.06.2021 Obiettivi esperienza di alternanza di scuola lavoro

Metodo visite guidate

13-25

la fascia di età dei visitatori

Mediatori e mediatrici coinvolti: Francesco Giovanetti Stephanie Kandathiparambil Marianna Pontillo

La Mediazione Culturale | 2018 – 2021 Report

Studenti Liceo Virgilio Elisa Baldi Tancredi Buongiorno Marco Nunziata Emanuela De Paola Corvili Sibilla Bevilacqua Caterina Guerri Clementina Pagliarone Gustozzi Lauria Tragiola Costanza della Vedova Elisa Nigro Jacopo Kahler Sofia Bonvissuto Gioia Liberatore

Teens for teens si articola in una serie di visite di mediazione culturale dedicate agli adolescenti compresi in una fascia di età dai 13 ai 25 anni. Al progetto hanno collaborato gli studenti e le studentesse del liceo classico Virgilio di Roma che hanno compiuto l’esperienza di alternanza scuola lavoro in Galleria Nazionale nei mesi di marzo e maggio 2021. Il percorso della visita di mediazione si struttura sulla selezione delle opere incluse nella mappatura emozionale: i mediatori culturali introducono le opere fornendo brevi informazioni e a seguire gli studenti sottopongono la mappatura emozionale ai visitatori, supportandoli nella comprensione e nella compilazione della mappatura, fornendo anche le informazioni sulle opere e sulla collezione del museo. Il progetto si propone l’obiettivo di instaurare un dialogo basato sul modello della comunicazione orizzontale, peer to peer, facendo leva su una tipologia di apprendimento non solo cognitiva, ma anche emozionale.


Ammirazione Stabilità Ansia Fastifio

Dolore Disgusto Rabbia

15

Teens for Teens

Stupore

0

Rilassamento

2

Rilassamento

4

Rabbia

6

Paura

8

Interesse

10

Ammirazione

12

Stupore

Giuseppe Penone Spoglia d'oro su spine d'acacia

Interesse

Serenità

Tristezza

La Galleria Nazionale

Pino Pascali 32 mq di mare circa

200 . 201

Le mappature emozionali

La Mediazione Culturale | 2018 – 2021 Report

Le mappature emozionali 10

5

0


Alberto Burri Grande rosso 8

6

2

0 Odio Apatia Angoscia

Interesse Disgusto

Teens for Teens

Nostalgia

0

Rivelazione

2

Inquietudine

4

Ansia

6

Dolore

4 Ammirazione

8

Indifferenza

10

Stupore

Leoncillo Bombardamento notturno

Allarme

0 Interesse

0

Angoscia

2

Tristezza

2

Paura

4

Crudeltà

4

Stupore

6

Paura

6

Confusione

8

Rabbia

Inquietudine

Perplessità

Dubbio

Ribrezzo

Tristezza

Stupore

Coraggio

Ammirazione

indifferenza

Curiosità

Rabbia

Serenità

Interesse

8

Tristezza

Trauma

Stanchezza

Interesse

Ammirazione

Ansia

Gioia

Rabbia

Lacerazione

Disperazione

Stupore

Tristezza

Disgusto

Paura

La Galleria Nazionale

Liliana Moro Underdog

202 . 203

Le mappature emozionali

La Mediazione Culturale | 2018 – 2021 Report

Lucio Fontana Concetto spaziale - attese


Renato Guttuso La crocefissione

8

6

4

2

0 0

Teens for Teens

Confusione

2

Disgusto

4

Rimorso

6

Interesse

8 Paura

Gustav Klimt Le tre età

Stupore

0 Tensione

0

Gioia

5

Interesse

2

Riflessione

10

Stupore

4

Ammirazione

15

Rabbia

6

Tristezza

20

Disgusto

Tristezza

Energia

Insicurezza

Nervosismo

Stupore

Oscurità

Disgusto

Rabbia

Interesse

Ammirazione

Paura

Tristezza

Serenità

8

Serenità

Amarezza

Pace

Solitudine

Inquietudine

Interesse

Ammirazione

Blasfemo

Confusione

Abbandono

Disgusto

Stupore

Angoscia

Paura

Tristezza

Rabbia

La Galleria Nazionale

Berlinde de Bryckere We are all flesh

204 . 205

Le mappature emozionali

La Mediazione Culturale | 2018 – 2021 Report

Uecker Spirale scura


Giacomo Balla Ritratto all'aperto

5

4

3

2 4

1 2

0 0

Teens for Teens

Amore

6

Rispetto

8

Stupore

Alberto Giacometti Standing Woman

Stupore

0 Interesse

0

Disgusto

2

Gioia

1

Interesse

4

Tristezza

2

Paura

6

Ammirazione

3

Tristezza

8

Serenità

Sincerità

Stupore

Gioia

Serenità

Ammriazione

Interesse

Rabbia

Paura

4

Ammirazione

Benessere

Gioia

Stupore

Ammirazione

Leggerezza

Tristeza

Interesse

Serenità

Angoscia

Tristezza

La Galleria Nazionale

Claude Monet Ninfee rosa

206 . 207

Le mappature emozionali

La Mediazione Culturale | 2018 – 2021 Report

Vincent Van Gogh Il giardiniere


Michelangelo Pistoletto I visitatori

2.0

0.0 0

2.0

Teens for Teens

Interesse

1

Ammirazione

0.5 Divertente

1.0

Inquietudine

2

Ammirazione

1.5

Interesse

3 Gioia

Anish Kapoor Untitled

Serenità

0 Paura

1

Disgusto

4

Confusione

Serenità

Affetto

Ammirazione

Disgusto

Serenità

Stupore

Interesse

5

Stupore

Coinvolgente

Stupore

Ammirazione

Gioia

Ammirazione

Interesse

Gioia

La Galleria Nazionale

Ugo Rondinone - N. 53 Siebzehnjanuarneunzehnhundert

208 . 209

Le mappature emozionali

La Mediazione Culturale | 2018 – 2021 Report

Kandinskij Linea angolare

1.5

3

2 1.0

0.5

0.0


Teens for Teens

La Mediazione Culturale | 2018 – 2021 Report

Ammirazione

Gioia

Interesse

Stupore

La Galleria Nazionale

3

210 . 211

Le mappature emozionali

Duchamp Fontana

2

1

0


La Mediazione Culturale | 2018 – 2021 Report

La Galleria Nazionale

Arte è il respiro del benessere

212 . 213


214 . 215

Arte è il respiro del benessere La respirazione yoga sulla scalinata monumentale della Galleria Nazionale Sedute di respirazione yoga e visite di Mediazione in Galleria

La Galleria Nazionale

12.03 - 28.05.2021 Obiettivi Recupero di una corretta respirazione in vista di un benessere fisico e mentale; favorire una migliore concentrazione e predisposizione alla visita museale prima di intraprendere il percorso

Metodo

La Mediazione Culturale | 2018 – 2021 Report

Sedute di respirazione yoga

Il progetto “Arte è il respiro del benessere” è un appuntamento settimanale con la respirazione yoga, in un periodo storico in cui, a causa del Covid-19, la respirazione è tornata al centro della nostra attenzione. Le sedute, a cura del centro Yoga Suite, si svolgono all’aria aperta, sulla scalinata monumentale della Galleria Nazionale e hanno lo scopo di favorire il recupero di una corretta respirazione e dei suoi benefici, in uno stato di completo benessere fisico e mentale, che predispone positivamente alla visita museale. Le sedute yoga infatti sono state concepite come la prima tappa di un itinerario di benessere fisico e mentale, che non avrebbe avuto senso se non fosse stato accompagnato al termine della seduta da una visita in Galleria, guidata dai mediatori e dalle mediatrici.


216 . 217

La respirazione ha aiutato a far fluire un po' la visita in maniera diversa e la cura delle stanze si nota e si apprezza rispetto ad altri musei e le tematiche sono molto impattanti e interessanti viste in questo contesto...

– Yoss Giancarlo Miggiano, Fondatore e Direttore Yoga Suite –

– Diana –

La respirazione aiuta molto e anche le spiegazioni, grazie. La Galleria Nazionale

– Agaho –

Io mi sento più rilassata, quindi forse la visita è stata un po' più spensierata e sono riuscita a seguire le spiegazioni senza stancarmi, quindi leggerezza direi...

La Mediazione Culturale | 2018 – 2021 Report

– Sara –

La respirazione mi ha preparato ad aprirmi all'arte, che comunque adoro, anche la presentazione è stata bella e ci ha facilitato la visita. – Anne –

Ogni volta che finisce la pratica di yoga e apro gli occhi mi sembra di cogliere più dettagli, di vedere più contorni. Tutto sembra più vivo … e più bello. Pratico yoga perché mi aiuta a capovolgere il punto di vista, ovvero a uscire da quegli schemi e ad aprirmi realmente alla vita. Mi sembra che la vision della Galleria Nazionale sia estremamente simile. – Yoss Giancarlo Miggiano, Fondatore e Direttore Yoga Suite –

Arte è il respiro del benessere

La Galleria Nazionale non è solo un luogo ma anche “uno stato della mente”. Sono molto sensibile su certi temi e mi accorgo sempre quando un luogo possiede quella “vibrazione armonica” in grado di farti sentire bene.


La Mediazione Culturale | 2018 – 2021 Report

La Galleria Nazionale

Ask a Mediator

218 . 219


220 . 221

Ask a Mediator

La Mediazione Culturale | 2018 – 2021 Report

La Galleria Nazionale

Le interviste ai mediatori e alle mediatrici culturali

In questo paragrafo sono contenute alcune parti delle interviste rivolte ai mediatori e alle mediatrici della Galleria Nazionale. Abbiamo ritenuto opportuno dare voce ai protagonisti della mediazione e ascoltare anche il loro punto di vista e le sensazioni vissute durante l’esperienza di formazione in Galleria. Caterina, Stephanie, Francesco e Valeria ci raccontano le motivazioni che li hanno incuriositi ad iniziare un percorso di formazione in Galleria Nazionale, avvicinandosi per la prima volta alla mediazione culturale. Un percorso che ha permesso loro di crescere, non solo da un punto di vista professionale, ma anche umano, vincendo in alcune situazioni anche le paure e la timidezza.


222 . 223

“Dare e ricevere; […] ascoltare l’altro e l’opera, cercando di creare dialogo […]. Per me è non perdere mai la capacità di stupirsi.” – Caterina Sammartino –

La Mediazione Culturale | 2018 – 2021 Report

La Galleria Nazionale

“Significa innescare un processo di connessioni: tra me e l’opera, tra l’opera ed il visitatore, tra me ed il visitatore. […] stabilire un contatto emotivo, un legame che rende l’esperienza funzionale.” – Francesco Giovannetti –

“Accogliere il visitatore facendolo sentire parte della Galleria […] facendogli comprendere l’importanza delle sue opinioni nei riguardi dell’arte contemporanea.” (Valeria Tomaselli) “Per me fare mediazione culturale vuol dire essere il primo strumento che il visitatore ha a sua disposizione per avere un’esperienza ricca.” – Stephanie Kandathiparambil –

Ask a Mediator

Cosa significa per te svolgere la mediazione culturale?

Nel tuo percorso l’esperienza di mediazione è stata utile da un punto di vista professionale ed umano? Se sì, perché? “Assolutamente sì, l’esperienza è stata e ancora adesso si sta rivelando utilissima. Doversi proporre, parlare ed essere soprattutto empatici con il visitatore, per me, che sono una persona riservata ed introversa è stato di grande aiuto perché mi ha aiutato ad uscire dal guscio, a comunicare più facilmente con gli altri.” – Caterina Sammartino – “È stata utilissima; ho avuto modo di superare quelle difficoltà relazionali che spesso m’intimoriscono. Mi ha aiutato ad avere una maggiore fiducia e consapevolezza dei miei mezzi e delle mie capacità che troppo spesso tendo a sottostimare. Spesso sono intimorito da situazioni che non conosco e, alle quali, non so come approcciarmi. Dopo questa esperienza mi sento di temere meno quell’ipotetico giudizio negativo che mi frena e mi lascia immobile ma, al contrario, ha piacevolmente contribuito a far crescere in me sicurezza ed autostima.” – Francesco Giovanetti –

“Mi è stata molto utile. Da un punto di vista umano ho imparato a relazionarmi con soggetti terzi su tematiche artistiche che richiedono non solo una base teorica, ma anche e soprattutto un’apertura mentale che ti consenta di comprendere al meglio le opinioni dei visitatori; mentre da un punto di vista professionale mi ha fornito le conoscenze necessarie per affrontare una possibile esperienza lavorativa in ambito museale.” – Valeria Tomaselli – “Nel mio percorso la mediazione culturale è stata utile dal punto di vista umano. Per esempio incuriosita dal voler avere una formazione il più possibile completa ho letto l’Amleto di Shakespeare, spinta dalla scritta che trionfava sulle scalinate. Dal punto di vista professionale mi ha dato la possibilità di capire cosa vuol dire lavorare in team all’interno di un’istituzione museale, di misurare il mio potenziale e i miei limiti.” – Stephanie Kandathiparambil –


224 . 225 La Mediazione Culturale | 2018 – 2021 Report

La Galleria Nazionale

Le nostre mediatrici e i nostri mediatori Pamela Albuera Chiara Alessi Serena Amato Elena Stefania Baciu Susanna Bagdinska Gilda Ballarini Raffaella Barbieri Martina Barni Roberta Bartolomucci Martina Biancucci Annamaria Bustini Manuela Campoli Chiara Canova Eleonora Caratelli Giulia Cardini Alessandra Castaldi Clémence Caulle Eleonora Cicino Agnese Cipro Flaminia Ciuferri Georgia Comarla Eleonora Coppola Joelle Cotza Margherita Cragnolin Jicao Cui, Edoardo Da Giau Ma Danqing Sara De Gennaro Sara De Rossi Ilaria De Sanctis Anna Di Fraia Beatrice Di Giovanni Aurora Di Stefano Nausicaa Domenici Aya Eldeeb Claudia Falcetelli Domiziana Febbi Tania Federico Marta Fontani Sara Formentini Martina Fulciniti Alessia Fusco Chiara Gargiuli Eleonora Genovese Mariateresa Gilbo Francesco Giovanetti Nunzia Nancy Granvillano Giulia Guarnieri Peng Kaicheng Stephanie Kandathiparambil

Melpomeni Katsouri Wei Lan (Amelie) Domenico Lemma Jessica Lo Bianco Enrico Lugari Martina Macchia Viola Marano Federica Mariotti Donatella Martucci Sara Meschino Daniele Micheletti Salma Khaled Mohamed Eltoukhy Lorenzo Montinaro Denise Montresor Michela Napoletano Alessia Natale Sara Pallozzi Marianna Panayiotoudis Antonia Parente Svitlana Pasirska Daniela Passero Elettra Perini Annarita Perrella Marta Petrazuolo Sara Pii Vanessa Pistilli Marianna Pontillo Maura Prosperi Manuel Recchia Anita Roscini Dalila Russotto Carlotta Saginario Caterina Sammartino Elisabetta Scavuzzo Marika Sciotti Silvia Sicilia Chiara Sorbelli Corinna Spaziani Maria Grazia Splendori Veronica Sponilli Ida Stampanone Giorgia Tacchi Valeria Tomaselli Clelia Trasselli Eleonora Vaccarino Serena Yu Jing Xu Yuan Qing Wei Yumeng Liu Ziwei Zhao Ziyi




230 . 231

GALLERIA NAZIONALE D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA

Le persone

Segreteria di Direzione Paola Castrignanò

Consiglio di amministrazione Presidente Cristiana Collu Valentina Alferj Elena Di Giovanni Mariastella Margozzi Enrico Del Prato

La Galleria Nazionale

Comitato scientifico Augusto Roca De Amicis Francesco Dobrovich Stefania Zuliani Collegio dei revisori dei conti Presidente Nunzia Vecchione Maurizio Ferri Arturo Siniscalchi Direttrice Cristiana Collu

Collegio tecnico scientifico Rita Camerlingo Giovanna Coltelli Emanuela Garrone Massimo Licoccia Valeria Lupo Chiara Stefani Ufficio mostre Keila Linguanti Ufficio prestiti e registrazione Stefano Marson Laura Campanelli Funzionari storici dell’arte Rita Camerlingo Giovanna Coltelli Emanuela Garrone Chiara Stefani Servizi educativi Isabella de Stefano Conservazione Fulvia Bartolone Paola Carnazza Rodolfo Corrias Maria Letizia Profiri Silvia Puteo Luciana Tozzi Roberto Possenti Veraldo Urbinati Archivio generale Claudio Bianchi Fabrizio Guglielmino

La Mediazione Culturale | 2018 – 2021 Report

Archivio bioiconografico fondi storici Claudia Palma Clementina Conte Stefania Navarra Enzo Riggio Archivi delle Arti Applicate Italiane del XX secolo Irene de Guttry Maria Paola Maino Gabriella Tarquini Biblioteca Giulia Talamo Salvatore Alessandrella Lucia Piu Carmela Casafina Linda Sorrenti Archivio fotografico Fabrizio Guglielmino Ufficio stampa, comunicazione e relazioni esterne Elena Bastia Isabella de Stefano


232 . 233

GALLERIA NAZIONALE D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA

Direzione amministrativa Rossella Cicchetti Giuseppe Derito Luca Di Donato Patrizia Maddalena Alessandro Sestini Ragioneria Giovanni La Chimia Roberta Martelli Laura Terranova Direzione del personale Annarita Orsini Alessia Birri Roberta Tassone Ufficio tecnico logistico Massimo Licoccia Valeria Lupo

La Galleria Nazionale

Ufficio tecnico informatico Fabiana Verolini Benedetto Prestanicola Unità organizzativa dei servizi aggiuntivi Fabiana Verolini Responsabile del servizio prevenzione e protezione Alessandro Bernoni Manutenzione e building manager Calogero Incardona

La Mediazione Culturale | 2018 – 2021 Report

Ufficio consegnatario Anna Maria Marchitti

Assistenti di sala e collaboratori degli uffici Tiziana Alessandrini Leda Avanzi Anna Avitabile Maria Grazia Benazzi Antonella Boccacci Roberto Bretti Paola Caldiraro Carmela Casafina Marina Cavaliere Roberto Celotto Martina Ciliani Vilma De Guisa Marina Di Francesco Claudio Foscardi Rosa Lo Nigro Adriana Massari Maria Pia Milazzo Donatella Musino Norma Novi Monica Passalacqua Giuseppe Pedroni Veronica Piombarolo Pia Pompilio Paola Quattrini Enzo Riggio Danilo Santella Giuseppina Sica Linda Sorrenti Stefania Stracqualursi Emilia Viglietto Laura Zedde

Credits

Report a cura di Isabella de Stefano con la collaborazione di Martina Micheluz Chiara Anastasia Moda Si ringraziano per la preziosa collaborazione alle indagini e alle interviste Francesco Giovanetti Stephanie Kandathiparambil Silvia Mangia Marianna Pontillo Caterina Sammartino Gabriele Tangerini Valeria Tomaselli

Collaboratori Flavia Albarano Carolina Apolito Alessio Boi Rosalba Cilione Liselotte Corigliano Anna de Angelis Sara Frattarelli Mario Gatti Anna Gorchakovskaya Giada Incardona Ilaria Mulas Matteo Olivieri Francesca Palmieri Lucia Petese Stagisti Giulia Andreetta Sara Bello Claudia Bovienzo Lorenza Del Zoppo Tamara Farris Chiara Anastasia Moda Stefania Santoni Max Simonetto

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