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Maggio 2014

Numero unico

Direttori

GLINIECKA J. e PEA J. Redattori : ALQUATI M. - CANNAVO’ R. MAINARDI N. - MODICA C. MOSCA A. - SOMENZI N. VIETTA G.

LA FIONDA E’ RITORNATA !!!! Ciao ragazzi dell’ITA Stanga, sono tornata ! Eccomi qui viva e vegeta nonostante gli anni che cominciano a pesare. Aria nuova, vita nuova ! Addio vecchia carta stampata, da oggi mi adeguo ai tempi moderni, sarò solo in formato digitale, libera di vagare per il web, pronta farmi conoscere ovunque, pestifera più che mai !

Saluto della Redazione Sono passati pochi anni dall’ultimo numero de La Fionda. Purtroppo i sempre più elevati costi di produzione del giornalino cartaceo ne hanno compromesso negli ultimi tempi la pubblicazione. Così abbiamo pensato che in un mondo dove tutte le informazioni viaggiano sul web c’è posto anche per il nostro giornalino scolastico. Certo, avere tra le mani il risultato del lavoro, il fascino della carta patinata e la possibilità di raccogliere fisicamente le diverse edizioni, vengono meno con l’adozione della rivista informatizzata, ma ce ne faremo una ragione. Al contrario aumentano a dismisura le opportunità di divulgarla e soprattutto vengono azzerati o quasi i costi di produzione. Per quest’anno abbiamo scelto un formato facilmente gestibile anche se poco moderno dal punto di vista tecnico. Per il prossimo anno vedremo se sarà il caso di adottare un format più professionale. La cosa importante era partire, ricominciare e così è stato! Il numero è unico, ma solo per quest’anno. Per il prossimo anno l’idea è quella di fare uscire almeno due numeri de La Fionda, forse anche tre…….. se saremo bravissimi!

I want you ! Il giornalino dell’Istituto Tecnico Agrario Stanga di Cremona per crescere ha bisogno della collaborazione di giovani ed inesperti reporter, scrittori, fumettisti, grafici, fotografi, esperti del web, ecc. ma anche dei suoi Professori, ex Allievi o Imprenditori che vogliano contribuire a rendere interessante La Fionda. Sono ben accettate proposte serie e facete (nel limite della decenza) : dalle poesie agli articoli tecnici, dai fumetti alle fotografie artistiche, dalle interviste ai racconti di fantasia e altro ancora. Nessuno si senta escluso!


SOMMARIO 1. “Perché una mente aperta in agricoltura è fondamentale” di Natan Somenzi 3^A 2. “La zootecnia è utile a tutti” del Prof. Anelli Matteo 3. Campioni, Campioni, Campioni! del Prof. Ligabò 4. Statistica di Natan Somenzi 3^A 5. “Il culatello” di Gianluca Vietta 2^B 6. “Progetto Comenius” di Joanna Gliniecka e Nicolò Mainardi 3^C 7. “Lo Stanga in Inghilterra” di Nicolò Mainardi 3^C 8. “Teatro” della Prof.ssa Frosi Maria Emilia 9. “Nelson Mandela, un’icona senza tempo” di Chiara Modica 1^B 10.“Violenza”di Ambra Mosca 2^B 11.“Cyber-bullismo” di Marco Alquati 1^B 12.“Il calcio di ieri e di oggi” di Marco Alquati 1^B 13.“Formula 1” di Nicolò Mainardi 3^C 14.“Mai più” di Chiara Modica 1^B 15.“L’albero della vittoria” di Chiara Modica 16.“La natura e l’uomo” di Chiara Modica 1^B 17.“La cacciatrice e il mezzosangue” di Chiara Modica 1^B


Perché una mente aperta in agricoltura è fondamentale Viviamo in un’era tecnologica, questo è un dato di fatto. Tutta la nostra vita è monitorata e assistita grazie a dispositivi tecnologici: cellulari, frigoriferi, computer, macchinari vari … dispositivi tecnologici che, oltre ad aver migliorato la nostra vita, hanno semplificato molto anche il lavoro svolto nei vari settori economici. Anche l’agricoltura ha usufruito e usufruisce tuttora di continue scoperte scientifiche e tecnologiche che hanno radicalmente modificato le fasi di produzione oltre che di trasformazione. Essendo alla base della sopravvivenza del genere umano questo settore necessita più di ogni altro, dell’aiuto di tecnologie e metodologie nuove e avanzate che permettano di avere come risultato finale un prodotto di qualità, che rispetti l’ambiente e che dia un adeguato tornaconto economico. Nonostante l’impegno profuso da molti agricoltori volenterosi, rimangono comunque molte lacune nella maggior parta delle realtà aziendali agricole; queste lacune, presenti soprattutto nella realtà nazionale e locale, sono causate principalmente da tre fattori: l’elevato costo istantaneo di attrezzature tecnologicamente avanzate, la mancanza di sovvenzioni adeguate per tali investimenti e la chiusura mentale che ha sempre caratterizzato un po’ il mondo agricolo. L’agricoltura è un settore dalle potenzialità straordinarie dove i miglioramenti tecnologici e di gestione sono fondamentali e sono indispensabili per dare una risposta concreta alla necessità di cibo di una popolazione in costante aumento, sempre più nel rispetto di un “ambiente” che sta soffrendo da decenni a causa di processi di antropizzazione e d’industrializzazione. E’ responsabilità del mondo agricolo in primis operare in modo tale da sopperire alle necessità alimentari, tema così importante da essere il tema principale di Expo 2015, e ridurre il proprio impatto ambientale. Per fare tutto ciò è necessaria un’apertura mentale. Un’agricoltura eccessivamente conservatrice e tradizionalista perde in termini di competitività di mercato e di qualità di produzioni e pertanto, pur rispettando e condividendo il principio della cautela, è assolutamente necessario guardare con interesse ed attenzione alle innovazioni tecnologiche. L’apertura mentale ha sempre permesso di cambiare la vita dell’uomo, la curiosità e il desiderio di semplificare la propria vita e il proprio lavoro ha permesso all’uomo di inventare nel corso dei secoli rivoluzionari macchinari quali l’aratro, la mietitrebbia, il trattore, ha permesso inoltre di adottare nuove metodologie di coltivazione come per esempio: la semina di precisione, il sodseeding, la guida satellitare delle trattrici, la fecondazione artificiale negli allevamenti, la mungitura robotizzata e così via discorrendo …. Tutto questo è stato possibile solamente perché si è voluto superare il passato.

Naturalmente non si deve solamente guardare avanti, la tradizione contadina per certi aspetti è ancora valida, non bisogna permettere però che tale mentalità offuschi le nuove possibilità che ci offre la ricerca. L’innovazione tecnologica nel settore agricolo ha permesso a molte aziende di superare questo grande momento di grave crisi economica che stiamo attraversando; sono stati compiuti sforzi in termini di investimenti economici e spese di energie nel campo della ricerca, che hanno prodotto risultati concreti permettendo all’agricoltura di sopravvivere meglio di altri settori alla negativa situazione dei mercati. L’agricoltura, come il mercato si è evoluta molto da cinquant’anni a questa parte dovendo andare incontro alle continue nuove richieste dei consumatori e affrontando una concorrenza estera sempre più spietata. Essendo la realtà della zona Cremonese una realtà agraria importante ma composta principalmente da aziende medio – piccole, una delle migliori armi utilizzabili diventa l’innovazione. L’innovazione è fondamentale per rimanere sul mercato; ovviamente per essere innovativi è necessario investire. Ma investire in agricoltura significa investire in un settore che sarà sempre al vertice d’importanza su tutti gli altri, perché quello agricolo è un settore che è sempre strategico per ogni nazione. Investire denaro in strutture e macchinari più efficienti è necessario, ma è anche importante investire in figure professionali qualificate in grado di affiancare l’agricoltore nei processi decisionali: il tecnico metterà a disposizione le nuove conoscenze tecniche e l’agricoltore metterà a disposizione l’esperienza accumulata in anni di lavoro; un connubio indispensabile per raggiungere migliori traguardi. Questo rende la gestione di un’azienda efficiente: la collaborazione e l’apertura mentale. James Randi, illusionista e divulgatore scientifico statunitense, ebbe modo di dire a proposito dell’apertura mentale “Vi è una netta differenza tra

l'avere una mente aperta e l'avere un buco in testa da cui il cervello fuoriesca” questo pensiero può riassumere il ragionamento fatto sulla necessità, anche nelle attività agricole, di essere persone aperte di mente; questo non vuol dire assorbire o accettare qualsiasi innovazione o tecnologia a priori, sull’onda dell’entusiasmo, ma essere pronti ad accettare nuove tecnologie e metodologie che possano migliorare la qualità della vita umana. Somenzi Natan 3^A


“LA ZOOTECNICA E' UTILE A TUTTI” Questa frase capeggiava ben in vista nell'ufficio del mio professore di fisiologia in Università (ex allievo Stanga per altro), presa in prestito da uno zootecnico statunitense, la zootecnia non è mai stata così utile come in questi anni. Per zootecnica si intende la conoscenza tecnica delle pratiche da applicare all'allevamento, cioè il sapere (ed avere ben chiaro) che ad ogni scelta che facciamo in stalla corrisponde una ben precisa risposta produttiva e riproduttiva degli animali. La crescente importanza di questa metodologia è percepita molto negli ultimi anni a causa del continuo ridursi della forbice tra ricavo e spesa (= guadagno o utile), in pratica il prodotto aziendale, sia che si tratti di latte che di carne o altro, sul mercato vale sempre meno, i costi necessari per produrlo sono sempre più alti, quindi un errore o una scelta sbagliata condizionano fortemente il risultato (bilancio) di fine anno. Qui interviene la figura del tecnico di stalla, i nostri diplomati possono ambire a ricoprire tale ruolo, e devono essere ben consapevoli dell'importanza di tale figura nell'allevamento moderno. Certo molti dei nostri studenti hanno scelto questa scuola per i più svariati motivi e, solo nel corso degli anni, si sono appassionati ad un ambito specifico.

Arrivato qui per la prima volta ed essendo un forte appassionato di zootecnia ( e di zootecnica) mi sono trovato ad insegnare queste materie nelle classi 3a e 5a, ed ho scoperto, con estremo piacere, che ci sono parecchi ragazzi interessati al settore zootecnico, il mio ruolo è cercare di trasmettere nozioni e conoscenze tecnico pratiche che permettano a tutti i ragazzi di entrare nel mondo del lavoro con competenze valide e, nello stesso tempo, di essere un buon “biglietto da visita” per il nostro istituto. Spero di aver dato, in questo anno scolastico, un piccolo contributo alla "causa zootecnica"; questo istituto a notevoli potenziali e risorse da mettere in campo sia dal punto di vista delle competenze dei docenti che ho incontrato sia per ciò che riguarda le dotazioni (aula di zootecnica, strumenti informatici, azienda con relativo allevamento e un caseificio dove il latte viene lavorato quotidianamente). L'agroalimentare italiano ha standard di qualità molto alti, e le produzioni alimentari hanno origine dall'agricoltura e dall'allevamento, la grossa sfida è quella di far passare ai nostri ragazzi la consapevolezza dell'importanza del ruolo che possono andare a ricoprire nella filiera agroalimentare, io ci credo!!! Prof. Matteo Anelli – Produzione Animale Cremona

docente di ITA Stanga


CAMPIONI, CAMPIONI, CAMPIONI ! Per l’Istituto Tecnico Agrario Stanga di Cremona il 2013/2014 è stato un periodo particolarmente foriero di soddisfazioni e il triplice urlo dell’ Italia campione del mondo di calcio ben si adatta a quest’annata. Il 2012/13 si chiude con la conquista del Titolo Nazionale della squadra di allievi che si cimentano nelle gare di valutazione morfologica. Il 2013/14 si apre con il grande successo alla Fiera di Verona dove l’Istituto vince la gara nazionale di Valutazione Morfologica alla quale partecipano ben 48 Istituti Agrari provenienti da tutta l’Italia. La gara si è svolta sulla valutazione di ben 3 razze bovine. Le 3 squadre formate dagli allievi Ferri, Bertoglio, Quaini, Cortellini, Capellini, Castoldi, Gerevini, Bottoli e Freretti fanno l’en plain. Sempre a Febbraio di quest’anno l’Istituto annovera ben 3 allievi (tantissimi per una scuola piccola come il Tecnico Stanga) tra i 25 vincitori del Talent Scout, progetto nato dalla collaudata collaborazione fra Camera di Commercio e Gruppo Giovani Industriali. L’attività ha visto coinvolti 150 studenti delle classi 5e di ben 11 Istituti Superiori della provincia di Cremona precedentemente selezionati dai loro Istituti. Gli allievi Ferri, Montaldi e Bertoglio hanno superato test attitudinali, di orientamento e colloqui con selezionatori del personale, dimostrando, al di là della formazione di settore, una maturità ed una disinvoltura che derivano anche dall’abitudine che ha l’Istituto di rapportare i propri studenti con il mondo del lavoro. L’anno 2014 si chiude poi con un risultato storico : l’allievo Castoldi Davide è stato giudicato il miglior Allievo d’Agraria d’Italia. Le gare si sono svolte a Conegliano Veneto e hanno visto gli studenti provenienti da tutta l’Italia cimentarsi per tre giorni in prove scritte, orali e pratiche riguardanti sei discipline tecniche : biotecnologie agrarie, chimica agraria ,produzioni animali, produzioni vegetali, economia estimo marketing e legislazione, genio rurale.


Ferri

5A

Montaldi 5B

Bertoglio

5B


STATISTICA Prima di tutto voglio rivolgere un ringraziamento a tutti coloro che si sono spesi per la realizzazione di questa statistica: ai colleghi della redazione che mi hanno aiutato molto nella consegna e nel ritiro dei moduli da compilare, agli agricoltori che hanno aderito a questa iniziativa benché venissero richieste delle informazioni riguardanti la loro azienda di famiglia, e anche al professor Foglia col quale si era discusso di fare un lavoro del genere. Lo scopo di questa indagine è stato quello di avere un’idea della realtà agricola locale usufruendo dei dati forniti da agricoltori presenti nell’Istituto. Oltre 40 aziende sono state oggetto di studio. La percentuale degli studenti di estrazione agricola, sul totale degli studenti dell’Istituto, è del 15% ca.; questo dato “sfata” il pensiero comune che gli istituti agrari vengano frequentati solamente da figli di agricoltori. La S.A.U. media delle aziende agricole prese in considerazione è di ca. 75 ha, molto superiore alla media nazionale: 7,9 ha (dati “6° Censimento dell’agricoltura” ISTAT). Di seguito troviamo i numeri riguardanti l’allevamento. Stando ai dati raccolti, oltre il 3% delle vacche da latte allevate sul territorio cremonese viene allevato dai nostri studenti! Inoltre vengono allevati oltre 25.000 suini e più di 200.000 avicoli. Adesso prendiamo in risalto i dati riguardanti le colture. Mediamente la S.A.U. delle colture si aggira intorno ai 70 ha. Vengono coltivati oltre 260 ha. di mais da granella, quasi 2000 ha. di mais da trinciato, 400 ha. di cereali da granella, 130 ha. di leguminose da granella, 334 ha. di erba medica, 48 ha. di pomodoro, 25 ha. di barbabietola, 40 ha. circa di orticole! Dal punto di vista delle attività economiche è risultato una scarsa adozione del biogas ( ca. 6%), invece il 16% delle aziende ha investito sul fotovoltaico, e oltre il 17% esercita attività di contoterzismo. Somenzi Natan 3^A


IL CULATELLO Oggi siamo qui con il Mastro Mezzadri Roberto, che ci dedicherà un po' del suo tempo per un' intervista. Il Mastro è un produttore di culatelli o meglio maestro nell'arte degli insaccati; ne produce da ben 30 anni ormai il più anziano nella zona. Il signor Mezzadri alla domanda “ Che cosa è il Culatello ?” risponde: esso è una parte del fondo schiena del maiale; il muscolo, per prima cosa, viene pulito dal femore e successivamente viene modellato con 5 spaghi trasversali per dargli forma a “pera”: in seguito viene messo in salatura. Dopo 8 giorni di salatura esso, viene posto nella vescica e viene passato alla legatura,poi fatto asciugare per un mese: le lavorazioni del culatello sono quasi finite. In un secondo momento viene spostato in una cantina apposita che deve essere regolata costantemente attraverso finestre ai lati, che servono per mantenere all'80% l' umidità naturale; nel caso dovesse diminuire bisognerebbe aprire le finestre durante la notte Il Mastro inoltre racconta che ogni 15 giorni il culatello va spazzolato e pulito dalle impurità. Con i residui del culatello viene poi fatto lo strolghino di culatello un insaccato particolarmente apprezzato. In seguito gli ho rivolto un'altra domanda: “ C'è un consorzio che tutela questo prodotto prezioso per le nostre terre?”.

Il signor Mezzadri spiega che il culatello ha un consorzio che si chiama “Consorzio degli antichi produttori” esso permette che il culatello non venga falsificato dandogli una certificazione con un bollino CEE, perchè oggi i falsari alimentari sono in aumento, “spacciano” la culaccia per culatello. La culaccia, per un occhio inesperto, è molto simile al culatello ma se la analizziamo bene scopriamo che essa a differenza del culatello, è priva di vescica ed è ricoperta per i ¾ di pelle; inoltre assaggiandola scopriamo che ha un sapore totalmente differente. Il consorzio tutela i paesi in provincia di Parma che sono affiancati alle rive del grande fiume; i principali sono: Polesine P. se, Zibello, Roccabianca, Sissa, Colorno. Infine il Mastro aggiunge un piccolo consiglio agli amanti del culatello :esso prima di essere affettato viene messo in ammollo avvolto da un canovaccio, per una notte intera in un recipiente contenente del vino rosso, girato costantemente. Passata la notte deve essere fatto asciugare per non più di un'ora; poi bisogna togliere la vescica e infine va rifilato. Così il gioco è fatto ed è pronto per essere prima affettato e poi mangiato. Buon appetito!!! Gianluca Vietta 2^B con partecipazione del Mastro Mezzadri

la


Progetto A partire dall'anno scorso il nostro Istituto ha aderito al progetto “COMENIUS” uno scambio culturale tra varie nazioni come: Grecia, Francia, Portogallo, Azzorre, Polonia, Italia. Grazie a questo progetto, studenti di nazionalità diversa hanno avuto più opportunità di conoscersi lavorando sul tema delle differenze e somiglianze nel campo delle tecnologie alimentari. I ragazzi dello Stanga che hanno partecipato all'iniziativa si sono impegnati a ospitare nelle proprie case alcuni studenti provenienti da altri paesi e, di conseguenza, alcuni di loro quest'anno sono stati accolti per una settimana dalle famiglie in Polonia, nella città di Lowicz, dove sono stati accompagnati dalle prof.sse: Proto Maria, Frosi Maria Emilia, e Cabrini Elisabetta. Un'esperienza veramente irripetibile e ricca di nuove scoperte culturali che ci ha permesso di conoscere Paesi, città, tradizioni; scoperte sociali- di conoscere nuove persone provenienti da zone diverse dell'Europa con le quali dovevamo cercare di comunicare e capirci. I ragazzi hanno potuto anche confrontarsi dal punto di vista tecnico, mettendo alla prova le conoscenze acquisite, relative al tema del progetto. Infatti il soggiorno in Polonia era molto ricco di attività e visite didattiche, come la visita al meleto e stabilimento per la trasformazione delle mele in concentrati o succhi. Altre destinazioni sono state : la forneria, la latteria, la cioccolateria e visita della città di Varsavia. Il tutto accompagnato da tante interessanti e divertenti attività, grazie alle quali i ragazzi hanno avuto occasione di conoscersi meglio, lavorando insieme come per esempio la prova di cucina. Penso che chi ha avuto la voglia e l'iniziativa di far parte di questo percorso, abbia avuto un'occasione per sé stesso, per vivere momenti diversi dalla quotidianità, per mettersi alla prova, per conoscere diverse culture con le quali confrontarsi, approfittare della propria gioventù e gioire dei momenti irripetibili, insieme ad altri ragazzi, cercare di superare barriere culturali o linguistiche o meglio “rompere il ghiaccio” e integrarsi con altri giovani. Avendo scoperto il “sapore” di questa esperienza invito tutti quelli che hanno la possibilità, di partecipare a progetti simili, a non farsi travolgere dalla mancanza di voglia o paura del nuovo e sconosciuto. Joanna Gliniecka 4^C


Le classi Terze volano ad Oxford

Quest’anno all’interno del nostro istituto è stato presentato ed in seguito realizzato un progetto nuovo riguardante le nostre classi terze. Questo progetto consisteva in una vacanza studio a Oxford della durata di 6 giorni dal 15 al 21 febbraio durante la quale gli alunni aderenti al progetto si sono divertiti molto e sono rimasti molto soddisfatti. Le professoresse promotrici del progetto sono state:la professoressa Bandirali,la professoressa Brambilla e la professoressa Scaglia;le quali sono state anche accompagnatrici durante il soggiorno ad Oxford.Il 15 febbraio ci siamo diretti in aeroporto per la partenza e nonostante il pesante ritardo del nostro volo abbiamo saputo ammazzare il tempo giocano a carte e a ping-pong nella sala d’attesa dell’aeroporto divertendoci molto e lasciando stupite le nostre prof.. Arrivato L’aereo siamo finalmente partiti e all’arrivo ci siamo subito incontrati con le famiglie che ci avrebbero poi ospitato per tutto il nostro soggiorno a Oxford.Il giorno successivo,ci siamo recati presso Londra ed abbiamo visto le principali attrattive turistiche che rendono famosa la città quali il Big Ben,Buckingham Palace,London Eye e Trafalgar Square;il ritorno previsto per la sera,ovviamente ognuno a casa della propria famiglia ospitante. Tutti gli altri giorni escluso il venerdì del rientro in patria,la routine quotidiana è stata più o meno sempre la stessa:alla mattina ci dovevamo recare in città in autobus e ci dovevamo trovare tutti a Bonn Square,una piazza della città,da dove poi ci saremmo a sua volta recati a lezione di inglese presso la:”Oxford School of English”.Finite le lezioni era previsto un ritrovo,sempre a Bonn Square per poi visitare la città con le professoresse accompagnatrici. L’ultimo giorno,al momento della partenza in aereo,eravamo dispiaciuti di dover partire ma felici perchè ci siamo divertiti un mondo e non vediamo l’ora di tornarci di nuovo. Mainardi Nicolò 3^C


A NIGHT AT THE THEATRE Last 18th March I went to the theatre with some of my school mates and a few teachers. We saw the Tempest, a very famous work written by William Shakespeare. The Tempest, the last of all W. Shakespeare's compositions, is a light comedy. It is set on an island where we find Prospero, Milan true duke, his daughter Miranda, Caliban and Ariel, the air spirit who is Prospero's servant. Prospero is served by Ariel because he freed him from the witch Sycorax' s imprisonment. Sycorax was banished from the island a lot of years before Prospero arrived. The witch's son, Caliban, a monster, was the only inhabitant of the island before Prospero took the possession of the place. The Tempest is about reconciliation, forgiveness, magic and second chances, feelings that Shakespeare wrote about in particular at the end of his career. The play we saw was performed by the “Popular Shakespeare Kompany�, a company that minimized the scenography, using a few panels as the background. In addition the characters didn't wear elaborated costumes. The decision of the scarsity of the scenary was food because it enhances the actors' performance. I love theatre a lot and I take part in a theatre company. I am happy to express my personal opinion because I was impressed by the show.

For example, according to me, the actors were brilliant because during the show they made me imagine the island and elicted in me the emotions of the various characters. Caliban, in particular, made me feel his imprisonment. Honestly I think that having the possibility to get in touch with little pieces of English literature through theatre is really a great experience. Montani Damiano 2B I.T.A. Stanga.


NELSON MANDELA UN’ICONA SENZA TEMPO Nelson Rolihlahla Mandela è nato nel Mvezo, figlio di un capo della tribù dei Xhosa; tra i leader principali dell' African National Congress, eletta in clandestinità nel 1961. Con la salita al governo del nuovo presidente sud-africano, de Klerk, Nelson Mandela viene scarcerato nel 1990 dopo 27 anni di prigione. Quattro anni dopo, viene eletto presidente del suo paese dove egli attuò una politica di dialogo e riconciliazione tra l'etnia nera e quella bianca. Nel 1993 insieme a de Klerk vinse il premio Nobel per la pace. E' morto il 5 dicembre 2013 dopo una lunga battaglia contro la malattia. Mandela aveva contratto la tubercolosi durante gli anni della prigionia e non era mai guarito del tutto; il dicembre dell'anno passato è morto lasciando un grande vuoto nel cuore dell'etnia nera ma anche nel resto del mondo. Dopo aver seguito gli studi nelle scuole sudafricane per studenti neri conseguendo la laurea in giurisprudenza, entra nella vita politica e per anni resta alla guida di campagne pacifiche contro l'apartheid. Il regime razzista di Pretoria fa mettere al bando l'ANC, ma Mandela non si arrende e fonda con i suoi sostenitori una corrente militarista all'interno del movimento. Nel 1963 viene condannato all'ergastolo, tuttavia anche in prigione Mandela combatte e non smette mai di essere un punto di riferimento per i neri. Trascorsi più di vent'anni in carcere, la sua figura e il suo carisma crescono sempre più nell'immaginario della gente e dei Paesi facendolo restare il simbolo della lotta e la testa pensante della ribellione. Ben consapevole di ciò, l'allora presidente sudafricano Botha gli offre la libertà a patto che rinneghi la guerriglia al regime. L'accenno alla guerriglia, appunto, era un pretesto per gettare nell'ombra Mandela facendolo apparire come un personaggio propenso alla violenza. Mandela rifiutò l'offerta. Nel 1990, su pressioni internazionali, Mandela viene liberato. Durante le prime elezioni libere del Sudafrica del 1994 (in cui poterono partecipare anche i cittadini di colore), Mandela viene eletto presidente della Repubblica del Sudafrica e capo del governo. Resterà in carica fino al 1998.


Nel corso della sua vita Nelson Mandela si sposò tre volte: la sua prima moglie fu Evelyn Ntoko Mase dalla quale divorziò tredici anni dopo; la seconda fu Winnie Madikizela che lo sostenne durante gli anni di prigione, ma anche loro nel 1996 divorziarono. A ottant'anni Mandela sposa Graça Machel, vedova del presidente del Mozambico. Mandela ha dovuto "pagare" la mano della donna alla famiglia con 60 vacche, selezionate con molta attenzione. Durante la sua vita politica Mandela ha combattuto altre battaglie oltre a quella contro l'apartheid; infatti alcune case farmaceutiche intentarono un processo al presidente portandolo in tribunale con l'accusa di aver promulgato il "Medical Act", una legge che permette l'importazione e la produzione di medicinali per la cura dell'AIDS a prezzi sostenibili. A causa delle proteste internazionali che la causa ha sollevato, le multinazionali farmaceutiche hanno poi deciso di abbandonare la battaglia legale. Una delle più grandi testimonianze dell'impegno sociale e politico di Mandela la ritroviamo proprio nel discorso pronunciato di fronte ai giudici del tribunale, prima che questi dichiarassero il loro verdetto: "Sono pronto a pagare la pena anche se so quanto triste e disperata sia la situazione per un africano in un carcere di questo paese. Sono stato in queste prigioni e so quanto forte sia la discriminazione, anche dietro le mura di un carcere, contro gli africani... In ogni caso queste considerazioni non distoglieranno né me né altri come me dal sentiero che ho intrapreso. Per gli uomini, la libertà della propria terra è l'apice delle proprie aspirazioni. Niente può dissuadere loro da questa meta. Più potente della paura per l'inumana vita della prigione è la rabbia per le terribili condizioni nelle quali il mio popolo è soggetto fuori dalle prigioni, in questo paese... Non ho dubbi che i discendenti si pronunceranno per la mia innocenza e che i criminali che dovrebbero essere portati di fronte a questa corte sono i membri del governo". Con la morte di Mandela si è spenta una grande luce. Mandela è stato semplicemente il padre della patria post-apartheid, il creatore della Nazione arcobaleno; il monumento delle rivoluzioni che singoli individui sono stati capaci di compiere. Mandela era un idealista che non ha mai dimenticato la sua lotta, riuscendo ad evitare che la rivoluzione sfociasse in un bagno di sangue tra bianchi e neri, anche grazie al sapiente uso dei simboli, come il rugby, e una vitalità che sembrava inesauribile e che ne ha fatto un idolo pop-rock per generazioni di leader e cantanti. Mandela era un simbolo delle svolte positive del mondo, un'icona senza tempo.

Chiara Modica 1^B


LA VIOLENZA SULLA PERSONA Ogni

giorno sentiamo le notizie del contesto sociale ed affettivo e dalle telegiornale o le leggiamo su un persone a cui tiene. La cosa peggiore, quotidiano: ci accorgiamo che sono soprattutto per una donna, è il sentirsi sempre di più le violenze compiute al colpevole per l’ira o l’aggressività del prossimo. C’è almeno una violenza al compagno e questo porta alla giorno e sono sempre di più le richieste mancata denuncia da parte della di aiuto. Si tratta per lo più di persone donna. Ciò che è che subiscono violenze fisiche, quindi importante sapere in questi casi, e picchiate, se non addirittura violentate, non sono né la prima né l’unica a ed inoltre c’è anche la violenza morale sostenerlo, è che le persone che che è la più difficile da superare. compiono violenza su chiunque altro Chi subisce queste violenze e chi le non amano chi gli sta accanto, anzi si compie sono persone normali, gente comportano così proprio per paura. che possiamo incontrare per strada ogni Paura di perdere chi ci sta accanto, giorno, amici o famigliari. Quindi chi quindi si tende ad avere un compie la violenza non è per forza detto atteggiamento possessivo, la paura di che sia uno psicopatico o una persona essere lasciati o feriti moralmente e di pazza mentalmente. conseguenza si diventa i primi a Ora chiediamoci il perché e cosa ferire gli altri. Infine c’è la paura di scatena una tale rabbia da portare a essere derisi o umiliati, che porta ad compiere una violenza. Potrebbe essere un comportamento violento proprio lo stress di ogni giorno che rende per non sentirsi inferiori e dimostrare nervose le persone oppure una giornata di essere forti. Ma in realtà non si cominciata male e si sente il bisogno di tratta di forza o coraggio, ma solo di sfogare la propria rabbia verso le debolezza che si manifesta con la violenza fisica e morale. persone che ci stanno intorno se non Per sapere veramente come addirittura verso chi vogliamo bene. comportarsi in questi casi bisogna Analizzando la questione, è ritenuta “esserci dentro”, ma è essenziale violenza fisica qualunque azione che denunciare le violenze e se queste comporti il far male fisicamente ad una richieste non trovano una risposta persona, danneggiarla o ferirla. Anche bisogna insistere perché tutti, dal minacciare o spaventare verbalmente primo all’ultimo, hanno il diritto di qualcuno è considerata violenza vivere tranquilli e liberi la propria vita. nonostante la maggior parte delle volte questa regola venga sottovalutata. La violenza morale è la peggiore: chi compie la violenza tende a distruggere l’autostima della vittima isolandola dal

Ambra Mosca 2^B


Il CYBER-BULLISMO Il bullismo è un comportamento che si sviluppa soprattutto nell’età dell’adolescenza quando i ragazzi, per farsi spazio nel gruppo, attuano atteggiamenti aggressivi nei confronti del gruppo stesso. Il cyber-bullismo è sostanzialmente la medesima cosa, solo che l’offesa non è corporale, ma avviene tramite uno schermo, nei social network. Il bullo si comporta così per svariati motivi: può subire violenze a casa e riversarle sui compagni oppure è sempre stato abituato a battersi con la forza. In ogni caso il cyber-bullo causa danni morali e fisici a chi subisce la sua violenza, che solitamente è rivolta verso i più deboli. Proprio per questo il bullo viene difeso anche da chi lo subisce, perché fa nascere il lui la paura. A causa di questa catena, che va a vantaggio del bullo, si provoca del male al più debole e al bullo stesso; infatti, chi subisce viene danneggiato fisicamente, per la violenza subita da parte del bullo, e moralmente perché il ragazzo viene invaso dalla paura che lo porta a rinchiudere tutto dentro, e a non opporsi al bullo. È lo stesso meccanismo che si sviluppa con il cyberbullismo, solo con uno schermo come intermediario, chi offende si fa meno scrupoli. Se questi atteggiamenti si fanno troppo insistenti e il cyber-bullo supera la soglia del limite, la vittima potrebbe prendere decisioni drastiche: denunciarlo o, come purtroppo accade, togliersi la vita. Ma, come stavo dicendo, il bullo si fa del male anche da solo, perché non venendo denunciato, sa che non verrà fermato e continua con questo suo atteggiamento.

Così facendo, però, nessuno lo aiuta,infatti, se venisse denunciato probabilmente sarebbe tenuto d’occhio e fermato, per cercare di fargli capire il peso delle sue azioni e quello che provoca. Anche per questo si fa del male da solo perché trascorre la sua esistenza a provocare danni e a fare del male senza capire le conseguenze, finchè non supera il limite. Marco Alquati 1B


Il calcio di ieri e di oggi Abbiamo intervistato due figure di spicco del mondo del calcio della nostra città, entrambe nel ruolo di portiere della cremonese: paolo guazzi, classe 1937, ex giocatore della cremonese e della Leoncelli fra il 1955 e il 1990, e Paolo Quaini, classe 1990, che ha iniziato la sua carriera a 6 anni nella squadra del torrazzo e che oggi gioca nella Cremonese in c1 (nonché ex allievo dello Stanga). Entrambi con un doppio “lavoro”, con una differenza non da poco: guazzi lavorava come insegnante per potersi mantenere, mentre Quaini si mantiene giocando e nel tempo libero aiuta nell’azienda agricola di famiglia interessandosi anche di vini (spumanti in particolare). Tutti e due hanno iniziato a giocare in tenera età, mostrando fin da piccoli una grande passione per questo sport. Guazzi racconta un aneddoto della sua infanzia: invece di andare alle lezioni di fisarmonica, passava i suoi pomeriggi a giocare a calcetto con gli amici, all’insaputa dei genitori, usando il denaro datogli per pagare l’insegnante di musica per comprare un pallone nuovo … Alla domanda: “cosa ti piace di più del calcio?” Sia guazzi che Quaini hanno dato quasi la medesima risposta: le cose più belle sono trovarsi in campo a combattere per un obbiettivo comune, l’entusiasmo, le vittorie condivise con la squadra e il sacrificio. Quaini in particolare ha sottolineato di amare molto la vita dello spogliatoio perché offre la possibilità di confrontarsi con gli altri membri del gruppo, così che il gruppo cresce insieme.

Guazzi ha parlato di un aspetto fondamentale dello sport, il rispetto non solo dei compagni di squadra, ma anche degli avversari, aspetto che a suo avviso oggi il mondo del calcio ha un po’ dimenticato in nome dell’ambizione e dei troppo elevati interessi economici che gli ruotano intorno. Anche l’ultima domanda dell’intervista “che cosa ti piace maggiormente del gioco di squadra?” Ha trovato i due giocatori d’accordo: pensano entrambi che l’aspetto migliore del gioco di squadra sia che il singolo diventa consapevole di non poter sempre contare su se stesso ma che collaborando si possono raggiungere obbiettivi più grandi. Come sottolinea Paolo Guazzi, talvolta questo “obbiettivo più elevato” può essere anche quello di saper superare una sconfitta grazie al sostegno reciproco della squadra. In questo senso, come ha rimarcato Paolo Quaini, il gioco di squadra fa crescere di più di uno sport individuale. In chiusura un’ultima osservazione dell’intervistatore: mi ha molto colpito la profondità delle parole e delle riflessioni di Paolo Quaini, un ragazzo che a solo 24 anni e ha mostrato di condividere in molti aspetti la saggezza di un veterano come guazzi. Forse la dimostrazione che davvero lo sport può contribuire molto alla formazione delle persone. Marco Alquati 1 B


L Leoncelli anno 1964-1965

Parata in azione sul campo della Bissolati

Portiere


Formula 1 Nuovo anno Nuove regole

La stagione di Formula 1 2014 segna una svolta molto importante non solo nella storia dell’automobilismo agonistico ma anche della storia contemporanea ed ingenieristica con il ritorno del motore turbo. Oggigiorno la gente agisce sempre più con un occhio di riguardo verso il passato,rispettandolo e tramandandolo a noi giovani affinché ci possa tornare utile e possa essere utilizzato come esempio per il futuro. Molte case automobilistiche conservano e tramandano il proprio passato e le proprie origini agonistiche con grandiosi musei affinché gli ingegneri moderni possano trarre un’ispirazione e portare all’evoluzione dell’industria automobilistica. Un gesto di rispetto verso il passato quest'anno l’ha mostrato anche la FIA (Federation International de l’Automobile) reintroducendo, dopo diversi decenni di assenza, il motore turbo e guardando anche avanti con diverse nuove tecnologie di sviluppo grazie alle quali si può già cominciare a parlare di “motori ibridi nella formula 1”. Questa nuova formula 1 è ormai considerata un incontro equo tra il passato e il presente in costante evoluzione,non solo dal punto di vista meccanico ed elettronico come abbiamo già detto ma anche dal punto di vista aerodinamico. Non a tutti gli appassionati piace la nuova formula 1: molti criticano i suoni troppo rumorosi e simili a quelli aeronautici e le carenze aerodinamiche rispetto agli anni scorsi;ormai però la F1 è questa e a me piace da impazzire.


PRINCIPALI MODIFICHE DELLA NUOVA STAGIONE: AERODINAMICA É stata ridotta la larghezza dell'ala anteriore e di quella posteriore ed anche la loro altezza con un calo della deportanza rispetto all'anno scorso. ELETTRONICA Con il termine “Power Unit e ERS” vengono identificate le nuove tecnologie di recupero energia e garantiscono al motore una doppia alimentazione combinata termica ed elettronica. MECCANICA Oltre al turbo il motore è un V6 di 1600 cm3 e il cambio semi-automatico a 8 rapporti

La ferrari F14T prodotta a maranello per la stagione 2014 e testata sui circuiti di Jerez (Spagna) e Bahrain.

Nicolò Mainardi 3^C


MAI PIU’! “Mai più un’altra Hiroshima” queste sono anche parole prese dal libro “Il gran sole di Hiroshima” di Karl Bruckner. Tutti sanno quello che successe alla fine della Seconda Guerra Mondiale in Giappone: il 6 e il 9 Agosto 1945 due bombe atomiche caddero rispettivamente su Hiroshima e Nagasaki. In pochissimi millesimi di secondo moltissime persone arsero vive, gli edifici bruciarono e furono scaraventati in aria. Altre migliaia di persone morirono anni dopo a causa dei raggi gamma che avevano "avvelenato" il loro sangue e il midollo delle loro ossa. Le due città furono rase al suolo. Solo dopo molti anni il Giappone riuscì a rimettersi in piedi e ora è una delle più forti potenze economiche del mondo. Tuttavia anche dopo quello che successe in Giappone, l'umanità continuò (e continuerà) a costruire armi atomiche come bombe e aerei. Probabilmente in un futuro prossimo (ma non così lontano) questo sarà la causa dell'inizio della Terza Guerra Mondiale e la fine dell'uomo. "La Prima Guerra Mondiale è stata combattuta con i fucili, la seconda con le bombe atomiche, la terza non lo so ma so per certo che la quarta sarà combattuta con i bastoni", Albert Eistein vide bene quando pronunciò questa frase.

Se l'umanità non aprirà gli occhi, non si renderà conto di cosa sta facendo e se non farà qualcosa, sarà la sua fine. La fine di tutto. Moriranno piante, animali e uomini; ma la Terra, il nostro pianeta blu (che sta diventando nero), non morirà e prima che ciò avvenga passeranno migliaia e migliaia di anni. Quindi il mio messaggio è questo: “Fermatevi! Perché milioni di innocenti devono morire per colpe non loro? Siete voi i colpevoli di tutto ciò! Voi che inquinate il mondo, voi che lo distruggete, voi che ci distruggete e voi che ci distruggerete! Io chiedo solo un po’ più di luce e meno buio, più bene e meno armi, non mi sembra molto ciò che chiedo, no? Dunque smettetela, smettetela, smettetela! Spero solo che le nuove generazioni ci salveranno.”

Chiara Modica 1^B


L’ALBERO DELLA VITTORIA In questi tempi il lavoro scarseggia molto e di conseguenza le famiglie hanno pochi soldi; per i figli è difficile continuare gli studi e si hanno meno possibilità di trovare un'occupazione: ormai tutto questo è diventato un circolo vizioso, ma il lavoro è ancora fondamentale nella nostra vita. Ormai le uniche persone che riescono a vivere veramente "bene" sono solo i politici e le persone famose. Il mondo sta andando in rovina, ne siamo consapevoli, ma facciamo poco o niente. E' curioso come la storia ritorni continuamente sui suoi passi: ci sono state delle guerre e molte altre ce ne saranno in futuro; ci sono state delle crisi profonde dove i ricchi si arricchivano e la gente comune e povera si impoverivano sempre più. Anche ora sta accadendo questo, ci sono stati dittatori e imperatori e in futuro ne verranno altri ancora. Ritornando al discorso del lavoro, oggi solo poca gente può permettersi di fare il lavoro che le piace, e molte volte succede così perché i propri interessi coincidono con il fabbisogno di quel specifico campo lavorativo. Io mi chiedo perché l'uomo non possa semplicemente smettere di usare i soldi, dovrebbe farli scomparire dalla Terra. Vivremmo in un mondo migliore dove ognuno può dedicarsi al lavoro che più gli piace, approfondire gli studi e sviluppare le sue capacità.

Ci sarebbe meno povertà nel mondo, e la ricerca scientifica progredirebbe, trovando soluzioni possibili ed applicabili per compensare la mancanza di fonti d’energia … ma questo è il mio pensiero e il mondo non l’accetterebbe mai e poi mai. Nel disegno, il mare rappresenta tutte le difficoltà per arrivare ad avere un lavoro, come la scuola, gli studi, i soldi e la concorrenza. La striscia di sabbia rappresenta il raggiungimento del lavoro, ma il percorso della carriera ancora in corso; mentre l’albero rappresenta la meta finale, e cioè ciò che sognano tutte le persone di questi tempi: un posto di lavoro fisso. Il cielo infine rappresenta per le future generazioni un futuro migliore del nostro.

Chiara Modica 1^B


LA NATURA E L’UOMO La natura va rispettata e questo è un principio che l'uomo non ha mai considerato, forse solo nella Preistoria quando non poteva fare ancora molti "danni". L'uomo ha fatto, fa e farà di tutto al suo pianeta, alla sua casa; la inquina, la sporca, la distrugge, la costringe a produrre di più rispetto alle sue capacità, le chiede di tutto ma non ricambia mai il favore, anzi, la maltratta ancora di più.

Della Terra abbiamo inquinato il suolo, l'acqua, l'aria, gli animali e le piante che la abitano: infatti l'uomo è l'unico animale a distruggere l'ecosistema in cui vive, non esistono altri esseri viventi che fanno ciò in natura. Ci stiamo distruggendo da soli: tagliamo enormi quantità di alberi in tutte le foreste, non diamo loro tempo di ricrescere, andiamo a tagliarne molti altri e nel frattempo le foreste scompaiono. Durante tutto ciò con le fabbriche, i mezzi di trasporto e altro, inquiniamo l'aria e avendo in precedenza tagliato molti alberi, quelli che rimangono non riescono a "pulire" del tutto, lasciando l'atmosfera sempre più inquinata. Tutte queste cause, sommate, producono il cosiddetto effetto serra con la conseguenza del surriscaldamento globale che porta, tra le varie cose, allo scioglimento dei ghiacciai. Tuttavia recentemente, uno studio ha scoperto che, se i ghiacciai del Polo Nord si stano sciogliendo, quelli del Polo Sud stanno invece aumentando e si è calcolato che negl'ultimi anni, sono cresciuti del 1,3%. Il disegno rappresenta l'enorme abisso che c'è tra natura e uomo, infatti, quest'ultimo non riuscirà mai a dominare sulla prima poiché questa è più "potente". Quando il mondo finirà, finirà solo per l'uomo che per colpa dei suoi numerosi sbagli si porterà dietro anche piante e animali; ma per la Terra non finirà, o almeno fino a quando il suo nucleo interno si spegnerà.

Chiara Modica 1^B


LA CACCIATRICE E IL MEZZOSANGUE Una ragazza un giorno, cadendo in un laghetto, si ritrova in un mondo parallelo abitato da creature "magiche". Qui incontra un ragazzo stranissimo; i due sono gli "eroi" di una profezia e insieme devono intraprendere un lungo viaggio per spezzare una maledizione e per scoprire il segreto della felicità. Incontreranno altri personaggi che li aiuteranno nella loro missione. Lei è una Cacciatrice, una creatura antica creata da una dea e da undici stregoni. Lui è un Mezzosangue, metà uomo, metà cane e metà gatto. Entrambi con una vita difficile alle spalle, si incontreranno in questo mondo e supereranno il dolore e le ombre del passato.

Chiara Modica 1^B


La fionda 2014, numero unico