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Tante Valsugane per un’unica economia

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entili lettrici, cari lettori, territorio con le sue innegabili probleanche quest’anno “La Fimatiche, ma anche con le sue grandi nestra” di maggio, come potenzialità che talvolta, purtroppo, la tradizione impone, si vengono un po’ sottovalutate dagli affaccia sulla realtà sociostessi valsuganotti. economica della nostra Abbiamo così intervistato la presidente vallata in concomitanza degli Industriali del Trentino, Ilaria Vecon la Valsugana Expo di Borgo, giunta scovi, la cui azienda ha sede a Pergine; ormai alla sua 14esima edizione. Massimo Oss, presidente dell’APT ValCome una rondine non fa primavera, sugana; Giorgio Girardi ed Enrico Galcosì una manifestazione fieristica, per van assessori alle attività economiche quanto importante essa sia, da sola non nonché alla valorizzazione del centro è forse in grado di imprimere una svolta significativa al trend economico di un determinato territorio. Tuttavia è innegabile il fatto che appuntamenti come questo rappresentino non soltanto un’ottima vetrina commerciale, ma anche una grande opportunità di incontro e di scambio di idee. Una necessità, quest’ultima, che in Valsugana pare piuttosto diffusa e a vari livelli. Ce ne siamo resi conto realizzando la storia di copertina di questo mese, dedicata all’economia della nostra vallata. Un’analisi del “sistema Valsugana” condotta sotto La Valsugana, veduta dei laghi di Caldonazzo e Levico molteplici sfaccettature, ma senza alcuna pretesa statistica. storico, il primo a Pergine, il secondo Il nostro compito, infatti, si è svolto in a Borgo; Marco Morelli, direttore di un campo prettamente giornalistico, uno dei più grandi centri commerciali con l’obiettivo dichiarato di raccogliere del Trentino, nonché assessore alle e mettere a confronto idee, punti di attività culturali a Pergine; Paolo Oss vista e opinioni di dieci persone che, Noser, Presidente di Pergine Spettacolo a vario titolo, conoscono a fondo il Aperto e operatore culturale presso il

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Questo numero de LA FINESTRA è consultabile e scaricabile in formato PDF all'indirizzo: http://issuu.com/lafinestra/docs/lafinestra_maggio_2010

Johnny Gadler, direttore responsabile de La Finestra

Sistema Culturale Valsugana Orientale di Borgo; Massimo Cecconi, astronomo da dieci anni in trasferta alle Canarie ma sempre in contatto con la Valsugana; Giancarlo Comar, direttore della Civica Scuola di Musica di Borgo, Levico e Caldonazzo, originario di Trieste ma “stregato” dalle nostre montagne; don Maurizio Toldo, nativo di Pergine e per quasi cinque anni cappellano a Levico Terme; Francesco Libardi, studente universitario e membro di Mondo Giovani, l’attiva associazione che ha sede nella Città delle Terme. Dieci profili con competenze e professioni assai diverse tra loro, accomunati però dal grande amore che nutrono per la Valsugana, o meglio per le tante Valsugane che sono emerse nel corso delle interviste. Ciò ha concorso a delineare un quadro di certo irrilevante sotto il profilo statistico, forse non organico, ma sicuramente attuale, fresco e stimolante, che offre poche risposte e suscita invece più di una riflessione non soltanto tra gli addetti ai lavori e tra chi ricopre cariche istituzionali, ma anche nei comuni cittadini che - contrariamente a quanto spesso si ritiene - possono fare davvero tanto per un futuro migliore della nostra Valsugana. Buona lettura. Johnny Gadler

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Editoriale

LA FINESTRA ONLINE


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MAGGIO 2010 - ANNO 22 - n. 5

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Speciale Fiera "Valsugana Expo"

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STORIA DI COPERTINA

ECONOMIA IN VALSUGANA

30 L'economia trentina regge

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LEVICO: convegno sulle aritmie

Marter Volley

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Editoriale ................................................................3

Analisi sul latte: si cercano PCB e diossine .........61

Ilaria Vescovi: la ripresa c’è, ma sarà lenta ............6

Levico: giovani in rete, evitando le trappole .........63

Massimo Oss: il turismo tiene, ma ora i fatti .......11

Levico Terme: un tour virtuale al Parco ...............64

Giorgio Girardi: un’economia diversificata ...........12

Levico Terme: progetto formativo al Ziglio ...........64

Enrico Galvan: niente improvvisazioni .................14

Levico: convegno sulle aritmie del cuore.............66

Marco Morelli: il commercio regge......................17

Clownterapia: un sorriso contro il dolore .............68

Paolo Oss Noser: la cultura deve fare rete ...........18

Levico Terme: università della terza età ...............70

Massimo Cecconi: Valsugana, apriti di più ..........20

Luserna: ampliamento centro artigianale ............70

Giancarlo Comar: valsuganotti, credeteci ............23

Caldonazzo: i 15 anni del Coro La Tor .................71

Don Toldo: i giovani, la società sana....................24

Pergine: il pedibus degli scolari............................72

Francesco Libardi: giovani, partecipate ...............26

A.S.D. Pallavolo Piné: gruppo che cresce ...........74

La povertà in Trentino è stabile ............................28

US Marter: quando piccolo è bello ......................76

Il Trentino regge meglio dell’Italia .........................30

Economia: la storia dei mini-assegni ...................78

La situazione in Trentino nel 2009 .......................32

Un fiore per ogni tipo di mamma .........................80

Valsugana Expo adesso raddoppia......................43

La Compagnia Bolero ..........................................82

Expo: il saluto del sindaco Dalledonne ................45

La Filogamar all’Auditorium S. Chiara..................82

Expo: il saluto dell’assessore Mellarini.................45

Appuntamenti al cinema ......................................82

Il soccorso alpino in Valsugana ...........................46

Lettera al direttore: corruttori di minori.................84

Valsugana Expo: programma degli eventi............48

Vallarsa: tracce di rettili preistorici ........................88

Valsugana Expo: l’elenco degli espositori ............52

Diritti: Colf e badanti senza problemi....................90

BSI Fiere e Casse Rurali: insieme è meglio..........58

Formaggio anche per dessert..............................93

Calceranica al L.: ricordo di Padre Basilio............60

Cucina per immagini: pasticcio di crespelle ........94

Direttore Cristina Ferretti

Stampa CSQ Centro Stampa Quotidiani spa - Erbusco (BS)

Direttore Responsabile Johnny Gadler

Editore Athesia Druck srl - Via del Vigneto 7 - 39100 Bolzano

Pubblicità Cristina Dellamaria 347.6475297

Aut. Tribunale di Trento n. 635 del 22-4-1989

Grafica ed impaginazione Eva Fontana Corrispondenti P. Chiesa, G. Facchini, A. Munaò, M. Pacher

Questo numero de LA FINESTRA è stato chiuso il 19/4/2010 La Finestra declina ogni responsabilità per eventuali cambiamenti e/o errori nelle date e negli orari degli appuntamenti segnalati.

0461 75.26.22 redazione@lafinestra.it 0461 75.68.33 Via IV Novembre, 12 38051 BORGO VALSUGANA (TN)

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Dieci opinioni a confronto


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SPECIALE ECONOMIA

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ILARIA VESCOVI. Nostra intervista alla presidente di Confindustria Trento

La dott.ssa Ilaria Vescovi, presidente di Confindustria Trento (foto M. Rensi)

Ilaria Vescovi: «In Trentino la ripresa c’è, però sarà lunga e graduale»

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di Johnny Gadler residente Vescovi, qual è l'attuale stato di salute dell’industria trentina e, soprattutto, la crisi economica è già alle spalle, come alcuni sostengono, oppure la ripresa è ancora lontana? «La ripresa c’è, ma la crisi rimane. Penso che questa sia l’espressione più giusta per sintetizzare il momento che stiamo vivendo. Tuttavia devo registrare che per la prima volta dall’inizio della crisi, gli industriali, come risulta dalla nostra ultima indagine sul sentiment delle imprese, cominciano a registrare i primi segnali di recupero. Certo non si può abbassare la guardia. Prima di tutto perché le imprese sono in difficoltà ormai da molti mesi e inoltre perché la ripresa non si preannuncia sufficientemente robusta per ipotizzare di tornare, nel corso del 2010, ai

livelli produttivi pre-crisi. La ripresa sarà lunga e graduale. Mi preme comunque sottolineare che anche nel 2009 le aziende trentine hanno confermato i piani di investimento, segno questo della volontà di reazione dei nostri imprenditori. Anche nelle ultime settimane abbiamo rilevato casi di aziende che stanno realizzando investimenti importanti, in provincia e fuori, nonostante lo scenario ancora

incerto. Se il sistema trentino ha tenuto è anche grazie alla diversificazione della produzione e alle tante eccellenze che ospitiamo sul territorio. Molte di queste eccellenze sono localizzate nelle valli, anche in Valsugana». Come si presenta il panorama industriale in Valsugana? «Tra le realtà più importanti vanno ricordate quelle che ope-

«Il sistema trentino ha tenuto grazie alla diversificazione della produzione e alle tante eccellenze, anche in Valsugana» Ilaria Vescovi (foto M. Rensi)

rano nel distretto del porfido, nel settore manifatturiero e in particolare nei comparti meccanico, della lavorazione del legno, della plastica e gomma, dell’alimentare. Ben rappresentate sono anche le industrie edili, dei materiali da costruzione, nonché le attività dell’autotrasporto merci e del terziario innovativo. Queste imprese hanno una forte integrazione con il territorio che permette la salvaguardia di un rilevante patrimonio occupazionale, di know how tecnologico e di produzione del reddito». Quali sono i comparti che maggiormente risentono della crisi e quali, invece, quelli che fungono da traino per l’economia e su cui si può investire? «La situazione varia da settore a settore, in alcuni notiamo segnali di miglioramento più marcato come l’alimentare, la chimica, il tessile. Un settore trainante è quello degli impianti a fune dove abbiamo registrato una stagione


SPECIALE ECONOMIA

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ILARIA VESCOVI. Nostra intervista alla presidente di Confindustria Trento

Ilaria Vescovi

molto positiva che ha di fatto replicato l’inverno da record dell’anno scorso. Più difficoltà ce l’hanno il manifatturiero e il metalmeccanico, i settori più colpiti dalla crisi. Si auspica la ripresa nell’edilizia dove molte aziende rimangono ancora in sofferenza. Chi ha investito in innovazione e riposizionamento sui mercati esteri potrà uscire vincente da questa crisi e più della metà dei nostri imprenditori lo sta già facendo». Che consigli darebbe a un giovane imprenditore che volesse investire in Valsugana o in Trentino? «Studia, impara le lingue e gira

Molti ritengono che, rispetto al resto d’Italia, in Trentino l’ente provinciale e gli istituti bancari siano più vicini alle necessità di chi fa impresa. Condivide tale analisi? «Per quanto riguarda la Provincia, posso affermare che è stata un supporto importante per la tempestiva e completa manovra anticongiunturale che è stata messa in campo nel 2009 e che prosegue nel 2010. Anche sul tema del credito, una vera criticità per le nostre aziende, la Provincia si è mossa bene: il nostro Confidimpresa ha valutato già più di 2mila richieste di interventi in campo finanziario. Al mondo bancario però rivolgo ancora una volta un forte appello affinché valutino con la necessaria flessibilità le situazioni contingenti delle aziende. E un invito a condividere con le imprese la ricerca dei percorsi per uscire dalla crisi. Alla banche chiediamo di non limitarsi all’applicazione rigida dei rating, ma

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«Una grande occasione perduta non essere riusciti a completare l'ultimo tratto della Valdastico, opera fondamentale di collegamento con l'est Europa»

il mondo. E soprattutto avere umiltà e tenacia nell’avvicinarsi al mondo del lavoro. E poi muoversi, fare l’Erasmus, ma non solo in Spagna. Se si può bisogna andare in Russia, in India e in Cina».

Palazzo Stella, sede di Confindustria Trento


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SPECIALE ECONOMIA

ILARIA VESCOVI. Nostra intervista alla presidente di Confindustria Trento

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di valutare assieme all’imprenditore la forza del progetto e le sue prospettive. La ripresa potrà nascere da un impegno comune tra banche e imprenditori». Quali sono le condizioni imprescindibili per lo sviluppo futuro dell’industria trentina? «Ci rivolgeremo ad un mondo con meno finanza, più ingegneri e più donne. Le competenze saranno sempre più importanti. Investiremo più in tecnologie e meno in strumenti finanziari. E ci sarà una maggiore partecipazione al mondo del lavoro e dei consumi da parte della componente femminile. I consumi si rivolgeranno sempre più alla cura della persona, all’istruzione, al benessere dei figli. Tutta una serie di nuove attività di cui le imprese ancora non colgono appieno la portata». Atteso dai valsuganotti da quasi 40 anni, il completamento della Valdastico rimane ancora sulla carta. Che giudizio dà circa la realizzazione di questa opera e quali sono le infrastrutture di cui l’industria trentina ancora necessiterebbe? «Ritengo una grande occasione perduta non essere riusciti a

La presidente Ilaria Vescovi nella sede della sua azienda a Pergine Valsugana (foto M. Rensi)

completare in 40 anni l’ultimo tratto (parliamo di una ventina di chilometri di cui la maggior parte in galleria!) di un’opera fondamentale di collegamento con i paesi dell’est Europa. Le infrastrutture sono una delle più importanti leve per lo sviluppo

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di un territorio e del suo benessere. Certamente devono prevedere modelli di realizzazione compatibili e rispettosi dell’ambiente in cui si inseriscono ma, con le moderne tecnologie di cui disponiamo al giorno d’oggi, è stato ampiamente e scientificamente

dimostrato che è possibile farle nel pieno rispetto dell’ambiente e che il rapporto costi/benefici è ampiamente a favore dei secondi. Credo quindi che in molti casi siano più che altro strumentalizzazioni politiche che ne boicottano la realizzazione».

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MASSIMO OSS. Presidente dell’APT Valsugana Lagorai Terme Laghi

«Il turismo? Tiene... ma ora basta progetti, passiamo ai fatti concreti»

Per quale ragione? «Perché l’estate scorsa la crisi, pur ampiamente conclamata, non aveva ancora toccato il portafoglio delle famiglie italiane, così quasi nessuno aveva rinunciato alle proprie vacanze». Le statistiche dicono che sono soprattutto gli italiani a far incrementare le presenze in Trentino. C’è un motivo? «Si tratta, paradossalmente, di un effetto psicologico della crisi che ha indotto le persone a ragionare a corto raggio. Quindi si fanno vacanze più brevi e in luoghi non troppo lontani». Un tempo tedeschi e olandesi rappresentavano il punto di forza del turismo in Valsugana. È ancora così? «Oggi i turisti tedeschi sono quelli che più di tutti mancano all’appello, forse perché affrontano la crisi con molta più austerity rispetto a quanto la realtà dei fatti richiederebbe. Diverso, invece, è il caso degli olandesi, i quali prima di rinunciare alla vacanza si priverebbero del telefonino, dell’automobile o della lavatrice. Per loro – dediti tutto l’anno al lavoro e alla famiglia, nonché costretti a vivere in un paese che di sole ne vede ben poco – la vacanza in Italia, e in Valsugana in particolare, è sacrosanta».

Per quanto riguarda la stagione invernale 2009/2010 è possibile fare un primo bilancio? «Premetto che rispetto ad altri ambiti turistici del Trentino la stagione invernale della Valsugana ha una portata più limitata. Tuttavia il quadro è piuttosto soddisfacente. I mercatini di Natale, ad esempio, continuano a rappresentare un veicolo di traino eccezionale, tanto che la parola crisi non sanno nemmeno che cosa sia. Difatti durante il periodo natalizio le presenze hanno fatto registrare numeri di tutto rispetto sia per il ponte di Sant’Ambrogio, sia nei giorni a ridosso del Natale che di solito erano più calmi. Per quanto riguarda le aree sciistiche – Panarotta e Brocon – il discorso invece è meno organico. La Panarotta, infatti, ha vissuto un leggero calo, dovuto soprattutto a una diminuzione dei turisti pendolari, segno che la crisi comincia a farsi sentire anche nelle famiglie trentine. Una considerazione a parte merita il caso del Brocon». Ci dica... «Le settimane bianche low cost promosse nel Tesino, cinque giorni a 99 euro, erano state accolte non senza polemiche e con un certo scetticismo, quando non addirittura con ilarità. Ebbene, devo dire che sono state davvero un successo e basta un dato su tutti per provarlo. Quest’anno al Brocon sono state vendute 1200 settimane bianche, mentre l’anno prima, nel medesimo periodo, erano state appena 34. Segno che il mercato ha gradito l’offerta. Gradimento testimoniato anche

italiani aspettano ormai l’ultimo minuto. Non è più come una volta che si facevano le prenotazioni con largo anticipo. Oggi si vive un po’ alla giornata. Non siamo pessimisti, ma dobbiamo mantenere uno stato di vigile attenzione».

Massimo Oss, Pres. APT Valsugana

dal sondaggio condotto tra chi ha aderito all’offerta. Ben il 67% ha compilato il nostro questionario e dalle risposte, oltre al giudizio positivo sull’iniziativa, sono emersi alcuni dati interessanti». Quali? «Nella classifica per zone di provenienza, ad esempio, ai primi posti si sono attestate città come Roma, Firenze, Ancona e Bologna, aree che di solito erano poco o affatto rappresentate sul nostro territorio durante i mesi invernali. Poi abbiamo calcolato che la spesa media di queste persone, oltre ai 99 euro dell’albergo, è stata di circa 250 euro. Dato che lo skipass era gratuito, ciò significa che questa somma è interamente ricaduta sull’indotto». La prossima stagione estiva come si preannuncia? «L’Olanda sta rispondendo in maniera regolare, mentre i turisti

CHI È?

Nome: Massimo Oss Professione:: imprenditore nel settore turistico, presidente dell’APT Valsugana Lagorai Terme Laghi. Letture: libri d’avventura e rilassanti. Musica: tutta la musica italiana. Film: commedia. Hobby: leggere e viaggiare per imparare dagli altri. Sport: bicicletta, tennis, sci. Piatto preferito: polenta e coniglio.

Si parla tanto di riqualificazione della zona dei Laghi... «Di progetti ne sono ormai pieni i cassetti. Vorrei vedere dei risultati. Dagli amministratori locali mi aspetto decisionismo, una lista di priorità che non si tramuti in un bel libro dei sogni, ma che porti a delle opere concrete. Si decida una volta per tutte cosa fare, dove trovare i soldi e poi si dia inizio ai lavori. Altrimenti non si fa altro che illudere la gente». Molti sostengono che la Valsugana deve fare più rete... «L’Apt cerca di fare rete da sempre. Ad esempio, che i Laghi riescano a “vendere” anche Arte Sella è un dato di fatto provato dall’aumento delle presenze. Così come cerchiamo di evitare doppioni e di mettere invece in relazione eventi che si completano. Con il biglietto della Valsugana Expo, per esempio, si può entrare anche a Ortinparco e c’è un bus-navetta che collega le due aree. Questo è fare sistema». Il turismo culturale può rappresentare una nuova via per la Valsugana? «Ne dubito. Dobbiamo essere umili e consapevoli del fatto che i grandi poli culturali – Arte Sella a parte – sono altrove. Chi viene da noi cerca soprattutto i laghi, le terme, l’ambiente. Ben venga l’offerta culturale se rappresenta un’opportunità complementare, ma da sola non sarà mai in grado di attirare una potenziale clientela. Sono contrario a vendere di tutto un po’. Dobbiamo specializzarci in alcuni settori, perché se cominciamo a fare un discount del turismo, rischiamo di essere troppo generalisti e, alla fine, di non accontentare proprio nessuno». (J.G.)

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residente Oss, in Trentino il compar to t ur ist ico nel 2009 ha fatto registrare un incremento di presenze, andando in controtendenza rispetto ad altri settori. È stato così anche per la Valsugana? «Direi di sì. Nonostante le premesse fossero preoccupanti, anche da noi il 2009 si è chiuso positivamente, tanto che a livello provinciale il turismo è il settore che forse ha risentito meno di tutti della crisi in atto».


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SPECIALE ECONOMIA

GIORGIO GIRARDI. Assessore comunale a Pergine Valsugana

«Per nostra fortuna l’economia del perginese è assai diversificata»

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ssessore Girardi, fra le sue competenze vi sono soprattutto le attività economiche. Qual è la situazione nel perginese sotto questo punto di vista? «L’Alta Valsugana è più fortunata rispetto ad altre realtà del Trentino,perché qui vi è un’economia molto diversificata che non si fonda su un’unica tipologia. Quindi, anche in un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo, il contraccolpo risulta attutito e il sistema regge abbastanza bene nel complesso». Entrando nello specifico dei vari settori, qual è lo stato di salute dell’agricoltura? «Nel perginese l’agricoltura è ancora un settore trainante, con vere punte di eccellenza se si pensa al comparto dei piccoli frutti. Non mancano tuttavia i problemi: quelli strutturali comuni all’agricoltura italiana, quelli imponderabili dovuti agli eventi atmosferici e quelli contingenti come la recente crisi che ha colpito la coop Alpefrutta, un consorzio nel quale molte famiglie avevano investito e che adesso vive la difficoltà della liquidazione». Come va nel secondario? «Anche questo settore è caratterizzato da luci e ombre. Alcune industrie storicamente radicate nel perginese, come l’Alphacan, hanno deciso di delocalizzare i loro stabilimenti con le relative conseguenze anche sul piano occupazionale. Altre invece continuano a investire nel nostro territorio, come accade ad esempio nell’area Fosnoccheri dove presto si insedierà Tecnoclima con un piano industriale che prevede un aumento di venticinque addetti e dove si installeranno altre sette aziende. Anche la Vetri Speciali, che in seguito a un incendio si era vista costretta a mettere in cassa integrazione 104 dipendenti, ha

è in pareggio. C’è stato un po’ di turnover, ci sono alcuni negozi vuoti ma si spera di ripartire presto grazie anche ai progetti che stiamo elaborando con il consorzio dei commercianti (COPI) recentemente rinnovatosi nel proprio direttivo con tanti giovani che hanno idee e voglia di fare».

Il dott. Giorgio Girardi durante un recente viaggio a Valencia

ritenuto opportuno continuare a investire nel perginese. Poi non dobbiamo dimenticare il BIC che si sta muovendo piuttosto bene». Che aria tira nel comparto dell’artigianato? «Nel perginese l'artigianato è una componente importante dell'economia locale essendo rappresentato da 400 aziende con 1.000 addetti circa. Indubbiamente c’è stato un calo, dovuto soprattutto al settore edilizio che è uno dei settori più penalizzati dalla crisi. Tuttavia la manovra anticongiunturale messa in atto dalla Provincia ha limitato notevolmente i danni. Difatti i cantieri sono ripartiti sia per la ristrutturazione di abitazioni private, sia grazie all’edilizia pubblica che nel perginese ha interessato scuole, strade e infrastrutture non solo nel

centro, ma anche nelle frazioni. Appalti che hanno dato ossigeno alle ditte locali». Sul fronte occupazionale quali sono gli scenari? «Presso il centro per l’impiego di Pergine alla fine del 2009 vi erano iscritte 500 persone alle liste di mobilità, contro le 300 del dicembre 2008. Metà di queste provenivano da Pergine e da Levico, segno che la crisi c’è e che anche da noi si stanno perdendo dei posti di lavoro. Ma esistono pure buone possibilità di reimpiego. A breve, tanto per fare un esempio, aprirà buona parte del nuovo ospedale di Villa Rosa, con conseguenti sbocchi occupazionali e benefici anche per l’indotto». E il commercio perginese? «Sta reggendo bene, anche se il momento non è facile. Nel centro storico la bilancia commerciale

CHI È?

Nome: Giorgio Girardi Professione: laureato in economia e commercio, master in e-business management, lavora per Informatica Trentina nel settore dell’innovazione per la Pubblica Amministrazione. Assessore alle attività economiche, Egovernment e comunicazione istituzionale. Letture: tutto ciò che è rilassante e ha un lieto fine. Musica: varia, gruppi storici Depeche Mode, U2, Simple Minds... Film: d’azione, thriller, fantascienza. Hobby: viaggiare. Sport: pilates, mountain bike, correre. Piatto preferito: cannelloni e lasagne.

Su cosa punterete? «Una prima idea è quella di rivitalizzare il centro storico con un mercatino delle meraviglie, collegato alle storie degli gnomi, della valle incantata dei Mocheni e delle sue miniere. Probabilmente si punterà sui bambini, un target diverso quindi rispetto ai tradizionali mercatini di Natale. La reazione da parte dei commercianti finora è stata ottima, con un’alta adesione al consorzio». Tra le sue competenze vi è anche il progetto speciale per la valorizzazione del centro storico. Quali iniziative intende mettere in atto? «Oltre a quelle in cantiere con il COPI, l'APT, la Proloco e Pergine Spettacolo Aperto, vorremmo spostare il mercato settimanale del sabato in Via Maier e in Via III Novembre per rivitalizzare queste due storiche strade perginesi, liberando nel contempo i parcheggi di piazza Garibaldi. Poi intendiamo portare nelle vie e nelle piazze principali la rete wireless in modo che ci si possa collegare gratuitamente a internet». Cosa occorre fare a suo avviso per il rilancio dell’economia perginese? «Investire in formazione e innovazione; introdurre le nuove tecnologie in tutti i settori, anche nelle aziende medio-piccole; puntare sulla peculiarità dei nostri prodotti – enogastronomici ma anche di lavorazione – valorizzando il capitale umano che rappresenta sempre un valore aggiunto e poi, ma non da ultimo, ragionare e collaborare sempre più in termini di comunità di valle, fare sistema». (J.G.)


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SPECIALE ECONOMIA

ENRICO GALVAN. Assessore comunale a Borgo Valsugana

«Non c'è spazio per le improvvisazioni»

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ssessore Galvan, le sue competenze nella giunta di Borgo riguardano le attività culturali, il turismo, il commercio, il centro storico e la viabilità. Dal suo osservatorio come vede il panorama economico di Borgo e della Bassa Valsugana? «Indubbiamente la cr isi del 2009, e anche di questo inizio del 2010, si fa sentire in maniera pressante. D’altronde era molto difficile fare degli interventi strutturali perché si è trattato di una crisi abbastanza imprevista. A questo momento di grave difficoltà hanno reagito molto bene quelle imprese che nel tempo si erano dotate di una certa struttura, mentre si sono trovate in una situazione di emergenza le aziende più giovani, che magari avevano investito tanto nell’ultimo periodo e che certo non avevano preventivato di trovare tutti questi ostacoli nel loro percorso di crescita...». Imprese che magari avevano ottimi progetti imprenditoriali ma che, proprio perché hanno investito tanto, ora sono in difficoltà nel gestire i costi non previsti della crisi... «Esatto. E qui la differenza l’avrebbero fatta e la dovrebbero fare le banche, poiché in questa fase ritengo sia fondamentale che la f inanza locale riesca a dare un aiuto alle imprese, permettendo loro un’elasticità economica tale da poter superare questo momento. Ciò, ripeto, vale soprattutto per quelle aziende che magari non hanno alle spalle una storia consolidata nel tempo, ma che tuttavia hanno davanti una prospettiva futura importante». Quindi, secondo lei, il ruolo che gli operatori di credito devono avere in questa fase è assai significativo? «Direi proprio fondamentale. Ed è un ruolo che, dal mio punto di vista, non deve essere soppiantato dalla Provincia».

li, noi che facciamo vivere i negozi, noi che partecipiamo alle varie manifestazioni che vengono organizzate o che ci andiamo anche solo per una passeggiata».

Enrico Galvan, assessore comunale a Borgo Valsugana

In che senso? «Nel senso che la Provincia in questa fase deve essere sì d’aiuto, ma non deve assolutamente sostituirsi a quello che è un ambito prettamente economico, perché altrimenti si andrebbe a snaturare lo spirito imprenditoriale puro».

di vendita abbastanza buoni, altri invece fanno davvero fatica ad andare avanti».

In che modo? «Sapendo che, comunque vada, c’è sempre la Provincia che ti sostiene, uno è inevitabilmente portato a investire solo se l’ente pubblico gli dà dei soldi. Ma così facendo avremo sempre meno imprenditori veri e più gente che cerca di accaparrarsi i contributi a prescindere dalla bontà e competitività del progetto stesso».

Che iniziative ha preso a favore del commercio? «Iniziative semplici, che consentano ai commercianti di svolgere la propria attività in maniera un po’ più tranquilla. In tale ottica ricordo la decisione di non procedere nell’immediato al rifacimento di Via Fratelli, che per mesi avrebbe penalizzato gli esercenti della via, o la sostituzione dei parcheggi a pagamento con quelli a disco orario. Poi sta però al commerciante fare la propria parte per stare sul mercato. Noi siamo amministratori e possiamo offrire solo qualche strumento».

Per quanto riguarda il commercio, invece, qual è la situazione a Borgo Valsugana? «Come nel caso delle imprese, chi è riuscito a costruire negli anni una clientela fidelizzata in molti casi ha mantenuto livelli

Come vede il centro storico di Borgo Valsugana? «Il fatto che il centro storico viva e sia bello dipende soprattutto dai borghesani. Dobbiamo essere noi che ci riappropriamo delle piazze e dei nostri vico-

CHI È?

Nome: Enrico Galvan. Professione: geometra. Assessore attività culturali, turismo, commercio, centro storico e viabilità del comune di Borgo. Letture: romanzi, thriller, libri di storia dell'arte e storia locale. Film: tutti i bei film, indipendentemente dal genere. Musica: classica, rock e cori. Sport: tennis. Piatto preferito: polenta e spezzatino.

La cultura può rappresentare un volano per l’economia? «Sicuramente. Noi possediamo un grande patrimonio culturale, ma finora siamo stati carenti nella ricettività. Ora dobbiamo avere una visione più ampia, il nostro territorio di riferimento non può essere solo Borgo, ma come minimo l’intera Valsugana. Quindi dobbiamo fare rete, costruire un sistema che permetta agli alberghi di Roncegno e di Levico di utilizzare per la loro promozione anche l’im magine di Borgo, della Valle di Sella, il museo diffuso, l’ippovia, l’arte natura, i percorsi della Zoparina. Così facendo nel breve periodo avremo persone che arrivano anche nel nostro comune, vedono, acquistano, con una ricaduta diretta sul territorio. Nel lungo periodo, invece, si potrà invogliare qualche imprenditore a investire in loco, come sta già succedendo con l’apertura nel centro storico di una nuova attività di camere». Secondo lei, quanto conterà la formazione per le generazioni future della Valsugana? «La formazione è fondamentale, ma deve avere degli obiettivi ben precisi, non può essere fine a se stessa. Bisogna quindi creare dei progetti ad hoc. Occorre analizzare la situazione attuale, vedere quali reti si possono creare tra gli operatori, quali sono i gap da colmare, far capire ciò che manca e così magari qualcuno che si inserisce per investire lo si trova anche. Comunque si tratta di un problema a medio-lungo termine, perché prima è necessario compiere un’analisi molto approfondita. Non si può sbagliare l’obiettivo, non ci si può ritrovare tra dieci anni a dover ricominciare tutto da capo. Di questi tempi non c’è proprio spazio per l’improvvisazione». (J.G.)


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MARCO MORELLI. Direttore del centro commerciale Shop Center Valsugana

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orelli, lei è direttore del centro commerciale Shop Center di Pergine Valsugana. Qual è, a suo avviso, lo stato di salute del commercio nella nostra vallata? «Tutti davano il 2009 come l’anno della grande crisi, però poi a conti fatti ci si è accorti che è stato un anno abbastanza stabile rispetto al 2008. Spero di sbagliarmi, ma ho la sensazione che per quanto riguarda il Trentino l’onda lunga della crisi l’avvertiremo maggiormente nel 2010. E alcuni dati di questi primi mesi purtroppo mi confermano tale impressione». Perché i morsi della crisi si fanno sentire di più ora? «Ciò probabilmente accade perché nel 2009 la Provincia autonoma di Trento è riuscita a mettere in campo misure straordinarie – anche tramite ammortizzatori sociali e tanti altri provvedimenti – grazie alle quali la crisi non si era sentita più di tanto». Lei lavora per una società che gestisce una settantina di centri commerciali in tutta Italia, pertanto ha sicuramente una visione globale delle problematiche che riguardano il commercio. Il Trentino come si posiziona rispetto al resto del Paese? «Effettivamente il mio lavoro mi consente di avere sempre il termometro della situazione a livello nazionale e devo dire che, nonostante tutte le difficoltà, il commercio in Trentino se la cava molto meglio rispetto al resto d’Italia. In Trentino i numeri della crisi del commercio non sono minimamente paragonabili a quelli che si registrano in Veneto o in Lombardia». Ci può fornire qualche dato? «Posso fare un esempio in termini di affluenze, che poi comunque si traducono in maniera piuttosto diretta e proporzionale in fatturati. Rispetto al 2008, nel 2009 molte realtà hanno registrato un calo di affluenze nell’ordine del 5, 6, o 7 per cento. E nel 2010 il dato sarà ancora peggiore. Allo Shop Center

fiorire tutta una serie di attività commerciali. Ma Pergine è anche – e lo diventerà sempre di più – un polo d’attrazione culturale per tutto ciò che in città si organizza in termine di eventi culturali, ludici, turistici, come ad esempio la “Notte bianca”, Pasquissima e via dicendo. Sono tutte occasioni che concorrono a creare la tendenza a frequentare Pergine, soprattutto per chi proviene dalla città di Trento. È ormai un dato di fatto che, specialmente nei mesi estivi, dal capoluogo ci si sposti sempre più nel perginese per assistere a eventi culturali, frequentare locali e fare shopping».

L'interno dello Shop Center Valsugana di Pergine

Valsugana, invece, nel 2009 abbiamo un po’ rallentato la crescita rispetto all’andamento storico di dieci anni. Noi, difatti, crescevamo alla media del 4–5 per cento l’anno, mentre l’anno scorso siamo cresciuti dell’1 per cento. Penso che nel 2010 ci attesteremo più o meno sui dati del 2009. Quindi non è che torniamo indietro, però indubbiamente s’è fermato il processo di crescita». Dunque il commercio in Valsugana tutto sommato tiene? «Sì, ritengo che il commercio stia tenendo, come del resto tutta l’economia della Valsugana non è poi messa così male rispetto al resto del Trentino. Ricordo che fino a vent’anni fa parlare di Valsugana, soprattutto della Bassa Valsugana, significava descrivere una valle povera. Ora credo che il gap rispetto alle valli più ricche del Trentino si sia molto assottigliato e in alcuni casi colmato». E la tanto agognata ripresa, quando inizierà a suo avviso? «Sono molto fiducioso. Penso che la crisi sia momentanea e che nel 2011 si ripartirà».

Il direttore Marco Morelli

Parlando della realtà in cui lei opera, come vede il perginese? «Io sono convinto che Pergine rappresenti un eccezionale polo di attrazione per tutto il Trentino e su vari fronti. Innanzi tutto è un polo di attrazione commerciale, dovuto al nostro centro commerciale, all’altro centro commerciale, il Ponte Regio, che adesso sta facendo grandi numeri, nonché al centro storico che tiene. Negli ultimi anni Viale Dante, la strada che collega il centro cittadino al centro commerciale, ha visto

CHI È?

Nome: Marco Morelli Professione:: direttore centro commerciale Shop Center Valsugana. Assessore alla Cultura, Sport, Turismo, Promozione attività ittiche del comune di Pergine. Consigliere di amministrazione e membro del comitato esecutivo dell’azienda turistica. Letture: i libri di John Grisham e Ken Follett. Film: film e documentari storici. Musica: tutta, De Andrè in particolare. Hobby: la pesca. Sport: il calcio e il ciclismo. Piatto preferito: polenta e crauti.

A suo avviso cosa potrebbe fare di più la Valsugana per il futuro delle nuove generazioni? «Credo che uno degli ambiti su cui la Valsugana può puntare di più, e che forse su Pergine un po’ manca, è la formazione. Oggi il problema della Valsugana non è certo quello di dare lavoro all’operaio, perché nel corso degli anni, soprattutto in Bassa Valsugana, si è assistito a un discreto sviluppo industriale. La sfida cui è chiamato il nostro territorio è invece quella di offrire lavoro a giovani estremamente qualificati, senza che siano costretti a cercare un’occupazione lontano dal Trentino. Gli enti pubblici, comuni, provincia, dovrebbero quindi attivarsi per offrire queste occasioni formative, ma al tempo stesso creare anche un sistema di sviluppo che permetta a queste persone di trovare occupazione». Un sistema di sviluppo in quale direzione? «Credo che tutti concordino sul fatto che un certo tipo di industria – come ad esempio le acciaierie di Borgo – sia ormai superato e destinato a scomparire. Però bisogna immediatamente individuare delle valide alternative, che potrebbero essere rappresentate dalle nuove tecnologie, o dall’ambito ambientale; una tipologia d’industria, insomma, in cui il nostro giovane del futuro, che magari ha la laurea e una formazione specifica, possa trovare facilmente un buon posto di lavoro». (J.G.)

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«Nonostante tutto il commercio tiene»


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PAOLO OSS NOSER. Operatore culturale e presidente di Pergine Spettacolo Aperto

«La cultura ora deve fare rete»

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ss Noser, lei è operatore culturale a Borgo e Presidente di Pergine Spettacolo Aperto. Quindi conosce bene sia l’Alta che la Bassa Valsugana. Come vede il panorama culturale della vallata? «Se in Alta Valsugana da 35 anni c’è Pergine Spettacolo Aperto – di cui ho l’onore di essere Presidente su base volontaria, quindi senza percepire alcun stipendio – in Bassa Valsugana l’altra faccia della medaglia è senz’altro rappresentata da Arte Sella. Due realtà culturali molto importanti, a breve distanza tra loro e fortunatamente in buoni rapporti, il che in questi anni ci ha consentito di dialogare proficuamente sulla realtà culturale, economica e turistica dell’intera Valsugana». Dunque investire in cultura significa anche aiutare l’economia nonché l’immagine turistica di un territorio? «Indubbiamente. Proprio l’anno scorso abbiamo organizzato un convegno dal titolo molto emblematico: “La cultura in saldo”. In quell’occasione presentammo uno studio secondo il quale un euro investito in cultura ha un ritorno economico che è superiore ai due euro. E questo lo abbiamo potuto constatare anche con Pergine Spettacolo Aperto». In che modo? «Facendo due rapidi conti abbiamo appurato che più del 70 per cento del nostro bilancio finisce sul territorio dell’Alta Valsugana. Credo che anche questo sia fare economia, così come sono convinto che occorra continuare su quello che si sta facendo dal punto di vista culturale, sociale, turistico ed economico, stando attenti a non dividere troppo questi aspetti perché si sorreggono a vicenda». Si parla molto di turismo culturale. Per l’economia della Val-

sugana, può rappresentare una buona strada da percorrere? «Certamente, per la Valsugana ma anche per tutto il Trentino. Una ricchezza straordinaria della nostra provincia – molto apprezzata da chi proviene da fuori, come ad esempio i turisti milanesi, romani o emiliani – è senz’altro rappresentata dal paesaggio. Ma il Trentino, oltre a quello, Pergine Spettacolo Aperto 2009. Un momento di Klinke, regia di Philip Radice

Paolo Oss Noser, Presidente PSA

sa offrire anche una ricchezza culturale davvero invidiabile, costituita da un fitto calendario di eventi, da svariate attività che possono soddisfare un po’ tutti i gusti e le esigenze, nonché da un vasto patrimonio di beni culturali che talvolta, purtroppo, è poco conosciuto anche dagli stessi trentini». Da cosa lo deduce? «Da vari segnali che il mio lavoro di operatore culturale mi permette di cogliere. Alla biblioteca di

Borgo Valsugana, ad esempio, vedo passare tanti ragazzi che magari sanno tutto di Roma, Londra o Parigi, ma che conoscono solo sommariamente il Castello del Buonconsiglio di Trento con il suo immenso patrimonio storico e artistico. Allo stesso modo dovremmo valorizzare di più le nostre miniere o, per fare un altro esempio, l’asse del Brenta che parte da Caldonazzo e lungo il suo percorso racconta una storia straordinaria che solo pochi ritengono opportuno approfondire». Perché succede questo? «Non credo sia disinteresse, perché molti ragazzi vengono in biblioteca a chiedere proprio libri che riguardano il territorio e la sua storia. Quindi la curiosità di scoprire il proprio passato è presente nei giovani. Talvolta però forse manca uno stimolo ad approfondire questi argomenti, quell’input che permetta al ragazzo di comprendere che anche il posto in cui vive conserva dei

CHI È?

Nome: Paolo Oss Noser. Professione: Operatore culturale presso il Sistema Culturale Valsugana Orientale di Borgo. Letture: a 360°, ha 4-5 libri sul comodino e spesso si fa consigliare dagli altri. Musica: dalla classica a quella moderna. Film: quelli con Robert Redford e i thriller. Hobby: presidente di Pergine Spettacolo Aperto, camminare, andare a vedere spettacoli, conoscere le città. Sport: camminare e il biliardo. Piatto preferito: frittura mista di pesce.

beni culturali di straordinario valore che meritano di essere conosciuti. Nel perseguire questo obiettivo moltissimo possono contribuire le famiglie e, ovviamente, la scuola, la quale già sta facendo parecchio ma potrebbe fare ancora di più. Comprendo che siano cambiati i tempi, che internet ormai ci permetta di visitare una città straniera stando comodamente seduti in poltrona, ma l’emozione di portare dei ragazzi a visitare una miniera piuttosto che un castello o un vecchio opificio è davvero impareggiabile». Quali sono le sfide che la cultura dovrà affrontare in futuro? «Per il prossimo futuro bisogna cominciare a ragionare fortemente sul concetto di “rete culturale” e far sì che questa locuzione non rimanga un concetto astratto, ma si trasformi in progetti concreti. Sappiamo che prima o poi i finanziamenti caleranno e quindi bisognerà necessariamente perseguire gli obiettivi facendo rete tra i soggetti che già operano sul territorio. Ma attenzione: mettersi assieme non deve ridursi a una mera somma algebrica. Non è, in sostanza, che un soggetto più un soggetto fa due. Deve fare necessariamente più di due. Questa è la vera forza della “rete” e questo deve essere il primo obiettivo per lo sviluppo futuro della Valsugana in ambito culturale, con tutto ciò che ne consegue dal punto di vista turistico, sociale ed economico». (J.G.)


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MASSIMO CECCONI. Astronomo valsuganotto in trasferta alle Canarie

«La Valsugana deve aprirsi di più»

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ecconi, qual è la sua professione? «Mi sono laureato in astronomia all’università di Padova dove ho svolto anche il dottorato di ricerca in scienze e tecnologie spaziali, un ramo tecnologico che mi offriva vari sbocchi nell’industria, senza dovermi necessariamente fossilizzare nell’ambito universitario che in Italia, purtroppo, spesso è fortemente condizionato dai baronati». Dove fu il suo primo impiego? «A Torino, all’Alenia Spazio, società del gruppo Finmeccanica. Lì ero impiegato nella divisione studi avanzati satelliti scientifici e mi occupai della progettazione di un satellite astrometrico che dovrebbe essere lanciato nel 2012». Niente male come inizio... «No, affatto. Però a me piacciono le cose concrete, venire a contatto con la strumentazione, mentre a Torino per i miei gusti si produceva troppa carta. Così dopo tre anni decisi di licenziarmi e lasciai il posto fisso per una collaborazione Co.Co.Co. annuale... a quasi 2.500 chilometri da Borgo, precisamente a La Palma, Isole Canarie». Non le diedero del matto? «Oh sì, e a dire il vero furono anche in tanti a farlo. Ma alla fine la mia si rivelò una scelta azzeccata. Difatti, dopo dieci anni, sono ancora qui nell’arcipelago delle Canarie, dove lavoro per il Telescopio Nazionale Galileo, il più grande e avanzato telescopio italiano collocato sul Roque de los Muchachos, presso l’European Northern Observatory, uno dei tre più importanti osservatori astrofisici del mondo». Di che cosa si occupa nell’arcipelago delle Canarie? «Al mio arrivo cominciai a lavorare su uno strumento di ottica adattiva, un modo per compensare la deformazione dell’immagine dovuta alla turbolenza dell’atmosfera. Ora sto progettando una fotocamera per il telescopio solare europeo che, con i suoi quattro metri di diametro, sarà il più gran-

alla competizione perché tanto, alla fine, c’è sempre mamma-provincia che risolve tutto. La stessa università di Trento mi pare troppo autoreferenziale, poco propensa ad aprirsi all’esterno e di questi tempi o ti apri al mondo oppure, se rimani chiuso, alla fine collassi».

Il dott. Massimo Cecconi con la figlia Nicole al Roque de Los Muchachos, sul bordo del grande vulcano Taburiente lungo il quale si trovano i 12 telescopi dell’European Northern Observatory de La Palma

de telescopio solare del mondo e sarà costruito quasi interamente qui a La Palma».

tra le peggiori d’Italia e le questioni ambientali della Valsugana sono state notevolmente ridimensionate, almeno per il momento, dai dati dell’APPA, che da un lato mi auguro rispecchino la realtà, ma dall’altro non mi tranquillizzano affatto. Certo, l’esito di queste battaglie apparentemente è negativo. Ma non per questo bisogna smettere di lottare in ciò che si crede e poi, a ben guardare, una grande vittoria l’abbiamo già ottenuta».

Immerso nel blu profondo dello spazio e attorniato dall’azzurro cristallino dell’oceano, non le manca un po’ il verde del Trentino? «A volte sì, ma ho sempre mantenuto uno stretto contatto con la Valsugana, impegnandomi in varie battaglie. Nel 2002 difesi, quasi da solo, il punto nascite di Borgo Quale? «Quella di risvegliaper il quale mio padre aveva dedicato una re la coscienza della vita. Poi mi impegnai gente, di portarla a per migliorare la legge impegnarsi per proprovinciale sull’inquigettare il proprio futunamento luminoso; Massimo Cecconi ro in maniera diversa. ultimamente sto soAnche se, devo amstenendo i Medici per l’ambiente metterlo, pure su questo fronte c’è nella battaglia contro l’inquinamen- ancora tanto da fare». to in Valsugana, acciaieria e monte Zaccon in primis». Perché? «Perché la Valsugana è ancora tropBattaglie dall’esito non proprio po involuta in se stessa e imbevuta di uno spirito autonomistico che è fortunato... «Vero, il punto nascite di Borgo sinonimo di chiusura. Ma questo è non c’è più, la legge provinciale un problema che riguarda tutto il sull’inquinamento luminoso è forse Trentino, da sempre poco abituato

CHI È?

Nome: Massimo Cecconi Professione:: Astronomo, progettista optomeccanico. Letture: letture di tipo scientifico e saggi storici. Musica: Beethoven per la classica, Depeche Mode e Pink Floyd per quella moderna. Film: film storici, specialmente sull’antica Roma. Hobby: cucinare e battaglie in difesa della Valsugana. Sport: tennis Piatto preferito: tutti quelli della tradizione toscana.

Quindi l’autonomia è un freno? «Non nego il fatto che l’autonomia abbia portato un certo benessere diffuso, ma è stata controproducente perché la maggior parte dei giovani è cresciuta con l’ambizione del posto fisso in Provincia. Ora però l’istituto dell’autonomia è anacronistico e non durerà per molti anni, anche perché la costituzione europea vieta discriminazione interregionali. Pertanto, quando un bel giorno l’autonomia finirà, il Trentino si troverà inevitabilmente spiazzato, perché qui non si è sviluppato quello spirito imprenditoriale che invece si trova altrove, come nel vicino Veneto, dove gli imprenditori hanno sempre dovuto fare di necessità virtù, senza poter contare su finanziamenti a pioggia calati dall’alto». Che consigli darebbe a un giovane della Valsugana per il proprio futuro? «Innanzi tutto di mettere il naso fuori dal Trentino. Poi se intende costruirsi una carriera slegata dalla Valsugana le possibilità sono ampie, soprattutto in campo tecnologico. Viceversa, se volesse rimanere in Trentino consiglierei di studiare ingegneria ambientale, perché sarà una delle attività del futuro. Specialmente in Valsugana, dove la salvaguardia del territorio negli ultimi decenni non è stata certo delle migliori». Lei qualche anno fa si prodigò per istituire a Borgo Valsugana la prima scuola al mondo in Progettazione e Analisi Opto-Meccanica di Sistemi Ottici. Che fine ha fatto quel progetto? «È rimasto sulla carta e ora sto vedendo di realizzarlo alle Canarie. Ciò a testimonianza del fatto che se non ci si apre verso l’esterno si finisce per perdere delle ottime occasioni. Che spesso, come la vita ci insegna, non tornano più». (J.G.)


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GIANCARLO COMAR. Direttore della Civica Scuola di Musica di Borgo, Levico e Caldonazzo

«Valsuganotti, dovete crederci di più» legame d’amicizia spesso è molto più solido e duraturo che altrove. Questo l’ho proprio notato». Fin qui abbiamo descritto una Valsugana incantevole. Quali sono, invece, le note dolenti? «Certo, per quanto sia bella, anche in Valsugana – come dappertutto del resto – vi sono elementi di criticità, problemi da affrontare e da risolvere. I recenti casi di inquinamento ne sono un esempio lampante. Ora la Valsugana si trova nella condizione di dover

ramente vi sarà qualcun altro a prendere decisioni al loro posto. E ciò sarebbe davvero grave. Per fortuna vedo un certo risveglio nella popolazione con la nascita dei vari comitati per l'ambiente e questo è senz’altro positivo, al di là di come poi le cose andranno a finire». Qual è la più grande soddisfazione che ha ricevuto insegnando ai valsuganotti? «Ormai sono tanti anni che io e i miei colleghi operiamo sul terri-

Quale? «La loro bellezza. La Valsugana è una terra straordinaria e talvolta mi ritrovo a pensare che i valsuganotti non abbiano la piena consapevolezza di ciò che possiedono. Questi luoghi non hanno proprio nulla da invidiare a località più blasonate e celebrate. Forse io me ne rendo conto maggiormente perché sono nato fuori». Dove? «A Trieste, dove rimasi fino a 21 anni. Poi, per una serie di ragioni personali, lasciai il mare della mia città per trasferirmi qui in Trentino, di cui conoscevo e apprezzavo già molto i canti di montagna, ma del quale ignoravo la forza straordinaria del paesaggio e delle sue montagne. La prima volta che percorsi la Valsugana fu il 26 dicembre 1978. Lo ricordo come fosse oggi: provenivo in treno da Bassano, c’era la neve ed era una giornata senza sole, ma rimasi ugualmente affascinato dal paesaggio. Questo è un posto fantastico. L’hanno scritto diversi viaggiatori, lo dicono i miei amici triestini quando vengono a trovarmi. Stare qui mi fa stare bene». Che accoglienza ha trovato? «Ottima. All’epoca giocavo a basket a Trento e a Riva del Garda. Non ho mai incontrato alcun problema, sono sempre stato accolto a braccia aperte e ho stretto dei rapporti di amicizia che durano ancora oggi. Certo, i trentini sono più riservati rispetto ai triestini o ad altre popolazioni, però qui una volta che si riesce a creare un

Il Maestro Comar dirige la sezione femminile del Coro da Camera Trentino di Borgo Valsugana al 56° Concorso Polifonico Internazionale “Guido d’Arezzo”

interrogarsi sul suo futuro. È un passaggio al quale ormai non ci si può più sottrarre. Poi si può scegliere in un modo o nell’altro, ma l’importante è che la gente partecipi e si interessi alle problematiche del territorio. Perché se non saranno i valsuganotti a decidere del proprio futuro, sicu-

torio. Ci sono ragazzi che hanno frequentato la nostra scuola e che oggi sono uomini e donne maturi che ancora ricordano con piacere, quando li incontro, ciò che siamo riusciti a trasmettere loro nell’apprendimento e nell’amore verso la musica. È una grande soddisfazione, così come

CHI È? Nome: Giancarlo Comar Professione: Direttore della “Civica Scuola di Musica di Borgo, Levico e Caldonazzo”. Attività concertistica e direttore di vari cori trentini. Letture: saggi di antropologia culturale, libri sulla prima guerra mondiale e sulla storia della Valsugana. Musica: corale, classica, etnica, canti di montagna, pop e jazz. Film: tutti quelli con una bella colonna sonora e d’avventura Sport: ora sciare, in passato il basket. Piatto preferito: la jota triestina, una minestra con crauti e fagioli.

Giancarlo Comar

mi gratifica molto vedere dei ragazzi che fanno sacrifici, saltando qualche sabato o domenica di divertimento, per venire a provare e a imparare». Cosa risponderebbe a un giovane della Valsugana che le chiedesse come si fa a vivere di musica? «Per poter vivere esclusivamente di musica bisogna innanzitutto possedere un grande talento e poi avere la fortuna di trovarsi nel posto giusto al momento giusto. Ora il momento non è certo dei più felici per poter pensare di vivere solo di musica. Perlomeno di musica classica, perché se magari uno riesce a indovinare un proprio filone, come potrebbe essere quello dei pianobar o delle serate, il proposito potrebbe anche concretizzarsi. Ma non consiglierei mai di legare il proprio futuro soltanto all’ambito musicale. Consiglierei invece, qualsiasi ambito di attività uno scelta, di fare delle esperienze anche fuori provincia». Perché? «Perché vi è il rischio che un giovane, trovandosi molto bene qui, sia poco stimolato a conoscere ciò che succede al di fuori dei confini trentini. Venire in contatto con culture e ambienti diversi rappresenta sempre una grande opportunità di crescita. Noto però, per fortuna, che ci sono molti giovani valsuganotti che decidono di frequentare l’università fuori regione, a Padova piuttosto che a Bologna. Queste sono scelte che aprono al mondo e a un futuro migliore anche per la Valsugana». (J.G.)

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aestro Comar, come vede la Valsugana? «Innanzi tutto vedo varie Valsugane. Ho la fortuna di insegnare e dirigere dei cori a Borgo, Levico, Caldonazzo, Pergine... Pur non conoscendo a fondo la realtà socio-economica di ciascun centro, ho potuto constatare che le problematiche sono abbastanza diverse. Tuttavia noto un unico comune denominatore che caratterizza questi luoghi...».


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DON MAURIZIO TOLDO. Parroco di Nogaredo, Noarna, Brancolino e Sasso

«I giovani sono la parte più sana della nostra società»

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on Maurizio, questi sono tempi di crisi economica, ma forse anche molti valori sono da tempo entrati in crisi... «Indubbiamente siamo tutti figli di questa società che ci porta soprattutto a soddisfare i nostri piaceri e i nostri desideri quasi fosse quello il metro fondamentale per decidere cosa è bene e cosa è male. Anch’io in passato, da ragazzo, non sono stato certo immune da questo stile di vita. Allora il divertimento veniva prima di tutto e forse si trattava anche di una fuga dalle responsabilità. Poi, crescendo, mi resi conto che il piacere fine a se stesso, per quanto potesse essere grande, alla fine durava davvero poco. E ti ritrovavi subito a dover ricreare quel livello di divertimento o di euforia. Tale processo può portare una persona a perdere di vista alcuni valori e a sposarne altri che però alla fine si rivelano effimeri. Anzi, mortiferi perché non accendono una vita ma la portano lentamente a spegnersi». Lei è stato in missione e ha potuto conoscere realtà molto diverse da quella trentina e valsuganotta. Che riflessioni le hanno suggerito queste esperienze? «Nel 2001 mi recai per la prima volta in missione, destinazione Uganda e Tanzania. Fu un’esperienza breve, di appena due mesi, ma assai intensa che mi fece riflettere molto sui nostri stili di vita occidentali. Lì, infatti, venni in contatto con una realtà indescrivibile, lontana anni luce dal nostro concetto di vita, dal nostro concetto di salute, dal nostro diffuso benessere. Eppure quella realtà esiste ed è proprio sul nostro stesso pianeta, si sta consumando in questo preciso istante nella nostra totale indifferenza». Nel 2007 lei partì per il Ciad... «Sì, andai in una diocesi del sud del Ciad come missionario. La domanda più frequente che

nasceva in me era come fosse possibile che quella gente potesse accettare di vivere in simili condizioni. In quell’occasione mi resi conto che tutto il benessere che abbiamo qui non è indifferente a ciò che accade in quei posti. Perché i nostri stili di vita condizionano pesantemente anche lo stile di vita

Ecco allora che quando l’uomo si fa guidare soltanto dal proprio interesse arriva a sfruttare e a distruggere l’altro senza nessun ritegno. Rendersi conto con i propri occhi di queste cose è un colpo duro che non può mancare di scuotere una persona se uno osserva le cose con sincerità».

Don Maurizio Toldo in Ciad mentre celebra la S. Messa

dei paesi poveri, provocando conseguenze drammatiche, dolore su dolore. Infatti è proprio dai paesi poveri che l’occidente porta via la maggior parte delle risorse che ci servono. Basti pensare alle risorse energetiche o minerarie. L’Italia, ad esempio, non ha petrolio, ma lo si può trovare nei paesi poveri, così come diamanti, pietre preziose, tanzanite, si estraggono in maniera abbondante proprio in Africa. Ma i veri proprietari sono le multinazionali dei paesi più ricchi, non sono gli africani, i quali non ne traggano alcun vantaggio. Anzi, spesso sono ridotti addirittura in schiavitù proprio da chi sfrutta queste risorse.

Lei è di Pergine ed è anche stato per quattro anni e mezzo cappellano a Levico. Che idea si è fatto dei giovani valsuganotti? «Nelle mie varie esperienze in Valsugana ho capito che il mondo giovanile è alla ricerca di un qualcosa, ha bisogno di cose belle e di cose vere. Quello giovanile è senz’altro un mondo più sano e molto più vero rispetto a quello degli adulti, perché i giovani non hanno ancora tutte quelle sovrastrutture che purtroppo condizionano la nostra vita. Quando dei ragazzi trovano una persona di cui si possono fidare, e che permette loro di aprirsi, di crearsi

CHI È?

Nome: Maurizio Toldo Professione: sacerdote Letture: letture spirituali e informazione libera Musica: afro e tutta la musica non commerciale. Film: biografici, ma non ha il televisore. Hobby: camminare. Sport: nuoto, sci, volo, deltaplano, windsurf, barca a vela, camminare. Piatto preferito: carne alla griglia.

Don Maurizio Toldo

dei varchi di verità e di giustizia, hanno una straordinaria disponibilità, una capacità di impegnarsi quasi commovente. Una partecipazione, quella che ho trovato a Levico, di cui mi resta sempre un grandissimo ricordo nel cuore e che per fortuna ho potuto ritrovare anche in questa nuova realtà in cui opero. Questo è davvero un bel segnale, perché significa che la vita nuova generata nel mondo da Dio sa essere sana, propositiva e volitiva. Bisogna quindi fare in modo che questo bene prezioso non si rovini né si disperda». Giovani a parte, che ricordo conserva dei valsuganotti? «Un bellissimo ricordo, perché durante la mia permanenza a Levico ho trovato davvero una grande disponibilità a fare, ad essere presenti e protagonisti anche per il bene della collettività. Alpini, filodrammatiche e tante altre associazioni non mi hanno mai fatto mancare il loro appoggio. Se c’è una proposta buona e sana la gente si lascia coinvolgere». Che consigli darebbe a un giovane che volesse avvicinarsi al sacerdozio? «Dare consigli è già di per sé molto difficile, quando poi si parla di vocazione è quasi impossibile. La chiamata del Signore avviene per ognuno di noi in maniera sempre diversa, spesso inattesa. Dico solo di non aver paura, di non cercare di seguire per forza delle mode passeggere, che nascono e muoiono in un giorno. Ma attenzione anche a chi si segue, domandarsi che cosa si vuole fare della propria vita e cercare di capire quanto può essere grande la vita di una persona se vissuta con sincerità, con gioia e con pienezza». (J.G.)


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FRANCESCO LIBARDI. Studente universitario di Levico Terme

«I giovani devono partecipare di più»

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rancesco, di che cosa ti occupi? «Sono u no st udente in Scienze giuridiche presso l’Università degli Studi di Trento, ma sono anche alla ricerca di un’occupazione. Nel tempo libero sono impegnato nelle attività dell’Associazione Mondo Giovani di Levico Terme».

abbiamo appena concluso un ciclo di conferenze sui rischi connessi all’utilizzo delle moderne tecnologie, internet e social network in primis. L’interesse c’è, non lo posso negare, però vorrei una maggiore partecipazione da parte dei giovani della Valsugana. Queste sono occasioni importanti, dove davvero si può realizzare qualcosa di istruttivo e di utile non solo per noi, ma anche per le comunità in cui viviamo».

Con quale ruolo? «Sono un componente del direttivo e mi occupo più che altro degli aspetti logistici. Inoltre rappresento l’Associazione nel piano giovani di zona».

Qual è, dunque, il vostro obiettivo per il prossimo futuro? «Il nostro obiettivo è senz’altro quello di proseguire sulla strada intrapresa, continuare a proporre occasioni di confronto e di crescita cercando, per quanto ci sarà possibile, di invertire la tendenza di molti giovani che hanno paura o briga a spendere un po’ del loro tempo per progetti seri e concreti, ma non per questo necessariamente noiosi. Imparare cose nuove, scoprire mondi sconosciuti per me è un grandissimo divertimento. Se riusciremo in questo intento saremo davvero bravi, altrimenti speriamo almeno che ci sia qualcuno che vada avanti anche dopo di noi».

Che farai da “grande”? «Una volta concluso il mio percorso di studi mi piacerebbe tanto trovare un impiego nel mondo delle associazioni, magari intrattenere i rapporti con i vari circoli al di fuori del Trentino. Ecco, il mio sogno nel cassetto è proprio quello di poter lavorare per la “Trentini nel mondo”. Spero proprio di riuscirci un giorno...». Come vedi la Valsugana? «Per essere bella, la Valsugana è una bella valle. Però secondo me c’è ancora poca attenzione per le esigenze di noi giovani». Meno che altrove? «No, credo che nel resto del Trentino bene o male le cose vadano allo stesso modo. Il discorso cambia però completamente se si va fuori, nel vicino Veneto o nel bresciano. Lì ci sono senz’altro molte più occasioni per un giovane».

Il centro di Levico Terme

Occasioni di che tipo? «Intendo dire come locali dove potersi ritrovare alla sera, ma anche e soprattutto a livello di eventi, di manifestazioni, di spettacoli... Insomma, occasioni prettamente ludiche da un lato, ma anche più impegnate, di contenuto culturale e che ci possano offrire idee e stimoli nuovi per la nostra crescita». Cose che qui mancano? «Per me un po’ sì. Anche se, a dire il vero, spesso oltre che alle iniziative manca anche l’interesse da parte dei giovani. Noi come associazione Mondo Giovani cerchiamo di fare

il massimo e stiamo tentando di ravvivare un po’ l’ambiente, però delle volte è davvero dura». Perché? «Perché spesso molti miei coetanei sembrano avere poca voglia di impegnarsi in cose concrete e serie, che vadano al di là dello svago serale fatto solo di due chiacchiere e una birra. Non che in questo ci sia nulla di male. Anzi, pure a me delle volte fa piacere passare una serata così. Però non ci si dovrebbe limitare soltanto a quello. L’anno scorso, ad esempio, abbiamo organizzato dei corsi di guida sicura, quest’anno

CHI È?

Nome: Francesco Libardi Professione: studente universitario, membro del direttivo dell’Associazione Mondo Giovani. Musica preferita: dalla classica all’hard rock, dal rock internazionale (Pink Floyd) al pop italiano. Film: thriller, polizieschi ma soprattutto i western, in particolare quelli di Sergio Leone. Hobby: la caccia e le iniziative dell’Associazione Mondo Giovani. Sport: il ciclismo e gli sport invernali. Piatto preferito: pasta e pomodoro.

Come vedi, invece, il futuro della Valsugana? «In questo momento mi è piuttosto difficile immaginare come potrà essere la Valsugana del futuro. Non sono davvero in grado di fare delle previsioni. Ho solo la certezza che il futuro è nelle mani dei giovani e sta solo a noi giocarcelo nel bene o nel male. La mia speranza è che vi siano più dialogo, più occasioni di incontro e di confronto, in modo tale che possano nascere e affermarsi nuove idee, nuovi progetti, nuovi obiettivi». (J.G.)


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SPECIALE ECONOMIA

L’ANALISI. Uno studio del professor Antonio Schizzerotto

La povertà in Trentino è stabile

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Anche se l'economia attraversa una fase negativa dal 2004 al 2009 il numero dei poveri è rimasto sostanzialmente invariato. Tuttavia i trentini poveri di oggi sono meno poveri di quelli di ieri.

A

dispetto della negativa congiuntura economica, e grazie anche agli interventi della Giunta provinciale volti a sostenere i redditi e i posti di lavoro dei trentini, i dati al momento disponibili (derivanti da varie ondate dall’Indagine sulle condizioni di vita delle famiglie trentine) consentono di affermare che in Trentino la percentuale di individui poveri (vale a dire di quanti possiedono un reddito disponibile reso equivalente inferiore alla metà di quello mediano della popolazione trentina) sia rimasta sostanzialmente stabile dal 2004 al 2009 (8,8% nel 2004; 8,7% nel 2005/06; 9,0% nel 2007; 8,2% nel 2008; 8,2% nel 2009). Complessivamente, nel 2009, risultavano poveri circa 43 mila individui. Passando al tasso di

di povertà del Trentino si sono costantemente mantenuti, rispettivamente, inferiori e superiori a quelle nazionali. Nel 2008, gli italiani con reddito familiare equivalente inferiore alla soglia di povertà (6.726) erano il 12,6%, mentre le famiglie povere rappresentavano il 10,6% del totale.

Sono 17mila le famiglie in condizioni di povertà

povertà familiare, si può dire che, sempre nel 2009, esso (8,7%) non si scostasse granché da quello individuale. Ne deriva che poco più di 17 mila famiglie si trovavano in condizione di povertà da carenza di reddito. Da notare che la stabilità dei tassi di povertà monetaria si è accompagnata ad una crescita tendenziale del reddito mediano

(15.149 nel 2004; 15.974 nel 2005; 16.530 nel 2007; 16.452 nel 2008; 17.646 nel 2009) e, dunque, della corrispondente soglia di povertà. Ciò significa che i trentini poveri di oggi sono, sotto il profilo monetario, meno poveri (e non di poco) di quelli di ieri. Va ancora sottolineato che i tassi e i valori reddituali delle soglie

L’indice di Gini Un ulteriore elemento di interesse è costituito dal fatto che la stabilità dei tassi di povertà e la crescita del valore di soglia di quest’ultima procedono di pari passo con un declino delle disuguaglianze della complessiva distribuzione dei redditi. La misura usualmente utilizzata per stimare l’intensità di queste ultime – ossia l’indice di Gini – si riduce dallo 0,301 del 2004 allo 0,270 del 2009. Si ricorda che, a livello nazionale, il valore dell’indice di Gini si era attestato, nel 2008, a 0,329.


SPECIALE ECONOMIA

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Allorché si misuri la povertà in termini di spesa per consumi, si nota come a partire dal 2007 la quota di famiglie povere sia rimasta sostanzialmente stabile attorno al 6%, ben ad di sotto di quanto rilevato in ambito nazionale (11,2%). In complesso, e da qualsiasi punto di vista si guardi alla questione, si deve riconoscere che il Trentino, almeno sotto il profilo delle disponibilità delle risorse materiali, rappresenta una collettività con contenuti fenomeni di disuguaglianza e con livelli relativamente elevati di benessere. Questo risultato, oltre che agli assetti strutturali della società e dell’economia trentine, è dovuto anche alle politiche poste in atto dal governo provinciale. 4.591 le domande idonee Al 28 febbraio 2010 sul sistema informativo ICEF sono state caricate 7.154 richieste. La consistenza delle domande effettivamente ritenute idonee (quelle, cioè, che soddisfano tutti i requisiti di accesso alla misura previsti dalla norma) sono, tuttavia, assai meno numerose delle richieste presentate: 4.591. Di queste, 4.376 hanno ottenuto la somministrazione per via di automatismo e 215 per il tramite dei servizi sociali. Si noti che l’erogazione subor-

dinata al vaglio preventivo dei servizi sociali coinvolge un numero assai minore di famiglie rispetto a quelle (circa un migliaio) che beneficiavano della misura conosciuta come minimo vitale. Questo dato comprova che, al presente, i meccanismi di accesso alla somministrazione della misura per via automatica presentano un contenuto livello di selettività, altrimenti il numero di accessi via servizi sociali avrebbe dovuto risultare più elevato di quello fin qui registrato. L’ammontare medio mensile del beneficio, comprensivo sia dell’integrazione del reddito sia del contributo sull’eventuale canone di locazione per l’alloggio, è di circa 500 euro. Moltiplicando tale importo per il numero di domande attualmente idonee ne consegue che la spesa media mensile totale è pari a circa due milioni e cinquecentomila euro. La distribuzione dei recepenti secondo il pertinente coefficiente ICEF fornisce un’indicazione indiretta dei redditi prima del trattamento delle famiglie considerate idonee alla misura. Tenendo presente che un valore ICEF pari a 0,13 corrisponde a 6.500 euro in termini di reddito equivalente annuo, si nota che un terzo delle famiglie beneficiarie possiede un reddi-

Cresce il reddito mediano

to uguale o prossimo a questa soglia, mentre la quota dei più poveri, con coefficiente inferiore a 0,01, è, invece, pari al 15,0% dei beneficiari. Famiglie beneficiarie Quanto alle caratteristiche socio-demografiche delle famiglie beneficiarie, è opportuno ricordare che circa due quinti sono costituite da quelle con quattro componenti o più (43%). Particolarmente elevata è l’incidenza di nuclei con figli minorenni (64%), mentre assai meno consistente appare la componente delle famiglie con anziani (12%). Di rilievo, ma non maggioritaria è la consistenza, tra gli accessi, delle famiglie con richiedente extracomunitario

(44%). Combinando assieme appartenenza etnica del capofamiglia e distribuzione per età dei componenti delle famiglie che hanno avuto accesso al reddito di garanzia, si può rilevare che tra i trentini sono soprattutto i minori ad essere sostenuti dalla misura, mentre tra gli extracomunitari i recepenti si attestano su età più avanzate, a dimostrazione che in queste ultime sono soprattutto le coppie adulte, e dunque le donne non occupate, a trarne beneficio. Prestando attenzione ai canali di accesso alla prestazione, è opportuno ricordare che l’erogazione subordinata al vaglio preventivo dei servizi sociali interessa primariamente famiglie unipersonali (60%). Infine, allorché si consideri la situazione reddituale delle famiglie nei 24 mesi precedenti la domanda, si nota un’ampia quota di soggetti strutturalmente poveri, ossia che non hanno sperimentato alcuna variazione in tale situazione. Si tratta di poco più della metà (53%) dei nuclei. La cessazione o la riduzione del lavoro del capofamiglia o di uno dei suoi componenti adulti interessa, invece, complessivamente il 44% delle famiglie. (Fonte: prof. Antonio Schizzerotto - Università di Trento, Facoltà di Sociologia)

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L’ANALISI. Uno studio del professor Antonio Schizzerotto


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L’ANALISI. L'economia nel 2009 alla luce del piano anticrisi della PAT

Il Trentino regge meglio dell'Italia

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I

l Trentino, come registrano sia i dati quantitativi che qualitativi, ha retto meglio di altri territori gli effetti della recessione mondiale, grazie in particolare alla manovra anticrisi straordinaria varata dalla Provincia autonoma, incentrata sul sostegno alle imprese, piccole e grandi, al settore delle costruzioni (lavori pubblici e ristrutturazioni edili), all’occupazione e al reddito delle famiglie. La fase di ripresa, pur evidenziando un contesto migliore rispetto all’area del Nordest, mostra una situazione di attesa nell’imboccare un chiaro percorso di crescita. La situazione nazionale L’economia italiana, dopo aver raggiunto a maggio 2009 il punto più basso della crisi economica e finanziaria, ha iniziato ad evidenziare segnali di ripresa che, però, stentano a delineare un chiaro percorso di crescita e il ritorno ai livelli di benessere precedenti alla crisi. Le analisi degli istituti di ricerca prevedono il ritorno a

come Germania e Giappone, quali il peso significativo dell’industria manifatturiera e delle esportazioni. Nella fase di ripresa l’Italia evidenzia una certa fragilità e difficoltà nell’agganciare la fase espansiva

anche a causa delle limitate possibilità di intervento dello Stato italiano derivanti dall’elevato debito pubblico e della composizione dell’export e dei paesi verso i quali sono orientati i flussi di esportazione.

LE STIME DEL PIL PER L'ITALIA

valori pre-crisi non prima del 2013 se l’Italia avrà la forza di crescere stabilmente quanto l’area euro e come minimo su livelli di 1,5 punti percentuali annui. La crisi si è manifestata con un crollo della domanda estera e la ripresa si avvia dalla domanda estera, trainata dall’economia cinese e del sud-est asiatico. Infatti, queste aree, assieme al Brasile, saranno la locomotiva della fase espansiva dell’economia mondiale. L’Italia ha risentito pesantemente della crisi in parte per proprie condizioni peculiari quali il periodo di bassa crescita dell’economia e l’elevato debito pubblico e in parte per caratteristiche economiche tipiche anche di altre grande economie,

2009

2010

2011

OCSE, novembre 2009

-4,8

1,1

1,5

Commissione Europea, novembre 2009

-4,7

0,7

1,4

Confindustria, dicembre 2009

-4,7

1,1

1,3

FMI, gennaio 2010

-4,8

1,0

1,3

Banca d’Italia, gennaio 2010

-4,8

0,7

1,0

Prometeia, gennaio 2010

-4,8

0,8

1,1

ISAE, febbraio 2010

-4,9

1,0

1,4

L’ISTAT (10 marzo 2010) ha stimato una contrazione del PIL 2009 pari al 5,1

Il PIL - Trento e Italia Trento (dicembre 2009)

Italia (gennaio 2010)

2009

-3,5

-5,1 (*)

2010

0,9

0,8

2011

1,3

1,1

(*) Il dato relativo all’Italia è l’ultima stima ISTAT, marzo 2010 Fonte: Trento - Premetela, OPES, PAT - Servizio Statistica Italia - Premetela


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L’ANALISI. L'economia nel 2009 alla luce del piano anticrisi della PAT

La situazione in Trentino nel 2009

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I

l Trentino, come registrano sia i dati quantitativi che qualitativi, ha retto meglio alla crisi, grazie: – alla manovra straordinaria anticrisi della Provincia, incentrata sul sostegno alle imprese, al settore delle costruzioni (lavori pubblici e ristrutturazioni edili), all’occupazione e al reddito delle famiglie; – alle minori difficoltà di accesso al credito, sia per la presenza capillare del credito cooperativo, sia per gli strumenti straordinari promossi dalla Provincia per la ristrutturazione finanziaria delle imprese; – alla minor propensione alle esportazioni; – al peso meno rilevante dell’industria manifatturiera. La fase di ripresa, pur evidenziando un contesto migliore rispetto all’area del Nord–est, mostra una situazione di attesa nell’imboccare un chiaro percorso di crescita. I lavori pubblici Nel 2009 i lavori pubblici aggiudicati mostrano una crescita pari al 19%, con un incremento vicino al 31% per i lavori pubblici al di

sotto dei 150 mila euro, che sono affidati per la quasi totalità ad imprese locali. La manovra anticrisi della Provincia si rileva anche nei lavori edili per le abitazioni dei privati dove i contributi provinciali hanno sostenuto le autorizzazioni a ristrutturare con un aumento pari al 12% che in parte ha controbilanciato la performance negativa delle nuove edificazioni residenziali.

Infatti, le concessioni per nuove abitazioni sono diminuite di oltre il 20% rispetto al 2008. Questo ha comportato che i lavori edili sul residenziale in Trentino sono per oltre un 50% legati alle ristrutturazioni.

Una famiglia

TRENTINO Le esportazioni 2009

4° trimestre 2009 su 4° trimestre 2008 su 3° trimestre 2009

Germania

-24,4

-23,7

7,2

USA

-17,0

-18,7

1,6

Francia

-33,0

-26,9

1,4

Totale

-19,6

-12,8

7,5

Fonte:ISTAT e PAT - Servizio Statistica, 15 marzo 2010

EDILIZIA RESIDENZIALE Superfici 2008 Mq

Superfici 2009 Mq

Variazione 2009 su 2008

Nuovi edifici

455.672

355.495

-22,0

Edifici ristrutturati

330.509

370.288

12,0

42,0

51,0

Incidenza ristrutturato sul totale

Il settore produttivo Il settore produttivo nel 4° trimestre del 2009, rispetto a quello precedente, ha visto un deciso incremento di produzione, fatturato e ordinativi pur presentando valori per gli stessi aggregati chiaramente negativi nel 2009 (rispettivamente -13,5%, -13,2% e -9,4%); si tratta comunque di valori migliori di circa quattro/cinque punti percentuali rispetto a quelli del resto dell’Italia. La ripresa degli investimenti industriali, sopratutto quelli in macchinari e attrezzature, conferma il riavviarsi dell’economia. Infatti questa tipologia di spesa ha registrato una variazione positiva pari al 7,4% nel 3° trimestre 2009 rispetto al trimestre precedente e di oltre il 40% sullo stesso trimestre dell’anno 2008. Nel complesso i finanziamenti delle banche alle imprese per gli investimenti sono


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positivi e in crescita evidente, in particolare se si confrontano con lo stesso trimestre del 2008 (di oltre 10 punti percentuali). Il credito Positiva nel 2009 è stata la dinamica del credito in Trentino che, pur presentando un rallentamento rispetto all’anno precedente, riflette una situazione in controtendenza rispetto all’ambito nazionale. In provincia i prestiti alle imprese a fine 2009 crescono dell’1,9% (7,6% a fine 2008) rispetto ad una contrazione del 3,0% a livello italiano (6,8 a fine 2008). Le sofferenze sui prestiti bancari raggiungendo un importo una volta e mezza rispetto all’anno precedente danno luogo a preoccupazioni nel settore del credito, anche se sono molto contenute (circa al 2% dei prestiti) e più basse rispetto all’Italia. Le esportazioni Una dinamica simile a quella della produzione e del fatturato si ritrova nelle esportazioni che vede il 4° trimestre del 2009 ritornare a crescere con un incremento pari al 7,5%, grazie alle esportazioni in Germania che sono aumentate congiunturalmente di oltre il 7%. L’Italia ha una ripresa meno marcata con un valore positivo pari al 5,6%. Nel 2009 le esportazioni

TRENTINO - produzione industriale, fatturato e ordinativi 2009

4° trimestre 2009 su 4° trimestre 2008

su 3° trimestre 2009

Produzione industriale

-13,5

-2,7

11,8

Fatturato totale

-13,2

-3,0

15,3

di cui estero

-16,1

-7,4

6,4

-9,4

19,3

11,3

Ordinativi totali Fonte: Camera di Commercio di Trento

trentine hanno segnato una pesante flessione riducendosi di circa il 20%. I Paesi significativi per le esportazioni trentine sono anche quelli che maggiormente hanno risentito della crisi, quali la Germania e gli Stati Uniti. Questi due Paesi costituisco circa il 30% dell’export provinciali. Le economie che sono già uscite dalla crisi e registrano previsioni positive del proprio PIL dell’ordine dei 10 punti percentuali annui, quali ad esempio la Cina, non sono le aree di riferimento per le esportazioni del Trentino.

Il turismo Anche il comparto turistico, in controtendenza con quanto avvenuto in Italia, ha chiuso l’anno 2009 con un incremento di presenze pari al 2,4%, aumento che è stato determinato principalmente dai turisti italiani. Le prime stime sull’andamento del periodo invernale mostrano una stagione stabile rispetto a quella dell’anno precedente. Occupazione Sul fronte occupazionale gli strumenti presenti a livello nazionale e

le innovazioni in tale campo introdotte dalla Provincia (quali reddito di garanzia, cassa integrazione in deroga, aggiornamento professionale, integrazione del sussidio) hanno permesso di salvaguardare il reddito disponibile delle famiglie e di contenere la disoccupazione nel 2009 al 3,5% rispetto al 3,3% del 2008, distante sia dai valori del Nord–est (4,7%) che quelli dell’Italia (7,8%). Il lavoro è l’ambito di maggior attenzione in questa fase della ripresa perché le ripercussione sull’occupazione di una crisi del sistema produttivo si verificano, di norma, con uno sfasamento temporale. Infatti si può osservare che alcuni dati significativi per il mercato del lavoro, quali la cassa integrazione, gli iscritti al collocamento con precedente occupazione e quelli in mobilità, evidenziano segnali di peggioramento. Bisogna ricordare, per un’analisi corretta dell’occupazione, che i lavoratori in cassa integrazione figurano ancora come occupati nelle rile-

I LAVORI PUBBLICI 2008 Lavori pubblici aggiudicati inferiori ai 150.000 euro

2009 Variazione 2009 su 2008

85.422

111.757

30,8

Lavori pubblici aggiudicati uguali o superiori ai 150.000 euro

511.066

597.204

16,9

Totale importo aggiudicato per lavori pubblici

596.488

708.961

18,9

Gli importi considerati nella tavola sono quelli a base di gara, comprensivi degli oneri per la sicurezza e al netto dell'IVA

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L’ANALISI. L'economia nel 2009 alla luce del piano anticrisi della PAT


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L’ANALISI. L'economia nel 2009 alla luce del piano anticrisi della PAT

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vazioni ufficiali. Una stima degli occupati a tempo pieno in cassa integrazione, effettuata attraverso le ore utilizzate nel 2009, rileva che sono circa mille i posti di lavoro/anno a rischio la cui stabilità è correlata alla ripresa dell’economia. Le indagini di sentiment, sia della Confindustria provinciale sia della Camera di Commercio di Trento, comunque indicano che gli imprenditori trentini, se sono ancora titubanti sull’andamento prossimo dell’economia, non mostrano preoccupazione sulla tenuta dell’occupazione. Il reddito delle famiglie Le famiglie nel 2009, anche in conseguenza delle rete di aiuti approntata dalla Provincia, non sembrano aver registrato difficoltà nel mantenere il livello del proprio reddito disponibile, come dimostrano gli andamenti positivi (2,6% nel 2009) delle vendite al dettaglio (grocecy) e dei depositi bancari (17% nel 3° trimestre 2009 sullo stesso trimestre del 2008). Le preoccupazioni che possono intravedersi sul mercato del lavoro in presenza di una situazione di ripresa fragile potrebbero contenere i consumi privati e rallentare la fase di ripresa dell’economia. (Fonte: Ufficio Stampa Provincia autonoma di Trento)

IL SISTEMA PRODUTTIVO - Alcuni dati di interesse 2009

4° trimestre 2009 su 4° trimestre 2008

su 3° trimestre 2009

-15,7

-5,8

3,8

IRPEF lavoratori privati versata dalle imprese

-4,2

-2,2

8,5

Consumo di energia elettrica

-4,2

-2,0

3,3

Presenze turistiche

2,4

-1,6

di cui italiani

3,3

2,6

Traffico pesante in autostrada

LE FORZE DI LAVORO Trento 4° trim. 2008

Italia 4° trim. 2009

4° trim. 2008

4° trim. 2009

Tasso di attività

68,9

69,3

63,0

62,5

Tasso di occupazione

66,5

66,5

58,5

57,1

3,4

4,0

7,1

8,6

Tasso di disoccupazione Fonte: ISTAT e PAT - Servizio Statistica, 24 marzo 2010

LE FORZE DI LAVORO - Alcuni approfondimenti Trento

Italia

3° trim. 2008

3° trim. 2009

3° trim. 2008

3° trim. 2009

- Giovani (15-24 anni)

6,1

9,1

19,5

23,5

- Stranieri

5,2

10,0

6,9

10,6

- Industria in senso stretto

16,5

18,7

21,5

20,6

- Costruzioni

10,6

9,4

8,5

8,3

Tasso di disoccupazione:

Incidenza occupati:

Fonte: ISTAT e PAT - Servizio Statistica


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SPECIALE "VALSUGANA EXPO"

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Una fra le fiere più interessanti e complete nel panorama regionale. Quest’anno, Borgo Valsugana ed il centro sportivo ospitano per due week end l’1 e il 2 e l’8 e il 9 maggio il tradizionale appuntamento di primavera con Valsugana Expo che si sdoppia per due fine settimana. La rassegna fieristica giunta alla sua 14ª edizione rappresenta una vera e propria vetrina dell’economia locale non solo della Valsugana ma di tutto il Trentino e della Regione, all’insegna della tradizione e di un forte legame con il territorio. Una specificità questa che da anni vede impegnato Bsi Fiere nel tentativo di dare nuova linfa e slancio, anno dopo anno, alle sue proposte fieristiche. La fiera quest’anno si colloca in un momento sicuramente difficile, ma spesso siamo proprio noi stessi a renderlo difficile; è dunque arrivato il momento di dire basta e di rimboccarsi le maniche tutti assieme considerando che noi tutti viviamo in una terra molto fortunata e che, con la nostra capacità di adattarsi alle difficoltà sicuramente saremo capaci di creare un futuro più sereno sia per noi che per i nostri figli. La fiera dunque, anche quest’anno si trova a dare un contributo importante per la valorizzazione del territorio e delle aziende, anche quelle artigiane che sono sempre state importantissime per l’economia della Valsugana. È ancora il salone della bio-edilizia e del risparmio energetico a dare un qualcosa in più rappresentando un momento di grandi investimenti sia privati che pubblici ed una scommessa per il futuro dove la Provincia di Trento è da sempre in prima linea con normative e finanziamenti pubblici. Una rassegna dunque che fa della tradizione e della sua capacità di rinnovarsi la sua peculiarità. Un forte legame tra il passato ed il futuro, un vero confronto generazionale che passa anche attraverso le diverse proposte e le iniziative previste dagli organizzatori in occasione dei quattro giorni di fiera. Ed ecco così l’appuntamento con la domenica del fiore, in programma il 2 maggio con fiorai, vivaisti, coltivatori che presenteranno i loro prodotti: un vero e proprio tappeto di fiori colorati che prenderanno forma negli spazi espositivi, un momento floreale che ben si sposa con le iniziative di animazione previste nei pomeriggi di apertura. Zootecnia e vivaistica, due settori dell’economia

della Valsugana che nei prossimi giorni troveranno con Valsugana Expo una meritata vetrina, un’occasione per mettere in mostra le tante potenzialità presenti sul territorio. Ma Valsugana Expo è anche la vetrina, la più bella vetrina della Valsugana per i tanti espositori che anche quest’anno presentano le ultime novità del mercato. Una vetrina più che mai variegata e che mai come quest’anno si arricchisce di novità, di nuove proposte e di indicazioni. Valsugana Expo, una fiera “a cavallo” tra la tradizione e l’innovazione. Michele Tessaro Una innovazione che quest’anno, presso il centro sportivo di Borgo, significa anche puntare su più giorni di apertura al pubblico. I primi due giorni di fiera proprio del cavallo ne fanno l’elemento “trade union” tra la tradizione e la novità. Infatti, l'1 e 2 maggio in concomitanza con Valsugana Expo, il cavallo sarà protagonista con la rassegna trentino cavalli. L’associazione Amici del cavallo entra a pieno titolo nell’organizzazione dell’evento trentino cavalli, una manifestazione che si consolida nel panorama trentino come la più interessante. Il coordinamento dell’evento è una sicura garanzia data l’alta professionalità che il Presidente Caumo e il suo staff mettono a disposizione per la riuscita della manifestazione che quest’anno prevede eventi spettacolari che coinvolgeranno un pubblico sempre più esigente. Un evento che fa da cornice ad una zona, come quella del Lagorai, che mai come in questa occasione diventa anche oggetto di una serie di iniziative legate alla nuova ippovia del Trentino orientale, una manifestazione equestre totalmente dedicata al cavallo visto nei suoi molteplici impieghi legati al lavoro e anche al tempo libero. Una rassegna quella di Trentino cavalli, tutta da gustare. Sabato 8 e domenica 9 maggio la fiera ospiterà la manifestazione “VIGILI DEL FUOCO VOLONTARI E PROTEZIONE CIVILE IN VALSUGANA” una rassegna di automezzi, attrezzature ed esercitazioni. Ampio spazio sarà dunque dedicato alla

mostra di automezzi ed attrezzature per vigili del fuoco, anche con una parte storica e un grande spazio dedicato alle esercitazioni con una tribuna da 700 posti a sedere. È previsto inoltre il coinvolgimento del Maestro Jori e del suo staff per la creazione di un’opera che sarà donata al corpo dei Vigili del fuoco di Borgo Valsugana e che verrà esposta presso il nuovo polo di protezione civile. Sarà una scultura forgiata nell’area apposita con la grande abilità degli scultori del ferro. L’ associazione di danza Hip Hop di Borgo Sport insieme con la coreografa ed insegnante Serena Gaiardo presenteranno, infine, il musical che tanto successo ha avuto nella prima effettuata presso il teatro del polo scolastico. Un incontro dunque anche con le associazioni sociali che con la loro presenza sul territorio danno un contributo e una conoscenza al territorio con un volontariato importantissimo nel tessuto sociale e sportivo . Una quattordicesima edizione, quella di Valsugana Expo, sempre più consapevole della sua funzione di stimolo e di promozione del territorio. Un modo di fare e di costruire insieme il nostro futuro, il futuro del Trentino e della Valsugana che è cresciuto anno dopo anno. Una crescita costante. Un nuovo modo di interagire, di “fare rete” insieme. E lo fa nella piena consapevolezza che per essere protagonisti, bisogna anche essere attori del cambiamento. E di questo cambiamento Bsi Fiere è uno degli attori protagonisti. Oggi come ieri. Uno sguardo al passato, tanti progetti per il futuro. Un ringraziamento va alla Provincia di Trento, alle istituzioni, agli enti e alle casse rurali della Valsugana e del Tesino all’Apt Valsugana, a tutte le associazioni che negli anni hanno saputo sostenere e rendere sempre più importante Valsugana Expo che sempre più deve in futuro essere una parte di tutti. Un grazie sincero a tutti. Il PRESIDENTE Michele Maria Tessaro

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Valsugana Expo raddoppia: 1-2 e 8-9 maggio 2010


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SPECIALE "VALSUGANA EXPO"

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Valsugana Expo 2010 prezzamento per l’enorme sforzo organizzativo messo in campo da BSI Fiere. Quest’anno la fiera si articolerà su due fine settimana, che saranno ricchi di eventi e di manifestazioni. Tra le già citate molteplici iniziative, preme evidenziare lo spazio dedicato alla Protezione Civile, con i suoi uomini e di suoi mezzi; un modo per presentare ad Il Sindaco di Borgo un grande ed interessato Fabio Dalledonne pubblico, un’organizzazione di straordinario ed elevatisismo valore successi e sociale, umano e tecnico. Confi do nell’ennesimo successo che otterrà anche quest’anno la nostra

Valsugana Expo, proprio per quella straordinaria capacità di sapersi rinnovare e valorizzare anno dopo anno, coniugando le odierne e future necessità delle imprese sul non facile cammino della globalizzazione e della concorrenza, del mondo del lavoro, della sicurezza e dell’innovazione tecnologica. Auguro a tutti gli organizzatori, agli espositori ed a tutti i visitatori i migliori le più belle soddisfazioni. Fabio Dalledonne Il Sindaco di Borgo

Valsugana Expo 2010 1-2 e 8-9 MAGGIO Valsugana Expo taglia quest’anno il traguardo delle 14 edizioni. Un ottimo risultato che conferma questa kermesse come apprezzata iniziativa per molti settori economici, occasione di importante sinergia fra attività imprenditoriali e commerciali ed il territorio, momento di verifica e confronto fra i vari soggetti e le realtà della produzione locale ed il pubblico. Tra i motivi del successo di Valsugana Expo è da sottolineare senza dubbio la partecipazione massiccia di soggetti e realtà territoriali che attraverso la loro attiva presenza sottolineano l’interazione e la sinergia attive fra economia, amministrazione e tessuto sociale. E tutto questo in una corretta logica del “fare e costruire assieme”, con attenzione all’interdipendenza fra settori e comparti vitali, nella maturata convinzione che oggi il “fare rete” è ormai una scelta obbligata. Fra i significati propri di questa ormai tradizionale rassegna di primavera, vera e propria vetrina del mondo del lavoro e dell’economia locale, grande attenzione è posta all’attività delle imprese artigiane Mellarini, Assessore ale industriali ed alle pro- Tiziano l’Agricoltura, Foreste, Turismo duzioni più caratteristiche e Promozione PAT

della Valsugana, in una dimensione di equilibrata promozione delle tradizioni più radicate. Valsugana Expo è espressione diretta del settore commerciale ed artigianale che, assieme a quello turistico e dell’agricoltura, della piccola impresa ed industria, rivestono nella nostra economia un peso fondamentale. Moltissime le tematiche di interesse

che nel corso degli anni hanno dimostrato un crescente apprezzamento, dall’ormai affermato salone della bio edilizia e del risparmio energetico, alla domenica in fiore, alla collaborazione con la Federazione Allevatori provinciale e all’Associazione Amici del cavallo per iniziative di conoscenza della zootecnia e di promozione del turismo equestre. Valsugana Expo si conferma quindi, anno dopo anno, un’autentica vetrina per far conoscere le ultime novità del mercato, sempre ricca di proposte e di interesse, che testimonia anche l’importanza del lavoro e della progettualità di tanti operatori grandi e piccoli che attraverso la loro costante azione quotidiana contribuiscono al consolidamento di quella qualità di vita delle nostre comunità, che trova linfa indispensabile in una solida economia, in tradizioni e capacità imprenditoriali. Un sincero ringraziamento agli organizzatori e un augurio agli operatori e a tutti coloro che parteciperanno di trovare in questo appuntamento importanti momenti di arricchimento in termini di contenuti, spunti e stimoli. Tiziano Mellarini Assessore all’Agricoltura, Foreste, Turismo e Promozione Provincia Autonoma di Trento

Maggio 2010

Ad un anno di distanza si ripete il tradizionale ed ormai classico appuntamento di primavera. Valsugana Expo, giunta alla sua 14^ edizione, torna, infatti, tra di noi caratterizzata dal suo sempre ricco e variegato programma di manifestazioni, alcune consolidate ed altre collocate lungo un itinerario di sempre ben gradita innovazione e capaci di fornire risposte adeguate alle sempre più esigenti richieste del 21° secolo. In fiera potremo allargare il nostro orizzonte culturale e tecnico su di un ventaglio di proposte molto interessanti, dove concittadini e visitatori, che auspico potranno essere sempre più numerosi, troveranno sicuri motivi d’interesse ed auspico anche di soddisfazione ed ap-


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SPECIALE "VALSUGANA EXPO"

Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico del Trentino Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico del Trentino è presente in modo capillare sul territorio con 34 stazioni territoriali ed una speleologica. Le aree operative che gestiscono l’organizzazione tecnico interventistica delle stazioni, dell’elisoccorso e di tutte le risorse sia umane sia tecniche, in possesso del-

l’organizzazione "Soccorso Alpino" sono 5. Il Soccorso Alpino conta 680 operatori tutti preparati e formati per intervenire con competenza ed in sicurezza in ambiente impervio. Tra essi si contano 61 Tecnici di Soccorso Alpino, 23 Tecnici di Elisoccorso, 30 Istruttori di Soccorso Alpino, 17 unità cinofile e 22 Operatori Tecnici Speleologici.

ZONA VALSUGANA E TESINO

CHIAMATA SOCCORSO ALPINO

Maggio 2010

La Zona Valsugana e Tesino è formata da quattro stazioni del Soccorso Alpino: Pergine Valsugana, Levico Terme, Borgo Valsugana, Tesino. Responsabile di zona

Le zone che gestiscono l’organizzazione tecnico-interventistica delle stazioni, dell’elisoccorso e di tutte le risorse, sia umane sia tecniche, in possesso dell’Organizzazione “Soccorso Alpino” sono 7: Fiemme e Fassa, Primiero e Vanoi, Valsugana e Tesino, Trentino Centrale, Valle di Non e Sole, Adamello Brenta, Basso Trentino.

Giovanni Curzel

Vice responsabile di zona De Martin Del Zotto Roberto Capistazione

Vicecapistazione

Pergine

Piva Fulvio

Fontanari Paolo

Levico

Libardoni Giuseppe

Curzel Giovanni

Borgo

De Martin Roberto

Marconi Paolo

Tesino

Marchetto Cristian

Granello Doro

Nella zona Valsugana e Tesino sono presenti 102 operatori di cui 2 Tecnici di Soccorso, 1 istruttore, 1 istruttore e responsabile gruppo cinofilo e 8 operatori specializzati in soccorso in forra.

Il Soccorso Alpino Trentino assicura l’ operatività, 24 ore su 24 e 365 giorni all’anno, operando per il soccorso degli infortunati, dei pericolanti ed il recupero dei caduti sul territorio montano, nell’ambiente ipogeo e nelle zone impervie. Per attivare il Soccorso Alpino chiamare il:

118 Fornire le seguenti informazioni: - luogo esatto dell’incidente - attività svolta e numero delle persone coinvolte - numero dei feriti e condizione sanitaria degli stessi - condizioni metereologiche sul luogo dell’incidente - recapito telefonico da cui si chiama Per permettere un efficace intervento del Soccorso Alpino: - rispondere dettagliatamente all’intervista dell’operatore - lasciare libero il recapito telefonico


Maggio 2010

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programma eventi Sabato 1 maggio

Domenica 2 maggio Ore 9.00 apertura fiera

Ore 9.00 apertura fiera

Maggio 2010

PALAZZETTO DELLO SPORT Ore 10.00 inaugurazione ufficiale Esibizione della Banca Folkloristica di Telve e il Gruppo Folkloristico di Castello Tesino

PALAZZETTO DELLO SPORT Stand CLIMA DAYS: “SFIDA ENERGETICA” a squadre tra gruppi di giovani Ore 10.30 Premiazione tesi di laurea

Stand CLIMA DAYS: “SFIDA ENERGETICA” a squadre tra gruppi di giovani Ore 11.30 premiazione 3° edizione “SERIE A SOLARE”

Stand “COSTUMI POPOLARI DEL TRENTINO” Mostra costumi trentini ed esibizione gruppi e bande folk Ore 9.00 – 19.00 VALSUGANA IN FIORE – INGRESSO FIERA Esposizione e vendita di fiori e piante

Stand “COSTUMI POPOLARI DEL TRENTINO” Mostra costumi trentini ed esibizione gruppi e bande folk Ore 9.00 – 19.00 VALSUGANA IN FIORE – INGRESSO FIERA Esposizione e vendita di fiori e piante

AREA PRODOTTI TIPICI E ARTIGIANATO Lavorazioni dal vivo ed esposizione, a cura del maestro artigiano del ferro battuto Andrea Iori e i suoi collaboratori. Degustazioni ed assaggi di prodotti tipici

POLO ZOOTECNICO – ARENA SCOPERTA Organizzazione e coordinamento a cura dell’Associazione Amici del cavallo Ore 9.00 Ore 9.30 Ore 11.00 Ore 13.30 Ore 14.30

Ore 17.00 Ore 18.00

Apertura padiglione Valsugana Alleva Sfilata varie razze animali allevati in Valsugana: Bovini – ovini- caprini – equini Esibizione di tiro con cavalli norici Dimostrazione attacchi con gara di eleganza e tradizione Gara di attacchi: CONCORSO DI ATTACCHI DERBY A PUNTI Premiazione gare Dimostrazione a redini lunghe con cavalli Frisoni

RING ESTERNO A cura del Ranch al Totem, Novaledo Battesimo della sella

AREA PRODOTTI TIPICI E ARTIGIANATO Lavorazioni dal vivo ed esposizione, a cura del maestro artigiano del ferro battuto Andrea Iori e i suoi collaboratori. Degustazioni ed assaggi di prodotti tipici trentini

AREA SPETTACOLI E ANIMAZIONE 16.00 – 18.00 Esibizione di Hip-Hop del gruppo “Miss Out” bambini e ragazzi dai 6 ai 30 anni spettacolo di hip –hop coreografie di Serena Gaiardo Dalle 15.00 dimostrazioni da parte di handi dog sul campo principale POLO ZOOTECNICO – ARENA SCOPERTA Organizzazione e coordinamento a cura dell’Associazione Amici del cavallo Ore 9.00 apertura fiera ore 9.30 Sfilata Cavalieri - scuola Centro Ippico De Bellat A seguire CONCORSO IPPICO NAZIONALE SALTO OSTACOLI TIPO C Ore 17.00 PREMIAZIONE Ore 18.00 ESTRAZIONE LOTTERIA VALSUGANA EXPO RING ESTERNO A cura del Ranch al Totem, Novaledo Battesimo della sella

DOMENICA 2 E DOMENICA 9 MAGGIO ORE 15.00

AREA SPETTACOLI E ANIMAZIONE Ore 13.30 – 15.00 Ballo country per bambini Ore 16.00 – 18.00 Esibizione di Hip-Hop del gruppo “Miss Out” bambini e ragazzi dai 6 ai 30 anni spettacolo di hip –hop coreografie di Serena Gaiardo

DIMOSTRAZIONI SUL CAMPO PRINCIPALE

• Formazione cani da assistenza e guida • Formazione di cani da Terapia (Pet-Therapy) I nostri cani sono in grado di rappresentare un valido aiuto sia per chi è in sedia a rotelle, per chi ha problemi motori agli arti superiori e inferiori, per chi ha problemi di comunicazione e di orientamento.


49 Domenica 9 maggio

Ore 9.00 apertura fiera

Ore 9.00 apertura fiera

PALAZZETTO DELLO SPORT Stand CLIMA DAYS: “SFIDA ENERGETICA” a squadre tra gruppi di giovani Ore 10.30 Incontro con le famiglie partecipanti al “carbon budget” Stand “COSTUMI POPOLARI DEL TRENTINO” Mostra costumi trentini - Esibizione Gruppo Folk Pieve Tesino

PALAZZETTO DELLO SPORT Stand CLIMA DAYS: “SFIDA ENERGETICA” a squadre tra gruppi di giovani Ore 17.00 Premiazione tornei “clima days” Stand “COSTUMI POPOLARI DEL TRENTINO” Mostra costumi trentini - Esibizione gruppi folk

Ore 10.30 - AREA CONVEGNI Con il patrocinio del Patto Territoriale della Valsugana Orientale TAVOLA ROTONDA: DALLA FORESTA ALL’EDIFICIO IN LEGNO: STRATEGIE, ESPERIENZE E PROGETTI DI FILIERA Saluto da parte di un rappresentante della comunità di Valle INTERVENGONO: • Alessandro Olivi, Assessore all’industria artigianato e commercio • Gianni Lazzeri, Habitech • Andrea Bonvecchio, consorzio Sofieveritas • Agostino Borghesi, ditta F.lli Borghesi carpenteria in legno, case in legno • Gianni Dal Ri, ditta STP progettazione e realizzazione case in legno • Giancarlo Bortolamedi, ditta Bortolamedi legnami segheria Moderatore: Romano Masè, Dipartimento Risorse Forestali e Montane AREA PRODOTTI TIPICI E ARTIGIANATO Lavorazioni dal vivo ed esposizione, a cura del maestro artigiano del ferro battuto Andrea Iori e i suoi collaboratori. Degustazioni ed assaggi di prodotti tipici trentini AREA PROTEZIONE CIVILE Ore 14.30 Esercitazioni delle squadre giovanili dei vigili del fuoco volontari della Valsugana

AREA PROTEZIONE CIVILE Percorso di abilità tecnica per bambini (corpi vvff di Borgo - Castello Tesino) ESERCITAZIONI IN PROGRAMMA: Manovra storica con carri e pompe a mano (corpi vvff di Castelnuovo - Novaledo) Manovra bandiera con motopompa e acqua (corpi vvff di Pieve tesino - Cinte Tesino) Manovra con bombole vasca liquidi e cuscini gonfiabili (corpi vvff di Strigno – Spera- Ronchi) Manovra incidente stradale (corpi vvff di Scurelle - Samone - Villa Agendo e volontari CRI) Manovra con autoscale/ manovra int. CTIF (corpi vvff di Borgo - Ospedaletto) Manovra di simulazione intervento chimico (corpi vvff di Telve di Sopra - Bieno) CAMPO SPORTIVO A cura del corpo di polizia locale Valsugana e Tesino: campo di educazione stradale AREA SPETTACOLI E ANIMAZIONE Ore 10.00 Scuola civica di musica Borgo, Levico e Caldonazzo Esibizione degli allievi del Laboratorio di Musica Moderna preparati dal Prof. Enzo Campregher, gruppi Junior e Senior Dalle 15.00 dimostrazioni da parte di handi dog sul campo principale

Maggio 2010

Sabato 8 maggio


Maggio 2010

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SPECIALE "VALSUGANA EXPO"

ELENCO ESPOSITORI ENTI COMPRENSORIO BASSA VALSUGANA E TESINO CORPO DI POLIZIA LOCALE VALSUGANA E TESINO CASSA RURALE BASSA VALSUGANA E TESINO B.I.M. DEL BRENTA EUROPE DIRECT TRENTINO (INIZIATIVA "CLIMA DAYS") VALSUGANA VACANZE

Maggio 2010

ARTIGIANATO IN VALSUGANA ASSOCIAZIONE ARTIGIANI E PICCOLE IMPRESE ISTITUTO PROFESSIONALE ENAIP ARMELLINI STEFANO DIPILEG SRL UNIPERSONALE ESSEGI S.N.C. F. LLI BATTISTI CARPENTERIA IN LEGNO PASQUAZZO LUIGI & C. SNC SIGISMONDI LUCA SOTECK s.r.l. TERMOSISTEM DI DANILO PERIN

STAND 26 26 21 22

Bassa Valsugana e Tesino Borgo Valsugana Artigiano del ferro Vasetti vari di plastica, prodotto finito, ev. macchinetta di produzione Portoni automatici per garage Carpenteria in legno Artigiani lattoneria Caldaie a pellets e caldaie a cippato Porte per garage Termoidraulica

STAND

189 183 169 190-191-196-197 25 186 - 193 184 182

VILLAGGIO LAGORAI - PRODOTTI TIPICI E ARTIGIANATO AGOSTINI ELENA & C. Prodotti tipici AGRITUR MALGA SASS Prodotti tipici AZIENDA AGRICOLA BUSARELLO Prodotti in vasetto e per ristorazione AZ. AGR. MASO DOSSI Vini AZIENDA AGRICOLA VALCANOVER TULLIO Confetture, succhi, frutta sciroppata o sotto grappa, sciroppi BAZZOCCHI TERENZIO Caramelle e cioccolato BIANCHI SILVANA Fiori in filo di rame e cotone, perline in vetro CUORE DI MAMMA DI PASOLLI LORENZA VERONICA Articoli per neonati e bambini CRUCOLO Parampampoli DE MAIO NADIA Specchi decorati, composizioni fiori artificiali, bigiotteria DISTILLERIA G. BERTAGNOLLI Grappe, liquori, distillati GOCCE DI PROFUMO Candele profumate, fiori in legno, prof. ambientali LA TORRE PRODOTTI PUGLIESI Prodotti tipici L’ARCA DI DALVAI SILVIA Animali, mangimi, prodotti, accessori per cavalli MACELLERIA CAPRARO Prodotti alimentari, salumi MALDONADO ROBERTO Abbigliamento etnico, articoli regalo, bigiotteria e prodotti fatti a mano ORIENT SUN Saponi vegetali ed artigianali, bigiotteria Swaroski PIANEGONDA FRANCA Cosmesi naturale, dipinti su tele RIFUGIO MONTE LEFRE Succhi, degustazioni prodotti tipici RISTORANTE PAPILLON Degustazione prodotti locali SALVETTI ROSALINA Lavori punto croce, pizzi, uncinetto STECCA GIANFRANCO Lavorazione artigianale di fiori in legno TRENTINO ERBE Infusi

STAND 136 122 141 140 138 122/bis 139 132 70 133 137 130 BIS 134 bis 131 132 bis 133 bis 134 131 135 130 128 52 129

POLO ZOOTECNICO

STAND 32 32 36 36

SETTORE EQUINI Coordinato e presentato da: Associazione Amici del Cavallo Valsugana Orientale Razze presenti: Cavallo Norico Murgese Shire T.P.R. Frisone Purosangue Arabo Quarter Horse Appalosa Pony Shetland Haflinger Asini di martina Franca SETTORE BOVINI Coordinato e presentato da: Unione Allevatori Bovini della Bassa Valsugana eTesino Razze presenti: Frisona Pezzata rossa Grigio alpina Rendena Bruna alpina

COSTUMI TIPICI TRENTINI Sartoria Rivablanca di Penasa Ivana Ghinè di Eleonora Weiss Tecnomade snc di Cattoi Dino & C. Modastil


SPECIALE "VALSUGANA EXPO"

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ELENCO ESPOSITORI SETTORE

ADIGE SERVIZI SRL

Energia elettrica e gas

AGENZIA IMMOBILIARE SBETTA & NOVELLO SAS

Agenzia immobiliare

STAND 164 13

AGEO SRL

Impianti Geotermici

166

ALUVALS srl

Serramenti, portoncini, parapetti in alluminio verniciato

222

ANTOLANI - OLYMP AUSTRIA

Cabina Multiwellness

ARREDISSIMA TREVISO

Totem pubblicitari di mobili

ASSOCIAZIONE BANCA DEL TEMPO

Associazione lavoro

ASSOCIAZIONE CULTURALE ALABARDA

Ricerca araldica, oggettistica medievale

ASSOCIAZIONE OPERATORI TURISTICI GROTTAMMARE

Materiale turistico di Grottammare e Riviera delle Palme

ASSOCIAZIONE PETER PAN

Associazione di volontariato

31 156 110 7 57

ATESINA GAS SRL

Serbatoi per GPL

54

ATESINA NOLEGGI SRL

Noleggio automezzi

82

AUTO IN SRL

Concessionaria Renault

84

AUTOCENTRO 3000 di Dalcastagnè Guido & C.

Autoriparatore autorizzato Citröen e Peugeot e vendita autovetture

81

BALLAN s.p.a.

Porte basculanti e sezionali da garage manuali e motorizzate

212 - 213

BAMPI ANDREA

Materassi anallergici, reti ortopediche, coperte, poltrone relax

149

BIANCHI SILVANA

Fiori in filo di rame e cotone, fiori e piccoli bonsai in filo di rame e perline

139

BIMOTOR SPA

Concessionaria Citröen e Peugeot

80

BRAVO TECNOLOGIE METALLICHE

Prodotti di carpenteria

127

BM SPA

Impianti fotovoltaici, energie rinnovabili

216

CASA LIBELLA SRL

Pareti per case in legno ecologiche

CASEIFICO FIAVE

Lattoneria

CARAMBA DI CENTELEGHE PAOLA

Artigianato

CAUMO ENRICO

Trattori agricoli, falciatrici, attrezzatura fienagione, escavatori

CECCHIN LINO

Falegnameria - arredamenti

CENTRO PIETRA SNC

Materiali in porfido con pannelli in porfido

219 76 bis 69 103 146 71-72

CICLI MOTO GHESLA di Ghesla Silvio & C. s.a.s.

Biciclette, ricambi e loro accessori

75

CHEOPE COSTRUZIONI SRL

Impresa edile

64

CURCU & GENOVESE ASSOCIATI

Editoria: libri e periodici

DAL FIOR LUIGI CONCESSIONARIO SAN FRANCISCO

Poltrone relax e massaggio

227

DALLAN ENRICO

Fotovoltaico e impianti allarme

150

9

Maggio 2010

ESPOSITORI


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SPECIALE "VALSUGANA EXPO"

Maggio 2010

ELENCO ESPOSITORI ESPOSITORI

SETTORE

DERMOTRICOS S.R.L.

Prodotti tricoligici

DIFFUSIONE TURISMO

Promozione turismo multimediale

DIMENSIONE DOCCIA

Box doccia, idro-vasche, idro-colonne, idro-saune ed acces.vari

38 - 39

DORIGONI SPA

Concessionaria Audi, Volkswagen

86 - 87

EGGER BAU SRL

Case in legno massiccio, sistema bioedilizia

35

ERGONOVA SCARL

Impianti fotovoltaici, pompe di calore/geotermia, aspirazione centralizzata

20

FABIAN V. A. SRL

Venere Ultrasonic therapy

FALC SALOTTI

Salotti

FD DI DANDREA FRANCESCO

Foto

FINSTRAL s.p.a.

Porte, finestre, persiane, veranda in pvc, alluminio e legno

FOTO OTTICA TRINTINAGLIA snc

Foto Ottica

FRANCESCON SRL CUCINE E STUFE A LEGNA

Cucine e stufe a legna, combinate legna/gas termocucine a legna, stufe in maiolica

GABOGAS 2 SAS

Serbatoi gpl e accessori per impianti gpl

STAND 224 2

8 204 - 205 33 152-153-154-155 14 209 15

GAIA CUCINE COUNTRY DI FLORIO FELTRACCO

Cucina in muratura e articoli in marmo

GASSER SCHINDELN SRL

Scandole, recinzioni, steccati, grondaie, casa in legno

210

GELATERIA APULEIO

Gelato, semifreddi, cioccolato

68/a

GIOEL ITALIA ‘96 s.r.l.

Sistemi ecologici di pulizia, igienizzazione e stiro

217

61-62-63

GEOSOLVIS

Pompe di calore, impianto a pavimento

195

GDR ITALIA

Elettrodomestici per depurazione acqua

144

GRUPPO FINESTRE s.r.l.

Serramenti e balconi in PUC

GRUPPO AEREOMODELLISMO VALSUGANESE

Esibizioni aereomodellini ed elicotteri

HI.TECO SRL

Taglio cemento - demolizioni controllate

HOMELINE SNC SOLUZIONI D’ARREDO

Arredamenti per interni

HOPS DI BERTINATO VASCO

Articoli per l’equitazione e country western

IDEE E PROGETTI DI MARCO SEGANTINI

Mobili in abete rustico

IDROMATIC SRL

Idropulitrici, motoscope, prodotti chimici

INTERNORM ITALIA s.r.l.

Espositori con finestre, porte finestre e portoncini

18 - 19 60 126 A 200-201-202-203 99 186 160 - 161 187-188-189

KWB ITALIA

Caldaie a biomassa

207

L’ARTIGIANATO DELLA STUFA di SARTORE FEDERICA

Stufe in maiolica

157

L’AUTOGAS OROBICA

Serbatoi g.p.l. per uso domestico

73-74

LATTE TRENTO

Lattoneria

76 bis

LEEB BALCONI ITALIA SRL

Balconi e recinti in legno e alluminio

LEMON BAR

Aperitivi

67 57/b

LENZI MACCHINE AGRICOLE SRL

Macchine agricole industriali, movimento terra, giardinaggio, macchine operatrici

LITODELTA SAS DI BELLINI FRANCO E C.

Litografia, stampa digitale

LIQUIGAS s.p.a.

Articoli inerenti GPL

LUCIA MOBILI SRL

Arredamento

162

92 - 93 10

LUMEN IMPIANTI ELETTRICI

Sistemi fotovoltaici

226

M2 SOLAR

Impianti fotovoltaici

34

M.P.T. CARPENTERIE

Cancellate, recinzioni industriali ed artistiche, serre zincate per l’agricoltura

MANFRED LINDNER

Pietre dure lavorate, bigiotteria

MATANGO FRANKLIN SAS

Abbigliamenti, cappelli, quadri

111

MEDPOOLS SRL

Vasca SPA e Sauna

225

MOBILI CLASSICI VIERRE ARREDAMENTI

Mobili rustici

211

MORANDELLI MICHELE E C. SAS - FERRAMENTA

Abbigliamento da lavoro, snickers, calzature antinfortunistiche

MRG ARREDAMENTI DI MASCOTTO ROBERTINO

Cucine, arredamenti su misura

MV QUALITY di Mottesi E. & C. s.a.s.

Sistemi di pulizia multifunzionali, sistemi di cottura, reti/materassi

55 - 56 59

40 145 158 - 159

NIEDERSTATTER S.P.A.

Gru, ponteggi, container, carrelli, tagliasfalto, pompe

97

NUOVA AUTO/1 SNC

Rimorchi Humbaur, portaggio Thule, allestimenti Store Van

83

NUOVA SIMON PLASTIC

Parapetti, recinzioni in PVC

PASTORELLO AUTO

Concessionaria Volvo

48 41 - 42

PRIMO ARREDO

Arredamento

53

PRODES di Borgogni Matteo

Bijoux in argento, acciaio e oro

58

REGGIANI S.R.L.

Soppalchi - scaffalature industriali

167 - 168

SALUTE E BENESSERE

Poltrone da massaggio

11

SENINI SPA

Pavimentazioni autobloccanti in cemento, blocchi per murature

68


SPECIALE "VALSUGANA EXPO"

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ELENCO ESPOSITORI SETTORE Macchine per la lavorazione del legno

STAND 194

SERRAMENTI LORY E BEPI

Porte e finestre

163

SICUREZZA TETTI SNC

Sistemi anticaduta

165

SILVELOX s.p.a.

Porte per garage autoinnalzanti certificate antieffrazione, portoncini blindati

SOLAR BFV DI BOSCHELE FABIO

Impianti fotovoltaici

16 - 17 218

SPORT GARAGE SNC

Officina autorizzata Renault

85

STECCA GIANFRANCO

Nocciolini di ciliegia essicati, rose in legno

52

STA DI BRESOLIN FRANCESCO & c. SAS

Pannelli fotovoltaici e inverter

STUDIO FOTOGRAFICO FD PHOTOS

Stampe fotografiche, album fotografici

127 BIS

TAGZIO AVION DI BONETTI ALBERTO

Abbigliamento tradizionale

100

TAPPETI PERSIANI E ORIENTALI di ROCCO VITTORINO Tappeti persiani e orientali

208

33

TESSARO PAVIMENTI

Pavimenti in legno laminato, pvc, moquette

12

TBSOD.COM SRL

Merchandising TBSOD

50

TIROLGAS SRL

Serbatoi gpl

TORREFAZIONE OMKAFÈ

Abbigliamento tradizionale

199 109

TORTORA ZOTTI ROSMELL

Artigianato etnico

TRENTINO FUORISTRADA

Autoveicoli

UNIVERSAL SRL

Pannelli solari, caldaie pellet, box doccia

VAST & FAST SRL

Asciugatrici a gae e lavatrici a risparmio energetico

VIERRE ARREDAMENTI

Cucine, soggiorni e salotti

VORWERK FOLLETTO

Sistemi di pulizia

WIDMANN RISCALDAMENTI srl

Caldaie a pellets e caldaie a cippato

ZIROPA SRL

Impianti fotovoltaici

ZANETTI s.n.c.

Arredamento

190 NORDEST SRL

Vodafone telefonia

ESPOSITORI DI FIORI E PIANTE

SETTORE

VIVAI PIANTE MARCHESAN

Piante e fiori

AZIENDA AGRICOLA MARCHESAN VALERIO & FIGLI

Piante e fiori

PIANTE E FIORI ANGELO CONTARIN SNC

Piante e fiori da giardino e balcone

51

88 192 - 59 198 214-215-220-221 206 126 bis 76 5 - 29 - 30 4

Maggio 2010

ESPOSITORI SERENA IVANO SRL UNIPERSONALE


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SPECIALE "VALSUGANA EXPO"

COME ARRIVARE

Maggio 2010

VIABILITÀ S.S. Superstrada della Valsugana a 30 minuti di macchina da Trento e da Bassano. Da Trento direzione Bassano uscita di Borgo Valsugana, da Bassano direzione Trento uscita di Strigno, quindi direzione Borgo Valsugana. COLLEGAMENTI URBANI Bus navetta da e per la fiera dall’autostazione e dai parcheggi del centro abitato, nei giorni 1, 2, 9 maggio. FERROVIA - Linea Trento–Venezia stazione Borgo Valsugana (35 km da Trento – 50 km da Bassano)

BUS NAVETTA (sabato, domenica dalle 10.00 alle 20.00)

Navetta. n. 1: Centro Commerciale Le Valli (P1); parcheggio centro scolastico (P2); via Temanza (P3); centro sportivo; Navetta. n. 2: Parcheggio piazzale via Bagni (P6); parcheggio Piazza Romani (P5); parcheggio piazzale Bludenz (P4); centro sportivo

ENTI SOSTENITORI DELLA MANIFESTAZIONE

Provincia Autonoma di Trento

Regione Trentino Alto Adige Regione Trentino Südtirol

Comunità Bassa Valsugana e Tesino

Associazione Artigiani e Piccole Imprese della Provincia di Trento

Unione Commercio Turismo e Attività di Servizio

Consorzio Artigianato Artistico e di Qualità Trentino

Consorzio BIM del Brenta

Borgo Sport Insieme

Associazione Industriali della Provincia di Trento


Maggio 2010

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SPECIALE "VALSUGANA EXPO"

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BSI Fiere e Casse Rurali: insieme è meglio Vengono definite in più modi: banche di comunità, banche di relazione, banche differenti per forza. Sono le Casse Rurali, espressione creditizia nel Trentino e del Trentino da oltre un secolo. Una realtà radicata in ogni dove: dalle località periferiche ai centri principali, grazie a un sistema a rete che consente di servire in maniera capillare l’intero territorio. A questa caratteristica non sono estranee le Casse Rurali della Bassa Valsugana e del Tesino: cinque banche che hanno rinnovato la partnership con Bsi Fiere per un appuntamento destinato a chiamare a raccolta migliaia di visitatori e offrire una vetrina di impareggiabile efficacia per decine e decine di operatori del mondo produttivo. Fin dall’edizione del debutto la rassegna ospitata al Palazzetto dello Sport di Borgo Valsugana conta il credito cooperativo tra le realtà maggiormente convinte della bontà di questa formula espositiva.

I numeri In base ai dati elaborati dall’Osservatorio per il Credito

del Settore Casse Rurali della Federazione Trentina della Cooperazione, queste cinque banche (Cr Olle-Samone-Scurelle, Cr Centro Valsugana, Cr Bassa Valsugana, Cr Castello Tesino, Cr Roncegno) contano 30 sportelli. I collaboratori sono 132. I soci poco meno di 8000. I dati patrimoniali con- La sede di Scurelle fermano il duplice ruolo delle Casse Rurali: cassaforte preferita dal risparmiatore e soggetto impegnato a garantire sviluppo a famiglie e aziende. Gli impieghi (il denaro prestato) si attestano su 580 milioni di impieghi. La raccolta complessiva è pari a 831 milioni di euro (di cui 654 di diretta). Le masse intermediate sfiorano il miliardo e mezzo di euro.

La sede di Borgo Valsugana

Un po’ di storia Il credito cooperativo nasce in Trentino nel 1892 grazie a don Lo-

renzo Guetti. A Quadra fonda la prima Cassa Rurale. “Nasce modesta e senza pretese, auguro sia scintilla di maggiori incendi”. L’auspicio espresso dal fondatore diventa realtà grazie a decine di uomini in possesso di un “galantomismo a prova di bomba”. Piantano un seme destinato a dare frutto. Inoltre, è uno strumento di riscatto per le molte vittime dello strozzinaggio, fenomeno particolarmente diffuso alla fine del Milleottocento.

Non solo banche Una Cassa Rurale è una banca ma non è solo una banca. Lo dimostra il ricchissimo panorama di interventi a sostegno dell’associazionismo delle zone dove è attivo il credito cooperativo. Non c’è manifestazione che non conti la presenza di una o più Casse Rurali. Questo perché la cooperazione non ha l’obiettivo del profitto ma di crescere insieme alla comunità. L’economia non è il fi ne ma il mezzo. Come dire: l’utile è di utilità sociale.


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SPECIALE ECONOMIA


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CALCERANICA AL LAGO. La casa natale è meta continua di preghiera

Ricordo di padre Basilio Martinelli Dopo la morte di Padre Martinelli, avvenuta a Possagno nel 1962, diverse persone attribuiscono alla sua intercessione delle grazie ricevute e inspiegabili guarigioni, fatti che sono al vaglio dell’Autorità Ecclesiastica.

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di Mario Pacher a popolazione di Calceranica al Lago ha partecipato numerosa, domenica 21 marzo scorso, alla solenne cerimonia per ricordare il 48esimo anniversario della morte di Padre Basilio Martinelli, avvenuta a Possagno, in provincia di Treviso, il 16 marzo 1962. Un appuntamento iniziato con un momento di preghiera presso la casa natale del sacerdote a cui ha fatto seguito la concelebrazione nella chiesa parrocchiale, presieduta da padre Giuseppe Moni con il parroco di Calceranica don Paolo Baldessari e quattro padri Cavanis venuti da Possagno e da Venezia, che è stata solennizzata dai canti della locale corale polifonica. All’omelia padre Moni

ha ricordato l’impegno di padre Basilio in quello che è stato il ministero della confessione e nell’insegnamento. Dopo la S. Messa, presso il teatro è stato presentato il libro “Un lungo cammino di grazia, fedeltà e sacrificio - il Servo di Dio padre Basilio Martinelli, sacerdote dell’Istituto Cavanis”, scritto da Ferruccio Martinelli. A mezzogiorno la cinquantina di ospiti di Possagno, Venezia e Chioggia, hanno partecipato, assieme alle autorità civili e religiose locali e a tanta popolazione, al pranzo collettivo preparato dai Nuvola. Padre Basilio Martinelli nacque a Calceranica il 27 dicembre 1872 da famiglia contadina. Fin da piccolo iniziò a servire la messa ad uno zio sacerdote, fratello della mamma, dove probabilmente alimentò il desiderio di farsi prete. A 16 anni entrò nell’Istituto Cavanis

di Venezia dove nel 1892 indossò l’abito religioso. Il 17 aprile 1897 venne ordinato sacerdote dal Patriarca Sarto, San Pio X. Si laureò a Padova nel 1902 e si dedicò, per più di 50 anni, all’insegnamento del greco e del latino. Destinò poi gran parte del suo tempo al ministero del confessionale prodigandosi con zelo instancabile al sostegno di giovani, padri e madri di famiglia, per sacerdoti e anime consacrate. Dopo la sua morte diverse persone, anche della stessa Calceranica, attribuiscono alla sua intercessione delle grazie ricevute e inspiegabili guarigioni, fatti questi che sono al vaglio dell’Autorità Ecclesiastica. La sua casa natale di Calceranica è meta continua di preghiera e di devozioni. Quella che fu un tempo la sua cucina, rimasta ancora intatta, oggi ospita, al centro, un altare con una grande immagine

Padre Basilio Martinelli

di padre Basilio e accanto fiori e candeline accese giorno e notte, sempre vigilate dai parenti che abitano a pochi passi. E ancora un libro per raccogliere devozioni e le firme dei visitatori. Desta attenzione anche il focolare lasciato così com’era, con un paiolo in rame sospeso sopra alcuni legni, che sembrano davvero pronti ad essere accesi per cuocere una buona polenta, sicuramente suo alimento quotidiano.


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e n'è discusso tanto, talvolta a sproposito, ma di certo non invano. Il recente d ibat t ito su ll’acciaier ia di Borgo Valsugana, infatti, ha portato a un aggiornamento del Piano dei controlli sul latte e i suoi derivati. Così, dopo i dati rassicuranti diffusi nei mesi scorsi dall’APPA, ora per offrire ai cittadini ulteriori garanzie circa la salvaguardia della propria salute, tra le analisi che il Consorzio dei caseifici sociali del Trentino (Concast) effettuerà quest’anno, nell’ambito del Piano di autocontrollo 2010, vi saranno anche quelle sull’eventuale presenza di diossine e altri contaminanti. I controlli obbligatori riguardanti il latte vaccino e altre specie (crudo, pastorizzato, UHT) e i prodotti a base di latte, comprendono analisi su una molteplicità di parametri, quali ad esempio il contenuto in cellule, carica microbica e batterica, sostanze inibenti, tossine, coliformi totali, salmonella, stafilococco ed altri ancora. Altre analisi vengono poi effettuate per valutare la corrispondenza dei parametri qualitativi e produttivi ai disciplinari di produzione, su impianti e attrezzature, sull’eventuale presenza nel latte e prodotti finiti di residui di sostanze e molecole ad azione farmacologica e antiparassitaria, oltre che sui mangimi destinati all’alimentazione delle vacche da latte. La decisione di ampliare lo spettro delle analisi sul latte nasce dall’esigenza, di cui il Consorzio dei caseifici sociali

Un laboratorio di analisi

- realizzate in collaborazione con l’Istituto zooprofilattico di Padova - hanno, come detto, escluso superamenti dei limiti di accettabilità. Qualora fosse stata rilevata la presenza di residui di PCB si sarebbe proceduto anche al dosaggio delle diossine. Il nuovo Piano di controllo 2010 del Concast prevede un maggiore numero di campionamenti per i quali le analisi - ed è il caso della ricerca di diossine e altri contaminanti - dovranno essere affidate, per la loro complessità, a laboratori esterni. Ciò avverrà non solo per il latte prodotto in Valsugana ma anche, per opportuni confronti, per quello prodotto in altre zone del territorio provinciale. Per tali particolari (e costose) analisi, Concast potrà avvalersi, come previsto dalla legge 4/2003, di laboratori terzi. Per quanto riguarda il 2009, Concast ha provveduto ad effettuare analisi su circa 45 mila campioni di latte e derivati, 250 dei quali presso laboratori esterni, prelevati presso 900 allevatori e relative stalle. In considerazione del maggior costo derivante dalle analisi condotte in laboratori esterni, la Giunta provinciale ha deciso, con una delibera approvata il 26 marzo scorso su proposta dell’assessore all’agricoltura Tiziano Mellarini, di riconoscere a Concast, a partire da quest’anno, una spesa ammissibile a finanziamento più elevata, pari a 395 euro per ogni campione raccolto e analizzato (l’importo è attualmente pari a 350 euro), mantenendo invariato il tetto massimo di spesa complessivo pari a 1 milione di euro.

Analisi sul latte: si cercano anche PCB e diossine Tra le analisi che il Consorzio dei caseifici sociali del Trentino effettuerà, nell’ambito del Piano di autocontrollo 2010 vi saranno anche quelle sull’eventuale presenza di diossine e altri contaminanti... si è fatto carico, di verificare e monitorare, in seguito agli accadimenti che hanno coinvolto le Acciaierie della Valsugana, la temuta presenza nel latte (presenza non rilevata dalle analisi come già riferito), in quantità oltre i limiti di legge, di quelle particolari diossine (7 su 200 sostanze appartenenti alla famiglia delle diossine e furani) che sono riconosciute come sostanze tossiche. Da qui l’aggiornamento del Piano di autocontrollo operato dal Concast dopo un confronto con i Servizi Veterinari dell’Azienda provin-

ciale per i servizi sanitari. L’Apss (e autonomamente lo stesso Concast) ha per altro già svolto, a partire dal dicembre scorso, una campagna di accertamenti sul latte (oltre che sul grasso pararenale bovino e su pesci) in una serie di aziende (sette) ubicate nel bacino di interesse dell’Acciaieria Valsugana S.p.A. In tali casi si è provveduto ad effettuare campionamenti ufficiali alla ricerca di PCB (composti organici inquinanti avvicinabili per tossicità alla diossina) e di metalli pesanti. Gli esiti delle analisi

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TRENTO. Dopo il dibattito sull'acciaieria di Borgo, aggiornato il Piano dei controlli


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LEVICO TERME. Quattro appuntamenti su pregi e pericoli di Internet

comodo, veloce, un valido sistema di sicurezza utile, praticamente (antivirus, firewall, anti-spam, indispensabile, afanti-phishing...) cor riamo il fascinante e assai serio rischio che qualcuno con intenti poco amichevoli entri pericoloso al tempo nel nostro Pc, impossessandosi stesso. Stiamo pardei dati e dei documenti che vi lando del computer conserviamo. e delle sue ormai infinite possibiGli hacker – sostiene infatlità di metterci in contatto con un ti Andrea Gelpi - «un tempo mondo virtuale di cui quasi sempre ignoriamo i confini e i tanti prendevano di mira soprattutto le aziende. Oggi inganni. Navigando sembrano più orientati nella rete, infatti, ci verso i singoli utenti possiamo imbattere che spesso sono troppo in una serie di trappole disseminate da disinvolti o sprovveduti nell’utilizzo del semplici bu rloni, computer. Non ce ne ma anche da perfidi accorgiamo, ma lamalfattori, che agiscono quasi sempre sciamo tracce ovunque indisturbati celandosi anche semplicemente dietro nickname o siti aprendo la pagina di Per promuovere un uso più responsabile e sicuro delle moderne fantasma difficili da ricerca di “google”». tecnologie, l’Associazione Mondo Giovani di Levico Terme ha smascherare e ancor Ma a spiegare nel detpiù da ricondurre ad taglio come agiscono i organizzato un ciclo di incontri dal titolo: “Giovani in rete”. un’identità precisa, pirati informatici è stapenalmente perseto proprio un ex hacguibile. ker, il torinese Raoul La minaccia ovviamente riguarChiesa che oggi si occupa proda tutti, ma i più esposti sono fessionalmente di sicurezza. senz’altro i giovani, sia perché dei concetti basilari del calcolo Legalità e psicologia utilizzano maggiormente com- moderno, tanto che le può essere puter e collegamenti internet, attribuito il primo programma Gli hacker un tempo Si è svolta inoltre una serata interattiva sul mondo dei social sia perché, mossi dalla curiosità nella storia dell’informatica. prendevano di mira forum, con una lezione guidata tipica dell’adolescenza, in genere Anche l’algebra booleana, che sta sono meno accorti nel rispondere alla base della programmazione soprattutto le aziende; in laboratorio, presso la scuola alle tante sollecitazioni che ogni informatica, fu messa a punto oggi invece sembrano media statale di Levico, condotta giorno ci arrivano dalla rete. già nel corso del XIX secolo dal sempre dall’ingegnere Gelpi e dal più orientati verso i docente di informatica MassimiProprio al fine di promuovere un matematico George Boole. uso più responsabile, e quindi più Il world wide web (www.) uffisingoli utenti che spesso liano Zanol. sicuro, delle moderne tecnologie, cialmente vide la luce nel 1991 Le informazioni che mettiamo su sono troppo disinvolti o facebook - è stato detto – non sono l’Associazione Mondo Giovani di presso il Cern di Ginevra, ma Levico Terme nel mese di aprile il predecessore di internet fu sprovveduti. accessibili solo ai nostri “amici ha organizzato un ciclo di incontri Arpanet, progetto finanziato da virtuali”, ma possono girare anche al di fuori del social network dal titolo emblematico: “Giovani un’agenzia dipendente dal Ministero della Difesa statunitense stesso. Ecco perché occorre stare in rete”. sempre molto attenti a ciò che si Per quattro serate nella sala Con- già nel 1969. vegni della Cassa Rurale di Levico inserisce nel proprio profilo. si sono così alternati esperti del Il pericolo è connesso delle quattro serate in program- Altro tema affrontato, e di stretta ramo che hanno illustrato all’udi- Se ripercorrere la storia dello ma – ha spiegato che «il nostro attualità, è quello della “Cultura torio, composto da giovani ma non strumento tecnologico forse più computer assomiglia tanto alla della legalità e tipi di licenze solo, tante sfaccettature spesso amato – telefonini a parte – dalle particella di sodio, dispersa software”. insospettate. nuove generazioni ha solleticato nell’acqua della nota pubblicità Infine una psicologa - la dott.ssa la curiosità di molti, scoprire i televisiva, che grida: “C’è qual- Marianna Nardon, psicoterapeuta Moderno ma non troppo tanti pericoli connessi alla navi- cuno?”. Il sistema operativo di di formazione sistemico relazioChi sapeva che gli antenati dei gazione in rete ha suscitato una Windows si comporta un po’ allo nale – ha parlato degli aspetti moderni computer possono es- certa sorpresa. stesso modo». In pratica come psicologici, confrontando rischi, sere ricercati addirittura in pieno Ricorrendo a una metafora as- lo accendiamo, subito cerca vantaggi e svantaggi dell’utilizzo Ottocento? Nel 1842, infatti, sai riuscita, l’ingegner Andrea una connessione per andare a delle nuove tecnologie dell’inforAda Byron, figlia del poeta Lord Gelpi – esperto di sicurezza dialogare con dei suoi simili. mazione per lo sviluppo cognitivo Byron, si occupò dello sviluppo informatica e docente per tre Pertanto, se non ci dotiamo di emotivo e sociale. (J.G.)

Giovani nella rete, ma senza finire in trappola

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Il direttivo dell'Ass. Mondo Giovani e da destra verso sinistra i docenti Massimiliano Zanol e Andrea Gelpi (foto J.G.)


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LEVICO TERME. Sentieri, alberi e fiori ora sono a portata di mouse

Un tour virtuale al Parco delle Terme

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na visita virtuale al Parco delle Terme di Levico. Gli utenti di internet possono immedesimarsi in un visitatore del Parco. Passeggiare virtualmente lungo i sentieri, vedere alberi e fiori; ascoltare il cinguettio degli uccelli e altre “voci della natura”; provare una sensazione di libertà e armonia pur stando seduti ad una scrivania. Utenti di internet che attraverso questa applicazione - complessa ma dall’utilizzo estremamente intuitivo - potranno essere invogliati a divenire anche fruitori “reali”, in carne ed ossa, del parco. Nell’era in cui molta vita passa in rete e il virtuale si interseca e a volte si confonde con il reale, il Parco delle Terme di Levico si mette al passo con i tempi. Dal sito www.naturambiente. provincia.t n.it/parco_levico si accede al “tour virtuale”. Il visitatore può muoversi esplorando in ogni dettaglio ventun fotografie panoramiche ad alta risoluzione realizzate attraverso una particolare tecnica fotografica che ha richiesto più di 1.500 scatti. Una tecnica che conferisce qualità e ricchezza di dettagli alle immagini visualizzate. Altro tratto caratteristico del progetto è la possibilità di visitare virtualmente il parco in tre stagioni: estate, autunno, inverno. Ma non è la vista il solo senso ad essere sollecitato in questo tour virtuale. Audio

Orto-giardino dimostrativo in occasione di Ortinparco (foto arch. PAT)

Allestimenti per Ortinparco "Ortoingabbia" (foto arch. PAT)

ambientale e sottofondo musicale accompagnano il visitatore nel suo percorso di scoperta e di immersione - per così dire “mediata” - nella natura. Completano gli strumenti a disposizione dell’utente testi e foto dettaglio

che offrono informazioni sulla storia e sulle peculiarità botaniche del parco. Il progetto, a cura del Servizio Conservazione della natura e valorizzazione Ambien-

LEVICO TERME

Progetto formativo al Don Ziglio Alla presenza di tutti i dipendenti e alcuni rappresentanti del Comitato Famigliari del Centro don Ziglio di Levico Terme, è stato presentato il progetto formativo per migliorare lo stile di lavoro all’interno dell’Istituto. Per individuare gli argomenti maggiormente utili alla gestione quotidiana degli ospiti, sono in programma tre corsi che si terranno nei prossimi mesi. Il primo avrà come tema: “dai diritti ai valori”- segreto professionale, diritti della persona, privacy. Il secondo verterà su come “fronteggiare positivamente le situazioni critiche”- strategie per prevenire manifestazioni aggressive partendo dall’esame dei casi pratici, gestione della relazione d’aiuto, disfagia. Il terzo, previsto per settembre, avrà come argomento “la risorsa dell’equipe”. Il Centro don Ziglio era rappresentato dalla presidente dott.ssa Piera Janeselli, dal direttore dott. Giuseppe Saba e dal membro di direzione rag. Antonio Casagranda. Accanto a loro, il dott. Luca Comper incaricato dall’assessore alla sanità Ugo Rossi, i docenti Valerio Fontanari, Valeriano Raffaelli e la coordinatrice Silvana Campestrin. Nei loro interventi le autorità ospiti hanno elogiato l’iniziativa del Centro di voler dar vita a questi cicli di lezioni educative e sociali, anche per capire l’importanza del lavoro d’equipe e il beneficio che può portare sia al residente che all’operatore stesso. (M.P.)

Veduta dal parco verso l'ingresso (foto arch. PAT)

tale della Provincia autonoma di Trento, risponde alla volontà di implementare una gestione del parco che vada al di là dell’ordinaria amministrazione. Rientrano in questa visione anche iniziative quali l’organizzazione di eventi - grande successo ha avuto per esempio “Ortinparco” - e la pubblicazione di guide per adulti e bambini. L’applicazione “tour virtuale” fa ora sbarcare anche in internet questa volontà di offrire una fruizione del parco completa e aperta a tutti.


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LEVICO TERME. Un convegno internazionale promosso dalla SICOA

Le aritmie del cuore nel terzo millennio Dopo tre anni Levico Terme è tornata ad essere la capitale dell’aritmia, ospitando un convegno di rilievo internazionale, al quale hanno partecipato una sessantina di relatori scientifici provenienti da tutta l’Italia. Al centro dei tre giorni di workshop, i rischi cardiaci nei giovani e negli atleti, gli effetti delle assunzioni farmacologiche, nonché gli ultimi progressi della scienza medica nel settore.

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La sala convegno di Levico (foto arch. PAT)

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o sport è sinonimo di salute, di benessere mentale e fisico, memori di quanto amavano ripetere i saggi latini: “mens sana in cor pore sano”. Tuttavia a volte lo sport può rappresentare un insidioso pericolo per il cuore ed è anche di questo che si è parlato dall’8 al 10 aprile scorsi presso l’Imperial Grand Hotel di Levico Terme nell’ambito del congresso “Le aritmie del terzo millenio” promosso dalla SICOA (Società Italiana Cardiologia Ospedalità Accreditata). I lavori, infatti, si sono aperti con una lettura magistrale dedicata alla morte improvvisa nel giovane e nell’atleta, con il professor Gaetano Thiene, scienziato di rilievo internazionale, che ha presentato proprio uno studio condotto sui cuori degli atleti morti durante l’attività sportiva. Nei giorni successivi il congresso coordinato dal professor Francesco Furlanello, uno dei massimi esperti mondiali delle aritmie cardiache, ha messo a confronto una sessantina di relatori scientifici provenienti da tutta l’Italia con i progressi della scienza cardiologica applicata al singolo paziente a rischio per aritmie cardiache. Cardiologia dello sport La cardiologia dello sport è una disciplina che nel nostro Paese ha compiuto enormi passi avanti, anche in relazione all’obbligo di certificare l’idoneità sportiva agonistica per gli atleti. È da questa necessità che sono state codificate le Linee Guida Cardiologiche (dette COCIS) che forniscono ai medici indicazioni preziose per individuare le patologie non compatibili con lo sport. Al congresso erano

presenti i maggiori esperti che hanno contribuito alla stesura dell’edizione 2009, contenente grandi novità nel campo della medicina dello sport. Ai notevoli progressi hanno contribuito in modo determinante studi sistematici effettuati in centri altamente specializzati, come quello diretto dal professor Gaetano Thiene presso l’Università di Padova e relativo ai cuori di atleti che hanno presentato morte improvvisa in correlazione con l’attività atletica. Ne sono derivate informazioni diagnostiche per il cardiologo da trasferire negli atleti teoricamente a rischio dello stesso tipo di patologia. Fra tutte le discipline cardiologiche attuali, l’aritmologia è la branca che più fornisce informazioni preziose per razionalizzare i meccanismi che stanno alla base della morte improvvisa degli atleti e delle patologie cardiache più pericolose. In questo campo il prof. Furlanello fin dal 1974 ha studiato oltre tremila atleti di ogni livello agonistico, a rischio per aritmie cardiache, fra cui 80 soggetti con arresto cardiaco sul campo. Atleti e farmaci Fra le novità più interessanti si colloca una nuova branca della medicina sportiva, approfondita negli ultimi anni proprio dal prof. Furlanello, ovvero lo studio sistematico degli effetti a livello cardiaco e delle conseguenze sull’attività sportiva dei farmaci che un atleta può assumere nel corso della vita, sia per motivi terapeutici che ai fini fraudolenti di tentare di migliorare le prestazioni sportive. È ormai disponibile una banca dati con tutte le informazioni dell’effetto cardiovascolare di tutte le sostanze illecite,

ad effettuare attività sportiva competitiva impegnata dopo i 35-40 anni. In centri esperti una razionale gestione terapeutica dell’atleta con fibrillazione atriale consente non solo il miglioramento della qualità di vita, ma in taluni casi anche il recupero dell’attività competitiva.

Il prof. Thiene (foto arch. PAT)

Il prof. Furlanello nel suo studio (Foto Arch. PAT)

nonché le possibili conseguenze dannose dell’assunzione di farmaci teoricamente permessi, ma che nell’atleta possono interferire con le conseguenze dello sforzo fisico provocando aritmie impreviste. La fibrillazione atriale Fra le aritmie è di grande interesse la fibrillazione atriale, aritmia molto nota nella popolazione generale la cui prevalenza aumenta con l’età e che si documenta statisticamente due volte più frequente nell’atleta rispetto al sedentario, e tre volte più frequente in coloro che continuano

Nuovi studi internazionali Importanti anche gli studi internazionali condotti dal dottor Riccardo Cappato, direttore del Centro di Aritmologia ed Elettrofisiologia del Policlinico San Donato a Milano, che ha riunito dati complessivi per oltre 40mila casi, realizzando una banca dati indispensabile da cui partire per curare il singolo paziente. Fra i trattamenti più moderni si sta, inoltre, profilando l’impiego di un nuovo farmaco con capacità antitrobotiche, in grado di evitare le trombosi venose ed arteriose e le gravi conseguenze trombo-emboliche cerebrali (ictus). Le patologie rare Infine, nella tre giorni di Levico, sono state presentate anche della patologie aritmiche rare come le cosiddette “tachicardie inappropriate”, che si riscontrano soprattutto in giovani donne (anche di 14 anni) e che sono dovute ad una iperattività di solito su base genetica del normale centro cardiaco che regola la frequenza del cuore. Per queste rare patologie, ma molto inabilitanti, sono state identificate le basi genetiche che riguardano il cosiddetto canale “funny”, dal prof. Dario Di Francesco dell’Università di Milano, rilievo che consente l’utilizzazione pratica di un nuovo farmaco specifico intelligente in grado di rallentare in modo mirato la frequenza cardiaca.


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CIVEZZANO. Nostra intervista a Mauro Lunelli

Clownterapia Mauro Lunelli durante una delle sue sedute di clownterapia

Un sorriso contro il dolore

La Finestra ha incontrato Mauro (Mauretto) Lunelli di Civezzano che ci ha raccontato la sua esperienza di clown terapeuta in Trentino ma anche nel resto d’Italia e all’estero, seguendo le orme del noto medico Patch Adams.

M di Paolo Chiesa

del genere. Conoscere Patch è stata un’esperienza fantastica. In precedenza l’avevo solo visto a Rimini dove aveva tenuto un corso di clown terapia aperto a tutti». Com’è un corso con Patch? «Ti ritrovi ad abbracciare persone che non conosci e a dire “ti voglio bene” a degli sconosciuti. A Rimini ho conosciuto anche Ginevra Sanguigno, l’italiana che fa il clown da più anni e che ha scritto il libro “il corpo che ride”. In seguito ho partecipato a un suo corso di clownterapia svoltosi a Thiene e per sette mesi, un giorno a settimana dopo il lavoro, ho fatto il clown in un ospedale psichiatrico di Marano Vicentino».

auro. Chi sei e cosa facevi prima di intraprendere questo percorso? «Ho 30 anni e abito a Civezzano. Sono diplomato perito elettronico e lavoro come archivista alla Cassa Rurale di Pergine Valsugana. Da ragazzo ho praticato corsa in montagna e calcio. Nel 2005 mi sono iscritto a una scuola di teatro sperimentale a Trento. Dopo i tre anni di frequenza sto continuando con un laboratorio teatrale permanente».

Mauro Lunelli (a destra) con il noto medico statunitense Patch Adams

Si diceva del viaggio in Russia. «Siamo stati due settimane a San Pietroburgo e a Mosca in vari ospedali e orfanotrofi. È stato durante quel viaggio che ho capito che volevo fare il clown perché era una cosa giusta per me».

E poi cosa è successo? «Nel 2007 una collega mi ha prestato un libro che considerava noiosissimo che si intitolava “Salute!”. L’ho letto in pochi giorni e mi è venuta la voglia di

conoscere l’autore: Patch Adams. D’istinto gli ho scritto chiedendogli come potevo incontrarlo e come potevo iniziare a fare quello che faceva lui. Tre settimane dopo mi ha risposto dicendomi

Cosa vuol dire fare il clown? «Il clown è quello che fa la clownterapia ma è anche un modo di porsi. Il naso rosso lo metto perché se sono in giacca e cravatta stono un po’. Il naso

che il novembre successivo sarei potuto andare in Russia con lui e altri 40 clown di 10 stati diversi pagandomi le spese. Per la maggior parte eravamo non professionisti alla prima esperienza


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CIVEZZANO. Nostra intervista a Mauro Lunelli serve nelle situazioni di stress per deviare l’attenzione. Voglio precisare però che il termine clownterapia è nato per farne conoscere il significato all’interno della società. Il termine più giusto sarebbe cura-colwn: un rapporto empatico con il paziente che prima di tutto diventa amico. Per quanto mi riguarda se riesco a dare all’amico e paziente il dieci percento di quello che io ricevo da lui ho fatto un buon lavoro. Che sia in strada, in carcere o in una casa di riposo».

E all’estero? «Ci sono stato per seguire alcune iniziative dell’associazione di Patch Adams. L’estate scorsa

Mauro Lunelli e gli amici clown

Mauro Lunelli a Iquitos in Perù

per esempio eravamo a Sarajevo, in Bosnia, a seguire delle adozioni a distanza. Ora cercheremo di raccogliere dei fondi per donare una mucca ad ogni famiglia per aiutarli nel sostentamento. Sono stato a Iquitos in Perù, una città non raggiungibile via ter ra ma solo per via f luviale o con l’aereo. Lì, in questa favela di 90 mila abitanti, ab-

E come mai dipingevate le case con tutti i problemi che avranno queste persone? «All’inizio anche a me sembrava assurdo, poi ho capito. Adesso queste 50 mila palafitte multicolori stanno diventando la loro peculiarità. E per la prima volta questi uomini senza speranza e queste madri bambine che partoriscono a 10 anni hanno iniziato a collaborare con noi stranieri a dipingere le loro case vincendo le loro naturali inedia e apatia. In Perù eravamo 90 clown provenienti da 25 stati diversi. Ci sono progetti in Ecuador e ad Haiti. Più avanti ce ne sarà uno presto anche in Africa». Complimenti Mauro, continua così. Prima di salutarci, vuoi dire qualcosa di particolare ai lettori de “La Finestra”? «Vorrei ripetere quello che ci dice sempre Patch e cioè che in ognuno di noi c’è un clown che va fatto uscire. Basta sorridere e vedere in positivo la vita, tutti i giorni. È importante mettersi sempre in gioco e stare vicino alle persone che ne hanno bisogno e fare loro del bene. Anche senza naso rosso».

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E tu dove fai questa attività? «Da due anni vado alla casa di riposo di Pergine e al centro per disabili don Ziglio di Levico Terme. All’inizio ero da solo e adesso siamo in due e a volte in tre. Andavamo anche all’ospedale per i malati terminali di Mezzolombardo. Io da solo poi vado a Padova e a Firenze una volta al mese. A Firenze collaboro con Caterina, la taxista di “Milano25” che ha il taxi pieno di pupazzi e porta in giro i bambini malati di tumore e i loro familiari».

biamo dipinto le case-palafitta della gente».


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LEVICO TERME. Dopo la conclusione del 15esimo anno LUSERNA

Università della Terza Età, già si pensa al 2011

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di Mario Pacher a conclusione del quindicesimo an no di at t ivit à dei corsi dell’Università della Terza Età e del tempo disponibile, è stata festeggiata alla grande presso l’Oratorio Parrocchiale di Levico. La presidente del Comitato di collegamento signora Carla Valentini Dalvai, dopo aver sottolineato l’importanza di questi cicli di lezioni a sfondo culturale e ricreativo, ai quali partecipano sempre in un costante crescendo tante persone di Levico e frazioni (68 nell’ultimo anno), ha ringraziato enti e istituzioni che sono stati di sostegno in questi tre lustri di attività. Poi il presidente dell’Istituto Regionale di Studi e Ricerca Sociale, Imperatori, ha premiato con un diploma le oltre trenta

Allievi e insegnanti alla presentazione dei nuovi corsi

persone che hanno dimostrato, in tutti questi anni, particolare assiduità nella frequentazione dei corsi. Nei giorni successivi, presso la sala del consiglio comunale, alla presenza di autorità comunali e del comitato di collegamento al completo, la coordinatrice degli Affari

Generali avv. Laura Ravanelli ha presentato il programma dei corsi per il 2010 – 2011. Queste saranno le materie di insegnamento: La Bibbia, bioetica, castelli del Trentino, cinema e società, medicina, storia di Levico, autonomia, astronomia, lingua inglese e ginnastica.

FINANZIATO AMPLIAMENTO CENTRO ARTIGIANALE Il 26 marzo scorso la giunta provinciale ha concesso al Comune di Luserna un finanziamento in conto capitale di € 1.811.835,06, pari al 95% della spesa ammissibile di € 1.907.194,80, per i lavori di ampliamento del centro artigianale e per servizi per l’insediamento di attività produttive. Il finanziamento deliberato è stato concesso sulla base di quel che prevede la legge che istituisce il Fondo per gli investimenti di rilevanza provinciale, mediante il quale la Provincia concorre al finanziamento di opere e interventi che hanno caratteristiche economiche e sociali di rilevanza appunto provinciale. Una parte di questo fondo, poi, è stato destinato al finanziamento di interventi specifici e rilevanti per il raggiungimento di obiettivi della programmazione provinciale e destinati allo sviluppo locale: il finanziamento deciso per il Comune di Luserna rientra appunto in questo Fondo per lo sviluppo locale, perché l’ampliamento del centro artigianale è stato ritenuto prioritario per lo sviluppo sociale, economico e produttivo del territorio di questo comune.


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CALDONAZZO. Un gruppo di amici appassionati del canto

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di Mario Pacher l “Coro L a Tor ” d i Caldonazzo, nato nel 1994, ha festeggiato recentemente i 15 anni dalla sua nascita. O forse meglio dire della sua rinascita poiché il “vecio coro La Tor” era nato ancora nel 1945, e fino al 1951 si era fatto “sentire” con molto successo. Nei suoi ricordi migliori vanta anche un primo assoluto ottenuto nel Convegno Regionale di Merano nel lontano 18 settembre 1949. Poi, a causa di diverse vicende, il coro si sciolse. La rinascita nel 1994 fu tutto merito di Ettore Costa, già presidente ed ora presidente onorario e ancora valido corista, che si prese l’impegno di girare per il paese con una lista di nomi in mano per convincere le persone ad entrare nel coro. E non fu facile anche perché, come ancora oggi lui stesso ricorda e pure è scritto nel diario del coro, “El laoro pù duro l’è sta convinzer le varie spose e morose”.

Il Coro La Tor di Caldonazzo

A conclusione del suo “giro”, il gruppo di aspiranti coristi era fatto ma un tassello importante ancora mancava: il maestro. Gianni Conci, uno degli amici del gruppo, aveva frequentato il conservatorio e così si prese l’onere di insegnare il canto. Per ben 12 anni ha diretto il coro ed è riuscito a creare un amalgama di persone e di voci. Un grosso elogio e un ringraziamento va

sicuramente rivolto a lui, che comunque rimane un grande amico del coro. Dal 2007 la direzione è affidata a Roberto Def lorian maestro anche del coro “Dolomiti” di Trento, che con molta pazienza e dedizione sta portando avanti il coro La Tor in collaborazione anche con il vice maestro Maurizio Lazzeri. Quando poi il maestro Deflorian ha comuni-

cato la sua intenzione di lasciare il coro “Dolomiti” e di dedicarsi solo al coro “La Tor”, la gioia dei coristi è stata grande oltre che motivo di orgoglio. Da tre anni a questa parte è presidente Stefano Volpato, corista fondatore, capace di tenere un buon rapporto con le varie istituzioni, aiutato anche dal direttivo del coro. In questi quindici anni i concerti sono stati molti e, come affermano i coristi, le loro esibizioni hanno sempre ottenuto calorosi applausi, linfa vitale questa che appaga le loro fatiche e dà loro nuovo slancio. L’attività canora consiste in prove e concerti, alternati da momenti di svago come la gita in bici a Bassano, alcune feste in montagna, qualche spaghettata in sede e di recente una serata a “sfoiar dal Ettore”, con cena a base di polenta e “cunel nostran”. Questa in breve la storia del Coro La Tor, di quel gruppo di amici che condivide la passione del canto e ama lo stare insieme. La loro sede è aperta per nuovi amici il lunedì e il giovedì sera, quando si fanno le prove.

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“Coro La Tor”: 15 anni di attività


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CRONACHE

PERGINE VALSUGANA. Un progetto che durerà fino all’estate CALDONAZZO

Pasqua de ‘na volta di Mario Pacher

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Il pedibus degli scolari a Pergine Valsugana

Il pedibus degli scolari

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di Paolo Chiesa l 22 marzo scorso è partito il progetto “Pedibus” che durerà fino all’estate e che è rivolto ai bambini delle scuole don Milani di Pergine Valsugana. Il “Pedibus” è inserito nel progetto “Città sane” promosso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e ha come obiettivo il miglioramento della qualità della vita nelle città tramite la promozione alla salute e alla prevenzione. Il presupposto di “Città sane” e di “Pedibus” è quello che per ridurre l’inquinamento atmosferico e aumentare la qualità della vita, sono certamente importanti la ricerca scientifica e le domeniche a piedi, ma sono anche indispensabili delle azioni che agiscano sui comportamenti dei singoli e che li supportino nel cambiamento improntato alla sostenibilità. Nello specifico “Pedibus” si concentra sulla mobilità

casa/scuola dei bambini delle scuole don Milani. Nelle scuole elementari e medie è molto radicata l’abitudine da parte dei genitori di accompagnare i figli a scuola in auto. Lo spirito di questo progetto è quello di venire incontro alle esigenze di quelle famiglie che si sentono “costrette” ad accompagnare i figli a scuola per le più svariate ragioni (senso di insicurezza nel lasciare i figli da soli per strada, fretta, spostamenti accessori, uso dell’auto per altre necessità). Il progetto, alla cui stesura hanno partecipato rappresentanti della polizia locale, dell’amministrazione comunale, degli insegnanti, dei genitori e dei volontari di San Patrignano, vuole offrire valide alternative a queste famiglie e ampliare le possibilità di scelta dei ragazzi. Il “Pedibus” è in sostanza un “autobus umano” formato da bambini in cammino con un adulto “autista” in cima alla fila e un adulto “controllore” in fondo che partendo da

un capolinea, seguono un determinato percorso, con fermate e orari prestabiliti dove vengono raccolti altri passeggeri. Sono attive cinque linee cittadine ognuna contraddistinta da una pettorina di colore diverso indossata dai bambini. La vicesindaco Marina Taffara ha così riassunto i punti di forza del “Pedibus”: «La socialità, che nei nostri bimbi è spesso sacrificata; la necessità di movimento e di esercizio fisico che può essere parzialmente soddisfatta con il “Pedibus”; la sicurezza, creata attorno al gruppo di bambini in movimento dal rispetto delle regole da parte di cittadini e automobilisti; l’acquisizione delle abilità pedonali; i benefici per l’ambiente dovuti alla riduzione del traffico intorno alle scuole che farà diminuire di conseguenza il rischio di incidenti». Attenzione allora ai “Pedibus” colorati di rosso di verde e di blu che transiteranno sulle strade di Pergine fino alle vacanze estive.

È stata una festa particolare ispirata ad un lontano passato, quella trascorsa a Caldonazzo nel giorno di Pasquetta. Una giornata ricca di attrazioni all’insegna degli antichi costumi locali, organizzata dal Gruppo Folkloristico in collaborazione con il Comune e la Cassa Rurale. Numeroso il pubblico venuto anche da fuori, per assistere ai vari momenti di questa 11esima edizione della manifestazione denominata “La Pasqua de ‘na volta”. Sin dal mattino l’attivo gruppo Folk aveva aperto il piccolo museo, sempre più ricco, mettendo in mostra tanti oggetti del passato, usati nella lavorazione dei campi e anche presenti nelle abitazioni dei nostri antenati. Poco prima di mezzogiorno l’inconsueto spettacolo della tosatura di una pecora, ha attirato tanti curiosi di tutte le età. Poi nel pomeriggio, alla fontana in piazza, le donne di casa hanno fatto la “liscia con la zendro” come si usava nei trascorsi decenni, la “lustratura dei rami” e un’altra tosatura di pecora. Poi il “girotondo de vecie zigoste”, trampoi e zerci, la lavorazione della lana dalla pecora al maglione, dalla pecora al materasso e la produzione del burro con la “pigna”. Per tutta la giornata ha funzionato uno stand che proponeva la “pinza de latte”, uova colorate con le cipolle, dolci di mele, vino Pavana dei Sicconi.

La tosatura di una pecora


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SPORT

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Dietro da sinistra a destra: l’allenatore Leonardo Pedrotti, Francesca Casagranda, Valentina Toldo, Gloria Frizzera, Alessia Dallapiccola, Lorena Giovannini, il secondo allenatore Andrea Cristellon. Sedute: (da sinistra a destra) Giorgia Sgarbossa, Giulia Dalsass, Alice Dallapiccola, Arianna Svaldi, Manuela Broseghini Pinè Volley- La squadra di seconda divisione

A.S.D. Pallavolo Piné: un gruppo molto unito che vuole crescere

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di Giuseppe Facchini ’A.S.D. Pallavolo Piné rappresenta il punto di riferimento per la pratica sportiva di tutto l’altopia no. Nei campionati femminili 2009-2010 la società schiera 4 formazioni: Seconda Divisione, Under 16, Under 15, Mini Volley. Abbiamo incontrato il Presidente Luigi Frizzera, l’allenatore Leonardo Pedrotti e Umberto Corradini, responsabile del settore tecnico. Corradini, ci parli di come è nata questa realtà. «La società è nata nel 2001. Il primo nucleo di ragazze è del 1991 che ora con qualche rinforzo costituiscono l’ossatura della squadra di Seconda Divisione. All’inizio avevamo anche una squadra maschile che ora non c’è più. Sono soddisfatto perché tra la prima squadra, le giovanili e il Mini Volley sono circa 100 i praticanti di questo sport.

Il presidente Luigi Frizzera

È proprio una bella realtà, con 8 istruttori e 3 allenatori». Le più belle soddisfazioni? «Praticare questo sport è una opportunità di crescita, sia sportiva e tecnica che umana». Ci sono collaborazioni con il mondo scolastico? «Sì, anche se auspico comunque una maggiore collaborazione con gli insegnanti in particolare».

Il gruppo degli allenatori di seconda divisione e dell'Under 16. Da sinistra: Andrea Cristellon, Leonardo Pedrotti, Umberto Corradini e Davide Anesi

Presidente Frizzera, pare che l’entusiasmo non manchi. «La nostra è una società giovane e siamo in una fase espansiva con il completamento degli organici. È una realtà prettamente locale, anche gli allenatori sono cresciuti qui, senza dover attingere da fuori

zona. Lo scopo più importante è vedere tante ragazze in palestra che fanno sport». Le prospettive per il futuro? «Il futuro è assicurato dalla presenza di una cinquantina di atlete che praticano il mini volley.


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PINÈ VOLLEY Presidente: Luigi Frizzera Vicepresidente: Claudio Pirruccio Segretario : Antonio Abbisciano Responsabile Settore Tecnico: Umberto Corradini

Pinè Volley - Squadra Under 16

I problemi maggiori sono però nel reperire i fondi necessari per la gestione, abbiamo diversi aiuti dal Comune, dalla Cassa Rurale, dagli sponsor, che però è sempre difficile reperire. Nella zona pinetana ci sono tante società sportive ed è quindi difficile accontentare le esigenze di tutti». A contatto con la prima squadra è innanzitutto il giovane allenatore, Leonardo Pedrotti. Qual è la caratteristica della squadra? «La squadra si è formata tre anni fa, otto elementi sono del 1991. Lo scorso anno siamo arrivati al secondo posto in terza divisione e

quindi siamo stati promossi nella serie superiore». Com’è stato il salto di categoria? «È la prima esperienza in un campionato come questo, quindi l’obiettivo è disputarlo per imparare e l’anno prossimo fare ancora meglio. Il gruppo della prima squadra lo integriamo un po’ alla volta con le ragazze dell’Under 15 e 16. Il gruppo è molto unito e tutte si impegnano con grande passione mantenendo sempre la concentrazione. È difficile allenare, ma allo stesso tempo anche facile quando si hanno delle atlete così».

Under 16 e Under 15 femminili Primo allenatore: Davide Anesi Secondo allenatore: Umberto Corradini La rosa della squadra: Margherita Tomasi, Elisa Colombini, Lucia Ferrari, Sara Pirruccio, Valentina Corradini, Silvia Fedel, Silvia Svaldi, Anna Giacomozzi, Federica Anesi, Eleonora Zeni, Gloria Casagranda, Arianna Giovannini, Sara Fennane, Martina Giovannini, Jennifer Nava, Barbara Giovannini, Erika Dallapiccola, Alessia Fedel, Elena Ioriatti, Federica Viliotti MiniVolley Responsabili: Roberta Facchinelli e Lorenza Pedrotti Allenatori: Lorenza Pedrotti e Umberto Corradini

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In piedi (da sinistra): il secondo allenatore Umberto Corradini, Valentina Corradini, Silvia Fedel, Anna Giacomozzi, Gloria Casagranda, Lucia Ferrari, Margherita Tomasi, l’allenatore Davide Anesi. In primo piano, da sinistra a destra Arianna Giovannini, Elisa Colombini, Silvia Svaldi, Sara Pirruccio.

Seconda Divisione femminile Primo allenatore: Leonardo Pedrotti Secondo allenatore: Andrea Cristelloni La rosa della squadra: Lorena Giovannini, Valentina Toldo, Giulia Dalsass, Giorgia Sgarbossa, Manuele Piva, Manuela Broseghini, Alessia Dallapiccola, Francesca Beber, Gloria Frizzera, Giada Dalpalù, Arianna Svaldi, Alice Dallapiccola


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SPORT

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MARTER. Nostra intervista al presidente Emidio Boccher

La squadra di Terza Divisione con il Presidente Emidio Boccher (primo a destra)

US Marter: quando piccolo è bello

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di Giuseppe Facchini ’Unione Spor t iva Marter è una società polivalente e si occupa di atletica leggera, d i pallavolo, d i tennis tavolo, di orientamento. Nel settore del volley sono quattro le squadre in attività, tra le quali spicca quella partecipante al campionato femminile di Terza Divisione. Di questa realtà ci parla il presidente Emidio Boccher. «È una squadra giovane, l’età media delle atlete è di 20 anni e stiamo facendo un buon campionato». Quali sono i problemi maggiori che deve affrontare una

U.S. MARTER VOLLEY Presidente: Emidio Boccher

L'allenatore Carmine Amendola

società come la vostra? «I rischi sono quelli economici, mentre dal punto di vista della squadra quando non c’è armonia e collaborazione tra la squadra, gli allenatori e la dirigenza. Non

Squadra Terza Divisione femminile Allenatore: Carmine Amendola La rosa della squadra: Barbara Anelli, Manuela Bressanini, Mirela Dalsaso, Elisa Fusinato, Daisy Gozzer, Sara Hueller, Silvija Matanovic, Katy Montibeller, Arianna Trentin, Noemi Iseppi

è però il nostro caso, in quanto le ragazze si impegnano volentieri e c’è un bel rapporto tra le varie componenti e questa è la

più grande soddisfazione per un presidente». Quando è nata la società? «La società esiste dal 1973, all’inizio si operava nell’atletica leggera e nello sci. Nella pallavolo abbiamo iniziato nel 1986». Che rapporto c’è con l’Ausugum di Borgo? «Un rapporto di sana rivalità, noi crediamo sia più importante l’autonomia di una squadra per una realtà piccola come la nostra. Giocano comunque con noi anche atlete dei paesi vicini. Se si fa qualcosa in un paese piccolo, è un beneficio per tutto il paese. È un discorso che va oltre il lato sportivo, la squadra e la società sono diventate un centro di socializzazione e di aggregazione locale».


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ECONOMIA

CURIOSITÀ. I miniassegni, uno dei tanti misteri irrisolti del Bel Paese

«Mi scusi, non ho il resto...»

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ignora «mi scusi non ho il resto, le do anche 400 caramelle». – In cartone?!? – «No! Sciolte...». Cantava proprio così Vasco Rossi in Alibi, testo composto alla fine degli anni Settanta in cui il rocker emiliano descriveva la vita certo non “spericolata” di un piccolo paese di provincia. Una strofa, questa, che fotografa con pungente ironia un reale problema dell’epoca. Forse molti lo ricorderanno: verso la metà degli anni Settanta le monete erano pressoché introvabili e i commercianti spesso si ritrovavano a dover dare il resto in merce. Quindi oltre alle famigerate caramelle ricordate dal Vasco nazionale, si poteva ricevere davvero di tutto: dai fiammiferi alle penne, dai francobolli ai gettoni e così via. A provocare la penuria di moneta spicciola fu, secondo alcuni, l’autentico boom che in quegli anni conobbero i distributori automatici, i juke-box e i flipper. Quando la situazione si fece inso-

stenibile, le associazioni dei commercianti esercitarono una forte pressione sulle banche affinché trovassero una soluzione. Così nel settembre del 1975 videro la luce i cosiddetti miniassegni, piccoli titoli del valore di 50, 100, 150, 200, 250, 300 lire, emessi in un primo

In questa pagina alcuni miniassegni. Collezione privata di Giovanna Longo

momento solo dagli istituti di credito, ma in seguito anche autonomamente dai grandi magazzini. L’esperienza durò fino a tutto il 1978, poi i miniassegni furono messi al bando e molti si ritrovarono in mano solo carta straccia. Alcuni analisti ritengono che dietro vi fu anche una grossa speculazione, poiché molti cittadini non incassarono mai questi titoli e i soldi rimasero così alle banche. E non si trattava certo di spiccioli. In quegli anni, infatti, con 300 lire si potevano acquistare tre

caffè, due quotidiani o un litro di benzina. L’improvvisa comparsa dei miniassegni, dunque, fu necessità contingente o semplice speculazione? A trentacinque anni di distanza la risposta rimane ancora avvolta nel mistero, proprio come la peggiore tradizione italiana impone. (J.G.)


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TRADIZIONI

RICORRENZE. A maggio si rinnova una festa dal sapore antico

Un fiore per ogni tipo di mamma

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l a pr ima paro la che impariamo a pronunciare e la prima persona a cui va il nostro pensiero quando abbiamo bisogno di aiuto. La figura della mamma nella storia dell’umanità è sempre stata celebrata e festeggiata durante il periodo della primavera, quando la terra si risveglia dal torpore dell’inverno e dona i propri frutti, profumi e colori. In quel tempo, ovviamente, si trattava di feste legate al culto della fertilità, ben lontane da quelle che oggi noi celebriamo ma che, comunque, presentano un nesso logico e antropologico con un passato ancestrale. La festa della mamma moderna fino a qualche tempo fa cadeva l’8 maggio. Poi, per comodità, fu deciso di trasportarla alla seconda domenica del mese, seguendo così la moda americana che festeggia il Mother’s Day dal lontano 1914, anche se la proposta di istituire tale festa risale al 1870, quando Julia Ward Howe, una pacifista e abolizionista della schiavitù, pensò di istituire il "giorno della madre" come forte segnale

contro la guerra. E se, come consiglia un vecchio adagio, anche nei cannoni bisogna mettere dei fiori, un pensiero floreale è senz’altro il regalo più gradito alle mamme. Ma quali fiori scegliere? Molto dipende anche

Ranuncolo arancione

Ortensie bianche

dal tipo di mamma. Ecco alcuni suggerimenti. Fiori color arancione, come ad esempio il ranuncolo, esprimono esuberanza e pertanto sono indicati per mamme molto attive e dinamiche. I fiori blu e violetti, come le viole e i non ti scordar di me, presentano

Rose gialle

una stretta correlazione con l’inconscio e con la sfera mistica di una persona. Sono i fiori ideali per delle madri creative. I fiori rossi, come ad esempio una bella rosa, simboleggiano l’amore e la gioia di vivere. Vanno regalati a mamme piuttosto forti ma che sanno essere al tempo stesso dolci e amorevoli. I fiori gialli, come i tulipani o i girasoli, rievocano la spontaneità e l’amore per il mondo naturale. Sono consigliati per tutte le mamme che hanno il dono della serenità e dell’allegria. I fiori bianchi, come ad esempio la calla, sono sinonimo di riservatezza e lungimiranza e quindi sono molto adatti per far contente mamme analitiche e che hanno i piedi ben piantati a terra. I fiori rosa e fucsia, come ad esempio la peonia, sono espressione di grande femminilità e dolcezza. Saranno quindi assai graditi da mamme romantiche e dolci. Per essere sicuri di colpire sempre nel segno, indipendentemente dal tipo di mamma che si ha, le composizioni di fiori sono senz’altro la soluzione più comoda e indicata.


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SPETTACOLO

La Compagnia Bolero

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di Mario Pacher a Compagnia “Bolero” non è un gruppo di amici che si ritrova tutte le sere al tavolo di un bar per fare una partita a carte o giocare a dadi, ma fa parte di un mondo a molti sconosciuto: quello della danza. Sì, perché la danza non è quasi mai presa in considerazione se non quando si parla di grandi artisti conosciuti a livello mondiale. Eppure, anche nella nostra regione abbiamo, a Lavis, un valido e tanto attivo gruppo nato quasi per caso quattro anni fa per merito di alcune giovani che, con la danza nel cuore, hanno voluto costruire qualcosa che porti una ventata di allegria. Quattro ragazze che un giorno ebbero la fortuna di conoscere il coreografoballerino di origini argentine, Jorge Gonzalez, che ben volentieri accettò la proposta di dare vita ad una Compagnia di danza, la “Bolero”. E dopo appena quattro anni, questo

i n i zial mente cu rò piccoli spettacoli ma ora, grazie alla tenacia e alla professionalità dei suoi componenti, vanta par tecipazioni d’alto livello e continue richieste. Un gruppo che si è costruito da solo g razie all’impegno e alla buona volontà dei suoi componenti che, senza nessun aiuto economico, ha saputo e sa sempre sostenersi con le proprie forze. www.bolerodanza.net Alcuni componenti della Compagnia “Bolero”

simpatico gruppo, dopo tanto impegno e fatica, vanta la presenza di ben dodici ballerini. La Compagnia “Bolero”

AUDITORIUM S. CHIARA - 16 MAGGIO, ore 21

Filogamar per l’ANMIC

Domenica 16 maggio, alle ore 21.00, presso l’Auditorium Santa Chiara di Trento la Filogamar di Cognola porterà in scena “El Pero Pocio... e so fradel gemel”, farsa in due atti di Mario Roat, libero rifacimento in dialetto trentino de “I due gemelli veneziani” di Carlo Goldoni. Regia di Lino Roccabruna. Una manifestazione culturale patrocinata e a parziale beneficio dell’Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili (ANMIC). Sede provinciale di Trento Via Benevoli, 22. Ingresso: settore centrale € 20,00, settore laterale € 15,00. Informazioni 338 4791351.


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TESTATINA

LETTERE AL DIRETTORE

Le lettere possono essere inviate a:

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I CORRUTTORI DI MINORENNI NON POSSONO ESSERE TOLLERATI

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n questi ultimi mesi sui giornali italiani, e anche sui nostri quotidiani locali, si è scritto molto di “pedofilia”, in particolare a proposito di religiosi. La verità è però che la pedofilia è un male che è presente non solo nella istituzione religiosa, ma è presente e più diffuso anche in altre, in quella familiare, scolastica, educativa, sportiva. Non posso quindi condividere il messaggio distorto, che sta passando, di accusa soltanto nei confronti della Chiesa Cattolica. Dovremmo invece chiederci: perché si parla così tanto di pedofilia tra i preti e non si parla invece con lo stesso impegno dei pedofili che nell’80% dei casi appartengono invece alla cerchia parentale? Ci sono casi in cui pedofili sono proprio quei “padri” (tali ritenuti per legge) che nonostante le loro

azioni continuano a mantenere “i diritti” su quegli stessi bambini, che di loro hanno paura, tanta paura, ma che devono continuare così. Ed è evidente che si tratta non solo di un peccato ma anche di un reato penale. È ormai quindi evidente che c’è chi preferisce “nascondere” e “coprire” il pedofilo. C’è chi vuole “distrarre” e porre la pedofilia lontano, oltre l’istituto familiare e vuole convincere che risiede invece in un altro contesto, identificandolo ad esempio nei preti, e avere così la possibilità di coprire intanto tutti gli altri. La Chiesa sta cercando di “fare pulizia” al suo interno; si attende ora un simile doveroso intervento anche nelle famiglie, nelle scuole, nei centri educativi, nelle istituzioni. Si cercano adulti responsabili che finalmente vogliano proteggere i bambini combattendo e “cacciando” via

Redazione "La Finestra" Viale IV Novembre 12 38051 Borgo Valsugana (TN) Tel. 0461.752622 Fax 0461.756833

chi porta o ha portato violenza ai bambini, spesso “domestica”, con redazione@lafinestra.it vessazioni psicologiche, fisiche e sessuali, o con gravi trascuratezze nei loro confronti. I “corruttori di minorenni”, che mancano laddove necessario, da inutili di rispetto ai bambini, che vioesposizioni a situazioni che gli lano i loro sacrosanti diritti, non possano ricordare ancora gli dovrebbero più essere tollerati. eventi vissuti. Non mi addentro poi a difendere Simili consigli d’azione si trovail diritto del bambino alla verità, no anche sul sito www.azzurro. e a quello di non essere, dopo it alla voce ‘approfondimenti’, quanto già ha vissuto, poi ultedove si possono leggere utili riormente traumatizzato dagli indicazioni di comportamento estranei cosiddetti “esperti”. per aiutare i bambini; poi anche Ma sostengo la necessità che su www.pedagogistionline.it la persona che più gli è vicina, si possono trovare alcune slide con cui il piccolo ha scelto di interessanti per informare di che confidarsi, di cui si fida (può cosa è veramente la pedofilia e essere una mamma, talvolta una come combatterla. nonna), lo ascolti, gli dedichi molte attenzioni, trovi il tempo dott.ssa Luisa Bortolotti di stare di più con lui e che “le Associazione dei Pedagogisti venga permesso” di proteggerlo, e degli Educatori Italiani


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CULTURA

LA SCOPERTA. Trovate orme di rettili precedenti la comparsa dei dinosauri

Nel Triassico medio un arcipelago di isole tropicali costituiva l’attuale Trentino Alto Adige e Veneto

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A sinistra: la ricostruzione di una camminata

Vallarsa: scoperte tracce di alcuni rettili preistorici Nell'Alta Vallarsa un gruppo di ricercatori del Museo Tridentino di Scienze Naturali ha rinvenuto le orme di alcuni animali vissuti prima dei dinosauri. Una scoperta sensazionale, che apre nuovi scenari nello studio del mondo preistorico.

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a comparsa dei primi ominidi sul nostro pianeta risale a circa 2,5 milioni di anni fa, mentre per trovare traccia dei primi abitanti del Trentino bisogna andare a non più di 100 mila anni fa. Un periodo che ai nostri occhi appare davvero un’eternità, eppure molto tempo prima – addirittura 240 milioni di anni fa, poco prima che i dinosauri facessero la loro comparsa sulla terra - il territorio trentino era popolato da piccoli rettili simili a lucertole e da arcosauri, animali preistorici di cui recentemente alcuni ricercatori del Museo Tridentino di Scienze Naturali hanno trovato le orme in Alta Vallarsa. Una scoperta sensazionale, che apre nuovi scenari nello studio del mondo preistorico. Le orme fossili sono conservate su lastre di roccia messe in luce dall’erosione di alcuni torrenti che incidono il fianco meridionale della Val Gerlano, a monte degli

abitati di Speccheri e Ometto, in alta Vallarsa. Nella stessa zona si trovano gli imbocchi di antiche miniere di metalli, la cui coltivazione venne abbandonata nei primi anni del 1900. La scoperta Nell’estate 2009 durante una escursione esplorativa in zona, condotta dalla sezione di Geologia del Museo Tridentino Scienze Naturali, Massimo Bernardi riconosce con certezza una traccia fossile su una lastra di roccia rossastra scivolata lungo un ripido pendio. Dopo un ulteriore sopralluogo, il gruppo del Museo, individua altri strati fossiliferi e organizza una serie di campagne di ricerca cui parteciperanno studenti e altri collaboratori del Museo Tridentino Scienze Naturali. Le tracce raccontano Nel nuovo sito paleontologico della Val Gerlano, ai piedi delle

Piccole Dolomiti, sono emerse finora 200 orme. Quasi tutte, conservate su lastre di roccia di piccole e medie dimensioni, sono isolate. Alcune sono allineate una davanti all'altra a formare almeno 4 successioni di passi, che i paleontologi definiscono “piste”. Queste attraversano in varie direzioni vari strati di roccia sovrapposti in una sequenza spessa circa 20 metri. Circa 240 milioni di anni fa questi strati erano parte di una costa sabbiosa solcata da fiumi che

Una grande scoperta per 4 ragioni 1 Sono le prime orme di rettili immediatamente precedenti la comparsa dei dinosauri trovate in Provincia di Trento. 2 Alcune orme hanno una forma unica che suggerisce possano essere appartenenti a specie prima sconosciute alla scienza. 3 Le orme aggiungono importanti dati per la ricostruzione degli antichi ambienti dell’Italia settentrionale e delle relazioni tra gli stessi. 4 Ci permettono di mettere in relazione rocce e fossili rinvenute in varie parti del mondo, aiutandoci a comprendere meglio i primi passi dell’evoluzione dei rettili che poi diventarono dinosauri.

La scoperta in numeri

200 le orme scoperte 4 le “piste” o camminate rilevate 4 i tipi di orme riconosciuti 5 il numero delle dita, sia nei piedi che nelle mani 4 i tipi di animali autori delle orme

sfociavano in un basso mare tropicale. All’interno, verso Recoaro, bassi rilievi montuosi erano coperti di fitte foreste di conifere, mentre sulle spiagge e nei delta fluviali che si affacciavano sulla Val d’Adige crescevano rigogliosi comunità di felci, cicadee ed equiseti. Circa 15 milioni di anni fa, quando le Alpi iniziarono a corrugarsi, gli antichi depositi ormai divenuti roccia furono sollevati e disposti cosi come li vediamo oggi. Le orme sono di almeno 4 tipi diversi. Sono tutte riferibili ad animali quadrupedi, plantigradi o semi-plantigradi, lunghi da 20 cm a 2 metri. Le orme ci dicono che questi animali avevano una camminata molto stretta e piuttosto lineare, il che indica una struttura corporea con arti posizionati verticalmente sotto il corpo. Le zampe anteriori erano più piccole delle posteriori e le mani poggiavano a terra con una caratteristica rotazione rispetto ai piedi. Nelle orme meglio conservate, inoltre, si possono contare bene 5 dita sia nelle mani che nei piedi e osservare le impronte di altrettanti artigli, nonché delineare grossomodo i polpastrelli e i talloni.


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DIRITTI E DOVERI

FOCUS. Le regole di base per assumere un collaboratore domestico

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Colf e badanti senza problemi Sono sempre di più le famiglie trentine che devono ricorrere all’aiuto di una colf o di una badante. Ecco alcune semplici indicazioni per formalizzare il rapporto di lavoro con un collaboratore domestico ed essere così in regola con le tante normative vigenti in materia. La scelta della persona Chi è alla ricerca di una colf, di una badante o di una babysitter nella maggior parte dei casi si affida al vecchio sistema del “passaparola”. Alcuni si rivolgono alla parrocchia, mentre pochi sanno che in molti comuni italiani stanno nascendo dei veri e propri albi di colf e badanti, nei quali può rientrare solo chi possiede i requisiti e ha partecipato a un corso di formazione. Ma vi sono anche altre iniziative. Dal settembre scorso, ad esempio, l’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona “S. Spirito – Fondazione Montel di Pergine” dà supporto a chi voglia avvalersi di colf e badanti, seguendo passo dopo passo tutte le procedure che portano all’assunzione e alla regolarizzazione. Tutti i requisiti Chi intende farsi assumere in qualità di collaboratore domestico, per legge deve avere compiuto i 16 anni d’età e aver assolto l’obbligo scolastico. Qualora si tratti di un minorenne è necessario che vi sia il consenso dei genitori.

Per i lavoratori maggiorenni, invece, è sufficiente che siano in regola con i documenti. Chi assume, infatti, dovrà farsi dare un documento di identità, quello assicurativo, una copia del codice fiscale e, se si tratta di una persona extracomunitaria, il permesso di soggiorno. Colloquio e assunzione Potrebbe sembrare una raccomandazione scontata - e forse proprio per questo viene un po' sottovalutata, originando così delle controversie poi difficili da sanare - ma durante il primo colloquio è bene mettere subito tutto in chiaro, specificando quali siano le proprie esigenze e ciò che ci si attende dalla persona che si vuole assumere. Se, ad esempio, l’aspirante colf durante l’orario di lavoro è tenuta a indossare una determinata divisa, è meglio concordarlo prima. Tutti questi accordi verbali andranno quindi trascritti dettagliatamente nella lettera di assunzione, nella quale saranno indicati il giorno di inizio, l’eventuale periodo di prova, l’orario di lavoro, le mansioni, le ferie...

famiglia che le ha assunte, le ore lavorative settimanali possono essere al massimo 54, calcolate in 10 ore giornaliere e in 4 ore nel giorno infrasettimanale deputato al riposo. In questi casi non è necessario indicare l’orario di inizio e di fine del lavoro perché – specialmente nell’assistenza agli anziani – le esigenze possono variare di giorno in giorno. L’importante è che dopo 10 ore di lavoro vi siano almeno due ore di riposo. Quando invece l’attività lavorativa si aggira sulle 40-45 ore settimanali, è meglio stabilire un orario preciso. Contratto e orario In questo campo vi è un contratto collettivo nazionale di lavoro che contempla otto diversi livelli di inquadramento, la cui remunerazione varia in base alla mansione svolta. Ad esempio, una badante che deve assistere una persona non autosufficiente avrà una retribuzione migliore rispetto a chi presta assistenza a persone del tutto autosufficienti. Per colf e badanti che vivono presso la

Comunicazione INPS Quando si assume un collaboratore domestico si deve darne comunicazione a vari enti. In primo luogo all'INPS - Ufficio lavoratori domestici (tel. 0461 886827) via Rosmini, 40 Trento - entro il giorno antecedente all'assunzione, attraverso una delle seguenti modalità: a) via fax (0461 886887); b) per raccomandata A/R (via Rosmini, 40 - 38100 Trento); c) a mano, modalità consigliata.


DIRITTI E DOVERI

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La comunicazione deve contenere: i dati anagrafici del lavoratore; i dati relativi al datore di lavoro; la data di assunzione (data di effettivo inizio della prestazione lavorativa); la data di cessazione (se il rapporto di lavoro non è a tempo indeterminato); la tipologia contrattuale; la qualifica professionale; il trattamento economico e normativo (indicazione del CCNL applicato oppure l’importo della retribuzione lorda giornaliera pattuita). Altre comunicazioni Olt re che all'I N PS, la normativa nazionale prevede di comu nicare l'assu n zione di un collaboratore domestico ai centri per l'impiego, all'Inail e, se si tratta di una persona che alloggia presso la famiglia in cui lavora, anche all'autorità locale di pubblica sicurezza. Per i comuni di Trento, Rovereto e Riva del Garda basta presentare il modulo specifico ai rispettivi Commissariati di Polizia (a Trento alla Questura). Per gli altri comuni della provincia di Trento è sufficiente presentare il modulo specifico al Comune in cui si trova l’alloggio. Tale comunicazione deve avvenire entro 48 ore dall’assunzione,

trascorse le quali si incorre in una sanzione pesante che varia tra i 160 e i 1.100 euro. Il diritto alle ferie L’art. 20 del vigente Contratto di lavoro di settore – precisa l’Associazione Sindacale Nazionale Datori di Lavoro dei Collaboratori Familiari (Assindatcolf) - prevede il diritto ad ogni lavoratore, “indipendentemente dalla durata dell’orario di lavoro”, a godere di un periodo di ferie di 26 giorni lavorativi. Le ferie possono essere frazionate in non più di due periodi l’anno, purché concordati fra le parti. Sempre per espressa previsione contrattuale il datore deve fissare il periodo di ferie,

compatibil mente con le esigenze sue e del lavoratore, da giugno a settembre. Questo vuol dire che per godere delle ferie in modo frazionato (e cioè una parte nel periodo pasquale o natalizio e la restante parte in quello estivo), il lavoratore deve sempre accordarsi con il proprio datore di lavoro, dandogli così il modo di organizzarsi per supplire alla temporanea assenza del collaboratore familiare. Dal canto suo, se il datore di lavoro decide di trascorrere le vacanze nella seconda casa o in una località diversa da quella di residenza abituale, il suo collaboratore convivente è tenuto a seguirlo e ha diritto ad una specifica indennità (pari al 20% della retribuzione minima tabellare giornaliera) solo se l’obbligo di “trasferta” non è stato espressamente previsto nel contratto di assunzione. Assunzione occasionale Quando una colf o una badante va in ferie, spesso la famiglia

presso cui lavora si organizza e provvede in proprio a svolgere le mansioni abitualmente effett uate dal collaboratore domestico. Tuttavia vi sono dei casi – ad esempio quando si tratta di accudire delle persone non autosufficienti – che richiedono un aiuto costante e pertanto subentra la necessità di trovare un sostituto. Come ci si deve comportare in tale evenienza? O si assume un’altra persona a tempo determinato, espletando tutte le formalità previste, oppure, soluzione più semplice, si fa un’assunzione di tipo occasionale, procedura con voucher telematico collegandosi al sito dell’Inps. Per saperne di più Maggiori informazioni sulle procedure per assumere una colf o una badante si possono trovare sul sito del Centro Informativo per l’Immigrazione di Trento (www.cinformi.it), sul sito dell'INPS (www.inps.it) e sul sito dell'Associazione Sindacale Nazionale dei Datori di lavoro domestico (www.assindatcolf. it) che ha uno sportello anche a Trento presso la Confedilizia in Via della Prepositura, 42/44 (tel. 0461 232211). (J.G.)

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FOCUS. Le regole di base per assumere un collaboratore domestico


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IL CONSIGLIO DELL'ESPERTO

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Formaggio, non solo secondo piatto ma anche dessert Ecco alcuni abbinamenti da provare: • Mascarpone con mostarda di frutta. • Formaggio Enego o Asiago fresco con alcune gocce di aceto balsamico tradizionale di Modena. • Soffio del Lagorai con miele di acacia e noci. • Vezzena o Grana con miele di castagno. • Pannarello o formaggi morbidi con miele millefiori. • Formaggi stagionati con pere e miele millefiori. Tutti i formaggi stagionati si sposano anche con le moltissime mostarde presenti nel nostre produzioni nazionali che dovranno comunque essere leggermente piccanti ed acidule.

Fabio Finco, amministratore di Casearia Monti Trentini

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I formaggi non sono solo un ottimo secondo piatto ma possono diventare anche dei favolosi dessert.


Cucina Immagini per

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La ricetta di maggio

PRIMI PIATTI. Una lasagna verde morbida morbida...

a cura di Fabrizio Todaro

40 minuti+fo rno * facile

GRAN PASTICCIO DI CRESPELLE ALLE 3 ERBETTE Questo mese prepariamo una "lasagna" sostituendo però la classica pasta alimentare con delle morbide crespelle che farciremo con tre erbette e un trito di speck. Le erbette, che abbiamo trovate già pulite e surgelate al supermercato, sono un misto di cicoria, biete e spinaci ma nulla toglie che possiate usare del radicchio trevigiano o la vostra verdura preferita. Anche la besciamella che abbiamo utilizzato è quella pronta all'uso. Buon appetito!

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INGREDIENTI PER 4/6 PERSONE

per 6 crespelle: • 3 uova • 180 gr farina bianca • 2,5 dl latte • sale per il ripieno: • 1 spicchio d'aglio

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Soffriggere in una noce di burro lo scalogno e lo spicchio d'aglio tritati finemente

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Tagliare lo speck a listarelle sottili

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In una pirofila di circa 22 cm di diametro iniziare ad alternare una crespella, poi le erbette, la besciamella e infine una spolverata di grana, per ciascuno dei 6 strati

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Aggiunegere le erbette ancora surgelate e cucinare con il coperchio per 15 minuti, regolando di sale e pepe

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Rosolare lo speck per 2 minuti in una padella antiaderente

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Terminare l'ultimo strato con abbondante besciamella

• 1 scalogno • 450 gr erbette surgelate (cicoria, biete, spinaci o altro) • 500 gr besciamella pronta • 1 noce di burro • 100 gr speck affettato • grana grattugiato

Preparazione delle 6 crespelle Mettere la farina e metà del latte in una ciotola e mescolarli con una frusta; non appena sono ben amalgamati, aggiungere le uova intere e continuare a mescolare con la frusta. Aggiungere poi il rimanente latte, salare e mescolare fino a ottenere un composto liscio e senza grumi. In una padella antiaderente ben calda versare un po' di composto, far roteare velocemente la padella in modo da coprirne uniformemente il fondo in uno strato sottile. Appena i bordi della crespella si staccano dalla padella, ruotarla con l'aiuto di una spatola e farla cuocere brevemente sull'altro lato.

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In una ciotola mescolare la besciamella allo speck

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Mettere in forno a gratinare per 30 minuti a 200° e servire ben caldo!


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La Finestra maggio 2010  

Periodico gratuitamente distribuito in Valsugana e dintorni