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Editoriale

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entili lettrici, cari lettori, i mesi estivi sono sempre sinonimo di vacanza, di fuga – anche solo per pochi giorni – dagli impegni, dalla routine e dagli affanni della vita

quotidiana. In questo periodo dell’anno non vediamo l’ora di staccare la spina e di partire, lasciandoci alle spalle tutto e tutti. Talvolta persino i nostri migliori amici, per i quali, purtroppo, spesso l’estate significa una partenza senza mai più ritorno. Ogni anno, infatti, a luglio e ad agosto si registra un’impennata nell’abbandono di cani, gatti, criceti e tanti altri piccoli animali domestici. Creature indifese che per taluni, evidentemente, rappresentano soltanto un bel gioco da accantonare quando non serve più, un fardello che intralcia i piani della famiglia, da scaricare in una piazzola dell’autostrada come fosse spazzatura. Secondo le stime del Ministero della Salute, sempre approssimative per difetto, in Italia ci sarebbero almeno 590 mila cani randagi; un fenomeno drammatico, sintomo di una diffusa inciviltà, ma anche una reale fonte di pericolo per gli automobilisti, per le persone nonché per gli altri animali. Un animale abbandonato va incontro a un calvario di cui raramente conosciamo le tappe; ma quando ciò accade si rimane attoniti, senza parole. Qualcuno forse ricorda un caso di molti anni fa. Partita per le vacanze, una famiglia del Nord decise di abbandonare Fido in una piazzola della Salerno-Reggio Calabria. Eb-

bene, quattro anni dopo il cane si ripresentò a casa, malconcio per aver percorso oltre mille chilometri schivando chissà quali insidie, ma felice di aver ritrovato i propri padroni cui si sentiva legato da un indissolubile patto di fedeltà. Quante volte invece, noi cosiddetti esseri umani, abbiamo tolto il saluto a qualcuno per una parola mal interpretata; quante volte abbiamo rotto un’amicizia per un piccolo torto subito o, peggio ancora, per non voler ammettere un nostro errore. Quante volte! E quante volte, ancora, noi dovremmo riflettere e imparare a comportarci da veri uomini osservando proprio i nostri animali. La storia di copertina di questo mese è dedicata a loro, ai nostri piccoli amici a quattro zampe, prendendo spunto dalla bella lettera inviataci da una lettrice che, accogliendo l’invito della nostra rubrica “Raccontaci la tua storia”, ci ha regalato uno squarcio di umanità in un mondo che va sempre troppo di fretta e che soltanto quando è incolonnato sotto il sole sulla via delle vacanze sembra porsi, distrattamente, la fatidica domanda: «Non è che abbiamo dimenticato qualcosa?». Ebbene, cari signori umani, la risposta è: forse sì! Buona lettura.

Johnny Gadler, direttore responsabile de La Finestra

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Quelle partenze senza ritorno...


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La Valsugana vista da vicino:

LUGLIO 2010 - ANNO 22 - n. 7

Levico

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STORIA DI COPERTINA

VI RACCONTO LA MIA STORIA

64 Atletica leggera, vanto per la Valsugana

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Nostra intervista a Edoardo Bennato

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Compravendita senza rischi

Editoriale.................................................................3 Lucia Irmici: «La mia famiglia a 4 zampe...............6 In Italia quasi 600 mila cani randagi.....................10 Chiesa: «Vedo più cura per gli animali»................12 Uomo e cane: storia di un patto antico.................14 Trentino - Alto Adige a rischio frane......................18 De Gasperi in prima serata tv................................20 A.T.A.D., aiuto alle famiglie con disabili................22 S. Lorenzo: qual è il ruolo delle ostetriche?..........26 Borgo: oltre mille firme per il punto nascite..........27 Pergine: prorogato lo “sfratto” al Museo..............28 Festa per i 60 anni di matrimonio dei Bosco........28 Amici della montagna in assemblea.....................30 La mostra di Camara............................................30 Festa a Maso San Desiderio.................................31 Approvato piano giovani.......................................31 Contributi per lo stadio del ghiaccio di Piné..........31 Il ricordo di Gigi Lona............................................32 Il saluto a George Eineder.....................................32 Levico: lago, monti e terme..................................35 Intervista al sindaco di Levico...............................36 Levico nel corso dei secoli ..................................38 Cassa Rurale di Levico: 110 anni di storia............40 Beretta: «promuovere Levico con la qualità»........42 Tommaso Acler: «Valorizzerò l’esistente»............44

LA FINESTRA ONLINE

Questo numero de LA FINESTRA è consultabile e scaricabile in formato PDF all'indirizzo: http://issuu.com/lafinestra/docs/lafinestra_luglio_2010

Direttore Cristina Ferretti

Stampa CSQ Centro Stampa Quotidiani spa - Erbusco (BS)

Direttore Responsabile Johnny Gadler

Editore Athesia Druck srl - Via del Vigneto 7 - 39100 Bolzano

Pubblicità Cristina Dellamaria 347.6475297

Aut. Tribunale di Trento n. 635 del 22-4-1989

Grafica ed impaginazione Eva Fontana Corrispondenti P. Chiesa, G. Facchini, A. Munaò, M. Pacher

Mondo Giovani: «la nostra storia»........................46 Ecco come si vive a Levico Terme.......................48 Gruppo anziani, realtà in crescita..........................50 Estate con “In...Canto Popolare”..........................51 Ombrellari, un grande amico di Levico.................52 Un tuffo nell’estate di quasi 150 anni fa................53 Levico Terme: storia fotografica...........................54 I vincitori del concorso “Le nostre Valli”...............57 Anfi: gita in Polonia e Slovacchia..........................59 Calceranica:gruppo anziani in ferie.......................59 APSP, accordo tra Borgo e Strigno.......................60 Volley: torneo femminile comprensoriale..............62 Atletica leggera: il G.S. Valsugana.........................64 Come eravamo.....................................................66 A Strigno i paesaggi di guerra...............................67 Remo Wolf, uomo e artista del ‘900.....................67 Capolavori della Phillip Collection.........................67 Ritorna la musica del Levico Lake Festival...........68 Notte di note con le stelle di X Factor....................69 Valsugana Singers sugli scudi..............................70 Edoardo Bennato e le vie del rock.........................72 Compravendita senza rischi..................................74 La crisi ha modificato il menu...............................76 Cucina per immagini: torta Isabella......................77 La Finestra annunci...............................................78

Questo numero de LA FINESTRA è stato chiuso il 30/6/2010 La Finestra declina ogni responsabilità per eventuali cambiamenti e/o errori nelle date e negli orari degli appuntamenti segnalati.

REDAZIONE Via IV Novembre, 12 38051 BORGO VALSUGANA (TN) Tel. 0461.752622 Fax 0461.756833 email: redazione@lafinestra.it

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Lucia Irmici: «Vi presento la mia grande famiglia a quattro zampe»


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STORIA DI COPERTINA

LUCIA IRMICI. Vi racconto la mia storia

«Vi presento la mia grande famiglia a quattro zampe» Raccogliendo il nostro invito ai lettori di raccontarci una loro storia, Lucia Irmici ci ha inviato una bella lettera in cui parla di cani abbandonati che erano in fin di vita e che oggi invece stanno bene, amati e coccolati nella sua grande famiglia a quattro zampe che vive in una sorta di fattoria ai margini del bosco. Ed è proprio lì che siamo andati a trovarla affinché ci raccontasse la sua storia d’amore per gli animali...

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di Johnny Gadler

finire creature perché spesso e volentieri sono più umani dell’uomo, rappresentano tutto per me. Sono una passione «Gli animali che fortifica ogni giorno rappresentano tutto per di più il rapporto fra me e me. Questo è Mastiff, mio marito. Ormai sono scampato al terremoto la nostra famiglia e noi dell'Abruzzo...» siamo la loro, perché si tratta di animali tutti abbandonati e con alle spalle esperienze drammatiche come nel caso di Pippo».

ignora Lucia, lei vive a Levico ma non è di queste parti... «No, io e la mia famiglia siamo arrivati a Levico circa 13 anni fa da Varese».

Noto un accento fiorentino... «Ah, se n’è accorto? Mi fa piacere che si senta ancora. Diciamo pure, visto che amo moltissimo gli animali, che fa parte del mio imprinting. Difatti ho trascorso la mia infanzia a Firenze, anzi sulla collina di Fiesole, la vera culla della città di Dante».

Ci racconti la sua storia... «Pippo è un cane che trovai in un cassonetto dei rifiuti a Levico. Fu forse un angelo a farmi sentire il suo flebile guaito. Era uno scheletro, pesava solo 700 grammi, non aveva più il pelo e la pelle brulicava di vermi. All’epoca Pippo aveva 11 anni ed era ridotto talmente male che neppure il mio veterinario – il dott. Monsorno, che mi ha sempre aiutata tanto in questi anni – nutriva grandi speranze su un suo recupero. Io volli tentare ugualmente. L’ho pulito, imboccato con l’omogeneizzato, l’ho massaggiato... C’è voluto un anno e mezzo di tanto amore, tanto amore e tanto amore. Adesso Pippo ha 17 anni ed è un cane felice».

E cosa l'ha condotta a Varese? «I casi della vita, l’amore, la mia famiglia. A Varese abitavamo in un appartamento in centro, ma io ho sempre amato la natura e gli animali. Così cominciai a tenere in casa qualche gatto e poi arrivò anche un cagnolino. Però la vera svolta avvenne quando decisi di acquistare un cavallo». Un cavallo in città? «No, non in città. Avevamo affittato un terreno in periferia. Si chiamava Nadia e veniva proprio dal Trentino. Quasi un segno premonitore di quella che poi sarebbe stata la nostra esistenza qui in Valsugana». Quale fu il motivo di questo trasferimento in Valsugana? «Soprattutto una scelta di vita. Mio marito aveva ereditato questo maso isolato nel bosco che all’epoca era ridotto a un rudere. Capimmo subito che il nostro futuro sarebbe stato qui, che avremmo avuto tanti animali e che saremmo riusciti a realizzare

il nostro sogno superando anche le difficoltà lavorative».

va a pensare che non ci sarei mai riuscita».

In che senso? «Beh, mio marito lavora tuttora a Verona e quindi ogni giorno si sobbarca 200 chilometri di macchina. Io per svolgere la mia professione di collaboratrice scolastica ho dovuto superare un concorso della Provincia. Il fatto di non essere trentina mi induce-

E invece? «Non ci crederà. Sono stata la migliore di tutti e mi hanno fatto pure i complimenti. Vede cosa riesce a fare l’amore per gli animali?». Parliamone di questo amore... «Gli animali, che io preferisco de-

Una storia drammatica. Non saranno tutte così spero... «Purtroppo c’è anche di peggio, come nel caso di Rex. Probabilmente i padroni avevano deciso che era vecchio e non serviva più. Fu trovato a Rovereto seppellito in una buca con una corda al collo, in modo tale che non potesse uscire. Quando lessi la notizia sul giornale mi precipitai per adottarlo. Me lo affidarono senza problemi, quasi con sollievo perché nemmeno al canile


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LUCIA IRMICI. Vi racconto la mia storia

Vedo che i suoi animali – pardon – creature, vanno molto d’accordo fra loro... «Sì, magari talvolta litigano, ma qui cani e gatti si sentono davvero una grande famiglia. Prenda Mastiff per esempio. È un cane che vive qui da circa un anno e si è integrato benissimo in questa nuova realtà. Vedendolo nessuno immaginerebbe la sua storia».

scorso. Mio marito si trovava là per soccorrere la popolazione. Un giorno fra le macerie trovò una cagnetta con i suoi piccoli che non poteva sfamare perché non aveva latte. Uno di quei cuccioli mio marito lo portò a casa. Aveva i vermi attaccati all’intestino e dovemmo fargli molte flebo prima di tiralo un po’ su. Ora è in rapida via di guarigione e gioca felice con gli altri, come Nuvola, affidataci da una famiglia di Levico che non la poteva più tenere».

Ce la racconti... «Mastiff viene dall’Abruzzo ed è scampato al terremoto dell’anno

I vecchi padroni l'hanno più rivista? «Oh sì, a un certo punto l’avreb-

bero anche ripresa indietro, ma si vedeva palesemente che Nuvola preferiva stare con noi. Ci rimasero molto male, e da un certo punto di vista li posso anche capire, però gli animali non sono degli oggetti che si prendono e si lasciano a proprio piacimento». Oltre ai cani, lei tiene anche altri animali abbandonati? «Sì, ho molti gatti, un criceto che ho trovato in una gabbietta – probabilmente qualche bambino si era stancato del suo nuovo “giocattolo” – e un cavallo, Anthares, che salvammo dal macello».

Dal macello? «Sì, è una triste storia che risale a 13 anni fa. Una persona aveva ordinato un cavallo, ma pre«Pippo lo trovai tendeva che fosin un cassonetto se una femmidei rifiuti a Levico. na. Così quando Pesava soltanto invece nacque 700 grammi...» un maschio non ne volle più sapere di ritirarlo. L’animale stava per essere condotto al macello e lo salvammo appena in tempo. Allo stesso modo feci per le papere e i conigli».

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sapevano più come fare. Era uno scheletro, non si reggeva sulle gambe e aveva continui attacchi di dissenteria. Dopo 2 mesi riuscimmo a rimetterlo in piedi e fu una grande soddisfazione. Purtroppo aveva il cuore e i reni compromessi. Visse solo un anno, ma serenamente. Una mattina lo trovammo esanime sul divano, abbracciato da altri due cani che gli avevano fatto da "mamma". Piansi e anche adesso a ricordarlo mi commuovo. Qualche tempo dopo lo sognai che giocava felice con Lara, un cane che avevamo trovato in autostrada 4 anni fa. Sono creature che parlano, comunicano; è questo che la gente deve capire».

«Tatina, Malachina e Rambo Junior stavano malissimo. Ora sono belli, sani e felici...»


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LUCIA IRMICI. Vi racconto la mia storia

Che c'entrano ora i conigli e le papere? «I primi tempi che eravamo qui mi dispiaceva che questi animali fossero uccisi, così li compravo nei negozi o direttamente dai contadini della zona e li rimettevo in libertà. Ce n’erano tantissimi, sia di conigli che di papere. Poi a poco a poco sparirono, sicuramente ad opera della volpe. Mi dispiacque tanto, ma mi rasserenai pensando che la volpe doveva dare da mangiare ai propri piccoli. Era un fatto di selezione naturale, eppoi, mica posso salvare tutti gli animali presenti sulla faccia della terra». «Anthares, lo salvammo dal Che pensa di quelli che abmacello...» bandonano gli animali? «Che non hanno un cuore e che tradiscono i loro migliori amici. Sono loro le vere bestie. Però stiano ben attenti prima di compiere un gesto simile, perché se dopo dovessero subentrare dei sensi di colpa – e prima o poi inevitabilmente arrivano – li porteranno con sé per tutta la vita. I sensi di colpa non passano mai. Perché un conto è la vita naturale del cane o del gatto, altro discorso è decidere noi quando porre fine all’esistenza di queste creature. Io quelli che abbandonano o uccidono il proprio animale solo perché è vecchio e malato non li capisco assolutamente. Anche la nostra vita passa, non si può essere eternamente giovani. E allora, saremmo contenti se qualcuno a un certo punto decidesse di buttarci via?». Molti dicono che piuttosto di vederli soffrire preferiscono far loro una puntura... «Puro egoismo. Un anno fa mi è morto un cane che aveva 13 anni. Era malato da tempo e più di tanto

non potevo offrirgli. Però lo curavo, lo accarezzavo, lo coprivo... e ha chiuso gli occhi serenamente. Il mio gatto Rambo, che sta qui

morirà, ma solo quando sarà il suo momento e non quando farà comodo a me». In Trentino il fenomeno dell'abbandono rimane abbastanza circoscritto, tuttavia desta una preoccupazione quello delle esche avvelenate... «Purtroppo è così. Appena arrivai qui mi avvelenarono un cane con la stricnina. Per me fu un colpo durissimo, perché non volevo credere che nel civile Trentino potessero accadere fatti simili. E invece poi mi sono resa conto che qui questo fenomeno è molto più diffuso che altrove. Nel resto d’Italia i cani magari li abbandonano, ma difficilmente li avvelenano come capita in Trentino». Secondo lei perché? «Semplice. Perché in Trentino «Il cane Nuvola c’è una mentalità diversa, e il gatto Devi dura a morire e che solo ora condividono il le nuove generazioni stanno pasto come in una incominciando a sgretolare. Si tratta di una mentalità grande famiglia» prettamente contadina, dovuta alla gran povertà vissuta in passato da questa terra e alla chiusura tipica delle zone di montagna. Mentre per chi, come me, proviene dalla città è normale che l’animale viva in casa con noi, qui prevale ancora l’idea che il cane vada tenuto alla catena e che, se abbaia troppo, il vicino te lo può anche avvelenare. Per fortuna vedo tanti giovani che la pensano diversamente e che amano gli animali come li amo io. Io sto conducendo la mia battaglia da sola, ma spero tanto che le mie parole facciano riflettere molte persone. da qualche anno, è arrivato che L’amore che queste creature sanera un vero disastro. Guardi no trasmettere è pressoché unico ora come è bello e sano. Certo, e quando uno lo scopre poi non come tutti anche lui un giorno ne può più fare a meno».


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IL DATO. Una piaga che colpisce soprattutto il Sud

Quasi 600 mila cani randagi in Italia Il fenomeno del randagismo è pressoché inesistente in Trentino, ma in alcune regioni del Sud d'Italia presenta cifre assai preoccupanti, con pesanti conseguenze anche a livello sociale.

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ai d at i r ilevat i sul territorio nazionale risulta che in molte regioni, sopr at t ut to del Sud, il fenomeno del randagismo ha raggiunto livelli drammatici ed è spesso fuori controllo. Dall’ultima rendicontazione annuale (riferita all’anno 2006) inviata dalle regioni e dalle province autonome al Ministero della Salute, risultano 6 milioni di cani di proprietà e 590 mila cani randagi di cui solo un terzo ospitati nei canili rifugio. I cani abbandonati continuano ad alimentare la popolazione vagante, inoltre molte femmine gravide partoriscono e i cuccioli che non muoiono di stenti, diventando adulti, rappresentano un ulteriore serbatoio di randagi. Alcuni di questi cani inoltre sono poco socializzati con l’uo-

mo e si trasformano in soggetti “inselvatichiti” il cui controllo è più problematico, soprattutto quando si riuniscono in branchi. I cani vaganti sul territorio, singoli o in branchi, possono: rappresentare un potenziale rischio di aggressione per le persone; diventare serbatoio e veicolo di malattie infettive ed infestive, alcune delle quali trasmissibili all’uomo, non essendo sottoposti ad alcun controllo sanitario; essere causa di incidenti stradali; ogni anno si registrano centinaia di incidenti stradali, anche mortali, causati da animali randagi. Chi abbandona un cane, dunque, non solo commette un reato penale (legge 189/2004), ma potrebbe rendersi responsabile di omicidio colposo. Il fenomeno del randagismo inoltre può arrecare danni al bestiame domestico allevato,

arrecare danni agli animali selvatici, essere causa di degrado ed inquinamento ambientale sia nel contesto urbano che nelle campagne, con conseguente polluzione di pest (ratti, topi), sinantropi ed insetti che a loro volta costituiscono una possibile fonte di pericolo per l’uomo.

Nella provincia di Trento i cani di proprietà sono 36.174 e si presume che i gatti siano poco meno, circa 35 mila. Si stima inoltre che altri 16 mila gatti vivano liberi, mentre il numero presunto di cani randagi è pari a zero. I randagi, infatti, sarebbero soltanto 160, tutti ospitati nei canili. Ben diversa appare la situazioni in altre regioni d’Italia, specialmente al Sud. Il triste primato del randagismo spetta alla Campania, dove a fronte di 162.321 cani di proprietà vi sono ben 32.126 cani randagi ospitati nei canili ( primato assoluto a livello nazionale) e addirittura oltre 70 mila randagi liberi sul territorio, dato di poco inferiore a quello della regione Puglia dove il numero presunto di cani randagi si attesta sulle 70.671 unità. (Fonte: Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali).


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L’ESPERTO. Intervista al veterinario Alessandro Chiesa

«In Valsugana noto un’evoluzione positiva nella cura degli animali»

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Come si devono accudire i nostri piccoli amici a quattro zampe durante l’estate? Quali sono le malattie più diffuse che li possono colpire? Quali le precauzioni da adottare contro gli avvelenamenti? A questi e ad altri quesiti ha risposto il veterinario Alessandro Chiesa da noi interpellato.

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ottor Chiesa, il caldo dell’estate richiede un’alimentazione part icolare per i l cane? «Non più di tanto. Ormai l’alimentazione dei nostri amici a quattro zampe è standardizzata. Eventualmente si può optare per un tipo di alimento con un minore contenuto proteico. Nei negozi specializzati si trovano tutti i prodotti adatti al caso. Talvolta può diminuire un po’ l’appetito, ma tale evenienza di per sé non è preoccupante perché il cane in genere si regola da solo. Più che all’alimentazione, d’estate bisogna prestare molta attenzione all’acqua. Come non sarebbe gradita a noi, nemmeno al cane piace l’acqua calda. Quindi il consiglio è di posizionare la ciotola al riparo dal sole e di riempirla d’acqua fresca più volte possibile». D’estate spesso viaggiamo con i nostri piccoli amici al seguito. Quali sono i principali accorgimenti da adottare? «Si tratta di semplici norme dettate dal buon senso che però non è mai superfluo ripetere: l’aria condizionata non va mai tenuta troppo alta e occorre fermarsi spesso affinché l’animale possa sgranchirsi le zampe e bere. Però è meglio evitare il cibo sia durante il viaggio che prima di partire. Nel caso di lunghi spostamenti sarebbe bene poter abituare l’animale in maniera graduale. Ciò gli eviterebbe lo stress da viaggio migliorando sensibilmente la convivenza all’interno dell’abitacolo, non sempre idilliaca se con noi vi è un animale spaventato». Quali sono le principali malattie del cane? «In Trentino ultimamente vi

è stata una forte allerta per un’epidemia di rabbia, considerata molto pericolosa perché si tratta di una zoonosi, cioè una malattia infettiva che può essere trasmessa anche all’uomo. Per tale ragione in Trentino, Veneto e Friuli è stato reso obbligatorio il vaccino e anche i cani provenienti da fuori debbono essere sottoposti alla profilassi del caso. Altra malattia molto temibile per il cane è la leishma-

niosi, che si manifesta con gravi disturbi viscerali o alterazioni della pelle o delle mucose. Fino a poco tempo fa era diffusa nelle zone tropicali, ma ultimamente, per via dei cambiamenti climatici in atto, si sta spostando sempre più a Nord. Tuttavia gli unici casi finora registrati in Trentino sono d’importazione. Altre malattie dei cani, conosciute da tempo e tenute sotto controllo con le vaccinazioni, sono il cimurro, l’epatite, la leptospirosi, la parvovirosi e la tosse canina».

Dottor Chiesa, anche suo padre faceva il veterinario pertanto possiamo dire che lei ha un’esperienza ultra trentennale. A suo avviso com’è cambiato nel corso degli anni il rapporto uomo-animale in Valsugana? «Negli ultimi anni ho notato un’evoluzione molto positiva nella cura degli animali. Un tempo il cane era un animale da guardia più che di compagnia, aveva la catena corta e, quan-

do andava bene, prendeva gli avanzi di casa. Oggi, invece, il cane vive sempre più libero, in appartamento, alimentato con prodotti specifici grazie anche al miglior tenore di vita delle famiglie valsuganotte. Inoltre ora si fanno le vaccinazioni, si comprende l’importanza della sverminazione e dei trattamenti per i parassiti esterni. Rimane ancora, tuttavia, una percentuale di persone che dei propri amici a quattro zampe e delle loro esigenze non sa assolutamente nulla».

Il dott. Alessandro Chiesa

Con l’estate si acuisce il fenomeno dell’abbandono... «Purtroppo sì, è un dramma per gli animali e un pericolo per le persone e gli automobilisti. Ma si tratta di una piaga che affligge più il Sud d’Italia che il Trentino. Da noi, infatti, grazie anche all’anagrafe canina obbligatoria il fenomeno è assai circoscritto». Non è così, invece, per le esche avvelenate... «Vero, si tratta di una triste realtà che non fa certo onore al Trentino. Certi veleni, come la stricnina, sono vietati; eppure continuano a circolare. Reprimere è difficile perché gli autori di questi gesti criminali spesso rimangono ignoti. Però molto si può fare con la prevenzione. Se quando si porta a spasso il cane gli si mette la museruola, come del resto prevederebbe la legge, difficilmente ingoierà dei bocconi avvelenati. Poi sarebbe importante addestrarlo a non mangiare nulla che non gli sia dato dal padrone. In tal caso è bene rivolgersi a dei validi addestratori e ce ne sono molti anche in Trentino. Attenzione però anche alle vipere, perché il cane è curioso e può andare a stuzzicarle. Pertanto quando si passeggia nei boschi o vicino a delle pietraie, è sempre bene tenere l’animale al guinzaglio». (J.G.)


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FOCUS. Il cane si avvicinò all’uomo già nel Paleolitico

Uomo e cane: storia di un patto antico

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Quella tra l'uomo e il cane è un’amicizia che nacque oltre 13 mila anni fa e che poi si perfezionò nel corso della storia, passando per gli Egizi, i Greci e i Romani... L'amico più fedele «Qui riposano i resti di una creatura che fu bella senza vanità, forte senza insolenza, coraggiosa senza ferocia ed ebbe tutte le virtù dell’uomo senza averne i difetti. […] Queste pietre segnano il posto di un amico. Uno solo ne ho conosciuto e qui riposa». Fu con queste parole che il poeta inglese Lord Byron si accomiatò dal suo amato cane Boatswain, un terranova morto il 18 novembre 1808 e sepolto presso l’Abbazia di Newatead, in Scozia, dove ancora oggi si può leggere questo toccante epitaffio. L’ennesima testimonianza del forte legame che l’uomo spesso instaura col cane, considerandolo, non a torto, l’amico più fedele. Opinione peraltro condivisa da molti illustri pensatori, fra cui l’austriaco Konrad Lorenz, padre fondatore della moderna etologia, ossia la scienza che studia il comportamento degli animali, il quale fra le proprie riflessioni filosofiche annotò: «Non c’è patto che sia stato rotto, non c’è fedeltà che non sia stata tradita, fuorché quella di un cane fedele». Un'amicizia preistorica La convivenza fra l'uomo e il cane risale alla notte dei tempi. Secondo le più recenti teorie il lupo grigio, da cui si ritiene

discenda il cane, si sarebbe avvicinato agli accampamenti umani, attirato dal fuoco e dagli avanzi di cibo, già alla fine dell’età paleolitica, verso l’11.000 a.C. Lo testimoniano alcuni resti scheletrici rinvenuti in Palestina; nel sito di Ein Mallaha, portato alla luce nel 1977, fu addirittura trovata una tomba che custodiva le spoglie di un’anziana donna con al suo fianco lo scheletro di un cucciolo. E non si trattava di un’eccezione. Il desiderio di dare una degna sepoltura al proprio cane si riscontra infatti anche in America, dove i cacciatori del sito di Koster, nello stato dell’Illinois, cominciarono ad inumare i loro fedeli compagni di caccia fin dal 5500 a.C.. Un’usanza analoga è ascrivibile pure agli Egizi, poiché ad Abido, in mezzo alle tombe di donne e arcieri, è venuta alla luce la tomba di un cane. Segno evidente che questi animali erano molto rispettati, circostanza peraltro dimostrata anche dal fatto che a tutti veniva dato un nome, talvolta altisonante come quello di Neb, documentato sotto la I dinastia (3100-2890 a.C.), che significava “signore”. Fu durante la civiltà egizia che cominciarono a svilupparsi varie razze di cani, come si può evincere osservando i dipinti delle varie

dinastie che in alcune occasioni ritraggono animali simili a levrieri, in altri casi somiglianti ai bassotti, oppure ai mastini. Sacro e sacrificato Dall'antico Egitto i cani si diffusero poi in Grecia, dove godettero sempre di grande considerazione. Basti pensare ad Argo, il fedele cane di Ulisse, che riconobbe il proprio padrone dopo che non lo vedeva da vent'anni e nonostante l'eroe acheo fosse travestito da mendicante. Il cane era pure l'animale sacro ad Asclepio, dio della medicina, ma talvolta veniva sacrificato in onore di Ecate, dea dell'oscurità che nei suoi viaggi nel regno dei defunti era sempre accompagnata da una schiera di cani da battaglia; a Sparta, invece, i cani erano immolati sull’altare di Ares, il cui culto simboleggiava lo spirito della guerra. Poi in epoca classica presso i Greci divennero di gran moda i cani provenienti dall’Isola di Malta che all’epoca era chiamata Melita.

Razze e addestratori I primi veri e propri addestratori del mondo antico furono probabilmente i Romani che riuscirono a selezionare varie razze da impiegare in mansioni ben specifiche: la caccia, la guardia e la custodia delle greggi. I cani da caccia venivano allevati prevalentemente nelle province dell'Impero, mentre quelli da guardia e da pastore provenivano dalla Grecia. Ma la vera rivoluzione introdotta dai Romani fu un'altra. Presso questo popolo, infatti, per la prima volta nella storia il cane entrò nelle case senza alcun compito specifico se non quello di rappresentare una piacevole compagnia per il padrone. Nasceva così quel patto di fedeltà che nel corso dei secoli è sempre stato onorato dal cane. Altrettanto vorremmo poter dire per l’uomo che, invece, più volte ha infranto quest’atavica amicizia, assumendo, spesso e volentieri, i panni della vera bestia. (J.G.)


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ATTUALITÀ

EVENTI NATURALI. L'allarme è contenuto nel catalogo storico dell'Irpi-Cnr

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Il Trentino-Alto Adige è a forte rischio frane Da un convegno svoltosi recentemente al Cnr di Roma è emerso che il TrentinoAlto Adige è la regione d’Italia più esposta al rischio di frane, tanto che negli ultimi 60 anni risulta in testa alla triste classifica del numero di vittime.

La frana di Monte Lefre

e cronache, anche quelle più recenti, sono lì a testimoniarlo in maniera drammatica e impietosa: per l’Italia i problemi connessi al rischio idrogeologico diventano anno dopo anno più gravi e preoccupanti. E rappresentano un problema di grande rilevanza sia per il numero di vittime, sia per i danni causati alle infrastrutture, come confermano anche i dati raccolti in un catalogo storico con informazioni di eventi con danni diretti alla popolazione dal 671 d.C e aggiornato dall’Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica (Irpi) del Cnr. Se ne è parlato recentemente a Roma, presso la sede del Cnr, nel corso della Giornata di studio

evento (quello del Vajont) causò più di 1.700 vittime. Se si passa a considerare gli eventi di inondazioni le Regioni più interessate sono Piemonte (73 eventi alluvionali e 235 vittime); Campania (59 eventi e 211 vittime); Toscana (51 eventi e 456 vittime: un numero caratterizzato dalla inondazione dell’Arno del 1966) e Calabria (37 eventi e 517 vittime). «Oltre a questo catalogo storico – aggiunge Guzzetti – abbiamo compilato un catalogo nazionale e stiamo lavorando a una serie di cataloghi regionali su eventi di pioggia che hanno prodotto frane. Ad oggi ci sono informazioni su 1025 eventi che serviranno per valutare la stima di soglia pluviometrica per l’innesco di movimenti franosi».

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‘La ricerca del Cnr per il sistema nazionale di Protezione civile’ organizzata dal Dipartimento terra e ambiente (Dta) del Consiglio nazionale delle ricerche e a cui hanno partecipato tra gli altri il Presidente del Cnr, Luciano Maiani, il Vice Capo Dipartimento della Protezione civile, Bernardo De Bernardinis e Giuseppe Cavarretta, direttore del Dta-Cnr, oltre ai ricercatori del Cnr che si occupano di eventi catastrofici. «Abbiamo utilizzato questo catalogo storico, unico nel suo genere – spiega Fausto Guzzetti, direttore dell’Irpi-Cnr – per aggiornare le statistiche nazionali sulla probabilità che un evento di frana e inondazione causi un dato numero di vittime e abbiamo prodotto per la prima

volta delle statistiche a livello regionale». Sebbene il pericolo frane e inondazioni colpisca un po’ tutto il territorio – dal 1950 al 2008 le vittime di eventi franosi in tutto il territorio nazionale sono state oltre 6.380 e quelle delle alluvioni oltre 269, – le regioni più esposte sono il Trentino-Alto Adige e la Campania. Prendendo in considerazione gli ultimi 60 anni il Trentino si trova al primo posto per numero di vittime (675), dovute a 198 eventi franosi. In Campania 231 eventi con 431 vittime; sempre nello stesso periodo di tempo gli eventi franosi in Sicilia sono stati 33 con 374 vittime. Il Piemonte ha avuto 88 eventi franosi e 252 vittime. Un discorso a parte il Veneto dove, nel 1963, un solo


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ATTUALITÀ

FOCUS. Un documentario di RaiTre sulla figura dello statista trentino

De Gasperi in prima serata tv

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Alcide De Gasperi: il politico e l’uomo, la visione europeista e l’amore per il Trentino. Si potrebbe sintetizzare così il contenuto del documentario storico “De Gasperi”. Prodotto da RaiTre – La Grande storia, in collaborazione con la Fondazione Trentina Alcide De Gasperi, dura due ore e sarà mandato in onda a settembre in prima serata tv.

È

la prima volta che in Italia viene reali z zato un documentario stor ico d i questo livello sulla figura di De Gasperi». È con queste parole che l’11 giugno scorso Giuseppe Tognon, presidente della Fondazione Trentina De Gasperi, ha presentato in antepr ima il documentario De Gasperi prodotto da RaiTre, insieme ad un’iniziativa della Fondazione, le clip degasperiane del progetto SpazioDegasperi. Accanto al Presidente, che è anche il consulente storico della produzione, c’erano il regista

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La Fondazione

del documentario Nicola Vicenti (autore fra l’altro della puntata sul Concilio di Trento e su Padre Pio) e la responsabile delle ricerche d’archivio Fania Petrelli. «Il merito di questo lavoro – ha osservato Vicenti – è che dedica attenzione alla prima parte della vita dello statista, quella meno conosciuta e più legata al Trentino. De Gasperi nasce in un territorio molto particolare e per più della metà della sua vita è sotto la dominazione austriaca. È qui, in questa regione fra i monti che lui sviluppa tutte quelle qualità umane che poi caratterizzeranno la sua attività politica». Le immagini mostrate, circa un quarto d’ora di quello che sarà poi trasmesso in televisione,

La giovane Fondazione trentina Alcide De Gasperi (attiva dalla fine del 2008) ha tra i suoi compiti quello di gestire e valorizzare il Museo della casa natale di Alcide De Gasperi a Pieve Tesino, di promuovere la conoscenza della figura e dell’opera dello statista. Per questo ha deciso di sperimentare forme nuove di “comunicazione civica” e di impegnarsi nell’elaborazione di un innovativo progetto di “design della storia” che porti nelle comunità trentine, e anche fuori del Trentino, l’eco di ciò che è conservato “dentro” il museo di Pieve Tesino e “dentro” la memoria di una comunità, quella trentina, tra le più ricche e complesse dell’Italia. Le clip saranno infatti utilizzate per valorizzare il percorso del Museo, per le iniziative didattiche e per accompagnare i vari eventi della Fondazione. È inoltre in fase di realizzazione una quarta clip centrata sulla storia del Trentino.

Alcide De Gasperi

rivelano spezzoni che vanno dall’infanzia di De Gasperi, alla sua crescita umana e politica, sempre accompagnato dalla profonda fede, come testimoniano gli interventi delle figlie Paola, Cecilia e Maria Romana. Un percorso ricco di riferimenti al Trentino, dalla nascita della cooperazione ai cambiamenti urbani e sociali. Un’inquadratura mostra infine De Gasperi in cima ad una vetta dolomitica, metafora degli orizzonti che si stavano aprendo al giovane trentino. Il documentario dura due ore e sarà mandato in onda a settembre in prima serata tv.

Clip degasperiane La FDG ha colto l’occasione della presenza degli autori del documentario “De Gasperi” per presentare un’altra sua produzione, che rientra nel progetto SpazioDegasperi: si tratta di clip degasperiane, brevi filmati realizzati da Filmwork che valorizzano la figura dello statista. Ogni clip ha una durata che va dal minuto e mezzo ai tre minuti e comunica con il linguaggio evocativo del cinema e della musica, immagini ed emozioni legate a episodi della vita dello statista. Ecco una breve descrizione Guardare De Gasperi. La storia dell’Italia scorre in silhouette, in primo piano la guerra, i caduti, la ricostruzione, lo svago, l’Europa. Sullo sfondo la vita di De Gasperi: le riunioni, la firma della Costituzione, la famiglia, una sigaretta, Churchill, Adenauer... Parla De Gasperi. La sua voce e le sue sfumature. Un comizio, un discorso politico, una conferenza stampa improvvisata, l’euforia e la preoccupazione. Un fiume di voce che finisce nel silenzio dei suoi passi nella neve. Un montanaro che cammina in avanti, che viene incontro con passo sicuro. Istantanee degasperiane. Un’alternanza di momenti che incorniciano De Gasperi in contesti e situazioni diversi. Il lavoro politico, il comizio, il partito, i bagni di folla, la famiglia. Sguardi corrucciati e fieri, ruggenti e affettuosi. «Con il progetto SpazioDegasperi – ha spiegato Giuseppe Tognon, presidente della FDG – intendiamo creare un mix fra tradizione e innovazione dando spazio a iniziative che grazie alle nuove tecnologie ci permettano di curare in modo corretto ed efficace, ma anche intenso ed emotivo la figura di De Gasperi. Guardando queste clip ci si può sentire un po’ come dei ladri di storia, che puntano più che a rapire, a fare propri questi stimoli, riflettendo, leggendo, parlandone con gli amici».


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TRENTO. Sempre più attiva l’Associazione Trentina Assistenza Disabili

A.T.A.D., un aiuto concreto per le famiglie con un disabile Solo le famiglie che hanno vissuto questa esperienza sulla loro pelle sanno quali siano le difficoltà e i sacrifici che quotidianamente si debbono affrontare per assistere un disabile. Per dare aiuto e sostegno a questi nuclei familiari è nata l’A.T.A.D., Associazione Trentina Assistenza Disabili.

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di Mario Pacher ta incrementando sempre più la propria attività l’Associazione Trentina Assistenza Disabili ( A.T.A.D.), nata diversi anni fa allo scopo di aiutare, secondo il proprio statuto e tramite personale volontario già a disposizione, le famiglie in difficoltà per la presenza di un loro famigliare disabile. Recentemente è stata nominata alla guida di questa a s so cia z ione A n n a G r a z ia Conci, disabile in carrozzina perché affetta da sclerosi mul-

tipla, ma con una incredibile forza di volontà, tanta voglia di vivere e di mettersi a disposizione di chi ne avesse bisogno. Contemporaneamente alla sua nomina è stato presentato pure il programma di attività per l’anno 2010, che si sintetizza nei seguenti punti. Risposta psicologica con accettazione delle nuove esigenze del disabile per aiutare le famiglie, preparando un piano di assistenza psicologica con personale altamente specializzato che l’associazione sta in quest’ultimo tempo cercando di contattare per poi mettere a disposizione di chi ne abbia

La Presidente Anna Grazia Conci

necessità. Risposta economica che deve essere immediata, mediante assistenza completa per l’accesso a tutte le indennità previste dalle varie leggi che al momento non sono coordinate, compreso lo svolgimento e l’espletamento delle pratiche necessarie e, nei casi più gravi in cui si riscontra la necessità, poter indirizzare e coordinare l’attività di fisioterapia all’interno delle numerose palestre presenti in città, nelle circoscrizioni e nelle case di riposo. A questo riguardo, dice la presidente, sarà necessario un inter vento dell’assessore alla sanità per poter disporre del personale specializzato sia medico che di fisioterapia. La signora Anna Grazia Conci, che abita a Trento, è sempre a disposizione e può essere contattata telefonando ai numeri: 0461 390896 - cellulare 3478216732.


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BORGO VALSUGANA. Interrogazione del consigliere Morandini sull'ospedale

San Lorenzo: ma qual è il ruolo delle ostetriche?

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erché le ostetriche dell’Ospedale di Borgo non possono assistere le donne in prossimità di parto?». È questo l’interrogativo che Pino Morandini affida ad un’interrogazione presentata in consiglio provinciale qualche settimana fa. Secondo quanto scrive il consigliere, infatti, a Borgo Valsugana il numero delle ostetriche risulterebbe insufficiente a coprire l’intero arco della giornata, tanto che nel tardo pomeriggio la gestione di questo importantissimo reparto sarebbe delegata alle infermiere. Come se non bastasse, sempre secondo Morandini, «le ostetriche in servizio presso l’Ospedale di Borgo non possono seguire a bordo dell’autoambulanza le giovani donne che giungono alla struttura in gravidanza avanzata o addirittura nell’imminenza del parto, e che

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pertanto abbisognano di essere trasportate d’urgenza all’Ospedale Santa Chiara di Trento». Si tratta di un divieto – osserva il consigliere provinciale – «che rende la situazione doppiamente paradossale dal momento che dette operatrici si sono formate, sono state assunte e sono stipendiate proprio per prestare assistenza alle partorienti. Eppure, allo stato, presso la struttura sanitaria della Valsugana, alle

ostetriche questa mansione di assistenza, a tutti gli effetti indispensabile per la salvaguardia della vita di una madre e del suo bambino, risulta incredibilmente negata. Tutto ciò assume contorni di accresciuta gravità se si considera che il trasporto dall’Ospedale di Borgo al Santa Chiara di Trento per donne in prossimità di parto non risulta fortunatamente una urgenza quotidiana e ci sono periodi,

Pino Morandini

talvolta anche di due settimane, nei quali questa non si verifica. Ragion per cui risulta oggettivamente difficile asserire che assegnare alle ostetriche del citato ospedale la possibilità di assistere le donne in prossimità di parto nell’autoambulanza che le trasporta a Trento potrebbe in qualche modo impoverire il personale della struttura sanitaria della Valsugana». Sulla scorta di tali argomentazioni il consigliere provinciale ritiene che questo paradosso vada chiarito «affinché si possa da un lato assicurare alle donne in prossimità di parto che si rivolgono all’Ospedale di Borgo un’assistenza adeguata, e, dall’altro, una oppor tuna valorizzazione professionale delle ostetriche in servizio detta struttura». Pertanto sull’argomento Morandini ha presentato un’interrogazione articolata in nove punti e indirizzata all’assessore provinciale alla salute Ugo Rossi.


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BORGO VALSUGANA. Una petizione popolare per riavere il punto nascite al San Lorenzo

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ltre mille firme – precisamente 1.054 – raccolte in poche settimane in calce ad una petizione popolare con la quale la Lega Nord chiede la riapertura del reparto maternità dell’Ospedale San Lorenzo di Borgo Valsugana. Il 22 giugno scorso il documento con le relative firme è stato consegnato al presidente del consiglio della Provincia Autonoma di Trento, dott. Giovanni Kessler, dal capogruppo in consiglio provinciale della Lega Nord Alessandro Savoi, accompagnato dal consigliere comunale di Novaledo Roberto Paccher. La soppressione del reparto maternità dell’ospedale di Borgo Valsugana, ha sollevato un vespaio di polemiche tra la popolazione, che ora per recarsi in ospedale deve fare anche più di 70 km. La situazione poi, negli ultimi tempi si è ancor più aggravata

Il Presidente del consiglio provinciale Giovanni Kessler (al centro) riceve la petizione dal consigliere comunale Roberto Paccher (a sinistra) e dal capogruppo in consiglio provinciale della Lega Nord Alessandro Savoi (a destra)

a seguito anche dalla chiusura dell’ospedale di Mezzolombardo, sgomberato in piena notte d’urgenza per un possibile crollo, andando ad intasare il reparto maternità di Trento che ora si deve fare carico di 400 parti

all’anno in più. Savoi, nel consegnare la petizione al Presidente del consiglio, ha voluto sottolineare «l’assoluta necessità di dotare la Valsugana di un punto nascite moderno ed efficace» oltre ad auspicare

«una nuova politica sanitaria provinciale». Dal canto suo Kessler, si è impegnato a trasmettere alla quarta commissione permanente e ai capogruppo del consiglio provinciale, la documentazione ricevuta, affinché si dia inizio alla discussione della proposta. L’attuale assessore alla salute Ugo Rossi – osserva la Lega Nord in un comunicato stampa – «aveva fatto del rilancio della sanità trentina il proprio cavallo di battaglia durante la campagna elettorale, promettendo maggiori servizi periferici e la difesa di tutti gli ospedali del Trentino. Forse anche per questo gli è stata data la delega alla sanità, ma i risultati, fino ad oggi, sono stati molto deludenti, con una sanità trentina sempre più impoverita da tagli di servizi, che stanno creando disagi agli abitanti del Trentino, costretti spesso anche a recarsi fuori provincia per ottenere adeguate e tempestive cure sanitarie».

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Oltre mille firme per riaprire la maternità


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PERGINE. L'assessore Dalmaso risponde ad Anderle LEVICO TERME

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Museo della scuola, prorogato lo “sfratto” Nel numero scorso avevamo riferito della preoccupazione, in quel di Pergine, circa la possibile chiusura del Museo della Scuola ospitato presso l’Istituto Marie Curie. Della questione si erano occupati anche i consiglieri Mario Casna e Renzo Anderle con due interrogazioni distinte in Consiglio provinciale. Ad Anderle, ex sindaco di Pergine, ha risposto l’assessore provinciale all’istruzione e sport Marta Dalmaso, altra perginese doc: «La dirigente Maurizia Manto – scrive l’assessore Dalmaso nella sua risposta – ha organizzato il “Museo della scuola” e successivamente il dirigente Mario Casna ha dato, in base ad accordi informali, la disponibilità dei locali presso l’Istituto di istruzione “Marie Curie” quale sede provvisoria del Museo stesso, in attesa dei lavori di ristrutturazione dell’immobile. Concordando sul fatto che il Museo in oggetto debba avere una sede definitiva e idonea allo svolgimento della relativa attività e considerato che gli altri istituti scolastici presenti nel comune di Pergine Valsugana non hanno disponibilità di locali perché tutti utilizzati per attività didattiche, sono stati interpellati gli amministratori del

comune stesso». L’assessore Dalmaso conclude affermando che lo sgombero, previsto per il 31 ottobre prossimo, ora è stato posticipato a fine giugno 2011, mentre «gli amministratori del comune di Pergine Valsugana si stanno adoperando per individuare una struttura definitiva adeguata all’attività da svolgere; gli stessi amministratori si stanno altresì occupando della praticabilità di un progetto per mantenere e potenziare il Museo e per il suo inserimento nella rete museale provinciale».

Festa per i 60 anni di matrimonio dei Bosco Festeggiare le nozze d’oro oggigiorno forse non fa più notizia, ma raggiungere i 60 anni di matrimonio ancora in piena salute sia fisica che mentale degli sposi, costituisce certamente un’eccezione. È il caso di Tullio Bosco classe 1921 e Dolores Conci classe 1925, di Levico Terme, che recentemente hanno festeggiato i 12 lustri di vita assieme. Si erano sposati infatti nella chiesa di Barco di Levico, paese della sposa, nel lontano 15 aprile 1950. Nella vita attiva Tullio lavorò come portiere d’albergo per ben 30 anni in Liguria. Poi una quindicina d’anni, fino al pensionamento, presso l’Albergo Chiesa di Trento e successivamente per altri 10 anni, come giardiniere a Levico. La festa per l’invidiabile traguardo si è svolta a livello familiare alla presenza dei parenti più stretti: figlia, nipote, pronipote e alcuni amici. A questi simpatici sposi, fedeli lettori de “La Finestra”, giungano le più vive felicitazioni e i migliori auguri di ancor lunga vita assieme. (M.P.)

I coniugi Bosco


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CRONACHE OLLE. Riconfermato il direttivo uscente

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La mostra di Camara Ha avuto buon successo a Levico Terme, presso Villa Sissi, la mostra dell’artista senegalese Boubacar Camara, una delle prime tappe della rassegna itinerante dal titolo “L’incontro - Storia ed evoluzione dell’arte africana”, organizzate dall’Assessorato alla Cultura della Comunità Alta Valsugana e dal Comune di Levico Terme con il supporto di APT Valsugana. L’inaugurazione è stata fatta alla presenza di autorità della Comunità di Valle e dell’Amministrazione comunale di Levico Terme, ed è abbinata ad alcuni incontri con le scuole secondarie di primo e secondo grado. Un’inconsueta opportunità per gli studenti di entrare in contatto con una forma d’arte che è nel contempo originale espressione artistica e omaggio a un popolo per molti aspetti sconosciuto e sfuggente alle facili schematizzazioni del mondo occidentale. L’artista Boubacar Camara, giovane pittore italosenegalese da un decennio residente in Italia e da poco trasferitosi in Alta Valsugana, ha all’attivo numerose mostre personali e collettive in diverse parti del mondo, fra cui Pechino, Firenze e Francia. Nel 1997 ha pure conseguito il Premio UNICEF per la pace dei bambini, un prestigioso riconoscimento internazionale. (M.P.)

La mostra con l’artista e le autorità

Amici della Montagna tutti in assemblea

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di Mario Pacher i è tenuta a Olle Valsugana l’assemblea generale ordinaria di tutti i soci del locale Gruppo Amici della Montagna. Nel corso della sua relazione il presidente Michele Casagrande ha illustrato l’attività svolta nel 2009, sottolineando in particolare i lavori eseguiti e le iniziative portate avanti in collaborazione anche con il Gruppo Alpini di Borgo. Poi ha presentato il programma di attività per il 2010 che prevede nuovi lavori di miglioramento al bivacco Carlo Roat, l’organizzazione di feste e altre manifestazioni. Particolare risalto è stato dato anche alla recente festa in cui è stato benedetto dal parroco don Giuseppe Smaniotto, e posato sul sentiero che porta a Campivello, un artistico crocifisso costruito e donato al Gruppo dall’artista locale Umberto Mossolin che l’ha realizzato utilizzando qualche centinaio di chiodi recuperati presso il Convento dei Frati di Borgo. Quindi la proiezione di un filmato realizzato nel corso del 2009 da Giuseppe Dalsasso. In tema di nomine, è stato riconfermato

Il crocefisso posato sul sentiero che porta a Campivello

tutto il direttivo così composto: presidente Michele Casagrande, vicepresidente Diego Rosso, segretario Paolo Dandrea, Cassiere Luigi Dellagiacoma, responsabile del bivacco Carlo Roat in Campivello Roland Vitlacil, responsabile del bivacco ai Vanezzi Fabio Ferronato. Altri consiglieri: Roberto Campestrini, Tiziano Bonella, Mirka Stefani, Filippo Carneri e Luciana Trentin.


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NOVALEDO. Grande partecipazione alla sagra

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di Mario Pacher rande partecipazione anche quest’anno alla festa a Maso San Desiderio, tenutasi all’interno dell’antico Maso che fino al 1737 ospitava pure la chiesa di Novaledo, e che ancora oggi segna il confine fra Novaledo e Levico. Il parroco don Luigi Roat ha celebrato, davanti a circa duecento persone venute anche dalla vicina Campiello, da Marter e da Levico, una S. Messa che è stata solennizzata dai canti del coro parrocchiale. All’omelia il celebrante, oltre a ricordare alcuni momenti storici di quel luogo che un tempo segnava pure il confine fra la diocesi di Trento e quella di Feltre, ha mandato un affettuoso saluto e un augurio ad Eugenia Bertoldi, l’abitante più longeva di tutta la Valsugana che vive all’interno di quel grande edificio e che il prossimo 9 agosto raggiungerà la bella età di 107 anni. Eugenia, ormai da tempo costretta a letto, una decina d’anni fa aveva voluto donare alla parrocchia di Novaledo un grande drappo rosso, affinché venisse esposto proprio in occasione di questa annuale sagra. L’appuntamento si è concluso con un rinfresco offerto dagli abitanti dei Maso.

La celebrazione e il coro a Maso San Desiderio

Quasi 2 milioni di euro per lo stadio del ghiaccio Su proposta dell’assessore agli enti locali Mauro Gilmozzi, la giunta provinciale ha recentemente concesso un finanziamento in conto capitale di 1 milione e 938 mila euro, pari al 95% della spesa ammessa, al Comune di Baselga di Piné, relativamente al progetto approvato dal medesimo comune e relativo alla “Manutenzione dello Stadio del Ghiaccio”. L’intervento in questione, peraltro, assieme ad interventi di altri Comuni, era già stato ammesso a finanziamento con deliberazione n. 1352 del 5 giugno 2009, ritenendolo prioritario per lo sviluppo sociale, economico e produttivo del territorio comunale interessato.

ALTA VALSUGANA

PERGINE

Su proposta del presidente Lorenzo Dellai, il 4 giugno scorso la Giunta provinciale ha approvato il Piano Giovani di zona dei comuni di Pergine Valsugana, Sant'Orsola Terme, Frassilongo, Fierozzo e Palù del Fersina per il 2010. L’esecutivo ha assegnato al comune di Pergine Valsugana, ente capofila del piano giovani di zona, 52.488,50 euro. Il piano prevede varie attività, progetti e iniziative che coinvolgeranno i giovani durante l’anno in corso, tra cui “Vento d’Europa”, “Sportello della gioventù”, “Mappe urbane”. Il fondo per le politiche giovanili è stato istituito nel 2004 con legge provinciale, per promuovere azioni a favore dell’infanzia, dell’adolescenza, dei giovani e delle loro famiglie, per l’esercizio dei diritti fondamentali, per prevenire i fenomeni di disagio sociale e per favorire lo sviluppo delle potenzialità personali, il benessere e la qualità di vita dei giovani.

Dal 14 giugno scorso lo sportello periferico per l’assistenza e l’informazione al pubblico della Provincia autonoma di Trento ospitato presso la sede della Comunità Alta Valsugana a Pergine è stato trasferito dal secondo piano al piano terra del Palazzo “ex filanda”, con entrata indipendente da piazza Garibaldi. Il nuovo orario dello sportello è da lunedì a venerdì dalle 8.15 alle 12.15 e dalle 14 alle 16; chiuso il mercoledì e il venerdì pomeriggio.

Approvato Piano Giovani

Sportello info

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Festa a Maso San Desiderio

BASELGA DI PINÉ


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IL RICORDO

LISIGNAGO. La scomparsa di un uomo molto noto anche in Valsugana È SCOMPARSO IL MAGGIORE DEI KAISERSCHÜTZEN

L'addio a Gigi Lona

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di Mario Pacher uigi Lona (Gigi) di Lisignago in valle di Cembra era molto noto anche in Valsugana soprattutto per la sua attività nel settore dell’agricoltura e per essere stato sempre un energico e apprezzato cantore nei cori parrocchiali. Gigi ha lasciato recentemente questa vita all’età di 85 anni, ma il suo ricordo e il suo esempio resteranno sempre vivi fra quanti lo hanno conosciuto. Nella chiesa di Novaledo aveva più volte fatto sentire la sua voce dopo che i due gruppi di cantori parrocchiali, Lisignago e Novaledo, si erano gemellati fra loro. Una grande passione quella di Gigi per il canto sacro testimoniata dalla sua lunga appartenenza ai cori parrocchiali della Valle di Cembra, che ha trasmesso anche ai figli e nipoti che oggi sono le colonne portanti della coralità in alcuni paesi del cembrano. I funerali si sono svolti a Lisignago, nella chiesa a lui tanto cara, che solo in minima parte è riuscita a contenere la grande folla. All’omelia don Rodolfo Minati ha detto: «Luigi amava la natura, la vita stessa. Il canto sacro era una delle sue grandi passioni. Dio lo faccia rinascere in un mondo nuovo e possa ora cantare con gli angeli

nel cielo». Così come nel 2005 quando fest eg g iò le nozze d’oro con Ida Callegari, venuta a mancare l’anno successivo; anche in o c c a s i o n e Luigi Lona d el l’a d d io si sono uniti i tre cori della Valle (Lisignago, Faver e Cembra ) diretti da Luigi Telch e con all’organo il nipote di Luigi, Nicola Lona. Commoventi anche le parole delle nipoti: «La tua onestà e laboriosità, saranno sempre per noi un grande insegnamento». Luigi Lona era molto conosciuto anche per essere stato, negli anni ‘70, il fondatore e primo presidente del Consorzio di Miglioramento Fondiario nel cembrano. Da giovane lavorò qualche anno in Svizzera e in Belgio ma poi, al suo rientro a Lisignago, si dedicò esclusivamente alla coltivazione dei campi che fino a pochi anni fa ancora lavorava per produrre il vino per la propria famiglia e per gli amici.

Il saluto a Georg Eineder di Mario Pacher

Era conosciuto in tutto il Trentino, ma in particolare in Valsugana, il Maggiore dei Kaiserschützen Georg Eineder. Era noto soprattutto fra gli appartenenti alle associazioni combattentistiche e d’arma per la sua Georg Eineder costante presenza alle principali manifestazioni e per la grande disponibilità e generosità d’animo. Ma il suo cuore si è fermato per sempre all’ospedale di Vienna, dove era assistito dalla figlia Gabriella. Aveva 87 anni e da qualche tempo le sue condizioni di salute non erano buone, ma ciò nonostante partecipava ancora alle maggiori iniziative per onorare i Caduti di tutte le guerre e alle altre manifestazioni di carattere patriottico. La sua presenza era costante sull’altopiano delle Vezzene presso il cippo di Malga Marcai, al monumento che ricorda la battaglia del Basson, a Levico presso il cimitero militare e anche a Borgo il 4 novembre. Il Maggiore Eineder va ricordato anche per essere stato il principale promotore della ricostruzione della chiesetta di Santa Zita sull’altopiano delle Vezzene, inaugurata nell’agosto del 2008. L’alto graduato abitava a Vienna, ma fino a qualche anno fa trascorreva il periodo estivo a Borgo Valsugana, paese di origine della madre signora Ceschi. Le sue spoglie riposano ora al cimitero di Vienna, dove già è sepolta la moglie.


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Origine del nome.................... preromana Prima menzione.................un documento di Papa Lucio III datato 29 ottobre 1184 Altitudine.................................520 m s.m. Superficie.................................... 62.9km2 Distanza da Trento......................... 22 km Abitanti..............................................7.300 Nome degli abitanti...................Levicensi Numero famiglie..............................2.702 Numero abitazioni...........................4.900 Patrono..................Santissimo Redentore Festa patronale....... 3ÂŞ domenica di luglio Frazioni..............Selva, Campiello, Barco, Santa Giuliana, Quaere Gemellaggio.......... Hausham (Germania)

Chiesetta della Madonna del Pèzo

Gianpiero Passamani


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LA VALSUGANA VISTA DA VICINO

LEVICO TERME. Nostra intervista al sindaco Gianpiero Passamani

Una città che cresce, ma senza perdere la propria identità

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Dopo una legislatura da vicesindaco a fianco di Carlo Stefenelli, il 16 maggio scorso Gianpiero Passamani è stato eletto primo cittadino di Levico Terme. Con lui abbiamo parlato del rilancio della città e delle esigenze di un comune che cresce ma senza volersi snaturare. Sindaco Passamani, lei è stato eletto da poche settimane ma viene da un’esperienza quinquennale come vicesindaco nella precedente giunta Stefenelli. Possiamo dire, quindi, che il suo mandato si svolgerà nel segno della continuità? «Sì, lo possiamo dire e non potrebbe essere altrimenti. Nel 2005 condivisi e sottoscrissi il programma di Carlo Stefenelli, portandolo avanti assieme a lui per cinque anni. Ritengo che gli elettori mi abbiano premiato anche per questo. Nella passata legislatura è stato fatto molto per Levico, ma ciò non toglie che vi siano ancora progetti importanti da ridefinire e portare a termine». Ad esempio? «Penso soprattutto al rilancio della città sia in chiave turistica, sia sotto il profilo industriale e artigianale; un processo peraltro già iniziato con il dott. Stefenelli, ma che ora necessita – stante anche la difficile congiuntura economica – di una collaborazione molto più stretta con le varie categorie e il tessuto sociale. In questa fase così delicata mi preme aprire un confronto con tutti, perché ogni passo dell’amministrazione comunale dovrà trovare la più larga condivisione possibile. Sono finiti i tempi in cui le decisioni venivano calate dall’alto». La ricetta per rilanciare il turismo? «Semplicemente valorizzare al meglio le risorse naturali che questo territorio offre. Infatti Levico ha la grande fortuna di potersi giocare ottime carte in chiave turistica, perché basa la propria offerta su un eccezionale trinomio – lago, montagna e terme – difficilmente riscontrabile altrove. Se poi si aggiunge il fatto che la città dispone di strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere di prim’ordine, va da sé che le potenzialità di questo centro siano straordinarie. Eppure, bisogna ammetterlo, negli ultimi decenni qualche bel treno lo abbiamo perso».

A che proposito? Via Dante, affinché si svi«Il lago, ad esempio, spesluppi una sorta di centro so è rimasto in secondo commerciale naturale». piano, non esercitando appieno quel ruolo di riPerò durante la campagna chiamo che invece avrebbe elettorale si è accesso un potuto avere per il turismo aspro dibattito in merito del week-end proveniente al nuovo centro commerdal vicino Veneto. Intenciale previsto nella cosiddiamoci, ciò non significa detta area Beber? snaturarne le peculiarità, «Più che di un c entro ma semplicemente introcommerciale vero e produrre qualche elemento di prio si tratta di un centro maggiore attrattiva come polifunzionale, oltretutto possono essere i percordotato di un parcheggio si pedonali lungo le sue Il Sindaco Gianpiero Passamani che sarebbe molto utile sponde – progetto peraltro anche al centro storico. in via di definizione con altri comuni – o Seppur ridimensionato rispetto all’idea l’installazione di strutture ludiche per iniziale, questo progetto noi continuiarealizzare una sorta di parco acquatimo a vederlo di buon grado, perché non co. Una possibilità, quest’ultima, che si porrà in concorrenza con l’esistente. stiamo attentamente vagliando e per la Più che altro fungerà da complemento quale il Comune ha già provveduto ad di commercio, offrendo risposte a quelacquistare dei terreni fronte lago. Altri le esigenze d’acquisto che attualmente progetti riguardano il Parco Segantini, il territorio di Levico non sa soddisfare. che abbiamo rivisitato ma che è da Pertanto non la vedo come una coabicompletare, poi le Terme con un centro tazione impossibile e ritengo che come benessere cui stiamo già lavorando con me la pensi la stragrande maggioranza Levicofin; infine – ma non da ultimo – il dei cittadini. tema della montagna con la cabinovia Levico-Vetriolo-Panarotta da sfruttare Sul rilancio industriale e artigianale non solo d’inverno ma anche durante della città, invece, che ci dice? la stagione estiva». «L’economia di Levico, pur rimanendo a forte trazione turistica, non può prescinLegato al turismo vi è il commercio... dere da un rilancio anche industriale e «Anche a Levico il commercio vive tutartigianale, coniugato ovviamente con te le difficoltà del momento, sebbene la necessità di preservare l’ambiente e forse in maniera meno pesante rispetil territorio. Abbiamo già definito tutto to ad altre realtà. Debbo riconoscere ciò che riguarda l’area industriale e arche il consorzio dei commercianti sta tigianale della città, l’abbiamo lottizzata svolgendo un lavoro egregio, con un e urbanizzata. Ora lì potrebbero trovare ricco programma di appuntamenti ed posto almeno due insediamenti, i quali eventi teatrali, musicali e culturali che darebbero delle belle risposte alla nosicuramente richiamerà molte persone stra economia. Il modello di riferimento sul nostro territorio, con una buona è quello dell’Adige Sys, un’azienda che ricaduta per la collettività. L’ammininon ha alcun impatto né ambientale strazione comunale sarà senz’altro al né tanto meno paesaggistico, e che loro fianco, sostenendo tali iniziative e offre lavoro a 200 dipendenti, perlopiù rendendo ancora più attraente il centro giovani e donne, che così non sono costorico. Il nostro intendimento è quello stretti a fare i pendolari verso Pergine di far rivivere Via Marconi, Via Regia, o Trento».


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LEVICO TERME. Nostra intervista al sindaco Gianpiero Passamani

Levico è dunque una città in crescita. Dove vuole arrivare? «È vero che Levico sta crescendo, ma non può perdere la propria identità. IL Prg votato nel 2002 ha portato ad uno sviluppo che per fortuna è rimasto in buona parte sulla carta, ma se fosse stato attuato integralmente oggi la città avrebbe più di 10 mila abitanti e saremmo in grave difficoltà nel dare risposte ai servizi di base. La crescita va bene, ma non può essere indiscriminata e illimitata».

Molti giovani affermano che Levico è una bella città ma che offre poco...

La necessità di superare i campanilismi rimanda alla Comunità di Valle. Come la vede? «Ne condivido in buona parte la filosofia, perché nel corso degli anni qualche scelta troppo localistica ha prodotto solo dei doppioni sul territorio. Certo, come tutte le novità anche la Comunità di Valle è stata accolta con un po’ di scetticismo. Tuttavia si potranno fare delle cose molto concrete e che serviranno a tutta la valle».

La facciata del Municipio di Levico Terme

«I giovani hanno bisogno di strutture dove poter fare aggregazione, perché quello che un po’ s’è perso negli anni, non come amministrazione comunale ma in generale, è proprio lo stare assieme. D’accordo, le nuove tecnologie sono strumenti eccezionali, ma bisogna anche tornare a fare aggregazione affinché i giovani imparino ad avere un certo senso civico e sviluppino rispetto e amore verso il proprio territorio. Stiamo portando avanti il piano giovani a livello

La Valsugana negli ultimi tempi è stata investita da scandali ambientali, veri o presunti che siano. Qual è la sua opinione a tale proposito? «Si tratta di vicende che sicuramente non hanno giovato all’immagine della zona, tuttavia ho l’impressione che siano state ingigantite oltremodo e dato che vi sono delle indagini ancora in corso sarebbe opportuno esimersi dal pronunciare sentenze anticipate. La salvaguardia dell’ambiente è un problema che riguarda tutti, soprattutto i residenti, ma personalmente avrei gestito la questione in maniera diversa. Talvolta le parole sono come pietre e un certo modo di esprimersi può creare più danni di quelli che effettivamente vi sono nella realtà dei fatti». (J.G.)

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Quali sono i lavori pubblici previsti a breve e medio termine? «Noi abbiamo in essere, finanziate e con mutui, opere per circa 35 milioni di euro. Purtroppo negli ultimi cinque anni ci siamo ritrovati a dover sistemare l’acquedotto e le fognature, le cui spese hanno inciso pesantemente sul bilancio. Con 2 milioni e 500 mila euro ora stiamo completando l’arredo urbano, sono iniziati i lavori su Viale della Stazione e presto partiranno quelli per la strada di collegamento Levico-Selva che da 30 anni versa in pessime condizioni. Stiamo anche definendo il nuovo polo scolastico, che contempla la possibilità di trasferire le scuole nell’area dell’ex Croce Rossa e spostare il Municipio nell’edificio che rimarrebbe libero, mentre l’attuale sede municipale potrebbe diventare la Casa della cultura».

sovracomunale, perché la Valsugana è già piccola di per sé. Dobbiamo quindi aprirci di più e andare oltre i campanilismi».


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Levico, un centro turistico e termale di fama internazionale Località turistica e termale rinomata a livello nazionale e internazionale, Levico Terme ha una lunga storia le cui testimonianze archeologiche più antiche risalgono all’età del bronzo. La preistoria Le testimonianze archeologiche emerse dal territorio di Levico consentono di collocare la presenza umana in zona forse già a partire dall’età del bronzo. Infatti è databile alla fine del Bronzo Medio-Bronzo Recente, all’incirca fra il XIV e il XIII secolo a.C., lo spillone a capocchia biconica decorata a sottili costolature trasversali conservato al Museo Civico di Rovereto. Risalirebbe invece all’ultima fase del Bronzo Finale (X secolo a.C.) un coltello realizzato senz’altro da un’officina locale. Del III-II secolo a.C. sono alcuni oggetti d’ornamento, fra cui pendagli e fibule, ritrovati in un cosiddetto ripostiglio preistorico presso Castel Selva. Tra questi reperti spicca una fibula in argento piuttosto rara, oggi esposta al Castello del Buonconsiglio di Trento, forse importata dall’area Danubiana; di provenienza greca, invece, è una moneta d’epoca preromana, un Dyrrachium in argento. Questi contatti non debbono stupire più di tanto. Infatti già dalla preistoria la Valsugana era percorsa da un sentiero che metteva in collegamento la valle dell’Adige con il Feltrino. L’epoca romana Una delle ragioni che decretarono la grande espansione romana fu proprio l’organizzazione viaria di cui anche questo territorio avrebbe tratto beneficio. Durante la conquista della Rezia, nel 15 a.C., Druso tracciò quella che poi, ampliata e completata dal figlio Claudio nel 47 d.C., sarebbe passata alla storia come la Via Claudia Augusta Altinate, un percorso stradale che collegava Altino con il Danubio, passando per la Valsugana. Tra i vari rinvenimenti archeologici ascrivibili all’epoca romana a Levico si possono anno-

nei documenti d’archivio, come Altigunda, Armengarda, Rachi e così via. Nel 1027 l’imperatore Corrado II il Salico fece una donazione al Vescovo Udalrico II e istituì il Principato Vescovile di Trento, fissando così il confine tra il dominio temporale, vale a dire amministrativo, del vescovo di Trento e quello di Feltre a Maso San Desiderio di Novaledo. Per quanto concerneva il potere “spirituale”, cioè la cura delle anime, Levico sarebbe invece rimasto assoggettato alla diocesi di Feltre fino al 1786. Risale forse all’epoca longobarda l’edificazione di Castel Selva – oggi ridotto a un rudere – di cui tuttavia troviamo la prima menzione in un documento del 1180, allorché fu investito di tale possedimento un certo Corrado della potente famiglia dei Caldonazzo. Veduta del lago

verare varie monete del periodo imperiale e, soprattutto, un sarcofago di pietra calcarea bianca con coperchio a timpano ribassato e acroteri agli angoli, probabilmente databile alla media e tarda età imperiale. Questo magnifico reperto, oggi collocato vicino all’incrocio tra Viale della Stazione e Via Marconi, fu ritrovato assieme ad altre tombe nel 1858 al “Capitelo del prà” e rappresenta l’unico esemplare di sarcofago finora rinvenuto in valle. Il Medioevo Dopo la caduta dell’Impero romano il territorio fu interessato da una presenza longobarda di cui rimane traccia in alcuni toponimi – come Guizza, nome derivante dal termine longobardo “wizza” che significava “Pascolo della comunità” – e in vari nomi di persona che si ritrovano

Origini del toponimo Il toponimo “Levico” è citato per la prima volta nella forma di “Levigo” in una bolla papale datata 29 ottobre 1184, mediante la quale il pontefice Lucio III riconosceva al vescovo di Feltre, Drudo, proprietà e diritti in Valsugana anche più ad ovest del confine politico che finiva, come detto, a Maso S. Desiderio di Novaledo. Sull’etimologia del nome esistono due ipotesi: la prima ritiene che Levico derivi dall’espressione latina “laevus vicus”, cioè “sinistro villaggio” perché collocato sulla riva sinistra del fiume Brenta, oppure “elevato villaggio”, perché costruito sopra una slavina del Monte Fronte. La seconda ipotesi, invece, riconosce in Levico le caratteristiche di un nome latino prediale, indicante pertanto il padrone di un podere. Nella fattispecie si tratterebbe del “praedium Livicune”, cioè il “podere di Livio”.


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Insurrezioni e libertà Il 2 febbraio 1407 Rodolfo Belenzani fu l’artefice di un’insurrezione contro il vescovo Giorgio di Lichtenstein cui parteciparono alcuni cittadini di Levico desiderosi di affermare le libertà comunali anche in questo borgo. Difatti a partire dal 1431 la Comunità di Levico (“communitas Levigi”) fu retta da una Carta di Regola suddivisa in 39 paragrafi cui ne furono aggiunti altri nel 1479. Ogni anno, il giorno dell’Annunciazione (il 25 marzo) si assisteva alla nomina delle cariche amministrative (sindaci, 12 giurati, regolano maggiore, regolano minore, saltari). Il centro era allora suddiviso in cinque quartieri denominati Chiesa, Grande, Cortina, Borgo e Selva. La Valsugana partecipò attivamente anche alla cosiddetta “guerra rustica” che nel 1525 vide schierati i contadini contro il capitano vescovile Graziadeo Galasso. Da Levico furono una quindicina i cittadini che si unirono agli altri valsuganotti per marciare su Trento, andando incontro ad una pesante sconfitta dalle gravi conseguenze. Demografia e peste Da fonti archivistiche sappiamo che nel 1537 gli abitanti di Levico erano circa 1.230. La crescita demografica di questo, come di altri centri, fu però bruscamente interrotta dalla peste. Nel 1575 a diffondere il morbo furono alcuni abitanti di ritorno dalla fiera di San Giovanni a Trento, mentre nel 1636 una nuova epidemia che si protrasse per quattro anni dimezzò la popolazione del borgo. Austriaci e francesi Tra il 1796 e il 1815 il Trentino e la Valsugana furono interessati dal passaggio

seguita, il 9 agosto, la notizia dell’armistizio tra Italia e Austria. Così le truppe erano state richiamate dal generale La Marmora e il Trentino per diventare italiano avrebbe dovuto attendere ancora mezzo secolo.

Levico Terme, Corso Centrale

di truppe straniere e da un’alternanza di dominatori. Il 5 settembre 1796 le truppe francesi guidate da Napoleone Bonaparte attraversarono la Valsugana all’inseguimento del generale austriaco Wurmser che aveva abbandonato Trento; lo raggiunsero e sconfissero presso Bassano, l’8 settembre. Ma nemmeno due mesi dopo, il 31 ottobre 1796, un gruppo di miliziani austriaci lanciò una nuova offensiva che costrinse il contingente francese a riparare prima a Levico e poi, il 3 novembre, ad abbandonare l’intera valle. Ma sarebbero ritornati il 31 gennaio del 1797 per nuove azioni militari, cui avrebbe posto fine la pace di Campoformio del 17 ottobre 1797. La battaglia del Medici Poco dopo la metà del XIX secolo il generale Giacomo Medici fu protagonista della cosiddetta “invasione del Trentino” nell’ambito della Terza guerra d’indipendenza italiana. Il 21 luglio 1866, infatti, il generale Medici, con 5 mila uomini, 180 cavalli e 6 pezzi d’artiglieria, era partito da Bassano del Grappa per raggiungere Trento attraverso la Valsugana dove si trovavano le truppe austriache. Il 24 luglio, dopo una battaglia proprio a Levico, nei pressi del cimitero della Chiesetta della Madonna del Pezo, il Medici aveva liberato tutta la Valsugana, arrivando a un passo da Trento. Ma la mattina successiva era scattata una tregua di otto giorni cui era

Levico diventa città Levico fu sede di giudizio distrettuale fino al 1868, quando il Capitanato di Borgo ne assorbì le funzioni. Nel 1894, anno in cui l’imperatore Francesco Giuseppe I decise di elevare questo piccolo centro del Trentino al rango di città, a Levico giunse Giulio Adriano Pollacsek, un letterato con uno spiccato fiuto per gli affari che ben presto avrebbe fatto conoscere lo stabilimento termale cittadino, realizzato nel 1860 dalla Società Balneare, in ogni angolo del mondo. Guerra e ricostruzione Durante l’ultimo conflitto mondiale, dopo l’8 settembre 1943, Levico fu la sede prescelta dal comando generale della marina militare tedesca in Italia. Tale decisione, apparentemente bizzarra visto il contesto prettamente alpino che caratterizza la città, in realtà trovava giustificazione nel fatto che così si pensava di mettere la marina militare tedesca al riparo dai bombardamenti alleati. Ma ciò valse a ben poco. Il 15 marzo 1945, infatti, gli Alleati bombardarono Levico e distrussero lo stabilimento termale e il Grande Albergo Regina. Dalle sue ceneri sarebbe sorto il nuovo Palazzo delle Terme e attorno ad esso una stazione turistica conosciuta e apprezzata in ambito internazionale. (J.G.)

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Un tiranno in Valsugana Nella prima metà del XIII secolo le vicende politiche dell’Italia settentrionale furono fortemente segnate dalla figura di Ezzelino da Romano, un tiranno che per le sue innumerevoli efferatezze si guadagnò l’epiteto di “feroce”. Nel 1254 papa Innocenzo IV lo scomunicò per eresia, mentre il suo successore Alessandro IV lo definì addirittura «un figlio della perdizione, un uomo di sangue, riprovato dalla fede, il più inumano dei figlioli degli uomini». Anche Levico nel 1255 e nel 1256 subì le devastazioni di Ezzelino da Romano che attraversò la Valsugana mettendola a ferro e fuoco. Tra il ‘300 e gli inizi del ‘400 la Valsugana si trasformò in una sorta di laboratorio politico. Diviso, come detto, tra il potere temporale del vescovo di Trento e quello di Feltre, questo territorio fu caratterizzato da uno scontro tra varie forze contrastanti: da un lato la Casa d’Asburgo che voleva consolidare i confini meridionali, dall’altro l’ambiziosa famiglia locale dei Caldonazzo e, infine, le mire espansionistiche di Padova, Milano, Verona e Venezia.

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Cassa Rurale di Levico: 110 anni di storia al servizio della comunità La data è il 14 giugno 1900 e il primo nome fu “Cassa Rurale Cattolica di Levico”. Così 110 anni fa, grazie al coraggio e alla tenacia di Don Angelo Avancini e di altri 23 lungimiranti lavoratori, primi soci dell’Istituto, iniziava la storia della Cassa Rurale di Levico Terme. Una storia iniziata per soddisfare la necessità indispensabile della gente comune, per sostenere un’economia che stava cercando di svilupparsi e per opporsi al forte fenomeno dell’usura. Fino a quel momento, infatti, alla gran massa dei piccoli contadini locali era escluso l’accesso a finanziamenti e mutui da parte delle banche presenti e, di conseguenza, molti dovevano far ricorso a prestiti di usurai. All’epoca il paese aveva un’economia tipicamente agricola. La maggioranza della popolazione viveva del lavoro dei campi, fatta eccezione per pochi commercianti, artigiani e alcuni imprenditori che lavoravano nel campo dell’accoglienza grazie alle Terme locali. Si avvertiva quindi l’indispensabile necessità di fare qualcosa per incentivare e aiutare la crescita economica e la Comunità stessa. Così dal 5 agosto 1900, con l’apertura del primo sportello in via Marconi, la Cassa Rurale iniziò a compiere il proprio lavoro, come previsto dallo Statuto. Nei primi anni di vita la Banca si radicò solidamente nella realtà economica-sociale locale, proponendosi come punto di riferimento per gli agricoltori, commercianti e albergatori. Nel suo cammino di crescita e sviluppo, causa l’iniziale inesperienza e il forte ostracismo di coloro che per tanto tempo avevano riposto il loro interesse sulla pratica dell’usura, non sono mancati momenti di depressione e difficoltà, ma la Cassa Rurale è sempre

La festa per i 110 anni

La sede della Cassa Rurale di Levico

stata capace di rialzarsi, riconquistando la fiducia dei Soci e riprendendo sempre in pieno il suo ruolo di stimolo. Da quel lontano giorno, questa Banca si è sviluppata ed è cresciuta ma ciò che non è mai cambiato è lo spirito che, così come l’ha sostenuta all’inizio, permane nel suo DNA e la rende da sempre la Banca della Gente. La politica perseguita è sempre stata quella di finanziare l’attività economica del territorio mantenendosi nei limiti del risparmio disponibile per gli investimenti. Soprattutto nei periodi di crisi delle attività locali, i numerosi interventi a sostegno dell’economia sono stati il segnale di una consolidata attenzione alle esigenze della clientela. La Cassa Rurale di Levico Terme, a 110 anni dalla sua fondazione, conta oggi circa 1500 Soci, e ha il volto di un’azienda che ogni giorno si confronta con il mercato. Un’azienda di servizi al passo coi tempi, che, forte delle proprie radici e ideali, è anche sempre presente nella vita e nelle esigenze delle due Comunità.

Real Banking: il futuro è già arrivato Real Banking, ovvero il primo sportello “virtuale” per la consulenza a distanza permette di estendere il nuovo orario continuato ( 8.00 – 19.00) della Sede della Cassa Rurale di Levico Terme anche alla Filiale di via Avancini. Un sistema di ultima generazione, sviluppato in collaborazione con altre tre aziende, Nitida Immagine srl, Icona SpA e Dreika SpA, che permette la comunicazione audio/video in alta definizione e in tempo reale, dando la percezione, a chi ne usufruisce, di trovarsi fisicamente di fronte al Gestore. Una nuova concezione di sportello che permette di garantire tutta l’operatività bancaria (ad eccezione dei servizi di cassa contanti) con orario

continuato anche presso la filiale di via Avancini; il cliente che vi entra in orario di normale chiusura al pubblico (dalle13.00 alle 14.30 e dalle 15.45 alle 19.00) trova un Gestore Clientela Privata a sua completa disposizione per consulenze in materia finanziaria, di credito, assicurativa e di prodotti e servizi bancari. Su un apposito schermo vede tutti i dati e le informazioni che richiede, può riceve stampe e può firmare contratti a distanza, il tutto comodamente seduto di fronte al consulente. Questo innovativo progetto va così a implementare il percorso di sviluppo e innovazione che la Cassa Rurale sta perseguendo negli ultimi anni per agevolare la Clientela e le modalità di fruizione dei servizi bancari.

In occasione del suo compleanno ultracentenario, la Cassa Rurale ha voluto festeggiare nel migliore dei modi con l’intera Comunità di cui è parte integrante coerentemente con i valori contenuti nello Statuto e la sua Mission. A dare il via agli appuntamenti per il 110° di fondazione è stata l’inaugurazione delle nuove sale polifunzionali per le Associazioni ricavate nell’ex-Tipografia Dallagiacoma in via Dante. Locali acquistati, ristrutturati e arredati appositamente per poterli destinare all’uso e alle esigenze delle numerose Associazioni di Levico e Novaledo. Un investimento fatto per dare un servizio e un valore in più alle due Comunità. Il 14 maggio è stata organizzata una serata aperta a tutta la cittadinanza di Levico Terme e Novaledo che ha dato il via alla celebrazione ufficiale: un evento nell’ambito del quale si sono esibiti il Coro Cima Vezzena e il Coro Monte Persego e sono stati premiati 160 Soci che hanno raggiunto i 30 anni di appartenenza alla Cassa Rurale. Il tutto si è poi concluso con un esilarante spettacolo del comico Giuseppe Giacobazzi. Il giorno successivo invece ha avuto luogo l’Assemblea Generale dei Soci con la tradizionale cena conclusiva. L’11 giungno la Cassa Rurale ha organizzato una “Convention sull’imprenditoria locale”. Un momento d’incontro e formazione dedicato a tutte le realtà imprenditoriali ed economiche del territorio, dove, grazie alla collaborazione della società Scouting S.p.A., i Commercialisti operanti in zona e le Associazioni di categoria, è stato analizzato l’andamento e la situazione dell’economia locale. Il prossimo passo è l’innovativo progetto “Real Banking”, un sistema di banca unico nel suo genere in Italia, che a breve sarà a disposizione di tutti i clienti della Cassa Rurale di Levico Terme.


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GIANNI BERETTA. Presidente del Consorzio Levico Terme in Centro

«Promuoviamo Levico puntando sulla qualità»

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Gianni Beretta: «Ecco il nostro impegno a favore della nostra categoria e tutte le iniziative per l'estate 2010» Beretta, lei da otto anni è presidente dei commercianti... «Esatto. Prima ci chiamavano Associazione commercianti, ma dal maggio 2009 abbiamo dato vita al “Consorzio Levico Terme in Centro”. Contiamo già una sessantina di aderenti, ma ritengo che col tempo questo numero sia destinato a crescere». Quali scopi avete? «Ideare, organizzare e promuovere iniziative per rilanciare l’immagine di Levico Terme sia in ambito locale sia al di fuori del Trentino. Ma anche prendere posizione in merito alle problematiche che riguardano la nostra categoria. Ricordo, ad esempio, la battaglia contro la precedente amministrazione comunale che intendeva realizzare non uno, ma addirittura due centri commerciali per una superficie totale di circa 18 mila metri quadri. Un’enormità, con i susseguenti problemi di viabilità, di parcheggi e di estetica». Di estetica? «Sì, perché uno di quei progetti prevederebbe la realizzazione di un edificio alto 14 metri su Via Dante. Già ci rinfacciano di avere – tra il Supermercato Poli, il Palazzo di Vetro e la caserma dei pompieri – un ingresso della città non particolarmente accogliente e armonioso, vogliamo aggiungerci anche un’altra mega struttura di 12 mila metri quadri e magari, non contenti, calare 6 mila metri di spazi commerciali e altri 6 mila di uffici nel centro storico?».

Il Presidente del Consorzio Levico Terme in Centro, Gianni Beretta

Non è che volete ingessaPrima c’è un’estate ricca re la città? di eventi... «Assolutamente no. Non «Sì, dopo il successo di vogliamo che Levico si fermi Or tinparco, organizzato a quella che è. La città è con Apt, Comune e Pat, cresciuta per numero di abianimeremo le serate di Letanti e quindi può ampliarsi vico con vari appuntamenti anche nel commercio. Ma in aggiunta ad altri già in tale processo va pianificato calendario, come ad esemcon cura, decidendo a priori pio la rassegna musicale ciò che effettivamente sercurata dalla Banda di Levive. Noi siamo disponibili ad co al martedì. Al mercoledì accogliere nuove strutture, toccherà ai cori selezionati a patto però che portino Levico Terme, Via Dante dal Coro Cima Vezzena, benefici a tutta la comunità mentre di giovedì è prevista e che presentino dimensioni compatibili la “serata dell’ospite” con musica, degucon il territorio. Su questo una mediastazioni e intrattenimenti destinati alle zione non solo è auspicabile, ma anche famiglie. Al venerdì ritornano “Le vie possibile». del suono”, serate jazz che riscuotono consensi anche fuori provincia, tant’è Che tempi sono per il commercio? vero che l’anno scorso hanno parlato «La crisi esiste ed è generalizzata. Tutdi noi riviste ed emittenti nazionali. I tavia a Levico gli effetti non sono così sabati saranno dedicati al palcoscenigravi come altrove o come si preannunco: a luglio 4 appuntamenti di teatro in ciavano l’anno scorso. Ricordo, infatti, piazza curati dalla Filo Levico, mentre che all’inizio dell’estate 2009 le previsioni ad agosto arriverà il cabaret con alcuni per la stagione erano fosche. Ma con protagonisti di Zelig (Giovanni Caciopl’Apt, Comune e albergatori mettemmo in po, Fabrizio Fontana e Bruce Ketta) essere iniziative che diedero subito ottimi e Gene Gnocchi. Poi ad ottobre per i frutti, tanto che poi, grazie anche alla bambini ci sarà Levico Dolce Incanto. stagione turistica e ai mercatini di Natale, Come si vede sono tutte iniziative di chiudemmo l’anno meglio del 2008». grande qualità, perché vogliamo legare il nome di Levico a manifestazioni Lei è pure presidente dei mercatini. di grande richiamo. Non è un caso, Torneranno a Natale? «Certo, perché è quindi, se dal 12 al 30 luglio arriverà l’iniziativa che più di tutte porta a Levico in ritiro il Parma Calcio che porterà qui grandi numeri, circa 300 mila presenze la prima squadra e il proprio campus. soprattutto da fuori provincia. L’edizione Un’ulteriore riprova del fatto che Levico 2010 partirà a metà novembre». Terme è da serie A». (J.G.)


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TOMMASO ACLER. Assessore alla Cultura, Sport, Turismo e Politiche giovanili

«Valorizzerò l’esistente e le mie porte saranno aperte a tutti»

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Assessore Acler, il 16 maggio scorso è stato il candidato più votato del Trentino. Se l’aspettava? «Confidavo in un buon risultato, ma 400 voti sono tanti e non me lo aspettavo. Ringrazio quanti mi hanno dato fiducia». La volevano anche vicesindaco... «Certo ci speravo e anche il mio gruppo lo aveva chiesto. Ma credo di poter operare ugualmente per il bene del paese e mi gratifica molto il fatto che – stante le 4 importanti deleghe affidatemi (cultura, sport, turismo e politiche giovanili – il sindaco riponga in me molta fiducia. Silvana Campestrin che riveste il ruolo di vicesindaco non solo ha alle spalle esperienza professionale e amministrativa, ma gode dell’apprezzamento mio e di tutta la coalizione». I giovani sono distanti dalla politica? «Rispetto a trent’anni fa forse è un po’ cambiato il rapporto fra i giovani e i partiti tradizionali nei quali, effettivamente, l’età media è piuttosto elevata. Tuttavia dove si riesce a coinvolgere i cittadini attraverso le liste civiche, come è stato nel caso di Levico, sicuramente la partecipazione è maggiore. Prova ne sia il fatto che alle ultime elezioni comunali sono stati eletti molti giovani non solo della nostra lista, ma anche di altre. Attenzione, però, a non diventare giovanilisti e cadere nell’equivoco di pensare che i giovani abbiano sempre ragione a prescindere. Anzi, i giovani devono sempre comportarsi meglio degli adulti perché spesso hanno un debito di credibilità. L’età anagrafica, quindi, non è una qualità che fa la differenza tra una persona e un’altra».

Che rapporto instaurerà con le associazioni? «Premetto che la delega all’associazionismo è stata assegnata all’assessore Benedetti, tuttavia le mie deleghe allo sport e alla cultura inevitabilmente mi porteranno a confrontarmi con varie associazioni per le quali le porte del mio ufficio saranno sem- Tommaso Acler pre aperte. Dialogherò con tutti, ma come amministrazione comunale non saremo un bancomat. Sosterremo le iniziative meritevoli, con un progetto preciso. Per fortuna il tessuto associazionistico di Levico è ottimo, con 64 associazioni che rappresentano un valore aggiunto per la città». Come vede il turismo? «Finalmente, dopo gli ultimi decenni del secolo scorso quando si era un po’ seduta sugli allori, vedo una città in forte evoluzione, con molti albergatori e operatori che stanno cercando, non senza fatica, di cambiare il proprio target di clientela. Fino a qualche anno fa si puntava quasi tutto sugli anziani, forse perché erano ritenuti clienti tranquilli e probabilmente anche perché il mercato non offriva altro. Adesso invece vedo che ci sono molti giovani imprenditori che prendono in mano le aziende dei padri e che tentano di attirare un turismo diverso, puntando sulle famiglie, sui motociclisti, sui ciclisti o su bacini come quelli dell’Austria e della Germania che ancora rappresentano una grande potenzialità per il nostro

turismo. Quindi vedo dei segnali molto positivi, che andranno incoraggiati. Il Comune in questo senso ha il dovere di assumere un ruolo di regia per migliorare il dialogo fra le varie realtà in scena: operatori, Apt e PAT. Occorre individuare le priorità e portarle avanti una dopo l’altra». Per un rilancio turistico? «Dobbiamo puntare sempre più su un turismo destagionalizzato, quindi di 10 mesi all’anno, rivolto soprattutto alle famiglie. É impossibile puntare sui giovanissimi perché non siamo Rimini, ma è giusto affiancare al target degli anziani quello delle famiglie o dei 50enni che hanno una buona capacità di spesa. La mia filosofia è quella dell’Alto Adige: puntare sulla qualità più che sulla quantità». Iniziative per la cultura? «Agirò innanzitutto per valorizzare l’esistente, in particolar modo la cultura tradizionale trentina, i cori, le bande... Poi punterò molto sulla formazione dei cittadini, mettendo in campo convegni storici, mostre e altre iniziative di elevata qualità. Compito del Comune sarà quello di delegare sempre più, limitandosi a svolgere un ruolo di regia anziché, come talvolta è accaduto in passato, di diretto protagonista. Sto pensando anche, oltre alla fortunata rassegna teatrale della filo Levico, a una rassegna proposta dal Coordinamento teatrale trentino che a Levico manca da un po’ di tempo». (J.G.)


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MASSIMILIANO OSLER. Presidente dell'Associazione Mondo Giovani

«Vogliamo soddisfare le tante necessità dei giovani di Levico»

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Tra le numerose associazioni culturali che operano a Levico Terme, “Mondo Giovani” – pur essendo stata fondata solo quattro anni fa – ha già all’attivo una serie di iniziative di grande qualità nella promozione dell’aggregazione giovanile. Nostra intervista al presidente Massimiliano Osler che ci racconta la storia di questo sodalizio. Presidente Osler, com’è nata l’Associazione Mondo Giovani? «La genesi della nostra associazione potrebbe essere riassunta in una canzone di Gino Paoli: “Eravamo quattro amici al bar che volevano cambiare il mondo”. Correva l’anno 2005 e in una fredda serata d’inverno quattro amici – Kristian Pinamonti, Mauro Libardoni, Francesco Libardi e Tommaso Acler – si ritrovarono in un bar a fare castelli in aria». Pensavano di cambiare il mondo, come dice la canzone? «Non credo. Pensavano piuttosto all’estate e da lì nacque l’idea di organizzare un torneo di calcio saponato. Ma prima bisognava costituire un’associazione». E così nacque “Mondo Giovani”... «Esatto. Nella primavera del 2006

Kristian, Mauro, Francesco e Tommaso, con la presenza a quel tempo anche di Fabrizio, per tutti “el Monte”, riuscirono a fondare l’associazione “Mondo Giovani”».

da Levico, da Telve, da Calceranica e da Trento. Fu un grande successo grazie anche al sostegno dell’Amministrazione comunale che ci concesse i permessi necessari e in parte finanziò l’evento».

Quali finalità avete? «Fin dall’inizio il nostro Un’estate memorabile, obiettivo è stato quello di insomma... incentivare l’aggregazione «Sì, anche perché il 25 giovanile, promuovere le Massimiliano Osler agosto furono indette le idee e soddisfare le necesprime elezioni dell’Associasità dei giovani, organizzare zione. In quell’occasione eventi e manifestazioni sul territorio». fu eletto presidente Mauro Libardoni, seguito dai consiglieri Francesco LiIl primo evento che organizzaste? bardi, Kristian Pinamonti, Tommaso «Il Torneo di Calcio Saponato. Si svolse Acler e Thomas Ceretti. Ma la tappa più nel luglio del 2006 e vi parteciparono importante della nostra storia fu forse ben 8 squadre provenienti, oltre che il 6 maggio del 2007».


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Che cosa avvenne quel giorno? «Organizzammo la prima assemblea generale dei giovani di Levico Terme sia per presentare l’Associazione alla comunità, sia per coinvolgere maggiormente i giovani e stimolarli ad aggregarsi al movimento giovanile per proporre nuove idee da realizzare assieme. La serata riscosse un notevole successo, grazie soprattutto alla presenza in sala consiliare di un centinaio di giovani molto interessati all’iniziativa e propositivi per il futuro. Quell’estate, oltre al Torneo di calcio saponato, organizzammo anche il Lake Parade, un festival di musica elettronica, e Lake Live Musik, un concerto di band giovanili locali. Poi, l’11 novembre 2007, fu eletto il secondo direttivo, con Kristian Pinamonti presidente». Veniamo al 2008... «Fu un anno interlocutorio con qualche battuta d’arresto e la Lake Parade rovinata dalla pioggia. Ci rifacemmo nel 2009 organizzando la seconda assemblea generale con i giovani in cui riuscimmo a tesserare una cinquantina di nuovi soci. In estate la Lake Parade fu spostata dalle rive del lago alla periferia di Levico e, soprattutto, vide la luce il primo progetto finanziato dal Piano Giovani di Zona Laghi Valsugana proposto da Giorgio Toller denominato “Guida! non lasciarti guidare”, finalizzato a migliorare il comportamento stradale dei giovani in situazioni di emergenza con anche una

Alcuni membri del direttivo di Mondo Giovani

prova pratica al circuito Safety Park di Vadena». Il 25 gennaio 2010 è stato eletto il nuovo consiglio direttivo per il prossimo triennio e lei è stato nominato Presidente. Può fare un primo bilancio di questa esperienza? «Il 2010 è un anno ricco di eventi, dal cineforum invernale alla festa estiva, passando poi per i tre grandi progetti finanziati dal Piano Giovani di Zona Laghi Valsugana». Quali sono? «Il primo, da me proposto, è il progetto

“Giovani in rete��� tenutosi in primavera con lo scopo di fornire utili informazioni sul corretto uso di internet e del computer. Poi abbiamo riproposto il progetto ideato da Giorgo Toller “Guida! Non lasciarti guidare”. Il terzo progetto, forse quello più impegnativo, è il percorso di memoria sull’emigrazione trentina di fine ‘800 in Bosnia e sulla guerra dei Balcani esplosa nel recente passato in quelle terre, c on un interessante viaggio che faremo a settembre alla scoperta della Bosnia Herzegovina sulle tracce della crudele guerra civile che ha coinvolto le popolazioni balcaniche, con visite a Prijedor, Mostar, Sarajevo, Sebrenica e alla comunità trentina di Stivor, con momenti di ritrovo con i giovani locali». Non male come risultati... «Vero. Il mondo forse non lo abbiamo cambiato, ma di certo grazie a noi in questi anni molte cose sono state realizzate per i giovani di Levico. Tuttavia ci sono ancora tanti progetti da portare avanti e per fare questo abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti».

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MASSIMILIANO OSLER. Presidente dell'Associazione Mondo Giovani


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LA CITTÀ PARLA. Interviste a ruota libera

Ecco come si vive a Levico Terme

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Giorgio Toller

Graziano Vincenzo

Come si vive nella città di Levico? Per scoprirlo abbiamo fatto un giro in centro, raccogliendo alcuni pareri, sia di residenti, sia di persone che quotidianamente frequentano la città termale per motivi di lavoro. Ecco cosa ne è emerso...

Giorgo Toller, praticante commercialista 27enne, fa subito un paragone col passato: «Quando eravamo ragazzi Levico era un po’ morta, ma ultimamente si sta risvegliando. Io non andrei mai a vivere lontano da qui, se non per una grossa opportunità lavorativa che comunque vaglierei molto attentamente prima di Novella Pallaoro muovermi». Anche l’artista Novella Pallaoro non lasc erebbe mai Levico per un altro paese. A suo avviso, però, occ or rerebbe uno sforzo congiunto delle varie categorie per innalzare ulteriormente la qualità dell’offerta Da sinistra: Laura, Wanda e Barbara un po’ sotto tutti i

punti di vista, soprattutto per soddisfare le richieste della clientela più esigente. Graziano Vincenzo, studente 22enne, è invece un levegano d’adozione. I suoi genitori, infatti, sono originari di Battipaglia, ma lui vive qui dall’età di 3 anni. Non se ne andrebbe mai, però lamenta il fatto che i privati investano poco in strutture per i giovani e vorrebbe che i locali rimanessero aperti fino a tarda notte. Anche Laura Varaldi, cosmetologa e aromatologa, viene da fuori. Da pochi mesi, infatti, da Reggio Emilia si è trasferita in città assieme alla mamma Wanda e alla figlia Barbara. «Qui si vive e si lavora benissimo – afferma – soprattutto per la sicurezza, la tranquillità e i rapporti umani. Abbiamo ricevuto un’ottima accoglienza e una grande disponibilità da parte delle autorità e dei colleghi commercianti e albergatori. Inoltre, avendo

Sonia Paoli

Maurizio Montibeller

Luca Andreatta


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Alessandro Fontanelli

Sebastiano Miceli

Kristian Pinamonti

così come andrebbero sfruttate meglio le zone balneari». Kristian Pinamonti, impiegato 26enne, condivide l'opinione che il lago di Levico sia ancora poco sfruttato rispetto a quello di Caldonazzo, ma non cambierebbe Levico con nessun paese della Valsugana, nonostante offra ancora poco per i giovani. Concorda il 25enne Mauro Libardoni, impiegato pubblico, il quale sottolinea come l'accoppiata vincente di Levico vada ricercata nel lago e nella montagna. Senza tuttavia dimenticare le Terme. «Il lago è tenuto molto bene» ci dice Vanessa Borgogno, 18enne di Telve e impiegata a Levico. Anche lei, però, sottolinea come Levico offra poco per i giovani. Sentendo tali parole la collega Evelyn Marchelli, 23enne, annuisce e commenta: «Sarebbe bello fare festa qualche volta, ma dove si va? Qui c’è davvero poco». Massimiliano Vaccari, studente 22enne, chiede più attenzione per le esigenze dei giovani e iniziative che siano rivolte anche ai residenti, non solo ai turisti come è pur giusto che sia. È opinione piuttosto diffusa, dunque, che Levico debba in un certo qual modo reinventarsi, puntando soprattutto sui giovani e sulle famiglie, pur non trascurando i tanti anziani che qui amano trascorrere le proprie vacanze. Una missione tutt’altro impossibile visto che, e su questo tutti concordano, Levico presenta delle potenzialità – lago, montagna e terme – di cui ben poche altre località dispongono.

Vanessa Borgogno

Mauro Libardoni

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Alessia Bertoldi

un’attività, sono molto contenta che qui gli orari di apertura e di chiusura siano liberi». Per Sonia Paoli, commerciante, vi è invece la necessità opposta, ossia quella «di uniformare gli orari di tutte le attività». Poi vorrebbe che riaprisse il cinema e che le Terme funzionassero tutto l’anno per attirare i turisti anche nei periodi morti. Anche Maurizio Montibeller, di professione cuoco, ravvisa la necessità «di allungare la permanenza del turista, anche se – ammette – non è affatto facile. Bisognerebbe fare in modo che i bambini di un tempo che venivano qui con i loro nonni ora ritornino con la loro famiglia». Per Luca Andreatta, commerciante, il processo per attirare di nuovo i giovani e le famiglie è già iniziato, tanto che – osserva – «gli alberghi stanno mettendo a punto dei pacchetti mirati a una nuova tipologia di clientela» Alessia Bertoldi, impiegata 23enne, vive a Pergine ma lavora a Levico. A suo avviso qui mancano spazi e locali per i giovani. Inoltre vorrebbe più parcheggi per poter accedere agevolmente al centro storico quando vuole fare shopping. Alessandro Fontanelli, mosaicista, vorrebbe invece chiudere il Corso al traffico e, soprattutto, si dichiara contrario alla realizzazione di un centro commerciale in città. «Levico – afferma – ha di bello proprio la vita naturale e sana». Sulla bellezza di Levico concorda pure Sebastiano Miceli, artigiano, il quale però si dice scontento della «manutenzione delle strade e dei luoghi pubblici, che dovrebbero essere più curati e fioriti,

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Evelyn Marchelli

Massimiliano Vaccari


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LEVICO TERME. Nei primi sei mesi del 2010 ben 68 soci in più

Gruppo anziani, una bella realtà in crescita

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di Mario Pacher

che si organizza ogni due mesi, con Di grande importanza sociale per Levico notevole gradimento e partecipazione Terme è sempre stato, e continua ancora dei soci. Responsabile dell’iniziativa è ad essere, il locale Gruppo Pensionati e la consigliera Luisa Vettorazzi. Nei primi Anziani che, solo nei sei mesi del 2010, mesi dell’anno, da gennaio ad aprile, alè aumentato di 68 nuovi soci, arrivando cune socie, stimolate dalla signora Carla così a quota 322 iscritti, provenienti anValentini hanno frequentato un corso di che da altri paesi. Purtroppo il 30 agosto pittura presso la sede. del 2009 moriva improvvisamente il preIl socio Aldo Gottardi ha poi organizzato, sidente Paolo Graziadei e nel direttivo per un gruppo di circa trenta appassionaentrava al suo posto il primo dei non eletti ti, delle trasferte mensili al Filarmonico di all’ultima assemblea, il socio Aurelio DalVerona per assistere a spettacoli operimaso. Poi si procedeva alla nomina del nuovo presidente nella persona del consigliere Marco Francescatti. «Superato il comprensibile momento di sconforto e di smarrimento – afferma Francescatti – il direttivo si è immediatamente attivato per continuare il programma delle iniziative che per anni ha caratterizzato la vita del gruppo. In particolare le socie Carla Dalvai Valentini, Ornella Fu- Partecipanti ai corsi della terza età magalli e Giovanna Acler (attuale vice presidente del gruppo) hanno stici e di balletto. Per il mese di luglio di gestito l’organizzazione dell’Università quest’anno sono già formati due gruppi di della Terza Età con un soddisfacente 52 persone ciascuno, per assistere alle incremento del numero degli “studenopere di Puccini all’Arena di Verona. ti”, arrivando al traguardo di circa 100 Contemporaneamente sono continuati i iscritti. La vicepresidente Acler ha curato lavori di manutenzione e miglioramento anche il programma di ginnastica dolce della Malga Sassi in Vezzena. L’immobile per circa 40 soci dal mese di gennaio di proprietà comunale, ma assegnato in alla fine di aprile di quest’anno». locazione al Gruppo, a seguito di interL’attività invernale è poi continuata con venti migliorativi, è ora a disposizione l’apertura pomeridiana della sede sociale dei soci per soggiorni giornalieri di sinin Via Cavour per diversi soci appassiogole famiglie o di gruppi più allargati. E nati del gioco delle carte. Nello stesso sempre nella Malga Sassi, entro il mese periodo in sede si sono tenuti incontri di luglio verrà organizzata, come di consocio-culturali e da quest’anno è stata sueto, la “Festa del Socio” con pranzo, al ripristinata la “Festa dei Compleanni” quale si prevede una partecipazione di

Il presidente Marco Francescatti

almeno 120 persone, e giochi di società. Responsabile della Malga è il consigliere Fiorello Dalmolin. Da giugno a settembre come da tradizione ormai, in accordo con l’APT Valsugana, i consiglieri Bruno Passamani e Paolo Gaigher, garantiscono il servizio di apertura settimanale della Chiesetta di S. Biagio. La scorsa primavera sono state organizzate due gite culturali: la prima a Brescia per visitare la Mostra sulla vita del popolo Inca, la seconda a Merano per ammirare i giardini del Castello Trauttmandorf. In programma ci sono altri incontri, visite culturali e di svago. Dal 5 al 19 giugno scorsi per un gruppo di 34 soci, guidato dalla consigliera Rosellina Dalmaso, è stato organizzato anche un riuscito soggiorno marino a Bellaria. La parte burocratica e amministrativa è curata dal presidente e dalla segretaria Rosanna Vettorazzi, mentre il consigliere Aurelio Dalmaso cura con notevole perizia, la manutenzione della Malga in Vezzena. «L’attuale sistemazione in un unico locale nella sede di Via Cavour – conclude il presidente Francescatti – limita enormemente l’attività sociale del gruppo: non possono coesistere contemporaneamente attività diverse. La nostra speranza, vista anche la consistenza del gruppo, è quella di poter disporre in futuro di alcuni locali per poter garantire ai soci momenti di svago con giochi vari, di lettura, di ascolto e visione di programmi culturali, creando così occasioni socializzanti con l’apertura quotidiana della sede».


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LEVICO TERME. Ritorna il Festival organizzato dal Coro Cima Vezzena

Estate con In...Canto Popolare Un'estate all'insegna del bel canto e delle forti emozioni da vivere sotto il cielo stellato di Levico, nel giardino adiacente all'ex Cinema Città. È questo, in estrema sintesi, ciò che promette la VI edizione del Festival corale “In...Canto Popolare”, rassegna di formazioni corali – trentine e non – organizzata come di consueto dal Coro Cima Vezzena di Barco di Levico. Un fitto calendario di concerti che, ogni mercoledì sera a partire dalle ore 21.00, allieterà il soggiorno di tanti villeggianti, ma farà felici anche gli abitanti della Valsugana, da sempre amanti dei canti Il Coro Cima Vezzena corali. dall’intera provincia e anche dal belluNato nel 2003 in occasione dei festegnese, ampliando in questo modo sia il giamenti per i 20 anni del coro Cima bacino di origine dei cori, che l’anno Vezzena, il Festival ha esplorato nelle scorso era riservato alla Valsugana, sia prime edizioni le varie forme di coralità, la durata, dato che il festival si comporrà partendo dal Trentino, passando per l di 14 appuntamenti in programma da ‘Alto Adige e allargandosi fino all’intero metà giugno a metà settembre. arco alpino. Si rinnova anche la collaborazione con il Rinnovato nella formula nel 2009, con consorzio commercianti “Levico Terme un concerto ogni mercoledì nei mesi di in…Centro” che ha creduto in questa giugno, luglio e agosto, il festival ritorna manifestazione anche nella sua versionel 2010 per le strade del centro storico ne invernale “In…Canto sotto la neve” di Levico Terme. che si è svolta tra novembre e gennaio Sul palco di via Dante quest’anno salinel periodo di apertura dei mercatini ranno varie formazioni corali provenienti

Il giovanissimi del Monte Persego Nella primavera del 2008, in occasione del 25esimo anniversario di fondazione, il Coro Cima Vezzena ha fattivamente contribuito alla nascita del Coro Monte Persego con lo scopo precipuo di trasmettere anche ai bambini il patrimonio di canti popolari di cui la nostra terra è così ricca, utilizzandoli quali colonna sonora della storia nei suoi aspetti più quotidiani. Come prima esperienza nel 2008/09 è stato affrontato il tema dell’emigrazione dei trentini alla fine ‘800, progetto culminato nel saggio recital “Nonno Raccontami L’emigrazione”.

Quest’anno la Maestra Angela Rizzoli ha portato i suoi “persegoti” a conoscere le tristi vicende della nostra terra nel periodo in cui fu cruento teatro della Grande Guerra. Il 15 maggio scorso, infatti, al teatro “Caproni” è stato portato in scena il saggio di fine anno dal titolo “Maledetta la sia questa guera!”. Il giorno prima i giovani coristi del Monte Persego avevano raccolto applausi e consensi esibendosi con il Coro Cima Vezzena al PalaLevico in occasione dei festeggiamenti per i 110 anni della Cassa Rurale di Levico.

Il Coro Monte Persego

natalizi. Come al solito è la coralità trentina a fare la parte del leone in questa lunga estate, ma non manca una rappresentanza del vicino Veneto con il Coro Monti del Sole di Sedico (Belluno). Dopo la serata inaugurale del 16 giugno scorso, che ha visto esibirsi proprio il Coro Cima Vezzena, il 23 giugno è stata la volta del coro Voci del Bondone di Sopramonte, seguito, il 30 giugno, dal Coro Castion di Faver (Val di Cembra). Il 7 luglio sarà quindi la volta del Coro Lagorai di Torcegno, il 14 luglio del Coro La Tor di Caldonazzo, il 21 luglio del Coro Valbronzale di Ospedaletto e il 28 luglio della Compagnia del canto di Villa Rendena. Il mese di agosto si aprirà con il concerto del Coro Costalta di Baselga di Piné, in programma mercoledì 4, mentre l’11 sarà la volta del Coro Valchiese di Storo/Condino, il 18 degli Amizi de la Montagna di Meano e il 25 del Coro Negritella di Predazzo. Nel mese di settembre, infine, si esibiranno il Coro Monti del Sole di Sedico di Belluno (1° settembre), il Coro Piramidi di Segonzano (8 settembre) e il Coro Martinella di Serrada di Folgaria (15 settembre).

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A Levico è iniziata la VI edizione del Festival “In...Canto Popolare” che ogni mercoledì sera, fino al 15 settembre, allieterà valsuganotti, turisti e amanti del bel canto corale.


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IL PERSONAGGIO. Una figura molto nota in città da oltre vent’anni

Mario Ombrellari, un grande amico della città di Levico

Anche quest’anno il dott. Ombrellari porterà a Levico Terme un gruppo di persone provenienti dal Veneto che soggiornerà presso uno dei tanti alberghi della città termale

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di Mario Pacher Il dott. Mario Ombrellari, collaboratore di un'agenzia viaggi di Mestre (VE) da oltre 20 anni accompagna gruppi di persone anziane in tutto il Trentino ma in particolare presso alberghi di Levico, provenienti dal Veneto e anche da altre province italiane. Il suo volto è particolarmente noto nella città termale non solo fra gli operatori economici ma anche, grazie alla sua squisita cordialità, fra la gente comune. Ombrellari abita a Montegrotto Terme (PD), un centro che lui considera quasi gemello con Levico Terme per le analogie sia turistiche che ambientali. Da uomo determinato e sempre attento alle esigenze delle persone a lui affidate, si fa spesso portavoce verso i comuni o le aziende di soggiorno, per risolvere eventuali carenze sulla viabilità o sul trasporto delle persone. Nel periodo di permanenza, che di solito è di due settimane, gli ospiti, sempre sotto l’occhio vigile di Ombrellari, vengono

la sera prima del ritorno, presso l’albergo che ha ospitato il gruppo. In quella occasione vengono premiati dalle autorità comunali che sempre prendono parte, i primi classificati ai vari tornei, le persone più anziane al seguito e quelle che da un maggior numero di anni scelgono Levico per le loro vacanze. Ai vincitori vengono assegnati coppe ed altri premi messi a disposizione da enti ed associazioni locali. La presenza di questi gruppi di anziani costituisce per Levico elemento Ombrellari (a destra) con le autorità comunali assieme ai importante anche sotto l’aspetto premiati nei vari tornei, lo scorso anno economico. Il dott. Ombrellari con portati a visitare diverse località del ogni probabilità, porterà a Levico anche Trentino, si organizzano gite turistiche, nel corso di questa estate un gruppo di gare di briscola, tornei di vario genere persone che soggiornerà presso uno e, cosa non trascurabile per molti comdei tanti alberghi. Ombrellari è anche mercianti, vengono deliziati con i nostri un fedele lettore della nostra rivista “LA prodotti trentini. FINESTRA” che molte volte ha voluto A conclusione di ogni periodo si orgaportare di persona nei migliori alberghi nizza sempre una grande festa, di solito di Abano Terme.


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STORIA. Alla fine dell’800 Levico era già una meta molto ambita

Un tuffo nell’estate di quasi 150 anni fa...

1922, il lago di Levico visto da Tenna

«Lasciate che ve lo dica, caro redattore, i lettori del vostro giornale hanno tutto il diritto di essere malcontentissimi col vostro corrispondente di Levico, che a quanto pare sembra abbia l’aria di lasciar scorrere tutta questa stagione balneare, senza farsi vivo, o dar notizie dell’esito di quel frequentatissimo luogo di bagnatura. Ma io non solo ho voluto farmi il portavoce di questi lamenti, feci anche di più, mi cacciai in una carozzella, andai ad ascoltare, a vedere. La stagione quest’anno è brillantissima, lo fu specialmente nello scorso mese, e per concorso, e per le persone che cercarono d’attingere qui la salute, e i vantaggi della cura. Il generale Medici risentì della cura sollievo non comune, alle sue sofferenze ed egli fece alle acque, ed al trattamento i voluti elogi. Molti dei bagnanti sono partiti, ma altrettanti si possono dire arrivati. A Benedetto Cairoli, all’onorevole Biancheri, all’ex Ministro Rusconi si sono ora sostituiti il Senatore

Cabella, il Duca Ferrari, il Consigliere Busacca, e tanti altri che troppo lungo sarebbe l’accennare partitamente. Ricorderò solo uno di quelli individui troppo noti, perché come diceva Fanfulla di questi ultimi giorni è del quarto stato, individuo della stampa militante – Leone Fortis – ora uno dei redattori del Pungolo, altra volta tanto meritamente celebrato pel suo distintissimo lavoro Cuore ed Arte, di quei lavori che fanno battere le arterie quando si leggono, e si meditano. Signorine una parola anche per voi. Non istò a descrivervi le acconciature elegantissime le forme nuove, gentili, delle signore che ho veduto, ci vorrebbe un volume, e se ho da dirvi il vero mi troverei impacciato non poco, non faccio neppure i nomi, perché nella sfuriata della corsa avrei timore di scordare qualcuna delle tante eleganti, bellissime e graziose signore. Mi accontenterò di un solo nome, quello della nipote del troppo celebre Victor Hugo che è qui, e a quanto mi si assicura esilera tutti coloro che

la avvicinano col brio, la distinta coltura letteraria e scientifica, esilera colle bellissime forme, e con una eleganza insuperabile. Levico è stato pur troppo funestato quest’anno dalla morte del C. Paolo Esterhàzy Consigliere Intimo e Ciambellano, che ha chiuso qui una vita di dolori, di avventure, di vicende delle quali non ultima fu la giornata di Villagòs nel 1849. Sia pace alle sue ossa… Sta sera, mentre scrivo, si balla all’Hotel Belle Vue, almeno così dicevano i placati attaccati alle muraglie sui quali ho fatto i miei comenti. Figuratevi che il francesissimo Hôtelier ha dato avviso di un Soirée danzante mentre crederei, che avrebbe fatto meglio se voleva parlar francese ad annunziare un Soirée dansante, o benissimo col parlare italiano fra gli italiani e dire che vi era una – Serata di ballo. Mah! Anche le lingue per certe teste sono questioni di gusto. Ego». Tratto da: “La Valsugana”, n. 16, 15 agosto 1877.

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Ecco come, nel lontano 1877, un cronista valsuganotto descriveva la stagione estiva di Levico per il quindicinale La Valsugana, il primo giornale locale della vallata...


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Levico Terme

1877, la Chiesa Arcipretale

Storia fotografica (foto dell'archivio di Renzo Frisanco - Levico)

1896, la "vaporiera" arriva in stazione

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ntana nnino con la fo 1904, Piazza So

Il Grande Albergo Reg ina distrutto da un bombardamento aer eo nel 1945

1905, Via Dante con l'ufficio informazioni del Comitato di cura


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I R O T I I VINC CORSO! N O C L E D CLASSIFICA VINCITORI: CATEGORIA BIANCO E NERO 1° Baite ai Gotati

Zanin Roberto, via della Chiesa 6 - Marter

CATEGORIA COLORE 1° Inverno sul lago

Giorgio Pegoretti, via Liverone 1, Borgo Valsugana

2° Solitudine e tranquillità Trevisan Paolo, via Speccheri 1/b - Roncegno

2° I monti della Valsugana Mariano Tais, via Lungo Valle 9, Barco

3° Camminata

3° Cascata della Mandola Enrico Gremes, via Simeri 15, Calceranica

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Maria Rosa Faggioni, frazione Cogatti 18/H - Civezzano

Per il sapiente uso della luce e della composizione che ha reso importante uno scorcio tipico della tradizione.

Per la poesia, la composizione, l’uso della luce, l’atmosfera che hanno colto un momento particolare riuscendo a trasmettere emozioni.

Per aver colto l’atmosfera di pace e tranquillità riuscendo a trasmettere tali sensazioni.

Per il grafismo e la prospettiva aerea che riassumono l’asperità del territorio tipica delle nostre Valli.

Per aver rappresentato fotograficamente elementi caratteristici delle valli oggetto del concorso, riportando acqua, staccionata, case rurali.

Per aver rappresentato uno scorcio intimo e chiuso come elemento caratteristico della Valle, foto tecnicamente valida.


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CRONACHE

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BORGO VALSUGANA. L’Associazione Finanzieri in trasferta CALCERANICA AL LAGO

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di Mario Pacher a Sezione ANFI di Borgo Valsugana, presieduta dal maresciallo maggiore cav. Giuseppe Mascotto, ha reccentemente organizzato una gita socio-culturale in Polonia, raggiungendo le località di Wadowice, città natale di papa Giovanni Paolo II, e Cracovia, un tempo capitale dello Stato polacco, il cui centro è oggi considerato patrimonio dell’Umanità e monumento mondiale dell’UNESCO. La quarantina di partecipanti ha visitato le miniere del sale con le spettacolari sculture ricavate nei fondali del giacimento minerario. Poi tutti hanno rivissuto l’orrore dell’olocausto e le atrocità della guerra nei campi di sterminio nazista di Auschwitz e Birkenau. Qui i gitanti hanno scattato una

Con un festoso incontro presso la propria sede, l’Associazione Pensionati e Anziani di Calceranica, presieduta da Gilia Fontana, ha concluso un primo periodo di attività che riprenderà il 12 settembre prossimo. E così anche la sede stessa resterà chiusa fino a quella data. Nel porgere il saluto, la presidente ha relazionato sulle recenti iniziative del suo Gruppo, evidenziando in particolare la consegna agli anziani del paese della legna da ardere e il mercatino allestito per aiutare suor Maria Martinelli. Quindi sono stati festeggiati i compleanni di maggio e giugno dei propri soci. La serata è proseguita con recite da parte dell’allegra animatrice Carmen Carli e ballo in compagnia del musicista Marco. (M.P.)

I partecipanti alla gita in Polonia e Slovaccia

serie di foto che conserveranno sempre come ricordo di questa commovente trasferta. Nel viaggio di ritorno è stata fatta tappa a Bratislava, capitale della Slovacchia, centro ricco di storia con splendidi monumenti

che testimoniano il dominio magiaro. Tutti i partecipanti hanno espresso il loro compiacimento per la buona riuscita del viaggio e per l’interesse storico-culturale che hanno suscitato quelle terre lontane e prima sconosciute.

I festeggiati: da sinistra, la presidente Gilia Fontana, Emma Stoffella, Anna Murari, Maria Gilberta Giacomi, Alfonso Luise

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ANFI: gita socio-culturale in Polonia e Slovacchia

Anziani, la sede riapre a settembre


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CRONACHE

APSP. Importante accordo sottoscritto il 18 giugno scorso

Borgo e Strigno insieme per migliorare i servizi agli anziani

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n patto di collaborazione per migliorare, razionalizzare ed allargare le prestazioni sul territorio e nelle due residenze di Borgo Valsugana e di Strigno. Lo hanno sottoscritto, il 18 giugno scorso, le aziende pubbliche di servizi alla persona S. Lorenzo e S. Maria della Misericordia di Borgo e Redenta Floriani di Strigno, in vista anche dell’entrata in funzione della Comunità di Valle, che a partire da ottobre andrà a sostituire il vecchio Comprensorio. Attraverso, infatti, l’integrazione dei servizi in rete, l’aggregazione di risorse su progetti comuni, la razionalizzazione delle risorse umane e delle attuali attività assistenziali si pensa di poter qualificare ed estendere l’offerta, garantendo agli utenti una più vasta e diversificata gamma di servizi alla persona, evitando

inutili parcellizzazioni. Con questa intesa, infatti, le due APSP vogliono proporsi come interlocutori privilegiati per la futura Comunità di Valle, non solo nella prospettiva interna di incrementare i servizi di qualità, senza aumentare i costi ai cittadini, ma anche per diventare, da semplici erogatori di servizi, partner nei tavoli della programmazione locale in ambito sociale. Ma vediamo, in sintesi, i passaggi più importanti di questo accordo fra le due aziende della Bassa Valsugana, che i rispettivi Presidenti – Mario Dalsasso per Borgo e Lucio Verde per Strigno – hanno voluto e caldeggiato, forti della piena sintonia e identità di vedute sulla mission dei due enti nel segno della migliore lettura della legge regionale 7/2005 di riforma delle Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza. “Premesso che è interesse dell’Azienda pubblica di servizi alla persona S. Lorenzo e S.

Maria della Misericordia di Borgo Valsugana e dell’Azienda pubblica di servizi alla persona “Redenta Floriani” di Strigno intraprendere un rapporto di collaborazione reciproca volto a migliorare l’efficacia e l’efficienza dei propri servizi, anche in un’ottica di utilizzo ottimale delle risorse umane e finanziarie a disposizione e di contenimento dei costi gestionali. Che è inoltre interesse delle due APSP contribuire alla realizzazione di una rete tra le RSA operanti sullo stesso territorio, sia per migliorare i servizi residenziali, sia nella prospettiva di gestire in convenzione interventi (quali ad esempio l’assistenza domiciliare) di competenza della futura Comunità di Valle. Considerato, altresì, interesse delle due APSP a sperimentare la realizzazione di nuovi servizi esterni a favore della popolazione anziana e non del territorio della Bassa Valsugana” si ritiene utile per gli utenti

e vantaggioso per le due strutture stipulare una convenzione per la gestione associata di taluni servizi e attività di interesse comune. Saranno, poi, i rispettivi consigli di amministrazione e un gruppo paritetico costituito ad hoc a dar seguito all’accordo. Un accordo favorito anche dalle recenti norme regionali e provinciali in materia, fra le quali l’istituzione di un apposito fondo per gli interventi a favore degli anziani non autosufficienti o con gravi disabilità, il quale promuove processi di razionalizzazione nella gestione dei servizi attraverso progetti di gestione associata per l’utilizzo e la fornitura di beni e servizi anche avvalendosi di soggetti esterni, e progetti integrati di natura socio-sanitaria che agevolano sinergie di tipo operativo e finanziario con i servizi sociali territoriali. Un’intesa, dunque, che vede un’identità di vedute e che guarda al futuro pensando al presente.


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CRONACHE

RONCEGNO. In gara quattro squadre valsuganotte LEVICO TERME

Volley: torneo femminile comprensoriale all'U.S.Marter

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di Mario Pacher ’US Marter, presieduta da Emidio Boccher, ha recentemente organizzato un Torneo Promozionale a livello Comprensoriale di Pallavolo femminile, riservato ad atlete nate negli anni 1996, 1997, 1998 e 1999, valevole come Prova Campionato Comprensoriale di Pallavolo – settore giovanile, sotto l’egida del CSI Trentino e denominato “8ª Coppa Comune di Roncegno Terme”. Alla manifestazione hanno partecipato 4 squadre in rappresentanza di altrettante Società: GS Ausugum Borgo, ASD Genzianella di Telve di Sopra, Pallavolo Telve nonché la Società organizzatrice US Marter. Gli incontri si sono svolti presso la palestra della Scuola Media di Roncegno. Le singole dispute sono state seguite da un pubblico numeroso

Un momento dopo la premiazione

e da molti genitori degli atleti. Al termine si è svolta la premiazione effettuata dal presidente Boccher e dal neoeletto sindaco di Roncegno Mirko Montibeller. Quest’ultimo, alla sua prima uscita in veste ufficiale, ha avuto parole di vivo apprezzamento

verso la società organizzatrice. La classifica finale ha visto imporsi al primo posto l’Unione Spor tiva Mar ter, seguita dall’Ausugum Borgo, dall’ASD Genzianella e dalla Pallavolo Telve. L’incontro si è concluso con un signorile rinfresco.

Colori e pennello contro la solitudine «Dipingo solo per dare sfogo ai miei sentimenti artistici e non per voler guadagnare. Ho superato abbondantemente gli 80 anni e sono sola e per questo desidero riempire le mie giornate dedicandomi all’arte che sempre mi ha affascinata: la pittura. Dipingo tanto la notte per meglio concentrarmi e combattere la mia solitudine». Così afferma Fanny Facchinelli Baratto che abita a Levico Terme e che durante i mesi estivi espone Fanny Baratto in Via Marconi oltre una cinquantina delle sue opere. Poi aggiunge: «Provo grande gioia quando i turisti entrano nella mia esposizione o semplicemente passando davanti, li sento esprimere apprezzamenti sui miei dipinti». In passato la signora Fanny ha partecipato a diverse collettive e tenuto anche mostre personali, ottenendo sempre giudizi favorevoli per la sua sinteticità e bellezza dei colori. Dal verde della natura ai prati in fiore, dai paesaggi invernali alla natura morta, tutto sa esprimere con dolcezza in precisa sintonia con il suo carattere delicato e pieno di calore umano. (M.P.)


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SPORT

PERGINE. Intervista a Mauro Andreatta, presidente G.S. Valsugana

Atletica leggera, un bel vanto per la Valsugana Il G.S. Valsugana è al vertice nella nostra regione e tra le prime società in assoluto di atletica leggera a livello nazionale con centinaia di atleti impegnati in tutte le categorie per una realtà che è diventata un vanto per la Valsugana e per l’intera regione. A pochi giorni dal Meeting internazionale Città di Pergine, abbiamo incontrato l’attivissimo presidente Mauro Andreatta.

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di Giuseppe Facchini residente Andreat ta, come nascono successi così importanti in una società così giovane? «Abbiamo iniziato la nostra attività in ambito federale in Valsugana nel 1975 come Atletica Pergine e nel 1976 come Atletica Valsugana e Tesino, curando soprattutto il settore giovanile mentre i nostri atleti assoluti per continuare l’attività erano costretti ad emigrare verso altre società. Dopo una prima operazione di fusione a livello di settore assoluto nel 1996, la perfetta sintonia di vedute sia a livello tecnico che dirigenziale

Che problemi vi sono nel gestire una società che opera su più livelli? «Essenzialmente economici, gli sponsor stanno tagliando gli aiuti a tutte le società di volontariato. Un altro problema è il mancato ricambio generazionale a livello dirigenziale».

Marco Lorenzi e il tecnico Walter Groff

hanno portato all’unificazione nel 2000 in un’unica società GS Valsugana Trentino presente in tutte le categorie. Le manifestazioni organizzate e i risultati conseguiti sono la conferma della qualità della scelta operata».

Quanti sono gli atleti che gareggiano nel G.S. Valsugana? «Abbiamo 350 tesserati di cui 280 a livello agonistico che coprono tutte le categorie previste dalle norme federali: esordienti, ragazzi, cadetti, allievi, juniores, promesse, seniores, amatori, master. In questi ultimi anni vi è stata una crescita esponenziale che ha por-

Elisa Zanei (foto Marco Togni)

tato la società da un livello locale a un livello nazionale. Lo scorso anno abbiamo partecipato a 158 manifestazioni sportive». Quali sono le soddisfazioni maggiori? «A parte i risultati, che hanno la loro valenza, è vedere i ragazzi e le ragazze praticare volentieri una sana attività sportiva, lontani da tentazioni di altro tipo». Vede differenze tra i giovani che oggi si avvicinano allo sport rispetto a un tempo? «Hanno meno voglia di faticare, però quando si convincono della bontà del progetto e dell’attività intrapresa, si impegnano tanto


SPORT

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PERGINE. Intervista a Mauro Andreatta, presidente G.S. Valsugana

per arrivare a buoni risultati. Vi sono più ragazze anche perché è meno oneroso gestire una squadra femminile, ma sta crescendo pure il settore maschile assumendo un ruolo sempre più importante. A livello poi di avviamento allo sport è fondamentale il lavoro con le scuole e gli specifici corsi per iniziare l’attività sportiva». Come sono i rapporti con le altre società sportive? «Di sana rivalità all’interno del campo, di massima collaborazione all’esterno; l’importante è far crescere l’atletica leggera locale, non guardiamo al nostro orticello». Ogni anno organizzate molte manifestazioni sportive... «Ci impegniamo al massimo anche per reperire le risorse, sia finanziarie che umane, senza le quali sarebbe impossibile mantenere una società delle nostre dimensioni. Abbiano una sessantina di persone che si impegnano volontariamente con costanza nell’organizzazione di manifestazioni e competizioni». Il 10 luglio organizzate il 14esimo Meeting internazionale

a livello societario, segno di una crescita costante anche a livello qualitativo. Questa volta saremo proprio noi ad organizzare l’evento il 25 e 26 settembre sulla pista del centro sportivo di Borgo Valsugana, sia per il settore maschile che per quello femminile, un grande impegno per il quale stiamo già lavorando».

di atletica leggera Città di Pergine. «Quest’anno vi saranno gare di elevato livello come nel salto in lungo maschile e in diverse altre specialità; abbiano richieste di partecipazione da tantissimi paesi esteri e quindi il Meeting diventerà ancora più internazionale».

Parliamo di Marco Lorenzi, il 17enne di Pergine che a Mosca ha conquistato la medaglia d’argento dei giochi giovanili con il record italiano allievi sui 400 metri. «Lorenzi non è una sorpresa, si è impegnato molto, ha seguito le direttive di buoni tecnici come Walter Groff ed è una scommessa in prospettiva futura; ci darà grandi soddisfazioni e non solo lui. Al Meeting gareggerà nella staffetta 4x400 alla ricerca del record italiano. Con la prestazione di Mosca si è qualificato per i Giochi Olimpici Giovanili di Singapore».

Poi a settembre vi sarà un evento davvero speciale... «Parteciperemo nel settore femminile per il quarto anno di fila alla finale oro nazionale, tra le 12 migliori società, la massima manifestazione presente in Italia

Altra atleta di punta è Elisa Zanei, impegnata nel salto in lungo e nel triplo. «Elisa rappresenta il punto di nascita della nostra società, intorno a lei è nato un gruppo. Le dobbiamo molto».

Luisa Costa

Presidente: Mauro Andreatta Vicepresidente: Cristiano Campestrin Responsabile organizzativo: Loris Zortea Coordinatore tecnico: Antonio Purin Consiglieri: Mauro Bonvicini, Cristina Celva, Ugo Costa, Claudio Gadler, Marco Galvan, Giorgio Marchi, Grazia Peducci Bettinazzi, Luca Sandri, Clara Terragnolo Segnana, Lino Tomasi, Elisa Zanei Segretaria: Vanda Benedetti Medico sociale: Massimo Lussana Tecnici: Antonio Purin, Antonio Casagranda, Alberto Faifer, Massimo Pegoretti, Walter Groff, Yury Kryklya, Romano Broseghini, Giorgio Luise, Sundari Cainelli, Naomi Bonvicini.

Presidente, ha un desiderio? «Sì, che agli impianti sportivi di Pergine e Borgo venga dato il giusto riconoscimento; abbiamo una squadra di atletica femminile in serie A, tra le prime 12 squadre italiane. Il fatto di organizzare una finale Oro in Valsugana è un evento straordinario che deve coinvolgere tutta la valle in modo unitario».

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Lo staff del G.S. Valsugana


STORIE FOTOGRAFICHE

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Frammenti di storia immortalati in un fotogramma

Come eravamo...

U na fo to gr af ia sp es so ra cc on ta pi ù di m ill e pa ro le . È qualcosa che ferma una frazione di seco ndo e la rende imperitura nel tempo . Con questa nuova rubrica, “Come er av am o” , in te nd ia m o rip ro po rre ve cc hi e fo to gr af ie di lu og hi, pe rs on e, sc ol ar es ch e, gr up pi , as so ci azio ni della Valsugana, del Tesin o e del Trentino. Pertanto invitiamo tu tti i lettori che avesse ro delle fotografie d’epoca (dagli an ni ‘80 in giù) a invi arcele via e-mail (redazione@lafinestra .it) o a portarcele in redazione (Viale 4 Novembre 12, Bo rgo Valsugana). Le tratteremo con la massima cura, le re stituiremo immedia tamente ai legittimi proprietari e, so prattutto, le pubblic heremo su questa pagina con il nome dell’autore e una br eve didascalia di spiegazione all’imm agine.

1 Cimitero "vecio", 1943 (foto Teresita Zanin)

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2 1960, Anita in gita a Venezia con maestra

Marchelli-Zanin (foto Teresita Zanin)

3 Borgo, piazzetta teatro vecchio, 1944 (foto

Elena Moggio)

4 1948, Madonna Pellegrina a Brenta di

Caldonazzo (foto arch. Giuseppe Campregher)

5 Carnevale, 1985 (foto Teresita Zanin) 1 3 2

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CULTURA Nell’ambito di una mostra provinciale sulla Grande Guerra

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La mia arte io la chiamo mestiere

È partita da Strigno, il 26 giugno scorso, la prima tappa della mostra provinciale “Paesaggi di guerra”. Un progetto che vede coinvolti il Museo della Guerra di Rovereto, il Museo Storico di Trento, il Museo di Borgo e altri istituti museali della provincia, nonché varie associazioni tra le quali occupa un ruolo molto attivo il Circolo CroXarie di Strigno che nel 2003 aveva realizzato il volume “Rovine. La Valsugana orientale nella distruzione della grande guerra”. Nel corso del 2010 nelle valli del Trentino saranno allestite circa venti sedi espositive dove i visitatori potranno vede-

re il materiale della distruzione e della ricostruzione di quella zona durante e dopo la prima guerra mondiale. Poi, nel 2011, tutta questa documentazione confluirà a Trento nelle gallerie di Piedicastello in una mostra provinciale di cui sarà realizzato anche un unico catalogo. Il primo appuntamento in assoluto con i “Paesaggi di guerra” è dunque in Valsugana, con fotografie inerenti alla distruzione e ricostruzione della Valsugana Orientale.

Strigno, Sala esposizioni della Biblioteca comunale. Orario: 10.00-12.00 e 15.00-18.30. Lunedì chiuso. La mostra chiuderà i battenti il 25 luglio 2010.

A poco più di un anno dalla morte, il Museo Diocesano Tridentino, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Trento, dedica a Remo Wolf (1912 - 2009) una grande mostra intesa a ricostruire quel percorso umano e artistico che lo ha visto tra i maggiori protagonisti dell’arte incisoria del secolo scorso. Per tutta la sua lunga esistenza (muore a 97 anni) l’arte è stata per Wolf una scelta di vita ma, soprattutto, il suo principale “mestiere”, esercitato da grande maestro, sperimentando le diverse tecniche artistiche, dalla pittura, al disegno all’incisione, alla costante ricerca di innovative strategie espressive e di inediti intrecci tematici.

Indiscusso maestro dell’incisione di levatura europea, Remo Wolf Remo Wolf ha sempre voluto rappresentare l’universo umano e la natura che lo circonda, nell’intento di creare quella che lui definiva “una visione completa”: figura, natura morta e paesaggio hanno per l’artista un ruolo di primaria importanza.

Museo Diocesano Tridentino, Trento Piazza Duomo. Dal 3 luglio all’8 novembre 2010.

Al Mart l’arte americana tra 1850 e 1960

Capolavori della Phillips Collection Dopo il grande successo della mostra che nel 2005 portò a Rovereto i capolavori dell’arte moderna della Phillips Collection, il Mart continua la sua collaborazione con la prestigiosa istituzione di Washington. Il nuovo allestimento si intitola “Arte americana 1850-1960. Capolavori dalla Phillips Collection di Washington” ed è rivolto a diffondere una conoscenza più approfondita dell’arte americana in un arco storico, dalla seconda metà dell’800 ai primi sessanta anni del ‘900, ancora poco noto al grande pubblico. In mostra sono presenti oltre cento opere con capolavori di John Sloan, Arthur Dove, Stuart Davis Adolph Gottlieb, Philip

VAL DI SELLA Mushrooms Cloud Nell'ambito di Arte Sella 2010, presso la Malga Costa in Val di Sella è allesitata la mostra “Mushrooms Cloud” e l’opera “Sky Mountain Chamber dell’artista Chris Drury. Un'opera del percorso Arte Natura (Foto di Aldo Fedele)

Val di Sella, Malga Costa. Orario: 10.00-18.00.

Guston, Jackson Pollock, Robert Motherwell, Clyfford Still, Mark Rothko e di due artisti molto conosciuti come Edward Hopper e Georgia O’Keeffe, che per primi hanno imposto l’originalità di uno stile americano, tagliando con forza i ponti con la cultura europea.

Rovereto. Mart, C.so Bettini, 43. Orario: 10.00-18.00 martedìdomenica. Venerdì: 10.00-21.00. Lunedì: chiuso.

PERGINE Quadratura del cerchio Carlo Ciussi, uno dei protagonisti dell’arte italiana del secondo ‘900 e tuttora attivo tra Udine – sua città natale – e Milano, dove opera nel Carlo Ciussi, suo studio fin dalla metà Senza titolo, 2010 degli anni ’60, festeggia gli 80 anni con la mostra “Quadratura del cerchio”.

Pergine, Castel Pergine. Fino al 7 novembre 2010.

CINTE TESINO Valarica 1703 A Cinte Tesino, fino al 29 agosto prossimo, si può visitare la mostra “Valarica 1703 Lagorai Fotografico” con fotografie di Giacomo Bianchi, Aldo Fedele e Giancarlo Dal Savio.

Cinte Tesino, Malga Valarica. Info: 0461 751 251.

Malga Valarica

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A Strigno i “Paesaggi di guerra” Remo Wolf, uomo e artista del '900


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EVENTI

LEVICO TERME. Gruppi emergenti e super ospiti nazionali

Ritorna la musica del “Levico Lake Festival”

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re serate di grande musica a Levico per il “Levico Lake Festival” che si terrà il 22, 23 e 24 luglio sulla spiaggia del lago. Quest’anno il “Levico Lake Festival” porterà nella città termale grandi artisti del panorama musicale italiano e si propone come un’impor tante vetrina per i gruppi emergenti locali. Le band partecipanti avranno infatti la possibilità, oltre ad aprire le serate dei big in cartellone, di farsi ascoltare da una commissione di qualità composta da rilevanti personaggi della musica italiana (produttori, musicisti, manager, discografici) e del giornalismo musicale con i quali avranno l’opportunità di interagire nell’arco delle tre giornate. Il programma prevede ogni sera l’esibizione di tre gruppi emergenti più il concerto del super ospite.

Max Gazzè suonerà il 23 luglio

Bandabardò, in concerto il 24 luglio

I gruppi che desiderano partecipare al “Levico Lake Fest iva l” dov r a n no m a nd a r e un CD con almeno due brani inediti, biografia e scheda tecn ica a: A PT Valsugana, VILLA SISSI – Loc. Parco, 3 oppure tramite email (formato mp3 per i brani) all’indirizzo levicolakefestival@gmail.com, entro il 10 luglio.

Motel Connection, a Levico il 22 luglio

Ci sarà un importante riconoscimento per il gruppo che più si distinguerà: la possibilità di aprire il concerto di un artista di caratura nazionale (del genere vicino a quello del gruppo vincitore) in una data del tour fuori regione. Il festival, voluto dall’Assessore al Turismo di Levico Tommaso Acler, dal Comune, Apt Valsugana e coordinato da Piattaforma Eventi, porterà sul palco della spiaggia levicense il 22 luglio la musica elettronica dei Motel Connection (il gruppo torinese fondato da Samuel Romano, leader dei Subsonica), il 23 luglio il pop d’autore di Max Gazzè e il 24 luglio il folk-rock della Bandabardò. L’ingresso al festival è gratuito.


EVENTI

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PERGINE. Il 23 luglio una serata all'insegna della musica italiana

Ambramarie

Enric o Nor dio

Giops

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na notte di mezza estate ricca di note, con alcune delle stelle canore che si sono messe i n luce nell'ed i zione 2009 della fortunata trasmissione televisiva X Factor, dove, tra gli altri, sono assurti a notorietà nazionale i valsuganotti “The Bastard Sons of Dioniso”. Il 23 luglio prossimo, infatti, a Pergine Valsugana – nella storica Via Maier, recentemente riportata al suo antico splendore – direttamente da X Factor ar riveran no En r ico Nordio, Ambramarie, il gruppo Farias e Giops. Quattro proposte musicali che, a partire dalle ore 21.00, sicuramente allieteranno i perginesi e i tanti ospiti che in Valsugana, attratti da laghi, monti e terme, trascorrono le loro ferie estive. A fare da contorno a questo appuntamento, dalle ore 20.30 funzionerà un ricco mercatino

musicale, con Cd, vecchi vinili a 33 e 45 giri, pezzi da collezione e autentiche rarità. La serata è organizzata dal Consorzio Operatori Pergine Iniziative, presieduto da Luigi Ochner, che in tal modo intende rendere il centro storico di Pergine sempre più attraente e vivo, una sorta di salotto all’aperto tutto da scoprire sia per chi proviene da fuori ma anche da parte di tanti perginesi.

Il 18 giugno scorso a Pergine Valsugana, in un'affollatissima piazza Municipio, si è svolto il secondo appuntamento regionale per le selezioni del Concorso Nazionale di Miss Italia. La serata, condotta da Sonia Leonardi, ha visto sfilare sulla passerella una ventina di ragazze. Su tutte si è imposta la 17enne Maria Noel Barral de Leon di Trento – ma con nonni uruguagi – che ha vinto il titolo di Miss Deborah Pergine. Al secondo posto Lara Lona 17enne di Albiano (Miss Bellezza Rocchetta). Terza Adriana La Torre 18enne di Strigno, quarta Maria Elena Miori (Miss Peugeot) 17enne di Bolzano e quinta Stefania Peterlini (Miss Wella Professional), 17enne di Aldeno.

Nella foto di Giuseppe Facchini la vincitrice Maria Noel Barral Il centro di Pergine

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Farias

Notte di note con le stelle di X Factor

Maria Noel de Barral reginetta di Pergine


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MUSICA

“Valsugana Singers” sugli scudi Il coro giovanile della Scuola di Musica di Borgo, Levico e Caldonazzo più volte premiato ai Concorsi Nazionali di Quartiano e di Vittorio Veneto.

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isultati di assoluto rilievo per i “Valsugana Singers”, il coro giovanile della Scuola di Musica di Borgo, Levico e Caldonazzo, diretti da Giancarlo Comar e accompagnati al pianoforte da Stefano Fabbro, impegnati in due dei più prestigiosi concorsi corali a livello nazionale. Domenica 16 maggio il coro ha partecipato al 28° Concorso Polifonico Nazionale “Franchino Gaffurio”, svoltosi a Quartiano di Mulazzano in provincia di Lodi. Iscritti in tre diverse categorie, i “Valsugana Singers” hanno ottenuto tre “Fasce Oro” di merito: la prima con 92 punti nella categoria “Cori giovanili”, la seconda con 86,50 punti nella categoria “Polifonia – Programma storico” e la terza, con punti 88,80 nella categoria “Gospel e spiritual”. La seconda importante competizione si è svolta invece sabato 29 maggio a Vittorio Veneto: anche in questo caso i giovani coristi di Borgo sono riusciti a salire sul podio, ottenendo un prestigioso terzo posto nella categoria “Cori giovanili”, a un solo punto di distacco dai secondi classificati. Con questi risultati i “Valsugana

ORGANICO Soprani Marilisa Ceccato Giulia De Paoli Linda Delmarco Rose Hunt Sharon Lucca Monica Marcon Francesca Segnana Alessandra Sigismondi

Contralti

I "Valsugana Singers" durante un recente concerto a Trieste

Singers” si confermano, e non soltanto nell’ambito dei cori giovanili, come una delle realtà corali più interessanti e dinamiche in ambito provinciale. Abbiamo raccolto alcune considerazioni da parte del direttore della Scuola di Musica e degli stessi ”Valsugana Singers”, il maestro Giancarlo Comar, su queste ultime esperienze del coro: «I “Valsugana Singers” – afferma con comprensibile orgoglio il maestro Comar – sono motivo di grande soddisfazione per la nostra Scuola e rappresentano il risultato di un articolato percorso di ricerca vocale e musicale, intrapreso da alcuni dei suoi componenti

a partire addirittura dai cori di voci bianche. È bello vedere questi ragazzi crescere, impegnarsi in modo molto convinto e determinato e ritagliarsi degli spazi per provare insieme agli altri sostenendo anche notevoli sforzi e sacrifici. Ritengo che la nostra comunità dovrebbe valorizzare una simile realtà e farsi vanto di questo gruppo che, a conti fatti, la rappresenta un po’ tutta, provenendo i coristi non soltanto da Borgo ma pressoché da tutti i paesi dei dintorni: non è facile, al giorno d’oggi, trovare dei giovani che credano con così tanta ammirevole dedizione ad un progetto di questo tipo».

Tatiana Coretti Roberta Dalle Fratte Alba Ganarin Cristina Giosele Costanza Leuzzi Sara Marcon Helga Mutinelli Michela Nicoletti Floriana Peroni Francesca Pflanzer Erica Tomaselli

Tenori Andrea Balduzzo Simone Centellegher Luca Damiano Gianluca Lorenzin Alberto Refatti Federico Trentin

Bassi Simone Cappello Matteo Ferrari Costantino Montibeller Giovanni Scotton

Valsugana Singers - CURRICULUM Nati ufficialmente nell’ottobre 2003 i “Valsugana Singers”, coro giovanile della Scuola di Musica di Borgo, Levico e Caldonazzo, hanno ormai al loro attivo moltissime esibizioni non solo nella nostra provincia ma anche in altre regioni italiane: accanto ai tradizionali interventi all’interno delle manifestazioni e dei saggi organizzati dalla Scuola, il coro partecipa a concerti, rassegne e competizioni corali. Tra gli impegni più significativi di questi anni, vanno citate le partecipazioni all’edizione 2004 di “Musica nel Chiostro” e alle ultime edizioni dell’importante “Rassegna Corale

di Santo Stefano”, svoltesi a Borgo Valsugana; nel 2005 è stato presente al Festival Nazionale di Cori giovanili e di Scuole Superiori di Vittorio Veneto; nel 2006, è stato invitato a partecipare alla serata di gala delle “Rassegne di Primavera” insieme ai migliori complessi giovanili e di voci bianche della Federazione Cori del Trentino; nel 2008 ha preso parte all’esecuzione della “Missa Brevis” Kv 49 di W. A. Mozart nell’ambito del “37° Festival regionale di Musica Sacra di Trento e Bolzano” e nel giugno 2009 ha inaugurato il “12° Festival spiritual e gospel”

di Caldonazzo. Tra i risultati ottenuti nell’ambito di concorsi e competizioni corali, di notevole rilievo il raggiungimento della fascia di merito più alta in tre diverse categorie (“Coro giovanili”, “Polifonia sacra” e “Gospel e spiritual”) al 28° Concorso Nazionale di Quartiano (Lodi - 2010) e l’ottimo 3° posto al 44° Concorso nazionale corale di Vittorio Veneto nella categoria “Cori giovanili” (2010). I “Valsugana Singers”, fondati e diretti dal maestro Giancarlo Comar, sono accompagnati al pianoforte da Stefano Fabbro.


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MUSICA

INTERVISTA. Incontro con uno dei grandi protagonisti della musica italiana

Edoardo Bennato Luglio 2010

«Le vie del rock sono infinite»

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di Giuseppe Facchini doardo Bennato, sincero, onesto, ironico, graffiante, un artista unico nel panorama musicale. Dopo una lunga carriera fatta di live con il gruppo ma anche da solo “One Man Band” e di album che hanno fatto storia nella canzone italiana come “I buoni e i cattivi”, “Burattino senza fili” (76 settimane di presenza in classifica), “Sono solo canzonette”, giunge nei negozi l’album numero 26. Si intitola “Le vie del rock sono infinite”, un titolo manifesto che ben si adatta ad un percorso musicale che lo ha sempre visto attento osservatore della nostra realtà sociale e quotidiana, ma allo stesso tempo con la voglia di esplorare continuamente nuove vie comunicative.

Spesso le tue canzoni hanno un filo conduttore. C’è anche in quest’ultimo lavoro? «Ho cominciato a lavorarci due anni e mezzo fa. Osservo la realtà e faccio i testi che raccontano le eterne contraddizioni; altri argomenti riguardano la vita di ognuno di noi. Fare rock ha un senso se nei testi c’è qualcosa in più rispetto ai prodotti americani e agli inglesi, altrimenti io stesso non riuscirei ad ascoltarmi. Fin da ragazzino a 5-6 anni ascoltavo questo tipo di musica che ar rivava dall’America, dall’Inghilterra. La musica napoletana mi piaceva f ino a un certo punto, sono cresciuto a pane e rock».

nipolatori delle coscienze, e guardare verso il futuro; non è questo il periodo peggiore della storia dell’umanità, anzi. Chiaro che ci sono tanti problemi, tante contraddizioni. Ho la percezione che siamo tutti quanti, chi più chi meno, suggestionati da altri parametri che ci confondono le

falso patriottismo. Mi sento italiano, napoletano, ma anche cittadino del mondo. Per quello che riguarda l’arte e la cultura c’è in atto una monopolizzazione del mondo artistico americano, molti hanno un atteggiamento ostile su tutto quello che arriva dall’America e questo lo trovo sbagliato e aprioristico».

Il primo singolo estratto dall’album “È lei” è una canzone delicata e molto accattivante. «Ho immaginato che in questo momento la novità e l’energia arriva dal Sud del pianeta , quello che abbiamo definito terzo mondo, dove la famiglia umana si trova in una situazione di disagio e di subalternità rispetto al mondo occidenLa realtà di oggi offre La copertina dell'ultimo album di Edoardo Bennato tale. È simbolico, anche i ancora stimoli per scrigrandi rivoluzionari come idee, ma non sta a me pensare di Gesù sono nati in una povertà vere testi? «Ogni periodo storico ha lati chiarire le idee agli altri, basta estrema, in una capanna. La positivi e lati negativi. Esi- chiarire le idee a me stesso e canzone parla della capacità di ste ancora una generazione fare canzonette». ricevere e dare affetto e amore che ha visto la guerra. Noi la Hai parlato spesso nelle tue nel primo periodo di vita, a guerra non l’abbiamo vista se canzoni dell’America, in modo prescindere dal livello sociale non al cinema o in televisione, ironico ma anche come punto e culturale». appar teniamo a generazioni di riferimento. fortunate. L’importante è non «Si canta in inglese. Non so se Nel tuo disco affronti temi farsi suggestionare dai media, sia giusto ma diventa un dato di molto attuali (“Un aereo per dai persuasori occulti, dai ma- fatto, al di là della retorica e del l’A fghan istan” o “Cuba”)


MUSICA

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INTERVISTA. Incontro con uno dei grandi protagonisti della musica italiana

Come ti definisci? «Lucido nella mia follia e completamente pazzo nella mia lucidità». Che effetto fa essere un punto di riferimento? «In questo momento può essere solo un problema. Se fossi uno sconosciuto mi iscriverei anch’io a un concorso di voci nuove, avrei più ascendente sulle nuove generazioni, su quelli che urlano quando vedono il loro divo». Come vedi il mondo della musica in questo periodo di crisi? «Chi ascolta musica spesso

certi meccanismi non li conosce. L’arte e la cultura devono sempre fare i conti con l’industria, con i numeri, quindi occorre prendere atto che ci sono molti musicisti, artisti, che non ascoltate più perché non fanno i grandi numeri, non vendono dischi e biglietti ai concerti, vengono tolti di mezzo e questo è un meccanismo implacabile. La Francia tutela le forme artistiche, in Italia lo hanno fatto con il cinema sperperando spesso tanti soldi. Da noi la musica non è pro- Edoardo Bennato live (foto E. Zaffagnini) tetta dalle istituzioni. La musica è in mano alle major. Il potere in questo Le tue canzoni dell’inizio sono momento è di certi media, di ancora molto attuali e sono ap“Amici”, di “X-Factor”, il di- prezzate anche da un pubblico scografico sceglie e prende in nuovo. considerazione solo un prodot- «Mi fa piacere, ma bisogna fare to, non un cantante che è poi un i conti con i media. Sono quelli essere umano che ha avuto già che fanno gli elenchi dei buoni e dei risultati». dei cattivi». Qual è il tuo rapporto con Internet? «È uno strumento indispensabile. La tecnologia deve essere utilizzata, purché sia al servizio dell’uomo e non viceversa».

Sei stato ospite all’ultima edizione del Festival di Sanremo interpretando “Ciao amore ciao” di Luigi Tenco. «Mi hanno invitato. Ho scelto quella canzone perché Tenco è

l’emblema di questo mondo della musica che non risparmia nessuno, in particolare gli artisti più vulnerabili. Lui è rimasto intrappolato in quella gabbia gestita a volte da impresari e manager senza scrupolo; è un omaggio a questo personaggio che seguivo da bambino e di cui percepivo il disagio». Nella tua carriera hai usato diversi tipi di linguaggio. «Cerco di utilizzare tutti gli strumenti a disposizione, i video musicali sono nati nel 1982, ma in realtà nel 1977 sono stato il primo in Italia a inventarmi la formula del videoclip, sceneggiando le canzoni di “Burattino senza fili”, con la trasposizione della favola di Pinocchio. Le canzoni sono diventate dei video». Cosa pensi quando ti guardi indietro? «Guardo sempre al presente e all’immediato futuro. Il passato serve come esperienza, più ne accumuli, più hai parametri per cercare di evitare errori».

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ma offri anche una rilettura storica dell’Italia in “C’era un re”. «È tutto basato sull’ironia, un meccanismo che ci spinge a ponderare e a soffermarci su certi argomenti. Recentemente sono stato attaccato da sedicenti filosofi in relazione a queste canzonette. È ridicolo ed inutile che sulle canzonette ci si soffermi troppo. Io non faccio interventi nelle università di scienze politiche, potrei anche farlo, però in quel caso avrei un atteggiamento diverso. Con le canzonette devi essere ironico, dare emozioni, energia a chi ti ascolta».


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I NOSTRI SOLDI

TRENTO. Presentata una collana di libretti informativi

I sei volumetti

Come evitare i rischi nella compravendita

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Il Consiglio Nazionale del Notariato si è alleato con i cittadini stringendo una partnership con le Associazioni dei Consumatori. Ne è uscita una collana di sei pubblicazioni per evitare tutti i rischi connessi alla compravendita di una casa.

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a compravendita di una casa rappresenta sempre un momento cruciale nella vita di una famiglia. Eppure t a le i m p or t a nt e passo viene spesso sottovalutato, senza adottare quelle dovute cautele che consentirebbero di dormire sonni tranquilli. Vista l’importanza dell’argomento, il preliminare di compravendita è stato al centro di un dibattito svoltosi il 5 giugno scorso a Trento, a Torre Mirana, nell’ambito del Festival dell’economia. È toccato a Giulia Clarizio, notaio in Vicenza, aprire l’incontro organizzato dal Consiglio Nazionale del Notariato,

in collaborazione con il Sole 24Ore, con un esempio calzante: «Le cautele messe da un acquirente nel comprare un nuovo piu mino per difendersi dal freddo invernale sono senz’altro

Ecco i sei volumetti fin qui realizzati dal Consiglio Nazionale del Notariato in partnership con undici Associazioni dei Consumatori. 1) “Prezzo-valore”: i vantaggi della trasparenza nelle vendite immobiliari. 2) “Garanzia preliminare”: la sicurezza nel contratto di compravendita immobiliare. 3) “Acquisto certificato”: agibilità, sicurezza ed efficienza energetica degli immobili. 4) “Vivere in condominio”: guida informativa per chi acquista un immobile. 5) “Mutuo informato” 6) “Acquisto in costruzione”: la tutela nella compravendita di un immobile da costruire. I sei volumetti, che si possono liberamente scaricare dal sito www.notariato.it, sono strumenti semplici, abbordabili, utili per capire ed essere informati.

maggiori di quelle che lo stesso acquirente mette nel comprarsi la casa in cui abiterà per tutta la vita e che spesso costituisce l’investimento più importante di un’esistenza. Nelle trattative per la vendita o l’acquisto di un immobile il fai da te impera quasi ovunque e il notaio è visto solo come colui che, facendosi pagare, sancisce la legalità di una cosa che è già stata decisa dalle parti. I problemi, però, emergono subito dopo!». Per evitare questi problemi, per aumentare l’informazione, per combattere il pressappochismo, spesso “padre” di truffe e anche di annose denunce, il Consiglio Nazionale del Notariato, che in questi anni è stato guidato dal trentino Paolo Piccoli, ha deciso di allearsi con i cittadini stringendo una partnership con undici Associazioni dei Cons u m a t o r i. Ne è uscita, tra le altre iniziative, una interessante collana di sei agili pubblicazioni (scaricabili tra breve da www. notariato.it) che intendono proprio fare informazione. A nton io Longo, presidente del Movimento difesa del cittadino, per parte sua è stato categorico: «Queste pubblicazioni non servono a sostituire il Notaio, ma invitano, con un linguaggio semplice, a rivolgersi al professionista; certo, è necessario un esborso di danaro, ma i diritti di entrambi i soggetti di una compravendita sono maggior mente t utelati nei rispettivi diritti e doveri».

Ecco perché quando ci si avvicina all’acquisto di una casa e si decide di sottofirmare un preliminare di compravendita (quello che quasi tutti conoscono col termine di “compromesso”), «è bene – ha detto ancora Giulia Clarizio – far registrare questo preliminare da un notaio. In questo caso il fai da te oppure il fidarsi ciecamente in chi vende un immobile o fa da tramite fra i due soggetti può far andare incontro a spiacevoli sorprese. Spetta al notaio stabilire se chi vende ne ha la facoltà; spetta al notaio controllare che i dati catastali corrispondano effettivamente al bene immobile in vendita; s p et t a a nc or a al notaio far sì che le volontà di due soggetti che s’incontrano e che sottofirmano un atto così impegnativo rispettino le regole della legge». Acquistare una casa è più impor tante del comprare un piumino invernale, su questo tutti sono d’accordo. «Fidiamoci allora di chi è professionista della legalità – ha concluso Antonio Longo, – perché i notai vogliono uscire dalla loro torre d’avorio in cui hanno vissuto fino a oggi per mettersi realmente a disposizione dei cittadini e di chi conosce meno le infinite e complesse regole che normano ad esempio la compravendita. Noi Associazioni dei consumatori, dopo qualche iniziale tit ubanza, abbiamo volentieri accettato l’idea di collaborare con il Consiglio del notariato».


Luglio 2010

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SOCIETÀ

CONSUMI. Per l'Istat nel 2009 il 40% delle famiglie ha “tagliato” sulla spesa LA PERCENTUALE DI FAMIGLIE CHE HANNO RIDOTTO I CONSUMI CARNE

42%

PANE

38%

OLIO D'OLIVA

36%

VINO

35%

La crisi ha modificato il menu degli italiani Luglio 2010

Nel fare la spesa gli italiani rincorrono sempre più a promozioni, sconti e offerte.

G

li effetti della crisi economica si sono fatti sentire anche sulle tavole degli italiani, tanto che molte famiglie hanno dovuto modificare il proprio stile di vita anche sotto il profilo alimentare. Il calo del potere d’acquisto e il minore reddito disponibile hanno difatti cambiato i piatti in tavola: nel 2009 quattro famiglie su dieci sono state costrette a “tagliare” il carrello della spesa alimentare, mentre il 60 per cento, tra rinunce e necessità, ha dovuto cambiare il menù e il 35 per cento ha optato per prodotti di qualità inferiore. Si è accentuata la rincorsa alle promozioni ed è stato un “boom” degli acquisti in punti vendita dove i prezzi sono più bassi. È soprattutto il caso degli hard-discount, dove le vendite sono cresciute, rispetto al 2008, di oltre il 15 per cento. È quanto afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori in relazione al Rapporto dell’Istat sulla situazione del Paese durante lo scorso anno. La spesa per generi alimentari e bevande si è attestata, sempre nel 2009, attorno ai 475 euro mensili, per complessivi 145 miliardi di euro (il 19,1 per cento del totale). Spesa sulla quale hanno inciso maggiormente gli acquisti di carne che, nonostante il calo dello scorso anno, registra 31,5 miliardi di

euro, il pane e i trasformati (26,3 miliardi di euro), gli ortofrutticoli (24,2 miliardi di euro), i lattierocaseari e le uova (18 miliardi di euro). Nel contesto dei “tagli” al carrello, la Cia evidenzia che il 42 per cento delle famiglie ha dovuto ridurre gli acquisti di carne, in particolare quella bovina, il 38 per cento quelli di pane, il 36 per cento quelli di olio d’oliva e il 35 per cento quelli di vino. Nella ripartizione geografica, si nota che al Nord il 32 per cento delle famiglie ha limitato gli acquisti (il 39 per cento ha ridotto le “voci” pane e pesce). Al Centro la percentuale di chi ha dato un colpo di forbice ai consumi sale al 36 per cento (il 37 per cento ha ridotto il pane, il 48 per cento il pesce, il 43 per cento la carne bovina); mentre nelle regioni meridionali si arriva al 50 per cento (il 38 per cento ha ridotto il pane e il 56 per cento la carne bovina). Per quanto concerne la scelta di prodotti di qualità inferiore, l’orientamento delle famiglie, a livello nazionale, ha riguardato il pane per il 40,2 per cento, la carne bovina per il 46,2 per cento, la frutta per il 44,5 per cento, gli ortaggi per il 39,7 per cento, i salumi per il 32,5 per cento. La percentuale della spesa destinata all’alimentazione varia, tuttavia, tra le classi sociali e

per condizione di lavoro. Gli imprenditori e i liberi professionisti spendono per imbandire le loro tavole il 14,5 per cento della spesa totale, i lavoratori autonomi il 18,2 per cento, i dirigenti e gli impiegati il 16,1 per cento, gli operai il 19,9 per cento; mentre per i pensionati la percentuale è del 21 per cento. La crisi economica, forte e diversa da quelle che hanno caratterizzato il passato, condiziona così i comportamenti di acquisto che, d’altra parte, avevano già cominciato a

modificarsi negli ultimi anni come risultante di un cambiamento dei valori e dello stile di vita. La difficile congiuntura in alcuni casi ha solo accelerato questi cambiamenti: si acquista con maggiore consapevolezza e maggiore attenzione al prezzo, con l’obiettivo di spendere al meglio le risorse disponibili. Si cercano alternative più convenienti, come, appunto, gli hard-discount; si rincorrono le promozioni; si pone massima attenzione a sconti e offerte.

IL DATO. Nel 2010 si spenderanno quasi 2 miliardi La crisi non morde il gelato

Nonostante l’avvio incerto a causa del maltempo si stima che gli italiani spenderanno per i gelati quasi 2 miliardi nel 2010. È quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che i consumi si concentrano per oltre la metà (54 per cento) nelle regioni del nord seguite dal mezzogiorno (28 per cento) e dal centro Italia (18 per cento). Nel 2010 i gusti più gettonati restano nell’ordine il cioccolato, la nocciola, il limone, la fragola, la crema e la stracciatella ma si registra la presenza sul mercato di oltre 600 gusti disponibili nelle oltre 36mila gelaterie artigianali presenti in Italia. Tramontano quelli “artificiali”, come ad esempio il puffo, e si riscoprono quelli di stagione e locali ottenuti da prodotti caratteristici del territorio anche meno conosciuti, dal Bergamotto al vino Recioto fino al pistacchio di Bronte. In particolare si è verificata una moltiplicazione delle iniziative volte a garantire la genuinità del prodotto a partire dall’impiego di latte fresco di produzione locale al posto dei surrogati a basso costo. Da rilevare quindi una maggiore attenzione alle materie prime con l’impiego di latte di alta qualità locale e addirittura la nascita di gelaterie adiacenti alle stalle. Tra le novità è arrivato anche il gelato di latte d‘asina da consumare direttamente negli allevamenti. Cresce anche la preparazione casalinga dei gelati che consente una accurata selezione degli ingredienti, dal latte alla frutta.


Cucina Immagini per

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La ricetta di luglio a cura di Fabrizio Todaro

DOLCI. Un dessert velocissimo e fresco!

TORTA "ISABELLA" INGREDIENTI PER 6/8 PERSONE

20 minuti * molto facile

1

Montare la panna con 3 cucchiai di zucchero a velo

4

Versare lo sciroppo contenuto nel barattolo dell'ananas in un piatto e bagnare velocemente i savoiardi da ambo i lati

7

Terminare con un abbondante strato di panna

• 400 ml panna da montare • 200 gr savoiardi • 3 cucchiai zucchero a velo

2

Tagliare a cubetti una banana e due fette di ananas

5

Disporre i savoiardi su un piatto da portata facendo una fila di 8 biscotti (andranno fatti 3 strati di biscotti)

8

Guarnire la superfice della torta con le fette di ananas, i lamponi o le fragoline

• 1 barattolo ananas sciroppato • 1 banana • lamponi o fragoline per guarnire

3

Unire la frutta alla panna montata e mescolare delicatamente

6

Alternare uno strato di panna ad un altro di savoiardi (per dare una forma a cupola nel 2° strato mettere 7 biscotti, nel 3° strato 6)

9

Riporre in frigorifero per 2 ore e servire la torta bella fresca!

Luglio 2010

Questo mese prepariamo uno dei dolci più veloci e facili che conosciamo, che richiede al massimo 20 minuti di lavoro e pochissimi ingredienti. Bastano infatti dei savoiardi, della panna montata e un po' di frutta per preparare un dessert davvero goloso che piacerà a grandi e piccoli!


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