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NON PERCEPISCE E NON CHIEDE DANARO PUBBLICO

POTENZA: DA CITTà REGIONE, A CITTà PER LA REGIONE Con Dario De Luca Sindaco, il risveglio di una città sottomessa Vincenzo Giuliano Segretario Regionale PPI di Basilicata

Ridare un futuro alla Città di Potenza è un’esigenza non più procrastinabile, anche in relazione alla comunità provinciale e regionale. Ridefinire il ruolo di Potenza, città capoluogo di regione con tutta la realtà territoriale, istituzionale, sociale ed economica e come relazionarsi con essa, sarà la preoccupazione maggiore dei Popolari per l’Italia di Basilicata in ... ConTinua a Pagina 3

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“Una scelta d’amore” la candidatura di Giuseppe Postiglione per una

POTENZA CITTA’ FAMIGLIA

Identità, Comunità e Partecipazione per rilanciare lo sviluppo

Giuseppe Postiglione

Perché una città sia a misura della famiglia è necessario riformulare le politiche di sviluppo rispetto ad alcune importanti aree di intervento: educazione, accoglienza, lavoro, risorse e fisco, comunità, territorio e tempo libero. In primo luogo, è importante che la città sia accessibile, in modo da garantire una perfetta fruizione di tutti gli spazi cittadini, evitando zone di emarginazione e/o di degrado che creino disfunzionalità anche a livello sociale. In tal senso, nelle aree periferiche della città vanno individuati i punti di forza su cui fare leva, per la valorizzazione di spazi poco conosciuti e talune volte anche abbandonati. Quando si parla di accessibilità, soprattutto in una città come Potenza, morfologicamente strutturata in senso verticale, va da sé che debba essere pensato, con sensibile convinzione, l’abbattimento delle barriere architettoniche che da sempre rappresentano un limite per la fruizione degli spazi cittadini da parte dei residenti portatori di handicap. La messa a punto di sogliette di sollevamento lungo i perimetri pedonali, garantirebbe una praticabilità ottimale per i cittadini con difficoltà nella deambulazione, ma garantirebbe l’immagine di una città attenta e sensibile nei

confronti dei concittadini meno fortunati. Le aree verdi, autentici polmoni in seno al centro urbano, devono rappresentare punti di forza con eventi di aggrega-

zione ed iniziative volte ad incentivare l’utilizzo di dette aree, così da garantire una loro manutenzione sistematica ... ConTinua a Pagina 2

Il POTENZA CALCIO DI POSTIGLIONE BLOCCATO DA ACCUSE INFONDATE ED INFAMANTI

E’ L’ORA DELLA RISCOSSA!

L’arrivo dei pullman con a bordo il presidente Postiglione ed i suoi giocatori. Era il 17 giungo 2006, il Potenza realizzava un magnifico sogno: il “gigante” Benevento, nella doppia sfida play-off, era battuto. Potenza, contro ogni pronostico, in Paradiso! Dopo quasi 20 anni era nuovamente C1. Nelle stagioni successive quel Potenza sfiorava la serie B, non raggiunta solo a causa delle infamanti ed ingiuste accuse che la portarono alla radiazione.

Da quelle accuse Postiglione, e per esso il Potenza, sono stati prosciolti con sentenza di non luogo a procedere emessa dal Tribunale di Potenza in data 5 dicembre 2012. Attualmente è stato presentato un ricorso presso la FIGC, la quale, pur ritenendo legittima la richiesta di riammissione per l’errato giudizio emesso, ha rinviato al Coni la concessione della categoria professionistica, in quanto organo gerarchicamente competente.

Diversa distribuzione promozionale omaggio

Anno VIII - Maggio 2014

Come sei bella Terra dei Forti ...


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QUANTI CANDIDATI…! MA FINORA DOVE SONO STATI? Sette candidati sindaco, poi sei a causa dell’esclusione della lista Azione Civica di Dino De Angelis. Circa 650 candidati consiglieri, ora qualche manciata in meno. Sono davvero questi i numeri giusti che rappresentano la nostra città? Far calcoli è cosa semplice in questi casi e, a chiunque, viene un po’ da sorridere. Questa volta si è davvero esagerato. Nomi su nomi. Santini su santini. Manifesti e vele ovunque. Una sfilza di faccioni sorridenti che promettono tutti, più o meno, la stessa cosa. Amano tutti Potenza, ognuno nelle sue gigantografie promette mare e monti. “Riqualificheremo”, “sistemeremo”, “avremo più attenzione per …” e chi più ne ha, più ne metta. Eppure una domanda sorge spontanea: questi faccioni chi rappresentano? Quanti di questi nomi sono comuni all’elettorato potentino? Guai a pensare che la politica la debbano fare sempre i soliti. Ci vuole rinnovamento, è indubbio. Altrettanto indubbia, però, dovrebbe essere la passione o meglio la missione che ogni candidato dovrebbe sentire propria nei confronti di questa città. Ed allora ci si ferma di nuovo a pensare. Quanti di questi bei volti sono stati, almeno per una volta, impegnati in una battaglia sociale o civile per la nostra Potenza? Quanti di loro hanno lavorato davvero, magari anche in sordina, per il bene comune? Inutile sforzarsi troppo a cercare risposte. Nel calderone dei quasi 650 ci sono finiti troppi riempi liste forse, come troppi sono gli “interessati”, coloro che guardano al loro orticello insomma. Pochi, ma ce ne sono fortunatamente, coloro da sempre impegnati in piccole o grandi battaglie per rendere questa città degna del nome che porta. Che vadano avanti loro allora. Che ci guidino in questa strada in salita lasciata per troppo tempo senza fari a segnare il cammino. Il popolo potentino saprà ben scegliere. Saprà guardare e giudicare. È quello che ci si augura per queste elezioni. Potenza ha davvero bisogno di mettere un punto e a capo. Bisogna iniziare a scrivere un nuovo capitolo. F.E.

I NODI COMPLESSI DI POTENZA A meno di un mese dalle elezioni del nuovo sindaco di Potenza, nella nostra città si ripresentano puntualmente i grandi temi di discussione, partendo dal mancato e ritardato completamento di alcune opere pubbliche, una su tutte il nodo Complesso del gallitello. Per i tempi di realizzazione, più che complesso sembra diventato complicato! Per non parlare della questione dei rifiuti che il Comune di Potenza non ha ancora avviato la differenziata porta a porta, unico sistema che così come dimostrato in altre città, consente di raggiungere percentuali ragguardevoli di differenziazione; basti pensare ad alcuni piccoli comuni, come Pietragalla, che invece hanno virtuosamente superato percentuali superiori al 70 %. E che dire di un centro storico da rivitalizzare, che grazie anche ad un provvedimento molto discusso come la Ztl, ha svuotato il cuore pulsante della città di attività commerciali e di momenti di aggregazione. Come dimenticare poi, la mancata valorizzazione del capoluogo come città universitaria. Nelle altre città gli Atenei generano un’economia indotta, che si ripercuote positivamente su tutta la comunità. una città triste? Secondo recenti sondaggi della scuola Erich Fromm di Prato, Potenza detiene il poco invidiabile primato di città più triste di Italia. Probabilmente è una valutazione che amplifica certi aspetti della realtà a discapito di altri, ma l’impressione che non ce la spassiamo resta. Chissà se basteranno i video realizzati sulle note di “Happyˮ di Pharrell Williams a far dimenticare i tanti problemi, che malgrado le pacchiane simulazioni di felicità, non se ne vanno via automaticamente. A meno che non li si affronti! Emanuele Pesarini

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POTENZA CITTA’ FAMIGLIA

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e costante, nonché punto di riferimento per le famiglie con figli in tenera età. Al riguardo, si auspica l’apertura della Villa del Prefetto che, insieme agli altri spazi verdi antistanti il centro cittadino, potrebbe rappresentare un passo per la realizzazione di un sapere diffuso e condiviso che metta in primo piano i diritti del bambino, considerandolo come un parametro per misurare la sostenibilità ambientale. Infatti, una città attenta ai bisogni dei bambini dà il senso di proiezione verso il futuro, immaginandolo e pensandolo in un’ottica funzionale ed affine alle peculiarità culturali della nostra identità storica. La mancanza di un’identità, che caratterizzi l’anima cittadina, va colmata con la qualificazione paesaggistica di un impianto urbanistico ancora recuperabile, che faccia riferimento alle caratteristiche morfologiche che ci appartengono: aria, acqua e salubrità dell’ambiente. Caratteristiche che devono coniugarsi nel termine “comunità”, il cui cardine

non può essere che la famiglia, intesa come primo motore pulsante di idee ed attività concrete al benessere collettivo. Il pullulare di centri commerciali, sorti soprattutto in spazi adiacenti la città, non favorisce gli scambi relazionali che da sempre hanno caratterizzato l’anima di una città, in cui l’amicizia non è intesa come semplice conoscenza, bensì come condivisione, partecipazione e solidarietà. Qualificare ed intendere il centro storico come naturale centro commerciale integrato, significa favorire e valorizzare i rapporti interpersonali, che da sempre hanno caratterizzato la scala valoriale affettiva della città. In una città dal profilo arroccato ed inquietante e pregna di disarmonia diffusa, solo l’idea di una città a misura di famiglia può rappresentare la soluzione per il rilancio di una identità dimensionale di appartenenza e partecipazione al tessuto cittadino. giuseppe Postiglione


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UNA POTENZA DI RADIO DI GIUSEPPE POSTIGLIONE L’editore che con la sola forza dei propri mezzi dà voce ai bisogni dei cittadini Tempi duri per i cittadini potentini. Affrontare una tornata elettorale non è mai cosa semplice. Ne va del proprio futuro. Ecco, è esattamente a questo che si dovrebbe pensare ogni

qual volta si entra in una cabina elettorale, quale che fosse il motivo del momento. Siamo responsabili della nostra vita. La scelta di un nome, piuttosto di un altro, può apparire banale. Non lo è. Le “comunali”, si sa, sono un vero e proprio campo di battaglia. Tanti i conoscenti, gli amici o pseudo tali che si sono candidati in prima persona o che portano avanti un nome di loro fiducia. Troppe le richieste di voto, accompagnate dal solito: “una volta raggiunto l’obiettivo ti prometto che…”. Il momento è critico. L’Italia in ginocchio e la nostra città in sofferenza. Effettuare una scelta sbagliata ora potrebbe essere un autogol pesante da recuperare. È bene dunque sentire tutto il peso delle prossime elezioni. Sentire la responsabilità scorrere nelle vene. Quella carica di ansia che non produce nient’altro che una scelta consapevole. Chiaramente effettuare una cernita all’interno del marasma generale è la prima operazione da fare. I tempi moderni permettono, fortunatamente, ricerche rapide ed indolori.

Chi sono i candidati, cosa hanno fatto in passato, cosa propongono per il futuro? Domande a cui trovare risposta, attraverso i social network, non è affatto difficile. Basta informarsi, leggere, spulciare tra i vari post o “cinguettii” ed il gioco è fatto. Si troveranno tanti anonimi, nel senso di personaggi sconosciuti che fino ad ora se ne sono stati rintanati nelle loro case in attesa di una chiamata, ma si troveranno anche persone serie che del rispetto per questa città hanno fatto la propria ragione di vita. Giuseppe Postiglione fa parte dell’ultima categoria appena citata. Degli umili. Di coloro che hanno provato, con la sola forza dei propri mezzi, a mandare avanti progetti ed intenzioni di una certa importanza civica. Non è piaggeria. È pura analisi del lavoro svolto. “Comunicare per cambiare”, il format radiofonico che da voce ai cittadini è solo un esempio del suo operato. La chiamano voce di prossimità. Lui li definisce i “problemi da affrontare”. Niente viene lasciato in sospeso. Mai un cittadino non ascoltato. I microfoni delle emittenti radiofoniche del suo gruppo editoriale sono sempre stati aperti a chiunque. Denunce, lamentele, proposte di soluzione o semplici sfoghi. Un filo diretto con i cittadini potentini che hanno trovato in Giuseppe un valido alleato, quantomeno disposto a raccogliere le loro istanze.

Ora tutto può concretizzarsi, il sogno di vicinanza diretta con la città potrebbe realizzarsi. Dall’ascolto e dalla comunicazione al cambiamento vero e proprio, alle soluzioni.

È una scelta d’amore, di quelle responsabili. Il giusto prosieguo ad un’attività iniziata diverso tempo fa. Emanuela Ferrara

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POTENZA: DA CITTà REGIONE, A CITTà PER LA REGIONE Con Dario De Luca Sindaco, il risveglio di una città sottomessa questa tornata amministrativa. È a tutti noto l’inadeguatezza del ruolo della Città di Potenza come tessuto urbano organizzato, non strutturalmente costruito per essere rispondente alle esigenze di una città capoluogo, e senza un modello qualificante e tipizzante di città. Potenza com’è oggi è più “fonte di problemi” che “fattore di sviluppo” e “centro di aggregazione”. Occorre ripensare ad un: • ruolo strategico di città modello, disegnato sul “sistema a rete”, ove non c’è un centro, da una parte, ed una periferia, dall’altra. Il ruolo strategico della Città di Potenza dovrà essere proprio quello del “capomaglia di una rete territoriale” fortemente articolata e decentrata in tutti i suoi “nodi di sistema”; • marchio di origine e di qualità che conferisca alla città una forte connotazione, che possa tramutarsi in potenzialità di marketing territoriale. Potenza abbisogna di una sua immagine fortemente tipizzata, che non sia, come oggi, un anonimo agglomerato di scatole di cemento e di nastri di asfalto. Come Matera ha una forte tipizzazione come “Città dei Sassi”, così Potenza potrebbe qualificarsi come la “Città Acropoli”,

la “Città Alta”, la “Città della Scienza e della Conoscenza”, la città che vive in forte simbiosi con le sue montagne; • disegno di “assetto strategico urbano” che superi la vecchia realtà del “sacco edilizio” verificatosi nei decenni trascorsi e che persegua invece una espansione urbana armonica, razionale pianificata e rispondente alla necessità di una città di servizi e a misura delle famiglie; • progetto razionale di governo dei flussi dei mezzi di trasporto, che ogni giorno intasano le strade della città; • sistema di viabilità interna, specie quella minore che è ridotta ormai in condizione disastrata, sulla quale non si fanno più neppure le manutenzioni ordinarie. E in Dario De Luca Sindaco, prendono corpo queste idee e questi progetti che faranno riscoprire le radici profonde della politica, quella vera, dando un impulso di freschezza e di rilancio delle potenzialità intrinseche di una comunità per troppo tempo sottomessa. Vincenzo giuliano Segretario Regionale PPI di Basilicata


La Farfalla - Edizione di maggio  

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