Page 1

LA ENRI

LA BICICL3ETTA


UFFA, ERA MIA!

P M O ST

cheCHE SCEMO!

... SEI TU CHE SEI TONTA E ADESSO TI È CADUTA E LA PRENDO IO!

NON SONO SCEMO ...

TU MI HAI SPINTA, BRUTTO...

LASCIAMI!

BASTA !!!

LASCIALI FARE ...

COSìÌ DISTURBATE LA NONNA CHE RIPOSA.

COSÌ NON VALE !!!

P

STOM

COSA?!

ANCH'IO DA PICCOLA GIOCAVO A PALLONE ...

WOW! D c AVVERO NONNA?

... FACEVO LA PORTIERA.

SEI UNA GRANDE, NONNA ?!!!

CI RACCONTI QUALCOSA, PER FAVORE !!!


CERTO! eERANO GLI ANNI VENTI, AVEVO CIRCA NOVE ANNI E ABITAVO A MALO CON LA MIA FAMIGLIA ...

A QUEL TEMPO C'ERA TANTA CAMPAGNA E ANDAVO A GIOCARE CON UN GRUPPO DI RAGAZZINI MOLTO SIMPATICI. MIO PAPÀ NON ERA CONTENTO PERCHÈ NON ERANO DI BUONA FAMIGLIA, LI CHIAMAVA “I POARETI”.

DOPO PRANZO,QUANDO ANDAVA A RIPOSARE,IO TIRAVO SÙ LA SERRANDA E SCAPPAVO A GIOCARE.DOVEVO TORNARE PRIMA CHE SI SVEGLIASSE, VERSO LE QUATTRO ...


DAI LUIGI, BUTTALO GIÙ!

NON CI PROVARE!

FACCIO QUELLO CHE VOGLIO.

PRENDI QUESTA!

ST

OM

P!

PRESO!

GRANDE LIETTA !!!

I SOLITI FORTUNATI, NON È POSBILE! GRAZIE.

CERTO, È COLPA DELLA FORTUNA ... BEH, FRA POCO ARRIVA CHECCO E...

E SENNÒ,LUIGI, PROVA A STARE IN PORTA COSÌ VEDIAMO COME GIOCA LIETTA IN ATTACCO, EH?


NON POSSO.

AH SÌ,È VERO.

TRA POCO ARRIVA CHECCO E IO VADO

DEVI ESSERE A CASA ALLE QUATTRO.

SEI LA MIGLIOR PORTIERA DEL MONDO!

GRAZIE GIGI!

NON ME NE PARLARE.

BASTA, DAI!

AH AH! MOROSETTI, MOROSETTI!

AH AHAH !!!

LO DAI ANCHE A ME UN BACETTO ?

ADESSO VI PRENDO A SBERLE!

EHILÀ

OH,È ARRIVATO CHECCO.

CHE TENERI CHE SIETE!

CIAO, SCUSATE IL RITARDO!

NON FA NIENTE.

MIO FRATELLO SI È PRESO LA BICICLETTA.

SEI IN RITARDO?! O PORCA MISERIA, DEVO SCAPPARE O SARANNO GUAI GROSSI PER ME!

CIAO CHECCO!

FINlaALMENTE SEI QUI, CREDEVO TI FOSSI PERSO!


COSA TI PRENDE ?!

PERMESSO, NON HO TEMPO!

STAI CALMA, CAVOLO!

QUELLO TE L'HA FATTO TUO FRATELLO?

...TE LE HA DATE?

MI HA SPINTO E...

COSA? AHN,SìÌ ...

NO, È SCAPPATO COME UN VIGLIACCO ...

EHI, MA COS'ABBIAMO QUI?

EHEH, È LA MIA SALVEZZA!.

CE L'HO DA UNA SETTIMANA

...

CASPITA, QUESTO È UN BOLIDE!

SARÀ COSTATA CARA, IMMAGINO ?

TROPPO CARA ... ... MA ORA TORNO A CASA IN UN ATTIMO E RESTO DI PIÙ A GIOCARE.


COI “TUOI SOLDI” DICI?

QUESTA NON È UN REGALO DI MIO PAPÀ!

CERTO ANCH'IO NE AVREI UNA TUTTA PER ME SE...

... AVESSI UN PAPàÁ RICCO, COME IL SIGNOR MOLON,O NO?

L'HO COMPRATA COI MIEI SOLDI.

TU NON LAVORI,QUALI SOLDI VUOI AVERE ...?

NON LAVORO, MA SO FARE I MIEI CONTI, CARO.

E QUEL CHE HO LO IMPIEGO COME PIÙ MI CONVIENE! COSA VUOI DIRE?!

E BRAVA LIETTA,ANCH'IO COMUNQUE SO FARMI I MIEI CONTI SENZA PROBLEMI!

OUCH! NON NE DUBITO ...

!

POW

CHE QUANDO VOGLIO QUALCOSA MI ARRANGIO,NON CORRO A IMPLORARE MIO PADRE!

NE HAI DATO PROVA UN MESE FA. AHN, QUANDO ?

QUANDO HAI VENDUTO TUTTE LE TUE BIGLIE COLORATE PER UN VECCHIO PALLONE ...

... CHE SI È SGONFIATO IL GIORNO DOPO.


CI SONO!

BEH,CI VEDIAMO QUA ANCHE DOMANI,CI SEI ANCHE TU,VERO LIETTA?

SE NON MI BECCANO QUANDO ARRIVO A CASA, SARÒ QUI ALLA SOLITA ORA!

O DEVO CHIAMARE QUALCUNO PER SOSTITUIRTI?

SEMPRE ALLE DUE.

AHN, DOMANI C'È ANCHE MIO CUGINO.

VI SECCA?

LIETTA SEI ANCORA QUA?!RISCHI GROSSO!

MEGLIO COSÌì , PERCHÈIO DOMANI NON POSSO VENIRE A GIOCARE ...PURTROPPO!

GRAZIE CHECCO!CI VEDIAMO VENERDÌ ... IN BOCCA AL LUPO PER DOMANI! GRAZIE! CIAO

E PERCHÉ? RESTA A CASA MIA FINO A LUNEDÌ, PENSAVO DI PORTARLO QUI.

PERCHÉ VADO DAL DENTISTA ...

CIAO RAGAZZI, A DOMANI! CIAO! SARÀ MEGLIO CORRERE, O SARÒ IN PUNIZIONE FINO A NATALE!


OH NO! FA CHE NON PARTA LA CATENA !!!

MA COSA CAVOLO ..!

FR SH H

YEEK!

HHH !

UFF, CE L'HO FATTA!

UNA BELLA SPINTA SUI PEDALI E ...

STUPIDO FANGO!

CERTO CHE QUESTE BUCHE NON AIUTANO!

E ORA VIA: PIÙ VELOCE DEL VENTO!


HAI VISTO CHE BELLA, BEPI? MAI VISTA UNA COSÌ!

SEI DAVVERO UN BOLIDE!

SÌ,È FANTASTICA! MA IL PAPÀ NON TE LA COMPRERÀ, LO SAI.

È IL NOSTRO REGALO ...

VALI BENE I SOLDI SPESI PER TE!

SANT

O

NE IN C OELI ET

MI

O TO D

È STUPENDA, GRAZIE PAPÀ!

CORPUS CRISTI

IN

È UN DONO DI GRANDE VALORE SAI, LIETTA.

CARA BICICLETTA, PRESTO SARAI MIA,NON TEMERE!

RR

TE

INE CRI

NOM

CHE BELLA COLLANINA!

TI PIACE LIETTA?È IN ORO CON DELLA MADREPERLA AL CENTRO

GRAZIE MILLE!

ST I ET

AMEN.

MI RACCOMANDO, TIENILA CON LA MASSIMA CURA ...

DUE GIORNI DOPO SONO VENUTA A PRENDERTI!

... METTILA IN UN CASSETTO E NON USARLA A SPROPOSITO!

CERTO PAPÀ,NON TI PREOCCUPARE.

SP

IR

IT

US

BANCA POPOLARE DI VICENZA E


NG I L dlin ONG D DL

UH?

BUONGIORNO SIGNORINA MOLON,DI NUOVO QUI?

BUONGIORNO SIGNOR MENIN, SÌ SONO TORNATA ...

ALLORA DITEMI, COSA POSSO FARE PER VOI ...

... SIETE QUI PER NON LA BICICLETTA PROPRIO DI VOSTRO ... FRATELLO, GIUSTO?

... SONO QUI PER ME O, PIÙ PRECISAMENTE, PER QUELLA BICICLETTA!


MA ALLA FINE HO CONVINTO IL SIGNOR ALDO ...

MA VOSTRO PADRE VE L'HA VIETATTO, O SBAGLIO?

CAPISCO SIGNORINA ...

... NE È PROPRIO SICURA ?

È VERO.

SÌ SICURA AL CENTO PER CENTO!

MA È SICURA DI SAPERLA PORTARE ...?

IL PAGAMENTO È IN ORDINE MA...

È PIUTTOSTO PESANTE E VOI NON SO SE RIUSCITE A ...

NESSUN PROBLEMA.

COME SPIEGHERÀ LA COSA AI SUOI GENITORI,SE ME LA CHIEDONO A CHI DICO CHE L'HO VENDUTA?

HO FATTO PRATICA CON LA BICICLETTA DI MIO FRATELLO, ME LA CAVO BENE!

BUONASERA SIGNORE!

NON LO SO, POTREMMO INVENTARE UN NOME, ANCHE SE...

... NON CREDO CHE LA PORTERÒ SUBITO A CASA MIA.

POTREBBE GENTILMENTE CAMBIARE LA GOMMA DELLA MIA BICICLETTA?È COMPLETAMENTE A TERRA ...

GG N I DLLON D

MA CERTO SIGNORE, LA SERVO SUBITO,LA PORTI QUI!

BUONASERA.

GRAZIE, TEMEVO DI DOVER TORNARE A PIEDI.


GLIELA SISTEMO IN CINQUE MINUTI.

MI SCUSI SIGNORINA, VI SONO PASSATO DAVANTI?

CASPITA, QUELLA SÌ CHE È UNA BICICLETTA! MA, È DI QUELLA RAGAZZINA ?

VA BENE, FACCIA PURE CON COMODO, DAVVERO!

NON SI PREOCCUPI, AVEVA UN'EMERGENZA, CAPISCO. E NON MI SONO PRESENTATO, POSSO?

MAù CERTO!

UGO PASQUALIN, IMPIEGATO.TORNAROSALIA VO A CASA DAL MOLON, LAVORO QUANDO A SETTEMBRE SI È BUCATAT INIZIERÒ LA LA RUOTA QUARTA ... ELEMENTARE.T

LA QUARTA ELEMENTARE? BEH, UN BELL'IMPEGNO, DOVRETE STUDIARE PARECCHIO! NIENTE, E FACCIA UN BUON RITORNO A CASA! GRAZIE, BUONA GIORNATA! GRAZIE MILLE, QUANTO LE DEVO?

ECCO LA SUA BICICLETTA, COME NUOVA!

ARRIVEDERCI, BUON RIENTRO!

MA NON ANDRETE A SCUOLA CON QUESTA,VERO?RISCHIATE CHE QUALCHE MONELLO VE LA ROVINI. NATURALMENTE NO, A SCUOLA CI VADO A PIEDI,QUESTO REGALO È MOLTO PREZIOSO!

ALLORA, VI HA DETTO COME SI CHIAMA? SÌ,ABBIAMO IL NOSTRO UOMO.

BENE, MI SEMBRA LA PERSONA GIUSTA!

LEI HA VENDUTO LA BICICLETTA AL SIGNOR UGO PASQUALIN, IMPIEGATO.


CHISSÀ DOVE POTREBBE ABITARE IL SIGNOR PASQUALIN SE FOSSE DAVVERO DI MALO ...

ECCOMI!

FINALMENTE SONO ARRIVATA!

VRO O O OO OOO 0 OOO

O

STA PER APRIRE, SPERIAMO CHE MIO PAPÀ SIA ANCORA A CASA!

OH M

COME PREVISTO, È ANCORA A CASA.

TAC TAC! E LA SIGNORINA RIGHETTI LAVORA PER APRIRE IL NEGOZIO.

MI HA VISTA ...

UH ?! AH, ECCO LA SIGNORINA LIETTA, ERA ORA!

CHE DICE? AHN,MI APRE SUL RETRO, BENE!


H h A RAGIONE, MA AVEVO PERSO IL SENSO DEL TEMPO E COSÌ SONO PARTITA TARDI.

FINALMENTE!

SONO QUASI EH GIÀ, LE MI SCUSI TANTO! QUATTRO !!!

COSA, ANDARE A GIOCARE A CALCIO ?! NO, INTENDEVO CHE NON ARRIVERÒ PIÙ IN RITARDO !

PROMETTO CHE NON LO FARÒ PIÙ, DAVVERO!

CHE ALTRO C'È?

UMPFH! NON SIETE AFFATTO DIVERTENTE!

NON ERA UNA BATTUTA ...

ASPETTATE UN MOMENTO ...

CHE FINE HA FATTO IL GREMBIULE CHE VI HO DATO?! PIUTTOSTO SBRIGATEVI CON QUEL LUCCHETTO CHE È TARDI!

MA QUESTA È LA CAMICIOLA DA FESTA!

UN ATTIMO, HO QUASI FINITO.

AHN È VERO, NON L'AVEVO NOTATO ...

EHM, NON SO ...

VI AVEVO DATO IL GREMBIULE APPOSTA PER NON SPORCARE LA CAMICIOLA !!!

E ADESSO È TUTTA STROPICCIATA, COSA VI METTETE DOMENICA?

MAH, NON SO ...


E DOV'È IL GREMBIULE?!

FORSE ... OH CAVOLO !!!

MA COME AVETE POTUTO ?!

ERA SCOMODO PER GIOCARE!

NON L'AVRETE LASCIATO IN MEZZO AI CAMPI?

QUELLE MACCHIE D'ERBA VI FARANNO SCOPRIRE! MA LA COLPA È MIA.

NO!MI CHIEDERANNO SE VI HO VISTA USCIRE!

O “ PERCHÈ NON VI HO FERMATA” ?

E COSA POTRÒ RISPONDERE, IO?!

NON ARRIVERÒ PIÙ COSÌ TARDI! INCOLPERANNO ME! ESAGERATA

MA ADESSO DEVO SCAPPARE!

EH, DOVE ...?

...

SARÀ MEGLIO PER VOI!

LA PROSSIMA VOLTA POTREBBE ANDARVI PEGGIO!

LA SIGNORINA RIGHETTI ERA MOLTO PAZIENTE CON ME.


A QUEL TEMPO GIOCAVAMO CON UN PALLONE DI STRACCI, SAI?

E NON HA MAI FATTO LA SPIA?

DAVVERO ?! NO, MAI...E IO NON MI SONO MAI FATTA SCOPRIRE!

MA SEI RIMASTA SENZA COLLANINA ...?

E GIOCAVI SEMPRE IN PORTA?!

SÌ,MA A ME NON IMPORTAVA NULLA!

SÌ,E CI DIVERTIVAMO TANTO!

QUASI SEMPRE.

GIOCHIAMO ANCORA ?

SÌ, VA BENE!

SEMPRE MEGLIO CHE STARE AHAH! A CASA A DORMIRE. SICURAMENTE!

NONNA, CI PASSI LA PALLA PER FAVORE?

CAVOLO CHE TIRO!

CERTO: ANDATE A PREN DERLO!

WOOOH

HHH!

FINE


La bicicletta Il pomeriggio avanzava caldo mentre Lietta parava l’ultimo tiro di Menego. L’arrivo di Checco però significava che erano ormai arrivate le quattro e doveva correre subito a casa, prima che scoprissero la sua assenza. Luigi stava ancora esultando per la parata fantastica e Lietta restò un altro po’ a godersi le lodi. Non le importava nulla delle sciocchezze che dicevano gli altri: il fatto che contro di lei cercavano di essere più gentili perché era una femmina. La verità era che quando lei stava in porta loro non riuscivano mai a segnare e Luigi correva sempre ad abbracciarla. Ormai però era tardi e dopo aver salutato tutti inforcò la bicicletta e si avviò per la stradicciola in mezzo ai campi che l’avrebbe riportata in paese. Era stato proprio un bell’acquisto quella bicicletta, un regalo più che degno per la sua Prima Comunione! Certo era costata parecchio e aveva dovuto comprarla di nascosto, ma non le avevano lasciato altra scelta: di un’altra collanina d’oro non avrebbe saputo che farsene. Sin dal primo momento in cui l’aveva vista in vetrina si era immaginata in sella a quel bolide rosso fiammante, veloce e libera di andare dove voleva. E poi col caldo che faceva era un vero piacere pedalare e sentire l’aria correrle sul viso. L’arrivo sulla strada principale distolse Lietta dai sogni di libertà che l’aria estiva le faceva assaporare. Man mano che avanzava, nell’atmosfera ancora silenziosa del primo pomeriggio, si guardava intorno cercando di immaginare in quale di quelle case avrebbe potuto abitare il signor Pasqualin. Forse in nessuna, viste le ottime condizioni di quelle palazzine. Ah, se avesse potuto evitare il signor Pasqualin, l’avrebbe fatto volentieri, ma quella storia era stata necessaria! Il giorno in cui aveva comprato la bicicletta era stato il commerciante stesso, Aldo Ferrini, a pregarla di non dire a suo padre che gliel’aveva venduta, altrimenti di sicuro sarebbe andato a lamentarsi da lui. Come minimo il signor Molon si sarebbe preoccupato di restituire, di persona, la bicicletta e farsi dare indietro il denaro e questo non era affatto nel suo interesse. Proprio mentre parlavano di questa spiacevole eventualità entrò in scena il signor Pasqualin. Scivolò nel negozio reggendo il manubrio di una bicicletta blu, con un portapacchi bianco dietro il sellino. Non sembrava uno della zona, e infatti veniva da Marano Vicentino. Stava rientrando a casa dal lavoro quando si era accorto che faceva molta fatica a pedalare, così era sceso dal sellino e si era reso conto che la ruota posteriore era completamente a terra. Con tono gentile aveva chiesto al biciclettaio se poteva gonfiargliela visto che si trovava ancora troppo lontano da casa per proseguire a piedi. Mentre Aldo andava nel retro a recuperare la pompa, signor Pasqualin aveva osservato con attenzione la bicicletta di Lietta: -”Avete proprio una bella bicicletta, Signorina! Trattatela con cura, mi raccomando.” -”Certamente, è un dono molto prezioso per me, oserei definirlo un gioiello.” -”Sono d’accordo con voi, assolutamente!” In pochi minuti la ruota venne gonfiata, l’omino scivolò fuori salutando e Lietta si ritrovò di nuovo da sola con Aldo.


Un’occhiata fu suffieciente a entrambi per capire che stavano pensando la stessa cosa. La farmacia in centro era già aperta, ma suo padre per fortuna non si era ancora fatto vedere: buon segno, si stava ancora riposando a casa. Quella sua insopportabile pigrizia tornava utile qualche volta! Lietta fece un cenno alle commesse oltre la vetrina del negozio e si portò velocemente all’ingresso posteriore. La signorina venne ad aprirle di nascosto e cominciò subito a rimbrottarla: -”Ma le pare l’ora di tornare signorina Lietta?! Se aspettava ancora un po’ sarebbe successo un disastro e il signore Vostro padre se la sarebbe presa anche con noi, per via della bicicletta intendo.” -”Sì ha ragione, mi scusi, adesso corro subito a casa e...” -”Ma come si è combinata?! Non si è messa il grembiule?... le avevo detto di metterselo. Adesso ha sporcato tutta la sua bella camicietta! Santo Cielo cosa bisogna fare con Voi signorina?” -”Lo so, lo so, ma non riuscivo a giocare col grembiule, così l’ho tolto e l’ho messo da parte.” -”E dove l’ha messo? Non se lo sarà mica dimenticato lì, spero?!” -”Veramente, ho paura di sì... ma adesso devo tornare subito a casa sennò sono guai! Arrivederci e grazie!” Lietta scappò via prima che la signorina Righetti potesse dirle ancora qualcosa, lasciandole la bicicletta del signor Ugo. Sospirando, la commessa la trascinò fino a una piccola rastrelliera nel cortile interno. Si chiedeva se facesse bene a reggere il gioco alla signorina Lietta e per quanto ancora sarebbe andata avanti quella storia. Ormai erano passati tre mesi da quando quella piccola combinaguai si era presentata al negozio reggendo la bicicletta nuova tra le mani, col suo sorriso furbo stampato in faccia. Questa volta, però, la signorina Righetti non era affatto rimasta stupita che il padre di Lietta non avesse fatto ulteriori domande sul misterioso proprietario del mezzo: la storia che la signorina si era inventata era decisamente convincente. O almeno lo era per il signor Molon , vista l’illusoria promessa di un tornaconto che era stata tirata in ballo. Pasqualin Ugo, cliente affezionato della farmacia, sempre bisognoso di nuovi preparati e unguenti, era costretto a lasciare la bicicletta nel negozio per via di certi lavori nel suo garage che procuravano un gran sollevamento di polvere. Certo non si poteva presentare al lavoro col sedere delle braghe tutto sporco e così aveva domandato gentilmente alle commesse il permesso di parcheggiarla nel retro del negozio. Naturalmente il padrone, il Signor Molon, non aveva fatto storie visto che, dalla descrizione, il signor Pasqualin sembrava essere un cliente importante.


MALO, ANNI VENTI. UNA PICCOLA VICENDA DEL QUOTIDIANO DI ALLORA, CHE VIVE ANCORA NEI RICORDI DEI RACCONTI DELLA NONNA. IL GIOCO DEL CALCIO E IL GIOCO DELL'IMMAGINAZIONE SI INCONTRANO PER CERCARE LE IMMAGINI DI UNA VITA VISSUTA SEMPRE ALL'INSEGNA DELL'INDIPENDENZA PERSONALE, DELLA SFIDA E DELLA LIBERTÀ.

La bicicletta  

From a family tale, a short sketch about life in Malo, in 1920. A bike was a little tresure, like for Lietta. Let's follow her, through the...

Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you