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TOSCANA OGGI

LA DOMENICA

16 marzo 2014

Svolgono un compito delicato, sempre vicini agli ammalati

Nuovo mandato ai Ministri Straordinari dell’Eucarestia

IL DRAMMA POPOLARE RICORDA IL POETA MARIO LUZI DI

DI

FABIO GAZZARRINI

omenica 9 marzo si è tenuto a San Miniato l’annuale incontro del vescovo con i ministri straordinari dell’Eucaristia per il rinnovo del mandato annuale. Si tratta di un particolare ministero della comunità cristiana che comporta la distribuzione dell’Eucaristia sia durante la celebrazione della messa sia fuori di essa ai fedeli che, per particolari problemi, non possono partecipare al rito Eucaristico. Mons. Tardelli ha sottolineato al contempo come la sofferenza degli ammalati sia fonte di ricchezza e come sia tangibile durante ogni celebrazione la loro presenza. Commentando il vangelo della prima domenica di quaresima che ricorda le tentazioni di Cristo da parte di Satana, il vescovo ha ricordato come oggi pur non chiamandolo con il suo nome la presenza del peccato sia tangibile e che solo attraverso l’accoglienza e la comunione con Cristo si possa avere possibilità di vittoria, ogni fedele deve

III

MICHAEL CANTARELLA

“Venerdì del dramma” si trasformeranno nel “Sabato del dramma” per ospitare uno Idegli eventi culturali più importanti

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quindi “aprire le porte a Cristo” per usare le parole del beato Giovanni Paolo II. Il ministro straordinario dell’Eucaristia si trova spesso in presenza di situazioni di grave sofferenza fisica e mentale che spesso sono causa di abbattimento e disperazione, per questo il

contatto di Gesù Eucaristia con il sofferente dà a quest’ultimo la forza di abbandonarsi fiducioso nelle mani di Dio. Mons. Tardelli ha inoltre ribadito come la vita del ministro debba sempre più uniformarsi a quella di Cristo in modo tale che l’ammalato possa intravedervi

la Sua presenza. La celebrazione si è conclusa con il ringraziamento da parte del vescovo a tutti i ministri e la preghiera di svolgere il compito al quale sono stati chiamati con umiltà e devozione.

Gli scout di Casciana in «missione» a Firenze n verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me»(Mt 25,40) Sono queste le parole di Gesù che spingono il nostro gruppo scout Casciana Terme 1 a prestarsi nel servizio. La nostra determinazione ci spinge a dedicarci all’aiuto dei piccoli che si concretizzano in coloro che sono considerati gli ultimi nella nostra società. Siamo un piccolo gruppo di otto ragazzi con una grande passione per gli scout e insieme formiamo il clan «chicco di grano» del Casciana Terme 1. Il servizio è una parte importante della vita della scoutismo, è donarsi in modo gratuito ed disinteressato a chi ha bisogno di noi. Volevamo trovare altri stimoli per migliorarci e per incontrare realtà lontane dalle nostre e questa esperienza ci ha aperto gli occhi, facendoci crescere non solo come gruppo ma anche come persone. Arrivati a firenze ci siamo recati nel seminario maggiore arcivescovile, dove abbiamo pernottato, e abbiamo avuto un incontro con il vicerettori del seminario, anche assistente della Caritas, Don Fabio Marella, che ci ha illustrato il nostro compito e le finalità del nostro servizio a cui stavamo per andare incontro. Camminando sul lungarno tra le viuzze di firenze siamo giunti a destinazione, all’emergenza invernale situata nel borgo di San Frediano, e varcata la soglia ci siamo trovati di fronte ad alcuni uomini di varie età e provenienze seduti su un divano. Il timore iniziale suscitato da quel modo di vivere è svanito quando ci hanno rivolto un sorriso cordiale facendoci accomodare accanto a loro. Durante la cena si sono aperti con noi come non ci aspettavamo , raccontandoci le loro affascinanti storie e degne della saggezza della strada. Storie tutte diverse tra loro ma che accomunava queste persone nella fatto di essere li tutti insieme nella stessa situazione. Questa possibilità di incontrarci con queste persone ci ha fatto riflette sul fatto che a volte i nostri pensieri a priori sulle persone, i nostri pregiudizi ci spingono a non affrontare realtà che sempre più, specialmente nelle grandi città, stanno diventando assestanti e da prendersi in seria considerazione. La serata si è conclusa con una foto, preceduta da un momento di fraternità che ci ha visto cantare tutti insieme alcune canzoni. Una

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foto può immortalare un momento, un fatto della storia, una situazione della vita, ma questa serata ha lasciato indubitabilmente nei nostri cuori e anche nei cuori di queste persone che hanno davvero bisogno di qualcuno con cui parlare e raccontarsi, un segno indelebile, incancellabile che senza dubbio ha segnato e continuerà a segnare la nostra vita e il futuro di un paese che ha sempre più bisogno di qualcuno che si impegni a fare qualcosa di importante. La domenica mattina eravamo pronti e carichi per animare la Santa Messa che viene celebrata per i poveri della città nella Badia fiorentina. Avevamo preparato le nostre canzoni migliori per coinvolgere al meglio ogni partecipante. Condividere il momento di preghiera per eccellenza della vita cristiana con quelle persone che hanno portato la loro povertà davanti al Signore, ha reso ancora più speciale il nostro servizio a Firenze. Alla fine della Santa Messa, mentre le note delle nostre canzoni svanivano, le persone si sono messe in fila per ricevere del pane e una piccola offerta. Gioia, una gentile signora del posto, ci ha raccontato le origini e il perché di questa messa, che fu celebrata per la prima volta da Don Bensi, che seguiva le orme di Giorgio la

Pira, due uomini che incarnano l’ideale di "SERVIZIO" che per noi scout è fondamentale. Ringraziamo la Caritas diocesana di Firenze nella persona di Don Fabio e di tutti coloro che ci hanno permesso di svolgere questo nostro umile servizio e il seminario maggiore arcivescovile nella persona del rettore, Don Stefano, che ci ha accolto nel seminario mettendoci a disposizione quello di cui avevamo bisogno. Grazie per averci dato l’occasione di fare questa esperienza e speriamo che, non si sa mai, questo nostro servizio, abbia aperto una strada ad un futuro diverso. Buona Strada!!!

dell’anno: l’anniversario della nascita del grande poeta Mario Luzi. Un’occasione speciale, che vedrà tra gli ospiti anche l’attore e regista Michele Placido. L’incontro, organizzato dall’istituto Dramma Popolare, si terrà a palazzo Grifoni il prossimo 22 marzo, a partire dalle 16,30. San Miniato è sempre rimasta nel cuore del celebre poeta, dove già a 27 anni insegnava all’Istiuto Magistrale. Cosi lo ricorda il pittore Luca Macchi: «Quando andavo a trovarlo, nello studio luminoso della sua casa in via Bellariva a Firenze, Mario veniva incontro sulla porta del suo appartamento, sempre gentile e cordiale, invitava ad accomodarti su una delle poltrone di vimini nello studio, lui sedeva sull’altra e chiedeva: “Che si fa di bello a San Miniato?”. San Miniato è entrata nella biografia di Mario Luzi e lui è entrato nella storia di San Miniato, e la città è entrata nella sua opera e Mario le ha dedicato alcune bellissime pagine di prosa cogliendone gli aspetti più velati. Sono molte le tappe che lo legano a San Miniato. La prima volta che Mario Luzi giunge in città è stato nell’anno scolastico 1940 - 1941 per insegnare Letteratura Italiana all’Istituto Magistrale "Giosuè Carducci". Mario ha 27 anni e non si può dire che sia uno sconosciuto: al 1935 risale la sua prima raccolta di poesie La barca pubblicata da Guanda, per lo stesso editore pubblica nel 1938 L’opium chretienn, collabora alla rivista Frontespizio, e soprattutto ha da poco tempo dato alle stampe, per Vallecchi, la sua seconda raccolta di versi Avvento notturno. Della sua permanenza all’Istituto Magistrale di San Miniato restano i ricordi dei suoi ex scolari, (come lo furono Mario Caponi e Marinella Marianelli, e colleghi come Pellegrina Latini) e alcune fotografie scattate in classe; una di queste lo ritrae in piedi alla cattedra, sorridente, mentre nell’altra è con gli studenti ai banchi con la luce del sole che irrompe nell’aula esaltando i capelli delle ragazze, mentre alle pareti si profilano gli oscuri cartelli con le istruzioni da seguire in caso di allarme aereo. L’Italia era in guerra. Nel 1947 Luzi scrive il suo primo testo per il teatro: Pietra Oscura. Questo testo scritto pochi anni dopo il periodo sanminiatese, racchiude un poco l’atmosfera della cittadina e abbiamo la sensazione che la storia si svolga in un luogo che a San Miniato somiglia molto. Il rapporto, lo scambio, nato in quegli anni tra Mario Luzi e gli amici di San Miniato porterà in futuro a nuove amicizie e nuovi momenti d’incontro. Dante Giampieri, poeta sanminiatese stabilitosi a Firenze, nel 1979 segnala a Luciano Marrucci, direttore dell’Istituto del Dramma Popolare di San Miniato, il testo "Ipazia". Per rappresentare "Ipazia" alla Festa del Teatro di San Miniato esisteva però un ostacolo: Ipazia era stato messo in scena a Firenze per la regia di Orazio Costa alla Villa del Poggio Imperiale pochi mesi prima e per statuto l’Istituto del Dramma era tenuto a rappresentare novità almeno per l’Italia. L’ostacolo venne superato allorché ad Ipazia venne aggiunta la parte inedita Il Messaggero. Nel 1983, la casa editrice Orcio d’Oro di don Luciano Marrucci inizia la collana Codici di Poesia. Il primo numero viene dedicato proprio a Mario Luzi. Altro momento di incontro tra Luzi e San Miniato è dato dalla serata in cui l’Accademia degli Euteleti, presieduta in quegli anni dal Maestro Dilvo Lotti, lo accoglie tra i Soci Onorari. È il 14 novembre 1987, alle ore 17 quando nella sala delle adunanze dell’Accademia in Palazzo Migliorati si tenne una tornata in onore del poeta, relatore Giancarlo Quiriconi. Al ricordo di Luzi parteciperanno, oltre a Michele Placido e al presidente dell’Istituto, dr. Marzio Gabbanini, interverranno il vescovo Tardelli, Luca Macchi, il sindaco di San Miniato Vittorio Gabbanini, il presidente della fondazione Cr di San Miniato e Gianni Luzi, presidente del comitato di festeggiamenti.


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