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La Città

LA CITTA’ • Supplemento n.1 al n. 68 de La Città di ottobre 2013 • Registrazione presso il Tribunale di Pordenone, n. 493 del 22-11-2002 • Copia in omaggio Direttore responsabile: Flavio Mariuzzo • Editore: Associazione La Voce • Sede: Pordenone, viale Trieste, 15 • Telefono: 0434-240000 • Fax: 0434-208445 • e-mail: info@domenicasport.org Progetto grafico: Francesca Salvalajo • Foto: archivio La Città, Parenzan- Visualart TS • Impianti stampa: Visual Studio Pordenone • Stampa: Tipografia Sartor Pordenone

Nabucco in scena a Pordenone a duecento anni dalla nascita di Giuseppe Verdi

Oh mia patria sì bella e perduta!

Un inno alla speranza in un mondo migliore diventato il simbolo del Risorgimento italiano. Un coro che diventa una voce sola, una melodia che tocca il cuore e incita a non arrendersi mai di fronte alle difficoltà della vita Nell’anno del bicentenario verdiano, il Teatro Verdi di Trieste ha allestito una delle opere più rappresentative e universalmente note della vasta produzione del “cigno di Busseto”. Un’opera che continua a commuovere e a far pensare spettatori di tutto il mondo, un racconto di popolo in cui il destino del presente s’incrocia con la memoria. La regia qui proposta è quella di Stefano Poda (ripresa da Paolo Giani Cei) che ha all’attivo una settantina di spettacoli, caratterizzati da uno stile inconfondibile, visionario, fortemente ancorato al contemporaneo. Non mancano forti provocazioni visive, come le macabre file di corpi mummificati appesi al soffitto, a rappresentare altrettante immagini speculari dell’anima nuda dei personaggi. Una messa in scena che va oltre la tradizione, scevra di orpelli: un ritorno all’essenziale, alla terra, alla luce, senza tecnologia Poda è artista poliedrico: regista lirico, scenografo, costumista, light designer. Più settori creativi riuniti in un’unica dimensione artistica per dare all’interpretazione operistica, come spiega la sua biografia, “la rigorosa unità estetica di un teatro fondato sulla totalità delle arti e rivolto a una percezione integrale, plastica e ricca di visioni”. 
La sua regia operistica racchiude contemporaneamente una doppia chiave di

interpretazione ad hoc sia per il melomane, che dalla rappresentazione sul palco ricerca dettagli e sensazioni da navigato esperto, sia per lo spettatore “novizio” che si avvicina al mondo del melodramma per la prima volta. E’ un Nabucco, il suo, che si apre quindi a una fascia intermedia di pubblico andando oltre la tradizione, il preconcetto, il cliché.
“Lo spettacolo non è iconografico e non segue la moda della trasposizione del dramma nell’epoca contemporanea - sottolinea il regista -. E’ un allestimento che vorrebbe essere antico, per permettere a chi già conosce l’opera o a chi si accosta al Nabucco per la prima volta di riscoprire o di scoprire la partitura, e di scoprirla veramente”. E allora? Viva Verdi, in versione speciale per un pubblico contemporaneo ma attento alle radici del linguaggio della musica. Sul palco, con l’Orchestra e il Coro del Verdi di Trieste, saranno protagonisti nei panni di Abigaille (soprano) Tiziana Caruso, di Nabucco (baritono) Fabian Veloz, di Ismaele (tenore) Alejandro Roy, di Zaccaria (basso) Nikolay Bikov, di  Fenena (mezzosoprano) Marina Comparato, di Abdallo (tenore) Alessandro Cosentino, di Anna (soprano) Lara Matteini e del gran sacerdote di Belo (basso) Gabriele Sagona. Sul podio salirà il direttore Michael Guettler.

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INTERVISTA

La Città

Conversazione con il maestro Maurizio Baglini, direttore della stagione di musica, lirica

Giuseppe Verdi, la prima “star” della musica italiana

“Una trama molto antica utilizzata per promuovere un desiderio storico politico contemporaneo, ovvero il bisogno di un’Italia unita, indivisibile e moderna. Questo il vero motivo del successo del Nabucco”

Perché Verdi è il più grande e più noto compositore italiano? Le vecchie mille lire, tutti (o quasi) i teatri italiani a lui dedicati, piazze e strade ... Perché è stato il primo compositore d’opera a utilizzare la musica per arrivare al cuore della gente, indipendentemente dalle stratificazioni economico-sociali presenti nel pubblico al quale la musica stessa fosse destinata. Direi che è anche stato il primo a dimostrare che la musica arriva nelle viscere di ognuno di noi molto più di quanto possano farlo le parole o le immagini. Anche trame raffinate e non necessariamente contemporanee al periodo in cui Verdi ha vissuto - ad esempio il Nabucco - sono diventate popolarissime perché la musica si è da subito rivelata emotivamente fortissima: il popolo, pur non capendo necessariamente trama e libretto, a un primo impatto con un ascolto verdiano ne ha però sempre capito e memorizzato la musica, ricavandone un’emozione immediata. Fino al 1950 circa, del resto, quante famiglie hanno dato nomi di battesimo ai propri figli con i nomi propri alle trame verdiane! Rigoletto, Violetta, Gilda.....   Che uomo era Giuseppe Verdi? Perché è diventato un simbolo anche al di fuori della musica? Un uomo con una chiara forza intellettuale, capace di andare in prima linea, prendere

posizioni storico-politiche forti, mai disposto al compromesso. La sua popolarità è suggellata dalle immagini del suo funerale: neppure Michael Jackson ha avuto un seguito del genere al proprio funerale, sia dal punto di vista quantitativo, sia in considerazione del fatto che i mezzi di informazione e diffusione di allora non erano certo né la televisione, né Internet! Non a caso, Verdi è stato il primo compositore a coniugare successo e popolarità con un deciso arricchimento economico del proprio tenore di vita. Ma i valori che lo hanno reso popolare sono sempre stati valori di altissimo contenuto artistico e intellettuale. Tutto ciò fece sì che, alla sua morte, vi fosse un vero e profondo sentimento di disperazione unita ad orgoglio di un’intera nazione. In anni recenti, soltanto Ayrton Senna, celebre campione di Formula Uno, ha incarnato un orgoglio altrettanto emblematico per un intero Paese, ovvero il Brasile!   Dove sta, musicalmente parlando, la grandezza di un’opera come Nabucco? Nell’importanza data per la prima volta al Coro e all’Orchestra, posti ad un livello paritetico rispetto alle voci soliste, cosa mai verificatasi prima: un desiderio di non dare troppa importanza ai divi, al divismo dei cantanti che pur rimangono protagonisti cardine del successo di opera lirica. Il vero successo del Nabucco è l’escamotage storico

di una trama molto antica utilizzata per promuovere un desiderio storico politico contemporaneo, ovvero il bisogno di una vera e propria Italia unita, indivisibile e moderna. Partendo dal dramma della diaspora del popolo ebraico nel contesto babilonese, in un vero confine sociologico e geografico fra Oriente e Occidente, Verdi riesce a musicare un’opera somma, talmente bella e accattivante da diventare patrimonio immediato del popolo, ovvero di tutti coloro i quali vivevano una semplice esistenza in quel determinato frangente storico: uomini, donne, bambini, poveri o ricchi che fossero. La musica del Nabucco arrivava e arriva tutt’oggi al cuore di ciascuno di noi, anche degli stranieri che non riescono, pur apprendendo un riassunto della trama, a comprendere parole, dizione, etc.  Cosa può dire all’uomo di oggi, immerso in una crisi epocale, quest’opera? Che cosa si può “guadagnare” ascoltandola? Che la speranza di un mondo migliore non muore mai! Ascoltandola e osservandola, si restituisce dignità ai valori primari: l’etica, il rispetto, il bisogno di non arrendersi mai di fronte alle difficoltà della vita. Il guadagno è traducibile in un mondo ricco di vivacità, di speranza, di voglia di soffrire per trovare però una felicità non solo nell’Aldilà, bensì anche nella vita che effettivamente conduciamo. Perché il celebre coro “Va’ pensiero” si

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e danza del Teatro Comunale, sulla figura di Verdi e sull’importanza del Nabucco

Fu per l’Italia come Ayrton Senna per il Brasile

è radicato nella memoria collettiva italiana fino a diventare un inno alla libertà contro l’oppressore? Perché si poggia su un musica molto melodica, che si ricorda facilmente, cantata dal collettivo e non dal singolo. Una musica che fa piangere, tanto è bella! “Il Nabucco insegna a non arrendersi di fronte alle difficoltà della Credo sia radicato nella memoria collettiva di tutti i popoli, in vita. Il collettivo diventa un unico grande singolo, il coro, da cui fondo, e non solo degli italiani. proviene una melodia intensissima, commovente e facile da ricordare” La musica, come testimoniano la scienza e la musico - terapia, è più o meno a 25.000 spettatori nonostante grandi indici di alla base di ogni reazione emotiva globali, si parla di trionfo assoluto. ascolto, magari per ragioni extra e cerebrale di ogni singolo Se la stessa produzione passa contenutistiche! ascoltatore. La bella musica, in televisione e totalizza, in un eseguita con pieno trasporto e colpo solo, soltanto un milione di  Se dovesse paragonare Verdi maestria, fa bene alla salute e telespettatori, si parla di flop! Ecco, a un cantautore dei giorni alla produttività di ogni singolo i giovani possono cominciare a nostri a chi lo accosterebbe e individuo.  scegliere e non a farsi inebetire perché? Perché suscita un’emozione dai numeri, dalla quantità, dalle Oggi forse solo Vasco Rossi sa così grande, da dove trae la sua visualizzazioni su youtube o sul cogliere lo spirito di esigenza forza? web. E’ opportuno ricordare loro dello stare insieme tanto Dalla perfezione delle proporzioni che il web è virtuale non reale, quanto Verdi era stato capace di fra sonorità, testo, dimensioni mentre il Teatro, pur nella finzione capire che l’emozione collettiva e complicità perfetta fra le varie del dramma vero e proprio, non è necessariamente voci, numerose, che lo eseguono. rievoca sensazioni vere, emozioni in conflitto con quella   autentiche. Bisogna che si rimetta individuale. Per carità, i miei Secondo lei il linguaggio della la musica nelle imperative necessità colleghi mi taccerebbero di lirica può arrivare ai giovani? dell’educazione al bello! sacrilegio e incitazione alla Come si sposa con la velocità e   bestemmia, se paragonassi la varietà degli attuali mezzi di Un talent show sulla musica Vasco Rossi a Verdi: io tuttavia, comunicazione? lirica come lo vedrebbe? pur distinguendo la sapienza di Non solo può arrivare ai giovani, Bene, se fosse però gestito da uno e la semplice comunicativa ma può aiutare i giovani a persone competenti e non da dell’altro - rispettivamente vivere meglio e collocarsi in una personaggi televisivi improvvisati riferite a Verdi e Vasco! -, vedo migliore proiezione futura, sia tali: attenzione, competente può nei due personaggi alcuni punti psicologica, sia lavorativa. La vuol dire, a mio avviso, anche in comune, fra cui l’assenza di velocità della vita odierna non semplice appassionato, purché ci timore degli eccessi. è necessariamente in antitesi si metta d’accordo sul concetto di   con le dimensioni importanti di passione. La passione è qualcosa Apriamo una parentesi un’opera lirica: basterebbe che di forte, un sentimento puro e al personale: qualche suo gli organi decisionali dessero alla incisivo. Senza passione, il Talent ricordo o aneddoto legato alla musica lirica uno spazio congruo show rischia di rimanere un musica verdiana. all’importanza di quest’ultima. effimero esperimento di caccia Ce ne sono due: un quartetto Un esempio concreto: se alla all’auditel. E se l’auditel pagasse cameristico, composizione Scala di Milano, il Teatro sempre in termini economici, che coinvolge solo gli archi più prestigioso al mondo, si avrebbe anche ragione di e che, da pianista, ho voluto organizzano dieci repliche di esistere, mentre non sempre è fortemente programmare in un un’opera lirica e si totalizza così: abbiamo visto numerose frangente estivo di celebrazioni un tutto esaurito, equivalente trasmissioni televisive cancellate verdiane in Toscana, e un Don

Carlo che suscitò nel 1992 scandalo in riferimento al presenza di Luciano Pavarotti alla Scala di Milano. Avendo avuto un padre vero melomane e fanatico di Verdi, ebbi la fortuna, quella volta, di capire che anche una stecca e i fischi conseguenti ad essa e indirizzati al più celebre tenore del mondo non avrebbero mai intaccato la forza emotiva di una voce dalla qualità irripetibile! Flavio Mariuzzo

La Città

Periodico di informazione e opinione Suppelmento 1 al N. 68 della Città di ottobre 2013 Editrice: Associazione “La Voce”, Viale Trieste, 15 - Pordenone Direttore respONSABILE: Flavio Mariuzzo Hanno collaborato: Clelia Delponte, Cristina Savi ProgETTO grafico: Francesca Salvalajo Foto: archivio La Città, Parenzan- Visualart TS Impianti stampa: Visual Studio PN Stampa: Tipografia Sartor PN

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La Città PROGETTI 4 Ottobre 2013 Il linguaggio spaccacuore di Mr Green conquista i ragazzi 2.0 E’ sempre un piacere imparare cose nuove, ma farlo in modo piacevole, fresco e coinvolgente, lo è ancora di più. E’ una questione di linguaggio. E anche di ritmo. Lo sa bene Mario Raffaele Conti, caporedattore del settimanale “Oggi”, che al ridotto del Verdi ha conquistato 130 ragazzi delle scuole superiori (Grigoletti e Mattiussi), che seguono il percorso “La grande lirica”, nell’ambito del ciclo “Incontriamoli a Teatro”.  Conti, infatti, non solo lavora per un giornale nazionale di carattere popolare, dunque abituato a veicolare contenuti in modo semplice e accattivante, ma ha

lavorato come dj per Radio Montecarlo e Radio Dj. La sua è stata quasi una performance interattiva, durante la quale ha accompagnato il racconto con immagini, video, gestualità e movimenti e ha persino chiamato sul palco alcuni studenti ad impersonare i personaggi principali del Nabucco, che era al centro dell’esposizione. Il giornalista, esperto comunicatore, ha voluto però cominciare dalla figura del compositore, dall’aspetto generalmente serioso e compunto tra barba e cilindro. Ma al posto del dottor Verdi… sul palco è apparso Mister Green, ovvero un musicista, talmente capace di coinvolgere ed

emozionare, da diventare l’idolo delle folle, proprio come oggi lo sono i grandi del rock. “Se lui era i Beatles – dice Conti – Wagner era i Rolling Stones e anche a lui capitò di spaccare uno strumento come le rockstar di oggi”. Prima del musicista, viene l’uomo, un uomo del suo tempo, dunque anche capire le modalità di vita di allora è importante. E dietro l’uomo… c’è anche il maschio…: dunque non mancano le numerose conquiste femminili. Ma soprattutto ci sono la musica e il suo talento, inizialmente incompreso, tanto che non superò l’esame al Conservatorio. Dopo aver fatto le presentazioni tra i ragazzi e Verdi, il giornalista ha poi introdotto l’argomento principale,

l’opera del Nabucco, la cui nascita fu alquanto travagliata, cosa che non gli impedì di divenire quella grande opera riconosciuta e amata nel mondo. E uno dei segreti, sta proprio nel sapere dosare ritmi, pathos, momenti in crescendo e momenti in calando di cui proprio il celebre “Va’ pensiero” è un esempio perfetto. Verdi sapeva come conquistare i cuori. E continua a farlo ancora oggi. Nei linguaggi, molte cose sono universali e senza tempo, altre hanno bisogno di cercare le chiavi giuste, evolversi, adattarsi. Si possono fare entrambe e possono convivere. La dimostrazione è proprio in incontri come questo. Clelia Delponte

Lessio: “Diecimila presenze alle attività didattiche sostenute da Fondazione Crup” La partecipazione dei ragazzi delle scuole superiori al percorso La grande lirica è soltanto una fra le molteplici attività che il Teatro Verdi di Pordenone dedica alla scuola e alla formazione del pubblico, dunque alla diffusione della cultura e dell’educazione teatrale e musicale, con il sostegno della Fondazione Crup. “Una politica che ci distingue – sottolinea il presidente dell’Associazione Teatro Giovanni Lessio – e che ci attribuisce un ruolo di riferimento per tutto il territorio anche in questo specifico settore, spronandoci, nonostante le difficoltà congiunturali e le incertezze per il futuro, a proseguire uno sforzo organizzativo ed economico consistente”. Pur non essendo il solo criterio con il quale valutare il successo dell’attività messa in campo, un numero sintetizza bene la “forza” dei progetti che il Teatro dedica alla formazione. “Hanno infatti ormai toccato quota 10 mila - prosegue il presidente Lessio - gli studenti e insegnanti che nella stagione 2013-2014 parteciperanno alle nostre iniziative, arrivando da tutta la provincia. E ci fa piacere che anche quest’anno l’intero progetto Educational (che comprende iniziative come Opera domani, Opera Kids e appunto La grande lirica), abbia ricevuto il riconoscimento del MIUR (Ministero Istruzione,

Università e Ricerca)”. Il Teatro rivolge inoltre grande attenzione anche alle scuole di musica che operano sul territorio, svolgendo una attività che riveste un ruolo fondamentale. E fra le altre cose consente agli allievi delle scuole di Pordenone e provincia l’ingresso al prezzo simbolico di 1 euro ai concerti di tutta la classica. A ciò si aggiungono le iniziative speciali attivate per favorire il più possibile l’accesso dei giovani alla musica. Per esempio la promozione “Classica 16”, che permette ai ragazzi fino a 16 anni e a un adulto accompagnatore di acquistare ogni biglietto al concerti della sezione classica a soli 5 euro. Un versante che è cresciuto è inoltre quello della divulgazione e formazione del pubblico adulto. Il ciclo di incontri e conferenze Incontriamoli a teatro si propone come approfondimento di tematiche musicali di ampio respiro e interesse e si articola in incontri (che si tengono nel Ridotto, alle 18, con ingresso gratuito; dettagli sul sito www.comunalegiuseppeverdi.it) con intellettuali di spicco del panorama musicale internazionale, la maggior parte dei quali collaborano con note testate giornalistiche e radiofoniche (da Repubblica a Radio3 Rai, dal Sole 24Ore a Classic Voice, ecc.).

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La Città - Speciale Lirica - ottobre 2013