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7 Febbraio 2009

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Provinciali 2009 - Il leader del PD prima rinuncia alla candidatura, poi ritorna in pista

La “giravolta” di De Angelis Ma i socialisti insistono: tocca a noi. Intanto Iannarilli lancia la sua campagna elettorale De Angelis sì, De Angelis no, De Angelis sì. E’ stato questo il tormentone che tanto ha… tormentato il centrosinistra negli ultimi giorni. E che per la verità ancora continua a tormentarlo e a far passare notti insonni ai suoi dirigenti dei vari livelli. Ma cos’è successo di preciso? Beh, è accaduto quello che non ti aspetti: Francesco De Angelis, ormai da più di dieci giorni in piena campagna elettorale forte del via libera ottenuto dai vertici e dalla base del Pd (ma non dai socialisti e da altri settori della coalizione) nella serata di lunedì 2 febbraio ha diramato una nota con cui ha annunciato la sua ferma intenzione di ritirare la sua candidatura alla Presidenza della Provincia. Motivo ufficiale: l’esigenza di assicurare alla coalizione quell’unità assolutamente indispensabile per cercare di vincere una competizione che per il centrosinistra si preannuncia molto difficile. Unità, come detto prima, minata dalla posizione dei socialisti che, ad onor del vero da mesi, non hanno mai smesso di rivendicare per sé e il proprio leader Gianfranco Schietroma la candidatura a Palazzo Gramsci, da 15 anni in mano al centrosinistra però mai con una guida socialista. Di qui il dietrofront di De Angelis. Per la verità c’è anche chi ha avanzato un’altra ipotesi: a De Angelis sarebbe stato chiesto, dal presidente della Regione Lazio in persona, di dimettersi dalla carica di assessore alle Attività Produttive che

Questa settimana su

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ricopre in cambio della candidatura alla presidenza della Provincia di Frosinone. Ciò in quanto a Marrazzo serve come l’aria di liberare due posti in Giunta per dar corso a quel rimpasto di cui da tempo si parla e quindi per far spazio ad un esponente dell’Italia dei Valori da un lato ma soprattutto al presidente provinciale uscente, quel Francesco Scalia che, persa l’opportunità di salire sul treno delle Europee, non ha davanti a sé altra scelta se non quella di ritagliarsi un posticino nella Giunta-Marrazzo. Di fronte a simile ipotesi De Angelis, da politico esperto qual è, fiutando anche le difficoltà di una battaglia difficile come quella contro Iannarilli, avrebbe preferito rinunciare alla candidatura e mantenere il posto di assessore. Poi, però, l’altro colpo di scena: nel centrosinistra il ritiro di De Angelis manda tutti nel pallone, la base del Pd è incredula, scoppia il caos e allora nella serata di martedì altra nota: la candidatura di De Angelis è ancora in piedi, è sempre e comunque lui il candidato migliore, l’unico in grado di tenere botta alla macchina da guerra che Iannarilli ha già messo a punto e lanciato.

LA VIGNETTA DI SAMUELE ROSSI

Continua a pagina 6

ECONOMIA

PRIMO PIANO

Cereria Aletrium, la forza della tradizione e della qualità

Radiografia del territorio in un’intervista esclusiva al Prefetto A pagina 14

CONSIGLIO COMUNALE 30 GENNAIO 2009

1400 AMICI su

CULTURA Curzio Castagnacci, “esemplare” eroe di imprese straordinarie

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ciale: e p s o r e 13 Nume pagAinpagina 16 in più e i p o 0c e 200 rosinone! su F

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Il Diario

7 Febbraio 2009

In evidenza Il “Premio Fiorletta 2008” al senatore Ciarrapico

Sopra, il senatore Giuseppe Ciarrapico

Il Premio Fiorletta, una scultura in bronzo dell’artista Romano Orgiti

Il “Premio Giuseppe Fiorletta 2008” è stato assegnato al senatore Giuseppe Ciarrapico. A deciderlo è stata una commissione composta da rappresentanti dell’Amministrazione comunale, della Pro loco, della stampa locale e da Lucio Lucchetti, ideatore nel 2004 del premio stesso. Il riconoscimento – come si legge nella motivazione ufficiale - è stato conferito al senatore Ciarrapico “per avere contribuito, con il suo impegno editoriale, a sviluppare e far crescere professionalmente la figura del corrispondente locale che ha saputo svolgere, anche per la città di Alatri, un ruolo di salvaguardia e diffusione della cultura e delle tradizioni popolari”. Una scelta quanto mai appropriata, quella operata dalla Commissione del Premio, considerando proprio il ruolo che Ciarrapico, editore di caratura nazionale, ha svolto negli anni per la promozione e valorizzazione dei centri della Ciociaria fra cui ovviamente anche Alatri. Un’attività che coincide con lo spirito del “Premio Fiorletta”, dedicato al compianto Giuseppe Fiorletta che, dalle colonne del Tempo, per tanti anni ha raccontato la vita della nostra città. La cerimonia di consegna del premio si svolgerà alle 17.00 di sabato 21 febbraio nell’Aula Magna dell’ex sede universitaria, all’ultimo piano del “Conti Gentili”.

A cura di Melania Gatti

a”, gennaio sioneMusic Sabato 24 sso “Expres re p na o so rt er fu p a Cronaca: pensa a un darà Il titolare i . ch so a as a sc senza a ricompens ut la te et a om aso. Vit interna e pr solvere il c i utili per ri on zi a ione “G. La rm az i c fo in i dell’asso ec C o i ar da al D di una stra cittadina: itolazione nt i ’ l l a grandi e le d ra au Pira” pl orini, una t ri P o sc e c Fran compianto nostrane. tà i al on pers 25 gennaio de del Domenica 24 tre stra da sabato a: in ttanti ad re t tt l i Vita c nome di a portano il o ic si e Li or st le ue ro Cent nocci, Eman : Carlo Min i : ac d he in lic S b ex pere Pub Priorini. O ronto il Francesco rantisce: “P a g e on el M di e or l’assess a materna nuova scuol a l er er i p “P o t a: t i proge ce annunc narilli inve an I . no ro ia pe Basc e il recu i Quartiere corretta la Contratti d e Civette, ge ag Pi i d e n io valorizzaz siamo”. tica ora ci vecchia pra

Venerdì 30 gennaio Politica: AN: troviamo un sito alternativo da proporre all’Ater o perder emo i finanziamenti. Cronaca: 52enne disoccup ato mette in vendita un rene perché non riesce a mandare avanti la famiglia: appello alle istituz ioni per un lavoro di qualsiasi tipo. Chiamano i carabinieri informando di un investime nto: era uno scherzo, rischiano la den uncia per procurato allarme. Sabato 31 gennaio Politica: l’ass. Tagliaferr i annuncia l’arrivo della concessione edilizia per i 120 appartamenti a Tecchiena. E aggiunge: AN ha commesso un errore mad ornale, abbiamo dimostrato di agire nel gi usto. Case Ater: dall’ultima Assise le novità: non è possibile trovare un sito alternativo . Cronaca: chiuso temporaneamente un ese rcizio pubblico per continue risse tra i clienti. Gang dei furti, due romeni condannati e uno in attesa del processo.

Lunedì 26 gennaio Politica e vita citt adina: Dalla Region e oltre 84mila € in favore delle famiglie con n uovi nati o adottati nel 2008 : il plauso di France sca Gatta (PD). Ancora il PD attacca l’asses sore Sbaraglia per l’affida mento dell’assisten za specialistica a una scuola. L’ITC “Perti ni” apre le porte i prossimi 5 e 7 febbraio ai ge nitori dei nuovi iscritti. Cr onaca: weekend di controlli da parte de i Carabinieri: parecch ie multe e altri reati sventati. Denunciato per procurato allarme u n 30enne di Velletr i. Martedì 27 gennaio Politica: AN torna sulla questione sicure zza con un’interrogazio ne sul sistema di videosorveglianza. Terminata la ripavimentazione di piazza Regina Marg herita. Cronaca: appena nat o muore al S. Bened etto: i genitori sporgono de nuncia. Scarichi fog nari nel Cosa: perdita si stemata. Cultura: enorme successo per il pre mio “Giordana Tofan i”.

raio Domenica 1 febb ) sollecita Roberto Gizzi (Pd : ne zio tra Amminis ni per gli iare le autorizzazio il Comune a rilasc fine di al e 155 necessari accessi alla Statale con la olo nc svi amento dello realizzare l’ampli De ia; ad -B do au Fiura-G strada provinciale a per da evitare la spes ra “E : sa cu ac Santis ff del sta cerimoniere nello l’assunzione di un lli ge on : Magliocca e P Sindaco”. Politica a di Iannarilli quale elt sc a plaudono all ia. idenza della Provinc candidato alla Pres Lunedì 2 febbraio risarcimenti per il Amministrazione: zione e l’iter per la segnala maltempo, avviato a si nd ma do la ti: ai priva la stima dei danni ff l’U icio Comune o presso trova sul sito del eriori ult izione sollecita protocollo. L’oppos sua lla su a Giunta continu finanziamenti, la di d en ek we ancora un strada. Cronaca: rdine: per le Forze dell’o to pe p ta a lli contro a a rti. Via Lavignott sventati alcuni fu sidenti chiedono re i e, bil ica at pr Tecchiena è im la sistemazione.

Mercoledì 28 gennaio Scuola e v ita cittadin a: duro atta Santoro e l cco di ’UDC all’Am ministrazio di Basciano ne: la scuol è abbandona a ta a se stes Accorato a sa. ppello di un a gi ov an invalida tota e: “A mia m adre, le, è stata ridotta l’ass domiciliare istenza . Non sappi am o più come Cronaca: n fare”. eonato mor to, nei pross l’esito dell’a imi giorni utopsia dis posta nelle indagini. Giovedì 29 gennaio Politica: in terrogazion e di AN: le verranno re case Ater alizzate? D e Santis (U sull’appello DC) per la riduzi one dell’ass domiciliare istenza : casi dram matici, occo fondi e men rrono più o chiacchier e. Cronaca: caso al S. B ancora sul enedetto, i sanitari si di piccolo è nat fendono: il o già morto. I ladri colp villa di un im iscono la prenditore a Laguccio.

Martedì 3 febbraio Vita cittadina: Scerra to (FI) denuncia: l’Ares 118 rischia la chiusura per mancanza di local i idonei. Ancora un colp o all’utenza dopo la chiusura dell’esattori a presso le Civette e, forse tra non molto, an che del tribunale. Petizione popolare co ntro gli atti vandalici in via Gregoriana: gli abi tanti lamentano auto danneggiate. L’amminis trazione si impegna a risolvere il problema entro l’estate. Cronac a: denunciato romeno 24en ne che aveva uno scooter rubato in cas a. Mercoledì 4 febbraio Cronaca e vita cittad ina: dopo tre mesi muore il camionista vi ttima di un incidente alla Marangoni di Anagni Il semaforo di Tecchiena spento dal Sabato sera al Lunedì mattina: i residenti p rotestano - Il Premio Fiorletta ‘09 assegna to al senatore Giusep pe Ciarrapico per aver fat to crescere con la sua attività editoriale, la figura del corrispondente locale.

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Primo Piano

7 Febbraio 2009

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Radiografia della provincia di Frosinone in un’intervista con il dottor Piero Cesari

La Ciociaria vista dal Prefetto Tanti i temi affrontati: sicurezza, economia, giovani, cultura, turismo. Preoccupazione per droga e usura Pagina a cura di FRANCESCA CECCARELLI Ed eccoci in piazza Libertà, davanti l’edificio de lla Pre fe ttura di Frosinone, dove il dottor Piero Cesari ci attende per informarci sulla situazione attuale della nostra provincia e per fornirci soprattutto il suo punto di vista su alcuni temi che riguardano la Ciociaria e i suoi abitanti. Entrando nel sontuoso ufficio del Prefetto ci si imbatte subito in una foto che lo ritrae col famosissimo giornalista e scrittore Enzo Biagi, proprio a testimonianza della sua passione e competenza per il giornalismo. E infatti sin dalle prime battute dell’intervista il dottor Cesari ci mostra orgoglioso la tessera che indica la sua iscrizione all’albo dei giornalisti professionisti, il mitico tesserino bordeaux, avvenuta nel 1984. “Ai giovani va data fiducia L’importanza dell’esempio” Prendendo quale spunto i recenti fatti di cronaca che hanno visto come protagonisti i cosiddetti “bulli”, chiediamo al prefetto la sua opinione riguardo ciò, anche in relazione alla nostra provincia: sottolineando che non si può fare di tutta l’erba un fascio, il dottor Cesari afferma che “non bisogna associare ai giovani sempre e solo fenomeni come la delinquenza o il bullismo o altre connotazioni negative”, ma bisogna dare loro fiducia e soprattutto i giusti esempi attraverso la “trasmissione di valori sani”. Secondo il prefetto i giovani devono essere “guidati senza forzature” ed è per questo che la Prefettura ha dato il via a un percorso interattivo con il comune di Frosinone, le associazioni e i giovani stessi per fornire gli strumenti per crescere e divenire buoni cittadini. A tal proposito sono stati istituiti i “percorsi del cittadino” che permet-

IDENTIKIT

i o Paolo Cesar Nome: Pier e on n si Nato a: Fro ssionali: dio e profe resso il liceo Titoli di stu 62-63 conseguita p ca si as cl scolastico 19 à it Matur one nell’anno niversità di Roma La n si o r F di ” i “ Turrizian za presso l’u la Pro Giurispruden in Studi Europei presso Laureato in e t ionisti en ss ccessivam alisti Profe Sapienza e su zione all’Albo dei Giorn scri Deo Luiss, I 4 98 dal 1 /12/2006 sinone dal 30 ro F di o tt fe re P importante che l’“usurato” denunci il reato.

Il Prefetto Cesari intervistato dalla nostra Francesca Ceccarelli tono a visitatori esterni, come ad esempio le scolaresche, di entrare in contatto con l’ambiente della prefettura e il Prefetto stesso che risponde alle domande degli ospiti. “Immigrazione: fenomeno in crescita Ma la Ciociaria è aperta al prossimo” Un altro tema che affrontiamo col dottor Cesari è quello dell’immigrazione, che da anni ormai è una realtà concreta anche della nostra provincia: romeni, polacchi, albanesi e rappresentanti di altre etnie popolano i nostri comuni senza nessun problema a sentire le parole del Prefetto. “Di

tollerante nel rispetto delle regole” ed è per questo che gli immigrati sono riusciti ad integrarsi nella nostra terra ma soprattutto con i cittadini ciociari che hanno avuto l’appoggio, nel processo di etno-integrazione, sia di un movimento sinergico delle istituzioni sia della Chiesa locale che ha fornito grande collaborazione. Con riferimento ai dati pubblicati dal Sole24Ore, che indicano Frosinone tra le venti città più sicure d’Italia, otteniamo dal prefetto maggiori delucidazioni riguardo la massima efficienza della procura di Frosinone e dei suoi magistrati e soprattutto sulla grande collaborazione che la lega a quella di Cassino, in

Uno dei ricordi più belli: l’incontro con il giornalista Enzo Biagi fatto - afferma Cesari - la Ciociaria è una terra

particolare in relazione alla criminalità

organizzata che sta tentando di penetrare in Ciociaria ma che viene contrastata grazie al lavoro silenzioso ma efficace degli investigatori.

“Poco turismo? Le ricchezze ci sono Però manca la mentalità giusta” Entusiasta della Ciociaria e dei suoi abitanti, il prefetto Cesari ci confida

verso il prossimo, il Prefetto ci racconta un episodio in cui, a seguito di proteste nei confronti della costruzione di un campo rom nei pressi di Sant’Ambrogio, ha preferito andare di persona a parlare con la gente per risolvere il problema e far capire che

“Droga e usura: sono questi i due problemi della provincia” In definitiva, sono due gli aspetti che il prefetto segnala come gravi problemi della provincia: la droga e l’usura. In un quadro generale dove si abbassa ogni giorno sempre di più l’età dei consumatori di sostanze stupefacenti, anche la Ciociaria ha i suoi problemi con il traffico di droga che passa per il nostro territorio e soprattutto con la tossicodipendenza. Dal canto suo, il prefetto si dichiara schierato in prima linea con le istituzioni competenti nella lotta alla dipendenza da stupefacenti e soprattutto evidenzia l’importanza della prevenzione di tale fenomeno. “Far capire che la droga non è la scelta di vita giusta è importantissimo per aiutare i giovani” afferma il prefetto ribadendo la collaborazione anche con la Asl di Frosinone in materia di prevenzione. Per quanto riguarda l’usura il dottor Cesari assicura un’intensa attività, sua e dei suoi collaboratori, a combattere questo fenomeno, però sottolinea quanto sia

Il Dottor Cesari con “La Città News” un’unica pecca che potrebbe essere attribuita alla nostra terra: la mancanza di un sistema turistico adeguato nonostante i nostri luoghi siano ricchi di paesaggi ammirevoli e di stupendi monumenti. “Bisogna creare una nuova cultura del turismo, far effettuare un salto di mentalità” agli abitanti ciociari che non riescono a sfruttare appieno i tesori custoditi nelle nostre terre che “hanno un passato glorioso, un forte presente e un futuro rigoglioso” afferma il dottor Cesari. Per darci un’idea del tipo di connotazione che sta dando al suo mandato, improntato alla collaborazione, alla legalità ma soprattutto all’apertura

si stava manifestando per una vicenda che anche le istituzioni volevano risolvere: così il dottor Cesari riuscì a superare quella situazione di disagio, parlando con la sua gente ciociara, che, seppur a volte “tignosa” come l’ha descritta, ha amore e rispetto per la propria terra. Un grande plauso il Prefetto lo ha quindi rivolto alle due compagini del Frosinone Calcio e della Prima Basket Veroli che stanno portando in alto il nome della Ciociaria nei rispettivi campionati. Ai giornalisti, infine, una raccomandazione: verificare sempre le fonti prima di scrivere una notizia. Un consiglio che terremo bene a mente.

Conferenze, concerti e mostre per avvicinare lo Stato ai cittadini

La Prefettura apre le porte Fin dal momento del suo insediamento il Prefetto di Frosinone, il dottor Piero Cesari, ha promosso l’apertura delle porte della Prefettura al pubblico per favorire l’avvicinamento Statocittadino. Godendo la prefettura di Frosinone di accoglienti spazi consoni ad ospitare delle manifestazioni il prefetto Cesari ha

pensato bene di sfruttarli per andare incontro al cittadino attraverso il canale della cultura e dell’arte. Proprio perché è risaputa l’importanza della cultura per un popolo e la sua capacità di fare da collagene tra due diversi mondi, in questo caso la città e la prefettura, la si è scelta per promuovere un senso dello stato vicino al

cittadino e abbattere quelle barriere formali di un tempo. E’così che con regolarità mensile la Prefettura di Frosinone ospita una conferenza, un concerto, una mostra o altre manifestazioni culturali che possano incentivare un maggior contatto con le cariche istituzionali della città e possano comunque giovare alle

menti di tutti. Affinché possano godere veramente tutti di queste iniziative la Prefettura è stata resa accessibile a chiunque, anche e soprattutto alle persone diversamente abili che, grazie all’abbattimento di qualsiasi barriera architettonica, possono accedere all’edificio sempre e in ogni suo angolo.

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Alatri calcio Serie D: il sogno diventa realtà di MASSIMO PAPITTO Nello scorso numero ci eravamo lasciati con l’anno 1965-66, anno che, attraverso lo spareggio con la Viterbese vinto per 2-1 in trasferta, consentì all’Alatri di coronare il suo sogno: partecipare alla tanto agognata Serie D. La festa, come vuole la trama del campionato, si consuma fuori casa, l’allenatore di quella mitica squadra è Nicola Lo Buono, ex giocatore della Lazio che resterà alla guida tecnica soltanto in quella leggendaria stagione, ma che stagione… una di quelle che lasciano il segno. I verderosa, grazie alla straordinaria impresa appena compiuta, vengono ricevuti in Municipio dall’allora sindaco Carlo Costantini, mentre in città, più precisamente in Piazza Santa Maria Maggiore, esplode la festa! I protagonisti principali di quella trionfale annata sono: Giovanni Cella (convocato nella nazionale italiani dilettanti), Sisto Mastracco, Adelmo Rossi, Mauro Scerrato, Nello Minnucci e l’attaccante Vincenzo Metteus, capocannoniere della squadra. Inizia così per i verderosa un lungo cammino che permetterà alla squadra di disputare ben nove stagioni nella Serie D con risultati esaltanti. Il primo campionato, datato 66-67, vede l’Alatri arrivare ottava, piazzamento strepitoso per una formazione neopromossa. Il bomber della stagione sarà il “solito” Adelmo Rossi con Giovanni Cella capitano. La stagione 67-68 è molto più imponente visto che la squadra verderosa chiude in quarta posizione dietro soltanto ad Olbia, Frosinone e Tempio. Le stagioni 68-69 e 69-70 si chiudono con risultati pressoché identici, con l’Alatri che ottiene due salvezze tranquille e mette in luce il bomber Fernando Mazzocchia, ancora oggi il miglior marcatore della storia alatrense, tanto che con i suoi gol guiderà l’attacco dell’Alatri per numerose stagioni. Il suo primato verrà messo in pericolo soltanto nel campionato 73-74, dove la rivelazione Francesco Sgambato riuscirà a mettere a segno ben 12 reti eguagliando così il record di Mazzocchia. Ci si avvia quindi, pian piano, dopo campionati di relativa tranquillità, alla sfortunata stagione 74-75 che segnerà l’addio alla Serie D della nostra amata squadra con la retrocessione nel campionato di Promozione (anno 75-76), categoria che abbandonerà subito con un’altra amara retrocessione. Si chiude in questo modo una grande era, visto che a fine stagione la società A.S. Alatri non rinnoverà l’iscrizione al successivo campionato e si scioglierà. Tramonta così l’epoca che dal 1961 ha visto i colori verderosa disputare anche campionati nazionali importanti. E’ stato questo, senza dubbio, il periodo più bello della storia del calcio ad Alatri. (2 - Continua) Fonti bibliografiche: “Olio, petrolio, benzina minerale, per vincere l'Alatri ci vo' la nazionale” di Rolando Mignini (Marzo 1998 – Casa editrice: Arti Grafiche Tofani)

Cronache Cittadine Costituito a Sora il Club Auto Prestige. Già numerosi gli iscritti

È nata una nuova stella In cantiere un calendario di miss in collaborazione con Città News Nel firmamento dei clubs automobilistici amatoriali italiani è nata una nuova stella, che sin da subito pare essere destinata a brillare più delle altre per magnitudo: è il Club Auto Prestige. È la qualità a fare la differenza: ciò che distingue il Club dalle associazioni esistenti è l’avere a soggetto della passione le auto prestigiose, a prescindere dalla casa costruttrice. Finalmente sarà possibile vedere appaiati modelli “eccellenti” di ogni marca, di ogni nazionalità: fattore che rompe con la noiosa tradizione monomarca, la quale finisce spesso per confinare con vuoti fanatismi del tipo “basta che sia…”. I soci del Club Auto Prestige condividono la passione per le belle auto ed il poterle ospitare in una unica scuderia supera quel classismo un po’ snob legato al brand: si potrà partecipare “oltre i confini” di marche e Paesi costruttori, in un’ottica globalizzante che vede stili, gusti e filosofie sfilare sulla medesima passerella. E farà la differenza anche la qualità dei partecipanti: il socio tipo è una persona seria ma semplice, vera, non avulsa dalla propria realtà quotidiana. Ai raduni ci si aspetta di incontrarsi tra soci così come essi vivono “al secolo”: con la fidanzata, o la moglie ed i figli, o l’amico d’infanzia… le attese sono quelle di creare un clima festoso, e non un’esibizionista aria da specialisti un po’ musoni… Ciò che accomuna i soci del Club, nato in provincia di Frosinone, è la voglia di divertirsi: basta possedere un’auto di prestigio! Le iscrizioni 2009 sono già aperte, e le prospettive di crescita non tardano a delinearsi con sempre maggior decisione. I raduni sono previsti prevalentemente alla domenica, per permettere un’affluenza meno problematica, ed improntati alla ricerca di luoghi belli da visitare, con numerose occasioni di spettacolo, assegnazione di premi ai

I Comuni d’Italia, i quartieri delle grandi partecipanti e pranzo a carico del Club. città e tutti i soggetti che intendano Nell’ottica della varietà degli eventi, per ospitare il Club per arricchire ed assicurare interesse e divertimento è stata enfatizzare le proprie feste locali possono pianificata la selezione di 12 Miss le quali sin da ora contattare gli organizzatori. costituiranno – una per mese – il Calendario Miss Auto Prestige 2010; le selezioni saranno movimentate dalla partecipazione di famosi artisti del mondo dello spettacolo e dell’immagine. PRESTIGE CLUB AUTO La perfetta organizzazione del Club Sora (FR) 8, Via Roma 76-820091 ha già pensato anche alle aziende Tel/Fax: 07 4949588 s p o n s o r , i n s e r e n d o n e l l a Cell: 329-628186 347-ige@live.it st e r pianificazione degli eventi un’assortita E-Mail: clubautop live.it tige@ varietà di occasioni pubblicitarie – clubautopres : eb magliette, custodie per telefoni Sito w bautoprestige.com .clu e.com c e l l u l a r i , c a p p e l l i e g a d g e t s www utoprestig www.cluba personalizzati – da distribuire ai partecipanti.

I DE N TI K I T

Calcio a 5 - La formazione si sta facendo onore nel campionato provinciale di promozione

“Sebastiani Market” sugli scudi di BRUNO GATTA Si sta facendo onore nel campionato provinciale di calcio a cinque. Milita nella categoria promozione e attualmente, dopo la terza giornata di ritorno occupa la settima piazza. Stiamo parlando della "Sebastiani Market" del presidente Lucio Sebastiani e dell'allenatore Daniele Del Vescovo. La compagine alatrense, espressione della zona pedemontana della città, raccoglie per lo più atleti provenienti dalle contrade di Fiura, Gaudo… ma anche di altre zone e dei centri limitrofi. Questi i nomi degli atleti che stanno disputando con onore e serietà il campionato di promozione: Matteo Cappella, Andrea Passeri, Daniele Gizzi, Franco Marcoccia, Alessandro Sabellico, Davide Ritarossi, Fabio Napoletano, Gianluca Gizzi, Patrizio Pietrobono, Alessandro Vinci, Massimiliano Volpari. “Siamo partiti un po' in sordina e senza allenatore - spiega il dirigente accompagnatore Luca Frasca. Poi dopo l'ingaggio di mister Daniele Del Vescovo (autentica

Le formazioni del “Sebastiani Market” bandiera dell'Alatri Calcio) siamo diventati più competitivi”. “Ci potremmo definire incalza il presidente Lucio Sebastiani - "forti con i forti e, purtroppo un po' deboli con le altre compagine deboli. Gli

atleti, così come tutte le altre figure che sono vicine alla squadra precisa Lucio Sebastiani p o rt a n o a va n t i d e i principi basilari dell'attivà sportiva: il divertimento e ancor più la correttezza. Chiunque partecipi ad

una competizione ama vincere, ma non dobbiamo farlo a tutti i costi, dobbiamo giocare bene e meritarcelo. Da ragazzo ho militato in squadre di terza categoria e altre di calcetto - insiste il presidente Sebastiani quindi amo questi sport. Mi piace lo spirito del divertimento e dello stare insieme ad altre persone, con le quali non si divide solamente il piacere dell'agonismo. Siamo amici e per quello che possiamo, lavoro e famiglia permettendo, ci frequentiamo anche fuori dal campo”. Una squadra che rappresenta una zona della città, ma che è aperta, non soltanto a ragazzi del posto, ma anche ad altri atleti di Alatri e zone limitrofe. “La nostra società - tiene a precisare il dirigente Luca Frasca non è a compartimenti stagni, non è chiusa, bensì da anche la possibilità a chi vuole, di tesserarsi e praticare lo sport più amato”. La Sebastiani Market, come dicevamo all'inizio, dopo la terza giornata di ritorno ha raggiunto la meritata settima posizione di classifica, dopo aver sconfitto le prime

della classe, ovvero la capoloista Monte San Marino e l'Asd Frassati di Anagni. “Abbiamo sconfitto giovedì scorso - puntualizza il presidente Lucio Sebastiani - con il risultato di 8 a 5, fuori casa, l'Asd Frassati, siamo quindi consci di poter gareggiare ad armi pari con tutte le altre compagini, che rispettiamo. Portando avanti - e lo ribadisco a me stesso e ai ragazzi, lo spirito di divertimento e correttezza verso noi stessi e gli avversari. Tutti bravi gli atleti - conclude il patron - ma su tutti spiccano le reti del bomber Gianluca Gizzi, che ha realizzato finore 22 reti e Davide Ritarossi con 17 marcature. Ma dall'inizio, comunque devo lodare tutti quanti scendono in campo, soprattutto perché sottraggono, per amore del calcio a cinque, tempo alle famiglie e al lavoro. Basti pensare che riusciamo ad allenarci una sola volta a settimana, il lunedì sera presso il "World Sporting Center" di Collemassaro, e giocare la sera il giovedì nello stesso impianto sportivo”.

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Cronache Cittadine

7 Febbraio 2009

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Da sabato 24 gennaio alcune vie del Centro storico sono dedicate a Lisi, Minnocci e Priorini

Tre strade per tre ex Sindaci Pagina a cura di DANILO DEL GRECO Da sabato 24 gennaio tre strade del Centro storico hanno cambiato nome e sono state intitolate ad altrettanti ex Sindaci della nostra città. Si tratta dell’ex via della Repubblica – dall’imbocco del piccolo tunnel adiacente piazza S.M.Maggiore all’inizio di Largo Ricciotti – che ha preso il nome di Carlo Minnocci, per due volte Sindaco di Alatri: dal 1920 al 1922 (quindi ultimo primo cittadino dell’epoca prefascista) e poi, ancora, dal giugno all’ottobre del 1944 (primo Sindaco dopo la Liberazione di Alatri). Quindi, l’ex Corso Vittorio Emanuele, dall’inizio di Largo Ricciotti all’imbocco di via Duomo. Tale segmento del Centro storico è stato intitolato ad

L’apposizione sulle facciate dei palazzi del Centro storico delle nuove targhe con i nuovi nomi delle strade intitolate ai tre ex Sindaci di Alatri, ha inevitabilmente riportato alla luce un problema vecchio di anni, forse di decenni, al quale finora nessuna delle Amministrazioni che si sono succedute alla guida della città è riuscita a porre rimedio. Ci riferiamo al caos che regna sovrano in materia di targhe viarie. Facendo un rapido giro esplorativo

Emanuele Lisi, Sindaco di Alatri dal 1947 al 1952, ma anche presidente dell’Amministrazione provinciale di Frosinone e Senatore della Repubblica. Infine, l’ex via Regina Margherita – dall’angolo con la chiesa di S.Maria Maggiore alla parte iniziale di via San Francesco – è stata dedicata a Francesco Priorini, primo cittadino di Alatri per undici anni, dal 1974 al 1985. La cerimonia si è svolta in due atti: prima la parte ufficiale nella Sala Consiliare e poi quella “pubblica” nelle strade in questione, tra l’altro tutte situate in prossimità di piazza S.M. Maggiore. In questo modo tanto la Commissione speciale per la Toponomastica che ha suggerito le nuove denominazioni quanto l’Amministrazione comunale che le ha recepite, hanno compiuto un atto molto

importante e meritorio che va nella direzione di una concreta riscoperta e valorizzazione di tre personaggi di grande spessore della vita alatrense e con loro di un ampio e significativo spaccato della vita politicoamministrativa cittadina. Nelle prossime settimane seguiranno altre intitolazioni al fine di completare il programma predisposto dalla citata Commissione Toponomastica e dall’assessorato alla Cultura diretto da Giulio Rossi. “L’intento – ha spiegato quest’ultimo – è di commemorare e riscoprire i cittadini illustri di Alatri che nel passato, più o meno recente, l’hanno amministrata o le hanno donato lustro e prestigio attraverso la propria attività o comunque per ragioni personali, culturali o professionali”.

Grande confusione di materiali, colori, forme e contenuti

Targhe viarie e segnali turistici, caos e lacune regnano sovrani in alcune strade adiacenti piazza Santa Maria Maggiore ne abbiamo trovate di almeno cinque tipi diversi, ognuna con le sue fogge particolari ed i suoi colori. E non ci siamo addentrati oltre.

Ci sono soprattutto le famigerate targhe in ceramica introdotte dalle ultime Amministrazioni, con quel loro indefinibile color azzurrino-violaceo, che fanno tanto paese di pescatori, affiancate ad altre, risalenti a periodi

ancora precedenti, in pietra ruvida o di marmo liscio oppure, ancora, ce ne sono alcune molto vecchie di metallo colorato e poi, ultime in ordine di tempo, quelle di marmo “martellato” color nocciola usate per le

nuove intitolazioni. Una vera Babele, alla quale, come detto, non si riesce a porre rimedio. Stesso discorso per le insegne turistiche che, oltre ad essere carenti ed approssimative, sono anch’esse variegate per

colori, forme, materiali ed impostazione. Anche in questo caso una vera giungla. E anche in questo caso non ci risultato - magari potessimo essere smentiti - progetti di sistemazione. In un caso e nell’altro sarebbe ora che chi di dovere decidesse per un bel piano di riordino per dare maggior decoro alla città e garantirle una veste più degna di quella sua “presunta” vocazione turistica.

L’assessore Pavia: piano di riordino già pronto, a breve sistemeremo tutto “Il piano che stiamo elaborando per il riordino dell’arredo urbano del Centro storico e dell’intera città prevede anche, tra le altre cose, una serie di interventi finalizzati a mettere finalmente ordine a quello che giustamente definite come il caos delle targhe viarie e della cartellonistica turistica”. A parlare è l’assessore all’Ambiente ed Arredo Urbano Enrico Pavia, che ha aggiunto: “Purtroppo si tratta di una situazione vecchia di decenni che abbiamo ereditato dal passato, quando mai nessuna amministrazione è riuscita a mettere seriamente mano al problema, a parte l’installazione delle assai discutibili targhe in ceramica. Ora però abbiamo imboccato la strada giusta e presto saremo in grado di mettere ordine al settore. Grazie alla collaborazione dell’architetto Daniele Baldassarre abbiamo infatti creato un logo ed ideato uno slogan che ci permetterà di uniformare gradualmente tutte le targhe viarie, i segnali turistici ed ogni altro elemento di arredo che sarà posizionato in centro e in ogni altra zona della città. Il logo, che a breve presenteremo ufficialmente alla popolazione, consiste in un fiore che riproduce massi di pietra con impresso lo slogan “Alatri, città di pietra”, con chiaro riferimento alle nostre mura megalitiche e al materiale che maggiormente contraddistingue Alatri e in particolare il suo centro. Il nostro obiettivo – ha concluso Pavia – è di omogeneizzare tutti gli L’ass. Enrico Pavia elementi di arredo urbano e di farlo nel più breve tempo possibile”.

In alto, alcuni esempi di targhe viarie che fanno bella mostra di sé nel cuore della città A destra, il ginepraio di segnali e cartelli turistici che spuntano nei vari angoli del Centro BAR - TAVOLA CALDA - PIZZA AL TAGLIO SALA SVAGO

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Politica

7 Febbraio 2009

Segue dalla prima

Grande successo a Cassino della manifestazione “Rialzati Ciociaria”

La “giravolta” di De Angelis

Iannarilli lancia la volata

Antonello Iannarilli

Nella pagina alcuni scatti della manifestazione “Rialzati Ciociaria” tenutasi a Cassino il primo febbraio scorso “Se il buongiorno si vede dal mattino - è scritto in una nota dell’ufficio comunicazione del PDL - l'entusiasmo che la candidatura dell'on. Antonello Iannarilli alla presidenza della Provincia di Frosinone ha suscitato tra i cittadini porterà certamente grandi risultati. Dalla designazione ufficiale del deputato azzurro da parte del tavolo provinciale del Pdl, non sono mancate infatti le manifestazioni di soddisfazione, stima ed affetto della gente, che conosce bene il suo impegno e la sua capacità di attuare

concretamente la politica dei fatti. La prova lampante della fiducia che i cittadini nutrono per Iannarilli è stato però il grandissimo successo riscosso dalla manifestazione "Rialzati Ciociaria", che si è tenuta domenica 1 febbraio presso l´hotel "Boschetto" di Cassino. Centinaia di persone da tutta la provincia, infatti, hanno voluto partecipare per applaudire il loro candidato e consegnargli un mandato di grande responsabilità: quello di risollevare le sorti di un territorio che, dopo tanti anni di

amministrazione del centrosinistra, è ormai in ginocchio. E a loro, Iannarilli ha illustrato il suo programma elettorale, un programma costituito da 15 punti che vanno dalla gestione delle risorse idriche all´ambiente, dalla valorizzazione delle risorse culturali e naturali al sostegno all´impresa, all´artigianato e all´agricoltura, senza trascurare la formazione e il lavoro. Con Iannarilli, in questa grande battaglia, ci sarà l'intero "Popolo della libertà"; tutti i Partiti e i movimenti civici che a breve entreranno a far parte del nuovo soggetto politico, infatti, erano presenti a Cassino e si sono stretti intorno alla figura del candidato per sostenere un progetto comune di rilancio del territorio; perché la Ciociaria possa finalmente voltare pagina e "rialzarsi".

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QUESTA LA SITUAZIONE ALLE ORE 22 DI MERCOLEDÌ 4 FEBBRAIO

Bagno di folla per il deputato azzurro, candidato alla presidenza della Provincia

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De Angelis, da noi incontrato mercoledì mattina, ci ha detto: “Io resto candidato perché sono il partito e la base che lo vogliono, come dicono anche alcuni sondaggi interni, però ad una condizione: che si ritrovi presto l’unità di tutta la coalizione”. Chiaro il messaggio a Schietroma: se anche i socialisti daranno il loro ok alla sua candidatura tutto bene, altrimenti…. “altrimenti la questione passa necessariamente nelle mani dei partiti. Spetterà a loro, a quel punto, decidere. Io sono disposto a tutto pur di garantire la vittoria del centrosinistra. Posso fare anche l’attacchino, ma devono essere tutti d’accordo”. De Angelis ha anche smentito seccamente che gli sia stato chiesto di dimettersi: “Tutto falso – ha affermato – e qui ribadisco che se sarò candidato lo farò da assessore regionale, poi, se dovessi vincere come auspico, allora lascerei l’incarico alla Pisana”. Dal canto loro i socialisti di Schietroma restano sulle proprie posizioni: la candidatura spetta a noi, non ci sono alternative. In caso contrario andremo da soli. Intanto, la Sinistra Radicale sbotta: “Basta giochi, subito un vertice”. A gongolare per la rissa continua e per il caos che stanno lacerando il centrosinistra è ovviamente Antonello Iannarilli, candidato unitario del Popolo delle Libertà. Lui, che la propria candidatura l’ha di fatto ottenuta già da un pezzo, domenica 1° febbraio ha iniziato ufficialmente la sua campagna elettorale – per la verità già avviata da settimane – da Cassino dove presso il ristorante “Al Boschetto” si è svolta la prima tappa della manifestazione “Rialzati Ciociaria”. Il centrodestra, superate o comunque accantonate anche le ultime resistenze e le ultime, limitate fronde interne, marcia spedito. Senza più scossoni né tensioni. In questo momento sembra in netto vantaggio, ma non vanno ovviamente sottovalutate le doti di recupero di un centrosinistra ben radicato sul territorio, forte di 15 anni di ininterrotto governo provinciale, e che, da qui al 6 e 7 giugno, una volta trovati unità e candidato, può ancora recuperare e puntare alla vittoria. Sullo sfondo gli altri due contendenti: Anna Teresa Formisano, che ha ribadito come il suo partito, da tutti corteggiato, non sia in vendita, e Antonio Abbate, pronto a lanciare la sfida de “La Destra”, una formazione che in Ciociaria appare abbastanza forte e in grado di far sentire la propria voce.

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Politica

7 Febbraio 2009

Intervista al candidato presidente Antonio Abbate che spiega le ragioni della candidatura “solitaria”

La Destra sarà protagonista “Le nostre priorità: tutela dell’ambiente, equità sociale, gestione pubblica di servizi come quello idrico” Intervista ad Antonio Abbate, segretario provinciale e candidato alla Presidenza della Provincia de “La Destra”. Perché la scelta di correre da soli e non all’interno del Pdl, al quale la sua candidatura finirà inevitabilmente per sottrarre voti che potrebbero anche risultare decisivi? Intendiamo verificare in occasione di un turno elettorale com’è quello delle prossime Provinciali quanto consenso troviamo nell’elettorato. Si tratta di una competizione di tipo proporzionale, all’interno della quale, diversamente da quanto accaduto nelle Politiche dello scorso anno, contraddistinte dall’appello al voto utile proveniente sia dal PdL che dal Pd, ogni elettore potrà ‘scegliere’ il proprio partito. La Destra è presente da poco nello scenario politico, per cui è giusto ritenga prioritario

Antonio Abbate (La Destra), candidato alla presidenza della Provincia battersi per le ragioni da cui nasce e non ricercare alleanze. Forse spera nel ballottaggio per “capitalizzare” i consensi che prenderà al primo turno? Non si tratta di voler ‘capitalizzare’. Vogliamo non rinunciare al nostro programma, antitetico a quello del Pd e sicuramente non identico a quello del PdL. Basti pensare alle nostre priorità, quali la tutela

dell’ambiente, l’equità sociale, la gestione pubblica di servizi come quello idrico. Le nostre ricette non passano sicuramente per il percorso ’liberista’, ma nella garanzia delle istituzioni pubbliche per i ceti più deboli. Al secondo turno, con un’alleanza con il Popolo della Libertà, coerentemente con quanto appena affermato, La Destra potrebbe concretamente incidere sul modello di governo della nostra provincia.

Come si sta preparando a questa campagna elettorale? Quali saranno i temi principali del suo programma? Sarà una campagna elettorale che condurremo con una costante e capillare presenza sui trenta collegi della provincia, per fare appello a quanti, condivisa la radice ideologica del nostro partito, nato per essere vicino alla gente ed ai suoi bisogni, vorranno comprendere e condi-

videre il nostro messaggio che, ribadisco, prioritariamente interesserà la salvaguardia dell’ambiente, la qualità della vita, la volontà di spostare, per quanto le competenze della Provincia permetteranno, la barra del governo verso i reali bisogni delle nostre popolazioni. Nessuno può del resto sottovalutare quei cittadini che, delusi dalle promesse della politica, assordanti in ogni vigilia elettorale ma subito dopo deludenti, stanno rinunciando, sempre più numerosi, ad andare a votare. Quant’è forte La Destra in Ciociaria? Quindi, quale risultato si aspetta? Con le elezioni politiche del 2008 La Destra riportò un prezioso risultato. Nella provincia di Frosinone, i circa 10.000 voti riservatici in quell’occasione segnarono di fatto un prepotente ingresso del nostro partito nel panorama

politico locale, collocandoci al quarto posto dopo PdL, Partito Democratico e Unione di Centro. Il tutto nonostante l’assillante richiamo al voto ‘utile’ di Berlusconi e Veltroni che sicuramente non potrà condizionare il voto di giugno, da cui, al contrario, La Destra si aspetta un grande risultato. Se venisse eletto Presidente quale sarebbe la prima cosa che farebbe? Coerentemente con i valori posti alla base del nostro partito, con gli impegni assunti con gli elettori e con la passione politica che da sempre ha contraddistinto il mio impegno nelle Istituzioni, mi batterei per assicurare una gestione che privilegi gli interessi collettivi, che dismetta i desueti modelli della politica parlata e non attuata, porrei nella mia agenda, quale priorità assoluta, la crescita sociale della nostra provincia.

Intervista al candidato presidente dell’UDC Anna Teresa Formisano: noi siamo la “terza via”

“Il partito non è in vendita” Il leader centrista: se l’elettorato voterà con la propria testa avremo un successo sorprendente Intervista ad Anna Teresa Formisano, candidata alla Presidenza della Provincia per l’UDC.

alleato per assicurarsi la vittoria. Noi non siamo però in vendita e reclamiamo il nostro ruolo di eredi di quell’anima moderata in cui molta parte della popolazione ciociara si riconosce. Ecco spiegato il motivo per cui siamo prontissimi a correre da soli.

Per lungo tempo siete stati corteggiati da entrambi gli schieramenti: perché, alla fine, la scelta di correre da soli? L’accordo con il centrosinistra sem-brava certo... A un patto con il centrodestra non ha mai pensato?

Forse spera nel ballottaggio per “capitalizzare” i consensi che prenderà al primo turno?

Nella normale dialettica politica il confronto è d’obbligo. Da qui a dire che siamo stati corteggiati ce ne passa. Vero è che l’UDC rappresenta il centro. Probabilmente è per questo che entrambi gli schieramenti guardano a noi come possibile

E’ sicuramente presto per fare ipotesi di ballottaggio. Il nostro obiettivo immediato è quello di ridare voce e corpo ad un elettorato che viene sballottato ora a destra, ora a sinistra, ma che deve prendere consapevolezza del fatto che

partito in Ciociaria? Quindi, quale risultato si aspetta?

Anna Teresa Formisano (UDC) candidata alla presidenza della Provincia esiste una terza via: quella dei moderati, come storicamente è sempre stato qui da noi. Il popolo deve ritrovare il coraggio di votare con la propria testa ed in questo caso sono convinta che il nostro successo sarà sorprendente. Come si sta preparando a questa campagna elettorale? Quali saranno i temi principali del suo programma? Il partito si sta preparando, nell’unità, alla prossima campagna

elettorale. Le decisioni vengono prese di comune accordo con la base. Stiamo scegliendo i candidati più forti per i singoli collegi. Quanto al programma siamo gli unici che lo hanno già individuato. Gli altri sembrano più interessati alle logiche di potere e meno ai problemi della gente. Negli ultimi mesi l’Udc ha perso diversi uomini importanti, sia nella base sia tra i dirigenti: quant’è ancora forte il suo

Non sono d’accordo. Se è vero che alcuni dirigenti hanno preferito per comodità (vera o presunta) intraprendere altre strade, la base del nostro elettorato, che io considero da allargare a tutti quanti condividono con noi gli ideali della solidarietà e dell’impegno, è non solo intatta, ma probabilmente ancora più forte vista la fame di giustizia e di rispetto che c’è in giro. Ripeto: sono convinta che la vera

sorpresa questa volta saremo noi. Se venisse eletta quale sarebbe la prima cosa che farebbe? Non voglio anticipare nulla. Certamente la responsabilità del governo della Provincia moltiplicherebbe le mie forze e non deluderei la popolazione.

A cura di: Danilo Del Greco Armando Coletta Federica Sevi

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7 Febbraio 2009

Il 14 febbraio ricorre la festa più “dolce” dell’anno. Ecco alcune storie e leggende

Un giorno per dirsi “Ti Amo” Gli innamorati di tutto il mondo attendono con trepidazione la ricorrenza A cura di MELANIA GATTI La festa degli innamorati trae origine dal tentativo della Chiesa cattolica di porre termine ad un popolare rito pagano per la fertilità. Fin dal IV secolo a.C. i romani infatti rendevano omaggio, con un singolare rito annuale, al dio Lupercus: i nomi delle donne e degli uomini che lo adoravano venivano messi in un'urna e mescolati; quindi un bambino sceglieva a caso alcune coppie che per un intero anno avrebbero vissuto in intimità affinché il rito della fertilità fosse concluso, per ricominciare poi con altre coppie. Per mettere fine a questa pratica quasi millenaria al momento della diffusione del Cristianesimo (ovvero nel IV secolo d.C.), i Padri hanno dunque cercato un Santo "degli innamorati” che sostituisse Lupercus, trovando un candidato eccellente in Valentino, un vescovo che era stato martirizzato circa duecento anni prima. Infatti, a Roma, nel 270 d.C., il vescovo Valentino di Interamna, amico dei giovani amanti, fu invitato dall'imperatore Claudio II il germanico, il quale tentò di far riconvertire al paganesimo il prelato.

RIVENDITORE:

San Valentino naturalmente rifiutò di rinunciare alla sua Fede, anzi tentò di far convertire Claudio II. Mossa che gli costò cara, in quanto il 24 febbraio dello stesso 270, il vescovo fu lapidato e poi decapitato. La leggenda narra

“Amor, ch’a nullo amato amar perdona...”

Coppie famose nella storia Paolo e Francesca

Fabio Dialmi

inoltre che Valentino, in attesa dell'esecuzione, si sia innamorato, ricambiato, della figlia cieca del suo guardiano Asterius e che con la sua fede abbia ridato miracolosamente la vista alla fanciulla e che, in seguito, le avesse firmato un messaggio d'addio con la clausola: “Dal vostro Valentino”, dando così origine a una delle più famose e praticate firme nei biglietti che gli innamorati si scambiano durante la festa.

Forse gli innamorati per eccellenza, di cui ci parla Dante Alighieri nel V canto dell’Inferno, basandosi su una cronaca a lui contemporanea. Protagonisti sono appunto Francesca dei da Polenta, signori di Ravenna, e Paolo dei Malatesta, signori di Rimini. Francesca era andata in sposa al fratello di Paolo, Giangiotto, uomo rozzo e deforme, ma amava segretamente proprio il cognato. I due raccontano di aver preso coscienza dei propri sentimenti durante la lettura della storia tra Lancillotto e Ginevra, ma proprio questo momento li portò alla morte: Giangiotto li scoprì infatti insieme e uccise entrambi barbaramente.

Renzo e Lucia Ecco un’altra celeberrima coppia della letteratura: Manzoni, ne I promessi

sposi descrive tutte le peripezie che i due giovani, provenienti entrambe da famiglie contadine nella zona di quel ramo del lago di Como che volege a mezzogiorno, devono affrontare perché il loro matrimonio non s’ha da fare. Ma il loro amore e la loro fede li riuniIl balcone di Giulietta rà, finalmente, sullo sfondo di una la fortissima rivalità tra le Milano dilaniata dalla peloro due famiglie, i ste, quasi una sorta di Montecchi e i Capuleti di “punizione” per coloro che Verona; possono dialogare li avevano divisi. in pochi, fugacissimi momenti in cui nessuno li Romeo e Giulietta Ancora due amanti che vede; vorrebbero unirsi in vivono da secoli nella piece matrimonio ma l’odio che teatrale shakespeariana che corre tra i loro padri li porta li ha resi celebri, ma anche alla separazione e una nei numerosi rifacimenti, tragica fine, uno accanto soprattutto cinematograall’altra, entrambi suicidi, fici, dei nostri anni. come ultimo, eroico atto Romeo e Giulietta si amano d’amore contro un destino profondamente nonostante crudele.

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7 Febbraio 2009

Cronache Cittadine

Organizzatori soddisfatti

Al palo anche la bonifica dell’amianto nell’ex nosocomio di Piazza Regina

Lavori al San Benedetto, grande successo l’intervento tarda a partire

Concorso Tofani, Grande successo per la seconda edizione del Premio Nazionale di Poesia “Giordana Tofani”, la cui premiazione si è svolta domenica 25 gennaio in una Biblioteca gremita in ogni ordine di posti. Grande la soddisfazione dell’organizzatore, Domenico Lattanzi, e dell’associazione Acta che lo ha coadiuvato. Ben 85 sono stati i componimenti in gara, molti provenienti da fuori provincia e regione ed alcuni anche dalla Francia in virtù dell’istituzione di un premio speciale dedicato al gemellaggio tra Alatri e la cittadina francese di Clisson. Dato ampio resoconto della manifestazione nel numero precedente e nel nostro sito www.alatritv.it (dove è visionabile anche il filmato di tutta la cerimonia), qui ci limitiamo a ricordare i primi tre classificati: Marco Di Milla di Formia, Nenio Troigi di Terracina e Marina Pratici di Aulla (Massa). Da evidenziare anche che alla premiazione era presente un parterre d’eccezione con il Prefetto Piero Cesari, il senatore Oreste Tofani, il deputato Anna Teresa Formisano, il sindaco e vicesindaco Magliocca e Rossi, i comandanti della Compagnia e della Stazione carabinieri di Alatri Mengasini e De Somma, l’ex commissario straordinario di Alatri Anna Infante e il nuovo comandante della Polizia Locale Dino Padovani. Salutando il folto pubblico Domenico Lattanzi, anima della manifestazione, ha dato appuntamento al prossimo anno “con un’edizione del concorso – ha affermato – ancora più ricca ed importante”.

di VALENTINA CELANI Continuiamo ad interessarci dell’ospedale San Benedetto dovendo purtroppo constatare che gli interventi di ristrutturazione annunciati non sembrano essere concreti e tempestivi come tutti avevano auspicato. Siamo ben oltre la fine del mese di gennaio, periodo in cui avremmo dovuto assi-stere alle prime operazioni, come confermato nel numero precedente dal Sindaco Magliocca, ma né presso il San Benedetto, né tantomeno sul tetto di amianto dell’ex ospedale di Piazza Regina, abbiamo avuto modo di vedere operai al lavoro o segnali di un inizio imminente delle operazioni di restauro. La causa di questi ritardi sembra essere attribuita al maltempo come ci spiega, poco convinto

Un’immagine del San Benedetto della consistenza di tale scusante, il Dr. Giulio Rossi (UIL): “Il problema è che non è stato ancora chiarito da dove avranno inizio i lavori, se presso il San Benedetto, o dapprima presso l’ex ospedale, in quest’ultimo caso, trattandosi dello smantellamento del tetto, le

cattive condizioni meteorologiche possono essere una spiegazione del ritardo, ma per quanto riguarda la struttura del San Benedetto, come ho avuto modo di sottolineare precedentemente, sarebbero previsti necessari interventi di ammodernamento degli impi-

anti, che potrebbero benissimo essere intrapresi indipendentemente dalla pioggia”. L’annuncio dei lavori di rifacimento della facciata ha dunque alimentato entusiasmi eccessivi e false speranze? Molti attendono segnali concreti di attivismo sul fronte degli interventi per il nostro nosocomio. Senza dubbio, nell’attesa di vedere allestito un vero e proprio cantiere, qualunque sia la motivazione per cui ciò non è stato ancora fatto, la prospettiva indicata da Rossi e condivisa da larga parte dell’opinione pubblica, di intervenire, nel frattempo, anche sulle altre situazioni critiche del San Benedetto, sarebbe un modo per dimostrare un reale interessamento verso la struttura e un primo atto significativo agli occhi degli utenti.

Da questo numero “La Città News” si arricchisce di una nuova rubrica, “Polvere di Stelle!”, uno spazio riservato a giovani talenti artistici della nostra provincia curato da Aurora Santachiara e Marialisa Lisi. Lo scopo di questa “vetrina” è quello di presentare e far conoscere artisti che si cimentano nei vari campi dell’arte, dal vasto mondo di quelle visive alla musica e oltre, e che cercano di affermarsi nel panorama artistico nazionale in questo modo dando lustro anche al nostro territorio. La rubrica è aperta ad ogni giovane artista che vuole farsi conoscere o semplicemente condividere con gli altri la propria passione artistica. Per contatti: info@alatritv.it

di MARIALISA LISI e AURORA SANTACHIARA I primi artisti che vi presentiamo nella nostra nuova rubrica-vetrina sono i “Romantic Mess”, una giovane band musicale composta da quattro ragazzi di Alatri: Daniele (Shark), Fabio (Mommiet), Yuri (Etienne) e Claudio (Frullo). I “Romantic Mess” nascono nel luglio del 2007 da un’idea di Shark e Mommiet, entrambi non digiuni da esperienze musicali antecedenti. La loro idea è quella di unire due generi “molto cari”, come gli stessi ci tengono a sottolineare, ovvero il new-metal (metal classico contaminato da influenze pop, funky, rap e grunge) con lo screamo (una componente particolare della tonalità della voce che vede “l’urlo” inteso come esternazione del sentimento interiore) e nello stesso tempo “strizzando l’occhio alla melodia e ai facili ritornelli”, come ci dice Shark. Da qui anche il nome della band, “Romantic Mess”, ovvero “confusione romantica”, che, come ci tengono sempre a sottolineare i loro membri, “rappresenta l’esternazione delle due componenti della nostra musica: dolce nelle parole, ma dura nell’espressione musicale”. Dunque, una musica tanto dura quanto dolce nei testi e nelle note, rigorosamente impresse fra le righe degli spartiti da Mommiet e Shark e rese possibili dall’arrangiamento con il resto del gruppo. Parole e note che racchiudono al loro interno un “messaggio emozionale” non scrivibile, dove emozioni e sensazioni si fondono in immagini

dipinte nei quadri dall’esperienza del cuore. Scevri da ideologie legate a correnti o pensieri politici e soprattutto prive della ragione se non quella del cuore dove solo il sentimento puro è palesato, i “Romantic Mess” ci presentano il loro ultimo lavoro, “Are you calling fears by name”, titolo ripreso da un verso della loro canzone di punta “Thousand pieces of a crystal heart” (Cento pezzi di un cuore di cristallo). Canzone alla quale i membri del gruppo ci dicono di essere maggiormente legati. La particolarità della loro musica li rende unici nel loro genere in Ciociaria, benché in America e in altre nazioni questo genere sia diventato comune fra i ragazzi già da tempo, soprattutto nella fascia 12-30 anni che ritrova in questo tipo di musica un modo per esternare i propri sentimenti attraverso lo sfogo dello screamo. I “Romantic Mess” sono coscienti di questa loro posizione di nicchia nel panorama musicale locale e nazionale e non ci nascondono che il loro sogno è quello di trovare “un’etichetta che gli permetta di far conoscere la loro musica”. Pensiero presuntuoso? No, semplicemente spinto dalla passione che nutrono verso la loro musica e dal desiderio di poterla condividere con più gente possibile. Ecco perché questi quattro ragazzi alla domanda “quando tempo dedicate al gruppo?” ci rispondono: “Se dovessimo indicare una percentuale del tempo che gli dedichiamo, beh, è certamente il 75 per cento”. E cosi non si limitano solo alla musica, ma cercano di essere imprenditori di sé stessi per poter raggiungere l’obiettivo prefissato sfruttando il web con sito correlato e partecipando ad eventi vari e, perché no, approfittando delle telecamere di “Chi vuol essere milionario” condotto da Gerry Scotti dove Mommiet è stato concorrente. Tutto per il gruppo.

Allora… i Stelle, ragazzi! Polvere d

IDENTIKIT 2007 antic Mess ommietNome: Rom di nascita: Alatri, luglio ce), Fabio Fiorletta (M teria). ta bat k- vo oll ar u h r s ( (F e ni n fa o Luogo e da o s T u ti: Daniele e Claudio Fr Componen anturri (Etienne-basso) ri S cipazione u Y , a) rr ta o hi m c name. Parte -metal e screa Are you calling fears by ew n e: er en EP G o omonimo e Lavori: Dem vo 2007” l Vi Ciociaria da ri at l A “ ad nel genere in ana olari: unici cmesszone ic i t rt an a p om ni /r g m etal core rom Se w.myspace.co a, concerti nella scena m e li promuova e w w : i t t ta Con ale ch a Rom ntazione EP vare un’etichetta music Date: prese ssetto: tro ca l ne o Sogn ro musica divulghi la lo

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Cronache Cittadine Argomento discusso nel consiglio comunale del 30 gennaio

7 Febbraio 2009

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Tagliaferri ad AN: solo demagogia

Sorpresa, torna il fantasma Alloggi ATER, altra bagarre del “Difensore Civico” di AURORA SANTACHIARA Lo scorso venerdì 30 gennaio si è svolto il Consiglio comunale. Molti i punti all’ordine del giorno, tra cui la maggior parte presentati dalle opposizioni, e, come sempre, non sono mancate polemiche. Più volte, durante le varie discussioni, la tensione è salita alle stelle. Soprattutto in merito al caso Ater, del quale parliamo più diffusamente nell’altro articolo in pagina. Il primo punto all’ordine del giorno discusso è stato presentato e portato avanti da Fabio Di Fabio ed ha riguardato il debito che il Comune ha nei confronti di “Gaia”, il consorzio per lo smaltimento dei rifiuti che fino a pochi mesi fa gestiva il servizio ad Alatri. Si parla di circa 2 milioni di euro, una cifra molto alta che, se dovesse essere confermata, potrebbe in qualche modo creare seri problemi finanziari all’Ente e quindi alla città. La proposta presentata è stata di contestare il pagamento e chiedere al contrario un risarcimento per il comune.

Sopra, tre momenti dell’animato Consiglio comunale del 30 gennaio Il filmato completo su www.alatritv.it

Il secondo punto all’ordine del giorno è stato presentato da Patrizio Cittadini ed ha avuto come oggetto l’efficienza operativa dei dipendenti comunali, con riferimenti ad alcune critiche in merito da parte di

esponenti dell’Amministrazione, cosa che però il Sindaco ha prontamente smentito. E’ stato poi proposto di affrontare la situazione dei lavoratori socialmente utili e della Multiservizi ma il Consiglio ha

respinto l’istanza. Il terzo punto all’ordine del giorno presentato ha riguardato il Centro socio educativo, tema molto sentito da tutti ma in specie dalle famiglie che hanno figli diversamente abili: è stata sottolineata l’importanza di fare un'altra gara d’appalto poiché l’incarico al Consorzio Parsifal è scaduto. il quarto punto all’ordine del giorno ha toccato l’istituzione del Difensore civico e segnatamente la necessità di rendere esecutiva la delibera con cui nel 2006 la Giunta Magliocca ha stabilito l’istituzione di tale figura. Quindi, bypassato il punto che avrebbe dovuto concernere il mercato settimanale, il Consiglio si è occupato dello stato di calamità naturale dichiarato per i danni causati dal maltempo di dicem-re, del caso-Ater già citato e, infine, della necessità di unire le forze per difendere il Tribunale di Alatri, di cui si vocifera una prossima soppressione. Sul tema, strano ma vero, il Consiglio ha votato all’unanimità per poi sciogliersi subito dopo.

Il sindaco: entro l’estate tutto ok

Sicurezza, richieste nuove telecamere Riattivazione delle telecamere di sicurezza installate alcuni anni fa sul territorio; copertura di tutte le zone più sensibili della città con altre apparecchiature di videosorveglianza; creazione di un fondo comunale per la sicurezza. E’ quanto chiedono all’Amministrazione i consiglieri di minoranza Lisi e Cianfrocca attraverso una circostanziata interrogazione al Sindaco nella quale evidenziano, tra l’altro, come il tema della sicurezza sia al centro del dibattito locale e nazionale (specie dopo i recenti fatti di cronaca verificatisi in tutt’Italia e nella vicina provincia romana) e quanto sia sentito dalla popolazione. Nelle premesse i due esponenti di AN ricordano le loro ricorrenti iniziative in materia e le numerose sollecitazioni indirizzate alla maggioranza proprio al fine di

incentivare l’utilizzo delle telecamere che risulterebbero utilissime per combattere “i sempre più frequenti episodi di vandalismo e di violenza che – affermano i consiglieri - si consumano nel nostro territorio”, anche se fortunatamente Alatri non vive situazioni emergenziali. Da mesi – è in sostanza scritto nell’interrogazione – le telecamere installate qualche anno fa sembrerebbero non essere più attive per motivi non ben precisati, quando invece la loro piena funzionalità e il loro potenziamento costituirebbero un valido strumento di prevenzione e repressione di qualsiasi tipo di fenomeno delinquenziale. Pertanto, considerato anche che “le rassicurazioni che il Sindaco e la sua Giunta avevano fatto a riguardo si sono rivelate infondate e lontane dalla loro reale

La telecamera installata nel 2004 all’angolo tra il Conti Genili e la Chiesa degli Scolopi volontà”, Lisi e Cianfrocca vogliono sapere quante sono le telecamere installate attualmente nel territorio; se risponde a verità che tali telecamere sono in disuso da moltissimi mesi; quali sono i motivi che hanno impedito il loro ripristino; quando saranno riparate; perché non è stato dato avvio al piano di copertura delle zone più delicate tramite telecamere di sorveglianza così

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come era stato più volte dichiarato; quando è prevista, mese ed anno, la copertura con telecamere di sorveglianza delle zone più delicate del territorio. Proprio nei giorni scorsi sul tema sicurezza si è registrata una dura presa di posizione da parte dei residenti in via Gregoriana e zone limitrofe. Gli abitanti, stanchi dei continui atti di vandalismo nei confronti di automobili e case, hanno avviato una petizione popolare per chiedere al sindaco maggiori controlli e l'attivazione di telecamere. Dal canto suo Magliocca, così rispondendo anche a Lisi e Cianfrocca, ha promesso la riattivazione delle telecamere esistenti e l'installazione di nuove entro la prossima estate.

di AURORA SANTACHIARA Nel consiglio comunale svoltosi lo scorso venerdì 30 gennaio, si è tornati a discutere della costruzione da parte dell’ATER dei 36 alloggi di edilizia popolare nel quartiere San Francesco di Fuori, precisamente in via Sardegna. Negli ultimi mesi si è parlato in modo insistente di tale progetto, che ha visto le forze politiche e gli stessi residenti nell’area interessata sollevare obiezioni e polemiche a non finire. Dal canto loro, i Un presidio dei residenti residenti di via di via Sardegna Sardegna hanno fatto compiere una perizia che avrebbe palesato seri rischi geologici e geostratigrafici, oltre a quelli di disposizione e di sicurezza urbanistica, presenti nel sito prescelto dall’ATER per la costruzione. Tale luogo, infatti, sarebbe già interessato da assestamenti del terreno con un serio pericolo di smottamenti. Anche l’ATER, dal canto suo, ha fatto eseguire una perizia, della quale, però, al momento è sconosciuto l’esito. Tali problematiche sono state inserite nell’ordine del giorno presentato e discusso nella civica assise del 30 gennaio grazie ai consiglieri di minoranza di Alleanza Nazionale Fausto Lisi e Maurizio Cianfrocca e al consigliere di maggioranza di Forza Italia Francesca Frusone. La proposta dei tre, peraltro già nota, è stata quella di trovare un sito alternativo in quanto, se anche la perizia dell’ATER dovesse essere negativa riguardo l’edificabilità del sito prescelto, il finanziamento potrebbe comunque essere utilizzato per costruire le case in un’altro sito sicuro. Nel corso degli anni il comune di Alatri ha rilasciato diverse volte i permessi a costruire (1998, 2003, 2005) senza però che i lavori siano mai iniziati, nono-stante nella nostra cittadina ci siano nume-rosi nuclei familiari che versano in uno stato di emer-genza abitativa, circo-stanza che raf-forza la neces-sità che queste abitazioni, con-tro le quali nessuna forza politica è con-traria, vengano costruite al più presto. L’ultima autorizzazione è datata settembre 2007, quando è stato rilasciato da parte del comune di Alatri un nuovo permesso all’ATER per costruire questi 36 alloggi di edilizia pubblica nel quartiere San Francesco di Fuori. Durante la discussione dell’ordine del giorno non sono mancati polemiche e scontri. Il Sindaco Magliocca si è detto informato dell’attuale situazione rappresentata dalla perizia voluta dai residenti di via Sardegna e delle situazioni di rischio che sono state messe in evidenza, sottolineando anche che la perizia voluta dall’ATER è legittima poiché Ente committente dei lavori. Magliocca ha anche affermato che l’amministrazione valuterà attraverso i suoi uffici tecnici ogni eventualità e si assumerà ogni responsabilità in merito. Durante la discussione ha preso la parola anche l’assessore all’Urbanistica Silvio Tagliaferri, che ha attaccato il consigliere Frusone, che su questo caso, appoggiando l’iniziativa di Lisi e Cianfrocca, ha preso le distanze dalla maggioranza. Tagliaferri ha anche posto l’accento sul fatto che la perizia di parte non ha riscontri significativi per quanto riguarda la costruzione degli alloggi ed ha accusato l’opposizione - segnatamente Lisi e Cianfrocca - di portare avanti questa battaglia solo per accontentare i cittadini della zona.

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Frosinone

7 Febbraio 2009

Proseguiamo il nostro viaggio tra le cause del traffico-caos del Capoluogo

Segnaletica, questa sconosciuta Drammatico il quadro emerso: cartelli e strisce assenti, carenti o fatiscenti di MASSIMILIANO MANCINI Il traffico che affligge gli abitanti della città di Frosinone e tutti gli abitanti dei centri vicini, che transitano per la viabilità urbana del Capoluogo, è un problema che ha raggiunto dimensioni insostenibili per la qualità della vita, per l’ambiente e per gli inevitabili influssi sull’economia locale. Proseguiamo l’indagine avviata nei numeri precedenti cercando di comprendere le cause e le possibili soluzioni di questo fenomeno. Uno degli aspetti che contraddistingue la viabilità urbana di Frosinone è lo stato della segnaletica. Strade logore, prive della più essenziale segnaletica, i rari cartelli stradali sono in condizioni indegne persino per una città del terzo mondo. Ecco quindi che la sicurezza urbana risulta gravemente pregiudicata ma anche l’immagine che si riceve non è assolutamente quella di una città Capoluogo, ma neanche di un paese normale. Le cause del traffico di Frosinone sono molteplici, ma certamente l’assenza della più minima segnaletica ed il pessimo stato di manutenzione non sono da sottovalutare nella valutazione di questo fenomeno. Certamente le attuali condizioni sono pari solo a quelle di una città ai confini della civiltà! E’ facile immaginare quanto pericolosa possa essere la circolazione stradale e non solo per i veicoli ma anche per gli utenti più deboli della strada, una elevatissima sinistrosità stradale, ma anche gravissimi rischi per pedoni e ciclisti, come testimoniano anche le notizie di cronaca cittadina degli ultimi giorni.

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INTERSEZIONE PER INCROCIO BRUNELLA

Un’immagine pessima ed assolutamente inadeguata per una città capoluogo di provincia, ma anche per un umile paese di campagna. Iniziamo un breve viaggio in cui le immagini testimoniano che a Frosinone manca tutto, anche il minimo, ma in questo quadro desolante spiccano le perfette strisce blu, tracciate dal nuovo gestore privato dei parcheggi a pagamento.

Alcuni esempi: INTERSEZIONE DI BRUNELLA uno degli snodi cruciali non solo per la viabilità cittadina, ma anche per i transiti verso l’autostrada, l’area di Latina, i percorsi verso Roma o il Cassinate tramite la Casilina.

INCROCIO BRUNELLA

Assente persino la striscia d’arresto, che segna il margine su cui i veicoli devono fermarsi. Nessuna segnaletica verticale di preavviso dell’intersezione. Semafori e segnaletica di obbligo vecchi e deteriorati. VIA MARCO TULLIO CICERONE una delle vie centrali di Frosinone, la strada che porta alla Villa Comunale, una delle principali vie di accesso al centro cittadino. Assente persino la striscia di mezzeria, quella che separa le due corsie, che vieta il sorpasso quando è continua. La segnaletica verticale è episodica, nessun segnale di preavviso o indicazione. Le strisce pedonali sono

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VIA ALDO MORO

completamente cancellate, con gravissimi rischi per i pedoni. VIA ALDO MORO la centralissima via della shopping, il corso più prestigioso della città dove i più importanti negozi di abbigliamento, gioiellerie ed altri fanno bella mostra di sé. Completamente assente la striscia di mezzeria per separare le due corsie nella parte in cui è a doppio senso di circolazione. Manca persino la striscia di arresto sulla nuova rotatoria appena realizzata in prossimità dello Stadio Matusa, dove non sono state cancellate le vecchie segnaletiche del precedente incrocio semaforizzato.

I vari tipi di segnali La segnaletica è il complesso dei simboli e dispositivi convenzionali, utilizzati per dare divieti, obblighi, avvertimenti o indicazioni a tutti gli utenti della strada. Questa definizione generale si ricava dall’art.38 del Codice della Strada, che la suddivide in: SEGNALETICA VERTICALE: i cartelli stradali di varia forma e colore (esclusi i segnali pubblicitari). Le categorie principali sono: Segnali di pericolo, di forma triangolare con il vertice in alto, il bordo esterno di colore rosso e l’interno di colore bianco (ad es.segnale di pericolo generico, curva pericolosa, dosso, ecc.). Segnali di prescrizione, che si suddividono in: segnali di precedenza, di forma triangolare con il vertice in basso o romboidale (ad es.dare precedenza, strada con diritto di precedenza); seg nali di divieto, di forma rotonda con il bordo esterno di colore rosso e l’interno di colore bianco (ad es.segnale di transito a determinate categorie di veicoli, divieto di svolta), rosso (ad es.divieto di accesso) o blu (divieto di sosta); segnali di obbligo, di forma triangolare con il vertice in basso o romboidale (ad es.dare precedenza, strada con diritto di precedenza).

VIALE MAZZINI una delle vie principali che collegano la parte alta con la parte bassa della città. La via di collegamento con l’ospedale e con il palazzo comunale. Assente la striscia di mezzeria, le strisce pedonali sono completamente usurate, la segnaletica verticale è episodica e laddove si trova qualche segnale

stradale questo è molto usurato e logoro. Nessuna indicazione (ad es: direzione centro, comune, polizia municipale, ecc.). Sono ben visibili le nuove strisce blu e la segnaletica verticale applicate dal gestore dei parcheggi a pagamento. VIADOTTO BIONDI raccordo tra due parti della città, unisce le due principali vie di collegamento tra la parte alta e la parte bassa della città, Viale Roma e Viale Mazzini. Nessuna striscia di mezzeria, che in quel tratto rettilineo e in

VIA M.T. CICERONE

discesa dovrebbe vietare rigidamente il sorpasso, nessuna segnaletica verticale se non qualche vecchio cartello quasi completamente illeggibile. Strisce pedonali oramai cancellate, assente anche la striscia di arresto sull’incrocio con viale Roma. PIAZZA SAN TOMMASO D’AQUINO snodo viario, con una

importantissima intersezione, centro di transito di tutti i mezzi pubblici, area di afflusso degli studenti. L’intersezione ha una segnaletica orizzontale oramai completamente usurata. Non si capisce dove fermarsi, e quali direzioni prendere. L’assenza di segnali di indicazione rende praticamente impossibile, per chi non conosce la città, scegliere quale direzione prendere per raggiungere il centro o le altre direzioni principali.

MASSIMILIANO MANCINI

Segnali di indicazione, che si suddividono a loro volta in: segnali di preavviso, segnali di direzione, segnali di conferma, segnali di identificazione strade, segnali di itinerario, segnali di localita' e centro abitato, segnali di nome strada, segnali turistici e di territorio, altri segnali che danno informazioni necessarie per la guida dei veicoli, altri segnali che indicano installazioni o servizi. SEGNALETICA ORIZZONTALE: le strisce e le scritte dipinte sulla sede stradale Si suddividono in: segnali di preavviso, strisce longitudinali (ad esempio le strisce di mezzeria continue, tratteggiate, doppie; le strisce di margine stradale), strisce trasversali, attraversamenti pedonali o ciclabili, frecce direzionali, iscrizioni e simboli, strisce di delimitazione degli stalli di sosta o per la sosta riservata (ad.esempio strisce bianche, gialle e blu), isole di traffico o di presegnalamento di ostacoli entro la carreggiata, strisce di delimitazione della fermata dei veicoli in servizio di trasporto pubblico di linea. SEGNALETICA LUMINOSA: volta erano sostanzialmente i semafori (definita tecnicamente lanterna semaforica), oggi questa categoria annovera segnaletica verticale retroilluminata e pannelli informativi a messaggio variabile.

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Cultura

7 Febbraio 2009

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Ritratto del Capitano di corvetta Curzio Castagnacci, gloria della Marina Militare (I Parte)

Eroe “esemplare” di grandi imprese Morì a soli 32 anni, il 21 luglio 1943, per le gravi ferite riportate in combattimento di NANDO SEVI Dopo essermi occupato, circa due mesi fa, della Medaglia d’argento al valor militare Armando Tagliaferri, vorrei richiamare l’attenzione dei lettori su un altro Eroe della nostra terra. Un Supereroe, sarebbe da dire, se oggi questa parola non si usasse per i personaggi dei fumetti. Un uomo di quelli in cui si esprime appieno l’orgoglio di essere Italiano. E che questo orgoglio ispira, a chi legge la sua vicenda. Parlo di Curzio Castagnacci, insignito di due Medaglie di Bronzo e quattro Medaglie d’Argento al Valor Militare ed infine della Medaglia d’Oro al Valor Militare, alla memoria. Quando è morto, per le ferite riportate in combattimento, aveva 32 anni (un’altra colonna spezzata. Come le due che, presso la tomba di famiglia nel cimitero cittadino, simboleggiano la fine prematura di Giuseppe e Armando Tagliaferri). Le forti “radici” che lo legano ad Alatri Ad esser pignoli, Curzio non è propriamente di Alatri. Nasce il 28 settembre 1911, da Francesco e da Luisa Milani, a Roma, dove il padre, laureato in Matematica e Fisica, insegna e dove la famiglia risiede. Ma Francesco e Luisa sono nati ad Alatri dove hanno casa in via Trinità, nel rione Scurano, oltre a cospicue proprietà; “alatrese” puro è il nonno Gioacchino, che nella nostra città ha svolto l’attività di regio notaro, è stato membro dell’Accademia Ernica e della Società Filarmonica, nonché apprezzato compositore di musica. A Roma Curzio studia fino alla seconda classe del Liceo Scientifico. Poi segue la strada che sin da bambino ha ben delineata nel cuore e nella mente: il 10 ottobre 1927, a sedici anni, entra come Allievo Ufficiale di Vascello nella Regia Accademia Navale di Livorno. Fa le prime esperienze di navigazione su unità di superficie. Il 1° luglio del 1932 è nominato Guardiamarina; il 28 agosto presta giuramento alla Patria. Due anni dopo è Sottotenente di Vascello e l’anno successivo si imbarca sull’incrociatore “Zara” (nell’affondamento del quale, nel febbraio del 1941, troverà la morte Giuseppe Tagliaferri) con il prestigioso incarico di Aiutante di Bandiera dell’Ammiraglio Coman-

Sopra, l’eroe Curzio Castagnacci Sotto, un’unità navale italiana impegnata nel Mar Nero dante della 2^ Squadra Navale. La prima decorazione La “Croce di Guerra” Incarico che conserva pressoché ininterrottamente per tre anni sulle navi da battaglia “Cavour” e sull’incrociatore “Fiume”. Nel 1937 è promosso Tenente di Vascello e con questo grado nell’aprile del 1939 partecipa alla spedizione in Albania, voluta da Mussolini con l’intento di farne una testa di ponte per una successiva penetrazione nei Balcani. Qui Curzio, impegnato con compiti di ricognizione, ottiene la prima decorazione per condotta

meritoria in zona d’operazione: la Croce di Guerra. Da settembre a dicembre dello stesso anno è a Taranto per frequentare il corso di Osservazione Aerea, terminato il quale viene prima destinato alla 143^ Squadriglia Idrovolanti e poi alla 171^. Un’esperienza che gli sarà utile per affinare le sue virtù militari anche in questo settore. Virtù che gli vengono riconosciute sul campo e gli fanno meritare la prima Medaglia di Bronzo al Valor Militare nel cielo del Mar Ionio, nel giugno del 1940, pochi giorni dopo l’entrata in guerra dell’Italia. L’alto grado di preparazione professionale

raggiunto, le doti di comandante instancabile, sempre padrone di sé e della situazione in cui si trova, unite a quelle di slancio e ardimento nel combattimento gli fanno meritare, in rapida, incalzante successione una seconda Medaglia di Bronzo al Valor Militare, una Medaglia d’Argento al Valor Militare sul campo, una Croce di Guerra al Valor Militare, una Croce di Ferro di 2^ classe conferitagli personalmente dal Comandante in capo della Marina Germanica, una seconda Medaglia d’Argento al Valor Militare sul campo: tutte nel volgere di pochi mesi, tutte per condotta esemplare in importanti missioni di siluramento di unità navali nemiche nel Mediterraneo Centrale e Orientale.

In quello stesso mese di

Ma Curzio Castagnacci possiede competenze e attitudini che lo segnalano adatto anche per

marzo, promosso Capitano di Corvetta, torna nel teatro di guerra al comando della 19^ squa-

compiti non direttamente bellici. Dal 29 ottobre del 1941 al 5 marzo del 1942 fa parte della Commissione Italiana di armistizio con la Francia, in qualità di esperto militare. A capo dei MAS nel Mar Nero, contro le grandi navi sovietiche

Antica testimonianza di Sant’Antonio nella chiesa della Maddalena

Una preziosa reliquia Situata nella periferia di Alatri, nei pressi di un antico lebbrosario fuori dalle mura cittadine, appare già nell’anno 1196, dedicata alla Madonna penitente, la chiesa della Maddalena. All’interno, assieme ai preziosi affreschi di Antonio D’Alatri, in un’apposita nicchia protetta da un vetro vi è una statua dedicata a Sant’Antonio Abate con accucciato ai suoi piedi un porcellino. Si festeggia il 17 gennaio oppure la domenica seguente. E’ considerato il protettore degli animali, in special modo dei maiali (essendo questo il periodo in cui vengono ammazzati). Nella chiesa, non essendo giunte fino a noi altre reliquie, sono conservati alcuni sassolini dentro un’apposita teca con base di metallo lavorata a mano con la parte superiore costituita da un vetro trasparente dove si può ammirarne il contenuto. Nato verso il

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La chiesa della Maddalena 251 a Qeman, nel sud di Menfi, figlio di contadini egiziani, nel 305, anche se venne definito un fellah semi illetterato, risponde al richiamo del Vangelo assumendo la povertà e la fuga dal mondo e rinunciando a tutti i beni terreni e diventando il fondatore del monachesimo anacoretico (da monos = solo). All’età di vent’anni, mentre

ascoltava una predica nella chiesa del suo villaggio, fu colpito dalle parole di Gesù al giovane ricco: “Vendi tutto ciò che possiedi, poi vieni e seguimi!”. Questa frase, che pure aveva ascoltato spesso, quella volta la sentì proprio sua e così andò a casa, vendette tutto e donò il ricavato ai poveri, poi affidò sua sorella ad alcune pie

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donne e si ritirò presso un vecchio maestro spirituale, dividendo il suo tempo tra preghiere, lavoro manuale e lettura assidua delle scritture (già tradotte in copto). Dopo vent’anni di questa vita si inoltrò più internamente nel deserto stabilendosi tra le rovine di un fortino romano. Qui era veramente solo, attirando numerose folle e tanti discepoli. Arrivò ad addentrarsi ancora di più fino al Mar Rosso dove permetteva ai discepoli di fargli visita solo una volta al mese. Uscì solo due volte dal suo ritiro: la prima quando andò a confortare i martiri durante la persecuzione di Diocleziano e la seconda per portare appoggio al vescovo di Alessandria, Atanasio, nella lotta contro gli ariani: e infatti dobbiamo a lui una breve biografia del Santo. Morì il 13 giugno all’età di 105 anni.

MAURO MACCIOCCA

driglia MAS impegnata nel Mar Nero dove, per esigenze tattiche legate alla campagna di Russia, il comando tedesco ha chiesto alla Marina Italiana l’invio di mezzi speciali per contrastare le navi sovietiche adibite al rifornimento dell’importante città di Sebastopoli. La flottiglia italiana del Mar Nero è costituita da 4 MAS di 25 tonnellate, da

6 sommergibili da 30 tonnellate, 6 motoscafi siluranti e 5 barchini esplosivi; successivamente si aggiungono altri 4 MAS. Giunte sul teatro di guerra nel maggio 1942, le nostre unità approntano le loro basi a Jalta e a Foros ed entrano subito in azione affondando due motonavi e tre sommergibili sovietici. Il 3 agosto l’unità di Curzio Castagnacci affonda l’incrociatore “Krasnij Krim”. Il giovane comandante si prodiga poi nel recupero dei naufraghi, nel rispetto delle convenzioni internazionali… e del personale senso di umanità. Analogo comportamento egli ha due mesi dopo, allorché affonda un sommergibile sovietico, meritando la terza Medaglia d’Argento al Valor Militare, sul campo, così motivata:

“…guidava con intrepido animo le sue unità alle imprese più rischiose in acque insidiate e fortemente vigilate dal nemico. Affondava, con siluro, un sommergibile sovietico, poi recuperava alcuni naufraghi”.

(1 – Continua)

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Fabrica di candele

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Speciale Imprese

7 Febbraio 2009

Emblema dell’artigianato locale, fa della tradizione e tipicità i suoi punti di forza

Cereria Aletrium, qualità e passione Intervista al titolare Flavio Ferrari che illustra storia e prospettive dell’azienda Pagina a cura di VALENTINA CELANI Un emblema dell’artigianato locale, una “bottega storica” dove i valori dominanti sono qualità, tradizione e tipicità, la Cereria Aletrium ci apre le sue porte mostrando un bell’esempio di passione per il lavoro artigianale: quasi 20 anni di attività seria e qualificata, fatta di abnegazione e professionalità. Era il 1990 quando Maurizio Ferrari rilevò l’azienda e si mise in proprio, portando avanti da allora una politica commerciale centrata sul prodotto di qualità:”Prima la qualità che la quantità”, è il motto dell’ora ex titolare che ha trasmesso la passione per questo lavoro al figlio Flavio. Oggi è il giovane a tenere le redini dell’azienda a cui ha dato un’impronta innovativa pur mantenendo inalterata l’autenticità dei prodotti e la fattura artigianale. Inizialmente l’attività dell’allora “Cereria San Sisto” riguardava soprattutto la produzione di Cosa caratterizza l’attività della Cereria Aletrium?

Quali materiali si utilizzano per produrre ceri e candele?

“La nostra produzione è eseguita artigianalmente con una cura scrupolosa della materia prima, scelta di volta in volta e testata. Tramite una lavorazione comple-tamente manuale produ-ciamo candele e lumini religiosi e molti altri articoli in cera per l’arre-damento”.

“Utilizziamo soprattutto paraffina raffinata e stearina, prodotti facilmente smaltibili, assolutamente non cere artificiali. Grazie all’uso di queste pregiate miscele le nostre candele creano una fiamma regolare e duratura che può rendere più calda e accogliente l’atmosfera dell’ambiente… dunque se per San Valentino vi servisse un’idea speciale venite a trovarci!”.

Quali sono i prodotti d’eccellenza della vostra azienda? “Senza dubbio le fiaccole romane, che produciamo anche in versioni profumate a piacimento e in recipienti particolari; le torce antivento, assolutamente a norma, fabbricate con iuta e cera raffinata, e le candele “a bagno” fatte con il calibro di qualsiasi misura. Sono prodotti di alta qualità manifatturiera, che ci vengono commissionati tanto da privati per feste e cer i m o n i e qu a n t o d a associazioni religiose, comuni e altre attività commerciali in occasione di eventi e manifestazioni”

candele da illuminazione ed ecclesiastiche. Nel corso degli anni, prestando attenzione alle richieste del mercato e grazie alle velleità artistiche di Flavio, la cereria ha rinnovato la propria produzione affiancando ai classici ceri la fabbricazione di candele artistiche, profumate, articoli da regalo e da arredamento, che è possibile vedere esposti nel laboratorio. Punto di forza restano tutt’ora gli articoli di altissima qualità con cui la Cereria Aletrium ha “illuminato” eventi nelle zone limitrofe ed oltre e che hanno permesso a questa azienda di ottenere importanti riconoscimenti a livello nazionale. Tutti i particolari nell’intervista al titolare Flavio Ferrari che oltre a narrarci aneddoti della sua attività ci ha descritto sapientemente modalità e materiali di produzione. Valmontone e per alcune importanti manifestazioni di moda e spettacolo” Nel tuo ufficio ci sono diversi premi e riconoscimenti: quali sono quelli per voi più significativi? “Abbiamo ricevuto il premio Mercurio D’Oro nel 2001, 2004 e 2007, come “migliore azienda operante nel campo ceraio” di cui siamo molto orgogliosi anche se questi

successi insinuano un po’ di rammarico per la scarsa considerazione che la mia attività riscuote nell’ambito del comune di Alatri. Penso che le attività artigianali svolgano un importante ruolo sociale all’interno dei comuni e dovrebbero essere rivalutate”. La Cereria Aletrium è aperta a quanti siano interessati a vedere come si lavora la cera in modo artigianale, è possibile visitare il laboratorio di

Il giovane titolare Flavio Ferrari produzione con la caratteristica vasca in cui la cera liquida viene mantenuta calda, vedere le attrezzature per incidere, dipingere, profumare, costruire gli stoppini; si potranno ammirare il tornio per

cera, l’inceratrice per gli stoppini, trafile per candele ecc., nonché diverse creazioni artistiche in esposizione; un’opportunità per fare un’esperienza diversa, interessante per adulti e bambini.

Ci puoi ricordare qualche evento “illuminato” dalla tua impresa? “Con le nostre fiaccole serviamo la CEI per la Festa Della Pace che si tiene ogni anno, durante la quale si organizza una grande fiaccolata, allestiamo diversi presepi viventi nel periodo natalizio e numerosi altri eventi sacri e feste patronali, prima fra tutti la festa della Madonna delle Grazie che si tiene a Velletri. Abbiamo anche fornito l’allestimento di fiaccole per l’inaugurazione dell’outlet di

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Terza Pagina Matematico, astronomo, cosmografo, ma soprattutto vescovo di Alatri

Egnazio Danti, grande genio

7 Febbraio 2009

La Frase

A cura di Melania Gatti

È a lui che si deve il ritrovamento delle reliquie del patrono San Sisto

“Prendi un sorriso, regalalo a chi non l’ha mai avuto. Prendi un raggio di sole, fallo volare là dove regna la notte. Scopri una sorgente, fa bagnare chi vive nel fango. Prendi una lacrima, posala sul volto di chi non ha pianto. Prendi il coraggio, mettilo nell’animo di chi non sa lottare. Scopri la vita, raccontala a chi non sa capirla. Prendi la speranza, e vivi nella sua luce. Prendi la bontà, e donala a chi non sa donare. Scopri l’amore, e fallo conoscere al mondo”

di MELANIA GATTI Proseguiamo la nostra rubrica dedicata ai personaggi storici vicini al passato alatrense andando a “rispolverare” una figura fondamentale: quella di Egnazio Danti, uomo dall’ingegno vivace e poliedrico, che fu vescovo della nostra cittadina dal 1583 al 1586. Durante questo breve periodo fece alla città un grande dono, ritrovando la teca che conservava le reliquie del nostro Patrono S. Sisto, giunte sull’Acropoli almeno quattro secoli prima. Andiamo a ripercorrere brevemente la vita di questa importante personalità della nostra storia. Egnazio Danti, al secolo Pellegrino Rainaldi Danti, nacque a Perugia nel 1536. Imparò in famiglia i rudimenti della pittura e dell'architettura, ma si dedicò maggiormente alla scienza. Entrò nell'ordine domenicano nel 1555, cambiando il suo nome di battesimo in Egnazio. Dopo aver terminato gli studi di filosofia e teologia, si chiuse in preghiera per un breve periodo, ma presto tornò agli studi scientifici.Fu invitato a Firenze da Cosimo I de' Medici, interessato a far rinascere gli studi matematici ed astronomici nel proprio dominio. Pare inoltre che nello stesso periodo Papa Pio V lo abbia incaricato di progettare una chiesa e un convento a Bosco Marengo (Alessandria). Egnazio fu inoltre a capo della

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Gandhi

Egnazio Danti e una sua Carta (1580, Roma, Galleria delle carte geografiche dei Palazzi Vaticani, Città del Vaticano) costruzione di un canale che doveva collegare Firenze col Mediterraneo e l'Adriatico. Poco dopo la morte di Cosimo I (1574), egli abbandonò l’opera e divenne professore di matematica all'Università di Bologna. Proprio per i suoi meriti Papa Gregorio XIII lo invitò a Roma, nominandolo matematico pontificio e membro dei lavori per la riforma del calendario, affidandogli inoltre i pittori che redigevano le carte geografiche italiane. Nel periodo in cui visse a Roma, il futuro vescovo pubblicò opere letterarie e soprattutto tecniche, per le sue discipline. Proprio a riconoscimento del suo

lavoro, sempre Papa Gregorio XIII, nel 1583, lo consacrò vescovo di Alatri. Nel suo nuovo e ultimo incarico – come si legge dai diversi studi che sono stati condotti sulla sua biografia – egli “convocò un sinodo diocesano, corresse molti abusi e mostrò grande sollecitudine verso i poveri”. Morì ad Alatri appena tre anni dopo, nel 1586. Dopo la sua morte, prese la sua cattedra universitaria – dal 1588 – Giovanni Antonio Magini, preferito rispetto a Galileo Galilei. Insomma, la storia di un grande personaggio che risuona e s’intreccia con la grande storia e i grandi personaggi di tutta Italia.

Ciò che maggiormente ci colpisce di queste meravigliose parole di Gandhi è innanzitutto l’inno alla vita che emerge, si chiarifica e anzi si amplifica a ogni passaggio. Una vita che non può necessariamente essere isolata, che si fonda sull’incontro di personalità spesso totalmente opposte, ma in fondo così vicine, estremamente comuni l’una rispetto all’altra nel cercare l’interazione, l’amicizia, in generale i legami che ci fanno sentire meno soli, amati, pieni di senso in fondo. E proprio il maggior senso si ricava forse, dal pensiero di Gandhi, dall’incontro-scontro con l’opposto: tanto perché appunto per opposizione riusciamo a definirci più direttamente, quanto, soprattutto, Gandhi perché forse solo in questo modo può nascere una più larga comprensione, un più largo ascolto che possa portare ognuno di noi a guardare oltre il proprio steccato, oltre le proprie prerogative e necessità, oltre di sé insomma. Aristotele sosteneva che l’uomo è un animale sociale: e questo è vero, sempre, perché non può essere altrimenti, la socialità e il vivere appieno questa socialità, pur seguendo uno sviluppo differente da persona a persona, sono innate e involontarie. In fondo, anche il barricarsi in un mondo virtuale è un costruire un proprio mondo di senso, nascosto all’apparenza e che tenta di aggrapparsi maggiormente alla sostanza, la nostra sostanza. Allora, riflettiamo ancora sulle parole di Gandhi, muoviamoci in direzione di chi ci sembra troppo lontano. Riavviciniamoci, lentamente, il più possibile, per scoprire la vita, esplorarla e viverla. Sempre, di nuovo, ricominciando.

L’angolo della lettura a cura di VALENTINA CELANI

“Rossovermiglio”

“Il violino di Auschwitz”

di Benedetta Cibrario

di Maria Anglada Angels

Narra la storia di una giovane donna appassionata e ribelle, cresciuta in un ambiente dove l'eleganza, la compostezza, la sobrietà e il rigore sono valori assoluti. Appena ventenne, accetta un matrimonio combinato per lei dal padre. Non sarà una scelta felice: il destino ha messo sulla sua strada l'affascinante ed enigmatico Trott che comprometterà definitivamente il precario equilibrio della sua vita. La protagonista incarna un momento di trasformazione di un'intera società: troppo moderna per adattarsi docilmente a proseguire nel solco tracciato dalle altre donne di famiglia e al tempo stesso ancora troppo fragile, e troppo poco abituata a dare ascolto ai sentimenti e alle emozioni, per vivere la propria ribellione sino alle estreme conseguenze. Libro semplice e lineare ma allo stesso tempo elegante e raffinato. Non un capolavoro, soprattutto per la scarsa originalità della trama, ma sicuramente un promettente inizio di una scrittrice che, sono certa, ci regalerà altri piacevoli romanzi. Consigliato a chi ama la "nuova" letteratura rosa, in cui non c’é solo una componente amorosa stucchevole ma anche la personalità di donne singolari, di cui può risultare veramente piacevole ripercorrere le gesta ed i pensieri.

Un violino costruito nell’inferno del lager, “assurdo come una pianta di rose in un porcile”. Un violino per ritrovare la dignità violata e, forse, per sopravvivere. Quando Daniel, liutaio a Cracovia, viene deportato ad Auschwitz, dei gesti e delle sensazioni di quel mestiere così amato gli resta solo il ricordo. Finché un giorno viene convocato dal comandante del campo, il maggiore Sauckel, per riparare un violino. Di fronte all’abilità del liutaio, il sadico e raffinato maggiore decide di commissionargli uno strumento nuovo. Un violino che dovrà essere “perfetto come uno Stradivari”; altrimenti Daniel andrà incontro a una fine peggiore della morte.. Il violino di Auschwitz, l’opera più significativa di una grande voce della letteratura catalana, è la storia di una speranza germogliata nel cuore della più terribile tragedia del Novecento. Un piccolo, struggente romanzo che celebra il potere dell’arte di redimere e renderci uomini, dimostrando che con la musica si possono “ammansire le bestie feroci”.

In alto le copertine di Rossovermiglio e de Il violino di Auschwitz

L’OROSCOPOL’OROSCOPOL’OROSCOPOL’OROSCOPOL’OROSCOPOL’OROSCOPOL’OROSCOPOL’OROSCOP ARIETE

La settimana si presenta piuttosto fredda in un modo o nel altro, non riuscirete a rilassarvi, dovrete tenere conto che l'autocontrollo sarà scarso.

TORO

Il desiderio di trovarvi in un ambiente lavorativo più armonico vi porterà a cercare nuove soluzioni migliorare l'atmosfera e fare fine ai discordi.

GEMELLI

Questa settimana potrebbe accadervi di trovarvi in compagnia di persone molto gradite, cosa che non vi aspettavate per nulla.

Il cielo e molto benevolo nei vostri confronti, vi offre tanta vitalità e forza anche fisica per i nati di tutte le decadi.

CANCRO

LEONE

BILANCIA Settimana ottimistica piena di voglia di vivere, di sentimenti e momenti in buona compagnia . Vi mostrerete più sereni e concilianti.

La settimana che si propone sarà felice e gioiosa con una Venere in buon aspetto per il vostro segno.

SCORPIONE

Questa settimana avrete più energia per decidervi in quelle questioni dove vi siete sentiti impotenti fino ora.

VERGINE

Positivo il periodo e protezione Sarete travolti da un vento forte astrale sotto tutti gli aspetti.Giove d'emozioni mischiate con tante in trigono protegge amori e contraddizioni. Non agite in professioni osate questo è il fretta. vostro momento. CAPRICORNO Vi sono delle persone intorno a voi in questo periodo, che non hanno grande influenza su di voi, ma voi potreste averla su di loro.

ACQUARIO

Nei primi giorni della settimana vi troverete persi in momenti d'incertezza, cosa che vi renderà più silenziosi e a volte burberi.

SAGITTARIO

Durante la settimana cercate di portare avanti le nuove idee dalle quali potrete usufruire molto nel futuro.

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